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	<title>Apprendere (con e senza le tecnologie)</title>
	
	<link>http://www.giannimarconato.it</link>
	<description>Blog di Gianni Marconato</description>
	<lastBuildDate>Wed, 16 May 2012 10:12:01 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
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		<title>Un’idea per la scuola – Agenda Digitale Italiana</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/SqMG/~3/xxAu9WtvyzE/</link>
		<comments>http://www.giannimarconato.it/2012/05/unidea-per-la-scuola-agenda-digitale-italiana/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 10:12:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi è sembrato utile sottoprre nella discussione pubblica sull&#8217;agenda digitale italiana un&#8217;idea. Non posso dire sia una &#8220;mia&#8221; idea perchè quanto ho inviato altro non è che la presa d&#8217;atto di quanto sta già avvenendo: sempre più insegnanti usano il social neworking, il confronto, la condivisione in rete per il proprio sviluppo professionale. Si tratta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2012/05/ADI-agenda.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2199" title="ADI agenda" src="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2012/05/ADI-agenda.jpg" alt="" width="106" height="99" /></a></p>
<p>Mi è sembrato utile sottoprre nella discussione pubblica sull&#8217;agenda digitale italiana un&#8217;idea. Non posso dire sia una &#8220;mia&#8221; idea perchè quanto ho inviato altro non è che la presa d&#8217;atto di quanto sta già avvenendo: sempre più insegnanti usano il social neworking, il confronto, la condivisione in rete per il proprio sviluppo professionale.</p>
<p>Si tratta, come sempre accade, di una picola minoranza dell&#8217;esercito degli insegnanti italiani, la minoranza degli insegnanti attenti ai segnali deboli, alle innovazioni.</p>
<p>L&#8217;idea che ho inviato è finalizzata a promuovere ed a  sostenere, anche istituzionalmente, queste pratiche emergenti perchè  diventino prassi diffuse.</p>
<p>Chiedo a chi mi legge di sostenere l&#8217;idea esprimendo il loro &#8220;sono d&#8217;accordo&#8221; <a href="http://adi.ideascale.com/a/dtd/Favorire-la-condivisione-on-line-tra-docenti-per-scuola-migliore/130376-18808" target="_blank">qui </a></p>
<p>Ecco il testo inviato</p>
<blockquote>
<h3 style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff6600; text-decoration: underline;">Favorire la collaborazione on-line tra docenti per migliorare la scuola</span></span></h3>
<p>Gli insegnanti sviluppano nelle loro pratiche didattiche quotidiane un&#8217;ampia gamma di &#8220;conoscenza pratica&#8221;: esperienze, soluzione di problemi, risorse. Questa conoscenza, che è la più utile nelle attività professionali, rimane troppo spesso di &#8220;proprietà&#8221; del singolo docente e rinchiusa nella quattro mura di un&#8217;aula. La condivisione di questa esperienza che sta gia avvenendo attraverso social network generalistici e dedicati promette impatti significativi sul miglioramento della competenza complessiva della professione ma va ulteriormente promossa creando migliori condizioni per un ampio e continuativo utilizzo di pratiche di social networking per la formazione informale degli insegnanti. Si dovrebbe riconoscere come tempo di formazione quello dedicato alla partecipazione ad attività di social networking, assegnare tempo di servizio per queste attività, contribuire ai costi materiali associati a queste attività. Oltre che sostenere le attività dei social network, quali autentiche &#8220;scuole&#8221; per la formazione degli insegnanti.</p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p>Sostenete ogni social network di insegnanti per valorizzare il sapere pratico degli insegnanti. Votate questa idea</p>
<p>http://adi.ideascale.com/a/dtd/Favorire-la-condivisione-on-line-tra-docenti-per-scuola-migliore/130376-18808</p>
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		<item>
		<title>Classe 2.0 (del ’47)</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/SqMG/~3/9519n9L5RXk/</link>
		<comments>http://www.giannimarconato.it/2012/05/classe-2-0-del-47/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 May 2012 17:47:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[tecnologie didattiche]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Prima domanda: cosa c&#8217;è  di innovativo in questa classe? Nulla! Stanno usando gli strumenti diponibili a quel tempo. Seconda domanda: perchè questa viene ritenuta una classe innovativa? Mi pare la stessa immagine di sopra, solo riportata al giorno d&#8217;oggi e con gli strumenti disponibili oggi.  0 &#8211; 0 Chiudo con un copia e incolla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Prima domanda: cosa c&#8217;è  di innovativo in questa classe?</p>
<p><a href="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2012/05/scuola-di-montagna.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-2193" title="scuola di montagna" src="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2012/05/scuola-di-montagna-287x300.jpg" alt="" width="242" height="252" /></a></p>
<p>Nulla! Stanno usando gli strumenti diponibili a quel tempo.</p>
<p>Seconda domanda: perchè questa viene ritenuta una classe innovativa?</p>
<p><a href="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2012/05/biella3.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2195" title="biella3" src="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2012/05/biella3-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Mi pare la stessa immagine di sopra, solo riportata al giorno d&#8217;oggi e con gli strumenti disponibili oggi.</p>
<p style="text-align: center;"> 0 &#8211; 0</p>
<p>Chiudo con un copia e incolla dal sito di una scuola all&#8217;avanguardia.</p>
<blockquote>
<h4>Il futuro è già in classe!</h4>
<p>Il nostro progetto educativo prevede un ambiente dinamico, orientato ad una didattica frontale e partecipativa, in cui non solo i docenti, ma anche gli studenti integrano strumenti e risorse digitali nel processo di apprendimento (E-learning).<br />
Una didattica evoluta che contribuisce ad una esperienza educativa nuova anche perchè &#8220;senza carta, nè inchiostro&#8221; (paperless inkless), per un mondo più verde e per zaini &#8220;vuoti&#8221;. Tale esperienza è estensibile anche oltre l&#8217;orario scolastico, in tempi e modi personalizzati, che coinvolge anche i genitori.</p>
<ul>
<li>IL TUO BANCO DIVENTA TABLET</li>
<li>IL TUO LIBRO DIVENTA E-BOOK</li>
<li>LA TUA LAVAGNA DIVENTA LIM<br />
(Certificato dal MIUR)L&#8217;ATTENZIONE AL SINGOLO ALUNNO, DA SEMPRE FONDANTE IL NOSTRO PROGETTO EDUCATIVO, RIMANE L&#8217;OBIETTIVO PRIMARIO.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<table width="656" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" align="center">
<tbody>
<tr>
<td colspan="3" bgcolor="#FFFFFF"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</blockquote>
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		<item>
		<title>Basta compiti?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/SqMG/~3/JVXWSLBT1jA/</link>
		<comments>http://www.giannimarconato.it/2012/04/basta-compiti/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 05:42:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Insegnamento]]></category>
		<category><![CDATA[La scuola che funziona]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[basta compiti]]></category>
		<category><![CDATA[Compiti]]></category>
		<category><![CDATA[Parodi]]></category>

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		<description><![CDATA[Basta compiti di Maurizio Parodi Un libro con una discussione dentro &#160; Sono proprio contento di questo libro. Non solo per i suoi contenuti che mettono sotti i riflettori un aspetto emblematico della crisi della scuola, ma anche ( e soprattutto) per la sua genesi, una genesi inconsueta se si pensa a come la conoscenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2012/04/Cover.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2186" title="Cover" src="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2012/04/Cover-184x300.jpg" alt="" width="184" height="300" /></a></p>
<h1 align="center"><strong><span style="color: #ff6600;">Basta compiti</span></strong></h1>
<h1 align="center"><span style="color: #ff6600;"><strong>di Maurizio Parodi</strong></span></h1>
<h1 align="center"><span style="color: #ff6600;"><strong>Un libro con una discussione dentro </strong></span></h1>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono proprio contento di questo libro. Non solo per i suoi contenuti che mettono sotti i riflettori un aspetto emblematico della crisi della scuola, ma anche ( e soprattutto) per la sua genesi, una genesi inconsueta se si pensa a come la conoscenza cementata in un libro si generava nell&#8217;era pre internet, pre social network. Una genesi che ha  tratto vantaggio da tutto ciò che queste tecnologie rendono possibile.</p>
<p>Il libro documenta la <a title="forum lscf" href="http://www.lascuolachefunziona.it/forum/topics/basta-compiti" target="_blank">discussione</a> sviluppata nel network &#8220;La scuola che funziona&#8221; tra la fine del 2009 e i primi mesi dell’anno successivo e i contenuti di questa discussione  hanno un ruolo importante nelle argomentazioni portate dall’Autore sulla tematica.</p>
<p>Parodi stava accarezzando l’idea di sviluppare, dopo “La scuola che fa male”, un altro tema caldo per la scuola, quello del senso dei “compiti per casa” e, per dare maggior  spessore alle sue ipotesi, aveva ritenuto utile confrontare le proprie idee con colleghi insegnanti ed aveva identificato nel nostro network il contesto più adatto a farlo.</p>
<p>Lanciata la discussione con un post alquanto provocatorio, il network accetta con entusiasmo la sfida e la tematica viene sviscerata in numerosi suoi aspetti con posizioni spesso divergenti. Tanto è densa la partecipazione che Parodi sceglie di dedicare un ampio capitolo del libro ai  contributi raccolti nel network.</p>
<p>Un bel modo di costruire conoscenza ai tempi del social networking!</p>
<p>Alla luce della discussione (ripresa alla grande dopo la pubblicazione del libro ed il suo lancio presso il network) e del libro, dico anch&#8217;io alcune cose sulla controversa questione</p>
<p>Le questioni sono tante.</p>
<p>La prima riguarda la tematica nl più ampio scenario della crisi della scuola come sistema. I &#8220;compiti&#8221; (&#8220;per casa&#8221;) sono una bandiera della scuola che da sempre non funziona e lo sono anche di tanta scuola contemporanea che procede per inerzia (tanti insegnanti che dedicano il loro tempo anche a partecipare, nel loro tempo libero, alle attività del network dove si confrontano con colleghi non fanno parte di questo plotone).</p>
<p>Denunciare le criticità di pratiche caratterizzanti  questa scuola ha il senso di accendere i riflettori sulle sue contraddizioni, sui suoi punti deboli, su una delle cause (ma anche effetto). E’ un’operazione che ha un senso e che condivido. A volte, spesso, ho la sensazione che questa scuola non sia rimediabile e tanto valga non fare nulla per tenerla in vita. E di denunciare senza pietà e tentennamenti  i suoi effetti nefasti (come ha fatto Maurizio Parodi con questo libro e nel precedente La scuola che fa male) .</p>
<p>La seconda questione riguarda la scuola che, comunque, c’è. Riguarda i suoi studenti, i meno fortunati; riguarda il lavoro quotidiano degli insegnanti responsabili, i loro problemi, le loro speranze: Il dovere di fare qualcosa, soprattutto a favore degli studenti.</p>
<p>Qui, a mio avviso, la questione è “a cosa servono i compiti?” ed anche “i compiti servono realmente a quanto crediamo servano? Sono utili agli studenti? Non si creano ulteriori discriminazioni, quelle che vorremmo eliminare?</p>
<p>La questione è, anche, collegata a quali pensiamo siano gli obiettivi che la scuola dovrebbe perseguire. Ad esempio, io credo che sia importante che la scuola debba insegnare ad imparare ad imparare, sempre, lungo tutto l’arco di vita. In questa prospettiva lavorare da soli (autodirigere il proprio apprendimento, come si usa dire) è una pratica che si apprende anche svolgendo “compiti”. Allora si apre tutta la questione di quali compiti di apprendimento potrebbero essere adeguati.  Ovvio che come rendere operativo questo principio cambia a seconda che si tratti di un bambino della primaria (dove qualcosa si potrebbe già fare) o di un quasi-adulto degli ultimi anni delle superiori.</p>
<p>In definitiva, io sono convinto che tanti aspetti (cognitivi, psicologici, sociali) correlati con i “compiti per casa” possano essere attuali anche nella scuola rinnovata, attuale, democratica. Ma con tanti se e tanti ma, quelli che il libro di Maurizio ben mette in evidenza e che sono stati sviscerati nella discussione nel network, anche nella sua ripresa di questi giorni.</p>
<p>La mia conclusione? Non cedere all’ “o … o” ed agire la complessità della questione e non disdegnare di misurarsi con le sfide poste da una pratica … pericolosa. E vincere la sfida.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/SqMG/~4/JVXWSLBT1jA" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Venezia Camp – Nord Est Digitale</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/SqMG/~3/dNOti6gudkw/</link>
		<comments>http://www.giannimarconato.it/2012/04/venezia-camp-nord-est-digitale/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 13:18:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barcamp]]></category>
		<category><![CDATA[barcamp. scuola digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Veneziacamp]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Partito anche il Venezia Camp di quest&#8217;anno. Ad organizzarlo è l&#8217;associazione Nordest Digitale dove dovrei essere &#8220;delegato educational&#8220;. Dico &#8220;dovrei&#8221; perchè non ho ancora percepito il senso di &#8220;associazione&#8221; di Nord Est Digitale. Idea brillante ma ancora tutta da realizzare. Vedrò di capire &#8230;. Pur non capendo, ho preso sul serio il mio compito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2012/04/banner021.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2182" title="banner02" src="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2012/04/banner021-300x63.jpg" alt="" width="300" height="63" /></a></p>
<p>Partito anche il Venezia Camp di quest&#8217;anno.</p>
<p>Ad organizzarlo è l&#8217;associazione <a title="ned" href="http://www.nordestdigitale.com/" target="_blank">Nordest Digitale</a> dove dovrei essere &#8220;<a title="gm" href="http://www.nordestdigitale.com/gianni-marconato-delegato-educational" target="_blank">delegato educational</a>&#8220;.</p>
<p>Dico &#8220;dovrei&#8221; perchè non ho ancora percepito il senso di &#8220;associazione&#8221; di Nord Est Digitale. Idea brillante ma ancora tutta da realizzare. Vedrò di capire &#8230;.</p>
<p>Pur non capendo, ho preso sul serio il mio compito ed ho buttato giù alcune idee sul senso del digitale a scuola e all&#8217;università.</p>
<p>Ho presentato il &#8220;<a href="http://www.nordestdigitale.com/gianni-marconato-delegato-educational" target="_blank">position paper</a>&#8221; nella sessione &#8220;education&#8221; che ho promosso e coordinato al Venezia Camp, ancora in corso.</p>
<div id="__ss_12511178" style="width: 425px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Education digitale - VenezaCamp" href="http://www.slideshare.net/gmarconato/education-digitale-venezacamp" target="_blank">Education digitale &#8211; VenezaCamp</a></strong> <iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/12511178" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" width="425" height="355"></iframe></div>
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/thecroaker/death-by-powerpoint" target="_blank">PowerPoint</a> from <a href="http://www.slideshare.net/gmarconato" target="_blank">Gianni Marconato</a></div>
<div style="padding: 5px 0 12px;">Questo il programma degli interventi che abbiamo avuto questa mattina, tutte esperienze che fanno avere speranza nel rinnovamento della scuola e dell&#8217;univeristà.</div>
<div style="padding: 5px 0 12px;">Grazie amici che siete venuti a raccontare i vostri lavori!</div>
<div style="padding: 5px 0 12px;">10:00 – <strong>Il manifesto per la scuola digitale</strong> – <em>Gianni Marconato</em><br />
10:30 – <strong><a href="http://www.veneziacamp.it/facebook-e-matematica/" target="_blank">Facebook e matematica</a></strong> - <em>Paolo Pellizzari</em> (UniVe)<br />
11:00 – <strong>Il progetto I-CLEEN del Museo</strong> di Scienze di Trento – <em>Matteo Cattadori</em><br />
11:30 – <strong>Apprendere dall’esperienza</strong>. Il progetto “<a href="http://www.storiedididattica.it/" target="_blank">Storie di didattica</a>” del network “<a href="http://www.lascuolachefunziona.it/" target="_blank">La scuola che funziona</a>” – <em>Roberta Reginato</em><br />
12:00 – <strong>Web 2.0 vs. Mobile Communications</strong>. Sperimentazione della comunicazione mobile gelocalizzata con studenti reporter – <em>Daniele Pauletto e studenti</em> (<a href="http://www.ipsia-galilei.it/" target="_blank">IPSIA Galilei</a>, Castelfranco Veneto)<br />
12:30 – <strong>Il digital storitelling in matematica</strong> – <em>Antonia Romano, Francesco Bailo</em> (IPRASE Trento), <em>Marina De Rossi, Corrado Petrucco</em> (Università di Padova)</div>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/blogspot/SqMG/~4/dNOti6gudkw" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Dissento con la strategia “digitale” a scuola del governo</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/SqMG/~3/Kma5VDDSBmI/</link>
		<comments>http://www.giannimarconato.it/2012/03/dissento-con-la-strategia-digitale-a-scuola-del-governo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 09:23:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologie didattiche]]></category>
		<category><![CDATA[.]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[LIM]]></category>
		<category><![CDATA[Profumo]]></category>
		<category><![CDATA[scuola digitale]]></category>
		<category><![CDATA[tablet]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi riferisco, anche, all&#8217;intervista del ministro Profumo rilasciata a WIRED Ovvio che non dissento sulla necessità di digitalizzare scuole, insegnanti e studenti. Ho anche parlato di un &#8220;obbligo&#8221; per la scuola di essere &#8220;digitale&#8221;. Il digitale a scuola è anche la mia &#8220;delega&#8221; in ambito di Nord Est Digitale Dissento, in primis, perchè la modernizzazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2012/03/Wordle-Create-Mozilla-Firefox_2012-03-20_10-20-07.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2174" title="Wordle - Create - Mozilla Firefox_2012-03-20_10-20-07" src="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2012/03/Wordle-Create-Mozilla-Firefox_2012-03-20_10-20-07-300x174.png" alt="" width="300" height="174" /></a></p>
<p>Mi riferisco, anche, all&#8217;intervista del ministro Profumo rilasciata a<a title="wired" href="http://tv.wired.it/news/2012/03/01/intervista-francesco-profumo.html" target="_blank"> WIRED</a></p>
<p>Ovvio che non dissento sulla necessità di digitalizzare scuole, insegnanti e studenti. Ho anche parlato di un &#8220;<a title="obbligo" href="http://www.giannimarconato.it/2011/12/il-digitale-e-un-dovere-anche-a-scuola/" target="_blank">obbligo</a>&#8221; per la scuola di essere &#8220;digitale&#8221;. Il digitale a scuola è anche la mia &#8220;<a title="delega" href="http://www.nordestdigitale.com/gianni-marconato-delegato-educational" target="_blank">delega</a>&#8221; in ambito di<a href="www.nordestdigitale.com" target="_blank"> Nord Est Digitale</a></p>
<p>Dissento, in primis, perchè la modernizzazione delle scuole attraverso il digitale non si consegue a &#8220;paccate&#8221; di lim o tablet, ma attraverso l&#8217;infrastrutturazione di base delle scuole, che vuol dire:</p>
<blockquote><p>un computer per ogni studente (di proprietà dello studente stesso)</p>
<p>il collegamento (performante) ad internet di ogni scuola</p>
<p>una (solida) competenza informatica di base per ogni insegnante</p></blockquote>
<p>Dissento, poi, perchè temo, quasi una certezza, che come quanto avvenuto ai nefasti tempi delle LIM, tutte le risorse per la formazione degli insegnanti vengano cannibalizzate dalle tecnologie, per la formazione all&#8217;uso dei tablet, dei reader ecc&#8230; trascurando tantissimi altri temi di cui scuola ed insegnanti hanno necessità.</p>
<p>Dissento, perchè in questo modo si stabilisce quello che acutamente Marco Guastavigna aveva definito il &#8220;pensiero didattico unico&#8221;. Un unico modo di insegnare, una unica forma di pensiero da promuovere e sviluppare.</p>
<p>La scuola ha tanti problemi, tanti obiettivi, tanti approcci didattici. Tutti da sostenere anche attraverso formazione, ma formazione plurale, non formazione a senso unico.</p>
<p>Mi piace molto l&#8217;idea di Profumo delle <a href="http://www.euractiv.it/it/news/politiche-regionali/4972-agenda-digitale-profumo-parte-con-le-smart-communities.html" target="_blank">smart communities</a> e della valorizzazione dell&#8217;intelligenza distribuita.</p>
<p>Mi convincono, anche i punti cardinali su cui insisterà:</p>
<ul>
<li>il miglioramento del sistema di valutazione,</li>
<li>una riflessione sul rapporto scuola-lavoro,</li>
<li>un investimento sull&#8217;istruzione tecnico-professionale,</li>
<li>il ringiovanimento del corpo docente,</li>
<li>un potenziamento dell&#8217;orientamento alla scelta dell&#8217;università.</li>
</ul>
<p>Il mio dissenso è, però, totale sull&#8217;approccio alla digitalizzazione delle scuole. Mi piacerebbe si evitassero altri errori &#8220;strategici&#8221; e che dopo aver verificato la pochezza di una politica di &#8220;innovazione&#8221; basata sulle lim, si dovesse verificare la pochezza (in termini di reale impatto innovativo) anche quella basata sui tablet.</p>
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		<title>La grande sfida della didattica</title>
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		<comments>http://www.giannimarconato.it/2012/03/la-grande-sfida-della-didattica/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 11 Mar 2012 21:37:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[apprendimento significativo]]></category>
		<category><![CDATA[Didattica]]></category>
		<category><![CDATA[Insegnanti]]></category>

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		<description><![CDATA[Un commento al post precedente (fatto da Maria Serena Peterlin) mai solletica la voglia di chiarire meglio la questione di quella che Maria Serena ha chiamato &#8220;motivazione&#8221; allo studio, all&#8217;impegno scolastico da parte degli studenti. La questione è collegata, anche con le sempre più frequenti affermazioni di disagio di tanti insegnanti nella gestione degli studenti: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2012/03/Nuvola-post-11-marzo.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2170" title="Nuvola post 11 marzo" src="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2012/03/Nuvola-post-11-marzo-300x164.png" alt="" width="300" height="164" /></a></p>
<p>Un commento al post precedente (fatto da <a href="http://notecellulari.wordpress.com/" target="_blank">Maria Serena Peterlin</a>) mai solletica la voglia di chiarire meglio la questione di quella che Maria Serena ha chiamato &#8220;motivazione&#8221; allo studio, all&#8217;impegno scolastico da parte degli studenti.</p>
<p>La questione è collegata, anche con le sempre più frequenti affermazioni di disagio di tanti insegnanti nella gestione degli studenti: difficoltà a lavorare bene, a non riuscire a coinvolgerli nelle attività didattiche, di dover affrontare sempre più spesso situazioni di disturbo, disordine se non di violenza o micro criminalità.</p>
<p>Avevo introdotto la questione citando Dubet</p>
<blockquote><p><span style="color: #ff6600;"><strong>Il principale problema degli insegnanti è motivare e coinvolgere gli studenti</strong></span></p></blockquote>
<p>Sono convinto da tempo che la principale sfida che gli insegnanti devono accettare  è qualla di dare adeguate risposte alla richiesta di senso che i giovani d&#8217;oggi rivolgono alla scuola ed agli insegnanti.</p>
<p>Non è vero che i giovani d&#8217;oggi non amino studiare, prediligano il divertimento all&#8217;impegno, siano superficiali.</p>
<p>Il vero problema è che questi &#8220;studenti&#8221; manifestano un disagio (più o meno forte) alla scuola, a questa scuola, alla scuola del non senso.</p>
<p>Gli studenti vogliono dare un senso a quello che fanno, anche a scuola, a ciò che gli insegnanti propongono, a ciò che &#8220;devono&#8221; studiare. Minore è il significato che riescono ad attribuire a ciò che avviene a scuola, minore è la loro volontà ad impegnarsi cognitivamente e, di conseguenza, minore sarà anche l&#8217;apprendimento che svilupperanno.</p>
<p>Non dando un significato a quello che viene chiesto/imposto loro di fare (ascoltare lezioni, studiare libri, eseguire esercizi. &#8230;), faranno tanta ma tanta fatica a &#8220;studiare&#8221;, compiranno sforzi enormi ma otterranno risultati minimi. Nel migliore dei casi memorizzeranno e ripeteranno papagallescamente ciò che l&#8217;insegnante o il libro di testo ha detto loro (&#8220;rigurgiteranno presochè intatto quanto l&#8217;insegnante ha detto loro&#8221; cit.). Ripeteranno ma non avranno compreso l&#8217;oggetto didattico proposto. Ripeteranno e dimenticheranno. Quando andrà bene, svilupperanno una comprensione superficiale del dominio di conoscenza. Non avranno alcuna capacità di usare quanto avranno appreso in questo modo.</p>
<p>Sarà fatica sprecata da parte dell&#8217;insegnante e dello studente.</p>
<p>Queste dinamiche non sono per niente nuove e attraversano il mondo della didattica da sempre.</p>
<p>Ciò che rende particolarmente drammatico questo stato di cose è il fatto che  le nuove genarazioni sono sempre meno disposte a fare fatica per nulla, soprattutto a scuola, ed il loro rifiuto si manifesta in modo proporzionale all&#8217;assenza di significato che quanto si fa a scuola ha per loro.</p>
<p>Ecco, secondo me, una delle principali ragioni del disagio a scuola tanto di insegnanti che di studenti.</p>
<p>Si, disagio anche degli insegnanti perchè a nessuno piace vedere il proprio lavoro, la propria fatica produrre scarso risultato. Risultati  che però migliorano con la capacità dell&#8217;insegnante di aiutare gli studenti ad attribuire un significato a quello che fanno.</p>
<p>Il sistema regge ancora anche se in un equilibrio sempre più precario e fondato sul potere del voto, della promozione o della bocciatura. E&#8217; un potere verso il quale gli studenti manifestano, obtorto collo, ubbidienza non adesione</p>
<p>Da questo punto di vista, questi giovani sono da ammirare: nonostante non riescano ad attribuire senso a quello che fanno, si adeguano. Ascoltano le lezioni, prendono appunti, studiano, fanno i compiti per casa e, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno successo secondo gli standard scolastici, sono promossi. Magari con il minimo sindacale, magari dopo qualche ripetenza e/o recupero di debiti, ma alla fine ce la fanno. Ed attraverso questo successo la scuola si sente legittimata.</p>
<p>Ma questo sistema è un sistema a basso rendimento e ad elevato spreco di risorse. Grande fatica di insegnanti e di studenti ma scarso apprendimento, di quello vero.</p>
<p>E&#8217; un sistema che può essere salvato solo dagli insegnanti e dalla loro capacità di capire il &#8220;nuovo studente&#8221; perchè io credo che in una scuola rinnovata avrà accoglienza anche uno studente rinnovato e, rifacendomi a Dubet che dice che a scuola oggi ci sono giovani e non studenti, lo &#8220;studente&#8221; riprenderà a popolare la scuola.</p>
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		<title>Dove le tecnologie incontrano l’apprendimento</title>
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		<comments>http://www.giannimarconato.it/2012/03/dove-le-tecnologie-incontrano-lapprendimento/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 06:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[apprendimento significativo]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologie didattiche]]></category>
		<category><![CDATA[Teorie dell'apprendimento con le tecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[Dove le tecnologie incontrano l’apprendimento marconato View more PowerPoint from Gianni Marconato &#160; &#160; Il mio intervento al convegno Erickson dove ho cercato di contestualizzare l&#8217;uso delle tecnologie (un dovere per la scuola), nell&#8217;ambito dei cambiamenti in cui la scuola è immersa. Cambiamenti che vedono il digitale tra i meno temibili. Cito il sociologo dell&#8217;educazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="__ss_11944912" style="width: 425px;"><a href="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2012/03/Nuvola-post-10-marzo.png"><img class="size-medium wp-image-2160 aligncenter" title="Nuvola post 10 marzo" src="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2012/03/Nuvola-post-10-marzo-300x142.png" alt="" width="300" height="142" /></a></div>
<div style="width: 425px;"></div>
<div style="width: 425px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a title="Dove le tecnologie incontrano l’apprendimento marconato" href="http://www.slideshare.net/gmarconato/dove-le-tecnologie-incontrano-lapprendimento-marconato" target="_blank">Dove le tecnologie incontrano l’apprendimento marconato</a></strong> <iframe src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/11944912" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" width="425" height="355"></iframe></div>
<div id="__ss_11944912" style="width: 425px;">
<div style="padding: 5px 0pt 12px; text-align: center;">View more <a href="http://www.slideshare.net/thecroaker/death-by-powerpoint" target="_blank">PowerPoint</a> from <a href="http://www.slideshare.net/gmarconato" target="_blank">Gianni Marconato</a></div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Il mio intervento al convegno Erickson dove ho cercato di contestualizzare l&#8217;uso delle tecnologie (un dovere per la scuola), nell&#8217;ambito dei cambiamenti in cui la scuola è immersa. Cambiamenti che vedono il digitale tra i meno temibili.</p>
<p style="text-align: left;">Cito il sociologo dell&#8217;educazione francese Francois Dubet</p>
<blockquote>
<div style="text-align: center;">La scuola sta dentro la modernizzazione che esalta l’individualismo e utilitarismo</div>
<div style="text-align: center;"></div>
</blockquote>
<div style="text-align: left;">Fondamentali altri spunti di Dubet</div>
<blockquote>
<ul>
<li>A scuola non entrano studenti, ma giovani</li>
<li>A scuola entrano nuovi giovani</li>
<li>Si ha la trasformazione delle vecchie regole scolastiche</li>
<li>Il giovane rifiuta le costrizioni  scolastiche</li>
<li>Ripiega su una cultura giovanile ostile alla  scuola</li>
<li>Cultura giovanile come difesa verso le frustrazioni scolastiche</li>
<li>Distanza tra cultura dei giovani  e cultura scolastica</li>
<li>Impegno e motivazione non più dati acquisiti</li>
<li>Per lo studente non più adesione ad un ruolo dato ma costruzione della propria esperienza</li>
<li>Individuo artefice della propria educazione</li>
</ul>
<div style="text-align: left;"></div>
</blockquote>
<div style="text-align: left;">
<div>Che conclude</div>
<blockquote>
<div><strong><span style="color: #ff6600;">I tradizionali modelli pedagogici adatti solo ad una minoranza</span></strong></div>
</blockquote>
<div>Da tutto questo, e non solo, si deve essere consapevoli del fatto che</div>
<blockquote>
<div><strong><span style="color: #ff6600;">Il principale problema degli insegnanti è motivare e coinvolgere gli studenti</span></strong></div>
</blockquote>
<div>In questo quadro, propongo le tecnologie per</div>
<blockquote>
<div>
<ul>
<li>Favorire l&#8217;attribuzione di significato</li>
<li>Il potenziamento cognitivo</li>
</ul>
</div>
<div></div>
</blockquote>
<div>Nel modello concettuale che propongo, ancorato all&#8217;apprendimento significativo, identifico queste funzioni delle tecnologie</div>
<blockquote>
<div>
<ul>
<li>Ancorare la didattica a compiti autentici</li>
<li>Assegnare un ruolo attivo allo studente</li>
<li>Rendere possibile la collaborazione tra studenti</li>
<li>Connettere la scuola e la società</li>
</ul>
</div>
<div></div>
<div></div>
</blockquote>
</div>
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		<item>
		<title>Come cazzeggiano i giovani su Facebook e dintorni</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/SqMG/~3/ANUZXAO158M/</link>
		<comments>http://www.giannimarconato.it/2012/03/come-cazzeggiano-i-giovani-su-facebook-e-dintorni/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 16:41:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[nativi digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Non passa giorno che non abbia riscontri di come tanta gente continui a demonizzare i &#8220;giovani&#8221; per il loro uso della rete e dei social network avendo costruito e consolidato degli sterotipi che reggono ad ogni evidenza. Recentemente Bottani ha detto: Basta ridurre gli studenti a caricature. Occorre realmente capire la loro vita con tutta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2012/03/Nuvola-post-8-marzo.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2150" title="Nuvola post 8 marzo" src="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2012/03/Nuvola-post-8-marzo-300x116.png" alt="" width="300" height="116" /></a></p>
<p>Non passa giorno che non abbia riscontri di come tanta gente continui a demonizzare i &#8220;giovani&#8221; per il loro uso della rete e dei social network avendo costruito e consolidato degli sterotipi che reggono ad ogni evidenza.</p>
<p>Recentemente Bottani ha detto:</p>
<blockquote><p>Basta ridurre gli studenti a caricature. Occorre realmente capire la loro vita con tutta la sua ricchezza e complessità. Ciò prende tempo ed è difficile da fare</p></blockquote>
<p>Una mia testimonianza diretta. Mio figlio frequenta il primo anno di medicina e proprio pochi minuti fa mi ha fatto sapere che:</p>
<ul>
<li>215 dei 220 iscritti al primo anno nel suo &#8220;canale&#8221; didattico sono presenti nel gruppo Facebook che hanno fondato; qui condividono esperienze, problemi, soluzioni, decidono azioni riguardanti la frequenza del  corso, l&#8217;acquisto dei libri, la preparazione degli esami. Recentemente hanno organizzato una petizione ad un professore per modificare gli orari di un corso (con esito positivo). E tanto altro</li>
<li>Hanno attivato uno spazio su Google dove aggregano e condividono le slide che i docenti producono e disseminano nei loro ambienti on-line o che non condivido affatto ed a turno se le fanno dare al termine delle lezioni, appunti, libri pidieffati  e tanto altro. Ora hanno quasi saturato lo spazio free e mio figlio ha già acquisato per ben 5 dollari un&#8217;enorme quantita di spazio supplementare e così continuano a condividere.</li>
</ul>
<p>Piccole cose, ma genialità spiccia applicata a cose &#8220;serie&#8221;.</p>
<p>La prossima volta che sento qualche &#8220;adulto&#8221; parlare di internet come una minaccia o di Facebook come perdita di tempo per i nostri amati fogliuoli , gli tiro addosso la prima cosa che ho sottomano. Giuro</p>
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		<item>
		<title>E vai con l’epidiascopio!</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/blogspot/SqMG/~3/jNYkKSVt40I/</link>
		<comments>http://www.giannimarconato.it/2012/03/e-vai-con-lepidiascopio/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 10:19:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri di testo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giannimarconato.it/?p=2136</guid>
		<description><![CDATA[Che bisogno c’era che Turing inventasse il computer, quando bastava usare un bel epidiascopio per proiettare a parete una pagina di un libro? NO, non c&#8217;era proprio bisogno Cosa hanno di nuovo i libri di testo “digitali” che già  non avessero i “vecchi” libri a stampa quando venivano proiettati a parete usando, come si faceva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2012/03/Post-7-marzo-12.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2143" title="Post 7 marzo 12" src="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2012/03/Post-7-marzo-12-300x142.png" alt="" width="300" height="142" /></a></p>
<p>Che bisogno c’era che Turing inventasse il computer, quando bastava usare un bel epidiascopio per proiettare a parete una pagina di un libro?</p>
<p><a href="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2012/03/epidiascopio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2137" title="epidiascopio" src="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2012/03/epidiascopio.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a></p>
<p>NO, non c&#8217;era proprio bisogno</p>
<p>Cosa hanno di nuovo i libri di testo “digitali” che già  non avessero i “vecchi” libri a stampa quando venivano proiettati a parete usando, come si faceva una cinquantina ed anche meno di anni fa, un epidiascopio?</p>
<p>NULLA proprio NULLA</p>
<p>Valeva la pena che tante menti spendessero tanto tempo in analisi, riflessioni, proposte? Valeva la pena che  al ministero si profondessero in leggi e circolari per promuovere l’innovazione didattica attraverso  l’editoria digitale? Valeva la pena che sul tema si tenessero per anni seminari, convegni, barcamp?</p>
<p>NO, NON VALEVA LA PENA</p>
<p>Basta solo vedere i primi “prodotti” di questa onda di innovazione  digitale e di come si sta  affrontando la questione dell’accessibilità: nulla che sia accessibile, nulla che faccia uso delle caratteristiche e delle potenzialità del digitale per rendere accessibili i “nuovi” libri di testo.</p>
<p>Semplici pagine di libri (tradotte in pdf) proiettate a parete (visionabili sullo schermo di un pc)!</p>
<p>Se è innovazione, questa, meglio non innovare.</p>
<p>Come &#8220;testo base&#8221; per capire di che si tratta, consiglio il pregevole e documentatissimo <a title="ldt noa" href="http://noa.bibienne.net/2012/03/05/la-circolare-sulladozione-dei-libri-di-testo-le-allegre-compagnie-di-editori-e-le-responsabilita-dei-dirigenti/" target="_blank">post</a> di Noa &#8221; La circolare sull&#8217;adozione dei libri di testo, le allegre compagnie di editori e le responsabilita dei dirigenti&#8221;</p>
<p>Già l&#8217;esordio ci fa capire quale sia la posta in gioco</p>
<blockquote><p>&#8230;. poi ho visto delle robe in giro che fan pensare, e bisogna pure che qualcuno le scriva perché alle scuole certe cose nessuno le spiega.<br />
E allora, <strong><span style="color: #ff6600;">caro insegnante, caro dirigente</span></strong>, nel tuo interesse seguimi che ti aiuto a togliere un po&#8217; di castagne dal fuoco.<br />
E se hai un figlio dislessico, o non vedente, o in qualche altro modo disabile, seguimi pure che ti sarà utile.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sulle redsponsabilità dei dirigenti, Noa dice</p>
<blockquote><p>E noi queste cose dobbiamo saperle perché la circolare ultima, questa qui del 2012, dice anche:</p>
<blockquote><p><strong>I dirigenti avranno cura di esercitare la necessaria vigilanza affinchè le adozioni dei libri di testo di tutte le discipline siano deliberate nel rispetto dei vincoli di legge</strong>.</p></blockquote>
<p>Una bella rogna per i dirigenti scolastici, che non è mica una roba da poco.</p></blockquote>
<p>E sulla qualità (!)  dei &#8220;nuovi&#8221;  libri &#8220;tecnologici&#8221;, la nostra afferma:</p>
<blockquote><p>Eccoli che <a title="apri la pagina per andare nel sito di vendita dei pdf" href="http://www.scuolabook.it/" target="_blank">sono arrivati</a>, i grandi. E, come previsto, con ebook finti… semplici pdf scaricabili da internet ma visualizzabili SOLO con il loro reader proprietario (no, non con acrobat reader) scaricabile dal loro sito.</p></blockquote>
<p>Insomma, l&#8217;unica innovazione pare essere quella del loro conto corrente che cresce di giorno in giorno, alla faccia, non dico dell&#8217;innovazione alla quale nessuno è obbligato, ma del rispetto delle differenze, cui la legge li obbliga.</p>
<p>Come verificare l&#8217;accessibilità? Noa ci dà qualche dritta:</p>
<blockquote><p>Se il testo è in pdf quasi sicuramente NON è accessibile, ma potrebbe esserlo se è un testo che è stato impaginato con specifici criteri (non libri che erano prima a stampa), quindi non eliminiamolo a priori.<br />
Diciamo che possiamo però escludere subito i pdf che hanno delle limitazioni, delle protezioni.<br />
I testi in pdf che abbiamo visto <a title="apri la pagina con un testo di esempio" href="http://www.scuolabook.it/gianfranco-bo-ainino-cabona-progetto-leonardo-2-edizione-leggera-paravia-9788839534781.html" target="_blank">QUI</a> hanno delle FORTI limitazioni: alcuni non si possono stampare per nulla, alcuni hanno altri limiti di stampa. E hanno una limitazione ancora più grave: nessuno fra quelli che ho analizzato offre la possibilità di selezionare e copiare parti di testo. In pratica è come se ogni pagina fosse una grossa fotografia della stessa.</p></blockquote>
<p>Insomma, una bella rogna per tutti, ad inizare dai dirigenti!</p>
<p>Se vale il vecchio adagio: &#8221; Chi ben comincia, è già a metà dellì&#8217;opera&#8221;, qui siamo mesi davero bene! Rispolveriamo il vecchio e caro epidiascopio (una volta ho sentito Paula de Waal parlare anche di un più desueto strumento tecnologico, il &#8220;flanellofono&#8221;, ma non sono riuscito a trovarlo) e riprendiamo a proiettare la pagine dei libri a parete. Risparmieremo soldi e troveremo molti più insegnanti e studenti che lo useranno.</p>
<p>&lt;&lt;&lt;&lt;</p>
<p>Qualche riferimento in più nei blog di amici:</p>
<p>Maria Grazia Fiore sull’accessibilità <a href="http://speculummaius.wordpress.com/2012/03/05/libri-di-testo-online-accessibilita-for-all-e-gerarchia-delle-fonti/">http://speculummaius.wordpress.com/2012/03/05/libri-di-testo-online-accessibilita-for-all-e-gerarchia-delle-fonti/</a></p>
<p>Biroblu &#8211; Livio Mondini  <a href="http://www.biroblu.info/2012/02/libri-di-testo-elettronici-per-le-scuole-a-chi-servono/">http://www.biroblu.info/2012/02/libri-di-testo-elettronici-per-le-scuole-a-chi-servono/</a></p>
<p>E-bookreader Italia <a href="http://www.ebookreaderitalia.com/accessibilita-la-promessa-mancata-dellebook/">http://www.ebookreaderitalia.com/accessibilita-la-promessa-mancata-dellebook/</a></p>
<p>Superando <a href="http://www.superando.it/content/view/6817/121/">http://www.superando.it/content/view/6817/121/</a></p>
<p>(segue post di noa)</p>
<p>Maria Grazia sull’accessibilità <a href="http://speculummaius.wordpress.com/2012/03/05/libri-di-testo-online-accessibilita-for-all-e-gerarchia-delle-fonti/">http://speculummaius.wordpress.com/2012/03/05/libri-di-testo-online-accessibilita-for-all-e-gerarchia-delle-fonti/</a></p>
<p>Biroblu <a href="http://www.biroblu.info/2012/02/libri-di-testo-elettronici-per-le-scuole-a-chi-servono/">http://www.biroblu.info/2012/02/libri-di-testo-elettronici-per-le-scuole-a-chi-servono/</a></p>
<p>E-bookreader Italia <a href="http://www.ebookreaderitalia.com/accessibilita-la-promessa-mancata-dellebook/">http://www.ebookreaderitalia.com/accessibilita-la-promessa-mancata-dellebook/</a></p>
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		<title>Giù dalla cattedra</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 18:43:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologie didattiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando certi temi arrivano all&#8217;attenzione della stampa generalistica, vuol dire che abbiamo superato la soglia di guardia. Ad un simile livello di allarme siamo, finalmente, giunti a proposito di scuola se il Washington Post  va a pubblicare in prima pagina un duro attacco alla lecture, la tradizionale lezione accademica (la lezione &#8220;trasmissiva&#8221;), in quanto ritenuta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2012/02/Blog-10_2.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2131" title="Blog 10_2" src="http://www.giannimarconato.it/wp-content/uploads/2012/02/Blog-10_2-300x171.png" alt="" width="300" height="171" /></a></p>
<p>Quando certi temi arrivano all&#8217;attenzione della stampa generalistica, vuol dire che abbiamo superato la soglia di guardia.</p>
<p>Ad un simile livello di allarme siamo, finalmente, giunti a proposito di scuola se il <a title="WP" href="http://www.washingtonpost.com/local/education/colleges-looking-beyond-the-lecture/2012/02/03/gIQA7iUaGR_story.html" target="_blank">Washington Post</a>  va a pubblicare in prima pagina un duro attacco alla<em> lecture,</em> la tradizionale lezione accademica (la lezione &#8220;trasmissiva&#8221;), in quanto ritenuta da più parti una tecnica di insegnamento inefficace.</p>
<p>Cose che tanta letteratura specialistica e, più modestamente,  molti di noi dicono da tempo. E non solo &#8220;dicono&#8221; ma anche fanno, sperimentano, aggiustano &#8230;.</p>
<p>Vediamo di renderci conto quali argomentazioni vengono usate dal WP per condannare la lezione ex cathedra.</p>
<p>Citando il caso della <a href="http://web.jhu.edu/administration/provost/GSI/index.html" target="_blank">Johns Hopkins University</a> che ha avviato un serio programma di innovazione didattica a partire dalla comprensione di come gli studenti apprendono (da dove altro sarebbero dovuti partire?), si afferma:</p>
<blockquote><p>Solo perchè gli insegnanti dicono qualcosa in una classe davanti agli studenti, non vuol dire che essi imparino &#8230;. L&#8217;apprendimento non avviene nello spazio fisico tra l&#8217;insegnante e lo studente. L&#8217;apprendimento avviene nella mente dello studente &#8230;</p></blockquote>
<p>Gran bella scoperta <img src='http://www.giannimarconato.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ma, dato che sei in una classe di 200 studenti non puoi fare altro che &#8220;parlare&#8221; per ore, il primo provvedimento adottato è di dividere quel plotone in gruppetti di 50 o addirittura 20 studenti.</p>
<p>Sul piano operativo, le  tecniche adottate per rendere interattiva la lezione (interattiva a  livello di pensiero) sono:</p>
<ul>
<li>fare domande (bella l&#8217;espressione inglese &#8220;seeding them with questions&#8221;),</li>
<li>discussioni tra vicini.</li>
<li>sondaggi istantanei (usando i clikkers).</li>
</ul>
<p>Altro segno di consapevolezza della problematica:</p>
<blockquote><p>Dobbiamo pensare a cosa succede quando gli studenti hanno una cattiva esperienza del corso &#8230; Il  modello &#8220;lecture&#8221; si sta evolvendo verso quello del college come esercizio di partecipazione &#8230;. la parola d&#8217;ordine è &#8220;active learning&#8221; &#8230; studenti che effettuano esperimenti, risolvono problemi &#8230;. rispondono a domande &#8230;</p></blockquote>
<p>Fa indubbio piacere leggere che:</p>
<blockquote><p>Fin dagli anni &#8217;90, la ricerca pedagogica si è spostata da ciò che gli insegnanti insegnano a ciò che gli studenti imparano. E gli studi hanno dimostrato che gli studenti apprendono comparativamente poco nei corsi basati sulla lezione tradizionale.</p></blockquote>
<p>Altra argomentazione che non si può che condividere:</p>
<blockquote><p>Avere un professore che legge un libro è un insulto &#8230;. ma è un modello inveterato.</p></blockquote>
<p>E le tecnologie? Pare possano esser la chiave di volta del cambiamento:</p>
<blockquote><p>Il movimento anti-lecture viene alimentato anche dalla proliferazione delle &#8220;lezioni&#8221; on-line che stanno minacciando il monopolio dei campus malta-e-mattone &#8230; ma certi leader universitari vedono questa innovazione con inquietudine.</p></blockquote>
<p>Ma l&#8217;active learning non trova una strada in discesa:</p>
<blockquote><p>&#8230; molti docenti sono stati formati con quel modello di didattica ed ora la replicano &#8230; gli studenti stessi dicono che le classi interattive sono molto più gravose di una lezione convenzionale.</p></blockquote>
<p>Per farla breve: a quando simili riflessioni serie nelle nostre scuole e nelle nostre università?</p>
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