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di appello. Con la morte del barone belga Louis De Cartier, sul banco
degli imputati rimane il magnate svizzero Stephan Schmidheiny,
condannato in primo grado a 16 anni&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjVRRHCOCL_bkRlXCe-Rz-F2L56AbSgY9T6KnCg3x4fB-HC2en2iEBxk4MpUin-hQX_fWao-a3RceYCTe471h3KpyEduzuTrmOMe_Mkv7ZFl3l19SuTF43aC7HO7y7i5_gzc5jxAeFTlGyt/s1600/P1070559.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;225&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjVRRHCOCL_bkRlXCe-Rz-F2L56AbSgY9T6KnCg3x4fB-HC2en2iEBxk4MpUin-hQX_fWao-a3RceYCTe471h3KpyEduzuTrmOMe_Mkv7ZFl3l19SuTF43aC7HO7y7i5_gzc5jxAeFTlGyt/s400/P1070559.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Ad aspettarli ci sarebbe
stato ancora l&#39;amianto. Superarono quel confine tra Italia e
Jugoslavia che aveva pochi giorni e lasciarono il loro paese, Salona
d&#39;Isonzo, che stava cambiando il nome in Anhovo. Era da poco finita
la guerra, quando il 3 marzo del 1947, Romana Blasotti, che quel
giorno compiva 18 anni, e i suoi familiari partirono, con pochi
averi, alla volta del Piemonte. Papà Ottavio lasciava il lavoro in
una fabbrica di manufatti a base d&#39;amianto. Arrivarono a Casale
Monferrato e lì fu assunto all&#39;Eternit. Non subito (era sempre
comunque un profugo), dopo cinque mesi. Stesse modalità produttive,
stesso veleno. Romana si sposò un anno dopo con il Mario (Pavesi):
«Lo conobbi una domenica pomeriggio, non credevo guardasse proprio
me. Invece, scattò qualcosa. Ancora adesso penso sia stata una
persona a cui valeva la pena volere bene. Entrò anche lui
all&#39;Eternit nel 1958. E fu la sua fine».&lt;br /&gt;

&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
Nel 1956 Bruno Pesce
iniziava, a soli 14 anni, il lavoro da &lt;i&gt;garsunin&lt;/i&gt; in un
laboratorio orafo a Valenza. &lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;«&lt;/span&gt;Una
delle prime cose che mi dissero fu “prendi quella lastra d&#39;amianto
e usala per saldare”. Sembrava cartone, grigiastro, era crisotilo
pressato, meno pericoloso dell&#39;amianto blu che si lavorava nello
stabilimento di Casale, ma sempre cancerogeno. Certo, ai tempi non lo
sapevo&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman, serif;&quot;&gt;»&lt;/span&gt;. A 22 anni era
già sindacalista, Fiom. Nel 1969, Nicola Pondrano, una notte -
mentre tornava dalla visita per il servizio di leva all&#39;ospedale
militare di Genova e prima di riprendere il cammino verso Vercelli,
dove abitava - si fermò vicino allo stadio insieme a due amici: «A
un certo punto veniamo abbagliati dai fanali di centinaia di
biciclette. Operai. Girano l&#39;angolo e vanno verso il Ronzone. Passano
e lasciano per terra una scia bianca. Polvere, tanta polvere. Li
seguiamo, pedalano in fretta, riusciamo solo a vedere una scritta,
«Eternit». Poi, il buio riprende il sopravvento. Quelle scie
bianche, senza comprendere cosa fossero, non lo dimenticherò più».&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
Romana, presidente
dell&#39;Afeva (l&#39;associazione dei familiari), Bruno, coordinatore della
vertenza amianto, a lungo segretario della Camera del lavoro di
Casale, e Nicola, ex operaio Eternit, sindacalista e presidente del
Fondo vittime amianto, sono i tre principali protagonisti di una
lotta più che trentennale. Lunedì sarà il giorno della sentenza
d&#39;appello nei confronti della testa della multinazionale
dell&#39;amianto, al maxi processo di Torino che è seguito all&#39;indagine
del pool di Raffaele Guariniello: 3000 vittime fino al 2008 (2200
morti e 800 malati), tuttora in aumento (sono oltre 50 i casi annuali
di mesotelioma solo a Casale).  Con la recente morte di uno dei due
imputati, il barone belga Louis De Cartier, che non ha mai sborsato
un euro per risarcire le vittime (a rischio, infatti, i risarcimenti
di 1500 parti civili sulle 2800 totali), sul banco degli imputati
rimane il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, condannato in primo
grado a 16 anni per disastro ambientale doloso permanente e per
omissione volontaria di cautele antinfortunistiche. 
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
Da Casale arriveranno,
come a ogni udienza, i pullman carichi di familiari e attivisti. Pure
da Cavagnolo, dove c&#39;era uno dei quattro stabilimenti Eternit
italiani, e molto probabilmente da Rubiera, che, in primo grado,
aveva visto, come Bagnoli, prescritti i reati riferiti al proprio
territorio. Ci saranno le Voci della memoria, una giovane
associazione di Casale che con Luca e Diego e tanti altri ha messo in
connessione storie di lavoro, di movimento, di lotta. Partendo
dall&#39;Eternit, una fabbrica in cui un tempo trovare lavoro era come
entrare in banca: «Ti regalava pure il polverino, gli scarti per
pavimentare i cortili. Altro veleno». 
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
Dello stabilimento di via
Oggero, dove la pianura lascia spazio alla collina e la scritta rossa
«Eternit» si vedeva da lontano, non c&#39;è più nulla, se non la
palazzina degli uffici, lasciata in piedi quasi come monito perché
una tragedia simile non si ripeta. Nicola ci entrò per la prima
&lt;span style=&quot;background-position: initial initial; background-repeat: initial initial;&quot;&gt;volta l&#39;11&lt;/span&gt; settembre
1974. Nato il 12 giugno, lo stesso giorno – 28 anni dopo - di Mario
Pavesi, ne raccoglierà il testimone da delegato sindacale. Comunista
un po&#39; anarchico, era un ragazzone che non stava zitto. «Sei venuto
a morire anche tu?» gli disse un giorno, seduto su un sacco di
amianto, uno dei facchini più anziani, Piero Marengo. Capì presto
di non trovarsi in un posto normale. I manifesti da morto che ogni
giorno vedeva ai cancelli della fabbrica, il rapporto con il prete
operaio Bernardino Zanella – con cui aveva mappato i problemi
dell&#39;azienda - fecero crescere in Nicola una nuova consapevolezza.
«Era venuto il momento di lottare contro la fabbrica della morte.
Non si poteva più morire di lavoro». L&#39;incontro con Bruno, nel
1979, diede il via alla vertenza amianto. Nel sollevare problemi
ambientali, spesso tabù, furono un&#39;avanguardia nel sindacato: Pesce
alla Camera del Lavoro e Pondrano all&#39;Inca Cgil, che andò a dirigere
nel 1980, dove era consulente medico una giovane e tenace oncologa
Daniela Degiovanni, tuttora figura cardine nella lotta. Iniziarono
esposti, denunce, convegni, indagini epidemiologiche. La richiesta di
giustizia, bonifica e ricerca. E la fabbrica chiuse nel 1986.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
Ci vollero anni prima che
Casale, nel suo letargo prettamente piemontese, si accorgesse della
strage in corso. Romana divenne presidente dell&#39;associazione dopo la
morte del marito, per mesotelioma,ò nel 1983. Il primo, l&#39;unico che
aveva lavorato all&#39;Eternit, dei cinque suoi familiari che la bestia
(come a Casale chiamano questo tumore) le ha portato via: Libera, la
sorella; Giorgio, il nipote;  Anna, la cugina che viveva in Slovenia,
e, infine, la figlia Maria Rosa. «È stata la più dura. Era triste,
capitava che litigassimo. L&#39;ultimo giorno ci siamo guardate negli
occhi, i suoi erano grandi e belli, non ci siamo parlate, ma ci siamo
dette tutto». Nonostante il dolore le abbia asciugato le lacrime,
Romana lotta ogni giorno con una forza incredibile, perché ci sia
giustizia. E perché «lunedì venga confermato il dolo». 
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
«Non ci siamo mai persi
d&#39;animo – racconta Pesce - il processo di Torino ha una lunga
storia. Bisogna tornare ai primi anni Duemila quando l&#39;epidemiologo
padovano, Enzo Merler, impegnato in un&#39;indagine sugli immigrati in
Svizzera ammalatisi una volta tornati in Italia (dopo aver lavorato
nella fabbrica Eternit di Niederurnen), segnalò al pm Guariniello,
un magistrato esperto, il caso di un torinese. A Casale, dove un
processo dieci anni prima aveva portato magri risultati, si accese la
speranza. Partì una mobilitazione che coinvolse anche le altre
località dove risiedeva l&#39;Eternit, come Cavagnolo, su cui ha
competenza la Procura di Torino. Costruimmo un maxiesposto con un
migliaio di nomi di ammalati e morti per l’amianto che depositammo
in Procura nel 2004. Finalmente ci sarebbe stato un processo sul
ruolo della multinazionale e in grado di considerare anche le vittime
tra i cittadini».&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
Il 6 aprile 2009 è
iniziata l&#39;udienza preliminare. Pondrano è stato nel processo il
teste principale dell&#39;accusa. Il 13 febbraio del 2012 è arrivata la
sentenza di primo grado per un disastro immane che, secondo l&#39;accusa,
è conseguenza cosciente della condotta imprenditoriale dei due
imputati. 
&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;JUSTIFY&quot; style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/feeds/4755561461542266054/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/4184656327603124982/4755561461542266054' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/4755561461542266054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/4755561461542266054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/2013/07/casale-monferrato-lamianto-non-perdona.html' title='Casale Monferrato, l&#39;amianto non perdona'/><author><name>Mauro Ravarino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06488061710984310162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjVRRHCOCL_bkRlXCe-Rz-F2L56AbSgY9T6KnCg3x4fB-HC2en2iEBxk4MpUin-hQX_fWao-a3RceYCTe471h3KpyEduzuTrmOMe_Mkv7ZFl3l19SuTF43aC7HO7y7i5_gzc5jxAeFTlGyt/s72-c/P1070559.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4184656327603124982.post-1935590666757052010</id><published>2013-05-07T15:22:00.000+02:00</published><updated>2013-05-07T15:34:47.865+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="informazione"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="linkiesta"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="mondo"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="tecnologia"/><title type='text'>Hanno ancora senso gli inviati di guerra?</title><content type='html'>&lt;i&gt;Dopo la sparizione di Domenico Quirico in Siria, ne parliamo con Mimmo Càndito, il decano dei reporter&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
Se il giornalista contemporaneo può essere comunemente ritratto seduto al desk, &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/reporter-guerra-candito&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b style=&quot;font-weight: normal;&quot;&gt;Mimmo Càndito&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;,
 ancorato a fili e cavi, non c’è mai voluto stare. Per raccontare 
soprattutto la guerra e raccogliere le storie di uomini, donne e bambini
 devastati dal conflitto. &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/reporter-guerra-candito&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Perché prima dei rischi delle pallottole, per il buon reporter viene quell’empatia profonda con le sofferenze dei popoli di cui parlava Ryszard Kapuscinski&lt;/a&gt;. Inviato speciale, 
commentatore di politica internazionale e corrispondente di guerra de&lt;i&gt; La Stampa&lt;/i&gt;,
 Càndito, classe 1941, ha una esperienza quarantennale da reporter e ha 
attraversato le ultime crisi più drammatiche della storia del mondo. 
Dall’Afghanistan all’Iraq, dal Kosovo alla Libia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;center&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;270&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/wWQgUREiVnM&quot; width=&quot;480&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/center&gt;
&lt;br /&gt;
[&lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/reporter-guerra-candito&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CONTINUA&lt;/a&gt;]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/reporter-guerra-candito&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Linkiesta&lt;/a&gt; del 6 maggio

</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/feeds/1935590666757052010/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/4184656327603124982/1935590666757052010' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/1935590666757052010'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/1935590666757052010'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/2013/05/hanno-ancora-senso-gli-inviati-di-guerra.html' title='Hanno ancora senso gli inviati di guerra?'/><author><name>Mauro Ravarino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06488061710984310162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/wWQgUREiVnM/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4184656327603124982.post-2606986841602525446</id><published>2013-05-05T15:20:00.000+02:00</published><updated>2013-05-07T15:27:45.224+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="linkiesta"/><title type='text'>Schwazer, la condanna di dover essere felici e vincenti  </title><content type='html'>&lt;i&gt;A colloquio con Michele Didoni, l’ex allenatore del marciatore: «Ho perdonato Alex. Metabolizzare è difficile, comprendere si deve. Vorrei ricontattarlo»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E un giorno succede che il ritratto della felicità finisca. Bionda lei, 
biondo lui, belli. E vincenti. Bravi ragazzi, con al collo luccicanti 
medaglie, qualche copertina patinata nel palmarès, spot pubblicitari per
 entrambi e discrezione nel raccontarsi. Finisce per colpa di lui. &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/schwazer-squalifica-doping&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;E, gli amanti dell’agiografia manichea, lo spediscono nell’altro campo, quello dei cattivi, perché spesso nella semplificazione mediatica non c’è spazio per le sfumature o per la complessità&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[&lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/schwazer-squalifica-doping&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CONTINUA&lt;/a&gt;]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/schwazer-squalifica-doping&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Linkiesta&lt;/a&gt; del 5 maggio </content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/feeds/2606986841602525446/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/4184656327603124982/2606986841602525446' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/2606986841602525446'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/2606986841602525446'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/2013/05/schwazer-la-condanna-di-dover-essere.html' title='Schwazer, la condanna di dover essere felici e vincenti  '/><author><name>Mauro Ravarino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06488061710984310162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4184656327603124982.post-9041048561664438335</id><published>2013-05-01T15:16:00.000+02:00</published><updated>2013-05-07T15:21:23.919+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cgil"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="diritti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="economia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="fiom"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="lavoro"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="linkiesta"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="manifestazione"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="movimenti"/><title type='text'>Italia disoccupata, ha ancora senso il Primo maggio?  </title><content type='html'>&lt;i&gt;Festa dei lavoratori. Intervista al sociologo Luciano Gallino: «Sui precari i sindacati poco efficaci. Ma il capitalismo si fa autogol con la riduzione dei salari»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&amp;nbsp; &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Adriano Olivetti&lt;/b&gt; pensava che la fabbrica dovesse diffondere intorno a sé bellezza. &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/primo-maggio-disoccupati&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b&gt;Luciano Gallino&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;,
 classe 1927, uno dei più autorevoli sociologi italiani, ha iniziato la 
sua formazione proprio nella storica azienda di Ivrea, studiando i 
processi economici, l’impresa, il lavoro e gli operai. Condivideva 
l’utopia di Olivetti e quel modo di pensare che ora sembra così lontano.
 In seguito, Gallino ha continuato ad analizzare – all’Università (è 
professore emerito a Torino), su giornali e riviste, attraverso convegni
 e saggi – l’evoluzione del mercato del lavoro, sottolineandone le 
distorsioni, le disuguaglianze nella globalizzazione, la crisi, e 
proponendo soluzioni. &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/primo-maggio-disoccupati&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Il suo ultimo libro, La lotta di classe dopo la lotta di classe (Laterza, 2012, 222 pp., 12 euro), indaga come questa, negli ultimi decenni, venga esercitata – rispetto a quella classica – dall’alto al basso; da parte dei vincitori a danno dei perdenti; a scapito, quindi della classe operaia ma anche delle classi medie. Oggi, il lavoro sembra svanire, tra cassa integrazione, licenziamenti e imprese in difficoltà. E questo Primo maggio, non appare una festa come le altre&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[&lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/primo-maggio-disoccupati&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CONTINUA&lt;/a&gt;] &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/primo-maggio-disoccupati&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Linkiesta&lt;/a&gt; del 1 maggio&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: medium none; color: black; overflow: hidden; text-align: left; text-decoration: none;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/feeds/9041048561664438335/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/4184656327603124982/9041048561664438335' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/9041048561664438335'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/9041048561664438335'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/2013/05/italia-disoccupata-ha-ancora-senso-il.html' title='Italia disoccupata, ha ancora senso il Primo maggio?  '/><author><name>Mauro Ravarino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06488061710984310162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4184656327603124982.post-3353422090307380043</id><published>2013-04-25T14:40:00.000+02:00</published><updated>2013-05-07T14:44:38.150+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="etica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="libri"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="linkiesta"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="manifestazione"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Resistenza"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="scuola"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="sinistra"/><title type='text'>Il partigiano, 98 anni: «Giovani, ribellarsi è giusto» </title><content type='html'>&lt;i&gt;25 Aprile, Festa della Liberazione. &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/ottolenghi-ribellarsi-giusto&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Intervista a Massimo Ottolenghi del Partito d’Azione&lt;/a&gt;. «Speravo che l’indignazione portasse a ripulire le istituzioni dalle caste, non a distruggerle»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scuote i fogli sopra una scrivania piena di libri. Sospira. «&lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/ottolenghi-ribellarsi-giusto&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Sono un ragazzo del 1915, un vecchio testardo, figlio del secolo della pianificazione della morte e della desertificazione di tutti i valori&lt;/a&gt;. 
Sono stato e resto un resistente, un democratico in servizio permanente.&lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/ottolenghi-ribellarsi-giusto&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt; I partigiani? Non siamo degni di ricordali&lt;/a&gt;. E se mi chiedete perché, ve
 lo spiego. Perché &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/ottolenghi-ribellarsi-giusto&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;si è pensato a ricostruire il benessere e non gli uomini&lt;/a&gt;, si è perdonato tutto. Non si è epurato, si è lasciato che le 
istituzioni venissero occupate dai partiti, colonizzate dalle caste e 
dalle mafie. &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/ottolenghi-ribellarsi-giusto&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Si è concepita la politica come una carriera, il lavoro come una merce e si è umiliata la Costituzione&lt;/a&gt;. Si è, infine, fatto 
sprezzo e gioco della giustizia, esautorandola e mettendola alla 
berlina».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;center&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;270&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/HdCFMwfV5yA&quot; width=&quot;480&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/center&gt;
&lt;br /&gt;
[&lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/ottolenghi-ribellarsi-giusto&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CONTINUA&lt;/a&gt;]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/ottolenghi-ribellarsi-giusto&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Linkiesta&lt;/a&gt; del 25 aprile &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: medium none; color: black; overflow: hidden; text-align: left; text-decoration: none;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/feeds/3353422090307380043/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/4184656327603124982/3353422090307380043' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/3353422090307380043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/3353422090307380043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/2013/04/il-partigiano-98-anni-giovani.html' title='Il partigiano, 98 anni: «Giovani, ribellarsi è giusto» '/><author><name>Mauro Ravarino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06488061710984310162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/HdCFMwfV5yA/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4184656327603124982.post-2065090536535500217</id><published>2013-03-31T14:48:00.000+02:00</published><updated>2013-05-07T14:53:52.722+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="diritti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="etica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="informazione"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="libri"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="linkiesta"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="movimenti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="tecnologia"/><title type='text'>Non siate ingenui, internet non sarà mai la democrazia  </title><content type='html'>&lt;i&gt;Internet &amp;amp; potere: le idee di Evgeny Morozov: &quot;La rete non è neutrale. Un algoritmo non risolve le ingiustizie. Il web ottimismo fa comodo ai forti&quot;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: medium none; color: black; overflow: hidden; text-align: left; text-decoration: none;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: medium none; color: black; overflow: hidden; text-align: left; text-decoration: none;&quot;&gt;
Un algoritmo salverà il mondo? Internet è libertà, rivoluzione e 
democrazia? La rete spazzerà via criminalità e corruzione politica? 
Aprirà i palazzi del potere come una scatoletta di tonno? Secondo &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/democrazia-internet&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Evgeny Morozov&lt;/a&gt;
 sono ingenuità. &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/democrazia-internet&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;È da alcuni anni che il giovane (1984) sociologo e giornalista bielorusso ribalta i più assodati luoghi comuni del cyber-ottimismo, minando il mito che Internet sia di per sé una forza per il cambiamento sociale, che elevi l’istruzione, salvi l’economia o rovesci un dittatore&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: medium none; color: black; overflow: hidden; text-align: left; text-decoration: none;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: medium none; color: black; overflow: hidden; text-align: left; text-decoration: none;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: medium none; color: black; overflow: hidden; text-align: left; text-decoration: none;&quot;&gt;
[&lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/democrazia-internet&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CONTINUA&lt;/a&gt;]&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/democrazia-internet&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Linkiesta&lt;/a&gt; del 31 marzo &lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/feeds/2065090536535500217/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/4184656327603124982/2065090536535500217' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/2065090536535500217'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/2065090536535500217'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/2013/03/non-siate-ingenui-internet-non-sara-mai.html' title='Non siate ingenui, internet non sarà mai la democrazia  '/><author><name>Mauro Ravarino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06488061710984310162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4184656327603124982.post-7082020609520467340</id><published>2013-03-24T14:52:00.000+01:00</published><updated>2013-05-07T14:53:20.815+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ambiente"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="il manifesto"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="manifestazione"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="movimenti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="no tav"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="territori"/><title type='text'>Così la Valle si scopre di lotta e di governo</title><content type='html'>Il defender bianco attende fuori dal cancello della strada dell’Avanà. 
Dentro ci sono stipati, stretti stretti, alcuni parlamentari del M5s, 
insieme ai collaboratori. Saranno gli ultimi a superare i cancelli del 
cantiere della Maddalena, quelli di Sel sono più avanti, con altri 
grillini, nei due pullman appena transitati.&lt;br /&gt;
Un giovane – trent’anni scarsi, la spilletta con scritto «A sara dura» e
 un inconfondibile accento del sud – tira giù il finestrino, allunga la 
mano e stringe quella di Marisa Meyer, le dice «lei è come Ghandi». 
Marisa, pensionata valsusina di 68 anni, lo scorso anno si incatenò per 
tre ore ai cancelli. «Io, lì dentro non entro, non voglio vedere lo 
sfacelo – sottolinea – ma è giusto che lo facciano questi parlamentari».
 E, così, il misterioso cantiere del tunnel esplorativo, circondato dal 
filo spinato, è stato svelato: «Resta una vergogna. Tutta questa 
militarizzazione non ha senso. Non è un cantiere, è un fortino» tuona 
Alberto Perino, leader storico della lotta, che li ha accompagnati.&lt;br /&gt;
Nel pomeriggio, una folla davvero oceanica, decine di migliaia di 
persone (ottantamila per gli organizzatori), invade, sotto la pioggia 
battente, le strade della Val di Susa, da Susa a Bussoleno. Famiglie con
 bambini – alcuni travestiti da trenini – ragazzi e pensionati, una 
marcia eterogenea e lunghissima, aperta dallo striscione «Difendi il tuo
 futuro». Ambientalisti, Fiom e sindacati di base, centri sociali, 
bandiere dei partiti di sinistra e tantissime spille a Cinque Stelle 
appuntate sulle giacche. «Una manifestazione che chiede cambiamento, 
nessun governo può andare contro questo popolo anzi ne deve raccogliere 
la spinta» sintetizza Giorgio Airaudo, uno dei dodici parlamentari di 
Sel in visita alla Maddalena; i deputati e senatori del M5S sono, 
invece, sessanta, capitanati da Vito Crimi, capogruppo al Senato, che 
lancia la «richiesta di una commissione d’inchiesta» sulla Tav. «Sempre 
più certi che possa venire bloccato» aggiunge il senatore valsusino 
Marco Scibona. «Spesa insopportabile» concorda Sel.&lt;br /&gt;
I parlamentari sono scesi fino a quei 40 metri scavati nella roccia, 
verso quella che considerano un’inutile devastazione. Tecnici del 
movimento hanno messo in difficoltà quelli di Lyon Turin Ferroviaire 
(Ltf), ancora sprovvisti del progetto esecutivo. Alberto Airola, 
senatore torinese del M5S, si è avvicinato ai poliziotti che difendono 
il sito: «Siamo qui anche per liberare voi». Oltre a Perino, presenti 
alla visita al cantiere gli esponenti No Tav Luca Abbà e Lele Rizzo, 
che, a fine manifestazione, ha descritto «il fortino come un set 
cinematografico dove i ruoli non si riconoscono», aggiungendo: «Abbiamo 
preso le misure per smontarlo». Alla Maddalena è arrivato solitario 
anche Stefano Esposito, senatore Pd ultrà Sì Tav, che ha lanciato una 
provocazione ai grillini: «Se votate la fiducia al governo, blocchiamo 
la Tav». Dura risposta di Ivan Della Valle, M5S: «Non facciamo inciuci 
con chi ha rovinato il Paese negli ultimi 20 anni».&lt;br /&gt;
Poche ore dopo, un fiume festoso di ombrelli e striscioni ha travolto 
ogni polemica raccontando il movimento nel suo aspetto più popolare e 
trasversale. «Una manifestazione così grossa non l’avevo mai vista» ha 
detto Perino. Solo una contestazione a Crimi, da parte di militanti Usb 
al grido: «Siamo tutti antifascisti». Dietro alle mamme e ai bambini, i 
gonfaloni di comuni piemontesi, di Napoli e di Corciano (Viterbo), 
qualche politico o sindacalista fuori dal Parlamento (Ferrero e 
Cremaschi), i No Tav francesi e quelli contro il Terzo Valico, i No Muos
 e i sindaci avvolti dal tricolore: «All’Italia non serve un grande 
cantiere per un’opera inutile – è il commento di Nilo Durbiano, sindaco 
di Venaus – ma tante piccole opere».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da&lt;i&gt; il manifesto &lt;/i&gt;del 24 marzo </content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/feeds/7082020609520467340/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/4184656327603124982/7082020609520467340' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/7082020609520467340'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/7082020609520467340'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/2013/03/cosi-la-valle-si-scopre-di-lotta-e-di.html' title='Così la Valle si scopre di lotta e di governo'/><author><name>Mauro Ravarino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06488061710984310162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4184656327603124982.post-2134786328810812926</id><published>2013-03-22T20:30:00.000+01:00</published><updated>2013-03-24T14:57:47.059+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="arti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="musica"/><title type='text'>Please please me, il primo disco dei Beatles ha 50 anni</title><content type='html'>&lt;i&gt;Oggi l’anniversario, ad aprile il Record Store Day. &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/beatles-love-me-do&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;È l’occasione giusta per riprendere in mano il vecchio album e fareil punto sulla stato del vinile&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;
&lt;/i&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
Il produttore George Martin convocò i
quattro ragazzotti di Liverpool nella sede della Emi, a Londra in
Manchester Square, e gli chiese di sporgersi dalla ringhiera della
tromba delle scale. Sorriso. Clic! Ecco, in due righe, la copertina
dell’album &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/beatles-love-me-do&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Please Please Me&lt;/a&gt;, nello scatto di Angus McBean,
fotografo surrealista gallese. Da sinistra a destra, Ringo, da poco
entrato nel gruppo, Paul, George e John.&lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/beatles-love-me-do&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt; Il 22 marzo del 1963 uscìil primo Lp dei Beatles&lt;/a&gt;. Venne registrato, un mese prima, in sole
quindici ore di lavoro, a eccezione dei singoli che erano stati
suonati in studio nell’autunno precedente (Love me do e il brano
che dà il titolo all’album). &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/beatles-love-me-do&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;[CONTINUA] &lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
Da &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/beatles-love-me-do&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Linkiesta&lt;/a&gt; del 22 marzo&lt;i&gt; &lt;/i&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/feeds/2134786328810812926/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/4184656327603124982/2134786328810812926' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/2134786328810812926'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/2134786328810812926'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/2013/03/please-please-me-il-primo-disco-dei.html' title='Please please me, il primo disco dei Beatles ha 50 anni'/><author><name>Mauro Ravarino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06488061710984310162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4184656327603124982.post-4188847010289126501</id><published>2013-03-15T21:56:00.001+01:00</published><updated>2013-03-15T21:56:31.160+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ambiente"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="amianto"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="lavoro"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="morti bianche"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="movimenti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="processo eternit"/><title type='text'>Eternit, Guariniello chiede 20 anni per i «big» Schmidheiny e de Cartier</title><content type='html'>Dello stabilimento di via Oggero, dove la pianura lascia spazio alla 
collina e la scritta rossa «Eternit» si vedeva da lontano, non c&#39;è più 
nulla, se non la palazzina degli uffici, lasciata in piedi quasi come 
monito perché una tragedia simile non si ripeta. Perché «una così grande
 non l&#39;ho mai vista» ha detto, ieri, il pm Raffaele Guariniello a termine della 
requisitoria del processo d&#39;appello, a Torino, in cui ha chiesto la 
condanna a 20 anni per il magnate svizzero Stephan Schmidheiny e per il 
barone belga Louis de Cartier, la testa del colosso dell&#39;amianto, che a 
Casale Monferrato come a Cavagnolo, Rubiera, Bagnoli (e in tanti luoghi 
d&#39;Italia e del mondo) continua a provocare morti. &lt;br /&gt;Un disastro che, 
secondo l&#39;accusa, è conseguenza cosciente della condotta imprenditoriale
 dei due imputati, condannati in primo grado per disastro ambientale 
doloso e omissione dolosa di cautele. «Hanno accettato e continuano ad 
accettare questo immane disastro - ha aggiunto Guariniello - che ha 
colpito e colpisce cittadini, non solo lavoratori. È un disastro che non
 può essere ridotto ai luoghi di lavoro ma si sta consumando ai danni 
della popolazione, di tutti noi. Continua a seminare morte e continuerà a
 farlo chissà fino a quando». Basta alzare lo sguardo, oltre via Oggero,
 per capire che il lascito di quella storia maledetta non è debellato; 
costeggiare le baracche sul Po con i tetti coperti dal grigio ondulato, 
attraversare Casale (dove la bonifica pubblica è stata la più avanzata) e
 dare un&#39;occhiata ai soffitti delle fabbriche abbandonate o abbassare 
gli occhi e osservare il battuto dei cortili di Casale Popolo, 
realizzati con il polverino (il materiale di scarto). &lt;br /&gt;Tutto, qui, 
sapeva di polvere, lo racconta Nicola Pondrano, ex operaio e poi 
sindacalista, che da giovane ancora inconsapevole era rimasto stupito 
dalle scie che le biciclette degli operai lasciavano per strada. Scie 
bianche. Lui è uno dei protagonisti di questa lotta trentennale, insieme
 a Bruno Pesce, sindacalista e coordinatore vertenza amianto, l&#39;oncologa
 Daniela Degiovanni e Romana Blasotti, presidente dell&#39;Afeva, che con i 
suoi occhi chiari e una volontà di ferro ha reagito alle morti in 
famiglia, cinque in tutto, il marito Mario, la figlia Maria Rosa, poi 
una sorella, una cugina e un nipote. &lt;br /&gt;«Oggi - ha ammonito Guariniello
 - stiamo facendo un processo, ma domani ci saranno altri morti. E 
avviene anche in altre parti del mondo, tutto sotto un&#39;unica regia. 
Questa tragedia si è consumata senza che mai fino a oggi nessun 
tribunale abbia chiamato a rispondere i veri responsabili». I parametri 
per cui sono stati chiesti 20 anni sono «l&#39;enorme gravità del danno, 
l&#39;eccezionale intensità dell&#39;elemento soggettivo e il dolo diretto. Non 
siamo - ha sostenuto - al cospetto di titolari di un&#39;officina 
metalmeccanica, ma dei vertici di un&#39;enorme multinazionale, con un&#39;alta 
capacità economica. Gli imputati, per anni, hanno negato la pericolosità
 e la cancerogenicità dell&#39;amianto e sono stati mossi da una volontà 
precisa di proseguire l&#39;attività a tutti i costi mettendo a repentaglio 
la salute dei lavoratori e della popolazione». Infine, «Schmidheiny ha 
mascherato attività di spionaggio e attività lobbistica dietro 
l&#39;attività filantropica per evitare di rispondere della sua condotta 
davanti ai giudici». &lt;br /&gt;Familiari, attivisti, ex lavoratori (i pochi 
rimasti) sono arrivati al Palagiustizia in pullman come a ogni udienza 
del maxi-processo iniziato l&#39;11 dicembre 2009. I numeri sono 
significativi: 3000 vittime (2200 morti e 800 malati, dati in aumento) e
 6300 parti civili costituite. Il pm ha chiesto, inoltre, che gli 
imputati siano condannati anche per le vittime da amianto degli impianti
 di Rubiera e Bagnoli. Un capo di imputazione che la sentenza di primo 
grado aveva considerato prescritto. «Riteniamo che la loro 
responsabilità sia ancora attuale anche per quanto riguarda quei due 
siti». La sentenza è attesa per fine maggio, nella speranza che non sia 
un remake di quella Thyssen. Poi, probabilmente, ci saranno un Eternit 
bis e un tris. È una storia lunga cent&#39;anni, che avrà ancora dolore da 
consumare, ma pretende giustizia.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da&lt;i&gt; il manifesto&lt;/i&gt;, 14 marzo </content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/feeds/4188847010289126501/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/4184656327603124982/4188847010289126501' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/4188847010289126501'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/4188847010289126501'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/2013/03/eternit-guariniello-chiede-20-anni-per.html' title='Eternit, Guariniello chiede 20 anni per i «big» Schmidheiny e de Cartier'/><author><name>Mauro Ravarino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06488061710984310162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4184656327603124982.post-7470209428020462527</id><published>2012-11-27T13:54:00.000+01:00</published><updated>2013-03-15T22:12:10.944+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="diritti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="linkiesta"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="mondo"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="movimenti"/><title type='text'>“Fateci un regalo per Natale: pena di morte per i gay”</title><content type='html'>&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/uganda-gay&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Questo chiederebbero, secondo ilpresidente del Parlamento, i cittadini dell’Uganda&lt;/a&gt;. Dove rischia di
essere approvata a breve una legge che prevede la pena di morte o
l’ergastolo per i gay (ora rischiano 14 anni). Tra liste di
proscrizione e predicatori americani, va in scena in Africa un pogrom
anti-omosessuali.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj3UpcTIk-wIs8YlWARiRVD5e97CLXhmyQeg30Dwe_sUjA0nR49i2FUrdW8Gdfo3G1w1F0RcPSflJ4dcJWW-GZ_hTLbL0qPq1PsvKN74e3FTE9oWNjTowipCKrH1Da-RgNexaRiKHFesZ1D/s1600/uganda-gay.jpeg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;272&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj3UpcTIk-wIs8YlWARiRVD5e97CLXhmyQeg30Dwe_sUjA0nR49i2FUrdW8Gdfo3G1w1F0RcPSflJ4dcJWW-GZ_hTLbL0qPq1PsvKN74e3FTE9oWNjTowipCKrH1Da-RgNexaRiKHFesZ1D/s400/uganda-gay.jpeg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
[&lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/uganda-gay&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CONTINUA&lt;/a&gt;]&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;
Da &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/uganda-gay&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Linkiesta&lt;/a&gt; del 27 novembre&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/feeds/7470209428020462527/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/4184656327603124982/7470209428020462527' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/7470209428020462527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/7470209428020462527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/2012/11/fateci-un-regalo-per-natale-pena-di.html' title='“Fateci un regalo per Natale: pena di morte per i gay”'/><author><name>Mauro Ravarino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06488061710984310162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj3UpcTIk-wIs8YlWARiRVD5e97CLXhmyQeg30Dwe_sUjA0nR49i2FUrdW8Gdfo3G1w1F0RcPSflJ4dcJWW-GZ_hTLbL0qPq1PsvKN74e3FTE9oWNjTowipCKrH1Da-RgNexaRiKHFesZ1D/s72-c/uganda-gay.jpeg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4184656327603124982.post-6657864023180628376</id><published>2012-11-22T23:44:00.002+01:00</published><updated>2013-03-24T14:45:44.667+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cinema"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="diritti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="lavoro"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="linkiesta"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="tff"/><title type='text'>Il gran rifiuto di Ken Loach a Torino: “Sfruttate i lavoratori”</title><content type='html'>&lt;i&gt;Ken Loach ha platealmente rifiutato il Gran Premio Torino.
Motivazione? Per il regista, il Museo del Cinema, o meglio, la
cooperativa Rear (che smentisce e, con il presidente Laus,
consigliere regionale Pd, minaccia querele) sfrutta i lavoratori.
&lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/ken-loach-torino&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Brutta tegola per la Torinodi Fassino alla vigilia del Film Festival&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhawZXG_1m345srzisMB7IsGgXNYSmaNyPMC9wprrYBEZmWNl89NoFrqmNiqjYEqQ0_GKGR9zGh1BpNJ2R-t7rnNBL0Yc1Shyu8Ea7Yr-2QojOYQAbq19r0bbH1xCkIYNLuCkppCLf1IpAd/s1600/Ken-Loach_620x410.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;213&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhawZXG_1m345srzisMB7IsGgXNYSmaNyPMC9wprrYBEZmWNl89NoFrqmNiqjYEqQ0_GKGR9zGh1BpNJ2R-t7rnNBL0Yc1Shyu8Ea7Yr-2QojOYQAbq19r0bbH1xCkIYNLuCkppCLf1IpAd/s400/Ken-Loach_620x410.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;
&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
TORINO – &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/ken-loach-torino&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;In genere ci si limita ad attestati di solidarietà,alla stretta dimano al lavoratore, al minuto di microfono, alloslogan lanciato afavore di telecamera, allo striscione ospitato sulpalco&lt;/a&gt;. Però al premio, alla comparsata sul tappeto più o meno
rosso, spesso non si rinuncia. Si tratti di un regista, di un attore,
di un drammaturgo, di uno scrittore o di un intellettuale impegnato.
Ecco perché il gran rifiuto del Gran Premio Torino di Ken Loach fa
un certo effetto. Buca &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/eccitazione&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;la società dell’eccitazione&lt;/a&gt;, crea un vuoto.
Sullo sfondo non c’è un grande conflitto o paladini da sostenere,
ma una piccola storia cittadina (le condizioni dei lavoratori di una
cooperativa), che però descrive bene il Sistema Torino, un tempo –
quello dei fasti chiampariniani – era un vanto, ora – nell’epoca
del debito – un’impalcatura che barcolla insieme alle sue
contraddizioni.&lt;br /&gt;
[&lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/ken-loach-torino&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;CONTINUA&lt;/a&gt;] 
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/ken-loach-torino&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Linkiesta&lt;/a&gt; del 22 novembre 
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhawZXG_1m345srzisMB7IsGgXNYSmaNyPMC9wprrYBEZmWNl89NoFrqmNiqjYEqQ0_GKGR9zGh1BpNJ2R-t7rnNBL0Yc1Shyu8Ea7Yr-2QojOYQAbq19r0bbH1xCkIYNLuCkppCLf1IpAd/s1600/Ken-Loach_620x410.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/feeds/6657864023180628376/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/4184656327603124982/6657864023180628376' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/6657864023180628376'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/6657864023180628376'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/2012/11/il-gran-rifiuto-di-ken-loach-torino.html' title='Il gran rifiuto di Ken Loach a Torino: “Sfruttate i lavoratori”'/><author><name>Mauro Ravarino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06488061710984310162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhawZXG_1m345srzisMB7IsGgXNYSmaNyPMC9wprrYBEZmWNl89NoFrqmNiqjYEqQ0_GKGR9zGh1BpNJ2R-t7rnNBL0Yc1Shyu8Ea7Yr-2QojOYQAbq19r0bbH1xCkIYNLuCkppCLf1IpAd/s72-c/Ken-Loach_620x410.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4184656327603124982.post-7334041693753245769</id><published>2012-09-15T13:03:00.002+02:00</published><updated>2012-09-15T13:17:37.231+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="fiom"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="il manifesto"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="lavoro"/><title type='text'>Referendum, per Yuri e altri. Storia di sei operai scomodi</title><content type='html'>Ti chiamano alle 12 o alle 16,30, poco cambia. Sei appena tornato dalle 
ferie o, peggio, dalla cassa integrazione. Non hai nemmeno il tempo di 
pensare cosa vorranno dirti che ti avvisano subito: vai in ufficio, ti 
vuole il direttore o la segretaria del capo del personale. Pochi 
dettagli non cambiano una storia che si ripete quasi in fotocopia. 
Percorri i corridoi della fabbrica e quando si apre la porta della 
stanza, l’atteggiamento di chi ti accoglie è ogni volta identico: freddo
 ma educato. Il motivo della chiamata è lo stesso, per tutti, 
licenziamento per «motivi economici».&lt;br /&gt;
È successo a Vittorio, Yuri, Mirko, Martino, Daniele e Paolo. Cinque 
sono iscritti alla Fiom, uno è un ex iscritto. Sono, tra i 
metalmeccanici, le prime vittime della riforma Fornero, che ha 
modificato, svuotandolo, l’articolo 18. D’altronde la legge è in vigore 
dal 18 luglio, perché non applicarla si sarà detto qualche imprenditore 
(nei giorni scorsi ad approfittarne è stato il colosso cinese delle 
telecomunicazioni Huawei, che ha lasciato a casa due lavoratori).&lt;br /&gt;
Questa è la storia di sei lavoratori scomodi. I primi tre lavorano in 
un’azienda dell’astigiano, gli altri in una ditta di Moncalieri, 
sessanta chilometri di distanza lungo le strade di un Piemonte sempre 
più marchionizzato. Partiamo da Cerro Tanaro, in provincia di Asti, 
dalla Lagor, che produce nuclei per trasformatori elettrici. Vittorio 
Gaffodio ha 45 anni e ci lavora dal ’91. «L’ho vista crescere». È membro
 della segreteria provinciale delle tute blu della Cgil, eletto la prima
 volta Rsu nel 2003: «L’anno successivo chiediamo all’azienda un’analisi
 della polveri. Risulta la presenza di silicio e cromo esavalente. 
Preoccupati, chiediamo di fare installare degli aspiratori, ma la 
risposta è picche. Sono percentuali inique, dicono. Successivamente 
facciamo denuncia allo Spresal dell’Asl, che nell’ottobre del 2010 si 
presenta per le indagini. Da quel momento inizia nei miei confronti un 
duro attacco e continue pressioni. In bacheca compare un documento 
aziendale che parla di un rapporto di fiducia rotto, la direzione 
minaccia di togliere i premi aziendali». Vince la paura. «La Fim decide 
di raccogliere le firme per far decadere le Rsu». La Fiom che per sette 
anni era stata maggioranza alle elezioni perde. «E così, nei due anni 
successivi, ogni volta, che spuntava la cassa integrazione ero il primo a
 essere lasciato a casa, con il salario ridotto a 750-800 euro al mese, 
una moglie attualmente disoccupata e un mutuo da pagare».&lt;br /&gt;
Arriviamo a venerdì scorso, alle 12. «Stavo facendo il primo turno, mi 
chiama il direttore e mi dà un foglio. Da quel momento vengo licenziato 
per motivi oggettivi. In una recente visita, richiesta dal medico 
aziendale, sono stato considerato inidoneo nello svolgere il turno di 
notte». Il pretesto. «E pensare che in tutta la mia carriera in Lagor 
l’avrò fatto una settimana tanti anni fa». Vittorio si domanda: «Questi 
sarebbero licenziamenti economici? Si risolve la crisi mandando a casa 
tre lavoratori in uno stabilimento che ne conta cento? Non sono altro 
che discriminatori contro chi ha alzato la testa. Prima della riforma 
Fornero si sarebbe aperta una procedura di mobilità. Ora, non ho nemmeno
 il diritto agli ammortizzatori». Ma rimane ottimista e spera nel 
referendum contro la riforma.&lt;br /&gt;
Insieme a Gaffodio, il licenziamento è stato notificato a Mirko 
Passalacqua e a Yuri Cravanzola: «Non sarò un rompiscatole come Vittorio
 – racconta Cravanzola – ma da quando decisi di non firmare il documento
 che fece decadere le Rsu, anch’io ho subito pressioni e l’offerta di 
una buonuscita di 7 mila euro. Non l’ho accettata. Venerdì è stata una 
doccia fredda. Vogliono toglierci ogni diritto, renderci schiavi. Il 
ministro Fornero diceva che con la riforma ci avrebbe fatto un favore, 
mi chiedo ora, che avrebbe fatto se voleva farci un torto».&lt;br /&gt;
Sta seguendo da vicino la vicenda Giuseppe Morabito, segretario Fiom 
Asti: «C’è stato un calo di commesse, ma l’azienda non ha mai chiesto 
cassa straordinaria o mobilità. Impugneremo i licenziamenti e 
dimostreremo che i motivi non sussistono. Purtroppo, i lavoratori 
rischiano di vedersi riconosciuto solo l’indennizzo e non il reintegro».&lt;br /&gt;
A Moncalieri, alla Model Master, azienda di design con 150 addetti, 
stesso copione: tre lavoratori, iscritti alla Fiom e il pretesto della 
crisi. Martino Grisorio, ex Rsu entrato in fabbrica 25 anni fa, racconta
 la sua vicenda e quella dei colleghi, Daniele Giordanino e Paolo 
Bauducco, modellatori di stile: «Il 3 settembre, alle 16,30, veniamo 
convocati e ci viene data lettera di licenziamento con motivazioni 
oggettive di natura economica».&lt;br /&gt;
Per Giordanino non è una prima volta: anni fa era stato licenziato senza
 giusta causa e poi riammesso dal giudice, grazie all’articolo 18. Come 
alla Lagor, c’è un passaggio determinante: «Nei mesi scorsi ci siamo 
opposti all’adozione di un contratto stile Fiat, con l’uscita da 
Confindustria e dal contratto nazionale. E da quel momento l’azienda ha 
evitato ogni dialogo con noi, anche quando è stata decisa una quarta 
settimana di chiusura di alcuni reparti. Non sono veri i motivi 
economici: mesi fa sono stati assunti alcuni addetti nel nostro reparto.
 Noi siamo i primi a subire la riforma, c’è bisogno di un argine. 
Dobbiamo convincere i giudici della discriminazione». Mercoledì ci sono 
state due ore di sciopero. Secondo Edi Lazzi, funzionario Fiom, «questa 
vicenda testimonia come sia una legge sbagliata e da cambiare».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da&lt;i&gt; il manifesto&lt;/i&gt; del 14 settembre </content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/feeds/7334041693753245769/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/4184656327603124982/7334041693753245769' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/7334041693753245769'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/7334041693753245769'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/2012/09/referendum-per-yuri-e-altri-storia-di.html' title='Referendum, per Yuri e altri. Storia di sei operai scomodi'/><author><name>Mauro Ravarino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06488061710984310162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4184656327603124982.post-5541370773003863033</id><published>2012-08-17T14:05:00.000+02:00</published><updated>2012-11-23T00:04:09.856+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ambiente"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="linkiesta"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="nucleare"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="territori"/><title type='text'>Nucleare, grandi annunci ma la bonifica è “all’italiana” </title><content type='html'>&lt;i&gt;«Trino Vercellese sarà la prima delle quattro centrali nucleari italiane
 a essere completamente smantellata», ha annunciato la scorsa settimana 
la Sogin (la società di Stato incaricata delle bonifiche atomiche). Il 
ministero dello Sviluppo economico ha infatti approvato il decreto di 
“disattivazione dell’impianto”. Ma c’è un particolare che rovina la 
festa: il deposito nazionale delle scorie ancora è di là da venire. E 
così l’operazione è più di facciata che di sostanza.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: medium none; color: black; overflow: hidden; text-align: left; text-decoration: none;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhNzLRZpp6rJq3vF5KiIgSuwzqNw99JHET0AtQ8zGDNJg8OoboFQJ0Rom8eWsOxAmkoaO7wC6Fb7o9fM-fybWwvQo_IwPLv-rzoJtB1HcslZHUSJIM47TcC4Z0S04HMSyomEBtu_3HTMCuO/s1600/centrale.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;155&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhNzLRZpp6rJq3vF5KiIgSuwzqNw99JHET0AtQ8zGDNJg8OoboFQJ0Rom8eWsOxAmkoaO7wC6Fb7o9fM-fybWwvQo_IwPLv-rzoJtB1HcslZHUSJIM47TcC4Z0S04HMSyomEBtu_3HTMCuO/s400/centrale.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: medium none; color: black; overflow: hidden; text-align: left; text-decoration: none;&quot;&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: medium none; color: black; overflow: hidden; text-align: left; text-decoration: none;&quot;&gt;
Trino Vercellese è una zattera galleggiante immersa nella pianura 
padana, appoggiata al Po e al Monferrato. Da oltre mezzo secolo, la sua 
storia è legata al nucleare, nonostante in 23 anni di attività 
(1964-1987) la &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/italia-nucleare&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;centrale Enrico Fermi&lt;/a&gt; abbia prodotto 26 miliardi di kWh 
di elettricità, allo stato attuale dei consumi in Italia, pari a circa 
26 giorni di fabbisogno.&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: medium none; color: black; overflow: hidden; text-align: left; text-decoration: none;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/italia-nucleare&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;[CONTINUA]&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: medium none; color: black; overflow: hidden; text-align: left; text-decoration: none;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: medium none; color: black; overflow: hidden; text-align: left; text-decoration: none;&quot;&gt;
Da &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/italia-nucleare&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Linkiesta&lt;/a&gt; del 17 agosto&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/feeds/5541370773003863033/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/4184656327603124982/5541370773003863033' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/5541370773003863033'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/5541370773003863033'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/2012/08/nucleare-grandi-annunci-ma-la-bonifica.html' title='Nucleare, grandi annunci ma la bonifica è “all’italiana” '/><author><name>Mauro Ravarino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06488061710984310162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhNzLRZpp6rJq3vF5KiIgSuwzqNw99JHET0AtQ8zGDNJg8OoboFQJ0Rom8eWsOxAmkoaO7wC6Fb7o9fM-fybWwvQo_IwPLv-rzoJtB1HcslZHUSJIM47TcC4Z0S04HMSyomEBtu_3HTMCuO/s72-c/centrale.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4184656327603124982.post-516141294438414181</id><published>2012-08-07T23:00:00.000+02:00</published><updated>2012-11-22T23:46:13.157+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ambiente"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="diritti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="il manifesto"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="manifestazione"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="movimenti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="no tav"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="territori"/><title type='text'>No Tav, il Terzo fronte</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;sommario&quot; style=&quot;padding-bottom: 5px;&quot;&gt;
&lt;i&gt;Tra espropri, blocchi e
 presìdi, in val Lemme, valle Scrivia e Valpolcevera, cresce un altro 
movimento contro l&#39;alta velocità: quello che non vuole il Terzo valico 
tra Piemonte e Liguria. Rifinanziato dal governo Monti&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;div class=&quot;bodytext&quot;&gt;
In alta Val Lemme gli alberi si fanno fitti e
 non c&#39;è spazio per i rumori della pianura, come quelli che si 
orchestrano stonati attorno al mega outlet di Serravalle Scrivia. Qui, 
il Piemonte diventa quasi Liguria, ma prima di scollinare si arrampica 
sulla ripida cresta degli Appennini. Tra queste rocce vogliono farci 
passare il Terzo Valico dei Giovi, 53 chilometri di linea ferroviaria ad
 alta velocità e alta capacità (per ora un ibrido senza precisa 
destinazione), 39 dei quali in galleria, da Genova a Tortona, anzi a 
Rivalta Scrivia, parte del corridoio 24, tra il porto della Lanterna e 
quello di Rotterdam. Sono 115 milioni di euro al chilometro per una 
spropositata cifra totale di 6,2 miliardi di euro, quanto il taglio alle
 pensioni del governo Monti, che come il precedente esecutivo 
Berlusconi, sostiene l&#39;opera considerata strategica (seppur non 
giustificata dal punto di vista della domanda del trasporto). Per non 
parlar dei problemi relativi all&#39;amianto e alle falde acquifere. Del 
Terzo Valico se ne discute da oltre 20 anni, un progetto capostipite 
risaliva addirittura al 1988 (linea veloce Genova-Milano), ma è nel 1991
 che prende - seppur mutevole - un&#39;astratta forma. L&#39;anno in cui nasce 
il general contractor che dovrebbe realizzare la grande opera e 
dividersi la torta: il Cociv. Il consorzio, guidato da Impregilo (tra 
gli azionisti, Gavio, che a Tortona ha sempre fatto il bello e il 
cattivo tempo) con Tecnimont, Condotte d&#39;Acqua e Civ, ha redatto il 
progetto per conto della Tav spa di Rfi.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;bodytext&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
E, ora, dopo alti e bassi, 
&quot;fori pilota&quot; bloccati dalla magistratura nel 1998, legge obiettivo (che
 nel 2001 la inserì nelle infrastrutture ferroviarie strategiche), 
delibera Cipe (2006) e primi due lotti finanziati, siamo arrivati - 
senza ancora nessun progetto esecutivo - agli espropri, più precisamente
 agli iter di immissione in possesso che ne sono il preludio, in vista 
dell&#39;adeguamento della viabilità propedeutica ai lavori di scavo (primo 
lotto, Berlusconi: 500 mila euro). Così, per far posto a gallerie, 
rotonde, strade - in un contesto naturalistico scomposto e sventrato - 
viene tolto spazio a campi, giardini, garage e case. Niente deve essere 
d&#39;intralcio in Val Lemme come in Valle Scrivia, nell&#39;alessandrino, o in 
Valpolcevera, sull&#39;altro versante genovese. Le lettere ai proprietari 
sono arrivate a fine giugno. Il movimento contro il Terzo Valico, forte 
della manifestazione che il 26 maggio ha portato 2500 persone ad Arquata
 Scrivia, non si è fatto trovare impreparato. E da Libarna, già città 
romana lungo la via Postumia, in su, le strade si sono riempite di 
bandiere No Tav, quelle bianche e rosse della Val di Susa. Anche 
Pasquale, che vive a Crenna, nel comune di Serravalle Scrivia, in una 
casetta ex cantoniera poco prima della galleria, l&#39;ha appesa alla 
finestra. Gli hanno proposto 60 euro per l&#39;esproprio di 40 metri 
quadrati e 40 euro annui per l&#39;occupazione provvisoria di altri 317 
metri che comprendono la sua abitazione in pietra, acquistata e 
ristrutturata con fatica e non senza beghe legali con l&#39;ex proprietario.
 «Quando mi è arrivata la lettera, temevo una multa per eccesso di 
velocità. Aperta, scopro invece che mi vogliono portare via la casa». In
 cambio di cento euro. Pasquale lo racconta con una tranquillità, piena 
di stupore. Potrebbe riavere le sue pareti dopo (minimo) dieci mesi ma 
con uno stradone in mezzo al giardino e un finale senza happy end che 
ricorda un film francese Home (di Ursula Meier, 2008), dove la quiete di
 una famiglia, che vive in campagna ai margini di un&#39;autostrada mai 
completata, viene interrotta dall&#39;inaugurazione improvvisa del tratto, 
isolandola così dal resto del pianeta. «Vado in Comune - continua 
Pasquale - chiedo delucidazioni, ma non ottengo risposte. Allora, decido
 di rivolgermi ai comitati. Ed è stato un bene». &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;bodytext&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
Il movimento No Tav
 - Terzo Valico resuscitato nell&#39;inverno, dopo il sì del governo Monti 
al rifinanziamento del secondo lotto (un milione e cento mila euro), in 
queste settimane ha organizzato, per evitare gli espropri, blocchi e 
presidi nei paesi delle valli. «Il Cociv - racconta Claudio Sanita, 
comitato Arquata Scrivia - si è presentato scortato a Trasta e Borgo 
Fornari in Valpolcevera e a Serravalle Scrivia. Ma ha girato i tacchi. 
Siamo in tanti, la gente è partecipe e solidale». E pensare che a 
gennaio «eravamo solo io e Luca a volantinare per Arquata, ora siamo in 
centinaia tra i vari comitati». A Trasta, la Digos ha identificato una 
quarantina di manifestanti, per loro scatterà una denuncia per 
interruzione di pubblico servizio. I legali dei No Tav hanno, invece, 
provato a chiedere una sospensiva delle procedure al Tar. Ricorso 
bocciato a fine luglio: «Leggendo nel merito la sentenza - spiega Sanita
 - si dice che il Terzo valico è una grande opera pubblica, mentre i 
cittadini difendono i loro cortili. La realtà diversa: il Cociv è 
l&#39;interesse privato, la battaglia dei cittadini è di interesse pubblico.
 In difesa delle falde acquifere, della salute e della nostra terra». &lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;bodytext&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
E
 chi ha paura è Arquata Scrivia. Teme di rimanere senz&#39;acqua e che le 
fonti della frazione di Rigoroso, sotto il monte Zuccaro, restino 
irrimediabilmente compromesse dai lavori per il tunnel. «I danni 
sarebbero gravi per tutto il territorio. La delibera Cipe prevede che 
nel caso in cui i lavori intercettassero la falda e il paese rimanesse 
senz&#39;acqua verrebbe fornito un servizio con autobotti e verrebbe 
successivamente realizzato un acquedotto alternativo. Significa rimanere
 per almeno tre anni senz&#39;acqua. Non è ammissibile. Per questo chiediamo
 una seria analisi idrogeologica» sottolinea il sindaco Paolo Spineto, a
 capo di una maggioranza di centrodestra. Il rischio è un altro Mugello, dove dopo diciassette anni di lavori per l&#39;alta velocità si sono ritrovati
 acquedotti fuori uso e sorgenti prosciugate. Spineto è l&#39;unico primo 
cittadino schierato apertamente contro il Terzo Valico, il Pd 
alessandrino sul tema è stato spesso silente, ora invoca un Osservatorio
 e il presidente della provincia, Paolo Filippi, darebbe l&#39;ok solo se 
scongiurato il rischio amianto. Ma il partito di Bersani paga il doppio 
filo con cui è legato al potentissimo Fabrizio Palenzona, vicepresidente
 di Unicredit già presidente della provincia, in quota Margherita, 
presidente poi, per poche settimane, di Impregilo in quota Gavio, che, 
dopo aver per anni controllato il gruppo con Ligresti e Benetton, è 
diventato azionista principale, ma si è visto recentemente soffiare il 
giocattolo dal romano Salini.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;bodytext&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
Tanti sono gli interessi attorno 
all&#39;opera, nonostante le controindicazioni sollevate dai comitati. Come 
l&#39;impatto paesaggistico e ambientale e i rischi connessi all&#39;amianto, 
che potrebbe finire nei detriti portati nelle cave di pianura. I 
sostenitori rassicurano. «Ma queste sono rocce serpentinitiche» racconta
 Mario Bavastro (Legambiente, memoria storica della lotta contro 
l&#39;ecomostro) indicando una parete vicino a Voltaggio, antico borgo nel 
cuore della Val Lemme. Qui, e a Franconalto, stampati indelebilmente 
nella montagna, ci sono da quindici anni quei fori pilota che 
rappresentano una storia esemplare quanto grottesca: «Il 9 dicembre del 
1996 - continua Bavastro - il Cociv scrive al comune di Fraconalto 
chiedendo di dichiarare l&#39;ubicazione del foro di proprio gradimento, il 
sindaco risponde subito di sì. I lavori partono, ma dal sondaggio 
geodiagnostico come doveva essere, gli scavi diventano quelli per una 
galleria di servizio. Parte, allora, l&#39;esposto di Wwf Liguria. Nel 
febbraio del &#39;98 il ministro Edo Ronchi ferma i lavori, mai ripresi. 
Scatta parallelamente l&#39;indagine della magistratura per truffa aggravata
 ai danni dello Stato, il processo verrà, però, poi trasferito da Milano
 a Genova e il reato ipotizzato ridotto a truffa ai danni dello Stato. 
Gli inquisiti di allora verranno prescritti, grazie alla legge ex 
Cirielli, e tuttora, vedi il senatore Luigi Grillo (Pdl), continuano a 
essere i maggiori sponsor del progetto».&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;bodytext&quot;&gt;
&lt;br /&gt;
Per la gente delle valli, il
 Terzo Valico assume le forme di un serpente. Sguscia e scompare per 
anni, poi rispunta mutevole. La linea è per passeggeri? Forse. Per 
merci? Forse. È per entrambi, seppur difficilmente possano coesistere. 
Voleva addirittura infilarsi in una scuola elementare, Villa Sanguineti a
 Trasta, e piazzarci lì gli uffici del Cociv. Pericolo scampato. «Ma 
rimane una brutta grana» dicono in coro nei presidi, dove tra le balle 
di fieno si condividono pasti, sorrisi e indignazione. Ci vengono in 
tanti, giovani e vecchi. In pianura, dove il tratto vedrebbe per la 
prima volta la luce, preoccupa l&#39;intasamento su Ca&#39; del Sole (Serravalle
 Scrivia): «La galleria della Crenna verrà chiusa per minimo dieci mesi 
per adeguare la viabilità - racconta Gianfranco Marchesotti, 
sindacalista storico, che conosce bene il tessuto socioeconomico della 
zona - e tutto il traffico si riverserà sulle strade del Rastellino e 
della Lomellina. Risultato? Inquinamento atmosferico e acustico 
centuplicato sulle colline coltivate a vigneti doc. Ed è solo uno dei 
tanti danni di quest&#39;opera inutile». Alla sera, Gianfranco si ritrova 
nel circolo Lavoro e Libertà di via Berthoud per la riunione del 
Comitato serravallese. Presenti anche Elio Pollero, che a capo della 
lista di sinistra Serravalle Futura ha strappato nelle recenti 
amministrative un incoraggiante 27,5%, e molti &quot;espropriati&quot;. Come Jole 
Perassolo, Sandra Cumo, Adriano Rossi e Martina Accorsi: «Vivendoli 
direttamente - raccontano - abbiamo capito quanti problemi in comune 
abbiamo con la Val di Susa. Ci vogliono imporre un&#39;opera assurda con la 
forza. Non possiamo accettarlo. Dobbiamo stargli addosso come le 
mosche». Qui si dice, a saià düa!&lt;/div&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.notavterzovalico.info/wp-content/uploads/2012/08/20120807nazionale1.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;l&#39;articolo in pagina&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Da&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20120807/manip2pg/16/manip2pz/326945/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;il manifesto&lt;/a&gt; del 7 agosto</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/feeds/516141294438414181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/4184656327603124982/516141294438414181' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/516141294438414181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/516141294438414181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/2012/08/no-tav-il-terzo-fronte.html' title='No Tav, il Terzo fronte'/><author><name>Mauro Ravarino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06488061710984310162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4184656327603124982.post-6068231760841959818</id><published>2012-07-07T19:24:00.001+02:00</published><updated>2012-07-07T19:58:31.424+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="diritti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="fatto quotidiano"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="migranti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="movimenti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="no tav"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="territori"/><title type='text'>Migranti e sans papiers invadono Torino e la Val Susa</title><content type='html'>&lt;object classid=&quot;clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000&quot; codebase=&quot;http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=9,0,47,0&quot; height=&quot;270&quot; id=&quot;flashObj&quot; width=&quot;480&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://c.brightcove.com/services/viewer/federated_f9?isVid=1&amp;isUI=1&quot; /&gt;&lt;param name=&quot;bgcolor&quot; value=&quot;#FFFFFF&quot; /&gt;&lt;param name=&quot;flashVars&quot; value=&quot;videoId=1711115593001&amp;playerID=1329505880001&amp;playerKey=AQ~~,AAABNTOXzWk~,XOQppeUuyCHFPHir3rZfgAp9TwwwWZB0&amp;domain=embed&amp;dynamicStreaming=true&quot; /&gt;&lt;param name=&quot;base&quot; value=&quot;http://admin.brightcove.com&quot; /&gt;&lt;param name=&quot;seamlesstabbing&quot; value=&quot;false&quot; /&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot; /&gt;&lt;param name=&quot;swLiveConnect&quot; value=&quot;true&quot; /&gt;&lt;param name=&quot;allowScriptAccess&quot; value=&quot;always&quot; /&gt;&lt;embed src=&quot;http://c.brightcove.com/services/viewer/federated_f9?isVid=1&amp;isUI=1&quot; bgcolor=&quot;#FFFFFF&quot; flashVars=&quot;videoId=1711115593001&amp;playerID=1329505880001&amp;playerKey=AQ~~,AAABNTOXzWk~,XOQppeUuyCHFPHir3rZfgAp9TwwwWZB0&amp;domain=embed&amp;dynamicStreaming=true&quot; base=&quot;http://admin.brightcove.com&quot; name=&quot;flashObj&quot; width=&quot;480&quot; height=&quot;270&quot; seamlesstabbing=&quot;false&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowFullScreen=&quot;true&quot; allowScriptAccess=&quot;always&quot; swLiveConnect=&quot;true&quot; pluginspage=&quot;http://www.macromedia.com/shockwave/download/index.cgi?P1_Prod_Version=ShockwaveFlash&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La marcia europea dei &lt;b&gt;sans papiers&lt;/b&gt; e dei &lt;b&gt;migranti&lt;/b&gt; fa tappa a Torino e in &lt;b&gt;Val di Susa&lt;/b&gt;. Partita il 2 giugno da Bruxelles sta attraversando a piedi sette diversi Paesi: Belgio, Olanda, Lussemburgo, Francia, Germania, Svizzera e, appunto, Italia. Per rivendicare &lt;span class=&quot;content&quot;&gt;la &lt;b&gt;libera circolazione delle persone&lt;/b&gt; sul territorio continentale e per chiedere l’esercizio totale dei &lt;b&gt;diritti&lt;/b&gt;
 degli oltre 20 milioni e 200 mila cittadini migranti residenti 
nell’Unione Europea. Martedì, la carovana ha invaso il centro cittadino –
 un serpentone di storie, denunce, passioni, colori e musica -, ieri ha 
discusso di &lt;b&gt;diritto di asilo&lt;/b&gt; a San Salvario, oggi andrà invece nella valle dei &lt;b&gt;No Tav&lt;/b&gt;,
 “terra di lotte e di frontiera”. Domenica, al parco del Valentino, in 
riva al Po, ci sarà la grande festa della solidarietà. Ultima tappa 
della marcia sarà Strasburgo, il 2 luglio, dove i migranti porteranno le
 proprie richieste al Parlamento europeo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;content&quot;&gt;Da &lt;i&gt;Il fatto quotidiano&lt;/i&gt;,&amp;nbsp; 28 giugno&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/feeds/6068231760841959818/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/4184656327603124982/6068231760841959818' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/6068231760841959818'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/6068231760841959818'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/2012/07/migranti-e-sans-papiers-invadono-torino_5956.html' title='Migranti e sans papiers invadono Torino e la Val Susa'/><author><name>Mauro Ravarino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06488061710984310162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4184656327603124982.post-4393189836008036973</id><published>2012-06-04T12:20:00.000+02:00</published><updated>2012-06-04T12:22:05.210+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="arti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="informazione"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="libri"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="linkiesta"/><title type='text'>Siamo tutti figli della società eccitata</title><content type='html'>&lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/eccitazione&quot;&gt;Grande è l’eccitazione sotto il cielo, ma la situazione è tutto fuorché eccellente&lt;/a&gt;. Lo spettacolare, lo sconvolgente, il sensazionale 
sono diventati normalità. Una studentessa ustionata sulla copertina di 
un quotidiano, nome e indirizzo del presunto mostro di Brindisi 
pubblicati su Twitter, le settanta foto del ritrovamento del cadavere di
 Sarah Scazzi scaricabili da un sito. Tutto a portata di un clic, perché
 se negli anni Sessanta, a mo’ di freddura, si diceva che la&amp;nbsp;&lt;i&gt;Bild&lt;/i&gt;
 (il vendutissimo tabloid tedesco) «è stato il primo a parlare con il 
cadavere», negli ultimi anni il sensazionalismo è diventato paradigma 
del sistema dei media (e non solo).&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/eccitazione&quot;&gt;&lt;b style=&quot;font-weight: normal;&quot;&gt;Inquieto, nevrotico, affamato di stimoli anche momentanei, assuefatto da un profluvio di choc emotivi&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;
 (che non hanno tempo di sedimentarsi nella coscienza), sovraeccitato ma
 non appagato: ecco l’homo sapiens del XXI secolo, preda di un 
sovraccarico di sensazioni audiovisive. A tutti i costi. Perché, a tutti
 i costi, bisogna esserci, anzi essere percepiti. E sgomitare per non 
rischiare la dannazione all’oblio eterno. Lo spiega bene&lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/eccitazione&quot;&gt; &lt;span class=&quot;rossogranata&quot;&gt;Christoph Türcke&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, professore di filosofia all’Accademia di arti visive di Lipsia, nel suo &lt;span class=&quot;rossogranata&quot;&gt;&lt;i&gt;La società eccitata;&lt;/i&gt;&amp;nbsp;&lt;i&gt;Filosofia della sensazione &lt;/i&gt;(Bollati Boringhieri, 2012, pagine 342)&lt;/span&gt;,
 un’imponente e complessa analisi della contemporanea società della 
sensazione: «Una società che non è nuova per niente, bensì in 
costruzione da secoli». Türcke elabora una (post)moderna declinazione, 
un’estrema propaggine, della Società dello spettacolo di Guy Debord, lo 
fa in modo serio, attualizzando le intuizioni del teorico del 
situazionismo e ancorandole a un terreno storico. Ha costruito così 
un’archeologia del concetto di sensazione, dal Rinascimento 
all’Illuminismo a oggi. Lungo secoli in cui il significato fisiologico 
di sensazione ha subito uno slittamento semantico: «Dalla percezione più
 comune alla percezione dell’inconsueto per disegnare, da ultimo, 
l’inconsueto stesso». &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/eccitazione&quot;&gt;Il sensazionale, che dovrebbe essere raro oltre che sconvolgente, da caso limite diventa norma.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/eccitazione&quot;&gt;[CONTINUA]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: medium none; color: black; overflow: hidden; text-align: left; text-decoration: none;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;background-color: white; border: medium none; color: black; overflow: hidden; text-align: left; text-decoration: none;&quot;&gt;
Da &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/eccitazione&quot;&gt;Linkiesta&lt;/a&gt; del 3 giugno&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/feeds/4393189836008036973/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/4184656327603124982/4393189836008036973' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/4393189836008036973'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/4393189836008036973'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/2012/06/siamo-tutti-figli-della-societa.html' title='Siamo tutti figli della società eccitata'/><author><name>Mauro Ravarino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06488061710984310162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4184656327603124982.post-3183592449397238381</id><published>2012-05-09T23:30:00.000+02:00</published><updated>2012-05-15T15:34:24.837+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ambiente"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="diritti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="il manifesto"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="movimenti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><title type='text'>Le cartucce del governatore Cota contro il referendum anti-caccia</title><content type='html'>&lt;i&gt;&amp;nbsp;Il &quot;tranello&quot; della Regione Piemonte: abrogata la legge oggetto di consultazione, ma le norme restano uguali&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una battaglia lunga 25 anni scippata in una manciata di minuti. Quelli 
impiegati per approvare un emendamento alla finanziaria proposto 
dall&#39;assessore piemontese Claudio Sacchetto (Lega Nord) per abrogare la 
legge regionale sulla caccia e, così, cancellare il referendum previsto 
per il prossimo 3 giugno. Ebbene sì, in Piemonte si doveva votare per 
limitare la caccia, proteggere 25 specie (alcune a rischio di 
estinzione), impedirla la domenica e su terreni innevati. Un 
appuntamento atteso dal 1987, quando le associazioni animaliste e 
ambientaliste raccolsero 60mila firme ma furono poi trascinate in 
un&#39;estenuante battaglia legale attraverso 9 gradi di giudizio e 
ostacolate da un ostruzionismo istituzionale, di ogni colore politico 
(tanto è forte la piccola lobby dei cacciatori, 0,6% dei piemontesi). &lt;br /&gt;
Dopo
 un quarto di secolo, in attesa di esercitare un diritto di voto, 
all&#39;inizio di quest&#39;anno il Tar aveva imposto alla Regione l&#39;indizione 
del referendum. L&#39;appello per il voto era stato firmato dal presidente 
emerito della Corte costituzionale Gustavo Zagrebelsky e si era rimesso 
in moto il vecchio comitato promotore (Pro Natura, Lav, Lac, Lipu, Wwf, 
Italia Nostra, Legambiente, Radicali), che ora attacca: «Uno schiaffo 
alla democrazia». L&#39;abrogazione «è un espediente per evitare il 
referendum, senza che vengano assunti in legge i quesiti referendari». 
Ma non si dà per vinto: è pronto a nuovi ricorsi. E il 3 giugno, il 
movimento sarà in piazza a Torino per una manifestazione nazionale. &lt;br /&gt;
Piero
 Belletti, professore universitario di genetica agraria, è stato uno dei
 primi firmatari del referendum, ora è il portavoce del comitato: «Sono 
stati calpestati i diritti dei cittadini: hanno abrogato la legge 
oggetto di referendum con l&#39;accordo di farne un&#39;altra appena passato il 
rischio di una consultazione. E hanno giustificato il tutto con il 
risparmio delle spese (malgrado il comitato avesse chiesto 
l&#39;accorpamento alle amministrative, ndr)». «Saluto positivamente il 
risparmio di 22 milioni - ha detto il presidente Roberto Cota - che, in 
un momento così delicato, potranno essere impegnati a sostegno delle 
categorie più deboli». Colpo di mano contestato dall&#39;opposizione: Sel, 
Fds, Idv, M5s e, in modo più sfumato, dal Pd . Ieri, bagarre in aula. E,
 mentre manca ancora il parere del Collegio di garanzia e il disegno di 
una nuova legge rimane per Cota «un augurio», Andrea Stara (Insieme per 
Bresso) avverte che l&#39;escamotage dell&#39;abrogazione «non basta a evitare 
le urne».&lt;br /&gt;
«È grave che le iniziative che favoriscono la 
partecipazione diretta vengano liquidate come uno spreco. Ovvio che 
abbiano un costo, se no aboliamo le elezioni?», denuncia Belletti. 
«Quello che è successo - aggiunge il portavoce - dimostra come in Italia
 non esista più la certezza del diritto, la classe politica può fare ciò
 che vuole». Il vuoto normativo è stato coperto dalla legge nazionale 
sull&#39;attività venatoria, più permissiva (44 specie cacciabili contro le 
29 della legge piemontese). Ma il comitato non considera persa la 
partita: «Oltre a ricorsi amministravi, non escludiamo una denuncia 
penale. Riteniamo si sia configurata una violazione ai diritti 
costituzionali dei cittadini».&lt;br /&gt;
E, sul tema democrazia, interviene 
Daniela Bauduin, avvocato e studiosa di diritto: «Ci sono profili di 
possibile illegittimità costituzionale: hanno abrogato la legge oggetto 
di referendum ma non l&#39;hanno sostituita con un&#39;altra di diversi principi
 ispiratori, hanno invece applicato quella nazionale, con principi 
uguali».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da&lt;i&gt; il manifesto&lt;/i&gt; del 9 maggio</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/feeds/3183592449397238381/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/4184656327603124982/3183592449397238381' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/3183592449397238381'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/3183592449397238381'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/2012/05/le-cartucce-del-governatore-cota-contro.html' title='Le cartucce del governatore Cota contro il referendum anti-caccia'/><author><name>Mauro Ravarino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06488061710984310162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4184656327603124982.post-2219581676245016927</id><published>2012-04-21T23:54:00.001+02:00</published><updated>2012-04-23T18:58:26.935+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cgil"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="economia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="fiom"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="lavoro"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="linkiesta"/><title type='text'>Alenia, il &quot;covo&quot; Fiom che ha invitato la Fornero</title><content type='html'>&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Viaggio nell’azienda torinese che lunedì ospiterà la ministra già  aspramente contestata oggi dagli studenti. 3.300 dipendenti, la metà  impiegati, il cervello dell’aeronautica militare. A marzo bloccarono  corso Francia per protestare contro la riforma del lavoro. Ora vogliono  confrontarsi. È stata la Fiom a chiedere l’incontro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Torino. Corso Marche ha il passo svelto della periferia. &lt;/strong&gt;Una  lunga arteria di scorrimento, anonima come tante, che dovrebbe  diventare un nodo residenziale della Torino del futuro. Strade (forse il  raccordo urbano della Tav), verde e palazzi al posto dell&#39;area  industriale Alenia. Attualmente però, al numero 41, smantellate le  officine, ci lavorano ancora 1500 dipendenti, quasi tutti impiegati: il  cervello dell&#39;aeronautica militare. È una sede storica, centenaria  (fondata nel 1916), prima col marchio Pomilio, poi Ansaldo, Fiat,  Aeritalia e, infine, Alenia Aeronautica (dal primo gennaio ribattezzata  Alenia Aermacchi), controllata da Finmeccanica. &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/fornero-alenia-torino&quot;&gt;[CONTINUA]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;overflow: hidden; color: rgb(0, 0, 0); background-color: rgb(255, 255, 255); text-align: left; text-decoration: none; border: medium none;&quot;&gt;&lt;br /&gt;Da &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/fornero-alenia-torino&quot;&gt;Linkiesta&lt;/a&gt; del 21 aprile&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/feeds/2219581676245016927/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/4184656327603124982/2219581676245016927' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/2219581676245016927'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/2219581676245016927'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/2012/04/alenia-il-covo-fiom-che-ha-invitato-la.html' title='Alenia, il &quot;covo&quot; Fiom che ha invitato la Fornero'/><author><name>Mauro Ravarino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06488061710984310162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4184656327603124982.post-1158260170909226557</id><published>2012-03-08T23:32:00.000+01:00</published><updated>2012-04-13T00:38:19.490+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ambiente"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="il secolo xix"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="movimenti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="no tav"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><title type='text'>Tav, Plano: «Compensazioni? Solo frasi a effetto»</title><content type='html'>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhqHddGluWgzqyiNKppH-_u0TYDF2vnN2qz1Ch-pFbo1csAttY1QmCLUtqSytEkey7_oEIVtvFZJlwZiCFYdKVtq90439wj5NsNtI866rPVnC2iG-Z5KUAz5xUUUZYqvbwKX3TlAcWD-Fnd/s1600/c096d020ac4d549c3466e52968984932-050.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 134px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhqHddGluWgzqyiNKppH-_u0TYDF2vnN2qz1Ch-pFbo1csAttY1QmCLUtqSytEkey7_oEIVtvFZJlwZiCFYdKVtq90439wj5NsNtI866rPVnC2iG-Z5KUAz5xUUUZYqvbwKX3TlAcWD-Fnd/s400/c096d020ac4d549c3466e52968984932-050.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5730647087455388466&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Genova - Sandro Plano è il presidente della Comunità montana della Val di Susa e Val Sangone.  Persona mite ma ferma. Cattolico, Pd eterodosso: è contro l’alta  velocità Torino-Lione. Una posizione che spesso l’ha portato a duri  contrasti con il resto del partito oltre la Valle. Da anni, Plano e la  sua giunta si battono contro il progetto Tav a colpi di ricorsi e  delibere. E chiedono «un dialogo e un ascolto che non c’è mai stato». &lt;p&gt; &lt;b&gt;Presidente Plano, il governo sostiene che siano solo due le  amministrazioni contrarie al progetto, lei ribadisce che sono, invece,  23 comuni. Perché questa discrepanza sui numeri?&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;«La Val di Susa ha da sempre un fronte compatto di amministratori  contrari al progetto. Sono ventitré i Comuni che hanno approvato una  delibera contro la Tav. E non ce ne sono che si siano espressi  chiaramente a favore. Il numero “due” (Chiusa San Michele e  Sant’Ambrogio, &lt;i&gt;ndr&lt;/i&gt;) è riferito a quelli direttamente toccati dal  cosiddetto progetto low cost, che, in realtà, non si sa bene cosa sia.  Ripeto, se si vogliono considerare le amministrazioni contrarie sono 23  non 2».&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;b&gt;Nel documento del governo sulla Torino-Lione, pubblicato oggi  sul &lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;&lt;a style=&quot;font-weight: bold;&quot; href=&quot;http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/tav/index.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;sito del governo&lt;/a&gt; &lt;b&gt; &lt;span&gt;, &lt;/span&gt;si parla, tra l’altro, di 135 milioni di euro di opere compensative per il territorio. La considerate una contropartita equa?&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;«Il governo aveva già sottoscritto un impegno con Regione  Piemonte, Provincia e Comune di Torino per 300 milioni (Accordo di  Pracatinat, ndr) di investimenti sul trasporto pubblico locale. Nessuno  ha visto un euro. L’ultima proposta è stata un futuro stanziamento da  parte del Cipe di 20 milioni di euro. Ora come allora riteniamo siano  solo dichiarazioni a effetto» &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;b&gt;Il Pd non partecipa alla manifestazione della Fiom perché ci sono i  No Tav. In realtà, il No Tav invitato dai metalmeccanici della Cgil è  lei, che tra l’altro è iscritto al Pd. &lt;/b&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p&gt;«Mi dispiace che la nostra segreteria abbia deciso questa linea.  La Fiom ha vissuto ultimamente molte difficoltà, credo che un partito di  centrosinistra debba stare vicino ai problemi sollevati dalle tute blu  della Cgil e alla gente che la Fiom rappresenta. E non allontanarsene».&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;b&gt;Cosa ne pensa della “campagna di de tesseramento” promossa dal Pd di  Torino, ovvero non rinnovare la tessera a chi è filo No Tav?&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;«Mi sembra paradossale. In un mondo dove tutti tesserano tutti,  pure i fantasmi, il Pd vuole escludere dalla sua organizzazione chi la  pensa diversamente non sui valori del partito ma su una linea  ferroviaria».&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;b&gt;Come si può uscire dal “muro contro muro”?&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt;«Se il governo continuerà a mostrare muscoli difficilmente se ne  potrà uscire. Mi auguro che, finalmente, ci si fermi per riflettere.  Insieme a ventitré sindaci ho lanciato un appello ai partiti per  l’apertura immediata di un tavolo istituzionale che permetta un  confronto nel merito della Torino-Lione partendo da posizioni non  precostituite».&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;overflow: hidden; color: rgb(0, 0, 0); background-color: rgb(255, 255, 255); text-align: left; text-decoration: none; border: medium none;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2012/03/08/APQGH82B-effetto_compensazioni_frasi.shtml#axzz1romaOPMG&quot;&gt;Da Il Secolo XIX dell&#39;8 marzo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/feeds/1158260170909226557/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/4184656327603124982/1158260170909226557' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/1158260170909226557'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/1158260170909226557'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/2012/04/tav-plano-compensazioni-solo-frasi.html' title='Tav, Plano: «Compensazioni? Solo frasi a effetto»'/><author><name>Mauro Ravarino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06488061710984310162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhqHddGluWgzqyiNKppH-_u0TYDF2vnN2qz1Ch-pFbo1csAttY1QmCLUtqSytEkey7_oEIVtvFZJlwZiCFYdKVtq90439wj5NsNtI866rPVnC2iG-Z5KUAz5xUUUZYqvbwKX3TlAcWD-Fnd/s72-c/c096d020ac4d549c3466e52968984932-050.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4184656327603124982.post-2150095317710068952</id><published>2012-01-23T23:24:00.006+01:00</published><updated>2012-01-25T18:34:59.240+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ambiente"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="linkiesta"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="nucleare"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="sinistra"/><title type='text'>E il governo liberalizza le scorie radioattive</title><content type='html'>&lt;span style=&quot;font-style:italic;&quot;&gt;Un piccolo comma nel decreto sulle &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/mario-monti-scorie-radioattive&quot;&gt;liberalizzazioni&lt;/a&gt; riapre la questione delle scorie nucleari, stabilendo che il governo può installare dove vuole i depositi senza il parere ora discriminante delle istituzioni locali. Effetto nimby a parte, il problema è che così si rischia di andare verso la creazione di tanti depositi (in gran parte rendendo stabili quelli ora provvisori). Intanto i deputati del Pd della zona più sensibile, il vercellese (a &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/mario-monti-scorie-radioattive&quot;&gt;Saluggia&lt;/a&gt; c’è l’85% delle scorie italiane) pur restando fedeli a Monti promettono battaglia, bollando la decisione come «inaccettabile».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiS0IHZNQQtAp7SWQDHZyj0bwA3ey9Gbg8HY0UnkvliIoNIN_cVntODQwhL2Ohr5_0dYJjaCeshao22VHlpMrKazBpa-OsQiVCjPCGNvOqoR_a4Sm2p7VcDVm8N_Mm5-ip1cBXv4pRqD_1X/s1600/nucleare_0.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 153px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiS0IHZNQQtAp7SWQDHZyj0bwA3ey9Gbg8HY0UnkvliIoNIN_cVntODQwhL2Ohr5_0dYJjaCeshao22VHlpMrKazBpa-OsQiVCjPCGNvOqoR_a4Sm2p7VcDVm8N_Mm5-ip1cBXv4pRqD_1X/s400/nucleare_0.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5701622453256199538&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sedata dopo il referendum, la bagarre sul nucleare sta per riaprirsi per un articolo contenuto nel decreto del governo Monti sulle liberalizzazioni. Nascosto tra articoli che hanno avuto finora più eco, c’è infatti spazio anche per l’atomo. Anzi, per i suoi scarti, le scorie. L’articolo 25 (accelerazione delle attività di disattivazione e smantellamento dei siti nucleari) vorrebbe dare impulso al decommissioning e rendere più facile l’autorizzazione di nuovi depositi nucleari, in deroga – se necessario – a procedure ordinarie. «Se fosse approvato autorizzerebbe i nuovi depositi nucleari nei siti a rischio», denuncia Gian Piero Godio, instancabile antinuclearista piemontese di Legambiente, che se non avesse setacciato ogni angolo del decreto non avrebbe scovato una norma sfuggita ai più. &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/mario-monti-scorie-radioattive&quot;&gt;[CONTINUA]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/mario-monti-scorie-radioattive&quot;&gt;Linkiesta&lt;/a&gt; del 23 gennaio</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/feeds/2150095317710068952/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/4184656327603124982/2150095317710068952' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/2150095317710068952'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/2150095317710068952'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/2012/01/e-il-governo-liberalizza-le-scorie.html' title='E il governo liberalizza le scorie radioattive'/><author><name>Mauro Ravarino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06488061710984310162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiS0IHZNQQtAp7SWQDHZyj0bwA3ey9Gbg8HY0UnkvliIoNIN_cVntODQwhL2Ohr5_0dYJjaCeshao22VHlpMrKazBpa-OsQiVCjPCGNvOqoR_a4Sm2p7VcDVm8N_Mm5-ip1cBXv4pRqD_1X/s72-c/nucleare_0.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4184656327603124982.post-3064586408827791346</id><published>2012-01-22T18:45:00.003+01:00</published><updated>2012-01-26T01:59:59.062+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="arti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="lavoro"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="linkiesta"/><title type='text'>La lotta operaia all’epoca di CentoVetrine</title><content type='html'>&lt;span style=&quot;font-style:italic;&quot;&gt;Stasera qualche milione di italiani seguirà il “puntatone” speciale della soap opera di Canale5. Piersilvio Berlusconi, dopo settimane di silenzio e di maestranze col fiato sospeso, ha annunciato con un chttp://www.blogger.com/img/blank.gifolpo di teatro che salverà la serie CentoVetrine “almeno per un anno” e con essa le centinaia posti di lavoro nella sede di produzione di San Giusto Canavese, una Hollywood piemontese. Ma visto che le puntate pronte bastano per molti mesi, &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/centovetrine&quot;&gt;non è chiaro quando gli studios riapriranno, per quanto tempo ci sarà lavoro, né se sarà riassunto anche chi ha fatto vertenza. Viaggio tra elettricisti, visagiste, pettinatrici, costumisti e comparse di un’Italia realmente in crisi. Anche nella fiction.&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiAr0lweT0qOsjAiowF_9_hrgbkq7N0ZwrFf0mHAzGQmlH5vXcU0_x15oo8x9n1HiDadOO_9_VwTAP93f-RKGqccXfKnmnFFPpuH_Ip3EscAu0R89idccxPdkZp2Ze1c4NAhNoUvoBV6PX_/s1600/P103027tc.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 278px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiAr0lweT0qOsjAiowF_9_hrgbkq7N0ZwrFf0mHAzGQmlH5vXcU0_x15oo8x9n1HiDadOO_9_VwTAP93f-RKGqccXfKnmnFFPpuH_Ip3EscAu0R89idccxPdkZp2Ze1c4NAhNoUvoBV6PX_/s400/P103027tc.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5701738780004781586&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Lo svincolo autostradale di San Giorgio è stato il polmone del &lt;a href=&quot;http://mauvanpelt.blogspot.com/2009/10/la-dove-cera-lolivetti.html&quot;&gt;dopo Olivetti&lt;/a&gt;. In un reticolo di pochi chilometri – stretti stretti tra rotonde e bianche costruzioni – si è concentrata un’alternativa a quel lutto insostenibile segnato dalla scomparsa della “cara azienda”, una via di fuga nel materiale e nell’immaginario. Da un lato, Pininfarina, il suo ramo produttivo chiuso lo scorso ottobre; dall’altro – lungo le evocative via Federico Fellini e via Anna Magnani – &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/centovetrine&quot;&gt;Telecittà Studios&lt;/a&gt;, la Hollywood piemontese, a San Giusto Canavese. &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/centovetrine&quot;&gt;[CONTINUA]&lt;/a&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/feeds/3064586408827791346/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/4184656327603124982/3064586408827791346' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/3064586408827791346'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/3064586408827791346'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/2012/01/stasera-qualche-milione-di-italiani.html' title='La lotta operaia all’epoca di CentoVetrine'/><author><name>Mauro Ravarino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06488061710984310162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiAr0lweT0qOsjAiowF_9_hrgbkq7N0ZwrFf0mHAzGQmlH5vXcU0_x15oo8x9n1HiDadOO_9_VwTAP93f-RKGqccXfKnmnFFPpuH_Ip3EscAu0R89idccxPdkZp2Ze1c4NAhNoUvoBV6PX_/s72-c/P103027tc.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4184656327603124982.post-450407283771688527</id><published>2012-01-03T22:33:00.000+01:00</published><updated>2012-01-25T22:35:33.537+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ambiente"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="economia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="il manifesto"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="manifestazione"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="movimenti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="sinistra"/><title type='text'>Nuovo anno con fortino invalicabile in Val di Susa. Ma i no-Tav resistono</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div class=&quot;bodytext&quot;&gt;Il filo spinato si attorciglia sopra le alti  reti. Più in là, è stato costruito un muro a difesa del cantiere della  Maddalena. Dietro, i mezzi cingolati salgono e scendono, gli agenti  controllano e identificano. La Val di Susa non è una valle come le  altre, non è la valle di un paese normale. Ha un fortino militare come  neanche in Afghanistan. Ma, nel corso dei mesi - anche quando la  raccontavano come un covo di terroristi - la sua popolazione non ha  smesso di mobilitarsi contro un&#39;opera mai voluta. È la valle simbolo del  2011, quella dei beni comuni, che ha anticipato la vittoria dei  referendum. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;div class=&quot;bodytext&quot;&gt;&lt;br /&gt;Dal primo gennaio, le maglie della  militarizzazione del territorio si sono fatte più strette: «Le aree e i  siti del comune di Chiomonte, individuati per l&#39;installazione del  cantiere della galleria geognostica e per la realizzazione del tunnel di  base della linea ferroviaria Torino-Lione, costituiscono aree di  interesse strategico nazionale». Lo ha deciso l&#39;articolo 19 della legge  di stabilità, approvata il 12 novembre, a poche ore dalla caduta di  Berlusconi. Chiunque varcherà la zona-limite, come ha ribadito il  questore di Torino Aldo Faraoni, sarà arrestato: rischia un anno di  carcere o una multa di 309 euro (articolo 682 del codice penale). Il  movimento è convinto che la decisione non cambierà una virgola della  strategia di lotta. «La resistenza - ha detto Alberto Perino -  proseguirà come prima. Badate bene, l&#39;area strategica riguarda solo il  cantiere e non oltre. Non le strade circostanti, né i terreni d&#39;accesso.  Faranno di tutto per prenderci la baita. Ripeto, se pensano di  costruire un&#39;opera contro il volere della popolazione hanno sbagliato  indirizzo. Possono arrestarci tutti». &lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;div class=&quot;bodytext&quot;&gt;&lt;br /&gt;Il 2011 è stato un anno importante: la  baita senza più sigilli, la libera Repubblica della Maddalena, le notti  di musica e d&#39;impegno, lo sgombero del 27 giugno con i gas cs, l&#39;assedio  e gli scontri di luglio, la discesa a Torino e le grandi marce  d&#39;autunno tra i boschi verso le reti e la baita Clarea che i No Tav non  hanno abbandonato nemmeno a Capodanno. «Un anno di svolta - racconta  Francesco Richetto, comitato di lotta popolare di Bussoleno - che ha  segnato, dopo il 2005 di Venaus, un ritorno delle ostilità. Il 2011 è  stato il momento di tornare in piazza e ritrovarsi come nel 2010 contro i  sondaggi, questa volta di fronte a un governo ancora più determinato.  Una partecipazione continua. Proseguirà la pressione sul &quot;non cantiere&quot; e  sugli intenti di allargarlo». I No Tav stanno ipotizzando una  manifestazione nei primi mesi dell&#39;anno.  &lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;div class=&quot;bodytext&quot;&gt;&lt;br /&gt;Nelle scorse settimane è stato siglato  l&#39;accordo tra Italia e Francia: una nuova società (la terza dopo  Alpetunnel e l&#39;erede Ltf) gestirà gli appalti; i lavori per il cunicolo  esplorativo della Maddalena partiranno a inizio 2012, quelli della vera  galleria un anno dopo. Critica la decisione di rendere l&#39;area sito  strategico, il presidente della Comunità montana Sandro Plano, Pd  eterodosso: «Un&#39;estremizzazione senza precedenti. Il fatto stesso che la  zona sia militarizzata significa che l&#39;opera non ha il consenso della  gente, come sostiene invece il commissario Virano. Il decantato  Osservatorio non è servito nulla. Si sprecano montagne di soldi e non si  recupera il dissesto idrogeologico, non si sistemano le scuole, si  chiudono gli ospedali, si tagliano i treni pendolari. Noi amministratori  continueremo la nostra battaglia legale. Come nel ricorso contro  l&#39;attuale affidamento dei lavori del tunnel geognostico alla stessa  ditta scelta ai tempi di Venaus, la Cmc di Ravenna. Allora per un costo  di 80 milioni adesso per oltre 100». In disaccordo con l&#39;istituzione del  sito strategico, Renzo Pinard (Pdl) sindaco di Chiomonte medita le  dimissioni.  &lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;div class=&quot;bodytext&quot;&gt;&lt;br /&gt;Continua, infine, il polverone sollevato  dal deputato Stefano Esposito, Pd, su una gita alla Maddalena di un  liceo di Bergamo, autorizzata dal consiglio di Istituto e dal preside.  Indignato il parlamentare aveva scritto al ministro Profumo e ieri ha  aggiunto di essere disposto a pagare una visita al cantiere dove gli  studenti potranno «dialogare con gli agenti che presidiano il sito».  Massimo Zucchetti, ordinario al Politecnico di Torino, ha scritto,  allora, al ministro, suo ex rettore: «Bene hanno fatto gli insegnanti a  rendere edotti non soltanto a parole, ma sul campo, i proprio allievi su  una questione di importante attualità, esercitando un diritto/dovere  sancito dalla Costituzione».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da &lt;a href=&quot;http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/6180/&quot;&gt;il manifesto&lt;/a&gt; del 3 gennaio&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/feeds/450407283771688527/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/4184656327603124982/450407283771688527' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/450407283771688527'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/450407283771688527'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/2012/01/nuovo-anno-con-fortino-invalicabile-in.html' title='Nuovo anno con fortino invalicabile in Val di Susa. Ma i no-Tav resistono'/><author><name>Mauro Ravarino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06488061710984310162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4184656327603124982.post-1759831434019149611</id><published>2011-12-23T19:00:00.003+01:00</published><updated>2012-01-25T22:41:03.307+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="economia"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="il manifesto"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="lavoro"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="linkiesta"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="manifestazione"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="movimenti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="sinistra"/><title type='text'>Natale sul tetto per gli ex Wagon Lits</title><content type='html'>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhUMEZ38frIEYQ3_Yp4dI-5ZBTix9wNI_u-LNu3oQXjQs6J4MIaUwujKO3jjQMnQy8l8iLlDTQpQeRBz3i0w_E2A3686JX96oKKI4l7Ntry8sRh_-XoVcgUUCbJUJcRBvj68oMsCSjMuKNP/s1600/foto_lavoratori_grattacielo2.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 167px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhUMEZ38frIEYQ3_Yp4dI-5ZBTix9wNI_u-LNu3oQXjQs6J4MIaUwujKO3jjQMnQy8l8iLlDTQpQeRBz3i0w_E2A3686JX96oKKI4l7Ntry8sRh_-XoVcgUUCbJUJcRBvj68oMsCSjMuKNP/s400/foto_lavoratori_grattacielo2.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5701632640188032402&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;TORINO - Le ore passano e l’umore sale e scende come la temperatura. In cima, sul  grattacielo, tutto è amplificato. Prima che inizi un’altra notte al  gelo, Matteo Mele, 43 anni uno dei licenziati della ex Wagon Lits, ha la  voce spezzata. Sono da poco andati via l’assessore regionale ai  Trasporti Barbara Bonino, Pdl, e il parlamentare Pd Stefano Esposito,  che avevano tentato di convincerli a scendere. Una proposta che non è  piaciuta né a Matteo né ai colleghi: «Non ci garantiscono più tutele da  possibili denunce – spiega, al telefono, Mele -. Invece di aiutarci ci  spaventano. Noi vogliamo un lavoro, non chiacchiere. Vogliamo quello che  abbiamo perso l’11 dicembre quando ci hanno lasciato a casa, quasi  senza preavviso. Restiamo ancora qui, ma mi sento stanco, abbattuto».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul grattacielo in costruzione di Intesa Sanpaolo, simbolo contestato  della nuova Torino, sono saliti in tre. Erano da poco passate le 20 di  mercoledì quando Antonio Previti, Nicola Saba e, appunto, Matteo Mele  hanno detto – in accordo con i loro compagni – basta: «Così, senza mai  avere risposte, non si può andare avanti. Dobbiamo fare qualcosa di  eclatante». Hanno messo sulle spalle tre zaini e una tenda e hanno  superato il cancello del cantiere e – non senza preoccupazione – hanno  preso le scale a lato del primo pilastro. Su, fino in alto. In cima,  dove anche le ombre dei licenziati possono essere viste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno scelto quel grattacielo, perché il via lo firmò Corrado Passera,  quand’era amministratore delegato della banca. Lo stesso Passera, che  ora è ministro dello Sviluppo economico, ha avallato la decisione di  Trenitalia di cancellare i treni notte. Quelli low-cost, che univano  Nord e Sud (da Torino a Lecce o Palermo), dove lavoravano gli 800  licenziati di Servirail Italia ex-Wagon Lits, 65 a Torino (a cui se ne  aggiungono altri 12 tra pulizie e manutenzione), addetti all’assistenza e  all’accompagnamento nei vagoni letto. Giù, in corso Inghilterra, Orazio  Arrigo anima il presidio che non abbandona i tre sul tetto. Ha in mano  una lettera: «Non siamo saliti sul grattacielo per fare un dispetto al  ministro. Pensiamo, però, che se ha avuto come a.d. la capacità di  trovare mezzo miliardo per costruire un grattacielo, che non si capisce  bene a cosa serva, ora come ministro dovrebbe trovare il modo di salvare  i treni notturni, che gli italiani sanno benissimo a cosa servono».  Servono a chi non si può permettere il Frecciarossa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E il Tav, favorito a discapito dei treni notte e delle tratte pendolari.  Il movimento si è, infatti, fatto sentire (c’era pure qualche No Grat, i  primi a salire a luglio sulla costruzione) sottolineando le  contraddizioni della presenza «di politici pro Tav». «Moretti dice  bugie. Non è vero che i treni notte fossero poco utilizzati. Erano un  servizio sociale. Li prendevano i tanti che dal Sud vengono a curarsi al  Nord. La verità è che da due anni a questa parte è in atto un  boicottaggio interno a Trenitalia, per farli fallire. Come? Diminuendo  le pulizie e bloccando le prenotazioni» accusa Rosario Esposito, 32 anni  di servizio. Alessandro Brienza ne ha, invece, 35 di lavoro. Lucia  Dellatte, Maria Ferro, Elisa Vetrone ne hanno molti meno, assunte tra il  2005 e il 2006: «Abbiamo lavorato in condizioni difficili, con treni  sporchi e guasti; vissuto il bluff dell’Intercity notte. Abbiamo  accompagnato, ogni volta, 104 persone, a differenza delle 52 assegnate  ai cuccettisti delle ferrovie. Abbiamo messo le stesse divise di  Trenitalia, non ci siamo mai tirate indietro e ora Moreti ci scarica  così? La nostra azienda si adegua alla decisione». Arrigo ritira la  lettera e tira fuori un disegno: «È di mio figlio di 6 anni e sono  rimasto sorpreso da come la sua fantasia abbia ritratto il momento  (dietro un treno colorato, davanti tante lapidi e la scritta “Qui  riposano i lavoratori dei treni notte. Grazie Moretti” ndr.)».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al  presidio, la tensione sale. L’avvocato Bongiovanni calma gli animi: «I tre stiano tranquilli, non  stanno occupando binari, non rischiano niente di così grave, al massimo  un’eventuale querela». Ma quando, da Roma, arriva la notizia che è  saltato il tavolo di trattativa, l’atmosfera si riaccende. «I sindacati  devono finirla di prenderci in giro» dice qualcuno. «Colpa di Trenitalia  che si sta rimangiando un accordo quasi fatto» ribatte Angelo Di Blasi,  Filt Cgil. In queste ore, la sinistra torinese si è raccolta vicino  alla lotta. Michele Curto, segretario provinciale di Sel, da tempo segue  la vertenza: «La cancellazione dei treni notturni segna la scomparsa di  una cerniera del nostro Paese. La questione è nazionale». Monica  Cerutti, Sel in Regione: «Siamo negativamente impressionati da come  l’assessora Bonino dimostri subalternità nei confronti di Trenitalia». Il Prc ha portato cibo e con la consigliere regionale Eleonora Artesio  ha sottolineato: «Non si possono tagliare le lunghe percorrenze  ferroviarie per favorire il Tav». Davide Bono, Cinque stelle, ha portato  coperte. Per la lunga notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt; il manifesto&lt;/span&gt; del 23 dicembre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Reportage per &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/wagon-lits&quot;&gt;Linkiesta&lt;/a&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/feeds/1759831434019149611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/4184656327603124982/1759831434019149611' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/1759831434019149611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/1759831434019149611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/2011/12/natale-sul-tetto-per-gli-ex-wagon-lits.html' title='Natale sul tetto per gli ex Wagon Lits'/><author><name>Mauro Ravarino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06488061710984310162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhUMEZ38frIEYQ3_Yp4dI-5ZBTix9wNI_u-LNu3oQXjQs6J4MIaUwujKO3jjQMnQy8l8iLlDTQpQeRBz3i0w_E2A3686JX96oKKI4l7Ntry8sRh_-XoVcgUUCbJUJcRBvj68oMsCSjMuKNP/s72-c/foto_lavoratori_grattacielo2.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4184656327603124982.post-4088366940093619391</id><published>2011-12-18T21:15:00.003+01:00</published><updated>2012-01-30T14:23:38.528+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ambiente"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="il manifesto"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="lavoro"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="manifestazione"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="movimenti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="processo eternit"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="sinistra"/><title type='text'>Il Comune di Casale Monferrato rinuncia alle azioni contro Eternit</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div class=&quot;bodytext&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;18 milioni di euro. Il magnate Schmidheiney, dopo 1.800 persone morte  per colpa dell&#39;amianto, si assicura il silenzio del Comune di Casale  Monferrato. Vota a favore la destra, contro l&#39;opposizione di  centrosinistra&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;&lt;br /&gt;Una notte lunga e sofferta per un movimento  che lotta da oltre trent&#39;anni. Che si è sentito tradito dalla sua stessa  città, ma non ha perso la sete di giustizia, dopo 1800 morti alle  spalle: prima gli operai dalle tute sporche d&#39;amianto poi tanta gente  che in quella fabbrica della morte non ci aveva mai messo piede.  &lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;div class=&quot;bodytext&quot;&gt;Il patto col diavolo alla fine c&#39;è stato, il  comune di Casale Monferrato (giunta di centrodestra) ha accettato  l&#39;offerta di 18,3 milioni di euro offerti dal magnate svizzero, Stephan  Schmidheiny (uno degli imputati del processo di Torino), in cambio del  ritiro della costituzione a parte civile e della rinuncia a qualsiasi  azione legale futura.  &lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;div class=&quot;bodytext&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;div class=&quot;bodytext&quot;&gt;Il via libera arriva alle 3.27, dopo un  interminabile confronto in consiglio comunale: 19 voti favorevoli (Pdl e  Lega) e 11 contrari, nessuno astenuto. Contrari Pd, Sel, Casale si  cambia e Democratici per Casale. Pure l&#39;Udc, che aveva chiesto la  garanzia che la cifra d&#39;indennizzo fosse vincolata alla ricerca contro  il mesotelioma e alle bonifiche.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;div class=&quot;bodytext&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;div class=&quot;bodytext&quot;&gt;Qualche consigliere di maggioranza ha  abbassato lo sguardo quando ha preso la parola Romana Blasotti Pavesi,  82 anni, cinque congiunti morti di mesotelioma, presidente dell&#39;Afeva  (Associazione familiari vittime amianto): «A febbraio saranno trent&#39;anni  da quando si ammalò mio marito. Sono sette che non piango più e faccio  fatica a dormire ma voglio giustizia. L&#39;offerta del signor Schmidheiny è  stata una vigliaccata, una mossa subdola. Per lui, probabilmente, non  c&#39;è differenza tra una o 1800 vittime. Chi voterà sì risponderà alla sua  coscienza, io, la mia, ce l&#39;ho pulita».  &lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;div class=&quot;bodytext&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;div class=&quot;bodytext&quot;&gt;I movimenti vanno e vengono, come le nuvole.  Non quello contro l&#39;Eternit. Nella notte più difficile da quarant&#39;anni  per Casale, hanno voluto esserci in tanti, cinquecento persone. Hanno  portato le storiche bandiere italiane con la scritta Eternit giustizia ,  hanno resistito alle forze dell&#39;ordine che volevano allontanarli e  all&#39;amministrazione che voleva silenziarli.  &lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;div class=&quot;bodytext&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;div class=&quot;bodytext&quot;&gt;E hanno gridato «vergogna» e «complici». È  alta la dignità di una protesta che prosegue ancora in queste ore  (guardate il profilo su Facebook dedicato al processo Eternit). Tanta  rabbia e lacrime in una giornata triste. Il Comune di Casale esce da  questa vertenza, o future altre, contro Schmidheiny; resta nel  maxi-processo (2889 le vittime all&#39;inizio del dibattimento tra Casale,  Cavagnolo, Rubiera e Bagnoli) solo contro il barone belga Louis de  Cartier, che alla veneranda età di 90 anni non ha mai chiesto un  risarcimento e probabilmente si sente più al riparo del 64enne  svizzero.  &lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;div class=&quot;bodytext&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;div class=&quot;bodytext&quot;&gt;«Abbiamo pensato all&#39;interesse della città»  ha sottolineato Giorgio Demezzi, il sindaco, che non cede di un  millimetro: se Casale ha accettato i soldi Eternit è perché «deve avere  un futuro diverso, deve puntare a una ripresa economica e sociale che  offra una speranza ai nostri figli». «La gente ha urlato il proprio  sdegno» racconta Bruno Pesce, di Afeva: «Il Comune si è tirato indietro  con un passo che alleggerisce di fatto la posizione processuale di  Schmidheiny. Non è una questione di soldi, ma di principio».  &lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;div class=&quot;bodytext&quot;&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;div class=&quot;bodytext&quot;&gt;Nicola Pondrano, ex operaio Eternit e  sindacalista Cgil, uno dei simboli di questa lotta, auspica sulla  decisione un ricorso alla Corte dei Conti, perché la cifra non sarebbe  congrua al reale danno e non sarebbe stata effettuata una consulenza  tecnicoambientale. Diciotto milioni e 300 mila euro (la somma che la  Bacon AG pagherà per conto dell&#39;ex proprietario Eternit): «Meglio pochi,  maledetti e subito ha scandito in aula una consigliera dai banchi di  centrodestra piuttosto che aspettare i tre gradi di giudizio». Il Comune  annuncia che saranno spesi per la bonifica, per la ricerca sul  mesotelioma, per attirare investimenti. Una commissione «non politica»  vigilerà sull&#39;uso dei fondi. A giugno anche il Comune di Cavagnolo  (provincia di Torino) aveva accettato, in gran segreto, la proposta  dello svizzero in cambio di due milioni di euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;il manifesto&lt;/span&gt; del 18 dicembre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervista all&#39;avvocato Laura D&#39;Amico: &lt;a href=&quot;http://194.177.96.73/cliente7/DatiWeb/PdfSingoli/2025780.pdf&quot;&gt;&quot;E&#39; un errore il comune si preclude la strada per futuri risarcimenti&quot;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/feeds/4088366940093619391/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/4184656327603124982/4088366940093619391' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/4088366940093619391'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/4088366940093619391'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/2011/12/il-comune-di-casale-monferrato-rinuncia.html' title='Il Comune di Casale Monferrato rinuncia alle azioni contro Eternit'/><author><name>Mauro Ravarino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06488061710984310162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4184656327603124982.post-3549009068607954877</id><published>2011-11-25T23:35:00.006+01:00</published><updated>2011-11-27T00:34:23.575+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="arti"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="cinema"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="lavoro"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="linkiesta"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="manifestazione"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="tff"/><title type='text'>Torino Film Festival al via tra tagli e polemiche</title><content type='html'>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjIopq4mzCN01zcdUJRFLXri5W9q7jEYVgSYQEUMATnNfcTm9XvfxDZ4iYr1Z_ajy2XILqvCNLgOFiiLfIZ5VQnIq6SRy-Rd5JfIYdf1tUZapb0ZURQ4DPF9Y0Qkp5zTUztcalx2AD_G2tv/s1600/tff.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjIopq4mzCN01zcdUJRFLXri5W9q7jEYVgSYQEUMATnNfcTm9XvfxDZ4iYr1Z_ajy2XILqvCNLgOFiiLfIZ5VQnIq6SRy-Rd5JfIYdf1tUZapb0ZURQ4DPF9Y0Qkp5zTUztcalx2AD_G2tv/s400/tff.jpg&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot;id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5679446502441230850&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;C’è un feticismo che torna ogni volta che si parla di qualche festival. E talvolta stride col contesto.&lt;/strong&gt; È di tessuto e di colore vivace, rosso per l’esattezza. Richiama un simbolismo pop di dive, lustrini, autografi e portaborse pitonati, i leoni di Venezia, le palme di Cannes e la veltroniana festa di Roma. &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/torino-film-festival#ixzz1er06AnL3&quot;&gt;Si tratta del red carpet, il tappeto delle star, diventato nelle ultime settimane l’oggetto del dibattito cultural-politico torinese, tradotto per l’occasione in Penelope Cruz: farne o meno la madrina (anzi la “seconda madrina”, visto che quella ufficiale è Laura Morante) del Torino film festival?&lt;/a&gt; Da una parte l’assessore regionale alla Cultura, il giovane Michele Coppola, Pdl, sfidante di Fassino alle comunali, e il neo presidente del Museo del cinema Ugo Nespolo, fautori di una linea più glamour, “a tutti i costi Penelope”, dall’altra l’assessore comunale Maurizio Braccialarghe (esterno Pd, già direttore del centro produzione Rai di via Verdi) e il direttore del festival, il regista Gianni Amelio, propensi a non snaturare l’anima del festival, “qualità low cost”, perché anche il Tff – in tempi di crisi – fa i conti con i tagli (e, dicono, “i divi costano”): &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/torino-film-festival#ixzz1er06AnL3&quot;&gt;un budget ridotto a 2 milioni di euro per la 29esima edizione, 300 mila in meno rispetto al 2010, un milione in meno rispetto al 2007 (10 milioni in meno dell’attuale edizione del Festival di cinema di Roma).&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Strano, ma forse non troppo, che la contesa sul red carpet capiti nella sobria capitale sabauda, strano che capiti al Tff&lt;/strong&gt;, il principale festival italiano per ricerca e qualità. In realtà, del tappeto rosso se ne parla dai tempi della destituzione del professor Gianni Rondolino e dell’arrivo, nel 2007, di Nanni Moretti alla guida della kermesse: esplose l’attenzione dei media, le paillettes non arrivarono; bastava lui, il divo Nanni. E, così a ogni nuova edizione, qualcuno ci riprova a forzare la natura antidivistica del Tff. Quest’anno, nonostante i tagli, le pressioni si sono fatte insistenti. Nonostante Amelio avesse detto «Qui si viene per i film. Non ci interessa il red carpet né “il modello romano” col suo budget faraonico», la caccia al vip è diventato il leitmotiv delle ultime settimane. Il giovane Coppola non ha mollato il suo endorsement per l’attrice spagnola, musa di Almodóvar, impegnata a Torino nelle riprese di &lt;em&gt;Venuto al mondo&lt;/em&gt; di Sergio Castellitto. Alla fine, questa sera, Penelope Cruz sarà ospite (a costo zero, a dispetto delle indiscrezioni su cachet milionari) dell’inaugurazione del festival al Teatro Regio. E ci saranno pure Valeria Golino, Charlotte Rampling, impegnata a Torino sul set di &lt;em&gt;Baby Blues&lt;/em&gt;, e il neo-ministro all’istruzione Francesco Profumo. A chiudere indirettamente una polemica, a tratti surreale, ci pensa il regista finlandese Aki Kaurismaki (in programma con &lt;em&gt;Miracolo a Le Havre&lt;/em&gt;), premiato con il Gran Torino: &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/torino-film-festival#ixzz1er06AnL3&quot;&gt;«Preferisco i lupi agli uomini pallidi di Wall Street, un horror con loro risulterebbe noioso»&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/torino-film-festival#ixzz1er06AnL3&quot;&gt;[CONTINUA]&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da &lt;a href=&quot;http://www.linkiesta.it/torino-film-festival#ixzz1er06AnL3&quot;&gt;Linkiesta&lt;/a&gt;, 25 novembre</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/feeds/3549009068607954877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/4184656327603124982/3549009068607954877' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/3549009068607954877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4184656327603124982/posts/default/3549009068607954877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://mauvanpelt.blogspot.com/2011/11/torino-film-festival-al-via-tra-tagli-e.html' title='Torino Film Festival al via tra tagli e polemiche'/><author><name>Mauro Ravarino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06488061710984310162</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjIopq4mzCN01zcdUJRFLXri5W9q7jEYVgSYQEUMATnNfcTm9XvfxDZ4iYr1Z_ajy2XILqvCNLgOFiiLfIZ5VQnIq6SRy-Rd5JfIYdf1tUZapb0ZURQ4DPF9Y0Qkp5zTUztcalx2AD_G2tv/s72-c/tff.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>