<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0">

<channel>
	<title>Wirgilio</title>
	
	<link>http://www.wirgilio.it/blog</link>
	<description>Apri la tua mente! Ma attento a non far cadere il cervello...</description>
	<lastBuildDate>Sat, 06 Mar 2010 12:44:38 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/wirgilio/blog" /><feedburner:info uri="wirgilio/blog" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><item>
		<title>Come utilizzare Wolfram Alpha per l’esame di Analisi</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/wirgilio/blog/~3/u-CrsVOO1Sc/</link>
		<comments>http://www.wirgilio.it/blog/2010/03/06/come-utilizzare-wolfram-alpha-per-lesame-di-analisi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 12:36:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ale152</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Matematica]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>
		<category><![CDATA[WolframAlpha]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wirgilio.it/blog/?p=1046</guid>
		<description><![CDATA[Ho già parlato delle potenzialità di Wolfram Alpha in un precedente articolo, ciò che voglio fare ora è descriverne il suo funzionamento finalizzato all&#8217;esame più temuto al primo anno delle facoltà scientifiche: Analisi matematica.
Innanzitutto, è importante sapere che tutte le operazioni matematiche svolte da Wolfram Alpha, sono eseguite da Wolfram Mathematica, un software commerciale della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1090" href="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/wolfram-alpha-logo.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1090" title="wolfram-alpha-logo" src="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/wolfram-alpha-logo.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Ho già parlato delle potenzialità di <a href="http://www.wolframalpha.com"><em>Wolfram Alpha</em></a> in un <a href="http://www.wirgilio.it/blog/2009/05/22/wolframalpha-motore-di-conoscenza/" target="_blank">precedente articolo</a>, ciò che voglio fare ora è descriverne il suo funzionamento finalizzato all&#8217;esame più temuto al primo anno delle facoltà scientifiche: <strong>Analisi matematica</strong>.</p>
<p>Innanzitutto, è importante sapere che tutte le operazioni matematiche svolte da <em>Wolfram Alpha</em>, sono eseguite da <a href="http://www.wolfram.com/products/mathematica/index.html"><em>Wolfram Mathematica</em></a>, un software commerciale della <em>Wolfram</em>. La sintassi di <em>Wolfram Alpha</em> non è la stessa di <em>Mathematica</em>, ma essendo in grado di comprendere quasi ogni tipo di richiesta, spesso riesce ad interpretare anche la sintassi di <em>Mathematica</em>.</p>
<p>I comandi che utilizzo in questo articolo come input per <em>Wolfram Alpha</em> non sono gli unici comandi che si possono utilizzare per ottenere lo stesso risultato. Ad esempio, se voglio calcolare la somma di due numeri, posso scrivere &#8220;<em>4+9</em>&#8220;, &#8220;<em>sum of 4 and 9</em>&#8220;, &#8220;<em>what is the sum of 4 and 9?</em>&#8221; o ancora &#8220;<em>can you tell me the sum of 4 and 9?</em>&#8220;.<br />
Se trovate dei comandi più intuitivi di queli che ho utilizzato io, ben venga <img src='http://www.wirgilio.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> .</p>
<h3>Funzioni</h3>
<p>La prima cosa che possiamo provare a fare con <em>Wolfram Alpha</em> è uno studio di funzione.<br />
Consideriamo la funzione:<br />
<center><a title="f(x)=\frac{\sqrt{1-x^2}}{3-x}"><img src="http://l.wordpress.com/latex.php?latex=f%28x%29%3D%5Cfrac%7B%5Csqrt%7B1-x%5E2%7D%7D%7B3-x%7D&#038;bg=FFFFFF&#038;fg=000000&#038;s=0" style="vertical-align:-20%;" class="tex" alt="f(x)=\frac{\sqrt{1-x^2}}{3-x}" /></a></center></p>
<p>Inserendo l&#8217;espressione di questa funzione in <em>Wolfram Alpha</em> (<a href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=sqrt%281-x^2%29%2F%283-x%29" target="_blank">link</a>), il programma ci fornirà una serie di informazioni utili per lo studio della funzione:</p>
<ul>
<li><strong>Input:</strong> è la funzione che abbiamo appena inserito.</li>
<li><strong>Plots:</strong> una serie di grafici caratteristici della funzione. Il primo per <em>x</em> da -4 a 6, il secondo per <em>x</em> da -40 a 40. Gli estremi dei grafici variano a seconda della funzione e sono generati in modo da permettere una visione di tutte le sue particolarità.<br />
Entrambi i grafici sono costituiti da una <span style="color: #ff0000;">linea rossa</span> e una <span style="color: #0000ff;">linea blu</span>. Se si considera la funzione definita solo in un sottoinsieme dei <span style="text-decoration: underline;">numeri reali</span>, il dominio è <a title="x\in\left[-1,+1\right]"><img src="http://l.wordpress.com/latex.php?latex=x%5Cin%5Cleft%5B-1%2C%2B1%5Cright%5D&#038;bg=FFFFFF&#038;fg=000000&#038;s=0" style="vertical-align:-20%;" class="tex" alt="x\in\left[-1,+1\right]" /></a> a causa della radice, e il grafico è rappresentato dalla <span style="color: #0000ff;">linea blu</span>. Se però consideriamo la funzione in un sottoinsieme dei <span style="text-decoration: underline;">numeri complessi</span>, la radice è definita sempre e l&#8217;unica limitazione del dominio è <a ><img src="http://l.wordpress.com/latex.php?latex=x%5Cne%203&#038;bg=FFFFFF&#038;fg=000000&#038;s=0" style="vertical-align:-20%;" class="tex" alt="x\ne 3" /></a>. La <span style="color: #ff0000;">linea rossa</span> rappresenta quindi la parte immaginaria della funzione e in <img src="http://l.wordpress.com/latex.php?latex=x%3D3&#038;bg=FFFFFF&#038;fg=000000&#038;s=0" title="x=3" style="vertical-align:-20%;" class="tex" alt="x=3" /> è tracciata una linea verticale che ne costituisce un asintoto.<br />
<a rel="attachment wp-att-1056" href="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/plot.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-1056" title="plot" src="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/plot.gif" alt="" width="320" height="126" /></a></li>
<li><strong>Alternate forms:</strong> una serie di espressioni alternative con le quali possiamo esprimere la nostra funzione. È molto utile ad esempio se la nostra funzione va considerata in un prodotto di funzioni e ci sono elementi che si possono semplificare.</li>
<li><strong>Roots:</strong> sono le <em>radici</em> (o <em>zeri</em>) della funzione, ossia i valori delle <em>x</em> per i quali la funzione vale zero.</li>
<li><strong>Series expansion at <em>x</em> = :</strong> è lo <span style="text-decoration: underline;">sviluppo in serie di Taylor</span> della funzione, con punto di partenza in alcuni valori caratteristici della funzione come le radici, l&#8217;origine e all&#8217;infinito.<br />
Per calcolare lo sviluppo in serie di Taylor con un punto di partenza diverso, basta scrivere &#8220;<em>f(x) series expansion in x=k</em>&#8220;, dove <em>f(x)</em> è la nostra funzione e <em>k</em> il punto di partenza che ci interessa (<a href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=sqrt%281-x^2%29%2F%283-x%29+series+expansion+in+x%3D1%2F2" target="_blank">link</a>).<br />
Verrà inoltre effettuato un grafico di confronto tra la funzione e i suoi sviluppi in serie di primo e secondo ordine:<br />
<a rel="attachment wp-att-1055" href="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/taylor.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-1055" title="taylor" src="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/taylor.gif" alt="" width="300" height="207" /></a></li>
<li><strong>Derivative:</strong> è la derivata della funzione rispetto ad <em>x</em>.</li>
<li><strong>Indefinite integral:</strong> è l&#8217;integrale indefinito della funzione, ossia una sua primitiva. Notare che <img src="http://l.wordpress.com/latex.php?latex=tan%5E%7B-1%7D&#038;bg=FFFFFF&#038;fg=000000&#038;s=0" title="tan^{-1}" style="vertical-align:-20%;" class="tex" alt="tan^{-1}" /> e <img src="http://l.wordpress.com/latex.php?latex=sin%5E%7B-1%7D&#038;bg=FFFFFF&#038;fg=000000&#038;s=0" title="sin^{-1}" style="vertical-align:-20%;" class="tex" alt="sin^{-1}" /> sono rispettivamente <em>Arcotangente</em> e <em>Arcoseno</em>, come è scritto in basso a destra.</li>
</ul>
<p>Conoscere l&#8217;espressione della derivata e dell&#8217;integrale di una funzione è senza dubbio un&#8217;informazione notevole, per chi è alle prese con uno studio di funzione. Ma un&#8217;informazione ancora migliore sarebbe conoscere i <span style="text-decoration: underline;">passaggi da seguire</span> per arrivare all&#8217;espressione di quella derivata o integrale. Ebbene, <em>Wolfram Alpha</em> ci fornisce persino questa informazione.<br />
Cliccando infatti su <span style="color: #ff6600;"><strong>Show steps</strong></span> verranno mostrati tutti i passaggi che bisogna seguire per risolvere quella derivata o quell&#8217;integrale.<br />
Per l&#8217;integrale suggerisce infatti di effettuare prima una sostituzione trigonometrica, poi una seconda sostituzione e infine mostra il valore di ogni integrale che permette di arrivare alla soluzione finale (<a href="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/soluzione.gif" target="_blank">link</a>).<br />
(<em>beh, sì, ho inventato una funzione che ha un integrale davvero particolarmente complesso!</em>)</p>
<ul>
<li><strong>Global maximum/minimum</strong><strong>:</strong> sono i punti di massimo e minimo <span style="text-decoration: underline;">assoluti</span> della funzione, con i rispettivi valori.</li>
<li><strong>Limit:</strong> sono dei limiti della funzione calcolati a <img src="http://l.wordpress.com/latex.php?latex=-%5Cinfty&#038;bg=FFFFFF&#038;fg=000000&#038;s=0" title="-\infty" style="vertical-align:-20%;" class="tex" alt="-\infty" /> e <img src="http://l.wordpress.com/latex.php?latex=%2B%5Cinfty&#038;bg=FFFFFF&#038;fg=000000&#038;s=0" title="+\infty" style="vertical-align:-20%;" class="tex" alt="+\infty" />. Ovviamente viene considerata la parte immaginaria della funzione, dato che la parte reale è definita soltanto tra -1 e +1.</li>
<li><strong>Series representations</strong>: un&#8217;altra rappresentazione in serie della funzione.</li>
<li><strong>Property:</strong> nel caso in cui la funzione soddisfi particolari proprietà di simmetria o periodicità, queste verranno indicate sotto questa voce. Ad esempio, nel caso del <em>seno</em>, ci informa che questo è periodico di <img src="http://l.wordpress.com/latex.php?latex=2%5Cpi&#038;bg=FFFFFF&#038;fg=000000&#038;s=0" title="2\pi" style="vertical-align:-20%;" class="tex" alt="2\pi" /> (<a href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=sin%28x%29">link</a>).</li>
</ul>
<h3>Integrali e derivate</h3>
<p>Abbiamo già visto come nello studio di funzione <em>Wolfram Alpha</em> sia in grado di calcolare, tra le varie cose, un integrale o una derivata.<br />
Se però abbiamo bisogno di maggiori informazioni su un integrale o una derivata, basterà inserire come input &#8220;<em>integrate f(x)</em>&#8220;, oppure &#8220;<em>derivate f(x)</em>&#8220;, dove <em>f(x)</em> è la nostra funzione (<a href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=integrate+sqrt%281-x^2%29%2F%283-x%29" target="_blank">link 1</a>, <a href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=derivate+sqrt%281-x^2%29%2F%283-x%29" target="_blank">link 2</a>).</p>
<p>Come prima, dopo aver calcolato il valore della derivata o dell&#8217;integrale con tanto di passaggi intermedi, verranno riproposte una serie di informazioni relative allo studio di funzione, dove questa volta la funzione studiata è la derivata o l&#8217;integrale della funzione che stavamo studiando. E quindi: grafico, forme alternative, radici, sviluppi in serie, ecc&#8230;</p>
<p>Potrebbe essere necessario però calcolare il valore di un <strong>integrale definito</strong>.<br />
<center><img src="http://l.wordpress.com/latex.php?latex=%5Cint_a%5Eb%20f%28x%29dx&#038;bg=FFFFFF&#038;fg=000000&#038;s=0" title="\int_a^b f(x)dx" style="vertical-align:-20%;" class="tex" alt="\int_a^b f(x)dx" /></center></p>
<p>Basterà inserire come input &#8220;<em>integrate f(x) from a to b</em>&#8220;, dove <em>a</em> e <em>b</em> sono i nostri estremi di integrazione (<a href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=integrate+sqrt%281-x^2%29%2F%283-x%29+from+-1+to+1" target="_blank">link</a>).<br />
Verrà mostrato il valore numerico dell&#8217;integrale e una sua rappresentazione grafica.<br />
Qualora il risultato dovesse essere espresso in forma decimale, è possibile mostrare quante cifre decimali si desidera cliccando su <span style="color: #ff6600;"><strong>More digits</strong></span>.</p>
<p>Un&#8217;altra operazione interessante è quella di <strong>derivata parziale</strong>. Se abbiamo infatti una funzione definita in <img src="http://l.wordpress.com/latex.php?latex=%5Cmathbb%7BR%7D%5E2&#038;bg=FFFFFF&#038;fg=000000&#038;s=0" title="\mathbb{R}^2" style="vertical-align:-20%;" class="tex" alt="\mathbb{R}^2" />:<br />
<center><img src="http://l.wordpress.com/latex.php?latex=f%28x%2Cy%29%3D%5Cfrac%7B3x%5E2-2xy%2B8xy%5E2%7D%7B%5Csqrt%7By%5E2-x%5E2%7D%7D&#038;bg=FFFFFF&#038;fg=000000&#038;s=0" title="f(x,y)=\frac{3x^2-2xy+8xy^2}{\sqrt{y^2-x^2}}" style="vertical-align:-20%;" class="tex" alt="f(x,y)=\frac{3x^2-2xy+8xy^2}{\sqrt{y^2-x^2}}" /></center><br />
Per avere la derivata rispetto ad <em>x</em>, basta scrivere &#8220;<em>derivate f(x,y) in x</em>&#8221; e quella rispetto ad y &#8220;<em>derivate f(x,y) in y</em>&#8221; (<a href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=derivate+%283x^2-2xy%2B8xy^2%29%2Fsqrt%28y^2-x^2%29+in+y" target="_blank">link</a>).</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1070" href="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/derivatay.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-1070" title="derivatay" src="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/derivatay.gif" alt="" width="247" height="140" /></a></p>
<p>Ancora una volta, con i relativi passaggi (<em>Show steps</em>).</p>
<h3>Risoluzione di equazioni</h3>
<p><em>Wolfram Alpha</em> offre una quantità inimmaginabile di strumenti matematici. Uno dei più semplici e più utilizzati, è la risoluzione di equazioni.<br />
Risolvere un&#8217;equazione è semplicissimo, basta digitare &#8220;<em>solve eq(x)</em>&#8220;, dove <em>eq(x)</em> è la nostra equazione (<a href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=solve+3x^3-4x^e%2B8%3D0">link</a>).<br />
Oltre alle soluzioni reali, verranno ovviamente fornite anche le soluzioni in campo complesso.</p>
<p>Per risolvere un <strong>sistema di equazioni</strong>, siano esse di qualsiasi tipo, basta scrivere le equazioni separate da una virgola.<br />
Esempio: &#8220;<em>solve x+3y=5, 4x-8y=0</em>&#8221; (<a href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=solve+x%2B3y%3D5%2C+4x-8y%3D0" target="_blank">link</a>).</p>
<p>Oltre alla risoluzione di equazioni tradizionali, <em>Wolfram Alpha</em> è in grado di risolvere molti altri tipi di equazioni, come ad esempio le <strong>equazioni differenziali</strong>. Per risolvere, ad esempio, questa equazione differenziale:<br />
<center><img src="http://l.wordpress.com/latex.php?latex=y%28x%29%2B3y%27%28x%29%3Dx%5E2&#038;bg=FFFFFF&#038;fg=000000&#038;s=0" title="y(x)+3y'(x)=x^2" style="vertical-align:-20%;" class="tex" alt="y(x)+3y'(x)=x^2" /></center><br />
basta digitare &#8220;<em>solve y(x)+3y&#8217;(x)=x^2</em>&#8221; (<a href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=solve+y%28x%29%2B3y%27%28x%29%3Dx^2" target="_blank">link</a>). Verrà restituito il tipo di equazione differenziale (nel nostro caso ordinaria lineare di primo ordine), l&#8217;insieme di funzioni che soddisfano l&#8217;equazione (se esiste), il grafico di una delle soluzioni con la relativa derivata, e un grafico dell&#8217;andamento di queste funzioni:<br />
<a rel="attachment wp-att-1071" href="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/dsolve.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-1071" title="dsolve" src="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/dsolve.gif" alt="" width="349" height="166" /></a></p>
<p>Le capacità di <em>Wolfram Alpha </em>non si fermano neanche davanti ad un&#8217;equazione differenziale non lineare di terzo ordine, come l&#8217;<em>Equazione di Blasius</em>:<br />
<center><img src="http://l.wordpress.com/latex.php?latex=2f%5E%7B%27%27%27%7D%28%5Ceta%29%2Bf%28%5Ceta%29%5Ccdot%20f%5E%7B%27%27%7D%28%5Ceta%29%3D0&#038;bg=FFFFFF&#038;fg=000000&#038;s=0" title="2f^{'''}(\eta)+f(\eta)\cdot f^{''}(\eta)=0" style="vertical-align:-20%;" class="tex" alt="2f^{'''}(\eta)+f(\eta)\cdot f^{''}(\eta)=0" /></center></p>
<p>Questa equzione non ha soluzioni analitiche, ma esclusivamente numeriche.<br />
<em>Wolfram Alpha</em> non dà la soluzione numerica (<em>forse sarebbe troppo!</em>) ma ci fornisce comunque un grafico dell&#8217;andamento della funzione e delle sue derivate (<a href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=solve+2f%27%27%27%28x%29%2Bf%28x%29*f%27%27%28x%29%3D0">link</a>).</p>
<p>Per informazione, l&#8217;equazione può essere risolta comunque semplicemente utilizzando <em>Wolfram Mathematica</em>, con i tre seguenti comandi:</p>
<pre class="brush: plain;">sol=NDSolve[{f'''[x]+0.5f[x]*f''[x]==0,f'[0]==0,f[0]==0,f'[50]==1},f,{x,0,10}]
b[x]=f[x]/.sol
Style[TableForm[{Table[x,{x,0.1,8,0.2}],Table[{Evaluate[f[x]/.sol]},{x,0.1,8,0.2}],Table[{Evaluate[f'[x]/.sol]},{x,0.1,8,0.2}],Table[{Evaluate[f''[x]/.sol]},{x,0.1,8,0.2}]},TableDirections-&gt;Row,TableHeadings-&gt;{{&quot;n&quot;, &quot;f&quot;, &quot;f'&quot;, &quot;f''&quot;},None}],12]</pre>
<h3>Successioni e serie numeriche</h3>
<p>Per quanto riguarda successioni e serie numeriche, l&#8217;informazione che generalmente interessa lo studente di <em>Analisi</em> è la <strong>convergenza</strong>.</p>
<p>– Per le successioni, basta calcolare un limite. Il comando per risolvere un limite è &#8220;<em>limit f(n) n to k</em>&#8220;, dove <em>f(n) </em>è la successione, <em>k</em> è il valore a cui fate tendere <em>n</em> (per infinito, è <em>infinity</em>).<br />
Ad esempio, per la successione:<br />
<center><img src="http://l.wordpress.com/latex.php?latex=f%28n%29%3D%5Cfrac%7Bn%7D%7Bn%2B1%7D&#038;bg=FFFFFF&#038;fg=000000&#038;s=0" title="f(n)=\frac{n}{n+1}" style="vertical-align:-20%;" class="tex" alt="f(n)=\frac{n}{n+1}" /></center><br />
basta digitare &#8220;<em>limit n/(n+1) n to infinity</em>&#8221; (<a href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=limit+n%2F%28n%2B1%29+n+to+infinity" target="_blank">link</a>).</p>
<p>– Per le serie numeriche il comando è &#8220;<em>sum f(n) n to infinity</em>&#8220;. Ad esempio per:<br />
<center><img src="http://l.wordpress.com/latex.php?latex=%5Csum_%7Bn%3D1%7D%5E%7B%5Cinfty%7D%20%5Cfrac%7B1%7D%7Bn%5E2%2B1%7D&#038;bg=FFFFFF&#038;fg=000000&#038;s=0" title="\sum_{n=1}^{\infty} \frac{1}{n^2+1}" style="vertical-align:-20%;" class="tex" alt="\sum_{n=1}^{\infty} \frac{1}{n^2+1}" /></center><br />
basta digitare &#8220;<em>sum 1/(n^2+1)</em>&#8221; (<a href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=sum+1%2F%28n^2%2B1%29" target="_blank">link</a>).<br />
Anche qui, come per integrali e derivate, le informazioni fornite sono molto interessanti:</p>
<ul>
<li><strong>Infinite/approximate sum</strong>: il valore della sommatoria in forma analitica (se esiste) e decimale.</li>
<li><strong>Finite sum approximation</strong>: è una stima della somma per valori di <em>n</em> finiti. (il suo valore <span style="text-decoration: underline;">non indica che la serie converge!</span>)</li>
<li><strong>Convergence tests:</strong> questa voce è molto interessante, perché ci informa di quali <em>criteri di convergenza</em> sono stati applicati, e quali di questi sono soddisfatti.</li>
<li><strong>Partial sums: </strong>è un grafico delle somme parziali che mette in mostra l&#8217;andamento della serie.</li>
<li><strong>Partial sum formula:</strong> è un&#8217;espressione per le somme parziali.</li>
</ul>
<p>Infine, ecco il link del portentoso strumento:<br />
<a href="http://www.wolframalpha.com" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><strong>http://www.wolframalpha.com</strong></span></a></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">
<h1>Alternate forms</h1>
</div>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/wirgilio/blog/~4/u-CrsVOO1Sc" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wirgilio.it/blog/2010/03/06/come-utilizzare-wolfram-alpha-per-lesame-di-analisi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.wirgilio.it/blog/2010/03/06/come-utilizzare-wolfram-alpha-per-lesame-di-analisi/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Sette e mezzo in Python</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/wirgilio/blog/~3/Pu5bP3seoUg/</link>
		<comments>http://www.wirgilio.it/blog/2010/03/05/sette-e-mezzo-in-python/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 10:55:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ale152</dc:creator>
				<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[Python]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wirgilio.it/blog/?p=1034</guid>
		<description><![CDATA[In qualche ora di tempo libero ho scritto questo semplice giochino in Python. Dovrebbe rappresentare il gioco del Sette e mezzo ma, anche se le modalità di gioco sono quelle, non sono sicuro che a livello probabilistico sia lo stesso.
Il gioco si svolge contro il computer: prima vengono distribuite le due carte, poi il giocatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1037" href="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/re_denari.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1037" title="re_denari" src="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/re_denari-191x300.jpg" alt="" width="111" height="175" /></a>In qualche ora di tempo libero ho scritto questo semplice giochino in Python. Dovrebbe rappresentare il gioco del <em>Sette e mezzo</em> ma, anche se le modalità di gioco sono quelle, non sono sicuro che a livello probabilistico sia lo stesso.</p>
<p>Il gioco si svolge contro il computer: prima vengono distribuite le due carte, poi il giocatore può richiederne altre finché non è soddisfatto del suo punteggio.<br />
Successivamente il <em>banco</em> richiede le sue carte finché non si rivelano i punteggi.</p>
<p>Le carte fino a 7 corrispondono a un punteggio del loro valore, le carte 8, 9 e 10 corrispondono a mezzo punto.<br />
Vince il giocatore con il punteggio maggiore, ma se si supera il punteggio di 7 e mezzo si perde, e in caso di punteggio pari vince il banco.</p>
<pre class="brush: python;">from random import randint
deck = [4 for foo in range(10)]
score = 0.0
dscore = 0.0

def give_card():
    # Return a card and remove it from the deck
    global deck
    while any(deck):
        card = randint(0, 9)
        if deck[card] &gt; 0:
            deck[card] -= 1
            return card

def cscore(hit, score):
    # Calculate the score
    if hit &lt; 7:
        return score + hit + 1
    else:
        # Gold King
        if hit == 10 and randint(0, deck[9]-1) == 0:
            print 'E\' uscita la matta!'
            return 7
        else:
            return score + 0.5

while True:
    print '***************************************'
    # I need first card value because dealer can't see it
    your_card = fcard = give_card()
    score = cscore(your_card, score)
    dealer_card = give_card()
    dscore = cscore(dealer_card, dscore)
    print 'Tua carta: %d (%.1f)' % (your_card+1, score)
    # Card request
    while True:
        # Your turn
        if raw_input('\nAltra carta? [y/n] ') == 'y':
            your_card = give_card()
            print '[Carta] %d' % (your_card+1)
            score = cscore(your_card, score)
            print 'Punteggio: %.1f' % score
            if score &gt; 7.5:
                print '**** Hai sballato! ****'
                break
        # Dealer turn
        else:
            # Dealer ask for a card if his score is lower then your shown score
            # Dealer may think you are bluffing (randint)
            print 'Il banco ha: %d (%.1f)' % (dealer_card+1, dscore)
            while dscore &lt; score - cscore(fcard, 0) or randint(0, 3) == 0\
                  and dscore &lt; 7.5:
                dealer_card = give_card()
                print '[Carta] %d' % (dealer_card+1)
                dscore = cscore(dealer_card, dscore)
                if dscore &gt; 7.5:
                    break
            print 'Punteggio del banco: %.1f' % dscore
            if score &gt; dscore or dscore &gt; 7.5:
                print '\o/ \o/ \o/ Hai vinto! \o/ \o/ \o/'
            else:
                print '**** Hai perso! ****'
            break
    # Game request
    if raw_input('\nGiochi ancora? [y/n] ') == 'y':
        score = 0.0
        dscore = 0.0
        print '\n'
    else:
        break</pre>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/wirgilio/blog/~4/Pu5bP3seoUg" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wirgilio.it/blog/2010/03/05/sette-e-mezzo-in-python/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.wirgilio.it/blog/2010/03/05/sette-e-mezzo-in-python/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Elenco di film legati alla psicologia</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/wirgilio/blog/~3/C5eKvG_Y9fM/</link>
		<comments>http://www.wirgilio.it/blog/2010/02/25/film-psicologia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 15:49:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>none</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wirgilio.it/blog/?p=1029</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Qualcuno volò sul nido del cuculo&#8221; di Milos Forman, probabilmente il più grande film riguardante la materia. Con un Jack Nicholson da brividi;
&#8220;L&#8217;esercito delle 12 scimmie&#8221; di Terry Gilliam, la prima parte è uno schizzo della malattia mentale in generale, con un ottimo Brad Pitt, ma comunque inferiore rispetto a &#8220;Fight Club&#8221;;
&#8220;A beautiful mind&#8221; di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Qualcuno volò sul nido del cuculo&#8221; di Milos Forman, probabilmente il più grande film riguardante la materia. Con un Jack Nicholson da brividi;</p>
<p>&#8220;L&#8217;esercito delle 12 scimmie&#8221; di Terry Gilliam, la prima parte è uno schizzo della malattia mentale in generale, con un ottimo Brad Pitt, ma comunque inferiore rispetto a &#8220;Fight Club&#8221;;</p>
<p>&#8220;A beautiful mind&#8221; di Ron Howard, chi lo ha detto che lo schizofrenico è pazzo?;</p>
<p>&#8220;Ragazze interrotte&#8221; di James Mangold, aiuta a capire perchè il &#8220;disturbo di personalità borderline&#8221; è anche chiamato &#8220;disturbo spazzatura&#8221;;</p>
<p>&#8220;Will Hunting &#8211; Genio ribelle&#8221; di Gus Van Sant, non sono un grande fan di Robin Williams, ma l&#8217;oscar per miglior attore non protagonista qui se lo meritò, guarda caso il suo unico oscar;</p>
<p>&#8220;The Jacket&#8221; di John Maybury, i farmaci non sempre migliorano le cose, anzi&#8230;;</p>
<p>&#8220;K-PAX&#8221; di Ian Softley, i film con Kevin Spacey andrebbero visti a prescindere ( a riguardo consiglio due &#8220;off-topic&#8221;, &#8220;I Soliti Sospetti&#8221; e &#8220;American Beauty&#8221; ), poi se c&#8217;è di mezzo anche l&#8217;ipnosi, diventa un &#8220;must-see&#8221;;</p>
<p>&#8220;Il quarto tipo&#8221; di Olatunde Osunsanmi, utile per capire la potenza dell&#8217;ipnosi, anche se poi le testimonianze si sono rivelate false;</p>
<p>Infine due film &#8220;mezzi off-topic&#8221;:</p>
<p>&#8220;Quills&#8221; di Philip Kaufman, il marchese De Sade è un uomo il cui peso storico è stato ampiamente sottovalutato: SVEGLIA&#8230; il sadismo è insito nella natura umana!</p>
<p>&#8220;Apocalypse Now&#8221; ( versione originale ) di Francis Ford Coppola, una sola parola a riguardo&#8230;&#8221;Orrore&#8221;</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/wirgilio/blog/~4/C5eKvG_Y9fM" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wirgilio.it/blog/2010/02/25/film-psicologia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.wirgilio.it/blog/2010/02/25/film-psicologia/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Energia Nuculare</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/wirgilio/blog/~3/eLcTbYZLR3s/</link>
		<comments>http://www.wirgilio.it/blog/2010/02/12/energia-nuculare/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 20:51:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ale152</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wirgilio.it/blog/?p=1007</guid>
		<description><![CDATA[Ci sarebbe molto da commentare sull&#8217;argomento nucleare, ma vorrei dire giusto un paio di cose soffermandomi su due punti.
Primo: l&#8217;Europa progetta nuovi sistemi di sfruttamento delle fonti di energia rinnovabile: eolico, solare, geotermico, idrico, moto ondoso, manca poco che sfruttino persino l&#8217;energia dei terremoti per produrre corrente elettrica, mentre l&#8217;Italia cosa fa? Il Paese del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1022" href="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/Mister-B1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1022" title="Mister B" src="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/Mister-B1-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Ci sarebbe molto da commentare sull&#8217;argomento <em>nucleare</em>, ma vorrei dire giusto un paio di cose soffermandomi su due punti.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Primo</span>: l&#8217;Europa progetta nuovi sistemi di sfruttamento delle fonti di <strong>energia rinnovabile:</strong> eolico, solare, geotermico, idrico, moto ondoso, manca poco che sfruttino persino l&#8217;energia dei terremoti per produrre corrente elettrica, mentre l&#8217;Italia cosa fa? Il <em>Paese del Sole</em>, che sorge su una delle aree geologicamente più attive, pensa a costruire nuove centrali nucleari, quando ancora deve finire di smantellare quelle costruite negli anni <em>&#8216;60</em>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Secondo</span>: in Italia lo smaltimento dei rifiuti è nelle mani della camorra. Rifiuti tossici di ogni genere sono stati sotterrati sotto quelle che ora sono campagne di mele e pomodori. La maggior parte dei politici è corrotta e lo smaltimento delle scorie nucleari costa.<br />
Quanto tempo credete dovrà passare, prima di poter trovare sul mercato la prima mela fosforescente?</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="265" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Zl4SmzIreSs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="265" src="http://www.youtube.com/v/Zl4SmzIreSs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/wirgilio/blog/~4/eLcTbYZLR3s" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wirgilio.it/blog/2010/02/12/energia-nuculare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.wirgilio.it/blog/2010/02/12/energia-nuculare/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Successioni numeriche logiche</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/wirgilio/blog/~3/Fmt7MxwKmiI/</link>
		<comments>http://www.wirgilio.it/blog/2010/02/04/successioni-numeriche-logiche/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 17:42:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ale152</dc:creator>
				<category><![CDATA[Matematica]]></category>
		<category><![CDATA[Indovinelli]]></category>
		<category><![CDATA[Logica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wirgilio.it/blog/?p=986</guid>
		<description><![CDATA[Questo articolo rappresenta una sfida a tutti gli utenti che lo leggeranno.
Di seguito sono rappresentate alcune serie di numeri che si susseguono con una logica, provate a capire qual è, trovando i due numeri successivi di ognuna.
Le soluzioni sono cifrate in ROT13 per evitare click accidentali.
I nomi delle serie sono generati casualmente in Python.
Sfrinfralgubbro

Mostra soluzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-999" href="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/numbers.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-999" title="numbers" src="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/numbers-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Questo articolo rappresenta una sfida a tutti gli utenti che lo leggeranno.</p>
<p>Di seguito sono rappresentate alcune serie di numeri che si susseguono con una logica, provate a capire qual è, trovando i due numeri successivi di ognuna.<br />
Le soluzioni sono cifrate in <a href="http://www.rot13.com" target="_blank">ROT13</a> per evitare click accidentali.</p>
<p><em>I nomi delle serie sono generati casualmente in Python.</em></p>
<p><strong>Sfrinfralgubbro<br />
</strong><a title="1, 3, 7, 15, 31\dots"><img src="http://l.wordpress.com/latex.php?latex=1%2C%203%2C%207%2C%2015%2C%2031%5Cdots&#038;bg=FFFFFF&#038;fg=000000&#038;s=0" style="vertical-align:-20%;" class="tex" alt="1, 3, 7, 15, 31\dots" /></a><br />
<a href="javascript:void(null);" onclick="s_toggleDisplay(document.getElementById('SID718636523'), this, 'Mostra soluzione &#9660;', 'Nascondi soluzione &#9650;');">Mostra soluzione &#9660;</a></p>
<div id='SID718636523' style='display:none;'>
Cnegraqb qn hab, fbzzn nq btav ahzreb dhryyb fhpprffvib. V ahzrev fhpprffviv fbab: frffnagnger r pragbiragvfrggr.
</div>
<p><strong>Schiodo nistragobbe<br />
</strong><a title="152, 160, 167, 181, 191, 202, 206, 214\dots"><img src="http://l.wordpress.com/latex.php?latex=152%2C%20160%2C%20167%2C%20181%2C%20191%2C%20202%2C%20206%2C%20214%5Cdots&#038;bg=FFFFFF&#038;fg=000000&#038;s=0" style="vertical-align:-20%;" class="tex" alt="152, 160, 167, 181, 191, 202, 206, 214\dots" /></a><br />
<a href="javascript:void(null);" onclick="s_toggleDisplay(document.getElementById('SID533963395'), this, 'Mostra soluzione &#9660;', 'Nascondi soluzione &#9650;');">Mostra soluzione &#9660;</a></p>
<div id='SID533963395' style='display:none;'>
Cnegraqb qn pragbpvadhnagnqhr, nttvhatv nq btav ahzreb yn fbzzn qryyr pvser pur yb pbzcbatbab. V ahzrev fhpprffviv fbab: qhrpragbiraghab r qhrpragbiragvfrv.
</div>
<p><strong>Gliubbolgli trunmurpiri</strong><br />
<a ><img src="http://l.wordpress.com/latex.php?latex=24%2C%2027%2C%2032%2C%2039%2C%2042%5Cdots&#038;bg=FFFFFF&#038;fg=000000&#038;s=0" style="vertical-align:-20%;" class="tex" alt="24, 27, 32, 39, 42\dots" /></a><br />
<a href="javascript:void(null);" onclick="s_toggleDisplay(document.getElementById('SID931980763'), this, 'Mostra soluzione &#9660;', 'Nascondi soluzione &#9650;');">Mostra soluzione &#9660;</a></p>
<div id='SID931980763' style='display:none;'>
Fbzzn nyy&#8217;A-rfvzb ahzreb cevzb vy inyber qv A, cnegraqb qn frggr. V ahzrev fhpprffviv fbab: dhnenagnabir r pvadhnagndhnggeb.
</div>
<p><strong>Nacclastlonne</strong><br />
<img src="http://l.wordpress.com/latex.php?latex=5%2C%208%2C%2012%2C%2018%2C%2024%2C%2030%5Cdots&#038;bg=FFFFFF&#038;fg=000000&#038;s=0" title="5, 8, 12, 18, 24, 30\dots" style="vertical-align:-20%;" class="tex" alt="5, 8, 12, 18, 24, 30\dots" /><br />
<a href="javascript:void(null);" onclick="s_toggleDisplay(document.getElementById('SID29277566'), this, 'Mostra soluzione &#9660;', 'Nascondi soluzione &#9650;');">Mostra soluzione &#9660;</a></p>
<div id='SID29277566' style='display:none;'>
Fbzzn nq btav ahzreb cevzb, vy ahzreb cevzb pur yb frthr. V ahzrev fhpprffviv fbab: geragnfrv r dhnenagnqhr.
</div>
<p><strong>Linfonsgrisgu sfrittrariaco</strong><br />
<img src="http://l.wordpress.com/latex.php?latex=333%2C%20360%2C%20378%2C%20546%5Cdots&#038;bg=FFFFFF&#038;fg=000000&#038;s=0" title="333, 360, 378, 546\dots" style="vertical-align:-20%;" class="tex" alt="333, 360, 378, 546\dots" /><br />
<a href="javascript:void(null);" onclick="s_toggleDisplay(document.getElementById('SID110561758'), this, 'Mostra soluzione &#9660;', 'Nascondi soluzione &#9650;');">Mostra soluzione &#9660;</a></p>
<div id='SID110561758' style='display:none;'>
Cnegraqb qn gerpragbgeragnger, fbzzn nq btav ahzreb vy cebqbggb qryyr pvser pur yb pbzcbatbab. V ahzrev fhpprffviv fbab: frvpragbfrffnagnfrv r bggbpragbggnagnqhr.
</div>
<p><strong>Mussoqquedro </strong><em>(difficile!)</em><br />
<img src="http://l.wordpress.com/latex.php?latex=0%2C%206%2C%2011%2C%2015%2C%2022%2C%2032%2C%2042%2C%2051%5Cdots&#038;bg=FFFFFF&#038;fg=000000&#038;s=0" title="0, 6, 11, 15, 22, 32, 42, 51\dots" style="vertical-align:-20%;" class="tex" alt="0, 6, 11, 15, 22, 32, 42, 51\dots" /><br />
<a href="javascript:void(null);" onclick="s_toggleDisplay(document.getElementById('SID547492562'), this, 'Mostra soluzione &#9660;', 'Nascondi soluzione &#9650;');">Mostra soluzione &#9660;</a></p>
<div id='SID547492562' style='display:none;'>
Cnegraqb qn mreb, fbzzn nq btav ahzreb vy ahzreb qv ryrzragv pur ovfbtan nppraqrer fh ha qvfcynl n frggr ryrzragv cre sbezner dhry ahzreb. (Vy qvfcynl n frggr ryrzragv è vy pynffvpb qvfcynl qrtyv bebybtv qvtvgnyv). V ahzrev fhpprffviv fbab: pvadhnagbggb r frggnagn.
</div>
<p><strong>Drosophila melanogaster</strong><br />
<img src="http://l.wordpress.com/latex.php?latex=0%2C%204%2C%2011%2C%2017%2C%2028%2C%2036%2C%2045%2C%2059%5Cdots&#038;bg=FFFFFF&#038;fg=000000&#038;s=0" title="0, 4, 11, 17, 28, 36, 45, 59\dots" style="vertical-align:-20%;" class="tex" alt="0, 4, 11, 17, 28, 36, 45, 59\dots" /><br />
<a href="javascript:void(null);" onclick="s_toggleDisplay(document.getElementById('SID1306742542'), this, 'Mostra soluzione &#9660;', 'Nascondi soluzione &#9650;');">Mostra soluzione &#9660;</a></p>
<div id='SID1306742542' style='display:none;'>
Fbzzn nq btav ryrzragb vy ahzreb qv yrggrer pur pbfgvghvfpr vy fhb abzr. V ahzrev fhpprffviv fbab: frggnagnqhr r bggnagnger.
</div>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/wirgilio/blog/~4/Fmt7MxwKmiI" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wirgilio.it/blog/2010/02/04/successioni-numeriche-logiche/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.wirgilio.it/blog/2010/02/04/successioni-numeriche-logiche/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Codice etico?No grazie!</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/wirgilio/blog/~3/ad_FtLrJgcQ/</link>
		<comments>http://www.wirgilio.it/blog/2010/01/30/codiceetico/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 12:58:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>none</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[H.M.]]></category>
		<category><![CDATA[Neuroni Mirror]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wirgilio.it/blog/?p=981</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;uomo non sempre tende al progresso. A volte mette si ancora al presente per evitare il cambiamento. Ma &#8221; l&#8217;unica costante del comportamento umano è il cambiamento &#8221; ( Bruno Schettini ), quindi la scienza umana riesce, nonostante la morale, a fare dei significativi passi avanti. Le scoperte che vanno al di là dell&#8217;etica rientrano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;uomo non sempre tende al progresso. A volte mette si ancora al presente per evitare il cambiamento. Ma &#8221; l&#8217;unica costante del comportamento umano è il cambiamento &#8221; ( Bruno Schettini ), quindi la scienza umana riesce, nonostante la morale, a fare dei significativi passi avanti. Le scoperte che vanno al di là dell&#8217;etica rientrano però, per forza di cose, nel elenco delle scoperte per serendipity: ovvero &#8220;cercare un ago in un pagliaio e trovarci la figlia del contadino&#8221; ( Julius Comroe Jr. ). Qualche esempio? L&#8217;America, la dinamite e&#8230; il viagra ( viagra e dinamite hanno più di una caratteristica in comune a quanto pare ). Ma anche nel caso specifico della psicologia ce ne sono di altrettanto clamorose: H.M. e i neuroni mirror.</p>
<p><em>H.M.</em></p>
<p>Per i pazienti affetti da crisi epilettiche c&#8217;era ben poco da fare nel 1953: o lobectomia ( asportazione delle aree in cui nascevano le crisi ) o sofferenza. Si scelse per la lobectomia: al paziente fu asportato il lobo temporale mediale bilaterale, area comprendente i 2 ippocampi, le 2 amigdale e parte delle corteccie paraippocampali. Zone di cui ai tempi poco si sapeva. L&#8217;operazione riuscì perfettamente, le crisi scomparvero e il Q.I. di H.M. salì da 104 a 118 ( per la scomparsa delle crisi ). Ma la perdita dei lobi asportati comportò la comparsa di una &#8220;fastidiosa&#8221; amnesia anterograda espilicita semantica, cioè: &#8221; H.M. ora sono le 3 del pomeriggio&#8221;, passano 2/3 secondi e &#8221; H.M. ora che ore sono?&#8221; &#8220;Boh!&#8221;. Grazie agli studi di Brenda Milner su questo paziente ora siamo in grado di conoscere le localizzazioni di gran parte delle memorie. Oggi esitono farmaci antiepilettici e il codice etico è contrario a terapie invasive&#8230;</p>
<p><em>Neuroni mirror</em></p>
<p>A cavallo tra gli anni  &#8216;80 e 90&#8242; Giacomo Rizzolatti e la sua equipe ( Uni. Parma ) stavano conducendo degli esperimenti su un gruppo di macachi, quando uno sperimentatore, mentre prendeva una banana,  notò casualmente l&#8217;attivazione di un area cerebrale del macaco che lo osservava. Il macaco era però rimasto fermo. Mai vista una cosa del genere. Si scoprì che nei macachi esiste una classe di neuroni che si attiva non quando il macaco compie un movimento, ma quando guarda qualcuno compiere un movimento. Nel &#8216;95 lo stesso gruppo di lavoro ha scoperto un sistema analogo nell&#8217;uomo. Che vuol dire questa scoperta? Tutto e niente. Tutto perchè come suggerisce Ramachandran &#8221; i neuroni specchio saranno per la psicologia quello che il dna è stato per la biologia &#8220;, niente perchè questa stessa teoria sembra essere smentita da lavori sperimentali che riducono l&#8217;importanza di questo sistema nell&#8217;uomo ( &#8221; ci sono poche o nessuna evidenza a supportare l&#8217;ipotesi che il neurone mirror sottende l&#8217;azione e al contrario c&#8217;è una netta evidenza contro di esso&#8221; Greg Hickok ). Quanto tempo ci vorrà a scoprire la verità? Chiedetelo al codice etico.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/wirgilio/blog/~4/ad_FtLrJgcQ" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wirgilio.it/blog/2010/01/30/codiceetico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.wirgilio.it/blog/2010/01/30/codiceetico/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Sassofono e Progressive Metal</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/wirgilio/blog/~3/70K-uT2xKyc/</link>
		<comments>http://www.wirgilio.it/blog/2010/01/25/sassofono-e-progressive-metal/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 19:40:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ale152</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wirgilio.it/blog/?p=979</guid>
		<description><![CDATA[Ecco un brano tratto dall&#8217;ultimo album di Ihsahn (After), On the shores, che combina l&#8217;arte del progressive metal con uno degli strumenti a fiato che più adoro, il sassofono.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco un brano tratto dall&#8217;ultimo album di <strong>Ihsahn</strong> (After), <strong>On the shores</strong>, che combina l&#8217;arte del progressive metal con uno degli strumenti a fiato che più adoro, il sassofono.</p>
<p><object width="320" height="265"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rCJo9JsoigU&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/rCJo9JsoigU&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;rel=0&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="320" height="265"></embed></object></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/wirgilio/blog/~4/70K-uT2xKyc" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wirgilio.it/blog/2010/01/25/sassofono-e-progressive-metal/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.wirgilio.it/blog/2010/01/25/sassofono-e-progressive-metal/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Deadsoul Tribe – Some things you can’t return</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/wirgilio/blog/~3/zDTjnCh2If4/</link>
		<comments>http://www.wirgilio.it/blog/2010/01/24/deadsoul-tribe-some-things-you-cant-return/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 11:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ale152</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wirgilio.it/blog/?p=977</guid>
		<description><![CDATA[Ecco un brano dei Deadsoul Tribe, tratto dall&#8217;album A murder of crows.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco un brano dei <strong>Deadsoul Tribe</strong>, tratto dall&#8217;album <strong>A murder of crows</strong>.<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="265" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ZIGkvevNynw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="265" src="http://www.youtube.com/v/ZIGkvevNynw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/wirgilio/blog/~4/zDTjnCh2If4" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wirgilio.it/blog/2010/01/24/deadsoul-tribe-some-things-you-cant-return/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.wirgilio.it/blog/2010/01/24/deadsoul-tribe-some-things-you-cant-return/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>ABC</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/wirgilio/blog/~3/eBR_csBQ5UA/</link>
		<comments>http://www.wirgilio.it/blog/2010/01/15/abc/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 13:41:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>none</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wirgilio.it/blog/?p=972</guid>
		<description><![CDATA[La definizione? Diciamo &#8220;scienza della mente&#8221;, ma potremmo estenderla a &#8220;scienza della vita&#8221; e per certi versi &#8220;scienza del ti guardo negli occhi e so chi sei&#8221;. Andiamo con ordine.
Il termine nasce nel XVI sec con Filippo Melantone, semisconosciuto teologo amico di Lutero, ma studi pseudopsicologici furono fatti anche da Ippocrate e Galeno( vedi caratterologia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left">La definizione? Diciamo &#8220;scienza della mente&#8221;, ma potremmo estenderla a &#8220;scienza della vita&#8221; e per certi versi &#8220;scienza del ti guardo negli occhi e so chi sei&#8221;. Andiamo con ordine.</p>
<p style="text-align: left">Il termine nasce nel XVI sec con Filippo Melantone, semisconosciuto teologo amico di Lutero, ma studi pseudopsicologici furono fatti anche da Ippocrate e Galeno( vedi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_umorale">caratterologia</a>, teoria ripresa in seguito anche da Hans Eyesenk, quindi un fondo di verità ce la aveva ). Inizialmente considerata una branca della filosofia, e per certi versi legata ancora oggi ad essa, si staccherà ufficialmente dalla <em>magister vitae</em> con la fondazione del primo laboratorio di psicologia sperimentale a Lipsia di Wilhelm Wundt nel 1879: meglio tardi che mai. Per tutto il periodo A.F. ( ante Freud ) si tratta semplicemente di una classificazione di comportamenti dei soggetti &#8220;normali&#8221;, al fine di raccoglierli tutti: Titchener, uno dei primi psicologi americani a lanciarsi nel campo dell&#8217;introspezione, e allievi classificarono circa 44000 qualità sensoriali differenti alla Cornell University dello Stato di N.Y.. Un lavoro più da fisiologi che da psicologi. Questa noia terminò all&#8217;alba del XX sec con un certo Sigmund Freud che decise di distruggere più di un secolo di lavoro sperimentale e di riscrivere la psicologia da capo. I martelli usati? Inconscio, es, io, superio e&#8230; sesso ( o istinti sessuali se il vostro superio ha problemi con questa parola, ma state certi che il vostro es e il vostro dna non hanno problemi ). Ovviamente in età vittoriana questa serie di martellate fu digerita male e ancora oggi la comunità scientifica attiva dei &#8220;meccanismi di difesa&#8221; ( per dirla alla Freud ) contro la psicoanalisi. Oggi abbiamo un&#8217;infinità di approcci alla materia. Proviamo ad elencare i maggiori.</p>
<p style="text-align: left"><em>Psicoanalisi</em></p>
<p style="text-align: left">Maggiori esponenti: Freud, Adler e Jung ( anche se gli ultimi due nel corso del tempo presero le distanze da Freud a causa della teoria degli istinti sessuali )</p>
<p style="text-align: left">Termini chiave: a quelli che ho già elencato prima aggiungo libido, sogni e isteria</p>
<p style="text-align: left">Plus: sveglia mondo! Che voi vogliate ignorarli o no, la vita è fatta di istinti ( e citando Blade, &#8220;La sete vince sempre&#8221; ); tratta moltissimi temi; l&#8217;unica che prende seriamente in considerazione l&#8217;inconscio</p>
<p style="text-align: left">Minus: mancanza di scientificità ( il 90% di ciò che Freud ha scritto non è stato mai provato ); mancanza di chiarezza nei termini chiave; discutibile la visione della persona come sistema energetico</p>
<p style="text-align: left"><em>Cognitivismo</em></p>
<p style="text-align: left">Maggiori esponenti: Bandura, Chomsky, Neisser</p>
<p style="text-align: left">Termini chiave: razionalità, paradigma mente-software, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Psicologia_cognitiva#Modelli_cognitivi">modello TOTE</a></p>
<p style="text-align: left">Plus: scientificità, grande chiarezza nei concetti chiave</p>
<p style="text-align: left">Minus: tratta pochi temi, lontananza dalla vita reale ( esperimenti solo in laboratorio e rifiuto del concetto di inconscio ), debolezza del paradigma mente-software</p>
<p style="text-align: left"><em>Comportamentismo</em></p>
<p style="text-align: left">Maggiori esponenti: Pavlov, Watson ( &#8220;datemi una dozzina di bambini sani, ne potrei fare dei buoni dottori, magistrati o artisti&#8221; ), Skinner, Tolman</p>
<p style="text-align: left">Termini chiave: comportamento manifesto, stimolo-risposta, rinforzo, apprendimento</p>
<p style="text-align: left">Plus: grande attenzione al corpo, forza del condizionamento classico e operante, scientificità</p>
<p style="text-align: left">Minus: ignora la mente, ignora l&#8217;inconscio, gravissimo incidente del <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Little_albert">piccolo Albert</a></p>
<p style="text-align: left">Queste ultime due teorie si sono recentemente messe insieme per detronizzare la psicoanalisi nella psicologia clinica ( oggi in psicopatologia si parla di terapia cognitivo-comportamentale ), dimenticando la loro storia e le loro divergenze, ma per i soldi e la fama questo ed altro</p>
<p style="text-align: left"><em>Teoria dei tratti</em></p>
<p style="text-align: left">Maggiori esponenti: Costa, McCrae, Allport, Eyesenk, Cattell</p>
<p style="text-align: left">Termini chiave: analisi fattoriale, estroversione, superfattore, ipotesi lessicale fondamentale</p>
<p style="text-align: left">Plus: ampio uso di ricerca correlazionale, ipotesi rivoulzionarie, legami con la biologia</p>
<p style="text-align: left">Minus: abuso dell&#8217;analisi fattoriale, confusione sulla definizione di tratto ( resta coerente?quanti sono i tratti? ), omissioni sul concetto di cambiamento</p>
<p style="text-align: left">
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/wirgilio/blog/~4/eBR_csBQ5UA" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wirgilio.it/blog/2010/01/15/abc/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.wirgilio.it/blog/2010/01/15/abc/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Opinioni</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/wirgilio/blog/~3/lAgpa0d28Ho/</link>
		<comments>http://www.wirgilio.it/blog/2010/01/11/opinioni/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 17:46:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ale152</dc:creator>
				<category><![CDATA[Humor]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wirgilio.it/blog/?p=965</guid>
		<description><![CDATA[Diciamo che&#8230; in modulo la pensiamo allo stesso modo.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-966" href="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/litigio.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-966" title="litigio" src="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/litigio-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Diciamo che&#8230; <em>in modulo</em> la pensiamo allo stesso modo.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/wirgilio/blog/~4/lAgpa0d28Ho" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wirgilio.it/blog/2010/01/11/opinioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.wirgilio.it/blog/2010/01/11/opinioni/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Un anno di Eee PC</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/wirgilio/blog/~3/CNJTyWW3cOQ/</link>
		<comments>http://www.wirgilio.it/blog/2009/12/29/un-anno-di-eee-pc/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 13:55:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ale152</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[EeePC]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wirgilio.it/blog/?p=944</guid>
		<description><![CDATA[È ormai passato più di un anno da quando ho acquistato il mio Eee PC 1000H e dopo un intero anno di utilizzo posso finalmente scriverne una recensione rigorosa.
La versione che posseggo è quella con Microsoft Windows XP Home Edition, con 1GB di ram e disco rigido da 160GB, senza alcuna modifica.
Per i primi mesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-947" href="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/asus-eeepc-1000h.png"><img class="alignright size-medium wp-image-947" title="asus-eeepc-1000h" src="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/asus-eeepc-1000h-268x300.png" alt="" width="226" height="254" /></a>È ormai passato più di un anno da quando ho acquistato il mio <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/ASUS_Eee_PC#Eee_1000" target="_blank">Eee PC 1000H</a> e dopo un intero anno di utilizzo posso finalmente scriverne una recensione rigorosa.</p>
<p>La versione che posseggo è quella con <em>Microsoft Windows XP</em> <em>Home Edition</em>, con 1GB di ram e disco rigido da 160GB, senza alcuna modifica.</p>
<p>Per i primi mesi di utilizzo l&#8217;ho sfruttato poco, perché non ne avevo molto bisogno, ma in seguito alla rottura del mio pc fisso è diventato il mio unico computer.</p>
<p><strong>Portabilità<br />
</strong>Molti computer vengono definiti portatili anche se hanno monitor da 15&#8243; o 17&#8243;, ma dopo aver avuto a che fare con un computer con <span style="text-decoration: underline;">schermo da 10&#8243;</span>, l&#8217;unica definizione che mi viene in mente per quei notebook è <em>spostabili</em>. Il monitor da 10&#8243; dell&#8217;Eee PC 1000H è davvero un punto di forza: è piccolo quanto basta per essere portato in giro e grande quanto basta per riuscire ad utilizzare il computer senza problemi.<br />
I luoghi in cui l&#8217;ho utilizzato sono stati i più svariati: a casa, all&#8217;università, in classe, in biblioteca, al ristorante, al bar, in treno&#8230; Essendo piccolo non dà neanche molto nell&#8217;occhio e grazie al <span style="text-decoration: underline;">mouse multitouch</span> risulta facile la navigazione nel web anche senza mouse esterno.</p>
<p><strong>Autonomia<br />
</strong>Un altro motivo per cui adoro questo portatile è la sua autonomia. Non mi è mai capitato di rimanere con la batteria scarica, infatti anche navigando in internet, in modalità <em>Power saving</em>, 4 ore le ho sempre raggiunte senza problemi. Se poi seguo particolari accortezze come disattivare webcam, bluetooth e tutte le periferiche usb e spegnere il monitor con l&#8217;apposito pulsante nei momenti in cui non utilizzo il computer, l&#8217;autonomia sale fino a 5 ore!</p>
<p>Un episodio simpatico che mi va di raccontare è accaduto in aula all&#8217;università, durante un&#8217;esercitazione con MatLab: per questa occasione tutti i miei colleghi avevano portato i loro computer portatili, qualcuno acquistato apposta per l&#8217;università, dalle caratteristiche più disparate: monitor HD, lettore Blue-ray, telecomando, sintonizzatore TV, lettore di impronte digitali. Ovviamente tutti denigravano il mio «piccolo ed economico portatile» che non aveva nessuna di queste <em>utilissime </em>funzioni.<br />
Col passare delle ore però, vedevo sempre più persone abbassare il monitor del computer a causa dell&#8217;assenza di prese elettriche nell&#8217;aula: dopo neanche due ore ero rimasto l&#8217;unico ad avere il pc funzionante, con un&#8217;autonomia di altre due ore abbondanti, e a quel punto sono stato io a ridere <img src='http://www.wirgilio.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> .</p>
<p><strong>Tastiera e touchpad<br />
</strong>Una delle caratteristiche di questo computer che temevo quando l&#8217;ho acquistato era la tastiera. Essendo infatti più piccola delle tastiere tradizionali avevo paura che fosse problematico utilizzarla. Le prime settimane avevo infatti problemi con il tasto <em>Shift</em> di destra, che si trova nella scomoda posizione a destra della <em>freccia su</em>. In realtà non c&#8217;è voluto molto ad abituarsi e in questo momento sto scrivendo questo articolo proprio con la tastiera in questione. Dopo un po&#8217; ci si abitua e si riesce a scrivere senza problemi <span style="text-decoration: underline;">proprio come se fosse una tastiera tradizionale</span>.</p>
<p>Per quanto riguarda il touchpad, la caratteristicha del <em>multitouch</em> lo rende senza alcun dubbio molto più comodo dei touchpad tradizionali, ma non riesce comunque a raggiungere la comodità del mouse tradizionale.<br />
Grazie alle funzioni di <em>scrolling</em> a due dita, di <em>pagina indietro/avanti</em> con tre dita e di <em>click semplice</em>, <em>destro </em>e <em>centrale </em>con una, tre e due dita, la navigazione su internet è molto semplificata.<br />
Resta il fatto che è comunque molto più comodo avere un mouse usb da collegare al pc, quando se ne ha la possibilità.</p>
<p><strong>Schermo<br />
</strong>Molte persone hanno paura ad acquistare un Eee PC per le dimensioni ridotte del monitor. Io non ho problemi di vista e vi assicuro che 10 pollici sono sufficienti ad utilizzare il computer senza problemi. La risoluzione 1024 x 600 permette un&#8217;ottima visualizzazione di quasi tutte le pagine web, senza barra di scorrimento orizzontale; con alcune particolari accortenze nel browser (icone ridotte, barre di navigazione ridotte al minimo) la navigazione nel web risulta piuttosto piacevole.</p>
<p>Nonostante le ridotte dimensioni, risulta piacevole persino la riproduzione di film. Inoltre, essendo così piccolo, lo si può tenere a letto sul cuscino per guardare film nel massimo del confort!</p>
<p>Essendo uno schermo piuttosto economico non è fatto per giocare (del resto parlano le caratteristiche hardware), infatti se capita di trovare sfondi di pagine web <em>spixellati</em> che durante lo scrolling costringono il monitor ad un rapidissimo refresh dei pixel, si notano dei difetti nella visualizzazione.</p>
<p><strong>Hardware<br />
</strong>Per quanto riguarda le caratteristiche hardware, ero consapevole di cosa avrei avuto sotto mano già dall&#8217;acquisto. Il processore è un Atom N280 da 1.6 GHz, ma nonostante la bassa frequenza a cui lavora è studiato con in modo tale da permettere l&#8217;utilizzo del computer con fluidità. Infatti supporta la modalità di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hyper-Threading"><em>Hyper-Threading</em></a> che permette al sistema operativo di vedere il processore come un dual-core, per poter lavorare parallelamente come se avesse due <em>core</em>. La ram fornita è 1GB, ma supporta fino a un massimo di 2GB.<br />
Dopo un anno di utilizzo devo dire che <em>Intel</em> è riuscita a progettare un processore veramente notevole. Infatti oltre a riscaldarsi pochissimo (se si lavora in <em>Power saving mode</em> è quasi sempre freddo, in confronto ad un qualsiasi altro portatile), con conseguente basso consumo di energia, permette di regolare la frequenza del clock direttamente dal sistema operativo, grazie ad un software fornito dalla Asus che è <em>EEE Super Hybrid Engine</em>.<br />
Quando si dice che l&#8217;Eee PC non è concepito per giocare, ci si riferisce ovviamente ai <span style="text-decoration: underline;">giochi usciti nel periodo di commercializzazione dell&#8217;Eee PC</span>. Ma non dimentichiamoci che negli anni &#8216;90 si giocava a <em>Flight Simulator</em> con un semplice <em>Pentium III 500 MHz</em>, e ancora prima si giocava persino con i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Intel_80286" target="_blank">286</a>. Con questo voglio dire che c&#8217;è una vastissima gamma di videogiochi che gira senza alcun problema sull&#8217;Eee PC, che non sia necessariamente <em>dell&#8217;epoca</em>.<br />
Ovviamente non potrete giocarci a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crysis"><em>Crysis</em></a> ma, ripeto, l&#8217;Eee PC non è certo un computer destinato ai videogiochi.</p>
<p>Per quanto riguarda la grafica, programmi come <em>GIMP</em>, <em>Photoshop</em> e <em>Autocad</em> girano senza alcun problema e si riesce persino a lavorare in 3D con programmi tipo <em>Google SketchUp.<br />
</em>Nel calcolo puramente numerico si è sempre detto che l&#8217;<em>Atom</em> non è proprio il massimo, ma è da un anno che utilizzo programmi come <em>MatLab</em> e <em>Wolfram Mathematica 6</em> senza alcun problema. Magari <em>Mathematica</em> ci può impiegare 4 secondi invece un decimo di secondo, per risolvere un&#8217;equazione differenziale non lineare, ma per quanto mi rigurada, non vado di fretta <img src='http://www.wirgilio.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  .</p>
<p><strong>Connettività e periferiche<br />
</strong>La connettività è un altro punto forte dell&#8217;EeePC 1000H, è infatti dotato sia di bluetooth 2.0 che di wi-fi b/g/n. Il mio Eee PC non ha il modem 3G che permetterebbe di collegarsi ad internet tramite una scheda SIM, ma non era una caratteristica da me richiesta.<br />
Il wi-fi, nonostante supporti il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/IEEE_802.11#802.11n"><em>draft N</em></a> e abbia un buon raggio d&#8217;azione, non supporta l&#8217;<em>injection</em>, quindi se avevate intenzione di testare la rete wi-fi dei vostri vicini di casa, scordatevi di farlo con la scheda wi-fi integrata <img src='http://www.wirgilio.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> .</p>
<p>L&#8217;Eee PC 1000H ha un hard disk SATA da 160GB che per me è estremamente capiente.</p>
<p>La webcam da 1.3 megapixel fa egregiamente il suo lavoro. Dato che è difficile descriverne la qualità delle immagini a parole, ecco un&#8217;immagine scattata all&#8217;aperto in un giorno di pioggia:<br />
<a rel="attachment wp-att-946" href="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/Tue-Dec-29-14-07-47.bmp"><img class="alignnone size-full wp-image-946" title="Tue Dec 29 14-07-47" src="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/Tue-Dec-29-14-07-47.bmp" alt="" width="304" height="243" /></a></p>
<p>Non sarà certo una macchina fotografica, ma per comunicare con <em>Skype</em> e simili è perfetta.</p>
<p>Una caratteristica di quasi tutti gli Eee PC che non mi ha affatto dato problemi è l&#8217;assenza di un&#8217;unità ottica. Ormai i file si scambiano quasi esclusivamente tramite penna USB e in un anno intero di utilizzo non ho quasi mai avuto bisogno di un lettore CD o DVD. Ho acquistato un masterizzatore USB perché quello del pc fisso si era rotto e pensavo che essendo USB mi sarebbe potuto servire sull&#8217;Eee PC, ma fin&#8217;ora non è quasi mai capitato.<br />
L&#8217;unica volta che ho utilizzato il lettore DVD per l&#8217;Eee PC è stato per installare <em>Windows 7</em>, che però ho abbandonato dopo poche settimane per tornare ad <em>XP</em>. Funzionava una meraviglia, in versione <em>Professional</em>, ma sono troppo abituato ad <em>XP</em> e devono passare ancora molti anni perché cambi sistema operativo!</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;audio c&#8217;è poco da dire. Quando riproduco filmati o brani musicali collego sempre l&#8217;Eee PC ad un impianto di casse 2.1 e uso raramente le casse integrate.<br />
Non sono molto potenti, si adeguano allo standard di tutti i portatili con cui ho avuto a che fare, ma installando il programma <a href="http://www.eeepc.it/%E2%80%9Csrs-premium-sound%E2%80%9D-disponibile-per-gli-eee-pc-serie-1000/"><em>SRS Premium Sound</em></a> si guadagnano un bel po&#8217; di decibel grazie ad una preamplificazione digitale.</p>
<p><strong>Applicazioni<br />
</strong>Molte delle applicazioni fornite con l&#8217;Eee PC sono per me inutili e infatti appena l&#8217;ho acquistato ho fatto una bella pulizia con <a href="http://www.revouninstaller.com/" target="_blank"><em>Revo Uninstaller</em></a>. Le uniche applicazioni rimaste sono: <em>ASUSUpdate </em>per gli aggiornamenti del bios, <em>EeeInstantKey</em> per i tasti di funzione rapida, <em>EEE Super</em><em> Hybrid Engine</em> per gestire le prestazioni e autonomia del processore e infine <em>EeePC Tray Utility</em> per abilitare e disabilitare le periferiche integrate.</p>
<p>La versione <em>Home Edition</em> di <em>Windows XP</em> alleggerisce di molto l&#8217;EeePC, risparmiandogli l&#8217;esecuzione di numerosissimi servizi di rete, il più delle volte inutilizzati.</p>
<p><strong>Conclusioni<br />
</strong>Per concludere, l&#8217;Eee PC 1000H è un computer meraviglioso, che non cambierei per niente!<br />
È possibile utilizzarlo come unico pc, se non si hanno particolari pretese, ma se lo si utilizza come «estensione portatile» di un pc fisso, diventa veramente il massimo.<br />
In un anno di utilizzo non mi si è mai bloccato e si può riscontrare qualche piccolo rallentamento solo quando si lavora in <em>Power Saving Mode</em>, di default quando è a batteria.</p>
<p>Il prezzo si aggira attorno ai 300€.</p>
<p>È un computer che consiglio vivamente agli studenti universitari e a chi ha bisogno di un portatile che sia <em>veramente portatile</em> e non abbia particolari pretese quanto a prestazioni.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/wirgilio/blog/~4/CNJTyWW3cOQ" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wirgilio.it/blog/2009/12/29/un-anno-di-eee-pc/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.wirgilio.it/blog/2009/12/29/un-anno-di-eee-pc/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Che freddo.</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/wirgilio/blog/~3/Ja281QeJrYk/</link>
		<comments>http://www.wirgilio.it/blog/2009/12/13/che-freddo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 14:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ale152</dc:creator>
				<category><![CDATA[Humor]]></category>
		<category><![CDATA[Matematica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wirgilio.it/blog/?p=927</guid>
		<description><![CDATA[Oggi fa così freddo, che la temperatura è tanto bassa da poter essere approssimata con il suo seno.
Specie per chi è abituato a temperature positive&#8230;
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-928" href="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/fireice.jpg"><img class="size-medium wp-image-928 alignright" title="Ghiaccio di fuoco" src="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/fireice-254x300.jpg" alt="Ghiaccio di fuoco" width="158" height="187" /></a>Oggi fa così freddo, che la temperatura è tanto bassa da poter essere approssimata con il suo seno.</p>
<p>Specie per chi è abituato a temperature positive&#8230;</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/wirgilio/blog/~4/Ja281QeJrYk" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wirgilio.it/blog/2009/12/13/che-freddo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.wirgilio.it/blog/2009/12/13/che-freddo/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Kelvin o gradi Kelvin?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/wirgilio/blog/~3/LbUDm6R1fi0/</link>
		<comments>http://www.wirgilio.it/blog/2009/12/10/kelvin-o-gradi-kelvin/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 21:54:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ale152</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[chimica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wirgilio.it/blog/?p=921</guid>
		<description><![CDATA[Spesso si sente parlare di temperature in Kelvin o gradi Kelvin indistintamente, al punto che un mio professore universitario li chiama &#8220;gradi&#8221; ma li indica con il simbolo K, domandandosi perché non si utlizzi il tipico simbolo del grado (°), come per i gradi Celsius.
Non tutti sanno infatti che le temperature della scala assoluta, fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-922" href="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/lord-kelvin.gif"><img class="alignright size-medium wp-image-922" title="lord kelvin" src="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/lord-kelvin-232x300.gif" alt="lord kelvin" width="232" height="300" /></a>Spesso si sente parlare di temperature in <em>Kelvin</em> o <em>gradi Kelvin</em> indistintamente, al punto che un mio professore universitario li chiama &#8220;gradi&#8221; ma li indica con il simbolo <em>K</em>, domandandosi perché non si utlizzi il tipico simbolo del grado (°), come per i <em>gradi Celsius</em>.<br />
Non tutti sanno infatti che le temperature della <strong>scala assoluta</strong>, fino al 1967, anno in cui si svolse la tredicesima <a href="http://www.bipm.org/en/si/si_brochure/chapter2/2-1/kelvin.html" target="_blank"><em>Conferenza generale dei pesi e delle misure</em></a>, erano indicate con i <strong>gradi Kelvin</strong>, il cui simbolo era proprio <em>°K</em>. Fu durante questa conferenza che infatti si decise di fare chiarezza tra le scale della temperatura, lasciando la definizione di &#8220;grado&#8221; soltanto per le scale relative, ossia quella Celsius (<em>°C</em>) e Fahrenheit (<em>°F</em>), modificando il nome della scala assoluta in <strong>Kelvin</strong>, il cui simbolo divenne semplicemente <em>K</em>.</p>
<p>Una modifica di questo tipo fu subita anche dalla scala Celsius: essendo infatti stata definita in base a due punti di riferimento, congelamento ed ebollizione dell&#8217;acqua, distanti <em>100 gradi</em>, fu chiamata per un certo periodo di tempo <em>centigrada</em>.<br />
Solo nel 1948, durante la nona <a href="http://www.bipm.org/jsp/en/ViewCGPMResolution.jsp?CGPM=9&amp;RES=7" target="_blank"><em>Conferenza generale dei pesi e delle misure</em></a>, si adottò il nome del suo inventore <em>Celsius</em> per evitare di creare confusione con il significato del prefisso<em> centi-</em>.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/wirgilio/blog/~4/LbUDm6R1fi0" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wirgilio.it/blog/2009/12/10/kelvin-o-gradi-kelvin/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.wirgilio.it/blog/2009/12/10/kelvin-o-gradi-kelvin/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Se la Terra avesse gli anelli…</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/wirgilio/blog/~3/E2fgHDt900o/</link>
		<comments>http://www.wirgilio.it/blog/2009/11/22/se-la-terra-avesse-gli-anelli/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 14:09:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ale152</dc:creator>
				<category><![CDATA[Astronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[universo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wirgilio.it/blog/?p=919</guid>
		<description><![CDATA[Come apparirebbe il cielo terrestre, se la Terra avesse gli anelli come Saturno?

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come apparirebbe il cielo terrestre, se la Terra avesse gli anelli come Saturno?</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/UT2sQ7KIQ-E&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/UT2sQ7KIQ-E&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/wirgilio/blog/~4/E2fgHDt900o" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wirgilio.it/blog/2009/11/22/se-la-terra-avesse-gli-anelli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.wirgilio.it/blog/2009/11/22/se-la-terra-avesse-gli-anelli/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>L’ultima domanda</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/wirgilio/blog/~3/Ifp41_c6bJM/</link>
		<comments>http://www.wirgilio.it/blog/2009/11/18/lultima-domanda/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 21:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ale152</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Alieni]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[teoria del caos]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wirgilio.it/blog/?p=909</guid>
		<description><![CDATA[Ecco uno dei racconti più belli di Isaac Asimov.
Trama (da Wikipedia):
La storia narra dell&#8217;evoluzione di un computer chiamato Multivac e del suo rapporto con l&#8217;umanità, spiegato attraverso sette diverse ambientazioni storico-temporali. La prima si svolge nell&#8217;anno 2061. In ognuna delle prime sei ambientazioni uno dei personaggi pone al computer una domanda, cioè come si possa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-910" href="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/universo.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-910" title="universo" src="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/universo-300x161.jpg" alt="universo" width="300" height="161" /></a>Ecco uno dei racconti più belli di Isaac Asimov.</p>
<p>Trama (da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27ultima_domanda" target="_blank"><em>Wikipedia</em></a>):</p>
<blockquote><p>La storia narra dell&#8217;evoluzione di un computer chiamato Multivac e del suo rapporto con l&#8217;umanità, spiegato attraverso sette diverse ambientazioni storico-temporali. La prima si svolge nell&#8217;anno 2061. In ognuna delle prime sei ambientazioni uno dei personaggi pone al computer una domanda, cioè come si possa affrontare la minaccia alla sopravvivenza umana a causa della morte termica dell&#8217;universo. Così come gli stessi personaggi della storia riconoscono, la domanda è equivalente a dire: &#8220;Può la <span class="mw-redirect">seconda legge della termodinamica</span> essere invertita?&#8221;. Ogni volta il computer si trova nell&#8217;impossibilità di rispondere, affermando di avere &#8220;dati insufficienti per una risposta significativa&#8221;</p></blockquote>
<p><span id="more-909"></span>L&#8217;ultima domanda</p>
<p>L&#8217;ultima domanda venne posta per la prima volta, quasi per scherzo il 21 maggio 2061, in un momento in cui l&#8217;umanità cominciava a intravedere finalmente un po&#8217; di luce. La domanda era il risultato di una scommessa di cinque dollari, nata durante una bevuta, ed ecco come andò la cosa.<br />
Alexander Adell e Bertram Lupov erano due dei fedeli assistenti addetti a Multivac. Sapevano, così come era dato saperlo a due esseri umani, che cosa c&#8217;era dietro la fredda, lampeggiante, ticchettante faccia &#8211; chilometri e chilometri di faccia &#8211; del gigantesco calcolatore. Avevano se non altro una nozione vaga del piano generale di relais e di circuiti che da tempo aveva superato il limite oltre il qual una singola mente umana non poteva assolutamente conservare una chiara visione d&#8217;insieme.<br />
Multivac si auto-regolava e si auto-correggeva. Doveva essere così, perché nessun essere umano poteva regolarlo o correggerlo con sufficiente rapidità o in modo adeguato. Così, Adell e Lupov badavano al mostruoso gigante solo in modo leggero e superficiale, e al tempo stesso come meglio non era possibile, trattandosi di uomini. Vi inserivano dati, adattavano le domande alle necessità del calcolatore e traducevano le risposte che questo forniva. Senza dubbio tanto loro due che gli altri loro colleghi avevano pieno diritto bearsi della gloria che spettava a Multivac.<br />
Per decenni, Multivac aveva dato una mano, per così dire, a progettare le navi e a calcolare le traiettorie che mettevano in grado gli uomini di arrivare sulla Luna, su Marte e su Venere ma, al di là di quelli, le scarse risorse della Terra non consentivano alle navi di affrontare il viaggio. Troppa energia era richiesta per i lunghi percorsi. La Terra sfruttava le sue riserve di carbone e di uranio con efficienza crescente, ma in sé quelle riserve erano limitate.<br />
Lentamente, tuttavia, Multivac aveva imparato quanto bastava per rispondere in modo più fondamentale a domande più profonde, il 14 maggio 2061, quella che era stata una teoria, era diventata un fatto concreto.<br />
L&#8217;energia del sole veniva ora immagazzinata, trasformata e utilizzata direttamente, su scala planetaria. La Terra intera poteva spegnere i suoi fuochi alimentati a carbone e le sue centrali nucleari per far scattare l&#8217;interruttore che connetteva il tutto a una piccola stazione, di un chilometro e mezzo di diametro, in orbita attorno alla Terra a una distanza che era la metà di quella della Luna. Tutto sulla Terra, funzionava ora grazie agli invisibili raggi dell&#8217;energia solare.<br />
Sette giorni non erano bastati a offuscare la gloria di quell&#8217;avvenimento, ma Adell e Lupov riuscirono finalmente a sottrarsi alle celebrazioni pubbliche per rifugiarsi in santa pace dove nessuno avrebbe pensato di cercarli, ossia nelle deserte sale sotterranee dove s&#8217;intravedevano alcune parti del possente corpo sepolto di Multivac. Si erano portati una bottiglia, e la loro unica preoccupazione, a momento, era di rilassarsi l&#8217;uno in compagnia dell&#8217;altro e con l&#8217;aiuto di un abbondante beveraggio.<br />
? È incredibile, se ci pensi bene ? disse Adell. La larga faccia era segnata dalla stanchezza, ed egli agitava lentamente la bibita con una cannuccia di vetro, osservando i cubetti di ghiaccio nei loro stentati spostamenti. ?Tutta l&#8217;energia che potremmo mai desiderare di usare, completamente gratuita. Energia a sufficienza, qualora decidessimo di farne spreco, per fondere tutta la Terra in un unico gocciolone di ferro liquido e impuro, senza minimamente dar fondo per questo, alla riserva totale. Tutta l&#8217;energia che potremo mai usare, insomma, per sempre, per sempre e ancora per sempre.<br />
Lupov piegò la testa da un lato. Era un vezzo, che aveva, quando si metteva in mente di fare il Bastian contrario; e ne aveva una gran voglia, in quel momento, forse perché era toccato a lui procurato ghiaccio e i bicchieri. ? Per sempre poi no ? disse.<br />
? Andiamo, Bert, praticamente per sempre, sì. Fino a che il sol non sarà scarico, per lo meno.<br />
? Be&#8217;, non per sempre, allora.<br />
? Ma sl, come vuoi tu. Per miliardi e miliardi di anni. Venti miliardi, facciamo. Soddisfatto, sì?<br />
Lupov si passò le dita tra i capelli sempre più radi, come per assicurarsi che gliene rimanesse ancora qualcuno, e sorseggiò pian pianino la sua bibita. ? Venti miliardi di armi non è per sempre.<br />
? Be&#8217;, durerà almeno finché ci siamo noi, no?<br />
? Se è per questo, sarebbero durati anche il carbone e l&#8217;uranio.<br />
? D&#8217;accordo, ma ora possiamo allacciare ogni singola nave alla Stazione Solare, e farla andare e tornare da Plutone un milione di volte senza doverci più preoccupare del combustibile. Prova a farlo conn il carbone e l&#8217;uranio, se sei capace! Del resto, se non mi credi, domandalo a Multivac.<br />
? Non ho bisogno di domandarlo a Multivac. Lo so.<br />
? Allora piantala di minimizzare quello che Multivac ha fatto per noi ? disse Adell, accalorandosi, è stato bravissimo!<br />
? Chi dice di no? lo dico solo che un sole non dura in eterno. Basta, non ho detto altro! Per venti miliardi di anni siamo tranquilli; e poi? ? Lupov puntò contro l&#8217;altro l&#8217;indice che tremava leggermente. ? E non venire a dirmi che potremo attaccarci a un altro sole.<br />
Per un po&#8217;, rimasero in silenzio. Solo di tanto in tanto Adell si portava il bicchiere alle labbra, e Lupov un po&#8217; alla volta aveva chiuso gli occhi. Riposavano, tutti e due.<br />
Poi, Lupov riapri gli occhi di scatto. ? Stai pensando che, quando il nostro sarà esaurito, ci attaccheremo a un altro sole, vero?<br />
? Non sto pensando affatto.<br />
? Sì, invece. Tu manchi di senso logico, ecco qual è il tuo difetto. Sei come quel tale della storiella, che essendo stato sorpreso da un acquazzone era corso fino a un boschetto e si era rifugiato sotto un albero. Era tranquillo, lui, perché pensava che, una volta che si fosse bagnato ben bene quell&#8217;albero lì, non doveva fare altro che spostarsi sotto un altro.<br />
? Ho capito, sì ? disse Adell. ? È inutile che gridi. Una volta spento il nostro sole, anche le altre stelle si saranno esaurite, nel frattempo.<br />
? Puoi star sicuro che si saranno esaurite ? borbottò Lupov. ? Tutto ha avuto origine in una prima esplosione cosmica, qualsiasi cosa fosse, e tutto avrà una fine quando le stelle si saranno scaricate ben bene. Alcune si spegneranno più in fretta di altre. Le stelle giganti dureranno al massimo cento milioni di anni. Il sole durerà venti miliardi di anni, mettiamo, e le nane potranno durare cento miliardi di anni, per quel che servono. Ma lascia che passi un trilione d&#8217;anni, tutto sarà sprofondato nel buio. L&#8217;entropia deve per forza raggiungere un massimo, tutto qui.<br />
? So tutto dell&#8217;entropia ? disse Adell, con un tono di dignità offesa.<br />
? Davvero? Non si direbbe.<br />
? Ne so tanto quanto te.<br />
? Allora Sai anche che tutto finirà per decadere, prima o poi.<br />
? D&#8217;accordo. Chi ha detto il contrario?<br />
? Tu, l&#8217;hai detto, povero mammalucco. Hai detto che avevamo tutta l&#8217;energia di cui abbiamo bisogno, per sempre. Hai detto proprio &#8220;per sempre&#8221;.<br />
Era Adell, ora, in vena di contraddire. ? Può anche darsi che, un giorno o l&#8217;altro, si riesca a ricostituire tutto.<br />
? Mai!<br />
? Perché no? Un giorno, non so quando.<br />
? Domandalo a Multivac.<br />
? Questo poi no.<br />
? Domandalo a Multivac, ti dico! Facciamo una scommessa: mi gioco cinque dollari che ti dirà di no anche lui.<br />
Adell era abbastanza brillo per provare, abbastanza in sé per poter comporre i simboli e le operazioni necessarie per una domanda che, in parole, sarebbe sonata press&#8217;a poco cosi: Potrà un giorno genere umano, senza dispendio di energie essere in grado di riportare il sole alla sua piena giovinezza pefino dopo che sarà morto vecchiaia?<br />
O magari, in maniera più semplice, si sarebbe potuta formula così: Com&#8217;è possibile diminuire in modo massiccio il quantitativo di entropia dell&#8217;universo?<br />
Multivac si fece immobile e muto. I lenti lampi di luce cessarono lontani rumori del ticchettio dei relais si fermarono.<br />
Poi, proprio quando i due tecnici terrorizzati sentivano di non farcela più a trattenere il respiro, vi fu un improvviso ritorno alla vi della telescrivente collegata con quella parte di Multivac. Le parole erano cinque in tutto: DATI INSUFFICIENTI PER RISPOSTA SIGNIFICATIVA.<br />
? Niente scommessa ? bisbigliò Lupov. E insieme si allontanarono in fretta dal sotterraneo.<br />
Il mattino dopo i due amici, afflitti dal mal di testa e dalla bocca impastata, avevano già dimenticato l&#8217;incidente.</p>
<p>Jerrodd, Jerrodine e Jerrodette I e Il osservavano sul quadro visivo i cambiamenti dello stellato mentre il passaggio attraverso l&#8217;iperspazio veniva completato in un lasso di nontempo. Tutto a un tratto, il pulviscolo di stelle cedette il posto alla predominanza di una singola e vivida biglia, proprio al centro del quadro.<br />
? Quello è X-23 disse Jerrodd, senza un attimo di esitazione. Intrecciò con forza le mani scarne dietro di sé, tanto che le nocche gli si sbiancarono.<br />
Le piccole Jerrodette, due sorelline, avevano fatto per la prima volta in vita loro l&#8217;esperienza del passaggio nell&#8217;iperspazio ed erano un po&#8217; imbarazzate a causa della momentanea sensazione di uscire da se stesse. Soffocavano le risate dietro le manine e si rincorrevano a vicenda attorno alla mamma, facendo un baccano indiavolato.<br />
? Siamo arrivati su X-23 ? gridavano ? siamo arrivati su X-23&#8230; siamo&#8230;<br />
? Buone, bambine ? le zittì Jerrodine, in tono severo. ? Sei sicuro, Jerrodd?<br />
? Come si fa a non esserne sicuri? ? ribatté Jerrodd, levando lo sguardo all&#8217;uniforme sporgenza metallica proprio al di sotto del soffitto. La sporgenza correva lungo tutta la cabina scomparendo poi attraverso le paratie alle due estremità. Era lunga come l&#8217;intera astronave.<br />
Jerrodd non sapeva quasi niente a proposito di quel grosso tubo metallico, salvo che veniva chiamato Microvac; che, volendo, era possibile rivolgergli delle domande; che, oltre a rispondere a eventuali domande, aveva il compito di guidare la nave fino a preordinata destinazione. Inoltre, Microvac provvedeva a rifornirsi di energia dalle varie Stazioni Erogatrici Sub-Galattiche e, infine, risolveva equazioni per i balzi iperspaziali.<br />
Jerrodd e la sua famiglia non dovevano fare altro che aspettare comodamente alloggiati nelle cabine dell&#8217;astronave.<br />
Qualcuno, una volta, aveva detto a Jerrodd che &#8220;ac&#8221;, alla fine, Microvac, in inglese antico stava per &#8220;calcolatore analogico&#8221;, ma era ormai in procinto di dimenticare perfino questo.<br />
Jerrodine aveva gli occhi lucidi, nel fissare il quadro visivo. ? Non so cosa farci. Mi sento molto scossa al pensiero d&#8217;avere lasciato la Terra.<br />
? Ma perché, benedetta donna? ? si meravigliò Jerrodd. ? Non avevamo niente, laggiù, mentre su X-23 avremo praticamente tutto. Non ti sentirai sola, perché non sarai una pioniera: sul pianeta c&#8217;è già un milione e più di persone. Santo cielo, se pensi che i nostri pronipoti dovranno cercarsi nuovi mondi, perché X-23 sarà già sovraffollato! ? Poi, dopo una pausa di riflessione: ? Credi a me, è una vera fortuna che i calcolatori abbiano risolto il problema dei viaggi interstellari, considerato il modo come si moltiplica la razza.<br />
? Lo so, lo so ? convenne Jerrodine, avvilita.<br />
? Il nostro Microvac ? saltò su Jerrodette I ? è il Microvac migliore del mondo.<br />
? Certo, lo penso anch&#8217;io ? disse Jerrodd, arruffandole i riccioli.<br />
In effetti era bello poter avere un Microvac tutto per sé, e Jerrodd era contento di appartenere alla sua generazione. Al tempo in cui era giovane suo padre, gli unici calcolatori esistenti erano dei tremendi macchinoni che occupavano centinaia di chilometri quadri di terra. Ce n&#8217;era non più di uno per pianeta. AC Planetari, si chiamavano. Per migliaia d&#8217;anni, non avevano fatto che aumentare di dimensioni finché, tutt&#8217;a un tratto, era subentrato il raffinamento tecnico. Al posto dei transistori, erano venute le valvole molecolari, per cui perfino il più grande degli AC Planetari poteva trovar posto in uno spazio pari alla metà del volume di una astronave.<br />
Jerrodd provava un senso di esaltazione, cosa che sempre gli accadeva quando si ricordava che il suo Microvac personale era di gran lunga più complicato dell&#8217;antico e primitivo Multivac che per primo aveva domato il Sole, nonché quasi altrettanto complesso dell&#8217;AC Planetario Terrestre (il più grande di tutti) che per primo aveva risolto il problema del viaggio interstellare e reso possibile spostarsi da una stella all&#8217;altra.<br />
?Tante stelle, altrettanti pianeti ? sospirò Jerrodine, immersa nelle proprie meditazioni. ? Le famiglie non faranno che trasferirsi su nuovi pianeti, per sempre, proprio come stiamo per fare noi ora.<br />
? Per sempre no ? corresse Jerrodd, con un sorriso. ? Un giorno o l&#8217;altro, tutto si fermerà, ma prima che accada dovranno passa miliardi di anni. Molti miliardi. Perfino le stelle si esauriscono, come ben sai. L&#8217;entropia deve per forza aumentare.<br />
? Che cos&#8217;è l&#8217;entropia, papà? ? strillò Jerrodette II.<br />
? L&#8217;entropia, cara, è una.., un termine, ecco. Significa il quantitativo di decadimento dell&#8217;universo. Tutto si&#8230; si scarica, diciamo così. Come il tuo piccolo robot walkie-talkie, ricordi?<br />
? E non si può inserire una nuova unità-di-energia, come facevamo per il mio robot?<br />
? Le stelle sono le unità di energia, mia cara. una volta esaurite quelle, non ne rimangono più.<br />
All&#8217;istante, Jerrodette I scoppiò in un pianto disperato. &#8211; No, no, papà, non voglio! Non lasciare che le stelle si scarichino, papà!<br />
? Hai visto cos&#8217;hai fatto, ora? ? bisbigliò Jerrodine, esasperata.<br />
? Come potevo immaginare che si sarebbero spaventate? ? bisbigliò Jerrodd di rimando.<br />
? Domandalo al Microvac ? singhiozzò Jerrodette I. ? Domandagli come si fa per riaccendere le stelle.<br />
? Coraggio, domandaglielo? disse Jerrodine. ? Chissà che non serva a calmarle. ? (Anche Jerrodette li aveva cominciato a piagnucolare.)<br />
? Jerrodd si rassegnò. ? Buone, su, bambine. Ora sentiamo da Microvac, eh? Vedrete che ce lo dirà, state tranquille.<br />
Rivolse la domanda al Microvac, affrettandosi ad aggiungere: Rispondi per iscritto.<br />
Qualche istante dopo, faceva sparire nel palmo la sottile striscia cellufilm e diceva allegramente: ? Ecco qua, Microvac dice di non preoccuparsi, che quando verrà il momento penserà lui a tutto.<br />
? E adesso a letto, bambine ? intervenne Jerrodine. ? Tra poco saremo nella nostra nuova casa.<br />
Prima di distruggere la strisciolina di cellufilm, Jerrodd lesse ancora una volta le parole: DATI INSUFFICIENTI PER RISPOSTA SIGNIFICATIVA.<br />
Con un&#8217;alzata di spalle, riportò l&#8217;attenzione sul quadro visivo. X-23 era vicinissimo, ormai.</p>
<p>VJ-23X di Lameth fissò le nere profondità della mappa tridimensionale su scala ridotta della Galassia e domandò: ? Che dici, siarmo ridicoli a preoccuparci tanto della questione?<br />
MQ-17J di Nicron scosse la testa, ? Non direi. Si sa che, al presente tasso di espansione, nel giro di cinque anni la Galassia si popolerà completamente.<br />
Sembravano entrambi sul principio della ventina, erano tutt&#8217;e due alti e perfettamente formati.<br />
? D&#8217;altra parte ? osservò VJ-23X ? non so se sia il caso di presentare un rapporto pessimistico al Consiglio Galattico.<br />
? lo non esiterei, invece. È il solo rapporto possibile, secondo me. Li scuoterà un po&#8217;, si spera. Bisogna scuoterli, caro mio.<br />
VJ-23X sospirò. ? Lo spazio è infinito. Cento miliardi di Galassie sono là che aspettano d&#8217;essere popolare. Ma che dico, di più!<br />
? Cento miliardi non sono affatto l&#8217;infinito, e per di più lo sono sempre di meno, a mano a mano che il tempo passa. Ma rifletti! Ventimila anni fa, l&#8217;umanità risolse il problema di come utilizzare l&#8217;energia stellare e, pochi secoli più tardi, il viaggio interstellare divenne una cosa possibile. Ebbene, l&#8217;umanità che aveva impiegato un milione di anni a saturare un unico, piccola mondo, da quel momento ne ha impiegati soltanto quindicimila per riempire il resto del Galassia. Ora, ogni dieci anni la popolazione raddoppia&#8230;<br />
? Possiamo ringraziare l&#8217;immortalità per questo ? lo interruppe VJ-23X.<br />
? Siamo d&#8217;accordo. Ma l&#8217;immortalità esiste, e non ci resta che tenerne conto. Intendiamoci, il suo lato negativo ce l&#8217;ha, non lo metto in dubbio. L&#8217;AC Galattico avrà risolto molti problemi, non discuto ma nel risolvere quello per prevenire la vecchiaia e la morie, mandato a Patrasso tutte le altre sue soluzioni.<br />
? E d&#8217;altra parte, sii sincero: saresti disposto ad abbandonare vita?<br />
? Neanche per idea ? scattò MQ-17J, subito moderandosi e aggiungendo: ? Non ancora. Sono ancora giovane, alla fin fine. Tu quanti anni hai?<br />
? Duecentoventitré. E tu?<br />
? Sono ancora sotto i duecento, io&#8230; Ma, per tornare al discorso di prima, la popolazione, dicevo, raddoppia ogni dieci anni. Una volta saturata questa Galassia, nel giro di dieci anni ne avremo popolata un&#8217;altra. Altri dieci anni, e ne avremo riempite altre due. Altro decennio, e ne avremo saturate altre quattro. Tempo un centinaio d&#8217;anni, e di Galassie ne avremo riempite un migliaio. In mille anni, un milione di Galassie. In diecimila anni, l&#8217;Intero Universo conosciuto. E poi?<br />
? Senza contare ? osservò VJ-23X ? che esiste un problema tutt&#8217;altro che secondario, ossia quello del trasporto. Mi domando quante unità di energia solare ci vorranno per trasferire Galassie di individui da una Galassia all&#8217;altra.<br />
? Osservazione quanto mai pertinente! Già oggi, l&#8217;umanità consuma qualcosa come due unità di energia solare all&#8217;anno.<br />
? Di cui la maggior parte va sprecata, in fin dei conti, la nostra Galassia da sola riversa un migliaio di unità d&#8217;energia solare all&#8217;anno, di cui noi ne usiamo soltanto due.<br />
?D&#8217;accordo, ma anche con un&#8217;efficienza del cento per cento non faremmo che rinviare la fine. Le nostre richieste di energia aumentano, in proporzione geometrica, anche più rapidamente della nostra popolazione. Esauriremo l&#8217;energia solare prima ancora d&#8217;avere esaurito le Galassie. Hai fatto un&#8217;osservazione giusta. Si, giustissima.<br />
? Ci toccherà costruire nuove stelle, ricavandole dal gas interstellare.<br />
? O dal calore dissipato? ? domandò con sarcasmo MO-17J.<br />
? Chissà che non esista un modo di invertire l&#8217;entropia? Dovremmo proprio domandarlo all&#8217;AC Galattico.<br />
VJ-23X non diceva sul serio, ma MQ-17J estrasse di tasca il su Contatto-AC e lo posò sul tavolo, davanti a sé.<br />
? Ho una mezza voglia di farlo ? disse. ? È un argomento che la razza umana dovrà pure affrontare, un giorno o l&#8217;altro.<br />
Fissava cupamente il suo piccolo Contatto-AC. In sé, l&#8217;apparecchio era un piccolo cubo insignificante, ma era collegato, attraverso l&#8217;iperspazio, con il grande AC Galattico che serviva tutto il genere umano. Tenuto conto dell&#8217;iperspazio, l&#8217;apparecchietto era parte integrale dell&#8217;AC Galattico.<br />
MQ-17J Si soffermò a domandarsi se, nel corso della sua vita immortale, sarebbe riuscito a vedere da vicino l&#8217;AC Galattico. L&#8217;AC stava su un piccolo pianeta tutto suo, ragnatela di linee di forza che abbracciava la materia entro la quale ondate di sub-mesoni prendevano il posto delle rozze valvole molecolari di un tempo. Tuttavia, nonostante i suoi dispositivi sub-eterici, era risaputo che l&#8217;AC Galattico si estendeva per ben trecento metri.<br />
? Sarà mai possibile invertire l&#8217;entropia? ? domandò inaspettatamente MQ-17J al suo Contatto-AC.<br />
VJ-23X trasalì e si affrettò a precisare: ? Ma, dì un po&#8217;, non pensavo certo che glielo domandassi davvero, sai?<br />
? Perché no?<br />
? Perché sappiamo benissimo che non è possibile invertire l&#8217;entropia. Non si può ritrasformare fumo e cenere in un albero.<br />
? Avete alberi sul vostro pianeta? Mi domandò MQ-I7J.<br />
Il suono dell&#8217;AC Galattico li zittì all&#8217;improvviso, facendoli trasalire. La voce del possente calcolatore usciva bella e un po&#8217; fievole dal piccolo Contatto-AC posato sulla scrivania. DATI INSUFFICIENTI PER RISPOSTA SIGNIFICATIVA, disse.<br />
? Hai sentito? ? mormorò VJ-23X.<br />
Dopo di che, i due uomini ritornarono alla questione del rapporto da presentare al Consiglio Galattico.</p>
<p>La mente di Zee Prime misurò a spanne la nuova Galassia, mostrando soltanto un vago interesse per le innumerevoli stelle che la incipriavano. Sicuramente non l&#8217;aveva mai vista, quella. Sarebbe mai riuscito a vederle tutte? Numerose com&#8217;erano, ciascuna con suo carico di umanità&#8230; Ma un carico che era più che altro un peso morto. Sempre di più, la vera essenza dell&#8217;uomo andava ricercata fuori, nello spazio.<br />
Menti, non corpi! I corpi immortali rimanevano laggiù sui pianeti come sospesi al di sopra del tempo. Talvolta si ridestavano a un&#8217;attività vita materiale, ma il fenomeno si faceva sempre più raro. Pochi individui nuovi vedevano la luce e andavano ad aumentare le imponenti masse di moltitudini, ma che importanza aveva? Non c&#8217;era più spazio nell&#8217;Universo, ormai, per nuovi individui.<br />
Zee Prime si scosse dalle sue meditazioni nell&#8217;imbattersi nelle volute lievi di un&#8217;altra mente.<br />
? Sono Zee Prime ? disse Zee Prime. ? E tu?<br />
? Mi chiamo Dee Sub Wun. La tua Galassia?<br />
? La chiamiamo soltanto Galassia. E tu?<br />
? Anche noi la chiamiamo soltanto così. Tutti chiamano così la loro Galassia. Che male c&#8217;è?<br />
? Ah, figurati! Tra l&#8217;altro, sono tutte uguali.<br />
? Proprio tutte, no. Su una particolare Galassia, la razza umana, deve avere avuto origine, e questo la rende diversa.<br />
? Su quale? ? domandò Zee Prime.<br />
? Non saprei. Ma l&#8217;AC Universale dovrebbe saperlo.<br />
? Vogliamo domandarglielo? Ora m&#8217;hai messo in curiosità.<br />
Le percezioni di Zee Prime si dilatarono fino a che le Galassie stesse si rimpicciolirono e divennero uno spolverio diverso e più diffuso sopra uno sfondo assai più vasto. A centinaia di miliardi, ve n&#8217;erano, tutte con i loro esseri immortali, tutte recanti il loro carico di intelligenze, con menti che fluttuavano liberamente nello spazio Eppure, una di esse era unica tra tutte, in quanto era la Galassia originale. Una di esse, nel suo vago e distante passato, aveva un periodo in cui era stata l&#8217;unica Galassia popolata dall&#8217;uomo.<br />
Zee Prime ardeva dalla curiosità di vedere quella Galassia e chiamò: ? AC Universale! Su quale Galassia ha avuto origine il genere umano?<br />
L&#8217;AC Universale udì, poiché su ogni mondo e attraverso tutto lo spazio aveva pronti i suoi ricettori, e ogni ricettore, attraverso i&#8217;iperspazio, conduceva a qualche punto ignoto dove l&#8217;AC Universale si teneva in disparte.<br />
Zee Prime sapeva di un solo uomo i cui pensieri erano penetrati entro una distanza dalla quale era ancora possibile captare l&#8217;AC Universale, e costui aveva riferito d&#8217;avere intravisto a fatica un globo luminoso, dei diametro di mezzo metro.<br />
? Ma è mai possibile che l&#8217;AC Universale sia tutto lì? ? aveva domandato Zee Prime ? La maggior parte di esso ? era stata Ia risposta ? è nell&#8217;iperspazio. Sotto quale forma, proprio non saprei immaginare.<br />
? Né alcuno lo poteva, perché ne era passato di tempo. Zee Prime lo sapeva, dal giorno in cui un uomo aveva avuto una parte sia pure secondaria nella creazione di un AC Universale. Ciascun AC Universale progettava e costruiva il suo successore. Ciascun AC, durante la sua esistenza di un milione di anni e pia, accumulava i dati necessari a costruire un successore migliore, più complesso ed efficiente, in cui il suo stesso bagaglio di dati e di individualità sarebbe rimasto sommerso.<br />
L&#8217;AC Universale interruppe i pensieri divaganti di Zee Prime, non con parole ma con una sorta di influsso direttivo. Zee Prima venne guidato entro il confuso mare delle Galassie fino a che una in particolare si ingrandì, mostrandosi in tutte le sue stelle.<br />
Un pensiero, infinitamente lontano ma infinitamente chiaro, arrivò a Zee Prime: QUESTA È LA GALASSIA ORIGINALE DELL&#8217;UOMO. Ma era identica a tutte le altre, alla fin fine, e Zee Prime soffocò il suo disappunto.<br />
Dee Sub Wun, la cui mente aveva accompagnato l&#8217;altra, domandi all&#8217;improvviso: ? E una di queste è la stella originale dell&#8217;Uomo? LA STELLA ORIGINALE DELL&#8217;UOMO È DIVENTATA UNA NOVA, rispose l&#8217;AC Universale. È UNA NANA BIANCA.<br />
? E gli uomini che ci vivevano sono morti? ? domandò Zee Prime. senza riflettere.<br />
COME SEMPRE IN QUESTI CASI, disse l&#8217;AC Universale, PER I LORO CORPI È STATO COSTRUITO IN TEMPO UN MONDO NUOVO.<br />
? Eh, già, è vero ? disse Zee Prime, ma ugualmente si sentiva sopraffatto da un senso di vuoto. La sua mente allentò la presa sulla Galassia originale dell&#8217;Uomo, lasciò che questa si ritraesse bruscamente fino a perdersi tra l&#8217;ammasso confuso di punti luminosi. Si augurava di non rivederla più.<br />
? Che c&#8217;è? ? domandò Dee Sub Wun. ? Qualcosa che non va?<br />
? Le stelle stanno morendo. La stella originale è morta.<br />
? Che c&#8217;è di strano? Tutte devono morire.<br />
? Ma quando tutta l&#8217;energia si sarà esaurita, moriranno anche nostri corpi, e tu ed io con loro.<br />
? Ci vorranno miliardi di anni.<br />
? Ma io non voglio che accada, nemmeno tra miliardi di anni. AC Universale! Come si può impedire che le stelle muoiano?<br />
Divertito, Dee Sub Wen osservò: ? Stai domandandogli come si potrebbe invertire l&#8217;andamento dell&#8217;entropia.<br />
PER ORA MANCANO DATI SUFFICIENTI, rispose l&#8217;AC Universale, PER UNA RISPOSTA SIGNIFICATIVA.<br />
Zee Prime lasciò che i suoi pensieri riaffluissero verso la sua vera Galassia. Non si curò più di Dee Sub Wun, il cui corpo poteva essere in attesa su una Galassia distante un trilione di anni luce, così come sulla stella accanto a quella di Zee Prime. Non aveva importanza.<br />
Desolato, Zee Prime cominciò a raccogliere idrogeno interstellare con il quale costruirsi una stellina tutta per sé. Se anche le stelle dovevano morire tutte, prima o poi, per ora era ancora possibile costruirne qualcuna.</p>
<p>L&#8217;Uomo rifletteva tra sé e sé perché in un certo senso, mentalmente, l&#8217;Uomo era unico. Era formato da trilioni, trilioni e trilioni di corpi senza età, ciascuno al suo posto, ciascuno immobile e incorruttibile, ciascuno accudito da automi perfetti e altrettanto incorruttibili, mentre le menti di tutti quei corpi si fondevano liberamente l&#8217;una nell&#8217;altra, indistinguibili.<br />
? L&#8217;Universo sta morendo ? disse l&#8217;Uomo.<br />
Guardò, intorno a sé, le Galassie sempre più fioche. Le stelle giganti, così spendaccione, si erano spente da un pezzo, laggiù nel buio del più oscuro passato remoto. Quasi tutte le stelle erano nane bianche, sul punto di spegnersi.<br />
Nuove stelle erano state costruite con la polvere interstellare, alcune per un processo naturale, altre dall&#8217;Uomo stesso, e anche quelle stavano per decadere. Era ancora possibile far cozzare tra loro delle nane bianche e, dalle possenti forze così sprigionate, far scaturire nuove stelle; ma una soltanto, ogni mille nane bianche distrutte e anche quelle poche, presto o tardi, avrebbero finito per decadere.<br />
? Amministrata con estrema oculatezza, secondo i dettagli dell&#8217;AC Cosmico ? disse l&#8217;Uomo ? l&#8217;energia che ancora rimane nell&#8217;Universo durerà miliardi di anni.<br />
? Ciò nonostante ? obiettò l&#8217;Uomo ? prima o poi tutto avrà una fine. Per quanto oculatamente amminstrata, per quanto sfruttata al massimo, l&#8217;energia, una volta spesa, è perduta per sempre, nessuno può sostituirla. L&#8217;entropia non può che aumentare, fino raggiungere un massimo.<br />
? E possibile invertire l&#8217;entropia? ? domandò infine l&#8217;Uomo. &#8211; Sentiamo che cosa ne dice l&#8217;AC Cosmico.<br />
L&#8217;AC Cosmico li circondava, ma non nello spazio. Neppure un frammento di AC Cosmico si trovava nello spazio. Era nell&#8217;iperspazio, ed era fatto di qualcosa che non era né materia né energia. Il problema delle sue dimensioni e della sua natura non era più traducibile in termini che l&#8217;Uomo potesse comprendere.<br />
? AC Cosmico ? invocò l&#8217;Uomo ? è possibile invertire l&#8217;entropia?<br />
FINORA, rispose l&#8217;AC Cosmico, NON ABBIAMO DATI SUFFIClENTI PER UNA RISPOSTA SIGNIFICATIVA.<br />
? Raccogline altri ? ordinò l&#8217;Uomo.<br />
? LO FARO&#8217;, disse l&#8217;AC Cosmico. LO STO FACENDO DA CENTO MILIARDI DI ANNI. I MIEI PREDECESSORI E IO Cl SIAMO SENTITI FARE QUESTA DOMANDA MOLTE VOLTE. TUTTI I DATi CHE HO RIMANGONO INSUFFICIENTI.<br />
? Verrà un tempo ? domandò l&#8217;Uomo ? in cui i dati saranno sufficienti, o questo problema è insolubile in tutte le circostanze possibili e immaginabili?<br />
NESSUN PROBLEMA È INSOLUBILE IN TUTTE LE CIRCOSTANZE POSSIBILI E IMMAGINABILI, rispose l&#8217;AC Cosmico.<br />
? Quando avrai i dati sufficienti per rispondere alla domanda? ? volle sapere l&#8217;Uomo.<br />
FINORA I DATI SONO INSUFFICIENTI PER UNA RISPOSTA SIGNIFICATIVA, rispose l&#8217;AC Cosmico.<br />
? Continuerai a occupartcne? ? domandò l&#8217;Uomo.<br />
LO FARO&#8217;, promise l&#8217;AC Cosmico.<br />
? Aspetteremo ? disse l&#8217;Uomo.</p>
<p>Le stelle e le Galassie morirono e si spensero, e lo spazio, dopo dieci trilioni d&#8217;anni di decadimento, divenne nero.<br />
Un individuo alla volta, l&#8217;Uomo si fuse con AC, e ciascun corpo fisico perdeva la sua idoneità mentale in un modo che, a conti fatti non si traduceva in una perdita ma in un guadagno.<br />
L&#8217;ultima mente dell&#8217;Uomo esitò, prima della fusione, contemplando uno spazio che comprendeva soltanto i fondi di un&#8217;ultima stella quasi spenta e nient&#8217;altro che materia incredibilmente rarefatta, agitata a casaccio da rimasugli finali di calore che calava, asintoticamente, verso lo zero assoluto.<br />
? È questa la fine, AC? ? domandò l&#8217;Uomo. ? Non è possibile ritrasformare ancora una volta questo, caos nell&#8217;Universo? Non può invertire il processo?<br />
MANCANO ANCORA I DATI SUFFICIENTI PER UNA RISPOSTA SIGNIFICATIVA, disse AC.<br />
L&#8217;ultima mente dell&#8217;Uomo si fuse e soltanto AC esisteva, ormai nell&#8217;iperspazio.</p>
<p>Materia ed energia erano terminate e, con esse, lo spazio e il tempo. Perfino AC esisteva unicamente in nome di quell&#8217;ultima domanda alla quale non c&#8217;era mai stata risposta dal tempo in cui un assistente semi-ubriaco, dieci trilioni d&#8217;anni prima, l&#8217;aveva rivolta a calcolatore che stava ad AC assai meno di quanto l&#8217;uomo stesse l&#8217;Uomo.<br />
Tutte le altre domande avevano avuto risposta e, finché quell&#8217;ultima non fosse stata anch&#8217;essa soddisfatta, AC non si sarebbe forse liberato della consapevolezza di sé.<br />
Tutti i dati raccolti erano arrivati alla fine, ormai. Da raccogliere non rimaneva più niente.<br />
Ma i dati raccolti dovevano ancora essere correlati e accostati secondo tutte le relazioni possibili.<br />
Un intervallo senza tempo venne speso a far questo.<br />
E accadde, così, che AC scoprisse come si poteva invertire l&#8217;andamento dell&#8217;entropia.<br />
Ma ormai non c&#8217;era nessuno cui AC potesse fornire la risposta all&#8217;ultima domanda. Pazienza! La risposta ? per dimostrazione ? avrebbe provveduto anche a questo.<br />
Per un altro intervallo senza tempo, AC pensò al modo migliore per riuscirci. Con cura, AC organizzò il programma.<br />
La coscienza di AC abbracciò tutto quello che un tempo era stato un Universo e meditò sopra quello che adesso era Caos. Un passo alla volta, così bisognava procedere.<br />
<em>LA LUCE SIA!</em> disse AC.<br />
E la luce fu&#8230;</p>
<p>Titolo originale: The Last Question<br />
Prima edizione: Science Fiction Quarterly, novembre 1956<br />
Traduzione di Hilia Brinis</p>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;">L&#8217;ultima domandaL&#8217;ultima domanda venne posta per la prima, volta, quasi per scherzo il 21 maggio 2061, in un momento in cui l&#8217;umanità cominciava a intravedere finalmente un po&#8217; di luce. La domanda era il risultato di una scommessa di cinque dollari, nata durante una bevuta, ed ecco come andò la cosa.<br />
Alexander Adell e Bertram Lupov erano due dei fedeli assistenti addetti a Multivac. Sapevano &#8211; così come era dato saperlo a due esseri umani &#8211; che cosa c&#8217;era dietro la fredda, lampeggiante, ticchettante faccia &#8211; chilometri e chilometri di faccia &#8211; del gigantesco calcolatore. Avevano se non altro una nozione vaga del piano generale di relais e di circuiti che da tempo aveva superato il limite oltre il qual una singola mente umana non poteva assolutamente conservare una chiara visione d&#8217;insieme.<br />
Multivac si auto-regolava e si auto-correggeva. Doveva essere così, perché nessun essere umano poteva regolarlo o correggerlo con sufficiente rapidità o in modo adeguato. Così, Adell e Lupov badavano al mostruoso gigante solo in modo leggero e superficiale, e al tempo stesso come meglio non era possibile, trattandosi di uomini. Vi inserivano dati, adattavano le domande alle necessità del calcolatore e traducevano le risposte che questo forniva. Senza dubbio tanto loro due che gli altri loro colleghi avevano pieno diritto bearsi della gloria che spettava a Multivac.<br />
Per decenni, Multivac aveva dato una mano, per così dire, a progettare le navi e a calcolare le traiettorie che mettevano in grado gli uomini di arrivare sulla Luna, su Marte e su Venere ma, al di là di quelli, le scarse risorse della Terra non consentivano alle navi di affrontare il viaggio. Troppa energia era richiesta per i lunghi percorsi. La Terra sfruttava le sue riserve di carbone e di uranio con efficienza crescente, ma in sé quelle riserve erano limitate.<br />
Lentamente, tuttavia, Multivac aveva imparato quanto bastava per rispondere in modo più fondamentale a domande più profonde, il 14 maggio 2061, quella che era stata una teoria, era diventata m fatto concreto.<br />
L&#8217;energia del sole veniva ora immagazzinata, trasformata e utilizzata direttamente, su scala planetaria. La Terra intera poteva spegnere i suoi fuochi alimentati a carbone e le sue centrali nucleari per far scattare l&#8217;interruttore che connetteva il tutto a una piccola stazione, di un chilometro e mezzo di diametro, in orbita attorno alla Terra a una distanza che era la metà di quella della Luna. Tutto sulla Terra, funzionava ora grazie agli invisibili raggi dell&#8217;energia solare.<br />
Sette giorni non erano bastati a offuscare la gloria di quell&#8217;avvenimento, ma Adell e Lupov riuscirono finalmente a sottrarsi alle celebrazioni pubbliche per rifugiarsi in santa pace dove nessuno avrebbe pensato di cercarli, ossia nelle deserte sale sotterranee dove s&#8217;intravedevano alcune parti del possente corpo sepolto di Multivac. Si erano portati una bottiglia, e la loro unica preoccupazione, a momento, era di rilassarsi l&#8217;uno in compagnia dell&#8217;altro e con l&#8217;aiuto di un abbondante beveraggio.<br />
&#8211; È incredibile, se ci pensi bene &#8212; disse Adell. La larga faccia era segnata dalla stanchezza, ed egli agitava lentamente la bibita con una cannuccia di vetro, osservando i cubetti di ghiaccio nei loro stentati spostamenti. &#8211;Tutta l&#8217;energia che potremmo mai desiderare di usare, completamente gratuita. Energia a sufficienza, qualora decidessimo di farne spreco, per fondere tutta la Terra in un unico gocciolone di ferro liquido e impuro, senza minimamente dar fondo per questo, alla riserva totale. Tutta l&#8217;energia che potremo mai usare, insomma, per sempre, per sempre e ancora per sempre.<br />
Lupov piegò la testa da un lato. Era un vezzo, che aveva, quando si metteva in mente di fare il Bastian contrario; e ne aveva una gran voglia, in quel momento, forse perché era toccato a lui procurato ghiaccio e i bicchieri. &#8212; Per sempre poi no &#8212; disse.<br />
&#8211; Andiamo, Bert, praticamente per sempre, sì. Fino a che il sol non sarà scarico, per lo meno.<br />
&#8211; Be&#8217;, non per sempre, allora.<br />
&#8211; Ma sl, come vuoi tu. Per miliardi e miliardi di anni. Venti miliardi, facciamo. Soddisfatto, sì?<br />
Lupov si passò le dita tra i capelli sempre più radi, come per assicurarsi che gliene rimanesse ancora qualcuno, e sorseggiò pian pianino la sua bibita. &#8212; Venti miliardi di armi non è per sempre.<br />
&#8211; Be&#8217;, durerà almeno finché ci siamo noi, no?<br />
&#8211; Se è per questo, sarebbero durati anche il carbone e l&#8217;uranio.<br />
&#8211; D&#8217;accordo, ma ora possiamo allacciare ogni singola nave alla Stazione Solare, e farla andare e tornare da Plutone un milione di volte senza doverci più preoccupare del combustibile. Prova a farlo conn il carbone e l&#8217;uranio, se sei capace! Del resto, se non mi credi, domandalo a Multivac.<br />
&#8211; Non ho bisogno di domandarlo a Multivac. Lo so.<br />
&#8211; Allora piantala di minimizzare quello che Multivac ha fatto per noi &#8212; disse Adell, accalorandosi, è stato bravissimo!<br />
&#8211; Chi dice di no? lo dico solo che un sole non dura in eterno. Basta, non ho detto altro! Per venti miliardi di anni siamo tranquilli; e poi? &#8212; Lupov puntò contro l&#8217;altro l&#8217;indice che tremava leggermente. &#8212; E non venire a dirmi che potremo attaccarci a un altro sole.<br />
Per un po&#8217;, rimasero in silenzio. Solo di tanto in tanto Adell si portava il bicchiere alle labbra, e Lupov un po&#8217; alla volta aveva chiuso gli occhi. Riposavano, tutti e due.<br />
Poi, Lupov riapri gli occhi di scatto. &#8212; Stai pensando che, quando il nostro sarà esaurito, ci attaccheremo a un altro sole, vero?<br />
&#8211; Non sto pensando affatto.<br />
&#8211; Sì, invece. Tu manchi di senso logico, ecco qual è il tuo difetto. Sei come quel tale della storiella, che essendo stato sorpreso da un acquazzone era corso fino a un boschetto e si era rifugiato sotto un albero. Era tranquillo, lui, perché pensava che, una volta che si fosse bagnato ben bene quell&#8217;albero lì, non doveva fare altro che spostarsi sotto un altro.<br />
&#8211; Ho capito, sì &#8212; disse Adell. &#8212; È inutile che gridi. Una volta spento il nostro sole, anche le altre stelle si saranno esaurite, nel frattempo.<br />
&#8211; Puoi star sicuro che si saranno esaurite &#8212; borbottò Lupov. &#8212; Tutto ha avuto origine in una prima esplosione cosmica, qualsiasi cosa fosse, e tutto avrà una fine quando le stelle si saranno scaricate ben bene. Alcune si spegneranno più in fretta di altre. Le stelle giganti dureranno al massimo cento milioni di anni. Il sole durerà venti miliardi di anni, mettiamo, e le nane potranno durare cento miliardi di anni, per quel che servono. Ma lascia che passi un trilione d&#8217;anni, tutto sarà sprofondato nel buio. L&#8217;entropia deve per forza raggiungere un massimo, tutto qui.<br />
&#8211; So tutto dell&#8217;entropia &#8212; disse Adell, con un tono di dignità offesa.<br />
&#8211; Davvero? Non si direbbe.<br />
&#8211; Ne so tanto quanto te.<br />
&#8211; Allora Sai anche che tutto finirà per decadere, prima o poi.<br />
&#8211; D&#8217;accordo. Chi ha detto il contrario?<br />
&#8211;Tu, l&#8217;hai detto, povero mammalucco. Hai detto che avevamo tutta l&#8217;energia di cui abbiamo bisogno, per sempre. Hai detto proprio &#8220;per sempre&#8221;.<br />
Era Adell, ora, in vena di contraddire. &#8212; Può anche darsi che, un giorno o l&#8217;altro, si riesca a ricostituire tutto.<br />
&#8211; Mai!<br />
&#8211;Perché no? Un giorno, non so quando.<br />
&#8211;Domandalo a Multivac.<br />
&#8211; Questo poi no.<br />
&#8211; Domandalo a Multivac, ti dico! Facciamo una scommessa: mi gioco cinque dollari che ti dirà di no anche lui.<br />
Adell era abbastanza brillo per provare, abbastanza in sé per poter comporre i simboli e le operazioni necessarie per una domanda che, in parole, sarebbe sonata press&#8217;a poco cosi: Potrà un giorno genere umano, senza dispendio di energie essere in grado di riportare il sole alla sua piena giovinezza pefino dopo che sarà morto vecchiaia?<br />
O magari, in maniera più semplice, si sarebbe potuta formula così: Com&#8217;è possibile diminuire in modo massiccio il quantitativo di entropia dell&#8217;universo?<br />
Multivac si fece immobile e muto. I lenti lampi di luce cessarono lontani rumori del ticchettio dei relais si fermarono.<br />
Poi, proprio quando i due tecnici terrorizzati sentivano di non farcela più a trattenere il respiro, vi fu un improvviso ritorno alla vi della telescrivente collegata con quella parte di Multivac. Le parole erano cinque in tutto: DATI INSUFFICIENTI PER RISPOSTA SIGNIFICATIVA.<br />
&#8211; Niente scommessa &#8212; bisbigliò Lupov. E insieme si allontanarono in fretta dal sotterraneo.<br />
Il mattino dopo i due amici, afflitti dal mal di testa e dalla bocca impastata, avevano già dimenticato l&#8217;incidente.</p>
<p>Jerrodd, Jerrodine e Jerrodette I e Il osservavano sul quadro visivo i cambiamenti dello stellato mentre il passaggio attraverso l&#8217;iperspazio veniva completato in un lasso di nontempo. Tutto a un tratto, il pulviscolo di stelle cedette il posto alla predominanza di una singola e vivida biglia, proprio al centro del quadro.<br />
&#8211; Quello è X-23 m disse Jerrodd, senza un attimo di esitazione. Intrecciò con forza le mani scarne dietro di sé, tanto che le nocche gli si sbiancarono.<br />
Le piccole Jerrodette, due sorelline, avevano fatto per la prima volta in vita loro l&#8217;esperienza del passaggio nell&#8217;iperspazio ed erano un po&#8217; imbarazzate a causa della momentanea sensazione di uscire da se stesse. Soffocavano le risate dietro le manine e si rincorrevano a vicenda attorno alla mamma, facendo un baccano indiavolato.<br />
&#8211; Siamo arrivati su X-23 &#8212; gridavano &#8212; siamo arrivati su X-23&#8230; siamo&#8230;<br />
&#8211; Buone, bambine &#8212; le zittì Jerrodine, in tono severo. &#8212; Sei sicuro, Jerrodd?<br />
&#8211; Come si fa a non esserne sicuri? &#8212; ribatté Jerrodd, levando lo sguardo all&#8217;uniforme sporgenza metallica proprio al di sotto del soffitto. La sporgenza correva lungo tutta la cabina scomparendo poi attraverso le paratie alle due estremità. Era lunga come l&#8217;intera astronave.<br />
Jerrodd non sapeva quasi niente a proposito di quel grosso tubo metallico, salvo che veniva chiamato Microvac; che, volendo, era possibile rivolgergli delle domande; che, oltre a rispondere a eventuali domande, aveva il compito di guidare la nave fino a preordinata destinazione. Inoltre, Microvac provvedeva a rifornirsi di energia dalle varie Stazioni Erogatrici Sub-Galattiche e, infine, risolveva equazioni per i balzi iperspaziali.<br />
Jerrodd e la sua famiglia non dovevano fare altro che aspettare comodamente alloggiati nelle cabine dell&#8217;astronave.<br />
Qualcuno, una volta, aveva detto a Jerrodd che &#8220;ac&#8221;, alla fine, Microvac, in inglese antico stava per &#8220;calcolatore analogico&#8221;, ma era ormai in procinto di dimenticare perfino questo.<br />
Jerrodine aveva gli occhi lucidi, nel fissare il quadro visivo. &#8212; Non so cosa farci. Mi sento molto scossa al pensiero d&#8217;avere lasciato la Terra.<br />
&#8211; Ma perché, benedetta donna? &#8212; si meravigliò Jerrodd. &#8212; Non avevamo niente, laggiù, mentre su X-23 avremo praticamente tutto. Non ti sentirai sola, perché non sarai una pioniera: sul pianeta c&#8217;è già un milione e più di persone. Santo cielo, se pensi che i nostri pronipoti dovranno cercarsi nuovi mondi, perché X-23 sarà già sovraffollato! &#8212; Poi, dopo una pausa di riflessione: &#8212; Credi a me, è una vera fortuna che i calcolatori abbiano risolto il problema dei viaggi interstellari, considerato il modo come si moltiplica la razza.<br />
&#8211; Lo so, lo so &#8212; convenne Jerrodine, avvilita.<br />
&#8211; Il nostro Microvac &#8212; saltò su Jerrodette I &#8212; è il Microvac migliore del mondo.<br />
&#8211; Certo, lo penso anch&#8217;io &#8212; disse Jerrodd, arruffandole i riccioli.<br />
In effetti era bello poter avere un Microvac tutto per sé, e Jerrodd era contento di appartenere alla sua generazione. Al tempo in cui era giovane suo padre, gli unici calcolatori esistenti erano dei tremendi macchinoni che occupavano centinaia di chilometri quadri di terra. Ce n&#8217;era non più di uno per pianeta. AC Planetari, si chiamavano. Per migliaia d&#8217;anni, non avevano fatto che aumentare di dimensioni finché, tutt&#8217;a un tratto, era subentrato il raffinamento tecnico. Al posto dei transistori, erano venute le valvole molecolari, per cui perfino il più grande degli AC Planetari poteva trovar posto in uno spazio pari alla metà del volume di una astronave.<br />
Jerrodd provava un senso di esaltazione, cosa che sempre gli accadeva quando si ricordava che il suo Microvac personale era di gran lunga più complicato dell&#8217;antico e primitivo Multivac che per primo aveva domato il Sole, nonché quasi altrettanto complesso dell&#8217;AC Planetario Terrestre (il più grande di tutti) che per primo aveva risolto il problema del viaggio interstellare e reso possibile spostarsi da una stella all&#8217;altra.<br />
&#8211;Tante stelle, altrettanti pianeti &#8212; sospirò Jerrodine, immersa nelle proprie meditazioni. &#8212; Le famiglie non faranno che trasferirsi su nuovi pianeti, per sempre, proprio come stiamo per fare noi ora.<br />
&#8211; Per sempre no &#8212; corresse Jerrodd, con un sorriso. &#8212; Un giorno o l&#8217;altro, tutto si fermerà, ma prima che accada dovranno passa miliardi di anni. Molti miliardi. Perfino le stelle si esauriscono, come ben sai. L&#8217;entropia deve per forza aumentare.<br />
&#8211; Che cos&#8217;è l&#8217;entropia, papà? &#8212; strillò Jerrodette II.<br />
&#8211; L&#8217;entropia, cara, è una.., un termine, ecco. Significa il quantitativo di decadimento dell&#8217;universo. Tutto si&#8230; si scarica, diciamo così. Come il tuo piccolo robot walkie-talkie, ricordi?<br />
&#8211; E non si può inserire una nuova unità-di-energia, come facevamo per il mio robot?<br />
&#8211; Le stelle sono le unità di energia, mia cara. una volta esaurite quelle, non ne rimangono più.<br />
All&#8217;istante, Jerrodette I scoppiò in un pianto disperato. &#8211; No, no, papà, non voglio! Non lasciare che le stelle si scarichino, papà!<br />
&#8211; Hai visto cos&#8217;hai fatto, ora? &#8212; bisbigliò Jerrodine, esasperata.<br />
&#8211; Come potevo immaginare che si sarebbero spaventate? &#8212; bisbigliò Jerrodd di rimando.<br />
&#8211; Domandalo al Microvac &#8212; singhiozzò Jerrodette I. &#8212; Domandagli come si fa per riaccendere le stelle.<br />
&#8211; Coraggio, domandaglielo&#8211; disse Jerrodine. &#8212; Chissà che non serva a calmarle. &#8212; (Anche Jerrodette li aveva cominciato a piagnucolare.)<br />
&#8211; Jerrodd si rassegnò. &#8212; Buone, su, bambine. Ora sentiamo da Microvac, eh? Vedrete che ce lo dirà, state tranquille.<br />
Rivolse la domanda al Microvac, affrettandosi ad aggiungere: Rispondi per iscritto.<br />
Qualche istante dopo, faceva sparire nel palmo la sottile striscia cellufilm e diceva allegramente: &#8212; Ecco qua, Microvac dice di non preoccuparsi, che quando verrà il momento penserà lui a tutto.<br />
&#8211; E adesso a letto, bambine &#8212; intervenne Jerrodine. &#8212; Tra poco saremo nella nostra nuova casa.<br />
Prima di distruggere la strisciolina di cellufilm, Jerrodd lesse ancora una volta le parole: DATI INSUFFICIENTI PER RISPOSTA SIGNIFICATIVA.<br />
Con un&#8217;alzata di spalle, riportò l&#8217;attenzione sul quadro visivo. X-23 era vicinissimo, ormai.</p>
<p>VJ-23X di Lameth fissò le nere profondità della mappa tridimensionale su scala ridotta della Galassia e domandò: &#8212; Che dici, siarmo ridicoli a preoccuparci tanto della questione?<br />
MQ-17J di Nicron scosse la testa, &#8212; Non direi. Si sa che, al presente tasso di espansione, nel giro di cinque anni la Galassia si popolerà completamente.<br />
Sembravano entrambi sul principio della ventina, erano tutt&#8217;e due alti e perfettamente formati.<br />
&#8211; D&#8217;altra parte &#8212; osservò VJ-23X &#8212; non so se sia il caso di presentare un rapporto pessimistico al Consiglio Galattico.<br />
&#8211; lo non esiterei, invece. E&#8217; il solo rapporto possibile, secondo me. Li scuoterà un po&#8217;, si spera. Bisogna scuoterli, caro mio.<br />
VJ-23X sospirò. &#8212; Lo spazio è infinito. Cento miliardi di Galassie sono là che aspettano d&#8217;essere popolare. Ma che dico, di più!<br />
&#8211; Cento miliardi non sono affatto l&#8217;infinito, e per di più lo sono sempre di meno, a mano a mano che il tempo passa. Ma rifletti! Ventimila anni fa, l&#8217;umanità risolse il problema di come utilizzare l&#8217;energia stellare e, pochi secoli più tardi, il viaggio interstellare divenne una cosa possibile. Ebbene, l&#8217;umanità che aveva impiegato un milione di anni a saturare un unico, piccola mondo, da quel momento ne ha impiegati soltanto quindicimila per riempire il resto del Galassia. Ora, ogni dieci anni la popolazione raddoppia&#8230;<br />
&#8211; Possiamo ringraziare l&#8217;immortalità per questo &#8212; lo interruppe VJ-23X.<br />
&#8211; Siamo d&#8217;accordo. Ma l&#8217;immortalità esiste, e non ci resta che tenerne conto. Intendiamoci, il suo lato negativo ce l&#8217;ha, non lo metto in dubbio. L&#8217;AC Galattico avrà risolto molti problemi, non discuto ma nel risolvere quello per prevenire la vecchiaia e la morie, mandato a Patrasso tutte le altre sue soluzioni.<br />
&#8211; E d&#8217;altra parte, sii sincero: saresti disposto ad abbandonare vita?<br />
&#8211; Neanche per idea &#8212; scattò MQ-17J, subito moderandosi e aggiungendo: &#8212; Non ancora. Sono ancora giovane, alla fin fine. Tu quanti anni hai?<br />
&#8211; Duecentoventitré. E tu?<br />
&#8211; Sono ancora sotto i duecento, io&#8230; Ma, per tornare al discorso di prima, la popolazione, dicevo, raddoppia ogni dieci anni. Una volta saturata questa Galassia, nel giro di dieci anni ne avremo popolata un&#8217;altra. Altri dieci anni, e ne avremo riempite altre due. Altro decennio, e ne avremo saturate altre quattro. Tempo un centinaio d&#8217;anni, e di Galassie ne avremo riempite un migliaio. In mille anni, un milione di Galassie. In diecimila anni, l&#8217;Intero Universo conosciuto. E poi?<br />
&#8211; Senza contare &#8212; osservò VJ-23X &#8212; che esiste un problema tutt&#8217;altro che secondario, ossia quello del trasporto. Mi domando quante unità di energia solare ci vorranno per trasferire Galassie di individui da una Galassia all&#8217;altra.<br />
&#8211; Osservazione quanto mai pertinente! Già oggi, l&#8217;umanità consuma qualcosa come due unità di energia solare all&#8217;anno.<br />
&#8211; Di cui la maggior parte va sprecata, in fin dei conti, la nostra Galassia da sola riversa un migliaio di unità d&#8217;energia solare all&#8217;anno, di cui noi ne usiamo soltanto due.<br />
&#8211;D&#8217;accordo, ma anche con un&#8217;efficienza del cento per cento non faremmo che rinviare la fine. Le nostre richieste di energia aumentano, in proporzione geometrica, anche più rapidamente della nostra popolazione. Esauriremo l&#8217;energia solare prima ancora d&#8217;avere esaurito le Galassie. Hai fatto un&#8217;osservazione giusta. Si, giustissima.<br />
&#8211; Ci toccherà costruire nuove stelle, ricavandole dal gas interstellare.<br />
&#8211; O dal calore dissipato? &#8212; domandò con sarcasmo MO-17J.<br />
&#8211; Chissà che non esista un modo di invertire l&#8217;entropia? Dovremmo proprio domandarlo all&#8217;AC Galattico.<br />
VJ-23X non diceva sul serio, ma MQ-17J estrasse di tasca il su Contatto-AC e lo posò sul tavolo, davanti a sé.<br />
&#8211; Ho una mezza voglia di farlo &#8212; disse. &#8212; È&#8217; un argomento che la razza umana dovrà pure affrontare, un giorno o l&#8217;altro.<br />
Fissava cupamente il suo piccolo Contatto-AC. In sé, l&#8217;apparecchio era un piccolo cubo insignificante, ma era collegato, attraverso l&#8217;iperspazio, con il grande AC Galattico che serviva tutto il genere umano. Tenuto conto dell&#8217;iperspazio, l&#8217;apparecchietto era parte integrale dell&#8217;AC Galattico.<br />
MQ-17J Si soffermò a domandarsi se, nel corso della sua vita immortale, sarebbe riuscito a vedere da vicino l&#8217;AC Galattico. L&#8217;AC stava su un piccolo pianeta tutto suo, ragnatela di linee di forza che abbracciava la materia entro la quale ondate di sub-mesoni prendevano il posto delle rozze valvole molecolari di un tempo. Tuttavia, nonostante i suoi dispositivi sub-eterici, era risaputo che l&#8217;AC Galattico si estendeva per ben trecento metri.<br />
&#8211; Sarà mai possibile invertire l&#8217;entropia? &#8212; domandò inaspettatamente MQ-17J al suo Contatto-AC.<br />
VJ-23X trasalì e si affrettò a precisare: &#8212; Ma, dì un po&#8217;, non pensavo certo che glielo domandassi davvero, sai?<br />
&#8211; Perché no?<br />
&#8211; Perché sappiamo benissimo che non è possibile invertire l&#8217;entropia. Non si può ritrasformare fumo e cenere in un albero.<br />
&#8211; Avete alberi sul vostro pianeta? m domandò MQ-I7J.<br />
Il suono dell&#8217;AC Galattico li zittì all&#8217;improvviso, facendoli trasalire. La voce del possente calcolatore usciva bella e un po&#8217; fievole dal piccolo Contatto-AC posato sulla scrivania. DATI INSUFFICIENTI PER RISPOSTA SIGNIFICATIVA, disse.<br />
&#8211; Hai sentito? &#8212; mormorò VJ-23X.<br />
Dopo di che, i due uomini ritornarono alla questione del rapporto da presentare al Consiglio Galattico.</p>
<p>La mente di Zee Prime misurò a spanne la nuova Galassia, mostrando soltanto un vago interesse per le innumerevoli stelle che la incipriavano. Sicuramente non l&#8217;aveva mai vista, quella. Sarebbe mai riuscito a vederle tutte? Numerose com&#8217;erano, ciascuna con suo carico di umanità&#8230; Ma un carico che era più che altro un peso morto. Sempre di più, la vera essenza dell&#8217;uomo andava ricercata fuori, nello spazio.<br />
Menti, non corpi! I corpi immortali rimanevano laggiù sui pianeti come sospesi al di sopra del tempo. Talvolta si ridestavano a un&#8217;attività vita materiale, ma il fenomeno si faceva sempre più raro. Pochi individui nuovi vedevano la luce e andavano ad aumentare le imponenti masse di moltitudini, ma che importanza aveva? Non c&#8217;era più spazio nell&#8217;Universo, ormai, per nuovi individui.<br />
Zee Prime si scosse dalle sue meditazioni nell&#8217;imbattersi nelle volute lievi di un&#8217;altra mente.<br />
&#8211; Sono Zee Prime &#8212; disse Zee Prime. &#8212; E tu?<br />
&#8211; Mi chiamo Dee Sub Wun. La tua Galassia?<br />
&#8211; La chiamiamo soltanto Galassia. E tu?<br />
&#8211; Anche noi la chiamiamo soltanto così. Tutti chiamano così la loro Galassia. Che male c&#8217;è?<br />
&#8211; Ah, figurati! Tra l&#8217;altro, sono tutte uguali.<br />
&#8211; Proprio tutte, no. Su una particolare Galassia, la razza umana, deve avere avuto origine, e questo la rende diversa.<br />
&#8211; Su quale? &#8212; domandò Zee Prime.<br />
&#8211; Non saprei. Ma l&#8217;AC Universale dovrebbe saperlo.<br />
&#8211;Vogliamo domandarglielo? Ora m&#8217;hai messo in curiosità.<br />
Le percezioni di Zee Prime si dilatarono fino a che le Galassie stesse si rimpicciolirono e divennero uno spolverio diverso e più diffuso sopra uno sfondo assai più vasto. A centinaia di miliardi, ve n&#8217;erano, tutte con i loro esseri immortali, tutte recanti il loro carico di intelligenze, con menti che fluttuavano liberamente nello spazio Eppure, una di esse era unica tra tutte, in quanto era la Galassia originale. Una di esse, nel suo vago e distante passato, aveva un periodo in cui era stata l&#8217;unica Galassia popolata dall&#8217;uomo.<br />
Zee Prime ardeva dalla curiosità di vedere quella Galassia e chiamò: &#8212; AC Universale! Su quale Galassia ha avuto origine il genere umano?<br />
L&#8217;AC Universale udì, poiché su ogni mondo e attraverso tutto lo spazio aveva pronti i suoi ricettori, e ogni ricettore, attraverso i&#8217;iperspazio, conduceva a qualche punto ignoto dove l&#8217;AC Universale si teneva in disparte.<br />
Zee Prime sapeva di un solo uomo i cui pensieri erano penetrati entro una distanza dalla quale era ancora possibile captare l&#8217;AC Universale, e costui aveva riferito d&#8217;avere intravisto a fatica un globo luminoso, dei diametro di mezzo metro.<br />
&#8211; Ma è mai possibile che l&#8217;AC Universale sia tutto lì? &#8212; aveva domandato Zee Prime &#8212; La maggior parte di esso &#8212; era stata Ia risposta &#8212; è nell&#8217;iperspazio. Sotto quale forma, proprio non saprei immaginare.<br />
&#8211; Né alcuno lo poteva, perché ne era passato di tempo. Zee Prime lo sapeva, dal giorno in cui un uomo aveva avuto una parte sia pure secondaria nella creazione di un AC Universale. Ciascun AC Universale progettava e costruiva il suo successore. Ciascun AC, durante la sua esistenza di un milione di anni e pia, accumulava i dati necessari a costruire un successore migliore, più complesso ed efficiente, in cui il suo stesso bagaglio di dati e di individualità sarebbe rimasto sommerso.<br />
L&#8217;AC Universale interruppe i pensieri divaganti di Zee Prime, non con parole ma con una sorta di influsso direttivo. Zee Prima venne guidato entro il confuso mare delle Galassie fino a che una in particolare si ingrandì, mostrandosi in tutte le sue stelle.<br />
Un pensiero, infinitamente lontano ma infinitamente chiaro, arrivò a Zee Prime: QUESTA E&#8217; LA GALASSIA ORIGINALE DELL&#8217;UOMO. Ma era identica a tutte le altre, alla fin fine, e Zee Prime soffocò il suo disappunto.<br />
Dee Sub Wun, la cui mente aveva accompagnato l&#8217;altra, domandi all&#8217;improvviso: &#8212; E una di queste è la stella originale dell&#8217;Uomo? LA STELLA ORIGINALE DELL&#8217;UOMO E&#8217; DIVENTATA UNA NOVA, rispose l&#8217;AC Universale. È UNA NANA BIANCA.<br />
&#8211; E gli uomini che ci vivevano sono morti? &#8212; domandò Zee Prime. senza riflettere.<br />
COME SEMPRE IN QUESTI CASI, disse l&#8217;AC Universale, PER I LORO CORPI E&#8217; STATO COSTRUITO IN TEMPO UN MONDO NUOVO.<br />
&#8211; Eh, già, è vero &#8212; disse Zee Prime, ma ugualmente si sentiva sopraffatto da un senso di vuoto. La sua mente allentò la presa sulla Galassia originale dell&#8217;Uomo, lasciò che questa si ritraesse bruscamente fino a perdersi tra l&#8217;ammasso confuso di punti luminosi. Si augurava di non rivederla più.<br />
&#8211; Che c&#8217;è? &#8212; domandò Dee Sub Wun. &#8212; Qualcosa che non va?<br />
&#8211; Le stelle stanno morendo. La stella originale è morta.<br />
&#8211; Che c&#8217;è di strano? Tutte devono morire.<br />
&#8211; Ma quando tutta l&#8217;energia si sarà esaurita, moriranno anche nostri corpi, e tu ed io con loro.<br />
&#8211; Ci vorranno miliardi di anni.<br />
&#8211; Ma io non voglio che accada, nemmeno tra miliardi di anni. AC Universale! Come si può impedire che le stelle muoiano?<br />
Divertito, Dee Sub Wen osservò: &#8212; Stai domandandogli come si potrebbe invertire l&#8217;andamento dell&#8217;entropia.<br />
PER ORA MANCANO DATI SUFFICIENTI, rispose l&#8217;AC Universale, PER UNA RISPOSTA SIGNIFICATIVA.<br />
Zee Prime lasciò che i suoi pensieri riaffluissero verso la sua vera Galassia. Non si curò più di Dee Sub Wun, il cui corpo poteva essere in attesa su una Galassia distante un trilione di anni luce, così come sulla stella accanto a quella di Zee Prime. Non aveva importanza.<br />
Desolato, Zee Prime cominciò a raccogliere idrogeno interstellare con il quale costruirsi una stellina tutta per sé. Se anche le stelle dovevano morire tutte, prima o poi, per ora era ancora possibile costruirne qualcuna.</p>
<p>L&#8217;Uomo rifletteva tra sé e sé perché in un certo senso, mentalmente, l&#8217;Uomo era unico. Era formato da trilioni, trilioni e trilioni di corpi senza età, ciascuno al suo posto, ciascuno immobile e incorruttibile, ciascuno accudito da automi perfetti e altrettanto incorruttibili, mentre le menti di tutti quei corpi si fondevano liberamente l&#8217;una nell&#8217;altra, indistinguibili.<br />
&#8211; L&#8217;Universo sta morendo &#8212; disse l&#8217;Uomo.<br />
Guardò, intorno a sé, le Galassie sempre più fioche. Le stelle giganti, così spendaccione, si erano spente da un pezzo, laggiù nel buio del più oscuro passato remoto. Quasi tutte le stelle erano nane bianche, sul punto di spegnersi.<br />
Nuove stelle erano state costruite con la polvere interstellare, alcune per un processo naturale, altre dall&#8217;Uomo stesso, e anche quelle stavano per decadere. Era ancora possibile far cozzare tra loro delle nane bianche e, dalle possenti forze così sprigionate, far scaturire nuove stelle; ma una soltanto, ogni mille nane bianche distrutte e anche quelle poche, presto o tardi, avrebbero finito per decadere.<br />
&#8211; Amministrata con estrema oculatezza, secondo i dettagli dell&#8217;AC Cosmico &#8212; disse l&#8217;Uomo &#8212; l&#8217;energia che ancora rimane nell&#8217;Universo durerà miliardi di anni.<br />
&#8211; Ciò nonostante &#8212; obiettò l&#8217;Uomo &#8212; prima o poi tutto avrà una fine. Per quanto oculatamente amminstrata, per quanto sfruttata al massimo, l&#8217;energia, una volta spesa, è perduta per sempre, nessuno può sostituirla. L&#8217;entropia non può che aumentare, fino raggiungere un massimo.<br />
&#8211; E possibile invertire l&#8217;entropia? &#8212; domandò infine l&#8217;Uomo. &#8211; Sentiamo che cosa ne dice l&#8217;AC Cosmico.<br />
L&#8217;AC Cosmico li circondava, ma non nello spazio. Neppure un frammento di AC Cosmico si trovava nello spazio. Era nell&#8217;iperspazio, ed era fatto di qualcosa che non era né materia né energia. Il problema delle sue dimensioni e della sua natura non era più traducibile in termini che l&#8217;Uomo potesse comprendere.<br />
&#8211; AC Cosmico &#8212; invocò l&#8217;Uomo &#8212; è possibile invertire l&#8217;entropia?<br />
FINORA, rispose l&#8217;AC Cosmico, NON ABBIAMO DATI SUFFIClENTI PER UNA RISPOSTA SIGNIFICATIVA.<br />
&#8211; Raccogline altri &#8212; ordinò l&#8217;Uomo.<br />
&#8211; LO FARO&#8217;, disse l&#8217;AC Cosmico. LO STO FACENDO DA CENTO MILIARDI DI ANNI. I MIEI PREDECESSORI E IO Cl SIAMO SENTITI FARE QUESTA DOMANDA MOLTE VOLTE. TUTTI I DATi CHE HO RIMANGONO INSUFFICIENTI.<br />
&#8211; Verrà un tempo &#8212; domandò l&#8217;Uomo &#8212; in cui i dati saranno sufficienti, o questo problema è insolubile in tutte le circostanze possibili e immaginabili?<br />
NESSUN PROBLEMA E&#8217; INSOLUBILE IN TUTTE LE CIRCOSTANZE POSSIBILI E IMMAGINABILI, rispose l&#8217;AC Cosmico.<br />
&#8211; Quando avrai i dati sufficienti per rispondere alla domanda? &#8212; volle sapere l&#8217;Uomo.<br />
FINORA I DATI SONO INSUFFICIENTI PER UNA RISPOSTA SIGNIFICATIVA, rispose l&#8217;AC Cosmico.<br />
&#8211; Continuerai a occupartcne? &#8212; domandò l&#8217;Uomo.<br />
LO FARO&#8217;, promise l&#8217;AC Cosmico.<br />
&#8211; Aspetteremo &#8212; disse l&#8217;Uomo.</p>
<p>Le stelle e le Galassie morirono e si spensero, e lo spazio, dopo dieci trilioni d&#8217;anni di decadimento, divenne nero.<br />
Un individuo alla volta, l&#8217;Uomo si fuse con AC, e ciascun corpo fisico perdeva la sua idoneità mentale in un modo che, a conti fatti non si traduceva in una perdita ma in un guadagno.<br />
L&#8217;ultima mente dell&#8217;Uomo esitò, prima della fusione, contemplando uno spazio che comprendeva soltanto i fondi di un&#8217;ultima stella quasi spenta e nient&#8217;altro che materia incredibilmente rarefatta, agitata a casaccio da rimasugli finali di calore che calava, asintoticamente, verso lo zero assoluto.<br />
&#8211; È questa la fine, AC? &#8212; domandò l&#8217;Uomo. &#8212; Non è possibile ritrasformare ancora una volta questo, caos nell&#8217;Universo? Non può invertire il processo?<br />
MANCANO ANCORA I DATI SUFFICIENTI PER UNA RISPOSTA SIGNIFICATIVA, disse AC.<br />
L&#8217;ultima mente dell&#8217;Uomo si fuse e soltanto AC esisteva, ormai nell&#8217;iperspazio.</p>
<p>Materia ed energia erano terminate e, con esse, lo spazio e il tempo. Perfino AC esisteva unicamente in nome di quell&#8217;ultima domanda alla quale non c&#8217;era mai stata risposta dal tempo in cui un assistente semi-ubriaco, dieci trilioni d&#8217;anni prima, l&#8217;aveva rivolta a calcolatore che stava ad AC assai meno di quanto l&#8217;uomo stesse l&#8217;Uomo.<br />
Tutte le altre domande avevano avuto risposta e, finché quell&#8217;ultima non fosse stata anch&#8217;essa soddisfatta, AC non si sarebbe forse liberato della consapevolezza di sé.<br />
Tutti i dati raccolti erano arrivati alla fine, ormai. Da raccogliere non rimaneva più niente.<br />
Ma i dati raccolti dovevano ancora essere correlati e accostati secondo tutte le relazioni possibili.<br />
Un intervallo senza tempo venne speso a far questo.<br />
E accadde, così, che AC scoprisse come si poteva invertire l&#8217;andamento dell&#8217;entropia.<br />
Ma ormai non c&#8217;era nessuno cui AC potesse fornire la risposta all&#8217;ultima domanda. Pazienza! La risposta &#8212; per dimostrazione &#8212; avrebbe provveduto anche a questo.<br />
Per un altro intervallo senza tempo, AC pensò al modo migliore per riuscirci. Con cura, AC organizzò il programma.<br />
La coscienza di AC abbracciò tutto quello che un tempo era stato un Universo e meditò sopra quello che adesso era Caos. Un passo alla volta, così bisognava procedere.<br />
LA LUCE SIA! disse AC.<br />
E la luce fu&#8230;</p>
<p>Titolo originale: The Last Question<br />
Prima edizione: Science Fiction Quarterly, novembre 1956<br />
Traduzione di Hilia Brinis</p>
</div>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/wirgilio/blog/~4/Ifp41_c6bJM" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wirgilio.it/blog/2009/11/18/lultima-domanda/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.wirgilio.it/blog/2009/11/18/lultima-domanda/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Piano B</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/wirgilio/blog/~3/JzSJDtkLFeQ/</link>
		<comments>http://www.wirgilio.it/blog/2009/11/12/piano-b/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 15:16:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ale152</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wirgilio.it/blog/?p=907</guid>
		<description><![CDATA[
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="480" height="295"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/LC6frym9NYI&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/LC6frym9NYI&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="295"></embed></object></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/wirgilio/blog/~4/JzSJDtkLFeQ" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wirgilio.it/blog/2009/11/12/piano-b/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.wirgilio.it/blog/2009/11/12/piano-b/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Configurazione Wi-Fi Unina per Symbian</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/wirgilio/blog/~3/aa-01vMBnfU/</link>
		<comments>http://www.wirgilio.it/blog/2009/11/06/configurazione-wi-fi-unina-per-symbian/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 21:51:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ale152</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Unina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wirgilio.it/blog/?p=899</guid>
		<description><![CDATA[Tutti gli atenei della Federico II di Napoli sono coperti da una rete Wi-Fi. Connettersi con un computer è piuttosto semplice, specie con sistemi operativi aggiornati, ma per quanto riguarda i cellulari è davvero impiccioso.
Molti dei cellulari di ultima generazione sono dotati di Wi-Fi e supportano i protocolli di protezione utilizzati dalla rete Unina, il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-901" title="wifi_zone" src="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2009/11/wifi_zone-300x300.gif" alt="wifi_zone" width="247" height="247" />Tutti gli atenei della Federico II di Napoli sono coperti da una rete Wi-Fi. Connettersi con un computer è piuttosto semplice, specie con sistemi operativi aggiornati, ma per quanto riguarda i cellulari è davvero impiccioso.</p>
<p>Molti dei cellulari di ultima generazione sono dotati di Wi-Fi e supportano i protocolli di protezione utilizzati dalla rete Unina, il problema è che non sono in grado di scegliere automaticamente la configurazione ottimale per reti che richiedono particolari requisiti di protezione.</p>
<p>Per quanto riguarda i cellulari con sistema operativo <strong>Symbian</strong> (come i Nokia del tipo N95, N82, 5800 e simili) sono riuscito, dopo <em>settimane e settimane di tentativi</em>, a trovare la configurazione giusta per connettersi alla rete.</p>
<p>Innanzitutto, dovete avere la casella di posta <em>@studenti.unina.it</em> e dovete avere abilitato il Wi-Fi dal sito <a href="https://apps.unina.it/wifi-studenti/index.jsp" target="_blank">studenti.unina.it</a>. Se non avete ancora attivato il Wi-Fi <a href="https://apps.unina.it/wifi-studenti/index.jsp" target="_blank">cliccate qui</a> per attivarlo.</p>
<h2>Istruzioni per la connessione</h2>
<p>Andate su<em>:<br />
<strong>Strumenti -&gt; Impostazioni -&gt; Connessione -&gt; Punti di accesso</strong></em><br />
o l&#8217;equivalente del vostro cellulare che vi permetta di configurare i punti di accesso ad internet. Create un nuovo punto di accesso con:<em><strong><br />
Opzioni -&gt; Nuovo punto di accesso<br />
</strong></em>Impostate i vari campi come segue:</p>
<p><strong>Nome co</strong><strong>nnessione: </strong><em>Unina</em><br />
<strong>Tipo di trasporto dati: </strong><em>LAN senza fili</em><br />
<strong>Nome della rete WLAN: </strong><em>Wi-Fi_UniNa</em><br />
<strong>Stato della rete: </strong><em>Pubblico</em><br />
<strong>Modalità di rete WLAN: </strong><em>Infrastruttura</em><br />
<strong>Modalità prot. WLAN: </strong><em>WPA/WPA2</em><br />
<strong>Impostaz. di prot. WLAN: </strong>(Cliccate e impostate come segue)</p>
<p style="padding-left: 30px"><strong>WPA/WPA2</strong><strong>:</strong><em><strong> </strong>EAP</em><br />
<strong>Impostaz. plug-in EAP</strong><em><strong>: </strong></em>(Cliccate e impostate come segue)</p>
<p style="padding-left: 60px;">Attivate solo <em>EAP-PEAP</em> e impostategli la massima priorità (<em>Opzioni -&gt; Alza priorità</em>, fino ad 1)<br />
Cliccate su <em>EAP-PEAP </em>per modificarne le impostazioni:</p>
<p style="padding-left: 60px;">Nella scheda <strong>Impost.</strong>, impostate come segue:</p>
<p style="padding-left: 90px;"><strong>Certificato personale:</strong><em><strong> </strong>Non definito</em><br />
<strong>Certificato di autorità:<em> </em></strong><em>GTE Cyber Trust Global</em><br />
<strong>Nome utente in uso:<em> </em></strong><em>Definito dall&#8217;utente</em><br />
<strong>Nome utente:</strong><strong> </strong>Indirizzo e-mail istituzionale (completo di <em>@studenti.unina.it</em>)<em><br />
</em><strong>Area in uso:</strong><em> Definita dall&#8217;utente</em><br />
<strong>Area:</strong><strong> </strong>Lasciare vuoto<em><br />
</em><strong>Consenti PEAPv0:</strong><em><strong> </strong>No</em><br />
<strong>Consenti PEAPv1:</strong><em><strong> </strong>No</em><br />
<strong>Consenti PEAPv2:</strong><em><strong> </strong>No</em></p>
<p style="padding-left: 60px;">Nella scheda<strong> </strong><em>EAP </em>attivate <em>EAP-MSCHAPv2 </em>e impostategli la massima priorità<em>.<br />
</em>Cliccate poi su <em>EAP-MSCHAPv2</em> e impostate come segue:</p>
<p style="padding-left: 90px;"><strong>Nome utente</strong>:<strong> </strong>Indirizzo e-mail istituzionale (completo di <em>@</em><em>studenti.</em><em>unina.it</em>)<br />
<strong>Richiedi password: </strong><em>Sì</em><br />
<strong>Password:</strong> La password dell&#8217;e-mail istituzionale<br />
Cliccate su <em>Indietro</em></p>
<p style="padding-left: 60px;">Nella scheda <em>Critt.</em> lasciate tutto inalterato.<br />
Cliccate su <em>Indietro.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>Solo modalità WPA2:</strong><em><strong> </strong>Disattiva<br />
</em>Cliccate su <em>Indietro.</em></p>
<p><strong>Pagina iniziale: </strong>A vostra scelta<br />
Cliccate su <em>Indietro</em> e il vostro cellulare sarà finalmente pronto per connettersi ad internet tramite la rete universitaria!</p>
<p>Se il vostro cellulare dovesse avere ulteriori impostazioni oltre a quelle che ho scritto, lasciatele tutte impostate sui valori predefiniti.</p>
<p>La prima volta che cercherete di connettervi ad internet vi verrà richiesta la password; inseritela rapidamente (altrimenti scade la richiesta) e cliccate su <em>Ok</em>.<br />
Sfortunatamente capita spesso, anche se il cellulare è coperto da rete Wi-Fi con pieno segnale, che non si riesca a navigare in internet, ricevendo errori del tipo &#8220;<em>Nessuna risposta dal Gateway</em>&#8220;. Il problema è dovuto alla rete e non dovete preoccuparvi del vostro cellulare. Per verificare il funzionamento spostatevi in un&#8217;altra zona dell&#8217;università, facendo diversi tentativi.<br />
Un luogo dove ci si riesce quasi sempre a collegare è Monte Sant&#8217;Angelo.</p>
<p>Qualora doveste riscontrare problemi nella configurazione, non esitate a contattarmi nei commenti <img src='http://www.wirgilio.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> .</p>
<p><strong>Guida testata su:<br />
</strong>Nokia: N82, N95 8GB, N96, E65.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/wirgilio/blog/~4/aa-01vMBnfU" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wirgilio.it/blog/2009/11/06/configurazione-wi-fi-unina-per-symbian/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>14</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.wirgilio.it/blog/2009/11/06/configurazione-wi-fi-unina-per-symbian/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Conservare la propria versione di Messenger preferita</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/wirgilio/blog/~3/As0QYh93G-0/</link>
		<comments>http://www.wirgilio.it/blog/2009/09/19/conservare-la-propria-versione-di-messenger-preferita/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 14:22:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ale152</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[tWin Weak]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wirgilio.it/blog/?p=888</guid>
		<description><![CDATA[Stare dietro agli aggiornamenti di Windows Live Messenger è davvero scocciante, perché ad ogni nuova versione diventa sempre più pesante, si blocca sempre più spesso e le nuove funzioni introdotte sono sempre pochissime (imho).
Che sia per questioni di abitudine, o di RAM occupata, o di compatibilità, può essere necessario utilizzare una determinata versione di Messenger; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/msn_logo.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-895" title="msn_logo" src="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/msn_logo.jpg" alt="msn_logo" width="220" height="220" /></a>Stare dietro agli aggiornamenti di <strong>Windows Live Messenger</strong> è davvero scocciante, perché ad ogni nuova versione diventa sempre più pesante, si blocca sempre più spesso e le nuove funzioni introdotte sono sempre pochissime (<em>imho</em>).</p>
<p>Che sia per questioni di abitudine, o di RAM occupata, o di compatibilità, può essere necessario utilizzare una determinata versione di Messenger; il problema è che quando diventano troppo datate non è possibile effettuare l&#8217;accesso, in quanto si viene bloccati da un messaggio che ci <em>invita</em> ad utilizzare una versione più aggiornata.</p>
<blockquote><p><em>&#8220;È stata rilasciata una versione aggiornata. Per continuare è necessario installare la versione più recente. Installarla adesso?&#8221;</em></p></blockquote>
<p><a href="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/messenger_nuova_versione.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-890" title="messenger_nuova_versione" src="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/messenger_nuova_versione.jpg" alt="messenger_nuova_versione" width="414" height="190" /></a></p>
<p>Fortunatamente, esiste un metodo per far credere a Messenger di essere aggiornato ad un&#8217;altra versione.<br />
Innanzitutto, chiudiamo Messenger e scarichiamo <strong>Resource Hacker</strong>:<br />
<a href="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/ResHacker.zip">- Download ResHacker -</a></p>
<p>Apriamolo e andiamo su <em>File &gt; Open &gt; C:\programmi\MSN Messenger\msnmsgr.exe</em><br />
Nella colonna a sinistra di Resource Hacker troveremo una serie di cartelle, ognuna delle quali contiene informazioni sul file eseguibile di Messenger. Smanettando un po&#8217; con queste cartelle è possibile personalizzare a proprio piacimento Messenger.<br />
Per modificare la versione, apriamo l&#8217;unico file presente nella cartella<em> Version Info</em>, che nel mio caso è <em>1033</em>.<br />
<a href="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/version_info.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-892" title="version_info" src="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/version_info-300x204.jpg" alt="version_info" width="300" height="204" /></a></p>
<p>Come vedete nello screenshot, la versione di Messenger è scritta <strong>quattro volte</strong> all&#8217;interno del file. Modificate le quattro voci aggiungendo uno zero subito dopo la prima cifra: nel mio caso, da <em><span style="text-decoration: underline;">8</span>.1.0178.00</em> a <em><span style="text-decoration: underline;">8o</span>.1.0178.00</em>.<br />
Clicchiamo su <em>Compile Script</em> e poi su <em>File &gt; Save</em>. Verrà automaticamente creata una versione di backup del file originale denominata <em>msnmsgr_original.exe</em>.</p>
<p>Se la modifica è stata effettuata con successo, Messenger dovrebbe connettersi senza alcun problema.<br />
In caso contrario, verificate la versione del vostro messenger modificato cliccando su <em>? &gt; About</em>; dovreste vedere la vostra versione modificata:</p>
<p><a href="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/about_messenger.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-893" title="about_messenger" src="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/about_messenger-300x231.jpg" alt="about_messenger" width="300" height="231" /></a></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/wirgilio/blog/~4/As0QYh93G-0" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wirgilio.it/blog/2009/09/19/conservare-la-propria-versione-di-messenger-preferita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.wirgilio.it/blog/2009/09/19/conservare-la-propria-versione-di-messenger-preferita/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Nuovo tema!</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/wirgilio/blog/~3/T2_YaLcfvdM/</link>
		<comments>http://www.wirgilio.it/blog/2009/09/11/nuovo-tema/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 17:54:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ale152</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wirgilio.it/blog/?p=875</guid>
		<description><![CDATA[Ho appena finito di aggiornare il tema del blog!
Quello precedente aveva problemi di compatibilità con alcuni browser e così ho deciso di cambiarlo.
Potreste notare ancora qualche modifica, magari nei colori, che non mi convincono ancora&#8230;
Se doveste avere problemi nella navigazione o riscontrare errori nella traduzione, vi prego di avvisarmi qui  .
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/paint.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-877" title="paint" src="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/paint.jpg" alt="paint" width="211" height="211" /></a>Ho appena finito di aggiornare il tema del blog!<br />
Quello precedente aveva problemi di compatibilità con alcuni browser e così ho deciso di cambiarlo.</p>
<p>Potreste notare ancora qualche modifica, magari nei colori, che non mi convincono ancora&#8230;</p>
<p>Se doveste avere problemi nella navigazione o riscontrare errori nella traduzione, vi prego di avvisarmi qui <img src='http://www.wirgilio.it/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> .</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/wirgilio/blog/~4/T2_YaLcfvdM" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wirgilio.it/blog/2009/09/11/nuovo-tema/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.wirgilio.it/blog/2009/09/11/nuovo-tema/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Traduzione – Ayreon, The Human Equation – Day Fifteen: Betrayal</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/wirgilio/blog/~3/ErkWZWqUi58/</link>
		<comments>http://www.wirgilio.it/blog/2009/09/10/traduzione-ayreon-the-human-equation-day-fifteen-betrayal/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 22:14:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ale152</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Ayreon]]></category>
		<category><![CDATA[The Human Equation]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.wirgilio.it/blog/?p=857</guid>
		<description><![CDATA[Con questo brano ci avviciniamo verso la fine dell&#8217;album The Human Equation, del progetto musicale Ayreon.
Il protagonista svelerà infatti un terribile segreto che lo tormenta dentro, come preannuncia il titolo del brano stesso.
[Paura] Questo è ciò che sognavi
Direttore dell&#8217;azienda
Lo diventerai tu, o il tuo migliore amico?
È sempre stato migliore di te
È il più adatto per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/libro.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-858" title="libro" src="http://www.wirgilio.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/libro.jpg" alt="libro" width="190" height="188" /></a>Con questo brano ci avviciniamo verso la fine dell&#8217;album <strong>The Human Equation</strong>, del progetto musicale <em>Ayreon</em>.<br />
Il protagonista svelerà infatti un terribile segreto che lo tormenta dentro, come preannuncia il titolo del brano stesso.</p>
<p>[Paura] Questo è ciò che sognavi<br />
Direttore dell&#8217;azienda<br />
Lo diventerai tu, o il tuo migliore amico?<br />
È sempre stato migliore di te<br />
È il più adatto per questo ruolo<br />
Cosa farai per guadagnarti la fine&#8230;</p>
<p>[Angoscia] Ricorda cosa ti disse, una volta<br />
Alterò i libri contabili<br />
Quando ci rimise su quell&#8217;accordo<br />
Stai dissotterrando l&#8217;evidenza<br />
&#8230;nessuno ti guarda<br />
Lascialo lì, così che tutti lo vedano</p>
<p>[Ragione] Questo ricordo ti brucia dentro<br />
Non puoi dimenticare, né combattere o cancellarlo<br />
[Passione] Lascialo andare, prova a tornare indietro<br />
[Ragione] Dovrai dirglielo e mettere le cose a posto<br />
Non puoi correre, non puoi nascoderti e allora affrontalo!<br />
[Passione] Svegliati, libera la tua mente</p>
<p>[Paura] Tu non parlerai mai, lui non saprà mai<br />
Ciò che hai fatto<br />
Ma potrai vivere con questo tradimento?</p>
<p>[Angoscia] Lo hanno scoperto e licenziato<br />
Suppongo tu abbia vinto<br />
Ma un giorno, la verità potrebbe essere rivelata</p>
<p>[Ragione] Questo ricordo ti brucia dentro<br />
Non puoi dimenticare, né combattere o cancellarlo<br />
[Passione] Lascialo andare, prova a tornare indietro<br />
[Ragione] Dovrai dirglielo e mettere le cose a posto<br />
Non puoi correre, non puoi nascoderti e allora affrontalo!<br />
[Passione] Svegliati, libera la tua mente</p>
<p>[Ragione] Questo ricordo ti brucia dentro<br />
Non puoi dimenticare, né combattere o cancellarlo<br />
[Passione] Lascialo andare, prova a tornare indietro<br />
[Ragione] Dovrai dirglielo e mettere le cose a posto<br />
Non puoi correre, non puoi nascoderti e allora affrontalo!<br />
[Passione] Svegliati, libera la tua mente</p>
<p>[Me] Devo parlare e fargli sapere<br />
Che cosa ho fatto<br />
Non posso vivere con questo tradimento<br />
È sempre stato lui il migliore<br />
Non ho mai vinto<br />
Ora la verità dev&#8217;essere svelata</p>
<p><span id="more-857"></span></p>
<p><strong>Testo originale:</strong></p>
<p>[Fear] This is what you dreamt about<br />
Director of the firm<br />
Will it be you, or your best friend?<br />
He&#8217;s always been the better man and<br />
He fits all their terms<br />
What will you do to gain your end&#8230;</p>
<p>[Agony] You remember he once told you<br />
He tampered with the books<br />
When he lost out on the deal<br />
You&#8217;re digging up the evidence<br />
&#8230;no one looks<br />
You leave it there for all to see</p>
<p>[Reason] This memory burns inside<br />
You can&#8217;t forget, you cannot fight or erase it<br />
[Passion] Let it go, try to unwind<br />
[Reason] You&#8217;ll have to tell and set it right<br />
You cannot run, you cannot hide, so face it!<br />
[Passion] Wake up, free your mind</p>
<p>[Fear] You&#8217;ll never talk, he&#8217;ll never know<br />
What you have done<br />
But can you live with this betrayal?</p>
<p>[Agony] They found him out and let him go<br />
I guess you&#8217;ve won<br />
But one day, the truth might be unveiled</p>
<p>[Reason] This memory burns inside<br />
You can&#8217;t forget, you cannot fight or erase it<br />
[Passion] Let it go, try to unwind<br />
[Reason] You&#8217;ll have to tell and set it right<br />
You cannot run, you cannot hide, so face it!<br />
[Passion] Wake up, free your mind</p>
<p>[Reason] This memory burns inside<br />
You can&#8217;t forget, you cannot fight or erase it<br />
[Passion] Let it go, try to unwind<br />
[Reason] You&#8217;ll have to tell and set it right<br />
You cannot run, you cannot hide, so face it!<br />
[Passion] Wake up, free your mind</p>
<p>[Me] I have to talk and let him know<br />
What I have done<br />
I cannot live with this betrayal<br />
He&#8217;s always been the better man<br />
I never won<br />
Now the truth must be unveiled</p>
<p><strong>Video:</strong><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="265" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/u1q_uCY_lcs&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="265" src="http://www.youtube.com/v/u1q_uCY_lcs&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/wirgilio/blog/~4/ErkWZWqUi58" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.wirgilio.it/blog/2009/09/10/traduzione-ayreon-the-human-equation-day-fifteen-betrayal/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.wirgilio.it/blog/2009/09/10/traduzione-ayreon-the-human-equation-day-fifteen-betrayal/</feedburner:origLink></item>
	</channel>
</rss>
