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	<title>Smartfeeling</title>
	
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	<description>enterprise 2.0 and social media</description>
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		<title>Enterprise 2.0: a scuola di web 2.0 per ri-abituarsi a scrivere</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 08:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La ricerca della professoressa di retorica  Andrea Lunsford, recentemente segnalata in un articolo comparso sull'ultimo numero di Wired ("i letterati di Twitter" di Clive Thompson), mi ha stimolato a riflettere nuovamente sulle cause che rendono la comunicazione e la condivisione delle informazioni tanto difficile all'interno di molte strutture aziendali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F11%2Fenterprise-2-0-a-scuola-di-web-2-0-per-ri-abituarsi-a-scrivere%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F11%2Fenterprise-2-0-a-scuola-di-web-2-0-per-ri-abituarsi-a-scrivere%2F" height="61" width="51" /></a></div><p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/mail_old.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-391" title="mail_old" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/11/mail_old-300x221.jpg" alt="mail_old" width="300" height="221" /></a> La ricerca della professoressa di retorica  <a title="Andrea Lunsford" href="http://www.stanford.edu/~lunsfor1/" target="_blank">Andrea Lunsford</a>, recentemente segnalata in un articolo comparso sull&#8217;ultimo numero di Wired (<a title="I Lettarati di Twitter - WIRED" href="http://www.wired.it/magazine/archivio/2009/09/password/clive-thompson-i-letterati-di-twitter.aspx" target="_blank">&#8220;i letterati di Twitter</a>&#8221; di Clive Thompson), mi ha stimolato a riflettere nuovamente sulle cause che rendono la comunicazione e la condivisione delle informazioni tanto difficile all&#8217;interno di molte strutture aziendali.</p>
<p>Tra le varie cause di ordine culturale e strutturale, c&#8217;è anche il fatto che molti impiegati (e anche qualche manager) hanno perso l&#8217;abitudine di scrivere. Per molti, l&#8217;ultima volta in cui è stato prodotto un testo scritto risale ai trascorsi scolastici e non si tratta certo di scritti con particolari finalità comunicative (semmai finalizzate a prendere un bel voto).</p>
<p>Ma scrivere per il giudizio del professore o del proprio capo ufficio, non è come scrivere per comunicare, per discutere, per convincere, organizzare o condividere informazioni. La &#8220;prosa&#8221; aziendale (così come quella accademica) è ben diversa da quella che scopriamo leggendo gli articoli in un blog, i micro-aggiornamenti di twitter o i messaggi liofilizzati di un SMS.</p>
<p>La grande differenza sta negli <strong>obiettivi</strong>.<br />
Quando si scrive una relazione per il capo lo scopo <strong>non </strong>è quello di <strong>comunicare </strong>(nel senso sociale del termine) o discutere qualche concetto, ma di riportare su carta quanto già detto e discusso in precedenza. Non abbiamo la pretesa o il desiderio che quel documento arricchisca in alcun modo o stimoli una qualunque conversazione. A voi è mai capitato di leggere i verbali di un&#8217;assemblea o il resoconto di una riunione trovandovi i punti di vista o l&#8217;opinione dell&#8217;autore?</p>
<p>La scrittura &#8220;<strong>sociale</strong>&#8221; è ben altra cosa. Quando scriviamo per gli altri, per fornire una qualche spiegazione, per discutere un concetto, per condividere emozioni o per organizzare un evento di gruppo, dobbiamo essere in grado di variare il tono e la forma del nostro esposto in funzione di chi abbiamo di fronte ed allo <strong>scopo di essere ben compresi</strong>. Non conta tanto il numero di informazioni espresse, quanto il modo e la chiarezza con cui le esprimiamo. In questo senso, ci si aspetta un feedback da parte dell&#8217;interlocutore che ci informi sul fatto che ciò che abbiamo detto sia stato compreso.</p>
<h2>A scuola dai Social Media per imparare a condividere e comunicare.</h2>
<p>Il punto è che molte organizzazioni si strutturano a &#8220;silos&#8221; compartimentali non per scelta razionale, ma per una sorta di automatismo indotto dal fatto che molti individui hanno &#8220;perso&#8221; l&#8217;abitudine di comunicare e produrre informazioni per gli altri.<br />
L&#8217;utilizzo dei Social Media all&#8217;interno delle imprese può diventare un validissimo strumento per l&#8217;accrescimento culturale del personale interno, ri-abituando le persone (o istruendole) a comunicare.<br />
Il <strong>blog </strong>interno, l&#8217;utilizzo di <strong>Twitter </strong>o <strong>Yammer</strong>, la <strong>chat </strong>aziendale, possono essere non solo degli eccezionali media per le informazioni aziendali, ma anche delle vere e proprie &#8220;<strong><em>palestre di comunicazione&#8221;</em></strong>.<br />
Perchè, come già detto ormai in tutte le salse, <strong>il successo non è dovuto agli strumenti, ma alle persone</strong>.</p>
<p>Non credete anche voi che l&#8217;utilizzo dei Social Media all&#8217;interno delle imprese possa produrre molti cambiamenti positivi?</p>
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		<item>
		<title>A tutto WEB 2.0! Ma non per tutti….</title>
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		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/10/a-tutto-web-2-0-ma-non-per-tutti/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 09:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Tutti 2.0.
Affidereste i vostri risparmi al fruttivendolo sotto casa?
Ha un buon registratore di cassa e probabilmente è finanziariamente piu&#8217; &#8220;solido&#8221; di molte banche, tuttavia dubito che qualcuno di voi gli affiderebbe i propri risparmi.
Allo stesso modo, deleghereste a quel bravissimo pittore che espone tutte le domeniche nella piazza centrale la campagna marketing per il lancio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F10%2Fa-tutto-web-2-0-ma-non-per-tutti%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F10%2Fa-tutto-web-2-0-ma-non-per-tutti%2F" height="61" width="51" /></a></div><p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/10/LaBandaDegliOnesti.jpg"><img class="size-full wp-image-381 alignnone" title="LaBandaDegliOnesti" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/10/LaBandaDegliOnesti.jpg" alt="LaBandaDegliOnesti" width="319" height="319" /></a></p>
<h2 style="font-size: 1.5em;">Tutti 2.0.</h2>
<p><strong>Affidereste i vostri risparmi al fruttivendolo sotto casa?</strong><br />
Ha un buon registratore di cassa e probabilmente è finanziariamente piu&#8217; &#8220;solido&#8221; di molte banche, tuttavia dubito che qualcuno di voi gli affiderebbe i propri risparmi.<br />
Allo stesso modo, deleghereste a quel bravissimo pittore che espone tutte le domeniche nella piazza centrale la campagna marketing per il lancio del vostro ultimo prodotto?<br />
Magari ne verrebbe fuori una campagna eccezionale, ma dubito che lo fareste.</p>
<p><strong>Il WEB 2.0 impazza.</strong> Oggi è tutto 2.0.<br />
Web 2.0, Enterprise 2.0, Marketing 2.0, SEO 2.0, Business 2.0, Trading 2.0, Lending  2.0, Comunicazione 2.0, Strategie 2.0, eccetera 2.0.</p>
<p><strong>Ma siamo proprio sicuri che il contenuto di ciò che ci viene proposto in quelle carinissime e coloratissime confezioni etichettate 2.0 corrisponda realmente alle indicazioni riportate sulla confezione?<br />
E noi, siamo pronti per questi prodotti innovativi? </strong></p>
<p>Da una parte abbiamo la <strong>Crisi</strong>, che non è dovuta ad un&#8217;incertezza temporanea ma al cambiamento profondo di alcuni paradigmi.<br />
Dall&#8217;altra le <strong>Imprese</strong>, che in Italia sono per la maggior parte PMI, che hanno pochi ordini a portafoglio, molte incertezze ma tanta voglia di innovare, di sperimentare e di farcela.<br />
In mezzo ci sono i <strong>Consulenti</strong>, le Società di Consulenza, le Agenzie e le Software House, tutti improvvisamente molto<strong> &#8220;2.0&#8243;</strong>.</p>
<p>Riepilogando: <strong>CRISI -&gt; PMI &lt;- IT/MKT CONSULTING</strong></p>
<p>Miscela esplosiva. Ecco che migliaia di Venditori provenienti dai piu&#8217; disparati settori, dopo un&#8217;infarinatura di &#8220;2.0&#8243; si lanciano famelici sul mercato. Poco importa se i clienti non sanno neppure di cosa si stia parlando (purtroppo non solo i clienti) ed a cosa si vada incontro, l&#8217;importante è fare budget. Agenzie di Consulting che fino a pochi mesi fa proponevano soluzioni di &#8220;Tracciabilità&#8221; oggi propongono &#8220;il Corporate Blog&#8221;, Web Designer che passano dal restyling del sito alla vendita di ambiziosi Social Network Aziendali, Agenzie Marketing che improvvisano &#8220;fanta-mirabolanti&#8221; campagne su Facebook e produttori di sistemi di archiviazione documentale che osano soluzioni &#8220;Enterprise 2.0&#8243; .<br />
<strong>IL CAOS!</strong></p>
<p>E gli Imprenditori? Loro sono un po&#8217; confusi ed il rischio è che perdano un treno importante per il loro futuro.<br />
Io sono il primo ad incitare alla sperimentazione ed all&#8217;introduzione del 2.0, ma va fatto con cognizione di causa e <strong>sotto la <span style="text-decoration: underline;">guida </span>di una mano esperta</strong>, <strong>non sotto la <span style="text-decoration: underline;">spinta </span>di venditori invasati</strong>.</p>
<h2 style="font-size: 1.5em;">La ricetta per smascherare i falsari del 2.0.</h2>
<p>Ma non temete, la ricetta per smascherare i &#8220;fake&#8221; è molto semplice ed è composta da pochi ingredienti ed un unico condimento: <strong>il buon senso</strong>.</p>
<ul>
<li><strong>Valutare le persone</strong>:  Nulla di piu&#8217; facile. Digitate nome e cognome di chi vi si propone su Google. Se nella prima pagina non trovate traccia di un <a title="L'importanza di un profilo su internet" href="http://www.smartfeeling.org/blog/2009/10/a-cosa-serve-avere-un-profilo-pubblico-su-internet/" target="_blank">profilo</a> su LinkedIn, di un sito personale, di un blog personale, di una qualche attività su viadeo (o altri network professionali), di un canale friendfeed, della pubblicazione di video su YouTube, di presentazioni su SlideShare, della partecipazione a gruppi di discussione o forum, allora potete avere la certezza che chi vi stà di fronte non ha idea di ciò di cui vi stà parlando. <strong>Il Web 2.0 non si racconta, si fa</strong>.</li>
<li><strong>Valutare le agenzie e le società di consulenza</strong>: Vedi sopra. Sotto con Google, ma questa volta cercate anche un account su Twitter, una pagina su Facebook e valutate la bontà delle attività comunicative fatte sul web. Se <strong>fanno web 2.0</strong>, allora state pur certi che troverete anche i giudizi di qualche cliente. Inoltre non può mancare un corporate blog. Cercatelo e provate a postare un commento un po&#8217; cattivello che metta in dubbio la riuscita dei servizi che propongono. Non vi aspettate una risposta ne&#8217; la pubblicazione del post, se il blog è un<a title="Fake Blog su wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fake_blog" target="_blank"> flog</a>. Ma se l&#8217;agenzia è seria e valida, allora risponderà con tono gentile e trasformerà il vostro commento acido in un punto a favore per la loro immagine di comunicatori su internet.</li>
</ul>
<p>Tutto qui. Quando sentite parlare di &#8220;Blog&#8221;, &#8220;Social Network&#8221;, &#8220;Social Media Marketing&#8221;, &#8220;Social Commerce&#8221;, &#8220;Facebook&#8221;, &#8220;Coinvolgimento dei Clienti&#8221;, deve suonarvi un campanellino d&#8217;allarme ed allora sottoponete il vostro interlocutore e la sua azienda a questo semplicissimo test come appena illustrato. Perchè, come diceva il mio caro nonnino: <em>Tra il dire e il fare&#8230;.</em></p>
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		<item>
		<title>BEEing: Quando il Web 2.0 diventa Open Source</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 06:39:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
E&#8217; un giovane progetto Open Source completamente &#8220;Made in Italy&#8220;.
Si chiama BEEing ed ha a che fare con gli alveari, il miele e l&#8217;operosità delle api.
L&#8217;idea del team di sviluppo è quella di fornire alla community una piattaforma per lo sviluppo di soluzioni Enterprise basate sulla filosofia portante dei Social Media. Soluzioni Enterprise 2.0, extranet ed intranet [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F10%2Fbeeing-quando-il-web-2-0-diventa-open-source%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F10%2Fbeeing-quando-il-web-2-0-diventa-open-source%2F" height="61" width="51" /></a></div><p><a title="BEEing - Web 2.0 Open Source" href="http://www.smartfeeling.org/beeing" target="_blank"><img class="size-full wp-image-374 alignnone" title="BEEing" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/10/BEEingAni1.gif" alt="BEEing" width="300" height="250" /></a></p>
<p>E&#8217; un giovane progetto <strong>Open Source</strong> completamente &#8220;<strong><em>Made in Italy</em></strong>&#8220;.<br />
Si chiama <strong><a title="BEEing - Enterprise 2.0 Open Source" href="http://www.smartfeeling.org/beeing" target="_blank">BEEing </a></strong>ed ha a che fare con gli alveari, il miele e l&#8217;operosità delle api.</p>
<p>L&#8217;idea del team di sviluppo è quella di fornire alla community una piattaforma per lo sviluppo di soluzioni Enterprise basate sulla filosofia portante dei Social Media. Soluzioni Enterprise 2.0, extranet ed intranet aziendali, portali B2B e Social Network aziendali sono i progetti che possiamo implementare grazie a BEEing.</p>
<p>Benchè BEEing non nasca come applicazione pronta all&#8217;uso, ma come una base su cui costruire una soluzione ad-hoc o integrare soluzioni esistenti, grazie ai moduli integrati al &#8220;CORE&#8221; BEEing stà assumento sempre piu&#8217; la connotazione di un&#8217;applicazione utilizzabile stand-alone. Infatti, i vari plug-in inclusi (wiki, blog, datastore, ecc..) consentiranno nel tempo un&#8217;utilizzo di BEEing anche come applicativo vero e proprio.</p>
<p>L&#8217;<strong>architettura</strong> del sistema è estremamente <strong>modulare </strong>e basata su una logica di integrazione a <strong>plug-in</strong>. Al modulo base è possibile agganciare plug-in in grado di estendere o sovrascrivere qualsiasi modulo esistente. I plug-in sono infatti in grado di effettuare il deploy di nuove logiche applicative, nuovi database, nuovi temi grafici o nuove maschere di interfaccia utente, così come <strong>widgets </strong>o componenti.</p>
<p>Il <strong>modulo base</strong> fornisce la gestione degli utenti, l&#8217;integrazione con LDAP, la gestione dei ruoli, la gestione e la definizione delle aree visibili in funzione dei ruoli, la gestione del profilo utente, una serie di template per il wiki, il blog, la gestione delle lingue e della localizzazione di tutte le maschere, la dashboard utente personalizzabile, una serie di widgets, la gestione dei parametri di configurazione dell&#8217;ambiente ed un datastore compatibile con le specifiche JSR-00170.</p>
<p>Tutti i moduli distribuiti sono <strong>multi-lingua</strong>, ogni maschera è cioè traducibile in qualsiasi lingua e così pure le informazioni contenute in esse. Per esempio sia il blog che il wiki possono ospitare post o sezioni nelle varie lingue. Gli utenti possono sfogliare i contenuti nella loro lingua madre o nella lingua che l&#8217;amministratore di sistema ha definito come lingua di sistema.</p>
<h2>Lo stato del progetto</h2>
<p>Il progetto è appena uscito, dopo due anni di sviluppo ed implementazioni, dalla fase Alpha. Inizia ora la fase Beta, che fornirà alla piattaforma nuove funzionalità di condivisione, gestione personalizzata ed archiviazione delle informazioni. Inoltre verranno implementati i &#8220;connector&#8221; per i principali Social Networks e l&#8217;integrazione con le svariate API offerte da Google.</p>
<p>Sono in cantiere anche alcuni plug-in verticali, come il modulo di &#8220;Configurazione Prodotto&#8221;, il modulo &#8220;CRM&#8221; ed il modulo &#8220;Social Media Meter&#8221; per la promozione e la gestione di campagne Marketing basata sull&#8217;utilizzo dei Social Media.</p>
<h2>Lo stato del sito e della documentazione</h2>
<p>Il sito di <a href="http://www.smartfeeling.org/beeing" target="_blank">BEEing </a>(http://www.smartfeeling.org/beeing) è invece ancora in fase Alpha, così come la documentazione.<br />
Per ora è disponibile solo la versione italiana con un paio di pagine introduttive.<br />
Iscrivetevi alla mailing list se volete rimanere sempre informati sull&#8217;andamento della documentazione e del progetto.</p>
<p>Il codice sorgente è invece ben documentato e commentato, ma per consultarlo dovete munirvi di un IDE per lo sviluppo in Java (es: Netbeans).</p>
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		<item>
		<title>A cosa serve avere un profilo pubblico su internet?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/smartfeeling/rss/~3/1tEWqETtI2M/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/10/a-cosa-serve-avere-un-profilo-pubblico-su-internet/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 09:48:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci sono molte risposte, tutte in parte differenti, a questa domanda.
Gran parte delle risposte dipendono da chi ce la sta ponendo.
Per questo motivo ho realizzato una mappa concettuale che potesse racchiudere quelli che considero i punti salienti della questione &#8220;Profilo Pubblico su Internet&#8221;.
Per riassumere quello che trovate sulla mappa, possiamo dire che un Profilo Pubblico:
* [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F10%2Fa-cosa-serve-avere-un-profilo-pubblico-su-internet%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F10%2Fa-cosa-serve-avere-un-profilo-pubblico-su-internet%2F" height="61" width="51" /></a></div><p><a href="http://www.flickr.com/photos/smartfeeling/3983504866/sizes/l/in/photostream/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-352" title="profile_thumb" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/10/profile_thumb.png" alt="profile_thumb" width="256" height="246" /></a>Ci sono molte risposte, tutte in parte differenti, a questa domanda.<br />
Gran parte delle risposte dipendono da chi ce la sta ponendo.</p>
<p>Per questo motivo ho realizzato una mappa concettuale che potesse racchiudere quelli che considero i punti salienti della questione &#8220;Profilo Pubblico su Internet&#8221;.</p>
<p>Per riassumere quello che trovate sulla mappa, possiamo dire che un <strong>Profilo Pubblico</strong>:</p>
<p><strong><em>* Racconta agli altri:</em></strong> chi siamo, che abbiamo confidenza con i media digitali, come siamo, cosa abbiamo fatto e cosa sappiamo fare, quali sono i nostri interessi personali e cosa vorremmo fare in futuro.</p>
<p><strong><em>* Possiamo usarlo</em></strong>: come link quando partecipiamo a blog o forum, nel nostro blog o semplicemente come CV sempre aggiornato (una specie di tamagochi che cresce con noi).</p>
<p><strong><em>* Ha la qualità di essere</em></strong>: immediato, chiaro e sintetico, un eccellente biglietto da visita digitale ricco di contenuti, facilmente trasferibile (es: via e-mail) ed annotabile (es: bookmarking), molto personalizzabile e ricco di link ad altre risorse o siti che parlano di noi.</p>
<p><strong><em>* Conferisce:</em></strong> un certo senso di sicurezza al nostro interlocutore, mentre a noi porta una maggiore autorevolezza, professionalità ed attendibilità.</p>
<p><strong><em>* Favorisce</em></strong>: la vostra visibilità sui motori di ricerca (state pur certi che prima o poi qualcuno &#8220;googla&#8221; il vostro nome), vi rende rintracciabili e facilita molto le relazioni professionali.</p>
<p><strong><em>* Ma non confondiamolo con:</em></strong> il nostro sito personale, un posto in cui incontrare amici o pubblicare ogni nostra bravata (le foto in cui ubriachi cavalcate un cassonetto della spazzatura, mettetele su facebook e tenetele riservate &#8211; se proprio dovete farlo).</p>
<p><strong><em>* Potete realizzarne uno</em></strong>: in LinkedIn, Viadeo, Xing o in un social network generico, tipo Facebook (in questo caso però vi sconsiglio vivamente di utilizzarlo anche per scopi privati). In alternativa potreste farvi un sito personale, magari appoggiandovi alle Google Pages.</p>
<p>Trovate la mappa su <a href="http://www.flickr.com/photos/smartfeeling/3983504866/sizes/l/in/photostream/" target="_blank">Flickr</a>, oppure <a href="http://www.smartfeeling.org/downloads/profile.zip">qui (archivio ZIP da circa 1Mb)</a>.</p>
<p><a href="http://cmapspublic3.ihmc.us/rid=1GLPSXWSY-1D50FGJ-B78/Profile.cmap" target="_blank">Qui invece il link alla directory pubblica Smartfeeling che ospita la mappa</a> (sempre aggiornata anche in base ai vostri consigli).</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/smartfeeling/rss/~4/1tEWqETtI2M" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L’illusione di controllare la propria comunicazione nell’era dei Social Media</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/smartfeeling/rss/~3/q1dgrea8Wc0/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/09/lillusione-di-controllare-la-propria-comunicazione-nellera-dei-social-media/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 08:11:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[corporate 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[crowdsourcing]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[marketing 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[reputation 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[reputazione]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[ugc]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
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		<category><![CDATA[dotspots]]></category>
		<category><![CDATA[sidewiki]]></category>
		<category><![CDATA[social tools]]></category>

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		<description><![CDATA[Siete tutti convinti che ciò che scrivete sul vostro sito sia di vostro dominio?
Parlo di sito web e non di blog o community. Il vostro sito web, quello che non consente in alcun modo l'interazione con i vostri clienti, utenti, dipendenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F09%2Flillusione-di-controllare-la-propria-comunicazione-nellera-dei-social-media%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F09%2Flillusione-di-controllare-la-propria-comunicazione-nellera-dei-social-media%2F" height="61" width="51" /></a></div><p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/control_small.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-343" title="control_small" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/control_small.jpg" alt="control_small" width="394" height="324" /></a></p>
<p>Siete tutti convinti che ciò che scrivete sul vostro sito sia sotto il vostro controllo?<br />
Parlo di sito web e non di blog o community. Il vostro sito web, quello che non consente in alcun modo l&#8217;interazione con i vostri clienti, utenti, dipendenti.</p>
<p>Chi decide cosa e come scrivere sul vostro sito web istituzionale? Voi. Giusto?<br />
Nessun &#8220;estraneo&#8221; (brutto termine, scusate) può in alcun modo interagire con i contenuti da voi decisi, giusto?<br />
E se qualcuno ne dovesse parlare sul proprio blog, su twitter o su facebook, voi ne verreste subito a conoscenza, perchè il vostro responsabile marketing, la vostra redazione o il vostro team di comunicatori sono ben attrezzati e skillati 2.0, giusto?</p>
<p>In ogni caso, mai e poi mai sulla vostra home page comparirà il commento o la critica di un vostro cliente, giusto?<br />
Voglio dire, voi decidete la descrizione dei vostri prodotti/servizi, voi decidete la grafica e le foto, il tono e la forma della comunicazione commerciale. La comunicazione sul vostro sito è vostra, solo vostra. Quella la controllate voi, è l&#8217;ultimo baluardo che vi difende dal mondo la fuori, è la vostra isola di pace e serenità &#8220;comunicativa&#8221;.</p>
<p>Ora, prendete fiato. Un bel respiro, rilassatevi e godetevi la quiete e la sicurezza profusa dal vostro &#8220;baluardo&#8221;, il sito web.</p>
<p>Fatto? Vi lascio ancora qualche istante di piacere. Non abbiate fretta di leggere questo post tutto d&#8217;un fiato.</p>
<h2>La vostra comunicazione non è vostra, benvenuti nella quarta dimensione.</h2>
<p>Non piu&#8217; ormai. Stanno nascendo strumenti che mettono in grado gli utenti di interagire, commentare, confutare, estendere e condividere tutto ciò che voi dite a vostra insaputa e direttamente sulle pagine del vostro caro ed &#8220;istituzionalissimo&#8221; sito web. E&#8217; come se esistesse un universo parallelo in grado di sovrapporsi a quello in cui viviamo.<br />
Una sorta di &#8220;<strong>quarta dimensione</strong>&#8220;, un layer visibile solo a chi condivide i due universi paralleli.</p>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/layers.png"><img class="alignleft size-full wp-image-345" title="layers" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/layers.png" alt="layers" width="216" height="217" /></a>Layers, &#8220;strati&#8221; di informazioni che vengono depositate sul vostro sito istituzionale (o altro) e visibili (reali) a tutti coloro che appartengono anche all&#8217;altro universo. Una vera e propria &#8220;<strong>quarta dimensione dell&#8217;informazione</strong>&#8220;.<br />
In realtà è da tempo che i Social Media hanno aperto l&#8217;accesso a questa quarta dimensione. Blog, Micromedia, Social Networks, e affini hanno creato livelli di comunicazione sovrapposta.</p>
<p>Ma mai, fino ad ora, questi nuovi livelli potevano <strong>sovrapporsi fisicamente</strong> ad altri.<br />
Un blog può scrivere del vostro prodotto, un gruppo su facebook può parlare del vostro brand, un tweet può diffondere una notizia alla velocità del pensiero, ma lo fanno ognuno in un contesto separato e ben definito che può forse sovrapporsi <strong>concettualmente </strong>alla vostra informazione, ma mai <strong>fisicamente</strong>.  I Social Media, fino ad ora, non potevano valicare i confini fisici delle loro piattaforme per far capolino su altre senza l&#8217;esplicito desiderio di un qualche &#8220;responsabile di redazione&#8221;.</p>
<p>Una nuova piccola rivoluzione nella rivoluzione del 2.0. I Social Media e gli &#8220;<strong>User Generated Content&#8221; hanno scoperto come valicare i loro confini</strong>.<br />
E mentre molti di noi ancora faticano a comprendere <a href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=288" target="_blank">Twitter </a>e Frienfeed, ecco che silenziosa ma implacabile si fa strada una nuova generazione di strumenti in grado di rimescolare nuovamente le carte in gioco.</p>
<h2>E&#8217; come un gioco, basta unire i puntini.</h2>
<p>I baluardo che proteggeva la roccaforte della comunicazione aziendale stà cedendo. Ma sotto i colpi di chi o cosa?</p>
<p><a href="http://dotspots.com/#dots/all" target="_blank">DotSpots </a>(Spot the Truth, Connect the Dots): Non mi dilungherò a spiegarvi cosa faccia DotSpots, se avete letto fin qui il concetto vi è chiaro. Provatelo e basta. Per farlo vi servirà <strong>Firefox</strong>. Installate l&#8217;estensione per i browser ed eccovi catapultati nella quarta dimensione. Ogni volta che capiterete su una pagina commentata da altri utenti, vi verranno mostrati evidenziati i paragrafi commentati e compariranno a popup le finestre con i commenti (che voi potete arricchire con la vostra opinione). Anche aggiungere un nuovo commento è estremamente semplice, basta evidenziare il paragrafo di vostro interesse e cliccare su &#8220;Click to add a dot to this paragraph&#8221; (vedi immagine sotto).<br />
<a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/dotspots.png"><img class="size-full wp-image-346 alignnone" title="dotspots" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/dotspots.png" alt="dotspots" width="490" height="179" /></a></p>
<p><a href="http://www.google.com/sidewiki/intl/it/index.html" target="_blank">Google SideWiki</a>: E&#8217; il diretto concorrente di DotSpots, anche se tecnicamente presenta qualche differenza. Anche in questo caso dovete installare un&#8217;estensione per il browser (la Google Toolbar). Le funzionalità SideWiki sono disponibili cliccando sull&#8217;apposito bottone della barra, oppure direttamente nella pagina di navigazione, selezionando il testo desiderato.<br />
<a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/sidewiki.png"><img class="alignnone size-full wp-image-347" title="sidewiki" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/sidewiki.png" alt="sidewiki" width="589" height="129" /></a></p>
<p>Se istallerete sia SideWiki che DotSpots su Firefox, tenete presente che per utilizzare DotSpots dovrete disabilitare temporaneamente SideWiki perchè l&#8217;applicazione di Google non consente a DotSpots di funzionare al 100%.</p>
<p>Ecco fatto, ora tocca a voi.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/smartfeeling/rss/~4/q1dgrea8Wc0" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il lato oscuro del Web 2.0: Il Marketing fatto coi calzini.</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/smartfeeling/rss/~3/PmiSRO8_HLo/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/09/il-lato-oscuro-del-web-2-0-il-marketing-fatto-coi-calzini/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 07:51:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[fake]]></category>
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		<description><![CDATA[Si chiamano &#8220;Sockpuppet&#8220;, e sono quei burattini (fatti con un calzino) che ci hanno divertito tanto da bambini e che oggi divertono ancora i nostri figli.
Su internet, invece, il termine assume una connotazione meno giocosa e descrive una falsa identità creata appositamente per ingannarci.
In genere sono i Brand che, spinti da un eccesso di autocompiacimento, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F09%2Fil-lato-oscuro-del-web-2-0-il-marketing-fatto-coi-calzini%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F09%2Fil-lato-oscuro-del-web-2-0-il-marketing-fatto-coi-calzini%2F" height="61" width="51" /></a></div><p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sockpuppet_(Internet)" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-332" title="sockpuppet" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/sockpuppet.jpg" alt="sockpuppet" width="254" height="237" /></a>Si chiamano &#8220;<strong>Sockpuppet</strong>&#8220;, e sono quei burattini (fatti con un calzino) che ci hanno divertito tanto da bambini e che oggi divertono ancora i nostri figli.<br />
Su internet, invece, il termine assume una connotazione meno giocosa e descrive una <strong>falsa identità creata appositamente per ingannarci</strong>.<br />
In genere sono i Brand che, spinti da un eccesso di autocompiacimento, hanno la trovata di introdursi nelle community on-line per parlare bene di se stessi, lodarsi, promuovere i propri prodotti come se non avessero mai provato nulla di simile, tessere &#8220;sincere lodi&#8221; di se stessi o criticare la concorrenza.</p>
<p>In pratica, non avendo sostenitori sinceri, si affidano ad un calzino per ingannare i propri interlocutori col rischio che gli unici a crederci siano proprio i burattinai.<br />
Se, come mi auguro, avete visitato forum o partecipate a qualsiasi community on-line sarete certamente incappati in qualcuno di questi &#8220;calzini parlanti&#8221;.</p>
<p>Quando invece il &#8220;calzino parlante&#8221; decide di aprire un Blog, allora possiamo parlare di &#8220;<strong>Flog&#8221; </strong>(o Fake Blog). Anche di Flog ce ne sono tanti in giro e di recente mi è capitato di imbattermi proprio in uno di questi, che appartiene ad una noto brand leader nel settore hi-tech e produttore di note consolle per video game. Un Flog ben fatto che denota un certo investimento, con tanto di video dei membri (naturalmente tutti calzini)  e gruppi di discussione. In realtà non mi ci sono imbattuto per caso, ma sono stato invitato da una e-mail, come blogger, a diffondere &#8220;l&#8217;eccezionale notizia&#8221; <strong>virale </strong>dell&#8217;esistenza di questo <strong>fantastico,</strong> <strong>interessantissimo, </strong><strong>trendissimo</strong> e <strong>fichissimo </strong>gruppo di calzini. Come me, credo che molti altri bloggers iscritti al medesimo gruppo di discussione siano stati invitati a promuovere l&#8217;iniziativa e come me avranno subito &#8220;odorato&#8221; l&#8217;inganno (dopo tutto si tratta pur sempre di calzini).</p>
<p>Vi siete mai chiesti, per esempio, <strong>quanti &#8220;calzini&#8221; operino attivamente su Wikipedia?</strong> Siete curiosi di sapere quanti e quali brand si prodighino per &#8220;indorare&#8221; la propria presenza sui vari topics in modo anonimo?</p>
<p>Grazie al lavoro svolto dagli sviluppatori di <a href="http://wikiscanner.virgil.gr/" target="_blank">Wikiscanner </a>ora potete appagare tutte queste vostre curiosità.<br />
Cominciamo con lo smascherare i sospetti Sockpuppet: <a href="http://wikiwatcher.virgil.gr/psp/">http://wikiwatcher.virgil.gr/psp/<br />
</a>E proseguiamo  con una ricerca per Brand o Dominio che ci mostra il numero degli interventi e la locazione di provenienza: <a href="http://katrina.cs.caltech.edu/erenrich_rnd345/scanner_final/">http://katrina.cs.caltech.edu/erenrich_rnd345/scanner_final/</a></p>
<p>Scommetto che state già provando a smascherare qualche vostro concorrente.</p>
<p>Approfondimenti:</p>
<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sockpuppet_(Internet)" target="_blank">Sockpuppet (definizione su Wikipedia)</a><br />
<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Fake_blog" target="_blank">Flog (definizione su Wikipedia)</a></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/smartfeeling/rss/~4/PmiSRO8_HLo" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/09/il-lato-oscuro-del-web-2-0-il-marketing-fatto-coi-calzini/feed/</wfw:commentRss>
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		<feedburner:origLink>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/09/il-lato-oscuro-del-web-2-0-il-marketing-fatto-coi-calzini/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Ecco come ti frullo la concorrenza coi Social Media. Il caso Blendtec</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/smartfeeling/rss/~3/dl5F6MynMJo/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/09/ecco-come-ti-frullo-la-concorrenza-coi-social-media-il-caso-blendtec/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 06:54:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[marketing 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[marketing virale]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[case history]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.smartfeeling.org/blog/?p=317</guid>
		<description><![CDATA[Il Caso di Blendtec]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F09%2Fecco-come-ti-frullo-la-concorrenza-coi-social-media-il-caso-blendtec%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F09%2Fecco-come-ti-frullo-la-concorrenza-coi-social-media-il-caso-blendtec%2F" height="61" width="51" /></a></div><p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/VIDEO.png"><img class="alignleft size-full wp-image-319" title="VIDEO" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/VIDEO.png" alt="VIDEO" width="461" height="259" /></a> Sono un po&#8217; preoccupato per le sorti di molte piccole e medie imprese italiane che per diversi motivi continuano ad ignorare le grandi potenzialità dei Social Media e di Internet.<br />
Eppure non mancano casi di successo (<a href="http://www.lago.it/" target="_blank">LAGO </a>è una delle mie preferite) di piccole imprese che stanno ribaltando le regole del gioco.</p>
<p>Oggi però vi porto in trasferta, per presentarvi una <a href="http://maps.google.it/maps?ie=UTF8&amp;q=blendtec+utah&amp;fb=1&amp;gl=it&amp;hq=blendtec&amp;hnear=utah&amp;ei=BB-3SqS6MpGxsgbXmOX4Bg&amp;hl=it&amp;sll=40.275044,-111.735294&amp;sspn=2.098941,1.411438&amp;sig2=2NX3R6Ha-vZFlXOEe-d0dQ&amp;cd=2&amp;usq=blendtec&amp;geocode=FWSMZgIdAg5X-Q&amp;cid=13249548603145637592&amp;li=lmd" target="_blank">simpatica aziendina dello Utah</a>, la Blendtec.</p>
<p>L&#8217;idea è nata da <strong>un cumulo di segatura sul pavimento</strong> di un laboratorio. Quindici mesi dopo aveva completamente trasformato un&#8217;azienda.<br />
Era la fine del 2006 e George Wright era appena stato nominato Direttore Marketing.<br />
Blendtec era una piccola azienda che produceva frullatori per un mercato di nicchia, quello degli esercizi commerciali nel settore alimentare.<br />
I prodotti di Blendtec hanno una grossa reputazione per essere molto robusti, potenti e durevoli. Dopo tutto Tom Dickson, CEO e Direttore Tecnico, non avrebbe voluto diversamente.<br />
Quello che però voleva Dickson  era affrontare il mercato &#8220;consumer&#8221;, portare un&#8217;apparecchio Blendtec in ogni casa.<br />
Ecco perchè venne assunto Wright: <strong><em>portare un apparecchio Blendtec in ogni cucina</em></strong>. Ma come?</p>
<p>Blendtec aveva un dipartimento Marketing ed un budget piuttosto ridotti, il marchio era poco conosciuto al di fuori del suo tradizionale mercato di professionisti e, come se non bastasse, il mercato &#8220;consumer&#8221; era invaso da autorevoli marchi che operavano nel settore da diversi anni e con budget pubblicitari davvero sostanziosi.<br />
Come sfondare il muro dell&#8217;anonimato? Come porsi all&#8217;attenzione dei propri futuri clienti senza investire un capitale in pubblicità?<br />
<strong>Fu proprio in quel momento che George Wright notò la segatura sul pavimento</strong>.<br />
Dickson è un uomo pratico ed è abituato a testare i suoi prodotti gettandovi di tutto all&#8217;interno, per comprovarne la robustezza e la capacità di lavoro.  Questo è il modo in cui Dickson, per 15 anni, ha costruito frullatori: con tanta passione e mirando sempre al prodotto migliore, piu&#8217; robusto e durevole.<br />
Quel giorno particolare Dickson stava testando un frullatore facendogli polverizzare una tavola di pino.</p>
<p>Agli occhi di Wright quella segatura parve probabilmente una montagna d&#8217;oro. Convinse Dickson a videoregistrare alcuni degli esperimenti con dei cubetti di ghiaccio, con delle biglie di vetro, con un pollo arrosto, con un rastrello e altre chincaglierie.<br />
Ogni video mostrava Dickson vestito di un camice bianco indossare occhiali di sicurezza e polverizzare con assoluta tranquillità ogni genere di oggetti provenienti dalla borsa della spesa di Wright.<br />
Dickson ridusse ogni cosa in polvere, poltiglia e liquami. Frullò un pollo arrosto assieme ad una lattina di Coca-Cola e ne ottenne quello che battezzò il &#8220;CoPollo&#8221;.<br />
Aggiungete alla ricetta un po&#8217; di musica, qualche titolo, un logo e YouTube.<br />
Il resto è storia del <strong>Marketing Virale</strong>.</p>
<p>Blendtec ha percorso quasi tutte (*) le tappe rappresentate nella <a href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=303" target="_blank">&#8220;Social Media Map</a>&#8221; per  i &#8220;VIDEO&#8221;:</p>
<ul>
<li> <strong>Supporto ai clienti (*)</strong></li>
<li><strong>Generare traffico sul Sito Web(*)</strong></li>
<li><strong>Dare una connotazione piu&#8217; &#8220;umana&#8221; all&#8217;azienda(*)</strong></li>
<li>Generare idee per nuovi prodotti</li>
<li><strong>Relazionarsi con altri Media(*)</strong></li>
<li><strong>Promozione del Prodotto(*)</strong></li>
<li><strong>Pilotare le vendite(*)</strong></li>
<li>Far emergere il talento del personale interno</li>
<li>Contrastare pubblicità negativa</li>
<li><strong>Arruolare sostenitori del Marchio(*)</strong></li>
<li>Gestire una crisi</li>
</ul>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/blendtec_tomdickson.png"><img class="alignleft size-full wp-image-323" title="blendtec_tomdickson" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/blendtec_tomdickson.png" alt="blendtec_tomdickson" width="223" height="213" /></a>Ad onor del vero, i video di oggi sono molto piu&#8217; curati delle prime apparizioni e probabilmente consumano un budget che va oltre i 50$ investi inizialmente. Ma il format è rimasto lo stesso ed il punto è: <strong>WILL IT BLEND?</strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/DLxq90xmYUs&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/DLxq90xmYUs&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Vi faccio notare il numero a sei zeri di visualizzazioni: <strong>3.687.412</strong>. <a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/blendtec_view.png"><img class="size-full wp-image-325 alignleft" title="blendtec_view" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/blendtec_view.png" alt="blendtec_view" width="139" height="109" /></a><br />
Interessante, non trovate? Certo, 50$ spesi bene!</p>
<p>Per concludere vi lascio i link che spero esplorerete con cura ed attenzione:<br />
<strong>* Account Blendtec su YouTube</strong>: <a href="http://www.youtube.com/user/Blendtec" target="_blank">http://www.youtube.com/user/Blendtec</a><br />
* <strong>Sito Blendtec</strong> (quando funziona. oggi è giù per i troppi accessi): <a href="http://www.blendtec.com" target="_blank">http://www.blendtec.com</a><br />
<strong>* Sito Will It Blend</strong> (anche questo down per sovraccarico): <a href="http://www.willitblend.com" target="_blank">http://www.willitblend.com</a><br />
<strong>* BUZZ su Twitter</strong>: <a href="http://twitter.com/#search?q=blendtec" target="_blank">http://twitter.com/#search?q=blendtec </a><br />
<strong> * &#8230; e su Friendfeed</strong>: <a href="http://friendfeed.com/search?q=blendtec">http://friendfeed.com/search?q=blendtec</a></p>
<p>Beh, visto l&#8217;interesse e le visite sviluppate sul sito aziendale di Blendtec, direi che qualcosa che frulla c&#8217;è l&#8217;ha pure la concorrenza <img src='http://www.smartfeeling.org/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/smartfeeling/rss/~4/dl5F6MynMJo" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/09/ecco-come-ti-frullo-la-concorrenza-coi-social-media-il-caso-blendtec/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Twitter: che faccio, mi compro dei Followers? Ma sì, facciamo un 100.000! Quant’è?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/smartfeeling/rss/~3/WiCnYMIBvME/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/09/twitter-che-faccio-mi-compro-dei-followers-ma-si-facciamo-un-100-000-quante/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 09:35:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[reputazione]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Conviene investire sulla qualità o sulla quantità dei propri contatti? I Social Media promettono risultati di eccellenza, ma pochi ancora possono dire di conoscerne i meccanismi piu' profondi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F09%2Ftwitter-che-faccio-mi-compro-dei-followers-ma-si-facciamo-un-100-000-quante%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F09%2Ftwitter-che-faccio-mi-compro-dei-followers-ma-si-facciamo-un-100-000-quante%2F" height="61" width="51" /></a></div><p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/usocial.png"><img class="alignleft size-full wp-image-313" title="usocial" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/09/usocial.png" alt="usocial" width="244" height="214" /></a></p>
<p>Forse non tutti sanno dell&#8217;esistenza di società che vendono &#8220;Amici&#8221; o &#8220;Fans&#8221; per Facebook e &#8220;Followers&#8221; per Twitter.<br />
Tra queste spicca <strong>Usocial (http://usocial.net)</strong>, che a prezzi stracciati vi offre 100.000 followers per Twitter (solo 3.479 $) o 5.000 Amici per Facebook (654,30 $).</p>
<p>Ma prima di gettarvi nello shopping sfrenato di nuovi &#8220;amici&#8221; vi consiglio di riflettere su alcuni punti:</p>
<p>1. <strong><em>I Social Media sono per le persone e non per i brand</em></strong>. Se state pensando che è piu&#8217; conveniente <strong>comprarsi </strong>100.000 &#8220;Followers&#8221; piuttosto che <strong>guadagnarsene </strong>qualche decina, allora state pensando da brand. Male, molto male. I Social Media stanno cambiando il marketing ed il modo in cui il marketing deve rivolgersi ai propri ascoltatori. Non dovete &#8220;urlare ai quattro venti&#8221; le vostre proposte, ma &#8220;sussurrarle all&#8217;orecchio di chi vi segue con interesse&#8221;.</p>
<p><strong>2. <em>Quantità o Qualità dei Contatti?</em></strong> Questo è il dilemma di oggi, dell&#8217;era del 2.0. A che servono 100.000 contatti se solo lo 0.0001% interagiscono col vostro brand? L&#8217;impegno a <strong>coinvolgere </strong>ed <strong>appassionare </strong>le persone affinchè <strong>contribuiscano </strong>al successo del brand, è il fondamento ed pilastro portante del Social Media Marketing stesso. Pensate, a chi parlerete? Chi raggiungerete? Si tratta di persone interessate ai vostri prodotti o a ciò che avete da dire? State forse pensando che riuscirete a convertire qualcuno in veri appassionati? Buona fortuna, allora.</p>
<p><strong>3. <em>Avete già una piccola community di autentici appassionati?</em></strong> Allora potete cominciare a parlare di quella community coniugando tutti i verbi al passato. Mettetela pure nel cassetto dei ricordi, perchè ne diluirete il valore con l&#8217;arrivo improvviso di numerosi emeriti sconosciuti.</p>
<p><strong>4.<em> I nuovi arrivi appena comprati, resteranno?</em></strong> Siete veramente sicuri  che quello che avete da dire sia realmente utile ai vostri interlocutori? Sì? Allora perchè comprare Fans o Followers?</p>
<p>In definitiva, prima di avventurarvi verificate l&#8217;esperienza della vostra guida, controllate bene l&#8217;equipaggiamento in dotazione, accertatevi della presenza di tutti gli strumenti necessari e del loro corretto funzionamento.<br />
Se i conti tornano, buttatevi. Usocial promette di risolvere in poco tempo e a costi molto bassi un problema molto sentito nel mondo del Social Media Marketing: la creazione della community.<br />
Nulla di nuovo da un punto di vista concettuale, chi di voi non ha mai acquistato una banca dati di possibili clienti? (e che ritorni avete avuto?)<br />
C&#8217;è da chedersi, tuttavia, quanto sia efficace ed affilato quest&#8217; ultimo strumento che procura &#8220;amici mercenari&#8221;.</p>
<p>Secondo voi conviene investire sulla qualità o sulla quantità dei vostri contatti?</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/smartfeeling/rss/~4/WiCnYMIBvME" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/09/twitter-che-faccio-mi-compro-dei-followers-ma-si-facciamo-un-100-000-quante/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Come posso utilizzare i social media per il mio business?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/smartfeeling/rss/~3/IFMjGRKchp8/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/08/come-posso-utilizzare-i-social-media-per-il-mio-business/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 15:47:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[corporate 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[mappe]]></category>
		<category><![CDATA[presentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Twitter, i Blog, Il Social Bookmarking, il Podcasting, i Video, le Community di clienti, i mondi virtuali ed i Social Networks possono essere strumenti veramente efficaci per la crescita del nostro business.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F08%2Fcome-posso-utilizzare-i-social-media-per-il-mio-business%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F08%2Fcome-posso-utilizzare-i-social-media-per-il-mio-business%2F" height="61" width="51" /></a></div><p><a title="Flickr Map" href="http://www.flickr.com/photos/smartfeeling/3871058476/" target="_blank"><img class="size-full wp-image-304" title="the business socialmedia map" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/08/thumb_the_business_socialmedia_map.png" alt="thumb_the_business_socialmedia_map" width="397" height="324" /></a></p>
<p>A cosa possa servire Twitter ho risposto da un paio di post.<br />
Tuttavia un progetto che preveda il raggiungimento di obiettivi nel campo del &#8220;Social Media Marketing&#8221;, non può avvalersi delle forze di un solo strumento.</p>
<p>Eccomi allora con una nuova mappa, che estende i concetti sfiorati con la mappa &#8220;<a title="Ma a che serve Twitter?" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=288" target="_blank">Ma a che serve Twitter?</a>&#8220;.<br />
Questa volta però ho voluto includere un ventaglio piu&#8217; ampio di strumenti (microblogging, blog, podcast, video, social network, forum, customer review, presentation) ed incrociarli con alcuni ipotetici obiettivi di business.<br />
Ecco la tabella che riassume schematicamente i concetti illustrati nella mappa &#8220;The Business Social Media Map&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/08/socialmediagoals_table.png"><img class="alignnone size-full wp-image-305" title="socialmediagoals_table" src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/08/socialmediagoals_table.png" alt="socialmediagoals_table" width="463" height="320" /></a></p>
<p>Ed ecco il risultato tradotto in una mappa concettuale:</p>
<p><a href="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/08/small_the_business_socialmedia_map4.png"><img class="alignnone size-full wp-image-306" title="the business socialmedia map " src="http://www.smartfeeling.org/blog/wp-content/uploads/2009/08/small_the_business_socialmedia_map4.png" alt="the business socialmedia map " width="461" height="259" /></a></p>
<p>Chiunque voglia aiutarmi a completarla è, come sempre, il benvenuto.</p>
<p>Ho realizzato quattro diverse versioni (si differenziano solo per lo sfondo) che potrete utilizzare a vostro piacimento come sfondo per il desktop, nei vostri blog o nelle vostre presentazioni.<br />
Il formato utilizzato è il PNG con le dimensioni 1920&#215;1080.</p>
<ul>
<li><a href="../downloads/the_business_socialmedia_map.png" target="_blank"> &#8220;The Business Social Media Map&#8221; &#8211; Versione base</a></li>
<li><a href="../downloads/the_business_socialmedia_map2.png" target="_blank">&#8220;The Business Social Media Map&#8221; &#8211; Sfondo tecnico</a></li>
<li><a href="../downloads/the_business_socialmedia_map3.png" target="_blank">&#8220;The Business Social Media Map&#8221; &#8211; Sfondo romantico (natura)</a></li>
<li><a href="../downloads/the_business_socialmedia_map4.png" target="_blank">&#8220;The Business Social Media Map&#8221; &#8211; Sfondo romantico (stazione)</a></li>
<li><a href="../downloads/the_business_socialmedia_map.zip" target="_blank">&#8220;The Business Social Media Map&#8221; &#8211; ZIP con tutte le immagini</a></li>
</ul>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/smartfeeling/rss/~4/IFMjGRKchp8" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Le 10 virtù per padroneggiare il web 2.0</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/smartfeeling/rss/~3/Iw_ujazvlMk/</link>
		<comments>http://www.smartfeeling.org/blog/2009/08/le-10-virtu-per-padroneggiare-il-web-2-0/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 09:13:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelo.geminiani</dc:creator>
				<category><![CDATA[enterprise 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
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		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Mastering Web 2.0: Le 10 virtù
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I questa brevissima presentazione ho cercato di riassumere quelle che a mio parere (ed in base alla mia esperienza) sono le 10 principali virtù per avere successo in progetti legati al Web 2.0.
Che si tratti di progetti aziendali di marketing rivolti verso l&#8217;esterno o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F08%2Fle-10-virtu-per-padroneggiare-il-web-2-0%2F"><img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.smartfeeling.org%2Fblog%2F2009%2F08%2Fle-10-virtu-per-padroneggiare-il-web-2-0%2F" height="61" width="51" /></a></div><div id="__ss_1819691" style="width: 425px; text-align: left;"><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" title="Mastering Web 2.0: Le 10 virtù" href="http://www.slideshare.net/angelo.geminiani/mastering-web-20-le-10-qualit">Mastering Web 2.0: Le 10 virtù</a><object style="margin:0px" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=le10qualit-090806023327-phpapp01&amp;stripped_title=mastering-web-20-le-10-qualit" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed style="margin:0px" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=le10qualit-090806023327-phpapp01&amp;stripped_title=mastering-web-20-le-10-qualit" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="font-size: 11px; font-family: tahoma,arial; height: 26px; padding-top: 2px;">View more <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/">documents</a> from <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/angelo.geminiani">Gian angelo Geminiani</a>.</div>
</div>
<p>I questa brevissima presentazione ho cercato di riassumere quelle che a mio parere (ed in base alla mia esperienza) sono le 10 principali virtù per avere successo in progetti legati al Web 2.0.<br />
Che si tratti di progetti aziendali di marketing rivolti verso l&#8217;esterno o progetti interni, il &#8220;<strong>Nuovo Web</strong>&#8221; (Web 2.0) va affrontato con la massima preparazione e professionalità.</p>
<p>Quali caratteristiche deve avere chi si accinge ad affrontare un progetto per la realizzazione di un blog aziendale, di un blog commerciale o professionale, chi inizia ad utilizzare <a title="Ma a cosa serve Twitter?" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=288" target="_blank">Twitter </a>o Facebbok per il proprio business o chi stà pensando di avviare una community (anche se internamente alla propria azienda)?</p>
<p>Esistono delle virtù che dovremmo ritenere fondamentali?<br />
Oppure no? Oppure è sufficiente buttarsi?</p>
<p>Dal mio punto di vista queste 10 caratteristiche (o virtù) personali sono inprescindibili:</p>
<ul>
<li><strong>Empatia</strong>: il web 2.0 è fatto di persone e dalle persone. Relazionati.</li>
<li><strong>Ascolto</strong>: prima di parlare (o urlare), <a title="L'importanza di saper ascoltare all'epoca del web 2.0" href="http://www.smartfeeling.org/blog/?p=279" target="_blank">impara ad ascoltare</a>.</li>
<li><strong>Pazienza</strong>: fai le cose per piccoli passi (ma falle).</li>
<li><strong>Generosità</strong>: condividi senza secondi fini.</li>
<li><strong>Prontezza </strong>e Rapidità: devi essere sempre pronto. Pronto a cambiare, pronto ad agire.</li>
<li><strong>Collaborazione</strong>: non puoi fare tutto da solo.</li>
<li><strong>Flessibilità</strong>: adattati al contesto.</li>
<li><strong>Lungimiranza</strong>: pensa in grande e per il lungo periodo.</li>
<li><strong>Abnegazione</strong>: dedicati anima e corpo. Documentati, impara, rifletti.</li>
<li><strong>Umiltà</strong>: impara dagli altri e dai tuoi errori. Le tue idee non devono essere una gabbia.</li>
</ul>
<p>Voi come la vedete? Avete qualche virtù che preferite o che ritenete piu&#8217; importante di altre?</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/smartfeeling/rss/~4/Iw_ujazvlMk" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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