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	<title>Vinodaburde</title>
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	<description>icchec&#039;è di bono in Toscana da mangiare e icchè berci dietro</description>
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		<title>Il filo nero d&#8217;Italia, il Cabernet Sauvignon Tenuta San Leonardo, Il Pollenza e Tenuta San Guido: davvero parliamo di vitigno internazionale?</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Mar 2013 08:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gori</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Degustacene da Burde]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Cabernet e l&#8217;Italia rappresentano una lunga storia d&#8217;amore nata molto prima di quanto comunemente si pensi (leggete qui <a href="http://www.vinodaburde.com/storia_evoluzione_e_mercato_del_cabernet_sauvignon_in_italia_attilio_scienza_a_terre_da_cabernet/" target="_blank">un intervento di Attilio Scienza</a> in materia) e che in pratica solo da cinquant&#8217;anni a questa parte sta dando i primi entusiasmanti risultati al punto che il fatto di definirlo vitigno alloctono o forestiero in molti esempi è quasi difficile. <span id="more-17768"></span>Per discuterne e apprezzarne il valore abbiamo organizzato una degustazione da Burde con tre Cabernet da zone climi e vinificazioni molto diverse con <a href="http://www.sanleonardo.it/" target="_blank">Tenuta San Leonardo</a> dal Trentino, <a href="http://www.ilpollenza.it/" target="_blank">Il Pollenza</a> dalle Marche e il celebratissimo <a href="http://www.sassicaia.com/" target="_blank">Sassicaia</a> da Bolgheri.L&#8217;idea era seguirne il gradiente aromatico partendo da nord e da un clima comunque più simile a quello <span style="font-size: 13px;">bordolese per poi proseguire con una giovane (o quasi) realtà che punta in alto come il Pollenza del Conte Brachetti Peretti nelle Marche (sulla costa, versante adriatico) e infine il benchmark di ogni cabernet italiano ovvero il Sassicaia che si trova sulla cost</span></p>
<p><a style="font-size: 13px;" href="http://www.intravino.com/vino/tutti-gli-odori-del-cabernet-sauvignon/" target="_blank">Ricordiamo</a><span style="font-size: 13px;"> che almeno in termini di profumi si può analizzare il cabernet in questo modo:</span>a tirrenica quindi perfetto per provare e confrontare un territorio dal clima e influssi diversi.</p>
<p><img class="alignright" src="http://www.intravino.com/wp-content/uploads/cabernet_sauvignon1.jpg" alt="" width="345" height="350" /></p>
<div>
<ul>
<li>
Nord Italia: mirtillo nero, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rubus_chamaemorus" target="_blank">camemoro</a>, mora, confettura di ciliegia, caffè, anice, rabarbaro, pepe, balsamico</li>
<li>Centro Italia sul mare: ribes rosso e lampone, rosa canina, elicriso (macchia mediterrea), mirto, eucalipto, cisto, ferro</li>
<li>Campania: mirtillo e fragola, humus e caprifoglio, prugna, lavanda, pepe e cannella, cuoio, tabacco</li>
<li>Sicilia e isole: fragola e lampone, mirtillo e pepe rosa, rosmarino ed eucalipto, salvia, oliva, anice, tabacco, rabarbaro</li>
</ul>
<p>Ecco qui nei video un esempio di cabernet del nord (Tenuta San Leonardo con lo straordinario 2006)</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/FHCLN0zPgX8?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Qui dal centro (ma con clima più simile al meridione per certi aspetti) ovvero Il Pollenza</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/bjaKTfsDCNc?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>E infine dalla Toscana (Tirreno e clima mite centrale) il Sassicaia:</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/azEDKSMJbhk?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il filo nero del cabernet scopre e definisce territori unici particolari e diversi tra loro e spesso finisce anche con l&#8217;aiutare l&#8217;epressione di altri vitigni se necessario, è davvero difficile trovare un paese al mondo dove operi con tanta differenza di sensazioni gustativa ma anche uniformità di risultati, spesso eccellenti. Soprattutto adesso che non viene piantato ovunque per ammorbidire o ingentilire presunti vini italiani rustici inadatti a gusti internazionali, i pochi cabernet rimasti giocano un campionato molto particolare, di nicchia ma anche molto importante per mostrare all&#8217;estero quanto il nostro territorio sia vocato e straordinario.</p>
<p>Quasi come se il cabernet in fondo fosse una specie di lingua franca del vino che da un lato tutti capiscono ma che consente allo stesso tempo di far capire a critici ed esperti se un territorio è in grado di produrre vini di rango internazionale oppure no. Per fortuna l&#8217;Italia è tra questi e se a questo aggiungiamo la miriade di grandissime altre produzioni di qualità ma più di nicchia si capisce che produrre grandi Cabernet in Italia paraddossalmente permette anche di vendere e far conoscere più i nostri autoctoni.</p>
</div>
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		<title>Chardonnay Toscana IGT 2010 Capannelle</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Mar 2013 09:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gori</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Difficile parlare di uno Chardonnay toscano importante e costoso come questo senza farsi influenzare dalla retorica del momento che vede varietà come questa, perdipiù affinate in legno, come il male assoluto. Se invece si riesce a bere senza paraocchi è un vero godimento fatto di note tropicali agrumate e di frutta gialla piene decise ma mai surmature il tutto bilanciato sia al naso che al palato da note sapide, minerali e ferrose classiche del territorio chiantigiano. <span id="more-17382"></span>Un vino completo, equlibrato e bevibilissimo che si trova a suo agio su tante preparazioni e salumi. Da noi è un must sulla ribollita profumata e intensa di stagione ma anche su carne bianca al forno sa dir la sua eccome.</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/gT-ug_UmtdI?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>God Save the Wine al Kome, un grande successo e tante scoperte di abbinamenti insospettabili con William Sato</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 08:05:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gori</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Doppia festa per la nuova proposta a tema di God Save The Wine  (<a href="http://www.flickr.com/photos/burde/sets/72157632875507931/" target="_blank">qui le foto</a>) ovvero il successo del laboratorio di abbinamenti esotici e l&#8217;esordio come sushiman al Kome, il più antico ristorante giapponese in attività e anche quello più in vista, di William Sato di origini giapponesi ma brasiliano di nascita. Un curioso mix di nazionalità che significa creatività e rigore allo stesso tempo, ieri al servizio dei nostri abbinamenti dallo Champagne al Negroamaro pugliese passando per Amarone, Acquavite d&#8217;Uva, Prosecco e tanta Toscana con Chianti e Montepulciano sugli scudi.<span id="more-17728"></span></p>
<p>Ecco la sua presentazione in un video girato ieri sera durante la serata:</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/IL_YT_Obml0?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E qui come sempre sul gruppo <a href="https://www.facebook.com/groups/godsavethewine/?fref=ts" target="_blank">Facebook</a> e su <a href="http://www.flickr.com/photos/burde/sets/72157632875507931/" target="_blank">Flickr!</a> tutte le foto della serata, presto online sul nostro canale i video!</p>
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		<title>Vernaccia di San Gimignano e Rebula Slovena Brda, vitigni, stile e territori a confronto</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2013 08:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gori</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 13px;">Per quest&#8217;anno Giancarlo Gariglio, curatore della guida dei vini Slow Wine, decide di abbandonare la gettonatissima Francia e di portare nella città delle torri la Ribolla, anzi la Rebula dalla vicina Slovenia, della denominazione Goriska Brda. Due vitigni accumunati dal territorio integro puro e molto bio e soprattutto due vitigni assolutamente non aromatici il cui mosto fiore rischia è neutro senza una accurata gestione delle bucce. E soprattutto due vitigni che giocano le proprie chance nei confronti di consumatori con la loro mineralità, sapidità e capacità di rimanere lievi ma utili alla tavola pur non disdegnando interpretazioni più importanti grazie alla loro duttilità.<span id="more-17642"></span></span></p>
<p>A rappresentare la Vernaccia di San Gimignano presenti le aziende Cesani, Fontaleoni, Il Colombaio di Santa Chiara, Il Palagione, Montenidoli e Poderi del Paradiso, mentre a parlare delle loro Goriska Brda Rebula, saranno i produttori delle aziende Blazic, Kristancic, Cantina Goriska Brda, Jakoncic, e Valter Sirk con le loro Rebula da uve fresche e non macerate (massimo un giorno).</p>
<p><a href="http://www.vinodaburde.com/wp-content/uploads/2013/02/rebula-san-gimignano1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-17644" title="rebula san gimignano" src="http://www.vinodaburde.com/wp-content/uploads/2013/02/rebula-san-gimignano1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><br />
Introduce Fabio Giavedoni e ci parla del Brda:</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/U6e5YThLWjE?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Fabio Giavedoni e la Ribolla<br />
In pratica Brda è una parte del Collio Friulano, in realtà non sono separabili, un unicum geografico geologico e anche in parte climatica, una sacca (30%) di Brda che entra in Italia e diviene Collio che è molto più piccola appunto della Brda slovena. 4 generazioni e 4 nazionalità, ma divisione solo sulla carta, non nel terroir. Zona di Malvasia ma è più istriana, friulano troppo italiano quindi legame più stretto è ribolla, rebula e da uve fresche, non macerate che pure sono molto diffuse. Vitigno molto duttile che da&#8217; rese limitate o grandissime, vini da battaglia e da pregio, sapidi e fini o grassi e opulenti. Succo in realtà è piuttosto neutro quindi la tentazione di usare le bucce è capibile.<br />
Zona contadina molto bella e ricca, agricoltura non è stata sopraffatta da industrie e cementificazione, grande integrità storica . Terreno caratterizzato da ponca, suolo povero in sostanza organica.<br />
Giancarlo Gariglio ribadisce somiglianza con Rebula nel fatto che anche la Vernaccia di per sé è neutra come vitigno quindi limite a produttività è fondamentale anche qui. Poi si tratta di vini economici e dal bel rapporto qualità prezzo. Differenza è acidità maggiore di ribolla e buccia è molto diversa, molto più spessa in ribolla. Come clima non è più freddo di San Gimignano anche se sembra, mare molto vicino in Brda (40 km).</p>
<p><strong>Goriska Brda Rebula 2011 Blazic<img class="alignright" src="http://farm9.staticflickr.com/8250/8486292364_ed699f9977_m.jpg" alt="" width="180" height="240" /></strong><br />
Sul vecchio confine italo-sloveno, un giorno di macerazione su questo vino ma snniente eccessi. Giallo dorato e sontuoso, naso dolce e carnoso, pesca e canfora, bocca gessosa e solare, fine e sapida 84<br />
<strong><img class="alignleft" src="http://farm9.staticflickr.com/8529/8486289486_d1f5cae94c_m.jpg" alt="" width="180" height="240" />Goriska Brda Rebula 2011 Kristancic</strong><br />
Floreale bianco tiglio e gelsomino squillanti, note iodate e ferrose, bocca molto rocciosa, sfaccettata con agrumi che prendono la scena, vino tagliente ed elegantissimo con poche concessioni all&#8217;idea di ribolla grassa e fruttatissima che va per la maggiore 87<br />
<strong>Goriska Brda Rebula 2011 Quercus Cantina Goriska Brda<img class="alignright" src="http://farm9.staticflickr.com/8532/8485195027_9d21c295ed_m.jpg" alt="" width="180" height="240" /></strong><br />
Delicata ma insistente, agrumata, traccia sapida che rimane a lungo nel palato, mela golden e ginestra, bocca dal notevole equilibro con un bell&#8217;estratto ben bilanciato da freschezza e sapidità. 83<br />
<strong>Goriska Brda Renula 2011 Jakoncic</strong><br />
Frutto e passionalità, ricca , limone e sale, carcadè e note quasi rosse di ribes, bocca molto decisa dalla sapidità importante che copre quasi l&#8217;acidità, dura ma calda, bel contrasto che appassiona, finale di mandarino 86<br />
<strong></strong></p>
<p><strong><img class="alignleft" src="http://farm9.staticflickr.com/8232/8486281688_a87806280e_m.jpg" alt="" width="180" height="240" />Goriska Brda Rebula 2011 Valter Sirk</strong><br />
Naso delicato e floreale con note anche molto belle di pesca gialla e albicocca, note ferrose e sapide poi anche senape e zafferano, bocca molto ricca e penetrante, pesca bianca e note quasi rosse di fragola non matura, finale sapido e agrumato di arancio giallo. 88</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Vernaccia di San Gimignano Biscondola Poderi del Paradiso 2011<img class="alignright" src="http://farm9.staticflickr.com/8389/8486309160_da35bb4555_m.jpg" alt="" width="180" height="240" /></strong><br />
Da vigna molto elevata, un cru aziendale separato per raccolto e vinificazione. Camomilla e tiglio, lieve rafano e erbe aromatiche, bocca molto fresca e allegra, mandarino tardivo e menta, sapida e ricca con nota evoluta intrigante 86</p>
<p><strong><img class="alignleft" src="http://farm9.staticflickr.com/8111/8485206347_0dd78e656d_m.jpg" alt="" width="180" height="240" />Vernaccia di San Gimignano Vigna Casanuova 2010 Fontaleoni</strong><br />
Molto vicini a Certaldo, vigneti su tre corpi principali, 5 ettari sotto le mura in pratica ad Est, 10 ettari a Sud e altri 15 a Ovest, si può avere mix in annate estreme. Casanuova è a Nord e guarda Certaldo a 320 metri, medio impasto leggero sabbioso e anche molto tufo e argilla sparsa, buona presenza di calcare. Vigneto ha 23 anni, sesto d&#8217;impianto vecchio stile. Note di gelsomino e fior di pesco, ribes bianco, bocca molto sapida e fresca quasi pungente, di sicuro in evoluzione ma che si allarga bene tra arancio ed erbe aromatiche. 84</p>
<p><strong>Vernaccia di San Gimignano Campo della Pieve 2010 Colombaio di Santa Chiara <img class="alignright" src="http://farm9.staticflickr.com/8379/8486300958_2ee40c3808_m.jpg" alt="" width="180" height="240" /></strong><br />
Dal 2002, con Alessio studente di enologia che affianca padre in campo, in zona verso Volterra, sud ovest, vigneti tra 320 e 400 mt, questo viene da zona molto alta, vigneto a parte con tanta escursione termica, espressione semplici ma un anno e mezzo sui lieviti, cerchiamo sempre di raccogliere vicino a Ottobre. Stuzzicante d&#8217;incenso, zafferano e fiori di robinia, nota calda tropicaleggiante con notè fumè quasi da riesling appena evolute. bocca compatta e sapida, divertente e di grande soddisfazione ci immaginiamo a tavola 91</p>
<p><strong><img class="alignleft" src="http://farm9.staticflickr.com/8515/8486303598_77876f66d8_m.jpg" alt="" width="180" height="240" />Vernaccia di San Gimignano Riserva Ori 2010 Il Palagione</strong><br />
Vendemmia dal 15 al 20 settembre, biologico quasi sempre, dal territorio più meridionale quasi ai confini con PisaRicca e sfaccettata, molto sapida già al naso, menta e arancio giallo, bocca aromatica leggera ma larghissima che abbraccia e tonifica, chiude lieve ma elegantissima 90</p>
<p><strong>Vernaccia di San Gimignano Fiore 2009 Montenidoli<img class="alignright" src="http://farm9.staticflickr.com/8532/8485215187_9440398f1f_m.jpg" alt="" width="180" height="240" /></strong><br />
Dai 300 fino ai 550, monte dei nidi di uccelli, grande ricchezza di fossili molluschi e crostacei che hanno poi dato questa terra così particolare. La Vernaccia è rosso dei bianchi, fa quello c he vuole, basta vinificarla in maniera diversa. Fiore è mosto fiore appunto in acciaio fino ad agosto anno successivo. Fine agosto per imbottigliare, momento in cui tutto finisce e si blocca con calore. Vino naturale se ce n&#8217;è uno, abbandonato quindi niente chimica mai stata in questo terreno. Intenso e aromatico di anice e finocchio e agrumi, spezia orientale e pesca gialla, in bocca ha nerbo e spessore e tanta succulenta, finale sapido e di arancio giallo. 88</p>
<p><strong><img class="alignleft" src="http://farm9.staticflickr.com/8389/8486309160_da35bb4555_m.jpg" alt="" width="180" height="240" />Vernaccia di San Gimignano Sanice 2009 Cesani</strong><br />
Vendemmia sempre tardiva su questo vino, cerchiamo concentrazione e finezza sopra ogni altro aspetto, idea di vernaccia alternativa che cerca proprio questa idea di vino staccandosi di proposito dall&#8217;idea di vino sapido sassoso e magro che in genere è la Vernaccia. Il naso cupo e dark con pepe nero , arancio quasi rosso, bocca con tanta materia e struttura, dolce e sassoso, ritorni di ginestra pesca e frutto della passione. Finale molto persistente e carnoso 93</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Spaghettone alla Salsiccia di Cinta Senese</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Feb 2013 10:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolo gori</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Cavolo nero, fagioli, salsiccia di cinta senese&#8230;insomma tutto quanto ci può capitare di trovare in dispensa in questi mesi di fine inverno in Toscana. Ecco quindi una ricetta per gustarli al meglio e al contempo usare la fantastica consistenza degli Spaghetti Fabbri. Seguite la nostra video ricetta andata in onda ieri su Italia7 ad Aspettando il TG con Annamaria Tossani. Buono spadellamento!<span id="more-17707"></span><!--more--><!--more-->Ingredienti:</p>
<p>Spaghettoni Fabbri (cottura 18 minuti)</p>
<ul>
<li><span style="font-size: 13px;">Salsicce di Cinta Senese (noi usiamo quelle di Renieri ma potete scegliere la vostra preferita!)</span></li>
<li><span style="font-size: 13px;">Cipolla Rossa</span></li>
<li><span style="font-size: 13px;">Fagioli</span></li>
<li><span style="font-size: 13px;">Aglio </span></li>
<li><span style="font-size: 13px;">Rosmarino</span></li>
<li><span style="font-size: 13px;">Cavolo nero</span></li>
<li><span style="font-size: 13px;">Vino Bianco (noi abbiamo usato Vernaccia di San Gimignano ma va bene qualsiasi basta non sia troppo intenso e profumato)<!--more--></span></li>
<li><span style="font-size: 13px;">Zucchero di Canna </span></li>
</ul>
<p><a href="http://www.vinodaburde.com/wp-content/uploads/2013/02/ricetta_spaghetto-cinta-senese.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-17708" title="ricetta_spaghetto cinta senese" src="http://www.vinodaburde.com/wp-content/uploads/2013/02/ricetta_spaghetto-cinta-senese.png" alt="" width="409" height="332" /></a></p>
<p>ecco il video:</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/ELIRIWKIBRo?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Buon lavoro!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Brunello di Montalcino 2008, i miei assaggi e il mio parere sull&#8217;annata</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Feb 2013 08:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sempre più campioni in assaggio a Montalcino tanto che su Intravino abbiamo dovuto spessare in due parti (prima parte e seconda parte) la serie di note e valutazioni al volo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre più campioni in assaggio a Montalcino tanto che su Intravino abbiamo dovuto spessare in due parti (<a href="http://www.intravino.com/grande-notizia/anteprime-toscane-2013-il-brunello-di-montalcino-2008-prima-parte/" target="_blank">prima</a> parte e <a href="http://www.intravino.com/grande-notizia/anteprime-toscane-2013-il-brunello-di-montalcino-2008-seconda-parte/" target="_blank">seconda</a> parte) la serie di note e valutazioni al volo sui campioni presenti. Come ogni anno, un piacere e al contempo una certa fatica che porta a conclusioni mai definitive ma certamente capaci di dare qualche indicazione sull&#8217;annata.<span id="more-17712"></span><!--more-->Annata 2008 che secondo me conferma quasi le 4 stelle in maniera sorprendente rispetto alle attese della vigilia e che soprattutto lascia ben sperare per i prossimi anni visto anche i tanti giovani produttori presenti.</p>
<p><a href="http://www.intravino.com/grande-notizia/anteprime-toscane-2013-il-brunello-di-montalcino-2008-prima-parte/" target="_blank">Assaggi Brunello di Montalcino 2008 parte uno</a></p>
<p><a href="http://www.intravino.com/grande-notizia/anteprime-toscane-2013-il-brunello-di-montalcino-2008-seconda-parte/" target="_blank">Assaggi Brunello di Montalcino 2008 parte due</a></p>
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		<title>Charles Heidsieck Brut Rosè Reserve</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Feb 2013 09:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gori</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un rosato particolarmente delicato e suadente, dal colore pallido ma sereno e appagante. Ottenuto con quasi il 20% di vin de Reserve (di cui 6% vino rosso) ha naso che stuzzica tra ribes rosso melograno cipria e floreale delicato, note balsamiche e anche tanta pasticceria tra crema, vaniglia e pan briosciato. <span id="more-17598"></span>Bocca che non tradisce gli zuccheri presenti e che si rivela equilibrata e leggiadra con un finale non scontato e di lunga persistenza.</p>
<p>Grandissimo su salumi profumati e tartine al cinghiale, non solo sui crostacei!</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/XnO-NNM3MIk?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Chenin blanc, il miglior vino per la cucina giapponese? Scopriamolo il 27 febbraio al Kome a Firenze per God Save The Wine</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Feb 2013 09:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gori</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Difficile trovare un vitigno che come lo Chenin Blanc possa dare al contempo grandi vini spumanti, vini giovani e beverini, vini di struttura e da invecchiamento e anche alcuni tra i più straordinari vini dolci che vengano prodotti sulla Terra. Questo piccolo grande miracolo avviene ogni anno in Francia nella zona che i più conoscono per i famosi “Chateau” della Loira. E’ (anche) per questo che qui non ci sono gli “Chateau” che fanno vini come a Bordeaux ma i Domaines di cui ne incontrete quattro tra i più significativi durante la nostra serata del 27 febbraio al Kome per God Save the Wine. <span id="more-17409"></span>Sono vini che nascono per la tavola, di qualunque cucina si tratti: ne parliamo a fondo con Simone Morosi di Cave des Pyrene, lungimirante e coraggioso importatore italiano di vini di territorio.</p>
<p><strong>Quale è la caratteristica principale per creare un abbinamento riuscito? Si parte dal piatto o dal vino?<a href="http://www.vinodaburde.com/wp-content/uploads/2013/01/pescara-001.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-17411" title="les caves de pyrene logo vino inside" src="http://www.vinodaburde.com/wp-content/uploads/2013/01/pescara-001-146x300.jpg" alt="" width="146" height="300" /></a></strong><br />
La grande cucina ha bisogno di un grande Sommelier per emozionare il palato, nella vita di tutti i giorni -invece-  la miglior regola dell&#8217;abbinamento è lasciarsi stupire. Aggiriamo benevolmente i classici dettami e regaliamoci la voglia di decifrare aromi che stimolano la curiosità. L&#8217;appassionato di cibo farà ruotare molti diversi piatti attorno ad un unico vino e l&#8217;appassionato di vino stapperà champagne, chenin, e pinot nero su una buona pizza. L&#8217;importante è creare picchi di godimento al palato</p>
<p><strong>Teoria degli abbinamenti ed esagerazioni: esiste davvero l abbonamento perfetto? Facci un esempio con un tuo vino e un piatto, esotico o italiano</strong><br />
Prima dell&#8217;abbianmento perfetto dovremmo ricercare i prodotti perfetti o per meglio dire migliori. I grandi abbinamenti che mi hanno maggiormente colpito usufruivano di una materia prima di partenza eccezionale, non obbligatoriamente cara ma di  qualità certà. Direi che, molto filosoficamente, l&#8217;abbinamento perfetto è la continua sperimentazione condotta con alti prodotti e una giusta esperienza. Lo scorso anno ho potuto apprezzare dei Riesling con zucchero svolto abbinato a dei dolci non dolci, come degli chenin con residuo zuccherino abbinati a tortelli con ripieno dolce. Stupefacente e memorabile  un piatto di benvenuto di un noto ristorante torinese abbinato all&#8217; Americano Cocchi.</p>
<p><strong>Abbinamento musicale, un tuo vino e una canzone che ne sottolinea una caratteristica fondamentale</strong><br />
Nella domanda è già compresa la risposta: la MUSICA è l&#8217;abbinamento musicale perfetto per qualsiasi vino e piú nello specifico la musica di qualità è l&#8217;abbinamento ideale per un vino di qualità. Un magnifico Stan Getz con il suo Sax definito sarà compagno perfetto per un&#8217;elegantissimo Pinot Nero borgognotto, Rachmaninov puó andare a braccetto con l&#8217;aristocratica bevibilità di un Sangiovese Grosso della nostra amata Montalcino, per un Nebbiolo delle Langhe trovo come abbinamento migliore il vocal Jazz musicalissimo e muscoloso di Kurt Elling, il miglior cantante in circolazione da diversi anni.</p>
<p>Prince è invece il magnifico sottofondo per I nostri Chenin Blanc: la sua chitarra è stridente e tagliente come l&#8217;acidità che li caratterizzano, il suo ritmo funky sincopato e preciso corrisponde al perfetto ritmo che i nostri danno al palato durante la cena o la degustazione, la personalità ma al tempo stesso la godibilità che entrambi mi regalano mi fanno pensare che questo sia l&#8217;ABBINAMENTO PERFETTO</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/DEne4AoX_RU?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong><strong><br />
</strong></strong></p>
<p><strong><strong><br />
Vini in degustazione<br />
</strong></strong></p>
<ul>
<li dir="ltr">Savannières &#8220;Arena&#8221; 2011 &#8211; Domaine René Mosse</li>
<li dir="ltr">Anjou Blanc &#8220;Rouchefer&#8221;2011 &#8211;  Domaine René Mosse</li>
<li dir="ltr">Vouvray &#8220;La Dilettante&#8221; 2001 &#8211;  Domain Breton</li>
<li dir="ltr">Saumur Blanc &#8220;L&#8217;Insolite&#8221; 2011- Domaine de Roches- Neuves</li>
</ul>
<p><strong id="internal-source-marker_0.6231003950815648"><br />
</strong>Les Caves de Pyrene<br />
C.so Susa 22/a<br />
10098  Rivoli  ( TO )<br />
Telefono: 0173 290886 – Fax: 0173 380725<br />
e-mail:info@lescaves.it</p>
<p>http://lescavesdepyrene.blogspot.it/</p>
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		<title>Brunello di Montalcino Riserva 2007: la visione dei critici italiani e stranieri e Leonardo Romanelli</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2013 16:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gori</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Rispetto all&#8217;annata 2008 più concordia nei giudizi sulla Riserva 2007 giudicata molto buona, elegante e complessa da molti critici anche se anche qui è mancata l&#8217;unanimità di giudizi positivi come era successo per la grandissima Riserva 2006. Di certo un&#8217;annata da valutare con più pazienza rispetto alla 2006&#8230;<span id="more-17696"></span><!--more--><!--more-->Ecco qui in successione alcuni pareri di critici italiani come la Riserva 2007 che secondo alcuni critici italiani presenti a Benvenuto Brunello presenta una &#8220;maturazione lineare delle uve&#8221; per Daniel Thomases de I Vini di Veronelli, offe &#8220;vini complessi e ricchi&#8221; per Giancarlo Gariglio di Slow Wine, svela &#8220;maturità e pienezza di bell&#8217;equilibrio&#8221; per Antonio Boco di Gambero Rosso, ha &#8220;punte di straordinario valore&#8221; per Daniele Cernilli di Doctor Wine e &#8220;conferma le impressioni sulle annate 2007&#8243; per Paolo De Cristofaro di Gambero Rosso.</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/fXxrYTlwg2w?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Qui alcuni illustri pareri &#8220;esteri&#8221; , Monica Larner (Wine Enthusiast) &#8220;amo la Riserva 2007&#8243;, la Riserva 2007 per Walter Speller (Jancisrobinson.com) &#8220;avrà un grande successo sul mercato&#8221; e per Walter Tommasi (Freelancer) &#8220;ha una buona struttura&#8221;. Per Tomoko Ebisawa (Vinotheque)&#8221;the standar of the quality for Riserva 2007 is very good&#8221; e per Tim Atkin (Freelancer Wine Writer) &#8220;the quality is extremely good&#8221;.</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/winlLTga0wY?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>E infine il &#8220;nostro&#8221; Leonardo Romanelli dopo la prima giornata di assaggi tutta dedicata alle Riserve 2007:</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/zJFh8XR_uno?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il sabato del villaggio di Montalcino, Mattonella 2012 di Cruciani e premi Leccio d&#8217;Oro a Osteria Brunello, La Mozza LA e Enoteca Cortina</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2013 11:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gori</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il sabato di <a href="http://www.brunello.tv/?cat=27" target="_blank">Benvenuto Brunello</a> è sempre il giorno dei premi e delle celebrazioni quest&#8217;anno non certo aiutati dal tempo clemente che ha ben visto di nevicare proprio nel momento topico della posa della mattonella. Mattonella molto giovane e trendy grazie al coinvolgimento del marchio Cruciani alla ribalta da ormai almeno due anni grazie ai braccialetti in macramè che sono diventati in breve un oggetto di culto. <span id="more-17692"></span>E promette di diventare ancora più oggetto di collezionismo il braccialetto distribuito ai giornalisti, ospiti e produttori realizzato ad hoc per l&#8217;occasione con i grappoli d&#8217;uva.</p>
<p><iframe width="500" height="281" src="http://www.youtube.com/embed/xNzzuLjUwuM?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Per quanto riguarda l’assegnazione dei premi Brunello Leccio d’Oro 2013, conferiti dal Consorzio ai locali<br />
che hanno la Carta dei Vini con una gamma ampia e rappresentativa di vino Brunello e degli altri vini di<br />
Montalcino, quest’anno il riconoscimento è andato all’OSTERIA MOZZA di Los Angeles per la categoria<br />
ristoranti, all’ENOTECA CORTINA di Cortina D’Ampezzo per quella enoteche e all’OSTERIA BRUNELLO di<br />
Milano per la categoria osterie.</p>
<div id="attachment_17694" class="wp-caption aligncenter" style="width: 622px"><a href="http://www.vinodaburde.com/wp-content/uploads/2013/02/tunde-premiata.jpg"><img class="size-full wp-image-17694" title="Tunde Pecsvari Osteria Brunello Milano" src="http://www.vinodaburde.com/wp-content/uploads/2013/02/tunde-premiata.jpg" alt="" width="612" height="612" /></a><p class="wp-caption-text">Tunde Pecsvari Osteria Brunello Milano</p></div>
<p>L’Osteria Mozza di Los Angeles (www.osteriamozza.com/LA/home.cfm ), che fa parte del Mozza Restaurant<br />
Group e conta locali in tutto il mondo, è stata creata da Nancy Silverton, Joe Bastianich e Mario Batali,<br />
quest’ultimo già premiato con il Leccio nel 2000 per l&#8217;osteria Babbo di New York. Al centro del raffinato ed<br />
elegante ristorante losangelino si trova il bar “Mozzarella”, in cui una vasta gamma di prodotti freschi come<br />
mozzarella, burrata e stracciatella sono preparati e serviti ogni giorno.</p>
<p>L’Enoteca Cortina (www.enotecacortina.com) nasce a Cortina d’Ampezzo nel 1965 ed è gestita da Rita e<br />
Gerolamo (Gerry) Gaspari. Offre un&#8217;accurata selezione dei migliori vini italiani e stranieri ed è diventata nel<br />
tempo una tappa obbligata dei visitatori della località.</p>
<p>L’Osteria Brunello (www.osteriabrunello.it) sorge nel cuore della movida milanese, nella zona pedonale di<br />
corso Garibaldi. I piatti offrono il meglio della cucina toscana tradizionale, di impronta tipicamente senese,<br />
con qualche piatto lombardo come &#8220;ospite d&#8217;onore&#8221;. La carta dei vini è molto ampia e offre una panoramica<br />
nazionale, con particolare attenzione ai grandi rossi toscani e ai brunelli.</p>
<p>La giuria che ha scelto i locali è composta, come di consueto, dal Presidente del Consorzio Fabrizio Bindocci<br />
e dai componenti del Comitato di presidenza Donatella Cinelli Colombini, Marco Cortonesi, Giancarlo<br />
Pacenti, e dagli esperti Allan Bay, illustre giornalista nel settore enogastronomico e collaboratore del<br />
Corriere della Sera per cui cura la rubriche &#8220;Vivi Milano&#8221;; l’enogastronoma e scrittrice di libri sul cibo per il<br />
mercato USA Faith Willinger; il Presidente dell’Associazione Italiana Sommelier</p>
<p>&nbsp;</p>
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