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	<title>Titty Cerquetti</title>
	
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		<title>Roba tua</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Feb 2013 23:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Titty Cerquetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Succede di nuovo, ancora una volta. Passa qualche mese e poi, all&#8217;improvviso, il telefono squilla e il tuo nome appare, luminoso, sullo schermo. Ogni volta lo guardo, aspetto che il cuore riprenda a battere e mi domando cosa devo fare. Quanti anni sono passati, da quando tutto è finito? Quattro, cinque, mille? Penso di averti [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img style='float: left; margin-right: 10px; border: none;' src='http://www.gravatar.com/avatar.php?gravatar_id=31ec8a486e48408fb9cd173016c1b1ef&amp;default=http://use.perl.org/images/pix.gif' alt='No Gravatar' width=40 height=40/><p align="JUSTIFY"><img class="aligncenter size-full wp-image-926" alt="i love you... forever." src="http://www.tittyna.net/wp-content/i-love-you...-forever..png" width="300" height="225" /></p>
<p align="JUSTIFY">Succede di nuovo, ancora una volta. Passa qualche mese e poi, all&#8217;improvviso, il telefono squilla e il tuo nome appare, luminoso, sullo schermo. Ogni volta lo guardo, aspetto che il cuore riprenda a battere e mi domando cosa devo fare. Quanti anni sono passati, da quando tutto è finito? Quattro, cinque, mille?</p>
<p align="JUSTIFY">Penso di averti dimenticato e quando credo di esserci riuscita è come se tu sapessi che è il momento, e fai quel numero, il mio numero.</p>
<p align="JUSTIFY">Non ti rispondo, neanche stavolta. Come le altre volte. Non serve. Tanto tu non mi dirai le parole che vorrei sentire. O forse ho più paura che tu me le dica, e ascoltarmi mentre ti rispondo di no.</p>
<p align="JUSTIFY">Però torna tutto su. Ogni volta torna tutto su. La prima volta che ci siamo visti, il primo bacio, le parole, i prati, le corse, le bottigliette d&#8217;acqua, i plaid sull&#8217;erba, le sere sulla veranda, i film sul letto abbracciati, l&#8217;amore, i sogni, le mattine presto, i sabato sera, i drink sulla spiaggia, i vetri appannati, le sigarette finite, i libri lasciati a metà.</p>
<p align="JUSTIFY">Non ti rispondo, aspetto che il telefono torni muto, tanto so che non proverai di nuovo. Ti basta sapere che ho visto, ho sentito, e letto il tuo nome. Tu lo sai che basta, non c&#8217;è bisogno di parole. Ogni chiamata, ogni tre quattro mesi, è solo un tiro di guinzaglio, per ricordarmi che per quanto possa allontanarmi da te, e pensare di essere sola in giro per il mondo, a te basta dare uno strattone per costringermi a voltarmi, guardarti, e ricordarmi che sono, ancora e sempre, roba tua.</p>
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		<title>Stella</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2013 11:13:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Titty Cerquetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[graffiti]]></category>
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		<description><![CDATA[È solo una luce bianca, lassù, in mezzo al nero più intenso. Solo una lucina bianca, che magari neanche c’è, che forse vedo solo io, ingannevole scherzo della percezione. È solo una lucina bianca, lassù, cui attacco significati che forse non ha, che certo non sa di possedere. Ascolto il silenzio e quella luce, lassù, pare [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img style='float: left; margin-right: 10px; border: none;' src='http://www.gravatar.com/avatar.php?gravatar_id=31ec8a486e48408fb9cd173016c1b1ef&amp;default=http://use.perl.org/images/pix.gif' alt='No Gravatar' width=40 height=40/><p align="JUSTIFY"><img class="aligncenter size-medium wp-image-922" alt="notte-stellata-al-porto-antico-l" src="http://www.tittyna.net/wp-content/notte-stellata-al-porto-antico-l-241x300.jpg" width="241" height="300" /></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Corbel, sans-serif;">È solo una luce bianca, lassù, in mezzo al nero più intenso. Solo una lucina bianca, che magari neanche c’è, che forse vedo solo io, ingannevole scherzo della percezione. È</span><span style="font-family: Corbel, sans-serif;"> solo una lucina bianca, lassù, cui attacco significati che forse non ha, che certo non sa di possedere. Ascolto il silenzio e quella luce, lassù, pare quasi godere dell’assoluto vuoto in cui galleggia. Sarà ancora lì, domani? Sarà ancora lì, oggi? È mai stata lì, ieri?</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Corbel, sans-serif;">Ci attacco significati d’amore, le dono doti divinatorie, immagino che messa lì, in quella esatta posizione, non sia uno scherzo del caos ma precisa volontà di qualcuno, qualcuno che ci ha dimenticati nella tasca scura del cappotto e ogni tanto ci infila una mano, lasciando entrare la luce e qualche alito di vento. È lì per dirmi qualcosa, cosa non si sa.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Corbel, sans-serif;">È solo una lucina bianca, lassù, tra mille altre lucine bianche che fisse, immobili, nel vuoto, disegnano immagini di ricordi, o s’impegnano col cuore a diventarlo. Testimoni ciechi di amori che chissà quanto vivranno, e perché.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Corbel, sans-serif;">Solo lucine bianche, che forse bianche non sono, e neanche luci, piuttosto riflessi altrui, come i sentimenti che ci riempiono e che restituiamo per istinto e non per volontà. Specchi fatti a spicchi, piccoli intarsi di un tutto incomprensibile e inaccessibile, che vaga senza metà e senza scopo, cosa questa che ci fa dannare.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Corbel, sans-serif;">Uno scopo, una meta, inutili disagi, la meta si conosce, per questo la si elude, e si lotta invano per un’alternativa. Meno cruda, meno dolorosa. Che quella mano nella tasca prima o poi ci afferri, uno alla volta, per lasciare che gli occhi si aprano sul mondo, che pur piccoli e insignificanti abbiamo un sacco di cose importanti da fare. E da dire.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Corbel, sans-serif;">O che si aprano sul nulla, che tanto è uguale.</span></p>
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		<title>La gelateria (voglia d’estate)</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2013 12:50:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Titty Cerquetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
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		<description><![CDATA[Perché poi, alla fine, è inutile girarci intorno, la realtà è che ti piace, ti piace un sacco, e basta. La realtà è che qualcosa, dentro di te, si automatizza, si robotizza, ed hai voglia a dire che con l’amore ed il sesso bisogna essere caute e riflettere mille volte prima di buttarsi. Niente affatto, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img style='float: left; margin-right: 10px; border: none;' src='http://www.gravatar.com/avatar.php?gravatar_id=31ec8a486e48408fb9cd173016c1b1ef&amp;default=http://use.perl.org/images/pix.gif' alt='No Gravatar' width=40 height=40/><p align="JUSTIFY"><img class="aligncenter size-full wp-image-917" alt="La gelataia" src="http://www.tittyna.net/wp-content/gelateria.jpg" width="336" height="474" /></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Perché poi, alla fine, è inutile girarci intorno, la realtà è che ti piace, ti piace un sacco, e basta. La realtà è che qualcosa, dentro di te, si automatizza, si robotizza, ed hai voglia a dire che con l’amore ed il sesso bisogna essere caute e riflettere mille volte prima di buttarsi. Niente affatto, non è così, ci hanno mentito tutti, sempre. Da sempre solo vili menzogne.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Quando capitano di queste cose diventi un automa e la testa si volge sempre e solo dalla sua parte, e gli occhi frugano i dettagli e i particolari per trovare, in ognuno di loro, elementi che possano giustificare la tua attenzione, anzi, non fanno altro che amplificare quello che già sentivi come buono e giusto, come se tutto il tuo essere non fosse altro che una vasta giuria popolare che fa “sì” con la testa e ti dice “brava, hai ragione, vai avanti, saltagli addosso”. Ecco com’è.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">E ti ci vogliono due giorni per ricordarti che ti faceva male la testa e il dolore, chissà com’è, è svanito, e che avevi i dolori del ciclo e puff, scomparsi, svaniti nel nulla, i dolori e il ciclo stesso, tanto repentinamente da farti accarezzare l’idea che le mestruazioni siano uno stato emotivo e che quindi sia sufficiente incontrare un tipo simile ogni mese per dire addio ai dolori mestruali e forse addirittura entrare in menopausa preventiva. Follia, insomma, follia pura.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Perché tipi del genere non dovrebbero girare così, impunemente, a tradimento, scendendo senza un minimo di preparazione da una macchina qualsiasi per venirti incontro sorridenti quasi avessero già capito tutto e guardandoti per un millesimo di secondo, tanto per farti pensare “si è accorto di me, allora esisto!”.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Che poi, se gli butti le gambe al collo, non è mica tanto colpa tua, eh no. Invece alla fine che fai? Niente. Alla fine resti lì, robotizzata, a muoverti come se ti avessero cambiato il chip con quello di un distributore di bevande calde, e con la tua bella faccia fatta a cialda di caffè d’orzo ottemperi alle sue richieste senza neanche l’idea di un idea che ballonzoli nel tuo cranio desolato.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Brancoli tra i bulloni e le lamiere che formano la tua scatola cranica e devi ammettere, con sommo rincrescimento, che a quel tipo è bastato apparire per ridurti ad un fagotto vuoto. E allora prendi un cono e chiedi, con grazia e soavità: “Che gusti preferisce?”</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">E allora quello ti fa un sorriso e ti dice: “Fai tu, e che sia buono come te.”, riportandoti in un attimo all’adolescenza, quando bastava essere guardata dal bello della classe per sfoderare sulle guance tutte le tonalità del rosso, dal rosa elettrico al viola.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Poi, se una si toglie il camice, esce dal bancone e ti stampa un bacio sulla bocca, mica te la puoi prendere con lei. Facciamo che è l’estate, il caldo, il sole che da alla testa.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Ah, i tipi come te, che bello risentire il rumore del sangue che scorre nelle vene e il cuore in gola. Che bella quella morsa allo stomaco e la voglia e il terrore dei suoi occhi nei tuoi. Che bella la paura, l’ansia, l’emozione, le parole che non escono, i sorrisi senza motivo, il nascondersi dietro un dito, e pizzicare la mano dell’amica che regge il gioco e lo guarda al posto nostro per sussurrarci sottovoce “si, si, ti sta guardando!”.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">L’estate, il caldo, e i tuoi occhi su di me, così nasce questa nuova stagione di amori. Tu, intanto, mangi il gelato.</span></p>
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		<title>Regali di San Valentino</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 09:39:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Titty Cerquetti</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<img style='float: left; margin-right: 10px; border: none;' src='http://www.gravatar.com/avatar.php?gravatar_id=31ec8a486e48408fb9cd173016c1b1ef&amp;default=http://use.perl.org/images/pix.gif' alt='No Gravatar' width=40 height=40/><div id="attachment_901" class="wp-caption aligncenter" style="width: 398px"><img class=" wp-image-901    " alt="Omaggio di Massimiliano Tuveri - Opera del pittore Cici Peis" src="http://www.tittyna.net/wp-content/Ritratto-Titty.jpg" width="388" height="393" /><p class="wp-caption-text">Omaggio di Massimiliano Tuveri &#8211; Opera del pittore Cici Peis</p></div>
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		<title>“Il Giorno della conoscenza” *</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 15:19:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Titty Cerquetti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[In ricordo della “Strage di Beslan”, avvenuta fra il 1º e il 3 settembre 2004 nella scuola Numero 1 di Beslan, nell&#8217;Ossezia del Nord, una repubblica autonoma nella regione del Caucaso nella federazione russa, dove un gruppo di 32 ribelli fondamentalisti islamici e separatisti ceceni occupò l&#8217;edificio scolastico sequestrando circa 1200 persone fra adulti e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img style='float: left; margin-right: 10px; border: none;' src='http://www.gravatar.com/avatar.php?gravatar_id=31ec8a486e48408fb9cd173016c1b1ef&amp;default=http://use.perl.org/images/pix.gif' alt='No Gravatar' width=40 height=40/><div id="attachment_893" class="wp-caption aligncenter" style="width: 370px"><img class="size-full wp-image-893" alt="Nel giorno della Shoah, per non dimenticare nessun crimine contro l'umanità" src="http://www.tittyna.net/wp-content/Viaggio-a-Beslan1_large.jpg" width="360" height="270" /><p class="wp-caption-text">Nel giorno della Shoah, per non dimenticare nessun crimine contro l&#8217;umanità</p></div>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><i>In ricordo della “Strage di Beslan”, avvenuta fra il 1º e il 3 settembre 2004 nella scuola Numero 1 di Beslan, nell&#8217;Ossezia del Nord, una repubblica autonoma nella regione del Caucaso nella federazione russa, dove un gruppo di 32 ribelli fondamentalisti islamici e separatisti ceceni occupò l&#8217;edificio scolastico sequestrando circa 1200 persone fra adulti e bambini. Tre giorni dopo, quando le forze speciali russe fecero irruzione, fu l&#8217;inizio di un massacro che causò la morte di centinaia di persone, fra le quali 186 bambini, ed oltre 700 feriti. </i></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"> <span id="more-892"></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">È una giornata strana oggi, molto diversa dalle altre. Di solito, a quest’ora, sono in classe con la maestra per imparare la storia e la geografia del mondo, e scoprire i nomi dei grandi uomini che hanno dato lustro alla nostra civiltà e invece sono in palestra, insieme a tutti gli altri bambini della scuola, seduti per terra a far nulla.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Che strano, non siamo mai stati tutti qui, tutti insieme, ammassati in un unico posto senza sapere cosa fare ma questi uomini mascherati hanno detto di fare così e anche le maestre ci hanno detto di fare così, come dicevano loro. Hanno detto anche di stare tranquilli ma questo non è tanto facile, soprattutto perché a me la palestra non piace. Io preferivo restare in classe, ad imparare a memoria i nomi degli eroi, dei condottieri degli scienziati, e scoprire tutto delle loro imprese. Perché io sono brava, io memorizzo tutto e ricordo tutto delle cose che mi piacciono, anche i dettagli, e poi mi piace snocciolare tutte queste cose una dietro l’altra quando a casa, la sera, mamma prepara la minestra con le patate che crede mi piaccia tanto e invece no. </span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Oddio, non che mi faccia proprio schifo, questo no, però mia madre dice di essere tanto contenta quando le dico che mi piace ed è per questo che la prepara tutte le sere. In realtà ho scoperto, sentendola parlare con papà, che più di tanto non ci possiamo permettere e allora le dico che è il mio piatto preferito, così lei è felice e non si sente in colpa per non aver comperato la carne e i dolci, anche se ai nostri compleanni prepara delle crostate buonissime perché lei è molto brava.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Comunque, quando siamo tutti intorno al tavolo, io racconto per filo e per segno tutto quello che ho imparato a scuola, mentre la mamma riempie prima la scodella di papà, che torna sempre molto stanco dalla fabbrica, poi quelle di Nikolaj e Vassilj, i miei fratellini piccoli, e poi la mia. Lei invece, se ne avanza un po’, la mangia direttamente dalla pentola perché piatti ne abbiamo pochi e non bastano per tutti.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Papà è tanto contento di me. Non lo dice apertamente ma lo leggo nei suoi occhi, perché quando ho finito la mia nenia di nomi e imprese leggendarie lui li strizza un pochino, come fa chi gli viene da piangere ma vuole resistere. Certo non è questo il caso, il mio papà non piangerebbe mai, è un uomo forte lui, grande, grosso e con la barba nera e fitta come ce l’hanno tutti gli uomini grandi e forti e che mi pizzica sempre quando lo bacio ma lo faccio ugualmente. Si perché quando torna a casa e io lo vedo che è triste e stanco aspetto che si metta seduto sul divano e poi gli butto le braccia al collo e lo bacio e lo coccolo. Lui non ricambia mai, però so che gli piace che io lo baci e allora lo faccio lo stesso, anche se la barba mi punge e lui non mi da soddisfazione.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Comunque dicevo, mio padre non piangerebbe mai, ne sono più che certa. Gli adulti non piangono mai e se lo fanno, lo fanno di nascosto senza farsi vedere da noi bambini, anche se io ho quasi 9 anni e tanto bambina non sono più, perché i grandi dicono che chi piange è debole e i papà devono essere forti anche per noi che siamo piccoli e piangiamo tanto e quasi sempre per un nonnulla.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Stavolta però ho deciso che non piangerò nemmeno io, e visto che l’ho deciso, e che sono quasi grande, allora non lo farò. Ho accanto a me i miei fratellini piccoli, mamma e papà non ci sono e devo essere io quella che non piange, quella forte, altrimenti poi loro non sanno a chi rivolgersi.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Seduta a terra, la schiena appoggiata al muro, guardo i tantissimi bambini che sono intorno a me. Non ne ho mai visti tanti tutti insieme e adesso fa anche tanto caldo, le finestre sono tutte chiuse e non c’è niente da bere. Ho tolto i vestiti a Nikolaj e a Vassilj, perché stanno sudando molto e hanno cominciato a piagnucolare e allora uno di quegli uomini mascherati, quelli con i fucili veri, mi è venuto davanti e mi ha urlato di farli tacere. Ha urlato così forte che le parole mi si sono mischiate nelle orecchie e non sono riuscita a rimetterle a posto nelle testa e alla fine non ho capito nulla anche se parlava la mia stessa lingua.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Però i miei fratellini si sono ammutoliti per la paura e per fortuna lui se n’è andato. Gli ho accarezzato la testa e gli ho detto che erano stati proprio bravi. Nikolaj mi ha chiesto, con gli occhi lucidi, se era stato bravo come il papà ed io gli ho risposto di si, che erano stati bravi e forti come lo sarebbe stato papà. Allora hanno ricacciato indietro i lucciconi e raddrizzato la schiena ed ho sentito che erano fieri di loro stessi, ed io di me.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Dall’altra parte della palestra ci sono delle persone che si lamentano molto, piangono e chiedono aiuto. Credo si siano fatti molto male cadendo dalle scale o inciampando da qualche parte. Capita in certe situazioni. Però si lamentano troppo per gli uomini mascherati, a loro da molto fastidio e gli urlano sempre di stare zitti. Il fatto è che perdono tanto sangue e infatti gli altri si sono tutti allontanati da loro. Alla fine gli uomini mascherati li portano via e io penso che forse li portano da un dottore per farli curare. Invece poco dopo sento il rumore dei fucili veri e qualche grido e poi il silenzio. Quelli mascherati tornano nella palestra, quelli che si lamentavano invece no. Secondo me stavano così male che non aveva senso farli soffrire così tanto e allora hanno fatto come con i cani tanto vecchi e malati che soffrono che gli fanno una puntura per aiutarli a morire e smettere di soffrire.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Forse però quei tizi mascherati sono davvero tanto cattivi, anzi, ne sono quasi sicura, anche se non lo dico a nessuno. Insomma loro gridano forte e urlano parole bruttissime contro tutti i bambini che se li sentissero le mamme li picchierebbero davvero, e poi hanno i fucili veri che sparano i proiettili veri e non quelli di plastica che hanno Nikolaj e Vassilj che quando schiacci il bottone esce l’acqua e ti bagni tutti i vestiti. Secondo me sono cattivi davvero, non ci sono dubbi, sono troppo diversi dal mio papà e dai maestri e le maestre che abbiamo a scuola. Certo, anche le maestre a volte si arrabbiano con noi e alzano la voce ma succede solo quando ci comportiamo male e comunque non ci dicono mai parole brutte e non minacciano mai di ucciderci, al massimo dicono che faranno la spia ai nostri genitori, che fa paura lo stesso ma non come se ci uccidessero.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">E poi noi qui stiamo tutti buoni e zitti e non c’è nessun bisogno di urlare e minacciare così tanto. Ci lamentiamo solo perché sono tante ore che siamo qui e dobbiamo andare al bagno e loro non ci mandano, e per me questo è molto strano. Si perché la mamma dice sempre che non si deve trattenere la pipì, che è pericoloso e che fa male, quindi non appena sentiamo lo stimolo dobbiamo lasciar perdere tutto quello che stiamo facendo per correre in bagno di filato.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Io non ho chiesto nulla, perché ho visto picchiare e sparare ad un bambino che si è alzato per andare al bagno ed io non voglio essere picchiata e nemmeno sparata. Solo il mio papà può picchiarmi o spararmi se vuole, se me lo merito perché a volte sono cattiva, ma la cosa peggiore che può farmi e mandarmi a letto senza cena perché mi vuole bene e non mi picchierebbe mai. Anche quando dice che come mi ha messa al mondo mi ci toglie io lo so che lo dice solo perché è arrabbiato e non lo pensa davvero.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">A Vassilj ho detto di farla lo stesso la pipì, senza alzarsi, e di non preoccuparsi per le mutandine che tanto la mamma non si arrabbierà per questo, stavolta. Nikolaj invece resiste per far vedere che lui è forte come il papà, ma dubito che reggerà ancora molto. A me fa male la pancia ma resisto, devo resistere, per dare il buon esempio e perché penso che papà sarà orgoglioso di me quando verrà a prendermi. Perché io lo so che lui è qui fuori dalla scuola e sarebbe già entrato dentro per portarci via se non fosse che la polizia, probabilmente, gli ha impedito di entrare. So che c’è la polizia perché ho sentito gli uomini mascherati parlare con loro, per discutere se farci uscire o no. Sicuramente i poliziotti avranno detto a papà di stare tranquillo che ci penseranno loro a tirarci fuori da qui ed è per questo che non è ancora venuto da noi. Il mio papà è un uomo grande e grosso, con la barba nera e fitta e non ci metterebbe niente a mettere fuori combattimento gli uomini mascherati e portarci via da qui.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">E poi lo so come vanno queste cose, ho visto un sacco di film americani alla tv ultimamente, ed ho imparato bene come funzionano queste…queste…. Come le chiamano loro, ecco si, ora ricordo, operazioni, le chiamano operazioni. C’è sicuramente una stanza con tanti investigatori che lavorano e tutti parlano dell’operazione scuola, certo, sicuramente l’avranno denominata così, operazione scuola, o forse con un nome in codice, tipo operazione delta o roba del genere. Ci saranno sicuramente degli elicotteri in volo e dentro dei supereroi con le tute nere e i caschi, e presto si caleranno giù con le corde elettriche e veloci come gatti scenderanno in tantissimi e poi entreranno di colpo dalle finestre facendo un gran fracasso che coglierà di sorpresa i cattivi e così potranno batterli. Poi prenderanno in braccio i bambini ed usciranno fuori e li daranno in braccio alle mamme che aspettano e che piangono. Le mamme baceranno i loro bambini e gli diranno che gli vogliono tanto bene anche se prima non glielo dicevano mai e poi arriverà anche il papà e si abbracceranno tutti insieme e piangeranno dicendosi che si amano senza pensare che il bambino deve fare la pipì e non resiste più e non vorrebbe farla in braccio alla mamma però, diamine, quando non se ne può più, non se ne può più.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ecco, credo che tra pochi istanti succederà così ed io resisto e aspetto, aspetto di trovarmi in braccio alla mia mamma, anche se dovrò aspettare prima Vassilj e poi Nikolaj, che sono più piccoli ed hanno la precedenza e quindi sicuramente uscirò per ultima.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Adesso sento dei rumori, e so che sono loro, sono gli eroi che scendono giù dagli elicotteri con le corde, veloci come gatti. No, non posso sbagliarmi, non può essere il soffitto che sta crollando sopra di noi, anche se vedo pezzi di muro che ci cadono addosso e c’è chi urla, chi piange, chi fugge e chi spara ad occhi chiusi, senza pensare, senza guardare né capire, e colpisce dappertutto e a caso e pure me, e Vassilj e Nikolaj e tutto finisce, tutto diventa buio, tutto si fa silenzio.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Ciao mamma, ciao papà, sono stata brava fino all’ultimo, credetemi, mi sono comportata bene e non ho pianto mai, nemmeno una volta. Potete essere orgogliosi e fieri di me, anzi, di noi.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Vi aspetto, che tanto dove stiamo andando io e i miei fratellini, non ci sono uomini mascherati, non ci sono guerre, non c’è odio ed io non ho paura, davvero. Dopo quello che ho visto qui, mamma adorata, non mi fa più paura niente.</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;">Vostra Aglaja</span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">“<span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><i>Per gli uomini che decidono i destini dei popoli, per noi che li lasciamo fare. Se almeno ne venisse una lacrima vera allora, forse, potremmo ancora salvare ciò che resta del mondo.” T.C.</i></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Trebuchet MS,sans-serif;"><span style="font-size: small;"><i>* </i></span></span></span><span style="font-size: small;"><i>In Russia il primo giorno dell&#8217;anno scolastico è chiamato &#8220;Primo settembre&#8221; o &#8220;Giorno della conoscenza&#8221;. I bambini, accompagnati dai genitori e spesso da altri parenti, presenziano ad una cerimonia di apertura ospitati dalla scuola. Secondo la tradizione, gli studenti del primo anno donano un fiore a quelli che accedono all&#8217;anno finale e vengono quindi accompagnati nelle loro classi dai ragazzi più anziani. </i></span></p>
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		<title>L’amore non è per tutti</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jan 2013 15:32:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Titty Cerquetti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[strane storie]]></category>
		<category><![CDATA[vita di coppia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono persone che non si sarebbero mai innamorate, se non avessero sentito parlare dell&#8217;amore. L&#8217;amore non è una cosa semplice, alla portata di tutti. Il sesso, forse, ma l&#8217;amore, quello no. L&#8217;amore richiede impegno e disciplina, l&#8217;amore vuole applicazione, ingegno, dedizione e desiderio. Non è cosa che si possa imparare seguendo un libretto d&#8217;istruzioni. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img style='float: left; margin-right: 10px; border: none;' src='http://www.gravatar.com/avatar.php?gravatar_id=31ec8a486e48408fb9cd173016c1b1ef&amp;default=http://use.perl.org/images/pix.gif' alt='No Gravatar' width=40 height=40/><p><img class="size-medium wp-image-874 aligncenter" alt="Amore difficile" src="http://www.tittyna.net/wp-content/Amore-difficile-300x225.jpg" width="300" height="225" /><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Ci sono persone che non si sarebbero mai innamorate, se non avessero sentito parlare dell&#8217;amore.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">L&#8217;amore non è una cosa semplice, alla portata di tutti. Il sesso, forse, ma l&#8217;amore, quello no. L&#8217;amore richiede impegno e disciplina, l&#8217;amore vuole applicazione, ingegno, dedizione e desiderio. Non è cosa che si possa imparare seguendo un libretto d&#8217;istruzioni.<span id="more-873"></span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Immaginate l&#8217;amore come una palla di cuoio. Lanciatela in un prato dove corrono tanti ragazzi e vedrete, immediatamente, che tutti la rincorreranno con il desiderio di prenderla a calci. Qualcuno la colpirà bene, altri saranno maldestri. Lasciateli giocare per qualche ora e osservateli. Vedrete che tra loro ci sarà qualcuno che dimostrerà la stoffa del campione. Magari sarà uno solo, o forse due. Poi ci saranno alcuni discretamente bravi. Senza colpi di genio, certo, senza acrobazie e virtuosismi ma con discrete qualità. Poi ci saranno quelli normali, senza infamia e senza lode. Quelli che con sacrificio e applicazione potranno trarne qualche soddisfazione, ma nessuna emozione, nessun estro, solo ordinaria amministrazione, onesti lavoratori del pallone.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">I più, la maggior parte, saranno quelli totalmente negati. Scoordinati nei movimenti, lenti nello scatto, imprecisi nel tocco. Faranno più baccano degli altri, muoveranno gli arti spesso in modo ridicolo e infruttuoso, saranno più le volte che mancheranno il bersaglio goffamente, che le volte miracolose in cui colpiranno la palla, spesso e volentieri senza alcun controllo su di essa.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Tra questi qualcuno, modestamente, comprenderà i suoi limiti e si accomoderà in difesa della porta. Usare le mani sarà più semplice, e più facile raccogliere il pallone calciato lontano dai pali mentre resta immobile e abbandonato tra i ciuffi d&#8217;erba. Altri abbandoneranno il campo, si siederanno ai bordi della contesa e osserveranno con dispiacere le altrui imprese. Incaponirsi in certi casi è inutile.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">In amore invece no, quasi nessuno capisce che il proprio insuccesso non è colpa dell&#8217;altro, ma della propria incapacità. In amore tutti pensano di essere dei fuoriclasse, e se non vincono non è mai colpa loro ma del fato, del compagno di squadra, dell&#8217;arbitro.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,sans-serif;">L&#8217;amore non è per tutti. L&#8217;amore è per chi è disposto a dedicargli una vita. Gli altri, al massimo, si possono innamorare.</span></p>
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		<title>Quando finisce un amore</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jan 2013 12:52:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Titty Cerquetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[donne]]></category>
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		<category><![CDATA[scritture]]></category>
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		<category><![CDATA[vita di coppia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; La morte di un amore non è mai immediata, di colpo, sul colpo. La morte di un amore, spesso, è una lenta, lunga agonia, fatta di momenti in cui sembra che si stia riprendendo e di altri in cui peggiora, fin quasi ad entrare in coma. Lo scenario, davanti agli occhi, inevitabilmente cambia, e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img style='float: left; margin-right: 10px; border: none;' src='http://www.gravatar.com/avatar.php?gravatar_id=31ec8a486e48408fb9cd173016c1b1ef&amp;default=http://use.perl.org/images/pix.gif' alt='No Gravatar' width=40 height=40/><div id="attachment_867" class="wp-caption aligncenter" style="width: 382px"><img class=" wp-image-867 " alt="Alyssa Monks - Glass" src="http://www.tittyna.net/wp-content/Alyssa-Monks-glass.jpg" width="372" height="390" /><p class="wp-caption-text">Alyssa Monks &#8211; Glass</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">La morte di un amore non è mai immediata, di colpo, sul colpo. La morte di un amore, spesso, è una lenta, lunga agonia, fatta di momenti in cui sembra che si stia riprendendo e di altri in cui peggiora, fin quasi ad entrare in coma.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span id="more-866"></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Lo scenario, davanti agli occhi, inevitabilmente cambia, e c’è sempre uno che si augura muoia in fretta, senza soffrire, senza strascichi, ed un altro che vorrebbe vederlo rinascere a nuova vita, con l’aria pura a riempirgli i polmoni.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Il dialogo è spento, e si va a caccia solo di futili motivi per litigare, per prevaricarsi, per dirsi qualcosa che possa ferire, far uscire sangue, e vedere se per davvero è ancora vivo, oppure no.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Questione di volontà, questione di bugie. Quante volte hai detto “farei qualunque cosa per te” senza accettare il fatto che era una frase incompleta, che non esprimeva davvero il concetto preciso. Mancava la parte più importante, la parte decisiva. “Farei qualunque cosa per te, tra quelle che sono disposto a fare”.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Adesso guardiamo questo amore e sappiamo perfettamente cosa servirebbe per salvarlo. La diagnosi è chiara, la terapia semplice. Ma tu non vuoi, ed io mi adeguo. Così almeno pare a me, magari per te è esattamente il contrario, ed è su questi equivoci che ci giochiamo la sopravvivenza di questo amore.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Si chiude e si cambia. Nuove cose, nuove facce, nuove strade da fare. Nuovi giochi da vivere, nuovi sospiri da ascoltare e la solita vecchia storia personale da raccontare a qualcun altro, solo ogni volta un po’ più lunga. Qualcuno che pretenderà di aver capito tutto e subito quello che io non ho ancora capito.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Tutto cambia ed io, sinceramente, al pensiero mi sento già meglio, come se bastasse la tua presenza a farmi stare male. Tu, con il cadavere del nostro amore ad appestare l’aria.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Esco io, da questa stanza di terapia intensiva. Pensaci tu, a staccare la spina, tu che sei stato così bravo a tenere il piede schiacciato sul tubo dell’aria fino a soffocarlo, questo povero amore.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial,sans-serif;">Che peccato, mi rimbomba nella testa. Potevamo avere tutto con niente. Non abbiamo fatto niente, per non perdere tutto.</span></p>
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		<title>Tradimento</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jan 2013 19:49:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Titty Cerquetti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[vita di coppia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tradimento non si dimentica. Mai. Puoi superarlo, perdonarlo, se hai molto da fare addirittura accantonarlo, metterlo da parte per un po’, tra le vecchie bollette della luce e le batterie nuove che non ricordi di avere e quindi ricomprerai, ignaro di averle sotterrate in un cassetto. Puoi perdonarlo, e non perdonarti di averlo fatto, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img style='float: left; margin-right: 10px; border: none;' src='http://www.gravatar.com/avatar.php?gravatar_id=31ec8a486e48408fb9cd173016c1b1ef&amp;default=http://use.perl.org/images/pix.gif' alt='No Gravatar' width=40 height=40/><p><img class="aligncenter size-full wp-image-862" alt="closer 04" src="http://www.tittyna.net/wp-content/closer-04.jpg" width="400" height="266" /></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Tunga;"><span style="font-size: large;">Il tradimento non si dimentica. Mai. Puoi superarlo, perdonarlo, se hai molto da fare addirittura accantonarlo, metterlo da parte per un po’, tra le vecchie bollette della luce e le batterie nuove che non ricordi di avere e quindi ricomprerai, ignaro di averle sotterrate in un cassetto. Puoi perdonarlo, e non perdonarti di averlo fatto, e quindi rinfacciarlo ad ogni occasione. Puoi tacerlo, per nascondere nel cuore la vergogna e il male, oppure raccontarlo a tutti, quasi vantandoti del torto subìto, per spiegare meglio quanto sia stato ingiusto e doloroso e meschino compierlo ai tuoi danni.</span></span></p>
<blockquote>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Tunga;"><span style="font-size: large;">Ma dimenticarlo, no, questo proprio non puoi farlo.</span></span></p>
</blockquote>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Tunga;"><span style="font-size: large;"><span id="more-861"></span>Lui resta lì, presente, e dopo aver gridato forte fino a stordirti l’anima china il capo e dolente si siede in un angolo della stanza ad aspettare che tu, distrattamente un giorno gli passi davanti e lo riconosci. Un attimo breve, un istante solo, per guardarsi negli occhi e riprovare, anche a distanza di secoli, la stessa terrificante gelida morsa allo stomaco, la gola che si irrita e si ribella e gli occhi che si chiudono con forza nel patetico tentativo di trattenere lacrime che si rinnovano per diabolica magia.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Tunga;"><span style="font-size: large;">Perché il tradimento non si dimentica. Non si può dimenticare. Pure se l&#8217;artefice ha fatto di tutto per farlo dimenticare, pure se l’avete ricambiato col perdono o con la stessa moneta, stavolta fredda e razionale, vendicativa, tutto questo è inutile. Il tradimento non si dimentica.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Tunga;"><span style="font-size: large;">È la chiave che accende la folle corsa tra i ricordi di attimi d’amore che pensavi di aver rimosso per sempre, è un album di fotografie con al centro sempre la sua faccia, su ogni immagine, con tutte le espressioni di cui è capace. La tristezza, la rabbia, l’amore e l’odio, la vendetta e la rassegnazione. Ed è lì, tra le vostre due facce, come un bambino dispettoso che arriva silenziosamente da dietro e si mette in posa.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Tunga;"><span style="font-size: large;">Ha mille facce il tradimento, tante quante ne ha il traditore, tante quanti i sentimenti che dentro ha generato. È fenomenale, il tradimento. Che tu l’abbia commesso o subìto, è l’occhio di un ciclone che pare lasciare tutto com’era prima. Quando la tempesta si placa osservi la scena ed è perfettamente identica nei dettagli al mondo di prima, con le case, gli alberi, le strade, i sorrisi, tutti perfettamente al loro posto. Poi sbatti un piede per terra e viene giù tutto, tra tonfi sordi e voli di polvere grigia che oscura lo sguardo e strozza il respiro e lascia cumuli di macerie a perdita d&#8217;occhio.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Tunga;"><span style="font-size: large;">È incredibile, ciò che può fare il tradimento, al punto che le conseguenze spesso sono più intense e forti e distruttive dell’atto stesso, che magari è stato solo un momento di debolezza, una distrazione. Invece niente sarà più uguale, dopo il tradimento. Neanche quello che appare immutato, invariabile, intoccabile dal tempo e dagli uomini. Perché è dentro le cose, che tutto è cambiato. Fuori continuerà a sembrare uguale. Ma non ci sarà gesto, parola, azione, che non porti con sé quel dubbio, quel ricordo, quella paura folle che sia accaduto ancora, che stia per accadere ancora.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Tunga;"><span style="font-size: large;">Il tradimento è una fine. Quello che verrà dopo, qualunque cosa sia, sarà sempre un’altra storia.</span></span></p>
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		<title>Epifania</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jan 2013 17:43:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Titty Cerquetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[È proprio notte, stanotte. È una di quelle notti così buie e profonde da non riuscire a ricordarne un’altra uguale. Non è solo perché sei uno straniero, anche dalle tue parti fa notte, tutte le notti. Però mai così, mai così tanto. È già da un po’ che ci pensi, alle tue parti, e anche [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img style='float: left; margin-right: 10px; border: none;' src='http://www.gravatar.com/avatar.php?gravatar_id=31ec8a486e48408fb9cd173016c1b1ef&amp;default=http://use.perl.org/images/pix.gif' alt='No Gravatar' width=40 height=40/><p style="text-align: center;" align="JUSTIFY"><a href="http://www.tittyna.net/epifania/benzina/" rel="attachment wp-att-841"><img class="wp-image-841 aligncenter" alt="benzina" src="http://www.tittyna.net/wp-content/benzina.jpg" width="378" height="252" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: medium;">È proprio notte, stanotte. È una di quelle notti così buie e profonde da non riuscire a ricordarne un’altra uguale. Non è solo perché sei uno straniero, anche dalle tue parti fa notte, tutte le notti. Però mai così, mai così tanto. È già da un po’ che ci pensi, alle tue parti, e anche se non dovresti concedi spazio alla nostalgia, la bestia ingorda che ti afferra alla gola e ti riempie gli occhi di solitudine gelida.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span id="more-840"></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: medium;">È un grave errore questo, non dovresti farlo, non dovresti cedere ai sentimenti, gente come te i sentimenti non se li può permettere. Ma quando scendi per strada per andare a lavorare e cadi dentro notti come questa, non puoi proprio fare a meno di vedertela davanti, la strada che porta a casa tua, il prato incolto che costeggia la via e i contadini in bicicletta che ti superano a fatica.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: medium;">Percorri le larghe vie di un quartiere dormitorio con le mani in tasca e il respiro che prende forma davanti agli occhi precedendo i tuoi passi, e cerchi un po’ di calore in un vecchio giubbotto strausato e liso da mani grasse e lavori pesanti. Solo che è difficile riscaldarsi quando il freddo pungente ce l’hai dentro, più a fondo che nelle ossa.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: medium;">Ci vogliono dieci minuti, a passo spedito, per raggiungere lo stradone principale, dove il rumore violento delle auto lanciate a folle velocità ti sbatte in faccia una realtà così diversa dalla tua da stordirti. Quelle auto che bruciano metri per spostarsi più in fretta possibile da un nulla all’altro ti appaiono aliene nonostante tutto si svolga lì, davanti ai tuoi occhi.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: medium;">Costeggi il viale tenendoti più possibile sul margine, e tendendo l’orecchio al rapido avvicinarsi di qualcuno che potrebbe, perso tra i fumi dell’alcool e della droga, tirarti sotto senza neanche accorgersene, se non fosse per una piccola ammaccatura sul parafango, scoperta il mattino dopo. Sono pensieri stupidi i tuoi, lo sai, e Dejan te lo ripete sempre, tutte le volte che ti confidi con lui, cercando un minimo di sollievo alla pena.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: medium;">Lui dice che pensi troppo e che questo è un male, per chi sta nelle tue condizioni, ripetendo fino alla noia che se vuoi evitare la pazzia che fatalmente avrebbe la meglio su di te, non devi pensare, non devi guardare, e soprattutto non devi fare considerazioni inutili. Non serve a niente, ti ripete ogni volta, soltanto a prendere piena coscienza della tua condizione umana e arrivare ad odiarla, poi a odiarti, e infine a trasferire tutto l’odio e la rabbia contro chiunque ti capiti a tiro, senza fare distinzione alcuna.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: medium;">Dejan dice che devi preoccuparti solo di studiare le facce, di capirle e interpretarle. Devi imparare che ad ogni faccia corrisponde un comportamento e la frase giusta da dire. Se lo impari avrai risolto tutti i tuoi problemi. Dejan ti da un sacco di consigli, ti segue come un fratello, e non solo per interesse. Quando arrivasti qui non avevi niente e non conoscevi nessuno. Lui è stato l’unico contatto, l’unico appoggio, l’unica possibilità concreta di costruire qualcosa, di non tornare indietro con un pugno di mosche e l’orgoglio sotto i piedi. Grazie a lui hai trovato un letto e un pasto caldo, seppure in una baracca con altri sei disperati come te. Gente in cerca di fortuna e anime in fuga da una realtà che ti porta a pensare che qualunque altra sia meglio di quella che hai.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: medium;">È stato lui a trovarti questo lavoro, lui a cui devi la metà dei tuoi guadagni notturni, per pagarti il letto e il pasto caldo e la garanzia del posto. Se una notte trovassi qualcun altro al tuo posto, ci penserebbe Dejan a mandarlo via, con le buone o le cattive.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: medium;">Sei arrivato alla tua piazzola e dietro una siepe, ben nascosta, c’è la tua preziosa seggiola. Stanotte, come ogni notte, ti stupisci non poco nel ritrovarla esattamente dove l’hai lasciata. In un mondo dove tutti rubano tutto, dove la prepotenza e l’arroganza la fanno da padrone, dove una vita umana costa meno di un telefono cellulare, ritrovare ogni notte la seggiola ti appare sempre come un piccolo miracolo, e ti rammenta che nascondersi bene resta sempre la soluzione migliore.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: medium;">La metti al solito posto, là dove trascorri ogni notte, e appoggi il braccio alla macchinetta mangiasoldi, la tua fonte di sostentamento. Certe volte, specie quando capitano notti come questa, ti sembra il pezzo di legno al quale ti aggrappi, disperato, come un naufrago metropolitano, per non affogare in un oceano d’asfalto e indifferenza.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: medium;">Appoggiato allo schienale sollevi lo sguardo e vedi, sopra di te, l’insegna luminosa e colorata di una compagnia petrolifera. Sorridi. Ti viene in mente il petrolio arabo, i depositi israeliani, le raffinerie argentine e i capitali statunitensi, e ti domando come si possano siglare accordi tanto curiosi, in nome del Dio Danaro, proprio laddove si combatte e si muore per un Dio Celeste che predica pace e amore. Lo stesso Dio in nome del quale vengono sterminate intere popolazioni.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: medium;">La verità è che non esistono più gli esseri umani, si sono estinti. Adesso la razza umana si divide in “utili” e “inutili”, e sono la massa che sta sotto i “potenti” della terra. Se sei uno degli “utili” sopravvivi, altrimenti, se nasci o scivoli malamente tra gli “inutili” puoi anche crepare, nessuno avrà niente da ridire. A ben vedere anche tra gli “utili” serpeggia un po’ di inquietudine. Finché l’esercito degli “inutili” sarà così ampio, gli “utili” potranno sempre essere sostituiti in un attimo e senza alcun problema.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: medium;">Quelli come te sono in mezzo al guado, in un fiume che tutto travolge e distrugge. Avete lasciato, con il cuore gonfio di paura, la sponda della terra degli “inutili” per raggiungere il versante opposto, ma non è facile. La corrente è forte, tanti gli ostacoli e molto pericolosi. E una volta raggiunta la riva non è facile diventare “utili”, perché i posti sono già  occupati e nessuno molla facilmente o con leggerezza.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: medium;">Però è vero che pensi troppo, e questo, come dice Dejan, non va affatto bene. Ne hai la prova quando si ferma la prima macchina della tua lunga nottata, una Mercedes da 60 mila euro, e scende un ragazzetto tirato a lucido che finge di non vederti.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: medium;">Poi, quasi ripensandoci, cava di tasca una moneta da 50 centesimi e te la lascia cadere nella mano, stando ben attento a non sfiorarti. Non ti dice una parola, niente, solo i 50 centesimi che valgono il diritto di non sporcarsi le mani ad una pompa di benzina. Ti osserva di traverso mentre immetti il prezioso liquido nella sua argentea vettura, preoccupato solo che tu non faccia colare benzina sulla vernice metallizzata del suo feticcio a quattro ruote. La ragazza che è con lui, nel frattempo, sta verificando che la sua maschera cosmetica sia in ordine, guardandosi nello specchietto e facendo curiose smorfie che la rendono ancor più ridicola di quanto già non sia.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: medium;">Rimetti a posto la pistola e lo scatto metallico ti ricorda che sei pur sempre un clandestino e che la prigione, per te, è molto più di una vaga idea. Il ragazzetto controlla l’orario su un quadrante bianco incastonato su mezzo chilo d’oro e risale in auto rivolgendosi così alla ragazza:</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: medium;">-<em> Che palle ‘sti slavi. Se non gli dai gli spicci sono capaci di rigarti la carrozzeria.</em>-</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: medium;">- <em>Lascia stare, amo’. Tanto prima o poi li risbattono al paese loro</em>.-</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: medium;">Già, è vero, prima o poi ci “risbattono” al paese nostro. Se solo penso a quanto tempo è che non vedo mia figlia. Chissà come sarà cresciuta, chissà se potrò offrirle qualcosa di diverso da una baracca. Diverso pure da una Mercedes piena di nebbia.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Georgia,serif;"><span style="font-size: medium;">Chissà.</span></span></p>
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		<title>Endless Love</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Dec 2012 02:03:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Titty Cerquetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Voltati, guardami negli occhi adesso, e tienimi la mano. Siamo qui, uno di fronte all&#8217;altra, la testa sul cuscino, gli occhi negli occhi e io che ti dico dimmi, ti prego, dimmi com&#8217;è. Apri il cuore, fai volare la mente e dimmi, dimmi veramente com&#8217;è, perché io non sono capace, non lo so come si [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img style='float: left; margin-right: 10px; border: none;' src='http://www.gravatar.com/avatar.php?gravatar_id=31ec8a486e48408fb9cd173016c1b1ef&amp;default=http://use.perl.org/images/pix.gif' alt='No Gravatar' width=40 height=40/><p align="JUSTIFY"><a href="http://www.tittyna.net/wp-content/endless-love.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-776" title="endless love" src="http://www.tittyna.net/wp-content/endless-love.jpg" alt="endless love" width="400" height="271" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Book Antiqua,serif;"><span style="font-size: medium;">Voltati, guardami negli occhi adesso, e tienimi la mano. Siamo qui, uno di fronte all&#8217;altra, la testa sul cuscino, gli occhi negli occhi e io che ti dico dimmi, ti prego, dimmi com&#8217;è. Apri il cuore, fai volare la mente e dimmi, dimmi veramente com&#8217;è, perché io non sono capace, non lo so come si fa.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Book Antiqua,serif;"><span style="font-size: medium;">Dimmelo tu come si fa [tu che lo sai, tu che ti ho visto tante volte] ad essere felici. Raccontami, svelami il mistero, spiegami perché, ad un tratto, i tuoi occhi fanno più luce del sole e il tuo sorriso, [quanta luce, quanti colori e quanta musica] sembra avere dentro tutto l&#8217;universo.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Book Antiqua,serif;"><span style="font-size: medium;">Dimmi quante stelle vedi brillare quando il tuo cuore batte più forte [quanta emozione su quelle guance arrossate e in quegli occhi lucidi] e perché non riesci a trattenere i baci, e le tue braccia, le tue mani, tutto vola nell&#8217;aria come un bambino che corre felice nell&#8217;abbraccio della madre. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Book Antiqua,serif;"><span style="font-size: medium;">Raccontami la gioia, usa le parole come un pennello e dipingimi la felicità come la vedo sul tuo volto, dimmi perché le tue lacrime hanno quel sapore dolce [dimmi da dove arrivano, non sono amare come le mie, che scendono giù dalle ferite] spiegami bene ti prego perché io non lo so, non sono capace [nessuno mi ha insegnato come si fa] ad essere felice. Non lo sono mai stata.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Book Antiqua,serif;"><span style="font-size: medium;">Vorrei essere capace, adesso, di essere felice, come sono capace di parlare al cuscino su cui ti sei addormentato tante volte [dopo l'amore, il sorriso dolce sulle labbra, “ti amo” prima di chiudere gli occhi] anche se tu non ci sei più.</span></span></p>
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		<title>L’ultima mattina</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Dec 2012 11:40:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Titty Cerquetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Tengo tra le mani la tazza di caffè, per tenerle calde. Di fronte a me, attraverso la porta finestra della cucina, vedo le finestre di un albergo. Otto finestre orizzontali, per 4 piani, ogni piano un colore diverso: marrone, verde, blu, rosso, a salire. Apro la porta finestra preparata al freddo ma sono avvolta [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img style='float: left; margin-right: 10px; border: none;' src='http://www.gravatar.com/avatar.php?gravatar_id=31ec8a486e48408fb9cd173016c1b1ef&amp;default=http://use.perl.org/images/pix.gif' alt='No Gravatar' width=40 height=40/><p><a href="http://www.tittyna.net/wp-content/rec-woman-looking-out-window-11-9-11-md.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-754" title="London Kitchen" src="http://www.tittyna.net/wp-content/rec-woman-looking-out-window-11-9-11-md.jpg" alt="London Kitchen" width="300" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tengo tra le mani la tazza di caffè, per tenerle calde. Di fronte a me, attraverso la porta finestra della cucina, vedo le finestre di un albergo. Otto finestre orizzontali, per 4 piani, ogni piano un colore diverso: marrone, verde, blu, rosso, a salire.</p>
<p>Apro la porta finestra preparata al freddo ma sono avvolta da un&#8217;aria strana, e tiepida. Da una finestra del terzo piano si affaccia un uomo. A torso nudo, i capelli corti e bianchi, tiene un telefono attaccato all&#8217;orecchio destro. Nella mano sinistra ha una sigaretta, che sporge oltre il davanzale mentre il fumo che produce rientra nella stanza blu. Poi però, parlando e agitandosi se ne dimentica, e nel gesticolare animatamente fa dentro e fuori con la mano sinistra, e noto il moto di rabbia per la cenere che cade sul pavimento.</p>
<p>Alle sue spalle si muove una donna. Ha un asciugamano legato sotto le ascelle, i lunghi capelli neri e bagnati che tampona con un altro asciugamano. Osserva l&#8217;uomo, poi guarda il pavimento e sembra irritarsi e dire qualcosa, sgarbatamente. L&#8217;uomo si volta verso di lei e fa un gesto ad indicare il telefono, e a fare silenzio. Lei fa un gesto ad invitarlo ad andare altrove. Lui getta fuori la  sigaretta, guarda verso di me, la sua espressione passa dal fastidio al sorriso così, in un attimo. Si raddrizza sulle spalle, tira dentro lo stomaco, un altro sorriso poi si volta, lasciando la finestra aperta ed il letto, con la ragazza sdraiata sopra, in bella vista. Si siede sul bordo e scioglie l&#8217;asciugamano che aveva sui fianchi.</p>
<p>Il mio caffè è finito, guardo su, il cielo e gli sbuffi bianchi delle nuvole. E se questa fosse stata l&#8217;ultima mattina del mondo? Rientro in cucina, adesso è di nuovo freddo.</p>
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		<title>Titty Cerquetti – SoulMates</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Dec 2012 12:38:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Titty Cerquetti</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<img style='float: left; margin-right: 10px; border: none;' src='http://www.gravatar.com/avatar.php?gravatar_id=31ec8a486e48408fb9cd173016c1b1ef&amp;default=http://use.perl.org/images/pix.gif' alt='No Gravatar' width=40 height=40/><div id="attachment_720" class="wp-caption alignleft" style="width: 429px"><img class=" wp-image-720    " title="SoulMates" alt="SoulMates" src="http://www.tittyna.net/wp-content/occhichiusi332.jpg" width="419" height="262" /><p class="wp-caption-text">Titty Cerquetti &#8211; SoulMates &#8211; Ad occhi chiusi</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_706" class="wp-caption aligncenter" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-706 " title="Acquista il libro" alt="Acquista il libro" src="http://www.tittyna.net/wp-content/buynow-150x150.jpg" width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Acquista ebook</p></div>
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		<title>Giuseppe Iannozzi intervista Titty Cerquetti</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Dec 2012 16:24:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Titty Cerquetti</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<img style='float: left; margin-right: 10px; border: none;' src='http://www.gravatar.com/avatar.php?gravatar_id=31ec8a486e48408fb9cd173016c1b1ef&amp;default=http://use.perl.org/images/pix.gif' alt='No Gravatar' width=40 height=40/><div id="attachment_705" class="wp-caption aligncenter" style="width: 471px"><a href="http://iannozzigiuseppe.wordpress.com/2012/12/05/titti-cerquetti-intervista-allautrice-per-ad-occhi-chiusi-liant-editore-a-cura-di-giuseppe-iannozzi/"><img class=" wp-image-705 " title="Clicca per leggere l'intervista a Titty Cerquetti" alt="Clicca per leggere l'intervista a Titty Cerquetti" src="http://www.tittyna.net/wp-content/TittyBook1.jpg" width="461" height="691" /></a><p class="wp-caption-text">Clicca sull&#8217;immagine per leggere l&#8217;intervista a Titty Cerquetti</p></div>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-706" title="Acquista il libro" alt="Acquista il libro" src="http://www.tittyna.net/wp-content/buynow.jpg" width="321" height="214" /></p>
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		<title>Perché oggi la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Nov 2012 09:40:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Titty Cerquetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le sorelle Patria, Minerva e María Teresa Mirabal vissero la loro gioventù negli anni della dittatura trujillista, una delle più severe dell’America Latina. Questo tirannico e brutale ambiente politico e sociale, risvegliò molto presto le loro coscienze sulla necessità di libertà e rispetto dei diritti del popolo e in special modo delle donne dominicane. La [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img style='float: left; margin-right: 10px; border: none;' src='http://www.gravatar.com/avatar.php?gravatar_id=31ec8a486e48408fb9cd173016c1b1ef&amp;default=http://use.perl.org/images/pix.gif' alt='No Gravatar' width=40 height=40/><p><a href="http://www.tittyna.net/wp-content/violenza-donne-4.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-699" title="Sorelle Mirabal" src="http://www.tittyna.net/wp-content/violenza-donne-4-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /></a></p>
<p>Le sorelle Patria, Minerva e María Teresa Mirabal vissero la loro gioventù negli anni della dittatura trujillista, una delle più severe dell’America Latina. Questo tirannico e brutale ambiente politico e sociale, risvegliò molto presto le loro coscienze sulla necessità di libertà e rispetto dei diritti del popolo e in special modo delle donne dominicane. La ribellione e l’impegno di queste tre giovani donne di fronte alle atrocità del regime, prese il via con la costituzione nel 1960 del Movimento 14 di Giugno, sotto la direzione di Manolo Travares Justo, dove prima Minerva e poi anche María Teresa operarono usando come nome in codice Mariposas (Farfalle). Questo gruppo politico clandestino si espanse in tutto il paese, strutturato attraverso piccoli nuclei per meglio combattere la dittatura. Nel gennaio del 1960, il movimento venne scoperto dalla polizia segreta di Trujillo, il SIM (Servico de Inteligencia Militar) e i membri del movimento vennero perseguitati e incarcerati, tra questi le tre sorelle Mirabal e i loro mariti. Molti dei prigionieri vennero inviati al carcere di “La 40” (carcere di tortura e morte).</p>
<p>Le sorelle vennero liberate alcuni mesi dopo, ma i loro coniugi restarono reclusi. Il 25 novembre 1960, le sorelle Mirabal, accompagnate dall’autista Rufino de la Cruz, andarono a fare visita ai mariti Manolo e Leandro, trasferiti nel carcere della città di Puerto Plata. Tutto questo faceva parte di una trama organizzata dagli agenti del SIM per assassinarle. L&#8217;auto sulla quale viaggiavano le tre sorelle e l&#8217;autista vennne intercettata e i passeggeri furono costretti a scendere dal veicolo e condotti in un luogo appartato in una piantagione di canna da zucchero. Lì le sorelle Mirabal furono uccise a bastonate e i loro corpi rimessi nel veicolo sul quale stavano viaggiando. L&#8217;auto fu fatta precipitare per un dirupo per simulare un incidente.</p>
<p>Con la morte delle sorelle Mirabal Trujillo credette di aver eliminato un problema, ma ciò causò grandi ripercussioni nell&#8217;opinione pubblica dominicana (nonostante la censura), molte coscienze si scossero e il movimento culminò con l&#8217;assassino di Trujillo nel 1961.</p>
<p>Nel nostro paese e nel mondo il 25 di novembre si commemora il Giorno Internazionale della Non Violenza nei Confronti della Donna.</p>
<p>La commemorazione di questa data ha origine dal primo Incontro Internazionale Femminista, celebrato in Colombia, nell’anno 1980. In quell&#8217; incontro la Repubblica Dominicana propose questa data in onore alle tre sorelle Dominicane Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal. In modo progressivo, molti paesi si sono uniti nella commemorazione di questo giorno, come simbolo del clamore e della denuncia di fronte al maltrattamento fisico e psicologico verso le donne e le bambine. Nel 1998, l’assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato all’unanimità la internazionalizzazione della commemorazione di questa data.</p>
<p>Il 17 dicembre 1999 l&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la risoluzione 54/134 con cui scelse la data del 25 novembre per la Giornata internazionale per l&#8217;eliminazione della violenza contro le donne, in omaggio alle sorelle Mirabal.</p>
<p>Nel 1995 la scrittrice dominicana Julia Álvarez ha pubblicato il libro &#8220;Il tempo delle farfalle&#8221;, da cui è stato tratto nel 2001 il film &#8220;In the Time of the Butterflies&#8221; con Salma Hayek nel ruolo di Minerva.</p>
<p>Jaime David Fernandez Mirabal, un figlio della quarta sorella Mirabal, Bélgica Adela &#8220;Dedé&#8221; Mirabal-Reyes (inizialmente non coinvolta nel movimento contro Trujillo), è membro attivo del Partito della Liberazione Dominicana (PLD) e ha ricoperto la carica di vicepresidente della Repubblica dal 1996 al 2000 durante il primo periodo della presidenza di Leonel Fernandez.</p>
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		<title>SoulMates</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Nov 2012 21:51:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Titty Cerquetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Ad occhi chiusi&#8221; è il primo romanzo breve della serie &#8220;SoulMates&#8220;, oltre ad essere il mio primo lavoro da sola. In vendita, cliccando sulla copertina, al prezzo di E. 1,90]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img style='float: left; margin-right: 10px; border: none;' src='http://www.gravatar.com/avatar.php?gravatar_id=31ec8a486e48408fb9cd173016c1b1ef&amp;default=http://use.perl.org/images/pix.gif' alt='No Gravatar' width=40 height=40/><p style="text-align: center;"><img class="aligncenter  wp-image-690" title="occhi chiusi" alt="SoulMates" src="http://www.tittyna.net/wp-content/occhi-chiusi.jpg" width="417" height="595" /><br />
&#8220;<strong>Ad occhi chiusi</strong>&#8221; è il primo romanzo breve della serie &#8220;<strong>SoulMates</strong>&#8220;, oltre ad essere il mio primo lavoro da sola. In vendita, cliccando sulla copertina, al prezzo di E. 1,90</p>
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		<title>Solo tu</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Oct 2012 08:43:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Titty Cerquetti</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<img style='float: left; margin-right: 10px; border: none;' src='http://www.gravatar.com/avatar.php?gravatar_id=31ec8a486e48408fb9cd173016c1b1ef&amp;default=http://use.perl.org/images/pix.gif' alt='No Gravatar' width=40 height=40/><p style="text-align: center;"><a href="http://www.tittyna.net/wp-content/c96b3de4e89c6a251419b9ccbf6a0951.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-681" title="solo tu" src="http://www.tittyna.net/wp-content/c96b3de4e89c6a251419b9ccbf6a0951-300x168.jpg" alt="solo tu" width="300" height="168" /></a></p>
<p>E&#8217; che vorrei ci fossi tu, adesso, qui con me. Proprio tu. Non qualcuno ad occupare un posto vuoto, nemmeno qualcuno a farmi compagnia.<br />
Io vorrei che ci fossi proprio tu, adesso, qui con me. Perché tu o un altro non è, non sarà mai, la stessa cosa. Quante volte non ti ho detto ti amo? Le rimpiango tutte, tutte le occasioni in cui avrei potuto, voluto, desiderato semplicemente essere al centro dei tuoi occhi. Quegli occhi che per anni hanno visto solo me. Che sciocca sono stata. In quegli occhi c&#8217;era tutto quello che sono andata cercando per il mondo, senza più ritrovarlo.</p>
<p>Penso alle mie amiche, le guardo vivere e mi rendo conto di quanto e come siamo lontane. C&#8217;è quella capace di stare accanto ad un uomo per anni, amandone un altro che vive solo nei suoi ricordi. C&#8217;è quella capace di stare accanto ad uomo pur tradendolo con chiunque la attragga. C&#8217;è quella pronta a scordare tutto per chiunque sia disposto a concederle attenzioni, e c&#8217;è quella che si racconta la storiella che si possono amare più persone contemporaneamente. Tutto possibile, certo, perché no, ognuna di noi chiama amore qualcosa che solo lei sa, cos&#8217;è.</p>
<p>Io ho amato solo te, prima ancora che tu mi amassi, e anche dopo che hai smesso. L&#8217;amore per me è uno, non è una poltrona su cui far sedere tutti, a turno, chiedendomi ogni volta se sia amore. L&#8217;amore non te lo chiedi. L&#8217;amore è.</p>
<p>Ma non ti ucciderei, per questo.</p>
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		<title>Kiss Peace</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Sep 2012 18:04:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quando Isabella Moroni mi ha contattata per coinvolgermi nel progetto Poems for Peace, ideato da SICA International e rilanciato qui da SICA Italy, non avevo sinceramente idea di cosa e come farlo. Ho pensato a Peace one day, a tutti i personaggi che aderivano all&#8217;iniziativa ed al movimento per la giornata mondiale della pace, e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img style='float: left; margin-right: 10px; border: none;' src='http://www.gravatar.com/avatar.php?gravatar_id=31ec8a486e48408fb9cd173016c1b1ef&amp;default=http://use.perl.org/images/pix.gif' alt='No Gravatar' width=40 height=40/><p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/G4nHWVhdctQ" frameborder="0" width="472" height="317"></iframe><br />
Quando Isabella Moroni mi ha contattata per coinvolgermi nel progetto Poems for Peace, ideato da SICA International e rilanciato qui da SICA Italy, non avevo sinceramente idea di cosa e come farlo. Ho pensato a Peace one day, a tutti i personaggi che aderivano all&#8217;iniziativa ed al movimento per la giornata mondiale della pace, e mi sono detta: cosa puoi fare, tu?</p>
<p>Ho lasciato decantare la cosa poi, dopo alcuni giorni, ne ho parlato con una carissima amica. Eravamo intente a preparare da mangiare e lei mi disse una sola parola: cibo. E&#8217; stato un attimo, ho visto scorrere davanti a me le immagini che, se avrete la bontà di cliccare play sul video qui sopra, potrete vedere anche voi. Si, esattamente come le ho immaginate in quel momento. Il resto, da quel momento, è scivolato via con una semplicità impressionante. Tutte le persone contattate per realizzare il corto hanno aderito con entusiasmo, e con lo stesso entusiasmo ci siamo incontrate a Roma, nello splendido scenario del Circo Massimo, con pochissimi giorni per fare tutto ma la voglia irrefrenabile di farla. L&#8217;unico giorno di riprese è stato emozionante, frenetico, stordente. I pochi giorni per il montaggio hanno costretto il nostro director a fare gli straordinari, ma tutto questo, fatto unicamente per sostenere una causa, ci ha legate tutte a filo doppio, anche quelle che, tra loro, non si conoscevano.<br />
Belli i riconoscimenti ottenuti, dall&#8217;entusiasmo di Isabella, alla condivisione del corto un po&#8217; ovunque, fin sulla pagina di Latifah Taormina, presidente di SICA International. I momenti più belli: la ragazza africana che offre da mangiare a quella occidentale, l&#8217;abbraccio tra la ragazza araba e quella israeliana, il bacio che vorremmo giungesse al cuore di tutti coloro che non hanno, in questo momento, pace. Idealmente, tutte noi, vi abbracciamo forte.</p>
<p>21 settembre 2012. In occasione della giornata mondiale della pace, cortometraggio realizzato da Titty Cerquetti per Peace One day &#8211; Poesie per la pace.</p>
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		<title>Un nuovo lavoro, una nuova emozione</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 08:15:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Titty Cerquetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ed eccolo qui, il piccolo nuovo nato. Dagli incontri più inaspettati nascono spesso le cose più belle, come questo volume della Gox Edizioni che concede la sua fiducia ad un gruppo di ragazze/donne che hanno tanto, forse troppo, da dire e da raccontare. E allora ci si ritrova in un volume che vuole narrare, con [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img style='float: left; margin-right: 10px; border: none;' src='http://www.gravatar.com/avatar.php?gravatar_id=31ec8a486e48408fb9cd173016c1b1ef&amp;default=http://use.perl.org/images/pix.gif' alt='No Gravatar' width=40 height=40/><p><a href="http://www.ibs.it/code/9788890576317/zzz1k1456/dottor-narciso-vaffa-e.html" target="_blank"><img class="aligncenter" title="Dottor Vaffa" src="http://img51.imageshack.us/img51/2292/narcisoz.jpg" alt="" width="369" height="574" /></a></p>
<p>Ed eccolo qui, il piccolo nuovo nato. Dagli incontri più inaspettati nascono spesso le cose più belle, come questo volume della Gox Edizioni che concede la sua fiducia ad un gruppo di ragazze/donne che hanno tanto, forse troppo, da dire e da raccontare. E allora ci si ritrova in un volume che vuole narrare, con ironia, con leggerezza, con un minimo di distacco, ciò che &#8220;quel tipo&#8221; di uomo ha scatenato dentro di noi, perché un Narciso Vaffa lo abbiamo incontrato tutte. Come fidanzato, amico, amante, marito.</p>
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<p>Più di venti donne, per altrettanti racconti, da dedicare ad un&#8217;amica che non c&#8217;è più, e i proventi da destinare ad una causa umanitaria. Gli ingredienti ci sono tutti, per avere la vostra approvazione ed il vostro sostegno. Da parte nostra la promessa di una lettura che vi regalerà sorrisi, riflessioni, autocritica e chissà, anche qualche consiglio per il futuro.</p>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788890576317/zzz1k1456/dottor-narciso-vaffa-e.html" target="_blank">Ordinabile su IBS</a></p>
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		<title>If i could</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 18:27:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Titty Cerquetti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se potessi tornerei a quel momento esatto in cui… ma un momento esatto non c’è. C’è stato solo un tempo meraviglioso, che esisteva solo per noi, e di cui nessuno si è accorto, e che non ci ha mai risparmiato gioia o dolore, emozione e noia, eccitazione e pace. Se solo non avessimo smesso di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img style='float: left; margin-right: 10px; border: none;' src='http://www.gravatar.com/avatar.php?gravatar_id=31ec8a486e48408fb9cd173016c1b1ef&amp;default=http://use.perl.org/images/pix.gif' alt='No Gravatar' width=40 height=40/><p><object width="339" height="269" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/GHrG2yq3qAk?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="339" height="269" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/GHrG2yq3qAk?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p>Se potessi tornerei a quel momento esatto in cui… ma un momento esatto non c’è.<br />
C’è stato solo un tempo meraviglioso, che esisteva solo per noi, e di cui nessuno si è accorto, e che non ci ha mai risparmiato gioia o dolore, emozione e noia, eccitazione e pace. Se solo non avessimo smesso di cercarci nei nostri occhi.<br />
C’è stata una vita che abbiamo vissuto senza sapere che sarebbe finita. Ci sono stati respiri con cui abbiamo riempito le stanze e posti dove abbiamo fatto l’amore, così tanti, che ovunque volgi lo sguardo vedi noi due, dal letto al divano, dal tavolo al giardino, dalla doccia al tappeto, la macchina, la spiaggia, la panchina e mille altri ancora.<br />
C’è stato un futuro da sognare, che ci ha deluso, e progetti immaginati e lasciati tra gli scatoloni e la polvere e un addio consumato di corsa, il taxi in attesa fuori il cancello, le lacrime ricacciate indietro e la voglia di dimenticarsi in fretta. Per non soffrire, per non capire.<br />
Ciao amore, tu non lo sai ma io avrei lottato per noi, se lo avessi voluto anche tu. Invece ti ho visto cancellare ogni traccia di noi come se non fossimo mai esistiti, come se fossimo stati un amore estivo…<br />
Credere, dovrei credere in qualcosa adesso, ma è come se fosse venuto un prete a dirmi che Dio non esiste. Questo era, il nostro amore, e darei tutto quello che ho, per riaverlo indietro. Anche senza di te.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>40 + 16</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 22:48:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Titty Cerquetti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[strane storie]]></category>

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		<description><![CDATA[Due notti magiche, e sei anni in mezzo. Nessuno potrebbe capire, e fino a ieri nemmeno tu, cosa vuol dire. Se si tratta di pazienza folle, o di in-sano masochismo, e tu sicuramente diresti la seconda. Perché siamo simili in tante cose, anche in questo. Io parlerei degli sguardi, prima di tutto. Provare quella sensazione [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<img style='float: left; margin-right: 10px; border: none;' src='http://www.gravatar.com/avatar.php?gravatar_id=31ec8a486e48408fb9cd173016c1b1ef&amp;default=http://use.perl.org/images/pix.gif' alt='No Gravatar' width=40 height=40/><p><img class="alignnone" title="Love" src="http://www.marieclaire.it/var/marieclaire/storage/images/speciali/san-valentino/i-love-ny/love-in-new-york/8047131-1-ita-IT/love_in_new_york_slideshow_gallery_sfilate.jpg" alt="" width="404" height="302" /></p>
<p>Due notti magiche, e sei anni in mezzo. Nessuno potrebbe capire, e fino a ieri nemmeno tu, cosa vuol dire. Se si tratta di pazienza folle, o di in-sano masochismo, e tu sicuramente diresti la seconda. Perché siamo simili in tante cose, anche in questo.</p>
<p>Io parlerei degli sguardi, prima di tutto. Provare quella sensazione meravigliosa per cui i contorni di chi hai di fronte diventano i confini dell’universo ed oltre quelli solo colori sfumati, forme indefinite di esseri forse umani, forse no, chi lo sa e a chi interessa, poi.</p>
<p>Poi direi delle parole, quelle che escono rapide senza retro pensieri e auto censure. Quel parlare sereno, libero, come davanti a noi stessi in realtà davanti a qualcuno che conta quanto, se non più, di noi stessi.</p>
<p>Poi racconterei di un braccio su una spalla, di una mano nella mano, di un contatto fisico tanto cercato quanto naturale, un contatto che è bisogno di realtà, di allontanare la paura che sia ancora, un’altra volta, solamente un sogno.</p>
<p>E poi finirei con i baci, ma qui diventerei banale perché dovrei dire che è scomparso un intero universo, e che il tempo si è preso una lunga pausa, e finalmente la sorte ed il fato ed il destino hanno deciso tutti insieme di andarsi a fare un lungo giro, e smetterla di mettere i bastoni tra le ruote a chi cerca soltanto amore, ed ha avuto la pazienza di aspettarlo anche quando ha creduto che non sarebbe passato più, con il tram della notte.</p>
<p>E amore è stato, anche se non vuoi chiamarlo così, anche se ho paura di chiamarlo così, perché il tuo cuore è fatto di milioni di pezzi. Così come il mio.</p>
<p>E allora ti chiedo, sussurrando, piano piano: perché non li mischiamo, tutti questi pezzi, e ne facciamo uno solo, così grande che possa finalmente resistere e superare la grande prova. Quella di una lunga, dolce, tenera e infinita Storia d’Amore?</p>
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