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	<title>Su Nuraghe</title>
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	<description>Circolo Culturale Sardo ~ Biella</description>
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		<title>“Su Nuraghe-Pizza Flash”, seconda vittoria: il gruppo cresce e guarda avanti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Su Nuraghe]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 08:14:48 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[su nuraghe calcio biella]]></category>
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					<description><![CDATA[Altre immagini Lunedì 12 ottobre, nella seconda giornata del girone d’andata del campionato provinciale amatoriale di calcio a 7, organizzato da Ricreativo Calcio Biella in collaborazione con A.S.C. – Attività Sportive Confederate, ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI presieduto da Pino Lopez, Su Nuraghe-Pizza Flash ha superato per 3-1 il Prafil Sisto (PS), diretto...]]></description>
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<a href="https://subandu.voxmail.it/nl/pvk42d/kjvtdb/yvifsl/uf/1/aHR0cHM6Ly93d3cuZmxpY2tyLmNvbS9waG90b3Mvc3VudXJhZ2hlYmllbGxhL2FsYnVtcy83MjE3NzcyMDMzNjA2Njk0NS8?_d=B9D&amp;_c=3be9c109"><strong>Altre immagini</strong></a></p>
<p>Lunedì 12 ottobre, nella seconda giornata del girone d’andata del campionato provinciale amatoriale di calcio a 7, organizzato da Ricreativo Calcio Biella in collaborazione con A.S.C. – Attività Sportive Confederate, ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI presieduto da Pino Lopez, <em>Su Nuraghe-Pizza Flash</em> ha superato per 3-1 il <em>Prafil Sisto (PS)</em>, diretto da Sisto Terlizzi Xavier, allenato da Luca Dodaro e capitanato da Matteo Ciocchetti. La serata si è svolta con l’assistenza arbitrale di Micheal Terlizzi e il supporto medico di Vittorio Zanellato.</p>
<p><span id="more-10650"></span></p>
<p>Sul terreno sintetico del centro sportivo <em>Openkinetik</em> di Vigliano Biellese, la formazione biellese ha offerto una prova convincente, imponendosi al termine di una gara combattuta, intensa e corretta. Fin dai primi minuti, le due squadre hanno dato vita a un confronto dinamico, nel quale i ragazzi di <em>Su Nuraghe-Pizza Flash</em> hanno saputo valorizzare preparazione atletica, organizzazione e spirito di gruppo, conquistando un successo meritato contro avversari giovani e competitivi.</p>
<p>A firmare le tre reti della vittoria sono stati Gianluca Cavalli, Giovanni Di Vita e Marco Gozzi. Per il <em>Prafil Sisto</em>, Samuele Maffeo ha realizzato il gol della bandiera, fissando il risultato finale sul 3-1.</p>
<p>Dietro la prestazione della squadra c’è il lavoro di un gruppo che sta consolidando la propria identità, grazie alla regia dei dirigenti Gaspare Carmona e Simone Osiliero, al supporto tecnico di Silvio Burato e alla conduzione sul campo di Andrea Savoi e Damiano Platini. Tra i pali, a guidare la formazione con la fascia di capitano, Pietro Pitarresi ha contribuito alla tenuta complessiva della squadra.</p>
<p>«Grande prestazione dei ragazzi questa sera!», ha commentato Simone Osiliero subito dopo il fischio finale, abbracciando i giocatori. «Abbiamo affrontato una squadra giovane, veloce e di grande valore. Per spuntarla serviva il mix giusto: intensità, voglia, sana cattiveria sportiva, un pizzico di malizia e tanta esperienza».</p>
<p>Ingredienti che, secondo il dirigente, la squadra ha saputo mettere in campo con la giusta mentalità. «Un applauso enorme a questo gruppo fantastico, che sta costruendo un’identità di squadra straordinaria. Forza ragazzi, avanti così! Con questo spirito ci toglieremo grandi soddisfazioni quest’anno».</p>
<p>Sulla stessa linea il messaggio pubblicato sui social da Andrea Savoi, che si è congratulato con tutti per il successo: «Non era per niente semplice, contro un’ottima squadra. Ho visto in voi uno spirito di gruppo in crescita, molto importante. Continuiamo così! Forza ragazzi!».</p>
<p>Un risultato che va oltre i tre punti e rafforza il percorso di una formazione nata dall’incontro tra Su Nuraghe Calcio Biella e Pizza Flash. Le insegne rosso-blu, accostate ai colori e ai simboli della Sardegna, accompagnano in campo un progetto sportivo che unisce passione, partecipazione e senso di appartenenza. La squadra interpreta così, attraverso il calcio, lo spirito del Circolo Culturale Sardo <em>Su Nuraghe</em>, facendo dello sport un’occasione di incontro e di condivisione nella terra di adozione.</p>
<p>«La strada verso la Sardegna è stata imboccata nella direzione giusta», ha commentato il presidente del Circolo, Battista Saiu, esprimendo soddisfazione per la prova dei giocatori che scendono in campo indossando con dignità e onore le insegne rosso-blu. Un cammino fatto di impegno, rispetto degli avversari e crescita collettiva, nel quale ogni partita contribuisce a rafforzare il legame tra sport e identità.</p>
<p>Dopo il fischio finale, la serata è proseguita a tavola, alla <em>Pizzeria Positano</em>, dove atleti e dirigenti hanno festeggiato la vittoria tra birra fresca e il profumo delle pietanze appena sfornate. Ad accoglierli Antonio, affiancato dal figlio Angelo, terzo portiere della formazione vincitrice, che ha servito le portate. Un momento conviviale che ha completato la serata, rinsaldando lo spirito di squadra anche fuori dal campo.</p>
<p>Il campionato prosegue con il prossimo appuntamento in programma <strong>mercoledì 21 ottobre alle ore 20</strong>, al centro sportivo <em>San Biagio</em> di Biella, dove <em>Su Nuraghe-Pizza Flash</em> affronterà il <em>Village Style</em>.</p>
<p><strong>Efisangelo Calaresu</strong></p>
<p><em>Didascalia: Atleti e dirigenti di Su Nuraghe-Pizza Flash e Prafil Sisto (PS) prima del fischio d’inizio.</em></p>
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		<title>Biodiversità nel Biellese: un dono dei Sardi alla terra di adozione: Ottobre  Immagini e testi di “Su Calendariu 2026” del Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” ci accompagnano nello scorrere dei mesi, con sensibilità sociale e naturalistica attraverso fotografie e didascalie di Lucio Bordignon e della figlia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Su Nuraghe]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 08:12:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[su calendariu]]></category>
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					<description><![CDATA[Immagini e testi di “Su Calendariu 2026” del Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” ci accompagnano nello scorrere dei mesi, con sensibilità sociale e naturalistica attraverso fotografie e didascalie di Lucio Bordignon e della figlia Alice Orto Anche l&#8217;orto favorisce la fauna selvatica. Le verdure a foglia verde &#8211; lattuga, bietole e rape &#8211; sono consumate...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="/files/img/11/0551.jpg" alt="descrizione" /></p>
<p><strong>Immagini e testi di “Su Calendariu 2026” del Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” ci accompagnano nello scorrere dei mesi, con sensibilità sociale e naturalistica attraverso fotografie e didascalie di Lucio Bordignon e della figlia Alice</strong></p>
<p><strong><span id="more-10649"></span></strong></p>
<p>Orto</p>
<p>Anche l&#8217;orto favorisce la fauna selvatica. Le verdure a foglia verde &#8211; lattuga, bietole e rape &#8211; sono consumate dalle chiocciole. Nel nostro orto, ne osserviamo tre specie: chiocciola borgognona, chiocciola da giardino e lumaca cornuta.</p>
<p>Generalmente, attaccano alcuni cespi specifici, quindi il danno è contenuto.</p>
<p>Le chiocciole sono prede di uccelli e piccoli mammiferi. I cavoli di ogni varietà – cappuccio, verza, broccolo e cavolfiore – sono scelti dalle cavolaie per deporre uova da cui nascono bruchi che mangiano le foglie. Abbiamo documentato tre specie: cavolaia maggiore, minore e navoncella.  Lasciamo sempre andare a seme alcuni cespi di cicoria che attraggono il cardellino, ghiotto dei semi; analogamente col cavolo, i cui semi piacciono al verzellino.</p>
<p><strong>Lucio e Alice Bordignon</strong></p>
<p>Nell’immagine,<strong> Cavolaie &#8211; </strong>fotografia di Lucio Bordignon</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Da “Su Nuraghe” una paròla piemontèisa al mèis, Ottobre 2026, «O» come «Òm / Òmo»</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2026 08:09:35 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[laboratorio linguistico]]></category>
		<category><![CDATA[Una parola piemontese]]></category>
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					<description><![CDATA[Omaggio dei Sardi dell’Altrove alla terra di accoglienza, “omagià daj Sardagneuj fòra ’d Finagi” che fanno capo al Circolo culturale sardo “Su Nuraghe” di Biella. Nèir e nemis sono parole che accompagna il decimo mese dell’anno 2026 come le si ritrovano in Gianrenzo Clivio, in “Barba Tòni”, Barbo Toni Boudrìe, in “Gribàud”, Gianfranco Gribaudo e nella ricca produzione letteraria...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="/files/img/11/0550.jpg" alt="descrizione" /></p>
<p class="NORMALECxSpLast">Omaggio dei Sardi dell’Altrove alla terra di accoglienza, “omagià daj Sardagneuj fòra ’d Finagi” che fanno capo al Circolo culturale sardo “Su Nuraghe” di Biella. <em>Nèir</em><em> e nemis</em> sono parole che accompagna il decimo mese dell’anno 2026 come le si ritrovano in Gianrenzo Clivio, in “Barba Tòni”, Barbo Toni Boudrìe, in <strong><em>“</em></strong>Gribàud<strong><em>”</em></strong><em>,</em> Gianfranco Gribaudo e nella ricca produzione letteraria di “Tavo Burat”, Gustavo Buratti Zanchi</p>
<p><strong><span id="more-10648"></span></strong></p>
<p>Òm / òmo<em> s.m.</em> [<em>pl. </em><strong>òm / òmo / òmni / òmini</strong>] <strong><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/25aa.png" alt="▪" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> </strong>uomo || <strong><em>an </em></strong><em>ambrass<strong>-rà lë stravent che j’òmini a foata </strong></em><sup>[</sup><sup>Clivio</sup><sup>]</sup> = <em>ci abbraccerà il turbinio che gli uomini frusta</em> || <strong><em>òmini moch, ch’i marce an trantoland, parèj dij cioch </em></strong><sup>[</sup><sup>Clivio</sup><sup>]</sup> = <em>uomini mortificati, che camminate a tentoni, come degli ubriachi</em> || <strong><em>e minca n’òm flambà a-j fà na ghiga </em></strong><sup>[</sup><sup>Barba Tòni</sup><sup>] </sup>= <em>e a ogni uomo ucciso fa uno schiocco con le dita</em> || <strong><em>tutun l’òm Celt a sta drit ant soa braja sota la coassa ‘d soa longa caviera</em></strong> <sup>[</sup><sup>Tavo</sup><sup>]</sup> = <em>ed invece l’uomo Celta sta dritto nelle sue braghe sotto la treccia della sua lunga capigliatura</em> || <strong><em>e l’òm che a s’afara drinta ‘d noi për tapé giù la massa dël maleur che su soe spale a lo crasa </em></strong><sup>[</sup><sup>Tavo</sup><sup>] </sup>= <em>e l’uomo che s’agita dentro di noi per scrollare la massa della tristezza che sulle sue spalle lo schiaccia</em> || [<em>m.d.d.</em>] ® [<strong><em>alla lett.</em></strong>] <strong><em>òm da sach e da còrda</em></strong> <sup>[</sup><sup>Gribàud</sup><sup>]</sup> = <em>uomo di sacco e di corda </em> [<strong><em>a senso</em></strong>] <em>furfante</em></p>
<p><strong>Sergi Girardin</strong> (Sergio Maria Gilardino)</p>
<h2>Nell’immagine: capolettera “M”, Sacramentarium Episcopi Warmundi (Sacramentario del Vescovo Warmondo di Ivrea): fine secolo X, Ivrea, Biblioteca Capitolare, Ms 31 LXXXVI). Priuli Verlucca,1990, copia posseduta a Biella dal Comm. Mario Coda.</h2>
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		<title>La voce della Sardegna nella preghiera universale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Su Nuraghe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 17:45:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le “Voci di Su Nuraghe” al Santuario di Graglia per la “VII Giornata della Fratellanza e della Pace”. 4 ottobre 2026. Nel giorno di San Francesco, il Santuario di Graglia ha aperto le porte alla “VII Giornata della Fratellanza e della Pace”, dedicata quest’anno alla «Madre Terra». Una giornata di preghiera, dialogo e musica, nel...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="/files/img/11/0549.jpg" alt="descrizione" /><strong>Le <em>“Voci di Su Nuraghe”</em> al Santuario di Graglia per la “VII Giornata della Fratellanza e della Pace”.</strong></p>
<p>4 ottobre 2026. Nel giorno di San Francesco, il Santuario di Graglia ha aperto le porte alla “VII Giornata della Fratellanza e della Pace”, dedicata quest’anno alla «Madre Terra». Una giornata di preghiera, dialogo e musica, nel segno di una fraternità che attraversa confessioni, culture e lingue diverse.</p>
<p>La Santa Messa ha dato avvio alle celebrazioni, alla presenza delle autorità civili e militari. A seguire, il <em>Forum delle Religioni</em>ha raccolto attorno allo stesso tavolo rappresentanti della Diocesi di Biella, della Chiesa Evangelica Valdese e dell’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi di Biella, della Comunità Musulmana dell’Associazione Culturale Islamica <em>«Al Huda»</em> di Biella e della tradizione buddhista rappresentata dal monastero <em>“Mandala Samten Ling”</em>, che sorge nelle immediate vicinanze del Santuario.</p>
<p><span id="more-10647"></span></p>
<p>Nel saluto introduttivo, il rettore del Santuario, don Eugenio Zampa, ha ringraziato i partecipanti, sottolineando il cammino compiuto in questi sette anni dal <em>Forum delle Religioni</em>: un percorso di ascolto, conoscenza reciproca e ricerca di ciò che unisce, nella consapevolezza che la custodia della terra riguarda ogni uomo e ogni comunità.</p>
<p>Dopo il pranzo condiviso nel ristorante del Santuario, la giornata è proseguita nel pomeriggio con un momento particolarmente significativo per la comunità sarda. Battista Saiu, presidente del Circolo Culturale Sardo <em>“Su Nuraghe”</em>, e Roberto Perinu hanno introdotto la preghiera delle Comunità Cristiane, dedicata alla «Cura del Creato», con una riflessione sul valore della lingua sarda nella preghiera.</p>
<p>Le “<em>Voci di Su Nuraghe”</em>, dirette da Perinu, hanno dato voce a questa riflessione attraverso <em>«Deus ti salvet Maria» </em>e <em>«Babbu soberanu».</em> Nel Santuario di Graglia, la lingua sarda è diventata una voce universale di preghiera: memoria di una terra e di una comunità, ma anche dono che sa incontrare altre tradizioni e altre sensibilità.</p>
<p>L’approfondimento ha messo in luce la ricchezza del testo sardo, nelle sue sfumature linguistiche e teologiche, evidenziando il legame tra lingua, fede e poesia. Una presenza discreta ma significativa, che ha portato la voce della Sardegna nella preghiera sulla Cura del Creato.</p>
<p>A chiudere la giornata, la musica ha raccolto e rilanciato il messaggio di fraternità. La <em>Cromatic Chamber Orchestra,</em> diretta dal maestro Simone Delbene, ha proposto musiche di Antonio Vivaldi e Wolfgang Amadeus Mozart, accolte con particolare apprezzamento dal numeroso pubblico. Applausi anche per il giovanissimo violinista Giovanni Costa e per il maestro Marco Giani, primo fagotto del Teatro La Fenice di Venezia.</p>
<p>Guardando al futuro, don Eugenio Zampa esprime soddisfazione per il cammino intrapreso dal Santuario: <em>«L’intenso programma di celebrazioni religiose e di concerti ha reso questa estate 2026 particolarmente intensa e variegata. Il desiderio è quello di proseguire su questa strada, sotto lo sguardo materno della Madonna di Loreto, qui venerata da oltre quattrocento anni».</em></p>
<p>A Graglia, nel giorno di San Francesco, la Madre Terra è diventata luogo simbolico d’incontro: una casa comune nella quale preghiera, musica e culture diverse hanno potuto riconoscersi nella responsabilità verso il Creato e nella costruzione della pace.</p>
<p><strong><em>Simmaco Cabiddu</em></strong></p>
<p>Nell’immagine: le <em>«Voci di Su Nuraghe»</em> prima del concerto, insieme al Lama del monastero di Graglia, alla Viceprefetto vicario di Biella e al Sindaco di Graglia.</p>
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		<title>Su Nuraghe-Pizza Flash, mercoledì la prima gara in campionato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Su Nuraghe]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2026 15:59:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[su nuraghe calcio biella]]></category>
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					<description><![CDATA[Mercoledì 7 ottobre, alle 21, sul campo di via Oremo, “Su Nuraghe-Pizza Flash” affronterà “NVP Oremo” nella prima giornata del campionato provinciale amatoriale di calcio a 7. Per la formazione biellese, nata dalla fusione tra Su Nuraghe Calcio 1978e Pizza Flash 2015, sarà l’esordio ufficiale nella stagione 2026-2027. La nuova squadra si presenta con uno...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="/files/img/11/0548.jpg" alt="descrizione" />Mercoledì 7 ottobre, alle 21, sul campo di via Oremo, <em>“Su Nuraghe-Pizza Flash”</em> affronterà <em>“NVP Oremo” </em>nella prima giornata del campionato provinciale amatoriale di calcio a 7. Per la formazione biellese, nata dalla fusione tra <em>Su Nuraghe Calcio 1978</em>e <em>Pizza Flash 2015</em>, sarà l’esordio ufficiale nella stagione 2026-2027.</p>
<p>La nuova squadra si presenta con uno stemma che riunisce i Quattro Mori di Sardegna, il profilo di un nuraghe, l’orsa di Biella e una saetta, richiamo a “Flash”. Simboli che identificano le due realtà e il legame con i territori di origine.</p>
<p><span id="more-10646"></span></p>
<p>A caratterizzare l’avvio della stagione saranno anche le nuove divise, realizzate da 2G World di via Cottolengo a Biella. Al lavoro di Laura e Gabriele ha partecipato Yassir, giovane stagista diplomato al Liceo Artistico dell’Istituto Superiore “Giuseppe e Quintino Sella” di Biella. Un’esperienza in sintonia con i valori di partecipazione e inclusione promossi dal Circolo Culturale Sardo <em>“Su Nuraghe” </em>di Biella.</p>
<p><em>«Il sostegno reciproco nel gioco, come nella vita, è lo spirito con cui i nostri giovani scendono in campo –</em> sottolinea il presidente Battista Saiu <em>–. Inaugurano la stagione 2026-2027 indossando con orgoglio antichi colori e con riconoscenza verso tutte le persone che li accompagnano e li sostengono, anche nella preparazione delle divise».</em></p>
<p>Il campionato, organizzato da Ricreativo Calcio Biella in collaborazione con A.S.C. – Attività Sportive Confederate, coinvolge oltre mille giovani biellesi, di nuova e vecchia origine. Per <em>“Su Nuraghe-Pizza Flash”</em> sarà il primo confronto di una stagione che porterà in campo la nuova identità della squadra.</p>
<p><strong>Efisangelo Calaresu</strong></p>
<p><em>Nell’immagine, Laura, Gabriele e Yassir mostrano le nuove divise di “Su Nuraghe-Pizza Flash”</em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Dalla Sardegna al Biellese, il filo della memoria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Su Nuraghe]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 15:53:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[donne del filet]]></category>
		<category><![CDATA[Museo delle Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[pettinengo]]></category>
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					<description><![CDATA[Antichi lavori a filet, portati dalla Sardegna da Sebastiana Vittoria Nurra, entrano nelle collezioni del Museo delle Migrazioni di Pettinengo. Sono antichi manufatti a filet, portati dalla Sardegna nel corso della lunga esperienza migratoria di Sebastiana Vittoria Nurra, ad aggiungersi alle testimonianze che raccontano partenze, lavoro e legami con la terra d’origine. Nata a Pozzomaggiore...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignright" src="/files/img/11/0547.jpg" alt="descrizione" /><em data-start="1845" data-end="1990"><strong>Antichi lavori a filet, portati dalla Sardegna da Sebastiana Vittoria Nurra, entrano nelle collezioni del Museo delle Migrazioni di Pettinengo.</strong></em></p>
<p>Sono antichi manufatti a filet, portati dalla Sardegna nel corso della lunga esperienza migratoria di Sebastiana Vittoria Nurra, ad aggiungersi alle testimonianze che raccontano partenze, lavoro e legami con la terra d’origine.</p>
<p>Nata a Pozzomaggiore nel 1943, Sebastiana lascia giovanissima la Sardegna e nel 1957 raggiunge Roma. Dopo il matrimonio con Antonio Deiana, nel 1964 si trasferisce in Svizzera, prima ad Arau e poi, dal 1971, a Faido, nel Canton Ticino, dove lavora presso l’ospedale. Nel 1998 si stabilisce a Biella, mantenendo i legami con la famiglia e con le figlie residenti in Svizzera. Oggi, rimasta vedova, è nuovamente accanto a figlie e nipoti.</p>
<p>Attiva nel Circolo “Su Nuraghe”, Sebastiana ha sempre mantenuto vivo il rapporto con la cultura di Pozzomaggiore. Tra gli oggetti conservati durante i diversi spostamenti ci sono anche i lavori a filet oggi donati al museo. Non sono manufatti realizzati da lei, ma antichi lavori che Sebastiana ha portato con sé dalla Sardegna, conservandoli negli anni come un legame concreto, quasi un cordone ombelicale, con la terra lasciata.</p>
<p><span id="more-10645"></span></p>
<p>È proprio questo legame a dare alla donazione un significato che va oltre il valore degli oggetti. Un ricamo, un pizzo, un manufatto possono accompagnare una persona nel viaggio e continuare a raccontare il luogo da cui proviene. Nel museo, quelle stesse testimonianze entrano in una storia più ampia: quella delle donne che, attraverso le migrazioni, hanno portato con sé saperi, tradizioni e memorie familiari.</p>
<p>Il filo della donazione si intreccia con un’altra importante presenza custodita a Pettinengo: l’antico telaio appartenuto a suor Maria Battistina, al secolo Caterina Sotgiu, religiosa del Cottolengo e dal 1939 “Pietatina” di clausura a Biella. Arrivata in città nel 1947, la religiosa era specializzata nella realizzazione dei filet bosani, destinati ad adornare chiese e abitazioni.</p>
<p>Alla sua morte, nel 1978, il telaio fu consegnato dalle suore alla nipote Antonietta Sotgiu, figura storica delle “Donne del Filet” di “Su Nuraghe”. Fu lei a promuovere presso il Circolo il laboratorio di Filet, contribuendo alla trasmissione di un’arte tradizionale legata alla comunità di pescatori di Bosa.</p>
<p>Oggi il grande telaio continua a essere utilizzato dalle donne di “Su Nuraghe” per la realizzazione di nuovi ricami. Gli antichi lavori portati dalla Sardegna da Sebastiana e il telaio, dunque, non sono semplicemente testimonianze del passato: continuano a dialogare con il presente attraverso gli allestimenti temporanei e permanenti del Museo di Pettinengo e con le attività che ne fanno luogo vivo di trasmissione della memoria.</p>
<p>La donazione aggiunge così un nuovo tassello alla storia dell’emigrazione biellese e, in particolare, alla storia delle sue protagoniste. Donne che hanno attraversato paesi e confini, lavorato, cresciuto famiglie e conservato nelle proprie case oggetti capaci di mantenere aperto il rapporto con la terra d’origine. Oggetti che oggi, usciti dalle valigie e dagli armadi familiari, diventano patrimonio condiviso.</p>
<p>Il Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli, inserito nella Rete Museale Biellese, è aperto ogni domenica dalle 15 alle 19, con ingresso gratuito. Ad accompagnare i visitatori sono le giovani guide Caterina e Maria Grazia.</p>
<p><strong>Info, prenotazioni e visite:</strong> Idillio – 334 345 2685</p>
<p><strong><em>Battista Saiu</em></strong></p>
<p><em>Nell’immagine, Sebastiana Vittoria Nurra con la figlia Alba mostra un antico pizzo a filet donato al Museo di Pettinengo.</em></p>
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		<title>“Su Nuraghe-Pizza Flash”, sette gol nel test di San Biagio</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 08:04:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[su nuraghe calcio biella]]></category>
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					<description><![CDATA[BIELLA – Sette gol e una buona prova di squadra. Si è conclusa così, sul rinnovato sintetico del centro sportivo San Biagio di Biella, la fase di preparazione di Su Nuraghe-Pizza Flash, formazione impegnata nel campionato provinciale amatoriale di calcio a 7 organizzato da Ricreativo Calcio Biella in collaborazione con A.S.C. – Attività Sportive Confederate,...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="/files/img/11/0546.jpg" alt="descrizione" />BIELLA – Sette gol e una buona prova di squadra. Si è conclusa così, sul rinnovato sintetico del centro sportivo San Biagio di Biella, la fase di preparazione di <em>Su Nuraghe-Pizza Flash</em>, formazione impegnata nel campionato provinciale amatoriale di calcio a 7 organizzato da Ricreativo Calcio Biella in collaborazione con A.S.C. – Attività Sportive Confederate, ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI.</p>
<p><span id="more-10636"></span></p>
<p>Diretta da Gaspare Carmona e Simone Osiliero, con il supporto tecnico di Silvio Burato e la conduzione in campo di Andrea Savoi e Damiano Platini, la squadra, capitanata dal portiere Pietro Pitarresi, ha affrontato in amichevole <em>Escile Team</em>, guidata da Alberto Docimo, con Samuele Achilli capitano, Andrea Parciasepe e Christian Chinellato alla direzione.</p>
<p>Un confronto combattuto e corretto, utile a verificare condizione atletica e intesa di gioco in vista dell’imminente campionato. <em>Escile Team</em>, proveniente dal Girone “B” della passata stagione e terza nella fase finale per il titolo provinciale, ha trovato quattro volte la via del gol con Francesco Canova, Giacomo Pasini e la doppietta di Alex Giacalone.</p>
<p><em>Su Nuraghe-Pizza Flash</em> ha risposto con sette reti: Riccardo Mancin, Tommaso Veimaro e Marco Gozzi, un gol ciascuno, e le doppiette di Gianluca Cavalli e Andrea Pulze.</p>
<p><em>«È stata un’ottima prova di squadra»,</em> commenta il dirigente Simone Osiliero<em>. «Ho visto un gioco rapido, a uno-due tocchi, e un gruppo sempre più affiatato e pronto per l’inizio del campionato. L’avversario, giovane, tosto e ben preparato, ci ha offerto un test perfetto per rifinire la preparazione».</em></p>
<p>Soddisfatto anche il presidente del Circolo Culturale Sardo Battista Saiu, che sottolinea il valore del progetto sportivo: <em>«Fa piacere vedere questi giovani affrontare il campo con entusiasmo, impegno e rispetto. La squadra cresce, dentro e fuori dal rettangolo di gioco, e porta con sé quei valori di amicizia, correttezza e solidarietà che lo sport sa trasmettere. È un percorso importante, perché prepararsi a una partita significa anche imparare ad affrontare le sfide della vita».</em></p>
<p>Il risultato conta, ma non è tutto. Nel calcio si impara a rispettare regole e avversari, a condividere responsabilità, a reagire alle difficoltà e a mettere le qualità individuali al servizio del gruppo. È un allenamento che continua oltre il campo.</p>
<p>Terminata la preparazione collettiva, proseguono gli allenamenti individuali.</p>
<p><strong>Efisangelo Calaresu</strong></p>
<p><em>Nell’immagine, gli atleti e i dirigenti di Su Nuraghe-Pizza Flash ed Escile Team prima dell’amichevole disputata sul rinnovato campo sintetico di San Biagio.</em></p>
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		<title>Sentieri di fratellanza e acqua viva: la comunità sarda al Santuario di Graglia per la custodia del creato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Su Nuraghe]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 08:06:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Giornata della fratellanza e della pace]]></category>
		<category><![CDATA[Graglia]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel cuore verde e spirituale del Biellese, tra i silenzi accoglienti del Santuario di Graglia, la fede si fa ponte, abbraccio e respiro universale. È qui che, domenica 4 ottobre, si rinnoverà l’appuntamento con la VII Giornata della Fratellanza e della Pace, evento dal titolo evocativo: “Madre Terra”. Una giornata intensa, aperta al dialogo e...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignright" src="/files/img/11/0545.jpg" alt="descrizione" />Nel cuore verde e spirituale del Biellese, tra i silenzi accoglienti del Santuario di Graglia, la fede si fa ponte, abbraccio e respiro universale. È qui che, domenica 4 ottobre, si rinnoverà l’appuntamento con la <em>VII Giornata della Fratellanza e della Pace</em>, evento dal titolo evocativo: “Madre Terra”. Una giornata intensa, aperta al dialogo e alla riflessione, che prenderà forma attraverso la tavola rotonda animata dai Rappresentanti del <em>Forum delle Religioni di Biella</em>, in un cammino condiviso di fraternità umana.</p>
<p>Nel pomeriggio, il percorso spirituale troverà la sua naturale continuazione nella <em>Giornata Ecumenica per la Salvaguardia del Creato</em>, intitolata quest&#8217;anno “Acqua viva” – eco profonda del <em>Tempo del Creato 2026</em>. Guidate dalla potente visione biblica del profeta Ezechiele (<em>Ez 47: 9-12</em>), la preghiera e la meditazione si volgeranno a quell&#8217;acqua che, sgorgando dal santuario di Dio in un tempo di esilio e smarrimento, porta con sé una promessa di guarigione ecologica. È l&#8217;immagine viva della grazia divina che rigenera la terra, disseta la biodiversità e richiama l&#8217;uomo alla sua alta responsabilità di custode dell&#8217;intero creato.</p>
<p><span id="more-10638"></span></p>
<p>In questo mosaico di fedi e di culture, la Comunità sarda di Biella – attraverso il Circolo Culturale Sardo <em>Su Nuraghe</em> – offrirà il proprio contributo di spiritualità e identità. Le “Voci di Su Nuraghe”, condotte da Roberto Perinu, intoneranno le melodie eterne della devozione isolana: il <em>“Deus ti salvet Maria”</em>, l&#8217;<em>“Ave Maria”</em>, e il <em>“Babbu soberanu”</em> (<em>Padre nostro</em>), rigorosamente custoditi nella <em>limba sarda</em>. In Sardegna, da sempre, la preghiera non è soltanto detta: è cantata. Una consuetudine che attraversa i secoli e rinnova l&#8217;ammonimento di Sant’Agostino, <em>&#8220;Chi canta prega due volte&#8221;</em>, radicata in un tempo antico in cui i versi sacri fiorivano spontaneamente in canto, proprio come accade ancora oggi nei <em>“Gosos”</em>, le antiche lodi dedicate ai Santi.</p>
<p>A suggellare questo legame profondo tra lingua, teologia e poesia, un approfondimento di Roberto Perinu svelerà la ricchezza del testo sardo rispetto a quello del testo latino. Non una semplice traduzione, ma un ampliamento e una fioritura di concetti: il modo sardo espande e colora la sintesi essenziale delle preghiere canoniche, dilatandone la portata espressiva e spirituale fino a raddoppiarne la densità verbale e lirica in un dialogo continuo tra radici millenarie e terra d&#8217;accoglienza.</p>
<p><strong>Programma della Giornata</strong></p>
<ul>
<li>Ore 10.30 – Santa Messa</li>
<li>Ore 11.15 – Tavola rotonda <em>&#8220;Madre Terra&#8221;</em> nel Santuario, con gli interventi dei Rappresentanti del Forum delle Religioni</li>
<li>Ore 13.00 – Pranzo conviviale presso il Ristorante del Santuario <em>(€ 10,00 &#8211; su prenotazione)</em></li>
<li>Ore 15.00 – Momento di preghiera <em>&#8220;Acqua viva&#8221;</em> per la Giornata Ecumenica per la Salvaguardia del Creato, animata dalle Chiese cristiane</li>
<li>Ore 17.00 – Concerto della <em>Chromatic Chamber Orchestra</em>, con musiche di W.A. Mozart e L. v. Beethoven</li>
</ul>
<p><strong><em>Battista Saiu</em></strong></p>
<p><em>Nell’immagine: locandina ufficiale dell&#8217;evento</em></p>
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		<title>“Carrelas de sa vida/Strade della vita”: a Biella la poesia di Nicola Loi, tra memoria, tempo e cammino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Su Nuraghe]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2026 08:04:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[laboratorio linguistico]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Loi]]></category>
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					<description><![CDATA[Al Circolo Culturale Sardo “Su Nuraghe” di Biella approda Carrelas de sa vida/Strade della vita, nuova composizione poetica di Nicola Loi di Ortueri, poeta ormai familiare alla comunità dei Sardi-Biellesi. Da anni i suoi versi raggiungono Biella dalla Sardegna, accompagnando ricorrenze, vicende personali e momenti della vita collettiva con una lingua sarda, che sa custodire...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="/files/img/11/0544.jpg" alt="descrizione" /></p>
<p>Al Circolo Culturale Sardo <em>“Su Nuraghe” </em>di Biella approda <em>Carrelas de sa vida/Strade della vita</em>, nuova composizione poetica di Nicola Loi di Ortueri, poeta ormai familiare alla comunità dei Sardi-Biellesi. Da anni i suoi versi raggiungono Biella dalla Sardegna, accompagnando ricorrenze, vicende personali e momenti della vita collettiva con una lingua sarda, che sa custodire la memoria e, nello stesso tempo, parlare al presente.</p>
<p><span id="more-10637"></span></p>
<p>La nuova poesia, datata 29 settembre 2026, festa di San Michele, si presenta in cinque ottave di endecasillabi e prende avvio da una delle immagini più antiche della poesia: il cammino. La strada diventa metafora dell&#8217;esistenza che passa, delle stagioni della giovinezza e della maturità, delle prove incontrate lungo il percorso e della memoria che, voltandosi indietro, restituisce volti, voci, feste e insegnamenti.</p>
<p>È un viaggio che Loi racconta con parole semplici e profonde, radicate in un patrimonio linguistico antico. La vita appare come una strada percorsa dapprima con passo veloce e poi, inevitabilmente, più lentamente. Il tempo cambia il modo di guardare il mondo, ma non cancella ciò che è stato: lo trasforma in ricordo, esperienza, consapevolezza.</p>
<p><strong><em>Andende in custa vida a tota fua,<br />
Como ses caminende a passu lenu.<br />
Ca a donz&#8217;unu arrivat sa sua,<br />
Sa temporada e chelu serenu.</em></strong></p>
<p><em>Andando in questa vita </em><em>in</em><em> tutta fretta,</em><br />
<em>ora stai camminando a passo lento.</em><br />
<em>Perché ad ognuno arriva la sua,</em><br />
<em>il temporale a cielo sereno.</em></p>
<p>Il temporale che irrompe in un cielo apparentemente sereno è una delle immagini che meglio restituiscono l&#8217;imprevedibilità dell&#8217;esistenza. Non tutto può essere scelto, non tutto può essere governato. Il poeta guarda alla condizione umana senza retorica, riconoscendo che ciascuno incontra il proprio tempo, le proprie prove e le proprie stagioni.</p>
<p>Poi il ricordo torna alla giovinezza, quando la forza sembra inesauribile e la vita appare ancora tutta davanti. Ma il divenire, come una mano paziente, cambia i colori delle cose.</p>
<p><strong><em>Ma totucantu est a tempus sou,</em></strong><em><br />
<strong>Sa fortza manna est in gioventude.</strong><br />
<strong>Cando ch&#8217;aimis, sa pudda e-i s&#8217;ou,</strong><br />
<strong>Pienos de ispiritu e salude</strong></em><strong>.</strong></p>
<p><em>Ma tutto quanto è a tempo debito,</em><br />
<em>la grande forza è nella gioventù.</em><br />
<em>Quando avevamo la gallina e l&#8217;uovo,</em><br />
<em>pieni di spirito e salute.</em></p>
<p>La poesia procede quindi per immagini quotidiane, quasi domestiche, nelle quali il grande tema del tempo si misura con le cose semplici. Il consiglio non è quello di inseguire ciò che non può più tornare, ma di imparare a riconoscere il valore del poco, della misura, della lentezza.</p>
<p><strong><em>Ma si pasidu andas in caminu,</em></strong><em><br />
<strong>E finas de su pagu ti cuntentas.</strong><br />
<strong>Sa dulcura t&#8217;acreschet intr&#8217;e sinu,</strong><br />
<strong>Tando de nudda mai ti lamentas.</strong></em></p>
<p><em>Ma se con calma ti metti in cammino,</em><br />
<em>e anche del poco ti accontenti,</em><br />
<em>la dolcezza ti cresce in seno,</em><br />
<em>allora di nulla mai ti lamenti.</em></p>
<p>È qui che <em>Carrelas de sa vida</em> assume il tono di una piccola lezione di saggezza. La strada non viene presentata come una corsa verso una meta, ma come un modo di stare nel mondo. Il viaggio diventa occasione per assaporare ciò che resta: il paesaggio, la terra antica, le ore serene, le feste, i suoni e soprattutto le persone.</p>
<p>E il passato si apre allora sulla Sardegna di ieri, quella dei balli, dei <em>tenores</em>, dei contadini e dei pastori, dei vecchi che raccontavano ai giovani una vita fatta di sacrifici e di sapienza.</p>
<p><strong><em>De ballos e de sonos, cun tenores,</em></strong><em><br />
<strong>Sas festas cun massajos e pastores</strong></em><strong>.</strong></p>
<p><em>Dei</em><em> balli e </em><em>dei</em><em> suoni, coi tenores,</em><br />
<em>le feste con contadini e pastori.</em></p>
<p>Sono immagini che sono memoria individuale e collettiva. Nei versi di Loi il passato non appare come un mondo idealizzato da rimpiangere, ma come un patrimonio di parole e di racconti dal quale attingere per comprendere il presente. I vecchi diventano custodi di una conoscenza trasmessa oralmente, attraverso il racconto e l&#8217;ascolto.</p>
<p><strong><em>Cun sacrifitzios, in tempos metzanos,</em></strong><em><br />
<strong>Cun sos cossizos de sabidoria.</strong><br />
<strong>E los iscurtaias cun ispantu,</strong><br />
<strong>Comente faeddaiant cun incantu.</strong></em></p>
<p><em>Con sacrifici, in tempi difficili,</em><br />
<em>con i consigli di saggezza.</em><br />
<em>E li ascoltavi con ammirazione,</em><br />
<em>come parlavano con incanto.</em></p>
<p>È una dimensione particolarmente vicina al percorso culturale di <em>“Su Nuraghe”</em>, dove la lingua non è soltanto strumento di comunicazione, ma luogo della trasmissione e dell&#8217;incontro tra generazioni. Il Circolo biellese ha dato negli anni spazio alla poesia di Loi, inserendone numerose composizioni nel laboratorio linguistico <em>“Eya, emmo, sì: là dove il sì suona, s’emmo e s’eya cantant”</em>, promosso insieme al Circolo sardo <em>“Antonio Segni”</em> di La Plata, in Argentina. Il percorso utilizza la poesia contemporanea per favorire la lettura e la scrittura in lingua sarda, costruendo un ponte linguistico e culturale tra Sardegna, Biella e comunità sarde d&#8217;oltreoceano.</p>
<p>In questo itinerario, Nicola Loi occupa ormai uno spazio riconoscibile. Le sue poesie hanno affrontato la Sardegna, il mondo pastorale, la pace, la guerra, le ricorrenze religiose e civili, fino agli affetti più intimi. <em>Torrat su pastore/Ritorna il pastore</em>, <em>Pro bon’aúra/Per buon augurio</em>, <em>Ite semus/Cosa siamo</em> e i più recenti versi dedicati a Francesco Guccini testimoniano una produzione nella quale la lingua sarda diventa, di volta in volta, canto, testimonianza, riflessione e dialogo.</p>
<p>Anche <em>Carrelas de sa vida</em> entrerà nell&#8217;antologia del laboratorio, nella traduzione italiana di Antonio Ledda e nella rilettura curata da Roberto Perinu. Il passaggio da una lingua all&#8217;altra non interrompe il viaggio del testo: lo accompagna, permettendo alla parola sarda di oltrepassare il mare e di raggiungere chi, pur vivendo lontano dall&#8217;Isola, continua a riconoscersi nelle sue voci.</p>
<p>La poesia si chiude tornando al gesto iniziale: guardarsi indietro. Non per arrestare il cammino, ma per riconoscere ciò che lo ha reso possibile.</p>
<p><strong><em>Ti giras e abbaidas a segus,</em></strong><em><br />
<strong>Pregas chi sa fortuna, siat cun tegus.</strong></em></p>
<p><em>Ti giri e guardi indietro,</em><br />
<em>prega che la fortuna sia con te.</em></p>
<p>Due versi semplici, quasi un saluto affidato alla strada. Dopo aver attraversato la giovinezza e la vecchiaia, la fatica e la dolcezza, le feste e i racconti degli anziani, la poesia consegna il viandante al futuro. La fortuna diventa compagna di viaggio, mentre la memoria rimane alle spalle come una luce.</p>
<p>Così le “strade della vita” di Nicola Loi diventano anche strade della lingua: partono da Ortueri, arrivano a Biella e proseguono idealmente verso La Plata. Un cammino fatto non di distanze da colmare, ma di parole da custodire e condividere. Perché una lingua vive davvero quando continua a essere parlata, ascoltata, scritta e trasmessa.</p>
<p>E, nei versi di Loi, ancora una volta, la Sardegna cammina lontano dalla Sardegna, portando con sé il respiro antico della sua terra e la voce di chi, lungo le proprie <em>carrelas</em>, continua a riconoscere nella parola una forma di rimembranza.</p>
<p><strong>Battista Saiu</strong></p>
<p><strong>Nell’immagine, <em>Eichhornia azurea</em>, comunemente nota in italiano come giacinto d’acqua.</strong> In spagnolo è chiamata <em>camalote</em>, <em>jacinto del agua anclado</em> e <em>tarope</em> (Bolivia), mentre in Argentina è nota anche come <em>aguapé</em>, <em>aguapey</em> e <em>aguapé guazú</em>. Non esiste un nome tradizionale o storico in lingua sarda per questa specie esotica.</p>
<p><strong>Carrelas de sa vida</strong></p>
<p>Andende in custa vida a tota fua,</p>
<p>Como ses caminende a passu lenu.</p>
<p>Ca a donz&#8217;unu arrivat sa sua,</p>
<p>Sa temporada e chelu serenu.</p>
<p>Cherias sighire cudd&#8217;idea tua,</p>
<p>Pero ses suta su podere anzenu.</p>
<p>Contu ranchidu como ti presentat,</p>
<p>E su tempus in totu no cuntentat.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma totucantu est a tempus sou,</p>
<p>Sa fortza manna est in gioventude.</p>
<p>Cando ch&#8217;aimis sa pudda e-i s&#8217;ou,</p>
<p>Pienos de ispiritu e salude.</p>
<p>Ma s&#8217;omine no naschet da-e nou,</p>
<p>Pro chi pienu siat de virtude.</p>
<p>Cun su tempus chi creschet e colorit,</p>
<p>Ma su matessi, andende s&#8217;isfiorit.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma si pasidu andas in caminu,</p>
<p>E finas de su pagu ti cuntentas.</p>
<p>Sa dulcura t&#8217;acreschet intr&#8217;e sinu,</p>
<p>Tando de nudda mai ti lamentas.</p>
<p>Bene ti gosas s&#8217;antigu terrinu,</p>
<p>E sas oras galànas bene ammentas.</p>
<p>De ballos e de sonos, cun tenores,</p>
<p>Sas festas cun massajos e pastores.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ammentas cuddos betzos pilicanos,</p>
<p>Cun contos de s&#8217;issoro pitzinnia.</p>
<p>De cando ant vividu sos arcanos,</p>
<p>Comente fit sa zente de una &#8216;ia.</p>
<p>Cun sacrifitzios, in tempos metzanos,</p>
<p>Cun sos cossizos de sabidoria.</p>
<p>E los iscurtaias cun ispantu,</p>
<p>Comente faeddaiant cun incantu.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In sos inghirios de sa vida intrea,</p>
<p>Totu comente un&#8217;istoria iscrita.</p>
<p>Oras de pasu, oras de pelèa,</p>
<p>Ma gratzias a sa vida beneita.</p>
<p>Cun volontade e bona-idea,</p>
<p>Istravias in cudd&#8217;ora malaita.</p>
<p>Ti giras e abbaidas a segus,</p>
<p>Pregas chi sa fortuna, siat cun tegus.</p>
<p><em>Nigolau Loi, su 29 de capidanni 2026, festa de santu Migalli</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>Strade della vita</strong></p>
<p>Andando in questa vita a tutta fretta,</p>
<p>Ora stai camminando a passo lento.</p>
<p>Perché ad ognuno arriva la sua,</p>
<p>Il temporale a cielo sereno.</p>
<p>Volevi seguire quella idea tua,</p>
<p>Però sei sotto il potere altrui.</p>
<p>Conto amaro ora ti presenta,</p>
<p>E il tempo in tutto non accontenta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma Tutto quando è a tempo debito,</p>
<p>La forza grande è in gioventù.</p>
<p>Quando avevamo la gallina e l&#8217;uovo,</p>
<p>Pieno di vita e salute.</p>
<p>Ma l&#8217;uomo non nasce di nuovo,</p>
<p>Anche se pieno di vitalità.</p>
<p>Con il tempo che cresce e colora,</p>
<p>Ma lo stesso, va a sfiorire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma se con calma ti metti in cammino,</p>
<p>E anche del poco ti accontenti.</p>
<p>La dolcezza ti cresce in seno,</p>
<p>Allora di nulla mai ti lamenti.</p>
<p>Goditi bene l’antico terreno,</p>
<p>E le ore belle ricordati bene.</p>
<p>Dei balli e dei suoni, coi <em>tenores</em>,</p>
<p>Le feste con contadini e pastori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ricorda quei vecchi canuti,</p>
<p>Con racconti della loro giovinezza.</p>
<p>Di quando hanno vissuto gli arcani,</p>
<p>Com&#8217;era la gente di un tempo.</p>
<p>Con sacrifici, in tempi difficili,</p>
<p>Con i consigli di saggezza.</p>
<p>E li ascoltavi con ammirazione,</p>
<p>Come parlavano con incanto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nei giri della vita intera,</p>
<p>Tutto come una storia scritta.</p>
<p>Ore di pace, ore di sofferenza,</p>
<p>Ma grazie alla vita benedetta.</p>
<p>Con volontà e buona idea,</p>
<p>Smarrivi in quell&#8217;ora maledetta.</p>
<p>Ti giri e guardi indietro,</p>
<p>Prega che la fortuna, sia con te.</p>
<p><em>Nicola Loi, 29 settembre 2026, festa di san Michele</em></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>“In tempo di guerra, bugie fino a terra” / “In tempus de gherra, fàulas finas a terra”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Su Nuraghe]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 08:16:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[laboratorio linguistico]]></category>
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					<description><![CDATA[Dìcios e Peràula de Deus / Proverbi e Parola di Dio &#8211; immagini e nomi sardi di fiori &#8211;  Laboratorio linguistico transoceanico &#8211; appuntamento mensile tra il Circolo culturale sardo “Su Nuraghe” di Biella e il Circulo sardo “Antonio Segni” di La Plata (Argentina). Il proverbio: “In tempo di guerra, bugie fino a terra” non lascia dubbi: le bugie, in tempo di guerra,...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Dìcios e Peràula de Deus</em> / Proverbi e Parola di Dio &#8211; immagini e nomi sardi di fiori &#8211;  Laboratorio linguistico transoceanico &#8211; appuntamento mensile tra il Circolo culturale sardo <em>“Su Nuraghe” </em>di Biella e il <em>Circulo</em> sardo <em>“Antonio Segni”</em> di La Plata (Argentina).</strong></p>
<p>Il proverbio: “In tempo di guerra, bugie fino a terra” non lascia dubbi: le bugie, in tempo di guerra, esistono e sono anche grandi. Dalla Bibbia, con la bugia di Giuditta, abbiamo un esempio singolare, che conferma ciò che dice il nostro proverbio.</p>
<p><span id="more-10643"></span></p>
<p>Presentada de su dìciu</p>
<p>Su dìciu: “In tempus de gherra, fàulas finas a terra”, no lassat dudas: sas fàulas, in tempus de gherra, esistint e sunt puru mannas. Dae sa Bibbia, cun sa fàula de Giudita, ndhe tenimus un’esempiu singulare, chi cunfrimmat su chi narat su dìciu nostru.</p>
<p>“In tempus de gherra, fàulas finas a terra”, narat unu dìciu nostru, chi paret unu atu de rassegnatzione. Forsis est pro aer’ isperimentadu chi b’at fàulas de res e de guvernantes, fàulas de giovanos pro no andhare in gherra, fàulas de soldados chi, pro tenner’ mamentos de recreu, si presentant liberos sendhe chi sunt cojuados e afizados. Custu tantu pro ndhe fentomare caliguna de sas fàulas chi nachi girant in tempus de gherra. Fàulas nadas pro si dare rejone o pro ingannare inimigos e innotzentes, cosa chi agatamus puru in sa Peràula de Deus.</p>
<p>Una faula nomada est cussa de Giudita, chi est resessida a cumbincher’ sas sentinellas assiras e fintzas Oloferne, mustrendhesi sintzera e traitora de su populu sou. E gai, ammajadora in presentzia e in peràulas, a s’ora giusta, ndh’at segadu sa conca a Oloferne e chel’at giuta a sos antzianos guvernantes de Betulia, sa tzitade sua.</p>
<p>Una faula nada cun arte, cussa de Giudita, poi de aer’ dimandhadu, cun totu sas fortzas suas, s’ajudu a Deus, pro resesser’ a ingannare s’inimigu. Una faula chi at dadu bonu frutu, difatis, bochindhe Oloferne, generale supremu, at liberadu sa tzitade sua e at dadu fortza noa e atza a sos populos de sos intorinos, chi si sunt liberados dae s’opressione de s’esercitu assiru (cfr. Gdt 9, 1. 9-14; 10, 11-17; 11, 5-21; 13, 6-8; 15, 3-5).</p>
<p>TESTO ITALIANO</p>
<p>“In tempo di guerra, bugie fino a terra”, dice un nostro proverbio, che sembra un atto di rassegnazione. Forse deriva dall’aver sperimentato che ci sono bugie di re e di governanti, bugie di giovani per non andare guerra, bugie di soldati che, per momenti di sollazzo, si presentano liberi mentre sono sposati e con figli. Questo per nominare qualcuna delle bugie che, si dice, circolino in tempo di guerra. Bugie dette per giustificarsi o per trarre in inganno nemici e innocenti, cosa che troviamo anche nella Parola di Dio.</p>
<p>Una bugia famosa è quella di Giuditta, che è riuscita a convincere le sentinelle assire e perfino Oloferne, mostrandosi sincera e traditrice del suo popolo. E così, ammaliatrice di presenza e in parole, al momento giusto, ha reciso la testa di Oloferne e l’ha portata agli anziani governanti di Betulia, sua città.</p>
<p>Una bugia detta con arte, quella di Giuditta, dopo aver chiesto, con tutte le sue forze, l’aiuto a Dio, perché riuscisse ad ingannare il nemico. Una bugia che ha dato buon frutto, infatti, uccidendo Oloferne, generale supremo, ha liberato la sua città e ha dato nuova forza e coraggio ai popoli dei dintorni, che si sono liberati dall’oppressione dell’esercito assiro (cfr. Gdt 9, 1. 9-14; 10, 11-17; 11, 5-21; 13, 6-8; 15, 3-5).</p>
<p>Mariantonia Fara</p>
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