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	<title>Il Dente del Giudizio » Letteratura</title>
	
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	<description>Il blog di Alessandro Di Nicola</description>
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		<title>Frammenti di Stefano Caffarri</title>
		<link>http://www.alessandrodinicola.it/2009/10/25/frammenti-di-stefano-caffarri/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 18:09:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Stefano Caffarri]]></category>

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		<description><![CDATA[Stefano Caffarri, autore del blog Appunti digòla, ha da poco pubblicato l&#8217;ebook Frammenti. Devo finire di leggerlo con la necessaria attenzione. Nel mentre, posso dire che le schegge che più mi sono piaciute sono quelle in cui la partecipazione al fluire, spesso tumultuoso, degli eventi naturali e umani assume l&#8217;espressione della meraviglia e dell&#8217;attesa. Lettura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stefano Caffarri, autore del blog <a href="http://www.appuntidigola.it/">Appunti digòla</a>, ha da poco pubblicato l&#8217;ebook <a href="http://www.lulu.com/content/e-book/frammenti/7794681">Frammenti</a>. Devo finire di leggerlo con la necessaria attenzione. Nel mentre, posso dire che le <em>schegge</em> che più mi sono piaciute sono quelle in cui la partecipazione al fluire, spesso tumultuoso, degli eventi naturali e umani assume l&#8217;espressione della meraviglia e dell&#8217;attesa. Lettura consigliata.</p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=a5dc273d-43d4-8f5d-b299-850b0222733f" alt="" /></div>
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		<title>La rinunzia, trascrizione completa</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 10:50:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco la trascrizione dell&#8217;intera raccolta La rinunzia di Carlo Vallini. Segnalazioni e correzioni sono, chiaramente, ben accette. Ora, seguendo le tappe indicate per la stesura dell&#8217;ebook su Vallini, passo alla scrittura delle note biografiche.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.alessandrodinicola.it/wp-content/uploads/2009/10/larinunzia.pdf">Ecco</a> la trascrizione dell&#8217;intera raccolta <em>La rinunzia</em> di Carlo Vallini. Segnalazioni e correzioni sono, chiaramente, ben accette. Ora, seguendo le <a href="http://www.alessandrodinicola.it/2009/10/11/ebook-vallini-primi-aggiornamenti/">tappe</a> indicate per la stesura dell&#8217;ebook su Vallini, passo alla scrittura delle note biografiche.</p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=36dc209a-712c-8b45-94d1-0d13c2cecc0f" alt="" /></div>
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		<title>Ebook Vallini, primi aggiornamenti</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 07:55:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho deciso di rendere pubblica la stesura dell&#8217;ebook sulla poesia di Carlo Vallini, almeno nelle sue tappe principali. Intanto, ecco qui la versione riveduta e corretta dell&#8217;articolo L&#8217;accidioso stupore di Carlo Vallini che, con probabili ulteriori aggiunte, costituirà l&#8217;introduzione alle raccolte valliniane pubblicate.
Le tappe successive:

La trascrizione della prima raccolta, La rinunzia, è terminata. Correggo, aggiusto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho deciso di rendere pubblica la stesura dell&#8217;<a href="http://www.alessandrodinicola.it/2009/09/10/carlo-vallini-ripubblicato/">ebook</a> sulla poesia di Carlo Vallini, almeno nelle sue tappe principali. Intanto, <a href="http://www.alessandrodinicola.it/wp-content/uploads/2009/10/vallini_riv.pdf">ecco qui</a> la versione riveduta e corretta dell&#8217;articolo <a href="http://www.alessandrodinicola.it/2007/12/05/laccidioso-stupore-di-carlo-vallini/">L&#8217;accidioso stupore di Carlo Vallini</a> che, con probabili ulteriori aggiunte, costituirà l&#8217;introduzione alle raccolte valliniane pubblicate.</p>
<p>Le tappe successive:</p>
<ol>
<li>La trascrizione della prima raccolta, <em>La rinunzia</em>, è terminata. Correggo, aggiusto e pubblico qui sul blog al più presto.</li>
<li>Stesura di alcune note biografiche su Vallini.</li>
<li>Aggiunta, nell&#8217;introduzione, di riferimenti alla prima raccolta.</li>
<li>Sistemazione dei diversi elementi e creazione dell&#8217;ebook finale.</li>
</ol>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=e29f7269-97bb-803c-a9ec-d64386d30f49" alt="" /></div>
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		<title>Con l’occhio che non rima(ne)</title>
		<link>http://www.alessandrodinicola.it/2009/09/30/con-locchio-che-non-rimane/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 16:55:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un testo sollecitato, &#8220;una pagina romana ricca di pioggia e di dis/umanità&#8221;. Un verso di Peter Hammill che balbetto mentalmente da mesi e che doveva, forse, trasformarsi in altro.
Mario Pischedda ha appena pubblicato sul suo blog un mio post. Qui di seguito trovate il mio testo originario, mentre nel blog di Mario potete leggere una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un testo sollecitato, &#8220;una pagina romana ricca di pioggia e di dis/umanità&#8221;. Un verso di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Hammill">Peter Hammill</a> che balbetto mentalmente da mesi e che doveva, forse, trasformarsi in altro.</p>
<p>Mario Pischedda ha appena pubblicato sul suo blog un mio <a href="http://mariopischeddainmovement.blog.tiscali.it//con_l_occhio_che_non_rima_ne__2010741.shtml">post</a>. Qui di seguito trovate il mio testo originario, mentre nel blog di Mario potete leggere una versione dello stesso nella quale sono state inserite alcune tenui interpolazioni, a mo&#8217; di remix. Per la vostra gioia di lettori.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Maybe the people are waiting for trumpets</em>. E trombe d&#8217;argento e trampolieri da strada e ramati monumenti. Nel cielo sì nel cielo il rampognare rauco di deità adunche, con l&#8217;acqua che non è acqua ma l&#8217;aspro sale di Babilonia e tu con l&#8217;occhio che non rimane e la voce ronzante che sembra un battito di mani sull&#8217;asfalto. In piazze periferiche i trampolieri, frettolosi assorti, impastano birilli fra le mani: nel loro vasto cerchio nel loro vasto cerchio, la sementa del disdoro risponde con sigarette accese, braccia alzate, mani conserte.<br />
L&#8217;orizzonte, nella città che pur nella profondità ragnata dei secoli misura il suo potere nell&#8217;orizzontalità delle sovrapposizioni e della contumacia, allaccia perigliose alleanze tra il chermisi logoro di una quinta di palcoscenico e quell&#8217;azzurretto vispo dei cattivi pittori, troppo liquido o troppo denso, raggrinzito in spatolate incongrue o maternamente biancoforato dalla luce. <em>waiting for. trumpets</em>. Non è da ieri che le trombe dell&#8217;abbandono (per la quiete di passi verticali e sonni) si disfanno prima di arrivare all&#8217;orecchio. La vita è orizzontale, la profondità verticale. Ed è inutile lamentarsi di una città che ti dà gomitoli per misurarti ma l&#8217;ombra forte ti toglie sotto la terra che calpesti. È inutile lamentarsi.</p>
<p style="padding-left: 30px;">(Le <em>trombe attese</em> sono state gentilmente prese in prestito da <em>Peter Hammill</em>, <a href="http://www.sofasound.com/phcds/sclyrics.htm#1">Modern</a>)</p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=1337c8eb-506f-84b3-8594-81f1fc4f7e5d" alt="" /></div>
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		<title>Manifesto dell’Editore, via l’Autore!</title>
		<link>http://www.alessandrodinicola.it/2009/09/26/manifesto-delleditore-via-lautore/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 08:33:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Immagino che molti dei frequentatori di questo blog abbiano letto il saggio Il Manifesto dell&#8217;Editore del XXI secolo di Sara Lloyd, editore della Pan Macmillan. Bene. Se non l&#8217;avete letto leggetelo, perché traccia con vivace intelligenza le possibili e probabili coordinate dei progetti editoriali nell&#8217;immediato futuro.
Se il libro ha perso le forme del volume cartaceo,
se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Immagino che molti dei frequentatori di questo blog abbiano letto il saggio <a href="http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2008/06/un-regalo-a-scrittori-lettori-e-soprattutto-editori.html">Il Manifesto dell&#8217;Editore del XXI secolo</a> di <em>Sara Lloyd</em>, editore della Pan Macmillan. Bene. Se non l&#8217;avete letto leggetelo, perché traccia con vivace intelligenza le possibili e probabili coordinate dei progetti editoriali nell&#8217;immediato futuro.</p>
<p>Se il libro ha perso le forme del volume cartaceo,<br />
se un libro è intimamente interconnesso con gli altri libri,<br />
se il testo è solo una delle componenti che costituiscono un libro,<br />
cosa rimane del concetto di Autore?</p>
<p>Nel saggio, il concetto di Autore viene prima sciolto nell&#8217;acido e poi riportato in vita: nel testo sono infatti citate ed assimilate le teoria presenti in <em>La morte dell&#8217;Autore</em> di <em>Roland Barthes</em> eppure, nelle pagine successive, lo spirito di dissoluzione del testo barthesiano viene accontonato per un ritorno pacificante dell&#8217;Autore come entità non ambigua. Eppure, mi pare evidente come la centralità dell&#8217;<em>upload</em> nella fruizione attiva dei contenuti e l&#8217;interconnessione dei libri ridefiniscano, con indubbia forza, non solo la figura dell&#8217;Editore ma anche quella dell&#8217;Autore.</p>
<p>Una soluzione, pur abborracciata, per superare questa impasse concettuale può essere quella di considerare il libro come una <em>progettualità compiuta</em>: spostando l&#8217;attenzione, cioè, sull&#8217;atto e non più sull&#8217;agente. <em>Una progettualità compiuta ordinata secondo scrittura</em>. In questo modo, si riuscirebbe anche a dare il giusto peso alla centralità non più esclusiva del testo: il libro, dunque, segue l&#8217;organizzazione della scrittura ma non si esaurisce nel testo. Infatti, un insieme di contenuti multimediali eterogenei difficilmente può essere pensato come libro se non mediante l&#8217;ordito, la tela di segni intessuta dal testo. Magari, semplicemente, la tela diafana di un indice o di una bibliografia.</p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=2df970b0-5eeb-8a51-bd24-6a8f2bad4c26" alt="" /></div>
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		</item>
		<item>
		<title>Io, se fossi in voi, lo terrei d’occhio</title>
		<link>http://www.alessandrodinicola.it/2009/09/22/io-se-fossi-in-voi-lo-terrei-docchio/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 10:54:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Simone Rossi]]></category>
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		<description><![CDATA[Da disarticoli:
Sono in fila alla cassa del supermercato. Davanti a me c’è una signora abbastanza anziana e abbastanza grassa. La signora mi sente arrivare, si volta. Mi guarda. Sgrana gli occhi. Non smette di guardarmi. Io accenno un sorriso, Salve. Lei mi guarda. Non smette di guardarmi. La signora grassa inizia a trasferire il contenuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da <a href="http://simonerossi.tumblr.com/post/193376283/identico-a-mio-figlio-morto">disarticoli</a>:</p>
<blockquote><p>Sono in fila alla cassa del supermercato. Davanti a me c’è una signora abbastanza anziana e abbastanza grassa. La signora mi sente arrivare, si volta. Mi guarda. Sgrana gli occhi. Non smette di guardarmi. Io accenno un sorriso, Salve. Lei mi guarda. Non smette di guardarmi. La signora grassa inizia a trasferire il contenuto del suo carrello sul nastro trasportatore, ma a ogni nuovo prodotto si volta di nuovo a guardarmi. Zucchine. Mi guarda. Petto di pollo. Mi guarda. Detersivo. Mi guarda. Io non so più dove guardare. Allora la signora parla.</p>
<p>Scusa se ti fisso così, mi dice. E’ che sei identico a mio figlio. Identico a mio figlio com’era vent’anni fa, quando è morto.</p></blockquote>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=67385e26-8f36-87ab-bce4-ffbb1b1b2cfe" alt="" /></div>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/dente_letteratura/~4/MyljS3edar4" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il DRM negli ebook non è il male, è solo un’idiozia</title>
		<link>http://www.alessandrodinicola.it/2009/09/21/il-drm-negli-ebook-non-e-il-male-e-solo-unidiozia/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 14:56:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono molto ben disposto verso l&#8217;acquisto di libri in formato elettronico. Ma non comprerò nulla che sia protetto tramite DRM. Non è un&#8217;antipatia personale, né una presa di posizione volontariamente ideologica. Semplicemente:

Premessa: l&#8217;adozione di sistemi DRM sui file musicali è stata un fallimento e tali tecnologie di controllo vengono via via abbandonate da molti dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono molto ben disposto verso l&#8217;acquisto di libri in formato elettronico. Ma non comprerò nulla che sia protetto tramite <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_rights_management">DRM</a>. Non è un&#8217;antipatia personale, né una presa di posizione volontariamente ideologica. Semplicemente:</p>
<ul>
<li>Premessa: l&#8217;adozione di sistemi DRM sui file musicali è stata un fallimento e tali tecnologie di controllo vengono via via abbandonate da molti dei più fervidi sostenitori di queste.</li>
<li><em>Un libro presuppone una biblioteca. Un brano musicale non presuppone necessariamente una discoteca.</em> Ogni famiglia possiede un più o meno nutrito numero di libri considerati classici (Divina Commedia, il teatro di Shakespeare e così via) che orientano non solo gli spazi nella libreria ma l&#8217;orizzonte d&#8217;attesa stesso degli acquisti futuri, anche quando si tratta di comprare un best seller usa e getta. Poche famiglie posseggono invece una discoteca con, ad esempio, l&#8217;integrale delle sinfonie di Mozart o le principali composizioni per organo di J.S.Bach.</li>
<li>Per ragioni culturali l&#8217;acquisto di musica sopporta il peso dell&#8217;effimero molto più che l&#8217;acquisto di libri: compriamo un disco o un singolo brano musicale da uno store online indipendentemente dalla volontà di costruire una discoteca. L&#8217;acquisto musicale, dunque, è meno legato al permanere dei contenuti musicali nel tempo rispetto all&#8217;acquisto di contenuti testuali.</li>
<li>Il DRM funziona meglio quando il contenuto da proteggere ha un carattere effimero. Se io penso di voler accedere ad un contenuto in un tempo futuro, infatti, il DRM costituisce un ostacolo insormontabile perché mi priva di un controllo personale e pervasivo sul contenuto stesso (oggi posso leggere sul mio PC o e-reader un file protetto con DRM ma domani?). Se il DRM non ha funzionato per la musica, è altamente improbabile che possa avere efficacia per un medium in cui la volontà di conservazione è così spiccata come il libro elettronico.</li>
<li>Non solo, infatti, si desidera conservare un testo acquistato dopo un&#8217;immediata fruizione iniziale ma possono sussistere esperienze di fruizione del testo molto distanti temporalmente dall&#8217;acquisto. Il DRM presuppone, invece, che il contenuto protetto venga letteralmente bruciato dall&#8217;acquirente nel presente: solo in questa vera e propria combustione i vantaggi del DRM per il fruitore possono oscurarne momentaneamente gli evidenti svantaggi.</li>
<li>Il DRM non protegge dal rischio di copie abusive degli ebook sulla Rete. Nei circuiti P2P, infatti, si trovano con facilità ebook di testi non ufficialmente digitalizzati: gli ebook (illegali) esistono prima degli ebook e prima, quindi, che un lettore possa aver voglia di condividere con il resto del pianeta il libro elettronico appena acquistato.</li>
<li>Del resto, l&#8217;attenzione esclusiva di molte case editrici verso ipotetiche orde di lettori presi da <em>incontinenza condivisoria</em> rivela un&#8217;incompresione di fondo delle dinamiche di propagazione delle informazioni in Internet: non è più realistico (se lo è mai stato) tentare di impedire la stampa di fotocopie fermando, tendenzialmente, ogni singola persona che si rechi furtivamente in un centro fotocopie  con un libro in mano; nella Rete la propagazione infinita non richiede infiniti atti di duplicazione: come sanno tutti, è sufficiente che un file entri in Internet da un solo indirizzo IP per dare avvio alla feroce macchina della propagazione.</li>
</ul>
<p>Invece di tentare di sconfiggere la pirateria impedendo le azioni di propagazione, le case editrici che pubblicano ebook o sono intenzionate (obbligate, direi) a farlo nel futuro prossimo devono tentare di sedurre il lettore: alle sedizione degli illeciti nella fruizione si risponde con la seduzione di edizioni elettroniche accurate, prezzi corretti, praticità negli acquisti e mobilità dei dati non osteggiata.</p>
<p>Io, ad esempio, sarei un cliente affezionatissimo di una casa editrice che proponesse i propri ebook al 50% del costo del titolo cartaceo, in un efficiente negozio online e senza DRM d&#8217;intralcio. Cara <em>Lungimirante Edizioni</em>, con una politica di vendita del genere la mia luccicante carta di credito è tutta tua.</p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=64b674a9-1a4f-874a-9cbe-8c2efe6a7061" alt="" /></div>
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		<title>Carlo Vallini ripubblicato</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 10:14:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Crepuscolari]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[La rinunzia]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Un giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Vallini]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono convinto che l&#8217;opera di Carlo Vallini meriti di venire ripubblicata: il volume Un giorno e altre poesie, curato da Sanguineti, è del 1967 ed è fuori catalogo da tempo. Credo, infatti, che le poesie di Vallini possano ora incontrare un numero non esiguo di lettori.
Non si tratta certo di capolavori ma di opere di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono convinto che l&#8217;opera di Carlo Vallini meriti di venire ripubblicata: il volume <em>Un giorno e altre poesie</em>, curato da Sanguineti, è del 1967 ed è fuori catalogo da tempo. Credo, infatti, che le poesie di Vallini possano ora incontrare un numero non esiguo di lettori.</p>
<p>Non si tratta certo di capolavori ma di opere di apprezzabile fattura, con racchiusa una manciata stretta di versi a loro modo memorabili. Del resto, al di là del valore letterario, le due raccolte di Vallini (soprattutto la più matura <em>Un giorno</em>) possono costituire una interessante integrazione a quanto già si conosca dei crepuscolari maggiori: i versi di Vallini, dunque, possono legittimamente fornire un robusto aiuto alla ricognizione di quell&#8217;ampio cerchio di influenze culturali, stilemi e figure ricorrenti che ha alimentato da plurime direzioni la corrente, interessantissima, del crepuscolarismo.</p>
<p>Partendo da tale convinzione iniziale, ho deciso di creare un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ebook">ebook</a> dedicato alla poesia di Carlo Vallini. Conterrà, con tutta probabilità, alcune note biografiche sull&#8217;autore, delle pagine introduttive che rielaborano ed ampliano quanto già pubblicato su questo blog e, quindi, la trascrizione completa delle raccolte poetiche <em>La rinunzia</em> e <em>Un giorno</em>. Infine, sto valutando la possibilità di inserire un gruppo selezionato di poesie non presenti nelle due raccolte.</p>
<p>Questo progetto, chiaramente, verrà da me portato avanti nel tempo libero, quindi non posso per ora stimarne i tempi di realizzazione. Inizialmente, pensavo di pubblicare Vallini su supporto cartaceo ma non ho trovato alcuna casa editrice disposta alla pubblicazione nelle forme canoniche, senza richiedere cioè cospicui oboli e fantasiosi balzelli: ma li capisco, in Italia tutti scrivono poesie ma nessuno vuol leggere i versi degli altri.</p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=8dc088b2-1217-8c29-ba09-ba0048094c37" alt="" /></div>
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		<title>Dalla serie di oggetti all’oggetto in serie, dai crepuscolari a Labranca</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 12:19:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Baudrillard]]></category>
		<category><![CDATA[Crepuscolare]]></category>
		<category><![CDATA[Ikea]]></category>
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		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel post precedente, scrivendo di Hjärta di Tommaso Labranca ho usato il termine neocrepuscolare per descrivere il tono del poemetto. Data l&#8217;evidenza del calco crepuscolare in prima lettura, aggiungo qui due notazioni sull&#8217;effetto di una costante biforcazione nella decifrazione dell&#8217;operina: da una parte, dunque, un rimando diafano ad una vigorosa temperie culturale ed estetica di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel post <a href="http://www.alessandrodinicola.it/2009/08/10/gozzano-allikea/">precedente</a>, scrivendo di <a href="http://www.tommasolabranca.eu/hjaerta.pdf">Hjärta</a> di Tommaso Labranca ho usato il termine neocrepuscolare per descrivere il tono del poemetto. Data l&#8217;evidenza del calco crepuscolare in prima lettura, aggiungo qui due notazioni sull&#8217;effetto di una costante biforcazione nella decifrazione dell&#8217;operina: da una parte, dunque, un rimando diafano ad una vigorosa temperie culturale ed estetica di inizio novecento, dall&#8217;altra un sobbollire del ritmo nei versi tra il quotidiano più amorevolmente vano e lo scatto sapienziale (alla lontana d&#8217;origine tardo montaliana, si potrebbe dire, se non che qui l&#8217;ironia è tutta esterna al racconto poetico senza la complessa partitura inclusiva-esclusiva presente in <em>Satura</em> e nelle successive raccolte).</p>
<p>Il tono crepuscolare è dato, essenzialmente, da un legame vistosamente e infruttuosamente sentimentale tra oggetti poetici e soggetti della narrazione. L&#8217;oggetto crepuscolare, spesso riprodotto in serie nei versi a formare dei congregati, è tolto con forza dalla natura e rammemorato come parte di una totalità perduta per sempre: nel rammemorare, l&#8217;oggetto acquista uno sbalzo iconico. È un&#8217;icona che, ironicamente, testimonia la cesura del patto tra uomo e unità del mondo.</p>
<p>Nei versi di Labranca, il tono crepuscolare nasconde un processo di decifrazione del reale contrario a quello del crepuscolarismo storico: in <em>Hjärta</em>, infatti, gli oggetti quotidiani non derivano la loro presenza da un patto spezzato tra uomo ed unità del mondo, ma si pongono su uno spazio narrativo che presuppone il vuoto, senza patti e senza cedimenti. Il carattere ironicamente iconico degli oggetti, qui, deriva da un patto del singolo con altri singoli: la globalità della merce <em>low-cost</em> genera una serie infinita di oggetti, prima di diventare serie nei versi, in quel processo di serializzazione continua degli oggetti descritto da Jean Baudrillard ne <em>Il sistema degli oggetti</em>.</p>
<p>Questa serie non è la totalità del mondo vagheggiata dai crepuscolari, ma ne simula la pienezza immaginale mediante la narrabilità sociale dei nomi degli oggetti stessi (l&#8217;adozione dei nomi nell&#8217;oggettistica Ikea è paradigmatica in questo). L&#8217;ironia è posta sulle spalle del lettore, che valuta il peso specifico di questo simulacro di totalità e si interroga sulla labilità di esso: la totalità non solo è perduta per sempre ma è anche annullata come tensione; in questo scarto continuo tra vagheggiamento crepuscolare e reificazione neocrepuscolare può essere colta la caratura dell&#8217;ironia del poemetto labranchiano.</p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=5f5bb5a4-a84a-8818-b72a-eb880b31c4c0" alt="" /></div>
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		<title>Gozzano all’Ikea</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 21:09:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Gozzano]]></category>
		<category><![CDATA[Ikea]]></category>
		<category><![CDATA[Labranca]]></category>
		<category><![CDATA[Neocrepuscolare]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[Hjärta è un poemetto scritto da Tommaso Labranca e distribuito in forma di ebook: lettura, stampa e distribuzione sono libere. A fare da sfondo alla narrazione poetica ed al vagare dialogante dei due protagonisti è un negozio Ikea, con tanto di sosta meditativa (con inserti, si oserebbe dire, gnomici a contrappuntare la marcia dei due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tommasolabranca.eu/hjaerta.pdf">Hjärta</a> è un poemetto scritto da <a href="http://www.tommasolabranca.eu/">Tommaso Labranca</a> e distribuito in forma di ebook: lettura, stampa e distribuzione sono libere. A fare da sfondo alla narrazione poetica ed al vagare dialogante dei due protagonisti è un negozio Ikea, con tanto di sosta meditativa (con inserti, si oserebbe dire, gnomici a contrappuntare la marcia dei due nelle mutevoli viscere del negozio) nei parcheggi interni.</p>
<p>La lettura del poemetto è piacevole. Dà nerbo allo scorrere dei versi un omogeneo e solido tono neocrepuscolare, quasi gozzaniano, nel quale l&#8217;abbandono elegiaco (interno al racconto) ed il distacco si sovrappongono con un&#8217;avvertita lepidezza dell&#8217;espressione. Chiaramente, il tempo di tenuta del sentire e dei sentimenti in Gozzano, di una persistente vivacità visiva pur prima della ribattente erosione ironica, è ben diverso dal tempo concesso a quest&#8217;elegia dal corso breve, azzerata e ghiacciata subitamente nel farsi racconto.</p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=a2637b9c-4bb3-8972-a50e-3444dd81eaae" alt="" /></div>
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