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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/atom10full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" gd:etag="W/&quot;AkMCQn08eCp7ImA9WxBSEU8.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1471518132967805783</id><updated>2009-12-18T10:27:43.370+01:00</updated><title>Il blog di Fabio Guidi</title><subtitle type="html">"Si tratta di creare la forma più atta a manifestare e realizzare 
la nostra «nota» individuale, di trovare lo «stile di vita» che ci è consono, di attuare la nostra vocazione interna." (Roberto Assagioli)</subtitle><link rel="http://schemas.google.com/g/2005#feed" type="application/atom+xml" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/feeds/posts/default" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/" /><link rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><link rel="next" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false&amp;v=2" /><author><name>Fabio Guidi</name><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version="7.00" uri="http://www.blogger.com">Blogger</generator><openSearch:totalResults>58</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/atom+xml" href="http://feeds.feedburner.com/ilblogdifabioguidi" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com" /><entry gd:etag="W/&quot;CE4EQngzfip7ImA9WxBSEEg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1471518132967805783.post-8390767737199790622</id><published>2009-12-17T11:43:00.009+01:00</published><updated>2009-12-17T13:28:23.686+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-12-17T13:28:23.686+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Fedro" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="lupo" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="agnello" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cicchitto" /><title>Il lupo e l'agnello</title><content type="html">&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/Syod7Dov0XI/AAAAAAAAAN4/v0zi7CIYFVc/s1600-h/lupo+e+agnello.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 112px; height: 120px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/Syod7Dov0XI/AAAAAAAAAN4/v0zi7CIYFVc/s320/lupo+e+agnello.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5416174402292142450" /&gt;&lt;/a&gt;« Un lupo che aveva visto un agnello intento a bere presso un fiume volle divorarlo, accampando una motivazione che fosse plausibile. Perciò, nonostante si trovasse più a monte, prese ad accusare l'agnello dicendo che gli intorbidiva l'acqua, impedendogli di bere. Ma il lanuto rispose che stava bevendo a fior di labbra e che peraltro, trovandosi più a valle, non poteva sporcare l'acqua a lui.&lt;br /&gt;Il lupo, allora, visto fallire il pretesto addotto, disse: "Però l'anno scorso tu offendesti mio padre!". E come l'agnello gli ebbe risposto che a quell'epoca non era ancora nato, gli fece il lupo: "Guarda che, pure se hai facili gli argomenti per scagionarti, non per questo rinuncerò a mangiarti!". »&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio proporre questa favola di Fedro come &lt;em&gt;summa&lt;/em&gt; - a livello di microcosmo come di macrocosmo - dell'anno che sta per finire. Indica, semplicemente, che quando vogliamo far fuori qualcuno, materialmente o moralmente, non vi sono ragioni che tengono, anche le più sacrosante.&lt;br /&gt;Vi lascio con la visione del &lt;strong&gt;Partito dell'Amore&lt;/strong&gt;. &lt;em&gt;Guest star&lt;/em&gt;: Fabrizio Cicchitto. Tutta la mia solidarietà a coloro che vengono accusati da Cicchitto di «killeraggio mediatico».&lt;br /&gt;Buone Feste pacate e psicosintetiche a tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/DdUt7W-YHKM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/DdUt7W-YHKM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Visita il sito www.psicosintesi.org&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1471518132967805783-8390767737199790622?l=psicosintesiblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/12/il-lupo-e-lagnello.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/8390767737199790622?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/8390767737199790622?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/12/il-lupo-e-lagnello.html" title="Il lupo e l'agnello" /><author><name>Fabio Guidi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12107617127617245278" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/Syod7Dov0XI/AAAAAAAAAN4/v0zi7CIYFVc/s72-c/lupo+e+agnello.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;D0AESHo5eyp7ImA9WxBTGE0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1471518132967805783.post-3907269441055826519</id><published>2009-12-14T13:35:00.016+01:00</published><updated>2009-12-14T16:48:29.423+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-12-14T16:48:29.423+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="natale" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="vittima" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="gesù bambino" /><title>Seconda lettera (psicosintetica) a Gesù Bambino</title><content type="html">&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SyY1_kAMw2I/AAAAAAAAANw/7MlxiiB2aV8/s1600-h/preghiera.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 114px; height: 82px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SyY1_kAMw2I/AAAAAAAAANw/7MlxiiB2aV8/s320/preghiera.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415074968072143714" /&gt;&lt;/a&gt;Caro Gesù Bambino,&lt;br /&gt;forse mi sono spiegato male... io ti avevo chiesto che, per farmi felice, dovevi permettere al signor Presidente di vivere sereno, &lt;strong&gt;lontano&lt;/strong&gt; da qua, dove tante persone gli vogliono male. É un nonno e si merita, per tutto quello che nella sua vita ha fatto per l’Italia, di passare gli ultimi anni &lt;strong&gt;lontano&lt;/strong&gt; da tutta questa cattiveria, in pace.&lt;br /&gt;E, invece, hai permesso a un matto – perchè dicono che non batte pari – di rompergli la faccia. Mio babbo dice - non so perché - che così non se ne va più! &lt;br /&gt;E poi mia mamma dice che non è giusto... che lo hanno sfigurato, poveretto, un così bell’uomo... e anche se non ha mai votato per lui, la prossima volta lo farà, perché lui ha bisogno del sostegno e del conforto di tutti. &lt;br /&gt;Questo, però, mio babbo non l’ha  mica tanto capito... Ha risposto a mamma, arrabbiandosi tanto, che non è detto che chi fa la &lt;strong&gt;vittima&lt;/strong&gt;, chi piange e si lamenta,  abbia sempre ragione.  “Come tua sorella”, ha aggiunto, “che fa di tutto per far succedere casino e poi, quando qualcuno si arrabbia, fa spuntare una lacrimuccia e fa quella che viene aggredita e insultata!”&lt;br /&gt;Insomma, il risultato è che questo episodio ha creato litigi anche nella mia famiglia, proprio pochi giorni prima del Natale! A me, però, sembra che abbia ragione mamma e che babbo, talvolta, si arrabbi senza motivo. E poi, cosa c’entra mia zia con il signor Presidente? Lui non vorrebbe &lt;em&gt;fare&lt;/em&gt; la &lt;strong&gt;vittima&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;è davver&lt;/em&gt;o una &lt;strong&gt;vittima&lt;/strong&gt;, poveretto. Perché lo odiano così tanto?&lt;br /&gt;Ti chiedo, allora, caro Gesù Bambino, di far guarire subito subito il signor Presidente, di farlo tornare presto in forze, così i miei genitori non litigheranno più a causa sua.&lt;br /&gt;Ciao, Gesù Bambino, non sbagliare di nuovo, eh?!&lt;br /&gt;Fabietto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Per favore, dì al signor Presidente che gli voglio più bene anch'io, ma che non lo sappia mio babbo, sennò mi dà le botte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Appendice&lt;br /&gt;Le Tre Leggi Universali della Vittima&lt;/strong&gt; (tratte dal &lt;em&gt;Manuale del Grande Fratello&lt;/em&gt;):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I) La Vittima ha sempre ragione: &lt;br /&gt;qualsiasi critica è espressamente vietata.&lt;br /&gt;II) Quando c’è una Vittima bisogna limitare le libertà individuali, &lt;br /&gt;per garantire l’ordine pubblico.&lt;br /&gt;III) Quando c’è una Vittima bisogna delegittimare gli oppositori, &lt;br /&gt;perché sono loro a suscitare una «campagna d’odio» che porta a certi esiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come al solito il &lt;a href="http://www.antoniodipietro.com/2009/12/ore_1400_passaparola_di_lunedi_51.html"&gt;commento di &lt;strong&gt;Marco Travaglio&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; dice tutto. Vi invito ad ascoltarlo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Visita il sito www.psicosintesi.org&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1471518132967805783-3907269441055826519?l=psicosintesiblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/12/seconda-lettera-psicosintetica-gesu.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/3907269441055826519?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/3907269441055826519?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/12/seconda-lettera-psicosintetica-gesu.html" title="Seconda lettera (psicosintetica) a Gesù Bambino" /><author><name>Fabio Guidi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12107617127617245278" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SyY1_kAMw2I/AAAAAAAAANw/7MlxiiB2aV8/s72-c/preghiera.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkYERnc6fyp7ImA9WxBTEk0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1471518132967805783.post-3277104098408485783</id><published>2009-12-07T18:30:00.006+01:00</published><updated>2009-12-07T18:48:27.917+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-12-07T18:48:27.917+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="natale" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="gesù bambino" /><title>Lettera (psicosintetica) a Gesù Bambino</title><content type="html">&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/Sx08UCCUONI/AAAAAAAAANg/RLVhrJ7Mf3Q/s1600-h/ges%C3%B9.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 115px; height: 117px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/Sx08UCCUONI/AAAAAAAAANg/RLVhrJ7Mf3Q/s320/ges%C3%B9.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5412548642010839250" /&gt;&lt;/a&gt;Caro Gesù Bambino,&lt;br /&gt;quest’anno è stato davvero molto duro, ma non voglio lamentarmi: non sempre possiamo pretendere le vacche grasse. Anzi, in quest’anno così difficile mi hai insegnato cose preziose.&lt;br /&gt;Infatti, hai fatto emergere facilmente chi mi è vicino e mi vuole bene e chi invece non ha aspettato altro che pretesti per dirmi le parolacce e farmi i dispettucci... così ora posso vedere meglio chi ho attorno. &lt;br /&gt;E poi, i miei veri amichetti mi sono apparsi davvero dei tesori di grande valore, perché - sai com’è – spesso diamo troppo per scontato quello che ci regali quotidianamente.&lt;br /&gt;Ed è nei momenti brutti che scopro quanto tu mi sia vicino, quanto mi tieni per mano, quanto, nello sconforto e nell’amarezza, sai improvvisamente aiutarmi con un dono inaspettato. É proprio vero che ci metti davanti solo gli ostacoli che siamo in grado di superare, solo che ci affidiamo a te. Ed è questa la cosa più difficile, caro Gesù Bambino, perché tendiamo spesso a incaponirci e a non vedere altro che noi stessi.&lt;br /&gt;Insomma, volevo dirti che non c’è bisogno che tu mi faccia altri regali per il tuo Natale, perché sei stato fin troppo generoso con me, quest’anno. Falli piuttosto a persone che ne hanno più bisogno:&lt;br /&gt;alle vittime della nostra avidità, che abitano in terre lontane...&lt;br /&gt;agli immigrati che hanno perso la loro patria e non riescono ad averne un’altra...&lt;br /&gt;ai disoccupati, ai precari e ai cassintegrati, che affrontano le prossime Feste con la tristezza nel cuore...&lt;br /&gt;a tutti quelli che soffrono nel corpo e nell’anima, senza che questa società distratta se ne accorga...&lt;br /&gt;a coloro che hanno il cuore indurito, perché trovino finalmente l’Amore.&lt;br /&gt;Buone Feste anche a te, caro Gesù Bambino: chissà se te li fanno mai gli Auguri... forse pensano che tu non ne abbia bisogno...&lt;br /&gt;Un bacio grosso&lt;br /&gt;Fabietto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Ma se proprio vuoi farmi felicissimo, permetti al signor Presidente del Consiglio di raggiungere un luogo dove possa finalmente vivere sereno, senza più essere perseguitato da nessuno. Basta che sia un luogo molto molto lontano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Visita il sito www.psicosintesi.org&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1471518132967805783-3277104098408485783?l=psicosintesiblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/12/lettera-gesu-bambino.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/3277104098408485783?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/3277104098408485783?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/12/lettera-gesu-bambino.html" title="Lettera (psicosintetica) a Gesù Bambino" /><author><name>Fabio Guidi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12107617127617245278" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/Sx08UCCUONI/AAAAAAAAANg/RLVhrJ7Mf3Q/s72-c/ges%C3%B9.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DE8DSHc6eSp7ImA9WxNbE0s.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1471518132967805783.post-5136503609924517306</id><published>2009-11-16T11:10:00.004+01:00</published><updated>2009-11-16T11:21:19.911+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-16T11:21:19.911+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="valori" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="sviluppo interiore" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="homo normalis" /><title>Psicoterapia e sviluppo interiore</title><content type="html">&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SwElLM2K7gI/AAAAAAAAANY/uYLo-Yq4x-g/s1600/dalai+lama.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 116px; height: 85px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SwElLM2K7gI/AAAAAAAAANY/uYLo-Yq4x-g/s320/dalai+lama.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5404641902178528770" /&gt;&lt;/a&gt;La psicosintesi, lo sappiamo, si occupa di psicoterapia solo in via secondaria, perché il suo vero interesse è per tutto ciò che è utile allo sviluppo spirituale dell’essere umano.&lt;br /&gt;Ragionare in termini di «psicoterapia» è semplice, perché si tratta di ristabilire un equilibrio perduto. É facile, in questo caso, stabilire il «meglio» e il «peggio»: la difficoltà di adattarsi all’ambiente sociale, l’improduttività lavorativa, l’inadeguatezza nello stringere relazioni amorose, l’incapacità di controllare le proprie emozioni, il grado di sofferenza psichica... tutto questo rappresenta il &lt;em&gt;peggio&lt;/em&gt;, l’esatto opposto costituisce ovviamente il &lt;em&gt;meglio&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Ma che cosa indica il &lt;em&gt;meglio&lt;/em&gt; e il &lt;em&gt;peggio&lt;/em&gt; nel campo dello sviluppo interiore, dell’evoluzione spirituale di un uomo? Ciò è molto più scomodo riconoscerlo, perché si tratta, in questo caso, di portare allo scoperto i «peccati» dell’&lt;em&gt;homo normalis&lt;/em&gt;. Quest’ultimo - come rivela l’espressione stessa – indica l’individuo medio, il modello sociale maggioritario, la morale convenzionale... insomma, tutto ciò che è comune, ordinario, che è considerato ‘normale’ e quindi non oggetto di riflessione critica.&lt;br /&gt;Liberiamoci subito da un facile malinteso: l’&lt;em&gt;homo normalis&lt;/em&gt; rappresenta uno stadio di consapevolezza, e non semplicemente un aspetto esteriore più o meno regolare o giù di lì. Essere oltre l’&lt;em&gt;homo normalis &lt;/em&gt;non si misura in termini di singolarità, originalità dell’abbigliamento o bizzarrìa delle idee. Soprattutto oggi, nella nostra società multi(sub)culturale. Essere oltre l’&lt;em&gt;homo normalis &lt;/em&gt;prevede un livello di consapevolezza più raffinato e profondo.&lt;br /&gt;Ora, tutto quello che è considerato valido dall’&lt;em&gt;homo normalis &lt;/em&gt;è totalmente privo di valore per l’uomo in ricerca, e viceversa. Posso fare alcuni esempi.&lt;br /&gt;Che valore attribuisco all’&lt;strong&gt;appartenenza&lt;/strong&gt; sociale o di gruppo? Per l’&lt;em&gt;homo normalis &lt;/em&gt;l’appartenenza è tutto: è pronto a negare ogni giustizia per difendere il senso di sicurezza che gli è offerto dall’identificazione col gruppo.&lt;br /&gt;Quanto sono interessato alla scoperta della verità? All’&lt;em&gt;homo normalis &lt;/em&gt;interessa solo proteggere i propri &lt;strong&gt;interessi egoici&lt;/strong&gt;, anche ove tali interessi si mascherano di filantropia, quindi in lui non c’è alcun spazio per l’effettiva ricerca della verità.&lt;br /&gt;Quanto sono disposto a contattare la mia profondità? L’&lt;em&gt;homo normalis &lt;/em&gt;ne è incapace, perché non intende vedere il &lt;strong&gt;vuoto&lt;/strong&gt; e il nonsenso della sua vita. É incapace, quindi, anche di reale empatìa con i suoi simili.&lt;br /&gt;Quanto sono disposto a riconoscere livelli di coscienza superiori al mio? L’homo normalis non sopporta qualcuno che lo metta di fronte alla sua &lt;strong&gt;mediocrità&lt;/strong&gt; ed è sempre pronto a squalificare, contrastare e deridere chi tenta di elevarsi spiritualmente.&lt;br /&gt;E così via...&lt;br /&gt;Questi – e altri analoghi - sono i parametri per misurare l’effettivo spessore umano di un individuo. É un problema di &lt;strong&gt;valori&lt;/strong&gt;, non di semplice adattamento sociale...&lt;br /&gt;L’&lt;em&gt;homo normalis&lt;/em&gt;, pertanto, spesso senza rendersene conto, nel suo inconsapevole candore, è &lt;strong&gt;debole e insicuro, falso e opportunista, superficiale e indifferente, invidioso e calunnioso&lt;/strong&gt;, eccetera, eccetera. Gli individui psicotici, spesso, sono molto meglio, in quanto esseri &lt;em&gt;umani&lt;/em&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Visita il sito www.psicosintesi.org&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1471518132967805783-5136503609924517306?l=psicosintesiblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/11/psicoterapia-e-sviluppo-interiore.html#comment-form" title="5 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/5136503609924517306?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/5136503609924517306?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/11/psicoterapia-e-sviluppo-interiore.html" title="Psicoterapia e sviluppo interiore" /><author><name>Fabio Guidi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12107617127617245278" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SwElLM2K7gI/AAAAAAAAANY/uYLo-Yq4x-g/s72-c/dalai+lama.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">5</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEQBQX49eip7ImA9WxNVE00.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1471518132967805783.post-5367306760679285205</id><published>2009-10-23T13:28:00.004+02:00</published><updated>2009-10-23T15:59:10.062+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-23T15:59:10.062+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="donna" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="coppia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="responsabilità" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="sesso debole" /><title>Il sesso debole</title><content type="html">&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SuGTr8ptVaI/AAAAAAAAANQ/IeAo3Jrz-g8/s1600-h/sesso+debole.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 130px; height: 98px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SuGTr8ptVaI/AAAAAAAAANQ/IeAo3Jrz-g8/s320/sesso+debole.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395756211791287714" /&gt;&lt;/a&gt;Senza dubbio il sesso maschile possiede una forza fisica superiore a quello femminile, anche se negli ultimi anni stanno aumentando nei paesi occidentali – dalla Spagna alla Gran Bretagna e ai Paesi Scandinavi - i mariti che vengono malmenati dalle loro mogli. Non sto scherzando.&lt;br /&gt;Ma non è degno di un cultore della psicosintesi soffermarsi su dettagli di così poco conto. È ben altra la forza di certe donne (e la debolezza di certi uomini). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esiste una tipologia ben precisa di donne che ha sposato da sempre la «filosofia dell’irresponsabilità». La &lt;strong&gt;responsabilità&lt;/strong&gt; è un'altra caratteristica della persona in crescita. Indica la “capacità di rispondere”, cioè di assumersi gl’impegni relativi al ruolo che svolgiamo. Nessuno si sognerebbe mai di dire che un bambino di pochi mesi è un irresponsabile, perché la sua posizione esistenziale non richiede una simile qualità. Più cresciamo e acquistiamo ruoli familiari e sociali più abbiamo bisogno di responsabilità. L’adulto per definizione è un individuo responsabile: se non lo è vuol dire che è adulto solo all’anagrafe. Tristissima è la situazione in cui «incarichi di responsabilità» sono assunti da individui irresponsabili, anche se, potreste dirmi, questa situazione è piuttosto diffusa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene, tali donne tendono a non assumersi alcun impegno perché tutto per loro è stancante e difficoltoso. Dicono di non aver sufficiente energia e di non essere in grado di assumersi un compito: preferiscono riconoscere pubblicamente di non esserne capaci, piuttosto che mettersi in gioco. Si appoggiano continuamente agli altri, in modo passivo, e dipendono da loro in tutti i modi. Non lo fanno per cattiveria: il fatto è che non sono in grado di tollerare la benché minima pressione; sentono davvero di non avere birra a disposizione.&lt;br /&gt;“Poverine! - verrebbe voglia di dire - sono come bambine di un anno!”, se non fosse per la famosa legge psicologica che sostiene la bipolarità della psiche: quando è presente un eccesso, stiamo pur sicuri che esiste anche l’eccesso opposto.&lt;br /&gt;E così, tali donne appaiono umili, modeste, docili, insomma, innocue… e invece nascondono dentro di sé l’arroganza, la tirannia, la pretesa smodata.&lt;br /&gt;Ovviamente, il loro radar psichico fa sì che sviluppino legami duraturi con uomini a loro funzionali: materni, pazienti e protettivi. Ed è così che questi poveri mariti o compagni passano la loro esistenza come un «cavalier servente», pronto a giustificare le debolezze &lt;em&gt;della donna&lt;/em&gt;, ad assumersi il peso delle scelte che sono &lt;em&gt;della donna&lt;/em&gt;, a prendere posizione al posto &lt;em&gt;della donna&lt;/em&gt;, insomma, a farsi totalmente carico dell’irresponsabilità &lt;em&gt;della donna&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;In altre parole, mentre l’uomo, dal momento che ha un ruolo apparentemente attivo, pensa di essere colui che guida il rapporto, tale rapporto è intimamente e subdolamente dominato dalla donna, la quale con la sua faccina sofferta e mesta, stabilisce il bello e il cattivo tempo.&lt;br /&gt;Ovviamente, anche l’ego dell’uomo ottiene una gratificazione e una giustificazione in tutto questo gioco, il quale costituisce il modo in cui certi uomini pensano di potersi conquistare l’amore di una donna. &lt;br /&gt;È bene lasciare entrambi nell’inconsapevolezza delle loro dinamiche, se non vogliamo rompere l’equilibrio di un legame. Perché svegliare il can che dorme e suscitare tutta una serie di risentimenti incrociati?&lt;br /&gt;Ecco, questo aspetto costituisce un elemento certo parziale dell’intera problematica, ma quando si parla di sesso forte e di sesso debole, bisogna tener conto anche di questo. Soprattutto quando dobbiamo occuparci della &lt;strong&gt;psicosintesi della coppia&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi lascio consigliandovi vivamente l’ascolto dell’istruttivo brano di &lt;strong&gt;Elio&lt;/strong&gt;: &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=FbPtvFxUb60"&gt;Servi della gleba&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Visita il sito www.psicosintesi.org&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1471518132967805783-5367306760679285205?l=psicosintesiblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/10/il-sesso-debole.html#comment-form" title="7 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/5367306760679285205?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/5367306760679285205?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/10/il-sesso-debole.html" title="Il sesso debole" /><author><name>Fabio Guidi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12107617127617245278" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SuGTr8ptVaI/AAAAAAAAANQ/IeAo3Jrz-g8/s72-c/sesso+debole.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">7</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkEERXwyeSp7ImA9WxNWE04.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1471518132967805783.post-7460173105838898178</id><published>2009-10-12T10:45:00.006+02:00</published><updated>2009-10-12T11:10:04.291+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-12T11:10:04.291+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="berlusconiani" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="genitalità" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="antiberlusconiani" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="analità" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ossequiosi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="irriverenti" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="umorismo" /><title>Ossequiosi o irriverenti?</title><content type="html">&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/StLxPEaAYLI/AAAAAAAAANI/zNwXCmcmf7c/s1600-h/tot%C3%B2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 126px; height: 108px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/StLxPEaAYLI/AAAAAAAAANI/zNwXCmcmf7c/s320/tot%C3%B2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5391636945099055282" /&gt;&lt;/a&gt;Ancora oggi rimango stupito quando osservo certe regolarità tipologiche nell’essere umano.&lt;br /&gt;Ieri sera guardavo un programma televisivo e, tutto ad un tratto, si è affacciata una di quelle domande che non ti lasciano in pace, non ti permettono di prendere sonno, ti rinchiudono in un ripiegamento speculativo catatonico. La domanda era: &lt;em&gt;ma perché mai i Berlusconiani non hanno umorismo?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Come si sa, oggi in Italia non si può più parlare di Destra e Sinistra, ma solo di &lt;strong&gt;Berlusconiani&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Antiberlusconiani&lt;/strong&gt;. É un fatto. Com’è un fatto che in tutti i paesi Occidentali la divisione sociale non riguarda più gli operai-mangiapreti da una parte e gl’imprenditori-filistei dall’altra. Oggi è tutto diverso. &lt;br /&gt;Lo scontro è tra coloro che si ergono a paladini degl’interessi dei grandi gruppi economico-finanziari contro gl’interessi di intere popolazioni; che difendono princìpi etici astratti, trascurando il valore della singola vita umana; che sostengono i privilegi dei potenti di fronte ai più elementari diritti del comune cittadino; che svuotano subdolamente ma progressivamente la democrazia dei suoi valori più essenziali, come l’indipendenza dei diversi poteri e la libertà d’informazione... lo scontro, dicevo, è tra costoro e chi, invece, intende limitare lo strapotere delle multinazionali, delle banche e delle assicurazioni; che mostra grande sensibilità verso le singole situazioni esistenziali; che difende l’uguaglianza di ogni cittadino di fronte alla Legge; che sostiene certi diritti individuali essenziali, come la libertà di scelta terapeutica, la possibilità di ricevere un’informazione corretta e il potere di scegliere realmente i propri rappresentanti politici.&lt;br /&gt;Ecco, Berlusconi è l’archetipo della prima fazione: in nessun altro paese Occidentale il potere ha calato la maschera così come è avvenuto nell’era berlusconiana. Essere Berlusconiani non è semplicemente l’adesione ad un movimento politico, perché è diventato una categoria dello spirito. I suoi valori sono la conquista della ricchezza ad ogni costo, l’edonismo spensierato e dimentico dei valori consueti, l’egocentrismo e il cinismo, l’indifferenza per ogni grande ideale, l’esteriorità e l’apparenza... Valori di questo tipo, sono diffusi non solo tra i cosiddetti ‘borghesi’, ma anche tra operai e piccoli commercianti, impiegati e massaie, atei e cattolici, giovani studenti e intellettuali pensosi... e anche tra molti di coloro che si definiscono ‘alternativi’ o Antiberlusconiani, mentre lo sono solo apparentemente, per scelta ideologica o per appartenenza, ma nell’animo sono profondamente Berlusconiani.&lt;br /&gt;Ma torniamo alla nostra domanda iniziale: perché mai i Berlusconiani non hanno umorismo?&lt;br /&gt;É incredibile: non esiste un comico che sia su posizioni berlusconiane. Pensate a tipi come Boldi, un Berlusconiano... sta alla comicità come Fede sta all’informazione. (Fede è un caso a parte: è un comico naturale, senza possedere il minimo umorismo.) Lo stesso Berlusconi riesce ad essere comico solo quando è nei suoi momenti ‘seri’; quando si diletta a raccontare barzellette o a sparare battute fa ridere soltanto il suo &lt;em&gt;entourage&lt;/em&gt;, lo stuolo di servi e di professioniste la cui mansione è proprio quella di mostrarsi divertiti e conquistati dalla sua simpatia. O coloro del tutto privi di umorismo. &lt;br /&gt;Come succede via via con certi individui: fai qualche battuta scherzosa per metterli magari a proprio agio e loro nulla, rimangono serissimi; poi, inavvertitamente, dici una cosa del tutto banale, ovvia, e loro cominciano a ridere di gusto, divertìti, pensando a quanto sia raffinato il tuo &lt;em&gt;humour&lt;/em&gt;. &lt;br /&gt;Insomma, è come se il possedere una certa mentalità – la mentalità berlusconiana, l’abbiamo definita – togliesse automaticamente la possibilità di possedere umorismo.&lt;br /&gt;Ed ecco che, improvvisamente, si è affacciata una risposta: &lt;strong&gt;l’umorismo è figlio dell’irriverenza&lt;/strong&gt; (niente a che vedere con l’arroganza). L’irriverente non guarda in faccia a nessuno, a nessun potere, a nessuna istituzione, a nessuna autorità... Vuole solo scoprire le carte, smascherare le apparenze, disvelare il vero. &lt;strong&gt;L’ossequio è il suo opposto&lt;/strong&gt;: la sottomissione al potente, all’istituzione, all’autorità, alla tradizione, alla morale imperante.&lt;br /&gt;Cominciate, adesso, a pensare agli Antiberlusconiani più in vista, i più famosi... troverete una grande irriverenza e quel tocco di umorismo – sottile o vivace – che mai benediranno un Berlusconiano. Senza irriverenza, niente umorismo.&lt;br /&gt;Questa conclusione semiseria ha la sua importanza, dal momento che &lt;strong&gt;l’umorismo è una qualità psicosintetica&lt;/strong&gt;, come sappiamo. Per dirla in modo tecnico, è una qualità &lt;strong&gt;genitale&lt;/strong&gt;, mentre l’ossequio è una caratteristica pregenitale e, in specifico, &lt;strong&gt;anale&lt;/strong&gt;. &lt;em&gt;Pertanto, la psicosintesi non può che essere Antiberlusconiana&lt;/em&gt;. Amen.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Visita il sito www.psicosintesi.org&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1471518132967805783-7460173105838898178?l=psicosintesiblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/10/ossequiosi-o-irriverenti.html#comment-form" title="1 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/7460173105838898178?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/7460173105838898178?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/10/ossequiosi-o-irriverenti.html" title="Ossequiosi o irriverenti?" /><author><name>Fabio Guidi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12107617127617245278" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/StLxPEaAYLI/AAAAAAAAANI/zNwXCmcmf7c/s72-c/tot%C3%B2.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CkUMQ3o4fCp7ImA9WxNXGEg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1471518132967805783.post-4917293585742232000</id><published>2009-10-03T19:26:00.009+02:00</published><updated>2009-10-06T19:31:22.434+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-06T19:31:22.434+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="fatti" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="opinioni" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="informazione" /><title>Il Fatto Quotidiano</title><content type="html">&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SseJgTuHfbI/AAAAAAAAANA/Ls4OUZRZi1U/s1600-h/il+fatto.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 97px; height: 137px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SseJgTuHfbI/AAAAAAAAANA/Ls4OUZRZi1U/s320/il+fatto.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5388426667314609586" /&gt;&lt;/a&gt;Un’enorme folla sta manifestando in questo momento a Piazza del Popolo per la Libertà di Stampa. Era inevitabile che si arrivasse a questo.&lt;br /&gt;Mi unisco idealmente e ne approfitto per salutare con simpatia il nuovo quotidiano diretto da &lt;strong&gt;Antonio Padellaro&lt;/strong&gt; e che annovera fra i suoi collaboratori circa la metà dei Giornalisti rimasti in Italia: da Massimo Fini a Marco Travaglio, Peter Gomez, Marco Lillo, Furio Colombo, Gianni Barbacetto, Paolo Flores d’Arcais e diversi altri ancora. Si tratta de &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.antefatto.it"&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, il cui primo numero è uscito mercoledì 23 settembre:&lt;br /&gt;“Lo abbiamo chiamato &lt;em&gt;Il Fatto&lt;/em&gt; – spiega Padellaro nell’editoriale – in memoria di Enzo Biagi che ci ha insegnato a distinguere i &lt;strong&gt;fatti&lt;/strong&gt; dalle &lt;strong&gt;opinioni&lt;/strong&gt;. Un grande giornalista e un uomo perbene epurato, come Montanelli, dalla compagnia dei servi e dei mediocri. Pensando al loro coraggio ci facciamo coraggio.”&lt;br /&gt;Per accogliere i fatti è necessaria una sola cosa: non aver già stabilito in anticipo quali sono i fatti. Quando &lt;strong&gt;il servilismo, la mediocrità, il tornaconto, la disonestà intellettuale, l’ottusità, la rigidità psichica o le inclinazioni caratteriali &lt;/strong&gt;decidono una volta per tutte quali &lt;em&gt;devono&lt;/em&gt; essere i fatti, non c’è verso: i fatti non possono essere accolti e trionfa l’opinione, che assume abusivamente la dignità di ‘fatto’.&lt;br /&gt;Ad esempio, è difficile non capire come sia del tutto improbabile che un giornalista sposi la verità invece che la difesa del suo editore, del suo padrone, soprattutto se il suo padrone è invischiato in un agone politico senza risparmio di colpi. Insomma, come fa un articolista de &lt;em&gt;Il Giornale&lt;/em&gt; a non difendere Berlusconi, anche se a scapito della dignità professionale? Tiene famiglia anche lui, poveretto, o forse desidera un posto al sole. Nello stesso tempo, i lettori di quel quotidiano hanno già stabilito una volta per tutte a chi accordare la propria fiducia. Non sono in cerca di fatti, ma solo di pseudo-fatti con cui giustificare le proprie opinioni e mettersi a posto con la coscienza. &lt;br /&gt;É tutto un gioco difensivo, dove ognuno svolge la sua parte per non mettere mai in discussione ciò su cui fonda la propria esistenza. L'onestà - soprattutto quella interiore - è una variabile secondaria.&lt;br /&gt;Ovviamente, tutto questo vale per qualsiasi altro giornale finanziato da un partito, sia esso politico, economico, religioso, sportivo o – diciamo – scientifico. Ma vale anche nelle relazioni interpersonali e in quelle sociali, vale nei matrimoni e vale nelle amicizie... Vale ovunque.&lt;br /&gt;Ecco perché la Psicosintesi è così impegnativa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Visita il sito www.psicosintesi.org&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1471518132967805783-4917293585742232000?l=psicosintesiblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/10/il-fatto-quotidiano.html#comment-form" title="2 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/4917293585742232000?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/4917293585742232000?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/10/il-fatto-quotidiano.html" title="Il Fatto Quotidiano" /><author><name>Fabio Guidi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12107617127617245278" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SseJgTuHfbI/AAAAAAAAANA/Ls4OUZRZi1U/s72-c/il+fatto.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;D0MBSXs6eyp7ImA9WxNSGUQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1471518132967805783.post-4669590226641295440</id><published>2009-09-03T17:41:00.006+02:00</published><updated>2009-09-03T18:30:58.513+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-09-03T18:30:58.513+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="parresìa" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ipocrisia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="franchezza" /><title>Segni della crescita: la «franchezza»</title><content type="html">&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/Sp_kP-CNCWI/AAAAAAAAAM4/wHaKNL5Ghuc/s1600-h/maschera.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 106px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/Sp_kP-CNCWI/AAAAAAAAAM4/wHaKNL5Ghuc/s320/maschera.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5377267443105073506" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;“Dove c’è lo spirito del Signore c’è parresìa”&lt;/em&gt;, così ammonisce la seconda lettera ai Corinzi (3,12). &lt;br /&gt;L’etimologia della parola &lt;em&gt;parresìa&lt;/em&gt; rinvia a &lt;em&gt;pan&lt;/em&gt; (tutto) e &lt;em&gt;rhema&lt;/em&gt; (ciò che viene detto), e quindi il vocabolo, assente nel dizionario della lingua italiana, letteralmente significa «dire tutto», nel senso di ‘dire tutto’ ciò che si ha in mente, in modo che non vi sia differenza tra ciò che si pensa e ciò che si dice.&lt;br /&gt;La &lt;em&gt;parresìa&lt;/em&gt; era una virtù esaltata dalla filosofia stoica del tempo e indicava un comportamento in cui si fondano &lt;strong&gt;franchezza&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;semplicità&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;lealtà&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;coraggio&lt;/strong&gt; e, in definitiva, &lt;strong&gt;libertà&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;In italiano il vocabolo viene tradotto con l’uno o l’altro di questi termini, più spesso con «franchezza».  L’espressione, frequentissima nel Nuovo Testamento, vuole infatti indicare la franchezza dei discepoli di Gesù nel rendere testimonianza del loro maestro, la capacità di esprimersi senza timori di fronte all’altro. Curiosamente, il termine, molto in uso nella letteratura cristiana patristica, scompare dopo il V secolo.&lt;br /&gt;Ancora una volta appare chiaro come le qualità da sviluppare nel corso del nostro cammino psicosintetico, personale e transpersonale, siano le stesse su cui si sono soffermate le autentiche tradizioni filosofiche e religiose. Per dire che l’essere umano evoluto interiormente mostra delle caratteristiche inconfondibili, che lo distinguono dall’&lt;em&gt;homo normalis&lt;/em&gt;. &lt;br /&gt;É per questo che metto continuamente in guardia a non considerare la Psicosintesi come un semplice lavoro psicologico, simile a tanti altri che servono a contrastare certe nostre difficoltà emotive. La Psicosintesi non è questo. &lt;strong&gt;La Psicosintesi è un percorso di ascesa verso l’essere umano compiuto, dignitoso e libero&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;La &lt;em&gt;parresìa&lt;/em&gt; è una virtù religiosa, anche se molti cosiddetti ‘religiosi’ non sanno che cosa sia ed è anche un segno di una effettiva crescita personale e umana, anche se molti psicologi e individui dediti alla ‘crescita’ la ignorano totalmente. Dire come stanno le cose, con franchezza, di fronte all’altro, senza aver paura delle conseguenze ‘sociali’ che ne possono derivare è un segno della crescita personale, qualcosa che il carattere nevrotico in genere non si può permettere. Dice l’ottimo &lt;strong&gt;Galimberti&lt;/strong&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Ma ognuno sa che oltre agli interlocutori esterni ciascuno ha un interlocutore interno a cui dire la verità. Qui la critica diventa "autocritica", capacità di dire la verità a se stessi, di scandagliare la propria ombra, le cantine delle propria anima, in linea con il messaggio dell'oracolo di Delfi: "Conosci te stesso". Forse tutte le pratiche psicoanalitiche, con la complicazione dei loro linguaggi, non hanno ancora raggiunto la semplicità di questo messaggio a cui ci conduce il buon uso della parresìa: dire a se stessi, almeno a se stessi, la verità. &lt;br /&gt;Si concentrano così in una parola semplice una serie di virtù morali e civili a cui dovrebbero attenersi gli abitanti della città e soprattutto chi li governa. Chi pratica la parresìa dimostra infatti di avere uno specifico rapporto con la verità attraverso la franchezza, una certa relazione con la vita attraverso il rischio e il pericolo, una comunicazione autentica con gli altri e con se stessi attraverso la critica e l' autocritica, un significativo rapporto con la legge morale attraverso la libertà e il dovere di dire la verità. Nasce allora quel cittadino che è libero perché sceglie di parlar franco invece di irretire l' interlocutore con gli inganni della persuasione, sceglie la verità invece della falsità o del silenzio, il rischio della vita invece della sicurezza, la critica invece dell'adulazione, il dovere morale invece del proprio tornaconto o dell' apatia morale.&lt;br /&gt;Ma non abbiamo la minima speranza. Da noi ha fatto scuola l'Odissea con il resoconto delle mille astuzie del suo eroe, non L'apologia di Socrate con la parresìa del suo nobile testimone.”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha ben ragione Galimberti. Pare, infatti, che presso l’&lt;em&gt;homo normalis&lt;/em&gt; abbia maggior successo l’«ipocrisia», cioè il ‘recitare una parte’ (&lt;em&gt;hypocrites&lt;/em&gt; era l'attore del teatro greco, che indossava una maschera), la capacità di simulare sentimenti e intenzioni benevoli, moralmente buoni, ostentando doti e virtù che non si possiede. Questo modo di essere, davvero poco nobile, viene perlopiù vissuto come del tutto corretto, perché – agli occhi dell’&lt;em&gt;homo normalis&lt;/em&gt; - manifesta le virtù della diplomazia, della temperanza, dell’essere ragionevoli e concilianti.&lt;br /&gt;In realtà l’&lt;em&gt;homo normalis&lt;/em&gt; ha una grande paura della parresìa, pare sia troppo meschino per non cedere ai piaceri del gozzovigliare nelle maldicenze e nelle mormorazioni, del soddisfarsi nello ‘stracciarsi le vesti’, facendo finta di sorprendersi e scandalizzarsi e condannando ‘per sentito dire’. &lt;br /&gt;Il maestro &lt;strong&gt;Gesù&lt;/strong&gt; ci mette in guardia, ma, ad ogni modo, pare anche consolarci:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Guardatevi dal lievito dei farisei che è l’ipocrisia. Non vi è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Pertanto, ciò che avete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce; ciò che avete detto all’orecchio nelle stanze più interne, sarà annunciato sui tetti”&lt;/em&gt; (Lc 12, 1-3).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Visita il sito www.psicosintesi.org&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1471518132967805783-4669590226641295440?l=psicosintesiblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/09/segni-della-crescita-la-franchezza.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/4669590226641295440?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/4669590226641295440?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/09/segni-della-crescita-la-franchezza.html" title="Segni della crescita: la «franchezza»" /><author><name>Fabio Guidi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12107617127617245278" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/Sp_kP-CNCWI/AAAAAAAAAM4/wHaKNL5Ghuc/s72-c/maschera.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0IMQHkzfCp7ImA9WxNSEEQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1471518132967805783.post-714845651627822323</id><published>2009-08-22T11:40:00.015+02:00</published><updated>2009-08-24T09:39:41.784+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-08-24T09:39:41.784+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="reich" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="diffamazione" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="peste emozionale" /><title>Reich e la Peste Emozionale</title><content type="html">&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/So--4DyHlKI/AAAAAAAAAMg/bTClLs1J_ak/s1600-h/reich+1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 91px; height: 117px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/So--4DyHlKI/AAAAAAAAAMg/bTClLs1J_ak/s320/reich+1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5372722750773761186" /&gt;&lt;/a&gt;Sto rileggendo in questi giorni uno dei libri chiave del XX secolo, &lt;em&gt;L’analisi del carattere&lt;/em&gt;, dello psicoanalista ebreo tedesco &lt;strong&gt;Wilhelm Reich&lt;/strong&gt;, a cui ho intenzione di offrire un tributo nel mio prossimo seminario invernale. In questa seconda lettura, non so perché, sono rimasto particolarmente colpito dal capitolo su &lt;em&gt;La Peste Emozionale&lt;/em&gt;, cioè quel particolare atteggiamento nevrotico che “scaturisce regolarmente dalla fame di piacere non soddisfatto” e rivolge la sua ostilità contro chiunque si mostri libero e creativo. É una «peste», perché è così diffuso in tutti i rivoli della nostra società da assumere dimensioni epidemiche: nella scienza e nell’arte, in politica e in religione, in famiglia, nel lavoro e nelle relazioni umane...&lt;br /&gt;Tra le maggiori manifestazioni della Peste Emozionale, dice Reich, vanno annoverati “il pettegolezzo e la diffamazione”, come è capitato ad un’infinita quantità di genii della storia e della cultura e come, ovviamente, ha dovuto constatare il geniale psicoanalista sulla propria pelle.&lt;br /&gt;Reich riporta simpaticamente un esempio di un giovane intellettuale, apparentemente emancipato e progressista – un &lt;em&gt;bohémien&lt;/em&gt;, lo definisce – che cercò di mettere in guardia una donna che intendeva andare a studiare con lui, affermando che “non avrebbe mandato né il suo miglior amico né il suo peggior nemico” da Reich, dal momento che era “il direttore di un bordello pubblico, senza licenza”. Subito dopo, il giovane acculturato si coprì le spalle dicendo che Reich era “clinicamente molto bravo” (!).&lt;br /&gt;A questo punto Reich si pone il problema:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/So-_NlhFluI/AAAAAAAAAMo/mmd6tKdRXcY/s1600-h/reich+3.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 125px; height: 131px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/So-_NlhFluI/AAAAAAAAAMo/mmd6tKdRXcY/s320/reich+3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5372723120606385890" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;“É difficile comportarsi in modo obiettivo e corretto in situazioni del genere. Non si deve cedere all’impulso che si manifesta spontaneamente e naturalmente di fustigare un simile appestato per fargli passare la voglia di diffamare gli altri... [Tuttavia] ignorare signorilmente l’accaduto significa fare esattamente quello che l’appestato si attende per continuare a compiere le sue malefatte sociali... che gli altri appestati strutturati in modo analogo possano impadronirsi della cosa, che fra loro possa trovarsi uno «storico scientifico» e che in questo modo si passi alla storia come proprietario segreto di un bordello, in quanto il fatto viene documentato da una «competente autorità in storiografia».” &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Come quando si diffuse la voce – ovviamente del tutto infondata - che Reich era schizofrenico e aveva passato un certo periodo di tempo in un manicomio.&lt;br /&gt;Quindi, come reagisce Reich? Scrive questo articolo sulla Peste Emozionale, portando allo scoperto i meccanismi psichici che agiscono in questa piaga sociale, cioè mostrando alla luce del sole ciò che vuole esprimersi solo di soppiatto, subdolamente, attraverso il pettegolezzo, la calunnia e la diffamazione. &lt;br /&gt;L’articolo sulla Peste Emozionale, pubblicato nel 1945, viene addirittura inserito tre anni dopo nella terza e ultima edizione di uno dei suoi libri più importanti, &lt;em&gt;L’analisi del carattere&lt;/em&gt;, appunto. Reich ha cioè inteso dare la massima divulgazione a questo scritto, che riteneva degno della massima attenzione. Per inciso, la giovane donna andò ugualmente da Reich per studiare la pedagogia sessuo-economica e comprese ben presto, dice lo psicoanalista, che cosa s’intende per Peste Emozionale.&lt;br /&gt;A livello psicosintetico, da tutto ciò possiamo trarre un utile insegnamento riguardo a ciò che s’intende quando si parla, nei vangeli, di «&lt;strong&gt;figli della luce&lt;/strong&gt;» e «&lt;strong&gt;figli delle tenebre&lt;/strong&gt;». I figli delle tenebre non solo sono &lt;strong&gt;figli dell’oscuro inconscio&lt;/strong&gt;, in quanto dominati da impulsi e intenti di cui sono inconsapevoli e che, quindi, proiettano disgraziatamente all’esterno, ma sono anche &lt;strong&gt;figli dell’agire nell’ombra&lt;/strong&gt; e nell’ambiguità. Di contro, i figli della luce sono coloro che non solo si sforzano in ogni modo di rischiarare la propria coscienza puntando sempre alla verità su se stessi, ma che agiscono anche in modo diretto, con franchezza, cercando di elaborare ogni divergenza in modo aperto, di fronte a tutti. Perché la verità non ha paura del confronto, ma solo la menzogna teme la luce del sole.&lt;br /&gt;Ed ecco come Reich chiude il capitolo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/So-_UVOpiNI/AAAAAAAAAMw/GrxIGvb-ygU/s1600-h/reich+2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 98px; height: 122px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/So-_UVOpiNI/AAAAAAAAAMw/GrxIGvb-ygU/s320/reich+2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5372723236493166802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;“Per quanto riguarda me e il mio lavoro, vorrei pregare i lettori dei nostri libri di considerare un semplice dato di fatto: gli psicoanalisti nevrotici dichiarano che sono un malato di mente; i comunisti fascisti mi combattevano come trotzkista; individui sessualmente superficiali mi hanno accusato di essere il direttore di un bordello senza licenza; la polizia segreta tedesca mi ha perseguitato come bolscevico; la polizia segreta americana come spia tedesca; certe madri autoritarie e assetate di potere volevano farmi apparire agli occhi dei posteri come seduttore di bambini; i ciarlatani della psichiatria mi hanno dato del ciarlatano; i futuri salvatori dell’umanità mi hanno chiamato un nuovo Gesù o un nuovo Lenin...”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Incredibile no? Naturalmente, Reich morì in prigione, mentre gli appestati emozionali godono di grande stima agli occhi dell'&lt;em&gt;homo normalis&lt;/em&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Visita il sito www.psicosintesi.org&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1471518132967805783-714845651627822323?l=psicosintesiblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/08/reich-e-la-peste-emozionale.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/714845651627822323?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/714845651627822323?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/08/reich-e-la-peste-emozionale.html" title="Reich e la Peste Emozionale" /><author><name>Fabio Guidi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12107617127617245278" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/So--4DyHlKI/AAAAAAAAAMg/bTClLs1J_ak/s72-c/reich+1.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEMERHw6eyp7ImA9WxJaGU8.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1471518132967805783.post-1609579090205719960</id><published>2009-08-10T19:21:00.003+02:00</published><updated>2009-08-10T19:46:45.213+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-08-10T19:46:45.213+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="idolo" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="transfert" /><title>Quella strana cosa del transfert</title><content type="html">&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SoBYpViaPeI/AAAAAAAAAMY/gDz5DE0C4XE/s1600-h/transfert.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 129px; height: 106px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SoBYpViaPeI/AAAAAAAAAMY/gDz5DE0C4XE/s320/transfert.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5368388223004982754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Adrian Van Kaam&lt;/strong&gt;, uno dei principali esponenti della Psicologia Umanistica americana, nel descrivere le persone che ancora non sono giunte alla maturità umana, definisce “una tendenza &lt;em&gt;idolizing&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;demonizing&lt;/em&gt;”. Si tratta di due atteggiamenti opposti, ma, in realtà, sono le due facce di una stessa medaglia.&lt;br /&gt;Van Kaam afferma che possiamo farci un idolo di un genitore, un amico, un educatore, un insegnante, uno psicoterapeuta, un maestro..., &lt;em&gt;“tuttavia, quando faccio la scoperta che queste manifestazioni limitate dell’Essere non potranno mai appagare la mia attesa più profonda, mosso da un complesso di frustrazione, posso giungere ad odiarle. Invece di deificarle, cado allora nell’eccesso opposto di considerarle manifestazioni demoniache. [...] In questi momenti mi trovo in una situazione piuttosto ambigua e dolorosa.”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ciò che afferma l’autore americano è ovviamente ben noto a chi conosce la dinamica del &lt;em&gt;transfert&lt;/em&gt;. Chiunque si trovi ad assumere una posizione autorevole - per un qualsiasi motivo, fosse anche il ruolo di insegnante di nacchere – si trova ad attirare su di sé tutti quei sentimenti, positivi e negativi, che un tempo il soggetto riversava sul genitore.&lt;br /&gt;Questo è uno dei motivi per cui spesso viene consigliato, a chiunque svolga una relazione d’aiuto, un certo olimpico distacco, così come una neutralità avvolta dal mistero. Non dovremmo essere coinvolti in questo tipo di relazioni al di fuori dello spazio fissato: un insegnante dovrebbe mantenere un rapporto con l’allievo solo nel tempo dedicato all’insegnamento e uno psicoterapeuta dovrebbe limitare la frequentazione alle sedute stabilite... anche quando dall’altra parte si spinga in diversa direzione.&lt;br /&gt;Spesso, però, non è così semplice dare ascolto a questa «regola aurea»: vi sono delle situazioni in cui la relazione d’aiuto impone di svilupparsi &lt;em&gt;in vivo&lt;/em&gt;. É il caso dello psicosintesista, ad esempio. La psicosintesi, in senso stretto, agisce sulla volontà, sulla disciplina quotidiana, e spesso l’insegnamento psicosintetico va collocato all’interno delle abitudini, degli atteggiamenti, delle opinioni, delle scelte concrete che compongono il tessuto della nostra vita di tutti i giorni. Lo psicosintesista si trova, allora, ad avvicinarsi all’individuo, a creare una relazione che può farsi ambigua... può essere preso per un amico o per un sostituto genitoriale, nel senso di affidare a lui le sorti della propria futura felicità... di lui si può farne un &lt;strong&gt;idolo&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;La situazione, è inutile negarlo, è altamente pericolosa, perché la tendenza &lt;em&gt;idolizing&lt;/em&gt; si esprime in un atteggiamento passivo di fronte al «salvatore», oppure in un atteggiamento attivo teso a conquistarsi il merito di fronte al «giudice». E se questi atteggiamenti sono del tutto naturali in ambito terapeutico, sono invece inadatti al Lavoro psicosintetico. Pur tuttavia sono sempre presenti, in qualche modo, e quando vengono frustrati - e  a ragione - dallo psicosintesista si trasformano &lt;em&gt;ipso facto&lt;/em&gt; nella tendenza &lt;em&gt;demonizing&lt;/em&gt;, che proietta su di lui lo spettro dell’abbandono, del controllo e, in definitiva, del fallimento. &lt;br /&gt;Ora, è del tutto naturale che l’Ego di ognuno di noi combatta con tutte le sue forze per negare questo stato di cose. Prima di riconoscere sentimenti di questo tipo è preferibile addossare a qualcuno le colpe del fatto che qualcosa è andato storto. “Non riesco ad imparare perché tu non sei abbastanza bravo”, oppure “...perché non sei più degno di fiducia ai miei occhi”... in definitiva, lo psicosintesista diventa un &lt;strong&gt;demonio&lt;/strong&gt;, portatore di ogni abominevole qualità.&lt;br /&gt;Essere adulti, però, prevede l’opposto, cioè l’assumere su di sé le responsabilità del nostro cammino. Essere adulti, lo sappiamo da tempo, significa ‘lasciar andare’ i nostri genitori, cioè non nutrire più alcuna aspettativa nei loro confronti. Ad esempio, io ho smesso di farlo durante la prima adolescenza... ciò non significa che non mi siano più stati utili, in qualche modo, ma che, semplicemente, non hanno costituito più per me un punto di riferimento sostanziale. Da quel momento in poi ho smesso di cercare sostituti paterni o materni.&lt;br /&gt;Per farla breve, tutto questo significa che &lt;strong&gt;la psicosintesi, in senso stretto, è adatta solo agli adulti&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Visita il sito www.psicosintesi.org&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1471518132967805783-1609579090205719960?l=psicosintesiblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/08/quella-strana-cosa-del-transfert.html#comment-form" title="3 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/1609579090205719960?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/1609579090205719960?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/08/quella-strana-cosa-del-transfert.html" title="Quella strana cosa del transfert" /><author><name>Fabio Guidi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12107617127617245278" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SoBYpViaPeI/AAAAAAAAAMY/gDz5DE0C4XE/s72-c/transfert.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">3</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CEAFRX87eSp7ImA9WxJbEko.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1471518132967805783.post-6162440671305039582</id><published>2009-07-21T12:29:00.016+02:00</published><updated>2009-07-22T16:25:14.101+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-07-22T16:25:14.101+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="comunità" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="mansio romana" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="apocalittici" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="integrati" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="sandro bondi" /><title>Il mio amico Costa</title><content type="html">&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SmWYpDID1sI/AAAAAAAAAMQ/teDgfislits/s1600-h/mansio+romana.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 116px; height: 83px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SmWYpDID1sI/AAAAAAAAAMQ/teDgfislits/s320/mansio+romana.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5360858762435614402" /&gt;&lt;/a&gt;Ma come? È un tuo amico e lo chiami per cognome? No, in realtà, ‘Costa’ sta per Costabile, un nome non particolarmente diffuso che, nella manìa livornese del bisillabico, si è subito ridotto a metà.&lt;br /&gt;Erano molti anni che non lo vedevo. L’ho ritrovato a pochi chilometri dalla nostra comunità di Fauglia, gestore di un agriturismo e di un’azienda agricola, insieme alla moglie, al figlio e a un paio di amici. Mi ha subito spiegato che queste attività non sono fini a se stesse, ma strumenti verso ciò che gli sta veramente a cuore: &lt;strong&gt;creare un luogo dove sia possibile una reale crescita interiore e aiutare gli altri in questo cammino&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;“Cavolo! – gli ho detto – ma è proprio ciò che anima il progetto della nostra Comunità di Psicosintesi!”&lt;br /&gt;“In effetti – mi risponde – il mio sogno è proprio quello di realizzare una comunità, però...”&lt;br /&gt;E inizia a raccontarmi l’evoluzione delle vicende che lo hanno portato fino alla situazione attuale e di come trovi una grande difficoltà a reperire persone che intendano impegnarsi in un simile progetto comunitario. In lui non vi è alcun tipo di lamentela, ma l’amarezza è percepibile; e come potrebbe essere altrimenti? &lt;br /&gt;É un fiume in piena. Io lo lascio parlare, pago della possibilità – per me che sono abituato a parlare così di frequente -, per una volta, di poter ascoltare in silenzio. Mentre parla, si muovono in me alcuni pensieri.&lt;br /&gt;Il mondo è diviso in due categorie: gli &lt;strong&gt;apocalittici&lt;/strong&gt; e gli &lt;strong&gt;integrati&lt;/strong&gt;. Questa distinzione dà il titolo ad un saggio di &lt;strong&gt;Umberto Eco&lt;/strong&gt; del 1964, nel quale l’autore fa un’attenta analisi della nuova cultura di massa.&lt;br /&gt;Gli &lt;strong&gt;integrati&lt;/strong&gt; sono coloro i cui valori e i cui gusti sono conformistici, massificati, omologati, e i cui interessi sono orientati esclusivamente al divertimento, all’intrattenimento, allo svago, alla superficialità del &lt;em&gt;gossip&lt;/em&gt;. E siccome la cultura nella quale siamo calati è una cultura post-borghese, gli integrati sono dei piccolo-borghesi, che trovano la loro sicurezza nel denaro, individualistici ed estremamente attenti a quello che gli altri possono pensare di loro. Non riescono ad immaginare una realtà ‘altra’, costruita su un modello diverso, più partecipativo, più condiviso, più autentico.&lt;br /&gt;Poi ci sono gli &lt;strong&gt;apocalittici&lt;/strong&gt;. Loro invece sono 'diversi', tendono all’originalità e, spesso, anche alla ribellione. Rifuggono qualsiasi tentativo di omologazione, di conformismo, ma spesso anche di regola e di disciplina. E questo è il loro punto debole, perché hanno difficoltà nell’impegnarsi con fatica, nell’assumersi responsabilità a lungo termine e, proprio per questo motivo, risultano essere poco affidabili. Vogliono vivere di estemporaneità, che loro definiscono azione creativa, e di disimpegno, che loro definiscono spontaneità.&lt;br /&gt;Dico a Costa che la sua amarezza è la mia. E che la difficoltà a trovare qualcuno che intenda davvero impegnarsi in un progetto alternativo, la difficoltà di trovare individui realmente alternativi, si assomma all’altra difficoltà nel trovare individui che davvero vogliano fare un cammino interiore, che vogliano confrontarsi per crescere, diventare veramente adulti, invece di rimanere dei bambini cresciuti. &lt;br /&gt;E gli dico che anche noi abbiamo molti visitatori, ma sono rare le persone veramente motivate, che vadano al di là di una semplice curiosità o di una ricerca di sicurezza o di appartenenza. Costa annuisce e mi racconta altri pezzi della sua esperienza, mentre io sono mosso da ulteriori pensieri.&lt;br /&gt;Una vera comunità di Lavoro non può prescindere da uno «&lt;strong&gt;specchio&lt;/strong&gt;» continuo tra i suoi membri; attraverso questo specchio, questa confronto, questa trasparenza, s’impara a guardare in profondità dentro di noi, a incontrare i nostri fastidiosi fantasmi e ad esorcizzarli con l’aiuto della comunità. Ma spesso questi fantasmi appaiono come veri e propri mostri e la gente preferisce non affrontarli: fanno troppa paura. Non solo: questi mostri vengono proiettati sulla comunità, per cui tutte le aspettative positive che un tempo si aveva verso l’ambiente comunitario si ribaltano in sfiducia, risentimenti, incattivimenti, vendette... É sconsolante.&lt;br /&gt;Lo comunico a Costa, e gli dico che la nostra comunità, dal 2002, non è cresciuta, ma calata di numero. Costa mi guarda, allarga le braccia:&lt;br /&gt;“Guarda noi... siamo talmente pochi, che abbiamo deciso di vendere una parte della proprietà. Vogliamo cedere l’agriturismo e dedicarci totalmente all’azienda agricola. Vedi? La villa, con la piscina dietro, è in vendita...”&lt;br /&gt;Gli dico che proverò ad aiutarlo a trovare un compratore, possibilmente qualcuno che riesca ad integrarsi in modo armonico con il contesto. Poi, nelle nostre reciproche solitudini, ci salutiamo con un abbraccio e ci confermiamo nella nostra fermezza di proseguire il cammino, l’Idea, in reciproca collaborazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne approfitto per dedicare a tutti gli Integrati un paio di poesie, davvero notevoli, di &lt;strong&gt;Sandro Bondi&lt;/strong&gt;, il nostro ministro per i Beni e le Attività Culturali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;A Silvio&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Vita assaporata&lt;br /&gt;Vita preceduta&lt;br /&gt;Vita inseguita&lt;br /&gt;Vita amata&lt;br /&gt;Vita vitale&lt;br /&gt;Vita ritrovata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;A Rosa Bossi in Berlusconi&lt;/em&gt; (la madre)&lt;br /&gt;Mani dello spirito&lt;br /&gt;Anima trasfusa&lt;br /&gt;Abbraccio d’amore&lt;br /&gt;Madre di Dio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://xoomer.virgilio.it/larinascita/IL_MIO_LAVORO.html"&gt;Clicca qui per informazioni riguardo all’Agriturismo Mansio Romana, di Costa(bile) Giannella&lt;/a&gt;. Per inciso, la &lt;em&gt;«mansio»&lt;/em&gt; era una stazione di sosta lungo una strada romana, gestita dal governo centrale e messa a disposizione di dignitari, ufficiali, o di chi viaggiasse per ragioni di stato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Visita il sito www.psicosintesi.org&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1471518132967805783-6162440671305039582?l=psicosintesiblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/07/il-mio-amico-costa.html#comment-form" title="6 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/6162440671305039582?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/6162440671305039582?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/07/il-mio-amico-costa.html" title="Il mio amico Costa" /><author><name>Fabio Guidi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12107617127617245278" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SmWYpDID1sI/AAAAAAAAAMQ/teDgfislits/s72-c/mansio+romana.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">6</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkEFR3g7cCp7ImA9WxJVGUg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1471518132967805783.post-6484948764373745498</id><published>2009-07-07T10:59:00.006+02:00</published><updated>2009-07-07T11:23:36.608+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-07-07T11:23:36.608+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Stanchezza" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="stress" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="nevrosi del carattere" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="psicoanalisi" /><title>Stanchezza</title><content type="html">&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SlMQwTFagPI/AAAAAAAAAMI/J26EDaDv-TI/s1600-h/stanchezza.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 79px; height: 114px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SlMQwTFagPI/AAAAAAAAAMI/J26EDaDv-TI/s320/stanchezza.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5355642803816399090" /&gt;&lt;/a&gt;In uno degli ultimi post (&lt;a href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/06/la-malattia-cronica.html"&gt;&lt;em&gt;La malattia cronica&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;) ho avuto modo di paragonare il nostro atteggiamento caratteriale profondo ad una malattia cronica (la cosiddetta &lt;strong&gt;«nevrosi del carattere»&lt;/strong&gt; della psicoanalisi). In effetti, la &lt;strong&gt;«struttura del carattere»&lt;/strong&gt; non è né più né meno di questo: una disfunzione rispetto ad un armonico atteggiamento psichico, una diminuzione della capacità di provare piacere fino ad una vera e propria sofferenza psichica e una realtà più o meno invalidante per la vita sociale. Insomma, un fardello che ci portiamo dietro.&lt;br /&gt;Ciò, tipicamente, viene colto solo con grande difficoltà. &lt;br /&gt;Se qualcuno ci dice che il nostro carattere è, più o meno, “una malattia”, dapprima noi rideremo dell’affermazione. &lt;br /&gt;Ma se per caso, superando le resistenze iniziali, ci troveremo a lavorare uno o due anni su di noi, non rideremo più di tale affermazione… la prenderemo, anzi, per qualcosa di profondamente serio, pur continuando a non capirci nulla, o quasi. &lt;br /&gt;Dopo altri anni di lavoro la comprensione comincerà a calarsi dentro, nella nostra carne e nelle nostre ossa. Inizierà a sciogliersi qualcosa e potremo nuovamente permetterci di ‘sentire’: a partire dai nostri blocchi, ritroveremo i sentimenti ‘cattivi’ rifiutati o negati e, infine, i sentimenti positivi congelati, il «cuore». Potremo lasciar andare il fardello.&lt;br /&gt;Se c’è, pertanto, un segnale che io considero del tutto positivo, questo è la stanchezza, la quale, ad un certo punto del cammino psicosintetico, si affaccia in tutta la sua evidenza.&lt;br /&gt;Abbiamo visto innumerevoli volte in quali strettoie ci porta il nostro «giochino», a cui abbiamo sempre tenuto così tanto. Avevamo pensato che il giochino fosse essenziale per ricevere amore (compreso l'amore da parte di noi stessi) e abbiamo, invece, progressivamente scoperto che non funziona assolutamente così. Abbiamo dovuto vederlo una, due, tre… innumerevoli volte. Siamo rimasti invariabilmente delusi, arrabbiati e doloranti… in troppe occasioni. Non ne possiamo più, ma ancora ci trasciniamo nello sforzo, perché non conosciamo altro che quel giochino. &lt;br /&gt;Se uno si lamenta perché è stanco, vuol dire che è sempre nel gioco, è il-luso (‘&lt;em&gt;in-ludere&lt;/em&gt;’, da &lt;em&gt;‘ludus’&lt;/em&gt;: gioco), altrimenti uscirebbe dal circolo vizioso e si abbandonerebbe alla stanchezza. E il riposo lo ristabilirebbe dallo &lt;em&gt;stress&lt;/em&gt; in cui è cronicamente immerso.&lt;br /&gt;Come ben sappiamo, lo &lt;em&gt;stress&lt;/em&gt; è una reazione d’allarme ad una «minaccia» di qualsiasi tipo o ad una qualche «pressione». &lt;br /&gt;Di fronte alla minaccia, si ha dapprima una produzione di ormoni surrenali, in modo da essere maggiormente efficienti nella difesa. &lt;br /&gt;In seguito, nella cosiddetta ‘fase di resistenza’ l'organismo tenta di adattarsi alla situazione e gli indici fisiologici tendono a normalizzarsi, anche se lo sforzo per raggiungere l'equilibrio è intenso. &lt;br /&gt;Se la minaccia si prolunga nel tempo, si trasforma in una pressione logorante, che consuma progressivamente le risorse energetiche dell’organismo. A lungo andare il corpo si indebolisce e, infine, si esaurisce: non ha più energia e si ha il crollo… &lt;strong&gt;si ha stanchezza cronica o una malattia organica&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Ecco, il Lavoro psicosintetico è in grado di evitarci un esito così drammatico. Quando la nostra reazione coatta - tesa a difendere il nostro &lt;em&gt;ego&lt;/em&gt; impaurito - appare sempre più una tensione e un impegno inutili, quando il nostro giochino ci appare nella sua più fulgida stupidità, quando ci permettiamo di sentire tutta la stanchezza psichica di anni di sforzi improduttivi… allora le cose possono finalmente cambiare. &lt;br /&gt;Allora possiamo toglierci la maschera dal volto, abbassare le spalle, sgonfiare il petto e respirare con calma. Possiamo sentire il piacere del rilassamento, come quei vecchi che per una vita hanno tenuto duro e, avvicinandosi alla fine dei loro giorni, tornano un po’ fanciulli, capaci di mostrarsi più fragili… e bisognosi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Visita il sito www.psicosintesi.org&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1471518132967805783-6484948764373745498?l=psicosintesiblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/07/stanchezza.html#comment-form" title="2 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/6484948764373745498?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/6484948764373745498?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/07/stanchezza.html" title="Stanchezza" /><author><name>Fabio Guidi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12107617127617245278" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SlMQwTFagPI/AAAAAAAAAMI/J26EDaDv-TI/s72-c/stanchezza.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0AMR38yfSp7ImA9WxJXF0w.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1471518132967805783.post-2047280296080463036</id><published>2009-06-10T15:46:00.007+02:00</published><updated>2009-06-11T11:16:26.195+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-06-11T11:16:26.195+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="elezioni" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="complesso d’inferiorità" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Berlusconi" /><title>Berlusconi, il complesso d’inferiorità e i numeri</title><content type="html">&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/Si_Ikwd6kBI/AAAAAAAAAMA/R9JEXqF7DEQ/s1600-h/elezioni.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 124px; height: 125px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/Si_Ikwd6kBI/AAAAAAAAAMA/R9JEXqF7DEQ/s320/elezioni.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5345711816523288594" /&gt;&lt;/a&gt;Il famigerato «complesso d’inferiorità» è una delle forme nevrotiche più diffuse della galassia.&lt;br /&gt;Il discorso è semplice: mamma (o papà, o &lt;em&gt;papi&lt;/em&gt;, secondo i gusti) ci hanno rifiutati perché eravamo poco dinamici e intraprendenti, o poco dotati e capaci, o poco sensibili e disponibili, o troppo, e quindi ingenui, o poco affidabili e responsabili, o poco scaltri e ambiziosi, o troppo alti o troppo bassi o troppo larghi o troppo stretti… Insomma, &lt;em&gt;“non vai bene!”&lt;/em&gt;, è il messaggio che ci è arrivato.&lt;br /&gt;Una volta instaurato il complesso d’inferiorità:&lt;br /&gt;a) cercheremo per tutta la vita di metterci in luce e mostrare agli altri di essere meglio di loro(nella migliore delle ipotesi);&lt;br /&gt;b) invidieremo con tutti noi stessi coloro che riescono a mettersi in luce, spesso identificandosi con i loro successi.&lt;br /&gt;Infatti, identificandomi con la persona di successo, mi sento anch’io parte di qualcosa di grande. Questa miseria è la ragione psicologica di fondo per cui Berlusconi continua a vincere. Il suo narcisismo ormai fuori da ogni controllo riesce ad ammaliare il povero Tarantolazzi di turno, che è portato a lasciarsi sedurre da ogni tipo di promesse, anche le più demenziali e irrealistiche. &lt;br /&gt;Ovviamente, altre due ragioni non meno importanti sanciscono le vittorie del Cavaliere:&lt;br /&gt;a) le sue televisioni e i suoi giornali, con giornalismo servile annesso;&lt;br /&gt;b) l’inconsistenza di un’alternativa a sinistra (a parte Di Pietro che però, nonostante l’incremento di voti a queste ultime &lt;strong&gt;Elezioni Europee&lt;/strong&gt;, numericamente non riesce ancora ad essere determinante).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, a vedere le cose in modo più analitico, scopriamo che il &lt;em&gt;papi&lt;/em&gt; nazionale non ha tutto quel successo popolare che va continuamente vantando. Ha preso il 35,3%, è vero, ma un terzo degli elettori non ha votato. Quindi, non solo è molto lontano dal 40-45% di cui vagheggiava, ma in realtà la percentuale di coloro che l’hanno votato scende ben al 21%, considerando il numero totale degli elettori. Anche un ragazzino delle medie, con o senza calcolatrice, riesce a fare il conto: il PDL ha preso circa 10.807.000 voti su un totale di circa 50.400.000 italiani con diritto di voto. Cioè, appunto, il 21%.&lt;br /&gt;Solo un anno fa il PDL aveva ricevuto circa 13.600.000 voti (quasi tre milioni di più) su un totale di circa 47.000.000 di elettori, cioè il 29%. Un netto calo, superiore a quel 2% che viene riportato nelle tabelle in questi giorni. È finita la «luna di miele» tra il &lt;em&gt;papi&lt;/em&gt; nazionale e gli italiani? Forse il duro lavoro psicosintetico è riuscito, in questo anno, ad avere la meglio su milioni di «complessi d’inferiorità»?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gira su &lt;em&gt;YouTube&lt;/em&gt; il video di una &lt;strong&gt;spettatrice&lt;/strong&gt; che, a Porta a Porta, nega la mano a Berlusconi… meraviglioso! di fronte a tanti che si allungano e sbracciano, con aria trasognata e quasi incredula, per poter riuscire a toccare questo fenomeno umano… &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=NO6MCcnRm7M"&gt;Guarda il video&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altri numeri. &lt;strong&gt;Luigi De Magistris &lt;/strong&gt;ce l'ha fatta: è stato il secondo tra gli eletti in Europa per numero di preferenze in assoluto (circa 450.000 !), Addirittura, a Catanzaro, città dove ha svolto la sua funzione di magistrato, prima che Democratici (D'Ambrosio) e Comunisti (Vacca)lo facessero fuori, l'&lt;strong&gt;Italia dei Valori&lt;/strong&gt; ha preso grazie a lui il 17,3%, che sta a dimostrare quanto i cittadini abbiano apprezzato l'onestà e il coraggio con cui De Magistris ha svolto il suo lavoro. Ecco con chi sta la gente onesta e sveglia!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Visita il sito www.psicosintesi.org&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1471518132967805783-2047280296080463036?l=psicosintesiblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/06/berlusconi-il-complesso-dinferiorita-e.html#comment-form" title="2 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/2047280296080463036?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/2047280296080463036?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/06/berlusconi-il-complesso-dinferiorita-e.html" title="Berlusconi, il complesso d’inferiorità e i numeri" /><author><name>Fabio Guidi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12107617127617245278" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/Si_Ikwd6kBI/AAAAAAAAAMA/R9JEXqF7DEQ/s72-c/elezioni.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CEADRnw8eyp7ImA9WxJQGUs.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1471518132967805783.post-8703233465062540212</id><published>2009-06-02T18:53:00.003+02:00</published><updated>2009-06-02T19:12:57.273+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-06-02T19:12:57.273+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="terapia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="malattia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="gruppo" /><title>La malattia cronica</title><content type="html">&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SiVaWFd5poI/AAAAAAAAALw/jbMhrhyX8QQ/s1600-h/gruppo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 135px; height: 101px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SiVaWFd5poI/AAAAAAAAALw/jbMhrhyX8QQ/s320/gruppo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5342775868416173698" /&gt;&lt;/a&gt;Quando un disturbo ha fissato le basi da molto tempo, si dice che è «cronico». E non possiamo pensare di superare una malattia cronica in un batter d’occhio. Ci vuole intelligenza di ciò che ha prodotto il disturbo, comprensione del processo, rimozione delle cause patogene, pazienza nel sopportare le crisi di guarigione e un sostegno terapeutico tali da invertire il prolungato circolo vizioso che ci ha condotto alla malattia. Insomma, ci vuole tempo.&lt;br /&gt;La stessa cosa avviene nel &lt;strong&gt;processo psicosintetico&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Ci vuole tempo per comprendere l’atteggiamento psichico profondo che paralizza in noi il naturale impulso ad una vita creativa. Un’intelligenza puramente intellettuale, lo sappiamo, è del tutto insufficiente. Le interpretazioni razionali e le teorizzazioni sono le nostre vie di fuga privilegiate, perché ci danno l’illusione di aver capito quando non abbiamo capito nulla, o molto poco. Non si può parlare, a rigor di termini, neppure di “aver capito” o “non aver capito”, perché la comprensione si snoda attraverso una spirale che abbraccia territori psichici sempre più ampi e profondi. &lt;br /&gt;Lentamente si arriva a riconoscere le tappe evolutive che ci hanno portato a rinchiuderci in uno spazio sempre più angusto. Ciò che apparentemente si mostrava come qualcosa di puramente &lt;em&gt;casuale&lt;/em&gt; si rivela progressivamente una lucida regia dei nostri meccanismi psichici di difesa, che hanno barattato le nostre profonde esigenze di libertà e di amore con un po’ di sicurezza e di tranquillità egoica. Insomma, arriviamo a capire che ciò che ci succede non è frutto delle sorti avverse, ma di precise scelte che il nostro Io compie sotto gl’influssi potenti della nostre occulte pulsioni.&lt;br /&gt;Lentamente riusciamo ad accettare il fatto che s’impongono certe scelte; scelte difficili, certo, e penose... che dobbiamo abbandonare certe posizioni esistenziali, a cui siamo assai affezionati, dal momento che su di esse abbiamo costruito il nostro più o meno soddisfacente equilibrio. Iniziamo ad accettare dei tagli netti, dei capovolgimenti di prospettiva, sopportando tutta la sofferenza che ciò comporta: i sensi di colpa e di fallimento... la paura di perdere l’amore o di essere risucchiati in legami nei quali è a rischio la nostra autonomia... l’incontro con la solitudine e il vuoto esistenziali...&lt;br /&gt;É ingenuo pensare che sia possibile affrontare tutto questo senza la possibilità di vivere &lt;strong&gt;«esperienze umane correttive»&lt;/strong&gt;, senza cioè avere delle relazioni – di qualsiasi tipo – all’interno delle quali essere &lt;strong&gt;compresi, condivisi, incoraggiati e sostenuti&lt;/strong&gt; in questa burrasca esistenziale.&lt;br /&gt;Ritengo che, in psicosintesi, l’ausilio migliore consista nel lavorare in un &lt;strong&gt;«gruppo»&lt;/strong&gt;, composto più o meno da una dozzina di persone, che s’incontra regolarmente – almeno una volta al mese – e che si strutturi come gruppo «d’incontro»: innanzitutto con se stessi e poi con gli altri compagni di &lt;strong&gt;Lavoro&lt;/strong&gt;, in maniera onesta, trasparente e positiva. Il Lavoro svolto in gruppo – così come quello individuale - vuole tempo, anni: è ingenuo pensare di risolverlo in pochi incontri, magari nello spazio di un fine settimana. Vuole continuità, perseveranza... e coraggio.&lt;br /&gt;Il coraggio è la qualità essenziale. Quotidianamente mi trovo sconsolato ad osservare come in ognuno di noi si erge un potente muro a difesa dell’&lt;em&gt;ego&lt;/em&gt;, fatto di opinioni su noi stessi, sugli altri e sui massimi sistemi. Un muro sul quale spesso s'infrange ogni stimolo creativo. Dietro a questo muro ci ritiriamo e fuggiamo da ciò che viviamo come un'aggressione all'alta opinione che abbiamo di noi stessi.&lt;br /&gt;Sgretolare questo muro è il compito più possente, ma anche più idoneo alla nostra profonda natura di esseri umani. Con pazienza.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Visita il sito www.psicosintesi.org&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1471518132967805783-8703233465062540212?l=psicosintesiblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/06/la-malattia-cronica.html#comment-form" title="1 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/8703233465062540212?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/8703233465062540212?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/06/la-malattia-cronica.html" title="La malattia cronica" /><author><name>Fabio Guidi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12107617127617245278" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SiVaWFd5poI/AAAAAAAAALw/jbMhrhyX8QQ/s72-c/gruppo.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DkUHSXs5eCp7ImA9WxJRE0U.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1471518132967805783.post-4557108081215914186</id><published>2009-05-15T11:52:00.007+02:00</published><updated>2009-05-15T12:43:58.520+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-05-15T12:43:58.520+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="D'Ambrosio" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="De Magistris" /><title>De Magistris, D’Ambrosio e la psicosintesi</title><content type="html">&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/Sg07hPp6lTI/AAAAAAAAALg/HIBFTjlkyUM/s1600-h/falcone+borsellino.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 108px; height: 108px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/Sg07hPp6lTI/AAAAAAAAALg/HIBFTjlkyUM/s320/falcone+borsellino.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5335986575827965234" /&gt;&lt;/a&gt;Come si sa, &lt;strong&gt;Luigi De Magistris &lt;/strong&gt;- ora candidato nelle liste dell’Italia dei Valori - è stato, ultimamente, definitivamente scagionato da ogni accusa da parte della Procura di Salerno che, tra l’altro ha riconosciuto che è stato vittima di persecuzioni da parte dei colleghi della procura di Catanzaro, i quali hanno ostacolato pesantemente le sue indagini sugl’intrecci tra politici, imprenditori e malavitosi. Altro che scontro tra procure! Che figuraccia ha fatto il CSM! (Ovviamente, ha fatto una figuraccia per la minoranza informata degli italiani. Tutti gli altri, vittime spensierate dell’informazione serva, come al solito, non si sono accorti di nulla.) Lo stesso vale per &lt;strong&gt;Gioacchino Genchi&lt;/strong&gt;. Chi è che chiede scusa? Chi è che rimedierà alle colpe commesse? Ma non è questo il punto.&lt;br /&gt;Nel processo disciplinare contro Luigi De Magistris, il procuratore Vito D’Ambrosio rappresentava l’accusa. D’Ambrosio, ha fatto il pretore ad Ancona, poi è approdato al CSM, divenendo procuratore generale presso la Cassazione. Nel 1995 sceglie la carriera politica, viene eletto come consigliere regionale per il PDS e per due legislature è presidente della regione Marche. Dopodichè rientra in magistratura a ricoprire la vecchia carica. Non mi ricordo che Nicola Mancino abbia avuto da obiettare nulla al riguardo, mentre tuona attualmente contro l’ingresso in politica di De Magistris: “Non deve più tornare a fare il magistrato!”. Ma non è neppure questo il punto.&lt;br /&gt;D’Ambrosio era stato particolarmente aggressivo nel processo del CSM a De Magistris, respingendo &lt;em&gt;in toto &lt;/em&gt;le istanze della difesa, e il finale è noto: De Magistris è stato sanzionato della censura e trasferito “ad altra sede e ad altra funzione”. In pratica, non solo è stato allontanato da Catanzaro, ma gli è stato impedito di continuare a fare il Pubblico Ministero! Questa è la ragione per cui De Magistris – che ha sempre sostenuto la sua volontà di servire il Paese nella Magistratura – si è trovato costretto ad entrare in politica (come Di Pietro), mentre per altri (come D’Ambrosio) è stata una libera scelta. Ma anche questo non è il punto.&lt;br /&gt;Be’, io non sono un esperto di cronaca politica, ma mi si dice che proprio D’Ambrosio, grazie al ministro della Giustizia Mastella, abbia evitato, mentre era Commissario Straordinario per la ricostruzione post terremoto nelle Marche, un’ispezione richiesta per fare chiarezza sui lavori della ricostruzione. Affidare proprio a lui l'accusa a De Magistris (nelle cui indagini compare anche Mastella) non suona leggermente inopportuno? Viene da pensare che anche il PD sia ormai diventato più un comitato d’affari che altro? Ma perfino questo non è il punto.&lt;br /&gt;Il punto è che il Procuratore Generale della Corte di Cassazione Vito D'Ambrosio, durante la sua pedagogica requisitoria contro De Magistris, aveva sostenuto che il magistrato napoletano «interpreta in modo errato e distorto» il suo ruolo, come una «missione» più che come «un mestiere». In altre parole, la colpa di De Magistris è stata quella d’interpretare la sua funzione allo stesso modo di un Falcone o di un Borsellino, non certo come ha fatto lo stesso D’Ambrosio, per il quale il suo lavoro pare sia stato un «mestiere» come un altro, un lavoro che si può lasciare per fare politica, per diventare consigliere regionale e poi addirittura presidente della regione Marche per due volte, e poi, infine, quando si viene sconfitto, riprendere serenamente. Be’, D’Ambrosio si comporta in modo del tutto coerente con la sua linea di pensiero, non c’è ombra di dubbio.&lt;br /&gt;Vito D’Ambrosio, la cui moglie è la direttrice del Centro di Psicosintesi di Ancona, è uno stimato esponente dell'Istituto di Psicosintesi. Mi domando: che cosa pensa l'Istituto del «caso De Magistris»? La vicenda può rientrare nel vasto campo della Psicosintesi Sociale, oppure esula dagli interessi di una psicosintesi intesa puramente in senso intrapsichico?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Visita il sito www.psicosintesi.org&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1471518132967805783-4557108081215914186?l=psicosintesiblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/05/dambrosio-e-la-psicosintesi.html#comment-form" title="2 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/4557108081215914186?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/4557108081215914186?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/05/dambrosio-e-la-psicosintesi.html" title="De Magistris, D’Ambrosio e la psicosintesi" /><author><name>Fabio Guidi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12107617127617245278" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/Sg07hPp6lTI/AAAAAAAAALg/HIBFTjlkyUM/s72-c/falcone+borsellino.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEIGR309fyp7ImA9WxVaGUs.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1471518132967805783.post-420760604128006303</id><published>2009-04-17T10:17:00.011+02:00</published><updated>2009-04-17T13:08:46.367+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-04-17T13:08:46.367+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="assistenzialismo" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="profezia" /><title>Il destino del profeta</title><content type="html">&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SehBYbgD0-I/AAAAAAAAALY/ggwu0vVaN6Q/s1600-h/profeta.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 104px; height: 114px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SehBYbgD0-I/AAAAAAAAALY/ggwu0vVaN6Q/s320/profeta.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325578447320503266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;“Del sangue che hai versato ti sei resa colpevole, con gli idoli che ti sei fabbricata ti sei macchiata d’impurità. Hai fatto giungere al colmo i tuoi giorni, è il momento di dire «basta!» Perciò, ti decreto lo scherno dei popoli e il disprezzo di tutto il mondo.” &lt;/em&gt;(Ez 22, 4)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così il profeta Ezechiele, all’inizio del VI secolo dell’era precristiana, rivolgeva il suo oracolo infiammato contro Gerusalemme. Il carisma del profeta è quello della denuncia, carica di sdegno e disgusto. Il profeta è animato da una rabbia immensa, oltre che da un insopprimibile sentimento di giustizia.&lt;br /&gt;Un amico, il diacono Fulvio, mi ha girato in questi giorni un’invettiva del giornalista siciliano &lt;strong&gt;Giacomo Di Girolamo&lt;/strong&gt;, che prende spunto dalla tragedia abruzzese. Di Girolamo, che ieri sera è apparso anche ad &lt;em&gt;Annozero&lt;/em&gt;, ha pubblicato questo discusso editoriale sul portale &lt;a href="http://www.marsala.it"&gt;www.marsala.it&lt;/a&gt;, che &lt;strong&gt;stranamente stamani è inaccessibile&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda. Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti stravolti, le dirette no-stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. &lt;br /&gt;Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare. Non do un euro perché è la beneficenza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell'italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. […]&lt;br /&gt;Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l'economia del nostro Paese. E nelle mie tasse c'è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella. C'è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri - da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n'era proprio bisogno? […]&lt;br /&gt;Stavo per digitarlo, l'sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto. Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l'alibi per non parlare d'altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all'opposizione) perché c'è il terremoto. Come l'11 Settembre, il terremoto e l'Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto. Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.&lt;br /&gt;Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire "in Giappone non sarebbe successo". […] &lt;br /&gt;E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c'è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia. Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra ipoveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso. Come la natura quando muove la terra, d'altronde.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, io non penso che vi sia un unico modo di servire il prossimo. Psicosinteticamente, potremmo dire che ognuno di noi è animato da un archetipo, un simbolo transpersonale potentissimo, una voce imperiosa che, dal proprio intimo, ci indica una direzione. La &lt;strong&gt;Via del Profeta &lt;/strong&gt;è la denuncia, lo sdegno, l’appello ad un mondo diverso, ad una vita più sincera, più spirituale. &lt;strong&gt;La funzione del profeta è scuotere le coscienze addormentate!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Bisogna rispettare e onorare i profeti, anche perché sono rari coloro che prendono questa scomoda posizione, controcorrente e avversata dal sistema. Resta il fatto che il destino del profeta rimane sempre quello di suscitare incomprensioni e contrasti, anche tra la brava gente. A proposito, sapete la differenza  tra il Profeta e il Ribelle? è che il primo denuncia una ingiustizia collettiva, mentre il secondo difende sempre una minoranza, con la quale s’identifica. Riflettiamo (bene, perché non è così agevole l’intuizione) su queste due posizioni psicologiche. &lt;br /&gt;Così come bisogna rispettare e onorare coloro che seguono l’impulso di altri archetipi, come i volontari che si prodigano con tanta passione ad assistere i bisognosi, ad esempio. È vero che spesso l’assistenzialismo non fa altro che tappare le falle di un sistema che non funziona, è vero che spesso la sua prospettiva è miope, ma è altrettanto vero che è costituito da tante persone di «buona volontà»…&lt;br /&gt;Giacomo Di Girolamo non è un profeta, mi direte… è vero, ne siamo ben lontani, ma neppure l’assistenzialismo, spesso, è animato da energie così pure, ammettiamolo.&lt;br /&gt;In definitiva, &lt;strong&gt;non si tratta di determinare chi è che interpreta la parte migliore&lt;/strong&gt; (ciò mi sembra qualcosa di molto molto egoico), &lt;strong&gt;ma semplicemente di svolgere nel modo migliore la propria parte&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;In spirito di comprensione reciproca e collaborazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Visita il sito www.psicosintesi.org&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1471518132967805783-420760604128006303?l=psicosintesiblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/04/del-sangue-che-hai-versato-ti-sei-resa.html#comment-form" title="4 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/420760604128006303?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/420760604128006303?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/04/del-sangue-che-hai-versato-ti-sei-resa.html" title="Il destino del profeta" /><author><name>Fabio Guidi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12107617127617245278" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SehBYbgD0-I/AAAAAAAAALY/ggwu0vVaN6Q/s72-c/profeta.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">4</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CkMMSX84eyp7ImA9WxVVFUQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1471518132967805783.post-6667128969645531649</id><published>2009-03-09T10:08:00.002+01:00</published><updated>2009-03-09T10:21:28.133+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-03-09T10:21:28.133+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="normalità" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="homo normalis" /><title>L'«homo normalis»</title><content type="html">&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SbTfjN3O5wI/AAAAAAAAALQ/z8xvST-HVo0/s1600-h/urlo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 88px; height: 122px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SbTfjN3O5wI/AAAAAAAAALQ/z8xvST-HVo0/s320/urlo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311115656686397186" /&gt;&lt;/a&gt;La psicosintesi - non essendo la psicoanalisi - si trova a confrontarsi con le vicissitudini dell’«homo normalis». &lt;br /&gt;Parlo dell’impiegato che non conosce altra conversazione se non le vicende dell’ultimo avvenimento sportivo, o dell’ultima automobile &lt;em&gt;status symbol&lt;/em&gt;, o dell’ultimo promettente investimento finanziario. Egli è inseparabile dal suo cellulare: se lo porta dietro anche durante la sua seduta di allenamento in palestra, al corso di &lt;em&gt;spin bike&lt;/em&gt;, che gli serve per scaricare lo &lt;em&gt;stres&lt;/em&gt;s accumulato durante l’attività lavorativa. &lt;br /&gt;É scontento, si lamenta continuamente perché piove o perché fa caldo, perché non trova posto nello spogliatoio che pure è stato ampliato rispetto all’anno precedente o perché è stato cambiato il modello di bilancia sulla quale si deve sempre salire con i calzettoni perché non c’è niente di più facile che prendere un fungo. Quando arriva distoglie lo sguardo perché non sa bene come comportarsi, sta bene attento a non salutare per primo perché, se poi l’altro non risponde, l’affronto alla sua autostima sarebbe intollerabile, è guardingo e timido quando è da solo con te, ma, non appena si forma il suo clan, esibisce un chiassoso cameratismo degno di essere invidiato dagli adolescenti.&lt;br /&gt;Sua moglie è un'insegnante che da tempo ha smarrito la vocazione educativa. Le sue conversazioni vertono sugli eccessivi impegni familiari, sul fatto che la scuola, ormai, non offre più molto tempo libero perché il peso delle riunioni pomeridiane è diventato intollerabile. Tuttavia, non rinuncia all’impiego a tempo pieno, perché il &lt;em&gt;part-time &lt;/em&gt;non sarebbe sufficiente alle necessità (!) della famiglia, perché i figli oggi sono esigenti, anzi è la società ad essere esigente e i figli ne sono le vittime. In realtà, il &lt;em&gt;part-time&lt;/em&gt; la metterebbe di fronte al vuoto della sua vita, o a responsabilità che non intende assumersi, o all’una e l’altra insieme. Per cui, non le rimane che esercitarsi nello sport nazionale, lamentarsi: i ragazzi sono sempre più vagabondi e maleducati, il preside è un accentratore o un pedissequo esecutore delle insensate disposizioni ministeriali, gl’insegnanti sono pagati troppo poco per tutto quanto è loro richiesto e per forza di cose sono demotivati...&lt;br /&gt;Beata sua sorella, che può permettersi di fare la casalinga! Può permettersi di accompagnare con il fuoristrada, alle 8 del mattino, nell’ora di punta, i bambini a scuola; tornare a prenderli alle 13, nell’ora di punta, calcolando i tempi di cottura del polpettone lasciato a bollire; riaccompagnarli il pomeriggio al corso di basket, nell’ora di punta e, mentre li aspetta, poter conversare con le altre mamme. Tema d’obbligo: i figli, come sono impegnativi, ma che soddisfazione che danno, e giù a narrare l’epopea del figlio minuto per minuto, nei suoi successi familiari, scolastici, sportivi e chi più ne ha più ne metta.&lt;br /&gt;Si trova anche a parlare del marito, troppo impegnato nella sua libera professione, di questo sì, deve lamentarsi, ma senza tralasciare di dire che guadagna bene e non fa mancare nulla alla famiglia. E poi, dice lui, abbiamo tutto il fine settimana per noi, il sabato pomeriggio possiamo uscire per fare shopping e la domenica andare tutti insieme al palazzetto, devi vedere come tifano insieme padre e figlio! Sottolinea con soddisfazione che il marito è più un amico che un padre con il figlio, si diverte un mondo quando giocano insieme alla Play Station ed è molto indulgente nell’educazione. Certo, non capisce perché il figlio maggiore, ormai adolescente, da un po’ di tempo appare così svogliato, annoiato, trascura la scuola; si fa qualche spinello con gli amici, ma chi non lo fa oggi? Sono le normali crisi dell’adolescenza, ma, ad ogni buon conto, la prossima settimana lo porto dallo psicologo.&lt;br /&gt;Riusciamo, amici psicosintesisti,  a rimanere sufficientemente svegli, di fronte a tutto ciò?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Visita il sito www.psicosintesi.org&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1471518132967805783-6667128969645531649?l=psicosintesiblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/03/lhomo-normalis.html#comment-form" title="5 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/6667128969645531649?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/6667128969645531649?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/03/lhomo-normalis.html" title="L'«homo normalis»" /><author><name>Fabio Guidi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12107617127617245278" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SbTfjN3O5wI/AAAAAAAAALQ/z8xvST-HVo0/s72-c/urlo.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">5</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUcMR3c7fyp7ImA9WxVWEkk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1471518132967805783.post-5516039964300705227</id><published>2009-02-21T19:58:00.003+01:00</published><updated>2009-02-21T20:04:46.907+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-02-21T20:04:46.907+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="gallina" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="condizionamento" /><title>L’uovo e la gallina</title><content type="html">&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SaBPjMf-8oI/AAAAAAAAALI/cs4qmRVA-cM/s1600-h/gallina.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 109px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SaBPjMf-8oI/AAAAAAAAALI/cs4qmRVA-cM/s320/gallina.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5305327827111834242" /&gt;&lt;/a&gt;Nella vita ordinaria la nevrosi vince sempre.&lt;br /&gt;Se io credo di non avere &lt;strong&gt;il diritto di esprimermi con assertività&lt;/strong&gt;, il mio atteggiamento sarà sempre dimesso, rinunciatario, poco determinato. La conseguenza sarà che nessuno mi prenderà seriamente in considerazione. In altre parole, la Vita mi confermerà che “non ho diritto ad asserire me stesso” mi darà quotidianamente conferme in quel senso, al punto che io mi convincerò sempre più che io non posso asserire me stesso perché la Vita non me lo consente. Insomma, è colpa della Vita. Ma che cosa viene prima: l’uovo o la gallina?&lt;br /&gt;Se io credo di non avere &lt;strong&gt;il diritto di ricevere amore&lt;/strong&gt;, sarà la stessa cosa. M’impedirò di chiederlo, al punto che nessuno sarà disposto a darmelo. Nessuno mi amerà e sarò sempre più sfiduciato sul fatto che qualcuno sia in grado di amarmi. “La Vita è indifferente e incurante”, mi dirò. Ma che cosa viene prima: l’uovo o la gallina?&lt;br /&gt;Se io credo di non avere &lt;strong&gt;il diritto di essere indipendente&lt;/strong&gt;, le cose non sono diverse. Mi sottometterò agli altri, covando contemporaneamente un notevole risentimento. Non solo: più o meno subdolamente mi ribellerò, fino a quando gli altri, stufi ed esasperati, entreranno in forte contrasto con me. Ma ciò non farà altro che confermarmi quanto la Vita sia perfida, quanto essa non accetti che io possa agire in maniera autonoma. “É tutto inutile, non mi permetteranno mai di essere me stesso”, dirò con sempre maggiore forza. Ma che cosa viene prima: l’uovo o la gallina?&lt;br /&gt;Eccetera, eccetera, eccetera...&lt;br /&gt;Viva la libertà, amici miei.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Visita il sito www.psicosintesi.org&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1471518132967805783-5516039964300705227?l=psicosintesiblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/02/luovo-e-la-gallina.html#comment-form" title="1 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/5516039964300705227?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/5516039964300705227?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/02/luovo-e-la-gallina.html" title="L’uovo e la gallina" /><author><name>Fabio Guidi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12107617127617245278" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SaBPjMf-8oI/AAAAAAAAALI/cs4qmRVA-cM/s72-c/gallina.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">1</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0UBRHg_cCp7ImA9WxVRGEw.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1471518132967805783.post-5608597378469195136</id><published>2009-01-24T16:21:00.003+01:00</published><updated>2009-01-24T16:34:15.648+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-01-24T16:34:15.648+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Esistenzialismo" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="volontà" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Maslow" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Frankl" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="analisi esistenziale" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="libertà" /><title>«Analisi Esistenziale», 4</title><content type="html">&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SXs05-A8krI/AAAAAAAAALA/JXRn2buquuU/s1600-h/Frankl.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 111px; height: 111px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SXs05-A8krI/AAAAAAAAALA/JXRn2buquuU/s320/Frankl.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5294883957408305842" /&gt;&lt;/a&gt;Ho già avuto modo di far notare che l’Analisi Esistenziale è particolarmente orientata al futuro, al progetto esistenziale che l’individuo liberamente sceglie. L’Analisi Esistenziale insiste più sulla &lt;strong&gt;libertà &lt;/strong&gt;dell’individuo che non sui suoi condizionamenti familiari e sociali: l’essere umano è responsabile del proprio «mondo», delle proprie scelte e delle proprie azioni... non deve appellarsi agli esiti sfavorevoli della vita - di cui sentirsi innocente vittima - e non deve aspettarsi che altri prendano decisioni di cui non ha il coraggio. Questo è il prezzo della libertà. &lt;br /&gt;La libertà non è imparare ad accettare ciò che si scopre di essere (in altre parole: rassegnarsi ai propri condizionamenti), ma scegliere attivamente il nostro destino, volerlo.&lt;br /&gt;Ed ecco la parola chiave che segna il passaggio dall’Analisi Esistenziale alla pratica della psicosintesi vera e propria: &lt;strong&gt;volontà&lt;/strong&gt;. In psicosintesi l’individuo assume un atteggiamento attivo all’interno del processo di ricerca interiore e la relazione tra analista e analizzando nasce come rapporto di «formazione» che, progressivamente, si trasforma in &lt;strong&gt;«autoformazione»&lt;/strong&gt;. Quest’ultima rappresenta lo stadio finale in cui l’individuo, dopo aver scoperto il &lt;strong&gt;Senso &lt;/strong&gt;intorno al quale progettare la propria esistenza, concentra le sue energie in quella direzione, attraverso la comprensione e la disciplina.&lt;br /&gt;In definitiva, l’analista esistenziale chiede una sola cosa all’interlocutore: e cioè di essere – semplicemente - vero, vale a dire di essere realmente presente nella relazione, da persona a persona. L’Analisi Esistenziale vede nell’incontro umano lo strumento più importante per la trasformazione interiore. É infatti l’incontro profondo e autentico tra esseri umani a costituire quell’&lt;strong&gt;esperienza umana correttiva&lt;/strong&gt; senza la quale non è possibile alcun cambiamento.&lt;br /&gt;“Sii te stesso!” costituisce il motto dell’approccio esistenziale, potremmo dire. Non importa quanto essere te stesso ti costi, non importa il grado di conflitto e di sofferenza che l’essere te stesso reca con sé... &lt;br /&gt;Un’analisi il cui scopo è renderti più indulgente riguardo alle tue debolezze non è Analisi Esistenziale... &lt;br /&gt;Un’analisi il cui scopo è ottenere maggiore successo nell’ambiente in cui vivi non è Analisi Esistenziale... &lt;br /&gt;Perfino un’analisi il cui scopo è la realizzazione del tuo potenziale umano non è Analisi Esistenziale... &lt;br /&gt;La realizzazione di sé è qualcosa che non può essere conseguito &lt;em&gt;“se non «per effectum» e non invece «per intentionem»... Il compimento di se stesso, la realizzazione delle proprie potenzialità non potrebbero dunque rappresentare uno scopo coscientemente ricercato dall’uomo stesso: solo un uomo che avrà mancato il vero senso della propria vita sognerà il compimento di se stesso non come effetto, ma come fine in sé”&lt;/em&gt; (&lt;strong&gt;V. FRANKL&lt;/strong&gt;, Alla ricerca di un significato della vita).&lt;br /&gt;In questo passaggio, lo psichiatra esistenzialista viennese polemizza con la posizione ingenuamente ‘umanistica’, tutta tesa al risveglio delle forze latenti dell’uomo, al dispiegamento dell’intero suo potenziale corporeo, psichico ed energetico. La bolla, giustamente, come una deriva ‘narcisistica’, dovuta alla mancata realizzazione del &lt;strong&gt;Senso&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;Certamente Frankl, nella sua polemica, non si riferisce alla Psicologia Umanistica seria, quale la teoria di Maslow, secondo il quale, oltre l’appagamento dei bisogni «carenziali» dell’equilibrio fisiologico, della sicurezza, del senso di appartenenza e dell’autostima, individua nell’«autorealizzazione» (self-actualization) il quinto e più elevato bisogno umano. Secondo Maslow, anche se gli altri quattro bisogni vengono soddisfatti, &lt;em&gt;“presto si svilupperà un nuovo stato di scontentezza e di irrequietezza, se l’individuo non sarà occupato a fare ciò che egli, individualmente, è adatto a fare. Un musico deve fare musica, un pittore deve dipingere, un poeta deve scrivere per poter essere definitivamente in pace con se stesso. Ciò che uno può essere, deve esserlo. Egli deve essere come la sua natura lo vuole. Questo è il bisogno che possiamo chiamare di autorealizzazione”&lt;/em&gt; (MASLOW, Motivazione e personalità).&lt;br /&gt;In definitiva, l’Analisi Esistenziale non desidera né guarirti né renderti un superuomo, ma intende solo aiutarti ad assumere un atteggiamento responsabile di fronte alla serietà dell’esistenza, nonché a metterti in grado di scoprire e dire sì al tuo «destino».&lt;br /&gt;Solo un’analisi di questo tipo è in grado di costituire il lavoro preliminare ad un proficuo lavoro negli stadi più avanzati della psicosintesi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Visita il sito www.psicosintesi.org&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1471518132967805783-5608597378469195136?l=psicosintesiblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/01/analisi-esistenziale-4.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/5608597378469195136?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/5608597378469195136?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/01/analisi-esistenziale-4.html" title="«Analisi Esistenziale», 4" /><author><name>Fabio Guidi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12107617127617245278" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SXs05-A8krI/AAAAAAAAALA/JXRn2buquuU/s72-c/Frankl.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DkIMQng-eCp7ImA9WxVSFko.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1471518132967805783.post-3778915310352577017</id><published>2009-01-11T12:30:00.004+01:00</published><updated>2009-01-11T12:49:43.650+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-01-11T12:49:43.650+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Esistenzialismo" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="psicoanalisi" /><title>«Analisi Esistenziale», 3</title><content type="html">&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SWncxX8BtsI/AAAAAAAAAK4/sczxP-o26-o/s1600-h/psicoanalisi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 98px; height: 120px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SWncxX8BtsI/AAAAAAAAAK4/sczxP-o26-o/s320/psicoanalisi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5290001978120844994" /&gt;&lt;/a&gt;Una volta chiariti alcuni presupposti fondamentali riguardo alla psicoanalisi, resta da chiarire quale tipo di «analisi» sia utilizzabile nella pratica psicosintetica. &lt;br /&gt;In un precedente post ho citato molti metodi di «analisi della psiche», ricordando che non tutti sono accettabili in psicosintesi. Le posizioni teoriche e i tipi d’intervento degli uni o degli altri sono spesso lontani anni luce, tanto che non si può parlare de "l’analisi", ma di &lt;em&gt;numerose diverse &lt;/em&gt;analisi.&lt;br /&gt;Ora, la psicoanalisi in quanto premessa necessaria di una futura psicosintesi deve dispiegarsi come Analisi Esistenziale. Ricordo che lo stesso Assagioli, nell’Introduzione della sua opera principale, colloca la sua Psicosintesi nel contesto della corrente dell’&lt;strong&gt;Esistenzialismo&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;(Princìpi e metodi…, pp.13-17)&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Che cos’è l’Analisi Esistenziale? È un approccio dinamico – come ogni altro tipo di analisi, del resto -, un procedimento, cioè, che si basa sul riconoscimento di molteplici «forze» in conflitto all’interno della personalità. Tuttavia, a differenza della psicoanalisi classica, le forze in gioco non sono tanto le «pulsioni istintuali» più o meno rimosse, ma quelle relative alle grandi questioni dell’esistenza umana: &lt;strong&gt;la libertà e l’incapacità di esprimere se stessi, l’amore e la solitudine, il significato della vita e, non per ultimo, la morte...&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ma questi non sono altro che i grandi temi di cui da sempre si occupano le filosofie e le religioni, le eterne «domande esistenziali» a cui l’uomo ha da sempre cercato di rispondere attraverso i suoi &lt;strong&gt;miti&lt;/strong&gt;, antichi e moderni. Un’analisi dimentica del bisogno dell’individuo di comporre, all’interno della sua psiche, un quadro coerente rispetto a questi grandi temi e ai conflitti di valori che riguardo ad essi possono insorgere, non è un’Analisi Esistenziale.&lt;br /&gt;Assagioli, nell’opera prima citata, sottolinea &lt;em&gt;“l’importanza dei valori, particolarmente dei valori etico, estetico, noetico, religioso”&lt;/em&gt;, che costituiscono lo specifico &lt;strong&gt;essere-nel-mondo&lt;/strong&gt; del soggetto, così come &lt;em&gt;“la centrale importanza del significato, particolarmente del significato che ciascun individuo dà alla vita, o di quello che egli cerca nella vita”&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“L'unicità e l'irripetibilità di ogni individuo” &lt;/em&gt;e il significato che egli ha bisogno di scoprire costituiscono il perno intorno al quale ruota l'intera Analisi Esistenziale. A partire dai valori e dai significati personali – continua Assagioli – la Psicosintesi concorda sul fatto che &lt;em&gt;“ogni individuo si trova costantemente di fronte a scelte e a decisioni, con le seguenti responsabilità che esse implicano”&lt;/em&gt; e sulla &lt;em&gt;“necessità di acquisire una chiara consapevolezza delle motivazioni che determinano le scelte e le  decisioni”&lt;/em&gt;. &lt;br /&gt;Ciò include il riconoscimento della dimensione drammatica dell’esistenza, &lt;em&gt;“della profondità e serietà della vita umana, del posto che l'ansietà vi occupa e della sofferenza che deve essere affrontata”&lt;/em&gt;, come presupposto necessario ad una vita autentica.&lt;br /&gt;Come si vede, l’Analisi Esistenziale pone &lt;em&gt;“l’accento sul futuro”&lt;/em&gt; e sul divenire, contro una visione psicoanalitica classica concentrata sull'eziologia dei disturbi e sul passato del soggetto.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(continua)&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Visita il sito www.psicosintesi.org&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1471518132967805783-3778915310352577017?l=psicosintesiblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/01/analisi-esistenziale-3.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/3778915310352577017?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/3778915310352577017?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/01/analisi-esistenziale-3.html" title="«Analisi Esistenziale», 3" /><author><name>Fabio Guidi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12107617127617245278" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SWncxX8BtsI/AAAAAAAAAK4/sczxP-o26-o/s72-c/psicoanalisi.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkIGSHo-fip7ImA9WxVTGE0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1471518132967805783.post-1070786580382828976</id><published>2009-01-01T11:34:00.005+01:00</published><updated>2009-01-01T12:15:29.456+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-01-01T12:15:29.456+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Esistenzialismo" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Galimberti" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="psicoanalisi" /><title>«Analisi Esistenziale», 2</title><content type="html">&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SVylTQtqNAI/AAAAAAAAAKo/m3jgnRBg9zc/s1600-h/galimberti.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 116px; height: 95px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SVylTQtqNAI/AAAAAAAAAKo/m3jgnRBg9zc/s320/galimberti.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5286281812948694018" /&gt;&lt;/a&gt;Umberto Galimberti, in una rubrica da lui tenuta su una rivista settimanale, rispondendo ad una lettrice perplessa sull’efficacia terapeutica dell’analisi, è chiaro e perentorio riguardo all’illusione che &lt;em&gt;«attraverso l’analisi si possa anche ‘guarire’»&lt;/em&gt;. &lt;br /&gt;Galimberti innanzitutto afferma – giustamente – che l’analisi non è psicoterapia.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;«Forse va detto chiaro, netto e tondo che la psicoanalisi non è una &lt;strong&gt;terapia&lt;/strong&gt;, ma una &lt;strong&gt;conoscenza di sé&lt;/strong&gt;. Che poi conoscenza di sé sia anche un modo di prendersi cura di sé e quindi di ‘curarsi’ questo lo sapevano anche gli antichi filosofi greci e prima di loro l’oracolo di Delfi che a tutti i visitatori dava sempre e comunque quel messaggio che la tradizione ha condensato in tre parole: "conosci te stesso".»&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;La Psicosintesi non è nata per essere una psicoterapia tra le tante. In quanto ‘psicoterapia’ la Psicosintesi non ha alcun elemento distintivo, alcuna caratteristica originale. Il suo processo, sintetizzato nel motto «conosci, possiedi, trasforma te stesso», inizia proprio con l’antica indicazione delfica citata da Galimberti. La Psicosintesi non è adatta a chi vuole guarire dai suoi sintomi, ma a chi vuole innanzitutto iniziare il faticoso percorso di conoscenza di sé. &lt;strong&gt;Inizia, cioè, con l’analisi.&lt;/strong&gt; In questo senso, la Psicosintesi non si può dire che sia adatta a tutti. O meglio, parafrasando Nietzsche, potremmo dire che è per tutti e per nessuno.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;«Per fare l’analisi – continua Galimberti - non occorre &lt;strong&gt;cultura&lt;/strong&gt;, occorre &lt;strong&gt;psiche&lt;/strong&gt;. E non tutti siamo per davvero forniti di psiche. Ma la gente vive in un rapporto diretto con le cose del mondo senza che queste cose destino alcuna risonanza interiore; altri, invece, pur vivendo tra le stesse cose, alimentano la loro vita non delle cose stesse, ma della risonanza intima. Psiche è questa risonanza. E là dove il mondo non risuona non si dà vita interiore e le soluzioni si cercano nel mondo esterno, dove è possibile far quadrare le cose senza particolari drammi e ripercussioni intime.»&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Per l’analisi, non importa quanto si è intelligenti o colti o raffinati. È necessario, invece, avere la capacità d’immergersi dentro di sé, di far «risuonare» le situazioni interiormente, farle parlare per esprimere quei significati esistenziali di cui si nutre la nostra natura più intima. È ciò che Galimberti chiama «psiche». &lt;strong&gt;Dove vi è superficialità non può esservi analisi…&lt;/strong&gt; e si può essere superficiali tanto perché privi di risorse mentali quanto per la mancanza di coraggio.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(continua)&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Visita il sito www.psicosintesi.org&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1471518132967805783-1070786580382828976?l=psicosintesiblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/01/analisi-esistenziale-2.html#comment-form" title="2 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/1070786580382828976?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/1070786580382828976?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2009/01/analisi-esistenziale-2.html" title="«Analisi Esistenziale», 2" /><author><name>Fabio Guidi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12107617127617245278" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SVylTQtqNAI/AAAAAAAAAKo/m3jgnRBg9zc/s72-c/galimberti.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DUcDQnw6fyp7ImA9WxVTF04.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1471518132967805783.post-2478170864001017480</id><published>2008-12-23T19:44:00.012+01:00</published><updated>2008-12-31T16:24:33.217+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-12-31T16:24:33.217+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Esistenzialismo" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="psicoanalisi" /><title>«Analisi Esistenziale», 1</title><content type="html">&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SVEz15-QjFI/AAAAAAAAAKg/SIC8nW_7DB8/s1600-h/freud.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 85px; height: 134px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SVEz15-QjFI/AAAAAAAAAKg/SIC8nW_7DB8/s320/freud.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5283060839070338130" /&gt;&lt;/a&gt;È risaputo – forse - che la psicosintesi costituisce un intervento successivo alla &lt;strong&gt;psicoanalisi&lt;/strong&gt;. Assagioli dice che condizione preliminare della psicosintesi è &lt;em&gt;“di acquistare una conoscenza quanto più possibile completa degli aspetti consci e inconsci della personalità”&lt;/em&gt; (Princìpi e metodi della psicosintesi terapeutica, p.70). Quando parliamo di psicoanalisi, però, non bisogna essere troppo frettolosi nell’identificare questo termine con il procedimento classico messo a punto da &lt;strong&gt;Freud&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Vi sono tanti metodi di &lt;strong&gt;«analisi della psiche»&lt;/strong&gt; - e quindi ‘psicoanalitici’, in senso ampio - e non tutti sono accettabili in un’ottica psicosintetica: freudiani classici, junghiani, adleriani, kleiniani, lacaniani, reichiani e bioenergeti, psicodrammatisti, gestaltici, neofreudiani, esistenzialisti, umanisti, eriksoniani…&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Innanzitutto, che cos’è una «psico-analisi»?&lt;/strong&gt; Possiamo cominciare col dire che non è una psicoterapia, così come viene oggi comunemente intesa. Anche in ambito psichiatrico, si sostiene generalmente che &lt;em&gt;“il trattamento psicoanalitico si propone la modificazione stabile della personalità dell’individuo e non già la risoluzione dei sintomi. La psicoanalisi, infatti, è stata sempre meno considerata un metodo «terapeutico» quanto piuttosto una sorta di ermeneutica"&lt;/em&gt; (SARTESCHI-MAGGINI, Psichiatria, La Goliardica Editrice, Parma 1982, p.1049). La precedente citazione esprime in modo chiaro gli aspetti costitutivi della pratica della psicoanalisi:&lt;br /&gt;1. La psicoanalisi &lt;strong&gt;non è una psicoterapia &lt;/strong&gt;(la quale mira alla risoluzione dei sintomi), ma opera sempre in assenza di scopi terapeutici immediati.&lt;br /&gt;2. La psicoanalisi si pone come obiettivo la modificazione stabile della personalità, cioè &lt;strong&gt;incide sulla trasformazione del carattere &lt;/strong&gt;dell’individuo.&lt;br /&gt;3. La psicoanalisi &lt;strong&gt;è una sorta di ermeneutica&lt;/strong&gt;, vale a dire un metodo interpretativo, attraverso il quale viene chiarito il significato profondo, nascosto dei pensieri e degli atti del soggetto.&lt;br /&gt;In definitiva, &lt;em&gt;“la psicoanalisi non è certo il trattamento d’elezione per le situazioni d’emergenza, né può servire in casi di pronto intervento psichiatrico. Quando si dovessero verificare, nel corso dell’analisi, situazioni di questo tipo, bisogna in genere ricorrere a qualche psicoterapia non analitica"&lt;/em&gt; (GREENSON, Tecnica e pratica della psicoanalisi). Lo stesso &lt;strong&gt;Freud&lt;/strong&gt; è senza esitazioni su questo punto:&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Il lavoro analitico procede nel modo migliore quando le esperienze patogene appartengono al passato, così che l’Io sia riuscito a prendere da esse le distanze. Negli stati di crisi acuta l’analisi è praticamente inutilizzabile"&lt;/em&gt; (FREUD, Analisi terminabile e interminabile, cap. 4). &lt;br /&gt;Il trattamento psicoanalitico si presenta, in primo luogo, come un metodo euristico e, più precisamente, si configura come il procedimento finalizzato alla ricerca della verità psichica, cioè alla conoscenza interiore, secondo il motto delfico &lt;strong&gt;«uomo, conosci te stesso»&lt;/strong&gt;. In questa prospettiva, la psicoanalisi, anziché essere «terapia», in senso stretto, rientra più nel campo della «formazione», e costituisce una sorta di &lt;strong&gt;maieutica socratica&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Gli obiettivi di una relazione analitica sono, pertanto, assai evidenti. Al contrario della psicoterapia, la psicoanalisi non è identificabile con alcuna forma di sostegno o di alleviamento della sofferenza. &lt;em&gt;“Il primo e più importante compito dell’analisi non è dunque quello d’infondere coraggio al paziente, quanto quello di aiutarlo a percepire la sua infelicità”&lt;/em&gt; (FROMM, L'arte di ascoltare). Ha una funzione stimolante, sbloccante, sovversiva.&lt;br /&gt;L’analisi promuove una trasformazione interiore: questa deve costituire la motivazione profonda che spinge all’esperienza psicoanalitica. La sofferenza stessa, seppure costituisca un elemento importante, &lt;em&gt;“non è un motivo sufficiente per dedicare a una persona anni di lavoro sfibrante, faticoso e difficile”&lt;/em&gt; (FROMM, L'arte di ascoltare) . La conoscenza di sé è orientata alla propria crescita personale.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(continua)&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Visita il sito www.psicosintesi.org&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1471518132967805783-2478170864001017480?l=psicosintesiblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2008/12/lanalisi-esistenziale-1.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/2478170864001017480?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/2478170864001017480?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2008/12/lanalisi-esistenziale-1.html" title="«Analisi Esistenziale», 1" /><author><name>Fabio Guidi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12107617127617245278" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SVEz15-QjFI/AAAAAAAAAKg/SIC8nW_7DB8/s72-c/freud.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkYHSHc8fSp7ImA9WxRaFEs.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1471518132967805783.post-5765515599622572503</id><published>2008-12-16T23:36:00.003+01:00</published><updated>2008-12-16T23:55:39.975+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-12-16T23:55:39.975+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="elezioni" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Di Pietro" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="nevrosi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="PD" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="follia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="psicosi" /><title>A proposito di follia</title><content type="html">&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SUgvIq_W1MI/AAAAAAAAAKY/ufWcfIb_Jcs/s1600-h/veltroni.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 130px; height: 105px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SUgvIq_W1MI/AAAAAAAAAKY/ufWcfIb_Jcs/s320/veltroni.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5280522389117392066" /&gt;&lt;/a&gt;Nel suo ultimo &lt;em&gt;Passaparola&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;Marco Travaglio&lt;/strong&gt; ha avuto modo di affermare desolato che &lt;em&gt;“siamo un popolo di rincoglioniti”&lt;/em&gt;. Temo che Travaglio sia un po’ troppo ottimista. Il tema riguarda la solita faccenda della percezione deviata che hanno le persone insane di mente. &lt;br /&gt;Seguendo la visione della Psicosintesi chiediamoci chi è un folle, uno psicotico. Forse è utile distinguere tra «&lt;strong&gt;nevrotico&lt;/strong&gt;» e «&lt;strong&gt;psicotico&lt;/strong&gt;». Un nevrotico soffre di un conflitto interno, ma non è un conflitto interiore che stabilisce che sia malato o meno. &lt;strong&gt;Maslow &lt;/strong&gt;è molto chiaro al proposito:&lt;br /&gt;&lt;em&gt;«Essere ammalati significa forse accusare sintomi? Ebbene, sostengo che la malattia può consistere nel non accusare alcun sintomo quando dovrei accusarlo. E la salute, significa essere privi di sintomi? Quale dei nazisti ad Auschwitz o a Dachau era in buona salute? Quelli con la coscienza tormentata, o quelli la cui coscienza appariva loro chiara, limpida, serena? In quella condizione, una persona profondamente umana era possibile non avvertisse conflitto, sofferenza, depressione, furia e così via? In una parola, se mi direte di avere un problema di personalità, prima di avervi conosciuto meglio, non sarò affatto certo se dovrò dirvi 'bene!' ovvero 'mi dispiace'»&lt;/em&gt; (Verso una psicologia dell’essere).&lt;br /&gt;È sano avere dei conflitti in determinate situazioni. Immagina una donna che rimane incinta senza avere una relazione stabile alle spalle… il padre del bambino non ne vuole sapere, anzi spinge per l’aborto… le dice che le vuole bene, ma, se vuole che il rapporto possa avere un futuro, tutto deve rimanere com’è ora, perché non è il momento… lei stessa sarebbe oltremodo penalizzata nella sua attività lavorativa… Eppure questa donna sente la vita crescere dentro di sé… sa che mai si potrebbe perdonare la scelta d’interrompere la gravidanza… inoltre, è il figlio dell’uomo che ama, nonostante tutto… e poi il tempo scorre, inesorabile: forse questa è l’ultima reale occasione che la vita le offre per la maternità… E sente anche le voci della famiglia che si fanno strada nella sua coscienza inquieta… il dispiacere per una madre che non sarebbe in grado di comprendere la sua scelta… e per un padre che rimarebbe deluso per la sua leggerezza… &lt;br /&gt;Come può questa donna non vivere la situazione con una coscienza tormentata? Sarebbe forse sana se facesse la sua scelta - in un senso o nell’altro - con freddezza e una coscienza serena? Non dimostrerebbe questa donna una scissione dalla realtà delle cose?&lt;br /&gt;Ecco, la psicosi consiste proprio nella scissione dalla realtà. Lo psicotico vive in un mondo allucinatorio, del tutto soggettivo, senza alcun ancoraggio al mondo reale… E – ciò è significativo – può non esserci alcuna sofferenza in questa condizione di follia. Anzi, l’individuo può sentirsi in forma, entusiasta della sua realtà allucinatoria, o quanto meno nutrire un rassicurante distacco di fronte agli altri e al mondo… Eppure, è indubbiamente un folle, come colui che pensa di essere continuamente ammirato dalle donne per le sue indiscusse qualità, mentre le donne lo blandiscono solo per la sua posizione di potere.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In definitiva: il nevrotico è tormentato, ma può essere sano… lo psicotico è sempre malato psichicamente, ma può non dimostrare nessun sintomo.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Quindi, la salute mentale si misura non dalla sofferenza soggettiva, ma dalla lontananza oggettiva della persona dalla realtà. Tale lontananza delinea la follia. E vi sono grandi follie e piccole follie… può esserci cioè una follia ordinaria, strisciante, che non si nota proprio perché assai diffusa. Travaglio è ottimista nel parlare di “rincoglionimento”: è follia, invece.&lt;br /&gt;Le ultime elezioni in Abruzzo hanno visto la vittoria di Chiodi del PdL. La percezione di molti abruzzesi vede in lui la speranza di un rinnovamento politico e civile, dopo le ultime bufere.&lt;br /&gt;A proposito di follia.&lt;br /&gt;Le elezioni hanno anche sancito l’inabissamento del PD. &lt;br /&gt;La lettura dei dati offerta ad uno sguardo superficiale non è corretta. Innanzitutto, le percentuali che vengono sbandierate non tengono conto del fatto che quasi un elettore su due non si è recato alle urne. Pertanto, il Centrodestra non ha realmente ottenuto il 49% dei consensi, ma meno del 26%. E lo schieramento opposto circa il 23%. E in tale schieramento di Centrosinistra, il PD ha preso circa 106.000 voti, quando alle Regionali del 2005 Ds e Margherita erano stati votati da 259.000 elettori. Ha perso la bellezza di circa 153.000 voti ! Non sono un matematico, ma - mentre ad una lettura superficiale si parla di un calo del 15% - ad occhio e croce mi sembra che il calo sia di circa il 60% ! Sessanta-per-cento, avete capito bene ?!&lt;br /&gt;L’IdV, invece, ha quasi quintuplicato i suoi voti, eppure l’&lt;em&gt;intellighentzja &lt;/em&gt;del PD dice che &lt;strong&gt;Di Pietro &lt;/strong&gt;soffoca il PD, che bisogna senza indugi separarsi dall’ex magistrato, perché è un abbraccio mortale. È una percezione un po’ anomala della realtà, non vi pare? &lt;br /&gt;A proposito di follia. &lt;br /&gt;Curiosamente, è la stessa analisi che fa Berlusconi, che non perde mai l’occasione di esortare il Pd a rompere l’alleanza con Di Pietro. Certo che è proprio generoso il PdL a offrire dei consigli del tutto disinteressati al diretto avversario politico sulla strategia vincente da tenere. Ovviamente, i commenti della base del PD – che tributa sempre più onori a Tonino, basta vedere i commenti sui vari &lt;em&gt;blog &lt;/em&gt;- vanno perlopiù in tutt’altra direzione. Ma i dirigenti del PD non riescono a vedere neppure questo. &lt;br /&gt;A proposito di follia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Visita il sito www.psicosintesi.org&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1471518132967805783-5765515599622572503?l=psicosintesiblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2008/12/proposito-di-follia.html#comment-form" title="2 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/5765515599622572503?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/5765515599622572503?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2008/12/proposito-di-follia.html" title="A proposito di follia" /><author><name>Fabio Guidi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12107617127617245278" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SUgvIq_W1MI/AAAAAAAAAKY/ufWcfIb_Jcs/s72-c/veltroni.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;D0YNRXs6eCp7ImA9WxNbF04.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1471518132967805783.post-7110995183847592677</id><published>2008-11-17T12:30:00.005+01:00</published><updated>2009-11-20T17:39:54.510+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-20T17:39:54.510+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="spleen" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="società" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Baudelaire" /><title>Spleen</title><content type="html">&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SSFWHFJCdOI/AAAAAAAAAKQ/HJBXB7-XPPY/s1600-h/Baudelaire.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 118px; height: 129px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SSFWHFJCdOI/AAAAAAAAAKQ/HJBXB7-XPPY/s320/Baudelaire.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5269587718639351010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;“Quando come un coperchio, il cielo basso e greve &lt;br /&gt;schiaccia l'anima che geme nel suo eterno tedio &lt;br /&gt;e stringendo in un unico cerchio l'orizzonte &lt;br /&gt;fa del giorno una tristezza più nera della notte. &lt;br /&gt;Quando la terra si muta in umida cella segreta &lt;br /&gt;dove sbatte la Speranza, timido pipistrello, &lt;br /&gt;con le ali contro i muri e la testa nel soffitto marcio.&lt;br /&gt;Quando le immense linee della pioggia &lt;br /&gt;sembrano inferriate di una immensa prigione &lt;br /&gt;e muto, ripugnante un popolo di ragni dentro i nostri cervelli &lt;br /&gt;dispone le sue reti,&lt;br /&gt;Furiose ad un tratto esplodono campane &lt;br /&gt;e un urlo lacerante lanciano verso il cielo &lt;br /&gt;che fa pensare al gemere ostinato d'anime senza pace né dimora.&lt;br /&gt;Senza tamburi, senza musica, &lt;br /&gt;sfilano funerali a lungo, lentamente, nel mio cuore.&lt;br /&gt;Speranza piange disfatta e Angoscia, &lt;br /&gt;dispotica e sinistra, infilza nel mio cranio il suo vessillo nero.”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Non so quale tipo di esperienze abbia portato &lt;strong&gt;Baudelaire&lt;/strong&gt; a sviluppare una simile sensibilità. La percezione del «nonsenso» della propria vita può nascere dalle situazioni più diverse.&lt;br /&gt;Un bambino che non è stato amato può ritenere impossibile raggiungere l’intimità indispensabile a rompere l’isolamento esistenziale.&lt;br /&gt;Un anziano che lascia il suo ruolo di adulto produttivo, sul quale aveva investito tutto se stesso, può perdere l’identità personale, non riconoscersi, e accettarsi, più.&lt;br /&gt;Così come molti possono ritenere inutile un’esistenza dove la naturale sana asserzione di sé è gravemente compromessa.&lt;br /&gt;E possono ritenere ostile, minacciosa e da disprezzare profondamente una società che impedisce ad un giovane di trovare la propria collocazione in mezzo agli altri, in base al proprio talento…&lt;br /&gt;Che impedisce ad una giovane coppia di trovare un alloggio per dar vita ad un nuovo nucleo familiare…&lt;br /&gt;Che obbliga i bambini a crescere e formarsi nel brutto, nel volgare, nel banale, nell’irresponsabilità e nell’egoismo sfrenati…&lt;br /&gt;Che sforna i provvedimenti più irrazionali, i quali rendono la nostra vita sempre più visibilmente irrazionale, al punto che molti di noi osservano, con sguardo allucinato, quanto avviene sotto i propri occhi…&lt;br /&gt;Che sempre più scava un abisso tra le caste di privilegiati – spesso gli individui più ignobili – e il popolo dei sudditi, tenuti nell’ignoranza, nell’illusione, nell’impotenza…&lt;br /&gt;Una società può sancire la fine della Speranza e nessun trastullo, nessun diversivo - ai nostri occhi di sensibili disadattati – può suscitare un surrogato di Senso.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Furiose ad un tratto esplodono campane &lt;br /&gt;e un urlo lacerante lanciano verso il cielo…”&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Visita il sito www.psicosintesi.org&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1471518132967805783-7110995183847592677?l=psicosintesiblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2008/11/spleen.html#comment-form" title="5 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/7110995183847592677?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/7110995183847592677?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2008/11/spleen.html" title="Spleen" /><author><name>Fabio Guidi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12107617127617245278" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SSFWHFJCdOI/AAAAAAAAAKQ/HJBXB7-XPPY/s72-c/Baudelaire.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">5</thr:total></entry><entry gd:etag="W/&quot;DUQGQHo4fip7ImA9WxRWGUQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-1471518132967805783.post-125544515059475081</id><published>2008-11-06T19:40:00.002+01:00</published><updated>2008-11-06T19:48:41.436+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2008-11-06T19:48:41.436+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Obama" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="sogno americano" /><title>No, we can’t</title><content type="html">&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SRM8A9B_LBI/AAAAAAAAAKI/rkQVy0V2FYg/s1600-h/obama.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 89px; height: 139px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SRM8A9B_LBI/AAAAAAAAAKI/rkQVy0V2FYg/s320/obama.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5265618376406805522" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Finalmente una buona notizia. &lt;strong&gt;Barack Obama&lt;/strong&gt; ha vinto le elezioni presidenziali americane, riportando l’intelligenza al potere – il suo luogo naturale - e, nello stesso tempo, rinverdendo il «&lt;strong&gt;sogno americano&lt;/strong&gt;». Dal momento che il presidente degli Stati Uniti d’America è il personaggio più influente a livello planetario, non possiamo che rallegrarci, perché gli effetti della sua politica toccheranno in qualche misura anche il nostro paese.&lt;br /&gt;Detto questo, brindiamo, festeggiamo… e poi torniamo alla nostra triste realtà.&lt;br /&gt;Perché specchiandoci nel popolo americano, improvvisamente, ci scopriamo più miseri e ci vien voglia di nasconderci - per pudore, per vergogna. Qui da noi non è l’intelligenza ad essere al potere, ma l’arroganza, l’ottusità, il cattivo gusto, il malaffare. &lt;br /&gt;Ma, soprattutto, ci scopriamo più tristi. Perché non abbiamo un sogno da cullare, da coltivare, un sogno su cui nutrire speranza. Il «&lt;strong&gt;sogno americano&lt;/strong&gt;» si basa sull’idea che chiunque, se capace, possa avere la possibilità di &lt;strong&gt;esprimere la sua vera natura, sviluppare il suo potenziale, essere riconosciuto per quello che vale, ottenere nella società il posto che merita…&lt;/strong&gt; In Italia tutto questo è un miraggio. E i giovani lo sanno. C’è un’aria di rassegnazione, di demotivazione, di apatia che fa paura. Anche nelle generazioni non giovanissime si respira un’aria di &lt;em&gt;nonsenso&lt;/em&gt;. La terapia può far ben poco, come potrebbe far ben poco di fronte alla depressione di un ergastolano. Non si tratta di problemi «intrapsichici», ma reali, oggettivi. Non illudiamoci.&lt;br /&gt;In Italia solo i raccomandati, i servi del potere e i ‘furbetti del quartierino’ hanno concrete possibilità di realizzare i propri sogni (dirò di più: di ‘nutrire’ dei sogni in maniera realistica).&lt;br /&gt;&lt;em&gt;No, we can’t.&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Visita il sito www.psicosintesi.org&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1471518132967805783-125544515059475081?l=psicosintesiblog.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2008/11/no-we-cant.html#comment-form" title="4 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/125544515059475081?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/1471518132967805783/posts/default/125544515059475081?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://psicosintesiblog.blogspot.com/2008/11/no-we-cant.html" title="No, we can’t" /><author><name>Fabio Guidi</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="12107617127617245278" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_ZACsvKGVbxQ/SRM8A9B_LBI/AAAAAAAAAKI/rkQVy0V2FYg/s72-c/obama.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">4</thr:total></entry></feed>
