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	<title>FotoNote</title>
	
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	<description>Appunti di Fotografia</description>
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		<title>Eredità e identità: concorso fotografico per raccontare la diversità</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 11:35:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Eredità e Identità” è il titolo del concorso fotografico, totalmente gratuito, lanciato dal Circolo ACLI di Meda (MB). Alla sua prima edizione il concorso, che ha come termine ultimo di invio delle immagini il prossimo 16 giugno, è nato per raccontare le diverse espressioni del cambiamento della società intorno a noi. Una iniziativa che mira a focalizzare lo sguardo su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3179" title="1-05small" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/1-05small-262x350.jpg" alt="" width="262" height="350" />“Eredità e Identità” è il titolo del concorso fotografico, totalmente gratuito, lanciato dal Circolo ACLI di Meda (MB). Alla sua prima edizione il concorso, che ha come termine ultimo di invio delle immagini il prossimo 16 giugno, è nato per raccontare le diverse espressioni del cambiamento della società intorno a noi. Una iniziativa che mira a focalizzare lo sguardo su cosa veramente sta accadendo nella nostra quotidianità sempre più improntata al melting-pot ma fortemente radicata nelle sue tradizioni.</p>
<p>Con questa efficace definizione gli organizzatori hanno riassunto il senso di questa iniziativa aperta a tutti: &#8220;Il nostro obbiettivo è di poter mostrare questo incontro, a volte anche scontro, di culture, visto con gli occhi delle persone intorno a noi negli ambienti della nostra quotidianità.&#8221;</p>
<p>Così si legge ancora nel Comunicato stampa del concorso: &#8220;L&#8217;ambiente in cui cresciamo, ma anche le relazioni che intessiamo ed i mondi che attraversiamo, ci lasciano un&#8217;eredità di modelli, linguaggi, usi e tradizioni, attraverso cui costruiamo la nostra identità, e con cui definiamo il nostro stare nel mondo. Ci accorgiamo del valore e del peso delle nostre eredità quando ci confrontiamo con la diversità o quando viviamo un&#8217;esperienza di sradicamento: sperimentiamo allora un incontro che può creare muri invalicabili, o la riscrittura positiva delle identità.</p>
<p>Cerchiamo immagini che ritraggano i luoghi e le persone in cui si concretizza questo incontro tra differenti eredità, talvolta attraverso incomunicabilità e tensioni ma anche nella ricerca e con la scommessa di un dialogo positivo&#8221;.</p>
<p>Il concorso è articolato in tre distinte categorie: a) INSIEME: condividiamo le nostre eredità culturali; b) MI TENDO: incontro di sguardi diversi; c) DALL&#8217;ALTRO: lontani dalla propria storia. Le immagini, in un massimo di tre, potranno essere inviate tramite mail ma anche consegnate direttamente alla sede del Circolo.</p>
<p>Per scaricare il regolamento completo  basta andare sul sito <strong><a href="http://www.aclimeda.it/" target="_blank">www.aclimeda.it </a></strong>. Ulteriori informazioni si possono richiedere a aclimeda@alice.it</p>
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		<title>Bestiario: sfogliando il mondo animale</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2013 10:43:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si intitola &#8220;Bestiario&#8221; la mostra che il fotografo Andrea Alessio presenta presso la Galleria Browning di Asolo. Fino al prossimo 16 maggio è possibile visitare la personale che raccoglie una selezione di opere del fotografo veneto dalla serie ‘Un natural Bestiary’, un lavoro in b/n che raccoglie, come in un antico bestiario dal sapore vintage, una serie di splendidi scatti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-large wp-image-3174" title="aa4" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/aa4-600x600.jpg" alt="" width="600" height="600" /></p>
<p>Si intitola &#8220;Bestiario&#8221; la mostra che il fotografo <strong><a href="http://www.andreaalessio.it/home.asp" target="_blank">Andrea Alessio</a></strong> presenta presso la <strong><a href="http://galleriabrowning.tumblr.com/" target="_blank">Galleria Browning </a></strong>di Asolo.</p>
<p>Fino al prossimo 16 maggio è possibile visitare la personale che raccoglie una selezione di opere del fotografo veneto dalla serie ‘Un natural Bestiary’, un lavoro in b/n che raccoglie, come in un antico bestiario dal sapore vintage, una serie di splendidi scatti di animali &#8220;catturati&#8221; in situazioni lontane dalla loro Natura e quindi toccanti e struggenti per certi versi.</p>
<p>Ecco cosa si legge nel comunicato stampa a proposito di questa suggestiva mostra dedicata non solo a chi, come noi ama e difende il mondo animale: &#8220;La foresta da tempo non inquieta più l’uomo contemporaneo. I suoi versi notturni non echeggiano più sinistri nella fantasia dei piccoli. Ci resta poco di soprannaturale e il selvaggio non è più una suggestione. In questo mondo disincantato, in cui ci muoviamo ormai da troppo tempo, Andrea Alessio intraprende il suo viaggio.</p>
<p>Una caccia alla ricerca di ciò che resta di animale. È un viaggio che sembra nutrito dal bisogno di un confronto attraverso lo sguardo. Uno sguardo a volte vitreo, a volte sfuggente e quasi sempre morto. Come è morta la nostra natura animale, chiusa su sé stessa tra i propri artifici, quasi come un orso indotto tra le rocce finte. E allora ci capita di non distinguere un animale vivo, seppure ferito nel suo istinto, da un animale imbalsamato, rigido e goffo allo stesso tempo. Tra questi diorama, tra questi teatrini in scala ridotta, Andrea Alessio si muove, da oltre 20 anni, senza pregiudizi e con la determinata e rigorosa intenzione di ingaggiare la percezione e i suoi confini. Non è più importante se ci troviamo in un museo di New York o allo zoo di Parigi. La geografia non è altro che una riproduzione scenografica all’interno della quale l’animale è costretto ad estinguere il proprio tempo. E noi con lui, dal momento che il modo di guardare può diventare una prigione, quanto la gabbia per un leone.</p>
<p>Ed è questo un messaggio, quasi subconscio, che si respira sfogliando le pagine di questo bestiario. Tuttavia una lettura trasversale delle immagini di Andrea Alessio può ancora sorprenderci con nuove dimensioni di significato, combinazioni di senso che trascendono lo spazio e il tempo dello sguardo. Gli animali possono apparire ancora comunicanti tra loro, capaci di osservare e osservarci. Per un attimo fuggente possiamo illuderci di non aver smarrito del tutto la fantasia&#8221;.</p>
<p>Collegato alla mostra la Galleria Browning presenta anche il nuovo catalogo di Andrea Alessio, ‘Un natural Bestiary, edito da ‘Zack Books’.</p>
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		<title>Francesco Romoli</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2013 10:13:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Francesco, come tanti altri, non ha ancora capito perché fa quello che fa. Probabilmente ha bisogno di intrecci complessi per placare i propri bisogni: Oppure sono i propri bisogni a creare intrecci complessi. Non gli è chiaro, ma se qualcuno dovesse avere una risposta sarà lieto di ascoltarla. Francesco Romoli è  un fotografo a cui piace mischiare diversi generi contemporaneamente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-large wp-image-3169" title="2s" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/2s1-600x400.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<blockquote><p>Francesco, come tanti altri, non ha ancora capito perché fa quello che fa. Probabilmente ha bisogno di intrecci complessi per placare i propri bisogni: Oppure sono i propri bisogni a creare intrecci complessi. Non gli è chiaro, ma se qualcuno dovesse avere una risposta sarà lieto di ascoltarla.</p></blockquote>
<p><strong><a href="http://www.russelaid.com/#!/" target="_blank">Francesco Romoli</a></strong> è  un fotografo a cui piace mischiare diversi generi contemporaneamente, fotografia, grafica ma anche collage e bricolage. Nato a Pisa, classe 1977, Francesco è laureato in Informatica e nel 2010 ha cominciato a usare photoshop per le sue immagini, creando suggestioni visive in bilico tra grafica e fotografia. Il suo ultimo lavoro in ordine di tempo è la serie “Imaginary towns”, una serie di interessanti scatti, ispirati allo scrittore Italo Calvino, dove la realtà diventa onirica lasciando il posto al potere dell&#8217;immaginazione.</p>
<p>Ecco come Francesco si racconta, usando una insolita prospettiva in terza persona, a Fotonote:</p>
<p>&#8220;“Francesco abita una casa che non esiste più, ma è calda, luminosa, protettiva e avvolgente: un’astronave proiettata o perduta oltre i confini di un universo dove si disegnano e si raccontano le avventure di esseri fragili che ignorano perché siano nati. E ai quali non basteranno duemila anni per diventare grandi. Francesco non è un fotografo, però a volte gli capita di usare una macchina fotografica. La tecnica non gli interessa, forse perché è piuttosto scarso. L’equipaggiamento gli interessa ancora di meno, ma forse è solo perché ha solo un vecchio modello da discount.</p>
<p>Francesco, come tanti altri, non ha ancora capito perché fa quello che fa. Probabilmente ha bisogno di intrecci complessi per placare i propri bisogni: Oppure sono i propri bisogni a creare intrecci complessi. Non gli è chiaro, ma se qualcuno dovesse avere una risposta sarà lieto di ascoltarla.</p>
<p>I suoi studi, piuttosto eterogenei a dire il vero, non lo hanno aiutato a trovare una strada ben definita. E così capita di vederlo vagare senza meta da una sponda all’altra del mondo dell’arte. Passando con irritante disinvoltura dalla fotografia al bricolage, dalla musica alla grafica, dalla poesia alla programmazione, senza concludere molto in nessun campo a dire il vero.</p>
<p>Francesco pensa che la dimensione filtrata della sua vita, un milione di regole non scritte che smussano una serie infinita di angoli, si modifichi radicalmente quando crea le sue immagini. Quello che resta sono rappresentazioni di lui decisamente più ruvide e meno diplomatiche, ma sicuramente più oneste. Surreali e grottesche ma autentiche e sincere. Espressione di quello che non si può toccare e misurare. Mai perfette, ognuna di esse non è mai uguale all’idea di partenza. E’ sempre un po’ peggio. Ma del resto il male romantico è questo, volere la luna come se esistesse il modo per ottenerla. &#8221;</p>
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		<title>Oniricamente parlando: suggestioni in polaroid</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 08:24:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Oniricamente parlando&#8221; è il titolo della mostra di Salvatore Carrino che sarà ospitata  negli spazi della Galleria Palazzo Pretorio di Sansepolcro, incantevole borgo nella provincia di Arezzo. Si inaugura il prossimo 4 maggio alle 18.00, è chiuderà i battenti il 19 maggio, la personale del fotografo e art director che raccoglie una serie di suggestive immagini Polaroid &#8220;non sono solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-3162 alignleft" title="03 x ipad" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/03-x-ipad-270x219.jpg" alt="" width="270" height="219" />&#8220;Oniricamente parlando&#8221; è il titolo della mostra di Salvatore Carrino che sarà ospitata  negli spazi della Galleria Palazzo Pretorio di Sansepolcro, incantevole borgo nella provincia di Arezzo.</p>
<p>Si inaugura il prossimo 4 maggio alle 18.00, è chiuderà i battenti il 19 maggio, la personale del fotografo e art director che raccoglie una serie di suggestive immagini Polaroid &#8220;non sono solo scatti, ma pensieri, suggestioni, sogni e appunti di viaggio&#8221;.</p>
<p>Così si legge nel comunicato stampa relativo a questa mostra che nasce all&#8217;insegna di suggestioni e emozioni &#8220;antiche&#8221;: &#8220;Scelte cromatiche non aggressive, forme geometriche smaterializzate, scenari che svelano il desiderio di “vedere oltre” e di superare la contingenza delle cose per ritrovare anche nuove simbologie esistenziali.</p>
<p>Il racconto nascosto di ogni scatto, mutevole e in continua evoluzione, affabula con le delicate sfumature che si svelano piano, per poi tenere stretto l’osservatore che si inoltra nei paesaggi dell’inconscio che Carrino ha tratteggiato per lui.</p>
<p>L’ingresso alla mostra è libero.</p>
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		<title>Good News From Africa… l’attesa di un continente</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Apr 2013 12:31:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il circolo fotografico “Il Fotogramma” di Nago-Torbole, in provincia di Trento, ha organizzato la mostra fotografica dal titolo&#8221;Good News From Africa… -L’attesa di un continente&#8221;. Gli spazi del circolo ospiteranno fino al prossimo 12 maggio le immagini realizzate dal fotografo e viaggiatore Carlo Maria Iannettone durante i suoi viaggi nel continente africano negli ultimi dieci anni. Gli scatti come recita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-large wp-image-3157" title="foto-loca2013_light" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/foto-loca2013_light-600x416.jpg" alt="" width="600" height="416" /></p>
<p>Il circolo fotografico “<strong><a href="http://www.ilfotogramma.org/" target="_blank">Il Fotogramma</a></strong>” di Nago-Torbole, in provincia di Trento, ha organizzato la mostra fotografica dal titolo&#8221;Good News From Africa… -L’attesa di un continente&#8221;.</p>
<p>Gli spazi del circolo ospiteranno fino al prossimo 12 maggio le immagini realizzate dal fotografo e viaggiatore<strong><a href="http://www.carloiannettone.it/" target="_blank"> Carlo Maria Iannettone</a></strong> durante i suoi viaggi nel continente africano negli ultimi dieci anni. Gli scatti come recita il comunicato stampa vogliono rappresentare <em>&#8220;al di là degli aspetti iconografici classici di questa terra, lo stato d&#8217;animo di popoli che oscilla tra la rassegnazione e la voglia di riscatto, nel contesto di un quotidiano difficile ma certamente ricco di tratti unici. La raccolta si articola in tre momenti: l&#8217;Africa che vive e sorride,  l&#8217;Africa che medita, l&#8217;Africa che si nega, sezione quest&#8217;ultima nella quale la presenza umana è solo &#8220;accennata&#8221; da alcuni elementi della vita quotidiana, come una porta o una finestra, elevati a simbolo &#8220;grafico&#8221; di un mondo non più disponibile al dialogo con chi concepisce solo sfruttamento. Si tratta davvero di  “Good news from Africa…”?</em></p>
<p>Le immagini del fotografo offrono, dunque, uno spaccato su un continente meraviglioso e sofferente dove i conflitti e l’assedio delle multinazionali si contrappongo alla semplicità e dignità di popoli assediati e in pericolo.</p>
<p>Con questa frase di amore e speranza l&#8217;autore ha sintetizzato questo suo lavoro fotografico dedicato all&#8217;Africa: &#8220;<em>E noi che percepiamo l&#8217;antica energia di questa terra, talvolta complici inconsapevoli del suo destino, restiamo nell’attesa di buone nuove dall’Africa…&#8221;</em></p>
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		<title>Muri stracciati</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Apr 2013 12:11:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Muri Stracciati è il titolo della personale dell&#8217;artista Silvano Belloni ospitata negli spazi di Palazzo del Moro a Mortara, Pavia. Fino al prossimo 23 giugno 2013 sarà possibile visitare la mostra, a cura di Rosy Fuga De Rosa e della Direzione di Artes, che nel suo percorso espositivo propone  40 scatti che ritraggono manifesti lacerati, graffiati e maltrattati, testimoni, quasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3153" class="wp-caption alignleft" style="width: 271px"><img class="size-medium wp-image-3153" title="Silvano Belloni, Sguardo 2, Milano, 2013, 75x100" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/Silvano-Belloni-Sguardo-2-Milano-2013-75x100-261x350.jpg" alt="" width="261" height="350" /><p class="wp-caption-text">Silvano Belloni, Sguardo 2, Milano, 2013, 75x100</p></div>
<p>Muri Stracciati è il titolo della personale dell&#8217;artista Silvano Belloni ospitata negli spazi di <strong><a href="http://www.palazzodelmoro.it/" target="_blank">Palazzo del Moro</a></strong> a Mortara, Pavia.<br />
Fino al prossimo 23 giugno 2013 sarà possibile visitare la mostra, a cura di Rosy Fuga De Rosa e della Direzione di Artes, che nel suo percorso espositivo propone  40 scatti che ritraggono manifesti lacerati, graffiati e maltrattati, testimoni, quasi involontari, dei grandi temi di  oggi: la politica, i giovani, il ruolo delle donne, la necessità di apparire, le ambiguità della comunicazione, i diritti umani, la famiglia, l&#8217;infanzia, il lavoro, le speranze.</p>
<p>Così il comunicato stampa riassume il senso della mostra dell&#8217;artista milanese classe 1974: &#8220;Attraverso le foto l’artista vuole stimolare la fantasia e la sensibilità del pubblico. Le sue immagini vogliono renderci una cruda testimonianza della realtà che ci circonda attraverso una dimensione estetica di alto livello, suscitando attrazione ma lasciando allo sguardo di ciascuno di noi l&#8217;interpretazione. E per raggiungere questo scopo, Belloni scarta il superfluo che sta attorno all’immagine. Nel suo lavoro seleziona, inquadra, ritaglia ed elimina quanto non serve o può nuocere al risultato finale che non deve mai dire troppo, che deve limitarsi a restare a metà strada tra il dire e il non-dire. Attraverso la scelta di un’inquadratura piuttosto che di un’altra, l’artista si muove tra la spinta propulsiva per la ricerca di contenuti e una rigorosa conoscenza tecnica ed estetica legate al mondo dell&#8217;arte e della comunicazione&#8221;.</p>
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		<title>Il Cardo rosso: immagini dal Caucaso</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Apr 2013 10:07:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si è inaugurata lo scorso 12 aprile, presso gli spazi di Officine Fotografiche a Roma, la mostra dal titolo Il Cardo Rosso / Red Thistle. La personale, curata da Renata Ferri, presenta il progetto a lungo termine del pluripremiato fotografo potentino Davide Monteleone: un reportage che racconta volti e storie degli abitanti delle regioni situate a nord del Caucaso, un territorio martoriato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3141" class="wp-caption aligncenter" style="width: 610px"><img class="size-large wp-image-3141" title="South Ossetia 2008" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/Monteleone-015_low-600x600.jpg" alt="" width="600" height="600" /><p class="wp-caption-text">South Ossetia, 2008</p></div>
<p>Si è inaugurata lo scorso 12 aprile, presso gli spazi di<strong><a href="http://officinefotografiche.org/" target="_blank"> Officine Fotografiche</a></strong> a Roma, la mostra dal titolo Il Cardo Rosso / Red Thistle. La personale, curata da Renata Ferri, presenta il progetto a lungo termine del pluripremiato fotografo potentino <strong><a href="http://www.fotonote.it/2009/03/10/davide-monteleone-il-prezzo-della-liberta/" target="_blank">Davide Monteleone</a></strong>: un reportage che racconta volti e storie degli abitanti delle regioni situate a nord del Caucaso, un territorio martoriato e poco battuto dai reporter. Il fotografo romano si focalizza sul territorio andando a cogliere  i segni e le conseguenze lasciati da oltre due secoli di dispute e combattimenti, causati anche dai forti interessi geopolitici in ballo.</p>
<p>La mostra è frutto di un lungo lavoro del reporter che per ben quattro anni, dal 2008 a fine 2011, ha percorso le strade delle regioni del nord Caucaso cogliendo paesaggi e persone emblematiche di una situazione di tensione e precarietà ma anche di speranza e forza:  il  titolo del progetto Red Thistle (Il Cardo Rosso), è ispirato dallo scrittore russo Lev Tolstoj che con questa espressione voleva paragonare  un fiore bello ma pungente, fortemente radicato nella sua terra all&#8217;atteggiamento delle popolazioni di questi luoghi.</p>
<p>Così la curatrice del progetto di Monteleone, la giornalista Renata Ferri, scrive nella postfazione del&#8217;edizione italiana del volume Il Cardo Rosso,  “l&#8217;autore descrive un mondo intimo e lo alterna alla visione del paesaggio ferito e desolato in un equilibrato dialogo tra l&#8217;individuo e il suo ambiente. In ogni singola immagine &#8211; continua la Ferri &#8211; c&#8217;è una storia complessa, in cui il fotografo assume il difficile ruolo di testimone di eventi e custode di memorie, intrecciando le vicende del Caucaso a storie di uomini e donne”.</p>
<p>Red Thistle è stato proclamato vincitore dello European Publishers Award for Photography 2011 e pubblicato da cinque diverse case editrici (in Italia, col titolo Il Cardo Rosso, per Peliti Editore).</p>
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		<title>Pepi Merisio: il gioco</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Apr 2013 09:28:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si è inaugurata lo scorso 6 aprile e chiuderà i battenti il prossimo 29 settembre la mostra dal titolo Pepi Merisio &#8211; Il gioco.  Gli spazi del Centro Saint-Bénin di Aosta ospitano la personale del fotografo bergamasco considerato uno dei principali fotografi italiani contemporanei. La mostra si inserisce nel programma della manifestazione Plaisirs de culture en Vallée d’Aoste, che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3137" class="wp-caption alignleft" style="width: 246px"><img class="size-medium wp-image-3137" title="Pepi Merisio, Basket in Seminario a Bergamo, 1964, Stampa ai sali d'argento vintage print, cm 24 x 35" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/Pepi-Merisio-Basket-in-Seminario-a-Bergamo-1964-Stampa-ai-sali-dargento-vintage-print-cm-24-x-35-236x350.jpg" alt="" width="236" height="350" /><p class="wp-caption-text">Pepi Merisio, Basket in Seminario a Bergamo, 1964, Stampa ai sali d&#39;argento vintage print, cm 24 x 35</p></div>
<p>Si è inaugurata lo scorso 6 aprile e chiuderà i battenti il prossimo 29 settembre la mostra dal titolo Pepi Merisio &#8211; Il gioco.  Gli spazi del Centro Saint-Bénin di Aosta ospitano la personale del fotografo bergamasco considerato uno dei principali fotografi italiani contemporanei.</p>
<p>La mostra si inserisce nel programma della manifestazione Plaisirs de culture en Vallée d’Aoste, che si propone di rafforzare nei cittadini la sensibilità e l’interesse verso il patrimonio archeologico, architettonico, storico, artistico e culturale valdostano.</p>
<p>Si legge nel comunicato stampa: &#8220;La mostra Pepi Merisio. Il gioco intende offrire un approfondimento sulla cultura fotografica in Italia nel secondo Novecento, attraverso una mostra fotografica dedicata a uno dei suoi protagonisti. Curata da Raffaella Ferrari e Daria Jorioz, l’esposizione presenta al pubblico circa cinquanta fotografie in bianco e nero e a colori, di varie dimensioni, aventi come tema il gioco, che Merisio racconta con delicatezza e poesia. Le fotografie, “vintage” e “modern print”, sono datate tra il 1950 e il 1989 e sono state realizzate da Merisio cogliendo la dimensione senza tempo dell’aspetto ludico nelle più varie situazioni della vita quotidiana.</p>
<p>La mostra è corredata da un catalogo bilingue italiano-francese, edito da Allemandi, che contiene i testi di Cesare Colombo, Daria Jorioz e Raffaella Ferrari, posto in vendita al prezzo di euro 14,00&#8243;.</p>
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		<title>Spazio transiti: l’arte sposa il mare</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Apr 2013 09:08:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Spazio Transiti è l&#8217;iniziativa che porta l&#8217;arte contemporanea a Marina di Scarlino, porto turistico in provincia di Grosseto uno dei più frequentati della Maremma Toscana. Il mare ed il suo fascino incontra l&#8217;arte e la sua creatività dando vita ad uno spazio espositivo dinamico e in perfetto sincronismo con la natura. Il prossimo 25 maggio si inaugura lo spazio espositivo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3133" class="wp-caption alignright" style="width: 280px"><img class="size-medium wp-image-3133" title="Silvia Camporesi, Sink or float, 2011, Lambda print sotto plexiglas, 70x100 cm" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/Silvia-Camporesi-Sink-or-float-2011-Lambda-print-sotto-plexiglas-70x100-cm-270x179.jpg" alt="" width="270" height="179" /><p class="wp-caption-text">Silvia Camporesi, Sink or float, 2011, Lambda print sotto plexiglas, 70x100 cm</p></div>
<p>Spazio Transiti è l&#8217;iniziativa che porta l&#8217;arte contemporanea a Marina di Scarlino, porto turistico in provincia di Grosseto uno dei più frequentati della Maremma Toscana. Il mare ed il suo fascino incontra l&#8217;arte e la sua creatività dando vita ad uno spazio espositivo dinamico e in perfetto sincronismo con la natura.</p>
<p>Il prossimo 25 maggio si inaugura lo spazio espositivo, che rimarrà aperto fino al prossimo 30 ottobre, curato da Paolo Campiglio con la collaborazione di Chiara Gatti e che prevede esposizioni ed eventi culturali legati all&#8217;arte dove artisti affermati incontreranno artisti emergenti in una location affascinante ed unica. Un dialogo a cielo aperto tra emergenti ed affermati nomi dell&#8217;arte contemporanea tra i quali:  Gregorio Botta, Marc Bowditch, Silvia Camporesi, Renzo Chiesa, Marco Di Giovanni, Alberto Gianfreda, Mirco Marchelli, Elena Modorati, Daniela Novello, Patrizia Novello, Paola Pezzi, Daniele Salvalai, Lucia Sammarco, Nanni Valentini, Nicola Villa, Velasco Vitali.</p>
<p>Così Nicolò Sabellico, coordinatore dell&#8217;evento riassume il senso della iniziativa: “Coniugare l’arte e il mare, fiori all’occhiello della cultura e dell’identità del nostro Paese, e innovare il comparto nautico attraverso la promozione di eventi culturali che coinvolgano nuovi ambienti e nuovi mondi”.</p>
<p>Per visionare il programma della manifestazione e per saperne di più sul Porto turistico e su Spazio transiti basta cliccare <strong><a href="http://www.marinadiscarlino.com/it/" target="_blank">qui</a></strong> al link del sito di Marina di Scarlino.</p>
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		<title>Rebirth-day: fotografia nel segno della rinascita</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Apr 2013 10:50:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Parco di Villa Doria Pamphilj a Roma ospita il prossimo 14 Aprile a partire dalle ore 11.00 la manifestazione dal titolo Rebirth Day, Fotografa con noi nel segno della rinascita. All&#8217;evento partecipa anche il CSF adams di Roma, in collaborazione con Zerynthia- Associazione per l&#8217;Arte Contemporanea e Cittadellarte &#8211; Fondazione Pistoletto. Durante la manifestazione sarà allestito un gazebo per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3128" class="wp-caption alignright" style="width: 243px"><img class="size-medium wp-image-3128" title="eventi_rebirth-day_30" src="http://www.fotonote.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/04/eventi_rebirth-day_30-233x350.jpg" alt="" width="233" height="350" /><p class="wp-caption-text">Con il Nuovo Segno d’Infinito si disegnano tre cerchi: i due cerchi opposti significano natura e artificio, quello centrale è la congiunzione dei due e rappresenta il grembo generativo del Terzo Paradiso</p></div>
<p>Il Parco di Villa Doria Pamphilj a Roma ospita il prossimo 14 Aprile a partire dalle ore 11.00 la manifestazione dal titolo<a href="http://www.rebirth-day.org/index.phpttp://" target="_blank"><strong> Rebirth Day, Fotografa con noi nel segno della rinascita.</strong></a> All&#8217;evento partecipa anche il <a href="http://www.csfadams.it/" target="_blank"><strong>CSF adams di Roma</strong></a>, in collaborazione con Zerynthia- Associazione per l&#8217;Arte Contemporanea e Cittadellarte &#8211; Fondazione Pistoletto. Durante la manifestazione sarà allestito un gazebo per partecipare all’installazione per creare il Nuovo Segno d’Infinito sul prato del Parco di Villa Doria Pamphilj. Tutto l’evento sarà fotografato e filmato e inviato alla piattaforma web di Rebirth-day.</p>
<p>Così nel comunicato stampa viene presentata la manifestazione:</p>
<p>&#8220;Il progetto Rebirth-day è low impact, sostenibile, attento ai temi ambientali, promotore di un modello di sviluppo adeguato a una pratica di contenimento e si avvale della collaborazione spontanea di persone o comunità di tutto il mondo e vede la sua conclusione con l’evento dell’artista Michelangelo Pistoletto Michelangelo Pistoletto année un – le paradis sur terre al Musée du Louvre.</p>
<p>Il CSF adams con il workshop Pinhole. Costruisci. Inquadra. Stampa tenutosi nei suoi spazi nel gennaio 2013 ha invitato gli allievi a interpretare il Nuovo Segno d’Infinito, segno/simbolo del Terzo Paradiso, ideato da Michelangelo Pistoletto. Coerentemente al tema del low impact ambientale, dell’ecosostenibilità e del riuso di Rebirth-day, tutte le foto sono state scattate con un tipo di macchina fotografica, detta pinhole (cioè senza lenti e ottenuta da latte di caffè, di pomodori pelati, scatole di cartone, etc.), le immagini sono state stampate in vari formati su carta fotografica anche scaduta (quindi non utilizzabile per altri motivi)&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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