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	<title>Roberto</title>
	
	<link>http://www.roberto.info</link>
	<description>solo periodi stocastici di Roberto Quaglia</description>
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		<title>11 Settembre 2011: dopo 10 anni il pubblico e’ vaccinato e si puo’ dire la verita’ in tivu’. Tanto la verita’ ormai lascia il tempo che trova.</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 06:55:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[11 settembre]]></category>
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		<description><![CDATA[ di Roberto Quaglia – Roberto.info Il 25 Agosto 2011 la trasmissione &#8220;La Storia Siamo Noi&#8221; di Giovanni Minoli trasmette il primo serio servizio giornalistico della TV italiana sul grande inganno dell&#8217;attentato terroristico dell&#8217;11 settembre 2001. Grande plauso in rete, hurrà hurrà nella blogosfera, standing ovation del &#8220;popolo complottista&#8221;. La vera notizia tuttavia non è questa. La vera notizia è che tutto ciò lascia il tempo che trova. La vera notizia ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> di <a href="http://www.roberto.info/">Roberto Quaglia</a> – Roberto.info</p>
<p><a href="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/09/11-settembre-2011-Immagine-Minoli-www.roberto.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-408" title="11-settembre-2011-Immagine-Minoli-www.roberto" src="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/09/11-settembre-2011-Immagine-Minoli-www.roberto.jpg" alt="" width="277" height="248" /></a>Il 25 Agosto 2011 la trasmissione &#8220;La Storia Siamo Noi&#8221; di Giovanni Minoli trasmette <a href="http://tinyurl.com/3qygctk">il primo serio servizio giornalistico</a> della TV italiana sul grande inganno dell&#8217;attentato terroristico dell&#8217;11 settembre 2001. Grande plauso in rete, hurrà hurrà nella blogosfera, standing ovation del &#8220;popolo complottista&#8221;. La vera notizia tuttavia non è questa. La vera notizia è che tutto ciò lascia il tempo che trova. La vera notizia è che neppure quando la RAI dichiara in un proprio servizio giornalistico che l&#8217;11 settembre è in tutta evidenza un&#8217;operazione <em>Made in USA </em>si producano effetti concreti nella società politica e civile. In altre parole, è stata sdoganata la vera storia dell&#8217;11 settembre, evviva, evviva, la verità ha trionfato, affinché tutto continui esattamente come prima. Nessun politico rinuncerà a recitare i dovuti mantra sulla lotta al terrorismo. Nessun <a href="http://www.telegiornale.com/">telegiornale</a> smetterà di attribuire al mitologico Osama Bin Laden, il Babbo Natale del Male, la responsabilità degli attacchi.</p>
<p>Insomma, ora che la verità è stata ufficializzata da Mamma RAI, possiamo allegramente continuare ad ignorarla come se niente fosse. Benvenuti nell&#8217;affascinante mondo del bispensiero.</p>
<p>Eppure, non è così che doveva funzionare. Sulle istruzioni per l&#8217;uso della democrazia c&#8217;è l&#8217;affascinante capitolo del libero giornalismo investigativo, capace di scavare nelle porcherie commesse dai politici, inchiodarli alle loro responsabilità e cambiare il mondo in meglio. Una miriade di film di Hollywood ci ripropone questo tema. Nei film che hanno riempito i nostri cervelli, ogni volta che la stampa fa il suo dovere di denuncia i potenti che hanno commesso qualcosa che non avrebbero dovuto ne pagano interamente le conseguenze. C’è un intero filone di film nei quali i buoni protagonisti sfuggono ad orde di sicari che vogliono loro impedire di dare alla stampa dossier scottanti sul politico cattivo di turno. Alla fine ovviamente il Bene trionfa, i dossier giungono alla stampa che li divulga e per i cattivoni questo significa tipicamente la fine, a volte addirittura fra orribili supplizi. Questo è il mito. La realtà però è un&#8217;altra cosa.</p>
<p>Il mito rafforzato dalla tradizione dei Premi Pulitzer e dall&#8217;esempio dello scandalo Watergate, il mito del giornalismo che con un&#8217;inchiesta coraggiosa riesce a cambiare lo stato delle cose perché questo è lo spirito della democrazia &#8211; è in realtà un Vaso di Pandora&#8230; <em>vuoto!</em> Apri, apri pure il Vaso di Pandora, caro mio&#8230; tanto alla fine non ne esce niente e non succede un cazzo.</p>
<p>I giornalisti eroicamente scavano in argomenti scomodi portando alla luce verità scomode ai potenti, vincono i premi Pulitzer e cambiano il mondo <em>solo</em> nei film di Hollywood. Nella realtà più tipicamente perdono il posto. Come i giornalisti tedeschi <a href="http://www.wisnewski.de/">Gerard Wisnewsky</a> e Willy Brunner, che nel 2003 fecero un bel servizio giornalistico non allineato sull&#8217;11 settembre (in particolare sul volo fantasma United Airlines 93, l&#8217;aereo che il mito vuole si sia schiantato in Pennsylvania in seguito alla ribellione degli eroici passeggeri) per la rete pubblica tedesca WRD. Il documentario ebbe straordinari indici di ascolto, ma i giornalisti vennero in seguito espulsi dalla tivù tedesca, e mai più riammessi. Come il giornalista tedesco Oliver Janic, che nel 2010 scrisse due <a href="http://www.parteidervernunft.de/sites/default/files/911-tathergang.pdf">ampi ed onesti articoli</a> sugli autentici retroscena dell&#8217;11 settembre per il settimanale finanziario Focus-Money. Anch&#8217;egli perse il <a href="http://www.lavoro.info/">lavoro</a>.</p>
<p>Questo significa che anche la carriera di Giovanni Minoli è giunta a capolinea? No, credo proprio di no, per i motivi che vedremo più avanti.</p>
<p>Come mai è oggi possibile dire anche in tivù la verità sull&#8217;11 settembre, senza che questo produca alcun effetto? La cosa vi stupisce?</p>
<p>Se la cosa vi sorprende è perché non avete ben chiaro come funzioni il processo dell&#8217;apprendimento nel <a href="http://www.genio.info" target="_blank">cervello</a> umano. Né i processi che regolano l&#8217;umore sociale delle masse. Ma non temete: i burattinai che reggono le fila dell&#8217;informazione invece conoscono queste cose benissimo!</p>
<p>Un&#8217;unità di informazione si afferma solo quando reiterata innumerevoli volte. Trasmessa una sola volta essa non informa. Piuttosto, paradossalmente essa vaccina contro il proprio stesso contenuto. Lascia i destinatari con la vaga impressione di sapere qualcosa di un dato argomento, il che alla lunga elimina ogni curiosità sul tema. L&#8217;illusione di sapere è il peggior nemico del sapere. E l&#8217;illusione di sapere è ciò che meglio rappresenta lo Zeitgeist della nostra epoca.</p>
<p>Per quello che riguarda l&#8217;umore sociale delle masse, il trucco per non turbarlo sta nell&#8217;abituare il pubblico per gradi alle nozioni destabilizzanti. Lasciare sì trapelare la verità, ma a piccole dosi, gradualmente. Una bomba scoppia solo se tutto l&#8217;esplosivo che essa contiene viene acceso contemporaneamente. Bruciandolo invece per gradi e a piccole dosi alla fine ti accorgi che la bomba non c&#8217;è più -  non è mai scoppiata, né mai più scoppierà.</p>
<p>E&#8217; per questo che quando oggi la RAI finalmente si occupa in modo serio dei fatti dell&#8217;11 settembre, ciò non ha alcun impatto. Dieci anni di ciance hanno vaccinato il pubblico e disinnescato la bomba. Inutile dire che tutto ciò non è casuale.</p>
<p>Diverso effetto avrebbe avuto l&#8217;inchiesta di Minoli se fosse andata in onda nel 2003, quando le notizie in essa contenuta erano fresche. Intendiamoci, non sarebbe venuto giù il mondo, ma per lo meno avremmo notato qualche turbolenza.</p>
<p>Quando nel 2003 sulla rivista online <a href="http://www.fantascienza.com/magazine/rubriche/6510">Delos</a> pubblicai uno dei primi articoli sul tema in Italia, <em>Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sull&#8217;11 settembre 2001, ma che non avete mai osato chiedervi</em>, l&#8217;argomento era vergine e qualche piccola turbolenza la generò. Decine di migliaia di persone in pochi giorni lessero il mio articolo in un contesto dove solitamente godevo al massimo di un paio di migliaia di lettori, e l&#8217;articolo venne clonato e replicato ovunque sul web. E quando pochi mesi dopo questo mio articolo venne ripubblicato come saggio di apertura del libro <em>Tutto quello che sai è falso</em>, il botto fu ancora più grosso: oltre settantamila copie di tiratura, una cosa mai vista per un editore microscopico, Nuovimondimedia. L&#8217;articolo annunciava anche l&#8217;imminente uscita del mio libro sul tema, ma Nuovimondimedia non l&#8217;avrebbe mai pubblicato. Da lì a poco la piccola casa editrice venne infatti intimidita dagli americani in diretta televisiva durante un popolare talk show, e guarda caso dopodiché se ne guardò bene dal pubblicare il mio libro (e per inciso se ne guardò anche bene dal pagarmi i diritti d&#8217;autore per il mio saggio; con una tiratura di oltre 70.000 copie a prezzo di copertina 23 euro &#8211; un incasso lordo che supera il milione e mezzo di euro &#8211; zero virgola zero euro esatti di diritti d&#8217;autore è invero un po&#8217; pochino; gente simpatica, eh, questi &#8220;compagni che sbagliano&#8221;!)</p>
<p>Anziché ad inizio 2004, quando avrebbe potuto creare qualche turbolenza, il mio libro &#8220;Il Mito dell&#8217;11 Settembre&#8221; fu pubblicato solo a metà 2006, da un altro piccolo editore, Ponsinmor. Nel frattempo, il pubblico italiano era stato già stato &#8220;vaccinato&#8221; contro l&#8217;argomento. La tivù italiana si occupò infatti dell&#8217;argomento per qualche tempo, in modo estremamente superficiale ed inconcludente, quando non palesemente manipolatorio, mentre abili disinformatori (i sedicenti &#8220;debunkers&#8221;) sparavano a mitraglia sul web e nei talk shows ragionamenti orecchiabili basati su informazioni false o fuorvianti per &#8220;dimostrare&#8221; che la Verità Rivelata del Pentagono era Bibbia. Con il corollario che chi non credeva in essa acriticamente era un cosiddetto &#8220;complottista&#8221;. Abbiamo ormai imparato a conoscere questa parola magica e scaramantica che viene scagliata contro chi non si beve le storie inverosimili che gli vengono raccontate, ideata per poter screditare qualcuno senza dover spiegarne in dettaglio il perché e il percome. Ma perché c&#8217;è così tanta gente che accetta di riconoscersi in quell&#8217;etichetta cretina racchiusa nel termine &#8220;complottista&#8221;, concepita per screditarli? Voi che non credete alla narrazione assurda della versione ufficiale sui fatti dell&#8217;11 settembre siete semplicemente degli scettici. Perché lasciate che vi chiamino &#8220;complottisti&#8221;? Cerchiamo di rispettare i significati della lingua italiana. Tu mi racconti una storia e se io non ci credo sono uno scettico. Non un &#8220;complottista&#8221;. Uno scettico. Tu non riesci a convincermi con le tue narrazioni? Cazzi tuoi. Perché te la prendi con me coniando epiteti che vorrebbero insultarmi? Il problema è di chi non sa raccontare storie credibile, non di chi sia rotto i maroni ad ascoltarle.</p>
<p>L&#8217;inchiesta RAI di Minoli sull&#8217;11 settembre segna probabilmente un punto di svolta di questa moderna epopea. I fiduciosi e gli ingenui si rallegrano per l&#8217;alzata di capo del giornalismo di qualità. Ma siamo certi che sia tutto oro quel che luce? Dopotutto non è che un giornalista che per dieci anni si sia cagato sotto ad affrontare come si deve questa patata bollente un bel mattino si svegli, si guardi allo specchio ed esclami: &#8220;Toh, oggi non mi cago più sotto.&#8221; &#8211; <em>e vai giù duro con le verità indicibili sull&#8217;11 settembre!</em> Nel mondo reale (non in quello disneyano di Hollywood) occorrono consensi molto in alto nelle stanze dei bottoni per realizzare effettivamente una trasmissione come quella di Minoli. Vi risulta che qualcuno abbia chiesto la testa del giornalista per l&#8217;audace azzardo da egli osato? Macché. Vi risulta che abbia protestato l&#8217;ambasciata americana? Macché. Eppure, se quanto sostenuto nella sua trasmissione fosse falso, si tratterebbe di un&#8217;inaudita diffamazione degli Stati Uniti d&#8217;America. Come mai tutti zitti e nessuno protesta? Non sarà mica&#8230; coda di paglia? La notizia &#8211; dal significato univoco &#8211; è proprio che lo scoop di Minoli non abbia fatto notizia, e che soprattutto non abbia generato reazioni fra i potenti che in Italia hanno sempre sostenuto la versione ufficiale dei fatti, ambasciata americana per prima. Piuttosto, notiamo che la mossa di Minoli non è in realtà un caso isolato. In occasione del decennale anche il grande settimanale l&#8217;Espresso fa la sua parte, uscendosene con allegato alla rivista nientedimeno che il film <em>Zero</em> sull&#8217;11 settembre. Accipicchia. Per anni omertosi, e adesso improvvisamente tutti audaci giornalisti, oppure azione concertata con finalità ancora da scoprire? In questi stessi giorni la rete televisiva pubblica austriaca ORF2 ha trasmesso il documentario <em>911 Mysteries</em>, altra pietra miliare del movimento per la verità sull&#8217;11 settembre, incentrato sull&#8217;analisi della demolizione controllata delle Torri. Io stesso nelle ultime ore ho ricevuto proposte di interviste da parte di giornali per i quali sino ad ieri non esistevo.</p>
<p>Si sta forse preparando un grande rito catartico di caccia ai (finti) veri colpevoli dei fatti dell&#8217;11 settembre? Dopotutto la &#8220;democratica&#8221; società occidentale non può sopravvivere indefinitivamente a questo bubbone dell&#8217;11 settembre che continua a crescere con sempre meno gente disposta a credere alle panzane ufficiali. Gli antibiotici non sono serviti. L&#8217;infezione memetica è ormai inarrestabile e il bubbone è in crescita esplosiva. Nel 2003 eravamo in quattro gatti a dubitare della Verità Rivelata sull’11 Settembre ed ora siamo in centinaia e centinaia di milioni nel mondo. Solo i lentissimi di comprendonio ancora si bevono le balle ufficiali mentre gli articoli sul tema pubblicati sulle versioni online della grande stampa internazionale vedono l&#8217;area commenti dei lettori infestata di messaggi all&#8217;insegna del &#8220;BUU -BUUU, ANDATE A NASCONDERVI!&#8221;. L&#8217;unica soluzione potrebbe essere quella di fare scoppiare il bubbone e concedersi un giro nel rito tribale di fare la festa al capro espiatorio di turno. Per quanto il pubblico sia vaccinato contro &#8220;la teoria del complotto&#8221;, reiterando a sufficenza lo stimolo sui giornali &#8220;autorevoli&#8221; non ci vorrebbe molto a spostare il gregge sul sentiero &#8220;complottista&#8221;. Anche i più vergognosi &#8220;debunkers&#8221; arriverebbero a proclamare con la faccia come il <a href="http://www.culo.info" target="_blank">culo</a>: &#8220;Io l&#8217;avevo sempre detto che era un complotto!&#8221; E&#8217; dunque questo il piano?</p>
<p>Ma c&#8217;è un&#8217;altra spiegazione possibile. E&#8217; noto che le alte sfere del potere statunitense siano divise in due fazioni principali, non sempre concordi sulle politiche da seguire. Si tratta dei cosiddetti Neocons e i cosiddetti Realisti. I primi sono gli autori del famigerato Project For a New American Century (<a href="http://www.newamericancentury.org/">PNAC</a>),  in cui nel 2000 auspicavano il verificarsi di una nuova Pearl Harbour. Qualcuno sostiene che non si siano limitati ad auspicare. I secondi sono meno ideologicizzati ed hanno un approccio più pragmatico alla politica. Celebre fu <a href="http://www.prisonplanet.com/articles/february2007/060207falseflag.htm">un discorso di Zbigniew Brzezinski</a>, importante esponente dei Realisti, al Senato americano a Febbraio 2007, in cui egli ammonì della possibilità di attacco terroristico false-flag (in pratica un autoattentato) in America per creare il pretesto per un attacco all&#8217;Iran. Era un monito che in realtà serviva a dissuadere chi si stava evidentemente apprestando a tal gesto. Un nuovo e più pesante evento tipo 11 settembre è infatti nell&#8217;aria ormai da anni. I Realisti sono notoriamente contrari. Potrebbe mai essere che lo sdoganamento delle &#8220;teorie del complotto&#8221;, avviato alle periferie dell&#8217;impero americano (dove può fare pochi danni), siano state ordinate dal ramo Realista della politica americana, allo scopo di bloccare i nuovi autoattentati che l&#8217;altra fazione stia eventualmente preparando? La posta in gioco è enorme, poiché è opinione diffusa che il prossimo evento-tipo-11-Settembre sarà probabilmente di natura nucleare. Il marketing a riguardo ha già riempito <a href="http://www.giornali.info/">giornali</a> e telegiornali. E pure Hollywood ha fatto di tutto per prepararci all&#8217;evento, così che quando accada ci sembri ovvio, anziché assurdo.</p>
<p>Tutto questo è tuttavia per ora nulla più che fantapolitica, esercizi di ragionamento operati sulla base di informazioni insufficienti. Qualcosa però mi dice che in un futuro non troppo remoto, con il classico senno del poi, tutto ci sarà più chiaro.</p>
<p>Per il decennale dell&#8217;11 settembre 2001, annuncio inoltre l&#8217;uscita della edizione in inglese del mio libro &#8220;Il Mito dell&#8217;11 Settembre&#8221;. E&#8217; una edizione aggiornata, con parecchi capitoli in più rispetto all&#8217;ultima edizione italiana, aggiunti per includere novità molto importanti emerse negli ultimi anni. In inglese è titolato The Myth of September 11 ed il sottotitolo, anch&#8217;esso evolutosi rispetto all&#8217;edizione italiana, è <em>The Satanic Verses of  Western Democracy</em> (I Versetti Satanici della Democrazia Occidentale). Il libro è acquistabile su Amazon.com e sta uscendo anche una conveniente versione ebook a prezzo stracciato, 4 euro circa.</p>
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</script></div><p>Ricordo che il mio libro <em>Il Mito dell&#8217;11 Settembre</em> (oltre 600 pagine) ha avuto la sua prima edizione italiana nel 2006, una seconda edizione italiana fortemente aggiornata nel 2007, una edizione in rumeno nel 2009 e adesso una edizione ulteriormente aggiornata in inglese nel 2011.</p>
<table width="460" border="0" cellspacing="0" cellpadding="2" align="center">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">
<div align="center"><a href="http://www.mito11settembre.it"><img src="http://www.roberto.info/img/copertine/Mito-11-settembre-IIedizione-1-150px-shadow.jpg" alt="" width="150" height="227" border="0" /></a></div>
</td>
<td valign="top">
<div align="center"><a href="http://www.september11myth.com/"><img src="http://www.roberto.info/img/copertine/The_Myth_of_September_11_150px-shadow.jpg" alt="" width="150" height="225" border="0" /></a></div>
</td>
<td valign="top">
<div align="center"><a href="http://www.11septembriemitul.com/"><img src="http://www.roberto.info/img/copertine/11SptembrieMitul_1_150px-lungo-shadow.jpg" alt="" width="150" height="217" border="0" /></a></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">
<div align="center">
<p><a href="http://www.mito11settembre.it/">Il Mito dell&#8217;11 Settembre</a></p>
<p>edizione italiana</p>
</div>
</td>
<td valign="top">
<div align="center">
<p><a href="http://www.september11myth.com/">The Myth of September 11</a></p>
<p>edizione inglese</p>
</div>
</td>
<td valign="top">
<div align="center">
<p><a href="http://www.11septembriemitul.com/">11 Septembrie. Mitul</a></p>
<p>edizione rumena</p>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Ciò nonostante, vari siti web italiani che si ergono a punto di riferimento nella ricerca di verità sull&#8217;11 settembre (con eccellenti eccezioni, per carità), in tutti questi anni sono riusciti a non menzionare l’esistenza del mio libro neppure una volta (a parte nei commenti dei visitatori dei suddetti siti, spesso lettori entusiasti del mio libro). In ciò si sono dimostrati indistinguibili dalla grande e corrotta stampa mainstream. Curioso, vero? Esplorate a fondo tali siti per credere. Non li nomino così vi divertite di più a scoprire quali sono.</p>
<p>Come regalo per il decennale, lascio quindi al lettore il privilegio di riflettere su cosa ciò effettivamente significhi ed eventualmente implichi. A pensare male si fa peccato, ma&#8230;</p>
<p><a href="http://www.roberto.info/">Roberto</a> <a href="http://www.robertoquaglia.com/">Quaglia</a></p>
<p><a href="http://www.guidegenova5terre.com/">Genova</a>, 9 Settembre 2011</p>
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<p style="text-align: center;"><a href="http://ultimabooks.simplicissimus.it/11-settembre-2011-dopo-10-anni-il-pubblico-e-vaccinato-e-si-puo-dire-la-verita-in-tivu-tanto-la-verita-ormai-lascia-il-tempo-che-trova"><img class="aligncenter size-full wp-image-370" title="Copertina-11-SETTEMBRE-2011_200px" src="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/09/Copertina-11-SETTEMBRE-2011_200px.jpg" alt="" width="200" height="266" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://tinyurl.com/3cqwose">Clicca qui o sulla copertina per acquistare l&#8217;ebook.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<table width="460" border="0" cellspacing="0" cellpadding="2" align="center">
<tbody>
<tr>
<td>
<div align="center"><a href="http://www.robertoquaglia.com/ebooks_it.html" target="_top"><img src="http://www.roberto.info/img/copertine/ebooks/Copertina-Demolizione-controllata-Berlusconi-150px.jpg" alt="" width="150" height="200" border="0" /></a></div>
</td>
<td>
<div align="center"><a href="http://www.robertoquaglia.com/ebooks_it.html" target="_top"><img src="http://www.roberto.info/img/copertine/ebooks/Copertina-Uccisa-foto-Osama_150px.jpg" alt="" width="150" height="200" border="0" /></a></div>
</td>
<td><a href="http://www.robertoquaglia.com/ebooks_it.html" target="_top"><img src="http://www.roberto.info/img/copertine/ebooks/Copertina-Fukushima-o-terrorismo-150px.jpg" alt="" width="150" height="200" border="0" /></a></td>
</tr>
<tr>
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</div>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
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</td>
<td>
<div align="center"><a href="http://www.robertoquaglia.com/ebooks_it.html" target="_top"><img src="http://www.roberto.info/img/copertine/ebooks/PUNTO-INTERROGATIVO150px.jpg" alt="" width="150" height="200" border="0" /></a></div>
</td>
<td>
<div align="center"><a href="http://www.robertoquaglia.com/ebooks_it.html" target="_top"><img src="http://www.roberto.info/img/copertine/ebooks/Copertina-I-fiduciosi-e-gli-sfiduciati-150px.jpg" alt="" width="150" height="200" border="0" /></a></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p><center><br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/20ELv82-sR8" frameborder="0" width="560" height="345"></iframe></center><strong>Post Scriptum:</strong><br />
<strong>Sabato 10 Settembre 2011 Roberto Quaglia parteciperà a Cerveteri al primo festival della controinformazione, e terrà una conferenza sui misteri dell&#8217;11 settembre.</strong></p>
<p><a href="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/09/etruria-festival_700px.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-378" title="etruria festival_700px" src="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/09/etruria-festival_700px.jpg" alt="" width="700" height="490" /></a></p>
<p>Altre notizie inconsuete su <a href="http://www.edicola.biz/">Edicola.biz</a></p>
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<p><em>Articolo pubblicato con licenza diritti Creative Commons, ovvero è permessa la libera riproduzione di questo testo purché in forma inalterata e comprensiva di immagini e link in esso contenuti e purché la pubblicazione non abbia carattere commerciale. L’autore si riserva il diritto di revocare tale diritto a siti che ad insindacabile giudizio dell’autore ne dovessero fare un uso inappropriato</em>.</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Uccisa la foto di Osama, il Babbo Natale del Male. Nella confusione ci lascia le penne anche il certificato di nascita di Obama (o viceversa?)</title>
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		<comments>http://www.roberto.info/2011/05/04/uccisa-foto-osama-e-certificato-nascita-obama/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 May 2011 14:31:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Roberto Quaglia – Roberto.info Chi non muore si rivede – dice il detto. E chi lo ha mai rivisto Osama negli ultimi dieci anni, dopo quei due o tre antichissimi video riproposti migliaia di volte dalla libera stampa occidentale? Era già morto parecchie volte ed in modi diversi, nelle opinioni espresse negli anni da Benazir Bhutto (primo ministro del Pakistan), Pervez Musharraf (presidente del Pakistan), Asif Ali Zardari (successivo ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="http://www.roberto.info/">Roberto Quaglia</a> – Roberto.info</p>
<p><a href="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/05/obama_bin_laden.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-287" title="obama_bin_laden" src="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/05/obama_bin_laden.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a>Chi non muore si rivede – dice il detto. E chi lo ha mai rivisto Osama negli ultimi dieci anni, dopo quei due o tre antichissimi video riproposti migliaia di volte dalla libera stampa occidentale? Era già morto parecchie volte ed in modi diversi, nelle opinioni espresse negli anni da <a href="http://www.youtube.com/watch?v=UnychOXj9Tg">Benazir Bhutto</a> (primo ministro del Pakistan), <a href="http://edition.cnn.com/2002/WORLD/asiapcf/south/01/18/gen.musharraf.binladen/">Pervez Musharraf</a> (presidente del Pakistan), <a href="http://www.indianexpress.com/news/zardari-says-osama-dead/515725">Asif Ali Zardari</a> (successivo presidente del Pakistan), <a href="http://www.cbsnews.com/stories/2002/07/17/attack/main515468.shtml">Dale Watson</a> (capo dell’antiterrorismo all’FBI), <a href="http://edition.cnn.com/2002/WORLD/asiapcf/central/10/06/karzai.binladen/">Hamid Garzai</a> (presidente dell’Afghanistan), l’<a href="http://www.mito11settembre.it/">umile sottoscritto</a> e parecchi altri. Ora il Presidente americano Obama annuncia di avere personalmente dato ordine di uccidere sommariamente il suo quasi omonimo. Scrivendo l’ordine a mano su un bigliettino. “Kill Osama!” Come in un film di bassa lega. E l’attacco alla Libia Obama lo aveva in precedenza ordinato con un <a href="http://www.blitzquotidiano.it/politica-mondiale/brasile-obama-disse-si-allattacco-alla-792760/">bigliettino scarabocchiato di fronte alla presidente brasiliana Dilma Rousseff</a>. Quando un premio Nobel per la Pace ti dedica un bigliettino, porta via le palle finché sei in tempo!</p>
<p>Gli esecutori dicono poi di avere gettato via il corpo, in mare, per il presunto rispetto delle usanze islamiche. Ma <a href="http://www.silive.com/news/index.ssf/2011/05/osama_bin_ladens_sea_burial_cr.html">gli islamisti replicano</a> che è invece proprio il buttarlo a mare una violazione delle tradizioni islamiche. Naturalmente, <a href="http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-610948af-2050-4e56-bb1a-1ad8ff0f4cf2.html">ci informa la RAI riprendendo i media americani</a>, per buttarlo in mare lo si è ovviamente prima dovuto trasportare in Afghanistan. Il mare afgano è famoso nel mondo per la sua inarrivabile e indispensabile profondità &#8211; guardate sul mappamondo se non ci credete. Si è pure messa in scena una <a href="http://blogs.villagevoice.com/runninscared/2011/05/osama_bin_laden_wife_human_shield_death_photo.php">vasta gamma di narrazioni</a> su come si siano svolti i fatti, <a href="http://www.kashmirobserver.net/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=7582:white-house-struggles-to-get-story-right&amp;catid=4:world-news&amp;Itemid=5">tutte in contraddizione una con l’altra</a>, inclusa quella in cui a catturare Osama <a href="http://www.thesun.co.uk/sol/homepage/news/3562677/Hero-dog-helped-snare-Osama.html?OTC-RSS&amp;ATTR=News">ci ha pensato il cane Rex</a>. Visto che logicamente tutte le versioni tranne una <em>devono </em>essere false, desta stupore che qualcuno possa ancora pensare che però almeno una di tali versioni sia vera.</p>
<p>Poi il Times di Londra e molti altri <a href="http://www.giornali.info/">giornali</a> “prestigiosi” pubblicano in prima pagina la clamorosa falsa foto di Osama morto. Il Times esagera, affiancandola beffardamente con la stessa foto prima della manipolazione. Nessun giornalista di nessuna “prestigiosa” testa giornalistica o di qualche <a href="http://www.telegiornale.com/">telegiornale</a> si accorge del pacchianissimo inganno. Solo un celebroleso poteva credere all’autenticità di una foto del genere. Oppure un giornalista abituato a non porsi domande sulle “notizie” che gli vengono fornite affinché le diffonda. Se non fosse per Internet e l’esistenza di giornalisti indipendenti, che hanno immediatamente denunciato l’inganno, ci saremmo dovuti tenere quella foto per buona. Si accusa una televisione pakistana di avere diffuso quell’immagine per prima. Difficile credere che <em>la prima</em> fonte giornalistica a diffondere una foto del genere possa averlo fatto <em>per errore. </em>E che il Times di Londra incorra davvero in sbagli del genere. Pare che il New York Post abbia addirittura <a href="http://paulbradshaw.posterous.com/dead-and-fake-osama-bin-laden-photos-why-didn">accreditato la foto ad AP</a>.</p>
<p><center><br />
<a href="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/05/binladenmirror.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-265" title="binladenmirror" src="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/05/binladenmirror.jpg" alt="" width="400" height="261" /></a><a href="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/05/binladentelegraph.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-264" title="binladentelegraph" src="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/05/binladentelegraph.jpg" alt="" width="400" height="366" /></a></center><br />
Dobbiamo considerare elevata la probabilità che le “false foto” di Bin Laden morto, ognuna delle quali subito smascherate dai blogger in rete (ce ne sono almeno già tre, ognuna della quali apparsa dopo che la precedente era stata smascherata), fossero candidate a venire riconosciute come “foto ufficiali” se non fossero state smascherate come dei falsi. Almeno tre senatori americani hanno infatti dichiarato che la foto di Osama morto era stata loro mostrata e non potevano esserci dubbi. Salvo poi ritrattare dicendo che si era trattato di un falso. Ma se le famose foto di Bin Laden morto che sarebbero state ufficialmente mostrate in via riservata ad alcuni senatori sono le stesse che poi la rete ha smascherato, quali conclusioni dobbiamo trarne?</p>
<p><center><br />
<object id="video" width="440" height="370" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="FlashVars" value="&amp;skin=MP1ExternalAll-MFL.swf&amp;embed=true&amp;adSizeArray=300x240,,&amp;adSrc=http%3A%2F%2Fad%2Edoubleclick%2Enet%2Fadx%2Ftsg%2Ewfxt%2Fwildcard%5F1%2Fdetail%3Bdcmt%3Dtext%2Fxml%3Bpos%3D%3Btile%3D2%3Bfname%3Dsen%2Dscott%2Dbrown%2Don%2Dattack%2Dad%2Dbin%2Dladen%2D20110504%3Bloc%3Dembed%3Bsz%3D320x240%3Bord%3D920930981648357200%3Frand%3D0%2E8110220937115212&amp;flv=http%3A%2F%2Fwww%2Emyfoxboston%2Ecom%2Ffeeds%2FoutboundFeed%3FobfType%3DVIDEO%5FPLAYER%5FSMIL%5FFEED%26componentId%3D134934665&amp;img=http%3A%2F%2Fmedia2%2Emyfoxboston%2Ecom%2F%2Fphoto%2F2011%2F05%2F04%2Fscott%5Fbrown%5Fosama%5F6%5F20110503%2EFXTimg%5Ftmb0000%5F20110504180758%5F640%5F480%2EJPG&amp;story=http%3A%2F%2Fwww%2Emyfoxboston%2Ecom%2Fdpp%2Fmorning%2Fsen%2Dscott%2Dbrown%2Don%2Dattack%2Dad%2Dbin%2Dladen%2D20110504&amp;category=&amp;title=scott%5Fbrown%5Fosama%5F6%5F20110503%2Emxf&amp;oacct=foximfoximwfxt,foximglobal&amp;ovns=foxinteractivemedia&amp;headline=Sen%2E%20Scott%20Brown%20on%20Osama%20bin%20Laden%3B%20attack%20ads" /><param name="allowNetworking" value="all" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.myfoxboston.com/video/videoplayer.swf?dppversion=8705" /><embed id="video" width="440" height="370" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.myfoxboston.com/video/videoplayer.swf?dppversion=8705" FlashVars="&amp;skin=MP1ExternalAll-MFL.swf&amp;embed=true&amp;adSizeArray=300x240,,&amp;adSrc=http%3A%2F%2Fad%2Edoubleclick%2Enet%2Fadx%2Ftsg%2Ewfxt%2Fwildcard%5F1%2Fdetail%3Bdcmt%3Dtext%2Fxml%3Bpos%3D%3Btile%3D2%3Bfname%3Dsen%2Dscott%2Dbrown%2Don%2Dattack%2Dad%2Dbin%2Dladen%2D20110504%3Bloc%3Dembed%3Bsz%3D320x240%3Bord%3D920930981648357200%3Frand%3D0%2E8110220937115212&amp;flv=http%3A%2F%2Fwww%2Emyfoxboston%2Ecom%2Ffeeds%2FoutboundFeed%3FobfType%3DVIDEO%5FPLAYER%5FSMIL%5FFEED%26componentId%3D134934665&amp;img=http%3A%2F%2Fmedia2%2Emyfoxboston%2Ecom%2F%2Fphoto%2F2011%2F05%2F04%2Fscott%5Fbrown%5Fosama%5F6%5F20110503%2EFXTimg%5Ftmb0000%5F20110504180758%5F640%5F480%2EJPG&amp;story=http%3A%2F%2Fwww%2Emyfoxboston%2Ecom%2Fdpp%2Fmorning%2Fsen%2Dscott%2Dbrown%2Don%2Dattack%2Dad%2Dbin%2Dladen%2D20110504&amp;category=&amp;title=scott%5Fbrown%5Fosama%5F6%5F20110503%2Emxf&amp;oacct=foximfoximwfxt,foximglobal&amp;ovns=foxinteractivemedia&amp;headline=Sen%2E%20Scott%20Brown%20on%20Osama%20bin%20Laden%3B%20attack%20ads" allowNetworking="all" allowScriptAccess="always" /></object></p>
<p style="width: 440px;"><a href="http://www.myfoxboston.com/dpp/morning/sen-scott-brown-on-attack-ad-bin-laden-20110504">Sen. Scott Brown on Osama bin Laden; attack ads: MyFoxBOSTON.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p></center>Viene da chiedersi se non sia in atto un diabolico esperimento sociologico per vedere fino a quale punto si riesce a fare ingollare assurdità al mondo. I vituperati <em>blogger</em> hanno mostrato che qualche limite ancora c’è. Comunque, mostrare una foto falsa ottiene effetti simili a quelli di una foto vera – l’<a href="http://www.geagea.com/">inconscio</a> umano non distingue. L’impressione di avere visto Osama morto rimane, anche quando razionalmente si sa che la foto era falsa. C’è probabilmente del metodo in tanta apparente stupidaggine.</p>
<p><center><br />
<a href="http://www.merda.info/" target="_blank"><img src="http://www.merda.info/images/Rilevatore_di_stronzate_(www.merda.info).gif" alt="" border="0" /></a></center>Resta da chiedersi perché gli Stati Uniti abbiano sacrificato il loro Babbo Natale del Male, uccidendone l’icona (altro non era), sulla quale avevano così tanto investito. Insomma, <em>cui prodest </em>averlo riconosciuto morto? E’ vero che Obama ne ha ricavato un aumento di popolarità, ma durerà poco. Non è un motivo sufficiente. D’altra parte, i servizi segreti americani hanno immediatamente avvertito che ora Al Qaeda “potrà decidere di vendicarsi”. RaiNews24 ci tiene a tranquillizzarci parlando di possibili <a href="http://www.mainfatti.it/Osama-Bin-Laden/Con-Osama-Bin-Laden-morto-rischio-attentato-in-Europa-con-arma-atomica_036174033.htm">attacchi con bombe nucleari contro l’Europa</a>. Sui due pesi e due misure con cui governi e mass media decidano di terrorizzare o tranquillizzare le loro popolazioni a seconda che si tratti di terrorismo o catastrofi reali ho scritto in un <a href="http://www.roberto.info/2011/04/21/peggio-fukushima-o-terrorismo/">recente articolo</a>.</p>
<p>Il giornalista indipendente <a href="http://tarpley.net/2011/05/03/alleged-death-of-pseudo-bin-laden-sets-pakistan-up-for-us-attack/">Webster Tarpley</a> sostiene senza mezzi termini che il sacrificio dell’icona-Osama servirà ad attribuire la colpa del prossimo attacco terroristico false-flag al Pakistan, allo scopo di fornire un pretesto per attaccarlo. C’è una gran puzza di Terza Guerra Mondiale nell’aria.</p>
<p><center><br />
<object width="370" height="277" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://rt.com/s/swf/player5.4.swf?file=http://rt.com/files/news/washington-pakistan-bin-laden/2011_05_03-tarpley-bl.flv&amp;image=http://rt.com/files/news/washington-pakistan-bin-laden/karachi-shiite-muslim-protest-178.n.jpg&amp;skin=http://developer.longtailvideo.com/trac/changeset/643/skins/beelden?old_path=%2F&amp;provider=http&amp;abouttext=Russia%20Today&amp;aboutlink=http://rt.com&amp;autostart=false" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="370" height="277" type="application/x-shockwave-flash" src="http://rt.com/s/swf/player5.4.swf?file=http://rt.com/files/news/washington-pakistan-bin-laden/2011_05_03-tarpley-bl.flv&amp;image=http://rt.com/files/news/washington-pakistan-bin-laden/karachi-shiite-muslim-protest-178.n.jpg&amp;skin=http://developer.longtailvideo.com/trac/changeset/643/skins/beelden?old_path=%2F&amp;provider=http&amp;abouttext=Russia%20Today&amp;aboutlink=http://rt.com&amp;autostart=false" allowfullscreen="true" /></object></center>Ogni paese che l’Occidente vuole attaccare viene di volta in volta definito come il nuovo “covo di Al Qaeda”. Tranne la Libia, dove avviene il contrario. In Libia infatti l’Occidente combatte il dittatore crudele <em><a href="http://blog.panorama.it/mondo/2011/04/11/libia-al-qaeda-contro-gheddafi-e-lintero-sahel-in-allarme/">al fianco di Al Qaeda</a></em>. Ma insomma, Al Qaeda è buona o cattiva? Una dissonanza cognitiva lacerante e insostenibile per chiunque non sia completamente tele-lobotomizzato.</p>
<p>Ma la vera notizia del giorno non è che Osama non c’è più, ma che Obama non c’è mai stato.</p>
<p>Se infatti all’esistenza di Osama non ci credeva più quasi nessuno, all’esistenza di Obama ci credevano tutti (anch’io, peraltro – più o meno). Invece parebbe che Obama non esista proprio. Almeno a giudicare dal suo certificato di nascita, pubblicato con grande pompa sul sito della Casa Bianca per zittire l’annosa polemica dei “complottisti” americani che sostengono che Obama non sarebbe nato negli Stati Uniti (nel cui caso la sua elezione a Presidente degli Stati Uniti sarebbe illegittima, secondo la Costituzione americana). Ebbene, il certificato di nascita di Obama ha tutta l&#8217;evidenza di essere un falso ben più clamoroso del certificato di morte di Osama (le false foto del cadavere di Osama – mi esprimo al plurale per includere anche quelle che verranno). Potete verificarlo voi stessi in meno di un minuto. Se scaricate dal <a href="http://www.whitehouse.gov/blog/2011/04/27/president-obamas-long-form-birth-certificate">sito della Casa Bianca</a> il “<a href="http://www.whitehouse.gov/sites/default/files/rss_viewer/birth-certificate-long-form.pdf">certificato di nascita di Obama</a>”, presentato come la scannerizzazione dell&#8217;originale, e lo aprite con Adobe Illustrator, scoprirete che ci sono ancora tutti i layer utilizzati per la falsificazione. La notizia circola da pochi giorni, ma sta rapidamente propagandosi in rete. Migliaia di persone avranno ormai già scaricato il certificato incriminato quindi farlo sparire non sarà una cosa semplice. Anche se mi immagino che da un momento all’altro possano eventualmente scomparire i layer galeotti dal documento appena linkato. Chi è dunque in realtà Barak Obama? Se non fosse il Presidente degli Stati Uniti, di una persona che ti mostra un certificato di nascita falso normalmente inizieresti a dubitare l’identità. Vista la &#8220;genuinità&#8221; del certificato che ne documenta la nascita, anche il più grottesco dei dubbi sarebbe inaspettatamente lecito (il condizionale è voluto – in realtà non intendevo spingermi a tanto).</p>
<p><center><br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/7s9StxsFllY" frameborder="0" width="440" height="360"></iframe></center><br />
Titolava pochi giorni fa Il Messaggero:</p>
<p><a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=147212&amp;sez=HOME_PERSONE">Obama: «Non ho tempo per stupidaggini. Volevate il certificato di nascita? Eccolo»</a></p>
<p>Adesso che il certificato appare essere una bufala, i nostri integerrimi giornalisti rettificheranno la notizia? Ed il famoso cacciatore di bufale Paolo Attivissimo si rivelerà solerte come sempre ad esporre al pubblico ludibrio anche questa cosuccia qui? Certo, non abbiamo dubbi – eventualmente non appena il documento adesso online sarà stato provvidenzialmente sostituito con una versione medicata.</p>
<p>Certo che a questo punto ad uno che fosse appena appena paranoide tenderebbero a venire dei dubbi non solo sul luogo di nascita del Presidente americano, ma anche il merito al suo stesso nome. In effetti la storia che un bel giorno venga eletto un Presidente degli Stati Uniti che ha un nome del tutto inconsueto in America che per coincidenza differisce per una consonante soltanto da quello del Nemico Pubblico Numero uno e che nella battaglia finale tra il Bene e il Male, e cioè tra Obama e Osama, veda Obama sconfiggere Osama a quasi dieci anni esatti dall’orribile fatto – sembra la sceneggiatura di un brutto film di fantapolitica. Ed il fatto che Osama abbia smesso di essere ciò che sembrava (il certificato falso dice tutto) esattamente un paio di giorni prima che Osama abbia smesso di apparire ciò che non era (vivo), suggerisce che i due fatti possano essere collegati. La finta morte di Osama buttata in campo per distrarre dalla falsa vita di Obama?<br />
E coerentemente la confusione impazza tra chi oggi confonde Osama con Obama. Riuscire a parlare di entrambi nella stessa frase è diventato uno scioglilingua. Il mondo non è mai stato così <a href="http://www.surreal.info/">surreale</a>.</p>
<p><center><br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/DQm0x2IldY4" frameborder="0" width="440" height="360"></iframe></center>Ora che lo Spauracchio del mondo è stato felicemente eliminato, che le sue foto riposino in pace &#8211; o che brucino all’inferno, a seconda dei gusti (tanto sono solo immagini).</p>
<p>A meno che, nel rispetto delle tradizioni Hollywoodiane, Osama Bin laden non venga resuscitato, magari da qualche circolo Neocon intenzionato a fare le scarpe a Obama.<br />
Aspettiamo il sequel.<br />
Che, in una direzione o l’altra, purtroppo non tarderà.</p>
<p><a href="http://www.roberto.info/">Roberto</a> <a href="http://www.robertoquaglia.com/">Quaglia</a></p>
<p><a href="http://www.guidegenova5terre.com/">Genova</a>, 4 Maggio 2011</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/05/Osama-Bin-Laden-Return-Of-the-Dead-440px_www.roberto.info_1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-302" title="Osama-Bin-Laden-Return-Of-the-Dead-440px_(www.roberto.info)" src="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/05/Osama-Bin-Laden-Return-Of-the-Dead-440px_www.roberto.info_1.jpg" alt="" width="440" height="559" /></a></p>
<p>A volte ritornano. Lo Zombi di Osama prossimamente su questi schermi?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se il mondo delle favole ti ha stancato, mi permetto consigliarti il mio libro <a href="http://www.mito11settembre.it/">­­­Il Mito dell’11 Settembre</a> (the Myth of <a href="http://www.september11myth.com/">September 11</a>), del quale in molti parlano (a favore o a sfavore) senza neppure averlo letto.</p>
<p><center><br />
<a href="http://www.mito11settembre.it/" target="_blank"><img src=" http://www.mito11settembre.it/grafica/Mito-11-settembre-IIedizione-1-200px.jpg" alt="" border="0" /></a></center>Altre notizie inconsuete su <a href="http://www.edicola.biz/">www.Edicola.biz</a></p>
<p><center><br />
<a href="http://www.september11myth.com/"><img class="aligncenter size-full wp-image-304" title="Osama-Bin-Laden-Return-Of-the-Living-Dead-ENG-440px" src="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/05/Osama-Bin-Laden-Return-Of-the-Living-Dead-ENG-440px.jpg" alt="" width="440" height="559" /></a></center></p>
<hr size="1" />
<div>
<p><em>Articolo pubblicato con licenza diritti Creative Commons, ovvero è permessa la libera riproduzione di questo testo purché in forma inalterata e comprensiva di immagini e link in esso contenuti e purché la pubblicazione non abbia carattere commerciale. L’autore si riserva il diritto di revocare tale diritto a siti che ad insindacabile giudizio dell’autore ne dovessero fare un uso inappropriato</em>.</p>
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		<title>Peggio il rischio Fukushima o il rischio Terrorismo? – Il consiglio: se cercano di spaventarti, ridi! Ma quando provano a tranquillizzarti… fuggi!</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 11:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Roberto Quaglia – Roberto.info A pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca. Giulio Andreotti  Cosa distingue nel ventunesimo secolo una vera catastrofe nucleare da una ipotetica minaccia del terrorismo? Che della prima è vietato preoccuparsi, mentre della seconda è obbligatorio rabbrividire.­­­­ Ma insomma, i governanti e i media vogliono spaventarci o tranquillizzarci? Che si decidano una buona volta! Perché usano due pesi e due misure a seconda ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="http://www.roberto.info/">Roberto Quaglia</a> – Roberto.info</p>
<p style="text-align: right;"><em>A pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca.</em><br />
Giulio Andreotti </p>
<p><a href="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/04/Japan-Government-Officially-Censors-Truth-About-Fukushima-Nuclear-Radiation-Disaster.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-259" title="Japan-Government-Officially-Censors-Truth-About-Fukushima-Nuclear-Radiation-Disaster" src="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/04/Japan-Government-Officially-Censors-Truth-About-Fukushima-Nuclear-Radiation-Disaster.jpg" alt="" width="271" height="186" /></a>Cosa distingue nel ventunesimo secolo una vera catastrofe nucleare da una ipotetica minaccia del terrorismo? Che della prima è vietato preoccuparsi, mentre della seconda è obbligatorio rabbrividire.­­­­</p>
<p>Ma insomma, i governanti e i media vogliono spaventarci o tranquillizzarci? Che si decidano una buona volta! Perché usano due pesi e due misure a seconda della classe di pericoli che ci minaccerebbero?</p>
<p>Il disastro nucleare in Giappone ci ha innanzitutto confermato una cosa che sapevamo già: i governi mentono più o meno sempre, e quando per caso non mentono è solo perché hanno deciso che la verità è loro utile oppure perché mentire non è più un’opzione. Adesso tutto ciò è anche grottescamente ufficiale, poiché il democratico governo giapponese avrebbe <a href="http://blog.alexanderhiggins.com/2011/04/19/japan-officially-orders-censorship-of-truth-about-fukushima-nuclear-radiation-disaster-18502/">dichiarato illegale la diffusione di notizie</a> sul disastro di Fukushima che non siano in linea con la versione ufficiale. La situazione nella centrale nucleare di Fukushima è stata a lungo dipinta come un incidente di scarso impatto e sostanzialmente sotto controllo e ad un mese di distanza viene finalmente ammesso ufficialmente che si tratta invece di un disastro della magnitudo di Chernobyl. Gli alti venti spargono iodio e cesio radioattivo per tutto l’emisfero boreale e negli Stati Uniti e in Canada già piove volentieri acqua radioattiva, <a href="http://www.businessinsider.com/san-francisco-rainwater-radiation-181-times-above-us-drinking-water-standard-2011-4">a San Francisco 180 volte i limiti di legge dell’acqua potabile</a>, e radiazioni hanno iniziato a comparire anche già nel <a href="http://www.naturalnews.com/032048_radiation_milk.html">latte</a>. Nel mare di fronte a Fukushima la radioattività è già milioni di volte superiore ai livelli normali e l’inquinamento radioattivo è logicamente destinato a propagarsi per la catena alimentare superiore. La reazione dell’Organizzazione Mondiale di Sanità è ripetere il mantra sedativo: <em>rischi per la salute molto ridotti.</em> Con qualche pennellata di <a href="http://www.surreal.info/">surreale</a> come la dichiarazione “<em><a href="http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/397507/">rischi per la salute stabili</a></em>”, una formulazione escogitata dall’OMS per tranquillizzare, ma che puzza di gran presa per il <a href="http://www.culo.info/">culo</a>. Anche dentro al sarcofago del reattore di Chernobyl ci sono rischi per la salute stabili. Sono venticinque anni che non aumentano né diminuiscono!</p>
<p>Non mentono però solo i governi; a cascata, mentono tutti coloro che nella piramide del potere hanno interessi da difendere ed obiettivi da perseguire, spesso <a href="http://www.giornalisti.info/">giornalisti</a> compresi. La gravità della situazione è stata come al solito <a href="http://theeconomiccollapseblog.com/archives/27-signs-that-the-nuclear-crisis-in-japan-is-much-worse-than-either-the-mainstream-media-or-the-japanese-government-have-been-telling-us">illustrata con largo anticipo</a> dai <a href="http://globalresearch.ca/index.php?context=va&amp;aid=23764">media alternativi</a> e da <a href="http://yourdaddy.net/2011/03/15/radiation-coverup-radioactive-spent-fuel-rods-blown-into-atmosphere-at-fukushima-no1-no3-where-is-the-press/">ricercatori indipendenti</a> su Internet, mentre scienziati di regime (sembra anche del <a href="http://co2insanity.com/2011/03/17/mit-experts-says-no-significant-radiation-can-leak-from-japan-reactor/">prestigioso MIT</a>, sebbene la cosa appaia <a href="http://geniusnow.com/2011/03/15/the-strange-case-of-josef-oehmen/">controversa</a>) e <a href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-1367698/Radiation-good-says-Ann-Coulter-weighs-Japans-nuclear-crisis.html">pennivendoli dei grandi media hanno cercato a lungo di minimizzare le cose</a>. C’è da chiedersi come faccia così tanta gente a continuare imperterrita a lasciarsi <a href="http://www.seduzione.com/">sedurre</a> dalle fonti tradizionali di informazioni ormai sistematicamente <a href="http://www.theregister.co.uk/2011/03/22/fukushima_tuesday_2/">inattendibili</a>, quando per le verità che contano i nuovi circuiti indipendenti dell’informazione su Internet sono infinitamente migliori.</p>
<p>Quando su Internet i <a href="http://www.activistpost.com/2011/04/nuclear-nightmare-getting-worse-yet.html">media alternativi</a> già azzeccavano le dimensioni e la gravità della catastrofe <em>(brutti allarmisti! come si permettono!)</em>, sui mass media <a href="http://www.naturalnews.com/031748_mainstream_media_nuclear_catastrophe.html">si assisteva</a> ad un coro di <a href="http://www.activistpost.com/2011/03/us-nuclear-agency-japan-crisis-no-us.html">messaggi tranquillizzanti</a> che col senno di poi appaiono grotteschi in modo sublime. C’è chi è giunto a definire il caso Fukushima <a href="http://www.theregister.co.uk/2011/03/14/fukushiima_analysis/">un trionfo per l’industria nucleare</a> (ma non intendeva raccontare <a href="http://www.barzellette.info/">barzellette</a>). In Italia passerà alla storia l’ammasso di fesserie incautamente profferite con saccente sicumera dall’ex presidente dell’Enel Chicco Testa alla giornalista Lili Gruber e che possiamo rivederci su Youtube tutte le volte che vogliamo farci qualche grassa <a href="http://www.umorismo.info/">risata</a>.</p>
<p><center><br />
<iframe title="YouTube video player" src="http://www.youtube.com/embed/V2qOq4nagmE" frameborder="0" width="440" height="278"></iframe></center><a href="http://www.merda.info/" target="_blank"><img src="http://www.merda.info/images/Rilevatore_di_stronzate_(www.merda.info).gif" alt="" border="0" /></a></p>
<p>Fino a qui, nulla di nuovo sotto il sole. La menzogna è da tempo immemore parte integrante del nostro modo di vivere e la vera colpa non è probabilmente neppure di chi mente, bensì di chi delega a fonti più autorevoli di sé la capacità e la responsabilità di giudizio ed è sempre pronto a bersi qualsiasi balla piuttosto che fronteggiare una scomoda realtà delle cose. E che in ragione di ciò continuerà imperterrito a credere agli stessi che egli sa avergli già ripetutamente mentito in passato. Come le mosche che cercando di uscire da una stanza continuano a battere contro il vetro della finestra senza mai imparare nulla dalla loro esperienza, così il grosso della gente continua a credere imperterrita a chi continua a mentirgli ed ogni volta si stupirà di ogni nuova menzogna, senza tuttavia imparare nulla che serva loro per non cadere nella trappola della menzogna successiva.</p>
<p>Detto questo, qualcuno si è chiesto come mai sulle conseguenze della catastrofe che si sta consumando nelle centrali nucleari giapponesi le autorità cerchino di tranquillizzare le popolazioni, mentre quando si tratta dei pericoli del terrorismo e delle epidemie che ancora non ci sono fanno invece di tutto per spaventare i cittadini?</p>
<p>E’ un atteggiamento completamente contraddittorio. Da un lato si fa di tutto per tenere i cittadini all’oscuro di pericoli reali causati da catastrofi certe, mentre dall’altro si fa di tutto per rendere i cittadini consapevoli di pericoli ipotetici connessi a catastrofi annunciate che però poi non si verificano mai.</p>
<p>La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_di_%C4%8Cernobyl%27">catastrofe nucleare di Chernobyl</a> ha nel tempo causato otto milioni di morti secondo <a href="http://www.greenpeace.org/raw/content/italy/ufficiostampa/rapporti/cernobyl-2006.pdf">uno studio del 2006</a> riportato da Greenpeace, un milione di morti secondo <a href="http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&amp;aid=20908">un successivo studio</a> pubblicato nel 2010 dalla New York Academy of Sciences. Ma nel 2011, dopo il disastro nucleare in Giappone la BBC se ne esce con <a href="http://www.bbc.co.uk/news/world-12860842">un tranquillizzante articolo</a> in cui uno “scienziato” spiega che non c’è motivo di preoccuparsi delle radiazioni giapponesi, poiché dopotutto a Chernobyl sarebbero morte solo 43 persone. Sarebbe altamente morale che un tribunale inglese comminasse adesso a questo esimio scienziato una pena che nel rispetto delle sue stesse dichiarazioni egli dovrebbe considerare un premio, e quindi accogliere con grande favore: una <a href="http://www.vacanze.info/">vacanza</a> (obbligatoria) di una settimana ad abbronzarsi sulle ridenti spiagge di Fukushima. D’altra parte qualcuno deve pure dare il buon esempio.</p>
<p>Ora che la catastrofe di Fukushima è stata promossa ufficialmente al rango di quella di Chernobyl (catastrofe di livello 7, caratterizzata da dispersioni radioattive nell’ordine di almeno dieci petabecquerel (PBc), 10 milioni di miliardi di decadimenti nucleari al secondo), è logico aspettarsi purtroppo che anche il bilancio dei morti sarà in futuro di analoga magnitudo. Quindi centinaia di migliaia o anche milioni di morti. E questo, se la catastrofe di Fukishima non si aggraverà. Nonostante i media cerchino di glissare sul tema, a Fukusima ci troviamo al momento ancora nel “best case scenario” – il migliore dei casi – ovvero il disastro è già comparabile con Chernobyl, ma questo è solo perché ci sta andando ancora bene. Se i noccioli in fusione dovessero sprofondare fino ad una falda acquifera, allora ci cuccheremmo il “worst case scenario” – il peggiore dei casi – ovvero immense esplosioni che diffonderebbero una tale quantità di roba radioattiva nell’aria da fare rimpiangere i bei tempi di Chernobyl in tutto l’emisfero boreale. Ma di questo nessuno si deve preoccupare, neanche quelli che moriranno o si ammaleranno. Dobbiamo invece continuare a spaventarci della terribile minaccia del terrorismo, che in dieci anni ha ucciso meno persone di quelle che muoiono in un paio di settimane di ordinario traffico stradale. Sembra follia pura, ma è ovvio che invece c’è uno schema in tutto ciò, che lascio indovinare al lettore. Rammento solo a mo’ di esempio ai deboli di memoria le grottesche procedure di perquisizione alle quali devono sottostare ogni volta che vogliono prendere un aereo, col relativo sequestro di beni personali potenzialmente letali come bottiglie di acqua minerale, shampoo, profumi, creme per la pelle.</p>
<p>Altro che Iodio 131 e Cesio 137! Sono lo shampoo e l’acqua minerale che rischiano di ucciderci! Attendiamo a breve retate anche negli istituti di <a href="http://www.bellezza.info/">bellezza</a>.</p>
<p>Se dopo decine di milioni di perquisizioni negli aeroporti in tutti questi anni <em>nessun</em> terrorista è mai stato arrestato nel tentativo di imbarcarsi armato su un aereo, lascio al lettore giudicare se è verosimile che tali terroristi in primo luogo addirittura esistano. Non vi viene il dubbio che se esistessero, in dieci anni <em>almeno una volta</em> ci avrebbero provato? Ma di questi “terroristi”, che in dieci anni <em>neppure una volta</em> hanno provato ad imbarcarsi su un qualsiasi aereo da qualsiasi parte<a href="http://roberto.info/wp-admin/post-new.php#_ftn1">[1]</a>, ci viene costantemente ripetuto che dobbiamo essere terrorizzati.</p>
<p>Sono anni che ci stanno inoltre promettendo una pandemia che certamente farà <a href="http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(05)67650-7/fulltext">milioni di morti</a>, provocata da un virus che ufficialmente non esiste ancora. Promettono però anche che la natura inventerà ben presto tale virus. <a href="http://www.ifrc.org/en/news-and-media/news-stories/europe-central-asia/turkey/avian-flu-more-a-question-of-when-not-if/">L’OMS ed altre autorità sanitarie</a> garantiscono che non è una questione del “se”, ma del “quando” ciò avverrà. Viene da chiedersi se lorsignori non abbiano un qualche rapporto privilegiato con la natura, per prevedere con tale confidenza cose del genere. In effetti, per essere certi che la natura produrrà tale letale mutazione, è stato ufficialmente dichiarato che si sta cercando di prevenire la natura anticipando la temuta mutazione in laboratorio<a href="http://roberto.info/wp-admin/post-new.php#_ftn2">[2]</a>, allo scopo dichiarato di poterla così combattere meglio. Questa, beninteso, secondo loro sarebbe la notizia tranquillizzante. Il virus dell’influenza spagnola, che nel 1918 uccise decine di milioni di persone, è stato invece <a href="http://www.newscientist.com/article.ns?id=dn6502">riportato in vita</a> <a href="http://www.focus.it/Salute/notizia/Il_virus_della_Spagnola_resuscita.aspx">già nel 2005</a>. Dobbiamo quindi spaventarci a morte di fronte alle orribili minacce che la natura avrebbe in serbo per noi, mentre dobbiamo tranquillizzarci perché nei laboratori biologici militari americani si cerca di produrre le mutazioni che la natura starebbe progettando di scatenare contro di noi. Fate un po’ voi.</p>
<p>Governi e mass media da loro controllati fanno quindi di tutto per terrorizzarci riguardo catastrofi che non ci sono (ancora) mentre tentano (maldestramente peraltro) di non farci spaventare di fronte a catastrofi che ci sono veramente. Qual è la loro finalità? Governi e mass media si sforzano inoltre di terrorizzarci agitando lo spauracchio di terroristi che da soli non riuscirebbero mai ad impensierirci (numeri alla mano, la probabilità di morire di un incidente d’auto o un incidente domestico è infinitamente superiore di quella di morire per mano di “terroristi”). Quindi di fatto fanno l’esatto gioco dei “terroristi”. Se infatti il terrore è il l’ovvio fine dei “terroristi” (per questo si chiamano così), ma gli unici che all’atto pratico riescono a terrorizzare le popolazioni sono i loro governi e i mass media – chi sono in effetti, concretamente, i terroristi? E quali sono le loro nascoste finalità?</p>
<p>Ai lettori più smaliziati le risposte saranno già ovvie, ma le domande sono in realtà rivolte a tutti quei cittadini che invece ancora nutrono ancora qualche fiducia nelle informazioni che ricevono dalle “fonti autorevoli” – i politici che essi votano, i <a href="http://www.telegiornale.com/">telegiornali</a> che essi guardano ed i <a href="http://www.giornali.info/">giornali</a> che essi leggono. A parole tutti conveniamo sul fatto che “i politici mentono” e che “i giornalisti non sempre dicono la verità”, tanto che questi sono ormai luoghi comuni. Ma all’atto pratico, tanto è il bisogno di “credere” che poi quasi tutti ci ricascano. La relazione cittadini-governanti si fonda sul modello comportamentale bambini-genitori. Questo spiega il continuo sconclusionato mugugnare dei bambini-cittadini nei confronti dei genitori-governanti, senza che tuttavia il vincolo di sudditanza venga mai meno. E così nulla cambia. Se fate parte della categoria dei lettori smaliziati, in effetti quest’articolo vi servirà a ben poco. Potete però suggerirne la lettura ai vostri conoscenti meno smaliziati, arenati nel triste e popolare ruolo di bambini-cittadini. Magari qualcuno di essi apre gli occhi. A furia di suonare a tutto volume la sveglia, ogni tanto qualcuno che bofonchiando emerge dal proprio sonno dogmatico per fortuna c’è. Sono pochi. Ma buoni. Beh, <em>quasi </em>buoni. Dopo una breve e orgogliosa veglia buona parte di essi tuttavia volentieri si rigira nel letto, riaccende la tivù e riprende a dormire.</p>
<p>Ricapitolando:</p>
<p>Qual è il principio in base al quale governi ed autorità decidono se tu – sì, tu che leggi – ti devi tranquillizzare oppure spaventare? Come puoi fare a capirlo per poterti poi ogni volta comportare nel modo <em>a te </em>più conveniente?</p>
<p>Il sistema migliore sarebbe ovviamente l’uso efficiente e critico del proprio <a href="http://www.genio.info/">pensiero</a> logico. Ma quando per carenza di dati o altro questo non basta, nel dubbio il criterio da adottare che con tutta probabilità produrrà il minor numero di errori è quello di credere esattamente il contrario di quanto le “fonti autorevoli” ti vogliono far credere. Ovviamente così si rischia di cadere nell’errore opposto, quello che genera l’oltranzismo “complottista” (che può anche portare a credere di essere stati invasi – o invasati – dagli <a href="http://www.science-fiction.biz/">UFO</a> o cose di analoga inverosimiglianza), ma nell’insieme ritengo che il bilancio sarebbe tutto sommato favorevole. Chi si informa solo con i tradizionali mass media ormai vive in un tale mondo di fantasia, che qualsiasi alternativa è probabilmente più realistica.</p>
<p>Quindi possiamo concludere con un consiglio semplice.</p>
<p>Se cercano di spaventarti evocando lo spettro di Osama (da non confondersi con lo spettro di Obama, che NON A CASO differisce da quello di Osama per una consonante soltanto) –  allora ridi! Sei su Scherzi a Parte!</p>
<p>Ma quando provano a tranquillizzarti e ti dicono che non c’è nulla da temere… allora è probabilmente venuto il tempo di fuggire.</p>
<p><a href="http://www.roberto.info/">Roberto</a> <a href="http://www.robertoquaglia.com/">Quaglia</a></p>
<p><a href="http://www.guidegenova5terre.com/">Genova</a>, Aprile 2011</p>
<p>Per evadere completamente dal mondo delle favole mi permetto di insistere a consigliare il mio libro <a href="http://www.mito11settembre.it/">­­­Il Mito dell’11 Settembre</a> (the Myth of <a href="http://www.september11myth.com/">September 11</a>), del quale in molti parlano (a favore o a sfavore) senza neppure averlo letto. </p>
<p><center><br />
<a href="http://www.mito11settembre.it/" target="_blank"><img src=" http://www.mito11settembre.it/grafica/Mito-11-settembre-IIedizione-1-200px.jpg" alt="" border="0" /></a></center>Altre notizie inconsuete su <a href="http://www.edicola.biz/">www.Edicola.biz</a></p>
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<hr size="1" />
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<p><a href="http://roberto.info/wp-admin/post-new.php#_ftnref1">[1]</a> Ci sono stati in effetti un paio di casi di minorati mentali imbarcatisi su aerei con pseudo-esplosivo nelle scarpe o nelle mutande, i quali sono poi stati arrestati a bordo con grande clamore mediatico. Una semplice analisi ha però evidenziato come si trattasse di grottesche montature, allestite per sostenere il mito del terrorismo sugli aerei. Potete leggere i dettagli nel mio libro “il Mito dell’<a href="http://www.mito11settembre.it/">11Settembre</a>”.<br />
<a href="http://roberto.info/wp-admin/post-new.php#_ftnref2">[2]</a> Washington Times, 24 Marzo 2005</p>
<hr size="1" />
<p><em>Articolo pubblicato con licenza diritti Creative Commons, ovvero è permessa la libera riproduzione di questo testo purché in forma inalterata e comprensiva di immagini e link in esso contenuti e purché la pubblicazione non abbia carattere commerciale. L’autore si riserva il diritto di revocare tale diritto a siti che ad insindacabile giudizio dell’autore ne dovessero fare un uso inappropriato</em>.</p>
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		<title>HAARP uguale TERREMOTI: bufala o verita’? Il problema non e’ cosi’ semplice come si crede.</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 16:48:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Roberto Quaglia – Roberto.info I pensatori della politica si dividono generalmente in due categorie: gli utopisti con la testa fra le nuvole, e i realisti con i piedi nel fango. George Orwell Qualche giorno fa ho scritto un articolo sulla possibile relazione fra HAARP ed il terremoto in Giappone. Le reazioni suscitate dall’articolo sono per certi versi più interessanti del mio pezzo stesso. L’articolo in questione si intitolava “Siamo ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">di <a href="http://www.roberto.info/">Roberto Quaglia</a> – Roberto.info</p>
<p><em>I pensatori della politica si dividono generalmente in due categorie:<br />
gli utopisti con la testa fra le nuvole, e i realisti con i piedi nel fango.<br />
George Orwell</em></p>
<p>Qualche giorno fa ho scritto <a href="http://www.roberto.info/2011/03/16/terremoti-e-tsunami/">un articolo</a> sulla possibile relazione fra HAARP ed il terremoto in Giappone. Le reazioni suscitate dall’articolo sono per certi versi più interessanti del mio pezzo stesso.</p>
<p>L’articolo in questione si intitolava <em>“<a href="http://www.roberto.info/2011/03/16/terremoti-e-tsunami/">Siamo proprio sicuri che tutti questi terremoti e tsunami siano di origine naturale</a>?”</em> il quale dopo essere stato ripreso da vari siti di controinformazione ha avuto un notevole successo di pubblico. Solo che su Comedonchisciotte è stato letto da oltre 16.000 persone in un paio di giorni, credo una sorta di record storico per un articolo di controinformazione Molti altri lettori ci sono stati su Megachip e presumibilmente su i molti blog che hanno clonato il pezzo.</p>
<p>Perché così tanti lettori? E quali sono state le reazioni?</p>
<p>Molte reazioni positive, così come alcune reazioni isteriche, tramutatesi in invettive nelle zone commenti dei vari blog . L&#8217;aspetto più interessante sono proprio queste reazioni isteriche. Poiché nessuno obbliga nessuno a leggere ciò che ad uno non piace, è interessante chiedersi perché così tanta gente legga ciò che poi li fa andare su tutte le furie. Masochiscmo? No. Peggio. Tutto inizia a causa dell&#8217;inadempienza dei giornalisti.</p>
<p>In ogni una società che si dice democratica c&#8217;è una classe di persone che viene lautamente pagata per informare la comunità su ciò che di importante avvenga nel mondo. Si tratta dei <a href="http://www.giornalisti.info/">giornalisti</a>, che però sempre più spesso evitano accuratamente di occuparsi in modo onesto dei temi che più contano. Nell’ideologia democratica, un giornalismo libero ed onesto è considerato uno dei principali “indicatori” per giudicare la democraticità di una nazione. Hollywood ci ha raccontato in tutte le salse la favoletta che i giornalisti sono sempre a caccia di clamorosi scoop per vincere il premio Pulitzer. La <a href="http://www.seduzione.com/">seduzione</a> del mito è dura a morire. Ma nella realtà dei fatti, quando un giornalista osa fare uno scoop di quelli veri, se gli va bene perde il posto – volete una lista di giornalisti americani ed europei che hanno perso il lavoro per avere insistito a parlare di cose di cui dovevano solo tacere? E se va davvero male, si perde anche di più del lavoro, come l&#8217;esempio dello scrittore-giornalista Hunter Thompson insegna, del cui caso ho già parlato ne <a href="http://www.mito11settembre.it/">Il Mito dell’11 Settembre</a> (se volete potete provare a <a href="http://books.google.com/books?id=dRyE6XYmuDoC&amp;printsec=frontcover&amp;dq=11+settembre&amp;hl=it&amp;ei=j2aHTb-QB5Oe4AbCyfGtCQ&amp;sa=X&amp;oi=book_result&amp;ct=result&amp;resnum=8&amp;ved=0CEYQ6AEwBw#v=onepage&amp;q&amp;f=false">sbirciare nella versione su Google books</a> alla ricerca dell&#8217;episodio). Discussi <em>en passant </em>di queste cose anche durante una presentazione a Torino del mio suddetto libro, assieme a Vattimo e Càndito, ed i curiosi possono guardarsi qui sotto il video della discussione.<a href="http://roberto.info/wp-admin/post-new.php#_ftn1">[1]</a></p>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/xfhmyn?width=440&amp;theme=eggplant&amp;foreground=%23CFCFCF&amp;highlight=%23834596&amp;background=%23000000&amp;wmode=direct" frameborder="0" width="440" height="293"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/xfhmyn_presentazione-libro-il-mito-dell-11-settembre-a-torino_news" target="_blank">Presentazione libro &#8220;Il Mito dell&#8217;11 Settembre&#8221;&#8230;</a></p>
<p>L&#8217;inadempienza dei giornalisti è un problema grave e potenzialmente letale che affligge la nostra società contemporanea. In una società sana le funzioni necessarie sono tipicamente spartite fra gli individui, ognuno dei quali si specializza a fare qualcosa di cui ci sia bisogno. Lo specialista del pane fa il pane e sfama gli altri, lo specialista delle malattie fa il medico e cura gli altri, lo specialista delle notizie fa il giornalista ed informa gli altri su ciò che succede. Uno dei motivi per cui la società sta in piedi è che la gente si fida che chiunque abbia una delega a fare qualcosa per tutti, poi la sappia anche fare e soprattutto la faccia. Quello che sta accadendo oggi nel mondo occidentale purtroppo è che coloro che hanno la delega ad informarci su ciò che avviene di importante per le nostre vite sono in realtà inadempienti. Sono profumatamente retribuiti  per una mansione che svolgono solo per ciò che riguarda le notizie più triviali e meno significative. E sulle questioni veramente importanti, a partire dall’11 settembre e le numerose guerre da esso derivate – tacciono oppure mentono spudoratamente. Quando Cossiga nel 2007 <a href="http://www.corriere.it/politica/07_novembre_30/osama_berlusconi_cossiga_27f4ccee-9f55-11dc-8807-0003ba99c53b.shtml">dichiarò al Corriere della Sera</a> che l’11 Settembre fu un complotto interno, nessun giornalista di nessun altro giornale osò neppure alla lontana avvicinare Cossiga per approfondire uno scoop così esplosivo e ricco di implicazioni. E Cossiga era un ex presidente della Repubblica, mica robetta. Lo stesso giornalista che lo intervistò non osò approfondire. Magari chiedere: <em>Presidente, è sicuro di ciò che sta dicendo? Ma sta scherzando? Ci può dire di più?  </em>Nulla. Riportò la dichiarazione senza commentare. Sfido chiunque a dire che ciò sia normale, in sintonia con l’ideologia democratica.</p>
<p>Questa condizione è potenzialmente molto destabilizzante. Soprattutto quando i nuovi media come Internet sono efficienti nel veicolare informazione non irrigimentata. Il risultato è una lenta (in realtà neppure tanto lenta) erosione della fiducia che la gente conserva nei confronti della categoria dei giornalisti cui la società ha delegato la responsabilità di informare. La percentuale di popolazione che non ha più nessuna fede in ciò che dicono <a href="http://www.giornali.info/">giornali</a> e <a href="http://www.telegiornale.com/">telegiornali</a> è ancora relativamente bassa, ma è in costante crescita. E la costante perdita di autorità da parte di chi tradizionalmente veicola l’informazione crea un vuoto di punti di riferimento. In una società normale il cittadino medio non dispone di ore ed ore da dedicare tutti i giorni alla ricerca e all’analisi di informazioni attendibili, una volta che si è incrinata la sua fiducia verso chi è pagato per fornirgli con regolarità quel servizio. Non ha tutto questo tempo, perché giustamente deve occuparsi del proprio <a href="http://www.lavoro.info/">lavoro</a>, della famiglia, dell’amore, della buona cucina, delle <a href="http://www.vacanze.info/">vacanze</a> e delle altre cose più importanti e gradevoli in una vita. Per mantenere una propria stabilità, la fede nella credibilità di chi gli fornisce le importazioni verrà quindi difesa fino allo stremo, spesso al costo di chiudere gli occhi anche di fronte all’evidenza. Ma da un certo momento in poi, fatalmente scatta il cambio di paradigma. Il velo dell’inganno (e soprattutto dell’autoinganno) si lacera definitivamente, e da quel momento sono guai. Alla ricerca ansiosa di nuovi punti di riferimento, il cittadino finirà spesso e facilmente preda di falsi profeti, che assieme alle nuove verità gli propineranno anche le nuove bugie. Spesso questa è una vera e propria strategia di disinformazione, poiché il modo migliore di screditare una verità scomoda è di associarla a bufale idiote. Il proliferare di siti che allo stesso tempo denunciano i misfatti dell’11 settembre e ti raccontano quella dell’uva sulle ultime vivisezioni di alieni nell’Area 51 con tutta probabilità si spiega così. Una volta creata l’associazione assurda fra questi tipi di memi, questa rimane e si diffonde.</p>
<p>La società occidentale si trova quindi in piena crisi ontologica. I criteri in uso per distinguere il vero dal falso, ciò che è da ciò che non è, si stanno rapidamente disgregando.</p>
<p>Quanto detto sinora probabilmente spiega come mai così tante persone siano disposte a leggere il mio articolo su HAARP, anche quelli che mai avrebbero voluto leggerlo. Anche fra i cittadini più ortodossi, che ancora hanno fiducia nell’informazione del sistema, a livello più o meno inconscio esiste il seme del dubbio che ormai il giornalismo dei grandi mass media sia tutta una farsa. Altrimenti non avrebbero &#8220;perso tempo&#8221; a leggere un pezzo che per il loro modo di vedere le cose non aveva a priori alcuna possibilità di essere vero, dato che non ne aveva parlato il tiggì (o la propria testata giornalistica preferita). Ma il meme che i giornalisti siano inadempienti &#8211; ovvero traditori &#8211; è ormai nell&#8217;aria, e nessuno ne è più completamente immune. E questo peraltro spiega anche gli sconclusionati insulti che una piccola minoranza ha reputato di indirizzarmi dopo aver letto il pezzo. Si cerca di esorcizzare il rischio, di cui l’inconscio è conscio (mi si perdoni il gioco di parole), che quanto si sia letto abbia qualche fondamento nella realtà. Se a me si proponesse per la lettura un articolo sulla avvenuta invasione di rettiliani extraterresti, non credo proprio che lo leggerei, reputandolo a priori una perdita di tempo. Si leggono solo le cose che si presume possano servirci a qualcosa, che possano contenere informazione utile. Quando per caso ci capita lo stesso di leggere delle <a href="http://www.merda.info/">cagate</a>, l’ultima cosa che si fa è perdere ulteriore tempo a commentarle poi per iscritto!</p>
<p>Quando però le cose che abbiamo lette turbano i nostri preconcetti, l’oblio semplice non è più un’opzione e ci si deve sobbarcare a riti scaramantici e sacrificali per eliminare il meme insidioso dalla nostra mente. E allora ci si appiglia a tutto, anche ad una virgola fuori posto, pur di annichilire nelle nostre menti il valore di una tesi scomoda ed il sospetto che in essa ci possa essere del vero. E’ una variazione della solita vecchia storia di chi vede pagliuzza negli occhi altrui perdendo di vista la trave che alloggia nel proprio.</p>
<p>Nel mio articolo su HAARP io essenzialmente esordivo con una domanda – presentavo dei dati – e chiudevo con un consiglio. La domanda esprimeva un dubbio lecito (come tutti i dubbi): <em>Siamo proprio sicuri che tutti questi terremoti e tsunami siano di origine naturale? </em>Il  consiglio finale era: Che si mandi qualcuno a controllare HAARP così ci togliamo questo fastidioso dubbio. Per il resto, ho esposto un po’ di dati che sembrano delineare un <em>pattern</em>, rispondere ad uno schema. Ed ovviamente il mio tono era pregno del dubbio che ci sia qualcosa che non quadri.<br />
Si sottolinei il fatto che nel mio articolo non enunciavo certezze, ma paventavo un dubbio. Ed è interessante (ed emblematico?) notare quanta aggressività generi in molte persone qualsiasi informazione che instilli in loro un dubbio. Notai per la prima volta il fenomeno con la <a href="http://www.mito11settembre.it/">storia dell’11 settembre</a>. Perché il dubbio è destabilizzante, tende a costringere il cervello ad occuparsi di problemi dei quali si preferirebbe non occuparsi e, qualora si riveli fondato, obbliga a ristrutturare pesantemente la propria visione del mondo, rottamando modelli mentali frutto a volte di anni ed anni di ragionamenti, un investimento che la maggior parte della gente non è disposta a gettare alle ortiche. Il dubbio è l’unico omaggio di cui quasi nessuno ti sarà mai grato. Se non credete a me, interpellate un buon <a href="http://www.geagea.com/">psicologo</a>.</p>
<p>La forma mentale che percepisce la conoscenza in termini di certezze è fondamentalmente la forma mentale religiosa, che come un computer a logica binaria riesce ad afferrare solo i concetti di vero o falso, bianco o nero, buono o cattivo, senza le sfumature intermedie in cui la realtà invece consiste.</p>
<p>Già gli antichi greci avevano teorizzato la epoché (&#8220;ἐποχή&#8221;), ovvero il processo cognitivo della sospensione del giudizio, in parole povere l&#8217;astensione da un determinato giudizio o valutazione, tutte le volte che non risultino disponibili sufficienti elementi per formulare il giudizio stesso.</p>
<p>Ecco, questo è probabilmente l’atteggiamento corretto che dovremmo avere di fronte al tema posto dal mio articolo, e molti altri in quest’epoca così complessa. Ne erano capaci i greci già millenni or sono, e adesso nessuno sa più come si fa. Bisogna reimparare.</p>
<p>Siamo certi che HAARP può causare terremoti?</p>
<p>Ma nemmeno per sogno. Non abbiamo dati a sufficienza per avere questa certezza.</p>
<p>Siamo allora certi che HAARP <em>non possa </em>causare terremoti?</p>
<p>Ma nemmeno per sogno! Il pattern di indizi inizia ad essere troppo pesante per poterlo archiviare a cuor leggero nel novero delle illusioni cognitive, senza i dovuti approfondimenti</p>
<p>E’ vero che la mente umana è facile preda di illusioni cognitive, allucinando relazioni inesistenti fra elementi esistenti. Ma è altresì facile preda del sintomo opposto – le cecità cognitive, ovvero l’incapacità di notare una relazione fra cose che una relazione hanno, soprattutto quando ciò turbasse i nostri preconcetti. C’è un discreto video di TED (sottotitolato anche in italiano) che parla di questi problemi della mente umana. Cita a giusto esempio le cialtronerie su alieni come un classico frutto di illusioni cognitive.</p>
<p style="text-align: center;"><!--copy and paste--><object width="446" height="326" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="bgColor" value="#ffffff" /><param name="flashvars" value="vu=http://video.ted.com/talks/dynamic/MichaelShermer_2010-medium.flv&amp;su=http://images.ted.com/images/ted/tedindex/embed-posters/MichaelShermer-2010.embed_thumbnail.jpg&amp;vw=432&amp;vh=240&amp;ap=0&amp;ti=884&amp;introDuration=15330&amp;adDuration=4000&amp;postAdDuration=830&amp;adKeys=talk=michael_shermer_the_pattern_behind_self_deception;year=2010;theme=how_we_learn;theme=how_the_mind_works;theme=new_on_ted_com;theme=evolution_s_genius;event=TED2010;&amp;preAdTag=tconf.ted/embed;tile=1;sz=512x288;" /><param name="src" value="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf" /><param name="pluginspace" value="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed width="446" height="326" type="application/x-shockwave-flash" src="http://video.ted.com/assets/player/swf/EmbedPlayer.swf" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always" wmode="transparent" bgColor="#ffffff" flashvars="vu=http://video.ted.com/talks/dynamic/MichaelShermer_2010-medium.flv&amp;su=http://images.ted.com/images/ted/tedindex/embed-posters/MichaelShermer-2010.embed_thumbnail.jpg&amp;vw=432&amp;vh=240&amp;ap=0&amp;ti=884&amp;introDuration=15330&amp;adDuration=4000&amp;postAdDuration=830&amp;adKeys=talk=michael_shermer_the_pattern_behind_self_deception;year=2010;theme=how_we_learn;theme=how_the_mind_works;theme=new_on_ted_com;theme=evolution_s_genius;event=TED2010;&amp;preAdTag=tconf.ted/embed;tile=1;sz=512x288;" pluginspace="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" /></object></p>
<p>Il protagonista del video, Michael Shermer, è tuttavia per nulla convincente quando in altra sede parla delle faccende di <a href="http://www.september11myth.com/">September 11</a>. Per tale tematica egli reputa evidentemente più opportuno <a href="http://www.youtube.com/watch?v=9dz4GQJvHYI">unirsi al coro</a>.</p>
<p>Veniamo ad un altra reazione interessante al mio articolo. Occasionali <em>attacchi ad personam</em>, una tattica consigliata da Schopenhauer a suo tempo per ottenere ragione quando non la si ha, e peraltro usati abbondantemente nella società odierna, in televisione e sui giornali. Sminuendo con qualche pretesto l’autorità di chi parla, si toglie credibilità da quello che dice agli occhi di chi crede o non crede a qualcosa <em>solo</em> in base all’autorità di chi la dice. Chi usa questo trucchetto per convincere gli altri, può essere in cattiva fede, oppure no. Nel primo caso è un furbone, ed eventualmente gli va la nostra ammirazione tecnica (se ci piacciono i furboni). Nel secondo è solo un poveretto. Usando questo truccaccio contro se stessi, altro non si fa che certificare e suggellare la propria impotenza intellettuale. A costoro può andare solo la nostra compassione.<br />
Già oltre cent’anni fa Karl Kraus disse: <em>“Le buone opinioni non hanno valore. Ciò che importa è chi le ha”. </em>Nulla di nuovo sotto il sole.</p>
<p>Avendo menzionato Michael Shermer, possiamo dedicare una nota al suo emule italiano, Paolo Attivissimo, non fosse altro perché egli ha dedicato una nota a me.</p>
<p>Dobbiamo essere grati ad Attivissimo per avere ancora una volta brillantemente <a href="http://attivissimo.blogspot.com/2011/03/haarp-e-terremoti.html">smontato l’ennesima ridicola teoria del complotto</a>. Secondo una pratica consolidata Attivissimo esordisce con i soliti insulti di rito rivolti ai “complottisti” di turno (e stavolta ci sono anch’io); per quanto possa apparire bizzarro agli occhi delle persone intelligenti, condire le proprie dimostrazioni logico-scientifiche da raffiche di insulti gratuiti permette di convincere moltissime persone, dato che la maggioranza della gente, ubbidendo ad antichi istinti animali, avverte di dovere decidere da che parte stare in un litigio e quindi irriflessivamente preferisce identificarsi con gli insultatori che con gli insultati. Anche l’uso di questa tattica veniva suggeriva già da Schopenhauer un paio di secoli fa, per ottenere ragione quando non la si ha. In effetti, oltre ai due trucchi appena menzionati, ce ne sono altri 36. Se ci tenete così tanto a vincere a qualsiasi conto le vostre discussioni quando in realtà avete torto, vi consiglio l’acquisto dell’ottimo <a href="http://www.amazon.it/gp/product/8845908569/ref=as_li_tf_tl?ie=UTF8&amp;tag=robequaghome-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=8845908569">L&#8217;arte di ottenere ragione esposta in 38 stratagemmi (Piccola biblioteca Adelphi)</a><img style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=robequaghome-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=8845908569" alt="" width="1" height="1" border="0" />.</p>
<p>Non crediate tuttavia di poter poi fregare chi questi trucchi li conosca benissimo.</p>
<p>Una volta espresse con lo stile a lui più congeniale le sue emozioni nei confronti dei soliti complottisti, Attivissimo passa alla dimostrazione logico-scientifica del perché HAARP non possa causare terremoti. Questa in buona sostanza consiste nel consultare la pagina ufficiale di HAARP per vedere se c’è scritto se può provocare terremoti. Accipicchia che idea brillante. Degna del Gruppo TNT. Infatti Attivissimo dichiara trionfante che HAARP ha una potenza di 3,6 Megawatt, insufficienti a provocare alcunché.</p>
<p>Beh, su questo punto non si può ovviamente che dargli ragione, 3,6 Megawatt diviso 180 antenne sono solo 20 kilowatt ad antenna, in pratica 10 ferro da stiro (oppure 20 ferri da stiro? La domanda sembra gratuita, ma non lo è. E’ pieno in giro di minorati mentali pronti sbraitare trionfanti che il mio articolo non valga un <a href="http://www.cazzo.info/">cazzo</a> perché ho sbagliato il kilowattaggio di un ferro da stiro usando oltretutto la parola kilowattaggio che nella lingua italiana forse non esiste neppure)</p>
<p>E con quale geniale investigazione il Nostro ha scoperto che HAARP consuma solo 3,6 Megwatt?</p>
<p>Consultando il sito ufficiale di HAARP.</p>
<p>Vediamo se abbiamo capito bene la logica di questa raffinata tecnica investigativa.</p>
<p>È come se un investigatore andasse a casa di un individuo sospettato di avere assassinato qualcuno con un’arma da fuoco e notando una pistola in un cassetto, senza esaminarla chiedesse al sospettato di che cosa si tratti. L’indiziato di assassinio risponde: <em>“E’ una pistola ad acqua”</em> ed il commissario conclude: <em>“Bene. Mi fa piacere. E’ ovvio che non può avere ucciso nessuno con una pistola ad acqua.”</em> E se ne va, chiudendo l’indagine senza neppure dare un’occhiatina per controllare che la pistola sia effettivamente ad acqua.</p>
<p>Ho qualche dubbio che Shecklock Holmes o Poirot sarebbero stati in grado di elevarsi al livello di cotanto <a href="http://www.genio.info/">genio</a> investigativo, ma l’ispettore Clouseau certamente ci sarebbe riuscito.</p>
<p>Adesso che abbiamo scoperto le affinità elettive che uniscono Attivissimo a Clouseau, il buon Paolo ci è già più simpatico.</p>
<p>Un po’ meno simpatici sono i suoi lettori, a giudicare dal livello medio dei <a href="http://attivissimo.blogspot.com/2011/03/haarp-e-terremoti.html">commenti</a> a tale brillante dimostrazione, sui quali è meglio stendere un velo pietoso. La saggezza popolare ci insegna che ognuno alla fine ha il pubblico che si merita. Massimo Mazzucco ha dipinto un lucido ritratto di questi soggetti, la cui prima parte potete ammirare nel video sottostante (le parti successive le trovate su Youtube):</p>
<p style="text-align: center;"><iframe title="YouTube video player" src="http://www.youtube.com/embed/89rwxySWE6g" frameborder="0" width="440" height="360"></iframe></p>
<p>Per sapere se HAARP gioca con potenze da ferri da stiro o con ben altre forze, temo proprio che dovremmo scoprirlo in un altro modo.</p>
<p>Già nel mio <a href="http://www.roberto.info/2011/03/16/terremoti-e-tsunami/">articolo precedente</a> avevo inserito il <a href="http://arcticcircle.uconn.edu/VirtualClassroom/HAARP/acf.html">link ad un sito universitario che riporta un articolo della rivista Popular Science, datato 1995</a>, ma forse in pochi lo avevano cliccato ed avevano approfondito. Qui viene presentato il progetto HAARP all’epoca della sua realizzazione e si menziona il fatto che esso sarebbe finalizzato ad esercitare influenze sul clima, con tutte le doverose preoccupazioni del caso. E la potenza menzionata di HAARP è di… 1,7 Gigawatt. Un miliardo e settecento milioni di Watt. La quantità di dettagli riportati non hanno decisamente l’aria di essere stati inventati di sana pianta da un giornalista impazzito, considerando che sono stati scritti in epoca non sospetta, quando non esisteva alcuna “teoria del complotto” su HAARP. Era ancora il mondo pre-11 settembre, il World Wide Web are appena agli inizi e il “complottismo” non era ancora di moda. E poi, a chi avrebbe giovato creare una bufala tale, su <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Popular_Science">Popular Science, una rispettatissima rivista scientifica, fondata nel 1872 e vincitrice di oltre 58 premi per la propria qualità</a>?</p>
<p>Dobbiamo quindi essere grati ad Attivissimo-Clouseau, il quale inavvertitamente ci ha fatto notare questa sorprendente discrepanza fra i dati diffusi inizialmente riguardo ad HAARP (mediante giornalismo come si deve, quello che si procura documenti interni al progetto e li pubblica) e quelli ufficiali contemporanei. Al lettore la libera scelta: credere ai dati forniti dal sospetto colpevole o quelli di una prestigiosa rivista scientifica in epoca non sospetta? L’esistenza stessa di una tale discrepanza è in effetti un indizio più pesante di molti altri riportati in precedenza. Perché mai contare balle sulla effettiva potenza del proprio impianto se non c’è nulla da nascondere? Prima di proseguire nella lettura, il lettore dovrebbe prima rispondere in cuor proprio a questa semplice domanda.</p>
<p>Se HAARP è in grado di sparare 1,7 Gigawatt nella ionosfera, non si può più considerare triviale la discussione se questo possa avere effetti di tipo sismico. Perché la strana relazione fra ionosfera e terremoti è una realtà divulgata dalla NASA. <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/7435324.stm">La notizia è stata riportata dalla BBC</a>, e qualcuno <a href="http://zaro41.wordpress.com/2010/10/01/nasa-i-terremoti-sono-prevedibili/">ne ha parlato anche in Italia</a>. In particolare si osservano variazioni nella ionosfera qualche giorno prima dei grandi eventi sismici. Questo vuol dire che HAARP provoca i terremoti? No, non vuol dire che HAARP provoca i terremoti, vuol dire però che non è stupido cercare di capire se possa provocare terremoti oppure no. E che è invece stupido il contrario, accettare le verità rivelate rinunciando a sottoporle a qualche verifica ogni tanto, a maggior ragione quando per chi ha un po’ di naso la puzza si fa insopportabile. Soprattutto dopo avere verificato con l’esperienza che le verità rivelate sono spesso solo delle gran balle. Che poi HAARP sia in grado di causare o solo di predire gli eventi sismici, questo è ciò che solo una seria indagine può stabilire. Di sicuro l’unico soggetto a cui non lo poi chiedere è al sospetto colpevole, reso ulteriormente sospetto dall’avere apparentemente falsificato i dati in merito alla propria potenza.</p>
<p>Qualche lettore ha voluto evidenziare che non tutti i terremoti sono predetti da HAARP mediante il buco nei suoi dati nei giorni precedenti all’evento sismico, e non tutte le volte che c’è tale buco, poi si verifica un terremoto importante. (Chi non ha letto il mio articolo precedente <a href="http://www.roberto.info/2011/03/16/terremoti-e-tsunami/">lo trova qui</a>.) Bisogna che ci rendiamo conto che non dobbiamo ragionare con la stessa logica che useremmo per decidere sulla affidabilità dei <a href="http://www.cartomanti.info/">cartomanti</a> che ci danno i numeri del <a href="http://www.superenalotto.biz/">superenalotto</a>. La faccenda è un po’ diversa. Primo: la tesi che HAARP causi i terremoti non vieta che posano verificarsi anche terremoti naturali. Secondo: Non è detto che tutte le volte che ci sia quel buco nei dati ci <em>debba per forza </em>essere un evento sismico. Non sappiamo neppure che cosa quel buco nei dati esattamente significhi! Il dato sospetto è che <em>nella maggioranza dei casi </em>quei buchi nei dati avvengono prima di sismi importanti <em>per gli esseri umani</em>. Ci sono anche un sacco di sismi in mezzo ai mari che hanno un impatto zero sulla vita umana, e la maggior parte di questi mi pare che non siano preceduti da buchi nei dati di HAARP. In attesa che qualche smanettone abbia voglia di scrivere uno script che passi al setaccio i grafici di HAARP e analizzi e correli tutti questi dati, parliamo di dati incompleti. Sufficienti a destare il nostro interesse e sospetto, ma insufficienti a dimostrare alcunché.</p>
<p>Ho notato che altra gente giunge a negare a loro stessi addirittura il fatto evidente che gli ultimi anni si sia osservato uno straordinario aumento di terremoti importanti. <a href="http://tv.repubblica.it/tecno-e-scienze/la-teoria-un-legame-con-il-terremoto-di-sumatra-2004/64302?video">Qui</a> (o qui sotto, se preferite) vedete che di questo aumento ne parla anche Repubblica TV, che non spicca certo per “complottismo”. Lì si cerca anche di spiegare i motivi di tali incrementi, e ciascuno può accontentarsi oppure no delle ipotesi esposte.</p>
<p style="text-align: center;"><object width="440" height="268" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="flashvars" value="bgColor=black&amp;autostart=false&amp;keyT=&amp;key=&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;file=repubblicatv/file/2011/03/bignami170311_cap.mp4&amp;repeat=false&amp;logo=0&amp;strip=0&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;brand=brand_repubblicaradio&amp;dState=normal&amp;scaleMethod=fit&amp;rel=false&amp;fsType=fl&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;videoTitle=La teoria: un legame con il terremoto di Sumatra 2004&amp;streamURL=http://tv.repubblica.it/tecno-e-scienze/la-teoria-un-legame-con-il-terremoto-di-sumatra-2004/64302?video&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;pub=tecno_e_scienze###" /><param name="src" value="http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="440" height="268" type="application/x-shockwave-flash" src="http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf" allowScriptAccess="always" allowFullScreen="true" flashvars="bgColor=black&amp;autostart=false&amp;keyT=&amp;key=&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;file=repubblicatv/file/2011/03/bignami170311_cap.mp4&amp;repeat=false&amp;logo=0&amp;strip=0&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;brand=brand_repubblicaradio&amp;dState=normal&amp;scaleMethod=fit&amp;rel=false&amp;fsType=fl&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;videoTitle=La teoria: un legame con il terremoto di Sumatra 2004&amp;streamURL=http://tv.repubblica.it/tecno-e-scienze/la-teoria-un-legame-con-il-terremoto-di-sumatra-2004/64302?video&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;pub=tecno_e_scienze###" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p>Nel caso dei fatti dell’<a href="http://www.mito11settembre.it/">11 settembre</a>, è noto che nei giorni che precedettero l’evento furono effettuati sulle borse finanziarie gigantesche vendite allo scoperto dei titoli delle compagnie aerei che poi sarebbero state coinvolte dai dirottamenti. Prima degli attentati di Londra del 7 Luglio 2005, la Sterlina sprofondò, presumibilmente per le vendite di chi sapeva che cosa sarebbe accaduto. Sarà mica avvenuto qualcosa di strano sui <a href="http://www.mercati.info/">mercati</a> anche prima del terremoto in Giappone?</p>
<p>Beh, per non deludervi eccovi serviti con un’altra bella coincidenza.</p>
<p>Le grandi catastrofi naturali hanno una ricaduta importante sulle grandi compagnie di assicurazioni. A prima vista uno direbbe che in caso di grandi catastrofi le assicurazioni ci rimettono. In realtà, guardando i grafici azionari di recenti catastrofi come l’uragano Katrina, si nota come esse invece ci guadagnino. Il disastro è infatti un ottimo pretesto per innalzare i premi assicurativi, e già che ci sono le assicurazioni lo elevano più di quanto sarebbe dovuto (mica sceme!), quindi i loro guadagni aumentano e di conseguenza le quotazioni. Dunque prima di una grande catastrofe, la cosa migliore sarebbe <em>comprare </em>azioni delle grandi compagnie assicurative, non venderle.</p>
<p>Ed è proprio quello che è accaduto in modo clamoroso con le azioni della Lloyds di <a href="http://www.londra.info/">Londra</a> poco prima del terremoto giapponese. Per tutto il 2010 le azioni Lloyds non sono andate oltre il valore medio di 50-60 sterline, con una punta massima di 79. Nel semestre precedente al terremoto in Giappone sono state attestate intorno alle 60 sterline. Il volume di scambi era solitamente intorno ai 150/200 milioni di azioni al giorno, con qualche isolato caso di 600 o 700 milioni. Pochi giorni prima del terremoto, il 25 febbraio 2011, il volume esplode a 4,2 miliardi di pezzi, facendo salire il prezzo, nell’arco di quel giorno soltanto, fino a quasi 92 sterline – un apprezzamento del 50%! Nel corso di quella stessa seduta il prezzo tornerà ad assestarsi sul suo prezzo fisiologico di 60 sterline. Una cosa del genere o anche solo simile a questa non era mai accaduta, per lo meno nel decennio rappresentato nel grafico sottostante. Insomma, una singolarità, un evento più unico che raro nel settore che più sarebbe stato influenzato da un’altra singolarità che si stava per compiere, un terremoto con tsunami quale non si era mai visto in secoli e secoli. Chi mai ha il peso finanziario per far salire di colpo e con un singolo acquisto il valore di un gigante come la Lloyds del 50%? Una spesa nell’ordine dei 300 miliardi di sterline, effettuata presumibilmente da un soggetto unico. Di chi si tratta. E perché esattamente lo ha fatto, così di botto?</p>
<p>Questa invero curiosa coincidenza ci fa ora allucinare l’ennesimo pattern che non esiste? Oppure i nostri cervelli si rifiutano di vedere uno schema evidente trovando la Teoria delle Coincidenze più rassicurante? <a href="http://attiliofolliero.blogspot.com/2011/03/stringiamoci-coorte-litalia-se-desta-ci.html">Qui trovate ulteriori dettagli</a> di questa storia, mentre qui sotto potete verificare i dati sui grafici di finance.yahoo.com. Ognuno interpreterà tutto ciò nel modo a sé più consono.</p>
<p><a href="https://lh6.googleusercontent.com/-4WIUmhN3MeI/TYQQkcigPjI/AAAAAAAAAIQ/wyyDDQWjGQw/s1600/lloyd_18_03_2011_11_37.GIF"><img class="aligncenter size-full wp-image-215" title="lloyd_18_03_2011_11_37" src="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/03/lloyd_18_03_2011_11_371.png" alt="" width="640" height="505" /></a></p>
<p style="text-align: center;">In questo screenshot del sito finance.yahoo.com, preso alle ore 11:37 del 18/03/2011, si riportano le quotazioni della Lloyd&#8217;s della borsa di Londra degli ultimi giorni.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://lh4.googleusercontent.com/-BUWsKVCAAE0/TYQRGselVTI/AAAAAAAAAIY/GEbO-XCy_1I/s1600/lloyd_18_03_2011_11_48_price_volume_ultimo_anno.GIF"><img class="aligncenter size-full wp-image-216" title="lloyd_18_03_2011_11_48_price_volume_ultimo_anno" src="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/03/lloyd_18_03_2011_11_48_price_volume_ultimo_anno.png" alt="" width="640" height="441" /></a></p>
<p style="text-align: center;">In questo screenshot del sito finance.yahoo.com, preso alle ore 11.48 del 18/03/2011, si riportano le quotazioni dell’ultimo anno della Lloyd Banking Group. Emerge chiaramente il volume spropositato delle azioni scambiate il 25 febbraio 2011</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://lh4.googleusercontent.com/-KvfzaQR8jM4/TYQRIDdD3rI/AAAAAAAAAIc/ACABMjd7zc0/s1600/lloyd_18_03_2011_11_51_price_volume_max_dal_maggio_2000.GIF"><img class="aligncenter size-full wp-image-217" title="lloyd_18_03_2011_11_51_price_volume_max_dal_maggio_2000" src="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/03/lloyd_18_03_2011_11_51_price_volume_max_dal_maggio_2000.png" alt="" width="640" height="442" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Grafico delle quotazioni della Lloyd dal maggio 2000 ad oggi. Emerge sempre e chiaramente il volume spropositato delle azioni scambiate il 25 febbraio scorso.</p>
<p>D’altra parte l’impressione si afferma di vivere in un mondo di crescente magia. E’ di questi giorni la notizia che siamo entrati in guerra con la Libia, al fiero fianco del Premio Nobel per la Pace Obama bin Laden – OOPS, scusate il lapsus, volevo dire al fiero fianco del Premio Nobel per la Pace Obama ed il fido Biden (il suo vice, che dal nome pare scelto per fare <em>pendant</em> con Obama così da costituire assieme una trasfigurazione caricaturale del nome del loro più acerrimo nemico). Va beh, non si dice così, bisognerebbe usare formulazioni politically correct che nascondano la realtà dei fatti, che le nostre menti frastornate non sono più in gradi di fronteggiare a viso aperto. L’unica potenza europea che si rifiuta di partecipare all’aggressione è la Germania. Immediatamente, giunge notizia che all’elicottero con a bordo il Cancelliere Merkel <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-03-20/merkel-rischiato-incidente-elicottero-135441.shtml?uuid=AaKOv5HD">si spengono i motori</a>, che si riaccendono solo dopo un chilometro in caduta libera. Accipicchia che tempismo che hanno queste fortuite coincidenze, nelle quali gli ammalati di complottismo allucinano inesistenti nessi! Se i motori non si fossero riaccesi, sarebbe stato il secondo capo di governo a morire per un incidente aereo in Europa in meno di un anno. E di sicuro c’è un terzo capo di governo europeo che nello stesso anno si è ritrovato coinvolto in un emergenza aerea, e si tratta di Berlusconi, il cui aereo è stato costretto a settembre 2010 ad un <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_settembre_16/atterraggio-emergenza-berlusconi_302ccadc-c168-11df-96dc-00144f02aabe.shtml">atterraggio di emergenza</a> per un finestrino difettoso. Tre capi di governo o di stato europei oggetto di emergenze aeree in soli undici mesi (delle quali una con esiti fatali) è una buona media. Va beh, sono cose che possono succedere. In America la morte <a href="http://www.airsafe.com/events/celebs/politics.htm">relativamente frequente</a> di figure politiche di spicco è storia nota. C’è chi ha calcolato che i senatori americani <a href="http://www.democraticunderground.com/discuss/duboard.php?az=view_all&amp;address=104x241097">avrebbero il 1000% di probabilità in più</a> di morire di incidenti aerei rispetto al reato della popolazione. Può anche darsi che questo sia dovuto al fatto che essi volino il 1000% in più del resto della popolazione, tuttavia <a href="http://www.greatdreams.com/planes/murder_by_plane_crash.htm">i casi sospetti</a> sono parecchi.</p>
<p>Viviamo in un mondo magico anche perché Russia e Cina si sono astenuti sulla votazione ONU in merito alla Libia, permettendone a tal modo l’approvazione. Nessuno riesce bene a spiegarselo, visto che sia Russia che Cina non hanno alcun interesse che gli Stati Uniti si pappino il petrolio libico. Eppure, in qualche modo devono essere state convinte entrambe, e gli argomenti di persuasione devono proprio essere stati mooolto convincenti, visto che hanno funzionato con tutte e due. Entrambe esplicitamente contrarie all’attacco, hanno tuttavia rinunciato al loro diritto di voto all’ONU. Sono forse state messe di fronte a “una proposta che non potevano rifiutare”? Visto che tutte queste cose straordinarie (nel senso di non ordinarie) stanno accadendo tutte nello stesso momento, seppure apparentemente in <a href="http://www.teatri.info/">teatri</a> diversi, la tentazione di scorgervi un disegno è inevitabile. E l’incredibile e mai visto flagello di incendi che bruciò la Russia l’estate scorsa ed arrivò ad assediare Mosca per settimane intossicandola di fumi, getta altra benzina sul fuoco di quelle che speriamo ardentemente siano davvero solo illusioni cognitive. Probabilmente queste sono davvero solo fantasie, ma non si sa mai.</p>
<p>Ricordare la celebre frase <em>&#8220;In politica nulla accade a caso. Ogni qualvolta sopravviene un avvenimento si può star certi che esso era stato previsto per svolgersi in quel modo.&#8221;</em> non ci reca alcun sollievo. A pronunciarla non è stato un “complottista” invasato, ma fu Franklin Delano Roosvelt, presidente degli Stati Uniti d’America dal 1933 al 1945.</p>
<p>Per chiudere in <a href="http://www.bellezza.info/">bellezza</a>, riportiamo che qualcuno ipotizza che a contribuire all’incidente nucleare giapponese possa inavvertitamente essere stato anche <a href="http://www.nytimes.com/imagepages/2011/01/16/world/16stuxnet_g.html?ref=middleeast">Stuxnet</a>, il virus informatico bellico designato per attaccare i sistemi informatici Siemens delle centrali nucleari iraniane, ma al momento non possiamo saperlo.</p>
<p>Riassumendo: In un processo indiziario, come si fanno in Italia, non so se HAARP la sarebbe cavata. Chi ha già qualche annetto si ricorderà che suo tempo Lorenzo Bozano fu condannato all’ergastolo per l’omicidio della ragazzina Milena Sutter sulla base di una serie di indizi mica tanto più convincenti di quelli che inchioderebbero HAARP. La differenza è che nel cervello di Bozano non potevi mandare un ispettore dell’ONU a controllare come stavano le cose, mentre nel sito di HAARP sì. E l’ipotetico crimine di HAARP è milioni di volte più grave di quello di Bozano (quanta gente ucciderà il fall-out nucleare nei prossimi decenni?), quindi, non fosse altro che per proteggere la reputazione degli Stati Uniti, a fronte del montare in tutto il mondo di queste urla complottiste una visitina da parte di credibili ispettori dell’ONU farebbe soltanto del bene. Poi, a parte tutto, Bozano probabilmente era colpevole, ma questa è un altra faccenda.</p>
<p>Consoliamoci con un aforisma di Karl Kraus:</p>
<p>“Il compito della religione: consolare l&#8217;umanità che va al patibolo. Il compito della politica: disgustare l&#8217;umanità della vita. Il compito dello spirito umanitario: abbreviare all&#8217;umanità l&#8217;attesa del patibolo e al tempo stesso avvelenarle l&#8217;ultimo pasto.”</p>
<p>E che l’atarassia sia con voi.</p>
<p><a href="http://www.robertoquaglia.com/">Roberto</a> <a href="http://www.robertoquaglia.com/">Quaglia</a></p>
<p>Originariamente pubblicato su www.<a href="http://www.roberto.info/">Roberto</a>.info</p>
<p>Su questo ed altro argomenti, oggi 21 marzo 2011 Roberto è stato intervistato da Teleradiostereo, nella rubrica <a href="http://www.teleradiostereo.it/podcast/ouverture-1/index.php">Ouverture</a>. Dovrebbe essere presto ascoltabile in <a href="http://www.teleradiostereo.it/podcast/ouverture-1/index.php">podcast</a>.</p>
<p>Magari ti incuriosisce anche il libro di Roberto sui retroscena dell’<a href="http://www.mito11settembre.it/">11 settembre</a> (The <a href="http://www.september11myth.com/">Myth of September 11</a>), ora edito anche in rumeno (<a href="http://www.11septembriemitul.com/">11 septembrie</a>, Mitul)</p>
<p>Notizie inconsuete le trovi su www.<a href="http://www.edicola.biz/">Edicola</a>.biz</p>
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<p><a href="http://roberto.info/wp-admin/post-new.php#_ftnref1">[1]</a> Perché i miei conterranei della <a href="http://www.liguria.biz/">Liguria</a> non si danno un po’ una mossa ad organizzare qualche presentazione del mio libro a casa mia? O magari alle <a href="http://www.guidegenova5terre.com/">Cinque Terre</a>, che il paesaggio è più bello e la cornice sarebbe <a href="http://www.surreal.info/">surreale</a>?</p>
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<p><em>Articolo pubblicato con licenza diritti Creative Commons, ovvero è permessa la libera riproduzione di questo testo purché in forma inalterata e comprensiva di immagini e link in esso contenuti e purché la pubblicazione non abbia carattere commerciale. L’autore si riserva il diritto di revocare tale diritto a siti che ad insindacabile giudizio dell’autore ne dovessero fare un uso inappropriato</em>.</p>
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		<title>Siamo proprio sicuri che tutti questi terremoti e tsunami siano di origine naturale?</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 15:17:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Roberto Quaglia – Roberto.info Vincere alla lotteria è perfettamente possibile. Purché non avvenga tutti i giorni. Se qualcuno inizia a vincere alla lotteria troppo spesso giustamente ci insospettiamo e ci viene naturale chiederci se il gioco non sia in qualche modo truccato. Di solito lo è. Per i casi banali ci pensa Striscia la Notizia a fare luce. Per quelli più seri, mi sa che dobbiamo arrangiarci. La stessa ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="http://www.roberto.info/">Roberto Quaglia</a> – Roberto.info</p>
<p><a href="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/03/AARP_www.roberto.info_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-193" title="AARP_www.roberto.info" src="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/03/AARP_www.roberto.info_.jpg" alt="" width="355" height="349" /></a>Vincere alla lotteria è perfettamente possibile. Purché non avvenga tutti i giorni. Se qualcuno inizia a vincere alla lotteria troppo spesso giustamente ci insospettiamo e ci viene naturale chiederci se il gioco non sia in qualche modo truccato. Di solito lo è. Per i casi banali ci pensa Striscia la Notizia a fare luce. Per quelli più seri, mi sa che dobbiamo arrangiarci.</p>
<p>La stessa cosa dovremmo infatti chiedercela quando la lotteria in oggetto è quella che non vorremmo vincere mai: la lotteria della catastrofi. Le grandi catastrofi sono rare, ed il loro verificarsi può venire paragonato alla vincita ad una lotteria, ad una grande lotteria negativa, la lotteria della sfiga massima. E non si può non notare che, da qualche tempo, di questa sgradevole lotteria ci sono in giro un po’ troppi biglietti vincenti.</p>
<p>Vi ricordate di avere mai sentito parlare di tsunami prima del film americano “The day after tomorrow”? Personalmente, nell’intero arco della mia vita non ricordo uno tsunami degno di nota fino a qualche anno fa. Ad essere sinceri non conoscevo neppure il vocabolo e, se fate un breve esame di coscienza, vi renderete conto che neppure voi sapevate di questa parola sino a qualche anno fa. Così rari da non essere neppure degni di menzione, all’atto pratico gli tsunami non esistevano proprio. Era l’ultima delle cose di cui preoccuparsi. Entità mitologiche che avvenivano più di rado che una volta ogni morte di papa.</p>
<p>Poi è uscito il film di Roland Emmerich, che mostrava uno tsunami sommergere New York, e da quel momento lo tsunami è entrato a pieno titolo nell’immaginario di tutti noi. Sfortunatamente, è per coincidenza entrato contemporaneamente anche nell’immaginario di Mamma Natura &#8211; quasi che Mamma Natura abbia un rapporto privilegiato con Hollywood &#8211; tanto che di punto in bianco Mamma Natura ha iniziato ad infliggerci uno tsunami dopo l’altro. Sembra quasi che Hollywood e Mamma Natura si siano messi d’accordo per farci fessi. Speriamo che non vadano anche a letto insieme. Tutto sommato, siamo un po’ tutti gelosi di Mamma Natura e ci dispiacerebbe scoprire che alle nostre spalle se la fa con Hollywood. Anche perché quello che succede alle nostre spalle rischia sempre di ficcarcisi prima o poi nel didietro.</p>
<p>A dicembre 2004 lo tsunami da oltre 200 mila morti nell’Oceano Indiano. A Luglio 2006 uno tsunami più modesto a Java. Piccolo tsunami anche a settembre 2007 in Indonesia, notevole tsunami a Samoa a settembre 2009, discreto tsunami senza vittime vicino al Giappone a dicembre 2010 ed infine il super tsunami in Giappone del marzo 2011. Qualche benpensante magari sbotterà: <em>Ma andiamo, probabilmente c’erano anche prima gli tsunami, è solo che i giornali non ne parlavano!</em></p>
<p>Macché!</p>
<p>Guardando i grafici che mostrano frequenza, intensità e gravità dei fenomeni sismici nel tempo nel mondo, scopriamo che negli ultimi anni i terremoti con effetti importanti sono aumentati in modo a dir poco incredibile. I grafici sono completamente sconcertanti.</p>
<p><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA;"><a href="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/03/Earthquakes+6_400px.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-180" title="Earthquakes+6_400px" src="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/03/Earthquakes+6_400px.jpg" alt="" width="400" height="333" /></a></span></p>
<p style="text-align: center;">Grafico della potenza totale dei terremoti superiori ai 6 Gradi Richer negli ultimi decenni</p>
<p><a href="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/03/Earthquakes-World-100years-deadly-400px1.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-185" title="Earthquakes-World-100years-deadly-400px" src="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/03/Earthquakes-World-100years-deadly-400px1.gif" alt="" width="400" height="204" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Grafico dei terremoti devastanti e mortali fra i 6 e gli 8 Gradi Richer nell&#8217;ultimo secolo.<br />
<a href="http://www.thehorizonproject.com/earthquakes.cfm">Qui lo vedi più grosso</a>.</p>
<p>Si noti che i cosiddetti scienziati si guardano bene dallo spiegare in modo convincente questa incredibile modifica nel comportamento di Madre Natura. Il che diventa immediatamente comprensibile nell’eventualità che spiegare questa anomalia ti faccia naufragare la tua carriera. Abbiamo già visto per i fatti dell’<a href="http://www.mito11settembre.it/">11 settembre</a> gli scienziati amanti della propria carriera darsi in pasto al lato osculo della scienza.</p>
<p>Mandati gli scienziati inadempienti a <a href="http://www.affanculo.org/">quel paese</a>, ci tocca una volta di più provare ad iniziare a pensare finalmente con le nostre teste. O per lo meno con l’ausilio di teste che non se la facciano sotto all’idea di rovinarsi la carriera.</p>
<p style="text-align: center;"> <iframe title="YouTube video player" width="400" height="330" src="http://www.youtube.com/embed/Q9QtZkT8OBQ?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>In occasione del terremoto che ha raso al suolo Haiti a gennaio del 2010, il presidente venezuelano <a href="http://www.voltairenet.org/article163670.html">Hugo Chavez ha dichiarato</a> che il terremoto sarebbe stato provocato da un’arma sismica statunitense. L’informazione gli sarebbe giunta da fonti militari russe. Fantascienza? Sta di fatto che gli americani al momento del terremoto di Haiti <a href="http://www.nextgov.com/nextgov/ng_20100115_9940.php">stavano effettuando un’esercitazione militare</a> per un intervento umanitario da effettuarsi ad Haiti in caso di catastrofe naturale. Invadere quindi Haiti per recare i propri “aiuti” è stato quindi molto semplice, tutte le forze erano già schierate. Per colmo di coincidenza, la stessa identica cosa era accaduta in occasione del terribile tsunami del 2004 nell’Oceano Indiano. Pure là erano già pronti ad intervenire. Tutto ciò suona sospetto, ma ancora non prova nulla.</p>
<p>Già da parecchi anni si vocifera in rete che terremoti artificiali ed altre modificazioni climatiche sarebbero da ascriversi ad una misteriosa stazione scientifico-militare americana sita in Alaska: un progetto del Dipartimento della Difesa Statunitense, coordinato dalla Marina e dall&#8217;Aviazione: il famigerato programma HAARP (High Frequency Active Auroral Research Program), basato sullo sviluppo di tecnologie ideate da Nikola Tesla.</p>
<p>Soliti deliri da complottisti?</p>
<p>Non esattamente.</p>
<p>Del problema di HAARP si è occupato anche il Parlamento russo, la Duma, nel 2002, giungendo ad un documento firmato da 188 deputati: <em>&#8220;Sotto il programma HAARP, gli Stati Uniti stanno creando nuove armi geofisiche integrali, che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza. Il significato di questo salto è comparabile al passaggio dall&#8217;arma bianca alle armi da fuoco, o dalle armi convenzionali a quelle nucleari&#8221;</em>.</p>
<p>Beh, i russi di armi qualcosa ne capiscono, quindi ci dovremmo pensare due volte prima di ridicolizzare i loro timori.</p>
<p>Ma di HAARP si è fuggevolmente occupato anche il Parlamento Europeo. Il problema è <a href="http://www.europarl.europa.eu/press/sdp/backg/en/1998/b980209.htm">stato portato in discussione</a>, ma è stato poi prontamente insabbiato.</p>
<p>E di HAARP si è occupato anche il <a href="http://www.grip.org/">GRIP</a> (Groupe de recherche et d’information sur la paix et la sécurité), un istituto di ricerca creato a Bruxelles nel 1979. Se sapete il francese potete leggere il loro <a href="http://www.grip.org/fr/siteweb/images/RAPPORTS/1998/1998-05.pdf">rapporto di 79 pagine</a>.</p>
<p>Non avrete sentito parlare di HAARP al <a href="http://www.telegiornale.com/">telegiornale</a> e neppure nei <a href="http://www.giornali.info/">giornali</a> quotidiani di vostra fiducia, ma se ancora persistete ad informarvi nel vecchio modo, ormai completamente irrigimentato, avete poco di che stupirvi di certe lacune.</p>
<p>HAARP in parole povere consiste in un sistema di antenne in grado di sparare nella ionosfera onde elettromagnetiche ad alta frequenza con la potenza di milioni di Watts (fino a <a href="http://arcticcircle.uconn.edu/VirtualClassroom/HAARP/acf.html">1,7 Gigawatt,</a> ovvero 1,7 miliardi di Watt) in grado di “cuocere” e modificare la ionosfera. Scaldando la ionosfera si creerebbero delle sorte di “lenti” in grado di ridirigere i fasci di energia e scaricarli ovunque nel globo. Usando la frequenza giusta, essi sarebbero ad esempio in grado di interferire con la crosta terrestre e provocare artificialmente terremoti.</p>
<p>Qualche ingenuo potrà pensare che nessuno potrebbe mai essere così folle da aprire il Vaso di Pandora delle modificazioni climatiche a scopo bellico. Errore. Il progetto per le guerre climatiche esiste di sicuro ed è in parte anche stato messo nero su bianco in uno studio del Dipartimento della Difesa statunitense nel 1996. Si chiama “Weather as a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025 (Il Clima come un Moltiplicatore di Forza: Possedere il Clima nel 2025). <a href="http://replay.waybackmachine.org/20070117064206/http://www.au.af.mil/au/2025/volume3/chap15/v3c15-1.htm">Potete leggerlo interamente online</a>. Per chi vuole approfondire ulteriormente i misteri di HAARP, in rete si trova <a href="http://www.globalresearch.ca/articles/GIL401A.html">ampio materiale</a>.</p>
<p>Ma se leggere è troppo faticoso, potete sempre guardarvi un documentario condotto dall’ex governatore del Minnesota Jesse Ventura, dove l’argomento viene raccontato e semplificato con i crismi della spettacolarizzazione all’americana.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe title="YouTube video player" width="400" height="330" src="http://www.youtube.com/embed/uZOt29NR0FY?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </P><br />
L’unico problema in questo documentario è che alla fine finiscono per raccontarci che HAARP serve a controllare i nostri cervelli, il che ovviamente discredita l’intera tesi di HAARP come arma. Ma visto che il risultato è un calo di credibilità della tesi, forse l’obiettivo era proprio quello.</p>
<p>Se andiamo sulla <a href="http://www.haarp.alaska.edu/">homepage ufficiale di HAARP</a>, troviamo un rassicurante sito che parla di ricerca scientifica e che promette che non farà mai del male a nessuno. Questo ovviamente lascia il tempo che trova, che arma segreta sarebbe se lo andassero a raccontare a tutti? Sul sito di HAARP possiamo anche guardare i grafici che ci illustrano l’attività di HAARP, roba da nerd e magari qualcuno ci capirà anche qualcosa.</p>
<p>In effetti, una persona che ci ha capito qualcosa, è saltata fuori. Tanto essa ci ha capito qualcosa, che addirittura è riuscita a prevedere il terremoto del Giappone. E come facciamo a sapere che ha davvero previsto il terremoto? E’ semplice: ha postato su Youtube un video con la sua previsione di un terremoto di elevatissima intensità per i giorni successivi. E ognuno di voi può andarsi a guardare quel video e verificare la data in cui il video è stato caricato: 3 marzo 2011. Lo tsunami è avvenuto 8 giorni dopo.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe title="YouTube video player" width="400" height="330" src="http://www.youtube.com/embed/5sAJQmTFGKQ?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </p>
<p>La persona che ci ha capito qualcosa aveva <a href="http://www.youtube.com/user/Italianlad69#p/u/19/GmAK0HhoOAA">già previsto</a> anche un precedente sisma in Nuova Zelanda. Non c’è ragione di dubitare troppo poiché, una volta capito il trucco, anche noi ci ritroveremo con questa capacità chiaroveggente.</p>
<p>A rivelare quando ci saranno importanti terremoti è involontariamente HAARP stesso, se si ha la pazienza di dare un occhiata alle sue misurazioni. Qualche giorno prima del sisma in Giappone, più precisamente il 3 Marzo, nel grafico delle misurazioni effettuate da HAARP c’è un buco. Per un errore tecnico, per un caso o per la deliberata intenzione di nascondere dei dati, il grafico altrimenti perfetto che mostra l’attività di HAARP si interrompe per qualche tempo. Beh, le spiegazioni possono essere parecchie, è il primo pensiero della maggioranza di noi. Certo, se il fenomeno si fosse verificato solo una volta, o se si verificasse a casaccio.</p>
<p>Peccato però che la stessa interruzione nei dati è verificata anche poco prima del terremoto di Haiti a gennaio 2010!</p>
<p>Vabbé, due eventi possono essere una coincidenza, e…</p>
<p><em>E anche poco prima del terremoto in Nuova Zelanda a settembre 2010!</em></p>
<p>E pazienza, trattasi chiaramente di triplice coincidenza, a volte i terni al lotto…</p>
<p><em>E anche poco prima del terremoto di Sumatra ad ottobre 2010!</em></p>
<p>E allora? La fortuna è cieca e di tanto in tanto le quaterne…</p>
<p><em>E anche poco prima del terremoto di Samoa a settembre 2009!</em></p>
<p>Cosa volete dimostrare? L’impossibile è impossibile solo fino a quando non si verifica e…</p>
<p><em>E anche poco prima del terremoto de l’Aquila ad aprile 2009!</em></p>
<p>Eh, no! L’Aquila per favore lasciatela stare! Quella abbiamo già deciso che è colpa di Berlusconi e…</p>
<p><a href="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/03/Haarp-Earthquake-2010-Sumatra.jpg"></a><a href="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/03/Haarp-Earthquake-2011-Japan.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-197" title="Haarp-Earthquake-2011-Japan" src="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/03/Haarp-Earthquake-2011-Japan.jpg" alt="" width="400" height="527" /></a></p>
<p><a href="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/03/Haarp-Earthquake-2010-Haiti.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-199" title="Haarp-Earthquake-2010-Haiti" src="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/03/Haarp-Earthquake-2010-Haiti.jpg" alt="" width="400" height="548" /></a><a href="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/03/Haarp-Earthquake-2010-Sumatra1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-200" title="Haarp-Earthquake-2010-Sumatra" src="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/03/Haarp-Earthquake-2010-Sumatra1.jpg" alt="" width="400" height="544" /></a><a href="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/03/Haarp-Earthquake-2009-Samoa.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-201" title="Haarp-Earthquake-2009-Samoa" src="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/03/Haarp-Earthquake-2009-Samoa.jpg" alt="" width="400" height="512" /></a><a href="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/03/Haarp-Earthquake-2009-Aquila.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-202" title="Haarp-Earthquake-2009-Aquila" src="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/03/Haarp-Earthquake-2009-Aquila.jpg" alt="" width="400" height="539" /></a>Va beh, mettiamola in altri termini: o si tratta di una delle più incredibili serie di coincidenze mai viste – tanto valeva vincere al <a href="http://www.superenalotto.biz/">superenalotto</a> – oppure qui ci stanno a raccontare tante di quelle balle che la metà basta. Se poi uno va a guardare ad alcune date delle varie catastrofi, la frittata è completa: 26 Dicembre 2002 (Ciclone Zoe in Polinesia), 26 Dicembre 2003 (terremoto in Iran), 26 Dicembre 2004, onda tsunami nelll&#8217;Oceano Indiano – o qualcuno ha poca fantasia nella scelta delle date, oppure <a href="http://www.dio.biz/">Dio</a> gioca a dadi e non appena Natale è passato gli escono fuori davvero delle giocate del <a href="http://www.cazzo.info/">cazzo</a>. Anche di questa ossessione del numero 11 non se ne può più! Dopo l’11 settembre 2001, le bombe a Madrid l’11 marzo 2004 adesso ci tocca lo tsunami in Giappone lo stesso identico giorno, 11 marzo 2011. Ed esattamente un anno prima, l’11 marzo 2010 un bel terremoto da 7 gradi circa anche in Cile (anche se c’è da dire che un terremoto peggiore sempre in Cile era avvenuto 2 settimane prima)</p>
<p>Viene da chiedersi cosa ci sia in programma per l’11 novembre 2011 (11/11/11). E viene il sospetto che dovrà trattarsi di qualcosa di particolarmente memorabile!</p>
<p>Rimanendo in tema di date, potete vedere dai grafici soprastanti che questa sconcertante esplosione di sismi superiori ai 6 gradi Richter ha manifestato i suoi primi sintomi a partire dal 1996, per poi subire una brusca accelerata una decina di anni dopo. Ormai abbiamo vinto al superenalotto, quindi una coincidenza in più ci fa un baffo: HAARP è entrato in funzione <a href="http://arcticcircle.uconn.edu/VirtualClassroom/HAARP/acf.html">più o meno nel 1996</a> ed è stato poi <a href="http://www.rense.com/general70/haarp.htm">completato una decina di anni dopo, a marzo 2006</a>.</p>
<p>Adesso che conoscete il trucco potete dilettarvi anche voi a prevedere i prossimi eclatanti terremoti. Non è detto che il criterio rimanga valido a lungo, poiché immagino che appena si sparge la voce a qualcuno in Alaska verrà bene in mente di usare la funzione clone-stamp di Photoshop ed aggiungere quei quattro pixel che mancano prima di ogni evento sismico importante. Probabilmente ciò avverrà anche coi grafici del passato, quindi andateveli a vedere finché sono genuini. Quello di Haiti pare sia stato già “restaurato”.</p>
<p><a href="http://maestro.haarp.alaska.edu/cgi-bin/spectrum/getchart.cgi">Cliccate qui</a> per giocare anche voi al Piccolo Mago Otelma e prevedere terremoti futuri oppure indagare nel passato e capire retrospettivamente se avreste potuto prevedere i terremoti che ci sono già stati, facendo attenzione a notare un’interruzione del segnale di HAARP nei giorni prima dell’evento in questione.</p>
<p>Rammentando che in genere questa interruzione di segnale avviene prima di terremoti molto potenti, sopra i 7 gradi Richter. E che la maggior parte di terremoti, che sono di magnitudo inferiore, non sono preceduti da nessuna interruzione di segnale. C’è in rete chi sostiene di avere trovato in altri grafici di HAARP anche la traccia di un aumento di attività durante i terremoti importanti. Chi è curioso, approfondisca pure questo aspetto più tecnico.</p>
<p>Quando Photoshop entrerà in azione e questo trucco non funzionerà più, potete ancora cercare di intuire l’azione di HAARP da un altro curioso fenomeno che da qualche tempo si osserva prima di questa nuova generazione di grandi eventi sismici: strane ed inconsuete luci che appaiono in cielo, così strane che a volte vengono addirittura scambiate per UFO. Il calce all’articolo ne potete ammirare alcune, apparentemente riprese prima di terremoti in Cile e in Cina.</p>
<p>In conclusione, dopo averci rotto i marroni per anni con inesistenti armi di distruzione di massa nascoste in Iraq, Iran e ovunque si voglia andare a rubare petrolio, non sarebbe del tutto inappropriato che le Nazioni Unite mandassero qualche competente ispettore (magari giapponese…) a fare una visitina in Alaska, a capire con esattezza a che cavolo esattamente serve questo dannato HAARP. Dopotutto, se non c’è niente da nascondere, gli americani mica si opporranno all’ispezione, no? Non si oppose alle ispezioni Saddam, che era cattivo, figuriamoci se si opporranno gli americani, che sono buoni!</p>
<p><a href="http://www.robertoquaglia.com/">Roberto Quaglia</a></p>
<p>Originariamente pubblicato su <a href="http://www.Roberto.info">www.</a><a href="http://www.roberto.info/">Roberto</a>.info<br />
Magari ti incuriosisce anche il libro di Roberto sull&#8217;<a href="http://www.mito11settembre.it/">11 Settembre</a> (<a href="http://www.september11myth.com">September 11</a>)<br />
Notizie inconsuete le trovi su <a href="http://www.edicola.biz">www.</a><a href="http://www.edicola.biz/">edicola</a>.biz</p>
<p><em>articolo pubblicato con licenza diritti Creative Commons, ovvero è permessa la libera riproduzione di questo testo purché in forma inalterata e comprensiva di immagini e link in esso contenuti e purché la pubblicazione non abbia carattere commerciale</em></p>
<p>PS. Qualcuno potrebbe chiedersi perché io non abbia affrontato anche l’argomento del <em>movente </em>per cui tutte queste catastrofi verrebbero scatenate ad arte. Le mie idee in merito ce l’ho, ma si tratta di opinioni, e delle opinioni bisognerebbe imparare a cianciare di meno di quanto comunemente si faccia. Meglio limitarsi ai fatti e, naturalmente, alle deduzioni logiche che dai fatti si traggono. Purché ovviamente ligie ad una corretta applicazione del criterio logico del Rasoio di Occam. Per inciso, ipotizzai un&#8217;esplosione di fenomeni di guerra climatica già nella prima edizione del 2006 del mio <a href="http://www.mito11settembre.it/">libro sui misteri dell&#8217;11 Settembre</a>, ovvero prima che il clima &#8220;impazzisse&#8221;. Scrissi in quel libro anche che ci avrebbero propinato virus mutanti dei maiali anni prima che partisse il marketing dell&#8217;influenza suina, ma questa è un&#8217;altra storia.</p>
<p>PPS. Qualcun altro si chiederà invece perché se tutto ciò è vero, nessuna delle nazioni colpite da HAARP si ribella. Perché nessun politico di una delle nazioni colpite dice nulla? La risposta ci viene dall’esempio di un politico che qualcosa ha detto: Nel 2009 il ministro delle Finanze Giapponese Shoichi Nakagawa rivela in un intervista a Benjamin Fulford di avere passato il controllo del sistema finanziario Giapponese ad un gruppo oligarchico di super banchieri internazionali perché costretto. Costretto da cosa? Tenetevi forte: il ministro e il suo portavoce hanno affermato di essere vittima della minaccia di un’”arma per terremoti” americana. Poco tempo dopo Shoichi Nakagawa <a href="http://www.nytimes.com/2009/10/05/world/asia/05nakagawa.html">verrà trovato morto</a>. Capito perché? Ecco di seguito il racconto di Fulfold.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe title="YouTube video player" width="400" height="330" src="http://www.youtube.com/embed/Ak5Wj_eDo38" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Altri articoli su HAARP li <a href="http://www.alaska.net/~logjam/HAARP.html">trovate qui</a>.</p>
<p>Una serie di brevetti di tecnologie usate da HAARP li trovate qui sotto:</p>
<p>- Brevetto USA 4686605 – Metodo ed apparato per modificare  una regione nell’atmosfera terrestra, nella ionosfera e/o magnetosfera &#8211; <a href="http://www.patentstorm.us/patents/4686605/fulltext.html"><strong>TESTO INTEGRALE</strong></a></p>
<p>- Brevetto USA 4999637 – Creazione di nuvole artificiali ionizzate sopra la terra -<a href="http://www.patentstorm.us/patents/4999637/fulltext.html"><strong>TESTO INTEGRALE</strong></a></p>
<p>- Brevetto USA 4712155 – Metodo ed apparato per creare una artificiale regione di plasma a riscaldamento elettronico ciclotronico &#8211; <a href="http://www.patentstorm.us/patents/4712155/description.html"><strong>TESTO INTEGRALE</strong></a></p>
<p>- Brevetto USA 5777476 – Tomografia globale terrena (CGT) usando una modulazione di electrojets ionosferici &#8211; <a href="http://www.patentstorm.us/patents/5777476/fulltext.html"><strong>TESTO INTEGRALE</strong></a></p>
<p>- Richiesta di Brevetto USA 20070238252 – Accensione cosmica di particelle di pattern di plasma artificialmente ionizzato nell’atmosfera &#8211; <a href="http://www.patentstorm.us/applications/20070238252/fulltext.html"><strong>TESTO INTEGRALE</strong></a></p>
<p>- Brevetto USA 5068669 – Sistema di fascio di energia &#8211; <a href="http://www.patentstorm.us/patents/5068669/fulltext.html"><strong>TESTO INTEGRALE</strong></a></p>
<p>- Brevetto USA 5041834 – Specchio ionosferico artificiale composto da uno strato di plasma che può venire inclinato &#8211; <a href="http://www.patentstorm.us/patents/5041834/description.html"><strong>TESTO INTEGRALE</strong></a></p>
<p style="text-align: center;"> <iframe title="YouTube video player" width="400" height="255" src="http://www.youtube.com/embed/4_iK1kG4TCo?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Scena apparentemente ripresa in Cile il giorno prima del devastante terremoto del 27 febbraio 2010 – da prendersi con beneficio di inventario poiché inverificabile</p>
<p style="text-align: center;"><iframe title="YouTube video player" width="400" height="330" src="http://www.youtube.com/embed/7BwIadY5FI8?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </p>
<p>Scena apparentemente ripresa in Cina il giorno prima di un terremoto – da prendersi con beneficio di inventario poiché inverificabile</p>
<p style="text-align: center;"> <iframe title="YouTube video player" width="400" height="330" src="http://www.youtube.com/embed/Vh99X2PTRkk?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Collage di scene con strane luci nel cielo prima o durante terremoti – da prendersi con beneficio di inventario poiché inverificabili. Alla <a href="http://www.seduzione.com/">seduzione</a> di immagini pittoresche, ma non sufficientemente circostanziate, è certamente più saggio preferire l’analisi critica di dati inoppugnabili.</p>
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		<title>Se Berlusconi sposasse Ruby Rubacuori, voteresti per lui?</title>
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		<comments>http://www.roberto.info/2011/02/03/berlusconi-sposa-ruby/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 00:53:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Roberto In Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
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		<description><![CDATA[di Roberto Quaglia – Roberto.info No, non devi rispondere subito. Prima leggi questo articolo e poi pensa. Se ci riesci. A pensare, non a leggere. Un’attività – pensare &#8211; in crescente disuso nel nostro paese. Sembrava impossibile che il livello potesse scendere ancora, ma è proprio vero che toccato il fondo si può sempre scavare. Questo articolo non parlerà di politica italiana. Perché la politica italiana non esiste più. Quindi ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="http://www.roberto.info/">Roberto Quaglia</a> – Roberto.info</p>
<p><a href="http://www.roberto.info/"><img class="alignright size-full wp-image-156" title="berlusca1" src="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2011/02/berlusca1.jpg" alt="" width="400" height="267" /></a>No, non devi rispondere subito.</p>
<p>Prima leggi questo articolo e poi pensa.</p>
<p>Se ci riesci.</p>
<p>A pensare, non a leggere. Un’attività – pensare &#8211; in crescente disuso nel nostro paese. Sembrava impossibile che il livello potesse scendere ancora, ma è proprio vero che toccato il fondo si può sempre scavare.</p>
<p>Questo articolo non parlerà di politica italiana. Perché la politica italiana non esiste più. Quindi – e lo dico per le orecchie ormai sorde di chi in preda a parossistico furore antiberlusconi è pronto a sbranare chiunque non si unisca al coro, parenti stretti ed animali domestici inclusi – io non sono qui per esprimere opinioni politiche <em>a favore</em> di Berlusconi oppure <em>contro</em> di lui. Né per parlare delle sue vicende giudiziarie più serie, che non mi interessano. Cose del genere in linea di principio devono interessare soltanto alla magistratura, mica a me. L’Italia non è solo il paese che vanta da sempre 50 milioni di allenatori della nazionale di calcio, ma da qualche tempo anche 50 milioni di presidenti del CSM.</p>
<p>Di fronte al delirio a cui si assiste, due o tre note a margine ad uno viene voglia di mettercele.</p>
<p>La politica italiana non esiste più. Qualcuno riesce a ricordare l’ultimo confronto politico propriamente tale consumatosi nell’arena politica italiana?</p>
<p>In realtà la politica italiana non esisteva più da tempo, ma ultimamente si è pure smesso di fingere che esista.</p>
<p>In mancanza di argomenti politici su cui confrontarsi, si parla e soprattutto straparla di sesso. Che la politica italiana consistesse in un grande ammasso di cazzate prima era soltanto una battuta, adesso è una realtà di fatto. Si parla solo di cazzi e di dove sia bene riporli e dove no. Ognuno ha le sue opinioni.<a href="http://roberto.info/wp-admin/post-new.php#_ftn1">[1]</a> Nuovi grandi temi per un (fu) grande paese.</p>
<p>I giornali che veicolano l’informazione di massa nel paese di Dante, di Manzoni, di Pirandello, di d’Annunzio, si sono negli ultimi tempi ridotti alla trascrizione di discussioni private fra presunte troie, puttane, mignotte e mandrilli e ruffiani, intercettate con grande spiegamento di forze a spese dei cittadini, ed una parte dei cittadini ringrazia. <em>De gustibus non est disputandum.</em></p>
<p>Non cessa tuttavia di stupire la idiozia senza limiti con cui milioni di italiani impieghino il loro tempo a pensare e discutere di queste orge immaginarie. Immaginarie non perché non siano eventualmente avvenute, ma perché la gente, invece che pensare al sesso proprio, investe parte del proprio tempo ad immaginarsi le orge di un uomo di 75 anni. Se qualcosa ti fa schifo, perché insisti ad immaginartela?</p>
<p><em>Ma perché ne parlano tutti i giornali tutti i giorni e anche le televisioni</em> – risponde il coro.</p>
<p>Beh, i giornali se fanno schifo mica bisogna leggerli ed accendere la televisione non lo prescrive mica il medico. Io per esempio l’ho spenta alcuni anni fa e la mia vita è molto più bella. Ma <em>molto </em>più bella! E per inciso mi sono reso conto che interagisco ormai quasi solo con altri individui che hanno definitivamente spento la televisione, segno che coi videotossici sono probabilmente ormai reciprocamente incompatibile. Io stento a sopportare loro ed essi stentano a sopportare me. Viviamo in mondi diversi e inconciliabili. Come i tossici che si lagnano della merda che si cacciano in vena e della “scimmia”, i videotossici si lamentano della <a href="http://www.merda.info/">merda</a> che la televisione vomita loro nel cervello e della carenza di “roba buona” in tivù, ma se continuano a “farsi” sono tutto sommato solo cazzi loro &#8211; e per una volta nell’autentico significato del termine, se consideriamo la pornotelenovela che sta andando per la maggiore.</p>
<p>Una pornotelenovela da cui parrebbe che in Italia ci sia solo un uomo che scopi: Berlusconi. Ma possibile che non trombi nessun altro nel Belpaese?</p>
<p>Succedono cose così incredibili che nessuno le trova strane.</p>
<p>Berlusconi è talmente potente, anzi superpotentissimo (e quindi pericoloso per la democrazia) che è l’unico a non riuscire ad evitare i suoi privatissimi amplessi vengano messi in piazza, e che tutti i giornali e televisioni ne parlino, e che i magistrati scatenino orde di investigatori ed intercettatori di telefonate. E’ così che vi immaginate il potere? Bravi, si vede che siete <a href="http://www.intelligenza.info/">intelligenti</a>.</p>
<p>Ma insomma, ci sarà ben qualche altro uomo potente che ci farebbe schifo nell’esercizio dei suoi passatempi sessuali, se ce li mettessero sotto il naso tutte le mattine a colazione! Mi chiedo perché non si indaghi per <em>par condicio</em> anche su qualcun altro. Non perché sarebbe giusto, ma perché un buon giornale pornografico (a questo si sono ridotti i grandi giornali nazionali) deve offrire un po’ di varietà nella esposizione delle porcherie. Se no poi i voyeur si stufano.</p>
<p>Chi ci dice che la cronaca minuto per minuto della vita sessuale di Nichi Vendola – cito un politico dalla popolarità in ascesa – sarebbe per forza più appetitosa, se i giornali ce la propinassero tutte le mattine a colazione con gran dovizia di particolari?</p>
<p>Secondo <a href="http://www.pinkblog.it/post/4856/prostituzione-9-milioni-di-italiani-la-cercano-ma-quanti-sanno-di-essere-hiv-positivi">alcune statistiche</a> nove milioni di italiani frequentano prostitute. In media non le pagano 5000 euro a botta, bensì qualche decina di euro e le prostitute non sono escort dalla vita glamour, ma povere disgraziate, spesso addirittura in regime di schiavitù. Sarebbe interessante sapere quanti di questi 9 milioni di puttanieri è oggi in prima linea nel rito catartico dell’esecrazione pubblica del Maialone. Una volta era solo l’agnello che toglieva tutti i peccati del mondo, adesso il maiale insedia il primato.</p>
<p>Il film di Alberto Sordi <em>Il Comune senso del pudore</em> (1976) fu esemplare a rappresentare il fenomeno per cui a scandalizzarsi di più per le oscenità altrui sono proprio coloro che intimamente hanno problemi ad accettare la propria inconfessabile maialaggine più o meno repressa.</p>
<p>Ma queste sono chiacchiere che lasciano il tempo che trovano. Veniamo alle cose serie.</p>
<p>Più di un anno e mezzo fa, a giugno 2009, pubblicai un lungo articolo intitolato <em><a href="http://www.roberto.info/2009/06/25/la-demolizione-controllata-di-berlusconi-nella-era-del-pedofically-correct/">La Demolizione Controllata di Berlusconi nell’Era del Pedofically Correct</a></em>, nel quale spiegavo in dettaglio i <em>reali </em>motivi dietro al processo di <em>character assasination</em> del quale Berlusconi è oggetto, ragione per cui è inutile che adesso io ritorni sul tema. I pochi ancora in grado di interessarsi al mondo reale possono andarsi a <a href="http://www.roberto.info/2009/06/25/la-demolizione-controllata-di-berlusconi-nella-era-del-pedofically-correct/">rileggere il mio articolo</a>, oggi più valido che mai. Ed anche <a href="http://www.roberto.info/2009/12/15/berlusconi-davide-o-golia/">questo mio articolo successivo</a> con ulteriori argomenti sullo stesso tema. Dei reali motivi non ne parla nessuno. NESSUNO. <em>Questa </em>sarebbe politica. Ma come si è detto la politica in Italia non c’è più. Inutile anche che ne riparli io qui ora. La realtà non interessa più quasi a nessuno. E se anche uno per caso se la trova davanti, non è più in grado di riconoscerla per tale. Disse una volta Churchill che la sapeva lunga: <em>A volte l’uomo inciampa nella verità, ma, nella maggior parte dei casi, si rialza e continua per la sua strada.</em></p>
<p>Terminavo l’articolo sulla demolizione controllata di Berlusconi con l’osservazione che, se tutti i tentativi di disfarsi di Berlusconi avessero fallito, i poteri forti che lo vogliono abbattere, prima di ricorrere al solito incidente aereo in stile Mattei, sarebbero eventualmente ricorsi ad accusarlo di pedofilia – la moderna arma di scomunica e denigrazione definitiva.</p>
<p>Beh, non si può che notare che la direzione è decisamente quella.­ L’aspetto curioso di tutto questo can can giudiziario non è che Berlusconi abbia (presuntamente) fatto sesso con una diciassettenne consenziente, azione perfettamente lecita in Italia, ma per averle in seguito regalato del denaro. Se dopo esserci andato a letto lui l’avesse buttata fuori di casa senza consegnarle la famosa (e presunta) busta, per la giustizia italiana ciò sarebbe stata cosa buona e giusta. E’ infatti illegale ricompensare economicamente una minorenne per ottenerne prestazioni sessuali. Attenzione quindi se avete 19 o 20 anni e uscite con una diciassettenne, se andate a letto con lei evitate accuratamente di farle alcun regalo (niente fiori, niente anelli, niente inviti a cena e niente soldi per il taxi a tarda sera – che se ne vada a casa in autobus a spese sue) oppure sarete passibili di sacrosanti provvedimenti giudiziari. <em>Dura lex, sed lex.</em></p>
<p>Una legge peraltro anacronistica, come giustamente osserva Massimo Fini in <a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=7889">un articolo</a> per altri versi non condivisibile. Svezzate fin dalla pubertà da <em>Sex and the City</em>, tutto si può dire delle adolescenti moderne, tranne che siano innocenti. Qualsiasi diciassettenne di oggi è infinitamente meno innocente della maggior parte delle trentenni di cinquant’anni fa. Fra molte tredicenni oggi è di moda filmarsi le parti intime col telefonino e mostrarle ad altri in cambio di ricariche del telefonino. Alcuni casi hanno fatto anche scalpore (per esempio <a href="http://www.girlpower.it/mondo/intornoanoi/13enne_porno.php">questo</a> oppure <a href="http://www.aciclico.com/news/ricarica-telefonica-per-le-sue-foto-ose.html">questo</a>). Una legge quindi balorda, visto che a rigore di logica anche un bell’anello o degli orecchini sono un regalo di valore e dovrebbero fare scattare il reato. Il buon senso suggerisce che, o si vieta di trasmettere in tivù serie televisive come <em>Sex and the City</em>, o si dovrebbe modificare la legge per adattarla ad una mutata realtà. Non voglio qui pontificare su cosa sia bene o male (per questo ci stanno apposta i preti), dico solo che qualsiasi scelta si faccia, poi sarebbe il caso di agire di conseguenza. O combatti la perdita precoce di innocenza o la accetti con serenità e ne formalizzi legalmente la realtà. Detto questo, è fuori da ogni dubbio che <a href="http://tg24.sky.it/tg24/politica/2011/01/22/ruby_berlusconi_bunga_bunga_abbassamento_maggiore_eta_pecorella_cicchitto.html">la proposta del presidente del Pdl</a> di abbassare per legge la maggiore età non potrebbe giungere in un momento più inopportuno.</p>
<p>Ho premesso che non mi interessa discutere qui di questioni giudiziarie serie, perché penso che le questioni giudiziarie serie sono serie quando se ne discute nelle sedi competenti di tribunali imparziali, sennò è solo chiacchiericcio in tutto e per tutto affine alle discussioni da bar sulla formazione della nazionale di calcio.</p>
<p>Ma di fronte a certe farse devo ammettere che alla tentazione di porre qualche domanda impertinente, che a nessuno evidentemente passa per la zucca, non riesco a resistere.</p>
<p>Io mi chiedo: visto che la legge è uguale per tutti, e i magistrati agiscono in nome della legge e a causa dell&#8217;obbligatorietà dell&#8217;azione penale, e visto che fino all’altro ieri Ruby era una troia minorenne…<em>ma ce l&#8217;avrà avuto qualche altro cliente?</em> Usando un decimo delle risorse che hanno messo in campo per il berlusca, è così difficile risalire agli altri che se la sono trombata? O ha telefonato solo a Lele Mora?</p>
<p>L’altra accusa per cui Berlusconi è indagato è quella di concussione, per avere fatto la famosa telefonata alla stazione di polizia allo scopo influenzare le loro azioni nei confronti di Ruby.</p>
<p>E io mi chiedo – e di nuovo mi sembra di essere l’unico a farlo: nel paese che ha fatto della raccomandazione il primo imperativo non scritto della propria Costituzione, possibile che nessun altro ministro o Presidente del Consiglio della storia repubblicana abbia mai fatto una cosiddetta telefonata di raccomandazione, lasciando intendere che poi avrebbe prima o poi ricambiato il favore, commettendo a tal modo lo stesso orribile crimine? Siamo sicuri che sia solo una coincidenza che ci ritroviamo figli e nipotame sparso della intera classe politica italiana incastonati nelle posizione più ambite e meglio remunerate dell’apparato pubblico? Basta guardare i cognomi di chi lavora in RAI per scoprire sorprendenti (?) coincidenze con cognomi di politici famosi. Attendiamo fiduciosi che a causa dell&#8217;obbligatorietà dell&#8217;azione penale si indaghi ora a 360° per punire – come è giusto che sia – <em>tutti </em>i politici che si fossero macchiati di questo crimine così tipicamente italiano ed effettivamente odioso. Ma se questo non avvenisse, quali conclusione dovrebbe trarne qualcuno ancora in grado di pensare coerentemente?</p>
<p>Con la stessa fiducia ci aspettiamo anche che tutti gli intellettuali che poco tempo fa furono solerti a firmare una petizione a favore della non persecuzione di Roman Polanski, fra cui Win Wenders, Pedro Almodovar, Claude Lelouch, Monica Bellucci, Ettore Scola, Marco Bellocchio, Giuseppe Tornatore, Paolo Sorrentino, Michele Placido, Fanny Ardant, Costa-Gavras, si mobilitino adesso coerentemente per chiedere a gran voce anche la non persecuzione di Silvio Berlusconi. E’ anche vero che i due casi non sono esattamente identici: Polanski fu accusato di avere fatto sesso con una tredicenne non consenziente dopo averla drogata e sia lui che la vittima ammisero il fatto, mentre Berlusconi è accusato di avere fatto sesso con una diciassettenne consenziente dopo averla pagata e sia lui che la vittima negano il fatto. Ma è una differenza su cui penso che i firmatari della petizione possano sorvolare. Anche perché a prescindere dal merito, ciò che accomuna i due casi è che entrambi sono in realtà un pretesto per una persecuzione che invece è politica. Si è voluto punire Polanski per avere realizzato un film decisamente “scomodo” (non lo sapevate? &#8211; beh, allora guardatevi un po’ <em>L’Uomo nell’Ombra</em>) e si vuole togliere di mezzo Berlusconi per sue decisioni di politica internazionale “scomode” sulle quali mi sono ampiamente dilungato <a href="http://www.roberto.info/2009/06/25/la-demolizione-controllata-di-berlusconi-nella-era-del-pedofically-correct/">nel mio articolo di un anno e mezzo fa</a>. Quindi attendiamo fiduciosamente la petizione. Essendo intellettuali, ne comprenderanno la necessità logica. Altrimenti che <a href="http://www.intellettuali.com/">intellettuali</a> sono?</p>
<p>Ci compiacciamo di essere il paese di Dante, ma si da il caso che Dante sia morto 700 anni fa o giù di lì. In realtà siamo piuttosto il paese della Traviata e del Rigoletto e soprattutto dell’Homo Eroticus – il film del 1971 con Lando Buzzanca. Il nostro mito nazionale più autentico e sentito non è la cultura – nonostante l’immensa eredità culturale tramandataci dai nostri avi e della quale siamo sempre meno degni – bensì la seduzione. E nel paese che della <a href="http://www.seduzione.com/">seduzione</a> ha fatto un mito, campagne improntate al puritanesimo isterico anglosassone come quella allestita contro Berlusconi ottengono ben miseri effetti. Casanova pagava le donne che gli chiedevano denaro, e Casanova è tuttora un eroe nazionale. Il segreto della seduzione di Casanova era l’arte di sapere e potere dare ad una donna ciò che ella vuole da te. C’è quella che desidera l’amore romantico, quella che cerca un marito, un’altra sogna una casa, un’altra un figlio e un’altra ancora vuole denaro. Esaudire con lo stile più consono alla circostanza i desideri di una donna, qualsiasi essi siano, è il segreto di Pulcinella della seduzione<a href="http://roberto.info/wp-admin/post-new.php#_ftn2">[2]</a>. Casanova per inciso non si faceva scrupoli nemmeno a pagare la mamma di una fanciulla perché gli desse in pasto la figlia o a ricattare una donna per portarsela a letto, e nondimeno è uno dei personaggi più ammirati ed invidiati della nostra storia.</p>
<p>Questo probabilmente spiega come mai nonostante tanta eruzione di narrazioni pornografiche sugli amplessi presidenziali da parte della stampa italiana, la popolarità di Berlusconi non paia risentirne sensibilmente, come riporta il Corriere della Sera <a href="http://www.corriere.it/politica/11_gennaio_22/verderami-cavaliere-in-affanno-regge-sondaggi_eaecaa9a-25ef-11e0-8bad-00144f02aabc.shtml">in un articolo</a> datato 11 gennaio 2011. Chi vota Berlusconi non smette di votarlo a causa della minuziosa divulgazione pornografica della sua vita sessuale. I sondaggi riportati dal Corriere confermano che nel paese il consenso politico per Berlusconi è inalterato dagli scandali. Anzi, in un solo mese il Pdl è <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2011/01/23/pop_intenzioni.shtml">addirittura cresciuto del 3%</a> !</p>
<p>Brutta cosa la democrazia quando la maggioranza ce l’ha Chi-Non-Ci-Piace, vero? Ci si giustifica sostenendo che tale maggioranza voti Chi-Non-Ci-Piace non per libero arbitrio, ma perché in verità Chi-Non-Ci-Piace controlla completamente il mondo dell’informazione.</p>
<p>Davvero?</p>
<p>Accipicchia, dato che il mondo dell’informazione oggi non parla più quasi d’altro della disgustosa vita sessuale di Berlusconi questo vuol dire che deve essere stato proprio Berlusconi a montare la campagna diffamatoria contro se stesso, fingendo di andare con le minorenni per poi fare la vittima dell’attacco dei mass media che segretamente egli controllerebbe completamente. Anche Santoro deve essere ancora a libro paga di Berlusconi (in passato lo fu ufficialmente) se si è prestato, come parrebbe, a rendere pubblico nella trasmissione televisiva Annozero il numero privato di cellulare del Presidente del Consiglio, allo scopo di accrescerne il ruolo di vittima. Se le televisioni sono sotto il suo controllo come si dice, anche Santoro sarà logicamente sotto il suo controllo. Oppure c’è qualcosa che mi sfugge? O invece c’è qualcosa che sfugge a te che stai leggendo?</p>
<p>Brutta cosa la democrazia quando la maggioranza ce l’ha Chi-Non-Ci-Piace, vero?</p>
<p>Ma c’è un’altra tendenza che i sondaggi non rivelano ed è quella di coloro che andranno a votare Berlusconi proprio per protesta contro questa disgustosa pseudomoralistica campagna pornovoyeuristica.</p>
<p>Infatti, se la vita sessuale privata di Berlusconi, per quanto la si possa eventualmente disapprovare, è una cosa che riguarda soltanto lui (ed eventualmente la zoccola ex minorenne, che però non si lamenta affatto e nega pubblicamente le maldicenze, segno che è contenta assai), il cospicuo dispendio di denari e forze pubbliche volti ad intercettare, indagare, arrestare, interrogare, processare chiunque possa avere avuto a che fare anche solo alla lontana con la vita sessuale del Presidente del Consiglio è cosa che riguarda tutti noi.</p>
<p>Così come riguarda tutti noi questa ciclopica svolta a luci rosse della stampa italiana tutta (o quasi tutta). Nulla contro la stampa pornografica, per amor del cielo, ma i grandi giornali nazionali che qualche povero di spirito considera ancora prestigiosi sopravvivono solo grazie a pesanti contributi statali, quindi li paghiamo noi anche se evitiamo accuratamente di comprarli.</p>
<p>Suppongo che chiunque sia preda del conformistico furore antiberlusconiano a questo punto obietti che in realtà la vita privata del Presidente del Consiglio <em>riguardi</em> tutti noi, dato che essa ci fa eventualmente fare brutte figure all’estero. Beh, se la sua vita privata rimanesse privata &#8211; come l’espressione “vita privata” suggerisce che dovrebbe essere, la brutta figura all’estero non la faremmo. Forse qualche responsabilità in tal senso ce l’ha anche chi spia dal buco della serratura dentro casa sua e poi pubblica ciò che vede a caratteri cubitali. Se il New York Times se ne uscisse tutti i giorni con titoli a nove colonne del tipo “Ecco Ozama che si masturba mentre caga”<a href="http://roberto.info/wp-admin/post-new.php#_ftn3">[3]</a>, il prestigio dell’America alla lunga non ne gioverebbe. La contro obiezione – una novità inedita nel nostro paese, un prodotto di lampante importazione anglosassone &#8211; è che un Presidente del Consiglio non può avere una vita privata, tutto ciò che fa anche in privato è intrinsecamente pubblico. Benissimo. Allora però non ci si può lamentare se la diffusione pornografica della sua vita privata gli fa inaspettatamente guadagnare consensi. E se la maggioranza degli italiani non ritiene che sia Berlusconi ad essere nocivo per l’immagine dell’Italia all’estero, la minoranza deve accettare democraticamente il verdetto o smettere di dirsi democratica.</p>
<p>Brutta cosa la democrazia quando la maggioranza ce l’ha Chi-Non-Ci-Piace, vero?</p>
<p>In effetti è vero, verissimo che oggi in Italia assistiamo ad uno sfacelo morale.</p>
<p>Ma si tratta della scomparsa della politica dai giornali, sostituita da un gigantesco buco della serratura dove in assenza di migliori argomenti si fa vedere un Presidente del Consiglio mentre sta cagando – insisto su questa metafora per rendere meglio l’idea – fingendo che questo abbia rilevanza politica.</p>
<p>Il vero dramma italiano non è Berlusconi, che è quello che è, ma l’assenza di un’alternativa politica. Perfino il New York Times riconosce che il consenso per Berlusconi non cala a causa dell’assenza di valide alternative. Ma quello che il Popolo-Che-Odia-Berlusconi non riesce proprio a capire è che l’assenza di un’alternativa non è un problemuccio di poco conto, che risulta particolarmente frustrante solo per via del fatto che così ci tocca tenerci Berlusconi. L’assenza di alternativa è <em>il vero dramma </em>dell’Italia di oggi, e l’assenza di alternativa è in realtà un tutt’uno con la scomparsa definitiva della politica in Italia. E la scomparsa della politica vuol dire in parole povere che stringi stringi tutte le cosiddette forze politiche sono prive di un vero programma, costrette per ragioni di Realpolitik a limitarsi ad applicare direttive che provengono dall’estero. Quindi se il Popolo-Che-Odia-Berlusconi vuole liberarsi di Berlusconi prima che a ciò provveda la natura (e probabilmente la natura non tarderà poi troppo a fare il suo corso), deve smetterla di crogiolarsi nella sua identità collettiva di Popolo-Che-Odia-Berlusconi e crescere sino al rango di il Popolo-Che-Non-Tollera-Una-Pseudo-Alternativa-Fittizia. Chi tradisce il Popolo-Che-Odia-Berlusconi non è Berlusconi, per il quale esso <em>non </em>ha votato, ma le forze politiche per cui il Popolo-Che-Odia-Berlusconi effettivamente vota e che a Berlusconi si dicono alternative, ma solo a parole. Come può tradirci qualcuno per cui non abbiamo votato? E’ normale che chi non abbiamo votato persegua una politica che non ci piace. Le democrazia è anche questo. Uno ha il diritto di prendersela – e anzi ha il <em>dovere di </em>prendersela – solo con i politici per cui ha votato e che lo hanno tradito.</p>
<p>La famosa frase di Nanni Moretti: <em>“D’Alema, dì qualcosa di sinistra”</em> fu emblematica. D’Alema, invece, quando fu al governo bombardò Belgrado <a href="http://www.arcipelago.org/storie%20italiane/dalema_jugo.htm">su ordine degli americani</a>. A dire qualcosa di sinistra è stato paradossalmente invece… Berlusconi &#8211; prima durante le sue visite in Russia (<a href="http://www.roberto.info/2009/06/25/la-demolizione-controllata-di-berlusconi-nella-era-del-pedofically-correct/">vedere mio articolo di un anno e mezzo fa</a>) e poi durante la sua visita in Bielorussia, l’ultima nazione socialista d’Europa, dove <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_30/berlusconi-viaggi-bonino-polemiche_24e2af82-ddd1-11de-a61b-00144f02aabc.shtml">ebbe parole di stima per il Presidente Lukashenko</a>, che la stampa occidentale preferisce dipingere come un opprimente dittatore. Non sono mai stato in Bielorussia quindi  non posso giudicare, ma della stampa occidentale ho imparato a diffidare e sospetto che in realtà Lukashenko sia più verosimilmente una sorta di Gorbaciov riuscito ad effettuare la perestroika che a Gorbaciov fallì. Anche Gorbaciov era un “dittatore”, eppure vinse un premio Nobel per la Pace. Checché se ne dica, <a href="http://www.counterpunch.org/shamir12312010.html" target="_blank">pare che</a> fra le nazioni ex sovietiche la Bielorussia sia oggi quella con i migliori standard di vita, e con l’80% di persone che condivide l’operato di Lukashenko. Il popolo che si sente di sinistra farebbe bene a chiedersi perché a rivalutare Lukashenko – il governante più socialista (o comunista, fate voi) che ci sia oggi in Europa &#8211; ci si sia messo Berlusconi e non i partiti italiani che si proclamano di sinistra.</p>
<p>Inizia a venirvi il dubbio che qui forse qualcosa non quadra?</p>
<p>Vi rendete conto che quando Berlusconi se la intendeva con i poteri forti internazionali al popolo di sinistra egli era semplicemente antipatico, mentre ora che (probabilmente a causa della sua megalomania) è entrato in rotta di collisione con tali poteri e si è in parte (e solo in parte) svincolato dal ruolo coatto di burattino, l’antipatia si è magicamente trasformata in odio? Se uno è incline a odiare, non era più ragionevole odiarlo <em>prima?</em> A nessuno viene il dubbio di essere stato preso per il naso?</p>
<p>Il giorno in cui Berlusconi scomparirà dalla scena politica si consumeranno in tutta Italia grandi festeggiamenti nello stile in cui si festeggiano in Italia le vittorie calcistiche della squadra del cuore. Stessa forma e, ahinoi, stessi contenuti. Ma il vero dramma italiano della scomparsa definitiva della politica non scomparirà – anzi, si perfezionerà. E quando ciò sarà visibile a tutti sarà troppo tardi.</p>
<p>Come dettagliatamente spiegato <a href="http://www.roberto.info/2009/06/25/la-demolizione-controllata-di-berlusconi-nella-era-del-pedofically-correct/">nel mio articolo di un anno e mezzo fa</a>, la tecnica di <em>character assasination </em>a cui assistiamo è tipicamente anglosassone. Improbabile che sia stata decisa in Italia. D’altra parte è ben in ambienti anglosassoni che si è deciso che Berlusconi deve cadere e non a caso sia il Financial Times che il Times chiedono un giorno sì e l’altro pure le dimissioni di Berlusconi. Ma anche il Sunday Times, il <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2011/jan/22/silvio-berlusconi-porn-star-rocco-siffredi">Guardian</a>, il Sunday Telegraph e l’Observer ci sguazzano, tirando in ballo pure <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/13/rocco-siffredi-a-berlusconi-sei-malatodi-sesso-posso-aiutarti/76723/">Rocco Siffredi</a>. Mentre il <a href="http://www.nytimes.com/2011/01/23/weekinreview/23donadio.html?_r=1&amp;ref=racheldonadio">New York Times</a> deve ora sorprendersi – e trapela nel <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-01-24/berlusconiruby-soap-opera-surreale-142014.shtml?uuid=AaQGLa2C">loro articolo in merito</a> un certo fastidio – del fatto che questa tecnica da noi non funziona.</p>
<p>Gli americani stessi sembrano suggerire un argomento molto popolare in Italia, e cioè che la televisione di Berlusconi abbia a tal punto rincoglionito gli italiani che questo spieghi perché essi ora votino per lui.</p>
<p>Sono io il primo a dire e a ripetere fino alla nausea che in tutto l’Occidente la televisione commerciale abbia demolito la capacità di pensare di una generazione intera, e lo penso a tal punto che cerco di passare la maggior parte del tempo possibile in nazioni dove lo sfacelo non è così avanzato. Ma la televisione commerciale è un’invenzione americana, mica di <a href="http://www.berlusconi.info/">Berlusconi</a>. La televisione odierna è orribile da guardare ovunque, e in Italia non è mediamente peggio che nelle altre nazioni europee. Della televisione spazzatura Berlusconi è stato in Italia l’alfiere, ma se non fosse stato lui ci sarebbe stato un altro. Per esempio Murdoch. Si tratta di tendenze globali. E la programmazione RAI non fa meno schifo di quella Mediaset, e fa angoscia a prescindere di che colore sia il governo di turno. L’argomento che se facesse meno schifo perderebbe ascolti – un argomento molto di moda – non ha alcun senso. La RAI deve fornire un servizio, per il quale infatti si paga un canone, mica fare il record dell’audience e maturare profitti. Anche in Germania è pieno di televisioni commerciali inguardabili, ma la televisione pubblica lì è sensibilmente migliore che da noi.</p>
<p>Come detto, c’è un’altra tendenza che minaccia di crescere, ed è quella è quella di coloro che andranno a votare Berlusconi proprio per protesta contro questa vergognosa <em>character assasination</em> che di democratico non ha proprio nulla e con cui si è voluta sostituire la politica. Un blogghista con un certo seguito ha pubblicato un articolo <a href="http://blogghete.altervista.org/joomla/">sul suo blog</a> (da lui creato anni fa dichiaratamente <em>contro </em>Berlusconi) in cui minaccia di votare per Berlusconi se i giornali non la smettono con questa grottesca pornotelenovela. L’articolo è stato ripubblicato su <a href="http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=7879">Comedonchisciotte</a>, uno dei principali siti di controinformazione in Italia, ed il fatto sorprendente è che una buona metà dei commenti all’articolo sono di pieno plauso e condivisione. La parte più sveglia del popolo-antiberlusconi sta iniziando a rendersi conto che il problema vero in Italia <em>non è</em> Berlusconi. C’è un problema più grosso. Talmente più grosso che il Problema-Berlusconi impallidisce e addirittura scompare nel confronto. <em>Ubi maior minor cessat.</em></p>
<p>Ovviamente, chi non riesce a vedere questo problema più grosso deve accontentarsi di odiare Berlusconi. E’ indubbiamente più facile, alla portata di tutti, pseudo-intellettualmente conformista e non richiede la comprensione di complessi scenari di politica internazionale dietro le quinte. E qualche fanatico che vaneggia sul fatto che anche Comedonchisciotte sarebbe diventato un covo di berlusconiani è la ciliegina sulla torta.</p>
<p>In attesa che il franchising delle rivoluzioni colorate attecchisca in Italia (anche McDonald ha impiegato in Italia molto più tempo ad attecchire che altrove), la stampa italiana ha ancora molto intrattenimento da offrire al popolo italiano. Aspettiamo con trepidazione le nuove puntate e possiamo sbizzarrirci ad immaginarci i titoli illuminati del <a href="http://www.telegiornale.com/">telegiornale</a> della sera (che nella versione online saranno integrati da una miriade di coerenti link ipertestuali di approfondimento, per un più completo servizio al cittadino):</p>
<ul>
<li><em>“Mi ha messo un dito nel <a href="http://www.culo.info/">culo</a>” – ecco le vergognose confidenze di un ministro al suo parroco durante la confessione domenicale, emerse dalle intercettazioni ambientali in chiesa. Nessun commento del Vaticano. Anche <a href="http://www.dio.biz/">Dio</a> non si pronuncia.</em></li>
<li><em>“Tutte le scopate del premier” – nel segno della trasparenza <a href="http://wikileaks.ch/">Wikileaks</a> diffonde i video integrali delle orge nella villa in Sardegna e di quella in <a href="http://www.liguria.biz/">Liguria</a> a  Portofino, filmate dal satellite. Il Premier nominato d’ufficio per il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hot_d'Or">Hot d’Or</a>, la Palma d’Oro del cinema Porno, come miglior attore protagonista. Preoccupazione di <a href="http://www.linkfame.com/roccosiffredi/go.php?pr=8&amp;su=1&amp;si=123&amp;pa=index&amp;ar=&amp;ad=209364">Rocco Siffredi</a>.L’opposizione chiede la castrazione chimica, l’ex moglie sottoscrive.</em> <em> </em></li>
</ul>
<ul>
<li>“Scoperta la principale differenza fra il Premier e il Duce” – galeotti furono i video ripresi col telefonino da una escort durante un incontro di <a href="http://www.lavoro.info/">lavoro</a>: Mussolini si spezza ma non si piega mentre, a giudicare dai <a href="http://www.youtube.com/">video</a>, ora al vaglio dei magistrati, B. si piega ma non si spezza.La casa farmaceutica produttrice del Viagra protesta: “Tutte menzogne!”</li>
<li>“Celati nei discorsi politici messaggi in codice per serate sporcaccione” – un insider rivela che quando il Premier parlava al telefono di un programma di convergenze parallele in realtà voleva dire che quella sera il menù prevedeva festini con doppie penetrazioni a go-go. Il Premier smentisce: “Non capite le mie <a href="http://www.barzellette.info/">barzellette</a>.”</li>
</ul>
<ul>
<li><em>“Impotenza o Eiaculazione Precoce? Retroscena inaspettati della crisi di governo.” – il parere degli <a href="http://www.psicologi.info/">psicologi</a>: “La fobia di B. per il <a href="http://www.comunismo.info/">comunismo</a> rappresenta in realtà la paura della <a href="http://laverabestia.org/play.php?vid=716">castrazione</a>. Deve sottoporsi a <a href="http://www.psicoanalisi.info/">psicoanalisi</a>!” La risposta di B. non si fa attendere: “Psicanalisi? Preferirei farmi fare il solletico.” Segue interrogazione parlamentare a riguardo.</em></li>
<li><em>“Governati dall’oroscopo!” Due <a href="http://www.cartomanti.info/">cartomanti</a> dichiarano che le ministre (ex <a href="http://www.fotomodelle.net/">fotomodelle</a>) li consultavano prima di prendere qualsiasi decisione di governo. Insorge <a href="http://www.divinotelma.com/">Otelma</a> in difesa del Premier “Se così fosse, noi lo sapremmo.”</em></li>
<li><em>“Arriva la prostituzione di leva?” – circolano voci che il Pdl starebbe preparando un disegno di legge per assimilare la prostituzione al servizio civile e renderla obbligatoria per le donne. B. smentisce, ma non convince. Una intercettazione rivelerebbe che le deputate erano autrici della mozione sarebbero note con il nomignolo di “ragazze gang bang”. Per combattere le accuse di favorire le belle donne nella loro carriera politica, B. starebbe per nominare ministri alcuni <a href="http://www.fotomodelli.com/">fotomodelli</a> <a href="http://www.culturisti.com/">culturisti</a>. Ma in pole position come prossimo Presidente della Repubblica pare ci sia proprio una <a href="http://www.fotomodella.com/">fotomodella</a>.</em></li>
<li><em>“C’è chi avrebbe riconosciuto il Premier nel sito pornosenile oldje.com” – smentita del Ministro della Cultura: “Ho controllato personalmente. E’ solo un sosia.”</em></li>
</ul>
<p>Milioni di persone nel ruolo di utili idioti festeggiano a suon di <a href="http://www.ibs.it/code/9788862200097/giacobbe-giulio-c/come-smettere-di-farsi.html?shop=1765">seghe mentali</a> e ringraziano.</p>
<p>Ma l’Italia non è l’Inghilterra bigotta, e tutto ciò, per quanto grottesco, potrebbe condurre ad un nulla di fatto.</p>
<p>E Berlusconi potrebbe addirittura vedere il proprio consenso ulteriormente accrescersi.</p>
<p>Soprattutto se con un autentico colpo di <a href="http://www.genio.info/">genio</a> Silvio Berlusconi annunciasse a sorpresa un bel dì la sua intenzione di sposare Ruby Rubacuori. Il matrimonio riparatore dell’uomo più ricco d’Italia con la povera e diseredata giovincella traviata sarebbe probabilmente trasmesso in mondovisione e farebbe storia – per lo meno storia della televisione.</p>
<p>Ecco in scena la Madre di Tutte le Favole A Lieto Fine – altro che <em>Pretty Woman!</em></p>
<p>Il matrimonio del secolo &#8211; anzi &#8211; del millennio, assicurerebbe a Berlusconi la prossima legislatura. E forse anche il titolo di re onorario del Marocco nonché eroe e fiero paladino del mondo arabo.</p>
<p>E dopo le <a href="http://www.nozze.info/">nozze</a> Silvio &amp; Ruby andrebbero in luna di miele all’Isola dei Famosi assieme ad altre star fra cui Sarkozy, Carla Bruni e Rocco Siffredi e questo assicurerebbe a Berlusconi un’altra legislatura ancora e a Rocco Siffredi il Ministero per le Pari Importunità.</p>
<p>In segno di stima e riconoscenza i paesi arabi ci venderebbero il loro petrolio a prezzo di favore e da quel giorno tutti o quasi in Italia vissero per sempre felici e contenti. Forse.</p>
<p><a href="http://www.robertoquaglia.com/">Roberto Quaglia</a></p>
<p>Originariamente pubblicato su <a href="http://www.Roberto.info">www.</a><a href="http://www.roberto.info/">Roberto</a>.info<br />
Magari ti incuriosisce anche il libro di Roberto sull&#8217;<a href="http://www.mito11settembre.it/">11 Settembre</a>.<br />
Notizie inconsuete le trovi su <a href="http://www.edicola.biz">www.</a><a href="http://www.edicola.biz/">edicola</a>.biz</p>
<p><em>articolo pubblicato con licenza diritti Creative Commons, ovvero è permessa la libera riproduzione di questo testo purché in forma inalterata e comprensiva di immagini e link in esso contenuti e purché la pubblicazione non abbia carattere commerciale<br />
</em></p>
<hr size="1" />
<p><a href="http://roberto.info/wp-admin/post-new.php#_ftnref1">[1]</a> Alcuni noti intellettuali italiani sostengono che il cazzo vada sì nella figa (si vede che hanno studiato, si evince dalla scelta dei temi di discussione e dall&#8217;uso dei vocaboli più pertinenti), ma non nelle fighe, cioè che debba limitarsi ad andare in una figa soltanto. I rappresentanti dell’Italia gay non sono tuttavia d’accordo, ma non ne fanno una questione di singolare/plurale. Un noto premio Nobel ha posto anche il problema dei pompini, l’esistenza dei quali complica ulteriormente le cose. Come si vede la discussione intellettuale a riguardo è molto approfondita in Italia.</p>
<p><a href="http://roberto.info/wp-admin/post-new.php#_ftnref2">[2]</a> Si parla qui dell’uomo che seduca una donna. Come la donna seduca un uomo è invece un capitolo assai differente, che però qui non ci interessa. La seduzione fra omosessuali è poi un altro capitolo ancora. Non possiamo occuparci di tutto nello stesso tempo.</p>
<p><a href="http://roberto.info/wp-admin/post-new.php#_ftnref3">[3]</a> Non è un errore, è che mi ci manca ancora un accusa di vilipendio di capo di stato estero! Inoltre, Ozama si presta a poter essere invece Osama, l’alter ego di chi governa l’America che non a caso ha infatti praticamente lo stesso nome. Ulteriori dettagli su questa improbabile coincidenza ed altro nel mio libro The Myth of <a href="http://www.september11myth.com/">September 11</a>.</p>
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Compra l&#8217;ebook della mia trilogia di saggi sulla demolizione controllata di Berlusconi a soli 1,99 euro!<br />
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		<title>Avatar: i nuovi fantastici orizzonti della giustizia onirica</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 12:44:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Roberto Quaglia – Roberto.info Vi è un giudizio pressoché unanime sul fatto che Avatar rappresenti una pietra miliare nella storia del cinema. La mia opinione è che la novità vada al di là della storia del cinema. In ballo, ci sono i nostri cervelli, ovvero i modelli mentali nei quali consiste il nostro rapporto con la realtà del mondo. Ed è qui che Avatar indubbiamente rappresenta un punto di ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <a href="http://www.roberto.info/">Roberto Quaglia</a> – Roberto.info<a href="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2010/02/Avatar_Berlusconi_WWW.ROBERTO.INFO_.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-137" title="Avatar_Berlusconi_WWW.ROBERTO.INFO" src="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2010/02/Avatar_Berlusconi_WWW.ROBERTO.INFO_.jpg" alt="" width="296" height="330" /></a></p>
<p>Vi è un giudizio pressoché unanime sul fatto che <a href="http://www.avatarmovie.com/" target="_blank">Avatar</a> rappresenti una pietra miliare nella storia del cinema. La mia opinione è che la novità vada al di là della storia del cinema.</p>
<p>In ballo, ci sono i nostri cervelli, ovvero i modelli mentali nei quali consiste il nostro rapporto con la realtà del mondo. Ed è qui che Avatar indubbiamente rappresenta un punto di svolta assai più importante di quello pur segnato nella storia del cinema.</p>
<p>Insomma, in buona parte è un cartone animato animato (quanta differenza fa il fatto che siano stati attori umani a compiere i movimenti dei personaggi e ad abbozzarne le espressioni?), ma noi stiamo qui a parlarne come se fosse un film vero. Siamo poi sicuri di avere tutte le rotelle a posto?</p>
<p>La novità sta proprio qui: il nostro cervello è sempre meno in grado di distinguere la realtà dalla finzione. E questo è solo l’inizio.</p>
<p>Dobbiamo infatti renderci conto che il miracolo tecnico di Avatar è un miracolo <em>oggi</em>. Nel 2010. E’ solo questione di tempo prima che ulteriori progressi renderanno queste tecniche uno standard diffuso che qualsiasi regista potrà utilizzare a piacimento. E prima o poi ci ritroveremo noi stessi a poter manipolare a tal modo la realtà visiva col nostro computer di casa – o con l’accesso all’immenso potere di calcolo degli sciami di computer in rete.</p>
<p>Si prospetta, insomma, un futuro alquanto allucinatorio per noi e soprattutto per le generazioni che verranno.</p>
<p>La mente umana è molto più elastica di quanto comunemente si creda, e la visione del mondo può variare in misura incredibile a seconda dei luoghi e delle epoche della nostra specie.</p>
<p>Basti pensare al celebre episodio agli albori del cinema: i fratelli Lumiere proiettarono il primo film della storia circa cento anni fa. Consisteva nell’immagine di una locomotiva a vapore che si dirige verso la cinepresa (quindi verso di te, spettatore, che guardi lo schermo). Si narra che il pubblico fuggì in preda al panico, credendo che la locomotiva fosse reale.</p>
<p>La mente umana di allora era uguale a quella di oggi?</p>
<p>Sembrerebbe di no.</p>
<p>Di fronte al segno visivo della locomotiva che si dirigeva verso di loro, l’unica interpretazione che la mente di quelle persone riuscì a darne fu evidentemente quella di una locomotiva reale che rischiava di investirli. E questo nonostante essi sapessero di essere in un locale chiuso e che dietro allo schermo ci fosse un muro e nessun binario. Può anche darsi che l’episodio sia stato esagerato e poi trasformato in leggenda, ma anche in questo caso, è segno del fatto che qualche ansia quel treno immaginario in arrivo deve pure averla suscitata.</p>
<p>In seguito, la mente umana ha imparato a godersi i film con il cosiddetto processo della “sospensione dell’incredulità”. In altre parole, noi sappiamo che ciò che vediamo è fittizio, e siamo quindi sostanzialmente increduli, tuttavia sospendiamo ad arte questa incredulità per la durata del film fingendo tra noi e noi che la vicenda osservata sia reale. E’ solo così che riusciamo a goderci un film, entrare nella vicenda, soffrire e gioire assieme ai personaggi. Quando un film è brutto, il piccolo miracolo della sospensione dell’incredulità non si compie. La vicenda non ci cattura e ci sembra di perdere soltanto il nostro tempo.</p>
<p>La sospensione dell’incredulità ci permette anche di lasciarci dettare gli umori dalle musiche che accompagnano i film, e senza le quali buona parte delle emozioni non ci sarebbero. La prima volta che fecero vedere dei film a certe popolazioni africane dove la modernità non è ancora arrivata, la domanda che tutti fecero è se nel nostro mondo c’è sempre la musica di sottofondo. Se ci pensate, è completamente assurdo che un film che pretende di apparire reale abbia musiche di sottofondo. Ma non ci pensate. Non ci pensiamo. Non ci si pensa. Condividiamo una follia comune ove la presenza di musica in una rappresentazione alla quale assistiamo la rende paradossalmente più reale, anziché irreale come sarebbe più logico. Perché il mondo reale effettivamente <em>non </em>ha proprio nessuna musica di sottofondo. Ci vuole la candida innocenza di un uomo fermo all’età del bronzo per consentirci di accorgercene fuggevolmente.</p>
<p>Per quasi cent’anni, questa sospensione dell’incredulità avveniva nei confronti di film che ad ogni modo mostravano cose reali. Persone vere. Luoghi esistenti. C’erano anche i cartoni animati, che indubbiamente potevano venire apprezzati per ragioni artistiche, ma l’unico pubblico in grado di sospendere la propria incredulità dei confronti di essi era quello dei bambini. Un adulto non dimenticava neppure per un istante che stava guardando un cartone animato.</p>
<p>Tutto ciò ha iniziato a cambiare con l’avvento degli effetti speciali.</p>
<p>Cose che non esistono hanno iniziato ad apparire davanti ai nostri occhi nei cinema, e la nostra mente ha esteso i confini della sospensione dell’incredulità possibile. Tuttavia, a guardare con attenzione critica, l’effetto speciale è spesso riconoscibile in quanto tale. Giochiamo a far finta di credere che un film pieno di effetti speciali sia reale, ma quando vogliamo sappiamo ancora per lo meno distinguere le parti interamente fittizie da quelle solo parzialmente tali.</p>
<p>Con Avatar il problema si complica.</p>
<p>Razionalmente sappiamo che quasi nulla di ciò che vediamo è vero (come nei cartoni animati), ma altre zone assai più profonde ed importanti del nostro cervello (quelle che ci per inciso ci tengono in vita facendoci rapidamente reagire all’ambiente) non vanno tanto per il sottile e <em>credono </em>a ciò che vedono. E’ per questo che guardando Avatar (soprattutto in 3D) abbiamo l’intensa sensazione che tutto sia reale. Lo stato dell’arte della cinematografia ha raggiunto un livello in grado di ingannare parti profonde ed importanti del nostro cervello.</p>
<p>La domanda allora è: Come verrà utilizzato tale <a href="http://www.cartomanti.info/">magico</a> potere dagli architetti dei nostri sogni futuri ad occhi aperti?</p>
<p>La trama stessa di Avatar ci fornisce qualche indizio a riguardo.</p>
<p>Lo schema della storia è banale e prevedibile in ogni aspetto. C’è chi si è mostrato infastidito da ciò, ma la mia opinione è che se vuoi una bella storia è meglio leggere un buon <a href="http://www.librionline.info/">libro</a> anziché andare a vedere il film con i migliori effetti speciali mai realizzati. In effetti, volendo esagerare potremmo dire che una buona storia rischierebbe di distrarti dagli effetti speciali. In Avatar la storia è “trasparente” &#8211; nel senso di quasi invisibile – e tutta l’attenzione si può concentrare sulle atmosfere del film. Una storia che qualche pignolo avrebbe definito “migliore” sarebbe in realtà comunque consistita in un altro stereotipo. Quindi, a che pro?</p>
<p>Il leitmotiv della storia è che terrestri (d’ora in avanti chiamati “i cattivi”) per impadronirsi delle risorse di un pianeta sterminano senza tanti problemi gli indigeni (d’ora in avanti chiamati “i buoni”). Ovviamente alla fine “i buoni” vincono, con l’aiuto dell’umano illuminato di turno e della biosfera amica, con tanta punizione e bua per “i cattivi” (mi scuso con chi non avendo visto il film adesso ritenesse che gli abbia rovinato la sorpresa del finale).</p>
<p>E’ ovviamente una metafora, per nulla velata, di quanto la società di cui noi stessi siamo parte ha fatto in passato (con gli indiani d’America) e continua a fare tutt’ora (con gli iracheni, gli afgani e prossimamente gli iraniani).</p>
<p>Ovviamente il 100% del pubblico si identifica con le povere vittime.</p>
<p>Ovviamente?</p>
<p>Un momento, perché mai questo dovrebbe essere così ovvio?</p>
<p>La società occidentale è fatta di democrazie – così si narra -  ed in una democrazia che sia tale si sa che i governi fanno ciò per cui gli elettori hanno dato loro i voti. Ma al di fuori di Avatar, nella nostra realtà reale, noi occidentali abbiamo recentemente invaso militarmente alcune nazioni, bombardandole ed uccidendo collateralmente persone nell’ordine dei milioni (1.300.000 solo che in Iraq, secondo alcune stime).</p>
<p>Questi morti hanno il difetto (o il pregio, a seconda dei punti di vista) di non essere visibili, nell’istante del loro decesso spettacolare, sullo schermo in 3D come gli indigeni di Avatar. Ma il fatto che siano poco visibili non li rende meno morti, anzi! (il famoso detto “chi non muore si rivede” suggerisce che prima dell’invenzione di cinema e televisione la morte in effetti abbassasse alquanto la visibilità di una persona)</p>
<p>I politici che hanno ordinato (o semplicemente avallato, in alcuni paesi d’Europa) questa carneficina sono quelli votati da noi. Dai cittadini occidentali. Cioè la gran maggioranza del pubblico che va a vedere Avatar. E che guardando il film curiosamente non si identifica con i personaggi che fanno ciò che nel mondo reale compiono anche loro – tramite la delega democratica alla propria classe politica. Uccidere persone in paesi lontani. No. Si identificano con le vittime.</p>
<p>Qualcosa apparentemente stona in questo quadretto.</p>
<p>Vi è una palese dissonanza cognitiva.</p>
<p>Ci si identifica con i “buoni” quando si guarda il film, mentre si fa parte del gruppo dei “cattivi” nel mondo reale, sebbene questo ruolo sia interpretato soprappensiero. D’altra parte anche in Avatar alcuni dei “cattivi” procedevano nel loro genocidio soprappensiero. Non sembravano accorgersi bene di ciò che stessero facendo.</p>
<p>Molte persone, leggendo queste righe, opineranno che essi <em>non</em> fanno parte del gruppo dei “cattivi”. Poiché esse sono <em>contrarie</em> alle guerre in Iraq ed Afghanistan. Sono <em>contrarie </em>allo sfruttamento lavorativo di bambini nelle fabbriche delle multinazionali nel terzo mondo (praticamente una riduzione in schiavitù). Sono contrarie a tutte queste brutte cose.</p>
<p>Ma… sono contrarie <em>in che senso</em>?</p>
<p>Forse nel senso che si smette <em>sul serio </em>di votare per i politici che fanno od avallano queste cose deprecabili, e si da la caccia coi forconi, i barili di pece e piume (antiche rustiche tecniche di linciaggio) ai politici che tradiscono le proprie pacifiste promesse elettorali in tal senso?</p>
<p>E soprattutto si è contrari nel senso che si rinuncia <em>effettivamente</em> a godere di <em>tutti </em>i benefici che derivano dal fatto di fare parte dei “cattivi”? Il benessere materiale occidentale sussiste unicamente poiché noi sottraiamo al resto del mondo immense quantità di materie prime beneficiando inoltre del lavoro sottopagato di miliardi di persone. E’ questo furto di risorse unito al moderno “schiavismo dislocato” che paga il nostro benessere.</p>
<p>Mi guardo intorno e non vedo molte persone effettivamente rinunciare a questi vantaggi.</p>
<p>In effetti, non ne ho mai vista neppure una.</p>
<p>Alcuni eventualmente scelgono uno o due vantaggi minori a cui rinunciare, così da potersi raccontare la menzogna di essere più virtuosi degli altri.</p>
<p>Alcuni rinunciano a mangiare da McDonald.</p>
<p>Altri a bere Coca Cola.</p>
<p>Bravi.</p>
<p>Accipicchia, <em>voi sì che siete “buoni”!</em></p>
<p>Stronzate.</p>
<p>Nessuno, nessuno, nessuno è disposto a rinunciare ai benefici che derivano dal fare parte dei “cattivi”, ma tutti vogliono ugualmente credere in cuor loro di fare parte dei “buoni”.</p>
<p>E’ facile e comodo rinunciare a mangiare cheesburger che comunque non piacciono. Mica scemi! Nessuno rinuncia a ciò che davvero desidera. L’importante è convincersi di far parte dei “buoni” con il minimo dei costi.</p>
<p>Fare parte dei “buoni” è infatti un bene di conforto particolarmente raffinato.</p>
<p>Un gadget mica da poco!</p>
<p>Ci vuole dopotutto un bel po’ di stomaco (oppure palle, scegliete voi) per godersi il benessere sapendosi un “cattivo”. Normalmente, sentire di fare parte dei “cattivi” rovinerebbe buona parte del piacere che deriva dall’essere nati fra la minoranza benestante del mondo. Chi confida in una vita dopo la morte ha anche il problema che a far parte dei “cattivi” poi tipicamente ci si cucca la dannazione eterna anziché una più gradevole beatitudine imperitura in <a href="http://www.dio.biz/">Paradiso</a>.</p>
<p>Questo spiega come mai nella opulenta società occidentale siano necessarie speciali liturgie pagane atte a sgravare le nostre coscienze dal sospetto di non essere poi così “buoni” come ci piace credere di essere.</p>
<p>La gamma di queste liturgie è ampia e ce n’è per tutti i gusti.</p>
<p>C’è chi si prende a cuore il destino degli animali da pelliccia e per sentirsi buono va davanti al <a href="http://www.teatri.info/">teatro</a> dell’opera ad insultare le vecchiette col visone. Anche le comuni giacche di pelle sono fatte con pelle di animali d’allevamento uccisi (rammentiamo che i visoni sono mammiferi d’allevamento esattamente come i buoi che morendo ci fanno omaggio delle giacche di pelle, borsette, portafogli, cinture e scarpe di vero cuoio). Ma <a href="http://www.barzellette.info/">chissà perché</a> questi virtuosi vanno sempre ad insultare le vecchiette e mai invece le bande di motociclisti che oltre alla giacca di pelle, hanno di pelle animale anche i pantaloni, e quindi secondo tal logica meriterebbero di venire insultati doppiamente.</p>
<p>Si potrebbero fare decine di esempi, ma questo ci porterebbe fuori tema.</p>
<p>Il fulcro della liturgia consiste in un rituale ove la persona che vuole convincersi di fare parte dei “buoni” soffra per uno o più mali del mondo. Si può scegliere di soffrire per le vittime di una guerra, per i bambini che muoiono di fame, per gli affetti da una malattia di propria scelta, per un animale minacciato di estinzione o per un popolo affetto da genocidio.</p>
<p>Ma la domanda indiscreta è: <em>quanto </em>soffre in verità questa gente così virtuosa?</p>
<p>Credo fossero Fruttero &amp; Lucentini ad avere in passato cercato di quantificare la sofferenza di chi si dia pena per i mali del mondo.</p>
<p>Innanzitutto, per i mali del mondo non si soffre molto mentre si dorme. L’<a href="http://www.psicoanalisi.info/">inconscio</a> non ci pensa neppure a soffrire, preferisce sognare. Poi, quando sei sul <a href="http://www.lavoro.info/">lavoro</a> è difficile che uno abbia tempo di soffrire per i mali del mondo. Se davvero uno sta lavorando, è facile che abbia altre preoccupazioni. Poi, tre volte al giorno si mangia. Difficile soffrire a pranzo o a cena. Pensare a chi muore di fame a tavola potrebbe fare passare l’appetito. Ecco un altro paio di ore in cui non si soffre. Poi c’è la televisione. Bisogna guardarla almeno qualche ora al giorno, non fosse altro che per poterla disapprovare. Qui al massimo si soffre per la scarsa qualità dei programmi, ed anche la qualità della propria sofferenza ne risente. Ogni tanto poi nella vita si parlerà anche con qualcuno, no? Familiari, amici, ecc. Difficile concentrarsi sui mali del mondo mentre discuti di altre cose. Infine, anche quando uno concentra la propria attenzione su una tragedia che merita tutta la nostra sofferenza, non è che si riesca sempre a soffrire. Al <a href="http://www.sentimenti.com/">cuore</a> non si comanda. Alcune volte ti ritrovi a fronteggiare sconsolato la tua stessa arida insensibilità. Altre volte riesci finalmente a soffrire un po’, ma poi la mente si adatta, subentra un normale fenomeno di tolleranza al dolore, e tanti saluti alla sofferenza. Arresti il cronometro e scopri che hai sofferto per 3 minuti.</p>
<p>Insomma, alla resa dei conti viene fuori che una persona virtuosa, prontissima a soffrire per uno o più <a href="http://www.orrore.com/">orrori</a> che avvengono nel mondo, per essi in realtà non soffre <em>effettivamente </em>per più di un paio di giorni pieni all’anno. E’ un po’ pochino per millantare una superiore statura morale rispetto alle persone “indifferenti”, “egoiste” e “senza cuore”.</p>
<p>La sofferenza per i mali del mondo è quindi intrinsecamente un’esperienza virtuale, che esiste più in quanto rappresentazione che come realtà.</p>
<p>Per sentirsi schizofrenicamente “buoni” quando in realtà inconsciamente sospettiamo di fare parte dei “cattivi”, dobbiamo sottoporci a rituali di sofferenza virtuale.</p>
<p>Il che ci riporta al tema che qui ci interessa.</p>
<p>La moderna cinematografia, della quale Avatar è l’esempio paradigmatico, assolve a questa moderna esigenza liturgica in modo perfetto e scientifico.</p>
<p>Quando guardiamo Avatar siamo “liberi” di identificarci con le vittime dei massacri che nel mondo reale si compiono a nostro vantaggio. Soffriamo (virtualmente) quando i simpatici alieni blu vengono massacrati. Virtualmente lottiamo assieme ad essi contro i “cattivi” (che poi in effetti saremmo noi) ed infine trionfalmente gioiamo per la vittoria dei “buoni” con i quali ci siamo identificati (che nel mondo reale sono le nostre vittime).</p>
<p>Questa liturgia catartica ci inferisce una potente esperienza illusoria che giustizia sia stata fatta. Si tratta di un’esperienza onirica. Ma la nostra mente funziona in modo onirico quasi per un terzo della nostra vita! Dormire e sognare sono attività indispensabili alla nostre mente per elaborare i nostri modelli della realtà. Quando guardiamo Avatar, ci sottoponiamo ad un’esperienza onirica programmata dal regista e condivisa da tutti gli altri spettatori. Un sogno ad occhi aperti, pur tuttavia un sogno. Un’esperienza onirica di cui abbiamo bisogno per compensare la nostra consapevolezza di partecipare ad un mondo ingiusto. In questo sogno ad occhi aperti programmato, noi siamo le nostre vittime ed in quanto tali lottiamo ed infine perveniamo alla meritata rivincita. Una rivincita delle nostre vittime che beninteso esiste solo nei nostri cervelli. Ma che è sufficiente a farci sentire più <a href="http://www.sballo.info/">buoni</a>.</p>
<p>E’ la nuova tendenza del cinema di Hollywood. Fateci caso. Sono sempre di più i film ove si rappresentino gli orrori della società in cui viviamo, puntualmente risolti con un riscatto finale che nella realtà dei fatti non ci sarà mai.</p>
<p>Matrix, V for Vendetta, the Bourne Trilogy, the Shooter, Children of Men, i film di Michael Moore, tutti questi <a href="http://www.horrormovies.info/">film</a> e moltissimi altri ci fanno vivere l’esperienza onirica di una ribellione o rivoluzione contro un sistema ingiusto che riconosciamo in quanto tale, e che a parole ci piace eventualmente condannare, per sentirci virtuosi. Qualche ingenuo argomenterà che tali film sono nobili poiché “denunciano le brutture del nostro sistema ” e “risvegliano le coscienze” e tante altre belle parole.</p>
<p>Sarà.</p>
<p>Io di coscienze risvegliate in giro non ne vedo poi molte.</p>
<p>E soprattutto non vedo alcuna differenza nei comportamenti <em>concreti </em>di tutte queste persone con la coscienza “risvegliata”.</p>
<p>Come mai i milioni di spettatori entusiasti di Avatar, all’uscita del cinema non si riversano rabbiosi in massa nelle piazze davanti agli edifici dei governi che essi hanno eletto e che nel mondo reale sono o i diretti responsabili o gli indiretti sostenitori di stermini analoghi in Iraq ed Afghanistan ed altrove?</p>
<p>La risposta è semplice. Perché questi moderni film “di denuncia” e “politically correct” forse risveglieranno anche le coscienze, ma il loro effetto principale è quello di fornire l’esperienza onirica di un atto di giustizia che nella realtà manca. Un’esperienza catartica molto soddisfacente. Rispetto al passato, un indubbio progresso. Nei tempi andati l’unica via per sedare il malcontento popolare era il famigerato processo ai capri espiatori. L’essere umano dopotutto si accontenta di poco, gli basta <em>l’illusione </em>che giustizia sia fatta. Occasionalmente, capita che si debba ricorrere ancor oggi a questa antica pratica. Ma spesso, il processo della catarsi cinematografica è più che sufficiente. Il capro espiatorio è interamente virtuale. E’ il “cattivo” del film. Per assicurarsi che nessuno si identifichi con lui, in Avatar il capo dei “cattivi” è un personaggio al limite del <a href="http://www.umorismo.info/">grottesco</a>, scolpito con l’accetta, che chiamare fumettistico è dir poco. Non è il frutto di un cattivo sceneggiatore. E’ una scelta voluta ed <a href="http://www.intelligenza.info/">intelligente</a>.</p>
<p>Questi film di denuncia, “politically correct”, risvegliano sì le coscienze, ma lo fanno sedandole nel contempo a suon di catarsi gratificanti ottenute con lieti fine immaginari. E risvegliare le coscienze a tal modo – progressivo e con sedazione contestuale &#8211; è molto utile, perché l’effetto è il disinnesco del potenziale dirompente che hanno le coscienze non ancora risvegliate. Le rivoluzioni tipicamente scoppiano quando una massa critica di coscienze ingenue si svegliano tutte insieme. Facendo bruciare lentamente la polvere da sparo di una bomba, l’ordigno non scoppia. Sfrigola finché non termina il combustibile. Alla fine ti ritrovi con milioni di persone svegliate, eppur tranquille. Meglio di così non si può. Una volte sveglie, non c’è più il rischio che si risveglino.</p>
<p>Probabilmente chi scrive e produce questi film a queste cose non ci pensa neppure. E’ pensabile che il sistema si sia auto-organizzato così. Il pubblico <em>ha bisogno</em> di esperienze oniriche ove il suo senso di giustizia, a disagio in questo mondo non certo ideale, venga appagato, così che non rompa le palle nella vita di tutti i giorni. Ed è quindi prontissimo a pagare per questi sogni. E Hollywood non se lo fa certo ripetere due volte.</p>
<p>In altre produzioni hollywoodiane la manipolazione è invece chiaramente progettuale ed intenzionale. E’ un tema ben differente, del quale parlo estensivamente nel mio libro “<a href="http://www.mito11settembre.it/">Il Mito dell’11 settembre</a>”, il quale esamina anche le menzogne e le raffinate tecniche con le quali ad esempio si è costruito il mito dell’attacco terroristico dell’<a href="http://www.mito11settembre.it/">11 settembre</a> ad opera degli fondamentalisti islamici.</p>
<p>Avatar quindi marca una nuova tappa verso l’affermazione di un sistema giudiziario onirico esemplare. Affinché la giustizia onirica consegua al meglio le proprie funzioni catartiche, è essenziale che la sospensione dell’incredulità funzioni alla perfezione durante la visione del film. La perfezione tecnica ed artistica di Avatar assolvono perfettamente a questa funzione.</p>
<p>Ovviamente, come sempre avviene, questo è solo l’inizio del futuro.</p>
<p>Non solo la giustizia sarà in futuro amministrata in modalità sempre più onirica, ma anche importanti problemi come i diritti umani possono venire risolti così.</p>
<p>Soprattutto il diritto umano di ognuno di noi di essere un eroe.</p>
<p>Se si guardano i film di Hollywood, è evidente che questo importante diritto umano non è stato rispettato abbastanza. Il problema è che per sentirci vagamente eroici ci tocca identificarci con le maschere di Sylvester Stallone, Schwarzenegger o, se ci va meglio, Bruce Willis o Johnny Depp. Per certi versi è umiliante. Perché dobbiamo fare finta di essere loro? Siamo a tal punto delle <a href="http://www.merda.info/">merde</a> da non potere essere eroi in quanto noi stessi?</p>
<p>Poiché la soddisfazione di vedere questi film è interamente onirica, tanto vale fare le cose come si deve. Ed il futuro, con i suoi progressi, indubbiamente ce lo renderà possibile.</p>
<p>Ancora una volta, Avatar ci mostra la strada.</p>
<p>E’ importante sottolineare che per realizzare Avatar si è approntata una tecnologia in grado di “avatarizzare” gli attori in tempo reale, mediante computer, così che il regista potesse controllare la riuscita delle scene senza dovere attendere che in seguito qualcuno realizzasse gli effetti speciali.</p>
<p>E’ ovvio che questa sarà la tecnica prevalente del futuro.</p>
<p>Con qualche indispensabile miglioramento.</p>
<p>Cui nella mia veste di umile scrittore di <a href="http://www.science-fiction.biz/">fantascienza</a>, non posso evitare di dare qualche fugace accenno.</p>
<p>Il più importante dei miglioramenti, sarà la facoltà da parte degli spettatori stessi di poter “avatarizzare” a piacimento i personaggi di un film, dando ad essi il volto della persona desiderata. Ovviamente in tempo reale, mentre si guarda il film. Ciò sarà abbastanza facile da realizzare per i film visionati a casa, molto più complesso per quelli visti al cinema (dove i propri desideri sono in conflitto con quelli degli altri spettatori). Tuttavia è solo questione di tempo prima che anche al cinema ciò divenga tecnicamente possibile. Per poterci distinguere dai terroristi in futuro avremo infatti tutti un cip dentro di noi che certificherà la nostra identità, e che in questo caso potrà essere utile a determinare quale flusso di immagini sia destinato esclusivamente a noi.</p>
<p>“Avatarizzare” i personaggi di un film significa ad esempio il poter dare il proprio volto all’eroe del film, oppure alla vittima – dipende dalle inclinazioni di ognuno. Si potrà anche decidere di dare agli altri personaggi i volti delle persone desiderate – così da integrare a piacere parenti, amici e nemici nel film che si vuole guardare. Perché deve essere Bruce Willis ad uccidere un cattivo che a te personalmente non ha fatto nulla, quando nello stesso film potresti essere invece tu a dare al tuo acerrimo nemico ciò che si merita?</p>
<p>Qualcuno si chiederà come farà il tuo televisore (o computer, o parete a cristalli liquidi, o cos’altro si userà in futuro per vedere un film) a sapere che faccia hai tu ed i tuoi amici, così da integrarli nel film?</p>
<p>Sarà elementare. Le tendenza odierna da parte delle nazioni di accumulare dati biometrici sui cittadini per cosiddette ragioni di sicurezza giungerà certamente al punto in cui le autorità provvederanno a scannerizzare tridimensionalmente i corpi e i volti di tutti i cittadini (si può agevolmente fare alla consegna e/o rinnovo di un documento di identità). Dopotutto se uno dovesse mai ammalarsi di terrorismo (in futuro forse si scoprirà che esiste un virus in grado di trasformare qualsiasi cittadino modello in terrorista), alle autorità può fare comodo avere in archivio un <a href="http://www.fotomodelli.com/">modello</a> tridimensionale del soggetto. Può anche venire bene per migliorare la qualità degli eventuali video dove si vede il poveretto compiere gli atti terroristici causati dal virus. I <a href="http://www.telegiornale.com/">telegiornali</a> hanno sempre bisogno di cose del genere.</p>
<p>Per la legge sulla privacy, naturalmente sarà facoltà del singolo cittadino di scegliere se dare consenso al trattamento del proprio avatar digitale per scopi di intrattenimento. Ma quasi tutti accetteranno. Perché ovviamente, per utilizzare l’avatar digitale di altre persone nel film che si guarda, si dovrà pagare una piccola tassa, parte della quale andrà al soggetto dal quale l’avatar è tratto. Essere antipatico a molte persone sarà quindi fonte di reddito, poiché saranno in parecchi a pagare una piccola tassa pur di potere uccidere tra mille supplizi quella data persona nei film che riempiranno le loro serate. Ma anche essere amati pagherà.</p>
<p>L’avatarizzazione di massa segnerà anche l’inizio di un’era di grande democrazia cinematografica, nel senso che chiunque potrà diventare una star del cinema. Non sarà necessario saper recitare, poiché i movimenti e le espressioni saranno ricavate dagli <a href="http://www.attrici.biz/">attori</a> professionisti che hanno prestato i loro corpi per realizzare il film originale.</p>
<p>Credete che io sia andato troppo in là con le fantasticazioni?</p>
<p>Siete in errore.</p>
<p>Sto stringendo le redini della <a href="http://www.fantasia.info/">fantasia</a> per evitare di sconvolgervi più del necessario.</p>
<p>In realtà il cinema 2.0 è già online, oggi, nel 2010, in forma embrionale, in uno spot commissionato dal governo svedese per convincere i cittadini a pagare il canone televisivo. Chiunque può inserire la propria immagine nel ruolo del nuovo eroe.</p>
<p>L’ho fatto anch’io, e potete ammirare il risultato sulla seguente pagina web:</p>
<p><a href="http://en.tackfilm.se/?id=1265894904671RA65">http://en.tackfilm.se/?id=1265894904671RA65</a></p>
<p>Ha avuto un successo strepitoso.</p>
<p>E’ poca cosa in confronto con quello che verrà, serve tuttavia a convincersi che la direzione è quella.</p>
<p>Il cinema 2.0 sarà quindi soprattutto un’era in cui ognuno potrà davvero essere l’eroe dei propri sogni, ed imparare a vivere in letizia con le piccole imperfezioni del mondo reale mediante la purificazione quotidiana a mezzo della grande cinematografia giustizialista onirica che verrà. Attori e spettatori finiranno per mescoleranno in modo inestricabile. La mente umana considererà tutto ciò normale. E la gente farà fatica a credere che un tempo un <a href="http://www.sciencefictionmovies.info/">film</a> potesse non essere dinamico, interattivo e plasmabile secondo i più intimi bisogni di ciascuno.</p>
<p>In un mondo dalla psicologia collettiva trasfigurata da questi nuovi modi di interpretare il reale, anche gli orizzonti della politica si espanderanno in direzioni che oggi ci apparirebbero grottesche. I politici presto scopriranno che gli elettori saranno più inclini a votare per dei loro Avatar idealizzati, anziché per essi come effettivamente sono, e tutti i politici si faranno avatarizzare dagli stilisti di maggior gusto. Fino al giorno in cui qualcuno scoprirà che in effetti non c’è alcuno bisogno di un politico in carne ed ossa, dietro al suo avatar che la gente vota… e che anzi un individuo vero comporta in effetti solo problemi accessori dei quali si può benissimo fare a meno. Sarà l’alba di un nuovo modo di intendere la politica.</p>
<p>Ma l’apogeo di questa evoluzione della politica si avrà quando ad ogni cittadino verrà dato il supporto sensoriale che gli permetta di riconoscere, sia nel candidato che egli vota, che nel vincitore delle elezioni, il proprio stesso Avatar. Sarà il Mondo Nuovo della Democrazia Finale, nel quale ognuno sarà intimamente e schizofrenicamente convinto di governare il mondo, e ciascuno darà eventualmente a se stesso tutta la colpa della propria eventuale oppressione e persecuzione. Un mondo perfetto in cui l’unica possibile rivoluzione sarà… il suicidio del rivoluzionario (o più precisamente: l’auto-assassinio).</p>
<p>Avatar dimostra che oggi più che ieri &#8211; e domani più che oggi &#8211; è sempre più vero ciò che sentenziò già vari decenni fa McLuhan, il teorico del “Villaggio Globale”.</p>
<p>Il Mezzo <em>è </em>il Messaggio.</p>
<p>E lo sarà sempre di più.</p>
<p>Di più</p>
<p>Di più.</p>
<p>Di più.</p>
<p><a href="http://www.robertoquaglia.com/">Roberto Quaglia</a></p>
<p>PS. Ora c&#8217;è anche un gruppo facebook dedicato alla avatarizzazione dei politici italiani:</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=342355539800&amp;ref=mf">http://www.facebook.com/group.php?gid=342355539800&amp;ref=mf</a></p>
<p>Originariamente pubblicato su <a href="http://www.Roberto.info">www.</a><a href="http://www.roberto.info/">Roberto</a>.info</p>
<p><em><strong>Roberto Quaglia è il primo italiano nella storia <a href="http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/13362/i-finalisti-della-bsfa-2009-c-e-anche-roberto-qua/">ad avere</a> vinto, con un racconto di fantascienza, al più prestigioso premio britannico del genere, il BSFA Award.</strong></em></p>
<p><em>articolo pubblicato con licenza diritti Creative Commons, ovvero è permessa la libera riproduzione di questo testo purché in forma inalterata e comprensiva di immagini e link in esso contenuti e purché la pubblicazione non abbia carattere commerciale</em></p>
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<a href="http://www.avatarmovie.com">Official Avatar Movie</a></p>
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		<title>I Ragazzi del Grande Fratello in missione ad Haiti</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 21:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Roberto Quaglia – Roberto.info Credete si tratti di uno scherzo? No, no, questa è una proposta serissima! Mandiamo “i ragazzi del Grande Fratello” in missione ad Haiti. Per essere sicuro che nessuno fraintenda, sottolineo che questa non è una trovata polemica. E’ piuttosto un’anticipazione dell’esito inevitabile delle cose per come è strutturata la società occidentale oggi. Quindi tanto vale farlo subito, prima che il Grande Fratello di qualche altra ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Roberto Quaglia – Roberto.info<img class="alignright size-full wp-image-130" title="Grande_fratello_Haiti" src="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2010/01/Grande_fratello_Haiti.jpg" alt="" width="300" height="282" /></p>
<p>Credete si tratti di uno scherzo? No, no, questa è una proposta serissima!</p>
<p>Mandiamo “i ragazzi del <a href="http://www.grandefratello.mediaset.it/">Grande Fratello</a>” in missione ad Haiti.</p>
<p>Per essere sicuro che nessuno fraintenda, sottolineo che questa non è una trovata polemica. E’ piuttosto un’anticipazione dell’esito inevitabile delle cose per come è strutturata la società occidentale oggi. Quindi tanto vale farlo subito, prima che il Grande Fratello di qualche altra nazione ci preceda. Se una vetta è destinata ad essere scalata, tanto vale che a farlo sia uno di noi.</p>
<p>Mandare i Ragazzi del Grande Fratello per qualche giorno in missione ad Haiti, a spalare detriti e salvare almeno un bambino (cercando un po’ credo se ne trovino ancora a sufficienza a sotto le macerie), sarebbe ovviamente un piccolo passo per un Ragazzo del Grande Fratello, ma un grande passo per la Televisione del ventunesimo secolo. E, per la televisione italiana, finalmente il riscatto dalla brutta tragedia di Vermicino (tragedia brutta soprattutto in stretto senso televisivo, come qualcuno ricorderà<a href="http://roberto.info/wp-admin/post.php?action=edit&amp;post=125#_ftn1">[1]</a>).</p>
<p>Ovviamente, per gli haitiani terremotati, non cambierebbe nulla. Ma di questo non ci deve importare. Dopotutto, già non ci importa niente che per loro nulla cambierà in virtù degli SMS solidali che in questi giorni le zelanti trasmissioni televisive ci sollecitano ad inviare. Già, la carità pelosa moderna oggi si fa inviando un SMS.</p>
<p>Nessuno vuole <em>in realtà</em> aiutare gli haitiani (a parte quelli pagati per farlo). Ci si vuole però <em>illudere </em>di averli aiutati. Si vuole solo sedare a basso prezzo il fastidio di rendersi conto che di quella tragedia in definitiva non ci importa nulla. Ci accorgiamo fuggevolmente della nostra insensibilità e per illuderci di non essere insensibili mandiamo un SMS Premium.</p>
<p>Tale insensibilità ha invece una naturalissima ragione d’essere: la tragedia è accaduta in un altro mondo. Distante. Non ci tocca. Se ci si commuove non è per la tragedia, ma per la rappresentazione televisiva di essa che il cavallo di troia della televisione ci porta in salotto, facendoci percepire la tragedia come se fosse nostra. Come fosse nostra <em>per finta</em>.</p>
<p>Ma <em>non è</em> nostra.</p>
<p>Neppure <em>per finta</em>.</p>
<p>Perché in realtà, il pianeta Terra con i suoi oltre 6 miliardi di anime è semplicemente troppo vasto per non produrre innumerevoli tragedie tutti i giorni.<a href="http://roberto.info/wp-admin/post.php?action=edit&amp;post=125#_ftn2">[2]</a> Tutti, tutti, tutti, ma proprio <em>tutti</em> i giorni qualche centinaio di migliaia di persone muore (fra cui qualche <a href="http://www.globalissues.org/article/26/poverty-facts-and-stats">decina di migliaia di bambini per fame</a>, <em>en passant</em>), cioè più di tutti quelli morti nel terremoto di Haiti. <em>Tutti i giorni.</em> Ma poiché in genere non muoiono in modo spettacolare ed esotico nessuno ce lo mostra in tivù e noi non ci commuoviamo e non inviamo SMS caritatevoli. Eppure ogni morte è una tragedia – se non ci credete provate un po’ a morire e poi mi saprete dire.</p>
<p>Ma la morte fa anche parte dell’ordine naturale delle cose. Nella società occidentale moderna, produttrice ad oltranza di “diritti” dell’individuo sempre più irrealistici ed immaginari, sembra quasi che tra i “diritti acquisiti” ci sia anche quello di non morire. Quindi ci si dimentica della normalità della morte, e quando essa si manifesta si reagisce con stupore ed incredulità, spesso ornati di sterile indignazione. Quale distacco dalla realtà e pochezza di pensiero!</p>
<p>I telegiornali ci spiegano di come sia difficile far pervenire ad Haiti gli aiuti alimentari alle popolazioni per via di strade interrotte ed infrastrutture distrutte. Forse confondono le telecamere necessarie a filmare i disgraziati che fanno la coda per il cibo con il cibo stesso. Mi rendo conto che è problematico far giungere telecamere a sufficienza in così tante aree disastrate piene di gente che soffre e che meriterebbe di essere filmata, ma per il cibo è diverso. Non ci vorrebbe poi molto a sfamare gli haitiani in tutto il paese. Basterebbe paracadutare tonnellate e tonnellate di cibo da centinaia di aerei B52. Lo si fa con le bombe, non vedo perché non lo si possa fare con il cibo, che dopotutto costa anche di meno ed è più politicamente corretto e gastricamente digeribile. Va be’ che con le bombe però si vincono i Nobel per la Pace, mentre col cibo non è chiaro cosa ci si guadagni, ma se si vuole far finta di essere buoni, perché non farlo con un po’ più di convinzione?</p>
<p>Stabilito che degli haitiani in verità importa pochino a chiunque non sia di casa ad Haiti, riesaminiamo l’opportunità di inviare sul luogo in missione i Ragazzi del Grande Fratello.</p>
<p>Ad Haiti, i Ragazzi del Grande Fratello farebbero molte cose perfettamente inutili. Il pregio in ciò sta proprio nella sublime <em>perfezione </em>di tale inutilità, emblematica della irreale società televisiva italiana nella quale crediamo di vivere.</p>
<p>Quando ci fu il terremoto in Abruzzo, furono parecchi i casi documentati di giornalisti che ostacolarono i soccorsi pur di documentarli (in realtà, <em>fingere </em>di documentarli; vedi i video in calce all’articolo). Anche sforzandosi, peggio di così i Ragazzi del Grande Fratello non possono logicamente fare. Essendo perfettamente inutili, le loro azioni saranno meno dannose di quelle dei giornalisti italiani suddetti. Già questa mi sembra cosa buona e giusta. Ai limiti della nobiltà. Se siamo inutili come siamo, vediamo di non essere più dannosi del necessario. E celebriamo la nostra inutilità per quello che realmente è. Senza raccontarci quella marea di balle che ci rendono una società sempre più psicopatica.</p>
<p>Una volta sul luogo, vagando tra le macerie, i Ragazzi del Grande Fratello diranno anche molte, moltissime cazzate perfettamente inutili. E’ la loro specialità. Ottimo. Anche in questo caso, il valore sta nella perfezione, e nella limpida trasparenza di tale inutilità. L’inutilità genuina <em>ha </em>un valore. E’ molto peggio quando stronzate completamente inutili ci tocca sorbircele da un servizio giornalistico televisivo che ha la pretesa (per non parlare del dovere) di informarci di qualcosa. Fate caso a qualsiasi telegiornale odierno: negli ultimi dieci minuti vengono ormai date solo notizie del cazzo, di livello così basso che più infimo non si può. E questa è a volte paradossalmente la parte migliore del telegiornale. Spesso infatti le grandi testate giornalistiche non si limitano nemmeno a darci informazioni inutili, bensì ci ingannano contandoci vere e proprie balle (spero non si offendano gli <em>aficionados</em> della telenovela di <a href="http://www.mito11settembre.it/">Osama Bin Laden</a>). Meglio allora ascoltare cosa hanno da dirci i Ragazzi del Grande Fratello in missione sul luogo del disastro umanitario. Se in tivù dobbiamo proprio assistere ad orge di lacrime perché fanno ascolto, molto meglio allora le fatue (e a volte divertenti, nella loro futilità) lacrime dei Ragazzi del Grande Fratello rispetto alla pornografica e criminale esposizione del tragico dolore dei parenti delle vittime che è ormai l’onnipresente piatto forte dei rispettati telegiornali necrofili.</p>
<p>Ha ormai preso piede l’abitudine di estradare di tanto in tanto i reclusi nella Casa del Grande Fratello verso un’altra Casa del Grande Fratello di un’altra nazione. Una sorta di <em>Erasmus del Reality</em>. Un’insensatezza meravigliosa. Quello che si chiede è di compiere un passo in più. Capire che le tragedie, una volta azzannate ed ingerite dai media, si trasformano in reality shows. E da reality shows vanno quindi trattate. Fino in fondo. Per una ragione di coerenza nei confronti dell’ineluttabilità delle cose.</p>
<p>Inviare i Ragazzi più invidiati d’Italia ad Haiti si può. E poiché si può, intrinsecamente si deve.</p>
<p>Non perché ciò sia utile, ma poiché questo è più sinceramente inutile delle altre cose che si fanno. Perché ciò incarnerebbe lo spirito dei tempi in cui viviamo meglio di qualsiasi altro gesto. E non ci si può esimere dal compiere un gesto così paradigmatico!</p>
<p>Un fatto del genere farebbe inevitabilmente tendenza. Ogni paese civilizzato del mondo si affretterebbe quindi a mandare un proprio contingente di Ragazzi del Grande Fratello ad Haiti, a vagare costernati nella desolazione del dramma.</p>
<p>In tragedie future, i vari <em>team </em>nazionali di Ragazzi del Grande Fratello potranno regolarmente convergere sul luogo del fatto per ingaggiare una competizione futile dalle regole che variano ogni volta, in modo da meglio calzare alla tragedia di turno. Una sorta di Giochi senza Frontiere del Grande Fratello Transnazionale, trasmessi in mondovisione. In grado, nel mondo occidentale, di battere gli indici d’ascolto delle olimpiadi stesse.</p>
<p>Questo è il futuro inevitabile della nostra società – ammesso e non concesso che la nostra società abbia un futuro. Quindi, perché attendere? Iniziamo a raccogliere firme! Inviamo questo pubblico appello a tutti quelli che conosciamo! Condividiamo questa battaglia inutile su Facebook! Hai almeno 5 amici con cui condividere subito questa inutilissima battaglia?<a href="http://roberto.info/wp-admin/post.php?action=edit&amp;post=125#_ftn3">[3]</a></p>
<p>Se proprio non si ha il coraggio di mandare i Ragazzi del Grande Fratello in missione ad Haiti, per lo meno ospitiamo una famiglia di haitiani terremotati nella casa del Grande Fratello, facendoli convivere col salumiere, il casto, la checca, l’innamorata, l’isterica, il pitbull ed il marchese a tre palle. E sottoponendo al televoto del pubblico l’opportunità di fare loro trascorrere anche qualche giorno nel tugurio, che per l’occasione gli scenografi addobberanno così da ricreare un’atmosfera post-terremoto, in onore di una tragedia da non dimenticare mai.</p>
<p>Una settimana è sufficiente per dare un segno importante al mondo. Il segno che la Televisione ha marcato una nuova tappa nel proprio fatale divenire. Gli ascolti andrebbero alle stelle. Gli sponsor sarebbero entusiasti. Alfonso Signorini verrebbe candidato al Nobel per la Pace. Ed alla fine della settimana i terremotati potrebbero sempre tirare su dei bei soldini vagando nel ruolo di ospiti con nulla da dire nelle varie trasmissioni televisive e discoteche alla moda.</p>
<p><a href="http://www.robertoquaglia.com/">Roberto Quaglia</a></p>
<p>Originariamente pubblicato su www.<a href="http://www.roberto.info/">Roberto</a>.info</p>
<p><em>articolo pubblicato con licenza diritti Creative Commons, ovvero è permessa la libera riproduzione di questo testo purché in forma inalterata e comprensiva di firma, immagini, link e note in esso contenuti e purché la pubblicazione non abbia carattere commerciale</em></p>
<hr size="1" /><a href="http://roberto.info/wp-admin/post.php?action=edit&amp;post=125#_ftnref1">[1]</a> Nel giugno del 1981 un bambino di sei anni, Alfredo Rampi, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alfredo_Rampi">cadde in un pozzo artesiano a Vernicino</a>, vicino a Roma. Il pozzo era largo 28 centimetri e profondo 80 metri. Intrappolato nel pozzo, il bambino piangeva e chiamava aiuto. I soccorsi provarono in tutti i modi a salvarlo ed il fatto si trasformò in un evento mediatico senza precedenti. La RAI dedicò all’operazione di salvataggio 18 ore di diretta televisiva A RETI UNIFICATE. Il Presidente della Repubblica Pertini si recò sul luogo della disgrazia. Avrebbe tutto dovuto finire in <a href="http://www.bellezza.info/">bellezza</a>. C’era l’intento di mostrare il successo dello Stato nel salvare un bambino. Ma l’impresa fallì poiché il poveretto non poté venire salvato e purtroppo morì. Lo spettacolo del glorioso salvataggio si trasformò quindi in una tragica e dolorosa figura di merda. Nota bene: tutti gli anni sono parecchi i bambini che sfortunatamente cadono in qualche pozzo artesiano, e molti di essi ci lasciano la pelle. Il caso del piccolo Alfredino divenne tuttavia una tragedia nazionale di cui si parla ancor oggi solo per il fatto di essere entrato (e rimasto per 18 ore)  in tutti i salotti, dove in realtà c’entrava come i cavoli a merenda.</p>
<p><a href="http://roberto.info/wp-admin/post.php?action=edit&amp;post=125#_ftnref2">[2]</a> E l’<a href="http://www.universo.info/">universo</a> è anche più grande della Terra, e di parecchio. Ci sono cento miliardi di stelle nella nostra galassia, e poi ci sono altri cento miliardi di galassie, ognuna con i suoi bravi cento miliardi di stelle o giù di lì. Molte di queste stelle hanno i loro sistemi solari, e non fosse altro che per una ragione di statistica è alquanto probabile che quindi l’universo brulichi di altre forme di vita, una parte delle quali anche intelligenti. Nei miliardi di anni, chissà quante di esse si sono estinte tragicamente, chissà quanto <a href="http://www.orrore.com/">orrore</a> si è consumato nel cosmo, al quale noi siano abbiettamente insensibili… Con il progresso della civiltà, per sgravarsi la coscienza da questi drammi alieni troppo a lungo trascurati, sarà presto possibile mandare una nuova serie di SMS Premium, oppure aderire allo scudo morale che garantisce la remissione di ogni peccato di insensibilità detenuto all’estero extraterrestre (ovvero nei confronti di tragedie extraterresti di qualsivoglia natura) a chiunque acquisti tutte le settimane una schedina di <a href="http://www.totocalcio.biz/">totocalcio</a> e <a href="http://www.superenalotto.biz/">superenalotto</a>.</p>
<p><a href="http://roberto.info/wp-admin/post.php?action=edit&amp;post=125#_ftnref3">[3]</a>  Se non hai almeno 5 amici con cui condividere questa inutile battaglia, puoi anche suicidarti. Il signor Remo Buonaventura decise di condividere con 5 amici un’inutile battaglia su Facebook. Sei mesi dopo gli arrivò per posta un assegno di un milione. La signora Belina Parodi si rifiutò invece di condividere con 5 amici un’inutile battaglia su Facebook. Sei mesi dopo le venne il colpo della strega mentre faceva zapping, le si ruppe il telecomando mentre per sbaglio c’era Porta a Porta e fu quindi costretta a guardarsi Bruno Vespa tutta la sera, e poi anche il giorno dopo.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/iIwTcOXsYEw&amp;hl=de_DE&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/iIwTcOXsYEw&amp;hl=de_DE&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>Ecco un giornalista del TG1 mostrare <a href="http://www.barzellette.info/">tutta la propria esiziale utilità</a> durante le operazioni di soccorso per il terremoto in Abruzzo. Un pompiere giustamente <a href="http://www.affanculo.org/">lo manda a quel paese</a>, ma lui non sembra avere il buon gusto di andarci. Il <a href="http://www.telegiornale.com/">Telegiornale</a> poi si scusa, ma senza molta convinzione.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/mqSfte7KXCc&amp;hl=de_DE&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/mqSfte7KXCc&amp;hl=de_DE&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>In questa deplorevole serie di telegiornali pornografici (pornografia senza sesso, la peggiore che c’è) possiamo nuovamente ammirare una serie di molestie di <a href="http://www.umorismo.info/">raro pregio</a>, ad opera di autentici <a href="http://www.campioni.info/">campioni</a> di imbecillità. Giornaliste che con grande tatto si intrufolano nelle auto dove trascorrono le loro <a href="http://www.vacanze.info/">vacanze</a> notturne i senzatetto terremotati, nessuno dei quali purtroppo ha nel dormiveglia la lucidità di mandare gli intrusi a fare in culo. <a href="http://www.giornalisti.info/">Giornalisti</a> che fanno la ramanzina al pompiere che non riesce a sincronizzare il <a href="http://www.lavoro.info/">lavoro</a> dei soccorsi con la pubblicità. Sublime poi la domanda rivolta alla vecchietta appena salvata dai pompieri, da parte di un giornalista che sfoggia un’<a href="http://www.intelligenza.info/">intelligenza</a> del calibro dei più blasonati <a href="http://www.cartomanti.info/">cartomanti</a> – qui siamo a livello del <a href="http://www.genio.info/">genio</a> del Mago Gabriel.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/f8Fbi3ftEEA&amp;hl=de_DE&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/f8Fbi3ftEEA&amp;hl=de_DE&amp;fs=1&amp;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>La tragedia di Vermicino reloaded. Fu il primo reality show della televisione italiana. Non andò come da copione, a dimostrazione del fatto che un buon reality show non si improvvisa.</p>
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		<title>Il mondo oggi si divide in due: i Fiduciosi e gli Sfiduciati. E chi si definisce “complottista” danneggia anche te – digli di smettere!</title>
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		<comments>http://www.roberto.info/2009/12/30/i-fiduciosi-e-gli-sfiduciati/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 19:02:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[11 settembre]]></category>
		<category><![CDATA[Complotti]]></category>
		<category><![CDATA[Complottismo]]></category>
		<category><![CDATA[Cospirazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Internazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[(qualcuno non la capisce e insiste a darti del complottista? mandalo a questo paese! – cioè sulla pagina di questo articolo) di Roberto Quaglia – Roberto.info Da qualche anno mi capita di venire sistematicamente molestato da chi, soffrendo evidentemente di allucinazioni, mi da (più o meno esplicitamente) del complottista. Chiariamolo una volta per tutte: nonostante questo vocabolo apparentemente esista, esso non ha legami significativi con la nostra realtà. Dico “apparentemente ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>(qualcuno non la capisce e insiste a darti del complottista? mandalo a questo paese! – cioè sulla pagina di questo articolo)</strong></em></p>
<p>di <a href="http://www.roberto.info/">Roberto Quaglia</a> – Roberto.info</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-113" title="paranoici1" src="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2009/12/paranoici1.jpg" alt="paranoici1" width="300" height="270" />Da qualche anno mi capita di venire sistematicamente molestato da chi, soffrendo evidentemente di allucinazioni, mi da (più o meno esplicitamente) del <em>complottista</em>. Chiariamolo una volta per tutte: nonostante questo vocabolo apparentemente esista, esso non ha legami significativi con la nostra realtà. Dico “apparentemente esista”, poiché sul dizionario Zingarelli questa parola non c’è. E neppure sul Gabrielli. Il correttore ortografico del mio programma di scrittura me lo sottolinea in rosso – anche per lui la parola non esiste. Per migliaia di anni non è mai esistito un complottista – tanto è vero che mancava la parola. Poi c’è stato l’<a href="http://www.mito11settembre.it/">11 settembre</a> e – come ci viene ripetuto in tutte le salse – da quel giorno nulla è come prima. Anche linguisticamente.</p>
<p>Quindi adesso la parola “complottista” esiste, neologismo del 21esimo secolo. E nella mente di chi la usa significa “chi vede complotti ovunque”. Insomma, per certi versi un paranoico, anzi, meglio, un paranoico da operetta, un figuro visionario da deridere così da potersi gongolare in un tronfio senso di goffa superiorità.</p>
<p>In effetti una parola già c’era, a rappresentare questo significato, ed è “<em>complottardo</em>”. Il fatto che nessuno la conosca la dice lunga sull’influenza storica dei complottardi nei nostri confronti. Inoltre, l’accezione principale di complottardo è “<em>chi ordisce complotti, congiure, intrighi</em>”, insomma, c’è sempre stata una certa confusione sul tema.</p>
<p>Il problema vero è alla radice. E’ il vocabolo “complotto” che mal si addice alle discussioni sull’11 settembre, sull’origine antropogenica dei nuovi virus che riempiono i telegiornali, sulla veridicità o meno dello sbarco sulla luna e sui molti altri fatti sui quali cresce il livello di controversia.</p>
<p>Cito dal dizionario Gabrielli:</p>
<p>“<strong>Complotto</strong>: Congiura, cospirazione, trama, maneggio, macchinazione, intrigo, intesa segreta per fini non buoni. <em>Un complotto contro lo stato, un complotto di ammutinamento | </em>Anche in senso non grave. <em>Un complotto tra studenti per beffare un compagno.</em>”</p>
<p>Il senso che emerge è quello di un intrigo fra pochi individui – cioè qualcosa lontano anni luce dalle complesse strategie delle grandi nazioni e dei cosiddetti poteri forti. Una nazione pianifica e agisce, non complotta. Il complotto si fa dal basso verso l’alto delle gerarchie, non dall’alto verso il basso. L’altro elemento che c’entra come i cavoli a merenda è il giudizio negativo implicito nella parola <em>complotto</em>. I complotti sono intrinsecamente malvagi. Mi rendo conto che molti non riescono a pensare se non in termini di  Bene e di Male, ma quando si esaminano i moventi delle azioni delle grandi nazioni e/o dei grandi poteri le categorie del Bene e del Male c’entrano ben poco – per non dire nulla. A quel livello le cose vengono fatte in quanto necessarie o opportune, e comunque <em>possibili</em>. A quel livello il Bene e il Male sono solo ottimi e collaudati strumenti di marketing ad uso e consumo del grande pubblico, aventi però scarsissima relazione con la realtà delle motivazioni. L’individuo che ruba una mela può finire in carcere, ma la grande nazione che attacca militarmente una piccola nazione violando leggi internazionali che essa stessa ha contribuito a scrivere non viene punita, anzi, il suo leader viene eventualmente insignito del premio Nobel per la Pace, al discorso di accettazione del quale potrà esibirsi in un’elegante apologia della guerra, riscotendo meritati applausi. Il Bene e il Male qui si confondono in modo surreale proprio perché al di là delle convenzioni sociali utili alla convivenza civile delle persone, in realtà non esistono. Ma le convenzioni sociali, utili alla convivenza fra individui, mal si applicano alle grandi forze che fanno la storia.</p>
<p>Gli Stati Uniti bombarderanno l’Afghanistan finché vorranno e potranno, e questa è semplicemente storia del mondo – non è un complotto, né è la conseguenza di un complotto.</p>
<p>Perché l’11 settembre, che viene invocato a pretesto della guerra in Afghanistan, non è stato un “complotto”. E’ stata un’operazione militare di notevole complessità inquadrata in una strategia più vasta e lungimirante che l’emergere di milioni di “complottisti” non ha minimamente scalfito. E giudicarlo in termini di “Bene” e di “Male” (come tipicamente si fa con i complotti) è utile a farci eventualmente sentire buoni e pii e degni di improbabili ricompense celesti, ma ha un scarso (per non dire nullo) impatto sulla realtà degli eventi. Gli americani non fanno la guerra in Afghanistan perché sono <em>cattivi</em>. Lo fanno perché <em>possono</em> e ritengono che ad essi convenga. Può darsi che si sbaglino (Hitler e Mussolini a loro tempo sbagliarono i calcoli, ed indubbiamente la guerra non portò loro i risultati sperati), può darsi di no, solo il futuro ce lo dirà.</p>
<p>Dobbiamo chiarire tutto ciò per liberarci una volta per tutte del mito dei “complotti”, alla base degli orribili e fuorvianti neologismi “complottismo” e “complottista”.</p>
<p>Al livello delle azioni delle grandi nazioni e dei grandi poteri, non ci sono complotti. Ci sono invece elaborate strategie, e complesse e sofisticate operazioni militari e di psyop &#8211; operazioni di guerra psicologica.</p>
<p>Il segretissimo Progetto Manhattan, con il quale gli Stati Uniti nella seconda guerra mondiale svilupparono e costruirono la prima bomba atomica, non era un complotto.</p>
<p>Gli attentati terroristici <em>false flag</em> (=compiuti sotto mentite spoglie, per incolpare un nemico e giustificare la propria “reazione”) così di moda oggi, l’ipotesi che i nuovi virus influenzali siano creati in laboratorio, il controllo ormai pressoché totale dei grandi media non hanno nulla a che fare con il concetto di “complotto”. Quando i nazisti e i fascisti controllavano completamente la stampa di Germania e Italia, questo non era il frutto di “un complotto”. Essi la controllavano, e basta! Quindi togliamoci questa parola dalla testa! E’ stata ficcata ad arte nelle nostre teste per confonderci le idee, mandiamola una volta per tutte a <a href="http://www.affanculo.org/">quel paese</a>!</p>
<p>Paradossalmente, il più clamoroso complotto degno di tal nome è proprio quello teorizzato nella versione ufficiale del governo statunitense sugli eventi dell’11 settembre. Ditemi se non è questo un complotto esemplare: Un piccolo gruppo di individui molto malvagi (i 19 dirottatori), istruiti dentro a una caverna afgana dal capo di turno della Spectre… ehm, volevo dire di <a href="http://www.umorismo.info/">Al Qaeda</a> (scusate il lapsus, ero abituato al fatto che ad avere le basi segrete nelle grotte di paesi esotici fossero solo i nemici di James Bond, utili soprattutto ad esplodere con gran spreco di fuochi d’artificio per fare capire allo spettatore che il film sta finendo), <em>complotta</em> per attaccare di sorpresa il paese più potente del mondo, l’11 settembre 2001, allo scopo di dargli una sonora lezione. Ecco, questo sì che si può chiamare complotto, secondo la definizione che della parola ne danno i dizionari della lingua italiana. Volendo quindi a tutti i costi usare l’orribile parola <em>complottista</em>, dovremmo concludere che gli unici complottisti in giro sono in realtà i sostenitori della versione ufficiale del governo americano sui fatti dell’11 settembre. Ricordiamo che complottista sarebbe “<em>chi vede complotti ovunque</em>”, e mi sembra che l’incessante reiterazione per anni ed anni di allarmi su “cellule dormienti di Al Qaeda” che sarebbero pronte ad entrare in azione ed attaccarci anche se poi questo non succede quasi mai (e quando invece avviene una minima analisi porta subito a sospettare il solito <em>false flag</em>), risponda al requisito “vedere complotti ovunque.” Anche perquisire a fondo per anni ed anni tutti i viaggiatori che negli aeroporti prendono innocentemente un aereo per le <a href="http://www.vacanze.info/">vacanze</a> senza mai incappare in uno – dico uno – che stesse cercando di salire su un aereo per dirottarlo, mi pare che sia un ottimo sintomo del “vedere complotti ovunque.” Se in tutti questi anni milioni e milioni di sistematiche perquisizioni in tutti gli aeroporti non hanno trovato e bloccato un singolo terrorista che intendesse far casino sull’aeroplano, quando nel contempo e stato dimostrato che con un minimo di ingegno si riesce ugualmente a contrabbandare armi di ceramica a bordo (un giornalista di Repubblica <a href="http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/cronaca/aereo-coltello/aereo-coltello/aereo-coltello.html">lo ha fatto</a>), una persona normale dotata di logica giungerebbe alla ovvia conclusione che semplicemente <em>non esiste </em>nessuno al mondo che in realtà voglia fare casino sugli aeroplani. Solo qualcuno che insiste a “<em>vedere complotti ovunque</em>” continuerebbe a perquisire ulteriori milioni di passeggeri, molestandoli con gli insensati sequestri di dentifrici, profumi e creme per la pelle con i quali si vaneggia che si potrebbero confezionare bombe nel cesso dell’aeroplano. Se qualche “complottista” esiste, è indiscutibilmente quindi proprio chi proietta su altri questa etichetta del cazzo. [Nota: Appena scritto questo articolo, è salito alla ribalta della cronaca l’idiota imbarcatosi su un aereo diretto negli Stati Uniti con un pacco di esplosivo malfunzionante nascosto tra i genitali. Chi  si lascia impressionare da messe in scena del genere, ovviamente finalizzate a bombardare lo Yemen, si vada a <a href="http://www.youtube.com/watch?v=eLrCc3P6Kmg">sentire</a> o a <a href="http://tarpley.net/2009/12/28/tarpley-on-rt-nigerian-patsy-helps-us-meddling-in-yemen-civil-war/">leggere</a> l’opinione di Webster Tarpley a riguardo.]</p>
<p>Non mi dilungo ulteriormente sul tema anche perché c’è già in rete chi lo ha fatto con sufficiente eleganza e ricchezza di argomentazioni, e gli interessati possono approfondire <a href="http://bufalattivissimo.splinder.com/post/21185049/">cliccando qui</a> e poi <a href="http://bufalattivissimo.splinder.com/post/21184923/">qui</a> (ma anche <a href="http://bufalattivissimo.splinder.com/post/21185311/">qui</a> non guasta).</p>
<p>Rottamato finalmente l’orribile vocabolo “complottista”, cosa rimane?</p>
<p>Rimane una grande, grandissima divisione fra le persone che formano la società occidentale. Un tempo, le divisioni in seno alla civiltà occidentale si chiamavano “lotta di classe”, e la divisione veniva rappresentata con una metafora spaziale, la divisione del quadro politico in <em>destra</em> e <em>sinistra</em>. Questo mondo non esiste più, anche se molti ancora lo allucinano. In tutto il mondo occidentale non c’è più una destra o una sinistra politica, al di là di una simulazione <a href="http://www.teatri.info/">teatrale</a> peraltro sempre meno credibile, ed una oggettiva differenza antropologica fra chi “si sente” di destra e chi di sinistra. No. L’enorme divisione che si sta formando in seno alla società occidentale è tra coloro che hanno smesso di credere più o meno ciecamente alle informazioni smerciate sul circuito ortodosso dei media, e coloro che invece continuano a crederci. E’ un scisma importante, poiché conduce a due mondi mentali straordinariamente diversi, distanti anni luce uno dall’altro. Quindi è un fenomeno profondamente ideologico. E nessuno lo ha ancora riconosciuto e descritto come tale. Sulla piazza <a href="http://www.intellettuali.com/">intellettuale</a> si ripete giustamente che le ideologie sono morte. Quelle vecchie. Di quelle nuove non se ne accorge nessuno. Tutti tacciono di questo nuovo, recente, profondo e irrevocabile scisma nel criterio con cui le persone formano i propri modelli di realtà.</p>
<p>Potremmo per il momento chiamare queste due fazioni “i Fiduciosi” e “gli Sfiduciati”.</p>
<p>Fino a pochi anni fa eravamo quasi tutti più o meno Fiduciosi che ciò che il <a href="http://www.telegiornale.com/">telegiornale</a> ed i <a href="http://www.giornali.info/">giornali</a> ci raccontavano in buona sostanza non si discostasse troppo dalla realtà. Eravamo consci che le notizie potessero essere in parte manipolate o censurate, ma c’era una certa fede nel fatto che il grosso delle informazioni che ci raggiungevano avesse una “massa critica” di realtà, e che quindi, tra le inevitabili bugie, ci comunicasse qualcosa di utile e importante sui fatti del mondo.</p>
<p>Questo sistema è letteralmente andato a pezzi nei primi dieci anni di Internet, e proprio a causa di Internet stesso.</p>
<p>Sebbene il rumore di fondo su Internet sia cresciuto sino a livelli tali da rendere problematico trovare ciò che effettivamente ci possa interessare, la Rete ha nondimeno permesso a tutti gli individui che scovano nel rumore del Villaggio Globale una notizia misconosciuta, ma importante, oppure giungano a ragionamenti brillanti su temi critici, di condividerli con chiunque nel mondo sia ad essi interessato. Storicamente, le epoche “magiche” della cultura umana in cui l’intelletto umano è sbocciato in infiorescenze di genio indimenticabili – la cultura greca, quella latina, il Rinascimento, l’Illuminismo ecc. – non sono state il frutto dell’azione di singoli individui brillanti, bensì il risultato di un fenomeno di <em>risonanza creativa</em>, in cui il <a href="http://www.genio.info/">genio</a> e la creatività di uno catalizzava il genio e la creatività di un altro, e così via in un mirabile processo di retroazione positivo che amplificava il progresso intellettuale di tutti. Necessario era tuttavia che i soggetti implicati nel processo condividessero uno spazio fisico non troppo esteso, altrimenti come avrebbero potuto incontrarsi e proficuamente interagire?</p>
<p>Internet oggi ha esteso le possibilità di questo processo di risonanza creativa, superando il problema delle distanze fisiche fra i soggetti coinvolti, che pur trovandosi fisicamente agli antipodi uno rispetto all’altro possono ugualmente condividere una sorta di stesso spazio mentale, rendendo possibile l’emergere di vere e proprie tribù delocalizzate, che si scambiano regolarmente informazioni e sviluppano modelli di realtà condivisi.</p>
<p>E’ questo processo di risonanza creativa verificatosi su Internet che ha generato una nuova corrente scismatica di esseri umani: gli Sfiduciati.</p>
<p>Mentre i Fiduciosi continuano imperterriti a brucare innocentemente l’essenza del loro sapere del mondo dall’affezionato tubo catodico ed eventualmente dalle testate giornalistiche che da decenni tengono loro compagnia tutte le mattine a colazione, gli Sfiduciati sentono di essere stati sbattuti fuori a calci nel culo dall’Eden dell’informazione <em>mainstream </em>delle verità rivelate, alle quali non riescono più a credere.</p>
<p>Per il Fiducioso la vita rimane piuttosto semplice: il processo di comprensione e di filtraggio delle informazioni su quanto succeda nel mondo è ancora delegato ai propri telegiornali e giornali preferiti, il che libera l’animo dalla fatica, la perdita di tempo e lo stress di discernere le informazioni significative dalle bufale e dalle <a href="htto://www.edicola.biz/">notizie</a> irrilevanti.</p>
<p>Per lo Sfiduciato invece le cose si complicano. Sebbene Internet contenga oggi informazioni infinitamente più significative rispetto ai vecchi media, la Rete non contiene <em>soltanto</em> queste. Oltre che informazioni importanti ed analisi illuminanti, in Rete si trova anche una immensa quantità di immani cazzate. A volte, le informazioni utili sono addirittura mescolate alle cazzate, e ci vuole una certa abilità per riuscire ad estrarle dal contesto fuorviante per farne un utile uso.</p>
<p>Poiché il cervello umano ha una forte tendenza alle generalizzazioni, molte persone passate alla categoria degli Sfiduciati diventano semplicemente dei Fiduciosi indiscriminati di tutto ciò che di strambo trovano su Internet. Questo spiega perché molti Sfiduciati, dopo aver smesso di credere ai media tradizionali finiscano poi tristemente per prendere per oro colato i furbi vaneggiamenti di gente come <a href="http://www.davidicke.com/">David Icke</a> (secondo il quale siano tutti governati da ibridi alieni rettiliani che hanno mescolato il loro DNA a quello dei potenti della Terra più di <a href="http://www.1000.info/">1000</a> anni fa). In effetti, i personaggi alla Icke non sono affatto casuali, esistono proprio per attrarre i novelli Sfiduciati e trasformarli in una nuova categoria di inoffensivi Fiduciosi. Il vecchio sistema si difende anche così. Icke è soltanto un esempio eclatante, ma la lista dei falsi profeti è lunga assai. Ogni Sfiduciato che si rispetti dovrebbe stilare la propria lista nera di falsi profeti le cui rivelazioni non vanno prese troppo sul serio. (Assieme alle panzane, i falsi profeti mescolano anche informazioni vere, altrimenti chi mai si lascerebbe sedurre da loro?) Non è un caso che gli Sfiduciati opportunamente convertiti in Nuovi Fiduciosi Del Falso Profeta Di Turno siano spesso orgogliosi di riconoscersi in quell’etichetta di “complottista” che persone con maggior senno riconoscono come nettamente insultante. Cornuti e mazziati e contenti, insomma.</p>
<p>Senza arrivare a questi estremi, è tipica in ognuno che abbia perso ogni fiducia nell’informazione <em>mainstream</em> una fase in cui si tenda a credere <em>il contrario </em>di ciò che l’autorità traditrice comunica. <em>Credere il contrario</em> non è la stessa cosa che <em>non credere più</em>, e può condurre a svarioni anche notevoli. Un caso emblematico lo vediamo in occasione del fatto di cronaca dello psicolabile che ha lanciato un Duomo di pietra contro il volto di Berlusconi. Su Internet, si è notata nei forum di discussione una marea di Sfiduciati convinti che l’intero episodio, che pure si è visto bene in televisione, fosse una montatura.</p>
<p>Il sangue? Pomodoro. Il Duomo di pietra? Lo avrebbe appena sfiorato. Qualcuno ha addirittura azzardato che tutta la scena fosse stata manipolata digitalmente. Inoltre, si argomenta, chi è che ha tratto vantaggio politico dall’evento? Berlusconi. Quindi, come l’11 settembre “insegna”, vuol automaticamente dire che si è fatto anche lui l’autoattentato. Ecco, qui vediamo un caso esemplare di Sfiduciati che, anziché limitarsi a chiedere a loro stessi scetticamente se ciò che ci viene mostrato corrisponde al vero (ed in questo caso a rispondersi di sì, perché semplicemente è così) cadono nella trappola di credere <em>per forza</em> al contrario della versione ufficiale, prendendo così una cantonata madornale. Perché ogni tanto – ahimè &#8211; qualcosa accade per davvero così come ci viene mostrata. Ma nel suo percorso di emancipazione, lo Sfiduciato è come un bambino che attraversi la sua fase del “no”, ed il suo rifiuto per tutto ciò che giunge dall’autorità è assoluto e indiscriminato. E’ umano che questo fenomeno avvenga, tuttavia – come il bambino infine supera la sua fase del “no” – anche l’adulto Sfiduciato deve liberarsi di questa nuova schiavitù. Perché se prima era uno schiavo asservito a credere a tutto ciò che gli veniva detto, adesso è uno schiavo asservito a credere il contrario di tutto ciò che gli viene detto. Sempre schiavo rimane. Schiavo dell’irrealtà. Per non essere uno schiavo, l’adulto Sfiduciato deve giungere a saper scegliere la visione della realtà più plausibile e probabile, ogni volta, in modo critico e ponderato. E le opinioni preconcette non aiutano in questo processo.</p>
<p>Se il cammino degli Sfiduciati verso una migliore comprensione del mondo è irto di trappole, quello dei Fiduciosi verso una peggiore comprensione del mondo si riempie di vaghi fastidi.</p>
<p>I Fiduciosi non si pongono la domanda del perché in giro ci siano sempre più Sfiduciati. Si chiedono eventualmente invece come mai ci siano sempre più <em>complottisti</em>, ma la curiosità, solo in apparenza intellettuale, è in verità affine a quella che si prova quando ci si chiede perché d’un tratto ci siano così tante mosche che ci ronzano attorno disturbandoci. L’obiettivo non è capire la complessa ecologia delle mosche, bensì come liberarsene.</p>
<p>La <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/programmes/conspiracy_files/6160775.stm">BBC</a> ed il <a href="http://www.time.com/time/magazine/article/0,9171,1531304,00.html">Time</a> hanno cercato di spiegare ai propri Fiduciosi lettori perché il mondo intorno a loro si popoli di cotanti <em>complottisti</em>. <em>Par condicio </em>impone che ci si ponga anche la domanda inversa.</p>
<p>L’interrogativo che ogni Sfiduciato fatalmente si rivolge infatti è: come fa così tanta gente a rimanere Fiduciosa? Non c’è una risposta unica. Coloro che assorbono tutte le loro informazioni dalla televisione ed eventualmente dalla lettura di giornali sportivi o di gossip, vivono in un mondo illusorio a perfetta tenuta stagna, un Truman Show di massa a prova di bomba, il <a href="http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1765&amp;c=XSMT7X3N4PQTP">Mondo Nuovo</a> profetizzato da Huxley più di mezzo secolo fa. Anche coloro che si spingono un passo più in là e leggono le pagine non sportive dei giornali sono confinati in una versione edulcorata della realtà. Essi sono convinti che i giornali (almeno quelli che leggono loro) siano <em>più o meno</em> liberi di scrivere ciò che vogliono, poiché viviamo in una democrazia anziché una dittatura. E fin qui non si sbagliano. Il loro madornale errore è sulla esatta stima di quel “più o meno”. Ciò che i giornali nascondono loro è di tale portata, che la loro percezione della realtà ne viene catastroficamente distorta (la mistificazione omertosa sui fatti dell’11 settembre ne è un emblematico esempio). Questa fascia di Fiduciosi è solitamente più radicata nelle proprie erronee credenze della fascia più sempliciotta che non legge affatto. La convinzione di essere bene informati agisce con forza contro l’opportunità di scoprire che tale certezza è infondata e c’è una resistenza fortissima ad ammettere che si sono sprecati anni ed anni della propria vita a farsi abbindolare su temi cruciali dai mezzi di informazione in cui si era riposta la propria fiducia. E’ inoltre insopportabilmente umiliante, per chi si pensa intelligente, scoprire di essere invece stato fatto fesso ad oltranza. Chi non ha la forza di inghiottire il rospo, rimane Fiducioso incallito.</p>
<p>La risonanza creativa fra le persone che su Internet collaborano nel tentativo di capire cosa succede al mondo meglio di quanto consentito dai media tradizionali è un fenomeno straordinario, che trova il paio solo con le grandi rivoluzioni culturali del passato. I giornali tradizionali osteggiano questo processo, ma continuando a mentire sui fatti essenziali del mondo perdono costantemente autorevolezza e sempre più lettori Sfiduciati li abbandonano. Le tirature dei giornali <a href="http://www.nytimes.com/2009/04/28/business/media/28paper.html">sono in forte declino</a> costante in tutto il mondo occidentale. Una parte dei lettori perduti continua a sbirciare le versioni online dei giornali tradizionali. Ma quando è ad essi consentito esprimersi a commento degli articoli, se un giornale fa cadere dall’alto le proprie evidenti fregnacce (soprattutto sul tema della <em>fiction </em>“<a href="http://www.barzellette.info/">guerra al terrore</a>”) <a href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2008/jul/14/september11.usa">poi si ritrova</a> l’area dei commenti zeppa delle informazioni che esso ha censurato o distorto. Si giunge così al grottesco sublime: al di là delle apparenze, si inverte il flusso delle informazioni, i lettori comunicano all’articolista cosa si è dimenticato di scrivere. Mai nella storia si era visto qualcosa del genere.</p>
<p>Il mondo di internet ha insomma cambiato in modo radicale il paradigma di circolazione delle informazioni. Molti Fiduciosi stentano ad adattarsi al nuovo paradigma.</p>
<p>Prima di Internet era più facile. C’era poco da pensare. Le informazioni giungevano dalle fonti autorevoli di televisione e carta stampata, e pur essendoci divergenza nelle opinioni espresse, c’era una certa coerenza rispetto ai fatti riportarti. Se c’era una guerra, si diceva che c’era una guerra. O al limite una Missione di Pace, il sinonimo ipocrita che va per la maggiore da quando l’Occidente ha adottato la neolingua di Orwell<a href="http://roberto.info/wp-admin/#_ftn1">[1]</a>. Per essere informati, bastava tutto sommato credere a ciò che si sentiva e leggeva.</p>
<p>Da quanto Internet ha però moltiplicato a iosa le fonti, si è scoperto che i fatti sono spesso drammaticamente diversi rispetto a quelli riportati sui media tradizionali. Ma su Internet, non tutte le fonti sono affidabili. Ce ne sono semplicemente troppe, perché possano essere tutte attendibili. Credere a ciò che si vede e si legge non basta più. Tocca pensare. Discernere. Discriminare. A parte il cervello, questo richiede tempo e attenzione. Impegnata nelle <a href="http://www.grandefratello.mediaset.it/">faccende della propria vita</a>, molta gente non ne ha abbastanza. E per evitare di sconvolgere le proprie certezze ed abitudini, rimane Fiduciosa nel vecchio sistema. Nel breve termine, è indubbiamente più pratico.</p>
<p>La tendenza a credere alle fonti che si reputano “autorevoli” è un processo vecchio come la natura umana. L’origine di questa nostra caratteristica è complessa, e ci vorrebbe un libro intero per tentare di spiegarla. Ma forse possiamo coglierne l’essenza, esemplificandola. Lo scrittore <a href="http://www.giuliocesaregiacobbe.it/">Giulio Cesare Giacobbe</a> ha riscosso un grande successo di vendita con una serie di <a href="http://www.librionline.info/giacobbe.html">libri</a> <a href="http://www.psicoanalisi.info/">psicologici</a> di divulgazione. Il problema essenziale della maggior parte delle persone &#8211; esemplifica efficacemente Giacobbe &#8211; è l’incapacità di svilupparsi in un individuo psicologicamente adulto. Dentro molti di noi sopravvive sotto sotto il bambino (o la bambina) rompicoglioni che pretende che ci sia sempre a disposizione il genitore pronto a risolvere i suoi problemi. Il bambino è irresponsabile per natura (e non per niente lo è anche per legge). Parte di questa irresponsabilità si trascina per tutta la vita, e provoca disastri a non finire. Il disastro che ci interessa in questa sede è quello nella fiducia che ci si ostina a riporre nell’autorità che ha già ripetutamente dimostrato di mentirci. Per quante balle il genitore ci racconti, se siamo bambini la nostra fiducia nei suoi confronti non cala (fino a quando eventualmente essa non crolla, dopodiché interviene una fase di odio nella quale si crede <em>il contrario </em>di quanto il traditore, genitore o telegiornale, ci comunica – il crollo della fiducia quindi serve a poco se si rimane psicologicamente bambini).</p>
<p>Molti Fiduciosi hanno avuto accesso, saltuariamente, alle informazioni alternative disponibili su Internet. Hanno potuto verificare con i loro occhi che gli Autorevoli Giornali e Telegiornali in certe importanti occasioni hanno loro mentito. Ma di norma la loro fiducia non viene meno. Un caso esemplare è la grave crisi economica in atto. Annunciata già da anni dalle cassandre “complottiste” su Internet, ha colto milioni e milioni di persone di sorpresa quando a settembre 2008 è deflagrata in uno dei peggiori crolli dei <a href="http://www.mercati.info/">mercati</a> a memoria d’uomo. Ancora nel mese di luglio 2008 gli “autorevoli” giornali da cui i Fiduciosi brucano le loro razioni di realtà quotidiana suggerivano che a settembre si sarebbe potuta vedere una ripresa dei mercati. Nello stesso momento, su Internet si davano già le date del probabile crollo. Settembre.</p>
<p>Due mesi dopo, puntualmente, i risparmi di milioni e milioni di persone scomparivano nel nulla, per lo stupore dei Fiduciosi. Adesso, poco più di un anno dopo, gli stessi giornali che mentirono allora, ci promettono che “la ripresa si vedrà nel 2010 o 2011”. E cosa fanno i Fiduciosi, già traditi (quindi cornuti) dai loro autorevoli giornali nel 2008? Ci credono, ovviamente. Cornuti e prossimamente di nuovo mazziati. Per quante balle ci racconti un genitore, se si vuole rimanere bambini bisogna continuare a credere alle sue parole. (Paradossalmente, gli si crede anche quando la fiducia tradita si commuta in odio, dato si crede all’esatto contrario di ciò che dice)</p>
<p>Infatti il vero problema, alla resa dei conti, non è il superare la fiducia cieca nelle autorità viste come genitore, bensì diventare psicologicamente adulti così da non avere bisogno di questo surrogato istituzionale dei propri genitori. Mi spiego meglio: come forse saprete, esiste un notevole <a href="http://www.911truth.org/">movimento popolare</a>, negli Stati Uniti, ma anche in altre nazioni occidentali, che chiede a viva voce una nuova investigazione sui fatti dell’11 settembre. Ma <em>a chi </em>si chiede di effettuare questa investigazione? Beh, agli stessi che l’11 settembre lo avrebbero organizzato, naturalmente (non esattamente gli stessi individui, ma il senso è quello). Ma come? Dici che l’11 settembre è stato organizzato dal governo e poi chiedi al governo di investigare? E’ come un bambino che essendo giunto alla conclusione che suo papà gli ha rubato i soldi dal salvadanaio chiede al papà di aprire una commissione d’inchiesta sul furto, per indagare se stesso. Cosa si aspetta di ottenere il bambino? Qualsiasi siano le sue nobili aspettative, la cosa più concreta che riuscirà a ricavarne è un sonoro ceffone. Il potere non investiga se stesso. E se lo fa, lo fa per finta. Chiedergli di farlo è infantile come l’esempio del bambino che rompe le palle al papà ladro. In questo caso vediamo come molti Fiduciosi, divenuti Sfiduciati, rimangano tuttavia psicologicamente bambini (e quindi intrinsecamente Fiduciosi) che chiedono all’autorità cattiva e traditrice di tornare ad essere l’autorità buona ed onesta che essi credevano che fosse – ovvero in altre parole chiedono all’autorità di imparare a mentire <em>meglio</em>, a fingere <em>meglio</em> di essere un’autorità <em>buona</em> (i famigerati processi ai capri espiatori servono ben a questo), così che essi possano tornare in quella innocenza condizione di Fiduciosi dalla quale sono stati estromessi a calci nel culo e della quale hanno una dannata nostalgia. Tutto ciò è piuttosto risibile e patetico. Quando capisci che le cose non stanno come vorresti tu, i casi sono due: o ti dai da fare per esercitare tu il potere che secondo te altri stanno esercitando in modo sbagliato (approccio rivoluzionario), oppure sei pienamente appagato  dal solo fatto di capire (approccio filosofico). Mugugnare è infantile, e se anagraficamente non sei più un bambino, ciò è anche patetico.</p>
<p>Come detto, i motivi per cui molte persone rimangono così a lungo Fiduciose sono parecchi. I nostri modelli di realtà si riducono fondamentalmente a narrazioni che noi abbiamo elaborato per noi stessi, e che ci ripetiamo di tanto in tanto secondo necessità. Più tempo ed energie abbiamo investito nella costruzione di una narrazione interiore, meno siamo disposti a buttare via l’investimento a favore di una narrazione alternativa, non importa quanto migliore. E’ anche per questo che più si invecchia, meno si cambiano le proprie idee. L’investimento negli anni nelle proprie narrazioni è semplicemente troppo elevato per poterci rinunciare. Ci si affeziona alle proprie idee come ai propri figli (d’altra parte sono entrambi dei replicatori, i figli replicano i geni, le idee replicano i memi – si legga in proposito <em>Il Gene Egoista</em> di Dawkins).</p>
<p>Molti Fiduciosi camminano in bilico sull’orlo della perdita di fiducia. Ho incontrato parecchi Fiduciosi che, di fronte ad argomenti forti vacillavano, si incupivano, sembravano essersi convinti e si lasciavano sfuggire che se ciò che sostenevo fosse vero essi non avrebbero più potuto (o voluto) vivere in un mondo così disgustoso. Il giorno dopo la loro mente era di nuovo sgombra da dubbi ed essi erano di nuovo confortabilmente arroccati nella placida sicumera dei Fiduciosi.</p>
<p>Ma si può anche decidere <em>intenzionalmente </em>di rimanere Fiduciosi, se si è saggi abbastanza. Negli ultimi anni della sua vita, il grande scrittore americano <a href="http://www.sheckley.com/">Robert Sheckley</a> è stato un mio stretto amico. Assieme, abbiamo <a href="http://www.robertoquaglia.com/foto/sheckleyphotos_it.html">ripetutamente girato mezza Europa</a>, e discusso di molte cose. A settembre del 2004, mentre stavo scrivendo il mio libro <em><a href="http://www.mito11settembre.it/">Il Mito dell’11 Settembre</a></em>, andammo insieme ad un convegno letterario a San Pietroburgo, ed io non resistetti alla tentazione saggiare la sua opinione sui fatti dell’<em>11 settembre</em>. Per ovvi motivi, all’epoca avevo spesso questo tema per la testa. L’opinione di Sheckley a riguardo si rivelò molto convenzionale, il che mi stupì poiché Sheckley disponeva indubbiamente una mente ben poco convenzionale. Dissi solo un paio di frasi nella direzione che ben immaginerete, e poi tutto successe molto rapidamente. Mi guardò con occhi furbi e sorriso sospettoso e divertito. Io azzardai altre due frasi e poi lui mutò espressione e mi interruppe, dicendo: <em>“Non voglio sapere altro. Conosco già questa storia. E’ la solita storia degli uomini e del mondo. E’ sempre la stessa storia. Non importa chi sia stato a fare cosa stavolta, chi abbia ucciso chi e perché. E’ in ogni caso esattamente sempre la stessa storia schifosa, e non mi interessa. Perché se inizio a sapere dei dettagli poi ne voglio conoscere altri e poi va a finire che mi arrabbio, e se mi arrabbio poi mi tocca perdere il mio tempo a pensare a queste porcherie invece che a ciò a cui io voglio pensare, a ciò che mi interessa davvero.”</em></p>
<p>Non aggiunsi parola. E’ un punto di vista saggio e pienamente rispettabile. Sheckley aveva interesse per altri misteri dell’esistenza ed era sua piena libertà usare la sua mente per pensare a ciò che era per lui interessante pensare. Intuì evidentemente che poche frasi ancora da parte mia e la sua <a href="http://www.intelligenza.info/">intelligenza</a> gli avrebbe impedito di continuare a non capire di quale illusione fosse vittima. Decise intenzionalmente di rimanere Fiducioso su questo tema, per l’inutilità generale e dannosità personale dell’essere Sfiduciato. Per inciso, Sheckley non ha mai avuto timore di guardare a fondo negli abissi della Realtà e dell’animo umano; per chi non conosce la sua opera (<em>male!</em>) basti dire che negli anni cinquanta, all’alba della televisione, già preconizzò nei suoi racconti l’avvento di <em>reality shows</em> dove i concorrenti sarebbero potuti venire ammazzati o salvati dai telespettatori – si vedano i film tratti dalle sue opere, fra cui <em><a href="http://www.ibs.it/dvd/ser/serdsp.asp?shop=1765&amp;e=8017229465451">La decima Vittima</a></em> e <em>Le prix du Danger</em>) Un’anno dopo l’episodio citato, all’età di 77 anni, Sheckley morì, ma dopo aver trascorso l’ultimo anno della sua vita a pensare a ciò che voleva lui. Aveva indubbiamente fatto la cosa più saggia.</p>
<p>Una nota speciale la meritano i Fiduciosi che popolano il mondo della letteratura di <a href="http://www.fanzines.info/">fantascienza</a>, ed in particolare gli amanti dello scrittore <a href="http://www.ibs.it/libri/dick+philip+k./libri.html?shop=1765">Philip K. Dick</a>. Il concetto di una visione illusoria della realtà che si sfalda e va infine in frantumi, rivelando una realtà retrostante totalmente diversa, è un tema comune nella buona letteratura di <a href="http://www.science-fiction.biz/">fantascienza</a>. Verrebbe da pensare che gente avvezza a questi scenari possa essere più sensibile di altri a riconoscere per tali le quinte della mistificazione quando ne fosse vittima. La mia impressione (frequentando spesso questo ambiente) è che non sia tuttavia così. La quantità dei Fiduciosi non mi pare inferiore a quella in altri segmenti di popolazione. Avere dimestichezza con scenari fantastici di società folli ove vigano regimi di mistificazione totale e sistemica, non basta a riconoscerli quando si verificano per davvero. E’ proprio vero che la <a href="http://www.merda.info/">mente umana</a> è fatta a strati, spesso divisi come compartimenti stagni. Un’anima <a href="http://www.cyberpunk.biz/">cyberpunk</a> cinica e disincantata può convivere nel cervello di una persona avvezza a cartomanti ed altre cialtronerie.</p>
<p>Ora che abbiamo passato in rassegna alcune delle ragioni per cui molti Fiduciosi rimangono fiduciosi, spendiamo due parole anche sul metodo principale che il cervello usa, per conservare le proprie utili illusioni.</p>
<p>Il metodo è un errore sistematico che il cervello umano tende a compiere di fronte ad informazioni destabilizzanti. Si chiama <em>bias di conferma</em>. Il nostro cervello in genere accetta di buon grado tutte le informazioni che confermano le nostre credenze, rigettando invece quelle che le contrastano. Le informazioni sconvenienti entrano letteralmente da un orecchio per uscire dall’altro. Tutti noi ci siamo misurati con questo problema. Quante volte si dice “E’ come parlare a un muro”? Questo spiega perché persone altrimenti intelligenti, poste di fronte ad informazioni inequivocabili su fatti controversi come l’<a href="http://www.mito11settembre.it/">11 settembre</a>, eventi in grado di minare completamente la nostra fiducia nel sistema che ci dispensa le informazioni sul mondo, sono visibilmente incapaci di prenderne atto. Se vogliamo capire il mondo e la realtà, il <em>bias di conferma </em>è il nostro più acerrimo nemico. Sapere che c’è non basta ad eliminarne gli effetti. La nostra mente rifiuta di comprendere ciò che non le piace. E’ per questo che di fronte ad un lutto che ci tocca da vicino rimaniamo a lungo increduli. Ed è per questo che i bambini chiudono gli occhi quando si spaventano, nella credenza che non vedere il pericolo basti ad annullarlo.</p>
<p>Uno dei metodi logici classici per distinguere una spiegazione corretta delle cose da una sbagliata, è usare il cosiddetto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rasoio_di_Occam">Rasoio di Occam</a>, coniato da William of Ockham già nel 14esimo secolo. <em>&#8220;A parità di fattori la spiegazione più semplice tende ad essere quella esatta&#8221;</em>.</p>
<p>Il Rasoio di Occam è alla base del pensiero scientifico moderno, eppure viene violato sempre più spesso nelle spiegazioni che ci vengono date dalle autorità su alcuni problemi topici di portata globale.</p>
<p>Sui fatti dell’11 settembre, ad esempio, la versione ufficiale impone di credere che una quantità straordinaria di cose improbabilissime siano tutte accadute in sequenza, in spregio a ogni legge delle probabilità. Potremmo elencarle tutte e riempire pagine e pagine su questo tema, e per inciso io l’ho fatto nelle oltre 500 pagine del mio libro <em><a href="http://www.mito11settembre.it/">Il Mito dell’11 Settembre</a></em>, ma in questa sede ci limiteremo ad un esempio singolo, che illustrerò dopo una breve premessa.</p>
<p>La natura di solito non ama le eccezioni ed è per questo che la scienza ha scoperto le leggi di causa ed effetto. Generalmente la natura ha un comportamento regolare, ed effetti simili implicano di solito cause simili. Per questo gli scienziati non amano fare ricorso a cause senza precedenti per spiegare fenomeni comuni. Sino all&#8217;11 Settembre 2001, il crollo rapido, simmetrico e totale di grattacieli con scheletro di acciaio è stato un fenomeno abbastanza comune in America. E tutte le volte che ciò accadeva, senza eccezione alcuna, la causa era una demolizione controllata a mezzo di cariche esplosive sincronizzate. Da una prospettiva scientifica, quindi, ligia al principio del Rasoio di Occam, la prima e più semplice spiegazione ovvia per spiegare i crolli rapidi, simmetrici e totali delle tre torri del World Trade Center l’11 settembre 2001, è quella di ipotizzare una demolizione controllata. E’ la spiegazione più semplice, quindi in sintonia con la logica del rasoio di Occam. Quindi la prima ipotesi da verificare. Ufficialmente, non è mai neppure stata presa in considerazione. Per spiegare i motivi del crollo delle due torri si è invece redatto uno studio di migliaia e migliaia di pagine, che tentano di spiegare in modo evidentemente complicatissimo ciò che la tesi della demolizione controllata spiega in modo elementare, e per di più nella relazione finale <em>si rinuncia completamente</em> a dare una spiegazione alla dinamica del crollo (che, <em>quod erat demonstrandum,</em> non è spiegabile altro che con tesi della demolizione controllata), bollandola laconicamente (e grottescamente) come “inevitabile”<a href="http://roberto.info/wp-admin/#_ftn2">[2]</a>.</p>
<p>Insomma: da tutte le parti la guardi, sembra una demolizione controllata. Ha la dinamica di una demolizione controllata, ha la tempistica di una demolizione controllata, ha l’apparenza estetica di una demolizione controllata. Domandina: Sarà mica una demolizione controllata? No, no, giurano gli “scienziati” governativi, le apparenze ingannano, ma non sappiamo dirvi bene perché, anzi, no, le apparenze ingannano ma non c’è un perché, e quindi per questo non ve lo spieghiamo, perché il perché non c’è proprio, la dinamica del crollo è stata quella che è stata perché l’evento era <em>inevitabile</em>. Inevitabile per verità rivelata.</p>
<p>Sì, sì, anzi, no, no, si uniscono al coro giaculatorio i Fiduciosi a schiera, impettiti nella loro trance ipnotica tribale, <em>la realtà è fuor di dubbio quello che ci rivelano che sia, qualsiasi cosa ci venga rivelato</em>.</p>
<p>Il vecchio trucco della <em>verità rivelata</em> funziona sempre. Chi osa azzardare che la religione sia in crisi?</p>
<p>Nota bene: ho discusso con Fiduciosi che, conoscendo il principio del Rasoio di Occam, sono riusciti a deformarne lo spirito pur di farlo collimare con le loro convinzioni. Ma non è stato inutile. Da tutto ciò ho capito qualcosa di importante <em>io</em>. Discuterne, non serve a nulla. Chi può e vuole, capisce, chi non può o non vuole sarà sempre cieco e sordo ad ogni logica che violi le sue convinzioni (tranne poi un bel giorno cambiare di colpo idea, e venirti ancora a dire: <em>l’avevo capito subito, io</em> – è l’errore del giudizio retrospettivo, in gergo tecnico <em>hindsight bias</em>, l’erronea convinzione di avere sempre saputo ciò che in realtà si è appena capito)</p>
<p>La logica del Rasoio di Occam si presta bene a capire come sono andate le cose sia nel grande attentato dell’11 settembre, che nel piccolo attentato a Berlusconi.</p>
<p>Riguardo al mega attentato dell’11 settembre 2001, l’ipotesi del complotto di Al Qaeda sostenuta dal governo americano, per essere vera richiede che quel giorno si sia verificata una mostruosa sequenza di eventi mai accaduti prima, ognuno talmente improbabile da essere virtualmente impossibile. In pratica, è come vincere al superenalotto varie volte di fila. Le complicazioni probabilistiche sono insormontabili (chi ha dei dubbi <a href="http://www.mito11settembre.it/">si legga il mio libro a riguardo</a>). Per contro, l’ipotesi che l’attentato sia stato orchestrato da una parte “canaglia” dell’apparato di potere americano, per quanto indubbiamente complessa, è infinitamente più semplice e priva di autentiche impossibilità. Ed è avallata inoltre da molti precedenti storici – la storia del mondo ci insegna che per giustificare l’inizio di nuove guerre non c’è nulla di meglio che fingere di essere stati attaccati (per non menzionare il fatto che chi non conosce la storia è condannato a ripeterla). Quindi è l’opzione più logica, secondo il Rasoio di Occam.</p>
<p><em>&#8220;A parità di fattori la spiegazione più semplice tende ad essere quella esatta&#8221;</em>.</p>
<p>Riguardo al mini attentato a Berlusconi il 13 dicembre 2009, è invece l’ipotesi che sia tutta una montatura a richiedere le spiegazioni più complicate. Non c’è un vero indizio a riguardo (quelli menzionati in rete sono davvero risibili). Per contro, la tesi che sia stato il gesto di un cretino, andata a buon fine a causa di una disattenzione del servizio d’ordine, è semplice e ovvia. Inutile arrampicarsi su inesistenti specchi.</p>
<p><em>&#8220;A parità di fattori la spiegazione più semplice tende ad essere quella esatta&#8221;</em>.</p>
<p>Tenete ben sempre presente il Rasoio di Occam e limiterete gli abbagli in questa strana epoca in cui ci ritroviamo a vivere, che pare in effetti uscita dalla paranoica penna di Philip K. Dick.</p>
<p>Infine, c’è ancora una categoria di persone di cui non abbiamo parlato. Coloro che sono Fiduciosi, ma in cattiva fede. Questa categoria comprende molti politici, giornalisti e persone con ruoli critici all’interno del sistema. I politici che segretamente sono cinici e Sfiduciati, sono costretti dalle circostanza a presentarsi Fiduciosi. Con una crisi economica e sistemica alle porte, di portata quale non si è mai vista, nessun politico (per lo meno dalle nostre parti) ha la bacchetta magica per fare scomparire il problema. Mentire, sfoggiando ottimismo, per procrastinare la catastrofe, è per certi versi la scelta migliore. E’ vero che così facendo si finisce spesso per gonfiare ulteriormente bolle che poi deflagreranno in catastrofi ancora peggiori, ma per lo meno questo succederà <em>più tardi</em>, e per il momento intanto si sopravvive. E’ facile dire che i politici potrebbero risolvere il problema arrestando tutti i banchieri e rifondando da zero il sistema monetario su basi più realistiche.</p>
<p>E’ proprio facile <em>dirlo</em>. Ma provate a <em>farlo</em>! E come la mettiamo con la inevitabile contemporanea scomparsa di tutti i <a href="http://www.bancheonline.info/">risparmi</a> di tutte le persone? Che conseguenze pratiche avrebbe un evento del genere? Parlare è facile, ma agire è tutt’altra cosa. Un conto sono le fantasie, un conto è la realtà.</p>
<p>I politici in effetti <em>devono </em>mentire ogni volta che lo reputano necessario, in ultima analisi non è colpa loro, ma di chi <em>vuole</em> credere alle loro menzogne. Per quanto possa essere sgradevole farlo notare, le bugie vengono imposte da chi preferisce venire illuso, rispetto a dover fronteggiare una verità non gradita. I cittadini-bambini, mai cresciuti sino allo stadio adulto di chi è in grado di guardare nell’angosciante baratro della complessa realtà delle cose senza svenire o cagarsi sotto, hanno bisogno di venire illusi costantemente circa la natura del mondo in cui vivono. La prova è che sono i cittadini a selezionare i propri politici, eleggendoli, ed è quindi esclusivamente loro responsabilità il fatto di optare per individui che sistematicamente li ingannano. Prima li votano perché vogliono credere alle loro palesi menzogne, poi li accusano di avere fatto ciò per cui li hanno scelti: mentire. E poi li ri-votano ri-credendo alle loro sempre più palesi menzogne. Come bambini che fanno i capricci coi genitori, dei quali però, essendo bambini, non possono fare a meno. Dimentichi del fatto che i politici (come gran parte degli esseri umani, del resto) mentono per lo meno da alcune migliaia di anni, e che è quindi fanciullesco credere che debbano smettere proprio adesso, per fare un piacere a noi. In ogni nazione  i politici mentono nella misura tollerata/richiesta dal loro popolo. I politici bugiardi sono in prima istanza il sintomo dell’immaturità di un popolo, non la causa delle sue disgrazie (Il nord Europa funziona meglio dei paesi mediterranei perché i politici sono mediamente meno bugiardi e disonesti, ma questo avviene perché i popoli che li eleggono sono molto meno indulgenti verso le bugie e le malefatte dei governanti – ciò finisce per selezionare una classe di politici più onesti, o per lo meno disonesti e in modo più invisibile – ogni tanto però, come l’Islanda insegna, le cose vanno a puttane anche lassù).</p>
<p>L’altra grande categoria nella quale troviamo molti Fiduciosi in cattiva fede sono i giornalisti. Parlo di quelli dei grandi media, con elevati stipendi e privilegi. Questi giornalisti spesso mentono a causa del loro personale conflitto di interesse: per deontologia professionale dovrebbero raccontare la verità, ma il loro interesse personale è conservare posto di <a href="http://www.lavoro.info/">lavoro</a>, stipendio e privilegi, e quindi eviteranno accuratamente di scrivere qualsiasi cosa che possa fare loro perderli. Non sono quindi credibili per una questione di principio. Per diventarlo essi dovrebbero decidere di lavorare senza stipendio. Vi sono tuttavia anche molti giornalisti autenticamente Fiduciosi, che veramente credono alle balle che raccontano. Anche i <a href="http://www.giornalisti.info/">giornalisti</a> sono umani, ed il <em>bias di conferma</em> funziona anche per loro. Come disse il saggio:</p>
<p><strong>«E&#8217; difficile far capire qualcosa ad una persona, quando il suo stipendio dipende dal fatto di non capirla.»</strong></p>
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<p>Inoltre, se questo articolo vi ha fatto capire qualcosa, ditelo ai vostri amici. Che lo leggano anche loro. Così la prossima volta che discutete con loro sui bei fatti del mondo, eviterete i soliti litigi. Il che eventualmente condurrà a litigi <em>insoliti</em>, ma non si può avere tutto a questo mondo. Soprattutto, se non siete un iperbanchiere.</p>
<p><a href="http://www.robertoquaglia.com/">Roberto Quaglia</a></p>
<p>Originariamente pubblicato su www.<a href="http://www.roberto.info/">Roberto</a>.info<br />
Notizie inconsuete le trovi su <a href="http://www.edicola.biz">www.</a><a href="http://www.edicola.biz/">edicola</a>.biz</p>
<p><em>articolo pubblicato con licenza diritti Creative Commons, ovvero è permessa la libera riproduzione di questo testo purché in forma inalterata e comprensiva di immagini, link e note in esso contenuti e purché la pubblicazione non abbia carattere commerciale</em></p>
<hr size="1" />
<p><a href="http://roberto.info/wp-admin/#_ftnref1">[1]</a> La <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neolingua">neolingua</a> fu un’intuizione geniale di Orwell nel suo famoso libro <em><a href="http://www.sfbooks.info/">1984</a></em>. Essa consiste nel surreale atto di assegnare ad una parola anche il proprio significato opposto, secondo il motto che chi controlla il significato delle parole, controlla la realtà. La distopia orwelliana doveva illustrare la società orribile in cui sarebbe sfociato il comunismo. Ma il comunismo non è durato abbastanza, e così l’incubo orwelliano, passo dopo passo, sta invece convolando a nozze con la società “democratica”. La cerimonia (che qualcuno ipotizza esserci già stata con la ratifica del <a href="http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=139">trattato di Lisbona</a>) prelude ad un unione di gruppo fra nazioni in cui il divorzio pare non sia esattamente consentito; i maligni insinuano che l’ammucchiata politica condurrà inevitabilmente ad orge sistemiche, nelle quali tuttavia non sarà concessa ai liberi partecipanti coatti la scelta del ruolo da interpretare.</p>
<p><a href="http://roberto.info/wp-admin/#_ftnref2">[2]</a> NIST final report (2005). NCSTAR 1, p. xxxvii</p>
<p style="text-align: center;"><object width="425" height="344" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/MixXmVw3cRM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/MixXmVw3cRM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p style="text-align: center;">Questo brano estratto dal documentario della BBC &#8220;the power of nightmares&#8221;  è un raro caso di una fonte autorevole che vi spiega che Babbo Natale&#8230; ehm, Al Qaeda non esiste. Ogni tanto anche i grandi media dicono il vero.</p>
<p style="text-align: center;"><object width="425" height="344" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/XCoaBN6iOu0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/XCoaBN6iOu0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p style="text-align: center;">Il cartone animato della giraffa che deve prendere coscienza di avere un grave problema (deve morire) illustra bene come la nostra mente reagisca di fronte alle realtà sgradite.</p>
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		<title>Berlusconi: Davide o Golia?</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 02:21:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Roberto In Italiano]]></category>
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		<description><![CDATA[di Roberto Quaglia - www.Roberto.info Molti giornali lo hanno dipinto come fosse un Golia in procinto di cadere dopo i colpi di fionda di Davide, anzi, una lunga sequenza di Davide (o Davidi? Esiste un plurale di Davide?) Berlusconi, ovvero l’odiato Golia delle Televisioni contro il quale da mesi e mesi indomiti Davidi (con fervore davidiano?) scagliano ognuno il proprio sasso,  nel congiunto sforzo teso all’abbattimento del tiranno. Puttane impenitenti, assassini ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di </em><a href="http://www.roberto.info/" target="_self"><em>Roberto Quaglia</em></a><em> - www.Roberto.info</em></p>
<p>Molti <a href="http://www.giornali.info/">giornali</a> lo hanno dipinto come fosse un Golia in procinto di cadere dopo i colpi di fionda di Davide, anzi, una lunga sequenza di Davide (o Davidi? Esiste un plurale di Davide?) Berlusconi, ovvero l’odiato Golia delle Televisioni contro il quale da mesi e mesi indomiti Davidi (con fervore <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/02/28/la-strage-di-waco-il-verdetto-accusa.html">davidiano</a>?) scagliano ognuno il proprio sasso,  nel congiunto sforzo teso all’abbattimento del tiranno. Puttane impenitenti, <a href="http://www.facebook.com/MafiaWarsFans">assassini mafiosi pentiti</a>, rispettati magistrati italiani e prestigiosa <a href="http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/europe/article6544035.ece">stampa internazionale</a>, tutti a scagliare la loro prima (seconda, terza, ecc.) pietra, sassolino o macigno (a secondo delle proprie possibilità) per abbattere “la più grave minaccia alla democrazia nel libero mondo occidentale”. Questa è la scena sotto gli occhi di tutti. Indubbiamente si possono vedere le cose così, e la dimostrazione è che milioni di persone lo fanno. Siamo però così sicuri che questa sia l’unica chiave di lettura di ciò che vediamo? Perché non proviamo – per gioco, per esercizio della nostra elasticità mentale, per saggiare l’efficienza dei nostri neuroni &#8211; a ribaltare l’interpretazione della scena davanti ai nostri occhi? Immaginare che il Davide con la fionda sia in realtà Berlusconi? Lo so che per i più si tratta di un esercizio difficilissimo (quando non impossibile), quindi vediamo di procedere per gradi, così da evitare di slogarci il cervello.</p>
<p>Iniziamo con un esercizio facile facile. Guardate attentamente l’immagine della ballerina. Avrete notato che essa sta roteando. E ovviamente sta girando in un solo senso. Come potrebbe infatti girare in entrambi i sensi nello stesso momento?<img class="alignright size-full wp-image-99" title="ballerina" src="http://roberto.info/http://roberto.info/wp-content/uploads/2009/12/ballerina.gif" alt="ballerina" width="300" height="400" /></p>
<p>Ebbene, cosa pensereste di me se io adesso vi dicessi che in realtà vi sbagliate, che la ballerina non gira nel senso in cui credere voi, bensì nel senso contrario? Direste che io sono matto. E’ semplicemente <em>evidente</em> che la ballerina gira nel senso in cui la vedete girare voi. Ecco, allora farete bene ad iniziare a darmi del matto. Perché la ballerina gira infatti <em>anche</em> nel senso opposto a quello che pare a voi. Se non ci credete, fatela vedere a parecchi vostri amici, e vedrete che qualcuno giurerà che essa gira in senso inverso. Ciò che il nostro cervello vede non è sempre <em>tutto</em> quello che potrebbe vedere. Quando riuscirete a vedere la ballerina girare nel senso opposto a quello che vi pareva inizialmente, siete pronti per il grande esperimento: immaginare che nel ruolo di Davide con la fionda ci sia in realtà Berlusconi. E pazienza se mi beccherò l’ennesima accusa di follia.</p>
<p>A giugno 2009 scrissi <a href="http://www.roberto.info/2009/06/25/la-demolizione-controllata-di-berlusconi-nella-era-del-pedofically-correct/">un lungo articolo sulla demolizione controllata di Berlusconi</a>. Spiegai come i motivi dietro all’attacco incentrato sulle escort fossero in realtà soprattutto legati alla politica sull’energia sviluppata da Berlusconi assieme alla Russia, e che la decisione di demolirlo fosse stata presa all’estero, in circoli di poteri ai quali i contratti di Berlusconi con Putin non sono proprio andati giù. E suggerivo che se Berlusconi non fosse caduto sullo scandalo sessuale, ne avremmo in seguito viste delle belle. In effetti, in questi mesi (non a caso?) se ne sono viste proprio di tutti i colori. Pentiti di mafia lo accusano di avere organizzato attentati dinamitardi, con la sentenza per il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lodo_Mondadori">Lodo Mondatori</a> gli si è spiegato che deve dare addio a 750 milioni del proprio patrimonio, hanno ripreso a processarlo su altre questioni e se prova a difendersi a suon di leggi gliele annullano come anticostituzionali, il <em>franchising</em> delle rivoluzioni colorate ha aperto bottega anche in Italia e a Berlusconi è stato dedicato il colore viola, tanto che quando al presidente bielorusso <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aleksandr_Luka%C5%A1enko">Aleksandr Lukashenko</a> la stampa italiana ha chiesto se non teme una rivoluzione colorata, egli ha risposto: <em>“Abbiamo le stesse probabilità dell’Italia”</em> (e sappiamo benissimo chi è il <em>franchiser</em> internazionale delle rivoluzioni colorate).</p>
<p>Entrare nel merito di tutte queste disavventure di Berlusconi qui non ci interessa, visto che l&#8217;obiettivo adesso è tentare vedere il quadro nel suo insieme, e soprattutto capire se la ballerina ruota in un senso oppure nell’altro. Quindi limitiamoci a sottolineare un notevole ed in precedenza inconsueto affollamento di forti iniziative in chiave anti-Berlusconi, e lasciamo la discussione sul fatto se esse siano o non siano fondate nel merito ai battibecchi telegiornalistici dove in effetti non si fa altro.</p>
<p>Risultato di tutte queste iniziative degli ultimi mesi: L’odio per Berlusconi il Golia non è mai stato così alto come oggi, in Italia. Ma nel contempo il Cavaliere apparentemente gode fra gli italiani di uno dei più elevati consensi fra i leader europei nei rispettivi paesi. Quindi la partita politica è ancora aperta.</p>
<p>Ma Berlusconi è davvero il Golia che tutti coloro che per indole sono portati a simpatizzare per Davide vorrebbero vedere abbattuto?</p>
<p>Un articolo apparso su <em>Il Giornale</em> l’11 dicembre 2009, da corpo e sostanza ad un’interpretazione ben diversa.</p>
<p>L’articolo si intitola: <a href="http://www.ilgiornale.it/economia/provocazione_quella_sovranita_moneta_mani_private/11-12-2009/articolo-id=406009-page=0-comments=1">Provocazione &#8211; Quella sovranità della moneta in mani private</a>. Per la prima volta un grande giornale nazionale affronta una questione spinosissima (lo avrete capito già dal titolo) che sino ad allora era stata confinata ai giornalisti indipendenti dei circuiti dell’informazione alternativa di Internet. E’ un attacco al <em>gotha</em> di quei cosiddetti poteri forti ai quali i giornalisti delle grandi testate occasionalmente alludono di sfuggita, senza mai però osare nominarli davvero. Per la prima volta un grande giornale mette nero su bianco dei nomi (alcuni dei quali mai sentiti nominare da noi profani di queste cose), e si tratta del giornale di Berlusconi. Neppure Beppe Grillo era mai giunto a tanto. Grillo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=CJJ9rzReXso">approcciò</a> &#8211; è vero &#8211; in passato l’argomento affrontato da <em>Il Giornale</em>, ma in seguito reputò evidentemente più prudente tenersene alla larga. E d&#8217;un tratto, ecco <em>Il Giornale</em>  berlusconiano scoprirsi più <em>grillesco </em>di Grillo stesso.</p>
<p>Perché <em>Il Giornale </em>sferra questo attacco, contro l’Innominabile (manzonianamente parlando) dei giorni nostri?</p>
<p>La risposta più logica è che Berlusconi è in guerra con quei poteri, e questo implica che quei poteri sono in guerra con Berlusconi. <em>Quod erat demonstrandum. </em>Tutto il resto sono piani di lettura superficiali e fuorvianti o, se preferite, allegorie poetiche di quel retroscena. E il motivo della guerra è la politica energetica di Berlusconi, reo di avere stretto importanti accordi in merito con la Russia in violazione degli interessi della grande finanza angloamericana. Contratti che portano alla costruzione di gasdotti in grado di assicurare all’Italia e l’Europa l’energia che serve a riscaldare le nostre case nei decenni a venire, senza fare transitare il gas attraverso nazioni cadute sotto l’influenza di Washington. Contratti quindi per la fornitura diretta del gas, dal produttore al consumatore (vedi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/South_Stream/">progetto Southstream</a>; gli americani spingono invece per il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nabucco_(gasdotto)/">progetto Nabucco</a>, che costringerebbe il gas russo a passare dalla Georgia, sotto il loro controllo, e permetterebbe ad essi di dire la loro anche sul gas del Caspio).</p>
<p>Sono peccati che si possono pagare cari, come l&#8217;esempio di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_Mattei">Enrico Mattei</a> insegna.</p>
<p>Questo spiega anche il curioso giallo di qualche tempo fa, quando “per motivi di sicurezza” Berlusconi venne fatto dormire per qualche notte a Palazzo Chigi. Girarono voci di minacce di Al Qaeda, che lui in seguito <a href="http://www.ilgiornale.it/interni/berlusconi_rivela_minacce_al_qaida_ce_piano_farmi_saltare_aria/15-11-2009/articolo-id=399117-page=0-comments=11">confermò</a>.</p>
<p>Magari qualche lettore crede ancora a Babbo Natale, e non vorrei metterlo a disagio, ma che Al Qaeda esista davvero e che sia quel network del terrorismo che ci raccontano, si è arrivato a dubitarlo addirittura in un documentario della BBC (<a href="http://www.archive.org/details/ThePowerOfNightmares">The power of nightmares</a>, di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Adam_Curtis/">Adam Curtis</a>). Se ci fate caso, “Al Qaeda” minaccia preferenzialmente chi cerca di sganciarsi dall&#8217;asse bellico angloamericano. E&#8217; per questo che “Al Qaeda” anni fa minacciò addirittura il Vaticano, quando per voce di Woityla si macchiò della colpa di tuonare contro l&#8217;invasione americana dell&#8217;Iraq. Se volete farvi due amare risate, andate a leggervi il capitolo “<a href="http://books.google.com/books?id=dRyE6XYmuDoC&amp;printsec=frontcover&amp;dq=11+settembre&amp;lr=&amp;hl=it&amp;cd=14#v=onepage&amp;q=la%20vittoria%20finale%20dei">La vittoria finale dei cartoni animati</a>” nel mio libro sull&#8217;<a href="http://www.mito11settembre.it/">undici settembre</a>, fruibile gratuitamente su Google Books (a partire da pag. 360).</p>
<p>La minaccia a Berlusconi da parte di <a href="http://www.barzellette.info/">Al Qaeda</a> ha quindi tutto il sapore di un avvertimento degli stessi burattinai che muovono i fili degli attacchi a cui è da tempo sottoposto. Poi magari salta fuori che è tutt&#8217;altro, ma il sapore è proprio quello. Anche l’<a href="http://www.merda.info/">odore</a>.</p>
<p>Osservando le cose in quest&#8217;ottica, l&#8217;impressione è proprio che la ballerina giri nel senso opposto a quello delle nostre prime impressioni. Se Berlusconi si è messo contro i poteri forti che <em>Il Giornale</em> attacca, è evidentemente lui ad essere il Davide che sfida Golia con una fionda. Piaccia o non piaccia ai milioni di inconsapevoli tifosi di Golia, in cuor loro convinti di tifare e di avere sempre tifato invece per Davide. L&#8217;articolo de <em>Il Giornale</em> rappresenta tuttavia per il momento più una punzecchiatura, che un autentico attacco. Un messaggio a chi deve capire. Altrimenti non si sarebbe usata la fionda (l&#8217;articolo su <em>Il Giornale</em>), ma l&#8217;artiglieria pesante (servizi giornalistici sulle televisioni).</p>
<p>E&#8217; possibile che Berlusconi eviti l&#8217;escalation dello scontro, a causa del suo conflitto di interessi. No, non sto parlando di quello che pensate voi, intendo il conflitto tra il suo interesse a non venire ammazzato e quello della perseveranza nella sua politica. Disturbare il manovratore può nuocere alla salute, come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_caso_Mattei/">Mattei</a> dovette scoprire. Il Cavaliere potrebbe tuttavia insistere ad oltranza nel suo scontro con Golia. Ma se nel mito Davide sconfisse Golia, nella realtà moderna questi miracoli sono più improbabili. Perché a suo tempo Golia, per quanto gigantesco, era pur sempre un uomo. Mentre oggi Golia ha molte teste e ancor più braccia, e non c’è fionda che gli faccia più che solletico. Mentre Davide, lui sì, è solo un uomo, ed è fatto di vulnerabilissima carne.</p>
<p>Due giorni dopo l’articolo de <em>Il Giornale</em>, uno squilibrato, tal Massimo Tartaglia, entrando fisicamente nel ruolo di Davide contro Golia, ha lanciato un sasso a forma di Duomo contro Berlusconi, ferendolo al volto. <em>[Nota dell’autore: ci crediate o meno, questo è accaduto esattamente mentre stavo scrivendo questo articolo, solo poche righe fa – sono rimasto stupefatto dalla coincidenza, la mia metafora si è tradotta in realtà in tempo reale – davvero bizzarro] </em>Vago per Internet a cerca di dettagli. Su Facebook centinaia di persone si dichiarano immediatamente <em>fans</em> del <a href="http://www.facebook.com/pages/Duomo-di-Milano/36328794180">Duomo di Milano</a>, e di altri gruppi di pubblico giubilo per l’accaduto e di ammirazione per lo psicolabile (già si sa cosa succede a chi va con lo zoppo; e a chi ammira lo psicolabile invece?). Per tutti essi è ovviamente Berlusconi il Golia, e lo dimostra il fatto che un Davide lo abbia centrato con un sasso. La ballerina gira solo in un senso. Altrove su Internet, in mezzo ad una sconsolante marea di cazzate inenarrabili, si scova qualcuno che si pone qualche domanda in più. C’è chi ipotizza addirittura l’opzione fantascientifica di un’operazione tipo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Project_MKULTRA">MK Ultra</a>. Idea curiosa, ma al momento non sostenuta da nessuna evidenza.</p>
<p>Ora che sapete che la ballerina può girare anche nel senso opposto a quello che pensavate, fate uno sforzo e non arrendetevi finché non riuscirete a vederla. Quando ci sarete riusciti, godrete della libertà di poter scegliere in quale verso vi piace guardala ruotare. Sino ad allora, non avrete alcuna libertà, rimanendo schiavi dei limiti di interpretazione del vostro cervello. Per la cronaca, questo della ballerina è un noto test psicologico. Se vedete la ballerina ruotare in senso orario significa che state elaborando l’immagine con l’emisfero destro del vostro cervello, se la vedete in senso antiorario è il vostro emisfero sinistro a elaborare l’immagine. Con un po’ di concentrazione potete riuscire a vederla girare nel senso opposto a quello che vi viene spontaneo.</p>
<p>Conclusione:</p>
<p>Tutti i discorsi su Berlusconi che ormai da mesi si sentono in tivù e si leggono su tutti i giornali, e che la gente per ragioni di mera ecolalia echeggia per strada e nei bar, evocano la penosa immagine di un mucchio di persone intente a bisticciare con fervore di questioni minime ad una riunione di condominio mentre fuori casa infuria, invisibile ai loro sensi, una guerra nucleare. E dire che per accorgersene basterebbe concentrare lo sguardo con sufficiente attenzione sulla ballerina rotante, e concedersi qualche dubbio su ciò che salta agli occhi di primo acchito.</p>
<p><a href="http://www.robertoquaglia.com/">Roberto Quaglia</a></p>
<p>Originariamente pubblicato su www.<a href="http://www.roberto.info/">Roberto</a>.info<br />
Notizie inconsuete le trovi su www.<a href="http://www.edicola.biz/">edicola</a>.biz</p>
<p>PS. Se qualche lettore fosse giunto sino a qui continuandosi a chiedere chi cacchio siano <a href="http://www.grandefratello.mediaset.it/gf10/davide-vallicelli.shtml">Davide</a> e <a href="http://www.grandefratello.mediaset.it/gf10/massimo-scattarella.shtml">Golia</a>, ecco una risposta calibrata per voi: No, non si tratta, come forse avete pensato, dei partecipanti del <a href="http://www.grandefratello.mediaset.it/">Grande Fratello</a>, sono invece due noti personaggi della <a href="http://www.dio.biz/">Bibbia</a>, un libro di cui magari avete sentito parlare.</p>
<p><em>articolo pubblicato con licenza diritti Creative Commons, ovvero è permessa la libera riproduzione di questo testo purché in forma inalterata e comprensiva di immagini e link in esso contenuti e purché la pubblicazione non abbia carattere commerciale</em></p>
<p><center><br />
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