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	<description>Tshot &#124; Il tuo Golf Club online</description>
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		<title>Nelly Korda: tra patriottismo e ambizioni per il Major agli US Women’s Open 2026</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 09:31:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nelly Korda, numero uno al mondo nel golf, si allena per l'US Women's Open 2026 indossando la maglia della nazionale di calcio USA, un gesto che celebra l'identità e l'ambizione.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una fuoriclasse</strong> con la maglia della nazionale sul fairway del Riviera. Un gesto semplice, quasi spontaneo, che dice molto di come si arriva a un Major: con orgoglio, con ambizione, con una storia addosso. Alla vigilia degli <strong>US Women’s Open 2026</strong>, Nelly Korda sceglie di parlare senza parlare.</p>
<p>Alla vigilia degli <strong>US Women’s Open 2026</strong> al <strong>Riviera Country Club</strong> di Pacific Palisades, la numero uno al mondo ha fatto una cosa diversa dal solito. Si è allenata indossando la maglia della <strong>nazionale di calcio USA</strong>. Blu scuro, gonna rossa, il 13 e “KORDA” sulla schiena. Un’immagine nitida che ha acceso subito le chiacchiere sul campo pratica. E che ha dialogato con l’aria del momento: i <strong>Mondiali di calcio 2026</strong> iniziano l’11 giugno e chiudono il 19 luglio tra Stati Uniti, Messico e Canada. Stesso continente, stesso respiro.</p>
<h2>Una scelta che parla di identità</h2>
<p>Korda l’ha detto chiaro: voleva celebrare la convocazione per la <strong>Solheim Cup</strong>, la sfida tra Stati Uniti ed Europa. “Rappresentare il mio Paese è sempre un onore.” Poco marketing, molta identità. Farlo qui non è un dettaglio. Il <strong>Riviera</strong> ospita l’Open femminile più importante dell’anno. È uno scenario che impone lucidità, ma che amplifica anche emozioni e simboli. Il golf è pieno di rituali silenziosi. Questa volta, il rito ha i colori di una bandiera.</p>
<p>C’è poi il suo numero. Il <strong>13</strong>. Scelta controcorrente, ma per lei beneaugurante. I compleanni dei genitori sono separati da tredici giorni. E la sua tredicesima vittoria in carriera è arrivata al <strong>Chevron Championship 2024</strong>, un traguardo che ha pesato nel suo percorso. I numeri non spiegano tutto. Però danno ritmo, mettono ordine, creano piccole ancore quando la pressione sale.</p>
<h2>Ambizioni da Major al Riviera</h2>
<p>Sul piano sportivo, Korda arriva con sostanza. Tre vittorie stagionali sul <strong>LPGA Tour</strong> e quel titolo al <strong>Chevron</strong> che resta un riferimento. Obiettivo dichiarato: un altro Major. Un successo agli <strong>US Women’s Open</strong> consolida il dominio e apre orizzonti nuovi, anche mentali. Il <strong>Riviera Country Club</strong> non regala nulla. Richiede gestione del colpo d’uscita, controllo dei ferri, pazienza sui green. È un campo che punisce la fretta e premia chi sa scegliere. Qui il talento conta, ma la disciplina decide.</p>
<p>La maglia USA, allora, non è un costume. È un promemoria. Ti ricorda chi sei quando sbagli un approccio corto. Ti ancora alla squadra quando il vento cambia al pomeriggio. E dialoga con il pubblico: gente comune, famiglie, appassionati che seguono in TV e sul telefono. Lo sport che unisce le sfide. Da una parte il calcio che riempie le città. Dall’altra il golf che fa silenzio sulla palla.</p>
<p>C’è un filo che lega tutto: appartenenza e ambizione. Il primo ti dà radici. La seconda ti spinge oltre. Nelly Korda cerca equilibrio tra le due cose. E lo fa con un simbolo semplice, leggibile da chiunque. Alla fine, la domanda che resta è questa: quando al tee della 18 il cuore batte forte, è più forte il rumore del pubblico o la voce interiore che ti dice “gioca il colpo giusto, per te e per chi rappresenti”?</p>
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		<title>Memorial Tournament 2026: Scottie Scheffler in cerca del terzo titolo consecutivo a Muirfield Village, con un occhio all&#8217;US Open</title>
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		<dc:creator><![CDATA[webdeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 09:31:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scottie Scheffler, già due volte vincitore al Memorial Tournament, cerca un tris storico a Muirfield Village, un campo che non perdona errori e richiede precisione e coraggio.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un torneo</strong> che profuma d’estate, di rough alto e di grandi promesse: a Dublino, Ohio, il <strong>Memorial</strong> torna a chiedere coraggio. E <strong>Scottie Scheffler</strong>, già due volte re a <strong>Muirfield Village</strong>, rincorre un tris che cambierebbe l’aria del weekend e la storia recente del golf.</p>
<h2>Il PGA Tour riparte da Muirfield Village</h2>
<p>È una settimana che pesa, non solo per i punti e per il montepremi. Il <strong>Memorial Tournament</strong> è un <strong>Signature Event</strong> con uno status speciale. Apre la corsia preferenziale che porta verso l’estate: <strong>US Open</strong>, Travelers, Scottish Open, poi The Open. È il tratto di strada in cui il margine d’errore si assottiglia e il carattere dei campioni emerge.</p>
<h3>Qui l’architettura di Jack Nicklaus non perdona</h3>
<p>Il campo, nato per il Memorial nel 1976, chiede una cosa semplice e spietata: stare in posizione. Oltre 7.500 yard, par 72, green in bent in pendenza e un <strong>rough</strong> che morde. Chi sbaglia il colpo d’uscita, paga. Chi ha un <strong>gioco corto</strong> sveglio, guadagna.</p>
<h2>E in mezzo a tutto questo, c’è Scottie Scheffler</h2>
<p>Numero uno del <strong>ranking mondiale</strong>, arriva con l’aria di chi ha già imparato la mappa. Ha vinto le ultime due edizioni e ora insegue qualcosa che abbiamo visto raramente. L’ultimo a mettere insieme tre Memorial di fila è stato <strong>Tiger Woods</strong> nel 2001. Non serve aggiungere altro per capire la posta.</p>
<h3>Ma il punto non è solo la statistica. È il modo</h3>
<p>Scheffler ha consolidato una routine pulita. Drive controllati. Ferri che scendono verticali. Putt corti rispettati, quelli lunghi lasciati vivi. A Muirfield bastano due errori per perdere un giro. Lui li riduce. E quando la 16, il par 3 sull’acqua, mostra i denti, Scheffler sceglie quasi sempre la parte giusta del green. È lì che si sente la differenza.</p>
<h2>Perché Muirfield Village è un test vero</h2>
<p>Il campo ti obbliga a pensare prima di colpire. La 12, par 3 sull’acqua, punisce l’esitazione. La 18, un par 4 in salita, ti misura la schiena nel vento. Storicamente il punteggio vincente resta in doppia cifra ma non scappa via. Conta la gestione. Non l’esibizione. Le statistiche del Tour premiano qui chi centra più <strong>fairway</strong> e converte da media distanza. Insomma: precisione prima, aggressività poi.</p>
<h2>Gli altri nomi da tenere d’occhio</h2>
<p>La scorsa settimana ha sorriso a Russell Henley, che arriva caldo e ordinato. Matt Fitzpatrick ha il profilo giusto per questi green scivolosi. Tommy Fleetwood porta solidità nei giorni ventosi. Chris Gotterup e Aaron Rai offrono un mix interessante di potenza e ritmo. Xander Schauffele, da campione maggioritario, resta una minaccia ovunque. Sono giocatori che reggono il confronto quando il campo stringe.</p>
<h3>C’è anche un effetto calendario</h3>
<p>Con l’<strong>US Open</strong> alle porte, molti impostano il Memorial come una prova generale. Si testa la pazienza. Si misurano le uscite dal rough. Si provano linee conservative dal tee. Chi trova qui un equilibrio credibile, lo porta nella settimana successiva. È una cinghia di trasmissione mentale, più che tecnica.</p>
<h2>E allora eccoci</h2>
<p>Un torneo che taglia netto le scuse. Un leader che insegue il suo terzo sigillo. Un campo che non scende a patti. In fondo, il golf di giugno è tutto qui: l’attimo prima di un colpo che conta, un respiro in più, il pubblico che si fa silenzio. E quella palla che rotola sul bordo. Dentro o fuori?</p>
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		<title>Triumpho dell&#8217;Inclusione: Risultati e Vincitori dell&#8217;Open d’Italia ProAbili al Conero Golf Club</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/triumpho-dellinclusione-risultati-e-vincitori-dellopen-ditalia-proabili-al-conero-golf-club/42315/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[webdeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 09:31:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'Open d'Italia ProAbili al Conero Golf Club dimostra come il golf possa essere uno spazio di inclusione, coraggio e fair play, diventando un riferimento nel golf paralimpico europeo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un green che unisce, un applauso che non fa differenze</strong>. Al Conero Golf Club il 26° Open d’Italia ProAbili ha mostrato come il <strong>golf</strong> possa diventare spazio di relazione, coraggio e gioco pulito. Un torneo vero, intenso, dove la precisione conta quanto l’ascolto dell’altro.</p>
<p>C’è un momento, sul campo del <strong>Conero Golf Club</strong>, in cui tutto tace. Si sente solo il respiro dell’atleta. Poi il colpo parte, pulito, e la pallina disegna una traiettoria che è più di un gesto tecnico. È il segno di una comunità che cresce. Il 26° <strong>Open d’Italia ProAbili</strong>, sostenuto dalla <strong>Regione Marche</strong> e inserito nel circuito <strong>EDGA</strong> (European Disabled Golf Association), è tornato per il terzo anno consecutivo nelle Marche con due round da 18 buche, formula <strong>stroke play</strong> e <strong>medal scratch</strong>, all’interno delle rispettive Sport Class. Regole chiare, stessi metri, stesso vento per tutti. E un risultato che parla di <strong>inclusione</strong> concreta.</p>
<p>L’aria era di quelle giuste: staff attento, volontari ovunque, sguardi che si incrociano tra atleti e pubblico. Nessun paternalismo. Solo sport. Chi c’era lo ha sentito nella pelle. E forse è questa la chiave che spiega perché questo appuntamento sia diventato un riferimento del <strong>golf paralimpico</strong> in Europa.</p>
<h2>I risultati: classe per classe</h2>
<p>Sul percorso marchigiano la competizione è stata vera. Nella Visual 1 maschile, riservata agli atleti non vedenti, ha vinto Stefano Palmieri, davanti ad Alessandro Fava. Nella Intellectual 2 si è imposto Massimiliano Achilli. Nella Sitting 1 maschile il titolo è andato a Haki Doku.</p>
<p>Tra le donne, applausi a Giulia Marabotti nella Standing 1 e a Luisa Ceola nella Standing 2. Nelle categorie maschili Standing hanno firmato il successo Paolo Vernassa (Standing 1), Riccardo Bianciardi (Standing 2) e Matteo Faccioni (Standing 3). Proprio Faccioni ha ingaggiato un duello appassionante con il campione uscente, Tommaso Perrino, poi costretto al ritiro nel round conclusivo per motivi di salute. Il Premio speciale Natural Village ha incoraggiato il giovane marchigiano Luca Battilocchio, al debutto nella manifestazione: un segnale netto verso chi sta iniziando ora il proprio percorso.</p>
<p>Questi nomi dicono molto. Parlano di talento, disciplina, gestione della pressione. E raccontano che si può competere ad alto livello senza rinunciare a una dimensione umana fatta di sostegno reciproco e rispetto.</p>
<h2>Premiazione e impatto sociale</h2>
<p>La cerimonia finale non è stata un rito formale. Ha celebrato risultati sportivi e un messaggio civico potente. Alla consegna dei premi hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni sportive e territoriali: la Federazione Italiana Golf con il presidente Cristiano Cerchiai, la <strong>Regione Marche</strong> con il presidente Francesco Acquaroli, i vertici del Coni Marche, del CIP Marche e del <strong>Conero Golf Club</strong>. La presenza congiunta di enti e sport segnala una rotta chiara: il golf come strumento di partecipazione, crescita personale e cittadinanza attiva.</p>
<p>È una responsabilità, oltre che un successo. Perché quando una gara del circuito <strong>EDGA</strong> trova casa in Italia per il terzo anno di fila, significa che il sistema funziona: club attrezzati, tecnici formati, atleti supportati. Se qualcosa manca, è solo continuare a investire in accessibilità e in competenze diffuse, così che ogni ragazza e ogni ragazzo con disabilità possano varcare con naturalezza la porta di un circolo.</p>
<p>Alla fine, resta un’immagine semplice: il fairway che si apre, una linea sottile verso la buca. È una strada che vale per tutti, in campo e fuori. La prossima volta che passerai vicino a un campo, entrerai a vedere un colpo? Potresti scoprire che il suono più bello dello sport, certe volte, è il silenzio che lo precede. E che quel silenzio, oggi, parla chiaro: vince il <strong>golf inclusivo</strong>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gregorio De Leo: Quasi un&#8217;Impresa all&#8217;Austrian Alpine Open, Vince Kota Kaneko</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/gregorio-de-leo-quasi-unimpresa-allaustrian-alpine-open-vince-kota-kaneko/42313/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[webdeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:31:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo racconta il weekend di golf a Kitzbühel, con l'italiano Gregorio De Leo che si distingue per costanza e il giapponese Kota Kaneko che vince il suo primo trofeo europeo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Tra boschi fitti e montagne lucide di pioggia</b>, il weekend di Kitzbühel ha acceso il golf europeo: un italiano in rincorsa, un giapponese implacabile, la sensazione chiara di assistere a qualcosa che resta.</p>
<p>Il vento di <b>Kitzbühel</b> cambia spesso direzione. Eppure, quando <b>Gregorio De Leo</b> si è presentato sul tee della domenica, l’aria sapeva di occasione. Passo corto, sguardo fisso, routine essenziale. Ha tenuto il ritmo senza strafare. Ha scelto la pazienza. E quando si gioca così, i colpi pesano il doppio.</p>
<p>Nel suo <b>quarto posto</b> finale c’è un cammino che parla chiaro: 68, 66, 66 e un 65 che ha chiuso i conti con stile. È la quarta <b>top ten</b> dell’anno, la seconda di fila, e non nasce dal caso. È il segno di un giocatore che ha messo insieme week dopo week una forma solida, senza picchi isterici. Al <b>Golfclub Kitzbühel-Schwarzsee-Reith</b> non era semplice attaccare: margine ridotto sugli errori, green che non perdonano ritardi di lettura. De Leo ha accettato la sfida e l’ha convertita in costanza.</p>
<h2>Il torneo a Kitzbühel: ritmo e numeri</h2>
<p>L’<b>Austrian Alpine Open</b> del <b>DP World Tour</b> ha chiesto coraggio proprio nel momento in cui le braccia tremano. Lì si è visto anche il carattere di chi ha poi firmato la domenica. Ma prima c’è stato un sabato che ha cambiato la trama: nel <b>terzo giro</b>, un 65 ha rimescolato la classifica, spingendo un 23enne giapponese a risalire ventiquattro posizioni tutte insieme. È in quei pomeriggi che un torneo prende forma.</p>
<p>Ed è stato nell’<b>ultimo round</b> che i conti sono tornati: gestione pulita, ritmo controllato, errori ridotti al minimo. Con un totale di 262 colpi (<b>-18</b>), <b>Kota Kaneko</b> ha alzato il suo primo trofeo sul massimo circuito europeo. Dietro, a due colpi, hanno chiuso <b>Ricardo Gouveia</b> e lo statunitense Davis Bryant, rimasti in scia fino all’ultima bandiera, senza però trovare lo strappo decisivo. Il dato economico segue quello tecnico: per Kaneko un assegno da 467.500 dollari, proporzionato alla freddezza mostrata quando il fairway si faceva stretto.</p>
<h2>Gli azzurri e la scia di fiducia</h2>
<p>Intanto De Leo ha messo il suo <b>-15</b> in cassaforte a 265 colpi, dividendo la quarta piazza con due firme pesanti come <b>Bernd Wiesberger</b> e <b>Rafa Cabrera Bello</b>. È una compagnia che racconta più di qualsiasi slogan: sei lì perché ci stai, perché il livello è quello. E per chi guarda dall’Italia è un buon messaggio, quasi una carezza. La domenica di Gregorio ha avuto tempo diversi: prudenza all’inizio, un paio di accelerazioni al centro giro, chiusura lucida quando il tabellone si muoveva. Nulla di casuale.</p>
<p>Nel gruppo tricolore si è fatto notare anche <b>Filippo Celli</b>, 17° a <b>-11</b>, segno di condizione crescente. <b>Francesco Laporta</b> ha chiuso 40°, <b>Renato Paratore</b> 47°, <b>Edoardo Molinari</b> 63°. Taglio mancato per <b>Stefano Mazzoli</b>, <b>Matteo Manassero</b> (fuori per un solo colpo) e <b>Guido Migliozzi</b>. Sono dettagli che contano: non per pesare il valore di ciascuno, ma per fotografare un movimento che, nelle settimane giuste, sa rimettersi in riga.</p>
<p>Cosa resta addosso, finito il rumore? L’immagine di <b>Kota Kaneko</b> che non sbanda quando la pressione sale. E quella di <b>Gregorio De Leo</b> che allunga il passo senza perdere misura. Due modi diversi di tenere il tempo, nello stesso palco. La stagione è lunga, l’estate è appena iniziata. La prossima volta, davanti a un par-4 che stringe e un ferro medio in mano, cosa sceglieresti tu: la linea prudente o il fade che chiede un respiro in più?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Andrea Romano: Terzo Successo Stagionale e Promozione Diretta all&#8217;HotelPlanner Tour</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/andrea-romano-terzo-successo-stagionale-e-promozione-diretta-allhotelplanner-tour/42312/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[webdeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 09:32:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Andrea Romano, 25enne golfista romano, ha trasformato una settimana ordinaria in un punto di svolta per la sua carriera, vincendo l'Open de Roissy e guadagnando la promozione all'HotelPlanner Tour</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Un campo aperto al vento, un ragazzo che non abbassa mai lo sguardo, una sequenza di colpi puliti come se il tempo rallentasse. A Roissy, alle porte di Parigi, il golf ha avuto quel sapore raro di controllo e coraggio: è lì che il 25enne romano ha trasformato una settimana qualunque nella svolta di una carriera.</b></p>
<p>Nelle giornate buone si vede tutto prima. Le linee, le pendenze, il ritmo del ferro. Al Golf International de Roissy, il tracciato disegna tagli netti e non perdona gli indugi. Qui, <b>Andrea Romano</b> ha acceso la miccia. Non con clamore, ma con ordine. Colpi dritti. Scelte chiare. Zero gesti in più.</p>
<p>La spia dell’impresa si è accesa nel secondo giro. Un 62, dieci sotto il par, che sullo <b>Score</b> dice poco e in campo racconta tantissimo: un <b>eagle</b> pulito, otto <b>birdie</b>, nessuna forzatura. Da 56° a terzo in un pomeriggio. È la differenza tra chi “gioca bene” e chi sa quando affondare. Nelle ultime 36 buche, poi, la tenuta mentale ha fatto il resto: nessun <b>bogey</b>, solo gestione e pazienza. Questo, a ogni livello, è un marchio.</p>
<h2>La rimonta decisiva</h2>
<p>Il torneo, l’<b>Open de Roissy – Grand Prix PGA France</b> sull’<b>Alps Tour</b>, non è un passaggio qualsiasi. È vetrina, banco di prova e termometro del proprio stato. Romano ha chiuso con 199 colpi, -17 totale, frutto di un finale da 65 (-7) che ha dato la sensazione di naturalezza. Quel tipo di naturalezza che arriva quando il lavoro alle spalle è tanto e le idee sono allineate.</p>
<p>A inseguire è rimasto l’inglese <b>Mason Essam</b>, secondo a -16, dopo una settimana sempre in spinta. Terzi, a -14, i francesi Paul Franquet, <b>Theo Boulet</b> e <b>Louis Darthenay</b>, padroni di casa solidi e competitivi. Il dettaglio che spesso dice più di mille commenti? La lucidità con cui Romano ha occupato il campo, scegliendo dove attaccare e dove chiudere il colpo senza rumore.</p>
<p>Qui arriva il punto centrale. La vittoria di <b>Andrea Romano</b> è la terza del 2026 sull’<b>Alps Tour</b>. E con tre trionfi nella stessa stagione scatta la <b>promozione diretta</b> all’<b>HotelPlanner Tour</b>. Una regola chiara, un traguardo conquistato sul campo, il passo che separa la promessa dal professionista che detta i tempi. Per lui è anche la quinta vittoria in carriera sul circuito: numeri verificabili, sostanza difficile da discutere.</p>
<h2>Un segnale per il golf italiano</h2>
<p>Non è solo una storia personale. Il sesto posto di <b>Alessandro Nodari</b>, -13 totale e quarto piazzamento consecutivo in top ten, racconta un movimento vivo. Una generazione che non aspetta inviti. Che accorcia il colpo quando serve e accetta il rischio quando pesa. L’Italia del golf, oggi, porta a casa risultati e, soprattutto, abitudini vincenti.</p>
<p>Cosa resta al lettore che magari non ha mai messo un tee in terra? L’idea che la precisione non è freddezza. È presenza. È saper tenere il ritmo quando il respiro si fa corto. Romano, a Roissy, lo ha mostrato col sorriso di chi non alza la voce. Ora lo attende una stagione diversa, più alta, più densa. E un appuntamento che profuma di ambizione: l’<b>Open d’Italia</b>.</p>
<p>La scena è pronta, i fairway anche. La domanda è semplice e, forse, riguarda tutti: quanto lontano può andare chi ha appena imparato a stare esattamente dove serve?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Golf Magazine Cup 2026: Successo e Partecipazione alla Sesta Tappa al Golf Nazionale</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/golf-magazine-cup-2026-successo-e-partecipazione-alla-sesta-tappa-al-golf-nazionale/42311/</link>
		
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		<pubDate>Sat, 30 May 2026 09:31:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sesta tappa della Golf Magazine Cup 2026 al Golf Nazionale ha offerto un gioco di alta qualità, con partecipazione elevata e condizioni ideali. Prossima fermata: Antognolla Golf, il 14 giugno.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una mattina tersa, fairway lucidi di rugiada e un silenzio pieno d’attesa interrotto solo dal suono delle mazze: la <b>Golf Magazine Cup 2026</b> al <b>Golf Nazionale</b> ha avuto il suo momento. Qui la sesta tappa ha mostrato cosa succede quando passione vera e organizzazione attenta incontrano un campo che non perdona.</p>
<h2>Sesta tappa al Golf Nazionale: ritmo alto e fairway perfetti</h2>
<p>Giovedì 29 maggio, nel cuore della campagna laziale, il <b>Golf Nazionale</b> ha ospitato una tappa che ha confermato il trend dell’anno: partecipazione alta, gioco solido, clima ideale. Il percorso, riconosciuto come riferimento del <b>golf italiano</b>, ha chiesto precisione e letture pulite. Niente scorciatoie: linee strette, green onesti, vento discreto ma presente. Il circuito, curato da <b>WinGolf</b>, ha offerto ancora una volta standard di evento elevati, dalla gestione delle partenze alla premiazione. I numeri ufficiali dei partecipanti non sono stati diffusi al momento della pubblicazione, ma l’affluenza è stata evidente lungo tutta la giornata.</p>
<p>C’è un attimo, su un tee affacciato sui filari di alberi, in cui il gioco si ferma e resti lì a misurare l’aria. È quel tipo di golf che riconosci subito: serio, ma aperto, competitivo, ma inclusivo. La <b>sesta tappa</b> ha tenuto questo ritmo dall’inizio alla fine, con flight ordinati e tempi di gioco rispettati. Una piccola cosa? Sì. Ma è da queste piccole cose che si capisce la qualità di un circuito.</p>
<p>Classifiche e protagonisti. I risultati hanno una chiarezza che racconta bene la giornata: 1ª Categoria: 1° Lordo a Roberto Chiacchierini (Golf Nazionale) con 25 punti; 1° Netto a Massimo Marchetti (Parco di Roma) con 34. 2ª Categoria: vittoria a Paolo Caneschi (Golf Nazionale) con 38 punti; secondo posto ad Antonio Lombardo (Golf Nazionale) con 33. 3ª Categoria: successo netto di Aldo Cori (Golf Nazionale) con 42 punti; alle sue spalle Marco Boggia (Parco di Roma) con 39.</p>
<p>Premi speciali. Tra i <b>Seniores</b>, si impone Claudia Bulzoni (Golf Nazionale) con 38 punti; tra le <b>Ladies</b>, applausi a Luisa Pinci (Golf Nazionale) con 37. Le prove di abilità aggiungono spezie e sorrisi: il <b>Nearest to the Pin</b> alla 3 va a Paolo Caneschi con 374 centimetri; il <b>Driving Contest maschile</b> alla 7 premia Massimo Marchetti; il <b>Driving Contest femminile</b> incorona Laura Serventi (Tevere Tirrenia). Dati chiari, merito altrettanto chiaro: quando il gioco chiama, questi nomi rispondono.</p>
<h2>Verso Antognolla: la settima tappa</h2>
<p>Il calendario non rallenta. Prossima fermata il 14 giugno all’<b>Antognolla Golf</b>, cuore verde dell’Umbria e scenario tra i più suggestivi in Italia. Campo tecnico, panorami che allargano lo sguardo, percorso adatto a chi sa restare lucido sulle seconde nove. Gli ingredienti ci sono tutti: fairway esigenti, green che chiedono tocco, pubblico curioso. E una <b>Golf Magazine Cup 2026</b> che cresce di appuntamento in appuntamento, senza forzare, ma con la sicurezza delle cose ben fatte.</p>
<p>Forse è questo il punto: oltre i punteggi, resta l’immagine di una palla che scivola sul green e si ferma a un soffio dalla buca. È lì che ognuno ritrova il proprio perché. La prossima volta, su un tee umbro al mattino presto, quale colpo porterai con te?</p>
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		<title>Swing for Research: Il Golf si Unisce alla Ricerca con la Fondazione Vialli e Mauro</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/swing-for-research-il-golf-si-unisce-alla-ricerca-con-la-fondazione-vialli-e-mauro/42310/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[webdeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 09:31:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'evento "Swing for Research" al Royal Park I Roveri unisce il golf e la solidarietà, raccogliendo fondi per la ricerca sul cancro e le malattie neurodegenerative, onorando la memoria di Gianluca Vialli</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Al Royal Park I Roveri</b> l’erba profuma d’alba e di attesa: uno swing dopo l’altro, amici e campioni tornano sul green per trasformare il ricordo di <b>Gianluca Vialli</b> in un gesto concreto. È il golf che abbraccia la ricerca.</p>
<p>Lunedì 22 giugno, al <b>Royal Park I Roveri</b>, va in scena la ventunesima edizione di <b>Swing for Research</b>. La organizza la <b>Fondazione Vialli e Mauro</b>. L’atmosfera è quella delle grandi occasioni. Silenzio al tee, sguardi complici, mani che si stringono. Sul prato, il tempo scandisce storie di sport e di legami.</p>
<p>Ci saranno volti che hanno fatto la storia. Michel Platini. Gianfranco Zola. Borja Valero. Giancarlo Antognoni. E i protagonisti dell’<b>Open d’Italia</b> come Stephen Gallacher, Rafa Cabrera Bello, Guido Migliozzi e, salvo variazioni di programma, Edoardo Canonica. Non è solo una lista di nomi. È un invito a ritrovarsi, almeno per un giorno, dalla stessa parte.</p>
<h2>Perché il golf fa bene anche fuori dal campo</h2>
<p>Il <b>golf</b> qui non è un vezzo. È uno stile di vita. Rispetto, ritmo, <b>comunità</b>. La <b>Fondazione Vialli e Mauro</b> nasce dall’amicizia tra <b>Gianluca Vialli</b> e Massimo Mauro. Tiene insieme ciò che il campo insegna: ascolto, fair play, attenzione all’altro. Chi gioca lo sa. Un colpo sbagliato si accetta. Un compagno si incoraggia. Una vittoria si divide.</p>
<p>Ho visto un ragazzo emozionato al primo tee. Ha chiesto silenzio con un gesto incerto. Un ex campione gli ha passato un tee di legno e gli ha detto “vai sereno”. Il drive non è andato lontano, ma il sorriso sì. In giornate così, anche i dettagli contano.</p>
<p>A metà giro, il punto si svela. Qui lo swing diventa dono. La raccolta fondi sostiene la <b>ricerca scientifica</b> contro il cancro e le malattie neurodegenerative, con priorità alla <b>SLA</b>. È un impegno che non ha fronzoli. Ha obiettivi chiari e ricadute reali.</p>
<h2>Dove vanno i fondi: trasparenza e impatto</h2>
<p>Il ricavato sostiene il bando di <b>AriSLA</b>, che finanzia progetti su diagnosi, cura e qualità di vita nella <b>SLA</b>. Una parte va ai progetti dell’<b>Istituto di Candiolo – IRCCS</b>, riferimento per l’oncologia clinica e traslazionale. In pratica: borse di studio, laboratori attivi, protocolli che avanzano di una tappa. I dettagli su importi e linee di ricerca vengono pubblicati dagli enti coinvolti; se qualche dato manca alla vigilia, è perché i conti si chiudono a fine evento.</p>
<p>Il fascino è tutto qui: la sana competizione cede il passo alla <b>solidarietà</b>. Un birdie vale un sorriso in più. Un putt imbucato diventa una finestra aperta su una terapia che migliora. Non è retorica. È il percorso, buca dopo buca.</p>
<p>Sul green si stringono amicizie nuove e si custodiscono memorie. Si onora <b>Gianluca Vialli</b> senza monumenti, ma con scelte concrete. Si gioca per chi oggi non può. E si impara che la forza dello sport è fare spazio, non fare rumore.</p>
<p>Le informazioni pratiche, iscrizioni e aggiornamenti sono disponibili sul sito della <b>Fondazione Vialli e Mauro</b>. Il resto lo fanno i passi lenti verso il green, le parole dette a bassa voce, l’ultimo colpo all’imbrunire. A chi tocca il prossimo swing? Magari a noi, se abbiamo qualcosa da affidare a quel silenzio perfetto.</p>
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		<title>Castiglion del Bosco: Un&#8217;Esperienza di Golf di Lusso che Va Oltre il Campo in Val d’Orcia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[webdeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 09:31:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scopri l'esperienza unica del golf in Val d'Orcia, dove il gioco si fonde con l'ospitalità toscana, il paesaggio mozzafiato e i sapori autentici del vino di Castiglion del Bosco.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In Val d’Orcia</strong> il golf ha un ritmo diverso. Qui il silenzio dei filari e il profilo dei cipressi scandiscono le buche, mentre l’ospitalità toscana trasforma ogni colpo in un rituale. A <strong>Castiglion del Bosco</strong> il gioco è solo l’inizio: il resto lo fanno il paesaggio, il vino, le persone.</p>
<p>Arrivi e respiri piano. La luce è bassa, l’aria sa di erbe secche. Ti sorprende l’armonia: niente forzature, niente eccessi. Il campo emerge dalla <strong>Val d’Orcia</strong> come se fosse sempre stato lì, discreto e preciso.</p>
<h2>Il golf che dialoga con il territorio</h2>
<p>Il cuore batte in un luogo speciale: <strong>The Club at Castiglion del Bosco</strong>, l’unico <strong>golf club privato</strong> in Italia. Dal 2022 è aperto anche agli ospiti del Resort. La scelta conta: qui si gioca in tranquillità, con numeri limitati e tempi distesi.</p>
<p>Il percorso porta la firma di <strong>Tom Weiskopf</strong>. È un tracciato tecnico ma onesto. Non chiede numeri da circo. Premia chi pensa, chi osserva il vento, chi accetta la pendenza naturale. Tra una buca e l’altra, il paesaggio ricorda che il golf, in fondo, è conversazione con la terra.</p>
<p>La conversazione continua a tavola. La tenuta ospita la Cantina di <strong>Castiglion del Bosco</strong>, membro fondatore del Consorzio del <strong>Brunello di Montalcino</strong>. Le degustazioni non sono un contorno. Sono parte dell’esperienza: comprendi il territorio nel bicchiere, poi lo ritrovi nel fairway.</p>
<p>Dal 5 all’8 novembre 2026 torna la <strong>Rosewood CdB Golf Cup</strong>, terza edizione dopo gli appuntamenti di ottobre 2025 e aprile 2026. Il programma unisce gara e scoperta: tour in cantina, cena di benvenuto in <strong>Clubhouse</strong>, premiazione nella <strong>Members’ Cellar</strong>. La serata finale porta la firma dell’<strong>Executive Chef Matteo Temperini</strong>. È il tipo di chiusura che trasforma una leaderboard in memoria condivisa.</p>
<h2>Appuntamenti 2026: gioco, vino, convivialità</h2>
<p>Dal 17 al 19 luglio 2026 torna anche la <strong>Golf Week</strong>. È pensata per chi vuole avvicinarsi al gioco senza sentirsi fuori posto e per chi cerca stimoli nuovi. Ci sono sessioni con un professionista <strong>PGA</strong> del Club, sfide in campo e momenti dedicati ai prodotti della tenuta. Si impara, si ride, si brinda.</p>
<p>Per famiglie e curiosi c’è la <strong>Glow Golf Challenge</strong>. Al calare della sera, il percorso si illumina e il golf diventa linguaggio semplice, quasi un gioco di luce. Funziona: la tecnica scivola in secondo piano, resta la voglia di provare.</p>
<p>La visione sta pagando. Castiglion del Bosco ha ottenuto il 3° posto assoluto in Europa nella classifica <strong>Golf World Top 100 Luxe Resorts Europe</strong> e il titolo di <strong>miglior resort golfistico dell’Europa Continentale</strong>, con un punteggio di 92/100. La graduatoria, curata da Chris Bertram, premia l’equilibrio tra qualità del campo, livello dell’ospitalità e identità della destinazione. Qui quell’equilibrio è concreto: <strong>golf privato</strong>, patrimonio storico, accoglienza internazionale e paesaggio toscano si tengono per mano.</p>
<p>Un’immagine, alla fine, resta. Una palla che parte dritta all’alba. Un cane che abbaia lontano. Un calice di rosso che aspetta in club house. Ti chiedi: quante volte, nella vita, il lusso è solo la forma gentile del tempo? A Castiglion del Bosco la risposta sembra arrivare in silenzio, tra il respiro dei colli e il tocco leggero del ferro 7.</p>
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		<title>Volpe Argentata 2026: Ritorno dell&#8217;Esclusivo Evento che Combina Golf, Auto Storiche ed Eleganza al Parco di Roma Golf Club</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/volpe-argentata-2026-ritorno-dellesclusivo-evento-che-combina-golf-auto-storiche-ed-eleganza-al-parco-di-roma-golf-club/42308/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[webdeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 09:31:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'8ª edizione della Volpe Argentata Invitational celebra la tradizione automobilistica italiana, unendo golf, auto storiche e eleganza nel Parco di Roma Golf Club. Un evento che promette passione e adrenalina.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Un pomeriggio in pista, il profumo d’erba tagliata sul green e la luce di Roma che accende cromature d’epoca: la Volpe Argentata 2026 torna a intrecciare storie di famiglia, sfide sportive e bellezza italiana, tra curve veloci, swing puliti e dettagli che restano negli occhi.</b></p>
<p>La <b>Volpe Argentata Invitational</b> è quel tipo di appuntamento che ti fa alzare lo sguardo. Non solo per il <b>golf</b>, che al <b>Parco di Roma Golf Club</b> ha casa e ritmo, ma per quel dialogo speciale tra <b>auto storiche</b>, persone curiose e un’idea di <b>eleganza</b> che non fa rumore. È un evento pensato, non improvvisato. Lo si sente già all’arrivo, tra livree lucidate e sacche pronte sul tee.</p>
<p>Quest’anno c’è un filo in più che tiene tutto insieme. L’ottava edizione è un omaggio alla tradizione automobilistica italiana: 120 anni dalla nascita di <b>Piero Taruffi</b>, 120 anni della <b>Targa Florio</b> e l’alba del marchio <b>Lancia</b> nelle corse. Tre compleanni che non sono solo numeri, ma una cornice storica che restituisce senso ai dettagli: la precisione del gesto atletico, la meccanica nobile, la cura per il bello.</p>
<h2>Un sabato in pista a Vallelunga</h2>
<p>La novità più attesa ha il suono pieno di un motore che respira: l’apertura ufficiale all’<b>Autodromo Vallelunga Piero Taruffi</b>, sabato 6 giugno, dalle 14.30. I proprietari delle vetture potranno vivere un’esperienza in pista con esercizi di sicurezza e prove tecniche seguiti dallo staff del Centro di Guida Sicura. In genere parliamo di frenate controllate, equilibrio in manovra, gestione dell’aderenza: pratica utile, adrenalina misurata. Prisca Taruffi guiderà il pomeriggio proprio lì, nel circuito che porta il nome di suo padre. Una scelta che racconta molto del carattere dell’evento: passione sì, ma con testa.</p>
<p>Al momento della stesura, il programma completo della giornata al golf club e l’elenco ufficiale delle vetture attese non sono ancora stati diffusi. È un’attesa che aggiunge curiosità senza togliere sostanza: il format è collaudato, l’organizzazione è solida.</p>
<h2>Lancia D24 e la musica che illumina il green</h2>
<p>Sulle pedane del <b>Parco di Roma</b>, tra Club House e campo pratica, arriverà una protagonista: la <b>Lancia D24</b>, in arrivo dal MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, grazie alla collaborazione con <b>ACI Storico</b>. Una linea che è già racconto: metallo teso, proporzioni coraggiose, storia viva. La D24 è entrata nella leggenda anche grazie alle imprese di Piero Taruffi tra Carrera Panamericana, Giro di Sicilia, Targa Florio e Catania–Etna. Sarà uno di quei momenti in cui il pubblico smette di parlare e ascolta con gli occhi.</p>
<p>Prima delle premiazioni, la Banda della <b>Polizia di Stato</b> terrà un concerto esclusivo. Suoni in controluce, un repertorio popolare e colto che scivola tra fairway e pedane come un invito a restare. È l’istante in cui l’evento cambia passo e il verde del campo diventa un piccolo teatro all’aperto.</p>
<p>Il <b>Parco di Roma Golf Club</b> fa il resto. Il percorso incornicia l’esposizione con naturalezza: il verde profondo, la Club House come salotto, il colpo d’occhio che unisce tee e cofano, driver e volante. “Ogni anno voglio un tema preciso”, racconta Prisca Taruffi. E si sente anche l’ambizione: crescere, aprirsi, parlare a un pubblico sempre più internazionale, forte della reputazione di Piero nel mondo.</p>
<p>In fondo, la domanda è semplice: cosa nasce quando metti insieme gesti lenti e rumori veloci? Forse una memoria condivisa. O forse solo quel brivido leggero che ti fa dire: e se il prossimo swing, o la prossima curva, fossi tu a tracciarli?</p>
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		<title>Golf Magazine Cup 2026: La Sesta Tappa si Accende al Golf Nazionale il 29 Maggio</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/golf-magazine-cup-2026-la-sesta-tappa-si-accende-al-golf-nazionale-il-29-maggio/42307/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[webdeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 09:32:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sesta tappa della Golf Magazine Cup 2026 si svolgerà il 29 maggio al Golf Nazionale, promettendo una giornata di competizione intensa e coinvolgente con premi speciali e contest.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Un venerdì di maggio</b>, un campo che non perdona e un circuito che si gioca molto più dei punti: la <b>sesta tappa</b> della <b>Golf Magazine Cup</b> accende il <b>Golf Nazionale</b> e promette una giornata densa di colpi, scelte sottili e storie da raccontare fino all’ultima buca.</p>
<h2>Golf Magazine Cup 2026: la sesta tappa si accende al Golf Nazionale il 29 maggio</h2>
<p>Il 29 maggio si gioca al <b>Golf Nazionale</b>. È la <b>sesta tappa</b> della <b>Golf Magazine Cup 2026</b>, in un calendario già serrato e con una classifica che stringe. Qui il campo detta il ritmo: fairway puliti, linee chiare, green rapidi. Non serve essere tecnici per capirlo. Serve pazienza. E un colpo onesto.</p>
<p>Il circuito conferma la sua formula semplice e coinvolgente. Gara su 18 buche in <b>Stableford</b>, tre categorie per mantenere equilibrio, premi ai primi due di ogni categoria. In più, premi speciali e contest che rendono la giornata viva anche fuori dal tabellino. È un impianto collaudato, pensato per amatori di ogni livello, con un occhio a chi sogna in grande e allunga lo sguardo sulla <b>Finale Nazionale</b> dell’11 ottobre ad <b>Antognolla Golf</b>.</p>
<p>La partnership tra Golf Magazine e <b>WinGolf Tour</b> fa il resto. Organizzazione puntuale, accoglienza curata, un’atmosfera che mixa sport e relazioni senza forzature. Al Nazionale lo percepisci già dalla segreteria: si arriva presto, si parte dalle 8:00, si respira ordine. Poi, una volta sul tee, il campo fa il suo lavoro. I pendii sembrano dolci e invece accelerano. Un colpo corto resta corto. Un metro in più può diventare tre. E quando il putt scivola oltre la buca, capisci che qui ogni punto pesa.</p>
<h2>Perché il Golf Nazionale fa la differenza</h2>
<p>Il percorso è riconosciuto tra i più esigenti in Italia. Non per scenografie urlate, ma per onestà del disegno. Buche che chiedono scelta, non solo forza. Bunkers messi dove prima non li notavi. Un dogleg che ti tenta e ti punisce se lo accorci male. Chi lo conosce lo racconta così: non ti frega, ti educa. E questa tappa arriva nel momento in cui la stagione cambia marcia: consolidare la posizione in ranking o rientrare in corsa non è più teoria, è gestione dei dettagli.</p>
<p>Ed è da metà giornata che spunta la promessa capace di accendere tutto. Alla buca 9, il contest <b>Hole in One</b> mette in palio un voucher per due persone in Austria: due notti per due, quattro green fee inclusi. Un premio esperienziale, non solo simbolico. Se nessuno lo centra durante le tappe del circuito, l’assegnazione passerà all’estrazione finale dell’11 ottobre. Parteciperanno tutti coloro che avranno giocato almeno una tappa ufficiale della <b>Golf Magazine Cup</b>.</p>
<h2>Info utili e iscrizioni</h2>
<p>Data: venerdì <b>29 maggio 2026</b><br />
Luogo: <b>Golf Nazionale</b><br />
Partenze: dalle ore <b>8:00</b><br />
Iscrizioni: segreteria del circolo o canali ufficiali <b>WinGolf</b><br />
Contatti: 389 2162392 – info@wingolftour.it</p>
<p>Qualche consiglio concreto? Pensa corto quando il green corre. Accetta il lay-up se il ferro lungo oggi non parla. Porta una routine essenziale: respiro, mira, ritmo. Qui i colpi medi, ripetuti bene, costruiscono il giro. E quando arriva il momento di rischiare, che sia una scelta, non un impulso.</p>
<p>La stagione corre e il 29 maggio non è solo una data in calendario. È uno spartiacque emotivo. Chi entra in campo porta con sé attese diverse: chi cerca punti, chi cerca risposte, chi vuole solo un giro ben giocato. Tu, cosa cerchi quando appoggi la palla sul tee e il silenzio del fairway ti guarda dritto negli occhi?</p>
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		<item>
		<title>Triumpho di Richard Sterne al Soudal Open dopo 13 anni: De Leo e Laporta tra i primi 20</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/triumpho-di-richard-sterne-al-soudal-open-dopo-13-anni-de-leo-e-laporta-tra-i-primi-20/42306/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[webdeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 09:31:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Richard Sterne torna a vincere il Soudal Open 2026, dimostrando pazienza e precisione. Un ritorno trionfale dopo tredici anni di digiuno nel DP World Tour.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Un pomeriggio belga</b> che sembrava tranquillo. Poi due colpi che spaccano il silenzio, una palla che s’infila dove deve e un veterano che si ricorda come si chiude un torneo. È la storia di un ritorno, ma anche di pazienza, testardaggine e piccolo orgoglio.</p>
<p>Ci sono vittorie che non hanno bisogno di urla. Quella di <b>Richard Sterne</b> al <b>Soudal Open 2026</b> è una di queste. Il sudafricano ha messo insieme 266 colpi, -18 totali, sul <b>Rinkven International GC</b> di <b>Anversa</b>. Non ha forzato quando non serviva. Ha scelto il momento. E lo ha scelto bene.</p>
<p>Per tre giorni la <b>classifica</b> ha avuto un padrone. <b>Zander Lombard</b> ha guidato il gruppo con autorità. Domenica però le corde si sono fatte sottili. Un 74, +3, lo ha riportato a terra. Ottavo, insieme ad altri, in una domenica che racconta quanto il golf sia fragile. A quel punto in tanti hanno visto spazio. Sei nomi si sono accodati a due colpi dal comando: <b>Jacob Skov Olesen</b>, <b>Jorge Campillo</b>, <b>Kota Kaneko</b>, <b>Victor Perez</b>, <b>Marcus Armitage</b>, <b>Marcus Kinhult</b>. Tutti a -16. Tutti con una mano tesa verso la coppa.</p>
<h2>Un finale che pesa</h2>
<p>Il punto centrale non è solo il tabellino. È il modo. Sterne ha firmato un 66, -5, nell’ultimo giro. Nelle ultime tre buche ha messo un <b>birdie</b> e un <b>eagle</b>. Lì ha cambiato la storia. Non c’è stato rumore, solo una sequenza pulita. Legno sicuro, approccio asciutto, putt dritto al cuore. Bastano due swing buoni, quando contano, per riscrivere tredici anni. Perché sì, il sudafricano torna a vincere sul <b>DP World Tour</b> dopo un digiuno lungo. Quasi un altro se stesso tra una coppa e l’altra. La lucidità, stavolta, ha pesato più del braccio.</p>
<p>L’atmosfera? Quella giusta: fairway tesi, green che non regalano, vento gestibile ma mai innocuo. Non servono effetti speciali per raccontare una chiusura così: serve riconoscere il coraggio di fare semplice quando l’aria trema.</p>
<h2>Italia in crescita</h2>
<p>Il Belgio parla anche italiano. <b>Gregorio De Leo</b> ha chiuso ottavo con un 65, -6, fatto di un <b>eagle</b>, cinque <b>birdie</b>, un solo bogey. Terza <b>top ten</b> stagionale per il 26enne biellese. Segnale concreto, non un caso. Il suo ritmo è lineare, il colpo è pulito. E la sensazione è che la fiducia stia prendendo forma settimana dopo settimana.</p>
<p>Bene pure <b>Francesco Laporta</b>, 17° a -13, con un 65 finale e otto <b>birdie</b>. La sua domenica è stata leggera, quasi libera. Quando le linee di putt scorrono, il campo diventa più corto. Più indietro <b>Renato Paratore</b>, 30° a -10, e <b>Matteo Manassero</b>, 53° a -7. Fuori al <b>taglio</b> <b>Molinari</b>, <b>Mazzoli</b> e <b>Celli</b>. Sono dettagli che fanno statistica, ma non dicono tutto: il movimento c’è, e lo si vede nei week-end in cui più azzurri restano in lotta.</p>
<p>Il podio mancato degli inseguitori non toglie nulla alla corsa. Campillo elegante come sempre, Perez ordinato, Olesen concreto. Ma in fondo il golf concede il premio a chi regge l’ultimo chilometro. E domenica quel passo l’ha avuto solo <b>Sterne</b>.</p>
<p>Ora l’immagine che resta è semplice: la palla che cade al centro della buca, il corpo che finalmente si allenta, il sospiro che torna pieno. Quanto vale, nello sport e fuori, aspettare il momento giusto e riconoscerlo quando arriva?</p>
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		<title>Triumpho di Anna Huang alla Lalla Meryem Cup: Anna Zanusso si piazza terza, miglior risultato della sua carriera</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/triumpho-di-anna-huang-alla-lalla-meryem-cup-anna-zanusso-si-piazza-terza-miglior-risultato-della-sua-carriera/42305/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[webdeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2026 09:31:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La 17enne canadese Anna Huang vince la Lalla Meryem Cup a Rabat, mentre l'italiana Anna Zanusso ottiene il miglior risultato della sua carriera sul Ladies European Tour, piazzandosi terza.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Una domenica a Rabat</b> in cui il silenzio pesa quanto i colpi: il respiro trattenuto sul green, un ferro ben piazzato, il dubbio che scivola via. La <b>Lalla Meryem Cup</b> consegna un finale che resta negli occhi, e due storie che si incrociano.</p>
<p>Il palcoscenico è di quelli che insegnano. Blue Course del <b>Royal Golf Dar Es Salam</b>, a <b>Rabat</b>, erba lucida e rough che ti fanno pagare ogni esitazione. La <b>Lalla Meryem Cup</b>, tappa storica del <b>Ladies European Tour</b>, chiede pazienza, ritmo, lucidità nelle ultime tre buche. Chi guarda da casa lo sente: qui non vinci per caso.</p>
<p>I numeri aiutano, ma non dicono tutto. Una 17enne di Vancouver che gioca da professionista da poco. Una leader australiana che ha guidato per due giorni. E un’azzurra che tiene il passo, con il sorriso teso di chi sa che il momento buono si costruisce, non si attende.</p>
<h2>Un finale che ha cambiato tutto</h2>
<p>Poi arriva la svolta. La canadese <b>Anna Huang</b> chiude il torneo con 205 colpi, <b>-14</b>, e firma il suo <b>terzo titolo</b> sul circuito. Lo fa con un ultimo giro in 66, <b>-7</b>, solido e feroce allo stesso tempo: un <b>eagle</b>, sei <b>birdie</b>, un <b>bogey</b>. Davanti, l’australiana <b>Kelsey Bennett</b> scivola nel momento più delicato: 73 in par, con un bogey alla buca finale che le costa sia il playoff sia il trofeo. Il saldo parla chiaro, e premia il coraggio nelle scelte.</p>
<p>Il contesto economico conta perché misura il peso della vittoria: per Huang arrivano 67.500 euro, su un <b>montepremi</b> complessivo di 450.000. Ma c’è di più del conto in banca. C’è l’idea che, a 17 anni, tu riesca a dettare il ritmo in un campo che non perdona. Non succede spesso. E quando succede, diventa un segnale per tutti.</p>
<h2>Zanusso, il passo in avanti che conta</h2>
<p>Qui entra la storia italiana. <b>Anna Zanusso</b> si prende il terzo posto con 209 colpi (72 67 70), <b>-10</b>, e mette a referto il miglior risultato della sua carriera sul <b>LET</b>. Il round conclusivo dice 70, <b>-3</b>, con un <b>eagle</b>, cinque <b>birdie</b>, due <b>bogey</b> e un doppio <b>bogey</b> che avrebbe potuto spezzare l’inerzia. Non l’ha fatto. È rimasta lì, in controllo. E non è un episodio isolato: dopo il quarto posto al MCB Ladies Classic-Mauritius, questa terza piazza somiglia a una traiettoria più che a una parentesi. Un gradino in più, quello che conta.</p>
<p>Zanusso condivide il podio con la statunitense <b>Anna Morgan</b>. Subito dietro, la slovena <b>Pia Babnik</b>, quinta con 210, <b>-9</b>. Seste a 211, <b>-8</b>, la ceca <b>Sara Kouskova</b> e l’inglese <b>Cara Gainer</b>, campionessa in carica. Ottava la singaporiana <b>Shannon Tan</b> con 212, <b>-7</b>, indicata come numero uno del tour nel 2025. È un leaderboard che mescola generazioni e stili, e restituisce l’idea di un movimento in pieno ricambio.</p>
<p>Capitolo azzurre. <b>Roberta Liti</b> chiude 17ª con 215 (71 72 72), <b>-4</b>, in linea con una settimana pulita e senza strappi. Più dietro <b>Alessia Nobilio</b>, 52ª con 221, <b>+2</b>, e <b>Virginia Elena Carta</b>, 64ª con 225, <b>+6</b>. Fuori al taglio per un nulla <b>Alessandra Fanali</b>, 69ª con 149, <b>+3</b>, e <b>Matilde Partele</b>, 73ª con 150, <b>+4</b>. Dettagli che fanno curriculum e fiducia, anche quando il weekend non arriva.</p>
<p>Alla fine resta un’immagine: una giovane che trasforma la tensione in ritmo, e un’italiana che, senza fuochi d’artificio, sposta l’asticella un po’ più in alto. È così che crescono le carriere. E a te, quale colpo rimane addosso: l’eagle che accende la rimonta o il bogey che insegna a non sbagliare più?</p>
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		<title>Markus Brier: Trionfo Storico all&#8217;Hickory Masters 2026 sul Lago di Como</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/markus-brier-trionfo-storico-allhickory-masters-2026-sul-lago-di-como/42303/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[webdeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 09:31:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'Hickory Masters 2026 al Golf Club Villa d'Este ha visto una rimonta emozionante, con Markus Brier che vince il primo Major ufficiale, dimostrando come la tradizione possa guidare l'innovazione nel golf.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Una mattina tersa</b>, il blu del <b>Lago di Como</b> che sembra respirare insieme al fairway e quel fruscio secco del legno: l’eco di un golf antico, tornato vivo. Al <b>Golf Club Villa d’Este</b>, il 14 maggio 2026, una rimonta ha cambiato il passo del tempo.</p>
<p>Il percorso storico del <b>Golf Club Villa d’Este</b> ha accolto 37 giocatori da 16 nazioni. Hanno usato solo mazze originali, tutte precedenti al 1935. Niente telemetri, trolley o buggy. Solo <b>Hickory Golf</b> nella sua ossatura più vera. Il Circolo festeggia un secolo di vita e il contesto non poteva essere più simbolico: qui il legno di noce americano delle shaft racconta ancora la nascita del gioco moderno. È un dettaglio tecnico, ma anche un atto culturale.</p>
<p>In campo c’erano nomi noti del tour. Molti hanno giocato con set storici provenienti dal Museo dell’<b>Hickory Golf Masters</b> di Lugano. Le sacche sembravano piccole teche mobili. Ogni ferro portava segni d’uso. Ogni putt lasciava un’orma di memoria. Se cercate spettacolo, lo trovate nella precisione. Se cercate storia, lo trovate negli strumenti.</p>
<p>La prima giornata ha dato la misura del livello. <b>Markus Brier</b> ha aperto con un 68, miglior score del torneo. Ritmo pulito, errori quasi azzerati, gestione del vento sul lago. Da lì in avanti, equilibrio e nervi. Davanti a metà torneo c’era lo svizzero <b>Paolo Quirici</b>, campione del mondo hickory 2013, solido e ordinato. Sullo sfondo, il tedesco <b>Thomas Gögele</b>, concreto quanto basta per restare aggrappato al podio.</p>
<h2>Una finale da romanzo</h2>
<p>La scena madre arriva tardi, quando la luce si fa obliqua. Alla 16, Brier sbaglia il colpo corto. Silenzio sul green. Poi un <b>chip-in</b> pulito, dritto nel cuore della buca, che salva il par. È la scossa. Alla 17 piazza un <b>birdie</b> deciso, senza esitazioni. Alla 18 ne firma un altro, chiudendo con il passo del corridore che vede il traguardo. Con quel finale, l’austriaco supera <b>Quirici</b> e si prende il primo <b>Major</b> ufficiale dell’<b>Hickory Masters 2026</b>. Gögele chiude con lui sul secondo gradino, un arrivo nobile per un torneo in cui il dettaglio è tutto.</p>
<p>Numeri e fatti sostengono l’emozione. Campo centenario, partecipanti internazionali, attrezzatura storica verificabile. Il regolamento ha escluso aiuti moderni. Lo spirito era semplice: misurati con il legno, gioca la traiettoria, accetta l’errore. È anche questo che ha reso credibile ogni colpo. Non risultano al momento record ufficiali battuti sul percorso in modalità hickory, ma il valore sportivo della vittoria è chiaro e documentabile per contesto e field.</p>
<h2>Perché l’hickory parla al golf di oggi</h2>
<p>C’è un motivo se questa pagina resterà. Il pubblico non ha visto solo un torneo. Ha visto il gesto nudo, senza filtri: impugnatura stretta, faccia del ferro che “morde” la palla, traiettorie più basse, spin controllato con il tatto. Vincere così, oggi, richiede testa, tecnica e immaginazione. Il trofeo, il “<b>Rake Niblick d’argento</b>”, porta ora il nome di <b>Markus Brier</b>. È un oggetto bello, ma soprattutto una promessa: la tradizione può ancora guidare l’innovazione, non inseguirla.</p>
<p>Alla fine, resta un’immagine semplice: il legno che tocca l’erba, una palla che entra da lontano, un respiro trattenuto e poi il boato. Forse è questa la domanda che il <b>Lago di Como</b> ci lascia: quanto del futuro passa ancora da un colpo ben sentito, prima ancora che ben misurato?</p>
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		<item>
		<title>DP World Tour: Sette Golfisti Italiani Pronti per il Soudal Open in Belgio</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/dp-world-tour-sette-golfisti-italiani-pronti-per-il-soudal-open-in-belgio/42302/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[webdeveloper]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 09:31:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sette golfisti italiani si sfidano nel DP World Tour al Soudal Open in Belgio, un torneo che mette alla prova precisione e pazienza. Con un montepremi di 2,75 milioni di dollari in palio, la competizione si</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Belgio, foreste sottili e vento che cambia idea</b>: il <b>DP World Tour</b> riparte dal <b>Soudal Open</b> e porta con sé sette italiani in cerca di spazio, ritmo e colpi che restano in testa quanto un ritornello d’estate. A <b>Rinkven International Golf Club</b>, vicino ad <b>Anversa</b>, torna quella sensazione di attesa: fairway stretti, scelte nette, e la voglia di misurarsi con il momento.</p>
<h2>Il tracciato e la posta in palio</h2>
<p>Il <b>Soudal Open</b> 2026 non è una passerella. È un test di precisione. Il Rinkven vive di legno e di silenzi, con green che chiedono rispetto e un rough che non perdona. Chi entra corto, esce lungo. In palio c’è un <b>montepremi</b> di 2,75 milioni di dollari e 3.500 punti per la <b>Race to Dubai</b>: numeri che pesano, soprattutto ora che la stagione europea cambia ritmo dopo il PGA Championship.</p>
<p>Il <b>field</b> è profondo e competitivo. Spicca il sudafricano Yurav Premlall, fresco del primo titolo sul Tour in Spagna. Gli spagnoli arrivano compatti: Eugenio Chacarra, Angel Hidalgo, Rafa Cabrera Bello, Manuel Elvira e Jorge Campillo. Danimarca presente con Niklas Norgaard e Jacob Skov Olesen. Francia che spinge con Martin Couvra e Ugo Coussaud. E poi lo scozzese Calum Hill, stagione solidissima, e il neozelandese Daniel Hillier, noto per alzare il livello quando il contesto si fa grande. Non c’è un favorito unico, e questo rende tutto più vero.</p>
<h2>Sette azzurri al via</h2>
<p>Gli italiani sono sette: <b>Renato Paratore</b>, <b>Matteo Manassero</b>, <b>Francesco Laporta</b>, <b>Gregorio De Leo</b>, <b>Filippo Celli</b>, <b>Stefano Mazzoli</b> ed <b>Edoardo Molinari</b>. Setti nomi, sette strade per entrare nel torneo e restarci fino alla domenica.</p>
<p>I riflettori, stavolta, cadono su <b>Filippo Celli</b>. Arriva in Belgio con una spinta rara: la recente <b>qualificazione allo U.S. Open</b>, terzo <b>major</b> dell’anno, in programma a <b>Shinnecock Hills</b>. Ha strappato il pass nella Final Qualifying con 67-66, totale -11. Numeri secchi, senza fronzoli. Tradotti: fiducia alta, timing giusto, capacità di chiudere i giri quando la pressione si fa concreta. Rinkven premia questa attitudine.</p>
<p>Occhio anche a <b>Stefano Mazzoli</b>. Ha sfiorato la top 10 al Catalunya Championship e, dopo la sosta coincisa con il PGA, porta in Belgio sensazioni buone. La sua traiettoria recente dice ordine e pazienza: due qualità che su un percorso così contano quanto la distanza dal tee. Molto dipenderà dal ferro medio: chi trova il lato giusto del green, qui, risparmia colpi e pensieri.</p>
<p>E poi c’è la sicurezza gentile di <b>Edoardo Molinari</b>, l’esperienza di <b>Manassero</b> che sta riscrivendo il suo percorso, la solidità pragmatica di <b>Laporta</b>, l’istinto di <b>Paratore</b> e la fame buona di <b>De Leo</b>. Sette profili diversi, un obiettivo comune: stare nella parte alta del tabellone già dal venerdì, quando di solito il torneo decide chi può sognare e chi deve ricominciare.</p>
<p>C’è un dettaglio che vale per tutti: a Rinkven la gestione del vento cambia il senso di un giro. Una bandiera che si muove diversamente al 14 può ribaltare due ore di lavoro. Capita spesso in <b>Belgio</b>, e spesso nei tornei che segnano il confine tra routine e ambizione.</p>
<p>La domanda, allora, è semplice: chi tra questi sette avrà il coraggio di restare fedele al proprio piano quando l’aria gira e il margine si assottiglia? A volte basta un legno 3 ben piazzato, un putt da tre metri che entra pulito, lo sguardo che non scappa. Il resto, qui, lo fa il silenzio tra un colpo e l’altro. E quel silenzio, di solito, premia chi non ha fretta.</p>
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		<title>Giuntoli riparte da Bergamo: l’Atalanta cambia pelle e sogna una nuova era</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/giuntoli-riparte-da-bergamo-latalanta-cambia-pelle-e-sogna-una-nuova-era/42300/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Russo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 06:09:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo l’esperienza alla Juventus, Cristiano Giuntoli è pronto a ripartire dall’Atalanta: progetto nuovo e rivoluzione in vista. L’Atalanta sceglie di voltare pagina e affida il proprio futuro a Cristiano Giuntoli. Dopo due stagioni alla Juventus vissute tra aspettative altissime, critiche e risultati altalenanti, il dirigente toscano è pronto a rimettersi in gioco a Bergamo, in ... <a title="Giuntoli riparte da Bergamo: l’Atalanta cambia pelle e sogna una nuova era" class="read-more" href="https://www.tshot.it/articolo/giuntoli-riparte-da-bergamo-latalanta-cambia-pelle-e-sogna-una-nuova-era/42300/" aria-label="Per saperne di più su Giuntoli riparte da Bergamo: l’Atalanta cambia pelle e sogna una nuova era">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dopo l’esperienza alla Juventus, Cristiano Giuntoli è pronto a ripartire dall’Atalanta: progetto nuovo e rivoluzione in vista.</strong></p>
<p data-start="221" data-end="534">L’Atalanta sceglie di voltare pagina e affida il proprio futuro a Cristiano Giuntoli. Dopo due stagioni alla Juventus vissute tra aspettative altissime, critiche e risultati altalenanti, il dirigente toscano è pronto a rimettersi in gioco a Bergamo, in una delle realtà più solide e ambiziose del calcio italiano.</p>
<figure id="attachment_42301" aria-describedby="caption-attachment-42301" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-42301" src="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/05/giuntoli.jpg" alt="Giuntoli riparte da Bergamo: l’Atalanta cambia pelle e sogna una nuova era" width="1200" height="800" srcset="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/05/giuntoli.jpg 1200w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/05/giuntoli-300x200.jpg 300w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/05/giuntoli-1024x683.jpg 1024w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/05/giuntoli-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-42301" class="wp-caption-text">Giuntoli (ANSA) &#8211; tshot.it</figcaption></figure>
<p data-start="536" data-end="949">La famiglia Percassi ha deciso di puntare forte sull’ex direttore sportivo del Napoli campione d’Italia, l’uomo che ha costruito una squadra capace di dominare la Serie A con intuizioni straordinarie come Khvicha Kvaratskhelia e Kim Min-jae. L’obiettivo è chiaro: aprire un nuovo ciclo e dare ulteriore slancio a una società che, grazie al lavoro di Gian Piero Gasperini, ha cambiato dimensione negli ultimi anni.</p>
<h2 data-section-id="8zwvoo" data-start="951" data-end="984">L’Atalanta apre un nuovo ciclo</h2>
<p data-start="986" data-end="1234">A Bergamo si respira aria di rinnovamento. L’arrivo di Giuntoli rappresenta molto più di un semplice cambio dirigenziale: è il segnale di una società che vuole continuare a crescere, consolidando il proprio status tra le grandi del calcio italiano.</p>
<p data-start="1236" data-end="1561">L’Atalanta degli ultimi anni ha saputo distinguersi per organizzazione, sostenibilità economica e valorizzazione dei talenti. Ora, con l’ingresso di Giuntoli, il club spera di aggiungere un ulteriore tassello alla propria evoluzione, cercando nuovi colpi di mercato in grado di fare la differenza sia in Italia che in Europa.</p>
<p data-start="1563" data-end="1807">La dirigenza nerazzurra vuole infatti interrompere definitivamente ogni legame con il passato recente e costruire una “nuova Dea”, ancora più competitiva e moderna. Un progetto che mette al centro idee, scouting internazionale e programmazione.</p>
<h2 data-section-id="4mz1w4" data-start="1809" data-end="1853">Nodo allenatore: Palladino resta in corsa</h2>
<p data-start="1855" data-end="2143">Uno dei primi temi da affrontare sarà inevitabilmente quello legato alla panchina. Resta da capire se il nuovo corso ripartirà da <strong data-start="1985" data-end="2007">Raffaele Palladino</strong>, protagonista di una stagione complicata ma condizionata soprattutto dalle difficoltà lasciate in eredità dalla gestione di Ivan Juric.</p>
<p data-start="2145" data-end="2480">Il tecnico campano continua a essere valutato attentamente dalla società, ma l’estate potrebbe aprire scenari completamente nuovi. Molte big della Serie A, infatti, sono pronte a cambiare guida tecnica: fatta eccezione per Juventus, Inter e probabilmente Roma, il valzer degli allenatori potrebbe coinvolgere gran parte del campionato.</p>
<p data-start="2482" data-end="2614">Giuntoli osserva e riflette, consapevole che la scelta dell’allenatore sarà decisiva per dare identità al nuovo progetto atalantino.</p>
<h2 data-section-id="6uxa9h" data-start="2616" data-end="2676">D’Amico tra Milan e Roma, ma Giuntoli sarà il riferimento</h2>
<p data-start="2678" data-end="2942">Nel frattempo, anche il futuro di Tony D’Amico resta al centro delle attenzioni. Il dirigente piace da tempo al Milan, che già la scorsa estate aveva mostrato interesse nei suoi confronti, ma nelle ultime settimane anche la Roma avrebbe effettuato alcuni sondaggi.</p>
<p data-start="2944" data-end="3144">Un intreccio dirigenziale che rende il quadro ancora più movimentato, ma con una certezza ormai definita: <strong data-start="3050" data-end="3143">Cristiano Giuntoli sarà il nuovo direttore sportivo dell’Atalanta per i prossimi tre anni</strong>.</p>
<p data-start="3146" data-end="3338" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Un investimento importante da parte dei Percassi, convinti che esperienza, intuizioni e capacità di costruire squadre competitive possano aprire una nuova fase vincente per il club bergamasco.</p>
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		<item>
		<title>Coppa Italia, Lazio-Inter entra nel vivo: il programma completo della vigilia della finale</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/coppa-italia-lazio-inter-entra-nel-vivo-il-programma-completo-della-vigilia-della-finale/42298/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Russo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 06:06:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Allenamenti aperti ai media, conferenze stampa e un evento speciale all’Olimpico: ecco il programma della vigilia di Lazio-Inter. La tensione sale in vista della finale di Coppa Italia tra Lazio e Inter, in programma mercoledì 13 maggio alle ore 21 allo stadio Olimpico di Roma. Una sfida attesissima che assegnerà il secondo trofeo stagionale e ... <a title="Coppa Italia, Lazio-Inter entra nel vivo: il programma completo della vigilia della finale" class="read-more" href="https://www.tshot.it/articolo/coppa-italia-lazio-inter-entra-nel-vivo-il-programma-completo-della-vigilia-della-finale/42298/" aria-label="Per saperne di più su Coppa Italia, Lazio-Inter entra nel vivo: il programma completo della vigilia della finale">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Allenamenti aperti ai media, conferenze stampa e un evento speciale all’Olimpico: ecco il programma della vigilia di Lazio-Inter.</strong></p>
<p data-start="240" data-end="555">La tensione sale in vista della finale di Coppa Italia tra <strong data-start="299" data-end="316">Lazio e Inter</strong>, in programma mercoledì 13 maggio alle ore 21 allo stadio Olimpico di Roma. Una sfida attesissima che assegnerà il secondo trofeo stagionale e che sarà trasmessa in diretta esclusiva su <strong data-start="503" data-end="515">Canale 5</strong> e in streaming su <strong data-start="534" data-end="554">Sportmediaset.it</strong>.</p>
<figure id="attachment_42299" aria-describedby="caption-attachment-42299" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-full wp-image-42299" src="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/05/inter-lazio.jpg" alt="Coppa Italia, Lazio-Inter entra nel vivo: il programma completo della vigilia della finale" width="1200" height="800" srcset="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/05/inter-lazio.jpg 1200w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/05/inter-lazio-300x200.jpg 300w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/05/inter-lazio-1024x683.jpg 1024w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/05/inter-lazio-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-42299" class="wp-caption-text">Inter-Lazio (ANSA) &#8211; tshot.it</figcaption></figure>
<p data-start="557" data-end="760">La giornata di martedì 12 maggio sarà dedicata agli ultimi preparativi delle due squadre, tra allenamenti, conferenze stampa e appuntamenti istituzionali che accompagneranno l’avvicinamento al big match.</p>
<h2 data-section-id="j3bjxw" data-start="762" data-end="815">Lazio, rifinitura a Formello e conferenza di Sarri</h2>
<p data-start="817" data-end="1136">La Lazio inizierà la propria vigilia di finale nella mattinata di martedì con la seduta di allenamento prevista alle <strong data-start="934" data-end="943">10.45</strong> presso il <strong data-start="954" data-end="998">“S.S. Lazio Training Center” di Formello</strong>. I primi quindici minuti della rifinitura saranno aperti ai rappresentanti dei media, come da tradizione UEFA e FIGC nelle grandi finali.</p>
<p data-start="1138" data-end="1337">Nel pomeriggio, invece, spazio alle parole dei protagonisti. Alle <strong data-start="1204" data-end="1213">18.15</strong> sarà il tecnico <strong data-start="1230" data-end="1248">Maurizio Sarri</strong> a presentare la sfida in conferenza stampa, accompagnato da un calciatore biancoceleste.</p>
<p data-start="1339" data-end="1610">Subito dopo, tra le <strong data-start="1359" data-end="1379">18.45 e le 19.00</strong>, all’interno dello stadio Olimpico nel piazzale Montemario, si terrà anche la presentazione dell’opera <strong data-start="1483" data-end="1497">“Together”</strong> dell’artista internazionale <strong data-start="1526" data-end="1543">Lorenzo Quinn</strong>, evento che arricchirà ulteriormente il clima della finale romana.</p>
<h2 data-section-id="chqaj9" data-start="1612" data-end="1643">Inter, Chivu parla in serata</h2>
<p data-start="1645" data-end="1887">Programma intenso anche per l’Inter, che aprirà la giornata alle <strong data-start="1710" data-end="1718">9.30</strong> con l’allenamento ad <strong data-start="1740" data-end="1759">Appiano Gentile</strong>. Anche in questo caso, i primi quindici minuti saranno accessibili ai media per immagini e riprese della rifinitura nerazzurra.</p>
<p data-start="1889" data-end="2143">La conferenza stampa della squadra milanese è invece fissata alle <strong data-start="1955" data-end="1964">19.00</strong>, quando il tecnico <strong data-start="1984" data-end="2002">Cristian Chivu</strong> si presenterà davanti ai giornalisti insieme a un giocatore dell’Inter per analizzare la finale e fare il punto sulle condizioni del gruppo.</p>
<p data-start="2145" data-end="2386" data-is-last-node="" data-is-only-node="">L’attesa, intanto, cresce ora dopo ora. Roma si prepara a ospitare una finale che promette spettacolo, con due squadre pronte a contendersi un trofeo dal grande prestigio davanti a un Olimpico che si annuncia gremito in ogni ordine di posto.</p>
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		<title>Formula 1, svolta sui motori: addio al 50/50, nel 2027 torna protagonista il termico</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/formula-1-svolta-sui-motori-addio-al-50-50-nel-2027-torna-protagonista-il-termico/42296/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Russo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 05:03:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La FIA prepara una rivoluzione tecnica per il 2027: più potenza al motore termico e meno peso all’elettrico. La Formula 1 cambia ancora pelle. Dopo mesi di discussioni, confronti tecnici e prime criticità emerse con il nuovo ciclo regolamentare, FIA, team e costruttori hanno trovato un accordo di principio per modificare le power unit del ... <a title="Formula 1, svolta sui motori: addio al 50/50, nel 2027 torna protagonista il termico" class="read-more" href="https://www.tshot.it/articolo/formula-1-svolta-sui-motori-addio-al-50-50-nel-2027-torna-protagonista-il-termico/42296/" aria-label="Per saperne di più su Formula 1, svolta sui motori: addio al 50/50, nel 2027 torna protagonista il termico">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La FIA prepara una rivoluzione tecnica per il 2027: più potenza al motore termico e meno peso all’elettrico.</strong></p>
<div class="" data-turn-id-container="8ffa17af-d4c5-4690-baf3-5f8934f1574a" data-is-intersecting="true">
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<p data-start="213" data-end="615">La Formula 1 cambia ancora pelle. Dopo mesi di discussioni, confronti tecnici e prime criticità emerse con il nuovo ciclo regolamentare, FIA, team e costruttori hanno trovato un accordo di principio per modificare le power unit del futuro. L’obiettivo è chiaro: rendere le monoposto più gestibili, più spettacolari e meno dipendenti da una componente elettrica che, finora, ha mostrato limiti evidenti.</p>
<p data-start="617" data-end="980">Il cuore della rivoluzione riguarda il delicato equilibrio tra motore termico ed elettrico. Il concetto iniziale del “50/50”, su cui erano stati costruiti i regolamenti delle prossime stagioni, verrà infatti ridimensionato già dal 2027. La direzione intrapresa dalla Formula 1 punta ora verso una distribuzione molto più vicina al <strong data-start="948" data-end="979">60% termico e 40% elettrico</strong>.</p>
<h2 data-section-id="vfqwpa" data-start="982" data-end="1045">Più potenza al motore termico, meno centralità all’elettrico</h2>
<p data-start="1047" data-end="1359">Quando venne progettata la nuova generazione di power unit, i costruttori spinsero fortemente verso un incremento dell’elettrificazione. La scelta di portare la componente elettrica fino a <strong data-start="1236" data-end="1246">350 kW</strong> nasceva dalla volontà di mantenere la Formula 1 in linea con le tendenze dell’industria automobilistica moderna.</p>
<p data-start="1361" data-end="1416">Ma la realtà della pista ha raccontato un’altra storia.</p>
<p data-start="1418" data-end="1837">Fin dai test pre-stagionali, infatti, sono emersi problemi strutturali difficili da ignorare. La batteria non è stata potenziata in termini di capacità, mentre l’eliminazione dell’<strong data-start="1598" data-end="1607">MGU-H</strong> ha ridotto drasticamente le possibilità di recuperare energia. Il risultato? Le monoposto si sono ritrovate con una componente elettrica estremamente potente ma difficile da sostenere per tutta la durata di un giro o di una gara.</p>
<p data-start="1839" data-end="2053">In diverse situazioni, soprattutto in qualifica, i piloti sono stati costretti a gestire l’energia in maniera esasperata, rinunciando spesso a spingere al massimo per evitare di scaricare completamente la batteria.</p>
<p data-start="2055" data-end="2129">Per questo motivo la FIA e i team hanno deciso di intervenire in anticipo.</p>
<p data-start="2131" data-end="2369">Dal 2027 il motore a combustione interna guadagnerà circa <strong data-start="2189" data-end="2198">50 kW</strong>, pari a quasi <strong data-start="2213" data-end="2227">70 cavalli</strong>, grazie a un aumento del flusso di carburante consentito. Parallelamente, la potenza della parte elettrica verrà ridotta della stessa entità.</p>
<p data-start="2371" data-end="2558">Una scelta che dovrebbe avere effetti immediati sul comportamento delle vetture: più tempo con il gas completamente aperto, meno gestione energetica e una guida più naturale per i piloti.</p>
<h2 data-section-id="1swyz0c" data-start="2560" data-end="2604">Una Formula 1 più semplice e spettacolare</h2>
<p data-start="2606" data-end="2972">Oltre alle prestazioni, il nuovo orientamento tecnico punta anche a semplificare il funzionamento delle monoposto. Con l’attuale filosofia estremamente elettrificata, i piloti si sono spesso trovati a dover affrontare situazioni anomale legate alla disponibilità di energia, rendendo la guida meno intuitiva e, in alcuni casi, persino penalizzante per lo spettacolo.</p>
<p data-start="2974" data-end="3252">La nuova configurazione dovrebbe quindi riportare il motore termico al centro del progetto senza cancellare del tutto la componente ibrida. Un compromesso che prova a mantenere la Formula 1 moderna e sostenibile, ma allo stesso tempo più vicina alle esigenze della competizione.</p>
<p data-start="3254" data-end="3599">Non si tratta però di un cambiamento semplice da implementare. L’aumento del flusso di carburante richiederà modifiche hardware alle power unit e probabilmente anche un adeguamento delle dimensioni del serbatoio. Per questo motivo i team hanno scelto di muoversi con largo anticipo, così da evitare ritardi nello sviluppo delle monoposto future.</p>
<p data-start="3601" data-end="3812">Le modifiche non sono ancora ufficiali, ma la FIA ha parlato apertamente di misure “<strong data-start="3685" data-end="3721">concordate in linea di principio</strong>”, lasciando intendere che il percorso verso l’approvazione definitiva sia ormai tracciato.</p>
<p data-start="3814" data-end="4048">Nel comunicato diffuso dalla Federazione si sottolinea come ci sia stato “un impegno unanime” per introdurre cambiamenti capaci di migliorare la competitività, la sicurezza e la comprensione delle vetture da parte di piloti e squadre.</p>
<h2 data-section-id="19tfvpn" data-start="4050" data-end="4088">Miami ha dato segnali incoraggianti</h2>
<p data-start="4090" data-end="4403">Nel frattempo, la FIA ha confermato anche i primi risultati positivi delle modifiche sperimentate a Miami. Gli interventi sul cosiddetto <strong data-start="4227" data-end="4245">super-clipping</strong>, con l’aumento dell’efficacia a 350 kW e la riduzione della potenza dell’MGU-K a 250 kW in alcune aree del circuito, hanno fornito indicazioni incoraggianti.</p>
<p data-start="4405" data-end="4556">Allo studio restano inoltre ulteriori aggiornamenti legati alla sicurezza, soprattutto per quanto riguarda le partenze e le gare disputate sul bagnato.</p>
<p data-start="4558" data-end="4809" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La sensazione è che la Formula 1 stia cercando un nuovo equilibrio tecnico: meno estremismi, più guidabilità e una maggiore attenzione allo spettacolo in pista. E il 2027 potrebbe rappresentare il primo vero punto di svolta di questa nuova era ibrida.</p>
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		<title>Vlahovic fulmineo: gol dopo 10 secondi e record storico nella Juventus</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/vlahovic-fulmineo-gol-dopo-10-secondi-e-record-storico-nella-juventus/42294/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Russo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 08:52:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il serbo torna titolare, segna dopo appena 10 secondi a Lecce e firma il gol più veloce della storia bianconera. Dusan Vlahovic si riprende la scena nel modo più clamoroso possibile. L’attaccante serbo, tornato titolare nella sfida contro il Lecce, ha impiegato appena 10 secondi per lasciare il segno e riscrivere un pezzo di storia ... <a title="Vlahovic fulmineo: gol dopo 10 secondi e record storico nella Juventus" class="read-more" href="https://www.tshot.it/articolo/vlahovic-fulmineo-gol-dopo-10-secondi-e-record-storico-nella-juventus/42294/" aria-label="Per saperne di più su Vlahovic fulmineo: gol dopo 10 secondi e record storico nella Juventus">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il serbo torna titolare, segna dopo appena 10 secondi a Lecce e firma il gol più veloce della storia bianconera.</strong></p>
<p data-start="203" data-end="592">Dusan Vlahovic si riprende la scena nel modo più clamoroso possibile. L’attaccante serbo, tornato titolare nella sfida contro il Lecce, ha impiegato appena <strong data-start="359" data-end="373">10 secondi</strong> per lasciare il segno e riscrivere un pezzo di storia della Juventus. Un lampo devastante, che non solo ha indirizzato immediatamente la gara, ma ha anche consegnato il suo nome ai libri dei record del club bianconero.</p>
<figure id="attachment_42295" aria-describedby="caption-attachment-42295" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-full wp-image-42295" src="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/05/vlahovic.jpg" alt="Vlahovic fulmineo: gol dopo 10 secondi e record storico nella Juventus" width="1200" height="800" srcset="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/05/vlahovic.jpg 1200w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/05/vlahovic-300x200.jpg 300w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/05/vlahovic-1024x683.jpg 1024w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/05/vlahovic-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-42295" class="wp-caption-text">Dusan Vlahovic (ANSA) &#8211; tshot.it</figcaption></figure>
<p data-start="594" data-end="750">Con questa rete, infatti, Vlahovic ha realizzato il <strong data-start="646" data-end="692">gol più veloce nella storia della Juventus</strong>, superando un primato che resisteva da oltre un decennio.</p>
<h2 data-section-id="pijjo7" data-start="752" data-end="801">Vlahovic supera Vidal: nuovo record bianconero</h2>
<p data-start="803" data-end="1061">Il precedente record apparteneva ad Arturo Vidal, che nel novembre 2012 aveva trovato la rete dopo 18 secondi nel celebre Juventus-Inter terminato 1-3. Un primato rimasto intatto per quasi 14 anni e ora cancellato dal destro immediato del numero 9 juventino.</p>
<p data-start="1063" data-end="1356">La giocata del serbo è stata tanto semplice quanto letale: pressing alto, recupero immediato e conclusione vincente senza lasciare scampo alla difesa salentina. Un’azione che ha evidenziato non solo la fame di Vlahovic, ma anche la sua voglia di tornare protagonista dopo settimane complicate.</p>
<p data-start="1358" data-end="1565">Per l’attaccante classe 2000 si tratta di un segnale importante anche dal punto di vista personale. Tornare titolare e incidere subito con un record storico rappresenta una risposta forte a critiche e dubbi.</p>
<h2 data-section-id="28wv18" data-start="1567" data-end="1604">Tra i gol più veloci della Serie A</h2>
<p data-start="1606" data-end="1815">La rete lampo di Lecce entra di diritto anche tra le più rapide mai viste nel campionato italiano. Negli ultimi anni, infatti, soltanto due calciatori sono riusciti a segnare in meno tempo rispetto a Vlahovic.</p>
<p data-start="1817" data-end="2110">Il record assoluto recente appartiene a Rafael Leao, a segno dopo appena <strong data-start="1890" data-end="1903">6 secondi</strong> con la maglia del Milan, seguito da Hirving Lozano, che trovò la rete dopo <strong data-start="1979" data-end="1992">9 secondi</strong>. Il centravanti juventino si piazza dunque immediatamente alle loro spalle, confermando l’eccezionalità dell’impresa.</p>
<p data-start="2112" data-end="2388" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Per la Juventus, invece, il dato resta storico: mai nessun giocatore bianconero era riuscito a colpire così rapidamente dall’inizio di una partita. Un record che porta la firma di Dusan Vlahovic e che potrebbe rappresentare anche un nuovo punto di partenza nella sua stagione.</p>
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		<title>Sinner riparte con il sorriso: “A Roma per noi italiani è sempre speciale”</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/sinner-riparte-con-il-sorriso-a-roma-per-noi-italiani-e-sempre-speciale/42292/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Russo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 20:50:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Jannik Sinner supera l’esordio contro Ofner e guarda avanti: “Ora devo alzare il livello, ma sono felice del mio tennis”. Jannik Sinner parte con il piede giusto e conquista il debutto contro Sebastian Ofner, mandando subito un messaggio chiaro al torneo. Il numero uno azzurro, applaudito dal pubblico italiano, ha raccontato tutta la sua soddisfazione ... <a title="Sinner riparte con il sorriso: “A Roma per noi italiani è sempre speciale”" class="read-more" href="https://www.tshot.it/articolo/sinner-riparte-con-il-sorriso-a-roma-per-noi-italiani-e-sempre-speciale/42292/" aria-label="Per saperne di più su Sinner riparte con il sorriso: “A Roma per noi italiani è sempre speciale”">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Jannik Sinner supera l’esordio contro Ofner e guarda avanti: “Ora devo alzare il livello, ma sono felice del mio tennis”.</strong></p>
<p data-start="216" data-end="552">Jannik Sinner parte con il piede giusto e conquista il debutto contro Sebastian Ofner, mandando subito un messaggio chiaro al torneo. Il numero uno azzurro, applaudito dal pubblico italiano, ha raccontato tutta la sua soddisfazione al termine della sfida, senza però nascondere la voglia di crescere ancora nel corso della competizione.</p>
<figure id="attachment_42293" aria-describedby="caption-attachment-42293" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-42293" src="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/05/sinner.jpg" alt="Sinner riparte con il sorriso: “A Roma per noi italiani è sempre speciale”" width="1200" height="800" srcset="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/05/sinner.jpg 1200w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/05/sinner-300x200.jpg 300w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/05/sinner-1024x683.jpg 1024w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/05/sinner-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-42293" class="wp-caption-text">Sinner (ANSA) &#8211; tshot.it</figcaption></figure>
<p data-start="554" data-end="962">“Per noi italiani questo è sempre uno dei tornei più importanti dell’anno”, ha spiegato Sinner dopo il successo, sottolineando il legame speciale con Roma e con il pubblico di casa. Il tennista altoatesino ha poi evidenziato come le gare d’esordio siano spesso le più insidiose: “Le prime partite sono sempre complicate, ma sono contento di essere qui e il mio obiettivo è arrivare il più lontano possibile”.</p>
<h2 data-section-id="e4v9tw" data-start="964" data-end="1020">La gioia per il debutto e il rapporto con il pubblico</h2>
<p data-start="1022" data-end="1309">Sinner ha parlato anche delle emozioni vissute in campo, in un’atmosfera che per lui ha un valore particolare. “Questa città e questo torneo sono speciali per me proprio perché sono italiano”, ha dichiarato, evidenziando quanto il sostegno dei tifosi possa incidere anche sul rendimento.</p>
<p data-start="1311" data-end="1625">Il campione azzurro si è detto soddisfatto della prova offerta contro Ofner, soprattutto dal punto di vista tattico. “Sapevo che non sarebbe stata una partita semplice, ma sono stato solido nel mio gioco. L’avevamo preparata in un certo modo: ho cercato di farlo muovere e di prendere l’iniziativa”, ha spiegato.</p>
<p data-start="1627" data-end="1776">Nonostante la vittoria, Sinner ha ammesso che alcuni aspetti possono ancora migliorare: “Non ho servito al meglio, però nel complesso è andata bene”.</p>
<h2 data-section-id="553y59" data-start="1778" data-end="1831">“La perfezione non esiste”: la mentalità di Sinner</h2>
<p data-start="1833" data-end="2056">Nel post partita il numero uno italiano ha mostrato ancora una volta tutta la lucidità che lo contraddistingue. Per Sinner il margine di crescita resta fondamentale, anche dopo i grandi risultati ottenuti negli ultimi mesi.</p>
<p data-start="2058" data-end="2228"><strong data-start="2058" data-end="2088">“La perfezione non esiste”</strong>, ha detto con chiarezza. “Stiamo cercando di migliorare ogni colpo con piccoli dettagli che ad alto livello fanno davvero la differenza”.</p>
<p data-start="2230" data-end="2568">Una mentalità costruita nel tempo e maturata grazie all’esperienza. “Prima di ogni partita ho sempre dei dubbi. Se non ne hai, vuol dire che non ci tieni davvero”, ha aggiunto. Poi uno sguardo al passato: “Oggi sono molto più consapevole rispetto a qualche anno fa. Sei anni fa sarebbe stato impossibile immaginare tutto questo percorso”.</p>
<p data-start="2570" data-end="2870" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Sinner ha infine ribadito l’importanza del lavoro quotidiano dietro ogni vittoria: “Le partite si vincono prima, con ciò che fai in allenamento”. Un messaggio che racconta perfettamente l’approccio del campione azzurro, sempre concentrato sul miglioramento continuo anche dopo un esordio convincente.</p>
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		<title>Calcio: Fflick Conferma, &#8216;Yamal Sarà Pronto per i Mondiali&#8217;, secondo il tecnico del Barcellona</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/calcio-fflick-conferma-yamal-sara-pronto-per-i-mondiali-secondo-il-tecnico-del-barcellona/42287/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Fallai]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 12:55:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Golf]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tshot.it/?p=42287</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lamine Yamal, il giovane talento del Barcellona, è pronto per brillare ai Mondiali 2026. Cresciuto a La Masia, Yamal ha già dimostrato la sua abilità in campo e nelle partite internazionali.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Un pomeriggio di sole alla Ciutat Esportiva</b>, voci basse e palloni che sibilano sull’erba. In questo sfondo familiare, una frase cade netta: il futuro corre più veloce dei passi. E ha il nome di un ragazzo che gioca come se fosse sempre la prima volta.</p>
<p>C’è una calma strana quando si parla di <b>Barcellona</b> e talento. Nessuna forzatura, solo l’idea che certe cose nascano naturali. Con <b>Lamine Yamal</b> è andata così: un esordio prima dei sedici, un dribbling che fa rumore, un carattere che non cerca riflettori ma li attira.</p>
<p>A oggi, il calendario guarda dritto ai <b>Mondiali 2026</b> in Nord America. Tra giugno e luglio, tre Paesi ospiteranno il torneo più guardato del pianeta. Lamine, nato nel 2007, ci arriverà con ancora diciotto anni. Età verde, sì. Ma già piena di partite pesanti, notti europee, stadi ostili, responsabilità da grande. È il tipo di viaggio che a <b>La Masia</b> conoscono bene: crescere senza saltare tappe, ma senza sprecare il talento.</p>
<p>In Nazionale, Yamal ha messo subito la firma. Ha segnato al debutto con la <b>Spagna</b> nel 2023, diventando il più giovane marcatore della Roja in gare ufficiali. Agli Europei 2024 ha trasformato un sinistro in manifesto, mostrando che la creatività, quando serve, non ha paura del contesto. Sono fatti controllabili, non etichette.</p>
<h2>Il contesto: tra club e Nazionale</h2>
<p>Dentro al <b>Barça</b>, Yamal è gestito con attenzione. Carichi dosati, minutaggi calibrati tra campionato e coppe, lavoro specifico per un fisico in crescita. Non tutti i dettagli sono pubblici, e non c’è alcuna lista ufficiale dei minuti “permessi”: lo staff monitora, adatta, protegge. Le convocazioni future della <b>Nazionale</b> restano, ovviamente, a discrezione del ct: nessuna garanzia formale, solo la realtà del campo.</p>
<p>Ed è qui che il punto arriva, chiaro, a metà conversazione. <b>Hansi Flick</b> lo ha detto senza giri: “Sta facendo buoni progressi. Penso che lo vedremo lì”. Tradotto: per l’allenatore del <b>Barcellona</b>, Yamal sarà pronto per la <b>Coppa del Mondo</b>. Non è uno slogan, è una lettura del lavoro quotidiano. Chi lo vede allenarsi, chi lo vede reagire a una gara no o a una marcatura dura, percepisce un filo rosso: apprende in fretta, sbaglia poco due volte di fila.</p>
<p>L’aspettativa non nasce nel vuoto. Parliamo del più giovane marcatore nella storia della Liga e di un titolare capace di piegare difese esperte col primo controllo. Gli indicatori che contano – impatto nelle grandi partite, personalità nelle scelte, equilibrio tra rischio e protezione della palla – sono già lì. Ed è qui che la frase di Flick suona concreta, non romantica.</p>
<h2>Cosa cambia per la Spagna</h2>
<p>Se Yamal arriva al <b>Mondiale</b> nelle condizioni giuste, la Spagna guadagna ampiezza e imprevedibilità sulla corsia destra. Un esterno che riceve largo, crea superiorità e costringe i difensori a scegliere il male minore: raddoppiare lasciando spazio dentro, o rischiare l’uno contro uno. In un torneo breve, queste micro-decisioni spostano partite. L’equilibrio, però, resta la parola chiave: rotazioni, gestione degli strappi, letture senza palla. Dettagli che non passano in tv ma che costruiscono un cammino.</p>
<p>Ci sono, naturalmente, variabili che nessuno può blindare oggi: forma, infortuni, concorrenza interna, scelte del commissario tecnico. Non c’è alcuna lista definitiva, né promesse scritte. C’è un ragazzo che cresce, un club che lo educa al mestiere e una Nazionale che ne ha già assaggiato l’utilità. E c’è un allenatore, <b>Flick</b>, che mette la faccia su una previsione ponderata.</p>
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		<title>Milan in Allerta: Cinque Giocatori a Rischio Diffida Contro la Juventus</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/milan-in-allerta-cinque-giocatori-a-rischio-diffida-contro-la-juventus/42281/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aldo Franceschini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 09:21:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Golf]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tshot.it/?p=42281</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'allenatore della Juventus, Allegri, ritorna al 3-5-2 contro il Milan, una mossa che potrebbe cambiare l'inerzia del match. Il Milan deve gestire la pressione e i rischi di diffida.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Notte di big match</b> e nervi tesi: <b>Allegri</b> rispolvera il <b>3-5-2</b>, il <b>Milan</b> sente il peso dei <b>cartellini</b>. La partita con la <b>Juventus</b> non sarà solo tecnica: conterà come si sta in campo, come si respira la pressione, come si gestisce una diffida che punge alla prima esitazione.</p>
<p>La settimana si è aperta con un dettaglio che cambia il copione. Contro il <b>Verona</b>, Massimiliano <b>Allegri</b> è tornato al suo <b>3-5-2</b>. Un abito che la sua <b>Juventus</b> conosce a memoria: blocco corto, esterni alti quando c’è da spingere, linee strette quando c’è da soffrire. Traduzione pratica per il <b>Milan</b>: tempi di intervento ridotti, duelli continui sulle fasce, mezze transizioni da leggere in un lampo. E attenzione ai <b>cartellini</b>. In una gara così, un giallo precoce cambia tutto.</p>
<p>Gli arbitri in Serie A tutelano ritmo e campo aperto: il fallo tattico è quasi sempre punito. E nei big match la soglia si abbassa ancora. L’inerzia di queste partite si decide spesso lì, tra il secondo in cui scegli se fermare un contropiede e quello in cui lasci andare. Banale? No. Decisivo.</p>
<h2>Cosa cambia con il 3-5-2 di Allegri</h2>
<p>Il 3-5-2 porta gli esterni bianconeri a occupare il corridoio con continuità. Quando la Juve ribalta il lato, il quinto riceve e attacca l’uomo in isolamento. Per il Milan significa raddoppi tempestivi e scivolate perfette tra terzino e mezzala. Se arrivi in ritardo di mezzo metro, scatta il giallo. Se ci arrivi in anticipo, riparti. È una banale geometria di campo, ma in gare ad alta intensità diventa un esame di maturità.</p>
<p>C’è poi il centrocampo a tre della Juve, che ama schermare e rubare palla “a morsa”. Quando ti portano dentro la trappola, l’istinto è agganciare la maglia. Altro rischio. Da anni la Serie A viaggia su una media sopra i quattro gialli a partita: non serve una statistica al millimetro per capire che il margine di errore, in notti così, è sottile.</p>
<h2>La mappa del rischio per il Milan</h2>
<p>In vista di Juve-Milan, i rossoneri hanno cinque giocatori a rischio <b>diffida</b>. Parliamo di calciatori a un passo dalla squalifica per somma di ammonizioni. Al momento, il club non ha pubblicato un elenco ufficiale dei nomi: diverse ricostruzioni lo danno per certo, ma senza conferme formali è corretto fermarsi ai fatti. Il fatto è questo: la gestione emotiva e tattica diventa un tema centrale.</p>
<p>Cosa comporta? Scelte più prudenti nei contrasti “di posizione”; ricambi preparati con timing chirurgico; comunicazione costante dalla panchina. Un giallo può costarti l’inerzia del match e la presenza nel turno successivo. È il tipico doppio filo dei cartellini: proteggi la squadra oggi, la metti in difficoltà domani. In uno scontro diretto, dove ogni metro vale, è una decisione che pesa.</p>
<p>Ci sono accorgimenti semplici e concreti. Tenere le distanze giuste tra i reparti per evitare falli di frustrazione. Pulire l’uscita dal basso con il primo controllo orientato, invece del contatto spalle alla porta. Spezzare il ritmo avversario con il possesso, non con l’intervento alla disperata. Dettagli che cambiano la partita più delle parole.</p>
<p>Se hai frequentato San Siro lo sai: basta un giallo alla mezz’ora per farti trattenere il fiato a ogni contrasto. La tribuna mormora, la Curva chiede coraggio, il giocatore cammina sul filo. È il bello e il crudele del calcio grande.</p>
<p>Alla fine, resterà la solita domanda che divide bar e spogliatoi: meglio un fallo “intelligente” al momento giusto o un rischio calcolato in più pur di restare puliti? La risposta, come sempre, arriverà sul prato, nel secondo in cui il pallone scappa e il cuore decide prima della testa.</p>
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		<title>Masters di Augusta 2026, non è solo un torneo: è il campo che decide chi sei davvero</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/masters-di-augusta-2026-non-e-solo-un-torneo-e-il-campo-che-decide-chi-sei-davvero/42278/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Papa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 08:48:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Golf]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tshot.it/?p=42278</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Masters di Augusta 2026 promette un'esperienza intensa, dove la pressione mentale e la gestione del rischio sono fondamentali. Non vince chi parte più forte, ma chi sa scegliere e resistere.</p>
<p>The post <a href="https://www.tshot.it/articolo/masters-di-augusta-2026-non-e-solo-un-torneo-e-il-campo-che-decide-chi-sei-davvero/42278/">Masters di Augusta 2026, non è solo un torneo: è il campo che decide chi sei davvero</a> appeared first on <a href="https://www.tshot.it">Tshot</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ad Augusta non cerchi solo un punteggio: cerchi te stesso. Il Masters di Augusta 2026 non promette spettacolo a ogni buca, ma ti guarda negli occhi e capisce se reggi la paura, il silenzio, la bellezza che distrae </strong></p>
<p>Il bello è che il <strong>Masters di Augusta</strong> usa sempre lo stesso palcoscenico, l’<strong>Augusta National</strong>. Un luogo curato al millimetro, ma mai addomesticato.</p>
<figure id="attachment_42279" aria-describedby="caption-attachment-42279" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-42279" src="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/04/35c246c2-01ef-4fc7-bd60-2dc322893736_1776019625.webp" alt="Masters di Augusta 2026, non è solo un torneo: è il campo che decide chi sei davvero" width="1200" height="900" srcset="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/04/35c246c2-01ef-4fc7-bd60-2dc322893736_1776019625.webp 1200w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/04/35c246c2-01ef-4fc7-bd60-2dc322893736_1776019625-300x225.webp 300w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/04/35c246c2-01ef-4fc7-bd60-2dc322893736_1776019625-1024x768.webp 1024w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/04/35c246c2-01ef-4fc7-bd60-2dc322893736_1776019625-768x576.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-42279" class="wp-caption-text">Masters di Augusta 2026, non è solo un torneo: è il campo che decide chi sei davvero</figcaption></figure>
<p>Par 72, oltre <strong>7.500 yard</strong>, un <strong>field ristretto</strong> rispetto alle altre <strong>major</strong>: qui il numero dei partecipanti è più contenuto e l’aria pesa un po’ di più. Non ci sono dati ufficiali sulla velocità dei <strong>green</strong> e questo dice già molto: il campo preferisce la verità al chiacchiericcio dei numeri.</p>
<p>I fatti contano. Ogni anno lo vediamo: la Sunday charge esiste, ma regge solo se la testa tiene. Nel 2016, con un vantaggio ampio, Jordan Spieth inciampa alla 12 e la <strong>classifica</strong> si rovescia in pochi minuti. Nel 2019 Tiger Woods aspetta, sbaglia poco, punisce al momento giusto. Nel 2023 Jon Rahm parte con un doppio bogey alla 1 e chiude comunque da campione. Nel 2024 Scottie Scheffler domina senza rumore. Modelli diversi, stessa lezione: ad Augusta la <strong>pressione mentale</strong> pesa come una zavorra invisibile.</p>
<p>La 11, la 12, la 13. L’<strong>Amen Corner</strong> non è un mistero tecnico, è un confronto con il margine d’errore. Un ferro corto alla 12 e sei nei pini; un lay-up affrettato alla 13 e butti via due colpi. Qui la <strong>gestione del rischio</strong> vale quanto la qualità del colpo. Il pubblico trattiene il respiro, ma è il giocatore che deve respirare al posto di tutti.</p>
<p>Per chi guarda da casa, l’idea è semplice: non vince chi parte più forte. Vince chi sceglie bene quando non c’è scelta facile. E chi dimentica in fretta. Ad Augusta non vivi di highlight, vivi di pars che non fanno notizia. Sembra poco, è tutto.</p>
<h2>Augusta 2026: cosa attendersi (senza profezie)</h2>
<p>Non sappiamo chi alzerà la giacca verde. Sappiamo però che il torneo premierà chi regge quattro giorni senza sbandare. La statistica recente aiuta: chi resta sotto il par nei “back nine” della domenica di solito rimane in corsa; chi forza il colpo dove il campo dice “no” esce dalla foto. Attenzione ai <strong>green velocissimi</strong> nelle ore più calde e al vento che balla tra pini e laghetti: non sempre lo vedi, ma ti sposta la palla.</p>
<p>Se cerchi una chiave di lettura, cercala nei dettagli. L’impostazione del tee alla 13 dopo l’allungamento degli ultimi anni rende l’eagle meno frequente e valorizza la pazienza. Le posizioni di bandiera del sabato spesso “chiamano” l’errore corto. E la domenica non ti regalano mai la 18: il drive deve trovare il corridoio, il secondo colpo non deve diventare un racconto di coraggio andato male.</p>
<p>Il punto, alla fine, è uno solo. L’<strong>Augusta National</strong> premia chi accetta di non controllare tutto. Chi sa rallentare il cuore senza perdere la mano. Chi ascolta il silenzio prima di un putt di due metri come se fosse una domanda personale. Quando la palla cade in buca, non senti un urlo: senti un “sì” che arriva da dentro. E tu? Davanti a un campo così, forzeresti o aspetteresti il momento giusto per dire chi sei davvero?</p>
<p>The post <a href="https://www.tshot.it/articolo/masters-di-augusta-2026-non-e-solo-un-torneo-e-il-campo-che-decide-chi-sei-davvero/42278/">Masters di Augusta 2026, non è solo un torneo: è il campo che decide chi sei davvero</a> appeared first on <a href="https://www.tshot.it">Tshot</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il segreto del golf è il gioco corto: come migliorare chip e pitch</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/il-segreto-del-golf-e-il-gioco-corto-come-migliorare-chip-e-pitch/42269/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Papa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 07:34:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf News]]></category>
		<category><![CDATA[Golf]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tshot.it/?p=42269</guid>

					<description><![CDATA[<p>Questo articolo offre consigli pratici per migliorare il gioco corto nel golf, spiegando le tecniche di chip e pitch e suggerendo esercizi utili per affinare queste abilità.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il colpo che senti nelle mani quando il green è vicino vale più di un drive perfetto. È lì, a pochi metri dalla buca, che il tempo rallenta e ogni tocco racconta il tuo golf.</strong></p>
<p>Il <b>gioco corto</b> non è solo “recupero”: è punteggio puro. In un giro di 18 buche, oltre metà dei colpi nasce entro 100 metri. E la differenza si vede. Tra i professionisti, lo “scrambling” da fuori green viaggia attorno al 60%. Tra gli amatori, spesso non supera il 30%. Quei recuperi mancati sono tre, quattro colpi a carta. E fanno male, soprattutto quando avevi tirato un gran ferro.</p>
<figure id="attachment_42270" aria-describedby="caption-attachment-42270" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-42270" src="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/03/a8741760-1b1c-44cd-b5de-f54d4987c5f7_1772816636.webp" alt="Il segreto del golf è il gioco corto: come migliorare chip e pitch" width="1200" height="900" srcset="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/03/a8741760-1b1c-44cd-b5de-f54d4987c5f7_1772816636.webp 1200w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/03/a8741760-1b1c-44cd-b5de-f54d4987c5f7_1772816636-300x225.webp 300w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/03/a8741760-1b1c-44cd-b5de-f54d4987c5f7_1772816636-1024x768.webp 1024w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/03/a8741760-1b1c-44cd-b5de-f54d4987c5f7_1772816636-768x576.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-42270" class="wp-caption-text">Il segreto del golf è il gioco corto: come migliorare chip e pitch</figcaption></figure>
<p>Il <b>chip</b> è il colpo basso che vola poco e rotola molto. Lo usi quando hai spazio tra palla e buca e il lie è onesto. Set-up: stance stretto, peso 60–70% sulla gamba avanti, <b>posizione della palla</b> leggermente arretrata, mani appena avanti. Pensa a un putt con loft: corpo stabile, braccia che lavorano insieme, polsi calmi. Niente “mano destra eroica”.</p>
<p>Per il <b>controllo della distanza</b>, ragiona in ampiezza e ritmo, non in forza. Scegli il bastone in base al rotolo: un pitching o gap <b>wedge</b> per far correre, un 9 se il green è lento. Il 56° serve solo se devi superare un bordo o fermare un po’ prima. Più loft = meno rotolo, più rischio. Regola pratica: vola sul primo terzo, rotola sugli altri due. Visualizza il punto di atterraggio e gioca su quello.</p>
<p>Il <b>pitch</b> sale di più, atterra e si ferma. Serve quando devi scavalcare fringe, bunker o quando il green è veloce. Set-up: stance medio, peso 55–45, palla al centro o appena avanti, faccia del bastone neutra o leggermente aperta. Lascia un minimo di hinge ai polsi e ruota il corpo fino alla fine. Il terreno fa il resto: niente “scavare”.</p>
<p>Per il <b>controllo della distanza</b> costruisci il tuo “orologio”: stesso ritmo, tre ampiezze di swing, tre loft (ad esempio 50°, 56°, 60°). Misura e scrivi le tue metrature in pratica. I giocatori del Tour tengono una scheda personale; copiala. E ricorda il vento: controvento la palla sale e si ferma di più, col vento a favore servirà un atterraggio più vicino.</p>
<h2>Errori comuni che costano colpi</h2>
<p>Alla fine, il <b>gioco corto</b> è un dialogo onesto con il terreno. Ti fidi del colpo semplice, accetti il rimbalzo, lasci parlare le mani. Domani, al primo bordo del green, che storia vuoi raccontare con il tuo tocco?</p>
<p>&#8211; Decelerare. La testa resta ferma, ma il corpo continua. Fai un follow-through più lungo del backswing.<br />
&#8211; Usare sempre il 60°. Il lob è uno strumento, non una religione. La vera <b>scelta del wedge</b> è dettata dal rotolo che vuoi.<br />
&#8211; Palla nel posto sbagliato. Con lie stretto, palla troppo avanti = grasso. Su erba alta, troppo indietro = palla “schiacciata” e senza spin.<br />
&#8211; Mani iperattive. Se la faccia cambia tanto durante l’impatto, cambierà anche la distanza.</p>
<h2>Allenamento attorno al green, semplice e utile</h2>
<p>&#8211; Tappetino-asciugamano: posa un telo 1×1 m come zona di atterraggio. 10 <b>chip</b> e 10 <b>pitch</b>. Obiettivo: 7 su 10 dentro.<br />
&#8211; Par-18: nove posizioni diverse attorno al <b>green</b>, un colpo per arrivare in green e un putt per chiudere. Par 18. Sotto 22 è già buono; sotto 20 cambi giro.<br />
&#8211; Clock drill: tre <b>wedge</b>, tre ampiezze. Segna le metrature reali. Aggiorna la scheda ogni mese.<br />
&#8211; Random practice: mai due colpi uguali di fila. Cambia lie, distanza, traiettoria. È così che alleni decisione e occhio.<br />
&#8211; Statistiche: annota up-and-down e sand save. Quello che misuri, migliori.</p>
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		<title>Tragedia durante l&#8217;ATP a Torino: due morti dopo un malore</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/tragedia-durante-latp-a-torino-due-morti-dopo-un-malore/41695/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Davino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 07:01:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giornata di lutto e tristezza all&#8217;Inalpi Arena di Torino per quanto successo, tragicamente, per i due episodi raccontati dall&#8217;Agenzia Ansa che ha annunciato il decesso anche del secondo uomo, dopo i due malori che si sono registrati oggi.  Dalla giornata di grande tennis alla profonda tristezza registrata oggi 10 novembre, a Torino, dove oggi si sono ... <a title="Tragedia durante l&#8217;ATP a Torino: due morti dopo un malore" class="read-more" href="https://www.tshot.it/articolo/tragedia-durante-latp-a-torino-due-morti-dopo-un-malore/41695/" aria-label="Per saperne di più su Tragedia durante l&#8217;ATP a Torino: due morti dopo un malore">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Giornata di lutto e tristezza all&#8217;Inalpi Arena di Torino per quanto successo, tragicamente, per i due episodi raccontati dall&#8217;Agenzia Ansa che ha annunciato il decesso anche del secondo uomo, dopo i due malori che si sono registrati oggi. </strong></p>
<p>Dalla giornata di grande <strong>tennis</strong> alla profonda tristezza registrata <strong>oggi 10 novembre, a Torino</strong>, dove oggi si sono verificati i due tragici episodi durante le <strong data-start="337" data-end="357">Nitto ATP Finals</strong>.</p>
<figure id="attachment_41696" aria-describedby="caption-attachment-41696" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-41696" src="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2025/11/Tragedia-allAtp-di-Torino.jpg" alt="Tragedia all'Atp di Torino" width="1200" height="800" srcset="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2025/11/Tragedia-allAtp-di-Torino.jpg 1200w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2025/11/Tragedia-allAtp-di-Torino-300x200.jpg 300w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2025/11/Tragedia-allAtp-di-Torino-1024x683.jpg 1024w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2025/11/Tragedia-allAtp-di-Torino-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-41696" class="wp-caption-text">Tragedia all&#8217;Atp di Torino &#8211; tShot (ANSA foto)</figcaption></figure>
<p>A distanza di poche ore, è stato annunciato il <strong>doppio decesso</strong>. Colpiti da un <strong>malore</strong> improvviso, la festa sportiva del <strong>tennis</strong>, si è trasformata in un momento di profondo dolore e sgomento.</p>
<h2>Dramma all&#8217;ATP di Torino: due decessi durante il torneo</h2>
<p>Non ce l&#8217;hanno fatta i due uomini colpiti da un <strong>malore</strong>, stando a quel che è stato raccontato nel corso di questa serata.</p>
<p><strong>All&#8217;Atp di Torino, due spettatori a distanza di tempo l&#8217;uno dall&#8217;altro, sono morti. Un malore ha colpito sia l&#8217;uomo di 70 anni che di 78.</strong> Il primo episodio si sarebbe verificato nel corso di questa mattina <strong>al Fan Village di piazza d&#8217;Armi</strong>, come viene raccontato questa sera, con la città che si stava invece preparando con entusiasmo e festa all&#8217;esordio di Jannik Sinner. Lo stesso uomo, accusando <strong>un malore improvviso</strong>, si è accasciato a terra in mezzo alla folla.</p>
<p>A niente è servito l&#8217;intervento del personale sanitario perché, quando i soccorritori sono arrivati, <strong>l&#8217;uomo risultava già in arresto cardiaco.</strong> Nonostante il trasporto d&#8217;urgenza, l&#8217;uomo non ce l&#8217;ha fatta. E poco dopo, appunto, è arrivato <strong>un secondo dramma che ha scosso completamente il pubblico dell&#8217;Inalpi Arena.</strong></p>
<h2>Morti due spettatori all&#8217;ATP a Torino: cosa è successo</h2>
<p>Il secondo <strong>malore</strong> si è verificato nel corso di uno dei match di quest&#8217;oggi, <strong>all&#8217;Inalpi Arena</strong>. Un altro spettatore e fan del tennis, di 78 anni, ha accusato un <strong>malore</strong> simile. In questo caso anche i soccorsi sono arrivati subiti, col personale sanitario che tra gli spalti ha praticato ogni manovra e procedimento di rianimazione, prima del trasferimento all&#8217;Ospedale delle Molinette. Come per l&#8217;altro uomo, <strong>non c&#8217;è stato niente da fare, purtroppo.</strong></p>
<figure id="attachment_41697" aria-describedby="caption-attachment-41697" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-41697" src="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2025/11/Immagini-dallAtp-di-Torino-del-10-novembre.jpg" alt="Immagini dall'Atp di Torino del 10 novembre" width="1200" height="800" srcset="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2025/11/Immagini-dallAtp-di-Torino-del-10-novembre.jpg 1200w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2025/11/Immagini-dallAtp-di-Torino-del-10-novembre-300x200.jpg 300w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2025/11/Immagini-dallAtp-di-Torino-del-10-novembre-1024x683.jpg 1024w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2025/11/Immagini-dallAtp-di-Torino-del-10-novembre-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-41697" class="wp-caption-text">Immagini dall&#8217;Atp di Torino del 10 novembre &#8211; tShot (ANSA foto)</figcaption></figure>
<p>Tra l&#8217;incredulità e commozione, <strong>il pubblico ha vissuto momenti terrificanti e una parte di spettatori si è resa conto del dramma che si stava consumando</strong>, al contrario degli altri che, ignari della vicenda, hanno continuato a guardare il torneo, in campo, che proseguiva. La giornata di oggi, da un clima di festa, si è trasformata in<strong> un incubo vero e proprio per quanto successo.</strong> Anche in mezzo alla passione alla gioia dello sport, dell&#8217;unione, la fragilità della vita resta sempre sullo sfondo. La redazione di <em>tShot</em> si unisce attorno al dolore dei cari degli uomini scomparsi tragicamente quest&#8217;oggi.</p>
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		<title>Golf, inconveniente per Hamilton: rischia il patatrac in F1</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/golf-inconveniente-per-hamilton-rischia-il-patatrac-in-f1/40156/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nico]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 05:29:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Motori]]></category>
		<category><![CDATA[Golf]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Manca pochissimo all&#8217;inizio del Campionato mondiale di Formula 1 2025, nel frattempo però c&#8217;è stata una piccola disavventura per Lewis Hamilton che rischiava di compromettere tutto La Ferrari ha tanta voglia di tornare a vincere un Mondiale piloti e costruttori, non succede dal 2007 ed è per questo che ha deciso di ingaggiare Lewis Hamilton, ... <a title="Golf, inconveniente per Hamilton: rischia il patatrac in F1" class="read-more" href="https://www.tshot.it/articolo/golf-inconveniente-per-hamilton-rischia-il-patatrac-in-f1/40156/" aria-label="Per saperne di più su Golf, inconveniente per Hamilton: rischia il patatrac in F1">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Manca pochissimo all&#8217;inizio del Campionato mondiale di Formula 1 2025, nel frattempo però c&#8217;è stata una piccola disavventura per Lewis Hamilton che rischiava di compromettere tutto</strong></p>
<p>La Ferrari ha tanta voglia di tornare a vincere un Mondiale piloti e costruttori, non succede dal 2007 ed è per questo che ha deciso di ingaggiare Lewis Hamilton, che in carriera ha gli stessi Mondiali vinti di Michael Schumacher, ben sette, e sogna di superarlo. Il pilota britannico è l&#8217;uomo giusto per fare la guerra (sportiva, s&#8217;intende) a Max Verstappen e ai due piloti della McLaren, Lando Norris e Oscar Piastri.</p>
<figure id="attachment_40158" aria-describedby="caption-attachment-40158" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-40158" src="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2025/02/hamilton-tshot.it-260225-1.jpg" alt="Hamilton si copre il volto" width="1200" height="800" srcset="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2025/02/hamilton-tshot.it-260225-1.jpg 1200w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2025/02/hamilton-tshot.it-260225-1-300x200.jpg 300w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2025/02/hamilton-tshot.it-260225-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2025/02/hamilton-tshot.it-260225-1-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-40158" class="wp-caption-text">Golf, inconveniente per Hamilton: rischia il patatrac in F1 (ANSA) Tshot.it</figcaption></figure>
<p>Non bisogna dimenticarsi di Charles Leclerc, che dà sempre l&#8217;anima per Ferrari e negli ultimi anni è stato molto sfortunato con delle vetture che hanno fatto molta fatica, eccetto l&#8217;anno scorso dove c&#8217;è stato molto equilibrio, ma il distacco da Verstappen era ormai troppo ampio da colmare. E dunque, Hamilton e Leclerc cercheranno di interrompere un digiuno che dura ormai da 18 anni.</p>
<p>In questi giorni, in Bahrain si stanno disputando i test delle monoposto, saranno giorni importanti per capire dove andrà la Ferrari, almeno per i primi GP. Si studiano le facce, i comportamenti, le dichiarazioni, e ovviamente i tempi della SF-25, che saranno importanti in vista dell&#8217;esordio, fissato a domenica 16 marzo al GP d&#8217;Australia a Melbourne.</p>
<h2>Ferrari, Hamilton rischia di cadere dal golf cart</h2>
<p>Nel corso di questi giorni importantissimi in Bahrain, Hamilton e Leclerc sono impegnati per i test e senza dubbio c&#8217;è tanta frenesia per capire i tempi della SF-25 e dove c&#8217;è ancora da migliorare. Tuttavia, bisogna stare comunque attenti senza rischiare di farsi male. Perché è ciò che stava succedendo a Hamilton, che secondo quanto riferito da &#8216;Sky Sport&#8217; ha avuto un piccolo inconveniente.</p>
<figure id="attachment_40159" aria-describedby="caption-attachment-40159" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-40159" src="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2025/02/hamilton-tshot.it-260225.jpg" alt="Hamilton si copre il volto" width="1200" height="800" srcset="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2025/02/hamilton-tshot.it-260225.jpg 1200w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2025/02/hamilton-tshot.it-260225-300x200.jpg 300w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2025/02/hamilton-tshot.it-260225-1024x683.jpg 1024w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2025/02/hamilton-tshot.it-260225-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-40159" class="wp-caption-text">Golf, inconveniente per Hamilton: rischia il patatrac in F1 (ANSA) Tshot.it</figcaption></figure>
<p>Infatti, per tornare al suo box con il golf cart, ha provato a scendere al volo, ma stava cadendo: l&#8217;inciampo, però, non gli ha fatto male e quindi la giornata è proseguita in modo normale. Ma sarebbe stata una vera beffa se il sette volte campione del mondo di F1 si fosse fatto male scendendo al volo da un golf cart.</p>
<p>Per fortuna, non è andata così e quindi Hamilton ha proseguito la sua giornata senza altri particolari patemi. Sono giorni intensi, in pista per i test c&#8217;è anche l&#8217;esordiente italiano Andrea Kimi Antonelli a bordo della Mercedes, designato proprio come sostituto del pilota britannico.</p>
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		<title>Come allenarsi al driving range senza perdere tempo</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/come-allenarsi-al-driving-range-senza-perdere-tempo/42265/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Papa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 14:17:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tshot.it/?p=42265</guid>

					<description><![CDATA[<p>Questo articolo offre consigli pratici su come migliorare l'allenamento al campo pratica di golf, sottolineando l'importanza di avere una routine, obiettivi misurabili e variabilità nei colpi.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un’ora al campo pratica può essere un interruttore: da “riempio un secchio e spacco tutto” a “esco sapendo esattamente cosa migliorare”. Il trucco non è colpire di più, ma dare un senso a ogni palla.</strong></p>
<p>Il <b>driving range</b> non è una sala giochi. È un laboratorio. Qui impari a fare pace con il ritmo, a leggere la distanza, a fidarti del corpo. Eppure quasi tutti, me compreso agli inizi, hanno vissuto lo stesso copione: secchio pieno, zero piano, braccio stanco, testa confusa. Ti capisco. La differenza tra colpire palline e fare <b>allenamento</b> è tutta lì: uno sfoga, l’altro costruisce.</p>
<figure id="attachment_42266" aria-describedby="caption-attachment-42266" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-42266" src="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/03/9a603c7a-591c-483b-8a06-0cfef993c1af_1772816614.webp" alt="Come allenarsi al driving range senza perdere tempo" width="1200" height="900" srcset="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/03/9a603c7a-591c-483b-8a06-0cfef993c1af_1772816614.webp 1200w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/03/9a603c7a-591c-483b-8a06-0cfef993c1af_1772816614-300x225.webp 300w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/03/9a603c7a-591c-483b-8a06-0cfef993c1af_1772816614-1024x768.webp 1024w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/03/9a603c7a-591c-483b-8a06-0cfef993c1af_1772816614-768x576.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-42266" class="wp-caption-text">Come allenarsi al driving range senza perdere tempo</figcaption></figure>
<p>Tre abitudini ti rubano tempo. Primo: serie infinite con lo stesso ferro e lo stesso bersaglio. La ricerca sull’apprendimento motorio è chiara: la variabilità batte la ripetizione cieca. Secondo: nessuna <b>routine</b>. In gara fai sempre due respiri, prova di allineamento e via; in campo pratica tiri a raffica. Terzo: niente <b>obiettivo</b> misurabile. “Vado meglio” non vuol dire nulla; “7 su 10 dentro il green da 120 metri” sì.</p>
<p>C’è poi l’errore più subdolo: ignorare i colpi “brutti”. In gara ti capitano lie scomodi, vento, alberi davanti. Se al range non provi mai un colpo basso di recupero o un draw controllato, stai tagliando via metà del <b>gioco</b> reale.</p>
<h2>Una routine che fa davvero migliorare</h2>
<ul>
<li>Punta a 50–60 minuti, con blocchi chiari.</li>
<li>5 minuti: riscaldamento leggero, due allungamenti e qualche colpo a metà swing.</li>
<li>15 minuti tecnici: scegli un solo focus (es. contatto centrato). 10 palline, pausa di 20–30 secondi tra i colpi, feedback onesto.</li>
<li>20 minuti variabilità: alterna consapevolmente <b>ferri</b> e <b>legni</b>. Esempio: 8-ibrido-driver- pitching. Cambia bersaglio ogni palla. Questo allena la transizione che sul campo conta.</li>
<li>10 minuti per <b>simulare situazioni di gioco</b>: “un colpo, un par”. Visualizza una buca: tee shot con il driver dentro un “fairway” largo 20 metri, poi un ferro medio a un “green” immaginario. Se sbagli, gioca il recupero: colpo basso, lay-up, quello che faresti davvero.</li>
<li>5 minuti di chiusura: 3 colpi con il bastone che useresti al tee della tua prossima gara. Stessa <b>routine</b> ogni volta.</li>
<li>Esercizi utili, zero fronzoli:</li>
<li>“Un colpo, un obiettivo”: 10 palline, 10 bersagli diversi. Segna quante volte centri l’area scelta. È semplice e potente.</li>
<li>Scala di distanza con i <b>ferri</b>: con il 9 fai tre altezze (basso, medio, alto), poi ripeti con il 7. Allena controllo e creatività.</li>
<li><b>Legni</b> su tee a tre altezze: basso, medio, alto. Migliora l’angolo d’attacco e la fiducia sul tee.</li>
<li>Fairway virtuale: due alignment stick a terra a 20 metri. Conta quante palle del driver restano “dentro”. Dato pulito, motivante.</li>
<li>9 colpi “di repertorio” semplificati: tre fade leggeri, tre dritti, tre draw leggeri. Non serve esagerare: cerca curve piccole e ripetibili.</li>
</ul>
<p>Un ultimo dettaglio pratico: portati un taccuino. Scrivi tre numeri a fine sessione (percentuale di fairway virtuale, green immaginari centrati, qualità del contatto 1–5). La prossima volta, punta a battere te stesso di poco. Non devi vincere il range; devi costruire un trend.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come scegliere i ferri giusti nel golf: alcuni consigli preziosi</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/come-scegliere-i-ferri-giusti-nel-golf-alcuni-consigli-preziosi/42267/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Papa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 17:54:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Golf]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tshot.it/?p=42267</guid>

					<description><![CDATA[<p>Migliora il tuo gioco di golf scegliendo il ferro giusto per ogni situazione. Scopri l'importanza dei ferri lunghi, medi e corti e come la fiducia nel tuo ferro può influenzare il tuo tiro.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sei un appassionato di golf e vuoi migliorare il tuo gioco? La scelta del ferro giusto può fare la differenza. Scopri come scegliere il ferro adatto a ogni situazione di gioco.</strong></p>
<p>Il golf è un gioco di strategia e precisione, dove ogni dettaglio conta. Uno degli aspetti più importanti, spesso sottovalutato dai principianti, è la scelta del <strong>ferro giusto</strong>. I ferri, infatti, non sono tutti uguali e la loro scelta può influenzare notevolmente il risultato del tuo tiro.</p>
<figure id="attachment_42268" aria-describedby="caption-attachment-42268" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-42268" src="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/03/7ac1db45-83ba-499e-b1e3-3c014c3455a4_1772816624.webp" alt="Come scegliere i ferri giusti nel golf" width="1200" height="900" srcset="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/03/7ac1db45-83ba-499e-b1e3-3c014c3455a4_1772816624.webp 1200w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/03/7ac1db45-83ba-499e-b1e3-3c014c3455a4_1772816624-300x225.webp 300w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/03/7ac1db45-83ba-499e-b1e3-3c014c3455a4_1772816624-1024x768.webp 1024w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/03/7ac1db45-83ba-499e-b1e3-3c014c3455a4_1772816624-768x576.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-42268" class="wp-caption-text">Come scegliere i ferri giusti nel golf</figcaption></figure>
<h3>I ferri lunghi</h3>
<p>I ferri lunghi, ad esempio, sono ideali per i tiri da distanza. Questi ferri, che vanno dal 1 al 4, hanno un loft (l&#8217;angolo di inclinazione della faccia del ferro) più basso, che permette di colpire la palla con più forza e di farla volare più lontano. Sono perfetti per i tiri dal tee o dal fairway, quando devi coprire una grande distanza.</p>
<h3>I ferri medi</h3>
<p>I ferri medi, dal 5 al 7, sono un compromesso tra distanza e precisione. Hanno un loft intermedio, che permette di colpire la palla con una traiettoria più alta e di farla atterrare con più precisione. Sono ideali per i tiri da distanza media, quando devi superare un ostacolo o raggiungere un green lontano.</p>
<h3>I ferri corti</h3>
<p>I ferri corti, dall&#8217;8 al pitching wedge, hanno un loft alto, che permette di colpire la palla con una traiettoria molto alta e di farla atterrare con grande precisione. Sono perfetti per i tiri da distanza corta, quando devi far atterrare la palla su un green stretto o vicino alla buca.</p>
<p>La scelta del ferro giusto, però, non dipende solo dalla distanza. Un altro fattore fondamentale è la <strong>fiducia</strong> che hai nel tuo ferro. Se ti senti a tuo agio con un ferro, sarai più rilassato e avrai più probabilità di fare un buon tiro. Non esitare a provare diversi ferri fino a trovare quello che ti fa sentire più sicuro.</p>
<h2>Errore comune dei principianti</h2>
<p>Un errore comune dei principianti è pensare che il ferro più lungo sia sempre la scelta migliore. In realtà, un ferro lungo è più difficile da controllare e può portare a tiri imprecisi. Ricorda che il golf è un gioco di precisione, non di forza. A volte, un tiro più corto ma più preciso può essere la scelta vincente.</p>
<p>La scelta del ferro giusto è un aspetto fondamentale del golf. Non esiste un ferro perfetto per tutte le situazioni, ma con un po&#8217; di pratica e di esperienza, sarai in grado di scegliere il ferro giusto per ogni tiro. E ricorda: il golf è un gioco, l&#8217;importante è divertirsi!</p>
<p>E tu, quale ferro preferisci? Hai mai fatto un tiro perfetto con un ferro che non pensavi di poter usare? Raccontaci la tua esperienza!</p>
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		<item>
		<title>Come scegliere il colpo giusto sul campo da golf</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/come-scegliere-il-colpo-giusto-sul-campo-da-golf/42263/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Papa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 17:07:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Golf]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tshot.it/?p=42263</guid>

					<description><![CDATA[<p>Questo articolo esplora la strategia nel golf, sottolineando l'importanza di leggere il campo, gestire il rischio e fare scelte consapevoli per migliorare il punteggio, piuttosto che puntare alla perfezione</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una pallina che riposa nell’erba corta, il silenzio prima del gesto, un pensiero rapido: attacco o aspetto? In quei tre secondi vivi l’intero golf. Non è solo tecnica: è ascolto, scelta, rischio misurato </strong></p>
<p>Il golf premia la testa. Una buona <b>strategia</b> cancella errori, evita colpi forzati, apre scorciatoie invisibili. Non serve giocare perfetto: serve scegliere il <b>colpo</b> che ti porta dove vuoi davvero, non dove sogni per un attimo.</p>
<figure id="attachment_42264" aria-describedby="caption-attachment-42264" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-42264" src="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/03/54ac9246-5819-41b5-ad32-152c7a18999e_1772816530.webp" alt="Come scegliere il colpo giusto sul campo da golf" width="1200" height="900" srcset="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/03/54ac9246-5819-41b5-ad32-152c7a18999e_1772816530.webp 1200w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/03/54ac9246-5819-41b5-ad32-152c7a18999e_1772816530-300x225.webp 300w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/03/54ac9246-5819-41b5-ad32-152c7a18999e_1772816530-1024x768.webp 1024w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/03/54ac9246-5819-41b5-ad32-152c7a18999e_1772816530-768x576.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-42264" class="wp-caption-text">Come scegliere il colpo giusto sul campo da golf</figcaption></figure>
<p>Prima di tirare, leggi il <b>fairway</b>. Guarda dove si allarga e dove stringe. Chiediti: se la palla corre, dove finirà? Con <b>vento</b> laterale, punta al lato del fairway che offre più margine di errore. Se il tee è in salita, la palla volerà meno: la <b>distanza</b> effettiva cambia.</p>
<p>Osserva gli <b>ostacoli</b>. Un bunker a 200 metri non è lo stesso di uno a 210. Se sei al limite, riduci ambizione: mezzo ferro in meno, traiettoria più bassa, palla in gioco. Il lie conta: da erba alta la palla vola meno e scappa a sinistra più spesso. Non servono numeri complessi: basta riconoscere dove c’è spazio e dove no.</p>
<p>Sul par 4 tipico: fairway stretto a 220, largo a 185. Se non hai controllo col driver, vai di ibrido fino alla zona larga. Da lì l’<b>approccio</b> è più semplice e la pressione scende.</p>
<h2>Gestire il rischio, colpo dopo colpo</h2>
<p>Il punto centrale arriva qui: il punteggio migliora quando proteggi la prossima giocata. La scelta non è “posso farcela?”, ma “cosa succede se sbaglio di poco?”. Attacca la <b>bandiera</b> solo con lie pulito, spazio oltre e vento onesto. Gioca <b>conservativo</b> quando il margine d’errore è minimo o l’obiettivo è una porzione stretta di green.</p>
<p>Dati pubblici del tour indicano che sotto i 2 metri i pro chiudono quasi sempre; oltre i 6 metri la percentuale di <b>putt</b> scende sotto il 20%. Per noi amatori è spesso la metà. Traduzione pratica: la vera vittoria è mettere la palla nella giusta <b>posizione sul green</b>. Meglio centro green e salita che vicino alla bandiera ma in discesa. Da uphill si controlla la forza, si toglie tre-putt, si respira.</p>
<p>Esempio reale: par 3 corto, <b>bandiera</b> dietro bunker. Vento contro. Attaccare richiede carry perfetto. Sbaglio corto? Bunker profondo. Sbaglio lungo? Discesa veloce. Scelta saggia: mira al centro, lato sinistro se la pendenza aiuta. Due putt e via.</p>
<p>Quando rischiare? Quando il colpo “peggiore” è comunque giocabile. Wedge in mano, green ampio, rough morbido dietro? Spingi. Legno 3 dal fairway verso acqua a destra e out a sinistra? No: lay-up alla tua <b>distanza</b> preferita (70–90 metri per molti), poi attacco con controllo.</p>
<p>Mini-checklist prima di ogni swing:<br />
&#8211; Il mio errore tipico qui dove finisce?<br />
&#8211; Se non colpisco pieno, cosa resto a giocare?<br />
&#8211; Posso avere un putt in salita anche senza colpo perfetto?</p>
<p>Consiglio pratico per domani: scegli sempre un obiettivo grande, poi un punto piccolo dentro quell’area. Vedi il quadrante del <b>green</b>, non solo la bandiera. La palla ascolta più le tue scelte che i tuoi sogni. La prossima volta, sul tee dell’ultimo, prova a sentire dove vuole atterrare davvero: e se il silenzio durasse un secondo in più?</p>
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		<title>DP World Tour: tre golfisti italiani in gara al South African Open</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/dp-world-tour-tre-golfisti-italiani-in-gara-al-south-african-open/42260/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Papa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 13:54:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Golf]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tshot.it/?p=42260</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il DP World Tour arriva a Stellenbosch, con tre golfisti italiani in gara e l'attenzione puntata su Patrick Reed. Il vincitore avrà accesso diretto al The Masters e al The Open.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Una settimana di golf fra vento australe e colline di Stellenbosch. Il DP World Tour arriva in Sudafrica con storie che si intrecciano: ambizione, riscatto, tradizione. Tre azzurri in campo, un fuoriclasse americano in copertina, e porte che si spalancano sui Major.</b></p>
<p>Dal 26 febbraio al 1° marzo, il <b>DP World Tour</b> fa tappa a <b>Stellenbosch</b> per l’<b>Investec South African Open Championship</b>. È l’undicesimo evento della stagione e il sesto dell’<b>International Swing</b>. In gara ci sono <b>Francesco Laporta</b>, <b>Matteo Manassero</b> e <b>Gregorio De Leo</b>.</p>
<figure id="attachment_42261" aria-describedby="caption-attachment-42261" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-42261" src="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/02/c646dd9d-ac3d-4ad6-a91c-64519ec26677_1772113999.webp" alt="DP World Tour: Tre Golfisti Italiani in Gara al Campionato Investec South African Open" width="1200" height="900" srcset="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/02/c646dd9d-ac3d-4ad6-a91c-64519ec26677_1772113999.webp 1200w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/02/c646dd9d-ac3d-4ad6-a91c-64519ec26677_1772113999-300x225.webp 300w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/02/c646dd9d-ac3d-4ad6-a91c-64519ec26677_1772113999-1024x768.webp 1024w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/02/c646dd9d-ac3d-4ad6-a91c-64519ec26677_1772113999-768x576.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-42261" class="wp-caption-text">DP World Tour: Tre Golfisti Italiani in Gara al Campionato Investec South African Open</figcaption></figure>
<p>A difendere il titolo è il sudafricano <b>Dylan Naidoo</b>, campione in carica dopo il playoff vinto su Laurie Canter. Il field è profondo. Spiccano Andy Sullivan, già re dell’Open nel 2015, e tre volti caldissimi della <b>Race to Dubai</b> come Julien Guerrier, Nacho Elvira e Calum Hill.</p>
<p>L’attenzione, però, si posa su <b>Patrick Reed</b>. È il leader della <b>Race to Dubai</b> e oggi numero 18 del World Ranking. Per lui è il debutto in Sudafrica. È anche il ventesimo Paese diverso in cui gareggia sul Tour. Nel 2026 ha già firmato due vittorie, a Dubai e in Qatar, più un secondo posto in Bahrain. Ha già vinto l’International Swing in modo matematico. E ora punta a un obiettivo raro: diventare il secondo americano a chiudere da numero uno in Europa, dopo Collin Morikawa. In borsa, oltre ai ferri, porta quella sicurezza da campione del <b>Masters 2018</b>. E una domanda silenziosa: quanto lontano può spingersi ancora?</p>
<h3>Tre italiani e un’occasione concreta</h3>
<p>Laporta arriva con il passo giusto. Ha 35 anni, viene da Castellana Grotte e ha chiuso quarto in Kenya. È il suo miglior risultato dell’anno, indice di condizione e fiducia. Sui green sudafricani gli basta tenere il ritmo in partenza e leggere bene il vento. Sa capitalizzare i par 5. Se il putt regge, entra in corsa la domenica.</p>
<p><b>Gregorio De Leo</b> è il presente che morde. Ha 25 anni, ha staccato il biglietto passando dalla Qualifica e ha già messo cinque tagli su sei. Dati semplici e solidi. Non fa rumore, ma costruisce. Il Sudafrica, spesso, premia chi resta in carreggiata senza strappi.</p>
<p>Per <b>Matteo Manassero</b>, 32 anni, l’Open è uno snodo emotivo. Arriva da un taglio mancato in Kenya. Serve una partenza pulita, un giro senza sbavature per rimettere la barra al centro. Ha l’eleganza dello swing e l’esperienza per gestire i momenti caldi. Quando il timing torna, si sente immediatamente.</p>
<p>Il fascino dell’<b>Open sudafricano</b> è antico. È uno dei tornei nazionali più longevi del mondo, e il pubblico di casa spinge forte. La striscia in corso parla chiaro: sono sette i campioni di passaporto sudafricano nelle ultime edizioni. Oltre a <b>Naidoo</b>, attenzione a <b>Casey Jarvis</b>, fresco vincitore in Kenya, e ai colpi pieni di <b>Thriston Lawrence</b> e <b>Dean Burmester</b>. In campo c’è anche <b>Ernie Els</b>, cinque volte campione e simbolo di questa terra.</p>
<p>Brilla il talento di <b>Jayden Schaper</b>, che cerca la terza vittoria stagionale, mentre l’amateur <b>Jack Buchanan</b>, entrato dopo l’Africa Amateur Championship, insegue la Freddie Tait Cup destinata al miglior dilettante che supera il taglio.</p>
<p>Il montepremi è di 1,5 milioni di dollari. Ma qui il valore va oltre i soldi. Per la prima volta, il vincitore riceverà un invito diretto al <b>The Masters</b> ad Augusta. In più, ci sono tre posti per il <b>154° The Open</b> al Royal Birkdale. È il tipo di settimana che cambia carriere. Una palla piazzata bene il venerdì può valere un’estate diversa. Una domenica lucida può aprire una vita.</p>
<p>E allora, davanti a vigneti e luci lunghe del tramonto, viene naturale chiedersi: chi troverà il colpo che resta? Forse un italiano, forse un idolo di casa, forse l’americano col cappellino basso. Il bello è che, fino all’ultima bandierina, lo sport ci costringe a immaginare. E a crederci un po’. Sempre.</p>
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		<title>Golf per principianti: le basi tecniche per costruire uno swing solido</title>
		<link>https://www.tshot.it/articolo/golf-per-principianti-le-basi-tecniche-per-costruire-uno-swing-solido/42257/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Papa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2026 11:23:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Golf]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tshot.it/?p=42257</guid>

					<description><![CDATA[<p>Questo articolo offre una guida passo-passo per costruire uno swing di golf affidabile, concentrandosi su postura, presa, allineamento e ritmo. Include anche esercizi pratici e consigli per evitare errori comuni.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Come costruire uno swing affidabile nel golf, passo dopo passo. Impara l&#8217;importanza della postura, del grip e dell&#8217;allineamento. Esercizi pratici e consigli per migliorare il tuo gioco.</strong></p>
<p><strong>Immagina il primo colpo</strong>: erba bagnata, silenzio, una palla bianca che aspetta. Non serve talento speciale: serve una base solida. In queste righe trovi un percorso semplice per costruire uno <strong>swing</strong> affidabile, passo dopo passo, senza tecnicismi inutili.</p>
<figure id="attachment_42258" aria-describedby="caption-attachment-42258" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-42258" src="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/02/e877fcc9-a02a-4d7d-89f0-0ae348ce4d5c_1770808435.webp" alt="Golf per principianti: le basi tecniche per costruire uno swing solido" width="1200" height="900" srcset="https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/02/e877fcc9-a02a-4d7d-89f0-0ae348ce4d5c_1770808435.webp 1200w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/02/e877fcc9-a02a-4d7d-89f0-0ae348ce4d5c_1770808435-300x225.webp 300w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/02/e877fcc9-a02a-4d7d-89f0-0ae348ce4d5c_1770808435-1024x768.webp 1024w, https://www.tshot.it/wp-content/uploads/2026/02/e877fcc9-a02a-4d7d-89f0-0ae348ce4d5c_1770808435-768x576.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-42258" class="wp-caption-text">Golf per principianti: le basi tecniche per costruire uno swing solido</figcaption></figure>
<p>Costruire lo <strong>swing</strong> parte da qui: fondamenta chiare, ripetibili. Non devi muscoli fuori scala, ti basta una struttura pulita. Quando i movimenti sono coerenti, la palla prende aria e direzione quasi “da sola”. La potenza arriverà dopo, come conseguenza.</p>
<p>Comincia dalla <strong>postura</strong>. Mettiti con i <strong>piedi alla larghezza delle spalle</strong>, <strong>ginocchia leggermente flesse</strong>, <strong>schiena inclinata dai fianchi</strong> come per sederti su uno sgabello alto. Peso distribuito, talloni e avampiedi vivi. Spalle morbide. Questo assetto ti dà equilibrio e spazio per girare. Se ti senti rigido, scuoti le braccia e respira: serve facilità, non tensione.</p>
<p>Passa alla <strong>presa</strong>. Il <strong>grip</strong> è una stretta di mano, non una morsa: pressione 4 su 10. Mani vicine e allineate, pollici sul dorso della mazza, dita che “abbracciano” senza schiacciare. Neutro vuol dire che le mani non ruotano in eccesso a destra o sinistra; una guida pratica per destrimani: vedi due nocche sulla mano sinistra. Non esiste una presa perfetta per tutti, ma questi principi sono condivisi dai maestri.</p>
<p>Ora l’<strong>allineamento</strong>. Punta la faccia del bastone al bersaglio e metti i piedi su una linea “parallela ai binari”. Mantieni le <strong>spalle parallele alla linea di tiro</strong>: aiuta a partire dritto. Usa un ferro a terra come riferimento. La <strong>posizione della palla</strong>: con i ferri corti al centro dello stance; con i medi un dito più avanti; con il driver più vicino al tallone sinistro. Regola pratica, semplice da ricordare.</p>
<p>Qui entra il cuore del gioco. Il colpo buono nasce da <strong>ritmo</strong> e <strong>controllo</strong>, non dalla forza. Pensa a un <strong>movimento fluido e continuo</strong>, come un pendolo: via morbido, su senza strappi, giù con progressione. Conta “uno-due-tre”: su-giù-finish. Cerca il <strong>contatto con la palla</strong> prima del terreno coi ferri; col driver, palla su un tee un po’ alto e impatto in salita.</p>
<h2>Esercizi pratici per fissare i fondamentali</h2>
<p>Linea a terra: appoggia un bastone parallelo al bersaglio per verificare l’<strong>allineamento</strong>. Moneta davanti alla palla: prova a “spazzolarla” dopo l’impatto con i ferri. Ti educa al contatto palla‑terra. Asciugamano sotto le ascelle: due swing lenti per sentire busto e braccia che girano insieme. Metronomo interiore: esegui tre colpi contando sempre uguale. Se il suono cambia, il ritmo è scappato.</p>
<p>Ritrova questa sensazione prima di ogni colpo: facilità che diventa fiducia. Quando cerchi solo potenza, le spalle scattano, il corpo si ferma e la faccia della mazza arriva storta. Quando cerchi ritmo, la mazza lavora per te. È qui che lo <strong>swing</strong> prende forma.</p>
<p>Routine pre-colpo rapida: Scegli un bersaglio e un punto intermedio a un metro. Sistema il <strong>grip</strong> neutro. Allinea faccia della mazza, poi piedi e <strong>spalle</strong>. Un respiro, un pensiero: “fluido”. Colpisci senza indugiare.</p>
<p>Errore comune da evitare: spingere con le sole braccia. Il corpo smette di ruotare, la palla scappa a destra o a sinistra. Pensa a girare, non a colpire forte.</p>
<p>Alla fine resta un suono. Pulito, corto, quasi educato. In campo lo riconosci subito. La prossima volta, non inseguirlo: preparalo. Che suono vuoi sentire al tuo prossimo colpo?</p>
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