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	<title>Webgriffe® magazine</title>
	
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	<description>Immaginare, creare e innovare.</description>
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		<title>William Rice, Magento Beginner’s Guide</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 16:02:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Capitolo 1 &#8211; Introduzione: vengono descritte le finalità del libro e mostrata una panoramica del negozio allestito a scopo dimostrativo.
Capitolo 2 &#8211; Installazione: vengono descritti i passaggi necessari all&#8217;installazione di Magento. Si passa dalla verifica dei requisiti di sistema al setup del database che ospiterà i dati per terminare con il download del software e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.packtpub.com/magento-beginners-guide/mid/2408095l372q?utm_source=blog.webgriffe.com&amp;utm_medium=affiliate&amp;utm_content=blog&amp;utm_campaign=mdb_000352"><img class="alignleft size-medium wp-image-723" title="Magento Beginner's Guide" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/09/packt_1847195946-236x300.jpg" alt="packt_1847195946" width="142" height="180" /></a><strong>Capitolo 1 &#8211; Introduzione:</strong> vengono descritte le <strong>finalità </strong>del libro e mostrata una <strong>panoramica </strong>del negozio allestito a scopo dimostrativo.</p>
<p><strong>Capitolo 2 &#8211; Installazione:</strong> vengono descritti i passaggi necessari all&#8217;<strong>installazione </strong>di Magento. Si passa dalla verifica dei <strong>requisiti </strong>di sistema al setup del <strong>database </strong>che ospiterà i dati per terminare con il download del software e alla relativa installazione sul <strong>server</strong>. L&#8217;autore si sofferma su alcuni aspetti relativi ai <strong>permessi </strong>sui file e ai più comuni <strong>errori </strong>di installazione.</p>
<p><strong>Capitolo 3 &#8211; Categorie e Attributi:</strong> illustra alcuni passaggi necessari prima di poter inserire un prodotto a catalogo. Il capitolo si sofferma sulla definizione di categorie, attributi e gruppi di attributi spiegando con esempi pratici il significato delle numerose opzioni disponibili.</p>
<p><strong>Capitolo 4 &#8211; Tassazione:</strong> Magento è altamente flessibile e consente di applicare aliquote di imposta diverse in base al tipo di prodotto, al tipo di cliente finale (ad esempio cliente privato grossista) e alla regione di riferimento. Il capitolo illustra il funzionamento e la configurazione delle regole di imposta e le modalità di importazione e esportazione da o verso file esterni.</p>
<p><strong>Capitolo 5 &#8211; Aggiungere prodotti semplici:</strong> il capitolo mostra le fasi principali di inserimento di un prodotto semplice a catalogo e offre qualche consiglio su come utilizzare i vari campi nelle diverse situazioni. Il capitolo si chiude con un breve quiz di autovalutazione su argomenti quali, ad esempio, la gestione delle quantità a magazzino.</p>
<p><strong>Capitolo 6 &#8211; Personalizzazione di base dell&#8217;aspetto del negozio:</strong> questo capitolo mostra come applicare alcune personalizzazioni di base all&#8217;aspetto del negozio relativamente al titolo del sito, al logo, ai banner (<em>callout</em>), alla attivazione e disattivazione di blocchi di contenuto, alla navigazione a livelli per finire con un esempio di installazione di un tema grafico alternativo. È bene precisare che la creazione di un tema grafico alternativo non è un argomento trattato in questo testo.</p>
<p><strong>Capitolo 7 &#8211; Gestire prodotti complessi:</strong> questo capitolo affronta il tema della gestione di prodotti complessi come prodotti correlati, prodotti raggruppati e prodotti configurabili. Importante segnalare che non viene fatta menzione delle tipologie di prodotti introdotte in versioni di Magento successive alla pubblicazione del libro, come i prodotti <em>bundle</em>, i prodotti virtuali, quelli scaricabili e i prodotti alternativi. Anche se ha questi limiti, il capitolo affronta bene l&#8217;argomento e si conclude con un breve quiz di autovalutazione.</p>
<p><strong>Capitolo 8 &#8211; Gestione dei clienti:</strong> questo breve capitolo si concentra sulle opzioni di creazione e gestione degli utenti e illustra alcuni benefici della registrazione sia per il gestore del negozio sia per gli utenti. Anche questo capitolo si conclude con un breve quiz di autovalutazione.</p>
<p><strong>Capitolo 9 &#8211; Pagamenti:</strong> questo capitolo illustra le diverse modalità per ricevere pagamenti on-line e alcuni passaggi di configurazione preliminari. Il capitolo si sofferma sui sistemi con cui Magento si integra di default e mette a confronto i pro e i contro di alcuni di essi come PayPal e Google Checkout.</p>
<p><strong>Capitolo 10 &#8211; Spedizioni:</strong> il capitolo si concentra sulla configurazione delle modalità e dei costi di spedizione. In particolare vengono forniti esempi pratici per la configurazione di spese di spedizione a costo fisso, a costo variabile basato su tabella di importazione e a costo zero (free shipping). Il capitolo si chiude con un breve quiz di autovalutazione sugli argomenti trattati.</p>
<p><strong>Capitolo 11 &#8211; Gestione degli ordini:</strong> il capitolo illustra e dispensa utili consigli sulla corretta gestione del ciclo di vita di un ordine.</p>
<p><strong>Appendice A &#8211; Guida passo passo alle procedure di amministrazione:</strong> questa utile appendice riepiloga i passaggi delle procedure di amministrazione più utilizzate.</p>
<p><strong>Pro: </strong>un libro facile e veloce, si legge in poco tempo ed è ricco di illustrazioni ed esempi. Apprezzabile l&#8217;appendice conclusiva con le spiegazioni riassuntive delle procedure di amministrazione più utilizzate.</p>
<p><strong>Contro: </strong>la versione di Magento a cui il testo fa riferimento è la 1.1.5 che, ormai, non è più molto attuale (risale all&#8217;autunno 2008). Ne consegue che alcune funzionalità introdotte nelle ultime versioni non siano trattate.</p>
<p><strong>Conclusioni: </strong>nonostante alcune lacune è un libro sicuramente consigliato a chi si avvicina per la prima volta alla piattaforma Magento. Chi ha già dimestichezza con la piattaforma e ha già letto la guida ufficiale di riferimento troverà in questo libro un filo conduttore che lega i diversi argomenti.</p>


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		<title>eCommerce per crescere</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 08:47:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Galletti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo orgogliosi di aver investito tempo e risorse per realizzare Boutique, la  soluzione eCommerce che permette a chiunque di affacciarsi al mondo del commercio elettronico sfruttando la più efficiente tecnologia sul mercato, capace di favorire l&#8217;indicizzazione dei motori di ricerca e funzionalità impareggiabili.
Boutique è un servizio completo di consulenza, formazione e supporto tecnico.
Si basa sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://boutique.webgriffe.com"><img class="aligncenter size-full wp-image-836" title="Boutique: il servizio eCommerce di Webgriffe" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/10/boutique_featured.jpg" alt="Boutique: il servizio eCommerce di Webgriffe" width="540" height="195" /></a>Siamo orgogliosi di aver investito tempo e risorse per realizzare <a href="http://boutique.webgriffe.com/" target="_blank">Boutique</a>, la  soluzione eCommerce che permette a chiunque di affacciarsi al mondo del commercio elettronico sfruttando la più efficiente tecnologia sul mercato, capace di favorire l&#8217;indicizzazione dei motori di ricerca e funzionalità impareggiabili.</p>
<p>Boutique è un servizio completo di consulenza, formazione e supporto tecnico.<br />
Si basa sul sistema <a href="http://boutique.webgriffe.com/boutique/magento/" target="_blank">Magento eCommerce</a>: un software open source che si è già imposto come lo standard per i siti di commercio elettronico, grazie alla sua stabilità e versatilità.</p>
<p>La piattaforma eCommerce è accessibile da qualsiasi postazione (PC, Linux, Macintosh, iPhone ecc.) purché sia collegata ad Internet. Attraverso un avanzato strumento di gestione online, l’utente ha la facoltà di organizzare il catalogo prodotti, gestire ordini, promozioni, vendite e molto altro ancora.</p>
<p>Dal rilascio iniziale avvenuto a Luglio 2009 Boutique ha riscosso un notevole interesse e il feedback dei clienti ha permesso di affinare ulteriormente l&#8217;offerta: a tal proposito è stata segmentata introducendo tre diverse tipologie di servizio per andare in contro alle diverse esigenze degli interessati.</p>
<p>A breve pubblicheremo il portfolio dei siti di commercio elettronico realizzati.<a href="http://boutique.webgriffe.com/"><br />
Scopri le caratteristiche di Boutique</a> e <a href="mailto:info@webgriffe.com">contattaci</a> per maggiori informazioni.</p>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;">
<p style="font-family: 'Trebuchet MS',Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 13px; color: #666666;">Siamo orgogliosi di aver investito tempo e risorse per realizzare <a style="color: #2971a7;" href="http://boutique.webgriffe.com/"><strong>Boutique</strong></a>, la nostra soluzione eCommerce che permette a chiunque di affacciarsi al mondo del commercio elettronico sfruttando la più efficiente tecnologia sul mercato, capace di favorire l&#8217;indicizzazione dei motori di ricerca e funzionalità impareggiabili.</p>
<p style="font-family: 'Trebuchet MS',Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 13px; color: #666666;">Boutique è un servizio completo di <strong>consulenza</strong>, <strong>formazione</strong> e <strong>supporto tecnico</strong>.<br />
Si basa sul sistema <a style="color: #2971a7;" href="http://boutique.webgriffe.com/boutique/magento/" target="_blank">Magento eCommerce</a>: un software open source che si è già imposto come lo standard per i siti di commercio elettronico, grazie alla sua stabilità e versatilità.</p>
<p style="font-family: 'Trebuchet MS',Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 13px; color: #666666;">La piattaforma eCommerce è accessibile da qualsiasi postazione (PC, Linux, Macintosh, iPhone ecc.) purché sia collegata ad Internet. Attraverso un avanzato strumento di gestione online, l’utente ha la facoltà di organizzare il catalogo prodotti, gestire ordini, promozioni, vendite e molto altro ancora.</p>
<p style="font-family: 'Trebuchet MS',Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 13px; color: #666666;"><a style="color: #2971a7;" href="http://boutique.webgriffe.com/">Scopri le caratteristiche di Boutique</a> e <a style="color: #2971a7;" href="mailto:info@webgriffe.com">contattaci</a> per maggiori informazioni.</p>
</div>


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		<title>We think</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 14:48:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Galletti</dc:creator>
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		<title>Il successo dei Social Media</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 17:19:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Galletti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I sito web delle aziende, o meglio dei brand, di tutto il mondo sono stati negli ultimi dieci anni determinanti per il successo commerciale dei relativi prodotti. Successo decretato anche dalle ingenti e costosissime campagne banner e dalla realizzazione di micrositi dagli effetti speciali più sorprendenti. Con l&#8217;avvento dei Social Media (MySpace, Facebook, Twitter ecc.) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I sito web delle aziende, o meglio dei brand, di tutto il mondo sono stati negli ultimi dieci anni determinanti per il successo commerciale dei relativi prodotti. Successo decretato anche dalle ingenti e costosissime campagne banner e dalla realizzazione di micrositi dagli effetti speciali più sorprendenti. Con l&#8217;avvento dei Social Media (MySpace, Facebook, Twitter ecc.) la situazione di è drasticamente trasformata e siti super trafficati hanno visto un drastico calo di visite e perdita di affari annessa.</p>
<p>Grazie all&#8217;utilissimo strumento che è <a href="http://www.google.com/trends" target="_self">Google Trends</a> ho fatto una ricerca sul traffico di alcuni tra i maggiori brand (<a href="http://trends.google.com/websites?q=dell.com&amp;geo=all&amp;date=all&amp;sort=0" target="_blank">qui ad esempio quello di Dell.com</a>).<br />
Quello che salta subito all&#8217;occhio in una visione su larga scala (ho preso gli ultimi due anni di riferimento) è che i brand maggiori, così come i siti e i portali più famosi al mondo hanno subito un calo di traffico costante&#8230; ma chi può dire se sia irreversibile?</p>
<p>Agli occhi di molti potrebbe non aver senso questo andamento: ma come? Sempre più persone sono connesse in internet, i brand spendono quotidianamente somme spropositate in campagne di online adv, quindi il traffico dovrebbe essere in crescita non in calo! Giudicate voi.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-819" title="Brands in calo" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/10/Brands-Trending-Down1.gif" alt="Brands in calo" width="536" height="1622" /></p>
<p>Quindi, se c&#8217;è un così drammatico calo del traffico dai siti web ma allo stesso tempo aumentano le persone online&#8230; dove stanno andando tutti?<br />
Nei Social Web: le reti dove ognuno è connesso ad altri, dove tutto è rilevante e tutto può essere condiviso, catalogato, commentato, raggruppato, messo nei preferiti con un semplice click.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-814" title="Brand in crescita" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/10/Brands-Trending-Up.gif" alt="Brand in crescita" width="536" height="1627" /></p>
<p>Ci sono due ragioni principali che determinano il declino del traffico nei siti web:</p>
<ol>
<li>I Social Network, come abbiamo appena detto, stanno crescendo e molta gente li preferisce piuttosto che scegliere il contenuto di qualità, interattivo e spettacolare del sito web. I tuoi amici su Facebook o Twitter condividono con te informazioni (immagini, video, link) soggetti a criteri di selezione e di qualità. Tutto diventa utile e rilevante e non hai bisogno di altro.</li>
<li>La distribuzione dei contenuti Off-Site sta rapidamente crescendo: sto parlando degli RSS Feeds, di Twitter, degli YouTube Channels, delle Fan page di Facebook e così via… Tutti i brand e i siti web stanno andando in questa direzione e smistano i loro contenuti su tutti questi canali. Così perdono visitatori unici dai loro siti web convogliandoli e raggruppandoli in network di varia natura dai quali traggono una infinità di informazioni utili per i propri affari (statistiche sul sesso, età, interessi, localizzazione geografica, grado di istruzione ecc.).</li>
</ol>
<p>Nei prossimi anni i brand avranno bisogno di restaurare il modo di proporsi online ai propri utenti per proporre esperienze uniche e più accattivanti di qualsiasi Social Media esistente.<br />
La battaglia si compirà a colpi di offerte e promozioni tramite RSS feeds, demo di prodotti nuovi su YouTube, campagne distribuite come applicazioni iPhone, commercio elettronico tramite i widget di Facebook o campagne virali per mezzo di video stopmotion ecc.</p>
<p>Il fatto è che le agenzie e brand dovranno lavorare insieme per realizzare strategie e soluzioni in grado di distribuire in modo sapiente ed efficace i contenuti su tutti i canali a disposizione e mantenere il controllo di ogni singolo bit di dati. Il controllo, il feedback e la reportistica su tutti dati scambiati tramite il sito e i Social Network sono una chiave fondamentale del successo nel web.</p>
<p>Allo stesso modo le campagne banner e l&#8217;adv online riacquisteranno valore una volta integrati in questa grande macchina che raccoglie i dati della vita sociale degli utenti online.</p>
<p>E voi? Cosa ne pensate?</p>


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		<title>Il flusso delle informazioni su Twitter</title>
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		<dc:creator>Cristian Galletti</dc:creator>
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		<title>Google Maps Street View</title>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="300" height="240" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/PQGrIsYUm4c&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="300" height="240" src="http://www.youtube.com/v/PQGrIsYUm4c&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>


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		<title>Cinque errori da non commettere quando si investe nel web</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 07:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Ronchi</dc:creator>
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Questo articolo prende in esame alcuni errori che possono essere commessi quando si investe in un progetto web. Cerchiamo di dare una risposta alla seguente domanda:
quando un progetto web rischia di essere inutile?
Quando non è un progetto
Molto più spesso di quanto non si creda le aziende non progettano la propria presenza nel web. Essere online [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-775" title="Web strategy" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/09/10errori.jpg" alt="Web strategy" width="540" height="195" /></p>
<p>Questo articolo prende in esame alcuni <strong>errori </strong>che possono essere commessi quando si investe in un <strong>progetto web</strong>. Cerchiamo di dare una risposta alla seguente domanda:<br />
<strong>quando un progetto web rischia di essere inutile?</strong></p>
<h2>Quando non è un progetto</h2>
<p>Molto più spesso di quanto non si creda le aziende <strong>non progettano </strong>la propria presenza nel web. Essere online è relativamente semplice e rapido, allora perché scomodarsi a fissare un <strong>budget </strong>e a progettare? E perché designare una figura o addirittura una struttura che si dedichi alla <strong>gestione</strong> dei propri contenuti on-line? In fondo un sito web è un <strong>motore </strong>che, una volta avviato, sta lì e non ha bisogno di <strong>manutenzione </strong>continua. Sono gli utenti che visitano il sito e fanno girare gli ingranaggi del motore, non è così? La risposta, ovviamente, è no.</p>
<p>Progettare permette di determinare le <strong>funzionalità </strong>da sviluppare, di <strong>pianificare </strong>le attività di ciascuna delle parti in causa e di prevedere <strong>date di rilascio</strong>. Stabilire un budget consente di definire gli <strong>obiettivi </strong>del progetto. Dedicare una o più figure alla gestione del progetto e dei contenuti significa non solo avere avviato un motore ma avere la capacità di <strong>mantenerlo </strong>in funzione e di <strong>governarlo</strong>.</p>
<h2>Quando non c&#8217;è un ritorno dell&#8217;investimento</h2>
<p>Se compro una fotocamera digitale <strong>so perché ho speso dei soldi</strong>. Se investo in comunicazione so che sto spendendo denaro in cambio di un ritorno pubblicitario. Se investo in un sito web perché lo faccio? I motivi possono essere diversi, l&#8217;importante è che ce ne sia uno.</p>
<p>Spendere denaro in un progetto web senza avere chiaro perché lo si fa è il motivo principale per il quale molte aziende considerano <strong>qualsiasi cifra troppo alta</strong> per realizzarlo. Anche un classico <em>&#8220;lo faccio perché lo ha fatto anche il mio concorrente&#8221;</em> va benissimo perché rappresenta comunque una <strong>motivazione</strong>.</p>
<h2>Quando risparmio non fa rima con guadagno</h2>
<p>Realizzare un sito web significa dare un <strong>servizio </strong>e i servizi non si misurano sul costo ma sul <strong>valore</strong>. Chiedere ad un fornitore <strong>di abbassare il prezzo</strong> di un servizio equivale a chiedergli di <strong>abbassare la qualità</strong> del suo lavoro. Se a breve termine ciò può portare a un risparmio, quasi mai a medio o lungo termine il risparmio si rivela reale.</p>
<p>Per rendere l&#8217;idea credo valga la pena fare un esempio tratto da un <strong>episodio reale</strong> capitato non molto tempo fa. Ci è stato chiesto di realizzare per un brand italiano molto noto un sito di abbigliamento di media complessità. Fatta l&#8217;analisi delle funzionalità e proposta la nostra idea di costo il lavoro non è stato assegnato. Non c&#8217;è stata nessuna trattativa, il lavoro è stato assegnato ad un altro fornitore (straniero) senza spiegazioni. Facile intuire che la spiegazione risiedesse in un <strong>prezzo molto più basso</strong>. Se il prezzo fosse stato solo un po&#8217; più basso immaginiamo che ci sarebbe stato spazio per una trattativa.</p>
<p>Qualche giorno fa per curiosità professionale abbiamo visitato il sito realizzato dal fornitore straniero. A parte il constatare che le <strong>funzionalità </strong>implementate erano <strong>una frazione </strong>di quelle richieste, senza volerlo (era attivo il monitor HTTP del browser) ci siamo accorti che il traffico generato dal sito passava da un URL facente riferimento all&#8217;applicazione di gestione dei contenuti (CMS) realizzato dal fornitore. In pochi clic ci siamo collegati al CMS e con nostra grande sorpresa ci siamo accorti che in HTTP era possibile <strong>leggere in chiaro le credenziali di amministrazione</strong>. Il che equivale a lasciare una <strong>porta spalancata </strong>e a permettere a chiunque di entrare e far danni. Immaginate cosa sarebbe potuto accadere in termini di <strong>immagine </strong>se un malintenzionato avesse pubblicato contenuti non opportuni. Il cliente ha sicuramente <strong>risparmiato nell&#8217;immediato </strong>ma quanto <strong>avrebbe speso </strong>per riparare ai danni causati dalla insindacabile imperizia del fornitore che ha realizzato il lavoro? E quanto <strong>spenderà </strong>per far sistemare il CMS allo stesso fornitore o ad un altro?</p>
<p>Se si confrontano due o più offerte occorre prestare molta attenzione che si stiano confrontando realmente due oggetti equivalenti in termini di <strong>valore</strong>, <strong>funzionalità</strong>, garanzia di <strong>qualità</strong> e <strong>professionalità</strong>. Altrimenti il confronto non è alla pari, vincerà sempre l&#8217;offerta più bassa con conseguenze simili a quelle dell&#8217;episodio citato.</p>
<h2>Quando si crede che essere online significhi essere visibili</h2>
<p>Oggi ci sono <strong>più pagine web</strong> (circa due miliardi) <strong>che utenti</strong> (circa un miliardo). Non basta essere on-line per essere visibili. Quando si realizza un sito web non è sufficiente pubblicarlo affinché qualcuno lo visiti. Il progetto di visibilità on-line è un&#8217;attività talmente importante e complessa che molte aziende e professionisti si dedicano esclusivamente ad essa.</p>
<p>Progettare un sito non può prescindere dal progettare le modalità con cui questo sarà visibile nell&#8217;universo di internet. Altrimenti è come comprare una vettura per poi lasciarla in garage senza mai guidarla. Ancora una volta <strong>pianificare </strong>e <strong>definire un budget </strong>aiuta a comprendere come e dove <strong>spostare i vari pesi </strong>che comporranno il progetto nella sua complessità.</p>
<h2>Quando non si ha niente da offrire all&#8217;utente</h2>
<p>Ipotizziamo di aver definito il nostro progetto web, di aver individuato i fornitori e pianificato una campagna di visibilità che lo porterà ad essere indicizzato. Ma <strong>perché </strong>un utente dovrebbe <strong>visitare il sito?</strong> Spesso le aziende non se lo chiedono. Questo succede perché non sempre l&#8217;<strong>utente </strong>è <strong>al centro </strong>del progetto.</p>
<p>Non contano le dimensioni del progetto: grande o piccolo che sia deve esserci <strong>un motivo </strong>per il quale un utente sia <strong>invogliato </strong>a visitare il nostro sito e possibilmente a <strong>tornare </strong>a visitarlo successivamente.</p>
<p><a href="http://blog.webgriffe.com/progettare-a-misura-di-utente/">Progettare avendo come riferimento l&#8217;utente</a> e non il cliente che vuole realizzare il sito richiede uno <strong>sforzo</strong>. Lo sforzo principale è quello del cliente che deve <strong>rinunciare </strong>alla propria <strong>posizione centrale </strong>ed essere disposto a far ruotare il suo progetto attorno alle esigenze dell&#8217;utente.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Abbiamo visto che affinché un sito web rappresenti un caso di successo occorre evitare di commettere alcuni errori. Occorre progettare, definire un budget, saper valutare il valore di ciò che si vuol realizzare, pianificare una campagna di visibilità e far sì che, una volta raggiunto il proprio target di riferimento, questo trovi nei contenuti e nei servizi offerti un valore. Solo così il progetto potrà rivelarsi efficace e completo e garantire un significativo ritorno dell&#8217;investimento.</p>


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		<title>Customer Experience – Parte III</title>
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		<comments>http://blog.webgriffe.com/customer-experience-3/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 05:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Galletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Per chi fa Web]]></category>
		<category><![CDATA[Per un Web migliore]]></category>
		<category><![CDATA[User Experience]]></category>
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		<description><![CDATA[
Siamo giunti al terzo articolo della serie sulle condizioni per far vivere al cliente una esperienza &#8220;indimenticabile&#8221; in cui vedremo come ispirare il cliente in modo creativo. Nella prima parte della serie abbiamo visto come identificare il cliente. Nella seconda parte abbiamo visto come usare le informazioni che riguardano il nostro cliente per raggiungerlo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-749" title="Customer Experience 3" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/09/cust-exp-3.jpg" alt="Customer Experience 3" width="540" height="195" /></p>
<p>Siamo giunti al terzo articolo della serie sulle condizioni per far vivere al cliente una esperienza &#8220;indimenticabile&#8221; in cui vedremo come ispirare il cliente in modo <em>creativo</em>. Nella <a href="http://blog.webgriffe.com/customer-experience-1/">prima parte</a> della serie abbiamo visto come <em>identificare</em> il cliente. Nella <a href="http://blog.webgriffe.com/customer-experience-2/">seconda parte</a> abbiamo visto come usare le informazioni che riguardano il nostro cliente per raggiungerlo in modo <em>nuovo/innovativo</em>. Nella quarta parte vedremo cosa fare nella fase post-vendita per <em>consolidare </em>l&#8217;esperienza.</p>
<h2>1. Ricordatevi delle promesse fatte</h2>
<p>Se costruite biciclette, scrivete manuali o vendete birra, gli affari sono comunque costruiti attorno alla capacità di fare e mantener fede a delle promesse. Si attira il cliente con la promessa veicolata dal messaggio che accompagna il vostro brand. Facciamo l&#8217;esempio di Webgriffe appunto: il nome (e gli slogan che gli associamo) è una chiara metafora dell&#8217;alta moda, della qualità, del &#8220;fatto su misura&#8221; in ambito web. I nostri clienti si aspettano questo e noi dobbiamo dimostrarlo con i fatti, altrimenti abbiamo preso in giro noi stessi e loro. È questa promessa che identifica la nostra azienda (la tua azienda) e la differenzia dai competitor. Questa caratteristica deve essere evidente in ogni momento della customer experience, incluso quello creativo. Aderire alla promessa, all&#8217;impegno che l&#8217;azienda porta avanti, rende la creatività rilevante e fa si che vada oltre il fare le cose &#8220;bene&#8221; e &#8220;belle&#8221;. I clienti devono raggiungere una chiara comprensione della vostra azienda, della filosofia e della mission aziendale: non è necessario che la condividano ma è importante che sia dichiarata ed esente da ambiguità.</p>
<h2>2. Siate chiari sui vostri scopi</h2>
<p>Quali sono i risultati desiderati a seguito di questa fase creativa? Focalizzando l&#8217;attenzione sullo scopo che dovrà avere l&#8217;elemento creativo sarà possibile evitare di immergersi a capofitto nel design con il rischio di perdersi. Cerco di spiegarmi meglio&#8230; i termini &#8220;lead generation&#8221; e &#8220;lead conversion&#8221; hanno due significati e obiettivi completamente diversi: <strong>lead generation</strong> ha a che vedere con il conquistare l&#8217;attenzione del cliente creando campagne appropriate e generando una reazione. Nella <strong>lead conversion</strong> invece abbiamo già l&#8217;attenzione del cliente, ma stiamo cercando di motivarlo al passo successivo: all&#8217;acquisto. Se capiamo e stabiliamo in modo preciso dove si colloca l&#8217;atto creativo e in quale direzione andare, allora sarà più semplice indirizzarlo e ottenere il massimo risultato. Il video che segue riassume perfettamente cosa accade quando non si ha ben chiaro lo scopo e non è chiara la direzione verso cui si vuole andare.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="540" height="480" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/aeXAcwriid0&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="540" height="480" src="http://www.youtube.com/v/aeXAcwriid0&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<h2>3. Siate semplici</h2>
<p>Per essere efficace e suscitare attenzione il messaggio deve essere chiaro. &#8220;Chi troppo vuole nulla stringe&#8221;&#8230; ed è così, voler dire troppo può portare al risultato di non dire nulla di significativo. Spesso (vedi l&#8217;esempio del video precedente) le aziende sono convinte che messaggi plurimi e ridondanti siano percepiti come interessanti ed esaustivi. Non è così! Messaggi semplici ed immediati aiutano le persone a comprendere ciò che è veramente importante. Se un messaggio è semplice non vuol dire che ha poco valore, tutt&#8217;altro: è maggiore il lavoro di studio, selezione e verifica necessario per realizzare una idea creativa efficace con pochi fronzoli.</p>
<h2>4. Siate coerenti</h2>
<p>La creatività deve essere veicolabile attraverso i differenti media perché è così che il cliente interagisce. L&#8217;esperienza deve essere sostanzialmente la stessa indipendentemente dalla strada che sceglie l&#8217;utente finale. Se avete del materiale cartaceo di impatto (brochure, flyer ecc.) che usa immagini curate, colorate, ma un sito web con colori tenui, caratteri piccoli e immagini clip art il cliente è confuso: non capisce qual&#8217;è la vera immagine della vostra azienda e qual&#8217;è il messaggio che state cercando di comunicare. Questo modo di fare riflette la vostra abilità nel gestire il vostro brand.  Se la customer experience cambia da un media all&#8217;altro non potranno che chiedersi: “Cos&#8217;altro non sanno fare?”</p>
<p>Qui si chiude la terza parte delle quattro previste. Sto scrivendo questa serie di articoli mosso dalla convinzione che i clienti inseguono, promuovono e rimangono fedeli a chi riesce a trascendere i loro bisogni immediati con empatia, professionalità e determinazione. Creare una customer experience di successo richiede molta preparazione, duro lavoro e costante attenzione.  Questo è ciò che ci prefiggiamo di fare qui in <a href="http://http://www.webgriffe.com" target="_blank">Webgriffe</a>.  Forniamo il duro lavoro e l&#8217;attenzione necessaria per aiutare le aziende a realizzare per i loro clienti delle grandi customer esperience.<br />
Potete continuare a seguirci iscrivendovi ai nostri <a href="http://feeds2.feedburner.com/webgriffe">RSS feed</a> ed essere notificati appena nuovi articoli saranno pubblicati.</p>


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		<title>Microsoft iPod</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 05:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Galletti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="300" height="265" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/aeXAcwriid0&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="300" height="265" src="http://www.youtube.com/v/aeXAcwriid0&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Buttatevi nei social media anche se non li capite!</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 05:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cristian Galletti</dc:creator>
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Se siete lettori di blog che parlano di marketing e comunicazione d&#8217;impresa sarete certamente subissati di articoli riguardanti i motivi di avere un blog o un account di Twitter, o una pagina su Facebook e qualsiasi altra cosa che spesso non sapete nemmeno cosa significa. Anche mia madre che non ha un computer e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/08/3750928413_5aaca341e7_o.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-692" title="L'albero dei social media" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/08/3750928413_5aaca341e7_o-540x303.jpg" alt="L'albero dei social media" width="540" height="303" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Se siete lettori di blog che parlano di marketing e comunicazione d&#8217;impresa sarete certamente subissati di articoli riguardanti i motivi di avere un blog o un account di Twitter, o una pagina su Facebook e qualsiasi altra cosa che spesso non sapete nemmeno cosa significa. Anche mia madre che non ha un computer e non lo sa usare, ma legge assiduamente articoli di blog riportati su riviste e quotidiani, mi chiede cosa sia Facebook.</p>
<p><strong>E malgrado questo bombardamento c&#8217;è ancora molta gente e molti imprenditori che pensano di non aver bisogno di un blog!</strong></p>
<p>Nei prossimi cinque minuti vorrei cercare di convincervi dell&#8217;importanza di tuffarsi nel mondo dei blog, di Twitter, di Facebook ecc.</p>
<h2>Dieci anni fa&#8230;</h2>
<p>Torniamo indietro di 10 anni al 1998 (ai miei inizi guarda caso)&#8230;<br />
era un periodo in cui chiunque e ogni azienda (forse è il caso di limitarsi al mondo occidentale anche se non mi piace questa espressione) era convinta di aver bisogno di un sito web. Sì, era paradossale (confrontata ad oggi) la domanda di siti web e la fiducia che il committente riponeva in questo investimento.</p>
<p>Il bello è che nessuno aveva la minima idea di cosa potesse farsene di un sito web. Era una brochure? Una vetrina? Un manifesto? Qualcuno diceva: &#8220;È un nuovo modo di fare business.&#8221; La gente rimaneva senz&#8217;altro a bocca aperta&#8230; ma cosa diavolo significava?</p>
<p>Ormai la cosa aveva preso una strana piega per cui <strong>se non avevi un sito web eri invisibile</strong><strong>.</strong> Sia chiaro, non semplicemente difficile da contattare, no, <em>invisibile! </em></p>
<p>Ogni azienda si muoveva già per suo conto in pubblicità e public relations per raggiungere le persone con i propri slogan, ma poi cosa accadeva? Le persone venivano ad acquistare al negozio? Chiamavano il numero verde per maggiori informazioni? No, nel 1998 la gente voleva un indirizzo internet e se non avevi da darglielo avevano finito con te. L&#8217;era del <strong><em>HTTP://</em></strong> come biglietto da visita era iniziata e chiunque aveva l&#8217;obbligo di avere un sito (mi viene da ridere oggi).</p>
<p>Attenzione però, le aziende continuavano a non avere idea dell&#8217;utilità di un sito web, ma avevano almeno capito di non avere scelta: se non lo facevano, lo faceva il loro diretto concorrente, e anche se si trattava di fare qualcosa di cui non si capiva il senso e non si percepiva il valore lo si faceva ad ogni costo (purtroppo la bolla speculativa che ne è risultata ha fatto saltare il sistema pochi anni dopo).</p>
<p>Come puoi arricchirti col web? Nessuno può insegnarlo e anche quelli che cercavano di convincere il mondo a &#8220;vivere&#8221; nel web non avevano idea del vero potenziale di internet. <strong>Internet non è semplicemente &#8220;un altro media&#8221;</strong> ma è capace di creare quelle condizioni e opportunità per cui Amazon è diventato <a href="http://www.forbes.com/2003/09/08/cx_jw_0908mondaymatch.html" target="_blank">34 volte più grande</a> di Barnes &amp; Noble, o dove <a href="http://www.google.com/finance?chdnp=0&amp;chdd=1&amp;chds=0&amp;chdv=0&amp;chvs=Logarithmic&amp;chdeh=0&amp;chdet=1239575793484&amp;chddm=553508&amp;cmpto=NYSE:BBI&amp;cmptzos=-18000&amp;q=NASDAQ:NFLX&amp;ntsp=0" target="_blank">NetFlix ha affondato Blockbuster</a>, e ancora dove <a href="http://about.skype.com/2005/09/ebay_to_acquire_skype.html" target="_blank">Skype vale 2.6 Miliardi di Dollari</a> mentre le compagnie di telecomunicazioni sono in crisi.</p>
<p>Non si tratta solo di un nuovo media, <strong>è un mondo completamente differente</strong> dove i modelli di business sono diversi rispetto al mondo reale. Da un punto di vista economico è un mercato parallelo a quello reale in grado di offrire infinite opportunità grazie alla riduzione degli spazi e dei tempi e alla sua natura digitale. Credo fermamente che <strong>la data della &#8220;scoperta&#8221; del web dovrà essere ricordata come quella della scoperta dell&#8217;America</strong>.</p>
<h2>Oggi</h2>
<p>Torniamo ad oggi e possiamo notare che il disegno di dieci anni fa è cambiato notevolmente.</p>
<p><a href="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/08/3256031851_5b91c3c7a8_o.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-691" title="Social media" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/08/3256031851_5b91c3c7a8_o-540x405.jpg" alt="Social media" width="540" height="405" /></a></p>
<p><strong>Oggi, anche se hai un sito web nuovo sei invisibile in Internet!</strong></p>
<p>Prendiamo per esempio <a href="http://code.google.com/p/photodiary/" target="_blank">photoDiary,</a> una applicazione realizzata qualche anno fa dal mio studio per creare in modo semplice e veloce un proprio blog fotografico. La mia azienda non ha interesse ad arricchirsi con questa applicazione che infatti ha rilasciato in open-source&#8230; ma supponiamo per un attimo di sì.</p>
<p>photoDiary è praticamente invisibile. Come potreste trovarlo? Cercando su Google &#8220;photo blog&#8221;? Eh eh non scherziamo! Qualsiasi motore di ricerca al mondo non indicizzerebbe mai un nuovo sito web nei primi posti per queste parole chiave, troppo diffuse e abusate.<br />
Quindi che possiamo fare per raggiungere il nostro target, i blogger? Mettere una pubblicità in una rivista per blogger? Oops, i blogger non leggono riviste cartacee. Ok allora faremo pubblicità su blog famosi e frequentati! Oops, i blogger leggono i blog con gli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Feed_reader" target="_blank">RSS readers</a> che (normalmente) non mostrano pubblicità.<br />
Prendiamone atto: photoDiary è invisibile. Sì, ci sono un sacco di articoli apparsi su blog e portali che ne parlano ma non bastano a fargli spiccare il volo.</p>
<p><a href="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/08/2945559128_0a8871d33d_o.jpg"><img class="size-medium wp-image-690 alignleft" title="Sal sul carro dei social media" src="http://blog.webgriffe.com/wp-content/uploads/2009/08/2945559128_0a8871d33d_o-300x222.jpg" alt="Sal sul carro dei social media" width="300" height="222" /></a><strong>I giorni del &#8220;fai un sito e pubblicizzalo&#8221; sono finiti.</strong> È troppo costoso essere notati in un sistema in cui <a href="http://blog.webgriffe.com/web-search-marketing-mercato-gonfiato/" target="_blank">il search marketing è un mercato gonfiato</a>.<br />
I social media rimangono la sola via in cui photoDiary può prendere slancio: cerchiamo di capire il perché. Se <a href="http://www.problogger.net/" target="_blank">Darren Rowse</a> o <a href="http://www.copyblogger.com/" target="_blank">Brian Clark</a> ne parlano allora è visibile. Se raggiunge la prima pagina di <a href="http://digg.com/" target="_blank">Digg </a>è molto visibile. Una volta che è visibile, una volta che avrà molti link in entrata e molto traffico allora avremo la possibilità di iniziare ad utilizzare tutte le più dispendiose <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ottimizzazione_%28motori_di_ricerca%29" target="_blank">tecniche di SEO</a> per rimanere visibili il più a lungo possibile. Si parla di investimenti che hanno almeno quattro zeri. I social media sono invece gratuiti e rimangono l&#8217;unica strada per evitare rallentamenti e spese folli di denaro.</p>
<p><strong>I social media stanno cambiando le regole del mercato</strong>, proprio allo stesso modo in cui il web lo fece dieci anni fa. È tutto in movimento e ancora si può solo ipotizzare dove si stia andando, ma è chiaro che i tempi stanno cambiando e chi non salta sul treno alla svelta rischia di fare la fine della stampa.</p>
<h2>Esempi?</h2>
<ul>
<li>In un test portato a termine da <a href="http://www.bazaarvoice.com/" target="_blank">BazaarVoice</a>, Rubbermaid ha scoperto che pubblicare i pareri dei propri clienti <a href="http://www.bazaarblog.com/2009/03/09/rubbermaid-improves-customer-experience-through-ratings-reviews/" target="_blank">incrementa le vendite e diminuisce i resi</a> dei loro prodotti. Gli scettici sostenevano che i prodotti con giudizi negativi sarebbero rimasti invenduti. Invece è accaduto il contrario: i clienti che leggono i giudizi negativi non sempre sono d&#8217;accordo o non gli interessa quel particolare problema segnalato e se il prezzo è conveniente si rivela comunque un affare.</li>
<li><a href="http://fogcreek.com/" target="_blank">Fog Creek software</a> ha guadagnato milioni di dollari da FogBugz, un sistema di tracking dei bug. Ci sono centinaia di bug-tracking systems in commercio: gratuiti, economici, costosi, open-source, ma nonostante questo Fog Creek ha una grande visibilità e successo senza fare pubblicità. Come? Perché il fondatore, <a href="http://blog.webgriffe.com/tag/joel-spolsky/">Joel Spolsky</a>, ha realizzato un seguitissimo <a href="http://joelonsoftware.com/" target="_blank">blog sull&#8217;arte di scrivere software</a>. Ha anticipato i tempi; prima dell&#8217;avvento degli RSS notificava i propri lettori via e-mail quando uno nuovo era stato pubblicato e disponibile. È riconosciuto da tutti che senza questo approccio Fog Creek sarebbe rimasta una sconosciuta software agency come tante altre.</li>
<li>Nike ha permesso alle persone di <a href="http://nikeid.nike.com/" target="_blank">costruirsi e ordinare scarpe personalizzate</a> sul suo sito web. Gli scettici dicono che personalizzazioni troppo spinte possono fare aumentare notevolmente i costi di produzione e quelli progettuali e che le persone hanno bisogno di provare le scarpe prima di acquistarle. Sbagliato! Quando il sito venne pubblicato Nike creò dei negozi reali in cui era possibile fare la medesima cosa. Da questi negozi deriva ad oggi più del 25% delle entrate della Nike.</li>
<li>Sempre in tema scarpe anche <a href="http://zappos.com/" target="_blank">Zappos</a> vende scarpe in Internet. Il CEO Tony Hsieh è convinto che la loro leggendaria presenza in Twitter si riflette sulle vendite. Lui stesso ha anche scritto una <a href="http://twitter.zappos.com/start" target="_blank">guida a Twitter per principianti</a>. Lui sostiene ancora che Twitter e gli altri strumenti di comunicazione aperta sono <em>necessari</em> per una eccellente assistenza ai clienti; <a href="http://www.fastcompany.com/blog/alissa-walker/member-blog/tony-hsiehs-zapposcom" target="_blank">gli implegati sono istruiti su Twitter</a>. Zappos <a href="http://www.fastcompany.com/fast50_09/profile/list/zappos" target="_blank">ha fatturato 1 miliardo di dollari lo scorso anno</a> nonostante la recessione; è inutile negarlo&#8230; hanno colto nel segno.</li>
<li>Il sito <a href="http://marketing.fm/" target="_blank">Marketing.fm</a> che tratta di temi riguardanti marketing e tecnologia ha <a href="http://siteanalytics.compete.com/marketing.fm+marketing.com/?metric=uv" target="_blank">il doppio delle visite</a> del concorrente marketing.com. Uno ha un blog con utilissimi contenuti e servizi e uno no: indovinati chi!</li>
<li><a href="http://www.zeusjones.com/blog/2009/the-best-social-media-marketing/" target="_blank">Zeus Jones descrive altri 16 esempi di successo</a>.</li>
</ul>
<p><strong>Nei prossimi dieci anni ci saranno tanti altri casi come questi.</strong></p>
<p>Resteranno immutati gli attuali siti e social network? No.<br />
Saremo in grado di capire nell&#8217;immediato come utilizzarli nel modo migliore? No.<br />
Ci saranno nuovi strumenti tipo questi in futuro? Sicuro.</p>
<p>Ma oggi e nel futuro prossimo questa è la realtà dei fatti: <strong>dovete buttarvi dentro ai social media anche se non li capite!</strong></p>
<p>Se volete una spinta noi siamo qui ;-)<strong><br />
</strong></p>


<p>Articoli correlati:</h2><ol><li><a href='http://blog.webgriffe.com/il-successo-dei-social-media/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Il successo dei Social Media'>Il successo dei Social Media</a></li><li><a href='http://blog.webgriffe.com/social-media-revolution/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Social Media Revolution'>Social Media Revolution</a></li><li><a href='http://blog.webgriffe.com/la-radio-e-il-primo-vero-media-20/' rel='bookmark' title='Permanent Link: La radio è il primo vero media 2.0?'>La radio è il primo vero media 2.0?</a></li></ol></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/webgriffe/~4/jEkgVV-wkZo" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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