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La quarta bozza http://www.quartabozza.com Wed, 25 May 2011 09:11:55 +0000 http://wordpress.org/?v=2.7.1 en hourly 1 Potterologia: due appuntamenti live e il primo concorso http://www.quartabozza.com/2011/05/25/potterologia-due-appuntamenti-live-e-il-primo-concorso/ http://www.quartabozza.com/2011/05/25/potterologia-due-appuntamenti-live-e-il-primo-concorso/#comments Wed, 25 May 2011 09:11:55 +0000 Ilaria http://www.quartabozza.com/?p=331 potterologia-copertina1

Continuano le iniziative speciali in vista dell’uscita di Potterologia, la raccolta di saggi su Harry Potter a cui partecipo anch’io. Ecco il comunicato stampa delle prossime iniziative, tra cui un concorso che mi pare interessante…

Il 25, 26 e 27 maggio prossimi, in occasione dell’Immaginaria Festival, presso il Palafiori di Sanremo (IM) e il 3 giugno, in occasione dei ‘Delos Days 2011‘, presso la Casa dei Giochi, Via Sant’Uguzzone 8, Milano, si terranno le presentazioni in anteprima del volume Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K.Rowling.

Si tratta di un’antologia di saggi sul mondo di Harry Potter in uscita il prossimo 3 ottobre, messa a punto da 10 esperti italiani della materia e preordinabile a prezzo scontato fino al 30 giugno. Le royalty del diritto d’autore saranno interamente devolute all’associazione Theodora, che assiste i bambini ospedalizzati attraverso la clown-terapia. Preordinando il volume si avrà la possibilità di vedervi stampato il proprio nome in qualità di Ambasciatore del Sorriso.

Contestualmente, l’editore Camelopardus lancia il primo dei quattro concorsi legati al libro, mettendone in palio una copia per ciascun vincitore. La prima prova consisterà nella redazione di un elaborato della lunghezza massima di due cartelle, da inviarsi entro il 15 giugno prossimo, sul tema ‘Un ‘esperienza meravigliosa che non avrei vissuto senza Harry Potter’. Può trattarsi ad esempio della nascita di un’amicizia, di un amore, di una riappacificazione con qualcuno, di una ritrovata passione per la lettura, della nascita della voglia di scrivere…

Gli elaborati saranno valutati dagli autori di Potterologia e il vincitore, oltre a ricevere la copia omaggio non appena il volume sarà disponibile, sarà pubblicato sul blog dell’antologia.

L’indirizzo cui spedire gli elaborati è: info@camelopardus.it

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In arrivo: Potterologia, dieci as-saggi dall’universo di Harry Potter http://www.quartabozza.com/2011/05/09/in-arrivo-potterologia-dieci-as-saggi-dalluniverso-di-harry-potter/ http://www.quartabozza.com/2011/05/09/in-arrivo-potterologia-dieci-as-saggi-dalluniverso-di-harry-potter/#comments Mon, 09 May 2011 09:42:21 +0000 Ilaria http://www.quartabozza.com/?p=322 potterologia-copertina1

Eh sì, non sono stata proprio del tutto con le mani in mano, sul fronte potteriano, dal 2008 in qua.

Ho la fortuna di essere fra gli autori di una raccolta di saggi su Harry Potter, che uscirà il prossimo 3 ottobre e si intitola Potterologia.

Tutto il ricavato andrà in beneficenza, alla fondazione Theodora.

Qui tutte le informazioni, il comunicato stampa e i primi due booktrailer.

Qui il blog ufficiale del libro.

Per preordinare, ecco il sito dell’editore, Camelopardus.

Neanche vi sto a dire su cosa verterà il mio saggio… Altre informazioni nel prossimo futuro, comunque.

Potterologia esce il 3 ottobre 2011.

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Camelopardus su Fantasy Magazine http://www.quartabozza.com/2010/09/16/camelopardus-su-fantasy-magazine/ http://www.quartabozza.com/2010/09/16/camelopardus-su-fantasy-magazine/#comments Thu, 16 Sep 2010 08:59:35 +0000 Ilaria http://www.quartabozza.com/?p=309 logotr.gif

Uhm, rieccomi.

Questo posto (blog e sito) ha decisamente bisogno di una spolverata. Che arriverà a breve, insieme a nuove iniziative, ricchi premi e cotillon.

Intanto segnalerei questa intervista di Marina Lenti a Sara Saorin di Camelopardus, che – lo dico con grande orgoglio – è anche la mia casa editrice.

Così ora, se volete che diventi anche la vostra casa editrice, sapete come fare.

(Torno a tramare nell’ombra.)

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Autopromozione (aka “Toh, dimenticavo, ho un blog”) http://www.quartabozza.com/2009/07/06/autopromozione-aka-toh-dimenticavo-ho-un-blog/ http://www.quartabozza.com/2009/07/06/autopromozione-aka-toh-dimenticavo-ho-un-blog/#comments Mon, 06 Jul 2009 15:36:01 +0000 Ilaria http://www.quartabozza.com/?p=299 Intervista doppia, su Due Chiacchiere. Io e Maestro Alberto. Grazie a Camu.

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Il marketing editoriale: “Come ti vendo un libro” (Milano, 11 maggio 2009) http://www.quartabozza.com/2009/05/12/il-marketing-editoriale-come-ti-vendo-un-libro-milano-11-maggio-2009/ http://www.quartabozza.com/2009/05/12/il-marketing-editoriale-come-ti-vendo-un-libro-milano-11-maggio-2009/#comments Tue, 12 May 2009 06:58:11 +0000 Ilaria http://www.quartabozza.com/?p=288 “Quello che i critici scrivono non determina affatto la qualità del libro. E’ la storia che la determina: bisogna aspettare che siano morti l’autore, i critici, gli editori. Quando tutto è sedimentato si va a vedere cosa valeva e cosa non valeva, non prima. Non possiamo fidarci del parere di quattro signori per stabilire che cos’è qualitativo, le pare?”
– Gian Arturo Ferrari

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Si è svolto ieri pomeriggio a Milano, presso il Circolo della Stampa in Corso Venezia, l’incontro “Come ti vendo un libro: Meccanismi, segreti e bugie del marketing editoriale”. Sono intervenuti:

  • Gian Arturo Ferrari (direttore generale della divisione Libri del gruppo Mondadori)
  • Emilia Lodigiani (direttore editoriale Iperborea)
  • Gianni Biondillo, scrittore
  • Paolo Mauri (la Repubblica)
  • Stefano Bartezzaghi (sappiamo tutti chi è)
  • moderatore: Enrico Regazzoni (direttore Istituto per la formazione al giornalismo)

Ho preso qualche appunto, che riporto qui sotto in forma di agevole elenco puntato, nel caso interessi a qualcheduno.

Sul sito dell’IFG trovate i pdf dell’inchiesta sul marketing editoriale: interessante soprattutto l’intervista a Ferrari.

  • Lo scrittore è influenzato dalle ipotesi sulla vendibilità del libro che sta scrivendo? Biondillo risponde: se pubblichi è perché vuoi essere letto, non prendiamoci in giro. Il lettore non è stupido, il “lettore forte” sa riconoscere il buon libro, per quanto l’editore cerchi di propinargli roba che non vale niente. Biondillo era (ed è) un architetto, non conosceva nessuno nel mondo editoriale; un’amica gli ha detto che il suo libro valeva, e l’ha portato personalmente in Guanda: due settimane dopo il direttore, Brioschi, ha telefonato a Biondillo per proporgli la pubblicazione. “Una botta di culo clamorosa” commenta lui. I lettori sono molto precisi e attenti, contestano all’autore financo l’uso dei tempi verbali. L’autore deve rispettare i lettori che scelgono di dedicare il proprio tempo al suo libro anziché fare cose più divertenti, come fare sesso o andare al mare. Anche scrivere libri astuti e furbi è un’arte, ma non esistono formule bell’e pronte per i bestseller, i mezzucci non pagano. Lo scrittore non deve muoversi dal suo “stato di verità”, cioè deve essere sincero con se stesso e scrivere ciò che vuole, poi in qualche modo troverà i suoi lettori.

  • Paolo Mauri: La distribuzione è ancora una fase problematica della filiera editoriale; Zavattini sognava di mettere i suoi libri in un sacco e andare di casa in casa come la Befana per distribuirli ai lettori.
  • Gian Arturo Ferrari: Ciò che è reale è razionale? Ovvero, se un libro vende due milioni di copie, significa che è un libro di qualità? (sottile provocazione.) No: l’editoria libraria è un prodotto della civiltà moderna – prima il libro era oggetto raro e prezioso – che ha consentito alla modernità di costituirsi, ha diffuso il sapere. Quindi l’editoria moderna è strutturalmente legata alla categoria della quantità, che è ciò che la distingue dal libro antico e medievale. Manuzio, Erasmo e Bembo hanno inventato l’editoria moderna: portare i libri a più persone possibile. Così è nato anche lo scrittore di professione, che esiste nella misura in cui esiste gente che gli compra i libri, consentendogli di campare di questo senza dover vivere a corte o avere un mecenate. Oggi in Italia sono rari gli scrittori di professione: perlopiù a scrivere libri sono giornalisti o professori.
  • La situazione attuale secondo Ferrari: non si pubblicano troppi libri, le novità sono proporzionali alla popolazione di ogni Paese. L’abbandono della lettura negli anni dell’adolescenza è un problema meno grave di un tempo, perché oggi si pubblica molto nel settore “Young Adults” (basti pensare alla Meyer). I veri problemi di oggi sono: (1) La barriera linguistica, per cui il bacino potenziale di lettori degli editori italiani non supera i 60 milioni, e (2) una cultura elitaria, per cui secondo qualcuno è bene che leggano in pochi. In Italia leggono solo 4 milioni di persone (lettori abituali): ma sono lettori “voraci, robusti, erculei”: da soli “tengono su la baracca”. Regazzoni ribatte: “Sono contento per la baracca, ma mi preoccupo un po’ per la società civile”.
  • Emilia Lodigiani: la Iperborea, che non può spendere in marketing e pubblicità, punta molto sull’identità della casa editrice (Iperborea pubblica solo autori nordeuropei), sulla forte riconoscibilità da parte dei lettori. Lodigiani dissente in parte da Ferrari: la barriera è più culturale che linguistica, dice; i paesi nordici sono terra di lettori fortissimi, anche se le lingue sono ancor più minoritarie dell’italiano. La barriera linguistica è un concetto opinabile: in Svezia ci sono 9 milioni di abitanti, e alcuni bestseller hanno venduto 2 milioni di copie. In Italia nasce e muore una casa editrice ogni tre giorni: pubblicare non è difficile, il difficile è vendere. Il marketing è indispensabile. Per la Iperborea questo significa: grafica di copertina e formato 10×20 riconoscibilissimi, comunicazione diretta col lettore attraverso l’opinione dell’editore espressa in quarta di copertina, illustrazioni di copertina coerenti con il contenuto e opera di artisti nordeuropei. Tiratura media Iperborea: 3-4000 per un nuovo autore, 2000 per i classici, Arto Paasilinna è partito con 10.000 copie (ne ha vendute 100.000).
  • Bartezzaghi: 4 milioni sono i lettori di libri, 5 milioni le copie dei quotidiani: sono probabilmente le stesse persone. Al lettore colto arrivano le suggestioni sottili del marketing, anche qualcosa in tv (gli autori che vanno da Fazio, soprattutto). Dal punto di vista di Bartezzaghi autore: il libro, quando hai finito di scriverlo e lo vedi in bozze, ti diventa estraneo, come se l’avessi gettato in mare, non ti sembra più opera tua, sparisce in un gorgo di letture altrui. Il libro è una merce (quindi ha bisogno di marketing) ma è una merce speciale (ha bisogno di marketing speciale). Il marketing è tautologico: dà al lettore quel che il lettore vuole, mentre i libri migliori sono quelli che stupiscono. Vedi per esempio Saviano e Giordano, megaseller di autori esordienti: se davvero la Mondadori fosse solo marketing, forse quei due libri non sarebbero stati pubblicati: certo, erano promettenti, ma nessuno poteva immaginare questi risultati di vendita. Regazzoni chiede: “Ma quanto avrebbero venduto Saviano e Giordano con un piccolo editore?” Bartezzaghi: “Certo, ma lì il lavoro di mktg è iniziato dopo che il libro aveva già cominciato a camminare con le proprie gambe.”
  • Ferrari: il mktg si fa solo per i paperback, perché l’editoria è un’operazione alla cieca. Non c’è la fase di Ricerca&Sviluppo, perché costa meno pubblicare direttamente i libri e andare per tentativi, vedere quali vendono e quali no. Solo il 20% poi finisce in paperback e quindi in catalogo. A Ferrari è capitato solo una decina di volte di prevedere un grande successo leggendo le bozze prima della pubblicazione. In ogni caso, la prima edizione di Gomorra aveva una tiratura di 4500 copie (alla fine ne ha vendute 2 milioni). La tendenza è a puntare sul singolo titolo o autore, non sul marchio dell’editore (quindi sì, Saviano e Giordano avrebbero venduto anche con un editore piccolo): altrimenti i librai non avrebbero esposto in bella vista L’eleganza del riccio o Twilight, pubblicati da editori minori, quando hanno iniziato a vendere molto grazie al passaparola.
  • Biondillo: Bisogna sfatare i luoghi comuni snob: che “piccolo è bello”, che “il bestseller è il Male”. Il tempo è galantuomo, è difficile recensire libri appena usciti, il mercato alla fine premia i buoni libri (come ha detto il grande critico Angelo Guglielmi: “Non esistono capolavori nascosti: se un libro vale, alla fine si impone”). Altro luogo comune elitista (o “etilista”): la diffidenza verso Internet, dove si fa cultura ben più che sui quotidiani, le cui pagine culturali spesso paiono ferme al 1956 e sono piene di marchette. Saviano per esempio scriveva (e scrive) su Nazione Indiana. Il problema non sono gli adolescenti che non leggono: secondo un sondaggio, un dirigente d’azienda francese legge in media 50 libri/anno, un dirigente italiano ne legge 7/8.
  • Mauri: In realtà la tv può fare poco. Cosa accadrebbe però se gli sceneggiatori del Grande Fratello inserissero un libro nella casa? Come reagirebbero i concorrenti? Forse vale la pena di provarci…
  • Sul tema di Internet, Bartezzaghi aggiunge però che non va sottovalutato il problema di come valutare l’attendibilità e la fondatezza delle recensioni che circolano in rete. Circola molto risentimento, ma non si può dire pubblicamente una cosa del genere perché si passa per snob.
  • Ferrari, sugli esordienti: In Mondadori leggono ogni singolo manoscritto che arriva, rispondono a tutti e restituiscono i manoscritti, a differenza degli altri editori. Questo perché Arnoldo Mondadori diceva: ogni aspirante scrittore è già un nostro lettore, e non dobbiamo alienare i nostri lettori. Almeno un grande bestseller è nato così, dalla pila dei manoscritti non richiesti: Io speriamo che me la cavo di Marcello D’Orta. La stessa politica vale in Iperborea, dice la Lodigiani: rispondono gentilmente a tutti, facendo osservare che loro pubblicano solo autori stranieri…
  • Biondillo: la tv potrebbe essere usata proficuamente come strumento di marketing rivolto soprattutto ai lettori deboli e potenziali: il che farebbe un gran bene anche alla tv. L’importante è riproporre il libro come oggetto familiare, domestico, accessibile, spogliandolo dalla sua patina di sacralità. (Mauri: “In nessuna fiction televisiva ho mai visto un personaggio che legge un libro”.) Ferrari ribatte che si parla già di libri in tv due volte alla settimana, in prima serata: Fazio praticamente non parla d’altro. Ma questa è promozione della vendita di libri, non della lettura. Quel che bisogna fare è allargare il bacino dei lettori bambini, che diventeranno lettori adulti. La Lodigiani ricorda che in Danimarca ogni bambino che compie due anni viene iscritto automaticamente alla biblioteca di quartiere, e a scuola si passano intere mattinate a leggere: i bambini possono scegliere i libri da soli, e nessuno li interrogherà poi su ciò che hanno letto: lo scopo è stimolare il puro piacere della lettura.
  • Tutti concordi: i booktrailer non servono assolutamente a niente. La Lodigiani ne ha tre sul sito di Iperborea, e non sono serviti a nulla.
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Per chiudere qualche tab http://www.quartabozza.com/2009/04/08/per-chiudere-qualche-tab/ http://www.quartabozza.com/2009/04/08/per-chiudere-qualche-tab/#comments Wed, 08 Apr 2009 07:34:31 +0000 Ilaria http://www.quartabozza.com/?p=285 Un po’ di segnalazioni sparse, per chiudere alcune delle venti tab di Firefox che ho qui aperte, e con l’ulteriore intento di comunicare al mondo che questo blog è ancora in attività. Se già non l’avete tolto dai feed.

Tra le altre cose, sono giunta alla conclusione che nell’ottica di un’ecologia del pensiero, e per scongiurare l’insorgenza della drammatica sindrome del blogger tuttologo, è buona norma leggere diecimila parole per ogni parola che si scrive. Personalmente sto seguendo proprio questa filosofia, oltre alla mia solita regoletta aurea, che recita: “Non premere Invio se non hai la certezza che le tue parole possano tornare utili a qualcuno”. Donde la mia poca attività online in questo periodo, compresi i social network.

  • I Pride di quest’anno: Genova (Pride nazionale) il 27 giugno (vigilia del quarantennale di Stonewall), io e Remuz ci saremo; Milano… non si sa ancora quando, ma io e Remuz ci saremo; Roma 13 giugno.
  • Un’interessante riflessione sull’uso e l’abuso della pagina dei ringraziamenti nei libri. Non so voi, ma io quella pagina lì la trovo un’americanata pazzesca (locuzione da leggersi a mo’ di Fantozzi re. Corazzata Potëmkin), e noto con sgomento che si è diffusa anche tra gli autori italiani. Detesto tradurre quegli Aknowledgments imbevuti di retorica, e quando è capitato a me di scrivere un libro non ho inserito dediche né ringraziamenti. Lo trovo lezioso e sentimentale, suppongo che al lettore non interessi, e comunque preferisco ringraziare di persona. Credo che questa idiosincrasia mi sia venuta quando ho visto tesi di laurea dedicate alla mamma e all’amica del cuore “che mi ha aiutato a correggere la grammatica”. Doveroso ringraziare i colleghi e le persone che materialmente hanno contribuito alla stesura o alla revisione, o all’elaborazione delle idee; ma la mamma, vi prego, la mamma no.
  • Wu Ming 4 parla del valore dell’allegoria in Tolkien, dell’influsso dei temi cristiani sul SdA, delle “puerili” strumentalizzazioni politiche:

    La faccenda non era di poco conto per Tolkien, che non ha mai condiviso la scelta dell’amico C.S.Lewis, nella cui narrativa fantastica i personaggi ricalcano pedissequamente le figure evangeliche e le storie hanno un evidente intento apologetico. L’unica allegoria che Tolkien era disposto ad accettare era quella aperta, la cui universalità non è dovuta all’autorevolezza del messaggio a cui allude, bensì alla complessità e profondità del messaggio stesso di cui la storia si fa latrice.

  • Interviste a due grandi traduttori: la compianta Adriana Motti (Il giovane Holden) e l’immenso Vincenzo Mantovani (intervista in pdf), che ha tradotto di tutto e di più, da Roth a Bellow a Faulkner a Asimov a Crichton. Bello che entrambi, contro ogni regoletta da manuale, ribadiscano che leggersi tutto il libro prima di iniziare a tradurlo è *noioso*. Lo è, lo è; e se la prima lettura coincide con la prima stesura, poco male: il bravo traduttore fa tante riletture, e lì si accorge di tutto quello di cui si deve accorgere. (Cioè, Mantovani se ne accorge; io, boh. Speriamo.)
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Information overload for dummies http://www.quartabozza.com/2009/02/20/information-overload-for-dummies/ http://www.quartabozza.com/2009/02/20/information-overload-for-dummies/#comments Fri, 20 Feb 2009 13:42:39 +0000 Ilaria http://www.quartabozza.com/?p=278 Sto facendo un rapido calcolo, e ho paura.

Ho imparato a leggere a due anni e mezzo; quest’anno ne compio trenta, e dal 1982 a oggi ho letto in media due libri alla settimana.

Fanno circa 2800 volumi. Che detti così sembrano pochi.

Anche vivessi fino a novant’anni nel pieno possesso delle facoltà intellettuali e visive (e a dire il vero quelle visive son già un po’ a puttane), potrei leggere più o meno altri 6000 libri.

La cartella “eBook” sul mio computer pesa circa 4GB. Contiene svariate migliaia di titoli.

Ergo, già solo quella cartella contiene roba che non riuscirò mai a leggere, campassi cent’anni.

Inoltre, ogni angolo del mio appartamento si presenta più o meno come l’angolo ritratto nella foto qui sotto (tutti i ripiani dello scaffale sono rigorosamente in doppia fila, eh); e a breve mi trasferirò in un appartamento più grande, dove sicuramente accumulerò altra carta.

L’assortimento della Feltrinelli più vicina a casa mia è di 110.000 titoli. E poi ci sono le biblioteche.

Opzione A: faccio un corso di lettura veloce;
Opzione B: riduco le ore di sonno, e limito ulteriormente la già scarsa vita sociale;
Opzione C: mi metto a piangere.

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Perseverare (virgola) diabolicum http://www.quartabozza.com/2009/01/30/perseverare-virgola-diabolicum/ http://www.quartabozza.com/2009/01/30/perseverare-virgola-diabolicum/#comments Fri, 30 Jan 2009 09:09:31 +0000 Ilaria http://www.quartabozza.com/?p=275 Immagine 1.jpgPresentato il nuovo slogan per la campagna dell’Uaar sugli autobus genovesi. Sorvolerò sul triste fatto che la virgola tra soggetto e verbo sia rimasta dov’era.

Comunque, tirate le somme di tutta la faccenda, sappiate che alla fine ho rinnovato l’iscrizione all’Uaar anche per il 2009, e mi fa piacere sentire che in questi giorni stanno avendo un boom di nuovi soci. Condivido il novanta per cento di quel che fanno, pur continuando a nutrire riserve sulla vicenda degli autobus; e ovviamente, nonostante tutto, mi rammarico della censura in cui è incorsa la prima fase dell’iniziativa. Avrei preferito vedere sugli autobus lo slogan che pure non condividevo, piuttosto che assistere a questa desolante prova di italianità. Per fortuna si è giunti a un compromesso, anche se devo dire che il nuovo slogan non è particolarmente accattivante.

Spero soltanto che quest’anno gli sforzi dell’associazione, sostenuti anche dal mio piccolo contributo, vadano meno nella direzione di sterili diatribe teologiche,* e più nel merito della lotta all’ingerenza vaticana nella vita delle persone. Mi sembra importante ricordare che tra la nostra situazione e quella inglese o spagnola c’è una bella differenza; e se gli inglesi possono permettersi di scrivere frasi spiritose su un autobus, noi forse abbiamo questioni più pressanti di cui occuparci, anziché scimmiottare le iniziative altrui.

* (disse colei che aveva fatto la tesi di laurea sulla teologia morale e la spiritualità monastica del XII secolo.)

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Rete dei redattori precari http://www.quartabozza.com/2009/01/29/rete-dei-redattori-precari/ http://www.quartabozza.com/2009/01/29/rete-dei-redattori-precari/#comments Thu, 29 Jan 2009 08:03:27 +0000 Ilaria http://www.quartabozza.com/?p=272 mw_rerepre_logo.pngRicevo e volentieri diffondo il link alla Rete dei redattori precari.

Chi mi segue su questo blog e offline sa che ho trascorso qualche tempo in casa editrice, e che la situazione di queste figure professionali mi preoccupa ancor più di quella dei traduttori. (Su quel che penso dei traduttori e dei loro compensi non mi dilungo, per evitare di scatenare altri flame, ché si è visto che il traduttore italico, mediamente, è suscettibile. Mi limito a ribadire che il traduttore non è la figura più debole, tra quelle che ruotano intorno a una casa editrice.) Scrivono i precari redattori:

In passato l’editoria è stata un precoce laboratorio di forme contrattuali atipiche, oggi è un settore che come pochi altri ha eretto la precarietà a sistema. I giovani lavoratori editoriali sono per la quasi totalità instabili, assunti con contratti capestro che li obbligano a lavorare indefessamente per pochi spiccioli (i tanto chiacchierati 1000 euro al mese per molti di noi sono un miraggio). Spesso, poi, si tratta di contratti atipici irregolari che nascondono una dipendenza di fatto, ma senza le tutele che la legge garantisce ai lavoratori subordinati. Frutto di questa condizione sono lo svilimento della nostra professionalità e lo scadimento formale, e non solo, di tanta parte della produzione editoriale italiana.

Tra gli obiettivi (riassumendo):

  • opporsi all’esternalizzazione selvaggia dei servizi editoriali;
  • possibilità di scelta da parte del lavoratore, e non solo dell’azienda, della modalità di collaborazione (occasionale, a progetto, ecc);
  • mettere a punto un “tariffario del redattore” che stabilisca quale sia una retribuzione adeguata per tipo e carico di lavoro svolto;

e soprattutto:

Oggi nelle case editrici e negli studi editoriali non si fanno quasi più nuove assunzioni a tempo indeterminato, e gli incarichi di routine sono sempre più spesso affidati a collaboratori costretti a recarsi in azienda rispettando gli orari di ufficio e soggiacendo al volere di dirigenti e capireparto. Tutto ciò, oltre che moralmente riprovevole, è illegale. Dunque pretendiamo che collaboratori a progetto, occasionali ecc. non vengano utilizzati per supplire alla carenza di personale interno e che, come stabilito dalla legge, operino in autonomia con il solo vincolo di coordinarsi con i propri referenti di produzione.

(Ah, e trovo molto autoironica la scelta di far comparire in cima a ogni pagina del sito una successione casuale di refusi scovati in libri già pubblicati. Ogni volta che ricarico la pagina, temo sempre che salti fuori un libro di cui ho fatto io l’ultimo giro di bozze.)

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http://www.quartabozza.com/2009/01/29/rete-dei-redattori-precari/feed/
Aggiornamento dei feed per questo blog http://www.quartabozza.com/2009/01/23/aggiornamento-dei-feed-per-questo-blog/ http://www.quartabozza.com/2009/01/23/aggiornamento-dei-feed-per-questo-blog/#comments Fri, 23 Jan 2009 10:31:18 +0000 Ilaria http://www.quartabozza.com/?p=269 Nuovo feed di QuartaBozza.com
Comunicazione di servizio: anche il feed di questo blog, come molti altri negli ultimi giorni, è passato da Feedburner a Google.

Il nuovo feed di questo blog è: http://feeds2.feedburner.com/quartabozza

Il feed dei commenti è: http://feeds2.feedburner.com/CommentiPerLaQuartaBozza

Il feed del sito (ilariakaterinov.com) è: http://feeds2.feedburner.com/ilariakaterinov

Prego tutti i miei lettori di aggiornare il feedreader.
Chi ne sa più di me afferma infatti che il vecchio feed potrebbe non funzionare più dopo il 28 febbraio; ci sono stati parecchi dibattiti in proposito, da cui evinco che la cosa più sicura sia chiedervi di aggiornare il link nel vostro feedreader.

La richiesta è rivolta anche a quelle poche decine di persone che sono ancora abbonate al feed nativo di WordPress (quartabozza.com/feed/) e così si perdono i contenuti speciali, tipo quelle 2-3 volte l’anno che posto una foto su Flickr.

Abbonatevi tutti ai nuovi feed. Grazie!

(l’immagine viene da qui, dove trovate un bel po’ di icone Rss niente male.)

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