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	<title>Diritto 2.0 di Ernesto Belisario</title>
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	<description>Notizie, idee e commenti dal mondo del diritto delle nuove tecnologie e della pubblica amministrazione digitale</description>
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		<title>Non di soli referendum vive la democrazia</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2015 10:15:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[diritto2punto0]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Open Government]]></category>
		<category><![CDATA[grexit]]></category>
		<category><![CDATA[opengov]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai lo sanno tutti. Dopo mesi di tira e molla con i creditori, le istituzioni...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai lo sanno tutti. Dopo mesi di tira e molla con i creditori, le istituzioni greche (Governo e Parlamento) hanno deciso di dare l’ultima parola agli elettori sulla proposta di accordo che &#8211; come prevedibile &#8211; comporterebbe ulteriori sacrifici per il popolo greco.</p>
<p>La decisione è stata salutata da molti come una grande <strong>prova di democrazia</strong>. Ed effettivamente, in democrazia dovrebbe essere la regola fare in modo che il popolo &#8211; cui spetta la sovranità &#8211; possa legittimare le scelte più importanti (e non c’è dubbio che questa per la Grecia lo sia).<br />
Ma ho l’impressione che questa lettura sia oltremodo semplicistica.</p>
<p>Se è vero che è importante restituire la parola ai cittadini, è altrettanto importante il modo in cui lo si fa… per evitare che si tratti di “finta” democrazia, come mi sembra quella del referendum greco.</p>
<p>Chi mi conosce (o semplicemente legge quello che scrivo) sa quanto per me siano importanti i temi della partecipazione civica e del coinvolgimento dei cittadini nelle scelte dei governi.<br />
Ebbene, a mio modesto avviso, nel caso della Grecia, mancano alcune condizioni che consentano di parlare di una “grande prova di democrazia”:<br />
a) <strong>chiarezza sul contributo chiesto ai cittadini</strong> &#8211; Il quesito che sarà posto ai cittadini greci (il buon <a href="https://twitter.com/ezekiel">Luca Alagna</a> mi ha segnalato che è pubblicato <a href="http://www.hellenicparliament.gr/Enimerosi/Simera-sti-Vouli/?ilt_id=d2c5678b-a7d9-41b0-ba0c-a4c4002f9f0f">qui</a>) mi sembra assai poco chiaro e comprensibile (la risposta passa per la lettura di almeno tre documenti differenti);<br />
b) <strong>trasparenza su documenti e dati su cui si basa la consultazione popolare</strong> &#8211; Non è chiaro dove verranno pubblicati i documenti citati nella decisione del Parlamento che approva il quesito referendario: saranno disponibili in ogni comune oppure solo sul sito del Parlamento? Oltre all’ultimatum dei creditori saranno pubblicati &#8211; magari in formato aperto &#8211; anche i dati sull’economia greca che consentano ai cittadini di valutare l’impatto della loro decisione sul proprio futuro? Senza queste informazioni sarà difficile ritenere si tratti di una scelta informata (“conoscere per deliberare” diceva Luigi Einaudi);<br />
c) <strong>tempi per il dibattito</strong> &#8211; Nulla si improvvisa, specialmente decisioni su temi così importanti per il futuro di un Paese e, visto che il Governo Tsipras &#8211; fin qui &#8211; non ha assicurato sempre la trasparenza su negoziati con i creditori e i relativi dati, anche laddove il quesito fosse stato chiaro e tutte le informazioni disponibili in modo comprensibile per i cittadini, il tempo per la “campagna elettorale” (appena una settimana) non è affatto sufficiente ai partiti di fare un’adeguata propaganda nè ai cittadini di comprendere i termini della questione in maniera consapevole.</p>
<p>Insomma, il referendum greco corre il rischio di essere influenzato solo dalla paura: paura del Governo di assumersi le proprie responsabilità, paura degli elettori non adeguatamente informati sulle conseguenze delle proprie scelte.</p>
<p>Se questa è per voi democrazia&#8230;</p>
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		<title>Verso il FOIA italiano (ovvero la differenza tra un sogno e un obiettivo)</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2015 18:57:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[diritto2punto0]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Leggi vecchie e nuove]]></category>
		<category><![CDATA[foia4italy]]></category>
		<category><![CDATA[ijf15]]></category>

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		<description><![CDATA[Si dice che la differenza tra un sogno e un obiettivo sia l&#8217;esistenza di una...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si dice che la differenza tra un <strong>sogno</strong> e un <strong>obiettivo</strong> sia l&#8217;esistenza di una <strong>scadenza</strong>. E allora si può affermare che il <strong>FOIA italiano</strong>, una legge sulla trasparenza evoluta e moderna, da oggi finisce di essere un sogno e diventa un traguardo.</p>
<p>Con tanti amici e colleghi, a giugno del 2014, abbiamo iniziato un percorso chiamato <strong><a href="http://www.foia4italy.it">FOIA4Italy</a></strong>: un progetto che coinvolge oltre 30 associazioni che si sono messe insieme per scrivere una proposta legge sulla trasparenza allineata alle migliori esperienze internazionali (un <strong><a href="http://www.chefuturo.it/2015/01/si-scrive-foia-si-legge-diritto-di-sapere-e-di-contare-ed-e-ora-che-arrivi-in-italia/">FOIA</a></strong>, appunto).<br />
Con metodo aperto ed inclusivo, la proposta è stata discussa in rete e consegnata ai parlamentari dell&#8217;<strong><a href="http://www.parlamentari.org/">Integruppo innovazione</a></strong> a cui abbiamo chiesto di mantenere <a href="http://www.chefuturo.it/2015/02/foia-le-10-regole-per-la-buona-trasparenza/">10 punti fondamentali e irrinunciabili</a>.<br />
Questo processo, dopo quasi un anno, registra un momento importante: oggi, nel corso di un panel al <strong>Festival del giornalismo</strong>, l&#8217;<strong>On. Anna Ascani</strong>, anche a nome del Ministro per la PA <strong>Marianna Madia</strong>, ha annunciato che <strong>il FOIA sarà inserito nella riforma della PA che sarà approvata entro l&#8217;anno e che il punto di partenza sarà proprio il testo proposto da FOIA4Italy</strong>.</p>
<p><iframe src="https://player.vimeo.com/video/125336843" width="250" height="156" frameborder="0" webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen></iframe>
<p><a href="https://vimeo.com/125336843">FOIA4Italy: l&#039;On. Ascani annuncia che il FOIA sar&agrave; contenuto nella riforma della PA</a> from <a href="https://vimeo.com/diritto2punto0">Ernesto Belisario</a> on <a href="https://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p>Risultato raggiunto? Non ancora. C&#8217;è bisogno dell&#8217;impegno di tutti per tenere ancora alta l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica e per fare in modo che la norma sia approvata il più velocemente e nel testo migliore possibile.<br />
E poi ci sarà bisogno di applicarsi tutti perché sia davvero applicata.</p>
<p>Ma non è più un&#8217;utopia: da oggi abbiamo una scadenza, il FOIA è un traguardo (finalmente alla nostra portata).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Periscope visto da un avvocato</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2015/04/01/periscope-visto-da-un-avvocato/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2015 08:06:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[diritto2punto0]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Miscellanea]]></category>
		<category><![CDATA[copyright]]></category>
		<category><![CDATA[periscope]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>

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		<description><![CDATA[È l&#8217;app del momento. Periscope, l&#8217;ultima app lanciata da Twitter per il live streaming. Visto...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>È l&#8217;app del momento. <strong><a href="https://www.periscope.tv/">Periscope</a></strong>, l&#8217;ultima app lanciata da Twitter per il<em> live streaming</em>.</p>
<p>Visto che io sono solo un avvocato, non posso dire se si tratti di una svolta epocale o di una moda passeggera (ma vi invito a leggere le <a href="http://jacona.blogautore.espresso.repubblica.it/">riflessioni dell&#8217;amico Alessio Jacona</a>).<br />
A me sembra promettente e ho iniziato ad usarla per provare a parlare &#8211; anche lì -di diritto delle tecnologie.<br />
Il mio primo <em>broadcast</em> è stato dedicato proprio alla lettura dei termini d&#8217;uso e della privacy policy di <em>Periscope</em>.</p>
<p>Per chi fosse interessato, l&#8217;ho caricato qui sotto.</p>
<p>Buona visione <img src="http://blog.ernestobelisario.eu/wp-includes/images/smilies/simple-smile.png" alt=":)" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p><iframe src="https://player.vimeo.com/video/123811356" width="250" height="444" frameborder="0" webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen></iframe>
<p><a href="https://vimeo.com/123811356">Privacy e Copyright su #Periscope</a> from <a href="https://vimeo.com/diritto2punto0">Ernesto Belisario</a> on <a href="https://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>PA (poco) Digitale, cittadini diffidenti e la missione dei Digital Champions</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Dec 2014 10:39:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[diritto2punto0]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
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		<description><![CDATA[Giovedì scorso sono stato ospite di EtaBeta, trasmissione di Radio 1 RAI che approfondisce i...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Giovedì scorso sono stato ospite di <strong><a href="http://www.etabeta.rai.it/dl/portaleRadio/Programmi/Page-78130af4-fba5-476e-a60f-39937fc4d2cc.html">EtaBeta</a></strong>, trasmissione di Radio 1 RAI che approfondisce i temi del digitale per il grande pubblico.<br />
Con gli amici <strong>Riccardo Luna</strong> (IL Digital Champion), <strong>Salvatore Giuliano</strong> e <strong>Silvia Vianello</strong> abbiamo parlato del progetto <a href="http://www.digitalchampions.it"><strong>DigitalChampions.it</strong></a> e di quanto le tecnologie siano importanti per le persone, le imprese e le pubbliche amministrazioni (il podcast della trasmissione è disponibile <a href="http://www.etabeta.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-e4c953a0-3092-447c-a2be-e9ee119c74b7.html">qui</a>, mentre <a href="http://www.ufficiostampa.rai.it/pdf/2014/2014-12-07/2014120729032077-1.pdf">qui</a> trovate un articolo de La Stampa in cui si parla della puntata).</p>
<p style="text-align: justify;">Si è trattato di un&#8217;occasione importantissima per provare a parlare di cultura digitale ad un pubblico di non addetti ai lavori, a quegli italiani che credono che il digitale non serva o, peggio, vada evitato. Ed infatti, nel corso della trasmissione, gli ascoltatori inviavano messaggi del tipo &#8220;<em>non possiamo essere obbligati ad usare internet</em>&#8221; oppure &#8220;<em>voglio il diritto di continuare a scrivere le istanze con la penna</em>&#8220;.<br />
Mentre tra gli addetti ai lavori si pensa quasi esclusivamente a come digitalizzare la PA con un approccio burocratico, le persone (che magari usano pure <em>Whatsapp</em> e <em>Facebook</em>) non solo non sono consapevoli dei propri diritti digitali ad interagire con la pubblica amministrazione, ma &#8211; addirittura &#8211; non si fidano di questi nuovi strumenti, preferendo ancora gli assai poco efficienti (e scomodi) strumenti tradizionali.</p>
<p>Ecco io credo che il lavoro degli oltre 8mila Digital Champions che saranno nominati nelle prossime settimane da Riccardo debba iniziare proprio da qui. Senza cittadini digitali consapevoli, non potrà mai esserci una vera PA digitale.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" alt="" src="http://www.webnews.it/wp-content/uploads/2014/11/digitalchampions1-650x370.jpg" width="520" height="296" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La PEC e il bureaucratic divide</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2014 19:18:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[diritto2punto0]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[#padaincubo]]></category>
		<category><![CDATA[pec]]></category>
		<category><![CDATA[protocollo]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa sono stato &#8211; come utente &#8211; nell&#8217;Ufficio Protocollo di una grande PA....]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa sono stato &#8211; come utente &#8211; nell&#8217;Ufficio Protocollo di una grande PA.<br />
Per curiosità (professionale), ho chiesto all&#8217;addetto come protocollasse le PEC e lui &#8211; con naturalezza &#8211; mi ha risposto:</p>
<blockquote><p>&#8220;<em>Stampo la PEC, sul foglio di carta metto il timbro e il numero di protocollo. Infine scansiono tutto perché abbiamo il protocollo informatico e cancello la PEC&#8230; sa, per evitare si riempia la casella</em>&#8220;.</p></blockquote>
<p>Non essendo in quell&#8217;ufficio per corsi o consulenze, ho depositato l&#8217;atto e sono andato via, ma &#8211; dentro di me &#8211; pensavo:<br />
a) si tratta di un comportamento ai limiti della &#8220;perversione&#8221;: ho già un documento informatico da protocollare in digitale, ma mi ostino comunque a stamparlo;<br />
b) questo modo di protocollare è evidentemente più oneroso per l&#8217;amministrazione;<br />
c) alla fine, non viene acquisito al protocollo l&#8217;originale informatico del documento, ma una sua copia (peraltro senza certificazione di conformità).</p>
<p>Quest&#8217;esperienza, oltre a finire di diritto in <a href="http://www.padaincubo.it">#padaincubo</a>, è una più evidenti rappresentazioni di quello che chiamo &#8220;<em>bureaucratic divide</em>&#8220;: la difficoltà (tutta culturale) di chi lavora nella PA a cambiare prassi e processi.</p>
<p>Non bastano norme e tecnologie per digitalizzare il settore pubblico, se non si investe in una massiccia opera di alfabetizzazione/formazione sulle norme (CAD per molti dipendenti pubblici è ancora un acronimo misterioso) e di promozione della cultura digitale.<br />
La vera riforma della PA deve partire (anche) da qui.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://blog.ernestobelisario.eu/wp-content/uploads/2014/11/Schermata-2014-11-27-alle-19.59.35.png"><br />
<img class="aligncenter" alt="Schermata 2014-11-27 alle 19.59.35" src="http://blog.ernestobelisario.eu/wp-content/uploads/2014/11/Schermata-2014-11-27-alle-19.59.35.png" width="425" height="320" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Se gli spettatori se ne vanno</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2014/11/26/se-gli-spettatori-se-ne-vanno/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2014 08:02:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[diritto2punto0]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[astensionismo]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[opengov]]></category>

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		<description><![CDATA[Immancabili, dopo le regionali, sono tornate le discussioni sull’astensione sempre crescente. “È una tendenza internazionale”,...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Immancabili, dopo le regionali, sono tornate le discussioni sull’astensione sempre crescente.<br />
“<em>È una tendenza internazionale</em>”, dicono alcuni. Per altri, invece, la colpa è dei partiti politici (maggioranza o opposizione, a seconda dell’appartenenza a questo o quel movimento) che non sarebbero capaci di intercettare gli elettori. Come se davvero tutto ciò dipendesse solo dagli slogan delle campagne elettorali.<br />
Discussioni che, tra qualche giorno, riporremo nel cassetto… in attesa del prossimo dato sull’affluenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Discussioni vecchie, riflessioni vecchie, soluzioni vecchie.</p>
<p style="text-align: justify;">E se, invece, l&#8217;astensione fosse il segnale della crisi (ormai conclamata) della democrazia rappresentativa per come l’abbiamo conosciuta fin qui? Mi viene naturale pensare che una delle cause della disaffezione sia rappresentata dal fatto che ai cittadini non basta più essere rinchiusi nel recinto delle consultazioni elettorali, come dimostra il semplice maggiore fermento di associazioni, comitati, community.<br />
Nella società dell’informazione e del crowdsourcing, la democrazia deve abbandonare gli strumenti ottocenteschi (che prevedono solo un giudizio al termine di un mandato) per consentire la partecipazione continua alle decisioni, anche attraverso il Web (con consultazioni, petizioni, ecc).</p>
<p>Michael Moore ha detto che &#8220;<em>la democrazia non è uno sport da spettatori.</em>&#8221; Se partiti e istituzioni trattano i cittadini da spettatori, finisce che questi se ne vanno e lasciano le sedie vuote.</p>
<p><iframe src="https://www.flickr.com/photos/60589867@N04/6082385963/in/photolist-bZv7CY-piB9KE-dBEzt1-oNRgMk-5MQ2eX-cEaauC-p9xWhS-nBHAMs-3Djr6-juuevV-4xCaFc-kemqmD-kofSxM-84rvsN-a93R9o-ksp84Q-agtPrv-39pdC5-9bwRNZ-dVLyGH/player/" width="500" height="333" frameborder="0" allowfullscreen webkitallowfullscreen mozallowfullscreen oallowfullscreen msallowfullscreen></iframe></p>
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		<item>
		<title>Autorità Anticorruzione: Cari Candidati, perché non pubblichiamo i nostri programmi?</title>
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		<pubDate>Mon, 12 May 2014 09:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[diritto2punto0]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogging]]></category>
		<category><![CDATA[Open Government]]></category>
		<category><![CDATA[anac]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[open government]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia, purtroppo, la corruzione è un tema di costante attualità. Arresti, inchieste giornalistiche, posizioni...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia, purtroppo, la <b>corruzione</b> è un tema di costante attualità.</p>
<p>Arresti, inchieste giornalistiche, posizioni poco lusinghiere nelle classifiche internazionali: siamo di fronte ad una vera emergenza nazionale.</p>
<p>Eppure il dibattito pubblico sul tema non riesce ad andare al di là del commento – spesso demagogico e superficiale –agli episodi di cronaca.</p>
<p>Si parla poco di ricette e programmi per prevenire la corruzione. Anche se siamo in piena campagna elettorale e alla vigilia della nomina dei quattro componenti dell’<a href="http://www.anticorruzione.it/"><b>Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC)</b></a>.</p>
<p>Tra i non addetti ai lavori, pochi sanno, infatti, che esiste un’Autorità incaricata di:</p>
<p>&#8211;       svolgere attività di controllo, di prevenzione e di contrasto  della corruzione e dell&#8217;illegalità nella pubblica amministrazione;</p>
<p>&#8211;        promuovere l’integrità, la trasparenza, l’efficienza e l’efficacia delle pubbliche amministrazioni;</p>
<p>&#8211;       indirizzare, coordinare e sovrintendere all&#8217;esercizio indipendente delle funzioni di valutazione.</p>
<p>In queste settimane saranno nominati i componenti che nei prossimi sei anni affiancheranno il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Raffaele_Cantone">neo-Presidente Raffaele Cantone</a> (stimato Procuratore della Repubblica, noto per le sue inchieste contro la criminalità organizzata).</p>
<p>Si tratta di una scelta straordinariamente delicata. L’attività dell’Autorità non riguarda solo chi lavora nelle pubbliche amministrazioni, ma avrà un impatto decisivo sulla vita dei cittadini, sulla competitività dell’intero sistema-Paese e sul delicatissimo rapporto di fiducia tra amministratori e amministrati.</p>
<p>L’indipendenza e la forza con cui ANAC riuscirà ad assolvere alle proprie funzioni sarà, ovviamente, frutto dall’autorevolezza dei singoli componenti.</p>
<p>Per questo motivo, il Governo Renzi, pur non essendovi obbligato, ha scelto di rendere trasparente la nomina dei membri di ANAC attraverso un <a href="http://www.funzionepubblica.gov.it/comunicazione/notizie/2014/marzo/24032014---manifestazioni-dinteresse-per-nomina-componenti-anac-.aspx">avviso pubblico</a> e la pubblicazione dell’<a href="http://www.funzionepubblica.gov.it/media/1166554/manifestazioniinteresseanac.pdf">elenco degli oltre duecento candidati</a> che hanno trasmesso on line il proprio CV e una sintetica descrizione delle linee programmatiche.</p>
<p>Nell’elenco ci sono anch’io. Ho maturato l’idea di inviare la manifestazione di interesse nella convinzione che tra i candidati ci sarebbero stati (come in effetti ci sono) persone molto più autorevoli e competenti di me, ma con un intento ben preciso: non candidare una persona, quanto porre sul tavolo alcune questioni che ritengo centrali, alla luce di anni di lavoro (come avvocato) e di impegno civile (sui temi della digitalizzazione, della trasparenza e dell’<i>open government).</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Credo che la pubblicazione delle “linee programmatiche” dei diversi candidati potrebbe stimolare – finalmente – un serio dibattito pubblico sui temi della prevenzione della corruzione, dell’integrità e dell’efficienza delle Pubbliche Amministrazioni.</p>
<p>Provo a cominciare io, indicando i quattro punti che caratterizzano le linee programmatiche che ho presentato con la mia candidatura (nella speranza che possano essere recepiti anche da chi sarà nominato).</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">1) La vera riforma parte dalle persone: semplificare e fare chiarezza sugli adempimenti</span></p>
<p>Nel corso degli ultimi anni, si è pensato di risolvere i problemi delle PA italiane emanando norme, tante norme, spesso contraddittorie e di difficile interpretazione e applicazione. La stessa cosa è avvenuta per la corruzione, la trasparenza e la valutazione della <i>performance.</i></p>
<p>Il risultato è sotto gli occhi di tutti: non solo il metodo non è efficace (del resto, lo dicevano anche i latini “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Summum_ius,_summa_iniuria"><i>Summum ius, summa iniuria</i></a><i>”</i>), ma coloro che dovevano essere i principali protagonisti delle riforme della PA (e cioè  amministratori e dipendenti) si sono sentiti vittime di una vera e propria “vessazione normativa”.</p>
<p>Il ruolo di ANAC è quindi importante – oltre che per battersi per modifiche che vadano nel senso della semplificazione – per fare chiarezza sugli adempimenti.</p>
<p>Ciò avrebbe un duplice vantaggio: da un lato toglierebbe l’alibi della complessità normativa a chi non vuole essere onesto e trasparente, dall’altro consentirebbe alle Amministrazioni che vogliono mettersi in regola di avere certezza sugli adempimenti da porre in essere.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">2) La PA efficace e trasparente è una PA digitale</span></p>
<p>L’innovazione del settore pubblico è un’importantissima misura per la prevenzione della corruzione.</p>
<p>È quindi necessario accelerare il processo di piena digitalizzazione delle PA e l’utilizzo dei nuovi strumenti e tecnologie (come gli <i>Open Data</i>): si tratta del prerequisito per avere un’amministrazione efficiente, orientata al risultato, in grado di prevenire efficacemente la corruzione e di essere realmente trasparente.</p>
<p>Infatti, attraverso l’informatica e il Web è possibile rendere conto davvero delle scelte di gestione e dell’uso delle risorse pubbliche, praticare serie politiche di <i>spending review </i>e predisporre seri meccanismi di controllo che consentano di individuare sprechi, inefficienze, truffe e ruberie.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">3) La vera riforma è quella culturale: bisogna promuovere la cultura del governo aperto</span></p>
<p>La corruzione non si combatte solo con le norme.  L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha un ruolo fondamentale per evitare che le Amministrazioni restino ferme ad una logica di adempimento meramente burocratico della normativa.</p>
<p>Tale approccio, tipico della cultura amministrativa italiana, può essere superato se all’attività reattiva l’ANAC affianca un’efficace attività proattiva di promozione della cultura del Governo aperto alla trasparenza, alla partecipazione e alla collaborazione intese come strumenti di lotta alla corruzione e di <i>accountability</i>.</p>
<p>Tale obiettivo può essere perseguito attraverso importanti iniziative di informazione e formazione di amministratori e <i>civil servants</i>, nonché azioni che abbiano l’obiettivo di informare gli <i>stakeholders</i> (cittadini e imprese) degli strumenti normativi assegnati dall’ordinamento per esercitare un’efficace controllo sull’operato delle Amministrazioni (come, ad esempio, l’accesso civico).</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">4) La sfida non si vince da soli: bisogna aprirsi alla società civile</span></p>
<p>A fronte di compiti complessi e delicati, l’operato dell’Autorità (al pari di quello di tutte le Amministrazioni) deve essere improntato ad un ascolto strutturato dei diversi attori, e in particolare dei tanti esperti, gruppi e associazioni che – da anni – lavorano egregiamente, pur in assenza di validi interlocutori istituzionali.</p>
<p>Nell’ambito di tale processo, si ritiene opportuno che l’Autorità sia aperta alle iniziative di monitoraggio civico avviate da cittadini e da associazioni della società civile, nella convinzione che tali azioni possano proficuamente integrare l’attività svolta dalla struttura ANAC.</p>
<p>Non più monitoraggi civici che siano solo “testimonianza”, ma che finalmente possano incidere nelle valutazioni ed avere conseguenze effettive sui soggetti inadempienti.</p>
<p>La scelta dei componenti dell’Autorità è un tema troppo delicato per non essere discusso e affrontato pubblicamente: per questo motivo, invito tutti gli altri candidati a rendere pubbliche anche le loro linee programmatiche, in modo da consentire che si sviluppi un dibattito su un tema così strategico per il futuro del Paese.</p>
<p>Da cittadini, abbiamo il diritto di conoscere e il dovere di confrontarci sulle strategie che i candidati propongono per combattere la corruzione.</p>
<p>Perché, come scriveva <i>Robert Alan Dahl</i>, i cittadini silenziosi possono essere dei perfetti sudditi per un governo autoritario, ma sono un disastro per una democrazia.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Erdogan e la Turchia non sembrano poi così lontani</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Mar 2014 08:59:49 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Social Networks]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre tutto il mondo discute della censura su Twitter operata dal Premier Turco Erdogan, l&#8217;amico Roberto...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mentre tutto il mondo discute della <a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/03/21/news/twitter_bloccato_in_turchia_erdogan_estirperemo_i_social-81502441/">censura su Twitter operata dal Premier Turco Erdogan</a>, l&#8217;amico <strong>Roberto Scano</strong> <a href="https://twitter.com/rscano/status/447635152571613185">segnala</a> questa dichiarazione del Sindaco di Venezia, Orsoni, che afferma:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>La gente è disorientata dalle campagne qualunquiste della rete il cui utilizzo spregiudicato rischia di minare la convivenza civile né la stampa locale si sottrae a notizie ad effetto e abdica alla funzione civile del giornalismo degno di questo nome. Dobbiamo reagire con fermezza operando con impegno e concretezza per contrastare chi favorisce lo sfascio.</em>&#8220;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Dichiarazioni che, nella settimana che precede l&#8217;entrata in vigore del <a href="http://www.wired.it/attualita/politica/2013/12/12/regolamento-agcom-copyright/">Regolamento AGCOM sul copyright </a>e <a href="http://www.techeconomy.it/2014/03/04/digitalchampion-meglio-una-rete-di-chief-digital-officer/">senza un Digital Champion degno di questo nome</a>, non possono non destare qualche preoccupazione.</p>
<p><img class="aligncenter" alt="" src="https://pbs.twimg.com/media/BjZRzLJCQAEW0IO.jpg:large" width="384" height="301" /></p>
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		<title>Open Government: di cosa stiamo parlando?</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Mar 2014 17:55:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[diritto2punto0]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Open Government]]></category>
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		<category><![CDATA[E-government]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel corso degli ultimi mesi, fortunatamente, si sente parlare sempre più spesso di &#8220;Open Government&#8220;....]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel corso degli ultimi mesi, fortunatamente, si sente parlare sempre più spesso di &#8220;<strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Open_government"><em>Open Government</em></a></strong>&#8220;. Spesso, però, il termine è usato in modo improprio, ad esempio come sinonimo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dati_aperti"><em>Open Data</em></a> o di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amministrazione_digitale"><em>E-government</em></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo, ritengo particolarmente utile <a href="http://prezi.com/okqs-l6tyvtk/what-is-and-what-is-not-open-government/">questa presentazione </a>di <strong>Cesar Nicandro CRUZ-RUBIO</strong> che spiega &#8211; in modo efficace &#8211; cos&#8217;è l&#8217;<em>Open Government</em> (e cosa non è).</p>
<p style="text-align: justify;">Da leggere e far girare, assolutamente.</p>
<p style="text-align: justify;"><iframe src="http://prezi.com/embed/okqs-l6tyvtk/?bgcolor=ffffff&amp;lock_to_path=0&amp;autoplay=0&amp;autohide_ctrls=0&amp;features=undefined&amp;disabled_features=undefined" height="400" width="550" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
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		<title>Gestire i social media nella PA è una cosa seria</title>
		<link>http://blog.ernestobelisario.eu/2013/12/26/gestire-i-social-media-nella-pa-e-una-cosa-seria/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Dec 2013 17:40:24 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Social Networks]]></category>
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		<category><![CDATA[socialpa]]></category>

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		<description><![CDATA[Barbara Collevecchio, su Twitter, segnala un il seguente tweet postato dall&#8217;account della Questura di Roma...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Barbara Collevecchio</strong>, su <em>Twitter</em>, <a href="https://twitter.com/colvieux/status/416244731581304833">segnala</a> un il seguente <em>tweet</em> postato dall&#8217;<a href="https://twitter.com/QuesturaDiRoma"><em>account</em> della Questura di Roma</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://blog.ernestobelisario.eu/wp-content/uploads/2013/12/Screenshot-2013-12-26-18.12.38.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-3154" alt="Screenshot 2013-12-26 18.12.38" src="http://blog.ernestobelisario.eu/wp-content/uploads/2013/12/Screenshot-2013-12-26-18.12.38.png" width="594" height="246" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il <em>tweet</em> è stato prontamente rimosso da chi gestisce l&#8217;<em>account</em>, ma &#8211; com&#8217;era inevitabile &#8211; non prima di essere stato &#8220;immortalato&#8221; da altri utenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto probabilmente si tratta di un errore  dovuto alla nuova app di Twitter per mobile che , a mio avviso, dovrebbe far riflettere su quanto sia fondamentale che una PA (al pari di un&#8217;impresa) si attrezzi per la gestione dei profili <em>social</em>, definendo regole precise ed evitando di affidarsi (solo) all&#8217;entusiasmo e al buon senso del funzionario addetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe interessante sapere se la Questura di Roma ha una <a href="http://www.techeconomy.it/2012/01/24/ma-ndo-vai-se-la-social-media-policy-non-ce-lhai/"><em>social media policy</em></a> in cui è specificato:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; da quali dispositivi possono essere aggiornati gli account social dell&#8217;Ente (ad esempio, se è ammesso l&#8217;uso di un medesimo dispositivo per l&#8217;account personale e quello istituzionale);</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; se esistono dei limiti ai contenuti che i dipendenti possono postare sui propri profili personali (come le battute di dubbio gusto del tipo di quella pubblicata);</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; quali sono le regole per la gestione di un evento critico in un giorno festivo (come quello che si sta verificando in questi minuti con diversi utenti che discutono dell&#8217;accaduto e la Questura che &#8211; al momento &#8211; non ha neanche postato un messaggio di scuse).</p>
<p style="text-align: justify;">La gestione degli <em>account social</em> di una PA è una cosa seria che richiede preparazione e organizzazione, anche per fronteggiare gli errori che &#8211; come noto &#8211; possono commettere tutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>[UPDATE] </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La Questura di Roma ha pubblicato il seguente messaggio. Attendiamo l&#8217;esito delle verifiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.ernestobelisario.eu/wp-content/uploads/2013/12/Screenshot-2013-12-26-18.53.56.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-3159" alt="Screenshot 2013-12-26 18.53.56" src="http://blog.ernestobelisario.eu/wp-content/uploads/2013/12/Screenshot-2013-12-26-18.53.56.png" width="635" height="233" /></a></p>
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