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	<title>CardioExpert.it</title>
	
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		<title>Contro notizia: Aneurismi Cerebrali</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 06:38:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guidalberto Guidi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Su La Stampa di Torino di oggi 16.05.2012, nella rubrica Tutto Scienze, veniva pubblicato un ampio articolo di Daniele Banfi sull’Aneurisma Cerebrale e Ictus “ Come si curano senza bisturi” rivoluzione negli interventi per le emorragie cerebrali. Veniva intervistato il Direttore del dipartimento di Neurochirurgia Vascolare del “Baptist Cardiac &#38; Vascular Institute “ di Miami [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su La Stampa di Torino di oggi 16.05.2012, nella rubrica Tutto Scienze, veniva pubblicato un ampio articolo di Daniele Banfi sull’Aneurisma Cerebrale e Ictus “ Come si curano senza bisturi” rivoluzione negli interventi per le emorragie cerebrali.</p>
<p>Veniva intervistato il Direttore del dipartimento di Neurochirurgia Vascolare del “Baptist Cardiac &amp; Vascular Institute “ di Miami Florida.</p>
<p>Si affermava che il trattamento di tali patologie si è perfezionato negli ultimi anni in maniera più sicura e meno invasiva, con l’impianto di sfere metalliche all’ interno dell’aneurisma, per via endovascolare e senza dover aprire cranio e cervello con la craniotomia.</p>
<p>Effettivamente è così, l’intervento tradizionale con l’impianto di una clip metallica resta ormai limitato a casi particolari e selezionati. Viene anche citato il contributo di un ricercatore Italiano che ha ideato questa tecnica.</p>
<p>Ciò che non viene evidenziato è che il trattamento endovascolare dell&#8217;aneurisma intracranico ha avuto una storia particolare, proceduta spesso per scoperte casuali ed eventi aneddotici: Gallagher per esempio nel 1963 embolizzava gli aneurismi mediante &#8220;pilojection&#8221;, iniezione pneumatica di peli di cavallo o di suino!</p>
<p>Ma fu proprio Guido Guglielmi, un neurochirurgo Italiano, che concepì nei primi anni &#8217;80 le spirali a distacco controllato, oggi conosciute come GDC (Guglielmi Detachable Coil), che permettono un posizionamento all’interno dell’aneurisma più soddisfacente e un’efficacia di trattamento ottimale.</p>
<p>Successivamente vi sono state modifiche e raffinamenti a quest’ultima tecnica, che rimane tutt’ora la migliore: lo studio ISAT (International subarachnoid aneurysm trial) ha dimostrato un significativo vantaggio nell’utilizzo di spirali, con un migliore esito rispetto al trattamento chirurgico. Questa tecnica rivoluzionaria non invasiva è routinariamente utilizzata da più di 15 anni nei nostri centri Neurochirurgici di eccellenza!</p>
<p>Dispiace che, come spesso accade per innata esterofilia, si dia più enfasi e credibilità a ricercatori stranieri specie Americani che sanno ben proporsi ai media e opinione pubblica, e non si dia il dovuto riconoscimento agli studiosi “nostrani” che con minori mezzi ma con grande cuore e capacità possono contribuire a scoperte veramente rivoluzionarie per il bene dell’umanità.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lo sport fa bene… da morire</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 14:45:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guidalberto Guidi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sport e cuore]]></category>

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		<description><![CDATA[Da quando Filippide corse fino a Maratona e stramazzò esanime al suolo, in tanti secoli non è cambiato nulla. Ancora oggi purtroppo assistiamo a tragedie che colpiscono sportivi anche ben allenati e preparati che muoiono improvvisamente durante lo sforzo fisico o subito dopo. In particolare ci ha colpito la scomparsa di Piermario Morosini, di Vigor [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da quando Filippide corse fino a Maratona e stramazzò esanime al suolo, in tanti secoli non è cambiato nulla. Ancora oggi purtroppo assistiamo a tragedie che colpiscono sportivi anche ben allenati e preparati che muoiono improvvisamente durante lo sforzo fisico o subito dopo.</p>
<p>In particolare ci ha colpito la scomparsa di Piermario Morosini, di Vigor Bovolenta, e la tragedia sfiorata di Fabrice Muamba, per citare gli ultimi casi di cronaca, atleti famosi e ben allenati. Attività fisica regolare e di media intensità è sicuramente fonte di benessere e salute, ma al contrario può diventare pericolosa se praticata senza adeguata preparazione, in modo estremo, e senza gli adeguati controlli medici.</p>
<p>Su questo punto, visti anche molti articoli e servizi comparsi sui media ritengo necessarie alcune precisazioni. Dobbiamo ricordare che tutti gli sport di fatica rappresentano un potenziale rischio per la salute, per questo a livello normativo nazionale sono necessari accurati controlli clinici e strumentali da eseguire nei centri di Medicina dello Sport.</p>
<p>In particolare l’esecuzione dell’elettrocardiogramma sotto sforzo e l’ecografia cardiaca restano esami strumentali essenziali per determinare lo stato di salute del cuore. Ma nonostante ciò continuiamo ad assistere a queste tragiche morti improvvise e la domanda sorge spontanea: esiste un modo per prevenirle?</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-1138" title="" src="http://cardioexpert.it/wp-content/uploads/2012/04/morte-nello-sport.jpg" alt="morte nello sport" width="300" height="173" />La considerazione principale è che la morte improvvisa nel 90% dei casi riconosce una causa ischemica cioè una malattia coronarica, altrettanto vero è che nei giovani la maggior parte dei casi è invece dovuta a causa congenita, solitamente aritmogena (displasia aritmogena del ventricolo destro, sindrome di Brugada, sindrome del Q T lungo, origine anomala delle coronarie dall’arteria polmonare, aneurisma cerebrale, aortomalacia e aneurisma dell’aorta ecc&#8230;).</p>
<p>Un caso clamoroso riguarda una ragazzina di 13 anni sportiva, di Barberino del Mugello, stramazzata improvvisamente al suolo dopo una passeggiata con la madre a fine agosto. Anche il Dottor Roberto Baldi Medico legale dello Sport commentando la notizia sottolineava che dietro le morti improvvise dei giovani si nascondono malattie cardiache congenite e che le cause non cardiache sono rilevabili solo in una minoranza di casi.</p>
<p>Purtroppo anche l’autopsia aiuta poco a formulare delle statistiche, in quanto nei difetti elettrici del cuore solo quando è in funzione, quindi passa energia, è possibile individuare delle anomalie. In pratica e come se pretendessimo di individuare un difetto in una centralina elettronica ma in assenza di corrente elettrica.</p>
<p>Anche per quanto riguarda l’adulto in caso di morte improvvisa da insufficienza coronarica acuta, l’autopsia può anche non rilevare anomalie significative in quanto il muscolo cardiaco non ha il tempo di manifestare le lesioni tipiche micro e macroscopiche dell’ischemia che solitamente sono l’edema e l&#8217;infarcimento emorragico.</p>
<p>Certamente non abbiamo la bacchetta magica per poter prevenire in modo assoluto questi tragici episodi, però possiamo ricordare alcuni principi fondamentali che ci possono aiutare nella prevenzione:</p>
<ul>
<li>Sforzi estremi sono potenzialmente rischiosi L’intensità dello sforzo deve sempre essere proporzionata alle capacità individuali.</li>
<li>Mai andare oltre le proprie possibilità.</li>
<li>Non fare sforzi intensi se non si è adeguatamente allenati.</li>
<li>Evitare di fare sforzi intensi in condizioni climatiche particolarmente avverse: sotto il sole cocente, con caldo torrido e umidità molto elevata; in questi casi è più facile incorrere nel cosiddetto colpo di calore,si può andare incontro a disidratazione, aumento della densità del sangue (ematocrito) con rischio di trombosi, perdita dei Sali minerali – elettroliti, importanti per l’equilibrio elettrico del cuore e se carenti spesso responsabili di gravi aritmie anche mortali.</li>
<li>Eseguire adeguati controlli medici e strumentali che evidenzino la piena integrità fisica e l’idoneità alla pratica sportiva.</li>
</ul>
<p>Dopo queste considerazioni possiamo solo aggiungere che esistono ulteriori test clinici che possono integrare i pur numerosi e validi esami di routine previsti per legge: nel caso dei soggetti giovani e comunque al di sotto dei 35 anni lo studio dei potenziali tardivi, un particolare elettrocardiogramma di superficie quindi non invasivo, ad alta risoluzione e senza filtri, che in caso di positività è predittivo di aritmie maggiori e può consigliare un più approfondito studio elettrofisiologico intracavitario cardiaco.</p>
<p>Nel caso invece degli adulti abbiamo introdotto da alcuni anni una metodica ambulatoriale rapida e non invasiva per lo studio delle coronarie: la Tomografia Computerizzata chiamata Coronaro TC.<br />
Per noi cardiologi infatti non è infrequente trovare soggetti con test da sforzo normale e concomitante malattia coronarica anche severa e sub occlusiva.</p>
<p>Questo significa che alcune patologie potenzialmente gravi e rischiose possono sfuggire anche ai più severi controlli. Resta il problema di chi sottoporre a queste sofisticate indagini che ovviamente non possono e non devono essere estese a tutti.</p>
<p>Per questo motivo sulla base dell’esperienza clinica ho formulato un protocollo specifico, basato sui più noti e comuni fattori di rischio cardiovascolare (familiarità, ipertensione, fumo, colesterolo, diabete, obesità viscerale, sindrome metabolica , ecc.) ad ogni fattore viene poi attribuito un punteggio (Score risk) e quando la somma dei valori raggiunge un valore soglia (Score border risk) è indicato lo studio incruento delle coronarie tramite la Tomografia Computerizzata &#8211; Coronaro TC.<br />
Non possiamo tornare indietro, ma possiamo pensare ad un futuro più sicuro per i nostri atleti.</p>
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		<title>Scandalo Sanità  nella Capitale: Contronotizia</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 23:45:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guidalberto Guidi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo visto tutti le scene raccapriccianti dei pronto soccorso degli ospedali della Capitale e i media si sono scagliati in particolare sul caso di un paziente che viene rianimato “per terra&#8221;. Può sembrare una mostruosità, ma non è così. Giudicare con disprezzo e indignazione questa scena è lecito, ma presuppone una profonda ignoranza in materia sanitaria. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo visto tutti le scene raccapriccianti dei pronto soccorso degli ospedali della Capitale e i media si sono scagliati in particolare sul caso di un paziente che viene rianimato “per terra&#8221;.</p>
<p>Può sembrare una mostruosità, ma non è così. Giudicare con disprezzo e indignazione questa scena è lecito, ma presuppone una profonda ignoranza in materia sanitaria.</p>
<p>I fondamentali della rianimazione cardiopolmonare (RCP) sono universalmente riconosciuti e sintetizzati nella formula ABC.</p>
<p>A: Airway, cioè pervietà delle vie aeree, che vanno mantenute pervie e libere da vomito, secreto, ecc…</p>
<p>B: Breathing, cioè respirazione, sostituire con “mascherina&#8221; o “bocca a bocca&#8221; la respirazione e quindil’ossigenazione del sangue.</p>
<p>C: Circolazione, cioè sostituire con il massaggio cardiaco esterno l’azione cardiaca di pompaggi del sangue.</p>
<p>Quindi seguendo i fondamenti della rianimazione cardiopolmonare in caso di arresto cradiaco:</p>
<p>A: Bisogna prima assicurarsi di avere una pervietà delle vie respiratorie, se questa è difficoltosa bisogna intubare il paziente con una cannula oro- o naso-tracheale, per assicurare adeguato passaggio di aria od ossigeno ai polmoni.</p>
<p>B: Bisogna ventilare i polmoni con palloncino Ambu o con respirazione “bocca a bocca&#8221;.</p>
<p>C: Bisogna eseguire il massaggio cardiaco esterno per pompare sangue agli organi vitali, primo tra tutti il cervello.</p>
<p>Soffermandoci sul punto C = circolazione: dobbiamo spiegare che per avere un efficace azione meccanica sul cuore che ricominci a pompare sangue negli organi, è necessario comprimere ritmicamente il cuore, tra lo sterno anteriore e la colonna vertebrale posteriormente.</p>
<p><img src="http://cardioexpert.it/wp-content/uploads/2012/02/massaggio-cardiaco.jpg" alt="" title="massaggio cardiaco" width="269" height="255" class="alignright size-full wp-image-1128" />Per ottenere una efficace compressione è essenziale che il piano di appoggio posteriormente alla colonna vertebrale sia rigido e non cedevole, altrimenti l’energia trasmessa allo sterno viene assorbita dal supporto e non sortisce alcuna compressione sul cuore, risultando assolutamente inefficace.</p>
<p>Questa avviene per esempio se il corpo del paziente è adagiato su un materasso o su un letto con rete metallica o una barella di trasporto.</p>
<p>Per questo motivo un rianimatore esperto preferisce adagiare lo sventurato su un piano rigido, possibilmente basso per facilitare la compressione del cuore e sfruttare oltre che la forza delle braccia il peso del corpo del rianimatore come energia necessaria a produrre un efficace pressione sulla cassa toracica.</p>
<p>Ecco quindi che il messaggio mediatico può assumere un altro aspetto: quello di un gesto voluto, consapevole, magari eseguita in condizioni estreme di emergenza, ma con grande competenza nell’intento di salvare una vita.</p>
<p>Altro che mala sanità!</p>
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		<item>
		<title>Cuore (Mediterraneo) … e MONTI</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 22:46:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guidalberto Guidi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[In momenti critici per l’economia mondiale e dei paesi della zona euro è essenziale farsi i conti in tasca tanto che recentemente alcune strutture Ospedaliere hanno deciso di infornare i pazienti sui costi dei ricoveri, visto che la spesa per l’assistenza sanitaria è tra le maggiori per il bilancio dello Stato, rappresentando una quota significativa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In momenti critici per l’economia mondiale e dei paesi della zona euro è essenziale farsi i conti in tasca tanto che recentemente alcune strutture Ospedaliere hanno deciso di infornare i pazienti sui costi dei ricoveri, visto che la spesa per l’assistenza sanitaria è tra le maggiori per il bilancio dello Stato, rappresentando una quota significativa del PIL.</p>
<p>Oggi che la vita media si è notevolmente allungata essendo a cavallo degli 80 anni, mentre era di 50 agli inizi del secolo, è più che mai necessario avere una visione a lungo termine del problema. Bisogna inoltre considerare che le Malattie Cardiovascolari sono tuttora la prima causa di morte e invalidità nel mondo occidentale, più di tutti i tipi di tumore messi insieme: su 100 individui uomini e donne più di 50 moriranno per problemi di cuore, se poi aggiungiamo le patologie broncopolmonari, strettamente legate al sistema circolatorio la percentuale salirà ulteriormente.</p>
<p>Per fare un esempio drammatico, ma significativo, basta ricordare che negli Stati Uniti nel 2012, a causa del fumo di sigaretta 400.000 persone moriranno per causa cardiovascolare, i malati di tumore polmonare saranno 100.000, con un costo sociale stimato in miliardi di dollari. Nel corso dello stesso anno 17 milioni di persone verranno colpite da infarto miocardico, 240.000 solo in Italia.  Nel TG5 dell’ 11.09.11 è stato dedicato un servizio all’allarme obesità, specie giovanile,  sottolineando che ormai è considerata una vera malattia, in espansione pandemica in tutto il mondo nei paesi industrializzati e anche nei paesi con economia emergente.</p>
<p>In Italia vi sono 1.000.000 bambini obesi, destinati a diventare potenziali malati (diabete, s, metabolica, ipertensione ecc..) con elevatissimo costo sociale.Attualmente molte risorse economiche e umane vengono impiegate nella ricerca dei rimedi e cure per le malattie cardiovascolari, mentre pochissime risorse sono destinate alla prevenzione di queste malattie senza contare l’enorme dispendio economico derivato dalla spesa farmaceutica, che è in costante ed esponenziale crescita, soprattutto per quanto riguarda i farmaci cardiovascolari: statine, antipertensivi, anticoagulanti, ecc … assorbono circa il 40% della spesa totale.</p>
<p><img class="wp-image-1120 alignleft" title="cuore-mediterraneo-guidi" src="http://cardioexpert.it/wp-content/uploads/2012/01/cuore-mediterraneo-guidi.png" alt="" width="282" height="344" />In Italia vengono spesi 5 miliardi di euro all’anno per questi farmaci mentre meno dello 0,5% della spesa sanitaria complessiva viene destinato alla prevenzione! Questi numeri sono indubbiamente impressionanti, ma non ci devono spaventare, anzi ci devono spronare a ricercare nella prevenzione la soluzione del problema.</p>
<p>Il concetto di prevenzione è in sintesi agire positivamente su un fenomeno prima che questo si manifesti. Nel nostro caso il fenomeno è la malattia, agire per prevenirla implica la conoscenza dei meccanismi con cui questa si manifesta.<br />
Questo mi ha spinto a scrivere un libro “Cuore Mediterraneo”, dove, con linguaggio comprensibile a tutti, vengono spiegati i meccanismi che favoriscono o al contrario prevengono le malattie cardiovascolari e come una sana dieta mediterranea possa contribuire alla salute e al benessere degli individui.</p>
<p>È auspicabile che la divulgazione di questi concetti avvenga in maniera trasversale su tutte le fasce sociali, culturali e in tutte le fasce di età iniziando da quella scolare, passando per il mondo del lavoro, giungendo alla terza età. In questo modo si potrebbe garantire agli individui miglior benessere e salute evitando molte sofferenze, si ridurrebbero drasticamente le enormi spese sociali che stati e governi devono stanziare per l’assistenza medico-sanitaria.</p>
<p>Si avrebbero così più risorse da destinare al benessere delle popolazioni, all’istruzione, si potrebbe garantire un servizio sanitario qualitativamente migliore e più equo.</p>
<p>È stato calcolato dall’OMS che adottando uno stile di vita corretto, non fumando e seguendo una sana alimentazione, circa metà dei decessi si potrebbe evitare.</p>
<p>Stiamo parlando di milioni di vite risparmiate!</p>
<p>Spero che le autorità preposte prendano coscienza del problema prevenzione e non si limitino a “tamponare” le esigenze e le emergenze  sanitarie con tagli o investimenti a pioggia. Questo è un sistema  fallimentare, per rincorrere una spesa sanitaria in crescita  esponenziale che  non avrà mai fine. Lungimiranza invece significa investire (poco) in prevenzione per  spendere molto meno per l’assistenza sanitaria.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fossa Ovale Difetti Interatriali – Apriamo l’Ombrellino per il Cuore</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 08:26:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guidalberto Guidi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anatomia e Fisiologia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sport e cuore]]></category>

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		<description><![CDATA[Il setto interatriale è una parete che separa i due atri del cuore. Vi sono difetti congeniti chiamati difetti interatriali (DIA) in cui questa parete è incompleta: ciò predispone il cuore ad un sovraccarico di lavoro e al passaggio di sangue da un atrio all’altro (shunt). La pervietà della fossa ovale, è una variante minore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il setto interatriale è una parete che separa i due atri del cuore. Vi sono difetti congeniti chiamati difetti interatriali (DIA) in cui questa parete è incompleta: ciò predispone il cuore ad un sovraccarico di lavoro e al passaggio di sangue da un atrio all’altro (shunt). </p>
<p>La pervietà della <strong>fossa ovale</strong>, è una variante minore del difetto interatriale, è un piccolo buco situato al centro del setto interatriale che viene parzialmente coperto da una sottile membrana.</p>
<p>Questa membrana si salda di solito alle pareti della fossa ovale nei primi anni di vita; in un quarto della popolazione però, la chiusura resta virtuale e solo per apposizione della membrana, che cosi può riaprirsi ogni volta che la pressione nell’atrio di destra supera quello di sinistra (per un colpo di tosse, uno starnuto, un profondo respiro).</p>
<p>In caso di pervietà, solitamente per effetto delle pressioni interne al cuore, il sangue passa dall’atrio sinistro al destro, ma in alcune condizioni come già citato e per sforzo fisico, torchio addominale, compressione dei tessuti ecc, questo passaggio può invertirsi e in pratica del sangue venoso si riversa nel sangue arterioso. </p>
<p>Questa situazione favorisce le trombo embolie, in quanto nel sangue venoso più facilmente si possono formare trombi o microtrombi che migrano nel torrente circolatorio e possono andare ad occludere piccole arterie; se ciò si verifica nel cervello si manifesta l’ictus ischemico.</p>
<p>Fino ad alcuni anni fa la chiusura dei difetti interatriali era effettuabile solo per via chirurgica e ciò comportava un intervento a torace aperto e un periodo più o meno lungo di riabilitazione. </p>
<p>Negli ultimi anni si è resa disponibile una procedura di <strong>cardiologia interventistica</strong> che consente la chiusura dei difetti interatriali per via percutanea, attraverso un sottile catetere introdotto attraverso la vena femorale, in anestesia locale.</p>
<p>Ciò è possibile utilizzando una protesi <strong>Amplatzer occlusion device</strong>, il cosiddetto “ombrellino”, che è formata da 2 dischi trattenuti tra di loro da un piccolo cilindro. </p>
<p>Questa protesi viene fatta avanzare sotto controllo radiologico ed ecografico sino al cuore tramite il catetere inserito nella vena femorale e quindi rilasciata a cavallo del difetto.</p>
<p>I vantaggi sono enormi: la degenza è estremamente breve (ricovero massimo di 2-3 giorni) e subito dopo la dimissione si possono riprendere le normali attività. E’ raccomandata l’assunzione di Aspirina per almeno 6 settimane, il tempo necessario perché “l’ombrellino” venga totalmente rivestito da cellule cardiache e diventi così parte integrante dell’organismo; l’individuo può quindi iniziare a riprendere gradualmente anche l’attività sportiva. </p>
<p>Dopo qualche mese non resta più alcuna traccia della procedura e l’individuo è perfettamente sano. </p>
<p><strong>Immagini da casistica personale</strong></p>
<p><a href="http://cardioexpert.it/wp-content/uploads/2011/11/1.gif"><img src="http://cardioexpert.it/wp-content/uploads/2011/11/1-300x225.gif" alt="" title="1" width="300" height="225" class="alignnone size-medium wp-image-1087" /></a></p>
<p>DIFETTO INTER ATRIALE CON AMPIO SHUNT , PASSAGGIO DI SANGUE DALL’ATRIO SX AL DX PERVIETA’ DELLA FOSSA OVALE, MINIMO SHUNT DALL’ATRIO SX ALL’ATRIO DX</p>
<p><a href="http://cardioexpert.it/wp-content/uploads/2011/11/2.gif"><img src="http://cardioexpert.it/wp-content/uploads/2011/11/2-300x221.gif" alt="" title="2" width="300" height="221" class="alignnone size-medium wp-image-1088" /></a></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/cardioexpert/~4/8s2nz-EdMYY" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il Caso Antonio Cassano: Quali Strumenti ha a Disposizione la Cardiologia per una Diagnosi Efficace</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 23:45:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guidalberto Guidi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sport e cuore]]></category>

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		<description><![CDATA[Dramma sfiorato per l’attaccante del Milan, il calciatore è stato colpito da un malessere improvviso qualche ora dopo la partita. La sintomatologia era complessa, vertigini, turbe visive, incapacità nel parlare (disartria), difficoltà motorie ecc. Sono poche le patologie che possono scatenare questi sintomi, tra queste l’ischemia cerebrale, cioè la mancanza di flusso sanguigno nel tessuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dramma sfiorato per l’attaccante del Milan, il calciatore è stato colpito da un malessere improvviso qualche ora dopo la partita.</p>
<p>La sintomatologia era complessa, vertigini, turbe visive, incapacità nel parlare (disartria), difficoltà motorie ecc.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-1058" title="" src="/wp-content/uploads/2011/11/cassano.jpg" alt="antonio cassano malore" width="250" height="244" />Sono poche le patologie che possono scatenare questi sintomi, tra queste l’ischemia cerebrale, cioè la mancanza di flusso sanguigno nel tessuto cerebrale, è la principale e più temibile.</p>
<p>Le conseguenze possono essere transitorie, allora si parla di TIA (transient ischemic attack) oppure permanenti, la cui gravità dipende dalla localizzazione e dall’estensione della zona ischemica.</p>
<p>Le cause di ischemia cerebrale sono dovute alla riduzione del flusso a causa di ostruzioni totali o parziali delle carotidi o dei vasi cerebrali, solitamente causate da lesioni aterosclerotiche, per questo motivo si manifestano in soggetti adulti o anziani e raramente nei giovani dove invece più frequentemente è uno spasmo arterioso la causa del ridotto flusso sanguigno.</p>
<p>L’altra causa è quella embolica, dovuta a coaguli o microcoaguli che vengono trasportati dalla corrente sanguigna fino al cervello.</p>
<p>Patologie cardiache associate ad aritmie come la fibrillazione atriale possono favorire la formazione di trombi all’interno del cuore, questi possono migrare ed ostruire il flusso nei vasi cerebrali causando ischemia.</p>
<p>Ma esiste un’altra causa, subdola, spesso misconosciuta e quindi imprevedibile che dipende da un<strong> piccolo difetto anatomico congenito del cuore</strong>: si tratta di un difetto del setto che divide i due atri, solitamente a livello della “fossa ovale”, questo difetto consente al sangue di passare da un atrio all’altro senza passare dal “filtro” fisiologico costituito dai polmoni.</p>
<p>Normalmente è presente alla nascita ma nei primi giorni di vita tende spontaneamente a chiudersi, impedendo al sangue di mescolarsi. Se ciò non avviene, nella vita adulta può succedere che microtrombi, magari formatisi in seguito ad ematomi da trauma, possano passare indisturbati dal sangue venoso al sangue arterioso e andare ad embolizzare e ostruire il flusso in qualche arteria, se avviene nel cervello si manifesta l’ischemia cerebrale.</p>
<p>Per diagnosticare questa anomalia è necessario eseguire l’<strong><a href="/esami-diagnostici/ecocardio-color-doppler">Ecocardiogramma colordoppler</a></strong>, l’Ecocardiogramma Tridimensionale o in alcuni casi l’Ecocardiogramma Trans Esofageo, in quanto non esiste alcun segno clinico rilevabile con la sola visita medica, né con l’elettrocardiogramma.</p>
<p>Lo studio morfologico e funzionale eseguito con l’Ecocardiogramma colordoppler infatti evidenzia il difetto anatomico e con opportune manovre anche il passaggio anomalo di sangue tra i due atri (shunt).</p>
<p><strong>Come Cardiologo della Juventus F.C. sottopongo tutti gli atleti ad esame Ecocardiografico mono, bidimensionale e tridimensionale per visualizzare l’anatomia del cuore, completandolo con il colordoppler lo studio dei flussi valvolari ed eventuali shunts anomali.</strong></p>
<p>Ritengo che sia un esame essenziale ed estremamente utile per la prevenzione di complicanze, anche perché in caso di positività è possibile rimediare al difetto senza necessità di intervento chirurgico, assumendo basse dosi di aspirina per prevenire i trombi e con semplice posizionamento di un “ombrellino” tra gli atri, per via vascolare percutanea tramite un sottile catetere in anestesia locale.</p>
<p>È doveroso ricordare che circa il 5% dei giovani affetti da cefalea ricorrente sono portatori di questa piccola, ma subdola patologia cardiaca.</p>
<p>Concludo raccomandando le regole fondamentali per la prevenzione dell’ictus:<br />
consultare sempre il medico in caso di cefalea ricorrente o persistente, eseguire l’Ecodoppler delle Carotidi dopo i 50 anni, anche più precocemente in caso di concomitanti patologie metaboliche come diabete o dislipidemia, eseguire l’Ecocardiogramma Colordoppler se si svolge attività fisico-sportiva intensa o agonistica.</p>
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		<title>Tre regole d’oro per la remise en forme d’autunno</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 09:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guidalberto Guidi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Non esagerare con lo sforzo, muoversi per almeno mezz&#8217;ora e farlo tre volte alla settimana. Le tre regole d&#8217;oro per la ripresa dell&#8217;attività fisica sono un toccasana per il cuore e per affrontare la stagione fredda nel migliore dei modi. Finite le vacanze e con l&#8217;arrivo dell&#8217;autunno si iniziano a pianificare corsi e attività sportiva. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non esagerare con lo sforzo, muoversi per almeno mezz&#8217;ora e farlo tre volte alla settimana. Le tre regole d&#8217;oro per la ripresa dell&#8217;attività fisica sono un toccasana per il cuore e per affrontare la stagione fredda nel migliore dei modi.</p>
<p>Finite le vacanze e con l&#8217;arrivo dell&#8217;autunno si iniziano a pianificare corsi e attività sportiva. «Fare attività fisica è importante per la propria salute», sottolinea Guidalberto Guidi, cardiologo della clinica Fornaca di Torino e medico fiduciario della Juventus FC. «Si stima che nei paesi evoluti circa il 12% della mortalità totale sia da imputare alla sedentarietà della popolazione ed è fondata convinzione che l&#8217;esercizio fisico possa contribuire a mantenere e migliorare lo stato di salute».</p>
<p>Le caratteristiche ideali dell&#8217;esercizio fisico dovrebbero essere tre. Come ricorda il medico: «Innanzitutto si dovrebbe lavorare ad una frequenza cardiaca compresa fra il 60 e l&#8217;80% di quella massimale; in secondo luogo la durata di ogni seduta di allenamento: 35-40 minuti; non certo ultima, la frequenza settimanale di allenamento dovrebbe essere di 3-4 sedute.</p>
<p>Con questi accorgimenti è possibile avere un miglior controllo dei fattori di rischio quali diabete, colesterolo elevato, obesità , ipertensione e anche osteoporosi». Esagerare non serve. «Programmi più intensi non migliorano il risultato, ma al contrario possono aumentare il rischio di complicanze cardiovascolari. Invece sedute anche più brevi o di modesta intensità possono giovare ai soggetti sedentari», prosegue il cardiologo. «Questo protocollo ottiene non solo un effetto riequilibrante e anti depressivo, ma serve anche a sviluppare e a mantenere l&#8217;allenamento cardiorespiratorio».</p>
<p>Cosa scegliere tra le molte attività che vengono proposte da palestre e centri sportivi? «Non esiste una regola -risponde il dottor Guidi-. Le tipologie di esercizio fisico si differenziano essenzialmente tra il training di tipo aerobico di resistenza e quello anaerobico di potenza. Entrambe hanno effetti positivi sul cuore: l&#8217;attività aerobica (marcia, ciclismo e sci di fondo, per esempio) determina un aumento di volume delle cavità cardiache; l&#8217;attività anaerobica (scatto, lancio o sollevamento pesi) aumenta prevalentemente lo spessore del muscolo cardiaco».</p>
<p>Gli studi scientifici più significativi si sono focalizzati sull&#8217;attività aerobica dimostrando l&#8217;efficacia ipotensiva (cioè riduzione della pressione arteriosa) dell&#8217;esercizio fisico. Spiega il medico: «Sono preferibili le attività aerobiche di resistenza, caratterizzate dalla successione ritmica tra contrazione e rilasciamento delle fibre muscolari: così l&#8217;organismo impara a consumare ossigeno in modo ottimale bruciando anche i grassi ai fini energetici, le resistenze periferiche dei vasi arteriosi di piccolo e medio calibro si riducono e la pressione arteriosa è più stabile. Oggi è questa l&#8217;attività più consigliata dalle principali linee guida su prevenzione e trattamento dell&#8217;ipertensione e raccomandate dall&#8217;American College of Sport Medicine».</p>
<p>Perché sia attuato scrupolosamente e risulti efficace, il programma fitness necessita di un supporto strutturato e coordinato. «È opportuno eseguire preventivamente una valutazione medica accurata, prima di affrontare un programma di attività fisica, completando gli accertamenti con una prova di sforzo. Solo così si avrà la certezza di non correre gravi inutili rischi anche affrontando sforzi prolungati e intensi». Lo sport ha anche un grande impatto sociale. Conclude Guidi: «Secondo un recente studio gli 11 milioni di italiani che praticano regolarmente attività fisica fanno risparmiare alla Sanità italiana circa 3,6 miliardi di euro all&#8217;anno».</p>
<p>comunicato stampa del 7 settembre 2011<br />
a cura di <a title="comunicazione" href="http://comunicazione-ufficio-stampa.eoipso.it/">Eo Ipso srl</a></p>
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		<title>Sesso in estate, attenzione all’aiutino</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2011 09:47:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guidalberto Guidi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Desiderio sessuale e caldo estivo non sempre vanno d&#8217;accordo. Soprattutto negli uomini che, superati i 50 anni d&#8217;età ricorrono alla chimica per migliorare le performance sotto le lenzuola. «Il cuore però può risentirne: il caldo abbinato al calo repentino di pressione può provocare giramenti di testa, vertigini, svenimenti e persino collassi», osserva Guidalberto Guidi, cardiologo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Desiderio sessuale e caldo estivo non sempre vanno d&#8217;accordo. Soprattutto negli uomini che, superati i 50 anni d&#8217;età ricorrono alla chimica per migliorare le performance sotto le lenzuola. «Il cuore però può risentirne: il caldo abbinato al calo repentino di pressione può provocare giramenti di testa, vertigini, svenimenti e persino collassi», osserva Guidalberto Guidi, cardiologo alla clinica Sessant di Torino e cardiologo della Juventus F.C. Meglio, allora, non giocare con la salute.</p>
<p>«Al posto delle tradizionali pillole, esistono formulazioni orosolubili che sono più pratiche e versatili che si sciolgono direttamente in bocca senza essere inghiottite e hanno diversi vantaggi pur garantendo gli effetti».</p>
<p>Del resto l&#8217;estate è il periodo di maggior attrazione e desiderio per ambo i sessi e si è più predisposti anche ad incontri occasionali. Non sempre però desiderio e virilità coincidono: «Nell&#8217;uomo, per esempio, dopo i 50 anni può calare la potenza sessuale ma rimanere intatto il desiderio.</p>
<p>È una sorta di andropausa dovuta al fisiologico calo degli ormoni maschili, specie il testosterone», spiega il medico. «Inoltre situazioni particolari possono influire negativamente sulla sfera sessuale: condizioni come il diabete o l&#8217;ipertensione arteriosa o la depressione, più frequenti nel maschio dopo una certa età». In più, fumo, alcool, stress, farmaci antiipertensivi e antidepressivi peggiorano ulteriormente anche la libido. A questo punto, la chimica che può dare un aiuto tangibile.</p>
<p>Continua il cardiologo: «Molecole come il sildenafil, tadalafile e vardenafil, rispettivamente messe in commercio con i nomi di Viagra, Cialis e Levitra, nascono dalla ricerca in campo cardiovascolare e sfruttano il meccanismo della liberazione del monossido d&#8217;azoto (ossido nitrico) da parte dei vasi sanguigni. Questo favorisce da un lato la vasodilatazione e l&#8217;aumento del flusso ematico, dall&#8217;altro la fluidità del sangue e il potere antitrombotico, antinfiammatorio, anti-ipertensivo. La scoperta di questo meccanismo è valsa un premio Nobel per la Medicina e ha consentito inoltre il trattamento delle disfunzioni erettili».</p>
<p>Ma occorre fare attenzione. Mette in guardia il cardiologo: «L&#8217;utilizzo di queste sostanze non è privo di effetti collaterali e di rischi, infatti la loro prescrizione dovrebbe essere limitata solo a specialisti urologi e cardiologi. Dal punto di vista cardiovascolare il rischio più grave è quello del collasso, calo improvviso e marcato della pressione arteriosa che, nei soggetti cardiopatici, può essere irreversibile e portare persino alla morte. Gli effetti collaterali sono invece la cefalea, il rigurgito gastroesofageo, turbe visive, vertigini, astenia o, al contrario, mancanza di efficacia se assunti a stomaco pieno».</p>
<p>Oggi molti di questi effetti collaterali si possono evitare. «Esistono formulazioni che si sciolgono direttamente in bocca senza essere inghiottite». prosegue Guidi. «Poter assorbire un farmaco dalla mucosa orale è sicuramente più pratico e i vantaggi sono molteplici: nessuna limitazione in funzione dei pasti, possibilità di bere alcolici in quantità moderata, possibilità di personalizzare la dose minima efficace, minori effetti collaterali, rapidità di azione in pochi minuti».</p>
<p>Un vantaggio in più dalla chimica per rispondere al desiderio sessuale, sempre, anche sotto l&#8217;ombrellone.</p>
<p>comunicato stampa del 22 agosto 2011<br />
a cura di <a title="Comunicazione Ufficio Stampa" href="http://comunicazione-ufficio-stampa.eoipso.it/"><strong>Eo Ipso srl</strong></a></p>
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		<title>Il cuore in salute? Sì, con la pappa al pomodoro</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 09:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guidalberto Guidi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Viva la pappa al pomodoro. È proprio il caso di dirlo quando si parla di cuore. Il pomodoro, ingrediente protagonista del piatto tipico della tradizione toscana, è infatti un alimento importante e utile nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. «Il pomodoro è ricco di licopene, un antiossidante che si è rivelato prezioso nella riduzione non solamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Viva la pappa al pomodoro. È proprio il caso di dirlo quando si parla di cuore. Il pomodoro, ingrediente protagonista del piatto tipico della tradizione toscana, è infatti un alimento importante e utile nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. «Il pomodoro è ricco di licopene, un antiossidante che si è rivelato prezioso nella riduzione non solamente delle malattie cardiovascolari, ma anche degli infarti.</p>
<p>Ha inoltre un risvolto positivo anche nei pazienti che soffrono di ipertensione», spiega Guidalberto Guidi, cardiologo, responsabile del reparto di Cardiologia della clinica Fornaca di Sessant di Torino, medico fiduciario della Juventus F.C. e autore di &#8220;<a href="/cuore-mediterraneo"><strong>Cuore mediterraneo. La salute vien mangiando&#8230; mediterraneo</strong></a>&#8221; libro che promuove la dieta mediterranea (proclamata dall&#8217;Unesco &#8220;Patrimonio orale e immateriale dell&#8217;umanità&#8221; nel 2010) collegando l&#8217;alimentazione allo stato di salute del cuore.</p>
<p>«La nutrizione è di primaria importanza nella prevenzione delle principali malattie metaboliche e cardiovascolari, nonché è il necessario supporto di una qualsiasi terapia farmacologica. Gli alimenti possono essere ritenuti dei farmaci naturali», ricorda Guidi. «Come dice l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, mangiare bene e in modo equilibrato, mantenendo un peso corporeo ideale, è uno dei cardini per poter vivere in salute e a lungo. E la dieta mediterranea, grazie alla sua varietà e all&#8217;utilizzo di grassi vegetali, garantisce questo sano equilibrio».<br />
Prendersi cura del proprio cuore è fare attenzione a ciò che si mette in tavola. Come ricorda il cardiologo: «La dieta ha un&#8217;influenza preponderante sul rischio di malattie e in particolare di malattie coronariche. Un approccio dietetico comportamentale deve essere il primo intervento terapeutico sia per la prevenzione primaria sia per quella secondaria delle malattie metaboliche e cardiovascolari-coronariche. Del resto, oggi le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte e invalidità nel mondo occidentale, più di tutti i tipi di tumore: viene stimato che almeno un decesso ogni due sarà determinato da problemi di cuore, ma se si aggiungono anche le patologie broncopolmonari, che sono strettamente legate al sistema cardiocircolatorio, la percentuale sale ulteriormente».<br />
Per prevenire queste malattie basta poco. «E la pappa al pomodoro, un piatto indice di un regime alimentare basato sui &#8220;prodotti mediterranei&#8221;, può rappresentare il primo passo», prosegue il medico. «Già i nostri nonni preparavano questo piatto semplice, definito anche povero per i suoi ingredienti, ma dal grande apporto nutrizionale. Nella pappa al pomodoro si utilizzano verdure, olio extra vergine di oliva e pane toscano. Tutti ingredienti caratteristici della nostra dieta mediterranea. Così è possibile ridurre le malattie cronico-degenerative, ma anche combattere l&#8217;invecchiamento». Consumare pomodoro, che conserva le sue caratteristiche sia cotto sia crudo, è fare prevenzione. «È avere cura del nostro cuore», raccomanda Guidi. Soprattutto in estate quando il pomodoro è un ortaggio di stagione e lo si può trovare più facilmente.</p>
<p>comunicato stampa del 2 agosto 2011<br />
a cura di <a title="Comunicazione Ufficio Stampa" href="http://comunicazione-ufficio-stampa.eoipso.it/"><strong>Eo Ipso srl</strong></a></p>
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		<title>Colesterolo Nemico-Amico</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 07:29:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guidalberto Guidi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anatomia e Fisiologia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il colesterolo è un composto essenziale per la formazione delle membrane cellulari e di molti ormoni, compresi quelli sessuali. Viene in parte prodotto dall’organismo e in parte assorbito dagli alimenti di origine animale. È tra le sostanze trasportate attivamente nelle pareti dei vasi; essendo però insolubile in acqua come nel sangue, necessita di piccole proteine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>colesterolo </strong>è un composto essenziale per la formazione delle membrane cellulari e di molti ormoni, compresi quelli sessuali.</p>
<p>Viene in parte prodotto dall’organismo e in parte assorbito dagli alimenti di origine animale. È tra le sostanze trasportate attivamente nelle pareti dei vasi; essendo però insolubile in acqua come nel sangue, necessita di piccole proteine che lo veicolino nei tessuti periferici agendo da carrier (trasportatore).</p>
<p>Tra queste proteine, chiamate lipoproteine, si distinguono due tipi fondamentali: quelle a bassa densità chiamate LDL (low density lipoprotein) e quelle ad alta densità chiamate HDL (high density lipoprotein).</p>
<div id="attachment_954" class="wp-caption alignright" style="width: 184px"><img class="size-full wp-image-954" title="ateroma" src="http://cardioexpert.it/wp-content/uploads/2011/06/colesterolo.jpg" alt="colesterolo" width="174" height="231" /><p class="wp-caption-text">ateroma che ostruisce parzialmente il flusso sanguigno</p></div>
<p>Le HDL sono &#8216;buone&#8217; e trasportano il colesterolo dai tessuti e dalla parete dei vasi al fegato che lo metabolizza: sono gli spazzini del colesterolo. Le LDL invece sono cattive e trasportano il colesterolo dal fegato ai tessuti tramite i vasi arteriosi, sono piccole e dense, si infiltrano facilmente all’interno della parete dei vasi e vi si annidano ingrandendosi e proliferando, formando le placche aterosclerotiche (ateromi).</p>
<p>Sono molto ricche di grassi saturi e sono facilmente aggredibili dai radicali liberi che le rendono tossiche. Un buon equilibrio tra colesterolo totale, LDL e HDL, garantisce l’integrità dei vasi sanguigni; un eccesso di LDL o una carenza di HDL provoca invece inevitabilmente un accumulo di grassi dannosi nella parete del vaso: si formano le placche aterosclerotiche o ateromi e si innesca un meccanismo perverso di lesione cronica ed evolutiva che si rigonfia ed espande all’interno del vaso, riducendone il lume fino alla sua chiusura o alla trombosi.</p>
<p>Come conseguenza si manifesta l’infarto del cuore o l’ictus nel cervello. Ricordiamo che anche i trigliceridi fanno parte degli acidi grassi circolanti nel sangue e sono una delle principali fonti di energia per l’organismo. Sono grassi neutri trasformati dagli zuccheri-carboidrati per essere immagazzinati nel- le cellule adipose.</p>
<p>Un loro eccesso provoca l’accumulo nelle cellule adipose grasse, soprattutto a livello viscerale e quindi dell’addome. Una parte viene inoltre accumulata a livello del fegato che, non riuscendo a smaltirli totalmente, li accumula sotto forma di grasso favorendo la steatosi epatica, malattia del fegato che comporta aumento di volume e lentamente la sua disfunzione fino all’insufficienza epatica grave e talvolta la degenerazione in cancro.</p>
<p>Un eccesso di trigliceridi circolanti, specie se associato a un aumento delle LDL cattive o a una riduzione di HDL buone, è responsabile insieme al colesterolo della aterogenesi, cioè la formazione dell’aterosclerosi e la sua pro- gressione.</p>
<p>L’eccesso di colesterolo rappresenta una malattia sociale che solo in Italia interessa 5 milioni di persone, l’11% della popolazione adulta. L’aumento di colesterolo circolante si associa all’aumento di incidenza delle malattie cardiovascolari: più aumenta il colesterolo più aumenta la mortalità per infarto e ictus. Al contrario, in popolazioni con basso consumo di colesterolo, come gli eschimesi e i giapponesi, si riduce drasticamente l’incidenza delle malat- tie cardiovascolari.</p>
<p>È opportuno iniziare nella prima infanzia e nell’età giovanile a non eccedere nell’assunzione di alimenti ricchi di colesterolo: è stato infatti dimostrato nel corso di autopsie su soggetti giovani che depositi aterosclerotici erano già presenti a livello coronarico e aortico. Per questo motivo è opportuno man- tenere valori ottimali di colesterolo circolante, sia con una dieta appropriata sia con farmaci specifici capaci di ridurre i valori delle LDL &#8216;cattive&#8217; e quindi la formazione e progressione dell’aterosclerosi.</p>
<p>Ricordiamoci che il cibo è la prima medicina e che la nostra Dieta Mediterranea è ormai riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, e si è rivelata protettiva nei confronti delle malattie cardiovascolari – come ipertensione, infarto e ictus – dei tumori e delle malattie degenerative neu- rologiche come l’Alzheimer.</p>
<p>È, insomma, la dieta della longevità.</p>
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