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    <title>Conservazione Sostitutiva e Documenti Informatici</title>
    
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    <updated>2011-01-17T15:25:17+01:00</updated>
    <subtitle>Conservazione sostitutiva, fattura elettronica, firma digitale</subtitle>
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        <title>Imposta di bollo per libri e giornali tenuti in forma informatica</title>
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        <published>2011-01-17T15:25:17+01:00</published>
        <updated>2011-01-17T15:25:17+01:00</updated>
        <summary>di Alessandro De Pasquale Le imprese che hanno adottato la tenuta informatica di libri e giornali devono provvedere entro il 31 gennaio prossimo al pagamento dell’imposta di bollo. L’imposta è dovuta in misura di un bollo (14,62 euro) per ogni...</summary>
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            <name>Alessandro De Pasquale</name>
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<content type="xhtml" xml:lang="it-IT" xml:base="http://blog-conservazione-sostitutiva.docflow.com/"><div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p>di Alessandro De Pasquale</p>
<p>Le imprese che hanno adottato la tenuta informatica di libri e giornali devono provvedere entro il 31 gennaio prossimo al pagamento dell’imposta di bollo.</p>
<p>L’imposta è dovuta in misura di un bollo (14,62 euro) per ogni 2500 registrazioni, intendendo per registrazione un accadimento contabile, ad esempio una registrazione avrà sempre almeno due righe, una per l’importo in dare e una per l’importo in avere. Il calcolo dovrà essere fatto sulle registrazioni e non sulle righe.
</p>

<p>I contribuenti dovranno fare una dichiarazione che indica il numero di registrazioni effettuate al 31 dicembre e i relativi bolli previsti a suo tempo per il 2010, compararla con il numero consuntivo di registrazioni effettivamente fatte al 31 dicembre e calcolare il conguaglio tra i due importi dei bolli.</p>
<p>Il numero di registrazioni a consuntivo 2010 sarà assunto come preventivo per il 2011.</p>
<p>Il pagamento sarà effettuato tramite F23 con la causale 458T e la copia del modello F23 dovrà essere allegata alla dichiarazione predetta.</p>
<p>Da notare che anche al 31 gennaio 2011 difficilmente si saranno concluse tutte le registrazioni relative al 2010, il calcolo delle registrazioni dovrà essere fatto le annotazioni effettivamente trascritte, tenendo conto che ci sono sessanta giorni di tempo per effettuare le annotazioni stesse, infatti al 31 dicembre era corretto avere la contabilità aggiornata al 1° novembre. Per le registrazioni effettuate successivamente al 31 dicembre, e con data di riferimento relativa al 2010, ad esempio  le scritture di chiusura, l’imposta è dovuta nel 2011, quindi rientreranno nel conteggio consuntivo delle registrazioni che dovrà essere effettuata entro il 31 gennaio 2012.</p>
<p>Per le imprese che hanno l’esercizio fiscale a cavallo di due anni solari, l’imposta va calcolata sulla base dell’anno solare, il riferimento è, anche in questo caso, quello delle effettive registrazioni effettuate nel corso del 2010, per il consuntivo, e quelle che si effettueranno nel 2011 per il preventivo, anche se le registrazioni si riferiscono a due differenti periodi fiscali dell’azienda.</p><xhtml:img xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" src="http://feeds.feedburner.com/~r/conservazionesostitutiva/~4/8gwDNNSNRFo" height="1" width="1" /></div></content>


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        <title>Deposito dell'impronta degli archivi</title>
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        <published>2010-10-29T17:00:19+02:00</published>
        <updated>2010-10-29T17:00:19+02:00</updated>
        <summary>È stato emanato il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate  che stabilisce le regole per la comunicazione dell'impronta, della firma e della marca temporale degli archivi dei  documenti sottoposti a conservazione sostitutiva. La prima scadenza è il 31 gennaio 2012.</summary>
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            <name>Alessandro De Pasquale</name>
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<content type="xhtml" xml:lang="it-IT" xml:base="http://blog-conservazione-sostitutiva.docflow.com/"><div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p>di Alessandro De Pasquale</p>
<p>È stato emanato il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate  che stabilisce le regole per la comunicazione dell'impronta, della firma e della marca temporale degli archivi dei  documenti sottoposti a conservazione sostitutiva.</p>
<p>La prima comunicazione, per i documenti relativi al 2010 ed a gli anni precedenti, dovrà essere fatta entro il 31 gennaio 2012 tramite Entratel, Fisconline o tramite intermediari (CAF).
</p>

<p>Il provvedimento completa il quadro lasciato aperto dal D.M. del 23 gennaio 2004 che prevedeva questa trasmissione perché le firme elettroniche e le marche temporali avevano una durata piuttosto limitata. Con questa comunicazione si sarebbe evitato che le firme scadessero e che quindi si perdesse la validità dell'archivio informatico.</p>
<p>Il DPCM del 30 marzo 2009 ha portato la durata delle marche temporali a venti anni rendendo, di fatto , inutile questo nuovo provvedimento. Infatti , con la durata dell'archivio a venti anni, il motivo di questa comunicazione sembra più che altro un mezzo per raccogliere dati statistici.</p>
<p>Innanzi tutto l'Agenzia avrà l'informazione di chi ha adottato tale modalità di conservazione, inoltre vengono richiesti un'altra serie di dati anagrafici e statistici che lasciano alquanto perplessi sia in merito alla effettiva utilità di alcuni di essi, sia in merito alla reperibilità pratica delle informazioni richieste.</p>
<p>Ad esempio appare alquanto difficoltoso, a posteriori, risalire ad informazioni che non sono state raccolte all'atto della formazione dell'archivio e che vengono richieste a contribuenti che hanno i sistemi in esercizio anche da 6 anni.</p>
<p>Ci aspettiamo che la comunicazione, da qui alla prima scadenza, sia semplificata, anche in vista dell'apparente inutilità di alcune informazioni richieste e considerato che il provvedimento originario fosse stato emanato nell'ottica della semplificazione degli adempimenti burocratici.</p><xhtml:img xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" src="http://feeds.feedburner.com/~r/conservazionesostitutiva/~4/VzOdMeIiWM0" height="1" width="1" /></div></content>


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        <title>Nuove regole per la firma digitale</title>
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        <published>2010-09-06T03:05:33+02:00</published>
        <updated>2010-11-08T10:34:06+01:00</updated>
        <summary>di Alessandro De Pasquale Lo scorso 3 settembre sarebbero dovute entrare in vigore le nuove regole per il riconoscimento e la verifica dei documenti informatici. Tali regole prevedono alcune modifiche agli algoritmi ed ai certificati per la generazione delle firme...</summary>
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            <name>Alessandro De Pasquale</name>
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<content type="xhtml" xml:lang="it-IT" xml:base="http://blog-conservazione-sostitutiva.docflow.com/"><div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p class="MsoNormal" style="margin: 6pt 0pt 0pt;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;">di Alessandro De Pasquale</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 6pt 0pt 0pt;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 6pt 0pt 0pt;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;">Lo scorso 3 settembre sarebbero dovute entrare in vigore le nuove regole per il riconoscimento e la verifica<span style="mso-spacerun: yes;">  </span>dei documenti informatici. Tali regole prevedono alcune modifiche agli algoritmi ed ai certificati per la generazione delle firme elettroniche.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 6pt 0pt 0pt;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;"> </span></p>

Il 28 luglio è stato rinviato il temine per l’adeguamento al 31 dicembre, con un provvedimento che introduce ulteriori modifiche agli algoritmi.
<p class="MsoNormal" style="margin: 6pt 0pt 0pt;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;">Le smartcard (e gli altri dispositivi di firma), in ogni caso, resteranno validi fino alla loro scadenza naturale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 6pt 0pt 0pt;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;">I programmi per l’apposizione e la verifica delle firme e delle marche temporali potrebbero richiedere di essere modificati per l’uso con le nuove smartcard qualora non fossero in grado di supportare le nuove specifiche.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 6pt 0pt 0pt;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;">Dal punto di vista degli utenti tutte le modifiche sono trasparenti, infatti questi continueranno ad apporre le firme e le marche temporali nello stesso modo, saranno i programmi a gestire le nuove richieste.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 6pt 0pt 0pt;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;">Le nuove regole sono state emanate per incrementare il livello di sicurezza, infatti è stata incrementata la lunghezza minime della chiave di crittografia (da 1024 a 2048) ed è stato modificato il calcolo dell’impronta da SHA-1, che prevede la generazione di un’impronta (hash) di 160 bit (20 caratteri), a SHA-256, che porta la lunghezza dell’impronta a 256 bit (32 caratteri).</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 6pt 0pt 0pt;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;">Le due modifiche incrementano notevolmente il livello di sicurezza delle firme apposte, infatti la chiave più lunga rende enormemente più lunga un eventuale operazione di forzatura della chiave, mentre <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>l’aumento della lunghezza dell’impronta porta la probabilità di individuare un testo che generi la stessa impronta da 15 seguito da 47 zeri a 115 seguito da 75 zeri. Un eventuale malintenzionato che volesse provare a crackare una firma digitale avrebbe la vita ancora più dura di quanto non lo sia oggi. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 6pt 0pt 0pt;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;">Le tecnologie attuali non permettono di falsificare una firma digitale già con le vecchie regole. La modifica è stata fatta, in considerazione della diffusione della firma, per permettere anche alle generazioni future di poter mantenere la validità dei documenti informatici firmati digitalmente oggi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 6pt 0pt 0pt;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;">Le regole tecniche impongono anche modifiche agli attributi contenuti nei certificati di firma, in modo da adeguarsi, in anticipo, alla imminente direttiva europea sulla firma digitale che serve a uniformare le leggi dei singoli Stati componenti la Comunità Europea, i nuovi attributi permetteranno di validare in ogni Paese della Comunità Europea le firme apposte con un certificato emesso da una Certification Authority di un Paese diverso. Oggi il riconoscimento, seppur ammesso giuridicamente, dal punto di vista tecnico ha notevoli difficoltà. In questo modo si risolveranno gran parte delle incompatibilità.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 6pt 0pt 0pt;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;">Per approfondimenti <a href="/documenti/deposito delle impronte.pdf" target="_self" title="articolo deposito delle impronte">clicca qui </a>per vedere l'articolo.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 6pt 0pt 0pt;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;"><a href="/documenti/Provvedimento_2010-143663.pdf" target="_self" title="Provvedimento impronte">Testo del provvedimento</a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 6pt 0pt 0pt;"><span style="font-family: Arial; font-size: small;"> </span></p><xhtml:img xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" src="http://feeds.feedburner.com/~r/conservazionesostitutiva/~4/R3vDgJpgNHM" height="1" width="1" /></div></content>


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        <title>Non è la fattura elettronica</title>
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        <published>2010-06-03T10:16:57+02:00</published>
        <updated>2010-06-03T11:02:20+02:00</updated>
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            <name>Sandep</name>
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<content type="xhtml" xml:lang="it-IT" xml:base="http://blog-conservazione-sostitutiva.docflow.com/"><div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt">di Alessandro De Pasquale</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt">Nei giorni scorsi, ma anche oggi a decreto pubblicato, su tutti i giornali si è fatto un gran parlare della manovra finanziaria. Fra i tanti argomenti affrontati, uno mi ha particolarmente interessato.</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt">Si è parlato di obbligo di fattura elettronica oltre i 3000 euro. Si sono usate le parole fatturazione elettronica, trasmissione elettronica delle fatture ecc. </p>

<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt">Il presunto obbligo avrebbe obbligato le aziende ad attrezzarsi, in fretta e furia per gestire gli oneri connessi alla fattura elettronica e cioè sistemi di firma elettronica automatici, sistemi di conservazione ecc. In alternativa le aziende avrebbero dovuto rivolgersi a società di outsourcing predisporre il trasferimento dei dati e le procedure di controllo. In ogni caso le imprese avrebbero dovuto disporre dei cambiamenti organizzativi per conservare le fatture entro 15 giorni dall’emissione e soprattutto dalla ricezione delle fatture elettroniche.</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt">Mentre gli adempimenti tecnici sono semplici da ottemperare, quelli organizzativi, per consentire la registrazione e la conservazione nei 15 giorni cui sono tenute le imprese che utilizzano la fattura elettronica, non sono semplici da soddisfare, per tutte le imprese.</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt">Il falso annuncio dato dalla stampa ha messo nel panico molti imprenditori che si vedevano costretti, a dover correre ai ripari in pochi giorni.</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt">Fortunatamente i giornali davano una interpretazione errata all’articolo 21 (Comunicazioni telematiche alla Agenzia delle Entrate), infatti tale articolo prevede la sola comunicazione, all’Agenzia delle Entrate dell’elenco delle operazioni IVA che superino i 3000 euro, presumibilmente con le stesse modalità dell’elenco intrastat, tale adempimento è senza dubbio più “ragionevole” di quello ipotizzato.</p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt">Questa vicenda mi fa riflettere sul grado di disinformazione sui documenti informatici, che gravita nel settore. Ancora una volta si sono date comunicazioni fuorvianti, cosiddetti esperti si sono lanciati in fantasiose interpretazioni mostrando che gli aspetti tecnici e gli aspetti normativi della materia siano ancora carenti di esperti in grado di coprire tutti gli aspetti della materia.</p><xhtml:img xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" src="http://feeds.feedburner.com/~r/conservazionesostitutiva/~4/mgB1yubYke0" height="1" width="1" /></div></content>


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        <title>Tenuta libri sociali in modalità informatica: risolto il problema dell'art. 2215-bis del Codice Civile</title>
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        <published>2009-11-16T09:38:43+01:00</published>
        <updated>2009-11-17T12:24:15+01:00</updated>
        <summary>di Alessandro De Pasquale La conversione in legge del cosiddetto decreto anticrisi emanato alla fine dell’anno scorso aveva introdotto l’articolo 2215-bis del codice civile che, nelle intenzioni del legislatore, avrebbe semplificato la tenuta dei libri sociali in modalità informatica. Purtroppo...</summary>
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            <name>Alessandro De Pasquale</name>
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<content type="xhtml" xml:lang="it-IT" xml:base="http://blog-conservazione-sostitutiva.docflow.com/"><div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p align="justify" class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0cm">di Alessandro De Pasquale</p>
<p align="justify" class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0cm">La conversione in legge del cosiddetto decreto anticrisi emanato alla fine dell’anno scorso aveva introdotto l’articolo 2215-bis del codice civile che, nelle intenzioni del legislatore, avrebbe semplificato la tenuta dei libri sociali in modalità informatica. Purtroppo il provvedimento si è rivelato, invece, un ostacolo per le imprese che intendevano adottare la tenuta informatica dei libri. Il disegno di legge, approvato dal Consiglio dei Ministri del 12 novembre scorso, corregge tale errore.</p>
<p align="justify" class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0cm">
</p>La vecchia formulazione dell’articolo 2215-bis prevedeva che, per adempiere agli obblighi di numerazione e vidimazione dei libri sociali, l’imprenditore o un suo delegato apponesse la propria firma digitale e la marca temporale ogni tre mesi al libro stesso. L’adempimento avrebbe costretto le imprese a dover “chiudere” la contabilità ogni tre mesi e non avrebbe consentito alcun tipo di ritardo o di correzione che invece sono nella prassi della maggior parte delle aziende. Inoltre non era per niente chiaro in che modo si sarebbero dovute apporre firme e marche temporale. Ad esempio se si dovesse dividere il libro in trimestri e trattarli separatamente o se si dovesse firmare ogni volta l’intero blocco<span style="mso-spacerun: yes">  </span>del trimestre attuale e dei trimestri precedenti, tale operazione non è per nulla semplice dal punto di vista tecnico, con ulteriori complicazioni dovute alla conservazione sostitutiva che si sarebbe dovuta fare su un libro “aperto”.
<p align="justify" class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0cm">Molte imprese avevano scelto di tenere i libri in forma analogica e di procedere alla loro conservazione sostitutiva prevista per tali documenti, rinunciando quindi ai benefici del pagamento dei bolli per i documenti informatici.</p>
<p align="justify" class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0cm">Il nuovo DDL elimina tali difficoltà e, permette alle imprese di approfittare della possibilità di avere libri con la stessa efficacia di quelli vidimati, operazione cui molte aziende oramai non facevano più a causa degli alti costi di questa operazione.</p>
<p align="justify" class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0cm">Il nuovo provvedimento, all’articolo 1 modifica l’articolo 2215-bis nel senso che la firma dell’imprenditore, o del suo delegato, deve essere apposta una volta all’anno e, nel caso che i libri la cui tenuta è obbligatoria per disposizione di legge o di regolamento di natura fiscale, la firma e la marca devono essere apposte nei termini previsti da tali norme.</p>
<p align="justify" class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0cm">In pratica le scritture richieste dalle norma fiscali possono essere “chiuse” entro tre mesi dal termine della presentazione delle dichiarazioni fiscali, quindi nel caso di anno fiscale coincidente con l’anno solare entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello cui le registrazioni si riferiscono.</p><xhtml:img xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" src="http://feeds.feedburner.com/~r/conservazionesostitutiva/~4/EN5JFatDNFU" height="1" width="1" /></div></content>


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        <title>Conservazione dagli spool</title>
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        <published>2009-06-17T11:50:55+02:00</published>
        <updated>2009-06-17T11:52:26+02:00</updated>
        <summary>di Alessandro De Pasquale L'Agenzia delle Entrate ha, finalmente, ammesso la possibilità di procedere alla conservazione dei documenti analogici senza obbligare alla stampa ed alla successiva scansione. L'Agenzia, ha dunque completamente sposato la tesi che proponevo da questa rubrica. La...</summary>
        <author>
            <name>Alessandro De Pasquale</name>
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<content type="xhtml" xml:lang="it-IT" xml:base="http://blog-conservazione-sostitutiva.docflow.com/"><div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p> di Alessandro De Pasquale</p>
<br />
<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt">L'Agenzia delle Entrate ha, finalmente, ammesso la possibilità di procedere alla conservazione dei documenti analogici senza obbligare alla stampa ed alla successiva scansione.</p>
<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt">L'Agenzia, ha dunque completamente sposato la tesi che proponevo da questa rubrica. </p>
<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt" />

<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt">La risoluzione 158/E pubblicata il 15 giugno ed emessa il 5 giugno scorso, in risposta alla richiesta di consulenza giuridica di Assinform, afferma che la conservazione sostitutiva di documenti, creati con strumenti elettronici ma non aventi le caratteristiche di documenti informatici rilevanti ai fini fiscali e tributari, "<span style="FONT-STYLE: italic">si potrà procedere all'acquisizione della relativa immagine<span style="mso-spacerun: yes">  </span>tramite il processo di generazione dello spool (o rappresentazione grafica) di stampa, a condizione che l'immagine acquisita rispecchi in maniera fedele, corretta e veritiera il contenuto rappresentativo del documento</span>."</p>
<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt">Le indicazioni fornite dall'Agenzia riprendono anche quelle emesse in passato che ammettevano la possibilità che le copie, conservate da chi emette il documento e da chi lo riceve, differissero tra loro purché fosse identico il contenuto,</p>
<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt">Nelle risoluzioni 161/E del 2007 e 14/E del 2008, si affermava che si dovesse procedere alla stampa dei documenti, alla loro scansione, alla conservazione e quindi alla distruzione delle copie cartacee, perché il documento non esisterebbe fino alla sua "materializzazione" su supporto fisico. L'unico supporto fisico ammesso fino ad allora era la carta ora, si ammette anche un supporto fisico diverso che infatti "<span style="FONT-STYLE: italic">dovrà <span style="mso-spacerun: yes"> </span>essere conservato, ed a richiesta degli organi accertatori esibito, fino al completamento del processo di conservazione sostitutiva.</span>"</p>
<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt">È un notevole passo avanti, ma siamo ancora lontani dal mondo reale dell'informatica dove tutto è virtualizzato, nell'era del cloud computing e di internet 2.0, di SOA e di SaaS pensare ancora ai supporti fisici è anacronistico.</p>
<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt">Sarebbe opportuno lasciare che, degli aspetti tecnici, se ne occupi qualcuno a tempo pieno e non degli specialisti in altri settori che nulla hanno a che vedere con il mondo informatico, lasciando, agli specialisti fiscali e legali la formulazione dei requisiti richiesti mentre gli specialisti informatici forniranno la soluzione tecnica. Una divisione dei compiti che al giorno d'oggi è sempre più pressante. Nel mondo dell'informatica, per stare al passo, occorre specializzarsi all'interno della specializzazione, la gestione informatica dei documenti è un settore superspecialistico e non è la stessa cosa della gestione dei documenti informatici che è una superspecializzazione affine. Lasciamo che ognuno faccia il suo mestiere, si eviterà di essere sempre un passo indietro rispetto alla tecnologia.</p><xhtml:img xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" src="http://feeds.feedburner.com/~r/conservazionesostitutiva/~4/Z_y6DdskCTo" height="1" width="1" /></div></content>


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        <title>Nuove regole tecniche per i documenti informatici</title>
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        <published>2009-06-11T10:24:20+02:00</published>
        <updated>2009-06-11T10:25:09+02:00</updated>
        <summary>di Alessandro De Pasquale La Gazzetta Ufficiale n. 129 del 6/6/2009 ha pubblicato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30/3/2009 dal titolo: Regole tecniche in materia di generazione, apposizione e verifica delle firme digitali e validazione temporale...</summary>
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            <name>Alessandro De Pasquale</name>
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<content type="xhtml" xml:lang="it-IT" xml:base="http://blog-conservazione-sostitutiva.docflow.com/"><div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p><span><span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt">di Alessandro De Pasquale</span></span></p>
<p><span><span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt" /></span> </p>
<p><span><span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt" /><span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 14px">La Gazzetta Ufficiale n. 129 del 6/6/2009 ha pubblicato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30/3/2009 dal titolo: Regole tecniche in materia di generazione, apposizione e verifica delle firme digitali e validazione temporale dei documenti informatici.</span></span></p>
<p />

<p><span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 14px" /></p>
<p><span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 14px">Ho anticipato questo documento nel post "Estesa la durata delle marche temporali" che poneva l'accento sulla più importante novità del provvedimento. Oggi intendo commentare alcuni altri aspetti rilevanti del provvedimento.</span></p>
<p><span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 14px">Sono state aggiornate le regole tecniche relative ai dispositivi di firma in modo da permettere l'uso di dispositivi conformi alle norme generalmente riconosciute a livello internazionale, risolvendo quindi l'annosa questione della scarsa disponibilità di dispostivi<span style="mso-spacerun: yes">  </span>conformi ai requisiti precedenti.</span></p>
<p><span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 14px">Come già detto la validità delle firme è estesa fino alla scadenza della marca temporale e la validità della marca temporale è ampliata a vent'anni, inoltre sono considerate equivalenti alla marca temporale:</span></p>
<ol style="MARGIN-TOP: 0in; unicode-bidi: embed; FONT-FAMILY: Arial; DIRECTION: ltr; MARGIN-BOTTOM: 0in; MARGIN-LEFT: 0.383in; FONT-SIZE: 11pt">
<li style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px; VERTICAL-ALIGN: middle" value="1"><span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt">il riferimento temporale contenuto nella segnatura di protocollo delle amministrazioni pubbliche;</span> 
<li style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px; VERTICAL-ALIGN: middle" value="2"><span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt">il riferimento temporale ottenuto attraverso la procedura di conservazione dei documenti in conformità alle norme vigenti, ad opera di un pubblico ufficiale o di una pubblica amministrazione;</span> 
<li style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px; VERTICAL-ALIGN: middle" value="3"><span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt">il riferimento temporale ottenuto attraverso l'utilizzo di posta elettronica certificata ai sensi dell'art. 48 del codice dell'amministrazione digitale;</span> 
<li style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px; VERTICAL-ALIGN: middle" value="4"><span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt">il riferimento temporale ottenuto attraverso l'utilizzo della marcatura postale elettronica;</span><span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt"><span style="FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt" /></span> </li>
</li></li></li></ol>
<p>Vengono rappresentate le differenze di requisiti tra certificatori qualificati e certificatori accreditati, dando modo di aprire il mercato anche a fornitori esteri o a organizzazioni più "leggere" che potrebbero essere anche interne a grandi aziende o enti pubblici.</p>
<p style="MARGIN-TOP: 0px; MARGIN-BOTTOM: 0px; VERTICAL-ALIGN: middle">Per il resto il provvedimento mantiene la stessa linea e non sconvolge il precedente provvedimento,<span style="mso-spacerun: yes">  </span>emesso cinque anni fa. </p>
<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt"> </p><xhtml:img xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" src="http://feeds.feedburner.com/~r/conservazionesostitutiva/~4/1J7pFcTIXMg" height="1" width="1" /></div></content>


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        <title>Posta Elettronica Certificata per tutti?</title>
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        <published>2009-06-08T12:27:36+02:00</published>
        <updated>2009-06-08T18:01:08+02:00</updated>
        <summary>di Alessandro De Pasquale La posta elettronica certificata è destinata a diventare il mezzo di comunicazione standard con le amministrazioni pubbliche? Sembrerebbe proprio di si. Recenti provvedimenti hanno disegnato lo scenario seguente; Ampliamento della definizione di Posta Elettronica Certificata a...</summary>
        <author>
            <name>Alessandro De Pasquale</name>
        </author>
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<content type="xhtml" xml:lang="it-IT" xml:base="http://blog-conservazione-sostitutiva.docflow.com/"><div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><br />
<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt">di Alessandro De Pasquale</p>
<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt"> </p>
<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt">La posta elettronica certificata è destinata a diventare il mezzo di comunicazione standard con le amministrazioni pubbliche? Sembrerebbe proprio di si.</p>
<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt">Recenti provvedimenti hanno disegnato lo scenario seguente;</p>
<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt">Ampliamento della definizione di Posta Elettronica Certificata a qualunque sistema atto a </p>
<ul>
<li>
<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt">garantire la sicurezza della provenienza, l'integrità, la consegna e delle date di spedizione e consegna.</p>
<li>
<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt">Obbligo di dotarsi di una casella PEC per Imprese, professionisti e PA.</p>
<li>
<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt">Casella PEC gratuita per i cittadini per dar loro modo di gestire i rapporti con la PA</p></li>
</li></li></ul>
<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt" />

<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt">Il 6 maggio scorso è stato pubblicato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri con le "Disposizioni in materia di rilascio e di uso della casella posta elettronica certificata assegnata ai cittadini".</p>
<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt">Chiaramente l'intenzione è quella di fare in modo di eliminare le comunicazioni cartacee tra PA e resto del Paese. Le imprese ed i professionisti a loro spese, e i privati cittadini gratuitamente, potranno ricevere comunicazioni e potranno rispondere o presentare nuove istanze, senza ricorrere alla carta.</p>
<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt"> </p>
<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt">L'ambito di utilizzo della PEC che era partito dal settore fiscale e tributario per gestire le comunicazioni tra Agenzia delle Entrate e intermediari si è allargato a tutta la PA e a tutti gli interlocutori ed è destinato a diffondersi anche alle comunicazioni tra privati, mandando in pensione la tradizionale raccomandata cartacea.</p>
<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt">Il 1° giugno scorso, il Tribunale di Milano ha inviato la prima notifica utilizzando una mail certificata. Nel giro di pochi minuti la notifica è stata preparata, spedita e consegnata. Il procedimento cartaceo avrebbe richiesto dalle quattro alle nove settimane, il risparmio di tempi e di costi appare evidentissimo.<span style="mso-spacerun: yes">  </span>La cancelleria del tribunale di Milano invia 220 notifiche all'anno. Tribunale e Ordine degli avvocati stimano un risparmio di un milione l'anno solo per questo servizio.</p>
<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt"> </p>
<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt">Qualche perplessità rimane negli utenti normali, ad esempio, una domanda che ricevo spesso è: "ma io ho la smartcard per la firma elettronica, non è sufficiente?" La risposta è no. Infatti inviare un messaggio con allegato un documento firmato (o firmare direttamente la mail) garantisce l'integrità e la paternità del documento ma non offre garanzie sull'invio e sulla consegna del documento. La PEC (o i sistemi equivalenti)<span style="mso-spacerun: yes">  </span>hanno la stessa efficacia delle raccomandate con ricevuta di ritorno e può essere utilizzata per inviare documenti firmati.</p>
<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt">Alcuni scettici obiettavano che la PEC, per funzionare, richiede che tutti e due gli interlocutori siano dotati di casella certificata. È vero solo parzialmente, infatti se ambedue<span style="mso-spacerun: yes">  </span>gli interlocutori utilizzano la casella PEC, il messaggio ha il valore di una raccomandata con ricevuta di ritorno, nel caso soli il destinatario sia dotato di PEC, questi potrà provare la data e l'ora di ricezione di un dato messaggio, infine, nel caso in cui solo il mittente sia dotato di PEC, allora questi potrà provare di aver inviato il messaggio e quando<span style="mso-spacerun: yes">  </span>ciò è avvenuto. In quest'ultimo caso mi vengono in mente molti utilizzi, ad esempio<span style="mso-spacerun: yes">  </span>la prova dell'invio dei cedolini ai dipendenti, o l'invio di fatture ecc.</p>
<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt"> </p>
<p style="MARGIN: 0in; FONT-FAMILY: Arial; FONT-SIZE: 11pt">I gestori dei servizi PEC sono tenuti a conservare i dati relativi agli invii ed alle ricezioni per ogni singola casella per trenta mesi, eventualmente, in base ai contratti, possono conservare anche i messaggi stessi,<span style="mso-spacerun: yes">   </span>chi ha necessità di conservare nel tempo i documenti pervenuti o spediti, ha l'esigenza di dotarsi di un servizio di conservazione a norma della deliberazione CNIPA 11/2004 che gli consentirà di preservare la validità nel tempo del documento.</p><xhtml:img xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" src="http://feeds.feedburner.com/~r/conservazionesostitutiva/~4/mrXYhCFXemw" height="1" width="1" /></div></content>


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        <title>Seminario di aggiornamento sui documenti informatici</title>
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        <published>2009-05-21T12:12:07+02:00</published>
        <updated>2009-05-21T12:12:07+02:00</updated>
        <summary>di Alessandro De Pasquale Un'occasione per incontrarsi e per aggiornarsi sulle novità che negli ultimi mesi hanno interessato la conservazione digitale dei documenti e il documento informatico in genere. Il decreto anticrisi è il provvedimento che ha introdotto il maggior...</summary>
        <author>
            <name>Alessandro De Pasquale</name>
        </author>
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&lt;div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;di Alessandro De Pasquale&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;font size="3"&gt;&amp;#0160;&lt;/font&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;Un&amp;#39;occasione per incontrarsi e per aggiornarsi sulle novità che negli ultimi mesi hanno&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&amp;#0160; &lt;/span&gt;interessato la conservazione digitale dei documenti e il documento informatico in genere.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;Il decreto anticrisi è il provvedimento che ha introdotto il maggior numero di innovazioni. Molte di queste hanno le potenzialità per un&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&amp;#0160; &lt;/span&gt;effetto dirompente nel modo di lavorare futuro dei cittadini, delle Amministrazioni Pubbliche, delle imprese e dei professionisti.
&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;Anche altri provvedimenti hanno interessato questa materia, ad esempio la gestione del libro unico del lavoro e una serie di risoluzioni dell&amp;#39;Agenzia delle Entrate.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;In questo seminario costituisce quindi un adeguamento formativo fondamentale per gli operatori del settore che necessitano di concentrarsi sugli elementi innovativi senza ripartire dall&amp;#39;invenzione della ruota e affrontando in maniera specifica le innovazioni.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;L&amp;#39;evento sarà anche l&amp;#39;occasione per esporre le esperienze maturate in casi reali di gestione informatica dei documenti e di conservazione sostitutiva. L&amp;#39;esperienza &amp;quot;sul campo&amp;quot;&lt;span style="mso-spacerun: yes"&gt;&amp;#0160; &lt;/span&gt;in progetti operativi in piccole, medie e grandi realtà, verrà trasmessa ai partecipanti in modo da fornire elementi di discussione e confronto contribuendo alla crescita professionale degli intervenuti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;&lt;/font&gt;&amp;#0160;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;Di seguito il programma dell&amp;#39;evento:&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;&lt;/font&gt;&amp;#0160;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;Il seminario è destinato a Responsabili della conservazione, direttori amministrativi, responsabili di progetto e consulenti, nei settori amministrativi, finanziari, risorse umane e informatici delle aziende private e delle Amministrazioni pubbliche.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;&lt;/font&gt;&amp;#0160;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;Il seminario intende fare il punto sulle novità relative ai provvedimenti emessi a livello italiano ed europeo riguardanti I documenti informatici, la firma elettronica, la conservazione sostitutiva dei documenti cartacei e la fatturazione elettronica, sono stati al centro dell&amp;#39;attenzione delle autorità.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;La gran mole di provvedimenti rende indispensabile l&amp;#39;aggiornamento delle competenze relative a tali problematiche.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;&lt;/font&gt;&amp;#0160;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;&lt;/font&gt;&amp;#0160;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;Gli argomenti trattati saranno:&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;&lt;/font&gt;&amp;#0160;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size="3"&gt;La tenuta e la conservazione dei libri sociali, il nuovo articolo 2215 bis del codice civile&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;Con la conversione in legge del cosiddetto decreto anticrisi è stato introdotto il nuovo articolo del codice civile che riconosce i libri sociali tenuti come documenti informatici come validi ed efficaci . È la prima volta che i documenti informatici vengono menzionati nel codice civile. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size="3"&gt;Panoramica sulla prassi e la giurisprudenza relativa alla conservazione dei documenti&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;Negli ultimi tempi l&amp;#39;Agenzia delle Entrate ha emanato una lunga serie di pronunciamenti relativi alla conservazione sostitutiva dimostrando come questa modalità di tenuta degli archivi sia diventata diffusa ed accettata.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size="3"&gt;L’obbligo della PEC per imprese e professionisti&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;La Posta Elettronica Certificata è diventata un obbligo per professionisti ed imprese e si avvia a diventare il mezzo di comunicazione primario per la comunicazione da e verso l&amp;#39;Amministrazione.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;Si parlerà di come devono essere trattati i messaggi inviati e ricevuti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size="3"&gt;La fattura elettronica obbligatoria verso la PA.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;Le pubbliche amministrazioni non potranno pagare le fatture che non sono state inviate in forma elettronica. Le aziende che fatturano alla PPAA e le stesse PPAA dovranno attrezzarsi per ottemperare a questo obbligo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size="3"&gt;Il libro unico del lavoro in modalità informatica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;Dal primo gennaio di quest&amp;#39;anno libro paga e libro matricola sono stati sostituiti dal Libro Unico del Lavoro che può essere tenuto anche in forma elettronica. Si tratteranno le regole per la tenuta informatica del Libro Unico del Lavoro.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size="3"&gt;Infrastruttura interna o servizio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;La gestione dei documenti informatici e la loro conservazione richiede la costruzione di infrastrutture che gestiscano gli adempimenti. Nel seminario si esamineranno gli elementi che servono per la scelta tra gestione interna all&amp;#39;azienda o all&amp;#39;affidamento all&amp;#39;esterno e si forniranno gli elementi definire compiti e responsabilità interne o, eventualmente, esterni.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size="3"&gt;Adempimenti e linee guida.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;Quali sono gli adempimenti per la conservazione digitale? Il seminario illustrerà quali adempimenti devono essere affrontati e quali siano le linee guida per affrontarli al meglio.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size="3"&gt;Le nuove regole tecniche per le firme elettroniche e i documenti informatici.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;Il giorno 30 marzo il ministro Brunetta ha firmato il decreto &amp;quot;Regole tecniche in materia di generazione, apposizione, verifica delle firme digitali e validazione temporale&amp;quot;. Verrà illustrato il nuovo provvedimento e le novità che introduce.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;&lt;/font&gt;&amp;#0160;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;La giornata di studio avrà un taglio sostanzialmente pratico focalizzandosi sugli aspetti sostanziali delle regole fornendo istruzioni operative immediatamente utilizzabili e cercando di andare oltre gli aspetti esclusivamente normativi. Cercherà di fornire gli strumenti per effettuare le scelte nei nuovi progetti e per il controllo dei progetti esistenti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;Ai partecipanti verranno forniti i modelli per le dichiarazioni e la modulistica necessaria per la conservazione dei documenti informatici.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="MARGIN: 6pt 0pt 0pt"&gt;&lt;font size="3"&gt;Verrà fornita ed illustrata una checklist per il controllo dei progetti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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        <title>Deposito dell'impronta degli archivi</title>
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        <published>2009-04-07T14:19:00+02:00</published>
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        <summary>di Alessandro De Pasquale È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 aprile scorso un decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze che sposta i termini per il deposito dell'impronta, della firma e della marca temporale degli archivi elettronici contenenti...</summary>
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&lt;div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size: 12px; font-family: Arial;"&gt;di Alessandro De Pasquale&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-size: 14px; font-family: Arial;"&gt;È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 aprile scorso un decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze che sposta i termini per il deposito dell'impronta, della firma e della marca temporale degli archivi elettronici contenenti i documenti fiscali. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;&lt;span style="font-size: 14px; font-family: Arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-size: 14px; font-family: Arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in; font-size: 12pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="margin: 0in; font-size: 14px; font-family: Arial;"&gt;I nuovi termini sono fissati a quattro mesi da termine per la presentazione delle dichiarazioni dei&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;redditi, IRAP e IVA.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in; font-size: 12pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="margin: 0in; font-size: 14px; font-family: Arial;"&gt;Il provvedimento risolve l'incongruenza venutasi a verificare con l'entrata in vigore della finanziaria 2008 che ha spostato il termine entro cui era obbligatorio stampare i libri ed i registri. Tale incongruenza era stata fatta rilevare proprio da queste pagine nel settembre 2008.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in; font-size: 12pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="margin: 0in; font-size: 14px; font-family: Arial;"&gt;Infatti il decreto del 23 gennaio 2004 prevedeva l'invio dell'impronta entro un mese dal termine per la presentazione della dichiarazioni dei redditi mentre i termini per la stampa erano stati portati a tre mesi da tale termine.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in; font-size: 12pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="margin: 0in; font-size: 14px; font-family: Arial;"&gt;Il provvedimento sposta quindi il termine per il deposito al mese successivo alla nuova scadenza di stampa.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in; font-size: 12pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="margin: 0in; font-size: 14px; font-family: Arial;"&gt;Questa iniziativa legislativa sembra preludere, finalmente, all'emanazione del provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate che dovrà regolare la comunicazione dell'impronta e della quale siamo in attesa, ormai, da cinque anni. In attesa di tale provvedimento, che ritengo ormai imminente, e che stabilisce le modalità tecniche di calcolo e trasmissione, non occorre fare alcuna comunicazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in; font-size: 12pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="margin: 0in; font-size: 14px; font-family: Arial;"&gt;Il decretoera necessario perchè, in sua mancanza, all'emanazione delle regole di comunicazione dell'impronta,le aziende con esercizio non coincidente con l'anno solare, potrebbero trovarsi fuori termini già all'emanazione.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in; font-size: 12pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="margin: 0in; font-size: 14px; font-family: Arial;"&gt;Una interpretazione maliziosa farebbe inoltre pensare che si intenda porre rimedio alla situazione venutasi a creare per coloro i quali avessero iniziato la conservazione dal marzo 2004 e che, qualora non avessero provveduto diversamente, si troverebbero nella situazione di avere le marche temporali scadute. A questo proposito si veda il post precedente.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="margin: 0in; font-size: 12pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;a href="http://www.docflow.it/documenti/Dm_6-3-09.pdf" target="_blank" title="Decreto modifica termini deposito impronte"&gt;&lt;span style="font-size: 14px; font-family: Arial;"&gt;Il testo del decreto potrete trovarlo a questo link&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="margin: 0in; font-size: 14px; font-family: Arial;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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