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		<title>Pausa Estiva</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 06:24:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Carissimi e affezionati Liblogofili,
il caldo bussa alle nostre porte e tutti noi abbiamo bisogno di una bibita fresca, un ombrellone e&#8230; un buon libro! Da oggi e fino a Ferragosto ce ne andiamo in &#8220;ferie&#8221; anche noi.
Vi auguriamo buonissime vacanze: abbronzatevi, ridete un sacco e&#8230; continuate a leggere!
I blogger di Liblog

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Carissimi e affezionati Liblogofili,<br />
il caldo bussa alle nostre porte e tutti noi abbiamo bisogno di una bibita fresca, un ombrellone e&#8230; un buon libro! Da oggi e fino a Ferragosto ce ne andiamo in &#8220;ferie&#8221; anche noi.</p>
<p style="text-align: justify">Vi auguriamo buonissime vacanze: abbronzatevi, ridete un sacco e&#8230; continuate a leggere!</p>
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		<title>Supernatural – Le Origini, Johnson e Smith</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 05:50:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono un’appassionata di un “certo” genere di telefilm. Ho sofferto quando Buffy ha dovuto separarsi dal suo fidanzato vampiro Angel, ho pianto quando Spike si è sacrificato per l’umanità, sto aspettando che Superman impari a volare…e mi è pure dispiaciuto quando le tre streghette modaiole hanno dovuto eliminare Cole/Belthazor, il demone più affascinante della Storia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/07/Supernatural-origini.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="Supernatural origini" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/07/Supernatural-origini.jpg" alt="Supernatural origini" width="100" height="155" /></a>Sono un’appassionata di un “certo” genere di telefilm. Ho sofferto quando Buffy ha dovuto separarsi dal suo fidanzato vampiro Angel, ho pianto quando Spike si è sacrificato per l’umanità, sto aspettando che Superman impari a volare…e mi è pure dispiaciuto quando le tre streghette modaiole hanno dovuto eliminare Cole/Belthazor, il demone più affascinante della Storia. Insomma, per me non ci sono medici, non esistono poliziotti né “signore in giallo” e mi annoio con le astronavi: l’unico genere che davvero mi acchiappa è il sovrannaturale.</p>
<p style="text-align: justify">Ho fatto questa premessa perché al centro della recensione di oggi c’è il fumetto che fa da prequel a una delle serie tv più belle del decennio, secondo il mio modesto parere: <strong>Supernatural</strong>. Il telefilm parla di una famiglia distrutta, di un’America fatta di sonnolente cittadine che nascondono orrori inimmaginabili e di due fratelli costretti ad affrontare l’impossibile.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11955"></span>Comincia con l’ex marine John Winchester che vede la moglie Mary arsa viva da un demone con gli occhi gialli ed è costretto a fuggire con i figli piccoli, Dean e Sam. Mentre le avventure televisive parlano dei due ragazzi una volta cresciuti e dei loro quotidiani combattimenti contro le creature malvagie che infestano la nostra realtà, il fumetto si concentra su John e racconta ai fan come un uomo tutto sommato mite e normale arrivi a diventare il fortissimo Cacciatore di demoni che abbiamo conosciuto sui nostri schermi.</p>
<p style="text-align: justify">Laddove il disegno lascia molto a desiderare – scordatevi le tavole alla Todd McFarlaine, siamo davanti ad una grafica grezza, fatta quasi esclusivamente di luci ed ombre e caratterizzazioni squadrate prive di sfumature anche nella colorazione –  è l’intensità del testo e della storia a far meritare a questo albo il prezzo di acquisto.</p>
<p style="text-align: justify">Il linguaggio è diretto, a tratti rozzo (non scordiamoci che iniziamo a conoscere il mondo dei cacciatori, che non è certo composto da stichi di santo). I personaggi vengono fuori poco a poco, con continui ribaltamenti del punto di vista e colpi di scena che andranno a formare il più importante insegnamento che John dovrà impartire ai suoi ragazzi: “Niente è come sembra e là fuori i mostri ci sono davvero”.</p>
<p style="text-align: justify">Il punto di forza di questo fumetto è la profondità con cui mostra il dolore, lo straniamento del protagonista ed il contrasto con la propria razionalità quando realizza di non avere a che fare con una malvagità semplicemente umana. Lo sforzo di non impazzire, la ricerca della vendetta e la preoccupazione per i bambini, ancora inconsapevoli di quello che sarà il loro destino, sono tutti elementi che vanno a formare il carattere di un personaggio che entra immediatamente nel cuore del lettore, proprio perché è facilissimo identificarsi con lui.<br />
Sam e Dean appaiono, per ora, soltanto come comparse: rappresentano l’innocenza da proteggere in questo mondo, un ‘innocenza che – per continuare ad esistere – dovrà caricare le proprie armi.</p>
<p style="text-align: justify">Questo albo è la prima parte di una trilogia che per adesso in Italia non è stata completata. L’ho acquistato lo stesso per passione e spero che le <a href="http://www.ibs.it/code/9788861233744/johnson-peter-smith-matthew/supernatural-origini.html?shop=4558" target="_blank">Edizioni BD ci regalino</a> anche le altre due. Se così non fosse, per lo meno, avrò la soddisfazione di un prequel che resta abbastanza esaustivo, benché la materia si presti per la continuazione. Per chi volesse dare un’occhiata al telefilm: armatevi di caffè e sintonizzatevi su Rai Due il lunedì a mezzanotte, se il genere vi piace non resterete delusi.</p>

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		<title>Vento letterario</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 05:50:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da oggi 16 e fino al 18 luglio, dalle 17 alle 23, si svolgerà a Finale Ligure, in piazza Vittorio Emanuele II, la prima edizione della Fiera dell’editoria indipendente di qualità. Organizzata dalla mia amica Carlotta (che fa parte dello staff dell&#8217;editore Las Vegas), a Vento Letterario sarà presente una selezione di 20 editori e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/07/logoN.jpg"><img class="alignleft" style="float: left" title="logoN" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/07/logoN-500x242.jpg" alt="Vento letterario" width="250" height="121" /></a>Da oggi 16 e fino al 18 luglio, dalle 17 alle 23, si svolgerà a Finale Ligure, in piazza Vittorio Emanuele II, la prima edizione della Fiera dell’editoria indipendente di qualità. Organizzata dalla mia amica Carlotta (che fa parte dello staff dell&#8217;editore Las Vegas), a <strong><a href="http://ventoletterario.altervista.org/" target="_blank">Vento Letterario</a></strong> sarà presente una selezione di 20 editori e si terranno presentazioni nei bar e nei caffè della città dedicate a nuovi autori, nuovi libri, nuovi editori.</p>
<blockquote><p>Questa fiera nasce dall’esigenza di distinguere le case editrici da quelle aziende che fanno pagare per pubblicare spesso senza operare alcuna selezione. La qualità e la selezione del prodotto sono imprescindibili per coloro che operano in ambito editoriale e per i lettori.<br />
È un’occasione per scoprire nuovi libri e conoscere nuovi autori L’evento è stato ideato dalla Las Vegas edizioni e organizzato in collaborazione col Comune di Finale e l’Ufficio turismo, la Biblioteca Mediateca di Finale Ligure, la libreria “Come un Romanzo” di Finale Ligure.</p></blockquote>
<blockquote><p>Le case editrici che hanno aderito sono 18:30, Bradipolibri, Camelopardus, Fratelli Frilli, Instar, Intermezzi, Iperborea, Isbn, Las Vegas edizioni, La Penna Blu, Marcos y Marcos, Minimum Fax, Miraggi edizioni, Neo, Nottetempo, Scritturapura, Voland, Edizioni XII, Zandegù.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify">Per quest&#8217;anno mancherà la vostra editora preferita, che sarei io, ma augurando lunga vita alla fiera (e magari l&#8217;esportazione dell&#8217;idea in tutta Italia), vi preannuncio che l&#8217;anno prossimo non potrete liberarvi facilmente di me!</p>

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		<title>Il Professionista compie 15 anni</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 05:50:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Axel Raven</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma, Settembre del 1995. Una piccola ma fornita, edicola di periferia. Un giovane militare annoiato decide di leggere, per la prima volta, un romanzo di spionaggio. Nessun blog che suggerisce letture: scelta dalla copertina. Una giapponese ricciuta vestita solo con una cartucciera vince la sfida. Il militare non lo sa ma quello è il primo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Roma, Settembre del 1995. Una piccola ma fornita, edicola di periferia. Un giovane militare annoiato decide di leggere, per la prima volta, un romanzo di spionaggio. Nessun blog che suggerisce letture: scelta dalla copertina. Una giapponese ricciuta vestita solo con una cartucciera vince la sfida. Il militare non lo sa ma quello è il primo di una serie di Spy &#8211; story che lo accompagnerà per quindici anni. Fino ad ora…</p>
<p style="text-align: justify">Quel giovane ero io e il romanzo apparteneva alla serie Il Professionista di <em>Stephen Gunn.</em> Dato che, questi giorni, è uscito <em>Guerre Segrete</em> che segna il quindicesimo anno produzione ininterrotta, come fedele lettore non potevo non spenderci qualche parola.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11957"></span>Stephen Gunn è lo pseudonimo dello scrittore italiano <em>Stefano Di Marino</em> noto, oltre che per la sua produzione spionistica anche per libri dedicati alle arti marziali. Il suo personaggio più famoso è Chance Renard, agente Freelance noto col soprannome di professionista. Un duro al soldo di servizi segreti, squadre antiterrorismo e altri.</p>
<p style="text-align: justify">Ciò che più colpisce delle avventure del Professionista non sono solo le sparatorie, gli intrighi, e le belle donne. Tra le pagine di Gunn trovano posto paesaggi esotici e culture diverse descritte da chi li ha visti. Ogni avventura prende spunto dagli avvenimenti mondiali, visti in maniera acuta e disincantata. I personaggi secondari hanno una loro dignità con background “credibile” e approfondimento psicologico.</p>
<p style="text-align: justify">Il protagonista ha una personalità a tutto tondo e spesso indugia in amare riflessioni sulla vita e sul mondo. In questi anni i suoi lettori l’hanno visto diventare sempre più disilluso, cinico e spietato ma sempre attaccato ad un difficile senso dell’onore e umanità. Quasi a porre l’accento su questo cambiamento anche lo stile dell’autore è mutato, divenendo più secco e incisivo. A dire il vero sento un po’ la nostalgia per le prime storie, con uno Chance più idealista e scavezzacollo.</p>
<p style="text-align: justify">Ne è passato di tempo da quel giorno a Roma, molte cose sono cambiate ma Il Professionista rimane tuttora una lettura irrinunciabile. Se lo vedete sullo scaffale di qualche edicola o sul vecchio carretto tarmato (e se sapete reggere un po’ di sesso e violenza) tirate fuori il portamonete: il risultato sarà… professionale!</p>

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		<title>Giro di vite, James</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 05:50:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Amo molto lo scrittore americano Henry James e da settimane mi baloccavo con l&#8217;idea di quale dei suoi romanzi utilizzare per iniziare a parlarvi di lui. Alla fine la calura estiva mi ha vinto, sono stata lontana da romanzi bellissimi ma molto più corposi e ho deciso di parlarvi del Giro di vite, una breve e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/07/giro-di-vite.jpg"><img class="alignleft" style="float: left" title="giro di vite" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/07/giro-di-vite.jpg" alt="giro di vite Giro di vite, James" width="80" height="135" /></a>Amo molto lo scrittore americano Henry James e da settimane mi baloccavo con l&#8217;idea di quale dei suoi romanzi utilizzare per iniziare a parlarvi di lui. Alla fine la calura estiva mi ha vinto, sono stata lontana da romanzi bellissimi ma molto più corposi e ho deciso di parlarvi del <strong>Giro di vite</strong>, una breve e all&#8217;apparenza classica storia di fantasmi.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.ibs.it/code/9788804516088/james-henry/giro-di-vite.html?shop=4558" target="_blank">Scritto nel 1898</a>, quando James viveva ormai in Inghilterra in pianta stabile, il romanzo di chiara impronta gotica è quanto di più anglosassone e&#8230; britannico si possa desiderare. Lo sviluppo narrativo ricorda le scatole cinesi, perché neanche Henry James rifuggì dal meccanismo noto per il genere: la storia principale è narrata sotto forma di racconto a un personaggio che a sua volta la racconta al lettore.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11941"></span>I narratori sono quindi due ma di questi solo la donna conta davvero: è lei che anni prima visse in prima persona le vicende raccontate nel libro. Il nome non ci viene mai detto, si sa solo che è figlia di un pastore e che giovane e inesperta si trova a fare un colloquio a Londra per un posto di istitutrice.</p>
<p style="text-align: justify">Un affascinante e forse un po&#8217; sfaccendato scapolo, alla ricerca di qualcuno che lo sollevi dal tedioso incarico di occuparsi di due bambini che gli sono stati assegnati dal destino, un po&#8217; solletica la vanità della ragazza e molto la affascina convincendola ad assumersi l&#8217;incarico nonostante la richiesta sconcertante di non disturbarlo mai, per nessun motivo. Qualsiasi cosa accadrà, dovrà sbrigarsela da sola.</p>
<p style="text-align: justify">Questi presupposti, insieme al primo impatto con la grande e isolata casa di campagna di Bly, bastano per far annusare subito al lettore esperto che l&#8217;aria che tira da quelle parti non sarà affatto salutare per la governante.</p>
<p style="text-align: justify">Eppure occuparsi di Miles e Flora, belli ed educati, sembra inizialmente molto facile: tutto sembra filare abbastanza liscio finché la giovane non inizia a scorgere, nella casa ma soprattutto intorno ai bambini, due presenze inquietanti&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">La struttura narrativa utilizzata è arcinota, ce lo siamo già detto, eppure di suo Henry James ci mette un infallibile fiuto per il macabro, abbastanza sconcertante se si pensa che questa storia fantastica è abbastanza atipica nella sua produzione. I fantasmi che cercano di possedere i bambini vengono descritti, e correttamente percepiti, come esseri raccapriccianti e perversi, ma la malvagità che il lettore sembra toccare con mano va oltre loro. C&#8217;è in gioco lo strano meccanismo delle due menti infantili, non ci capisce bene se angeli o demoni, se vittime coscienti e incoscienti: il dubbio rende il romanzo più complesso di quanto sembri al principio.</p>
<p style="text-align: justify">Ma del resto, come aspettarsi altrimenti? Henry James fu forse uno dei più grandi del suo tempo, mai semplice da classificare e da definire, mai scontato e ci ha regalato molte opere che si prestano a molteplici interpretazioni.</p>
<p style="text-align: justify">Impossibile poi chiudere la recensione di questo libro senza tirare in <a href="http://www.ibs.it/dvd/8032700994763/jack-clayton/suspense.html?shop=4558" target="_blank">ballo il film</a> che ne fu tratto: <em>The innocents</em> (“Suspence” nella traduzione italiana, con una brava Deborah Kerr), ha ormai cinquant&#8217;anni eppure senza nessun effetto speciale fa davvero rabbrividire, anche se visto in una calda sera estiva invece che in una fredda notte invernale.</p>
<p style="text-align: justify">Questo libro è la lettura sotto l&#8217;ombrellone adatta per chi ama i classici europei, ma è stato alla larga da quelli americani. Potrebbe essere il libro giusto per iniziare a conoscere Henry James e i suoi contemporanei.</p>

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		<title>Stardust, Gaiman</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 06:10:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il caldo avanza, c’è bisogno di letture leggere. E perché non portarsi in villeggiatura una deliziosa favola moderna come Stardust, del sempre geniale Neil Gaiman? Qualcuno potrà obiettare che si tratta di un libro espressamente dedicato ad un pubblico giovane e questo non si può negare, tuttavia – come per Coraline  e come per tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/stardust.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="stardust" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/stardust.jpg" alt="stardust Stardust, Gaiman" width="100" height="159" /></a>Il caldo avanza, c’è bisogno di letture leggere. E perché non portarsi in villeggiatura una deliziosa favola moderna come <strong>Stardust</strong>, del sempre geniale Neil Gaiman? Qualcuno potrà obiettare che si tratta di <a href="http://www.ibs.it/code/9788804547105/gaiman-neil/stardust.html?shop=4558" target="_blank">un libro espressamente</a> dedicato ad un pubblico giovane e questo non si può negare, tuttavia – come per Coraline  e come per tutti i racconti di questo autore – il talento è tale da rendere godibile anche una lista della spesa.  ( E prometto che questa sarà l’ultima lode non argomentata).</p>
<p style="text-align: justify">L’avventura si svolge in una Inghilterra magica e parte dal villaggio di Wall, così chiamato perché un muro lo separa dal Mondo Magico. Tra i ragazzi cresciuti a Wall c’è Tristan Thorne,  un giovanotto timido ed insicuro, sempre con la testa tra le nuvole e innamorato pazzo di Victoria, la ragazza più bella e vanitosa del paese.  Quando Victoria lo mette alla prova chiedendogli  di portarle la stella cadente che entrambi hanno visto solcare il cielo, il nostro eroe non esita a partire, attraversare il muro ed inoltrarsi in una dimensione a lui sconosciuta e pericolosa.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11913"></span>Le cose che non sa, in realtà, sono molteplici: per esempio che le stelle quando cadono diventano ragazze e che ci sono streghe disposte a tutto pur di catturarle perché il cuore di una stella, se mangiato, garantisce l’eterna giovinezza. Se poi a complicare il tutto ci si mettono gli eredi del Regno Magico, che cercano il prezioso medaglione che sarà la chiave per impadronirsi del trono, quando Tristan incontra Yvaine, una ragazza bellissima che ha al collo un magnifico gioiello, capiamo tutti che l’avventura è destinata  a diventare un turbine di emozioni.</p>
<p style="text-align: justify">Scritto con stile leggero e colorato, <em>Stardust</em> è sia un racconto di formazione che una storia d’amore e magia che si rifà alle fiabe classiche e ne calca le orme con gusto e originalità.</p>
<p style="text-align: justify">I personaggi, anche quelli minori, sono descritti con pennellate di maestria e umorismo che li rendono tridimensionali ; su tutti spicca Yvaine, la stella, all’inizio fredda e distante, ma poi sempre più umana e dolce grazie all’amore che inizia a nutrire per Tristan. E che dire di capitan Shakespeare, pirata e cacciatore di fulmini su un vascello volante, che dietro la facciata del duro nasconde un’identità  gay che vorrebbe mostrare al mondo?  Nel suo modo ironico e sottile, le frecciate che Gaiman assesta alla nostra realtà attraverso la favola sono molte di più, ma non posso rovinarvi il piacere di scoprirle.</p>
<p style="text-align: justify">Da questo libro è stato tratto anche un film con Robert DeNiro e Michelle Pfeiffer, che ne ricostruisce a meraviglia le atmosfere da sogno. Vi consiglio sia la lettura che la visione: Neil Gaiman è Neil Gaiman anche al cinema.</p>
<p style="text-align: center"><p><a href="http://liblog.blogdo.net/narrativa/stardust-gaiman/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p></p>

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		<title>La maschera di Antenore, Ongaro</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 05:50:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tomtraubert</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il più recente romanzo di Alberto Ongaro, uscito pochi mesi fa per Piemme, è un ritorno sul luogo del delitto. Quella Venezia che è non solo la casa dell’autore ma anche lo scenario di molte delle sue messinscena romanzesche è infatti il punto di partenza anche di questo La maschera di Antenore, ideale porto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/07/maschera-antenore.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="maschera antenore" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/07/maschera-antenore.jpg" alt="maschera antenore La maschera di Antenore, Ongaro" width="100" height="162" /></a>Il più recente romanzo di Alberto Ongaro, uscito pochi <a href="http://www.ibs.it/code/9788838486821/ongaro-alberto/maschera-di-antenore.html?shop=4558" target="_blank">mesi fa per Piemme</a>, è un ritorno sul luogo del delitto. Quella Venezia che è non solo la casa dell’autore ma anche lo scenario di molte delle sue messinscena romanzesche è infatti il punto di partenza anche di questo <strong>La maschera di Antenore</strong>, ideale porto di partenza per l’avventura che però si sposta ben presto in un’altra città altrettanto romanzesca ma assai meno frequentata dai personaggi di Ongaro, Parigi.</p>
<p style="text-align: justify">Ed è proprio fra queste due città (con una breve ma decisiva puntata in Bretagna) ai giorni nostri, che si muove Stefano Pietra, il protagonista del romanzo, un giovane pittore destinato a fare un incontro che sconvolgerà la sua esistenza fino a scuoterne le certezze e le fondamenta. Quando conosce il critico d’arte Francois Ronan niente infatti potrà più essere lo stesso: l’apparentemente banale incarico di contattare per suo conto uno storico dell’università di Padova darà infatti il la a una serie di eventi che sveleranno via via una vicenda di ossessioni, odio e forse anche di antiche maledizioni.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11935"></span>La trama è sicuramente una delle più lineari di Ongaro, per un racconto giocato per una volta più sulle sfumature che sui colpi di scena, più sulle ambiguità di un plot compassato che sulla brillantezza della trovata romanzesca. Ed è proprio il concetto di ambiguità, senza troppo svelare, che è al centro di questo romanzo: ambigui i personaggi e i loro ruoli, ambigue le figure storiche di riferimento, tutto si gioca attorno ai toni di grigio che compongono idealmente la tavolozza di questo libro.</p>
<p style="text-align: justify">L’autore gioca la carta della semplicità, anche a livello di costruzione, e di un ritmo più riflessivo del solito che possono anche lasciare deluso il lettore che cerchi un intreccio serrato di eventi. Manca forse l’invenzione spiazzante, il colpo d’ala che di solito Ongaro riesce a inserire abilmente nei suoi giochi ad incastro ma troviamo intatta, in compenso, l’abilità di un narratore mai banale e capace in questo caso di suggestioni magari più sottili ma comunque immaginifiche e soddisfacenti.</p>
<p style="text-align: justify">Segreti e giochi del destino, culti antichi e l’enigma di un’antica maschera funeraria di origine micenea, ma anche, come potrebbe essere altrimenti, amori e vendette. In fin dei conti direi che non è neanche poco. Col profumo di un fresco bicchiere di Ribolla Gialla a contrastare l’afa delle serate estive.</p>

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		<title>Le interiorità nascoste: Il principio dell’amore, Brennan</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 05:50:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pochi sono i fatti che accadono in questi sei racconti della bella e sfortunata Maeve Brennan (1917-1993), Il principio dell&#8217;amore. Sono essenzialmente costituiti da pensieri, lunghe rievocazioni di episodi anche minimi di un passato il più delle volte tutt&#8217;altro che recente. Inoltre, pur non costituendo formalmente dei capitoli di romanzo sono legati tra loro poiché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/07/principio-dellamore.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="principio dell'amore" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/07/principio-dellamore.jpg" alt="principio dellamore Le interiorità nascoste: Il principio dellamore, Brennan" width="100" height="157" /></a>Pochi sono i fatti che accadono in <a href="http://www.ibs.it/code/9788817013871/brennan-maeve/principio-dell-amore.html?shop=4558" target="_blank">questi sei racconti</a> della bella e sfortunata Maeve Brennan (1917-1993), <strong>Il principio dell&#8217;amore</strong>. Sono essenzialmente costituiti da pensieri, lunghe rievocazioni di episodi anche minimi di un passato il più delle volte tutt&#8217;altro che recente. Inoltre, pur non costituendo formalmente dei capitoli di romanzo sono legati tra loro poiché narrano delle vicende dei medesimi personaggi.</p>
<p style="text-align: justify">Basta un ricordo, una sensazione, un oggetto per dare il via a una lunga regressione – che, in qualche modo e a tratti, fa venir in mente Proust – a situazioni, personaggi, sentimenti che il o la protagonista avevano provato al tempo a cui il pensiero rimanda. E queste digressioni, questi rinvii possono durare anche pagine e pagine scritte in uno stile serrato con pochissimi “a capo”, il che può, in un primo momento spaventare, poiché, al solo vederle così fitte e quasi prive di interruzioni, ragionevolmente si pensa siano di una pesantezza insopportabile.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11943"></span>Proseguendo la lettura, però, ci si accorge sorprendentemente che questo non è vero, si è anzi presi, con ammirazione, catturati dallo stile che è di una chiarezza cristallina. Come la sua freddezza. L&#8217;analisi, dettagliata e minimale, delle emozioni, dei sentimenti, della vita coniugale, non lascia adito ad alcun compiacimento o indulgenza da parte dell&#8217;autrice che, per amor o dovere di obiettività, scompare. Di fronte a siffatta analisi, non ci si mette molto a comprendere come gli ordinari e banali fatti esteriori, altro non siano che un rassicurante paravento, un pretesto per una quotidiana tranquillità, quasi noiosa, specchio opaco di un&#8217;oscura, tacita tumultuosa interiorità.</p>
<p style="text-align: justify">Ecco allora delinearsi due esistenze (anche se qui sarebbe alquanto forzato parlare di “doppio”): una costituita dai convenzionali, consolidati eventi quotidiani, da abitudini e da consuetudini ormai radicate che scandiscono i giorni; e l&#8217;altra, quella costituita da quelle riflessioni, quelle emozioni, quelle sensazioni, quegli inconfessati pensieri a cui più sopra s&#8217;è accennato.</p>
<p style="text-align: justify">Anche se, come si è detto, non si può formalmente parlare di romanzo: gli episodi narrati sembrano troppo slegati, occasionali (non si dimentichi, tra l&#8217;altro, che sono stati pubblicati e presumibilmente scritti in epoche diverse), essi, pur tuttavia, trattano delle storie di due coppie sposate: i Derdon (Rose e Hubert) e i Baggot (Delia e Martin); nell&#8217;ultimo, quello che dà il titolo alla raccolta, viene raccontatala storia della famiglia di Martin Baggot e l&#8217;io “pensante” è l&#8217;ormai anziana sorella gemella Min.</p>
<p style="text-align: justify">Nei primi come nei secondi tre, è possibile individuare una sorta di pattern: vi è un prima un durante e un dopo e con questo “dopo” si deve intendere la morte di uno o di entrambi i coniugi. Questo, sotto il profilo della tecnica narrativa, implica l&#8217;uso del punto di vista, altrimenti diverrebbe assai complicato se non impossibile descrivere quelle interiorità nascoste sotto la sottile banalità del quotidiano; interiorità di cui a volte son ignari anche gli stessi personaggi; ma quando ne divengono consapevoli, il dolore, e la reazione possono essere devastanti e far persino tornare in mente il “Teatro della minaccia” di Pinter.</p>
<p style="text-align: justify">In quest&#8217;ultimo – essendo teatro – sono le parole che cercano di riempire (ma in realtà sottolineandolo) un vuoto e e un&#8217;incomunicabilità di fondo e fan trasparire inespressi sentimenti che possono anche essere percepiti come “minacciosi”, nella Brennan sono le consuetudini a coprire tutto; tutto procede bene col suo solito tran tran; qui, non essendo teatro, i protagonisti finiscono per non parlarsi, per non proferire altro che quelle banali, convenzionali parole che garantiscono una comunicazione minima; e dove la conoscenza dell&#8217;altro può supplire, nemmeno quelle; e non perché i coniugi abbiano motivo di reciproco risentimento e litighino: sullo sfondo di un&#8217;Irlanda più cattolica di noi cattolici, poi, neanche pensare a un divorzio: non ce ne sarebbe motivo, dopo tutto: l&#8217;amore c&#8217;è ancora, non è più quello dei primi tempi ma c&#8217;è, diluito nella quotidianità, ma c&#8217;è; è il silenzio, forse, che è nuovo, un silenzio terribile e incomprensibile per i protagonisti ma rivelatore per chi legge.</p>
<p style="text-align: justify">Le opere di valore e chi le scrive, si rimandano – anche e  soprattutto involontariamente – l&#8217;una con l&#8217;altra, l&#8217;un con l&#8217;altro. Questi racconti di Maeve Brennan non fanno eccezione; oltre ai già citati Proust e Pinter, essi possono far ricordare in qualche modo la famosa poesia <em>The Love Song of J. Alfred Prufrock</em>, di T.S.Eliot (1988-1965) per l&#8217;ambiguità della comprensione delle azioni dei personaggi (And would it have been worth it, after all/../If one,&#8230;/Should say: &#8220;That is not what I meant at all;/That is not it, at all.&#8221;) e l&#8217;impossibilità di “turbare” il loro universo (Do I dare/Disturb the universe?). Può forse far tornare alla mente, visto che quelle tragedie avvenivano proprio in ambito famigliare, anche Ivy Compton Burnett (1884-1969). Il resto è silenzio, si è detto; un silenzio cui solo la sensibilità e la maestria narrativa e stilistica della Brennan ha saputo dar voce, facendo di lei una grande, bella, e sfortunata scrittrice.</p>
<p style="text-align: justify">P.S. Perché sfortunata, lo lascio indagare a voi!</p>

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		<title>Moleskine per Kindle</title>
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		<description><![CDATA[Gli amanti dei Moleskine sicuramente sono tra le persone meno inclini a lasciare il cartaceo per il digitale. Per questo la Moleskine stessa ha creato un oggetto ibrido, che promuova l&#8217;integrazione tra analogico e digitale: il kindle cover. Eccovelo qui:



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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Gli amanti dei Moleskine sicuramente sono tra le persone meno inclini a lasciare il cartaceo per il digitale. Per questo la Moleskine stessa ha creato un oggetto ibrido, che promuova l&#8217;integrazione tra analogico e digitale: il <a href="http://www.moleskine.com/about_us/news/kindle_cover_a_new_analog-digital_hybrid_tool.php" target="_blank">kindle cover</a>. Eccovelo qui:</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/07/kindle490.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11938" title="kindle490" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/07/kindle490.jpg" alt="kindle490 Moleskine per Kindle" width="490" height="327" /></a></p>
<p><a href="http://www.moleskine.com/about_us/news/kindle_cover_a_new_analog-digital_hybrid_tool.php"></a></p>

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		<title>Psycho, Bloch</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 06:29:03 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/07/psycho.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="psycho" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/07/psycho.jpg" alt="psycho Psycho, Bloch" width="100" height="155" /></a>Parlare di questo libro mi fa ripensare a un aneddoto che Stephen King racconta nella prefazione di un suo libro: era ancora giovane ma già discretamente famoso quando gli capitò di partecipare a una convention di scrittori dell&#8217;orrore. Tra questi c&#8217;era anche Robert Bloch che, privo di mezzi economici, era venuto all&#8217;evento con l&#8217;autobus: la cosa scioccò alquanto il giovane King, che già godeva dei frutti (monetari) del suo lavoro e che considerava Bloch uno dei suoi maggiori ispiratori.</p>
<p style="text-align: justify">Non so quale considerazione in patria sia toccata davvero a questo brillante autore di genere, però mi è sempre stato chiaro che in Italia non ne ha mai goduta molta. Fu (è morto ormai alcuni anni fa) uno scrittore molto prolifico eppure da noi non è arrivato quasi nulla. Nello scrivere poi questa recensione mi sono accorta che <strong>Psycho </strong>addirittura è fuori catalogo: per un&#8217;amante del genere noir come me è quasi un affronto visto che di fatto<a href="http://www.ibs.it/code/9788834709177/bloch-robert/psycho.html?shop=4558" target="_blank"> il libro fece da apripista</a> per l&#8217;horror psicologico, e non sto parlando solo di King.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11922"></span>Ma torniamo a bomba, cioè alla trama, e scusatemi se di fatto essa è arcinota.</p>
<p style="text-align: justify">Marion Crane, una giovane impiegata di Phoenix, scappa dopo aver derubato il suo ufficio di un&#8217;ingente somma di denaro. Il suo piano è raggiungere in auto il fidanzato e insieme a lui utilizzare la somma sottratta per iniziare una nuova vita. Ma il destino ci mette lo zampino: durante la fuga la ragazza, stanca delle lunghe ore passate al volante sotto la pioggia, si fermerà al motel Bates per passarvi la notte. La decisione avrà, purtroppo per lei, esiti infausti.</p>
<p style="text-align: justify">Riletto oggi, a distanza di cinquant&#8217;anni dalla sua stesura (li ha compiuti giusto giusto l&#8217;anno scorso) il libro colpisce per come tutto si giochi sulla personalità controversa e schizofrenica di Norman Bates. Il vero salto di qualità, rispetto al genere così come si conosceva fino a quel momento, è che l&#8217;orrore non viene da fuori: il mostro è mentale e anche se adesso sembra che non vi sto dicendo niente di nuovo, le cose non erano proprio così mezzo secolo fa. L&#8217;azione vera e propria, condotta da una manciata di personaggi, cattura marginalmente l&#8217;attenzione: come se stessimo assistendo a una rappresentazione teatrale abbiamo davvero pochissimi cambi di scena. Il fulcro di tutto è la casa gotica dei Bates, il motel ma soprattutto le molteplici personalità che li abitano.</p>
<p style="text-align: justify">Non è facile, se non impossibile, affrontare la lettura senza saperne già la conclusione, perché forse più del libro furono famose le sue varie trasposizioni cinematografiche.</p>
<p style="text-align: justify">Non abbiatene a male, ma io personalmente preferisco ignorare quelle più recenti e spendere invece due parole sul capostipite, il bellissimo film che Hitchcock ne trasse nel 1960. Un vero capolavoro nondimeno del libro, con un Anthony Perkins talmente convincente nel ruolo che il poveretto vi rimase intrappolato tutta la vita.</p>
<p style="text-align: justify">Una piccola curiosità sulla pellicola: all&#8217;epoca il cui fu girato si usava già il technicolor e la decisione del bianco e nero fu per evitare che la censura americana si accanisse sulla famosa scena della doccia, considerata troppo efferata per essere girata a colori a causa della grande profusione di sangue.</p>
<p style="text-align: center"><p><a href="http://liblog.blogdo.net/dal-vecchio-baule/psycho-bloch/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify">Se del film conoscete solo questo spezzone ormai negli annali della storia del cinema, vi consiglio di reperirlo al pari del libro, magari in qualche mercatino dell&#8217;usato durante questa lunga estate.</p>
<p style="text-align: justify">Questo libro è la lettura sotto l&#8217;ombrellone adatta per chi ama il genere horror, ma fino ad ora si è dato alle letture moderne, senza scavare nei classici. La lettura è abbastanza agghiacciante e coinvolgente da darvi un piccolo brivido, anche se siete sotto il solleone.</p>

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		<title>Camilla Portafortuna, Ceccarelli</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 06:13:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il catalogo della Zero91 si è arricchito di recente del romanzo d’esordio di Stefano Ceccarelli, già sceneggiatore di commedie per il cinema e la tv: Camilla Portafortuna. L’ho ordinato in libreria perché dalla breve descrizione che si trovava sul sito mi sembrava un libro scritto sulla scia del Fantastico mondo di Amelie, un film che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/camilla-portafortuna.jpg"><img class="alignleft" style="float: left" title="camilla portafortuna" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/camilla-portafortuna.jpg" alt="camilla portafortuna Camilla Portafortuna, Ceccarelli" width="100" height="150" /></a>Il catalogo della Zero91 si è arricchito di recente del romanzo d’esordio di Stefano Ceccarelli, già sceneggiatore di commedie per il cinema e la tv: <strong>Camilla Portafortuna</strong>. L’ho ordinato in libreria perché dalla breve descrizione che si trovava sul sito mi <a href="http://www.ibs.it/code/9788895381213/ceccarelli-stefano/camilla-portafortuna.html?shop=4558" target="_blank">sembrava un libro</a> scritto sulla scia del <em>Fantastico mondo di Amelie</em>, un film che a suo tempo avevo molto apprezzato. In realtà avevo ragione solo in parte.</p>
<p style="text-align: justify">La vicenda narra di Camilla, una ragazza di provincia, non bella e di certo non brillante. Anzi, diciamo che Camilla è una vera aliena: non si sa bene perché, ma è incapace di rapportarsi normalmente col prossimo, chiusa nel suo piccolo mondo di fantasie e fotoromanzi. La sua particolarità però viene bilanciata dal fatto che Camilla porta fortuna a tutti quelli che incontra (fuorché a se stessa) così è ampiamente benvoluta da coloro che le stanno attorno.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11811"></span>La sua tranquillità va in frantumi quando incontra Bruno, giovane e bellissimo architetto del suo stesso paese. Per un intreccio casuale, i due si ritrovano a Roma, dove entrambi si sono trasferiti. Qui Camilla svolge per Bruno il ruolo di angelo custode, grazie appunto alla sua dote, tanto da attirarne l’attenzione. Bruno però è legato a Fiorella, direttrice di una libreria bella ed egoista, e Camilla non sembra avere molte armi per conquistarlo, dato che è totalmente impossibilitata a interagire con gli altri a causa della sua innata timidezza. Riuscirà la nostra eroina a sconfiggere il destino avverso e trovare la felicità che con così tanta facilità riesce a dispensare agli altri?</p>
<p style="text-align: justify">Con questa tenera fiaba, Stefano Ceccarelli ci accompagna per mano dalla realtà del minuscolo paese di provincia alla grande città, mostrandoci con un tocco divertente e talvolta poetico le suggestioni di una vita al di fuori della norma riconosciuta.</p>
<p style="text-align: justify">I personaggi sono trattati in maniera piuttosto manichea, tanto è vero che se dovessi trovare un difetto a questo libro sarebbe in alcune caratterizzazioni un po’ troppo calcate. La protagonista, per esempio, è talmente fuori dal mondo che non sempre riesce a scatenare il totale meccanismo di simpatia/identificazione che dovrebbe essere basilare all’opera. In ogni caso la storia regge, sia sul piano della fiaba d’amore che dal punto di vista dell’evoluzione dell’eroina, che lentamente esce dal guscio per cominciare a vivere davvero e non più attraverso le sue fantasie.</p>
<p style="text-align: justify">Lo stile è brillante, denso, ma non appesantito – salvo in qualche raro momento di cui però l’autore si fa perdonare con frequenti iniezioni di umorismo. Il libro, insomma, si legge con piacere benché fin da subito sia chiaro che – forse – non ci sarà un “e vissero felici e contenti” e una malinconia di fondo serpeggi tra le pagine. Forse si tratta di una mia idea bislacca, ma in questo romanzo ho trovato una vaga eco de “La sirenetta” di Andersen, in cui una creatura speciale tenta di integrarsi tra gli esseri umani per amore, ma a causa di questo deperisce perché la sua sensibilità va oltre la norma. Camilla, come la protagonista della fiaba del grande autore danese, non è in grado di sopportare la cattiveria di questo mondo. In qualche modo mi sembra che Ceccarelli abbia voluto far riflettere anche sul modello aggressivo della nostra società in cui solo pochi riescono a sopravvivere senza scendere a compromessi con i propri valori.</p>
<p style="text-align: justify">Queste riflessioni, però, sono solo accennate e costituiscono un livello di lettura sotterraneo a quella che invece è una storia in apparenza leggera, che potete tranquillamente godervi sotto l’ombrellone ora che finalmente la bella stagione sembra essere arrivata.</p>

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		<title>Parker Pyne indaga, Christie</title>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;enorme produzione della Christie, fra coppie di investigatori, vecchie signore e detective pignoletti, c&#8217;è qualcuno che non ha mai avuto grande rilievo, ma che mi è tornato in mente guardando qualche puntata della serie americana The Mentalist: Parker Pyne, statistico in pensione.
A metà tra il giallo e il rosa Parker Pyne indaga è una raccolta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/07/Parker-pyne-indaga.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="Parker pyne indaga" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/07/Parker-pyne-indaga.jpg" alt="Parker pyne indaga Parker Pyne indaga, Christie" width="100" height="158" /></a>Nell&#8217;enorme produzione della Christie, fra coppie di investigatori, vecchie signore e detective pignoletti, c&#8217;è qualcuno che non ha mai avuto grande rilievo, ma che mi è tornato in mente guardando qualche puntata della serie americana <em><a href="http://www.imdb.it/title/tt1196946/" target="_blank">The Mentalist</a></em>: Parker Pyne, statistico in pensione.</p>
<p style="text-align: justify">A metà tra il giallo e il rosa<strong> Parker Pyne indaga </strong>è una <a href="http://www.ibs.it/code/9788804519287/christie-agatha/parker-pyne-indaga.html?shop=4558" target="_blank">raccolta di racconti</a> nettamente divisa in due: da un lato la risoluzione di problemi delle persone, nei primi racconti, dall&#8217;altro la soluzione di casi anche complessi di omicidio.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11924"></span>Il protagonista, dopo aver passato l&#8217;intera vita a compilare statistiche, ha catalogato l&#8217;infelicità umana in cinque tipologie, che non illustra mai completamente: basandosi su questa tassonomia apre un&#8217;agenzia la cui pubblicità recita &#8220;<em>Siete felici? Se la risposta è no, consultate Mr. Parker Pyne, Richmond Street, 17</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify">I primi racconti sono incentrati proprio su questa ricerca della felicità: chi vuole un brivido nella sua vita, chi vuole vivere un amore travolgente, chi cerca alternative alla propria vita soffocante. Avvalendosi di diversi collaboratori a seconda del caso, Mr. Pyne non sembra poter fallire, anche se a volte capita qualche imprevisto sulla sua strada, effetti collaterali che non era possibile anticipare.</p>
<p style="text-align: justify">La seconda metà del libro, invece, riprende la via del giallo, con misteri, omicidi, intrighi che accompagnano il nostro eroe appena esce fuori dall&#8217;ambito urbano: durante i suoi viaggi in oriente è fortunato come la famosa &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jessica_Fletcher" target="_blank">signora Fletcher</a>&#8220;, a ogni passo muore qualcuno intorno a lui. Non c&#8217;è da temere, però: con la stessa sobrietà e professionalità con cui aveva risolto casi di cuori infranti e casalinghe annoiate, Parker Pyne risolve ogni tipo di delitto, per quanto arzigogolato o incomprensibile possa apparire.</p>
<p style="text-align: justify">Di tutta la produzione della celeberrima giallista inglese, questo è forse il libro più leggero, grazie anche a trovate piuttosto simpatiche e alla presenza di un piccolo cameo, la scrittrice Ariadne Oliver, che intesse trame speciali per i clienti annoiati dell&#8217;agenzia. Sicuramente non è ai livelli massimi della sua opera, ma è un buon libro estivo, come sempre ben scritto, curato nello stile e nell&#8217;ambientazione.</p>
<p style="text-align: justify">Per un&#8217;oretta di mare è più che consigliato, senza troppe pretese, però!</p>
<p style="text-align: justify">

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		<title>La canzone di Shannara, Brooks</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 05:51:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Axel Raven</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarete d’accordo con me che non c’è niente di meglio di un buon libro per allietare un lungo viaggio, soprattutto se il mezzo di trasporto è un vecchio treno. La lettura che mi ha accompagnato tra sferragliamenti, sedili scomodi e scossoni è un vecchio best seller del fantasy: La canzone magica di Shannara di Terry [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/Canzone-di-shannara.jpg"><img class="alignleft" style="float: left" title="Canzone di shannara" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/Canzone-di-shannara-317x500.jpg" alt="Canzone di shannara 317x500 La canzone di Shannara, Brooks" width="100" height="158" /></a>Sarete d’accordo con me che non c’è niente di meglio di un buon libro per allietare un lungo viaggio, soprattutto se il mezzo di trasporto è un vecchio treno. La lettura che mi ha accompagnato tra sferragliamenti, sedili scomodi e scossoni è un vecchio best seller del fantasy: <strong>La canzone magica di Shannara</strong> di Terry Brooks.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.ibs.it/code/9788804384045/brooks-terry/canzone-di-shannara.html?shop=4558" target="_blank">L’ultimo capitolo</a> della prima trilogia di Brooks (potete leggere le mie recensioni <a href="http://liblog.blogdo.net/narrativa/la-spada-di-shannara-brooks/" target="_blank">dei primi</a> due <a href="http://liblog.blogdo.net/narrativa/le-pietre-magiche-di-shannara-brooks/" target="_blank">qui attorno</a>) inizia con il druido Allanon che, per la terza volta, chiede l’aiuto ai membri della famiglia Ohmsford: il pericolo proviene da un potente libro di magia nera in possesso delle sinistre <em>Mortombre</em> e l’unica che può distruggerlo è la giovane Brin Ohmsford, detentrice della potente <em>canzone magica</em>.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11904"></span>Quello che non sa è che anche Jair, il fratello minore della ragazza, dovrà intraprendere un viaggio disperato per salvare le <em>Quattro Terre. </em>L’impresa richiederà un prezzo altissimo… Due sono i binari paralleli su cui si dipana la trama e ognuno dei due è caratterizzato da elementi fantasy diversi.</p>
<p style="text-align: justify">Il viaggio di Jair è avventuroso ed esaltante, ricorda da vicino l’<em>Heroic fantasy</em>: un gruppo di guerrieri valorosi che affrontano grandi eserciti, mostri terrificanti e insidiosi trabocchetti con la spada, la magia e il coraggio. Certamente la mia parte preferita.</p>
<p style="text-align: justify">La storia di Brin ha un taglio più drammatico e una maggiore attenzione sull’approfondimento psicologico. I personaggi mostrano la loro complessa personalità al lettore con naturalezza e senza artifici. Ognuno ha una paura nascosta e molto umana: non essere all’altezza, la corruzione del potere, la solitudine etc.</p>
<p style="text-align: justify">Dei personaggi di contorno meritano una menzione Slanter, un burbero (ma simpatico) battitore gnomo incerto tra la fedeltà al suo popolo e ai suoi amici, e Garet Jax, l’invincibile maestro di spada alla ricerca di un avversario degno della sua bravura, un personaggio quasi epico.</p>
<p style="text-align: justify">Che dire infine? Nella <em>C</em><em>anzone magica di Shannara </em>c’è tutto ciò che si può richiedere ad un fantasy. Ottimo per rendere gradevole anche il viaggio più scomodo, almeno finché non si entra in galleria…</p>

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		<title>Il pericolo senza nome, Christie</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 06:33:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Calura estiva uguale ritorno ai vecchi amori, almeno per quel che riguarda la sottoscritta. Ovviamente, tra essi Agatha Christie ha sempre il suo bravo posto d&#8217;onore. Questa settimana sono qua quindi a presentarvi un titolo dalla mia personale top ten della maestra del giallo: mi vergogno addirittura a dirvi quante volte l&#8217;ho letto, quindi facciamo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/pericolo-senza-nome.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="pericolo senza nome" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/pericolo-senza-nome.jpg" alt="pericolo senza nome Il pericolo senza nome, Christie" width="100" height="158" /></a>Calura estiva uguale ritorno ai vecchi amori, almeno per quel che riguarda la sottoscritta. Ovviamente, tra essi Agatha Christie ha sempre il suo bravo posto d&#8217;onore. Questa settimana sono qua quindi a <a href="http://www.ibs.it/code/9788804509967/christie-agatha/pericolo-senza-nome.html?shop=4558" target="_blank">presentarvi un titolo</a> dalla mia personale top ten della maestra del giallo: mi vergogno addirittura a dirvi quante volte l&#8217;ho letto, quindi facciamo che rimarrà un segreto.</p>
<p style="text-align: justify">Scritto negli 1932, <strong>Il pericolo senza nome</strong> risale al periodo d&#8217;oro di Agatha Christie: tra gli anni 30 e gli anni 40 del secolo scorso la nostra era in forma smagliante e a quel ventennio risalgono probabilmente i suoi gialli più riusciti.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11903"></span>Il celebre investigatore Poirot si trova in vacanza in un elegante hotel sulle spiagge della Cornovaglia ed è momentaneamente riunito con la fidata spalla Hastings, in vacanza dal ranch in Argentina dove l&#8217;aveva spedito la sua ideatrice, ormai stanca di lui.</p>
<p style="text-align: justify">Qua i due investigano sui misteriosi incidenti occorsi ai danni di un&#8217;affascinante signorina, che sembra avere l&#8217;abitudine di sfuggire alla morte per un pelo. L&#8217;ultimo avviene proprio sotto gli occhi di Poirot e per il segugio belga è come un invito a nozze. Chi vuole uccidere la graziosa Nicky, senza legami affettivi particolari ma soprattutto senza un penny?</p>
<p style="text-align: justify">La costruzione della trama è uno dei motivi per cui <em>Il pericolo senza nome</em> rientra nell&#8217;albo d&#8217;oro della Christie: l&#8217;antefatto, lo sviluppo della storia e la sua soluzione scivolano via come un meccanismo perfettamente oliato, senza nessuna traccia di ruggine o di arrancamento, difetti a cui l&#8217;autrice non era esente.</p>
<p style="text-align: justify">La stessa è qui molto onesta con il lettore e gioca a carte (quasi) scoperte: gli indizi sono disseminati con apparente evidenza&#8230; almeno a una seconda rilettura (se qualcuno che l&#8217;ha letto mi dice che è arrivato alla soluzione alla prima gli pago un caffè). Resta il fatto che gli elementi per risolvere l&#8217;enigma sono tutti sotto il nostro naso, e la scrittrice si sente così sicura del fatto suo che non tenta neanche più di tanto di gettarci fumo negli occhi. Basterebbe essere attenti per scoprire l&#8217;identità del colpevole prima di Poirot: scommetto il famoso caffè che l&#8217;autrice rise molto sotto i baffi quando scrisse questo libro, certa di come il lettore medio di gialli fosse di fatto un lettore disattento (vero).</p>
<p style="text-align: justify">Ma tornando per un attimo al famoso omino belga, bisogna dire che, se in questo libro la sua creatrice è in ottima forma, lui non scherza. Senza sembrare mai la caricatura di sé stesso, come avviene a volte in quelle storie dove si avverte che la Christie lo manderebbe volentieri al diavolo, si muove e agisce con grande agilità e anche il capitano Hastings non è un inutile ammennicolo bidimensionale, ma un narratore spigliato e piacevole: alla fine si rimpiange che sia andato a seppellirsi in Sudamerica!</p>
<p style="text-align: justify">E per finire, due parole sull&#8217;ambientazione, molto affascinante perché praticamente scomparsa ai giorni nostri. Un vecchio ed elegante hotel a strapiombo sul mare, dove gli ospiti prendono il tè sulla terrazza all&#8217;ombra, in eleganti completi doppiopetto; una vecchia ma elegante casa, frequentata da un gruppo di giovani che negli anni prima del secondo dopoguerra potevano essere sfaccendati senza passare per fannulloni.</p>
<p style="text-align: justify">Questo libro è la lettura da spiaggia adatta per: giallisti compulsivi, che leggono qualsiasi cosa capiti loro sottomano, specie allungati su un lettino ad abbronzarsi. Anche se mentre sonnecchiate al sole non avete voglia di fare particolari sforzi, tentare di risolvere il rompicapo di questo <em>Pericolo senza nome</em> vi farà arrivare all&#8217;ora dell&#8217;aperitivo in spiaggia soddisfatti di voi stessi, sia che battiate il celebre investigatore sul tempo oppure no.</p>

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		<title>Gli angeli danzano, gli angeli muoiono, Butler</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 05:50:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come forse qualcuno avrà intuito, sono una fan di Jim Morrison. La sua vita, il suo essere ben oltre la realtà del suo tempo, ma anche la sua poetica mai abbastanza riconosciuta, hanno esercitato un fascino insondabile su diverse generazioni, tra cui la mia. Un fascino tale che i fiumi di inchiostro spesi per indagarne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/05/angeli-danzano.jpg"><img class="alignleft" style="float: left" title="angeli danzano" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/05/angeli-danzano.jpg" alt="angeli danzano Gli angeli danzano, gli angeli muoiono, Butler" width="100" height="160" /></a>Come forse qualcuno avrà intuito, sono una fan di Jim Morrison. La sua vita, il suo essere ben oltre la realtà del suo tempo, ma anche la sua poetica mai abbastanza riconosciuta, hanno esercitato un fascino insondabile su diverse generazioni, tra cui la mia. Un fascino tale che i fiumi di inchiostro spesi per indagarne ogni minimo aspetto non sembrano mai essere sufficienti.</p>
<p style="text-align: justify">Per quel che mi riguarda, credo di aver letto quattro o cinque biografie su Jim e i Doors e pensavo di averne abbastanza. Poi, su uno scaffale dimenticato, ho <a href="http://www.ibs.it/code/9788838481659/butler-patricia/angeli-danzano-gli-angeli.html?shop=4558">notato questa</a>: una bella edizione della Piemme di <strong>Gli angeli danzano, gli angeli muoiono</strong>, il romanzo di Patricia Butler sulla storia d’amore di Jim Morrison e Pamela Courson, la sua compagnia ufficiale.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11771"></span>Se devo dire la verità, il punto debole è la coerenza del testo: il libro si basa per lo più sui racconti fatti alla scrittrice da parte dei personaggi dell’entourage dei Doors, diretti testimoni della vita a due di Jim e Pam. Il risultato non è né romanzo, né raccolta di interviste, ma un ibrido poco organico. A parte ciò però emergono con dovizia di particolari le figure di Jim e Pam nei loro ruoli di “seducenti sbandati” che tanto fanno presa sul pubblico.</p>
<p style="text-align: justify">Ciò che mi ha colpita di più è senza dubbio il tentativo di “difendere” Pam Courson dalle accuse che nel corso del tempo le sono state mosse: quelle cioè di aver causato – direttamente o indirettamente – la morte del rocker. Secondo questo libro, dopo una vita senza alcuna regola, Jim sarebbe deceduto per un banale attacco d’asma. Altre biografie ritengono che la crisi sia pervenuta in seguito ad un’overdose di eroina.</p>
<p style="text-align: justify">Se fosse vera la prima ipotesi Pam risulterebbe innocente, nel secondo caso – data la sua morte per overdose tre anni più tardi – potremmo avere qualche dubbio.</p>
<p style="text-align: justify">Secondo me, la morte del leader dei Doors è un mistero che resterà tale ed è preferibile ricordarne le opere, piuttosto che la condotta sregolata. Quel che è certo è che, nonostante i reciproci tradimenti, le sfuriate e le riconciliazioni, il matrimonio mancato, l’assenza di figli, le separazioni, i tentativi di mettere la testa a posto, l’alcool e la fama che potevano essere d’ostacolo, questi due si amarono moltissimo.</p>
<p style="text-align: justify">Per contrasto, la Butler fa giocare ai componenti dei Doors un ruolo quasi da antagonisti: Pam detestava il legame tra Jim e gli altri del gruppo, perché essi rappresentavano degli ostacoli alla realizzazione di ciò che lei credeva essere il bene per il proprio uomo, tanto è vero che il loro periodo più sereno sembra essere stato quello trascorso a Parigi lontano da tutto e da tutti.</p>
<p style="text-align: justify">Nonostante il libro si presenti come resoconto di una storia d’amore è inevitabile che l’attenzione del lettore si sposti più su Jim, nonostante i tentativi dell’autrice di elevare Pam sullo stesso altare. In questo forse il progetto non è riuscito a pieno, ma si trattava di una missione davvero difficile considerando di stare trattando la vita di un personaggio ormai entrato nella leggenda della musica contemporanea.</p>
<p style="text-align: justify">Il che, per Jim Morrison, è un limite: più che mai si fa caso alla sua aura da rocker maledetto invece di prestare ascolto alla sua voce di poeta sensibile e fragile, osservatore di un’epoca di profondi mutamenti e suo testimone autorevole.</p>

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		<title>Flush, Woolf</title>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/Flush.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11908" style="float: left" title="Flush" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/Flush.jpg" alt="Flush Flush, Woolf" width="100" height="156" /></a>Se vi viene un po&#8217; da ridere pensando al fatto che una scrittrice col cognome di Woolf abbia scritto la <a href="http://www.ibs.it/code/9788877384652/woolf-virginia/flush-biografia-di-un.html?shop=4558" target="_blank">biografia di un cane</a>, ebbene non siete i soli. Ma <strong>Flush </strong>è tutt&#8217;altro che un libro ilare, non c&#8217;è comicità né buffi episodi di vite da cani, solo una storia commovente di amicizia interspecie tra una poetessa e un aristocratico canide.</p>
<p style="text-align: justify">Flush era infatti uno spaniel purissimo, della migliore selezione del Kennel Club inglese, di nobile lignaggio e con caratteri perfettamente in standard di razza, considerato di gran valore; tanto grande era questo valore che la sua proprietaria, la signora Mitford, decise di non venderlo ma darlo come pegno d&#8217;amicizia a un&#8217;inferma che sarebbe diventata una poetessa inglese molto stimata, Elizabeth Barrett.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11907"></span>Come molte donne di quell&#8217;epoca, intorno al 1800, miss Barrett soffriva di una strana malattia nervosa che la costringeva a una reclusione continua  nelle sue stanze, e quale miglior compagnia che un cagnolino dall&#8217;indole naturalmente allegra? Certo, per il piccolo Flush passare dalla vita di campagna, con le sue molte libertà, alla vita da recluso in stanze piene di profumi e di ammennicoli non dev&#8217;essere stato del tutto piacevole, ma da quella prigionia si avviò un&#8217;amicizia reale, tangibile, com&#8217;è sempre quella tra un animale e un uomo.</p>
<p style="text-align: justify">Flush accompagnerà miss Barrett per più di dieci anni, sia nella casa di Londra sia nella fuga in toscana, fino alla fine dei suoi giorni, attraversando situazioni strane e difficili: rapito in Wimpole Street e liberato dopo giorni con un riscatto di ben 6 ghinee – cifra enorme per l&#8217;epoca – costretto al guinzaglio e poi finalmente libero di fare ogni sorta di scorribanda nelle campagne italiane, la sua fu una vita avventurosa più di quella della sua amata padrona.</p>
<p style="text-align: justify">Attraverso quella di Flush, però, l&#8217;autrice ci svela anche la vita dura e complicata di Elizabeth Barrett, dall&#8217;oppressione casalinga con l&#8217;imponente e severa figura paterna, all&#8217;amore sfrenato per il poeta Robert Browning con cui sceglierà di rifarsi una vita altrove e da cui avrà un bambino, alla visita londinese durante il colera. E la scrittura, le molte lettere e le poesie, i moti che le hanno originate e le riflessioni a contorno.</p>
<p style="text-align: justify">Virginia Woolf dimostra di comprendere, già nel 1933, l&#8217;etologia canina prima ancora che sia seriamente studiata, di riuscire a immedesimarsi nei pensieri e nelle sensazioni di una specie tanto diversa, di intuire la portata degli affetti e dei sentimenti che un cane può provare verso chi riconosce come suo amato umano. E riesce a tracciare un ritratto abbastanza fedele di quella che dev&#8217;essere stata la vita dei due compagni per caso e per necessità che furono Flush e miss Barrett.</p>
<p style="text-align: justify">Un libro ottimo per chi ama gli animali, specchio di quella umanità che tante volte gli umani non sanno avere.</p>

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		<title>Sorpresi dal Divino, Il Vangelo secondo Pilato (il romanzo), Schmitt</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 05:50:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Della versione teatrale di quest&#8217;opera di Eric-Emmanuel Schmitt, ho già avuto modo di parlare lo scorso dicembre (ne approfitto, scusandomi, per apportare una rettifica: questo romanzo non è stato pubblicato nel &#8216;95, come avevo scritto, ma nel 2000), in attesa della ristampa del romanzo, ristampa che, se non ricordo male, è arrivata nelle librerie nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/vangelo-secondo-pilato1.jpg"><img class="alignleft" style="float: left" title="vangelo secondo pilato1" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/vangelo-secondo-pilato1.jpg" alt="vangelo secondo pilato" width="100" height="147" /></a>Della versione teatrale di quest&#8217;opera di Eric-Emmanuel Schmitt, ho già avuto modo di parlare lo <a href="http://liblog.blogdo.net/intorno-al-libro/il-vangelo-secondo-pilato-la-rappresentazione-teatrale-schmitt-mauri/" target="_blank">scorso dicembre</a> (ne approfitto, scusandomi, per apportare una rettifica: questo romanzo non è stato pubblicato nel &#8216;95, come avevo scritto, ma nel 2000), in attesa della ristampa del romanzo, ristampa che, se non ricordo male, è arrivata nelle librerie nel <a href="http://www.ibs.it/code/9788821566691/schmitt-eric-emmanuel/vangelo-secondo-pilato.html?shop=4558" target="_blank">febbraio/marzo di quest&#8217;anno</a>, e di questa è arrivato il momento di parlare.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il Vangelo secondo Pilato</strong> è formato di due racconti, due testimonianze scritte in prima persona: testimonianze di due uomini che vengono loro malgrado sorpresi dal Divino. Jeshua è il figlio maggiore di Giuseppe e Maria, nato a Nazareth, che nell&#8217;infanzia, crede di poter far tutto, anche volare, come tutti i bambini si crede un dio. Ben presto, crescendo, deve ridimensionare le proprie convinzioni: se si tenta di volare si cade.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11878"></span>Col passar degli anni, è un giovane ebreo che, alla morte del padre, deve prendere in mano le redini della piccola azienda di famiglia, benché si renda conto che il mestiere di falegname non sia proprio il suo forte: comunque fa del suo meglio. Ha anche amici che, com&#8217;era normale a quel tempo, si sposano presto e prolificano: anche sua madre Maria più volte esprime il desiderio che si sposi e la faccia diventar nonna; lui, una ragazza che gli piace anche l&#8217;avrebbe e ci esce pure a cena ma&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Ma i segni che un destino ben diverso lo aspetta si fan sempre più inequivocabili: suo cugino Giovanni, là sulle rive del Giordano, battezza in nome di un imminente Messia e, quando lo vede, tra i tanti annunciati a quell&#8217;epoca, riconosce proprio lui come l&#8217;Atteso Unico e Vero. A dir la verità, Giovanni, da molti, è considerato un po&#8217; fuori di testa: potrebbe anche sbagliarsi! Ma come la mettiamo coi miracoli? Magie? Far trovar vino al posto dell&#8217;acqua, forse (con l&#8217;aiuto di qualche  volenteroso &#8220;assistente&#8221;!), si può, si può.</p>
<p style="text-align: justify">Ma resuscitar morti (il più noto dei quali è Lazzaro), per di più di punto in bianco, è un &#8220;trucco&#8221; che dovrebbe esigere più preparazione, oltre che tempo. E viene quindi il momento di decidere, di accettare, di scommettere (come il Faust Goethiano con Mefistofele) che si sarà capaci di vivere fino in fondo il proprio destino che si concretizzerà col necessario tradimento del discepolo. dell&#8217;amico prediletto che non vorrebbe, non vorrebbe ma sa&#8230; deve perché, ciò che è scritto si compia.</p>
<p style="text-align: justify">E Jeshua scommette di esser in grado di portare la Croce. Per tutti. “Gesu nasce e muore come un uomo”, scrive Schmitt nel diario – che è di per sé un&#8217;altra storia bellissima – in cui racconta la genesi e la fortuna di questo suo libro, diario, che segue a mo&#8217; di postfazione. Lasciamo Jeshua uomo nell&#8217;orto degli ulivi, nella notte un cui verrà arrestato. Uno Jeshua tanto umano da aver paura; che teme, fino ad essere quasi convinto che il Dio da cui ha accettato il proprio impegno lo abbia abbandonato&#8230; Un uomo tremebondo, impaurito, solo e dubbioso. Sì, Gesu nasce muore come un uomo&#8230; Ma dopo tre giorni&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Ponzio Pilato, prefetto romano in Galilea, ha una di quelle grane che nessun prefetto della Città Eterna ha mai presumibilmente avuto: le spoglie di un povero&#8230; Cristo, amato dalle folle – o, meglio, da certe folle e non da altre – che per ragioni, diciamo, diplomatiche, aveva dovuto far crocifiggere tre giorni addietro assieme a due ladri, contro cui, per di più, né personalmente, né nella sua funzione di prefetto, aveva avuto né ha assolutamente nulla (anzi, le sue intenzioni erano state quelle di salvarlo, inscenando una fustigazione pubblica, ad uso e consumo del popolo), ebbene le spoglie di questo Jeshua non si trovano più, son state trafugate.</p>
<p style="text-align: justify">Da chi?</p>
<p style="text-align: justify">Le ipotesi si susseguono. Dai suoi stessi seguaci. Così da poter avvalorare la loro tesi della resurrezione che dimostrerebbe che Jeshua è inequivocabilmente l&#8217;Atteso, Unico, Vero Messia.</p>
<p style="text-align: justify">O da Caifa, il sommo sacerdote del Sinedrio che aveva voluto la condanna di Jeshua, per avvalorare la tesi contraria che Jeshua altri non era che un sovversivo agitatore che criticava il Sinedrio e i suoi sacerdoti e, con essi, le Scritture; e mantenere così lo status quo e il proprio potere.</p>
<p style="text-align: justify">E, perché no? Da quell&#8217;inetto, molliccio mollusco di Erode, tetrarca della Galilea, che potrebbe approfittare degli inevitabili disordini di popolo per riprendere ai suoi fratelli le altre tre parti in cui era stata divisa la regione.</p>
<p style="text-align: justify">Una cosa è certa: per soffocare le probabilissime agitazioni sul nascere e il pericolosissimo squilibrio sociale che da queste sicuramente ne deriverebbe, lui, Pilato, deve in qualsiasi modo e a qualsiasi costo impadronirsi del cadavere dio Jeshua.</p>
<p style="text-align: justify">La situazione si complica: Jeshua è stato visto: da persone affidabili e credibili, in momenti e luoghi diversi: sicuramente un impostore, un sosia, trovato dai suoi accoliti che ora si son dispersi. Una loro macchinazione, ordita e pianificata fin dall&#8217;inizio. Non si vorrà mica credere alla sua resurrezione? Oppure, se è veramente lui, evento raro ma non impossibile, come gli spiega Sertorio il suo medico personale, il Nazareno è sopravvissuto al supplizio della Croce. Quindi tutto si spiega razionalmente e tutto torna in ambiti piuttosto terreni.</p>
<p style="text-align: justify">Ma, successivamente, Giuseppe d&#8217;Arimatea, prima, e una ritrattazione di Sertorio, dopo, dimostrano a Ponzio Pilato che Jeshua non può davvero aver superato il feroce e orrendo trauma della crocifissione ed essere rimasto vivo, quindi&#8230; Quindi, Pilato si ritrova al cospetto del Mistero; che non è, scrive Schmitt, né una domanda, né un problema. “Un mistero è ciò che induce continuamente a pensare.”</p>
<p style="text-align: justify">E, in primis, a dubitare.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify">Mi lamento spesso con Claudia: prima ero un romano che sapeva; ora sono un romano che dubita. E mia moglie ride e batte le mani come se facessi per lei un numero da giocoliere.</p>
<p style="text-align: justify">«Dubitare e credere sono la stessa cosa, Pilato. Solo l&#8217;indifferenza è atea».</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify">Già, l&#8217;indifferenza. Claudia Procula che, gli aveva confidato, era stata guarita da Joshua di una dolorosa emorragia, è una delle più belle e serene figure femminili create da Schmitt.</p>
<p style="text-align: justify">Mi accorgo soltanto ora che, su Anobii, questa è la mia recensione n°131; visto l&#8217;argomento trattato, mi vien da chiedermi se questo numero sia un puro caso o un segno&#8230; uno tre uno&#8230;</p>

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		<title>Jane Eyre, C.Bronte</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 05:50:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nella mia libreria ho praticamente tutto quello scritto dalle varie Bronte, ma Jane Eyre di Charlotte rimane tra i loro il mio preferito. Come molti libri dell&#8217;ottocento romantico inglese, racconta la storia di un orfano: in questo caso di un&#8217;orfana, a voler essere precisi, Jane Eyre appunto, e della sua conquista – a caro prezzo – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/jane-eyre.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="jane eyre" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/jane-eyre.jpg" alt="jane eyre" width="100" height="164" /></a>Nella mia libreria ho praticamente tutto quello scritto dalle varie Bronte, ma <strong>Jane Eyre</strong> di Charlotte rimane tra i loro il mio preferito. Come molti libri dell&#8217;ottocento romantico inglese, <a href="http://www.ibs.it/code/9788854119147/bront-euml-charlotte/jane-eyre-ediz-integrale.html?shop=4558" target="_blank">racconta la storia</a> di un orfano: in questo caso di un&#8217;orfana, a voler essere precisi, Jane Eyre appunto, e della sua conquista – a caro prezzo – della felicità. Nelle storie ideate in casa Bronte non abbiamo sempre un lieto fine: se le sorelle scrittrici hanno avuto una caratteristica comune è stata quella di creare storie cupe, passionali, a tratti ciniche, più portate a evidenziare ombre che luci.</p>
<p style="text-align: justify">Il romanzo in questione inizia quando Jane bambina, ormai senza genitori, è ospitata controvoglia nella casa della zia, la signora Reed. La ragazzina viene presto cacciata con un pretesto ed è a Lowood, istituzione religiosa che accoglie bambini privi di mezzi, che trascorre la fanciullezza. Sono anni duri, ma in grado di darle un&#8217;istruzione che le permette, a un certo punto, di aspirare a una qualche forma di libertà. A diciotto anni, dopo due anni conclusivi trascorsi nel collegio come insegnante, Jane mette un annuncio per cercare un posto da istitutrice e lo trova nella tenuta di Thornfield Hall: qui si occupa di Adele, pupilla dell&#8217;enigmatico signor Rochester.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11873"></span>L&#8217;uomo, di quasi vent&#8217;anni più vecchio di lei, la accoglie con i modi scontrosi e burberi che sembra riservare a chiunque. Conoscendolo meglio Jane scoprirà, dietro l&#8217;iniziale freddezza dell&#8217;uomo che pare quasi sprezzo, fascino e ardore. Sarà lui che per la prima volta nella sua vita farà sentire la ragazza davvero amata&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Nonostante il profondo senso di malinconia che pervade la prima parte del libro, tipico per altro degli scritti dell&#8217;epoca (basti pensare a uno qualsiasi degli orfanelli di Dickens), ciò che me lo fa amare così tanto è la sua protagonista così particolare. Jane, etichettata come un demonio dalla zia perché incapace di sopportare a testa bassa le angherie a cui è sottoposta nella sua casa, è in realtà una creatura solare e dall&#8217;anima limpida che nasconde in sé una passionalità e un desiderio di vivere che è raro trovare tra le sue contemporanee letterarie.</p>
<p style="text-align: justify">Senza essere bacchettona, la ragazza ha una profonda dirittura morale, rifugge ogni inganno e menzogna eppure è capace di provare odio verso chi l&#8217;ha maltrattata; ama il signor Rochester (ed è da lui riamata) con un trasporto, sia sensuale che intellettuale, che senza essere mai volgare era sicuramente inusuale e molto moderno per l&#8217;epoca in cui il libro fu scritto.</p>
<p style="text-align: justify">Nelle intenzioni della Bronte sarà proprio lei, donna forte in un&#8217;epoca che le voleva ancora sesso debole, a impedire a entrambi di perdersi, avendo il coraggio di fuggire da Thornfield Hall quando scoprirà il terribile segreto nascosto da Rochester; e anche quando vi farà ritorno, per stare accanto a un Edward ormai leso in modo perenne da un incendio, lo farà non già per spirito di sacrificio o per pietà, ma per rispondere al richiamo del suo cuore verso l&#8217;uomo della sua vita, ora conciliabile finalmente con la ragione che permetterà ai due di unirsi in matrimonio.</p>
<p style="text-align: justify">Se <a href="http://www.ibs.it/code/9788806191474/bront-euml-charlotte/jane-eyre.html?shop=4558" target="_blank">lo avete letto</a> o lo leggerete, vi consiglio di cercare anche lo sceneggiato che la BBC ne trasse del 2006, uscito in quattro puntate e arrivato anche in italiano. Una trasposizione quasi ineccepibile, anche agli occhi di un&#8217;amante del romanzo.</p>
<p style="text-align: center"><p><a href="http://liblog.blogdo.net/narrativa/jane-eyre-c-bronte/"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p></p>
<p style="text-align: justify">

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		<title>Parola di Giorgio Manganelli</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 12:40:36 +0000</pubDate>
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Un mio amico diceva: «è necessario scrivere, non è necessario pubblicare»; verità di un certo livello di profondità, che ritroviamo nel suo contrario, quello che sto vivendo: «è necessario pubblicare, non è necessario scrivere». A dimostrazione della fondatezza del mio assunto, mi permetterò di offrire al tipografo una riga inesistente:
come avete visto, la riga non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify">Un mio amico diceva: «è necessario scrivere, non è necessario pubblicare»; verità di un certo livello di profondità, che ritroviamo nel suo contrario, quello che sto vivendo: «è necessario pubblicare, non è necessario scrivere». A dimostrazione della fondatezza del mio assunto, mi permetterò di offrire al tipografo una riga inesistente:</p>
<p>come avete visto, la riga non c’è; a nessun titolo, neanche il più vago, essa è stata scritta; è una riga di nulla, e tuttavia è lunga esattamente quanto doveva essere lunga, ha un numero d’ordine nella pagina, mi avvicina alla conclusione della pagina. È una vera riga, non v’è dubbio; e pure, pur essendo stata pubblicata, non ha avuto bisogno di essere stata trascritta. Personalmente, considero quella riga bianca come l’unica riga dell’intero pezzo che sto scrivendo, l’unica che corrisponda con maniacale esattezza alla regola, alla legge di essere ‘pubblicata ma non scritta’. È una riga che pone molti ed ardui problemi di teoria della pubblicazione, e mi piacerebbe che da essa, da quella riga misteriosa e innocua, prendesse l’avvio una Retorica della Pubblicazione, o una Teoria del non-scrivere, o Princìpi finali della letteratura inesistente.</p></blockquote>
<p style="text-align: right">Via <a href="http://www.paolonori.it/pubblicare/" target="_blank">Paolo Nori</a>, Giorgio Manganelli, in Tèchne nuova serie,19, Paian di Prato (UD), Campanotto 2010, p. 62</p>

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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 05:50:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ormai ne sono convinta: Christopher Moore è un narratore di razza. Dopo Suck! e Tutta colpa dell’Angelo avevo qualche timore nell’avvicinarmi al Vangelo secondo Biff, amico di infanzia di Gesù perché trovo molto raro il saper far ridere con intelligenza su argomenti delicati come la religione. Questo libro è stato una piacevole sorpresa, perché mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/05/Vangelo-secondo-biff.jpg"><img class="alignleft" style="float: left" title="Vangelo secondo biff" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/05/Vangelo-secondo-biff.jpg" alt="Vangelo secondo biff" width="100" height="150" /></a>Ormai ne sono convinta: Christopher Moore è un narratore di razza. Dopo <em><a href="http://liblog.blogdo.net/narrativa/suck-una-storia-damore-moore/" target="_blank">Suck!</a></em> e <em><a href="http://liblog.blogdo.net/narrativa/tutta-colpa-dellangelo-moore/" target="_blank">Tutta colpa dell’Angelo</a></em> avevo qualche timore nell’avvicinarmi al <strong>Vangelo secondo Biff, amico di infanzia di Gesù</strong> perché trovo molto raro il saper far ridere con intelligenza su argomenti delicati come la religione. <a href="http://www.ibs.it/code/9788861920507/moore-christopher/vangelo-secondo-biff-amico.html?shop=4558" target="_blank">Questo libro</a> è stato una piacevole sorpresa, perché mi aspettavo forse un livello di comicità molto più basso.</p>
<p style="text-align: justify">Non è così: sebbene l’irriverenza dell’autore non venga mai meno, per tutta la storia è mantenuto un rispetto di fondo che rende la lettura piacevole anche agli animi più sensibili.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11769"></span>Per ripercorrere la vita di Cristo, Moore introduce il personaggio di Levi, detto Biff, il suo migliore amico fin dalla prima infanzia: attraverso i suoi occhi ci vengono narrati gli episodi che tutti avremmo voluto sapere ma che nei vangeli canonici mancano inevitabilmente. Credo che tutti i credenti si siano domandati, prima o poi, che diamine avesse fatto Gesù nei trent’anni prima dell’inizio del suo ministero.</p>
<p style="text-align: justify">Moore costruisce su questo dubbio una storia fantastica di amicizia e di ricerca interiore, che si dipana ben oltre i confini della Galiela. Gesù e Biff, infatti, intraprendono un lungo viaggio per far sì che il Figlio di Dio possa istruirsi per preparare il suo Messaggio. Per far ciò, i due seguono le tracce dei Re Magi, noti come sapienti, e si trovano così a contatto con le realtà del Confucianesimo, del Taosimo, dell’Induismo.</p>
<p style="text-align: justify">Gesù è descritto con estremo rispetto, ma con un entusiasmo ed una carica tali che è impossibile non trovarlo simpatico, nonostante la lontananza dall’immagine canonica che ce lo mostra sempre un po’ – troppo – triste. Biff è la sua controparte terrena, quello che, per amicizia, si sobbarca il cosiddetto “lavoro sporco” per porre un rimedio all’estrema bontà dell’Agnello di Dio che rischia spesso e volentieri di cacciarlo nei guai.</p>
<p style="text-align: justify">Tra Biff e Gesù c’è solo una scheggia: Maddalena, detta Maddi, che in qualche modo fa innamorare entrambi e un po’ di entrambi si innamora. Benché lei scompaia per quasi tutta la parte centrale del libro (mentre Gesù è ad imparare il Kung fu e ad incontrare lo Yeti in Tibet), la sua presenza/assenza è il cardine fisso attorno a cui i pensieri dei due protagonisti sono incatenati.</p>
<p style="text-align: justify">La parte più toccante è senza dubbio quella della Passione, in cui Biff non riesce ad accettare la decisione di Gesù di sacrificarsi e tenta in tutti i modi di impedirglielo.</p>
<p style="text-align: justify">Gli spunti comici sono tantissimi, il linguaggio è spruzzato di ironia praticamente ad ogni riga, le trovate demenziali si sprecano: ritroviamo anche l’angelo Raziel, il più stupido del paradiso, colui che avevamo già incontrato nel racconto di Natale.</p>
<p style="text-align: justify">Probabilmente la verosimiglianza storica è lasciata un po’ in disparte (il Buddismo che io sappia non arrivò in Cina fino al 500 d.C.), ma l’avventura di Gesù e Biff è capace di catturare perché sprizza scintille, mescolando diversi generi in un amalgama appassionante e divertente che, anche quando varca la misura, mantiene sempre il tono dello scherzo e fa di questo libro una lettura adatta a chiunque voglia farsi due risate e qualche volta riflettere sui perché della propria fede.</p>

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		<title>Tutti i miei amici sono supereroi, Kaufman</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 06:09:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Io vi avverto, Tutti i miei amici sono supereroi è un titolo fuorviante. Ti dà alcune aspettative, ti illude di essere un romanzo umoristico di un certo tipo (gaffe, episodi improbabili di convivenza umano-spiderman e cose di questo genere, per capirci) e invece l&#8217;argomento e i supereroi del testo sono tutt&#8217;altro rispetto a quello che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="float: left" title="tutti i miei amici sono supereroi" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/tutti-i-miei-amici-sono-supereroi.jpg" alt="tutti i miei amici sono supereroi Tutti i miei amici sono supereroi, Kaufman" width="100" height="153" /></p>
<p style="text-align: justify">Io vi avverto, <strong>Tutti i miei amici sono supereroi</strong> è un titolo fuorviante. Ti dà alcune aspettative, ti illude di <a href="http://www.ibs.it/code/9788882371302/kaufman-andrew/tutti-i-miei-amici.html?shop=4558" target="_blank">essere un romanzo</a> umoristico di un certo tipo (gaffe, episodi improbabili di convivenza umano-spiderman e cose di questo genere, per capirci) e invece l&#8217;argomento e i supereroi del testo sono tutt&#8217;altro rispetto a quello che si immagina.</p>
<p style="text-align: justify">Niente a che fare con la Marvel e i supereroi – mutanti o meno – cui siamo abituati attraverso fumetti e film, nessun potere casuale o terribile disciplina a forgiare una vita dedicata al salvataggio di deboli e indifesi, alla difesa della giustizia o di un ideale superiore. Niente di niente.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11886"></span>È la storia di Tom, uomo normale, sposato con una supereroina bizzarra chiamata &#8220;la Perfezionista&#8221;: tutte le sue azioni sono perfette, dal sudare al mangiare, e ha la capacità di rendere perfetto tutto quello che viene in contatto con lei, che sia un appartamento o un&#8217;intera città. Ma il giorno delle nozze viene colpita dal superpotere di un suo ex, Ipno, che la forza a non vedere suo marito.</p>
<p style="text-align: justify">Tom ha tempo solo fino a quando l&#8217;aereo per Vancouver che Perf ha preso per rendersi nuovamente visibile ai suoi occhi, altrimenti le resterà invisibile per sempre. E con questo pretesto Kaufman ci racconta, usando continui flashback, la vita quotidiana di Tom e Perf nella loro cerchia di amici stravaganti.</p>
<p style="text-align: justify">Sono tutti &#8220;supereroi&#8221; per modo di dire: in realtà ogni potere è la cristallizzazione di un tic o di un tratto caratteriale portato all&#8217;esasperazione. C&#8217;è Belle Speranze, che potrebbe fare grandi cose ma non riesce a scegliersi un settore, c&#8217;è Emulatrix, che imita le persone in modo talmente perfetto da sembrare lei quella originale, c&#8217;è L&#8217;Ospite, in grado di vivere a scrocco senza una sua casa e senza lavoro, passando da un amico all&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify">In effetti si tratta più di un <em>divertissement </em>che di un romanzo vero e proprio: è frammentario e in tanti punti slegato, breve, spesso pretestuoso; ma strappa più volte un sorriso, portando a cercare quale sia il superpotere da cui si è affetti. Nel catalogo dei personaggi infatti c&#8217;è sicuramente uno in cui potete identificarvi e sicuramente molti in cui potrete riconoscere le persone a voi vicine.</p>
<p style="text-align: justify">La scrittura è molto semplice, niente arzigogoli ma anche nessuna peculiarità stilistica che si imprima nella mente, solo una trama leggera e voglia di scherzare un po&#8217; sulle ossessioni più comuni o sui tratti caratteristici di chi ama sentirsi speciale e diverso dagli altri.</p>
<p style="text-align: justify">Un libro per chi è capace di autoironia e di vedere i propri difetti.</p>
<p style="text-align: justify">

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		<title>Addio Saramago</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 15:20:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non posso essere brava come lui con le parole, ma voglio dargli il mio personale addio. Muore oggi uno degli autori del mio personale pantheon, l&#8217;ultimo ancora in vita. Nobel più che meritato, acutissimo e coinvolgente, mi sento come d&#8217;aver perso un amico, qualcuno che per la mia vita mentale contava più di tante persone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Non posso essere brava come lui con le parole, ma voglio dargli il mio personale addio. <a href="http://www.repubblica.it/persone/2010/06/18/news/saramago_morto-4949072/#" target="_blank">Muore oggi</a> uno degli autori del mio personale pantheon, l&#8217;ultimo <a href="http://quadernodisaramago.wordpress.com/" target="_blank">ancora in vita</a>. Nobel più che meritato, acutissimo e coinvolgente, mi sento come d&#8217;aver perso un amico, qualcuno che per la mia vita mentale contava più di tante persone con cui mi capita di dialogare.</p>
<p style="text-align: justify">Un saluto affettuoso, da me e dal<a href="http://www.canidacuccia.it/gatto-e-bello/novita-sul-fronte-felino/" target="_blank">l&#8217;altro Saramago</a>, quello che porta il suo nome in segno di affetto.</p>
<p style="text-align: justify">

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		<title>Saldi d’estate e scorte</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 12:40:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sta per iniziare l&#8217;estate e come sempre vien voglia di fare scorta di libri, come se già la mia torre di babele pericolante non sia abbastanza. Poi, come il diavolo tentatore, il nostro partner IBS ha messo in saldo i remainders, scendendo dal 50 fino al 65% di sconto: ditemi se non è provocare!
Io ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" style="float: left" src="http://liblog.blogdo.net/ibs.gif" alt="IBS" width="140" height="84" title="Saldi destate e scorte" />Sta per iniziare l&#8217;estate e come sempre vien voglia di fare scorta di libri, come se già la mia torre di babele pericolante non sia abbastanza. Poi, come il diavolo tentatore, il nostro partner <a href="http://www.ibs.it/hme/hmepge.asp?shop=4558" target="_blank">IBS</a> ha messo in saldo i remainders, scendendo dal 50 fino al 65% di sconto: ditemi se non è provocare!</p>
<p>Io ho già adocchiato qualche titolo, che secondo me può essere interessante:</p>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788861232174/leiber-fritz/complotto-delle-mogli.html?shop=4558" target="_blank">Il complotto delle mogli</a> di Fritz Leiber (fregata dal titolo)</p>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788842088424/ragone-giovanni/classici-dietro-le-quinte-.html?shop=4558" target="_blank">Classici dietro le quinte</a> di Giovanni Ragone (beh, col mio lavoro è ovvio che mi interessi)</p>
<p><span id="more-11871"></span><a href="http://www.ibs.it/code/9788846100696/branduani-cesarino/memorie-libraio.html?shop=4558" target="_blank">Memorie di un libraio</a> di Cesarino Branduani (uno che ha iniziato a fare il libraio nel 1907 ha di sicuro qualcosa da lasciar detto)</p>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788881125463/silverberg-robert/il-libro-dei-teschi.html?shop=4558" target="_blank">Il libro dei Teschi</a> di Robert Silverberg (innamorata di Silverberg)</p>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788804501428/professor-bad-trip/almanacco-apocalittico.html" target="_blank">Almanacco apocalittico</a> di Professor Bad Trip (non conosco ma il nome mi attira)</p>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788838410895/ortega-adolfo-g/inventore-compleanni.html?shop=4558" target="_blank">L&#8217;inventore di compleanni</a> di Adolfo Ortega (intriga l&#8217;accenno di trama)</p>
<p style="text-align: justify">Potreste anche approfittare per prendere qualche classico, come <a href="http://www.ibs.it/code/9788863110685/hawthorne-nathaniel/lettera-scarlatta.html?shop=4558" target="_blank">La lettera scarlatta</a>, o <a href="http://www.ibs.it/code/9788838917912/cechov-anton-/fiammifero-svedese.html?shop=4558" target="_blank">Il fiammifero svedese</a>, oppure esplorare liberamente libri che magari abitualmente non leggereste. Voi cos&#8217;altro mi suggerite?</p>

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		<title>Ossessione, King</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 05:50:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tomtraubert</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando anni fa iniziai la mia lunga liaison di lettore (o meglio, di Fedele Lettore) con Stephen King, iniziai a comprare uno alla volta tutti i libri, i romanzi, le raccolte, insomma tutta quella che già allora era un’abbastanza cospicua bibliografia (oggigiorno siamo a quasi 60 titoli, non ne parliamo) seguendo un po’ l’istinto, l’ispirazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/ossessione.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="ossessione" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/ossessione-326x500.jpg" alt="Ossessione - Stephen King (Richard Bachman)" width="100" height="153" /></a>Quando anni fa iniziai la mia lunga liaison di lettore (o meglio, di Fedele Lettore) con Stephen King, iniziai a comprare uno alla volta tutti i libri, i romanzi, le raccolte, insomma tutta quella che già allora era un’abbastanza cospicua bibliografia (oggigiorno siamo a quasi 60 titoli, non ne parliamo) seguendo un po’ l’istinto, l’ispirazione del momento, e per forza di cose tenendo per ultimi certi titoli che per svariati motivi mi sembravano essere “minori”.</p>
<p style="text-align: justify">Ovviamente su alcuni ho visto anche bene, ma su uno ho sbagliato clamorosamente: <strong>Ossessione.</strong> Non fosse altro perché è una delle pochissime cose pubblicate da Stephen King finite definitivamente fuori catalogo e che quindi solo adesso sono riuscito nuovamente a reperire, e a caro prezzo, si capisce, dopo averlo snobbato per anni quando mi osservava placido e indifferente dagli scaffali delle librerie.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11866"></span>Pubblicato sotto lo pseudonimo di Richard Bachman nel 1977 <em>Ossessione</em> è un romanzo secco e duro, breve e tagliente come lo è la storia di Charlie Decker, un liceale che un giorno prende la pistola, entra a scuola, uccide due insegnanti e prende in ostaggio la sua classe. Bang. Così.</p>
<p style="text-align: justify">Vi ricorderà qualcosa credo: come minimo due o tre fatti analoghi accaduti negli Stati Uniti negli ultimi trent’anni, in uno dei quali il libro fu addirittura trovato nell’armadietto dell’omicida. Da qui la decisione di King di ritirarlo dalla pubblicazione e la fama da libro “maledetto” che accompagna tuttora il romanzo.</p>
<p style="text-align: justify">Ora non so quanto effettivamente sia la vita ad imitare l’arte o viceversa in questo caso, ma posso dire che <em>Ossessione </em>è un romanzo che va letto. Tutta la prima parte è un proiettile dritto nello stomaco del lettore, i pensieri di Charlie, la sua storia, le sue motivazioni, tutto è raccontato con forza narrativa e agghiacciante credibilità.</p>
<p style="text-align: justify">La seconda parte poi si trasforma in maniera molto interessante in un dialogo da una parte fra Charlie e l’esterno, la Polizia, le autorità scolastiche, ma soprattutto dall’altra con i ragazzi nell’aula e con le loro storie personali che mano a mano, in una specie di surreale terapia di gruppo, vengono a galla fino all’inaspettata catarsi finale. In qualche modo in questa parte del racconto si perde un po’ dell’eccezionale potenza della prima metà ma l’esperienza di lettura rimane una di quelle che lasciano il segno.</p>
<p style="text-align: justify">Si trova anche senza svenarsi, con un po’ di pazienza, oppure anche in biblioteca, insomma fate voi ma recuperatelo, magari con un Pinot grigio e freddo… che come direbbe il nostro amico Charlie Decker, “sicuramente batte l’algebra, no?”</p>

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		<title>Dov’è la Letteratura? Scritture a perdere, Ferroni</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 05:50:22 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/Scritture-a-perdere.jpg"><img class="alignleft" style="float: left" title="Scritture a perdere" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/Scritture-a-perdere.jpg" alt="Scritture a perdere" width="100" height="175" /></a>Che sberle, ragazzi! Degne dei migliori Bud Spencer &amp; Terence Hill. E non sono finte. In questo suo <strong>Scritture a perdere</strong> Ferroni mette a nudo senza delicatezze e pudori alcuni aspetti della macchina letteraria, sottolineando il connubio in essa insito tra marketing, mass-media e tutto quanto possa servire (e asservire) il consumismo editoriale (e non solo), lasciando in questo modo alla Letteratura (con la L maiuscola), e chi la produce il tempo che trovano o un lento immiserirsi fin quasi a sparire. Ad essere “postuma”, come dice l&#8217;autore.</p>
<p style="text-align: justify">Non che la produzione letteraria odierna e recente sia tutta da buttare ma è piuttosto dettata dalle leggi dell&#8217;apparire, piuttosto che da quelle dell&#8217;essere. È chi riesce in qualche modo a “far notizia”, audience, ad apparire, appunto, in TV, nei talk show, nei dibattiti l&#8217;Autore che viene pubblicato e ha successo e – ancora apparentemente – qualcosa da dire al mondo. Se lo scrittore è in balìa di questi meccanismi produttivo-mediatici, anche la sua funzione pedagogica nei confronti del pubblico e, quindi, della società, viene meno.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11808"></span>A sostegno di questa sua tesi, Ferroni menziona e parla di alcuni autori che negli anni recenti han molto fatto parlare di sé. In questo contesto, anche la funzione della Critica è smorzata e, lungi dall&#8217;esser “militante”, non si perita neanche di offrire una guida, un confronto. Tutto questo toglie spazio ad altri scrittori che, pur non essendo forse tanto noti, avendo certamente meno visibilità, offrono prodotti di maggior sensibilità, spessore e profondità.</p>
<p style="text-align: justify">La produzione letteraria, soprattutto di romanzi, è inflazionata ed eccessiva al punto da rendere pressoché impossibile distinguere ciò che è valido da ciò che non lo è. È non solo “tanta” ma, in più, è appiattita sull&#8217;estetica imposta dai mass-media che “plasmano” il mondo e, con esso, il gusto del pubblico.</p>
<p style="text-align: justify">C&#8217;è qualche possibilità di uscita? Dopo l&#8217;analisi e la critica, Ferroni sì, di strade praticabili, ne indica e, dal punto di vista più prettamente letterario, son quelle del racconto (a suo dire più appropriato ed efficace, come forma di scrittura breve, del romanzo per circoscrivere e focalizzare le tematiche e gli argomenti; del saggio, della cosiddetta autofiction che, a quanto è possibile capire, è un parlare di sé, delle proprie esperienze, ma soltanto come spunto, per poi generalizzare in significati più ampi. Cita e illustra anche opere e autori – alcuni non molto conosciuti ed editi da altrettanto poco conosciute Case Editrici – nei quali è possibile rintracciare qualcosa di più vicino alla Literacy (come dicono gli Inglesi), qualcosa di meno effimero, passeggero, superficiale.</p>
<p style="text-align: justify">La conclusione – che è al contempo un appello – consiste nell&#8217;auspicare, nel raccomandare una produzione letteraria meno inflazionata, più essenziale e propositiva, responsabile, che torni ad essere spunto di riflessione e guida e non faccia parte di quel (purtroppo) folto gruppo che sono le “scritture a perdere”. Se nel &#8216;48 Jean-Paul Sartre si domandava <em>Che cos&#8217;è la letteratura?</em>, dopo aver letto <a href="http://www.ibs.it/code/9788842092650/ferroni-giulio/scritture-a-perdere-la.html?shop=4558" target="_blank">questo saggio</a> di Giulio Ferroni vien da chiedersi, contemplando le proposte editoriali degli ultimi anni, “dov&#8217;è la Letteratura?”</p>

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		<title>La lunga marcia, Bachman (King)</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 12:27:22 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/la-lunga-marcia.jpg"><img class="alignleft" style="float: left" title="la lunga marcia" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/la-lunga-marcia.jpg" alt="la lunga marcia La lunga marcia, Bachman (King)" width="100" height="156" /></a>Prendendo a prestito proprio il titolo di un suo libro, potremmo dire che Richard Bachman è la metà oscura del re del Maine. Con questo pseudonimo il famoso scrittore firmò diverse opere, a cavallo tra gli anni settanta e gli anni ottanta: libri particolarmente cupi e angoscianti, persino per il metro del famoso scrittore che di solito non va certo per il sottile.</p>
<p style="text-align: justify">La critica americana è abbastanza unanime nel non considerarli la parte migliore della sua produzione e i suoi fan spesso e volentieri si dimenticano di loro perché sanno che non sono associabili a momenti particolarmente felici della vita di King, depresso e stordito dall&#8217;abuso di droghe e alcool ai tempi in cui cercava, appunto, rifugio in un&#8217;identità ancora più problematica della sua.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11836"></span>Sono una vera ammiratrice del nostro, ormai lo sapete, eppure non posso che trovarmi d&#8217;accordo con le lodi poco entusiastiche che avvolgono tutta la produzione (anche recente) apparsa come Bachman.</p>
<p style="text-align: justify">Ma (dopo un preambolo del genere un “ma” era inevitabile) in mezzo a tutto questo c&#8217;è un&#8217;eccezione ed è di questa che voglio parlarvi oggi: di tutti i libri scritti da Stephen King, ce n&#8217;è uno con la firma del suo diabolico alter ego che occupa un posto molto alto nella mia classifica personale.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>La lunga marcia</strong> è l&#8217;evento sportivo dell&#8217;anno negli Stati Uniti: non stiamo parlando del mondo così come lo conosciamo, ma di un universo alternativo probabilmente peggiore, visto che nella più grande democrazia del mondo vige un regime dittatoriale di tipo militare.</p>
<p style="text-align: justify">In questa gara, cento ragazzi si sfidano in un&#8217;estenuante prova di resistenza dove non c&#8217;è nessuna possibilità di ritiro. Si cammina fino allo sfinimento, chi si ferma o rallenta troppo è perduto: per due volte viene ammonito, alla terza viene eliminato definitivamente dalla competizione con una fucilata che lo uccide all&#8217;istante. La gara ha termine non dopo determinati chilometri o giorni di marcia, ma quando solo uno di loro rimane in piedi&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify">Il libro, come altri dello stesso Bachman, scorre tutto sul filo di una disperazione che non lascia scampo: esordisce proprio con l&#8217;inizio della marcia, quando i partecipanti iniziano a camminare sapendo che saranno tutti cadaveri eccetto uno. Questo lo intuisce presto anche il lettore, con macabro orrore: non si ha traccia di nessuna via d&#8217;uscita o scorciatoia, eppure ci si lascia coinvolgere dalla capacità dell&#8217;autore di descrivere le emozioni umane e catturare le emotività dei suoi personaggi, che sembrano uscire dalla pagina. Camminando giorno e notte senza sosta il gruppo di ragazzi avviati allo stesso destino finisce per stringere legami di vario tipo: di amicizia, di rivalità ma anche di autentico odio.</p>
<p style="text-align: justify">E mentre noi lettori impariamo a conoscere molti di loro, ci aspettiamo la loro morte con inevitabile certezza. Uno solo sopravviverà alla fine, ma visto che è di Richard Bachman e non di Stephen King che stiamo parlando non c&#8217;è luce in fondo al tunnel: non ci sarà autentica vittoria e soprattutto, nessuna gioia.</p>
<p style="text-align: justify"><em>La lunga marcia</em> è un <a href="http://www.ibs.it/code/9788860616210/king-stephen/lunga-marcia.html?shop=4558" target="_blank">libro terribile. E bellissimo</a>. L&#8217;elemento orrorifico proprio dello scrittore è quasi assente e il linguaggio asciutto, quasi insensibile che usa per raccontarci del macello a cui sono condotti un gruppo di giovani è talmente asettico, in certi passaggi, da far accapponare la pelle.</p>
<p style="text-align: justify">Da leggere se siete magari lettori recenti del Re e la vostra biblioteca manca di tutti i pezzi d&#8217;annata. Ce ne sono alcuni la cui perdita è ampiamente giustificata ma questo&#8230; ecco, questo lo metterei piuttosto tra quelli da avere.</p>
<p style="text-align: justify"><em>Se esistono cose come l&#8217;anima, la sua è ancora vicino. Potresti afferrarla.</em></p>

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<p style="text-align: center"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/book-ring.jpg"><img class="size-medium wp-image-11858 aligncenter" title="book ring" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/book-ring-500x500.jpg" alt="book ring 500x500 Book ring" width="500" height="500" /></a></p>
<p style="text-align: right">Via <a href="http://9gag.com/gag/26075/" target="_blank">9Gag</a></p>

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		<description><![CDATA[Non mi era mai capitato, prima di oggi, di tifare per qualcuno ad un premio letterario. Sarà che non ne ho i mezzi intellettuali, sarà che non mi metterei mai a sindacare sui giudizi di certa critica. Però, da oggi, ho una mia preferita per il “Premio Strega”. Si tratta di Beatrice Masini e della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/bambini-nel-bosco.jpg"><img class="alignleft" style="float: left" title="bambini nel bosco" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/bambini-nel-bosco.jpg" alt="Bambini nel bosco - Beatrice Masini" width="100" height="144" /></a>Non mi era mai capitato, prima di oggi, di tifare per qualcuno ad un premio letterario. Sarà che non ne ho i mezzi intellettuali, sarà che non mi metterei mai a sindacare sui giudizi di certa critica. Però, da oggi, ho una mia preferita per il “Premio Strega”. Si tratta di Beatrice Masini e della sua delicatissima opera: <strong>Bambini nel Bosco</strong>, edito da Fanucci. Un <a href="http://www.ibs.it/code/9788834715628/masini-beatrice/bambini-nel-bosco.html?shop=4558" target="_blank">romanzo per ragazzi</a> al Premio Strega è già un elemento che mi predispone positivamente. Inoltre,  ho letto questo libro in una giornata (eh sì, sono a casa con la febbre) ed è stata una compagnia molto piacevole.</p>
<p style="text-align: justify">Beatrice ci racconta di un mondo post atomico, che forse non è più la Terra. Il tempo è imprecisato e scandito da un sole verdognolo chiamato Aster. Qui, in una sorta di campo di concentramento, sono tenuti dei gruppi di bambini. I piccoli sono lasciati a se stessi e alla legge di natura, che è quella della violenza e del più forte.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11664"></span>Non sono altro che bestiole private di tutto, persino dei ricordi: alcuni sono sopravvissuti all’Armageddon, altri sono nati in provetta e tenuti in vita solo per alimentare il desiderio di ricchezza di alcuni adulti che li osservano attraverso telecamere e che fingono di avere per loro un progetto di vita che costruisca un futuro per il pianeta e per l’umanità. Ma si può parlare di umanità, quando i bambini non conoscono altro che l’orrore e la sopraffazione?</p>
<p style="text-align: justify">In tutta questa desolazione, un giorno, tra i bambini del tredicesimo gruppo qualcosa sembra mutare. Alcuni di loro, il piccolo Tom in testa, cominciano a smettere di prendere la medicina che li priva della coscienza e il cambiamento si fa tangibile: all’improvviso non sono più animaletti privati della volontà. Tom trova durante una breve esplorazione un libro di fiabe. Ricorda di saperle leggere. Le legge agli altri.</p>
<p style="text-align: justify">Da questo sussulto di ribellione si dipana una trama intensa e struggente che vede la fuga dei bambini nel bosco. Qui ognuno, giorno dopo giorno, impara ad essere individuo pensante. Il guardiano della telecamera, l’adulto Jonas, si accorge di tutto e in un certo senso incoraggia questa fuga per la libertà finendo per affezionarsi ai piccoli e alle loro avventure e disavventure quotidiane.</p>
<p style="text-align: justify">Libri come questo dovrebbero capitare più spesso: i livelli di lettura sono ben più di uno ed è per questo che non si può incasellare “Bambini nel Bosco” solo come libro per ragazzi.  Possiamo parlare dei personaggi: c’è Tom, che diviene suo malgrado capo del gruppo, fin troppo serio per essere un tredicenne, intelligente, brillante e sensibile; c’è la ruvida Hana, che nasconde i suoi ricordi come un bene prezioso  dietro una maschera di violenza che non le si addice, c’è la fragile Lu, con i capelli di luna, ci sono le bambine  più piccole Orla e Ninne che mescolano ingenuità e leziosità. Ci sono poi i maschietti: Glor che nasconde una insospettabile tenerezza dietro la mole e l’apparente mancanza di sentimenti,  e poi Dudu e Cranach che imparano un giorno dopo l’altro a sentirsi esseri dotati di intelletto, con un proprio posto nel mondo.</p>
<p style="text-align: justify">Il libro di fiabe, magico oggetto del potere, è anch’esso un protagonista: attraverso di esso avviene il miracolo; così la Masini offre il suo inno alla parola scritta e ai benefici che da essa derivano. Il sapere, le emozioni,  i sentimenti: ciò che in fondo ci differenzia dagli animali è ricamato sul telo bianco di questa storia, punto per punto, con una precisione ed un’abilità affascinanti, soprattutto perché non c’è mai traccia di pesantezza o di saccenza. Anche l’incontro con la Morte è trattato con delicatezza e rispetto, in uno scenario apocalittico ricreato splendidamente, lasciato intuire per la maggior parte del tempo, finemente descritto nei momenti decisivi.</p>
<p style="text-align: justify">Mi è stato impossibile, inoltre, non andare con la memoria alle immagini dei campi di concentramento ed ho applaudito intimamente la denuncia non troppo velata alla corruzione degli adulti (quando, per esempio, i funzionari del governo tengono per sé tutta la cioccolata lasciando i bambini a picchiarsi per una manciata di scatolette), che sembra l’unica costante in tutte le epoche e condizioni.</p>
<p style="text-align: justify"><em>Bambini nel Bosco</em> è un libro da non perdere, per stile e tematica. Mi spiace solo che molti adulti lo snobberanno per via della collana in cui è stato pubblicato. Peccato: ognuno di noi dovrebbe imparare storie del genere a memoria, perché è in esse che ci vengono spiegate le basi di tutto ciò che oggi chiamiamo “sentimento”.  Quindi Beatrice, per quel che può valere, io non ti conosco, ma spero davvero che tu vinca.</p>
<p style="text-align: justify">[NdE: Beatrice Masini non è entrata nella cinquina dei finalisti]</p>

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		<title>En soledad, Martínez Asensio</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 05:30:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Leggendo la quarta di copertina il paragone tra En soledad e la favola di Barbablù è spontaneo. È un bel cambio di prospettiva rispetto al primo libro di Asensio che ho letto, Oddio! Mia moglie è incinta!, fosse anche solo perché era un manuale umoristico, mentre stavolta sono alle prese con un romanzo. Più straniante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/en-soledad.jpg"><img class="alignright" style="float: right" title="en soledad" src="http://liblog.blogdo.net/files/2010/06/en-soledad.jpg" alt="En soledad - Asensio" width="100" height="154" /></a>Leggendo la quarta di copertina il paragone tra <strong>En soledad</strong> e la favola di Barbablù è spontaneo. È un bel cambio di prospettiva rispetto al <a href="http://liblog.blogdo.net/saggi-e-manuali/oddio-mia-moglie-e-incinta-martinez-asensio/" target="_blank">primo libro di Asensio</a> che ho letto, <em>Oddio! Mia moglie è incinta!</em>, fosse anche solo perché era un manuale umoristico, mentre stavolta sono alle prese <a href="http://www.ibs.it/code/9788861040489/mart-iacute-nez-asensio-antonio/en-soledad.html?shop=4558" target="_blank">con un romanzo</a>. Più straniante ancora, si tratta niente di meno che di un romanzo d&#8217;amore, ancorché atipico. E in quanto romanzo d&#8217;amore atipico non aspettatevi un finale da Harmony.</p>
<p style="text-align: justify">Non so nemmeno dire quante citazioni e quanti rimandi l&#8217;autore abbia inserito nella narrazione: se da un lato riprende il cliché di Cenerentola, o meglio di <a href="http://www.ibs.it/dvd/ser/serdsp.asp?shop=4558&amp;e=8007038050573" target="_blank">Pretty Woman</a>, rendendo protagonista una prostituta che viene invitata da un miliardario a vivere con lui per un periodo di tempo indefinito, dall&#8217;altro ci riporta alla mente Amore e Psiche, l&#8217;impossibilità di conoscersi davvero. Clara, all&#8217;inizio preoccupata che possa essere uno psicopatico, decide di fare un tentativo e si trova catapultata in un&#8217;altra vita.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11841"></span>Una villa gigantesca, domestici, piscina, qualunque desiderio esaudito in cambio di un rapporto esclusivamente fisico e senza nessun coinvolgimento emotivo. Non sono ammesse domande, curiosità, scenate: convivenza, lusso, sesso. Alejandro, il miliardario, in questo patto pone un&#8217;ulteriore condizione: lei non dovrà mai entrare nella sua &#8220;capanna&#8221;, la stanza di cui ha fatto il suo rifugio segreto.</p>
<p style="text-align: justify">Come già la Genesi insegna, quell&#8217;unico luogo proibito diventa una vera e propria ossessione per Clara, rosa sempre più dalla curiosità nonostante una vita apparentemente perfetta: da una vita di espedienti a una vita di privilegi senza alcun merito speciale che l&#8217;aver impresso un ricordo indelebile in un suo ex cliente. Il patto però le va sempre più stretto, tanto da farle violare anche gli altri termini dell&#8217;accordo: domande a raffica, e talvolta scenate per dei nonnulla, cominciano a costellare la convivenza tra loro, quando lui è in casa.</p>
<p style="text-align: justify">Pagina dopo pagina, riga dopo riga, in questo moderno Amore e Psiche, le tensioni si fanno più forti, fino a una conclusione amara e acre al tempo stesso (che non sto qui a svelarvi, ovviamente). Sospetti, ipotesi, ricerche che la protagonista ci racconta a posteriori, con uno sguardo disincantato e un po&#8217; deluso.</p>
<p style="text-align: justify">Bisogna riconoscere all&#8217;autore un merito: nonostante la trama si possa intuire facilmente, grazie a qualche sapiente anticipazione, la bellezza della lettura è lo scoprire lentamente i sentimenti e le storie che giacciono sotto, fino a comporre il mosaico del misterioso Alejandro e scoprire i sentimenti di Clara. La scrittura riesce a essere elegante anche nei momenti più carnali, rendendo evidente la non facile distinzione fra erotismo e pornografia.</p>
<p style="text-align: justify">A chi consigliarlo? Alle donne che sognano un principe azzurro, principalmente, perché il principe azzurro non è che un&#8217;invenzione, e a chi con l&#8217;amore non vuole avere nulla a che fare.</p>
<p style="text-align: justify">

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		<title>Morte ai cavalli di Bladder Town, Lise e Talami</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 05:50:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tomtraubert</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri d'arte e fumetti]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo il successo di Quasi quasi mi sbattezzo, un libro di cui si è parlato molto, il dinamico duo Lise &#38; Talami torna con un nuovo volume, pubblicato questa volta per I quaderni di Ernest: Morte ai cavalli di Bladder Town. Ma laddove Quasi quasi mi sbattezzo era una cronaca a fumetti di un disagio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Dopo il successo di <em>Quasi quasi mi sbattezzo</em>, un libro di cui si è parlato molto, il dinamico duo <strong>Lise &amp; Talami</strong> torna con un nuovo volume, pubblicato questa volta per <em>I quaderni di Ernest</em>: <strong>Morte ai cavalli di Bladder Town</strong>. Ma laddove <em>Quasi quasi mi sbattezzo</em> era una cronaca a fumetti di un disagio morale e di un reale percorso di esistenza raccontato con intelligenza ed ironia, questa nuova storia è invece un tuffo nell’universo narrativo più immaginifico e delirante dei due fumettisti padovani.</p>
<p style="text-align: justify">Ambientato in un west surreale e grottesco, in un piccolo villaggio che sembra uscito dalla mente confusa di un Sergio Leone in acido, la Bladder Town del titolo appunto, il racconto parte come la più classica delle storie d’amore tormentate ma si sviluppa ben presto in un visionario mistery con l’arrivo del losco Edgar J. Tuna e la morte tanto improvvisa quanto spettacolare di tutti i cavalli della piccola cittadina.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-11796"></span>Ma raccontare la trama di questa graphic novel alquanto sui generis sarebbe davvero ingeneroso e oltretutto si rivelerebbe un tentativo di improbabile riuscita. Vi basti sapere che incontrerete in questo delirio molto ben organizzato una galleria di personaggi assolutamente notevole: la bella Violett Scarlett e il suo stuolo di pretendenti, il di lei padre fonte inesauribile di esilaranti citazioni pseudo-bibliche, il Genio del Barattolo, Elzie e &#8211; ovviamente &#8211; tantissimi cavalli, anche liofilizzati.</p>
<p style="text-align: justify">Il risultato è una storia tanto sorprendente quanto poco lineare, la narrazione si prende molte libertà e si avvale del tratto semplice ma ricercatissimo di Alberto Talami per un effetto finale di grande impatto, anche visivo. E se non si capisce forse proprio tutto-tutto alla primissima lettura, questo non fa che aumentare l’effetto straniante e un po’ onirico del racconto.</p>
<p style="text-align: justify">Da segnalare la grande cura riposta nella presentazione, intesa come stampa e scelta dei materiali e dei colori, che per i cultori dell’oggetto-libro rappresenta sicuramente un valore aggiunto di notevole importanza, con buona pace di qualsiasi e-book.</p>
<p style="text-align: justify">La lettura è consigliatissima, magari con un ottimo Sauvignon adatto alla stagione, però il volume non lo trovate proprio in tutte le librerie: se siete di Padova e dintorni fate un salto in fumetteria, altrimenti  vi raccomando una visita al <a href="http://www.blizzblogblog.blogspot.com" target="_blank">blog degli autori</a>.</p>

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