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	<title>Fucinaweb - web project management in azione</title>
	
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	<description>Strategie e soluzioni per realizzare applicazioni e siti web di alta qualità</description>
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		<title>Recruitment e social network</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 22:35:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno sarò a Better Software, conferenza dedicata al mondo dello sviluppo e rivolta a manager e imprenditori. Dopo aver parlato di Project Management 2.0 proporrò un intervento dedicato al recruitment e di come questo processo sia evoluto ben oltre il curriculum, grazie ad esempio ai social network.
Il tutto parte da un&#8217;esperienza personale, di cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche quest&#8217;anno sarò a <a href="http://www.fucinaweb.com/">Better Software</a>, conferenza dedicata al mondo dello sviluppo e rivolta a manager e imprenditori. Dopo aver parlato di <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/i-video-di-better-software/">Project Management 2.0</a> proporrò un intervento dedicato al recruitment e di come questo processo sia evoluto ben oltre il curriculum, grazie ad esempio ai social network.</p>
<p>Il tutto parte da un&#8217;esperienza personale, di cui Fucinaweb fa parte, e che mi ha permesso recentemente di evolvere la carriera professionale.</p>
<p>Sto a questo proposito raccogliendo casi studio da trattare, anche anonimamente, nel corso dell&#8217;intervento. Il vostro blog vi ha messo in contatto coi i futuri datori di lavoro? O magari siete stati contattati grazie al profilo su Linkedin? Contattatemi nei commenti, via <a href="http://www.fucinaweb.com/contatti/">email</a> oppure <a href="http://twitter.com/AntonioVolpon">Twitter</a>.</p>


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		<title>I video di Better Software</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 15:05:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
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C&#8217;è anche la mia, dedicata al project management 2.0, che includo qui sotto.



Interventi correlatiTutti i video di Le Web 3 Vpod (Video Publishing on demand) ha finalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.viddler.com/explore/BetterSoftware/videos/">Sono online i video</a> della conferenza Better Software a cui ho partecipato lo scorso Maggio. Le presentazioni sono una più interessante dell&#8217;altra e una visita vale sicuramente la pena.</p>
<p>C&#8217;è anche la mia, dedicata al <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/project-management-20/">project management 2.0</a>, che includo qui sotto.</p>
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		<title>Presentazioni che funzionano</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 18:10:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Suggerimenti per realizzare una presentazione che si ricordi tratti dall'esperienza a Better Software]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono davvero contento che la mia presentazione <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/project-management-20/">Project Management 2.0</a> a Better Software <a href="http://www.bettersoftware.it/blog/2009/06/01/i-5-talk-piu-votati-della-conferenza">abbia riscosso diverse preferenze</a>.</p>
<p>Già nel corso della conferenza, e i giorni successivi via email, mi è stato chiesto di <strong>condividere i passi che ne hanno portato alla realizzazione</strong>.</p>
<p><a href="http://www.fucinaweb.com/fw/progettare-una-presentazione/">Ho già scritto</a> a proposito delle fonti (tra cui spiccano Slide:ology e Presentation Zen, solo per citare i testi più recenti). Qui ne riporto altre e entro nel dettaglio della progettazione.</p>
<h3>Il progetto</h3>
<p>In accordo con gli organizzatori ho pensato di realizzare una presentazione di <strong>unione tra i temi delle tecnologie sociali</strong> (chiamiamolo web 2.0) <strong>e le metodologie agili</strong>, i due macroargomenti in cui sono state divise le giornate di <a href="http://www.bettersoftware.it">Better Software</a>.</p>
<p>Come può muoversi e progredire un project manager in questi contesti? Il tema dell&#8217;intervento, &#8220;Project Management 2.0&#8243;, non riflette in realtà quello che molti pensano dell&#8217;evoluzione del project management (compresa <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Project_management_2.0">la carente definizione data da Wikipedia</a>), ovvero che si tratti di un spostamento verso l&#8217;aspetto sociale grazie all&#8217;introduzione di strumenti di collaborazione in ambito web.</p>
<p>Gli strumenti sono importanti ma, come ho avuto modo di ripetere più volte nell&#8217;intervento, <strong>il carattere sociale e di collaborazione del project management nasce insieme al concetto stesso di project management</strong>. Questo modo di intendere il project management è però mutato nel corso degli anni, così da diventare una professione che premia controllo e revisione piuttosto che facilitare la collaborazione e la comunicazione. Nella presentazione auspico allora, in qualche modo, un &#8220;ritorno alle origini&#8221;.</p>
<p>Per non rimanere troppo sul generico non manca comunque una panoramica su alcuni strumenti che facilitano il lavoro di squadra, come i software di project planner e i time tracking.</p>
<h3>Selezione dei contenuti</h3>
<p>Le argomentazioni possibili intorno a un concetto importante come quello dell&#8217;evoluzione del project management sono le più svariate, ma d&#8217;altro canto il tempo a disposizione per la presentazione rappresenta un vincolo che non va superato (35 minuti sui 45 a disposizione).</p>
<p>Per facilitare la fase di selezione <strong>ho realizzato una </strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Mind_map"><strong>mappa mentale</strong></a><strong> in cui ho scomposto le risorse raccolte ormai da qualche anno</strong> (soprattutto in delicious con tag <a href="http://delicious.com/TheBigFox/projectmanagement">projectmanagement</a>).</p>
<p>La prima mappa mentale è composta unicamente da due livelli: project management &#8220;vecchia scuola&#8221; e project management 2.0.  Dopo aver isolato un numero consistente di elementi li ho organizzati in macro aree e, dove necessario, anche in altri livelli.</p>
<p>Per la stesura della mappa mentale ho usato l&#8217;ottimo software opensource <a href="http://freemind.sourceforge.net/wiki/index.php/Main_Page">FreeMind</a>.</p>
<p>Da qui è iniziata la fase di selezione, cioè di <strong>rinuncia degli argomenti sicuramente interessanti, ma non prioritari</strong> oppure troppo impegnativi per essere affrontati in poco tempo.</p>
<p>Ho poi notato la possibilità di creare dei collegamenti con alcuni testi, in particolare <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Wisdom_of_Crowds">The Wisdom of Crowds</a> di James Surowiecki e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Peopleware">Peopleware</a> di Tom De Marco e Timothy Lister.</p>
<p>Poiché realizzo mappe mentali di riassunto per i testi importanti (e questi lo sono), ho avuto la possibilità di lavorare con 3 mappe mentali. Le ho letteralmente stampate e appese alla parete, cercando di evidenziare le corrispondenze tra i diversi nodi.</p>
<h3>La struttura della presentazione</h3>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1393" title="Post-it" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2009/05/img_2352.jpg" alt="Post-it" width="400" height="300" />Ho a questo punto abbandonato il computer per lavorare con la carta o, meglio, con i post-it, come egregiamente suggerito da Garr Reynolds in <a href="http://www.presentationzen.com/">Presentation Zen</a>. <strong>Ciascun nodo della mappa mentale è diventato un foglietto che ho posizionato in ordine sparso su una parete.</strong></p>
<p>Da qui ho cercato di strutturare il filo logico della narrazione, procedendo dalla vecchia concezione di intendere il project management, a quello che ho chiamato project management 2.0. Sono soddisfatto di aver usato carta e penna al posto del computer e consiglio caldamente di fare lo stesso perché è normale cambiare idea diverse volte e nulla è più semplice di spostare qualche post-it.</p>
<p>Al termine di questa fase mi era chiara la progressione della presentazione e il numero indicativo di slide. Ancora prima di far partire alcun programma ho quindi verificato, grazie all&#8217;aiuto di amici e colleghi, un esempio di narrazione per capire se il tutto potesse quadrare.</p>
<h3>Comporre la presentazione</h3>
<p>Ho cominciato a realizzare le slide in <a href="http://www.apple.com/iwork/keynote/">Keynote</a> quando ormai la struttura macro e micro erano decise. Mi sono comunque dato qualche obiettivo riguardante l&#8217;aspetto grafico:</p>
<ul>
<li><strong>slide come supporto alla narrazione</strong>, con immagini a schermo intero senza testo (portando ancora più all&#8217;estremo i consigli di Slide:ology e Presentation Zen)</li>
<li><strong>rinu</strong><strong>ncia a immagini riguardanti il mondo dell&#8217;informatica</strong>, se non per screenshot e screencast</li>
<li><strong>ritmo incalzante</strong> di presentazione, con quasi 100 slide per 30 minuti</li>
</ul>
<h3>Testi di riferimento</h3>
<p><img class="size-full wp-image-1398 alignleft" title="Microsoft project crea un'elevata dipendenza, non iniziare" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2009/05/pm-2.png" alt="Microsoft project crea un'elevata dipendenza, non iniziare" width="400" height="300" />Chi ha assistito o <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/project-management-20/">ha visto la presentazione su Fucinaweb</a> l&#8217;ha definita un intervento in stile &#8220;Presentazion Zen&#8221; o &#8220;Slide:ology&#8221; e questo è vero, visto che entrambi sono testi che ho letto e apprezzato.</p>
<p><strong>Ma il testo che più mi è stato di aiuto e di ispirazione è stato forse </strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Made_to_Stick"><strong>Made to stick</strong></a><strong> dei fratelli Heath</strong>. Il libro suggerisce alcuni principi per comunicare idee che rimangano impresse e provochino una qualche forma di reazione.</p>
<p>In breve le caratteristiche sono: semplicità, imprevedibilità, concretezza, credibilità, emozione, narrazione (in inglese le iniziali formano la parola &#8220;succes&#8221;).</p>
<p>Ho cercato di fare miei questi concetti e di diffonderli un poco nella presentazione, riuscendoci forse in parte:</p>
<h4>Semplicità</h4>
<p>Ho selezionato <strong>un solo concetto principale</strong> che fa da motivo a tutta la presentazione: il project management è una disciplina che funziona solo se il team è messo in condizione di condividere problematiche e successi.</p>
<h4>Imprevedibilità</h4>
<p>Come ultimo speaker di un&#8217;intensa giornata  ho cercato di proporre <strong>qualche momento irriverente</strong>, come il paragone tra le avvertenze che si trovano sui pacchetti di sigarette e il project management. Altro momento di imprevedibilità è scoprire che di &#8220;project management 2.0&#8243; si parla in realtà già da metà anni &#8216;80.</p>
<h4>Concretezza</h4>
<p>Nella seconda parte dell&#8217;intervento ho presentato alcuni prodotti che possono aiutare il project manager a facilitare la condivisione di informazioni con il team.</p>
<h4>Credibilità</h4>
<p>Mi sono affidato, oltre che all&#8217;esperienza, anche ad alcuni testi che ho elencato nella presentazione, come <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_struttura_delle_rivoluzioni_scientifiche">La struttura delle rivoluzioni scientifiche</a> di Kuhn e i già citati Peopleware e The wisdom of crowds.</p>
<h4>Emozione</h4>
<p>Non ho voluto inserire nella presentazione alcuna foto di computer, rete o ufficio. Sarebbe stato più semplice, ma ho preferito lavorare con analogie prese dalla vita di tutti i giorni e alcune volte con situazioni portate all&#8217;estremo.</p>
<h4>Narrazione</h4>
<p>La presentazione inizia con una foto dalla mia scuola superiore, prosegue con la gita a Firenze in quarta liceo per conludersi agli Uffizi. Si intrecciano in realtà altre storie, come quella relativa alla rivoluzione copernicana e al tragico rientro dello <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Space_Shuttle_Columbia">Space Shuttle Columbia</a>.</p>
<h3>Foto e immagini</h3>
<p>La presentazione contiene pochissimo testo, ma <strong>quasi un centinaio di immagini e foto</strong>. La quasi totalità proviene da <a href="http://www.flickr.com/">Flickr</a> e sono rilasciate sotto licenza Creative Commons (argomento di cui <a href="http://daggle.com/flickr-fail-on-creative-commons-attribution-691">tanto si potrebbe discutere</a>).</p>
<p>Flickr è un mare magnum e se è vero che vi si trova di tutto, può essere difficile riuscire a limitare la ricerca ai risultati di vero interesse.</p>
<p>Ho però trovato un metodo di lavoro che nel mio caso ha funzionato molto bene. Ho compiuto una prima ricerca immagini con <a href="http://www.istockphoto.com/index.php">iStockPhoto</a> secondo i termini che mi sembravano più consoni. Qui ho individuato un insieme di immagini di interesse. iStochPhoto, come tutti i servizi professionali di acquisto foto, eccelle nella catalogazione. Grazie alle parole chiave con cui sono descritte le foto sono riuscito in tempi breve a trovare &#8211; quasi sempre &#8211; delle valide alternative in Flickr, che ho quindi usato.</p>
<p>Solo in taluni casi, parlo di 4 foto su 100, ho acquistato il materiale su iStockPhoto.</p>
<h3>Strumenti</h3>
<p>Ho realizzato gli screencast per le prove degli strumenti utilizzando <a href="http://www.telestream.net/screen-flow/overview.htm">ScreenFlow</a> di Telestream. E&#8217; uno strumento davvero facile da impiegare, che non compete sicuramente con prodotti blasonati per PC quali Camtasia, ma che per screencast di media complessità si comporta egregiamente. Le uniche pecche sono date dalle limitate possibilità di editing a seguito delle registrazione, soprattutto dopo aver effettuato dei tagli nella narrazione.</p>
<p>(Ho potuto verificare come Screenflow sia anche un ottimo strumento per effettuare <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Usability_testing">test di usabilità</a> di un software o di un sito. Su questo argomento mi piacerebbe ritornare in futuro.)</p>
<h3>Tempo</h3>
<p><strong>80 ore</strong>. E&#8217; il tempo che ho impiegato per la scelta del materiale, costruzione delle mappe mentali, definizione della presentazione, scelta iconografica, test. Due settimane di lavoro non sono propriamente poco tempo. Eppure stando a quanto riporta Nancy Duarte in Slide:ology, il tempo richiesto per una presentazione che si rispetti è solitamente compreso tra 36 e 90 ore. Ricordo di aver pensato a un&#8217;esagerazione quando l&#8217;ho letto, ma evidentemente sbagliavo.</p>
<p>Ho tenuto traccia dei tempi utilizzando un prodotto di time tracking di cui parlo nella presentazione, <a href="http://www.paymo.biz">Paymo</a>.</p>


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<li><a href='http://www.fucinaweb.com/fw/i-video-di-better-software/' rel='bookmark' title='Permanent Link: I video di Better Software'>I video di Better Software</a> <div>Sono online i video della conferenza Better Software a cui ho partecipato lo scorso Maggio. Le presentazioni sono una più interessante dell&#8217;altra e una visita vale sicuramente la pena. C&#8217;è anche la mia, dedicata al project management 2.0, che includo qui sotto. ...</div></li>
</ul></p><div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/fucinaweb?a=mPRM-Dn3UZ0:RC7dR19UkL4:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/fucinaweb?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/fucinaweb?a=mPRM-Dn3UZ0:RC7dR19UkL4:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/fucinaweb?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/fucinaweb?a=mPRM-Dn3UZ0:RC7dR19UkL4:D7DqB2pKExk"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/fucinaweb?i=mPRM-Dn3UZ0:RC7dR19UkL4:D7DqB2pKExk" border="0"></img></a>
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		<title>Project management 2.0</title>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2009 19:11:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Project Management]]></category>
		<category><![CDATA[agile]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo scorso mercoledì 6 Maggio ho partecipato alla prima edizione della conferenza Better Software, a Firenze, con un intervento dal titolo &#8220;Project management 2.0&#8243;.
L&#8217;intervento è dedicato all&#8217;evoluzione di questa disciplina anche grazie all&#8217;influenza delle metodologie agili e alla nascita di veri strumenti di collaborazione nell&#8217;ambito del cosiddetto web sociale.
La presentazione è suddivisa in due parti: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso mercoledì 6 Maggio ho partecipato alla prima edizione della conferenza <a href="http://www.bettersoftware.it/">Better Software</a>, a Firenze, con un intervento dal titolo &#8220;Project management 2.0&#8243;.</p>
<p>L&#8217;intervento è dedicato all&#8217;evoluzione di questa disciplina anche grazie all&#8217;influenza delle metodologie agili e alla nascita di veri strumenti di collaborazione nell&#8217;ambito del cosiddetto web sociale.</p>
<p>La presentazione è suddivisa in due parti: nella prima cerco di ripercorrere le tappe evolutive del project management, passando per il manifesto agile e la dichiarazione di interdipendenza del moderno project management. Nella seconda l&#8217;approccio è un po&#8217; più pratico e evidenzio quelle che dovrebbero essere le caratteristiche principali degli strumenti software in aiuto dei project manager, passando in rassegna anche qualche prodotto.</p>
<p>Molti dei presenti, che ringrazio per le interessanti discussioni seguite all&#8217;intervento, mi hanno chiesto la possibilità di scaricare da qualche parte le slide. Visto però che la presentazione è composta quasi esclusivamente da immagini senza testo, ho pensato di includere anche un commento audio, che trovate alla fine di questa pagina.</p>
<p>Mi sarebbe piaciuto utilizzare l&#8217;audio registrato in sala, ma per una mia leggerezza non ci sono riuscito. Gli organizzatori hanno però una registrazione audio e video di tutti gli interventi. Appena saranno disponibili sostituirò l&#8217;audio che ho realizzato in casa, decisamente monotono, con quello della conferenza che è sicuramente più interessante.</p>
<p>Alcuni mi hanno anche chiesto come ho realizzato una presentazione di questo tipo, atipica rispetto ai canoni di presentazioni a cui di solito si è abituati. A questo dedicherò il prossimo intervento qui su Fucinaweb (trovate parte della bibliografia che ho usato in <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/progettare-una-presentazione/">Progettare una presentazione</a>).</p>
<p>Per il momento buona visione e buon ascolto.</p>
<a href="http://www.fucinaweb.com/fw/project-management-20/" title="Watch Flash video!"><img src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/pm2_screencast_edit.png" alt="preview image"/></a>
<p class="important"><strong>Aggiornamento del 15 Maggio </strong><strong>2009</strong>: su Slideshare sono in fase di caricamento <a href="http://www.slideshare.net/event/better-software-2009">le presentazioni di Better Software</a><br />
<strong>Aggiornamento del 28 luglio 2009</strong>: <a href="http://www.viddler.com/explore/BetterSoftware/videos/">sono online i video</a> con l&#8217;audio preso in sala di tutta la conferenza.</p>
<p><object classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" width="600" height="380" id="viddler_312f1dd3"><param name="movie" value="http://www.viddler.com/player/312f1dd3/" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><embed src="http://www.viddler.com/player/312f1dd3/" width="600" height="380" type="application/x-shockwave-flash" allowScriptAccess="always" allowFullScreen="true" name="viddler_312f1dd3"></embed></object></p>


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</ul></p><div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/fucinaweb?a=EWAWE7tOi9U:2K-73EJxreI:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/fucinaweb?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/fucinaweb?a=EWAWE7tOi9U:2K-73EJxreI:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/fucinaweb?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/fucinaweb?a=EWAWE7tOi9U:2K-73EJxreI:D7DqB2pKExk"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/fucinaweb?i=EWAWE7tOi9U:2K-73EJxreI:D7DqB2pKExk" border="0"></img></a>
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		<title>Il censimento dei web project manager 2008</title>
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		<comments>http://www.fucinaweb.com/fw/il-censimento-dei-web-project-manager-2008/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 04:23:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Project Management]]></category>
		<category><![CDATA[alistapart]]></category>
		<category><![CDATA[azienda]]></category>
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		<category><![CDATA[web project manager]]></category>

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		<description><![CDATA[I risultati del sondaggio di A List Apart. Il web project manager segue un percorso formativo che nasce nella maggioranza dei casi dalla programmazione, lavora prevalentemente per realtà di piccole dimensioni, ha un’età compresa tra i 30 e i 40 anni, lavora in azienda piuttosto che come libero professionista.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono da poco usciti <a href="http://aneventapart.com/alasurvey2008/00.html">i risultati del sondaggio</a> svolto dalla webzine <a href="http://www.alistapart.com/">A List Apart</a> che per il secondo anno cerca di <strong>descrivere nel dettaglio le professioni di chi lavora con il web</strong>.</p>
<p><a href="http://www.fucinaweb.com/fw/il-censimento-dei-web-project-manager/">L&#8217;anno scorso</a> ho isolato dal sondaggio i tratti salienti della professione del web project manager ed è quindi interessante confrontare alcune delle ipotesi emerse con i risultati del 2008.</p>
<p>Molte le conferme. Il web project manager:</p>
<ul>
<li>segue un percorso formativo che nasce nella maggioranza dei casi dalla programmazione;</li>
<li>lavora solitamente per realtà di piccole dimensioni;</li>
<li>ha prevalentemente un&#8217;età compresa tra i 30 e i 40 anni;</li>
<li>lavora in azienda piuttosto che come libero professionista.</li>
</ul>
<p>Vediamo nel dettaglio quello che è emerso. Alcune domande del sondaggio sono state riformulate rispetto al 2007 e un confronto diretto è pertanto solo indicativo.</p>
<h3><a name="workplace">In azienda o come libero professionista</a></h3>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1291" title="Job title by workplace (2008)" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2009/04/2008_14_job_title_by_workplace1.png" alt="Job title by workplace (2008)" width="577" height="427" /></p>
<p>Iniziamo da un dato che non è stato analizzato lo scorso anno: la percentuale di web project manager che lavorano in azienda rispetto ai liberi professionisti. Tra le diverse professioni web, <strong>il web project manager si trova più comunemente a lavorare in azienda piuttosto che esercitare la libera professione</strong>.</p>
<p>Il dato non stupisce e ne ho già parlato a proposito di una domanda nelle FAQ (<a href="http://www.fucinaweb.com/fw/web-project-management-faq/#consulenza">Il web project manager è un consulente esterno all’azienda o un collaboratore interno?</a>): il ruolo di coordinamento e gestione dei progetti del web project manager, le frequenti interazioni con il gruppo di lavoro e i clienti richiedono la sua costante presenza in azienda.</p>
<p><strong>Esistono comunque casi in cui il web project manager è libero professionista</strong>; lavora per uno o più periodi di tempo (solitamente semestri) per aiutare le aziende con cui collabora a migliorare la gestione progetti.</p>
<h3><a name="percentuale">Percentuale di web project manager</a></h3>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1248" title="Job title (2007)" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2009/04/2007_01_job_title1.png" alt="Job title (2007)" width="580" height="462" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1250" title="Job title (2008)" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2009/04/2008_01_job_title2.png" alt="Job title (2008)" width="542" height="338" /></p>
<p>Tra i due anni non si apprezzano significative differenze relativamente alla percentuale di web project manager paragonata alle altre professioni.</p>
<p>Impressionante la percentuale che non ricade in nessuna delle numerose categorie indicate, più di un quarto. Sarebbe interessante capire quale sia la professione svolta.</p>
<h3><a name="organizzazione">Distribuzione dei web project manager per tipo di organizzazione</a></h3>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1251" title="Job title distribution by organization type (2007)" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2009/04/2007_02_job_title_distribution_by_organization_type1.png" alt="Job title distribution by organization type (2007)" width="582" height="604" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1252" title="Job title distribution by organization type (2008)" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2009/04/2008_02_job_title_distribution_by_organization_type1.png" alt="Job title distribution by organization type (2008)" width="573" height="549" /></p>
<p>Il grafico indica la percentuale di web project manager impiegata nei diversi settori organizzativi. Rispetto allo scorso anno sono cambiate e sono state accorpate alcune categorie.</p>
<p>È possibile notare come la percentuale più alta di impiego (8.4%) sia presso piccole realtà. Una conferma dell&#8217;indicazione emersa lo scorso anno: <strong>il web project manager si trova a lavorare soprattutto per startup</strong>, realtà in cui rilasci frequenti e timing serrati richiedono la presenza di una figura che garantisca il raggiungimento degli obiettivi.</p>
<h3><a name="distribuzionegruppoeta">Distribuzione dei web project manager per gruppo di età</a></h3>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1253" title="Job title distribution by age group (2007)" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2009/04/2007_03_job_title_distribution_by_age_group1.png" alt="Job title distribution by age group (2007)" width="581" height="594" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1254" title="Job title distribution by age group (2008)" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2009/04/2008_03_job_title_distribution_by_age_group1.png" alt="Job title distribution by age group (2008)" width="560" height="492" /></p>
<p>Confermato il trend per quanto riguarda l&#8217;età. <strong>Non si nasce web project manager (o non si dovrebbe), ma lo si diventa dopo aver maturato una certa esperienza, a partire dai 30/35 anni</strong>.</p>
<h3><a name="distribuzionesesso">Distribuzione per sesso</a></h3>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1255" title="Gender distribution by job title (2007)" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2009/04/2007_04_gender_distribution_by_job_title1.png" alt="Gender distribution by job title (2007)" width="582" height="491" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1282" title="Gender distribution by job title (2008)" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2009/04/2008_04_gender_distribution_by_job_title2.png" alt="Gender distribution by job title (2008)" width="575" height="419" /><br />
Piccolo incremento per quanto riguarda il ruolo delle donne nel web project management, aumento confermato in quasi tutte le altre professioni, segno forse della maggiore visibilità data quest&#8217;anno al sondaggio.</p>
<h3><a name="retribuzione">Percentuale di lavoratori con retribuzione superiore a 100.000 dollari</a></h3>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1258" title="Percentage of job title holders who earns salary of 1000k (2007)" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2009/04/2007_05_percentage_of_job_title_holders_who_earns_salary_of_1000k1.png" alt="Percentage of job title holders who earns salary of 1000k (2007)" width="581" height="461" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1259" title="Percentage of job title holders who earns salary of 1000k (2008)" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2009/04/2008_05_percentage_of_job_title_holders_who_earns_salary_of_1000k1.png" alt="Percentage of job title holders who earns salary of 1000k (2008)" width="520" height="356" /></p>
<p>Nessuna variazione di rilievo. Il grafico, come evidenziato l&#8217;anno scorso,  è comunque difficilmente rapportabile alla realtà italiana.</p>
<h3><a name="istruzione">Rilevanza dell&#8217;istruzione per lo svolgimento del proprio lavoro</a></h3>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1261" title="Perceived relevance of education by job title (2007)" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2009/04/2007_06_perceived_relevance_of_education_by_job_title1.png" alt="Perceived relevance of education by job title (2007)" width="581" height="498" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1284" title="Perceived relevance of education by job title (2008)" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2009/04/2008_06_perceived_relevance_of_education_by_job_title2.png" alt="Perceived relevance of education by job title (2008)" width="580" height="424" /></p>
<p>Cambia la percezione dell&#8217;importanza data agli studi.</p>
<p>Il fatto che un po&#8217; tutte le professioni abbiano visto aumentare il dato si può forse giustificare dall&#8217;aver meglio espresso la domanda rispetto allo scorso anno. In generale, comunque, poco più del 50% dei rispondenti ha indicato come rilevante il proprio piano di studi nei confronti della professione, suggerendo che sotto questo punto di vista c&#8217;è ancora molto da fare.</p>
<h3><a name="soddisfazione">Soddisfazione per il proprio lavoro</a></h3>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1264" title="Job satisfaction by job title (2007)" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2009/04/2007_07_job_satisfaction_by_job_title1.png" alt="Job satisfaction by job title (2007)" width="580" height="500" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1265" title="Job satisfaction by job title (2008)" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2009/04/2008_07_job_satisfaction_by_job_title1.png" alt="Job satisfaction by job title (2008)" width="578" height="425" /></p>
<p>Le percentuali aumentano di molto rispetto all&#8217;anno scorso: forse anche in questo caso la domanda era stata mal posta nel 2007.</p>
<p>In percentuale però la soddisfazione dei web project manager, se paragonata alle altre professioni, aumenta in proporzione minore, tanto che dal primo posto si passa a metà classifica.</p>
<p>Impegnativo trarre una conclusione vista la variabilità in così poco tempo. Probabilmente <strong>il ruolo del web project manager, in alcuni contesti, non trova lo spazio che merita</strong>.</p>
<p>Ma forse <strong>è anche tempo che il project management maturi da disciplina che relega tutte e sole le responsabilità al project manager a vera e propria fonte di leadership e visione</strong> (<a href="http://www.fucinaweb.com/fw/progettare-una-presentazione/">di questo parlerò in parte nel mio intervento a Firenze il prossimo mese</a>)</p>
<h3><a name="blog">La percentuale di web project manager che scrive in un blog</a></h3>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1273" title="Prelevance of blogging by job title (2007)" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2009/04/2007_08_prelevance_of_blogging_by_job_title1.png" alt="Prelevance of blogging by job title (2007)" width="580" height="508" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1286" title="Prelevance of blogging by job title (2008)" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2009/04/2008_08_prelevance_of_blogging_by_job_title1.png" alt="Prelevance of blogging by job title (2008)" width="573" height="426" /></p>
<p><strong>Il web project manager è fanalino di coda quando si parla di scrivere in un blog</strong>.</p>
<p>Come indicato già lo scorso anno, il motivo può essere legato alla difficoltà di parlare di una professione molto legata ai rapporti personale e meno alla &#8220;scienza&#8221;. Difficile, ma non impossibile. Un vero peccato.</p>
<h3><a name="formazione">Partecipazione a eventi formativi</a></h3>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1274" title="Partecipation in formal training by job title (2007)" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2009/04/2007_09_partecipation_in_formal_training_by_job_title1.png" alt="Perceived relevance of education by job title (2007)" width="581" height="470" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1287" title="Perceived relevance of education by job title (2008)" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2009/04/2008_09_partecipation_in_formal_training_by_job_title1.png" alt="Perceived relevance of education by job title (2008)" width="544" height="360" /></p>
<p>Anche questo risultato è in linea con lo scorso anno.</p>
<p><strong>Il web project manager è una tra le figure professionali che più partecipa ad eventi formativi</strong>. La percentuale è molto vicina a quella di professionisti che per cultura e necessità sono abituati a una formazione continua, come i designer di interfaccia e i diversi tipi di consulenti.</p>
<p>L&#8217;eterogeneità di competenze richieste a un web project manager, sia in termini manageriali sia tecnici è sicuramente un fattore che giustifica queste percentuali.</p>
<h3><a name="lacune">Lacune professionali</a></h3>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1275" title="Perceived back end skill gaps by job title (2007)" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2009/04/2007_10_perceived_back_end_skill_gaps_by_job_title1.png" alt="Perceived back end skill gaps by job title (2007)" width="578" height="474" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1288" title="Perceived back end skill gaps by job title (2008)" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2009/04/2008_10_perceived_back_end_skill_gaps_by_job_title1.png" alt="Perceived back end skill gaps by job title (2008)" width="553" height="356" /></p>
<p>Come per l&#8217;anno scorso, mi limito a riportare uno solo dei 4 grafici che indicano le difficoltà che i web project manager incontrano nello svolgimento del proprio lavoro.</p>
<p>Relativamente alla programmazione lato server meno del 17% dichiara di avere lacune rispetto al totale. Questo dato, se confrontato con la programmazione lato client, conferma una tendenza anticipata lo scorso anno, ovvero che <strong>web project manager si diventa molto spesso partendo da ambiti che sono vicini alla programmazione, più che dal design o al marketing</strong>.</p>


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</ul></p><div class="feedflare">
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		<title>Progettare una presentazione</title>
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		<comments>http://www.fucinaweb.com/fw/progettare-una-presentazione/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 05:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Project Management]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[contenuti]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[manuale]]></category>
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		<category><![CDATA[project manager]]></category>
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		<description><![CDATA[Aggiornamento del 5 Giugno 2009: ho scritto presentazioni che funzionano dopo l&#8217;esperienza a Better Software
Aggiornamento del 10 Maggio 2009: ho caricato le slide e l&#8217;audio del mio intervento a Better Software
Il 6 e 7 maggio sarò a Firenze per Better Software, conferenza dedicata ai diversi approcci alla programmazione, a parlare di project management e in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="important"><strong>Aggiornamento del 5 Giugno 2009</strong>: ho scritto <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/presentazioni-che-funzionano/">presentazioni che funzionano</a> dopo l&#8217;esperienza a Better Software</p>
<p class="important"><strong>Aggiornamento del 10 Maggio 2009</strong>: <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/project-management-20/">ho caricato le slide e l&#8217;audio</a> del mio intervento a Better Software</p>
<p>Il 6 e 7 maggio sarò a Firenze per <a href="http://www.bettersoftware.it/">Better Software</a>, conferenza dedicata ai diversi approcci alla programmazione, a parlare di project management e in particolare di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Project_management_2.0">project management 2.0</a>.</p>
<p>Sto realizzando in questi giorni la <a href="http://www.bettersoftware.it/conference/talks/project-management-20">presentazione</a> che includerà alcune indicazioni relative all&#8217;uso di strumenti collaborativi in supporto al team  e una panoramica su come sta cambiando il ruolo del project manager (o, forse, di come stia finalmente convergendo verso la propria ragion d&#8217;essere).</p>
<p>Se siete interessati a partecipare all&#8217;evento potete avere una piccola riduzione del 10% sul biglietto di ingresso utilizzando il codice W6FBCEYK, valido per i primi 10 partecipanti.</p>
<p>Preparare la presentazione mi ha dato modo di rileggere alcuni testi che ho trovato particolarmente utili e anche di studiarne di recenti.</p>
<h3>Beyond Bullet Points &#8211; Cliff Atkinson</h3>
<p>Quello di Cliff Atkinson è stato uno dei primi testi a diffondere la cultura di presentazioni terse e d&#8217;ispirazione contrapposte a slide monotone e straripanti di informazioni. Per farlo l&#8217;autore suggerisce l&#8217;analogia tra una presentazione e la realizzazione di un film, che procede tra le fasi di definizione delle ideee, stesura dello storyboard e scrittura del &#8220;copione&#8221;.</p>
<p>Interessante l&#8217;approccio che prevede lo sviluppo della presentazione in 3 livelli di dettaglio, il primo da pochi minuti, l&#8217;ultimo da 45, così da poter procedere per macro idee fino allo sviluppo dell&#8217;intera presentazione.</p>
<p>L&#8217;idea del paragone con il film è buona, anche se a volte è forse tirata per i capelli.  Utili anche le indicazioni per realizzare contestualmente alla presentazione (non alla fine!) le pagine di note da distribuire al pubblico.</p>
<p>Lo strumento di riferimento del libro, trattandosi di un testo pubblicato da Microsoft Press, non poteva che essere Powerpoint.</p>
<h3>Slide:ology &#8211; Nancy Duarte</h3>
<p>Un testo recente quello di Nancy Duarte, che si distingue per l&#8217;impaginazione curata nel minimo dettaglio, caratteristica evidente fin dalla pagina dei ringraziamenti, solitamente presentata come sterile lista separata da virgole.</p>
<p>E la cura manicale dei dettagli non è casuale, visto che al design e all&#8217;aspetto grafico della presentazione è dedicata la maggior parte di questo manuale, con indicazioni precise riguardo l&#8217;iconografia, i font, i colori, le foto e le illustrazioni.</p>
<p>È, quindi, un testo che completa il materiale riportato in Beyond Bullet Points. Tra le sezioni più interessanti, probabilmente quella dedicata alla semplificazione, smontaggio e ricostruzione di concetti di una certa complessità sfruttando diagrammi e successive sequenze di presentazione.</p>
<p>Tutto spiegato magistralmente, ma terminerete forse il testo con l&#8217;impressione che realizzare quanto suggerisce l&#8217;autrice non vi costerà solo in termini di tempo, ma anche di professionisti in grado di realizzare design di un certo impatto.</p>
<h3>Come si presenta con le slide &#8211; Giacomo Mason</h3>
<p>È questo un volumetto di qualche anno fa e che fa spesso capolino sulla mia scrivania complici le dimensioni contenute.</p>
<p>Mason non ha estirpato i punti elenco dalle presentazioni che illustra, ma vi aiuta a organizzarli con criterio, partendo dalla soluzione per arrivare ai dati di supporto, con l&#8217;ormai nota tecnica piramidale che vede illustrato per primo l&#8217;aspetto principale e per ultimo il dettaglio.</p>
<p>Il punto di forza del testo sono gli esempi (positivi e negativi) e le ottimi indicazioni per la presentazione di dati tabella.</p>
<h3>Understanding Comics &#8211; Scott McCloud</h3>
<p>Un fumetto in aiuto alle presentazioni? In realtà Understanding Comics non è un fumetto &#8211; o, meglio &#8211; è un testo che aiuta a comprendere come funzionano gli elementi che compongono un fumetto&#8230; ed è sviluppato in forma di fumetto.</p>
<p>Volete dare un po&#8217; di &#8220;movimento&#8221; alle vostre presentazioni, capire quando esprimere un concetto in 3 slide invece che una, decidere quanto spazio lasciare al testo e quanto alle immagini? Qui si trovano le risposte.</p>
<p>Scott McCloud è conosciuto anche per avere realizzato il <a href="http://www.google.com/googlebooks/chrome/index.html">fumetto di presentazione</a> di Google Chrome.</p>
<h3>Presentation Zen &#8211; Garr Reynolds &#8211; In lettura</h3>
<p>Non ho ancora finito Presentation Zen, ma ho ritrovato finora molti degli elementi espressi in Slide:ology, dalla semplificazione delle slide alla rivendicazione del ruolo dello spazio bianco, dalla cura del design all&#8217;accorto uso di foto e illustrazioni.</p>
<p>Ho sbirciato però gli ultimi capitoli dedicati al momento della presentazione e all&#8217;interazione con il pubblico che mancano negli altri testi (anche se Mason fornisce qualche suggerimento) e vi ho trovato ottime indicazioni.</p>
<p>Un testo quindi che promette bene, anche se forse non a livello del <a href="http://www.presentationzen.com/">blog di Reynolds</a>.</p>


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		<title>Checklist per l’ultimo miglio</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 11:06:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Project Management]]></category>
		<category><![CDATA[Accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[checklist]]></category>
		<category><![CDATA[miriam bertoli]]></category>
		<category><![CDATA[project manager]]></category>
		<category><![CDATA[team]]></category>
		<category><![CDATA[Usabilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Una lista di verifiche che può aiutare nella messa online di un sito]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come responsabile e project manager di progetti web ho aiutato nella messa online di più di 200 siti e applicazioni. Alcuni molti impegnativi e ad alto traffico, diversi di medie dimensioni, decine per piccole realtà.</p>
<p><strong>Ogni progetto è diverso dagli altri, vuoi per le esigenze del cliente e le relazioni che si vengono a creare, vuoi per il progresso della tecnica, vuoi per le mutazioni che gli stessi team di lavoro subiscono negli anni.</strong></p>
<p>Eppure, che il progetto sia piccolo o grande, <strong>quando il giorno per la messa online è arrivato nascono i patemi d&#8217;animo</strong>. Dobbiamo finire di verificare qualcosa? Quali sono i passi per portare &#8220;su&#8221; il progetto? È necessario ripetere qualche test?</p>
<p>Per rispondere a queste domande <strong>ho creato, nel corso degli anni, una checklist molto informale che io e il mio gruppo usiamo in questa circostanza</strong>, quando le cose da fare sono molte, il nervosismo è alle stelle, ma il tempo è poco.</p>
<p>Vorrei condividere con voi questa checklist. L&#8217;occasione è stata uno scambio di email con <a href="http://www.miriambertoli.com/">Miriam Bertoli</a> sull&#8217;argomento &#8220;ultimo miglio&#8221;. Occasione che mi ha permesso da un lato di fare un po&#8217; d&#8217;ordine tra gli appunti, dall&#8217;altro di inserire alcune considerazioni ed elementi suggeriti da Miriam.</p>
<p>La lista, come potete immaginare, è tutt&#8217;altro che completa e rappresenta un (timido) tentativo di organizzare gli ultimi giorni prima della messa online. Ho volutamente eliminato diversi elementi specifici per le realtà con cui lavoro o ho lavorato, perché inutili. Non vi si trovano inoltre, se non sparsi qua e là, espliciti riferimenti alle verifiche in fatto di accessibilità e usabilità, a cui solitamente dedico specifici documenti.</p>
<p>Siete anche invitati a indicarmi eventuali altri punti da tenere in considerazione.</p>
<p><a href="http://www.fucinaweb.com/?dl_id=16">Checklist per l&#8217;ultimo miglio &#8211; versione 1.0</a> (pdf, 52 Kbyte)</p>
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		<title>PMBOK e sviluppo agile</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 08:52:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Project Management]]></category>
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		<description><![CDATA[A Guide to the Project Management Body of Knowledge (PMBOK) è considerata la bibbia del project management. Bibbia perché si preoccupa di ogni aspetto relativo alla gestione di un progetto utilizzando 5 gruppi di processo (initiating, planning, executing, monitoring and controlling, closing). Bibbia anche per le dimensioni, più di 400 pagine fitte di concetti che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Project_Management_Body_of_Knowledge">A Guide to the Project Management Body of Knowledge</a></em> (PMBOK) è considerata la bibbia del project management. Bibbia perché si preoccupa di ogni aspetto relativo alla gestione di un progetto utilizzando 5 gruppi di processo (initiating, planning, executing, monitoring and controlling, closing). Bibbia anche per le dimensioni, più di 400 pagine fitte di concetti che spesso spaventano chi si appresta ad affrontare l&#8217;esame per diventare Project Management Professional.</p>
<p>Proprio per questa nomea i concetti espressi dal PMBOK sembrerebbero distanti dalla <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Agile_software_development">metodologia di sviluppo agile</a>, tanto che <a href="http://www.fucinaweb.com/fw/web-project-management-faq/#agile">ne ho parlato</a> in<em> Domande e risposte sul web project management</em> qualche mese fa.</p>
<p>Da pochi giorni sul sito di Forrester è a disposizione (a pagamento) un interessante report dal titolo <a href="http://www.forrester.com/Research/Document/Excerpt/0,7211,48143,00.html"><em>The PMBOK and agile: friends or foes?</em></a> che affronta nel dettaglio la questione.</p>
<p>Partendo dalle differenze tra PMBOK e sviluppo agile gli autori arrivano ben presto a trovare le molte similitudini tra i due approcci, ma è soprattutto la conclusione del report che è condivisibile. Gli autori sostengono infatti che è possibile sfruttare i punti di forza e le peculiarità di entrambi.</p>
<p>In particolare, chi si occupa di metodologie agili può trovare nel PMBOK:</p>
<ul>
<li>un aiuto per definire con chiarezza l&#8217;inizio e la chiusura del progetto;</li>
<li>una guida per comunicare efficacemente con tutte le figure interessate;</li>
<li>indicazioni precise per la gestione delle situazioni a rischio.</li>
</ul>
<p>Viceversa, la metodologia di sviluppo agile può aiutare i project manager di stampo tradizionale:</p>
<ul>
<li>nella scelta e definizione di ruoli non troppo definiti all&#8217;interno del team, facilitando l&#8217;apprendimento dai colleghi e coinvolgendo nelle scelte strategiche;</li>
<li>a rifinire la pianificazione dei progetti man mano che si procede con lo sviluppo;</li>
<li>a stabilire dei forti e sinceri legami di relazione con i clienti;</li>
<li>a produrre il &#8220;giusto&#8221; livello di documentazione.</li>
</ul>


<p><strong>Interventi correlati</strong><ul><li><a href='http://www.fucinaweb.com/fw/project-management-20/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Project management 2.0'>Project management 2.0</a> <div>Lo scorso mercoledì 6 Maggio ho partecipato alla prima edizione della conferenza Better Software, a Firenze, con un intervento dal titolo &#8220;Project management 2.0&#8243;. L&#8217;intervento è dedicato all&#8217;evoluzione di questa disciplina anche grazie all&#8217;influenza delle metodologie agili e alla nascita di veri strumenti di collaborazione nell&#8217;ambito del cosiddetto web sociale. La presentazione è suddivisa in due parti: [...]...</div></li>
<li><a href='http://www.fucinaweb.com/fw/web-project-management-faq/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Domande e risposte sul web project management (FAQ)'>Domande e risposte sul web project management (FAQ)</a> <div>Ho raccolto in questo articolo le domande che più di frequente ricevo riguardo al web project management, con l&#8217;intenzione di proporre un seguito a quanto ho già riportato in Introduzione al web project management. É un punto di partenza. Chiunque ritenga ci siano altri aspetti da approfondire può usare i commenti o la pagina dei contatti. Cos&#8217;è [...]...</div></li>
</ul></p><div class="feedflare">
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		<title>Ljubljana Barcamp</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 18:50:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[barcamp]]></category>
		<category><![CDATA[bclj]]></category>
		<category><![CDATA[ljubliana]]></category>

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		<description><![CDATA[Un barcamp ricco di spunti per chi organizza barcamp]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.barcamp.si/">Quello di sabato scorso a Ljubljana</a> (Slovenia) è stato il primo barcamp a cui abbia partecipato. O, meglio, il primo barcamp a cui abbia partecipato degno di questo nome.</p>
<p>Il successo dell&#8217;iniziativa va equamente suddiviso tra gli organizzatori, chi è salito sul palco e chi ha riempito le aule.</p>
<p>Gli organizzatori hanno individuato una formula semplice, ma vincente:</p>
<ul>
<li>20 minuti di cronometro per ogni intervento comprese le domande, senza possibilità di sforare</li>
<li>sessione finale con interventi di 5 minuti senza domande per invogliare anche gli indecisi a partecipare</li>
<li>richiesta esplicita di presentare in inglese (perché in Slovenia l&#8217;inglese lo sanno, mica come da noi)</li>
<li>colazione e pranzo gratuiti e maglietta a 10 euro per finanziare l&#8217;evento</li>
<li>party serale per concludere tutti insieme la giornata</li>
</ul>
<p>A ognuno va il merito di aver partecipato attivamente con centinaia di domande, richieste e puntualizzazioni e interventi quasi mai banali.</p>
<p>Un barcamp che ha tanto da insegnare a chi propone eventi simili in Italia:</p>
<ul>
<li>gli organizzatori hanno seguito tutti gli interventi (quando non ne hanno proposto loro stessi), piuttosto che limitarsi a fare public relation;</li>
<li>si è rinunciato allo streaming dell&#8217;evento (possibilità costosa e inutile visto che un barcamp è fatto di conversazioni) per destinare le risorse a migliorare l&#8217;esperienza di chi al barcamp ci è andato;</li>
<li>chi è salito sul palco ha sviluppato la propria presentazione perché durasse poco ma soprattutto per dare molti spunti agli interventi di chi segue. E&#8217; facile dire che al barcamp non ci devono essere spettatori, ma bisogna mettere le persone in condizione di partecipare</li>
</ul>
<p>Tutto questo senza sponsor stratosferici o star di prim&#8217;ordine.</p>


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</ul></p><div class="feedflare">
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		<title>Di ritorno da Le Web ‘08</title>
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		<comments>http://www.fucinaweb.com/fw/di-ritorno-da-le-web-08/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 20:44:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[doc searls]]></category>
		<category><![CDATA[Hugh MacLeod]]></category>
		<category><![CDATA[leweb08]]></category>
		<category><![CDATA[loic le meur]]></category>
		<category><![CDATA[michael arrington]]></category>
		<category><![CDATA[steve gillmor]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fucinaweb.com/?p=1100</guid>
		<description><![CDATA[Non solo interventi, ma due giornate ricche di incontri e sorprese con molti famosi compagni di banco, tra cui Doc Searls, Michael Arrington e Steve Gillmor]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Porto a casa alcuni grandi e molti piccoli spunti e idee da Parigi, e non parlo solo degli interventi sul palco. Anzi, se mi limitassi a considerare quelli, sarebbe stato sicuramente più proficuo e meno dispendioso rimanere a casa e assistere all&#8217;evento via streaming.</p>
<p>È l&#8217;aria che si respira attorno a questo tipo di incontri a essere di forte ispirazione, aria forse dalla temperatura un po&#8217; troppo fredda nel grande ambiente dispersivo di quest&#8217;anno e che un tempo era &#8211; guarda caso &#8211; una camera mortuaria.</p>
<p>Poiché della conferenza e degli interventi ho parlato già molto, mi limito qui a riportare alcune sfumature.</p>
<p>Mi sono presentato la mattina presto tutti e due i giorni e così ho avuto la possibilità, da bravo scolaro, di essere in prima fila insieme a compagni di banco di tutto rispetto: <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Doc_Searls">Doc Searls</a>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Michael_Arrington">Michael Arrington</a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Steve_Gillmor">Steve Gillmor</a>.</p>
<div id="attachment_1104" class="wp-caption alignleft" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-1104" title="Doc Searls e Steve Gillmor" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2008/12/doc-searls-and-steve-gillmor.jpg" alt="I miei compagni di banco, Doc Searls e Steve Gillmor" width="400" height="300" /><p class="wp-caption-text">I miei compagni di banco, Steve Gillmor e  Doc Searls</p></div>
<p>Da Michael Arrington ho imparato che anche le polemiche è meglio studiarle e concordarle prima di salire sul palco. Chi lo ha visto durante l&#8217;intervista a Marissa Mayer di Google (<a href="http://www.ustream.tv/recorded/962491">video</a> e <a href="http://www.aaronscullion.com/2008/12/10/interview_with_google_vp.html">trascrizione</a>) potrebbe essere rimasto di stucco. Senza mezzi termini ha liquidato l&#8217;organizzatore Loïc Le Meur lamentandosi del buffet (“Will there be enough food for everyone today?”) e della connessione (&#8220;Who has an internet connection here?&#8221; 30. “Well, that is about three times more than yesterday”). E in effetti Arrington anche a me ha chiesto a cadenza di circa due minuti se la mia connessione funzionasse o meno. Per carità, doveva aggiornare <a href="http://www.techcrunch.com/">TechCrunch</a>, mica Fucinaweb.</p>
<p>Era però tutto preparato, perché una ventina di minuti prima, a pochi centimetri da me, organizzatore e Arrington si sono accordati su cosa dire e perfino sulla battuta relativa alla costosa giacca di velluto di Le Meur comprata probabilmente grazie a quanto risparmiato per cibo e connettività.</p>
<p>Da Steve Gillmor ho imparato (anzi, ho avuto conferma) che un intervento in un blog fatto come dio comanda non si scrive in dieci minuti. Ho assistito alla genesi e stesura di <a title="Google To Take Chrome Out Of Beta" rel="bookmark" href="http://www.techcrunch.com/2008/12/10/google-takes-chrome-out-of-beta/">Google To Take Chrome Out Of Beta</a>, un pezzo che non supera la cartella (1800 battute). Eppure per scriverlo ha impiegato poco meno di tre ore. Potrei aver letto male (non volevo essere così spudorato da fissarlo e mi limitavo ad alcune sbirciatine), ma il pezzo è addirittura partito per essere un&#8217;altra cosa, Google To Release Chrome for Mac. Dal palco devono poi essere arrivate altre notizie ed ecco che Gillmor, in piena concentrazione, ha cominciato a modellare, scrivere, spostare, cucire, eliminare, fino a raggiungere il risultato voluto. Ho anche notato che nel compiere ricerche apriva due finestre allineate in verticale, una con Google e l&#8217;altra con Yahoo!. Terminato il pezzo ha preso il suo Macbook Air e si è diretto verso l&#8217;ingresso del palco, dove forse ha trovato qualche Googlista che gli ha confermato le informazioni. Infine, non prima di aver mostrato il pezzo a Arrington che nel frattempo ha terminato l&#8217;intervista, ha mandato il risultato online.</p>
<div id="attachment_1106" class="wp-caption alignright" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-1106" title="Hugh MacLeod, vignetta" src="http://www.fucinaweb.com/wp-content/uploads/2008/12/hugh-macleod.gif" alt="La vignetta di Hugh MacLeod" width="400" height="287" /><p class="wp-caption-text">La vignetta di Hugh MacLeod</p></div>
<p>Da Doc Searls ho imparato che il vero sistemista Unix (Searls è tra l&#8217;altro senior editor per il <a href="http://www.linuxjournal.com/">Linux Journal</a>) riesce a usare anche un Mac in modalità quasi esclusivamente a carattere. A parte Leopard e un browser, non l&#8217;ho visto usare altre applicazioni grafiche, neppure il client di posta (e questo gli ha permesso di superare più facilmente i problemi di connessione).</p>
<p>Ho imparato questo e mille altre cose a Le Web &#8216;08 e ho incontrato molte persone nuove dall&#8217;Italia, dalla Francia, dalla Germania, dalla Svezia e dalla Slovenia.</p>
<p>E, prima di uscire, sono passato allo stand Microsoft a salutare <a href="http://gapingvoid.com/">Hugh MacLeod</a>, di cui non ho potuto seguire l&#8217;intervento, e che è stato così gentile da lasciarmi comunque un ricordo, disegnandomelo sul pass.</p>
<p><strong>Aggiornamento del 15 Dicembre 2008</strong></p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><a href="http://www.flickr.com/photos/docsearls/3101205277/sizes/o/"><img class=" " title="Antonio Volpon, Michael Arrington e Loic Le Meur" src="http://farm4.static.flickr.com/3047/3101205277_9fcfc0c684.jpg" alt="Volpon osserva lo sketch tra Arrington e Le Meur" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Volpon osserva lo sketch tra Arrington e Le Meur (foto di Doc Searls)</p></div>
<p>In questa foto scattata da Doc Searls ci sono io in primo piano mentre osservo la scena tra Arrington, Gillmor e Le Meur. Arrington si è appena finito di lamentare con Le Muer a proposito della connettività e lo avverte che di questo parlerà una volta salito sul palco.<br />
Tra un paio di minuti Arrington e Gillmor prenderanno di mira la giacca di velluto di Le Meur, altro sketch ripreso successivamente durante l&#8217;intervista a Marissa Mayer.<br />
Nessuna polemica tra i due quindi, ed è difficile credere a una rottura del rapporto di amicizia anche dopo le (a prima vista) dure parole espresse in <a title="Joie De Vivre: The Europeans Are Out To Lunch" rel="bookmark" href="http://www.techcrunch.com/2008/12/13/joie-de-vivre-the-europeans-are-out-to-lunch/">Joie De Vivre: The Europeans Are Out To Lunch</a> e <a href="http://www.loiclemeur.com/english/2008/12/should-michael.html">Should Michael Arrington Be Invited Back At LeWeb Next Year?</a>.</p>
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