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	<title>SFUEI DAL FRIÛL LIBAR</title>
	
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	<description>IL GIORNALE DEL FRIULI LIBERO</description>
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		<title>12 novembre 2009 – Caracreatura debutta al Teatro dei Fabbri di Trieste, nuova produzione della Contrada</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 14:40:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[12 novembre 2009]]></category>
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		<description><![CDATA[Giovedì 12 novembre debutta al Teatro dei Fabbri di Trieste (Via dei Fabbri 2) la nuova produzione della Contrada-Teatro Stabile di Trieste, “Caracreatura” di Pino Roveredo, tratto dal romanzo omonimo.
Con “Caracreatura” – terzo testo di Roveredo allestito dallo Stabile privato triestino dopo Ballando con Cecilia e Capriole in salita – si riapre anche al pubblico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 12 novembre debutta al Teatro dei Fabbri di Trieste (Via dei Fabbri 2) la nuova produzione della Contrada-Teatro Stabile di Trieste, “Caracreatura” di Pino Roveredo, tratto dal romanzo omonimo.</p>
<p>Con “Caracreatura” – terzo testo di Roveredo allestito dallo Stabile privato triestino dopo Ballando con Cecilia e Capriole in salita – si riapre anche al pubblico dopo tanti anni di lavori di ristrutturazione il piccolo teatrino dei Fabbri, acquisito dalla Contrada alcune stagioni fa. Un evento importante, quindi, che vuole celebrare con uno dei testi più emozionanti dell’autore triestino la restituzione alla città di uno spazio teatrale rinnovato.</p>
<p>In scena c’è una madre che inizia il racconto di una vita normale di sacrifici e affetto profondo. Al centro c’è un figlio, amatissimo, che si osserva crescere con mille aspettative fino al giorno terribile della scoperta che la caracreatura ha gettato via il futuro per pochi attimi di felicità artificiale. Marina è una donna di mezza età con alle spalle una storia di fatiche, abbandoni e violenze familiari, ma con una voglia di riscatto mai venuta meno. La vita pare averla condotta alle soglie di una esistenza serena assieme al marito e al figlio Gianluca, ma qualcosa s’incrina. Il ragazzo smarrisce se stesso con l’affidare la sua giovinezza a droghe sempre più pesanti e finisce in carcere; il marito muore lasciandola sola ad affrontare una tragedia così grande.</p>
<p>Ed ecco allora profilarsi l’odissea di questa Madre, plebea e sublime, volgare e delicata, che farà di tutto per salvare la sua caracreatura, fino ad un gesto d’amore estremo e sorprendente.</p>
<p>Pino Roveredo ha affrontato diverse volte tematiche difficili e “scomode” come l’alcolismo, la droga o il carcere. Ha esordito nella narrativa con “Capriole in salita” nel 1996 (Edizioni Lint). Successivamente ha pubblicato, sempre con Lint, la raccolta di racconti “Una risata piena di finestre” (1997), il suo secondo romanzo “La città dei cancelli”, cui sono seguiti “Ballando con Cecilia”, “San Martino al Campo” e “Schizzi di vino in brodo”.</p>
<p>Collabora come opinionista con diversi quotidiani ed è impegnato da anni nell’attività sociale, prima come operatore degli alcolisti in trattamento, poi come responsabile del Centro Studi della Comunità di S. Martino al Campo. Bompiani ha pubblicato i racconti di “Mandami a dire” (2005) con i quali ha vinto il 43° Premio Campiello nel settembre 2005 (ex-aequo con Antonio Scurati), il Premio Predazzo, il Premio Anmil, il Premio “Il campione”.</p>
<p>A fine marzo, in concomitanza con il debutto del testo teatrale tratto da “Capriole in salita”, è uscito il suo ultimo libro, “Attenti alle rose”.</p>
<p>Protagonista di “Caracreatura” è Maria Grazia Plos, l’attrice friulana che fa parte da tanti anni della compagnia stabile della Contrada: con questa prova, Plos aggiunge un altro struggente ed emozionante figura alla sua galleria di personaggi, dimostrandosi ancora una volta duttile nel trasformarsi in scena passando dai ruoli più comici a quelli fortemente drammatici.</p>
<p>Approdata alla Contrada nel 1983, dopo il diploma alla Civica Scuola di Recitazione “Nico Pepe” di Udine, Maria Grazia Plos ha iniziato una lunga collaborazione con lo Stabile di Trieste, partecipando a diversi spettacoli di teatro ragazzi e in seguito a tutti gli allestimenti di inaugurazione della stagione, dalla prima edizione di Due paia di calze di seta di Vienna di Carpinteri e Faraguna nel 1986, fino alle ultime produzioni, Un nido di memorie e L’ultimo Carneval di Tullio Kezich, Zente refada di Giacinto Gallina, Sariandole e Tramachi di Roberto Curci e Remitùr di Ugo Vicic, tutti per la regia di Francesco Macedonio.</p>
<p>Ha lavorato sotto la direzione di Patrick Rossi Gastaldi, Mario Licalsi, Giorgio Pressburger, Antonio Salines e tanti altri e figura tra gli interpreti di entrambi gli spettacoli di Pino Roveredo prodotti dalla Contrada: Ballando con Cecilia, presentato nel 2001 al Festival di Todi e al Mittelfest, e Capriole in salita, che dopo il grande successo della passata stagione sarà ripreso a breve per una tournée in Friuli e in Veneto.</p>
<p>Con Maria Grazia Plos troviamo in scena Massimiliano Borghesi, giovane attore diplomato due anni fa all’Accademia Teatrale “Città di Trieste”. Prima ancora del diploma, Borghesi è stato diretto da Francesco Macedonio ne Il gatto in tasca di Feydeau, al fianco di Antonio Salines. Da allora numerose le sue partecipazioni con la Contrada, tra le quali di recente in Capriole in salita e Remitùr. In “Caracreatura” l’attore veste i panni del figlio della protagonista.</p>
<p>Piccolo cammeo in scena per Riccardo Maranzana, che compare solamente in video. L’attore, che qui interpreta il marito scomparso, viene evocato nei ricordi di Marina.</p>
<p>Dirige lo spettacolo Franco Però, che collabora per la prima volta ad un allestimento della Contrada. Diplomato all’Istituto d’Arte Drammatica di Trieste nel 1974, Franco Però ha lavorato come attore e aiuto-regista con Aldo Trionfo, Franco Enriquez e Gabriele Lavia (del quale è stato assistente dal 1980 al 1983). Tra le sue principali regie di prosa: American Buffalo di David Mamet (1984), Vero West di Sam Shepard (1984-85), Piccoli equivoci di Claudio Bigagli (1986), Singoli di Enzo Siciliano e Purché tutto resti in famiglia di Alan Ayckbourn (1989), I serpenti della pioggia di Per Olov Enquist (1989-90), Spirito allegro di Noël Coward e Un saluto, un addio di Athol Fugard (1990), Senza voce tra le voci racchiuse con me, collage di testi beckettiani (1990-91, affrontati anche nel 1995, Da un’opera abbandonata e nel 1997, Niente è più buffo dell’immortalità), Partage de midi di Paul Claudel (1991-92), Chi ha paura di Virginia Woolf? di Edward Albee (1992), La madre confidente (1995) e La disputa di Marivaux (1997), Winckelmann , di cui è anche l’autore e L’agnello del povero di Stefan Zweig (1997), Lo straniero di Albert Camus riduzione di Robert Azencott (1999).</p>
<p>Ha curato anche la regia di opere liriche (La Bohème di Puccini, 1989-90; Il corsaro di Verdi, 1998, Lohengrin di Wagner, 2000), mises en espace e letture. Fra i suoi più recenti lavori, il progetto Alexandria, prodotto dallo Stabile del FVG, con Elisabetta Pozzi (2008-09).</p>
<p>Le scene e i costumi che ricreano l’atmosfera dei personaggi di Roveredo sono stati ideati da Andrea Stanisci. Carlo Moser ha curato gli effetti sonori, Maurizio Bressan le riprese video, mentre la voce del giornale radio è di Adriano Giraldi.</p>
<p>Prodotto dalla Contrada con il sostegno della Fondazione CRTrieste, “Caracreatura” debutta giovedì 12 novembre alle 21.00 e rimane in scena fino a domenica 22 (serali ore 21.00; martedì e festivi ore 16.30; lunedì riposo).</p>
<p>Ingresso 15 euro; ridotto 12 euro; abbonati della Stagione di Prosa della Contrada 8 euro. Data la limitata disponibilità dei posti è consigliata la prenotazione. Prevendita dei biglietti e prenotazione dei posti: Teatro Orazio Bobbio e TicketPoint.</p>
<p>Informazioni: 040.390613; contrada@contrada.it; www.contrada.it.</p>

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		<title>Lettere dei lettori – A proposito di certe esigenze di giustizia</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 14:33:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache]]></category>
		<category><![CDATA[esigenze]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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		<category><![CDATA[lettere dei lettori]]></category>

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		<description><![CDATA[L’incredibile notizia che la salma del cardiochirurgo pediatrico Carlo Marcelletti, deceduto tragicamente sei mesi fa, non è stata ancora restituita alla famiglia, in quanto “trattenuta per esigenze di giustizia”, mi ha lasciato basito e scaricato addosso un repentino e inarrestabile lampo di tristezza.
Sono rimasto ancor più scosso dalle composte, ma insieme sconvolte, considerazioni in merito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’incredibile notizia che la salma del cardiochirurgo pediatrico Carlo Marcelletti, deceduto tragicamente sei mesi fa, non è stata ancora restituita alla famiglia, in quanto “trattenuta per esigenze di giustizia”, mi ha lasciato basito e scaricato addosso un repentino e inarrestabile lampo di tristezza.</p>
<p>Sono rimasto ancor più scosso dalle composte, ma insieme sconvolte, considerazioni in merito alla dolorosa vicenda, espresse dalla vedova nel corso di un’intervista televisiva.</p>
<p>Domando: “Dove è andata a finire la pietà?”. E qualora si dovesse osservare che, in tale interrogativo, c’è vuota utopia, desidererei sapere quali sentimenti proverebbero i magistrati, i quali “salvaguardano” le esigenze giudiziarie tenendo in pegno poveri resti mortali, nel caso in cui si trattasse del loro padre o figlio o fratello.</p>
<p>Non compete, sempre e comunque, ad ogni persona che cessa di vivere, il naturale e intangibile diritto ad una degna sepoltura?</p>
<p>Nella circostanza, terrei molto alla pubblicazione di queste righe e, anzi, mi augurerei che le stesse giungessero, alla stregua di appello morale di un comune cittadino, all’attenzione del Signor Presidente della Repubblica e del Ministro della Giustizia, auspicando un’occhiata, da parte loro, alla sconcertante, per non dire vergognosa, situazione.</p>
<p> </p>
<p>10 novembre 2009</p>
<p> </p>
<p>Rocco Boccadamo</p>
<p>Lecce</p>
<p>e.mail: rocco_b@alice.it</p>

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		<title>Il Comune di Udine informa – la newsletter del 12 novembre 2009</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 14:29:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Udine]]></category>
		<category><![CDATA[12 novembre 2009]]></category>
		<category><![CDATA[Il Comune di Udine informa]]></category>
		<category><![CDATA[Newsletter]]></category>

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		<description><![CDATA[Via libera anche all’ampliamento del Mercato ortofrutticolo
IN ARRIVO I NUOVI MARCIAPIEDI
DI VIA LOMBARDIA
Approvato il progetto preliminare: il Comune investirà
350 mila euro sulla strada che collega i Rizzi a Colugna
***
Firmato il protocollo a Palazzo D’Aronco
IMMIGRAZIONE, RINNOVATO
IL TAVOLO UNICO CITTADINO
Dura tre anni e coordinerà le attività di 23 associazioni, Comune e Ass4
Le azioni utilizzeranno criteri che coniugano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via libera anche all’ampliamento del Mercato ortofrutticolo</p>
<p>IN ARRIVO I NUOVI MARCIAPIEDI</p>
<p>DI VIA LOMBARDIA</p>
<p>Approvato il progetto preliminare: il Comune investirà</p>
<p>350 mila euro sulla strada che collega i Rizzi a Colugna</p>
<p>***</p>
<p>Firmato il protocollo a Palazzo D’Aronco</p>
<p>IMMIGRAZIONE, RINNOVATO</p>
<p>IL TAVOLO UNICO CITTADINO</p>
<p>Dura tre anni e coordinerà le attività di 23 associazioni, Comune e Ass4</p>
<p>Le azioni utilizzeranno criteri che coniugano legalità e solidarietà</p>
<p>Honsell: “Le storie dell’immigrazione sono tante,</p>
<p>dobbiamo evitare il rischio di cadere nel semplicismo”</p>
<p>***</p>
<p>Arte e musica accendono gli shopping Days autunnali il 13, 14 e 15 novembre</p>
<p>SHOPPING, EVENTI E CULTURA</p>
<p>PER IL RILANCIO DEL CENTRO CITTADINO</p>
<p>Comune, Confcommercio e Banca di Cividale insieme per valorizzare la città a partire già dagli Shopping days</p>
<p>Le sale della Pinacoteca offriranno piccoli eventi musicali</p>
<p>in abbinamento a visite guidate alle opere della collezione</p>
<p>***</p>

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		<title>VolontariaMente avvicina i giovani all’associazionismo</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 14:24:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Udine]]></category>
		<category><![CDATA[associazionismo]]></category>
		<category><![CDATA[avvicina]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[VolontariaMente]]></category>

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		<description><![CDATA[Sensibilizzare i giovani della Carnia ed avvicinarli al variegato universo del volontariato, informandoli delle diverse attività e programmi attuati dall’associazionismo locale, vera e sovente poco conosciuta risorsa del territorio. E’ il progetto “VolontariaMente” che vede coinvolti gli studenti di 3^, 4^ e 5^ degli Istituti d’istruzione superiori di Tolmezzo. Pensato, attivato e fortemente voluto dall’Azienda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sensibilizzare i giovani della Carnia ed avvicinarli al variegato universo del volontariato, informandoli delle diverse attività e programmi attuati dall’associazionismo locale, vera e sovente poco conosciuta risorsa del territorio. E’ il progetto “VolontariaMente” che vede coinvolti gli studenti di 3^, 4^ e 5^ degli Istituti d’istruzione superiori di Tolmezzo. Pensato, attivato e fortemente voluto dall’Azienda sanitaria n.3 “Alto Friuli”, il progetto vede il supporto del braccio operativo della Cooperativa sociale Itaca.</p>
<p>Sono ripartiti con nuovo slancio gli incontri dei giovani di “VolontariaMente”: dopo il notevole successo dello scorso anno, i ragazzi coinvolti nel progetto sono tornati con lo stesso spirito dei primi giorni ma con la consapevolezza in più di una stagione passata a portare sorrisi e buonumore nelle comunità visitate.</p>
<p>Tutto era partito nel corso dell’anno scolastico 2007-2008, quando l’Azienda sanitaria n.3 “Alto Friuli” aveva attivato un progetto denominato, appunto, “VolontariaMente” che prevedeva che un formatore &#8211; affiancato da un educatore della Cooperativa sociale Itaca &#8211; si recasse nelle classi del triennio degli Istituti superiori tolmezzini con l’obiettivo di informare e soprattutto sensibilizzare i ragazzi sui temi legati al volontariato.</p>
<p>Attraverso giochi, focus groups e discussione in genere erano stati fatti emergere pareri, conoscenze ed eventuali idee legate a quel mondo. Successivamente e in una seconda fase i ragazzi interessati avevano preso contatto più diretto con le associazioni del territorio.</p>
<p>Il progetto è nato e si propone di costituire un gruppo coeso di giovani attivi, promotori di benessere nel loro territorio e aventi un ruolo di facilitatori nella costituzione di una rete tra le diverse realtà. Tale compito è stato assunto dagli educatori della Cooperativa Itaca impegnati all’interno del “Servizio di Sviluppo della Comunità Educante”, che prevede appunto interventi di tipo laboratoriale da effettuarsi nelle scuole del territorio, ma anche la promozione ed attivazione di attività di aggregazione a scopo educativo per i ragazzi della Carnia, nonché la creazione di una rete tra le Associazioni, gli Enti e le Amministrazioni comunali del territorio che si occupano di giovani.</p>
<p>In concreto, da settembre dello scorso anno quindici tra ragazzi e ragazze hanno iniziato a frequentarsi una volta la settimana per inventare e costruire animazioni da portare nei paesi della Carnia. Soprattutto spettacoli per i bambini da 0 a 3 anni, che frequentano gli “Spazi gioco” di Itaca denominati “Bambini e genitori insieme”, e per i ragazzi disabili riuniti nelle Comunità del territorio. Un viaggio mai noioso e sempre ricco di nuovi stimoli. Un modo per i ragazzi di donare il loro tempo e di incontrarsi in un luogo dal terreno fertile e senza dubbio salubre.</p>
<p>Ecco così rappresentazioni di giocoleria, marionette e burattini, anime video che interagiscono con ragazzoni in carne ed ossa, musica, danze e molto altro ancora. Questa è la traccia incisa lo scorso anno, con ancora nelle orecchie l’eco di risa di persone felici. L’unico difetto è che il tutto pare essere contagioso: “bisogna ammetterlo, per noi educatori – fanno sapere dallo staff carnico di Itaca &#8211; l’incontro settimanale è una carica di energia e divertimento e, soprattutto, un banco di prova per sperimentare nuove idee e giochi da sviluppare negli altri laboratori e progetti in cui veniamo coinvolti”.</p>
<p> </p>
<p>Fabio Della Pietra</p>
<p>Ufficio Stampa</p>
<p>Cooperativa sociale Itaca</p>
<p>Pordenone</p>
<p>www.itaca.coopsoc.it</p>

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<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/3phKTisBrpv9OEiqkeIB7pPx4DI/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/3phKTisBrpv9OEiqkeIB7pPx4DI/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/sfueidalfriullibar/~4/ygTA8yQPpNA" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Si avvia alla conclusione la 26a rassegna del teatro friulano a Valvasone</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 14:22:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Valvasone]]></category>

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		<description><![CDATA[Si avvia alla conclusione la 26a Rassegna del Teatro Friulano a Valvasone; nelle tre serate gli spettatori sono sempre stati numerosi con l&#8217;Auditorium quasi sempre al completo, soddisfazione quindi per le Compagnie partecipanti e per gli organizzatori, Circolo Culturale Erasmo di Valvason in primis. Agli abituali spettatori locali o dei paesi limitrofi, si sono aggiunti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si avvia alla conclusione la 26a Rassegna del Teatro Friulano a Valvasone; nelle tre serate gli spettatori sono sempre stati numerosi con l&#8217;Auditorium quasi sempre al completo, soddisfazione quindi per le Compagnie partecipanti e per gli organizzatori, Circolo Culturale Erasmo di Valvason in primis. Agli abituali spettatori locali o dei paesi limitrofi, si sono aggiunti in notevole incremento quest&#8217;anno anche quelli provenienti da prov di Udine e Basso Sanvitese, segno quindi che oltre agli affezionati a cui giunge ogni anno il programma a domicilio via posta ha funzionato ache la promozione attraverso locandine e non ultimo anche sui numerosi siti web che propongono gli appuntamenti in Regione; a tal proposito si segnala che chi volesse ricevere informazioni aggiornate sulle iniziative in programma, a scelta tra il formato postale tradizionale e quello di mail elettronica può contattare il Circolo attraverso i seg. indirizzi: valvasonerasmo@gmail.com, oppure seguire il blog http://valvasonerasmo.blogspot.com/ che oltre agli eventi in programma proporrà anche brevi schede sulle pubblicazioni del Circolo ed altre informazioni tramite l&#8217;archivio in costruzione.</p>
<p>Intanto dopo il debutto in occasione dei festeggiamenti dedicati al Santo Patrono S.Martino, sabato 14 novembre la Compagnia Arc di San Marc di S.Martino al Tagliamento proporrà il nuovo ed atteso lavoro teatrale a chiusura della Rassegna Teatrale di Valvasone, grande attesa quindi per questa divertente commedia in due quadri &#8220;Li mudantis dal nonu Primo- e -Durrra faila capì a un vichingo -interamente curata dalla Compagnia sia per quanto riguarda i testi di Licinio Del Bianco che per i costumi e le scenografie di grande effetto e abilità artistica nonchè la regia a cura di Mario Di Martino.</p>

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<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Faza0Esro3aDbZcgMnykqcBVCsU/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Faza0Esro3aDbZcgMnykqcBVCsU/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/sfueidalfriullibar/~4/d8ZU7Ix4vPg" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Basket. Snaidero con la testa al prossimo impegno, gara interna con Sassari anticipo televisivo di sabato</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 14:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di VALERIO MORELLI
UDINE. Oltre ai coach Demis Cavina e Meo Sacchetti, scambiatisi le panchine, Snaidero &#8211; Banco di Sardegna Sassari, anticipo tv di sabato in Legadue, vedrà anche in campo due ex: entrambi sul fronte arancione. Luigi Dordei ha militato nella Dinamo nelle ultime due stagioni, con Cavina allenatore e prima di seguirlo pure a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di VALERIO MORELLI</p>
<p>UDINE. Oltre ai coach Demis Cavina e Meo Sacchetti, scambiatisi le panchine, Snaidero &#8211; Banco di Sardegna Sassari, anticipo tv di sabato in Legadue, vedrà anche in campo due ex: entrambi sul fronte arancione. Luigi Dordei ha militato nella Dinamo nelle ultime due stagioni, con Cavina allenatore e prima di seguirlo pure a Udine. Joel Zacchetti, invece, ci ha giocato quattro anni fa. Ambedue ci hanno rimesso qualcosa (Gigi un tendine, Joel un ginocchio), ma hanno ottimi ricordi. Li mettono da parte, però, in vista della sfida al Carnera. «La Snaidero deve riscattare Pavia e, perciò, dobbiamo vincere», assicurano all’unisono.</p>
<p>Dordei. «A Sassari – attacca l’ex per eccellenza della Snaidero – ci sono stato due anni e mi sono trovato bene, quindi fra tutte è la partita più sentita per me. Ho bei ricordi, ma anche legami ancora. Sono state due stagioni positive, a suon di risultati, e l’ambiente è appassionato di pallacanestro, oltre che bello perché c’è il mare vicino e un buon clima. Ci ho lasciato un tendine d’Achille, ma non si può avere tutto dalla vita. Comunque, l’ortopedico Ziranu di Sassari mi ha operato bene e sono andato in pari».</p>
<p>Sassari. «Della squadra in cui ho giocato io – spiega Gigi – degl’italiani sono rimasti Devecchi specialista difensivo, Vanuzzo numero 4 tiratore e Manca, oltre a ragazzi che si allenavano con noi. Degli stranieri è rimasto Rowe, mentre Whiting ed Ezugwu sono stati rimpiazzati da Kemp e Hubalek. Formano una squadra di talento».</p>
<p>Attacco. «Mi sono simpatici e voglio loro bene, ma sabato quando andremo in campo – assicura l’ex sassarese – penserò solo a giocare bene. Allenata da Sacchetti, anche Sassari ha potenziale d’attacco, pur se sembra che abbia pause. Ha un gran talento offensivo, non inferiore a Venezia per esempio, ed è nel gruppo delle favorite in Legadue».</p>
<p>Difesa. «Dovremo fare la nostra partita, come sempre – predica Dordei – limitando dal canto nostro le piccole pause, che a Pavia ci sono costate i 2 punti, e gli errori gratuiti: specie nei tiri liberi e nelle scelte offensive. Dovremo giocarcela sino in fondo con voglia, grinta e in difesa».</p>
<p>Cavina. «Già uno ci tiene a fare bene contro una squadra in cui è stato, il coach – garantisce Gigi che lo conosce bene – anche in amichevole. Non farà qualcosa in più, perché è già molto meticoloso di suo. Ci terrà a fare bene e a vincere come anche Sassari, che avrà pure motivazioni extra. Non ho mai fatto l’allenatore, ma almeno per chi gioca l’emozione dell’ex c’è prima della partita e sparisce in automatico quando comincia».</p>
<p>Zacchetti. Joel è un ex più datato, del 2005 &#8211; ’06 quando Di Giuliommaria gli consigliò la via di Sassari nel primo anno di Snaidero alla Ghiacci &#8211; Pancotto. «Sì e ho bei ricordi anch’io – dice – pur se mi sono rotto un ginocchio (lo stesso di due anni prima a Udine, ndr) dopo tre mesi di campionato, a Novara. Squadra, società e presidente Mele mi avevano accolto bene. Sabato sarà dura, ma dobbiamo riscattare Pavia e daremo il massimo: dovremo difendere e limitare il contropiede. Io ho ancora fastidio per la tendinite a un piede, ma sopporto». Intanto ieri, dopo lo stop di martedì pomeriggio, Zacchetti si è allenato in maniera differenziata.</p>
<p>Anticipo. Oggi, altro doppio allenamento, mattina e pomeriggio, al Carnera. Domani seduta soltanto pomeridiana in vista dell’anticipo di sabato, alle 20.30, che andrà in diretta tv su Rai Sport Più.</p>
<p> </p>
<p>SCELTO PER VOI DA MESSAGGERO VENETO</p>

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		<title>Rugby. Castrogiovanni: contro il Sudafrica lo stadio Friuli può darci una grossa mano</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 13:58:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Udine]]></category>
		<category><![CDATA[Castrogiovanni]]></category>
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		<category><![CDATA[Sudafrica]]></category>

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		<description><![CDATA[MILANO. Può vantarsi di essere l’unico azzurro che ha battuto il Sudafrica. É il pilone della Nazionale e dei Leicester Tigers, Martin Castrogiovanni, che venerdì scorso ha affrontato con la maglia del proprio club gli Springboks ottenendo uno “storico” successo. In Inghilterra era presente quasi al completo la rosa dei giocatori del Sudafrica che scenderà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MILANO. Può vantarsi di essere l’unico azzurro che ha battuto il Sudafrica. É il pilone della Nazionale e dei Leicester Tigers, Martin Castrogiovanni, che venerdì scorso ha affrontato con la maglia del proprio club gli Springboks ottenendo uno “storico” successo. In Inghilterra era presente quasi al completo la rosa dei giocatori del Sudafrica che scenderà il 21 novembre sarà di scena allo stadio Friuli nel secondo test match autunnale degli azzurri.</p>
<p>Castrogiovanni, qual è il segreto di questo successo?</p>
<p>«Non è un risultato che si ottiene tutti i giorni, certo a loro mancavano dei titolari ma anche a noi. In ogni caso, per un club battere i campioni del mondo davanti al proprio pubblico è un risultato enorme, credo sia una delle gioie più grandi della mia carriera rugbistica».</p>
<p>Pensando alla partita del 21 novembre a Udine, come si batte il Sudafrica?</p>
<p>«Credo che per batterli bisogna innanzitutto essere estremamente preparati fisicamente. Loro sono una delle squadre più fisiche in circolazione, noi Tigers siamo stati bravi a dominarli in questo aspetto del gioco. Si fidano molto della loro fisicità e, se si trovano in difficoltà, possono scoprire il fianco. Certo, non è facile riuscirci, ma a Leicester ce l’abbiamo fatta».</p>
<p>Al Welford Road la mischia è stata fondamentale. L’Italia che vedremo a Udine sarà in grado di fare altrettanto?</p>
<p>«Penso che tutti gli avversari sappiano che la mischia italiana è uno dei grandi punti di forza della Nazionale. Abbiamo un pacchetto competitivo e dovremo metterli subito sotto pressione per togliere loro sicurezza, limitare i possessi di qualità e i lanci di gioco. Se ci riusciremo, potremo senza dubbio mettere i sudafricani in difficoltà».</p>
<p>Prima degli Springboks, però, c’è la Nuova Zelanda sabato a San Siro&#8230;</p>
<p>«Continuo a pensare che il Sudafrica sia la squadra più forte al mondo e lo hanno dimostrato nell’ultimo Tri-Nations. Ora, però, dobbiamo rimanere concentrati sulla partita contro gli All Blacks. Dobbiamo entrare in campo con la massima fisicità e dare tutto. A Milano e a Udine».</p>
<p>A Welford Road, i 24 mila tifosi dei Tigers sono stati il sedicesimo uomo in campo. Cosa vuol dire al pubblico di Udine?</p>
<p>«Giocare in un San Siro esaurito contro gli All Blacks sarà meraviglioso, ma sono certo che il pubblico del Friuli non sarà da meno e potrà darci la carica per affrontare al meglio i campioni del mondo. Avremo bisogno del sostengo di tutto il pubblico friulano per contrastare i Boks e disputare una grande partita».</p>
<p> </p>
<p>SCELTO PER VOI DA MESSAGGERO VENETO</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/OYteRb4OHkG56KwFtQ6s3KNnwZU/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/OYteRb4OHkG56KwFtQ6s3KNnwZU/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/OYteRb4OHkG56KwFtQ6s3KNnwZU/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/OYteRb4OHkG56KwFtQ6s3KNnwZU/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/sfueidalfriullibar/~4/yhDkXNcPQko" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Ciclismo. Giro dilettanti in Regione dal 5 al 9 maggio 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 13:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altri Sport]]></category>
		<category><![CDATA[5 maggio 2010]]></category>
		<category><![CDATA[9 maggio 2010]]></category>
		<category><![CDATA[ciclismo]]></category>
		<category><![CDATA[dilettanti]]></category>
		<category><![CDATA[Giro]]></category>
		<category><![CDATA[Regione FVG]]></category>

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		<description><![CDATA[UDINE. Il Giro della Regione Friuli Vg a tappe per dilettanti 2010 (5-9 maggio) si concluderà a Udine: gli organizzatori hanno deciso di chiudere la corsa nel capoluogo per ricordare il centenario della prima edizione del Giro del Friuli, che si disputò il 20 settembre 1910 in prova unica sulla distanza di 265 chilometri (vittoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>UDINE. Il Giro della Regione Friuli Vg a tappe per dilettanti 2010 (5-9 maggio) si concluderà a Udine: gli organizzatori hanno deciso di chiudere la corsa nel capoluogo per ricordare il centenario della prima edizione del Giro del Friuli, che si disputò il 20 settembre 1910 in prova unica sulla distanza di 265 chilometri (vittoria del palmarino Emilio Marchetti). L’idea è del presidente dell&#8217;organizzazione, Giovanni Cappanera: «Ancora non si è deciso se l’arrivo avverrà in via Mercatovecchio o sul colle del Castello, ma ciò che conta è festeggiare degnamente l’anniversario della corsa in cui affonda le sue radici l’attuale Giro della Regione».</p>
<p>Oltre all’arrivo, siamo in grado di anticipare per grandi linee il disegno della prossima edizione, che, tra le altre novità, prevede uno sconfinamento in Carinzia,</p>
<p>La tappa di apertura prenderà il via a Gorizia, davanti al Castello, poi, dopo aver toccato la provincia di Trieste e la Bassa Friulana, risalirà verso le colline moreniche per entrare nel vivo prima della conclusione a Fagagna, scelta in omaggio agli azzurri della pista, Fabio Masotti e Alex Buttazzoni. Il giorno dopo, gli oltre 170 partecipanti prenderanno il via da Palmanova e punteranno su Pordenone, che ospitò il Giro della Regione per la prima volta nel 1963 quando Felice Gimondi, al termine della quarta frazione, indossò la maglia di leader che mantenne anche nella successiva e conclusiva vincendo quell’edizione. La tappa prevede anche uno “sconfinamento” nel Veneto, che negli ultimi due anni ha accolto altrettanti arrivi di tappa. Traguardo inedito per la terza frazione che giungerà a Forni di Sopra per la prima volta nella sua storia, e dove il ciclismo manca da oltre 20 anni, cioè da quando si correva la Udine-Forni di Sopra, una classica che si disputò per 35 edizioni, inizialmente riservata ai dilettanti e in seguito agli juniores. La partenza avverrà dalla Destra Tagliamento, molto probabilmente da Maniago.</p>
<p>La quarta tappa prenderà il via da Arta Terme, e, attraverso il Canal del ferro e la Val Canale, si spingerà in Austria, dove c’è un notevole interesse per la corsa friulana. Dalla Carinzia, il giorno seguente, il grande finale con la conclusione a Udine cento anni dopo la prima edizione del “Friuli”.</p>
<p>Giovanni Casella</p>
<p> </p>
<p>SCELTO PER VOI DA MESSAGGERO VENETO</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ITuxfphUYvu_3peZBieyhdwbzMo/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ITuxfphUYvu_3peZBieyhdwbzMo/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ITuxfphUYvu_3peZBieyhdwbzMo/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ITuxfphUYvu_3peZBieyhdwbzMo/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/sfueidalfriullibar/~4/RSTEELDmIc8" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Udinese. Armistizio tra Pozzo e Marino. Entrambi vogliono il bene della squadra</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 13:55:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Udine]]></category>
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		<category><![CDATA[Udinese]]></category>
		<category><![CDATA[vogliono]]></category>

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		<description><![CDATA[di MASSIMO MEROI
Chiamiamolo armistizio. Gianpaolo Pozzo e Pasquale Marino si sono visti, parlati, ma ognuno è rimasto sulle proprie posizioni. Il caso, comunque, è chiuso e adesso, come ha sottolineato il dg Sergio Gasparin, «dobbiamo compattare le forze per risolvere i problemi e uscire da questa situazione. La squadra ne ha i mezzi». È stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di MASSIMO MEROI</p>
<p>Chiamiamolo armistizio. Gianpaolo Pozzo e Pasquale Marino si sono visti, parlati, ma ognuno è rimasto sulle proprie posizioni. Il caso, comunque, è chiuso e adesso, come ha sottolineato il dg Sergio Gasparin, «dobbiamo compattare le forze per risolvere i problemi e uscire da questa situazione. La squadra ne ha i mezzi». È stata un’opera di diplomazia non da poco quella cui è stato chiamato Gasparin trovatosi in mezzo a due fuochi. Adesso l’obiettivo è quello stemperare le tensioni (quanti musi lunghi ieri alla ripresa degli allenamenti!) e ritrovare serenità.</p>
<p>Prima volta. «La società non è riuscita a inculcare in questo gruppo la cultura del lavoro e della disciplina». Gianpaolo Pozzo non è certo nuovo a punzecchiature di questo genere. In passato mister Marino ha sempre evitato di rispondere pubblicamente («se ho qualcosa da dire al presidente lo faccio a quattr’occhi, non attraverso i giornali»), stavolta non ce l’ha fatta. Pozzo, che è uomo di carattere ma anche di spirito, ha accettato la replica, ma è rimasto sulle sue convinzioni. Ieri ha trascorso la giornata nell’ufficio della sede bianconera e in serata è volato a Barcellona.</p>
<p>Diplomazia. Il dg Gasparin si è adoperato perchè il botta e risposta non avesse “eccessive” conseguenze. Sia chiaro: l’idea di cambiare tecnico non ha nemmeno sfiorato la proprietà, convinta che sia sufficiente stuzzicare l’orgoglio del mister e del suo staff per far sì che ci si alleni di più. «Gianpaolo Pozzo è il nostro primo tifoso – ha spiegato Gasparin – e come spesso fa un padre di famiglia che vuole straordinariamente bene a suo figlio e lo vede ottenere un rendimento scolastico non consono alle sue possibilità, lo richiama in maniera forte. L’affetto e la stima rimangono intatti sia nei confronti dell’allenatore che della squadra». Su Marino il dg sostiene che «si è esposto di persona, ci ha messo la faccia per difendere se stesso e il gruppo. Il comune denominatore è che entrambi vogliono il bene dell’Udinese. E allora io aggiungo che dobbiamo compattare le forze per uscire da questa situazione, i mezzi ci sono».</p>
<p>Futuro. Al di là delle notizie poco confortanti che arrivano dall’infermeria, non sarà facile ripartire. Il rapporto tra proprietà e allenatore è logoro e sforzarsi di portarlo avanti potrebbe essere rischioso. La palla è in mano a Pozzo: se si fida di Marino deve lasciarlo lavorare in pace (lo scorso anno la situazione era peggiore e decise per la riconferma), in caso contrario meglio darci un taglio netto. Prossima tappa: la sosta natalizia.</p>
<p> </p>
<p>SCELTO PER VOI DA MESSAGGERO VENETO</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0xOLGPaGne8yBrdBAHhH_0yh4As/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0xOLGPaGne8yBrdBAHhH_0yh4As/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0xOLGPaGne8yBrdBAHhH_0yh4As/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/0xOLGPaGne8yBrdBAHhH_0yh4As/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/sfueidalfriullibar/~4/3EWn44nIJ-g" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Esce domani il catastrofico film 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 13:53:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>
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		<category><![CDATA[domani]]></category>
		<category><![CDATA[esce]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>

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		<description><![CDATA[ROMA. Una cosa è certa. Chi è convinto (e sembra siano tanti in tutto il mondo) che la profezia dei Maya sia vera, ovvero che il mondo collassi il 21 dicembre 2012, non vada a vedere questo film di Roland Emmerich. Avrebbe paura. Ma 2012, in sala da venerdì distribuito in 600 copie dalla Sony, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA. Una cosa è certa. Chi è convinto (e sembra siano tanti in tutto il mondo) che la profezia dei Maya sia vera, ovvero che il mondo collassi il 21 dicembre 2012, non vada a vedere questo film di Roland Emmerich. Avrebbe paura. Ma 2012, in sala da venerdì distribuito in 600 copie dalla Sony, a parte questo e gli straordinari effetti speciali, mette in campo anche tanti buoni sentimenti. E, per quanto riguarda l&#8217;Italia, un popolo che, in attesa della tragedia, prega in una Cappella Sistina stracolma di fedeli compreso il premier italiano che, come fa sapere puntualmente il film, ha preferito pregare piuttosto che mettersi in salvo. Un destino, quello del nostro premier del 2012, condiviso solo dal presidente nero degli Stati Uniti, Thomas Wilson (Danny Glover), che offre, con grande generosità il suo prezioso biglietto per una delle tre arche salvifiche, costruite appositamente sul Tibet, a un giovane scienziato.</p>
<p>La pellicola, con protagonisti John Cusak e Thandie Newton, mostra così ancora una volta il regista specialista in film catastrofici (The Day after Tomorrow e Independence Day) impegnato a distruggere un&#8217;altra volta il nostro pianeta. E lo fa sposando questa volta la tesi di chi crede che il 21 dicembre 2012, fine della quarta era secondo il calendario Maya e giorno della prossima precessione degli equinozi, accadrà qualcosa di terribile sulla Terra.</p>
<p>Nel film si assiste così al puntuale crollo dei simboli della nostra civiltà, dopo che il centro delle Terra si è surriscaldato per tanto straordinarie, quanto anomale, tempeste solari. In un crescendo di terrore crolla la statua del Cristo Redentore di Rio De Janeiro, si aprono voragini che inghiottono tutto e tutti. Scompaiono città come Los Angeles e New York, mentre un&#8217;onda immensa, prima di abbattersi sulla costa, travolge tutto quello che incontra.</p>
<p>Ma in 2012 c&#8217;è, oltre la tragedia della natura, anche il lato oscuro comune ai potenti del mondo che, si scoprirà, hanno nascosto da anni la notizia dell&#8217;imminente disastro. E questo sia per non creare panico sia, soprattutto, per poter usufruire delle tre enormi arche che dovrebbero salvarli insieme ai ricchio (un biglietto costa un miliardo di euro). Ma troppi segni premonitori durante il G8 del 2010 faranno a poco a poco cadere il loro piano. Collante di tutta la vicenda l&#8217;eroico protagonista John Cusak, che tenta di raggiungere la sua ex moglie e portarla in salvo assieme ai loro figli. Ci riuscirà perché nulla, neppure la profezia Maya, può infrangere il sogno di un ostinato americano.</p>
<p>Una precisazione, ieri a Roma, arriva dal regista, nell’incontro con i giornalisti. Il premier italiano rimane a pregare insieme al Papa, anziché mettersi in salvo quando il pianeta sta per essere sommerso dalle acque, non può essere identificato con Silvio Berlusconi: «Lui – ha detto Emmerich – sarebbe stato il primo a scappare». Arnold Schwarzenegger invece, sempre secondo il film, nel 2012 sarà ancora governatore della California. Pochi istanti prima del disastro si vede infatti un sosia dell&#8217;attore che, parlando in televisione, tenta di traquillizzare la popolazione mentendo sul fatto che non ci sia nulla da temere. «Quello è un attore, può dire quello che gli pare», commenta la gente senza credergli.</p>
<p>Francesco Gallo</p>
<p>SCELTO PER VOI DA MESSAGGERO VENETO</p>

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		<title>Il Messale in friulano è pronto da tempo, ma manca incredibilmente quello in italiano</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 13:50:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’imprimatur del Vaticano
«Siamo in attesa dell’approvazione del Messale in friulano. È pronto da tempo, la Conferenza episcopale lo ha già ricevuto, peccato manchi quello in italiano, cosí l’autorizzazione da Roma tarda». Don Duilio Corgnali (foto) sottolinea, divertito, che «come sempre il Friuli è davanti, tanto che, come presidente della commissione che ha curato la traduzione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’imprimatur del Vaticano</p>
<p>«Siamo in attesa dell’approvazione del Messale in friulano. È pronto da tempo, la Conferenza episcopale lo ha già ricevuto, peccato manchi quello in italiano, cosí l’autorizzazione da Roma tarda». Don Duilio Corgnali (foto) sottolinea, divertito, che «come sempre il Friuli è davanti, tanto che, come presidente della commissione che ha curato la traduzione, mi sono offerto di provvedere anche a realizzare quella in italiano, per accelerare i tempi». Ma se il Messal deve attendere, il Friuli dispone già, oltre che della Bibie nella versione integrale di don Placereani e di don Bellina, anche di un’edizione successiva, del ’97, del solo pre’ Toni, che ha ricevuto il pieno riconoscimento da parte del Vaticano ed è oggi strumento liturgico per l’intero clero friulano.</p>
<p>Un’esigenza, quella dei testi di predicazione e di preghiera nella lingua locale, avvertita nei secoli &#8211; sostiene don Corgnali &#8211; come testimonia la singolare avventura editoriale del 1860, a Londra, quando Strangeways and Walden pubblicarono il Vangelo secondo Matteo in marilenghe. «L’edizione era a cura del conte Pietro dal Pozzo, ma in verità fu realizzata dall’abate Jacopo Pirona che non poté rivendicare l’opera pena la censura ecclesiastica. Dai tempi del Concilio di Trento, infatti &#8211; spiega don Corgnali &#8211; se da un lato si richiedeva ai sacerdoti di predicare e di fare catechismo nella lingua del posto, per contro si proibiva di tradurre libri interi della Bibbia per il timore che il popolo, potendo attingere direttamente alle Sacre Scritture, potesse diventare protestante».</p>
<p>SCELTO PER VOI DA MESSAGGERO VENETO</p>

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		<title>Teatro. Cosa succede con l’avvento di Cesare Lievi a Udine</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 13:48:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di PAOLO MEDEOSSI
Una faticaccia, ma alla fine la lunga marcia è arrivata in fondo. Certo, è più facile fare un Papa che il direttore del teatro Giovanni da Udine. Il risultato è quello delineato e previsto da tempo, almeno da un anno, al di là di dichiarazioni, audizioni, schermaglie. Che Cesare Lievi si meriti una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di PAOLO MEDEOSSI</p>
<p>Una faticaccia, ma alla fine la lunga marcia è arrivata in fondo. Certo, è più facile fare un Papa che il direttore del teatro Giovanni da Udine. Il risultato è quello delineato e previsto da tempo, almeno da un anno, al di là di dichiarazioni, audizioni, schermaglie. Che Cesare Lievi si meriti una nomina del genere non ci sono dubbi. A dirlo è la sua storia di autore, regista e protagonista della scena italiana e internazionale. A portarlo a Udine sono stati alcuni fattori indispensabili: la sua disponibilità, poi i contatti storici di collaborazione con la città friulana e in primo luogo la conoscenza del mondo tedesco (Germania, Austria e Svizzera) dove ha lavorato ad alto livello firmando regie prestigiose e avvicinando quella realtà alla nostra. È questo forse l’aspetto decisivo che ha fatto pendere il piatto della bilancia dalla sua parte in una fase in cui la cultura udinese, da quando è assessore Luigi Reitani, guarda con attenzione a quegli scenari colmando così un gap storico del Friuli che per decenni ha vissuto una situazione di vicinanza ignorando del tutto o quasi la cultura di chi sta oltre il confine. E questa visione tedesca, che viene dopo anni nei quali c’era un tambureggiare di iniziative che presentavano Udine come Porta d’Oriente, adesso arriva in ambito teatrale, con esiti tutti da verificare.</p>
<p>Il problema, quello che ha suscitato maggior clamore, non è comunque la nomina di Lievi, ma la defenestrazione di Michele Mirabella, personaggio popolare, direttore da appena due anni e nel mirino da uno. Una gestione dunque rapidissima come accade solo nei casi peggiori, in situazioni nettamente deficitarie. Il che, per fortuna, non accade al Giovanni da Udine. In un articolo sul Piccolo il critico Roberto Canziani affermava ieri che con Mirabella l’identità del teatro è andata via via appannandosi. Sarà anche vero, ma bisogna capire quale sia l’identità di un teatro da 1200 posti (senza ridotto in cui proporre le rappresentazioni minori) che, in una città da 100 mila abitanti, ha il compito di presentare spettacoli coinvolgenti e di qualità, ma pure di far quadrare i conti. Chi ha memoria ricorda le difficoltà dell’avvio, dal 1997, quando la giunta Cecotti dovette risolvere il problema di deficit che incassi e contributi non colmavano.</p>
<p>La vicenda del nuovo direttore ha lasciato come strascico una forte polemica fra il Comune e la Regione visto che l’assessore Roberto Molinaro minaccia “ritorsioni”, per come sono andate le cose, il che potrebbe riflettersi sulle somme erogate per il Giovanni da Udine. Finora la Regione è intervenuta annualmente con un milione 150 mila euro, a fronte del milione 367 mila euro del Comune e dei 217 mila della Provincia. Se cala la quota regionale, per statuto devono diminuire anche le altre due. C’è dunque il rischio di affrontare la stagione 2010/2011 con minori fondi.</p>
<p>Ma sono scenari futuri. Guardiamo all’oggi in attesa che Lievi illustri a tutto campo cosa vuol fare a Udine, il che probabilmente avverrà alla vigilia della data in cui assumerà l’incarico, il primo gennaio. È intanto interessante, al di là dell’impegno da regista di Lievi (di cui molto si conosce a Udine e dintorni essendo egli qui di casa), sapere qualcosa della sua precedente esperienza. Nato a Gargnano sul lago di Garda nel 1952, dal 1996 dirige il Centro teatrale bresciano, incarico entrato in fibrillazione da oltre un anno, da quando cioè nella primavera 2008 la città lombarda ha cambiato politicamente rotta ed è passata al centro-destra con sindaco Adriano Paroli, di Forza Italia. La decisione non è ancora presa, ma intanto Lievi sa che il prossimo giugno potrebbe lasciare questa attività che si svolge in due teatri, il Sociale da 700 posti e il Santa Chiara da 200.</p>
<p>La stagione sarà inaugurata martedì da Ifigenia di Goethe, con traduzione e regia dello stesso Lievi, replicata fino al 29 in prima nazionale. Altra prima al Santa Chiara con L’amante di Pinter. Tra i titoli del cartellone spiccano Platonov di Cechov, Romolo, il grande di Dürrenmatt, La Locandiera di Goldoni, Zio Vanja di Cechov, Il paese degli idioti di Dostoevskij, Semplicemente complicato di Thomas Bernhard, Le nuvole di Aristofane, Pensaci Giacomino di Pirandello, eccetera. Solo grande prosa in quanto a Brescia, città che è il doppio di Udine, c’è una situazione diversa dalla nostra. Per esempio esiste il Pala Brescia da 1800 posti, con altra gestione, dove quest’anno propongono Cats, Paolo Villaggio, Maurizio Crozza, Grease, Italiani si nasce e noi lo naquimo, e così via, titoli che in alcuni casi ritroviamo anche al Giovanni da Udine di quest’anno. Per la musica, la danza e la lirica c’è invece il teatro Grande.</p>
<p>Torniamo infine a Udine dove la parola spetta ora al pubblico degli spettatori, come sempre il giudice supremo. Nelle prime dichiarazioni Lievi ha annunciato di voler proporre ottimo teatro. Cosa che assolutamente è in grado di fare. Dovrà poi inserirsi in una realtà composita per inteargire con le altre realtà, visto che a Udine e dintorni esistono più stagioni di prosa e musica. Una bella sfida, dunque. Alle polemiche e ai dubbi non resta che rispondere con i fatti, anzi con gli effetti speciali, doverosi a questo punto dopo una nomina così sofferta e voluta.</p>
<p>SCELTO PER VOI DA MESSAGGERO VENETO</p>

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		<title>I 25 anni della Bibbia in Marilenghe</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 13:46:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di MICHELE MELONI TESSITORI
«Pre Checo sognava di essere il nuovo Lutero nel senso che voleva con tutte le sue forze l’affrancamento culturale del Friuli attraverso la forte identità che gli sarebbe derivata dal poter disporre delle parole della Bibbia finalmente tradotte in marilenghe. Fu un’opera colossale che senza l’apporto di un cireneo come pre Toni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di MICHELE MELONI TESSITORI</p>
<p>«Pre Checo sognava di essere il nuovo Lutero nel senso che voleva con tutte le sue forze l’affrancamento culturale del Friuli attraverso la forte identità che gli sarebbe derivata dal poter disporre delle parole della Bibbia finalmente tradotte in marilenghe. Fu un’opera colossale che senza l’apporto di un cireneo come pre Toni Bellina, pronto ad affiancare don Placereani nell’immensa fatica, non sarebbe mai giunta a compimento. Ma oggi, proprio grazie alla Bibie, questa terra ha potuto ottenere il pieno riconoscimento civile, culturale e religioso». Don Duilio Corgnali brandisce con la consueta vis dialettica l’arma della traduzione friulana della Bibbia per riaffermare, a 25 anni dalla pubblicazione, l’impegno che il clero friulano piú illuminato espresse per valorizzare la lingua della Piccola Patria e con essa l’identità territoriale nell’Europa non piú confinata nella logica degli stati. Venticinque anni dopo la Provincia di Udine celebrerà domani, alle 11, la ricorrenza, con un incontro a palazzo Belgrado presenti, oltre al presidente Pietro Fontanini, il nuovo arcivescovo Andrea Mazzucato e gli “emeriti” Pietro Brollo e Alfredo Battisti.</p>
<p>Gli otto volumi editi da Ribis tra il 1984 e il ’93 sono stati davvero un punto di svolta per il riconoscimento del Friuli, dal punto di vista culturale e dell’identità. Lo sostiene lo stesso don Duilio Corgnali, che seguí fin quasi dall’inizio il lavoro di don Placereani e che poi, nel ’98, presiedette la commissione che pubblicò una nuova Bibie riconosciuta ufficialmente dal Vaticano come testo liturgico.</p>
<p>Ma è una storia che parte da lontano, quella delle Sacre Scritture in friulano, dal 1593 «quando &#8211; ricorda don Duilio &#8211; a Francoforte fu pubblicata in marilenghe l’Oratio dominica &#8211; il Pater noster -, con cui, di fatto, si riconosceva il friulano tra le quaranta lingue europee». Tra il ’700 e l’800 si tradussero poi libri di preghiere e catechismi. E nel 1820 fu la volta dei salmi. «Si avvertiva il bisogno di tradurre &#8211; spiega don Corgnali &#8211; perché il Concilio di Trento aveva ordinato ai vescovi e ai sacerdoti di predicare nella lingua del posto, nella lingua vulgaris, e dalle nostre parti avevano preso la cosa molto sul serio». Anche nell’area goriziana, come testimonia «la relazione dell’arcivescovo Giuseppe Walland che scrivendo a Roma fece presente al Papa la sua grave difficoltà pastorale durante la visita alle parrocchie per la difficoltà a predicare “ignarus linguae forogiulinesies”, perché non conosceva il friulano. Tanto da raccomandare a Roma di mandare a Gorizia vescovi che sapessero parlare in marilenghe».</p>
<p>Nel 1860 a Londra l’editrice Strangeways and Walden tradusse un Vangeli «a cura del conte Pietro dal Pozzo, ma in verità fu opera dell’abate Jacopo Pirona».</p>
<p>Nel 1866, con il passaggio all’Italia, «il Friuli divenne un antemurale, una terra di confine come tale rischiosa, pericolosa. Il clero &#8211; ricorda don Corgnali &#8211; era infatti sospettato di essere austriacante e cosí si proibí l’uso del friulano e delle parlate slave nelle Valli del Natisone». Nella stagione del fascismo il divieto di predicare in friulano entrò anche in seminario «con il famigerato articolo cento». Anni bui che si dissolsero solo con gli anni ’70 e con la celebrazione del Concilio Vaticano II «che invitò i parroci a riscoprire e a valorizzare tutte le identità culturali».</p>
<p>Da allora &#8211; osserva don Corgnali &#8211; è stato un florilegio di traduzioni delle Sacre Scritture in friulano. Comincia Otmar Muzzolini, Meni Ucel con il Vangeli, poi pre Checo Placereani dà avvio all’opera monumentale: la traduzione della Bibie. È il ’79 quando con pre Toni Bellina, pre Checo firma il contratto con Ribis: tra l’84 e il ’93 produrrà una serie di fascicoli che saranno riuniti in otto volumi oggi quasi introvabili. Il suo capolavoro, la sua controriforma «nel senso buono &#8211; puntalizza don Corgnali -, perché era convinto che come Lutero tradurre le Sacre Scritture in marilenghe avrebbe rafforzato l’identità culturale del Friuli». Risultato che schiuse la strada ad altri riconoscimenti, come la legge 482 per le minoranze linguistiche e quella grande apertura di credito alla Piccola Patria dall’Italia e dall’Europa che oggi finalmente riconoscono l’apporto delle lingue minori.</p>
<p> </p>
<p>SCELTO PER VOI DA MESSAGGERO VENETO</p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/HcgnOqukVzxKNmTmwWxWgdG4Lrw/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/HcgnOqukVzxKNmTmwWxWgdG4Lrw/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Autovie Venete nella bufera. Santuz resta impavido sul ponte di comando deciso a tutelare la società e se stesso</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 13:43:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[GIOVEDÌ, 12 NOVEMBRE 2009
 
Pagina 7 &#8211; Regione
 
Santuz: «Tutelerò la società e me stesso»
 
Il presidente
UDINE. Giorgio Santuz, presidente di Autovie Venete, società concessionaria dell’autostrada A4 Venezia-Trieste e delle diramazioni per Udine e Pordenone, ha incaricato i legali di tutelare se stesso e la società. «In relazione alle recenti vicende che stanno interessando Autovie Venete, di cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>GIOVEDÌ, 12 NOVEMBRE 2009</p>
<p> </p>
<p>Pagina 7 &#8211; Regione</p>
<p> </p>
<p>Santuz: «Tutelerò la società e me stesso»</p>
<p> </p>
<p>Il presidente</p>
<p>UDINE. Giorgio Santuz, presidente di Autovie Venete, società concessionaria dell’autostrada A4 Venezia-Trieste e delle diramazioni per Udine e Pordenone, ha incaricato i legali di tutelare se stesso e la società. «In relazione alle recenti vicende che stanno interessando Autovie Venete, di cui sono presidente senza deleghe operative &#8211; ha reso noto Santuz &#8211; ho dato mandato ai miei legali di valutare ogni azione da intraprendere in tutte le sedi a tutela della società e della mia persona». Nei giorni scorsi, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Udine hanno perquisito le sedi di Trieste, Udine e Palmanova di Autovie Venete. Le perquisizioni rientrano nell’ambito di indagini preliminari avviate dalla Procura della Repubblica di Udine contro ignoti per l’ipotesi di reato di calunnia ai danni di un dipendente di Autovie Venete. Con la firma di tale dipendente, risultata contraffatta, sono stati siglati alcuni documenti spediti, insieme ad altri atti, a uomini politici del Fvg e alle Procure di Trieste e Udine per segnalare presunte irregolarità nell’attività della società. La Procura di Trieste ha disposto l’archiviazione degli atti secondo la prassi prevista per le denunce anonime; quella di Udine ha avviato indagini preliminari per l’ipotesi di reato di calunnia ai danni del dipendente.</p>
<p>SCELTO PER VOI DA MESSAGGERO VENETO</p>

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		<title>La salma di Stefano Cucchi va riesumata</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 13:40:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronache]]></category>
		<category><![CDATA[riesumata]]></category>
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		<category><![CDATA[Stefano Cucchi]]></category>

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		<description><![CDATA[di CARLO ROSSO
ROMA. La salma di Stefano Cucchi verrà riesumata. A deciderlo è stata ieri sera la procura di Roma, che indaga sul giovane romano morto dopo esser stato arrestato per droga, al termine di una giornata trascorsa ascoltando numerosi testimoni. I magistrati avrebbero deciso di iscrivere sul registro degli indagati il nome di due, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di CARLO ROSSO</p>
<p>ROMA. La salma di Stefano Cucchi verrà riesumata. A deciderlo è stata ieri sera la procura di Roma, che indaga sul giovane romano morto dopo esser stato arrestato per droga, al termine di una giornata trascorsa ascoltando numerosi testimoni. I magistrati avrebbero deciso di iscrivere sul registro degli indagati il nome di due, forse tre persone, alle quali viene contestato il resto di omicidio preterintenzionale.</p>
<p>La decisione della procura segna un altro, decisivo passo in avanti dell’inchiesta, proprio nel giorno in cui il sottosegretario alla presidenza del consiglio Carlo Giovanardi si scusa con la famiglia Cucchi per le frasi pronunciate sul giovane. Ma è sulla procura romana che si concentra l’attenzione. I pm Barba e Loy hanno infatti disposto nuovi accertamenti che dovranno stabilire con certezza l’origine delle ferite riscontrate sul corpo di Cucchi. La salma verrà riesumata nei prossimi giorni.</p>
<p>Anche la procura di Parma intanto ha deciso di aprire un’inchiesta sulla morte di Giuseppe Saladino, 32 anni, morto nel carcere emiliano poche ore dopo l’arresto. Secondo il legale della famiglia, l’avvocato Letizia Tonoletti, una delle ipotesi della morte sarebbe un abuso di farmaci, assunti forse nelle dosi sbagliate. L’avvocato escluderebbe invece la possibilità di maltrattamenti subiti in carcere.</p>
<p>Ieri al garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni, è arrivata una lettera di minacce firmata dalle “Brigate rosse per la costruzione del partito comunista combattente. Nucleo Galesi“. «Con le mani sempre più sporche di sangue potresti dare le dimissioni – si legge – Potresti ritagliarti del tempo per scrivere un altro bel libro, magari stavolta sulla via Cassia. Le vie della lotta armata sono infinite e anche per te, tramaiolo mafioso di vecchia data, ne troveremo una».</p>
<p>E’ stato lo stesso Marroni a consegnare la lettera alla Digos. «Evidentemente &#8211; ha detto Marroni – le mie insistite denunce sulle pessime condizioni di vita in carcere, per altro confermate dalle tragiche vicende di Stefano Cucchi e Diana Blefari Melazzi, hanno colto nel segno e danno fastidio a qualcuno».</p>
<p>Ma ieri è stata anche un’altra giornata di lavoro per la commissione d’inchiesta sul Servizio sanitario che ha ascoltato i medici del Fatebenefratelli che hanno visitato Cucchi. E le loro deposizioni hanno mostrato alcune “discrepanze”, con quelle rilasciate dai medici che avevano visto il giovane in tribunale e nel carcere di Regina Coeli.</p>
<p>«Per i medici del Fatebenefratelli le ecchimosi al volto non erano così evidenti, e parlano di “lievi segni sottocutanei e sotto le orbite”», ha spiegato il presidente della Commissione, Ignazio Marino. «Queste lesioni erano state invece documentate in carcere e in tribunale».</p>
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<p>SCELTO PER VOI DA MESSAGGERO VENETO</p>

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