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	<title>BlogMagazine</title>
	
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	<description>Il Primo Magazine Sfogliabile scritto da Blogger</description>
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		<title>La Nanotecnologia entra nelle scuole</title>
		<link>http://www.blogmagazine.net/la-nanotecnologia-entra-nelle-scuole/</link>
		<comments>http://www.blogmagazine.net/la-nanotecnologia-entra-nelle-scuole/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 11:46:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Ficara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dal Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai le nanotecnologie sono in mezzo a noi, e tra qualche anno ci sarà un esplosione innovativa che cambierà radicalmente la nostra esistenza.

Dietro questa rivoluzione tecnologica c’è il sacrificio e l’abnegazione di numerosi professionisti che nei laboratori di ricerca, nelle università, nelle industrie ed ora anche nelle scuole si prodigano nel raggiungimento di obiettivi sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai le <strong>nanotecnologie </strong>sono in mezzo a noi, e tra qualche anno ci sarà un esplosione innovativa che cambierà radicalmente la nostra esistenza.</p>
<p><img src="http://www.blogmagazine.net/wp-content/uploads/2010/04/nano.jpg" alt="" /></p>
<p>Dietro questa <strong>rivoluzione tecnologica</strong> c’è il sacrificio e l’abnegazione di numerosi professionisti che nei laboratori di ricerca, nelle università, nelle industrie ed ora anche nelle scuole si prodigano nel raggiungimento di obiettivi sempre più ambiziosi.</p>
<p>Le nanoscienze rappresentano l’emblema dell’<strong>interdisciplinarità</strong>, coinvolgendo competenze spesso diverse, che devono condividere l’obiettivo dell’innovazione tecnologica.<span id="more-786"></span></p>
<p>Questa interdisciplinarità è un fattore fondamentale nella didattica della nuova scuola dell’autonomia, rappresentando, di fatto, una delle azioni di ricerca nell’impostazione di nuovi e più aggiornati curricula.</p>
<p>Tra i nuovi curricula cominciano a svilupparsi quelli sulle nanotecnologie con iniziative rivolte agli studenti degli ultimi anni delle scuole superiori che per profitto nello studio o per interesse personale verso l’innovazione tecnologica abbiano dimostrato particolari attitudini verso le materie scientifiche nei licei e verso le discipline professionalizzanti negli istituti tecnici industriali.</p>
<p>I principali progetti di integrazione tra la scuola superiore di secondo grado ed il mondo della ricerca nel settore delle nanotecnologie sono: il progetto “ Le nanotecnologie” nato dalla collaborazione della rete scolastica ”Nanotech- Duesicilie” con il NNL (National Nanotecnology Laboratory) di Lecce, il progetto “ Nanotech@school “ ideato e realizzato da Veneto Nanotech, il progetto “ Nanotech for students “ realizzato dal dipartimento di scienze dei materiali dell’Università degli studi di Milano-Bicocca con la collaborazione del NEMAS (NanoEngineered Materials and Surface Center) e del CIMaINA (Centro Interdisciplinare Materiali e Interfacce Nanostrutturati).</p>
<p>Vediamo di analizzare, per quanto possibile, le peculiarità di queste esperienze che evidenziano nuovi approcci metodologici per riuscire ad avvicinare l’innovazione nanotech ai programmi ministeriali ed ai contenuti dell’editoria scolastica non sempre al passo con i tempi.</p>
<p>La rete scolastica Nanotech- Duesicilie coordinata da chi scrive raggiunge un accordo di collaborazione didattica con NNL rappresentato dal suo direttore il Prof Roberto Cingolani nel febbraio del 2005, organizzando 5 seminari tematici sulle nanotecnologie riguardanti: nanoelettronica, oled, manipolazione e caratterizzazione di materiali nanostrutturati, mems, lab-on-chip.</p>
<p>Il progetto è destinato a studenti del IV e V anno selezionati tramite problemi di matematizzazione (problemi di non facile soluzione che presuppongono la conoscenza delle sole quattro operazioni aritmetiche) che più d’ogni altro permettono di riconoscere il talento scientifico sia verso il problem solving tecnologico sia verso le capacità di interdisciplinarità.</p>
<p>La rete Nanotech-Duesicilie affronta tematiche concernenti la divulgazione delle nanotecnologie attraverso l’elaborazione di brevi saggi destinati alle scuole, l’organizzazione di incontri tecnici con aziende del settore, il coordinamento di corsi post qualifica e post diploma quale ad esempio quello dal titolo “ Elaborazione di modelli didattici per nanotech”.</p>
<p>L’idea progettuale Nanotech@school nasce dalla collaborazione di Veneto Nanotech con il CIVEN (Coordinamento Interuniversitario Veneto per le Nanotecnologie) per mettere in evidenza la mission per le attività education che Veneto Nanotech ha cominciato ad organizzare dal 2004.</p>
<p>Questa iniziativa di formazione non accademica ha coinvolto una rete scolastica denominata ENIS ed in particolar modo le sue associate del Veneto.</p>
<p>L’obiettivo principale di Nanotech@school è quello di facilitare l’introduzione dell’insegnamento delle nanotecnologie nelle scuole secondarie superiori, fornendo agli insegnanti di materie tecnico scientifiche competenze e conoscenze nanotech da inserire all’interno dei vari insegnamenti.</p>
<p>Questa esperienza è stata affiancata dal “Nanoweek” ovvero la settimana delle nanotecnologie, dove gli studenti hanno potuto apprendere su: nanomateriali per l’imaging e le medicine rigenerative, le nanotecnologie per il settore agroalimentaree il packaging, le nanotecnologie per l’edilizia, le nanotecnologie per i settori del riscaldamento e del condizionamento.</p>
<p>Il terzo progetto “Nanotech for students&#8221; si inserisce per continuità dal progetto “Micro e nano nuove sfide tecnologiche&#8221;, avvicinando i docenti di scuola e i loro studenti alla ricerca scientifica.</p>
<p>La selezione, al contrario di quella di Nanotech-Duesicilie, prevede lo svolgimento di un test scritto a risposta chiusa per valutare le conoscenze di base nelle discipline di fisica, chimica, biologia ed inglese.</p>
<p>La tempistica del progetto prevede le seguenti fasi: il test di selezione, la preparazione sperimentale del materiale nanostrutturato, l’introduzione alle attrezzature sperimentali, la caratterizzazione del materiale, la preparazione in classe della visita aziendale, la visita aziendale, la rielaborazione dell’esperienza (azione riflessiva), la presentazione dell’esperienza (azione sul percepito).</p>
<p>Altre progettazioni per l’introduzione delle nanotecnologie nelle scuole si riferiscono alla SPAIS 2006 (Scuola Permanente per l’Aggiornamento degli Insegnanti di Scienze) dove sono stati svolti seminari su “Le nanotecnologie e i nanomateriali “.</p>
<p>Un’iniziativa sviluppata nell’ambito di un protocollo d’intesa tra l’ufficio scolastico regionale per la Sicilia e le associazioni disciplinari degli insegnanti quali: AIC (Associazione Insegnanti Chimici ), AIF ( Associazione Insegnanti per la Fisica), ANISN (Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali ), DDSCI (Divisione Didattica della Società Chimica Italiana).</p>
<p>Gli incontri della SPAIS 2006 si sono posti come obiettivo principale l’individuazione e l’approfondimento delle conoscenze di base della fisica, biologia e chimica per una migliore interpretazione dei contenuti fondamentali delle nanoscienze.</p>
<p>Nel 2008/09 un’altra iniziativa gestita dal progetto lauree scientifiche intitolata “Nanoscienze e nanotecnologie&#8221; è organizzata dal dipartimento di fisica dell’Università di Milano.</p>
<p>Particolare interessante di questo ultimo progetto è l’incontro di debriefing in cui gli insegnanti esplicano le loro percezioni riferite alla partecipazione al seminario tecnico sulle nanotecnologie.</p>
<p>Spesso con le azioni di debriefing si possono aprire nuove prospettive che richiedono di avviare un nuovo processo di comunicazione rendendo l’apprendimento dei fondamentali delle nanotecnologie ancora più accessibile.</p>
<p>L’auspicio è quello che tutte le esperienze didattiche descritte si possano confrontare ove determinare gli aspetti critici per migliorarli, le azioni corrette per evidenziarle come esempio da seguire in organizzazioni future.</p>
<p>Così come è stato fatto per la ricerca scientifica, anche per quella didattica è necessaria una mappatura degli eventi archiviando le esperienze compiute, i nomi delle persone coinvolte, le collaborazioni instaurate; questo per creare sinergie utili al miglioramento della azione-ricerca nel settore specifico e alla ricaduta didattica, fondamentale per definire i numeri di una ricerca scientifica sempre più innovativa e concreta.<br />
<strong>Dal Magazine di <a href="http://www.blogmagazine.net/gennaio_2010.php?pag=32">Gennaio 2010</a></strong></p>
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		<title>L’identità su Internet</title>
		<link>http://www.blogmagazine.net/lidentita-su-internet/</link>
		<comments>http://www.blogmagazine.net/lidentita-su-internet/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 19:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Iorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[Dal Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Identità]]></category>
		<category><![CDATA[Rete]]></category>
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		<description><![CDATA[Era da poco trascorsa la prima metà degli anni novanta. La gente cominciava ad affacciarsi su internet, barcamenandosi tra una linea dial-up e l’altra, accompagnati dal cacofonico suono del modem che brontolava il numero telefonico a ogni login, annotando magari su un quaderno il tempo trascorso online, per evitare sorprese in bolletta.

Era un mondo tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era da poco trascorsa la prima metà degli anni novanta. La gente cominciava ad affacciarsi su internet, barcamenandosi tra una linea dial-up e l’altra, accompagnati dal cacofonico suono del modem che brontolava il numero telefonico a ogni login, annotando magari su un quaderno il tempo trascorso online, per evitare sorprese in bolletta.</p>
<p><img src="http://www.blogmagazine.net/wp-content/uploads/2010/04/identita.jpg" alt="" /></p>
<p>Era un mondo tutto nuovo, da scoprire, ancora non consapevole di se stesso. I primi mezzi di comunicazione di massa online, superata una prima fase composta da email e newsgroup, erano principalmente due: i canali IRC e i primissimi Instant Messenger. Ci sentivamo tutti un po’ hacker, novelli Neo (e pensare che Matrix sarebbe uscito solo qualche anno dopo!), tizi a metà strada tra i <a href="http://swordfish.files.wordpress.com/2006/03/lone_gunmen.jpg">Lone Gunman</a> di X-files e Matthew Broderick in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wargames_-_Giochi_di_guerra">War Games</a>, in realtà tutti un po’ spaventati da questa nuova forma di comunicazione senza controllo.<span id="more-780"></span></p>
<p>In questa prima fase, che noi usassimo ICQ o MSN (liste di contatti ristrettissime ovviamente… ricordo che l&#8217;indirizzo msn si dava solo a persone fidatissime!) o mIRC, l’imperativo era uno soltanto: nascondere la propria identità. Ed ecco che nascevano i nickname, i soprannomi, gli alias che ci avrebbero identificati online. Di giorno potevamo essere un Paolo Rossi qualunque, di notte, passata l’ora dello <em>“scatto alla risposta”,</em> assumevamo la nostra identità segreta online. Alcuni di noi erano dei veri e propri miti sui chan di discussione su IRC (ricordo diatribe infinite per avere la moderazione di un dato chan, status per pochi vip), si trattava di un’era totalmente romantica.</p>
<p>Ci si poteva fingere chiunque. Poco importava che dall’altro lato della chat ci fosse un camionista di cinquant’anni… Lola25 per noi era la bellissima ragazza che si era descritta come tale. Ci credevamo perché volevamo così, perché eravamo protagonisti di un enorme gioco di ruolo di massa, senza regole scritte, ma rispettate da tutti. Era un po’ come essere dei supereroi, o forse è meglio dire antieroi.</p>
<p>Si smettevano i nostri panni di studenti, lavoratori, quant&#8217;altro e si indossava la nostra maschera sotto forma di nick. Ogni nick poi aveva la sua storia, e si trovava spesso sui Forum di discussione un thread dedicato esclusivamente al significato e alla storia di ogni nickname. L’unicità era fondamentale, e andava di pari passo con il totale anonimato.</p>
<p>L’avvento di C6 portò l’instant messaging e la comunicazione sociale su internet alle masse. Chattare non era più una roba da soli nerd, ma cominciava a diventare il modo per conoscere gente, per comunicare, per flirtare. Internet cominciò ad essere l’estensione naturale della Smemoranda dell’adolescente di turno. Inutile dire che la prima generazione, più nerd, non vedeva molto di buon occhio questa innovazione. Tutto questo spostò lentamente il concetto di comunicazione attraverso internet verso qualcosa che fosse più massificato, qualcosa che fosse utilizzabile da tutti. La lista dei contatti di Msn cominciava ad allungarsi, ICQ passava di moda, i Forum spopolavano.</p>
<p>Erano i primi anni ’00. Nasceva un nuovo fenomeno sociale di massa, quello dei Blog. Weblog, siti precostituiti in cui ognuno poteva scrivere i propri pensieri, anche con una conoscenza minima del codice html. I blog di allora erano totalmente diversi da oggi: era un fiorire di diari personali, di sfoghi, di considerazioni. Era cominciata l’era dell’esibizionismo su internet.</p>
<p>Era un periodo in cui nascevano delle vere e proprie Blogstar, personaggi della blogosfera che erano preceduti dalla loro popolarità, alcuni giunti persino a scrivere dei libri. Nascondersi stava diventando ormai fuori moda, i nick stavano cominciando a sparire a favore di persone vere, che avevano delle facce vere, magari delle foto personali, e non più avatar che li rappresentassero. Gli elfi e i cantanti rock lasciavano spazio alle facce della gente comune, il supereroe toglieva la sua maschera e si svelava per quello che era in realtà. Il “romanticismo” era finito.</p>
<p>Ci si avvicina così al giorno d’oggi, l’epoca dell’esplosione del social network. Da noi in Italia il primo boom l’ha avuto Badoo, ricettacolo dei peggiori elementi alla ricerca di una conquista facile, sintesi internettiana della discoteca nella vita reale. Snobbato dalla classe nerd, è stato il primo Social network a far parlare di sé dalle nostre parti. Nel frattempo la lista dei contatti msn è diventata spropositata, ci sono contatti che nemmeno conosciamo più, e riguardare quello screenshot di dodici anni fa, con quattro – QUATTRO – contatti totali fa quasi scendere una lacrima di commozione.</p>
<p>Il nickname perde tutto il suo valore, gli account di Gmail e di Google in generale premono per una totale “esibizione” della propria identità, fino all’arrivo di Facebook, che come uno tsunami inarrestabile spazza via tutti gli ultimi dieci anni di antieroismo virtuale. E’ finita l’era del “segreto”. Siamo entrati nell’era del Grande Fratello.</p>
<p>Ma non un Grande Fratello Orwelliano, imposto dall’alto, gioco a cui siamo costretti. Piuttosto un Grande Fratello in salsa Endemol, dove noi tutti, nostro malgrado, ci siamo iscritti volontariamente e volontariamente facciamo a gara a scrivere di tutti i nostri più intimi fattacci.</p>
<p>Pensateci, fate un salto su facebook e guardate un po’ quante informazioni dei vostri amici avete sott’occhio: potete sapere dov’era una data sera, con chi era, se è fidanzato o meno, se legge e cosa, che film ha visto al cinema, qual è il suo gruppo preferito. Tutto esibito, fotografato, taggato e impacchettato volontariamente. Un immenso supermercato di informazioni che costano un semplicissimo “Richiedi amicizia”, e null’altro. Internet non spaventa più come un tempo, e se nella vita reale proprio non siamo riusciti a guadagnarci il nostro quarto d’ora di celebrità tanto agognato, cerchiamo nel fluire della vita telematica uno scampolo di notorietà di cui tanto abbiamo bisogno.</p>
<p>A pensarci bene, che lo facessimo –nei primi tempi- nascondendoci dietro un nick e fingendoci altri da noi, o lo facciamo oggi mostrando tutte le volte che andiamo in bagno, rimane ancora un fattore in comune: la continua e costante fuga dalla vita reale.</p>
<p><strong>Dal Magazine di <a href="http://www.blogmagazine.net/novembre_2009.php?pag=42">Novembre 2009</a></strong></p>
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		<title>Quale articolo ti è piaciuto di più?</title>
		<link>http://www.blogmagazine.net/quale-articolo-ti-e-piaciuto-di-piu-marzo-2010/</link>
		<comments>http://www.blogmagazine.net/quale-articolo-ti-e-piaciuto-di-piu-marzo-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Mar 2010 17:54:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliano Ambrosio</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[Sondaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Marzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Come di consueto BlogMagazine da la parola ai lettori chiedendo proprio a voi quale articolo vi è piaciuto di più.

Il magazine di Marzo attualmente ha superato i 7.000 download in meno di 4 giorni, la mancanza si è sentita ancora una volta vero?
Ora aspettiamo i vostri pareri sugli articoli, e apriamo ufficialmente le candidature per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come di consueto <strong>BlogMagazine</strong> da la parola ai lettori chiedendo proprio a voi quale articolo vi è piaciuto di più.</p>
<p><img src="http://www.blogmagazine.net/wp-content/uploads/2010/03/sondaggio-articoli-gennaio2010.jpg" alt="" width="640" height="300" /></p>
<p>Il magazine di Marzo attualmente ha superato i 7.000 download in meno di 4 giorni, la mancanza si è sentita ancora una volta vero?</p>
<p>Ora aspettiamo i vostri pareri sugli articoli, e apriamo ufficialmente le candidature per la prossima edizione.</p>
Note: There is a poll embedded within this post, please visit the site to participate in this post's poll.
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		<title>Online BlogMagazine Marzo 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 12:08:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliano Ambrosio</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[Marzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco il decimo numero di BlogMagazine, che augura il primo anno di questo interessante progetto con il supporto di blogger talentuosi.
Come al solito vi ricordo la possibilità di scaricare la rivista in formato PDF e di farci sapere i vostri consigli e pensieri, vitali, anche su questo numero per non smettere di evolvere.

Fenomeno Tablet, quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco il <strong><a href="http://www.blogmagazine.net/marzo_2010.php">decimo numero di BlogMagazine</a></strong>, che augura il primo anno di questo interessante progetto con il supporto di blogger talentuosi.</p>
<p>Come al solito vi ricordo la possibilità di <strong><a href="http://www.blogmagazine.net/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=11">scaricare la rivista in formato PDF</a></strong> e di farci sapere i vostri consigli e pensieri, vitali, anche su questo numero per non smettere di evolvere.</p>
<p><a href="http://www.blogmagazine.net/marzo_2010.php"><img src="http://www.blogmagazine.net/wp-content/uploads/2010/03/bm_marzo_2010.jpg" alt="" width="640" height="300" /></a></p>
<p>Fenomeno Tablet, quanto ci stanno cambiano la vita? Scopriamo insieme a <strong><a href="http://www.rudybandiera.com/">Rudy Bandiera</a></strong> con i suoi spunti e riflessioni.</p>
<p>Buzz e ancora Buzz, Google una ne pensa e 100 ne realizza, <strong>Riccardo Mares</strong> di <strong><a href="http://www.merlinox.com/">Merlinox</a></strong> ci mostra le differenze tra Google Buzz e Wave, cosa è cambiato, cosa sta cambiando?</p>
<p><strong>Simone Trimarchi</strong> di <strong><a href="http://www.insidethegame.it/">InsideTheGame</a></strong> ci mostra la mecca dei videogiochi, di che si tratta?<span id="more-765"></span></p>
<p><strong>Nicola Tesone</strong> di <strong><a href="http://www.nuzz.it">nuZz </a></strong>ci parla di una storia interessante, un giovanissimo studente dell’ Università di Boston che creò un sito chiamato <strong>Napster</strong>, parliamo di<strong> Sharing P2P</strong>.</p>
<p>Per i Gadget Mobile <strong>Stefano </strong>di <strong><a href="http://istuff.it/iblog">iStuff</a></strong> ci recensisce altri interessanti accessori per iPhone in questo numero parliamo di Musica!</p>
<p><strong><a href="http://blog.ernestobelisario.eu/">Ernesto Belisario</a></strong> del blog <strong>Diritto 2.0</strong> ci spiega meglio cosa sia l&#8217;Eredità Digitale</p>
<p>Sfogliano il magazine troviamo <strong><a href="http://www.michelelagana.net/">Michele Laganà</a></strong> che ci parla di Roma, di quanto sta diventando grazie al Wi-Fi una capitale digitale.</p>
<p>Aggregare e Investire in un blog, perchè e chi lo fa? <strong><a href="http://chiacchieresulnano.blogspot.com/">Aldo Ficara</a></strong> ci illustra una interessante riflessione a riguardo.</p>
<p>L&#8217;iPad Tablet di Apple è finalmente tra noi! C<strong>laudia Baglioni</strong> di <strong><a href="http://www.ispazio.net/">iSpazio</a> </strong>ci scrive un riassunto generale delle caratteristiche più interessanti.</p>
<p>Infine <strong>Giovanna Gallo</strong> di <strong><a href="http://blogposh.com/">BlogPosh</a></strong> ci parla in anteprima del nuovo film al cinema riguardo Facebook.</p>
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		</item>
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		<title>Il Virtuale sopra al Reale</title>
		<link>http://www.blogmagazine.net/il-virtuale-sopra-al-reale/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 13:11:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo Mares</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[Dal Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Realtà]]></category>
		<category><![CDATA[Virtuale]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Si chiama Augmented Mix Reality, o semplicemente AR, ma in Italia è uso chiamarla Realtà Aumentata, anche se secondo me ne toglie un po’ di donabbondiesco rigore tecnico.

La Realtà Aumentata rappresenta tutti quei sistemi tecnologici in grado di sovrapporre informazioni aggiuntive ad una realtà. Il termine è stato coniato dal prof. Tom Caudell, dopo l’implementazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si chiama <strong>Augmented Mix Reality</strong>, o semplicemente AR, ma in Italia è uso chiamarla <strong>Realtà Aumentata</strong>, anche se secondo me ne toglie un po’ di <em>donabbondiesco</em> rigore tecnico.</p>
<p><img src="http://www.blogmagazine.net/wp-content/uploads/2010/03/virtuale1.jpg" alt="" /></p>
<p>La Realtà Aumentata rappresenta tutti quei sistemi tecnologici in grado di <em>sovrapporre</em> informazioni aggiuntive ad una realtà. Il termine è stato coniato dal prof. <a href="http://www.ece.unm.edu/morenews/profile_caudell.html">Tom Caudell</a>, dopo l’implementazione per la ditta Boeing del primo sistema AR: consisteva in un visore che trasmetteva al casco dei tecnici informazioni necessarie per la manutenzione degli aerei.<span id="more-759"></span></p>
<p>Il percorso della AR partì dalla <strong>realtà virtuale</strong>, ovvero da quei sistemi che permettono di creare delle <em>rappresentazioni della realtà</em> in forma digitale. Nel 1962 Morton Heilig creò il primo simulatore di un motociclo chiamato <strong>Sensorama</strong>, con lo scopo di coinvolgere i vari sensi umani: rumore, vibrazioni, movimento.</p>
<p>Si passa al 1989 quando Jaron Lanier definì la frase Realtà Virtuale per indicare il suo nuovo applicativo commerciale che rappresentava un mondo virtuale. La storia della VR porta poi fino ai giorni nostri, con qualsiasi tipo di rappresentazione, dai videogiochi con un 3D sempre più reale fino al mondo parallelo di Second Life <em>(si vede l’articolo di <a href="../aprile_2009.php">BM Aprile 2009</a>)</em>.</p>
<p>Nel 1992 Tom Caudell e Boeing posarono la prima pietra miliare della AR, tecnologia super sfruttata nel mondo militare, per arrivare ai giorni nostri dove lentamente si sta trasformando in evoluto strumento commerciale e futuristico <em>helper</em> turistico.</p>
<h2><span style="color: #888888;">Layer = Sovrapposizione</span></h2>
<p>Per chi mastica grafica, la parola <em>layer</em> è di uso comune e rappresenta un nuovo livello grafico indipendente dagli altri. L’insieme dei layer sovrapposti, con caratteristiche diverse di sovrapposizione e trasparenza, creano l’immagine finale.</p>
<p>Nel mondo AR il layer rappresenta l’insieme <strong>delle informazioni che si sovrappongono alla realtà</strong>. Immaginatevi di essere un turista in una storica città sconosciuta. I vostri occhiali potrebbero diventare la guida del futuro: collegati ad un sistema GPS, a una bussola e a un server ricco di informazioni, ecco come: il GPS riconosce esattamente la vostra posizione, la bussola sull’occhiale riconosce dove state guardando e l’inclinazione sui tre assi d’orientamento <em>(x, y, z)</em>, infine il server recupera le informazioni sulle strade che state guardando, gli edifici e i monumenti. In tempo reale tutto ciò che state guardando verrà arricchito da informazioni contestuali. Fantastico no? Pensate che la realtà non è così distante, anzi!</p>
<p>Tanto per giocare con la fantasia, vi ricordate il mostro alieno protagonista di Predator? Anche lui aveva un visore AR che gli trasmetteva informazioni sui nemici. E Dragon Ball? Quando i Sayan arrivarono sulla terra, sfruttavano un visore monoculare per capire il livello di energia degli avversari.</p>
<h2><span style="color: #888888;">Applicazione della Realtà Aumentata</span></h2>
<p>Finora vi ho rappresentato la Realtà Aumentata come un livello intermedio <em>(layering visivo)</em>, aggiungendo informazioni importanti a quello che vedete. Oggi l’applicazione del AR è molto più ampia e potrebbe diventare il nuovo controller che tutti i giorni usate per giocare con il PC.</p>
<h2><span style="color: #888888;">Layering visivo</span></h2>
<p>Vediamo insieme quali sono le principali applicazioni di layering visivo già utilizzate. L’esempio della Boeing testimonia l’utilizzo del AR come supporto al lavoro: lavori di alta precisione, in cui è necessario verificare numerosi parametri per ogni singolo oggetto, l’AR diventa strumento indispensabile.</p>
<p>Come citato prima nel mio esempio futuristico, l’AR è protagonista nel campo della navigazione e del turismo <em>(sightseeing)</em>: nel traffico un visore, magari sul cristallo dell’auto, può integrare la visione, con informazioni sul traffico o con le informazioni del GPS. In mare le condizioni meteorologiche o del fondo possono essere sempre disponibili senza dover controllare altri sistemi.</p>
<p>Infine la stessa comunicazione tra team in luoghi diversi, può trasformarsi da una videoconferenza, in qualcosa di più interattivo: immaginatevi la creazione di un oggetto di design, con l’oggetto virtualizzato che viene <em>toccato con mano</em> dagli architetti distribuiti nelle varie sedi nel territorio.</p>
<p><em>Curiosità</em>: guardatevi questo documento della NASA marchiato 1991 “<a href="http://science.ksc.nasa.gov/payload/projects/borg/areal.html">Augmented Reality Applications</a>”.</p>
<h2><span style="color: #888888;">Integrazione della realtà</span></h2>
<p>Nel campo pubblicitario l’avvento della AR è diventata l’ultima frontiera della tendenza: la possibilità di accompagnare i lettori dalla carta stampata, tramite la pubblicità, in un mondo virtuale per nuove esperienze col proprio prodotto.</p>
<p>Vorrei illustrarvi due esempi di questa applicazioni: Audi, col lancio della nuova A5 quattro porte e Ray Ban, con la virtualizzazione del proprio catalogo online.</p>
<h3><span style="color: #888888;">Audi A5</span></h3>
<p>La mia prima esperienza con AR è iniziato proprio da una pubblicità Audi, pubblicata su Wired: <a href="http://microsites.audi.it/minisiti/virtual/">Audi <em>Augmented</em> Design</a>. Solitamente le pubblicità con l’immagine da scannerizzare per ottenere un link non le ho mai guardate: mi sembra una cosa assurda usare un MMS per un link. Mentre nel caso Audi l’utilizzo della webcam e la possibilità di una nuova esperienza mi hanno incuriosito.</p>
<p>Entro nel sito Audi, autorizzo il Flash Player ad usare la mia webcam e metto la rivista con il logo Audi in inquadratura: in un attimo, sul mio monitor, è apparsa una splendida Audi A5 virtualizzata ed ero io che la stavo muovendo spostando la rivista: wow! Da provare.</p>
<h3><span style="color: #888888;">Ray Ban</span></h3>
<p>Questa volta Ray Ban ha fatto le cose in grande, tanto da doversi staccare dalla web application, decidendo di creare un vero programma per desktop. Questo infatti l’unico neo: armatevi di pazienza, scaricate il software <a href="http://www.ray-ban.com/usa/neverhide/events/virtualmirror">Virtual Mirror</a>, procedete all’installazione e a tutto ciò che l’applicativo scaricherà dal web.</p>
<p>Dopo qualche minuto – non siete più abituati alle attese vero? &#8211;  finalmente l’applicativo è pronto e vi prenderà per mano, per configurare la webcam e la vostra corretta inquadratura.</p>
<p>Quello che segue è una esperienza innovativa: il “cliente” è il protagonista assoluto, con l’opportunità di provare tutti i Ray Ban presenti nel <em>negozio ufficiale</em>, di specchiarsi con tutta calma sul proprio monitor e addirittura vedersi con due paia di occhiali allo stesso tempo, muovendosi e rimuovendosi. Vi pare poco?</p>
<h2><span style="color: #888888;">Controller</span></h2>
<p>Altra importante frontiera dell’AR, già comunque protagonista dell’integrazione con la realtà, è la possibilità di sfruttare tale tecnologia come controller. E sufficiente un PC dotato di una buona webcam ed online potete già trovare centinaia di applicativi che sfrutteranno il vostro corpo, o un oggetto, come controller.</p>
<p>Siete attaccati da mini ninja che vogliono punzecchiarvi il volto? Schiaffeggiateli e lanciateli lontano! L’evoluzione nata dal rivoluzionario sistema WII, basato su accelerometri <em>(italiani, by <a href="http://www.wired.it/magazine/archivio/2009/04/storie/mr-accelerometro-un-uomo-al-silicio-.aspx">Bruno Murari</a>!!!)</em> oggi potrebbe raggiungere un ulteriore unità di misura: basta mouse, joypad o strani “telecomandi”, ma il vostro corpo, lo strumento che potete gestire e comandare con la massima naturalezza e sensibilità.</p>
<p>Il famoso sito <a href="http://www.bannerblog.com.au/news/2009/06/35_awesome_augmented_reality_examples.php">Banner Blog</a> recensisce ben <strong>35 diverse applicazioni basate sulla webcam</strong> e sui concetti della AR, con link e video dimostrativo: si va dai videogiochi come Assassins Creed 2, alla possibilità di fare ruotare il globo terrestre sul palmo della vostra mano, dalle demo di prodotti commerciali <em>(come RayBan)</em> alle simulazione di messaggistica.</p>
<p>Ormai la Realtà Allargata si sta divulgando sempre più, e vede come protagonisti grossi nome della <em>software evolution</em>. La stessa Microsoft è impegnata in prima linea con il progetto <a href="http://www.microsoft.com/uk/wave/hardware-projectnatal.aspx">Natal</a>, ovvero il futuro della XBOX: il payoff del progetto dice già tutto “no controller is necessary”.</p>
<p>E ancora un prodotto dedicato al mondo desktop è CamSpace, già recensito ottimamente dal blog <a href="http://www.mambro.it/camspace-usare-la-webcam-come-controller-per-giocare/">Mambro</a>, che permette un servizio da installare nel proprio PC in grado di notificare  le nuove applicazioni e i nuovi giochi disponibili online. Presente l’esempio dei Ninja? Qui potete provarlo in prima persona.</p>
<h2><span style="color: #888888;">Mobile application</span></h2>
<p>Se il mondo desktop vede come protagonista dello sviluppo il gruppo <a href="http://2009.max.adobe.com/MAXar/">Adobe</a>, che ha messo a disposizione librerie per la gestione dell’AR, integrando le proprie tecnologie AIR e Flex <em>(si legga lo howto di <a href="http://www.webtorbe.it/2009/10/come-creare-proprio-video-sulla-realta-aumentata-howto-semplice-in-italiano/">Web Torbe</a>)</em>, nel mondo mobile i protagonisti sono due: Google Android e l’immancabile iPhone.</p>
<p>Il celebre sito <a href="http://mashable.com/2009/08/19/augmented-reality-apps/">mashable.com</a> ci propone 6 demo di applicazioni mobile per portare l’AR nel palmo della vostra mano, ovunque voi siate <em>(digital divide e bollette permettendo!)</em>. Così con il vostro <em>superfonino</em> potrete cercare con la vostra telecamera chi <em>tweetta</em> vicino a voi, oppure la toilette più vicina o  la stazione della metropolitana. E ancora, per i turistici instancabili, arricchire le vostre gite con dettagliate <em>wiki</em> informazioni semplicemente inquadrando il panorama.</p>
<h2><span style="color: #888888;">Futuro dell’AR</span></h2>
<p>Il futuro dell’AR si sta già spostando verso il <em>non-device</em>, ovvero verso lo studio di nuovi tipi di media che non siano concretamente esistenti. Immaginatevi di lavorare sul vostro portatile e,  con un tasto, fare in modo che le icone escano nello spazio e possano essere spostate prendendole in mano. Oppure, in visione un po’ <em>startrekkiana</em>, videoconferenza in modalità ologrammatica, ovvero con la riproduzione tridimensionale degli interlocutori davanti a voi, e magari – non limitiamo la fantasia – coi quali possiamo interagire.</p>
<p>In queste poche righe l’intenzione non era quella di creare una <em>summa</em> sul mondo dell’AR, ma quella di donarvi un po’ di curioso prurito, e qualche base, nel caso in cui vogliate approfondire lo studio di questo fantastico mondo.</p>
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		<title>Credibilità e Autorità sul web</title>
		<link>http://www.blogmagazine.net/credibilita-e-autorita-sul-web/</link>
		<comments>http://www.blogmagazine.net/credibilita-e-autorita-sul-web/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 13:18:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jacopo Nardiello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dal Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Novembre]]></category>
		<category><![CDATA[Autorità]]></category>
		<category><![CDATA[Credibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Troppo spesso in giro per il web si legge di pageviews, visitatori unici e tempo medio trascorso.
Ecco che integriamo Google Analytics nel nostro blog/sito, se va bene sistemiamo le keywords e i tags dei nostri contenuti in modo che piacciano a google e aspettiamo che la gloria venga da se, che il mondo si accorga [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Troppo spesso in giro per il web si legge di pageviews, visitatori unici e tempo medio trascorso.</p>
<p>Ecco che integriamo <strong>Google Analytics</strong> nel nostro blog/sito, se va bene sistemiamo le keywords e i tags dei nostri contenuti in modo che piacciano a google e aspettiamo che la gloria venga da se, che il mondo si accorga di noi.</p>
<p><img src="http://www.blogmagazine.net/wp-content/uploads/2010/02/credibilita.jpg" alt="" /></p>
<p>Un mese sarà più che sufficiente perchè ci si convinca del fatto che qualcosa non quadra.</p>
<p>Nonostante i nostri sforzi di produrre assiduamente e costantemente contenuti originali il grafico delle nostre statistiche sembrerà molto simile al battito cardiaco del moribondo, con qualche picco degno di nota nei giorni di maggiore attività e piattezza per il resto del tempo.<span id="more-753"></span></p>
<p>Ma allora, come è possibile che esistano Bloggers che sono in grado di macinare statistiche abnormi con numeri quasi impronunciabili postando magari pochi articoli a settimana?</p>
<p>Bene, ponendosi questa domanda facciamo il primo passo nella direzione che ci porterà a diventare dei professionisti del 2.0.</p>
<p>Si perchè finalmente ci renderemo conto che le statistiche sono solo degli indicatori di &#8220;un qualcosa d&#8217;altro&#8221;. <strong>Parliamo di un processo ibrido fatto di studio, competenze tecniche e, manco a dirlo, rapporti tra persone</strong>.</p>
<h2><span style="color: #888888;"><strong>AUTORITA&#8217; vs. FIDUCIA</strong></span></h2>
<p>E&#8217; essenziale capire le differenze che esistono tra questi due concetti.</p>
<p>Autorità è quello stato mentale cui veniamo educati sin da piccoli, ci sono i genitori e ci sono gli insegnanti. E&#8217; una dinamica che ci portiamo dietro per tutta la durata della nostra vita, ci fa scegliere gli esempi da seguire e ci mette in soggezione di fronte ad un camice bianco, ad una divisa o, più semplicemente, al nostro capo in ufficio.</p>
<p>Fiducia invece è quella che nutriamo verso colui che conosciamo, verso l&#8217;amico o il parente. Un rapporto decisamente più intimo che ci avvicina ad un altro individuo e fa si che le sue idee e pareri influenzino le nostre scelte.</p>
<h2><span style="color: #888888;"><strong>DALLA PARTE DEI BLOGGER</strong></span></h2>
<p>Esistono molti buoni motivi per cui è prioritario per un blogger lavorare sulla fiducia ed incrementare la propria autorità.</p>
<p><strong>EMERGERE</strong> e fare in modo che i propri contenuti o il proprio Brand si differenzino rispetto al &#8220;rumore&#8221; che governa i social networks. Far si che l&#8217;utente possa distinguere a colpo d&#8217;occhio il nostro materiale dedicando ad esso la propria attenzione. Non a caso, come dice il buon Robin Good, <strong>l&#8217;attenzione è il ROI della nuova Economia Sociale</strong>.</p>
<p><strong>MONETIZZARE</strong>, parola magica che fa sognare i tanti che aspirano a diventare ProBlogger. A lungo termine un solido network sociale fondato sulla fiducia e l&#8217;autorità  porta ad avere un seguito di persone disposte ad ascoltare quello che vogliamo dire e ad accogliere i prodotti e le risorse che proponiamo. Proprio questo rende più di ogni possibile campagna di marketing.</p>
<p><strong>AUTORITA’ E GOOGLE</strong>. Anche al motore di ricerca per eccellenza (almeno per ora) piace valutare la vostra autorità in rete. Diciamo che è proprio il suo lavoro indicizzare contenuti e posizionarli nelle SERP in funzione dell&#8217;autorità della fonte. Più piacete, più sarete un riferimento per gli altri e più avrete citazioni, proposte di collaborazione e una presenza capillare all&#8217;interno dei network sociali. E&#8217; inevitabile: si traduce in tanti link entranti e una montagna di traffico.</p>
<h2><span style="color: #888888;"><strong>ALLA BASE DI TUTTO: La Credibilità</strong></span></h2>
<p>Il Processo di crescita personale parte da qui. Non si può iniziare a parlare nè di Autorità nè di Fiducia se non riesci a trasmettere Credibilità.</p>
<p>Alla base della credibilità ci sono due fattori che assumono rilevanza: il primo di questi è <strong>l&#8217;esperienza</strong> che hai accumulato nel tempo rispetto l&#8217;argomento di cui parli; il secondo è la <strong>competenza</strong> che dimostri di avere. Parla solo di argomenti che conosci (anche se questo NON significa che tu debba essere un esperto) e soprattutto <strong>delle tue esperienze</strong> personali, è quello che i lettori cercano: <strong>esperienze verso cui rapportarsi, da prendere come riferimento</strong>.</p>
<p>Sii <strong>trasparente</strong>, la diffidenza è un sentimento diffuso e la fa da padrona quando si parla di nuovi utenti. La linea che divide lo squalo dal buon blogger è sottile ma netta. Non dare la sensazione di voler sfruttare i tuoi lettori cercando di vendere a tutti i costi un prodotto, ricordati che nell&#8217;&#8221;economia sociale&#8221; il fine ultimo non è guadagnare bensì <strong>stabilire un rapporto</strong>.</p>
<p>Cerca di dare <strong>consistenza</strong> alla tua immagine, cerca di utilizzare i tuoi contenuti per trasmettere la tua identità e le tue competenze.</p>
<p>Inoltre <strong>PARTECIPA</strong>, Relazionati con i tuoi lettori, ascoltali. Le opinioni degli altri hanno importanza primaria e far vedere di essere disponibile al dialogo è il primo vero passo verso la costruzione di un <strong>canale preferenziale di comunicazione con l&#8217;utente.</strong></p>
<p>Infine <strong>cerca di renderti utile</strong>, spesso capiterà che i nuovi utenti arrivino sulle tue pagine perchè hanno un problema. Aiutali a risolverlo e ti sarai guadagnato uno slot speciale all&#8217;interno della loro sfera di interesse.</p>
<h2><span style="color: #888888;"><strong>FIDUCIA: LA RICETTA VINCENTE</strong></span></h2>
<p>Semplice ma non scontata: prendete le vostre competenze e mischiatele con onestà e trasparenza. Lasciate scaldare per tutto il tempo necessario.</p>
<p>La Fiducia è un processo che <strong>richiede tempo</strong> ed è il risultato di una costante dimostrazione di <strong>competenza</strong> e <strong>disponibilità</strong> verso gli utenti.</p>
<p>E&#8217; fondamentale essere se stessi e non fare promesse che non puoi mantenere, sarebbe un distrastro annunciato.</p>
<h2><span style="color: #888888;"><strong>AUTORITA’: PERCEZIONE E REALTA’</strong></span></h2>
<p>Molto spesso accade che l’autorità percepita dall’utente sia differente rispetto l’autorità reale.</p>
<p>Paradossalmente persone con un bagaglio di esperienza ridotto possono guadagnarsi presso l&#8217;utenza meggiore fiducia  e maggiore autorità di un vero esperto semplicemente perchè condividono tutto quello che imparano. Pubblicano una gran quantità di informazioni che tornano utili agli utenti. Questo non caso è un caso troppo lontano dalla realtà, un esempio perfetto in cui autorità percepita è qualcosa di diverso dalla autorità reale.</p>
<p>La chiave è &#8220;LEARN ALL YOU CAN, SHARE ALL YOU CAN&#8221; citando una frase di Chris Pearson.</p>
<p>Non è sufficiente essere degli esperti, è anche necessario condividere le proprie competenze il più possibile. Essere preparati è un presupposto ma la diffusione della conoscenza non è un aspetto secondario.</p>
<h2><span style="color: #888888;"><strong>9 OTTIMI CONSIGLI CHE DOVRESTI SEGUIRE PER COSTRUIRE LA TUA AUTORITA’</strong></span></h2>
<p><strong>1. </strong><strong>CREA CONTENUTI DI VALORE</strong>: Contenuti completi, curati e accessibili. Dai modo di approfondire l&#8217;argomento fornendo fonti e renditi disponibile a discuterne. La qualità dei tuoi contenuti è il cuore pulsante del tuo blog e del tuo lavoro.</p>
<p><strong>2. </strong><strong>GUADAGNA NUOVI AMICI PER AMPLIARE LA TUA SFERA DI INFLUENZA</strong>: Cerca di costruire nuove amicizie con persone che possano promuoverti. Ogni nuovo rapporto è una ottima occasione per interagire con punti di vista differenti e costruttivi. Una possibilità di migliorare la qualità del tuo lavoro.</p>
<p><strong>3. </strong><strong>ALLA COMPETIZIONE PREFERISCI LA COLLABORAZIONE</strong>: Non ha senso parlare di competizione, al contrario devi sfruttare ogni possibilità di collaborare con persone che occupano la tua stessa sfera di interesse per far nascere progetti comuni e contenuti di qualità.</p>
<p>4. <strong>NON VENDERE, INSEGNA</strong>: “DON’T SELL&#8230; TEACH!” Sempre citando Chris Paerson è importantissimo, per riuscire a convertire i tuoi articoli in denaro e sfruttare l’autorità che eserciti, capire che nulla vale più di un buon consiglio disinteressato.</p>
<p>Insegnare ai tuoi utenti attraverso tutorial, how-tos, materiale informatico e fornire contenuti d’approfondimento è un ottimo modo per accrescere la tua autorità e generare traffico verso il tuo sito. Ricordati poi: compreresti mai un libro perchè pubblicizzato in televisione? io no. Al contrario lo comprerei se me lo consigliasse un amico.</p>
<p><strong>5. </strong><strong>SEO e SEM:</strong> Poco fa ho detto che un buon posizionamento è perlopiù conseguenza del fatto di avere una immagine forte e ben definita e questo è indubbiamente vero. La SEO però rimane comunque un ottimo strumento per attrarre nuovi utenti verso i tuoi contenuti, questo non va dimenticato. Ottimizza i tuoi articoli inserendo tag e keywords appropriati, studia la nicchia in cui lavori e cura la qualità del codice del tuo sito.</p>
<p><strong>6. </strong><strong>MEGLIO POCHI MA BUONI</strong>: Ricordati che un utente è un valido contatto che genererà traffico e valore se e solo se ti considererà parte integrante della suo Network, viene da se che avere decine di migliaia di followers su Twitter, migliaia di iscritti al feed rss e via dicendo non hanno alcun valore se non sono contatti “guadagnati” attraverso il duro lavoro. Aggiungere casualmente migliaia di persone su twitter non genererà valore e i vostri tweet saranno solo rumore/spam, questo non solo non accrescerà la fiducia nei vostri confronti, al contrario danneggerà la vostra immagine.</p>
<p><strong>7. </strong><strong>RICORDATI DI ASCOLTARE</strong>: L’ascolto non è una attività secondaria, ogni rapporto sociale è fatto di interazione bidirezionalità: “Io parlo, tu ascolti. Tu parli, io ascolto.” Ricordatevi di dare modo ai vostri lettori di esprimersi, saranno loro stessi attraverso osservazioni e vere e proprie discussioni a migliorare e promuovere i vostri contenuti.</p>
<p><strong>8. </strong><strong>PARTECIPA ALLA COMUNITA’</strong>: Verifica dove potenziali lettori del tuo blog si incontrano e partecipa. Parlo di forum, gruppi, newsletters, blog, liste twitter. Molte delle persone con cui interagirai, sempre se lo farai contribuendo in modo qualitativamente alto, diventeranno nuovi ed affezionati lettori.</p>
<p><strong>9. </strong><strong>CURA L’ASPETTO DEL TUO BLOG</strong>: Avere una interfaccia studiata con un design accattivante ha un suo senso, è un pò come un biglietto da visita. Notate bene: non per forza deve essere colorato o pieno di immagini. Al contrario, spesso è l’essenzialità la scelta vincente. L’importante quando si sceglie un template per un blog è di individuare le sezioni importanti e utilizzare uno stile che valorizzi i contenuti.</p>
<h2><span style="color: #888888;"><strong>LA SORPRESA FINALE:</strong></span></h2>
<p>Durante la revisione dell’articolo ho avuto l’idea di girare la seguente domanda su FriendFeed:</p>
<p>Credibilità e Autorità sul web, consigli pratici per i bloggers?</p>
<p>Ecco alcune delle risposte che ho ricevuto:</p>
<p>Essere se stessi, coltivare le proprie passioni e le proprie competenze senza voler strafare e senza cercare a tutti costi il consenso, che arriva da se a seguito del lavoro svolto. &#8211; <a href="http://friendfeed.com/clagag">Claudio Gagliardini</a></p>
<p>Evitare tutte le strategie per ottenere quelle cose PRIMA piuttosto che DOPO &#8211; <a href="http://friendfeed.com/robingooditalia">Robin Good ITALIA</a></p>
<p>Creare contenuti di grandissimo valore &#8211; un gradino sopra quello dei tuoi concorrenti &#8211; cura nella pubblicazione, formattazione, e nel fornire risorse e link utili di approfondimento &#8211; <a href="http://friendfeed.com/robingooditalia">Robin Good ITALIA</a></p>
<p>Oltre i consiglio di Robin e Claudio ne aggiungerei uno <img src='http://www.blogmagazine.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  : &#8220;Fatti volere bene&#8221; <img src='http://www.blogmagazine.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  &#8211; <a href="http://friendfeed.com/alessandrosportelli">Alessandro Sportelli</a></p>
<p>Quoto Alessandro&#8230;e aggiungo &#8220;Sii umile&#8221; &#8211; <a href="http://friendfeed.com/davidelico">Davide Licordari</a></p>
<p>Consiglio? Essere presente e far partecipare la tua community &#8211; <a href="http://friendfeed.com/tinhang">Tin Hang Liu</a></p>
<p>Essere umili e farsi volere bene&#8230; consigli un po&#8217; francescani, ma sicuramente utili! <img src='http://www.blogmagazine.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  Grazie a @Davide e @Alessandro! &#8211; <a href="http://friendfeed.com/clagag">Claudio Gagliardini</a></p>
<p>A fondo articolo troverete alcuni articoli che sono stati utilizzati per la stesura di questo articolo. Fonti che potrete utilizzare per approfondire questo argomento e continuare a migliorare.</p>
<p><strong>Dal Magazine di <a href="http://www.blogmagazine.net/novembre_2009.php?pag=32">Novembre 2009</a></strong></p>
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		<title>Quale articolo ti è piaciuto di più?</title>
		<link>http://www.blogmagazine.net/quale-articolo-ti-e-piaciuto-di-piu-gennaio-2010/</link>
		<comments>http://www.blogmagazine.net/quale-articolo-ti-e-piaciuto-di-piu-gennaio-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 12:22:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliano Ambrosio</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[Sondaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Gennaio]]></category>

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		<description><![CDATA[Come di consueto BlogMagazine da la parola ai lettori chiedendo proprio a voi quale articolo vi è piaciuto di più.

Il magazine di Gennaio attualmente ha superato i 5.000 download in pochi giorni, la mancanza si è sentita vero?
Ora aspettiamo i vostri pareri sugli articoli.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come di consueto <strong>BlogMagazine</strong> da la parola ai lettori chiedendo proprio a voi quale articolo vi è piaciuto di più.</p>
<p><img src="http://www.blogmagazine.net/wp-content/uploads/2010/02/sondaggio-articoli-gennaio2010.jpg" alt="" width="640" height="300" /></p>
<p>Il magazine di Gennaio attualmente ha superato i 5.000 download in pochi giorni, la mancanza si è sentita vero?</p>
<p>Ora aspettiamo i vostri pareri sugli articoli.</p>
Note: There is a poll embedded within this post, please visit the site to participate in this post's poll.
]]></content:encoded>
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		<title>Online BlogMagazine Gennaio 2010</title>
		<link>http://www.blogmagazine.net/online-blogmagazine-gennaio-2010/</link>
		<comments>http://www.blogmagazine.net/online-blogmagazine-gennaio-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 09:09:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliano Ambrosio</dc:creator>
				<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[Anteprima]]></category>
		<category><![CDATA[Aprile]]></category>
		<category><![CDATA[Banner]]></category>
		<category><![CDATA[Gennaio]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco il nono numero di BlogMagazine, un numero con una dedica speciale e con contenuti originali scritti da blogger di talento.
Come al solito vi ricordo la possibilità di scaricare la rivista in formato PDF e di farci sapere i vostri consigli e pensieri, vitali, anche su questo numero per non smettere di evolvere.

In questo numero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco il <strong><a href="http://www.blogmagazine.net/gennaio_2010.php">nono numero di BlogMagazine</a></strong>, un numero con una dedica speciale e con contenuti originali scritti da blogger di talento.</p>
<p>Come al solito vi ricordo la possibilità di <strong><a href="http://www.blogmagazine.net/wp-content/plugins/download-monitor/download.php?id=10">scaricare la rivista in formato PDF</a></strong> e di farci sapere i vostri consigli e pensieri, vitali, anche su questo numero per non smettere di evolvere.</p>
<p><img src="http://www.blogmagazine.net/wp-content/uploads/2010/01/gennaio_2010.jpg" alt="" /></p>
<p>In questo numero scopriamo insieme a <strong><a href="http://www.rudybandiera.com/">Rudy Bandiera</a></strong> gli uomini macchina e la nuova etica.</p>
<p>L&#8217;amico <strong>Gabriele Farina </strong>di <strong><a href="http://www.soloparolesparse.com/">SoloParoleSparse</a></strong> ci parla del famoso kolossal <strong>AVATAR</strong>, è davvero una rivoluzione tecnica?</p>
<p>Spesso i video games diventano tendenza e moda, <strong>Simone Trimarchi</strong> di <strong><a href="http://www.insidethegame.it/">InsideTheGame</a></strong> ci illustra la cultura pop nei video games.</p>
<p>Il Real Time sarà davvero il futuro del nuovo web? <strong>Riccardo Mares</strong> di <strong><a href="http://www.merlinox.com/">Merlinox</a></strong> ci fa molto riflettere.<span id="more-744"></span></p>
<p>In seguito per i veri geek, <strong>Alberto Ziveri</strong> di <strong><a href="http://www.skimbu.it/">Skimbu</a></strong> ci mostra come usare un gadget davvero originale, la macchina a idrogeno!</p>
<p>Per il Mobile <strong>Stefano </strong>di <strong><a href="http://istuff.it/iblog">iStuff</a></strong> ci recensisce altri interessanti accessori per iPhone tra cui le cornette telefoniche!</p>
<p><strong><a href="http://www.michelelagana.net/">Michele Laganà</a></strong> mette a confronto due portali web <strong>Rai </strong>Vs <strong>Mediaset</strong>, chi si salverà?</p>
<p>Si è tenuto da poco il CES 2010 a Las Vegas, <strong><a href="http://www.ikaro.net/">Daniele di Gregorio</a></strong> conosciuto come <strong>Ikaro </strong>ci mostra le tecnologie presentate più cool.</p>
<p><strong><a href="http://chiacchieresulnano.blogspot.com/">Aldo Ficara</a></strong> responsabile scientifico della rete Nanotech-Duesicilie ci parla di Nanotecnologia nelle scuole superiori.</p>
<p>Infine <strong>Giovanna Gallo</strong> di <strong><a href="http://blogposh.com/">BlogPosh</a></strong> ci spiega la storia della tecnologia 3D usata nel cinema Horror.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Complessità aziendale nell’era del web 2.0</title>
		<link>http://www.blogmagazine.net/complessita-aziendale-nell%e2%80%99era-del-web-2-0/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 15:24:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Trussardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dal Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nostro sistema economico è un&#8217;isola che a causa delle mutazioni climatiche, subisce cambiamenti atmosferici che influiscono direttamente sulle mareee, le quali, avanzando, coprono pezzi di spiaggia in precedenza raggiungibili, transitabili e visibili, modellandone la connotazione geografica.

L&#8217;alta marea può essere paragonata all&#8217;ipercompetizione presente nel nostro mercato, il quale può essere visto come uno spazio entropico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro sistema economico è un&#8217;isola che a causa delle mutazioni climatiche, subisce cambiamenti atmosferici che influiscono direttamente sulle mareee, le quali, avanzando, coprono pezzi di spiaggia in precedenza raggiungibili, transitabili e visibili, modellandone la connotazione geografica.</p>
<p><img src="http://www.blogmagazine.net/wp-content/uploads/2010/01/azienda-202.jpg" alt="" width="640" height="300" /></p>
<p>L&#8217;alta marea può essere paragonata all&#8217;ipercompetizione presente nel nostro mercato, il quale può essere visto come uno spazio entropico in cui convivono diversi tipi di marketing che andremo a identificare in una  grande categoria chiamata il <strong>Marketing della Complessità</strong>.</p>
<p><strong>La complessità consiste in una maggiore difficoltà nel realizzare quello che si è sempre fatto.<span id="more-737"></span></strong></p>
<p>Questa complessità ha influenzato nel tempo il cambiamento del contenuto e della valenza di quelle singole variabili che vanno a comporre quello che viene definito il <strong>Marketing Mix</strong>:</p>
<ul>
<li>La qualità/assortimento = IL PRODOTTO</li>
<li>Il valore per il cliente = IL PREZZO</li>
<li>La comunicazione integrata = LA PUBBLICITA’</li>
<li>I canali di virtualità = LA POLITICA DISTRIBUTIVA (COMUNICAZIONE)</li>
<li>Il team building = IL PERSONALE</li>
</ul>
<p>L’analisi di queste variabili apre una lunga strada verso la fidelizzazione del cliente composta da tre punti essenziali:</p>
<ul>
<li>Customer Satisfaction = SODDISFAZIONE DEL CLIENTE</li>
<li>Customer Loyalty = FEDELTA’ DEL CLIENTE</li>
<li>Customer Retention  = FIDELIZZAZIONE</li>
</ul>
<p>Siamo nel 2009 e il mondo ha subito degli enormi cambiamenti con l’evoluzione dei sistemi informatici.</p>
<p>In particolar modo internet, è stato determinante nell’evolvere il sitema dallo stato statico a quello dinamico.</p>
<p>Questa dinamicità ha prodotto fiumi di denaro, che ogni anno finiscono nella grande rete.</p>
<p>I finanziatori sono persone e imprenditori che vogliono investire sul web, spinte dalla passione e per l’entusiasmo che il 2.0 sta apportando alla rete, grazie alla partecipazione collettiva.</p>
<p><strong>Ma perchè internet è cambiato?</strong></p>
<p>Internet è cambiato perchè siamo stati noi a cambiarlo.</p>
<p>I programmatori, gli ingegneri,  i designer e gli appassionati del settore, hanno sempre avuto bisogno di modificare la rete in base alle proprie esigenze, per trovare nuovi sistemi di business o fornire al cliente quel valore aggiunto per arrivare alla sua totale fidelizzazione.</p>
<p>L’effetto sociale, prodotto dai social network, ha dato quella svolta epocale ai sistemi di comunicazione tra persone, imprese e stato.</p>
<p>ASCOLTARE è diventata la parola d’ordine delle imprese 2.0 che devono incentrare tutte le loro capacità non più su sistemi vecchi di advertising, ma su nuovi metodi di comunuicazione, potenziando.</p>
<p><strong>Il passaparola</strong>: ovvero entrare nella conversazione, offrendo strumenti e piattaforme per mettere in contatto clienti soddisfatti con utenti, che potenzialmente potrebbero diventarlo, è la strategia adottata da Costa crociere. Un gruppo su Facebook, un blog e un’isola su Second Life diventano quindi parte di un disegno con un unico scopo: potenziare il naturale passaparola di chi in crociera c’è già stato.</p>
<p><strong>Considerare i problemi dal punto di vista del cliente</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Messaggi personalizzati</strong>: ovvero messaggi scambiati tra le persone che assumono un valore molto più alto di qualsiasi spot pubblicitario o banner.</p>
<p><strong>Contenuti di qualità</strong>: creare contenuti di qualità da affiancare ai prodotti o servizi, non solo consente di scalare le pagine dei motori di ricerca, ma finisce con l’attrarre giornalisti e appassionati del settore, veicoli a loro volta del messaggio.</p>
<p><strong>Viralità</strong><strong>:</strong> non abbiate timori nel distribuire le informazioni sulla vostra marca in canali che non potete controllare. Il mondo è costruito intorno ai consumatori che creano contenuti su tutto, nel bene e nel male.</p>
<p><strong>Puntate sui nuovi formati online:</strong><strong> s</strong>ponsorizzare i nuovi formati online, per esempio di podcast e videocast: se ai consumatori piacciono saranno più favorevoli a scambiare l’intrusione della vostra pubblicità con la gratuità.</p>
<p><strong>Distribuite gratis servizi (utili)</strong><strong>: </strong>abbandonate gli spot pubblicitari a favore della creazione di contenuto e servizi che offrano al consumatore benefici incassabili nel proprio quotidiano.</p>
<p><strong>Fidelizzate: </strong>il Web 2.0 permette e richiede, un processo di fidelizzazione efficace del proprio pubblico. Abbandonate le campagne “one shot” e concentratevi sul costruire un progetto di comunicazione durevole, che accompagni la vita dei vostri clienti e dei vostri prodotti. Gli strumenti ci sono, come i feed RSS (e quindi il podcast), i social network con sistemi di messaggistica interna.</p>
<p><strong>Sorprendete, sempre</strong><strong>: </strong>il consumatore non è più quello di una volta, desidera, che siate in grado, di sorprenderlo in ogni istante con un qualcosa di inaspettato. Con un mix di strumenti a disposizione notevolmente eterogeneo.</p>
<p>Non bisogna dimenticare che la soddisfazione è un traguardo mobile, spostato in avanti dall’azione dell’azienda e da quella dei concorrenti e per cercare di andare oltre la semplice fidelizzazione di un cliente, l’azienda deve riuscire a guardare con il metodo dello “<strong>strabismo aziendale</strong>”.</p>
<p>Questo consiste nell’analizzare le performance aziendali secondo ottiche diverse, guardando:</p>
<ul>
<li>Il budget</li>
<li>La concorrenza</li>
<li>Il presente</li>
<li>Il futuro</li>
<li>Tutti quegli aspetti importanti per il cliente</li>
<li>Le performance realizzate</li>
</ul>
<p>Un’azienda del web 2.0 deve sempre tenere gli occhi aperti, al fine di acquisire una visione globale dello scenario.</p>
<p>La miopia e la presbiopia sono “visioni sfasate”, da correggere immediatamente, al fine di disporre di una “vista strategica da dieci decimi” che permette di giungere dove ci si propone di arrivare</p>
<p><strong>Dal Magazine di <a href="http://www.blogmagazine.net/luglio-agosto_2009.php?pag=8">Luglio/Agosto</a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Le nuovi professioni 2.0</title>
		<link>http://www.blogmagazine.net/le-nuovi-professioni-2-0/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 15:50:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rudy Bandiera</dc:creator>
				<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[Dal Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Network]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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		<description><![CDATA[Ben venuti nel futuro, il mondo del Web nel quale è possibile fare sesso a distanza, arricchirsi stando nella propria cameretta e diventare dei divi facendo semplicemente per primi una cosa che non era venuta in mente a nessuno, seppur terribilmente banale.

Si signori, questo è il Web 2.0, un mondo in cui tutto sembra possibile.
Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ben venuti nel futuro, il mondo del Web nel quale è possibile fare sesso a distanza, arricchirsi stando nella propria cameretta e diventare dei divi facendo semplicemente per primi una cosa che non era venuta in mente a nessuno, seppur terribilmente banale.</p>
<p><img src="http://www.blogmagazine.net/wp-content/uploads/2010/01/job.jpg" alt="" width="640" height="300" /></p>
<p>Si signori, questo è il Web 2.0, un mondo in cui tutto sembra possibile.</p>
<p><strong>Ma è davvero così facile?</strong></p>
<p>L&#8217;evoluzione del “lavoro” inteso come attività produttiva esplicata con l&#8217;esercizio di un mestiere, una professione e simili e ha come scopo la soddisfazione dei bisogni individuali e collettivi, si è profondamente modificata nel tempo, evolvendosi e mutando con gli anni, come si addice ad ogni cosa che ci circonda.<span id="more-726"></span></p>
<p>Il lavoro è iniziato come forma di scambio e cioè io ti offro la mia forza muscolare e tu in cambio mi offri del cibo”. Quid pro quo, equilibrio che si conclude con l&#8217;aumentare delle calorie immesse nel corpo in base a quelle che sono uscite dallo stesso con il lavoro. Punto.</p>
<p>Poi le cose sono cambiate e oltre alla forza muscolare, che rimane un nobile e straordinario motore economico (ve lo dice uno che ha fatto anni di fonderia) si è aggiunta una forza propulsiva nuova, e cioè il guadagno non più intrinseco nel lavoro stesso: in pratica se un tempo si veniva pagati in base a quello che si faceva, oggi si viene pagati in base a quello che si fa guadagnare.</p>
<p>Ecco il perché i calciatori guadagnano più dei professori universitari, i quali guadagnano più dei ricercatori scientifici i quali guadagnano, a volte, più degli operai.</p>
<p>Ora, visto che siamo partiti dalle Internet per passare alle origini del lavoro andando a ritroso, starete aspettando che quest&#8217;articolo vi dia qualche informazione utile prima o poi, oppure state pensando che chi scrive è completamente fuori di testa.</p>
<p>Visto che siamo partiti dal Web e dalle nuove mansioni era d&#8217;uopo fare una breve digressione su cosa sia il lavoro e come si sia arrivati ai mestieri 2.0, agli “artigiani del Web” per cercare di capire come reinventarsi od evolversi.</p>
<p>Partendo da quello che si è detto ad inizio articolo sembra semplicissimo riuscire a diventare famosi o ricchi grazie alle enormi opportunità ed all&#8217;enorme bacino di utenza che il Web fornisce, ma in realtà non è così semplice visto che ci sono certi dettagli che, anche nel mondo della Rete, sono di fondamentale importanza.</p>
<p>La reputazione per esempio, è una di quelle caratteristiche che, nel Web paradossalmente più che nella vita reale, gioca un ruolo straordinario nella facilità di veicolare le informazioni.</p>
<p>Nella vita reale infatti, se un cliente è un “cattivo pagatore” prima o poi tutti i fornitori lo sapranno e ne staranno lontani: nel mondo della Rete, dove tutto si muove ad una velocità enorme e dove le informazioni sono fluide come l&#8217;acqua e permeano qualunque ambiente, chi millanta capacità che non possiede, chi “non la racconta giusta”, viene intercettato subito e rimosso dal circuito delle possibilità.</p>
<p>Quindi prima di tutto, se volete intraprendere una delle mansioni che stanno cambiando il modo di vivere e comunicare, pensate a costruirvi reputazione stabile e sicura, dalla quale poter comunicare con trasparenza e senza aver nulla da nascondere.</p>
<p>Detto questo, passiamo in rassegna alcune delle mansioni che stanno nascendo in questi anni, come il community manager, il web advertiser, l’infobroker, il content manager o il buzz ambassador.</p>
<h2><span style="color: #888888;"><strong>Community manager</strong></span></h2>
<p>Tra i nuovi specialisti un posto di primo piano spetta a una figura creata dal boom dei social network come Facebook, il community manager.</p>
<p><img src="http://www.blogmagazine.net/wp-content/uploads/2010/01/post1.jpg" alt="" /></p>
<p>Dietro al successo di questi siti c’é l’animatore di una piazza virtuale, ideale discendente delle migliaia di ragazzi che animano le serate dei villaggi turistici in tutto il mondo. Attraverso le forme moderne di comunicazione (chat, e-mail, forum) il community manager si interessa degli internauti e ne asseconda umori, gusti e predisposizioni.</p>
<h2><span style="color: #888888;"><strong>Web advertiser </strong></span></h2>
<p>Di pari passo con la maggiore importanza della pubblicità online, è cresciuta negli ultimi anni anche la figura del web advertiser, cioé il responsabile delle campagne pubblicitarie via Internet.</p>
<p><img src="http://www.blogmagazine.net/wp-content/uploads/2010/01/post5.jpg" alt="" width="640" height="300" /></p>
<p>Nell’attuale momento di crisi, questa figura è ancora più ricercata dalle aziende, sia dalle società di consulenza per la comunicazione multimediale sia dalle concessionarie pubblicitarie.</p>
<h2><span style="color: #888888;"><strong>L’infobroker </strong></span></h2>
<p>Nella ricerca di mercato si muove invece una delle professionalità del web più gettonate negli ultimi tempi, l’infobroker, cioé la persona che mette a disposizione delle aziende la sua capacità di trovare in Rete e analizzare dati perlopiù economici.</p>
<p><img src="http://www.blogmagazine.net/wp-content/uploads/2010/01/post4.jpg" alt="" width="640" height="300" /></p>
<p>Utilissimo alle società che vogliono trovare nuovi mercati con il commercio elettronico, l’infobroker ha una preparazione umanistica o economica, è un “mago” dei motori di ricerca e sa analizzare le informazioni economiche.</p>
<h2><span style="color: #888888;"><strong>Buzz ambassador</strong></span></h2>
<p>Il passaparola, il Buzz Marketing, può diventare una forma comunicativa virale ed un veicolo straordinario per poter far conoscere news, mobilitare informazioni e “fare brand”.</p>
<p><img src="http://www.blogmagazine.net/wp-content/uploads/2010/01/post3.jpg" alt="" width="640" height="300" /></p>
<p>Ma come funziona precisamente il Buzz Marketing e qual’è la mansione del “Buzz Ambassador” ovvero di colui che accende i dibattiti?</p>
<p>In base alle esigenze del cliente, al target di riferimento del prodotto/servizio di cui si vuole far parlare il web, si individua il “territorio di conversazione“, i forum, i siti, le community, nel quale far interagire i Buzz Ambassador con lo scopo di stimolare le conversazioni attorno al marchio e di intercettare gli utenti più attivi (e quindi potenzialmente più idonei di diffondere il messaggio a loro volta)</p>
<h2><span style="color: #888888;"><strong>Content manager</strong></span></h2>
<p>Con il termine content management (in italiano: gestione dei contenuti) si indica una serie di processi e tecnologie a supporto del ciclo di vita evolutivo dell&#8217;informazione digitale (content o digital content).</p>
<p><img src="http://www.blogmagazine.net/wp-content/uploads/2010/01/post2.jpg" alt="" width="640" height="300" /></p>
<p>Il content manager è di conseguenza colui che tiene monitorate tutte le fasi di produzione, pubblicazione e recupero eventuali, di dati sul Web.<br />
Tra le varie mansioni che abbiamo indicato, forse questa è la più delicata, in quanto il content manager è di fatto il responsabile e l&#8217;ideatore dei contenuti editoriali del sito, ne definisce le strategie di impostazione e garantisce il loro continuo aggiornamento.<br />
Pianifica il contenuto dei servizi e la loro pubblicazione: le figure direttamente impegnate nella scrittura di testi per il web si rapportano con questa figura.</p>
<p>Benissimo, fatto un piccolo elenco di quelli che possono essere alcuni tra i mestieri di domani (e sempre più di oggi) teniamo sempre presente una cosa fondamentale e per nulla banale, specie in un ambiente come Internet: prima di tutto costruiamo una solida reputazione che ci porterà la credibilità personale necessaria per entrare in uno qualunque di questi mestieri e ricordiamo che costruire una reputazione è lungo e faticoso, distruggerla è un attimo.</p>
<p>Per concludere, possiamo sperare di guadagnare con questi lavori? Possiamo, come si dice con un motto popolare, mettere la minestra a tavola tutte le sere facendo il buzz ambassador o cose simili?</p>
<p>Beh, se lo si fa per una sola azienda forse no, se lo si fa in maniera dozzinale forse no, ma riuscendo a fare sistema e cioè essendo capaci di far capire che la cosa funziona e che i nuovi mestieri hanno una utilità oggettiva (e portano blasone e guadagno), allora si, possono essere dei veri e propri lavori a tempo pieno.</p>
<p><strong>Dal Magazine di <a href="http://www.blogmagazine.net/settembre_2009.php?pag=6">Settembre 2009</a>.</strong></p>
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