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	<title>Diritto 2.0 - Il blog di Ernesto Belisario</title>
	
	<link>http://blog.ernestobelisario.eu</link>
	<description>Notizie, idee e commenti dal mondo del diritto delle nuove tecnologie e della pubblica amministrazione digitale</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Sep 2010 19:52:55 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Liberiamo i dati &#x2026; anzi no: ce li riprendiamo</title>
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		<comments>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/09/06/liberiamo-i-dati-anzi-no-ce-li-riprendiamo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 19:52:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[E-government]]></category>
		<category><![CDATA[Open Government]]></category>
		<category><![CDATA[dati terremoti]]></category>
		<category><![CDATA[enzo boschi]]></category>
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		<description><![CDATA[In queste ore stanno facendo molto discutere le dichiarazioni del prof. Enzo Boschi, presidente dell&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. L&#8217;INGV è un ente di ricerca (istituito con D. Lgs. n. 381/1999) che, da qualche tempo, rende pubblici sul proprio sito i dati relativi ai terremoti; si tratta di un raro (ed intelligente) esempio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In queste ore stanno facendo molto discutere le dichiarazioni del <strong><a href="http://www.unibo.it/SitoWebDocente/default.htm?mat=013785&amp;TabControl1=TabCV">prof. Enzo Boschi</a></strong>, presidente dell&#8217;<em><a href="http://portale.ingv.it/">Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia</a></em>. L&#8217;INGV è un ente di ricerca (istituito con <a href="http://portale.ingv.it/l-ingv/norme-regolamenti-e-adempimenti/resolveUid/37ac30ddf40f629d540cc18dc61c7c84">D. Lgs. n. 381/1999</a>) che, da qualche tempo, rende pubblici sul proprio sito i <a href="http://cnt.rm.ingv.it/earthquakes_map.php">dati relativi ai terremoti</a>; si tratta di un raro (ed intelligente) esempio di diffusione <em>on line</em> dei dati pubblici.</p>
<p style="text-align: center;"><a title="La mappa dei terremoti dal sito INGV di eb2.0, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/21679496@N02/4964222573/"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4108/4964222573_afe92b8a03.jpg" alt="La mappa dei terremoti dal sito INGV" width="500" height="305" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dal presidente di un ente pubblico illuminato sarebbe stato lecito aspettarsi un&#8217;ulteriore accelerazione verso vere e proprie politiche di <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dati_aperti#L.27Open_data_nella_pubblica_amministrazione">Open Data</a></em> e, invece, <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=144875">si apprende</a> che l&#8217;<a href="http://www.corriere.it/cronache/10_settembre_06/ingv-boschi-dati-terremoto_f8299d36-b9b0-11df-90df-00144f02aabe.shtml">Istituto starebbe valutando di smettere di rendere pubblici i dati sui terremoti</a> per evitare che &#8220;<em>vengano travisati</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono sicuro che si tratta di una provocazione, ma ritengo che questa &#8220;minaccia&#8221; sia assolutamente sbagliata, fuori luogo e anacronistica, dal momento che giunge proprio nel momento in cui <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/08/23/il-movimento-dellopen-government-e-in-marcia-quasi-ovunque/">tutto il mondo va nella direzione</a> di liberare i dati pubblici <em>on line</em> senza alcuna limitazione e restrizione (basti pensare a  <a href="http://www.deepwaterhorizonresponse.com">www.deepwaterhorizonresponse.com</a>, il sito realizzato dall&#8217;Amministrazione USA per diffondere le informazioni sulla catastrofe ambientale verificatasi nel Golfo del Messico).</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la motivazione addotta dal prof. Boschi è assai discutibile: &#8220;<em>visto che usate i dati per giungere a conclusioni diverse dalle nostre, non li pubblichiamo più</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel momento in cui un dato viene reso pubblico non si può impedire a chi vuole di interpretarlo o rielaborarlo e il prof. Boschi dovrebbe essere contento del fatto che le pagine del sito INGV siano visitate; sono persuaso, infatti, della circostanza per cui i cittadini e i media siano in condizione di valutare nel tempo l&#8217;affidabilità delle diverse interpretazioni fornite, distinguendo i veri esperti dalle &#8220;Cassandre&#8221; e dagli opportunisti.<br />
Al contrario, non pubblicare i dati significa sottrarsi ad ogni confronto e non avere fiducia nell&#8217;opinione pubblica e nei cittadini, non visti come utenti cui rendere conto ma come sudditi che non meritano di essere informati.</p>
<p style="text-align: justify;">Le dichiarazioni del prof. Boschi dimostrano, semmai, che l&#8217;effettiva realizzazione anche nel nostro Paese di politiche di <em>Open Government</em> passa per nuove norme che impongano agli Enti di liberare i dati; diversamente, ciascuna Amministrazione, sulla base delle convenienze del momento, potrebbe decidere di privare i cittadini di quello che deve essere riconosciuto come un vero e proprio bene della vita: l&#8217;accesso all&#8217;informazione pubblica.<br />
Sono sempre di più i Paesi che hanno deciso di farne un vero e proprio diritto e alcuni, come il <a href="http://www.unpan.org/Regions/Africa/PublicAdministrationNews/tabid/113/mctl/ArticleView/ModuleId/1460/articleId/22605/Default.aspx">Kenia</a>, hanno addirittura deciso di inserirlo in Costituzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Se nel nostro ordinamento giuridico ci fosse una disposizione analoga, nessuno potrebbe pensare di tenere nel cassetto dati pubblici (acquisiti con soldi e nell&#8217;interesse dei cittadini).</p>

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Dal presidente di un ente pubblico illuminato sarebbe stato lecito aspettarsi un&#8217;ulteriore accelerazione verso vere e proprie politiche di Open Data e, invece, si apprende che l&#8217;Istituto starebbe valutando di smettere di rendere pubblici i dati sui terremoti per evitare che &#8220;vengano travisati&#8220;.
Sono sicuro che si tratta di una provocazione, ma ritengo che questa &#8220;minaccia&#8221; sia assolutamente sbagliata, fuori luogo e anacronistica, dal momento che giunge proprio nel momento in cui tutto il mondo va nella direzione di liberare i dati pubblici on line senza alcuna limitazione e restrizione (basti pensare a  www.deepwaterhorizonresponse.com, il sito realizzato dall&#8217;Amministrazione USA per diffondere le informazioni sulla catastrofe ambientale verificatasi nel Golfo del Messico).
Anche la motivazione addotta dal prof. Boschi è assai discutibile: &#8220;visto che usate i dati per giungere a conclusioni diverse dalle nostre, non li pubblichiamo più&#8220;.
Nel momento in cui un dato viene reso pubblico non si può impedire a chi vuole di interpretarlo o rielaborarlo e il prof. Boschi dovrebbe essere contento del fatto che le pagine del sito INGV siano visitate; sono persuaso, infatti, della circostanza per cui i cittadini e i media siano in condizione di valutare nel tempo l&#8217;affidabilità delle diverse interpretazioni fornite, distinguendo i veri esperti dalle &#8220;Cassandre&#8221; e dagli opportunisti.
Al contrario, non pubblicare i dati significa sottrarsi ad ogni confronto e non avere fiducia nell&#8217;opinione pubblica e nei cittadini, non visti come utenti cui rendere conto ma come sudditi che non meritano di essere informati.
Le dichiarazioni del prof. Boschi dimostrano, semmai, che l&#8217;effettiva realizzazione anche nel nostro Paese di politiche di Open Government passa per nuove norme che impongano agli Enti di liberare i dati; diversamente, ciascuna Amministrazione, sulla base delle convenienze del momento, potrebbe decidere di privare i cittadini di quello che deve essere riconosciuto come un vero e proprio bene della vita: l&#8217;accesso all&#8217;informazione pubblica.
Sono sempre di più i Paesi che hanno deciso di farne un vero e proprio diritto e alcuni, come il Kenia, hanno addirittura deciso di inserirlo in Costituzione.
Se nel nostro ordinamento giuridico ci fosse una disposizione analoga, nessuno potrebbe pensare di tenere nel cassetto dati pubblici (acquisiti con soldi e nell&#8217;interesse dei cittadini).

    
    
    
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		<title>PEC: siamo alle comiche</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 08:07:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[E-government]]></category>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi mesi, la PEC (Posta Elettronica Certificata) è stata al centro di un partecipato dibattito a seguito della scelta del Ministro Brunetta di farne lo strumento preferenziale di comunicazione tra cittadini, imprese e Pubbliche Amministrazioni. Come i lettori di questo blog ricorderanno, il ricorso alla PEC non mi ha mai convinto appieno; tuttavia la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Negli ultimi mesi, la <strong>PEC</strong> (Posta Elettronica Certificata) è stata al centro di un partecipato <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/tag/pec/">dibattito</a> a seguito della scelta del <strong>Ministro Brunetta</strong> di farne lo strumento preferenziale di comunicazione tra cittadini, imprese e Pubbliche Amministrazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Come i lettori di questo blog ricorderanno, il ricorso alla PEC <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2009/05/27/posta-elettronica-certificata-per-tutti-storia-di-un-fallimento-annunciato/">non mi ha mai convinto appieno</a>; tuttavia la PEC può rappresentare uno strumento per semplificare i rapporti con i cittadini, migliorare la qualità della vita degli utenti e ridurre i costi della burocrazia (sia per il settore pubblico sia per i cittadini).</p>
<p style="text-align: justify;">Le cose, per il momento, non sono andate come era nei <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/04/27/pec-day-e-troppo-presto-per-i-giudizi/">piani del Ministro Brunetta</a>: molti sono i professionisti che (pur obbligati normativamente) <a href="http://www.corrierecomunicazioni.it/news/79134/newsletter/286/pec_in_regola_la_met_dei_professionisti">non hanno attivato una casella PEC</a> e pochi (pochissimi) i cittadini che <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/08/02/il-flop-della-pec/46978/">hanno deciso di approfittare dell&#8217;iniziativa del Governo di &#8220;regalare&#8221; la PEC</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>causa</strong> di questo vero e proprio FLOP è da rintracciarsi, prevalentemente, nel fatto che <span style="text-decoration: underline;">le Amministrazioni non vogliono la PEC</span>: salvo rare eccezioni, gli Enti non pubblicano sui propri siti l&#8217;indirizzo PEC, non consentono ai cittadini di presentare istanze e domande per via telematica, ignorano le comunicazioni telematiche di cittadini e imprese.</p>
<p>Tale comportamento è censurabile sotto un duplice profilo:<br />
<strong> a)</strong> le Amministrazioni che non usano la PEC, continuando a preferire il cartaceo, sono Amministrazioni inefficienti (non cogliendo i vantaggi della dematerializzazione), che sprecano soldi pubblici (ogni comunicazione via PEC costa circa 19 euro in meno rispetto ad una cartacea), discriminatorie (costringono gli utenti diversamente abili al cartaceo e alle code agli sportelli); in poche parole, sono Enti che (in un&#8217;ottica ormai anacronistica) perseguono una logica burocratica (&#8220;<em>abbiamo sempre fatto così</em>&#8220;) e si rifiutano di rendere l&#8217;adempimento degli obblighi di legge il più semplice possibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> b)</strong> le Amministrazioni che non usano la PEC violano la legge in modo grave ed inescusabile, ledendo alcuni diritti che sono già (da più di quattro anni) riconosciuti a cittadini e imprese.</p>
<p style="text-align: justify;">Sotto questo profilo, è emblematico quanto accaduto negli scorsi giorni e che ha visto come protagonista il <a href="http://www.istruzione.it/web/hub;jsessionid=514737FA30184D2F688DB00E79CBE687">Ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Gelmini-Brunetta, scontro sulla PEC di eb2.0, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/21679496@N02/4931679275/"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4143/4931679275_fdb20c08cf.jpg" alt="Gelmini-Brunetta, scontro sulla PEC" width="500" height="352" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Questi i fatti: un aspirante agrotecnico inviava domanda di partecipazione all&#8217;esame di stato via posta elettronica certificata; dal momento che la modalità telematica non era prevista dall&#8217;atto che aveva bandito la prova, il <a href="http://www.agrotecnici.it/">Collegio nazionale degli agrotecnici</a> chiedeva al Ministero per la pubblica amministrazione e, appunto, al Ministero dell&#8217;Istruzione se l&#8217;istanza fosse correttamente presentata. Il primo a rispondere è stato il dicastero guidato dal Ministro Gelmini che ha categoricamente escluso la possibilità di usare la PEC in quanto l&#8217;ordinanza ministeriale non la prevedeva come modalità di inoltro delle domande di partecipazione, aggiungendo che la PEC</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><em>è uno strumento il cui utilizzo è ancora in fase iniziale e non è perciò compresa tra i possibili modi di invio delle domande di partecipazione agli esami abilitanti.</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">La nota del Ministero dell&#8217;Istruzione ha destato <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/Lavoro/Professioni/Agrotecnici-per-domande-esami-di-abilitazione-non-si-puo-usare-Pec_869605022.html">imbarazzo e scalpore</a> e corre il rischio di vanificare molti degli sforsi fatti in questi mesi per incentivare l&#8217;uso della PEC; il Dipartimento della funzione pubblica si è quindi visto <a href="http://www.innovazionepa.gov.it/comunicazione/notizie/2010/agosto/25082010---dipartimento-funzione-pubblica-a-breve-circolare-per-la-trasmissione-tramite-pec-di-domande-di-partecipazione-a-qualsiasi-tipo-di-concorso.aspx">costretto ad intervenire</a> sulla vicenda, sostenendo il contrario di quanto affermato dal Ministero dell&#8217;Istruzione e preannunciando una circolare &#8220;<em>con la quale regolerà l&#8217;obbligatorietà di trasmissione tramite PEC di domande di partecipazione a qualsiasi tipo di concorso, ivi compresi quelli relativi alle iscrizioni agli albi professionali</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">In tanti mi hanno scritto per sapere chi avesse ragione in questa &#8220;<em>querelle</em> tra Ministeri&#8221; (ma non potevano parlarsi tra di loro?); ebbene, non può essere revocato in dubbio che nella nota del Ministero dell&#8217;Istruzione vi siano diverse inesattezze. In primo luogo, <strong>non è vero che la PEC è uno strumento ancora in fase sperimentale</strong> (è stata disciplinata con il decreto n. 68/2005 e, in base al D. Lgs. n. 82/2005, gli Enti avrebbero dovuto dotarsene dal 2006); ma la cosa più grave è che vengono ignorate completamente le disposizioni contenute negli articoli 6 D. Lgs. n. 82/2005 (che ha introdotto il diritto all&#8217;uso della posta elettronica certificata) e 48 D. Lgs. n. 82/2005 (che espressamente prevede come la trasmissione di comunicazioni via PEC equivalga alla notificazione a mezzo posta).<br />
Come ho già scritto qualche settimana fa, <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/07/21/la-pec-e-un-diritto/"><strong>la PEC è un diritto </strong></a><strong>e quindi i cittadini possono utilizzarla (con le modalità previste dalla legge) senza richiedere un assenso preventivo dell&#8217;Ente a cui scrivono</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">A livello normativo, la PEC è equiparata alla raccomandata con avviso di ricevimento e, quindi, si può sostenere che la previsione dello strumento &#8220;raccomandata&#8221; nel bando di concorso, di per sè, implichi la possibilità per il privato di partecipare con la PEC; di fronte ad un provvedimento di esclusione, al candidato non resterebbe che l&#8217;impugnativa al Giudice Amministrativo (T.A.R.) per far valere i vizi di violazione di legge ed eccesso di potere.<br />
E comunque, se anche l&#8217;Amministrazione &#8211; nel bando &#8211; escludesse espressamente l&#8217;invio tramite PEC, questa esclusione (limitando la partecipazione) dovrebbe essere adeguatamente e congruamente giustificata; in caso contrario, contro una previsione di tal genere si potrebbe adire il T.A.R..</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche mese fa, in una <a href="http://www.slideshare.net/ernestobelisario/la-pec-nella-riforma-del-codice-dellamministrazione-digitale-e-del-codice-di-procedura-civile">presentazione sulla Posta Elettronica Certificata</a>, avevo parlato di &#8220;Fiction della PEC&#8221; per provare a descrivere le vicende (normative e amministrative) di questo strumento: una storia fatta di continui colpi di scena e in cui il &#8220;lieto fine&#8221; sembra allontanarsi sempre di più.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; condivisibile, quindi, il disappunto che emerge nella nota del Dipartimento della funzione pubblica; orientamenti come quelli del MIUR sono ormai inaccettabili. Le norme ci sono (da anni) e sono chiarissime: le Amministrazioni non possono impedire l&#8217;uso delle tecnologie nei procedimenti amministrativi.<br />
A mio modesto avviso, non sono necessarie circolari (come quella preannunciata da Brunetta): le norme devono essere fatte rispettare, utilizzando tutti i rimedi previsti dall&#8217;ordinamento, in primis quello giudiziario.</p>
<p style="text-align: justify;">Se gli Enti non avranno la sensibilità e la diligenza di garantire l&#8217;effettività dei diritti digitali, un Giudice sarà chiamato ad <a href="http://business.webnews.it/news/leggi/13521/class-action-contro-la-pa-senza-pec/">ordinarglielo</a>.</p>

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Come i lettori di questo blog ricorderanno, il ricorso alla PEC non mi ha mai convinto appieno; tuttavia la PEC può rappresentare uno strumento per semplificare i rapporti con i cittadini, migliorare la qualità della vita degli utenti e ridurre i costi della burocrazia (sia per il settore pubblico sia per i cittadini).
Le cose, per il momento, non sono andate come era nei piani del Ministro Brunetta: molti sono i professionisti che (pur obbligati normativamente) non hanno attivato una casella PEC e pochi (pochissimi) i cittadini che hanno deciso di approfittare dell&#8217;iniziativa del Governo di &#8220;regalare&#8221; la PEC.
La causa di questo vero e proprio FLOP è da rintracciarsi, prevalentemente, nel fatto che le Amministrazioni non vogliono la PEC: salvo rare eccezioni, gli Enti non pubblicano sui propri siti l&#8217;indirizzo PEC, non consentono ai cittadini di presentare istanze e domande per via telematica, ignorano le comunicazioni telematiche di cittadini e imprese.
Tale comportamento è censurabile sotto un duplice profilo:
 a) le Amministrazioni che non usano la PEC, continuando a preferire il cartaceo, sono Amministrazioni inefficienti (non cogliendo i vantaggi della dematerializzazione), che sprecano soldi pubblici (ogni comunicazione via PEC costa circa 19 euro in meno rispetto ad una cartacea), discriminatorie (costringono gli utenti diversamente abili al cartaceo e alle code agli sportelli); in poche parole, sono Enti che (in un&#8217;ottica ormai anacronistica) perseguono una logica burocratica (&#8220;abbiamo sempre fatto così&#8220;) e si rifiutano di rendere l&#8217;adempimento degli obblighi di legge il più semplice possibile.
 b) le Amministrazioni che non usano la PEC violano la legge in modo grave ed inescusabile, ledendo alcuni diritti che sono già (da più di quattro anni) riconosciuti a cittadini e imprese.
Sotto questo profilo, è emblematico quanto accaduto negli scorsi giorni e che ha visto come protagonista il Ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca.

Questi i fatti: un aspirante agrotecnico inviava domanda di partecipazione all&#8217;esame di stato via posta elettronica certificata; dal momento che la modalità telematica non era prevista dall&#8217;atto che aveva bandito la prova, il Collegio nazionale degli agrotecnici chiedeva al Ministero per la pubblica amministrazione e, appunto, al Ministero dell&#8217;Istruzione se l&#8217;istanza fosse correttamente presentata. Il primo a rispondere è stato il dicastero guidato dal Ministro Gelmini che ha categoricamente escluso la possibilità di usare la PEC in quanto l&#8217;ordinanza ministeriale non la prevedeva come modalità di inoltro delle domande di partecipazione, aggiungendo che la PEC
è uno strumento il cui utilizzo è ancora in fase iniziale e non è perciò compresa tra i possibili modi di invio delle domande di partecipazione agli esami abilitanti.
La nota del Ministero dell&#8217;Istruzione ha destato imbarazzo e scalpore e corre il rischio di vanificare molti degli sforsi fatti in questi mesi per incentivare l&#8217;uso della PEC; il Dipartimento della funzione pubblica si è quindi visto costretto ad intervenire sulla vicenda, sostenendo il contrario di quanto affermato dal Ministero dell&#8217;Istruzione e preannunciando una circolare &#8220;con la quale regolerà l&#8217;obbligatorietà di trasmissione tramite PEC di domande di partecipazione a qualsiasi tipo di concorso, ivi compresi quelli relativi alle iscrizioni agli albi professionali&#8220;.
In tanti mi hanno scritto per sapere chi avesse ragione in questa &#8220;querelle tra Ministeri&#8221; (ma non potevano parlarsi tra di loro?); ebbene, non può essere revocato in dubbio che nella nota del Ministero dell&#8217;Istruzione vi siano diverse inesattezze. In primo luogo, non è vero che la PEC è uno strumento ancora in fase sperimentale (è stata disciplinata con il decreto n. 68/2005 e, in base al D. Lgs. n. 82/2005, gli Enti avrebbero dovuto dotarsene dal 2006); ma la cosa più grave è che vengono ignorate completamente le disposizioni contenute negli articoli 6 D. Lgs. n. 82/2005 (che ha introdotto il diritto all&#8217;uso della posta elettronica certificata) e 48 D. Lgs. n. 82/2005 (che espressamente prevede come la trasmissione di comunicazioni via PEC equivalga alla notificazione a mezzo posta).
Come ho già scritto qualche settimana fa, la PEC è un diritto e quindi i cittadini possono utilizzarla (con le modalità previste dalla legge) senza richiedere un assenso preventivo dell&#8217;Ente a cui scrivono.
A livello normativo, la PEC è equiparata alla raccomandata con avviso di ricevimento e, quindi, si può sostenere che la previsione dello strumento &#8220;raccomandata&#8221; nel bando di concorso, di per sè, implichi la possibilità per il privato di partecipare con la PEC; di fronte ad un provvedimento di esclusione, al candidato non resterebbe che l&#8217;impugnativa al Giudice Amministrativo (T.A.R.) per far valere i vizi di violazione di legge ed eccesso di potere.
E comunque, se anche l&#8217;Amministrazione &#8211; nel bando &#8211; escludesse espressamente l&#8217;invio tramite PEC, questa esclusione (limitando la partecipazione) dovrebbe essere adeguatamente e congruamente giustificata; in caso contrario, contro una previsione di tal genere si potrebbe adire il T.A.R..
Qualche mese fa, in una presentazione sulla Posta Elettronica Certificata, avevo parlato di &#8220;Fiction della PEC&#8221; per provare a descrivere le vicende (normative e amministrative) di questo strumento: una storia fatta di continui colpi di scena e in cui il &#8220;lieto fine&#8221; sembra allontanarsi sempre di più.
E&#8217; condivisibile, quindi, il disappunto che emerge nella nota del Dipartimento della funzione pubblica; orientamenti come quelli del MIUR sono ormai inaccettabili. Le norme ci sono (da anni) e sono chiarissime: le Amministrazioni non possono impedire l&#8217;uso delle tecnologie nei procedimenti amministrativi.
A mio modesto avviso, non sono necessarie circolari (come quella preannunciata da Brunetta): le norme devono essere fatte rispettare, utilizzando tutti i rimedi previsti dall&#8217;ordinamento, in primis quello giudiziario.
Se gli Enti non avranno la sensibilità e la diligenza di garantire l&#8217;effettività dei diritti digitali, un Giudice sarà chiamato ad ordinarglielo.

    
    
    
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		<title>Open Links #4</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 07:45:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[E-government]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo una lunga pausa, ritorna l&#8217;appuntamento conOpen Links, rubrica nata per raccogliere segnalazioni, notizie e spunti in materia Open Data e Open Government. L&#8217;autunno che sta arrivando sarà  molto intenso e mi vedrà  impegnato (insieme agli amici di sempre) in tante iniziative per la diffusione della dottrina Open anche nel nostro Paese; come già  ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo una lunga pausa, ritorna l&#8217;appuntamento con<strong><a href="http://blog.ernestobelisario.eu/cat/open-links/">Open Links</a></strong>, rubrica nata per raccogliere segnalazioni, notizie e spunti in materia <em>Open Data</em> e <em>Open Government</em>.<br />
L&#8217;autunno che sta arrivando sarà  molto intenso e mi vedrà  impegnato (insieme agli amici di sempre) in tante iniziative per la diffusione della dottrina Open anche nel nostro Paese; come <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/08/23/il-movimento-dellopen-government-e-in-marcia-quasi-ovunque/">già  ho scritto</a>, non bisogna perdere altro tempo, anche perché sono sempre più i Paesi che intraprendono politiche di questo tipo, sperimentandone i vantaggi e non possiamo correre il rischio di rimanere ancora indietro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1. </strong>Negli USA, ad esempio, è stata lanciata l&#8217;iniziativa <strong><a href="http://codeforamerica.org/">Code for America</a></strong>, progetto non governativo finalizzato a mettere in contatto la <em>community</em> degli svilppatori con le amministrazioni locali. Nel video che embeddo qui sotto, l&#8217;iniziativa è promossa da alcuni dei più autorevoli protagonisti del Web 2.0.</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>2. </strong> Il movimento dell&#8217;<em>Open Government</em> continua ad ottenere importanti successi anche fuori dagli USA. Anche in Australia, dove il Governo aveva costituito una vera e propria <em><a href="http://www.finance.gov.au/publications/govresponse20report/index.html">Taskforce per il Governo 2.0</a></em>, è stato adottato un <a href="http://agimo.govspace.gov.au/2010/07/16/declaration-of-open-government/">documento ufficiale (<em>Declaration of Open Government</em>)</a> in cui l&#8217;esecutivo si impegna ad utilizzare le tecnologie per assicurare maggiore trasparenza e agevolare la collaborazione con i cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3. </strong> In Inghilterra il Governo ha deciso di accelerare sulla strada dell&#8217;<em>Open Data: </em>il Primo Ministro, infatti, ha nominato un nuovo comitato che si occupa proprio della trasparenza del settore pubblico: il <em>Public Sector Transparency Board</em>.<br />
Il comitato, presideduto dal Ministro competente (a dimostrazione dell&#8217;importanza che la materia ha per il Governo) e composto &#8211; tra gli altri &#8211; da <a href="http://www.cabinetoffice.gov.uk/newsroom/news_releases/2010/100625-board/bios.aspx">persone del calibro</a> di <a href="http://www.w3.org/People/Berners-Lee/">Tim Berners-Lee</a> e <a href="http://rufuspollock.org/">Rufus Pollock</a>, <a href="http://data.gov.uk/blog/new-public-sector-transparency-board-and-public-data-transparency-principles">si è già  messo al lavoro e sta elaborando i principi cui improntare tutte le iniziative di liberazione dei dati pubblici</a>; si tratta di un lavoro da seguire con interesse ed attenzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4.</strong> Anche la Grecia, nonostante la gravissima crisi economica attraversata, ha deciso di intraprendere la strada dell&#8217;<em>Open Data</em>; nei giorni scorsi è stato lanciato il sito <a href="http://geodata.gov.gr/geodata/"><strong>geodata.gov.gr</strong></a> dedicato ai dati geospaziali.  Anche questo progetto è stato realizzato grazie al contributo di un <a href="http://www.opengov.gr/home/">gruppo di lavoro <em>ad hoc</em></a>, costituito dal Primo Ministro.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe auspicabile che un&#8217;iniziativa analoga venisse assunta anche dal Governo Italiano ma, al momento, sembra un&#8217;utopia visto il totale disinteresse dimostrato per le tematiche <em>Open</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Buona lettura e alla prossima <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>

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L&#8217;autunno che sta arrivando sarà  molto intenso e mi vedrà  impegnato (insieme agli amici di sempre) in tante iniziative per la diffusione della dottrina Open anche nel nostro Paese; come già  ho scritto, non bisogna perdere altro tempo, anche perché sono sempre più i Paesi che intraprendono politiche di questo tipo, sperimentandone i vantaggi e non possiamo correre il rischio di rimanere ancora indietro.
1. Negli USA, ad esempio, è stata lanciata l&#8217;iniziativa Code for America, progetto non governativo finalizzato a mettere in contatto la community degli svilppatori con le amministrazioni locali. Nel video che embeddo qui sotto, l&#8217;iniziativa è promossa da alcuni dei più autorevoli protagonisti del Web 2.0.

2.  Il movimento dell&#8217;Open Government continua ad ottenere importanti successi anche fuori dagli USA. Anche in Australia, dove il Governo aveva costituito una vera e propria Taskforce per il Governo 2.0, è stato adottato un documento ufficiale (Declaration of Open Government) in cui l&#8217;esecutivo si impegna ad utilizzare le tecnologie per assicurare maggiore trasparenza e agevolare la collaborazione con i cittadini.
3.  In Inghilterra il Governo ha deciso di accelerare sulla strada dell&#8217;Open Data: il Primo Ministro, infatti, ha nominato un nuovo comitato che si occupa proprio della trasparenza del settore pubblico: il Public Sector Transparency Board.
Il comitato, presideduto dal Ministro competente (a dimostrazione dell&#8217;importanza che la materia ha per il Governo) e composto &#8211; tra gli altri &#8211; da persone del calibro di Tim Berners-Lee e Rufus Pollock, si è già  messo al lavoro e sta elaborando i principi cui improntare tutte le iniziative di liberazione dei dati pubblici; si tratta di un lavoro da seguire con interesse ed attenzione.
4. Anche la Grecia, nonostante la gravissima crisi economica attraversata, ha deciso di intraprendere la strada dell&#8217;Open Data; nei giorni scorsi è stato lanciato il sito geodata.gov.gr dedicato ai dati geospaziali.  Anche questo progetto è stato realizzato grazie al contributo di un gruppo di lavoro ad hoc, costituito dal Primo Ministro.
Sarebbe auspicabile che un&#8217;iniziativa analoga venisse assunta anche dal Governo Italiano ma, al momento, sembra un&#8217;utopia visto il totale disinteresse dimostrato per le tematiche Open.
Buona lettura e alla prossima  

    
    
    
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		<title>Siti Web della Pubblica Amministrazione: sono on line le Linee Guida del Ministero</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 07:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[E-government]]></category>
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		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[direttiva n.8/2009]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel corso degli ultimi anni, i siti Web istituzionali hanno acquisito una sempre maggiore importanza, diventando – di fatto – il principale front office di ogni Amministrazione, e lo stesso legislatore si è occupato più volte di definire caratteristiche e contenuti dei website pubblici; tuttavia, gran parte degli Enti non rispetta tali disposizioni e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel corso degli ultimi anni, i siti Web istituzionali hanno acquisito una sempre maggiore importanza, diventando – di fatto – il principale <em>front office</em> di ogni Amministrazione, e lo stesso legislatore si è occupato più volte di definire caratteristiche e contenuti dei <em>website</em> pubblici; tuttavia, gran parte degli Enti non rispetta tali disposizioni e non riesce ad utilizzare questo mezzo in modo da renderlo efficace strumento di trasparenza ed erogazione di servizi <em>on line</em> a cittadini e imprese.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo, riveste grande importanza la notizia che il <strong>26 luglio</strong> scorso <a href="http://www.innovazionepa.gov.it/comunicazione/notizie/2010/luglio/26072010-linee-guida-per-i-siti-web-della-pa.aspx">sono state pubblicate sul sito</a> del <strong>Ministero per la Pubblica Amministrazione e l&#8217;Innovazione</strong> le &#8220;<em><a href="http://www.innovazionepa.gov.it/media/571050/lg_sitiwebpa__26%20luglio%202010.pdf">Linee guida per i siti web delle PA</a></em>&#8220;. Il documento, previsto dall&#8217;art.4 della <strong><a href="http://www.innovazionepa.gov.it/media/339253/dir_n_8_09.pdf">Direttiva n. 8/2009</a></strong> del Ministro Brunetta e redatto da un gruppo di lavoro interno (composto da esperti del Dipartimento della Funzione Pubblica, del Dipartimento Digitalizzazione e Innovazione tecnologica, di DigitPA e di Formez PA), ha l&#8217;obiettivo di suggerire alle Pubbliche Amministrazioni criteri e strumenti per razionalizzre i contenuti <em>on line</em>, ridurre i siti web pubblici obsoleti e migliorare quelli attivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Le Linee Guida, prima di essere pubblicate, sono state oggetto di una consultazione pubblica (a dire il vero, poco partecipata) della durata di due mesi, condotta attraverso un forum di discussione dedicato sul sito del Ministero.</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Linee Guida siti web PA di eb2.0, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/21679496@N02/4920447320/"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4114/4920447320_5687064425.jpg" alt="Linee Guida siti web PA" width="500" height="352" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ad una lettura attenta, non sfuggirà che il documento è privo di un contenuto innovativo, avendo la funzione di fornire alle Amministrazioni una guida agli obblighi normativi da tempo vigenti; ciononostante, le Linee Guida rappresentano uno strumento utile sia per gli Enti (nel percorso di adeguamento tecnico-normativo al fine di evitare responsabilità e <a href="http://business.webnews.it/news/leggi/13521/class-action-contro-la-pa-senza-pec/">contenzioso</a>) sia per i cittadini (nella creazione della consapevolezza dei loro diritti digitali).</p>
<p style="text-align: justify;">Ho provato a ricostruire le norme relative ai siti web delle PA in un <a href="http://www.egov.maggioli.it/blog.php/3791/La+gestione+dei+siti+web+delle+P.A.+%28ex+art.+54+cad%29">articolo pubblicato dalla rivista <strong>E-Gov </strong>di Maggioli</a> (che ospita altri interessantissimi contributi sulla materia: <a href="http://www.egov.maggioli.it/blog.php/3786/La+funzione+del+sito+web+delle+P.A.">uno</a> sulla funzione dei siti istituzionali e <a href="http://www.egov.maggioli.it/blog.php/3811/Il+responsabile+del+procedimento+di+pubblicazione">l&#8217;altro</a> sulla nuova figura del responsabile della pubblicazione); in questa sede ci tengo a sottolineare come l&#8217;iniziativa del Ministero rappresenti l&#8217;occasione per ripensare, finalmente, tutta l&#8217;architettura dei siti pubblici, tralasciando improvvisazioni e facili appalti affidati all&#8217;esterno, secondo comodi <em>cliché</em>, con siti dai contenuti inutili e sempre uguali.</p>
<p style="text-align: justify;">

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    <form id="vozme_form_c084d506bfc7b1936a9d117b2d5c1e87" method="post" name="vozme_form_c084d506bfc7b1936a9d117b2d5c1e87" target="c084d506bfc7b1936a9d117b2d5c1e87" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Siti Web della Pubblica Amministrazione: sono on line le Linee Guida del Ministero.. Nel corso degli ultimi anni, i siti Web istituzionali hanno acquisito una sempre maggiore importanza, diventando – di fatto – il principale front office di ogni Amministrazione, e lo stesso legislatore si è occupato più volte di definire caratteristiche e contenuti dei website pubblici; tuttavia, gran parte degli Enti non rispetta tali disposizioni e non riesce ad utilizzare questo mezzo in modo da renderlo efficace strumento di trasparenza ed erogazione di servizi on line a cittadini e imprese.
Per questo motivo, riveste grande importanza la notizia che il 26 luglio scorso sono state pubblicate sul sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l&#8217;Innovazione le &#8220;Linee guida per i siti web delle PA&#8220;. Il documento, previsto dall&#8217;art.4 della Direttiva n. 8/2009 del Ministro Brunetta e redatto da un gruppo di lavoro interno (composto da esperti del Dipartimento della Funzione Pubblica, del Dipartimento Digitalizzazione e Innovazione tecnologica, di DigitPA e di Formez PA), ha l&#8217;obiettivo di suggerire alle Pubbliche Amministrazioni criteri e strumenti per razionalizzre i contenuti on line, ridurre i siti web pubblici obsoleti e migliorare quelli attivi.
Le Linee Guida, prima di essere pubblicate, sono state oggetto di una consultazione pubblica (a dire il vero, poco partecipata) della durata di due mesi, condotta attraverso un forum di discussione dedicato sul sito del Ministero.

Ad una lettura attenta, non sfuggirà che il documento è privo di un contenuto innovativo, avendo la funzione di fornire alle Amministrazioni una guida agli obblighi normativi da tempo vigenti; ciononostante, le Linee Guida rappresentano uno strumento utile sia per gli Enti (nel percorso di adeguamento tecnico-normativo al fine di evitare responsabilità e contenzioso) sia per i cittadini (nella creazione della consapevolezza dei loro diritti digitali).
Ho provato a ricostruire le norme relative ai siti web delle PA in un articolo pubblicato dalla rivista E-Gov di Maggioli (che ospita altri interessantissimi contributi sulla materia: uno sulla funzione dei siti istituzionali e l&#8217;altro sulla nuova figura del responsabile della pubblicazione); in questa sede ci tengo a sottolineare come l&#8217;iniziativa del Ministero rappresenti l&#8217;occasione per ripensare, finalmente, tutta l&#8217;architettura dei siti pubblici, tralasciando improvvisazioni e facili appalti affidati all&#8217;esterno, secondo comodi cliché, con siti dai contenuti inutili e sempre uguali.


    
    
    
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<p class='technorati-tags'>Technorati Tags <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/direttiva+n.8%2F2009' rel='tag' target='_self'>direttiva n.8/2009</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/linee+guida+siti+PA' rel='tag' target='_self'>linee guida siti PA</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/siti+istituzionali' rel='tag' target='_self'>siti istituzionali</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/siti+pubbliche+amministrazioni' rel='tag' target='_self'>siti pubbliche amministrazioni</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/siti+web+pa' rel='tag' target='_self'>siti web pa</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/siti+web+pubblici' rel='tag' target='_self'>siti web pubblici</a></p>

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		<title>Il movimento dell&#x2019;Open Government è in marcia (quasi) ovunque</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/diritto2punto0/~3/Mb8P84eZDlg/</link>
		<comments>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/08/23/il-movimento-dellopen-government-e-in-marcia-quasi-ovunque/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 09:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con l’articolo dal titolo &#8220;Open Government, non perdiamo altro tempo&#8221; inizia oggi la mia collaborazione con Apogeonline, webzine della casa editrice Apogeo. I temi che affronterò sono particolarmente cari ai lettori di questo blog e riguardano, in particolare, l&#8217;Open Government e la liberazione dei dati pubblici, la sua evoluzione, le sue implicazioni per amministrazioni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Con l’articolo dal titolo &#8220;<em><a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2010/08/23/open-government-non-perdiamo-altro-tempo"><strong>Open Government, non perdiamo altro tempo</strong></a></em>&#8221; inizia oggi la mia collaborazione con <a href="http://www.apogeonline.com"><em>Apogeonline</em></a>, <em>webzine</em> della casa editrice <strong>Apogeo</strong>.<br />
I temi che affronterò sono particolarmente cari ai lettori di questo blog e riguardano, in particolare, l&#8217;<em>Open Government </em>e la liberazione dei dati pubblici, la sua evoluzione, le sue implicazioni per amministrazioni e cittadini, e &#8211; naturalmente &#8211; la sua diffusione nel nostro Paese.<br />
Ringrazio <strong><a href="http://www.sergiomaistrello.it/">Sergio Maistrello</a></strong>, coordinatore editoriale della rivista, per la sensibilità mostrata nei confronti di questo argomento e per avermi dato la possibilità di dare il mio modesto contributo alla causa del movimento <em>Open Gov</em> nel nostro Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Buona lettura <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a title="Making Public Records Public: Why open formats are essential for sharing and preserving government data di opensourceway, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/opensourceway/4459199503/"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2774/4459199503_dacef665b9.jpg" alt="Making Public Records Public: Why open formats are essential for sharing and preserving government data" width="500" height="281" /></a><br />
(Immagine di <a href="http://www.flickr.com/photos/opensourceway/">opensourceway</a>)</p>

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    <form id="vozme_form_f136abab8f0bee21635edcd8f6d3fb59" method="post" name="vozme_form_f136abab8f0bee21635edcd8f6d3fb59" target="f136abab8f0bee21635edcd8f6d3fb59" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="Il movimento dell&#8217;Open Government è in marcia (quasi) ovunque.. Con l’articolo dal titolo &#8220;Open Government, non perdiamo altro tempo&#8221; inizia oggi la mia collaborazione con Apogeonline, webzine della casa editrice Apogeo.
I temi che affronterò sono particolarmente cari ai lettori di questo blog e riguardano, in particolare, l&#8217;Open Government e la liberazione dei dati pubblici, la sua evoluzione, le sue implicazioni per amministrazioni e cittadini, e &#8211; naturalmente &#8211; la sua diffusione nel nostro Paese.
Ringrazio Sergio Maistrello, coordinatore editoriale della rivista, per la sensibilità mostrata nei confronti di questo argomento e per avermi dato la possibilità di dare il mio modesto contributo alla causa del movimento Open Gov nel nostro Paese.
Buona lettura  

(Immagine di opensourceway)

    
    
    
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<p class='technorati-tags'>Technorati Tags <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/apogeonline' rel='tag' target='_self'>apogeonline</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/open+data' rel='tag' target='_self'>open data</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/open+data+in+italy' rel='tag' target='_self'>open data in italy</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/open+government' rel='tag' target='_self'>open government</a></p>

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<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/_ngpMLxMdsz-xoc4xmONT67J_Lw/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/_ngpMLxMdsz-xoc4xmONT67J_Lw/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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		<title>La PEC è un diritto</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/diritto2punto0/~3/-BI32m-4QYo/</link>
		<comments>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/07/21/la-pec-e-un-diritto/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 08:42:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[E-government]]></category>
		<category><![CDATA[Leggi vecchie e nuove]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[diritti digitali]]></category>
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		<category><![CDATA[pec]]></category>
		<category><![CDATA[posta elettronica certificata]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel corso degli ultimi mesi si è parlato molto della Posta Elettronica Certificata (PEC), tecnologia che &#8211; nelle intenzioni del legislatore &#8211; dovrebbe diventare lo strumento preferenziale di comunicazione tra cittadini, imprese e Pubbliche Amministrazioni. La scelta di ricorrere alla PEC non mi convinceva (e, onestamente, continua a non convincermi); tuttavia, credo che la Posta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel corso degli ultimi mesi si è parlato molto della <strong>Posta Elettronica Certificata </strong>(<strong>PEC</strong>), tecnologia che &#8211; nelle intenzioni del legislatore &#8211; dovrebbe diventare lo strumento preferenziale di comunicazione tra cittadini, imprese e Pubbliche Amministrazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">La scelta di ricorrere alla <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/tag/pec/">PEC</a> <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2009/05/27/posta-elettronica-certificata-per-tutti-storia-di-un-fallimento-annunciato/">non mi convinceva</a> (e, onestamente, <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/04/27/pec-day-e-troppo-presto-per-i-giudizi/">continua a non convincermi</a>); tuttavia, credo che la Posta Certificata possa essere uno strumento idoneo a semplificare i rapporti, a smaterializzare l&#8217;attività amministrativa, a rendere gli uffici pubblici più efficienti e trasparenti, a migliorare la qualità della vita degli utenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciononostante, ad oggi, sono molte le Amministrazioni che non hanno attivato un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (una <a href="http://www.innovazionepa.gov.it/comunicazione/notizie/2010/luglio/02072010-pec-la-lista-nera.aspx">lista di Enti &#8220;fuorilegge&#8221;</a> è stata diffusa dallo stesso Ministero per la Pubblica Amministrazione e l&#8217;Innovazione) e quelle che pure formalmente lo hanno attivato spesso non lo rendono conoscibile ai cittadini, oppure non lo usano.<br />
Embematico, sotto questo aspetto, il <a href="http://www.fainotizia.it/video/che-cose-questa-pec">video che embeddo qui sotto</a> in cui, un funzionario (interpellato in merito alla possibilità di comunicare via PEC con l&#8217;Amministrazione) risponde che l&#8217;Ente ha una casella PEC ma che questa non viene di fato utilizzata e che, pertanto, è consigliabile ricorrere alla tradizionale raccomandata A/R.</p>
<p><object id="flowplayer" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="data" value="http://www.fainotizia.it/swf/fp/flowplayer.swf?config=http%3A%2F%2Fwww.fainotizia.it%2Fhydra_player%2Fe%2Frrvideo%2F5130550%2Fall%2Fconfig.js" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.fainotizia.it/swf/fp/flowplayer.swf?config=http%3A%2F%2Fwww.fainotizia.it%2Fhydra_player%2Fe%2Frrvideo%2F5130550%2Fall%2Fconfig.js" /><embed id="flowplayer" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://www.fainotizia.it/swf/fp/flowplayer.swf?config=http%3A%2F%2Fwww.fainotizia.it%2Fhydra_player%2Fe%2Frrvideo%2F5130550%2Fall%2Fconfig.js" allowscriptaccess="always" data="http://www.fainotizia.it/swf/fp/flowplayer.swf?config=http%3A%2F%2Fwww.fainotizia.it%2Fhydra_player%2Fe%2Frrvideo%2F5130550%2Fall%2Fconfig.js"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di argomenti che spesso, negli ultimi mesi, ho sentito quando ho chiesto ad Enti (di ogni ordine e grado) di poter usare la PEC; tuttavia, non sempre si ha la percezione che risposte di questo tipo dimostrano non solo la disorganizzazione dell&#8217;Ufficio, ma una grave violazione degli obblighi di legge.<br />
Infatti l&#8217;attivazione e l&#8217;uso della <span style="text-decoration: underline;">PEC</span> <span style="text-decoration: underline;">non</span> sono una <span style="text-decoration: underline;">concessione</span> rimessa alla discrezionalità (e al &#8220;buon cuore&#8221;) delle Amministrazioni, <span style="text-decoration: underline;">ma</span> rappresentano un <span style="text-decoration: underline;">vero e proprio obbligo</span> per gli Enti che sono tenuti ad assicurare a cittadini e imprese alcuni <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=o_6fLaCaxec">diritti digitali</a></strong> ormai da tempo consacrati in provvedimenti normativi.<br />
In particolare, ciascuna Amministrazione deve:</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p><em>1) attivare almeno un indirizzo di Posta Elettronica Certificata per ogni registro di protocollo;<br />
2) rendere pubblico l&#8217;indirizzo di PEC sulla home page del proprio sito;<br />
3) rendere pubblico l&#8217;indirizzo di PEC sul portale governativo <a href="www.paginepecpa.gov.it">www.paginepecpa.gov.it</a>;<br />
4) utilizzare la PEC con tutti gli utenti che ne facciano richiesta, senza poter addurre difficoltà tecnologiche ed organizzative per impedire l&#8217;esercizio di questo diritto.</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Gli Enti che non vi avessero già provveduto devono quindi adeguarsi rapidamente se vogliono evitare responsabilità e contenzioso; ciascun cittadino, infatti, può ottenere giudizialmente la tutela dei propri &#8220;diritti digitali&#8221;.<br />
Le leggi ci sono già, bisogna solo pretendere che vengano rispettate!</p>

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La scelta di ricorrere alla PEC non mi convinceva (e, onestamente, continua a non convincermi); tuttavia, credo che la Posta Certificata possa essere uno strumento idoneo a semplificare i rapporti, a smaterializzare l&#8217;attività amministrativa, a rendere gli uffici pubblici più efficienti e trasparenti, a migliorare la qualità della vita degli utenti.
Ciononostante, ad oggi, sono molte le Amministrazioni che non hanno attivato un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (una lista di Enti &#8220;fuorilegge&#8221; è stata diffusa dallo stesso Ministero per la Pubblica Amministrazione e l&#8217;Innovazione) e quelle che pure formalmente lo hanno attivato spesso non lo rendono conoscibile ai cittadini, oppure non lo usano.
Embematico, sotto questo aspetto, il video che embeddo qui sotto in cui, un funzionario (interpellato in merito alla possibilità di comunicare via PEC con l&#8217;Amministrazione) risponde che l&#8217;Ente ha una casella PEC ma che questa non viene di fato utilizzata e che, pertanto, è consigliabile ricorrere alla tradizionale raccomandata A/R.

Si tratta di argomenti che spesso, negli ultimi mesi, ho sentito quando ho chiesto ad Enti (di ogni ordine e grado) di poter usare la PEC; tuttavia, non sempre si ha la percezione che risposte di questo tipo dimostrano non solo la disorganizzazione dell&#8217;Ufficio, ma una grave violazione degli obblighi di legge.
Infatti l&#8217;attivazione e l&#8217;uso della PEC non sono una concessione rimessa alla discrezionalità (e al &#8220;buon cuore&#8221;) delle Amministrazioni, ma rappresentano un vero e proprio obbligo per gli Enti che sono tenuti ad assicurare a cittadini e imprese alcuni diritti digitali ormai da tempo consacrati in provvedimenti normativi.
In particolare, ciascuna Amministrazione deve:
1) attivare almeno un indirizzo di Posta Elettronica Certificata per ogni registro di protocollo;
2) rendere pubblico l&#8217;indirizzo di PEC sulla home page del proprio sito;
3) rendere pubblico l&#8217;indirizzo di PEC sul portale governativo www.paginepecpa.gov.it;
4) utilizzare la PEC con tutti gli utenti che ne facciano richiesta, senza poter addurre difficoltà tecnologiche ed organizzative per impedire l&#8217;esercizio di questo diritto.
Gli Enti che non vi avessero già provveduto devono quindi adeguarsi rapidamente se vogliono evitare responsabilità e contenzioso; ciascun cittadino, infatti, può ottenere giudizialmente la tutela dei propri &#8220;diritti digitali&#8221;.
Le leggi ci sono già, bisogna solo pretendere che vengano rispettate!

    
    
    
    " /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input name="gn" type="hidden" value="fm" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
			<div style="text-align:left;">
			
				<input style="float:left;" type="image" width="32" height="32" src="http://blog.ernestobelisario.eu/wp-content/plugins/vozme/img/paper_sound32x32.gif" alt="Ascolta questo post" onclick="window.open('', 'fa59d29906b38970cbeb0b7c9652b245', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes');">
				<div style="margin-left:40px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', 'fa59d29906b38970cbeb0b7c9652b245', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_fa59d29906b38970cbeb0b7c9652b245').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
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<p class='technorati-tags'>Technorati Tags <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/diritti+digitali' rel='tag' target='_self'>diritti digitali</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/diritti+negati' rel='tag' target='_self'>diritti negati</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/pec' rel='tag' target='_self'>pec</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/posta+elettronica+certificata' rel='tag' target='_self'>posta elettronica certificata</a></p>

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		<title>Italia? Non pervenuta&#x2026;</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 14:51:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copyright & Open Source]]></category>
		<category><![CDATA[E-government]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[codice amministrazione digitale]]></category>
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		<description><![CDATA[I lettori di questo blog ricorderanno che in passato mi sono occupato di Normattiva, il sito destinato ad ospitare la banca dati gratuita di tutte le leggi vigenti nel nostro Paese. Il portale è ormai attivo da qualche mese e, dal 22 giugno scorso, ospita gli atti normativi della Repubblica Italiana pubblicati dal 1° gennaio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I lettori di questo blog ricorderanno che in passato <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/02/07/governo-1-0/">mi sono occupato</a> di <strong><a href="http://www.normattiva.it">Normattiva</a></strong>, il sito destinato ad ospitare la banca dati gratuita di tutte le leggi vigenti nel nostro Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Il portale è ormai attivo da qualche mese e, dal 22 giugno scorso, ospita gli atti normativi della Repubblica Italiana pubblicati dal 1° gennaio 1960 al 31 dicembre 1969.<br />
Purtroppo non è stata modificata la pagina <a href="http://www.normattiva.it/static/legal.html">&#8220;avviso legale&#8221;</a> che incredibilmente &#8211; tra le altre cose &#8211; ancora prevede che &#8220;<em>l&#8217;unico testo ufficiale e definitivo è quello pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Italiana a mezzo stampa , che prevale in casi di discordanza</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Schermata 2010-07-20 a 13.44.28 di eb2.0, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/21679496@N02/4812135578/"><img class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4120/4812135578_237af4b121.jpg" alt="Schermata 2010-07-20 a 13.44.28" width="500" height="352" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno di voi potrebbe pensare &#8220;<em>roba da avvocati, l&#8217;importante è che il servizio esista e funzioni</em>&#8220;. Il servizio esiste e, sicuramente, funziona ma il fatto che la raccolta non abbia carattere di ufficialità ne disincentiva l&#8217;uso a tutti i livelli: chi si fiderebbe di un&#8217;informazione che &#8211; per espressa ammissione del suo autore &#8211; non è affidabile?<br />
A dimostrazione di questa grave criticità, segnalo che <strong><a href="http://eur-lex.europa.eu/n-lex/pays.html?lang=it&amp;info_lang=it">N-LEX</a></strong>, la sezione del sito dell&#8217;Unione Europea che permette di accedere alle <span style="text-decoration: underline;">banche dati legislative ufficiali degli Stati Membri</span>, non consente la possibilità di accedere alle norme vigenti nel nosto Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho scritto all&#8217;<a href="http://publications.europa.eu/index_it.htm">Ufficio Pubblicazioni</a>, che cura la pagina, per avere delucidazioni e &#8211; diplomaticamente &#8211; mi hanno risposto che si sta lavorando per superare alcune criticità relative alla legislazione vigente nel nostro Paese e che non sanno dirmi quanto tempo ci vorrà; immagino sarà difficile fare capire, a chi non ha dimestichezza con le pervesioni documentali e normative italiane, perchè lo stesso soggetto che cura la stampa dei testi normativi non è in grado di assicurare un&#8217;edizione <em>on line</em> su cui tutti gli utenti possano fare affidamento, riutilizzando liberamente (e senza limiti) i risultati della ricerca.</p>

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Il portale è ormai attivo da qualche mese e, dal 22 giugno scorso, ospita gli atti normativi della Repubblica Italiana pubblicati dal 1° gennaio 1960 al 31 dicembre 1969.
Purtroppo non è stata modificata la pagina &#8220;avviso legale&#8221; che incredibilmente &#8211; tra le altre cose &#8211; ancora prevede che &#8220;l&#8217;unico testo ufficiale e definitivo è quello pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Italiana a mezzo stampa , che prevale in casi di discordanza&#8220;.

Qualcuno di voi potrebbe pensare &#8220;roba da avvocati, l&#8217;importante è che il servizio esista e funzioni&#8220;. Il servizio esiste e, sicuramente, funziona ma il fatto che la raccolta non abbia carattere di ufficialità ne disincentiva l&#8217;uso a tutti i livelli: chi si fiderebbe di un&#8217;informazione che &#8211; per espressa ammissione del suo autore &#8211; non è affidabile?
A dimostrazione di questa grave criticità, segnalo che N-LEX, la sezione del sito dell&#8217;Unione Europea che permette di accedere alle banche dati legislative ufficiali degli Stati Membri, non consente la possibilità di accedere alle norme vigenti nel nosto Paese.
Ho scritto all&#8217;Ufficio Pubblicazioni, che cura la pagina, per avere delucidazioni e &#8211; diplomaticamente &#8211; mi hanno risposto che si sta lavorando per superare alcune criticità relative alla legislazione vigente nel nostro Paese e che non sanno dirmi quanto tempo ci vorrà; immagino sarà difficile fare capire, a chi non ha dimestichezza con le pervesioni documentali e normative italiane, perchè lo stesso soggetto che cura la stampa dei testi normativi non è in grado di assicurare un&#8217;edizione on line su cui tutti gli utenti possano fare affidamento, riutilizzando liberamente (e senza limiti) i risultati della ricerca.

    
    
    
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		<title>Niente tecnologie, siamo (giovani?) avvocati!</title>
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		<comments>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/07/08/niente-tecnologie-siamo-giovani-avvocati/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 09:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato 2.0]]></category>
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		<category><![CDATA[osservatorio permanente giovani avvocati]]></category>

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		<description><![CDATA[Come avevo anticipato in un precedente post, domani sarò a Bari dove, nell&#8217;ambito di LexExpo 2010 (che si terrà presso la LUM &#8211; Libera Università Mediterranea), verrà presentata l’indagine svolta dall’Osservatorio Permanente Giovani Avvocati costituito presso il Consiglio Nazionale Forense, dal titolo indicativo &#8220;Giovani avvocati, così, altrove o altrimenti?&#8220;. Nel corso della tavola rotonda del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Come avevo anticipato in un <a href="http://blog.ernestobelisario.eu/2010/06/25/linkedin-per-avvocati/">precedente post</a>, domani sarò a Bari dove, nell&#8217;ambito di <strong><a href="http://www.lexexpo.it/">LexExpo 2010</a> </strong>(che si terrà presso la <a href="http://maps.google.it/maps?oe=utf-8&amp;client=firefox-a&amp;ie=UTF8&amp;q=libera+universit%C3%A0+lum+casamassima&amp;fb=1&amp;gl=it&amp;hq=libera+universit%C3%A0+lum&amp;hnear=Casamassima+BA&amp;cid=0,0,6339018938348243967&amp;ei=z5E1TLSpLtOnsQb25JzCAQ&amp;ved=0CBkQnwIwAA&amp;ll=40.963843,16.926434&amp;spn=0.008393,0.02223&amp;t=h&amp;z=16&amp;iwloc=A">LUM &#8211; Libera Università Mediterranea</a>), verrà presentata l’<a href="http://www.lexexpo.com/file/3605ARTICOLO%20SOLE.pdf">indagine</a> svolta dall’<strong><a href="http://www.opga.it">Osservatorio Permanente Giovani Avvocati</a></strong> costituito presso il <em>Consiglio Nazionale Forense</em>, dal titolo indicativo &#8220;<em>Giovani avvocati, così, altrove o altrimenti?</em>&#8220;.</p>
<p><a href="http://www.lexexpo.it/"><img class="aligncenter" title="LexExpo2010" src="http://www.lexexpo.com/sezioni/index_06.jpg" alt="" width="364" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso della tavola rotonda del pomeriggio (il programma può essere consultato <a href="http://www.lexexpo.com/file/1096Programma_Tavola_Rotonda.pdf">qui</a>) affronteremo sicuramente il tema di cui mi sono occupato nell&#8217;ambito del Gruppo di lavoro costituito presso l&#8217;Osservatorio: l&#8217;uso che i giovani avvocati fanno (o meglio, non fanno) delle tecnologie nella professione. Il titolo di questo post è già indicativo, ma per tutti coloro che fossero interessati l&#8217;appuntamento è per domani quando saranno resi pubblici tutti i dati dell&#8217;indagine; si tratta di dati particolarmente interessanti (e preoccupanti) di cui sicuramente bisognerà parlare per capire come affrontare questa grave &#8220;emergenza tecnologica&#8221; dell&#8217;avvocatura italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci vediamo a Bari <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>

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Nel corso della tavola rotonda del pomeriggio (il programma può essere consultato qui) affronteremo sicuramente il tema di cui mi sono occupato nell&#8217;ambito del Gruppo di lavoro costituito presso l&#8217;Osservatorio: l&#8217;uso che i giovani avvocati fanno (o meglio, non fanno) delle tecnologie nella professione. Il titolo di questo post è già indicativo, ma per tutti coloro che fossero interessati l&#8217;appuntamento è per domani quando saranno resi pubblici tutti i dati dell&#8217;indagine; si tratta di dati particolarmente interessanti (e preoccupanti) di cui sicuramente bisognerà parlare per capire come affrontare questa grave &#8220;emergenza tecnologica&#8221; dell&#8217;avvocatura italiana.
Ci vediamo a Bari  

    
    
    
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		<title>[libro] &#x201c;La Cittadinanza Digitale&#x201d; di Gianluigi Cogo</title>
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		<comments>http://blog.ernestobelisario.eu/2010/07/04/libro-la-cittadinanza-digitale-di-gianluigi-cogo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 17:25:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza digitale]]></category>
		<category><![CDATA[gigi cogo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai siamo in estate, tempo di vacanze e &#8211; per molti &#8211; tempo di dedicarsi alla lettura; per questo motivo, a tutti i lettori di questo blog alla ricerca di un libro interesante consiglio la lettura del libro &#8220;La cittadinanza digitale&#8221; di Gianluigi Cogo. Il libro, uscito da quasi due mesi (sono gà disponibili on [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ormai siamo in estate, tempo di vacanze e &#8211; per molti &#8211; tempo di dedicarsi alla lettura; per questo motivo, a tutti i lettori di questo blog alla ricerca di un libro interesante consiglio la lettura del libro &#8220;<strong><em><a href="http://www.edizionidellasera.com/2010/05/10/la-cittadinanza-digitale/">La cittadinanza digitale</a></em></strong>&#8221; di <strong><a href="http://www.webeconoscenza.net">Gianluigi Cogo</a></strong>.</p>
<p><img class="aligncenter" title="La cittadinanza digitale" src="http://www.webeconoscenza.net/wp-content/uploads/2010/05/cittadinanza_digitale_small.png" alt="" width="250" height="367" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il libro, uscito da quasi due mesi (sono gà <a href="http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=106872">disponibili</a> <em><a href="http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cultura_e_tempolibero/2010/28-giugno-2010/cittadinanza-digitale-pa-non-ha-piu-alibi-1703283866225.shtml">on line</a></em> <a href="http://www.catepol.net/2010/05/26/recensione-la-cittadinanza-digitale/#axzz0sGyup4OS">molte recensioni</a>), è dedicato ad uno dei temi centrali dell&#8217;innovazione: come le nuove tecnologie hanno cambiato il modo di fare amministrazione e, soprattutto, il concetto stesso di cittadinanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stile con cui è scritto il testo lo rende di facile lettura, ma la vera bravura dell&#8217;autore sta &#8211; senza dubbio &#8211; nell&#8217;aver realizzato un volume utile sia per i neofiti sia per chi, come come me, si interessa da tempo alla materia.<br />
La felice intuizione che è alla base del libro risiede nella considerazione per cui l&#8217;innovazione non può essere acriticamente delegata a tecnici e giuristi, senza comprendere la vera rivoluzione che le nuove tecnologie hanno realizzato nelle nostre vite.<br />
Si tratta di un tema cruciale per tutte le prossime sfide (in particolare per quella dell&#8217;<em>Open Government</em>) per la cui comprensione passeranno il successo o il fallimento delle politiche che saranno intraprese; d&#8217;altro canto è necessario che i cittadini prendano coscienza del loro nuovo <em>status</em> e non continuino a comportarsi da sudditi, pretendendo che vengano riconosciuti i loro diritti digitali.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/o_6fLaCaxec&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/o_6fLaCaxec&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Grande merito, dunque, all&#8217;autore che è  persona nota ai lettori di questo blog: pioniere, innovatore a tutto tondo, entusiasta e mai geloso delle idee e delle conoscenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Si dà il caso che Gigi sia anche un amico, compagno di tante battaglie per l&#8217;innovazione; ma il giudizio nei confronti del suo testo non è in alcun modo condizionato dall&#8217;affetto e chiunque sfoglierà il suo libro potrà confermarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Buona lettura <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>

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    <form id="vozme_form_a9969f02c575943aed3dd0cdee53df6d" method="post" name="vozme_form_a9969f02c575943aed3dd0cdee53df6d" target="a9969f02c575943aed3dd0cdee53df6d" action="http://vozme.com/text2voice.php"><input name="text" type="hidden" value="[libro] &#8220;La Cittadinanza Digitale&#8221; di Gianluigi Cogo.. Ormai siamo in estate, tempo di vacanze e &#8211; per molti &#8211; tempo di dedicarsi alla lettura; per questo motivo, a tutti i lettori di questo blog alla ricerca di un libro interesante consiglio la lettura del libro &#8220;La cittadinanza digitale&#8221; di Gianluigi Cogo.

Il libro, uscito da quasi due mesi (sono gà disponibili on line molte recensioni), è dedicato ad uno dei temi centrali dell&#8217;innovazione: come le nuove tecnologie hanno cambiato il modo di fare amministrazione e, soprattutto, il concetto stesso di cittadinanza.
Lo stile con cui è scritto il testo lo rende di facile lettura, ma la vera bravura dell&#8217;autore sta &#8211; senza dubbio &#8211; nell&#8217;aver realizzato un volume utile sia per i neofiti sia per chi, come come me, si interessa da tempo alla materia.
La felice intuizione che è alla base del libro risiede nella considerazione per cui l&#8217;innovazione non può essere acriticamente delegata a tecnici e giuristi, senza comprendere la vera rivoluzione che le nuove tecnologie hanno realizzato nelle nostre vite.
Si tratta di un tema cruciale per tutte le prossime sfide (in particolare per quella dell&#8217;Open Government) per la cui comprensione passeranno il successo o il fallimento delle politiche che saranno intraprese; d&#8217;altro canto è necessario che i cittadini prendano coscienza del loro nuovo status e non continuino a comportarsi da sudditi, pretendendo che vengano riconosciuti i loro diritti digitali.

Grande merito, dunque, all&#8217;autore che è  persona nota ai lettori di questo blog: pioniere, innovatore a tutto tondo, entusiasta e mai geloso delle idee e delle conoscenze.
Si dà il caso che Gigi sia anche un amico, compagno di tante battaglie per l&#8217;innovazione; ma il giudizio nei confronti del suo testo non è in alcun modo condizionato dall&#8217;affetto e chiunque sfoglierà il suo libro potrà confermarlo.
Buona lettura  

    
    
    
    " /><input name="lang" type="hidden" value="it" /><input name="gn" type="hidden" value="fm" /><input type="hidden" id="interface" name="interface" value="full" />
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				<div style="margin-left:40px; text-align:left;"><a style="font-size:12px;" href="javascript:void(0);" onclick="window.open('', 'a9969f02c575943aed3dd0cdee53df6d', 'width=600,height=370,scrollbars=yes,location=yes,menubar=yes,resizable=yes,status=yes,toolbar=yes'); document.getElementById('vozme_form_a9969f02c575943aed3dd0cdee53df6d').submit();">Ascolta<br/>questo post</a></div>
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<p class='technorati-tags'>Technorati Tags <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/cittadinanza+digitale' rel='tag' target='_self'>cittadinanza digitale</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/gigi+cogo' rel='tag' target='_self'>gigi cogo</a></p>

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		<title>Veneziacamp 2010 &#x2026; ci siamo!</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 07:02:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ernesto Belisario</dc:creator>
				<category><![CDATA[E-government]]></category>
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		<description><![CDATA[Ormai ci siamo: giovedì 1° luglio inizia la seconda edizione del VENEZIACAMP che si terrà fino al 3 luglio presso l&#8217;Arsenale di Venezia; l’evento, diventato già alla seconda edizione un appuntamento importantissimo per l&#8217;innovazione nel nostro Paese, si annuncia ricchissimo per i tanti incontri. Anche io sarò all&#8217;Arsenale per incontrare amici vecchi e nuovi e, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ormai ci siamo: giovedì 1° luglio inizia la seconda edizione del <a href="http://www.veneziacamp.it"><strong>VENEZIACAMP</strong></a> che si terrà fino al 3 luglio presso l&#8217;<a href="http://maps.google.it/maps/ms?msa=0&amp;msid=114715368075616401082.000489264b12f813c9af1&amp;cd=2&amp;sll=43.82897,10.276329&amp;sspn=0.006295,0.006295&amp;hl=it&amp;ie=UTF8&amp;t=h&amp;z=15">Arsenale di Venezia</a>; l’evento, diventato già alla seconda edizione un appuntamento importantissimo per l&#8217;innovazione nel nostro Paese, si annuncia ricchissimo per i tanti incontri.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.ernestobelisario.eu/wp-content/uploads/2010/07/Schermata-2010-07-01-a-08.32.16.png"><img class="size-medium wp-image-1224  aligncenter" title="Veneziacamp" src="http://blog.ernestobelisario.eu/wp-content/uploads/2010/07/Schermata-2010-07-01-a-08.32.16-300x119.png" alt="" width="300" height="119" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Anche io sarò all&#8217;Arsenale per incontrare amici vecchi e nuovi e, soprattutto, parlare delle tematiche care ai lettori di questo blog; pertanto, nella speranza di fare cosa gradita e di vedervi in tanti, provo di seguito a riassumere tutti gli eventi in cui sono coinvolto:<br />
- <strong>giovedì 1, ore 15</strong>: parteciperò all’interessante incontro <strong>“<a href="http://www.veneziacamp.it/varie/agenzia-innovazione-incontri-con-la-rete/"><em>L&#8217;Agenzia per l&#8217;innovazione incontra la Rete</em></a><em>&#8220;</em></strong> cui interverrà anche il Presidente dell&#8217;<a href="http://www.aginnovazione.gov.it/it/index.html"><em>Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l&#8217;innovazione</em></a>, dott. Davide Giacalone;</p>
<p style="text-align: justify;">- <strong>venerdì 2, ore 12</strong>: parteciperò alla <a href="http://www.veneziacamp.it/varie/innovatori-pa/">Sessione</a> organizzata dalla rete di<a href="http://www.innovatoripa.it"><strong> InnovatoriPA</strong></a>, in cui si parlerà di <strong>Governo 2.0</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">- <strong>sabato 3, ore 10</strong>: prenderò parte alle <a href="http://www.veneziacamp.it/cultura-digitale/iwa10/">celebrazioni per il decennale</a> di <a href="http://www.iwa.it/"><strong>IWA-ITALY</strong></a> per parlare delle professioni del Web, in particolare di quelle legate all&#8217;<strong><em>Open Government</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci vediamo a Venezia <img src='http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>

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Anche io sarò all&#8217;Arsenale per incontrare amici vecchi e nuovi e, soprattutto, parlare delle tematiche care ai lettori di questo blog; pertanto, nella speranza di fare cosa gradita e di vedervi in tanti, provo di seguito a riassumere tutti gli eventi in cui sono coinvolto:
- giovedì 1, ore 15: parteciperò all’interessante incontro “L&#8217;Agenzia per l&#8217;innovazione incontra la Rete&#8220; cui interverrà anche il Presidente dell&#8217;Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l&#8217;innovazione, dott. Davide Giacalone;
- venerdì 2, ore 12: parteciperò alla Sessione organizzata dalla rete di InnovatoriPA, in cui si parlerà di Governo 2.0.
- sabato 3, ore 10: prenderò parte alle celebrazioni per il decennale di IWA-ITALY per parlare delle professioni del Web, in particolare di quelle legate all&#8217;Open Government.
Ci vediamo a Venezia  

    
    
    
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<p class='technorati-tags'>Technorati Tags <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/veneziacamp' rel='tag' target='_self'>veneziacamp</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/veneziacamp+2010' rel='tag' target='_self'>veneziacamp 2010</a></p>

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