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	<title>Personal Report</title>
	
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		<title>I 40.000 stereogrammi animati della New York Public Library</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 09:37:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[progetto web]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono 40.000 stereogrammi della New York Public Library da trasformare in mini animazioni 3D, che stai aspettando?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-27013" title="Stereogramma ©NYPL" src="http://www.personalreport.it/wp-content/uploads/2012/02/stereogram.png" alt="" width="440" height="231" />Le due fotografie sopra sembrano identiche ma sono state scattate a dieci centimetri una dall&#8217;altra, circa la distanza che c&#8217;è tra i nostri occhi. Si tratta di uno <em>stereogramma</em> e per usarlo avreste bisogno di uno <em>stereoscopio</em>, <a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/6c/Tru-Vue_bakelite_viewer.jpg" target="_blank">una specie di binocolo</a> che impone all&#8217;occhio destro di vedere solo l&#8217;immagine di destra e all&#8217;occhio sinistro quella di sinistra. Così facendo trarreste il vostro cervello in inganno e avreste l&#8217;illusione di percepire la profondità. È una cosa più vecchia della fotografia ma ha già quasi tutto quello che serve per il cinema 3D di oggi.</p>
<p>Il problema, come abbiamo visto, è che su schermo gli stereogrammi sono solo due fotografie identiche affiancate, un peccato per l&#8217;archivio di oltre 40.000 stereogrammi collezionati e digitalizzati dalla New York City Library. Proprio qui entra in scena <a href="http://stereo.nypl.org/about" target="_blank">Joshua Heineman</a> contribuendo all&#8217;invenzione di <a href="http://stereo.nypl.org/" target="_blank">un sito</a> che permette di scegliere uno stereogramma dall&#8217;archivio e trasformarlo in <a href="http://stereo.nypl.org/assets/sample-gif-6cb96c2604322778488f28d68ab93d4f.gif" target="_blank">una mini animazione</a> che recupera la sensazione di profondità. <span id="more-27012"></span>L&#8217;operazione è facile e abbastanza divertente quindi <a href="http://stereo.nypl.org/" target="_blank">provateci</a>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-27023" title="Stereogramma" src="http://www.personalreport.it/wp-content/uploads/2012/02/stereogramma.png" alt="" width="440" height="230" />Come sempre se vi va di rallentare il caricamento di questa pagina riempendo i commenti di gif animate prodotte con <a href="http://stereo.nypl.org/" target="_blank">Stereogranimator</a> siete i benvenuti. Ah, secondo Wikipedia quelle mini animazioni hanno un nome: <em>wiggle-gram.</em><!-- PHP 5.x --></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ju33lxf2FkuAG5A36b8NLG83GFw/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ju33lxf2FkuAG5A36b8NLG83GFw/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ju33lxf2FkuAG5A36b8NLG83GFw/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/ju33lxf2FkuAG5A36b8NLG83GFw/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PersonalReport/~4/uJI_JvFJP5o" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La migliore mappa degli Stati Uniti di sempre?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/PersonalReport/~3/YszH2d8NV0E/</link>
		<comments>http://www.personalreport.it/2012/02/david-imus-essential-geography-united-states-cagis/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 13:07:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Daily Infographics]]></category>
		<category><![CDATA[cartografia]]></category>
		<category><![CDATA[geografia]]></category>
		<category><![CDATA[infografiche]]></category>
		<category><![CDATA[mappe]]></category>

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		<description><![CDATA[L'ha fatta David Imus tutto da solo lavorandoci 6.000 ore]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni anno la <a href="http://www.cartogis.org/">Cartography and Geographic Information Society</a> organizza un concorso per premiare la migliore mappa pubblicata nel Nord America durante l’anno precedente. Il Best of Show è la massima onoreficenza a cui un cartografo possa ambire.</p>
<p>Di solito ad aggiudicarsi il premio sono i giganti del settore, come National Geographic o Rand McNally, ma l’ultima volta ha vinto un artigiano delle mappe. Si chiama David Imus, vive e lavora in una fattoria a Eugene, Oregon, e ha portato al concorso <a href="http://imusgeographics.com/">The Essential Geography of the United States of America</a>, una mappa degli Stati Uniti di 120 per 90 centimetri, come quelle che si appendono ai muri delle aule scolastiche. Recentemente Seth Stevenson ha scritto un <a href="http://www.slate.com/articles/arts/culturebox/2012/01/the_best_american_wall_map_david_imus_the_essential_geography_of_the_united_states_of_america_.single.html" target="_blank">articolo</a> per Slate definendola «The Greatest Paper Map of the United States You’ll Ever See».</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-27007" title="The Essential Geography of the United States of America" src="http://www.personalreport.it/wp-content/uploads/2012/02/Imus-Copia.jpg" alt="" width="440" height="310" />Ciò che differenzia la mappa di Imus da quelle in circolazione è innanzitutto l&#8217;intervento umano: Imus ha impiegato 6.000 ore &#8212; circa due anni &#8212; per completarla senza l&#8217;aiuto di nessuno. L’unico apporto esterno è stato quello di <a href="http://pdcarto.com/">Pat Dunlavey</a>, un amico cartografo che gli ha fornito una mappa muta degli Stati Uniti su cui, con tanta pazienza, Imus ha posizionato tutti gli elementi ragionando ogni scelta.</p>
<p>Imus spiega che le mappe prodotte in modo industriale sono poco accurate, inevitabilmente: com’è ovvio, le nomenclature, i confini e gli elementi del paesaggio sono posizionati automaticamente grazie a un algoritmo pescando da enormi database. A volte i nomi di alcuni paesi vengono cancellati per far posto al tracciato di un’autostrada. Vince il più forte. Gli errori, perlopiù refusi e sovrapposizioni selvagge, vengono corretti in India da lavoratori sottopagati, ma manca la sensibilità e la passione del cartografo.</p>
<p dir="ltr">L’altro fattore che rende unica la mappa di Imus è una scelta di fondo, come ha spiegato in un&#8217;<a id="internal-source-marker_0.41256442029107976" href="http://www.oregonlive.com/environment/index.ssf/2011/06/oregon_native_david_imus_puts.html">intervista </a>all&#8217;Oregonian.</p>
<blockquote><p>Le mappe degli Stati Uniti in circolazione [...] non provano a mostrarci le basi, quella che io chiamo geografia essenziale. Su quelle mappe non si può trovare il Gateway Arch o la Anheuser-Busch Brewery, non puoi vedere come i sobborghi si fondano in un’unica area urbana. Sono ottime per memorizzare dove si posizionano gli stati ma non affrontano la geografia in modo profondo. Ho fatto una mappa in cui, guardando un posto, si può vedere una combinazione unica di elementi che lo distinguono da qualsiasi altro luogo del mondo. Questa è la geografia.</p></blockquote>
<p dir="ltr"><img class="alignnone size-full wp-image-26992" title="Cincinnati" src="http://www.personalreport.it/wp-content/uploads/2012/02/Cincinnati.jpg" alt="" width="440" height="269" />Le scelte di Imus puntano alla chiarezza: come si può vedere nel dettaglio qui sopra &#8212; a sinistra la mappa di Imus, a destra una di National Geographic &#8212; i contorni spessi e colorati, che solitamente distinguono uno stato dall&#8217;altro, sono sostituiti da linee verdi meno appariscenti ma che non coprono gli elementi naturali che possono fare da confine, come i fiumi e le catene montuose. Le città si trasformano da punti ad aree urbane, spariscono alcune cittadine minori ma compaiono le aree boscose, i fusi orari, le altitudini e un migliaio di elementi d’interesse culturale e naturalistico.</p>
<blockquote><p>Ci sono due tipologie principali di mappe. Gli americani ne conoscono bene uno, ed è la mappa come mezzo per orientarsi. Le McNally, le AAA, Google Maps sono ottimi strumenti per muoversi da A a B. Ma c’è un altro tipo di mappa meno familiare, è la mappa che fa conoscere i dintorni. La mia mappa mostra qual è il fiume dalla maggior portata più vicino, le città più grandi, l’altezza, e così via. Il mondo è come una grande arazzo fatto di fiumi e strade, punti di riferimento, valli e deserti, ma non ci si fa più molta attenzione.</p></blockquote>
<p dir="ltr">Il punto di riferimento di Imus è <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Eduard_Imhof">Eduard Imhof</a>, uno dei più grandi cartografi svizzeri di sempre. Emholf ha dimostrato che chiarezza e bellezza sono due concetti in stretta relazione e Imus sembra aver seguito alla lettera la lezione.</p>
<blockquote><p>Penso che la mia mappa sia bella ma non ho fatto nulla perchè lo fosse, ho solo provato a renderla chiara.</p></blockquote>
<p>E qual è il migliore cartografo di oggi? Secondo Imus è <a href="http://www.allancartography.com/">Stuart Allan</a>, e c’è da credergli, date un’occhiata al suo <a href="http://www.allancartography.com/portfolio.html" target="_blank">portfolio</a>. Mi è venuta voglia di comprare un atlante.<!-- PHP 5.x --></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bBIdqamZoJuyQlayrrxwTXFqdlc/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bBIdqamZoJuyQlayrrxwTXFqdlc/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bBIdqamZoJuyQlayrrxwTXFqdlc/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bBIdqamZoJuyQlayrrxwTXFqdlc/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PersonalReport/~4/YszH2d8NV0E" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Inšallah Madona, inšallah / Bosnia</title>
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		<comments>http://www.personalreport.it/2012/02/insallah-madona/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 14:02:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guest</dc:creator>
				<category><![CDATA[Che il diavolo ti porti]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Hai presente quei luoghi comuni che arrivano dai Balcani?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.personalreport.it/wp-content/uploads/2012/02/andrej-krementschouk-1.jpg" alt="" title="andrej-krementschouk-1" width="440" height="293" class="alignnone size-full wp-image-26990" /><br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Miljenko_Jergovi%C4%87" target="_blank">Miljenko Jergović</a>, classe 1966, è nato a Sarajevo. Dunque è Bosniaco. Ha studiato filosofia e sociologia e a 22 anni ha pubblicato una raccolta di poesie.</p>
<p>Ha scritto romanzi, raccolte di poesie e racconti. <em>Inšallah Madona, inšallah</em>, è del 2004. <em>Inšallah Madona, inšallah</em> non è una raccolta di racconti, non è un romanzo, non è un saggio, non è un’antologia e nemmeno una raccolta di poesie.</p>
<p>E quindi? E quindi è una sorta di poema che ha origine intorno alla tradizione popolare bosniaca delle <em>sevdalinke</em>. Le sevdalinke sono canzoni popolari cantate dai <em>klape</em>, che sono antichi gruppi canori dalmati.</p>
<p>Le sevdalinke di <em>Inšallah Madona, inšallah</em> sono 19. Qui, in questi 19 poemi, troverai eventi storici come la battaglia di Lepanto, matrimoni zingari dei primi del ‘900, il turismo di guerra dopo i vari genocidi balcanici, le tradizioni famigliari slave, la musica, il cinema, la poesia e parecchie risate.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;" align="center">Portarono una ragazza piccola, minuta e misera, le si vedeva ogni costola. I suoi capelli erano più sottili della cacarella quando ti ingozzi di anguria e l’annaffi con l’acqua fredda, ma i suoi occhi erano vivi, brillavano saltando da una meraviglia all’altra.</p>
</blockquote>
<p>Le sevdalinke.</p>
<p>Jergović ascoltava le svedalinke in macchina tra Zagabria (dove si è trasferito nel 1994) e Spalato, traendone un gran senso di smarrimento, dice.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26970" title="2" src="http://www.personalreport.it/wp-content/uploads/2012/02/2.jpg" alt="" width="440" height="293" /><br />
Hai presente quei luoghi comuni, quelle immagini e quei personaggi un po’ logori che arrivano dai Balcani? Le zingare veggenti, i violini, i criminali dal cuore d’oro e i ballerini da bettola? Ok, <em>Inšallah Madona, inšallah </em>contiene tutto questo ma, inaspettatamente, per la sapienza di chi lo ha scritto, tutto questo non appare logoro né scontato. Al contrario. E’ tutto assolutamente necessario. In ogni sua parte.</p>
<p>E poi c’è quella vita, quella musulmana, che in ex Yugoslavia è forte come un sasso che ti arriva sul naso.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;" align="center">Io ti ho accolto nella moschea, ho il turbante in testa, la barba lunga e il volto cadaverico. Uno pensa, questo qui sa tutto in anticipo. Anche le vecchie leggono così il futuro. Non appena entra in contatto con loro, la gente comincia a credere che sappiano tutto. […] Mentre il buon Allah ti punisce perché hai creduto in quello a cui non dovevi credere.</p>
</blockquote>
<p>I 19 poemi sono veri poemi. Ma non sono ispirati alle sevdalinke. Non sono portatori dello stesso messaggio. Non citano nemmeno l’origine del canto. Allora che c’entrano ‘ste sevdalinke?</p>
<p>Jergović ha ricordato gli eventi narrati dai cantori dalmati e li ha campionati, come fossero dei pezzi musicali.</p>
<p><em>Sampl</em>, li chiama.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;" align="center">Il mio nome è Mustafa. Sono uno di quelli che è meglio non guardare. E se ce ne fosse uno anche più brutto, quello sarei io. Quando a Teŝanj una donna resta incinta, le proibiscono di passare sotto casa mia. Se mi guardasse, dicono, il bambino nascerebbe brutto come nessun’altro.<em><br />
</em></p>
</blockquote>
<p>Ah, dimenticavo, se volessi leggere <em>Inšallah Madona, inšallah </em>in lingua originale sarebbe complicato, perché Miljenko lo ha scritto usando una quantità di termini arcaici derivanti dal turco che lo rendono di difficile comprensione a chiunque non sia nato in una locanda bosniaca e abbia bevuto litri di <em>rakija.</em></p>
<p><script id="cloudshopper_ext_settings" type="text/javascript">// <![CDATA[
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// ]]&gt;</script></p>
<div id="cloudshopper_root">
<p><img class="alignnone size-full wp-image-26972" title="3" src="http://www.personalreport.it/wp-content/uploads/2012/02/3.jpg" alt="" width="440" height="291" /><em></em><br />
<em>Inšallah Madona, inšallah</em>, di Miljenko Jergović, è edito da Scheiwiller (2006). Ha 439 p. e costa 20 carte.</p>
<div style="border-top: 1px dotted #999999; padding: 0; height: 10px;"></div>
<p>Fotografie di <a href="http://www.krementschouk.com/" target="_blank">Andrej Krementschouk</a> dal volume <a href="http://www.krementschouk.com/ndh/source/1.html" target="_blank"><em>No Direction Home</em></a></p>
</div>
<p><!-- PHP 5.x --></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/iFOPMQC8siwbEEdn5ZhlgaUOHtY/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/iFOPMQC8siwbEEdn5ZhlgaUOHtY/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/iFOPMQC8siwbEEdn5ZhlgaUOHtY/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/iFOPMQC8siwbEEdn5ZhlgaUOHtY/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PersonalReport/~4/bojTopzJ0rg" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Trenta scrittori famosi (e atei) parlano di Dio</title>
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		<comments>http://www.personalreport.it/2012/01/trenta-scrittori-famosi-e-atei-parlano-di-dio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 17:06:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pier Mauro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono Asimov, Saramago, McEwan, Roth, Adams, Roth, e tanti altri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="440" height="328" src="http://www.youtube.com/embed/tpxoD9KFpHI" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il video che vedete qui sopra è un montaggio delle opinioni di trenta scrittori famosi (tra i tanti Isaac Asimov, José Saramago, Arthur Miller, Douglas Adams, Ken Follett, Ian McEwan, Philip Roth e Harold Pinter, trovate l&#8217;elenco completo dopo il continua a leggere), atei o agnostici, che esprimono il loro pensiero sull&#8217;idea di Dio. Il video è stato creato da <a dir="ltr" href="http://www.youtube.com/user/JPararajasingham" rel="author">Jonathan Pararajasingham</a>, che qualche mese fa aveva svolto un lavoro simile raccogliendo le opinioni sulla religione di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=s47ArcQL-XQ" target="_blank">cento</a> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=6Gt4WSK_NlQ" target="_blank">scienziati</a>.<span id="more-26946"></span></p>
<blockquote><p>1. Sir Arthur C. Clarke, Science Fiction Writer<br />
2. Nadine Gordimer, Nobel Laureate in Literature<br />
3. Professor Isaac Asimov, Author and Biochemist<br />
4. Arthur Miller, Pulitzer Prize-Winning Playwright<br />
5. Wole Soyinka, Nobel Laureate in Literature<br />
6. Gore Vidal, Award-Winning Novelist and Political Activist<br />
7. Douglas Adams, Best-Selling Science Fiction Writer<br />
8. Professor Germaine Greer, Writer and Feminist<br />
9. Iain Banks, Best-Selling Fiction Writer<br />
10. José Saramago, Nobel Laureate in Literature<br />
11. Sir Terry Pratchett, NYT Best-Selling Novelist<br />
12. Ken Follett, NYT Best-Selling Author<br />
13. Ian McEwan, Man Booker Prize-Winning Novelist<br />
14. Andrew Motion, Poet Laureate (1999-2009)<br />
15. Professor Martin Amis, Award-Winning Novelist<br />
16. Michel Houellebecq, Goncourt Prize-Winning French Novelist<br />
17. Philip Roth, Man Booker Prize-Winning Novelist<br />
18. Margaret Atwood, Booker Prize-Winning Author and Poet<br />
19. Sir Salman Rushdie, Booker Prize-Winning Novelist<br />
20. Norman MacCaig, Renowned Scottish Poet<br />
21. Phillip Pullman, Best-Selling British Author<br />
22. Dr Matt Ridley, Award-Winning Science Writer<br />
23. Harold Pinter, Nobel Laureate in Literature<br />
24. Howard Brenton, Award-Winning English Playwright<br />
25. Tariq Ali, Award-Winning Writer and Filmmaker<br />
26. Theodore Dalrymple, English Writer and Psychiatrist<br />
27. Roddy Doyle, Booker Prize-Winning Novelist<br />
28. Redmond O&#8217;Hanlon FRSL, British Writer and Scholar<br />
29. Diana Athill, Award-Winning Author and Literary Editor<br />
30. Christopher Hitchens, Best-Selling Author, Award-Winning Columnist</p></blockquote>
<p>— <a href="http://www.ilpost.it/2012/01/31/30-scrittori-dio/" target="_blank">Via</a> e <a href="http://www.openculture.com/2012/01/30_renowned_writers_speaking_about_god_reason.html" target="_blank">Via</a></p>
<p><script id="cloudshopper_ext_settings" type="text/javascript">// <![CDATA[
window.CS = window.CS||{}; CS.Extension=CS.Extension||{}; CS.Extension._settings = "firefox-9.0.1:1.0.53:8d371d232baa93cb20f93a3ac15cc89:1323654243:1327196458"; 
// ]]&gt;</script></p>
<div id="cloudshopper_root"></div>
<p><!-- PHP 5.x --></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/OKztaYfePCItcVbDuzSsjFrQ5pc/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/OKztaYfePCItcVbDuzSsjFrQ5pc/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/OKztaYfePCItcVbDuzSsjFrQ5pc/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/OKztaYfePCItcVbDuzSsjFrQ5pc/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PersonalReport/~4/bIZCMFxpchw" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Suonare un piatto, oppure tutta la cucina</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/PersonalReport/~3/1_euTEb4MtE/</link>
		<comments>http://www.personalreport.it/2012/01/diego-stocco-suona-un-piatto-stephen-anderson-suona-la-cucina/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 13:17:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[campionato]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.personalreport.it/?p=26897</guid>
		<description><![CDATA[Diego Stocco e Stephen J. Anderson, con microfoni e synth e campionatori, suonano le cose in cui di solito mangiamo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le padelle sono i primi strumenti di qualsiasi musicista. Alcuni, poi, abbandonano la carriera. Altri si fanno seri e vanno in conservatorio. Solo i più talentuosi continuano. E fanno cose più complicate.<span id="more-26897"></span><br />
Diego Stocco, il genio che ha trovato il modo di <a href="http://www.personalreport.it/2010/03/diego-stocco-music-from-a-tree/" target="_blank">suonare un albero</a>, ad esempio. Sta per mangiarsi una fetta di torta (al cioccolato) e si accorge che il piattino di ceramica fa un rumore curioso. Molla la torta, corre a prendere microfoni e computer. E poi improvvisa.</p>
<p>    <iframe src="http://player.vimeo.com/video/35846048" width="440" height="248" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe></p>
<p>Ma, stavolta, il signor Stocco non è l&#8217;eroe della giornata. C&#8217;è chi ha fatto di meglio. Stephen J. Anderson, <a href="http://www.stephenjanderson.com/" target="_blank">compositore di colonne sonore</a>, trasforma la sua cucina in un sintetizzatore. Con l&#8217;aiuto di qualche amico la suona anche.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/v/tCeYMpu3oXg&amp;start=80s" frameborder="0" width="440" height="328"></iframe></p>
<p>E ricordiamo che, un po&#8217; di tempo fa, abbiamo intervistato un altro convinto che tra pentole e chitarre ci siano più affinità che divergenze: <a href="http://www.personalreport.it/2011/12/intervista-a-fabio-bonelli-musica-da-cucina/" target="_blank">Musica da Cucina</a>.<!-- PHP 5.x --></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/9GnFn1DRUOHtuliz3qjX85WZ57E/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/9GnFn1DRUOHtuliz3qjX85WZ57E/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/9GnFn1DRUOHtuliz3qjX85WZ57E/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/9GnFn1DRUOHtuliz3qjX85WZ57E/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PersonalReport/~4/1_euTEb4MtE" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Monday Tunes: hip hop electropunk da teenager</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/PersonalReport/~3/upfBLXqdiCA/</link>
		<comments>http://www.personalreport.it/2012/01/monday-tunes-one-bloody-pony/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:21:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[monday tunes]]></category>

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		<description><![CDATA[Un'esibizione casalinga dei «One Bloody Pony», quattro strambi ragazzini del North Carolina]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non che abbiano inventato qualcosa di nuovo, ma questi scapestrati ragazzini del North Carolina a metà strada tra punk, elettronica e hip hop hanno certamente qualcosa da dire. Sorvolando il fatto che fanno pipì nel lavandino per paura che le loro menti vengano controllate da parassiti cibernetici e che sono in guerra contro i gruppi anti-carne di cavallo che dominano il mondo, nelle orecchie ci rimane solo il sound confuso e distorto e la voce ossessiva di un pezzo che finisce prima di averci stancato.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/iB_fRkGe99I" frameborder="0" width="440" height="328"></iframe><!-- PHP 5.x --></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/s0V0lOLrJzW_iQH08VFs7MjIB7k/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/s0V0lOLrJzW_iQH08VFs7MjIB7k/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/s0V0lOLrJzW_iQH08VFs7MjIB7k/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/s0V0lOLrJzW_iQH08VFs7MjIB7k/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PersonalReport/~4/upfBLXqdiCA" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L’unica volta che John Coltrane suonò A Love Supreme davanti a un pubblico</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/PersonalReport/~3/s6LKFXbYriQ/</link>
		<comments>http://www.personalreport.it/2012/01/lunica-volta-che-john-coltrane-suono-a-love-supreme-davanti-a-un-pubblico/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 13:36:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[concerti]]></category>
		<category><![CDATA[jazz]]></category>

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		<description><![CDATA[Antibes, 26 luglio 1965. Il pubblico non gradisce.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era il 26 luglio del 1965 quando <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/John_Coltrane" target="_blank">John Coltrane</a> e i tre musicisti al suo seguito parteciparono all&#8217;Antibes Jazz Festival. Restarono sul palco per 47 minuti suonando solo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/A_Love_Supreme" target="_blank">A Love Supreme</a>, l&#8217;opera più influente del jazzista americano. Su <a href="http://books.google.it/books?id=rigEAAAAMBAJ&amp;lpg=PA24&amp;ots=p7Jmzoxyso&amp;dq=billboard+coltrane+antibes&amp;pg=PA24&amp;redir_esc=y#v=onepage&amp;q&amp;f=false" target="_blank">Billboard </a>si legge che l&#8217;esibizione non venne apprezzata: troppo impegnativa per il pubblico francese che rispose chiacchierando a voce alta per tutto il tempo e, alla fine, con qualche buu.</p>
<p>A seguire Resolution e, dopo il salto, Acknowledgement.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/5oJ7Pi1aF1o?rel=0" frameborder="0" width="440" height="328"></iframe></p>
<p><span id="more-26862"></span></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/carlCAIKrzA?rel=0" frameborder="0" width="440" height="328"></iframe></p>
<p><em>&#8211; <a href="http://www.openculture.com/2011/12/coltrane_only_live_performance_a_love_supreme.html" target="_blank">Via</a></em><!-- PHP 5.x --></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/I5sfookAJS6_Bw1beoBnQl_yhG0/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/I5sfookAJS6_Bw1beoBnQl_yhG0/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/I5sfookAJS6_Bw1beoBnQl_yhG0/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/I5sfookAJS6_Bw1beoBnQl_yhG0/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PersonalReport/~4/s6LKFXbYriQ" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Borderlines, un blog del New York Times che racconta le storie dei confini tra gli stati</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/PersonalReport/~3/DX3x_-1zNqc/</link>
		<comments>http://www.personalreport.it/2012/01/borderlines-new-york-times/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 17:04:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[geografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Frontiere zombie, isole disabitate a governo alternato, strisce di deserto contese per capriccio e proboscidi di terra per far lo sgambetto ai nemici. La geopolitica è bella.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-26839" title="Pheasant Island" src="http://www.personalreport.it/wp-content/uploads/2012/01/1.jpg" alt="" width="180" height="120" />Quella che vedete qui a fianco è Pheasant Island, si trova vicino alla foce del Bidasoa, il fiume che per un tratto fa da frontiera tra la Francia e la Spagna. Qui nel 1615 Luigi XIII di Francia e Filippo IV di Spagna posarono lo sguardo sulle due sorelle che sarebbero diventate le loro mogli. Nello stesso posto anche Luigi XIV di Francia e Carlo II di Spagna incontrarono per la prima volta le future signore, fatto sta che a quest&#8217;isola si affezionarono sia i francesi che gli spagnoli. Una guerra per accaparrarsela era fuori luogo, quindi decisero di governarla a turno: Pheasant Island è l&#8217;unico pezzo di terra al mondo governato per sei mesi da uno stato e per i restanti sei da un altro.</p>
<p><a href="http://opinionator.blogs.nytimes.com/2012/01/23/the-worlds-most-exclusive-condominium/" target="_blank">Quello dedicato ai <em>condominium</em></a> è l&#8217;ultimo post di <a href="http://opinionator.blogs.nytimes.com/category/borderlines/" target="_blank">Borderlines</a>, un nuovo blog del New York Times curato dallo stesso bravo Frank Jacobs di <a href="http://bigthink.com/blogs/strange-maps" target="_blank">Strange Maps</a> &#8212; ne avevo parlato <a href="http://www.personalreport.it/2010/07/strange-maps/" target="_blank">qui</a> tempo fa. Borderlines è tutto dedicato ai confini degli stati e alle storie che ne hanno deciso la forma.<span id="more-26729"></span></p>
<p>Continuando a leggere si scopre che anche tra il Lussemburgo e la Germania esiste un <em>condominium</em>. Il confine tra i due stati invece di essere una linea è un&#8217;area che corrisponde al letto dei fiumi Mosel, Sauer e Our. Non conviene farsi uccidere su un ponte che collega i due stati perchè non esistono normative riguardanti quello che succede qui, ogni caso viene preso in esame singolarmente. Quindi attenti.</p>
<p>C&#8217;è poi un articolo interessante dedicato alla <a href="http://opinionator.blogs.nytimes.com/2011/11/28/a-not-so-straight-story/" target="_blank">storia del confine tra il Canada e gli Stati Uniti</a>. I Sioux lo chiamavano Medicine Line perchè qui, in mezzo alle praterie, inspiegabilmente la cavalleria statunitense smetteva di rincorrerli. Le cartine ci insegnano che questo confine presenta il segmento diritto più lungo al mondo: è successo che, dopo qualche cessione territoriale tra gli inglesi &#8212; che possedevano il Canada &#8212; e gli yankees, si decise per pura comodità che da Lake of the Woods a Point Roberts, sul Pacifico, il confine avrebbe seguito il 49° parallelo. Semplice semplice. Guardando da vicino si scopre che in realtà nessuno dei 912 segnali di confine posizionati dagli uomini dell&#8217;epoca tocca il 49° parallelo, è tutto a zig-zag. Fail.</p>
<p>E mi fermo, ché metà del piacere sta nel leggere direttamente le parole di Jacobs, uno che sa raccontare la geopolitica con garbo e semplicità. Tipo Piero Angela. Vi raccomando un altro paio di articoli: <a href="http://opinionator.blogs.nytimes.com/2011/12/12/zombie-borders/" target="_blank">Zombie Borders</a>, dedicato ai confini che resuscitano dopo secoli &#8212; il muro tra le due Germanie è uno zombie &#8212; e <a href="http://opinionator.blogs.nytimes.com/2012/01/09/where-is-europe/" target="_blank">Where is Europe?</a> per capire finalmente dove è posizionato il confine a est del nostro continente, e se la Russia è compresa.<!-- PHP 5.x --></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/e1vi93HrslKUMvh4bLRvx1SeN2U/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/e1vi93HrslKUMvh4bLRvx1SeN2U/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/e1vi93HrslKUMvh4bLRvx1SeN2U/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/e1vi93HrslKUMvh4bLRvx1SeN2U/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PersonalReport/~4/DX3x_-1zNqc" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Mandala, la sinfonia del sistema solare</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/PersonalReport/~3/3ew6bg27nKw/</link>
		<comments>http://www.personalreport.it/2012/01/mandala-sinfonia-sistema-solare/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 12:27:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guest</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[musica classica]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.personalreport.it/?p=26773</guid>
		<description><![CDATA[È la più lunga composizione mai creata dall'uomo, ed è un palindromo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-26796" title="mandala" src="http://www.personalreport.it/wp-content/uploads/2012/01/mandala2.jpg" alt="" width="440" height="146" /><br />
La maggior parte di noi si ferma al miliardo. Alcuni forse conoscono il bilione e il biliardo. Certamente i fan di Zio Paperone si sono interrogati sull’entità del fantastiliardo contenuto nel suo deposito. Solo chi si occupa di scienza, invece, può conoscere il settendecilione (10<span style="font-size:70%;vertical-align:super;">56</span>): 532,25 settendecilioni di anni è la durata della <a href="http://www.brainpickings.org/index.php/2012/01/17/mandala-daniel-starr-tambor/">più lunga composizione mai creata dall’uomo</a>. <span id="more-26773"></span></p>
<p>L’autore di questo mostruoso tributo a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Musica_delle_sfere">Pitagora</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Johann_Sebastian_Bach">Johann Sebastian Bach</a> è Daniel Starr-Tambor, e la sua idea è tanto semplicemente geniale quanto completamente folle: <em>Mandala</em>, così si intitola la composizione, è a tutti gli effetti una sinfonia del sistema solare.</p>
<p>Ad ogni pianeta è stata assegnata una nota della serie armonica naturale, a partire dal Si di Mercurio su fino al Do-diesis di Plutone, due ottave e una nona più in alto. Ogni nota viene ripetuta ad un tempo corrispondente a quello della sua rivoluzione orbitale moltiplicato per 15.779.059,2 cosicché due secondi corrispondano a un intero anno terrestre. Come punto di partenza è stato scelto l’allineamento dei pianeti nel giorno della nascita di Bach. L’omaggio è duplice, poiché la composizione è pensata per terminare con il medesimo allineamento alla fine di una serie palindromica di note, un espediente compositivo di cui lo stesso Bach era appassionato. Da qui la smisurata grandezza della composizione, che per raggiungere una simmetria interna deve contenere la bellezza di 62 vigintilioni (10<span style="font-size:70%;vertical-align:super;">63</span>) di note, risultando così il più grande palindromo mai creato.</p>
<p>Starr-Tambor, inoltre, suggerisce variazioni possibili su ogni tonalità (alla maniera del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_clavicembalo_ben_temperato">Clavicembalo ben temperato</a>), o una cervellotica variazione che collega ogni nota (fisicamente parlando, una vibrazione dell’aria ad una ben precisa frequenza) al moto di rotazione e rivoluzione di ciascun pianeta, che può essere rappresentato come un’onda e che, quindi, possiede una sua frequenza, conseguendo risultati di fascinazione numerologica veramente rari.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/_4GbaK22jjw" frameborder="0" width="440" height="328"></iframe></p>
<p>Questo esperimento restituisce all’orecchio una musica insolita, che si può in parte ascoltare qui sopra: la melodia varia è sottolineata dal bordone costante di Mercurio (il pianeta con la più breve rivoluzione orbitale) e punteggiata in tempi irregolari dalle altre otto note. Il risultato non è molto diverso da quello che si può sperimentare in un altro slancio intellettualistico recente, quale è l’applicazione/album Biophilia pubblicato da Björk nell’anno appena trascorso: la canzone Solstice prende spunto proprio dal moto del pianeta Terra intorno al Sole, un moto rappresentato da quattro pendoli lasciati oscillare in cerchio in modo da pizzicare un’arpa a intervalli regolari. L’applicazione per iPhone e iPad consente di suonare questo brano introducendo svariate altre rotazioni, alla velocità preferita, con un esito casualmente molto simile a quello che Starr-Tambor ha ottenuto dopo complessi calcoli, un esito forse ancora estraneo alle nostre orecchie, sicuramente lontano dalle capacità matematiche dei più.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-26775" title="bachpianeti" src="http://www.personalreport.it/wp-content/uploads/2012/01/bachpianeti.jpg" alt="" width="440" height="587" /></p>
<p><script id="cloudshopper_ext_settings" type="text/javascript">// <![CDATA[
  window.CS = window.CS||{}; CS.Extension=CS.Extension||{}; CS.Extension._settings = "firefox-9.0.1:1.0.53:8d371d232baa93cb20f93a3ac15cc89:1323654243:1326852442";
// ]]&gt;</script><!-- PHP 5.x --></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/B2eNj-fHzoRQXmMQnzzzcGO6bJU/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/B2eNj-fHzoRQXmMQnzzzcGO6bJU/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/B2eNj-fHzoRQXmMQnzzzcGO6bJU/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/B2eNj-fHzoRQXmMQnzzzcGO6bJU/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PersonalReport/~4/3ew6bg27nKw" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Nel giorno più triste dell’anno, un giornale di buone notizie</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/PersonalReport/~3/B9gEq1WdPBM/</link>
		<comments>http://www.personalreport.it/2012/01/the-good-times-un-giornale-solo-di-buone-notizie/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 10:23:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[buone notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[good news]]></category>
		<category><![CDATA[newspaper design]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 16 gennaio, a Londra, un'agenzia creativa ha distribuito 10.000 copie di The GOOD Times - like news, only better]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-26740" title="The GOOD Times, giornale di buone notizie" src="http://www.personalreport.it/wp-content/uploads/2012/01/The-good-Times_Mini.jpg" alt="" width="180" height="120" />Forse non ve ne siete nemmeno accorti, forse sì. Lunedì 16 gennaio, secondo una <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Blue_Monday_%28date%29" target="_blank">formula più scema che seria</a>, era il giorno più triste dell&#8217;anno. L&#8217;agenzia creativa The Church of London, per combattere il malumore, ha distribuito gratis in tutta la città 10.000 copie di <em><a href="http://goodtimes.thechurchoflondon.com/" target="_blank">The GOOD Times</a>, </em>28 pagine di buone notizie e belle storie. Il sottotitolo è: <em>like news, only better.<span id="more-26723"></span><br />
</em></p>
<p>«Il 2011 è stato un anno duro per noi,» dicono quelli di Church of London «e abbiamo deciso di iniziare il 2012 con un progetto editoriale che non solo ci ricordasse perché amiamo quello che facciamo, ma che celebrasse anche tutto quello che abbiamo imparato negli scorsi anni.»<br />
Scritto, illustrato, impaginato e stampato in sette giorni grazie a un po&#8217; di amici e volontari, il giornale <em></em>contiene un mucchio di roba interessante. Tipo: le sorprendenti risposte (a pagina 4) dei bambini del <em>Ministry of Stories </em>alla domanda &#8220;cosa faresti se governassi il mondo?&#8221; O l&#8217;immancabile, ma interessante, articolo sull&#8217;approccio <em>slow </em>alla vita (pagina 6). E poi tre storie di persone che fanno cose a mano, offline e solo per il gusto di divertirsi (Pagina 16). C&#8217;è anche un&#8217;intervista a Dave Eggers (pagina 21) e un articolo su degli occhiali a liquido che potrebbero correggere la vista di 153 milioni di persone nei paesi in via di sviluppo (pagina 23). Il paginone centrale è la foto di un cucciolo.<em></em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-26735" title="Il paginone centrale di The GOOD Times, con un cucciolo" src="http://www.personalreport.it/wp-content/uploads/2012/01/The-good-Times_3.jpg" alt="" width="440" height="292" /></p>
<p><em>T</em><em>he</em><em> </em><em>GOOD Times </em>si può <a href="http://goodtimes.thechurchoflondon.com/the-newspaper/" target="_blank">leggere online</a> oppure <a href="http://tcoldn.com/goodpdf" target="_blank">scaricando il pdf</a> (consigliato, pesa 26 mega). Se volete la versione di carta potete comprarla per <a href="http://shop.stackmagazines.com/product/the-good-times" target="_blank">3 sterline</a>.<!-- PHP 5.x --></p>

<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/WFtkTMvNeqTXbNG4kcwr895x_Cw/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/WFtkTMvNeqTXbNG4kcwr895x_Cw/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/WFtkTMvNeqTXbNG4kcwr895x_Cw/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/WFtkTMvNeqTXbNG4kcwr895x_Cw/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/PersonalReport/~4/B9gEq1WdPBM" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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	</channel>
</rss>

