<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0">

<channel>
	<title>impresacity.it</title>
	
	<link>http://www.impresacity.it</link>
	<description>Notizie da impresacity.it</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 May 2013 09:30:00 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://www.mrwebbit.com</generator>
		 
		<atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/impresacity-test" /><feedburner:info uri="impresacity-test" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><item>
		<title>Equitalia: nuove agevolazioni per pagare a rate</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/cX5bIrlB6cY/equitalia-nuove-agevolazioni-per-pagare-a-rate.html</link>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 09:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/economia/1838/equitalia-nuove-agevolazioni-per-pagare-a-rate.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/14/1838.jpg" alt=" "/>Sale a 50 mila euro la soglia massima per chiedere la rateizzazione con domanda semplice.</p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nuove agevolazioni di <strong>Equitalia</strong> per i contribuenti che vogliono pagare a rate le cartelle. Sale <strong>da 20 mila a 50 mila euro</strong> la soglia massima che permette di chiedere larateizzazione con una semplice richiesta motivata.<br />Anche in questi casi, che non prevedono ulteriori adempimenti e consentono di presentare la domanda in modo semplice e veloce, sarà possibile ottenere <strong>fino 72 rate</strong>. Per gli importi superiori resta invece necessaria la presentazione di alcuni documenti aggiuntivi per dimostrare<strong> la situazione di temporanea difficoltà economica</strong>.<br />“La rateizzazione si conferma uno strumento efficace per andare incontro alle esigenze dei contribuenti - dice <strong>Benedetto Mineo</strong>, amministratore delegato di Equitalia – Basta pensare che a oggi sono attive circa due milioni di rateazioni per un totale di oltre 22 miliardi di euro. L’obiettivo è rendere il pagamento a rate sempre più rispondente alle esigenze delle persone in modo che possano regolarizzare con più facilità la loro posizione con il fisco”.<br /><br /><em><strong>Come funziona la rateazione</strong></em><br />Equitalia può concedere il rateizzo delle somme dovute fino a un massimo di 6 anni (72 rate). L’importo minimo di ogni rata è pari a 100 euro. Nella richiesta si può anche indicare la preferenza per un piano di dilazione a rate variabili e crescenti, più basse all’inizio nella prospettiva futura di un miglioramento della situazione economica del contribuente.<br />Il contribuente che ha ottenuto la rateazione non è più considerato inadempiente e può richiedere il Durc (Documento unico di regolarità contributiva) per partecipare alle gare di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi. Inoltre, Equitalia non può iscrivere ipoteca nei suoi confronti né attivare qualsiasi altra procedura cautelare ed esecutiva finché si è in regola con i pagamenti. La rateazione è prorogabile una sola volta fino a un massimo di 72 rate, se durante i pagamenti in corso si dimostra il peggioramento della situazione di difficoltà posta a base della concessione della prima rateazione.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/cX5bIrlB6cY" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/economia/1838/equitalia-nuove-agevolazioni-per-pagare-a-rate.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>La mobilità aziendale unificata di Sap</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/sk_DFQT4viY/la-mobilita-aziendale-unificata-di-sap.html</link>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 09:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/mobility-byod/1863/la-mobilita-aziendale-unificata-di-sap.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/17/1863.jpg" alt=" "/>Con Mobile Secure, il vendor tedesco propone un insieme di soluzioni per l’amministrazione di terminali mobili, applicazioni e contenuti.</p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lo svolgimento del <strong>Sapphire Now</strong> a Orlando è servito a Sap per concentrare intorno a <strong>Hana</strong> e alla tecnologia in-memory tutta l’offerta gestionale e collegata all’elaborazione dei dati. Ma sono arrivati annunci indirizzati ad altre componenti della strategia che il vendor sta seguendo negli ultimi anni. <br /><strong>Sap Mobile Secure</strong>, in particolare, si presenta come una gamma di soluzioni per la gestione della mobilità aziendale, progettata per fornire ai clienti una sicurezza di classe enterprise per i terminali, le applicazioni e i contenuti. Fra le novità, rientra anche una nuova soluzione SaaS, con l’edizione <strong>cloud</strong>  della soluzione <strong>Sap Afaria</strong>, creata allo scopo di aiutare le imprese ad amministrare e mettere in sicurezza rapidamente i terminali mobili. La versione cloud viene proposta al costo di <strong>un solo euro per terminale al mese</strong>. Sap garantisce il supporto per sistemi operativi iOs, Android e Windows Phone 8 e può essere anche testata gratuitamente per 30 giorni. <br />La gamma di soluzioni <strong>Sap Mobile Secure è integrata alla Mobile Platform</strong> per permettere agli sviluppatori di dotare i propri prodotti delle necessarie capacità di sicurezza. La soluzione è in grado di supportare anche milioni di terminali, potendo quindi lavorare anche in contesti molto complessi, per impieghi tipo l’Internet delle Cose.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/sk_DFQT4viY" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/mobility-byod/1863/la-mobilita-aziendale-unificata-di-sap.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>Cig in deroga, Cna: bene il rifinanziamento</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/5rgj59PBmSQ/cig-in-deroga-cna-bene-il-rifinanziamento-.html</link>
		<pubDate>Fri, 17 May 2013 08:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/economia/1850/cig-in-deroga-cna-bene-il-rifinanziamento-.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/15/1850.jpg" alt=" "/>Cna: "Tuttavia la drammatica crisi del lavoro impone la riforma di tutti gli ammortizzatori sociali".</p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“Il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, all’ordine del giorno del prossimo consiglio dei ministri, è fondamentale ma non risolutivo. La vera sfida che abbiamo di fronte, e che sarebbe insensato rinviare ancora, è la riforma di tutto il sistema degli ammortizzatori sociali”. <br />Lo afferma la<strong> Cna</strong> in una nota nella quale si sottolinea come “questa riforma dovrà garantire alcune priorità: ricambio generazionale, occupazione giovanile, equilibrio di bilancio, interventi perché l’Italia riprenda a crescere. Ed è una riforma che non può essere più rimandata se si vuole che il nostro Paese non perda ulteriormente competenze, mercati e, soprattutto, fiducia”.<br />Per la Cna, “Il rifinanziamento della cig in deroga, che è indispensabile, rappresenta infatti solo il primo passo verso la riforma della legge Fornero e verso un nuovo quadro normativo in grado di coniugare tutele e flessibilità, opportunità e capacità competitiva”. <br />“Le rigidità che spostano sulle imprese la necessità di arrivare al pareggio del bilancio previdenziale, portando a settant’anni l’età della pensione – <strong>spiega la nota</strong> - rappresentano una ingiusta cambiale che i privilegi di ieri accollano ai giovani e alle imprese di oggi. Per questi motivi è urgente che il Governo apra un confronto per affrontare e risolvere il problema del lavoro, diventato ormai una drammatica emergenza social".</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/5rgj59PBmSQ" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/economia/1850/cig-in-deroga-cna-bene-il-rifinanziamento-.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>Pil, Unimpresa: situazione pericolosa e Governo latita</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/KRACURSG-jU/pil-unimpresa-situazione-pericolosa-e-governo-latita.html</link>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 22:25:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/economia/1860/pil-unimpresa-situazione-pericolosa-e-governo-latita.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/16/1860.jpg" alt=" "/>Il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi: "L’economia è ferma da quasi due anni e non si vedono all’orizzonte prospettive di ripresa".</p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“Il dato diffuso dall’Istat sul Pil certifica una situazione pericolosa e grave. Il nostro Paese sta vivendo una fase drammatica: l’economia è ferma da quasi due anni e non si vedono all’orizzonte prospettive di ripresa. L’uscita dal tunnel sembra ormai un miraggio. Purtroppo in questo quadro, constatiamo l’atteggiamento irresponsabile del Governo guidato da Enrico Letta che latita e tarda ad approvare misure necessarie a dare speranza alle famiglie e alle imprese. I membri dell’Esecutivo inseguono i media e quotidianamente annunciano riforme in qualsiasi settore: dalle pensioni al lavoro, dal fisco alla burocrazia sono tutti interessati all’effetto annuncio, dopo il quale non c’è nulla”.<br /> Così il presidente di<strong> Unimpresa, Paolo Longobardi</strong>, commenta le rilevazioni dell’Istat sul prodotto interno lordo al settimo trimestre consecutivo in calo.<br />“La Camera ha approvato la conversione in legge sui debiti della pubblica amministrazione ed è certamente un passo importante ancorché insufficiente” aggiunge Longobardi convinto che “oltre ai 20 miliardi che saranno rimborsati nel 2013 e agli altri 20 il prossimo anno, peraltro con modalità non particolarmente snelle, c’è una montagna di arretrati il cui destino non è chiaro”.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/KRACURSG-jU" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/economia/1860/pil-unimpresa-situazione-pericolosa-e-governo-latita.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>Il PaaS Agile di Software Ag</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/gOVNcsj_pM8/il-paas-agile-di-software-ag.html</link>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 18:46:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/enterprise-management/1862/il-paas-agile-di-software-ag.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/16/1862.jpg" alt=" "/>Mettendo a frutto l’acquisizione di LongJump, il vendor tedesco ha iniziato a proporre il primo mattone dell’offerta cloud, che però si completerà nel 2014.</p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Software Ag si aggiunge all’arena dei contendenti del mercato PaaS. Il passaggio è la naturale conseguenze di un ampliamento nato da acquisizioni come quelle di Terracotta e <a href="http://www.impresacity.it/cloud-computing/1742/software-ag-aumenta-il-paas.html">LongJump</a>, quest’ultima annunciata  nello scorso aprile. <br /><img style="float: left;" title="software-ag---davico.jpg" src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/16/1862/software-ag---davico.jpg" alt="software-ag---davico.jpg" />La combinazione di alcune tecnologie già presenti in portafoglio e di quelle acquisite ha portato alla formulazione dell’offerta <strong>Software Ag Live</strong>: “<em>Per questa via</em> - spiega <strong>Augusto Davico</strong>, vicepresidente country representative della società – <em>l’insieme delle applicazioni oggi presenti in modalità on premise sul mercato sarà disponibile anche via cloud. Non intendiamo sostituire nulla di quanto abbiamo già, ma estendere e unificare lo sviluppo applicativo, la modellazione dei processi e l’integrazione in un ambiente ibrido, cloud e on premise</em>”. <br />L’arrivo dell’offerta PaaS, in realtà, era attesa da oltre un anno. La creazione di una piattaforma as-a-service, che dovrà costituire uno dei pilastri della strategia cloud del vendor tedesco, è stata preparata con la citata acquisizione di Terracotta e della sua <strong>tecnologia in-memory</strong>. Le problematiche connesse alla crescita nel volume dei dati e della mobilità si sono aggiunte nel corso dello sviluppo. L’ultima e decisiva accelerazione è arrivata con l’integrazione di LongJump, che ha fornito gli strumenti di base per la messa a punto del primo mattone di Software Ag Live, ovvero <strong>AgileApps Live</strong>. Questa tecnologia consente ai manager di sviluppare applicazioni orientate ai processi, attraverso un’interfaccia Web di semplice comprensione, allo scopo di accelerare i cicli di sviluppo: “<em>E dar loro la possibilità di adattarsi al contesto in continuo mutamento</em> – precisa Davico -. <em>La componente PaaS consente poi di creare applicazioni pronte all’uso su terminali mobili o per i social media</em>”. <br />Come accennato, AgileApps è il primo componente di Software Ag Live. A seguire, arriveranno <strong>Process Live</strong> (gestione dei processi verticali) e <strong>Integration Live</strong> (gestione delle problematiche di integrazione. Alla fine, anche le soluzioni Aris Business Process Analysis e WebMethods Integration Server saranno integrate nell’ambiente cloud. Il problema è che questo scenario si completerà soltanto il prossimo anno e intanto si rafforzeranno concorrenti come Oracle, Ibm, Salesforce.com e Pivotal (quest’ultima appena creata da Emc). <br />Process Live, in ogni caso, permetterà di modificare i processi verticali di un’azienda in modalità cloud e in un contesto collaborativo. La tecnologia propone funzioni di modellazione e documentazione dei processi, mentre l’esecuzione potrà essere assicurata via LongJump o <strong>WebMethods</strong>: “<em>Questa componente esternalizza l’infrastruttura per i processi</em> – aggiunge <strong>Francesco Maselli</strong>, direttore tecnico di Software Ag Italia – <em>riprendendo di fatto quanto già proposto con Aris e indirizzato soprattutto alle direzioni funzionali</em>”. <br />L’ultima parte di Software Ag Live, Integration Live, è la versione SaaS di WebMethods Integration Server e consente di costruire gateway fra servizi cloud /come Salesforce, per esempio) o fra questi e soluzioni on premise, in un ambiente ibrido. La tecnologia contiene CloudStream, un meta-adattatore che permette di connettersi in modo semplice alle applicazioni SaaS.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/gOVNcsj_pM8" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/enterprise-management/1862/il-paas-agile-di-software-ag.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>Le Apps che fanno la differenza</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/WZ4Gv1P1Pic/le-apps-che-fanno-la-differenza.html</link>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 12:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/mobility-byod/1861/le-apps-che-fanno-la-differenza.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/16/1861.jpg" alt=" "/>Apple ha annunciato che il suo App Store ha raggiunto 50 miliardi di download. Non è da meno Google che afferma di avere raggiunto 48 miliardi di download</p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nella dimensione mobile <strong>Microsoft</strong> potrà pure sostenere la sfida con il mondo <strong>Android e Apple</strong> investendo sul sistema operativo e allargando le partnership con i produttori di settore, così da moltiplicare le opportunità di vendita. Ma oggi, come è apparso chiaro ormai da tempo, la competizione nel mondo mobile non si gioca soltanto a livello di pura tecnologia. Conta sempre più la capacità di mettere insieme un gran numero di Apps. E su questo fronte il divario tra Microsoft e avversari è grande. <br />La popolarità della Apps targate Android e Apple ha raggiunto numeri impressionanti. Proprio in questi giorni <strong>Apple ha annunciato che il suo App Store ha raggiunto 50 miliardi di download</strong>. Dall’inizio dell’anno ad adesso significa un incremento di 10 miliardi di download, considerato che a gennaio scorso si erano raggiunti i 40 miliardi di download. Considerato poi che Apple su ogni dollaro speso per l’acquisizione di un’App trattiene 74 centesimi, il volume trassato inizia a essere un’interessante fonte di guadagno. Non è da meno <strong>Google, che attraverso il suo Play Store afferma di avere raggiunto 48 miliardi di download</strong> a quasi cinque anni dal suo debutto.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/WZ4Gv1P1Pic" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/mobility-byod/1861/le-apps-che-fanno-la-differenza.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>Cisco, l'economia del networking torna a crescere</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/i25XRFio-Qs/cisco-l-economia-del-networking-torna-a-crescere.html</link>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 12:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/economia/1859/cisco-l-economia-del-networking-torna-a-crescere.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/16/1859.jpg" alt=" "/>Nei primi nove mesi FY 2013 il volume d’affari è stato pari a 36, 2 miliardi, in aumento rispetto ai 34,4 miliardi dei primi nove mesi del 2012</p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cisco chiude il terzo trimestre fiscale 2013, terminato il 27 aprile, con un <strong>aumento di fatturato del 5% per un totale di 12,2 miliardi di dollari rispetto agli 11,6 miliardi dell’analogo trimestre 2012</strong>. Ancor più positivo il risultato in termini di utili che crescono del 14,5% per un valore di 2,5 miliardi. <br />Un segnale incoraggiante che da una parte riflette la buona progressione della riorganizzazione interna avvenuta nel corso dell’ultimo periodo -  riorganizzazione che mira a razionalizzare l’offerta e a un ritorno a una maggiore focalizzazione sulle aree core del business del gigante del networking - e che dall’altra rivela uno stato di salute positivo dell’economia e della spesa ICT a livello globale. <br />Permangono aree di criticità e relativa debolezza in Europa e in alcune aree asiatiche, ma questa criticità viene compensata dal buon andamento della domanda  soprattutto negli Stati Uniti e Sud America. Non brilla il comparto del settore governativo, ma buone performance vengono registrate a livello di data center con gli switch di nuova generazione Nexus, che hanno evidenziato una crescita del 12%. <br /><strong>Nei primi nove mesi dell’anno fiscale 2013 Cisco ha riportato un volume d’affari pari a 36, 2 miliardi, in aumento rispetto ai 34,4 miliardi dei primi nove mesi del 2012.</strong> Tutta l’offerta convergente, che fa riferimento ai sistemi di comunicazione unificata, presenta tassi di crescita significativi, dell’ordine del 35% anno su anno. Lo stesso comparto wireless vede una crescita a doppia cifra, + 27%,</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/i25XRFio-Qs" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/economia/1859/cisco-l-economia-del-networking-torna-a-crescere.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>Il recupero di Blackberry passa per aziende e apertura</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/EMJmlVJhTeM/il-recupero-di-blackberry-passa-per-aziende-e-apertura.html</link>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 09:48:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/mobility-byod/1858/il-recupero-di-blackberry-passa-per-aziende-e-apertura.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/approfondimenti/2013/05/16/1858.jpg" alt=" "/>Con Bb10 e Bes10 era partita una strategia di rilancio, che ora si precisa meglio con nuove mosse e un approccio più “sociale”.</p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A Blackberry, comunque andrà, va dato atto di averci provato seriamente. Per un’azienda che non molti anni fa era il punto di riferimento nel campo degli smartphone e oggi ha una quota di mercato sotto il 10%, tentare il recupero può sembrare un’impresa ardua. Eppure, con il lancio del modello <strong>Bb10</strong> e della <strong>piattaforma Bes (Blackberry Enterprise Service) 10</strong>, nello scorso febbraio, il vendor ha fatto capire di non essere intenzionato a sparire o a essere acquisito a buon mercato. <br />Il rilancio è partito dalla ricerca di nuovo interesse nel mondo delle aziende, con un prodotto e il relativo ambiente software, che cercano di cavalcare l’onda emergente del Byod. La presenza della funzionalità <a href="http://www.impresacity.it/mobility-byod/1254/blackberry-in-cerca-dei-fanatici-perduti.html">Balance</a>, che consente di distinguere nello stesso dispositivo l’utilizzo personale e quello professionale, è il segno più chiaro della strada intrapresa per tornare almeno fra i primi tre attori del mercato smartphone. <br /><br /><span class="header1">Le novità del Blackberry Live</span><br />Nuovi tasselli della rinnovata strategia dell’ex Rim sono arrivati dal recente Blackberry Live di Orlando. Anche grazie al contributo dei terminali Z10 e Q10 (il primo touch e il secondo con tastiera tradizionale), l’azienda ha ritrovato la profittabilità nell’ultimo trimestre. I modelli saranno affiancati dal <strong>nuovo Q5</strong>, che riprende le caratteristiche del Q10, ma si posiziona su una fascia di prezzo più abbordabile, pur ospitando la più recente versione del sistema operativo, il <strong>Blackberry 10.1</strong> e combinando tastiera fisica e schermo tattile da 3,1 pollici. <br />Un’evoluzione significativa è rappresentata dall’annuncio della prossima disponibilità del servizio di instant messaging sicuro Bbm su iOs e Android. In un primo tempo l’offerta sarà limitata alle discussioni o alla condivisione di foto e memo vocali, ma entro fine anno l’estensione delle funzionalità alle piattaforme dei concorrenti sarà totale, coinvolgendo capacità illimitate di collaborazione, comunicazioni video e voce. Segni di un’apertura e di un approccio più “sociale”, che non si ferma qui. <br />Blackberry, infatti, ha annunciato anche la versione 3.0 dell’applicazione di <strong>instant messaging enterprise</strong> per il sistema operativo Blackberry 10. Anche qui si va in direzione dell’apertura, con la possibilità di interfacciamento con Lync 2010 e 2013 di Microsoft, Office Communications Server e Ibm Sametime. L’idea, in sostanza, è che gli utenti di ultima generazione, che comunicano via Bes, non si sentano isolati nell’ennesimo silos tecnologico. <br />Questa volontà di agganciarsi all’esterno non è nuova per il costruttore, come conferma <strong>Diego Ghidini</strong>, direttore business sales di Blackberry Italia: “<em>Già Balance ne è un esempio, con la propria capacità di far convivere, in modo però distinto, uso personale e professionale sullo stesso dispositivo. Il software di gestione Bes, poi, permette di amministrare non solo i nostri terminali, ma anche quelli iOs e Android, usando un’unica console</em>”. <br />Gli sviluppi attorno alla gamma di nuovi smartphone continua anche sul fronte delle applicazioni disponibili, che hanno giù superato la barriera delle 100mila. Allo stesso tempo, il vendor ha rafforzato i legami con i principali carrier di telefonia mobile, per ottenere maggior visibilità soprattutto agli occhi degli utenti aziendali: “<em>Abbiamo rapporti stretti con tutti gli operatori italiani e collaboriamo con loro anche dal punto di vista delle competenze e degli sviluppi tecnologici</em>”, sottolinea Ghidini. <br />Dove porteranno gli sviluppi fin qui citati per Blackberry? Il recupero di quote di mercato appare impresa complicata, soprattutto per la distanza che esiste oggi dai due leader (iOs e Android) e per un radicamento che richiede lungo tempo per essere ottenuto. Qualcuno ha ipotizzato che la strategia di apertura, apparentemente volta a superare lo storico isolamento, possa essere il preludio a <strong>una scissione fra le attività di fabbricazione e quelle legate agli sviluppi software</strong>. La ricerca dell’indipendenza dalle piattaforme, dunque, potrebbe anche essere la premessa per una separazione dalla produzione dei dispositivi, alla ricerca di un’identità che, a questo punto, sarebbe davvero tutta nuova.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/EMJmlVJhTeM" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/mobility-byod/1858/il-recupero-di-blackberry-passa-per-aziende-e-apertura.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>In-Memory Computing, ecco la soluzione Oracle per Jd Edwards</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/V8La2iB4ktU/in-memory-computing-ecco-la-soluzione-oracle-per-jd-edwards.html</link>
		<pubDate>Wed, 15 May 2013 19:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/big-data-analytics/1856/in-memory-computing-ecco-la-soluzione-oracle-per-jd-edwards.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/15/1856.jpg" alt=" "/>La società conferma il proprio impegno a supporto dell'elaborazione in-memory annunciando la disponibilità di soluzioni specifiche per ambienti JD Edwards</p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dal batch al real time. L’In_Memory computing permette di traslare la logica di elaborazione in una modalità che consente analizzare in tempo reale dati associati alle applicazioni business critical permettendo di realizzare analisi complesse a vantaggio del processo decisionale. E’ una tendenza che introduce un significativo cambiamento per quanto riguarda la possibilità di valorizzare l’ambiente ERP.  Su questo percorso si stanno ormai muovendo le aziende leader del settore. Tra queste Sap con la tecnologia Hana e Oracle che ha annunciato in questi giorni la disponibilità di  <a href="http://www.oracle.com/us/corporate/features/in-memory-apps/index.html">Oracle In-Memory Applications</a> per <a href="http://www.oracle.com/us/products/applications/jd-edwards-enterpriseone/overview/index.html">Oracle JD Edwards EnterpriseOne</a>, confermando così il proprio impegno a supporto dell'evoluzione dell'elaborazione in-memory. Le performance degli <a href="http://www.oracle.com/technetwork/server-storage/engineered-systems/index.html">Oracle Engineered Systems</a> fanno sì che <a href="http://www.oracle.com/us/products/applications/jd-edwards-enterpriseone/memory-project-portfolio-mgmt-1931639.pdf">Oracle JD Edwards EnterpriseOne In-Memory Project Portfolio Management</a> e <a href="http://www.oracle.com/us/products/applications/jd-edwards-enterpriseone/jde-in-memory-sales-advisor-1931628.pdf">Oracle JD Edwards EnterpriseOne In-Memory Sales Advisor</a> possano aiutare i clienti a incrementare fatturato e redditività grazie a decisioni più rapide ed efficaci. Le JD Edwards EnterpriseOne In-Memory Applications forniscono nuove opportunità grazie alla disponibilità immediata di capacità di sintesi e simulazione basate su estesi set di dati complessi e transazionali near-real-time, con benefici importanti per i processi decisionali e per il controllo e l'accuratezza dei processi di business. <br />“I processi JD Edwards EnterpriseOne, - afferma Oracle -  fra cui Order-to-cash, Financial Close, Job (Project) Status Inquiry e Materials Requirements Planning, risultano circa sei volte più veloci sui sistemi ingegnerizzati Oracle rispetto alle applicazioni che girano su altri hardware, trasformando l'elaborazione batch in elaborazione in tempo reale e riducendo i tempi di risposta”.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/V8La2iB4ktU" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/big-data-analytics/1856/in-memory-computing-ecco-la-soluzione-oracle-per-jd-edwards.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>Chi sopravviverà alla trasformazione del mercato?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/KcHfWpVTqYg/chi-sopravvivera-alla-trasformazione-del-mercato-.html</link>
		<pubDate>Wed, 15 May 2013 11:55:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/cloud-computing/1851/chi-sopravvivera-alla-trasformazione-del-mercato-.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/approfondimenti/2013/05/15/1851.jpg" alt=" "/>Siamo di fronte a un radicale e progressivo scostamento dalle regole IT tradizionali: si modifica l’assetto della domanda e dell’offerta con una conseguente e implicita metamorfosi dell’intero ecosistema di industry</p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cloud, mobilità, social media e informazione sono i fattori che Gartner identifica come il <strong>Nexus of Forces</strong>, tema che è stato al centro dell’evento organizzato a Milano l’8 maggio scorso. Nexus of Forces, un insieme di tendenze convergenti che agiscono come elemento di trasformazione del mercato. Non è più questione di “se, cosa, come, quando” questo cambiamento avrà luogo. <strong>Siamo di fronte a un radicale e progressivo scostamento dalle regole IT tradizionali</strong>. E' in discussione l’assetto stesso della domanda e dell’offerta, con una conseguente e implicita metamorfosi dell’intero ecosistema di industry. Organizzazioni e fornitori sono di fronte a sfide e opportunità che determineranno la loro sostenibilità futura. <br />E’ un fenomeno che, nelle sue modalità, si ripete ogni qualvolta si innesca un cambiamento sostanziale nel modo di produrre in virtù della disponibilità di nuove tecnologie. Un fenomeno che, spesso, è stato descritto come <strong><em>Disruptive Innovation</em></strong>, ovvero innovazione che crea una frattura rispetto ai modelli di business esistenti. Uno scenario dove si assiste a una stessa sequenza: l’ingresso di nuovi player e la conseguente sfida per gli <strong><em>incumbent</em></strong> nel sostenere una competizione fondata su <strong>nuovi modelli di</strong> <em>industry</em>. <br />Nel business IT si ripete quanto successo in passato: <strong>i nuovi player adottano inizialmente una strategia a basso margine di profitto, mettendo in crisi la logica mainstream della componente <em>legacy</em></strong> e, nello stesso tempo, introducono elementi di competitività che si rivelano poi essenziali, come velocità e personalizzazione. Le nuove strutture sono leggere, non devono sostenere i costi delle vecchie organizzazioni, investono soltanto nelle risorse necessarie per sopravvivere nel nuovo mondo. Sono organizzazioni che creano una nuova domanda coinvolgendo nuovi soggetti. All’inizio il prodotto dei <em>newcomer</em> viene considerato di scarsa qualità rispetto agli <em>incumbent</em>, ma il concetto di qualità varia nel tempo e la logica dei <em>newcomer</em> diventa progressivamente sempre più competitiva. <br />In uno scenario caratterizzato da una profonda trasformazione è scontato che le posizioni sinora acquisite, sia nella dimensione della domanda che dell’offerta, siano sottoposte a pressioni senza precedenti. <strong>In discussione è lo stesso ruolo del Cio</strong> che, se considerato l’affermarsi del nuovo paradigma di mercato, dovrebbe esser traslato in una diversa connotazione, quella del Chief Digital Officer o Chief Innovation Officer, poiché l’IT diventa una funzione complementare a una strategia di più ampio respiro che riguarda la digitalizzazione dell’impresa. <br /><strong>La domanda IT all’interno delle aziende diventa più frammentata</strong>. I responsabili marketing sono i nuovi soggetti che determinano una spesa orientata all’acquisizione di nuovi servizi as a service. <strong>L’80% del mercato SaaS, rivela Gartner, è conseguente un processo decisionale di utenti business.</strong> La stessa affermazione del Big Data genererà un flusso di domanda che sarà prevalentemente intercettato ed erogato da fornitori esterni all’azienda.<br /><strong>Nel giro di pochi anni il 20% dei fornitori di servizi saranno eliminati dalla nuova concorrenza,</strong> quella determinata dai new comer che sapranno metabolizzare al meglio la logica del Nexus of Forces. Entro il 2020 il 55% delle organizzazioni avrà trasformato il proprio assett informativo facendo convergere anche la componente IT critical, quella che fa riferimento al core business, verso uno scenario cloud centrico. <br />I vendor tradizionali, quelli che nel corso del ventennio passato hanno visto la propria fortuna materializzarsi grazie alla centralità del personal computer, sono ora minacciati dall’avvento della componente mobile. <strong>Tablet e smartphone incideranno progressivamente sulla tipologia client prevalente in azienda</strong>, cancellando in misura percentualmente sempre più elevata la presenza del desktop. Tutte le figure aziendali che operano in mobilità saranno utenti mobile-addicted, assuefatti e conquistati dalla tecnologia mobile di nuova generazione. <br />Nel giro di pochi anni è possibile che una fetta sempre più grande di dipendenti diventi essa stessa proprietaria del dispositivo - pc-tablet-smartphone - utilizzato nell’ambiente del lavoro secondo la logica del BYOD. Come afferma Massimo Pezzini, analista di Gartner, <strong>per il front end prevarrà una logica <em>think mobile</em> mentre per il back end si imporrà quella del <em>think cloud</em></strong>. <br /><strong>Mobile e cloud saranno quindi le forze centrifughe che modificheranno i riferimenti tecnologici</strong> basati sul principio client-server del passato. Il paradigma del cloud, dell’IT as a service, sottintende una progressiva industrializzazione dei servizi e non è altro, come afferma Claudio Da Rold (Gartner), che un’evoluzione-attualizzazione del concetto di outsourcing. <br /><strong>L’IT as a service si imporrà per una semplice ragione secondo Da Rold, per il fatto che le aziende continueranno a chiedere di fare di più con meno, gestire l’esistente a procedere nell’innovazione, spendendo di meno.</strong> E il modo per allinearsi ad esigenze di questo tipo è attraverso una riduzione dei costi che solo un nuovo modello di fruizione ed erogazione dei servizi può consentire. Non solo, ma sarà la complessità delle infrastrutture che dovranno sostenere la nuova erogazione dell’IT che spingerà le aziende a spostare in modo selettivo il baricentro dei propri investimenti verso nuove logiche di approvvigionamento.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/KcHfWpVTqYg" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/cloud-computing/1851/chi-sopravvivera-alla-trasformazione-del-mercato-.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>Resta in salute il mercato Ppm</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/4x2KISijQrg/resta-in-salute-il-mercato-ppm.html</link>
		<pubDate>Wed, 15 May 2013 10:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/enterprise-management/1848/resta-in-salute-il-mercato-ppm.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/15/1848.jpg" alt=" "/>Gartner ha stimato in 1,65 miliardi di dollari il valore generato nel 2012 dai software di Product   portfolio management.</p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>È cresciuto dell’11% il mercato mondiale del Product  amp; portfolio management (Ppm), secondo l’ultimo report prodotto da Gartner. Malgrado la recessione e la contrazione dei budget It, dunque, il valore del comparto ha continuato a salire, raggiungendo gli 1,65 miliardi di dollari, con i vendor impegnati a potenziare le rispettive offerte, arricchire <strong>l’offerta SaaS</strong> e avvicinare anche i mercati emergenti. <br /><strong>Oracle</strong> guida il mercato, con un giro d’affari di 381,2 milioni di dollari e una quota del 23%, Segue <strong>Microsoft</strong>, cresciuta come la rivale del 10% e attestata su una quota di mercato del 15%. Al terzo posto troviamo <strong>Ca Technologies</strong>, che detiene il 10 amp; complessivo e ha un giro d’affari di 157,5 milioni di dollari. <strong>Planview precede Hp</strong> nelle posizioni di rincalzo, con quote rispettive del 6 e del 4%. <br />A livello di territorio, l’Europa dell’Est e la zona Asia.Pacifico hanno registrato crescite a doppia cifra, mentre l’Europa Occidentale ha avuto un progresso solo del 6,3%, ma su un volumen complessivo ben più elevato.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/4x2KISijQrg" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/enterprise-management/1848/resta-in-salute-il-mercato-ppm.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>Monetizzare i dati</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/L9TDxFuPuMY/index.html</link>
		<pubDate>Wed, 15 May 2013 10:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/big-data-analytics/1847/index.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/social/2013/05/15/" alt=" "/>un possibile percorso per valorizzare dati di eccellenza e intraprendere una strategia diversificata coerente con le opportunità </p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come monetizzare i dati? Come creare una nuova fonte di redditività dal Big Data? Qualsiasi cosa che si possiede e non viene utilizzata ha un costo. E’ quanto accade per i dati. <a href="http://www.informationweek.com/big-data/news/big-data-analytics/big-data-alchemy-turn-info-into-money/240154772">Nell’articolo apparso su InformationWeek</a> un possibile percorso a una strategia che possa portare l’azienda a valorizzare dati di eccellenza e intraprendere un percorso coerente con una strategia diversificata coerente con le opportunità offerte dalle tecnologie che presiedono al Big Data Computing.<br />
<blockquote><em> “In quantifying the value of data, it's critical to separate the gold from the pyrite. One method is to determine its material value to the business. For instance, by applying <a href="http://www.informationweek.com/big-data/news/big-data-analytics/splunk-datasift-team-up-for-big-data-an/240153233">analytics in real time</a> to data from revenue-generating initiatives, companies can adjust rapidly to changing market conditions. That data thus becomes a tangible, valuable asset”.</em></blockquote></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/L9TDxFuPuMY" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/big-data-analytics/1847/index.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>Hp vara la Cloud Service Automation</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/u8BHrqescRU/hp-vara-la-cloud-service-automation.html</link>
		<pubDate>Wed, 15 May 2013 09:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/cloud-computing/1846/hp-vara-la-cloud-service-automation.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/15/1846.jpg" alt=" "/>Aggiornati i tool di gestione dei server, dei database, del middleware e dei workload. I prodotti sono stati raggruppati in una soluzione unica e integrata.</p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La strategia di Hp volta a aiutare le aziende a spostare determinati carichi di lavoro in ambienti esterni, pubblici o privati, procede con l’aggiornamento di diversi strumenti pensati per automatizzare le implementazioni cloud. <br />Nella convinzione che le nuove pratiche dell’It non possano più essere limitate a data center monolitici, ma debbano far riferimento ad ambienti distribuiti, il vendor ha rilasciato <strong>la versione 10 di Operations Orchestration, di Server Automation e di Database and Middleware Automation.</strong> Tutti questi strumenti sono stati raggruppati nella suite <strong>Cloud Service Automation</strong>, allo scopo di fornire una soluzione unica e integrata. <br />L’obiettivo per Hp è di facilitare e accelerare l’implementazione di servizi basati su applicazioni in ambienti cloud ibridi. Server Automation, in particolare, si occupa di installare patch e aggiornare migliaia di server contemporaneamente. Nella nuova versione vengono gestiti anche i server virtuali non utilizzati. Il prodotto viene proposto anche in versione appliance. <br />Il motore di automazione dei processi Operations Orchestration, invece, collega applicazioni distinte, per creare un flusso di lavoro trasversale. Per la prima volta, con la nuova release, è possibile lavorare con flussi distribuiti fra diversi service provider. <br />Hp Database and Middleware Automation, infine, offre funzionalità per automatizzare la gestione di database e numerosi software middleware, lavorando con i più noti Db di Oracle, Microsoft, Ibm o Sybase, oltre che con ambienti WebSphere e WebLogic.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/u8BHrqescRU" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/cloud-computing/1846/hp-vara-la-cloud-service-automation.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>Vmware, in azienda si fa cloud senza passare dall’IT </title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/z1jXk3bwN3s/vmware-in-azienda-si-fa-cloud-senza-passare-dall-it.html</link>
		<pubDate>Wed, 15 May 2013 09:54:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/cloud-computing/1845/vmware-in-azienda-si-fa-cloud-senza-passare-dall-it.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/approfondimenti/2013/05/15/1845.jpg" alt=" "/> Il cloud nascosto è un fenomeno che sta prendendo piede nelle aziende europee; all’Italia il primato. La funzione IT vede venire meno il suo ruolo; per questo deve cercare di dialogare con le altre linee di business e diventare broker di servizi in un contesto di cloud ibrido. A Vmware Forum si fa il punto della situazione societaria.</p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nella nuova cornice del Mico a Milano (la manifestazione si è sempre svolta al Centro Congressi a Milanofiori) <strong>Vmware</strong> ha organizzato <strong>l’annuale appuntamento Vmware Forum</strong>, <strong>accogliendo clienti e partner chiamati a conoscere e toccare con mano le ultime novità di casa</strong>, così come <strong>mission e direzioni future</strong>. L’ambientazione ha fatto da sfondo anche <strong>alla presentazione di alcuni numeri relativi ai fenomeni del cloud computing e dell’end user computing</strong>, due tra i principali trend che impattano Ict e organizzazioni. <br />E’ toccato ad <strong>Alberto Bullani, Regional Manager della filiale italiana, inquadrare la situazione societaria.</strong> <br />In un momento di mercato non semplice, <strong>Vmware,</strong> nonostante <a href="http://www.impresacity.it/g11media/news.edit.php?id=1017">la crescita</a> non sia così impetuosa come nel passato, <strong>continua a dimostrare un buono stato di salute</strong>. Sono proprio i numeri a parlare: <strong>4,61 miliardi di dollari di fatturato nell’esercizio 2012 chiuso lo scorso dicembre in crescita del 22%</strong> sull’anno precedente; <strong>4,63 miliardi di dollari</strong> in cash – “<em>è una cifra che ci permette di crescere senza indebitarci”</em>, <strong>un organico che supera i 13 mila dipendenti, 55 mila partner, 550 mila clienti di cui 6.000 in Italia.</strong> <em>“Solo un biennio fa Vmware poteva considerarsi un’azienda monoprodotto. Tutto ruotava intorno all’hypervisor che l’ha resa nota. Oggi è un’azienda che sta al passo dei cambiamenti; basti vedere il paniere d’offerta molto composito, in cui la parte più importante e in maggior crescita non è quella 'core' ma quella relativa alle componenti più innovative legate al cloud computing, ai tool di mangement e alla parte di end user computing legata alla mobilità.”</em> <br />Pur non potendo esplicitare i dati italiani, Bullani mostra una certa soddisfazione nel presentare<strong> alcuni indicatori che permettono comunque di farsi un’idea dell’andamento della filiale.</strong> <strong>Negli ultimi sei mesi il Belpaese è risultato il primo in Europa in termini di crescita.</strong> E la filiale raggiunge anche il <strong>primato in termini di quota di mercato dei servizi professionali rispetto alle licenze vendute</strong>: <em>“Si ricorre a Vmware per implementare progetti innovativi, mission critical e di elevata complessità. Le aziende ci chiedono di ridisegnare i processi, replicare le best pratices, di fargli da consulenti. Significa che l’Italia è più avanti rispetto ad altri paesi in termini di adozione dei prodotti innovativi”, </em>spiega Bullani.<br />Altro dato interessante riguarda la <strong>customer satisfaction.</strong> Ogni anno Vmware svolge <strong>una survey sugli utenti finali secondo una metodologia sviluppata da Bain Company che ha come unità  di misura l’Nps – Net promoter Score</strong> –  un benchmark standard di mercato che nell’IT va da - 20 a + 20. A livello Emea nell’edizione 2012 Vmware Emea ha raggiunto il punteggio di 44 - più del doppio del massimo del mercato IT - e <strong>l’Italia ha primeggiato risultando di gran lunga la prima country con un punteggio di 59</strong>. “<em>E’ un dato importante che testimonia la bontà del lavoro compiuto in Italia”, </em>enfatizza Bullani.<em>  </em><br /><strong><br />Cloud compunting nascosto</strong> <br />Sono <strong>il Cloud Computing e l’End user computing (consumerizzazione dell’It e relativo Byod) i principali trend</strong> che, secondo Bullani, occorre tenere presenti in questo momento storico. Anche in questo caso, i numeri fotografano la situazione. I dati dell’Osservatorio del Politecnico di Milano relativo all’adozione del cloud computing in Italia indicano <strong>un 21% di utilizzo maturo, ufficiale, certificato dall’azienda;  una crescita del fenomeno pari al 25% e un’adozione diffusa nelle grandi aziende</strong> (pari al 56%) mentre le Pmi sono ancora indietro (22%) pur vedendo nel cloud un’opportunità per accelerare il proprio business. <strong>E il modello più diffuso oggi è quello del cloud ibrido</strong>. <br />Destano invece interesse e al contempo preoccupazione <strong>i dati che derivano dalla ricerca “Covered Cloud” commissionata da Vmware a Vanson Bourne</strong> su un <strong>campione europeo di 3 mila utenti business e 1.500 decision maker IT in sei nazion</strong>i: Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda e Svezia, al fine di capire quanto il fenomeno cloud sia visibile e quanto sia nascosto. <br /><strong>Ne emerge un quadro impressionante: in Europa il 45% degli utenti business comprano o utilizzano servizi cloud senza l’autorizzazione ufficiale della funzione IT</strong>. E questo fenomeno trova la sua massima espressione<strong> in Italia dove tale percentuale raggiunge il 66%</strong>.  <br />Il 37% dei responsabili IT in Europa (e il 43% in Italia) ha il sospetto che le persone dell’azienda abbiano acquisito  servizi cloud senza autorizzazione. Nonostante ciò, <strong>la maggior parte dei decision maker (72% in Europa e 78% in Italia) che ha tali sospetti non vede il fenomeno come negativo</strong>; al contrario, ne vedono <strong>alcuni benefici in termini soprattutto di riduzione della spesa</strong> – una media di 1,6 milioni di euro per organizzazione in Europa nel 2012, <strong>ma non solo</strong>. Circa un IT manager su due in Europa (51%) e il 43% in Italia pensa che<strong> tutto ciò consenta di rispondere in modo più tempestivo  alle richieste dei clienti e circa un terzo</strong> (31% in Europa, 24% in Italia) che permetta di <strong>migliorare crescita e sviluppo</strong>. <br />Non mancano <strong>i rischi</strong> però: <strong>è la sicurezza la principale preoccupazione degli intervistati</strong> (il 54% degli italiani) che temono che <strong>il cloud nascosto possa incrementare le minacce alla sicurezza</strong>, creando, di fatto, un conflitto fra necessità di maggior flessibilità da parte dell’IT e quella di maggior controllo e di riduzione del carico di gestione. <br /><em>“Gli IT manager si rendono conto che molti dipendenti aziendali cercano all'esterno servizi che l’IT non è in grado di erogare, ma si rendono anche conto che è tutto ciò utile all'azienda. Insomma, non sono in disaccordo con il fenomeno ma chiedono maggior dialogo. Vorrebbero poter concordare insieme le scelte. Di fatto l’IT non può più agire come monopolista. E’ bypassato su molti fronti. La sfida principale per questa figura aziendale è quella di centralizzare e incanalare il fenomeno, assumendo il ruolo di broker di servizi”,</em> sottolinea Bullani. <br />In termini di spesa il 23% dei dipendenti in Europa ha scaricato e pagato per prodotti cloud per un valore di circa <strong>2.270 Euro (in Italia circa 2.800</strong>) mentre il 14% è arrivato a spendere anche 5.000 euro a testa. <strong>I dipendenti italiani bypassano il protocollo IT per per trovare modalità di lavoro più efficienti e veloci (30%) e per mantenere la competività lanciando una nuova offerta</strong> (18%). <br />I <strong>cinque prodotti e servizi più utilizzati (</strong>pagati o gratis) senza l’autorizzazione del comparto IT sono: <strong>condivisione di dati e fila, email cloud, instant messaging, video conferencing e social network professionali.</strong> Mentre <strong>le aree aziendali </strong>coinvolte maggiormente dal fenomeno sono: <strong>marketing/pubblicità/comunicazione; vendite; ricerca e sviluppo e finance.</strong> <br />Sul fronte <strong>End User Computing i dati degli Osservatori del Politecnico</strong> indicano in Italia <strong>un 16% di utilizzo maturo </strong>(è l’azienda che rilascia le applicazioni mobili),<strong> un +12% di crescita e il 57% lavoratori non tradizionali</strong>, i cosidetti smarter worker, che ne fanno uso. <strong> </strong> <br /><strong><br />La ricetta Vmware: tre ingredienti principali<br /></strong> In un quadro così delinato “<em>la mission di Vmware è quella di semplificare IT, trasformandola in un servizio IT, facile e immediato da fruire al pari del telefono e della corrente elettrica”,</em> dice Bullani. <br />Una mission che si declina lungo tre <strong>direttrici principali: Software Defined Data Center; Hybrid Cloud; End User Computing.</strong> <br />Il concetto di <strong>Sofware Defined Data Cente</strong>r afferisce a una visione di data center interamente gestito via software. Così come si è fatto per la virtualizzazione server ora è necessario farlo per tutte le componenti del data center siano essi storage, sicurezza, management e networking. In particolare, risulta fondamentale riuscire a disaccoppiare la parte di rete da quella server. E in quest’ambito l’acquisizione di Nicira è fondamentale per coprire al meglio questo tema. <br />L’<strong>Hybrid Cloud</strong> è la naturale evoluzione del Software Defined Data Center. E’ l’estensione del data center interno verso l’esterno poggiando su infrastrutture di provider esterni (Telecom Italia, Aruba, Ovh, Clouditalia solo per citarne alcuni provider con cui Vmware opera) con la possibilità di muovere e spostare carichi di lavoro in modalità bidirezionale lasciando libertà di scelta agli utenti. <br />E poi c’è <strong>l’End user computing</strong> (consumerizzazione dell’IT e Byod). In quest’ambito Vmware propone un’infrastruttura (Horizon Suite) in grado di soddisfare i clienti mobili che consente alle aziende di gestire la moltitudine di device mantenendo il controllo della situazione.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/z1jXk3bwN3s" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/cloud-computing/1845/vmware-in-azienda-si-fa-cloud-senza-passare-dall-it.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>Software AG, soluzione unificata in PaaS</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/64r9kv-CUx8/index.html</link>
		<pubDate>Wed, 15 May 2013 09:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/cloud-computing/1844/index.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/15/1844.jpg" alt=" "/>Logica unificata di creazione, sviluppo e integrazione. La suite comprende il software derivato dall’acquisizione di LongJump più tecnologie service bus e Bpm</p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Software Live è la suite presentata in questi giorni da Software AG per indirizzare il mercato platform as a service (PaaS). <strong>L’obiettivo è mettere gli utenti nella condizione migliore per creare e sviluppare applicazioni che possano essere integrate nell’ambiente esistente</strong>. <br />Per Software Ag significa ragionare in una logica unificata di creazione, sviluppo e integrazione. La suite comprende il software derivato dall’acquisizione di LongJump, effettuata dall’azienda tedesca nell’aprile scorso, più tutta una serie di software complementare, di proprietà Software AG, che viene oggi unificata nella suite. <br />Su questo terreno la competizione è da tempo avviata. SalesForce.com, Ibm, Oracle, Emc sono tutte aziende che si sono mosse per potere presentare soluzioni di gestione e sviluppo software in ambiente cloud. <br />Le diverse componenti della suite sono così strutturate: <br /><strong>AgileApps Live</strong> -  Consente il deployment nella dimensione cloud, mobile e social networks (è la componente derivata dal software LongJump) <br /><strong>Process Live</strong> – indirizzato a risolvere problematiche di Business Process Management (è la componente derivata dalla soluzione ARIS Business Process Analysis di Software AG) <br /><strong>Integration Live</strong> – Basata sul software WebMethods corrisponde di fatto al service bus in ambiente cloud il cui obiettivo e funzione è la connessione-integrazione tra ambienti off premises – on premises</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/64r9kv-CUx8" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/cloud-computing/1844/index.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>Windows Blue diventerà 8.1 e sarà gratis</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/nR-WWUemvWk/windows-blue-diventera-8-1-e-sara-gratis.html</link>
		<pubDate>Wed, 15 May 2013 09:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/mobility-byod/1842/windows-blue-diventera-8-1-e-sara-gratis.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/15/1842.jpg" alt=" "/>Svelato il nome definitivo di quello che per Microsoft si configura come un aggiornamento gratuito per Windows 8 e Rt.</p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La fonte è ufficiale, ovvero il blog di Microsoft. Due annunci laconici, ma di notevole importanza per gli utenti Windows, soprattutto dell’ultima generazione. <br />Innanzitutto, confermando le indiscrezioni dei giorni scorsi, quello che sin qui era conosciuto come Windows Blue porterà il nome definitivo di <strong>Windows 8.1</strong>. La nuova release, inoltre, <strong>sarà gratuita per tutti i possessori di una licenza di Windows 8 o Rt</strong>, a prescindere da quale sia l’edizione in uso. Occorre dire che Windows 8.1 non sarà, a questo punto, altro che un aggiornamento di quanto già disponibile, con l’intento di correggere gli errori di gioventù. In questo senso, Microsoft sembra perseguire <strong>la stessa logica dei Service Pack</strong>. Non verrà inaugurato un nuovo filone e quindi il prodotto è destinato a conservare brand e logo attuali. <br />I più curiosi potranno <strong>iniziare a testare la nuova release dalla fine del mese di giugno</strong>, quando avverrà la pubblicazione di una “public preview”, verosimilmente destinata a coincidere con la conferenza Build. Secondo le ultime informazioni, la versione finale è attesa per settembre.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/nR-WWUemvWk" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/mobility-byod/1842/windows-blue-diventera-8-1-e-sara-gratis.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>Ma il marketing digitale si è davvero affermato?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/pYltpoe1_jQ/ma-il-marketing-digitale-si-e-davvero-affermato-.html</link>
		<pubDate>Wed, 15 May 2013 09:10:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/big-data-analytics/1841/ma-il-marketing-digitale-si-e-davvero-affermato-.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/social/2013/05/15/" alt=" "/>Nell’articolo pubblicato su Forbes si afferma che una vera rivoluzione digitale del marketing non sia ancora avvenuta e che il vero cambiamento sia soltanto iniziato</p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma le strategie di marketing, rispetto al passato, al di là del fatto di essere immersi in un ecosistema digitale, sono realmente cambiate? <strong>Nell’articolo pubblicato su <a href="http://www.forbes.com/sites/gregsatell/2013/05/14/why-big-data-marketing-needs-to-get-a-whole-lot-bigger/">Forbes</a> si afferma che una vera rivoluzione digitale del marketing non sia ancora avvenuta.</strong> Nel passato si  identificava un target di consumatori e si indirizzavano i necessari investimenti per cercare di intercettare il nuovo mercato. La logica attraverso la quale si sostenevano azioni di questo tipo era per lo più di tipo one to many poiché i canali di comunicazione e i media erano strutturati in base a questa convenzione. Quotidiani, magazine, TV, Radio…. La pubblicità era declinata attraverso differenti tipologie di media e la quantità di denaro investito in pubblicità non garantiva ritorni comparabili. Era come comprare un biglietto alla lotteria. Con l’affermazione del web, dell’ecosistema social e con la disponibilità di raggiungere il consumatore attraverso dispositivi di nuova generazione tutto è cambiato. Quanto meno i presupposti fondati una strategia di marketing. Significa potere agire secondo una logica one-to-one e potere monitorare il mercato in real time.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/pYltpoe1_jQ" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/big-data-analytics/1841/ma-il-marketing-digitale-si-e-davvero-affermato-.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>Da Sap Hana alle Pmi, si amplia l’orizzonte di Hitachi Data Systems</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/x_R9V_PaKmg/da-sap-hana-alle-pmi-si-amplia-l-orizzonte-di-hitachi-data-systems.html</link>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 18:29:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/enterprise-management/1840/da-sap-hana-alle-pmi-si-amplia-l-orizzonte-di-hitachi-data-systems.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/14/1840.jpg" alt=" "/>Chiuso un anno particolarmente positivo in Italia, l’azienda guarda avanti, forte di un’offerta più completa rispetto al passato.</p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non va proprio tutto così male in Italia, se aziende come Hitachi Data Systems possono sbandierare una crescita nell’ultimo anno fiscale del 19,5%: “<em>Siamo decisamente sopra la media europea, collocata intorno a un increm</em><em>e</em><em>nto<br /><img style="float: left;" title="hitachi-dario-pardi.png" src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/14/1840/hitachi-dario-pardi.png" alt="hitachi-dario-pardi.png" />del 10%</em> - sottolinea <strong>Dario Pardi</strong>, vicepresidente global markets Emea e presidente della filiale italiana -. <em>Siamo andati bene in ambito enterprise, tanto da voler puntare ad avvicinare sensibilmente Emc, quanto nel midrange, grazie ai Nas e alla gamma ObjectStore, che gestisce i dati non strutturati</em>”. <br />Lo specialista di storage ha chiuso l’esercizio, lo scorso 31 marzo, con un fatturato di circa 50 milioni di euro, consolidando i mercati storicamente forti (finance, sanità, telecomunicazioni, oil  amp; gas) e guadagnando quote anche fra le aziende medie e medio-piccole con qualche sacrificio in termini di prezzo, in attesa di prodotti (ora in arrivo) pensati nello specifico per questa fascia di utenti. Soprattutto, sono state poste le premesse per proseguire lungo questo trend anche per il 2013: “<em>Il mondo dei big data e degli analytics</em> – aggiunge <strong>Walter Simonelli</strong>, direttore generale di Hds Italia – <em>è certamente fra i più promettenti e offre buoni margini. La gestione dei dato non strutturati è una delle esigenze oggi più sentite dalle aziende</em>”. <br />Un altro terreno che autorizza buone aspettative è legato al supporto della piattaforma Sap Hana. Attraverso l’infrastruttura convergente <strong>Ucp Select for Sap Hana</strong> e i servizi Live in Five, il costruttore punta a valorizzare le applicazioni Erp, Crm e Scm esistenti nelle aziende, aiutando i clienti a evolvere verso i sistemi transazionali e analitici in-memory, preparandosi al supporto delle future applicazioni costruite sulla piattaforma Sap. <br />Per mantenere il passo della crescita, Hitachi Data Systems punta anche sul potenziamento della struttura di <strong>consulenza</strong>, lungo la linea già intrapresa di non offrire competenze meramente tecnologiche, ma soprattutto legate ai <strong>mercati verticali</strong> nei quali l’azienda opera: “<em>Non è da escludersi</em> – anticipa Pardi – <em>anche la possibilità di procedere a qualche acquisizione, oltre a sfruttare una copertura territoriale diretta migliorata con l’apertura della sede a Roma</em>”.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/x_R9V_PaKmg" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/enterprise-management/1840/da-sap-hana-alle-pmi-si-amplia-l-orizzonte-di-hitachi-data-systems.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>Cellulari, Samsung prima, seconda Apple. Nokia arretra</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/zsgdw8-0ns8/cellulari-samsung-apple-nokia-smartphone.html</link>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 17:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/mobility-byod/1839/cellulari-samsung-apple-nokia-smartphone.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/14/1839.jpg" alt=" "/>Samsung mantiene la prima posizione con un market share del 23,6%. La share dell’azienda finlandese è pari al 14,8%. Terza Apple al 9%. </p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong> Nei primi tre mesi dell’anno il mercato globale dei celluari è cresciuto dello 0,7%</strong>. Sono i dati che emergono dai numeri rilasciati da Gartner. Le dinamiche più positive sono state registrate grazie all’incremento nella vendite di smartphone e dalle ottime performance nell’area Asia Pacifico. I risultati in quest’ultima regione sono riusciti a compensare la debolezza della domanda che si è manifestata pressoché in ogni altro paese. <br /><strong>Samsung mantiene la prima posizione con un market share del 23,6%</strong> con un vantaggio rispetto a Nokia che si fa sempre più consistente. <strong>La share dell’azienda finlandese è pari al 14,8</strong>%. Terza <strong>Apple al 9%</strong>. Posizioni di mercato conseguenti la crescita a doppia a cifra per Samsung, che incrementa il proprio volume del 13% e Apple  le cui vendite hanno evidenziato un balzo del 16%. Nokia in controtendenza con una decrescita del 24%. La share di mercato di Nokia si è così ridotta del 4,9%. <br /><strong>La ragione della sotto-performance di Nokia, secondo quanto affermato da Gartner, è da attribuire al progressivo declino del mercato cellulare tradizionale.</strong> Buone notizie, invece per quanto riguarda la performance della nuova generazione smartphone Lumia basata su Windows 8: nel primo trimestre dell’anno se ne sono vendute 5, 1 milioni di unità. Numeri, questi ultimi, che non sono ancora sufficienti a permettere a Nokia di qualificarsi al meglio nella dimensione di nuova generazione. <br />Il successo di Nokia, secondo Gartner, è un successo relativo, in quanto il mercato smartphone tende ad espandersi in volume. Una tendenza che premia soprattutto altre aziende, tanto è vero che Nokia, pur avendo registrato vendite maggiori nel comparto smartphone rispetto all’analogo trimestre 2012, è passata in termini di market share dall’ottava alla decima posizione. <br />Infine, le vendite di smartphone costituiscono ormai quasi il 50% delle vendite complessive dei cellulari; 49,3% rispetto al 44% del primo trimestre 2012. Per un 50% degli utenti il passaggio da dispositivi tradizionali a smartphone non è scontato, o quanto meno non avverrà a ritmi particolarmente entusiasmianti. Le ragioni di ciò? Da una parte il fatto di considerare la tecnologia tradizionale, good enough, sufficiente per rispondere a esigenze fondamentali, dall’altra la barriera del costo di accesso.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/zsgdw8-0ns8" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/mobility-byod/1839/cellulari-samsung-apple-nokia-smartphone.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>Qualcomm leader nei processori LTE</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/rTJ3pqcs2ws/qualcomm-leader-nei-processori-lte.html</link>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 12:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/mobility-byod/1837/qualcomm-leader-nei-processori-lte.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/14/1837.jpg" alt=" "/>La società americana detiene la maggiore quota del mercato chipset basata su tecnologia LTE. Intel e Broadcomm le aziende in grado di sfidare la leadership di Qualcomm</p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Avere soluzioni a livello di processore in grado di supportare reti <strong>4G</strong> diventa un fattore competitivo di massima rilevanza. L’affermazione del mercato smartphone e la sempre più marcata consistenza del traffico dati sul traffico voce determina infatti una costante ricerca di reti in grado di sostenere una dimensione smartphone legata a quello che potremmo definire un utilizzo <strong>infotainment</strong>, di informazione e intrattenimento, dei dispositivi mobili. <br />Al momento il leader in questo specifico settore di mercato è <strong>Qualcomm</strong> (processori utilizzati da Samsung nei suoi sistemi Galaxy) che, secondo quanto affermato da <a href="http://www.abiresearch.com/press/qualcomm-dominates-the-lte-baseband-chipset-market"><strong>ABI Research</strong>,</a> detiene i due terzi del volume delle vendite. I competitor più aggressivi negli anni avvenire, osservano gli anlisti della società di ricerche, sono Intel e Broadcom. <br /><br /><img title="qualcomm-company-logo.jpg" src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/14/1837/qualcomm-company-logo.jpg" alt="qualcomm-company-logo.jpg" /><br /><br />Naturalmente è un mercato in divenire: si calcola che <strong>nel 2018 i chip LTE potrebbero arrivare a volumi di vendite pari 850 milioni di unità.</strong> Valutando la crescita media annuale nel corso dei prossimi anni significa che il mercato dei processori LTE installati ingloberà una fetta consistente dell’installato complessivo dei device wireless, oggi valutato in una cifra pari a 10 miliardi di dispostivi, e ipotizzato pari a 30 miliardi nel 2020.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/rTJ3pqcs2ws" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/mobility-byod/1837/qualcomm-leader-nei-processori-lte.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>Nel 2020 reti 5G a 1 Gbps</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/vk5FA2osTx8/index.html</link>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 12:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/mobility-byod/1836/index.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/14/1836.jpg" alt=" "/>L'azienda coreana impegnata nella realizzazione di tecnologia mobile in grado di assicurare velocità pari a 1 Gbps sfruttando frequenze 28GHz</p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Samsung afferma aver compiuto progressi sostanziali per ciò che riguarda l’innovazione tecnologica nell’ambito del mobile networking mettendo le basi per creazione di <strong>reti di quinta generazione</strong>. E’ un work in progress, ma vi sono tutte le condizioni perché i frutti postivi di questa evoluzione possano rappresentare the next generation network ovvero il 5G dei prossimi anni venti. <br />Per quanto concerne i tempi di effettivo utilizzo e fruibilità da parte degli utenti ci vorranno comunque anni. <strong>L’azienda coreana ha detto di avere trovato un modo per trasmettere grandi volumi di dati sfruttando frequenze di banda molto più elevate delle attuali</strong>. La nuova tecnologia permetterebbe, quindi, agli utenti di inviare una quantità sempre più rilevante di dati a velocità maggiori, senza nessuna limitazione. <br />Significa che in un futuro non troppo lontano non vi saranno problemi nell’inviare file di dimensioni elevate. <strong>Film in alta definizione potranno, per esempio, essere inviati in una manciata di secondi,</strong> secondo quanto affermato testualmente da Samsung. <br /><br /><img title="samsung-5g.png" src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/14/1836/samsung-5g.png" alt="samsung-5g.png" /><br /><br />Nello specifico significa lavorare per realizzare reti in grado di assecondare velocità pari a <strong>un gigabit al secondo sfruttando frequenze di 28GHz</strong>. Siamo perciò al cospetto di un impegno per superare i limiti dello stesso LTE, tecnologia di accesso a mobile network, che rappresenterà da oggi la 4G di eccellenza e, verosimilmente, ci traghetterà fino al 2020. <strong>E’ infatti a fine decennio che Samsung immagina possa avvenire il primo deployment di rete 5G</strong>. Si tratterebbe, secondo quando affermato dal gigante tecnologico coreano, di una rivoluzione epocale rispetto alle prestazioni garantite dalla tecnologia Lte, che sulla carta arriva al limite dei 100 Megabit ma che realmente garantisce velocità in download sensibilmente inferiori.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/vk5FA2osTx8" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/mobility-byod/1836/index.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>La rilevanza delle API nel mondo del coud</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/c_aqH-IFJyU/la-rilevanza-delle-api-nel-mondo-del-coud.html</link>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 11:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/cloud-computing/1834/la-rilevanza-delle-api-nel-mondo-del-coud.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/14/1834.jpg" alt=" "/>API, come garantire una comunicazione, fluida, efficiente e sicura in un contesto operativo di grande complessità</p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In queste ultime settimane si sono concentrate una serie di acquisizioni nell’area del cloud che hanno come denominatore comune la questione delle <strong>API, Application Programming  Interface</strong>, software che permette di creare applicazioni istanziando dei servizi in una logica SOA. <strong>Intel ha acquisito Mashery, CA Technologies Layer 7, Dell Enstradius.</strong> <br />In un’applicazione multitransazionale l’API funge da protocollo di comunicazione tra le varie componenti che interagiscono nella transazione. Nel mondo del cloud dove l’interazione tra componenti applicative interne ed esterne diventa prassi comune la logica di comunicazione garantita della API ha assunto un’importanza ancora più rilevante rispetto al passato. <br />Significa garantire una comunicazione, fluida, efficiente e sicura in un contesto operativo di grande complessità. Significa rendere integrato un conglomerato di componenti indipendenti. Assicurare, inoltre, interoperabilità tra piattaforme cloud on premises – off premises in un contesto applicativo sempre più articolato. Significa in definitiva assicurare la governance del cloud un mondo dove la componente client tende a differenziarsi ulteriormente metabolizzando la tecnologica mobile. Applicazioni vengono ingegnerizzate attraverso la logica di servizi cloud e distribuite attraverso device mobili che leggono e scrivono dati, inviando e ricevendo informazioni via API. <br />La questione, inifine, assume una maggiore e una nuova rilevanza per l’affermarsi di una nuova App Economy rispetto alla precedente Web Economy, così come descritta in questo interessante video. <br /><iframe src="http://www.youtube.com/embed/IlzhAkGb7zs" width="560" height="315" frameborder="0"></iframe></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/c_aqH-IFJyU" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/cloud-computing/1834/la-rilevanza-delle-api-nel-mondo-del-coud.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>I contenuti aziendali si spostano verso il mobile</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/o3antQTGrV0/i-contenuti-aziendali-si-spostano-verso-il-mobile.html</link>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 10:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/mobility-byod/1831/i-contenuti-aziendali-si-spostano-verso-il-mobile.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/14/1831.jpg" alt=" "/>Secondo Abi Research, l’Enterprise mobile content management avrà 110 milioni di utenti nel mondo fra cinque anni.</p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gli utenti di applicazioni di <strong>Enteprise mobile content management</strong> (Mcm) sono destinati a superare i 110 milioni nel 2018, con un tasso di crescita costante a doppia cifra anno su anno. La stima è di <strong>Abi Research</strong>, che si attende un incremento degli abbonati su smartphone del 12% all’anno, mentre quelli su tablet aumenteranno del 21% all’anno per i prossimi cinque anni. Il Nordamerica e l’Europa Occidentale saranno i mercati di punta per queste applicazioni, mentre a ruota troviamo la regione Asia-Pacifico. <br />Questa tendenza sarà accompagnata da una crescente attenzione ai problemi connessi alla <strong>sicurezza</strong>. La soluzione più naturale appare l’integrazione di una soluzione di Mcm all’interno dell’infrastruttura aziendale, per risolvere le questioni legate alla protezione dei dati, assicurando comunque una buon esperienza-utente sui dispositivi mobili. <br />Secondo Abi Research, tuttavia, per le imprese che stanno analizzando la possibilità di dotarsi di una soluzione di mobile content <strong>la scelta di un vendor appare complessa</strong>. Ci sono al momento tre tipologie di fornitori: gli specialisti di cloud storage e sicurezza, i provider di applicazioni per contenuti specifici e quelli di enterprise mobility management.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/o3antQTGrV0" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/mobility-byod/1831/i-contenuti-aziendali-si-spostano-verso-il-mobile.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>La nuova frontiera della visualizzazione</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/6RsamhB42Do/la-nuova-frontiera-della-visualizzazione.html</link>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 10:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/big-data-analytics/1832/la-nuova-frontiera-della-visualizzazione.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/14/1832.jpg" alt=" "/>Creare una logica interattiva ed esperienziale che possa rendere più intellegibile il dato, formulare ipotesi grafiche diverse da quelle sinora sperimentate</p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nella dimensione dell’analisi dei dati, oggi enfatizzata dal nuovo fertile terreno del Big Data, assume sempre più importanza la componente della <strong>visualizzazione</strong>. Creare una logica interattiva ed esperienziale che possa rendere più intellegibile il dato, formulare ipotesi grafiche diverse da quelle sperimentate sino a questo momento. <br />Come da più parti  viene osservato, la visualizzazione dei dati, sebbene sia un argomento sottostimato rispetto a temi tecnologici che riguardano gli elementi fondanti l’analisi dei dati -  quali storage, database, query processing e algoritmi  - risulta essere di primaria importanza per traslare la complessità e il valore degli insight generati dagli analytics di nuova generazione. <br /><br /><img title="tcga.png" src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/14/1832/tcga.png" alt="tcga.png" /><br /><br />Se il Big Data deve aiutare a scoprire il valore dell’informazione che si nasconde tra una quantità rilevante e diversificata di dati, si devono al contempo trovare nuove forme visive che aiutino a ricomporre una sintesi dell’informazione semplice e fruibile da un’audience di persone più vasto rispetto al passato. Insomma, significa, per certi versi, cambiare la user experience dell’analisi dei dati, privilegiando visualizzazioni più avanzate che sappiano comunicare all’utente un messaggio caratterizzato da immediatezza e semplicità. <br />Al di là dell’impegno assunto da gran parte dei player è utile guardare quanto di nuovo si sta seprimentando nell’ambito della ricerca e delle startup e quali sono le idee attorno alle quali si stanno mettendo a punto tecnologie di visualizzazione originali. Tra queste si possono citare aziende come <a href="http://www.ayasdi.com/">Ayasdi</a>,  <a href="http://beyondcore.com/">BeyondCore</a>, <a href="http://www.clearstorydata.com/">ClearStory</a>, <a href="http://www.datahero.com/">DataHero</a>, <a href="http://www.platfora.com/">Platfora</a> e <a href="http://www.zoomdata.com/">ZoomData</a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/6RsamhB42Do" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/big-data-analytics/1832/la-nuova-frontiera-della-visualizzazione.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>Carl Icahn non molla e rilancia su Dell</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/QLhDpJhl5Dw/carl-icahn-non-molla-e-rilancia-su-dell.html</link>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 09:41:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/enterprise-management/1830/carl-icahn-non-molla-e-rilancia-su-dell.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/14/1830.jpg" alt=" "/>L’oppositore numero uno al progetto di uscita dalla Borsa dell’azienda texana propone una nuova offerta con l’appoggio di SouthEastern.</p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non sembra per niente facile decidere di lasciare la presenza in Borsa dopo una presenza lunga qualche decennio. È quanto sta capitando a Dell, che da quando ha reso pubblico il proprio intento si è trovata a dover fronteggiare l’opposizione in particolare di <strong>Carl Icahn</strong>, uno dei principali azionisti della società. Ricordiamo che l’operazione di delisting dovrebbe passare per una sorta di <strong>buyout</strong> messo in atto dal fondatore <strong>Michael Dell</strong>, con l’appoggio de gruppo <strong>Silver Lake</strong>, pronti a comprare le azioni al prezzo di 13,65 dollari ciascuna, per una transazione del valore totale di <strong>24,4 miliardi di dollari</strong>. <br />Icahn ha dall’inizio giudicato insufficiente la quotazione proposta e si è lanciato in un’offerta alternativa, con il sostegno della società di gestione <strong>SouthEastern Asset Management</strong>. L’ultima versione della proposta punta a versare agli azionisti un valore (per titolo) di 12 dollari in contanti o in nuove azioni valorizzate 1,65 dollari ciascuna. L’operazione sarebbe finanziata in parte utilizzando la liquidità dell’azienda e su nuove emissioni per un valore di 5 miliardi di dollari. Dell resterebbe così quotata in Borsa.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/QLhDpJhl5Dw" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/enterprise-management/1830/carl-icahn-non-molla-e-rilancia-su-dell.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>L’in-memory di Sap diventa anche on demand</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/gICwZ8xZPQw/l-in-memory-di-sap-diventa-anche-on-demand.html</link>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 09:21:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/cloud-computing/1829/l-in-memory-di-sap-diventa-anche-on-demand.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/14/1829.jpg" alt=" "/>Hana Enterprise Cloud è una nuova opzione di implementazione, dove le caratteristiche del calcolo in Ram si associano all’approccio SaaS.</p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Diventa più flessibile l’offerta che Sap sta costruendo intorno al proprio <strong>database in-memory</strong> <a href="http://www.impresacity.it/enterprise-management/1406/sap-porta-hana-verso-le-pmi.html">Hana</a>. Con la versione Enterprise Cloud, infatti, ai vantaggi, soprattutto di velocità, del calcolo eseguito nella memoria di base si associa la possibilità di fruire del prodotto in modalità on demand. Tutti i principali prodotti del vendor, dalla <a href="http://www.impresacity.it/big-data-analytics/1341/sap-porta-hana-sulla-business-suite-per-reinventare-i-processi-di-business.html">Business Suite</a> a NetWeaver, possono essere fruiti in cloud, integrandosi con il database diventato rapidamente un prodotto di riferimento per la casa tedesca. <br />L’opzione consente alle aziende di lasciare a Sap la gestione dell’infrastruttura, concentrandosi sulla produzione di valore. Va tuttavia sottolineato che è necessario <strong>aver già acquistato le licenze</strong> associate al software prima di poter passare all’implementazione cloud e, quindi, sottoscrivere il contratto a canone associato. La possibilità di offrire Sap Hana Enterprise Cloud sarà estesa anche ai partner e ai rivenditori.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/gICwZ8xZPQw" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/cloud-computing/1829/l-in-memory-di-sap-diventa-anche-on-demand.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>Lombardia: entro fine anno un miliardo per le imprese</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/3xz2GWioxQs/lombardia-entro-fine-anno-un-miliardo-per-le-imprese.html</link>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 09:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/economia/1773/lombardia-entro-fine-anno-un-miliardo-per-le-imprese.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/03/1773.jpg" alt=" "/>Regione Lombardia vuole liberare risorse da mettere a disposizione delle Mpmi attraverso interventi su sette direttrici fondamentali: nuove imprese; ricerca e innovazione; internazionalizzazione; aggregazioni e attrattività; credito; competitività; semplificazione. </p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mettere da subito a disposizione delle <strong>Micro, Piccole e Medie imprese lombarde</strong> strumenti e risorse adeguate per accrescere la competitività del sistema produttivo. <br />Questo è l'impegno concreto dell'Assessorato alle Attività Produttive, Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia, che nel 2013 metterà a disposizione risorse per<strong> quasi un miliardo di euro</strong>, di cui 60 milioni nei prossimi due mesi mediante nuove azioni finalizzate a: stimolare la nascita di nuove imprese; favorire l'aggregazione e l'internazionalizzazione; incrementare l'attrattività del territorio; sostenere la ricerca e l'innovazione. Grande attenzione si sta inoltre riservando a temi particolarmente sentiti dalle imprese, specialmente nell'attuale congiuntura economica: la semplificazione degli adempimenti amministrativi e dei controlli, l'accesso al credito, il sostegno alle imprese in difficoltà.<br /><strong>Un primo pacchetto di 25 milioni è dedicato alle nuove imprese</strong>: 10 milioni per favorire e incentivare l'avvio di nuove attività imprenditoriali sul territorio regionale; 10 milioni per le start up innovative e gli incubatori di impresa; 5 milioni conferiti al Fondo Politecnico per l'innovazione, un fondo aperto a investitori istituzionali e qualificati (fondazioni, casse previdenziali…), che mira a mettere insieme un patrimonio di 20 milioni di euro, per finanziare spin-off accademici che si basano su progetti di ricerca ad alto valore tecnologico. <br />'È inoltre in fase di approvazione in Giunta - ha aggiunto l'assessore alle Attività produttive - un programma complessivo e integrato a favore della start up, che prevede anche elementi di sistema innovativi, quali lo studio della riduzione di un punto percentuale dell'aliquota Irap e la sperimentazione di aree a burocrazia zero'. <br /><strong>Su ricerca e innovazione</strong>, un totale di 16,43 milioni sono dedicati a progetti di ricerca applicata e sviluppo sperimentale nell'ambito Smart cities end communities: le imprese, piccole, grandi e medie, le università e gli enti pubblici di ricerca sono stati chiamati a integrare le rispettive competenze, per elaborare soluzioni fortemente innovative che, attraverso i più avanzati strumenti tecnologici, possano contribuire allo sviluppo dei territori e rispondere ai bisogni concreti della collettività, per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Inoltre, proseguono le azioni di sostegno a progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale finalizzati al potenziamento di centri di competenza di rilievo regionale. L'iniziativa, in accordo con Fondazione Cariplo, mira a supportare il trasferimento tecnologico e facilitare l'incontro tra domanda e offerta di innovazione. L'Assessorato vi ha dedicato 3 milioni.<br /> Per<strong> l'internazionalizzazione è previsto un nuovo contributo di 5,5 milioni</strong>, di cui 3 dedicati a finanziare programmi di partecipazione a fiere di carattere internazionale, 2 per l'affiancamento di figure esterne specializzate alle imprese che intendono affacciarsi o consolidarsi sui mercati esteri, 500.000 euro per l'incoming di buyer esteri. Sono sempre attivi, inoltre, il Fondo di rotazione per l'internazionalizzazione, che supporta il consolidamento delle imprese nei mercati esteri, recentemente rifinanziato per 5 milioni, e il sistema voucher internazionalizzazione, che fa parte dell'Accordo di programma col Sistema camerale (1 milione di risorse regionali). <br />Sul <strong>tema credito</strong>, per intercettare in modo adeguato le esigenze delle imprese, verranno riprogrammate le risorse sui fondi di ingegneria finanziaria, per 24 milioni, prevedendo anche il finanziamento del capitale circolante. Continua anche l'azione di 'Credito Adesso' a sostegno del capitale circolante, con risorse ancora disponibili pari a 298 milioni e del Fondo di rotazione per l'imprenditorialità a sostegno degli investimenti (ancora 40 milioni di euro disponibili). Sono in fase di realizzazione strumenti innovativi, che prevedono il coinvolgimento del Sistema allargato regionale e degli intermediari finanziari, quali: finanziamento di crediti vantati dalle imprese verso la PA (500 milioni di euro) e sperimentazione di un progetto pilota di nuovi modelli di scambio, che favoriscano la domanda e i consumi interni.<br /> Per <strong>sostenere le imprese lombarde in difficoltà</strong> e rilanciarne la capacità competitiva verranno dedicati 3 milioni di euro alla definizione di Piani di rilancio aziendale, proseguirà e verrà rafforzata la Rete per l'affiancamento alle imprese in difficoltà (Raid) e verranno rifinanziati interventi a favore di imprese colpite dal sisma (con CCIAA Mantova) per 5 milioni. <br />Verrà infine approvato a breve dalla Giunta regionale un percorso strutturato insieme alle CCIAA, alle Associazioni di categoria e Anci, <strong>a favore della semplificazione amministrativa</strong>, anche in attuazione dello Statuto delle imprese, che prevedrà interventi quali protocolli di intesa per razionalizzare, semplificare e coordinare i controlli, l'accreditamento delle Agenzie per le imprese, l'eliminazione di duplicazioni nelle procedure di avvio, trasformazione e cessazione di imprese e un percorso di riorganizzazione dei Suap.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/3xz2GWioxQs" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/economia/1773/lombardia-entro-fine-anno-un-miliardo-per-le-imprese.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>L’Angola firma il contratto di partecipazione a Expo Milano 2015</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/VS9WVRNOi1c/l-angola-firma-il-contratto-di-partecipazione-a-expo-milano-2015.html</link>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 08:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/economia/1825/l-angola-firma-il-contratto-di-partecipazione-a-expo-milano-2015.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/13/1825.jpg" alt=" "/>Giuseppe Sala, AD di Expo 2015: "Sono molto felice che questo Paese abbia scelto di sviluppare un tema sfidante come quello dell’educazione per dare il proprio contributo all’esposizione di Milano". </p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Emblema di maternità, salute e saggezza, le donne saranno tra i principali protagonisti dello spazio espositivo che l’<strong>Angola</strong> costruirà per <strong>Expo Milano 2015</strong>.<br /> Il Paese africano considera l’Esposizione Universale una grande opportunità per far conoscere al mondo i metodi sviluppati nel campo della sicurezza alimentare. Per questo motivo ha deciso di essere presente con un padiglione proprio (self-built) di 2.010 metri quadrati, come ha spiegato <strong>Albina Assis Pereira Africano</strong>, Commissario Generale del Padiglione e Special Advisor to the President for Regional Affairs, firmandocon l’Amministratore delegato di Expo 2015 S.p.A. <strong>Giuseppe Sala</strong> il contratto di partecipazione, il 44esimo sottoscritto dalla società con i Partecipanti Ufficiali.<br /><br /><img class="all-sinistra" title="firma-expo012939.jpg" src="http://www.impresacity.it/immagini/news/2013/05/13/1825/firma-expo012939.jpg?=1368435836" alt="firma-expo012939.jpg" border="0" /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />L’area espositiva dell’Angola avrà un giardino esterno e un orto, dove saranno coltivate piante e alimenti tipici; <strong>due ristoranti e un’area di intrattenimento che ospiterà esibizioni e spettacoli</strong>. L’obiettivo è regalare un viaggio unico, basato sull’esperienza diretta – con interazione fisica e tattile - dei materiali naturali e sostenibili con cui sarà realizzato lo spazio espositivo.<br />“Il tema di Expo Milano 2015 ‘Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita’ – ha dichiarato <strong>Albina Assis Pereira Africano</strong>, Commissario Generale del Padiglione dell’Angola - permetterà di riflettere sul problema globale della malnutrizione e della denutrizione che affligge milioni di persone in tutto il Pianeta, e in particolare in Africa. Nel nostro Padiglione tradurremo la nostra visione di futuro: educare significa pensare al benessere delle generazioni di oggi e di domani, innovare invece vuol dire adattare le buone pratiche dei nostri antenati al mondo moderno”.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/VS9WVRNOi1c" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/economia/1825/l-angola-firma-il-contratto-di-partecipazione-a-expo-milano-2015.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>Le tre fasi di trasformazione dell'It</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/IAYu1zq7wHg/index.html</link>
		<pubDate>Mon, 13 May 2013 17:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/enterprise-management/1828/index.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/social/2013/05/13/" alt=" "/>Tre fasi riassumono l'evoluzione della tecnologia nelle aziende. Riguardano la digitalizzazione del business, dell'esperienza umana e delle macchine.</p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Su Network Computing, il blogger <a href="http://www.networkcomputing.com/storage-networking-management/the-three-transformations-of-it/240154113" target="_blank">David Hill</a> individua tre percorsi di trasformazione dell'Information Technolgy, che sono iniziati in tempi diversi, ma sono tuttora in corso e si sovrappongono in un processo evolutivo ispirato di diversi criteri. Le tre fasi individuate riguardano la digitalizzazione del business, dell'esperienza umana e delle macchine. Il primo processo è anche quello più antico, riguarda l'automazione dei workflow e dei processi e ha già attraversato varie ere tecnologiche. Il secondo si divide in due fasi: la comunicazione interpersonale e il cosiddetto cyberspazio. Il terzo si sta concretizzando attraverso l'Internet delle cose. Tutto può essere ricondotto, oggi, alle modalità di gestione dei dati.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/IAYu1zq7wHg" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/enterprise-management/1828/index.html</feedburner:origLink></item>
		 
		<item>
		<title>Il Byod sarà il nuovo benefit, al posto dello smartphone</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/impresacity-test/~3/iRlvWEOlVpQ/index.html</link>
		<pubDate>Mon, 13 May 2013 17:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator />

		<guid isPermaLink="false">http://www.impresacity.it/mobility-byod/1827/index.html</guid>
		<description><![CDATA[<p><img src="http://www.impresacity.it/immagini/social/2013/05/13/" alt=" "/>Nel 2016, secondo Gartner, oltre un'azienda su tre nel mondo non offrirà più il telefono come benefit ai propri dipendenti.</p>  ]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo <a href="http://channelnomics.com/2013/05/01/many-byod-highway/" target="_blank">Gartner</a>, nel 2016 oltre un'azienda su tre nel mondo non offrirà più il telefono come benefit ai propri dipendenti. Al suo posto, diventerà prassi la possibilità per ognuno di usare il proprio device personale anche nel contesto professionale. Com'è capitato spesso, le previsioni di Gartner vanno prese con le dovute molle, ma che il Byod sia un fenomeno in espansione appare un dato di fatto. L'analista esamina diverse ragioni che dovrebbero portare a rispettare questa stima in un tempo tanto breve. I costi di assistenza, le gestione dei piani tariffari dei carrier e l'ozioso controllo sull'uso privato di un dispositivo teoricamente fornito per esclusivo uso professionale sono fra i motivi che dovrebbero guidare la transizione. Dall'altro lato, tuttavia, occorre una mobile strategy che molte aziende ancora non hanno affrontato.</p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/impresacity-test/~4/iRlvWEOlVpQ" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
		<feedburner:origLink>http://www.impresacity.it/mobility-byod/1827/index.html</feedburner:origLink></item>
			</channel>
</rss>
