<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2italianfull.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0">

<channel>
	<title>Il Dente del Giudizio</title>
	
	<link>http://www.alessandrodinicola.it</link>
	<description>Il blog di Alessandro Di Nicola</description>
	<lastBuildDate>Fri, 05 Mar 2010 20:02:21 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/dente" /><feedburner:info uri="dente" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><xhtml:meta xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex" /><feedburner:emailServiceId>dente</feedburner:emailServiceId><feedburner:feedburnerHostname>http://feedburner.google.com</feedburner:feedburnerHostname><feedburner:feedFlare href="http://www.newsgator.com/ngs/subscriber/subext.aspx?url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fdente" src="http://www.newsgator.com/images/ngsub1.gif">Subscribe with NewsGator</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.bloglines.com/sub/http://feeds.feedburner.com/dente" src="http://www.bloglines.com/images/sub_modern11.gif">Subscribe with Bloglines</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.netvibes.com/subscribe.php?url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fdente" src="http://www.netvibes.com/img/add2netvibes.gif">Subscribe with Netvibes</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://fusion.google.com/add?feedurl=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fdente" src="http://buttons.googlesyndication.com/fusion/add.gif">Subscribe with Google</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.pageflakes.com/subscribe.aspx?url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fdente" src="http://www.pageflakes.com/ImageFile.ashx?instanceId=Static_4&amp;fileName=ATP_blu_91x17.gif">Subscribe with Pageflakes</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://add.my.yahoo.com/content?lg=it&amp;url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fdente" src="http://eur.i1.yimg.com/eur.yimg.com/i/it/my/mioya1.gif">Subscribe with Mio Yahoo!</feedburner:feedFlare><item>
		<title>C’è Caravaggio al telefono, te lo passo?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/dente/~3/w11ezItVKZw/</link>
		<comments>http://www.alessandrodinicola.it/2010/03/05/ce-caravaggio-al-telefono-te-lo-passo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 19:25:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[audioguida]]></category>
		<category><![CDATA[Caravaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Scuderie del Quirinale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrodinicola.it/?p=1136</guid>
		<description><![CDATA[Si parla molto della mostra dedicata alla pittura di Caravaggio presente attualmente alle Scuderie del Quirinale, in suolo capitolino. Le opere visibili sono tante oppure poche? L&#8217;affluenza è galvanicamente ampia oppure tediosamente eccessiva? E via di coppie oppositive per raccomandarne o sconsigliarne la visione. Fuor dei legittimi dubbi e degli accesi entusiasmi, semplicemente segnalo un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si parla molto della mostra dedicata alla pittura di Caravaggio presente attualmente alle <a href="http://www.scuderiequirinale.it">Scuderie del Quirinale</a>, in suolo capitolino. Le opere visibili sono tante oppure poche? L&#8217;affluenza è galvanicamente ampia oppure tediosamente eccessiva? E via di coppie oppositive per raccomandarne o sconsigliarne la visione. Fuor dei legittimi dubbi e degli accesi entusiasmi, semplicemente segnalo un elemento contingente della mostra che, durante la mia passeggiata quirinante, ha assunto un rilievo inaspettato: l&#8217;ininterrotta fiumana estatica dei telefonanti. Claudicanti ottuagenari con movenze rugose, augusti cinquantenni d&#8217;oltralpe dal piè fermo e la mobile favella, torme d&#8217;occhi inquieti affissi alle pareti. Tutti con un&#8217;audioguida fra le mani, telefono oracolare per orecchie-occhi. Parlavano con Caravaggio, probabilmente.</p>
<p>Posso capire per una mostra in cui vengano esposte opere di contemporanei, classici ignoti, bigiotterie settecentesche od ombrosi ritratti di perdute famiglie. Ma Caravaggio? Quale inaspettata incursione dell&#8217;imprevisto impedisce al visitatore di sfogliare un qualsiasi volume di storia dell&#8217;arte delle scuole superiori, un&#8217;ora prima della visita? Meglio la masticazione culturale grazie alla quale s&#8217;attraversano stanze e s&#8217;intravedono barbagli sulle tele, fitte le orecchie sull&#8217;oracolo. Bolo di nozioni che nasconde la pittura alla vista, nel riempire la brocca dell&#8217;orecchio con la costanza del lavoro intellettuale. Del lavoro. Non si può guardare veramente nulla lavorando, figuriamoci Caravaggio.</p>
<p>Eppure bastarebbe la dimenticanza che dà la lettura (ripeto, una qualsiasi lettura), volendo: non ci si difende dall&#8217;opera, così, la si sagoma e poi si butta la sagoma insieme all&#8217;opera che la lettura ci ha fatto intuire. A meno che non si desideri proprio riempirsi di cultura; in questo caso, magari una telefonata a Caravaggio può servire.</p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=7cff486f-aa79-8eb1-8ea9-97ac2ec04798" alt="" /></div>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=w11ezItVKZw:qs11hyYtDoc:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=w11ezItVKZw:qs11hyYtDoc:V_sGLiPBpWU"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=w11ezItVKZw:qs11hyYtDoc:V_sGLiPBpWU" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=w11ezItVKZw:qs11hyYtDoc:F7zBnMyn0Lo"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=w11ezItVKZw:qs11hyYtDoc:F7zBnMyn0Lo" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=w11ezItVKZw:qs11hyYtDoc:gIN9vFwOqvQ"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=w11ezItVKZw:qs11hyYtDoc:gIN9vFwOqvQ" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/dente/~4/w11ezItVKZw" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrodinicola.it/2010/03/05/ce-caravaggio-al-telefono-te-lo-passo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.alessandrodinicola.it/2010/03/05/ce-caravaggio-al-telefono-te-lo-passo/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>La mia microcenturia</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/dente/~3/-ZvVKYYXO7w/</link>
		<comments>http://www.alessandrodinicola.it/2010/02/11/la-mia-microcenturia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 12:09:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Microcenturie]]></category>
		<category><![CDATA[racconto]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrodinicola.it/?p=1128</guid>
		<description><![CDATA[Microcenturie è un progetto interessante:
Racconti che edificano mondi minimi di una sola pagina, universi fatti di storie interstiziali: nascono in rete per essere poi stampati e smarriti lungo i viali, sugli autobus, nelle tasche dei passanti, nascosti ma in attesa di svelamento.
Parole come matrici delle cose, anche in pagine di carta, scritte e seminate a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.microcenturie.it/">Microcenturie</a> è un progetto interessante:</p>
<blockquote><p>Racconti che edificano mondi minimi di una sola pagina, universi fatti di storie interstiziali: nascono in rete per essere poi stampati e smarriti lungo i viali, sugli autobus, nelle tasche dei passanti, nascosti ma in attesa di svelamento.<br />
Parole come matrici delle cose, anche in pagine di carta, scritte e seminate a far bastione e contrafforte al mondo, per disegnare una nuova cartografia del reale e dell’irreale.</p></blockquote>
<p>Partecipo a Microcenturie con un mio brevissimo scritto, una versione moderatamente rivista e lievemente corretta del testo che trovate in <a href="http://www.alessandrodinicola.it/2009/09/30/con-locchio-che-non-rimane/">questo</a> post. In attesa che la mia microcenturia venga pubblicata sul sito, i più avventurosi e situazionisti tra voi possono trovare il foglietto con il testo in via Renato Fucini a Roma, all&#8217;altezza di via Ugo Ojetti, mollemente adagiato sulla panchina della fermata dell&#8217;autobus. Se c&#8217;è ancora.</p>
<p><em>Aggiunta del 18/02/10</em>. Il mio racconto è ora pubblicato su Microcenturie: è la microcenturia <a href="http://www.microcenturie.it/2010/02/18/settantanove-con-locchio-che-non-rimane/">Settantanove</a>.</p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=7f5c8448-1b77-846d-abfd-d860cc6924c2" alt="" /></div>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=-ZvVKYYXO7w:NwQSCbNdu-Q:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=-ZvVKYYXO7w:NwQSCbNdu-Q:V_sGLiPBpWU"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=-ZvVKYYXO7w:NwQSCbNdu-Q:V_sGLiPBpWU" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=-ZvVKYYXO7w:NwQSCbNdu-Q:F7zBnMyn0Lo"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=-ZvVKYYXO7w:NwQSCbNdu-Q:F7zBnMyn0Lo" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=-ZvVKYYXO7w:NwQSCbNdu-Q:gIN9vFwOqvQ"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=-ZvVKYYXO7w:NwQSCbNdu-Q:gIN9vFwOqvQ" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/dente/~4/-ZvVKYYXO7w" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrodinicola.it/2010/02/11/la-mia-microcenturia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.alessandrodinicola.it/2010/02/11/la-mia-microcenturia/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Zeffirelli e il realismo della suppellettile</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/dente/~3/PVlVpZFAMks/</link>
		<comments>http://www.alessandrodinicola.it/2010/02/04/zeffirelli-e-il-realismo-della-suppellettile/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 15:41:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Falstaff]]></category>
		<category><![CDATA[La Traviata]]></category>
		<category><![CDATA[Opera]]></category>
		<category><![CDATA[realismo]]></category>
		<category><![CDATA[regia]]></category>
		<category><![CDATA[scena]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro dell'Opera di Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Verdi]]></category>
		<category><![CDATA[Zeffirelli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrodinicola.it/?p=1119</guid>
		<description><![CDATA[Teatro dell&#8217;Opera di Roma. Dicembre 2009, La Traviata, regia di Franco Zeffirelli. Gennaio 2010, Falstaff, regia di Franco Zeffirelli. Lo dico senza remore di sorta: trovo gli spettacoli di Zeffirelli talmente noiosi da non riuscire ad essere neanche compiutamente e ostinatamente brutti. Nelle sue regie si assiste, in modo invariabile e con la tenacia sterile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Teatro dell&#8217;Opera di Roma. Dicembre 2009, <em>La Traviata</em>, regia di Franco Zeffirelli. Gennaio 2010, <em>Falstaff</em>, regia di Franco Zeffirelli. Lo dico senza remore di sorta: trovo gli spettacoli di Zeffirelli talmente noiosi da non riuscire ad essere neanche compiutamente e ostinatamente brutti. Nelle sue regie si assiste, in modo invariabile e con la tenacia sterile dell&#8217;assenza di idee, al ribattere di quel concetto di realismo scenico di bassa fantasmagoria che è solo il guscio svuotato di ogni espressione del reale: un realismo paravitale, che simula l&#8217;irruzione festosa del reale sul palcoscenico come assembramento semicaotico di persone, figure stilizzate, oggetti ed animali. Discutono vivacemente tenore e baritono? Sullo sfondo due garzoni giocano a carte. Il soprano spreme il tubo della voce per l&#8217;ultima aria, prima di cadere a terra? In un palchetto improvvisato si ode un cicalare tanto educatamente bisbigliato quanto scenicamente inutile.</p>
<p>È il realismo della suppellettile, del mondo come souvenir: un souvenir che vorrebbe risultare carico di senso, denso d&#8217;altrove ed è invece muto e opaco come coppa d&#8217;argento che non inluce; perché si tratta della svuotata suggestione di una suggestione, di oggetti che rimandano ad altri oggetti, in un magazzino della memoria automatica. Esiste un realismo che colma d&#8217;acque ingombranti la scena, acque che riflettono pigramente le forme del mondo, e un realismo che nasce dalla narrazione scenica. Il primo è quello di Zeffirelli, stipato di frusti vestiti d&#8217;epoca, saltimbanchi, bambini ciarlieri, venditori di frutta, apparir di comparse che scompaiono. Che rapporto sussiste tra questo incessante pestìo di piedi sul palcoscenico e il racconto operistico? Lo stesso legame che c&#8217;è tra un libro e la polvere che si deposita su di esso. Il <em>Falstaff</em> verdiano vive di coppie oppositive: giovani e vecchi, gabbati e gabbatori, nascondimenti e rivelazioni; niente di tutto ciò si ritrova nelle scelte registiche di Zeffirelli, attento solo ad apparecchiare la scena come fosse il tavolo di un ristorante.</p>
<p>È chiaro come l&#8217;effetto di tale superfetazione dell&#8217;oggettistica scenica sia un appiattimento vistoso e mortifero delle dinamiche drammaturgiche. In questo senso, se il reale della narrazione operistica è il pieno dispiegamento del racconto teatrale in musica, in tutto il bollore di contrasti ed enigmi e ritorni, una regia come quella zeffirelliana per il <em>Falstaff</em> è quanto di meno realistico si possa pretendere. L&#8217;occupazione armata del palcoscenico riduce l&#8217;accadere scenico ad un ventoso pulviscolo, gettato in faccia allo spettatore, così opprimente da vanificare qualsiasi tentativo di suggestione visiva. Forse le regie di Zeffirelli piacciono proprio perché eludono i problemi della rappresentazione. Fanno riposare la mente, allentano l&#8217;occhio, cullano gli sguardi tra trine profumate, militareschi assalti alla scena e lustre cianfrusaglie da robivecchi.</p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=d56a49e6-ac32-8910-abd8-4460ef717adb" alt="" /></div>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=PVlVpZFAMks:LkiulaSlYIA:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=PVlVpZFAMks:LkiulaSlYIA:V_sGLiPBpWU"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=PVlVpZFAMks:LkiulaSlYIA:V_sGLiPBpWU" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=PVlVpZFAMks:LkiulaSlYIA:F7zBnMyn0Lo"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=PVlVpZFAMks:LkiulaSlYIA:F7zBnMyn0Lo" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=PVlVpZFAMks:LkiulaSlYIA:gIN9vFwOqvQ"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=PVlVpZFAMks:LkiulaSlYIA:gIN9vFwOqvQ" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/dente/~4/PVlVpZFAMks" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrodinicola.it/2010/02/04/zeffirelli-e-il-realismo-della-suppellettile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.alessandrodinicola.it/2010/02/04/zeffirelli-e-il-realismo-della-suppellettile/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>L’iPad è anche un lettore di ebook? None!</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/dente/~3/A4v7cHLbNac/</link>
		<comments>http://www.alessandrodinicola.it/2010/02/02/lipad-e-anche-un-lettore-di-ebook-none/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 11:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon Kindle]]></category>
		<category><![CDATA[Apple iPad]]></category>
		<category><![CDATA[Cybook Opus]]></category>
		<category><![CDATA[e-ink]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[lettori]]></category>
		<category><![CDATA[retroilluminato]]></category>
		<category><![CDATA[schermo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrodinicola.it/?p=1114</guid>
		<description><![CDATA[[Questo post è rivolto ai lettori tecnologicamente meno smaliziati, persi tra termini come e-ink, lettori di ebook e tablet. Tutti gli altri possono saltare avanti senza particolari rimpianti.]
«Nessuno ha mai detto che l&#8217;iPad sia un lettore di ebook. È anche un lettore di ebook!». Ma per carità. Reputare che l&#8217;Apple iPad fornisca, tra le altre, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[<em>Questo post è rivolto ai lettori tecnologicamente meno smaliziati, persi tra termini come e-ink, lettori di ebook e tablet. Tutti gli altri possono saltare avanti senza particolari rimpianti.</em>]</p>
<p>«Nessuno ha mai detto che l&#8217;iPad sia un lettore di ebook. È <em>anche</em> un lettore di ebook!». Ma per carità. Reputare che l&#8217;Apple iPad fornisca, tra le altre, le funzionalità di un e-reader (lettore di ebook) è frutto di un&#8217;ambiguità, che Apple sfrutta con la consueta efficacia: un lettore di ebook non è semplicemente uno dispositivo che consenta di leggere libri elettronici (ebook) ma, più correttamente, uno strumento che permetta di leggere degli ebook per un tempo idoneo alla lunghezza dei testi; questa idoneità si realizza adottando tecniche o dispositivi che riducano al minimo l&#8217;affaticamento degli occhi e permettendo tempi di fruizione molto lunghi grazie a una durata estesa delle batterie. Perché tutto ciò? Perché un libro elettronico non è un documento non altrimenti caratterizzato: è, infatti, caratterizzato dalla lunghezza (ovviamente, non è detto che un ebook contenga il corrispettivo di centinaia e centinaia di pagine cartacee ma le aspettative di fruizione presuppongono lunghezze sostenute).</p>
<p>Un e-reader come l&#8217;Amazon Kindle o il Cybook Opus presenta un display di tipo <em>e-ink</em>: questa tecnologia permette di avere uno schermo non retroilluminato espressamente progettato per non affaticare gli occhi e consente, inoltre, una durata altissima per ciascuna ricarica della batteria, dato che il display viene spento immediatamente dopo la visualizzazione di una singola pagina. L&#8217;Apple iPad, invece, presenta un display retroilluminato. Risultato: la lettura prolungata, indispensabile per la fruizione di libri, è faticosa e stancante. La durata della batteria del tablet Apple, pur alta se messa a confronto con dispositivi similari, non può poi reggere il confronto con quella raggiungibile sugli e-reader. Il mio Cybook Opus, ad esempio, con una singola carica di batteria permette di &#8220;sfogliare&#8221; 8000 pagine virtuali: anche se le pagine sul display di un e-reader non corrispondono, per ampiezza, alle comuni pagine cartacee, un numero simile di pagine consente di leggere moltissimi romanzi prima di dover pensare a rimettere in carica il dispositivo.</p>
<p>In poche parole, con un e-reader <em>vero</em> abbiamo a nostra disposizione uno strumento che sparisce durante la fruizione dei libri: i nostri occhi non lo avvertono come un ostacolo alla lettura (un monitor comune, sì) e la ricarica è un&#8217;eventualità lontana nel tempo, inavvertita non solo durante la lettura di singoli testi ma anche nei passaggi da un libro al successivo. Per concludere, considerare l&#8217;iPad <em>anche</em> un e-reader sarebbe come chiamare <em>anche </em>macchina fotografica un dispositivo che presenti una fotocamera priva di messa a fuoco: le foto le scattiamo comunque, eh, ma queste sono inutilizzabili. Quindi, se siete lettori forti e desiderate acquistare un dispositivo allo scopo di leggere in tutta tranquillità e piacevolezza i vostri libri elettronici preferiti, lasciate perdere il nuovo nato in casa Apple. Ci potrete fare tante altre bellissime cose ma non leggere ebook. Io vi ho avvertiti.</p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=88353212-55be-85f9-ac65-afcc2b6385a5" alt="" /></div>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=A4v7cHLbNac:FWu5aAxzvgo:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=A4v7cHLbNac:FWu5aAxzvgo:V_sGLiPBpWU"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=A4v7cHLbNac:FWu5aAxzvgo:V_sGLiPBpWU" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=A4v7cHLbNac:FWu5aAxzvgo:F7zBnMyn0Lo"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=A4v7cHLbNac:FWu5aAxzvgo:F7zBnMyn0Lo" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=A4v7cHLbNac:FWu5aAxzvgo:gIN9vFwOqvQ"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=A4v7cHLbNac:FWu5aAxzvgo:gIN9vFwOqvQ" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/dente/~4/A4v7cHLbNac" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrodinicola.it/2010/02/02/lipad-e-anche-un-lettore-di-ebook-none/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.alessandrodinicola.it/2010/02/02/lipad-e-anche-un-lettore-di-ebook-none/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Bret Easton Ellis, Salinger, i classici</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/dente/~3/xNkN91si6M4/</link>
		<comments>http://www.alessandrodinicola.it/2010/01/31/bret-easton-ellis-salinger-i-classici/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 10:41:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Bret Easton Ellis]]></category>
		<category><![CDATA[contesto]]></category>
		<category><![CDATA[interpretazione]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[Salinger]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrodinicola.it/?p=1107</guid>
		<description><![CDATA[Molti dei migliori tweet (i brevi messaggi che appaiono nel social network Twitter) sono fieramente concisi, altri allargano a dismisura il cerchio scuro dell&#8217;incertezza interpretativa. Alcuni post su Twitter, poi, coniugano con vittoriosa efficacia entrambi questi elementi. È il caso di un subito famoso tweet di Bret Easton Ellis, l&#8217;autore dei romanzi American Psycho e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molti dei migliori tweet (i brevi messaggi che appaiono nel social network Twitter) sono fieramente concisi, altri allargano a dismisura il cerchio scuro dell&#8217;incertezza interpretativa. Alcuni post su Twitter, poi, coniugano con vittoriosa efficacia entrambi questi elementi. È il caso di un subito famoso <a href="http://twitter.com/eastonellis/status/8335981746">tweet</a> di Bret Easton Ellis, l&#8217;autore dei romanzi <em>American Psycho</em> e <em>Le regole dell&#8217;attrazione (The Rules of Attraction)</em>. Questo messaggio è stato scritto il 28 gennaio ed è facile identificarne il contesto: la morte dello scrittore Jerome David Salinger, avvenuta nel medesimo giorno. Ecco il tweet:</p>
<blockquote><p><span class="status-body"><span class="entry-content">Yeah!! Thank God he&#8217;s finally dead. I&#8217;ve been waiting for this day for-fucking-ever. Party tonight!!!</span></span></p></blockquote>
<p>Tradotto in italiano suonerebbe, più o meno, così: «Evviva! Grazie a Dio è morto, finalmente. È una vita che aspetto questo giorno, che cazzo. Stasera bisogna festeggiare!!!». Se il contesto del breve messaggio è facilmente scioglibile, più difficile è l&#8217;interpretazione del messaggio stesso. Bret Easton Ellis è contento della morte di Salinger perché non ama l&#8217;autore o il romanzo più noto di questo, <em>Il giovane Holden</em> (<em>The Catcher in the Rye</em>)? Lo scrittore di <em>American Psycho</em> vuole ribaltare la retorica meccanica che porta ad esaltare l&#8217;appena-morto o desidera manifestare il fastidio per il peso opprimente dell&#8217;opera di Salinger? Oppure, ancora, il tweet fornisce una sapida autoparodia del mondo narrativo di Ellis?</p>
<p>Butto qui un&#8217;interpretazione alternativa: io credo che Bret Easton Ellis sia, in realtà, un fervido ammiratore di <span class="searchbold">Salinger</span>, autore che per una vita intera ha cercato di essere un classico (sparendo, letteralmente) ed ora classico lo è diventato sul serio. Perché si diventa dei classici solo morendo, per mille ragioni note e meno note (una delle quali è che si preferisce, comunemente, parlare con i morti piuttosto che stimare i vivi). In realtà, questo denso tweet di Ellis l&#8217;avrebbe potuto scrivere <span class="searchbold">Salinger</span> stesso.</p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=62df119b-51d9-8f3a-8d26-9a85926d0abc" alt="" /></div>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=xNkN91si6M4:Woub5tDFB5o:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=xNkN91si6M4:Woub5tDFB5o:V_sGLiPBpWU"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=xNkN91si6M4:Woub5tDFB5o:V_sGLiPBpWU" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=xNkN91si6M4:Woub5tDFB5o:F7zBnMyn0Lo"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=xNkN91si6M4:Woub5tDFB5o:F7zBnMyn0Lo" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=xNkN91si6M4:Woub5tDFB5o:gIN9vFwOqvQ"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=xNkN91si6M4:Woub5tDFB5o:gIN9vFwOqvQ" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/dente/~4/xNkN91si6M4" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrodinicola.it/2010/01/31/bret-easton-ellis-salinger-i-classici/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.alessandrodinicola.it/2010/01/31/bret-easton-ellis-salinger-i-classici/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Soul Kitchen, Fatih Akin</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/dente/~3/bdc2cdIWCMk/</link>
		<comments>http://www.alessandrodinicola.it/2010/01/29/soul-kitchen-fatih-akin/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 09:43:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Ai confini del paradiso]]></category>
		<category><![CDATA[American Pie]]></category>
		<category><![CDATA[Clerks]]></category>
		<category><![CDATA[Fatih Akin]]></category>
		<category><![CDATA[La sposa turca]]></category>
		<category><![CDATA[Teen movie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrodinicola.it/?p=1099</guid>
		<description><![CDATA[Soul Kitchen di Fatih Akin, il regista di Ai confini del paradiso e La sposa turca, è un film decisamente facilone, che imbocca sempre i percorsi narrativi più semplici ed ovvii e costruisce situazioni comiche linguisticamente al livello dei teen movie più sboccacciati. Si salva per alcune incisive pennellate nel descrivere l&#8217;ambiente (ma quel meticciato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Soul Kitchen</em> di Fatih Akin, il regista di <em>Ai confini del paradiso</em> e <em>La sposa turca</em>, è un film decisamente facilone, che imbocca sempre i percorsi narrativi più semplici ed ovvii e costruisce situazioni comiche linguisticamente al livello dei teen movie più sboccacciati. Si salva per alcune incisive pennellate nel descrivere l&#8217;ambiente (ma quel meticciato culturale da movida perenne è posticcio come l&#8217;anatra alla pechinese di un ristorantaccio di quartiere) e perché, comunque, il regista ha mano ferma nel tenere la narrazione filmica dall&#8217;inizio alla fine, senza eccessive sbavature. Una pellicola passabile se, come a me, a voi piace andare al cinema per andare al cinema; se cercate il regista de <em>La sposa turca</em>, però, è meglio che giriate al largo.</p>
<p><span class="cbody">Il film di Fatih Akin presenta diversi punti di contatto con <em>Clerks</em> (Kevin Smith, 1994): una ostentata cifra antiautoriale, la verbosità debordante e spesso mantenuta su un registro greve, il conflitto tra la smunta ufficialità di ruoli e riti sociali e la vitale e magmatica e incontrollabile approssimazione del privato. Ma <em>Clerks</em>, secondo me, funziona meglio di Soul Kitchen grazie ad un nihilismo di fondo che, nel primo, olia perfettamente quella verve parolacciaia e dissacratoria: in Clerks tutto viene riassorbito dalla parola, perché è un mondo di parole, per il resto privo di spessore e connotazioni oggettive forti. In <em>Soul Kitchen</em> non c&#8217;è alcun nihilismo ad imbevere personaggi, linguaggi e ambienti: quello che troviamo è, al contrario, un piccolo e tradizionale romanzo di formazione, come appunto avviene in molti teen movie; come nei teen movie, del resto, il protagonista impacciato e debole si fa permeare dalla realtà circostante fino alla crescita finale, subita più che voluta (il che spiega anche il carattere sotterraneamente elegiaco, pur nella corrività delle scelte narrative e linguistiche, di film come <em>American Pie</em>).</span></p>
<p>Ma quella verbosità piccata e piccante che funzionava in <em>Clerks</em>, in <em>Soul Kitchen</em> non aderisce con saldezza al complessivo impianto filmico. Ciò può derivare, a mio parere, dalla presenza nella pellicola di <span class="cbody">Fatih Akin </span><span class="cbody">di un personaggio centrale da far crescere, bloccare o regredire a seconda del percorso narrativo desiderato: quella verbosità da cinema underground deve girare virtuosamente a vuoto, senza personaggi accentratori a cui ancorarsi, altrimenti diviene sostanzialmente inefficace (e l&#8217;anziano Sokrates di <em>Soul Kitchen</em>, petulante nella foga verbale, è un esempio negativo di tale malfunzionamento della macchina cinematografica).</span><em> Clerks</em> e <em>Soul Kitchen</em>, tra l&#8217;altro, presentano una scena in comune, almeno per alcuni vistosi elementi: in entrambi i film si assiste, direttamente o indirettamente, a un funerale ed in entrambi i casi avviene un contatto fisico tra i protagonisti e la bara del defunto. Se in <em>Clerks</em> la scena è funzionale alla dissacrazione generale, spingendola <em>oltre</em>, in <em>Soul Kitchen</em> troviamo solo una situazione superficialmente comica, che non aggiunge nulla né allo sviluppo del personaggio né alla narrazione complessiva.</p>
<p><em>Soul Kitchen</em>. <em>Regia</em>: <span class="cbody">Fatih Akin</span> <em>Cast</em>: Adam Bousdoukos, Moritz Bleibtreu, Birol Ünel, Anna Bederke, Pheline Roggan <em>Durata</em>: 99′ <em>Anno</em>: 2009</p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=5682d704-b0f6-83d9-8232-8bc06ebdcfa5" alt="" /></div>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=bdc2cdIWCMk:a-Ti6DaDQGU:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=bdc2cdIWCMk:a-Ti6DaDQGU:V_sGLiPBpWU"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=bdc2cdIWCMk:a-Ti6DaDQGU:V_sGLiPBpWU" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=bdc2cdIWCMk:a-Ti6DaDQGU:F7zBnMyn0Lo"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=bdc2cdIWCMk:a-Ti6DaDQGU:F7zBnMyn0Lo" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=bdc2cdIWCMk:a-Ti6DaDQGU:gIN9vFwOqvQ"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=bdc2cdIWCMk:a-Ti6DaDQGU:gIN9vFwOqvQ" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/dente/~4/bdc2cdIWCMk" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrodinicola.it/2010/01/29/soul-kitchen-fatih-akin/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.alessandrodinicola.it/2010/01/29/soul-kitchen-fatih-akin/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>New York chiama Roma. Rispondete.</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/dente/~3/qmfJYj3-ncw/</link>
		<comments>http://www.alessandrodinicola.it/2010/01/28/new-york-chiama-roma-rispondete/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 09:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Dissapore]]></category>
		<category><![CDATA[filiera]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
		<category><![CDATA[prezzi]]></category>
		<category><![CDATA[Restaurant Week]]></category>
		<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrodinicola.it/?p=1094</guid>
		<description><![CDATA[Guida completa ai ristoranti di New York, da Dissapore:
Gira gira la questione è sempre la stessa: l’annus horribilis 2009. E se conosciamo la reazione dei ristoratori italiani (hanno avuto una reazione?) può essere interessante spigolare cosa capita all’estero. New York City, capitale mangereccia d’America e forse del mondo, è una buona cartina di tornasole. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dissapore.com/mangiare-fuori/im-in-a-new-york-state-of-mind-guida-completa-ai-nuovi-ristoranti-di-new-york/">Guida completa ai ristoranti di New York, da Dissapore</a>:</p>
<blockquote><p>Gira gira la questione è sempre la stessa: l’annus horribilis 2009. E se conosciamo la reazione dei ristoratori italiani (hanno avuto una reazione?) può essere interessante spigolare cosa capita all’estero. New York City, capitale mangereccia d’America e forse del mondo, è una buona cartina di tornasole. La New York di Lehman Brothers, del Nasdaq, di Wall Street e delle banche che c’erano e non ci sono più. La New York del crollo del mercato immobiliare e del dollaro che vale meno del dinaro yugoslavo. La New York che dopo lo shock del nine-eleven 2001 ha vissuto anni di boom gastronomico e che, di conseguenza, era candidata al crollo verticale proprio nei settori troppo cresciuti: finanza, immobiliare, cibo.</p>
<p>Sì, cibo. Alla stessa stregua di azioni e mattone perché a New York il cibo è industria; il comparto ristorazione significa giro di denaro e posti di lavoro, stipendi alti e molto alti, indotto: dai taxi agli arredatori, dai manager ai grafici. Sta di fatto che nei tre settori che abbiamo preso in esame, la finanza ha avuto il suo crollo, l’immobiliare s’è ridimensionato e la ristorazione… è cresciuta.<br />
&#8230;</p>
<p>Come hanno fatto gli osti di Manhattan e Brooklyn a far bingo in questa maniera? Come mai i ristoranti sono pieni zeppi pure al lunedì mattina? Perché è ormai la norma lavorare su tre turni accogliendo i primi forzati gourmet già alle sei del pomeriggio?<br />
&#8230;</p>
<p>Altra cosa da non sottovalutare, la capacità del settore di fare sistema, di porsi come interlocutore verso realtà pubbliche e private. Come dimostra la Restaurant Week, kermesse semestrale in scena da ieri e fino 25 gennaio. Detto in soldoni, nel periodo più morto della stagione turistica i ristoranti che aderiscono alla Restaurant Week, compresi i super big, offrono la possibilità di degustazioni a 24 dollari a pranzo e 35 a cena. I ristoratori fanno un investimento, ne guadagnano però in promozione dei loro locali. Soprattutto, creano le condizioni affinché lieviti il pubblico, offrono a chi non può permetterselo la possibilità di entrare nei tempi della gastronomia, mirano ad avvicinare i giovani che sono i clienti di domani. Successo su tutta la linea per un approccio che la dice lunghissima.</p></blockquote>
<p>Tempi di crisi. A Roma i ristoranti chiudono, a New York aprono. A Roma ringrazi commosso e con pudichi occhi bassi se in un locale di medio livello riesci a pagare 50€ per un pasto, a New York &#8211; nota baraccopoli dall&#8217;opaco futuro economico &#8211; è possibile cenare con il corrispettivo di 25€ e pranzare con 17€, grazie alla <em>Restaurant Week</em>. «Ma gli affitti a Roma sono salatissimi!». Certo, invece sulla Fifth Avenue i locali sono a buon mercato. «Ancora con questa riduzione dei costi: ma lo volete capire che la qualità si paga? Non possiamo risparmiare sulla materia prima, lo facciamo per voi clienti!». Sì, buonanotte. Nessuno pretende che abbassiate la qualità della materia prima: semplicemente, togliete tartufetti e asticini dai menu e sbizzarritevi con materie prime più povere ma sapidissime. Non abbassate la qualità degli ingredienti, cambiateli.</p>
<p>Servono davvero settantadue bicchieri in tavola? E se mettessimo una tovaglietta di carta ogni tanto (no, non vale se mi piazzi davanti un pauperistico lenzuoletto di carta e poi fai trovare sul menu un piatto di amatriciana a 20€)? Una lista di vini ampia e con profondità d&#8217;annata copiosa e inebriante è certo un piacere da sfogliare ma siamo sicuri sicuri che, con i costi che comporta, sia adatta al vostro locale? Non sarà mica che senza 12 annate di Sassicaia pensate che nessuna <em>Guida Gastronomica Stellata</em> vi degni di una cortese visita? Non sarà mica che è (era) più facile attirare una sparuta clientela danarosa ma gastronomicamente incolta con tonitruanti fagiani satollati di fuagrà e cruderie da ombrosa crosta fiamminga piuttosto che rinsaldare la presenza di una clientela accorta, tanto accorta da capire se sapete friggere con saldezza delle acciughe? Non sarà che è semplice nascondere i ricarichi su auree materie prime ignote ai più, mentre il costo di una braciola di maiale lo si ha impresso nella mente come il rosso acceso di un divieto stradale?</p>
<p>La filiera alimentare in Italia è da paese del terzo mondo? Già. Ma dato per acclarato ciò e a parte il fatto che a New York non è che la materia prima sia così a buon mercato, non ho mai visto alcuna militaresca delegazione di ristoratori lamentarsi di questo, non ho mai visto rabbiosi sit-in con forchetta e mattarello. Magari perché è (era) più semplice alzare i prezzi piuttosto che fare corpo comune, ristoratori con altri ristoratori, e organizzarsi.</p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=54679da9-47de-8eea-b4af-957dc7caee1b" alt="" /></div>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=qmfJYj3-ncw:_WbfH_E0TA8:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=qmfJYj3-ncw:_WbfH_E0TA8:V_sGLiPBpWU"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=qmfJYj3-ncw:_WbfH_E0TA8:V_sGLiPBpWU" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=qmfJYj3-ncw:_WbfH_E0TA8:F7zBnMyn0Lo"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=qmfJYj3-ncw:_WbfH_E0TA8:F7zBnMyn0Lo" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=qmfJYj3-ncw:_WbfH_E0TA8:gIN9vFwOqvQ"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=qmfJYj3-ncw:_WbfH_E0TA8:gIN9vFwOqvQ" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/dente/~4/qmfJYj3-ncw" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrodinicola.it/2010/01/28/new-york-chiama-roma-rispondete/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.alessandrodinicola.it/2010/01/28/new-york-chiama-roma-rispondete/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Licenziosità varie</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/dente/~3/aYdUC2yCP-Y/</link>
		<comments>http://www.alessandrodinicola.it/2010/01/26/licenziosita-varie/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 12:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metablog]]></category>
		<category><![CDATA[Creative Commons]]></category>
		<category><![CDATA[Licenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrodinicola.it/?p=1089</guid>
		<description><![CDATA[Da oggi, la licenza adottata da questo blog non è più la Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate ma Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate. In poche parole, potete smerciare in lungo e in largo et impunemente i post pubblicati qui, però nel far questo dovete comunicare che i contenuti li ho scritti io, non potete usare quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da oggi, la licenza adottata da questo blog non è più la <a href="http://www.creativecommons.it/">Creative Commons</a> <em>Attribuzione-Non opere derivate</em> ma <em>Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate</em>. In poche parole, potete smerciare in lungo e in largo et impunemente i post pubblicati qui, però nel far questo dovete comunicare che i contenuti li ho scritti io, non potete usare quanto pubblicato qui per fini commerciali e, infine, non potete modificare i post stessi. Ovviamente, tutto ciò indica cosa non potete fare <em>senza uno specifico accordo con me</em>; accordandoci (aumm, aumm) si può far tutto, teoricamente.</p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=41316ac4-ebff-8e9f-8ae3-eaabc9c1888e" alt="" /></div>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=aYdUC2yCP-Y:BxP7kkBhiDc:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=aYdUC2yCP-Y:BxP7kkBhiDc:V_sGLiPBpWU"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=aYdUC2yCP-Y:BxP7kkBhiDc:V_sGLiPBpWU" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=aYdUC2yCP-Y:BxP7kkBhiDc:F7zBnMyn0Lo"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=aYdUC2yCP-Y:BxP7kkBhiDc:F7zBnMyn0Lo" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=aYdUC2yCP-Y:BxP7kkBhiDc:gIN9vFwOqvQ"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=aYdUC2yCP-Y:BxP7kkBhiDc:gIN9vFwOqvQ" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/dente/~4/aYdUC2yCP-Y" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrodinicola.it/2010/01/26/licenziosita-varie/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.alessandrodinicola.it/2010/01/26/licenziosita-varie/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Vallini, ecco l’ebook con le due raccolte poetiche</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/dente/~3/urdm14aVj3A/</link>
		<comments>http://www.alessandrodinicola.it/2010/01/16/vallini-ecco-lebook-con-le-due-raccolte-poetiche/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 23:11:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon Kindle]]></category>
		<category><![CDATA[Bookeen]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[EPUB]]></category>
		<category><![CDATA[La rinunzia]]></category>
		<category><![CDATA[Mobipocket]]></category>
		<category><![CDATA[PDF]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Un giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Vallini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrodinicola.it/?p=1081</guid>
		<description><![CDATA[Riscaldate l&#8217;Amazon Kindle, accendete il vostro lettore di ebook Bookeen o Sony e collegatelo vittoriosamente al PC: ecco l&#8217;ebook, curato da me, contenente l&#8217;opera poetica di Carlo Vallini. Per chi avesse seguito la precedenti tappe della stesura di questo libro elettronico, l&#8217;ebook attuale contiene correzioni alle trascrizioni presentate qui precedentemente e alcune integrazioni allo scritto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riscaldate l&#8217;Amazon Kindle, accendete il vostro lettore di ebook Bookeen o Sony e collegatelo vittoriosamente al PC: ecco l&#8217;ebook, curato da me, contenente l&#8217;opera poetica di Carlo Vallini. Per chi avesse seguito la precedenti tappe della stesura di questo libro elettronico, l&#8217;ebook attuale contiene correzioni alle trascrizioni presentate qui precedentemente e alcune integrazioni allo scritto introduttivo. Volete mettere, poi, la comodità di avere entrambe le raccolte poetiche, <em>La rinunzia</em> e <em>Un giorno</em>, in un unico libro?</p>
<p>L&#8217;ebook è disponibile nei formati <a href="http://www.alessandrodinicola.it/files/vallinipoesie.pdf">PDF</a> A4, <a href="http://www.alessandrodinicola.it/files/vallinipoesie.mobi">Mobipocket</a> per Kindle ed <a href="http://www.alessandrodinicola.it/files/vallinipoesie.epub">EPUB</a> per gli altri principali e-reader. La qualità dei formati EPUB e Mobipocket è certo migliorabile, soprattutto quella del secondo: abbiate pazienza, ci saranno con tutta probabilità nuove versioni dell&#8217;ebook.</p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=urdm14aVj3A:SGZjhUK7-Mo:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=urdm14aVj3A:SGZjhUK7-Mo:V_sGLiPBpWU"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=urdm14aVj3A:SGZjhUK7-Mo:V_sGLiPBpWU" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=urdm14aVj3A:SGZjhUK7-Mo:F7zBnMyn0Lo"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=urdm14aVj3A:SGZjhUK7-Mo:F7zBnMyn0Lo" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=urdm14aVj3A:SGZjhUK7-Mo:gIN9vFwOqvQ"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=urdm14aVj3A:SGZjhUK7-Mo:gIN9vFwOqvQ" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/dente/~4/urdm14aVj3A" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrodinicola.it/2010/01/16/vallini-ecco-lebook-con-le-due-raccolte-poetiche/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.alessandrodinicola.it/2010/01/16/vallini-ecco-lebook-con-le-due-raccolte-poetiche/</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>L’economia dell’attenzione, crocevia di miti</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/dente/~3/BX9lYequj_k/</link>
		<comments>http://www.alessandrodinicola.it/2010/01/13/leconomia-dellattenzione-crocevia-di-miti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 12:23:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[abbandono]]></category>
		<category><![CDATA[Economia dell'attenzione]]></category>
		<category><![CDATA[età dell'oro]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[miti]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Stowe Boyd]]></category>
		<category><![CDATA[teleologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrodinicola.it/?p=1073</guid>
		<description><![CDATA[Quale sotterranea mitologia nascondono l&#8217;idea di economia dell&#8217;attenzione e quella, relativa, di un universo dell&#8217;informazione caratterizzato da una sovrabbondanza stordente di dati da elaborare? Scrive Stowe Boyd nel suo blog, tra numerosi altri spunti di interesse, che l&#8217;economia dell&#8217;attenzione può venire letta come una rievocazione del mito dell&#8217;età dell&#8217;oro: in questo caso, l&#8217;età mitica in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quale sotterranea mitologia nascondono l&#8217;idea di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Attention_economy">economia dell&#8217;attenzione</a> e quella, relativa, di un universo dell&#8217;informazione caratterizzato da una sovrabbondanza stordente di dati da elaborare? <a href="http://www.stoweboyd.com/message/2010/01/the-false-question-of-attention-economics.html">Scrive</a> Stowe Boyd nel suo blog, tra numerosi altri spunti di interesse, che l&#8217;economia dell&#8217;attenzione può venire letta come una rievocazione del mito dell&#8217;età dell&#8217;oro: in questo caso, l&#8217;età mitica in cui tempo disponibile e conoscenze acquisibili erano in perfetta armonia con lo sviluppo dell&#8217;essere umano.</p>
<p>Stowe Boyd risponde a questo mito con un altro mito, quello moderno per eccellenza delle facoltà cognitive umane progressivamente estendibili, all&#8217;interno di società via via sempre più complesse e articolate. È, insomma, la pacifica specularità tra uomo e società lanciati in un processo infinito di ampliamento e arricchimento: il mito moderno per eccellenza, se ne esiste uno. Il contrario di un luogo comune, dunque, è esso stesso un ulteriore luogo comune, se ci spostiamo dall&#8217;ambito di perlustrazione di miti e trasformiamo questi ultimi nelle parole incancrenite e sterili che sono l&#8217;orma di miti che girano a vuoto.</p>
<p>Cosa hanno in comune il mito dell&#8217;età dell&#8217;oro e quello della progressività delle conoscenze e delle società? Sono entrambi miti dell&#8217;abbandono. Il secondo è l&#8217;immagine di un abbandono fiducioso al processo inteso come moderna teleologia mentre il primo mostra uno sfiduciato e inerte abbandono al presente irrecuperabile, data la perdita <em>aurea</em> iniziale. Sono dunque due miti di passività e questo, forse, spiega come mai sia possibile passare liquidamente dall&#8217;uno all&#8217;altro quando, come in questo caso, la riflessione sulla conoscenza deve fare i conti con le inesauste fucine dell&#8217;informazione contemporanea. Del resto, la stessa economia dell&#8217;attenzione può essere letta come una teoria di adattamento e assestamento cognitivo, proprio come desiderato da Stowe Boyd: i due miti risultano, negli esiti, coincidenti.</p>
<div class="zemanta-pixie"><img class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=815aecda-3593-871c-956c-a09e93b4bb7d" alt="" /></div>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=BX9lYequj_k:-U-OkgkLelk:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=BX9lYequj_k:-U-OkgkLelk:V_sGLiPBpWU"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=BX9lYequj_k:-U-OkgkLelk:V_sGLiPBpWU" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=BX9lYequj_k:-U-OkgkLelk:F7zBnMyn0Lo"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=BX9lYequj_k:-U-OkgkLelk:F7zBnMyn0Lo" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?a=BX9lYequj_k:-U-OkgkLelk:gIN9vFwOqvQ"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/dente?i=BX9lYequj_k:-U-OkgkLelk:gIN9vFwOqvQ" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/dente/~4/BX9lYequj_k" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alessandrodinicola.it/2010/01/13/leconomia-dellattenzione-crocevia-di-miti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.alessandrodinicola.it/2010/01/13/leconomia-dellattenzione-crocevia-di-miti/</feedburner:origLink></item>
	</channel>
</rss>
