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	<title>Liblog</title>
	
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	<description>Libri grandi e piccoli letti da chi li ama</description>
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		<title>Gli scrittori sono fatti così – La sindrome di Queneau</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 13:40:37 +0000</pubDate>
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Gli scrittori, sono fatti tutti così. Difficilmente, ascoltano. Quasi  mai fanno il tifo per scrittori che non siano loro stessi. Sono  personaggi antipatici, in fondo, perché l’unica storia che ritengono  degna di nota è quella che devono raccontare loro.
Anche al corso di scrittura creativa del mio amico, facevo finta di  sentirmi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify">Gli scrittori, sono fatti tutti così. Difficilmente, ascoltano. Quasi  mai fanno il tifo per scrittori che non siano loro stessi. Sono  personaggi antipatici, in fondo, perché l’unica storia che ritengono  degna di nota è quella che devono raccontare loro.</p>
<p style="text-align: justify">Anche al corso di scrittura creativa del mio amico, facevo finta di  sentirmi uno come tanti e quando mi apostrofava gli dicevo: “Dai,  Manuel, smettila di fare così, non sono uno scrittore vero”, ma in fondo  mi sentivo diverso da tutti quelli che erano in quella stanza. Mi  sentivo speciale, solo perché credevo che non ci fosse bisogno di  contare le battute in un foglio, o scrivere qualcosa a tema, solo perché  credevo che la scrittura è qualcosa che ti nasce dentro e che fa parte  dei tuoi cromosomi, tipo il colore dei capelli o tipo la predisposizione  per le cose. Mi sentivo diverso, e mi sentivo migliore degli altri.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: right"><a href="http://www.setteperuno.it/2010/03/la-sindrome-di-quenau-2/" target="_blank">La sindrome di Queneau 2</a>, Sette per uno</p>
<p>﻿</p>

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		<title>Una spazzata libraria (9gag)</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 05:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I bibliomani sanno essere davvero fissati:

Via 9gag

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	Giornata internazionale del libro e dei Diritti d&#8217;Autore (1)


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I bibliomani sanno essere davvero fissati:</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/02/Scopa-a-libro.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-11329" title="Scopa a libro" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/02/Scopa-a-libro-500x425.jpg" alt="Scopa a libro 500x425 Una spazzata libraria (9gag)" width="500" height="425" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Via <a href="http://9gag.com/gag/18327/" target="_blank">9gag</a></p>

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		<title>Incontri: Round Robin</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 13:40:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria si è svolta, come ogni anno, a Roma. Uno sopra l&#8217;altro, a farsi largo tra la gente e gli stand al Palazzo dei Congressi, all&#8217;EUR. Lì c&#8217;ero anch&#8217;io. Con delle superga gialle impossibili da ignorare se guardi per terra, un po&#8217; sporche in punte perché, nel caos, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">La Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria si è svolta, come ogni anno, a Roma. Uno sopra l&#8217;altro, a farsi largo tra la gente e gli stand al Palazzo dei Congressi, all&#8217;EUR. Lì c&#8217;ero anch&#8217;io. Con delle superga gialle impossibili da ignorare se guardi per terra, un po&#8217; sporche in punte perché, nel caos, qualcuno prima o poi ti calpesta. Sì, c&#8217;ero anche io e sono andata a conoscere e rubare del tempo ad alcuni editori, piccoli e medi per eccellenza. Sono editori con cui Liblog ha collaborato in passato, o per i quali abbiamo avuto come gruppo un occhio di riguardo, perché a noi piacciono le cose belle, e le cose belle bisogna farle conoscere.</p>
<p style="text-align: justify">Quello che ho cercato di fare, con questi brevi incontri, è un tentativo di presentarveli discretamente, e lasciare che siate voi a capire perché li amiamo tanto. Ed ecco a voi il primo.</p>
<p style="text-align: center"><p><a href="http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/incontri-round-robin/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>

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		<title>500 temporali, de Caldas Brito</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 05:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marzia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non basta una bella storia per fare un bel libro, bisogna saperla raccontare. In 500 temporali Christiana de Caldas Brito non aveva soltanto qualcosa da raccontare che le premeva come un’urgenza, ma soprattutto belle parole – le parole giuste – per farlo.
La storia si annuncia di altalenanti sentimenti già dalle prime pagine, che chiudono un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/02/500-temporali.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="500 temporali" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/02/500-temporali-304x500.jpg" alt="500 temporali 304x500 500 temporali, de Caldas Brito" width="100" height="164" /></a>Non basta una bella storia per fare un bel libro, bisogna saperla raccontare. In <strong>500 temporali</strong> Christiana de Caldas Brito non aveva soltanto qualcosa da raccontare che le premeva come un’urgenza, ma soprattutto belle parole – le parole giuste – per farlo.</p>
<p style="text-align: justify">La storia si annuncia di altalenanti sentimenti già dalle prime pagine, che chiudono un cerchio appena accennato. Il Brasile festeggia i 500 anni da quando venne scoperto e le donne indossano gonne di festa che insegnano al prossimo cos’è la gioia, ma un colpo viene sparato, c’è chi piange e anche il cielo non è da meno.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11285"></span>Il tracciato degli eventi non è mai un solco unico, netto, dove l&#8217;acqua può scivolare via, ma è di quelli che è l&#8217;acqua stessa a creare in terra quando piove, e c&#8217;è un temporale, e si spacca il fango sotto i piedi in forme e ramificazioni originali. Così i personaggi dell&#8217;autrice si muovono allo sbando, tra la sopravvivenza e l&#8217;aspirazione, raccontando gli angoli, comodi o spigolosi, di uno stesso mondo. Un mondo brasiliano dove la favela ti inghiotte se non impari a tenere alta la faccia e cercare dove respirare aria buona, e dove la classe alta è così alta che non incontra mai il mondo vero, quasi lo scorda e ci si accomoda, come un vecchio in poltrona.</p>
<p style="text-align: justify">A scandire il tempo non è il ticchettare di orologi, quanto quello della pioggia sui tetti delle case in rovina, come quella dove Jussara &#8211; costretta a letto da un incidente in tenera età &#8211; guarda la televisione e lì trova un po&#8217; di speranza nell’attesa del miracolo (e “il miracolo lo fai tu!”), un po&#8217; di voglia di dare amore. Amore che nega alla madre, che offre a Pedro, giovane e sciocco e pieno di buona volontà, ma capace, tutto solo, di gestirsi fin da subito?</p>
<p style="text-align: justify">E se la pioggia ti colpisse in testa troppo forte, se Pioggia diventasse donna, e bellissima, e ti accarezzasse e raccontasse storie? Dovresti allearti con lei e sconfiggere il Gigante, come nelle fantasie che racconta Marlene ai bambini, quelle stesse storie che lei sentiva da Vo’ Anja, una per ogni capello bianco e poi nessuna, proprio quando ormai i capelli erano tutti bianchi, le storie a centinaia ogni sera.</p>
<p style="text-align: justify">Christiana de Caldas Brito ha una coscienza di quello che scrive tale da mostrarlo di pagina in pagina, di storia in storia, con una tecnica ineccepibile. La bellezza di <a href="http://www.ibs.it/code/9788851600747/de-caldas-brito-christiana/cinquecento-temporali.html?shop=4558" target="_blank">questo romanzo</a> non è tanto nella sorpresa degli eventi, quanto nella prevedibilità di alcuni e nella capacita della scrittrice di renderli comunque godibili per il lettore.</p>

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		<title>La pietra dell’addio, Williams</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 05:50:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Axel Raven</dc:creator>
				<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
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		<description><![CDATA[Le feste di Natale e Capodanno sono già un ricordo. Anche stavolta, come tradizione da più di dieci anni a questa parte, non ho potuto fare a meno di rileggere Il Trono del Drago di Tad Williams. Dopo, giacché c’ero, ho letto il seguito, ma non ricordo se è la settima o l’ottava volta&#8230;
Il secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/03/pietra-delladdio.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="pietra dell'addio" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/03/pietra-delladdio.jpg" alt="pietra delladdio La pietra dell’addio, Williams" width="100" height="148" /></a>Le feste di Natale e Capodanno sono già un ricordo. Anche stavolta, come tradizione da più di dieci anni a questa parte, non ho potuto fare <a href="http://liblog.blogdo.net/narrativa/il-trono-del-drago-williams/" target="_blank">a meno di rileggere</a> <em>Il Trono del Drago </em>di Tad Williams<em>.</em> Dopo, giacché c’ero, ho letto il seguito, ma non ricordo se è la settima o l’ottava volta&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Il <a href="http://www.ibs.it/code/9788834423783/williams-tad/pietra-dell-addio-il-ciclo.html?shop=4558" target="_blank">secondo romanzo della trilogia</a> delle grandi spade inizia con i nostri protagonisti sparsi per tutto l’Osten Ard e, in genere, in guai grossi. A nord Simon, ora armato della spada Thorn, deve salvare Binabik dalla giustizia dei Troll. A Est Josua, insieme ai pochi scampati al massacro, fugge inseguito dai Norn verso le terre selvagge dove lo aspetta un nuovo nemico. A Ovest il conte Eolair fa una scoperta inaspettata nelle caverne dove si rifugiato il suo popolo. A sud Miriamele e l’ambiguo monaco Cadrach continuano il loro viaggio tra congiure e insidie. I cammini di tutti loro, e di parecchi altri, sono destinati a portarli nell’unico posto al sicuro dalla tempesta in arrivo: <em>La pietra dell’Addio</em>.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11170"></span>Come avrete capito la trama segue diversi fili narrativi che, per usare un paragone caro all’autore, s’intrecciano per dare significato a un grande arazzo. Un arazzo fatto di misteri, luoghi, personaggi, avventure tutti intessuti con lo stile grandemente evocativo che vi ho già descritto.</p>
<p style="text-align: justify">L’ambientazione si arricchisce di nuovi popoli (umani e non) ognuno con la sua lingua e la sua cultura. Nuovi personaggi irrompono nella storia e altri diventano più importanti. I protagonisti, che già ben conoscevamo, iniziano a cambiare sotto la spinta degli avvenimenti e la loro maturazione interiore è descritta minuziosamente pagina per pagina. Dietro a tutto il mistero sembra delinearsi ma indizi distribuiti ad arte lasciano intendere che c’è dell’altro.</p>
<p style="text-align: justify">È un peccato che di Tad Williams sia stato pubblicato ben poco in Italia, e di quel poco nessuna ristampa &#8230; io ho setacciato le librerie per due anni alla ricerca di questo libro ma, e gli appassionati di fantasy mi daranno ragione, ne valeva la pena!</p>
<p>Buona (ricerca) lettura!</p>

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		<title>Ransie la strega, Koi Ikeno</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 05:50:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Uscito in Italia per la Starcomics, Ransie la strega (Batticuore Notturno) della scrittrice Koi Ikeno è il tipico manga Shoujo, rivolto cioè a un pubblico femminile di solito adolescenziale. Ormai questa storia, composta da trenta numeri, risale a oltre vent&#8217;anni fa, anche se nel 2000 è uscito un volumetto a parte, dal titolo Nei paraggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/02/RansieBatticuoreMezzanotte2.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="RansieBatticuoreMezzanotte2" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/02/RansieBatticuoreMezzanotte2.jpg" alt="Ransie la strega" width="100" height="152" /></a>Uscito in Italia per la Starcomics, <strong>Ransie la strega (Batticuore Notturno)</strong> della scrittrice Koi Ikeno è il tipico manga Shoujo, rivolto cioè a un pubblico femminile di solito adolescenziale. Ormai questa storia, composta da trenta numeri, risale a oltre vent&#8217;anni fa, anche se nel 2000 è uscito un volumetto a parte, dal titolo <em>Nei paraggi di una stella</em> che, narrando le vicende dei figli di alcuni dei protagonisti principali, è stato inteso dall&#8217;autrice come la vera conclusione.</p>
<p style="text-align: justify">Chi è stata bambina negli anni novanta ricorda forse l&#8217;anime tratto dal fumetto, una storia romantica dallo sfondo fantastico e dai tanti risvolti umoristici.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11271"></span>Ranze Eto (diventata Ransie nel doppiaggio italiano del cartone animato e sulle copertine dei fumetti) è una bella ragazzina di quindici anni: figlia di un vampiro e di una lupa mannara, appartiene al mondo magico anche se i suoi genitori hanno deciso di vivere sulla Terra. Anche Ranze ha dei poteri: mordendo qualcuno con i suoi canini appuntiti ne può assumere le sembianze finché, starnutendo, non rompe l&#8217;incantesimo.</p>
<p style="text-align: justify">Contravvenendo a tutte le regole del suo mondo, che proibiscono l&#8217;unione tra esseri magici e umani, Ranze si innamora di un compagno di classe, Shun Makabe, un giovane un po&#8217; scontroso che sogna un futuro come boxeur.</p>
<p style="text-align: justify">Il suo amore per il bel ragazzo la caccerà nei guai, ma non tanto quanto la missione che il Re del loro mondo affida ai genitori della ragazza: scovare e uccidere il suo figlio segreto, il principe che vive sulla terra sotto spoglie umane&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Molto più complesso dell&#8217;anime (che di fatto si ferma ai primi volumetti della saga) il manga racconta molteplici vicende fantastiche che si intersecano tra di loro, dove il protagonista indiscusso rimane però – perché di shoujo si tratta – il legame tra Shun e Ranze, non così scontato come può sembrare perché passerà attraverso la maturità fisica ed emotiva di entrambi i protagonisti oltre che tra mille ostacoli, magici e non, che si frapporranno tra di loro. Il tutto condito da una sana dose di umorismo, con momenti divertenti che spezzano i momenti di maggiore tensione o romanticismo e rendono la lettura frizzante e mai smielata.</p>
<p style="text-align: justify">La vicenda di Shun e Ranze si chiude nella prima metà della saga: dal volume 17 in poi l&#8217;attenzione della manga-ka si sposta su Rinze, il fratellino di Ranze diventato ormai adolescente e a sua volta, come già la sorella prima di lui, costretto a fare i conti con il profondo legame che lo unisce al mondo umano.</p>
<p style="text-align: justify">Devo dire che ho ripreso in mano con molto piacere questo manga dopo anni e anzi, non mi ricordavo un&#8217;opera di livello così alto e dalla storia così intricata e così piena di personaggi (all&#8217;epoca mi fu prestato ma sospetto di non aver avuto in mano che una parte dell&#8217;intera saga). Visto che il primo volume è datato 1982 e il trentuno è uscito nel 2000, si nota una diversità del tratto tra i primi disegni e gli ultimi, anche se la cosa alla fine fine è piacevole: è come se anch&#8217;esso fosse maturato insieme ai protagonisti.</p>
<p style="text-align: justify">Anche il volumetto conclusivo è stato sicuramente un regalo gradito di Koi Ikeno ai suoi fan, forse ai suoi tempi chissà, anche inaspettato perché uscito quasi cinque anni dopo il numero trenta: l&#8217;ideatrice lo chiude con una bel disegno commovente che illustra sé stessa che saluta tutti coloro i quali hanno seguito la sua storia per quasi vent&#8217;anni.</p>
<p style="text-align: justify">Lo consiglio alle adoratrici del mondo giapponese shoujo, qualsiasi età voi abbiate: del resto, sarà anche per ragazzine ma io di anni ne ho trentaquattro!</p>
<p style="text-align: center"><p><a href="http://liblog.blogdo.net/libri-darte-e-fumetti/ransie-la-strega-koi-ikeno/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>

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		<title>PerFiducia 2.0 : Il Gioco dell’Oca (e una spudorata pubblicità per ME!)</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 13:40:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[*** NdE: l&#8217;Elfa non è impazzita, ma ha bisogno di un po&#8217; di sostegno in questo interessante gioco letterario; e poi, perché non provate anche voi? ***
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><strong>*** NdE: l&#8217;Elfa non è impazzita, ma ha bisogno di un po&#8217; di sostegno in questo interessante gioco letterario; e poi, perché non provate anche voi? ***</strong></p>
<p style="text-align: justify"><em><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/03/perfiducia.png"><img class="alignleft" style="float: left" title="perfiducia" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/03/perfiducia.png" alt="perfiducia PerFiducia 2.0 : Il Gioco dell’Oca (e una spudorata pubblicità per ME!)" width="300" height="82" /></a>… continuavo a chiedermi come fosse accaduto. Non avevo mai incontrato un&#8217;Anima così forte, qualcuno che potesse competere con me. La curiosità di guardarlo in faccia cresceva di secondo in secondo. Dentro, sentivo un agitarsi di nubi. Per la prima volta conoscevo un&#8217;esitazione legata al dubbio. Scesi insieme al temporale e trovai la città insonne. Dovevo scoprire come era riuscito a fuggire…<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify">No, non sono impazzita. Le poche righe che leggete qui (quattrocentoventi caratteri, per la precisione) sono l’inizio della storia che sto creando grazie a <a href="http://storie.perfiducia.com/">PerFiducia 2.0</a>, una sorta di compromesso tra il concorso letterario e il gioco di ruolo online. In breve si tratta di inventare un eroe (il mio si chiama <strong>Sethi</strong>, un <del datetime="2010-03-09T09:30:35+00:00">fig</del>&#8230; un personaggio assai tormentato, ma il perché devo ancora scoprirlo persino io!) e quindi calarlo in una storia seguendo le indicazioni che un Master che risponde al tenebroso nome di Oca  da ad ognuno una volta ogni due giorni, scoprendo una delle quindici carte a disposizione. Non sono ammessi papiri: ogni carta corrisponde ai fatidici quattrocentoventi caratteri entro cui bisogna concentrare azione, descrizioni ed emozioni. Scopo del gioco: accattivarsi l’attenzione di più lettori possibile, i quali devono <strong>effettuare un log-in</strong> e dichiararsi “seguaci dell’eroe”. Sembra facile, ma non lo è.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11355"></span>Il perché di questo post? Autopromuovermi spudoratamente, ma anche diffondere un’iniziativa che mi pare pregevole per tutti coloro che amano leggere e scrivere. Di fatto, i partecipanti sono quasi duemila e il sito sta diventando una vera miniera di idee e avventure di tutti i generi. Ci sono anche dei premi per i primi trenta classificati, ma la soddisfazione più grande è entrare tra i primi cento per poter essere presi in considerazione dalla “giuria di qualità”.</p>
<p style="text-align: justify">Ora, cari Libloggofili, passiamo alla pubblicità vera e propria. Di solito non sono competitiva, ma il gioco mi ha presa fino al midollo, quindi… ecco i cinque motivi per cui <a href="http://storie.perfiducia.com/user/deadrose">DOVETE collegarvi alla PAGINA DI SETHI</a> e diventare followers:<br />
1)	Sethi è uno <del datetime="2010-03-09T09:30:35+00:00">gnokko</del> tormentato al punto giusto.<br />
2)	La storia ha assunto atmosfere dark senza che nemmeno lo volessi, aiutatela a vedere la luce!<br />
3)	IO sono molto simpatica.<br />
4)	Faccio un fatica bestiale a condensare tutto in 420 caratteri.<br />
5)	Bisogna incoraggiare gli elfi scrittori!</p>
<p style="text-align: justify">Prometto anche che questi post tremendamente autoreferenziali non capiteranno di frequente. Naturalmente se non voterete non succederà niente, ma per una volta voglio proprio mettere da parte il proverbio “l’importante è partecipare” e vedere come ci si sente!</p>

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		<title>L’eleganza del riccio, Barbery</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 05:50:39 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/01/eleganza-del-riccio.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="eleganza del riccio" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/01/eleganza-del-riccio.jpg" alt="L'eleganza del riccio" width="100" height="160" /></a>Tra i film in uscita nel mese di gennaio c’era <em>Il riccio</em>, tratto dal bestseller della francese Muriel Barbery. Il trailer sembrava accattivante ed ero decisa ad andare al cinema, ma non prima di aver letto il romanzo, così mi sono affrettata a tirare fuori dallo scaffale <strong>L’eleganza del riccio</strong> (Edizioni e/o) e mi sono immersa nella lettura, incentivata anche dall’enorme risonanza che mi parlava di un successo congiunto di pubblico e critica.</p>
<p style="text-align: justify">Effettivamente, né pubblico né critica si sono sbagliati: il libro si gioca tutto sulla contrapposizione tra la raffinatezza delle piccole cose e la barbara quotidianità, presentandoci un intreccio semplice, ma allo stesso tempo toccante.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11114"></span>Il tutto si svolge in un ambiente assai ristretto: un condominio in uno dei quartieri più rinomati di Parigi. In questo microcosmo si muove Renée, la portinaia, la quale, dietro un’apparenza dimessa e ben al di sotto della mediocrità, nasconde una vastissima cultura ed un animo fine e sensibile. La donna, mantenendo una sorta di “incognito”, recita il ruolo della persona ignorante e priva di ambizioni e da questo nascondiglio morale può osservare lo scorrere della vita dei condomini, per la maggior parte vacui rappresentanti dell’alta borghesia alle prese con le piccole e grandi ipocrisie di ogni giorno. L’unica a distinguersi sembra essere Paloma, la figlia dodicenne di un ministro, dotata di un’intelligenza geniale, ma per questo già disillusa dalla vita e decisa a porvi fine il giorno del suo tredicesimo compleanno.</p>
<p style="text-align: justify">Nei diari di queste due particolari personalità, che appaiono a capitoli alternati, si possono leggere riflessioni a volte serie, a volte malinconiche, altre volte grottesche o divertenti sulla vita e su tutto ciò che ne fa parte ed in particolare sui concetti del Bello, dell’Arte, della raffinatezza e dei loro contrari, spesso rappresentati da personaggi che gravitano attorno alle protagoniste: amici, parenti, incontri occasionali. I giorni sembrano susseguirsi tutti simili, finché nel condominio non arriva monsieur Ozu, un ricco giapponese che riuscirà a capire la vera essenza di Renée e metterla in connessione con la piccola Paloma, tirando fuori il meglio dell’una e dell’altra.</p>
<p style="text-align: justify">Scritto con uno stile garbato, misurato e scorrevole, <em>L’eleganza del riccio</em> appare ad una lettura superficiale come un insieme di piccole perle che vanno a formare una collana preziosa. I concetti espressi non sono sempre immediati, ma alla fine si amalgamano in riflessioni profonde, non banali, che spesso strappano il sorriso. Tali riflessioni riguardano temi universali e sono quindi sempre degne di grande interesse, nonostante talvolta qualche dissertazione della protagonista sul piano filosofico rallenti un po’ il ritmo.</p>
<p style="text-align: justify">In realtà si tratta di un difetto trascurabile in un libro che si legge con piacere per via dell’originalità dei personaggi, per la squisitezza delle descrizioni e la delicatezza con cui ogni termine sembra volersi far assaporare sulla lingua. Non potendo considerare il testo in lingua originale non saprei giudicare il lavoro di traduzione, tuttavia mi sento di affermare come le pagine scivolino via una dietro l’altra con grande scioltezza, nonostante il registro si mantenga quasi sempre elevato.</p>
<p style="text-align: justify">Una nota che mi ha colpito, come orientalista, è l’attenzione ed il rispetto con cui viene trattata la cultura giapponese, qui vista come esempio di eleganza pur nella sua semplicità: monsieur Ozu è infatti il personaggio che racchiude in sé le migliori qualità e ne è un po’ l’incarnazione.</p>
<p style="text-align: justify">Emblematici e ben pennellati sono anche i personaggi secondari, come Manuela, la donna delle pulizie, l’unica vera amica di Renée, che pur nella sua umiltà è molto più signorile delle inquiline del condominio, tanto ricche quanto superficiali ed arroganti. Tra queste anche la madre e la sorella di Paloma, che sanno vivere praticamente solo di luoghi comuni.</p>
<p style="text-align: justify">In conclusione, credo che andrò a vedere il film ben motivata: grazie al libro so già in partenza che troverò una storia delicata, emozionante ed accattivante ed è un peccato che nelle sale non servano un buon tè verde per poterlo gustare durante la visione.</p>

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Se ci tenete, auguri. Io preferisco di no.

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="aligncenter" src="http://img119.imageshack.us/img119/792/immagine414gk0.jpg" alt="Festa della donna" title="Festa della donna" /></p>
<p style="text-align: center">Se ci tenete, auguri. Io preferisco di no.</p>

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		<title>Se proprio volete festeggiare</title>
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		<description><![CDATA[Non posso ignorare la festa della donna. Non con tutte le mimose che mi fanno starnutire in giro. Non vi dico di non festeggiare questa festa che enfatizza una differenza che non è ricchezza ma disparità.
Vi dico di non festeggiare &#8220;come un uomo&#8221;, andando a vedere spogliarelli o dedicandovi a follie collettive con le amiche, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Non posso ignorare la festa della donna. Non con tutte le mimose che mi fanno starnutire in giro. Non vi dico di non festeggiare questa festa che enfatizza una differenza che non è ricchezza ma disparità.</p>
<p style="text-align: justify">Vi dico di non festeggiare &#8220;come un uomo&#8221;, andando a vedere spogliarelli o dedicandovi a follie collettive con le amiche, ma di vedere e far vedere anche ai vostri uomini, quelli che vi rispettano (spero) ogni giorno, il documentario <a href="http://www.ilcorpodelledonne.net/" target="_blank">Il corpo delle donne</a>, di cui già abbiamo parlato. Non è coi <em>circenses </em>che conquisteremo più rispetto o uguaglianza, ma con la conoscenza.</p>
<p style="text-align: center"><p><a href="http://liblog.blogdo.net/web/se-proprio-volete-festeggiare/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>

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		<title>Indietro tutta</title>
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Il ruolo biologico  della donna è quello di madre, sposa ed educatrice. Il lavoro è secondario, viene dopo. Penso che  nella crisi di valori attuale e nell’emergenza educativa che viviamo,  molto abbia a vedere il fatto che la  donna esce molto di casa, reclami una sfrenata indipendenza dal marito e vada [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify">Il ruolo biologico  della donna è quello di madre, sposa ed educatrice. Il lavoro è secondario, viene dopo. Penso che  nella crisi di valori attuale e nell’emergenza educativa che viviamo,  molto abbia a vedere il fatto che la  donna esce molto di casa, reclami una sfrenata indipendenza dal marito e vada a lavorare. (…) Da questo punto  di vista il femminismo esasperato ha  creato danni e lo si vede nella scarsa educazione anche cristiana  dei figli. La donna è biologicamente  deputata al ruolo di madre che è quello primario ed una buona  madre educa i figli. Ora mi domando come  possa svolgere quelli che sono i suoi doveri fondamentali andando a  lavorare. (…) Una volta quando la donna badava a quello che è la  sua missione, faceva recitare le  preghiere, accompagnava i  bambini alla scuola e al  catechismo tante storture non  accadevano, bisogna riconoscerlo.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify">Queste affermazioni non provengono da un paese islamico o da qualche <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Imam" target="_blank">Imam</a>, ma  dal Monsignor Oddo Fusi Pecci, <a href="http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/religiosi/3762-il-ruolo-biologico-della-donna-e-madre-e-sposa-il-lavoro-viene-dopo-insensato-escludere-una-lista-moderata-per-un-ritardo-di-pochi-minuti-il-diavolo-esiste-gli-esorcismi-sono-riservati-ai-sacerdoti-mai-ai-laici-i-vescovi-richiamino-i-millantatori" target="_blank">vescovo Emerito di Senigallia</a>.</p>
<p style="text-align: justify">Ricapitoliamo: sposarsi, fare figli, non uscire di casa, non  lavorare, obbedire al marito, insegnare le preghiere ai figli,  accompagnarli al catechismo.</p>
<p style="text-align: justify">Ma non erano gli islamici e il burqa, quelli che mortificavano la  dignità femminile?</p>
<p style="text-align: right">via <a href="http://metilparaben.blogspot.com/2010/03/la-serva-del-focolare.html" target="_blank">Metilparaben: La serva del focolare</a>, via <a href="http://www.bastet.it/intheskywithdiamonds/2010/03/08/ce-ancora-molta-strada-da-fare/" target="_blank">Bastet</a></p>
<p>﻿</p>

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		<title>Fottiti, pinguino!, Gasteier</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 06:20:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Chi mi legge di frequente sa che amo molto gli animali, quasi senza distinzione di specie; tuttavia sono anch&#8217;io abbastanza infastidita dall&#8217;invasione di micetti e altri cuties più o meno dovunque. Mi sono quindi lasciata attirare, non più di qualche settimana fa, da Fottiti, pinguino! col suo titolo irriverente e la promessa di un po&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" style="float: left" title="Fottiti pinguino" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788820048044" alt=" Fottiti, pinguino!, Gasteier" width="100" height="154" />Chi mi legge di frequente sa che amo molto gli animali, quasi senza distinzione di specie; tuttavia sono anch&#8217;io abbastanza infastidita dall&#8217;invasione di micetti e altri <em>cuties</em> più o meno dovunque. Mi sono quindi lasciata attirare, non più di qualche settimana fa, da <strong>Fottiti, pinguino! </strong>col suo titolo irriverente e la promessa di un po&#8217; di sana ironia.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.ibs.it/code/9788820048044/gasteier-matthew/fottiti-pinguino-il-libro.html?shop=4558" target="_blank">Non è un romanzo</a> ma una raccolta dei post dal blog <a href="http://www.fupenguin.com/" target="_blank">Fu penguin</a>, gestito dall&#8217;americano Matthew Gasteier, per chi ama gli animali ma non ne può più di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=YaUAjIDIbpo" target="_blank">Virgola</a> e compagnia cantando e dell&#8217;invasione di pupazzetti, gadget, micette col fiocco rosso.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11334"></span>Ogni pagina è composta da un&#8217;immagine e un post, con l&#8217;aggiunta di alcuni box &#8220;lo sapevate che&#8221; con battute sui vari animali, domestici e non. È una carrellata veloce sulle moltissime razze presenti in natura, da quelle a cui siamo più abituati a quelle che non ricordiamo nemmeno esistano, e il blog è stato aggiornato fino a novembre con animali più che strani.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;autore si rivolge direttamente all&#8217;animale in questione, in un litigio virtuale per mostrarne gli atteggiamenti stupidi, i caratteri fastidiosi, gli sguardi ingannatori, e cedendo di tanto in tanto a momenti di tenerezza (quasi) involontari.</p>
<p style="text-align: justify">Purtroppo la trasposizione di post in forma cartacea non ha la stessa efficacia che nel suo mezzo nativo: quello che in rete diverte per la brevità e il tono sopra le righe a lungo andare stanca e sembra fuori luogo in forma di libro. Tuttavia provando una lettura casuale e non continuativa si può trovare una buona via di mezzo. L&#8217;ironia, sempre presente, risulta spesso carica per l&#8217;uso continuo di parolacce che, in italiano, hanno un significato differente e non vengono certo usate come interiezioni.</p>
<p style="text-align: justify">Insomma, un libro grazioso se preso a piccole dosi, con una scrittura sintetica e irriverente e moltissime immagini, in grado di farvi sentire meno soli quando, sentendo certe suonerie, penserete di voler strozzare qualche animale.</p>

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</ul>

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		<title>La British Library e i classici in ebook</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 13:40:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Traduco una notizia apparsa su Pocketlint e scoperta attraverso Gaspare Armato:

La British Library ha deciso che in tarda primavera renderà disponibili 65000 capolavori della narrativa del 19° secolo in formato ebook, completamente gratis. I libri, prime edizioni, includeranno i caratteri e le illustrazioni originali in ogni caso.
Tra gli autori inclusi nel progetto ci sono Charles [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Traduco una notizia apparsa su <a href="http://www.pocket-lint.com/news/31334/british-libary-offers-free-ebooks" target="_blank">Pocketlint</a> e scoperta attraverso <a href="http://www.babilonia61.com/" target="_blank">Gaspare Armato</a>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/02/british-libary-offers-free-ebooks-0.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="british-libary-offers-free-ebooks-0" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/02/british-libary-offers-free-ebooks-0-500x243.jpg" alt="British library" width="200" height="97" /></a>La British Library ha deciso che in tarda primavera renderà disponibili 65000 capolavori della narrativa del 19° secolo in formato ebook, completamente gratis. I libri, prime edizioni, includeranno i caratteri e le illustrazioni originali in ogni caso.</p>
<p style="text-align: justify">Tra gli autori inclusi nel progetto ci sono Charles Dickens, Jane Austen, Thomas Hardy e altre centinaia. La mossa fa parte del progetto di pubblicazione ebook della biblioteca. Ci saranno anche edizioni economiche disponibili su Amazon a circa 15 sterline.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11324"></span>&#8220;Liberare libri storici dagli scaffali ha la potenzialità di rivoluzionare l&#8217;accesso alle più grandi risorse bibliotecarie del mondo&#8221;, ha detto Lynne Brindley, il direttore generale della biblioteca, che ha lavorato con Microsoft per scannerizzare i libri durante gli ultimi tre anni.</p>
<p style="text-align: justify">Tutti i libri offerti sono fuori dal copyright, e  come per i classici ci sarà anche una selezione di romanzi d&#8217;appendice, tra cui Black Bess di Edward Viles e The Dark Woman di J.M. Rymer. Circa il 40% di questi titoli non si trovano in altre biblioteche.</p>
<p style="text-align: justify">Non è chiaro dove si potranno ottenere i libri, ma quando saranno distribuiti sicuramente ve lo faremo sapere.</p>
</blockquote>

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		<title>Gadgets – I nasoni</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 07:30:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una vignetta tratta dai Nasoni di Joshua Held:


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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una vignetta tratta dai <a href="http://www.inasoni.com/2009/05/gadgets.html" target="_blank">Nasoni di Joshua Held</a>:</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/02/Gadgets-i-nasoni.jpg"><img class="size-medium wp-image-11268 aligncenter" title="Gadgets - i nasoni" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/02/Gadgets-i-nasoni-500x406.jpg" alt="Gadgets i nasoni 500x406 Gadgets   I nasoni" width="500" height="406" /></a></p>

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		<title>Noi e loro, Di Girolamo</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 06:29:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da quando collaboro con questo blog, mi sono capitate tra le mani opere che probabilmente mai avrei letto. Alcune sono state gradevoli sorprese, altre un po’ meno. Oggi vi parlo di un libro appartenente a un genere che mi ha sempre incuriosito ma che ho frequentato poco: l’Ufologia.
Noi e Loro (sottotitolo T &#38; ET) parla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/02/noi-e-loro.jpg"><img class="alignleft" style="float: left" title="noi e loro" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/02/noi-e-loro.jpg" alt="Noi e loro, T &amp; ET" width="100" height="140" /></a>Da quando collaboro con questo blog, mi sono capitate tra le mani opere che probabilmente mai avrei letto. Alcune sono state gradevoli sorprese, altre un po’ meno. Oggi vi parlo <a href="http://www.ibs.it/code/9788889983126/di-girolamo-paolo/noi-e-loro-t.html?shop=4558" target="_blank">di un libro</a> appartenente a un genere che mi ha sempre incuriosito ma che ho frequentato poco: l’Ufologia.</p>
<p style="text-align: justify"><em>Noi e Loro</em> (sottotitolo <em>T &amp; ET</em>) parla delle diverse specie di alieni che da anni visitano il nostro pianeta e delle loro interazioni con la razza umana. L’autore – Paolo Di Girolamo, studioso di fenomeni legati agli U.F.O. sin dal 1955 – cerca di trarre un senso dai molti contatti alieni a cominciare da quelli avuti da lui stesso. Dalla maggiore frequenza e complessità di tali incontri sembra emergere un disegno preciso: abituarci all’idea che non siamo soli nell’universo.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11275"></span></p>
<p style="text-align: justify">Vi dico subito che <em>Noi e Loro</em> è un libro indirizzato soprattutto agli appassionati di UFO: non è né uno studio scientifico sul fenomeno né tantomeno cerca di convincere sull’esistenza della vita aliena. Piuttosto pone l’accento sulle conclusioni che si possono trarre dai <em>contatti</em> avuti da svariati autori in giro per il mondo, tra cui lo stesso autore nell’Italia degli anni sessanta.</p>
<p style="text-align: justify">La prima conclusione è che sono diverse le specie aliene che visitano o abitano la Terra con sempre maggiore frequenza. Altrettanto vari i loro scopi. Se gli <em>Ummu</em> si limitano ad osservarci, i <em>Grigi </em>(quelli di <em>Incontri ravvicinati del terzo tipo</em>) vogliono usarci per esperimenti genetici. I <em>Janos</em> hanno bisogno di una nuova patria mentre i <em>w56</em> cercano di salvarci dai terribili <em>CTR</em>. Non mancano quelli che vogliono salvarci da un’imminente catastrofe causata da un astro in transito nel sistema solare …</p>
<p style="text-align: justify">Quel che è certo è che gli alieni, ormai, fanno parte dell’immaginario collettivo tanto che l’autore ipotizza l’esistenza di un piano preciso per farci accettare la loro presenza in vista di un nostro futuro ingresso nella comunità galattica. In quest’ottica si spiega la sempre maggiore quantità di avvistamenti, incontri, rapimenti etc.</p>
<p style="text-align: justify">Delle diverse teorie o prove che appaiono nel testo Di Girolamo, indica meticolosamente tutte le fonti ed è presente una buona bibliografia. Per quanto riguarda l’aspetto più prettamente letterario devo dire che non è altrettanto efficace. La prosa non è molto brillante e spesso è difficile seguire il filo logico dei pensieri dell’autore.</p>
<p style="text-align: justify">Anche se poteva sicuramente essere scritto meglio<em> Noi e Loro</em> è un buon punto di partenza per approfondire la propria conoscenza del fenomeno U.F.O. e, magari, riflettere sulle sue conseguenze.</p>

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		<title>Così tanti libri…</title>
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Via Catepol, via Ragazza che sogna

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/02/Così-tanti-libri.jpg"><img class="size-full wp-image-11318 aligncenter" title="Così tanti libri" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/02/Così-tanti-libri.jpg" alt="Così tanti libri Così tanti libri..." width="285" height="261" /></a></p>
<p style="text-align: right">Via <a href="http://meemi.com/a/images/3/f/5/4/f/catepol_3f54f0b309d13f60a29e86f6e273a7dcbc31eff21f1623aaa04a753d8fde5722.jpg" target="_blank">Catepol</a>, via <a href="http://ragazza-che-sogna.tumblr.com/post/383650503/via-bookshelves" target="_blank">Ragazza che sogna</a></p>

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		<title>Battiato – io chi sono?, Bossari</title>
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		<description><![CDATA[Franco Battiato è da sempre riconosciuto come il più mistico dei grandi cantautori italiani. La ricerca spirituale intrapresa fin dai primi anni 70 ha segnato un cammino artistico profondamente caratterizzato da tale costante tensione verso il trascendente.
Accanto al grande maestro di ironia e di citazioni avanguardiste che ha scritto album come La voce del padrone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/02/battiato-io-chi-sono.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="battiato io chi sono" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/02/battiato-io-chi-sono.jpg" alt="battiato - io chi sono?" width="100" height="164" /></a>Franco Battiato è da sempre riconosciuto come il più mistico dei grandi cantautori italiani. La ricerca spirituale intrapresa fin dai primi anni 70 ha segnato un cammino artistico profondamente caratterizzato da tale costante tensione verso il trascendente.</p>
<p style="text-align: justify">Accanto al grande maestro di ironia e di citazioni avanguardiste che ha scritto album come <em>La voce del padrone</em> e <em>L’imboscata</em>, e successi da juke box per voci come Milva, Alice, Giuni Russo, che ha vinto Sanremo come autore, che ci ha fatto canticchiare sotto la doccia tanto i versi di un filosofo come Manlio Sgalambro quanto gli ombrelloni-oni-oni delle estati al mare, vi è l’ascetico autore di canzoni ispirate a stati di preghiera o di meditazione, titoli come <em>L’ombra della luce</em>, o<em> L’oceano di silenzio</em>, o di opere “classiche” dense di spiritualità come la <em>Messa Arcaica</em> o <em>Genesi</em>. Capace oltretutto di dissimulare precisi riferimenti esoterici anche in insospettabili canzoni (non canzonette però) pop.</p>
<p style="text-align: justify">È proprio questo aspetto del cantautore siciliano ad essere indagato in questo <strong>Battiato – Io chi sono?</strong>, <a href="http://www.ibs.it/code/9788804596622/battiato-franco-bossari-daniele/io-chi-sono-dialoghi.html?shop=4558" target="_blank">libro-intervista</a> curato da Daniele Bossari, il quale si cala nella parte proprio farebbe come un allievo che si accostasse a un grande guru.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11293"></span>E Bossari, che si dichiara in apertura interessato a sviluppare proprio gli argomenti spirituali e filosofici dell’opera di Battiato, si accosta a queste tematiche non certo elementari con visibile entusiasmo ma anche con una &#8211; peraltro dichiarata &#8211; conoscenza assai epidermica delle questioni.</p>
<p style="text-align: justify">Questo si riflette sul lavoro in maniera abbastanza evidente. Se da un lato l’allievo volenteroso si presenta documentato, sciorinando citazioni da testi ed autori di varia provenienza, e dall’altro il Maestro restituisce risposte spesso folgoranti e sintetiche ma altrettante volte tanto stimolanti quanto sibilline, il risultato finale, vista anche la brevità del tutto, forse eccessiva, è quello di una carrellata certo interessante ma anche assai poco esauriente.</p>
<p style="text-align: justify">Gli input lanciati sono molti e fanno balenare concetti non banali ma la trattazione rimane a livello più di suggestioni che di risposte approfondite. Peccato, perché il pensiero di Battiato non è mai scontato, e lascia intuire conoscenze certo molto più profonde di quelle accennate nel libro, ma sta di fatto che a conti fatti sono molte di più le righe uscite dalla penna di Bossari che quelle scaturite dalla voce di Franco. Si parla di Sacro, della ricerca di Dio, di reincarnazione, di meditazione, ma si resta in superficie.</p>
<p style="text-align: justify">La parte biografica è solo sfiorata anche se non mancano gli aneddoti quasi sempre gustosi che l’intervistato alterna a storie zen e a scambi di battute che non mancano di fare uscire, nonostante la stringatezza del tutto, la sua personalità magnetica. Sì perché malgrado i limiti già evidenziati il carisma di Battiato emerge ugualmente e riesce ad affascinare il lettore; certo, i conoscitori di vecchia data di Franco troveranno forse poco di nuovo in queste pagine, così come chi abbia già intrapreso la via di certe letture troverà ad attenderlo cose risapute.</p>
<p style="text-align: justify">Un lettore meno esperto della biografia battiatiana o che voglia accostarsi a un percorso di ricerca spirituale tuttavia potrebbe scoprire molte suggestioni in questo volumetto che, arricchito da alcuni testi di canzoni particolarmente attinenti alle tematiche in oggetto, risulta a tratti una lettura comunque affascinante che ben si adatta a una serata riflessiva. Fin troppo ovvio berci assieme un meditativo Passito di Pantelleria, ma per chi si sentisse particolarmente ascetico, anche acqua per questa volta va bene.</p>

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		<description><![CDATA[Mi sono rimessa a studiare. Mi tocca, dato che credo molto nell&#8217;introduzione dell&#8217;ebook per l&#8217;editoria indipendente (e più avanti, con calma, vi spiegherò anche perché), come opportunità su più piani.
Aggiornarsi in questo momento non è facilissimo: mancano i manuali in italiano, e i corsi sono tutti distanti dalla mia sede e anche piuttosto onerosi. Con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Mi sono rimessa a studiare. Mi tocca, dato che credo molto nell&#8217;introduzione dell&#8217;ebook per l&#8217;editoria indipendente (e più avanti, con calma, vi spiegherò anche perché), come opportunità su più piani.</p>
<p style="text-align: justify">Aggiornarsi in questo momento non è facilissimo: mancano i manuali in italiano, e i corsi sono tutti distanti dalla mia sede e anche piuttosto onerosi. Con molta pazienza, però, ho scaricato pdf gratuiti in inglese e qualche video per iniziare (solo che non so più da dove li ho presi, fatevi aiutare da san google).</p>
<p style="text-align: justify">Dopo un brevissimo momento di confusione devo dire che l&#8217;epub mi sembra un formato davvero interessante: ha lo stesso funzionamento del CSS, quindi garantisce la più ampia flessibilità mantenendo fisse delle caratteristiche definite all&#8217;origine. Chiaramente i primi tentativi sono stati un disastro, ma è il prezzo da pagare per imparare e affinarsi.</p>
<p style="text-align: justify">Allo stato attuale sono finalmente pronta per farvi vedere un esempio di mia impaginazione e mi aspetto che voi, miei cari possessori di ebook reader, mi diciate se, dove e come è possibile migliorare l&#8217;output. Il file è <a href="http://www.canidacuccia.it/DOCS/gbintermezzo.epub" target="_blank">questo</a> e mi auguro vi piaccia sia esteticamente sia per contenuto. Buona lettura!</p>
<p style="text-align: justify">

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		<title>Una moglie affidabile, Goolrick</title>
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		<description><![CDATA[“Uomo d&#8217;affari di campagna cerca moglie affidabile. È spinto da ragioni pratiche, non romantiche.”
In un freddo giorno autunnale del 1907, Ralph Truitt è ai binari di una piccola stazione nelle campagne del Wisconsin, ad aspettare un treno che sembra non arrivare mai e che trasporta Catherine Land, la “donna semplice e onesta” che ha risposto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/01/moglie-affidabile.jpg"><img class="alignleft" style="float: left" title="moglie affidabile" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/01/moglie-affidabile.jpg" alt="una moglie affidabile" width="100" height="151" /></a>“Uomo d&#8217;affari di campagna cerca <strong>moglie affidabile</strong>. È spinto da ragioni pratiche, non romantiche.”</p>
<p style="text-align: justify">In un freddo giorno autunnale del 1907, Ralph Truitt è ai binari di una piccola stazione nelle campagne del Wisconsin, ad aspettare un treno che sembra non arrivare mai e che trasporta Catherine Land, la “donna semplice e onesta” che ha risposto al suo annuncio matrimoniale.</p>
<p style="text-align: justify">In tasca ha la foto di lei, che ritrae una giovane dall&#8217;aria perbene e poco appariscente, e nessuna illusione. Uomo non più giovane ma ancora molto virile, Truitt si è privato di ogni calore umano per espiare colpe passate e ora non si aspetta amore, ma solo una compagnia senza implicazioni che ponga fine a una solitudine divenuta insopportabile.</p>
<p style="text-align: justify">Solo che la donna che scende dal treno non è quella della foto: l&#8217;estranea che gli sta di fronte veste abiti semplici ma è indubbiamente sofisticata, la sua bellezza non ha nulla di banale.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11215"></span>Il ritratto inviato per posta è stato il primo inganno, eppure Ralph decide nel clima inclemente di portarla con sé, rimandando ogni decisione. Sarà il destino, attraverso un incidente, a fargli maturare la decisione finale e Ralph e Catherine, estranei l&#8217;uno all&#8217;altro, diventeranno marito e moglie.</p>
<p style="text-align: justify">La vita coniugale diventa la loro arena, nella casa quasi isolata dal gelido inverno del Wisconsin iniziano a misurarsi e a condividere il letto, in una passione che coglie di stupore entrambi. Ralph, travolto ma non accecato dal desiderio che prova per la conturbante moglie, percepisce che c&#8217;è molto altro che lei non gli dice. Ma anche lui, più vecchio di Catherine di diversi anni, non ha un passato cristallino: nella sua vita ha compiuto pesanti sbagli e ha convissuto con diversi lutti, che hanno spazzato via tutta la sua famiglia precedente.</p>
<p style="text-align: justify">Catherine tace tutto di sé mentre Ralph le rivela quasi ogni dettaglio della sua giovinezza scapestrata e del suo tragico matrimonio. Le consegna la sua versione della verità suggellata da una richiesta alla quale la moglie non può sottrarsi: dovrà andare a Saint Louis e cercare di riportare a casa Antonio, l&#8217;unico figlio che gli è rimasto.</p>
<p style="text-align: justify">La richiesta mette entrambi in discussione, svelando i diversi propositi che ripongono nel loro matrimonio: Ralph spera che il ricongiungimento con un giovane uomo che lo odia lo redima dagli errori passati. Catherine viene travolta dagli eventi inaspettati, che rischiano di mettere in pericolo i piani che le dovrebbero consentire di raggiungere quella felicità che rincorre da sempre. I suoi inganni minacciano di ritorcersi contro di lei, facendo prendere al destino dei coniugi Truitt pieghe inaspettate&#8230;</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.ibs.it/code/9788888320328/goolrick-robert/moglie-affidabile.html?shop=4558" target="_blank">Romanzo d&#8217;esordio</a> oserei dire geniale, <em>Una moglie affidabile</em> è una prova di fine letteratura: racconto che si dipana con l&#8217;eleganza della prosa d&#8217;alta classe, prende fin dalle prime pagine il ritmo serrato del thriller di razza. Come molte narrative di pregio racchiude in sé molti generi: su tutti è probabilmente una storia d&#8217;amore, sentimento visto da molteplici angolazioni e da inaspettati punti di vista. Ma è anche una brillante introspezione nella natura umana, che viene rivoltata come un calzino mettendo in luce i lati migliori e peggiori che ogni individuo nasconde nel suo io più profondo.</p>
<p style="text-align: justify">Consiglio la lettura a chiunque sia un lettore onnivoro, perché penso che sia uno dei libri migliori che abbia letto negli ultimi tempi e perché, onestamente, non mi viene in mente un sola motivo per cui non possa piacere a chiunque chieda come prima cosa che una storia sia ben scritta.</p>

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		<title>Uno Sherlock Holmes blasfemo, ma bellissimo – The Lo Re Report</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 13:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L'Ospite Inatteso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riporto col permesso dell&#8217;autore dal blog The Lo Re Report considerazioni sulla trasposizione cinematografica di Sherlock Holmes

Guy Ritchie è uno dei registi più innovativi del cinema mondiale. Due dei suoi film – Lock &#38; Stock. Pazzi scatenati (Lock, Stock and Two Smoking Barrels, 1998) e Snatch. Lo strappo (Snatch, 2000) – nonostante siano passati una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto col permesso dell&#8217;autore dal blog <a href="http://thelorereport.blogdo.net/uno-sherlock-holmes-blasfemo-ma-bellissimo/" target="_blank"><strong>The Lo Re Report</strong></a> considerazioni sulla trasposizione cinematografica di Sherlock Holmes</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/01/sherlock-holmes-locandina.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="sherlock holmes locandina" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/01/sherlock-holmes-locandina.jpg" alt="sherlock holmes locandina" width="100" height="149" /></a>Guy Ritchie è uno dei registi più innovativi del cinema mondiale. Due dei suoi film – <em>Lock &amp; Stock. Pazzi scatenati</em> (<em>Lock, Stock and Two Smoking Barrels</em>, 1998) e <em>Snatch. Lo strappo</em> (<em>Snatch</em>, 2000) – nonostante siano passati una dozzina d’anni dal loro arrivo nelle sale, rispetto a quanto mediamente prodotto dai cineasti di Hollywood sono ancora lustri avanti sotto molti punti di vista, <em>in primis</em> ritmo e stile di regia.</p>
<p style="text-align: justify">Certo, questo Sherlock Holmes non è veloce come i due capolavori di Ritchie, anzi in alcune fasi, da metà in poi, diviene quasi un po’ lento, ma è comunque un film godibile ed intelligente, rivoluzionario per quanto riguarda la figura del detective inglese.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11187"></span>Dico subito che Holmes dalla riscrittura di Ritchie esce malconcio oltremisura, irriconoscibile rispetto ai romanzi o alle tante riduzioni televisive e cinematografiche. Un alcolista sporco e maleodorante – meravigliosamente reso da Robert Downey jr, che si conferma essere uno degli attori migliori del panorama internazionale, se non il migliore in assoluto – davvero lontano anni luce dal compassato indagatore londinese cui siamo abituati, che però già Arthur Conan Doyle tratteggia con il vizio della cocaina. Insomma, uno Sherlock Holmes di certo blasfemo agli occhi dei puristi, ma bellissimo quello di Guy Ritchie.</p>
<p style="text-align: justify">Quanto alla trama, questa è stata ideata <em>ex novo</em> per il film, visto che nei romanzi o nei racconti di Conan Doyle non vi è traccia di Lord Blackwood (magistralmente interpretato da Mark Strong).</p>
<p style="text-align: justify">Esoterismo, soprannaturale, azione e teoria del compotto occulto spadroneggiano per oltre due ore, fino ad un esito scontato che prepara lo spettatore al sequel, che certamente vedrà protagonista il grande nemico di Holmes, il professor Moriarty. Ritchie per ora lo ha lasciato sullo sfondo, ma comunque malignamente presente. Nell’inevitabile prossima puntata possiamo stare certi che imperverserà.</p>
</blockquote>

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		<title>Norwegian Wood, Murakami</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 05:40:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prima di lanciarmi nella recensione di questo libro vorrei fare una piccola premessa: sono una grande ammiratrice del lavoro svolto da Giorgio Amitrano, che qui troviamo in veste di traduttore. Credo che dal testo si evinca il rispetto e la passione con cui ha lavorato su quasi quattrocento pagine in una lingua le cui espressioni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/01/norvegian-wood.jpg"><img class="alignleft" style="float: left" title="norvegian wood" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/01/norvegian-wood.jpg" alt="norvegian wood" width="100" height="156" /></a>Prima di lanciarmi nella recensione di questo libro vorrei fare una piccola premessa: sono una grande ammiratrice del lavoro svolto da Giorgio Amitrano, che qui troviamo in veste di traduttore. Credo che dal testo si evinca il rispetto e la passione con cui ha lavorato su quasi quattrocento pagine in una lingua le cui espressioni, ritmo e sintassi – questo posso dirlo con cognizione di causa – sono tutt’altro che semplici da rendere nella nostra.</p>
<p style="text-align: justify">Da buon traduttore, naturalmente, Amitrano svanisce tra le pagine di <strong>Norwegian Wood</strong> per lasciare la ribalta all’autore Murakami Haruki, secondo me un gigante della letteratura giapponese moderna.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11016"></span><a href="http://www.ibs.it/code/9788806183158/murakami-haruki/norwegian-wood-tokyo-blues.html?shop=4558" target="_blank">Questo romanzo</a> si discosta dalla usuale produzione di Murakami, che è uno scrittore continuamente in bilico tra realtà ed irrealtà e il cui cavallo di battaglia si intitola <em>La fine del mondo ed il Paese delle Meraviglie</em>; in principio si pensava che sarebbe stato un caso isolato, ma da <em>Norwegian Wood</em> qualcosa sembra sia cambiato nello scrittore stesso e infatti la realtà nelle sue sfaccettature più concrete verrà ripresa anche nel romanzo <em>A sud del confine, ad ovest del sole</em>, un altro suo successo.</p>
<p style="text-align: justify">Il titolo con cui il libro è stato conosciuto fino a poco tempo fa era <em>Tokyo Blues</em>, in primo luogo perché la musica fa da filo conduttore all’intera vicenda e poi perché il blues, con le sue atmosfere vagamente tristi ed in continua evoluzione, rappresentava magnificamente l’alternarsi delle avventure del protagonista. Tuttavia Murakami stesso ha voluto, nella riedizione di Einaudi, che fosse ripristinato il titolo originale ripreso da una canzone dei Beatles. Chiunque conosca le note di “Norwegian Wood” avrà già un assaggio dell’atmosfera che impregna il libro, il che è davvero un singolare esempio di come le arti possano compenetrarsi a perfezione.</p>
<p style="text-align: justify">Il protagonista della storia è Watanabe Tōru, un diciannovenne che vive in un collegio di Tokyo a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta. Nella sua vita la morte ha già fatto capolino, a causa del suicidio del suo migliore amico Kizuki, il quale gli ha lasciato in “eredità” l’affetto della sua ragazza Naoko, una personalità attraente ed inquieta quanto fragile. Le debolezze di Naoko si traducono in una malattia che la porta lontano da Tokyo, in una casa di cura situata in una località montana.</p>
<p style="text-align: justify">Pur pensandola costantemente, Tōru deve tirare avanti con la sua vita, se non vuole sprofondare nel baratro della depressione. Così fa amicizia con un’altra ragazza, Midori, che invece ha un temperamento coraggioso e combattivo e, nonostante la vita le abbia inferto gravi perdite e profondi dolori, non ha mai perso il suo spirito e il desiderio di vivere felice. In bilico tra l’oscura attrazione per Naoko e il contagioso entusiasmo di Midori, il ragazzo affronterà il proprio personale passaggio da adolescente a uomo maturo,finché la vita e la morte non lo costringeranno a compiere scelte definitive per il suo futuro.</p>
<p style="text-align: justify">Romanzo di sentimenti e di formazione, “Norwegian Wood” è forse una delle espressioni più delicate e riuscite nella narrativa giapponese che conosco (troppo poca, sempre troppo poca, per la verità!) di tradurre nel concreto le sfaccettature della più varia umanità. La triade di protagonisti ha dalla sua parte una forza irresistibile nel completarsi a vicenda, sebbene i personaggi di Naoko e Midori siano agli antipodi (anzi, forse proprio per questo).</p>
<p style="text-align: justify">Allo stesso tempo Murakami ci regala una galleria di personaggi secondari di tutto rispetto che fanno breccia immediatamente nel cuore del lettore: c’è il compagno di stanza di Tōru soprannominato Sturmtruppen per via della sua attitudine all’ordine e alla pulizia, le cui avventure fanno sorridere tutti; c’è l’egoista Nagasawa, amico del ragazzo, che nonostante l’ammirazione non può fare a meno di notare come ogni sua azione sia volta esclusivamente ad una vantaggio personale; infine c’è Reiko, che forse riesce ad ottenere le simpatie del lettore alla pari dei protagonisti: è una donna di mezza età, che si trova nella clinica di Naoko e le fa da sorella maggiore, confidente e amica. La sua malattia mentale non è che un rifiuto della crudeltà umana, una ipersensibilità che ne fa anche una bravissima musicista.</p>
<p style="text-align: justify">Lo stile con cui tutta la vicenda viene descritta è elegante e delicato, nonostante gli argomenti spesso scivolino sulla sessualità e richiedano la terminologia adeguata; le pagine scorrono una dietro l’altra come un piccolo fiume in piena.  E la cosa più importante è che, una volta chiuso il libro, non ci si dimentica degli “amici” che Murakami ci ha fatto conoscere così intimamente: no, essi restano sospesi nella memoria, insieme a tanti pensieri sulla nostra realtà, sui nostri affetti, su come è bene affrontarli e su quanto è dolce ricordare i bei momenti passati.</p>

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		<title>Giornalismo a Fumetti – Il Giornalaio</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 13:35:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L'Ospite Inatteso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Col permesso dell&#8217;autore riportiamo qui una recensione tratta dal blog Il Giornalaio:

I fumetti, come ho avuto modo di evidenziare a più riprese, nel nostro paese non hanno mai avuto uno status che andasse al di là dell’intrattenimento. Il fumetto di attualità nel nostro paese, ad esclusione di rarissime pubblicazioni distribuite in circuiti “non ufficiali”, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Col permesso dell&#8217;autore riportiamo qui una recensione tratta dal blog<strong> <a href="http://giornalaio.wordpress.com/2010/02/01/giornalismo-a-fumetti/" target="_blank">Il Giornalaio</a></strong>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/02/nottediazgrande.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="nottediazgrande" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/02/nottediazgrande.jpg" alt="Quella notte alla Diaz" width="100" height="149" /></a>I fumetti, come ho avuto modo di <a title="Fumetti e giochi sono mezzi di comunicazione di grande efficacia ampiamente sottovalutati nel nostro paese. Per quanto riguarda il panorama editoriale in senso stretto sono davvero rari gli esempi, che solitamente si limitano a pubblicazioni di nicchia, di prodotti che vengono realizzati in quest’area." href="http://giornalaio.wordpress.com/2009/10/26/giornalismi-gnu-media/" target="_blank">evidenziare</a> a più riprese, nel nostro paese non hanno mai avuto uno status che andasse al di là dell’intrattenimento. Il fumetto di attualità nel nostro paese, ad esclusione di rarissime <a title="Un piccolo esperimento di Resistenza Editoriale" href="http://beccogiallo.it/" target="_blank">pubblicazioni</a> distribuite in circuiti “non ufficiali”, non esiste.</p>
<p style="text-align: justify">Il <a title=" comics possono incidere su questi temi di importanza capitale in maniera &quot;provocativa&quot; e restare nella mente delle persone meglio, in qualche modo, del flusso costante di immagini che si vedono in televisione e su internet." href="http://www.bookcafe.net/filtr/articolo.cfm?id=34" target="_blank">fumetto giornalistico</a> sembra assumere sempre più il un ruolo di strumento di denuncia che testimonia come i fumetti abbiano una forza che forse non  possiede nessuna altra forma di giornalismo per capacità di narrazione e coinvolgimento.</p>
<p><span id="more-11226"></span></p>
<p style="text-align: justify"><a title="È nata a poco a poco, guardando a quello che stava succedendo all'estero, soprattutto in America. Di anno in anno ho visto sempre più editori, anche editori di qualità, accostarsi al genere graphic, e le librerie dedicargli più spazi. Una produzione sempre più ampia e varia, con soluzioni espressive spesso sorprendenti. La motivazione di fondo è questa, direi: la convinzione che si aprano nuove occasioni di incontro e di collaborazione tra scrittura e immagine, tra narratori e illustratori, con esiti piuttosto interessanti. " href="http://www.guanda.it/graphic/index.asp" target="_blank">Guanda Graphic</a>, casa editrice specializzata in <a title="Graphic novels are typically bound in longer and more durable formats than familiar comic magazines, using the same materials and methods as printed books, and are generally sold in bookstores and specialty comic book shops rather than at newsstands. They have also gained increasing acceptance as desirable materials for libraries." href="http://en.wikipedia.org/wiki/Graphic_novel" target="_blank">graphic novels</a>, pubblica questa settimana <strong>Una notte alla Diaz. Una cronaca del G8 a Genova</strong> reportage giornalistico a strisce realizzato da Cristian Mirra che quella esperienza l’ha vissuta in prima persona.</p>
<p style="text-align: justify"><a title="Finalmente esce il libreria il mio primo graphic novel. La pubblicazione é prevista per il mese di Febbraio, e il titolo definitivo e' &quot;Quella notte alla Diaz. Una cronaca del G8 a Genova&quot;. Qui un'anteprima della copertina " href="http://christianmirra.blogspot.com/2010/01/quella-notte-alla-diaz-presto-in.html" target="_blank">Il libro</a> a fumetti è suddiviso in tre parti, la prima, “Verso Genova”, che racconta la manifestazione e il clima di tensione di quei giorni; la seconda, “Notte cilena”, narra l’assalto della polizia, il tentativo di fuga, il pestaggio subito da Mirra ed il trasporto in ospedale; la terza e ultima parte infine, “L’ospedale”, racconta il ricovero al Villa Scassi di Genova, i tormenti fisici e psicologici, gli abusi di alcuni poliziotti e la solidarietà di altri, fino all’ordine di scarcerazione.</p>
<p style="text-align: justify">La narrazione di Mirra non è la prima <a title="Quella notte alla Diaz il G8 diventa un fumetto Tutto è proprio come l'ha visto chi c'era eppure più nitido, fermo, diverso I volti, le sedie, i caloriferi, gli zaini rovesciati e i caschi degli agenti..." href="http://www.repubblica.it/2008/05/sezioni/spettacoli_e_cultura/diaz-fumetto/diaz-fumetto/diaz-fumetto.html" target="_blank">ricostruzione a fumetti</a> che riguarda <a title="Il Comitato organizza iniziative volte alla tutela delle vittime della repressione delle forze dell'ordine nell'esercizio della manifestazione del pensiero ..." href="http://www.veritagiustizia.it/" target="_blank">quelle giornate</a> dell’estate 2001, ma gradevolezza del tratto e la partecipazione agli eventi da parte dell’autore contribuiscono a dare al volume in uscita spessore degno d’interesse.</p>
<p style="text-align: justify">Se voleste sfuggire all’attuale assetto editoriale costituito prevalentemente da signorini infeltriti, narratori autorizzati di una realtà omologata, acquistatelo.</p>
</blockquote>

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		<title>Toilet 14</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 05:50:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Durante le settimane più intense preferisco accantonare i romanzi che ho in lettura e passare a qualcosa di più rapido, come le raccolte di racconti. È uno dei motivi per cui ho preso la collezione completa dei Toilet, così da avere sempre qualcosa di buona qualità a disposizione. Non fa certo eccezione questo Toilet n.14, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/02/toilet-14.jpg"><img class="alignleft" style="float: left" title="toilet 14" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/02/toilet-14.jpg" alt="toilet 14" width="100" height="142" /></a>Durante le settimane più intense preferisco accantonare i romanzi che ho in lettura e passare a qualcosa di più rapido, come le raccolte di racconti. È uno dei motivi per cui ho preso la collezione completa dei Toilet, così da avere sempre qualcosa di buona qualità a disposizione. Non fa certo eccezione questo<strong> Toilet n.14</strong>, di appena un paio d&#8217;anni fa.</p>
<p style="text-align: justify">Devo dire anzi che mi sorprende in modo piacevole: nel corso dei vari numeri la qualità migliora sempre più, sia per quello che riguarda <a href="http://www.ibs.it/code/9788890251375/zzz1k1456/toilet-racconti-brevi-e.html?shop=4558" target="_blank">la selezione di racconti</a>, sia per la cura editoriale, compreso il differente formato e le piccole modifiche nell&#8217;impaginazione.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11277"></span>Ma tornando al vero fulcro della pubblicazione, questo volume è permeato di una vena surreale che attraversa autori diversi e racconti distanti tra loro: da <em>Susanna</em>, che trovandosi in una situazione drammatica trova una via di fuga assurda, ma per questo ancora più efficace, ad <em>Attratta dalle nuvole</em>, la cui protagonista si stacca, letteralmente, dai problemi quotidiani per volare libera.</p>
<p style="text-align: justify">E ancora, <em>A bussare controvento</em> è un incontro rapido e fuggevole tra il pensiero razionale e il paranormale,  in cui a farla da padrone sono i fantasmi. Per gli appassionati delle storie di Lewis Carroll c&#8217;è anche una rivisitazione del paese delle meraviglie, <em>Quando il cappellaio matto incontrò Alice</em>, che racconta cosa succede dopo la fine delle due storie raccontate dal reverendo.</p>
<p style="text-align: justify">Non mancano gli affreschi della realtà così come la conosciamo, descritta con ferocia, come in <em>Fenomenologia di Recoba</em>, che parla di ambienti lavorativi moderni e tagliatori di teste, o presa nel suo lato comico, in <em>Meglio di Sharon Stone</em>, in cui amore e vergogna assumono un aspetto buffo, o ancora in un misto tra ricordi e presente, influenze e condizionamenti che vive la protagonista di <em>Cosa dice Nunten-Fu</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Questo n.14 è una raccolta di livello sempre alto, con scritture anche se parecchio differenti l&#8217;una dall&#8217;altra tutte ugualmente godibili ed efficaci: ognuna infatti è perfetta per il proprio genere, da quelle sintetiche a quelle fintamente confuse, e per la propria materia.</p>
<p style="text-align: justify">Vi consiglio di procurarvelo, magari per leggerlo non solo &#8220;a seconda del bisogno&#8221;.</p>

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		<title>Sui libri e non solo: 84 Charing Cross Road, Hanff</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 05:50:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Credo che l&#8217;epistola – dopo la poesia epica o altre forme di racconto cantate (si pensi alla ballata) – sia una delle prime più semplici forme narrative. Ci sono fatti raccontati, sequenzialità temporali peraltro non obbligate: si possono creare dei flash back o delle contemporaneità come in una struttura a montaggio alternato, il risultato narrativo rimane [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/01/84-charing-cross.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="84 charing cross" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/01/84-charing-cross.jpg" alt="84 charing cross road" width="100" height="139" /></a>Credo che l&#8217;epistola – dopo la poesia epica o altre forme di racconto cantate (si pensi alla ballata) – sia una delle prime più semplici forme narrative. Ci sono fatti raccontati, sequenzialità temporali peraltro non obbligate: si possono creare dei <span style="font-style: italic">flash back</span> o delle contemporaneità come in una struttura a montaggio alternato, il risultato narrativo rimane sempre godibile: anzi, in certi casi, più coinvolgente, poiché la lettera è sempre un oggetto personale quand&#8217;anche la comunicazione sia quella distaccata del commercio o dell&#8217;amministrazione.</p>
<p style="text-align: justify">Vanno dette subito due cose: questo <a href="http://www.ibs.it/code/9788877682611/hanff-helene/84-charing-cross-road.html?shop=4558" target="_blank">carteggio tra la scrittrice</a> e sceneggiatrice americana Helene Hanff (1916-1997) e la libreria antiquaria  londinese <span style="font-style: italic">Marks &amp; Co</span> sita all&#8217;<strong>84 di Charing Cross Rd</strong> è un fatto realmente accaduto: dai primi di ottobre 1949 all&#8217;ottobre del 1969; seconda cosa: la summenzionata libreria antiquaria dal 1970 non esiste più: ha dovuto chiudere definitivamente i battenti per la ristrutturazione dell&#8217;edificio dove aveva i propri locali.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11212"></span>Per cui, chi, bibliofilo, volesse fare un tour a tema, non la troverebbe. Si potrebbe inoltre aggiungere che, specialmente a quei tempi quando non esisteva l&#8217;email, il conoscersi tramite corrispondenza  era una pratica anglosassone assai diffusa: tutti, ad esempio, ricorderanno il &#8220;pen pal&#8221; &#8220;l&#8217;amico di penna&#8221; sovente nominato nei Peanuts.</p>
<p style="text-align: justify">Da semplici richieste d&#8217;invio di libri &#8211; possibilmente a poco prezzo (diverrà, successivamente, un prezzo &#8220;ragionevole&#8221;), di lettera in lettera, nascerà un&#8217;amicizia tra la Hanff e i dipendenti della libreria, in particolar modo Frank Doel, ma non solo. Un viaggio a Londra da parte di lei è sempre desiderato e, nella capitale, auspicato. Purtroppo le vicissitudini contingenti lo rendono, di volta in volta, impossibile e l&#8217;intera vicenda sembra  avere termine non soltanto per la chiusura fisica del negozio ma, anche, per l&#8217;inaspettata morte del diretto corrispondente: Mr Doel, appunto.</p>
<p style="text-align: justify">Leggendo queste missive non si fa soltanto un erudito viaggio nella Letteratura Inglese ma si ha, al contempo, uno spaccato delle quotidiane condizioni di vita della Londra del secondo dopoguerra: il razionamento del cibo, la difficoltà di acquistare un&#8217;automobile (anche usata e il tempo per averla) e, col passar degli anni, gli eventi storici che all&#8217;epoca erano ancora  solo notizie: l&#8217;incoronazione dell&#8217;attuale Regina Elisabetta II, la moltitudine dei fan dei Beatles nella prima metà degli anni Sessanta&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Aiuta molto l&#8217;apparato nelle note a fine testo, ben curato, agile e preciso.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1987, con lo stesso titolo del libro, esce il film con due attori da tanto di cappello: Anne Bancroft e Anthony Hopkins.</p>
<p style="text-align: justify">Oltre che per le sceneggiature, (a molti degli episodi della serie poliziesca di Ellery Queen, ha dato il suo contributo in qualità di lettrice dei copioni), la Hanff ha scritto anche saggi e libri per bambini. Nonostante la morte di Doel e la chiusura di <span style="font-style: italic">Marks &amp; Co Booksellers</span>, a Londra riuscirà ad arrivarci e lo racconterà nell&#8217;altro unico libro tradotto in Italia (che si  sappia): <span style="font-style: italic">La duchessa di Bloomsbury Street</span> del &#8216;73. Ma quello lo leggerò un&#8217;altra volta. E, naturalmente, ne parlerò.</p>

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		<title>Come scrivere a un editore</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 13:40:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono un po&#8217; seccata, oggi. Ho passato già due ore (e almeno altrettante me ne toccheranno) a rispondere cortesemente a mail di persone ingenue, disinformate o maleducate. Ma invece di sfogarmi cercherò di dare alcune nozioni pratiche di come si scrive a un editore, approfondendo i temi di un vecchio post.
Partiamo dalle basi; sei, senti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Sono un po&#8217; seccata, oggi. Ho passato già due ore (e almeno altrettante me ne toccheranno) a rispondere cortesemente a mail di persone ingenue, disinformate o maleducate. Ma invece di sfogarmi cercherò di dare alcune nozioni pratiche di come si scrive a un editore, approfondendo i temi di <a href="http://liblog.blogdo.net/vita-da-editore/lettera-alleditore/" target="_blank">un vecchio post</a>.</p>
<p style="text-align: justify">Partiamo dalle basi; sei, senti di essere, ritieni possibile definirti, nel tuo intimo ti ritieni <em>uno scrittore</em>. Hai finito, si suppone con grande cura, il tuo romanzo/racconto/silloge, e non vedi l&#8217;ora di condividere con il mondo i tuoi pensieri, sentimenti, esperimenti letterari. È questo il momento in cui si decide se sarai nel 97% dei cestinati o nel 3% dei letti (e da lì nello 0,5% dei pubblicati).</p>
<p style="text-align: justify">Devi sapere che in Italia gli scriventi sono un&#8217;infinità ma gli scrittori pochi. Quindi la tua mail sarà letta in sequenza insieme ad altre 40 o 60 mail per una selezione preventiva. Devi sapere anche che ciò che per te è un&#8217;esperienza unica, aver partorito un&#8217;opera, per chi si troverà a leggere sarà nulla più che un altro numero, il testo 237 di 2000. Considera che un editore piccolissimo, come me, riceve più di 500 testi al mese.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11248"></span>Come fare per darti qualche possibilità in più? Prima di tutto, conoscere il tuo possibile editore: trovare informazioni sulle linee editoriali al giorno d&#8217;oggi è facile; non pensare che per chi le riceve sia questione di un minuto capire se scartarti o no: stai usando il tempo di una persona che lavora, se non sei accurato lo usi male.  Quindi trova gli editori che potrebbero essere interessati e concentrati solo su quelli. Fatto questo dovrai costruire una bella mail; non avvantaggerà la tua opera in fase di valutazione, ma nella preselezione sicuramente sì.</p>
<h2 style="text-align: justify"><span style="text-decoration: underline">L&#8217;oggetto della mail</span></h2>
<p style="text-align: justify">Cerca di essere sintetico ma specifico. Usa la parola &#8220;valutazione&#8221; e non &#8220;proposta&#8221;: la proposta te la farà, eventualmente, l&#8217;editore. Poi cerca di condensare in una parola o due il genere: &#8220;romanzo fantasy&#8221;, &#8220;racconti horror&#8221;. Infine, metti il titolo, o una parte del titolo. Quindi, più o meno, &#8220;<em>Valutazione romanzo gotico L&#8217;errore di Nani</em>&#8220;. Questo è il tuo oggetto della mail. Ricorda di non usare mai il comando inoltra (o forward), è un segno di rispetto creare una mail unica per ogni editore, come io creo una mail unica di risposta per ogni scrittore.</p>
<p style="text-align: justify">Non lasciare il campo oggetto vuoto: non aiuta a identificare il tuo scritto o memorizzare il tuo nome. E come alias della tua mail non usare &#8220;puffolosbaciucchino@puffolandia.puff&#8221; ma qualcosa che faccia ricordare l&#8217;individuo, anche uno pseudonimo, ma che dia l&#8217;idea di un Nome e Cognome. Non scrivere &#8220;proposta editoriale&#8221; né &#8220;invio manoscritto&#8221;: sono indicazioni sbagliate e comunque generiche. Ti stupiresti di leggere quante siano le mail con questo oggetto che vengono ricevute quotidianamente.</p>
<h2 style="text-align: justify"><span style="text-decoration: underline">Il testo della mail</span></h2>
<p style="text-align: justify">Il testo deve essere sintetico e incisivo. Che sei uno scrittore non lo devi &#8220;dire&#8221; ma fare emergere dalla scelta delle parole e dalla costruzione dei periodi. Evita il burocratese e gli eccessivi formalismi, l&#8217;aggettivazione estrema e le auto-recensioni, evita anche di lodarti. Cerca di essere sincero il più possibile. Spiega perché ti sei rivolto a quell&#8217;editore (linea editoriale, condivisione dei principi, altro), due parole su chi sei e sul perché scrivi; il tutto senza essere vago: chi legge si accorge subito se è una mail preconfezionata e adatta a ogni editore possibile. Elenca gli allegati. Soprattutto leggi più volte il testo della mail e assicurati che non ci siano errori sintattici e, per quanto possibile, di battitura (siamo imperfetti, una lettera sbagliata può scappare a chiunque). Non proporre copertine o evoluzioni immaginarie del &#8220;libro&#8221;: non è il momento di stabilire se ne verrà tratto un musical.</p>
<h2 style="text-align: justify"><span style="text-decoration: underline">Gli allegati</span></h2>
<p style="text-align: justify">Nomina chiaramente gli allegati. Vietato scrivere &#8220;romanzo&#8221;, &#8220;inedito&#8221;, &#8220;sinossi&#8221;: come ti dicevo non c&#8217;è solo il tuo file e capita, spiacevolmente, che le sinossi si confondano fra loro nell&#8217;archivio mail. Se possibile tieni file separati per l&#8217;opera e per la presentazione. Lascia l&#8217;impaginazione in comodo formato A4, anche se ti piacerebbe dare la forma di libro al tuo testo: sarà più pratico stamparlo e, quindi, leggerlo. Usa un font standard e il colore nero, non appesantire di fronzoli, separatori, bordini e simili.</p>
<p style="text-align: justify">Bene, a questo punto hai fatto tutto il possibile. Magari non sarai pubblicato mai, ma sarai certo di aver messo la giusta attenzione e determinazione in quello che hai fatto.</p>
<p style="text-align: justify">

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		<title>Il Maestro e Margherita, Bulgakov</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 05:50:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[1967. I Beatles, in piena era psichedelica, registrano Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band, album di importanza seminale. Pochi passi più in là, negli stessi giorni e negli stessi studi EMI di Abbey Road, i Pink Floyd stanno incidendo il loro folgorante album d’esordio, The piper at the gates of Dawn. Chi influenza chi è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/02/maestro-e-margherita.jpg"><img class="alignleft" style="float: left" title="maestro e margherita" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/02/maestro-e-margherita.jpg" alt="Il maestro e margherita" width="100" height="162" /></a>1967. I Beatles, in piena era psichedelica, registrano<em> Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band</em>, album di importanza seminale. Pochi passi più in là, negli stessi giorni e negli stessi studi EMI di Abbey Road, i Pink Floyd stanno incidendo il loro folgorante album d’esordio, <em>The piper at the gates of Dawn</em>. Chi influenza chi è tuttora oggetto di appassionate discussioni fra musicofili. Syd Barrett canta visioni acide, in casa sua si dà l’LSD perfino al gatto, John Lennon vede Lucy in the sky e perfino gli Stones vivono la loro stagione lisergica nell’incarnazione delle Loro Maestà Sataniche.</p>
<p style="text-align: justify">In Italia il panorama musicale era molto più provinciale e quieto, certamente meno visionario: il giovane Guccini al massimo cantava le notti ed il fiasco e il resto era Rita Pavone – fate voi – ma il nostro modesto contributo a quella fatidica stagione di &#8220;espansione della mente&#8221; fu come minimo la <a href="http://www.ibs.it/code/9788806173739/bulgakov-michail/maestro-e-margherita.html?shop=4558" target="_blank">prima edizione integrale</a>, presso Einaudi, del capolavoro postumo di Michail Bulgakov, <strong>Il Maestro e Margherita.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11230"></span>Scritto almeno una trentina d’anni prima il romanzo è oggi giustamente ritenuto un classico, ma è soprattutto, anche per chi, come me, lo leggesse con colpevole ritardo, un libro di una modernità sorprendente. Il Diavolo che giunge a Mosca sotto le spoglie di un prestigiatore, è proprio lo stesso di cui canta Mick Jagger in <em>Simpathy for the Devil</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Beffardo e istrionico, man of wealth and taste, il Satana di Bulgakov si presenta nella Russia staliniana in compagnia del demone Azazello e di un enorme gatto nero bipede, un terzetto che già da solo oltre ad anticipare di molto le più fortunate creazioni di Stefano Benni, mette a soqquadro la città scoperchiando, in un crescendo di situazioni fra il magico e il grottesco, le ipocrisie e i grigiori della società dell’epoca.</p>
<p style="text-align: justify">E il sabba onirico descritto a metà del romanzo è davvero un capolavoro di psichedelia pura,  frutto di una scrittura visionaria e intrisa di sarcastica ironia. Ma esistono almeno altri due piani narrativi: quello centrale, la storia d’amore proibito fra il Maestro e Margherita, magica e romantica, ma anche la storia che avviene duemila anni prima, ai piedi del Calvario e in casa di Ponzio Pilato, con un demoniaco testimone della Passione che giunge fino ai giorni in cui si svolge il racconto.</p>
<p style="text-align: justify">Fra poesia e satira, Bulgakov mette in scena un affresco stregonesco a tinte forti, un volo notturno da leggere con un robusto Falerno, un teatro di maschere di cui il mago Woland, indimenticabile incarnazione del Maligno, è il magistrale capocomico, interprete primo dell’eterna e ambigua lotta di Bene e Male.</p>

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		<title>Il capro espiatorio, Du Maurier</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 05:50:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prima o poi vi parlerò, in questa sede, di quel Rebecca che diede tanta fama a Daphne du Maurier, grazie anche al genio di un regista come Alfred Hitchcock che ne trasse un film splendido nell&#8217;ormai lontano 1940. Ve ne parlerò, dicevo, ma non adesso.
Ora lasciate che vi presenti una chicca della scrittrice: non uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/01/capro-espiatorio.jpg"><img class="alignleft" style="float: left" title="capro espiatorio" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/01/capro-espiatorio.jpg" alt="capro espiatorio Il capro espiatorio, Du Maurier" width="100" height="153" /></a>Prima o poi vi parlerò, in questa sede, di quel <em>Rebecca</em> che diede tanta fama a Daphne du Maurier, grazie anche al genio di un regista come Alfred Hitchcock che ne trasse un film splendido nell&#8217;ormai lontano 1940. Ve ne parlerò, dicevo, ma non adesso.</p>
<p style="text-align: justify">Ora lasciate che vi presenti una chicca della scrittrice: non uno dei suoi romanzi più conosciuti, ma sicuramente uno dei più belli, scritto nel 1957 e <a href="http://www.ibs.it/code/9788842815150/du-maurier-daphne/capro-espiatorio.html?shop=4558" target="_blank">arrivato finalmente in Italia</a> nel 2009 a opera del Saggiatore, <strong>Il capro espiatorio</strong>.</p>
<p><span id="more-11168"></span></p>
<p style="text-align: justify"><em>Il Capro espiatorio</em> è John, giovane professore londinese che come ogni anno sta trascorrendo i mesi estivi in Francia. Uomo dal carattere mite e riflessivo, prova tiepida amarezza per una vita che conduce in solitudine e senza scopo apparente.</p>
<p style="text-align: justify">Le sue vacanze sono quasi giunte al termine, è in un paese della provincia francese a bere il bicchiere della staffa del suo viaggio quando la sua vita cambia per sempre. Proprio al bancone del piccolo bar dove si trova incontra il conte Jean De Gué, il suo sosia perfetto. Dopo il primo attimo di smarrimento, in cui si osservano increduli, John e il suo doppio si sento attratti l&#8217;uno verso l&#8217;altro e passano la serata insieme, allacciando i fili di uno strano legame che in John suscita insieme ripulsa e curiosità e lo spinge a cercare conforto nello stordimento dell&#8217;alcol che Jean fa scorrere a fiumi.</p>
<p style="text-align: justify">Il mattino dopo l&#8217;inglese si risveglia in un hotel di infimo ordine e scopre che il suo gemello è sparito, e con esso la sua identità. I suoi vestiti, la sua auto, tutti i suoi documenti sono scomparsi: sono rimasti quelli del conte e c&#8217;è un uomo di nome Gaston, l&#8217;autista del nobile, che attende di riportarlo a casa.</p>
<p style="text-align: justify">John, reso confuso della sbornia e dall&#8217;incredibile situazione, sceglie momentaneamente di tacere: si mette nelle mani del servitore, lasciandosi portare alla proprietà del nobile. Il momento successivo in cui rivelare il vero sé stesso non arriva prima che il timido professore si ritrovi mani e piedi imbrigliato nell&#8217;identità affascinante del conte. Entrando nella sua casa infatti, John si renderà conto ben presto che la somiglianza tra lui e il suo alter ego si ferma all&#8217;aspetto fisico: il conte de Gué é seduttivo, passionale, volubile ed egocentrico. Un uomo capace di suscitare negli altri odio, amore, invidia e rabbia.</p>
<p style="text-align: justify">John finisce oppresso dai sentimenti contrastanti dei familiari di Jean, di emozioni di cui non ha merito o colpa ma alle quali decide, quasi inconsciamente, di far fronte. Schiacciato dalla personalità suadente del conte e dal retaggio che gli ha lasciato finirà per perdere di vista il proprio io e a confondere l&#8217;attore con il personaggio.</p>
<p style="text-align: justify">Thriller improntato sulla fine indagine psicologica, <em>Il Capro espiatorio</em> procede con eclatanti colpi di scena ma anche su una serrata e quasi morbosa indagine sulla personalità umana. Raccontato tutto dal punto di vista del professore londinese, che si dichiara in più punti l&#8217;ombra di Jean De Guè, il lettore viene confuso dall&#8217;abilità della du Maurier: i sosia perfetti si fondono in una sola identità che ci appare una chiara e lucida unione di due sagome confuse.</p>
<p style="text-align: justify">Il vero protagonista del libro é Jean De Gué, ma non quello autentico bensì quello impersonato da John. L&#8217;anima reale del conte rimane in ombra, celata nei pensieri dei familiari, parzialmente dedotta dalle azioni e dagli sbagli della sua vita ma mai davvero rivelata. Anche il vero io di John ci è nascosto: sopraffatto dalla nuova personalità rimane celato dietro di essa come un volto nascosto da una maschera. Non se ne trova traccia se non nei pochi indizi lasciati da colui che gli ha rubato la vita ed è corso a Londra a impersonarla.</p>
<p style="text-align: justify">Un gran bel libro, uno di quelli che non si dimentica facilmente perché si fa amare per la sua trama ideata con classe e sviluppata con vera ispirazione. Se amate incondizionatamente le grandi dame della letteratura britannica, non dovete assolutamente lasciarvelo sfuggire.</p>

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		<title>Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, Stevenson</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 05:50:14 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/01/strano-caso-del-dr-jekyll.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="strano caso del dr jekyll" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/01/strano-caso-del-dr-jekyll.jpg" alt="strano caso del dr jekyll Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, Stevenson" width="100" height="163" /></a>Uno dei temi più affascinanti che riguardano la psiche umana è senza dubbio quello del <em>Doppio</em>, l’Altro che – secondo molti scrittori, psicologi e filosofi – si nasconderebbe in ognuno di noi. Nel 1886  Robert Luis Stevenson ci regala un testo di chiara matrice fantastica, che ha avuto il merito di fissare l’archetipo della doppia personalità e i cui personaggi sono entrati a far parte del nostro substrato culturale: <strong>Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde</strong>, che io ho letto nella versione tascabile <a href="http://www.ibs.it/code/9788854110083/stevenson-robert-l/strano-caso-del-dr.html?shop=4558" target="_blank">edita dalla Newton Compton</a>.</p>
<p style="text-align: justify">La storia si svolge in un imprecisato anno del XIX secolo a Londra; l’avvocato Utterson si trova a fare da testimone ad una serie di fatti misteriosi che coinvolgono un certo signor Hyde (si noti che in inglese questo nome suona come il verbo to hide, cioè “nascondere”), il quale sembra essere ospite di un amico comune: il rispettabile dottor Henry Jekyll. Fin qui non vi sarebbe nulla di strano se Hyde non ispirasse disgusto e terrore in chiunque abbia modo anche solo di intravederlo.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11014"></span>Per di più le sue azioni, fin dal principio prive di morale, sembrano scivolare verso il misfatto a velocità precipitosa. Utterson si insospettisce ancora di più quando diviene custode del testamento di Jekyll, il quale designa Hyde suo erede universale in caso di morte o sparizione prematura. Nessuno dei gentiluomini che circondano l’avvocato ed il dottore, né i domestici che vivono con Jekyll riescono a dare informazioni precise sull’identità del misterioso Hyde.</p>
<p style="text-align: justify">Questi, dal canto suo, sembra riuscire a volatilizzarsi per giorni e giorni per poi riapparire quasi magicamente; Jekyll intanto sembra sempre più gracile, insicuro e terrorizzato. La vicenda si complica quando cominciano a verificarsi degli omicidi i cui indizi principali portano ad Hyde.</p>
<p style="text-align: justify">Utterson non capisce perché Jekyll difenda un criminale e lo tenga addirittura nella sua casa, ma la situazione precipita in fretta: il buon dottore presto scompare e dopo diversi giorni di ricerche l’avvocato irrompe nel suo studio dove trova anche Hyde, che si è suicidato con l’acido. Solo in una confessione scritta, l’orrore verrà a galla: Hyde non è che l’alter ego di Jekyll, il quale è riuscito a separare chimicamente le due parti della psiche umana, creando però un mostro che ha finito per fagocitarlo.</p>
<p style="text-align: justify">L’espediente di Stevenson di creare un punto di vista limitato come quello dell’avvocato Utterson è stato, secondo me, un colpo di genio: in questo modo, infatti, l’autore riesce a mantenere il senso di suspence dalla prima all’ultima pagina. I personaggi sono delineati con pennellate precise, non ci sono sbavature e l’ambiguità del dottor Jekyll, che pure dovrebbe essere un personaggio totalmente positivo e si rivela il cuore del mostro, è davvero ammirevole.</p>
<p style="text-align: justify">Jekyll è infatti mostruoso ben più di Hyde nella sua determinazione di voler separare ciò che Dio ha voluto fosse un tutt’uno. Come Faust, come Frankenstein, egli ha  anteposto la conoscenza alle leggi di natura e ne è rimasto vittima.</p>
<p style="text-align: justify">I personaggi secondari, Utterson a parte, sono forse un po’ sacrificati alla grandezza narrativa dei “due” protagonisti. La scelta di non descrivere mai bene il signor Hyde, se non attraverso i sentimenti di disgusto che egli provoca in chi entra in contatto con lui, è davvero azzeccata.</p>
<p style="text-align: justify">L’ambientazione è ben definita, sia nei particolari riguardanti la città sia negli ambienti ristretti, come ad esempio, il laboratorio del dottore: tuttavia essa serve soltanto come cornice ad una storia che potrebbe essere inserita ovunque, dato che si svolge con maggior peso nella sfera mentale dei personaggi, i quali vengono divorati con sempre maggiore famelicità dalla tensione che circonda l’ignoto.</p>
<p style="text-align: justify">Da riscoprire, dunque, per chiunque voglio confrontarsi con un classico che non ha nulla di “vecchio” e può far riflettere molto su temi assoluti come il Bene, il Male…e quel che c’è tra di essi.</p>

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		<title>Ritorno a Bassavilla, Arona</title>
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		<description><![CDATA[Pochi giorni fa ne ho parlato su Rivista inutile, ma vorrei tornare anche qui su un libro letto di recente, a metà tra saggio e racconto, Ritorno a Bassavilla di                  Danilo Arona. Già dal titolo le associazioni mentali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/02/ritorno-a-bassavilla.jpg"><img class="alignleft" style="float: left" title="ritorno a bassavilla" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/02/ritorno-a-bassavilla.jpg" alt="ritorno a bassavilla Ritorno a Bassavilla, Arona" width="100" height="143" /></a>Pochi giorni fa ne ho parlato su <a href="http://www.rivistainutile.it/files/ritorno_a_bassavilla.html" target="_blank">Rivista inutile</a>, ma vorrei tornare anche qui su un <a href="http://www.ibs.it/code/9788895733128/arona-danilo/ritorno-a-bassavilla.html?shop=4558" target="_blank">libro letto di recente</a>, a metà tra saggio e racconto, <strong>Ritorno a Bassavilla</strong> di                  Danilo Arona. Già dal titolo le associazioni mentali mi hanno portata a ricordare un altro <em>Ritorno</em> molto amato,               quello <a href="http://www.ibs.it/code/9788804487807/huxley-aldous/mondo-nuovo-ritorno-al-mondo.html?shop=4558" target="_blank">al mondo nuovo</a> di Huxley come integrazione e valutazione del suo capolavoro.</p>
<p style="text-align: justify">Non è un&#8217;associazione casuale; anche Arona, infatti, ritorna sui temi e nei luoghi delle sue <a href="http://www.ibs.it/code/9788877586834/arona-danilo/cronache-di-bassavilla.html?shop=4558" target="_blank"><em>Cronache di Bassavilla</em></a>, rielaborando, chiosando, aggiungendo annotazioni e considerazioni, pur utilizzando un registro da racconto gotico. Un po&#8217; come un&#8217;escursione con guida di Bassavilla e dei suoi dintorni, Bassavilla che effettivamente è  Alessandria e la sua               provincia, ma che funge anche da rappresentante di tanti paesaggi italiani infusi di brivido e stranezza.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11217"></span>L&#8217;autore, narrando spesso in presa diretta episodi della sua vita, racconta i               misteri di pianura, di nebbie e fantasmi, alternando toni estremamente seri e toni canzonatori,               dando l&#8217;impressione, in alcuni momenti, di volersi prendere gioco delle paure che lui stesso ci ha instillate, o dell’uomo nero che ci portiamo già dentro               prima che si manifesti.</p>
<p style="text-align: justify">Per chi ha all&#8217;incirca la mia età il rimando è allo <a rel="self" href="http://www.youtube.com/watch?v=_Kh4VAXeCss">Zio Tibia</a>, la                  voce che ci guidava nella scoperta dell’incubo e                  dell’orrore, spaventoso ma attraente al tempo stesso; in questo caso, però, si tratta di un delizioso gioco al                  gatto col topo con il lettore, una sfida all&#8217;incredulità.</p>
<p style="text-align: justify">Attraverso episodi tratti dalla cronaca o dalla storia locale,               folclore, credenze popolari, estratti di vita               vissuta Arona ci trasporta in un mondo di horror quotidiano, sempre presente ma mai esplicito: basta cambiare un po’ le               luci alla realtà perché il lato tenebroso riesca a               emergere, no?</p>
<p style="text-align: justify">Lo stile che usa è quello di chi racconta le favole nere intorno               al fuoco, inserendo il dubbio in un tono               rassicurante, senza dover ricorrere a forzature. Del               resto la paura più autentica è quella che proiettiamo               noi sugli eventi ordinari, e questo lo scrittore l&#8217;ha compreso più che bene.</p>
<p style="text-align: justify">Da leggere in una giornata nebbiosa e solitaria, per               lasciarsi trasportare dalla suggestione, in una delle               mille Bassavilla d’Italia.﻿</p>
<p style="text-align: center"><p><a href="http://liblog.blogdo.net/narrativa/ritorno-a-bassavilla-arona/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>

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		<title>iPad ed eBook</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 13:40:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ormai girando per la rete non si può non imbattersi in questo iPad. I fan di Jobs già discutono quale modello prendere, l&#8217;altra metà del web lo distrugge a prescindere, e tra rumors e lancio non si capisce davvero granché. C&#8217;è un articolo interessante in merito, ma basato più sul questioni tecniche.
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/01/ipad.jpg"><img class="alignleft" style="float: left" title="ipad" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/01/ipad.jpg" alt="ipad iPad ed eBook" width="200" height="131" /></a>Ormai girando per la rete non si può non imbattersi in questo <a href="http://www.apple.com/it/ipad/" target="_blank"><strong>iPad</strong></a>. I fan di Jobs già discutono quale modello prendere, l&#8217;altra metà del web lo distrugge a prescindere, e tra rumors e lancio non si capisce davvero granché. C&#8217;è un <a href="http://www.mytechnology.eu/2010/01/28/apple-ipad-eccolo-finalmente/" target="_blank">articolo interessante</a> in merito, ma basato più sul questioni tecniche<a href="http://www.mytechnology.eu/2010/01/28/apple-ipad-eccolo-finalmente/" target="_blank"></a>.</p>
<p style="text-align: justify">Sicuramente l&#8217;estetica e la semplicità d&#8217;uso degli oggetti made in Cupertino sono imbattibili. Ma razionalmente bisogna frenare l&#8217;entusiasmo aprioristico  e valutare i dati, specie per chi parla di rivoluzione degli ebook. Prima lo farò come normale utente e solo dopo come editore.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11196"></span>Leggere un ebook a schermo non è facile: dopo un po&#8217; gli occhi si affaticano e, in determinate condizioni di luce, non si vede nulla. Ebbene, il famoso iPad ha lo schermo retroilluminato, per me particolarmente fastidioso. Niente usb ma solo dock apple: eppure l&#8217;usb è uno standard largamente diffuso, evita di dover girare armati di mille cavi e adattatori ma con semplice chiavetta. Infine solo 10 ore di durata batteria. Il mio cellulare dura 10 volte tanto ed è un mini computer: ci uso office, navigo e tutto il resto.</p>
<p style="text-align: justify">Come fa notare <a href="http://contenutiaperti.blogspot.com/2010/01/lipad-limita-le-liberta-digitali.html" target="_blank">Contenuti aperti</a> l&#8217;iPad limita il tuo diritto di utilizzo: utilizzando una tecnologia TPM (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trusted_Platform_Module" target="_blank">Trusted Platform Module</a>) sarà la casa madre a decidere quali programmi è possibile installare e quali no. Ora, se io volessi un accordo del genere propenderei per il noleggio: se possiedo una &#8220;cosa&#8221;, specie un oggetto tecnologico, devo essere libero di utilizzarlo come meglio credo, ovviamente sotto la mia responsabilità, persino installarci linux se proprio mi gira. Forse il produttore mi considera un imbecille, non in grado di scegliere i programmi da utilizzare o i video da vedere?</p>
<p style="text-align: justify">Veniamo al discorso editoriale: <a href="http://blogs.adobe.com/digitaleditions/2010/01/epub_ipad_and_content_interope.html" target="_blank">leggo con piacere</a> che Apple s&#8217;è adeguata allo standard Epub, e di dare agli editori una percentuale molto forte degli introiti, addirittura il 70%. Bello. Ma pare che i libri costeranno tra i 10 dollari e i 13. I nostri cartacei costano 10 euro&#8230;  se il prezzo sarà davvero quello non vedo perché un utente dovrebbe comprare il digitale allo stesso costo del cartaceo, seriamente. E poi i drm. Se compri un cartaceo lo puoi prestare a chiunque senza problemi.</p>
<p style="text-align: justify">Se compri un eBook sullo store di Apple i DRM restrittivi (da sempre utilizzati anche su iTunes) ti proibiscono di superare un tot di copie. Nel caso tu abbia un mac, un ipad, un iphone e un ipod credo tu abbia anche già esaurito il numero. Spesso a questo punto diventi un pirata, non perché tu lo voglia davvero o voglia ledere il diritto d&#8217;autore, ma semplicemente perché se ti proibiscono di usare una cosa che hai pagato come meglio credi, un po&#8217; ti inferocisci. Ti capisco.</p>
<p style="text-align: justify">Insomma, questo iPad sembra un netbook, esteticamente bellissimo, non discuto, con molti difetti che i netbook non hanno. Diceva mio nonno che se vuoi fare tutto non farai niente come si deve; ecco, mi sembra la stessa cosa qui. Non sono così illusa da pensare che le considerazioni razionali avranno un peso sul mercato, anzi sono convinta che sarà il solito boom, ma non penso che avvantaggerà davvero nessuno. Se non Apple, ovviamente.</p>
<p>Vi consiglio anche di vedere questo video, c&#8217;è di che divertirsi: <a href="http://www.funnyordie.co.uk/videos/167d70800c/the-ipad?rel=player">The iPad from FoD Team UK &#8211; Video</a>.</p>

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