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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298</atom:id><lastBuildDate>Thu, 24 May 2012 06:15:15 +0000</lastBuildDate><title>Blog per i circoli della libertà</title><description /><link>http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (maurom)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>745</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/circolidellaliberta" /><feedburner:info uri="circolidellaliberta" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-4637949898350313497</guid><pubDate>Thu, 17 May 2012 14:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-05-17T16:06:54.003+02:00</atom:updated><title>Modelli.    Jena</title><description>&lt;br /&gt;"Qualcosa sta cambiando, la svolta è a portata di mano". Monti, il modello ideale per tutte le mezze stagioni. (la Stampa)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-4637949898350313497?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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Davide Giacalone</title><description>Al governo Berlusconi non verrà assegnato alcun premio per la lotta alla mafia. Intanto perché non esiste e poi perché riconoscere che fu quel governo, quattro lustri dopo, ad approntare gli strumenti che Giovanni Falcone chiese nel 1991, destinati a colpire i mafiosi nella parte più sensibile del loro disonore, vale a dire nei piccioli, significa bestemmiare nel tempio dell’antimafiologicamente corretto. Da troppo tempo la verità storica e la rappresentazione giudiziaria vanno in direzioni diverse, mentre in tema di mafia si son visti numeri da baraccone: dai nemici di Falcone e Borsellino che se ne proclamano eredi, a quanti s’infastidivano quando scrivevamo che il processo e le condanne al processo per la morte di Paolo Borsellino erano una farsa, salvo poi gioire per il trionfo della giustizia quando in quei verdetti si sono dimostrati rozze manipolazioni. &lt;br /&gt;I ciarlieri dell’antimafia non ci fanno mai mancare le loro verità, oramai rilasciando interviste e tenendo interventi per ogni dove. Sono certo che la grande maggioranza dei cittadini non riesce a distinguere una tesi dall’altra, sicché sintetizzo la ragione di tanto attivismo editoriale e di tanto livore nelle contrapposizioni personali: la carriera. Questi magistrati si sono convinti d’essere divi e si sono autosuggestionati al punto di credere di potere osare la qualunque. Ci sono nomine da ottenere, carriere politiche da promuovere, chiamate alla salvezza patria cui rispondere. Mi rincresce osservarlo in modo ruvido, ma nessuno di loro ha lo spessore di una mezza tacca. Hanno il palcoscenico, però, e s’esibiscono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siccome ci avviciniamo all’apice dell’orgia retorica, con l’imminente ricorrere di un ventennio dalla morte di Falcone e Borsellino, e siccome nessun cittadino normale può più capirci nulla e ricordare tutto, magari ciascuno sperando che almeno uno di quegli attori sia qualche cosa di simile a un vero combattente contro la mafia, desidero fornire due stelle fisse, in modo da orientarsi fra i marosi delle bugie e delle mistificazioni. Due temi sui quali misurare la serietà di chi parla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Non credete a nessuno che vi parli di Falcone e Borsellino senza partire dal fatto che furono sconfitti dalla magistratura, non dalla mafia, e senza avvertire che dedicarono l’ultima parte della loro vita ad un’inchiesta, denominata “mafia-appalti”, che immediatamente dopo la loro morte fu archiviata. Non credete a nessuno che vi racconti di verità nascoste senza partire da quella più evidente e scoperta, quindi la più negata e inquinata: la procura di Palermo si mosse contro il disegno investigativo di Falcone e Borsellino, approfittando della loro morte per prevalere in via definitiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Non credete a quelli che vi lasciano credere che ci sono retroscena inconoscibili e cose indicibili, nel capitolo della presunta trattativa fra lo Stato e la mafia. Fornisco i nomi e i cognomi, così vi regolate: chi vi parlerà della trattativa per togliere il carcere duro, vale a dire disapplicare il 41 bis del regolamento carcerario, senza dirvi che a proporlo fu Adalberto Capriotti, dirigente del Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria), in quel posto voluto da Oscar Luigi Scalfaro, allora presidente della Repubblica, che ricevette quell’indicazione da Cesare Curioni, capo dei cappellani carcerari, quindi dal Vaticano, e lo impose al governo presieduto da Carlo Azelio Ciampi, il quale ancora crede che sia vero il contrario di quel che fece, per essere il tutto sugellato dall’allora ministro della giustizia, Giovanni Conso, chiudendo la partita prima delle elezioni del 1994, quando, pertanto, Berlusconi ancora si occupava d’altro, chi vi parlerà tacendo questo è un volgare imbroglione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le storie di mafia sono complicate, ma le bugie dell’antimafia militante sono sfacciate. Invito tutti a onorare il ventennale senza nulla concedere alla retorica bugiarda di quattro carrieristi, ricordando che i due morti di venti anni fa non sarebbero finiti in quel modo se la mafia, e gli interessi economici a quella associati, non avessero potuto contare, con la loro scomparsa, di chiudere una stagione investigativa e processuale. Se la memoria non riparte da quel dolore, se nel riemergere non desta dolore, vuol dire che è solo melassa retorica e bugiarda. Inquinamento delle (evidenti) prove.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-1652658340957004405?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/4LpqSwRNuyr88u3wO_REKD5YozI/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/4LpqSwRNuyr88u3wO_REKD5YozI/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/circolidellaliberta/~4/l_vDVXIR2LU" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/circolidellaliberta/~3/l_vDVXIR2LU/imbrogli-mafiosi-davide-giacalone.html</link><author>noreply@blogger.com (maurom)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2012/05/imbrogli-mafiosi-davide-giacalone.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-6509504888820373476</guid><pubDate>Thu, 10 May 2012 15:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-05-10T17:07:23.525+02:00</atom:updated><title /><description>&lt;h1 class="article_title"&gt;Le occhiaie di Monti &lt;/h1&gt;&lt;h2 class="article_summary"&gt;Voleva trasformare gli italiani, senza sapere che sarebbero stati gli italiani a estenuare lui &lt;/h2&gt;&lt;div id="boxBnrSemantic"&gt;&lt;script language="JavaScript" type="text/javascript"&gt;     OAS_RICH('VideoBox_180x150');       &lt;/script&gt;&lt;a href="http://adv.ilsole24ore.it/RealMedia/ads/click_lx.ads/www.ilfoglio.it/08/ros/1978742151/VideoBox_180x150/default/empty.gif/6c7971464445356b3747304141754667" target="_top"&gt;&lt;img alt="" border="0" height="1px" src="http://adv.ilsole24ore.it/RealMedia/ads/Creatives/default/empty.gif" width="1px" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;img align="left" alt="" class="foto" height="133px" hspace="4" src="http://www.ilfoglio.it/media/uploads/2011/monti-occhiaie.jpg" vspace="4" width="239px" /&gt;&lt;strong&gt;Ci siamo abituati quasi subito alla mania&lt;/strong&gt; dei presidenti per la giovinezza: i ritocchi di Silvio Berlusconi, le palpebre alleggerite di Nicolas Sarkozy, i capelli molto neri di François Hollande, l’imbellimento continuo di Barack Obama, i muscoli di Vladimir Putin. Deve avere a che fare con l’ottimismo: bisogna mostrarsi sempre smaglianti, o comunque avvolti da una speciale brillantezza, talvolta un po’ ridicola, che provi la superiore capacità anche fisica di reggere giornate infinite e grosse decisioni con grosse conseguenze senza borse sotto gli occhi. A Mario Monti, invece, ora la fatica si legge in faccia: in questi mesi di governo qualcosa è cambiato, e la parodia fondata sul robotismo dispotico del premier-preside, incantatorio e identico a qualunque ora del giorno e della notte (con le conferenze stampa sempre in seconda serata, quasi senza sbattere le ciglia, senza sbagliare una sillaba e senza perdere l’occasione di riprendere gli errori dei suoi ministri) è superata. Bisogna guardare le ultime apparizioni di Mario Monti per notare il cedimento al periodaccio, una diversa postura, un nuovo (più stanco) modo di difendere le posizioni del governo, di rinunciare alle battute secche e cattive. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mentre il presidente del Consiglio spiegava&lt;/strong&gt; sommessamente, seduto alla Commissione europea che alcune “conseguenze umane” non sono imputabili a chi sta cercando di fare uscire l’economia da questa crisi ma a chi questa crisi ha provocato (tutti hanno pensato ai suicidi, anche se Monti ha precisato che non intendeva affatto i suicidi, e subito si scatenava la guerra orribile delle accuse sui suicidi), era già un’altra persona, con gli occhi più infossati dietro gli occhiali, le pieghe intorno alla bocca più profonde: se non fosse una parola inutilizzabile e offensiva bisognerebbe dire che era più anziano. Invecchiato dalle responsabilità, diverse da quelle di un professore con il gusto per la bocciatura, logorato dalle necessità di smentire, precisare, difendersi dai falchi, guardarsi da chi sogna segretamente di liberarsi più in fretta di lui, ora che le elezioni amministrative hanno offerto nuove speranze. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mario Monti porta in faccia il segno delle difficoltà&lt;/strong&gt;, del caos che gli sta intorno, dei giornali che la mattina non gonfiano più, compatti, la sua autostima. Quando disse al Time che voleva “trasformare gli italiani” non sapeva che gli italiani molto più facilmente avrebbero trasformato lui. L’avrebbero stremato, almeno. Monti non è più il robot di Crozza, non è più un preside sentenzioso, è anche un po’ meno Margaret Thatcher nelle movenze (e non corre il rischio di cominciare a correre sul tapis roulant, ma questo dall’inizio). Quando disse “se il paese non si sente pronto per quello che noi riteniamo un buon lavoro potremmo anche non restare” era nel pieno dell’entusiasmo, della convinzione di fare le cose giuste ed esprimeva un senso sincero di superiorità. Adesso che l’umanizzazione è completata, forse è meno rasserenante ma più credibile l’immagine di un uomo preoccupato, provato dal compito che gli è stato affidato, segnato dalle cose che accadono e che fanno continuo riferimento alle sue decisioni. Se è vera la frase che l’ipercinetico, instancabile, caricato a molla Nicolas Sarkozy avrebbe pronunciato fra intimi, quella sul sottile piacere di lasciare tutte le grane a un altro e di rituffarsi nella vita vera, ci si chiede come possano, gli altri euforici potentissimi, avere anche la forza di stare tutto quel tempo davanti allo specchio a coprirsi le occhiaie.&lt;br /&gt;&lt;div class="copyright"&gt;© - FOGLIO QUOTIDIANO&lt;/div&gt;&lt;div class="signature"&gt;&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/redazione/30"&gt;di Annalena Benini&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-6509504888820373476?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/aoJFAipiTDL_rj5tuXi6oHDKIks/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/aoJFAipiTDL_rj5tuXi6oHDKIks/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/circolidellaliberta/~4/szo3lwVZTv4" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/circolidellaliberta/~3/szo3lwVZTv4/grillo-se-la-ride-i-partiti-piangono.html</link><author>noreply@blogger.com (maurom)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2012/05/grillo-se-la-ride-i-partiti-piangono.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-4092396679247719364</guid><pubDate>Wed, 02 May 2012 16:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-05-02T18:57:44.623+02:00</atom:updated><title>Le irregolarità "fisiologiche" del Concertone del 1° maggio.  Alma Pantaleo</title><description>&lt;span class="clear-block"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="field field-type-text field-field-body"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;Della serie: predicano bene e razzolano male. Si sono spenti poche ore fa i riflettori di un palco, quello del ‘concertone’ del 1°maggio, che ha riunito in piazza San Giovanni a Roma – a detta degli organizzatori – 500 mila persone. Come solitamente avviene ogni anno, tra artisti illustri, pogo, musica e vinello a volontà un must del concerto che celebra la Festa dei lavoratori sono gli appelli e gli slogan. Manco a dirlo, l’edizione 2012 ha avuto come temi centrali crisi, disoccupazione e morti bianche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Niente di nuovo, considerando la natura dell’evento. Ma tra un Caparezza che rivolge il suo pensiero “agli operai sulla torre” – quelli arroccati da mesi per protesta sulla torre della stazione centrale di Milano – e a quelli che “lottano ogni giorno”, il minuto di silenzio della piazza per ricordare le persone morte sul lavoro, e una Susanna Camusso che tra un’esibizione e l’altra dichiara: Ogni occasione va sfruttata per mettere al centro i temi del lavoro. E questo pubblico di giovani è attento alle questioni del lavoro e ai problemi del paese”, c’è una nota che stona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il perché è presto detto. E siamo sicuri che a tutti voi che avete partecipato al ‘concertone’ strideranno le orecchie, e non per le casse a palla. Giovedì scorso un blitz dei carabinieri al cantiere del palco ha fatto venire a galla una sfilza di irregolarità da parte delle ditte che organizzano lo spettacolo: otto prescrizioni penali per mancata osservanza delle misure di tutela della sicurezza dei lavoratori, multe per 10mila euro per rapporti di lavoro irregolari, e – udite, udite – altri 43mila euro di multa sempre per infrazioni in materia di tutele sul posto di lavoro e la denuncia di sei rappresentanti delle aziende. Una roba che farebbe cascare la folta chioma riccia a Caparezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma oltre alle cifre, a sconvolgere è stata pure la giustificazione che l'organizzazione del Concerto, promosso da Cgil, Cisl e Uil ha dato: “Le irregolarità sono da considerarsi fisiologiche per un cantiere di tali dimensioni”. Fisiologiche?! Ma roba da matti. Proprio loro che glorificano la festa di tutti i lavoratori scadono in contratti irregolari, violazioni della sicurezza sul lavoro, e&amp;nbsp;- come nel caso di un imprenditore di Viareggio che si è beccato una multa di 3mila euro più sospensione (temporanea) dell’attività – nell'impiego in nero di operai addetti al montaggio del palco per la festa del 1° maggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A ‘concertone’ finito tiriamo tutti un sospiro di sollievo, visto che è filato tutto liscio. Ma ci chiediamo cosa sarebbe successo, alla luce di quanto emerso dopo i controlli, se si fosse ripetuto quanto già successo recentemente a quei due operai morti mentre stavano allestendo i palchi per i concerti di Jovanotti e Laura Pausini… (l'Occidentale)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-4092396679247719364?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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Davide Giacalone</title><description>Concetti come “notizia di reato” e “obbligatorietà dell’azione penale” valgono solo quando sconfinferano ai signori della procura, altrimenti possono tranquillamente essere considerati al pari della spazzatura. Quella che segue non è la solita (mia) tiritera garantista, ma la denuncia di un reato. Grave. Sebbene resti da stabilire se a commetterlo sia stato Marcello Maddalena o Cesare Romiti. &lt;br /&gt;Leggendo il libro-intervista di Romiti, incalzato da Paolo Madron, Filippo Facci aveva trovato una perla: l’ex capo della Fiat ricorda che quando pubblicò un articolo, sul &lt;em&gt;Corriere della Sera&lt;/em&gt;, destinato a sollecitare gli imprenditori a recarsi presso la procura di Milano e confessare, non lo fece spontaneamente, ma su richiesta di Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo e Piercamillo Davigo. Escluso che fra i compiti d’ufficio dei procuratori ci sia quello d’indurre i cittadini a scrivere quale che sia cosa, posto che Romiti ha il pudore di non dirlo esplicitamente, ma fu in quel senso costretto, resta il fatto che quel ricordo è rivelatore, benché non sorprendente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho trovato un’altra perla. Questa volta è nera. Secondo quanto racconta Romiti il procuratore di Torino, Marcello Maddalena, in quei giorni caldi in cui le inchieste producevano arresti di massa e qualche suicidio, chiamò il responsabile dell’ufficio legale della Fiat, Ezio Gandini, e gli disse (virgolettato nel libro, quindi frase testuale): “Basta, non si può più andare avanti così, bisogna che le lotte interne finiscano, perché qui ogni giorno arrivano soffiate anonime da parte di alcuni manager interni alla Fiat”. Strane queste soffiate anonime, che vengono da manager. Perché non impiegati, debitori, mitomani? Come faceva Maddalena a sapere che erano manager? Ecco la risposta: Gandini gli chiese da che ambiente arrivavano e lui, serafico, lo informò che i mittenti erano riconducibili all’entourage di Umberto Agnelli. Il che vuol dire, in buona sostanza, che non erano anonime manco per niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutti questi anni, quando ci lamentavamo d’indagini nate dalle chiacchiere e alimentate con anni d’intercettazioni e spese inutili, ci rispondevano: la procura deve cercare ovunque le notizie di reato, è la legge che impone di non trascurare alcun dettaglio. Bene. Quando rilevavamo o l’accanimento su certi soggetti, o la insensatezza di certe accuse ci rispondevano: la legge impone l’obbligatorietà dell’azione penale, il procuratore non sceglie quali indagini fare, non è lui a decidere chi indagare e chi no, ma si limita ad attenersi alla legge. E va bene. Difatti sono favorevole alla cancellazione dell’obbligatorietà dell’azione penale, che è una gran presa in giro. Come anche questi ricordi confermano, perché, di grazia, in quale articolo del codice è previsto che il procuratore chiami il capo dell’ufficio legale dell’azienda sulla quale dovrebbe indagare, chiedendogli di mettere il bavaglio e legare le mani a quei quattro sciamannati di suoi dipendenti che continuano a spedirgli denunce, mettendolo nel grave imbarazzo di dovere dare loro corso? Non c’è, nel codice. Non c’è da nessuna parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se così stanno le cose, però, ci sono due conseguenze: a. Maddalena commise un reato, violando i doveri d’ufficio e informando la parte indagata, addirittura suggerendo un preventivo inquinamento delle prove (che è una delle sole tre ragioni per cui si può mettere in galera un cittadino ancora innocente, vale anche per la procura?); b. la notizia di tale reato è contenuta nel libro e nelle parole di Romiti e, per maggiore sicurezza, qui messa in evidenza. Prego, si proceda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente è possibilissimo che il reato lo abbia commesso Romiti, distorcendo le parole di Maddalena e diffamandolo. Il signor procuratore sa cosa deve fare, in questo caso. Confesso, però, di essere un po’ prevenuto, e avendo letto un meraviglioso libro di Maddalena, nel quale si descriveva con estasi mistica l’arresto degli innocenti e si strologava di processi fatti fuori dai tribunali, so che ha una visione molto personale della legge. Raramente collimante con il diritto. Sicché, fra i due, tendo a credere a Romiti. Ma è solo un problema di gusti e d’estetica, sebbene sia pronto a risponderne ovunque me ne sia chiesto conto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-802150334769171303?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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Davide Giacalone</title><description>Le vie del fisco sono infinite, ma infide. Si discute da anni, in un Paese che ama i problemi per poterne discettare, escludendo di risolverli prima che cessino d’essere di moda, se riconoscere o meno le coppie di fatto, siano esse mono o multisessuali. Dibattito acceso e ozioso. Alla fine, però, si tassano le famiglie e si agevolano le coppie di non sposati. Accade con l’Imu, ove l’agevolazione prima casa, in una famiglia di moglie, marito e figli, è riconosciuta per una sola abitazione, quindi non solo sale la tassazione, ma si restringe l’esenzione. Se quei due non avessero avuto l’infelice idea di sposarsi potrebbero contare su due detrazioni. Una situazione illogica, che ribalta non solo il dettato costituzionale, ma anche il buon senso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da laico, non ho una visione sacrale del matrimonio. Da persona ragionevole so che è socialmente utile agevolare la vita di quanti mettono su famiglia e figli al mondo. Capisco il fascino di far lavorare solo gli extracomunitari e la libidine di prendere all’estero anche i governanti, ma avverto che questa specie di decadenza nobiliare equivale alla cancellazione dell’Italia. Da essere umano inadatto all’odio verso gli altri rispetto le scelte di ciascuno, né trovo alcunché da ridire per quanti, quali che siano il loro gusti sessuali, intendano convivere. Da cittadino che vive in uno stato di diritto, però, pretendo per i loro eventuali figli le stesse tutele che hanno quelli nati da un matrimonio, ma mi rifiuto di assegnare ai conviventi gli stessi privilegi che sono specifici dei coniugi, ove, si badi bene, questi comportino costi per terzi. Quindi: i conviventi si rechino pure in visita in ospedali e carceri (che idea disgraziata della vita!); si dia libertà al morituro di stabilire a chi vuole lasciare i propri beni; ma niente pensioni di reversibilità, tanto per fare un esempio. In sintesi: ciascuno faccia quel che vuole, ma a spese proprie, con tutela per i bambini e con agevolazioni per chi li fa nascere. Ecco, con l’Imu s’è fatto l’esatto contrario, sicché, dopo chiacchiere interminabili, s’è buscato ponente per i levante. Non per scoprire nuove terre, ma per mettere nuove tasse sulla famiglia, da cui le non famiglie sono esentate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei sapere cosa ne pensano quegli ipocriti perdigiorno che da decenni ci fanno una capa tanta per spiegare che la famiglia viene prima di tutto e che la famiglia legittima è solo quella del matrimonio, meglio se santificato e, quindi unico, poi, però, collezionano famiglie (ho visto che anche quelli di Comunione e Liberazione si separano, e se non fossi estraneo al ramo direi: non c’è più religione) e, all’occorrenza, votano a favore di chi discrimina negativamente le famiglie. Vorrei proprio sentirli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due osservazioni ulteriori. La prima: quei coniugi disgraziati potrebbero avere comprato la seconda casa, in attesa di lasciarla ai figli, proprio mettendo in conto l’agevolazione che la legge consentiva, ove si cambi regime, forse, sarebbe bene far salvo il passato. Lo abbiamo già visto a proposito dello scandaloso tema dell’“abuso di diritto”: pensare di punire chi s’è attenuto alla legge, ma lo ha fatto traendone un vantaggio, è abominevole. La seconda: a me sta bene spostare la pressione fiscale dai redditi ai patrimoni e ai consumi, ma “spostare” non è sinonimo di “sommare”, e se le tasse sulla casa crescono quelle sul reddito devono scendere. E senza fare i furbi, perché questa roba è stata promessa da anni (soprattutto dal centro destra, che ne porta la responsabilità), nel mentre crescevano tutti gli altri tributi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, è noto che i valori catastali sono spesso irreali, nel senso di troppo bassi, ma è anche vero che noi assistiamo al loro crescere, all’appesantirsi dell’aliquota e del conteggio, al diminuire delle agevolazioni, nel mentre scendono i valori commerciali degli immobili. Il tutto senza che calino neanche le tasse sulla compravendita, per cui è costoso tenere gli immobili, ma anche venderli (male). C’è un’espressione che sintetizza il concentrarsi sulle cifre smarrendo la razionalità: dare i numeri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-6828151067611665424?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/pKMNiNlxfM_gHpdUwQjX4vZUSF4/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/pKMNiNlxfM_gHpdUwQjX4vZUSF4/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/circolidellaliberta/~4/mkgvDmVUZjk" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/circolidellaliberta/~3/mkgvDmVUZjk/casa-senza-famiglia-davide-giacalone.html</link><author>noreply@blogger.com (maurom)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2012/04/casa-senza-famiglia-davide-giacalone.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-8021769953175002732</guid><pubDate>Mon, 23 Apr 2012 18:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-04-23T20:15:07.837+02:00</atom:updated><title>Caramelle.  Gianluca Perricone</title><description>&lt;table class="contentpaneopen"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="left" colspan="2" valign="top" width="70%"&gt;&amp;nbsp; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="createdate" colspan="2" valign="top"&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;!--td valign="top" colspan="2" rem LEGNO--&gt;&lt;td class="tdcontent" colspan="2" valign="top"&gt;&lt;!--add LEGNO--&gt;&lt;div align="center" class="mosimage" style="float: left; width: 300px;"&gt;&lt;img alt="Image" border="0" height="240px" src="http://www.legnostorto.com/images/stories/Marco11/magistraticcc.gif" title="Image" width="300px" /&gt; &lt;div align="left" class="mosimage_caption" style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;Come noto ai più, Crema è in provincia di Cremona, in quella Lombardia che ci ha fin troppo abituato ad azioni giudiziarie alquanto controverse. Meno noto, forse, è il fatto che in quel di Crema gli ambienti giudiziari siano impegnati a seguire un caso che davvero potrebbe finire su tutti i testi di diritto penale delle università italiane, anzi europee: il furto – datato agosto 2010, quasi due anni fa – di un pacchetto di caramelle dal valore (tenetevi forte!!!) ammontante a ben 1euro e 19centesimi. Roba da mettere in ginocchio la già malridotta economia nazionale.&amp;nbsp; &lt;div align="left"&gt;E – almeno a leggere la cronaca milanese di &lt;em&gt;Repubblica&lt;/em&gt; – ad occuparsi della rilevante vicenda sono stati due giudici: insomma “roba grossa”, come scriverebbe Marco Travaglio.&lt;/div&gt;&lt;div align="left" style="background: #ffffff; margin-bottom: 0cm;"&gt;La 24enne romena accusata di cotanto misfatto ha intanto fatto perdere le proprie tracce; insomma si è resa irreperibile ma, come è noto, la nostra giustizia è testarda (dimostrandosi, spesso, sprezzante anche del senso del ridicolo) e va avanti nel proprio corso. &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Sempre la cronaca milanese del quotidiano diretto da Ezio Mauro ci ricorda che «la prima udienza risale al gennaio scorso. La successiva è stata celebrata con l'audizione dei due soli testimoni: la commessa del market e l'agente di pubblica sicurezza che formalizzò la denuncia a piede libero». Ad autunno prossimo si svolgerà anche la terza udienza dedicata alla discussione in aula. Alla quale dovrà partecipare anche il difensore d’ufficio della 24enne (il quale, candidamente, ha fatto sapere di non aver mai incontrato la sua cliente né di essere mai riuscito neppure a contattarla) ma non di certo la sua cliente che chissà da dove starà assistendo a questo “processo”. L’avvocato, del resto ha giustamente precisato che «il problema non è tanto il furto in sé, ma se valga la pena di spendere tante energie processuali per un danno da un euro e 19 centesimi. Trattandosi di un reato aggravato e quindi procedibile d'ufficio, però, non è neppure percorribile la via della remissione della querela, magari a seguito del risarcimento».&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Verrebbe da chiedersi – e da domandare, soprattutto al Guardasigilli in carica – se sia mai possibile che un Paese possa andare avanti con questo tipo di sistema-giustizia, inteso sia come normative vigenti che come magistrati operanti.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Verrebbe (anzi, viene) spontaneo altresì chiedersi a quanto ammonti il costo di due giudici (che, forse, potevano essere impiegati a giudicare su casi più rilevanti) e quanto possa essere il denaro speso mettere in piedi tre udienze giudiziarie: di certo più di 1,19 euro. (Legno Storto)&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-8021769953175002732?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/sJfQXS4SOnKgaiIv9BgY72v5Y_8/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/sJfQXS4SOnKgaiIv9BgY72v5Y_8/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/circolidellaliberta/~4/jTuF6f1vgDE" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/circolidellaliberta/~3/jTuF6f1vgDE/caramelle-gianluca-perricone.html</link><author>noreply@blogger.com (maurom)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2012/04/caramelle-gianluca-perricone.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-160193230070876210</guid><pubDate>Thu, 19 Apr 2012 15:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-04-19T17:28:15.584+02:00</atom:updated><title>Ultima chiamata per il Professore.  Marcello Veneziani</title><description>&lt;div class="textcontainer entry-content" id="text_body"&gt;Italiani,&amp;nbsp;proviamo a metterci nei panni di Monti, anche se lui non si mette nei nostri. Lui ci colpisce selvaggiamente con rozze tasse e accise perché gli invocati tagli,dismissioni e liberalizzazioni non gli sono permessi dal&amp;nbsp;Parlamento e dai partiti, ma anche dalle banche e dalle lobbies. &lt;div class="hmedia border" id="media_1" sizcache05850331921978951="1" sizset="0"&gt;&lt;img alt="Mario Monti" class="photo" jquery1704417673685183281="10" src="http://img1.ilgiornale.it/foto-id=854284-x=665-y=223-r31=1/mario_monti.jpg" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;Capisco, però dico: ha un bel cervello, un bell'eloquio e un bel curriculum, se non ha le manopole e le valvole al posto del cuore e del fegato, perché non parla al Paese a reti unificate per dire chiaro e tondo: io vorrei fare questi tagli, abbattere&amp;nbsp;questi costi politici, liberalizzare questi settori e dismettere questi comparti, e domani presento un progetto organico. Se me lo approvano in tempi rapidi e in modo integrale, vado avanti; altrimenti mi ritiro, ma sappiate a questo punto che non è colpa mia quel che succederà. Lo apprezzeremmo tutti, lo sosterremmo in tanti, anche se è tecnico. Una buona democrazia, a mio parere, funziona se un governo è legittimato dal popolo sovrano ma poi decide in piena autonomia e governa senza ricatti. Oggi invece, siamo al&amp;nbsp;contrario: abbiamo un governo non legittimato dal voto ma non in grado di decidere nulla di sostanziale, perché i partiti e le altre caste hanno potere senza avere responsabilità. Col risultato che può accanirsi col popolo sovrano, tassando casa, lavoro e trasporti, ma non con i principali responsabili dello sfascio. Perciò dico: occorre un atto di forza, una svolta netta che metta tutti davanti alle proprie responsabilità: dentro o fuori, salvezza o baratro. Coraggio, Presidente, alle armi. (il Giornale) &lt;div class="hmedia border" id="media_1" style="display: none;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;!-- google_ad_section_end --&gt;&lt;!-- &lt;/EdIndex&gt; --&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="clear: both;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="height: 7px; width: 100%;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-160193230070876210?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/qpQTs0V6LQfZEkyFUVmaBcFc8r8/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/qpQTs0V6LQfZEkyFUVmaBcFc8r8/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/qpQTs0V6LQfZEkyFUVmaBcFc8r8/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/qpQTs0V6LQfZEkyFUVmaBcFc8r8/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/circolidellaliberta/~4/PWuA4lbQ1b8" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/circolidellaliberta/~3/PWuA4lbQ1b8/ultima-chiamata-per-il-professore.html</link><author>noreply@blogger.com (maurom)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2012/04/ultima-chiamata-per-il-professore.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-3045354985895747323</guid><pubDate>Wed, 11 Apr 2012 16:25:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-04-11T18:26:06.801+02:00</atom:updated><title>Il boss, il Cavaliere e la vajassa.  Angelo Libranti</title><description>&lt;a href="http://www.thefrontpage.it/wp-content/uploads/2012/04/Umberto-Bossi3.jpg"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-full wp-image-29730" height="247px" src="http://www.thefrontpage.it/wp-content/uploads/2012/04/Umberto-Bossi3.jpg" title="Umberto Bossi3" width="204px" /&gt;&lt;/a&gt;E’ di ieri mattina la notizia raccolta da&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-nel-2000-per-vincere-le-elezioni-berlusconi-si-compr-il-simbolo-della-lega2-37637.htm" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;Dagospia&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; sull’“accordo” fra Bossi e Berlusconi, circa il passaggio del simbolo leghista a quest’ultimo per ottenere la remissione di risarcimenti dovuti dopo una serie di sentenze in sede civile.&lt;br /&gt;La vicenda nasce nel 1995, quando Bossi dopo aver tolto la fiducia al governo Berlusconi, cominciò ad inveire ed offendere l’ex sodale, citandolo pubblicamente come mafioso e malavitoso.&amp;nbsp;Naturalmente il Cavaliere dette querela e dopo udienze e sentenze ottenne la condanna di Bossi, alla quale seguì il pagamento di ingenti somme che Bossi e la Lega non erano in grado di pagare.&lt;br /&gt;Quando nel 2001 si presentarono le elezioni politiche, Berlusconi apprese dai sondaggi che non avrebbe vinto senza l’adesione della Lega; allora propose l’accordo politico e per garanzia di futura fedeltà pretese la cessione del simbolo del partito, come pegno.&lt;br /&gt;La notizia, ripresa dal &lt;em&gt;Corriere della Sera&lt;/em&gt;, ovviamente non è sicurissima e va accertata, ma diventa possibile se riandiamo all’aria che tirava alla vigilia di quelle elezioni. Non è mai stati spiegato come mai, repentinamente, due nemici politici improvvisamente trovarono l’accordo e come mai Berlusconi rinunciò a risarcimenti milionari da un giorno all’altro.&lt;br /&gt;Qualcosa ci fu, e dimostra la spregiudicatezza di Bossi nel condurre un partito affermato, sproloquiando sulla moralità altrui e gestendolo nel peggiore dei modi.&amp;nbsp;Questo personaggio si è fatto la fama di avere fiuto politico, quando non riesce a fiutare neanche in casa sua se è vero, come è vero, che moglie e figlio facevano di tutto per metterlo in difficoltà, per non citare i suoi più stretti collaboratori, dimostratisi inaffidabili e cialtroni.&lt;br /&gt;La malattia c’entra poco, ci sono cose che uno vede e percepisce, come il voler imporre in politica un figlio non adatto ed affidare la cassa ad un personaggio già chiacchierato e squalificato.&amp;nbsp;Per candidare un leghista ad una carica pubblica, lo statuto prevede diversi passaggi di attività e di anzianità che Bossi ha volutamente ignorato. Non poteva non conoscere lo statuto che egli stesso aveva contribuito a formare.&lt;br /&gt;Sarà vero che guarda al denaro con noncuranza e conduce vita parca, ciò non toglie che non ha fatto nulla per verificare, per esempio, come vivevano i figli disoccupati.&amp;nbsp;Quando si spende e spande uno si chiede da dove vengano tanti soldi e quando la base mormora si ha il dovere di capire dove è il problema.&lt;br /&gt;Ha voglia Giuliano Ferrara di&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/interni/nessuno_infanghi_canottiera_che_cambio_paese/08-04-2012/articolo-id=581996-page=0-comments=1" target="_blank"&gt;imprecare&lt;/a&gt; che nessuno infanghi “la canottiera che cambiò il paese”; la canottiera si è infangata da sola con una condotta autoritaria e spregiudicata. Il Nord, incanalato nella sua protesta in un partito compatto, avrebbe potuto benissimo guardare a Forza Italia prima e al Pdl poi, senza bisogno di infiocchettarsi con orpelli barbarici e riti pagani.&lt;br /&gt;Ferrara non “azzecca” cosa poteva diventare l’Italia senza la defezione di Bossi nel 1994 in una legislatura formata sì da ministri improvvisati, ma gravida di proposte epocali, come la riforma del lavoro, che ancora oggi è sul tappeto, e come altre riforme e propositi che, interrotti dall’inconcludente Prodi, non sono stati più fatti per mutato quadro politico e per insensibilità della Lega, troppo attaccata agli interessi di bottega.&lt;br /&gt;La furbata di dimettersi, poi, è la classica ciliegina; esce dalla porta ed entra dalla finestra con la presidenza, tra l’altro non prevista nello statuto leghista. Sarà presente in tutte le riunioni e in tutti gli organi di partito ed è stato anticipato che potrebbe persino tornare segretario della Lega.&lt;br /&gt;Se non è un boss a tutto tondo, pochissimo ci manca.&lt;br /&gt;Per concludere, cosa dire di un personaggio come Rosy Mauro? La conoscevo poco e solo di nome, attraverso i filmati di questi ultimi giorni ho scoperto la vajassa della Lega in servizio permanente effettivo, anzi, vicepresidente del Senato. Ma per piacere… (the FrontPage)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-3045354985895747323?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/zQWtY-pr8uXRzvjLpQuZGzRkK1U/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/zQWtY-pr8uXRzvjLpQuZGzRkK1U/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/zQWtY-pr8uXRzvjLpQuZGzRkK1U/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/zQWtY-pr8uXRzvjLpQuZGzRkK1U/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/circolidellaliberta/~4/8nR8WsvxiBQ" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/circolidellaliberta/~3/8nR8WsvxiBQ/il-boss-il-cavaliere-e-la-vajassa.html</link><author>noreply@blogger.com (maurom)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2012/04/il-boss-il-cavaliere-e-la-vajassa.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-514058203777017049</guid><pubDate>Wed, 11 Apr 2012 15:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-04-11T17:57:16.201+02:00</atom:updated><title>Questo è lo scenario politico per l'Italia: a volte la fantascienza è più prevedibile della realtà.  Jester Feed</title><description>&lt;div class="Titolo_big"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="newsSottotitolo"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img align="left" alt="" height="180px" src="http://www.comedonchisciotte.org/images/c.jpg" width="280px" /&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Noi p&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;nsavamo ch&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;l’Italia d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;lla Prima R&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;pubblica, qu&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;lla p&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;r int&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;nd&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rci d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;l p&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ntapartito, d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span&gt;gli inciuci&lt;span&gt; di &lt;/span&gt;palazzo&lt;/span&gt;&lt;span&gt; e &lt;/span&gt;d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;lla conniv&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;nza tra maggioranza&lt;span&gt; e &lt;/span&gt;opposizion&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;foss&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;scomparsa. P&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;nsavamo ch&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;con l’avv&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span&gt;nto&lt;span&gt; di &lt;/span&gt;B&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rlusconi, il bipolarismo in Italia foss&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;di&lt;/span&gt;v&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ntato una r&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;altà. P&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;nsavamo ch&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;tra antib&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rlusconiani&lt;span&gt; e &lt;/span&gt;b&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rlusconiani si foss&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;cr&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ata una logica bipolar&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;ch&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;v&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;d&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;da una part&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;il progr&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ssismo (p&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span&gt;r modo&lt;span&gt; di&lt;/span&gt;r&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;) d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;lla sinistra&lt;span&gt; e &lt;/span&gt;il mod&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ratismo d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;lla d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;stra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;N&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;lla foto: Corrado Pass&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ra&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Sognat&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;… Sognat&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;p&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rché il sogno dur&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rà ancora p&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;r chissà quanto t&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;mpo. Non a caso, l’id&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;a ch&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;va p&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;r la maggior&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;n&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;l palazzo d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;l pot&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;r&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;è un ritorno al caro consociativismo, agli inciuci, al grand&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;c&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ntro&lt;span&gt; e &lt;/span&gt;dunqu&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;ai gov&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rni non&lt;span&gt; e&lt;/span&gt;spr&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ssi dalla volontà popolar&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;&lt;span&gt;ma dagli accor&lt;span&gt;di &lt;/span&gt;&lt;span&gt;di &lt;/span&gt;s&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;gr&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;t&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ria, dopo l&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;l&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;zioni of cours&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;. P&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rché è qu&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;sto l’obi&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span&gt;ttivo&lt;span&gt; di &lt;/span&gt;lor signori.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Mi spi&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;go m&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;glio. Il Gov&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rno attual&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;— a mio mod&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;sto par&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;r&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;— non dovr&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;bb&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;andar&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;oltr&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;ottobr&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;. Non ci sono più i pr&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;supposti politici&lt;span&gt; e&lt;/span&gt;d&lt;span&gt; e&lt;/span&gt;conomici p&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;r farlo durar&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;. Ormai la sua mission&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;è compiuta: r&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;cup&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rar&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;il d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;naro p&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;r gli sp&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;culatori d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;i titoli pubblici, riass&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ttar&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;il d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;bito italiano n&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;i limiti d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;l trattato&lt;span&gt; e&lt;/span&gt;urop&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;o, d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;cisi — chissà p&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rché — dagli st&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ssi sp&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;culatori&lt;span&gt; e &lt;/span&gt;dall&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;oligarchi&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;ch&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;gov&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rnano la BC&lt;span&gt;E&lt;/span&gt;,&lt;span&gt; e &lt;/span&gt;riformar&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;il sist&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ma pr&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;vid&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;nzial&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;lavoristico in modo da far gravar&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;sui c&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ti m&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;di&lt;/span&gt;o-bassi il p&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;so d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;lla crisi. Av&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;t&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;visto riform&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;ch&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;t&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ndono a ridurr&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;la sp&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;sa&lt;span&gt; e &lt;/span&gt;a&lt;span&gt; e&lt;/span&gt;liminar&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;gli spr&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;chi (d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;l tipo stip&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span&gt;n&lt;span&gt;di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt; e &lt;/span&gt;rimborsi&lt;span&gt; e&lt;/span&gt;l&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ttorali)? N&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;anch&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;p&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;r id&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;a. L&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;unich&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;“riform&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;” ch&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;si sono vist&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;sono qu&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ll&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;ch&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;hanno introdotto nuov&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;tass&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;o aum&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ntato qu&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ll&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;già in vigor&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;. Qu&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span&gt;sto&lt;span&gt; di&lt;/span&gt;mostra ch&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;&lt;span&gt;quanto&lt;span&gt; di&lt;/span&gt;co è molto vicino al v&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ro. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;Ma an&lt;span&gt;di&lt;/span&gt;amo oltr&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span&gt;. Tolta&lt;span&gt; di &lt;/span&gt;m&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;zzo la L&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span&gt;ga, prima&lt;span&gt; di &lt;/span&gt;ottobr&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;ci sarà probabilm&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;nt&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;una riforma d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;lla l&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;gg&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;l&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ttoral&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;. In ch&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;di&lt;/span&gt;r&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;zion&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;? S&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;mplic&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;: v&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rrà&lt;span&gt; e&lt;/span&gt;liminato il m&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ccanismo d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;l pr&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span&gt;mio&lt;span&gt; di &lt;/span&gt;maggioranza. In altr&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;parol&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;, si andrà a&lt;span&gt; e&lt;/span&gt;l&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;zioni in autunno s&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;nza qu&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;sto pr&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;mio. Ciò significh&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rà — d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;tto papal&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;papal&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;— ch&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;n&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ssun partito o coalizion&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;di &lt;/span&gt;Gov&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rno potrà gov&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rnar&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;in autonomia. La cons&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;gu&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;nza? Un nuovo gov&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rno t&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;cnico. Guidato da chi? B&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;h, i nomi possono&lt;span&gt; e&lt;/span&gt;ss&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;r&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;tanti, ma è qu&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span&gt;llo&lt;span&gt; di &lt;/span&gt;Pass&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ra il più quotato. M&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ntr&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;al Quirinal&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;salirà ancora una volta un&lt;span&gt; e&lt;/span&gt;spon&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;nt&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;di &lt;/span&gt;sinistra, p&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rché la maggioranza r&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;lativa n&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;lla prossima l&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;gislatura sarà d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span&gt;l PD. Chi? Magari Pro&lt;span&gt;di&lt;/span&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;A qu&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;sto punto ci si trascin&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rà ancora p&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span&gt;r un po’ finché i partiti non faranno&lt;span&gt; di&lt;/span&gt;m&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;nticar&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;alla g&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;nt&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;il bipolarismo, la L&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ga, il b&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rlusconismo&lt;span&gt; e &lt;/span&gt;&lt;span&gt;così via. Dopo&lt;span&gt; di &lt;/span&gt;ch&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;lo sc&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;nario politico italiano (parlo d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span&gt;i prossimi&lt;span&gt; di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ci anni) v&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span&gt;drà la rinascita&lt;span&gt; di &lt;/span&gt;un grosso partito c&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ntrista ch&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;— com&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;la v&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;cchia DC — farà&lt;span&gt; e &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;di&lt;/span&gt;sf&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rà i Gov&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rni, con il sugg&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;llo&lt;span&gt; e &lt;/span&gt;il sigillo d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ll&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;l&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;zioni, ch&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;torn&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ranno a&lt;span&gt; e&lt;/span&gt;ss&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;r&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;qu&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ll&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;ch&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rano in passato: un banal&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;proforma costituzional&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;s&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;nza alcuna sostanza&lt;span&gt; e &lt;/span&gt;val&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;nza politica. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Intanto ci saranno sicuram&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;nt&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ll&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;“riform&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;”, ma non qu&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ll&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;ch&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;ci si asp&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;tta&lt;span&gt; e &lt;/span&gt;qu&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ll&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;r&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;alm&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;nt&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;utili al pa&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;s&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;. Probabilm&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;nt&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;v&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rranno introdotti i matrimoni gay, l’immigrazion&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;v&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rrà inc&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span&gt;ntivata con la citta&lt;span&gt;di&lt;/span&gt;nanza br&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;v&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;avr&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;mo frott&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;di &lt;/span&gt;isl&lt;/span&gt;&lt;span&gt;amici&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt; e &lt;/span&gt;mosch&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;in tutto il pa&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;s&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;in nom&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;l multiculturalismo, l’Italia p&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rd&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rà ancor più v&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;loc&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;m&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;nt&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;la propria sovranità&lt;span&gt; e&lt;/span&gt;conomica&lt;span&gt; e &lt;/span&gt;politica in favor&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;lla burocrazia&lt;span&gt; e&lt;/span&gt;urop&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;a. V&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rr&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;mo invasi dall’&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;conomia cin&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;s&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;&lt;span&gt;(più&lt;span&gt; di &lt;/span&gt;quanto lo siamo ora)&lt;/span&gt;&lt;span&gt; e &lt;/span&gt;l’int&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;grazion&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;urop&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;a sarà la nostra mort&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;id&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ntitaria, s&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;mai abbiamo avuto una id&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ntità nazional&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;.&lt;span&gt; E &lt;/span&gt;mi f&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rmo qui.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Voi cr&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;t&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;ch&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;qu&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;sta sia fantasci&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;nza? B&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;n&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;, è probabil&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;. Ma a volt&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;la fantasci&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;nza è più pr&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;v&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;di&lt;/span&gt;bil&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;lla r&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;altà. Abbiamo visto l&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;modalità con l&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;quali il Pot&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;r&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;, qu&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;llo con la P maiuscola, quando ha d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ciso ch&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;un Gov&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rno l&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;gittimam&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;nt&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;l&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;tto non dov&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ss&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;più gov&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rnar&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;, ha d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;cr&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;tato la fin&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;l Gov&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rno B&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rlusconi, piazzandoci Monti al suo posto (roba ch&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;n&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;gli USA avr&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;bb&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;comportato una mar&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span&gt;a&lt;span&gt; di &lt;/span&gt;arr&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;sti p&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span&gt;r alto tra&lt;span&gt;di&lt;/span&gt;m&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;nto). Dunqu&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;, fantasci&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;nza o no, asp&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ttiamoci il p&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ggio d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;l p&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ggio p&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;r il futuro d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;l nostro pa&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;s&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;: un ritorno al passato più b&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;c&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;ro&lt;span&gt; e &lt;/span&gt;antid&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;&lt;span&gt;mocratico&lt;span&gt; di &lt;/span&gt;s&lt;/span&gt;&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;mpr&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;. Qu&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;llo ch&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;i sinistri antib&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;rlusconiani magari non sognavano ma ch&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;con il loro livor&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;d&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;c&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;nnal&lt;span&gt;e &lt;/span&gt;hanno contribuito a r&lt;span&gt;e&lt;/span&gt;suscitare. (rischiocalcolato)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-514058203777017049?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/SWEI2iOPgSl5fomHJkKcG4h7UTQ/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/SWEI2iOPgSl5fomHJkKcG4h7UTQ/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/SWEI2iOPgSl5fomHJkKcG4h7UTQ/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/SWEI2iOPgSl5fomHJkKcG4h7UTQ/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/circolidellaliberta/~4/5Qsbwnps1kg" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/circolidellaliberta/~3/5Qsbwnps1kg/questo-e-lo-scenario-politico-per.html</link><author>noreply@blogger.com (maurom)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2012/04/questo-e-lo-scenario-politico-per.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-2047883595926274452</guid><pubDate>Tue, 10 Apr 2012 17:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-04-10T19:24:26.668+02:00</atom:updated><title>La fine di Fini. G.L.</title><description>&lt;div class="field field-type-text field-field-body"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;Gli ultimi finiani asserragliati nel futurista commentano con vivace intelligenza le dimissioni di Bossi; "fuori due!". L'altro essendo Berlusconi. La cosa piu fastidiosa nella caduta dei protagonisti è il giubilo dei comprimari. Forse è vero che Bossi e Berlusconi sono usciti di scena. Il guaio di Fini però è di non esserci mai entrato. Il suo declino si consuma senza fragore e senza lasciare traccia. (l'Occidentale)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-2047883595926274452?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/oNwXxcAqK55PiwqCrCexqKH_cLo/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/oNwXxcAqK55PiwqCrCexqKH_cLo/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/circolidellaliberta/~4/EIFzI7saGO8" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/circolidellaliberta/~3/EIFzI7saGO8/la-fine-di-fini-gl.html</link><author>noreply@blogger.com (maurom)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2012/04/la-fine-di-fini-gl.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-2488697203893263692</guid><pubDate>Thu, 05 Apr 2012 15:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-04-05T18:01:39.960+02:00</atom:updated><title>Il trionfo del re ferito.  Annalena Benini</title><description>&lt;h2 class="article_summary"&gt;Dopo il buio nel corpo, Bossi è tornato padrone di sé (tranne i capelli) e del nord. Ritratto &lt;/h2&gt;&lt;div id="boxBnrSemantic"&gt;&lt;script language="JavaScript" type="text/javascript"&gt;     OAS_RICH('VideoBox_180x150');       &lt;/script&gt;&lt;a href="http://adv.ilsole24ore.it/RealMedia/ads/click_lx.ads/www.ilfoglio.it/08/ros/1376755850/VideoBox_180x150/default/empty.gif/6c7971464445356b3747304141754667" target="_top"&gt;&lt;img alt="" border="0" height="1px" src="http://adv.ilsole24ore.it/RealMedia/ads/Creatives/default/empty.gif" width="1px" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;em&gt;“Diciamo pure che ho avuto culo”&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;(Umberto Bossi)&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;img align="left" alt="" class="foto" height="152px" hspace="4" src="http://www.ilfoglio.it/media/uploads/Bossi-pugno.jpg" vspace="4" width="229px" /&gt;&lt;strong&gt;Lo si riconosceva dalla voce, molto prima di vederlo.&lt;/strong&gt; Grugnito lombardo che copriva tutto, molti da salutare e qualcuno da mandare affanculo. “Arriva il capo”, “Ecco il Bossi”. A via Bellerio, in ufficio, nei comizi, per strada, a Pontida, sui barconi. Camicia a quadretti, giacca a quadretti, cravatta a caso, fazzoletto verde. Arrivava e travolgeva: chi aveva fatto cazzate o aveva alzato la cresta sapeva che a Bossi bastava un grugnito più feroce del solito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prima di accasciarsi. “Manuela, sto male, aiutami”.&lt;/strong&gt; La voce non c’era più: tagliata via. Tracheotomia e tutto il resto, la morte accarezzata (anche desiderata, “ma ho continuato a combattare, perché sono un lottatore vero”) nel letto di ospedale, quando non si poteva raccontare nulla, quando Roberto Maroni, Roberto Castelli, Giancarlo Giorgetti e Roberto Calderoli dovevano fingere ottimismo sulle condizioni di Bossi, ma non erano bravi a raccontare balle sul capo. Salva la vita e perduta la voce. Bossi non sarà più Bossi. Nel primo messaggio registrato per Radio Padania, nel 2004, non si capisce niente tranne: “Non sono morto”. Un anno dopo, non riusciva a parlare per più di cinque minuti. Grugnito affievolito e tremante. Adesso si è ripreso anche la voce. Di nuovo lo si sente arrivare: grugnito soffocato, ma grosso grugnito leghista. Al microfono rende peggio, bisogna amplificarlo, ma da vicino è quasi come prima, dicono i suoi, “fa paura come prima, anche se è diventato più buono”. Si commuove, adesso, parla sempre della moglie e dei figli, regala dolcezze al suo popolo: “Lo so che mi volete bene”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La prima volta che rimandò Pontida perché era ancora quasi morto&lt;/strong&gt;, disse: “Mi mancate tanto”. Adesso Bossi ha ricominciato a fare pernacchie, dita medie, adesso aspetta i definitivi risultati elettorali, vuole fare il botto: “Siamo dei geni”, ha bofonchiato nel microfono ieri sera, e quando sorride è di nuovo Bossi. E’ diventato saggio, però, lo innervosiscono le scappatelle erotiche, dice che bisogna essere seri, lo innervosisce quel che esce dalle intercettazioni: “Se intercettano me, mi sentono al telefono con mia moglie, o che rido con mio figlio”. Come in “Bocca di Rosa” di De Andrè: “Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio”. A proposito del divorzio di Veronica Lario e Silvio Berlusconi, Umberto Bossi parlò di sé e della sua nuova vita morigerata: “Io non ho le veline. Se avessi le veline non potrei più tornare a casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“&lt;strong&gt;Ho tanti figli maschi e sono tutti dalla parte della madre.&lt;/strong&gt; Per di più ho anche la sfortuna che c’è la Rosy che viene sempre a casa mia e dà sempre ragione a mia moglie”. La Rosy è Rosy Mauro, vicepresidente del Senato e braccio destro di Umberto Bossi, signora molto mora su cui in passato si favoleggiava, ma che ha resistito al fianco del capo anche dopo la malattia (durante la quale la moglie Manuela Marrone, donna padana e siciliana insieme, ha fatto alcune utili pulizie politiche e amicali nella vita del marito, pulizie che lui ha accettato con gratitudine e obbedienza). Rosy Mauro è rimasta, fa da sfondo a tutte le foto di Bossi comiziante, e durante il primo discorso pubblico, a Lugano nel 2005 (trecento arrivati in battello e gli altri in pullman e in auto, un migliaio di leghisti privilegiati ammessi in Svizzera a salutare il re malato), Rosy si lasciò travolgere dall’euforia e urlò: “Lo vedete, abbiamo la prova che Bossi è immortale, che è un Highlander! E dopo Bossi, c’è ancora Bossi!”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Prima ero una belva, ora sono cambiato” &lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;(Umberto Bossi, maggio 2007)&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Bossi era un immortale&lt;/strong&gt; quando non dormiva la notte per una settimana di fila, si faceva la barba in ufficio, la mattina, mentre riceveva “i ragazzi” e non smetteva di parlare. Canottiera di lana estate e inverno (la canottiera preserva dai malanni di stagione, per molte signore è il massimo del sexy, gli stilisti l’hanno rilanciata, i maschi soprattutto omosessuali la considerano un feticcio della virilità perduta). Scrivere tutto il giornale da solo in due giorni, girare il nord in macchina, autista o non autista: si parte da Milano alle sedici, c’è un comizio a Verona alle diciotto, un altro a Udine alle ventuno, si comincia in ritardo e si va per le lunghe. Soprattutto perché Bossi adora fermarsi coi militanti e va pazzo per la firma sulle bandiere col guerriero. Anche adesso, che è meno Highlander e si affatica, non c’è verso di impedirgli, dopo un comizio, di mettersi a firmare bandiere, di stare lì ancora mezz’ora col segretario di sezione, magari soltanto in giacca. “Uè copriti almeno, capo, fa un freddo bestia”. “Ma va’ a dà vià el cù”. &lt;br /&gt;“La Lega è il suo Gerovital, la Lega l’ha fatto rinascere”, dice la Lega, che non è per niente una cosa sola ma ha un capo solo ed è Bossi (“Nessuno, dal primo dei ministri all’ultimo dei militanti, potrebbe mai mettere in discussione quel che dice Bossi”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dopo l’incubo e la lentissima ripresa&lt;/strong&gt;, dopo il periodo in Svizzera a sudarsi la riabilitazione e ascoltare i dischi di Celentano, i medici avevano consigliato di fargli un ufficio sul lago, un luogo tranquillo, vicino al posto della fisioterapia. “Non fate i pirla, il mio ufficio ce l’ho già”. Quello di via Bellerio, con la branda e il bagnetto sul retro, dove ieri attendeva lo spoglio dei voti con Calderoli, Giancarlo Giorgetti e il figlio Renzo. Quello con lo spadone appeso al muro, dove a volte tornava intorno all’alba per un pisolino e dove adesso questo Highlander acciaccato deve riposare spesso, per riprendere le forze, per non restare senza fiato. “Mai molà. Tegn dur” (sottotitolo imprescindibile: “Contro Roma ladrona”), gliel’avevano scritto su uno striscione contornato da fiaccole a Ponte Di Legno, il primo Capodanno dopo il buio nel corpo. In quell’occasione Bossi prese un aperitivo pubblico all’Hotel Mirella, un’aranciata amara, ed era talmente contento di essere festeggiato dai leghisti della Valcamonica che convinse la moglie e il medico che non lo mollava mai a invitare qualche militante a casa a chiacchierare, per sentirsi ancora il Senatùr. Per tornare a essere il Senatùr però bisognava anche ricominciare a fumare: niente sigarette, allora Bossi ha preso ad annusare e a fumare il sigaro. “Ci vuole continuità anche nei vizi”, ha detto, “e comunque grazie al fumo non mi si sono irrigiditi i muscoli”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gli si sono irrigiditi soltanto i capelli, in effetti&lt;/strong&gt;: da quando ha avuto l’ictus non è mai più riuscito a pettinarli. Stanno dritti sulla testa, poi prendono qualche curva strana, a volte è l’impronta del cuscino, a volte il poggiatesta della macchina, altre è l’incazzatura che li innalza. “Ma va à laorà, barbùn”, non è leggenda folcloristica, è vita quotidiana alla Lega nord, quando Bossi decide che qualcuno ha esagerato. Prima dell’ictus era più spietato. Raimondo Fassa, avvocato, fu il primo sindaco leghista a Varese, negli anni Novanta, ma non marciava sul Po e non gli piaceva la secessione. “Ma cosa vogliono?”, sbottava Bossi quando qualcuno rompeva le scatole, “non capiscono che loro sono solo dei soldati? Devono obbedire e basta”. Insomma, Fassa finì a fare l’europarlamentare, prima di lasciare per sempre la Lega. A fine mandato andò a parlare con Bossi e Bossi lo tenne lì un’ora con il sottofondo (ma a volume alto) di tutti i suoi discorsi registrati a Pontida. L’egocentrismo è rimasto, ma adesso se uno dei suoi gli dice: “Uè ma fallo fuori sto pirla”, Bossi grugnisce: “Ha due figli, come si fa, mettiamolo da qualche parte dove non può nuocere”. Il tenero Bossi si commuove per le malattie degli altri, adesso, per gli amici che non credeva di avere e che ha ritrovato nella malattia (“compagni delle elementari che volevano sapere come stavo, che sono venuti ai comizi ad abbracciarmi, significa che qualcosa di buono ce l’ho anch’io”) e per la propria famiglia. “Io ho avuto mia moglie”, ripete sempre quando deve ripercorrere i mesi in cui non riusciva a muovere nulla, “e i miei figli, grazie a loro puoi vivere tre o quattro vite”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quattro figli, tutti maschi&lt;/strong&gt;: Riccardo, avuto dalla prima moglie Gigliola (proprietaria di discoteche: ha raccontato di quando Bossi le aveva fatto credere di essersi laureato in medicina, di quando le regalò un orrendo pellicciotto lungo e dritto di pelo di lupo, di quando dipingeva e faceva il militante di sinistra, appassionato e contorto) e gli altri tre: Renzo, Eridano Sirio e Roberto Libertà. Per Renzo, la sua “trota” (delfino è troppo chic, roba da femminucce), Bossi sfiora il ridicolo: il ragazzo è stato bocciato tre volte all’esame di maturità e il padre amorevole ha accusato di discriminazione i professori “teròni”. Classico genitore giustificante (anzi teròne), a cui adesso brillano gli occhi perché la sua piccola trota ha preso due “trenta” a Economia e commercio (a casa Bossi dev’essere un evento per cui stappare bottiglie di Coca Cola, visto che il Senatùr è astemio e non beve nemmeno quando va a cena ad Arcore). Ora che la trota è in politica (e sta prendendo un sacco di voti, pena l’ideale decapitazione dei leghisti bresciani), dopo quella mattina di premonizione in cui, ancora adolescente, Bossi gli fece urlare dalla finestra: “Padania libera”, il primogenito è geloso, si sente messo da parte (“Io ho fatto ragioneria e ho finito in cinque anni senza mai finire sotto i riflettori bocciato o rimandato”). Voleva andare all’Isola dei Famosi e Bossi ha detto: “Gli tiro un calcio nel sedere” e ha vietato ad Antonio Marano, allora direttore di rete, di farlo ingaggiare. Riccardo Bossi si è vendicato rinfacciando al padre di non essere andato al battesimo di sua figlia Lavinia (anche la scelta del nome è un chiaro atto di insubordinazione, però), ma da ogni parola ingenua e impacciata esce l’amore assoluto per il padre “supereroe” che lavorava in continuazione, non andava a vederlo giocare a calcio e di notte si metteva alla scrivania, fumando una Camel dietro l’altra, per disegnare i primi poster della Lega. “Io avrò avuto cinque anni e mi sono svegliato, mio padre me l’ha mostrato tutto contento: c’era l’Italia con al nord una gallina che scodellava uova d’oro in un canestro messo all’altezza di Roma. Bellissimo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Ci davano per morti, ci volevano morti” &lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;(Umberto Bossi, maggio 1996)&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prima di arrivare alla casa di Gemonio&lt;/strong&gt; c’è una curva strettissima (che Bossi faceva spesso all’alba, dopo aver passato la notte in qualche pizzeria dopo un comizio). “Abbiamo girato e l’ho vista. Mi sono messo a piangere abbracciato alla casa”, ha detto Bossi, raccontando di quando ha potuto lasciare la clinica svizzera. Casa è dove arrivava e voleva subito appendere, alle pareti del salotto già tappezzato di souvenir e targhe ricordo, il solito quadro che gli avevano regalato al comizio, dono dei leghisti al loro valoroso condottiero, e allora alle cinque del mattino si metteva a confabulare con l’autista per scegliere l’angolo migliore: chiodo, martello, matita, livella, prendeva le misure e segnava il punto con la matita, l’altro stava lì con l’indice. Svegliavano a martellate tutta la famiglia. Poi Bossi andava a dormire soddisfatto. Adesso niente più martellate all’alba, anche perché non c’è un centimetro di muro libero, ma telefonate a mezzanotte o all’una per cambiare una frase, ribadire che Giancarlo Galan “è più bravo a pescare” che a governare, confrontare i sondaggi, inventarsi: “Mettiamo le ali alla Lombardia”. Bossi finge di apprezzare questa sua nuova “tranquillità”, la necessità fisica di non arrabbiarsi troppo, di non lanciarsi sulle cose e sulle persone, di trasformarsi in politico riflessivo (“Prima ero un po’ matto”). Ma si vede che scalpita, vorrebbe ancora andare forte in moto, e a chi maliziosamente gli chiede cosa c’è che non può più concretamente fare risponde muovendo il pugno destro (il sinistro non funziona): “Tutto, posso fare tutto”, con il grugnito soffocato che esce fuori soffiando, ansimando. “Non ero stato mai malato in tutta la vita”, e si è ritrovato senza più il corpo per troppo tempo. Se l’è ripreso con la fatica del guerriero e si è ripreso tutti i voti, anche di più. (il Foglio)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-2488697203893263692?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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Davide Giacalone</title><description>Venti anni dopo l’inquinamento della memoria regna sovrano. Si parla d’inchiesta sulla morte di Paolo Borsellino, si dice che il movente sarebbe nella volontà di rimuovere l’ostacolo alla trattativa fra Stato e mafia, si evoca la “strategia delle tensione”, la voglia di “evitare mutamenti politici non graditi” (due frasi di Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, che sembrano concepite apposta per confondere le idee). E noi qui, ancora una volta costretti alla fatica e al dolore della memoria, non disposti a farci portare via dal fiume dei depistaggi, fermi nel non cedere per stanchezza, ma stanchi di richiamare l’attenzione su cose ovvie. Perché questo è quel che succede: le ricostruzioni più fantasiose e contorte vengono vendute come disegni affascinanti, apparentemente complicate ma in realtà banali, mentre i dati di fatto, le date, le cose certe vengono accantonate come cose astruse, invece granitiche nella loro evidenza. E mentre ne scrivo ho addosso la sensazione che la gran parte dei lettori non ne possano più, non ci capiscano nulla, sono presi fra la noia e il disgusto, pronti a bere qualsiasi cosa, purché sia l’ultima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece no. Si deve cominciare da capo. Dunque: il giudice dell’indagine preliminare di Caltanissetta ha disposto arresti cautelari (cautelari? venti anni dopo?) per quattro persone, accusate di avere ordinato ed eseguito la strage di via D’Amelio. Il disegno è quello già mille volte propagandato, e mai dimostrato: Borsellino muore perché si oppone alla trattativa fra Stato e mafia. Per quella strage esistono già delle sentenze in giudicato, che definitivamente stabilirono il falso. Siccome noi lo scrivevamo quando gli attuali strilloni della nuova tesi c’intimavano di rispettare le sentenze, continuando a scrivere la storia con quelle, anziché usando la testa, mi permetto di girare la faccenda e cominciare dalla fine, anche per rispetto del lettore frastornato: io non faccio indagini e non istruisco processi, ma resto convinto che Borsellino muore, dopo che era stato ammazzato Falcone, perché era un ostacolo all’insabbiamento e archiviazione dell’inchiesta mafia appalti, immediatamente distrutta dopo la sua morte, a cura della procura della Repubblica di Palermo. Quello è il movente, quello l’anello d’unione fra i disonorati della mafia e i traditori dello Stato. Quanti lavorarono a quell’inchiesta hanno tutti passato dei guai. L’uomo più vicino a Borsellino è stato processato per mafia. Quelli che insabbiarono hanno fatto carriera. Il resto sono minchionerie, come vado a ridocumentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche i sassi sanno (credono di sapere) che la presunta trattativa sarebbe stata incentrata sul “papello” di Riina e sulla richiesta di ammorbidimento del carcere duro, disposto ex articolo 41 bis. La tesi è stata avvalorata dal più grande depistatore comparso sulla scena, pubblicamente sbugiardato, ma da taluni altamente valutato: Massimo Ciancimino. Tutti ripetono che Giovanni Falcone e Paolo Borsellino erano amici e colleghi e che la morte del secondo è legata alla morte del primo. Cosa li univa, la difesa del 41 bis? Ma per la miseria, quella norma venne introdotta dopo la morte di Falcone. Ripetiamo: Falcone muore il 23 maggio 1992; Borsellino il 19 luglio; nel mezzo, l’8 giugno, viene emendato e allargato il 41 bis. Volete mettervi nella testa che il legame fra le due stragi è la negazione del teorema? Semmai li univa il lavoro contro la mafia e li univa l’inchiesta sugli appalti, condotta secondo i dettami della scuola falconiana. Quei due credevano in quel che è stato archiviato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma mettiamo che io sia totalmente in errore, che il vero oggetto fosse il 41 bis: Falcone muore per vendetta e gli altri per cancellare il carcere duro. E va bene: chi decise di non applicarlo per evitare che continuassero le stragi? Lo teorizzò Alberto Capriotti, voluto da Oscar Luigi Scalfaro, su indicazione del Vaticano, a capo del Dap (dipartimento amministrazione penitenziaria), quel Capriotti che fu nominato dal governo Ciampi e che vide avallare le sue tesi da Giovanni Conso, allora ministro della giustizia, nel novembre del 1993 (le bombe di mafia, alcune contro siti ecclesiastici, vanno da maggio a luglio 1993, con una non esplosa a ottobre). Cosa se ne deve dedurre, che Borsellino fu ammazzato per rimuovere l’ostacolo che impediva alla mafia di mettersi d’accordo con Scalfaro-Ciampi-Conso? La svolta politica che la mafia non gradiva, gentile procuratore Grasso, sarebbe la caduta di quel governo? Io non lo credo, mi pare una boiata, ma neanche si può bere la fesseria che le bombe venivano messe per propiziare l’arrivo di chi ripristinò il 41 bis. E che diamine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venti anni dopo i professionisti dell’antimafia fanno fiorire le inchieste, si buttano sulle frasi fatte, elaborano architetture improbabili, il tutto per nascondere quel che le date raccontano in modo inequivocabile: quella spiegazione è una cretinata, mentre si continua a nascondere l’archiviazione dell’inchiesta mafia appalti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amici lettori, non ne posso più neanche io. Ma non ci sarà mai verso di allinearci a quella lettura mendace della nostra storia, non piegheremo la memoria al falso, non subiremo la violenza di spiegazioni che non spiegano un accidente. Non ho nessuna verità da vendere, ma neanche sono disposto ad accettare che si continui a vendere il falso. Dentro e fuori le aule di giustizia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-6296284826489759635?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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Gianni Pardo</title><description>&lt;table class="contentpaneopen"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="left" colspan="2" valign="top" width="70%"&gt;&lt;span class="small"&gt;&lt;span style="color: #777777; font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="createdate" colspan="2" valign="top"&gt;26 febbraio 2012&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;!--td valign="top" colspan="2" rem LEGNO--&gt;&lt;td class="tdcontent" colspan="2" valign="top"&gt;&lt;!--add LEGNO--&gt;&lt;div align="center" class="mosimage" style="float: left; width: 260px;"&gt;&lt;img alt="Image" border="0" height="214px" src="http://www.legnostorto.com/images/stories/Marco2/berlusconi_big.gif" title="Image" width="260px" /&gt; &lt;div class="mosimage_caption"&gt;...&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;Ieri si è concluso per prescrizione il processo Berlusconi-Mills, e sulla base dei commenti si sperava di poter farsi un’idea, se non dal punto di vista giudiziario, almeno da quello politico. Purtroppo oggi non ci sono le Rassegne Stampa della Camera dei Deputati e del Governo, ma il clima tuttavia lo forniscono sufficientemente alcuni titoli e un articolo di Repubblica. &lt;div class="MsoNormal"&gt;Su questo quotidiano Massimo Giannini dimostra di non avere conoscenze in diritto penale. Scrive infatti che la prescrizione “ha permesso all'ex presidente del Consiglio di sottrarsi al suo giudice naturale”. Dunque egli ignora che il giudice “naturale” è quello la cui competenza è prestabilita dal codice. Se non avesse voluto fare cattiva figura, bastava si limitasse a scrivere “al suo giudice”, senza “naturale”. Diversamente è come se sostenesse che Berlusconi, il cui giudice naturale era a Catanzaro o a Lecce, è stato giudicato da un collegio incompetente, quello di Milano.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Egli scrive poi: “Come la sentenza della Corte di Cassazione ha già certificato nell'aprile 2010, confermando sul punto le due precedenti pronunce di primo e secondo grado, è scritto nero su bianco: Berlusconi fu il ‘corruttore’ dell'avvocato inglese, che ricevette 600 mila dollari per testimoniare il falso”. Una serie di stupidaggini. Se la sentenza riguarda l’applicazione della prescrizione a Mills, scrivendo quelle cose, la Cassazione si è comportata in modo scorretto. Applicando la prescrizione il giudice ha un’unica alternativa: se è certo dell’innocenza dell’imputato, lo assolve nel merito. Se invece è incerto riguardo alla sua colpevolezza o alla sua innocenza, applica la prescrizione. Si ripete, non se è certo della sua colpevolezza, solo se non è certo della sua innocenza. Non può certo affermare né la colpevolezza dell’imputato, né, a più forte ragione, quella di un terzo. Dovrà magari occuparsi del fatto, ma solo per stabilire il momento da cui decorre la prescrizione. Una sentenza di proscioglimento per prescrizione non può essere utilizzata per dichiarare (moralmente) colpevole l’imputato, se non da incompetenti faziosi. &lt;/div&gt;Ma di tutte queste cose non sembra sapere molto, Giannini. Inesatto è pure che Mills abbia testimoniato il falso. Tutte le persone informate della vicenda – di cui il nostro giornalista non fa parte – sanno che Mills ha cercato di proteggere Berlusconi schivando o aggirando certe domande, ma nessuno l’ha mai accusato di falso. Reticenza non è uguale a falsità.&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background-color: white;"&gt;Inoltre, ma questo va detto di passaggio, non è vero che esista la prova di quel versamento. Giannini ha dimenticato che &lt;span style="background-color: white; color: #222222;"&gt;Gabriella&lt;span class="apple-converted-space"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Chersicla&lt;span style="background-color: white; color: #222222;"&gt;, consulente della Procura di Milano e del Pm Fabio de Pasquale, ha dichiarato – non nero su bianco, ma con voce audibile per orecchie sturate - che di quel versamento che avrebbe dovuto inchiodare Berlusconi non esiste traccia nelle carte contabili, da lei esaminate.&lt;/span&gt; E questo l’ha riconosciuto persino Peter Gomez, il socio di Travaglio. Un berlusconiano? &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Lo stravolgimento della natura della prescrizione si nota anche nelle parole di Di Pietro, che in un sottotitolo del Sole24Ore ha dichiarato: “I giudici non l’hanno assolto perché, evidentemente, il fatto l‘ha commesso”. Lui il codice deve averlo intravisto, ma anni di politica gliel’hanno fatto dimenticare.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Bersani invece fa solo tenerezza (titolo del Corriere): “Assoluzione? Rinunci alla prescrizione”. Bersani, come si sa, è laureato in filosofia. E si vede. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background-color: white;"&gt;&amp;nbsp;Mills – in viva voce e in italiano – si dichiara contento per Berlusconi. Quando gli viene rinfacciato che comunque lui è stato condannato in primo e in secondo grado (dimenticando il proscioglimento finale per prescrizione) nega la propria responsabilità e definisce la propria condanna ingiusta “soprattutto perché si trattava di aver fatto un accordo in ’99 di essere corrotto in ’97. Quindi era completamente illogico, il tutto”. Come si sa, gli inglesi sono pragmatici. Cioè quasi stupidi.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background-color: white;"&gt;In un articolo di Ferrarella, sul “Corriere” (secondo quanto udito nella rassegna stampa di Radioradicale) il Pm De Pasquale, tempo fa, avrebbe dichiarato che: “Sarebbe un disastro se questo processo si dovesse concludere senza una sentenza”. Parole interessantissime. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background-color: white;"&gt;Considerando i tempi normali della giustizia italiana, l’unico dubbio che abbia mai riguardato Silvio Berlusconi, riguardo a questo processo, non è stato se si sarebbe mai potuti arrivare ad una sentenza definitiva, cioè di Cassazione, ma se si sarebbe mai potuti arrivare ad una sentenza di primo grado. E i fatti hanno dimostrato che non c’era tempo sufficiente neppure per essa. E allora si può chiedere: che differenza fa, per l’amministrazione della giustizia, che un imputato sia prosciolto per prescrizione in istruttoria, dopo la prima o la seconda sentenza? Nessuna, ovviamente. E se è arcisicuro che alla condanna definitiva non si arriverà mai, non sarebbe più utile che i magistrati si affrettassero a perseguire altri reati, più gravi e più recenti?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background-color: white;"&gt;Se si considera un disastro il non pervenire alla condanna in primo grado – una condanna che si sa comunque destinata ad essere trasformata in proscioglimento in secondo grado – è dunque perché si tiene alla condanna in primo grado in sé e per sé: cioè per motivi politici. Né altra spiegazione si è stati tentati di dare al rifiuto di tanti testi a difesa. La differenza che non esiste in diritto, come si diceva, esiste eccome in politica. Intanto facciamo scrivere su Repubblica che Berlusconi è un corruttore, con tanto di bollo del Tribunale, poi si faccia pure prosciogliere per prescrizione. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="background-color: white;"&gt;Ecco a che servono i soldi dei contribuenti. (il Legno Storto)&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-4040351318426792636?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/iT63ZuS4thZlrCj_-Jo-aCzrZNA/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/iT63ZuS4thZlrCj_-Jo-aCzrZNA/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/iT63ZuS4thZlrCj_-Jo-aCzrZNA/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/iT63ZuS4thZlrCj_-Jo-aCzrZNA/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/circolidellaliberta/~4/EsRPn_WZHXs" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/circolidellaliberta/~3/EsRPn_WZHXs/24-febbraio-2012-100-giorni-o-cittadino_24.html</link><author>noreply@blogger.com (maurom)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2012/02/24-febbraio-2012-100-giorni-o-cittadino_24.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-1806657272281285073</guid><pubDate>Mon, 13 Feb 2012 17:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-13T18:53:04.482+01:00</atom:updated><title /><description>&lt;h2 class="entry-summary"&gt;Sarà una coincidenza, ma da quan­do c’è Monti i tg sono dei bolletti­ni sul maltempo. Con i tecnici al go­verno la politica cede il posto al me­teo. Marcello Veneziani&lt;/h2&gt;&lt;div class="hmedia border" id="media_1"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Come nei tg sovietici non ci sono più conflitti o notizie ma solo neve e soccorsi, mucche assiderate e impianti a gas, più marchettoni a Monti e al sistema montuoso (30 e loden).&lt;br /&gt;Prima della neve, c’erano solo navi e terremoti. Mezzo tg ogni giorno fa terrorismo atmosferico sulla tormenta che verrà e poi mostra paesini innevati e soccorsi anche banali: vedi perfino uno che porta la carta igienica alla casa innevata, il nonno al cellulare che rassicura i parenti, i giornalisti sanbernardo col collare audio.&lt;br /&gt;Col Frigor Montis scende un’onda di gelo sul Paese, divenuto nel frattempo con lui a nostra insaputa superpotenza mondiale. Il colorito paesaggio italiano sparisce e tutto assume la monotona uniformità del bianco governo dei tecnici. Ci siamo allineati agli standard nordeuropei sin nel barometro: si è ridotto lo spread tra il clima tedesco e il nostro.&lt;br /&gt;Chi muore per il gelo se lo merita, è uno sfigato. Ti congeli se stai fisso in un posto, senza mobilità. Ibernata la politica, il conflitto si sposta sulle previsioni del tempo e i partiti si dividono in moderati che sconsigliano di uscire ed estremisti che istigano all’uso di catene. I sindaci sono giudicati su base atmosferica, se sono da neve o da spiaggia, se sono insipidi o hanno sale in strada e si dividono in fattivi, piangenti, teatranti e dispersi, come nella ritirata di Russia. L’estate berlusconiana dista un’era geologica. (il Giornale)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-1806657272281285073?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/x2kiFAuEzgZMqvXwxMAATGk4IYI/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/x2kiFAuEzgZMqvXwxMAATGk4IYI/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/x2kiFAuEzgZMqvXwxMAATGk4IYI/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/x2kiFAuEzgZMqvXwxMAATGk4IYI/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/circolidellaliberta/~4/cRgCtfdGUb4" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/circolidellaliberta/~3/cRgCtfdGUb4/sara-una-coincidenza-ma-da-quando-ce_13.html</link><author>noreply@blogger.com (maurom)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2012/02/sara-una-coincidenza-ma-da-quando-ce_13.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-4933276094658263100</guid><pubDate>Sat, 11 Feb 2012 10:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-11T11:19:59.450+01:00</atom:updated><title /><description>&lt;h1 class="article_title"&gt;San Valentino &lt;/h1&gt;&lt;h2 class="article_summary"&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div id="boxBnrSemantic"&gt;&lt;script language="JavaScript" type="text/javascript"&gt;     OAS_RICH('VideoBox_180x150');       &lt;/script&gt;&lt;a href="http://adv.ilsole24ore.it/RealMedia/ads/click_lx.ads/www.ilfoglio.it/08/ros/620855075/VideoBox_180x150/default/empty.gif/6c7971464445356b3747304141754667" target="_top"&gt;&lt;img alt="" border="0" height="1px" src="http://adv.ilsole24ore.it/RealMedia/ads/Creatives/default/empty.gif" width="1px" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;img align="left" alt="" class="foto" height="270px" hspace="4" src="http://www.ilfoglio.it/media/uploads/2011/snoopy.jpg" vspace="4" width="238px" /&gt;– La festa degli innamorati è un’invenzione della lobby dei fiorai. Tuonare contro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– Per i single il 14 febbraio è il giorno più doloroso dell’anno, dopo il Natale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– La sera di San Valentino è impossibile trovare un ristorante in centro. E se lo trovi e ci vai con un amico vi guardano e vi sorridono complici. Deprecarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– La cosa più dura da sopportare sono i servizi dei tg sulla festa degli innamorati. Trovarli persino più scarnanti di quelli sulla canicola estiva e sulla morsa del gelo. Convenirne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– Dopo aver ricordato che San Valentino è il patrono di Terni, invitare provocatoriamente a immaginare una dichiarazione d’amore con spiccato accento umbro. In Umbria: evitare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– Avere dato un nuovo significato all’espressione “Il massacro di San Valentino” il giorno che si è lasciata la fidanzata dimenticando fosse il 14 febbraio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– Dire di usare da anni un servizio di sms con frasi d'amore già pronte suggerisce una scorza ruvida e irriverente sotto cui si cela un cuore tenero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– L'amore è sopravvalutato. Sostenere di averlo trovato scritto in un cioccolatino underground.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– Attendere con ansia ogni anno il nuovo spot dei Baci Perugina. Insuperato quello per la nuova confezione con lo slogan dada “Tubiamo?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– Non appena possibile citare “Innamoramento e amore” di Alberoni e parlarne male. Replicare stroncando anche “L’arte di amare” di Erich Fromm. Non è necessario averli letti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– Nelle serie tv americane si capisce al primo episodio che i protagonisti si innamoreranno, ma raramente si baciano prima della terza stagione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– Con tutto il rispetto per i Peanuts, l’uso di spedire Valentine stimola un'esagerata attitudine alla competizione negli adolescenti. Concionare contro la crudezza della società statunitense.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– Ho capito di essere innamorato il giorno in cui, in un bar, sentendo suonare il telefono, ho gridato: “E’ per me!” (Dino Risi)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– Detestare tutte le feste comandate. Dire di fare regali al partner in qualunque giorno dell’anno, tranne che a San Valentino. (Vedi seguente)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– Dimostra vigore speculativo sostenere che fare a tutti i costi gli originali, ignorando la festa degli innamorati, sia una forma di conformismo survoltata. Replicare che adottare questa logica è come fare un salto mortale da seduti e ritrovarsi nella posizione iniziale. Eventualmente arabescare varianti metaforiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– Plaudire al sindaco di Verona che già anni fa ha concesso di scrivere messaggi d’amore sul muro sotto il balcone di Giulietta, in omaggio a una tradizione quasi secolare. Contestualmente scagliarsi contro quella stronzata dei lucchetti di Ponte Milvio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– Chiedersi se qualcuno sia mai riuscito a fare colpo su una ragazza scrivendo sul muro a caratteri cubitali: “Cucciola 6 mia per sempre”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;– L'amore è da reinventare, si sa. (Arthur Rimbaud) &lt;br /&gt;&lt;div class="copyright"&gt;© - FOGLIO QUOTIDIANO&lt;/div&gt;&lt;div class="signature"&gt;&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/redazione/179"&gt;di Andrea Ballarini&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-4933276094658263100?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/UZ_PbSyHvK1WAPgsVdW_uO1uHIA/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/UZ_PbSyHvK1WAPgsVdW_uO1uHIA/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/UZ_PbSyHvK1WAPgsVdW_uO1uHIA/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/UZ_PbSyHvK1WAPgsVdW_uO1uHIA/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/circolidellaliberta/~4/Lyrr6Bq-8KY" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/circolidellaliberta/~3/Lyrr6Bq-8KY/san-valentino-oasrichvideobox180x150-la.html</link><author>noreply@blogger.com (maurom)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2012/02/san-valentino-oasrichvideobox180x150-la.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-7090696813415846216</guid><pubDate>Tue, 07 Feb 2012 17:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-07T18:33:41.918+01:00</atom:updated><title>Sulle coppie di fatto Bologna dimostra che l'ideologia non muore mai. Giovanni Mulazzini</title><description>&lt;span class="date-2"&gt;7 Febbraio 2012&lt;/span&gt; &lt;span class="clear-block"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="field field-type-mlcreference field-field-ml-content"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;&lt;div class="ml-preview ml-remote-image" ml="[ml:113406:preview]"&gt;&lt;div class="emfield-image emfield-image-preview"&gt;&lt;img alt="" src="http://www.loccidentale.it/files/imagecache/preview/extProvider/zzz_custom/aHR0cDovL3d3dy5ibG9nc2ljaWxpYS5pdC93cC1jb250ZW50L3VwbG9hZHMvY29wcGllLWRpLWZhdHRvMS5qcGc" title="" width="140px" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;!-- insert-label --&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="field field-type-text field-field-body"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;Nel 1999 a Bologna fu istituito il registro comunale delle coppie di fatto, che avrebbe dovuto riconoscere un nuovo modello di famiglia alternativo a quella tradizionale, la "famiglia affettiva", all'interno della quale sarebbero stati compresi anche coppie di fatto dello stesso sesso.&lt;br /&gt;L'opposizione allora segnalò il totale disappunto e l'assoluta perplessità per questa decisione del Sindaco, Walter Vitali (oggi Senatore PD) e della Giunta comunale di allora. Fu detto che il registro rappresentava una scelta di libertà, rispetto e di civiltà che risponde alle esigenze di una parte significativa della cittadinanza bolognese, mentre chi osava dichiararsi contrario all'istituzione del registro delle coppie di fatto esprimeva una concezione medievale propria dell'integralismo cattolico oscurantista.&lt;br /&gt;A distanza di oltre dieci anni, un giovane Consigliere comunale Pdl, Valentina Castaldini si è presa la briga di verificare quali siano stati effettivamente i risultati e quale sia stato realmente l'utilizzo di questo strumento giuridico, il registro delle coppie di fatto. Il risultato è stato infatti drammaticamente eloquente e rivelativo del tasso di ideologia che domina in questa città che da oltre cinquant'anni è stata amministrata dal Pci, Pds, Ds e quindi Pd. Dal 1999, anno in cui fu istituito il registro delle coppie di fatto, nessuno ha presentato richiesta di iscrizione, quindi zero richieste.&lt;br /&gt;Infatti, sebbene, come recita il sito web del Comune di Bologna "l’attestato serva a dimostrare che persone non legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione o tutela, co-abitanti nella stessa unità immobiliare del Comune di Bologna, costituiscano un unico nucleo familiare in ragione dell’esistenza di vincoli affettivi", nella realtà, nessuno è arrivato a presentare domanda per accedere al registro. L'esito di tale decisione risulta pertanto ascrivibile ad un approccio ideologico, che non risponde in alcun modo alle esigenze non solo dei comuni cittadini, ma nemmeno ai destinatari del provvedimento, le coppie di fatto così come risulta dalla totale assenza di richieste.&lt;br /&gt;Rimane pertanto oltre all'aspetto ideologico dell'operazione, soltanto la volonta' di accattivarsi il consenso di alcune parti della cittadinanza bolognese in chiave di consenso elettorale, perdendo di vista il concetto di bene comune della città nel suo complesso e di politica in onda con le richieste dei cittadini. Il capogruppo Pd in Comune, Lo Giudice, ha rivendicato comunque il valore simbolico del registro delle coppie di fatto in assenza di una legge nazionale che disciplina la materia, segnalando la condizione di svantaggio fiscale cui sono sottoposte le coppie di fatto rispetto alle famiglie.&lt;br /&gt;Qualche giorno fa in una conferenza stampa il Sindaco Virginio Merola e gli assessori competenti hanno manifestato di rivedere il sistema ISEE per l'accesso ai servizi pubblici, in quanto l'attuale sistema risulterebbe fortemente iniquo verso la famiglia fondata sul matrimonio a vantaggio delle coppie di fatto, le quali legalmente assumendo una residenza differente dal convivente non sono tenuti a sommare i rispettivi redditi e quindi vengono di fatto privilegiati alla famiglia, che invece è tenuta a sommare i redditi nell'accesso ai servizi. Attendiamo soluzioni efficaci in tempi rapidi su questo tema che rappresenta una reale esigenza per i cittadini bolognesi, a differenza del registro delle coppie di fatto. Il tempo, come si è visto, alla lunga penalizza chi intraprende battaglie ideologiche per lucrare consenso elettorale.(L'Occidentale)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-7090696813415846216?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/6UzP4QUtUmvXF-BdZ8CJ8-3FLTw/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/6UzP4QUtUmvXF-BdZ8CJ8-3FLTw/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/6UzP4QUtUmvXF-BdZ8CJ8-3FLTw/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/6UzP4QUtUmvXF-BdZ8CJ8-3FLTw/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/circolidellaliberta/~4/ekV0CH-p6Vk" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/circolidellaliberta/~3/ekV0CH-p6Vk/abbasso-loperaio-viva-castelli-pietro.html</link><author>noreply@blogger.com (maurom)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2012/02/abbasso-loperaio-viva-castelli-pietro.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-6300418137316265147</guid><pubDate>Sat, 04 Feb 2012 11:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-04T12:19:50.877+01:00</atom:updated><title>Quelle sul riscaldamento globale erano solo "great balls of fire" .  Ronin</title><description>&lt;span class="date-2"&gt;1 Febbraio 2012&lt;/span&gt; &lt;span class="clear-block"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="field field-type-mlcreference field-field-ml-content"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item odd" jquery1328354068080="24"&gt;&lt;div class="ml-preview ml-local-image" jquery1328354068080="22" lasteventtimer="30339" ml="[ml:113286:preview]"&gt;&lt;span altezza="33" class="didascalia overlay" jquery1328354068080="25" oldblock="inline" style="display: block; filter: alpha(opacity=80); height: 1px; left: 468px; overflow: hidden; position: absolute; top: 325px; width: 140px; z-index: 10; zoom: 1;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;img alt="global-warming-gore-fire.jpg" jquery1328354068080="23" src="http://www.loccidentale.it/files/imagecache/preview/files/global-warming-gore-fire_1.jpg" title="global-warming-gore-fire.jpg" /&gt; &lt;br /&gt;&lt;div class="field field-type-text field-field-didascalia-0"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;Un fotomontaggio che irride Al Gore&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="field field-type-text field-field-body"&gt;&lt;div class="field-items"&gt;&lt;div class="field-item odd"&gt;Nel 2009, prima del Vertice di Copenaghen, un hacker pubblica informazioni riservate in un server russo: si tratta di uno scambio di email tra scienziati inglesi e americani che lavorano per l'IPCC (&lt;em&gt;Intergovernmental Panel of Climate Change&lt;/em&gt;), l'ente delle Nazioni Unite che studia il cambiamento climatico. I guru del "riscaldamento globale" vengono smascherati: dati opinabili, pressioni e ostracismo esercitati contro gli scienziati che non si piegano al pensiero unico, un atteggiamento che scredita gravemente l'immagine del panel e degli istituti collegati, tra cui la &lt;em&gt;Climatic Research Unit&lt;/em&gt; della Università della East Anglia.&lt;br /&gt;Nello stesso anno, una ricerca apparsa su Nature Geoscience evidenzia che il "global warming" non è legato solo alle emissioni inquinanti antropiche ma anche ad altri fattori, come la radianza solare e le maree degli oceani. Il &lt;em&gt;Met Office's Hadley Centre&lt;/em&gt; respinge al mittente ogni dubbio spiegando che i modelli previsionali usati nelle ricerche sul clima tengono in considerazione la radianza e le maree, ma che la colpa del fenomeno è prevalentemente legata all'inquinamento terrestre (tesi sostenuta ancora oggi).&lt;br /&gt;Ma la scorsa settimana, senza le fanfare mediatiche del passato, il Met e la Climatic Research Unit hanno fatto sapere che il Pianeta Terra NON si è riscaldato negli ultimi 15 anni, sulla base dei dati raccolti da 30.000 stazioni di rilevamento climatico.&amp;nbsp;Al contrario, rischiamo di avviarci verso una "mini ice age", un raffreddamento globale paragonabile (in difetto) a quello che nel 1648 provocò la gelata del Tamigi e dei canali di Amsterdam. Il futuro (prossimo) sarà più freddo. Ancora nel 2008, gli esperti del Met sostenevano che il periodo compreso tra il 2009 e il 2014 avrebbe raggiunto temperature calde da record.&lt;br /&gt;Nonostante queste contraddizioni, i difensori del global warming continuano ad accreditarsi spiegando che il global warming è un fenomeno di lunghissimo periodo (l'inquinamento frutto del progresso umano in realtà non è poi così antico), e che cicli di raffreddamento nel contesto di un più generale riscaldamento del pianeta sono già stati registrati in passato. I ghiacciai himalayani però dovevano sciogliersi, mentre sono ancora al loro posto. Negli ultimi due anni la temperatura è scesa da 14,40 gradi celsius a 14,30.&lt;br /&gt;Sul clima servirebbero più laicità e meno guerre di religione (la ritrita polemica fra pro-global warming e presunti "negazionisti"). I modelli di previsione sono semplici proiezioni, utili ma non un vangelo. Per approcciarsi a tematiche del genere occorre al contrario una certa dose di incertezza, quel grado di "oscurità" senza la quale, secondo Thomas Kuhn, non si può comprendere la scienza. Purtroppo il blocco che va dall'ICCP alle Nazioni Unite, da Al Gore al WWF, passando per l'Unione Europea (e i suoi fantasiosi obiettivi come il "20-20-20"), di dubbi non ne ha. Viene da chiedersi allora in base a quali interessi, che di scientifico hanno davvero poco, sia lecito legittimare ancora il paradigma scientifico vigente. (L'Occidentale)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-6300418137316265147?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/NxqT2kZdLskl4rqBldL_rt4tnW4/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/NxqT2kZdLskl4rqBldL_rt4tnW4/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/NxqT2kZdLskl4rqBldL_rt4tnW4/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/NxqT2kZdLskl4rqBldL_rt4tnW4/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/circolidellaliberta/~4/qIT7QWK0skY" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/circolidellaliberta/~3/qIT7QWK0skY/winter-is-coming.html</link><author>noreply@blogger.com (maurom)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2012/02/winter-is-coming.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-5175125383312023522</guid><pubDate>Tue, 24 Jan 2012 16:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-24T17:39:27.626+01:00</atom:updated><title>Il battesimo del vescovo Monti.  Arturo Diaconale</title><description>Ego te baptizo piscem. Gli antichi vescovi usavano questa formula per trasformare la carne in pesce e consentire ai propri fedeli di rispettare la regola di mangiare di magro di venerdì anche quando non c'era pescato da consumare. I buoni cristiani sapevano bene che la carne battezzata pesce rimaneva carne.&lt;br /&gt;Ma si fidavano dell'autorità dei vescovi che trasformava una bugia in verità incontestabile. Il governo di Mario Monti si comporta come i vescovi medioevali. Usa la sua autorità per spacciare un atto di puro e semplice dirigismo per un atto di liberalizzazione. E sfrutta la circostanza che le forze politiche della propria maggioranza non hanno alcuna intenzione e possibilità di interrompere la sua esperienza alla guida del paese, per spacciare come salvifici e soprattutto liberali atti che non sono né l'uno né, tanto meno, l'altro.&lt;br /&gt;Perché Monti faccia il vescovo d'altri tempi è fin troppo comprensibile. Il governo tecnico non ha grandi margini di manovra. Essendo d'emergenza e destinato ad avere vita breve per la sua stessa natura, non è in grado di rassicurare i mercati. Pur avendo come presidente del Consiglio un personaggio autorevole come Monti, ha alle spalle un paese privo di peso nel contesto europeo dove si gioca la sorte dell'euro e la speranza di uscire dalla crisi.&lt;br /&gt;Sul piano interno, poi, sa bene di camminare su un terreno scivoloso ed in discesa. Il massimo del consenso popolare l'ha raggiunto al momento del suo insediamento. E d'ora in avanti ogni sua decisione destinata ad incidere in qualche modo sugli interessi reali delle singole forze politiche e sociali non può che provocare la progressiva riduzione della quota di consenso.&lt;br /&gt;Per il governo, dunque, il battesimo che trasforma il dirigismo in liberalizzazione è una sorta di scelta obbligata. Che serve a poco ed a nulla sul piano pratico e concreto. Non sarà qualche centinaio di taxi, farmacie ed edicole in più a rivoluzionare la società italiana.&lt;br /&gt;Ma che consente ad un esecutivo di burocrati privilegiati di nobilitare i propri atti e comportamenti con una qualche copertura culturale di vaga ed apparente forma liberale. Si può emettere un decreto legge di liberalizzazione pretendendo che il Parlamento lo accolga senza modifiche e discussione di sorta? Che liberalizzazione può essere quella che fissa quote di mercato, rigidità di comportamenti, obblighi e doveri per i cittadini senza riconoscere loro la libertà di non avere dall'alto imposizioni frutto di criteri oscuri e scelti in maniera autoritaria ? Ma, soprattutto, che razza di liberalizzazioni sono quelli che per diventare operative hanno bisogno non di smantellare strutture burocratiche pesanti e costose ma di mettere in piedi nuovi e più giganteschi organismi fatti di pletore di burocrati che aumentano il carico ed i costi della burocrazia pubblica? Per capire come il governo Monti stia spacciando per pesce liberalizzato della carne rigorosamente dirigista basta riflettere sul fatto che mentre si chiede a tassisti, farmacisti, edicolanti, professionisti di rinunciare a qualche privilegio di categoria, si crea una super-authority delle reti che dovrà inglobare quella dell'energia e darà vita ad un ennesimo carrozzone a beneficio della casta di burocrati privilegiati che la dovranno occupare e gestire.&lt;br /&gt;Ma si può con la mano destra "liberare" i cittadini dal peso della ridotta concorrenza esistente all'interno di alcune categorie ed appesantire gli stessi cittadini dell'ennesima escrescenza burocratica destinata ad avere, come tutte le altre del suo genere, costi eccessivi e totalmente ingiustificati? Si dirà che non è una Authority in più o una in meno a risolvere i problemi del paese.&lt;br /&gt;Il ché è vero così come non è imponendo sacrifici particolari a categorie marginali che si ottiene lo stesso risultato. Ma spacciare per liberalizzazione il più evidente dirigismo è un atto particolarmente inquietante. Dimostra che il governo tecnico non è solo modesto e limitato ma è solo la riedizione in peggio dei tanti governi dirigisti che si sono succeduti in Italia per tanti decenni.&lt;br /&gt;Con i risultati disastrosi sotto gli occhi di tutti! (l'Opinione)&lt;!--    &lt;div id="fotogallery"&gt;              &lt;div id="fotografia_articolo"&gt;&lt;img src="img/tmp/fotoarticolo.png" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="fotografia_articolo"&gt;&lt;img src="img/tmp/fotoarticolo.png" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="fotografia_articolo"&gt;&lt;img src="img/tmp/fotoarticolo.png" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="fotografia_articolo"&gt;&lt;img src="img/tmp/fotoarticolo.png" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="fotografia_articolo"&gt;&lt;img src="img/tmp/fotoarticolo.png" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="fotografia_articolo"&gt;&lt;img src="img/tmp/fotoarticolo.png" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-5175125383312023522?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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Claudio Romiti</title><description>&lt;div id="titolo_notizia_aperta"&gt;Molti liberali di questo disgraziato Paese devono essere letteralmente rimasti scioccati dalle continue perorazioni dell'attuale premier in favore di un sistema fiscale che oramai estorce ben oltre metà della ricchezza nazionale. Personalmente, pur avendo in passato nutrito una certa diffidenza per alcune posizioni, a mio avviso, eccessivamente astratte del professor Monti, non credevo che costui in termini di tasse avrebbe fatto proprie, una volta entrato nella stanza dei bottoni tutte quelle pericolose illusioni ottiche della sinistra più retriva.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In particolare, il capo del governo ha rispolverato l'esortazione dalemiana a pagare tutti per pagare meno, il falso sillogismo secondo il quale più si versa nelle casse dell'erario e più migliorano i servizi offerti dalla mano pubblica e l'idea sballata, forse l'aberrazione più grave per un liberale, secondo la quale se si colpisce a tappeto l'evasione, nell'ambito di un sistema connotato da una fiscalità elevatissima, il gettito aumenta in modo proporzionale al maggior imponibile fatto emergere.&lt;br /&gt;In realtà, al di là della mera propaganda politica, l'esperienza ci dice che nessuna di queste tre proposizioni possiede un briciolo di verità, soprattutto se confrontata con gli andamenti storici della nostra finanza pubblica. In primis, negli ultimi decenni le entrate fiscali sono cresciute regolarmente senza soluzione di continuità -pensiamo che negli anni sessanta, in pieno boom economico, lo Stato esercitava un prelievo percentalmente dimezzato rispetto ad oggi - eppure ciò non ha prodotto un alleggerimento dei ceti maggiormente gravati dalla pressione fiscale.&lt;br /&gt;L'unico effetto che l'aumento del prelievo medesimo ha prodotto è stato quello di aver fatto lievitare in modo incontrollato la spesa pubblica. Per quanto riguarda, invece, il secondo punto, come giustamente ha sottolineato Oscar Giannino in una recente puntata di "Matrix", i cittadini italiani non si bevono più la panzana di una correlazione perfetta tra somme versate e benefici pubblici ricevuti.&lt;br /&gt;Quest'ultimi capiscono fin troppo bene che buona parte dei quattrini rastrellati dall'erario finiscono per alimentare una serie infinita di greppie burocratiche e di carrozzoni improduttivi i quali, soprattutto da noi, rappresentano un ambito posto al sole per molti parassiti protetti da una politica compiacente.&lt;br /&gt;Infine, in merito alla lotta all'evasione, questione più etica che economica, appare piuttosto grave per un illustre accademico non capire che i suoi eventuali effetti sul gettito complessivo non possono basarsi sui classici conti della serva, come si suol dire. Infatti, quando i vari teorici dello Stato massimo, nelle cui file si è arruolato anche il buon Monti, calcolano le eventuali somme derivanti dalle teorica possibilità di colpire l'intero imponibile sommerso, sommano poi le stesse a quanto la mano pubblica già preleva.&lt;br /&gt;Ma le cose non stanno affatto in questi termini. Infatti, anche se ciò viene spesso sottaciuto, anche i cosiddetti evasori pagano il loro carico di tributi, magari sotto forma di imposte indirette e di altri balzelli più o meno occulti. E le pagano eventualmente ultilizzando proprio quelle somme che in qualche modo sono riuscite ad occultare al fisco rapace in prima battuta.&lt;br /&gt;Questo avviene perchè nel nostro sistema la mano pubblica possiede una vasta gamma di griglie di lettura per colpire innumerevoli volte ogni aumento e/o passaggio di ricchezza. Ciò comporta però, ed in questo sta l'idiozia di chi vorrebbe sommare i proventi della lotta all'evasione al gettito ufficiale, il fatto che se colpisce la medesima ricchezza a monte con aliquote eccessive si perde l'effetto moltiplicatore che la medesima evasione determina restando nel ciclo economico.&lt;br /&gt;In altre parole, abbattere del tutto la cassa di compensazione del sommerso non può che produrre una ulteriore diminuzione dell'attività economica in generale, con le inevitabile conseguenze sul piano delle entrate pubbliche. Insomma, per concludere, l'unica strada per aiutare il sistema a crescere, migliorando il bilancio pubblico, è quella che conduce ad una sostanziale taglio della spesa pubblica corrente e, di conseguenza, ad un pari abbattimento della pressione fiscale.&lt;br /&gt;Una strada, occorre dolorosamente ammetterlo, assolutamente sconosciuta agli accademici al potere. Per questi celebrati professori l'idea di pagare meno per convincere tutti a pagare somme ragionevoli non sembra passare nemmeno per l'anticamera del cervello.(l'Occidentale)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-115175802640360741?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/fncCmdumGYI0BnKTTgfPxnhR8ik/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/fncCmdumGYI0BnKTTgfPxnhR8ik/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/circolidellaliberta/~4/LmFVlKKNCFQ" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/circolidellaliberta/~3/LmFVlKKNCFQ/se-il-governo-dei-prof-si-fa-illudere.html</link><author>noreply@blogger.com (maurom)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://blogpericircolidellaliberta.blogspot.com/2012/01/se-il-governo-dei-prof-si-fa-illudere.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-6196867705041810298.post-4576920950554840935</guid><pubDate>Tue, 10 Jan 2012 17:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-10T18:18:51.034+01:00</atom:updated><title>Se il pericolo è l'arroganza.  Arturo Diaconale</title><description>&lt;div id="navigazione_argomento"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div id="testo_articolo"&gt;&lt;div id="img_notizia_aperta"&gt;&lt;img align="absBottom" src="http://www.opinione.it/img_naz/105963_250_250.jpg" width="250px" /&gt;&lt;/div&gt;Mario Monti è convinto che in due mesi di attività il suo governo sia riuscito a riparare i guasti provocati da trent'anni di errori compiuti da tutti i governi che lo hanno preceduto. E, soprattutto, abbia saputo far recuperare all'Italia quella credibilità europea ed internazionale che aveva perso fin dai tempi della Prima Repubblica.&lt;br /&gt;Purtroppo non è proprio così. L'unico recupero tangibile effettuato da Monti è l'arroganza professorale che aveva prima di entrare a Palazzo Chigi e che nelle prime settimane di attività da Capo del Governo era stata comprensibilmente soffocata e nascosta dalla umana titubanza nel ritrovarsi alla guida del paese per grazia presidenziale ricevuta.&lt;br /&gt;Per il resto lo spread alto indica che la strada verso il pieno ritorno della credibilità internazionale è ancora molto lunga. Che l'azione di risanamento è appena agli inizi. E, soprattutto, che l'arroganza professorale recuperata da Monti e dall'intero suo governo grazie alla delega in bianco data loro da forze politiche delegittimate da anni di campagne mediatiche squalificanti, rischia di diventare il principale ostacolo all'azione dell'esecutivo tecnico.&lt;br /&gt;In attesa che i partiti tornino ad avere un minimo di iniziativa politica, in sostanza, il vero pericolo per Monti viene da Monti stesso. Cioè viene da quella singolare presunzione di infallibilità manifestata quotidianamente dal Presidente del Consiglio - professore e dai suoi ministri che porta il governo a sopravvalutare sempre e comunque il valore ed il significato tecnico immediato dei propri atti senza minimamente considerare le consegue politiche e sociali che tali atti possono produrre sulla società italiana.&lt;br /&gt;Il blitz dell'Agenzia delle Entrate di Cortina è un classico esempio di questo errore di presunzione. Monti ha difeso a spada tratta il rastrellamento di presunti evasori effettuato durante le vacanze natalizie nella valle ampezzana all'insegna della sacralità della lotta all'evasione.&lt;br /&gt;Il ché è formalmente e tecnicamente giusto. Ma non ha calcolato gli effetti a breve ed a medio termine di una operazione che non puntava a scoprire cinquanta o cento evasori ma a lanciare all'intero ceto medio italiano l'ammonimento che la musica è cambiata e che è arrivata l'era della severità fiscale.&lt;br /&gt;Il blitz cortinese ha prodotto il sostanziale fallimento dei saldi d'inizio d'anno. Il suo messaggio didattico è stato interpretato come una minaccia non nei confronti degli evasori ma di tutti i cittadini. Chi osa più, se non i ricchi stranieri, entrare nei negozi di qualità e ad alto prezzo? Chi mette piede senza un briciolo di timore negli alberghi a cinque od a quattro stelle? Chi si azzarda ad entrare in una agenzia di viaggi per programmare una settimana o più di vacanza oltre il perimetro cittadino? E chi si avvicina a cuor leggero ad un qualche autosalone per ammirare una qualche vettura di grande cilindrata divenuta ormai, grazie alla solerte azione di tecnici in preda alla sindrome dell'infallibilità, il simbolo del male e del vizio italici? Un conto, allora, è fare la lotta all'evasione.&lt;br /&gt;Un conto è invece fare la stessa lotta in maniera arrogante, sbagliata e controproducente. Lo stesso vale per le tanto strombazzate liberalizzazione. Che se venissero effettuate con la solita presunzione di infallibilità potrebbero tradursi in un nuovo messaggio terroristico nei confronti di alcune categorie di cittadini.&lt;br /&gt;L'idea di moltiplicare i posti di lavoro aumentando il numero delle licenze dei taxi, consentendo ai parafarmacisti di aprire i loro negozi, eliminando la tariffe professionali degli avvocati o allargando agli impiegati comunali le prerogative dei notai è, in se, sacrosanta. Ma va realizzata con accortezza.&lt;br /&gt;Evitando che le liberalizzazioni smantellino le sicurezze di alcune categorie moltiplicando non il lavoro e la ricchezza ma la precarietà e la povertà. Monti, in sostanza, deve guardarsi dalla propria arroganza. E le forze politiche dovrebbero aiutarlo ad essere più umile ed attento.&lt;br /&gt;Per il suo ed il loro bene! (L'Opinione)&lt;br /&gt;&lt;!--    &lt;div id="fotogallery"&gt;              &lt;div id="fotografia_articolo"&gt;&lt;img src="img/tmp/fotoarticolo.png" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="fotografia_articolo"&gt;&lt;img src="img/tmp/fotoarticolo.png" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="fotografia_articolo"&gt;&lt;img src="img/tmp/fotoarticolo.png" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="fotografia_articolo"&gt;&lt;img src="img/tmp/fotoarticolo.png" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="fotografia_articolo"&gt;&lt;img src="img/tmp/fotoarticolo.png" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div id="fotografia_articolo"&gt;&lt;img src="img/tmp/fotoarticolo.png" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;--&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6196867705041810298-4576920950554840935?l=blogpericircolidellaliberta.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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