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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/atom10italianfull.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" gd:etag="W/&quot;C0cDRng5fSp7ImA9WxNUGUo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-3088942195019785249</id><updated>2009-11-11T21:24:37.625+01:00</updated><title type="text">A Sense Of Purpose Blog</title><subtitle type="html">Riflessioni sul mondo della musica e tanto altro...</subtitle><link rel="http://schemas.google.com/g/2005#feed" type="application/atom+xml" href="http://asopblog.blogspot.com/feeds/posts/default" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://asopblog.blogspot.com/" /><link rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><link rel="next" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false&amp;v=2" /><author><name>Antonio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994349373309021202</uri><email>asenseofpurposeblog@live.it</email></author><generator version="7.00" uri="http://www.blogger.com">Blogger</generator><openSearch:totalResults>261</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><link rel="license" type="text/html" href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/" /><logo>http://creativecommons.org/images/public/somerights20.gif</logo><link rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/asopblog" type="application/atom+xml" /><feedburner:emailServiceId>asopblog</feedburner:emailServiceId><feedburner:feedburnerHostname>http://feedburner.google.com</feedburner:feedburnerHostname><feedburner:feedFlare href="http://add.my.yahoo.com/content?lg=it&amp;url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fasopblog" src="http://eur.i1.yimg.com/eur.yimg.com/i/it/my/mioya1.gif">Subscribe with Mio Yahoo!</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.bloglines.com/sub/http://feeds.feedburner.com/asopblog" src="http://www.bloglines.com/images/sub_modern11.gif">Subscribe with Bloglines</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.netvibes.com/subscribe.php?url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fasopblog" src="http://www.netvibes.com/img/add2netvibes.gif">Subscribe with Netvibes</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://fusion.google.com/add?feedurl=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fasopblog" src="http://buttons.googlesyndication.com/fusion/add.gif">Subscribe with Google</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.live.com/?add=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fasopblog" src="http://tkfiles.storage.msn.com/x1piYkpqHC_35nIp1gLE68-wvzLZO8iXl_JMledmJQXP-XTBOLfmQv4zhj4MhcWEJh_GtoBIiAl1Mjh-ndp9k47If7hTaFno0mxW9_i3p_5qQw">Subscribe with Live.com</feedburner:feedFlare><feedburner:feedFlare href="http://www.wikio.com/subscribe?url=http%3A%2F%2Ffeeds.feedburner.com%2Fasopblog" src="http://www.wikio.com/shared/img/add2wikio.gif">Subscribe with Wikio</feedburner:feedFlare><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com" /><entry gd:etag="W/&quot;CkIDRXY9fCp7ImA9WxNUFU0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-3088942195019785249.post-7135386210463816303</id><published>2009-11-06T10:41:00.002+01:00</published><updated>2009-11-06T10:42:54.864+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-06T10:42:54.864+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="The Darkness" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Speciali" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Video Rotation" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Rock" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Hard Rock" /><title>Video Rotation: The Darkness - Tra Successo ed Insuccesso</title><content type="html">&lt;p align="justify"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; margin: 10px 0px 0px; display: inline;" title="The_Darkness" alt="The_Darkness" src="http://lh4.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/SvPvVfTjYCI/AAAAAAAAAk8/P2OXGZq7gAI/TheDarkness%5B2%5D.jpg?imgmax=800" align="left" border="0" height="234" width="304" /&gt; Nel &lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/2009/10/video-rotation-ricordi-da-mtv-1.html" target="_blank"&gt;precedente intervento&lt;/a&gt; appartenente a questa serie parlavo dei ricordi legati al periodo in cui seguivo MTV. Questa volta invece vi racconterò qualcosa su una band specifica, conosciuta tanto tempo fa proprio grazie ad MTV. Correva l’anno 2003 e qualcosa riuscì a farsi notare dal grande pubblico. Tanto era il pattume che girava sull’emittente televisiva/musicale più amata dagli italiani ma una grande band stava per fare la sua grande entrata in scena. Erano i &lt;strong&gt;The Darkness&lt;/strong&gt;, gruppo proveniente dall’Inghilterra che stava per debuttare con l’album “&lt;strong&gt;Permission To Land&lt;/strong&gt;”. Questa band proponeva un &lt;strong&gt;Hard Rock&lt;/strong&gt; molto piacevole ed orecchiabile che aiutò il gruppo ad ottenere un grandissimo successo in men che non si dica servendosi proprio di quella emittente televisiva famosa per trasmettere musica molto “easy listening”. Il successo &lt;strong&gt;dei The Darkness&lt;/strong&gt; però non si fermò lì..infatti, a fine anno, la band era stata eletta “Band rivelazione del 2003” tra i premi assegnati dai lettori di riviste musicali come Rock Sound e Metal Hammer. Devo dire che fui veramente felice di veder crescere così in fretta una band fresca di debutto. Sapevo di assistere a qualcosa di storico. Io li avevo scoperti proprio grazie al primo singolo che venne trasmesso a ripetizione su MTV:&lt;strong&gt; I Believe In A Thing Called Love&lt;/strong&gt;. Ai tempi non ascoltavo molti gruppi e di conseguenza compravo pochissimi album ma appena sentii l’energia emanata da questo gruppo andai a prenotare quel Permission To Land; album che tutt’ora conservo molto gelosamente.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Fin qui tutto procedeva alla grande. Io pensavo/speravo che i &lt;strong&gt;The Darkness&lt;/strong&gt; stavano per scrivere una nuova pagina nella storia del Rock&lt;img style="border-width: 0px; display: inline; margin-left: 0px; margin-right: 0px;" title="Permission_To_Land_The_Darkness" alt="Permission_To_Land_The_Darkness" src="http://lh3.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/SvPvV18wD3I/AAAAAAAAAlA/s0N6wbgWuEs/0000001117_3504.jpg?imgmax=800" align="right" border="0" height="244" width="244" /&gt; ma purtroppo qualcosa andò storto ed il successivo album (One Way Ticket To Hell…And Back) non si rivelò all’altezza delle aspettative; la band iniziò a perdere punti, i fan iniziarono a voltargli le spalle e la conseguente dipartita del leader (Justin Hawkins) non aiutò di certo il gruppo, oramai prossimo allo scioglimento. I restanti membri poi si unirono successivamente sotto al moniker&lt;strong&gt; Stone Gods&lt;/strong&gt; che non riscosse minimamente il successo dei The Darkness non tanto per la qualità musicale ma forse proprio a causa della mancanza del carismatico Justin e della sua grandissima voce.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;E così finì un sogno. Una delle band più promettenti degli ultimi anni finì per diventare solo un ricordo nelle teste dei fan. Io continuo a sperare in una &lt;strong&gt;reunion dei The Darkness&lt;/strong&gt; ma la vedo come una cosa quasi impossibile, anche se ci sono voci insistenti a riguardo. Comunque i &lt;strong&gt;The Darkness&lt;/strong&gt; ci hanno lasciato un’eredità, quel fantastico &lt;strong&gt;Permission To Land&lt;/strong&gt; che ricorda i tempi d’oro nei quali un gruppo arrivato dal nulla diventa un nome molto celebre in un battibaleno salvo poi precipitare alla stessa velocità. Che dire, saranno arrivati in alto troppo in fretta? Avranno capito che non sarebbero più riusciti a fare della musica di alto livello? O forse si sciolsero solamente a causa di incomprensioni tra Justin Hawkins ed il resto della band? Chi lo sa, però io continuo ad aspettare il loro ritorno. Nel frattempo godetevi le loro canzoni accompagnate da spassosi videoclip che mostrano al 100% la follia della band.&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;object height="265" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/sRYNYb30nxU&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/sRYNYb30nxU&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="265" width="320"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;The Darkness – I Believe In A Thing Called Love&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Questo video mi fece conoscere la band. La canzone funziona bene ma personalmente non l’ho mai apprezzata più di tanto. Su Permission To Land sono presenti brani decisamente più riusciti però questa traccia mette in luce le capacità della band ed, a livello mondiale, spalancò le porte del successo al gruppo.&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;object height="265" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/FMogMOjIH8M&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/FMogMOjIH8M&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="265" width="320"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;The Darkness – Growing On Me&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Questa, insieme a Love Is Only A Feeling è, a mio parere, la migliore canzone più riuscita dei The Darkness. Il video è molto spassoso ed originale; tutta l’essenza dei The Darkness è racchiusa in questi 4 minuti di video/canzone (l’introduzione è un po’ lunga, semmai saltate subito al quarantesimo secondo).&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;object height="265" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/W-eslNwGXrI&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/W-eslNwGXrI&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="265" width="320"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;The Darkness – Christmas Time (Don’t Let The Bells End)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Questo video, se non ricordo male, venne trasmesso nel periodo Natalizio del 2003. La canzone non era presente su Permission To Land per cui fu una gran bella sorpresa. La canzone è ottima ed il video riesce sempre a divertirmi. Per me questa è stata veramente l’ultima canzone inedita dove sentivo i The Darkness in ottima forma, peccato che poi non abbiano mantenuto questa energia sul successivo platter.&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;object height="265" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/50EALZU4D6A&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/50EALZU4D6A&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="265" width="320"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;The Darkness – Love Is Only A Feeling&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Ed infine la canzone più sdolcinata presente su Permission To Land: Love Is Only A Feeling. Veramente un ottimo brano, ottimo anche da dedicare a delle ragazze. Il video è molto colorato ed in assoluto decisamente più “serio” di tutti gli altri videoclip della band. Li ricorderemo così…&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3088942195019785249-7135386210463816303?l=asopblog.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/asopblog/~4/WjzHkzKgC3s" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://asopblog.blogspot.com/feeds/7135386210463816303/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://asopblog.blogspot.com/2009/11/video-rotation-darkness-successo-ed.html#comment-form" title="5 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/7135386210463816303?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/7135386210463816303?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/asopblog/~3/WjzHkzKgC3s/video-rotation-darkness-successo-ed.html" title="Video Rotation: The Darkness - Tra Successo ed Insuccesso" /><author><name>Antonio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994349373309021202</uri><email>asenseofpurposeblog@live.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09180197214217437902" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">5</thr:total><feedburner:origLink>http://asopblog.blogspot.com/2009/11/video-rotation-darkness-successo-ed.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;Ak8MRHc9fCp7ImA9WxNUE04.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-3088942195019785249.post-7876613233500889563</id><published>2009-11-04T11:17:00.004+01:00</published><updated>2009-11-04T13:48:05.964+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-04T13:48:05.964+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Recensioni" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Slayer" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Thrash Metal" /><title>Slayer: World Painted Blood – Recensione</title><content type="html">&lt;table align="left" border="0" cellpadding="10" cellspacing="10" width="265"&gt;&lt;tbody&gt;     &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; display: inline;" title="Slayer_World_Painted_Blood" alt="Slayer_World_Painted_Blood" src="http://lh3.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/SvFVE3A-8CI/AAAAAAAAAkc/A8x2eKxinFE/Cover%5B4%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="240" width="240" /&gt;&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Slayer: World Painted Blood&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Voto Complessivo:&lt;/span&gt; 7/10        &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Tipo:&lt;/span&gt; Studio Album        &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Genere:&lt;/span&gt; Thrash Metal        &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Data di Uscita:&lt;/span&gt; 29/10/2009        &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Durata:&lt;/span&gt; 39 minuti&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Tracklist:         &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;01) World Painted Blood        &lt;br /&gt;02) Unit 731        &lt;br /&gt;03) Snuff        &lt;br /&gt;04) Beauty Through Order        &lt;br /&gt;05) Hate Worldwide        &lt;br /&gt;06) Public Display Of Dismemberment        &lt;br /&gt;07) Human Strain        &lt;br /&gt;08) Americon        &lt;br /&gt;09) Psychopathy Red        &lt;br /&gt;10) Playing With Dolls        &lt;br /&gt;11) Not Of This God &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;   &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;Un po’ in sordina sono finalmente tornati gli Slayer con un nuovo album. Inizialmente World Painted Blood doveva uscire verso l’inizio di Luglio 2009 ed infine fu posticipato di qualche mese. Sinceramente io non sapevo nemmeno la data ufficiale dell’uscita ed ho trovato il nuovo album per caso nel mio negozio di fiducia verso gli ultimi giorni di ottobre. Secondo me la promozione non è stata adeguata per un album di una band come gli Slayer, qualcosa in più si poteva fare..&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Devo dire che, pur non essendo un grande fan degli &lt;strong&gt;Slayer&lt;/strong&gt;, riconosco la loro importanza storica e non mi dispiace ascoltare la loro violentissima musica, anche se io generalmente opto quasi sempre per sonorità più melodiche. Comunque, quando qualche mese fa fu presentata la traccia &lt;strong&gt;Hate Worldwide&lt;/strong&gt;, rimasi stupito dalla sua qualità e così ero piuttosto curioso di ascoltare il nuovo album. Di quella traccia mi aveva colpito soprattutto il sound che, fortunatamente, è presente per tutta la durata dell’album. Questo sound del quale vi sto parlando è il prodotto di una sapiente (a mio parere, ovviamente) produzione. Per chi non l’avesse ancora capito però, non sto parlando di una qualità sonora cristallina ed al passo con i tempi, bensì di tutto l’opposto, ovvero una &lt;strong&gt;qualità sonora abbastanza “secca”&lt;/strong&gt; con quel retrogusto di “grezzo” che ho sempre apprezzato nel contesto della musica Metal. A molti forse non andrà giù questa caratteristica ma io ne sono veramente felice proprio perché spesso mi da quasi fastidio la qualità sonora che rasenta la perfezione presente nei prodotti partoriti negli ultimi anni, soprattutto quando si parla di musica più pesante come Thrash, Death o Black che fanno a pugni con le sonorità troppo “pulite”. Quindi per me questo è un punto a favore.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per il resto non servono presentazioni: sono gli &lt;strong&gt;Slayer&lt;/strong&gt;.. I detrattori se la prenderanno per l’ennesima volta con Araya &amp;amp; co per non aver innovato il loro stile mentre i fan più accaniti non rimarranno per niente delusi da questo album. Io però, che parlo quasi da non-fan degli Slayer, penso che loro siano una di quelle band che vogliono continuare per la loro strada senza innovare il loro stile e quindi gli ascoltatori, che sono consapevoli di tutto ciò, dovrebbero accettare questa cosa. Alla fine nessuno vi obbliga a comprare questo album. E’ vero che gli &lt;strong&gt;Slayer&lt;/strong&gt; continuano ad “emulare” il loro passato ma è altrettanto vero che a questa età e soprattutto, visti i precedenti della band, non avrebbe nemmeno senso cercare di innovare queste sonorità ormai consolidate. C’è chi addirittura pensa che questo potrebbe essere l’ultimo album in studio degli Slayer e se così fosse avrebbe senso innovare? Secondo me no, se gli Slayer volevano dare vita a qualcosa di nuovo dovevano farlo molto prima per poi continuare per quella strada ma così non è stato quindi: prendere o lasciare. Alla fine altre band come Motorhead o AC/DC hanno preferito proseguire per una strada già collaudata... &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;World Painted Blood altro non è che un album in puro stile &lt;strong&gt;Slayer&lt;/strong&gt;…avevate qualche dubbio a riguardo? La violenza sonora, la voce disperata di Araya, i riff essenziali, gli assoli "malati", le strutture dirette e le ritmiche devastanti dettate da Dave Lombardo. Il tutto, come già detto, condito da quella produzione che ben si adatta alle sonorità estreme di questo gruppo.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Le 11 canzoni che compongono &lt;strong&gt;World Painted Blood&lt;/strong&gt; sono, tutto sommato, ben equilibrate. Non si attestano su livelli troppo alti me non scadono nemmeno nella banalità più profonda. Personalmente ho apprezzato molto brani come la &lt;strong&gt;titletrack&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Hate Worldwide&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Playing With Dolls&lt;/strong&gt; ed inoltre mi hanno colpito positivamente i pezzi più “atmosferici” come &lt;strong&gt;Beauty Through Order&lt;/strong&gt; ed &lt;strong&gt;Human Strain&lt;/strong&gt;. Pollice verso invece per brani come&lt;strong&gt; Public Display Of Dismemberment&lt;/strong&gt; o &lt;strong&gt;Not Of This God &lt;/strong&gt;che proprio non mi hanno convinto.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;World Painted Blood&lt;/strong&gt; alla fine è un album di puro stampo Slayeriano, violento dall’inizio alla fine e maledettamente “diretto”. A questo punto io penso che se gli Slayer continueranno in questo modo non partoriranno mai più album che possano arrivare a meritare  di più di un eventuale 8 in pagella, però questa band ha già fatto la storia molti anni fa; ora tocca alle giovani leve creare qualcosa di nuovo. Tirate voi le somme.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3088942195019785249-7876613233500889563?l=asopblog.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/asopblog/~4/6tHH25tcJ9Y" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://asopblog.blogspot.com/feeds/7876613233500889563/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://asopblog.blogspot.com/2009/11/slayer-world-painted-blood-recensione.html#comment-form" title="12 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/7876613233500889563?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/7876613233500889563?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/asopblog/~3/6tHH25tcJ9Y/slayer-world-painted-blood-recensione.html" title="Slayer: World Painted Blood – Recensione" /><author><name>Antonio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994349373309021202</uri><email>asenseofpurposeblog@live.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09180197214217437902" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">12</thr:total><feedburner:origLink>http://asopblog.blogspot.com/2009/11/slayer-world-painted-blood-recensione.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CEUFSXkyeyp7ImA9WxNUEE0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-3088942195019785249.post-4870680675757780249</id><published>2009-10-31T16:02:00.003+01:00</published><updated>2009-10-31T16:16:58.793+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-31T16:16:58.793+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Comunicazioni" /><title>Breve pausa...</title><content type="html">&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Solo ora mi sono accorto che è da una settimana che non scrivo nulla di nuovo. Questi giorni sono volati e non ho proprio sentito il bisogno di scrivere nuovi post. Volendo ci sarebbero anche un paio di recensioni da scrivere ma non ne ho proprio voglia, è un periodo in cui non ho voglia di aprire Windows Live Writer ed iniziare a scrivere; al massimo perdo tempo girovagando su Facebook o su siti di musica senza una meta precisa. Non so quando mi tornerà la voglia di scrivere (spero presto!) quindi volevo informare i lettori che per il momento questo blog è in una fase di "ibernazione" ed i prossimi post arriveranno un po' a "singhiozzo" prima di ripartire a pieno regime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo però ho iniziato a disegnare il nuovo tema che porterà A Sense Of Purpose alla Versione 4. L'attuale tema grafico mi ha stufato e sto optando per qualcosa di più accogliente e più "casereccio". Sono già a buon punto ma, come al solito, il blocco d'ispirazione arriva sempre quando mi tocca decidere la grafica della sidebar. Se riuscissi a risolvere quel problema il tema sarebbe quasi completo ma immagino che ci vorranno ancora un paio di settimane per trovare l'ispirazione giusta. Sto anche pensando di sostituire tutto il modulo dei commenti con qualcosa di più funzionale ma ci sono non poche problematiche legate al cambio di gestione commenti per cui vedremo più avanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto questo vi saluto e vi ringrazio per la pazienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PS: visto che è il 31 Ottobre: Happy Halloween!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;I commenti sono disabilitati per questo tipo di articolo&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3088942195019785249-4870680675757780249?l=asopblog.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/asopblog/~4/hVKnWJI7Xto" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/4870680675757780249?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/4870680675757780249?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/asopblog/~3/hVKnWJI7Xto/breve-pausa.html" title="Breve pausa..." /><author><name>Antonio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994349373309021202</uri><email>asenseofpurposeblog@live.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09180197214217437902" /></author><feedburner:origLink>http://asopblog.blogspot.com/2009/10/breve-pausa.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;D0QAQn48fyp7ImA9WxNVEkQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-3088942195019785249.post-2423974367168659742</id><published>2009-10-23T10:46:00.004+02:00</published><updated>2009-10-23T12:55:43.077+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-23T12:55:43.077+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="In Tormentata Quiete" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Recensioni" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Italian Metal" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Folk Metal" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Avantgarde Metal" /><title>In Tormentata Quiete: Teatroelementale - Recensione</title><content type="html">&lt;table align="left" border="0" cellpadding="10" cellspacing="10" width="265"&gt;&lt;tbody&gt;     &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; display: inline;" title="In_Tormentata_Quiete_Teatroelementale" alt="In_Tormentata_Quiete_Teatroelementale" src="http://lh3.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/SuFtUDcdhZI/AAAAAAAAAkI/if2hx6uX0Ww/InTormentataQuieteTeatroelementale6.jpg?imgmax=800" border="0" height="240" width="240" /&gt; &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;In Tormentata Quiete: Teatroelementale&lt;/span&gt; &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Voto Complessivo:&lt;/span&gt; 8.5/10        &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Tipo:&lt;/span&gt; Studio Album        &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Genere:&lt;/span&gt; Avantgarde Metal        &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Data di Uscita:&lt;/span&gt; 12/10/2009        &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Durata:&lt;/span&gt; 57 minuti&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Tracklist:&lt;/span&gt;        &lt;br /&gt;       &lt;p&gt;01) &lt;em&gt;Discorso sul Teatro Drammatico           &lt;br /&gt;&lt;/em&gt;02) L'Alchimista          &lt;br /&gt;03) &lt;em&gt;Monologo           &lt;br /&gt;&lt;/em&gt;04) La Danza Del Fuoco          &lt;br /&gt;05) &lt;em&gt;Monologo           &lt;br /&gt;&lt;/em&gt;06) Il Pianto Della Terra          &lt;br /&gt;07) &lt;em&gt;Monologo &lt;/em&gt;         &lt;br /&gt;08) Dell'Uomo E Del Vento          &lt;br /&gt;09) &lt;em&gt;Monologo &lt;/em&gt;         &lt;br /&gt;10) Il Canto Del Mare          &lt;br /&gt;11) &lt;em&gt;Monologo           &lt;br /&gt;&lt;/em&gt;12) Le Illusioni Del Vento          &lt;br /&gt;13) &lt;em&gt;Monologo &lt;/em&gt;         &lt;br /&gt;14) Del Mare Alla Luna          &lt;br /&gt;15) &lt;em&gt;Epilogo &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;       &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;   &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;em&gt;Sipario…&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Conosco questa band da &lt;strong&gt;Giugno 2009&lt;/strong&gt;. In quel periodo sentii per caso una loro canzone in anteprima su &lt;strong&gt;Radio 1&lt;/strong&gt;: “&lt;strong&gt;L’alchimista&lt;/strong&gt;”. La traccia fu presentata dal  regista Marco Manetti che era ospite speciale della trasmissione radiofonica “Stereonotte”. Subito rimasi colpito dalla particolarità di questa band. La canzone era completamente cantata in Italiano e proponeva sonorità molto interessanti. Quel brano mi colpì all’istante e così cercai informazioni a riguardo. A quei tempi la band aveva all’attivo solamente un Demo ed un album. Così andai alla ricerca di quest’ultimo. Non riuscii a trovarlo da nessuna parte ma, alla fine, riuscii a farmi prestare una copia originale da un conoscente. Il loro debut album era un lavoro veramente spettacolare del quale avevo anche preparato una recensione (in seguito cancellata perché l’avevo scritta malissimo). &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;In quell’album, gli&lt;strong&gt; In Tormentata Quiete&lt;/strong&gt;, proponevano un mix tra tanti generi musicali. Si spaziava dal Black Metal al folk e si arrivava fino a soluzioni più vicine al Progressive. Quell’album mi colpì per la sua dose di aggressività alternata a veri e propri colpi di genio. Insomma, ero sempre più soddisfatto di essere italiano. Quell’album era veramente un buon lavoro però, a tratti, forse era un po’ troppo dispersivo. Era come se la band in alcuni punti esagerava ad inserire troppi elementi o si perdeva per strada.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Assimilato per bene quell’album non facevo altro che aspettare il suo seguito non vedendo l’ora di poter riascoltare “L’alchimista”. Così decisi di non farmi sfuggire il nuovo &lt;strong&gt;Teatroelementale&lt;/strong&gt; e lo ordinai qualche giorno prima della sua data di uscita presso il mio negozio di fiducia. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Così, qualche giorno fa, mi misi all’ascolto del nuovo album ma, stranamente, provavo una sensazione di “pessimismo” mentre ascoltavo per la prima volta le canzoni. Questa sensazione mi perseguitò anche durante gli ascolti successivi fino al punto in cui iniziai a notare qualcosa. Più ascoltavo l’album e più, nelle canzoni, traspariva qualcosa che riusciva a tenermi incollato all’album. Dopo diversi ascolti, finalmente riuscii ad estrarre il nettare dell’album e notai una classe sopraffina; una caratteristica che non è da tutti. Le canzoni avevano qualcosa di particolare…una &lt;strong&gt;retrogusto molto piacevole&lt;/strong&gt;. E così mi convinsi di avere tra le mani un album di ottima fattura, molto più riuscito del precedente platter.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Scendendo nello specifico&lt;strong&gt;, Teatroelementale è un concept-album&lt;/strong&gt;. Questi tipi di album sono qualcosa di spettacolare ma il brutto è che per capire la storia che si cela dietro le canzoni dobbiamo studiarci ogni singola parola e tradurre mentalmente i testi in italiano. Ma siccome &lt;strong&gt;i testi di Teatroelementale sono tutti nella nostra lingua&lt;/strong&gt; è ancora più facile capire il significato nascosto dietro all’album. E devo dire che è veramente una cosa spettacolare riuscire ad interpretare i testi di un concept-album già dai primi ascolti senza leggere i testi. Alla fine è come seguire la trama di un film, o meglio, assistere ad un Opera Teatrale, però immaginando ciò che accade durante l’ascolto. Ora non voglio rovinarvi la sorpresa svelandovi la trama del concept ma vi basta sapere che tutto ruota intorno al &lt;strong&gt;teatro drammatico&lt;/strong&gt; e posso assicurarvi che gli In Tormentata Quiete non scadono mai nella banalità. I testi sono molto profondi e contengono molte metafore, alcune delle quali piuttosto complesse, che terranno impegnata la mente dell’ascoltatore, intento a comprendere il messaggio celato dietro ai testi di difficile interpretazione. Di band Metal che cantano nella nostra lingua ce ne sono tante ma c’è anche da dire che non sempre la lingua italiana si adatta a questo genere musicale. Gli&lt;strong&gt; In Tormentata Quiete&lt;/strong&gt; invece riescono a sorprendere anche sotto questo versante ed abbinano la lingua italiana alle loro canzoni senza incontrare la minima difficoltà. Il risultato è sbalorditivo ed i testi, a tratti, sembrano addirittura poetici vista la cura riposta negli stessi durante la fase di songwriting.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;In questo album però, non ci sono solo canzoni. Avrete infatti notato che i vari brani si alternano a dei &lt;strong&gt;Monologhi &lt;/strong&gt;(caratteristica tipica del teatro) nei quali, come giusto che sia, a recitare è una sola persona (in questo caso un uomo o meglio, la pazzia di un essere umano). I Monologhi &lt;strong&gt;sono fondamentali ai fini di questo concept perché narrano dei passaggi importanti della trama&lt;/strong&gt;. Anche questi non scadono mai nella banalità e danno un tocco di eleganza in più al concept. Diversamente da quanto si sente dire in giro, &lt;strong&gt;questi monologhi sono tutt’altro che noiosi&lt;/strong&gt; anzi, potrei dire che senza di essi Teatroelementale perderebbe gran parte della sua linfa vitale. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Alla fine, se togliamo le tracce “recitate”, le canzoni vere e proprie che rimangono sono sette e sono tutte di altissima qualità. Tutte le tracce sono molto sperimentali e tutt’altro che prevedibili. Gli episodi che mi hanno colpito di più sono la già citata “&lt;strong&gt;L’alchimista&lt;/strong&gt;”, “&lt;strong&gt;Il Pianto della Terra&lt;/strong&gt;”, “&lt;strong&gt;Il Canto Del Mare&lt;/strong&gt;” e “&lt;strong&gt;Le Illusioni del Vento&lt;/strong&gt;”. Adoro queste canzoni perché al loro interno hanno qualcosa di veramente speciale e propongono sonorità molto varie e mai ripetute per troppo tempo. Tutto è dosato con cura senza esagerazioni o carenze, vedrete, rimarrete stupiti dalle sonorità ricreate dai vari brani.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Come già detto, gli&lt;strong&gt; In Tormentata Quiete&lt;/strong&gt;, sono una &lt;strong&gt;band sperimentale&lt;/strong&gt; difficile da inquadrare in un genere musicale ben preciso. Alla fine però, tenendo conto delle sonorità/strutture delle canzoni, il genere che più si adatta a questa band è &lt;strong&gt;l’Avantgarde Metal&lt;/strong&gt;. Diciamo che nella loro musica ci sono influenze derivanti dal &lt;strong&gt;Black Metal&lt;/strong&gt;, dal &lt;strong&gt;Progressive&lt;/strong&gt;, dal &lt;strong&gt;Folk&lt;/strong&gt;, dal &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gothic&lt;/span&gt;, dall’&lt;strong&gt;ambient &lt;/strong&gt;ed, in alcuni casi, anche dal &lt;strong&gt;Pop&lt;/strong&gt; o dalla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;musica Italiana&lt;/span&gt; in generale. Unire così tante sonorità in un unico contesto è una cosa molto complicata ma è questa la peculiarità degli ITQ. Ed, in questo caso, &lt;strong&gt;le sperimentazioni sono addirittura migliori rispetto al disco precedente&lt;/strong&gt;. Infatti, &lt;strong&gt;in Teatroelementale, tutto sembra più “unito”&lt;/strong&gt; ed è molto difficile trovare dei passaggi che suonano a vuoto. Tutto ha un senso compiuto e ogni elemento contribuisce a creare l’atmosfera necessaria ad accompagnare un’Opera (con la “O” maiuscola) di questo calibro. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;La cosa che più mi ha colpito è il lavoro svolto alle tastiere&lt;/strong&gt;. Solitamente non do molta importanza al ruolo delle tastiere nel contesto Metal ma qui, il tastierista, ha svolto un lavoro certosino ricreando atmosfere dense di “phatos”. Poi ci sono delle &lt;strong&gt;chitarre tiratissime&lt;/strong&gt; che alternano riff pesantissimi a parti acustiche spettacolari, un &lt;strong&gt;basso&lt;/strong&gt; che accompagna alla grande le canzoni e si fa notare molto spesso e poi &lt;strong&gt;ritmiche di batteria molto elaborate&lt;/strong&gt; e sempre in primo piano. Nel precedente album, forse a causa del mixing, la batteria era leggermente più “nascosta”. Questa volta invece tutte le battute sono rese alla perfezione; tutto questo grazie ad &lt;strong&gt;una produzione al passo con i tempi&lt;/strong&gt;. Ora possiamo notare facilmente anche le più piccole sfumature che caratterizzano il sound di questa band. E ci voleva! Sempre nel precedente album, anche le voci venivano un po’ penalizzate a causa della produzione non proprio al top. In certi passaggi, quando ad esempio entravano in scena tre voci in contemporanea (voce pulita, voce femminile e scream) si creava troppa confusione, a mio parere. Ed anche questo è stato risolto. Ora anche se sono presenti tre voci in contemporanea, si possono distinguere perfettamente tutti gli strumenti in background e anche le stesse voci riescono ad amalgamarsi in una maniera eccellente. Dietro al microfono troviamo Giovanni Notarangelo, addetto alle &lt;strong&gt;clean vocals&lt;/strong&gt;; queste ultime, molto spesso, vengono  alternate (o accompagnate) dal violentissimo &lt;strong&gt;Scream&lt;/strong&gt; di Marco Vitale. Inoltre, in tre canzoni dell’album, fa capolino anche la voce femminile di &lt;a href="http://www.myspace.com/ladyedera" target="_blank"&gt;Edera&lt;/a&gt; dei Domina Noctis, che riesce a regalare una performance formidabile.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Cosa dire di più? &lt;strong&gt;Teatroelementale è sicuramente un prodotto migliore del suo predecessore&lt;/strong&gt;. Ciò che determina questo successo è la maturità artistica raggiunta dalla band, una produzione eccellente ed un concept molto elaborato. Questi elementi fanno in modo che &lt;strong&gt;Teatroelementale&lt;/strong&gt; sia un album molto particolare e ben studiato in ogni suo istante. Forse però è un disco meno immediato del precedente platter. A mio parere &lt;strong&gt;Teatroelementale necessita di ascolti “raccolti”&lt;/strong&gt; (almeno nei primi tempi) per essere apprezzato appieno. Io ho provato ad ascoltarlo sia in cuffia che sullo stereo e devo dire che la differenza è abissale. &lt;strong&gt;Teatroelementale da il meglio di sé in cuffia &lt;/strong&gt;e solo se l’ascoltatore è concentrato al 100% sul contesto dell’album. Richiede quindi molta attenzione e molto interessamento per far sì che voi possiate sentire ciò che la band voleva veramente trasmettere all’ascoltatore. Sicuramente non è un album adatto a tutti i palati. &lt;strong&gt;Teatroelementale&lt;/strong&gt; è un prodotto decisamente più adatto a chi è aperto alle sperimentazioni ed agli ascolti un po’ complicati che vanno aldilà dei soliti schemi. Però ditemi: quante band metal italiane decidono di fare un concept nella loro lingua madre? Ecco, questa è un’opportunità fantastica per noi che possiamo comprendere appieno il significato della trama (già complicata di suo), diversamente da chi abita all’estero.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;In definitiva: &lt;strong&gt;acquisto obbligatorio&lt;/strong&gt; per chi è aperto alle sperimentazioni,&lt;strong&gt; altamente consigliato invece per chi ha voglia di ascoltare qualcosa di nuovo&lt;/strong&gt; che non segue i soliti schemi e per chi vuole sentire musica made in Italy di altissimo livello accompagnata da testi evocativi.&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;“Un grande Teatro, fino all’ultima tragedia…”&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;object height="285" width="340"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/E9iVQzefgFM&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;border=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/E9iVQzefgFM&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="285" width="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3088942195019785249-2423974367168659742?l=asopblog.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/asopblog/~4/g8EhLz_cPXk" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://asopblog.blogspot.com/feeds/2423974367168659742/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://asopblog.blogspot.com/2009/10/in-tormentata-quiete-teatroelementale.html#comment-form" title="7 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/2423974367168659742?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/2423974367168659742?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/asopblog/~3/g8EhLz_cPXk/in-tormentata-quiete-teatroelementale.html" title="In Tormentata Quiete: Teatroelementale - Recensione" /><author><name>Antonio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994349373309021202</uri><email>asenseofpurposeblog@live.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09180197214217437902" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">7</thr:total><feedburner:origLink>http://asopblog.blogspot.com/2009/10/in-tormentata-quiete-teatroelementale.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0AHSHw5eip7ImA9WxNUFk8.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-3088942195019785249.post-4659110716669974577</id><published>2009-10-21T11:07:00.002+02:00</published><updated>2009-11-07T20:22:19.222+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-07T20:22:19.222+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Altro" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Riflessioni" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="In Flames" /><title>21/10/08 – 21/10/09: Un anno di concerti, un anno di fantastici ricordi</title><content type="html">&lt;p align="justify"&gt;Ed eccoci qui, sembra strano ma&lt;strong&gt; è già passato un anno da quando partecipai al mio primo concerto Metal in assoluto&lt;/strong&gt;. E così, il primo anno “on the road” si chiude con ben cinque tappe all’attivo e 16 band viste dal vivo. In questi 12 mesi mi sono divertito un mondo, i concerti sono stati quasi tutti di alto livello ed ho vissuto in prima persona delle esperienze fantastiche. Alla fine ho scoperto che i concerti sono una di quelle poche cose che riescono a rendermi veramente felice. Che dire? Non me l’aspettavo… Quando il &lt;strong&gt;21 Ottobre 2008&lt;/strong&gt; presi parte al mio primo concerto (&lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/2008/10/211008-in-flames-gojira-sonic-syndicate_22.html" target="_blank"&gt;In Flames + Gojira + Sonic Syndicate&lt;/a&gt;) non avrei mai pensato di partecipare a così tanti (per i miei standard) altri eventi (un concerto tira l’altro..). Ho ancora ricordi vivissimi di ognuna di quelle serate indimenticabili e non potete capire come mi sento male  ora a ripensare a quei fantastici momenti. Cioè i ricordi sono fantastici però provo un senso di nostalgia pazzesca, vorrei rivivere quei momenti per 1000 altre volte. Però la vita va avanti e si spera sempre che le cose vadano per il meglio nel futuro quindi non mi resta che pensare a quali concerti parteciperò in futuro anche se questo è un brutto periodo per quanto riguarda la mia vita on the road. Purtroppo non sono riuscito a partecipare a molte date che avevo in programma e anche quelle future sono a rischio (ad esempio il concerto degli &lt;strong&gt;Amorphis&lt;/strong&gt;). Comunque vedremo come andrà; se tutto andrà come deve sarò sempre qui a raccontarvi queste mie “avventure” tra pochi mesi (o settimane, si spera). Inoltre, ora che ho la fotocamera nuova, spero di riuscire a fare foto come si deve, infatti non vedo l’ora di testarla sul campo. Prima usavo il cellulare ma le foto venivano uno schifo. Per il prossimo anno (2010) invece sto già architettando di partecipare al concerto dei &lt;strong&gt;Megadeth&lt;/strong&gt; (sarà molto dura però) e a quello degli &lt;strong&gt;AC/DC&lt;/strong&gt; (già più probabile) e poi spero anche di farmi un giro al &lt;strong&gt;Gods Of Metal 2010&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Comunque, proprio l’altro giorno &lt;strong&gt;stavo ripensando al mio primo concerto&lt;/strong&gt;. Ci sono tante cose che non vi ho raccontato su quella serata (e su tutti gli altri concerti) ma è una cosa impossibile descrivere tutto per filo e per segno in un semplice report. Ahhh, la serata del 21 Ottobre finirebbe sicuramente al primo posto dei migliori giorni della mia vita. Ricordo che ero agitatissimo visto che era il mio primo concerto. Partii per il viaggio con mia sorella, mio cognato ed nostro amico. Un’ora di viaggio interminabile ci separava da&lt;strong&gt; Milano&lt;/strong&gt; e, causa traffico intenso sull’autostrada, decidemmo di prendere un’uscita alternativa per poi proseguire fino a destinazione con la metro. Finimmo in un ingarbugliamento di strade pazzesco (se ci fossi stato io al volante mi sarei perso) però arrivammo in men che non si dica al &lt;strong&gt;mega-parcheggio&lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/St7PMa_piDI/AAAAAAAAAj4/dMNsHtc6w28/s1600-h/mm_milano%5B5%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; display: inline; margin-left: 0px; margin-right: 0px;" title="metropolitana_milano" alt="metropolitana_milano" src="http://lh5.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/St7PNAJWxfI/AAAAAAAAAj8/pBwctUpsaB8/mm_milano_thumb%5B3%5D.jpg?imgmax=800" align="right" border="0" height="190" width="300" /&gt;&lt;/a&gt; multipiano di San Donato&lt;/strong&gt;. Parcheggiammo la macchina e scendemmo nella metropolitana e lì: &lt;strong&gt;il CAOS!&lt;/strong&gt; Giuro di non essermi mai trovato in mezzo ad un caos così pazzesco. Era l’ora in cui i lavoratori prendevano il fantomatico “trenino” e tornavano alle loro case. Io non credevo ai miei occhi. C’era talmente tanta gente che pareva di essere a Tokyo. Sarà che non ci sono abituato ma quei Milanesi ti passavano vicino alla velocità della luce, sbucavano dai muri (escono dalle fottute pareti!! &lt;em&gt;cit.&lt;/em&gt;), ti si scontravano contro e manco se ne accorgevano. Insomma, ero un po’ un pesce fuori dall’acqua in quell’ambiente. Fortunatamente i miei compagni di avventura sapevano bene come muoversi lì in mezzo. Andammo a comprare i biglietti e subito lì vicino si fermò la nostra metro, così ci catapultammo dentro alla velocità della luce (a momenti le porte si chiudevano). Prima di entrare, nella mia mente pensavo “sono salvo! via da questo caos!"..&lt;strong&gt;come non detto, dentro alla metro era peggio che fuori&lt;/strong&gt;. Eravamo tutti spiaccicati. In pratica ad ogni fermata saliva gente ma non scendeva mai nessuno. In prossimità della nostra fermata (Maciachini – Linea Gialla) iniziò a scendere un po’ di gente e finalmente si riusciva a respirare. Finito il tram-tram uscimmo dal sotterraneo e finalmente vidi la luce! Ero pronto a gridare “Terraaaaaaa!” ma al mio primo respiro mi trovai i polmoni completamente intossicati a causa dell’aria “purissima” che si può respirare in quella città. Non riuscirei mai ad abitare a Milano, c’è troppo smog! &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; margin: 5px 0px 0px; display: inline;" title="karin_axelsson_3" alt="karin_axelsson_3" src="http://lh5.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/St7PN5nH9BI/AAAAAAAAAkA/jU2VD_7M-s4/karin_axelsson_3%5B5%5D.jpg?imgmax=800" align="left" border="0" height="240" width="180" /&gt;Così ebbe inizio la ricerca dell’Alcatraz (che alla fine era a soli 300 metri di distanza). Si iniziavano a scorgere i primi tizi che erano lì per il concerto. Era divertente vedere la gente in giro per Milano con le magliette degli In Flames. Sembrava di abitare in un mondo colonizzato dal Metal. Comunque arrivammo là davanti e, mentre io mi guardavo in giro, notai che sul marciapiede davanti a noi stavano passando&lt;strong&gt; Anders Fridén&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Daniel Svennson&lt;/strong&gt; degli In Flames. Quella fu una grande occasione per veder da vicino i miei idoli. Peccato che non potevamo chiedere autografi o foto. Però fu una bella esperienza vedere i creatori del Melodic Death Metal da così vicino. Comunque il concerto non era ancora iniziato ed allora facemmo tappa al McDonald nei pressi dell’Alcatraz. Anche lì era pieno di metallari provenienti da tutte le parti dell’Italia. Io non mangiai nulla..ero troppo agitato e poi avevo già fatto uno spuntino a casa per cui passavo il tempo a chiacchierare con gli altri. Mia sorella poi ordinò un Happy Meal e dentro c’era pure una “sorpresa” che successivamente divenne la protagonista della serata: una biro a forma di “poliziotto”. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Comunque uscimmo da quel locale e ritornammo nel nostro “luogo di culto” e, sorpresona, i &lt;strong&gt;Sonic Syndicate&lt;/strong&gt; avevano già iniziato a suonare! Peccato, però almeno metà del loro show lo riuscimmo a vedere. La parte più bella però arrivò quando finì il loro show. La bassista (gnoccona) dei Sonic Syndicate scese dal palco, ma ben pochi fortunati se ne accorsero. Così il mio amico riuscì a fare una foto con lei e si fece fare pure l’autografo…però, la bassista non aveva una biro e quindi pensate un po’ con che cosa gli facemmo fare l’autografo…esatto, la stranissima biro trovata al McDonald! Una scena indimenticabile. Penso che &lt;strong&gt;Karin&lt;/strong&gt; si sia chiesta che razza di biro abbiamo noi in Italia :D&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Lo show proseguì alla grande ma di questo ve ne avevo già parlato &lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/2008/10/211008-in-flames-gojira-sonic-syndicate_22.html" target="_blank"&gt;nel rispettivo report&lt;/a&gt;. Finì il concerto nel migliore &lt;img style="border: 0px none ; margin: 8px 0px 0px; display: inline;" title="" alt="" src="http://lh4.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/St7POgaP7EI/AAAAAAAAAkE/nAQQ5hSrBlI/2975652613_715bde584e_o%5B7%5D.jpg?imgmax=800" align="right" border="0" height="217" width="454" /&gt; dei modi, tutte le band riuscirono a trasmettermi grandi emozioni ed a fine concerto ero completamente esausto (forse più a causa dell’agitazione che altro). Ero indeciso se comprare una maglietta degli In Flames ma i prezzi erano altissimi ed i disegni stampati sulle t-shirt non erano proprio il massimo quindi lasciai perdere e mi  precipitai dalle bancarelle fuori. Lì c’era pieno di gente e le magliette che vendevano erano peggiori di quelle ufficiali quindi anche lì non comprai nulla. Però, come un fulmine a ciel sereno si aggiunse la cosiddetta ciliegina sulla torta. Una bellissima ragazza mi fermò complimentandosi con me per la maglietta che indossavo. Sembra un episodio irrilevante ma grazie a quella “scenetta” mi si stampò un sorrisone in faccia. Insomma, essere fermato da una bella ragazza, per il sottoscritto, è una cosa più unica che rara per cui ne fui veramente felice, peccato che era tardi e non potei scambiare nemmeno due parole con lei. E poi la serata finì; salimmo sulla metro e ritornammo a casa. Fu una serata veramente fantastica, molto atmosferica. Arrivato a casa, causa estrema stanchezza, pensai: basta, ora di concerti per un bel po’ non ne voglio più fare…come non detto, ora invece farei un concerto ogni giorno se ne avessi la possibilità :D &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;E’ stato divertente rispolverare questi ricordi provenienti &lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/2008/10/211008-in-flames-gojira-sonic-syndicate_22.html" target="_blank"&gt;dal mio primo concerto Metal&lt;/a&gt; e riportandoli di getto su queste pagine; in questo modo me li potrò rivivere per sempre anche nel caso in cui me ne dimenticassi (speriamo di no). Questo anno di concerti è stato spettacolare e se devo citare lo show che mi ha divertito di più in assoluto, sicuramente metterei sul podio i &lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/2009/06/motley-crue-report-gods-of-metal-2009.html" target="_blank"&gt;Motley Crue&lt;/a&gt;; durante la loro esibizione mi divertii un mondo. Però il primo concerto è indimenticabile ed ha un posto speciale nel mio cuore. Chissà come sarà il prossimo anno on the road..spero che si riveli ancora migliore di questo (cosa impossibile) ma purtroppo prevedo che parteciperò a veramente pochi concerti nei prossimi 12 mesi. Però la speranza è l’ultima a morire e quindi dico: i prossimi 12 mesi saranno fantastici! Incrocio le dita. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3088942195019785249-4659110716669974577?l=asopblog.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/asopblog/~4/6l3z1cTjSL8" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://asopblog.blogspot.com/feeds/4659110716669974577/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://asopblog.blogspot.com/2009/10/211008-211009-un-anno-di-concerti-un.html#comment-form" title="7 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/4659110716669974577?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/4659110716669974577?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/asopblog/~3/6l3z1cTjSL8/211008-211009-un-anno-di-concerti-un.html" title="21/10/08 – 21/10/09: Un anno di concerti, un anno di fantastici ricordi" /><author><name>Antonio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994349373309021202</uri><email>asenseofpurposeblog@live.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09180197214217437902" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">7</thr:total><feedburner:origLink>http://asopblog.blogspot.com/2009/10/211008-211009-un-anno-di-concerti-un.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0cHQXo9cSp7ImA9WxNWGEs.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-3088942195019785249.post-6289655014203634887</id><published>2009-10-18T10:05:00.005+02:00</published><updated>2009-10-18T14:30:30.469+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-18T14:30:30.469+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Recensioni" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Epica" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Symphonic Metal" /><title>Epica: Design Your Universe – Recensione</title><content type="html">&lt;table align="left" border="0" cellpadding="10" cellspacing="10" width="265"&gt;&lt;tbody&gt;     &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; display: inline;" title="epica_design_your_universe" alt="epica_design_your_universe" src="http://lh5.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/StrMWZcF3DI/AAAAAAAAAhY/b_bh7Cvh-uk/epicadesignyouruniverseartwork4.jpg?imgmax=800" border="0" height="240" width="240" /&gt;&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Epica: Design Your Universe&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Voto Complessivo:&lt;/span&gt; 8.5/10        &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Tipo:&lt;/span&gt; Studio Album        &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Genere:&lt;/span&gt; Symphonic Metal        &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Data di Uscita:&lt;/span&gt; 16/10/2009        &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Durata:&lt;/span&gt; 75 minuti&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Tracklist:         &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;01) Samadhi        &lt;br /&gt;02) Resign to Surrender        &lt;br /&gt;03) Unleashed        &lt;br /&gt;04) Martyr of the Free Word        &lt;br /&gt;05) Our Destiny        &lt;br /&gt;06) Kingdom of Heaven        &lt;br /&gt;07) The Price of Freedom        &lt;br /&gt;08) Burn to a Cinder        &lt;br /&gt;09) Tides of Time        &lt;br /&gt;10) Deconstruct        &lt;br /&gt;11) Semblance of Liberty        &lt;br /&gt;12) White Waters        &lt;br /&gt;13) Design Your Universe&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;   &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;Che gli Epica fossero una delle migliori band in circolazione degli ultimi anni era un fatto ormai appurato e Design Your Universe, come vedremo di seguito, non è altro che una conferma. Anzi, forse anche di più di una semplice conferma, perché penso che non saranno pochi quelli che definiranno DYU come il miglior album che questa band abbia mai dato alle stampe.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Gli &lt;strong&gt;Epica&lt;/strong&gt;, grazie all’ottimo &lt;strong&gt;The Divine Conspiracy&lt;/strong&gt;, avevano sbalordito molti fan. The Divine Conspiracy dimostrava l’eccellente maturità musicale raggiunta dalla band. Dopo un album un po’ “soft” come &lt;strong&gt;Consign To Oblivion&lt;/strong&gt;, The Divine Conspiracy attirò quindi l’attenzione dei media per la sua raffinatezza e per le capacità che il gruppo aveva sviluppato. Diciamo che, il sottoscritto, dopo un album come The Divine Conspiracy non sapeva proprio cosa aspettarsi dagli Epica. Ma in fondo me lo sentivo…sapevo che gli Epica, con &lt;strong&gt;Design Your Universe&lt;/strong&gt;, avrebbero dato vita ad un prodotto unico nel suo genere e ancora migliore del precedente album.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Ma cosa rappresenta&lt;strong&gt; Design Your Universe&lt;/strong&gt;? Io lo definirei come &lt;strong&gt;l’album più maturo composto da questa band&lt;/strong&gt; (almeno per il momento) &lt;strong&gt;ed allo stesso tempo una sorta di “punto di arrivo”&lt;/strong&gt;. Con questo intendo dire che in Design Your Universe, i membri del gruppo, riescono a padroneggiare al meglio gli elementi che caratterizzano il loro inconfondibile sound. DYU racchiude tutta l’essenza degli Epica e la eleva alla massima potenza. E se fino a pochi giorni fa definivo The Divine Conspiracy come l’album più maturo della band, ora mi devo ricredere davanti alle fantastiche sonorità di &lt;strong&gt;Design Your Universe&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Ultimamente, varie band appartenenti al filone “&lt;strong&gt;Symphonic Metal&lt;/strong&gt;”, scadono un po’ nella banalità e, molto spesso, tendono ad abbracciare sonorità più “rockeggianti” o “pop-oriented” mentre&lt;strong&gt; gli Epica restano ben ancorati al nostro caro Metal&lt;/strong&gt; rendendo ancora più aggressive le sonorità delle loro canzoni. Insomma, gli Epica vanno controcorrente (fortunatamente) e sbaragliano la concorrenza con un album che lascerà a bocca aperta molti di voi. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Questo disco, come da tradizione, è qualcosa di completamente diverso dai lavori precedenti anche se, ovviamente, contiene tutti quegli elementi che gli Epica hanno forgiato durante la loro carriera. In certi punti è un album che addirittura lascia spiazzato – nei primi tempi – l’ascoltatore; intento a fronteggiare sonorità più pesanti e un po’ diverse dal solito. Peculiarità di DYU è infatti la “pesantezza” sonora di certe canzoni. Incredibile poi come la componente “Death” sia stata messa ancora più in evidenza del solito. Un esempio di questa caratteristica lo potrebbe essere un brano come &lt;strong&gt;Martyr Of The Free Word&lt;/strong&gt;, molto probabilmente la traccia più tosta dell’intera discografia degli Epica. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Ma non è finita qui. Pensavate che bastassero solo un po’ di sonorità Metal in più per fare di DYU un album spettacolare? No, gli Epica osano di più e lo fanno inserendo qualcosa di molto speciale all’interno dei vari brani: &lt;strong&gt;gli assoli di chitarra&lt;/strong&gt;. Incredibile ma vero, &lt;strong&gt;i Nostri hanno finalmente deciso di inserire questa caratteristica fondamentale nella loro musica ed il risultato è eccellente&lt;/strong&gt; (vi ricordo che l’unico assolo che gli Epica avevano composto in passato era presente in Beyond Belief del precedente album). Gli assoli non sono mai banali, anzi sono ben ragionati ed inseriti con cognizione nei vari contesti. Probabilmente parte del merito va anche ad &lt;strong&gt;Isaac Delahaye&lt;/strong&gt; che ha sostituito recentemente il vecchio chitarrista, Ad Sluijter.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Altra caratteristica che fa di DYU un prodotto migliore è l’angelica voce della &lt;strong&gt;Simons&lt;/strong&gt;, migliorata ulteriormente rispetto al passato. Già nel precedente album ci regalò una prestazione superba ma in DYU, incredibilmente, si riesce ancora a superare. Comunque la bellissima cantante degli Epica è una garanzia, non c’è bisogno di spendere inutili parole per descrivere le emozioni che riesce a trasmettere. Chi conosce già questa band sa bene di cosa sto parlando.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;E se la voce della Simons è migliorata, cosa dobbiamo dire delle &lt;strong&gt;growl vocals&lt;/strong&gt;? Sicuramente, queste ultime, sono state messe ancora più in evidenza del solito ed hanno acquisito maggior spazio all’interno delle canzoni. Non saprei dire se&lt;strong&gt; Mark&lt;/strong&gt; ha fatto un maggior uso delle growl vocals su questo disco rispetto al passato ma l’impressione è quella. L’alternanza tra il growl e la voce pulita della Simons è, come sempre, eccellente. Da ambedue le parti non si esagera mai e, anche se questi sono due tipi di voce altamente contrastanti, gli Epica riescono a gestire sempre al meglio la situazione affiancando questi due elementi con grande stile ed eleganza.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Siamo quasi alla fine; non mi rimane che dire quali canzoni mi hanno colpito di più. Dopo attentissimi ascolti sono giusto alla conclusione che, le canzoni più riuscite (a mio parere, ovviamente) rispondono al nome di: &lt;strong&gt;Resign To Surrender&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Unleashed&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Martyr Of The Free World&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Our Destiny&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Burn to a Cinder&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Deconstruct&lt;/strong&gt; e la titletrack &lt;strong&gt;Design Your Universe&lt;/strong&gt;. Quelli appena elencati sono tutti episodi eccellenti che mettono in bella mostra le capacità della band regalando emozioni su emozioni. Il resto delle tracce sono comunque ottime anche se un gradino sotto a quelle appena citate. Una nota di merito va anche a &lt;strong&gt;Tides Of Time&lt;/strong&gt;, dove viene dato molto spazio alla nostra amata Simons che riesce a sfoggiare una performance da urlo. E poi c’è&lt;strong&gt; White Waters&lt;/strong&gt; dove una voce così particolare come quella di &lt;strong&gt;Tony Kakko&lt;/strong&gt; (&lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/search/label/Sonata%20Arctica" target="_blank"&gt;Sonata Arctica&lt;/a&gt;) riesce ad amalgamarsi perfettamente con quella della Simons in una gustosa ballad. L’unica traccia che non mi ha colpito appieno è stata &lt;strong&gt;Kingdom Of Heaven&lt;/strong&gt; che non è una canzone brutta ma non è riuscita a trasmettermi molto. Kingdom Of Heaven è una traccia molto varia e con trame complesse dove la classe degli Epica si fa notare benissimo ma, come già detto, a livello “emotivo” non riesce a trasmettermi nulla; ma forse riuscirò a "capirla" meglio in futuro.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;E così arriviamo alla fine. DYU dura più o meno 75 minuti; all’inizio vi sembreranno un’eternità ma ripeterete molto volentieri l’esperienza fino al punto in cui l’album vi sembrerà addirittura troppo breve ed allora lo riascolterete in continuazione. &lt;strong&gt;E’ sicuramente un album che va capito&lt;/strong&gt;, va studiato a fondo e non deve essere valutato superficialmente. La band ha dato il massimo per consegnarci il miglior prodotto possibile e quindi da parte nostra si aspettano di essere ricambiati con la stessa moneta perché loro stessi sono consapevoli di aver creato un qualcosa di superbo. &lt;strong&gt;Non abbandonate l’album ai primi ascolti&lt;/strong&gt;, osate sempre di più. All’inizio sarà un disco molto difficile da assimilare (o almeno, nel mio caso è stato così) ma dopo attenti ascolti scoprirete una gemma unica nel suo genere che vi sorprenderà e vi farà compagnia nelle giornate della vostra vita e, a livello mondiale, innalzerà ulteriormente la popolarità degli Epica. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Design Your Universe&lt;/strong&gt;, in definitiva, altro non è che un album &lt;strong&gt;eccellente&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;gustoso dal primo all’ultimo minuto&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;ben studiato&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;suonato e cantato in modo impeccabile&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;molto vario&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;molto maturo&lt;/strong&gt; e che &lt;strong&gt;in ogni secondo riuscirà a trasmettervi quell’estrema raffinatezza combinata alla grande classe degli Epica&lt;/strong&gt;. Nulla è lasciato al caso ed ogni singola nota è stata ricercata per riuscire a trasmettere qualcosa di concreto all’ascoltatore. DYU dimostra che gli Epica sanno capire le esigenze dei loro fan e sanno bene cosa può funzionare e cosa no.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Siamo quindi davanti ad una delle migliori band del momento&lt;/strong&gt; e, anche se è un po’ troppo presto per dirlo, se gli Epica continueranno in questa direzione non mi sorprenderei se in futuro gli attribuiremo lo status di: Leggende.&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Design Your Universe: Epica At Their Best!&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3088942195019785249-6289655014203634887?l=asopblog.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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Un gruppo che ha maturato tanta gavetta ma che solo recentemente ha dato alle stampe un album vero e proprio. Una band che prende come ispirazione principale i grandissimi Opeth e che cerca di creare qualcosa di nuovo.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Al giorno d’oggi (praticamente dappertutto, tranne che in Italia) basta un computer per incidere un “demo”, un piccolo blog su Myspace per spargere la voce e dopo poco, nella migliore delle ipotesi, si riesce già ad avere un contratto discografico per incidere un debut album. Di solito va così e nel giro di due o tre anni si ha già la possibilità di vedere il proprio album sugli scaffali dei negozi. Per gli&lt;strong&gt; In Mourning&lt;/strong&gt; invece non è andata esattamente così. Non so se è stata la loro volontà ma, il primo album per questa band è arrivato dopo ben 6 anni di gavetta (e ben 5 demo pubblicati). &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;E’ strano perché, se io fossi un agente di una label discografica, avrei riconosciuto subito il potenziale di questa band e non ci avrei messo molto a proporgli un contratto discografico (anziché regalare contratti a band di dubbia qualità). Che siano stati gli &lt;strong&gt;In Mourning&lt;/strong&gt; ad aspettare così tanto tempo per perfezionare mano a mano il loro sound? Boh, sta di fatto che nel 2007 la &lt;em&gt;Aftermath Music&lt;/em&gt; si è accorta delle potenzialità di questo gruppo ed ha permesso loro di presentarsi al mondo intero con un album intitolato &lt;strong&gt;Shrouded Divine&lt;/strong&gt;, uscito nei negozi ad &lt;strong&gt;inizio 2008&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Purtroppo, ai tempi, non mi ero accorto dell’esistenza di questo album ed un po’ me ne pento vista la qualità del prodotto. Beh, poco importa, l’importante è l’averlo scoperto. Volete sapere come? In pratica stavo girando su Youtube (ottima miniera per scoprire nuove band) e, come al solito, cercavo quei video fatti dai fan in cui cercano di stabilire una classifica delle proprie band preferite in base al genere musicale. Io, ovviamente, da grande fanatico del &lt;strong&gt;Melodic Death Metal&lt;/strong&gt;, stavo cercando nuovi gruppi appartenenti a questo filone musicale e, per puro caso, trovai un video intitolato con qualcosa tipo “&lt;em&gt;Best 20 Melodic Death Metal Bands&lt;/em&gt;”. Diedi un’ascoltata e, come al solito, non riuscii a trovare una canzone abbastanza convincente. Aspettai ancora un po’ ed in sottofondo udii una canzone fantastica che riuscì a colpirmi in pieno, subito al primo ascolto. Sullo sfondo, nel frattempo, campeggiava una fantastica immagine che ritraeva una casa abbandonata in mezzo ad un campo; questa altro non era che la copertina dell’album al quale la canzone apparteneva. Il binomio copertina/canzone mi incuriosirono e così partii subito alla ricerca di informazioni sulla band. Notai che avevano un solo album all’attivo e così, dopo un paio di ascolti di qualche loro canzone, mi decisi a procedere con l’acquisto del loro debut album. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;E così arriva il momento di ascoltare l’album. Ora non voglio stare qui a spiegarvi cosa succede traccia per traccia ma vado direttamente al succo del discorso, ovvero alle sensazioni che mi è riuscito a trasmettere questo album. Innanzitutto le tracce di &lt;strong&gt;Shrouded Divine&lt;/strong&gt; mi hanno presentato una band di cui sentiremo parlare molto in futuro. Perché, direte voi? Perché gli&lt;strong&gt; In Mourning&lt;/strong&gt;, se continuano così, diventeranno uno dei nomi più illustri del nostro genere musicale preferito, ci potete scommettere. Dopodiché mi hanno dimostrato di saper creare atmosfere uniche; infatti non è da tutti unire in modo così raffinato due generi musicali così differenti come il Progressive Death ed il Melodic Death; grazie a loro questi due generi vengono amalgamati perfettamente e con grande classe. Ed infine, ogni secondo di questo album è riuscito a stupirmi in positivo.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Musicalmente ricordano molto gli &lt;strong&gt;Opeth&lt;/strong&gt; (soprattutto per la voce del cantante, non poi tanto distante da quella di Mr. Akerfeldt) ma riescono comunque a stupire l’ascoltatore. Insomma, non sono le classiche 4-5 persone che si alzano una mattina, decidono di mettere su una band per poi seguire pari prai le orme dei loro beniamini. No, gli In Mourning saranno sicuramente cresciuti a “pane ed Opeth”, però riescono ad inserire qualcosa di nuovo nel contesto delle canzoni. Senza contare che i brani degli Opeth sono fatti apposta per trasmettere disperazione, malinconia, tristezza e chi più ne ha più ne metta. Gli In Mourning, invece, a mio avviso, trasmettono pur sempre malinconia (anche se non ai livelli estremi degli Opeth), però accompagnano il tutto con quella melodia che sembra una sorta di “uscita” da un mondo dipinto di grigio. Ecco cosa mi ha sorpreso di loro.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per cui tante idee frullano nella testa degli In Mourning e lo dimostrano al mondo con un album raffinato e di gran classe. Ed il bello è che non c’è nemmeno una traccia che delude le aspettative, tutto si mantiene a livelli qualitativi molto elevati. E poi, come possono due canzoni come &lt;strong&gt;In The Failing Hour&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;The Black Lodge&lt;/strong&gt; (quest’ultima la mia preferita, la potete ascoltare a fine recensione) non piacere ad un fan di questo genere musicale?&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Datemi retta, provate ad ascoltare questo album e capirete che questo gruppo ha in serbo qualcosa di grande per il futuro. Futuro imminente tra l’altro, perché la band sta per tornare più forte che mai con un nuovo album che dovrebbe vedere la luce tra un po’ di mesi e, a mio parere, lo troveremo nei negozi nei primi mesi del 2010. Il successore di Shrouded Divine sarà sicuramente un album che farà iniziare bene il nuovo anno Metal, sempre se gli In Mourning saranno riusciti a mantenere questa eccellente vena compositiva. Supportate questa band e vedrete che ne verrete ripagati appieno.&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;object width="320" height="265"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/JP9Ena-a4ug&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/JP9Ena-a4ug&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="320" height="265"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3088942195019785249-1698569118559966618?l=asopblog.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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In pratica in ogni articolo appartenente a questa “lunga serie” conterrà 3 o 4 videoclip musicali facilmente reperibili su Youtube o servizi simili. L’obbiettivo? Nessuno, vorrei semplicemente parlare dei ricordi legati ad alcuni videoclip musicali (che a volte potrebbero anche uscire un po’ dal contesto Metal, come in questo caso) e poi spero che potranno servirvi per scoprire eventuali nuove band. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Personalmente negli ultimi anni non ho dato molta importanza ai videoclip ma devo dire che quei pochi video che ho visto dall’inizio alla fine, anche senza volere, sono ancora stampati nella mia mente e mi ricordano determinati momenti della mia vita. Insomma, i videoclip in un certo senso sono quasi inutili ma sono ottimi per conoscere nuove band e per passare qualche minuto guardando che “follie” si inventano le nostre band preferite.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Inizio oggi con &lt;strong&gt;“..ricordi da MTV” &lt;/strong&gt;(che sarà diviso in più parti a causa della grande quantità di video). Come ho detto qualche giorno fa nella recensione del &lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/2009/10/paramore-brand-new-eyes-recensione.html" target="_blank"&gt;nuovo album dei Paramore&lt;/a&gt;, quando ero nella mia prima fase adolescenziale guardavo abbastanza spesso MTV. I video-pattume che passavano su quell’emittente televisiva erano tantissimi ma a quell’epoca c’erano ancora diversi gruppi che si salvavano. Ricordo che stavo sintonizzato solo per vedere a ripetizione il video di St Anger dei Metallica ma, nel frattempo, scoprii band che tutt’ora ascolto ancora. Ecco quindi 5 video che spaziano dal Pop all’Hard Rock ed arrivano fino al Crossover. Ho inserito solo 5 video per non appesantire troppo la pagina quindi vi dovrete sorbire “ricordi da MTV” anche nei prossimi due o tre articoli di questa serie, dopodiché si passerà a musica più vicino al Metal e all’Hard Rock.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Di seguito ecco alcuni dei video non Metal che mi sono rimasti più impressi:&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;object height="265" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/v3SSegq9USY&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/v3SSegq9USY&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="265" width="320"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;R.E.M. – Bad Day&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Questo era uno dei miei videoclip preferiti. Il video è abbastanza folle e la canzone in sottofondo riuscì a trasmettermi qualcosa sin dai primi istanti. Bad Day è una canzone scritta in occasione dell’uscita del loro “The Best Of R.E.M. In Time 1988/2003”. Ascoltai quel best of talmente tante volte che conoscevo ogni singola nota delle canzoni contenute in quella compilation. I R.E.M. erano diventati i miei idoli insieme ai Metallica, gli Iron Maiden ed i Lacuna Coil. Non passava giorno in cui non ascoltavo le loro canzoni. Ultimamente invece non gli do più molta importanza, forse perché in passato ho ascoltato troppe volte le loro canzoni. Però rimarranno per sempre dei grandi! &lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;embed id="VideoPlayback" src="http://video.google.it/googleplayer.swf?docid=4016921977041314822&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=true" style="width: 400px; height: 326px;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt; &lt;/p&gt;  &lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;Foo Fighters – Times Like These&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;  &lt;div align="justify"&gt;I Foo Fighters sono una delle poche band serie che passano tutt’ora su MTV. Ai miei tempi “Time Like These” era in loop su MTV dalla mattina alla sera. Per gli standard dei Foo Fighters, questo è un video fin troppo serio, visti i loro precedenti (Everlong su tutti). Mi piaceva molto come era realizzato il videoclip, la canzone invece non mi convinceva appieno però, dopo tantissimi ascolti, divenne una delle mie preferite. &lt;/div&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;object height="265" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/V-FYZlwovxk&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/V-FYZlwovxk&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="265" width="320"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;Nickelback - Someday&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div align="justify"&gt;Questo video l’avrò visto diecimila volte. Grazie a “Someday” scoprii il talento dei Nickelback e andai a comprare il loro album “The Long Road” ad occhi chiusi. Grande video, grande canzone, grande musica e grande album!&lt;/div&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;object height="265" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/yk_9sEhV3vM&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/yk_9sEhV3vM&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="265" width="320"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;Daniel Powter – Bad Day&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Vidi questo video per caso. Non avevo assolutamente idea di chi fosse “Daniel Powter” (e nemmeno ora lo so, in tutta la mia vita ho sentito solo questa canzone di quel musicista). La canzone in sé non è un granché ma il video è ben fatto, e poi la ragazza bionda è veramente una gnocca pazzesca ;) Guardavo con attenzione questo video solo per vedere lei.&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;object height="295" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/bZtAi3cAPBM&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/bZtAi3cAPBM&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="295" width="480"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;Linkin Park – Faint&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per oggi chiudiamo con una canzone, a mio parere, veramente fantastica. Erano bei tempi quelli in cui i Linkin Park avevano ancora qualcosa da dire. Poi purtroppo, a mio avviso, sono caduti in basso con l’album Minutes To Midnight (speriamo che recuperino con il prossimo disco anche se oramai non ci spero più). Questa era una delle migliori canzoni contenute nell’album Meteora ed era il video che girava di più su MTV insieme a Somewhere I Belong degli stessi Linkin Park. Un classico..&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3088942195019785249-4825290274245306656?l=asopblog.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/asopblog?a=-wGBgPZgAfI:1d6eG2qxaVg:qj6IDK7rITs"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/asopblog?d=qj6IDK7rITs" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/asopblog?a=-wGBgPZgAfI:1d6eG2qxaVg:V_sGLiPBpWU"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/asopblog?i=-wGBgPZgAfI:1d6eG2qxaVg:V_sGLiPBpWU" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/asopblog/~4/-wGBgPZgAfI" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://asopblog.blogspot.com/feeds/4825290274245306656/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://asopblog.blogspot.com/2009/10/video-rotation-ricordi-da-mtv-1.html#comment-form" title="6 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/4825290274245306656?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/4825290274245306656?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/asopblog/~3/-wGBgPZgAfI/video-rotation-ricordi-da-mtv-1.html" title="Video Rotation: ...Ricordi da MTV #1" /><author><name>Antonio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994349373309021202</uri><email>asenseofpurposeblog@live.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09180197214217437902" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">6</thr:total><feedburner:origLink>http://asopblog.blogspot.com/2009/10/video-rotation-ricordi-da-mtv-1.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;Dk4FQXc5eip7ImA9WxNWEUU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-3088942195019785249.post-5057326352557673905</id><published>2009-10-10T10:25:00.004+02:00</published><updated>2009-10-10T16:28:30.922+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-10T16:28:30.922+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Metal" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Speciali" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Arch Enemy" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Carcass" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Death Metal" /><title>Carcass: Jeff Walker espone le problematiche della scena Metal odierna</title><content type="html">&lt;p align="justify"&gt;Oggi vi propongo una lettura molto interessante. Si tratta di un’intervista al frontman dei &lt;strong&gt;Carcass&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Jeff Walker&lt;/strong&gt;,  pubblicata sulla rivista &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.metalmaniac.it/" target="_blank"&gt;Metal Maniac&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;Settembre 2009&lt;/strong&gt;. L’intervista è curata dal redattore&lt;strong&gt; Fabio Magliano&lt;/strong&gt; che ha fatto quattro chiacchiere con Jeff in occasione del nostrano &lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/2009/06/gods-of-metal-2009-report-27-giugno.html" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;Gods Of Metal&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; nella giornata del 27 Giugno (ovvero il giorno prima dell’esibizione dei Carcass). Anche se non conoscete i Carcass (sacrilegio! ascoltatevi almeno l’album “Heartwork”..), questa può rivelarsi un’intervista molto interessante perché Jeff, autentico pioniere della musica Metal, spiega cosa è cambiato negli ultimi anni nella scena Metal. Forse Jeff vi sembrerà un po’ troppo esagerato in alcuni punti ma il concetto di fondo è più che veritiero. Ho riportato solo parzialmente l’intervista cercando di omettere i punti meno interessanti (ho tolto solo un paio di paragrafi).&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;E’ da molto che non pubblico sul blog interviste scritte da “terzi” ma ho ritenuto opportuno trascrivere questa perché si è rivelata una delle interviste più interessanti che io abbia mai letto. Spero di non violare nessun “copyright” nel riportarla di seguito…&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;Last but not least&lt;/em&gt;: quando finirete di leggere la chiacchierata tra Fabio Magliano e Jeff Walker date uno sguardo anche al videoclip di “Heartwork” nel caso in cui non conosceste ancora questa band.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;h3&gt;Intervista a Jeff Walker by Metal Maniac&lt;br /&gt;&lt;/h3&gt;     &lt;p align="justify"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; display: inline; margin-left: 0px; margin-right: 0px;" title="Jeff_Walker" alt="Jeff_Walker" src="http://lh6.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/StBE9VcoehI/AAAAAAAAAfo/sa1xX2eR6no/JeffWalkersmallweb%5B6%5D.jpg?imgmax=800" align="right" border="0" height="379" width="254" /&gt; …Hey, certo che voi italiani siete proprio strani. Ma dico, hai visto la scaletta? In quale Paese gli immensi Heaven And Hell suonano prima dei Motley Crue? Cazzo, i Motley Crue, potrei morirci. I Black Sabbath che non chiudono un festival, questa è proprio fantascienza.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Ti giro la domanda che si saranno fatti i più: da quando è che avete capito di tornare a suonare con i Carcass? C’è stata una causa scatenante che vi ha portati alla reunion? &lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Il tempo era giusto perché noi abbiamo deciso che era giusto. Per anni ci hanno chiesto di tornare e abbiamo sempre detto di no, perché non avevamo voglia, perché la nostra testa era rivolta ad altri progetti, perché semplicemente non eravamo interessati. Poi ci siamo parlati, un paio di anni fa, e semplicemente dopo tanti “no” abbiamo detto “si”. Sentivamo che prima di morire, come Michael Jackson, era il caso di dare un’altra chance ai Carcass e così abbiamo fatto. E’ stato tutto molto divertente, lo è stato lo scorso anno a Bologna, lo sarà sicuramente anche domani, perché il pubblico italiano è molto particolare, riesce a cantare tutte le canzoni, ti seguono riff dopo riff, una cosa che non succede in nessun altro posto del mondo, Comunque, tornando alla tua domanda…non c’è una ragione per il nostro ritorno, forse fossimo stati più giovani avremmo trovato dei motivi, delle giustificazioni… ma oggi le cose semplicemente fanno il suo corso, qualcuno è venuto a dirci “dovreste tornare a suonare insieme” e noi ci siamo detti “perché no? Dopo tutto è divertente”. Punto.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Forse semplicemente la scena sentiva il bisogno di una band come i Carcass…&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;O forse no, chi lo sa? Sai qual’è il grosso problema della scena odierna? E’ che è pieno di ottime band che suonano alla grande, ma è poverissima di buoni riff. Mi fa ridere pensare che oggi, i riff migliori in circolazione siano ancora quelli scritti dai Carcass, o dai Metallica vent’anni fa. Oggi anche le band migliori, quelle della nuova generazione intendo, sono dei mostri di tecnica ma faticano a tirare fuori qualcosa di memorabile. Noi ci divertiamo ancora a suonare come ci divertivamo quando eravamo ragazzi, lo facciamo senza troppi pensieri, senza troppe pressioni….e non credo che molti gruppi giovani possano dire la stessa cosa.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Beh, probabilmente quando voi avete iniziato a suonare avete dato il “la” a qualcosa di nuovo, oggi è diventato quasi impossibile “inventare” qualcosa di originale….&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;E’ così. E’ una questione di testa. Se pensiamo ai Carcass, nonostante siamo più giovani di qualche anno dei Megadeth o dei Metallica, abbiamo lo stesso background, veniamo dal rock, abbiamo radici comuni…eppure avevamo idee e da una base comune siamo riusciti a tirare fuori qualcosa di originale. Al Gods Of Metal quante band suoneranno? Venti? Trenta? Eppure sai chi sono ancora i migliori? Gli Heaven And Hell. Cazzo, li ho sentiti un paio di settimane fa, e sono ancora mostruosi. Come avrai modo di vedere tu stesso questa sera, appena inizieranno a suonare cancelleranno tutte le band che si sono esibite prima di loro. Iommi tira ancora fuori dei riff pazzeschi, immortali, attuali nonostante siano stati scritti vent’anni fa. Le giovani band non hanno voglia di rischiare, preferiscono far urlare la folla con qualcosa di banale piuttosto che cercare di essere personali, è tutta una questione di mentalità.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img style="border-width: 0px; display: inline; margin-left: 0px; margin-right: 0px;" title="Carcass" alt="Carcass" src="http://lh4.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/StBE9zJkmhI/AAAAAAAAAfs/2jQc0wsRx4c/l_0918bd9b4c56c45da6421b1a5bb88184%5B7%5D.jpg?imgmax=800" align="left" border="0" height="278" width="219" /&gt;Onestamente, ti sei mai sentito un pioniere, guardando a quanto fatto in questi anni con i Carcass?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Si, certamente. E’ inutile fare gli immodesti, i Carcass hanno fatto qualcosa di nuovo, è agli occhi di tutti. E non lo abbiamo mai fatto per soldi, ma per piacere personale, per puro divertimento. Forse è per questo che siamo riusciti ad andare oltre ai soliti schemi, perché se avessimo seguito le logiche del mercato, non saremmo mai stati i Carcass. Prima mi chiedevi perché siamo tornati. Sicuramente non per ragioni finanziarie, ma per la soddisfazione di suonare davanti a migliaia di persone, proprio come oggi, Quindici anni fa possibilità come quella del Gods Of Metal non ne esistevano, c’era il Dynamo, il Monsters Of Rock e basta. Oggi in Europa ci sono almeno 50 grandi festival come il GOM, per band come la nostra è un’ottima occasione di recuperare il tempo perduto vent’anni fa e prenderci le nostre belle soddisfazioni. Ti faccio una domanda io: quanti dischi ricevi per le tue recensioni ogni mese? &lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Una cinquantina, ad occhio e croce….&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Ecco, quindici anni fa ne uscivano dieci al mese, oggi tutti quelli che un tempo erano chiamati demo, oggi sono dischi indipendenti autoprodotti. &lt;strong&gt;Il mercato è saturo&lt;/strong&gt;, ma a ben vedere il tutto gioca a nostro favore, perché se è vero che la vera arte non morirà mai, allora i Carcass, così come i Megadeth, o i Queensryche avranno sempre ragione di esistere. La gente si avvicina al metal grazie a queste band storiche, non certo per i gruppi da un singolo e via, ed ai festival come questo viene per vedere gli Heaven And Hell, per vedere la storia del metal, non la band da classifica. &lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Appurato che siete dei pionieri del metal estremo, mi puoi spiegare come lo siete diventati? Perché una band di ragazzetti si sveglia un giorno e decide di suonare qualcosa di completamente fuori dagli schemi? Perché non vi piaceva ciò che sentivate attorno a voi?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Certamente. Quando inizi a suonare in una band e vuoi fare le cose sul serio, devi mettere in gioco una buona dose di arroganza, e noi l’abbiamo fatto. Ascoltavamo tutti i Metallica e nella nostra testa ci dicevamo: noi possiamo fare meglio, noi possiamo fare di più, possiamo spingere le chitarre oltre, possiamo andare più veloci, possiamo essere più estremi… Rabbia ed arroganza, dico sempre che i Carcass sono nati dall’unione di questi due elementi. Vedi, in ogni forma d’arte, musica, poesia, pittura… l’artista deve avere attitudine per emergere. E viglia di essere il migliore. Se non hai questi elementi, non vai da nessuna parte. Noi all’epoca eravamo giovani, incoscienti, non avevamo paura di lanciarci… in questo senso creare qualcosa di nuovo è stato un po’ più facile.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;A questo punto veniamo interrotti dalla notizia che da li a qualche minuto dovrò incontrare i Tesla per &lt;img style="border-width: 0px; display: inline; margin-left: 0px; margin-right: 0px;" title="" alt="" src="http://lh4.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/StBE_HurFvI/AAAAAAAAAf0/TNgRtzBa9Qo/l_2231476cee1521814b97740afdb12baa_thumb%5B8%5D.jpg?imgmax=800" align="right" border="0" height="306" width="204" /&gt;l’intervista di rito, un’occasione ghiotta per Mr. Walker per ricominciare la sua invettiva contro il bill del festival…&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Devi intervistare i Tesla? Hey man, tu si che sei un uomo fortunato! Dai, questa me la devi proprio spiegare. I Queensryche, che sono in circolazione da secoli, hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo, hanno inciso capolavori, sono tecnicamente dei mostri hanno suonato prima dei Tesla? Ma chi sono i Tesla? Conosco il nome ma non una sola canzone di questa band, mi dici cosa hanno mai fatto per meritare una posizione simile in scaletta?&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Beh dai, anche loro sono in circolazione da più di vent’anni in Italia non li si vede da tempo e probabilmente si è giocato sulla curiosità…&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Ho capito, ma ci sono cose che proprio non riesco a capire. Domani suoneremo prima degli Slipknot, eppure  la storia delle due band è chiara. Ed i  Down che suoneranno prima di noi?Cioè, sono la band di Phil Anselmo, con i Pantera ha venduto milioni di copie in tutto il mondo, eppure sono stati messi in scaletta come una qualsiasi band di medio livello. Ma penso che questo dipenda molto dall’abilità del management e dalla situazione del mercato del Paese che ospita il festival. Tempo fa abbiamo suonato in Giappone con i Down ed eravamo noi ad aprire per loro, tanto che quando abbiamo visto come ci avevano messo oggi in scaletta rispetto a loro, sono rimasto parecchio sorpreso. Ma è tutta politica questa, spesso un management forte vale di più di una carriera gloriosa.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;La domanda che si pongono tutti: ci sarà mai un nuovo album firmato Carcass?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;No, non penso. Credo che il nostro ritorno si limiterà al live. Voglio dire, ci piacerebbe, qualche riff lo abbiamo pure, però non vediamo i motivi dell’incidere un nuovo disco. L’industria musicale è morta, nessuno compra più CD, per nostra fortuna abbiamo centinaia di canzoni da proporre dal vivo, quindi pensiamo che il disco possa anche passare in secondo piano. Dopo tutto cosa è, oggi, un CD per una nuova band? Nulla di più che un pretesto per poter suonare dal vivo…&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Ma c’è un disco, tra quelli incisi, del quale vai ancora particolarmente fiero?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;No, mi piacciono tutti, perché non siamo come gli AC/DC o gli Iron Maiden, ogni disco suona differente, la produzione, lo stile, ogni disco si discosta fortemente dal precedente, quindi vado orgoglioso di ogni singola nota ho inciso in quegli anni.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt; &lt;/p&gt;    &lt;p align="right"&gt;&lt;strong&gt;Intervista by Fabio Magliano - Metal Maniac (Settembre 2009)&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p align="right"&gt; &lt;/p&gt;   &lt;p align="center"&gt;&lt;object height="364" width="445"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/B7lP30tSZF0&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;border=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/B7lP30tSZF0&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="364" width="445"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3088942195019785249-5057326352557673905?l=asopblog.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/asopblog/~4/y9E3uEOHn4A" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://asopblog.blogspot.com/feeds/5057326352557673905/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://asopblog.blogspot.com/2009/10/carcass-jeff-walker-espone-le.html#comment-form" title="11 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/5057326352557673905?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/5057326352557673905?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/asopblog/~3/y9E3uEOHn4A/carcass-jeff-walker-espone-le.html" title="Carcass: Jeff Walker espone le problematiche della scena Metal odierna" /><author><name>Antonio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994349373309021202</uri><email>asenseofpurposeblog@live.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09180197214217437902" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">11</thr:total><feedburner:origLink>http://asopblog.blogspot.com/2009/10/carcass-jeff-walker-espone-le.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkIHRXo5fip7ImA9WxNWEEQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-3088942195019785249.post-408377856545054921</id><published>2009-10-08T09:06:00.002+02:00</published><updated>2009-10-09T16:28:54.426+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-09T16:28:54.426+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Recensioni" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Pop" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Rock" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Paramore" /><title>Paramore: Brand New Eyes - Recensione</title><content type="html">&lt;table align="left" border="0" cellpadding="10" cellspacing="10" width="265"&gt;&lt;tbody&gt;     &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; display: inline;" title="paramore-brand-new-eyes" alt="paramore-brand-new-eyes" src="http://lh3.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/Ss2Phb_8SbI/AAAAAAAAAc8/G7xk0N-2IMM/paramorebrandneweyes4.jpg?imgmax=800" border="0" height="240" width="240" /&gt;&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color:#808080;"&gt;Paramore: Brand New Eyes&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color:#808080;"&gt;Voto Complessivo:&lt;/span&gt; 7/10          &lt;br /&gt;&lt;span style="color:#808080;"&gt;Tipo:&lt;/span&gt; Studio Album          &lt;br /&gt;&lt;span style="color:#808080;"&gt;Genere:&lt;/span&gt; Pop/Rock          &lt;br /&gt;&lt;span style="color:#808080;"&gt;Data di Uscita:&lt;/span&gt; 29/09/2009          &lt;br /&gt;&lt;span style="color:#808080;"&gt;Durata:&lt;/span&gt; 45 minuti&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color:#808080;"&gt;Tracklist:&lt;/span&gt;          &lt;br /&gt;         &lt;p&gt;01) Careful           &lt;br /&gt;02) Ignorance            &lt;br /&gt;03) Playing God            &lt;br /&gt;04) Brick by Boring Brick            &lt;br /&gt;05) Turn It Off            &lt;br /&gt;06) The Only Exception            &lt;br /&gt;07) Feeling Sorry            &lt;br /&gt;08) Looking Up            &lt;br /&gt;09) Where the Lines Overlap            &lt;br /&gt;10) Misguided Ghosts            &lt;br /&gt;11) All I Wanted            &lt;br /&gt;12) Decode (Bonus Track)&lt;/p&gt;       &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;   &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Premessa numero 1&lt;/strong&gt;: Chi frequenta questo blog da un po’ sa bene che io sono un grande appassionato di musica Metal e che spesso critico pesantemente la musica commerciale. Ecco, questo album è probabilmente il disco più commerciale che io abbia ascoltato finora (stavolta ho veramente toccato il fondo :D). Però ad essere onesto l’album in sé non è malaccio, ecco perché ho fatto una mini-“recensione” dello stesso. Però devo dire che ci vuole una grande apertura mentale per ascoltare una band del genere se si è abituati a musica ben più pesante, seria e potente.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Premessa numero 2&lt;/strong&gt;: Per tutti quelli che probabilmente arriveranno da Google (o altri motori di ricerca) so che troveranno qualcosa da dire contro le mie eventuali critiche ecc. Ecco, abbiate pazienza, questo album non appartiene assolutamente al genere musicale che io prediligo per cui non fate caso a ciò che dico. Non considerate nemmeno questo articolo come una vera recensione visto che, siccome non conosco abbastanza questo genere musicale, non riesco a valutare in modo corretto un album del genere. Questa “recensione” è scritta per gioco, ed è estremamente personale. Io vi ho avvisato.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Ok, iniziamo. Vi chiederete come ho fatto ad ascoltare un album del genere… Allora, dobbiamo tornare indietro di un paio di giorni. Una mattina, non avendo nulla da fare, cercavo qualcosa da ascoltare. Mettevo sullo stereo album ed album di Metal/Rock ma non trovavo nulla di adatto. Avevo voglia di ascoltare musica nuova ed un po’ più leggera del solito. Così, girovagando per internet, ho letto su un forum che era disponibile su Myspace il nuovo album dei &lt;strong&gt;Paramore&lt;/strong&gt;. Negli anni passati avevo sentito parlare molto di sto gruppo (soprattutto su riviste come Rock Sound) ma non avevo mai ascoltato nulla. Dei conoscenti me li avevano già consigliati da tempo ma, visto il genere a cui appartenevano, li ho sempre snobbati.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Così, quasi per scherzo, mi sono messo ad ascoltare questo &lt;strong&gt;Brand New Eyes &lt;/strong&gt;(attirato soprattutto dalla bellezza della cantante più che dalla musica in sé). Al primo ascolto non mi aveva convinto molto, però successivamente alcuni ritornelli iniziavano a rimbalzarmi nella testa (soprattutto il refrain di &lt;strong&gt;Brick By Boring Brick&lt;/strong&gt;). Così ho dato un’altra chance a questa band e piano piano ho iniziato ad ascoltarli abbastanza volentieri.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;La musica dei &lt;strong&gt;Paramore&lt;/strong&gt; è molto “giovanile” e quelle sonorità mi ricordano i tempi in cui guardavo MTV (ricordo che io ascolto metal e rock d’annata dall’età di 8 anni ma, nella mia prima adolescenza, guardavo volentieri MTV, ed ogni tanto passavano pure gruppi interessanti, diversamente da ora). &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;La loro proposta musicale mi sembra una sorta di &lt;strong&gt;Pop/Rock&lt;/strong&gt; che va tanto di voga nel ventunesimo secolo, però è musica fatta abbastanza bene; ho sentito di peggio in passato. Solamente non capisco come certe persone possano definire “Emo” i Paramore. A mio avviso di “Emo” (fortunatamente, visto che odio quel genere musicale) non hanno nulla; abbigliamento a parte. Insomma, è musica spensierata, a tratti un po’ banale e con ritornelli ultra-ruffiani; assolutamente in linea con il filone “Pop”. Però la miscela funziona, a mio parere. Devo dire che mi hanno proprio sorpreso; mi aspettavo un album indecente ed invece sono riusciti a stupirmi.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;La voce della bella cantante in certi punti ricorda moltissimo quella di Avril Lavigne (ho sempre avuto un debole per Avril). Però è anche vero che, pur essendo molto simile, la voce di Hayley è mediamente più “matura” di quella di Avril; insomma Hayley ha una voce decisamente più adulta. Il resto della band si comporta abbastanza bene anche se a capitanare la band è sempre Hayley che in ogni occasione riesce a mandare avanti la “baracca”.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per il resto, non ho molto altro da aggiungere, se non che, le canzoni che mi sono piaciute di più, sono state &lt;strong&gt;Careful&lt;/strong&gt;,&lt;strong&gt; Ignorance&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Brick By Boring Brick&lt;/strong&gt;,&lt;strong&gt; Where The Lines Overlap&lt;/strong&gt; e la bonus track &lt;strong&gt;Decode&lt;/strong&gt;. Certe canzoni come &lt;strong&gt;The Only Exception &lt;/strong&gt;danno l’impressione che la band si trovi meglio a comporre canzoni acustiche ma, personalmente, preferisco i brani elettrici e brillanti sulla falsariga di Careful. Il resto delle canzoni non sono malaccio anzi, la prima parte dell’album è ben riuscita ma, andando avanti, l’energia che era nei primi brani dà l’impressione di calare un bel po’ (infatti canzoni come Misguided Ghosts e All I Wanted non mi hanno convinto per niente). &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per il resto Brand New Eyes rimane un discreto album per variare un po’ genere musicale. Per gli amanti di questo genere, Brand New Eyes sarà come manna dal cielo. Come già detto, le sonorità Pop non fanno al caso mio, però meno male che c’è ancora qualche gruppo decente in quella “categoria” musicale. Io mi limito a dire che è un album discreto che riesce a trasmettere energia in abbondanza, con qualche episodio ben riuscito e con qualcun’altro un po’ più sottotono.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3088942195019785249-408377856545054921?l=asopblog.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/asopblog/~4/AzF4-7wclRk" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://asopblog.blogspot.com/feeds/408377856545054921/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://asopblog.blogspot.com/2009/10/paramore-brand-new-eyes-recensione.html#comment-form" title="5 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/408377856545054921?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/408377856545054921?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/asopblog/~3/AzF4-7wclRk/paramore-brand-new-eyes-recensione.html" title="Paramore: Brand New Eyes - Recensione" /><author><name>Antonio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994349373309021202</uri><email>asenseofpurposeblog@live.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09180197214217437902" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">5</thr:total><feedburner:origLink>http://asopblog.blogspot.com/2009/10/paramore-brand-new-eyes-recensione.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0IHR3syeCp7ImA9WxNXGE8.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-3088942195019785249.post-6917404284959237888</id><published>2009-10-06T11:31:00.002+02:00</published><updated>2009-10-06T11:32:16.590+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-06T11:32:16.590+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ipod" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Altro" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Tecnologia" /><title>Voglio un “computer” in miniatura, candidato numero uno: Ipod Touch 3G</title><content type="html">&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;Dopo la carrellata di &lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/search/label/Recensioni" target="_blank"&gt;recensioni&lt;/a&gt; pubblicate lo scorso Settembre ecco un articolo di “svago”. E’ stato a dir poco traumatico recensire così tanti (per i miei standard) album in un solo mese ed ora devo recuperare l’ispirazione “artistica” in attesa del nuovo album degli Epica (che uscirà a metà Ottobre..non vedo l’ora!). Così&lt;/em&gt;&lt;em&gt;, oggi parlerò di ciò che mi frulla in testa in questi giorni; ovvero condividerò con voi una riflessione riguardo all’utilità dell’Ipod Touch; dispositivo che dovrei/vorrei acquistare tra pochi giorni.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Sognando l’Iphone&lt;/h3&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; display: inline; margin-left: 0px; margin-right: 0px;" title="iphone" alt="iphone" src="http://lh5.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/SssOWpEn-DI/AAAAAAAAAcU/eEjMy-coVeQ/iphone_annuncio%5B7%5D.jpg?imgmax=800" align="right" border="0" height="240" width="211" /&gt; Dunque, iniziò tutto qualche giorno fa quando vidi come certe persone sfruttavano le capacità dei loro &lt;strong&gt;Iphone&lt;/strong&gt; su &lt;strong&gt;Twitte&lt;/strong&gt;r e &lt;strong&gt;Facebook&lt;/strong&gt;. Da lì ho iniziato a viaggiare con la mente pensando cosa avrei potuto fare una volta che mi sarei trovato tra le mani un dispositivo simile. Così mi ero indirizzato subito verso un telefono semi-rivoluzionario come l’Iphone. Su Facebook &lt;a href="http://blacksunne.blogspot.com/" target="_blank"&gt;Ciro&lt;/a&gt;, Costantino, &lt;a href="http://www.informalibera.altervista.org/" target="_blank"&gt;Luigi&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.gabridr.com/" target="_blank"&gt;Gab&lt;/a&gt; mi hanno un po’ schiarito le idee sulle funzioni di quell’apparecchio oppure consigliato di puntare a terminali ben più performanti come i Nokia N97 e N900. I loro consigli sono stati utilissimi e, tempo di dormirci un sopra che al risveglio mi chiedo: &lt;strong&gt;ma mi serve veramente un cellulare da più di 400€?&lt;/strong&gt; Alla fine sfrutterei al 100% un dispositivo del genere? La risposta è: &lt;strong&gt;NO&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Cosa che mi fa ancora più riflettere è il prezzo di questi dispositivi. 400€ (o più) non me li tirano dietro e sarebbe una spesa veramente esagerata (infatti più che altro avevo pensato di aspettare che il loro prezzo scendesse almeno a quota 300€). Oltretutto sono sempre stato contrario a cellulari così costosi, pensando che i cellulari sono stati concepiti per telefonare ed invece ora si permettono pure di simulare la lavatrice, il frigorifero e la macchina del caffè. &lt;em&gt;Last but not least&lt;/em&gt;, ho comprato da pochi mesi un cellulare nuovo (precisamente &lt;a href="http://www.phonemore.ca/images/products/secondary/226.jpg" target="_blank"&gt;questo&lt;/a&gt;); non troppo costoso ma, per il prezzo al quale l’ho acquistato, è veramente ottimo (se solo non fosse per quei tasti a sfioramento che mi fanno innervosire in una maniera pazzesca) e anche la fotocamera non è male (fotografie notturne a parte). &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Insomma,&lt;strong&gt; un nuovo cellulare proprio non mi serve&lt;/strong&gt;. Così ho stilato un elenco di cose che cerco nel mio “dispositivo tecnologico” ideale:&lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;Deve avere una connessione Wi-Fi in modo da potermi connettere ad internet un po’ dappertutto&lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;Deve avere un display ampio e sensibile al tocco&lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;Deve avere la possibilità di ospitare tante applicazioni più o meno utili e possibilmente anche giochi&lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;Deve avere un browser internet decente, che mi permetta di visualizzare le pagine web quasi come le vedo su computer fisso&lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;Deve essere abbastanza piccolo da portare in tasca&lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;Deve avere una tastiera QWERTY con tasti non troppo piccoli in modo da scrivere abbastanza velocemente&lt;/div&gt;   &lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Ma soprattutto:&lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;Non deve avere le funzioni di telefono visto che ho già un cellulare&lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;Non deve costare un patrimonio&lt;/div&gt;   &lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Così &lt;strong&gt;mi sono messo alla ricerca di un prodotto con caratteristiche simili&lt;/strong&gt;. Si potrebbe puntare su un palmare o cose del genere ma spesso le caratteristiche di quei dispositivi non sono in linea con le mie esigenze appena descritte. &lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Un Ipod che funge da computer?&lt;/h3&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Ed ecco allora il colpo di genio! Così come un fulmine a ciel sereno, &lt;strong&gt;nella mia mente qualcosa mi ha suggerito l’Ipod Touch&lt;/strong&gt;. Non mi ricordavo nemmeno più che esistesse quel dispositivo e nemmeno ci avevo pensato visto che possiedo già da più di un anno un &lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/2008/08/recensione-apple-ipod-classic-80gb-test_03.html" target="_blank"&gt;Ipod Classic da 80GB&lt;/a&gt;. Allora mi informo su questo fantastico gingillo tecnologico e scopro che rispetta tutti i requisiti imposti dalla mia mente. L’unico neo? Non ha la fotocamera! Già pensavo di poter scattare foto ai concerti e pubblicarle in tempo reale sul blog o sui social network ma ciò non è possibile. Comunque volendo potrei sempre utilizzare il Bluetooth per passare le foto da cellulare ad Ipod per poi pubblicarle sul web (so che il Bluetooth è bloccato ma esistono programmi appositi per passare le foto da cellulare ad Ipod). &lt;/p&gt;  &lt;p align="left"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; margin: 0px 80px 0px 50px; display: inline;" title="ipod-touch" alt="ipod-touch" src="http://lh4.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/SssOXBzgClI/AAAAAAAAAcY/LJUIPbNXNFI/ipod-touch%5B5%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="174" width="212" /&gt;&lt;img style="border: 0px none ; display: inline;" title="ipod-touch" alt="ipod-touch" src="http://lh3.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/SssOXuj5kII/AAAAAAAAAcc/vcSxdDdAu-s/ipod-touch-2g%5B5%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="174" width="200" /&gt; &lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Ipod Touch: un Iphone senza “phone”&lt;/h3&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Insomma, l’Ipod Touch 3G sembra essere il candidato ideale per le mie esigenze (sembra un Iphone senza la funzione telefonica, per cui è perfetto), ed il costo, anche se è molto alto, diciamo che è &lt;u&gt;quasi&lt;/u&gt; accettabile (soprattutto rispetto a quello dell’Iphone). I prezzi partono da &lt;strong&gt;189€ per la versione 8GB&lt;/strong&gt; ed arrivano a &lt;strong&gt;369€ per la versione 64GB&lt;/strong&gt;. Però, la versione che interessa a me è quella intermedia, ovvero quella da &lt;strong&gt;32GB che richiede la bellezza di 279€&lt;/strong&gt;. Una spesa sicuramente altissima però &lt;em&gt;quasi quasi&lt;/em&gt;… &lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Una sorta di GPS&lt;/h3&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Il Touch non ha il GPS però, da quanto ho capito, tramite un applicazione apposita si possono scaricare le mappe direttamente da Google Maps per avere sempre a portata di mano una cartina virtuale, il che per me è sufficiente. Almeno non rischierò di perdermi nelle prossime trasferte “concertistiche” o eventuali viaggi in paesi a me sconosciuti.&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Ed è pure una &lt;em&gt;console&lt;/em&gt;&lt;/h3&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Comunque, leggendo in giro le varie caratteristiche di questo “giocattolino” mi sono accorto che vanta dei giochi veramente fantastici, che non hanno nulla da invidiare a console come PSP e Nintendo DS (ed oltretutto, rispetto alle controparti, costano una miseria). Ed Apple sta proprio puntando in questa direzione visto che definisce l’Ipod (inteso nel senso prettamente musicale) al capolinea. Ed ecco che quindi la casa madre dell’Ipod ha deciso di proiettare il Touch direttamente nella battaglia tra console in miniatura. E direi che ha fatto bene visto che (da quanto riportato) l’Ipod Touch è più potente della PSP e del DS. Questa cosa, da appassionato di videogiochi, non può che farmi un grande piacere. Acquistare un gioco come Simcity o The Sims per pochi euro e giocarlo ovunque mi trovi è una cosa fantastica.&lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;E gli MP3?&lt;/h3&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Come ben saprete, &lt;strong&gt;gli Ipod sono concepiti principalmente per riprodurre musica&lt;/strong&gt;. Contando che vorrei comprare questo “affare” solo come “computer da tasca” e che possiedo già un Ipod ben più capiente, devo dire che la parte “musicale” del prodotto è proprio quella che meno mi interessa pur essendo quella più sviluppata. Il mio Ipod Classic da 80GB è perfetto per farci entrare tutta la mia collezione di album, ed i “soli” 32GB del Touch (ma nemmeno i 64 dell’altra versione) non sono sufficienti per ospitare tutti i miei album. Quindi quasi quasi opterei per la versione 8GB visto che non penso di usarlo come player musicale (salvo qualche eccezione); l’unico neo è che è il 50% in meno performante rispetto agli altri due Touch più costosi. &lt;/p&gt;  &lt;h3&gt;Compro o non compro?&lt;/h3&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Insomma, l’Ipod Touch mi pare veramente un ottimo prodotto e sono quasi deciso a comprarlo anche se mi brucia parecchio spendere 280€ per un apparecchio del genere. Di contro, dalla mia esperienza con l’Ipod Classic (anch’esso costato un occhio della testa) so quanto è seria la Apple e quindi in fatto di efficienza si va sempre sul sicuro con i loro prodotti ed i 250€ investiti nel Classic sono stati i soldi meglio spesi in vita mia, ve lo posso assicurare. Vedremo come andrà a finire, in caso di esito positivo una recensione di questo dispositivo sarà d’obbligo.&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; display: inline;" title="ipod-touch" alt="ipod-touch" src="http://lh4.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/SssOX7JpNZI/AAAAAAAAAcg/gfYGJfKzYFM/ipod-touch-with-bluetooth%5B4%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="224" width="280" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3088942195019785249-6917404284959237888?l=asopblog.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/asopblog/~4/hGYzc4F6Vag" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://asopblog.blogspot.com/feeds/6917404284959237888/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://asopblog.blogspot.com/2009/10/voglio-un-computer-in-miniatura.html#comment-form" title="8 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/6917404284959237888?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/6917404284959237888?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/asopblog/~3/hGYzc4F6Vag/voglio-un-computer-in-miniatura.html" title="Voglio un “computer” in miniatura, candidato numero uno: Ipod Touch 3G" /><author><name>Antonio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994349373309021202</uri><email>asenseofpurposeblog@live.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09180197214217437902" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">8</thr:total><feedburner:origLink>http://asopblog.blogspot.com/2009/10/voglio-un-computer-in-miniatura.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CEABQH48fCp7ImA9WxNXF0s.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-3088942195019785249.post-6095297395896901305</id><published>2009-10-02T09:59:00.011+02:00</published><updated>2009-10-05T19:12:31.074+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-05T19:12:31.074+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Altro" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Internet" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Acquisti Online" /><title>Acquistare online: Postepay – Sicura e semplice da utilizzare</title><content type="html">&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;Fai acquisti online? Paghi ancora in contrassegno o tramite bonifico bancario? Paghi con una carta di credito standard od un bancomat? Forse è giunto il momento di richiedere una Postepay. Perché? Te lo spiego di seguito…&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Sono anni che faccio ordini tramite internet e non mi sono mai trovato meglio. Peccato che ci siano ancora molte persone che (giustamente, ci mancherebbe) reputano gli acquisti online “inaffidabili”…ma di questo ne parleremo in un articolo a parte che pubblicherò tra pochi giorni. Piuttosto, prima di tutto, vorrei indirizzarvi sull’elemento fondamentale degli acquisti in rete, ed è la carta prepagata conosciuta come &lt;strong&gt;Postepay&lt;/strong&gt;. E’ da oramai diversi mesi che possiedo una &lt;strong&gt;Postepay&lt;/strong&gt; ed ora non posso far altro che consigliare questa carta a&lt;img style="border: 0px none ; display: inline; margin-left: 0px; margin-right: 0px;" title="postepay" alt="postepay" src="http://lh3.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/SsWy9tavz_I/AAAAAAAAAbo/JRdIL5pdviA/postepay-229x199%5B23%5D.jpg?imgmax=800" align="right" border="0" height="199" width="229" /&gt;   chiunque si appresti a fare acquisti su Internet. La Postepay è una ricaricabile non poi tanto diversa da una normale carta di credito ma, a mio parere, molto più sicura per gli acquisti all'interno della Rete. Vi spiegherò come mi sono avvicinato agli acquisti tramite carta prepagata sottolineando gli eventuali pregi e difetti. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Quando iniziai a fare &lt;strong&gt;acquisti online&lt;/strong&gt; decisi di non utilizzare nessuna carta perché mi trovavo bene a pagare con il contrassegno. Perché in contrassegno? Perché, quando arriva il corriere, prima di ritirare la merce e sganciare i soldi, hai la possibilità di controllare se è tutto ok; in caso contrario non ritiri il pacco e non paghi il corriere. Diversamente, con una carta prepagata, prima paghi e poi ti spediscono ciò che hai ordinato. Ero incuriosito dalle possibilità offerte dalla&lt;strong&gt; Postepay&lt;/strong&gt; ma con il contrassegno mi trovavo bene. Poi però, dovendo fare un ordine dall’estero, da un sito che non accettava nemmeno il contrassegno, mi sono visto costretto a recarmi in&lt;strong&gt; Posta&lt;/strong&gt; per richiedere la famosa carta gialla. Tempo di compilare qualche scartoffia e mi ritrovo tra le mani una busta piena di “cartacce” (tra queste ovviamente anche la &lt;strong&gt;Postepay&lt;/strong&gt; con relativi PIN e menate varie). &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Provai subito a fare una ricarica da 50€ e mi vennero richiesti&lt;strong&gt; 5€ aggiuntivi&lt;/strong&gt; (che non vengono accreditati) &lt;strong&gt;per il rilascio della carta&lt;/strong&gt;. Arrivo così a casa, leggo un po’ le istruzioni e provo a fare il mio primo ordine su &lt;a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;amp;source=web&amp;amp;ct=res&amp;amp;cd=1&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fwww.amazon.com%2F&amp;amp;ei=rPPESuyDKI2v4Qa0sf1G&amp;amp;rct=j&amp;amp;q=amazon&amp;amp;usg=AFQjCNGcA9BfTgNdpb6LfcoG0sjA7hNW6A" target="_blank"&gt;Amazon.com&lt;/a&gt; (USA, quindi i prezzi sono in dollari). Seleziono il prodotto che desidero acquistare e pochi minuti dopo mi trovo già scalati dalla carta i corrispondenti in Euro. “Perfetto”, mi dissi. Tutto più semplice di ciò che pensavo. Un po’ di tempo dopo (un mese) mi arriva a casa ciò che avevo ordinato, il tutto tramite Posta Raccomandata. Considerando che ero abituato alla consegna tramite corriere, ero un po’ “impaurito” dall’efficienza  del servizio Postale. In primis perché le sollecitazioni che subisce un pacco via Posta sono più “toste” (mi erano già arrivati pacchi rotti dai corrieri, figuriamoci via posta..) e poi perché si sa, il servizio postale in Italia è tutto fuorché l’apice della perfezione (soprattutto per quanto riguarda i tempi di consegna). Però, fortunatamente andò tutto bene; fu una grande soddisfazione non dover consegnare nemmeno un centesimo per ritirare il pacco. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Comunque, una volta fatti un paio di ordini tutto diventa automatico e ci si prende quasi gusto ad utilizzare la Postepay. E’ talmente facile e rapido fare acquisti tramite quella carta che non sembra nemmeno di spendere i soldi. E poi, molte volte, o almeno nel mio caso, grazie alla Postepay si ha la possibilità di pagare meno. Il contrassegno invece richiede quasi sempre una “sovrattassa”, quindi dietro c’è anche un risparmio economico.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;L’unico dubbio a riguardo è l’ammontare richiesto ad ogni prelievo. Non ho ancora ben capito questa cosa. In pratica, in Posta, mi dissero che se faccio ordini online non mi dovrebbero scalare nessun importo “extra” oltre al prezzo richiesto ma, spesso e volentieri, mi ritrovo un euro in meno ad ogni ordine che faccio; mentre a volte non capita. Non so come funzioni questa cosa ma penso che dipenda molto dal sito/online store prescelto.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Insomma, ora che possiedo una Postepay non tornerei più indietro, il servizio è ottimo e sicurissimo (a patto di utilizzare &lt;em&gt;online store&lt;/em&gt; sicuri che propongono un criptaggio dati certificato). La consiglierei quindi a chiunque sia interessato a fare ordini da Internet. Vedrete che non rimarrete delusi.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per facilitare il tutto, riassumo in pochi punti i pregi ed i difetti di questa carta.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Pregi:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;E’ sicura. &lt;/strong&gt;Vai in posta e, volendo (o almeno, questa è la procedura consigliata), carichi giusto il denaro necessario per fare il tuo ordine ed in questo modo, anche se qualcosa dovesse andare storto, non ci rimetti troppo denaro. &lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;E’ veloce.&lt;/strong&gt; Una volta che dai l’ok, i soldi verranno scalati di lì a poco. Ovviamente le tempistiche variano da sito a sito ma, per me non ci sono mai stati problemi.&lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;E’ efficiente. &lt;/strong&gt;La qualità offerta dal servizio è ottima. Tramite il sito &lt;a href="http://www.poste.it/" target="_blank"&gt;Poste.it&lt;/a&gt; si possono tenere sott’occhio i movimenti della carta con estrema facilità. In questo modo, nel caso notassimo qualche movimento “sospetto” potremmo bloccare la carta in modo da non rimetterci ulteriore denaro.&lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;E’ semplice da usare e fa parte del circuito VISA Electron. &lt;/strong&gt;Basta inserire un paio di dati (numero della carta, scadenza e cose simili) per fare acquisti su qualsiasi online store abilitato alle Postepay o al diffusissimo circuito Visa Electron. &lt;/div&gt;   &lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Difetti:&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Può creare dipendenza. &lt;/strong&gt;Si, penso che sia questo il suo unico difetto. E’ talmente facile ordinare tramite la Postepay che è un attimo prendere la smania di fare acquisti su acquisti.&lt;/div&gt;   &lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Penso non ci sia nient’altro da aggiungere, per ulteriori informazioni però vi invito a prendere visione di tutte le funzionalità della carta a &lt;a href="http://www.poste.it/bancoposta/cartedipagamento/postepay.shtml" target="_blank"&gt;questo indirizzo&lt;/a&gt;. Oltre a ciò che ho esposto io, la Postepay può essere usata anche agli sportelli bancomat abilitati ed offre tante altre possibilità di utilizzo che non ho ancora testato, perciò non ne ho parlato nell’articolo. La prossima cosa che voglio testare è l’abbinamento a &lt;a href="http://www.paypal.it/it" target="_blank"&gt;Paypal&lt;/a&gt; (rende ancora più sicure le transazioni di denaro), con il quale ho già fatto un ordine ma non ne ho ancora capito bene il funzionamento, semmai ne parlerò in un altro articolo in futuro.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Ok, quindi fatevi due conti in tasca e vedete se è il caso di utilizzare questa carta. &lt;strong&gt;Nel prossimo articolo appartenente a questa serie&lt;/strong&gt;, vi spiegherò i pregi ed i difetti dell’acquistare online e vi farò conoscere anche uno store online (a meno che non lo conosciate già, cosa molto probabile) veramente interessante in termini di risparmio economico. Stay tuned!&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3088942195019785249-6095297395896901305?l=asopblog.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/asopblog/~4/muSBsWs9sbg" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://asopblog.blogspot.com/feeds/6095297395896901305/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://asopblog.blogspot.com/2009/10/acquistare-online-postepay-sicura-e.html#comment-form" title="7 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/6095297395896901305?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/6095297395896901305?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/asopblog/~3/muSBsWs9sbg/acquistare-online-postepay-sicura-e.html" title="Acquistare online: Postepay – Sicura e semplice da utilizzare" /><author><name>Antonio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994349373309021202</uri><email>asenseofpurposeblog@live.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09180197214217437902" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">7</thr:total><feedburner:origLink>http://asopblog.blogspot.com/2009/10/acquistare-online-postepay-sicura-e.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DUMNSXc8cSp7ImA9WxNXEU8.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-3088942195019785249.post-7778617186879213110</id><published>2009-09-28T10:28:00.006+02:00</published><updated>2009-09-28T10:44:58.979+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-09-28T10:44:58.979+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Recensioni" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Arch Enemy" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Melodic Death Metal" /><title>Arch Enemy: The Root Of All Evil - Recensione</title><content type="html">&lt;table align="left" border="0" cellpadding="10" cellspacing="10" width="265"&gt;&lt;tbody&gt;     &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; display: inline;" title="arch_enemy_the_root_of_all_evil" alt="arch_enemy_the_root_of_all_evil" src="http://lh3.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/SsBzxTbpH-I/AAAAAAAAAa8/q_4XKRraj2Q/archenemy_root4.jpg?imgmax=800" border="0" height="238" width="240" /&gt;&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Arch Enemy: The Root Of All Evil&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Voto Complessivo:&lt;/span&gt; 6/10 (Riferito esclusivamente all'utilità dell'album perché, per quanto riguarda la qualità musicale, direi che è un buon prodotto)      &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Tipo:&lt;/span&gt; Compilation Of Re-Recorded Songs      &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Genere:&lt;/span&gt; Melodic Death Metal      &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Data di Uscita:&lt;/span&gt; 28/09/2009      &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Durata: &lt;/span&gt;52 minuti&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Tracklist:&lt;/span&gt;      &lt;br /&gt;     &lt;p&gt;01) The Root Of All Evil (intro)       &lt;br /&gt;02) Beast Of Man        &lt;br /&gt;03) The Immortal        &lt;br /&gt;04) Diva Satanica        &lt;br /&gt;05) Demonic Science        &lt;br /&gt;06) Bury Me An Angel        &lt;br /&gt;07) Dead Inside        &lt;br /&gt;08) Dark Insanity        &lt;br /&gt;09) Pilgrim        &lt;br /&gt;10) Demoniality (instrumental)        &lt;br /&gt;11) Transmigration Macabre        &lt;br /&gt;12) Silverwing        &lt;br /&gt;13) Bridge Of Destiny&lt;/p&gt;       &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;   &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;Mi trovo alle prese con una recensione di un disco su cui c’è molto da discutere e penso proprio che questo The Root Of All Evil farà parlare molto di sé, anche se, come già ben saprete, non ha nulla di nuovo da dire.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Visti i recenti prodotti pubblicati dagli &lt;strong&gt;Arch Enemy&lt;/strong&gt; inizio a pensare che la politica di questa band stia diventato qualcosa tipo “&lt;em&gt;battiamo il ferro finché è caldo&lt;/em&gt;”. Gli Arch Enemy, dopo aver dato alle stampe quello che secondo molti è il miglior album “dell’era &lt;strong&gt;Gossow&lt;/strong&gt;” (Angela Gossow, attuale cantante della band &lt;em&gt;Ndr&lt;/em&gt;), &lt;strong&gt;Rise Of The Tyrant &lt;/strong&gt;[2007], hanno ottenuto un grande successo e forse, per cavalcare l’onda, la &lt;strong&gt;Century Media&lt;/strong&gt; (attuale label di questa band) ha spinto gli Arch Enemy a lanciare prodotti ad unico scopo commerciale.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;L’anno scorso uscì “&lt;strong&gt;Tyrants Of The Rising Sun&lt;/strong&gt;”, un DVD (reperibile anche in versione CD) che immortalava un concerto della band tenutosi a Tokyo qualche mese prima. Un DVD interessante per i fan degli Arch Enemy, però ce n’era veramente bisogno? La band, nel 2006, aveva già dato alle stampe un DVD, conosciuto come “&lt;strong&gt;Live Apocalypse&lt;/strong&gt;”, per cui non fu una mossa sensata quella di pubblicare un prodotto quasi identico a quello uscito solo due anni prima. A mio parere era solo un’operazione commerciale. Va beh, comunque è una cosa che gli si può perdonare; se la label gli concede i soldi per fare un altro DVD ben venga, alla fine uno può benissimo decidere di lasciarlo sullo scaffale nel caso non ne fosse interessato.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Ma poi, 3 o 4 mesi dopo (ovvero agli inizi del 2009) arriva sugli scaffali dei negozi una compilation intitolata “&lt;strong&gt;Manifesto of Arch Enemy&lt;/strong&gt;”. Non è un vero e proprio disco pubblicato dagli Arch Enemy, bensì dalla loro casa discografica; però è una delle compilation più inutili che io abbia mai visto, soprattutto per la pessima scelta dei brani (stessa cosa riguarda tutta la serie “Manifesto Of” della Century Media).&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Ed ecco che dopo tanto tempo arriva la news tanto attesa: finalmente un nuovo album degli &lt;strong&gt;Arch Enemy&lt;/strong&gt;! Ero già pronto a festeggiare visto quanto avevo apprezzato il precedente &lt;strong&gt;Rise Of The Tyrant&lt;/strong&gt; ma, proseguendo nella lettura della news, il mio entusiasmo scompare tutto d’un colpo. Perché mai, direte voi? Perché il “nuovo” album degli Arch Enemy altro non è che un’ennesima trovata commerciale. E qui un “&lt;em&gt;emmòbastaveramenteperò&lt;/em&gt;” ci sta tutto! E a questo punto inizio a pensare “&lt;em&gt;non è che la band non ha più idee per creare un nuovo album?&lt;/em&gt;”. E si, perché, dopo vari album usciti a distanza di due anni uno dall’altro, il fan-medio degli Arch Enemy si aspetta un nuovo album ed invece questi gli rifilano un “&lt;em&gt;best of&lt;/em&gt;” spacciandolo come un “&lt;em&gt;new record&lt;/em&gt;”.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Quindi, per chi ancora non lo sapesse, &lt;strong&gt;The Root Of All&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Evil,&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;altro non è che una sorta di “Best Of” rivisitato&lt;/strong&gt;. L’album è composto da &lt;strong&gt;dodici canzoni pescate nel repertorio dei primi 3 album&lt;/strong&gt; della band (4 estratte da Black Earth, 2 da Stigmata e 6 da Burning Bridges). Ovvero, secondo molti, gli album dei “veri” Arch Enemy; nonché degli Arch Enemy capitanati da &lt;strong&gt;Johan Liiva;&lt;/strong&gt; il cantante che in seguito fu sostituito dalla promettente &lt;strong&gt;Angela Gossow&lt;/strong&gt;; dotata di un Growl massiccio che ben si adatta alla proposta musicale della band. Quindi, questo “Best Of” rivisitato, altro non è che una compilation di alcune delle migliori canzoni degli Arch Enemy, ri-registrate da zero e cantate interamente da Angela Gossow.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Secondo molti fan, l’arrivo della Gossow, segnò il declino musicale della band. A mio parere invece, trovo che l’ingresso di Angela Gossow sia stata una scelta azzeccata. Sarà che ho scoperto gli Arch Enemy proprio con un album in cui cantava la Gossow, però io non ho mai trovato nulla di speciale nella voce di Johan Liiva. Però devo dire che i primi tre album della band sono veramente ottimi e nelle loro tracklist si possono trovare classici ancora oggi richiestissimi in sede live da parte dei fan.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Insomma,&lt;strong&gt; l’idea di fare un “best of” completamente ri-registrato è ottima&lt;/strong&gt; però il punto è che non c’era nessun bisogno di un prodotto del genere. E’ completamente inutile e, per quanto io apprezzi la voce della Gossow, non trovo che 15€ (o più) per un simile prodotto sia un prezzo equilibrato.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Cercando di valutare il disco in sé, però, non si può rimproverare nulla alla band che oltretutto ha dato vita ad &lt;strong&gt;una tracklist perfetta&lt;/strong&gt;. Le canzoni sono fantastiche e la voce della Gossow, a mio umile parere, è decisamente migliore rispetto a quella di Liiva anche sulle canzoni più datate (so che molti di voi non saranno d’accordo..). La qualità di registrazione è ottima ed i brani suonano “attuali”, pur sacrificando quell’atmosfera ricreata nei primi tre album della band. A parte questo, devo dire che certi brani sono venuti fuori benissimo mentre altri sono usciti un po’ peggio. &lt;strong&gt;The Immortal, Bury Me An Angel, Pilgrim, Transmigration Macabre, Silverwing&lt;/strong&gt; (la mia preferita in assoluto, poi con la voce della Gossow rende ancora di più) &lt;strong&gt;e Bridge Of Destiny&lt;/strong&gt; sono le canzoni che secondo me sono state rivisitate meglio. I restanti brani sono un po’ sottotono e non mi hanno convinto appieno ma comunque, nel complesso,&lt;strong&gt; The Root Of All Evil è un lavoro ben riuscito&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Ma se è un album ben fatto, perché ha un voto così basso in pagella? &lt;strong&gt;Quel voto è riferito completamente all’utilità del disco&lt;/strong&gt;. Non ha senso, soprattutto in tempi di crisi, dare alle stampe un best of (al momento totalmente inutile) allo stesso prezzo di un album di inediti. Queste “mosse” mi danno parecchio fastidio proprio perché sembrano fatte apposta per spillare qualche soldo ai fan più accaniti. Quindi, &lt;strong&gt;secondo me, per la maggioranza dei fan degli Arch Enemy, non vale la pena spendere tutto quel denaro in musica sentita e stra-risentita, anche se dietro al microfono c’è la bella Angela Gossow&lt;/strong&gt;. Piuttosto, nel caso in cui non li abbiate ancora ascoltati, investite qualche soldo in più e compratevi tutti e tre i primi album della band e vedrete che quelli saranno soldi spesi bene. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Nel caso in cui siate accaniti fan della band invece potreste trovare in &lt;strong&gt;The Root Of All Evil&lt;/strong&gt; un buon prodotto (come ho detto la qualità musicale è più che buona), quindi se siete disposti a spendere tanti soldi in questo “best of” fate pure, però io vi ho avvisato. Speriamo solo che il  prossimo anno venga pubblicato un album di inediti; a meno che la band non si faccia venire in mente di dare alle stampe qualche altro prodotto di dubbia utilità (un album di cover?).&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;object height="315" width="500"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/l6venf6mZUM&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;border=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/l6venf6mZUM&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="315" width="500"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3088942195019785249-7778617186879213110?l=asopblog.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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The Rebellion has begun?</title><content type="html">&lt;p align="center"&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: 0px; border-left-width: 0px; margin-right: 0px" title="Sonic_Syndicate_2009" border="0" alt="Sonic_Syndicate_2009" src="http://lh3.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/Sr3Cn0n24mI/AAAAAAAAAa4/5kgwQvoJYHQ/top18.jpg?imgmax=800" width="554" height="399" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Devo dire che, pur non essendo un grande fan dei&lt;strong&gt; Sonic Syndicate&lt;/strong&gt;, ho molti ricordi legati alle loro canzoni. Oltretutto, furono la prima band Metal in assoluto che vidi suonare dal vivo (erano opener al &lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/2008/10/211008-in-flames-gojira-sonic-syndicate_22.html" target="_blank"&gt;concerto degli In Flames&lt;/a&gt; dello scorso anno) per cui ascolto la loro musica più che volentieri. Per chi non lo sapesse, questa Metalcore band svedese si è separata da ormai qualche mese dal cantante&lt;strong&gt; Roland Johansson&lt;/strong&gt; (siccome la band ha due cantanti, tengo a precisare che Roland era il cantante addetto alle “clean vocals”). Quest’ultimo &lt;strong&gt;abbandonò il “progetto Sonic Syndicate” per problemi personali&lt;/strong&gt;, ma ha comunque continuato a prestare la sua voce alla band durante i numerosi festival estivi ai quali i Sonic Syndicate hanno partecipato. Personalmente non ci rimasi molto male quando lessi quell’annuncio proprio perché non avevo mai apprezzato la voce di quel cantante, in certi punti la ritenevo addirittura “fastidiosa”. Però ammetto che la sua voce, alternata allo Scream dell’altro cantante (Richard Sjunnesson), si adattava molto bene alle sonorità dei Sonic Syndicate. Quindi, nel momento in cui lessi l’annuncio pensai che l’arrivo di un nuovo cantante potesse portare nuova linfa vitale alla band.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Comunque, dopo tanto tempo venne annunciato il nuovo cantante dei Sonic Syndicate, un tale di nome &lt;strong&gt;Nathan J. Biggs&lt;/strong&gt;. Dopo questo annuncio tutti i fan non aspettavano altro che ascoltare qualcosa di nuovo per capire di cosa era capace Nathan. Così la band ha ben pensato di pubblicare un nuovo singolo/videoclip (intitolato &lt;strong&gt;Burn This City&lt;/strong&gt;), anche se al momento il nuovo album è ancora in fase di composizione/registrazione (pare che vedrà la luce nella primavera del 2010). E così, da ieri, su Youtube possiamo trovare il nuovo videoclip dei Sonic Syndicate.&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;object width="445" height="364"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/_ha6Gvq72CU&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;border=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/_ha6Gvq72CU&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="445" height="364"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Che dire? Per quanto riguarda il video direi che vanta degli effetti speciali all’avanguardia (merito di Patric Ullaeus, noto per aver prodotto, tra i tanti, diversi video degli In Flames) però, sul versante musicale, sono rimasto un po’ deluso. Dai &lt;strong&gt;Sonic Syndicate&lt;/strong&gt; non mi aspettavo chissà che, però c’è da dire che, i precedenti singoli della band, erano decisamente migliori. Sul momento mi vengono in mente &lt;strong&gt;Denied &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;Jack Of Diamonds&lt;/strong&gt;, che a mio parere sono due delle migliori canzoni dei Sonic Syndicate. Invece &lt;strong&gt;Burn This City&lt;/strong&gt; è troppo melodica e punta troppo al mainstream. Diciamo che la canzone in sé è accettabile ma il ritornello rovina tutto, è troppo scontato! &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Inoltre possiamo finalmente giudicare la prestazione del nuovo cantante e quindi direi che Nathan ha delle potenzialità. La sua voce varia da uno Scream tagliente fino ad una tonalità molto melodica; quindi direi che vanta una voce molto più “varia” rispetto a Roland. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per il resto c’è solo da aspettare il nuovo album per vedere cosa hanno in mente i Sonic Syndicate. Questa canzone non promette molto bene, sembra che la band abbia deciso di alleggerire ancora il proprio sound e questo è un male. Quindi, appuntamento alla primavera del 2010 per il verdetto finale sul nuovo album e sui “nuovi” Sonic Syndicate.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3088942195019785249-6147023629486377631?l=asopblog.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/asopblog/~4/PTU60MtRxw8" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://asopblog.blogspot.com/feeds/6147023629486377631/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://asopblog.blogspot.com/2009/09/sonic-syndicate-tornano-con-burn-this.html#comment-form" title="4 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/6147023629486377631?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/6147023629486377631?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/asopblog/~3/PTU60MtRxw8/sonic-syndicate-tornano-con-burn-this.html" title="Sonic Syndicate: tornano con Burn This City. The Rebellion has begun?" /><author><name>Antonio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994349373309021202</uri><email>asenseofpurposeblog@live.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09180197214217437902" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">4</thr:total><feedburner:origLink>http://asopblog.blogspot.com/2009/09/sonic-syndicate-tornano-con-burn-this.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEANR3k_fCp7ImA9WxNQGEw.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-3088942195019785249.post-1290192484375632853</id><published>2009-09-24T17:24:00.002+02:00</published><updated>2009-09-24T20:26:36.744+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-09-24T20:26:36.744+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Paradise Lost" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Recensioni" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Gothic Metal" /><title>Paradise Lost: Faith Divides Us – Death Unites Us - Recensione</title><content type="html">&lt;table align="left" border="0" cellpadding="10" cellspacing="10" width="265"&gt;&lt;tbody&gt;     &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; display: inline;" title="paradise_lost_faith_divides_us_death_unites_us" alt="paradise_lost_faith_divides_us_death_unites_us" src="http://lh6.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/SruPNgloCBI/AAAAAAAAAa0/ubzUuwjEcA8/paradise_lost_faith_divides_us4.jpg?imgmax=800" border="0" height="240" width="240" /&gt;&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color:#808080;"&gt;Paradise Lost: Faith Divides Us – Death Unites Us&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color:#808080;"&gt;Voto Complessivo:&lt;/span&gt; 8/10          &lt;br /&gt;&lt;span style="color:#808080;"&gt;Tipo:&lt;/span&gt; Studio Album          &lt;br /&gt;&lt;span style="color:#808080;"&gt;Genere:&lt;/span&gt; Gothic Metal          &lt;br /&gt;&lt;span style="color:#808080;"&gt;Data di Uscita:&lt;/span&gt; 29/09/2009          &lt;br /&gt;&lt;span style="color:#808080;"&gt;Durata:&lt;/span&gt; 46 minuti&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color:#808080;"&gt;Tracklist:           &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;01) As Horizons End          &lt;br /&gt;02) I Remain          &lt;br /&gt;03) First Light          &lt;br /&gt;04) Frailty          &lt;br /&gt;05) Faith Divides Us - Death Unites Us          &lt;br /&gt;06) The Rise Of Denial          &lt;br /&gt;07) Living With Scars          &lt;br /&gt;08) Last Regret          &lt;br /&gt;09) Universal Dream          &lt;br /&gt;10) In Truth &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;   &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;Poco più di un mese fa ho avuto modo di presentarvi l’album “In Requiem” (potete leggere la recensione &lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/2009/08/paradise-lost-in-requiem-recensione.html" target="_blank"&gt;qui&lt;/a&gt;) della Gothic Metal band britannica per eccellenza: i Paradise Lost. Dopo anni ed anni di sperimentazioni, la pubblicazione di In Requiem riconsegnò a questa band il successo meritato e fece saltare di gioia i fan attaccati alle sonorità più “brutali” dei Paradise Lost che, negli anni precedenti, si erano perse per strada. I fan del Gothic Metal stanno quindi aspettando con impazienza la fine di Settembre per mettere le mani sul nuovo Faith Divides Us – Death Unites Us (d’ora in poi abbreviato in FDU – DUU), ora disponibile in streaming solamente sul &lt;a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;amp;source=web&amp;amp;ct=res&amp;amp;cd=1&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fwww.myspace.com%2Fparadiselostuk&amp;amp;ei=WIy7Su_HEZK-mQP_ssicDQ&amp;amp;rct=j&amp;amp;q=paradise+lost+myspace&amp;amp;usg=AFQjCNEb1kNGs87u_5nOfxygHBv0pSANSw" target="_blank"&gt;Myspace della band&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Con &lt;strong&gt;In Requiem&lt;/strong&gt;, i Paradise Lost, oltre ad aver sfornato un album di alta qualità, sono riusciti a dare un po’ di speranza alla loro nutrita schiera di fan ed ai loro seguaci più “conservatori” che probabilmente avevano voltato le spalle alla band dopo l’album “&lt;strong&gt;One Second&lt;/strong&gt;” (da molti definito come il “Black Album dei Paradise Lost”).&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;I fan si aspettano molto da &lt;strong&gt;FDU – DUU&lt;/strong&gt; e la loro speranza è quella di ascoltare un album carico di &lt;strong&gt;Gothic Metal&lt;/strong&gt; proprio come il suo predecessore e senza sperimentazioni elettroniche di sorta che avevano contaminato fin per troppo tempo la musica di questa leggendaria band. E così è stato! Non aspettatevi quindi  nulla di innovativo ma solo del Gothic Metal vecchio stampo (con un po’ di pulizia sonora in più) con tanti richiami al precedente In Requiem ed, in generale, al periodo d’oro della band (Icon e Draconian Times). &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Rispetto al precedente disco non ci sono molte differenze anzi, io &lt;strong&gt;reputo questo lavoro molto simile ad In Requiem&lt;/strong&gt;. Però ci sono giusto un paio di eccezioni che lo differenziano da quel prodotto. Innanzitutto&lt;strong&gt; il sound, a tratti, è più pesante di quello del precedente disco&lt;/strong&gt; ed un esempio ne è &lt;strong&gt;Living With Scars;&lt;/strong&gt; sicuramente la traccia più pesante del lotto che vanta sonorità molto vicine al Death Metal (in alcuni frangenti quella canzone ricorda quasi il sound dei Gojira). Lo stesso discorso vale per la voce di &lt;strong&gt;Nick Holmes&lt;/strong&gt; che, in certe occasioni, si fa ancora più ruvida ed aggressiva ricordando i tempi andati.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Le atmosfere invece sono sempre quelle di In Requiem, così come il sound delle chitarre, ancora una volta protagoniste dei vari brani. Ed &lt;strong&gt;un’altra caratteristica ereditata dal precedente album è sicuramente la qualità delle canzoni&lt;/strong&gt;, ben equilibrate e dotate di trame intricate pronte a regalarvi sorprese ascolto dopo ascolto. Più che altro, rispetto ad In Requiem, ho notato dei brani leggermente meno “catchy”, ma forse per molti di voi questo sarà un bene.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;E siccome siamo in tema di canzoni “catchy” lasciatemelo dire, la &lt;strong&gt;titletrack dell’album&lt;/strong&gt; è la gemma assoluta del lotto. Forse nella struttura sarà un po’ banale, poco intricata e tutto quello che volete, ma il ritornello è da urlo, uno dei migliori ritornelli che io abbia mai sentito da questa band. La voce di &lt;strong&gt;Nick Holmes&lt;/strong&gt;, accompagnata in sottofondo da una magnifica sinfonia, riesce ad elevare a livelli estremi la qualità della traccia rendendola unica nel suo genere. Altre tracce spettacolari sono &lt;strong&gt;As Horizons End&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;I Remain&lt;/strong&gt;,&lt;strong&gt; The Rise Of Denial &lt;/strong&gt;e la già citata &lt;strong&gt;Living With Scars&lt;/strong&gt;; potenza e disperazione scorrono nelle note di questi brani, pronti ad esplodere come una bomba atomica quando meno ve lo aspetterete.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Il difetto di questo album, se così vogliamo chiamarlo (anche perché è un parere totalmente soggettivo), sono le poche emozioni che l’album trasmette. Se In Requiem mi aveva appassionato moltissimo, questo FDU – DUU, pur essendo un disco di buona fattura, non è riuscito a regalarmi le emozioni contenute invece nelle canzoni del precedente album. E’ per questo che &lt;strong&gt;secondo me In Requiem resta un gradino sopra all'album in esame&lt;/strong&gt;. Però sono felice di sentire dei Paradise Lost “ringiovaniti”, con tante idee in testa, con un sound pesantissimo che ricorda gli inizi della loro carriera, con le radici ben ancorate nel Gothic Metal e con tanta, tanta esperienza sulle spalle sfruttata nella giusta maniera per dare vita ad un disco fatto come si deve senza ricorrere a sperimentazioni di dubbia qualità.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Tanti gruppi hanno provato, dopo tanti album sperimentali, a tornare al loro sound originale, ma penso che nessuno sia riuscito a portare a termine il lavoro così come hanno fatto i &lt;strong&gt;Paradise Lost&lt;/strong&gt;. Quando tutto sembrava perso, i Paradise Lost hanno riportato il loro sound alle radici senza problemi, come se tutti quegli anni di sperimentazione non avessero minimamente intaccato la mentalità dei membri della band. Ed il sequel di In Requiem non fa altro che portare avanti il lavoro lasciato in “sospeso” con il precedente album. Quindi se avete apprezzato il precedente lavoro, non fatevi scappare &lt;strong&gt;Faith Divides Us – Death Unites Us&lt;/strong&gt;, non ve ne pentirete.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3088942195019785249-1290192484375632853?l=asopblog.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/asopblog/~4/qXil5WeQQPs" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://asopblog.blogspot.com/feeds/1290192484375632853/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://asopblog.blogspot.com/2009/09/paradise-lost-faith-divides-us-death.html#comment-form" title="3 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/1290192484375632853?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/1290192484375632853?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/asopblog/~3/qXil5WeQQPs/paradise-lost-faith-divides-us-death.html" title="Paradise Lost: Faith Divides Us – Death Unites Us - Recensione" /><author><name>Antonio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994349373309021202</uri><email>asenseofpurposeblog@live.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09180197214217437902" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">3</thr:total><feedburner:origLink>http://asopblog.blogspot.com/2009/09/paradise-lost-faith-divides-us-death.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEADRn0_cSp7ImA9WxNXGUU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-3088942195019785249.post-7301633853361165001</id><published>2009-09-21T13:03:00.006+02:00</published><updated>2009-10-08T09:26:17.349+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-08T09:26:17.349+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Video" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="News" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Rock" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Muse" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Musica" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Alternative Rock" /><title>Muse: playback di Uprising a “Quelli che il calcio”</title><content type="html">&lt;p align="justify"&gt;Da ieri sera ha iniziato a girare un video su &lt;a href="http://www.facebook.com/home.php" target="_blank"&gt;Facebook&lt;/a&gt; (la mia bacheca ne è letteralmente satura) dove possiamo vedere i &lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/search/label/Muse" target="_blank"&gt;Muse&lt;/a&gt; (freschi dell’uscita del loro nuovo The Resistance, del quale trovate la recensione &lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/2009/09/muse-resistance-recensione.html" target="_blank"&gt;qui&lt;/a&gt;) alle prese con un &lt;strong&gt;playback&lt;/strong&gt; un po’ particolare. La band britannica è stata invitata al nostrano programma TV “&lt;strong&gt;Quelli che… il calcio&lt;/strong&gt;” e, siccome è stato imposto a loro di suonare in playback, hanno ben pensato di “protestare” a questa soluzione che, diciamocelo, è una cosa veramente fastidiosa (sia per i fan che per le band) e purtroppo sta prendendo sempre più piede nel mondo della musica (soprattutto in Italia). &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Bene, i tre membri dei Muse,&lt;strong&gt; hanno deciso di scambiarsi i “posti”&lt;/strong&gt; in modo da fare un po’ di scena. Quindi nel video potrete vedere &lt;strong&gt;Mattew Bellamy&lt;/strong&gt; alla batteria, &lt;strong&gt;Christopher &lt;/strong&gt;alla chitarra e &lt;strong&gt;Dominic&lt;/strong&gt; al basso/microfono. Una scenetta divertente, ma non nuova. Infatti gli storici &lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/search/label/Iron%20Maiden" target="_blank"&gt;Iron Maiden&lt;/a&gt; (gruppo Heavy Metal britannico) avevano già pensato a questa forma di “protesta” più di 20 anni fa (ringrazio &lt;a href="http://stormbringer88lore.spaces.live.com/" target="_blank"&gt;Lorenzo&lt;/a&gt; per avermi segnalato quel video su Facebook), ma la scenetta dei Muse è comunque simpatica proprio perché ha fatto fare una figuraccia al programma TV “Quelli che… Il Calcio". &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Stendiamo infine un velo pietoso sulla conduttrice del programma, &lt;strong&gt;Simona Ventura&lt;/strong&gt;, che non si è nemmeno accorta di questo “cambiamento di line up” ed ha scambiato Dominic per il vero cantante della band (ed oltretutto ha fatto delle domande veramente pietose, e pensare che fino a poco tempo fare era pure nella giuria di X-Factor..). Almeno informarsi prima di ospitare una band ad un programma TV sarebbe meglio..e sarebbe ancora meglio finirla di fare suonare le band in playback. Comunque grandi Muse, fate capire alla gente che la vera musica non è quella in playback, ma quella suonata dal vivo! &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Di seguito i video dei quali vi ho parlato poco fa:&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;object height="364" width="445"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/3oTt8Noi5Rk&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;border=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/3oTt8Noi5Rk&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="364" width="445"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;object height="364" width="445"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/xzqGQkLMo9o&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;border=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/xzqGQkLMo9o&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="364" width="445"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3088942195019785249-7301633853361165001?l=asopblog.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/asopblog/~4/f53UDBxiwc0" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://asopblog.blogspot.com/feeds/7301633853361165001/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://asopblog.blogspot.com/2009/09/muse-playback-quelli-che-il-calcio.html#comment-form" title="6 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/7301633853361165001?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/7301633853361165001?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/asopblog/~3/f53UDBxiwc0/muse-playback-quelli-che-il-calcio.html" title="Muse: playback di Uprising a “Quelli che il calcio”" /><author><name>Antonio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994349373309021202</uri><email>asenseofpurposeblog@live.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09180197214217437902" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">6</thr:total><feedburner:origLink>http://asopblog.blogspot.com/2009/09/muse-playback-quelli-che-il-calcio.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DkANQXc9eSp7ImA9WxNQEko.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-3088942195019785249.post-2768046867073436608</id><published>2009-09-18T13:27:00.002+02:00</published><updated>2009-09-18T13:53:10.961+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-09-18T13:53:10.961+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Recensioni" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Hard Rock" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Sonata Arctica" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Power Metal" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Heavy Metal" /><title>Sonata Arctica: The Days Of Grays - Recensione</title><content type="html">&lt;table align="left" border="0" cellpadding="10" cellspacing="10" width="265"&gt;&lt;tbody&gt;     &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/SrNunJ7YLzI/AAAAAAAAAao/lgXoB1_gvfM/s1600-h/sonataarctica3.jpg"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; display: inline;" title="sonata-arctica" alt="sonata-arctica" src="http://lh5.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/SrNunlWrtxI/AAAAAAAAAas/1H-jbcMBKw4/sonataarctica_thumb1.jpg?imgmax=800" border="0" height="240" width="240" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color:#808080;"&gt;Sonata Arctica: The Days Of Grays&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color:#808080;"&gt;Voto Complessivo:&lt;/span&gt; 8/10          &lt;br /&gt;&lt;span style="color:#808080;"&gt;Tipo:&lt;/span&gt; Studio Album          &lt;br /&gt;&lt;span style="color:#808080;"&gt;Genere:&lt;/span&gt; Power/Heavy Metal          &lt;br /&gt;&lt;span style="color:#808080;"&gt;Data di Uscita:&lt;/span&gt; 18/09/2009          &lt;br /&gt;&lt;span style="color:#808080;"&gt;Durata:&lt;/span&gt; 59 minuti&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color:#808080;"&gt;Tracklist:&lt;/span&gt;          &lt;br /&gt;01) Everything Fades To Gray          &lt;br /&gt;02) Deathaura          &lt;br /&gt;03) The Last Amazing Grays          &lt;br /&gt;04) Flag In The Ground          &lt;br /&gt;05) Breathing          &lt;br /&gt;06) Zeroes          &lt;br /&gt;07) The Dead Skin          &lt;br /&gt;08) Juliet          &lt;br /&gt;09) No Dream Can Heal A Broken Heart          &lt;br /&gt;10) As If The World Wasn't Ending          &lt;br /&gt;11) The Truth Is Out There          &lt;br /&gt;12) Everything Fades To Gray (Full Version)&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;   &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;Quest’anno la Finlandia, in ambito &lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/search/label/Power%20Metal" target="_blank"&gt;Power Metal&lt;/a&gt;, ci ha regalato un buon album partorito dai grandissimi Stratovarius: &lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/2009/05/stratovarius-polaris-recensione.html" target="_blank"&gt;Polaris&lt;/a&gt;; ottimo come-back da parte di una band che sembrava aver perso la rotta. Oggi, dopo un fortunato, ma altrettanto criticato, Unia; tornano i compaesani Sonata Arctica con un nuovo lavoro che, a giudicare dalla sola copertina, promette molto bene. Ma la domanda che tutti si pongono è: The Days Of Grays sarà un back to the roots o un album che proseguirà sulla scia del precedente Unia? &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Mettiamo subito in chiaro una paio di cose in modo da evitare inutili dibattiti. &lt;strong&gt;The Days Of Grays è un disco che o si odia o si adora&lt;/strong&gt;. Teoricamente chi avrà apprezzato il precedente &lt;strong&gt;Unia&lt;/strong&gt; non rimarrà deluso ma, chi aveva criticato il precedente album forse farebbe meglio a lasciare questo album sullo scaffale riascoltandosi album come &lt;strong&gt;Silence&lt;/strong&gt; o &lt;strong&gt;Ecliptica&lt;/strong&gt;, proprio perché questa ultima fatica dei Sonata Arctica è la naturale evoluzione di Unia.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Che ci crediate o meno, io sono uno di quei pochi che ha apprezzato il precedente album. Sarà che ho conosciuto i&lt;strong&gt; Sonata Arctica&lt;/strong&gt; proprio grazie a quell’album, ma non trovo che Unia sia un brutto album così come descritto su milioni di siti web. Certo, capisco che per chi già conosceva i Sonata Arctica si sarà trovato davanti ad una band con un sound completamente stravolto però, a mio parere, era anche un disco che andava capito e che doveva essere ascoltato senza pregiudizi e soprattutto con mentalità aperta.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Proprio in occasione di questa recensione ho rispolverato Unia e mi ha fatto un’impressione un po’ diversa da come me lo ricordavo. Sono venuti a galla molti difetti che prima non avevo notato ma riesco ancora ad apprezzare diverse canzoni, per cui Unia rimane, per il sottoscritto, un lavoro discreto.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Con &lt;strong&gt;Unia i Sonata Arctica avevano abbandonato del tutto quel sound che loro stessi avevano forgiato&lt;/strong&gt; eliminando anche quell’immediatezza che aveva sempre contraddistinto gran parte delle loro canzoni. Più o meno la stessa cosa succede nel 2009 con &lt;strong&gt;The Days Of Grays&lt;/strong&gt;. Ed ecco quindi che arriva la nota dolente, precedentemente accennata, per i fan attaccati al vecchio sound della band: The Days Of Grays è l’evoluzione di Unia, quindi non sperate in un back to the roots. I Sonata Arctica sono cambiati ed hanno intenzione di continuare per la loro strada.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;La cosa che mi fa più piacere però è che, The Days Of Grays, sviluppa in meglio tutte le caratteristiche di ciò che trovavamo nel precedente album ed aggiunge anche qualcosina di nuovo. Innanzitutto le atmosfere si fanno più “dark”, le canzoni sono più varie e, cosa non meno importante, i brani sembrano finalmente essere legati insieme da un filo logico. Diversamente, in Unia trovavamo delle canzoni che sembravano essere messe alla rinfusa all’interno della tracklist, discontinue e slegate tra di loro. Nel nuovo album invece si trovano belle canzoni, una dietro l’altra, che fanno subito capire all’ascoltare che i Sonata Arctica hanno finalmente dato alle stampe un album di buona fattura.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;La strumentale &lt;strong&gt;Everything Fades To Gray&lt;/strong&gt; introduce l’album grazie ad atmosfere sognanti che ci accompagneranno fino a quello che, a mio parere, è l’episodio più riuscito di questo disco: &lt;strong&gt;Deathaura&lt;/strong&gt;, brano epico dalla durata complessiva di 8 minuti ma che, fortunatamente, non annoia l’ascoltatore grazie ai vari cambi di tempo e ad una struttura ragionata. Il brano viene aperto dalla voce femminile della bella &lt;strong&gt;Johanna Kurkela&lt;/strong&gt; e piano piano decolla, anche grazie all’ottima interpretazione da parte di &lt;strong&gt;Tony Kakko&lt;/strong&gt;. E qui già si iniziano a sentire le varie venature provenienti dal precedente Unia ma possiamo subito notare che è stata aggiunta una bella dose di “varietà” all’interno del contesto dei brani, diversamente da Unia dove la monotonia faceva da padrona in diversi brani. Altro punto a favore di questa traccia è l’ottimo assolo di chitarra che non potevamo trovare in un album come Unia. Deathaura si conferma veramente un ottimo brano che lascia ben sperare per il resto dell’album.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Seguono le due canzoni che erano già state presentate nelle scorse settimane: &lt;strong&gt;The Last Amazing Grays&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Flag In The Ground&lt;/strong&gt;; decisamente meno elaborate di Deathaura ma non per questo meno piacevoli. Subito dopo troviamo una piacevole ballad intitolata &lt;strong&gt;Breathing&lt;/strong&gt;, nulla di speciale, aspettatevi il classico “lento” Sonata Arctica style; però una nota di merito va alla fantastica armonia disegnata dal pianoforte. Sopraggiunge poi un altro dei migliori pezzi di The Days Of Grays: &lt;strong&gt;Zeroes&lt;/strong&gt;, seguito a ruota da un altro brano azzeccatissimo come&lt;strong&gt; The Dead Skin&lt;/strong&gt; (peccato solo per l’intermezzo un po’ troppo “dispersivo”).  La successiva &lt;strong&gt;Juliet&lt;/strong&gt; sembra una traccia scartata direttamente dal precedente album e riproposta su questo platter, canzone ben riuscita ma che sa troppo di già sentito. L’album recupera punti con &lt;strong&gt;No Dream Can Heal A Broken Heart&lt;/strong&gt;, introdotta da una fantastica melodia. Nel bel mezzo del brano torna ad essere protagonista la voce di &lt;strong&gt;Johanna Kurkela &lt;/strong&gt;che sfoggia una tonalità non troppo lontana dalla famosissima Sharon Den Adel (Within Temptation). Ottimo brano ed ottima interpretazione da parte del duetto Kakko/Kurkela. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Si arriva ad un punto in cui si pensa di aver già sentito tutto ma, l’accoppiata &lt;strong&gt;As If The World Wasn't Ending / The Truth Is Out There&lt;/strong&gt; delizia l’ascoltatore con atmosfere sognanti e melodie piacevolissime che, in un batter d’occhio, ci riportano ad una melodia già sentita. Quest’ultima appartiene alla traccia di apertura ed altro non è che una versione rivisitata dell’opener &lt;strong&gt;Everything Fades To Gray&lt;/strong&gt;, riproposta in una versione più estesa e con la presenza della voce di Kakko. Brano molto riuscito che, anche in chiusura, eleva gli standard qualitativi del disco. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Non saprei dire in che genere rientri questo album ma oramai i &lt;strong&gt;Sonata Arctica&lt;/strong&gt; non possono più essere etichettati come “&lt;strong&gt;Power Metal classico&lt;/strong&gt;”, perché nel loro sound troviamo elementi provenienti da generi come &lt;strong&gt;Heavy Metal&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Hard Rock&lt;/strong&gt;; con quel leggerissimo tocco sperimentale che non guasta mai. Di Power Metal, inteso nel senso più classico del termine, non c’è nulla; ritengo invece che sia presente una buona dose di &lt;strong&gt;Power Metal moderno&lt;/strong&gt;. Un Power Metal che apre le porte a nuove sonorità e a varie influenze musicali. Preferisco quindi questa soluzione piuttosto che mille album di Power Metal “puro”, ma poco ispirati. Se i Sonata Arctica continuano per questa strada, per me va più che bene, ma sono consapevole del fatto che questo album verrà snobbato dalla maggior parte degli ascoltatori.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Le tracce che compongono The Days Of Grays sono più o meno tutte agli stessi livelli, con l’eccezione di&lt;strong&gt; Deathaura&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Zeroes&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;The Dead Skin&lt;/strong&gt; e&lt;strong&gt; No Dream Can Heal A Broken Heart&lt;/strong&gt;; brani che si trovano un gradino più in alto rispetto agli altri. Le trame quindi si fanno più complesse e gli intrecci tra chitarre e melodie di sottofondo diventano leggermente più complesse rispetto al passato recente. Per descrivere The Days Of Grays vi direi: prendete Unia, aggiungeteci dei brani più ragionati, degli intrecci mediamente più “complessi”, delle trame dark, una buona dose di varietà ed un po’ di Power Metal in più; mescolate ed unite il tutto ad una maggiore maturità artistica raggiunta da parte della band ed il risultato sarà questo album.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Alla fine non mi rimane che dire più o meno ciò che ho detto in apertura: &lt;strong&gt;se vi era piaciuto Unia, comprate ad occhi chiusi The Days Of Grays&lt;/strong&gt;, il cui sound appare più appesantito e decisamente più piacevole rispetto al precedente platter. Senza contare che &lt;strong&gt;The Days Of Grays sviluppa tutti le migliori idee del precedente lavoro dando vita ad un album decisamente più riuscito rispetto al discreto Unia&lt;/strong&gt; ma anche molto meno sperimentale (e questo è un bene). Per chi invece non aveva apprezzato il precedente disco, penso proprio che rimarrà deluso anche da questo, se lo ascoltate lo fate a vostro rischio e pericolo.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3088942195019785249-2768046867073436608?l=asopblog.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/asopblog/~4/g0U49GgFOg4" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://asopblog.blogspot.com/feeds/2768046867073436608/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://asopblog.blogspot.com/2009/09/sonata-arctica-days-of-grays-recensione.html#comment-form" title="8 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/2768046867073436608?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/2768046867073436608?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/asopblog/~3/g0U49GgFOg4/sonata-arctica-days-of-grays-recensione.html" title="Sonata Arctica: The Days Of Grays - Recensione" /><author><name>Antonio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994349373309021202</uri><email>asenseofpurposeblog@live.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09180197214217437902" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">8</thr:total><feedburner:origLink>http://asopblog.blogspot.com/2009/09/sonata-arctica-days-of-grays-recensione.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;D0AHRHo6cSp7ImA9WxNQEUo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-3088942195019785249.post-6649988058429890257</id><published>2009-09-17T10:22:00.001+02:00</published><updated>2009-09-17T10:22:15.419+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-09-17T10:22:15.419+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Insomnium" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Recensioni" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Melodic Death Metal" /><title>Insomnium: Across The Dark - Recensione</title><content type="html">&lt;table border="0" cellspacing="10" cellpadding="10" width="265" align="left"&gt;&lt;tbody&gt;     &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="Insomnium_across_myspace" border="0" alt="Insomnium_across_myspace" src="http://lh5.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/SrHxttgxtYI/AAAAAAAAAaU/S99CXSXw6pg/Insomnium_across_myspace4.jpg?imgmax=800" width="235" height="240" /&gt; &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;font color="#808080"&gt;Insomnium: Across The Dark&lt;/font&gt;&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;font color="#808080"&gt;Voto Complessivo:&lt;/font&gt; 7.5/10           &lt;br /&gt;&lt;font color="#808080"&gt;Tipo:&lt;/font&gt; Studio Album           &lt;br /&gt;&lt;font color="#808080"&gt;Genere:&lt;/font&gt; Melodic Death Metal           &lt;br /&gt;&lt;font color="#808080"&gt;Data di Uscita:&lt;/font&gt; 26/09/2009           &lt;br /&gt;&lt;font color="#808080"&gt;Durata:&lt;/font&gt; 45 minuti&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;font color="#808080"&gt;Tracklist:&lt;/font&gt;           &lt;br /&gt;          &lt;p&gt;01) Equivalence&amp;#160;&amp;#160;&amp;#160; &lt;br /&gt;02) Down With The Sun&amp;#160;&amp;#160;&amp;#160; &lt;br /&gt;03) Where The Last Wave Broke             &lt;br /&gt;04) The Harrowing Years             &lt;br /&gt;05) Against The Stream&amp;#160;&amp;#160;&amp;#160; &lt;br /&gt;06) Lay Of The Autumn             &lt;br /&gt;07) Into The Woods             &lt;br /&gt;08) Weighed Down With Sorrow&lt;/p&gt;       &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;   &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;Gli Insomnium sono, a mio parere, uno dei migliori gruppi Melodic Death Metal della nuova decade. Sebbene siano quasi sempre stati stroncati dalla critica io li reputo un gruppo molto valido. Diedero alle stampe il loro primo album – In The Halls Of Awaiting – nel 2002; un disco che metteva in bella mostra influenze provenienti dai creatori di questo movimento musicale (In Flames e Dark Tranquillity). Via via gli Insomnium sono riusciti a trovare la formula perfetta e, dopo due album ben riusciti (Since The Day It All Come Down e Above The Weeping World) tornano con Across The Dark; un disco che non farà altro che confermare le grandi capacità di questo gruppo. L’album non è ancora uscito in Italia ma lo potete acquistare sullo &lt;a href="http://www.fanzone.fi/Insomnium/start.cfm?tuotearvo=CD&amp;amp;lang=en" target="_blank"&gt;store ufficiale&lt;/a&gt; della band, oppure su &lt;a href="http://www.play.com/HOME/HOME/6-/Search.html?searchstring=insomnium&amp;amp;searchtype=cdartisttitle&amp;amp;searchsource=1&amp;amp;searchfilters=s{insomnium}%2bc{415}%2b" target="_blank"&gt;Play.com&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Band come &lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/search/label/Dark%20Tranquillity" target="_blank"&gt;Dark Tranquillity&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/search/label/Amorphis" target="_blank"&gt;Amorphis&lt;/a&gt; ed &lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/search/label/Amon%20Amarth" target="_blank"&gt;Amon Amarth&lt;/a&gt; continuano a portare avanti in modo impeccabile il Melodic Death Metal. Di nuove band che hanno provato ad abbracciare la filosofia di questo genere musicale ne sono nate a bizzeffe ma, tra le tante, quella da tenere sott’occhio porta il moniker “&lt;strong&gt;Insomnium&lt;/strong&gt;”. Sarei quasi pronto a scommettere che, in un futuro non troppo lontano, questa band riuscirà a dare alle stampe qualcosa di piuttosto importante. Le capacità ci sono ed, essendo una band ancora abbastanza “giovane”, penso abbiano ancora molto da dire.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Peccato solo che le varie webzine italiane non supportino a dovere questa band. Fatevi un giro sui siti web stranieri e guardate che voti altissimi vengono assegnati ai precedenti album degli &lt;strong&gt;Insomnium&lt;/strong&gt;, poi andate sui vari portali di musica Metal italiani e noterete che spesso i voti, il più delle volte non raggiungono nemmeno la sufficienza. I recensori italiani accusano gli &lt;strong&gt;Insomnium&lt;/strong&gt; di “plagiare” tutto ciò che è già stato creato da mostri sacri quali &lt;strong&gt;Dark Tranquillity&lt;/strong&gt; et similia. E’ vero? Sinceramente devo dire che qualcosa che ricorda quelle band c’è, però non è nulla di scandaloso. Ho sentito di peggio! &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Gli Insomnium prendono sicuramente ispirazione dalle band che hanno dato il via a questo genere (come è giusto che sia d’altronde, è sempre stato così) ma poi ci mettono del proprio per tirare fuori un sound unico. Ascoltando una canzone casuale si capisce fin dal primo istante che quelli che stanno suonando sono gli Insomnium piuttosto che i Dark Tranquillity. Quindi secondo la mia idea, i media italiani hanno la tendenza ad esagerare cercando sempre il pelo nell’uovo e questa è una di quelle band che è entrata nel loro mirino e, di conseguenza, subirà sempre critiche. Io vi consiglierei di ascoltare con le vostre orecchie per poi cercare di capire se &lt;strong&gt;gli Insomnium stanno diventando uno dei principali esponenti del Melodic Death Metal&lt;/strong&gt; oppure se stanno semplicemente imitando altre band appartenenti a questo “filone” musicale. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Personalmente penso che gli album degli Insomnium abbiano sempre avuto degli alti e dei bassi ma sono comunque album che meritano di essere ascoltati. In tutti questi anni, la band, ha dato alle stampe 3 album, ed è sempre stato un crescendo. Sono quindi arrivati ad un punto in cui hanno raggiunto una certa dimestichezza con la loro musica ed Above The Weeping World ne è l’esempio più lampante. &lt;strong&gt;Across The Dark continua su questa scia e dimostra la continua maturazione da parte di questa band&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Quindi, valutando la musica contenuta in &lt;strong&gt;Across The Dark&lt;/strong&gt; c’è da dire che le canzoni sono sulla buona strada ma appargono un po’ “monotone” in alcuni casi. Questo, a mio parere, è il peggior difetto degli Insomnium. E’ da anni che ci penso ed ora posso dire che il punto debole della band è la voce del cantante (Niilo Sevanen). Niilo è un bravissimo cantante dotato di un Growl più che eccellente ma c’è da dire che stiamo parlando di un Growl veramente troppo statico. La sua voce non ha variazioni, sembra sempre di ascoltare la stessa linea vocale stesa su un tappeto di melodie differenti. E’ qui che, secondo me, devono migliorare gli &lt;strong&gt;Insomnium&lt;/strong&gt;. Il cantante deve cercare di diventare leggermente più espressivo altrimenti sembra di ascoltare sempre la stessa canzone (parere personale,&amp;#160; molto probabilmente gli altri fan non la pensano in questo modo). &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Di questo “difetto” gli Insomnium pare che se ne siano accorti almeno in parte, ed infatti hanno deciso di introdurre le clean vocals (eseguite da Jules Näveri degli Enemy Of The Sun) in un paio canzoni. Una specie di “esperimento” insomma. Queste clean vocals però, pur portando un po’ di freschezza alle canzoni, non si adattano bene alla musica di questa band. Le clean vocals sono veramente troppo melodiche; secondo me ci vorrebbe qualcosa di più “normale”. Le canzoni dove fanno capolino queste linee vocali sono &lt;strong&gt;Where The Last Wave Broke &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;The Harrowing Years&lt;/strong&gt;. Nella prima riescono ad amalgamarsi bene al Growl di Niilo mentre, nella seconda, potevano essere evitate, anche se comunque fanno la loro bella figura quanto la voce di Niilo rientra in scena. Insomma, o cambiano cantante per le clean vocals oppure le rimuovono di peso e non ci pensiamo più. Anche se a mio parere basterebbe che Niilo alternasse più frequentemente la sua voce pulita con il growl.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Tralasciando tutto ciò, Across The Dark è un buon album. E’ ancora troppo presto per dire se è meglio del precedente &lt;strong&gt;Above The Weeping World&lt;/strong&gt; (da molti ritenuto il miglior lavoro degli Insomnium), anche perché ad ogni ascolto riesco a trovare qualcosa di nuovo in ogni traccia. Però una cosa è certa; la traccia &lt;strong&gt;Down With The Sun&lt;/strong&gt;, nonché primo singolo estratto dall’album, è una vera e propria gemma. Una di quelle canzoni che valgono il prezzo intero dell’album. A mio parere, &lt;strong&gt;quella canzone è la migliore che la band abbia mai composto&lt;/strong&gt;. Strutturata da repentini cambi di melodia/riff, riesce a regalare quattro minuti e mezzo di emozioni. Peccato che finisca diversamente da come me l’aspettavo, secondo me una ripresa del chorus nel finale ci sarebbe stata molto bene. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Il resto delle canzoni, purtroppo, non si mantiene sui livelli di Down With The Sun ma, comunque, ci sono canzoni più che buone come &lt;strong&gt;Where The Last Wave Broke&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Against The Stream&lt;/strong&gt; (questa mi pare la canzone più “fuori dagli standard” degli Insomnium; la vedo più come una traccia di puro stampo “Swedish”) e la conclusiva &lt;strong&gt;Weighed Down With Sorrow&lt;/strong&gt; (sembra fatta apposta per chiudere l’album). Il resto non è malaccio ma, ad esempio,&lt;strong&gt; Lay Of The Autumn&lt;/strong&gt; sarebbe potuta essere una bellissima canzone ma secondo me è stata rovinata da una durata troppo elevata; 9 minuti non giustificati dalle parti (per me totalmente inutili) introdotte nel bel mezzo del brano che dopo un po’ spezzano la continuità dell’album.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Insomma, un album piuttosto ben riuscito ma a cui manca qualcosa per arrivare a meritarsi un 8 pieno in pagella. Un po’ di impegno in più e saremmo davanti ad un prodotto decisamente migliore, ma già per &lt;strong&gt;Down With The Sun&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Where The Last Wave Broke&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Against The Stream&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Weighed Down With Sorrow&lt;/strong&gt;, vale la pena ascoltare questo disco e comunque il resto delle tracce non sono per niente da buttare. Quindi diciamo che Across The Dark si mantiene sulla giusta strada proponendo un Melodic Death veramente ben fatto però speriamo che gli Insomnium combinino qualcosa di meglio con il prossimo disco, le capacità ci sono!&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;Per concludere, se non conoscete ancora questa band, vi invito a farvi un giro sul &lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.myspace.com/insomniumband" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;Myspace ufficiale degli Insomnium&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; dove, potrete ascoltare la canzone “Where The Last Wave Broke” ed inoltre avrete la possibilità di ascoltare i medley dei due precedenti album, in modo che possiate farvi un’idea delle capacità di questa band. Di seguito, invece, trovate il videoclip di Down With The Sun che, come già detto, a mio parere, è la miglior canzone che gli Insomnium abbiano mai composto.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="center"&gt;&lt;object width="500" height="315"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/K003TNG40P8&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;border=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/K003TNG40P8&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="500" height="315"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3088942195019785249-6649988058429890257?l=asopblog.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/asopblog?a=_bFta5ldsXI:Vpwy1o7ZV1o:qj6IDK7rITs"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/asopblog?d=qj6IDK7rITs" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/asopblog?a=_bFta5ldsXI:Vpwy1o7ZV1o:V_sGLiPBpWU"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/asopblog?i=_bFta5ldsXI:Vpwy1o7ZV1o:V_sGLiPBpWU" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/asopblog/~4/_bFta5ldsXI" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://asopblog.blogspot.com/feeds/6649988058429890257/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://asopblog.blogspot.com/2009/09/insomnium-across-dark-recensione.html#comment-form" title="2 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/6649988058429890257?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/6649988058429890257?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/asopblog/~3/_bFta5ldsXI/insomnium-across-dark-recensione.html" title="Insomnium: Across The Dark - Recensione" /><author><name>Antonio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994349373309021202</uri><email>asenseofpurposeblog@live.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09180197214217437902" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total><feedburner:origLink>http://asopblog.blogspot.com/2009/09/insomnium-across-dark-recensione.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DkIARnc4fSp7ImA9WxNQEE0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-3088942195019785249.post-3876909919749339183</id><published>2009-09-15T10:49:00.001+02:00</published><updated>2009-09-15T10:49:07.935+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-09-15T10:49:07.935+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Recensioni" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Shadows Fall" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Metalcore" /><title>Shadows Fall: Retribution – Recensione</title><content type="html">&lt;table border="0" cellspacing="10" cellpadding="10" width="265" align="left"&gt;&lt;tbody&gt;     &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="Shadows_Fall_Retribution" border="0" alt="Shadows_Fall_Retribution" src="http://lh4.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/Sq9VAudWFAI/AAAAAAAAAZQ/ImXPH0o8LQ8/shadows_retribution4.jpg?imgmax=800" width="240" height="240" /&gt; &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;font color="#808080"&gt;Shadows Fall: Retribution&lt;/font&gt;&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;font color="#808080"&gt;Voto Complessivo:&lt;/font&gt; 8/10           &lt;br /&gt;&lt;font color="#808080"&gt;Tipo:&lt;/font&gt; Studio Album           &lt;br /&gt;&lt;font color="#808080"&gt;Genere:&lt;/font&gt; Metalcore           &lt;br /&gt;&lt;font color="#808080"&gt;Data di Uscita:&lt;/font&gt; 15/09/2009           &lt;br /&gt;&lt;font color="#808080"&gt;Durata:&lt;/font&gt; 45 minuti&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;font color="#808080"&gt;Tracklist:&lt;/font&gt;           &lt;br /&gt;01) The Path to Imminent Ruin           &lt;br /&gt;02) My Demise           &lt;br /&gt;03) Still I Rise           &lt;br /&gt;04) War           &lt;br /&gt;05) King Of Nothing           &lt;br /&gt;06) The Taste Of Fear           &lt;br /&gt;07) Embrace Annihilation           &lt;br /&gt;08) Picture Perfect           &lt;br /&gt;09) A Public Execution           &lt;br /&gt;10) Dead And Gone &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;   &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;Settimo full-lenght per gli Shadows Fall; una band che conosco da poco tempo ma che è già riuscita a conquistarsi un posto speciale nella classifica delle mie band preferite. Tornano quest’anno con Retribution che, già dalla copertina, ci fa notare che qualcosa è cambiato in casa Shadows Fall. Sonorità “oscure” e pezzi tiratissimi sono pronti per uscire dalle casse dei nostri stereo. A voi il compito di giudicare se questo album segna il ritorno degli Shadows Fall o rappresenta solamente un passo falso. Di seguito vi spiegherò brevemente come la penso io a riguardo.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Vado subito al punto. Non ho voglia di giraci intorno:&lt;strong&gt; Retribution&lt;/strong&gt; per me è un grandissimo album. Ho già letto un paio di recensioni negative ma io non posso far altro che ascoltare questo disco in continuazione. Era proprio l’album che desideravo da una band come gli &lt;strong&gt;Shadows Fall&lt;/strong&gt;. Due anni fa eravamo alle prese con &lt;strong&gt;Threads Of Life&lt;/strong&gt;, che ai tempi fu criticato per diversi motivi ma che, secondo il sottoscritto, faceva comunque la sua bella figura pur proponendo un sound decisamente “ruffiano”. Insomma, era un album discreto che mostrava i suoi limiti in diversi punti e proponeva qualche riempitivo di troppo ma comunque c’era decisamente di peggio sul mercato. Alla fine era un disco più che ascoltabile.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Retribution&lt;/strong&gt; però, sembra fatto apposta per rimediare ai difetti del suo predecessore. Innanzitutto il sound è ritornato ad essere “tosto” come una volta e le atmosfere di questo prodotto le definirei come le più “oscure” che la band abbia mai adottato in tutti questi anni. Dopodiché sembra quasi che la band abbia ben pensato di concentrarsi su “pochi” brani (9 più una breve introduzione strumentale) cercando di portarli tutti allo stesso livello qualitativo. E direi che ci sono riusciti alla grande a parte una piccola eccezione, che porta il nome “&lt;strong&gt;War&lt;/strong&gt;”. Una traccia ben strutturata ma che proprio non mi convince sul ritornello. Però poco male, perché tutto il resto secondo me va alla grande, e non ho trovato un singolo brano che mi abbia fatto storcere il naso. Abbiamo quindi otto tracce di &lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/search/label/Metalcore" target="_blank"&gt;Metalcore&lt;/a&gt; fatto come si deve che, ovviamente, porta il marchio inconfondibile dagli Shadows Fall. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;C’è chi dice che attualmente&lt;strong&gt; il Metalcore stia passando una fase di crisi creativa&lt;/strong&gt; (un esempio ne è l’ultimo album dei &lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/2009/06/killswitch-engage-2009-recensione.html" target="_blank"&gt;Killswitch Engage&lt;/a&gt; che ha scontentato diversi fan); io non ho voce in capitolo visto che ascolto giusto un paio di gruppi appartenenti a questo movimento musicale, però quest’anno è uscito un certo &lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/2009/02/lamb-of-god-wrath-recensione_25.html" target="_blank"&gt;Wrath [Lamb Of God]&lt;/a&gt; (il cui cantante appare proprio come ospite speciale in una canzone di questo album) che ha ricevuto consensi positivi da tutta la stampa specialistica, e poi c’è questo&lt;strong&gt; Retribution&lt;/strong&gt; nel quale non trovo nessuna traccia di “crisi creativa”, anzi tutt’altro.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Pezzi tirati come&lt;strong&gt; My Demise&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Still I Rise&lt;/strong&gt; (sebbene un po’ troppo prevedibile nel ritornello) e &lt;strong&gt;King Of Nothing&lt;/strong&gt; non li sentivo da un bel pezzo da questa band. Poi ci sono &lt;strong&gt;The Taste Of Fear&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Picture Perfect&lt;/strong&gt; e&lt;strong&gt; Dead And Gone&lt;/strong&gt; che hanno dei ritornelli veramente ben riusciti e riescono ad unire ritmi sostenuti con delle melodie di fondo veramente spettacolari. Le rimanenti &lt;strong&gt;Embrace Annihilation &lt;/strong&gt;ed &lt;strong&gt;A Public Execution&lt;/strong&gt; forse hanno qualche passaggio un po’ sottotono ma alla fine pure loro riescono a convincere l’ascoltatore.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Insomma, probabilmente non sono in grado di giudicare un album del genere vista la mia scarsa conoscenza del genere Metalcore. Mi sono sempre trovato in difficoltà con i dischi di band appartenenti a questo movimento musicale ma una cosa è certa: le canzoni di &lt;strong&gt;Retribution &lt;/strong&gt;picchiano alla grande e ci mostrano il lato più oscuro degli &lt;strong&gt;Shadows Fall&lt;/strong&gt; (forse anche la copertina fuori dallo stile della band rispecchia questo fatto). Se veramente questo album verrà giudicato male da tutti sarò contento di essere uno dei pochi che ne è riuscito a cogliere l’essenza. Per me è veramente un buon lavoro. Complimenti alla band!&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3088942195019785249-3876909919749339183?l=asopblog.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/asopblog/~4/JM1p0fyc6Jg" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://asopblog.blogspot.com/feeds/3876909919749339183/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://asopblog.blogspot.com/2009/09/shadows-fall-retribution-recensione.html#comment-form" title="3 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/3876909919749339183?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/3876909919749339183?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/asopblog/~3/JM1p0fyc6Jg/shadows-fall-retribution-recensione.html" title="Shadows Fall: Retribution – Recensione" /><author><name>Antonio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994349373309021202</uri><email>asenseofpurposeblog@live.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09180197214217437902" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">3</thr:total><feedburner:origLink>http://asopblog.blogspot.com/2009/09/shadows-fall-retribution-recensione.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0MGQXc_cCp7ImA9WxNWGEs.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-3088942195019785249.post-988788456302335960</id><published>2009-09-13T12:00:00.008+02:00</published><updated>2009-10-18T14:37:00.948+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-18T14:37:00.948+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Recensioni" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Rock" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Muse" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Alternative Rock" /><title>Muse: The Resistance – Recensione</title><content type="html">&lt;table align="left" border="0" cellpadding="10" cellspacing="10" width="265"&gt;&lt;tbody&gt;     &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; display: inline;" title="muse_the_resistance" alt="muse_the_resistance" src="http://lh6.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/SqzCoD0luUI/AAAAAAAAAY4/GuprvOxrsgg/musetheresistancecover4.jpg?imgmax=800" border="0" height="237" width="240" /&gt; &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Muse: The Resistance&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Voto Complessivo:&lt;/span&gt; 8/10          &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Tipo:&lt;/span&gt; Studio Album          &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Genere:&lt;/span&gt; Alternative Rock          &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Data di Uscita:&lt;/span&gt; 11/09/2009          &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Durata:&lt;/span&gt; 54 minuti&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Tracklist:&lt;/span&gt;           &lt;p&gt;01) Uprising           &lt;br /&gt;02) Resistance            &lt;br /&gt;03) Undisclosed Desires            &lt;br /&gt;04) United States Of Eurasia (+ Collateral Damage)            &lt;br /&gt;05) Guiding Light            &lt;br /&gt;06) Unnatural Selection            &lt;br /&gt;07) MK Ultra            &lt;br /&gt;08) I Belong To You (+ Mon Coeur S’Ouvre A Ta Voix)            &lt;br /&gt;09) Exogenesis: Symphony Part I - Overture            &lt;br /&gt;10) Exogenesis: Symphony Part II - Cross Pollination            &lt;br /&gt;11) Exogenesis: Symphony Part III - Redemption&lt;/p&gt;       &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;   &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;I Muse, secondo il sottoscritto, sono la band più interessante appartenente al filone “Rock” odierno. Oltre ad essere una band che riesce a far piacere la propria musica a persone che magari prediligono generi musicali rispetto all’Alternative Rock, sono anche una delle poche band che continuano ad innovare un genere musicale nato diversi decenni fa, snobbando le mode e seguendo una strada ben definita. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;I &lt;strong&gt;Muse&lt;/strong&gt;, tralasciando il nuovo &lt;strong&gt;The Resistance&lt;/strong&gt;, avevano all’attivo quattro album: il primo album che la band pubblicò fu &lt;strong&gt;Showbiz&lt;/strong&gt;; un ottimo disco ma, secondo me, gli mancava qualcosa per diventare un vero e proprio capolavoro. Nessun problema, la band pubblicò dopo un paio d’anni &lt;strong&gt;Origin Of Simmetry&lt;/strong&gt;, vero e proprio capolavoro dell’Alternative Rock, nonché miglior album che finora i Muse hanno dato alle stampe. Seguirono due album piacevoli come &lt;strong&gt;Absolution&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Black Holes And Revelations&lt;/strong&gt;. Proprio con quest’ultimo lavoro, il sound dei Muse subì una virata verso sonorità elettroniche, proponendo Rock saturo di effetti synth decisamente piacevoli. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;E fino a qui i Muse non hanno mai sbagliato niente. Personalmente mi chiedevo se finora fosse stata solamente fortuna ma, &lt;strong&gt;The Resistance&lt;/strong&gt; conferma una volta per tutte le capacità di questo gruppo che, fortunatamente, non ha ceduto alla tentazione di “banalizzarsi” (alias commercializzarsi), cosa comune a molti gruppi della “MTV generation”. Ed il nome dell’album (The Resistance) lo vedo quasi come un messaggio che spiega brevemente il concetto che ho esposto poche righe fa. Lo interpreto come una cosa tipo: “non cediamo a ciò che il mercato vuole, noi continuiamo per la nostra strada”. Sicuramente il titolo significherà qualcosa di meno banale ma a me piace pensare che abbia questo significato.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Dopo il titolo c’è la copertina che, appena la vidi per la prima volta, esclamai “orrenda”. Ora però, vedendola davanti ai miei occhi (e non su uno schermo formato da freddissimi pixel) devo dire che è adatta alle sonorità proposte dall’album. E poi ha quasi un effetto psichedelico. Quindi ottimo artwork, diversamente dalla bizzarra copertina del precedente album.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Ma torniamo a parlare della band. Come dicevo in apertura, &lt;strong&gt;i Muse sono uno di quei pochi gruppi che riescono a farsi apprezzare da una grande schiera di fan&lt;/strong&gt;. I Muse, spesso e volentieri, riescono a mettere d’accordo Metallari, Rapper e chiunque altro prediliga un genere diverso dall’alternative rock. E riescono ad ottenere consensi anche da persone abituate a generi musicali più “easy listening” come il Pop, nonostante i brani dei Muse non siano di facile ascolto. Tutto questo per dire che i Muse sono un gruppo unico e che ha in serbo grandi sorprese per il presente ed, ovviamente, anche per il futuro. E così, nel 2009, &lt;strong&gt;con The Resistance, la band celebra i dieci anni di attività discografica&lt;/strong&gt; (il primo album, Showbiz, vide la luce nel 1999), nonostante il gruppo sia attivo da ben 17 anni!&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Passiamo ora al lato musicale dei Muse cercando di valutare ciò che è contenuto in questo nuovo album. C’è da dire che al primo ascolto sono rimasto un attimino spiazzato dal loro &lt;strong&gt;sound “rivisitato”&lt;/strong&gt;. Eravamo rimasti con la mente a canzoni super-effettate appartenenti al precedente album ed ora ci ritroviamo davanti a qualcosa di completamente diverso. Questa cosa a primo impatto mi ha dato un po’ fastidio visto che avevo apprezzato moltissimo il precedente lavoro, però nei successivi ascolti ho notato tante cose che, pensandoci, rendono semplicemente unico questo album. Ed alla fine è giusto così, un gruppo deve innovare di album in album, non proporre sempre la stessa minestra riscaldata. Se poi si parla di un gruppo sperimentale come i Muse, questo discorso si amplifica.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Quindi dimenticate l’abbondanza elettronica di &lt;strong&gt;Black Holes And Revelations&lt;/strong&gt; e preparatevi a qualcosa di nuovo perché &lt;strong&gt;The Resistance&lt;/strong&gt; suona attuale e “fresco” come non mai (anche se con evidenti richiami al passato). Incredibile come i Muse riescano a rimanere al passo con i tempi mantenendo sempre una formula vincente. Questa volta però, al posto di influenze provenienti dal mondo dell’elettronica (comunque presenti, anche se in minime quantità rispetto al recente passato), troviamo venature &lt;strong&gt;R&amp;amp;B&lt;/strong&gt; e sonorità che provengono direttamente dalla musica &lt;strong&gt;Classica&lt;/strong&gt;. Ed è forse questa la particolarità di un album come &lt;strong&gt;The Resistance&lt;/strong&gt;: si inizia con una &lt;strong&gt;Uprising&lt;/strong&gt; che propone una specie di mix tra il sound del precedente album e quello del nuovo lavoro, si procede con altre 7 canzoni di puro stampo “Muse” e ci si ritrova davanti ad un colpo di genio nel finale, dove troviamo la &lt;em&gt;suite&lt;/em&gt; “&lt;strong&gt;Exogenesis&lt;/strong&gt;” (composta da 3 canzoni, per un totale di 12 minuti), che pesca tutto ciò che c’è di buono nella musica classica deliziando l'ascoltatore con sinfonie molto piacevoli. Inizialmente questa specie di “sperimentazione” lascia un po’ perplessi ma, ascolto dopo ascolto, si comprende che solo i Muse potevano comporre un album del genere dove influenze provenienti da generi musicali così distanti dal loro, riescono ad amalgamarsi perfettamente.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Tra le 11 canzoni che compongono l’album, non sono riuscito a trovarne nemmeno una che non mi piaccia. Ogni traccia ha qualcosa di nuovo da dire. Se devo proprio scegliere i brani che preferisco non potrei non citare la fantastica &lt;strong&gt;titletrack &lt;/strong&gt;(non vi sembra che l’introduzione di questa canzone assomigli lontanamente alla sigla di Mr.Bean?), la successiva &lt;strong&gt;Undiscolsed Desires&lt;/strong&gt; e la mitica &lt;strong&gt;MK Ultra&lt;/strong&gt;. Tre brani che valgono il prezzo del disco. Anche &lt;strong&gt;Uprising&lt;/strong&gt; non è male, sebbene all’inizio non mi convincesse tanto.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Un ultimo appunto lo merita la sezione strumentale. Probabilmente è una mia impressione ma, da quanto ho sentito, mi sembra che le chitarre siano state messe molto in disparte rispetto ai vecchi album, dando ancora più spazio al basso, strumento da sempre utilizzato molto bene nella musica dei Muse. Inoltre, a discapito delle tastiere “synth”, questa volta troviamo molti più inserti di pianoforte “pulito” che vanno a braccetto con il genere proposto da questa band. Un’altra cosa che ho notato è che, la voce di Mattew Bellamy, in questo album, è un po’ meno acuta rispetto ai vecchi lavori, però ciò non è un difetto, ma non aspettatevi acuti alla “&lt;strong&gt;Micro Cuts&lt;/strong&gt;” altrimenti rimarrete delusi. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Inoltre, se ancora non ne siete al corrente, mi pare giusto dire che questo album è stato&lt;strong&gt; completamente registrato in Italia&lt;/strong&gt;, precisamente allo &lt;strong&gt;Studio Bellini&lt;/strong&gt;, che si trova vicino al &lt;strong&gt;Lago di Como&lt;/strong&gt;. E pensate inoltre che, &lt;strong&gt;The Resistance&lt;/strong&gt;, è uscito prima in Italia (11 Settembre) rispetto al resto del mondo; infatti i fan degli altri stati dovranno aspettare ancora uno o due giorni per poterselo gustare.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Insomma, direi che quello che ho scritto finora può bastare, il resto lo scoprirete da soli ascoltando The Resistance, e penso proprio che non ne rimarrete delusi. Per me questo album è&lt;strong&gt; un altro passo importante compiuto dai Muse&lt;/strong&gt; che, davanti a loro, hanno un futuro più che roseo. In questo disco c'è di tutto e di più, non c'è proprio limite alla creatività di Bellamy e soci. Le canzoni sono curate fin nei minimi dettagli e sono molto più ragionate rispetto a ciò che trovavamo nel precedente lavoro ed ovviamente vantano una produzione cristallina. Definirei quindi&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; The Resistance&lt;/span&gt; come un disco meno d'impatto rispetto a &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Black Holes And Revelations&lt;/span&gt;, però, dal canto suo, la nuova fatica dei Muse, dimostra una grande maturità artistica ed un lavoro di composizione e di rifinitura di gran classe; qualità che, soprattutto negli ultimi tempi, non è da tutti.    &lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;In definitiva, &lt;strong&gt;dire che questo album è spettacolare, è riduttivo&lt;/strong&gt;, per cui mettete in disparte quei 15-20€, correte nel più vicino negozio di musica e &lt;strong&gt;comprate The Resistance senza pensarci due volte&lt;/strong&gt; e preparatevi ad affrontare un viaggio accompagnati dalle atmosfere ricreate dall'Alternative "Symphonic" Rock. Avanti così Muse!&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3088942195019785249-988788456302335960?l=asopblog.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/asopblog/~4/PYpYIFBIb44" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://asopblog.blogspot.com/feeds/988788456302335960/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://asopblog.blogspot.com/2009/09/muse-resistance-recensione.html#comment-form" title="37 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/988788456302335960?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/988788456302335960?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/asopblog/~3/PYpYIFBIb44/muse-resistance-recensione.html" title="Muse: The Resistance – Recensione" /><author><name>Antonio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994349373309021202</uri><email>asenseofpurposeblog@live.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09180197214217437902" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">37</thr:total><feedburner:origLink>http://asopblog.blogspot.com/2009/09/muse-resistance-recensione.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;C04BSH4-cCp7ImA9WxNQE0U.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-3088942195019785249.post-5545938630599721642</id><published>2009-09-11T14:30:00.007+02:00</published><updated>2009-09-19T19:39:19.058+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-09-19T19:39:19.058+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Recensioni" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Thrash Metal" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Megadeth" /><title>Megadeth: Endgame - Recensione</title><content type="html">&lt;table align="left" border="0" cellpadding="10" cellspacing="10" width="265"&gt;&lt;tbody&gt;     &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;img style="border-width: 0px; display: inline;" title="megadeth_endgame" alt="megadeth_endgame" src="http://lh4.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/SqpCy99C-eI/AAAAAAAAAYc/jUyiHzUa5aA/mega_endgame4.jpg?imgmax=800" border="0" height="240" width="240" /&gt;&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Megadeth: Endgame&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Voto Complessivo:&lt;/span&gt; 7/10     &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Tipo:&lt;/span&gt; Studio Album     &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Genere:&lt;/span&gt; Thrash Metal     &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Data di Uscita:&lt;/span&gt; 15/09/2009     &lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Durata:&lt;/span&gt; 44 minuti&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;span style="color: rgb(128, 128, 128);"&gt;Tracklist:&lt;/span&gt;     &lt;br /&gt;    &lt;p&gt;01) Dialectic Chaos      &lt;br /&gt;02) This Day We Fight!       &lt;br /&gt;03) 44 Minutes       &lt;br /&gt;04) 1,320       &lt;br /&gt;05) Bite The Hand That Feeds       &lt;br /&gt;06) Bodies Left Behind       &lt;br /&gt;07) Endgame       &lt;br /&gt;08) The Hardest Part of Letting Go...Sealed With a Kiss       &lt;br /&gt;09) Head Crusher       &lt;br /&gt;10) How The Story Ends       &lt;br /&gt;11) The Right To Go Insane &lt;/p&gt;       &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;   &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;Finalmente i Megadeth sono tornati! Dopo i primi ascolti del nuovo “Endgame” (disponibile da ieri sul &lt;a href="http://www.myspace.com/megadeth" target="_blank"&gt;myspace ufficiale&lt;/a&gt; della band), c’è già chi inneggia al capolavoro e chi, come è giusto che sia, parla di “minestra riscaldata”. Da grande fan dei Megadeth, per me è un grande evento ma ho cercato di mettere da parte il “fanatismo” per giudicare meglio questo lavoro.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;C’è chi lo definisce il miglior album dai tempi di &lt;strong&gt;Youthanasia&lt;/strong&gt; (1994), c’è chi si spinge oltre e lo trova addirittura ai livelli di &lt;strong&gt;Rust In Peace&lt;/strong&gt; (ma scherziamo?) e invece c’è chi, come me, non capisce cosa ci sia di tanto speciale in &lt;strong&gt;Endgame&lt;/strong&gt;. E vi dirò di più, per me &lt;strong&gt;Endgame&lt;/strong&gt; è addirittura inferiore al precedente &lt;strong&gt;United Abominations&lt;/strong&gt; (2007), album criticato da molti ai tempi.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Quindi, a mio modesto parere, si è creato troppo &lt;em&gt;hype&lt;/em&gt; intorno a questo album. Già mesi prima dell’uscita, i media lo definivano come il ritorno ai fasti di un tempo da parte dei Megadeth, come il miglior album dai tempi di Youthanasia o addirittura di Countdown To Extinction; ma una volta ascoltato per bene l’album ci si accorge che quelle erano solamente parole senza senso che sembravano messe lì apposta per alimentare la faida “Metallica VS Megadeth”. In tutte le opinioni che ho letto riguardo a questo album, &lt;em&gt;tra le righe&lt;/em&gt; si leggeva solamente qualcosa tipo “a prescindere dalla qualità dell’album, è sempre meglio di ciò che fanno i Metallica negli ultimi 15 anni”. Eh si, i media fanno di tutto pur di far credere che Endgame sia meglio di &lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/2008/09/metallica-death-magnetic-recensione_12.html" target="_blank"&gt;Death Magnetic&lt;/a&gt; degli acerrimi nemici di Mustaine. Io invece non voglio fare confronti inutili con quell’album. Non c’è bisogno di paragonare queste due grandissime band di cui sono un grande fan. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Iniziamo col dire che&lt;strong&gt; il primo punto debole di Endgame sono le parti di batteria&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;Shawn Drover&lt;/strong&gt; è un bravo batterista ma già dal primo ascolto ci possiamo accorgere che si limita alle “solite” ritmiche senza aggiungere qualcosa di particolare o di leggermente più elaborato del solito. Insomma, si ha l’impressione che Shawn svolga solamente il suo “compito” senza spingersi oltre cercando di dare vita a qualcosa di più impegnativo. Ecco quindi il primo punto debole del disco, o se vogliamo, dei Megadeth. Scommettiamo che Shawn sarà il prossimo ad essere scartato dalla band?&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;D’altra parte, Endgame vanta un &lt;strong&gt;buon lavoro chitarristico&lt;/strong&gt;. Forse il merito è anche di &lt;strong&gt;Chris Broderick&lt;/strong&gt; (ex-Nevermore), approdato da poco in questa band. Chris ha tecnica da vendere e questo cosa si fa sentire in Endgame tanto che in certi punti ho pensato che la decisione di mettere tanti assoli così elaborati sia stata quasi una sorta di “esibizionismo” più che di reale necessità. Guardando l’altra faccia della medaglia però, non possiamo dire che gli assoli siano fatti molto bene. &lt;strong&gt;E’ proprio negli assoli che Chris dimostra le sue ottime capacità&lt;/strong&gt;, però, questi ultimi, in quanto ad “espressività”, non valgono poi tanto. Sarà che ho sempre preferito assoli più “ragionati” (United Abominations docet) rispetto alla pura tecnica ed alla velocità, però certe parti solistiche incluse nelle canzoni di questo album mi fanno pensare: ma che cacchio di assoli ci sono su queste canzoni? Sembra quasi che siano stati composti in due minuti e buttati lì così come sono venuti solo per mostrare le capacità del nuovo chitarrista della band. Quindi, ottima tecnica ma pollice verso per l’effettiva qualità degli assoli. Preferivo di gran lunga quelli presenti in United Abominations anche se erano decisamente più semplici da suonare.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Giusto per spendere due parole anche sul basso, possiamo dire che non c’è nulla di nuovo sotto al sole. &lt;strong&gt;James LoMenzo&lt;/strong&gt; si limita a seguire i mega-riff dettati dalla chitarra del leader. Per quanto riguarda il basso quindi, aspettatevi ciò che avevate già potuto sentire nel precedente &lt;strong&gt;United Abominations&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Ma ora parliamo del leader. Della persona a cui ruota intorno tutto il progetto “Megadeth”.&lt;strong&gt; I Megadeth sono Dave Mustaine&lt;/strong&gt;, il resto dei componenti, negli ultimi anni, conta fino ad un certo punto, ed infatti la mancanza di membri storici quali Nick Menza, Marty Friedman e David Ellefson si fa sentire più che mai. Alla fine MegaDave (la mente compositiva) non può avere più di un tot di idee e la mancanza di queste ultime si fa sentire in diverse canzoni. Fortunatamente però, le sue doti di chitarrista non se ne sono andate. Dave continua a macinare killer-riff anche nel 2009 quindi non abbiamo nulla da rimproverargli. Dave è ancora in forma e la sua voce, sebbene risulti meno “varia” rispetto al precedente disco, riesce ancora a trasmettere aggressività all’ascoltatore.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Tornando all’album, posso dire che, una volta ascoltate tutte le canzoni, si sente una grande mancanza di idee. Si ha quasi la sensazione che certe tracce sarebbero potute diventare qualcosa di meglio con un po’ di impegno in più. Parlo ad esempio di &lt;strong&gt;1,320&lt;/strong&gt; (ottimo il riff portante ma la struttura del brano ne rovina la qualità) oppure di &lt;strong&gt;Head Crusher&lt;/strong&gt;, o ancora di &lt;strong&gt;This Day We Fight&lt;/strong&gt;. Proprio quest’ultima è la traccia che mi ha convinto di meno. Da quanto si legge in giro pare che sia la nuova “Hangar 18” della band ma per me è semplicemente una delle loro peggiori tracce. E’ una traccia bella tirata, non lo nego, però è uno di quei brani che non sento decollare. Un’altra canzone che convince a metà è &lt;strong&gt;The Hardest Part Of Letting Go&lt;/strong&gt;, sicuramente la più “sperimentale” del lotto. E’ una traccia fantastica, ed è forse quella che mi ha sorpreso di più, però si ha quasi la sensazione che sia più un semplice intermezzo rispetto ad una canzone completa. Se fosse stata elaborata in modo leggermente diverso sarebbe diventata una delle migliori tracce dell’album secondo me.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per il resto tutti i brani si mantengono a livelli discreti con l’eccezione di &lt;strong&gt;Dialectic Chaos&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Bodies Left Behind&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;How The Story Ends&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;The Right To Go Insane&lt;/strong&gt; che sono, a mio parere, le canzoni migliori di questo prodotto. Anche la titletrack non è male, però inizia a dimostrare le sue vere potenzialità solo dopo vari ascolti. Se poi dobbiamo proprio trovare la migliore di tutte io punto su&lt;strong&gt; 44 Minutes&lt;/strong&gt;, epica al punto giusto e con delle idee sviluppate nella direzione giusta, una nota di merito va anche al testo molto ispirato. Sono molto curioso di sentire come renderà dal vivo.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Vorrei inoltre spendere due parole su &lt;strong&gt;Head Crusher&lt;/strong&gt;. Questa canzone è stata la prima traccia estratta come singolo (della quale a breve sarà reso disponibile un videoclip). Head Crusher, era già stata presentata diverso tempo fa ai fan e devo dire che, avendola ascoltata un paio di volte, mi aveva fatto un’ottima impressione. Ora che l’ho ascoltata meglio però, mi ha deluso non poco. Oltretutto, inserita nel contesto dell’album, subito dopo una canzone come &lt;strong&gt;The Hardest Part Of Letting Go&lt;/strong&gt;, non rende molto. Insomma, l’album offre brani decisamente migliori di Head Crusher.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Endgame&lt;/strong&gt; nonostante tutto non è un disco brutto. Il punto è che non troviamo nulla di nuovo né nulla che faccia gridare al miracolo. E’ un album che sembra uscito prima del suo effettivo completamento. Quasi come se i Megadeth avessero una scadenza da rispettare e così hanno mandato in stampa l’album così com’era. Alla fine Endgame ri-presenta le stesse idee dei recenti The System Has Failed e United Abominations, unite insieme, amalgamate per bene e servite ai fan aggiungendo un po’ di tecnica chitarristica in più. Tutto qui. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Se un pregio di Endgame è quello di offrire &lt;strong&gt;canzoni equilibrate&lt;/strong&gt;, ovvero più o meno tutte sullo stesso livello (diversamente da quanto succedeva in United Abominations, dove trovavamo vere e proprie hit alternate a brani di scarsa qualità), il difetto principale è quello di non offrire nessun brano memorabile. Se in &lt;strong&gt;United Abominations&lt;/strong&gt; erano presenti Hit come Washington Is Next, Sleepwalker, Gears Of War e la titletrack, qui non trovo brani di qualità tale da definire “memorabili”. L’unica che si avvicina a questo “status”, a mio parere, è 44 Minutes; ma gli manca comunque qualcosa per essere paragonata alle tracce appena citate. Ecco perché ad inizio recensione ho detto che per me United Abominations è migliore di Endgame. Ma si tratta comunque di punti di vista. I pareri su questo album sono molto discordanti per cui le impressioni variano molto da ascoltatore ad ascoltatore. Per me Endgame resta un disco discreto che poteva essere decisamente migliore, meritava quindi qualche mese in più di gestazione. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Però una recensione non significa nulla, cogliete l’occasione ed ascoltate l’album sul &lt;a href="http://www.myspace.com/megadeth" target="_blank"&gt;Myspace della band&lt;/a&gt; così potrete giudicare con le vostre orecchie l’effettiva qualità del disco. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Detto questo, anche se Endgame non mi ha entusiasmato più di tanto, spero che questa band faccia tappa nel nostro paese il più presto possibile perché non vedo l’ora di vedere i Megadeth dal vivo!&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3088942195019785249-5545938630599721642?l=asopblog.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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Trezzo – Live Club</title><content type="html">&lt;p align="center"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; display: inline; margin-left: 0px; margin-right: 0px;" title="" alt="" src="http://lh5.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/SqAID-qVqZI/AAAAAAAAAXw/VPxH2AYbDxc/0dc029aac9%5B8%5D.jpg?imgmax=800" border="0" height="265" width="504" /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;E’ da troppo tempo che non scrivo nulla sul blog ma sono veramente troppo impegnato negli ultimi tempi. Però vista la notizia non posso che condividere con voi la mia felicità. Ci speravo con tutto me stesso e finalmente il mio desiderio si è avverato: gli In Flames tornano in Italia a Novembre (2009)!!! ...sono ancora sotto shock!&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;E’ da un paio di giorni che continuo ad andare sul sito della band per vedere se ci sono aggiornamenti a riguardo e finalmente è arrivata la conferma da parte della Live In Italy! Alla fine tutti i miei messaggi scritti nel guestbook del sito degli In Flames, che invitavano la band a passare dalle nostre parti (forse) sono serviti a qualcosa. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Ci speravo tanto in questo concerto perché volevo rivedere ancora gli &lt;strong&gt;In Flames&lt;/strong&gt; al più presto ma anche perché in questo tour – teoricamente – il gruppo spalla della band dovrebbero essere i &lt;strong&gt;Killswitch Engage&lt;/strong&gt;! A riguardo non si sa ancora nulla ma visto che la data è così vicina alle altre del “&lt;strong&gt;Taste Of Chaos Tour&lt;/strong&gt;”, dovrebbero essere proprio loro il gruppo spalla. Il punto interrogativo più grande però è: &lt;strong&gt;Jesper Stromblad&lt;/strong&gt; (chitarrista, nonché fondatore della band) ci sarà? Io spero vivamente di si, altrimenti ci rimarrò molto male. Speriamo quindi che entro Novembre riesca a completare la sua riabilitazione e venga a suonare la sua chitarra davanti ai fan italiani!&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;La location sarà il Live Club di &lt;strong&gt;Trezzo&lt;/strong&gt; (Milano). Non ho idea di come sia il locale ma poco importa, la cosa importante è che fortunatamente non è troppo distante da casa mia! Poi alla fine per me gli In Flames possono suonare pure in un garage che va bene lo stesso. I biglietti stavolta li pre-ordinerò (appena avrò la conferma) almeno mi tolgo il dubbio del sold out. Potrebbe essere l’ultimo concerto che farò durante questo anno (probabilmente preceduto da quello degli Amorphis e dei Trick Or Treat qualche settimana prima) per cui ne sono veramente felice, speriamo che tutto vada per il meglio! &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Ecco il comunicato della Live In Italy:&lt;/p&gt;  &lt;blockquote&gt;   &lt;p align="justify"&gt;I padrini dello swedish metal melodico tornano in Italia per un'unica data, che si terrà a Trezzo D'Adda nel mese di Novembre. &lt;b&gt;IN FLAMES&lt;/b&gt; saranno 'on the road' questo inverno per un tour europeo, pronti ad imporsi sui palchi, con la loro energia nordica, che ha influenzato formazioni importanti come Killswitch Engage e Caliban. L'istituzione del "Gothenburg metal", dal vivo, state sicuri, regala non poche emozioni! Sarà presente uno special guest che verrà annunciato a breve.&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Ecco i dettagli della data: &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;IN FLAMES   &lt;br /&gt;+ special guest   &lt;br /&gt;19.11.2009 TREZZO (MI) live club&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Biglietto in prevendita: euro 25+ diritti  &lt;br /&gt;Biglietto in cassa: 29 euro   &lt;br /&gt;Apertura porte: ore 19.30   &lt;br /&gt;Inizio concerto: ore 20.30&lt;/p&gt;    &lt;p align="justify"&gt;Prevendita su &lt;a href="http://www.ticketone.it/"&gt;www.ticketone.it&lt;/a&gt; a breve   &lt;br /&gt;Saluti,   &lt;br /&gt;Live   &lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.liveinitaly.com/"&gt;www.liveinitaly.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3088942195019785249-2661174181418873442?l=asopblog.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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Trezzo – Live Club" /><author><name>Antonio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994349373309021202</uri><email>asenseofpurposeblog@live.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09180197214217437902" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">2</thr:total><feedburner:origLink>http://asopblog.blogspot.com/2009/09/in-flames-tornano-in-italia-novembre.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0ENSHc7fyp7ImA9WxNWEUQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-3088942195019785249.post-7526647122413970429</id><published>2009-08-26T19:28:00.001+02:00</published><updated>2009-10-10T20:34:59.907+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-10T20:34:59.907+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Speciali" /><title>Come scrivere una canzone?</title><content type="html">&lt;p align="justify"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; margin-left: 0px; border-top: 0px; margin-right: 0px; border-right: 0px" title="Dave_Mustaine_Angel_Of_Death" border="0" alt="Dave_Mustaine_Angel_Of_Death" align="left" src="http://lh3.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/SpVwwLZ5X4I/AAAAAAAAAXk/4wqVoB0D5Zs/vmnt_add_1%5B9%5D.jpg?imgmax=800" width="158" height="240" /&gt;..era questa la domanda che mi ponevo dal giorno in cui comprai la mia chitarra. Questa domanda ho capito che non ha risposta. O meglio, come mi disse una persona: “le canzoni non devono seguire schemi, devo essere scritte con il cuore; devono venire naturali”. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;E’ da due anni che suono la chitarra ed ho ancora tanto (ma veramente tanto) da imparare però, piuttosto che studiare scale e cercare di incrementare la mia velocità di esecuzione mi diverto sempre a comporre vari riff o assoli (oltre che a suonare cover). So che non andrò da nessuna parte in questo modo ma d’altronde nei miei piani futuri non prevedo di suonare in una band o di diventare un musicista. Ora come ora mi diverto a comporre pezzi inediti che scrivo solo per me stesso, non per farli sentire in giro.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Comunque, oggi ho finalmente completato la mia prima canzone. E quando dico “completato” intendo dire che sono pronti i riff, gli assoli, le parti di batteria ed il testo però non c’è ancora nulla di registrato. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Sto scrivendo qui questa cosa perché sono felice di aver finalmente completato la mia prima canzone ma anche per condividere la mia – probabilmente inutile – esperienza con gli altri “compositori” che si apprestano a scrivere qualcosa di loro. Non sembra ma sono in molti quelli che si chiedono come comporre canzoni. A volte è veramente frustante scrivere un brano partendo da zero perché ci si trova a fare i conti con mille problematiche. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Fino a qualche giorno fa non avevo la più pallida idea di come si doveva fare per scrivere un brano completo ma forse ora ho trovato il mio “metodo”. Quindi ora vi racconterò un po’ cosa è successo in questi due anni, durante i quali ho cercato di creare una canzone tutta mia, sperando di non farvi addormentare :D&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size="4"&gt;1000 Eyes&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Iniziai a suonare a &lt;strong&gt;Luglio 2007&lt;/strong&gt;. Ricordo che uno o due mesi dopo aver acquistato la mia chitarra avevo già composto un breve “assolo” veramente fenomenale anche se molto semplice. Ero rimasto sorpreso dalle mie capacità ed ero intento a costruirci intorno una canzone. Inutile dire che i tutti tentativi andarono a vuoto e così misi da parte quel pezzo sperando di includerlo in qualche canzone in futuro. Poco tempo dopo, degli amici mi consigliarono di ascoltare i “&lt;strong&gt;Death&lt;/strong&gt;”, gruppo storico capitanato da quel genio di &lt;strong&gt;Chuck Schuldiner&lt;/strong&gt; (R.I.P.). Così mi misi all’ascolto dell’album &lt;strong&gt;Symbolic&lt;/strong&gt; e, arrivato alla traccia &lt;strong&gt;1000 Eyes&lt;/strong&gt;, mi accorsi che c’era qualcosa di strano nel ritornello…ebbene, &lt;strong&gt;le no te della chitarra erano uguali a quelle del pezzo che avevo composto qualche settimana prima!&lt;/strong&gt; Ci tengo a precisare che prima di quel momento non avevo mai ascoltato una singola canzone di questo gruppo per cui non avevo assolutamente copiato (nemmeno inconsciamente) quel pezzo. In un primo momento ci rimasi malissimo perché dovevo cestinare definitivamente quel pezzo ma alla fine mi sentii onorato per aver dato alla luce un pezzo scritto poco più di un decennio prima, nientemeno che dai Death, ispiratori di tutto il filone “Death Metal”. Questa esperienza mi insegnò che il “plagio” è sempre dietro l’angolo e quindi bisogna cercare di creare qualcosa di più “particolare” per non incappare in questa trappola. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="4"&gt;&lt;strong&gt;Riff su Riff&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Dopo quell’esperienza non composi più niente per un bel po’ di tempo e mi concentrai più che altro sulle canzoni dei &lt;a href="http://lh5.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/SpVwwmDtFfI/AAAAAAAAAXo/lq38iTKJxmE/s1600-h/Senza%20titolo-1%5B7%5D.jpg"&gt;&lt;img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 5px 0px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="" border="0" alt="" align="right" src="http://lh4.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/SpVwxAwCRDI/AAAAAAAAAXs/33FjOhxi1E0/Senza%20titolo-1_thumb%5B5%5D.jpg?imgmax=800" width="380" height="104" /&gt;&lt;/a&gt;Metallica. Dopo un po’ decisi di fare il salto di qualità abbassando l’accordatura di due toni in modo da poter suonare le canzoni degli In Flames. Fin da subito mi trovai a mio agio con quell’accordatura e mi accorsi di riuscire a comporre materiale migliore rispetto a quando usavo l’accordatura standard (EADGBE). Così dopo tanti tentativi mi saltò fuori un riff niente male e da lì ritrovai la voglia di cercare di comporre della musica inedita. Così passai un bel po’ di tempo cercando di trovare dei riff decenti registrandoli mano a mano sul mio fido cellulare in modo da non dimenticarmeli. Con il tempo alcuni li ho svalutati e cestinati perché non avevano nulla di speciale mentre altri sono ancora sulla memoria del telefono in attesa di essere rivalutati.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Ma qui arrivano i problemi. I Riff registrati aumentano a dismisura ma io non riesco a collegarli con altri pezzi in modo da creare una canzone. Insomma, se io metto insieme i vari riff sembrano pezzi di puzzle diversi che non riescono ad unirsi in un modo sensato. Poi la cosa buffa è che, anche se riesco ad unirli, arrivo al ritornello e poi mi perdo nel nulla, alla ricerca di elaborazioni di dubbia qualità. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="4"&gt;&lt;strong&gt;La prima Ispirazione&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Ora non ricordo di preciso ma, verso inizio 2009, mi presi una cotta per una ragazza. E da lì presi in mano la chitarra e, pensando a lei, tirai fuori probabilmente il riff migliore che io abbia mai creato, ed ancora adesso cerco di costruirgli intorno una canzone (che per il momento è sospesa per mancanza di idee). Quella canzone dovrebbe essere qualcosa tipo una “ballad” ma non so ancora come verrà fuori alla fine. Peccato che la “cotta” finì troppo presto e così quell’energia positiva che avevo addosso se ne andò del tutto.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Da lì partì l’idea di iniziare a comporre un album senza fini commerciali (ovvero non voglio creare un album per poi venderlo al grande pubblico). Un’idea veramente malsana viste le mie scarse capacità tecniche. Però nel frattempo avevo già deciso il titolo e la copertina dell’album. Il titolo dell’album, se mai vedrà la luce, sarà “&lt;strong&gt;When The Youngness Flies Away&lt;/strong&gt;” mentre la copertina (ancora immaginaria) dovrebbe ritrarre un paesaggio immerso nella natura (quindi alberi, prati ed un fiume sullo sfondo) con un’altalena appesa ad un albero. Per ora l’immagine che ho in mente è questa ma potrebbe subire variazioni :D &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;font size="4"&gt;&lt;strong&gt;When The Youngness Flies Away&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Ma continuiamo con la storia. Passano vari mesi e continuo a comporre riff su riff ma la canzone completa non arriva mai. Ma ecco che si arriva alla situazione attuale. A poco più di metà &lt;strong&gt;Agosto 2009&lt;/strong&gt; mi capita di scambiare due parole con una ragazza bellissima, perfetta, la ragazza dei miei sogni..ed è subito un “colpo di fulmine”. Questa volta la cotta è veramente ai massimi livelli. Sono talmente innamorato di quella ragazza che decido di scrivere una canzone dedicata a lei. Così prendo la chitarra e cerco di dare vita ad un giro di note per creare una semi-ballad. Alla fine trovo le note che fanno al caso mio e così mi metto al lavoro su &lt;strong&gt;Guitar Pro&lt;/strong&gt; (programma utilissimo sia per imparare canzoni che per comporre brani in una modalità “virtuale”) e provo a trovare delle idee. Però noto che con quel pezzo non posso comporre una semi-ballad, così utilizzo quelle note come introduzione del brano, suonate però dal pianoforte anziché dalla chitarra. E da lì partono un sacco di idee e la canzone si trasforma in un brano “normale”, quindi niente che abbia a che fare con una ballad. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Piano piano aggiungo vari riff e “mini-assoli” per rendere più melodica la canzone. Come se non bastasse mi fioccano in bocca le parole del ritornello così inizio anche a scrivere il testo (ovviamente in inglese) per quella traccia. Non ci ho mai saputo fare con i testi ma questo è venuto fuori alla perfezione, è un testo profondo e molto sentimentale; tanto che penso non possa essere associato alla pesantezza di una canzone Metal, ma comunque non me ne frega niente, se non sarà Metal sarà Hard Rock :D Il titolo della canzone? Al momento ho in mente “&lt;strong&gt;Love&lt;/strong&gt;” ma potrebbe mutare in un titolo più “tamarro”.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Beh, alla fine sono serviti più o meno 4 giorni per completare il tutto. E la cosa strana è che non ho utilizzato nessun riff già scritto in precedenza. Ho composto tutto sul momento aggiungendo anche le parti di basso, batteria e le varie sovra-incisioni delle chitarre. Il testo non è ancora finito, mi mancano giusto due righe, ma comunque a mio parere è decisamente ben riuscito (non per vantarmi, a me sembra buono, poi magari in realtà è orrendo..) ed è anche piuttosto lungo. Avevo molte cose da dire e sono riuscito a farle entrare tutte in quella canzone che ha una durata che si aggira intorno ai 5.30/6.00 minuti (devo ancora togliere/aggiungere qualcosina per cui non so il minutaggio preciso).&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font size="4"&gt;Melodic Metal&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Per quanto riguarda il sound non saprei cosa dire. E’ difficile capire a che genere musicale punta la propria musica. Sicuramente ci saranno molte influenze tra cui Metallica, Iron Maiden e Killswitch Engage (un minestrone in poche parole) ma la cosa che mi ha colpito è che non ci sento nulla degli In Flames, dai quali pensavo di essere stato influenzato alla grande. Ed invece degli In Flames c’è solo l’accordatura delle chitarre. Per il resto non saprei nemmeno dire a che sottogenere Metal possa appartenere. E’ una canzone molto melodica però i riff che stanno alle fondamenta sono molto pesanti così come le parti di batteria che vantano la doppia-cassa in molti punti. E poi, teoricamente, le linee vocali dovrebbero essere cantate in growl. Per cui potrebbe essere una sorta di “Ultra” Melodic Death Metal :D&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Insomma in questo momento sono gasatissimo da questa cosa. Finalmente ho una canzone tutta mia e spero di riuscirne a comporre altre nei prossimi giorni. Comunque il merito è tutto di quella ragazza per cui provo un attrazione pazzesca e spero di riuscire a conoscerla meglio il più presto possibile. Nel caso riuscissi ad instaurare un rapporto più intimo con lei, sicuramente, anche se mi vergognerò a morte, gli dedicherò questa canzone..è solo merito suo se sono riuscito a comporla.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Chiudo qui perché ho già scritto un poema. Scusatemi, quando inizio a scrivere non mi fermo più :D Stay Metal&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3088942195019785249-7526647122413970429?l=asopblog.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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L’estate sta finendo ed il Metal torna al suo vecchio splendore</title><content type="html">&lt;p align="justify"&gt;&lt;img style="border: 0px none ; display: inline; margin-left: 0px; margin-right: 0px;" title="Megadeth_Endgame" alt="Megadeth_Endgame" src="http://lh5.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/So03jCkfkqI/AAAAAAAAAXg/3kK60I50k9U/mega_endgame%5B19%5D.jpg?imgmax=800" align="right" border="0" height="167" width="354" /&gt; Stanotte (o stamattina? boh, ho perso la cognizione del tempo), al lavoro, cercavo di non addormentarmi riflettendo un po’ sull’attuale situazione musicale e devo dire che mi ritrovo in un periodo un po’ “triste” per quanto riguarda la mia musica preferita. L’ultimo disco di “nuova uscita” che mi interessava, ovvero il recente album dei &lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/2009/06/killswitch-engage-2009-recensione.html" target="_blank"&gt;Killswitch Engage&lt;/a&gt;, è uscito oramai da due mesi ed ho passato Luglio e Agosto senza ascoltare nulla di nuovo. Proprio in questi due mesi non ho avuto molta voglia di addentrarmi nell’ascolto di altri album, anche se ho ancora una montagna di cd che non aspettano altro che essere ascoltati. In questi mesi ho ascoltato più che altro qualche canzone qui e là e raramente qualche album intero. Ma ora&lt;strong&gt; sta per arrivare Settembre&lt;/strong&gt;, ovvero il mese più promettente per quanto riguarda le nuove uscite. Ed ecco già pronta una lista degli album di prossima uscita che ascolterò sicuramente, accompagnati dalle relative date di pubblicazione:&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Settembre&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;Insomnium: Across The Dark - 07/09/2009 &lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;Ensiferum: From Afar - 09/09/2009 &lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;Muse: The Resistance - 14/09/2009 &lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;Megadeth: Endgame - 15/09/2009 &lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;Shadows Fall: Retribution - 15/09/2009 &lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;Sonata Arctica: The Days Of Grays - 18/09/2009 &lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;Immortal: All Shall Fall - 25/09/2009 &lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;Arch Enemy: The Root Of All Evil - 28/09/2009 &lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;Paradise Lost: Faith Divides Us - Death Unites Us - 28/09/2009 &lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;Alter Bridge: Live From Amsterdam - 29/09/2009 &lt;/div&gt;   &lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Ottobre&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;Theatre Of Tragedy: Forever Is The World - 13/10/2009 &lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;Epica: Design Your Universe - 16/10/2009 &lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;Hypocrisy: A Taste Of Extreme Divinity - 23/10/2009 &lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;Dark Tranquillity: Where Death Is Most Alive DVD - 26/10/2009 &lt;/div&gt;   &lt;/li&gt;    &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;Slayer: World Painted Blood (??/10/2009) &lt;/div&gt;   &lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Novembre&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;  &lt;ul&gt;   &lt;li&gt;     &lt;div align="justify"&gt;Katatonia: Night Is The New Day - 02/11/2009 &lt;/div&gt;   &lt;/li&gt; &lt;/ul&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Insomma, una lista molto promettente. Soprattutto non vedo l’ora di ascoltare il nuovo dei&lt;strong&gt; Megadeth&lt;/strong&gt;, degli &lt;strong&gt;Shadows Fall&lt;/strong&gt;, dei &lt;strong&gt;Paradise Lost&lt;/strong&gt;, degli &lt;strong&gt;Epica&lt;/strong&gt; e quello degli &lt;strong&gt;Slayer&lt;/strong&gt;. Tutti gli album che attendo da anni sono quasi alle porte. Il punto è che escono tutti un po’ nello stesso periodo per cui sarò un po’ incasinato con gli ascolti. Va beh poco male, piano piano li ascolterò tutti ed ovviamente scriverò le mie opinioni a riguardo sul blog. Poi va beh, sono anche abbastanza curioso di sentire cosa hanno combinato gli&lt;strong&gt; Arch Enemy&lt;/strong&gt; con il loro album che ripropone vecchi classici cantati però dall’attuale cantante: &lt;strong&gt;Angela Gossow&lt;/strong&gt;. Quasi sicuramente sarà un album totalmente inutile però vedremo come andrà. E poi esce il DVD (girato a Milano) dei&lt;strong&gt; Dark Tranquillity&lt;/strong&gt;, e per una volta mi sento onorato di vivere in questo paese! Chiudo qui sperando di apprezzare tutte queste uscite e pretendo assolutamente un capolavoro da parte dei&lt;strong&gt; Megadeth&lt;/strong&gt; (anche se inizio a dubitarne)!&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Ora passiamo ai concerti&lt;/strong&gt;. Qui la situazione è ancora più tragica. Sempre ieri sera, ho provato una nostalgia immensa nei confronti dei concerti. Mi tornavano in mente i bei momenti vissuti al &lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/2009/06/gods-of-metal-2009-report-27-giugno.html" target="_blank"&gt;Gods Of Metal 2009&lt;/a&gt;. Boh, sarà  che, “uploadando” le foto di quell’evento su &lt;a href="http://facebook.com/" target="_blank"&gt;Facebook&lt;/a&gt;, mi è tornata in mente l’atmosfera di quel festival. Dopo quel festival sono andato &lt;a href="http://asopblog.blogspot.com/2009/07/adro-rock-festival-trick-or-treat.html" target="_blank"&gt;all’Adro Rock 2009&lt;/a&gt; e, come già sapete, in quella serata non mi sono divertito più di tanto. E’ quindi dal 11 Luglio che non vado ad un evento live e non ce la faccio più. Peccato che dovrò resistere ancora per un po’ di tempo visto che attualmente non posso prendere giornate libere almeno fino alla fine di settembre. Ma il bello è che, anche se potessi prendere delle ferie, al momento non ci sono concerti “importanti” in giro (o almeno, non ci sono concerti che interessano a me)! Quindi devo resistere almeno fino a &lt;strong&gt;Novembre&lt;/strong&gt;. Infatti nei primi giorni di quel mese, se tutto andrà per il verso giusto, dovrei andare a vedere gli &lt;strong&gt;Amorphis&lt;/strong&gt; a Milano e qualche giorno dopo probabilmente farei un salto a Cremona per vedere i &lt;strong&gt;Trick Or Treat&lt;/strong&gt; in concerto per la terza volta! E poi c’è quel tanto atteso &lt;strong&gt;Evolution Festival 2009&lt;/strong&gt; del quale ancora non si sa nulla, ma proprio nulla. Quasi quasi mi viene da pensare che lo rimandino direttamente all’anno prossimo. Boh. Spero tanto che a quel festival partecipino band come&lt;strong&gt; Amorphis&lt;/strong&gt; (almeno eviterei di andare a Milano solo per loro), &lt;strong&gt;Amon Amarth&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Kreator&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Dark Tranquillity&lt;/strong&gt; e, cosa impossibile, i &lt;strong&gt;Megadeth&lt;/strong&gt;! Cacchio i &lt;strong&gt;Megadeth &lt;/strong&gt;li voglio vedere! Se venissero in tour qui insieme agli &lt;strong&gt;Slayer &lt;/strong&gt;mi accamperei davanti al luogo del concerto una settimana prima! Inoltre, a fine Novembre forse andrò a vedere i &lt;strong&gt;Sonata Arctica&lt;/strong&gt; ma è ancora un’ipotesi molto lontana, vedremo. Sarebbe una gran figata andare a vedere anche gli &lt;strong&gt;Opeth&lt;/strong&gt; e i &lt;strong&gt;Dream Theater&lt;/strong&gt; però questi ultimi non mi hanno mai convinto in sede live quindi alla fine andrei soprattutto per vedere gli &lt;strong&gt;Opeth&lt;/strong&gt;. E poi sarebbe bello se gli &lt;strong&gt;In Flames&lt;/strong&gt; facessero un’altra tappa qui in Italia insieme ai &lt;strong&gt;Killswitch Engage&lt;/strong&gt; ma è una cosa piuttosto improbabile. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Quindi il “Tonio On Tour 2009” non è ancora finito ma ci sono veramente pochissime date interessanti per ora, speriamo che nelle prossime settimane vengano annunciati un po’ di concerti “validi”. Per il resto io penso già al 2010 sperando di coronare il mio sogno, ovvero assistere al concerto dei&lt;strong&gt; Metallica&lt;/strong&gt; e degli &lt;strong&gt;Iron Maiden&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nota: Se trovate qualche frase senza senso non fateci caso..sono esausto e non ho controllato se ho commesso qualche errore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3088942195019785249-1102720697035251444?l=asopblog.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/asopblog/~4/PT1dT-oKtUA" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://asopblog.blogspot.com/feeds/1102720697035251444/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://asopblog.blogspot.com/2009/08/nostalgia-da-concerti-e-prossimi-album.html#comment-form" title="14 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/1102720697035251444?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/3088942195019785249/posts/default/1102720697035251444?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/asopblog/~3/PT1dT-oKtUA/nostalgia-da-concerti-e-prossimi-album.html" title="Nostalgia da concerti e prossimi album in uscita. L’estate sta finendo ed il Metal torna al suo vecchio splendore" /><author><name>Antonio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09994349373309021202</uri><email>asenseofpurposeblog@live.it</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="09180197214217437902" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">14</thr:total><feedburner:origLink>http://asopblog.blogspot.com/2009/08/nostalgia-da-concerti-e-prossimi-album.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;D0cHQXo7fCp7ImA9WxNTFUU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-3088942195019785249.post-8445710131582543545</id><published>2009-08-18T10:42:00.001+02:00</published><updated>2009-08-18T10:43:50.404+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-08-18T10:43:50.404+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Recensioni" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Black Sabbath" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Hard Rock" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Heavy Metal" /><title>Black Sabbath: Black Sabbath - Recensione</title><content type="html">&lt;table border="0" cellspacing="10" cellpadding="10" width="265" align="left"&gt;&lt;tbody&gt;     &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;a href="http://lh4.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/SoppYH7xWXI/AAAAAAAAAUM/1GpKgOm6Ah8/s1600-h/Black_Sabbath-Black_Sabbath%5B14%5D.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img style="border-right-width: 0px; display: inline; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px" title="Black_Sabbath-Black_Sabbath" border="0" alt="Black_Sabbath-Black_Sabbath" src="http://lh3.ggpht.com/_9YbL1I3lvPs/SoppYqwCLBI/AAAAAAAAAUQ/c7o6pC_VPZM/Black_Sabbath-Black_Sabbath_thumb%5B11%5D.jpg?imgmax=800" width="240" height="240" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;font color="#808080"&gt;Black Sabbath: Black Sabbath&lt;/font&gt;&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;font color="#808080"&gt;Voto Complessivo:&lt;/font&gt; 10/10           &lt;br /&gt;&lt;font color="#808080"&gt;Tipo:&lt;/font&gt; Studio Album           &lt;br /&gt;&lt;font color="#808080"&gt;Genere:&lt;/font&gt; Hard Rock/Heavy Metal           &lt;br /&gt;&lt;font color="#808080"&gt;Data di Uscita:&lt;/font&gt; 13/02/1970           &lt;br /&gt;&lt;font color="#808080"&gt;Durata:&lt;/font&gt;&amp;#160; 42 minuti&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;      &lt;tr&gt;       &lt;td valign="top" width="243"&gt;&lt;font color="#808080"&gt;Tracklist:&lt;/font&gt;           &lt;br /&gt;01) Black Sabbath           &lt;br /&gt;02) The Wizard           &lt;br /&gt;03) Behind The Wall Of Sleep           &lt;br /&gt;04) N.I.B.           &lt;br /&gt;05) Evil Woman           &lt;br /&gt;06) Sleeping Village           &lt;br /&gt;07) The Warning           &lt;br /&gt;08) Wicked World&lt;/td&gt;     &lt;/tr&gt;   &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;Dove tutto ebbe inizio. Un album che, stando alla presentazione riportata nel booklet, venne registrato in soli 3 giorni (!!!) per 600 sterline. Un album che, pur avendo quasi 40 anni sulle spalle, vanta ancora (e chissà come veniva giudicata all’epoca) una qualità di registrazione eccellente, e anche a confrontarlo con certi debut album usciti da “solo” 15/20 anni, ne esce ancora vincitore. Un album che forse ora ci appare un po’ “sorpassato” musicalmente parlando ma che contiene ancora delle atmosfere che gli altri gruppi non sono mai riusciti a ricreare...e mai ci riusciranno. &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Black Sabbath&lt;/strong&gt;, il primo album dell’omonima band che ha spianato la strada a tutte le band Metal che sono venute dopo di loro. Questo è probabilmente il disco più importante di sempre per quanto riguarda la musica Metal. Perché, oltre ad essere un album fantastico a livello musicale &lt;strong&gt;è anche ciò che ha dato il via al Metal&lt;/strong&gt;, e questo è forse la cosa più importante di tutte. Magari &lt;strong&gt;senza questo album staremmo ancora ascoltando band “cloni” dei Beatles o dei Deep Purple&lt;/strong&gt;. Invece grazie a “Black Sabbath” è nato un nuovo movimento. Una scena rivoluzionaria per quanto riguarda la musica. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Forse definire Heavy Metal i Black Sabbath è un po’ fuori luogo. Infatti, molti ritengono che, fino all’arrivo di Ronnie James Dio in formazione, i Black Sabbath suonavano Hard Rock, non Heavy Metal. E’ un dibattito “filosofico” che va avanti da decenni ma alla fine ognuno la pensa come vuole. Alla fine son pur sempre loro i padri del Metal, e sono stati i primi ad introdurre sonorità così pesanti nel mondo della musica. Quindi mettiamo d’accordo tutti e diciamo che i Black Sabbath proponevano una sorta di Hard Rock orientato verso il Metal, ma soprattutto diciamo che tutti i gruppi “Metal” nati dopo l’uscita di questo album, si sono ispirati alla band di Ozzy &amp;amp; company che era riuscita ad ottenere sonorità pesanti senza fatica.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Questo album è un simbolo, un’icona per la nostra musica preferita. Ascoltarlo ora, nel ventunesimo secolo magari ci potrà apparire un po’ superato. Questo tipo di sonorità le abbiamo già sentite tante di quelle volte in album più “recenti” che quasi ci sembra di essere davanti ad un album che di nuovo non ha nulla (e ci mancherebbe, questo album ha 40 anni!). Però se torniamo con la mente al 1970 possiamo ben capire cosa significò l’uscita di questo disco. &lt;strong&gt;Pensate di vivere in una generazione dove i Led Zeppelin e i Deep Purple davano alle stampe i loro primi album di Rock “leggero”&lt;/strong&gt;, mentre i riflettori erano puntati sui &lt;strong&gt;The Beatles&lt;/strong&gt; che si apprestavano a pubblicare il loro album di fine carriera. Ed ecco che come un fulmine a ciel sereno arriva nel mondo della musica una band dal nome “inquietante”, che pubblica un “singolo” promozionale, chiamato “&lt;strong&gt;Evil Woman (Don’t Play Your Game With Me)&lt;/strong&gt;”. Un singolo che non riuscì a farsi notare tra il grande pubblico, ma da lì a poco riuscì a far partire un passaparola ed in molti capirono che stava per arrivare qualcosa di nuovo, di rivoluzionario. Ed infatti, al suo debutto, il primo album dei Black Sabbath, &lt;strong&gt;riuscì addirittura ad entrare nella Top 10 del Regno Unito&lt;/strong&gt;, un successo del tutto inaspettato per i Black Sabbath, quattro ragazzi che magari non erano nemmeno a conoscenza dell’importanza del disco che avevano creato. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Ora mettetevi nei panni del ragazzino di turno che a quell’epoca entra in un negozio musicale e si trova davanti ad un disco accompagnato da una copertina affascinante ma allo stesso tempo decisamente inquietante&lt;/strong&gt;. Una copertina che descrive in tutto per tutto l’essenza di questa band. Il ragazzino decide di comprare l’album, magari senza sapere di che cosa si trova tra le mani. Arriva a casa ed, ascoltando l’album, viene travolto dal suono delle campane, accompagnate da pioggia e fulmini (un’introduzione che ancora oggi viene vista da molti come l’inizio di una nuova era, l’inizio del Metal). Di lì a poco, il ragazzino si troverà ad ascoltare una delle più belle canzoni mai create: “&lt;strong&gt;Black Sabbath&lt;/strong&gt;”, brano pieno di sonorità “Doom” che ci presenta quella che diventerà una delle band più importanti di sempre. Una voce disperata che farà capolino sulla canzone e da lì in poi conosceremo quel cantante come Ozzy Osbourne. Dei Riff di chitarra pesantissimi che ci presentano Tony Iommi, tappeti di note stesi dal basso del mitico Geezer Butler ed un drumming lentissimo scandito da Bill Ward. &lt;strong&gt;Un brano che è leggenda&lt;/strong&gt;. Un brano che trasmetteva (e trasmette tutt’ora) una sensazione di “disagio” nel ragazzino di turno. Sensazioni strane e “malate” che nel finale ci daranno modo di scoprire tutta l’essenza dello stile chitarristico di Tony Iommi, che ci regalerà un assolo fantastico. &lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Il ragazzino poi avrà modo di ascoltare &lt;strong&gt;The Wizard&lt;/strong&gt;, brano che abbandona le estreme sonorità “doom” della traccia di apertura e ci mostra le sue venature blues, per poi arrivare a quella &lt;strong&gt;Behind The Wall Of Sleep&lt;/strong&gt;, la quale viene dominata dagli assoli di Tony. E poi il ragazzino si troverà davanti a &lt;strong&gt;N.I.B.&lt;/strong&gt;, a mio parere un brano geniale che, tenendo conto tutto il tempo che è passato, riesce ancora ad evocare atmosfere pazzesche. Ad introdurre N.I.B. c’è un piacevole assolo di Geezer Butler. Parte poi il riff principale della canzone sul quale il grande Ozzy sfoggerà, a mio parere, la sua miglior prestazione di sempre. Il ritornello è qualcosa di fantastico. Nella mia vita avrò ascoltato centinaia di album, e di ritornelli sullo stile di “N.I.B.” ne avrò sentiti a bizzeffe ma Ozzy è Ozzy, lui riesce a far decollare un ritornello del genere con una facilità impressionante. Si procede poi con&lt;strong&gt; Evil Woman&lt;/strong&gt;, canzone decisamente spedita e leggera, quasi “allegra” per lo standard a cui ci hanno abituato i Black Sabbath. Poi troviamo &lt;strong&gt;Sleeping Village&lt;/strong&gt;, un brano che non ho mai considerato come una vera e propria canzone, ma piuttosto come un intermezzo che ci porterà all’interminabile &lt;strong&gt;The Warning&lt;/strong&gt;, una delle canzoni più difficili da “assimilare” con cui mi sono trovato a fare i conti. Penso di non essere riuscito ancora adesso ad “estrarre il nettare” di quel brano, strutturato anche in una maniera un po’ “bizzarra”, che propone anche una specie di “jam” nel bel mezzo del brano. Il tutto si conclude poi con &lt;strong&gt;Wicked World &lt;/strong&gt;(per quanto riguarda la versione attuale del disco, all’epoca, se non ricordo male, l’album finiva con The Warning), un brano che sinceramente non ho mai “capito” e che non ho mai apprezzato più di tanto.&lt;/p&gt;  &lt;p align="justify"&gt;Questa è storia e non oso immaginare le emozioni che si ritrovava dentro di sé il ragazzino degli anni 70, che è stato il protagonista di questa recensione. Avere davanti un gruppo che dà il via ad un movimento musicale tutto nuovo e che nei prossimi anni verrà preso come punto di riferimento da tantissime band doveva essere una cosa fantastica. Ma la cosa stupefacente di questo prodotto sapete qual’è? E’ la maturità artistica assolutamente eccezionale se teniamo conto che i Black Sabbath erano alle prese con il loro debut album e già apparivano una band adulta. &lt;strong&gt;Questo magari non sarà l’Heavy Metal nel senso stretto del termine ma se ora l’Heavy Metal, il Power Metal, il Doom Metal, o qualsiasi altro sottogenere che contenga la parola “Metal”, esiste, il merito è dei Black Sabbath, ricordatevelo sempre! E chiunque sia un fanatico di questo genere musicale non può assolutamente perdersi l’album “padre” di questo movimento musicale.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3088942195019785249-8445710131582543545?l=asopblog.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="feedflare"&gt;
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