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	<title>CardioExpert.it</title>
	
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		<title>Cuore (Mediterraneo) … e MONTI</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 22:46:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guidalberto Guidi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In momenti critici per l’economia mondiale e dei paesi della zona euro è essenziale farsi i conti in tasca tanto che recentemente alcune strutture Ospedaliere hanno deciso di infornare i pazienti sui costi dei ricoveri, visto che la spesa per l’assistenza sanitaria è tra le maggiori per il bilancio dello Stato, rappresentando una quota significativa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In momenti critici per l’economia mondiale e dei paesi della zona euro è essenziale farsi i conti in tasca tanto che recentemente alcune strutture Ospedaliere hanno deciso di infornare i pazienti sui costi dei ricoveri, visto che la spesa per l’assistenza sanitaria è tra le maggiori per il bilancio dello Stato, rappresentando una quota significativa del PIL.</p>
<p>Oggi che la vita media si è notevolmente allungata essendo a cavallo degli 80 anni, mentre era di 50 agli inizi del secolo, è più che mai necessario avere una visione a lungo termine del problema. Bisogna inoltre considerare che le Malattie Cardiovascolari sono tuttora la prima causa di morte e invalidità nel mondo occidentale, più di tutti i tipi di tumore messi insieme: su 100 individui uomini e donne più di 50 moriranno per problemi di cuore, se poi aggiungiamo le patologie broncopolmonari, strettamente legate al sistema circolatorio la percentuale salirà ulteriormente.</p>
<p>Per fare un esempio drammatico, ma significativo, basta ricordare che negli Stati Uniti nel 2012, a causa del fumo di sigaretta 400.000 persone moriranno per causa cardiovascolare, i malati di tumore polmonare saranno 100.000, con un costo sociale stimato in miliardi di dollari. Nel corso dello stesso anno 17 milioni di persone verranno colpite da infarto miocardico, 240.000 solo in Italia.  Nel TG5 dell’ 11.09.11 è stato dedicato un servizio all’allarme obesità, specie giovanile,  sottolineando che ormai è considerata una vera malattia, in espansione pandemica in tutto il mondo nei paesi industrializzati e anche nei paesi con economia emergente.</p>
<p>In Italia vi sono 1.000.000 bambini obesi, destinati a diventare potenziali malati (diabete, s, metabolica, ipertensione ecc..) con elevatissimo costo sociale.Attualmente molte risorse economiche e umane vengono impiegate nella ricerca dei rimedi e cure per le malattie cardiovascolari, mentre pochissime risorse sono destinate alla prevenzione di queste malattie senza contare l’enorme dispendio economico derivato dalla spesa farmaceutica, che è in costante ed esponenziale crescita, soprattutto per quanto riguarda i farmaci cardiovascolari: statine, antipertensivi, anticoagulanti, ecc … assorbono circa il 40% della spesa totale.</p>
<p><img class="wp-image-1120 alignleft" title="cuore-mediterraneo-guidi" src="http://cardioexpert.it/wp-content/uploads/2012/01/cuore-mediterraneo-guidi.png" alt="" width="282" height="344" />In Italia vengono spesi 5 miliardi di euro all’anno per questi farmaci mentre meno dello 0,5% della spesa sanitaria complessiva viene destinato alla prevenzione! Questi numeri sono indubbiamente impressionanti, ma non ci devono spaventare, anzi ci devono spronare a ricercare nella prevenzione la soluzione del problema.</p>
<p>Il concetto di prevenzione è in sintesi agire positivamente su un fenomeno prima che questo si manifesti. Nel nostro caso il fenomeno è la malattia, agire per prevenirla implica la conoscenza dei meccanismi con cui questa si manifesta.<br />
Questo mi ha spinto a scrivere un libro “Cuore Mediterraneo”, dove, con linguaggio comprensibile a tutti, vengono spiegati i meccanismi che favoriscono o al contrario prevengono le malattie cardiovascolari e come una sana dieta mediterranea possa contribuire alla salute e al benessere degli individui.</p>
<p>È auspicabile che la divulgazione di questi concetti avvenga in maniera trasversale su tutte le fasce sociali, culturali e in tutte le fasce di età iniziando da quella scolare, passando per il mondo del lavoro, giungendo alla terza età. In questo modo si potrebbe garantire agli individui miglior benessere e salute evitando molte sofferenze, si ridurrebbero drasticamente le enormi spese sociali che stati e governi devono stanziare per l’assistenza medico-sanitaria.</p>
<p>Si avrebbero così più risorse da destinare al benessere delle popolazioni, all’istruzione, si potrebbe garantire un servizio sanitario qualitativamente migliore e più equo.</p>
<p>È stato calcolato dall’OMS che adottando uno stile di vita corretto, non fumando e seguendo una sana alimentazione, circa metà dei decessi si potrebbe evitare.</p>
<p>Stiamo parlando di milioni di vite risparmiate!</p>
<p>Spero che le autorità preposte prendano coscienza del problema prevenzione e non si limitino a “tamponare” le esigenze e le emergenze  sanitarie con tagli o investimenti a pioggia. Questo è un sistema  fallimentare, per rincorrere una spesa sanitaria in crescita  esponenziale che  non avrà mai fine. Lungimiranza invece significa investire (poco) in prevenzione per  spendere molto meno per l’assistenza sanitaria.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fossa Ovale Difetti Interatriali – Apriamo l’Ombrellino per il Cuore</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 08:26:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guidalberto Guidi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anatomia e Fisiologia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sport e cuore]]></category>

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		<description><![CDATA[Il setto interatriale è una parete che separa i due atri del cuore. Vi sono difetti congeniti chiamati difetti interatriali (DIA) in cui questa parete è incompleta: ciò predispone il cuore ad un sovraccarico di lavoro e al passaggio di sangue da un atrio all’altro (shunt). La pervietà della fossa ovale, è una variante minore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il setto interatriale è una parete che separa i due atri del cuore. Vi sono difetti congeniti chiamati difetti interatriali (DIA) in cui questa parete è incompleta: ciò predispone il cuore ad un sovraccarico di lavoro e al passaggio di sangue da un atrio all’altro (shunt). </p>
<p>La pervietà della <strong>fossa ovale</strong>, è una variante minore del difetto interatriale, è un piccolo buco situato al centro del setto interatriale che viene parzialmente coperto da una sottile membrana.</p>
<p>Questa membrana si salda di solito alle pareti della fossa ovale nei primi anni di vita; in un quarto della popolazione però, la chiusura resta virtuale e solo per apposizione della membrana, che cosi può riaprirsi ogni volta che la pressione nell’atrio di destra supera quello di sinistra (per un colpo di tosse, uno starnuto, un profondo respiro).</p>
<p>In caso di pervietà, solitamente per effetto delle pressioni interne al cuore, il sangue passa dall’atrio sinistro al destro, ma in alcune condizioni come già citato e per sforzo fisico, torchio addominale, compressione dei tessuti ecc, questo passaggio può invertirsi e in pratica del sangue venoso si riversa nel sangue arterioso. </p>
<p>Questa situazione favorisce le trombo embolie, in quanto nel sangue venoso più facilmente si possono formare trombi o microtrombi che migrano nel torrente circolatorio e possono andare ad occludere piccole arterie; se ciò si verifica nel cervello si manifesta l’ictus ischemico.</p>
<p>Fino ad alcuni anni fa la chiusura dei difetti interatriali era effettuabile solo per via chirurgica e ciò comportava un intervento a torace aperto e un periodo più o meno lungo di riabilitazione. </p>
<p>Negli ultimi anni si è resa disponibile una procedura di <strong>cardiologia interventistica</strong> che consente la chiusura dei difetti interatriali per via percutanea, attraverso un sottile catetere introdotto attraverso la vena femorale, in anestesia locale.</p>
<p>Ciò è possibile utilizzando una protesi <strong>Amplatzer occlusion device</strong>, il cosiddetto “ombrellino”, che è formata da 2 dischi trattenuti tra di loro da un piccolo cilindro. </p>
<p>Questa protesi viene fatta avanzare sotto controllo radiologico ed ecografico sino al cuore tramite il catetere inserito nella vena femorale e quindi rilasciata a cavallo del difetto.</p>
<p>I vantaggi sono enormi: la degenza è estremamente breve (ricovero massimo di 2-3 giorni) e subito dopo la dimissione si possono riprendere le normali attività. E’ raccomandata l’assunzione di Aspirina per almeno 6 settimane, il tempo necessario perché “l’ombrellino” venga totalmente rivestito da cellule cardiache e diventi così parte integrante dell’organismo; l’individuo può quindi iniziare a riprendere gradualmente anche l’attività sportiva. </p>
<p>Dopo qualche mese non resta più alcuna traccia della procedura e l’individuo è perfettamente sano. </p>
<p><strong>Immagini da casistica personale</strong></p>
<p><a href="http://cardioexpert.it/wp-content/uploads/2011/11/1.gif"><img src="http://cardioexpert.it/wp-content/uploads/2011/11/1-300x225.gif" alt="" title="1" width="300" height="225" class="alignnone size-medium wp-image-1087" /></a></p>
<p>DIFETTO INTER ATRIALE CON AMPIO SHUNT , PASSAGGIO DI SANGUE DALL’ATRIO SX AL DX PERVIETA’ DELLA FOSSA OVALE, MINIMO SHUNT DALL’ATRIO SX ALL’ATRIO DX</p>
<p><a href="http://cardioexpert.it/wp-content/uploads/2011/11/2.gif"><img src="http://cardioexpert.it/wp-content/uploads/2011/11/2-300x221.gif" alt="" title="2" width="300" height="221" class="alignnone size-medium wp-image-1088" /></a></p>
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		<title>Il Caso Antonio Cassano: Quali Strumenti ha a Disposizione la Cardiologia per una Diagnosi Efficace</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 23:45:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guidalberto Guidi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sport e cuore]]></category>

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		<description><![CDATA[Dramma sfiorato per l’attaccante del Milan, il calciatore è stato colpito da un malessere improvviso qualche ora dopo la partita. La sintomatologia era complessa, vertigini, turbe visive, incapacità nel parlare (disartria), difficoltà motorie ecc. Sono poche le patologie che possono scatenare questi sintomi, tra queste l’ischemia cerebrale, cioè la mancanza di flusso sanguigno nel tessuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dramma sfiorato per l’attaccante del Milan, il calciatore è stato colpito da un malessere improvviso qualche ora dopo la partita.</p>
<p>La sintomatologia era complessa, vertigini, turbe visive, incapacità nel parlare (disartria), difficoltà motorie ecc.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-1058" title="" src="/wp-content/uploads/2011/11/cassano.jpg" alt="antonio cassano malore" width="250" height="244" />Sono poche le patologie che possono scatenare questi sintomi, tra queste l’ischemia cerebrale, cioè la mancanza di flusso sanguigno nel tessuto cerebrale, è la principale e più temibile.</p>
<p>Le conseguenze possono essere transitorie, allora si parla di TIA (transient ischemic attack) oppure permanenti, la cui gravità dipende dalla localizzazione e dall’estensione della zona ischemica.</p>
<p>Le cause di ischemia cerebrale sono dovute alla riduzione del flusso a causa di ostruzioni totali o parziali delle carotidi o dei vasi cerebrali, solitamente causate da lesioni aterosclerotiche, per questo motivo si manifestano in soggetti adulti o anziani e raramente nei giovani dove invece più frequentemente è uno spasmo arterioso la causa del ridotto flusso sanguigno.</p>
<p>L’altra causa è quella embolica, dovuta a coaguli o microcoaguli che vengono trasportati dalla corrente sanguigna fino al cervello.</p>
<p>Patologie cardiache associate ad aritmie come la fibrillazione atriale possono favorire la formazione di trombi all’interno del cuore, questi possono migrare ed ostruire il flusso nei vasi cerebrali causando ischemia.</p>
<p>Ma esiste un’altra causa, subdola, spesso misconosciuta e quindi imprevedibile che dipende da un<strong> piccolo difetto anatomico congenito del cuore</strong>: si tratta di un difetto del setto che divide i due atri, solitamente a livello della “fossa ovale”, questo difetto consente al sangue di passare da un atrio all’altro senza passare dal “filtro” fisiologico costituito dai polmoni.</p>
<p>Normalmente è presente alla nascita ma nei primi giorni di vita tende spontaneamente a chiudersi, impedendo al sangue di mescolarsi. Se ciò non avviene, nella vita adulta può succedere che microtrombi, magari formatisi in seguito ad ematomi da trauma, possano passare indisturbati dal sangue venoso al sangue arterioso e andare ad embolizzare e ostruire il flusso in qualche arteria, se avviene nel cervello si manifesta l’ischemia cerebrale.</p>
<p>Per diagnosticare questa anomalia è necessario eseguire l’<strong><a href="/esami-diagnostici/ecocardio-color-doppler">Ecocardiogramma colordoppler</a></strong>, l’Ecocardiogramma Tridimensionale o in alcuni casi l’Ecocardiogramma Trans Esofageo, in quanto non esiste alcun segno clinico rilevabile con la sola visita medica, né con l’elettrocardiogramma.</p>
<p>Lo studio morfologico e funzionale eseguito con l’Ecocardiogramma colordoppler infatti evidenzia il difetto anatomico e con opportune manovre anche il passaggio anomalo di sangue tra i due atri (shunt).</p>
<p><strong>Come Cardiologo della Juventus F.C. sottopongo tutti gli atleti ad esame Ecocardiografico mono, bidimensionale e tridimensionale per visualizzare l’anatomia del cuore, completandolo con il colordoppler lo studio dei flussi valvolari ed eventuali shunts anomali.</strong></p>
<p>Ritengo che sia un esame essenziale ed estremamente utile per la prevenzione di complicanze, anche perché in caso di positività è possibile rimediare al difetto senza necessità di intervento chirurgico, assumendo basse dosi di aspirina per prevenire i trombi e con semplice posizionamento di un “ombrellino” tra gli atri, per via vascolare percutanea tramite un sottile catetere in anestesia locale.</p>
<p>È doveroso ricordare che circa il 5% dei giovani affetti da cefalea ricorrente sono portatori di questa piccola, ma subdola patologia cardiaca.</p>
<p>Concludo raccomandando le regole fondamentali per la prevenzione dell’ictus:<br />
consultare sempre il medico in caso di cefalea ricorrente o persistente, eseguire l’Ecodoppler delle Carotidi dopo i 50 anni, anche più precocemente in caso di concomitanti patologie metaboliche come diabete o dislipidemia, eseguire l’Ecocardiogramma Colordoppler se si svolge attività fisico-sportiva intensa o agonistica.</p>
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		<item>
		<title>Tre regole d’oro per la remise en forme d’autunno</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 09:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guidalberto Guidi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Non esagerare con lo sforzo, muoversi per almeno mezz&#8217;ora e farlo tre volte alla settimana. Le tre regole d&#8217;oro per la ripresa dell&#8217;attività fisica sono un toccasana per il cuore e per affrontare la stagione fredda nel migliore dei modi. Finite le vacanze e con l&#8217;arrivo dell&#8217;autunno si iniziano a pianificare corsi e attività sportiva. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non esagerare con lo sforzo, muoversi per almeno mezz&#8217;ora e farlo tre volte alla settimana. Le tre regole d&#8217;oro per la ripresa dell&#8217;attività fisica sono un toccasana per il cuore e per affrontare la stagione fredda nel migliore dei modi.</p>
<p>Finite le vacanze e con l&#8217;arrivo dell&#8217;autunno si iniziano a pianificare corsi e attività sportiva. «Fare attività fisica è importante per la propria salute», sottolinea Guidalberto Guidi, cardiologo della clinica Fornaca di Torino e medico fiduciario della Juventus FC. «Si stima che nei paesi evoluti circa il 12% della mortalità totale sia da imputare alla sedentarietà della popolazione ed è fondata convinzione che l&#8217;esercizio fisico possa contribuire a mantenere e migliorare lo stato di salute».</p>
<p>Le caratteristiche ideali dell&#8217;esercizio fisico dovrebbero essere tre. Come ricorda il medico: «Innanzitutto si dovrebbe lavorare ad una frequenza cardiaca compresa fra il 60 e l&#8217;80% di quella massimale; in secondo luogo la durata di ogni seduta di allenamento: 35-40 minuti; non certo ultima, la frequenza settimanale di allenamento dovrebbe essere di 3-4 sedute.</p>
<p>Con questi accorgimenti è possibile avere un miglior controllo dei fattori di rischio quali diabete, colesterolo elevato, obesità , ipertensione e anche osteoporosi». Esagerare non serve. «Programmi più intensi non migliorano il risultato, ma al contrario possono aumentare il rischio di complicanze cardiovascolari. Invece sedute anche più brevi o di modesta intensità possono giovare ai soggetti sedentari», prosegue il cardiologo. «Questo protocollo ottiene non solo un effetto riequilibrante e anti depressivo, ma serve anche a sviluppare e a mantenere l&#8217;allenamento cardiorespiratorio».</p>
<p>Cosa scegliere tra le molte attività che vengono proposte da palestre e centri sportivi? «Non esiste una regola -risponde il dottor Guidi-. Le tipologie di esercizio fisico si differenziano essenzialmente tra il training di tipo aerobico di resistenza e quello anaerobico di potenza. Entrambe hanno effetti positivi sul cuore: l&#8217;attività aerobica (marcia, ciclismo e sci di fondo, per esempio) determina un aumento di volume delle cavità cardiache; l&#8217;attività anaerobica (scatto, lancio o sollevamento pesi) aumenta prevalentemente lo spessore del muscolo cardiaco».</p>
<p>Gli studi scientifici più significativi si sono focalizzati sull&#8217;attività aerobica dimostrando l&#8217;efficacia ipotensiva (cioè riduzione della pressione arteriosa) dell&#8217;esercizio fisico. Spiega il medico: «Sono preferibili le attività aerobiche di resistenza, caratterizzate dalla successione ritmica tra contrazione e rilasciamento delle fibre muscolari: così l&#8217;organismo impara a consumare ossigeno in modo ottimale bruciando anche i grassi ai fini energetici, le resistenze periferiche dei vasi arteriosi di piccolo e medio calibro si riducono e la pressione arteriosa è più stabile. Oggi è questa l&#8217;attività più consigliata dalle principali linee guida su prevenzione e trattamento dell&#8217;ipertensione e raccomandate dall&#8217;American College of Sport Medicine».</p>
<p>Perché sia attuato scrupolosamente e risulti efficace, il programma fitness necessita di un supporto strutturato e coordinato. «È opportuno eseguire preventivamente una valutazione medica accurata, prima di affrontare un programma di attività fisica, completando gli accertamenti con una prova di sforzo. Solo così si avrà la certezza di non correre gravi inutili rischi anche affrontando sforzi prolungati e intensi». Lo sport ha anche un grande impatto sociale. Conclude Guidi: «Secondo un recente studio gli 11 milioni di italiani che praticano regolarmente attività fisica fanno risparmiare alla Sanità italiana circa 3,6 miliardi di euro all&#8217;anno».</p>
<p>comunicato stampa del 7 settembre 2011<br />
a cura di <a title="comunicazione" href="http://comunicazione-ufficio-stampa.eoipso.it/">Eo Ipso srl</a></p>
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		<item>
		<title>Sesso in estate, attenzione all’aiutino</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2011 09:47:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guidalberto Guidi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Desiderio sessuale e caldo estivo non sempre vanno d&#8217;accordo. Soprattutto negli uomini che, superati i 50 anni d&#8217;età ricorrono alla chimica per migliorare le performance sotto le lenzuola. «Il cuore però può risentirne: il caldo abbinato al calo repentino di pressione può provocare giramenti di testa, vertigini, svenimenti e persino collassi», osserva Guidalberto Guidi, cardiologo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Desiderio sessuale e caldo estivo non sempre vanno d&#8217;accordo. Soprattutto negli uomini che, superati i 50 anni d&#8217;età ricorrono alla chimica per migliorare le performance sotto le lenzuola. «Il cuore però può risentirne: il caldo abbinato al calo repentino di pressione può provocare giramenti di testa, vertigini, svenimenti e persino collassi», osserva Guidalberto Guidi, cardiologo alla clinica Sessant di Torino e cardiologo della Juventus F.C. Meglio, allora, non giocare con la salute.</p>
<p>«Al posto delle tradizionali pillole, esistono formulazioni orosolubili che sono più pratiche e versatili che si sciolgono direttamente in bocca senza essere inghiottite e hanno diversi vantaggi pur garantendo gli effetti».</p>
<p>Del resto l&#8217;estate è il periodo di maggior attrazione e desiderio per ambo i sessi e si è più predisposti anche ad incontri occasionali. Non sempre però desiderio e virilità coincidono: «Nell&#8217;uomo, per esempio, dopo i 50 anni può calare la potenza sessuale ma rimanere intatto il desiderio.</p>
<p>È una sorta di andropausa dovuta al fisiologico calo degli ormoni maschili, specie il testosterone», spiega il medico. «Inoltre situazioni particolari possono influire negativamente sulla sfera sessuale: condizioni come il diabete o l&#8217;ipertensione arteriosa o la depressione, più frequenti nel maschio dopo una certa età». In più, fumo, alcool, stress, farmaci antiipertensivi e antidepressivi peggiorano ulteriormente anche la libido. A questo punto, la chimica che può dare un aiuto tangibile.</p>
<p>Continua il cardiologo: «Molecole come il sildenafil, tadalafile e vardenafil, rispettivamente messe in commercio con i nomi di Viagra, Cialis e Levitra, nascono dalla ricerca in campo cardiovascolare e sfruttano il meccanismo della liberazione del monossido d&#8217;azoto (ossido nitrico) da parte dei vasi sanguigni. Questo favorisce da un lato la vasodilatazione e l&#8217;aumento del flusso ematico, dall&#8217;altro la fluidità del sangue e il potere antitrombotico, antinfiammatorio, anti-ipertensivo. La scoperta di questo meccanismo è valsa un premio Nobel per la Medicina e ha consentito inoltre il trattamento delle disfunzioni erettili».</p>
<p>Ma occorre fare attenzione. Mette in guardia il cardiologo: «L&#8217;utilizzo di queste sostanze non è privo di effetti collaterali e di rischi, infatti la loro prescrizione dovrebbe essere limitata solo a specialisti urologi e cardiologi. Dal punto di vista cardiovascolare il rischio più grave è quello del collasso, calo improvviso e marcato della pressione arteriosa che, nei soggetti cardiopatici, può essere irreversibile e portare persino alla morte. Gli effetti collaterali sono invece la cefalea, il rigurgito gastroesofageo, turbe visive, vertigini, astenia o, al contrario, mancanza di efficacia se assunti a stomaco pieno».</p>
<p>Oggi molti di questi effetti collaterali si possono evitare. «Esistono formulazioni che si sciolgono direttamente in bocca senza essere inghiottite». prosegue Guidi. «Poter assorbire un farmaco dalla mucosa orale è sicuramente più pratico e i vantaggi sono molteplici: nessuna limitazione in funzione dei pasti, possibilità di bere alcolici in quantità moderata, possibilità di personalizzare la dose minima efficace, minori effetti collaterali, rapidità di azione in pochi minuti».</p>
<p>Un vantaggio in più dalla chimica per rispondere al desiderio sessuale, sempre, anche sotto l&#8217;ombrellone.</p>
<p>comunicato stampa del 22 agosto 2011<br />
a cura di <a title="Comunicazione Ufficio Stampa" href="http://comunicazione-ufficio-stampa.eoipso.it/"><strong>Eo Ipso srl</strong></a></p>
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		<title>Il cuore in salute? Sì, con la pappa al pomodoro</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 09:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guidalberto Guidi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Viva la pappa al pomodoro. È proprio il caso di dirlo quando si parla di cuore. Il pomodoro, ingrediente protagonista del piatto tipico della tradizione toscana, è infatti un alimento importante e utile nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. «Il pomodoro è ricco di licopene, un antiossidante che si è rivelato prezioso nella riduzione non solamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Viva la pappa al pomodoro. È proprio il caso di dirlo quando si parla di cuore. Il pomodoro, ingrediente protagonista del piatto tipico della tradizione toscana, è infatti un alimento importante e utile nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. «Il pomodoro è ricco di licopene, un antiossidante che si è rivelato prezioso nella riduzione non solamente delle malattie cardiovascolari, ma anche degli infarti.</p>
<p>Ha inoltre un risvolto positivo anche nei pazienti che soffrono di ipertensione», spiega Guidalberto Guidi, cardiologo, responsabile del reparto di Cardiologia della clinica Fornaca di Sessant di Torino, medico fiduciario della Juventus F.C. e autore di &#8220;<a href="/cuore-mediterraneo"><strong>Cuore mediterraneo. La salute vien mangiando&#8230; mediterraneo</strong></a>&#8221; libro che promuove la dieta mediterranea (proclamata dall&#8217;Unesco &#8220;Patrimonio orale e immateriale dell&#8217;umanità&#8221; nel 2010) collegando l&#8217;alimentazione allo stato di salute del cuore.</p>
<p>«La nutrizione è di primaria importanza nella prevenzione delle principali malattie metaboliche e cardiovascolari, nonché è il necessario supporto di una qualsiasi terapia farmacologica. Gli alimenti possono essere ritenuti dei farmaci naturali», ricorda Guidi. «Come dice l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, mangiare bene e in modo equilibrato, mantenendo un peso corporeo ideale, è uno dei cardini per poter vivere in salute e a lungo. E la dieta mediterranea, grazie alla sua varietà e all&#8217;utilizzo di grassi vegetali, garantisce questo sano equilibrio».<br />
Prendersi cura del proprio cuore è fare attenzione a ciò che si mette in tavola. Come ricorda il cardiologo: «La dieta ha un&#8217;influenza preponderante sul rischio di malattie e in particolare di malattie coronariche. Un approccio dietetico comportamentale deve essere il primo intervento terapeutico sia per la prevenzione primaria sia per quella secondaria delle malattie metaboliche e cardiovascolari-coronariche. Del resto, oggi le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte e invalidità nel mondo occidentale, più di tutti i tipi di tumore: viene stimato che almeno un decesso ogni due sarà determinato da problemi di cuore, ma se si aggiungono anche le patologie broncopolmonari, che sono strettamente legate al sistema cardiocircolatorio, la percentuale sale ulteriormente».<br />
Per prevenire queste malattie basta poco. «E la pappa al pomodoro, un piatto indice di un regime alimentare basato sui &#8220;prodotti mediterranei&#8221;, può rappresentare il primo passo», prosegue il medico. «Già i nostri nonni preparavano questo piatto semplice, definito anche povero per i suoi ingredienti, ma dal grande apporto nutrizionale. Nella pappa al pomodoro si utilizzano verdure, olio extra vergine di oliva e pane toscano. Tutti ingredienti caratteristici della nostra dieta mediterranea. Così è possibile ridurre le malattie cronico-degenerative, ma anche combattere l&#8217;invecchiamento». Consumare pomodoro, che conserva le sue caratteristiche sia cotto sia crudo, è fare prevenzione. «È avere cura del nostro cuore», raccomanda Guidi. Soprattutto in estate quando il pomodoro è un ortaggio di stagione e lo si può trovare più facilmente.</p>
<p>comunicato stampa del 2 agosto 2011<br />
a cura di <a title="Comunicazione Ufficio Stampa" href="http://comunicazione-ufficio-stampa.eoipso.it/"><strong>Eo Ipso srl</strong></a></p>
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		<title>Colesterolo Nemico-Amico</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 07:29:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guidalberto Guidi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anatomia e Fisiologia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il colesterolo è un composto essenziale per la formazione delle membrane cellulari e di molti ormoni, compresi quelli sessuali. Viene in parte prodotto dall’organismo e in parte assorbito dagli alimenti di origine animale. È tra le sostanze trasportate attivamente nelle pareti dei vasi; essendo però insolubile in acqua come nel sangue, necessita di piccole proteine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>colesterolo </strong>è un composto essenziale per la formazione delle membrane cellulari e di molti ormoni, compresi quelli sessuali.</p>
<p>Viene in parte prodotto dall’organismo e in parte assorbito dagli alimenti di origine animale. È tra le sostanze trasportate attivamente nelle pareti dei vasi; essendo però insolubile in acqua come nel sangue, necessita di piccole proteine che lo veicolino nei tessuti periferici agendo da carrier (trasportatore).</p>
<p>Tra queste proteine, chiamate lipoproteine, si distinguono due tipi fondamentali: quelle a bassa densità chiamate LDL (low density lipoprotein) e quelle ad alta densità chiamate HDL (high density lipoprotein).</p>
<div id="attachment_954" class="wp-caption alignright" style="width: 184px"><img class="size-full wp-image-954" title="ateroma" src="http://cardioexpert.it/wp-content/uploads/2011/06/colesterolo.jpg" alt="colesterolo" width="174" height="231" /><p class="wp-caption-text">ateroma che ostruisce parzialmente il flusso sanguigno</p></div>
<p>Le HDL sono &#8216;buone&#8217; e trasportano il colesterolo dai tessuti e dalla parete dei vasi al fegato che lo metabolizza: sono gli spazzini del colesterolo. Le LDL invece sono cattive e trasportano il colesterolo dal fegato ai tessuti tramite i vasi arteriosi, sono piccole e dense, si infiltrano facilmente all’interno della parete dei vasi e vi si annidano ingrandendosi e proliferando, formando le placche aterosclerotiche (ateromi).</p>
<p>Sono molto ricche di grassi saturi e sono facilmente aggredibili dai radicali liberi che le rendono tossiche. Un buon equilibrio tra colesterolo totale, LDL e HDL, garantisce l’integrità dei vasi sanguigni; un eccesso di LDL o una carenza di HDL provoca invece inevitabilmente un accumulo di grassi dannosi nella parete del vaso: si formano le placche aterosclerotiche o ateromi e si innesca un meccanismo perverso di lesione cronica ed evolutiva che si rigonfia ed espande all’interno del vaso, riducendone il lume fino alla sua chiusura o alla trombosi.</p>
<p>Come conseguenza si manifesta l’infarto del cuore o l’ictus nel cervello. Ricordiamo che anche i trigliceridi fanno parte degli acidi grassi circolanti nel sangue e sono una delle principali fonti di energia per l’organismo. Sono grassi neutri trasformati dagli zuccheri-carboidrati per essere immagazzinati nel- le cellule adipose.</p>
<p>Un loro eccesso provoca l’accumulo nelle cellule adipose grasse, soprattutto a livello viscerale e quindi dell’addome. Una parte viene inoltre accumulata a livello del fegato che, non riuscendo a smaltirli totalmente, li accumula sotto forma di grasso favorendo la steatosi epatica, malattia del fegato che comporta aumento di volume e lentamente la sua disfunzione fino all’insufficienza epatica grave e talvolta la degenerazione in cancro.</p>
<p>Un eccesso di trigliceridi circolanti, specie se associato a un aumento delle LDL cattive o a una riduzione di HDL buone, è responsabile insieme al colesterolo della aterogenesi, cioè la formazione dell’aterosclerosi e la sua pro- gressione.</p>
<p>L’eccesso di colesterolo rappresenta una malattia sociale che solo in Italia interessa 5 milioni di persone, l’11% della popolazione adulta. L’aumento di colesterolo circolante si associa all’aumento di incidenza delle malattie cardiovascolari: più aumenta il colesterolo più aumenta la mortalità per infarto e ictus. Al contrario, in popolazioni con basso consumo di colesterolo, come gli eschimesi e i giapponesi, si riduce drasticamente l’incidenza delle malat- tie cardiovascolari.</p>
<p>È opportuno iniziare nella prima infanzia e nell’età giovanile a non eccedere nell’assunzione di alimenti ricchi di colesterolo: è stato infatti dimostrato nel corso di autopsie su soggetti giovani che depositi aterosclerotici erano già presenti a livello coronarico e aortico. Per questo motivo è opportuno man- tenere valori ottimali di colesterolo circolante, sia con una dieta appropriata sia con farmaci specifici capaci di ridurre i valori delle LDL &#8216;cattive&#8217; e quindi la formazione e progressione dell’aterosclerosi.</p>
<p>Ricordiamoci che il cibo è la prima medicina e che la nostra Dieta Mediterranea è ormai riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, e si è rivelata protettiva nei confronti delle malattie cardiovascolari – come ipertensione, infarto e ictus – dei tumori e delle malattie degenerative neu- rologiche come l’Alzheimer.</p>
<p>È, insomma, la dieta della longevità.</p>
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		<title>Giornata della Prevenzione Cardiovascolare</title>
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		<pubDate>Sun, 15 May 2011 08:48:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guidalberto Guidi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Giornata della Prevenzione cardiovascolare Nell’ambito del programma di Educazione Sanitaria organizziamo un incontro presso la prestigiosa scuola “Sacra Famiglia” di Torino, dedicato agli studenti delle superiori ed inferiori ed esteso ai genitori e a chiunque fosse interessato. Si tratteranno argomenti di interesse generale sulla prevenzione delle malattie Cardiovascolari, tutt’ora prima causa di mortalità e invalidità. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #000080;">Giornata della Prevenzione cardiovascolare</span></strong></p>
<p>Nell’ambito del programma di Educazione Sanitaria organizziamo un incontro presso la prestigiosa scuola “Sacra Famiglia” di Torino, dedicato agli studenti delle superiori ed inferiori<br />
ed esteso ai genitori e a chiunque fosse interessato.</p>
<p>Si tratteranno argomenti di interesse generale sulla prevenzione delle malattie Cardiovascolari, tutt’ora prima causa di mortalità e invalidità. L’ incontro è fissato il giovedì 26 maggio dalle ore 17-17,30 alle 18,30 Nell’ incontro saranno presentate diapositive e brevi filmati, è previsto un ampio dibattito con il pubblico, cercheremo di coinvolgere autorità cittadine, rappresentanti del mondo sportivo, autorevoli esponenti della sanità impegnati nella prevenzione.</p>
<p>In questa occasione verrà presentato in anteprima il mio libro “ Cuore Mediterraneo” dedicato alla salute del Cuore in funzione di una sana e corretta alimentazione. Sarà offerto un rinfresco a fine sessione. Conto sulla vostra collaborazione per la perfetta riuscita dell’evento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">DR. GUIDALBERTO   GUIDI<br />
CARDIOLOGO<br />
CASA DI CURA FORNACA DI SESSANT<br />
CONSULENTE JUVENTUS F.C.</p>
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		<title>Dieta e Ormoni per Vivere più a Lungo?</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 15:57:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guidalberto Guidi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anatomia e Fisiologia]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì 9 marzo 2011 un articolo comparso su La Stampa di Torino così titolava: Camperò 125 anni mangiando frutta e frullati. L’articolo che ho letto con molto interesse si riferiva all&#8217;ipermiliardario americano David Murdock che all’età di 87 anni, ed in perfetta salute, lanciava la sfida per viverne altri 30. Il suo obiettivo nasce da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 9 marzo 2011 un articolo comparso su La Stampa di Torino così titolava: <em>Camperò 125 anni mangiando frutta e frullati</em>. L’articolo che ho letto con molto interesse si riferiva all&#8217;ipermiliardario americano David Murdock che all’età di 87 anni, ed in perfetta salute, lanciava la sfida per viverne altri 30.</p>
<p>Il suo obiettivo nasce da una serie di osservazioni confortate da solide basi scientifiche secondo le quali la durata e la qualità della vita possono essere influenzate positivamente, ma anche negativamente, dal nostro stile di vita ed in par- ticolare dalle nostre abitudini alimentari.</p>
<p>Negli ultimi anni le ricerche sul DNA, la scoperta dei vitageni (specifici geni che se stimolati prolungherebbero la vita dell’organismo), il ruolo dei radicali liberi nello stress ossidativo e delle sostanze scavanger degli anti-ossidanti ci hanno confermato che quantità e qualità di cibo possono effettivamente allungarci la vita. Il signor Murdock si è di conseguenza orientato su una alimentazione prevalentemente a base di frutta e verdura riducendo drasticamente carne, latticini, alcoolici, sale e zuccheri raffinati, ottenendo un riequilibrio metabolico del suo organismo che si riflette in uno stato di salute e di benessere.</p>
<p>Di questa filosofia di vita David Murdock ha fatto un grande business, essendo tra l’altro presidente di una multinazionale della frutta e possedendo un patrimonio che lo colloca, secondo la rivista Forbes, tra i 130 americani più ricchi.</p>
<p>Nulla di nuovo però rispetto a quanto abbiamo già segnalato in passato su longevità e benessere di alcune popolazioni come gli abitanti del comune di Campodimele, da anni sotto osservazione dell’Organizzazione Mondiale della sanità, le popolazioni giapponesi o la piccola comunità di Vilcabamba in Equador.</p>
<p>Queste popolazioni sono accomunate da alcune caratteristiche nutrizionali: contenuto consumo calorico, prevalenza di proteine vegetali rispetto a quelle animali, abbondante quantità di fibra, vitamine, antiossidanti e sali minerali derivanti da frutta e verdura.</p>
<p>Ma viene sempre da chiedersi se in qualche modo si può vivere magri e in salute anche senza divorare tuberi e radici e senza eccessive privazioni. A tal proposito nella stessa pagina compariva l&#8217;articolo &#8216;L’ultima follia Usa – Punture di ormoni per dimagrire&#8217; che prendeva in considerazione una vera moda molto costosa e riservata ai vip (mille dollari a seduta), l’utilizzo di alcuni ormoni umani per raggiungere uno stato di benessere e di efficienza e contemporaneamente ottenere un dimagramento rapido, meno faticoso e soprattutto nei punti critici.</p>
<p>Ciò però non corrisponde a verità, e l’utilizzo di questi ormoni ha una storia ben più consolidata e risale alle intuizioni e agli studi del dottor Simeons già nel 1949, rielaborati e perfezionati dal dottor Kevin Trudeau negli anni più recenti tra il 2007 e il 2009. Questa pratica terapeutica in effetti allora non era consentita negli Stati Uniti ma era riconosciuta e applicata in Svizzera nel periodo post bellico, tanto che la nobiltà europea e i paperoni americani vi andavano a ringiovanire e a dimagrire in salute, facendo prosperare le cliniche specializzate.</p>
<p>Il concetto fondamentale su cui si basa questa terapia ormonale è agire sull’Ipotalamo provocando una sorta di &#8216;reset&#8217; che cancella le precedenti informazioni sbagliate che nel corso degli anni e con le cattive abitudini gli abbiamo fornito.</p>
<p>L’ipotalamo, parte attiva del nostro cervello, è deputato alla cronologia dell’invecchiamento ed è responsabile, in caso di ridotto funzionamento, del rallentamento metabolico nei soggetti sovrappeso o obesi, che impedisce di bruciare le calorie introdotte, anche quando sono poche, non permettendo quindi di dimagrire.</p>
<p>Equilibrare le funzioni dell’ipotalamo significa non solo rallentare l’invecchiamento mantenendo attivi tutti gli organi vitali compreso l’apparato endocrino, ma significa anche ottimizzare il loro funzionamento. L’effetto pratico del saggio utilizzo di questa metodica si può così riassumere: riduce la ritenzione idrica, ottimizza la pressione arteriosa, riduce il colesterolo in eccesso, protegge i vasi, migliora l’umore, aumenta la resistenza e la forza fisica, attenua i dolori articolari bloccando il processo infiammatorio responsabile dell’invecchiamento osseo-cartilagineo.</p>
<p>Naturalmente c’è chi si schiera a favore e chi contro questo trattamento, e i motivi sono anche di natura commerciale oltre che squisitamente etici. Taluni lo ritengono un tentativo di offrire ai pazienti una sostanza placebo che dia solo la sensazione di essere efficace.</p>
<p>Conoscendo però a fondo le specifiche caratteristiche ormonali, la storia di questi studiosi e la notevole casistica che hanno accumulato in decenni, non possiamo rimanere indifferenti e dobbiamo guardare con interesse ogni innovazione capace di migliorare la qualità della nostra vita.</p>
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		<title>XXII Giornate Cardiologiche Torinesi 2011: Il Bilancio</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 16:35:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guidalberto Guidi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Si sono recentemente concluse le XXII Giornate Cardiologiche Torinesi in collaborazione con la Mayo Clinic, e ancora una volta si è ribadita l’importanza della corretta alimentazione per mantenere o raggiungere un ottimale stato di salute. Particolarmente interessante è stato l’intervento del Prof. Amir Lerman dell’Università di Rochester, Minnesota USA, che ha analizzato e confrontato le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si sono recentemente concluse le XXII Giornate Cardiologiche Torinesi in collaborazione con la Mayo Clinic, e ancora una volta si è ribadita l’importanza della corretta alimentazione per mantenere o raggiungere un ottimale stato di salute.</p>
<p>Particolarmente interessante è stato l’intervento del Prof. Amir Lerman dell’Università di Rochester, Minnesota USA, che ha analizzato e confrontato le proprietà protettive dei vari modelli di dieta, compresa la Dieta Mediterranea (D.M.), nei confronti dell’apparato cardiovascolare.  Nella sua analisi  sono stati presi in considerazione tre fattori principali:</p>
<ol>
<li> Quanto mangiare</li>
<li>Cosa mangiare</li>
<li>Come mangiare</li>
</ol>
<p>Sul primo punto, quanto mangiare, abbiamo conferme che una modesta restrizione calorica svolge un ruolo protettivo per le malattie cardiovascolari ed è un fattore predisponente alla longevità.</p>
<p>Nel secondo punto, che cosa mangiare, sono stati analizzati i modelli alimentari della dieta europea, quella occidentale in genere, la Dieta mediterranea, tipica dei paesi che si affacciano sul bacino del mare mediterraneo, la dieta vegetariana e la dieta vegana che esclude ogni forma di alimento di origine animale come uova, latte, latticini, ecc…</p>
<p>La Dieta Mediterranea risulta essere quella più vantaggiosa nel prevenire le malattie cardiovascolari e le malattie  degenerative in genere comprese quelle tumorali. Il contenuto di grassi nella D.M. rappresenta di circa il 35% delle calorie totali, contro il 10% della dieta vegana e oltre il 40% della dieta europea-occidentale.</p>
<p>Il vantaggio fondamentale è che questa quota di grassi è prevalentemente rappresentata da acidi grassi poli insaturi, i famosi Omega 3, ampiamente presenti negli alimenti “Mediterranei”.</p>
<p>Analizzando in dettaglio i componenti della nostra dieta possiamo affermare che pasta, cereali e legumi sono un importante fonte di energia, di carboidrati complessi, e di proteine vegetali, il pesce è una delle fonti principali di Omega 3, le noci e le nocciole parimenti ne contengono una considerevole quantità, la frutta e la verdura contengono preziosissime fibre e tutto il corredo di anti ossidanti che contrastano i radicali liberi, responsabili dell’aterosclerosi, delle malattie degenerative, dell’invecchiamento e delle mutazioni genetiche che provocano i tumori.</p>
<p>Anche il vino, specie se rosso e in quantità limitata a 2 bicchieri al giorno (150ml./die) svolge un importante ruolo protettivo per la sua attività anti ossidante, anti trombotica e anti colesterolo.</p>
<p>Per quanto riguarda gli acidi grassi poli insaturi Omega 3 dobbiamo riassumerne gli effetti benefici:</p>
<ul>
<li> svolgono una azione anti aritmica sul cuore,</li>
<li>anti ipertensiva sui vasi,</li>
<li>anti trombosi sul sangue</li>
<li>e anti infiammatoria su tutti gli organi in genere.</li>
</ul>
<p>Una variante importante nella nostra dieta è rappresentata dal cioccolato: oltre a svolgere le funzioni sopra citate è un ottimo anti depressivo e aumenta la sensibilità all’insulina particolarmente vantaggiosa nei soggetti diabetici.</p>
<p>Ma tutto ciò non basta per vivere in perfetta salute e protetti dalle malattie cardiovascolari, rimane ancora da affrontare il terzo punto: come mangiare.</p>
<p>Il Prof. Lerman ha monitorato per molti anni la popolazione di Roseto, cittadina della Pensilvania colonizzata all’inizio del secolo dai nostri emigranti dell’omonima città calabra, che avevano parzialmente mantenuto le abitudini alimentari mediterranee, ma presentavano una più bassa incidenza di malattie cardiache rispetto ad altre comunità di emigranti con abitudini simili.</p>
<p>Ciò che li differenziava era il comportamento sociale di tipo patriarcale, che riuniva le famiglie intorno alla tavola che diventava così centro di aggregazione e di convivialità. Quindi mangiare insieme e in maniera conviviale diviene un valore aggiunto ai tanti benefici della D.M., quella della longevità!</p>
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