<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:creativeCommons="http://backend.userland.com/creativeCommonsRssModule" version="2.0" xml:base="http://www.sunuraghe.it">
<channel>
 <title>Circolo culturale sardo Su Nuraghe ~ Biella</title>
 <link>http://www.sunuraghe.it</link>
 <description />
 <language>it</language>
<creativeCommons:license>http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/</creativeCommons:license><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/sunuragheit" type="application/rss+xml" /><feedburner:emailServiceId xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0">sunuragheit</feedburner:emailServiceId><feedburner:feedburnerHostname xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0">http://feedburner.google.com</feedburner:feedburnerHostname><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com" /><item>
 <title>L'Isola dai meravigliosi e delicati equilibri naturali</title>
 <link>http://www.sunuraghe.it/node/311</link>
 <description>&lt;p&gt;&lt;img src="/files/img/1/node_311_a.jpg" alt="locandina film" class="alignright" /&gt;Venerdì 13 novembre, alle ore 21, nelle sale di via Galileo Galilei, 11 a Biella, nuovo appuntamento con "&lt;em&gt;Su Nuraghe Film&lt;/em&gt;", le lezioni di cinema "per conoscere la Sardegna attraverso il film d'autore". In cartellone "&lt;em&gt;Piccole isole, grandi meraviglie&lt;/em&gt;", un documentario del giovane regista cagliaritano Davide Mocci.&lt;br /&gt;
Il cortometraggio sarà presentato da Gabriele Pinna, sardo di seconda generazione che illustrerà alcuni aspetti della sua Terra di origine: la Sardegna.&lt;br /&gt;
Il filmato narra la storia delle isole di Sant'Antioco e di San Pietro attraverso le immagini dei loro paesaggi e delle tradizioni che le caratterizzano. Tra queste la mattanza, che ha luogo ogni anno in primavera nell'isola di San Pietro.&lt;br /&gt;
Il viaggio prosegue nella Sardegna Nord-orientale nel grande parco di La Maddalena.&lt;br /&gt;
Le isole dell'arcipelago sono ricoperte da fitta boscaglia, un vero e proprio paradiso per molti animali che in esse vivono: una di queste è Caprera, custode delle memorie di Giuseppe Garibaldi.&lt;br /&gt;
Dopo un rapido passaggio sulle isole di Tavolara e di Serpentara, le immagini conducono ad occidente della Sardegna, dove dall'alto del monte Argentario appare la misteriosa isola dell'Asinara.&lt;br /&gt;
Quest'isola deve gran parte del suo fascino alle vicende storiche che hanno segnato il suo territorio. La presenza di alcune strutture carcerarie ha impedito che meravigliosi e delicati equilibri naturali fossero interrotti, mantenendo cosi intatte alcune caratteristiche territoriali non più riscontrabili in gran parte della Sardegna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.sunuraghe.it/node/311" target="_blank"&gt;leggi tutto&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
 <comments>http://www.sunuraghe.it/node/311#comments</comments>
 <pubDate>Sun, 08 Nov 2009 23:32:09 +0000</pubDate>
 <dc:creator>admin</dc:creator>
 <guid isPermaLink="false">311 at http://www.sunuraghe.it</guid>
</item>
<item>
 <title>Innumerevoli specialità dolciarie di Sardegna</title>
 <link>http://www.sunuraghe.it/node/313</link>
 <description>&lt;p&gt;&lt;img src="/files/img/1/node_313.jpg" alt="Partecipanti alla serata Sapori di Sardegna" class="alignright" /&gt;Sabato 7 novembre, partecipatissima serata al Circolo Culturale Sardo &lt;em&gt;Su Nuraghe&lt;/em&gt; di Biella per i "Sapori di Sardegna", l'appuntamento mensile durante il quale vengono presentate alcune varianti delle innumerevoli specialità dolciarie della grande Isola.&lt;br /&gt;
Artefice della serata è stata Sebastiana Nurra Deiana che ha proposto "&lt;em&gt;Sos papassinos puttumajoresos&lt;/em&gt;", dolci tipici della tradizione isolana, preparati in occasione della ricorrenza dei morti.&lt;br /&gt;
La Festa, diffusa in un territorio assai vasto che comprende l'Europa, l'Asia Minore e l'Asia Centrale, è ancora attiva e ricca di significati che rimandano alla "speranza della resurrezione" attraverso l'osservazione della ciclicità delle stagioni.&lt;br /&gt;
Nella torma di bambini e di ragazzi che questuano i &lt;em&gt;papassinos&lt;/em&gt;, cantando versi beneaugurali, è stata riconosciuta una raffigurazione delle schiere dei "morti che ritornano a portare messaggi di speranza": segni di rinascita leggibili nei mille "diavolini", i granelli di zucchero colorato che decorano la candida glassa dei &lt;em&gt;papassinos&lt;/em&gt;; forma di losanga ed elementi cromatici che sembrerebbero rinviare alle tombe e al loro "rifiorire".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.sunuraghe.it/node/313" target="_blank"&gt;leggi tutto&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
 <comments>http://www.sunuraghe.it/node/313#comments</comments>
 <pubDate>Sun, 08 Nov 2009 20:30:39 +0000</pubDate>
 <dc:creator>admin</dc:creator>
 <guid isPermaLink="false">313 at http://www.sunuraghe.it</guid>
</item>
<item>
 <title>Una Sardegna inventata, descritta come vera</title>
 <link>http://www.sunuraghe.it/node/312</link>
 <description>&lt;p&gt;Si è tenuto venerdì 6 novembre, a Biella, l'annunciato appuntamento con i libri per conoscere la Sardegna attraverso scrittori sardi contemporanei.&lt;br /&gt;
Un pubblico attento ha seguito con interesse la presentazione delle opere di Marcello Fois tenuta dal prof. Roberto Perinu.&lt;br /&gt;
All'ingresso, la Libreria Giovannacci di Biella ha allestito una postazione con alcune opere di Fois tra cui "Stirpe", edito da Einaudi (2009).&lt;br /&gt;
Presso la Biblioteca &lt;em&gt;Su Nuraghe&lt;/em&gt; sono disponibili i seguenti titoli: &lt;em&gt;Dura madre&lt;/em&gt;; &lt;em&gt;Sempre caro&lt;/em&gt;; &lt;em&gt;L'altro mondo&lt;/em&gt;; possono essere richiesti direttamente (Biagio Picciau: 3934941503).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.sunuraghe.it/node/312" target="_blank"&gt;leggi tutto&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
 <comments>http://www.sunuraghe.it/node/312#comments</comments>
 <pubDate>Sat, 07 Nov 2009 20:37:40 +0000</pubDate>
 <dc:creator>admin</dc:creator>
 <guid isPermaLink="false">312 at http://www.sunuraghe.it</guid>
</item>
<item>
 <title>Fiori a Nuraghe Chervu, solennità di un gesto semplice</title>
 <link>http://www.sunuraghe.it/node/310</link>
 <description>&lt;p&gt;&lt;img src="/files/img/1/node_310_a.jpg" alt="area monumentale di Nuraghe Chervu a Biella" class="alignright" /&gt;Biella, mercoledì 4 novembre - La ricorrenza della fine della Grande Guerra è stata celebrata dalle massime Autorità locali con alloro e con fiori che nel cromatismo rimandano al Tricolore.&lt;br /&gt;
In alcuni casi, i segni dell'ufficialità sono stati integrati da fiori "fuori ordinanza" deposti da mani pietose: gesti semplici e solenni ad un tempo, come quelli riservati alle persone care.&lt;br /&gt;
Fiori comuni sono stati deposti vicino a lapidi e monumenti per onorare nomi e fatti scolpiti sulla pietra; un modo popolare che porta al presente la memoria, la testimonianza con la vita, l'umanità dei Caduti.&lt;br /&gt;
Così è stato a &lt;em&gt;Nuraghe Chervu&lt;/em&gt;, il monumento eretto e inaugurato nel 2008 a Biella nel 90° Anniversario della fine del Primo Conflitto Mondiale: anche qui, semplici fiori bianchi e rossi sono stati deposti "&lt;em&gt;in ricordo dei 523 Giovani Biellesi e dei 13.602 Figli di Sardegna Caduti per l'Unità d'Italia&lt;/em&gt;".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.sunuraghe.it/node/310" target="_blank"&gt;leggi tutto&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
 <comments>http://www.sunuraghe.it/node/310#comments</comments>
 <pubDate>Wed, 04 Nov 2009 16:30:09 +0000</pubDate>
 <dc:creator>admin</dc:creator>
 <guid isPermaLink="false">310 at http://www.sunuraghe.it</guid>
</item>
<item>
 <title>Contributo alla tradizione locale nella variante isolana</title>
 <link>http://www.sunuraghe.it/node/309</link>
 <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Papassinos sardi e "dolcetto o scherzetto?": i dolci della questua dei morti, compresa tra i due equinozi, non oltre quello di primavera - castagne e vino piemontesi per il tavolo dei morti - mille varianti di antichissime tradizioni attestate in Europa, in Asia Minore e in Asia centrale.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="/files/img/1/node_309.jpg" alt="Sebastiana Nurra Deiana" class="alignright" /&gt;Sabato 7 novembre, alle ore 21, al Circolo Culturale Sardo &lt;em&gt;Su Nuraghe&lt;/em&gt; di Biella, è in calendario un nuovo dolce appuntamento.&lt;br /&gt;
Artefice della serata sarà Sebastiana Nurra Deiana, che presenterà "&lt;em&gt;Sos papassinos puttumajoresos&lt;/em&gt;", dolci tipici della tradizione isolana, preparati in occasione della ricorrenza dei morti, quando, secondo tradizioni antichissime, in un'area vastissima comprendente parte dell'Europa, dell'Asia Minore e dell'Asia centrale, torme di bambini e di ragazzi usavano recarsi di casa in casa, cantando filastrocche, elemosinando dolci e piccole somme di denaro.&lt;br /&gt;
In Sardegna, da sempre, i dolci da offrire ai questuanti sono &lt;em&gt;sos papassinos&lt;/em&gt;, esposti su un'apposita tavola imbandita, &lt;em&gt;sa banca de sos mortos&lt;/em&gt;, "il tavolo dei morti", apparecchiata al tramonto del primo novembre.&lt;br /&gt;
È una consuetudine ancora attiva anche in Piemonte nella variante delle ballotte, castagne cotte con sale e foglie di alloro, accompagnate da un bicchiere di vino rosso.&lt;br /&gt;
Nei due versanti delle Alpi, la questua, a volte differita nel tempo, viene praticata in uno spazio temporale compreso tra i due equinozi, ma mai oltre quello di primavera.&lt;br /&gt;
In alcune località del Verbano-Cusio-Ossola, è possibile assistere all'&lt;em&gt;incanto dei morti&lt;/em&gt;, a cui gli abitanti partecipano con l'offerta di zucche, di castagne, di patate e di altri prodotti della terra e dell'artigianato locale.&lt;br /&gt;
Nel Biellese, fino a una decina di anni fa, i bambini di Pralungo, travestiti da femmina, elemosinavano cantando in falsetto.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.sunuraghe.it/node/309" target="_blank"&gt;leggi tutto&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
 <comments>http://www.sunuraghe.it/node/309#comments</comments>
 <pubDate>Sun, 01 Nov 2009 11:33:57 +0000</pubDate>
 <dc:creator>admin</dc:creator>
 <guid isPermaLink="false">309 at http://www.sunuraghe.it</guid>
</item>
<item>
 <title>Per essere moderni bisogna essere davvero antichi</title>
 <link>http://www.sunuraghe.it/node/308</link>
 <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Venerdì 6 novembre, alle ore 21, nelle sale di via Galileo Galilei, 11, a Biella, nuovo appuntamento con i libri.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="/files/img/1/node_308_a.jpg" alt="locandina" class="alignright" /&gt;Sarà il Prof. Roberto Perinu a presentare nelle sale di &lt;em&gt;Su Nuraghe&lt;/em&gt; le opere di Marcello Fois che, con il romanzo "Stirpe" (Einaudi 2009), "&lt;em&gt;squaderna il Novecento con una forza poetica e infallibile&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;
Si tratta di un libro che - in un solo sguardo - abbraccia storie piccole e grandi, avvolte nella luce calda dei ricordi dell'infanzia, velata dalle ombre fitte dell'età adulta.&lt;br /&gt;
Marcello Fois, uno dei pochi scrittori italiani contemporanei conosciuto fuori dall'Italia, che ha ampiamente utilizzato nelle sue opere la lingua materna, con &lt;em&gt;Stirpe&lt;/em&gt; sceglie di ridurre l'uso della lingua sarda nel suo narrare: "&lt;em&gt;C'è stato un momento in cui era importante scrivere con un corposo ricorso alla limba&lt;/em&gt; - afferma - &lt;em&gt;serviva ad attestare un momento di autocoscienza e a testimoniare il tentativo, anche in narrativa, di superare il sentimento di vergogna che da sempre segue come un'ombra i sardi&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;
Un senso di inferiorità che in maniera più o meno forte accomuna alcuni popoli "minori". "&lt;em&gt;Ora&lt;/em&gt; - prosegue Fois - &lt;em&gt;bisogna andare oltre, non farsi imprigionare in quello che altrimenti diventerebbe un manierismo provinciale&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;
In &lt;em&gt;Stirpe&lt;/em&gt;, lo scrittore sceglie di raccontare la storia dei Chironi, ambientata nella Nuoro fine Ottocento, con protagonista una famiglia nuorese possidente: signori della terra e delle bestie.&lt;br /&gt;
Mantiene in secondo piano, quasi come sfondo, l'ambiente agropastorale, soffermandosi sui "&lt;em&gt;traumi e gli entusiasmi della prima vita in Sardegna nel contesto urbano&lt;/em&gt;", preferendo osservare con occhio disincantato quello che oggi siamo. L'Autore parte da un passato necessario, accettandone  le sciagure, poiché "&lt;em&gt;Per essere moderni bisogna essere davvero antichi&lt;/em&gt;", ricordando, infine, che "&lt;em&gt;non c'è genia, da che mondo è mondo, che sia nata forte e invincibile se nutrita di lacrime&lt;/em&gt;".&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.sunuraghe.it/node/308" target="_blank"&gt;leggi tutto&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
 <comments>http://www.sunuraghe.it/node/308#comments</comments>
 <pubDate>Sat, 31 Oct 2009 21:24:58 +0000</pubDate>
 <dc:creator>admin</dc:creator>
 <guid isPermaLink="false">308 at http://www.sunuraghe.it</guid>
</item>
<item>
 <title>Corso di filet, tecnica e segni di antiche comuni radici</title>
 <link>http://www.sunuraghe.it/node/307</link>
 <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Presso il Circolo Culturale Sardo Su Nuraghe di Biella è possibile iscriversi al "Corso di filet", per conoscere, imparare e tramandare l'antica tecnica di lavorazione artistica di canovacci a forma di rete che rimanda al mondo dei pescatori.&lt;br /&gt;
Pizzi e ricami nei motivi a filet sono giunti fino a noi nella biancheria dotale, curiosamente presenti nei corredi di molte chiese sarde e biellesi. Disegni, molto vari, realizzati con identica tecnica, che Su Nuraghe intende contribuire a tramandare.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src="/files/img/1/node_307.jpg" alt="zia Antonietta Sotgiu" class="alignright" /&gt;Il &lt;em&gt;filet&lt;/em&gt;, una tecnica di lavorazione conosciuta in Francia, ampiamente diffusa nel continente europeo, ha avuto importanti centri nell'Italia continentale e in Sicilia. In Sardegna ha il suo principale centro nella Città di Bosa.&lt;br /&gt;
La conoscenza antica di questa tecnica di intreccio è testimoniata negli affreschi che decorano il Castello dei Malaspina, innalzato nel XII secolo sul Colle di Serravalle per controllare la foce del Temo - unico fiume navigabile della Sardegna - e l'accesso dal mare.&lt;br /&gt;
Quel mare, sempre insidioso per i Sardi, veniva protetto da fortificazioni, chiese, torri e santi. Infatti, alla destra del corso d'acqua sorge l'antica chiesa foranea di San Bachisio, reintitolata, nel corso delle ultime grandi pestilenze, ai Santi Cosma e Damiano, rifugio popolare durante le frequenti invasioni.&lt;br /&gt;
Sull'Isola Rossa, prospiciente la grande spiaggia di Bosa Marina, una grande torre, edificata dagli Spagnoli nella seconda metà del Cinquecento, è l'imponente avamposto contro le invasioni barbaresche.&lt;br /&gt;
Ultime in ordine di tempo, le costruzioni difensive militari in cemento armato realizzate durante la Seconda Guerra Mondiale.&lt;br /&gt;
Anche sulle reti dei pescatori, tuffate nelle pericolose acque del mare, venivano messi segni per invocare protezione e garantire l'abbondanza del pescato: ricami a forma di croce, di stella o di fiore. Elementi decorativi che "esplodono" nei pizzi realizzati dalle donne bosane: reti votive, benaugurali, una sorta di magismo popolare per garantire il rientro incolume dal mare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.sunuraghe.it/node/307" target="_blank"&gt;leggi tutto&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
 <comments>http://www.sunuraghe.it/node/307#comments</comments>
 <pubDate>Thu, 29 Oct 2009 08:04:52 +0000</pubDate>
 <dc:creator>admin</dc:creator>
 <guid isPermaLink="false">307 at http://www.sunuraghe.it</guid>
</item>
<item>
 <title>Una Sardegna ricca di natura, pulsante di vita e di storia</title>
 <link>http://www.sunuraghe.it/node/305</link>
 <description>&lt;p&gt;&lt;img src="/files/img/1/node_305_a.jpg" alt="Maria Cristina Cocco" class="alignright" /&gt;&lt;strong&gt;A rubarti il cuore non sono solo le classiche mete di vacanza piene di turisti, ma le meraviglie che scopri ad ogni angolo, i posti "normali", lontano dalle guide turistiche. È lì, fra le maestose dune accumulate da forti venti di maestrale, il mare limpido e cristallino, il paesaggio che si modifica ad ogni curva, che la Sardegna ti fa innamorare.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sabato 24 ottobre, alle ore 21, si è tenuto a Biella, nelle sale di via Galileo Galilei, 11 il nuovo appuntamento con "&lt;em&gt;Su Nuraghe Film&lt;/em&gt;", lezioni di cinema "per conoscere la Sardegna attraverso il film d'autore", con la proiezione di "Sardegna Isola parco", un documentario del giovane regista cagliaritano Davide Mocci.&lt;br /&gt;
Il cortometraggio è stato presentato da Maria Cristina Cocco, sarda-biellese che ha illustrato alcuni aspetti della sua Terra di origine: la Sardegna.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.sunuraghe.it/node/305" target="_blank"&gt;leggi tutto&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
 <comments>http://www.sunuraghe.it/node/305#comments</comments>
 <pubDate>Mon, 26 Oct 2009 00:13:36 +0000</pubDate>
 <dc:creator>admin</dc:creator>
 <guid isPermaLink="false">305 at http://www.sunuraghe.it</guid>
</item>
<item>
 <title>Profumi mediterranei e crostoni di polenta fumante</title>
 <link>http://www.sunuraghe.it/node/306</link>
 <description>&lt;p&gt;Sabato 31 ottobre, alle ore 20, nei saloni del Circolo &lt;em&gt;Su Nuraghe&lt;/em&gt;, in via Galilei, 11, a Biella, verrà servita una cena a base di cinghiale; un momento conviviale caratterizzato da specialità di stagione, cucinate secondo ricette della tradizione.&lt;br /&gt;
Il cibo, un aspetto della cultura materiale effimera, sarà protagonista nell'incontro conviviale d'autunno in cui l'ingrediente principale sarà il cinghiale, "cugino" selvatico del maiale, animali rispettivamente connessi con la civiltà della caccia e con quella contadina.&lt;br /&gt;
Se la sorte del primo è segnata dalla stagione venatoria appena incominciata, quella del secondo avrà il momento sacrificale tra la fine di novembre e gennaio, durante il periodo più freddo dell'anno.&lt;br /&gt;
Animale fondamentale nella tradizionale economia domestica di sussistenza, l'immagine del maiale è presente nell'iconografia del sacro associata alla figura di Antonio, il santo eremita del IV secolo, popolarmente conosciuto come il santo del "maialino", la cui festa liturgica viene celebrata il 17 gennaio.&lt;br /&gt;
I prodotti di entrambi gli animali vengono conservati, cucinati e serviti secondo ricette simili, tramandate in diverse varianti a seconda dei luoghi e della disponibilità di ingredienti.&lt;br /&gt;
A &lt;em&gt;Su Nuraghe&lt;/em&gt; di Biella, la carne di cinghiale verrà proposta nel ragù per accompagnare pennette di pasta e nello spezzatino, aromatizzato da profumi mediterranei, associato a crostoni di polenta fumante.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.sunuraghe.it/node/306" target="_blank"&gt;leggi tutto&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
 <comments>http://www.sunuraghe.it/node/306#comments</comments>
 <pubDate>Sun, 25 Oct 2009 20:08:52 +0000</pubDate>
 <dc:creator>admin</dc:creator>
 <guid isPermaLink="false">306 at http://www.sunuraghe.it</guid>
</item>
<item>
 <title>Su Nuraghe film, tra meraviglie naturali e creazioni dell'uomo</title>
 <link>http://www.sunuraghe.it/node/304</link>
 <description>&lt;p&gt;&lt;img src="/files/img/1/node_304_a.jpg" alt="locandina" class="alignright" /&gt;Sabato 24 ottobre, alle ore 21, nelle sale di via Galileo Galilei, 11 a Biella, nuovo appuntamento con "&lt;em&gt;Su Nuraghe Film&lt;/em&gt;", le lezioni di cinema "per conoscere la Sardegna attraverso il film d'autore". In cartellone "Sardegna Isola parco", un documentario del giovane regista cagliaritano Davide Mocci.&lt;br /&gt;
Il cortometraggio sarà presentato da Maria Cristina Cocco, sarda-biellese che illustrerà alcuni aspetti della sua Isola di origine: la Sardegna. Come di consueto, anche per l'edizione autunnale 2009, le opere saranno proposte da Sardi di seconda e di terza generazione, uomini e donne nati lontano dalla loro Terra.&lt;br /&gt;
Il documentario mostra alcune suggestive località dell'Isola, tra meraviglie naturali ed antichissime creazioni dell'uomo.&lt;br /&gt;
Il Parco del Gennargentu, colto durante la stagione primaverile e nel corso del freddo inverno imbiancato dalle abbondanti nevicate; il maestoso &lt;em&gt;canyon&lt;/em&gt; di &lt;em&gt;su Gorroppu&lt;/em&gt; con le sue alte pareti rocciose; la gola di Tiscali con il suo villaggio nuragico.&lt;br /&gt;
L'autore esplora caratteristici tratti costieri tra i più belli del Mediterraneo: le cale e i fondali marini; le grotte sul mare come quelle di Nettuno ad Alghero.&lt;br /&gt;
Il documentario prosegue alla scoperta del parco del Montiferru-Sinis, dell'antica città di Tharros, del Museo della Tecnologia Contadina a Santulussurgiu e delle numerose lagune del Sinis, ricchissime di avifauna.&lt;br /&gt;
Il silenzioso quasi irreale parco della Giara di Gesturi, i meravigliosi scenari naturali e i cavallini selvatici sardi, gli ultimi presenti nel Continente Europeo, fanno da chiusura al documentario.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.sunuraghe.it/node/304" target="_blank"&gt;leggi tutto&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</description>
 <comments>http://www.sunuraghe.it/node/304#comments</comments>
 <pubDate>Mon, 19 Oct 2009 06:37:51 +0000</pubDate>
 <dc:creator>admin</dc:creator>
 <guid isPermaLink="false">304 at http://www.sunuraghe.it</guid>
</item>
</channel>
</rss>
