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	<title>Diritto 2.0 - Il blog di Ernesto Belisario</title>
	
	<link>http://blog.ernestobelisario.eu</link>
	<description>Notizie, idee e commenti dal mondo del diritto delle nuove tecnologie e della pubblica amministrazione digitale</description>
	<lastBuildDate>Wed, 21 Jul 2010 11:44:15 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La PEC è un diritto</title>
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		<comments>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/07/21/la-pec-e-un-diritto/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 08:42:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[E-government]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel corso degli ultimi mesi si è parlato molto della Posta Elettronica Certificata (PEC), tecnologia che &#8211; nelle intenzioni del legislatore &#8211; dovrebbe diventare lo strumento preferenziale di comunicazione tra cittadini, imprese e Pubbliche Amministrazioni. La scelta di ricorrere alla PEC non mi convinceva (e, onestamente, continua a non convincermi); tuttavia, credo che la Posta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel corso degli ultimi mesi si è parlato molto della <strong>Posta Elettronica Certificata </strong>(<strong>PEC</strong>), tecnologia che &#8211; nelle intenzioni del legislatore &#8211; dovrebbe diventare lo strumento preferenziale di comunicazione tra cittadini, imprese e Pubbliche Amministrazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">La scelta di ricorrere alla <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/tag/pec/">PEC</a> <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2009/05/27/posta-elettronica-certificata-per-tutti-storia-di-un-fallimento-annunciato/">non mi convinceva</a> (e, onestamente, <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/04/27/pec-day-e-troppo-presto-per-i-giudizi/">continua a non convincermi</a>); tuttavia, credo che la Posta Certificata possa essere uno strumento idoneo a semplificare i rapporti, a smaterializzare l&#8217;attività amministrativa, a rendere gli uffici pubblici più efficienti e trasparenti, a migliorare la qualità della vita degli utenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciononostante, ad oggi, sono molte le Amministrazioni che non hanno attivato un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (una <a href="http://www.innovazionepa.gov.it/comunicazione/notizie/2010/luglio/02072010-pec-la-lista-nera.aspx">lista di Enti &#8220;fuorilegge&#8221;</a> è stata diffusa dallo stesso Ministero per la Pubblica Amministrazione e l&#8217;Innovazione) e quelle che pure formalmente lo hanno attivato spesso non lo rendono conoscibile ai cittadini, oppure non lo usano.<br />
Embematico, sotto questo aspetto, il <a href="http://www.fainotizia.it/video/che-cose-questa-pec">video che embeddo qui sotto</a> in cui, alla legittima richiesta di un cittadino lucano di utilizzare la PEC per le comunicazioni, il funzionario (cortesemente e onestamente) risponde che l&#8217;Ente ha una casella PEC ma che questa non viene di fato utilizzata e che, pertanto, è consigliabile ricorrere alla tradizionale raccomandata A/R.</p>
<p><object id="flowplayer" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="data" value="http://www.fainotizia.it/swf/fp/flowplayer.swf?config=http%3A%2F%2Fwww.fainotizia.it%2Fhydra_player%2Fe%2Frrvideo%2F5130550%2Fall%2Fconfig.js" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.fainotizia.it/swf/fp/flowplayer.swf?config=http%3A%2F%2Fwww.fainotizia.it%2Fhydra_player%2Fe%2Frrvideo%2F5130550%2Fall%2Fconfig.js" /><embed id="flowplayer" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://www.fainotizia.it/swf/fp/flowplayer.swf?config=http%3A%2F%2Fwww.fainotizia.it%2Fhydra_player%2Fe%2Frrvideo%2F5130550%2Fall%2Fconfig.js" allowscriptaccess="always" data="http://www.fainotizia.it/swf/fp/flowplayer.swf?config=http%3A%2F%2Fwww.fainotizia.it%2Fhydra_player%2Fe%2Frrvideo%2F5130550%2Fall%2Fconfig.js"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di argomenti che spesso, negli ultimi mesi, ho sentito quando ho chiesto ad Enti (di ogni ordine e grado) di poter usare la PEC; tuttavia, non sempre si ha la percezione che risposte di questo tipo dimostrano non solo la disorganizzazione dell&#8217;Ufficio, ma una grave violazione degli obblighi di legge.<br />
Infatti l&#8217;attivazione e l&#8217;uso della <span style="text-decoration: underline;">PEC</span> <span style="text-decoration: underline;">non</span> sono una <span style="text-decoration: underline;">concessione</span> rimessa alla discrezionalità (e al &#8220;buon cuore&#8221;) delle Amministrazioni, <span style="text-decoration: underline;">ma</span> rappresentano un <span style="text-decoration: underline;">vero e proprio obbligo</span> per gli Enti che sono tenuti ad assicurare a cittadini e imprese alcuni <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=o_6fLaCaxec">diritti digitali</a></strong> ormai da tempo consacrati in provvedimenti normativi.<br />
In particolare, ciascuna Amministrazione deve:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><em>1) attivare almeno un indirizzo di Posta Elettronica Certificata per ogni registro di protocollo;<br />
2) rendere pubblico l&#8217;indirizzo di PEC sulla home page del proprio sito;<br />
3) rendere pubblico l&#8217;indirizzo di PEC sul portale governativo <a href="www.paginepecpa.gov.it">www.paginepecpa.gov.it</a>;<br />
4) utilizzare la PEC con tutti gli utenti che ne facciano richiesta, senza poter addurre difficoltà tecnologiche ed organizzative per impedire l&#8217;esercizio di questo diritto.</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Gli Enti che non vi avessero già provveduto devono quindi adeguarsi rapidamente se vogliono evitare responsabilità e contenzioso; ciascun cittadino, infatti, può ottenere giudizialmente la tutela dei propri &#8220;diritti digitali&#8221;.<br />
Le leggi ci sono già, bisogna solo pretendere che vengano rispettate!</p>

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    <form id="vozme_form_fa59d29906b38970cbeb0b7c9652b245" method="post" name="vozme_form_fa59d29906b38970cbeb0b7c9652b245" target="fa59d29906b38970cbeb0b7c9652b245" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="La PEC è un diritto.. Nel corso degli ultimi mesi si è parlato molto della Posta Elettronica Certificata (PEC), tecnologia che &#8211; nelle intenzioni del legislatore &#8211; dovrebbe diventare lo strumento preferenziale di comunicazione tra cittadini, imprese e Pubbliche Amministrazioni.
La scelta di ricorrere alla PEC non mi convinceva (e, onestamente, continua a non convincermi); tuttavia, credo che la Posta Certificata possa essere uno strumento idoneo a semplificare i rapporti, a smaterializzare l&#8217;attività amministrativa, a rendere gli uffici pubblici più efficienti e trasparenti, a migliorare la qualità della vita degli utenti.
Ciononostante, ad oggi, sono molte le Amministrazioni che non hanno attivato un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (una lista di Enti &#8220;fuorilegge&#8221; è stata diffusa dallo stesso Ministero per la Pubblica Amministrazione e l&#8217;Innovazione) e quelle che pure formalmente lo hanno attivato spesso non lo rendono conoscibile ai cittadini, oppure non lo usano.
Embematico, sotto questo aspetto, il video che embeddo qui sotto in cui, alla legittima richiesta di un cittadino lucano di utilizzare la PEC per le comunicazioni, il funzionario (cortesemente e onestamente) risponde che l&#8217;Ente ha una casella PEC ma che questa non viene di fato utilizzata e che, pertanto, è consigliabile ricorrere alla tradizionale raccomandata A/R.

Si tratta di argomenti che spesso, negli ultimi mesi, ho sentito quando ho chiesto ad Enti (di ogni ordine e grado) di poter usare la PEC; tuttavia, non sempre si ha la percezione che risposte di questo tipo dimostrano non solo la disorganizzazione dell&#8217;Ufficio, ma una grave violazione degli obblighi di legge.
Infatti l&#8217;attivazione e l&#8217;uso della PEC non sono una concessione rimessa alla discrezionalità (e al &#8220;buon cuore&#8221;) delle Amministrazioni, ma rappresentano un vero e proprio obbligo per gli Enti che sono tenuti ad assicurare a cittadini e imprese alcuni diritti digitali ormai da tempo consacrati in provvedimenti normativi.
In particolare, ciascuna Amministrazione deve:
1) attivare almeno un indirizzo di Posta Elettronica Certificata per ogni registro di protocollo;
2) rendere pubblico l&#8217;indirizzo di PEC sulla home page del proprio sito;
3) rendere pubblico l&#8217;indirizzo di PEC sul portale governativo www.paginepecpa.gov.it;
4) utilizzare la PEC con tutti gli utenti che ne facciano richiesta, senza poter addurre difficoltà tecnologiche ed organizzative per impedire l&#8217;esercizio di questo diritto.
Gli Enti che non vi avessero già provveduto devono quindi adeguarsi rapidamente se vogliono evitare responsabilità e contenzioso; ciascun cittadino, infatti, può ottenere giudizialmente la tutela dei propri &#8220;diritti digitali&#8221;.
Le leggi ci sono già, bisogna solo pretendere che vengano rispettate!

    
    
    
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<p class='technorati-tags'>Technorati Tags <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/diritti+digitali' rel='tag' target='_self'>diritti digitali</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/diritti+negati' rel='tag' target='_self'>diritti negati</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/pec' rel='tag' target='_self'>pec</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/posta+elettronica+certificata' rel='tag' target='_self'>posta elettronica certificata</a></p>

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		<title>Italia? Non pervenuta&#x2026;</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/diritto2punto0/~3/HKKObwEfIpU/</link>
		<comments>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/07/20/italia-non-pervenuta/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 14:51:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I lettori di questo blog ricorderanno che in passato mi sono occupato di Normattiva, il sito destinato ad ospitare la banca dati gratuita di tutte le leggi vigenti nel nostro Paese. Il portale è ormai attivo da qualche mese e, dal 22 giugno scorso, ospita gli atti normativi della Repubblica Italiana pubblicati dal 1° gennaio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I lettori di questo blog ricorderanno che in passato <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/02/07/governo-1-0/">mi sono occupato</a> di <strong><a href="http://www.normattiva.it">Normattiva</a></strong>, il sito destinato ad ospitare la banca dati gratuita di tutte le leggi vigenti nel nostro Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Il portale è ormai attivo da qualche mese e, dal 22 giugno scorso, ospita gli atti normativi della Repubblica Italiana pubblicati dal 1° gennaio 1960 al 31 dicembre 1969.<br />
Purtroppo non è stata modificata la pagina <a href="http://www.normattiva.it/static/legal.html">&#8220;avviso legale&#8221;</a> che incredibilmente &#8211; tra le altre cose &#8211; ancora prevede che &#8220;<em>l&#8217;unico testo ufficiale e definitivo è quello pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Italiana a mezzo stampa , che prevale in casi di discordanza</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Schermata 2010-07-20 a 13.44.28 di eb2.0, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/21679496@N02/4812135578/"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4120/4812135578_237af4b121.jpg" alt="Schermata 2010-07-20 a 13.44.28" width="500" height="352" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno di voi potrebbe pensare &#8220;<em>roba da avvocati, l&#8217;importante è che il servizio esista e funzioni</em>&#8220;. Il servizio esiste e, sicuramente, funziona ma il fatto che la raccolta non abbia carattere di ufficialità ne disincentiva l&#8217;uso a tutti i livelli: chi si fiderebbe di un&#8217;informazione che &#8211; per espressa ammissione del suo autore &#8211; non è affidabile?<br />
A dimostrazione di questa grave criticità, segnalo che <strong><a href="http://eur-lex.europa.eu/n-lex/pays.html?lang=it&amp;info_lang=it">N-LEX</a></strong>, la sezione del sito dell&#8217;Unione Europea che permette di accedere alle <span style="text-decoration: underline;">banche dati legislative ufficiali degli Stati Membri</span>, non consente la possibilità di accedere alle norme vigenti nel nosto Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho scritto all&#8217;<a href="http://publications.europa.eu/index_it.htm">Ufficio Pubblicazioni</a>, che cura la pagina, per avere delucidazioni e &#8211; diplomaticamente &#8211; mi hanno risposto che si sta lavorando per superare alcune criticità relative alla legislazione vigente nel nostro Paese e che non sanno dirmi quanto tempo ci vorrà; immagino sarà difficile fare capire, a chi non ha dimestichezza con le pervesioni documentali e normative italiane, perchè lo stesso soggetto che cura la stampa dei testi normativi non è in grado di assicurare un&#8217;edizione <em>on line</em> su cui tutti gli utenti possano fare affidamento, riutilizzando liberamente (e senza limiti) i risultati della ricerca.</p>

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Il portale è ormai attivo da qualche mese e, dal 22 giugno scorso, ospita gli atti normativi della Repubblica Italiana pubblicati dal 1° gennaio 1960 al 31 dicembre 1969.
Purtroppo non è stata modificata la pagina &#8220;avviso legale&#8221; che incredibilmente &#8211; tra le altre cose &#8211; ancora prevede che &#8220;l&#8217;unico testo ufficiale e definitivo è quello pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Italiana a mezzo stampa , che prevale in casi di discordanza&#8220;.

Qualcuno di voi potrebbe pensare &#8220;roba da avvocati, l&#8217;importante è che il servizio esista e funzioni&#8220;. Il servizio esiste e, sicuramente, funziona ma il fatto che la raccolta non abbia carattere di ufficialità ne disincentiva l&#8217;uso a tutti i livelli: chi si fiderebbe di un&#8217;informazione che &#8211; per espressa ammissione del suo autore &#8211; non è affidabile?
A dimostrazione di questa grave criticità, segnalo che N-LEX, la sezione del sito dell&#8217;Unione Europea che permette di accedere alle banche dati legislative ufficiali degli Stati Membri, non consente la possibilità di accedere alle norme vigenti nel nosto Paese.
Ho scritto all&#8217;Ufficio Pubblicazioni, che cura la pagina, per avere delucidazioni e &#8211; diplomaticamente &#8211; mi hanno risposto che si sta lavorando per superare alcune criticità relative alla legislazione vigente nel nostro Paese e che non sanno dirmi quanto tempo ci vorrà; immagino sarà difficile fare capire, a chi non ha dimestichezza con le pervesioni documentali e normative italiane, perchè lo stesso soggetto che cura la stampa dei testi normativi non è in grado di assicurare un&#8217;edizione on line su cui tutti gli utenti possano fare affidamento, riutilizzando liberamente (e senza limiti) i risultati della ricerca.

    
    
    
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<p class='technorati-tags'>Technorati Tags <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/codice+amministrazione+digitale' rel='tag' target='_self'>codice amministrazione digitale</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/gazzetta+ufficiale' rel='tag' target='_self'>gazzetta ufficiale</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/governo+2.0' rel='tag' target='_self'>governo 2.0</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/N-LEX' rel='tag' target='_self'>N-LEX</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/normattiva' rel='tag' target='_self'>normattiva</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/Pa+2.0' rel='tag' target='_self'>Pa 2.0</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/pa+digitale' rel='tag' target='_self'>pa digitale</a></p>

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		<title>Niente tecnologie, siamo (giovani?) avvocati!</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 09:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
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		<category><![CDATA[osservatorio permanente giovani avvocati]]></category>

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		<description><![CDATA[Come avevo anticipato in un precedente post, domani sarò a Bari dove, nell&#8217;ambito di LexExpo 2010 (che si terrà presso la LUM &#8211; Libera Università Mediterranea), verrà presentata l’indagine svolta dall’Osservatorio Permanente Giovani Avvocati costituito presso il Consiglio Nazionale Forense, dal titolo indicativo &#8220;Giovani avvocati, così, altrove o altrimenti?&#8220;. Nel corso della tavola rotonda del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Come avevo anticipato in un <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/06/25/linkedin-per-avvocati/">precedente post</a>, domani sarò a Bari dove, nell&#8217;ambito di <strong><a href="http://www.lexexpo.it/">LexExpo 2010</a> </strong>(che si terrà presso la <a href="http://maps.google.it/maps?oe=utf-8&amp;client=firefox-a&amp;ie=UTF8&amp;q=libera+universit%C3%A0+lum+casamassima&amp;fb=1&amp;gl=it&amp;hq=libera+universit%C3%A0+lum&amp;hnear=Casamassima+BA&amp;cid=0,0,6339018938348243967&amp;ei=z5E1TLSpLtOnsQb25JzCAQ&amp;ved=0CBkQnwIwAA&amp;ll=40.963843,16.926434&amp;spn=0.008393,0.02223&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=A">LUM &#8211; Libera Università Mediterranea</a>), verrà presentata l’<a href="http://www.lexexpo.com/file/3605ARTICOLO%20SOLE.pdf">indagine</a> svolta dall’<strong><a href="http://www.opga.it">Osservatorio Permanente Giovani Avvocati</a></strong> costituito presso il <em>Consiglio Nazionale Forense</em>, dal titolo indicativo &#8220;<em>Giovani avvocati, così, altrove o altrimenti?</em>&#8220;.</p>
<p><a href="http://www.lexexpo.it/"><img class="aligncenter" title="LexExpo2010" src="http://www.lexexpo.com/sezioni/index_06.jpg" alt="" width="364" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso della tavola rotonda del pomeriggio (il programma può essere consultato <a href="http://www.lexexpo.com/file/1096Programma_Tavola_Rotonda.pdf">qui</a>) affronteremo sicuramente il tema di cui mi sono occupato nell&#8217;ambito del Gruppo di lavoro costituito presso l&#8217;Osservatorio: l&#8217;uso che i giovani avvocati fanno (o meglio, non fanno) delle tecnologie nella professione. Il titolo di questo post è già indicativo, ma per tutti coloro che fossero interessati l&#8217;appuntamento è per domani quando saranno resi pubblici tutti i dati dell&#8217;indagine; si tratta di dati particolarmente interessanti (e preoccupanti) di cui sicuramente bisognerà parlare per capire come affrontare questa grave &#8220;emergenza tecnologica&#8221; dell&#8217;avvocatura italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci vediamo a Bari <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>

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    <script src="http://feeds.feedburner.com/~s/http://feeds.feedburner.com/Diritto20?i=http://blog.ernestobelisario.eu/2010/07/08/niente-tecnologie-siamo-giovani-avvocati/" type="text/javascript" charset="utf-8"></script>
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    <form id="vozme_form_12020a3b5fddaaa228060f71a29f2a5a" method="post" name="vozme_form_12020a3b5fddaaa228060f71a29f2a5a" target="12020a3b5fddaaa228060f71a29f2a5a" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Niente tecnologie, siamo (giovani?) avvocati!.. Come avevo anticipato in un precedente post, domani sarò a Bari dove, nell&#8217;ambito di LexExpo 2010 (che si terrà presso la LUM &#8211; Libera Università Mediterranea), verrà presentata l’indagine svolta dall’Osservatorio Permanente Giovani Avvocati costituito presso il Consiglio Nazionale Forense, dal titolo indicativo &#8220;Giovani avvocati, così, altrove o altrimenti?&#8220;.

Nel corso della tavola rotonda del pomeriggio (il programma può essere consultato qui) affronteremo sicuramente il tema di cui mi sono occupato nell&#8217;ambito del Gruppo di lavoro costituito presso l&#8217;Osservatorio: l&#8217;uso che i giovani avvocati fanno (o meglio, non fanno) delle tecnologie nella professione. Il titolo di questo post è già indicativo, ma per tutti coloro che fossero interessati l&#8217;appuntamento è per domani quando saranno resi pubblici tutti i dati dell&#8217;indagine; si tratta di dati particolarmente interessanti (e preoccupanti) di cui sicuramente bisognerà parlare per capire come affrontare questa grave &#8220;emergenza tecnologica&#8221; dell&#8217;avvocatura italiana.
Ci vediamo a Bari  

    
    
    
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				<div style="margin-left:40px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', '12020a3b5fddaaa228060f71a29f2a5a', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_12020a3b5fddaaa228060f71a29f2a5a').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
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<p class='technorati-tags'>Technorati Tags <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/avvocato+2.0' rel='tag' target='_self'>avvocato 2.0</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/giustizia+telematica' rel='tag' target='_self'>giustizia telematica</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/lexexpo2010' rel='tag' target='_self'>lexexpo2010</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/opga' rel='tag' target='_self'>opga</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/osservatorio+permanente+giovani+avvocati' rel='tag' target='_self'>osservatorio permanente giovani avvocati</a></p>

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<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/e4lqOeO0txjpRK5DSuoTgKJLm7s/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/e4lqOeO0txjpRK5DSuoTgKJLm7s/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/e4lqOeO0txjpRK5DSuoTgKJLm7s/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/e4lqOeO0txjpRK5DSuoTgKJLm7s/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/diritto2punto0/~4/9r9nyKUqF7Y" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>[libro] &#x201c;La Cittadinanza Digitale&#x201d; di Gianluigi Cogo</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/diritto2punto0/~3/S-QZgTxqi_s/</link>
		<comments>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/07/04/libro-la-cittadinanza-digitale-di-gianluigi-cogo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 17:25:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza digitale]]></category>
		<category><![CDATA[gigi cogo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai siamo in estate, tempo di vacanze e &#8211; per molti &#8211; tempo di dedicarsi alla lettura; per questo motivo, a tutti i lettori di questo blog alla ricerca di un libro interesante consiglio la lettura del libro &#8220;La cittadinanza digitale&#8221; di Gianluigi Cogo. Il libro, uscito da quasi due mesi (sono gà disponibili on [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ormai siamo in estate, tempo di vacanze e &#8211; per molti &#8211; tempo di dedicarsi alla lettura; per questo motivo, a tutti i lettori di questo blog alla ricerca di un libro interesante consiglio la lettura del libro &#8220;<strong><em><a href="http://www.edizionidellasera.com/2010/05/10/la-cittadinanza-digitale/">La cittadinanza digitale</a></em></strong>&#8221; di <strong><a href="http://www.webeconoscenza.net">Gianluigi Cogo</a></strong>.</p>
<p><img class="aligncenter" title="La cittadinanza digitale" src="http://www.webeconoscenza.net/wp-content/uploads/2010/05/cittadinanza_digitale_small.png" alt="" width="250" height="367" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il libro, uscito da quasi due mesi (sono gà <a href="http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=106872">disponibili</a> <em><a href="http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cultura_e_tempolibero/2010/28-giugno-2010/cittadinanza-digitale-pa-non-ha-piu-alibi-1703283866225.shtml">on line</a></em> <a href="http://www.catepol.net/2010/05/26/recensione-la-cittadinanza-digitale/#axzz0sGyup4OS">molte recensioni</a>), è dedicato ad uno dei temi centrali dell&#8217;innovazione: come le nuove tecnologie hanno cambiato il modo di fare amministrazione e, soprattutto, il concetto stesso di cittadinanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stile con cui è scritto il testo lo rende di facile lettura, ma la vera bravura dell&#8217;autore sta &#8211; senza dubbio &#8211; nell&#8217;aver realizzato un volume utile sia per i neofiti sia per chi, come come me, si interessa da tempo alla materia.<br />
La felice intuizione che è alla base del libro risiede nella considerazione per cui l&#8217;innovazione non può essere acriticamente delegata a tecnici e giuristi, senza comprendere la vera rivoluzione che le nuove tecnologie hanno realizzato nelle nostre vite.<br />
Si tratta di un tema cruciale per tutte le prossime sfide (in particolare per quella dell&#8217;<em>Open Government</em>) per la cui comprensione passeranno il successo o il fallimento delle politiche che saranno intraprese; d&#8217;altro canto è necessario che i cittadini prendano coscienza del loro nuovo <em>status</em> e non continuino a comportarsi da sudditi, pretendendo che vengano riconosciuti i loro diritti digitali.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/o_6fLaCaxec&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/o_6fLaCaxec&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Grande merito, dunque, all&#8217;autore che è  persona nota ai lettori di questo blog: pioniere, innovatore a tutto tondo, entusiasta e mai geloso delle idee e delle conoscenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Si dà il caso che Gigi sia anche un amico, compagno di tante battaglie per l&#8217;innovazione; ma il giudizio nei confronti del suo testo non è in alcun modo condizionato dall&#8217;affetto e chiunque sfoglierà il suo libro potrà confermarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Buona lettura <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>

    <!-- fb_sitestats code START -->
    <script src="http://feeds.feedburner.com/~s/http://feeds.feedburner.com/Diritto20?i=http://blog.ernestobelisario.eu/2010/07/04/libro-la-cittadinanza-digitale-di-gianluigi-cogo/" type="text/javascript" charset="utf-8"></script>
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    <form id="vozme_form_a9969f02c575943aed3dd0cdee53df6d" method="post" name="vozme_form_a9969f02c575943aed3dd0cdee53df6d" target="a9969f02c575943aed3dd0cdee53df6d" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="[libro] &#8220;La Cittadinanza Digitale&#8221; di Gianluigi Cogo.. Ormai siamo in estate, tempo di vacanze e &#8211; per molti &#8211; tempo di dedicarsi alla lettura; per questo motivo, a tutti i lettori di questo blog alla ricerca di un libro interesante consiglio la lettura del libro &#8220;La cittadinanza digitale&#8221; di Gianluigi Cogo.

Il libro, uscito da quasi due mesi (sono gà disponibili on line molte recensioni), è dedicato ad uno dei temi centrali dell&#8217;innovazione: come le nuove tecnologie hanno cambiato il modo di fare amministrazione e, soprattutto, il concetto stesso di cittadinanza.
Lo stile con cui è scritto il testo lo rende di facile lettura, ma la vera bravura dell&#8217;autore sta &#8211; senza dubbio &#8211; nell&#8217;aver realizzato un volume utile sia per i neofiti sia per chi, come come me, si interessa da tempo alla materia.
La felice intuizione che è alla base del libro risiede nella considerazione per cui l&#8217;innovazione non può essere acriticamente delegata a tecnici e giuristi, senza comprendere la vera rivoluzione che le nuove tecnologie hanno realizzato nelle nostre vite.
Si tratta di un tema cruciale per tutte le prossime sfide (in particolare per quella dell&#8217;Open Government) per la cui comprensione passeranno il successo o il fallimento delle politiche che saranno intraprese; d&#8217;altro canto è necessario che i cittadini prendano coscienza del loro nuovo status e non continuino a comportarsi da sudditi, pretendendo che vengano riconosciuti i loro diritti digitali.

Grande merito, dunque, all&#8217;autore che è  persona nota ai lettori di questo blog: pioniere, innovatore a tutto tondo, entusiasta e mai geloso delle idee e delle conoscenze.
Si dà il caso che Gigi sia anche un amico, compagno di tante battaglie per l&#8217;innovazione; ma il giudizio nei confronti del suo testo non è in alcun modo condizionato dall&#8217;affetto e chiunque sfoglierà il suo libro potrà confermarlo.
Buona lettura  

    
    
    
    " /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input name="gn" type="hidden" value="fm" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
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				<div style="margin-left:40px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', 'a9969f02c575943aed3dd0cdee53df6d', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_a9969f02c575943aed3dd0cdee53df6d').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
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<p class='technorati-tags'>Technorati Tags <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/cittadinanza+digitale' rel='tag' target='_self'>cittadinanza digitale</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/gigi+cogo' rel='tag' target='_self'>gigi cogo</a></p>

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<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/dLKvCUG-XPpje6cFTH6kekuoeXo/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/dLKvCUG-XPpje6cFTH6kekuoeXo/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/dLKvCUG-XPpje6cFTH6kekuoeXo/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/dLKvCUG-XPpje6cFTH6kekuoeXo/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/diritto2punto0/~4/S-QZgTxqi_s" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Veneziacamp 2010 &#x2026; ci siamo!</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/diritto2punto0/~3/ioL1K0RMSFo/</link>
		<comments>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/07/01/veneziacamp-2010-ci-siamo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 07:02:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[E-government]]></category>
		<category><![CDATA[Open Links]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[veneziacamp]]></category>
		<category><![CDATA[veneziacamp 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai ci siamo: giovedì 1° luglio inizia la seconda edizione del VENEZIACAMP che si terrà fino al 3 luglio presso l&#8217;Arsenale di Venezia; l’evento, diventato già alla seconda edizione un appuntamento importantissimo per l&#8217;innovazione nel nostro Paese, si annuncia ricchissimo per i tanti incontri. Anche io sarò all&#8217;Arsenale per incontrare amici vecchi e nuovi e, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ormai ci siamo: giovedì 1° luglio inizia la seconda edizione del <a href="http://www.veneziacamp.it"><strong>VENEZIACAMP</strong></a> che si terrà fino al 3 luglio presso l&#8217;<a href="http://maps.google.it/maps/ms?msa=0&amp;msid=114715368075616401082.000489264b12f813c9af1&amp;cd=2&amp;sll=43.82897,10.276329&amp;sspn=0.006295,0.006295&amp;hl=it&amp;ie=UTF8&amp;t=h&amp;z=15">Arsenale di Venezia</a>; l’evento, diventato già alla seconda edizione un appuntamento importantissimo per l&#8217;innovazione nel nostro Paese, si annuncia ricchissimo per i tanti incontri.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.ernestobelisario.eu/wp-content/uploads/2010/07/Schermata-2010-07-01-a-08.32.16.png"><img class="size-medium wp-image-1224  aligncenter" title="Veneziacamp" src="http://blog.ernestobelisario.eu/wp-content/uploads/2010/07/Schermata-2010-07-01-a-08.32.16-300x119.png" alt="" width="300" height="119" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Anche io sarò all&#8217;Arsenale per incontrare amici vecchi e nuovi e, soprattutto, parlare delle tematiche care ai lettori di questo blog; pertanto, nella speranza di fare cosa gradita e di vedervi in tanti, provo di seguito a riassumere tutti gli eventi in cui sono coinvolto:<br />
- <strong>giovedì 1, ore 15</strong>: parteciperò all’interessante incontro <strong>“<a href="http://www.veneziacamp.it/varie/agenzia-innovazione-incontri-con-la-rete/"><em>L&#8217;Agenzia per l&#8217;innovazione incontra la Rete</em></a><em>&#8220;</em></strong> cui interverrà anche il Presidente dell&#8217;<a href="http://www.aginnovazione.gov.it/it/index.html"><em>Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l&#8217;innovazione</em></a>, dott. Davide Giacalone;</p>
<p style="text-align: justify;">- <strong>venerdì 2, ore 12</strong>: parteciperò alla <a href="http://www.veneziacamp.it/varie/innovatori-pa/">Sessione</a> organizzata dalla rete di<a href="http://www.innovatoripa.it"><strong> InnovatoriPA</strong></a>, in cui si parlerà di <strong>Governo 2.0</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">- <strong>sabato 3, ore 10</strong>: prenderò parte alle <a href="http://www.veneziacamp.it/cultura-digitale/iwa10/">celebrazioni per il decennale</a> di <a href="http://www.iwa.it/"><strong>IWA-ITALY</strong></a> per parlare delle professioni del Web, in particolare di quelle legate all&#8217;<strong><em>Open Government</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci vediamo a Venezia <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>

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    <script src="http://feeds.feedburner.com/~s/http://feeds.feedburner.com/Diritto20?i=http://blog.ernestobelisario.eu/2010/07/01/veneziacamp-2010-ci-siamo/" type="text/javascript" charset="utf-8"></script>
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    <form id="vozme_form_75bf7c2b0edc01ab806c0eba412e47a5" method="post" name="vozme_form_75bf7c2b0edc01ab806c0eba412e47a5" target="75bf7c2b0edc01ab806c0eba412e47a5" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Veneziacamp 2010 &#8230; ci siamo!.. Ormai ci siamo: giovedì 1° luglio inizia la seconda edizione del VENEZIACAMP che si terrà fino al 3 luglio presso l&#8217;Arsenale di Venezia; l’evento, diventato già alla seconda edizione un appuntamento importantissimo per l&#8217;innovazione nel nostro Paese, si annuncia ricchissimo per i tanti incontri.

Anche io sarò all&#8217;Arsenale per incontrare amici vecchi e nuovi e, soprattutto, parlare delle tematiche care ai lettori di questo blog; pertanto, nella speranza di fare cosa gradita e di vedervi in tanti, provo di seguito a riassumere tutti gli eventi in cui sono coinvolto:
- giovedì 1, ore 15: parteciperò all’interessante incontro “L&#8217;Agenzia per l&#8217;innovazione incontra la Rete&#8220; cui interverrà anche il Presidente dell&#8217;Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l&#8217;innovazione, dott. Davide Giacalone;
- venerdì 2, ore 12: parteciperò alla Sessione organizzata dalla rete di InnovatoriPA, in cui si parlerà di Governo 2.0.
- sabato 3, ore 10: prenderò parte alle celebrazioni per il decennale di IWA-ITALY per parlare delle professioni del Web, in particolare di quelle legate all&#8217;Open Government.
Ci vediamo a Venezia  

    
    
    
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<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/O1fY7F1BAHnq8wJrpgyDHralM9Y/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/O1fY7F1BAHnq8wJrpgyDHralM9Y/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>Save the date: 28/29 giugno 2010 &#x2013; ToscanaLab</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/diritto2punto0/~3/8v84_epmdmM/</link>
		<comments>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/06/26/save-the-date-2829-giugno-2010-toscanalab/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 11:25:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[E-government]]></category>
		<category><![CDATA[Open Links]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[governo 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[internet better life]]></category>
		<category><![CDATA[internet better society]]></category>
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		<category><![CDATA[toscanalab]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra pochi giorni, il 28 e 29 giugno 2010, si terrà a Firenze l’iniziativa ToscanaLab2010, evento verticale dedicato al Web, ai social media e al mondo della comunicazione digitale organizzato dalla Fondazione Sistema Toscana. Il tema di questa seconda edizione è &#8220;Internet Better Life&#8220;(qui il programma dettagliato del 28 e qui quello del 29) e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Tra pochi giorni, il <strong>28 </strong>e<strong> 29 giugno 2010</strong>, si terrà a <a href="http://maps.google.it/maps?hl=it&amp;client=safari&amp;ie=UTF8&amp;q=gipsoteca+istituto+arte+porta+romana+firenze&amp;fb=1&amp;gl=it&amp;hq=gipsoteca+istituto+arte+porta+romana&amp;hnear=Firenze&amp;view=map&amp;cid=12148623338993368711&amp;ved=0CEYQpQY&amp;ei=QdwlTPCaFtCK_Abav_zRCA&amp;ll=43.76113,11.241438&amp;spn=0,0.021737&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=A&amp;layer=c&amp;cbll=43.760568,11.241494&amp;panoid=XOQBeK3j2JyAioW1hFih2A&amp;cbp=12,251.4,,0,19.96">Firenze</a> l’iniziativa <strong><a href="http://www.toscanalab.it">ToscanaLab2010</a></strong>, evento verticale dedicato al Web, ai social media e al mondo della comunicazione digitale organizzato dalla <em><a href="http://www.fondazionesistematoscana.it/">Fondazione Sistema Toscana</a></em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema di questa seconda edizione è &#8220;<em>Internet Better Life</em>&#8220;(<a href="http://www.toscanalab.it/programma-28-giugno/">qui</a> il programma dettagliato del 28 e <a href="http://www.toscanalab.it/programma-29-giugno/">qui</a> quello del 29) e sarà occasione riflessione e confronto su</p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">come internet e il web 2.0 contribuiscono a migliorare la vita degli individui, veicolando in modo diverso e più ricco la conoscenza, modificando le relazioni tra le persone e trasformando di fatto l’azione sociale, con un approccio allargato e partecipativo.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/eN1cNouud1c&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/eN1cNouud1c&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Con grande piacere, parteciperò anch&#8217;io all&#8217;evento con un intervento dal titolo &#8220;<strong><em>Open Government: miti, realtà e speranze</em></strong>&#8220;, nell&#8217;ambito del <em>workshop</em> &#8220;<em>Internet Better Society</em>&#8221; che si terrà nella mattinata del 29 e in cui si parlerà di come Internet sta cambiando il modo di fare politica, amministrazione e giornalismo; all&#8217;incontro, moderato da <a href="http://www.webgol.it/">Antonio Sofi</a>,  parteciperanno anche <a href="http://www.sergiomaistrello.it/">Sergio Maistrello</a>, <a href="http://www.liviacolare.com/">Livia Iacolare</a>,  <a href="http://www.proformaweb.it/">Dino Amenduni</a> e <a href="http://svaroschi.blogspot.com/">Antonella Napolitano</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero di incontrarvi in tanti <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>

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Il tema di questa seconda edizione è &#8220;Internet Better Life&#8220;(qui il programma dettagliato del 28 e qui quello del 29) e sarà occasione riflessione e confronto su
 
 
 
 
 

come internet e il web 2.0 contribuiscono a migliorare la vita degli individui, veicolando in modo diverso e più ricco la conoscenza, modificando le relazioni tra le persone e trasformando di fatto l’azione sociale, con un approccio allargato e partecipativo.



Con grande piacere, parteciperò anch&#8217;io all&#8217;evento con un intervento dal titolo &#8220;Open Government: miti, realtà e speranze&#8220;, nell&#8217;ambito del workshop &#8220;Internet Better Society&#8221; che si terrà nella mattinata del 29 e in cui si parlerà di come Internet sta cambiando il modo di fare politica, amministrazione e giornalismo; all&#8217;incontro, moderato da Antonio Sofi,  parteciperanno anche Sergio Maistrello, Livia Iacolare,  Dino Amenduni e Antonella Napolitano.
Spero di incontrarvi in tanti  

    
    
    
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		<title>LinkedIn per Avvocati: cinque consigli</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 17:26:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia telematica]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel corso degli ultimi tempi mi viene chiesto sempre più spesso di parlare (e scrivere) dell&#8217;uso del Web 2.0 e dei social networks nella professione forense; si tratta di un argomento che già ho trattato su questo blog, in alcuni convegni e che ho tentato di affrontare nell&#8217;ambito di un&#8217;indagine svolta dall&#8217;Osservatorio Permanente Giovani Avvocati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel corso degli ultimi tempi mi viene chiesto sempre più spesso di parlare (e scrivere) dell&#8217;<strong>uso del Web 2.0 e dei </strong><em><strong>social networks</strong></em><strong> nella professione forense</strong>; si tratta di un argomento che già <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/04/25/linkedin-in-italiano-per-avvocati/">ho trattato su questo blog</a>, in <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/06/01/a-messina-di-parla-di-diritto-2-0/">alcuni convegni</a> e che ho tentato di affrontare nell&#8217;ambito di un&#8217;<a href="http://www.lexexpo.com/file/3605ARTICOLO%20SOLE.pdf">indagine</a> svolta dall&#8217;<strong><a href="http://www.opga.it/">Osservatorio Permanente Giovani Avvocati</a></strong> costituito presso il <em>Consiglio Nazionale Forense</em>, che avrò il piacere di presentare il prossimo 9 luglio, a Bari, nell&#8217;ambito di <strong><a href="http://www.lexexpo.com/file/1096Programma_Tavola_Rotonda.pdf">LexExpo 2010</a></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra tutti i <em>social networks</em> a cui sono iscritto, quello più utile professionalmente è sicuramente <strong><a href="http://www.linkedin.com">LinkedIn</a></strong> e, quindi, con piacere ho accettato di raccontare la mia esperienza (alcuni stralci sono stati pubblicati da <strong>ItaliaOggi</strong> del 25 giugno 2010 in un articolo che riporto qui sotto).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/21679496@N02/4733629066/" title="Intervista Italia Oggi del 24 giugno 2010 di eb2.0, su Flickr"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1251/4733629066_d073afea64.jpg" width="410" height="500" alt="Intervista Italia Oggi del 24 giugno 2010" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In particolare, mi è stato chiesto di dare alcuni suggerimenti per tutti i colleghi che volessero utilizzare proficuamente questo strumento nella propria attività; ecco i miei &#8220;cinque comandamenti&#8221;:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>1.</em></strong><em> Compilate il vostro profilo in almeno due lingue &#8230; e tenetelo aggiornato!<br />
</em><strong><em> 2.</em></strong><em> Invitate tutti i vostri contatti a fare parte del vostro network, ma personalizzate gli inviti, ricordando alle persone a cui scrivete in che occasione vi siete conosciuti;<br />
</em><strong><em> 3.</em></strong><em> Iscrivetevi ai gruppi e partecipate alle discussioni, così avrete modo di dimostrare davvero la vostra competenza ai potenziali clienti;<br />
</em><strong><em> 4.</em></strong><em> Fate attenzione alla riservatezza vostra e dei vostri clienti, non divulgate informazioni che devono rimanere segrete;<br />
</em><strong><em> 5. </em></strong><em>Usate LinkedIn per il vostro business, ma facendo attenzione a rispettare sempre le <a href="http://www.consiglionazionaleforense.it/on-line/Home/BancaDation-line/Deontologia.html">norme deontologiche</a>.</em></p>
</blockquote>

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Tra tutti i social networks a cui sono iscritto, quello più utile professionalmente è sicuramente LinkedIn e, quindi, con piacere ho accettato di raccontare la mia esperienza (alcuni stralci sono stati pubblicati da ItaliaOggi del 25 giugno 2010 in un articolo che riporto qui sotto).

In particolare, mi è stato chiesto di dare alcuni suggerimenti per tutti i colleghi che volessero utilizzare proficuamente questo strumento nella propria attività; ecco i miei &#8220;cinque comandamenti&#8221;:

1. Compilate il vostro profilo in almeno due lingue &#8230; e tenetelo aggiornato!
 2. Invitate tutti i vostri contatti a fare parte del vostro network, ma personalizzate gli inviti, ricordando alle persone a cui scrivete in che occasione vi siete conosciuti;
 3. Iscrivetevi ai gruppi e partecipate alle discussioni, così avrete modo di dimostrare davvero la vostra competenza ai potenziali clienti;
 4. Fate attenzione alla riservatezza vostra e dei vostri clienti, non divulgate informazioni che devono rimanere segrete;
 5. Usate LinkedIn per il vostro business, ma facendo attenzione a rispettare sempre le norme deontologiche.


    
    
    
    " /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input name="gn" type="hidden" value="fm" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
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				<div style="margin-left:40px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', '82aaf3e01035f029e7ba54269a1426cd', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_82aaf3e01035f029e7ba54269a1426cd').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
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<p class='technorati-tags'>Technorati Tags <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/avvocato+2.0' rel='tag' target='_self'>avvocato 2.0</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/giustizia+2.0' rel='tag' target='_self'>giustizia 2.0</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/linkedin' rel='tag' target='_self'>linkedin</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/social+networks' rel='tag' target='_self'>social networks</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/social+networks+per+avvocati' rel='tag' target='_self'>social networks per avvocati</a></p>

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		<title>A Foggia si parla di Diritto 2.0</title>
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		<comments>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/06/19/a-foggia-si-parla-di-diritto-2-0/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 11:15:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Miscellanea]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ernestobelisario.eu/?p=1167</guid>
		<description><![CDATA[Dopo il PEC-DAY, la Posta Elettronica Certificata è diventata ancora di più &#8220;croce e delizia&#8221; per Amministrazioni, professionisti, imprese e semplici cittadini. L&#8217;uso della Posta Certificata non solo è obbligatorio per tutti gli Enti che, quindi, devono organizzarsi al fine di evitare responsabilità, sanzioni e contenzioso; utilizzare la PEC significa, inoltre, introdurla all&#8217;interno dei procedimenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo il <strong><a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/04/27/pec-day-e-troppo-presto-per-i-giudizi/">PEC-DAY</a></strong>, la Posta Elettronica Certificata è diventata ancora di più &#8220;croce e delizia&#8221; per Amministrazioni, professionisti, imprese e semplici cittadini. L&#8217;uso della Posta Certificata non solo è obbligatorio per tutti gli Enti che, quindi, devono organizzarsi al fine di evitare responsabilità, sanzioni e contenzioso; utilizzare la PEC significa, inoltre, introdurla all&#8217;interno dei procedimenti amministrativi, valutandone le implicazioni tecniche, organizzative e giuridiche in modo da evitare eventuali illegittimità dell&#8217;azione amministrativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Di questo parlerò lunedì <strong>21 giugno 2010</strong> a <strong>Foggia</strong> nell&#8217;ambito dell&#8217;interessante giornata di studio dedicata a &#8220;<em><a href="http://www.scuolafrancescomarcone.it/index.php/component/content/article/34-notizie-home/106-seminario-di-studio.html">La Posta Elettronica Certificata &#8211; le opportunità per le Pubbliche Amministrazioni e le professioni</a></em>&#8221; organizzata dalla <strong><a href="http://www.scuolafrancescomarcone.it/">Scuola di Pubblica Amministrazione di Capitanata &#8220;Francesco Marcone&#8221;</a></strong>, che si terrà nell&#8217;Aula Consiliare della Provincia in <a href="http://maps.google.it/maps?hl=it&amp;client=safari&amp;ie=UTF8&amp;q=via+paolo+telesforo+25,+foggia&amp;fb=1&amp;gl=it&amp;hnear=&amp;view=map&amp;cid=4043723936795013798&amp;ved=0CBUQpQY&amp;ei=G6UcTOa9Bov8_AaYrJizAg&amp;hq=via+paolo+telesforo+25,+foggia&amp;ll=41.454242,15.531771&amp;spn=0,0.022595&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=A&amp;layer=c&amp;cbll=41.453143,15.531784&amp;panoid=Sw9FfsrCycrX8o-S_K9eXQ&amp;cbp=12,263.22,,0,21.4">Via Paolo Telesforo n. 25</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui sotto embeddo il programma; se siete a Foggia e i temi vi interessano, non mancate! <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a style="margin: 12px auto 6px auto; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 14px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none; display: block; text-decoration: underline;" title="View Posta elettronica certificata: Le opportunità per la Pubblica Amministrazione e le libere professioni on Scribd" href="http://www.scribd.com/doc/32604961/Posta-elettronica-certificata-Le-opportunita-per-la-Pubblica-Amministrazione-e-le-libere-professioni">Posta elettronica certificata: Le opportunità per la Pubblica Amministrazione e le libere professioni</a> <object id="doc_837244322704581" style="outline: none;" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="100%" height="500" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="name" value="doc_837244322704581" /><param name="data" value="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf" /><param name="wmode" value="opaque" /><param name="bgcolor" value="#ffffff" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="FlashVars" value="document_id=32604961&amp;access_key=key-1sezbpzcukbxhkb0ud7s&amp;page=1&amp;viewMode=list" /><param name="src" value="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="flashvars" value="document_id=32604961&amp;access_key=key-1sezbpzcukbxhkb0ud7s&amp;page=1&amp;viewMode=list" /><embed id="doc_837244322704581" style="outline: none;" type="application/x-shockwave-flash" width="100%" height="500" src="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf" flashvars="document_id=32604961&amp;access_key=key-1sezbpzcukbxhkb0ud7s&amp;page=1&amp;viewMode=list" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" bgcolor="#ffffff" wmode="opaque" data="http://d1.scribdassets.com/ScribdViewer.swf" name="doc_837244322704581"></embed></object></p>

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Di questo parlerò lunedì 21 giugno 2010 a Foggia nell&#8217;ambito dell&#8217;interessante giornata di studio dedicata a &#8220;La Posta Elettronica Certificata &#8211; le opportunità per le Pubbliche Amministrazioni e le professioni&#8221; organizzata dalla Scuola di Pubblica Amministrazione di Capitanata &#8220;Francesco Marcone&#8221;, che si terrà nell&#8217;Aula Consiliare della Provincia in Via Paolo Telesforo n. 25.
Qui sotto embeddo il programma; se siete a Foggia e i temi vi interessano, non mancate!  
Posta elettronica certificata: Le opportunità per la Pubblica Amministrazione e le libere professioni 

    
    
    
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		<title>ASPETTANDO GODOT &#x2013; Riflessioni sulla modifica del Codice dell&#x2019;Amministrazione Digitale</title>
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		<comments>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/06/18/aspettando-godot-riflessioni-sulla-modifica-del-codice-dellamministrazione-digitale/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 10:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[E-government]]></category>
		<category><![CDATA[Istituto Politiche Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi vecchie e nuove]]></category>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi mesi mi sono occupato più volte dell’iter di revisione del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) avviato dal Governo il 19 febbraio 2010 che , nelle prossime settimane, porterà alla modifica del D. Lgs. n. 82/2005. In rete sono già reperibili moti dei miei interventi (qui un mio articolo per il Corriere delle Comunicazioni, qui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Negli ultimi mesi mi sono occupato più volte dell’<em>iter </em>di revisione del <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_dell'amministrazione_digitale">Codice dell’Amministrazione Digitale</a></strong> (CAD) <a href="http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/codice_amministrazione_digitale/">avviato dal Governo il 19 febbraio 2010</a> che , nelle prossime settimane, porterà alla modifica del D. Lgs. n. 82/2005.</p>
<p style="text-align: justify;">In rete sono già reperibili moti dei miei interventi (<a href="http://www.corrierecomunicazioni.it/pdf_giornale/1/2010/11/CorCom_14.pdf">qui</a> un mio articolo per il <a href="http://www.corrierecomunicazioni.it/">Corriere delle Comunicazioni</a>, <a href="http://www.scribd.com/doc/33217753/Codice-digitale-riviste-le-regole-dell-innovazione">qui</a> un mio contributo sulla <em>Guida agli Enti Locali del Sole24Ore</em> e <a href="http://www.scribd.com/doc/31993730/Open-government-la-strada-dell’accessibilita">qui</a> una intervista che mi ha fatto l&#8217;amico <a href="http://metromagazine.blogspot.com/">Domenico Pennone</a> sempre per lo stesso periodico; con l&#8217;<a href="http://www.istitutoinnovazione.eu/blog/?p=59">Istituto delle Politiche dell&#8217;Innovazione e UnaRete</a> abbiamo anche realizzato un <em>paper</em> che <a href="http://www.egov.maggioli.it/blog.php/3218/Riforma+del+codice+dell%92amministrazione+digitale%3A+falsa+partenza%3F"><em>e-Gov</em> sta pubblicando a puntate</a>), ma ritengo giusto cristallizzare in un post su questo blog le riflessioni maturate negli ultimi mesi.</p>
<p style="text-align: justify;">La modifica del CAD è, indubbiamente, un evento positivo, un passaggio di decisiva importanza per l&#8217;innovazione del settore pubblico, cui Amministrazioni, professionisti e cittadini dovrebbero guardare con grande attenzione. Il Codice avrebbe dovuto essere la “magna charta” dell’e-government italiano, una pietra miliare, una rivoluzione copernicana; invece è stato sostanzialmente disapplicato, diventando una delle normative meno conosciute e rispettate dell’intero ordinamento giuridico italiano. A ciò si aggiunga la rapidissima evoluzione delle tecnologie che ha determinato che le nuove norme diventassero obsolete senza essere state davvero applicate; per questo il Governo ha deciso di intervenire: il processo di informatizzazione del settore pubblico, che ha vissuto una fase di stallo, riparte doverosamente dal CAD e dalla sua rivitalizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene, non v’è dubbio che una riforma sia assolutamente necessaria e che le finalità del Governo siano condivisibili: non è casuale, infatti, che l’Italia occupi sempre gli ultimi posti delle classifiche in tema di e-government.<br />
Secondo l&#8217;ultima indagine del World Economic Forum contenuta nell&#8217;annuale Rapporto sull&#8217;andamento dell&#8217;IT (disponibile on line all’indirizzo: http://www.weforum.org/documents/GITR10/index.html) il nostro Paese è molto indietro nella classifica generale (un 48° posto su 133 molto poco onorevole, se solo si ha riguardo che l&#8217;Italia è una delle otto maggiori economie del Mondo) e non si tratta di un caso episodico; anzi, nel corso degli ultimi anni il trend del nostro Paese è decisamente negativo (ben 6 posizioni perse in soli due anni). Se poi si leggono i dati specifici che riguardano la Pubblica Amministrazione, si comprende come una delle maggiori cause dell&#8217;arretratezza  italiana sia proprio da andare a ricercare nel settore pubblico (120° posto per l&#8217;efficacia complessiva delle politiche pubbliche e 87° posto per l&#8217;utilizzo delle tecnologie nell&#8217;Amministrazione).<br />
Qualche lettore potrebbe chiedersi cosa c&#8217;entrano le norme; ebbene, in una PA fortemente burocratizzata come la nostra, la qualità e l&#8217;obsolescenza del quadro normativo non è estranea a questa situazione (per la cronaca, il nostro sistema giuridico si piazza all&#8217;84° posto e l&#8217;efficacia del nostro <em>framework</em> legale al 116°).<br />
Tra le norme che non hanno funzionato, possiamo dirlo, c&#8217;è sicuramente il Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale e il merito del Ministro Brunetta è sicuramente quello di averlo notato e di voler porre rimedio a questa situazione.</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Seduto su una panchina di silvestrodam, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/silvestrodam/4228264790/"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4002/4228264790_e9498b305a.jpg" alt="Seduto su una panchina" width="500" height="377" /></a><br />
(foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/silvestrodam/">silvestrodam</a>)</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, le soluzioni contenute nello schema di decreto approvato dal Governo sembrano  ancora troppo timide ed è auspicabile che, prima della sua definitiva approvazione, il provvedimento venga arricchito e perfezionato.<br />
Ci sono degli aspetti di metodo e di merito su cui ritengo utile una riflessione.<br />
In primo luogo, va osservato che – nonostante qualche caso sporadico – il dibattito sulla riforma del CAD stia facendo fatica a decollare o, meglio, ad uscire dalla cerchia dei soliti “addetti ai lavori”. Si tratta di un aspetto forse sottovalutato: il Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale non è un <em>corpus</em> normativo che riguarda solo le Pubbliche Amministrazioni; al contrario, una delle sue principali innovazioni fu proprio quella di introdurre una serie di numerosi (e penetranti) diritti digitali per cittadini e imprese (come il diritto all&#8217;uso delle tecnologie nei rapporti con gli Uffici Pubblici).  Eppure, cittadini e le imprese non hanno avuto contezza dei loro nuovi diritti e, quindi, non si sono attivati per farli rispettare. Basti pensare che, a quattro anni dall’entrata in vigore del D. Lgs. n. 82/2005, non c’è ancora giurisprudenza rilevante sul Codice; in un Paese dal tasso di litigiosità elevatissimo, è un dato che deve far riflettere su come poco o nulla sia stato fatto per informare gli utenti di quanto previsto dalle norme in materia di informatizzazione dell’Amministrazione.<br />
Sarebbe sicuramente auspicabile aprire  l&#8217;<em>iter</em> della modifica del CAD (e i suoi contenuti) a tutti i cittadini, inaugurando la prima vera consultazione pubblica digitale; d&#8217;altronde è stato proprio il CAD ad affermare (art. 9) che “l<em>o Stato favorisce ogni forma di uso delle nuove tecnologie per promuovere una maggiore partecipazione dei cittadini, anche residenti all&#8217;estero, al processo democratico e per facilitare l&#8217;esercizio dei diritti politici e civili sia individuali che collettivi</em>”; quale migliore occasione di applicare questa norma?</p>
<p style="text-align: justify;">Nel merito, la riforma, sembra, sfruttare solo in parte l’ampia delega concessa dal Parlamento con l’art. 33 della Legge n. 69/2009 e, così, le modifiche si limitano a rivitalizzare le disposizioni del 2005, senza introdurre evidenti innovazioni e porre nuovi urgenti traguardi come, ad esempio, quello di attuare anche in Italia i principi dell’<em>Open Government</em> o un più penetrante ricorso a strumenti di democrazia elettronica, per coinvolgere i cittadini nel processo decisionale.<br />
Al contrario, troppe disposizioni sono dedicate alla firma digitale e al documento informatico; l’obiettivo di semplificare il quadro legislativo in materia non sembra raggiunto. Le norme sono ancora confuse, complesse e &#8211; anche grazie al rinvio ad ulteriori regole tecniche da adottare in futuro &#8211; potrebbero rappresentare un ostacolo, e non uno stimolo, alla digitalizzazione del settore pubblico.<br />
E poi l’eccessiva enfasi posta su questi strumenti rischia di essere fuorviante: per quanto importante sia, la revisione del CAD non può esaurirsi nella disciplina della firma digitale; le “euforie tecnicistiche”, finora, non ci hanno portato lontano.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo non credo si possa ancora parlare di “riforma” o di “nuovo CAD”; un nuovo Codice, traendo insegnamento da quello che non ha funzionato nell’originaria formulazione, dovrebbe risolvere un tema cruciale: la gran parte delle Amministrazioni non fornisce servizi <em>on line</em> ai propri utenti, senza alcuna conseguenza, mentre le poche eccellenze non vengono adeguatamente valorizzate. Manca poi una prospettiva ampia che renda il Codice un testo adeguato non solo per le sfide attuali, ma anche per quelle del prossimo futuro (basti pensare all&#8217;internet of things) e che istituisca presìdi di tutela per gli innovatori.<br />
Non bisogna infatti sottovalutare che spesso, gli innovatori nella Pubblica Amministrazione devono confrontarsi con una serie di resistenze interne, e non di rado si è assistito a contestazioni disciplinari per pubblici dipendenti la cui unica colpa era quella di interpretare le norme in senso evolutivo; per questo motivo, incentivare l’innovazione dovrebbe significare anche garantire che gli innovatori non vengano isolati ed emarginati, ma al contrario valorizzati.</p>
<p style="text-align: justify;">Da ultimo, bisognerebbe fare in modo che i tempi per l’attuazione delle riforme fossero ancora più brevi. Negli USA, Obama ha previsto che gli Enti mettessero on line tutti i propri dati nel termine di 45 giorni mentre in Italia si prevede che per la predisposizione di un piano di disaster recovery ci vogliano 15 mesi: se è troppo lenta non è vera innovazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo credo che sia opportuno spostare più in alto l&#8217;asticella degli obiettivi da raggiungere con il decreto delegato; la vera sfida è quella di rendere la modifica del CAD una vera riforma, per evitare che l&#8217;Amministrazione Digitale diventi il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aspettando_Godot"><em>Godot</em> di beckettiana memoria</a> e che noi, tra qualche tempo, ci ritroviamo desolati ad affermare “<em>non accade nulla, nessuno arriva, nessuno se ne va, è terribile!</em>”</p>

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In rete sono già reperibili moti dei miei interventi (qui un mio articolo per il Corriere delle Comunicazioni, qui un mio contributo sulla Guida agli Enti Locali del Sole24Ore e qui una intervista che mi ha fatto l&#8217;amico Domenico Pennone sempre per lo stesso periodico; con l&#8217;Istituto delle Politiche dell&#8217;Innovazione e UnaRete abbiamo anche realizzato un paper che e-Gov sta pubblicando a puntate), ma ritengo giusto cristallizzare in un post su questo blog le riflessioni maturate negli ultimi mesi.
La modifica del CAD è, indubbiamente, un evento positivo, un passaggio di decisiva importanza per l&#8217;innovazione del settore pubblico, cui Amministrazioni, professionisti e cittadini dovrebbero guardare con grande attenzione. Il Codice avrebbe dovuto essere la “magna charta” dell’e-government italiano, una pietra miliare, una rivoluzione copernicana; invece è stato sostanzialmente disapplicato, diventando una delle normative meno conosciute e rispettate dell’intero ordinamento giuridico italiano. A ciò si aggiunga la rapidissima evoluzione delle tecnologie che ha determinato che le nuove norme diventassero obsolete senza essere state davvero applicate; per questo il Governo ha deciso di intervenire: il processo di informatizzazione del settore pubblico, che ha vissuto una fase di stallo, riparte doverosamente dal CAD e dalla sua rivitalizzazione.
Ebbene, non v’è dubbio che una riforma sia assolutamente necessaria e che le finalità del Governo siano condivisibili: non è casuale, infatti, che l’Italia occupi sempre gli ultimi posti delle classifiche in tema di e-government.
Secondo l&#8217;ultima indagine del World Economic Forum contenuta nell&#8217;annuale Rapporto sull&#8217;andamento dell&#8217;IT (disponibile on line all’indirizzo: http://www.weforum.org/documents/GITR10/index.html) il nostro Paese è molto indietro nella classifica generale (un 48° posto su 133 molto poco onorevole, se solo si ha riguardo che l&#8217;Italia è una delle otto maggiori economie del Mondo) e non si tratta di un caso episodico; anzi, nel corso degli ultimi anni il trend del nostro Paese è decisamente negativo (ben 6 posizioni perse in soli due anni). Se poi si leggono i dati specifici che riguardano la Pubblica Amministrazione, si comprende come una delle maggiori cause dell&#8217;arretratezza  italiana sia proprio da andare a ricercare nel settore pubblico (120° posto per l&#8217;efficacia complessiva delle politiche pubbliche e 87° posto per l&#8217;utilizzo delle tecnologie nell&#8217;Amministrazione).
Qualche lettore potrebbe chiedersi cosa c&#8217;entrano le norme; ebbene, in una PA fortemente burocratizzata come la nostra, la qualità e l&#8217;obsolescenza del quadro normativo non è estranea a questa situazione (per la cronaca, il nostro sistema giuridico si piazza all&#8217;84° posto e l&#8217;efficacia del nostro framework legale al 116°).
Tra le norme che non hanno funzionato, possiamo dirlo, c&#8217;è sicuramente il Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale e il merito del Ministro Brunetta è sicuramente quello di averlo notato e di voler porre rimedio a questa situazione.

(foto di silvestrodam)
Tuttavia, le soluzioni contenute nello schema di decreto approvato dal Governo sembrano  ancora troppo timide ed è auspicabile che, prima della sua definitiva approvazione, il provvedimento venga arricchito e perfezionato.
Ci sono degli aspetti di metodo e di merito su cui ritengo utile una riflessione.
In primo luogo, va osservato che – nonostante qualche caso sporadico – il dibattito sulla riforma del CAD stia facendo fatica a decollare o, meglio, ad uscire dalla cerchia dei soliti “addetti ai lavori”. Si tratta di un aspetto forse sottovalutato: il Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale non è un corpus normativo che riguarda solo le Pubbliche Amministrazioni; al contrario, una delle sue principali innovazioni fu proprio quella di introdurre una serie di numerosi (e penetranti) diritti digitali per cittadini e imprese (come il diritto all&#8217;uso delle tecnologie nei rapporti con gli Uffici Pubblici).  Eppure, cittadini e le imprese non hanno avuto contezza dei loro nuovi diritti e, quindi, non si sono attivati per farli rispettare. Basti pensare che, a quattro anni dall’entrata in vigore del D. Lgs. n. 82/2005, non c’è ancora giurisprudenza rilevante sul Codice; in un Paese dal tasso di litigiosità elevatissimo, è un dato che deve far riflettere su come poco o nulla sia stato fatto per informare gli utenti di quanto previsto dalle norme in materia di informatizzazione dell’Amministrazione.
Sarebbe sicuramente auspicabile aprire  l&#8217;iter della modifica del CAD (e i suoi contenuti) a tutti i cittadini, inaugurando la prima vera consultazione pubblica digitale; d&#8217;altronde è stato proprio il CAD ad affermare (art. 9) che “lo Stato favorisce ogni forma di uso delle nuove tecnologie per promuovere una maggiore partecipazione dei cittadini, anche residenti all&#8217;estero, al processo democratico e per facilitare l&#8217;esercizio dei diritti politici e civili sia individuali che collettivi”; quale migliore occasione di applicare questa norma?
Nel merito, la riforma, sembra, sfruttare solo in parte l’ampia delega concessa dal Parlamento con l’art. 33 della Legge n. 69/2009 e, così, le modifiche si limitano a rivitalizzare le disposizioni del 2005, senza introdurre evidenti innovazioni e porre nuovi urgenti traguardi come, ad esempio, quello di attuare anche in Italia i principi dell’Open Government o un più penetrante ricorso a strumenti di democrazia elettronica, per coinvolgere i cittadini nel processo decisionale.
Al contrario, troppe disposizioni sono dedicate alla firma digitale e al documento informatico; l’obiettivo di semplificare il quadro legislativo in materia non sembra raggiunto. Le norme sono ancora confuse, complesse e &#8211; anche grazie al rinvio ad ulteriori regole tecniche da adottare in futuro &#8211; potrebbero rappresentare un ostacolo, e non uno stimolo, alla digitalizzazione del settore pubblico.
E poi l’eccessiva enfasi posta su questi strumenti rischia di essere fuorviante: per quanto importante sia, la revisione del CAD non può esaurirsi nella disciplina della firma digitale; le “euforie tecnicistiche”, finora, non ci hanno portato lontano.
Per questo motivo non credo si possa ancora parlare di “riforma” o di “nuovo CAD”; un nuovo Codice, traendo insegnamento da quello che non ha funzionato nell’originaria formulazione, dovrebbe risolvere un tema cruciale: la gran parte delle Amministrazioni non fornisce servizi on line ai propri utenti, senza alcuna conseguenza, mentre le poche eccellenze non vengono adeguatamente valorizzate. Manca poi una prospettiva ampia che renda il Codice un testo adeguato non solo per le sfide attuali, ma anche per quelle del prossimo futuro (basti pensare all&#8217;internet of things) e che istituisca presìdi di tutela per gli innovatori.
Non bisogna infatti sottovalutare che spesso, gli innovatori nella Pubblica Amministrazione devono confrontarsi con una serie di resistenze interne, e non di rado si è assistito a contestazioni disciplinari per pubblici dipendenti la cui unica colpa era quella di interpretare le norme in senso evolutivo; per questo motivo, incentivare l’innovazione dovrebbe significare anche garantire che gli innovatori non vengano isolati ed emarginati, ma al contrario valorizzati.
Da ultimo, bisognerebbe fare in modo che i tempi per l’attuazione delle riforme fossero ancora più brevi. Negli USA, Obama ha previsto che gli Enti mettessero on line tutti i propri dati nel termine di 45 giorni mentre in Italia si prevede che per la predisposizione di un piano di disaster recovery ci vogliano 15 mesi: se è troppo lenta non è vera innovazione.
Per questo credo che sia opportuno spostare più in alto l&#8217;asticella degli obiettivi da raggiungere con il decreto delegato; la vera sfida è quella di rendere la modifica del CAD una vera riforma, per evitare che l&#8217;Amministrazione Digitale diventi il Godot di beckettiana memoria e che noi, tra qualche tempo, ci ritroviamo desolati ad affermare “non accade nulla, nessuno arriva, nessuno se ne va, è terribile!”

    
    
    
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		<title>Internet in Costituzione? Parliamone &#x2026;</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 06:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono finite da qualche ora le celebrazioni della Festa della Repubblica, commemorazione del referendum istituzionale tenutosi il 2 e 3 giugno 1946, a seguito del quale l&#8217;Italia diventò una Repubblica. La data è importante anche per un altro motivo: negli stessi giorni gli Italiani eleggevano i componenti dell&#8217;Assemblea Costituente che avrebbero poi scritto la nostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono finite da qualche ora le <a href="http://www.quirinale.it/qrnw/statico/eventi/2giugno/2010/2giu2010.htm">celebrazioni</a> della <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Festa_della_Repubblica_italiana">Festa della Repubblica</a></strong>, commemorazione del <em>referendum istituzionale</em> tenutosi il  2 e 3 giugno 1946, a seguito del quale l&#8217;Italia diventò una Repubblica. La data è importante anche per un altro motivo: negli stessi giorni gli Italiani eleggevano i componenti dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Assemblea_Costituente_della_Repubblica_Italiana">Assemblea Costituente</a> che avrebbero poi scritto la nostra <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Costituzione_della_Repubblica_Italiana">Carta Fondamentale</a>, entrata in vigore il 1° gennaio 1948.</p>
<p style="text-align: center;"><a title="De Nicola promulga la Costituzione della Repubblica Italiana di eb2.0, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/21679496@N02/4662338821/"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4050/4662338821_bcea562fdc.jpg" alt="De Nicola promulga la Costituzione della Repubblica Italiana" width="500" height="370" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nel suo <a href="http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&amp;key=7929">tradizionale messaggio</a>, il <strong>Capo dello Stato</strong>, <em>On. Giorgio Napolitano</em> &#8211; oltre a richiamare i valori che sono alla base della nostra Repubblica &#8211; ha rivolto a tutti un appello affinché l&#8217;Italia &#8220;<em>si rinnovi</em>&#8221; e &#8220;<em>diventi più moderna</em>&#8220;. Non è un mistero: l&#8217;arretratezza (anche tecnologica) del nostro Paese è un problema di cui molto si dibatte (purtroppo spesso soltanto tra addetti ai lavori), tentando di individuare possibili soluzioni che possano consentirci di trarre dall&#8217;uso delle nuove tecnologie i massimi benefici possibili in termini di sviluppo, diffusione della conoscenza, trasparenza ed efficienza del settore pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi ultimi giorni <a href="http://friendfeed.com/gboccia/5a493da4/riccardo-luna-annuncia-l-intenzione-di">si è molto discusso in Rete</a> della proposta avanzata da <strong><a href="http://twitter.com/riccardowired">Riccardo Luna</a></strong>, direttore di <em><a href="http://www.wired.it/">Wired</a></em>, di &#8220;<em>portare Internet dentro la Costituzione</em>&#8220;; l&#8217;iniziativa ha suscitato molte ed <a href="http://www.mantellini.it/?p=8061">autorevoli</a> <a href="http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1335">reazioni</a> e <a href="http://mediamondo.wordpress.com/2010/05/29/mettere-internet-dentro-la-nostra-costituzione/">perplessità </a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Pur non avendo sentito Riccardo e non conoscendo i termini della sua proposta, sento di intervenire in questo dibattito, in quanto da anni ritengo che quella di aggiornare la Carta Costituzionale alle modificazioni e alle esigenze determinate dalle nuove tecnologie non sia affatto un&#8217;idea peregrina.<br />
Certo, bisogna valutare con grandissima attenzione come ammodernare i vecchi principi (specialmente in materia di manifestazione del pensiero e fruizione del patrimonio informativo e culturale) e, magari, aggiungerne di nuovi (penso, ad esempio, all&#8217;accesso alla rete come diritto fondamentale) per evitare di incorrere nei rischi di una eccessiva regolamentazione (quello che qualcuno definisce &#8220;<em>determinismo guiridico</em>&#8220;) o di modifiche destinate ad essere superate nel giro di pochi anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ritengo, però, che ci siano tutti i presupposti per procedere ad una revisione costituzionale in tal senso, per almeno un duplice ordine di motivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto la Costituzione, al pari di tutte le altre norme giuridiche, è soggetta ad una fisiologica obsolescenza. &#8221;<em><a href="http://www.brocardi.it/U/ubi-societas-ibi-ius.html">Ubi societas, ibi ius</a></em>&#8220;, dicevano i latini: dove esiste una società umana, là esiste la legge; ma la società, in oltre sessant&#8217;anni è cambiata notevolmente, e non si può negare che l&#8217;avvento delle nuove tecnologie info-telematiche abbia determinato trasformazioni che non hanno eguali nella storia recente.</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente, le modifiche di cui si parla dovrebbero riguardare la <strong>Parte Prima</strong> della nostra Costituzione, quella che contiene i principi fondamentali e l&#8217;enunciazione dei diritti civili, politici e sociali. Spesso la Parte Prima è stata ritenuta immodificabile e trattata come fosse un &#8220;feticcio&#8221;; onestamente non comprendo i motivi di un tale approccio. Lo stesso costituente non ha inteso blindare tale parte della Carta, non sottraendola &#8211; quindi &#8211; a modifiche (l&#8217;art. 139 Cost. prevede, infatti, che solo &#8220;<em>la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale</em>&#8220;).<br />
Gli interventi da proporre, a mio avviso, dovrebbero andare nel senso di aggiornare la Costituzione alle nuove conquiste (come studiosi ed economisti ben più illustri di me hanno già sostenuto con riferimento ad altri settori), migliorando ed accrescendo il novero e la qualità delle tutele costituzionali.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi, un intervento di rango costituzionale sarebbe più che auspicabile alla luce della storia recente, contraddistinta da un vero e proprio &#8220;oscurantismo tecnologico&#8221; che ha segnato le ultime legislature (senza distinzione alcuna tra i diversi schieramenti politici).<br />
La copertura costituzionale su temi come l&#8217;accesso alla Rete e la libertà di manifestazione del pensiero, ad esempio, potrebbe accelerare alcuni processi (come la diffusione della banda larga) ed evitarne altri (penso a tutti i cc.dd. provvedimenti &#8220;<em>ammazza-blog</em>&#8220;, come il <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/05/08/volete-lobbligo-di-rettifica-per-i-blog/">DDL Alfano sull&#8217;obbligo di rettifica</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">I tempi sono maturi per discutere di progetti concreti da portare, poi, all&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica per passare dalle proposte alle azioni.<br />
E&#8217; qui, a mio avviso, sui contenuti che si dovrà misurare la cifra di un vero slancio riformista che metta, finalmente, al centro la Rete e l&#8217;innovazione.</p>

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Nel suo tradizionale messaggio, il Capo dello Stato, On. Giorgio Napolitano &#8211; oltre a richiamare i valori che sono alla base della nostra Repubblica &#8211; ha rivolto a tutti un appello affinché l&#8217;Italia &#8220;si rinnovi&#8221; e &#8220;diventi più moderna&#8220;. Non è un mistero: l&#8217;arretratezza (anche tecnologica) del nostro Paese è un problema di cui molto si dibatte (purtroppo spesso soltanto tra addetti ai lavori), tentando di individuare possibili soluzioni che possano consentirci di trarre dall&#8217;uso delle nuove tecnologie i massimi benefici possibili in termini di sviluppo, diffusione della conoscenza, trasparenza ed efficienza del settore pubblico.
In questi ultimi giorni si è molto discusso in Rete della proposta avanzata da Riccardo Luna, direttore di Wired, di &#8220;portare Internet dentro la Costituzione&#8220;; l&#8217;iniziativa ha suscitato molte ed autorevoli reazioni e perplessità .
Pur non avendo sentito Riccardo e non conoscendo i termini della sua proposta, sento di intervenire in questo dibattito, in quanto da anni ritengo che quella di aggiornare la Carta Costituzionale alle modificazioni e alle esigenze determinate dalle nuove tecnologie non sia affatto un&#8217;idea peregrina.
Certo, bisogna valutare con grandissima attenzione come ammodernare i vecchi principi (specialmente in materia di manifestazione del pensiero e fruizione del patrimonio informativo e culturale) e, magari, aggiungerne di nuovi (penso, ad esempio, all&#8217;accesso alla rete come diritto fondamentale) per evitare di incorrere nei rischi di una eccessiva regolamentazione (quello che qualcuno definisce &#8220;determinismo guiridico&#8220;) o di modifiche destinate ad essere superate nel giro di pochi anni.
Ritengo, però, che ci siano tutti i presupposti per procedere ad una revisione costituzionale in tal senso, per almeno un duplice ordine di motivi.
Innanzitutto la Costituzione, al pari di tutte le altre norme giuridiche, è soggetta ad una fisiologica obsolescenza. &#8221;Ubi societas, ibi ius&#8220;, dicevano i latini: dove esiste una società umana, là esiste la legge; ma la società, in oltre sessant&#8217;anni è cambiata notevolmente, e non si può negare che l&#8217;avvento delle nuove tecnologie info-telematiche abbia determinato trasformazioni che non hanno eguali nella storia recente.
Naturalmente, le modifiche di cui si parla dovrebbero riguardare la Parte Prima della nostra Costituzione, quella che contiene i principi fondamentali e l&#8217;enunciazione dei diritti civili, politici e sociali. Spesso la Parte Prima è stata ritenuta immodificabile e trattata come fosse un &#8220;feticcio&#8221;; onestamente non comprendo i motivi di un tale approccio. Lo stesso costituente non ha inteso blindare tale parte della Carta, non sottraendola &#8211; quindi &#8211; a modifiche (l&#8217;art. 139 Cost. prevede, infatti, che solo &#8220;la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale&#8220;).
Gli interventi da proporre, a mio avviso, dovrebbero andare nel senso di aggiornare la Costituzione alle nuove conquiste (come studiosi ed economisti ben più illustri di me hanno già sostenuto con riferimento ad altri settori), migliorando ed accrescendo il novero e la qualità delle tutele costituzionali.
E poi, un intervento di rango costituzionale sarebbe più che auspicabile alla luce della storia recente, contraddistinta da un vero e proprio &#8220;oscurantismo tecnologico&#8221; che ha segnato le ultime legislature (senza distinzione alcuna tra i diversi schieramenti politici).
La copertura costituzionale su temi come l&#8217;accesso alla Rete e la libertà di manifestazione del pensiero, ad esempio, potrebbe accelerare alcuni processi (come la diffusione della banda larga) ed evitarne altri (penso a tutti i cc.dd. provvedimenti &#8220;ammazza-blog&#8220;, come il DDL Alfano sull&#8217;obbligo di rettifica).
I tempi sono maturi per discutere di progetti concreti da portare, poi, all&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica per passare dalle proposte alle azioni.
E&#8217; qui, a mio avviso, sui contenuti che si dovrà misurare la cifra di un vero slancio riformista che metta, finalmente, al centro la Rete e l&#8217;innovazione.

    
    
    
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