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	<title>AltaResa.it</title>
	
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	<description>Il portale del risparmio energetico</description>
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		<title>Progetto Desertec</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 08:18:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia fotovoltaica]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Solare]]></category>
		<category><![CDATA[energie alternative]]></category>
		<category><![CDATA[termodinamico]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai da tempo si parla di questo grande progetto che verrebbe a costare sui 400 miliardi di euro. Nonostante le intenzioni di valorizzare le rinnovabili, i problemi non mancano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altaresa.it/wp-content/uploads/2012/05/Desertec_Project.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1255" title="Desertec_Project" src="http://www.altaresa.it/wp-content/uploads/2012/05/Desertec_Project.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Il <a href="http://www.desertec.org/" target="_blank">progetto Desertec</a> si basa su un dato molto chiaro: in sei ore, l’energia solare che arriva nel <strong>continente africano</strong> è pari a quella consumata nel mondo in un anno. Si tratta di utilizzare quell’energia per far fronte al<strong> fabbisogno energetico</strong> degli altri continenti.</p>
<p>L’aria mediorientale è quindi sotto osservazione perché sembrerebbe essere la chiave per risolvere il problema del reperimento di energia. La tecnologia del progetto Desertec non è, però, precisamente il fotovoltaico bensì il <strong>termodinamico</strong>. In poche parole, l’<strong>energia solare</strong> viene raccolta e utilizzata per riscaldare un liquido, il cui flusso genera poi energia per azionare le turbine che producono, infine, la tanto importante <strong>energia elettrica</strong>.</p>
<p>Desertec si sviluppa con una rete di impianti solari ed eolici collegati da una serie di <strong>cavi sottomarini</strong>. Questa connessione è in grado di fornire al continente africano energia utile alla sua crescita, e di esportare le eccedenze in <strong>Europa </strong>e altrove.</p>
<p>Nonostante propositi e premesse tecnologiche siano entusiasmanti, le <strong>critiche </strong>non mancano. Prima di tutto il <strong>costo totale del progetto</strong>, che si aggira sui 400 miliardi di euro, ma anche la<strong> situazione politica del Medioriente </strong>che, vista anche l’ondata di tumulti della primavera araba, e rischia di rallentare non poco lo sviluppo di Desertec.</p>
<p>A questo si aggiunge anche il problema di dove collocare, in Europa, i nodi energetici di trasporto. C’è da credere che non siano molti i paesi e le comunità disposti ad accogliere un elettrodotto che, oltre a deturpare il patrimonio paesaggistico, ha lo scopo di trasportare energia altrove per il beneficio globale.</p>
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		<title>L’auto a vento fai-da-te è cinese</title>
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		<comments>http://www.altaresa.it/energia-eolica/l-auto-a-vento-cinese/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 07:46:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia eolica]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Solare]]></category>
		<category><![CDATA[energie alternative]]></category>
		<category><![CDATA[eolico]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>

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		<description><![CDATA[Costruito un veicolo a quattro ruote che trae alimentazione da energia eolica. L’ideatore, l’agricoltore cinese Tang Zhengping, ha impiegato tre mesi per assemblarla.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altaresa.it/wp-content/uploads/2012/05/Macchina_a_eolico.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1244" title="Macchina_a_eolico" src="http://www.altaresa.it/wp-content/uploads/2012/05/Macchina_a_eolico.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p><strong>Tang Zhengping</strong> afferma che la sua<strong> auto</strong> “<strong>a vento</strong>” può toccare anche una velocità di<strong> 144 km/h</strong>. Lunga tre metri e larga uno, ha richiesto tre mesi di lavoro e pazienza, ma alla fine il risultato è notevole. Non tanto sul piano estetico, considerato che linea e forma non sono delle più accattivanti, ma senza dubbio per quanto riguarda il risultato, l’idea che sta dietro e il fatto che sia stato possibile realizzarla grazie al lavoro di una singola persona.</p>
<p>Tang Zhengping è sempre stato appassionato di elettronica, sin da quando era bambino, e un giorno ha deciso di mettere esperienza e passione al servizio delle tecnologie sostenibili. Il sistema di alimentazione è composto da <strong>due generatori</strong> che ricevono<strong> energia solare</strong> catturata dalle ali poste sul retro della vettura.</p>
<p>Un’<strong>elica </strong>collocata nella parte anteriore permette invece di ricaricare le due batterie quando l’auto è in movimento. Una soluzione, questa, che garantisce <strong>potenza </strong>necessaria per toccare anche i 144 km/h.</p>
<p>Ancora una volta la <strong>Cina </strong>si dimostra piena di idee e ispirazioni per soluzioni tecnologiche talvolta stravaganti, ma pur sempre utili per far sì che le energie rinnovabili vengano viste sempre più come <strong>alternative concrete</strong>.</p>
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		<item>
		<title>Agriturismo più sostenibile d’Italia</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/altaresa/~3/4GKIrnkXc80/</link>
		<comments>http://www.altaresa.it/risparmio-energetico/agriturismo-piu-sostenibile-d-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 07:32:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risparmio energetico]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[agriturismo]]></category>
		<category><![CDATA[concorso]]></category>
		<category><![CDATA[ecosotenibile]]></category>
		<category><![CDATA[ecoturismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Al via il contest indetto da Agriturismo.it e Fattorie del Panda WWF. Rivolto agli agriturismi che utilizzano pratiche ecosostenibili, è attivo fino al 30 agosto: partecipazione on-line]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altaresa.it/wp-content/uploads/2012/05/Concorso.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1235" title="Concorso" src="http://www.altaresa.it/wp-content/uploads/2012/05/Concorso.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p><a href="http://www.agriturismo.it" target="_blank">Agriturismo.it</a> e <a href="http://www.fattoriedelpanda.net/" target="_blank">Fattorie del Panda</a> – rete WWF di aziende agricole multifunzionali e sostenibili – si mettono alla ricerca dell’<a href="http://www.agriturismo.it/it/extra/contest-agriturismo-e-sostenibilita-418" target="_blank">agriturismo più sostenibile d’Italia</a>. È questo l’obiettivo del contest rivolto a tutte le aziende aventi licenza comunale e attivo<strong> fino al 30 agosto</strong>.</p>
<p>La partecipazione avviene compilando un <a href="http://www.surveymonkey.com/s/contest-agriturismo-sostenibilita" target="_blank">questionario on-line</a> in cui si devono specificare le eco-soluzioni e gli interventi intrapresi nell’<strong>utilizzo razionale dell’acqua</strong>, nella <strong>biodiversità </strong>e nella<strong> lotta ai cambiamenti climatici</strong>. Una giuria di esperti interna a WWF e Agriturismo.it valuterà le pratiche ecosostenibili messe in atto dalle varie aziende agricole partecipanti, in modo da selezionare un agriturismo <strong>vincitore per ogni categoria</strong> – come detto: biodiversità, risorse idriche e cambiamenti climatici – e, inoltre, un <strong>vincitore unico</strong>. Per quest’ultimo, il  premio è il titolo annuale di “Agriturismo più sostenibile d’Italia” esposto nelle vetrine on-line di  fattoriedelpanda.com e agriturismo.it.</p>
<p>I vincitori saranno premiati ad <strong>Agri&amp;tour</strong>, Salone Nazionale dell’agriturismo.</p>
<p>I tre settori individuati non sono casuali, bensì in linea con la futura PAC – <strong>Politica Agricola Comune </strong>– della Commissione europea che entrerà in vigore nel 2013. L’iniziativa intende premiare l’impegno che molte aziende agricole e <a href="http://www.agriturismo.st" target="_blank">molti agriturismi</a> hanno da tempo profuso nella ricerca di soluzioni che uniscano un’<strong>agricoltura sostenibile</strong> a un <strong>turismo responsabile</strong>. Al via, dunque, questo bel concorso in difesa dell’ambiente e del paesaggio.</p>
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		<item>
		<title>Solarexpo: il cuore del futuro sostenibile è a Verona</title>
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		<comments>http://www.altaresa.it/news/solarexpo-il-cuore-del-futuro-sostenibile-e-a-verona/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 13:16:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News ed eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Solare]]></category>
		<category><![CDATA[fiere]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[Solarexpo]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche per il 2012 il mondo dell’energia solare e delle tecnologie sostenibili si da appuntamento a Verona dal 9 all’11 maggio. La 13° edizione si prospetta ricca di eventi, convegni e corsi formativi. Oltre 1000 espositori provenienti da 40 paesi del mondo offriranno una panoramica su ricerche, tencologie e obiettivi per il futuro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altaresa.it/wp-content/uploads/2012/05/Solarexpo_2012.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1224" title="Solarexpo_2012" src="http://www.altaresa.it/wp-content/uploads/2012/05/Solarexpo_2012.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Fra i <strong>primi 3 eventi fieristici specializzati al mondo sull’energia solare</strong>, <a href="http://www.solarexpo.com">Solarexpo </a>catturerà l’attenzione degli operatori dal 9 all’11 maggio negli spazi del polo fieristico di Verona. I dati della <strong>13° edizione</strong> parlano di 1000 aziende leader provenienti da 40 paesi che esporranno le proprie soluzioni e le novità tecnologiche. 70 mila visitatori professionali potranno assistere a 60 eventi tecnico-scientifici tenuti da oltre 300 relatori a livello mondiale.</p>
<p>L’evento è da non perdere per scoprire gli aggiornamenti sull’<strong>universo del solare</strong>: fotovoltaico, solare termodinamico, solare termico, architettura solare, ma anche su altri settori delle rinnovabili come mini-eolico, geotermico, biogas, mini-idroelettrico. Per la <strong>formazione professionale</strong> e l’<strong>aggiornamento normativo</strong> debuttano invece i moduli brevi, facilmente combinabili in una giornata di visita dei padiglioni fieristici.</p>
<p>Scorrendo il ricco programma di Solarexpo 2012 spiccano i <strong>3 convegni internazionali</strong>. Il primo è incentrato sul fotovoltaico a concentrazione e si terrà mercoledì 9 maggio. Giovedì 10 maggio è in programma “Fine vita, dismissione e recycling degli impianti fotovoltaici”. Infine, venerdì 11 maggio è la volta del convegno internazionale “Solarch: l’integrazione architettonica del solare”. Nota di servizio: per la partecipazione a questi tre eventi è obbligatoria la preregistrazione sul sito ufficiale.</p>
<p>I riflettori degli operatori si accenderanno per tracciare un bilancio sulle ultime tendenze nel mondo del <strong>fotovoltaico</strong>, le soluzioni più innovative e la situazione del <strong>mercato</strong>. Tutto ciò che è bene sapere sullo stato delle ricerche e sulle prospettive dello sviluppo sostenibile è alla Fiera di Verona, dal 9 all’11 maggio.</p>
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		<item>
		<title>Eolico, temperatura del terreno e agricoltura</title>
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		<comments>http://www.altaresa.it/energia-eolica/eolico-temperatura-del-terreno-e-agricoltura/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 09:43:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia eolica]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[eolico]]></category>
		<category><![CDATA[impianto eolico]]></category>
		<category><![CDATA[temperatura]]></category>

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		<description><![CDATA[Dall’America arriva uno studio che mostra come le turbine eoliche possano influire sulle temperature del terreno. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altaresa.it/wp-content/uploads/2012/05/Eolico_e_temperatura.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1216" title="Eolico_e_temperatura" src="http://www.altaresa.it/wp-content/uploads/2012/05/Eolico_e_temperatura.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Possono grandi parchi eolici incidere sulle temperature della superfice terrestre? Stando ai risultati di uno studio condotto presso l’ <strong>Università di Albany</strong> sembrerebbe di sì. Il team di ricercatori ha analizzato una serie di dati satellitari raccolti tra il 2003 e il 2011 relativi alle temperature superficiali della zona ovest del <strong>Texas</strong>.</p>
<p>In quell’area sono attualmente in funzione circa 2350 turbine che formano un parco eolico di enormi dimensioni. Elaborando i dati, gli esperti hanno riscontrato che, <strong>durante la notte</strong>, la superficie del terreno contiguo alle turbine subisce un lieve<strong> innalzamento di temperatura</strong>.</p>
<p>La spiegazione del fenomeno è da ricercare probabilmente nella rotazione delle pale. Queste, mescolando l’<strong>aria fredda</strong> in salita dalla superficie con l’<strong>aria calda</strong> presente in alto, rimandano il flusso ventoso verso il basso innalzando così le temperature.</p>
<p>Uno studio di questo tipo permetterà di perfezionare lo sviluppo della tecnologia eolica tenendo conto di un nuovo, importante aspetto. Un fenomeno come questo, infatti, può comportare  <strong>effetti dannosi per l’agricoltura</strong> delle aree circostanti.</p>
<p>Capire come e quanto intervenire per impedire che l’impianto eolico influisca in modo dannoso su tempo e clima sarà un passo importante verso una tecnologia ancora più sofisticata e sempre più utilizzabile.</p>
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		<item>
		<title>Un Airbus della Quantas vola a carburante e olio di frittura riciclato</title>
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		<comments>http://www.altaresa.it/risparmio-energetico/un-airbus-della-quantas-vola-a-carburante-e-olio-di-frittura-riciclato/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 09:36:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risparmio energetico]]></category>
		<category><![CDATA[biocarburante]]></category>
		<category><![CDATA[olio da cucina]]></category>

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		<description><![CDATA[La compagnia di bandiera australiana ha testato con successo una soluzione alternativa. Il motivo della scelta? Attenzione per l’ambiente e prezzo del petrolio ormai alle stelle.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altaresa.it/wp-content/uploads/2012/05/A380.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1210" title="A380.101.tif" src="http://www.altaresa.it/wp-content/uploads/2012/05/A380.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Dopotutto, pare proprio che l’aumento vertiginoso del prezzo del petrolio non sia poi così negativo. Perlomeno, per la ricerca di soluzioni alternative. Perché se è vero che l’amore per l’ambiente a volte non basta a rafforzare la voglia di cambiamento, le spese eccessive per un pieno di carburante aiutano di certo l’universo dell’eco friendly.</p>
<p>Un esempio di questo è la scelta della <strong>Quantas</strong>, compagnia di bandiera australiana, che ha deciso di riempire il serbatoio di un <strong>Airbus A330</strong> con metà carburante e metà <strong>olio di frittura riciclato</strong>. Il biocarburante, prodotto dall’olandese SkyNr, ha fatto girare i motori dell’aereo per tutta la durata della tratta Sydney-Adelaide.</p>
<p>La scelta di virare sull’olio di frittura riciclato è stata dettata da un lato dalle ormai imminenti, rigide leggi australiane in materia di emissioni-serra, dall’altro dall’<strong>eccessivo prezzo del petrolio</strong>. E così i <strong>biocarburanti </strong>diventano d’improvviso una pista da battere e in cui investire.</p>
<p>Riempire il serbatoio con carburante tradizionale rischia di costare un patrimonio? La soluzione è a portata di mano e si chiama <strong>olio da cucina</strong>.</p>
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		<item>
		<title>Il catamarano Turanor porta a termine la sua missione</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/altaresa/~3/ylWqY2FRqgc/</link>
		<comments>http://www.altaresa.it/energia-fotovoltaica/il-catamarano-turanor-porta-a-termine-la-sua-missione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 09:21:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia fotovoltaica]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Solare]]></category>
		<category><![CDATA[fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[pannelli fotovoltaici]]></category>

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		<description><![CDATA[Ha impiegato 584 giorni per circumnavigare il globo. L’impianto di alimentazione a pannelli solari non ha tradito le attese e si è dimostrato in grado di sostenere l’imbarcazione per tutta la durata della spedizione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altaresa.it/wp-content/uploads/2012/05/Turanor.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1199" title="SONY DSC" src="http://www.altaresa.it/wp-content/uploads/2012/05/Turanor.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Solo qualche giorno fa avevamo parlato di <a href="http://www.altaresa.it/energia-fotovoltaica/solar-impulse-si-prepara-al-giro-del-mondo/">Solar Impulse</a>, l’aereo ad energia solare che nel 2014 tenterà l’impresa del giro del mondo, che già è tempo di celebrare un’altra grande impresa green. Già, perché il <strong>catamarano Turanor</strong>, anch’esso dotato di un sistema ad alimentazione fotovoltaico, ha completato la <strong>circumnavigazione del globo</strong>.</p>
<p>La <a href="http://www.planetsolar.org/">spedizione</a>, iniziata il 27 settembre 2010, si è conclusa il 4 maggio 2012 con l’arrivo nel porto di Montecarlo: <strong>584 giorni</strong> per un ulteriore passo avanti delle tecnologie rinnovabili. Turanor ha navigato per 53mila chilometri utilizzando solo ed esclusivamente l’energia catturata dai <strong>537 metri quadrati di pannelli solari</strong>. Nessuno dei motori diesel, montati per questioni di sicurezza, è stato acceso e il sistema di alimentazione ecosostenibile non ha mai dato segni di cedimento.</p>
<p>Se la velocità massima non era certo delle più elevate – 15 nodi ovvero 27 Km/h – l’impresa del catamarano Turanor e di <strong>Raphael Domjan</strong>, l’ingegnere svizzero che lo ha ideato, è senza dubbio da guiness dei primati. La speranza è che tutti questi veicoli, equipaggiati con soluzioni alternative per alimentazione e carburante, possano convincere gli investitori che, oltre all’<strong>ecosostenibilità</strong>, sono raggiungibili anche buoni risultati di <strong>efficacia </strong>e <strong>affidabilità</strong>.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/altaresa/~4/ylWqY2FRqgc" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Apple e Google scelgono l’energia pulita</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/altaresa/~3/VP2c4ajv1Wc/</link>
		<comments>http://www.altaresa.it/risparmio-energetico/apple-e-google-scelgono-l%e2%80%99energia-pulita/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 14:49:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risparmio energetico]]></category>
		<category><![CDATA[cogenerazione celle a combustibile idrogeno]]></category>
		<category><![CDATA[Energia Solare]]></category>
		<category><![CDATA[eolico]]></category>

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		<description><![CDATA[I due colossi informatici investono milioni di dollari per alimentare i propri data center a energia rinnovabile. I nuovi progetti daranno una svolta green senza precedenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altaresa.it/wp-content/uploads/2012/04/Apple_Google_rinnovabili.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1193" title="Apple_Google_rinnovabili" src="http://www.altaresa.it/wp-content/uploads/2012/04/Apple_Google_rinnovabili.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Per <strong>Apple</strong>, la sterzata verso le soluzioni energetiche verdi era già contenuta nel DNA del nome. Per <strong>Google</strong>, l’impegno nel campo delle energie rinnovabili è ormai divenuto un componente di primo piano.</p>
<p>Il colosso fondato da Steve Jobs ha annunciato che, a partire da giugno, sarà operativo l’impianto per la produzione di energia elettrica con una delle soluzioni più affascinanti tra le rinnovabili, ovvero le <strong>celle a combustibile</strong>. Le infrastrutture che ospiteranno gli archivi di <strong>iCloud</strong> verranno quindi alimentate dal sistema che prevede soltanto la presenza di reagenti e che non necessita di combustione termica. L’intero impianto, infatti, verrà rifornito con biogas prodotto da reflui agroindustriali.</p>
<p>Il massiccio investimento per puntare al risparmio energetico è stato fatto anche da <strong>Google</strong>, che recentemente ha annunciato di voler stanziare altri 100 milioni di dollari. L’obiettivo, dalle parti di Mountain View, è quello di dare vita alla <strong>centrale eolica</strong> più grande del mondo. Entrerà in funzione il prossimo anno e sarà in grado di generare una potenza massima di 845 megawatt.</p>
<p>A dire il vero, Google intende scendere nel campo delle rinnovabili senza perdere d’occhio un possibile<strong> ritorno economico</strong>. Ecco perché, oltre all’eolico, ha deciso di puntare forte anche sul <strong>solare</strong>. La decisione è ben presto spiegata: comprare l’eolico conviene, poiché costa meno, ma produrre energia solare conviene doppiamente, dato che ha un prezzo di mercato che consente alti guadagni al momento di vendere l’energia prodotta in eccesso.</p>
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		<title>Geotermia domestica</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 13:05:59 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Geotermia]]></category>
		<category><![CDATA[geotermico]]></category>
		<category><![CDATA[pompe di calore]]></category>

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		<description><![CDATA[L’inerzia termica del terreno viene sfruttata per raffrescare e riscaldare gli ambienti di casa. In questo modo una pompa di calore, attiva d’estate e d’inverno, utilizza l’energia geotermica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altaresa.it/wp-content/uploads/2012/04/Geotermia_domestica.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1183" title="Geotermia_domestica" src="http://www.altaresa.it/wp-content/uploads/2012/04/Geotermia_domestica.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Il sottosuolo è un <strong>serbatoio termico</strong> davvero niente male e presenta notevoli vantaggi se si stratta di raffrescare la casa d’estate e riscaldarla durante i giorni invernali. La caratteristica ottimale del terreno è l’elevata <strong>inerzia termica</strong>: già a partire da 7-8 metri di profondità la sua temperatura può considerarsi costante all’incirca per tutti i giorni dell’anno.</p>
<p>Proprio in ragione di questa peculiarità, il  sottosuolo rappresenta una sorgente esterna la cui differenza di temperatura con l’ambiente interno è inferiore a quella dell’aria. Insomma, conviene molto di più sottrarre e cedere calore al terreno piuttosto che all’aria.</p>
<p>Il meccanismo in questione si basa sul principio delle <strong>pompe di calore</strong>, grazie alle quali funzionano, ad esempio, i frigoriferi. In questo caso, una pompa di calore reversibile crea un dialogo tra edificio e terreno, fornendo i presupposti per sfruttare l’<strong>energia geotermica</strong> a tutto vantaggio dell’<strong>ambiente domestico</strong>.</p>
<p>In inverno, il sistema sottrae calore dal terreno e lo trasferisce negli ambienti di casa, mentre d’estate preleva il calore dall’interno dell’edificio e lo scarica nel suolo. Alcuni sistemi che utilizzano questo meccanismo sono già in commercio; ad esempio, la <strong>Sonda Geotermica Verticale</strong>, nel caso di uno scambio di calore con gli strati profondi del sottosuolo, la<strong> Sonda Geotermica Orizzontale</strong> se lo scambio avviene con la superficie del terreno.</p>
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		<title>L’eolico galleggiante convince Gran Bretagna e Stati Uniti</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 12:18:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energia eolica]]></category>
		<category><![CDATA[eolico]]></category>
		<category><![CDATA[eolico offshore]]></category>
		<category><![CDATA[impianto eolico]]></category>

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		<description><![CDATA[I due paesi hanno firmato un accordo per sostenere ricerca e sviluppo nel settore della tecnologia dell’eolico off-shore. L’obiettivo è costruire piattaforme galleggianti collocate in mare per sfruttare i venti forti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.altaresa.it/wp-content/uploads/2012/04/Eolico_galleggiante.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1176" title="Eolico_galleggiante" src="http://www.altaresa.it/wp-content/uploads/2012/04/Eolico_galleggiante.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Un’energia pulita come quella eolica è una risorsa che attira sempre più l’interesse dei mercati, ma anche dei governi. La <strong>Gran Bretagna</strong> e gli <strong>Stati Uniti</strong> dimostrano di aver intuito le potenzialità economiche e ambientali di cui l’energia eolica  è portatrice. Per questo hanno deciso di sottoscrivere un accordo che prevede importanti <strong>investimenti </strong>nella ricerca e nello sviluppo della tecnologia dell’<strong>eolico galleggiante</strong>.</p>
<p>Il principio è molto semplice: sfruttare l’energia del vento là dove questo è più forte e può quindi garantire un <strong>apporto energetico maggiore</strong>. Ecco perché è necessario aumentare l’efficacia delle postazioni eoliche collocate in mare.</p>
<p>Ad oggi, turbine installate sulla costa o in acqua ci sono, ma richiedono fondamenta costose e una manutenzione imponente. Il risultato è che la tecnologia di queste turbine non permette un’installazione in acque profonde, là dove i venti sono più forti.</p>
<p>Il progetto in cui Usa e Gran Bretagna hanno deciso di dirigere ampi finanziamenti, è quello di costruire <strong>piattaforme galleggianti</strong> su cui posizionare le turbine, in modo da poterle collocare in <strong>acque profonde</strong> all’incirca <strong>200 metri</strong>. In questo modo sarebbe possibile sfruttare i forti venti e incrementare la produzione di energia pulita.</p>
<p>L’idea di costruire postazioni eoliche galleggianti è venuta guardando le piattaforme petrolifere, che sfruttano più o meno lo stesso principio. A ben vedere, si cerca quindi di combattere il nemico con le sue stesse armi.</p>
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