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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/atom10full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0"><id>tag:blogger.com,1999:blog-6364428875329722868</id><updated>2009-11-09T01:51:38.693+01:00</updated><title type="text">L'Anti-Zanzara</title><subtitle type="html">&lt;A href="http://antizanzara.blogspot.com/"&gt;Blog con liberi commenti sulla trasmissione&lt;br/&gt; radiofonica "La Zanzara" (Radio 24)&lt;br/&gt;condotta da Giuseppe Cruciani&lt;/A&gt;</subtitle><link rel="http://schemas.google.com/g/2005#feed" type="application/atom+xml" href="http://antizanzara.blogspot.com/feeds/posts/default" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://antizanzara.blogspot.com/" /><link rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><link rel="next" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25" /><author><name>Authan</name><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version="7.00" uri="http://www.blogger.com">Blogger</generator><openSearch:totalResults>392</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><link rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/antizanzara" type="application/atom+xml" /><feedburner:browserFriendly></feedburner:browserFriendly><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com" /><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6364428875329722868.post-7795641868645113087</id><published>2009-11-06T12:34:00.025+01:00</published><updated>2009-11-06T17:15:06.440+01:00</updated><title type="text">Chissenefrega un corno!</title><content type="html">Per il terzo giorno consecutivo il tema dei test anti-droga per i parlamentari ha preso una buona parte della scena alla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zanzara&lt;/span&gt; di ieri. Siccome non ho ancora avuto modo di dire la mia su tale questione, rimedio ora, pur nella consapevolezza che presto tutto finirà nel dimenticatoio e che questo gran parlare sarà risultato, come al solito, totalmente sterile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per le ragioni che ha efficacemente &lt;a href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/11/solo-contro-tutti.html"&gt;spiegato&lt;/a&gt; il nostro &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Paolo&lt;/span&gt; nel suo post di mercoledì, sapere se un parlamentare è dedito all'uso di stupefacenti o no importante lo è eccome, e quell'ormai leggendario “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;chissenefrega se un parlamentare si droga&lt;/span&gt;” pronunciato dal conduttore della Zanzara martedì scorso io proprio non glielo faccio passare. Se in qualsivoglia modo vengo a scoprire che un politico fa uso di droga, quel politico perde definitivamente la mia fiducia (posto che l'avesse). Quindi in me l'interesse è alto e forte. Non tanto per il possibile venir meno della lucidità mentale in situazioni delicate (evenienza comunque possibile, alla faccia delle risatine di Cruciani) ma per una questione di integrità, di decoro, di rispetto per il proprio ruolo di rappresentanza che richiede un'assoluta aderenza alla legalità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tesi crucianiana che la messa in piedi di un sistema di verifica periodica sarebbe inattuabile è chiaramente priva di fondamento, visto che tali sistemi esistono tranquillamente in molte realtà aziendali come quelle dei trasporti. E neppure ha senso il salto logico che il conduttore della Zanzara compie quando sostiene che se si considera fondamentale monitorare la lucidità mentale allora bisognerebbe operare un continuo controllo anche sul tasso alcolemico, e magari bisognerebbe anche assicurarsi che i parlamentari non rimangano svegli tutte le notti a guardare film porno. Innanzi tutto, perché queste considerazioni non dovebbero allora applicarsi anche ai carrellisti e ai piloti di aereo, cioè coloro che i test antidroga obbligatori li devono subire senza che nessun Cruciani qualsiasi abbia da ridire? Seguendo il Cruciani-pensiero, bisognerebbe eliminare i test antidroga anche per carrellisti e piloti! Tanto possono sempre sballarsi rimanendo svegli tutta la notte a giocare coi videogames! Ma che ragionamento è? Dai…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' ovvio che non possiamo controllare ogni aspetto privato di una persona, e anzi, sarebbe addirittura aberrante immaginarlo, in un paese libero come il nostro. Ma questo non significa che controllarne una minima parte, quella che presenta un più elevato grado di gravità, per i motivi spiegati sopra, non sia più che sensato. Perché ogni volta bisogna fare questi salti logici assurdi? Ne ho sentiti di incredibili anche sul tema del crocifisso (non da Cruciani, che comunque non stroncava):&lt;span style="font-style: italic;"&gt; se li togliamo dalle scuole quale sarà il prossimo passo, toglierli dalle facciate esterne di chiese e campanili, proibire il crocifisso al collo?&lt;/span&gt; Ma quando mai, ma di che stiamo parlaaaaando!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'ultima precisazione. L'unica obiezione che io trovo concettualmente ragionevole sui test anti-droga obbligatori è che essi rappresentino una sorta di piccola violenza, di intromissione dello stato nelle libertà personali del cittadino. E' così, lo è. Ma lo è per il parlamentare come lo è per il carrellista, ogni distinzione sarebbe capziosa. Se accettiamo l'intromissione per il carrelista, non c'è motivo di non accettarla per il politico. E in certe circostanze in cui, in nome di un bene comune più alto, lo stato può sentirsi autorizzato a chiedere un  sacrificio, consistente nella rinuncia ad un piccolo pezzo di libertà, se ci sono sufficienti motivazioni, com'è nel caso dei parlamentari, dei politici, e di chi ricopre un ruolo istituzionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra gli ospiti della Zanzara di ieri c'è stata &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fiorella Mannoia&lt;/span&gt;, presentata da Cruciani come “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;elettrice e donna di sinistra&lt;/span&gt;”, ennesimo super incasellamento del grande incasellatore che odia gli incasellamenti, ma solo quando riguardano lui medesimo. Che poi la Mannoia sia sinistroide non ci sono dubbi, ma se uno odia gli incasellamenti farebbe meglio a non sottolinearlo, almeno per coerenza, perché etichettare esplicitamente la Mannoia in quel modo equivale a circoscriverne il pensiero, inquadrarla, sottintendere un condizionamento legato ad una presunta militanza. Esattamente i motivi per cui Cruciani s'incazza se gli si dà del berlusconiano. Ma lasciamo perdere questo discorso, ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Mannoia è stata chiamata in causa per via della sua &lt;a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/e-possibile-una-destra-onesta-e-civile-lettera-aperta-di-fiorella-mannoia-a-gianfranco-fini/"&gt;lettera&lt;/a&gt; a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gianfranco Fini&lt;/span&gt; dove lo esorta ad emanciparsi dall'attuale coalizione di governo e fondare un nuovo partito conservatore, lettera che martedì scorso era stata ridicolizzata con toni piuttosto irriguardosi da Cruciani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante il colloquio, a proposito del quale va detto che la Mannoia ha egregiamente tenuto testa al conduttore della Zanzara, non subendone la dialettica cordiale ma al contempo aggressiva, Cruciani ha fatto una considerazione su cui vorrei soffermarmi. Quando la Mannoia ha ribadito il suo auspicio di vedere nascere una destra nuova, diversa, migliore, e si è detta convinta dell'imbarazzo di tante persone di destra che non si riconoscono in questa coalizione di governo (cosa verissima, basti pensare al think tank &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fare Futuro&lt;/span&gt;, al quotidiano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Secolo d'Italia&lt;/span&gt;), Cruciani ha ribattuto che “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;dai voti non si direbbe&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A me cascano le braccia di fronte a commenti del genere. Se in questo momento la destra è Berlusconi, coloro che, avendo idee conservatori, partono dal presupposto che votare a sinistra, a prescindere, non sia un'opzione proponibile non possono che votare per lui. Il fatto che Berlusconi prenda tanti voti non implica un elettorato universalmente entusiasta per lui e non esclude affatto l'ipotesi che l'eventuale fondazione di un nuovo partito conservatore possa rivelarsi un'esperienza di successo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Omaggio volentieri &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fiorella Mannoia&lt;/span&gt;, con questa sua splendida "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fragile&lt;/span&gt;" (2001).&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" height="279" width="340"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;param name="src" value="http://www.youtube.com/v/115JtMRRVYs&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/115JtMRRVYs&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="279" width="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quanto nitido rancore dovrò cancellare&lt;br /&gt;Quale livido silenzio dovrò sopportare &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6364428875329722868-7795641868645113087?l=antizanzara.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://antizanzara.blogspot.com/feeds/7795641868645113087/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6364428875329722868&amp;postID=7795641868645113087" title="14 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/7795641868645113087" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/7795641868645113087" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/11/chissenefrega-un-corno.html" title="Chissenefrega un corno!" /><author><name>Authan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="10063916212833554910" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6364428875329722868.post-8537960879353944816</id><published>2009-11-05T12:43:00.012+01:00</published><updated>2009-11-06T10:46:06.900+01:00</updated><title type="text">Il gioco non vale la candela</title><content type="html">Ogni volta che un qualche organismo giuridico nazionale o internazionale si esprime sulla presenza dei crocifissi nelle scuole (due giorni fa è stato il turno delle Corte Europea dei diritti dell'uomo, che ne ha &lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_03/crocifisso-aule-scolastiche-sentenza-corte-europea-diritti-uomo_e42aa63a-c862-11de-b35b-00144f02aabc.shtml"&gt;sancito&lt;/a&gt; l'inopportunità), la polemica monta subito all'istante tra i "superlaici" e i "crociati" (uso per comodità questa semplificazione), con argomentazioni, spesso, di stampo puramente ideologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevo già trattato l'argomento tempo fa, ma ci torno su volentieri, giusto per uscire una volta dai temi della politica, nella consapevolezza che si tratta di un chiacchiericcio abbastanza sterile che a breve, come sosteneva giustamente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giuseppe Cruciani&lt;/span&gt; ieri in trasmissione, scemerà nel nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tema va affrontato su due piani diversi. Quello del principio, e quello del buonsenso, e a seconda del piano su cui si gioco, le conclusioni a cui si arriva, almeno nella mia percezione, sono profondamente diverse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partiamo dal piano del principio. Secondo me, su tale piano, le ragioni dei superlaici prevalgono a mani basse su quelle dei crociati, cosa che rende formalmente sacrosanta la sentenza della Corte Europea. Esistono mille ragioni di principio per cui la presenza di un simbolo religioso nei luoghi pubblici di proprietà dello stato o  di enti locali sia da giudicare del tutto inopportuna: la laicità dello stato, la formale discriminazione nei confronti degli atei e degli appartenenti a diverse, l'assenza di alcuna legge o norma costituzionale che esiga l'esposizione del crocifisso (come ben spiegato da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Michele Ainis&lt;/span&gt;, ospite ieri alla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zanzara&lt;/span&gt;, che ha ribadito quanto espresso in un suo &lt;a href="http://www.difesa.it/Sala+Stampa/Rassegna+stampa+On-Line/PdfNavigator.htm?DateFrom=04-11-2009&amp;amp;pdfIndex=75"&gt;articolo&lt;/a&gt; apparso sulla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Stampa&lt;/span&gt; di ieri).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall'altra parte della barricata, sul piano del principio ci si limita a sostenere che il crocifisso è un simbolo che ha una valenza culturale extra-religiosa, e che rientra nel solco della storia e della tradizione della nostra terra da duemila anni. Un'argomentazione, secondo me, abbastanza debole, perché non si coglie quale sia il nesso con la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;necessità&lt;/span&gt; di dover esporre il crocifisso nelle scuole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Cruciani, che argomenta contro la sentenza del corte europea dicendo che, nel concreto, al di là delle ragioni di principio, il crocifisso non può seriamente dare alcun reale fastidio, che non può traviare alcuna mente debole, e non c'è motivo per cui gli atei e gli appartenenti a diverse confessioni debbano sentirsi discriminati nel profondo, io rispondo che ciò tutto sommato è vero. Ma proviamo a ribaltare ancora una volta il cannocchiale, a partire dal punto di vista opposto. Se per ipotesi il crocifisso nelle scuole non ci fosse, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;se non ci fosse mai stato&lt;/span&gt;, si sentirebbe forse oggi un'intensa ed irrefrenabile esigenza ad introdurlo? Senza il crocifisso, gli studenti crescerebbero forse senza valori, diventerebbero tutti dei delinquenti disadattati? Ovviamente no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, non appena usciamo dal piano del principio, ci accorgiamo che non esistono motivazioni concrete (cioè non riconducibili a considerazioni ideologiche o concettuali) che suffraghino né la tesi in base alla quale il crocifisso nelle scuole non ci debba assolutamente essere, né quella che, al contrario, ci debba necessariamente essere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stante questa situazione, una volta liberatici dalle briglie delle ragioni di principio, non possiamo che metterci a  ragionare sul piano del buonsenso. Qual è la situazione oggi? E, pur di cambiare le cose, val la pena portare la questione su livelli giuridici o legislativi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione, oggi, è che nel 99,9% delle scuole in cui il crocifisso è presente nessuno si lamenta, e che nel 99,9% delle scuole in cui il crocifisso non è presente nessuno pure si lamenta. Il problema, quindi, non appena si esce dal piano ideologico, semplicemente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;non esiste&lt;/span&gt;. Qual è il senso di dar vita ad una battaglia giudiziaria su questo tema che non può che degenerare, in entrambe le fazioni, in un'aberrante deriva ideologica? A che pro? Si rischia solo di radicalizzare ancor di più lo scontro tra cattolici e laici, tanto che per contrastare coloro che vorrebbero togliere tutti i crocifissi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;con la forza&lt;/span&gt; (di una sentenza), c'è gente che ora &lt;a href="http://corrieredelveneto.corriere.it/padova/notizie/cronaca/2009/5-novembre-2009/sindaco-crocifisso-obbligatorio--1601960352646.shtml"&gt;vorrebbe&lt;/a&gt; rendere obbligatoria &lt;span style="font-style: italic;"&gt;con la forza&lt;/span&gt; (di una legge) l'esposizione dei crocifissi in tutti i luoghi pubblici. Non arriviamo a questo punto. Per favore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi lancio in una similitudine ardita per farmi capire. Supponiamo che io agogni intensamente l'idea che l'Istria torni ad essere territorio italiano (in realtà non me ne frega niente, ma fate finta). Supponiamo che io mi rivolga all'Onu e che un supertribunale mondiale mi dia ragione. Cosa dovrebbe succedere a quel punto? Bisognerebbe armare un esercito al fine di invadere il territorio croato e sloveno, anche a costo di provocare morti e feriti? Sarebbe una follia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' un paragone un po' avventato, lo ammetto, ma spero renda l'idea. A volte, anche se si ha la convinzione di avere totale ragione, in linea di principio, su un certo tema, non vale la pena passare ai fatti, perché gli effetti collaterali sarebbero disastrosi. Il gioco non vale la candela. Anche se si vincesse, sarebbe una vittoria di Pirro, con morti, feriti e macerie lasciate sul campo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In molte scuole i crocifissi ci sono semplicemente perché ci sono sempre stati. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Amen&lt;/span&gt;. Pazienza. Facciamocene una ragione, e lasciamo le cose come stanno. Non togliamo crocifissi dove ci sono, non mettiamoli dove non ci sono, e torniamo, per favore, a concentrarci su cose più importanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tori Amos, "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Crucify&lt;/span&gt;" (1992)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;object height="279" width="340"&gt;&lt;param name="movie" value="http://dailymotion.virgilio.it/swf/xuirp&amp;amp;related=0"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://dailymotion.virgilio.it/swf/xuirp&amp;amp;related=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="279" width="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Why do we crucify ourselves&lt;br /&gt;Every day&lt;br /&gt;I crucify myself &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6364428875329722868-8537960879353944816?l=antizanzara.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://antizanzara.blogspot.com/feeds/8537960879353944816/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6364428875329722868&amp;postID=8537960879353944816" title="21 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/8537960879353944816" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/8537960879353944816" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/11/il-gioco-non-vale-la-candela.html" title="Il gioco non vale la candela" /><author><name>Authan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="10063916212833554910" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">21</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6364428875329722868.post-4386753258714090541</id><published>2009-11-04T11:44:00.007+01:00</published><updated>2009-11-04T15:14:50.836+01:00</updated><title type="text">Solo contro tutti</title><content type="html">&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0); font-weight: bold;"&gt;[Il post di oggi è a firma di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Paolo&lt;/span&gt;]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buongiorno,&lt;br /&gt;la trasmissione di ieri è stata incentrata sull'opportunità o meno di effettuare dei controlli sulla positività ai test antidroga sui nostri parlamentari, argomento portato all'attenzione dal caso Marrazzo (e solo dal caso Marrazzo, sia chiaro, chi volesse citare Tarantini, peste lo colga!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' ovvio (e già dimostrato da analoghe iniziative precedenti –vedi le conseguenze delle segnalazioni delle iene di qualche tempo fa-) che determinate &lt;span style="font-style: italic;"&gt;boutade &lt;/span&gt;del ministro &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ignazio La Russa&lt;/span&gt;, che ha &lt;a href="http://www.libero-news.it/adnkronos/view/216591"&gt;preannunciato&lt;/a&gt; recentemente l'intenzione di sottoporsi spontaneamente al test del capello, sono per l'appunto delle boutade, dichiarazioni propagandistiche prive di contenuti sostanziali, come è ovvio che iniziative di tipo volontario siano assolutamente prive di senso perché completamente inefficaci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'impressione, che mi pare confermata anche degli interventi in diretta di ieri, è che la maggior parte degli italiani non disdegnerebbe che i propri rappresentanti eletti fossero sottoposti a tali controlli. Io sono di questa opinione, per tre motivi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) Ritengo che il ruolo del parlamentare sia uno di quelli che richiedono lucidità mentale e capacità di intendere e volere: non comporta forse un immediato pericolo di vita per chi opera nelle immediate vicinanze (come avviene per un carrellista, un conduttore d'autobus, aereo o camion), ma implica responsabilità anche maggiori, anche se indirette. Per fare un esempio, non riterrei opportuno che un maestro tenga lezione ai miei figli sotto stupefacenti, anche se questi non sarebbero per questo a rischio immediato e diretto della vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;b) I nostri parlamentari hanno legiferato sostenendo che il commercio di droghe è illegale. Senza voler entrare nel merito se questo sia giusto o meno, constato che sono stati loro a deciderlo e che hanno gli strumenti per modificare questa scelta, se la ritengono inopportuna, modificando la legge. Ne traggano le conseguenze facendo in modo che i comportamenti che ritengono opportuno tenere possano restare nella legalità (quindi o si depenalizza o si evita di acquistare droghe) e se ne assumano le responsabilità davanti agli elettori. Mi pare il minimo della coerenza ed una regola minima per garantire il regolare funzionamento della democrazia, perché un sistema politico in cui è ovvio commettere illeciti è marcio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;c) Sino a quando il commercio di stupefacenti resterà illegale, il cliente finale commette un reato acquistando e come tale è ricattabile. Il che, per un parlamentare, è assolutamente inopportuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cruciani ha invece deciso di distinguersi per originalità a tutti i costi, sostenendo il contrario in modo piuttosto isolato (ad un certo punto si è autodefinito “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;solo contro tutti&lt;/span&gt;”), ma fondamentalmente senza motivazioni. O meglio: a chi diceva che il ruolo del parlamentare comporta responsabilità importanti ed incompatibili con uno stato di dipendenza opponeva l'impossibilità dei controlli, mentre a chi dimostrava che i controlli non solo sono possibili, ma già ampiamente praticati nelle aziende (qualsiasi ditta di trasporto pubblico di una media città li effettua in quantità ben superiori a quelle che sarebbero necessarie per monitorare il nostro parlamento), Cruciani rispondeva che il ruolo del parlamentare non comporta responsabilità degne di nota per cui diventi fondamentale venire a conoscenza di un eventuale vizio (“&lt;span style="font-style: italic;"&gt;non me ne frega niente se un parlamentare si droga!&lt;/span&gt;”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il pensiero forte, dopo il pensiero debole, arriva Cruciani a teorizzare il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pensiero insostenibile&lt;/span&gt;: quello per il quale le proprie idee vanno difese ad oltranza a prescindere dall'evidenza dell'illogicità del ragionamento e della mancanza di argomenti. Tutto sommato non è la prima volta: spero lo faccia per l'audience, anche se ieri, a questo scopo, avrebbe potuto montare un po' di polemica tra oltranzisti religiosi e atei militanti sulla questione del crocifisso. Ma forse se l'è tenuta buona per stasera…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo il tossico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sigla finale, facile facile, proposta dallo stesso Paolo: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cocaine&lt;/span&gt;", un pezzo di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;J.J. Cale&lt;/span&gt; del 1975, ma più noto nell'interpretazione che ne diede &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Eric Clapton&lt;/span&gt; due anni dopo. Ed è proprio una bella versione live di "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Slowhand&lt;/span&gt;" Clapton quella che vi propongo. Ciao da Authan, oggi very very busy.&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" height="279" width="340"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;param name="src" value="http://www.youtube.com/v/974x5RWvDUg&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/974x5RWvDUg&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="279" width="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;When your day is done&lt;br /&gt;And you wanna ride on&lt;br /&gt;Cocaine&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;She don't lie,&lt;br /&gt;She don't lie,&lt;br /&gt;She don't lie,&lt;br /&gt;Cocaine...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6364428875329722868-4386753258714090541?l=antizanzara.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://antizanzara.blogspot.com/feeds/4386753258714090541/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6364428875329722868&amp;postID=4386753258714090541" title="23 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/4386753258714090541" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/4386753258714090541" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/11/solo-contro-tutti.html" title="Solo contro tutti" /><author><name>Authan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="10063916212833554910" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6364428875329722868.post-6564003910138400652</id><published>2009-11-03T12:11:00.010+01:00</published><updated>2009-11-03T16:19:24.465+01:00</updated><title type="text">Chi la fa l'aspetti</title><content type="html">&lt;p&gt;Oggi ho qualcosa da dire o da ridire su ben tre distinti temi legati alla puntata di ieri della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zanzara&lt;/span&gt;, una puntata condotta da un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giuseppe Cruciani&lt;/span&gt; particolarmente nervoso e stizzito a cui consiglio caldamente di assumere un po' di sano bromuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 102, 0);"&gt;KU KLUX KLAN&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sito di Repubblica, ieri, ha &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/ku-klux-klan/ku-klux-klan/ku-klux-klan.html"&gt;lanciato&lt;/a&gt; una sorta di allarme &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ku Klux Klan&lt;/span&gt;, per via della presunta apertura, annunciata in un sito internet, di una sezione italiana del celebre movimento razzista americano caratterizzato dai classici cappucci bianchi a punta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devo dirlo? Posto che non sia una clamorosa burla, questa del KKK è comunque una buffonata ridicola, una pagliacciata senza alcun peso che, senza dubbio, coinvolge un numero di persone talmente ridotto da essere irrilevante, e che pertanto non inciderà minimamente sulla realtà quotidiana. Qualcuno prevede che da qui a breve sentiremo notizie di "negri" inchiodati ad una croce e dati alle fiamme? Ecco, appunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fin qui, la mia opinione coincide perfettamente con quella espressa ieri da Cruciani. Però c'è un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;però&lt;/span&gt;. Anzi ce ne sono due.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Se il KKK all'amatriciana non è una cosa seria neppure lo erano le scritte e i gruppi su Facebook che inneggiavano alla morte violenta di Berlusconi. In quel caso, però, i commenti di Cruciani furono di ben altro tono, denotando uno dei più clamorosi casi di doppiopesismo crucianiano di sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Il fatto che il la KKK sia una farsa non significa che un problema razzismo in Italia sia sostanzialmente inesistente come sostiene con convinzione Cruciani. E' un tema, questo, che ho già affrontato molte volte e che riassumo qui in poche parole con una mini raccolta di FAQ (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Frequently Asked Questions&lt;/span&gt;): il razzismo è un sentimento che pervade diffusamente gli italiani? &lt;span style="font-style: italic;"&gt;No&lt;/span&gt;. E' un fenomeno di nicchia? &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sì&lt;/span&gt;. E' tale fenomeno direttamente riconducibile alla presenza di un governo PDL/Lega che alimenterebbe l'odio a mani basse? &lt;span style="font-style: italic;"&gt;No, anche se certe sparate xenofobe di alcuni leghisti sono nocive&lt;/span&gt;. C'è il rischio che il fenomeno si allarghi? &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sì&lt;/span&gt;. Il governo PDL/Lega combatte il fenomeno? &lt;span style="font-style: italic;"&gt;No! Per nulla! Anzi, pericolosamente il problema viene negato alla radice&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 102, 0);"&gt;SUICIDIO BRIGATISTA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cruciani ha detto ieri di non provare alcuna pietà o compassione per il &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/suicidio-brigatista/suicidio-brigatista/suicidio-brigatista.html"&gt;suicidio&lt;/a&gt; della brigatista &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nadia Blefari&lt;/span&gt;. Gli rimbombano nella testa le parole della Blefari che mai si è pentita dell'omicidio di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Marco Biagi&lt;/span&gt;, e che anzi, fosse stato per lei, il giuslavorista andava torturato prima di venire giustiziato. Inoltre, Cruciani è rimasto infastidito dai commenti di chi ha attribuito allo stato qualche responsabilità per questa presunta "morte annunciata".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono parole dure su cui però io non ho granché da ridire, se non che l'umana pietà bisognerebbe avere la forza di concederla a chiunque. Ho invece da ridire sulla tesi, offertaieri da Cruciani, in base alla quale il tasso di suicidi in carcere sia tutto sommato “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;normale&lt;/span&gt;”. Questa, in tutta franchezza, mi sembra una bestialità reazionaria che non fa onore a chi la propone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 102, 0);"&gt;CURZIO MALTESE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicevo a inizio post che Cruciani ieri appariva particolarmente livoroso. Il motivo è presto detto: qualcuno che non fosse un insulso ascoltatore aveva osato parlare male di lui, e ciò, per il suo ego è inammissibile. Il malvagio detrattore ha un nome e un cognome, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Curzio Maltese&lt;/span&gt;, la cui posizione è oltremodo aggravata dal fatto di lavorare “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;per Repubblica&lt;/span&gt;” (concetto più volte sottolineato da Cruciani, come per sottintendere che chi lavora per Repubblica ha più probabilità di essere un reprobo che denigra chi ha opinioni diverse).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di quale torto si è macchiato Maltese, di preciso? Nel suo ultimissimo libro ha dedicato un passaggio a Cruciani dicendo, tra le altre cose, che la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zanzara&lt;/span&gt; è un programma dal “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;risoluto contenuto berlusconiano&lt;/span&gt;”. Non l'avesse mai fatto... Cruciani "berlusconiano"? Ma quando mai! Per vendetta, il conduttore della Zanzara ha radiolondrato Maltese (per la seconda volta in dieci giorni) per via di un'opinione poco generosa, ma niente affatto "rivoluzionaria", verso il berlusconismo, espressa da quest'ultimo in una recente ospitata da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fabio Fazio&lt;/span&gt; a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Che tempo che fa&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mai come in questa occasione viene utile tirare in ballo il concetto di "realtà percepita". Come può essere percepito, secondo voi, al di là delle reali intenzioni, uno che un giorno sì e l'altro pure bacchetta allegramente chiunque osi alzare un po' il tiro contro Berlusconi? Come può lamentarsi uno che si è permesso di radiolondrare a mani basse non solo esponenti dell'estremismo antiberlusconiano come Di Pietro o Barbato, ma anche soggetti più che moderati come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vittorio Zucconi&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Umberto Eco&lt;/span&gt; e, udite udite, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bruno Tabacci&lt;/span&gt;?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si rassegni, Cruciani. In questa storia il cattivo è lui. Finché farà dell'anti-antiberlusconismo il vero &lt;span style="font-style: italic;"&gt;leite motive&lt;/span&gt; della sua trasmissione (nonché dei suoi articoli per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Panorama&lt;/span&gt;, quasi imbarazzanti per quanto sono letteralmente a senso unico), prendersi del berlusconiano sarà solo una fisiologica conseguenza. Dice il saggio:&lt;span style="font-style: italic;"&gt; chi la fa l'aspetti&lt;/span&gt;. O meglio, in questo caso, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;chi radiolondra verrà radiolondrato-alla-rovescia&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Maltese di Repubblica, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Curzio&lt;/span&gt;, per me ormai un piccolo eroe in carne ed ossa, mi fa pensare ad un altro Maltese, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Corto&lt;/span&gt;, eroe pure lui, ma di carta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mau Mau, "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Corto Maltese&lt;/span&gt;" (1996).&lt;/p&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" height="279" width="340"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;param name="src" value="http://www.youtube.com/v/NGPhfDRZgU8&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/NGPhfDRZgU8&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="279" width="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Come eroe di carta sai&lt;br /&gt;che gli spari di inchiostro&lt;br /&gt;non piangono morti ma portano guai...&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img style="border-style: solid; border-color: rgb(102, 102, 102);" alt="Corto" src="http://img526.imageshack.us/img526/6886/corto3.jpg" border="1" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6364428875329722868-6564003910138400652?l=antizanzara.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://antizanzara.blogspot.com/feeds/6564003910138400652/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6364428875329722868&amp;postID=6564003910138400652" title="23 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/6564003910138400652" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/6564003910138400652" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/11/chi-la-fa-laspetti.html" title="Chi la fa l'aspetti" /><author><name>Authan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="10063916212833554910" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6364428875329722868.post-4722663661073415893</id><published>2009-11-02T14:00:00.020+01:00</published><updated>2009-11-02T14:57:39.570+01:00</updated><title type="text">Quei dettagli che non quadrano</title><content type="html">Il "commissario" &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giuseppe D'Avanzo&lt;/span&gt;, il segugio di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica&lt;/span&gt;, da qualche giorno è fatto oggetto di pesante biasimo nel migliore dei casi e di scherno nel peggiore. Ha cominciato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giuseppe Cruciani&lt;/span&gt;, alla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zanzara&lt;/span&gt; di venerdì 30 ottobre, seguito a ruota da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Antonio Polito&lt;/span&gt; sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Riformista&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.keepandshare.com/doc/view.php?id=1502828&amp;amp;da=y"&gt;di domenica&lt;/a&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giuliano Ferrara&lt;/span&gt; sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Foglio&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.keepandshare.com/doc/view.php?id=1502846&amp;amp;da=y"&gt;di oggi&lt;/a&gt; (ma potrei citare molti altri detrattori).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per farla breve, D'Avanzo starebbe svalvolando, incapace di controllare le sue ossessioni, e a dimostrare ciò basterebbe leggere la sua &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/marrazzo-caso/video-davanzo/video-davanzo.html"&gt;ricostruzione&lt;/a&gt; dell'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;affaire&lt;/span&gt; Marrazzo apparsa su Repubblica venerdì scorso, nonché il &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/marrazzo-caso-2/davanzo-31ott/davanzo-31ott.html"&gt;seguito&lt;/a&gt; pubblicato il giorno successivo, dove si sostiene che tutto il caso sarebbe un gigantesco complotto orchestrato da Berlusconi, il quale sarebbe peraltro perseguibile per ricettazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, è vero che i pezzi di D'Avanzo sono pieni di teoremi non dimostrati e pertanto opinabili, ma da nessuna parte si dice che il grande complottatore, posto che esista, sia Berlusconi. Si dice invece che alcuni aspetti non chiarissimi della vicenda inficiano l'ipotesi in base alla quale il coinvolgimento di Berlusconi nell'affaire sarebbe circoscrivibile alle due brevi telefonate "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di cortesia istituzionale&lt;/span&gt;" intercorse tra questi e Marrazzo il 19 e il 21 ottobre. E' certo, infatti, che i vertici del gruppo Mondadori (in particolare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Marina Berlusconi&lt;/span&gt;) erano venuti a conoscenza del famigerato video con Marrazzo in mutande in compagnia di un viado il 5 ottobre, due settimane prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su queste due settimane di buco ognuno può pensarla come vuole. Magari Berlusconi, sommerso da impegni, non ha mai avuto occasione di parlare con la figlia Marina, o magari il cavaliere ha ritenuto di contattare Marrazzo solo nel momento in cui ha avuto percezione che l'ex governatore del Lazio potesse avere una chance di insabbiare lo scandalo in autonomia. Non lo sappiamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il punto è un altro. Tentare di andare un po' più a fondo di questa vicenda ha senso, perché di lati oscuri ce ne sono eccome. Se non a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica&lt;/span&gt;, almeno si dia retta al &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Corriere&lt;/span&gt;, che domenica ha &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_01/sarzanini-carte-marrazzo_d7edba10-c6d7-11de-b8db-00144f02aabc.shtml"&gt;pubblicato&lt;/a&gt; un'interessante e per me molto obiettiva ricostruzione dell'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;affaire&lt;/span&gt; Marrazzo, a firma di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fiorenza Sarzanini&lt;/span&gt;, giornalista non certo tacciabile di faziosità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Assodato ciò, mi chiedo: è giornalisticamente lecito o no ricamare considerazioni e fare dietrologia intorno a questi lati oscuri? Cos'è peggio, porre questioni su quei dettagli che non quadrano e ipotizzare possibili scenari pur in assenza di prove (e magari prendendo colossali cantonate, come non è da escludere sia nel caso di D'Avanzo), o bersi bellamente ogni spiegazione ufficiale, per quanto poco verosimile possa apparire? E' più disdicevole ipotizzare troppo, con il rischio di farsi condizionare da eventuali pregiudizi, o non ipotizzare per nulla, con il rischio di diventare dei semplici megafoni senz'anima? La mia risposta è scontata: viva i segugi, tutta la vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una frase pronunciata de Cruciani venerdì scorso è di quelle da segnarsi di volata. Riferendosi a Marrazzo, ma più in generale anche a qualunque rappresentante istituzionale, non importa se eletto direttamente dai cittadini, il conduttore della Zanzara ha detto: “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Qualche volta uno lascia perché la sua posizione non è più sostenibile. Ci sono ragioni di opportunità&lt;/span&gt;”. Cari amici, ricordiamoci di questa frase, quando a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;voi-sapete-chi&lt;/span&gt; dovesse capitare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;voi-sapete-cosa&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una &lt;a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/2009/10/30/requiem_per_la_politica_il_can.html"&gt;intervista&lt;/a&gt; di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Marco Travaglio&lt;/span&gt; a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Franco Battiato&lt;/span&gt;, apparsa sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fatto&lt;/span&gt; di venerdì, ha poi mandato su tutte le furie il conduttore della Zanzara per via della parola “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;bassotto&lt;/span&gt;” adoperata dal cantautore siciliano nell'ambito di una critica decisamente feroce nei confronti di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Renato Brunetta&lt;/span&gt;. Di conseguenza, Battiato è stato preso di mira in trasmissione, ed in particolare è stato definito “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;una persona inesistente dal punto di vista politico&lt;/span&gt;”. Insomma, un signor nessuno, indegno di essere messo sullo stesso piano di un elemento “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di una certa caratura&lt;/span&gt;” come Brunetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che la parola “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;bassotto&lt;/span&gt;” Battiato se la potesse risparmiare sono d'accordo, ma santo cielo, non esageriamo! In fondo l'artista siciliano mica ha detto che Brunetta vale poco in quanto piccolo da statura, mica ha detto che "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;è più alto che intelligente&lt;/span&gt;"! Battiato ha formulato una legittima critica, personale e opinabile, ma che aveva una natura politica e in quanto tale bisognava prenderne atto (non dico necessariamente condividerla, ci mancherebbe) senza trovarci ingiurie che non esistono. Questo rendersi, da parte di Cruciani, un po' paladino e un po' guardia pretoriana di Brunetta comincia francamente a diventare stancante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E su chi sia "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;inesistente&lt;/span&gt;" tra Battiato e Brunetta (anche se Cruciani intendeva politicamente), mi riprometto, tra una cinquantina di anni, di dare un'occhiatina ai libri di storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano mesi che aspettavo una scusa buona per mettere il video di "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La cura&lt;/span&gt;", la canzone capolavoro di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Franco Battiato&lt;/span&gt; (1996).&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" height="279" width="340"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;param name="src" value="http://www.youtube.com/v/mElRcWpqTEA&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/mElRcWpqTEA&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="279" width="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Perché sei un essere speciale,&lt;br /&gt;ed io avrò cura di te.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6364428875329722868-4722663661073415893?l=antizanzara.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://antizanzara.blogspot.com/feeds/4722663661073415893/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6364428875329722868&amp;postID=4722663661073415893" title="11 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/4722663661073415893" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/4722663661073415893" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/11/quei-dettagli-che-non-quadrano.html" title="Quei dettagli che non quadrano" /><author><name>Authan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="10063916212833554910" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6364428875329722868.post-2323582305733529193</id><published>2009-10-30T12:45:00.020+01:00</published><updated>2009-10-30T16:07:24.601+01:00</updated><title type="text">La virtù meno apparente</title><content type="html">&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Renato Brunetta&lt;/span&gt;, come ogni tanto accade, si è preso il centro della scena alla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zanzara&lt;/span&gt; di ieri, per via di una provocazione contenuta nel suo ultimo libro, in uscita in questi giorni. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non essendoci bisogno di controprove per riconoscere che il Sud del paese ha bisogno di una nuova classe dirigente&lt;/span&gt;, &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_29/brunetta-sud_c67ea298-c453-11de-ae8c-00144f02aabc.shtml"&gt;sostiene&lt;/a&gt; in sostanza il ministro, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;servirebbe una nuova "spedizione di Mille", un'invasione di funzionari e dirigenti pubblici esperti provenienti dal Nord che inneschino un meccanismo di rinnovamento totale, con la complicità degli "insorti locali"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diciamoci la verità… La provocazione ha sì un suo lato intrigante, ma la sua applicabilità a livello concreto, come è stato riconosciuto dallo stesso &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giuseppe Cruciani&lt;/span&gt;, è zero. Cosa si dovrebbe fare? Licenziare in tronco, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tout court&lt;/span&gt;, da un giorno all'altro, tutti i dirigenti pubblici del sud? Per rimpiazzarli con chi, di preciso? Insomma, non ci vedo poi una differenza così grande con quelli che tempo fa, quando andava di modo parlare di casta e di anti-politica, chiedevano dimissioni di massa di tutti i parlamentari, suscitando reazioni irritate e sarcastiche da parte di Cruciani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' stato pertanto divertente constatare l'indulgenza con cui il conduttore della Zanzara, mettendo da parte per una volta il suo proverbiale spirito iper-pragmatico,  ha comunque accolto la trovata di Brunetta, arrivando a dire, in un modo che potrebbe anche prestarsi ad interpretazioni ambigue (che io non farò), che per risolvere la questione meridionale servirebbe una “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;via rivoluzionaria&lt;/span&gt;” come quella che il ministro della funzione pubblica sembra aver prospettato, ammesso e non concesso che la sua fosse una proposta reale. Insomma, c'è stata l'ennesima esaltazione di Brunetta, idolatrato da Cruciani, e percepito come un'inesauribile fucina di idee innovative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A portare tutti coi piedi sulla terra ci ha pensato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Francesco Merlo&lt;/span&gt; di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica&lt;/span&gt;, intervenuto come ospite, secondo cui Brunetta sbaglia in quanto il problema del Sud è di risorse e di opportunità mancanti più che di intelligenze mancanti. Lo scambio di vedute con Cruciani, però,  ad un certo punto ha preso una piega diversa: Merlo prova una accesa e stra-nota avversione per Brunetta che, inevitabilmente, si è palesata quando il giornalista di Repubblica, nel terminare la sua critica alla provocazione del ministro (vista, evidentemente, secondo me peraltro esagerando, come un oltraggio ai meridionali)  ha osservato come quest'ultimo ha “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;una smania di offendere, offende anche quando non vuole. Offende i funzionari, i poliziotti, i professori, gli studenti. Il suo modo di stare al mondo è di offendere perché chiede al mondo un risarcimento che il mondo non gli può dare&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lì per lì, Cruciani ha ingoiato tutto senza replicare. Ma poi, in un secondo momento, ci è tornato sopra, quando un ascoltatore, insistendo sul concetto del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;risarcimento&lt;/span&gt; di Brunetta, ha accostato quest'ultimo al "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;giudice&lt;/span&gt;" di una famosa &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=f2gg3jJZjJA"&gt;canzone&lt;/a&gt; di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fabrizio De André&lt;/span&gt; (la quale narra di un uomo che patisce la sua bassa statura ma che trova riscatto negli studi, e, una volta diventato giudice, si ritrova a godere, nel dispensare pene, di un diverso senso di altezza), accostamento che io stesso, modestamente, avevo proposto un annetto fa, trovandolo del tutto naturale e innocuo, in un &lt;a href="http://antizanzara.blogspot.com/2008/11/la-sindrome-del-giudice.html"&gt;post&lt;/a&gt; incentrato su Brunetta dal titolo "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La sindrome del giudice&lt;/span&gt;" (incidentalmente proprio in seguito ad una polemica aperta da Francesco Merlo... Ricordate i "fantuttoni", opposti ai fannulloni?).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Cruciani, in sostanza, Merlo, nell'esporre quella disamina psicologica, avrebbe offeso Brunetta. Secondo me non è assolutamente cosi. Che il ministro sia animato da una brama di rivalsa è un dato tangibile, che si percepisce un giorno sì e l'altro pure nei suoi atteggiamenti sproporzionati, nelle sue dichiarazioni sopra le righe, nel desiderio di essere sempre al centro dell'attenzione. E' la mera constatazione di un'evidenza, che non cela alcun affronto. Mica Merlo ha detto che Brunetta è una "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;carogna di sicuro&lt;/span&gt;" (sempre De André) essendo "nano", e che in quanto tale farebbe meglio a starsene muto e in disparte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti abbiamo un debole per qualcuno, ma le proprie predilezioni non devono diventare cieche e ossessive. Percepire intenti ingiuriosi o pseudo-razzisti, come ieri ha lasciato intendere Cruciani, in chi cerca (e, facilmente, trova) spiegazioni alle smanie di protagonismo e agli eccessi dialettici di Brunetta è semplicemente ridicolo. Il punto è un altro: la "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;virtù meno apparente&lt;/span&gt;", a cui molti vorrebbero che il ministro facesse ricorso, non è, in questo caso, quella sottintesa da De André, ma, visti i non apprezzabili risultati raggiunti finora nella modernizzazione della pubblica amministrazione, quella del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cianciare meno e fare di più&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Garibaldi innamorato&lt;/span&gt;" è un graziosissimo pezzo di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sergio Caputo&lt;/span&gt;, datato 1987.&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" height="279" width="340"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;param name="src" value="http://www.youtube.com/v/k0JzIk3Tr_g&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/k0JzIk3Tr_g&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="279" width="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cappello a larghe falde, e sotto un poncho marron,&lt;br /&gt;E sotto il poncho, Anita mia, batte un corazon...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6364428875329722868-2323582305733529193?l=antizanzara.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://antizanzara.blogspot.com/feeds/2323582305733529193/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6364428875329722868&amp;postID=2323582305733529193" title="19 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/2323582305733529193" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/2323582305733529193" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/10/la-virtu-meno-apparente.html" title="La virtù meno apparente" /><author><name>Authan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="10063916212833554910" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6364428875329722868.post-8534080090814673160</id><published>2009-10-29T12:40:00.006+01:00</published><updated>2009-10-29T15:01:38.800+01:00</updated><title type="text">Qualcuno era comunista</title><content type="html">Darei un braccio per avere un argomento extra-Berlusca decente di cui parlare. Ma, in tal senso, che cosa mi ha offerto la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zanzara&lt;/span&gt; di ieri?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alessandra Mussolini&lt;/span&gt; che disquisisce sugli uomini che vanno con i trans.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Antonello Venditti&lt;/span&gt; che parla del suo rapporto con la Calabria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cesare Lanza&lt;/span&gt; che denigra piuttosto pesantemente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gad Lerner&lt;/span&gt;, per la gioia di un gongolante Cruciani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa volete che vi dica… Allargo le braccia e mi indirizzo sul solito Berlusconi, un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;evergreen&lt;/span&gt; buono per tutte le stagioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era partito col piede giusto, Cruciani, ieri, interrogandosi sul perché un presidente del consiglio debba sentire l'esigenza di irrompere telefonicamente in una trasmissione televisiva per tenere un comizio condito dai suoi soliti sondaggi bulgari, e  per litigare con gli ospiti in studio e con il conduttore, come è &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_27/ballaro-berlusconi_35eaa774-c348-11de-9afa-00144f02aabc.shtml"&gt;successo&lt;/a&gt; martedì scorso durante &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ballarò&lt;/span&gt;. E' un comportamento ridicolo. Un premier concentrato sulla sua missione istituzionale (sintetizzo il Crux-pensiero) "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;se ne dovrebbe altamente fregare di un dibattito televisivo, perché i dibattiti vanno e vengono, e quando finiscono, generalmente, dopo un giorno vengono dimenticati&lt;/span&gt;". Sacrosanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A quel punto, perché un ascoltatore standard non dovrebbe lecitamente aspettarsi un passo in più? Cruciani ha fatto trenta, faccia trentuno, e s'inventi una nuova sigletta, una rubrichina, un motivetto sciocchino che dia il via ad una sacrosanta stagione canzonatoria per un leader politico che, manco fosse il senatore McCarthy dell'America anni '50, insiste nel vedere comunisti in ogni dove, specie nella magistratura, ma solo quando le sentenze sono a lui sfavorevoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E invece niente. Un-minuto-uno, e già siamo al gesto riparatore, alla caramellina, al guanto di velluto. E giù stoccatine a qualche antiberlusconiano pescato qua e là, a fare da contraltare. Perché sia mai, MAI, che il conduttore della Zanzara possa essere scambiato da qualcuno per antiberlusconiano. Non potrebbe sopportarlo. Piuttosto che vedersi un giorno accomunabile a gentaglia della risma di Travaglio (che Cruciani nomina con lo stesso tono spezzante con cui un Casini qualsiasi nominerebbe Luxuria), meglio la morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Qualcuno era comunista&lt;/span&gt;" non è solo il titolo dell'ultimo libro di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Luca Telese&lt;/span&gt;, ma anche quello di un incantevole e struggente monologo del mai troppo compianto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giorgio Gaber&lt;/span&gt;. Buona visione.&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" height="279" width="340"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;param name="src" value="http://www.youtube.com/v/emoFu3iejiQ&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/emoFu3iejiQ&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="279" width="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6364428875329722868-8534080090814673160?l=antizanzara.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://antizanzara.blogspot.com/feeds/8534080090814673160/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6364428875329722868&amp;postID=8534080090814673160" title="13 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/8534080090814673160" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/8534080090814673160" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/10/qualcuno-era-comunista.html" title="Qualcuno era comunista" /><author><name>Authan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="10063916212833554910" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6364428875329722868.post-1022316120310798260</id><published>2009-10-28T11:59:00.012+01:00</published><updated>2009-10-29T01:21:22.197+01:00</updated><title type="text">Tolleranza a doppio zero</title><content type="html">&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo&lt;/span&gt;. Questa massima che tutti attribuiscono a &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Voltaire&lt;/span&gt; (sebbene in realtà, giusto per la cronaca, non ci sia alcuna evidenza che lo scrittore francese abbia mai sostenuto o scritto una cosa del genere) è stata la colonna portante della &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Zanzara&lt;/span&gt; di ieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il riferimento era al caso di &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Giancarlo Gentilini&lt;/span&gt;, il sindaco e prosindaco leghista di Treviso che nei giorni scorsi è stato &lt;a href="http://www.blogger.com/Tolleranza%20a%20doppio%20zero"&gt;condannato&lt;/a&gt; dal tribunale di Venezia per istigazione all'odio razziale, in conseguenza di alcune frasi particolarmente forti &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=_WCZNQJkV3E"&gt;pronunciate&lt;/a&gt; durante un raduno della Lega nel capoluogo veneto che ebbe luogo nel settembre 2008. La pena stabilita consiste in un'ammenda di 4000 euro e nel divieto per tre anni a partecipare a comizi politici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E proprio quel divieto a tenere comizi il conduttore della Zanzara non lo ha mandato giù. Precisiamo: da parte di Cruciani non c'è nessuna difesa della persona in sé o dei concetti espressi da Gentilini, che, anzi, “&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;fanno schifo&lt;/span&gt;” (testuale). C'è solo la difesa di un principio, del diritto di chiunque di pronunciare qualunque boiata perché la libertà di espressione sta proprio in questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene, io le "buone intenzioni" di Cruciani le colgo, e di certo non mi unisco al coro di quelli che lo hanno coperto di improperi per la sua presunta e inesistente levata di scudi a favore di Gentilini. Però, dall'altro lato, questo mettersi a parlare di diritti, di libertà, di principi, mi sembra una gigantesca contraddizione con tutto il Cruciani-pensiero che si fonda sull'assioma che in Italia le libertà fondamentali sono ampiamente garantite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andando nel particolare, mi è del tutto incomprensibile come si possa interpretare la sentenza del tribunale di Venezia come un bavaglio censorio messo intorno alla bocca di Gentilini. Non è così. A Gentilini nessuna vieta di esprimere le sue opinioni, di rilasciare interviste a giornali, radio e tv, di intrattenere gli amici al ristorante, o, al limite, di arringare i passanti salendo sul predellino di un'auto. Quello che non potrà fare, per un periodo di tempo limitato, è partecipare a comizi organizzati, ufficiali, di natura prettamente politica, perché è nell'ambito di un comizio politico che il reato di istigazione all'odio razziale è stato commesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno dirà: ma allora se la volontà di eliminare i bambini rom l'avesse pronunciata in televisione, che pena gli sarebbe stata inflitta? Il divieto di comparire nei talk show? Questa obiezione non ha senso, perché Gentilini, in televisione, non manifesterebbe mai la sua intolleranza in quel modo, con quei toni, con quelle esatte parole così abiette. Né lo farebbe nell'ambito di un'intervista alla carta stampata o in radio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'unico ambito in cui Gentilini, sentendosi in qualche modo protetto e autorizzato dal branco adorante, si prende la libertà di andare pesantemente oltre (sottolineo, &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;pesantemente oltre&lt;/span&gt;) la normale dialettica e il normale esercizio del libero pensiero è quello dei comizi, dei raduni delle folle leghiste. Il tipo di punizione stabilito dal tribunale è la semplice conseguenza di tale constatazione. Si è voluto punire Gentilini là dove questi era effettivamente in grado di far particolarmente male con le parole, vietandogli l'unica vetrina in cui il prosindaco ha mostrato incapacità nel "trattenersi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si tratta perciò di un bavaglio o di un cerotto sulla bocca, ma di una semplice punizione, una specie di squalifica, come per i calciatori. Gentilini ha violato le regole del gioco e la giustizia lo ha "squalificato" rendendogli impossibile, almeno per un po', violare le medesime regole nell'unico campo in cui può effettivamente e palesemente violarle, quello dei comizi. A me non sembra difficile da capire. Anzi, mi sembra solare, lampante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa avrebbe preferitito, Cruciani, in alternativa, pur di mantener fede al suo principio? Che Gentilini venisse sbattuto al fresco per tre anni con il diritto, però, di organizzare comizi nel cortile del carcere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prince, "&lt;em&gt;I would die for you&lt;/em&gt;" (1984)&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="340" height="279"&gt;&lt;param name="movie" value="http://d.yimg.com/static.video.yahoo.com/yep/YV_YEP.swf?ver=2.2.46" /&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true" /&gt;&lt;param name="AllowScriptAccess" VALUE="always" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#000000" /&gt;&lt;param name="flashVars" value="id=16344529&amp;vid=6298871&amp;lang=it-it&amp;intl=it&amp;thumbUrl=http%3A//l.yimg.com/a/p/i/bcst/videosearch/12182/95962095.jpeg&amp;embed=1" /&gt;&lt;embed src="http://d.yimg.com/static.video.yahoo.com/yep/YV_YEP.swf?ver=2.2.46" type="application/x-shockwave-flash" width="340" height="279" allowFullScreen="true" AllowScriptAccess="always" bgcolor="#000000" flashVars="id=16344529&amp;vid=6298871&amp;lang=it-it&amp;intl=it&amp;thumbUrl=http%3A//l.yimg.com/a/p/i/bcst/videosearch/12182/95962095.jpeg&amp;embed=1" &gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6364428875329722868-1022316120310798260?l=antizanzara.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://antizanzara.blogspot.com/feeds/1022316120310798260/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6364428875329722868&amp;postID=1022316120310798260" title="14 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/1022316120310798260" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/1022316120310798260" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/10/tolleranza-doppio-zero.html" title="Tolleranza a doppio zero" /><author><name>Authan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="10063916212833554910" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6364428875329722868.post-5116904968182060140</id><published>2009-10-27T13:47:00.008+01:00</published><updated>2009-10-27T16:11:13.981+01:00</updated><title type="text">Una telefonata ti salva la vita</title><content type="html">E tre. E' andato in onda ieri alla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zanzara&lt;/span&gt; il terzo round tra &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giuseppe Cruciani&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Luca Telese&lt;/span&gt; che da quando hanno smesso di sp... sviolinarsi a vicenda danno spettacolo. Il tema della discussione era il caso Marrazzo, con le sue possibili similitudini con la vicenda Berlusconi/escort e con il coinvolgimento "laterale" del cavaliere, il quale, come noto,  è stato proprio colui che, con una telefonata, ha avvisato per primo il presidente della regione Lazio sull'esistenza del famoso video compromettente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proviamo a fare ordine su questi aspetti, partendo dal parallelismo tra i casi Marrazzo e Berlusconi. Ci sono a mio avviso dei chiari punti di contatto, identificabili in una gestione allegra della vita privata che diventa un problema nel momento in cui riguarda uomini delle istituzioni (per una questione di decoro – non di moralità, che è soggettiva –  e per la possibile esposizione a ricatti), e in un rapporto non trasparente, condito da bugie piccole e grandi, con gli elettori i quali si aspettano, dai propri rappresentanti, una dedizione assoluta al ruolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, le due vicende non sono sovrapponibili in toto. Nel caso Marrazzo ci sono elementi aggravanti, che non sto a citare perche sono noti, che nel caso del premier mancano o non sono comprovati (la consapevolezza dello status di escort della D'Addario, la presenza di ricatti). Pertanto, se il sostenere che le due vicende non sono assolutamente paragonabili, come fa Cruciani, mi sembra assurdo, il trovare degli automatismi tipo "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;se Marrazzo si è dimesso lo deve fare anche Berlusconi&lt;/span&gt;", come in sostanza ha fatto Telese, mi sembra altrettanto una forzatura. Cio non toglie ci ci siano mille valide ragioni per ritenere che, al di là dell'investitura popolare (di cui pure Marrazzo godeva, anche se nessuno ha interesse a ricordarlo), Berlusconi non sia degno del ruolo che ricopre. Ne dico una per tutte: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mignottocrazia&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passiamo ora alla famosa telefonata tra Berlusconi e Marrazzo menzionata poc'anzi. Per Cruciani si tratta di un mero gesto di “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;cortesia istituzionale&lt;/span&gt;”, e la chiude lì. Telese, invece, sottolinea (ricalcando un suo &lt;a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&amp;amp;id_blogdoc=2365319&amp;amp;yy=2009&amp;amp;mm=10&amp;amp;dd=26&amp;amp;title=nelle_mani_di_silvio_e_di_bren"&gt;commento&lt;/a&gt; sul sito del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fatto&lt;/span&gt;) come il consiglio dato dal cavaliere a Marrazzo di tentare di fermare il ricatto comprandosi il video sia grave, perché la mossa più appropriata e rigorosa sarebbe stata invece quella di suggerire di recarsi spontaneamente in procura. In realtà noi non conosciamo i contenuti esatti della conversazione, e quindi non so se vale la pena fare un processo alle intenzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piuttosto, ad essere interessante è ciò che sta a contorno della telefonata, come ha sottolineato molto bene &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Antonio Polito&lt;/span&gt;, anch'egli ospite alla Zanzara. Berlusconi, non nel ruolo di premier, ma in quello di editore di un diffusissimo settimanale, ha avuto nelle mani informazioni compromettenti, non pubbliche e non ottenute istituzionalmente, riguardo un suo avversario politico, e si è trovato nella condizione di poter decidere cosa farne. &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/marrazzo-caso/marrazzo-caso/marrazzo-caso.html"&gt;Scrive&lt;/a&gt; oggi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giuseppe D'Avanzo&lt;/span&gt; su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica&lt;/span&gt;: “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il premier è padrone del gioco. Pollice giù, e scatta l'aggressione. Pollice su, e il malvisto finisce in uno stato di minorità civile&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo caso, a quanto pare, Berlusconi si è limitato a comunicare l'informazione all'interessato. Ma chi garantisce che in futuro non ci possa essere un uso politico di tipo maligno e aggressivo? Questo è un altra sfaccettatura del sempiterno conflitto di interessi, forse fino ad oggi particolarmente sottovalutata rispetto a quell'altro aspetto legato alla "fabbrica del consenso".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stesso tasto viene premuto da Massimo Gramellini nel suo consigliatissimo "&lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&amp;amp;ID_articolo=707&amp;amp;ID_sezione=56&amp;amp;sezione="&gt;Buongiorno&lt;/a&gt;" di oggi, sulla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Stampa&lt;/span&gt;. Ne cito un frammento: “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non importa che il presidente del Consiglio abbia evitato di infierire. Resta il fatto che, grazie al suo ruolo di tycoon mediatico, gli era stata offerta la possibilità di distruggere un avversario politico. E pensare che molti fingono ancora di non capire quale differenza passa, ai fini delle regole democratiche, fra il possesso di una fabbrica di frigoriferi e il controllo di una che produce rotocalchi e programmi televisivi&lt;/span&gt;”. Capito, Cruciani?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In chiusura volevo levarmi un piccolo sassolino nei confronti di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alfonso Signorini&lt;/span&gt;, direttore di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Chi&lt;/span&gt;, che ieri ha raccontato la sua scelta di non acquisire il video di Marrazzo, al prezzo proposto di ben 200mila euro, dopo averlo visionato. Ho due domande, caro Signorini: prendendo per buona la sua etica professionale, e sapendo a grandi linee quale sarebbe stato il contenuto del video, che bisogno c'era di visionarlo? E se il video fosse costato un tozzo di pane, lo avrebbe acquistato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-----------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coraggio, Marrazzo. Hai perso tutto, ma hai trovato un amico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;James Taylor &amp;amp; Carole King&lt;/span&gt;, "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;You've got a friend&lt;/span&gt;" (1971)&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="279" width="340"&gt;&lt;param name="movie" value="http://video.libero.it/static/swf/eltvplayer.swf?id=da304ee6b644a168080319bb5f45206f.flv&amp;amp;ap=0"&gt;&lt;embed src="http://video.libero.it/static/swf/eltvplayer.swf?id=da304ee6b644a168080319bb5f45206f.flv&amp;amp;ap=0" type="application/x-shockwave-flash" height="279" width="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;When you're down and troubled&lt;br /&gt;and you need a helping hand,&lt;br /&gt;and nothing, nothing is going right.&lt;br /&gt;Close your eyes and think of me&lt;br /&gt;and soon I will be there&lt;br /&gt;to brighten up even your darkest nights.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;You just call out my name,&lt;br /&gt;and you know wherever I am&lt;br /&gt;I'll come running, oh yeah baby&lt;br /&gt;to see you again&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6364428875329722868-5116904968182060140?l=antizanzara.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://antizanzara.blogspot.com/feeds/5116904968182060140/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6364428875329722868&amp;postID=5116904968182060140" title="32 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/5116904968182060140" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/5116904968182060140" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/10/una-telefonata-ti-salva-la-vita.html" title="Una telefonata ti salva la vita" /><author><name>Authan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="10063916212833554910" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">32</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6364428875329722868.post-5055213314968205895</id><published>2009-10-26T00:31:00.012+01:00</published><updated>2009-10-26T15:15:48.802+01:00</updated><title type="text">Punto di non ritorno</title><content type="html">Gli sviluppi che la &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/marrazzo-spiato/interrogatori/interrogatori.html"&gt;vicenda Marrazzo&lt;/a&gt; ha avuto durante il weekend rendono un po' superate le considerazioni avanzate sul tema da &lt;em&gt;Giuseppe Cruciani&lt;/em&gt; durante la &lt;em&gt;Zanzara&lt;/em&gt; di venerdì 23 ottobre. Considerazioni che peraltro erano state piuttosto scarne, vaghe, &lt;em&gt;titubanti&lt;/em&gt;, come se il conduttore della trasmissione non sapesse bene da che parte prendere il caso: se da quello ipergarantista, o da quello del confronto con la vicenda Berlusconi/escort, o da quello dell'atteggiamento della stampa destroide, sinistroide, o "terzista". Ma forse tutto si spiega semplicemente con il fatto che i contorni della vicenda, venerdì sera, erano tutt'altro che ben definiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora per una volta metto un attimo da parte Cruciani e dico la mia sullo scandalo che ha coinvolto il governatore della regione Lazio. &lt;em&gt;Piero Marrazzo&lt;/em&gt; ha commesso tre errori imperdonabili:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) &lt;strong&gt;Si è messo nelle condizioni di essere ricattabile&lt;/strong&gt;. Se, per un comune cittadino, la frequentazione di prostitute è una questione privata della quale l'unica persona ad avere titolo, caso mai, per chiedere giustificazioni è la moglie (posto che esista), per un rappresentante delle istituzioni non è così. Concedersi svaghi che implicano una potenziale esposizione a ricatti non è ammissibile, perché l'esercizio del ruolo pubblico può risultarne gravemente condizionato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) &lt;strong&gt;Ha subito il ricatto senza denunciarlo&lt;/strong&gt;. E in questo modo ha peggiorato la situazione, l'ha resa irreparabile, portandola ad un punto di non ritorno. L'atto del cedere ad un ricatto (per quanto vile ed esecrabile, specie tenendo conto che gli autori sono quattro carabinieri) è incompatibile con la politica, e a maggior ragione per chi ricopre un ruolo di responsabilità. Significa essere deboli, non avere polso, non avere capacità di tenere tutto sotto controllo. Il lato umano della vicenda lo capisco: l'imbarazzo, la vergogna, le spiegazioni da fornire alla moglie. Ma l'istituzione, ciò che si rappresenta, deve avere la priorità. Marrazzo doveva rivolgersi di sua iniziativa alle autorità, e non l'ha fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) &lt;strong&gt;Ha mentito in modo clamoroso&lt;/strong&gt;. Quando la storia è deflagrata, lo scorso venerdì, per un intero giorno Marrazzo ha provato a cavarsela biascicando un sacco di balle, autoinfliggendosi, in tal modo, il colpo di grazia, visto che ormai il vaso di pandora era scoperchiato. Regola numero 1 a pagina 1 del manuale del perfetto politico: mai, mai, mai, mai, mai mentire ai cittadini. &lt;em&gt;Mai&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciascuno di questi tre errori, preso singolarmente, era sufficiente per suggerire l'abbandono dell'incarico. Messi insieme, diventano una pietra tombale. Non solo per quel che riguarda il mentenimento del ruolo di governatore del Lazio, ma per l'intera carriera politica. Prendere coscienza di ciò, comprendere che un futuro nelle istituzioni non è più concepibile, era importante e la scelta di Marrazzo, molto dignitosa – gli va riconosciuto – di autosospendersi dalle funzioni &lt;a href="http://http//www.corriere.it/politica/09_ottobre_25/marrazzo_pianto_figlia_2913ce06-c134-11de-b4fa-00144f02aabc.shtml"&gt;dichiarando&lt;/a&gt; di “&lt;em&gt;voler sparire&lt;/em&gt;” merita un applauso. &lt;em&gt;L'ultimo&lt;/em&gt;. Perché quel "voglio sparire" io lo prendo molto sul serio. L'uscita di scena dove essere &lt;em&gt;definitiva&lt;/em&gt;, senza &lt;em&gt;reentry&lt;/em&gt; da porte di servizio alla &lt;em&gt;Cosimo Mele&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Col senno di poi, c'è, a dire il vero, qualcosa detto da Cruciani venerdì scorso che suona davvero ridicolo. Secondo il conduttore della Zanzara, ispirato presumibilmente da un &lt;a href="http://www.loccidentale.it/articolo/quanto+garbo+sui+giornali+nel+parlare+delle+avventure+di+marrazzo.0080272"&gt;pezzo&lt;/a&gt; anonimo apparso sul sito de &lt;em&gt;l'Occidentale&lt;/em&gt; (il quotidiano online dell'amicone di Cruciani, &lt;em&gt;Giancarlo Loquenzi&lt;/em&gt;), la stampa avrebbe trattato il caso Marrazzo “&lt;em&gt;con garbo&lt;/em&gt;” rispetto agli scandali sessuali di Berlusconi, lasciando intendere un certo doppiopesismo (e di chi se non di &lt;em&gt;Repubblica&lt;/em&gt;...).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi di voi ha potuto dare un'occhiata ai giornali di sabato e domenica avrà verificato come i toni della stampa siano presto radicalmente cambiati. &lt;em&gt;Giuseppe D'Avanzo&lt;/em&gt;, in un suo &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/marrazzo-spiato/marrazzo-davanzo/marrazzo-davanzo.html"&gt;articolo&lt;/a&gt; apparso su &lt;em&gt;Repubblica&lt;/em&gt; di sabato (quindi scritto prima che Marrazzo ammettesse tutto) è stato tutt'altro che tenero verso l'ex conduttore di "&lt;em&gt;Mi manda Raitre&lt;/em&gt;", invitandolo ad assumersi in pieno le proprie responsabilità e a trarne le conseguenze. I giornali destrorsi, invece, che sul caso D'Addario erano stati super difensivisti nei confronti di Berlusconi, hanno imbracciato revolver, mitragliatori e bazooka, con particolare pruriginosa insistenza sulla parola "&lt;em&gt;trans&lt;/em&gt;" (come se andare con un transessuale fosse in qualche modo più spregevole che non andare con una prostituta "standard").&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta al quesito su dove stia il doppiopesismo la lascio, come si suol dire, al &lt;em&gt;lettore attento&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è quasi trasformato in un disc jokey, Cruciani, lo scorso venerdì, mandando frammenti di canzoni di Battiato, Bennato, Venditti e De Gregori. E allora, proseguendo sullo stesso solco, ispirato da un &lt;a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&amp;amp;id_blogdoc=2364337&amp;amp;title=2364337"&gt;articolo&lt;/a&gt; di &lt;em&gt;Luca Telese&lt;/em&gt; sul &lt;em&gt;Fatto&lt;/em&gt; di sabato, vi propongo un pezzo leggendario di &lt;em&gt;Fabrizio De André&lt;/em&gt;: “&lt;em&gt;La guerra di Piero&lt;/em&gt;” (1964).&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=" height="279" width="340" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000"&gt;&lt;param name="_cx" value="8996"&gt;&lt;param name="_cy" value="7382"&gt;&lt;param name="FlashVars" value=""&gt;&lt;param name="Movie" value="http://www.youtube.com/v/4X8JhSaCcUk&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1"&gt;&lt;param name="Src" value="http://www.youtube.com/v/4X8JhSaCcUk&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1"&gt;&lt;param name="WMode" value="Window"&gt;&lt;param name="Play" value="-1"&gt;&lt;param name="Loop" value="-1"&gt;&lt;param name="Quality" value="High"&gt;&lt;param name="SAlign" value=""&gt;&lt;param name="Menu" value="-1"&gt;&lt;param name="Base" value=""&gt;&lt;param name="AllowScriptAccess" value="always"&gt;&lt;param name="Scale" value="ShowAll"&gt;&lt;param name="DeviceFont" value="0"&gt;&lt;param name="EmbedMovie" value="0"&gt;&lt;param name="BGColor" value=""&gt;&lt;param name="SWRemote" value=""&gt;&lt;param name="MovieData" value=""&gt;&lt;param name="SeamlessTabbing" value="1"&gt;&lt;param name="Profile" value="0"&gt;&lt;param name="ProfileAddress" value=""&gt;&lt;param name="ProfilePort" value="0"&gt;&lt;param name="AllowNetworking" value="all"&gt;&lt;param name="AllowFullScreen" value="true"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/4X8JhSaCcUk&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="279" width="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Cadesti a terra senza un lamento&lt;br /&gt;E ti accorgesti in un solo momento&lt;br /&gt;Che la tua vita finiva quel giorno&lt;br /&gt;E non ci sarebbe stato ritorno&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6364428875329722868-5055213314968205895?l=antizanzara.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://antizanzara.blogspot.com/feeds/5055213314968205895/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6364428875329722868&amp;postID=5055213314968205895" title="55 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/5055213314968205895" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/5055213314968205895" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/10/punto-di-non-ritorno.html" title="Punto di non ritorno" /><author><name>Authan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="10063916212833554910" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">55</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6364428875329722868.post-8319364558214161939</id><published>2009-10-23T12:35:00.017+02:00</published><updated>2009-10-23T16:10:03.676+02:00</updated><title type="text">Più grinta, Cruciani!</title><content type="html">Se ci fosse un premio per l'ascoltatore del mese, credo che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Antonio&lt;/span&gt; da Foggia, l'ultimo ad intervenire ieri in chiusura di trasmissione, quello che ascolta contemporaneamente la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zanzara&lt;/span&gt; alla radio e i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pink Floyd&lt;/span&gt; col lettore CD, quello che chiama Cruciani perche “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;gli vuole bene&lt;/span&gt;”, quello che vorrebbe che Cruciani tirasse fuori “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;più grinta&lt;/span&gt;”, quello che Mastella bisognerebbe “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;sbranarlo&lt;/span&gt;”, “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;farlo a pezzi&lt;/span&gt;” e “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;prenderlo a schiaffoni sulla bocca&lt;/span&gt;”, vincerebbe a mani basse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sbranare&lt;/span&gt;", ovviamente, si fa per dire... Non è che si voglia realmente vedere il sangue. Solo si gradirebbe, da parte del conduttore della Zanzara, un po' più di polso nell'esprimere una nota di biasimo nei confronti della nuova &lt;a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2009/21-ottobre-2009/inchiesta-arpac-63-indagati-25-arresti-1601901588567.shtml"&gt;vicenda&lt;/a&gt; Mastella. Antonio ha ragione, Cruciani su certi temi semplicemente non ci mette neanche un briciolo di passione, mentre su altri, di importanza non superiore (l'antiberlusconismo, l'appello sulle donne di Repubblica, l'estradizione di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cesare Battisti&lt;/span&gt;, ecc), chissà perché diventa un cuor di leone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno ribatterà che è una questione di sensibilità. Ma certo, per carità. Però la medesima questione di sensibilità vale anche per gli ascoltatori, e io come Antonio da Foggia ieri ho trovato incomprensibile la mano leggera con cui  Cruciani ha espresso le sue osservazioni sul neo europarlamentare PDL. Non che Mastella sia stato difeso a spada tratta, sia chiaro, ma neppure è stato messo su una graticola paragonabile a quelle dei radiolondrati, per capirsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intendiamoci, io non ne faccio una questione di codice penale. Su quel piano, rimango in attesa degli eventi e delle decisioni della magistratura, e non apro bocca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giudizio da dare qui è tutto politico, ed è un giudizio pesantissimo. Mastella (ma non solo lui) "segnalava" persone da far assumere in un'agenzia regionale campana e di certo non lo faceva sulla base di criteri di merito e di potenziali capacità desunte da una profonda conoscenza di tali persone. Pertanto, non di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;segnalazioni&lt;/span&gt; si trattava, ma di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;raccomandazioni&lt;/span&gt; vere e proprie, nella peggiore accezione del termine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mastella si è &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_22/mastella_conferenza_stampa_napoli_5966411a-bef5-11de-8c44-00144f02aabc.shtml"&gt;difeso&lt;/a&gt; dicendo che intendeva aiutare persone povere, bisognose, e che lo faceva, in sostanza, per amore di un territorio sofferente. Insomma, egli sarebbe un benefattore, un simil &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Robin Hood&lt;/span&gt;. Peccato che questo Robin Hood in salsa ceppalonese dà ai poveri non rubando ai ricchi ma rubando a tutti indistintamente. Perché gli stipendi ai raccomandati li pagano tutti i cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mai preso una lira&lt;/span&gt;”, ha poi aggiunto l'ex ministro della Giustizia. E qui si meriterebbe un altro doppio schiaffone andata e ritorno. Perché è evidente che il tornaconto di Mastella nell'elargire posti di lavoro a pioggia non stava in ipotetici proventi economici, ma nel consolidamento di una rete clientelare basata sul voto di scambio. Non si può prendere in giro la gente così, bisogna dirlo chiaro e forte che i fenomeni corruttivi non si fondano esclusivamente sulle mazzette in busta chiusa passate di nascosto da una mano all'altra, e io questo ieri alla Zanzara tanto chiaro e forte non l'ho sentito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi è evidente che Mastella non è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;l'unico&lt;/span&gt; a far "politica sul territorio" in quel modo. Però non ci si può sempre trincerare dietro il craxiano "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;così fan tutti&lt;/span&gt;" per non dare il giusto peso alla vicenda. Quel "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;così fan tutti&lt;/span&gt;" deve diventare un "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;così non deve fare più nessuno&lt;/span&gt;", porcozzìo. Mantenersi a distanza non è più accettabile, bisogna alzare lo spadone e menare fendenti. E se da qualche parte bisogna pur cominciare, tanto vale farlo con colui che di questa mostruosa anti-politica (altro che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Beppe Grillo&lt;/span&gt;) è l'emblema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentro scrivevo questo post, ascoltavo i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pink Floyd&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Wish you were here&lt;/span&gt;" (1975)&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" height="279" width="340"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;param name="src" value="http://www.youtube.com/v/q1moiym6-Nk&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/q1moiym6-Nk&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="279" width="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;How I wish, how I wish you were here&lt;br /&gt;We're just two lost souls swimming in a fish bowl&lt;br /&gt;Year after year&lt;br /&gt;Running over the same old ground&lt;br /&gt;What have we found?&lt;br /&gt;The same old fears&lt;br /&gt;Wish you were here&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6364428875329722868-8319364558214161939?l=antizanzara.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://antizanzara.blogspot.com/feeds/8319364558214161939/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6364428875329722868&amp;postID=8319364558214161939" title="45 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/8319364558214161939" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/8319364558214161939" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/10/piu-grinta-cruciani.html" title="Più grinta, Cruciani!" /><author><name>Authan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="10063916212833554910" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">45</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6364428875329722868.post-8297003544634174348</id><published>2009-10-22T10:37:00.012+02:00</published><updated>2009-10-23T16:06:11.121+02:00</updated><title type="text">Serve un disegnino?</title><content type="html">Anche oggi lascio la parola a Paolo, sempre meno "affiliato" e sempre più "socio" di questo blog, per affrontare la questione delle graduatorie internazionali sulla libertà di stampa. Graduatorie che, pur non essendo da prendere come rivelazioni divine in chiave antiberlusconiana, non sono neppure da vituperare in modo così sfacciato come fa sempre - anche ieri - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giuseppe Cruciani&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi concedo solo un cappello iniziale sulla stantia &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Radio Londra&lt;/span&gt;, perché voglio mantenere fede alla mia promessa di tenere traccia di tutti i disgraziati che cadono sotto la scure del conduttore della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zanzara&lt;/span&gt;. Ieri sono stati decapitati “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;l'innocuo&lt;/span&gt;” (definizione di Cruciani) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alberto Asor Rosa&lt;/span&gt;, vegliardo critico letterario, su cui soprassiedo, e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Curzio Maltese&lt;/span&gt;, giornalista di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica&lt;/span&gt;, che invece omaggio segnalando il suo &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/napoli-mastella/maltese-tangentopoli/maltese-tangentopoli.html"&gt;pezzo&lt;/a&gt; sulla nuova Tangentopoli, secondo me molto interessante e sagace, apparso nell'edizione di oggi del quotidiano di Largo Fochetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maltese, nello specifico, è stato radiolondrato per aver rispolverato il parallelo tra &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Berlusconi&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Peron&lt;/span&gt;, ricordando come in Argentina, nel dopo Peron, presero il potere i generali. A questo proposito, faccio presente che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lucia Annunziata&lt;/span&gt;, giornalista credo non radiolondrizzabile, in un estemporaneo &lt;a href="http://www.keepandshare.com/doc/view.php?id=1474558&amp;amp;da=y"&gt;articolo&lt;/a&gt; sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fatto&lt;/span&gt; di oggi, si pone dei dubbi simili anche se con toni mooooolto più sfumati. Cito: “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Silvio Berlusconi non è forse mai stato vulnerabile come in questo momento. E mai come in questo momento ha poche strade ordinarie da percorrere. Cosa farà dunque? Il luogo più inquietante della nostra vita pubblica è oggi proprio dentro questo interrogativo&lt;/span&gt;”. Notare l'aggettivo "ordinarie".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 102, 0);"&gt;Paolo, a te la linea.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buongiorno,&lt;br /&gt;ci  sono cose che Cruciani non vuole credere. Una di questa è che in Italia possa esistere una limitazione alla libertà di stampa. Nulla di male, basta avere gli argomenti per poterlo sostenere, ma ieri sera Cruciani ha dimostrato di non averne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In primo luogo, Crux ha sentenziato che è assurdo affermare che l'Italia goda di meno libertà di stampa di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Trinidad eTobago&lt;/span&gt;, come invece afferma la graduatoria di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Reporter sans Frontieres&lt;/span&gt;, che ci posiziona in 49esima posizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Wikipedia&lt;/span&gt; ricavo Trinidad e Tobago è uno stato caraibico, ex colonia britannica, democratico, relativamente ricco di risorse, la cui popolazione gode di un reddito decente, di un ottimo tasso di alfabetizzazione, ecc. ecc.: insomma non una dittatura, né una repubblica delle banane. Nulla che debba far credere che non possa godere di libertà di stampa. Tutte informazioni a portata di mano anche del conduttore, che invece fonda le proprie convinzioni su un pregiudizio da manuale, e ci si possono fare brutte figure. Ma si può condizionare l'informazione non dicendolo in trasmissione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In secondo luogo il conduttore della Zanzara ha contestato la validità della graduatoria sostenendo che dovevano essere resi noti i nomi di chi in Italia aveva concorso alla sua stesura (per una quota del 20%) rispondendo ad un questionario. E' facile spiegare che anche questa è una baggianata, e cercherò di farlo in maniera comprensibile anche a Cruciani (Crux, se serve faccio un disegnino, eh!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fare una graduatoria bisogna che tutti i soggetti in gioco siano misurati allo stesso modo. Altrimenti, mi basta scegliere per ogni candidato un metro diverso ed ottengo il risultato che voglio, così da usarlo per sostenere qualsiasi &lt;span style="text-decoration: line-through;"&gt;puttanata&lt;/span&gt; escortata, ma non ottengo certo un confronto oggettivo (ne avevo discusso recentemente con un frequentatore del blog che ritiene invece talvolta di doverlo fare).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, nel momento in cui &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Reporter sans Frontieres&lt;/span&gt; adotta dei questionari, questi dovranno essere in tutti gli stati anonimi oppure in tutti gli stati riconducibili al compilatore, se no si creano disparità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lascio che sia il famoso giornalista nord coreano Kim Il Jorn Alin, a spiegare cosa nel suo paese comporta esprimere libere: “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Buongiolno, nella Lepubblica Democlatica Popolale della Kolea del Nold potrebbe essele vagamente spiacevole esplimele opinioni che possano illitale il governo facendo appalile in cattiva luce le sue scelte. Vi chiedo scusa, devo liappendele, pelchè due gentili membli del nostlo efficiente selvizio segleto mi stanno calicando su un callo destinato ad un alleglo campo di lavolo nelle risaie del nold del paese pel quanto vi ho appena detto…&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo queste affermazioni credo che possa essere universalmente accettato che i questionari di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Reporter sans Frontieres&lt;/span&gt; debbano essere e rimanere anonimi in tutto il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciononostante, voglio fare uno strappo alla regola ed integrare quanto già detto in trasmissione a riguardo dal vicepresidente di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Reporter sans Frontieres&lt;/span&gt; (e cioè che non sono stati interpellati giornalisti di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica&lt;/span&gt; né dell'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Unità&lt;/span&gt;). Da fonti riservate ho saputo che hanno compilato i questionari in questione i seguenti giornalisti (accidenti, mi sono giocato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ezio Mauro&lt;/span&gt; ed &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Augias&lt;/span&gt;): &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Boffo, Mentana, Santalmassi, Gabanelli, Santoro, Ruotolo, Floris, Travaglio, Montanelli&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Biagi&lt;/span&gt; (entrambi questi ultimi due contattati in seduta spiritica), tutti professionisti che Cruciani sostiene non abbiano mai subito limitazioni alla possibilità di esprimere liberamente le loro opinioni: mi pare quindi che le fonti siano attendibili e qualificate :-)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chiudere, una sola velocissima nota sulla tizia lungamente intervenuta contro i giovani che vorrebbero il posto fisso, a differenza dei loro genitori (che, chissà perché, non lo volevano, ma ce l'hanno e lo difendono con le unghie e con i denti, non lo trovate strano? Per essere flessibili basterebbe licenziarsi...). Se avesse sostenuto con quei toni ed analoghi argomenti la posizione opposta Crux l'avrebbe (giustamente) sbeffeggiata come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;radical chic&lt;/span&gt;. Ma tant'è...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo il Reporter Sans Frontieres&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Authan) Sigla finale: Peter Gabriel, "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Games without frontiers&lt;/span&gt;" (1980).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;object height="279" width="340"&gt;&lt;param name="movie" value="http://dailymotion.virgilio.it/swf/x4ghx&amp;amp;related=0"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://dailymotion.virgilio.it/swf/x4ghx&amp;amp;related=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" height="279" width="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;In games without frontiers, war without tears&lt;br /&gt;Games without frontiers, war without tears... &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6364428875329722868-8297003544634174348?l=antizanzara.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://antizanzara.blogspot.com/feeds/8297003544634174348/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6364428875329722868&amp;postID=8297003544634174348" title="12 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/8297003544634174348" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/8297003544634174348" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/10/serve-un-disegnino.html" title="Serve un disegnino?" /><author><name>Authan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="10063916212833554910" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6364428875329722868.post-7185241518160738973</id><published>2009-10-21T10:56:00.006+02:00</published><updated>2009-10-21T18:34:28.844+02:00</updated><title type="text">Lento, ma affidabile</title><content type="html">Oggi vi propongo - strappo alla regola, ma ne vale la pena - un post &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fiume&lt;/span&gt;, ad opera di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Paolo&lt;/span&gt;. Leggere, mi raccomando, che poi Paolo vi interroga. E non fate mancare un bel po' di commenti. Ciao, Authan&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;[Il post di oggi è a firma di &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Paolo&lt;/span&gt;]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi ha vissuto l'inizio dell'epoca dei Personal Computer sa che questa era la formula per rifilare ad un cliente ingenuo un fondo di magazzino di marca. La frase mi è venuta in mente sentendo &lt;a href="http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE59I0GX20091019"&gt;prima&lt;/a&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giulio Tremonti&lt;/span&gt; (!), &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/economia/occupazione/marcegaglia-postofisso/marcegaglia-postofisso.html"&gt;adesso&lt;/a&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Silvio Berlusconi&lt;/span&gt; (!!!) elogiare il posto fisso (e ciò è stato il tema maggiormente dibattuto durante la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zanzara&lt;/span&gt; di ieri).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio ipotizzare che i due siano in buona fede (anche se il premier smentisce oggi quello che ha detto ieri, quando dissentiva da Tremonti, ma alle smentite del cavaliere siamo abituati) e quindi anche a loro va un "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ben svegliati!&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se pensate che tutto quanto segue (con l'eccezione della chiusa) è un torrenziale post preconfezionato sulla crisi che è stato da me inviato ad Authan dieci giorni fa ed è il frutto di mie "meditazioni" estive, vi renderete conto dell'intempestività e della banalità dell'uscita, che arriva per di più solo dopo un anno di conseguenze catastrofiche della scelta di orientare il mercato del lavoro verso la precarietà. Abbiamo un governo lento, ma affidabile. Praticamente un bidone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spesso mi capita di constatare che la scelta di un determinato linguaggio serve a nascondere delle informazioni più che a renderle chiare. Questo comportamento diviene pericoloso quando influisce sulle scelte delle persone, come avviene in politica.  In particolare mi sto accorgendo di come la crisi economica stia diventando un campo in cui questa pratica è applicata molto massicciamente, con il risultato spesso di non far capire quali siano state le scelte che hanno portato al disastro, chi ne sia stato responsabile, se la bufera sia ormai passata e se si possa stare tranquilli per il futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come possiamo tradurre in linguaggio comprensibile l'affermazione che abbiamo importato dagli USA una crisi originata dai sub-prime e dalla speculazione immobiliare? Perché ci dicono che le nostre banche hanno erogato un credito più sano che negli USA? E perché dovremmo uscire dalla crisi meglio degli altri?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passatemi qualche semplificazione e fate un piccolo sforzo di immaginazione per vedere la cosa nel suo contesto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immaginate di essere una banca USA un po' di anni fa, diciamo almeno 10 - 15. Il signor John Smith vi richiede un mutuo prima casa. E' un normale dipendente USA, e come tale un debitore a rischio nella misura in cui può perdere da un giorno all'altro il lavoro o l'assicurazione sanitaria. Il fatto che gli USA siano in crescita economica e che il valore degli immobili cresca nel tempo vi forniscono però delle garanzie sufficienti a pensare che se dovesse rimanere senza lavoro ne troverebbe un altro e resterebbe solvibile, mentre l'accrescersi del valore del suo immobile (che ipotecherete e quindi potrete eventualmente rivendere) vi fornisce garanzie sufficienti in quelle condizioni. Poiché il mercato, di fatto, non vi offre potenziali debitori più affidabili (il mercato del lavoro lì è quello che è), gli erogate il mutuo e finché la situazione rimane così, va tutto bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa succede contemporaneamente in Italia? Qui la situazione è diversa, non tanto per quanto riguarda il mercato immobiliare, quanto per quello del lavoro. Infatti, i dipendenti sono per la quasi totalità a tempo indeterminato e difficilmente licenziabili. I primi esempi di lavoratori atipici (equivalenti ai dipendenti USA) non danno garanzie personali sufficienti, non trovano accesso al credito, non possono accendere un mutuo né avere carte di credito. Qualche privilegiato rimedia attraverso "garanti" diversi (ma si tratta per l'appunto di privilegiati), quindi non rimane precario a lungo. Perché una banca dovrebbe esporsi al rischio di finanziare debitori quali i lavoratori precari, quando il mercato ne offre molti di più solvibili? Non a caso la situazione cambia solo circa cinque anni fa: da anni i dipendenti vengono assunti solo con contratti precari e restano precari: il mercato del credito, in mancanza di debitori più solvibili, è costretto ad adeguarsi a questa nuova realtà e comincia ad offrire mutui anche a queste persone. Questa è la fase di preparazione della crisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torniamo negli USA: ad un certo punto la situazione cambia e l'azienda per cui lavora John Smith va in crisi o "delocalizza" e con lei lo fanno molte altre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le banche non si sono fatte trovare impreparate. Quando hanno visto che la situazione economica stava cominciando a cambiare si sono rese conto che quei crediti non sono più facilmente esigibili, hanno smesso di erogarli, li hanno etichettati come sub-prime ed hanno scelto la strada più facile: hanno creato dei prodotti finanziari non trasparenti (i derivati) strutturati accorpando a questi crediti esigibili con sempre maggior difficoltà, altre componenti (azionarie, obbligazionarie, assicurative, etc.) e li hanno venduti in modo da liberarsi del problema. A causa della scarsa trasparenza dei prodotti stessi, ogni banca ha potuto vendere i propri derivati, ma ha anche comperato quelli dagli altri, riprendendosi in tutto o in parte i rischi di cui pensava di essersi liberata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A livello europeo le banche giungono a sottoscrivere gli accordi "Basilea II" per limitare il credito a rischio. Oggi l'UE ipotizza dei limiti al finanziamento ancora più restrittivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E le banche italiane? La loro esposizione con i mutui sub-prime è minima (solo da poco esistono prodotti per lavoratori atipici, quindi ne hanno erogati pochi e smettono ai primi accenni di crisi) hanno però acquistato ed in gran parte rivenduto (spesso a pubbliche amministrazioni) derivati di ogni provenienza. La loro esposizione è invece forte sul fronte delle piccole e medie imprese, che non danno garanzie solide e che, a causa degli scarsi investimenti in ricerca e sviluppo stanno soffrendo la concorrenza sia dei paesi produttori a basso costo che di quelli ad alto livello tecnologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto negli USA i John Smith che perdono lavoro ed assicurazione sanitaria sono moltissimi, non trovano lavoro, smettono di pagare le rate del mutuo (e delle carte di credito) ed il mercato immobiliare rallenta o crolla, per cui le garanzie derivanti dalle ipoteche vengono di fatto cancellate: i mutui sub-prime fanno esplodere la crisi, i derivati la propagano sia a livello geografico sia al di fuori del contesto bancario. E' la crisi globale degli ultimi due anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla base di quanto sopra facciamoci un po' di domande, per definire responsabilità e prospettive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era immaginabile tutto ciò oppure si è trattato di una fatalità?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto che le banche si fossero attrezzate per scaricare il problema su altri è la chiara dimostrazione che era previsto, oltre che prevedibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le banche italiane si sono comportate meglio delle altre?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, beneficiavano un mercato migliore, grazie al vecchio modello italiano del mercato del lavoro, per cui hanno generato molti meno sub prime. Hanno invece trattato derivati come tutti gli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si è comportata la politica italiana?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ha saputo prevedere e normare in modo da evitare la situazione. Ha promosso di fatto lo sviluppo del modello delle PMI (piccole e medie imprese), che offrono minori garanzie di solvibilità, peggiorando la qualità del credito anche su questo fronte. Ha favorito un mercato del lavoro "flessibile e moderno" (scusate il sarcasmo) che ha peggiorato la qualità del credito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ha, poi, ancora capito (sempre la politica italiana) che dovranno essere le PMI ad adeguarsi a Basilea II (cioè diventare debitori affidabili) e non viceversa. Ha fornito garanzie che hanno salvato dal fallimento le banche (è la possibilità di accedere ai Tremonti bond in se stessa la garanzia, e non il fatto che tu vi acceda realmente) senza avere in cambio strumenti che migliorassero l'eticità e la trasparenza del sistema bancario, né un miglioramento delle condizioni di credito per le imprese, favorendo una rendita parassitaria. Non ha fornito difesa dagli effetti della crisi né alle imprese né alle persone (se non molto limitatamente). Ha operato per diffondere ingiustificato ottimismo, ma non per eliminare le radici profonde della crisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo fuori dalla crisi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'opacità dei derivati rende molto difficile sapere quanti crediti inesigibili vi siano ancora in giro ed in mano a chi. Alcuni settori dove era prevedibile vedere almeno qualche fallimento o comunque grasse difficoltà (carte di credito, assicurazioni, enti pubblici,..) sono rimaste stranamente apparentemente immuni alla situazione, il che, in mancanza di trasparenza si può spiegare in modi opposti dicendo che sono più sani di quanto immaginato, oppure che stanno mascherando i loro problemi. Resta il fatto che rimanendo gli stessi fondamentali economici è molto presto per tirare un sospiro di sollievo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne usciremo meglio degli altri?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poiché ogni stato ha sostanzialmente fatto da solo, le situazioni sono le più varie: l'Italia è stata coinvolta meno di altri nei crack finanziari, ma ha preferito la tutela del mondo finanziario in luogo di quello imprenditoriale / industriale. Gli USA hanno fatto una scelta opposta, lasciar fallire le banche e provare a promuovere chi produce reddito e capitale (vedi iniziative per la green economy e riforma della sanità). Già sul medio periodo questa seconda scelta dovrebbe riuscire vincente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' evidente che le risposte individuano nel tempo e per competenza le responsabilità di alcuni imprenditori, politici e banchieri, che farebbe piacere venissero sottaciute dietro al linguaggio pieno di termini aventi valore "mistico" (cattiva finanza, derivati, sub-prime, crisi importata, etc.) che tanto ama il ministro Tremonti: quanto sta avvenendo è la conseguenza delle scelte dei modelli economici adottati operate da costoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto sopra, ovviamente, rispecchia le mie opinioni per quello che sono riuscito a capire leggendo un po' ed ascoltando quando posso il Sebastiano Barisoni su Radio 24: da un premier e da un ministro delle Finanze credo sia legittimo aspettarsi una capacità previsionale ed analitica un po' superiore, e a me sembra non sia stato così…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo, l'economista&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Authan) La mia personale opinione sull'uscita di Tremonti relativamente al posto fisso coincide, tanto per cambiare, con quella del prof. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pietro Ichino&lt;/span&gt;, che vi riporto qui sotto. Ciao.&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" height="279" width="340"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;param name="src" value="http://www.youtube.com/v/kYMuNvPjk6Y&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/kYMuNvPjk6Y&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="279" width="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6364428875329722868-7185241518160738973?l=antizanzara.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://antizanzara.blogspot.com/feeds/7185241518160738973/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6364428875329722868&amp;postID=7185241518160738973" title="29 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/7185241518160738973" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/7185241518160738973" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/10/lento-ma-affidabile.html" title="Lento, ma affidabile" /><author><name>Authan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="10063916212833554910" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">29</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6364428875329722868.post-2674908486779660129</id><published>2009-10-20T11:51:00.019+02:00</published><updated>2009-10-20T17:19:01.042+02:00</updated><title type="text">Il giochino dei rinfacci</title><content type="html">Come un ragazzino che alla fine di una partita di ping pong, insoddisfatto dell'esito, chiede subito la rivincita, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giuseppe Cruciani&lt;/span&gt;, alla Zanzara di ieri, ha fatto reintervenire &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Luca Telese&lt;/span&gt;, già protagonista della trasmissione di venerdì, per proseguire con lui il dibattito sulla vicenda del &lt;a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=76879"&gt;servizio&lt;/a&gt; di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mattino 5&lt;/span&gt; sul giudice &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Raimondo Mesiano&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stavolta, però, Cruciani, al contrario di venerdì, non ha usato concetti sconclusionati basati sull'improvvisazione più totale, ma ha trovato sostegno e ispirazione &lt;a href="http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefnazionale/PDF/2009/2009-10-19/2009101913976888.pdf"&gt;nell'articolo&lt;/a&gt;, apparso sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Foglio&lt;/span&gt; di ieri, a firma di colui che per il conduttore della Zanzara è una sorta di feticcio giornalistico, maestro sapiente e guida spirituale: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giuliano Ferrara&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In sostanza il pensiero profondo di Ferrara è questo: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;che titolo hanno di inalberarsi a difesa del giudice Mesiano coloro che non dissero nulla di fronte alle monetine lanciate contro Craxi, ai linciaggi mediatici subiti da Previti, Poggiolini, e mille altri imputati in attesa di giudizio?&lt;/span&gt; Per Cruciani questo ragionamento è “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;inattaccabile&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so se avete colto... La stategia dialettica di cambiare discorso, parlare d'altro, fare accostamenti assurdi tra eventi e situazioni che non c'entrano &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;NULLA&lt;/span&gt; gli uni con gli altri, deviare dal tema in un modo talmente sfacciato che se a farlo, in qualsiasi altro contesto, fosse un ascoltatore in diretta, si beccherebbe gli strali più feroci da parte di Cruciani, di colpo, siccome lo fa il totem Ferrara, diventa “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;inattaccabile&lt;/span&gt;”. Pazzesco, incredibile, sono letteralmente trasecolato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giustamente, Luca Telese ha fatto orecchie da mercante di fronte a questa osservazione inconsistente, e, rimanendo sul pezzo, ha ribadito il vero fulcro della questione, ovvero la meschinità (“&lt;span style="font-style: italic;"&gt;gesto ignobile&lt;/span&gt;”) del tentativo di insinuare che Mesiano fosse mezzo matto, mettendolo alla gogna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è il punto, insisto. Non ha senso divagare su Craxi (!) o perdersi nel chiacchiericcio sui calzini turchese. Il problema non sono i calzini, né le immagini in sé, ma la manganellata assestata tramite l'uso privilegiato di uno strumento potente e mortale come la televisione di cui non tutti gli attori in gioco hanno la disponibilità nella medesima misura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla vicenda Mesiano è poi intervenuto anche &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Paolo Liguori&lt;/span&gt;, il quale, come era lecito aspettarsi, ha minimizzato tutta la vicenda ricorrendo anch'egli alla tecnica del parlare d'altro e del rinfacciare vecchie questioni, tirando in ballo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Santoro&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;D'Avanzo&lt;/span&gt;, e pure &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Travaglio&lt;/span&gt; che sarebbe andato in vacanza ospite di un mafioso (senza che Cruciani obiettasse alcunché), mettendo insieme elementi completamente slegati tra loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soprassederei volentieri, ma non resisto alla tentazione di rimarcare, con un controesempio, quanto possa diventare assurdo e risibile questo giochino dei rinfacci. Come può Liguori criticare Santoro-D'Avanzo-Travaglio quando non ha detto una parola a difesa di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dino Boffo&lt;/span&gt; in passato o di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Corrado Augias&lt;/span&gt; &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/interni/rivelazione_deli_007_cecoslovacchi__augias_nostro_infiltrato_usa/augias-spie/19-10-2009/articolo-id=391935-page=0-comments=1"&gt;ora&lt;/a&gt;? Ed è normale che il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giornale&lt;/span&gt; di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Feltri&lt;/span&gt; abbia deciso in questi giorni di tirare fuori presunti "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;scheletri nell'armadio&lt;/span&gt;" dei collaboratori di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica&lt;/span&gt; setacciandoli tutti dalla A alla Z? Faccio notare, per capirsi, che si è cominciato da Augias, perché, per esplicita ammissione del Giornale – vedasi l'edizione di domenica scorsa – "Augias" comincia con A. Poi, a breve, si passerà alla B. In fondo all'articolo su Augias c'era la dicitura "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;continua…&lt;/span&gt;". Su questo tipo di giornalismo non c'è nulla di ridire?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha un qualche senso, Cruciani, che io ponga questa questione a lei, o a Ferrara o a Liguori? Secondo me non ce l'ha, perché questo gioco dei rinfacci, così come viene messo in piedi, è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ridicolo&lt;/span&gt;. Se su questo è d'accordo con me, Cruciani, si regoli di conseguenza. Se invece non è d'accordo, aspetto una forte presa di posizione in difesa di Augias e dello sfigato giornalista di Repubblica, il cui cognome inizia con B, che prossimamente verrà preso di mira.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiudo segnando sul taccuino un nuovo radiolondrato eccellente: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vittorio Zucconi&lt;/span&gt;. Il direttore di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Radio Capital&lt;/span&gt; e di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica.it&lt;/span&gt;, riferendosi all'enfasi data dal solito quotidiano sempre più buono solo per incartare il pesce alle voci &lt;span style="font-style: italic;"&gt;anonime&lt;/span&gt; secondo cui il giudice Mesiano avrebbe brindato, tempo fa, in un ristorante, a future dimissioni di Berlusconi, ha commentato che se non stiamo attenti finiamo come l'Unione Sovietica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente, come in mille altre occasioni, si tratta, com'è di tutta evidenza, del mero utilizzo dell'antica figura retorica con cui si esemplifica una tesi mediante un concetto esagerato. Pertanto, la finta interpretazione alla lettera delle parole di Zucconi, da parte di Cruciani, è un insulto all'intelligenza di se medesimo, a quella di Zucconi, e a quella di tutti gli ascoltatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siccome però penso che se i due si scontrassero dialetticamente il buon Zucconi si sbranerebbe Cruciani in un battibaleno, ho pensato di provare a stimolare tale scontro. Come fossi il peggiore dei delatori nella vecchia Germania Est, ho impacchettato il frammento audio del Radio Londra di ieri in un piccolo mp3 e l'ho mandato via e-mail a Zucconi. Al 99,9% non succederà nulla, ma il pensiero di quel rimanente 0,01% mi renderà allegro per tutto il resto della giornata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dalla A alla Z&lt;/span&gt;" mi ha fatto venire in mente una vecchia canzone di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Prince&lt;/span&gt;, niente male: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alphabet Street&lt;/span&gt;" (1988).&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="279" width="340"&gt;&lt;param name="movie" value="http://embed.trilulilu.ro/video/Moonwalker/bb6605b6d4b9d8/0xe9eff4.swf"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://embed.trilulilu.ro/video/Moonwalker/bb6605b6d4b9d8/0xe9eff4.swf" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="279" width="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6364428875329722868-2674908486779660129?l=antizanzara.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://antizanzara.blogspot.com/feeds/2674908486779660129/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6364428875329722868&amp;postID=2674908486779660129" title="26 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/2674908486779660129" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/2674908486779660129" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/10/il-giochino-dei-rinfacci.html" title="Il giochino dei rinfacci" /><author><name>Authan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="10063916212833554910" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">26</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6364428875329722868.post-8546631173415684878</id><published>2009-10-19T09:44:00.007+02:00</published><updated>2009-10-19T16:34:03.802+02:00</updated><title type="text">A la guerre comme à la guerre</title><content type="html">Il solo sentire &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giuseppe Cruciani&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Luca Telese&lt;/span&gt; finalmente dibattere serenamente tra loro, anziché fare gli amiconi che chiacchierano all'osteria fingendo di non avere idee divergenti su qualunque cosa (come purtroppo è sempre accaduto in passato nei casi in cui ai due capitava di colloquiare in diretta) è valso, come si suol dire, il prezzo del biglietto, per quel che riguarda la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zanzara&lt;/span&gt; di venerdì 16 ottobre, nella quale il neo collaboratore del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fatto&lt;/span&gt; è intervenuto come ospite durante l'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;overture&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, è stato un bel match. Molto sereno, per carità (i due sono super amici, a volte riecheggiano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Franco Franchi&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ciccio Ingrassia&lt;/span&gt;), giocato con grande fair-play. Ma le profonde differenze nella percezione di come gira il mondo della politica in Italia, differenze che sono evidenti a chiunque, finalmente sono deflagrate anziché venire represse. Su chi abbia prevalso, in questo match, su chi sia stato più convincente, ognuno può pensarla come vuole, naturalmente. Per me, Luca Telese ha sbaragliato il campo, risultando vincitore su tutta la linea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma di cosa hanno parlato i due amigos, di preciso? Essenzialmente di due argomenti. Il primo, la sensatezza della presenza e delle permanenza nel Partito Democratico di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Paola Binetti&lt;/span&gt;, avrei voglia di saltarlo (ma non lo farò), perchè lo considero abbastanza trito e ritrito. Telese &lt;a href="http://img193.imageshack.us/img193/7648/telesebinetti.jpg"&gt;dice&lt;/a&gt; che va cacciata, perchè tutte le sue posizioni sui temi etici (coppie di fatto, omofobia, testamento biologico, etc.) sono “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;incompatibili con quelle del partito democratico&lt;/span&gt;”, mentre per Cruciani, invece, in un grande partito il concetto di libertà di coscienza andrebbe salvaguardato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto è, caro Cruciani, che anche alla libertà di coscienza, per quanto sacrosanta sia, bisogna mettere dei confini, dei paletti. Come sosteneva con un paradosso il buon Telese, se un esponente del PD diventasse all'improvviso un neonazista che nega l'olocausto non ci si potrebbe esimere dal bandirlo. E' un esempio estremo certo, la Binetti non è una nazista, ma è comunque al di là dei paletti, non c'è niente da fare, così come al di là lo era &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Beppe Grillo&lt;/span&gt;, che per "mister coerenza" Cruciani non doveva essere accolto nel PD quando qualche mese fa voleva proporsi per la segreteria (sì, sì, "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;non si possono mettere sullo stesso piano, blah, blah, blah&lt;/span&gt;").  Se cacciare la Binetti con ignominia appare troppo brutale, che almeno, come minimo, non la si ricandidi più nelle liste del PD. Partito aperto non significa porto di mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ben più ragguardevole è invece stato il secondo tema, il famigerato &lt;a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=76879"&gt;servizio&lt;/a&gt; di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mattino 5&lt;/span&gt; sul giudice &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Raimondo Mesiano&lt;/span&gt;, ripreso a sua insaputa da una telecamera mentre cammina per strada, mentre si accende “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;l'ennesima sigaretta&lt;/span&gt;”, mentre aspetta il suo turno dal barbiere camminando “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;avanti e indietro, avanti e indietro&lt;/span&gt;”, e mentre si rilassa su una panchina rimirandosi i calzini turchese. Comportamenti che, nel servizio, venivano ambiguamente definiti “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;stravanganti&lt;/span&gt;” (???), di una stravaganza a cui “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;si era abituati&lt;/span&gt;” (come se Mesiano fosse un vip noto a qualunque casalinga di Voghera, quando invece è un perfetto sconosciuto).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Telese ha definito tutto questo, senza mezze parole, “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;una schifezza&lt;/span&gt;”, “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;un'infamia&lt;/span&gt;”, “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;un tentativo di far passare l'idea, senza dirlo esplicitamente, che il giudice sia un po' matto&lt;/span&gt;”. Cruciani, invece, pur giudicando incomprensibile la decisione di mettere in onda un servizio dai contenuti “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;demenziali&lt;/span&gt;”, ha preferito non calcare la mano, trincerandosi dietro i suoi “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;non so&lt;/span&gt;”, “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;non capisco&lt;/span&gt;”, e  osservando che “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;in fondo anche Mediaset ha il diritto di picchiare dove vuole. A la guerre comme à la guerre&lt;/span&gt;”. Inoltre, prima di iniziare il dialogo con Telese, il servizio di Canale 5 era stato definito da Cruciani “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;cattivello, ma non troppo&lt;/span&gt;” (frase e concetto poi non più ribaditi nel prosieguo della trasmissione, come se se ne fosse pentito).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avanti, Cruciani, cosa c'è da capire? La mancanza di contenuti giornalisticamente rilevanti nel servizio è essa stessa, paradossalmente, l'elemento rilevante. Questo servizio non è altro che un messaggio di un certo tipo, una testa di cavallo lasciata nel letto, un'offerta di quelle "che non si possono rifiutare".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' così, caro Cruciani, chiunque lo può vedere, se non si benda volutamente gli occhi. E se non vuol credere a me, Cruciani, creda almeno a un altro suo ottimo amico, uno di quei giornalisti "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di sicuro non antiberlusconiani&lt;/span&gt;" o, se preferisce, "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;vicini al centrodestra&lt;/span&gt;" (per usare uno degli eufemismi che le sono cari quando vuole incasellare senza farlo vedere troppo) che lei saltuariamente chiama in trasmissione con particolare soddisfazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi riferisco al bravo e da me apprezzato (non solo da oggi, sia chiaro) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Michele Brambilla&lt;/span&gt;, anch'egli recente transfuga (come Telese, Facci, e altri) dal &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giornale&lt;/span&gt; dopo il recente avvicendamento alla direzione, e ora collaboratore della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Stampa&lt;/span&gt;. Nel suo &lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&amp;amp;ID_articolo=6504"&gt;pezzo&lt;/a&gt; pubblicato dal quotidiano torinese sabato 17 ottobre ogni parola è al posto giusto e dice quel che deve dire. Leggendolo, quasi eiaculavo. Ne cito un frammento, che poi è la chiosa finale dell'articolo (così come di questo post).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(255, 102, 0);"&gt;“Ma la cosa peggiore - quella che mette i brividi - è il pedinamento, lo spionaggio, la violazione della privacy, quindi la messa alla pubblica gogna, il sottinteso avvertimento «guarda che ti controlliamo». Ne avevamo già viste tante, da una parte e dall'altra. Ma che un giudice autore di una sentenza sgradita (e magari sbagliata: non è questo il punto) potesse essere seguito e filmato di nascosto, è una cosa che avevamo visto solo al cinema. Ad esempio ne «Le vite degli altri» di Florian Henckel von Donnersmarck, un capolavoro. Ambientato a Berlino Est. Roba da comunisti.”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-----------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccovi la celebre scena della testa di cavallo, nel film "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Padrino&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" height="279" width="340"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;param name="src" value="http://www.youtube.com/v/4ZxnUzReZzI&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/4ZxnUzReZzI&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="279" width="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6364428875329722868-8546631173415684878?l=antizanzara.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://antizanzara.blogspot.com/feeds/8546631173415684878/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6364428875329722868&amp;postID=8546631173415684878" title="50 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/8546631173415684878" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/8546631173415684878" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/10/la-guerre-comme-la-guerre.html" title="A la guerre comme à la guerre" /><author><name>Authan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="10063916212833554910" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">50</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6364428875329722868.post-8222651025988920606</id><published>2009-10-16T11:51:00.028+02:00</published><updated>2009-10-21T16:44:40.325+02:00</updated><title type="text">C'è il tuo nome su questa pallottola, gringo</title><content type="html">&lt;p&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;In un bosco grande grande c'è una casetta piccola piccola dove vivono una signora grande grande e sette signori piccoli piccoli. Poco lontano, c'è un castello grande grande dove dentro una stanza piccola piccola c'è uno specchio grande grande.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' così che io mi diverto a dare inizio, non dico ogni sera ma quasi, alla fiaba di Biancaneve che il mio figlio maggiore adora particolarmente ascoltare. Ecco, l'&lt;span style="font-style: italic;"&gt;overture&lt;/span&gt; della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zanzara&lt;/span&gt; di ieri mi ha un po' ricordato questo sistema volutamente esagerato, sproporzionato e ridondante di presentare una storia. Qualcosa del tipo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;In una città piccola piccola, Vignola, nel modenese, c'è la sede di un partito grande grande, il Partito Democratico, all'interno della quale un certo Matteo Mezzadri, un ragazzo giovane giovane, 22 anni, ha un ruolo di responsabilità grande grande, tanto che possiamo chiamarlo &lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:120%;"&gt;dirigente&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;span style="font-size:60%;"&gt;locale&lt;/span&gt; del PD. Questo Mezzadri, alcuni giorni fa, ha scritto su Facebook, che è un social network grande grande, una cosa cattiva cattiva&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In sostanza Mezzadri, in uno sciagurato messaggio su Facebook, ha &lt;a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=22849"&gt;auspicato&lt;/a&gt; che qualcuno “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ficchi una pallottola in testa a Berlusconi&lt;/span&gt;”. Diceva sul serio? E' stata solo una goliardata? Non si sa. Fatto sta che, da questo episodio, gonfiato all'inverosimile, significativo quanto una scritta sul muro di un cavalcavia, Cruciani trova elementi per rispolverare una sua vecchia teoria: esiste una “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;parte consistente&lt;/span&gt;” del paese che odia Berlusconi così tanto da volerlo vedere morto. Magari senza dirlo esplicitamente, ma pensandolo nel proprio intimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò, sempre secondo Cruciani, giustifica l'enfasi che i due giornali "vicini al centrodestra", &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Libero&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Giornale&lt;/span&gt;, hanno dato alla vicenda, sparando titoloni a nove colonne, a suo dire per nulla esagerati, come questi.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img style="border-style: solid; border-color: rgb(102, 102, 102);" alt="Libero" src="http://img337.imageshack.us/img337/725/lib1.jpg" border="1" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img style="border-style: solid; border-color: rgb(102, 102, 102);" alt="Giornale" src="http://img136.imageshack.us/img136/1300/gior1.jpg" border="1" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Mentre il mio mento sta ancora rimbalzando per la casa, vorrei fare alcune considerazioni. Per miglior leggibilità, vado per punti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Vittorio Feltri&lt;/em&gt; che si lamenta del clima d'odio è un po' come la Juventus che si lamenta dei torti arbitrali (battuta della settimana, non mia, l'ho rubata).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Scherzi a parte, questo modo, per quanto legittimo (viva la libertà di stampa), di gonfiare un caso che meriterebbe invece un trafiletto a pagina ventidue, per me non ha nulla che fare con il giornalismo. E' roba da tabloid inglese, informazione &lt;em&gt;trash&lt;/em&gt; della specie più infima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Che uno come Cruciani, il quale è solito negare o minimizzare la presenza di forme d'odio verso ogni sorta di diversità (i neri, gli immigrati in genere, gli omosessuali), mi venga poi invece ad ingigantire il presunto clima d'odio per Berlusconi è semplicemente ridicolo. &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;RI-DI-CO-LO&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Io non nego &lt;span style="font-style: italic;"&gt;tout court&lt;/span&gt; che l'odio per Berlusconi ("odio" nel senso peggiore, una "volontà di vederlo morto", non in un senso più generico e ovattato), purtroppo, esista, ma è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;marginale&lt;/span&gt; rispetto alla stragrande maggioranza di cittadini che si oppongono in modo sano al cavaliere, provando per quest'ultimo un legittimo sentimento di dispregio, di disistima, di sfiducia, basato sulle sue politiche e sui suoi comportamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Paradossalmente, c'è molta più istigazione all'odio (contro la sinistra, fatta passare, di fatto, come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;terrorista&lt;/span&gt;) nella speculazione giornalistica sull'episodio di Mezzadri compiuta da &lt;em&gt;Libero&lt;/em&gt; e dal &lt;em&gt;Giornale&lt;/em&gt;, due quotidiani che vendono rispettivamente decine e centinaia di migliaia di copie, che non nell'episodio stesso. E sono enormemente dispiaciuto che il conduttore di un programma radiofonico come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Zanzara&lt;/span&gt;, che richiama ogni sera circa duecentomila persone all'ascolto, si sia in un certo senso reso complice di una simile operazione di propaganda da bassa lega, non prendendone le distanze ma addirittura appoggiandola. Tutto ciò è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;imbarazzante&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Se una “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;parte consistente&lt;/span&gt;” del tessuto sociale del paese fosse davvero così impregnato di odio per Berlusconi (nel senso spiegato prima, cioè "volontà di vederlo morto"), il cavaliere sarebbe già due metri sotto terra. Invece, in quindici anni di attività politica, la cosa più mortale che ha raggiunto il suo pregiato cranio non è stato un proiettile, ma &lt;a href="http://www.repubblica.it/2004/l/sezioni/cronaca/aggrebe/aggrebe/aggrebe.html"&gt;un treppiede&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tema del giorno mi ha ricordato un bel spaghetti-western del 1970, "&lt;em&gt;Vamos a matar, compañeros&lt;/em&gt;" ("Andiamo ad ammazzare, compagni"), caratterizzato da una bella colonna sonora, con musiche di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ennio Morricone&lt;/span&gt;.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="279px" width="340px"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;param name="movie" value="http://mediaservices.myspace.com/services/media/embed.aspx/m=32057701,t=1,mt=video"&gt;&lt;embed src="http://mediaservices.myspace.com/services/media/embed.aspx/m=32057701,t=1,mt=video" allowfullscreen="true" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" height="279" width="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Levantando en aire los sombreros&lt;br /&gt;Vamos a matar, vamos a matar, compañeros&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6364428875329722868-8222651025988920606?l=antizanzara.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://antizanzara.blogspot.com/feeds/8222651025988920606/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6364428875329722868&amp;postID=8222651025988920606" title="72 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/8222651025988920606" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/8222651025988920606" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/10/ce-il-tuo-nome-su-questa-pallottola.html" title="C'è il tuo nome su questa pallottola, gringo" /><author><name>Authan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="10063916212833554910" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">72</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6364428875329722868.post-736453214406093236</id><published>2009-10-15T11:33:00.020+02:00</published><updated>2009-10-16T09:14:19.197+02:00</updated><title type="text">Careless whisper</title><content type="html">&lt;span&gt;Da: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Authan (antizanzara [at] gmail punto com)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;A: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alessandro Cecchi Paone (acp [at] alessandrocecchipaone punto it)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Inviato: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mercoledì, 15 Ottobre 2009, ore 11:21&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;Oggetto: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Richiesta piccolo chiarimento su legge omofobia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Alessandro,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da sempre seguo e apprezzo le tue dissertazioni sulle problematiche omosessuali, e pertanto ho letto con interesse la tua &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_14/cecchi-paone-ronde_3f10af5c-b89d-11de-9ba8-00144f02aabc.shtml"&gt;lettera&lt;/a&gt; al &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Corriere della Sera&lt;/span&gt; di ieri così come, con altrettanto interesse, ho ascoltato il tuo intervento, sempre ieri, alla "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zanzara&lt;/span&gt;", il talk show serale di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Radio 24&lt;/span&gt;, condotto da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giuseppe Cruciani&lt;/span&gt;. Sento però il bisogno di chiederti brevemente un chiarimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho trovato intrigante la tua provocazione sulle "ronde gay", da intendersi, per come l'ho afferrata io (correggimi se sbaglio), come una sorta di servizio d'ordine nei luoghi di ritrovo della comunità omosessuale e non come un insieme di bande di vigilanti in pattugliamento nei quartieri degradati. Il movimento gay, affermi (secondo me giustamente), deve darsi di fare di propria iniziativa per proteggersi e farsi valere, senza piangersi addosso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò premesso, però, volevo provare a comprendere meglio la tua posizione sulla recente mancata approvazione, alla Camera dei Deputati, sulla cosiddetta "legge sull'omofobia", designazione non del tutto appropriata di quella che in realtà era una semplice proposta di modifica al codice penale volta a instaurare, come forma deterrente (secondo me im-pre-scin-di-bi-le), un principio aggravante per chi commette atti di violenza direttamente riconducibili a pregiudizio sull'orientamento sessuale. Un principio aggravante del tutto analogo a quello per il pregiudizio razziale che già è contemplato e che nessuno si sogna di cancellare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando Giuseppe Cruciani, durante l'intervista con te, ha sostenuto che la legge sull'omofobia era “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;una cosa ridicola che non interessa agli italiani&lt;/span&gt;” tu, sorprendendomi, non hai ribattuto, e inoltre, quando ti è stato chiesto se la suddetta legge serviva davvero, tu hai risposto in un modo un po' vago, affermando che “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;questa è l'ennesima prova che il movimento gay italiano sbaglia regolarmente obiettivi, linguaggi e tempi&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, però, successivamente, da altre tue parole ho inteso che la tua provocazione delle ronde nasceva in risposta al fatto che nessuno (ti riferivi, credo, a governo, parlamento, istituzioni, partiti), “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;politicamente e culturalmente&lt;/span&gt;”, ha a cuore la sicurezza dei gay. Da cui se ne ricava che se l'interesse delle istituzioni e della politica, invece, ci fosse, sarebbe meglio, perché non ci sarebbe bisogno di ronde.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sembra che ci sia pertanto una piccola contraddizione, che vorrei tu risolvessi rispondendo semplicemente, senza perifrasi, a questa domanda: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;se la cosiddetta legge sull'omofobia fosse stata approvata, tu ne saresti stato contento, oppure davvero, a prescindere dal fatto che sia stata affossata, la consideri una iniziativa totalmente inutile che non serve né interessa ad alcuno?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'attesa di un tuo cortese riscontro, che sono certo non vorrai farmi mancare, ti saluto con grande affetto, e rinnovo il mio incitamento "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;continua così&lt;/span&gt;" che già ti avevo formulato in una mia precedente e-mail.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un abbraccio. Ciao.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il buon Cecchi Paone mi risponde, avrò cura di darvene conto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il resto, sulla Zanzara di ieri, al di là del tema dell'omofobia, non ho rilievi particolari da fare. Mi limito ad aggiornare il body count di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Radio Londra&lt;/span&gt;, segnando sul taccuino il nome di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Eugenio Scalfari&lt;/span&gt;, il quale, ospite nel programma di Serena Dandini, ha parlato, riferendosi a Berlusconi, di “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;vivacità eversiva&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nome di Scalfari però mi suggerisce un quiz che, prima di far calare il sipario, per farvi passare allegramente il resto della giornata, voglio proporvi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 102, 0);"&gt;QUIZ!&lt;/span&gt; Ricordando quanto Cruciani odi il concetto di giornalisti-servi-leccapiedi, chi tra i suoi super-idoli ha pronunciato recentemente le seguenti testuali parole (apparse virgolettate su un quotidiano): “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Capisco che Ezio Mauro avverta tutto l'onore che gli è spettato nell'essere il cagnolino di tanto padrone&lt;/span&gt;”? (Il padrone in questione è Eugenio Scalfari).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 204, 0); font-weight: bold;"&gt;Update con la SOLUZIONE:&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Francesco Cossiga&lt;/span&gt;, in &lt;a href="http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/NO4/NO4MW.pdf"&gt;un'intervista&lt;/a&gt; apparsa su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Libero&lt;/span&gt; mercoledì 14 ottobre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quale miglior occasione per riascoltare un vecchio successo di una delle più grandi icone gay di sempre?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;George Michael, "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Careless whisper&lt;/span&gt;" (1984).&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed id="VideoPlayback" src="http://video.google.it/googleplayer.swf?docid=626012674598521279&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=true" style="width: 340px; height: 279px;" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Time can never mend,&lt;br /&gt;The careless whisper of a good friend.&lt;br /&gt;To the heart and mind,&lt;br /&gt;Ignorance is kind&lt;br /&gt;There's no comfort in the truth,&lt;br /&gt;Pain is the all you'll find.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6364428875329722868-736453214406093236?l=antizanzara.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://antizanzara.blogspot.com/feeds/736453214406093236/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6364428875329722868&amp;postID=736453214406093236" title="43 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/736453214406093236" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/736453214406093236" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/10/careless-whisper.html" title="Careless whisper" /><author><name>Authan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="10063916212833554910" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">43</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6364428875329722868.post-6013801767332419414</id><published>2009-10-14T14:03:00.020+02:00</published><updated>2009-10-15T17:01:37.130+02:00</updated><title type="text">A stupirmi</title><content type="html">&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zanzara&lt;/span&gt; molto eterogenea quella di ieri, sulla quale butto giù qualche nota sparsa, sorvolando sui due radiolondrati del giorno, gli habitué &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Antonio Di Pietro&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;José Saramago&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 102, 0);"&gt;PANSA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A stupirmi non è tanto quel che ho sentito dire ieri in diretta da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giampaolo Pansa&lt;/span&gt; (ricalcando quanto già espresso in una sua &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_13/pansa-fermarsi-cazzullo_29b1160e-b7b9-11de-9cba-00144f02aabc.shtml"&gt;intervista&lt;/a&gt; al &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Corriere&lt;/span&gt;), e cioè che  sente aria di anni '70, stimolata da “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;cattivi maestri&lt;/span&gt;” (scusi, quali?), che basta un incidente anche casuale per creare una reazione a catena culminante in un'esplosione di violenza nelle strade tra sostenitori di destra e di sinistra, una sorta di guerra civile tra fanatici di una e dell'altra parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A stupirmi, invece, è stato il silenzio di Cruciani, che ha steso tappeti rossi alle parole dei Pansa, senza mai alzare un sopracciglio, senza pronunciare un "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;mah&lt;/span&gt;", un "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;beh&lt;/span&gt;" o un "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;bah&lt;/span&gt;", senza un "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;caro Pansa, ma non starà un tantino esagerando?&lt;/span&gt;". Perché dai, signori, guardiamoci nelle palle degli occhi, l'imminenza di un ritorno al clima da anni '70 non sta né in cielo né in terra. Come mai una tale escalation dovrebbe innescarsi solo adesso, quando la contrapposizione frontale pro e contro Berlusconi esiste ormai da 15 anni? Pansa ormai è prigioniero del suo fortino intellettuale nel quale egli stesso si è autorinchiuso. Non che egli non abbia diritto a dire la sua, ci mancherebbe, ma anch'io ho diritto di ribattere, per una volta un po' brutalmente, "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;levateje er vino&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 102, 0);"&gt;DE BORTOLI vs SCALFARI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A stupirmi non è tanto il fatto che Cruciani, nella &lt;a href="http://zamparini.wordpress.com/2009/10/13/scalfari-de-bortoli-la-saga-avvelenata-continua/"&gt;querelle&lt;/a&gt; tra &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ferruccio De Bortoli&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Eugenio Scalfari&lt;/span&gt;, abbia preso posizione a favore del primo. Era scontato, e io stesso credo che nelle ragioni del direttore del Corriere ci sia molta sostanza, sebbene la polemica con Scalfari sembri un dialogo tra due sordi che parlano dello stesso argomento da due punti di osservazione diversi e opposti (questo per dire che anche in Scalfari c'è sostanza).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A stupirmi, invece, è che un signore come Ferruccio De Bortoli, del quale ho la massima stima, andando oltre la legittima perorazione della sua tesi, si lasci andare, come fa nel suo &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_14/debortoli-attacchi-corriere_401507c8-b888-11de-9ba8-00144f02aabc.shtml"&gt;pezzo&lt;/a&gt; di oggi, ad attacchi personali contro Scalfari rivangando vecchi episodi che con la contesa di questi giorni non hanno nulla a che fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(255, 102, 0);"&gt;OMOFOBIA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A stupirmi non è tanto &lt;a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=76587"&gt;l'esito&lt;/a&gt; della votazione alla Camera sulla pregiudiziale di costituzionalità a proposito della legge sull'omofobia, che di fatto è stata affossata. Da questo parlamento, con questa maggioranza, in tema di lotta all'omofobia non ci si può aspettare nulla. Ho letto le &lt;a href="http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/NO4/NO4VN.pdf"&gt;ragioni&lt;/a&gt; che hanno spinto la maggioranza dei deputati al voto negativo, ma mi suonano tanto di pretesto. La realtà è che manca la volontà politica di affrontare il problema. Manca addirittura la volontà politica di riconoscere &lt;span style="font-style: italic;"&gt;l'esistenza&lt;/span&gt; stessa del problema, figuriamoci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A stupirmi, invece, è stato il commento liquidatorio di Cruciani. “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Questione ridicola, che non interessa agli italiani&lt;/span&gt;”. Io, di fronte a tanta insensibilità, rimango senza parole. Fermate il mondo, per favore, io scendo qua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sento anch'io aria da anni '70, ma è di diverso tipo.&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" height="279" width="340"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;param name="src" value="http://www.youtube.com/v/IHWeuQyFouo&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/IHWeuQyFouo&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="279" width="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6364428875329722868-6013801767332419414?l=antizanzara.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://antizanzara.blogspot.com/feeds/6013801767332419414/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6364428875329722868&amp;postID=6013801767332419414" title="21 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/6013801767332419414" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/6013801767332419414" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/10/stupirmi.html" title="A stupirmi" /><author><name>Authan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="10063916212833554910" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">21</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6364428875329722868.post-3350044372864130519</id><published>2009-10-13T11:04:00.016+02:00</published><updated>2009-10-13T13:52:56.726+02:00</updated><title type="text">Homo homini lupus</title><content type="html">Che sarebbe stata una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zanzara&lt;/span&gt; fiacca, quella di ieri, lo si è capito fin da subito, con, in apertura di trasmissione, la radiolondrizzazione di… &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Milva&lt;/span&gt;! Come "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Milva chi?&lt;/span&gt;", Milva! La cantante rossa, di capelli e non solo, in voga negli anni '60 e '70. Come "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ah…&lt;/span&gt;"! Parliamo di Milva, santo cielo, esponente di spicco della cultura italiana! L'intera Italia pende dalle sue labbra e si emoziona trepidante per le sue dichiarazioni, soprattutto &lt;a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=22784"&gt;quelle&lt;/a&gt; contro Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma va là, Cruciani, ma va laaaaaà. Come dobbiamo chiamarlo questo, se non "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;raschiare il fondo del barile?&lt;/span&gt;" Sorvoliamo e proseguiamo, sebbene la debolezza della puntata complichi parecchio la stesura di un commento organico...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ampio spazio dedicato all'esegesi della parola  “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ominicchio&lt;/span&gt;”, &lt;a href="http://www.asca.it/news-PD__OVAZIONI_PER_ROSY_BINDI__FRANCESCHINI__BERLUSCONI_UN_OMINICCHIO-865950-ORA-.html"&gt;usata&lt;/a&gt; domenica scorsa da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dario Franceschini&lt;/span&gt; e riferita a Berlusconi, è stato quasi grottesco. Che vorrà mai dire "ominicchio", si è chiesto a lungo Cruciani. Quale ne sarà l'etimologia? E' un epiteto legato all'altezza di Berlusconi? Il fatto che la parola fu usata da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Leonardo Sciascia&lt;/span&gt; ne "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il giorno della civetta&lt;/span&gt;" deve far pensare a contesti mafiosi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cruciani, ma di che sta parlando… Non complichiamo quel che è semplice. Franceschini commentava l'offesa rivolta dal premier a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rosy Bindi&lt;/span&gt;, e a tal proposito il segretario del PD ha affermato che chi offende le donne è un ominicchio, cioè un piccolo uomo, di bassa statura, non fisica, ma morale, in termini di buona educazione. Questo, Cruciani, è uno di quei casi in cui due più due, banalmente, fa quattro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, grandi riflettori si sono accesi sul cabarettista &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Checco Zalone&lt;/span&gt;… Il fatto che il suo &lt;a href="http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/cultura/2009/10/12/AMdmHO0C-berlusconi_addario_scatenato.shtml"&gt;show&lt;/a&gt; di domenica scorsa, con la sua canzonetta su Berlusconi e la D'Addario (divertentissima), piena di allusioni sessuali, sia andato in onda “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;in prima serata su Canale 5&lt;/span&gt;” (particolare sottolineato decine di volte da Cruciani, fino alla nausea) contrasterebbe, secondo il conduttore della Zanzara,  la tesi del regime mediatico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A me la metafora della foglia di fico non piace, e non la proporrò nemmeno stavolta. Il punto è un altro. L'esistenza, da anni (se fossi Cruciani ripeterei "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;da anni&lt;/span&gt;" almeno dieci volte) di un programma come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zelig&lt;/span&gt;, con tutti i suoi sketch spesso irridenti verso il cavaliere (si pensi ad esempio al personaggio, in auge qualche anno fa, del piagnucolone superfan di Berlusconi interpretato da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Antonio Cornacchione&lt;/span&gt;), dimostra come l'attuale premier non si sia mai fatto spaventatare dalla satira, la quale, evidentemente, anche quando feroce, viene percepita amichevolmente, in quanto, anziché danneggiarlo, lo rende tutto sommato più simpatico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pertanto, sotto questi presupposti, lo show di Checco Zalone dimostra poco o nulla. Ci conferma che Berlusconi non teme la satira (ricordo distintamente il cavaliere elogiare, anni fa, l'imitazione che ne faceva &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sabina Guzzanti&lt;/span&gt;, notoriamente sua acerrima nemica), ma non aggiunge o toglie nulla sui dubbi che riguardano l'atteggiamento di Berlusconi verso l'informazione "seria".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due parole bisogna infine spenderle per la filosofa &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Michela Marzano&lt;/span&gt;,  intervistata ieri da Cruciani, coautrice con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Barbara Spinelli&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nadia Urbinati&lt;/span&gt; (nota: tutte e tre queste intellettuali vivono da diversi anni all'estero) &lt;a href="http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&amp;amp;idappello=391110"&gt;dell'appello&lt;/a&gt; di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica&lt;/span&gt; a difesa delle donne, nato sull'onda delle offese rivolte da Berlusconi a Rosy Bindi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se proprio si voleva organizzare una raccolta firme (come ho già &lt;a href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/10/laltra-meta-del-cielo.html"&gt;detto&lt;/a&gt;, per me non era il caso), bastava scrivere "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Care donne italiane, Berlusconi è stato maleducato, e offendendo Rosy Bindi ha offeso tutte le donne. Firmate in tante questo appello affinché si convinca a chiedere scusa&lt;/span&gt;". Punto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece, come dimostrano le parole della Marzano ascoltate ieri in diretta, si è letteralmente partiti per la tangente andando a parare su un'ipotetica situazione drammatica e tragica della donna in Italia (trattata come un soprammobile, azzittita nei talk show, soverchiata dal predominio maschile, etc., solo simboleggiata, più che provocata, da Berlusconi e dal suo discutibile atteggiamento verso l'altro sesso) nei confronti della quale francamente io, come Cruciani, non vedo riscontri effettivi nella realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono sicuramente aspetti da migliorare, ma questo clima infernale per le donne, secondo la mia percezione, non esiste, e mi domando se il dare un'interpretazione così incommensurabilmente esagerata della realtà non posso a medio termine rivelarsi addirittura controproducente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;It's a Man's Man's Man's World&lt;/span&gt;", datata 1966, è una delle più belle canzoni di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;James Brown&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" height="279" width="340"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;param name="src" value="http://www.youtube.com/v/af-3Q0L5cMw&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/af-3Q0L5cMw&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="279" width="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;This is a man's world, this is a man's world&lt;br /&gt;But it wouldn't be nothing&lt;br /&gt;Without a woman or a girl&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;You see, man made the cars to take us over the roads&lt;br /&gt;Man made the trains to carry heavy loads&lt;br /&gt;Man made electric light to take us out of the dark&lt;br /&gt;Man made the boat for the water, like Noah made the ark&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;This is a man's world&lt;br /&gt;But it wouldn't be nothing&lt;br /&gt;Without a woman or a girl&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6364428875329722868-3350044372864130519?l=antizanzara.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://antizanzara.blogspot.com/feeds/3350044372864130519/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6364428875329722868&amp;postID=3350044372864130519" title="40 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/3350044372864130519" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/3350044372864130519" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/10/homo-homini-lupus.html" title="Homo homini lupus" /><author><name>Authan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="10063916212833554910" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">40</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6364428875329722868.post-8644939608741075323</id><published>2009-10-12T12:15:00.014+02:00</published><updated>2009-10-12T16:53:31.677+02:00</updated><title type="text">Call to action</title><content type="html">Non sarò io ad inneggiare all'assegnazione del Nobel per la pace a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Barack Obama&lt;/span&gt; come se fosse un pronunciamento divino. Si tratta, com'è di tutta evidenza, di un premio dato "sulla fiducia", e non in conseguenza a risultati concreti che ancora non ci sono. Più che alla pace, lo definirei un premio Nobel &lt;span style="font-style: italic;"&gt;alla speranza&lt;/span&gt;. Oppure, volendo &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/esteri/nobel-obama/nobel-zucconi/nobel-zucconi.html"&gt;vederla&lt;/a&gt; come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vittorio Zucconi&lt;/span&gt;, un "premio al futuro".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò premesso, però, certi toni che, sul tema, mi è capitato di sentire alla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zanzara&lt;/span&gt; di venerdì 9 ottore, ad opera, oltre che di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giuseppe Cruciani&lt;/span&gt;, anche degli ospiti &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Christian Rocca&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Piero Ostellino&lt;/span&gt;, mi sono sembrati un po' troppo drastici e in alcuni casi volgenti alla derisione.  Questo trio delle meraviglie, in sostanza, ha manifestato la propria disapprovazione ricordando che l'America di Obama sta beatamente partecipando a due guerre (manco le avesse iniziate lui) e che per ora, in termini di distensione internazionale, da parte dell'attuale presidente USA ci sono state solo parole (peraltro, se posso permettermi, molto belle, come testimonia lo straordinario &lt;a href="http://www.corriere.it/esteri/09_giugno_04/obama_discorso_cairo_pace_medio_oriente_7f9b5b56-50cb-11de-89ad-00144f02aabc.shtml"&gt;discorso&lt;/a&gt; tenuto da Obama al Cairo lo scorso 4 giugno).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A sottofondo di questo gran ridacchiare c'è la malcelata goduria, che poi in realtà, sotto sotto, è un rodere sordo, di alcuni commentatori che si sono sempre rifiutati di riconoscere nell'elezione di Obama un punto di svolta nella storia mondiale, e che nell'assegnazione di questo premio, non suffragata da motivazioni tangibili, hanno trovato l'occasione di sfogare la propria frustrazione, con commenti tra il sarcastico e il canzonatorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto è che da certi ambienti destrorsi non è mai venuta meno un'autentica gara a presentare Barack Obama per quel che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;non&lt;/span&gt; è. Gli stessi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;neocon&lt;/span&gt; che in campagna elettorale americana, tifando accanitamente per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;John McCain&lt;/span&gt; come se fosse in palio il destino del mondo libero, si dicevano preoccupati dalle tendenze "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;socialiste&lt;/span&gt;" (!) di Obama, ora, invece, rimarcano il fatto che l'attuale presidente non ha interrotto le presenze e le iniziative militari in Iraq e Afghanistan, traendo da questo la conclusione che Obama poi non è così diverso da Bush, e che la sue politiche siano in perfetta continuità con quelle del suo predecessore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente, questo genere di discorsi non è altro che un piegare i fatti a conforto delle proprie opinioni. La realtà è diversa, e parla di un presidente che mai si è sognato di offrirsi al mondo come un messia latore di messaggi da pacifismo oltranzista, e che al contempo, però, ha preso le distanze dalla strada della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;crociata permanente&lt;/span&gt; intrapresa dal suo predecessore, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;George W. Bush&lt;/span&gt;, il teorico e fautore delle guerre preventive e dell'uso delle armi come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;prima&lt;/span&gt; e non come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ultima&lt;/span&gt; risorsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di questo Nobel per la pace, insomma, si è parlato molto a sproposito. In fondo non è altro che una scelta fatta da un'oscura giuria di intellettuali norvegesi, autorevole quanto una qualsiasi compagnia di amici che si ritrovano al bar. Più che lagnarsi della scelta fatta (a proposito della quale vorrei chiedere al trio delle meraviglie Cruciani/Rocca/Ostellino: di grazia, se non Obama, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;chi&lt;/span&gt;?), io avrei concentrato l'attenzione sull'assoluta sobrietà con cui il presidente USA (provate solo ad immaginarvi Berlusconi al suo posto...) ha reagito, senza cadute di stile autocelebrative, all'assegnazione del premio, &lt;a href="http://www.msnbc.msn.com/id/33237202/ns/politics-white_house/"&gt;interpretato&lt;/a&gt; non come un riconoscimento, ma come una “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;call to action&lt;/span&gt;”, un'esortazione ad agire. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Wow&lt;/span&gt;…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cambiando argomento, riscontro che Cruciani ha iniziato una collaborazione fissa col settimanale &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Panorama&lt;/span&gt;, edito da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mondadori&lt;/span&gt;, dove il Nostro, dall'inizio di ottobre, tiene una breve rubrica dal titolo molto originale, "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La zanzara&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho avuto modo di leggere i due pezzi inaugurali. Il primo è una presa in giro di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Antonio Di Pietro&lt;/span&gt; che straparla di regime quando invece, in termini di sua visibilità sui media, dovrebbe considerarlo “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;una pacchia&lt;/span&gt;”. Il secondo è un attacco allo scrittore portoghese &lt;span style="font-style: italic;"&gt;José Saramago&lt;/span&gt;, a cui, per le sue sparate contro il cavaliere, ma non solo, dovrebbe essere ritirato il Nobel alla letteratura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, due su due, anti-antiberlusconismo distribuito a piene mani. Niente di nuovo sotto il sole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se serve una "canzone del giorno" per la Zanzara di stasera, caro Cruciani, eccola! &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cochi e Renato&lt;/span&gt;, "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lo sputtanamento&lt;/span&gt;" (1978). Il riferimento è alle &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/ElezioniPolitiche/documenti/berlusconi_benevento_democrazia.shtml?uuid=5322b3aa-b663-11de-994f-23fb6656bcc7&amp;amp;DocRulesView=Libero"&gt;dichiarazioni&lt;/a&gt; di Berlusconi, ieri in un comizio a Benevento, contro la stampa estera, colpevole di “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;sputtanare&lt;/span&gt;” l'Italia.&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" height="279" width="340"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;param name="src" value="http://www.youtube.com/v/5vGYHgXcGeE&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/5vGYHgXcGeE&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="279" width="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6364428875329722868-8644939608741075323?l=antizanzara.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://antizanzara.blogspot.com/feeds/8644939608741075323/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6364428875329722868&amp;postID=8644939608741075323" title="24 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/8644939608741075323" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/8644939608741075323" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/10/call-to-action.html" title="Call to action" /><author><name>Authan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="10063916212833554910" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">24</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6364428875329722868.post-4228894055593645735</id><published>2009-10-09T12:14:00.008+02:00</published><updated>2009-10-09T14:08:06.766+02:00</updated><title type="text">L'altra metà del cielo</title><content type="html">Lo aspettavo al varco, ieri, Cruciani. Ricordavo distintamente come se la prese ferocemente con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Massimo D'Alema&lt;/span&gt; quando questi definì &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Renato Brunetta&lt;/span&gt; un "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;energumeno tascabile&lt;/span&gt;", arrivando addirittura a dire che quel genere di epiteto era “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;razzista&lt;/span&gt;”. Due sere fa, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Silvio Berlusconi&lt;/span&gt;, a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Porta a Porta&lt;/span&gt;, rivolgendosi a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rosy Bindi&lt;/span&gt;, ha &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_08/berlusconi-bindi-battibecco-porta-a-porta_828e7274-b3ec-11de-afa2-00144f02aabc.shtml"&gt;detto&lt;/a&gt; che “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;è più bella che intelligente&lt;/span&gt;”, che equivale a dire "brutta e stupida".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trattandosi di un apprezzamento sull'aspetto fisico, analogo a quello di D'Alema verso Brunetta, mi aspettavo da Cruciani assoluta linearità in sede di commento. Volevo sentire la parola "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;razzista&lt;/span&gt;". Non so se un mio sms invocante coerenza, mandato alla trasmissione durante la sigla di apertura, abbia influito o meno in tal senso, ma fatto sta che la parola è stata poi effettivamente pronunciata. Più volte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E io, di tale coerenza, ne sono lieto, sebbene in realtà pensi che il razzismo qui non c'entri nulla, così come non c'entrava nel caso D'Alema/Brunetta. Razzismo è bastonare un africano all'urlo di "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;sporco negro&lt;/span&gt;" (che si ricorda del caso Abdul a Milano? E dire che lì invece Cruciani, incredibilmente, minimizzava…). No, non era di razzismo che era intrisa la battuta di Berlusconi verso la Bindi, ma di villania, maleducazione, cafonaggine, con un leggero sottofondo di misoginia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo me ha stra-ragione Rosy Bindi, quando dice (lo ha fatto ieri, intervistata da Cruciani in diretta) che “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Berlusconi non considera come possibili interlocutori politici e istituzionali, ma solo e soltanto come oggetti&lt;/span&gt;”. Cruciani si è detto in disaccordo su questo, ma secondo me l'evidenza di questa osservazione è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;assoluta&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò detto, credo che un'eventuale "sollevazione popolare" dell'altra metà del cielo (meravigliosa definizione dell'universo femminile coniata da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mao Tze-Tung&lt;/span&gt;) debba essere spontanea, autonoma, senza intermediazioni: lettere ai giornali, telefonate ai talk-show, eccetera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personalmente, trovo un po' forzata l'iniziativa di Repubblica, che da oggi, probabilmente dietro lo stimolo di un bel &lt;a href="http://zucconi.blogautore.repubblica.it/2009/10/08/donna-non-vidi-mai/"&gt;post&lt;/a&gt; di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vittorio Zucconi&lt;/span&gt; sul suo blog, ha invece "istituzionalizzato" il possibile disagio di molte donne italiano dando vita ad un nuovo &lt;a href="http://temi.repubblica.it/repubblica-appello/?action=vediappello&amp;amp;idappello=391110"&gt;appello&lt;/a&gt; anti-premier. Non che il contenuto dell'appello non sia in larga parte condivisibile, ma in esso c'è un fattore di strumentalizzazione delle donne, usate per portare avanti un attacco politico, che, paradossalmente, ne limita l'efficacia e la portata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il copyright della battuta "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;più bella che intelligente&lt;/span&gt;", come noto, è di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vittorio Sgarbi&lt;/span&gt;. E ovviamente Cruciani non ha perso l'occasione, ieri, di fare intervenire in diretta il critico d'arte, guardandosi bene, però, dal dargli del razzista...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anzi, a Sgarbi a stato concesso di divagare allegramente su stravaganze eccentriche come l'oggettività della bellezza (giuro, Sgarbi ha sostenuto che la bellezza è oggettiva. Incredibile…) e su banalità, assimilate peraltro da Cruciani come fossero rivelazioni divine, come l'efficacia, in termini di consenso, del linguaggio diretto e non politicamente corretto, che non a caso premia esponenti come Berlusconi, Bossi e Di Pietro che in tale arte primeggiano incontrastati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Complimenti, Sgarbi, ha appena scoperto il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;populismo&lt;/span&gt;. La prossima volta cosa dobbiamo aspettarci, l'acqua calda?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----------------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quello che le donne non dicono&lt;/span&gt;", scritta da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Enrico Ruggeri&lt;/span&gt; nel 1987, è la canzone simbolo del repertorio di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fiorella Mannoia&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" height="279" width="340"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;param name="src" value="http://www.youtube.com/v/b5-oqjOpS40&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/b5-oqjOpS40&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="279" width="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E se diciamo una bugia&lt;br /&gt;è una mancata verità&lt;br /&gt;che prima o poi succederà&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6364428875329722868-4228894055593645735?l=antizanzara.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://antizanzara.blogspot.com/feeds/4228894055593645735/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6364428875329722868&amp;postID=4228894055593645735" title="45 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/4228894055593645735" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/4228894055593645735" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/10/laltra-meta-del-cielo.html" title="L'altra metà del cielo" /><author><name>Authan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="10063916212833554910" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">45</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6364428875329722868.post-9139992517154439326</id><published>2009-10-08T12:14:00.019+02:00</published><updated>2009-10-08T14:32:30.521+02:00</updated><title type="text">Qualcosa di diverso da fare la sera</title><content type="html">Avevo già pronti, nella mia testa, i punti fondamentali del post con cui avrei commentato la decisione della Consulta, su cui avevo scommesso i miei cinque euro, di avallare il Lodo Alfano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sarebbero state reazioni eccessive, sicuramente. Molti avrebbero ricordato la cena galeotta e "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;carbonara&lt;/span&gt;" tra &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Silvio Berlusconi&lt;/span&gt; e due giudici della Corte Costituzionale, e avrebbero parlato di sentenza &lt;span style="font-style: italic;"&gt;politica&lt;/span&gt;, prodotta da un organo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;fazioso&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;parziale&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;delegittimato&lt;/span&gt;, e qualcuno sarebbe andato anche oltre, ricorrendo parole come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;venduto&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;servo&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;corrotto&lt;/span&gt; e quant'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Stiamo calmi&lt;/span&gt;, avrei scritto, al fine di gettare, nel mio piccolo, acqua sul fuoco. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;E' andata così, facciamocene una ragione. Può sembrare la fine del mondo, ma non lo è. La vita continua. Bisogna accettare la decisione della Corte serenamente, perché se perdiamo la fiducia nel massimo organo di garanzia che la nostra Costituzione prevede allora veramente non ci resta nulla, neppure quel senso di appartenenza ad una comunità evoluta, ad una civiltà giuridica radicata che ci rende cittadini di uno stato.  Non regrediamo, non diventiamo peggiori di coloro che disdegniamo così tanto&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma le cose, come sapete, sono andate diversamente. La Consulta ha bocciato il Lodo, e il mondo che mi ero raffigurato si è rovesciato. Non è la rabbia a dover essere contenuta, almeno per quel che mi riguarda, ma è la voglia di esultanza (grande come quella per un derby vinto segnando tre gol in tre minuti dopo essere stati sotto due a zero per quasi tutta la partita) a dover essere ridotta al rango di legittima soddisfazione. Perché non è una partita di calcio quella a cui abbiamo assistito, ma il normale esercizio della democrazia, così come previsto dalla nostra Costituzione. Nulla di più, nulla di meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente le parole grosse, quelle stesse che ho citato all'inizio del post, volano lo stesso. Solo che provengono dalla fonte opposta rispetto a quelle che io mi ero prefigurato. E in tutta sincerità, credo non spetti a me, a questo giro, il ruolo del pompiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei confronti di chi parla di Corte Costituzionale “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di sinistra&lt;/span&gt;”, “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;non più organo di garanzi&lt;/span&gt;a”, o di “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;sentenza politica&lt;/span&gt;”, di “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;complotto&lt;/span&gt;”, e nei confronti di chi parla del Presidente della Repubblica come uno che poteva/doveva esercitare, sui membri della Consulta, un'influenza di un certo tipo o che non poteva/doveva esercitare un'influenza del tipo opposto, una reazione appropriata, un forte richiamo al senso di responsabilità e al rispetto delle massime istituzioni, me la aspetto da altri. Ad esempio da... Vediamo... Nominiamone uno a caso...  &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cruciani&lt;/span&gt;, ecco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla Zanzara di ieri, nel colloquio con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Francesco Cossiga&lt;/span&gt; e soprattutto in quello con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Antonio Polito&lt;/span&gt;, già si è sentito qualcosa in questo senso, ma francamente mi è sembrato poco. Spero di non dovermi “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;imbelvire&lt;/span&gt;” anch'io con Cruciani, come il mitico ascoltatore &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giovanni&lt;/span&gt; da Pisa che ieri ha furoreggiato con la sua irresistibile cadenza toscana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che il direttore di Radio 24, il morigerato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gianfranco Fabi&lt;/span&gt;, con la sua proverbiale piattezza, potesse riuscire a strapparmi una grassa risata non l'avrei mai detto. Eppure stamattina, durante il GR24 delle sette, c'è riuscito, forse anche al di là delle sue reali intenzioni, e di questo comunque io lo ringrazio. Ecco le sue parole:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Berlusconi dovrà dedicare parte del proprio tempo per studiare il modo di difendersi dalle accuse. Un argomento a cui dedicare le serate in modo certamente diverso da quanto abbia fatto in altre occasioni.&lt;/span&gt;”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;REM, "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;It's the end of the world as we know it (and I feel fine)&lt;/span&gt;" (1987)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;object name="iLyROoafYYJR" id="iLyROoafYYJR" type="application/x-shockwave-flash" data="http://sa.kewego.com/swf/p3/epix.swf" height="279" width="340"&gt;  &lt;param name="flashVars" value="language_code=it&amp;amp;playerKey=6a313535df30&amp;amp;skinKey=2ad725f3b1d3&amp;amp;sig=iLyROoafYYJR&amp;amp;autostart=false&amp;amp;advertise=0"&gt;  &lt;param name="movie" value="http://sa.kewego.com/swf/p3/epix.swf"&gt;  &lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;  &lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6364428875329722868-9139992517154439326?l=antizanzara.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://antizanzara.blogspot.com/feeds/9139992517154439326/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6364428875329722868&amp;postID=9139992517154439326" title="38 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/9139992517154439326" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/9139992517154439326" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/10/qualcosa-di-diverso-da-fare-la-sera.html" title="Qualcosa di diverso da fare la sera" /><author><name>Authan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="10063916212833554910" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">38</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6364428875329722868.post-5270124411640228747</id><published>2009-10-07T10:44:00.010+02:00</published><updated>2009-10-07T11:50:58.499+02:00</updated><title type="text">Nell'attesa, si cazzeggia</title><content type="html">Mentre rullano i tamburi dalle parti del Quirinale, dove ha sede la Corte Costituzionale che deve deliberare sul Lodo Alfano, è andata in onda alla &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Zanzara&lt;/span&gt; una puntata di puro cazzeggio, al cui commento si è prestato con la solita sapidità il nostro &lt;em&gt;Paolo&lt;/em&gt; (che ringrazio infinitamente per aver sopperito alle mia mancanza di tempo). Ciao da &lt;em&gt;Authan&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-----------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="COLOR: rgb(255,102,0)"&gt;[Il post di oggi è a firma di &lt;span style="FONT-WEIGHT: bold; FONT-STYLE: italic"&gt;Paolo&lt;/span&gt;]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buongiorno,&lt;br /&gt;nella puntata di ieri, oltre all'incommentabile e disgustoso &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Tinto Brass&lt;/span&gt; sul quale stendo un velo pietoso, mi ha colpito quanta presenza di &lt;em&gt;Beppe Grillo&lt;/em&gt; si sia sentita, e non per la breve citazione passata in onda, ma per la vera e propria presenza "in spiritu", anche nelle parole di Cruciani. Vi sembra una bestemmia? Vediamo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Grillo è stato tra i primi a tirare per la giacchetta Giorgio Napolitano chiedendogli di avvalersi della facoltà di non firmare. Come Margherita Hack, la cui &lt;a href="http://img40.imageshack.us/img40/74/hackuh.jpg"&gt;lettera&lt;/a&gt; al &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Corriere&lt;/span&gt; è stata citata ieri in trasmissione (a proposito, Cruciani mi prega di ringraziare sentitamente &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Authan&lt;/span&gt; per la &lt;a href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/10/le-ombre-del-project-financing.html"&gt;dritta&lt;/a&gt; di ieri, voleva farlo in trasmissione, ma gli hanno mandato sopra il traffico, son cose che succedono...). Inaspettatamente, la dichiarazione dell'astrofisica è stata sì messa in discussione da Cruciani ma non derisa a prescindere come una boutade da comico svitato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personalmente credo che Napolitano abbia avuto torto non ad astenersi dal firmare la legge sullo scudo fiscale (di questo non ho idea precisa), ma nella rassegnata motivazione che ne ha dato allo studente (grosso modo "&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Tanto l'avrebbero ripresentata ed avrei dovuto firmarla per forza&lt;/span&gt;"): questa è oggettivamente il segno di una rinuncia al ruolo istituzionale di controllo. Se non sospettassi di parole sfuggite oltre l'intenzione ed il loro significato, vedrei ampiamente confermato l'appellativo di &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;"Morfeo&lt;/span&gt;", affibiatogli da Grillo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Il massiccio uso degli ultimi giorni, da parte di vari esponenti del centrodestra, dei termini "&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;golpe&lt;/span&gt;", "&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;percorso eversivo&lt;/span&gt;", "&lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;pericolo per la democrazia&lt;/span&gt;" e l'ipotesi del ricorso alla piazza, derivanti dalla discussione del lodo Alfano e dalla sentenza sul cosiddetto lodo Mondatori, sono stati bollati ieri da Cruciani semplicemente come degli errori della maggioranza. Grillo faceva un cavallo di battaglia dell'uso degli stessi termini e strumenti e veniva bollato invece come un demagogo e un visionario. Come sempre due pesi, due misure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Le poco commentate &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/10/lodo-alfano-ghedini-applicazione-legge-non-uguale.shtml?uuid=241bcc64-b25c-11de-8d23-df24a6addf7c&amp;amp;DocRulesView=Libero"&gt;affermazioni&lt;/a&gt; di &lt;em&gt;Niccolò &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Ghedini &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;che vorrebbero un premier per il quale l'applicazione della legge è "&lt;em&gt;diversamente uguale&lt;/em&gt;" che per gli altri (ma solo l'applicazione, sia chiaro!), sono il timbro notarile a conferma delle vecchie affermazioni di Grillo sulla distanza ed autoreferenzialità dei nostri politici, ma allora queste risuotavano inaccettabili per tutto il parlamento e Cruciani le definiva demagogiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) La rassegnazione dei parlamentari del PD "assenteisti" circa l'inutilità del loro ruolo e del voto degli elettori sono oggetto di pacata riflessione ed eventualmente richiami al senso di responsabilità. Anche Grillo affermava le stesse cose e per questo era indicato come un esponente dell'antipolitica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) Nell'intervento di ieri in diretta del presunto onorevole &lt;em&gt;Antonio Gaglione&lt;/em&gt; (PD), infine, Cruciani ha capito dal tono dimesso e dall'enormità delle inadempienze di costui (oltre al mancato voto sullo scudo fiscale, il 90% circa di assenze, le improbabili prospettive di dimissioni, e il cambio del gruppo parlamentare in vista dell'annunciato allontanamento) che poteva infierire, e per farlo ha usato tra l'altro delle parole per rimproverargli le assenze (“&lt;em&gt;lei è pagato per questo&lt;/em&gt;”) che sono sostanzialmente quelle che più ha rimproverato come populiste a Grillo quando questo si ostinava a chiamare “&lt;em&gt;dipendenti&lt;/em&gt;” degli elettori i politici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa volete che vi dica, adesso Grillo, anche se non esplicitamente, si vede dare ragione su molti punti, nei fatti (chi fu già il primo ad organizzare una manifestazione di piazza sui problemi del'informazione?). L'unica notizia passata completamente sottotraccia è il tempismo con il quale è stata annunciata la discesa in campo politico del suo &lt;em&gt;Movimento Cinque Stelle&lt;/em&gt;…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo il grillino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Authan)  Molti giornali oggi parlano di "&lt;em&gt;giorno del giudizio&lt;/em&gt;", facendomi tornare alla mente il secondo film della saga di Terminator (&lt;em&gt;Terminator 2 - The Judgement Day&lt;/em&gt;), nella colonna sonora del quale c'è una bella canzone dei &lt;em&gt;Guns N' Roses&lt;/em&gt;, "&lt;em&gt;You could be mine&lt;/em&gt;" (1991), che peraltro, a proposito di "rullo di tamburi", inizia con un giro di percussioni davvero niente male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="340" height="279"&gt;&lt;param name="movie" value="http://dailymotion.virgilio.it/swf/xwawp&amp;related=0"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://dailymotion.virgilio.it/swf/xwawp&amp;related=0" type="application/x-shockwave-flash" width="340" height="279" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6364428875329722868-5270124411640228747?l=antizanzara.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://antizanzara.blogspot.com/feeds/5270124411640228747/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6364428875329722868&amp;postID=5270124411640228747" title="31 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/5270124411640228747" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/5270124411640228747" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/10/nellattesa-si-cazzeggia.html" title="Nell'attesa, si cazzeggia" /><author><name>Authan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="10063916212833554910" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">31</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6364428875329722868.post-5395302817556003803</id><published>2009-10-06T11:45:00.022+02:00</published><updated>2009-10-07T09:52:48.639+02:00</updated><title type="text">Le ombre del Project Financing</title><content type="html">&lt;p&gt;“&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non si può sempre santificare il Presidente della Repubblica&lt;/span&gt;”. Prendo per buona questa frase pronunciata ieri alla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zanzara&lt;/span&gt; da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giuseppe Cruciani&lt;/span&gt;, che ha giudicato “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;improprio&lt;/span&gt;” &lt;a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/?id=3.0.3836880440"&gt;l'accenno&lt;/a&gt; anti ponte sullo stretto del Presidente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giorgio Napolitano&lt;/span&gt;, per esprimere anch'io una critica, non sul ponte, ma sulla promulgazione dello scudo fiscale, al capo dello Stato. Anzi, lo lascio fare alle parole (pubblicate ieri dal &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Corriere&lt;/span&gt;) di una signora non più giovanissima, un po' eccentrica, che assomiglia vagamente alla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Maga Magò&lt;/span&gt;, ma che rappresenta da sempre un mio mito personale: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Margherita Hack&lt;/span&gt;.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img style="border-style: solid; border-color: rgb(102, 102, 102);" alt="Hack" src="http://img40.imageshack.us/img40/74/hackuh.jpg" border="1" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;So bene che secondo illustri opinionisti di cui ho la massima stima (si veda ad esempio il &lt;a href="http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefnazionale/PDF/2009/2009-10-05/2009100513860593.pdf"&gt;pezzo&lt;/a&gt; di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Carlo Federico Grosso&lt;/span&gt; sulla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Stampa&lt;/span&gt; di ieri e &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_05/poteri-colle-vittorio-grevi_0662c02c-b178-11de-82d9-00144f02aabc.shtml"&gt;quello&lt;/a&gt; di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vittorio Grevi&lt;/span&gt; sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Corriere&lt;/span&gt;, sempre di ieri) il Presidente non aveva alternative. Però registro anche &lt;a href="http://www.portalecnel.it/PORTALE%5Crassegnastampaweb.nsf/0/C12575C30045F725C12576470025BB0D/$FILE/018-NLBB3.pdf"&gt;l'opinione&lt;/a&gt; diversa, sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fatto &lt;/span&gt;di oggi, di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bruno Tinti&lt;/span&gt;. E comunque, al di là di ogni formalismo, mi piace pensare al capo dello stato come a qualcosa di più di un ratificatore senz'anima e senza coscienza. Lo scudo fiscale grida vendetta, che Napolitano se lo faccia scivolare addosso un po' mi incupisce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il contributo multimediale oggi lo metto a metà post, perché poi lascio la parola al prode &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Paolo&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terence Trent D'Arby, "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sign your name&lt;/span&gt;" (1987)&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" height="279" width="340"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Xmi_qbUGCKo&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/Xmi_qbUGCKo&amp;amp;hl=en&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b&amp;amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="279" width="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi lascio dunque a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Paolo&lt;/span&gt;, che, collegandosi alle polemiche sul ponte di Messina (tema che ciclicamente torna, come è successo ieri, a fare capolino alla Zanzara) ci dice la sua sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Project Financing&lt;/span&gt;. Prima di farmi da parte, però, segnalo un &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/6-ottobre-2009/messina-frana-ponte-stretto.shtml?uuid=aa691e7e-b23f-11de-8d23-df24a6addf7c&amp;amp;DocRulesView=Libero"&gt;articolo&lt;/a&gt; di Cruciani apparso oggi sul &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sole 24 Ore&lt;/span&gt;. “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il ponte non torni a traballare&lt;/span&gt;” dice il Nostro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;[Da qui in giù il testo è a firma di &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Paolo&lt;/span&gt;]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Prendo spunto dalle dichiarazioni di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Altero Matteoli&lt;/span&gt; in calce ad un &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/messina-frana/frana-5-ottobre/frana-5-ottobre.html"&gt;articolo&lt;/a&gt; su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Repubblica.it&lt;/span&gt;. Il ministro delle infrastrutture afferma di non avere “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;a disposizione la cifra per costruire il ponte nella cassaforte del ministero. Il ponte si costruisce attraverso il Project Financing, attraverso i privati e quindi non è che quei soldi si possono dirottare per mettere in sicurezza il territorio&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora una volta vedo proporre l'idea che il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Project Financing&lt;/span&gt; (d'ora in poi PF per brevità) sia il modo di realizzare le opere senza gravare sul bilancio dello Stato. Il che è falso all'ennesima potenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il PF è solamente uno strumento gestionale per cui lo stato concede ad un gruppo imprenditoriale di realizzare e gestire per (normalmente per qualche decennio) una struttura, diciamo un ospedale (ma potrebbe essere un'autostrada, una scuola, …) concordando preventivamente il pagamento di un canone / pedaggio / bolletta, impegnando quindi lo stato al pagamento di un canone per un certo numero di anni a venire. Ci dicono che il gestore si ripaga con i costi della manutenzione. Non ci dicono di quanto i prezzi siano ricaricati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'atto pratico, con un PF, quando lo stato ha bisogno di un ospedale ne concede progettazione, realizzazione e gestione (della manutenzione, della climatizzazione, della mensa, della lavanderia, …) ad un concessionario privato. Il canone sarà dato dalla somma degli utili del concessionario, dei costi di progettazione, di quelli di gestione dei servizi dati in concessione, del capitale investito dal concessionario nella realizzazione delle strutture e dagli interessi che su questo maturano. Esattamente dalle stesse voci di spesa che lo stato dovrebbe assumere singolarmente per effettuare ognuna delle stesse attività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, direte, in sostanza non cambia nulla se il progetto viene portato avanti con meccanismi tradizionali o con un PF. Bestialità &lt;span style="font-style: italic;"&gt;sesquipedale&lt;/span&gt;! E vi spiego subito  il perché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sia lo stato che il concessionario sceglieranno la banca che fornisce il miglior finanziamento, nonché il progettista, i costruttori ed i gestori che forniscono il miglior rapporto qualità / prezzo in ogni specifico campo. Ma lo Stato lo farà nell'ottica di ottenere i MIGLIORI SERVIZI CONTENENDO LA SPESA, il concessionario privato (ovviamente e giustamente) lo farà in quella di garantire nei limiti contrattuali i SERVIZI MINIMI MASSIMIZZANDO IL PROPRIO UTILE. E già qui la differenza è enorme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma lo strumento PF ha una valenza ed una connotazione negativa ancora più forte. Nella "gestione tradizionale" a valutare l'offerta del mutuo sarà una direzione amministrativa ed un controllo di gestione, ad analizzare il progetto e controllare lo svolgimento dei lavori sarà un ufficio tecnico, a scegliere i fornitori e controllare l'operato di (per dire) mense, lavanderie, etc. sarà un ufficio servizi alberghieri, e così via. Cioè per ogni attività opererà un interlocutore che si suppone sia competente in quel campo, che potrà almeno periodicamente (le durate degli appalti di servizi devono essere inferiori a 9 anni, per legge) rimettere in discussione quel singolo aspetto che non risulti funzionante, senza che l'intero sistema si blocchi e in una condizione di rapporti di forza in cui la parte pubblica ha un peso importante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel PF invece aspetti finanziari, progettuali, tecnici e gestionali vengono mescolati, impedendo una analisi approfondita dei singoli aspetti da parte di un interlocutore competente, e pongono la parte pubblica in condizione di debolezza derivante da una approvazione preliminare di un progetto (la domanda del concessionario: -&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Prima di andare avanti con i lavori, siamo tutti d'accordo che questa struttura è adeguata?&lt;/span&gt;- diventa l'affermazione –&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Avevate concordato che la struttura andava bene così, se non funziona non può essere colpa nostra.&lt;/span&gt;-) e poi da un monopolio di fatto in cui il concessionario ha il ruolo del monopolista (Non ti piace l'ospedale e come funziona? rescindiamo il contratto. Se te lo vuoi comperare mi paghi la quota capitale e te lo gestisci da domani -ma non hai i soldi ed il know how per farlo- se no trasferisci l'attività in un altro ospedale -che però chiaramente non c'è se no non venivi da me a fartelo dare- …).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza contare che nulla garantisce che in un PF assieme ad un'ottima banca si presenti un buon progettista, un costruttore mediocre e un gestore scadente, mentre nella gestione tradizionale lo stato operava per garantirsi il miglior rapporto qualità / prezzo in ogni campo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma con il PF si realizzano opere almeno potenzialmente meno controllabili, meno gestibili, meno funzionali e più care, indebitando comunque sostanzialmente lo stato alla stessa maniera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno dirà giustamente che spesso lo stato non ha degli interlocutori competenti in grado di gestire i singoli processi della gestione tradizionale. E' verissimo, ma paradossalmente è un argomento a sfavore del PF, in quanto se un interlocutore non è in grado di gestire un processo mediamente complesso, lo sarà ancora meno di gestire un processo molto complesso come un PF che di processi medi ne può integrare decine. E' sbagliato confondere l'inadeguatezza della struttura con quella dello strumento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora perché si preme moltissimo perché le opere pubbliche vengano realizzate attraverso PF? La risposta è la stessa che avevo già dato in un paio di altri post: perché risponde alle esigenze di una "casta" politica ed imprenditoriale ben specifica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immaginate di essere un imprenditore: preferite essere più o meno controllato? Preferite trattare da una condizione di forza o di debolezza? Preferite rischiare di rispondere delle vostre inadempienze oppure nella sostanza fregarvene? Preferite portarvi a casa una rendita per pochi anni o per qualche decennio? Il PF è lo strumento che realizza i vostri desideri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immaginate di essere un politico: come fare a privatizzare anche settori che in Italia non sono ancora considerati privatizzabili come la sanità? Come fare a evitare di rispondere di inefficienze nel pubblico? Come fare ad aggirare vincoli di bilancio? Il PF è lo strumento che realizza i vostri desideri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluti,&lt;br /&gt;Paolo&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6364428875329722868-5395302817556003803?l=antizanzara.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://antizanzara.blogspot.com/feeds/5395302817556003803/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6364428875329722868&amp;postID=5395302817556003803" title="12 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/5395302817556003803" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/5395302817556003803" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/10/le-ombre-del-project-financing.html" title="Le ombre del Project Financing" /><author><name>Authan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="10063916212833554910" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6364428875329722868.post-4615388449575536456</id><published>2009-10-05T12:12:00.016+02:00</published><updated>2009-10-05T17:01:58.275+02:00</updated><title type="text">Stupidaggini sesquipedali</title><content type="html">Per cominciare bene la settimana, eccovi un piccolo sondaggio. Quando il Presidente della Repubblica, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giorgio Napolitano&lt;/span&gt;, a commento della catastrofe ambientale del messinese, ha &lt;a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/?id=3.0.3836880440"&gt;detto&lt;/a&gt; testualmente che “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;O c'e' un piano serio che investa, piuttosto che in opere faraoniche, per garantire la sicurezza in queste zone del paese o si potranno avere altre sciagure&lt;/span&gt;”, con "opere faraoniche" intendeva riferirsi a:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a) Il Mose di Venezia&lt;br /&gt;b) La linea ad alta velocità Torino-Lione&lt;br /&gt;c) Il ponte sullo stretto di Messina&lt;br /&gt;d) Un'altra grande opera diversa dalle tre citate sopra&lt;br /&gt;e) Tutte le grandi opere in generale&lt;br /&gt;f) Nessuna delle grandi opere, il presidente parla sempre in astratto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non continuate a leggere il post prima di aver risposto al sondaggio, mi raccomando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Olé! Nuovo straordinario incasellamento del nostro Cruciani, colui che a parole e solo a parole odia gli incasellamenti. Alla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Zanzara&lt;/span&gt; di venerdì 2 ottobre, nel criticare gli aderenti agli appelli pro &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Roman Polanski&lt;/span&gt;, &lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/09_settembre_29/polanski_allen_scorsese_firme_565813ba-ace2-11de-a07d-00144f02aabc.shtml"&gt;firmati&lt;/a&gt; peraltro da soggetti come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Woody Allen&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;David Lynch&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Martin Scorsese&lt;/span&gt;, Cruciani ha pensato bene di bastonarne in particolar modo, per via di certe sue &lt;a href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/cinema/news/2009-10-01_101354731.html"&gt;dichiarazioni&lt;/a&gt;, solo uno: il regista &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Marco Bellocchio&lt;/span&gt;, definito, come se in questo contesto fosse rilevante, “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;di sinistra&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altre due crucianesche bastonate se lo sono prese &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Milena Gabanelli&lt;/span&gt; e nientepopodimeno che l'icona del giornalismo americano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Carl Bernstein&lt;/span&gt;, quello che con il collega &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bob Woodward&lt;/span&gt; scoperchiò lo scandalo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Watergate&lt;/span&gt;, ottenendo per questo il premio Pulitzer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Gabanelli si è beccata della “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;snob&lt;/span&gt;” perché pur condividendo le motivazioni che hanno portato all'organizzazione della manifestazione per la libertà di stampa ha deciso non prendervi parte (cuasa impegni legati all'imminente inizio della nuova stagione di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Report&lt;/span&gt;), come se non volesse “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;mischiarsi con la plebe&lt;/span&gt;”. Per Cruciani, “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;se uno pensa che la libertà di stampa è in pericolo, alle manifestazioni dovrebbe andarci con i fucili in mano&lt;/span&gt;” (brutta scelta di parole, da intendersi "con convinzione assoluta"). Bah... C'è forse del vero in questa considerazione, ma fino ad un certo punto. Che lo scendere in piazza o no sia diventato ora il metro di giudizio con cui verificare la solidità di un'opinione mi sembra un tantino azzardato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carl Bernstein, invece, è stato radiolondrato per avere &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=6fKCn1qq0z4"&gt;detto&lt;/a&gt; ad &lt;span style="font-style: italic;"&gt;AnnoZero&lt;/span&gt; che il tentativo di inibire la stampa libera, da parte di Berlusconi, riporta ad una sorta di “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;stalinismo sovietico&lt;/span&gt;”. “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Anche i premi Pulitzer possono dire stupidaggini sesquipedali&lt;/span&gt;”, ha commentato Cruciani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il riferimento allo stalinismo è effettivamente fuori dal mondo, ma la gogna di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Radio Londra&lt;/span&gt;, caro Cruciani, cosa c'entra? Mica vorremo seriamente iscrivere Carl Bernstein, non un passante qualsiasi ma una leggenda vivente del giornalismo, che peraltro non vota in italia e che di sicuro non può essere tacciato di faziosità, alla loggia degli antiberlusconiani trasudanti odio per il cavaliere, vero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torniamo al sondaggio con cui ho iniziato il post... Esso è una provocazione che trae spunto dall'epiteto “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;sciacalli&lt;/span&gt;” indirizzato da Cruciani, durante l'ultima Zanzara, verso coloro che nella catastrofica alluvione nel messinese hanno trovato argomenti con cui esprimere o ribadire delle perplessità sul progetto del Ponte sullo stretto di Messina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo so benissimo che Cruciani non offenderebbe mai, scientemente, il capo dello stato, e non dubito che la catastrofe del messinese possa essere strumentalizzata politicamente da qualche esponente con pochi scrupoli, ma fare di tutta l'erba un fascio parlando in generale di sciacallaggio è offensivo. Sono il primo a dire che il ponte sullo stretto e la messa in sicurezza del territorio messinese (e non solo) non sono necessariamente attività alternative, da mettere in competizione tra loro, ma una questione di priorità &lt;span style="font-style: italic;"&gt;esiste&lt;/span&gt; e chi, in buona fede, la pone in evidenza non va insultato, né direttamente, né indirettamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dare della sciacallo così alla leggera è francamente una... &lt;span style="font-style: italic;"&gt;stupidaggine sesquipedale&lt;/span&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6364428875329722868-4615388449575536456?l=antizanzara.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://antizanzara.blogspot.com/feeds/4615388449575536456/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6364428875329722868&amp;postID=4615388449575536456" title="19 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/4615388449575536456" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/6364428875329722868/posts/default/4615388449575536456" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://antizanzara.blogspot.com/2009/10/stupidaggini-sesquipedali.html" title="Stupidaggini sesquipedali" /><author><name>Authan</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" name="OpenSocialUserId" value="10063916212833554910" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">19</thr:total></entry></feed>
