<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-1232255094285652040</atom:id><lastBuildDate>Thu, 19 Dec 2024 03:31:18 +0000</lastBuildDate><category>istantanee</category><category>piccoli traumi</category><category>dilemmi</category><category>ritratti</category><category>tagless</category><category>bianco e nero</category><category>intolleranza</category><category>luoghi</category><category>fascino</category><category>domenica</category><category>sfoghi</category><category>narrativa</category><category>viaggi</category><category>inettitudini</category><category>film</category><title>Crilogie</title><description>allegria e altre disgrazie</description><link>http://crilogie.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (cristina)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>149</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1232255094285652040.post-775102805947046981</guid><pubDate>Sun, 14 Feb 2010 16:58:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-02-16T21:40:03.867+01:00</atom:updated><title></title><description>&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Mi ami?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color:#ff0000;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Sì.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Davvero?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color:#ff0000;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Sì.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size:130%;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:100%;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Davvero, davvero?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color:#ff0000;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Sì.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Davvero, davvero, davvero?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size:180%;color:#ff0000;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Non lo so.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;Peanuts&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; - &lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;&lt;em&gt;Charles M. Schulz.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;</description><link>http://crilogie.blogspot.com/2010/02/mi-ami-si.html</link><author>noreply@blogger.com (cristina)</author><thr:total>15</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1232255094285652040.post-2269473039022516938</guid><pubDate>Tue, 19 Jan 2010 11:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-19T12:18:46.650+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">istantanee</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sfoghi</category><title>s.o.s.</title><description>buttatemi via il pc e le sigarette.&lt;br /&gt;mi sono convinta che siano la mia &lt;span style=&quot;color:#ff0000;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;rovina&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;.</description><link>http://crilogie.blogspot.com/2010/01/buttatemi-via-il-pc-e-le-sigarette.html</link><author>noreply@blogger.com (cristina)</author><thr:total>7</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1232255094285652040.post-3241949368067181076</guid><pubDate>Mon, 18 Jan 2010 10:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-19T10:09:57.300+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">bianco e nero</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">ritratti</category><title></title><description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;L&#39;incontro fortuito con una persona, mi ha portato a rievocare un tenerissimo ricordo dell&#39;infanzia. Nell&#39;uomo che era davanti a me in mesticheria, grazie ad alcuni &quot;indizi&quot;, ho riconosciuto il compagno dell&#39;asilo dal quale ricevetti la prima proposta di matrimonio in assoluto. Non mi sorprende che per lui la mia figura non sia stata fonte di simili reminescenze.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;La mia memoria emotiva ha del patologico. Difficilmente è condivisa.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Peraltro, le mie frequentazioni dell&#39;asilo si ridussero all&#39;arco di una decina di giorni in tutto.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Lo so perché mi fu spiegato negli anni successivi. Nella mia mente di bambina, però, quei giorni furono infiniti. Nell&#39;infanzia, la percezione del tempo è dilatata. &lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Oltre a &lt;strong&gt;&lt;em&gt;M&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;., il &quot;bambino&quot; della mesticheria, di quei giorni mi rimane un senso di terrore. Quello che mi suscitavano le suore.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Altro che &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Magdalene&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&quot;Magdalene&quot;!&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Davanti agli occhi, ho ancora la bimba con i ricci che si rifiutava di mangiare il riso in bianco. E la monacaccia arcigna che, con la forza, si ostinava a rifilarle forchettate di riso dritto in gola, incurante dei pianti, dei quasi strozzamenti, dei conàti e della strage di candidi chicchi che, dalla bocca, si irradiava tutto intorno.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Queste, comunque, sono divagazioni inutili. &lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;M.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; diede un senso a quei giorni. Fu il primo bimbo che notai, appena arrivata. Mi colpì vederlo giocare da solo. Sembra strano che a quattro anni già possa risultare tanto chiara la profonda crudeltà, e l&#39; ingiustizia, dell&#39;emarginazione. Voglio dire, nessuno te lo insegna, a quell&#39;età. Nessuno mi aveva certo spiegato &lt;em&gt;&quot;Non discriminare! I bimbi sono tutti uguali&quot;.&lt;/em&gt; Così come nessuno, suppongo, aveva imposto agli altri miei compagni dell&#39;asilo &lt;em&gt;&quot;Non giocare con quel bambino! Non vedi che è&lt;/em&gt; &lt;em&gt;diverso?&quot;.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;(Da qui ha origine la mia arbitraria convinzione che i fattori ambientali, in confronto al DNA, contino poco o niente). &lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;La diversità di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;M&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;., consisteva in un difetto fisico. La palatoschisi, volgarmente conosciuta come labbro leporino. Oltre a notarsi esternamente nella fisionomia del viso, si ripercuoteva in uno strano modo di parlare. Ciò era più che sufficiente a giustificare i suoi giochi solitari.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Chiaramente, divenne da subito il mio miglior amico. &lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Che fosse un&#39;alleanza tra diversi?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;La mia &quot;diversità&quot; non era originata da handicap o difetti fisici e mentali. Era frutto di una mia personale percezione. I bambini, notoriamente, sono spensierati. Quella spensieratezza, da quando ho cominciato a relazionarmi agli altri, non mi è mai appartenuta veramente. Insomma, io mi sentivo un mondo a parte. &lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Il giorno in cui &lt;strong&gt;&lt;em&gt;M&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. mi chiese di sposarlo, mi trovai davanti ad un dilemma. Per ricordarlo così bene ancora oggi, vuol dire che presi la cosa seriamente. E seriamente analizzai la situazione. Résami conto che per lui provavo solo affetto, non mi parve proprio il caso di accettare. Non si alimentano così le illusioni delle persone buone, per poi rischiare di ferirle. Non si fanno promesse che già sappiamo di non poter mantenere. Però, e questo per me era straziante, se rispondevo negativamente, lui avrebbe indagato sulla motivazione della mia scelta. Come potevo, a quel punto, essere schietta e spiegargli &lt;em&gt;&quot;Perché non mi piaci abbastanza&quot;&lt;/em&gt;? Lo avrei mortificato. Avrebbe sperimentato tutta la sofferenza del rifiuto . Quindi, cercai una mediazione. Pensai che la migliore soluzione risiedesse in una risposta spiritosa, tra il serio e il faceto. Approfittando del suo esibizionismo un pò clownesco, del suo volersi mettere in mostra a tutti i costi pur di risultare simpatico ai miei occhi e farmi divertire, puntai sulla sua presunta &quot;inaffidabilità&quot; e con un tono che era un ibrido tra lo scherzo e un bonario rimprovero, mi giustificai così : &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;right&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&quot;Ma&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;&lt;em&gt;non lo vedi che sei un pagliaccio?!&quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Le sue risate mi confermarono che avevo dato la risposta giusta...E me ne sentii molto sollevata e fiera.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Comunque, stamattina, lo guardavo e tentavo di farmi coraggio &lt;em&gt;&quot;Ora è il momento di osare! Stavolta ce la fai a presentarti!  Adesso glielo dici... che oggi saresti potuta essere sua moglie!&quot;.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Naturalmente, la timidezza mi ha fregato anche stavolta. E non gli ho detto niente.&lt;/div&gt;</description><link>http://crilogie.blogspot.com/2010/01/lincontro-fortuito-con-una-persona-mi.html</link><author>noreply@blogger.com (cristina)</author><thr:total>8</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1232255094285652040.post-7497456098158770485</guid><pubDate>Sun, 10 Jan 2010 14:25:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-19T10:52:08.999+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">domenica</category><title></title><description>...e ci mancava solo albano in tv alle prese con nostalgia canaglia ed altre perle del suo prestigioso repertorio mi consola però il pensiero che almeno stasera essendo domenica mio fratello non litigherà con carlo conti e i suoi concorrenti ottusi snocciolando il consueto rosario di bestemmie e minacciando di far schizzare via gli occhiali all&#39;odiato conduttore sferrandogli un pugno in faccia...</description><link>http://crilogie.blogspot.com/2010/01/blog-post.html</link><author>noreply@blogger.com (cristina)</author><thr:total>11</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1232255094285652040.post-1468433150571304747</guid><pubDate>Sun, 10 Jan 2010 08:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-11T08:50:47.294+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">dilemmi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">domenica</category><title>piove</title><description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Dott.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;è un sacco di tempo che non ci vediamo. Forse penserai che tutto mi vada a gonfie vele.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Mi mancano molto, invece, le nostre lunghe chiacchierate.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Anche se sulla loro fattiva utilità, non ho mai smesso di nutrire dubbi. Sì, certo. Mi servivano da sfogo. Mi aiutavano ad inquadrarmi meglio. A mettermi a fuoco. Risultavano rassicuranti. Di incontri ne abbiamo avuti tanti. Se fossi stata affetta da qualche patologia seria, te ne se saresti accorta. Invece, trattasi di &quot;temperamento&quot;. Quel che più mi manca, forse, è il tuo approccio solare e positivo, il tuo sorriso così sdrammatizzante. Ma in tempi di miseria, qualcosa bisogna pur sacrificare. E tu fai parte dei miei &quot;tagli&quot;. Spesso ti facevo ridere di gusto, con le mie buffe sortite, quelle che mi vengono così, senza che possa controllarle. Non importa se sono in compagnia di un&#39;amica, di un premio nobel, di un datore di lavoro o di un luminare della scienza. Io, comunque io. Sempre la stessa. Ho capito bene, grazie ai tuoi insegnamenti, come svolgere gli esercizi dell&#39;ABC, così come a riconoscere gli errori di pensiero.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Ma non mi sto allenando. A volte, quando parlavamo, il nostro sembrava quasi un rapporto paritario. Già al nostro primo incontro, il feeling fu immediato. Mi esprimevo con la tua stessa terminologia, non mi sfuggiva neanche il minimo dettaglio attinente alla mia psiche. Sembravo una veterana, osservasti, reduce da anni di psicanalisi o di psicoterapia. In un certo senso, ciò rispondeva al vero. Ma Freud non c&#39;entra niente. Ha ragione Rino Gaetano, anche chi non ha letto Freud può vivere cent&#39;anni. Le mie erano analisi da autodidatta. Da studiosa di me stessa. Iniziate in età infantile e mai abbandonate. Per questo, credo, ti sono subito sembrata tanto ricettiva. La mia storia di vita emotiva in terza persona, ti piacque molto. Ogni tanto torno a leggerla. Continuo a sorprendermi di come abbia citato l&#39;episodio di quando a quattro anni mi persi sulla spiaggia, e non abbia fatto riferimento alcuno al mio fallito matrimonio. Ma forse no. Non mi sorpendo più di tanto. Comunque, dicevo. Non faccio più esercizi. Ho capito bene come sono fatta. Ma questo, a quanto pare, non mi è sufficiente a mutare atteggiamento. Ogni giorno mi riprometto di concentrarmi sul concreto. Di affrontare un problema alla volta. Di essere realista. E poi mi trovo a rimuginare per giornate intere sul medesimo dettaglio, e rimando a domani le questioni pratiche e importanti. Continuo a divagare. Alimento sogni e speranze e fantasticherie come ho sempre fatto. E, un momento dopo, mi ritrovo a ridimensionarli. Talvolta a demolirli. Ma se me ne sbarazzo, ho come l&#39;impressione che di me rimanga poco o niente. E sento il vuoto che mi inghiotte. Allora tento di recuperarli almeno in parte. Giusto quel poco che basta per andare avanti. La notte, le volte in cui fatico a prender sonno, si materializzano i pensieri più angoscianti. Il primo è quello del tempo che scorre inesorabile, che mi sfugge dalle mani. &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Non c&#39;è più tempo&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; (ma tempo per cosa?) Penso all&#39;idea che da bambina avevo di ciò che sarebbe stata la mia vita alla mia età attuale. Ed è impossibile non considerare fino a che punto il mio presente sia l&#39;antitesi di ciò che avevo immaginato. Di come le cose, in parte per destino (o dovrei chiamarlo &lt;strong&gt;&lt;em&gt;caso&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;?), in gran parte per mia scelta, abbiano imboccato la direzione opposta. Ogni tanto mi soffermo ad osservare le vite ordinate delle mie ex compagne di scuola. Diciamo almeno della maggior parte. Ma avverto sensazioni contrastanti. Ora nutro una sana invidia per quella tranquillità. Adesso, invece, mi chiedo se sia tranquillità vera o apparente. A tratti, addirittura, mi suscita tristezza. Non so. In alcuni casi ho quasi l&#39;impressione che la tranquillità sia propria di chi si accontenta. Di chi scende più o meno a compromessi. Penso a quelle che al liceo erano già fidanzate. Dopo il liceo: l&#39;università, la laurea, il matrimonio con il fidanzato storico, un lavoro da insegnante, i figli. Metodiche, lineari, così normali. Magari avrei dovuto anch&#39;io seguire quello schema. Perché quelle, mi dico, sembrano vite vere e proprie. Organiche, diciamo. Hanno una forma. La mia esistenza, una sequela di attimi e frammenti. Del resto, io sono quella che anela alla pioggia d&#39;estate e al sole in inverno. Guardo fuori dalla finestra. Non sarò mai una massaia coscienziosa. I panni stesi l&#39;altro ieri, ho dimenticato di riporli al cadere delle prime gocce. Una volta constatato che ormai era tardi, li ho lasciati lì dov&#39;erano. Alla pioggia, però, si è unito il vento. Uno dei bastoni che sorreggevano i fili è crollato. E con lui, lenzuola ed indumenti. Abbandonati, scomposti. Ingarbugliati a terra. Zuppi d&#39;acqua. Stamani, credo, mi sento così anch&#39;io.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Poi penso a ieri sera. Alla minuscola casina della Sandra. Ai tre bicchieri già disposti sulla tavola al mio arrivo, insieme alla bottiglia di prosecco, ai biscotti e ai salatini. Momenti. In fondo è stata la mia scelta. In fondo, dico, mi basta così poco. O forse è sempre troppo. Perché non basta la mia semplicità a semplificare. Anzi, è tanto semplice da non essere compresa. E quindi si camuffa suo malgrado, ergendosi a complessità (apparente) nello sforzo sovrumano di capire l&#39;altrui complessità e la complessità del mondo esterno. Allora diventa complicata veramente. Sempre più spesso, sembro utopista perfino nel proiettare aspettative nei momenti. &lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Prendo in mano il cellulare e rileggo il messaggio della Sandra. Sorrido. E&#39; quello che mi è arrivato ieri sera, prima di andare a letto. Spontaneo, inaspettato. Per questo ha più valore. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color:#ff0000;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Grazie della bella serata. Siete due amiche speciali. Nel mio buio, con voi intravedo la luce.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://crilogie.blogspot.com/2010/01/piove.html</link><author>noreply@blogger.com (cristina)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1232255094285652040.post-5472478930527953770</guid><pubDate>Fri, 08 Jan 2010 16:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-09T19:57:04.944+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">bianco e nero</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">piccoli traumi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">ritratti</category><title>le rimembranze</title><description>Mia madre non parla quasi mai.&lt;br /&gt;Mi correggo.&lt;br /&gt;Volevo dire &quot;non si apre&quot;&lt;br /&gt;Parlare, parla&lt;br /&gt;Come ET l&#39;extraterrestre&lt;br /&gt;(conseguenza di uno dei suoi ictus)&lt;br /&gt;e alle volte eccede anche&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A causa del suo idioma surreale&lt;br /&gt;ha perso tutte le amicizie&lt;br /&gt;(tranne la Tina)&lt;br /&gt;Nessuno viene a farle visita&lt;br /&gt;nè le telefona&lt;br /&gt;perchè&lt;br /&gt;&quot;non la capiscono&quot;&lt;br /&gt;e, a quanto dicono,&lt;br /&gt;non la vogliono mortificare&lt;br /&gt;(eccessi di &quot;sensibilità&quot;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà, è una questione di mero allenamento&lt;br /&gt;Se l&#39;ascolti con costanza, e con pazienza, la comprendi&lt;br /&gt;Se non altro, cogli il succo dei discorsi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, dicevo&lt;br /&gt;parla tanto&lt;br /&gt;ma di fatti quotidiani&lt;br /&gt;della casa&lt;br /&gt;delle fiction&lt;br /&gt;della spesa&lt;br /&gt;di bollette&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che non esprime,&lt;br /&gt;sono i pensieri intimi e profondi..&lt;br /&gt;quelli angosciosi e tristi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A volte ha gli occhi lucidi&lt;br /&gt;ma se le chiedi &quot;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;cosa c&#39;è? &quot;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;ostinata, lei ti risponde sempre&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&quot;niente&quot;.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so com&#39;è che oggi, invece&lt;br /&gt;dopo un&#39;iniziale esternazione di stanchezza&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&quot;Sarebbe meglio che morissi...Ma non ci ho il vestito. Quelli belli li ho regalati tutti&quot;.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;(inconsapevolmente ironica anche nei momenti tetri)&lt;br /&gt;è passata a contare silenziosamente con le dita&lt;br /&gt;come una bimba delle elementari&lt;br /&gt;che si concentra diligente nel fare le addizioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è un&#39;attività segreta in cui spesso la sorprendo intenta&lt;br /&gt;e non mi vuol mai dire cosa conta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma quel che contava oggi, me l&#39;ha confidato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Dopo 18 anni mi ha tradita&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;ha detto&lt;br /&gt;e parlava di mio padre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Com&#39;ero ingenua,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;io mi fidavo tanto&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Se almeno lo avessi preso a schiaffi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;ero una tonta&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di fronte al mio stupore&lt;br /&gt;nel sentirle rivangare traumi tanto remoti&lt;br /&gt;ha confessato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&quot;ci penso tutti i giorni&quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sarebbe troppo lungo l&#39;elenco&lt;br /&gt;di ferite, pene, aneddoti, rimpianti, parole, sfumature&lt;br /&gt;che ha preso a rievocare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il finale mi ha tramutato il pianto in riso&lt;br /&gt;quando&lt;br /&gt;ricordando il giorno in cui mi ha portorito&lt;br /&gt;ancora una volta riferendosi a mio padre&lt;br /&gt;ha menzionato un fatto, a me finora ignoto, che a quanto pare&lt;br /&gt;non ha mai digerito&lt;br /&gt;Il dono con cui lui la omaggiò&lt;br /&gt;andandola a trovare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad una puepera di norma si regalan fiori&lt;br /&gt;Come ha potuto presentarsi con un posacenere&lt;br /&gt;(a lei , poi ,che non ha mai fumato)&lt;br /&gt;in ospedale?</description><link>http://crilogie.blogspot.com/2010/01/le-rimembranze.html</link><author>noreply@blogger.com (cristina)</author><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1232255094285652040.post-8427130436153108485</guid><pubDate>Thu, 07 Jan 2010 11:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-08T10:33:57.503+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">ritratti</category><title>Lola Montez</title><description>&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgl54p9j4hV2qRUxvVRaIgC7bZ0h_PRikX4bDfd3lPwbzkCZ6V_9nq43XlZct3yj2dKWPVskkiYIboIBvX-jsn3bwn93mMV6RQ-d0I87SfBuFxedynIvSLyJax6A9IPTrJCpOpIxWb1rdk/s1600-h/LolaMontez-250W.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 235px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5424078758629428898&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgl54p9j4hV2qRUxvVRaIgC7bZ0h_PRikX4bDfd3lPwbzkCZ6V_9nq43XlZct3yj2dKWPVskkiYIboIBvX-jsn3bwn93mMV6RQ-d0I87SfBuFxedynIvSLyJax6A9IPTrJCpOpIxWb1rdk/s320/LolaMontez-250W.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt; Lola Bella&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEghkWYicsZK89Y6SvBo8rl-9R_zmNMLxEepTufDRK7gy4AOLX6bGpm0FM9NXCstMnpVibgLTqY44WF6NRgSr0WNXPc5ow1nWqUhioJL0bylPIeW8DpU-Epkd-nMcqdvSR2mgI2ET6w7Y60/s1600-h/lola.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 263px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5424078533593370786&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEghkWYicsZK89Y6SvBo8rl-9R_zmNMLxEepTufDRK7gy4AOLX6bGpm0FM9NXCstMnpVibgLTqY44WF6NRgSr0WNXPc5ow1nWqUhioJL0bylPIeW8DpU-Epkd-nMcqdvSR2mgI2ET6w7Y60/s320/lola.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Lola Un Pò Meno Bella&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Dopo aver letto delle vicende di &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Lola_Montez&quot;&gt;Lola Montez &lt;/a&gt;(fu lei ad ispirare il modo di dire &lt;em&gt;&quot;Quello che Lola&lt;/em&gt; &lt;em&gt;vuole, Lola ottiene&quot;&lt;/em&gt;) nel libro &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&quot;Storia delle Altre - Concubine, amanti, mantenute&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;amiche&quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (non si tratta di un romanzo rosa), la curiosità di constatare la veridicità delle asserzioni entusiastiche sulla sua leggendaria bellezza è stata troppo forte. (Menomale che Google esiste)&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Vi propongo due ritratti della celebre mangiauomini o, meglio, manipolatrice di uomini, che si spacciava per spagnola, quando in realtà era irlandese di nascita (che faccia tosta). Lascio a voi il giudizio estetico. Io sono titubante. Talora mi sembra affascinante, talaltra decisamente bruttina.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Fatto sta che, bella o meno bella, qualche dote non comune doveva pur averla, se riuscì a menare per il naso perfino Ludwig I di Baviera. Uomo tutto d&#39;un pezzo, scaltro, ferreo e scrupoloso nell&#39;amministrazione delle finanze e degli affari di stato, che, dinanzi a lei, diventò un agnellino, bevendosi senza batter ciglio, una dopo l&#39;altra, tutte le panzane che lei aveva deciso di fargli bere. La vita di Lola Montez fu a dir poco avventurosa. Degna di un romanzo.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Si chiamava Eliza Rosanna Gilbert, era nata, come già detto, in Irlanda, nel 1821 ma, giovanissima, si trasferì in Spagna dove, dopo aver studiato danza, iniziò una carriera come ballerina e si reinventò da capo a piedi. In realtà, non si limitò alla Spagna. Viaggiò in lungo e in largo per l&#39;Europa. Entrò nel circolo di George Sand, grazie all&#39;&quot;amicizia&quot; con Franz Liszt. Quando tornò in Inghilterra, era ormai Maria Dolores de Porris y Montez, detta Lola, danzatrice spagnola, figlia di un nobile decaduto (anche la storia delle nobili discendenze era ovviamente una panzana). Le recensioni dell&#39;epoca esprimono un certo scetticismo sulla sua reale abilità nell&#39;arte di Tersicore. Sembra che Lola, più che danzare, si prodigasse in sinuose movenze sensuali atte a sedurre. Alla sua attività di danzatrice, a dire il vero, ne affiancò una parallela, e ben più intensa, di cortigiana. Gli amanti illustri non si contano, così come i mariti. Dilapidava il patrimonio di un uomo e poi passava ad una nuova, e più allettante, conquista. Ma il colpo grosso di Lola fu la conquista del cuore di Ludwig di Baviera, un re, ma anche un uomo in piena crisi di mezza età. Che infatti per lei letteralmente rincitrullì (=rincoglionì). Evito di entrare nel dettaglio delle articolate vicende dei due (non posso però omettere che il re ebbe il privilegio di godere delle grazie dell&#39;amata solo due volte; a quanto pare, però, in compenso, lei gli concedeva sovente di baciarla sulla bocca con le labbra un pò dischiuse). Come da copione, Lola ottenne dal potente amante appannaggi da capogiro. Rimediò naturalmente anche un titolo nobiliare, quello di Contessa di Landsfeldt, a seguito del quale alzò ulteriormente la cresta e pretese ancor di più. Fino a farsi detestare dall&#39;intera Baviera, che sopportava sempre meno la sua crescente influenza sul re. Il &quot;povero&quot; Ludwig si accorse di essere stato preso in giro solo quando ormai lei risiedeva in Svizzera con il nuovo amante, dove si era trasferita proprio per mettersi in salvo dalla furia del popolo che la odiava. Ignaro della nuova situazione sentimentale dell&#39;amata, il re continuava a scriverle appassionate lettere d&#39;amore e ad elargire denaro, mantendendo, inconsapevolmente, oltre a lei, anche l&#39;amante. Finché non saltò fuori uno degli ex mariti le cui scottanti rivelazioni non poterono essere smentite nè confutate, e Ludwig si arrese all&#39;evidenza di essere stato ingannato. Come se non bastasse, da lei venne anche ricattato, allorché, per estorcergli un&#39;ultima tranche di denaro, lo minacciò di rendere pubbliche le lettere d&#39;amore che lo avrebbero coperto di ridicolo. &lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Sul momento, leggere di questa donna con tanto &quot;pelo sullo stomaco&quot;, mi ha suscitato un senso di riprovazione. Poi ho gradualmente cambiato atteggiamento, fin quasi a trovarla simpatica.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;In linea di massima, chissà quanti di quei polli che ha spennato, erano stati fino a quel momento cinici uomini di affari senza scrupoli e aridi di cuore. Se poi anche gli uomini più intelligenti e &quot;furbi&quot;, a un certo punto della loro vita, diventano tanto stupidi dinanzi alle lusinghe di una donna giovane e attraente che gli fà due moine (mi verrebbe da sconfinare nel boccacesco con il celebre &quot;tira più un pelo...ecc. ecc.&quot;) peggio per loro...no? Raggiunta la maturità, inoltre, Lola smise di cercare la fama e la ricchezza e si &quot;riscattò&quot; . Si convertì alla religiosità e alle opere di bene. Si adattò a vivere con modestia ed ebbe slanci di generosità e filantropia che ne hanno &quot;nobilitato&quot; l&#39;esistenza.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Scrisse anche un libro di memorie, di cui riporto una frase che mi ha colpito per la modernità di pensiero:&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&quot;Il genio non ha sesso!...I grandi uomini ne sono usciti abbastanza bene perché, suppongo io, la gente per principio non si aspetta di trovare tanta o poca moralità nella vita di un grand&#39;uomo. Ma una donna...ah! Una donna deve essere una santa...Cioè, insomma, dovrebbe. E in questo modo si lascia agli uomini il monopolio del peccato, di tutti i peccati del mondo&quot;.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://crilogie.blogspot.com/2010/01/lola-montez.html</link><author>noreply@blogger.com (cristina)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgl54p9j4hV2qRUxvVRaIgC7bZ0h_PRikX4bDfd3lPwbzkCZ6V_9nq43XlZct3yj2dKWPVskkiYIboIBvX-jsn3bwn93mMV6RQ-d0I87SfBuFxedynIvSLyJax6A9IPTrJCpOpIxWb1rdk/s72-c/LolaMontez-250W.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1232255094285652040.post-7369244621592368962</guid><pubDate>Tue, 05 Jan 2010 18:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-19T10:53:19.147+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">inettitudini</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">piccoli traumi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sfoghi</category><title>obiettivo impellente</title><description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Raggiungimento della totale autonomia nella gestione di gioie e tristezze.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;L&#39;auspicio di amplificare i miei stati di grazia, o estasi, con la condivisione, o fusione con l&#39;altro, può condurmi al risultato opposto, ossia, affievolimento delle pulsioni positive che volevo esternare, qualora il mio entusiasmo non venga compreso (accade nella maggioranza dei casi) e non si verifichi quel raro, quasi miracoloso, fenomeno di profonda empatia tra anime affini che isintivamente si riconoscono l&#39;una nell&#39;altra. Nel peggiore dei casi, ne consegue conversione della gioia originaria in proditoria tristezza indotta dalla mancanza di risposta emotiva da parte di chi mi aspettavo potesse darmela. Altri effetti collaterali: senso di solitudine e di stupidità.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Per contro, l&#39;auspicio di trovare conforto, o sollievo, o appiglio, nell&#39;altrui empatia nei momenti di tristezza, mi porta spesso al contagio dell&#39;altro. Insomma, proprio chi presumevo essere preposto a rasserenarmi, ammutolisce e si adegua ai miei toni malinconici. Risultato: sconfinamento della tristezza nella più bieca disperazione.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;right&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:130%;color:#ff0000;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Perché rischiare?&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://crilogie.blogspot.com/2010/01/obiettivo-impellente.html</link><author>noreply@blogger.com (cristina)</author><thr:total>6</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1232255094285652040.post-3233822479687325234</guid><pubDate>Tue, 29 Dec 2009 09:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-19T10:53:49.149+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">tagless</category><title></title><description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Quando sono presa dall&#39;entusiasmo (e ciò avviene di norma anche per cose assolutamente stupide), non so tenermi niente. Devo &quot;sfogare&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;E quindi beccatevi questa sciocchezza che, oltre ad avermi fatto ridere assai, ha soddisfatto per una manciata di secondi la mia megalomania latente, quella vena narcististico-esibizionistica solitamente inespressa o tenuta a bada (in pochi, infatti, ne sospettano l&#39;esistenza)! ;)&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;via, giù...clicca &lt;a href=&quot;http://en.tackfilm.se/?id=1262077218593RA80&amp;amp;q=low&quot;&gt;VI!!! &lt;/a&gt;(detto alla viareggina)&lt;/p&gt;</description><link>http://crilogie.blogspot.com/2009/12/quando-sono-presa-dallentusiasmo-e-cio.html</link><author>noreply@blogger.com (cristina)</author><thr:total>6</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1232255094285652040.post-6858869475871162997</guid><pubDate>Mon, 28 Dec 2009 10:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-28T11:54:06.152+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">intolleranza</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sfoghi</category><title></title><description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Vi prego. Risparmiatemi quegli inutili sms di auguri spersonalizzanti, inviati in serie e firmati famiglia felice del mulino bianco. Se nemmeno conosco vostra moglie (o marito) - (o magari li conosco e reciprocamente non ci sopportiamo)- né , tanto meno, i vostri adorabili e inconsapevoli pargoletti, risulta persino irritante ricevere benevole esternazioni fittizie da parte loro. Volete capirlo o no?&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Quando uno si sposa e mette su famiglia rinuncia alla propria individualità? Diventa un tutt&#39;uno con coniuge e prole e cessa di esistere come entità distinta?&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color:#ff0000;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;right&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color:#ff0000;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Mah...&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;</description><link>http://crilogie.blogspot.com/2009/12/vi-prego.html</link><author>noreply@blogger.com (cristina)</author><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1232255094285652040.post-1608091757876348267</guid><pubDate>Mon, 28 Dec 2009 07:12:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-28T12:16:10.599+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">tagless</category><title></title><description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Ho faticato non poco a svegliarmi stamattina. Il cervello era stanco e non rispondeva ai comandi della mia coscienza che mi intimava di alzarmi. Quando apro gli occhi con questa sensazione di totale obnubilamento, di solito è perchè la mia attività onirica notturna è stata particolarmente intensa. Quello che mi fa rabbia, però, è che quasi mai ricordo i miei sogni. Precludendomi così la possibilità di analizzarli e scoprire qualcosa in più di me stessa. Mi alzo con la consapevolezza di non aver fatto altro che sognare, eppure nulla sembro aver trattenuto di quelle esperienze. Se non un&#39;immane stanchezza, appunto. Invece, stamani, è riaffiorata in tutto il suo tangibile spessore l&#39;angoscia provata durante l&#39;attesa dell&#39;esecuzione di mia madre. Perché proprio lei fosse dinanzi al patibolo, non saprei dirlo. Nel sogno, però, non mi sembrava affatto strano. Lo davo per scontato. Ero disperata, certo. Ma non incredula. E neanche lei. Nemmeno un tentativo per risparmiarle quel tragico epilogo. Solo rassegnazione e abbracci e baci e lacrime ed esternazioni di immenso amore reciproco. E quell&#39;attesa che non aveva mai fine. L&#39;intero sogno si è configurato come attesa della morte in quanto separazione definitiva. Ciò è servito da tragico sprone a confessarci le cose che non ci siamo mai dette fino ad ora. Non ricordo il momento dell&#39;esecuzione. Forse perché nel sogno non è mai arrivato. I pochi sogni che mi capita di trattenere, in effetti, hanno per lo più a che fare con separazioni traumatiche dalle persone che amo. In questo niente di strano. E, nella fattispecie, non è la prima volta che mia madre muore di morte violenta nei miei incubi. Ne ricordo ancora oggi uno che risale alla mia prima infanzia, in cui le era stata misteriosamente recisa la testa, ma lei, incredibilmente, non era ancora morta e continuava a parlarmi, addirittura cercando di tranquillizarmi. Però, perché stanotte proprio mia madre di fronte al boia? Troppo inquietante. Poi, ad un tratto, mi sono venute in mente le ultime pagine che ieri sera mi hanno traghettato dalla veglia alle braccia di Morfeo. E tale presa di coscienza ha tolto una buona parte di mistero al mio sogno. Leggevo di Jeanne Becu, più conosciuta come Madame du Barry. La favorita di Luigi XV che sostituì nel cuore e nel letto del sovrano la frigida Reinette de Pompadour (delusione, eh? quando si pensa a Madame de Pompadour - sarà anche per via del nome vagamente onomatopeico, per così dire - ci si materializza l&#39;idea della lussuria fatta donna e, invece, fu femmina assai poco passionale, nonché di salute cagionevole, e il rapporto che la unì al re fu più di natura affettiva e cerebrale che sensuale). Jeanne, al contrario, passionale lo era per davvero. Ed incarnò meglio di chiunque altra il concetto di &quot;amantità&quot;. Ottenne dalla sua condizione di puttana ufficiale del re i privilegi massimi a cui una favorita potesse aspirare. Ebbe solo la sventura di ottenerli nel periodo sbagliato, alla vigilia della Rivoluzione. E ci rimise la testa. Ricordo di essermi addormentata proprio mentre ero intenta a prendere in considerazione i vari modi in cui gli esseri umani affrontano il patibolo. Mi chiedevo come reagirei io. Con la compostezza regale di Maria Antonietta che non fece una piega e, quasi altèra, porse il suo bel collo candido alla fredda lama (come auspico)? O abbandonandomi ad un contegno indecoroso costellato di urla e strepiti e inutili tentativi di fuga come la du Barry che, oltremodo patetica, arrivò al punto di implorare il Signor Boia - il famoso Samson - di non farle del male? &lt;em&gt;&quot;Grace, grace, monsieur le bourreau!&quot;.&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;(mia madre, ovviamente, ha affrontato la prova da vera regina. con dignità estrema, incurante del boia e della morte di per sé. il suo dolore consisteva esclusivamente nella consapevolezza di doversi congedare per sempre da chi ama, pertanto è solo nel congedo che si è concentrata, centrando l&#39;obiettivo di non lasciare nulla di non detto o di inespresso).&lt;/div&gt;</description><link>http://crilogie.blogspot.com/2009/12/ho-faticato-non-poco-svegliarmi.html</link><author>noreply@blogger.com (cristina)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1232255094285652040.post-799500135439071016</guid><pubDate>Thu, 17 Dec 2009 18:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-19T10:54:24.342+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">bianco e nero</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">fascino</category><title>pinocchio forever</title><description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Che il mio rapporto con la TV sia tutt&#39;altro che idilliaco, mi sembra di averlo già detto. Io e lei abbiamo &quot;divorziato&quot; parecchio tempo fa. Sporadici ritorni di fiamma, si verificano le volte in cui mi accorgo che il palinsesto propina un film interessante che mi sono persa al cinema (evento RARISSIMO. A proposito, non ho ancora capito perché &quot;Pretty Woman&quot; l&#39;hanno trasmesso almeno 150 volte in dieci anni, mentre i film realmente pregevoli di recente produzione non vengono presi in considerazione o, se lo sono, capita sempre dopo la mezzanotte) ma, più spesso, trovo appiglio in reperti archeologici che ritengo meritevoli di essere visti e rivisti cento volte.&lt;br /&gt;Poco fa, per esempio, mi sono illuminata d&#39;immenso e mi sono sentita percorrere da un fremito di eccitazione nell&#39;apprendere che alle 21,10 su Rai 3 torna il &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;color:#ff0000;&quot;&gt;Pinocchio&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; di Comencini. Ebbene, sì. Se cerco di ragionare da &quot;adulta&quot; e dare un giudizio critico del film, mi rendo conto di non essere in grado di farlo. Cioè...per me è bellissimo, ovviamente. Ma non so fino a che punto io sia condizionata dal ricordo, più che mai attuale, delle emozioni che quel &quot;Pinocchio&quot; mi suscitò da bambina (e, di conseguenza, nella successiva dozzina di volte in cui l&#39;ho rivisto). L&#39;unica trasposizione televisiva del capolavoro di Collodi (la più bella favola del mondo) degna di esistere, è quella. Tutto il resto è PROFANAZIONE. Non a caso, qualche settimana fa, nell&#39;apprendere che stava per essere trasmessa una versione nuova di zecca, di cui ricordo solo la presenza di Luciana Littizzetto in veste di Grillo Parlante, mi sono incazzata come una bestia ed ho avuto una sorta di conato. Naturalmente non ho voluto vederla. Pinocchio è Andrea Balestri (ma che fine avrà fatto?), Geppetto è Nino Manfredi, la Fata Turchina è Gina Lollobrigida, il Gatto e la Volpe sono Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. PUNTO.&lt;br /&gt;E le musiche del &lt;span style=&quot;color:#ff0000;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Pinocchio&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; di Comencini?&lt;br /&gt;Sono l&#39;unico essere al mondo a cui viene da piangere per la commozione quando le sente?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width=&quot;425&quot; height=&quot;344&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/p1YCbWGM0-o&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;&quot;&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;param name=&quot;allowscriptaccess&quot; value=&quot;always&quot;&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/p1YCbWGM0-o&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowscriptaccess=&quot;always&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot; width=&quot;425&quot; height=&quot;344&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://crilogie.blogspot.com/2009/12/che-il-mio-rapporto-con-la-tv-sia.html</link><author>noreply@blogger.com (cristina)</author><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1232255094285652040.post-6182277352908653792</guid><pubDate>Wed, 16 Dec 2009 19:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-19T10:54:52.289+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">tagless</category><title></title><description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Nessun messaggio subliminale. &lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Mi garba. Mi emoziona. Mi commuove. E&#39; una delle mie preferite in assoluto. Oggi l&#39;hanno passata alla radio mentre ero in macchina. Era un pezzo che non la sentivo nella sua versione originale (Luca Carboni l&#39;ha reinterpretata in una cover). E ho pensato &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&quot;certo che è sempre bella...&quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. Non a caso, a undici anni ero una fan sfegatata di Lucio Dalla (mica di Miguel Bosé come le mie coetanee). Il primo concerto a cui ho assistito, è stato il suo. Nel tendone di Bussoladomani a Lido di Camaiore. Correva l&#39;anno 1981. E ho consumato intere musicassette registrando la mia voce mentre cantavo con grande impegno e convinzione &quot;L&#39;ultima Luna&quot;, &quot;Com&#39;è profondo il mare&quot;, &quot;Anna e Marco&quot;, &quot;La sera dei miracoli&quot;, &quot;Futura&quot;, &quot;Balla balla ballerino&quot;, &quot;Mambo&quot;, &quot;Cara&quot;, &quot;Telefonami tra vent&#39;anni&quot;, &quot;L&#39;anno che verrà&quot;...e naturalmente &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&quot;Quale Allegria&quot;.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width=&quot;425&quot; height=&quot;344&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/UlI1yQLkoJo&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;&quot;&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;param name=&quot;allowscriptaccess&quot; value=&quot;always&quot;&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/UlI1yQLkoJo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowscriptaccess=&quot;always&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot; width=&quot;425&quot; height=&quot;344&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;</description><link>http://crilogie.blogspot.com/2009/12/nessun-messaggio-subliminale.html</link><author>noreply@blogger.com (cristina)</author><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1232255094285652040.post-2566337905616907963</guid><pubDate>Tue, 15 Dec 2009 08:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-15T10:26:41.268+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">bianco e nero</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">istantanee</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">piccoli traumi</category><title></title><description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;E&#39; poco più che adolescente e tiene per mano la nipotina. Con lei si accinge ad attraversare la strada sulle strisce pedonali, alla volta del piccolo parco giochi. Indossa una graziosa minigonna. In quel periodo non ha un fisico filiforme, ma non la si può certo definire robusta. Eppure, lo choc le giunge inaspettato da un finestrino che si apre all&#39;improvviso da un&#39;auto in corsa. Fa appena in tempo a scorgere un ammasso di ragazzi e ragazze che stipano un&#39;utilitaria. Ed è una tipa seduta sui sedili posteriori ad urlarle dileggiante&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;font-size:130%;&quot;&gt;ma che bel maaanzooooo!!!!&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;right&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color:#ff0000;&quot;&gt;L&#39;ho sempre detto, io, che le donne sono stronze&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color:#ff0000;&quot;&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://crilogie.blogspot.com/2009/12/e-poco-piu-che-adolescente-e-tiene-per.html</link><author>noreply@blogger.com (cristina)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1232255094285652040.post-7392402219087256861</guid><pubDate>Tue, 08 Dec 2009 19:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-09T21:14:37.510+01:00</atom:updated><title></title><description>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjYt8G6QMRTDWF3dyxVDyC5cNHlvIzYMIa_qKCZendF92CDWWTXphwyQEfC4h9KBmw10RRJIj4sThmTAXKwRhDBWLPDg2Lq6sfMc3-MmvrzeAJZsdn3Penxs0gPuDZ63R8bCPS9hIPi200/s1600-h/chi_lha_visto%5B1%5D.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5413237443273727010&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjYt8G6QMRTDWF3dyxVDyC5cNHlvIzYMIa_qKCZendF92CDWWTXphwyQEfC4h9KBmw10RRJIj4sThmTAXKwRhDBWLPDg2Lq6sfMc3-MmvrzeAJZsdn3Penxs0gPuDZ63R8bCPS9hIPi200/s320/chi_lha_visto%5B1%5D.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Statisticamente ho riscontrato che il lunedì è il giorno della settimana in cui sono maggiormente soggetta ad accessi di devastante tristezza. Forse è per questo che da stamattina sono convinta sia lunedì. E, puntualmente, verso ora di cena mi sovviene che su Rai 3 è la serata di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&quot;Chi l&#39;ha visto?&quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (a cose &quot;normali&quot;, non sono solita seguirlo). Ora, si potebbe ragionevolmente pensare che anche solo l&#39;idea di vedere una trasmissione del genere (un condensato di angoscia) in condizioni psicologiche già compromesse, mi faccia inorridire. Invece, no. Al pensiero di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&quot;Chi l&#39;ha visto?&quot;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, provo un istantaneo senso di conforto. Non solo. Le note della sigla di apertura (che poi, in realtà, è anche quella di chiusura), di per sé così inquietanti, sulla mia psiche sortiscono un effetto terapeutico e &lt;span style=&quot;color:#ff0000;&quot;&gt;&lt;strong&gt;RASSICURANTE&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;. Sorvoliamo sulla cocente delusione che ho patito nel momento in cui mi sono resa conto, pochi istanti fa, che oggi è martedì. Mi incuriosisce proprio il fenomeno.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Potrebbe trattarsi dello stesso meccanismo che ci induce ad ascoltare canzoni tristi quando ci si sente tristi, o a vedere un film drammatico, o a gioire di una giornata piovosa perché meglio si coniuga al nostro tetro stato d&#39;animo. Al piacere di crogiolarsi nella propria tristezza, di abbandonarvisi in tutto e per tutto. La voglia di toccare il fondo (per poi riemergere), il fine catartico, ecc. ecc. Quindi, un fenomeno assai diffuso e banale. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Si dà il caso, però, che &lt;span style=&quot;color:#000000;&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color:#ff0000;&quot;&gt;&quot;Chi l&#39;ha visto&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color:#ff0000;&quot;&gt;?&quot;,&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; non sia una trasmissione &quot;triste&quot;, bensì , come già detto, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;color:#ff0000;&quot;&gt;angosciosa&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;. E non capisco come io possa trovare rassicurazione nell&#39;angoscia.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://crilogie.blogspot.com/2009/12/statisticamente-ho-riscontrato-che-il.html</link><author>noreply@blogger.com (cristina)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjYt8G6QMRTDWF3dyxVDyC5cNHlvIzYMIa_qKCZendF92CDWWTXphwyQEfC4h9KBmw10RRJIj4sThmTAXKwRhDBWLPDg2Lq6sfMc3-MmvrzeAJZsdn3Penxs0gPuDZ63R8bCPS9hIPi200/s72-c/chi_lha_visto%5B1%5D.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1232255094285652040.post-5454326446388475594</guid><pubDate>Fri, 04 Dec 2009 14:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-04T20:01:41.030+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">intolleranza</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sfoghi</category><title>premure moleste</title><description>Nonostante la pioggia scrosciante,&lt;br /&gt;arriva armata di buoni propositi e spirito di iniziativa.&lt;br /&gt;Il suo buon umore e l&#39;atteggiamento energico, collaborativo,&lt;br /&gt;oltre a contrastare con la squallida giornata,&lt;br /&gt;alimentano il mio nervosismo.&lt;br /&gt;Per fortuna, non è sempre così.&lt;br /&gt;Anzi. L&#39;amo con tutta me stessa.&lt;br /&gt;Non certo solamente perché è mia sorella.&lt;br /&gt;L&#39;amo come persona, perché è speciale. E in lei trovo conforto.&lt;br /&gt;Inoltre, è l&#39;ultimo componente &quot;sano&quot;, insieme a me, di una famiglia disastrata.&lt;br /&gt;L&#39;unica su cui posso contare.&lt;br /&gt;Il periodo in cui stavo per perderla per sempre, non molto tempo fa,&lt;br /&gt;è stato il più buio in assoluto. Ne porto ancora i segni.&lt;br /&gt;Ma oggi, proprio non ci siamo.&lt;br /&gt;Inconsapevole che il suo supporto da esterna è utile più a lei che a me,&lt;br /&gt;si dà &lt;strong&gt;&lt;em&gt;troppo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; da fare.&lt;br /&gt;Questione di coscienza, si potrebbe dire.&lt;br /&gt;Ingenuamente, forse pensa che venendo un pomeriggio e caricandomi una lavatrice,&lt;br /&gt;o portando via qualche indumento da stirare,&lt;br /&gt;possa significativamente incidere sulla mia qualità di vita.&lt;br /&gt;Risulta fastidiosa, poi, quando mi guarda e mi chiede spazientita&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&quot;ma CHE c&#39;è?&quot;.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Io lo so bene perché mostra tanta insofferenza quando le sembra di cogliere un velo di malinconica rassegnazione o di tristezza sul mio viso.&lt;br /&gt;Lo percepisce come un grido represso di rabbia e di dolore.&lt;br /&gt;Come se le urlassi &lt;em&gt;&quot;Guardami pure. Ti rendi conto, vero? Che vita di merda faccio?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Te, se non altro, hai la tua casa, i tuoi figli, il tuo compagno! Ti sembra giusto?&quot;. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;In realtà, non grido affatto. Neanche le penso, certe cose. O meglio, ne prendo solo atto.&lt;br /&gt;E senza un&#39;ombra di rancore.&lt;br /&gt;Credo sia lei che le rimprovera a sè stessa.&lt;br /&gt;Dovrei esser sempre sorridente e scanzonata, per non fargliele pesare.&lt;br /&gt;Comunque, oggi mi dà l&#39;ansia.&lt;br /&gt;Al riecheggiare dei suoi passi nell&#39;ingresso e al clic del portone che si chiude,&lt;br /&gt;tiro un sospiro di sollievo.&lt;br /&gt;Mi posso abbandonare alla stanchezza in santa pace.</description><link>http://crilogie.blogspot.com/2009/12/premure-moleste.html</link><author>noreply@blogger.com (cristina)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1232255094285652040.post-1433130419890792236</guid><pubDate>Fri, 04 Dec 2009 09:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-04T12:44:54.936+01:00</atom:updated><title>piccolo quadro psicopatologico</title><description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color:#ff0000;&quot;&gt;Esempio di miglioramento&lt;/span&gt; (attinente a: lieve accenno di emancipazione dai desideri altrui, presa di coscienza di ciò che realmente voglio. In sostanza: questo è quanto gli altri desiderano e si aspettano da me...ma IO?)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(Dal parrucchiere)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Voce suadente della shampista &quot;Siccome dovrai aspettare un pò...intanto ti facciamo una maschera ristrutturante, ok?&quot;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&quot;No, grazie. &lt;strong&gt;Voglio&lt;/strong&gt; solo una messa in piega. Se devo attendere dieci minuti, sfoglio una rivista. Se mi fate aspettare più a lungo, purtroppo me ne devo andare&quot;.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color:#ff0000;&quot;&gt;Esempio di stazionarietà&lt;/span&gt; (attinente a: ciclico riprensentarsi di atteggiamento abulico e passivo):&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;em&gt;Entro nella mia stanza e, nel tentativo di arrivare al pc, inciampo immancabilmente nella stupida valigia semidisfatta che giace nel bel mezzo del pavimento da lunedì scorso. Mentalmente bestemmio e penso &quot;non ha proprio alcun senso che questa valigia continui a stare qui&quot;. Infatti, ce la lascio.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/em&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color:#ff0000;&quot;&gt;Esempio di regressione&lt;/span&gt; (attinente a: senso di insicurezza invalidante. In questo caso specifico, trattasi di insicurezza scatenata da tentativi ostinati e involontari, pertanto non facilmente controllabili, di entrare nella testa altrui. Ma è davvero l&#39;insicurezza che determina il bisogno di leggere nella testa altrui, oppure è proprio l&#39;abitudine inveterata, nonché un&#39;innata abilità a farlo che, nei rari casi in cui non centro l&#39;obiettivo, mi genera insicurezza? Nell&#39;esempio riportato, oltre alla regressione sul piano dell&#39;insicurezza, è presente anche un sintomo di stazionarietà per quanto concerne la non ancora acquisita capacità di mentire). &lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;em&gt;&quot;Sei pregata di dirmi la verità, per favore. Per caso, hai mai curiosato nella mia agendina nera?&quot;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;(Solo un attimo di silenzio imbarazzato e colpevole)&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;em&gt;&quot;Sì. In effetti l&#39;ho sfogliata...ma non per i motivi che pensi tu&quot;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://crilogie.blogspot.com/2009/11/piccolo-quadro-psicopatologico.html</link><author>noreply@blogger.com (cristina)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1232255094285652040.post-6486308055785543255</guid><pubDate>Wed, 02 Dec 2009 11:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-01-19T10:56:27.467+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">bianco e nero</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">piccoli traumi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">ritratti</category><title>sogni infranti</title><description>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiKNQxCg1vju_6yTJsx8i1gRyADjZR_JNLG4GM7dXC6hy6Xi8nLPmg1c9T-DCzUi9WGlCQ1m4ZVqmo3Ca6GhMD9ZHAFrWH-FvJhdhVjrlPzAosHj5u5hI1KlZ-PY__JGJfOOjiB1V4K4yE/s1600-h/240733%5B1%5D.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 316px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5410656869628352418&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiKNQxCg1vju_6yTJsx8i1gRyADjZR_JNLG4GM7dXC6hy6Xi8nLPmg1c9T-DCzUi9WGlCQ1m4ZVqmo3Ca6GhMD9ZHAFrWH-FvJhdhVjrlPzAosHj5u5hI1KlZ-PY__JGJfOOjiB1V4K4yE/s400/240733%5B1%5D.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt; Il destino crudele, beffardo, di ogni animo sensibile, è quello di scontrarsi costantemente, e inesorablimente, con una realtà ben poco poetica che contrasta in modo avvilente con sogni e aspettative di elevazione morale, sentimentale, spirituale, emotiva.&lt;br /&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Certi scontri traumatici li patisco ancora, sebbene abbia cominciato a sperimentarli ben presto nell&#39;arco della mia tormentata esistenza da ipersensibile e dovrei averci fatto il callo.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Alcuni aneddoti sono esilaranti e riescono a farmi ridere a distanza di decenni. Nonostante, al tempo, fossero vissuti come autentica fonte di frustrazione e amara disillusione.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Oggi me ne è venuto in mente uno che riguarda l&#39;ambito amoroso.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Chi non ricorda la prima infatuazione o innamoramento infantile?&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Ebbene, il mio primo &quot;amore&quot; aveva dieci anni e si chiamava Gino. Nome insolito per un bimbetto. Ma Gino era un &quot;montagnino&quot; (come i versiliesi -marini chiamano gli alto-versiliesi) e un nome del genere rispecchia molto l&#39;antica tradizione, ancora in uso nelle comunità montane dalle mie parti, di battezzare i bimbi con i nomi di nonni e bisnonni. A costo di chiamarli Amilcare, Alfonso o Ermenegildo. Gino lo conobbi durante una settimana di &quot;licenza&quot; dai miei impegni scolastici di alunna di quarta elementare (io avevo nove anni), concessami magnanimamente da mio padre che, sopra le righe in molti frangenti, anche al cospetto della scuola aveva teorie tutte sue, tipo (rivolto a mia madre) &lt;em&gt;&quot;guarda che acqua che viene giù. lasciala dormì la bimba, &lt;/em&gt;&lt;em&gt;poverina! dove la vuoi mandà con questo tempo?!&quot;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Quella settimana pensò bene di farmi respirare un pò di aria buona, poiché doveva recarsi a Basati, frazione montana del Comune di Seravezza, dove avrebbe svolto dei lavori di ristrutturazione ad una casa. Decise, quindi, di portarmi con sè. Gino lo incontrai il primo giorno. Capelli e occhi neri, faccia da sbruffoncello, modi da scugnizzo. Mi &quot;conquistò&quot; subito, anche perchè, nonostante l&#39;indole ribelle che lo rendeva un pò intrigante, nei miei confronti dimostrava un interesse speciale e attenzioni da fidanzatino.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Mio padre sembrava molto divertito e partecipe all&#39;evolversi di questa nuova amicizia, e la incoraggiava. Con l&#39;avanzare della mattinata, teneva d&#39;occhio l&#39;orologio e verso l&#39;una mi suggeriva &lt;em&gt;&quot;vai un pò giù in strada, vedrai che ci siamo. sta perarrivare il pulmino con Gino!&quot;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Ricordo l&#39;emozione e l&#39;eccitazione che mi animavano nel momento in cui scorgevo lo scuolabus giallo nella stradina sottostante. Preludio di ogni nostro agognato incontro, nonché di giochi spericolati, come il lanciarsi a tutta birra giù per le discese con una specie di slittino o monopattino (non ricordo bene). Questa intesa si protrasse per alcuni giorni e andò in crescendo, tanto da indurmi a credere in chissà quali affinità elettive o simbiosi di anime. Fino al momento dell&#39;inaspettato dramma, o deludente epilogo che dir si voglia. Forse era domenica, perchè non mi pare che quel giorno Gino fosse andato a scuola. La brutale demolizione dei miei sogni d&#39;amore si svolse in due atti. Il primo atto mi vide sgomenta spettatrice dell&#39;espletarsi , da parte del mio &quot;Romeo&quot;, di funzioni fisiologiche che di norma son vissute con pudore e riservatezza. Insomma, in parole povere, si infilò in uno sgabuzzino esterno alla casa, che era chiaramente il gabinetto, e tenne la porta aperta durante tutto lo svolgimento di suddette funzioni corporali, peggiorando la situazione con il reiterato intercalare &lt;em&gt;&quot;Indovina cosa faccio?&quot;.&lt;/em&gt; Ovviamente, mi era ben chiaro cosa stesse facendo ma, con la mia solita ostinazione nel voler rimuovere realtà sgradite, distogliendo lo sguardo dall&#39;orrenda scena, ebbi il coraggio di rispondere a più riprese con un ben poco credibile &lt;em&gt;&quot;Non lo so&quot;.&lt;/em&gt; Quello fu l&#39;inizio della fine. A situazione già gravemente compromessa, l&#39;ex oggetto dei miei vagheggiamenti romantici, inferse il colpo di grazia a cotanto promettente idillio, allorché, uscito finalmente dal gabinetto, osò esternare quello che da subito dovette essere il suo sommo e più intimo desiderio, ammantandolo impercettibilmente con un velo di &quot;pudore&quot; nel pronunciare la frase senza il sonoro, cercando di farmela captare con il labiale. Dapprima, pensai di aver interpretato male. Non poteva aver veramente pronunciato quelle parole! Lo invitai, quindi, a ripetere, pregando trepidamente di essere smentita nella mia intuizione precedente. Ma ciò che le sue labbra silenziosamente proferirono fu nuovamente quello che non avrei mai voluto udire. Adesso non avevo più dubbio alcuno. Per un senso di squallore, di vergogna, di cocente delusione e di decenza, continuai a fingere di non aver capito sperando che almeno a quel punto desistesse e lasciasse cadere la pietosa avance. Macchè, volle arrivare fino in fondo. E, spazientito, abbandonò il labiale ed eruppe a chiare lettere nella sua richiesta oscena:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align=&quot;right&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;color:#ff0000;&quot;&gt;Me la fai vedé la fica?&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://crilogie.blogspot.com/2009/12/sogni-infranti.html</link><author>noreply@blogger.com (cristina)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiKNQxCg1vju_6yTJsx8i1gRyADjZR_JNLG4GM7dXC6hy6Xi8nLPmg1c9T-DCzUi9WGlCQ1m4ZVqmo3Ca6GhMD9ZHAFrWH-FvJhdhVjrlPzAosHj5u5hI1KlZ-PY__JGJfOOjiB1V4K4yE/s72-c/240733%5B1%5D.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1232255094285652040.post-8817909922960628325</guid><pubDate>Sun, 22 Nov 2009 09:08:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-23T13:44:15.380+01:00</atom:updated><title>una serata particolare</title><description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Metti un sabato sera qualunque in cui decidi di andare a mangiare una pizza con un&#39;amica ed alcuni amici dell&#39;amica mai visti prima. Ti aspetti le solite presentazioni. Un vago senso di imbarazzo in attesa che si rompa il ghiaccio. Quattro chiacchiere abbastanza formali. Qualche commento sulla pizza bianca con i fiori di zucca e acciughe (la mia preferita) e sul &quot;fagottino alla nutella&quot; di Teo, che è una roba strepitosa. &lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Nonostante mi sia prodigata nel fornire le più accurate indicazioni e punti di riferimento inequivocabili affinché la M. e i tre sconosciuti arrivino a destinazione con facilità, rimango un quarto d&#39;ora fuori ad aspettare invano. Decido quindi di continuare la mia attesa all&#39;interno del locale e prendo posto al nostro tavolo. Passano almeno altri dieci minuti e, al di là della vetrata, scorgo la M. che oltrepassa il ristorante senza vedere il ristorante. Sguardo in alto e andatura spedita, si nota proprio che è una leader. E&#39; in testa alla piccola comitiva che la segue fiduciosa. Guarda dritto avanti a sè. Non ci pensa nemmeno a deviare almeno un occhio alla sua destra. Io comincio a smanaccare nel vano tentativo di catturarne l&#39;attenzione. Dopo averla vista scomparire assieme al suo devoto seguito, mi decido a correre fuori e il gruppetto è già a una cinquantina di metri di distanza. Prendo a sbraitare e a saltellare e solo a quel punto i quattro capiscono e tornano indietro. Le risate hanno la meglio sulle presentazioni, che infatti risulteranno sbrigative ed informali. Ci si siede a tavola e si entra subito &quot;nel vivo&quot; senza preamboli di sorta. La C. mi racconta per filo e per segno le tragicomiche vicende ospedaliere che l&#39;hanno appena vista protagonista a causa di un tumore duttale infiltrante della mammella. Il suo sgomento e una buona dose, comprensibilissima, di fifa si miscelano ad un&#39;allegria di fondo e all&#39;ironia, così come alla tendenza a sdrammatizzare tutto facendo ricorso ad una vena di apprezzabile cinismo. La M., senza nemmeno l&#39;ombra di un&#39;ipocrisia, &quot;mette in piazza&quot; il suo rapporto in crisi con il compagno C., che peraltro è lì presente ed ascolta impassibile quasi fosse estraneo ai fatti. Interpreto il suo atteggiamento, assolutamente non reattivo, come una forma di dissimulata mortificazione. Per poi rendermi conto, col procedere della serata, che è proprio così come lo vedi, pacifico e imperturbabile...o forse un pò infingardo? Questa beatitudine gliela leggi in faccia. Anche nella somatica. D&#39;istinto lo associo a Cicciobello. Cicciobello &quot;incassa&quot; che è una meraviglia. La sua potrebbe sembrare indifferenza, se non fosse per i gesti affettuosi che dispensa spesso e volentieri alla compagna che lo sta mettendo, per così dire, un pò alla gogna. In tutto questo, la M. potrebbe sembrare un pò l&#39;arpia. In realtà le sue accorate, concitate, a tratti un pò rabbiose, esternazioni, non fanno altro che manifestare la volontà ostinata, comune a molte donne, di salvare il suo rapporto a tutti i costi e di non arrendersi all&#39;evidenza che l&#39;uomo di cui è ancora innamorata semplicemente non potrà mai cambiare. Emergono una ad una le esperienze di vita, comprese le più sciagurate, e le fragilità di ciascuno. Vengo coinvolta, mio malgrado, fin dall&#39;inizio dalla M., che nel descrivere la sua difficile situazione familiare (Cicciobello a parte), ad ogni evocata tragedia mi chiama in causa &quot;e poi di questo ve ne può parlare la Cri anche meglio di me, perchè è successo anche lei...&quot; &quot;è vero Cri? te ne sai qualcosa, eh? diglielo un pò...&quot; &quot;la Cri mi capisce bene perchè anche lei...&quot;.&lt;br /&gt;La pizzeria diventa ben presto teatro di una chiassosa &quot;psicoterapia&quot; di gruppo. Tra una risata e l&#39;altra, occhi che si inumidiscono, qualche lacrima furtiva e qualche altra conclamata.&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Al momento dei saluti, i quattro accennano a scusarsi in modo spiritoso per la serata un pò &quot;così&quot;...Anticonvenzionale. Ma non gliene lascio neanche il tempo. Satura come sono di veder sempre edulcorare tutto, stanca delle pantomime in cui tutti si fingono felici o equilibrati, e parlano come presumono tu ti aspetti che ti parlino, oppure ostentano un interesse per la tua persona che in realtà non hanno (se così fosse, saprebbero leggerti negli occhi o, almeno, proverebbero a guardarci dentro), perché non sanno andare oltre le apparenze, fingono di confrontarsi, simulano il divertimento e un&#39;allegria che non gli appartiene affatto (e questo sì che mi rattrista), li ho ringraziati per la magnifica serata. E credo che ci rivederemo presto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://crilogie.blogspot.com/2009/11/una-serata-particolare.html</link><author>noreply@blogger.com (cristina)</author><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1232255094285652040.post-2450203063876720246</guid><pubDate>Fri, 20 Nov 2009 12:32:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-20T13:46:19.650+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">istantanee</category><title>sms e risposte implicite</title><description>&quot;Scusami tanto. Ho realizzato. Trenta euro per una cena frugale al Cro* mi sembrano un pò troppi. Esco anche sabato sera. Come sai è un periodaccio. Mi tocca centellinare le uscite nel tentativo di limitare le spese. Magari, avrei pensato, vi raggiungo dopo cena...eh?&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;O.K., Cri. fatto. Ho telefonato e ho detto che sei malata&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non replico più.&lt;br /&gt;(Se son malata, come faccio a presentarmi dopo cena?)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(* &quot;Casa del Popolo Circolo Arci Uisp&quot;...e mi toccava anche fà una torta)</description><link>http://crilogie.blogspot.com/2009/11/sms-e-risposte-implicite.html</link><author>noreply@blogger.com (cristina)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1232255094285652040.post-3485622058651487378</guid><pubDate>Thu, 19 Nov 2009 18:14:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-12-02T17:13:08.964+01:00</atom:updated><title>idee chiare</title><description>Ho aperto un blog su Splinder.&lt;br /&gt;Il giorno dopo l&#39;ho trasferito su Tumblr.com. (credo si chiami così).&lt;br /&gt;Mi ritenevo soddisfatta.&lt;br /&gt;Ecco di cosa ho bisogno.&lt;br /&gt;Di ANONIMATO.&lt;br /&gt;Ora mi sento libera di esprimermi senza censura.&lt;br /&gt;Nessuno mi conosce.&lt;br /&gt;Non ci ho messo la mia faccia,&lt;br /&gt;Non ci ho messo il mio nome.&lt;br /&gt;Non si sa dove vivo.&lt;br /&gt;Nessun riferimento a luoghi e persone realmente esistenti.&lt;br /&gt;Nessuna informazione biografica che possa ricondurre a me!&lt;br /&gt;Non è che volessi cestinare Crilogie.&lt;br /&gt;Lo sto snobbando alla grande, eppure ci sono affezionata.&lt;br /&gt;All&#39;inizio mi piaceva...e mi era anche di aiuto.&lt;br /&gt;Ma la situazione odierna è desolante.&lt;br /&gt;E ho cercato di sbloccarmi altrove.&lt;br /&gt;(Per poi, possibilmente, tornare alle origini con un coraggio nuovo).&lt;br /&gt;Ho sbirciato qua e là tra blog in cui la gente osa veramente tanto.&lt;br /&gt;Parole in libertà senza preoccupazione per i giudizi altrui.&lt;br /&gt;Nessuna inibizione. Neanche su argomenti intimi e scabrosi e sconvenienti .&lt;br /&gt;Per forza.&lt;br /&gt;Grazie tante.&lt;br /&gt;E&#39; facile così!&lt;br /&gt;Se ne stanno nascosti dietro a un nick!&lt;br /&gt;Con quell&#39;aura di mistero che li avvolge, possono permettersi di dire quello che gli pare e risultare sempre intriganti!&lt;br /&gt;(Cazzo. Io, invece, sono sempre troppo cristallina).&lt;br /&gt;... a queste condizioni, non sarei forse in grado anch&#39;io di dare del mio meglio?&lt;br /&gt;Anzi, a &quot;quelli&quot;, così apparentemente audaci, me li mangio tutti.&lt;br /&gt;E infatti.&lt;br /&gt;Primo giorno di attività: quattro post.&lt;br /&gt;Ho rotto il ghiaccio.&lt;br /&gt;E in fondo non mi dispiace ciò che ho scritto.&lt;br /&gt;In men che non si dica, trovo due amici e due commenti.&lt;br /&gt;Secondo giorno di attività: tre post.&lt;br /&gt;Mi piacciono un pò meno.&lt;br /&gt;Terzo giorno di attività: cancello tutto.&lt;br /&gt;Niente da fare.&lt;br /&gt;Forse non sono proprio tagliata.&lt;br /&gt;Pensavo di esserlo, ma non lo sono.&lt;br /&gt;O forse il mio problema è l&#39;incostanza. Mi stanco presto delle cose.&lt;br /&gt;O forse la ciclotimia.&lt;br /&gt;O forse la mia testa è talmente incontinente di pensieri ed emozioni, da non potere più riuscire a starle dietro. Nè ad estrapolare ciò che è giusto dire e ciò che è meglio tralasciare.&lt;br /&gt;Quindi, a quanto pare, è il mio subconscio a censurare. Indipendentemente da chi legge o meno.&lt;br /&gt;Stasera tiro fuori il mio ultimo diario.&lt;br /&gt;La prima pagina reca la data del mio ventunesimo compleanno.&lt;br /&gt;Dal fidanzamento, si arriva fino al matrimonio.&lt;br /&gt;Poi alla crisi.&lt;br /&gt;Alla separazione. A un nuovo amore.&lt;br /&gt;Alla morte di mio padre.&lt;br /&gt;Lì si interrompe.&lt;br /&gt;Ma, incredibilmente, ci sono ancora tante pagine bianche ad aspettare che io colmi un gap di dieci anni.&lt;br /&gt;Forse è la serata giusta per ricominciare...</description><link>http://crilogie.blogspot.com/2009/11/idee-chiare.html</link><author>noreply@blogger.com (cristina)</author><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1232255094285652040.post-1752256136750694244</guid><pubDate>Tue, 17 Nov 2009 10:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-17T11:56:13.766+01:00</atom:updated><title>la pubblico così</title><description>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjVreJRmalns3xzIZm4-NoEfFJIY4NHtoOHGHFA0Zvq3W-D_H_J3MgyapelMztXMkOHW753BFIOHb1KLxtbPys8Mfjp4EqkHf2Q40KcEVwVAXUMFjkhFPSyTYDadjr3JgV6QTGlGZPK_IE/s1600/IMG_0227.JPG&quot;&gt;&lt;img style=&quot;TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5405024555608333698&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjVreJRmalns3xzIZm4-NoEfFJIY4NHtoOHGHFA0Zvq3W-D_H_J3MgyapelMztXMkOHW753BFIOHb1KLxtbPys8Mfjp4EqkHf2Q40KcEVwVAXUMFjkhFPSyTYDadjr3JgV6QTGlGZPK_IE/s400/IMG_0227.JPG&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;dopo essermi scervellata invano nel trovarle un titolo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;dopo aver cercato inutilmente di asportare l&#39;orrida scritta &quot;da turista&quot;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dopo non aver potuto porre rimedio in alcun modo alla &quot;mozzatura&quot; dei piedi della donna in primo piano (conseguenza della mia totale incompetenza da fotografa).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a me, però, mi garba lo stesso.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://crilogie.blogspot.com/2009/11/la-pubblico-cosi.html</link><author>noreply@blogger.com (cristina)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjVreJRmalns3xzIZm4-NoEfFJIY4NHtoOHGHFA0Zvq3W-D_H_J3MgyapelMztXMkOHW753BFIOHb1KLxtbPys8Mfjp4EqkHf2Q40KcEVwVAXUMFjkhFPSyTYDadjr3JgV6QTGlGZPK_IE/s72-c/IMG_0227.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1232255094285652040.post-5213106147672074296</guid><pubDate>Sat, 24 Oct 2009 18:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-27T08:37:55.112+01:00</atom:updated><title></title><description>&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;Stasera stavo per fare più o meno sta fine (quella di Verdone).&lt;br /&gt;Che roba è questa smania che mi prende?&lt;br /&gt;Probabilmente, l&#39;incomprensibile voltafaccia della mia &quot;amica&quot; E. mi ha destabilizzato parecchio.&lt;br /&gt;Più di quanto credessi.&lt;br /&gt;Con questa frenesia di comunicare, inizio a chiamare sistematicamente tutti i numeri memorizzati nella rubrica del mio cellulare.&lt;br /&gt;La Susy non risponde. Giusto. Me l&#39;aveva detto che ha la cena di partito (non specifico che partito perchè mi vergogno troppo).&lt;br /&gt;La Erika. Impegnata pure lei in campagna elettorale (schieramento opposto a quello della Susy). Infatti mi liquida in tre secondi.&lt;br /&gt;Fausto l&#39;ho già chiamato due volte. Poveraccio. Lasciamolo in pace.&lt;br /&gt;Ecco! L&#39;Alessandra!!! Quale occasione migliore? Dopo il viaggio in Turchia che abbiamo fatto insieme, è a casa con la febbre e la dissenteria! E&#39; anche doveroso che m&#39;informi sul suo stato di salute! Ma ha il cellulare spento.&lt;br /&gt;Cerco appiglio in mia sorella (cazzarola, qua c&#39;è di mezzo un legame di sangue!). Delude le mie aspettative dimostrandosi meno empatica del previsto.&lt;br /&gt;Tento anche con la posta elettronica. Invio qualche mail, con scarsi riscontri.&lt;br /&gt;Allora mi viene in mente la Sandra (com&#39; è che non ci ho pensato prima?). Ex collega di lavoro che attraversa un momento difficile a causa della separazione dal marito. Magari le farà piacere scambiare due chiacchiere...E infatti è così!!! Anzi, va oltre. M&#39;invita ad andarla a trovare. Morale della favola, adesso piglio e parto. Mi porto dietro l&#39;album con le trecentoventisette foto scattate in Turchia e una scatola di dolcetti turchi. Lo sfoglieremo insieme, alternando sorsi di limoncello a sigarette, e copiose lacrime a risate fragorose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height=&quot;344&quot; width=&quot;425&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/5AJxPXswru0&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;&quot;&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;param name=&quot;allowscriptaccess&quot; value=&quot;always&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/5AJxPXswru0&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowscriptaccess=&quot;always&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot; width=&quot;425&quot; height=&quot;344&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://crilogie.blogspot.com/2009/10/stasera-ho-fatto-piu-o-meno-sta-fine.html</link><author>noreply@blogger.com (cristina)</author><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1232255094285652040.post-6944351220410723103</guid><pubDate>Sat, 24 Oct 2009 06:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-24T08:47:36.572+02:00</atom:updated><title>gatti turchi</title><description>&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiuS5A8lxI5PoWbEn5RzDcHGPCsDsmKtgI2W0d0VRWctHj4Dcv4JI_7tJ9_8fG7UzUBnsZbTytPYcMvr13O4tc77LRWKX65mpVfECoV03pnz2V9FmUYJgQUp2Ett2etdjH-41eXxzKl-ug/s1600-h/P1190255.JPG&quot;&gt;&lt;img id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5396053933592078322&quot; 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Ma me le dico e me le intendo...)</description><link>http://crilogie.blogspot.com/2009/10/distorsione-cognitiva-o-sesto-senso-eh.html</link><author>noreply@blogger.com (cristina)</author><thr:total>0</thr:total></item></channel></rss>