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	<title>Gaia Riva</title>
	
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		<title>Paracelso docet</title>
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		<comments>http://www.gaiariva.it/2010/03/09/paracelso-docet/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 21:07:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[

Dato che sto passando dei gran mesi di merda ho deciso di dedicarmi finalmente a qualcosa che non renda inutili le lunghe giornate passate ad arricciarmi su me stessa come la conchiglia di un paguro, ed in particolare alla creazione della pietra filosofale. (dato che sono stanca non volevo imbarcarmi in qualcosa di troppo impegnativo)
per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<a  href="http://www.gaiariva.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/cazzata.jpg" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/downloads/blog/wp-content/uploads/2010/03/cazzata.jpg');" ><img src="http://www.gaiariva.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/cazzata-255x254.jpg" alt="" title="cazzata" width="255" height="254" class="alignnone size-medium wp-image-1666" /></a></p>
<p>Dato che sto passando dei gran mesi di merda ho deciso di dedicarmi finalmente a qualcosa che non renda inutili le lunghe giornate passate ad arricciarmi su me stessa come la conchiglia di un paguro, ed in particolare alla creazione della pietra filosofale. (dato che sono stanca non volevo imbarcarmi in qualcosa di troppo impegnativo)<br />
per creare il sacro metallo sono necessari una buona dose di depressione, la creduloneria di un coglione ed un manuale tascabile sull&#8217;alchimia di Giunti al Punto librerie, elementi questi già tutti pienamente in mio possesso.<br />
per chi non lo sapesse la pietra filosofale è il fine ultimo del processo alchemico per eccellenza, il prodotto conclusivo di anni di studi, esperimenti in laboratorio, purificazioni spirituali, esercitazioni filosofiche, fisiche e teologiche e altre cose che finiscono in iche, e permette due cose: la trasformazione dei vili metalli in oro e la creazione dell&#8217;elisir di lunga vita, che dona all&#8217;alchemico l&#8217;immortalità, l&#8217;onniscienza e la felicità paradisiaca facendolo assurgere al ruolo di divinità.<br />
io ovviamente ci credo perchè è scritto a pagina 105 de &#8220;L&#8217;alchimia &#8211; la chiave dell&#8217;immortalità&#8221;, in sconto del 20% nella libreria sotto casa. ci credo anche se scrivono obbiezione con due b.<br />
il fatto che la pietra crei l&#8217;oro costituisce per me un semplice effetto collterale. a me frega solo di diventare dio subito, in particolare dio immortale. se qualcuno vuole dell&#8217;oro in avanzo può scrivere tra circa 3 giorni, esclusi i festivi, a gaiari@tin.it, specificando nell&#8217;oggetto &#8220;all&#8217;attenzione dell&#8217;ororevole gaia&#8221;. essendo io per allora già dio, potrebbe rispondervi un mio segretario.<br />
comunque, questo manuale alchemico è pieno di figure il che renderà sicuramente le cose più facili. come luogo ho scelto la cantina, che è il posto della casa più simile all&#8217;antro di Cagliostro che ho trovato (come raffigurato a china in una credibilissima rappresentazione a pagina 42). le figure sono un misto di pitture prese da cappelle a casaccio, finti appunti dell&#8217;editore, vasi di creta fotografati in qualche vetrinetta della nonna più tutta una serie di dragoni, ermafroditi, soli, lune, teschi e serpenti che si mordono la coda in ordine sparso, intervallati da qualche nozione piena di errori di ortografia.<br />
ma io ci credo.<br />
la mia attenzione in particolare è andata alla ricetta a pagina 104, fatta ovviamente sempre a china (se no chi ci avrebbe creduto, su dai). questa ricetta dice:<br />
arcano III (l&#8217;uno e il due mi annoiavano): tagliare la testa al dragone nero mediante la separazione filosofica del solfo arsenico per avere la calamita e l&#8217;acciaio congiunti che sono il corpo del nostro ermafrodita ancora molto impuro (sembra il testo di una canzone di morgan). macinare aries e aggiungervi ares per metà del suo peso. mescolare poi del sale nero e produrre un delta violento.<br />
ho cercato in lungo e in largo chi fosse aries e cosa fosse ares, ma non ho trovato niente nemmeno nella legenda a fine libro, così mi prenderò la libertà di pensare che siano acqua e farina perchè le cose più difficili alla fine sono sempre le più ovvie.<br />
è interessante notare come ogni pagina sia piena di insulti verso la scienza e gli scienziati: oh voi poveri illusi che state sulle spalle dei giganti (gli antichi), capirete mai che servite un dio fasullo?<br />
io l&#8217;ho già capito signor Giunti al Punto, infatti ho comprato il tascabile e domani dopo il lavoro faccio la pietra. in particolare ambisco a riprodurre le gesta di tal Fulcarelli, che a quanto pare ero la sola a non conoscere (pagina 56. è tipo la storia infinita questo libro, parla proprio a te, bastian), il quale fu l&#8217;unico a giungere alla fine di del percorso di creazione, in decenni di lavoro e meditazione, e venne rivisto dopo 20 anni da un discepolo: era ringiovanito e trasfigurato e dimostrava 40 anni pur dovendone avere almeno 130. non è fantastico?</p>
<p>spero solo che 40 non sia un numero fisso, perchè dimostrare 40 anni avendone 30 non sarebbe poi questa figata.</p>
<p>gaia</p>
<p>per approfondimenti: &#8220;la mia piccola alchimia&#8221;, Mattel, dai 15 ai 99 anni. usate gli occhialini.</p>
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		<title>Ce la farai</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 15:47:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ce la farai, ti giuro che ce la farai.
mangerai di nuovo il pane senza paura e sulle tue dita si poseranno le farfalle. nessuno ti potrà fare del male nemmeno volendo e tutto nella tua vita sarà azzurro. ogni mattina ti sveglieranno tende bianche e sottilissime. si agiteranno leggere nella brezza disegnando sul tuo viso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ce la farai, ti giuro che ce la farai.<br />
mangerai di nuovo il pane senza paura e sulle tue dita si poseranno le farfalle. nessuno ti potrà fare del male nemmeno volendo e tutto nella tua vita sarà azzurro. ogni mattina ti sveglieranno tende bianche e sottilissime. si agiteranno leggere nella brezza disegnando sul tuo viso la danza del sole, che ti truccherà come fossi una dea. farai colazione senza un solo pensiero che non sia di felicità esplosiva e sceglierai sempre marmellate rosse o arancioni. avrai negli occhi una luce pazzesca al punto che non ti potrai specchiare. non ci sarà più niente di pericoloso sotto il tuo letto. viaggiare ti renderà forte e bella e sicura e a tutte le persone che incontrerai stringerai la mano con calore. non conoscerai la delusione, la frustrazione o il fallimento e avrai la forma perfetta di un cerchio bastando a te stessa. ogni mostro sarà sparito, non perchè l&#8217;hanno allontanato ma perchè l&#8217;hai ucciso tu. la tua armatura resterà nell&#8217;armadio a ricordarti quanto sei brava a lottare e sarà di argento perfetto ogni volta che la guarderai. non ne avrai mai più bisogno. farai innamorare ogni cosa e il tuo sorriso si spegnerà insieme a te, ogni sera, quando riposerai tranquilla. sarai sorda alle minacce e a tutto ciò che è triste, ma infinitamente compassionevole. ogni cena sarà una festa di profumi e mangerai piano e con movimenti dolci benedicendo tutti i sapori che senti. non inseguirai più la luce ma sarà lei ad inseguire te. avrai nei capelli mille varietà di fiori che ti daranno ogni giorno un aroma diverso.</p>
<p>non avrai più bisogno di me che vedo quanto soffri perchè andandomene io sarai arrivata tu.</p>
<p>gaia</p>
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		<title>Blogosfere</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 15:49:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Altra intervista su festival.blogosfere.it.

LA TROVATE QUI
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Altra intervista su festival.blogosfere.it.<br />
<strong>
<a  href="http://festival.blogosfere.it/2010/03/rigenerazione-video-contest-gaia-riva-vincitrice-del-premio-della-giuria-di-qualita-si-racconta-a-bl.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/external/festival.blogosfere.it/2010/03/rigenerazione-video-contest-gaia-riva-vincitrice-del-premio-della-giuria-di-qualita-si-racconta-a-bl.html');" >LA TROVATE QUI</a></strong></p>
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		<title>Musicalblog</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 19:50:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vi segnalo un&#8217;intervista pubblicata oggi sul portale Musicalblog.it

ECCOLA
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi segnalo un&#8217;intervista pubblicata oggi sul portale Musicalblog.it<br />
<strong>
<a  href="http://www.musicalblog.it/2010/03/intervista-a-gaia-riva-la-donna-ancora-bambina/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/external/www.musicalblog.it/2010/03/intervista-a-gaia-riva-la-donna-ancora-bambina/');" >ECCOLA</a></strong></p>
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		<title>La gaia bambina</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 14:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Làtito, cercando di ritrovare la voglia di proseguire, di scacciare i miei fantasmi ingombranti.
sono sempre più determinata a proseguire sulla strada dell&#8217;italiano. si stanno aprendo diverse porte, sto ricevendo grandi e piccole conferme. il mio modo di scrivere è diventato più maturo, più fascinoso. la mia voce sembra non essere più un qualcosa trasposto dall&#8217;inglese, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Làtito, cercando di ritrovare la voglia di proseguire, di scacciare i miei fantasmi ingombranti.<br />
sono sempre più determinata a proseguire sulla strada dell&#8217;italiano. si stanno aprendo diverse porte, sto ricevendo grandi e piccole conferme. il mio modo di scrivere è diventato più maturo, più fascinoso. la mia voce sembra non essere più un qualcosa trasposto dall&#8217;inglese, un abito creato su misura per un corpo ma indossato imperfettamente da un altro. ora le mie melodie in italiano sono più naturali, il mio pensiero più libero, poetico, esplosivo. sento che è la cosa giusta.</p>
<p>è gaia che non sta bene. la piccola bambina gaia. questa giovane donna in realtà fragilissima, combattiva ed ambiziosa ma svelta come un petalo di geranio, sapete, quelli che appena li prendi in mano al sole ti si sciolgono sul polpastrello. gaia confusa, gaia emotiva, gaia che si vuole tagliare i capelli, gaia che si scopre ad aver voglia di un figlio (mio dio!) quando nemmeno sa badare a se stessa. gaia che vuole cambiare tutto, tuttissimo, tutta la sua vita, ma se non c&#8217;è quella rosa, quella foto e quella lampada sul comodino la sera non dorme. gaia che casino che sei, gaia incomprensibile.<br />
ieri sul lago ho fatto una cosa assurda: ho comprato il libro di antonella clerici &#8220;aspettando te&#8221;. prendendolo dallo scaffale ho detto ad alta voce, alla sala vuota, &#8220;è il tracollo. mai avrei pensato di poterlo fare un giorno&#8221;, eppure è accaduto. la clerici mi sta simpatica. ma ho comprato un suo libro. il libro di una presentatrice, capite?  una presentatrice che balla le tagliatelle di nonna pina. un libro color confetto, tutto rosa, con una copertina ed un titolo da vergognarsi. eppure. il fatto è che 10 giorni fa, su non so quale rivista, ne riportavano un lungo stralcio. e ne sono rimasta colpitissima. era scritto bene, con stile e profondità. ma soprattutto era un libro dannatamente sincero, aperto. alla fine dell&#8217;articolo mi sono detta &#8220;oddio. mi piace un libro della clerici. sono al capolinea&#8221;. poi l&#8217;ho comprato. e non me ne sono pentita. certo, l&#8217;ho mimetizzato tra trecento altri acquisti improbabili, del tipo &#8220;piegare i tovaglioli&#8221;, &#8220;scolpire le verdure&#8221;, &#8220;l&#8217;alchimia e l&#8217;elisir di lunga vita&#8221;, &#8220;gag (gambe/addominali/glutei), &#8220;l&#8217;oroscopo in 42 pagine&#8221; e tre magneti da frigo, ma alla fine il succo non cambia. questo libro è il racconto lucido ed appassionato del suo travaglio per diventare finalmente mamma, ma soprattutto la storia di una donna con una grande forza, capace di affrontare situazioni dure senza piangersi addosso, anzi, evadendo, cercando di rinnovarsi, chiedendo conforto a luoghi nuovi e a vecchi amici. e proprio questo mi colpisce, e probabilmente mi insegna. mi insegna che vivere è svoltare, è viaggiare, è non chiudersi in se stessi quando tutto va male ma essere capaci di vincere il dolore e la malinconia tirandosi fuori dalla propria gattabuia. e che da questo tirarsi fuori arrivano sempre grandi cambiamenti, profonde illuminazioni. restare nel solito laghetto non serve mai a nulla.<br />
tanto di cappello ad antonella clerici, che si racconta in questo libro con una sincerità ed uno stile che non mi sarei aspettata e che mi ha ripagato anche del color confetto e dei toni pastello. più educativa di tanti saggi, di tanti psicologi, di tanti trattati, delle guide di star bene. forse per diventare donne è più utile ascoltare le storie di altre donne, anzichè fare gli esercizi che ti prescrivi o ti prescrivono.</p>
<p>la gaia bambina trema.<br />
io le avevo giurato che tra noi sarebbe stato per sempre.</p>
<p>gaia</p>
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		<title>I trucchi della luna</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 17:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri sera verso le 19 la luna era un sorriso giallo nel cielo.
una falce sottile che ammiccava e rideva di me. io la guardavo, passeggiando avanti e indietro per il cortile del capannone e pensando che le rondini non erano ancora tornate al loro nido ma che mancava poco. chissà se si sarebbero ricordate di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera verso le 19 la luna era un sorriso giallo nel cielo.<br />
una falce sottile che ammiccava e rideva di me. io la guardavo, passeggiando avanti e indietro per il cortile del capannone e pensando che le rondini non erano ancora tornate al loro nido ma che mancava poco. chissà se si sarebbero ricordate di me. chissà se avrebbero riportato il sole, o se il sole avrebbe riportato loro. chissà se erano sopravvissute al viaggio. la luna placida osservava il mio vagare lento, monile d&#8217;argento su un vestito elegante, da sera. pensavo che quel posto è tanto freddo, sporco e buio quanto familiare, ma anche che non sarò in grado di sopportarlo ancora a lungo. poi pensavo che mi devo dare una mossa, il nuovo lavoro è già in grande ritardo sulla tabella di marcia e mi devo svegliare, affrontare finalmente l&#8217;incisione delle nuove canzoni. sto scappando. dalla paura del risultato. dall&#8217;ansia da prestazione. dalla disciplina di cui ho bisogno per poter andare avanti. dalla possibilità che registrate 5 canzoni ne scriva 4 più belle. da quella sensazione forte di angoscia che ho in questo periodo e che mi impedisce di aprire la bocca e cantare, perchè anche se canto cose dolci o malinconiche o arrabbiate io per cantare devo stare bene. se no una voce mi dice &#8220;cazzo canti a fare?&#8221;. mi sembro il pirla che fischietta. e allora sto zitta, guardo, e rimando.<br />
e allora la luna ha fatto con me quello che fa con le maree, e cioè ha fatto risalire dell&#8217;acqua dalle mie viscere e l&#8217;avvicinata a sè, facendola passare dagli occhi.<br />
erano poche gocce. brillavano.</p>
<p>gaia</p>
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		<title>S(…)valutati</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 16:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi chiedo che sensazione si provi a far parte di quella categoria di persone che già all&#8217;inizio della propria carriera vengono sopravvalutate.
deve essere tutto infinitamente più semplice. io in questo mestiere non sono stata sopravvalutata mai. tutto quello che ho ottenuto l&#8217;ho pagato davvero a caro prezzo e niente, nemmeno una briciola, mi è stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi chiedo che sensazione si provi a far parte di quella categoria di persone che già all&#8217;inizio della propria carriera vengono sopravvalutate.<br />
deve essere tutto infinitamente più semplice. io in questo mestiere non sono stata sopravvalutata mai. tutto quello che ho ottenuto l&#8217;ho pagato davvero a caro prezzo e niente, nemmeno una briciola, mi è stata regalata. mi sento invece, spesso, sottovalutata. sensazione che mi auguro possa cambiare con un&#8217;esposizione mediatica maggiore, un pubblico finalmente vasto, e con il cambio di lingua, che almeno per quanto riguarda i testi credo possa mettermi al riparo dallo scetticismo o dall&#8217;indifferenza. è naturale quindi che quando vedo artisti sopravvalutati, obiettivamente sopravvalutati, si generi in me quella specie di conflitto elettrico-emotivo tra sinapsi che in psicologia si chiamerebbe qualcosa come disturbo da antagonismo tra percezioni inappropriate ed in italiano invece si chiama semplicemente invidia. non ho paura di dirlo perchè lo ritengo un sentimento molto umano e naturale, ma soprattutto legittimo. raramente invidio persone che conquistano quello che hanno con un talento ed un sacrificio puro. invidio invece chi ha riconoscimenti spropositati rispetto al proprio sforzo, alla quantità di sè che mette in quello che fa. quello sì. ma unicamente perchè deve essere bello e di gran sollievo poter scivolare spesso su una specie di telo insaponato, sorretto dalle mani degli altri, e arrivare così dove si vuole senza nemmeno troppo sbattimento umano e personale. sarà che mi hanno insegnato che le cose belle sono difficili e rare. sarà che io per prima quando mi arriva una cosa bella troppo facilmente tendo a sminuirla privandola di gran parte del suo valore. tanti se e tanti ma.<br />
questo è un post poco modesto, me ne rendo conto. allora teniamolo un po&#8217; nascosto, come uno dei miei tanti sfoghi. come un lettino da psicanalisi. come un parlarsi addosso a scopo terapeutico. tanto non è che discutendone le cose cambiano. sopravvalutati e sottovalutati ci saranno sempre, e poi alla fine, come direbbe qualcuno che devo ancora incontrare, chi può stabilire da quale delle due parti si sta?</p>
<p>gaia</p>
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		<title>Premio giuria di qualità</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 09:54:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo vinto il premio della giuria di qualità al RIGENERATION VIDEO CONTEST indetto da festival.blogosfere.it, con il video di Bianco e Nero.
qui trovate l&#8217;articolo con le votazioni ed i commenti dei giurati su tutti i 10 artisti approdati alla fase finale.

FESTIVAL.BLOGOSFERE.IT
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo vinto il premio della giuria di qualità al RIGENERATION VIDEO CONTEST indetto da festival.blogosfere.it, con il video di Bianco e Nero.<br />
qui trovate l&#8217;articolo con le votazioni ed i commenti dei giurati su tutti i 10 artisti approdati alla fase finale.</p>
<p><strong>
<a  href="http://festival.blogosfere.it/2010/02/rigenerazione-video-contest-gaia-riva-vince-il-premio-della-giuria-la-classifica-completa-e-i-giudiz.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/external/festival.blogosfere.it/2010/02/rigenerazione-video-contest-gaia-riva-vince-il-premio-della-giuria-la-classifica-completa-e-i-giudiz.html');" >FESTIVAL.BLOGOSFERE.IT</a></strong></p>
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		<title>Quanto resisterai + Silenzio</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 20:45:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono tornata da poco dallo studio di emil. abbiamo fatto un paio di missaggi alternativi di Bianco e Nero.
sono davvero contenta perchè sono riuscita a musicare il post prima di questo. ho fatto com&#8217;è ovvio qualche piccolo aggiustamento, ma è incredibile come sia bastato spostare qualche parola per renderlo straordinariamente musicale. così, su una bella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono tornata da poco dallo studio di emil. abbiamo fatto un paio di missaggi alternativi di Bianco e Nero.<br />
sono davvero contenta perchè sono riuscita a musicare il post prima di questo. ho fatto com&#8217;è ovvio qualche piccolo aggiustamento, ma è incredibile come sia bastato spostare qualche parola per renderlo straordinariamente musicale. così, su una bella base di andrea che sembrava fatta a pennello, ieri ho scritto Silenzio, che penso proprio sarà nel disco, se non un pezzo di punta. è bella la sensazione che ho quando faccio qualcosa di nuovo. mi ripaga davvero di tutta la fatica e l&#8217;assuefazione, anche se dura poco. è un canzone un po&#8217; diversa dalle altre. sentirete.<br />
intanto ecco una bellissima recensione di Frantic, che mi hanno segnalato per caso, sul sito di RockShock. la trovate sia sul sito nella sezione Online Press, che cliccando <strong>
<a  href="http://www.rockshock.it/gaia-riva-frantic-recensione/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview('/external/www.rockshock.it/gaia-riva-frantic-recensione/');" >qui</a>.</strong> Ringrazio molto Luca Paisiello per la cura dedicata all&#8217;ascolto del mio lavoro.</p>
<p>oggi da emil ero seduta sul divano azzurro (o è diventato nero? non ci ho fatto caso&#8230;) e mentre la musica andava guardavo fuori dalla finestra, sul piccolo giardinetto. erano le sei circa, il tempo era bello ma il sole era già tramontato. vedevo un cielo di un blu strano, talmente uniforme da sembrare dipinto, e due abeti un po&#8217; in lontananza. io adoro gli abeti, sono alberi bellissimi e maestosi. mi danno un senso di pace e di autorevolezza, come se fossero gerarchicamente al primo livello del regno vegetale. dei gandalf delle piante. si stagliavano sul profilo del blu come se fossero neri e spettinati. non c&#8217;era un solo ago che avesse la stessa direzione degli altri.<br />
ma la cosa che stavo guardando era più vicina a me. era un piccolo alberello spoglio, di quelli senza fusto, con i rami che partono già da terra. si affacciava per un terzo sulla finestra, in primo piano. aveva poche gemme ancora chiuse nel loro guscio e poche foglioline ormai secche, color cacca. di queste foglie, io ne stavo guardando una. era l&#8217;unica rimasta sul ramo più alto, ed era di fatto già caduta, perchè si era staccato il picciolo. ma era ancora lì, attaccata all&#8217;alberello da un filo sottolissimo, che non ho saputo definire. forse una parte della sua venatura, forse una ragnatela. era lì, e ballava ferocemente nel vento, spesso a ritmo di bianco e nero. sembrava facesse uno sforzo titanico per non mollare. io la guardavo e a mente mi dicevo: quanto resisterai fogliolina? ogni folata sembrava essere quella decisiva. a questa cede. questa la fa cadere. questa la porta via. adesso si arrende. e invece no. erano già passati 20 minuti buoni, e lei stava sempre lì, il filo sempre più lungo e tirato. mi ha ricordato qualcuno.</p>
<p>alle 7 ce ne siamo andati.<br />
ho guardato fuori dalla finestra, prima.<br />
era ancora lì.</p>
<p>gaia</p>
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		<title>Ci ripenso</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 20:19:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gaia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella tela lattiginosa di questa sera strana, ci ripenso.
ripenso ai momenti in cui la coperta del mio letto sembrava calda davvero e rossa come un cuore. a quando anche un temporale era dolce come miele, in gocce scese a calmare una pelle troppo secca. a quando la notte era gioia e non dolore e a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella tela lattiginosa di questa sera strana, ci ripenso.<br />
ripenso ai momenti in cui la coperta del mio letto sembrava calda davvero e rossa come un cuore. a quando anche un temporale era dolce come miele, in gocce scese a calmare una pelle troppo secca. a quando la notte era gioia e non dolore e a quando ad ogni viaggio mi nasceva dentro un racconto, come fosse un figlio, un figlio mio e tuo. gli davo anche un nome ed era sempre bellissimo e strano. spuntavano cose nuove nella mia pancia, simili ad emozioni. vibranti ed acquose.<br />
a quando mille kilometri erano un soffio, e due metri un abisso. a quando ogni cosa di me mi sembrava imperfetta, anche quelle perfette, perchè ti pensavo perfettamente. a quando ogni oggetto era un possibile dono che ti regalavo a mente, e la tua faccia inventata, &#8220;grazie&#8221;, la più grande ricompensa.<br />
ci ripenso, senza nemmeno sapere perchè. forse perchè vivo nel passato. il presente è così crudo, il futuro traditore. il passato lo conosco bene, ci posso fare l&#8217;amore.<br />
eravamo la farfalla e l&#8217;elefante, ti ricordi? irrimediabilmente divisi. non mi illudo. non ti ho spezzato il cuore. non ti illudere. non mi hai spezzato il cuore.<br />
se questo fosse il testo di una canzone inizierebbe dal finale. con un violento silenzio, più assordante di qualsiasi musica dopo. sarebbe un inizio strano, come noi. lo lascerei fino al minuto 2:50 perchè adesso me ne frego delle radio. il nostro ritornello non lo sentirebbe nessuno perchè avrebbero già cambiato stazione.<br />
ed è questo che volevamo. che non ci sentissero.</p>
<p>ci siamo riusciti.</p>
<p>gaia</p>
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