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	<title>Basilicata</title>
	
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	<description>Il Blog sulla Basilicata</description>
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		<title>Grano cotto (“cuccìa”) a Santa Lucia</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 06:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Cirigliano</dc:creator>
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<tbody>
<tr>
<td width="100%" valign="top"><span style="color: #000000"><br />
<img src="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/foto/42349.jpg" border="0" alt="" align="left" />«Il mio ricordo è legato alla “pignata” piena di grano e miele lasciata cuocere lentamente nel camino e dove al mattino seguente sul grano cotto si notava una piccola impronta di piede che mia madre imprimeva di nascosto con le dita della mano. Lo scoprii per caso una mattina che mi svegliai al suo rumore, sbirciai e vidi che poggiava due dita sul grano ma non lo dissi mai a nessuno. Ero felice, sentendomi complice del suo segreto, di credere a quello che mamma raccontava, che dal camino scendeva Santa Lucia, poggiava i suoi piccoli piedi sul grano nella “pignata” diventando simbolo di buon augurio e portatore di ricchezza nella casa e felicità negli uomini, quindi andava mangiato a colazione».</p>
<p>A raccontare questa memoria è lo chef <strong>Federico Valicenti</strong>. Una memoria legata alla festa di Santa Lucia, con la «cuccìa». «Non so se era la fame, se era il bisogno di nutrirmi di cultura, se era la misticità dell’evento, se era la scoperta del segreto svelatomi &#8211; ricorda lo chef lucano &#8211; ma quel grano cotto mi sembrava il più buono del mondo, il miglior piatto in assoluto. E insieme a me lo mangiavano i miei fratelli , mia madre e mio padre, come una sorta di unione della famiglia, di ricorrenza mistica piena di calore e di comunione. Molti piatti tradizionali lucani sono legati ad eventi di tipo religioso, questo è uno dei tanti. Ecco il simbolo del grano che risorge, prende corpo e diventa foriero di benevolenza e benessere.</p>
<p>Santa Lucia, portatrice di luce nel buio, con il grano ha vinto la carestia che attanagliava le popolazioni che a lei si affidarono. Così raccontano la storia gli anziani vicino al camino, con una luce tenue donata dalle fiamme del fuoco che rende ancora più suggestivo il racconto. La leggenda vuole che nel corso di una tremenda carestia che stava decimando la popolazione nel giorno di Santa Lucia, 13 dicembre, di un non lontano luogo e non precisato anno, si vide arrivare nel porto una nave piena di grano che fu distribuito alla gente. Era tanta la fame che tormentava la città che il popolo non perse tempo a macinare il grano per preparare il pane, ma bolliva e mangiava il grano con una fame spaventosa, e nel momento in cui esso diventava bello cotto i cucinieri al grido di “cucìa”, “cucìa”, è cotto, è cotto, richiamavano le persone vicino ai grandi pentoloni da cui il grano veniva distribuito. Nacque così la “cucìa”che significa appunto grano cotto, cucinato.</p>
<p>Negli anni che seguirono, questo salvataggio alimentare divenne una ricorrenza. E si passò a festeggiare il 13 dicembre consumando unpiattodi grano cotto.Si iniziò a condire il grano con il miele, poi con il vino cotto, con l’aggiunta della ricotta, i canditi e il cioccolato, diventando sempre di più un piatto prelibato e buono da gustare. Così, tanto per non perdere la tradizione, il piatto si contamina con i nuovi prodotti e accostamenti, si evolve, si addolcisce mescolando il grano cotto alla crema di ricotta e si aggiunge una vocale in più, forse per distinguerla da dove era partita: dalla carestia, dalla fame, come se si volesse aggiungere qualcosa per esorcizzare l’origine della pietanza. Si chiamò “<strong>cuccìa</strong>”».<br />
</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>ACQUA IMBOTTIGLIATA AVVELENATA ANCHE IN BASILICATA!</title>
		<link>http://basilicata.citycool.it/acqua-imbottigliata-avvelenata-anche-in-basilicata-0403.html</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 16:33:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Cirigliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BASILICATA: Acqua imbottigliata lucana e avvelenata &#8211; Giovani fin da giovani??? C&#8217;è il rischio che non si invecchia&#8230; Dopo anni di voci sullo smaltimento illecito di rifiuti in Lucania, le analisi di sorgenti e dighe che riforniscono gli acquedotti confermano la presenza di boro, bario, berillio e nitrati. Ma la Regione tace. L’ultima indiscrezione sui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://ottavioframmartino.blogspot.com/2011/11/basilicata-acqua-imbottigliata-lucana-e.html">BASILICATA: Acqua imbottigliata lucana e avvelenata &#8211; Giovani fin da giovani??? C&#8217;è il rischio che non si invecchia&#8230;</a></h3>
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<div><strong><em>Dopo anni di voci sullo smaltimento illecito di rifiuti in Lucania, le analisi di sorgenti e dighe che riforniscono gli acquedotti confermano la presenza di boro, bario, berillio e nitrati. Ma la Regione tace.</em></strong></div>
<div>L’ultima indiscrezione sui possibili traffici di rifiuti pericolosi, porta ai<strong>Laghi di Monticchio</strong>. Si tratta delle bocche crateriche di un antico vulcano sul monte Vulture, in provincia di Potenza. Due laghi parte di una riserva naturale regionale. <strong>C’è chi giura di aver visto camion scaricare fusti</strong>.</div>
<div>Una prima parziale conferma arriva dalle <strong>analisi delle locali sorgenti,</strong>condotte a Berlino dal Servizio geologico tedesco, per conto del Dipartimento di scienze della terra dell’<strong>università Federico II° di Napoli,</strong> diretto dal professore<strong> Benedetto De Vivo</strong>.</div>
<div>La sua squadra, nell’ambito di un progetto europeo teso alla caratterizzazione geochimica delle acque minerali imbottigliate e degli acquedotti dei Paesi membri, ha analizzato <strong>158 differenti marche italiane</strong> sulle 415 ufficialmente accreditate dall’Unione europea. I risultati sono stati pubblicati a marzo su<strong> Science</strong>. Ci sono anche quelle del <strong>Vulture, come <em>Gaudianello, Toka, Felicia, Lilia e Sveva</em></strong>.</div>
<div>Dalle analisi è risultata una <strong>elevata quantità di boro, un «elemento pericoloso»,</strong> la cui esposizione provoca gravi danni all’apparato riproduttivo maschile ma anche infezioni a stomaco, fegato, reni e cervello.<strong> In quelle acque è stata trovata la concentrazione di boro più alta d’Italia</strong>: 1.170 microgrammi per litro, quantità superiore sia al valore guida stabilito dall’Organizzazione mondiale della sanità (500 µg/l) che delle legislazioni italiana ed europea per l’acqua minerale imbottigliata (5.000 µg/l). Alte concentrazioni di boro sui suoli e nelle falde si possono trovare solo in due casi: un traffico aereo sostenuto o delle discariche (tramite il percolato prodotto dai rifiuti). Ma in quelle acque c’erano anche<strong>solfati e berillio, un elemento di classe A cancerogeno per l’uomo, che sul Vulture sfiora i 4 microgrammi per litro</strong>, limite stabilito dalla legge italiana per le falde acquifere oltre il quale è obbligatorio «un intervento di bonifica delle acque, anche se non destinate al consumo umano».</div>
<div>L’equipe di De Vivo sottolinea però che paradossalmente «sia in Italia che in Europa non è stato stabilito alcun limite di concentrazione per il berillio nelle acque destinate al consumo umano, tanto meno per le minerali». Prima dell’estate erascoppiato anche il caso delle <strong>dighe lucane</strong> della Camastra, del Pertusillo e di Montecotugno, la più grande in terra battuta d’Europa. Si tratta di invasi per uso potabile. L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Basilicata (<strong>Arpab</strong>) aveva scoperto alte concentrazioni di bario e boro.<strong>Giuseppe Di Bello </strong>è l’ufficiale della polizia provinciale di Potenza che ha reso pubblici questi dati, oggi sospeso e indagato per rivelazione del segreto di ufficio.</div>
<div>«Un dirigente della direzione ambiente della Regione mi chiese di fare dei controlli perché i dati dell’Arpab su quelle dighe erano allarmanti», ricorda Di Bello. «Così decisi di fare delle contro analisi dalle quali risultò un <strong>inquinamento addirittura maggiore rispetto ai primi rilievi</strong>». Da allora le associazioni ambientaliste, i cittadini e i Radicali lucani, chiedono l’apertura di un’inchiesta per stabilire le ragioni che hanno determinato l’inquinamento dell’acqua lucana. Ma soprattutto un’adeguata depurazione, visto che <strong>quegli invasi continuano a rifornire i rubinetti delle loro case</strong>. (Alessandro De Pascale, Terra)</div>
</div>
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<div><a href="http://lucaniconlepalle.blogspot.com/2011/11/acqua-imbottigliata-avvelenata-anche-in.html">http://lucaniconlepalle.blogspot.com/2011/11/acqua-imbottigliata-avvelenata-anche-in.html</a></div>
<div><a href="http://ottavioframmartino.blogspot.com/2011/11/basilicata-acqua-imbottigliata-lucana-e.html">http://ottavioframmartino.blogspot.com/2011/11/basilicata-acqua-imbottigliata-lucana-e.html</a></div>
<div><a href="http://basilicata.citycool.it/files/2011/11/pollino.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-404" src="http://basilicata.citycool.it/files/2011/11/pollino-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>SCORIE IN AUMENTO A ROTONDELLA</title>
		<link>http://basilicata.citycool.it/scorie-aumenteranno-a-rotondella-0394.html</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 11:40:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Cirigliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Nucleare: La Sogin costruirà un deposito temporaneo di scorie a Rotondella GIOVEDÌ 10 NOVEMBRE 2011 19:36 REDAZIONE Rotondella &#8211; La Sogin realizzerà nell&#8217;impianto Itrec di Rotondella un deposito temporaneo che &#8220;ospiterà solo i rifiuti radioattivi derivanti dalle attività di decommissioning dell&#8217;impianto&#8221; e che, al termine del trasferimento delle scorie nel deposito unico nazionale, &#8220;sarà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Nucleare: La Sogin costruirà un deposito temporaneo di scorie a Rotondella<br />
GIOVEDÌ 10 NOVEMBRE 2011 19:36 REDAZIONE</p>
<p>Rotondella &#8211; La Sogin realizzerà nell&#8217;impianto Itrec di Rotondella un deposito temporaneo che &#8220;ospiterà solo i rifiuti radioattivi derivanti dalle attività di decommissioning dell&#8217;impianto&#8221; e che, al termine del trasferimento delle scorie nel deposito unico nazionale, &#8220;sarà smaltellato&#8221;. La notizia è stata diffusa qualche minuto fa dall&#8217;Ansa.<br />
Ad annunciarlo oggi a Rotondella è stato l&#8217;amministratore delegato della Sogin, Giuseppe Nucci, che ha presentato ai rappresentanti degli enti locali, imprenditori, sindacalisti e giornalisti il piano industriale 2011-2015 della società, che investira&#8217; 4,8 miliardi di euro &#8220;per terminare le attività di smantellamento dei siti nucleari italiani e arrivare al &#8216;prato verde&#8217;, comprensivi dei</p>
<p>costi di trasferimento dei rifiuti al futuro deposito nazionale&#8221;.</p>
<p>Il deposito temporaneo che sarà costruito a Rotondella &#8211; è stato precisato &#8211; &#8220;garantirà la massima sicurezza nello stoccaggio temporaneo esclusivamente dei rifiuti radioattivi derivanti dalle attivita&#8217; di cementazione dei rifiuti radioattivi liquidi gia&#8217; presenti nel sito&#8221;. Nella struttura troveranno posto anche due contenitori che conserveranno le barre di uranio irraggiato trasferite anni fa in Basilicata dalla centrale atomica statunitense di Elk River e ora custodite in una piscina. Anche tali due contenitori saranno poi trasferiti nel deposito nazionale.</p>
<p>La Sogin completerà la bonifica ambientale dell&#8217;impianto ex Itrec di Rotondella nel 2026. Ricordiamo che dagli anni Sessanta sono custodite 64 barre di uranio irragiato provenienti dagli Stati Uniti.</p>
<p>.</p>
<p>da:<a href="http://www.ilmetapontino.it/cronaca/3944-nucleare-la-sogin-annuncia-un-deposito-temporaneo-di-scorie-a-rotondella.html">http://www.ilmetapontino.it/cronaca/3944-nucleare-la-sogin-annuncia-un-deposito-temporaneo-di-scorie-a-rotondella.html</a><a href="http://basilicata.citycool.it/files/2011/11/Lucania-2.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-398" src="http://basilicata.citycool.it/files/2011/11/Lucania-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
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		<item>
		<title>Valter Lavitola story. A Noepoli era ‘Ciociò’</title>
		<link>http://basilicata.citycool.it/valter-lavitola-story-a-noepoli-era-ciocio-0389.html</link>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 07:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Cirigliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Valter Lavitola story. A Noepoli era &#8216;Ciociò&#8217; Dall&#8217;impresa agricola familiare &#8220;La Beccaccia&#8221; all&#8217;amicizia con Craxi e Berlusconi. Noepoli racconta Valerino Lavitola: «Il padre fu medico del boss Cutolo» 01/10/2011 NOEPOLI &#8211; Valter Lavitola, personaggio del momento al centro delle cronache nazionali ed internazionali, é stato residente a Noepoli dal 9 gennaio 1986 al 30 gennaio 2008. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="color: #333300">Valter Lavitola story.</span><br />
<span style="color: #333300"> A Noepoli era &#8216;Ciociò&#8217;</span></div>
<div><span style="color: #333300">Dall&#8217;impresa agricola familiare &#8220;La Beccaccia&#8221; all&#8217;amicizia con Craxi e Berlusconi. Noepoli racconta Valerino Lavitola: «Il padre fu medico del boss Cutolo»</span></div>
<div><img src="http://www.ilquotidianoweb.it/immagini/hi-res/lavitola_art.jpg" alt="Valter Lavitola story. A Noepoli era 'Ciociò'" width="290" height="226" /><a href="http://adv.ilsole24ore.it/RealMedia/ads/click_lx.ads/ilquotidianodellabasilicata.ilsole24ore.com/08/ros/642623886/VideoBox_180x150/default/empty.gif/57314179746b356e6a4e594143376b77" target="_top"><img src="http://adv.ilsole24ore.it/RealMedia/ads/Creatives/default/empty.gif" border="0" alt="" width="1" height="1" /></a><span style="color: #ff00ff"><span style="color: #800000">01/10/2011 NOEPOLI</span> &#8211; Valter Lavitola, personaggio del momento al centro delle cronache nazionali ed internazionali, é stato residente a Noepoli dal 9 gennaio 1986 al 30 gennaio 2008. Aveva trasferito la residenza anagrafica nel paese di origine della sua famiglia, (in cui era nato suo padre Giuseppe nel 1911), proveniente da Napoli, in cui ha vissuto realmente gran parte dei suoi anni, mentre tre anni fa si é trasferito a Roma. Nel piccolo paesello di 985 abitanti all’interno del Parco nazionale del Pollino, Valter, da tutti i compaesani era apostrofato con l’appellativo di “Cioció”, pare che cosí lo avesse battezzato da piccolo sua sorella Anna. In paese ci andava poco, ma un po’ vuoi il piccolo centro, vuoi il cognome altisonante, perché Lavitola é un cognome di quelli che a Noepoli contano da almeno un paio di secoli, vuoi il fatto che Valter ha scelto proprio il piccolo centro per debuttare appena diciottenne in politica nel Partito socialista (nonostante suo padre fosse democristiano), e pure a dispetto delle apparizioni poco frequenti, i noiesi gli riconoscono lo status di compaesano. Ed anche ora che é latitante per cui caduto in disgrazia, nel paesello, la cosa non sembra destare alcun sentimento di critica, di contrarietà, di disapprovazione. In molti sono certi che la questione si risolverà in una «bolla di sapone». La sua prima esperienza politica avviene alle Provinciali del 1985 nel collegio della Val Sarmento in cui votavano i noiesi. Tutti lo chiamavano affettuosamente «Valterino». Non fu eletto ma ottenne solo a Noepoli circa 860 voti. «Fu votato in massa &#8211; ha raccontato al Quotidiano Lucrezia Fabiani, responsabile dell’Ufficio Anagrafe del Comune &#8211; fece tanta tenerezza. Persona gentilissima, molto garbata e tranquilla. Lo ricordo cosí. Veniva in municipio per questioni di ufficio. A volte mandava amici a farsi fare qualche certificato». Sta di fatto che ora che Valterino é cresciuto, a Noepoli non lo vedono un pezzo. «Poche volte per la verità &#8211; ci ha detto &#8211; un cittadino che ha chiesto l’anonimato &#8211; nel 2004 alle elezioni Europee (fu candidato nella lista di Forza Italia senza successo, ottenendo poco piú di cinquantamila voti in tutta la Circoscrizione Sud, ndr) ricordo che passó di qui. So che la sua famiglia ha una casa, credo in via Foscolo&#8230; vicino i suoi parenti (cugini) l’avvocato Gennaro Lavitola (detto Rino, persona molto stimata e perbene, già presidente dell’Ordine degli Avvocati del Foro di Lagonegro, ndr) e suo fratello il dottor Pasquale Lavitola (endocrinologo e diabetologo presso il vicino ospedale di Chiaromonte, ndr). Suo padre &#8211; ha continuato piacevolmente il nostro interlocutore &#8211; era uno psichiatra famoso, a Napoli forse era il numero uno. Si sa che ha fatto anche alcune perizie per don Raffaele Cutolo, capo boss della Nuova Camorra organizzata. Tornando a Valter ed alle sue ultime vicissitudini, posso dirle &#8211; ha concluso &#8211; che a Noepoli non se ne parla molto. Poco rumore. Lo vediamo in televisione». La vita a Noepoli scorre lenta. Poche auto in movimento, le altre, anch’esse poche, tutte parcheggiate. Il sindaco Domenico Esposito al mattino sirena fuori a lavorare presso l’Ente Irrigazione in Valdagri. In municipio i dipendenti sono cordiali. Ti accolgono. Per strada un ambulante campano vende le scope. Un’anziana donna per averne una baratta un vaso antico di terracotta decorato a mano. Il tutto avviene a pochi metri dal palazzo dei Lavitola, in cui Valter ha avuto per 22 anni e fino a tre anni fa, la residenza. Un palazzo signorile di colore rosa. Incontriamo un altro giovane che ci racconta di averlo visto in passato: «Era affabile, brillante, l’ho conosciuto. Qui a Noepoli ha anche degli amici. Uno di questi in passato gli ha fatto anche da autista, ma ora é ritornato a vivere qui. Abbiamo sempre saputo che Valter era amico di Craxi e che a metà anni ‘90, probabilmente in quegli ambienti, conobbe Berlusconi. Andò anche ad Hammamet al funerale del leader socialista». Fino a vent’anni fa Cioció é stato titolare della ditta “La Beccacia snc del dott. Lavitola Valter &amp; c” (coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali, caccia e servizi connessi) con sede proprio a Noepoli nei terreni di famiglia dalle parti della strada che porta a Terranova del Pollino. E’ durata circa sei anni. «Valter inizió quell’attività appena diciannovenne spinto dalla sua passione per la caccia che da giovanissimo coltivava anche a Noepoli» come ci ha raccontato un uomo del posto. Nella sua famiglia in passato vi é stato anche un longevo sacerdote, monsignor Leonardo Lavitola. Nel cimitero una cappella dai marmi possenti intitolata alla “Famiglia Lavitola” accoglie il riposo di suoi parenti e antenati. Tutti o quasi professionisti. Nel monumento cittadino posto dinanzi al municipio c’é anche un Lavitola, Leonardo, morto come soldato per salvare la Patria. In definitiva i suoi compaesani non hanno avuto parole negative. «Si faceva vedere poco ultimamente». Si vede che Panama é lontana. </span>&nbsp;</p>
<div><strong>Pierantonio Lutrelli</strong></div>
<div><strong><a href="http://www.ilquotidianoweb.it/it/basilicata/potenza_valter_lavitola_noepoli_storia_cioccio_2011.html">http://www.ilquotidianoweb.it/it/basilicata/potenza_valter_lavitola_noepoli_storia_cioccio_2011.html</a><br />
</strong></div>
</div>
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		<item>
		<title>POTENZA….Crisi e clientelismo,  al Don Uva c’è posto</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 06:50:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Cirigliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Crisi e clientelismo, al Don Uva c&#8217;è posto Assunti la moglie dell’autista di De Filippo e i figli del direttore sanitario e del primario 08/08/2011 POTENZA &#8211; C’è una porticina stretta al Don Uva di Potenza. Una porticina attraverso la quale &#8211; mentre il centro di riabilitazione privato è quasi al collasso, ormai a rischio sopravvivenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Crisi e clientelismo,<br />
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<div>Assunti la moglie dell’autista di De Filippo e i figli del direttore sanitario e del primario</div>
<div><img src="http://www.ilquotidianoweb.it/immagini/hi-res/don_uva_art.png" alt="Crisi e clientelismo,  al Don Uva c'è posto" width="290" height="226" /><a href="http://adv.ilsole24ore.it/1c/ilquotidianodellabasilicata.ilsole24ore.com/08/ros/1019497520@Top,TopRight,MaxTicker_01,VideoBox,VideoBox_2,VideoBox_180x150,PopUp!VideoBox_180x150?impresasemplice" target="_top"></a>08/08/2011 POTENZA &#8211; C’è una porticina stretta al Don Uva di Potenza. Una porticina attraverso la quale &#8211; mentre il centro di riabilitazione privato è quasi al collasso, ormai a rischio sopravvivenza senza rapidi e significativi interventi &#8211; qualcuno pure riesce a entrare e a guadagnarsi il suo posto. Alla faccia del debito accumulato negli anni, quantificato in oltre 300 milioni di euro. E in spregio alle proteste e ai sacrifici dei circa 400 dipendenti che si susseguono da mesi. Per il personale “storico” dell’istituto privato fondato nel ‘54, una volta ospedale psichiatrico, oggi centro di riabilitazione, il regolare pagamento dello stipendio a fine di ogni mese è diventato una scommessa. I soldi per loro non ci sono. Per gli ultimi arrivati invece sì. Sembra un assurdo ma è proprio così: il Don Uva assume. Sono educatori, operatori sanitari ma anche personale amministrativo. E guarda caso hanno cognomi ben conosciuti. Tra le recenti assunzioni, a esempio, c’è la figlia del direttore sanitario di struttura, Vincenzo Mori, entrata come educatrice professionale. Meno recente, invece, è l’ingresso della moglie dell’autista del presidente De Filippo, Donatina Summa, assunta come coadiutore amministrativo. E’ tirocinante ma già a settembre dovrebbe guadagnarsi il posto fisso il figlio del dottor Pieroni, primario responsabile dei servizi diagnostici, che al suo pensionamento ha pensato bene di far subentrare qualcuno di famiglia. Nessun limite di legittimità: il centro di riabilitazione ha natura privata e come tale può procedere a nuove assunzioni per chiamata diretta, senza renderne conto a nessuno. Qualche dubbio di opportunità invece si pone. Non è certo un bel segnale per i dipendenti costretti a stipendi in ritardo e dimezzati e senza alcuna prospettiva certa per il futuro. Ed evidentemente non è neanche una scelta sana per la struttura sanitaria le cui possibilità di sopravvivenza rimangono ora legate a una sorta di moratoria inserita nel decreto Milleproroghe che bloccherebbe, almeno per un periodo, il debito che il centro di riabilitazione ha accumulato nei confronti di Erario e Inps. A patto che tutto avvenga in tempi rapidi, pena lo schianto definitivo. Con tutte le conseguenze che ne avrebbe il territorio a cui il centro, con i suoi 514 posti letto garantisce i servizi di Unità Azheimer, centri di riabilitazione intensiva e estensiva, centro diurno polivalente, residenze sanitarie e centro socio sanitario di riabilitazione. In questo scenario drammatico le nuove chiamate finiscono per compromettere ancora di più il difficile equilibrio economico del centro. E’ vero che in alcuni casi, e solo in alcuni casi, si tratta di assunzioni rese necessarie dalla carenza di organico, per coprire vuoti venutisi a creare per pensionamenti e decessi. Ma in questo modo il buco nelle casse dell’ istituto continua a crescere, senza che per altro ci sia un vero programma di rilancio del centro né tanto meno una corretta pianificazione dell’utilizzo risorse umane. E’ quanto hanno lamentato anche i sindacati: nessun coinvolgimento nella definizione di piano organico di razionalizzazione e valorizzazione delle risorse interne. Ovvero: prima di chiamare qualcuno da fuori – data la difficile situazione economica – sarebbe stato più opportuno guardare all’interno e verificare se quelle funzioni potessero essere svolte dal personale già in organico. Che poi i “fortunati” neo assunti nella struttura &#8211; che, seppur privata, riceve comunque finanziamenti pubblici &#8211; siano stati inseriti dalle lunghe braccia della politica è la solita questione di opportunità che lascia spazio alle interpretazioni. Come quella che ha dato l’attuale assessore all’Ambiente ed ex primario del Don Uva, Agatino Mancusi, alla nomina del figlio a consigliere d’amministrazione del centro. Alla notizia diffusa dal Quotidiano l’ assessore aveva precisato che si tratta di carica per la quale non è previsto compenso e slegata da logiche politiche, nonostante fosse arrivata proprio nel corso della campagna elettorale. «E’ tempo di stringere la cinghia», aveva detto l’assessore. Ma fino a ora sembra che l’abbiano fatto solo i dipendenti.</p>
<div><strong>Mariateresa Labanca</strong></div>
<div><strong><a href="http://www.ilquotidianoweb.it/it/basilicata/potenza_clientelismo_don_uva_crisi_assunzioni_parentopoli_2011.html">http://www.ilquotidianoweb.it/it/basilicata/potenza_clientelismo_don_uva_crisi_assunzioni_parentopoli_2011.html</a><br />
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		<title>Moratoria petrolifera in Basilicata e piano di emergenza ambientale in Val d’Agri</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 06:45:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Cirigliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[8 AGOSTO 2011 VOTA 4 [8/8/2011] La minaccia del governatore della Basilicata de Filippo di non voler rilasciare altre autorizzazioni petrolifere per nuovi pozzi estrattivi subordinando le stesse alla richiesta preventiva di contropartite alle compagnie petrolifere ed al governo centrale per infrastrutture, sviluppo e occupazione, ancora una volta sposta l’attenzione sul piatto di lenticchie delle [...]]]></description>
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<p>8 AGOSTO 2011</p>
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<div><a id="wikioAction1" href="http://www.wikio.it/article=281645973&amp;vote=1" target="_blank">VOTA</a></div>
<p><a href="http://www.wikio.it/article=281645973&amp;vote=1" target="_blank"></a></p>
<p><a href="http://www.wikio.it/article=281645973&amp;vote=1" target="_blank"></p>
<div>4</div>
<p></a><a href="http://www.wikio.it/article=281645973&amp;vote=1" target="_blank"></a></p>
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<p>[8/8/2011] La minaccia del governatore della Basilicata de Filippo di non voler rilasciare altre autorizzazioni petrolifere per nuovi pozzi estrattivi subordinando le stesse alla richiesta preventiva di contropartite alle compagnie petrolifere ed al governo centrale per infrastrutture, sviluppo e occupazione, ancora una volta sposta l’attenzione sul piatto di lenticchie delle royalties (non saranno mai sufficienti a colmare i gravi rischi invasivi delle attività minerarie), e finisce per non tener conto del disastro ambientale, economico e degli impatti sulla salute che le attività petrolifere già provocano in Basilicata.</p>
<p>Non siamo infatti all’anno zero delle trivellazioni in Basilicata, come vuol far credere il presidente della Giunta Regionale. Sul disastro ambientale auspichiamo che la Procura di Potenza apra un’inchiesta che individui i colpevoli e  spieghi ai cittadini chi come e perché ha inquinato il bacino idrico più importante del Sud Italia.</p>
<p>E’ quanto ribadiscono la Ola, Organizzazione Lucana Ambientalista e No Scorie Trisaia che chiedono che nel prossimo Consiglio Regionale, richiesto con le procedure di urgenza dai consiglieri regionali, venga inserita all’ordine del giorno e votata la legge di moratoria sulle attività petrolifere “senza se e senza ma”. Un atto dovuto per essere chiari e concreti con tutti i lucani.</p>
<p>Non si può infatti più scherzare su queste questioni attuando furbizie che servono solo a spostare l’attenzione mediatica dal gravissimo stato di inquinamento provocato dal centro olio ENI di Viggiano,dal petrolio nelle acque dell’invaso del  Pertusillo ormai e dal rischio per la presenza di idrocarburi e metalli pesanti per concentrarla sul fallimentare accordo economico del Memorandum di De Filippo-Viceconte.</p>
<p>Il Memorandum sottoscritto in pompa magna dalla Regione e dal Governo Berlusconi si è rilevato un bluff anche da questo punto di vista. Per la Ola e No Scorie Trisaia oggi è invece prioritario arrestare l’inquinamento petrolifero bloccando i nuovi permessi e concessioni petrolifere ad iniziare dal raddoppio del centro olio di Viggiano, ed attuando la moratoria di tutte le nuove autorizzazioni regionali previste, ad iniziare dalla proroga recente alla Total da parte del D.M. 30 /6/2011 n. 137 e fino al 2023 della concessione Gorgoglione con la realizzazione di nuovi pozzi petroliferi, così come tutte le nuove istanze relative ai numerosi permessi di ricerca che riguardano i due terzi del territorio regionale, ad iniziare dai permessi Frusci e Muro Lucano.</p>
<p>Anzi,dal governatore ci saremmo aspettati che, vista la gravità del ritrovamento di idrocarburi e metalli pesanti sui sedimenti del Perusillo, all’indomani del’inquinamento delle falde sotto il centro oli di Viggiano, bacini idrici che servono l’agricoltura, la zootecnia e il potabile di Puglia e Basilicata (circa 5 milioni di abitanti), avesse subito e coscientemente dato valore al rischio sanitario, ordinando: 1 – la chiusura della Gronda dell’Agri, cioè la traversa che collega il Pertusillo con la diga di Senise per evitare che l’inquinamento da idrocarburi e metalli pesanti si trasferisca nella diga di Montecotugno e trasporti moria di pesci, e rischi alla salute delle persone e all’economia territoriale, dalla Val d’Agri alla Valle del Sinni; 2 – analisi immediate delle qualità delle acque del Sinni, per capire se per colpa della traversa dell’Agri, non siano già avvenute contaminazioni in una vallata che è ancora quasi del tutto esente da grandi problematiche inquinanti dovute a mega-discariche e perforazioni; 3 – che la caratterizzazione dell’area della Val d’Agri, chiesta l’altro giorno dalla stessa Regione, per coerenza amministrativa e trasparenza verso i cittadini di Puglia e Basilicata, sia seguita da una richiesta di una Sin, cioè, di un Sito di Interesse Nazionale per bonifica, come è per la Valbasento e per l’area industriale di Tito Scalo e che di concerto col governatore Niki Vendola, e in trasparenza con la comunicazione ai cittadini, attuino un piano di emergenza congiunto a tutela delle popolazioni. Perché il sistema di potabilizzazione non toglie i metalli pesanti e perché l’acqua si mangia attraverso i prodotti agroalimentari irrigati e attraverso gli animali abbeverati.</p>
<p>Il Memorandum sottoscritto in pompa magna dalla Regione e dal Governo Berlusconi si è rilevato un bluff anche da questo punto di vista, come un bluff si sono rivelate le analisi commissionate per 2,5 milioni di euro dalla Regione alla società privata, presieduta dal sindaco di Matera, Salvatore Adduce, la Metapontum Agrobios, che ha monitorato per un anno l’area della Val d’Agri, trovando fuori norma solo “l’olezzo” intorno al centro oli. 2,5 milioni di euro che la Regione avrebbe potuto o riversare nelle casse dell’Arpab, per farla funzionare meglio e per evitare l’affermazione di ieri di condividere con l’Ehpa, un’associazione di ambientalisti le prossime analisi sul Pertusillo, oppure ancora, utilizzare come tranche per iniziare a bonificare l’Agri o a rimborsare i cittadini danneggiati.</p>
<p>Ecco dunque la necessità che il Consiglio Regionale approvi con urgenza la legge di moratoria delle autorizzazioni regionali  “senza se e senza ma” che si rende necessaria innanzi tutto per comprendere cosa è possibile fare per mitigare i danni già arrecati dalle attività estrattive,approvando a bocce ferme una legge che riduca i limiti di emissione degli inquinanti e stabilisca una concomitante metodica chiara e trasparente sulle metodiche da adottare per il prelievo, le analisi e la diffusione dei dati ambientali.</p>
<p>Lo “sMemorandum in Camper” promosso dalla Ola, da No Scorie Trisaia e Ola Channel che da ieri é in viaggio nelle piazze dei comuni lucani, vuole dare voce ai territori su queste problematiche. Questioni ormai divenute centrali e non più mistificabili,che condizionano le opportunità di sviluppo ancora una volta mortificate da scelte sbagliate ed in contrasto con la vocazione dei territori.</p>
<p><a href="http://www.olambientalista.it/index.php/moratoria-petrolifera-in-basilicata-e-piano-di-emergenza-in-val-dagri/">http://www.olambientalista.it/index.php/moratoria-petrolifera-in-basilicata-e-piano-di-emergenza-in-val-dagri/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Colobraro – Trova la moglie con un altro: lo accoltella</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 06:56:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Cirigliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[una veduta di Colobraro (da web)&#160; Eliseo Di Napoli, 36 anni, incensurato, idraulico di professione, è stato arrestato per aver aggredito e ferito a coltellate un uomo, colpevole di essere stato trovato in atteggiamenti intimi con la moglie. Nella mattinata di domenica scorsa, Di Napoli è uscito di casa preannunciando probabilmente che sarebbe rientrato per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://basilicata.citycool.it/files/2011/07/colobraro-300x199.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-379" src="http://basilicata.citycool.it/files/2011/07/colobraro-300x199-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>una veduta di Colobraro (da web)&nbsp;</p>
</div>
<p>Eliseo Di Napoli, 36 anni, incensurato, idraulico di professione, è stato arrestato per aver aggredito e ferito a coltellate un uomo, colpevole di essere stato trovato in atteggiamenti intimi con la moglie. Nella mattinata di domenica scorsa, Di Napoli è uscito di casa preannunciando probabilmente che sarebbe rientrato per l’ora di pranzo, ma così non è stato: poco dopo le 9, infatti, l’uomo è tornato a casa e ha trovato la moglie in compagnia di quello che, si vocifera, fosse il suo amante da tempo: Matteo Lucarelli. Di Napoli, andato in escandescenza, ha impugnato un coltello, la cui lama si è però spezzata, costringendolo ad utilizzare un secondo coltello, con il quale ha ferito Lucarelli in diversi punti. L’uomo è stato trasportato in volo presso l’ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera, dove è stato giudicato guaribile in dieci giorni, e dimesso dopo poche ore. Di Napoli, invece, recatosi inzialmente nella vicina Valsinni da suo fratello maggiore, è subito ritornato a Colobraro per costituirsi, dove i carabinieri lo hanno tratto in arresto e associato alla Casa Circondariale di Matera, a disposizione del Procuratore della Repubblica, Celestina Gravina. Sul fatto che Flavia e Matteo avessero una relazione, in paese si vociferava molto. Qualcuno racconta che il matrimonio di Lucarelli sia naufragato proprio a causa della sua presunta relazione con Flavia. L’imputato è difeso dall’avvocato Andrea Bernardo, sindaco del paese, che ieri si è recato in carcere per fargli visita.</p>
<p><a href="http://giornalelucano.com/?p=19933">http://giornalelucano.com/?p=19933</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Prestiti personali" href="http://www.risparmiasoldi.it/" target="_blank">Prestiti personali</a></p>
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		<title>Inchiesta “DOMINO” il grande imbroglio Lucano che fa tremare i palazzi della politica</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 09:50:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Cirigliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[Osservatorio Media] Riportiamo di seguito l’interessante articolo di Pino Perciante pubblicato oggi sulla Gazzetta del Mezzogiorno. Mette in luce aspetti sui gravi indizi di colpevolezza a carico di indagati ed arrestati nell’ambito dell’inchiesta “Domino”. Una maxi truffa che vede coinvolti per il momento imprenditori ed amministratori di società in Basilicata attive nel settore delle energie rinnovabili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a href="http://basilicata.citycool.it/files/2011/05/26032009001-0011.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-367" src="http://basilicata.citycool.it/files/2011/05/26032009001-0011-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>
<p><span style="font-weight: normal">[Osservatorio Media] <em>Riportiamo di seguito l’interessante articolo di Pino Perciante pubblicato oggi sulla Gazzetta del Mezzogiorno. Mette in luce aspetti sui gravi indizi di colpevolezza a carico di indagati ed arrestati nell’ambito dell’inchiesta “Domino”. Una maxi truffa che vede coinvolti per il momento imprenditori ed amministratori di società in Basilicata attive nel settore delle energie rinnovabili sulle quali la Ola ed i comitati locali da tempo ne evidenziavano, in grandi linee, lo scopo speculativo e gli interessi. Una inchiesta che &#8211; secondo la Ola &#8211; non ha niente di diverso da quanto avvenuto anche in altre regioni italiane sulle energie rinnovabili divenute purtroppo un settore ove si sono accesi gli appetiti di speculatori e/o loro prestanome ed anche gli interessi ddel mondo della politica. Di seguito l’articolo di Perciante che offre interessanti spunti di riflessione sul ruolo delle società, dietro cui vi sono i nomi di quello che la Guardia di Finanza ed il GIP definiscono maxi truffa. Una indagine che inevitabilmente finirà per coinvolgere e far tremare i palazzi della politica. Li da dove partono le autorizzazioni ambientali ai progetti energetici:</em>[di Pino Perciante *] Ecco il grande imbroglio da 91 milioni di euro come emerge dalle 133 pagine dell’ordinanza di misura cautelare emessa dal gip di Lagonegro, Lucia Iodice, su richiesta del pm Francesco Greco. Il<a href="http://www.olambientalista.it/wp-content/uploads/2011/05/Perciante-inchiesta-domino2.jpg"> provvedimento </a>svela tutta la vorticosa rete di relazioni commerciali ed economiche finte messe in piedi dall’ex sindaco di Latronico Franco Mastropietro arrestato mercoledì scorso, insieme ad altre quattro persone, dalla Guardia di finanza di Lauria nell’ambito dell’operazione «Domino» che vede anche quindici indagati a piede libero. Insieme a Mastropierro, un ruolo di primo piano nell’organizzazione smantellata dalla Gdf lo assume anche un altro degli arrestati: Francesco Solimando, di Policoro, ex della giunta della Camera di commercio di Matera. A lui come a Mastropietro sono riconducibili diverse società (Energaia Srl, Clean Energy Srl, Euroimpianti Srl, Windenergys Srl,Ventilo Srl, Vis elettrica Srl). La frode raggiunge il culmine proprio quando i due vengono in contatto. Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti la Medialuc (gruppo Mastropierro), emette una fattura (la numero 79 del 10 dicembre 2007) ad Energaia (gruppo Solimando) che reca come oggetto «fornitura biomassa per centrale di Teana – contratto del 3 dicembre 2007- primo acconto». Ma dell’impianto non è ancora sorta neppure la prima pietra, che mai sorgerà. La centrale di Teana non è un progetto da realizzare, ma serve solo a mascherare una serie di false fatturazioni per non pagare le tasse. Un imponibile di quella fattura era di 100mila euro, l’iva di 20mila</span></p>
</h1>
<p>euro. E’ uno degli esempi più eclatanti del grande imbroglio ma ce ne sono altri. Per la ditta individuale di Domenico Chiacchio (tra gli indagati), la Medialuc emette una fattura (la numero 35 del 30/12/2007) per un imponibile di 25mila euro e iva di 5mila euro che reca come oggetto «emetto fattura in merito allo studio di fattibilità ed ai rapporti con le boschive del territorio per parco nazionale del Pollino – primo acconto» . La fattura, scrive il gip, siriferisce ad un’operazione inesistente perché la ditta Chiacchio è titolare solo di una piccola attività commerciale. In altri casi è risultato che ditte destinatarie di fatture erano all’oscuro di tutto. Ma tornando alla centrale, il 17 gennaio 2007 la Medialuc acquista per 17.500 euro da un privato a Teana un terreno che il 9 febbraio viene venduto alla Energaia (gruppo Solimando) al prezzo di 230mila euro più iva (46mila eur o) per un totale di 276 mila euro. Per tale cessione la Medialuc emette fattura numero 1 del 15 gennaio 2007. Circa un anno dopo, il 20 febbraio 2008 vengono registrati altri due atti: con il primo ,del 23 gennaio 2008, la Medialuc acquista da un privato ulteriori particelle confinanti con il precedente terreno per l’importo di 40 mila euro; con il secondo vende le particelle sempre alla Energaia per l’ importo di 210 mila euro. Per questa ulteriore cessione la Medialuc emette fattura numero 4 del 31 gennaio 2007 per 252mila euro. Per il gip:«Un aumento di valore cosi elevato in cosi poco tempo in un’operazione che si ripete per lo stesso fondo ad un anno di distanza, e, poi, con le stesse modalità anche per un altro fondo, non può spiegarsi semplicemente con le regole del libero mercato, soprattutto se le due società,Medialuc ed Energaìa, prima, e Mediafin ed Energaìa, poi, operano in un quadro già caratterizzato da finalità criminose mediante lo scambio di fatture per operazioni inesistenti. In definitiva, si è accertato che questa doppia vendita ha obbedito alla funzione di creare un costo fittizio elevato (la seconda cessione) per la Energaia srl, idoneo ad abbattere in misura rilevante l’ammontare dei ricavi». Un’altra fattura emessa «per prestazioni eseguite per il raggiungimento della delibera regionale a costruire la centrale a biomasse in Teana»( ndr la Regione esprimerà in seguito diniego alla società Energaia), si rivela, secondo gli inquirenti, clamorosamente falsa. Infatti, si è accertato che mentre Medialuc ha registrato la fattura n.112 del 27 dìcembre 2007 per l’importo di 15 mila euro, la Vis Elettrica ha dichiarato la fattura n. 82 del 27 dicembre 2007 (identica nella descrizione della prestazione) con un importo imponibile pari a 350mila euro. In sostanza, lo stesso documento è stato registrato con uno zero in più che decuplica l’imponibile. A fronte di costi sostenuti per circa 30 mila euro, la Tecnocostruzioni avrebbe fornito macchinari in acciaio per industrie alimentari per oltre un milione di euro, effettuato lavori di movimento terra, posa in opera di impianti, indagini per individuazioni di terreni per il fotovoltaico, mini eolico e grande eolico in alcuni comuni del materano: tutto falso.</p>
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		<title>TRISAIA-CIMITERO DI SCORIE AD OGNI COSTO???????</title>
		<link>http://basilicata.citycool.it/trisaia-cimitero-di-scorie-ad-ogni-costo-0345.html</link>
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		<pubDate>Sat, 23 Apr 2011 16:26:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Cirigliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[VENERDÌ 22 APRILE 2011 17:59 GIANLUCA BRUNO Scorie nucleari, L&#8217;Espresso smentisce la Sogin ROTONDELLA – Le scorie custodite all’Enea della Casaccia, vicino Roma, potrebbero essere trasferite nel centro della Trisaia. Una notizia bomba, quella pubblicata ieri sul settimanale L&#8217;Espresso, che confermerebbe i sospetti delle associazioni ambientaliste sul “sovradimensionamento” dei due capannoni che hanno ottenuto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="background-color: transparent;float: right;font-size: 12px;padding: 0px;margin: 0px;border: 0px initial initial">
<p><span style="background-color: transparent;font-size: 11px;padding: 0px;margin: 0px;border: 0px initial initial"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-357" src="http://basilicata.citycool.it/wp-content/blogs.dir/5/files//2011/04/guernica-150x150.jpg" alt="guernica" width="150" height="150" /><br />
VENERDÌ 22 APRILE 2011 17:59 </span><span style="background-color: transparent;font-size: 11px;font-weight: bold;padding: 0px;margin: 0px;border: 0px initial initial">GIANLUCA BRUNO</span></p>
<h2 style="font: normal normal bold 14px/normal Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif;color: #000000;padding-top: 0px;padding-right: 0px;padding-bottom: 10px;padding-left: 0px;border-bottom-style: solid;border-bottom-color: transparent;background-color: transparent;font-family: Cambria, Times, serif;font-size: 24px;font-weight: bold;line-height: 1.2;margin: 0px;border: 0px initial initial"><a href="http://www.ilmetapontino.it/cronaca/1559-scorie-nucleari-lespresso-smentisce-la-sogin.html">Scorie nucleari, L&#8217;Espresso smentisce la Sogin</a></h2>
<p><span style="background-color: transparent;font-size: 12px;padding: 0px;margin: 0px;border: 0px initial initial"><strong>ROTONDELLA</strong> – Le scorie custodite all’Enea della Casaccia, vicino Roma, potrebbero essere trasferite nel centro della Trisaia. Una notizia bomba, quella pubblicata ieri sul settimanale L&#8217;Espresso, che confermerebbe i sospetti delle associazioni ambientaliste sul “sovradimensionamento” dei due capannoni che hanno ottenuto di recente il “VIA” da parte del Ministero dell’Ambiente.</span></p>
<p><span style="background-color: transparent;font-size: 12px;padding: 0px;margin: 0px;border: 0px initial initial">Nell’articolo, firmato da Luca Carra e intitolato “Nucleare che già c’è”, si legge: “Sono in corso le valutazioni tecniche finalizzate al trasferimento di combustibile all’impianto Itrec di Rotondella”. Finora la Sogin ha sempre escluso questa ipotesi, anche nell’ultima riunione della cabine di regia, al termine della quale in un lungo comunicato stampa si affermava che “nulla verrà portato in Basilicata da altri siti”. Nella stessa occasione, l’assessore regionale all’Ambiente, Agatino Mancusi, ha sostenuto che “i rapporti tra Regione e Sogin sono cambiati” perché la società che gestisce i rifiuti nucleari “ha intrapreso un percorso di grande onestà in maniera attenta e responsabile”. Tesi condivisa dall’assessore alle Infrastrutture, Rosa Gentile: “Abbiamo intrapreso la strada giusta, ora dobbiamo lavorare perché si proceda celermente”.</span></p>
<p><span style="background-color: transparent;font-size: 12px;padding: 0px;margin: 0px;border: 0px initial initial">In una nota pubblicata nel pomeriggio su Basilicatanet, l’assessore Mancusi ha dichiarato di aver preso atto della “netta posizione della Sogin con cui si rigettano le ipotesi di progetti reconditi di portare in Basilicata le scorie custodite nella Casaccia”, poi ha aggiunto che “l’attenzione sul tema resterà altissima”.</span></p>
<p><span style="background-color: transparent;font-size: 12px;padding: 0px;margin: 0px;border: 0px initial initial">A tre giorni di distanza dall’emendamento che, con ogni probabilità, ha solo spostato di 12 mesi la definizione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare &#8211; secondo molti attenti osservatori semplicemente al fine di boicottare i referendum di giugno &#8211; se queste voci venissero confermate l’incubo del deposito nazionale si sposterebbe dopo 8 anni di appena 8 km, cioè da Scanzano a Rotondella.</span></p>
<p><span style="background-color: transparent;font-size: 12px;padding: 0px;margin: 0px;border: 0px initial initial"><a href="http://www.ilmetapontino.it/cronaca/1559-scorie-nucleari-lespresso-smentisce-la-sogin.html">http://www.ilmetapontino.it/cronaca/1559-scorie-nucleari-lespresso-smentisce-la-sogin.html</a><a title="E-mail" href="http://www.ilmetapontino.it/component/mailto/?tmpl=component&amp;link=aHR0cDovL3d3dy5pbG1ldGFwb250aW5vLml0L2Nyb25hY2EvMTU1OS1zY29yaWUtbnVjbGVhcmktbGVzcHJlc3NvLXNtZW50aXNjZS1sYS1zb2dpbi5odG1s"><br />
<img src="http://www.ilmetapontino.it/templates/multimediastudium/images/emailButton.png" alt="E-mail" /></a></span><span style="background-color: transparent;font-size: 12px;padding: 0px;margin: 0px;border: 0px initial initial"><a title="Stampa" rel="nofollow" href="http://www.ilmetapontino.it/cronaca/1559-scorie-nucleari-lespresso-smentisce-la-sogin.html?tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page="><img src="http://www.ilmetapontino.it/templates/multimediastudium/images/printButton.png" alt="Stampa" /></a></span><span style="background-color: transparent;font-size: 12px;padding: 0px;margin: 0px;border: 0px initial initial"><a title="PDF" rel="nofollow" href="http://www.ilmetapontino.it/cronaca/1559-scorie-nucleari-lespresso-smentisce-la-sogin.pdf"><img src="http://www.ilmetapontino.it/templates/multimediastudium/images/pdf_button.png" alt="PDF" /></a></span></div>
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		<title>ENEA di ROTONDELLA:  SALUTE, AMBIENTE O CLIENTELISMO?</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 10:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Cirigliano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PLUTONIO &#8230;..&#8221;Oggi  la Regione Basilicata ha escluso la possibilità di ospitare nuove centrali ed esiste un tavolo della trasparenza che coinvolge istituzioni regionali, associazioni e comuni sulle questioni che riguardano  il nucleare, anche se non sono incoraggianti i risultati raggiunti fn’ora dal  tavolo,  soprattutto  in  tema di monitoraggio ambientale:    “l’ Arpab non  effettuerebbe  come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #ff6600">PLUTONIO</span></strong></p>
<p><span style="color: #800000">&#8230;..&#8221;Oggi  la Regione Basilicata ha escluso la possibilità di ospitare nuove centrali ed esiste un tavolo della trasparenza che coinvolge istituzioni regionali, associazioni e comuni sulle questioni che riguardano  il nucleare, anche se non sono incoraggianti i risultati raggiunti fn’ora dal  tavolo,  soprattutto  in  tema di monitoraggio ambientale:    “<em>l’ Arpab non  effettuerebbe  come dovrebbe i necessari controlli sul pozzetto di scarico delle acque che confluiscono in mare, disattendendo  il protocollo d’intesa  sottoscritto  con l’Ispra, ma si limiterebbe a convalidare i dati forniti dalla Sogin che svolgerebbe in questo modo il duplice ruolo di controllore e controllata”</em></span> <span style="color: #3366ff">(<em>G. Bruno “Il Metapontino.it</em>”)</span>.</p>
<p><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-338" src="http://basilicata.citycool.it/wp-content/blogs.dir/5/files//2011/04/vincent-150x150.jpg" alt="vincent" width="150" height="150" /><span style="color: #0000ff">&#8220;Oggi la Sogin vuole costruire all’interno del centro <strong>Itrec</strong> della <strong>Trisaia</strong> un mega capannone di 14mila metri quadrati per lo  stoccaggio delle  scorie nucleari di  terza categoria e il timore delle associazioni e dei cittadini del luogo (di quelli che ne sono informati naturalmente)  è  che  dietro  questo  progetto  ci  sia  il disegno di stoccare <strong>scorie</strong> provenienti da diverse parti. Tocca al Ministero dell’Ambiente effettuare  la valutazione di  impatto ambientale che dovrebbe dare il via al progetto e al momento né il presidente <strong>De Filippo</strong>, né l’assessore <strong>Mancusi</strong>, né il sindaco di Rotondella, Vincenzo Francomano si sono espressi in merito. Anzi a ben ricordare il <strong>sindaco Francomano </strong>qualcosa  l’ha detta,  in occasione di un incontro pubblico svoltosi qualche settimana fa a Rotondella e organizzato dall’Arci e da Libera, alla presenza del procuratore <strong>Caselli</strong>. In quell’occasione, di fronte ai timori espressi sui misteri del centro della Trisaia e del nucleare in genere, Francomano si  affrettò a rassicurare i presenti sull’avvenuto cambiamento della Sogin “Non è più la stessa, dell’attuale presidenza ci si può fidare”. </span></p>
<p><span style="color: #0000ff"> &#8220;La moglie di <strong>Francomano</strong> si dice sia assunta  dalla <strong>Nucleco</strong>,  società  controllata  per  il 60% dalla <strong>Sogin</strong> e per il 40% dall’<strong>Enea</strong>, ma questo anche se fosse non è di alcun rilievo&#8221;&#8230;. </span> (<em>Ivano Farina - <span style="color: #008080">Buongiorno &#8211; Settimanale &#8211; n. 13 &#8211; sabato 26 marzo 2011)</span></em></p>
<p><em><a href="http://www.karakteria.org/">http://www.karakteria.org/</a></em></p>
<p><em><a href="http://www.ilmetapontino.it/">http://www.ilmetapontino.it/</a></em></p>
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