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	<description>teo ambrogio along a side of the web</description>
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		<title>Eliminarsi definitivamente da facebook?!</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 16:54:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teo Ambrogio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
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		<category><![CDATA[facebook cancellarsi eliminare profilo]]></category>

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Con l&#8217;aumentare di nuovi iscritti a Facebook, comincia a crescere anche la richiesta di cancellazione o disattivazione di un profilo, specialmente perché l&#8217;operazione si rivela di difficoltà inversamente proporzionale alla facilità con cui ci si può iscrivere! Ebbene sì, è praticamente impossibile cancellare le nostre informazioni da Facebook, anche se ci sono dei metodi che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.teoambrogio.it/public/website/wp-content/uploads/2009/02/thief-facebook.jpg" alt="Facebook non elimina mai i dati di un profilo" /><br />
Con l&#8217;aumentare di nuovi iscritti a Facebook, comincia a crescere anche la richiesta di cancellazione o disattivazione di un profilo, specialmente perché l&#8217;operazione si rivela di difficoltà inversamente proporzionale alla facilità con cui ci si può iscrivere! Ebbene sì, è <strong>praticamente impossibile cancellare </strong>le nostre informazioni da Facebook, anche se ci sono dei metodi che ci permettono non solo di disattivare il profilo, ma anche di non poterci mai più accedere.</p>
<p>Girovagando in rete la classica risposta ad una domanda del tipo &#8220;<em>Come faccio a cancellarmi da Facebook?</em>&#8221; è quella di andare a <em>Impostazioni -&gt; Impostazioni account -&gt; Disattiva</em>. Ciò rende la provvisoria invisibilità agli occhi di tutti del nostro profilo: scompariamo cioè dalle ricerche di facebook, dalla lista dei contatti amici, insomma è come se non esistessimo davvero. Ma l&#8217;account è in realtà solamente disattivato. Basterà infatti riattivarlo e torneremo visibili con gli stessi dati di prima.</p>
<p><strong>Esistono due soluzioni </strong>che sembrano <strong>cancellarci davvero definitivamente</strong> dal social network, una sfruttando un espediente, ovvero la creazione di un nuovo account che va a sovrascrivere quello esistente (ma vedremo che non è proprio così), la seconda più brutale che promette di cancellare tutto se non ci accediamo per 14 giorni.</p>
<p>Ecco <strong>la prima</strong>, consigliata da <a target="a_blank" href="http://www.gekissimo.net/2008/10/cancellare-account-facebook.html">Gekissimo.net</a> (quasi omonimo del più famoso <a target="a_blank" href="http://www.geekissimo.com/">Geekissimo.com</a>):</p>
<p>1. Supponi di essere iscritto a Facebook con l&#8217;indirizzo email pippo@pippo.com<br />
2. Disattiva l&#8217;account da <em>Impostazioni -&gt; Impostazioni account -&gt; Disattiva</em><br />
3. Registrati a Facebook con un altro indirizzo email, ad esempio pluto@pluto.com<br />
4. Accedi e vai a <em>Impostazioni -&gt; Impostazioni account -&gt; Indirizzo e-mail di contatto</em>, e aggiungi come &#8220;Indirizzo email di contatto&#8221; quello del punto 1, ovvero pippo@pippo.com.<br />
5. Ti verrà inviata una mail a pippo@pippo.com, clicca sul link di conferma che Facebook ti invierà e il gioco è fatto</p>
<p>Così facendo non c&#8217;è più modo di ottenere il vecchio profilo. La verità è che <strong>un&#8217;operazione di questo tipo, modifica solamente il &#8220;puntatore&#8221; di accesso </strong>DAL profilo che volevamo cancellare AL nuovo. Provo a spiegarmi con una &#8220;rozza&#8221; figura:<br />
<img src="http://www.teoambrogio.it/public/website/wp-content/uploads/2009/02/facebook_deleting.png" alt="schema login a facebook" /><br />
Il &#8220;prima&#8221; mostra i due puntatori dei login a due profili differenti; il &#8220;dopo&#8221; mostra invece come il primo box di login punti al secondo profilo, non più al primo. La cosa più importante da notare però è che <strong>le informazioni del primo profilo non scompaiono affatto</strong>, sono semplicemente irraggiungibili!</p>
<p>Viene in soccorso allora una <strong>seconda soluzione</strong>, ovvero un <a target="a_blank" href="http://www.facebook.com/help/contact.php?show_form=delete_account">link</a> che ci indirizza ad una pagina di facebook in cui ci viene promesso (in inglese) che il nostro account verrà definitivamente cancellato. Confermando, ci viene detto che per 14 giorni non dovremo rientrare, altrimenti il profilo verrà riattivato. Tale link sembra non essere mostrato in alcun punto di Facebook, ma solo girovagando nelle guide inglesi in rete.</p>
<p>Importante sottolineare come anche questo secondo metodo in realtà non ci dà <strong>garanzia alcuna </strong>che le nostre informazioni vengano effettivamente cancellate dai server di facebook. Vi rimando infatti a <a target="a_blank" href="http://facebookmania.net/2009/01/27/facebook-vende-i-miei-dati/">quest&#8217;articolo</a> e <a target="a_blank" href="http://attivissimo.blogspot.com/2009/02/facebook-vende-i-vostri-dati-ai.html">questo</a> che illustrano un panorama che molti tuttora sottovalutano, ovvero la possibilità di vendita da parte di facebook a terzi delle nostre informazioni per fini principalmente pubblicitari.. questa è un&#8217;altra storia, ma sarebbe davvero il caso di rifletterci su&#8230;</p>
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		<title>Fabrizio De André, dieci anni dopo</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jan 2009 03:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teo Ambrogio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Current events]]></category>
		<category><![CDATA[Music]]></category>

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L&#8217;11 gennaio di dieci anni se ne andava Fabrizio De André. La trasmissione televisiva “Che tempo che fa“, condotta da Fabio Fazio, ha lanciato un’iniziativa a tutte le radio italiane: trasmettere in contemporanea una canzone del cantautore genovese. La canzone, scelta da Dori Ghezzi, è Amore Che Vieni, Amore che Vai ed andrà in onda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.faberband.it/Immagini/fabrizio_de_andre_concerto_2.JPG" alt="Fabrizio De André" /><br />
L&#8217;11 gennaio di dieci anni se ne andava Fabrizio De André. La trasmissione televisiva “Che tempo che fa“, condotta da Fabio Fazio, ha lanciato un’iniziativa a tutte le radio italiane: trasmettere in contemporanea una canzone del cantautore genovese. La canzone, scelta da Dori Ghezzi, è <strong>Amore Che Vieni, Amore che Vai </strong>ed andrà in onda tra le 22.40 e le 22.50 su un centinaio di radio italiane. Tra i network più importanti che hanno aderito all’iniziativa ci sono Radio Rai, Radio Deejay, Rtl 102.5, Radio Italia e tante altre.<br />
[youtube]http://it.youtube.com/watch?v=1xzCiHV2zXs[/youtube]<br />
Grazie a <a target="_blank" href="http://www.terronista.com/ricordando-fabrizio/">terronista</a> per l&#8217;iniziativa tra blog.</p>
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		<title>Per i nostalgici del 56k&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 16:26:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teo Ambrogio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tech]]></category>

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The dial up kid!!
Fantastico questo rumore, mi ricorda i primi vagiti della rete&#8230;
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dansdata.com/images/pmodems/paradise1320.jpg" alt="modem 56k" /><br />
The dial up kid!!<br />
Fantastico <a target="_blank" href="http://www.sonnyradio.com/dialupkid.htm">questo rumore</a>, mi ricorda i primi vagiti della rete&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rome Camp 2008, due giorni di conferenze fra blogger e utenti</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 11:20:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teo Ambrogio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ajax]]></category>
		<category><![CDATA[Current events]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[romecamp2008 roma barcamp tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il RomeCamp2008 è una conferenza di due giorni che si svolge a Roma il 21 e 22 novembre 2008, i cui contenuti sono auto prodotti dai partecipanti. L’evento è organizzato con il format del barcamp, una tipologia di incontro che prevede un’attiva partecipazione degli spettatori che sono chiamati a diventare anche relatori.
L&#8217;evento si svolgerà presso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://barcamp.org/f/romecamp_logolungo.gif" alt="Rome Camp 2008" /></p>
<p>Il <strong>RomeCamp2008 </strong>è una conferenza di due giorni che si svolge a Roma il 21 e 22 novembre 2008, i cui contenuti sono auto prodotti dai partecipanti. L’evento è organizzato con il format del <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barcamp">barcamp</a></em>, una tipologia di incontro che prevede un’attiva partecipazione degli spettatori che sono chiamati a diventare anche relatori.<br />
L&#8217;evento si svolgerà presso la facoltà di economia e commercio di Roma Tre.</p>
<p><strong>Per iscrizioni e informazioni: </strong><a href="http://barcamp.org/romecamp2008">http://barcamp.org/romecamp2008</a><br />
<strong>Il blog dell&#8217;evento: </strong><a href="http://www.romecamp.it">http://www.romecamp.it</a></p>
<p>Questo il video riassuntivo dell&#8217;evento 2007<br />
[youtube]http://it.youtube.com/watch?v=s4v2zOebtOU[/youtube]</p>
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		<title>L&#8217;erede del T9 è arrivato, si chiama Swype</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Sep 2008 13:48:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teo Ambrogio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Video]]></category>

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[youtube]XCWwuIXxBuI[/youtube]

Cliff Kushler, il creatore del T9, il software utilizzato nei cellulari per scrivere più velocemente gli sms, ha ideato un altro sistema che dovrebbe essere il futuro per quello che riguarda la scrittura veloce su sistemi cellulari, in particolare touch-screen.
Si chiama Swype ed è basato sullo sfioramento continuo dei tasti senza alzare il pennino o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<div align="center">[youtube]XCWwuIXxBuI[/youtube]</div>
</p>
<p>Cliff Kushler, il creatore del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Text_on_9_keys" target="_blank">T9</a>, il software utilizzato nei cellulari per scrivere più velocemente gli sms, ha ideato un altro sistema che dovrebbe essere il futuro per quello che riguarda la scrittura veloce su sistemi cellulari, in particolare touch-screen.</p>
<p>Si chiama <a href="http://www.swypeinc.com/" target="_blank">Swype</a> ed è basato sullo sfioramento continuo dei tasti senza alzare il pennino o il dito. Come si nota dal video, per scrivere un testo basterà partire dalla prima lettera e senza alzare il dito passare per tutte le altre. In base ai cambi di direzione sulla tastiera il software ricostruirà la parola facilmente, interrogando un vocabolario di circa 65mila vocaboli (per ora è solo in inglese). Ogni volta che si vorrà inserire uno spazio, basterà alzare il dito e il sistema lo interpreterà come uno stop sulla parola.</p>
<p>In realtà un sistema del genere era già stato brevettato (fonte: <a href="http://punto-informatico.it/2401069/Telefonia/News/touch-alba-swype.aspx" target="_blank">Punto Informatico</a>) precedentemente dall&#8217;IBM e in via di sviluppo per <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Android" target="_blank">Android</a>, il s.o. mobile di Google.  Ecco un video dimostrativo di quest&#8217;ultimo (si chiama <a target="_blank" href="http://www.shapewriter.com/">ShapeWriter</a>):</p>
<div align="center">[youtube]sBOyGp25sSg[/youtube]</div>
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		<title>Stoccolma e la Svezia, il lato (negativo) che non ti aspetti</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2008 14:54:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teo Ambrogio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Di Stoccolma e della Svezia ne ho sentito parlare spesso e bene, mi ha sempre incuriosito come terra e un pensierino per andarci a vivere il prossimo anno mi ha “accarezzato” più e più volte. Cercavo pertanto conferma più o meno affidabile, ed ho deciso perciò di tastare il terreno andandoci di persona lo scorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.scappo.it/foto_post/1136_stoccolma.jpg" alt="Stoccolma" width="275" height="207" /></p>
<p>Di Stoccolma e della Svezia ne ho sentito parlare spesso e bene, mi ha sempre incuriosito come terra e un pensierino per andarci a vivere il prossimo anno mi ha “accarezzato” più e più volte. Cercavo pertanto <strong>conferma</strong> più o meno affidabile, ed ho deciso perciò di tastare il terreno andandoci di persona lo scorso weekend (fine agosto 08), in compagnia di due amici.<br />
Purtroppo il tutto si è rivelato un <strong>flop</strong>!</p>
<p>Non ho visto un mondo idilliaco come pensavo di trovare (neppure in parte, questo il vero problema), né quel calore della gente svedese descritto da chi c’era stato e ha lasciato testimonianze sparse sui vari <strong>forum </strong>della rete (<a href="http://www.zingarate.com/forum/viewtopic.php?t=32461&amp;highlight=stoccolma" target="_blank">qui</a> e <a href="http://viaggi.ciao.it/Stoccolma__Opinione_494795" target="_blank">qui</a> ad esempio). Quattro giorni e tre notti sono stati più che sufficienti per bocciare clamorosamente la capitale svedese. Dovrò cominciare da subito a rivoltare i miei pensieri e le mie speranze altrove, forse in <strong>Olanda</strong>, seconda terra nella lista dei paesi in cui vorrei vivere per qualche mese.</p>
<p>Stockholm ha pochi (seppur validi per carità) <strong>lati positivi</strong>, che però difficilmente possono consentirmi di “chiudere un occhio” e provare un’esperienza di vita lassù. I servizi pubblici efficienti al massimo; metro aperta anche di notte il weekend; bus e tram puntuali e presenti ovunque; insegne e cartelli anche in inglese (conosciuto perfino dai bimbi di tre anni e dagli anziani di ottanta); sicurezza massima e criminalità assente; temperature medie non calde (e questo è per me un pregio più che un difetto); tante, tantissime bionde di tipica bellezza nordica (le poche more avevano gli occhi azzurri).</p>
<p>Di quest’ultima cosa ne aveva parlato chiunque aveva messo piede in Svezia. E ovviamente l’ho appurato anch’io. Poteva sicuramente essere una valida ragione per piantare tenda lì per sempre, solo per la luminosità che emanavano quegli occhi e quei capelli, se solo non cominciavo a sentirmi immerso quasi come in una visita ad un <strong>museo</strong>: guarda ma non toccare, osserva ma non disturbare.  Quello che si vede sono “statue” fredde e indifferenti, che non incrociano lo sguardo dei passanti nemmeno a pagarle, che se solo tenti l’approccio ti ritrovi in meno di dieci secondi con un sonoro “Hey do” (arrivederci, in svedese), che se provi ad avvicinarle alla ricerca di informazioni banali entrano nell’imbarazzo e nella paura più totale e vanno via. Guardano fisso a terra, apparentemente con atteggiamento da snob, ma in realtà è pura <strong>indifferenza </strong>quella che leggi nei loro occhi. I ragazzi svedesi stanno in gruppi di soli uomini, e sembrano non valutare minimamente la bellezza che hanno accanto.</p>
<p>Molti, troppi <strong>ubriachi </strong>devastati per strada il weekend notte, un livello di ubriacatura che fa pena, per nulla simile al nostro: sputare per terra, gridare e dare spallate a chiunque passa affianco sembra essere il passatempo preferito delle ragazze. In una delle discoteche (<a href="http://www.sturecompagniet.se/?sid=18" target="_blank">Sturecompagniet</a> per la cronaca) la scena più emblematica riguarda il bicchiere <strong>fracassato </strong>in faccia a un ragazzo da parte di una dolce e tranquilla svedesina, gustato “live” da uno degli amici in viaggio con me: non dimenticherà facilmente quel misto cocci di vetro e sangue del viso del tipo svenuto a terra!</p>
<p>In molti locali l’ingresso è vietato se non hai 25 anni (ma questo lo sapevamo prima di partire). Quello che non ci avevano detto è che, al verificare della nazionalità italiana, ci vietavano l’ingresso: ebben sì, gli <strong>italiani </strong>non è vero che hanno una buona fama lì, anzi. Le ragazze sanno già che vai lì per “conquistare”, nei locali non vogliono disturbi di questo tipo e non ti fanno entrare. Sabato notte per cercare una (una!!) birra, si è dovuti attendere le 5 e l’apertura di un <a href="http://www.7-eleven.com/" target="_blank">7-eleven</a> per una Carlsberg a 3,5%. Sì, perché in Svezia è vietato il consumo di alcool per strada e fuori dai bordi recintati dei pub. Molti di loro sono chiusi gia all’1 di notte, per cui se non puoi entrare in disco (seppur vestito bene, ovviamente) non rimane che il McDonald’s o un hot dog per strada (e difatti ogni mac era strapieno di gente)!</p>
<p>Dal lunedì al giovedì non c’è vita minima per strada, tutti in casa. Il weekend invece si “rilassano” e sfogano l&#8217;intera settimana di lavoro e silenzio in birre e cocktail, fracassando bottiglie a terra, spintonandosi, stra-ubriacandosi e ballando. Ma soltanto tra di loro svedesi. Nessuna ragazza viene minimamente importunata o disturbata dagli svedesi: sarà la loro cultura rispettosa che le fa stare tranquille, altrimenti non si spiegherebbe la loro attesa solitaria alle 3 di notte di un taxi, senza che nessuno le si avvicinasse!</p>
<p>E’ stato purtroppo il viaggio più deludente che ho fatto, e ciò che mi rende triste è il fatto che partivo con l’idea di ottenere solo conferme, prima di tentare una avventura di vita in Svezia. Spero bene per l’Olanda, secondo fra i paesi in “lista” d’attesa&#8230;</p>
<p>Qualche foto e filmato a breve spero.</p>
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		<title>Unterkircher, onore a te e alle tue montagne</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jul 2008 14:18:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teo Ambrogio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Current events]]></category>
		<category><![CDATA[Fun]]></category>

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		<description><![CDATA[[youtube]PtYca7t_Vmg[/youtube]
 
&#8220;È il 13 luglio. Sono straiato nella mia tenda e provo a continuare a leggere. Ma non riesco a concentrarmi, la mia mente è fissata su quella parete. La parete Rakhiot, su quel stramaledetto seracco in mezzo alla parete. In quella fascia di ghiaccio, che ci ostruisce la via di salita.
Ben 9 chilometri di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">[youtube]PtYca7t_Vmg[/youtube]</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>&#8220;<strong>È il 13 luglio</strong>. Sono straiato nella mia tenda e provo a continuare a leggere. Ma non riesco a concentrarmi, la mia mente è fissata su quella parete. La parete Rakhiot, su quel stramaledetto seracco in mezzo alla parete. In quella fascia di ghiaccio, che ci ostruisce la via di salita.</em></p>
<p><em>Ben 9 chilometri di placconata separano la vetta del Ganalo Peak ad ovest dalla vetta di Rakhiot ad est. Però sono le scariche di ghiaccio che mi procurano paura. Sono appesi dappertutto su questa montagna, sicuramente già da secoli fanno tremare tutta la valle ed inducono la gente del paese ad avere rispetto e sacralità.<br />
E&#8217; una missione pericolosa! Probabilmente affronteremo la montagna come degli assaltatori di prima fila in guerra. Ma invece delle armi avremmo le piccozze e i ramponi. </em></p>
<p><img src="http://www.teoambrogio.it/public/website/wp-content/uploads/2008/07/unterkircher.miniatura.jpg" alt="Unterkircher" /></p>
<p><strong>Oggi, 16 luglio 2008</strong> l&#8217;alpinista altoatesino <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Karl_Unterkircher" target="_blank"><strong>Karl Unterkircher</strong></a> è disperso sul Nanga Parbat (8125 metri). Come ha riferito ai parenti il suo compagno di cordata Simon Kehrer, via telefono satellitare, Unterkircher è caduto in un crepaccio durante la scalata della parete Rakhiot. Le speranze di recuperare l&#8217;alpinista di 38 anni sono quasi nulle. A causa dell&#8217;aria arefatta gli elicotteri non possono volare a quella altezza. Inoltre la parete è troppo esposta per consentire l&#8217;avvicinamento del mezzo. Qui nel 1970 morì Guenther Messner, i cui resti furono restituiti dal ghiacciaio solo qualche anno fa. <em>(fonte <a href="http://www.corriere.it/cronache/08_luglio_16/alpinista_himalaya_199f141c-5326-11dd-a364-00144f02aabc.shtml" target="_blank">corriere</a>)</em></p>
<p>Ci si chiede cosa spinge questi uomini ad andare oltre la semplicità della vita quotidiana, alla ricerca dell&#8217;avventura o di qualcosa di inusuale che non si è abituati a pensare. Sarà la passione per lo sport alpino, per la montagna estrema, per la neve. O forse semplicemente la voglia di riscoprire se stessi a contatto con la natura, la voglia di credere che il limite è soltanto una congettura buttata lì da qualcuno per vanificare i sogni di qualcun&#8217;altro.</p>
<p>Lo sport, e il calcio in primis, ci ha assuefatti all&#8217;idea che ciò che viene fatto è solo per denaro e mai per passione, e situazioni come queste stonano dando un senso di disorientamento, portandoci a considerazioni facili quali &#8220;che senso ha sacrificare la vita per questo&#8221;. La nobiltà della montagna non è per tutti, l&#8217;andare avanti e tentare un&#8217;impresa storica, che probabilmente sarà ignota al pubblico, è per pochi eletti, quelli che hanno preferito dare alla vita un senso diverso, forse quello giusto però, diverso perché non si pongono il problema di arrivare, quanto piuttosto quello di percorrere.</p>
<p>La sfida è vinta quando non ci sono in ballo soldi o celebrità, o quando c&#8217;è qualche telecamera che ti riprende, ma quando sei in grado di morire solo per aver tentato di andare un po&#8217; più in su&#8230; lì dove osano le aquile. In montagna e in mezzo alla natura incontaminata si può morire, vero.. ma forse non esiste modo migliore per vivere il tempo che ci è concesso.</p>
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		<item>
		<title>La voce narrante di Super Quark se n&#8217;&#232; andata</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 13:46:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teo Ambrogio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Current events]]></category>
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Roma e il mondo dello spettacolo perdono una delle voci pi&#249; famose e amate. Claudio Capone, nato nella Capitale il 9 agosto del 1952, &#232; morto improvvisamente in Scozia, dove si trovava per lavoro. Era stato la voce narrante di numerosi documentari di storia e archeologia, collaboratore fisso di Piero Angela per Superquark e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ufficiostampa.rai.it/UFFICIO_STAMPA_VISUALIZZA_IMMAGINE_PRINCIPALE.ASPX?IDSCHEDAARCHIVIONEWS=41341" /> </p>
<p>Roma e il mondo dello spettacolo perdono una delle voci pi&#249; famose e amate. <strong>Claudio Capone</strong>, nato nella Capitale il 9 agosto del 1952, &#232; morto improvvisamente in Scozia, dove si trovava per lavoro. Era stato la voce narrante di numerosi documentari di storia e archeologia, collaboratore fisso di Piero Angela per <strong>Superquark</strong> e di Geo &amp; Geo, nonch&#233; doppiatore di tanti film e serie tv.</p>
<p>Attualmente i suoi impegni pi&#249; importanti erano il doppiaggio di <strong>Ronn Moss</strong> in Beautiful e di Stephen Collins in Settimo cielo. In passato aveva prestato la voce a <strong>Luke Skywalker</strong> nella saga di Guerre Stellari, e in varie pellicole aveva doppiato John Travolta, Alan Alda, John Malkovich, Martin Sheen e Chuck Norris.     <br /><em>(fonte </em><a href="http://www.06blog.it/post/3505/e-morto-claudio-capone-voce-di-superquark" target="_blank"><em>06blog</em></a><em>)</em></p>
<p>Probabilmente una delle voci narranti pi&#249; belle che ho mai ascoltato, che ha reso ancor pi&#249; belli ed interessanti i documentari di Superquark. Ecco uno dei filmati reperiti su youtube.</p>
<div align="center">[youtube]kuweY27zjlc[/youtube]</div>
<p> <!--upnews--></p>
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		<title>Come tornare alla vecchia icona di Google</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 11:11:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teo Ambrogio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Firefox Extensions]]></category>
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L&#8217;icona di google (favicon) &#232; cambiata da qualche settimana. Tanti i sondaggi e gli articoli sulla notizia, dai quali &#232; emerso che la maggior parte degli utenti preferirebbero tornare a quella &#34;vecchia&#34;. Ne ha parlato DownloadBlog, proponendo un sondaggio, e cos&#236; molti altri blog.
C&#8217;&#232; un modo per ripristinare la vecchia icona. Basta utilizzare, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="Google" src="http://www.artcadeforum.com/wp-content/uploads/2008/04/koons2.png" /> </p>
<p>L&#8217;icona di google (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Favicon" target="_blank">favicon</a>) &#232; cambiata da qualche settimana. Tanti i sondaggi e gli articoli sulla notizia, dai quali &#232; emerso che la maggior parte degli utenti preferirebbero tornare a quella &quot;vecchia&quot;. Ne ha parlato <a href="http://www.downloadblog.it/post/6823/google-cambia-la-sua-favicon" target="_blank">DownloadBlog</a>, proponendo un sondaggio, e cos&#236; molti <a href="http://blogoscoped.com/archive/2008-05-30-n48.html" target="_blank">altri</a> blog.</p>
<p>C&#8217;&#232; un modo per ripristinare la vecchia icona. Basta utilizzare, per gli utenti di Firefox 2, questa estensione, <a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/3176" target="_blank">Favicon Picker</a>, tradotta anche <a href="http://www.extenzilla.org/scheda_estensione.php?id=544" target="_blank">in italiano</a>, che consente di cambiare la favicon presente nei segnalibri. A <a href="http://tbn0.google.com/images?q=tbn:N7DpNnbPFhS_TM:http://lh3.ggpht.com/_SozlNEK_9Pc/RgrONYib7aI/AAAAAAAAC6s/sqgwquIOMhQ/g.gif.jpg" target="_blank">questo link</a> l&#8217;icona vecchia&#8230;</p>
<p>Chi ha Firefox 3 pu&#242; consultare <a href="http://forums.mozillazine.org/viewtopic.php?p=3358840" target="_blank">questo forum</a>&#8230;</p>
<p>Che poi tutto sommato, alla lunga&#8230; potrebbe pure cominciare a piacere questa nuova icona <img src='http://www.teoambrogio.it/public/website/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  (ma solo alla lunga)</p>
<p> <!--upnews--></p>
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		<title>Se i bufali si incazzano</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 14:43:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Teo Ambrogio</dc:creator>
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