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	<title>Suzupearl.com</title>
	
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	<description>Sito, portfolio e appunti di Barbara Arianna Ripepi</description>
	<pubDate>Sun, 07 Apr 2013 17:18:04 +0000</pubDate>
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		<title>Film: Tra cinque minuti in scena - di Laura Chiossone (2012)</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Apr 2013 17:18:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzupearl</dc:creator>
		
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Trama
Gianna è un&#8217;attrice di teatro che sta preparando uno spettacolo in cui si mette in scena il rapporto tra una figlia e la madre, un&#8217;anziana donna  non più in grado di badare a se stessa. Gianna sta vivendo la medesima situazione nella sua vita personale. Le difficoltà umane e quelle professionali si intrecciano, mostrando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://suzupearl.com/wp-content/uploads/2013/04/tra5minutiinscena.jpg" alt="tra5minutiinscena" title="tra5minutiinscena" width="300" height="420" class="alignright size-full wp-image-3320" /></p>
<h3>Trama</h3>
<p>Gianna è un&#8217;attrice di teatro che sta preparando uno spettacolo in cui si mette in scena il rapporto tra una figlia e la madre, un&#8217;anziana donna  non più in grado di badare a se stessa. Gianna sta vivendo la medesima situazione nella sua vita personale. Le difficoltà umane e quelle professionali si intrecciano, mostrando anche uno scorcio sulle problematiche del teatro odierno.</p>
<h3>Commento</h3>
<p>Giocato tra commedia, dramma, realtà, finzione cinematografica e finzione teatrale, &#8220;<a href="http://www.imdb.com/title/tt2243242/">Tra cinque minuti in scena</a>&#8221; è riuscito a strapparmi risate e lacrime (molto) difficilmente trattenute.<br />
L&#8217;uso dei piani narrativi è interessante: l&#8217;idea per il soggetto nasce proprio dalla vita personale di Gianna (Gianna Coletti), che si occupa effettivamente della madre non autosufficiente: una madre carismatica e amatissima dalla figlia. Le scene che vedono per protagoniste le due donne sono reali, dunque documentaristiche. Al medesimo tempo però, Gianna diviene personaggio del film, a sua volta interprete di un personaggio nella <em>pièce</em>. Per quanto sulla carta possa sembrare complesso, il risultato è cristallino.<br />
Non si può fare a meno di voler bene a questa Gianna così forte e moderna, così figlia di sua madre.<br />
<span id="more-3315"></span></p>
<p>Il film è in sostanza una grande storia di amori: quello filiale, che va oltre al dolore e non si tira indietro quando il gioco si fa duro (diventare di fatto genitori dei propri genitori non è una passeggiata, emotivamente parlando); quello per il teatro, troppo spesso su un precario filo economico; quello per il cinema trattato come mezzo per raccontare storie inusuali con narrazioni inusuali; infine aggiungerei anche un po&#8217; di amore per Milano, che riesce a farsi scorgere tra i suoi muri specchiati, quando troppo spesso nel cinema diventa riflesso di una realtà confusa e spersonalizzata.</p>
<p>Non è un film privo di difetti: ogni tanto il ritmo ha dei tempi troppo teatrali e la telecamera diventa goffa dietro le quinte, ma sono punti su cui si sorvola davvero facilmente. Se la media di tutti gli esordienti fosse questa, il cinema italiano vedrebbe senz&#8217;altro nuove floride primavere.</p>
<p>Per fortuna verrà distribuito, se non ricordo male a giugno.</p>
<p><iframe width="600" height="338" src="http://www.youtube.com/embed/smK5Sh5aj6U?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Film: Shadow People - di Matthew Arnold (2013)</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Apr 2013 15:07:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzupearl</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Trama
Charlie Crowe è uno speaker radiofonico e conduce un programma notturno di scarso successo.
La sua vita cambia quando un giovane ascoltatore si suicida in diretta telefonica, ma non prima di aver spiegato e inviato materiale riguardante certe ombre che lo perseguitavano. Charlie sfrutta l&#8217;evento per rendere più appetibile il programma ma nel frattempo comincia a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://suzupearl.com/wp-content/uploads/2013/04/shadow-people.jpg" alt="shadow-people" title="shadow-people" width="300" height="360" class="alignright size-full wp-image-3309" /><br />
<h3>Trama</h3>
<p>Charlie Crowe è uno speaker radiofonico e conduce un programma notturno di scarso successo.<br />
La sua vita cambia quando un giovane ascoltatore si suicida in diretta telefonica, ma non prima di aver spiegato e inviato materiale riguardante certe ombre che lo perseguitavano. Charlie sfrutta l&#8217;evento per rendere più appetibile il programma ma nel frattempo comincia a indagare sulle fantomatiche figure scure che seminerebbero la morte tra chi è in grado di scorgerle.<br />
<span id="more-3297"></span></p>
<h3>Commento</h3>
<p>Forse qualcuno ricorderà che in passato, dopo l&#8217;uscita di <strong>The Ring</strong>, incominciò a girare su internet una di quelle sciocche catene via mail contenenti un diabolico file PowerPoint. Avete capito il genere: se non mandi questo file a 10 contatti i tuoi sogni non si realizzeranno, avrai una sfiga pazzesca, ti cascherà il pisello o <strong>morirai</strong>. Ecco, <em>morirai tra sette giorni</em> era la catena post Samara; una cosa parecchio di cattivo gusto, diciamocelo.<br />
<strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt1764647">Shadow People</a></strong> (originariamente e attualmente registrato su IMDB come <strong>The Door</strong>) è figlio di quell&#8217;idea di cattivo gusto secondo cui la gente, dopo aver scoperto l&#8217;esistenza del babau, concretizzerà il babau stesso, che la ucciderà. E sì, ora che avete visto il film, verrete uccisi! Paura!</p>
<p>Ma cerchiamo di essere seri.<br />
Il difetto più grande del film è quello di mescolare più generi e più tecniche senza riuscire a padroneggiarne nemmeno uno; infatti ci troviamo di fronte al classico montaggio basato sull&#8217;inclusione nella storia di spezzoni stile mockumentary. La questione delle ombre arriva dal Vietnam e sono stati effettuati ricerche ed esperimenti in proposito. Abbiamo i filmati. E abbiamo anche delle interviste a personaggi del film stesso, che il più delle volte non hanno senso alcuno.<br />
Il protagonista, un Dallas Roberts con la faccia ancora più da <em>mona </em>del solito, diventa consapevole dell&#8217;esistenza degli uomini ombra, e non si capisce per quale logica tutti gli altri vengano subito uccisi e lui no. Boh? Me lo sono chiesta per tutta la durata del film.<br />
Manca inoltre un vero motore: perché Charlie si ossessiona tanto? Il personaggio non ha uno spessore tale da farcelo capire.<br />
Il risultato è davvero goffo, incapace di tenere insieme un film dotato di compattezza narrativa.<br />
Forse l&#8217;idea in mano a un buon sceneggiatore avrebbe potuto svilupparsi meglio. Magari senza l&#8217;espediente della <em>storia più o meno vera</em>.</p>
<h3>L&#8217;angolo della scia chimica</h3>
<p>Se l&#8217;idea delle ombre paranormali vi sembra un&#8217;idea infantile, sappiate che <a href="http://www.shadowpeople.org/">c&#8217;è chi ci crede davvero</a>.</p>
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		<title>Film: La Madre - di Andrés Muschietti (2013)</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Apr 2013 19:26:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzupearl</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Premesse
Nel 2008 Andrés (Andy) Muschietti gira un cortometraggio dal titolo Mamá, una sorta di embrione di quel che sarà il suo primo lungometraggio, Mama (La Madre). Lo fa in una sola giornata, come esercizio di stile per dimostrare al mondo di non saper girare solo  divertenti spot pubblicitari. Il corto fa il giro dei Festival [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Premesse</h3>
<p>Nel 2008 <strong>Andrés (Andy) Muschietti</strong> gira un cortometraggio dal titolo <strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt1315885/">Mamá</a></strong>, una sorta di embrione di quel che sarà il suo primo lungometraggio, <strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt2023587/">Mama</a></strong> (La Madre). Lo fa in una sola giornata, come esercizio di stile per dimostrare al mondo di non saper girare solo  divertenti spot pubblicitari. Il corto fa il giro dei Festival e raccoglie consensi.<br />
<strong>Guillermo Del Toro</strong>, ormai noto sostenitore di nuovi talenti (a volte con un <a href="http://www.imdb.com/title/tt1270761/">entusiasmo poco comprensibile</a>), se ne innamora e decide di produrne una versione per il cinema, affiancando lo sceneggiatore <strong>Neil Cross</strong> ai due autori originali (Andy Muschietti stesso e sua sorella Barbara) per definire meglio la nuova sceneggiatura.<br />
<span id="more-3256"></span></p>
<p><iframe width="600" height="338" src="http://www.youtube.com/embed/3Rp-XnMy37g?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<h3>Trama</h3>
<p>Marito uccide moglie e scappa con le due figliolette. Si rifugiano nel bosco, in una casupola che sembra dominata dal Necronomicon. Mentre il padre decide di metter fine alla sua famiglia (o almeno, a quel che ne rimane), viene aggredito da una presenza non ben definita. Cinque anni dopo le due bambine vengono ritrovate nella stessa casupola, sopravvissute come animali selvatici e aggressivi. Lo zio e la sua compagna le prendono con loro, affiancati da uno psichiatra dagli  oscuri interessi. Le bambine parlano di una presenza che chiamano &#8220;madre&#8221;: quale mistero ci sarà dietro tutto questo?<br />
<em>Non lamentatevi per gli spoiler perché succede tutto entro i primi 10 minuti.</em></p>
<h3>Commento</h3>
<p>La Madre è una <em>ghost story</em> basata sull&#8217;abusata idea della madre ossessiva, assoluta, fagocitante, gelosa, il cui attaccamento alla prole (a questo punto, una qualsiasi) va oltre la vita, la morte e il buonsenso. Prende in prestito parole e idee dagli ormai classici moderni giapponesi, primi tra tutti <strong>The Grudge</strong> e <strong>Dark Water</strong>; troviamo l&#8217;idea dell&#8217;<em>Onryō</em>, ovvero lo spirito inquieto assetato di vendetta a causa delle sofferenze subite in vita, il movimento disarticolato e i suoni gutturali del fantasma, i capelli come forte rappresentazione scenica, la fotografia &#8220;marcia&#8221;.</p>
<p>Come in tutte le storie di fantasmi, grattando sotto le muffe troviamo grandi traumi, storie da manicomio, amabili resti, figure classiche del repertorio orrorifico come bibliotecari/archivisti e scienziati dalla coscienza sporca. Ci sono le case, i muri, i buchi nei muri, i disegni sui muri, le bambole-feticcio e le falene.<br />
La solita musica (sì, anche i violini bu-bu-settete), con un finale che lascia perplessi (e mica solo quello).</p>
<p>Purtroppo persino la &#8220;creatura&#8221;, prima intravista, poi rivelata, non ha l&#8217;impatto scenico che ci si aspetterebbe dopo l&#8217;attesa: il suo interprete, <strong>Javier Botet</strong>, già noto per l&#8217;interpretazione della mefitica ragazzina di <strong>[REC]</strong>, le dona delle <a href="https://www.youtube.com/watch?v=DE4MVdHJEFI">movenze suggestive</a> anche se non originali, ma è il design stesso del personaggio a essere poco convincente, pur essendo ispirato alle opere del <em>pop surrealism</em> di <strong><a href="http://www.chetzar.com/">Chet Zar</a></strong>.</p>
<p>Ma a essere onesti c&#8217;è anche del buono: il regista conosce la macchina da presa e regala qualche scena di grande impatto. Il film - pur rivelando un contenuto alla lunga inconsistente nella parte centrale - si lascia guardare e raggiunge livelli accettabili. Vola alto in particolar modo nella scena in cui una delle bambine gioca con una presenza che non viene palesata, <strike>forse</strike> il punto più alto di tutto il film.</p>
<p>Degne di nota sono le interpreti: le piccole attrici Megan Charpentier e Isabelle Nélisse riescono a rendere bene due personaggi alle prese con situazioni non proprio semplici, mentre la protagonista Annabel - una credibile <strong>Jessica Chastain </strong>- pur subendo una caratterizzazione bislacca (bassista emo-punk adolescente di trent&#8217;anni), risulta simpatica e capace di smuovere un certo favore.</p>
<p>Basta tutto questo per salvare un film tutto sommato banale, pieno di vecchi e nuovi stereotipi, personaggi e sottotrame superflui, effetti speciali non soddisfacenti?<br />
Probabilmente no, ma in giro abbiamo visto di peggio. </p>
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		<title>Strumenti di disegno for Dummies</title>
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		<comments>http://suzupearl.com/2013/03/14/strumenti-di-disegno-for-dummies/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 18:22:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzupearl</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Parafrasando un famoso aforisma di H. G. Wells,  ogni volta che un adulto mi dice di voler iniziare a disegnare, penso che per la razza umana ci sia ancora speranza.
Non sono un&#8217;insegnante e non aspiro a diventarlo, ma spesso gli amici mi chiedono consigli sul disegno, oppure si lamentano di non riuscire a ottenere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://suzupearl.com/wp-content/uploads/2013/03/materiali-grafite.jpg" alt="materiali-grafite" title="materiali-grafite" width="600" height="354" class="aligncenter size-full wp-image-3098" /></p>
<p>Parafrasando un famoso aforisma di H. G. Wells,  <em>ogni volta che un adulto mi dice di voler iniziare a disegnare, penso che per la razza umana ci sia ancora speranza</em>.</p>
<p>Non sono un&#8217;insegnante e non aspiro a diventarlo, ma spesso gli amici mi chiedono consigli sul disegno, oppure si lamentano di non riuscire a ottenere ciò che speravano.<br />
Spesso i primi problemi in cui incappa un novellino sono l&#8217;esercizio insufficiente (disegnare è fatica) e la mancanza di osservazione oggettiva di ciò che ha davanti agli occhi. A monte però c&#8217;è un&#8217;altra questione che non andrebbe sottovalutata: gli strumenti.<br />
Iniziare con degli strumenti buoni è di grande aiuto. Qualcuno dirà di aver visto degli ottimi disegnatori fare cose eccezionali con mezzi poverissimi ed è vero, ma si tratta appunto di disegnatori ottimi e per diventarlo bisogna come minimo cercare di diventare almeno decenti. Si può anche tentare di fare una copia di un disegno di Leonardo con le matitine dell&#8217;IKEA, ma non ci si può lamentare di non ottenere un risultato accettabile in tempi brevi.<br />
Usare materiali scadenti obbliga il principiante a uno sforzo che spesso non viene ripagato, con il rischio della rinuncia.</p>
<p>Provo dunque a fare una lista di <strong>materiali essenziali</strong>, sperando che a qualcuno possa tornare utile.</p>
<h2>Matite</h2>
<p>Matite di buona qualità, di diversa durezza. Per iniziare si possono comprare <strong>una H, una HB, una B e una 2B</strong>.<br />
La serie H (Hard), rappresenta le matite dure, che vengono di solito usate per il disegno tecnico. Il tratto risulta meno scuro. Bisogna stare attenti a non calcare, altrimenti si formano solchi sul foglio.<br />
La serie B (Black) è più morbida e scura e viene usata nelle belle arti. Se calcate molto con una matita della serie B il tratto sarà scuro, ma anche difficile da alleggerire o cancellare.<br />
La HB è una durezza intermedia tra H e B.  La 9H è molto dura, la 9B è scurissima.<br />
Esiste anche la F, una matita intermedia tra H e HB.<br />
H, HB, B e 2B mi sembrano le più importanti per iniziare: con il tempo, usandole, si distingueranno nell&#8217;uso anche senza guardarne la sigla.</p>
<p>Le matite di buona qualità hanno una miscela di grafite migliore di quella che si può trovare nelle matite comuni.<br />
Io in questo momento sto usando le <strong><a href="http://apassionforpencils.com/product/graphite/cleos-red-graphite-pencils">Cretacolor Cleos Red Fine Art Graphite</a></strong>. Si trovano in set o sfuse, dalla 9B alla 9H. Sono tra l&#8217;altro le matite più leggere che abbia mai usato. Ma mi sono sempre trovata benissimo anche con le <strong><a href="http://www.staedtler.it/Mars_Lumograph_it">Staedtler Mars Lumograph</a></strong>, che erano quelle che usavo al liceo artistico e si trovano anche abbastanza di frequente nelle cartolerie. La gamma va dalla 8B alla 6H, anche queste si trovano in set o sfuse (come tutti i prodotti di buona qualità per uso artistico/professionale). A volte uso anche le <strong><a href="http://www.kin.it/arte.pdf">Koh-I-Noor Hardtmuth 1500</a></strong>, che però sono di qualità minore. Mi piacerebbe provare le <strong><a href="http://www.pencils.co.uk/product.aspx?mid=727">Derwent</a></strong>, di cui sento cose belle.<br />
In genere sarebbe meglio non mescolare più marche perché si rischia di fare un mix di grafite con diversa lucentezza/opacità.</p>
<h2>Gomme</h2>
<p>È essenziale la <strong>gomma di plastica bianca</strong>. Io uso la stessa marca da 16-17 anni con soddisfazione: la <strong><a href="http://www.staedtler.it/Mars_plastic_it">Staedtler Mars plastic</a></strong>. Si trova facilmente anche nei grandi magazzini. Le gomme colorate sono da evitare, così come quelle troppo dure.</p>
<p>La <strong>gomma pane</strong> è ancora più importante della gomma classica. È essenziale per cancellare, alleggerire il disegno, pulire il foglio, creare zone di luce. Personalmente, uso la gomma di plastica raramente, con la gomma pane faccio tutto. Prima di usarla bisogna manipolarla un po&#8217; con le mani per poi tamponarla sulle zone desiderate. Bisogna non eccedere nella manipolazione, perché la pasta rischia di assorbire il grasso delle dita e di conseguenza sporcare il foglio.</p>
<p>Io uso quella bianca della <strong><a href="http://www.ufficiodiscount.it/gomme/gomma-pane-bianca-faber-castell-187020/p10737d29fc8.html">Faber-Castell</a></strong>, ho usato anche quella della <strong><a href="http://www.pelikan.com/pulse/Pulsar/it_IT.Store.displayStore.29225./gomma-pane-ug-20.html">Pelikan</a></strong> che si trova facilmente in tutte le cartolerie, ma preferisco la Faber-Castell, che è meno appiccicosa. Ultimamente ne ho comprata anche una grigia, che ha un corpo più duro, ma non ho ancora avuto occasione di provarla.</p>
<h2>Temperini</h2>
<p>Qui ci sono due scuole di pensiero: chi usa il classico temperamatite e chi usa solo ed esclusivamente il coltellino (in genere, un normalissimo taglierino per la carta).<br />
Il <strong>temperamatite</strong> è comodo, lo sa usare chiunque e quelli con serbatoio conservano i trucioli. L&#8217;aspetto fondamentale è che le lame siano affilate: quando non lo sono si portano via il legno della matita, rovinandola, oppure eseguono una forma strana in punta. Quelli a più fori permettono di temperare qualunque formato.<br />
Il <strong>taglierino</strong> ha invece il grosso vantaggio di lasciarci liberi di scoprire la grafite come vogliamo, magari per ottenere una punta più lunga ma comunque stabile. Se non ti insegnano a fare la punta in questo modo, però, risulta difficile imparare da soli. Ci vuole pratica.</p>
<p><strong>Lista della spesa</strong>:<br />
4 matite: 3,50-5 Euro.<br />
Gomma bianca: 1,20-1,50 Euro.<br />
Gomma pane: 1-1,50 Euro.<br />
Temperamatite: da 1,50 Euro a prezzi folli per quelli a manovella.</p>
<h2>Strumenti opzionali</h2>
<p><strong>Portamine</strong>: utili per i disegni di precisione. Se ne comprate di buoni, durano una vita. (In foto, quello azzurro della Staedtler era di mio padre, avrà 25-30 anni. Il portamine 0,5 nero è invece uno <a href="http://www.cultpens.com/acatalog/Zebra_Drafix_Pencil.html">Zebra Drafix</a>: ha di interessante una ghiera che permette di ricordare la durezza delle mine inserite).<br />
<strong>Bastoncini di grafite</strong>:  hanno la forma delle matite, ma sono fatti interamente di grafite di diversa durezza, sono rivestiti di plastichina trasparente che evita di sporcare le mani. Si temperano normalmente. Utili per effetti particolari o per coprire vaste zone (io li uso dalla 3B in su per fare i fondali scuri, o nel disegno più accademico, su carta da spolvero).<br />
<strong>Carta vetrata fine</strong>: per regolare la punta o per fare polvere di grafite da utilizzare con un pennello.<br />
<strong>Pennelli</strong>: li usano molto i ritrattisti, raccolgono la grafite sulla punta per sfumare, come una sorta di pittura  a secco.<br />
<strong>Sfumino</strong>: è un cilindro di carta arrotolata con cui si possono sfumare matite, carboncini etc. Riesce a dare un effetto molto dolce alle sfumature. C&#8217;è chi usa il dito, ma lo trovo meno preciso e più a rischio di untuosità e macchie sul foglio.</p>
<h2>Conservazione degli strumenti</h2>
<p>Le <strong>matite</strong> andrebbero trattate con cautela, perché la grafite al loro interno può spezzettarsi in caso di cadute o di urti. Una mina rotta si riconosce perché quando temperate, la punta si stacca e/o si rompe spesso. Evitate dunque di far cadere per terra le matite o di utilizzarle per fare i drummer sul tavolo (uh, se ne ho visti). Si possono conservare in un astuccio di metallo o in un astuccio di stoffa. Io per precauzione le lego insieme con un elastico, in modo che non sbatacchino tra loro.<br />
Quando una matita si consuma e diventa troppo corta per tenerla agevolmente tra le dita, non la buttate: comprate un <strong><a href="http://www.bellearti.it/Accessori-per-Disegno/60-Allungamatite-diametro-max-11-mm-4015014033759.html">allungamatita</a></strong>.<br />
La <strong>gomma</strong> va sempre pulita, onde evitare di sporcare il foglio. Lo si può fare sfregandola su un pezzo di carta ruvida o su un tessuto tipo jeans (che non lasci il colore, però!).<br />
La <strong>gomma pane</strong> si può conservare in un involto di plastica trasparente, in modo da tenerla pulita.<br />
Alcuni <strong>temperamatite</strong> permettono di cambiare le lame quando queste perdono il filo. Se ne volete uno definitivo, sceglietene uno robusto la cui casa distribuisca anche i <a href="http://www.bellearti.it/Accessori-per-Disegno/2704-Temperamatite-Bruynzeel-in-Ottone-massiccio-a-2-fori-co-8710141026617.html">set di lame</a>.<br />
I <strong>taglierini</strong> migliori hanno il tasto di blocco della lama e permettono di cambiarla quando si esaurisce o non taglia più bene.<br />
Gli <strong>sfumini</strong> invecchiano, diventando secchi e sbriciolosi: se non li usate per molto tempo buttateli e ricomprateli.</p>
<p>In generale: mai come nell&#8217;ambito creativo è vero che chi più spende meno spende. Non badate a spese, per i materiali: eviterete frustrazioni e prove inutili, che alla fine vi porteranno comunque a scegliere i materiali di pregio. Ad ogni modo, lavorare sul disegno a grafite non è poi così costoso, come si può notare dalla lista della spesa.</p>
<p>È anche vero che non è il materiale a fare l&#8217;artista, ma penso che questo sia scontato.</p>
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		<title>Il grande e potente Oz di Sam Raimi: qualche appunto</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Mar 2013 11:01:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzupearl</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[

I titoli di testa sono pensati per farti capire subito che qui, il 3D, è una roba seria
È fedele a Baum
È un elogio al cinema come mezzo espressivo
Le streghe hanno i vestiti e le scarpe che vorresti mettere tu
La tromba d&#8217;aria è una roba che non si può descrivere
Non somiglia a Burton, anche se c&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3062" title="oz1" src="http://suzupearl.com/wp-content/uploads/2013/03/oz1.jpg" alt="oz1" width="600" height="300" /></p>
<ul>
<li>I titoli di testa sono pensati per farti capire subito che qui, il 3D, è una roba seria</li>
<li>È fedele a Baum</li>
<li>È un elogio al cinema come mezzo espressivo</li>
<li>Le streghe hanno i vestiti e le scarpe che vorresti mettere tu</li>
<li>La tromba d&#8217;aria è una roba che non si può descrivere</li>
<li>Non somiglia a Burton, anche se c&#8217;è Elfmann. Ed è una cosa buona, perché ha un carattere tutto suo</li>
<li>Mila Kunis ha forse il personaggio più debole</li>
<li>Temi per tutto il tempo che la fanciullina di porcellana possa rompersi</li>
<li>Gli scenari hanno un vago gusto retrò perfettamente in linea con lo stile delle favole</li>
<li>Raramente ho visto un film fantastico che avesse un ritmo così equilibrato. Per intenderci, in &#8220;Alice in Wonderland&#8221; avrei tagliato qua e là, qui non ho mai perso l&#8217;attenzione</li>
<li>È vagamente dark, ma non cupo</li>
<li>Avrei voluto un duello tra streghe un po&#8217; più epico, ma gliela perdono</li>
<li>C&#8217;è azione quanto basta, senza trasformarsi in un film di supereroi</li>
<li>Tornerei a vederlo? Sì</li>
</ul>
<p><strong>Una nota sul 3D</strong></p>
<p>Non mi riferisco a questo film in particolare, ma visto che si sta puntando così tanto sul 3D (oggi uno dei punti a favore delle sale), mi auguro che questa tecnologia in futuro sia sempre più al servizio del film che non viceversa.</p>
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		<title>Vedrai che risolvi</title>
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		<comments>http://suzupearl.com/2012/04/24/vedrai-che-risolvi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 11:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzupearl</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://suzupearl.com/wp-content/uploads/2012/04/schermata-2012-04-24-a-135203.png" alt="schermata-2012-04-24-a-135203" title="schermata-2012-04-24-a-135203" width="565" height="192" class="alignleft size-full wp-image-3054" /></p>
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		<title>Perché mi è tutto indifferente, tranne i boschi</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 10:03:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzupearl</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Non scrivo quasi più, online.
A gennaio ho perso le mie collaborazioni web, ora scrivo perlopiù per la carta.
Mi sembra di non avere mai il tempo di aggiornare il blog o di partecipare alle discussioni, ma non è vero: è che si sceglie come spenderlo e mi sto orientando verso altre attività, che le ore e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3046" title="bosco" src="http://suzupearl.com/wp-content/uploads/2012/04/bosco.jpg" alt="bosco" width="600" height="361" /></p>
<p>Non scrivo quasi più, online.<br />
A gennaio ho perso le mie collaborazioni web, ora scrivo perlopiù per la carta.<br />
Mi sembra di non avere mai il tempo di aggiornare il blog o di partecipare alle discussioni, ma non è vero: è che si sceglie come spenderlo e mi sto orientando verso altre attività, che le ore e i minuti sono preziosi.<br />
Ho scoperto che posso evitare di collegarmi a internet per diversi giorni senza sentirne la mancanza.<br />
Oggi ho letto una cosa che mi ha fatto fare <em>Sì</em> con la testa :</p>
<blockquote><p>Da quando ho abbracciato con fervore la cultura pop e mi sono messa in testa di uniformarmi all’identità geek prevalente in rete mi accorgo che sto diventando sempre più emotivamente e intellettualmente povera. Ho meno parole. Ho parole come “sbatti” e “dannatamente”, che ripeto troppo spesso, molte espressioni e interiezioni volgari, un vocabolario piatto e ridotto. Scrivo con una punteggiatura sbadata, e le mie frasi sono un continuo susseguirsi di pun invece di elementi della costruzione di un periodo ricco e armonioso. Ho meno emozioni, perché mi confronto con stimoli rozzi che provocano risposte assai convenzionali (il pianto o la risata), e dato che non mi metto alla prova con nulla di complesso sto perdendo la capacità di provare sentimenti complessi. <em>[questa è <a href="http://sulretrodelfoglio.wordpress.com/2012/04/20/un-bel-dilemma/">Irene</a>]</em></p></blockquote>
<p>A questo posso aggiungere una mia personalissima attitudine al coltivare in modo malsano una forma di cinismo che non fa più ridere, non è più acuta ma solo cupa e inutile, mi danneggia e mi fa sentire priva di quella poesia arrabbiata che sentivo prima e che mi faceva riconoscere quei piccoli stati di grazia che ogni tanto accadono.<br />
Insomma, non mi piaccio molto negli ultimi tempi e ho cercato di dare la colpa al lavoro, alle tasse, al tempo, ma la verità è che ho solo perso di vista quello che era importante all&#8217;origine.</p>
<p>Così sto disegnando un sacco e ieri notte ho completato il paesaggio di un bosco a china e sono proprio contenta, perché non ero mai riuscita a disegnare i boschi e ora sì, ci riesco. <em>So disegnare un bosco e questo per me è un passo avanti concreto verso il nirvana.</em><br />
Pubblicherei una scansione, ma questo è l&#8217;anno in cui tutti i miei aggeggi tecnologici si rompono.</p>
<p>Sul fronte della salute, la mia malattia allo stomaco non passa, le analisi del sangue sono perfette e il prossimo mese ho una visita che mi mette molta ansia.<br />
Per scaricare lo stress esco in bici e leggo fumetti.</p>
<p>Lo studio non è ancora pronto, ma ieri sembra si sia sbloccato uno dei problemi principali. Mi piace pensare che quando avrò uno spazio tutto mio per lavorare si risolveranno molte situazioni che mi rendono poco serena e malmostosa.</p>
<p><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/NCoh4Axfcuk?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Per gli amici di Splinder</title>
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		<comments>http://suzupearl.com/2012/02/01/per-gli-amici-di-splinder/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 14:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzupearl</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[C&#8217;è che avevo pensato sarebbe stato così romantico lasciare tutta quella roba lì, a morire.
Avrei potuto ricordarla migliore di come è stata, per sempre.
Qualche volta mi sarei crogiolata nel dolore di aver commesso uno sbaglio, guardando fuori dalla finestra mentre piove con una colonna sonora deprimente.
E invece.
Proprio all&#8217;ultimo, nella più estrema espressione del fatalismo&#8230;
Installa Wordpress [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://suzupearl.com/wp-content/uploads/2012/02/cat.jpg" alt="cat" title="cat" width="200" height="134" class="alignright size-full wp-image-3037" />C&#8217;è che avevo pensato sarebbe stato così romantico lasciare tutta quella roba lì, a morire.<br />
Avrei potuto ricordarla migliore di come è stata, per sempre.<br />
Qualche volta mi sarei crogiolata nel dolore di aver commesso uno sbaglio, guardando fuori dalla finestra mentre piove con una colonna sonora deprimente.</p>
<p>E invece.<br />
Proprio all&#8217;ultimo, nella più estrema espressione del fatalismo&#8230;<br />
Installa Wordpress in locale.<br />
Installa il plugin.<br />
Non funziona, cazzo. Installane un altro.<br />
<small>[avete notato come le cose diventino d'improvviso più importanti quando veniamo ostacolati?]</small><br />
Non legge l&#8217;XML. Cambia browser.</p>
<p>Non va. Anzi sì.</p>
<p>Ho salvato tutto, anche voi. Anche la cheerleader. E l&#8217;equilibrista, la predicatrice rubiconda e miss mutuo.</p>
<p>A volte mi manca un po&#8217; quella sensazione, al mattino.<br />
Costeggiavo il parco con la musica nelle orecchie e memorizzavo quello che avrei scritto dopo aver preso il caffè. Un pessimo caffè, va detto.<br />
Però era così bello non essere nessuno e poter dire tutto. Entrare nelle vite degli altri, quella sensazione di conoscere solo la parte migliore.<br />
Ora siamo tutti connessi e qui una volta era tutta campagna.</p>
<p>Le mie fatture dicono che ora mi pagano, per scrivere.<br />
Ma le cose più importanti le ho scritte in quegli anni, perché sapevo mi avreste letta voi e dovevo essere all&#8217;altezza di quei cinque minuti che vi rubavo.</p>
<p>È stato bello, e non mi sono dimenticata.<br />
Tutto qui.<br />
<small>[Grazie]</small></p>
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		<title>Per iPhone Magazine di febbraio (25)</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 13:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Suzupearl</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Gli articoli del mese: Speciale ebook su iPhone, il test del sistema Maxell Air Voltage, due itutor e la recensione di The Sims Gratis]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-3021" title="iphonemagazine_25" src="http://suzupearl.com/wp-content/uploads/2012/02/iphonemagazine_25.jpg" alt="iphonemagazine_25" width="200" height="266" />Su <a href="http://www.playmediacompany.it/edicola/edicola-01.asp?Id=3147&amp;title=iPhone+Magazine+25&amp;cat=iPhone+Magazine"><strong>iPhone Magazine</strong> di questo mese</a> c&#8217;è uno <strong>Speciale</strong> di sei pagine curato da me, con il prezioso supporto di <a href="http://www.nicoladagostino.net">Nicola D&#8217;Agostino</a>.<br />
<strong>Il tema è l&#8217;acquisto e la lettura di ebook tramite iPhone</strong>: troverete una panoramica sul mercato attuale e le soluzioni software adatte a chi vuole un lettore agevole e uno store su cui comprare libri in formato digitale.<br />
Troverete inoltre il test di due accessori per la ricarica di iPhone: <strong>Maxell Air Voltage Wireless Qi Charging Mat</strong> e <strong>Air Voltage Wireless Qi Charging Sleeve</strong>.<br />
Tra gli <em>iTutor</em> si trovano le app <strong><a href="http://itunes.apple.com/it/app/luminance/id443465287?mt=8">Luminance</a></strong> e <strong><a href="http://itunes.apple.com/it/app/best-barcode-scanner/id454087075?mt=8">Best Barcode Scanner</a></strong>, mentre tra i giochi c&#8217;è una prova di <strong><a href="http://itunes.apple.com/it/app/the-sims-gratis/id466966101?mt=8">The Sims Gratis</a></strong>.</p>
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		<title>Per PC Professionale di febbraio (251)</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 12:33:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In questa uscita la rubrica Internet parla principalmente di videoteca online: una rassegna dei maggiori servizi italiani dedicati al noleggio e all'acquisto di film in formato digitale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-3014" title="cover251" src="http://suzupearl.com/wp-content/uploads/2012/02/cover251.jpg" alt="cover251" width="200" height="284" />Come ogni mese, segnalo l&#8217;uscita del nuovo numero di <strong>PC Professionale</strong>, il <a href="http://www.pcprofessionale.it/2012/01/30/il-sommario-di-febbraio-2012/">251 di febbraio 2012</a>.<br />
Il pezzo principale della Rubrica Internet è incentrato sui servizi italiani dedicati al noleggio o all&#8217;acquisto di film via web.<br />
I negozi presi in esame sono iTunes Store, <a href="http://www.net-movie.it/">Net-Movie</a>, <a href="http://www.movieondemand.it/">Movie on Demand</a>, <a href="http://www.ownair.it/">OwnAir</a> e <a href="http://www.indieframe.tv">IndieFrame</a>.<br />
Trovate anche un articolo sul social network <a href="https://path.com/">Path</a> e uno su <a href="http://www.schemer.com/">Schemer di Google</a>.</p>
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