<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/atom10full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" gd:etag="W/&quot;C0ENQnY8eip7ImA9WxNUGUg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869</id><updated>2009-11-11T16:01:33.872+01:00</updated><title>SudTerrae</title><subtitle type="html">- BLOG COMUNISTA - 
"Parlino male di noi, purché ne parlino". (V. Lenin)
sudterrae0878@gmail.com</subtitle><link rel="http://schemas.google.com/g/2005#feed" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/posts/default" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/" /><link rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><link rel="next" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false&amp;v=2" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version="7.00" uri="http://www.blogger.com">Blogger</generator><openSearch:totalResults>1005</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><link rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/SudTerrae" type="application/atom+xml" /><feedburner:emailServiceId>SudTerrae</feedburner:emailServiceId><feedburner:feedburnerHostname>http://feedburner.google.com</feedburner:feedburnerHostname><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com" /><entry gd:etag="W/&quot;C0ENQnYzeyp7ImA9WxNUGUg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-2858346263298316187</id><published>2009-11-11T15:47:00.005+01:00</published><updated>2009-11-11T16:01:33.883+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-11T16:01:33.883+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Nucleare" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mafia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Informazione" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Navi a perdere" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Rifiuti tossici" /><title>Navi dei veleni, dai depistaggi della memoria agli attentati alla vita</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvrRjMCJBcI/AAAAAAAAC8M/lqCJXl9J1G8/s1600-h/nave+dei+veleni.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvrRjMCJBcI/AAAAAAAAC8M/lqCJXl9J1G8/s400/nave+dei+veleni.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402861105440163266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:13px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Attentato a Gianni Lannes, il ricercatore di verità che lotta per non affondare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:georgia;font-size:medium;"&gt;"...Se poi ti guardassi intorno vedresti che il nostro mar è pieno di meraviglie, che altro tu vuoi di più. In fondo al mar..." Così cantava Granchio Sebastian alla sua Sirenetta. Pare che anche i nostri personalissimi granchi vogliano cantarci la stessa canzone, ma noi non siamo sirenette disneyane. Al più, se di sirene si vuol parlare, riferiamoci a quelle di chi lancia allarmi per cosa c'è in fondo al mare nostro. La storia, a partire dalla fine degli anni 80, ci racconta fatti inquietanti di  morti ammazzati e non solo da patologie tumorali, di navi più o meno affondate o spiaggiate da affondamenti non andati a buon fine. Le chiamano navi dei veleni: discariche che contengono tutti i tipi di rifiuti più venefici, dalle scorie radioattive a quelli tossici. Oltre alle morti sospette da inspiegabili picchi di neoplasie in aumento, i fascicoli giudiziari delle procure di tutta Italia contengono parecchi verbali di testimonianze e non solo da parte dei collaboratori di giustizia. Molti giornalisti d'inchiesta hanno seguito i casi e da qui sono state scritte pagine e pagine e  andati in onda servizi drammatici ( Rainews24, Blu notte, l'Espresso, solo per citarne alcuni). Via via che la verità  stava per essere raggiunta o, quanto meno, illuminava la pista da seguire, ecco che succedevano immediatamente morti misteriose come quelle di Ilaria Alpi e Milan Hrovatin,  di Natale de Grazia,  punta di diamante del pool investigativo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;In più di 20 anni, nonostante la tecnologia abbia fatto progressi giganteschi, ancora non ci è stato risposto a che ci sta in quei relitti maledetti e, men che meno, i nomi di chi li ha inabissati. Ricordiamo il caso Pitelli di La Spezia, forse il primo barlume della criminale nefandezza. Il primo esposto partì nel 1988, ma solo nel 1996, grazie alle indagini del magistrato Tarditi di Asti e dei suoi collaboratori, si riuscì a dimostrare il disastro ambientale e a emettere avvisi di reato contro innumerevoli imputati “eccellenti”. A che punto sono gli avvisi di reato? Ultimamente sono solo tornate a galla fantasie di imbarcazioni belliche, diventate case per pesci. Ben sanno i pescatori che da quelle parti è bene tenersi alla larga, ché la pesca potrebbe essere letale. Dai cantieri "spariscono" le navi, specie quelle definite carrette, ma quando troviamo gli scafi affondati, le sofisticate apparecchiature ci rispondono che non corrispondo alle caratteristiche della “nave sparita”. E' di pochi giorni fa la comunicazione del Ministero dell'Ambiente in tal senso. Si procede a informazioni altalenanti fatte di "tutto vero, niente vero", una specie di depistaggio della memoria e forse non solo di quella. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Chi non si fa depistare corre pesantissimi rischi per sé e famiglia.  E' di ieri l'ennesimo attentato incendiario di stampo mafioso a Ortanova, ai danni del direttore di Terra Nostra, Gianni Lannes. In questo momento s'occupa di navi dei veleni e inceneritori. Di lui ricordiamo  innumerevoli "inchieste scomode" per la Stampa e svariate altre testate nazionali. Sono tutte indagini giornalistiche volte a dimostrare che i crimini di stampo mafioso si concentrano prepotentemente sullo "smaltimento de rifiuti".  La sua auto è saltata in aria.  Il suo giornale on line fondato non molto tempo fa, con lo scopo di denunciare e far denunciare i crimini che stravolgono non solo la sua Puglia, ma la nostra terra, appunto, è formato da giovani giornalisti che da lui imparano il mestiere, quello vero, libero. Intervistato dal Tg3 ci confida che teme per l'incolumità della sua famiglia. Non chiede protezione per sé, ma per i suoi cari. Già a luglio Leoluca Orlando propose interpellanza parlamentare in tal senso. Quest'uomo è in pericolo solo perché fa il suo mestiere, perché rispetta il dovere d'informare e il diritto a essere informati. Perciò lo Stato deve proteggerlo. A oggi non c'è stata risposta. Se è criminale affondare le navi dei veleni disseminando morte, ben più potrebbe essere l’inabissare, tacendo, i ricercatori di verità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;a href="http://www.peacelink.it/tools/author.php?u=239" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Nadia Redoglia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.peacelink.it/editoriale/a/30544.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;PeaceLink&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-2858346263298316187?l=sudterrae.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/2858346263298316187/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/navi-dei-veleni-dai-depistaggi-della.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/2858346263298316187?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/2858346263298316187?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/N4jkIwQupaM/navi-dei-veleni-dai-depistaggi-della.html" title="Navi dei veleni, dai depistaggi della memoria agli attentati alla vita" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvrRjMCJBcI/AAAAAAAAC8M/lqCJXl9J1G8/s72-c/nave+dei+veleni.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/navi-dei-veleni-dai-depistaggi-della.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0YGSXs8fSp7ImA9WxNUGEQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-518941652823353429</id><published>2009-11-10T18:24:00.005+01:00</published><updated>2009-11-11T01:25:28.575+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-11T01:25:28.575+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mezzogiorno" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mafia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Giustizia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ITALIA" /><title>Cosentino, da Nicola 'o mericano a Nicola 'o imputato</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvmlV7rHQXI/AAAAAAAAC78/WhzIxYkVQvU/s1600-h/cosentino-e-berlusconi.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 248px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvmlV7rHQXI/AAAAAAAAC78/WhzIxYkVQvU/s400/cosentino-e-berlusconi.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402531024221978994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  color: rgb(51, 51, 51); line-height: 15px; font-family:'Lucida Grande', 'Trebuchet MS', Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:13px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;A un anno dalle inchieste de L'espresso la magistratura ha chiesto l'arresto per Nicola Cosentino. E' accusato di "concorso esterno in associazione camorristica". Ecco tutte le dichiarazioni dei pentiti su di lui.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;Nicola Cosentino è accusato di "concorso esterno in associazione camorristica" dalla procura di Napoli, che ha inoltrato una richiesta di autorizzazione a procedere alla Camera. A poco più di un anno dalle inchieste de &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;L'espresso&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt; sui legami tra il sottosegretario all'Economia e il clan dei Casalesi, le indicazioni dei pentiti e le indagini hanno portato i pm Alessandro Milita e Giuseppe Narducci a chiedere al gip una misura cautelare. Trattandosi di un deputato, il gip - come stabilisce la legge - ha disposto la notifica dell'ordinanza al Presidente della Camera, con richiesta di autorizzazione all'esecuzione del provvedimento.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;La documentazione sarà poi inviata alla giunta per le autorizzazioni a procedere di Montecitorio, che dovrà formulare una proposta per l'Aula. La posizione di altri indagati coinvolti nello stesso procedimento, sui quali pendono richieste di misure cautelari, sarebbe stata stralciata. Le voci su Nicola 0' americano, come lo chiamano nella natia Casal di Principe, si rincorrevano da settimane. Nonostante tutto, il Pdl locale lo aveva espressamente candidato come futuro governatore della Campania. Di seguito i verbali dei pentiti e le inchieste de &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;L'espresso&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt; sui rapporti con la camorra di Cosentino&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"    style="font-family:'Lucida Grande', 'Trebuchet MS', Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:100%;color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" line-height: 15px;font-size:13px;"&gt;&lt;div class="firma" style="text-align: justify; display: block; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 3px; padding-right: 0px; padding-bottom: 2px; padding-left: 0px; font: normal normal bold 12px/15px 'Trebuchet MS', Arial, Helvetica, sans-serif; text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Emiliano Fittipaldi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="firma" style="text-align: justify; display: block; margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 3px; padding-right: 0px; padding-bottom: 2px; padding-left: 0px; font: normal normal bold 12px/15px 'Trebuchet MS', Arial, Helvetica, sans-serif; text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/cosentino-connection/2112814&amp;amp;ref=hpsp"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;L'espresso&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"    style="font-family:'Lucida Grande', 'Trebuchet MS', Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:100%;color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" line-height: 15px;font-size:13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'Lucida Grande', 'Trebuchet MS', Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;LEGGI anche:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" font-weight: bold; letter-spacing: -1px; font-family:Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://nuovediscussioni.blogspot.com/2008/10/dai-razzisti-di-carta-quelli-in-classe.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;Dai razzisti di carta a quelli in classe, presidenti nella storia e sottosegretari nel clan. Non titoli, ma buone azioni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="letter-spacing: -1px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" font-weight: normal; letter-spacing: normal; font-family:Georgia, Times, serif;"&gt;&lt;h3 class="post-title entry-title" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal bold 158%/normal Arial, sans-serif; letter-spacing: -1px; "&gt;&lt;a href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/10/nicola-o-mericano-vuole-il-si.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;Nicola 'o mericano vuole il "sì" definitivo alla sua candidatura da Silvio Berlusconi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h3&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'Trebuchet MS', Trebuchet, Verdana, sans-serif;font-size:13px;"&gt;&lt;div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" font-weight: bold; letter-spacing: -1px; font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://sudterrae.blogspot.com/2008/11/il-caso-cosentino-arriva-alla-camera-ma.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;Il caso Cosentino arriva alla Camera, ma i mass-media non se ne accorgono e, con un Elio Vito in difficoltà, il Governo non chiarisce&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" font-weight: bold; letter-spacing: -1px; font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://sudterrae.blogspot.com/2008/10/napoli-citt-avvelenata.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;Napoli, città avvelenata&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" font-weight: bold; letter-spacing: -1px; font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://sudterrae.blogspot.com/2008/10/gli-altri-quattro-accusatori-del.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;Gli altri quattro accusatori del sottosegretario all'economia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:Arial, sans-serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="letter-spacing: -1px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" font-weight: normal; letter-spacing: normal; font-family:Georgia, Times, serif;"&gt;&lt;h3 class="post-title entry-title" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal bold 158%/normal Arial, sans-serif; letter-spacing: -1px; "&gt;&lt;a href="http://sudterrae.blogspot.com/2008/10/clan-nel-governo-era-disposizione-dei.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000099;"&gt;Munnezza? "Non è un problema a CASALBERLUSCONI"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h3&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:Georgia, Times, serif;font-size:17px;"&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-518941652823353429?l=sudterrae.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/518941652823353429/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/cosentino-da-nicola-o-mericano-nicola-o.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/518941652823353429?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/518941652823353429?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/BOgkA24ODN4/cosentino-da-nicola-o-mericano-nicola-o.html" title="Cosentino, da Nicola 'o mericano a Nicola 'o imputato" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvmlV7rHQXI/AAAAAAAAC78/WhzIxYkVQvU/s72-c/cosentino-e-berlusconi.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/cosentino-da-nicola-o-mericano-nicola-o.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEEMRHszfip7ImA9WxNUF0o.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-4753717352964113151</id><published>2009-11-09T15:08:00.004+01:00</published><updated>2009-11-09T15:24:45.586+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-09T15:24:45.586+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mezzogiorno" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Economia e finanza" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ITALIA" /><title>PONTE SULLO STRETTO: una farsa del Governo per finanziare opere pubbliche del Nord</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Svgl9T42dHI/AAAAAAAAC70/QegtusqrIQU/s1600-h/pontesullostretto.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 247px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Svgl9T42dHI/AAAAAAAAC70/QegtusqrIQU/s400/pontesullostretto.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402109488271881330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;In pompa magna il governo annuncia lo sblocco dei fondi per la costruzione del Ponte sullo Stretto. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), riunitosi ieri, ha sbloccato 8,8 miliardi di euro destinati a opere pubbliche. Soldi che si moltiplicano come pani e pesci nelle parole del presidente del consiglio e in quelle del ministro Altero Matteoli, arrivando addirittura a «23 miliardi di euro di opere pubbliche, che in tempi di crisi sono un successo mondiale».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Ma restiamo agli 8,8 miliardi effettivamente sbloccati. La parte del leone come al solito l'ha fatta la Lega, tanto è vero che 6 degli 8 miliardi sono destinati a opere nel nord del paese: la Pedemontana lombarda, l'asse stradale della Lecco Bergamo, le metropolitane di Milano in vista dell'Expo, l'asse ferroviario Genova Milano... E arriviamo al Ponte sullo stretto, a cui vengono destinati 1,3 miliardi «per partire», dice Matteoli. La retorica abbonda: «Il governo ha compiuto un passo decisivo per la realizzazione del Ponte sullo stretto di Messina». Ma è davvero così?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;L'urbanista Alberto Ziparo sul manifesto di qualche giorno fa lo ha detto chiaro e tondo: «L'iter del progetto è fermo alla rischiesta di approvazione finale della 'versione definitiva del progetto preliminare' licenziata nel 2004, ma senza istruttorie e i necessari nullaosta ambientali e paesaggistici». Ieri, tra le righe, lo ha confermato anche Matteoli: «I capitali pubblici servono per le opere a terra, che sono utili ai territori di riferimento a prescindere dalla realizzazione del ponte... Confermo che il ponte si realizza in gran parte con capitali privati attraverso il project financing». Di capitali privati finora non se ne sono visti, e quelli pubblici stanziati ieri più che la «prima pietra» del ponte, servirebbero per deviare un binario della linea Cannitello-Villa san Giovanni, per fare spazio al pilone del Ponte che verrà.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Solleva il problema anche l'assessore calabrese ai lavori pubblici, Luigi Incarnato: «Il ponte sullo stretto non ha copertura finanziaria e la regione farà ricorso». Spiega Incarnato: «Il Cipe ha rinviato l'approvazione dell'effettivo finanziamento del ponte per la quota pubblica, accampando la motivazione della necessità di ricercare un socio privato». La vicenda del ponte - conclude Incarnato - è solo propaganda politica, «il tentativo era quello di cantierizzare il solo tratto del traforo di Cannitello, il che vuol dire che gli annunci del presidente Berlusconi sulla posa della prima pietra erano funzionari al solo scopo di fare credere che l'opera fosse praticamente avviata, mentre ora sappiamo che non è così».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Anna Finocchiaro (Pd) punta il dito sul fatto che un ponte che ancora non c'è «già grava sulle tasche dei cittadini italiani»: «Il ponte non è affatto una priorità per il Mezzogiorno». &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Red. Ec. - ROMA - il manifesto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20091107/pagina/02/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;il manifesto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-4753717352964113151?l=sudterrae.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/4753717352964113151/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/ponte-sullo-stretto-una-farsa-del.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/4753717352964113151?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/4753717352964113151?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/o42Y8hWVfGA/ponte-sullo-stretto-una-farsa-del.html" title="PONTE SULLO STRETTO: una farsa del Governo per finanziare opere pubbliche del Nord" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Svgl9T42dHI/AAAAAAAAC70/QegtusqrIQU/s72-c/pontesullostretto.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/ponte-sullo-stretto-una-farsa-del.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DkcBSHw6eCp7ImA9WxNUF0o.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-3963467991194539880</id><published>2009-11-09T14:19:00.009+01:00</published><updated>2009-11-09T14:40:59.210+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-09T14:40:59.210+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ITALIA" /><title>Giovanardi: "Stefano Cucchi morto perché drogato". SudTerrae: "Giovanardi dimettiti perchè inadeguato"</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvgbzcabKfI/AAAAAAAAC7s/MInqsIRvPhk/s1600-h/carlo-giovanardi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 266px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvgbzcabKfI/AAAAAAAAC7s/MInqsIRvPhk/s400/carlo-giovanardi.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402098323645213170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#CC0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;b&gt;&lt;div&gt;«Stefano Cucchi era in carcere perché era uno spacciatore abituale. Poveretto è morto, e la verità verrà fuori, soprattutto perché era di 42 chili». Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio del ministri &lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;Carlo Giovanardi&lt;/span&gt;, intervenuto alla trasmissione «24 Mattino» su Radio 24. Parlando di Cucchi, Giovanardi ha continuato: «La droga ha devastato la sua vita, era anoressico, tossicodipendente, poi il fatto che in cinque giorni sia peggiorato, certo bisogna vedere come i medici l’hanno curato, ma sono migliaia le persone che si riducono in situazioni drammatiche per la droga, diventano larve, diventano zombie: è la droga che li riduce così».&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'times new roman';color:#FF0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'times new roman';color:#CC0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Fonte:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.carta.org/news/66287"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Carta.org&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'times new roman';color:#CC0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'times new roman';color:#CC0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'times new roman';color:#CC0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-3963467991194539880?l=sudterrae.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/3963467991194539880/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/giovanardi-stefano-cucchi-morto-perche.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/3963467991194539880?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/3963467991194539880?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/IwJtHd683Rc/giovanardi-stefano-cucchi-morto-perche.html" title="Giovanardi: &quot;Stefano Cucchi morto perché drogato&quot;. SudTerrae: &quot;Giovanardi dimettiti perchè inadeguato&quot;" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvgbzcabKfI/AAAAAAAAC7s/MInqsIRvPhk/s72-c/carlo-giovanardi.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/giovanardi-stefano-cucchi-morto-perche.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;Ck4GSXY7eCp7ImA9WxNUFUQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-2992110031500459278</id><published>2009-11-07T11:30:00.006+01:00</published><updated>2009-11-07T11:48:48.800+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-07T11:48:48.800+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="SUD AMERICA" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="STATI UNITI" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="HONDURAS" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Golpe" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Migranti e integrazione" /><title>"Il cortile" resiste agli assalti degli americani; i migranti dal "cortile" assaltano l'America</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvVQhnx8SAI/AAAAAAAAC7U/e-zwhtkNvv8/s1600-h/usa.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvVQhnx8SAI/AAAAAAAAC7U/e-zwhtkNvv8/s400/usa.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5401311866645137410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  color: rgb(134, 134, 134); line-height: 16px; font-family:arial;font-size:12px;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;“Quando gli americani (statunitensi) sanno di avere il potere di cambiare le cose, è molto difficile trattenerli dal farlo”, Barack Obama, presidente degli USA e Premio Nobel per la Pace. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Appena dopo l'esecuzione del colpo di stato militare in Honduras, disse in un'intervista pubblicata da Clarìn, Telesur, Rebelión (e molti altri mezzi di comunicazione): "A volte penso che il colpo di stato in Honduras possa essere considerato una specie di laboratorio, visto che a seconda di come si svilupperà questa vicenda in questo piccolo grande paese, si decideranno le azioni da intraprendere in altri paesi a difesa delle loro libertà.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Sarà da vedere. In questo caso il colpo di stato non riguarda solo l'Honduras ma tutta l'America Latina, e aspetta delle risposte da tutto il resto del mondo”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Continuo a pensare a questa possibilità di considerare l'Honduras come un laboratorio, ma ormai con la convinzione che, in qualsiasi caso, si tratti di un esperimento fallito. Né golpisti interni né funzionari esterni hanno potuto prevenire la forza della Resistenza honduregna. Parola che non deve essere malinterpretata: Resistenza non è altro che un sinonimo di Popolo, che si risveglia e decide di difendere i propri diritti. Non si deve confondere la Resistenza con gli Zelayistas. Gli Zelayistas sono i seguaci del presidente costituzionale Manuel Zelaya Rosales, la Resistenza include gli Zelayistas ma, allo stesso tempo, è un movimento nazionale costituzionalista comprendente diversi partiti politici e ideologi con  un comune obiettivo: restituire all'Honduras la legalità istituzionale,      che prevede chiaramente il ritorno del presidente Manuel Zelaya. Il colpo di stato militare in Honduras ha ricevuto la condanna unanime del resto del mondo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;In alcuni settori honduregni c'è il timore che gli Stati Uniti siano molto più coinvolti nel colpo di stato di quanto finora si sospetti, e che lo spostamento di funzionari verso il territorio honduregno non sia che parte di un piano con cui allungare i tempi del ristabilimento istituzionale, per arrivare così alle elezioni e cercare in seguito dei meccanismi per legittimarle, prendendosi gioco della volontà del popolo honduregno e di gran parte della comunità internazionale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Dal momento in cui gli Stati Uniti riconoscano delle elezioni realizzate sotto un governo di fatto, senza la restituzione dell'incarico al presidente costituzionale Manuel Zelaya, immediatamente  il messaggio sarà chiaro in tutto il continente latinoamericano: “Non si può avere fiducia negli Stati Uniti, che continuano a considerarci come il loro “cortile” da sfruttare e non da pari, e pertanto non resta che restare in allerta visto che qualsiasi altro paese può essere il prossimo”. Considerato ciò, ai paesi dell'America Latina non resta che prepararsi a difendersi in blocco contro futuri attentati alle loro democrazie e libertà.  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Se i repubblicani stanno utilizzando l'Honduras come piattaforma per mandare un messaggio o indebolire il presidente Hugo Chávez, allora si tratta di una tattica sbagliata. Utilizzare un paese  piccolo e povero per timore di affrontare direttamente il Venezuela chavista, in realtà non fa che rafforzare la Rivoluzione Bolivariana e l'intenzione di proseguire nelle attività di riforma a benefico della grande maggioranza di persone. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Dall'altro lato, se ciò che vuole ottenere l'ala radicale repubblicana è ostacolare le promesse di grandi trasformazioni della campagna di Barack Obama per favorire gli statunitensi della classe media e i più poveri, l'Honduras è lo scenario propizio, allorché prevalga il colpo di stato militare, affinché Obama sia etichettato con una parola “letale” negli Stati Uniti, “un presidente bugiardo”, “un'amministrazione blanda”, e con ciò Obama inizierebbe a dimenticare il sogno che un tempo ebbe uno dei suoi maestri, Martin Luther King.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Potrebbe succedere anche ad Obama ciò che accadde a David Dinkins, unico primo cittadino afroamericano della città di New York (1990 e 1993), che data la sua debolezza servì solo per comunicare al mondo che negli Stati Uniti non esistevano discriminazioni e che lasciò il suo incarico senza successo e senza essere rieletto. Attenzione Obama, bisogna imparare dalle esperienze del passato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Obama deve capire che presiedere gli Stati Uniti significa anche presiedere gran parte del resto del mondo, sicuramente questo vale per l'America Latina, e non serve a niente lavarsene le mani o scusarsi, come quando sostenne l'ipocrisia di coloro che chiedevano l'intervento degli Usa nel  golpe dell'Honduras. L'intervento è già stato fatto, e spudoratamente, come hanno dichiarato i membri repubblicani del Congresso Iliana Ros e Dìaz-Balart che, senza alcun pudore, non solo hanno appoggiato il colpo di stato militare a Washington ma sono anche stati capaci di visitare l'Honduras per sostenere i golpisti. Esistono inoltre altri interventisti statunitensi, il cui nome non vale la pena di essere menzionato, che hanno contribuito a preparare il colpo di stato militare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Che cosa pretende Obama, che i cattivi intervengano e che i buoni incrocino le braccia contemplando le barbarie? Nella politica, come nella vita, la determinazione del leader fa la differenza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;In tutto ciò esiste un'altra importante questione, più seria di quello che sembra: l'immigrazione illegale verso gli Stati Uniti. Obama la conosce molto bene poiché gli immigrati si stanno organizzando a livello nazionale ed esistono ormai un gran numero di organizzazioni, chiese, uffici che aiutano gratuitamente gli immigrati. La pressione su Obama, affinché mantenga la sua promessa fatta in campagna elettorale, inizia a farsi sentire. Questo tema non sarà facile per l'amministrazione Obama, e si può complicare al peggiorare della situazione in America Latina, soprattutto in Centro America ed in Messico.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Il persistere del colpo di stato militare in Honduras permette di mantenere sotto i riflettori anche altri tentativi di destabilizzazione in America Latina, così che non esisteranno muri, infrarossi, pattuglie, cani, telecamere, etc che possano arrestare moltitudini con necessità basiche e minacciate nei propri paesi di origine, tanto da arrivare a “visitare” gli Stati Uniti a qualsiasi rischio. Come disse giustamente il poeta honduregno José Adán Castelar: "El hambre no tiene ley sino hambre".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Roberto Quesada&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;scrittore e diplomatico honduregno a fianco della resistenza, direttore di Honduras-Usa Resistenza&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.asud.net/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=947:usa-immigrazione-e-colpo-di-stato-in-honduras&amp;amp;catid=5:mondo&amp;amp;Itemid=39&amp;amp;lang=it"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;A SUD&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-2992110031500459278?l=sudterrae.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/2992110031500459278/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/il-cortile-resiste-agli-assalti-degli.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/2992110031500459278?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/2992110031500459278?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/q8eCPHsWBz8/il-cortile-resiste-agli-assalti-degli.html" title="&quot;Il cortile&quot; resiste agli assalti degli americani; i migranti dal &quot;cortile&quot; assaltano l'America" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvVQhnx8SAI/AAAAAAAAC7U/e-zwhtkNvv8/s72-c/usa.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/il-cortile-resiste-agli-assalti-degli.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DkUAR3kycSp7ImA9WxNUFUw.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-7488751972988274137</id><published>2009-11-06T14:04:00.007+01:00</published><updated>2009-11-06T14:30:46.799+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-06T14:30:46.799+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="SUD AMERICA" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Indigeni" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="BRASILE" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Amazzonia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Economia e finanza" /><title>Gli indigeni Kayapó contro "la crescita accelerata" che sommergerà le terre amazzoni</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvQf0KRWVqI/AAAAAAAAC58/Vw3vJ5lW-jo/s1600-h/Kayap%C3%B2.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 328px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvQf0KRWVqI/AAAAAAAAC58/Vw3vJ5lW-jo/s400/Kayap%C3%B2.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5400976834094847650" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;(Vedi: &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-family:Georgia, Times, serif;"&gt;&lt;h3 class="post-title entry-title" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font: normal normal bold 158%/normal Arial, sans-serif; letter-spacing: -1px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;a href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/10/la-resistenza-dei-popoli-dellamazzonia.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#3333FF;"&gt;La resistenza dei popoli dell’Amazzonia contro le multinazionali &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;(Documentario:"Il richiamo del fiume Madeira")&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" font-weight: normal; letter-spacing: normal; font-family:Georgia, serif;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;/span&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  color: rgb(134, 134, 134); line-height: 16px; font-family:arial;font-size:12px;"&gt;&lt;p align="justify" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 5px; line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:georgia;color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 5px; line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:georgia;color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 5px; line-height: 16px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Gli indigeni Kayapó hanno organizzato una nuova ondata di proteste contro un gigantesco progetto idroelettrico in via di realizzazione sullo Xingu, uno dei principali fiumi dell’Amazzonia. A partire dal 28 ottobre hanno manifestato per una intera settimana presso la comunità kayapó di Piaraçu.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 5px; line-height: 16px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Sul posto sono stati invitati rappresentanti del Ministero alle Miniere e all’Energia, e del Ministero dell’Ambiente. I Kayapó e altri popoli indigeni locali si oppongono alla costruzione della diga denunciando di non essere mai stati consultati in modo appropriato e nemmeno informati sul reale impatto che il progetto avrà sulle loro terre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La diga devierà più dell’80% della portata del fiume Xingu, con un pesante impatto sulla sua fauna ittica e l’ecosistema della foresta per almeno 100 chilometri di rive abitate da popoli indigeni. Survival ha inoltrato formali proteste al governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Kayapó hanno fortemente contestato Edison Lobão, Ministro alle Miniere e all’Energia, che recentemente avrebbe affermato che “forze demoniache” starebbero cercando di impedire la realizzazione delle grandi dighe idroelettriche del Brasile. “Queste parole sono abiette e offensive nei confronti nostri e di tutti coloro che difendono la Natura” ha commentato il leader Kayapó Megaron Txucarramae.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Belo Monte è una delle più grandi infrastrutture previste dal “Programma di crescita accelerata” varato dal governo. Già nel 1989 i Kayapó avevano organizzato una massiccia protesta contro la costruzione di una serie di dighe sullo Xingu. All’epoca riuscirono a fermare i finanziamenti della Banca Mondiale e a far accantonare il progetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggetto delle proteste dei popoli indigeni sono anche altre dighe previste su altri fiumi amazzonici. Un anno fa, gli Enawene Nawe misero a soqquadro un cantiere con l’obiettivo di impedire la realizzazione di decine di dighe lungo il fiume Juruena. Secondo gli indigeni, gli impianti idroelettrici distruggeranno i pesci da cui dipende la loro sopravvivenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’Amazzonia occidentale, la diga di Santo Antônio sommergerà la terra in cui vivono almeno cinque gruppi di popoli che hanno vissuto fino ad ora senza contatti con l'esterno. La diga fa parte di un progetto più ampio che prevede la costruzione di una serie di impianti sul fiume Madeira. Si pensa che uno di questi popoli isolati viva a soli 14 km di distanza dalla diga principale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una lettera indirizzata al Presidente Lula, i Kayapó spiegano chiaramente la loro posizione: “Noi non vogliamo che questa diga distrugga gli ecosistemi e la biodiversità che abbiamo curato per millenni e che possiamo continuare a preservare. Signor Presidente, la nostra preghiera è quella che vengano condotti studi adeguati e che venga aperto un dialogo con i popoli indigeni su quello che è lo scrigno ecologico dei nostri antenati....Vogliamo partecipare a questo processo senza essere considerati demoni impegnati a impedire il progresso della nazione”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“È stato tenuto nascosto il reale impatto di queste dighe” ha commentato Stephen Corry, direttore generale di Survival. “Se i lavori dovessero procedere, verranno distrutti le vite, le terre e i mezzi di sussistenza di molte tribù. Non c’è risarcimento che possa compensare un danno di tale gravità, perchè verranno fatti a pezzi le vite e l’indipendenza di interi popoli.”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 5px; line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 5px; line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Survival&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 5px; line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.asud.net/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=948:gli-indigeni-kayapo-contro-le-gigantesche-diche-idroelettriche&amp;amp;catid=7:mondo&amp;amp;Itemid=38&amp;amp;lang=it"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;A SUD&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-7488751972988274137?l=sudterrae.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/7488751972988274137/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/gli-indigeni-kayapo-contro-la-crescita.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/7488751972988274137?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/7488751972988274137?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/bq5vp6ou1GI/gli-indigeni-kayapo-contro-la-crescita.html" title="Gli indigeni Kayapó contro &quot;la crescita accelerata&quot; che sommergerà le terre amazzoni" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvQf0KRWVqI/AAAAAAAAC58/Vw3vJ5lW-jo/s72-c/Kayap%C3%B2.jpeg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/gli-indigeni-kayapo-contro-la-crescita.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CEYFRn89eCp7ImA9WxNUFUw.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-5932459307902374267</id><published>2009-11-06T13:48:00.005+01:00</published><updated>2009-11-06T13:55:17.160+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-06T13:55:17.160+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="BALCANI" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Geopolitica - Politologia" /><title>Il processo di integrazione dei paesi dei Balcani Occidentali nell'Unione Europea necessita di un nuovo slancio</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvQcqmS7hkI/AAAAAAAAC50/aOspUXdcbKI/s1600-h/penisolabalcanica.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 365px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvQcqmS7hkI/AAAAAAAAC50/aOspUXdcbKI/s400/penisolabalcanica.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5400973371284096578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Gli ultimi dodici mesi non sono stati semplici dal punto di vista delle politiche dell'Unione Europea sulla regione dei Balcani occidentali. La Slovenia ha bloccato le trattative per l'ammissione della Croazia per dieci mesi, la Grecia ha continuato a bloccare l'inizio della trattative con la Macedonia, e diversi altri paesi hanno tentato di mettere i bastoni fra le ruote al Kosovo nel suo cammino verso l'Europa. In tutta la regione, l'allontanarsi delle prospettive di ammissione ha rallentato la spinta ad attuare riforme politiche, economiche e sociali. L'UE deve ora ribadire il suo impegno nei confronti di questa regione, e rassicurare i suoi paesi che saranno i benvenuti nell'UE una volta che abbiano raggiunto i requisiti necessari per divenirne membri. E' un momento critico, caratterizzato da un'alta tensione economica! Allo stesso tempo, i governi, le élite politiche e i cittadini dei paesi dei Balcani occidentali devono nuovamente ribadire il loro impegno nei confronti di una transizione pacifica verso i valori europei. E perché questo impegno raggiunga il proprio obiettivo l’UE deve riconsiderare gli strumenti che ha messo a disposizione a supporto del processo di allargamento nei Balcani. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 15px; font-family:Verdana, Geneva, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:13px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Questi due obiettivi sarebbero raggiunti più facilmente se la Svezia, che al momento ricopre la presidenza a rotazione dell’UE, organizzasse un vertice simile a quello di Salonicco del 2003. /Salonicco II/ offrirebbe l'opportunità ai membri e potenziali nuovi membri dell’UE di affrontare le questioni bilaterali in sospeso e assicurarsi che non interferiscano con il processo di allargamento. Potrebbero inoltre negoziare un piano per affrontare la crisi economica globale, oltre ad approvare una tabella di marcia concreta per l’integrazione europea, il tutto nel contesto di una cooperazione regionale più solida. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Come prova concreta che il processo di allargamento nei Balcani occidentali è ancora all’ordine del giorno, il vertice dovrebbe offrire lo stato di candidati ai due paesi che hanno presentato domanda per divenire membri – l’Albania e il Montenegro- e iniziare le trattative per l’ammissione della Macedonia, candidata sin dal 2005. La messa in atto degli Accordi di stabilizzazione ed associazione in Albania, Bosnia Erzegovina, Montenegro e Serbia dovrebbe essere accelerata, con un programma chiaro volto ad offrire lo status di candidati a Bosnia Erzegovina e Serbia. L’UE deve promettere concretamente al Kosovo che le domande di ammissione saranno prese in seria considerazione una volta che i paesi abbiano attuato sufficienti riforme, senza pregiudizi da parte degli stati che non ne hanno ancora riconosciuto l’indipendenza. Dopotutto, l’UE sta continuando i negoziati per l’ammissione della Turchia nonostante diversi stati membri abbiano chiaramente espresso la propria opposizione al riguardo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Il vertice dovrebbe inoltre fornire alla regione del Balcani occidentali un programma di avvio rapido per la preparazione all’ammissione, che offra ai paesi di questa regione accesso ad alcuni benefici selezionati riservati ai membri, a partire dal 2010. Questa iniziativa ribadirebbe che fanno effettivamente parte dell’Europa. Il vertice dovrebbe deliberare in favore dell’immediata rimozione della necessità di visto per gli studenti e accelerare il processo di approvazione di nuove regolamentazioni che offrano la possibilità di viaggiare senza visto a tutti i cittadini albanesi e della Bosnia Erzegovina. Inoltre, il vertice avrebbe il compito di mettere in atto le misure necessarie a mitigare gli effetti della crisi economica e ribadire l’importanza di rafforzare i programmi che promuovano l’inclusione e la coesione sociale. Ciò includerebbe: ridestinare le sovvenzioni di pre-accesso al sostegno al bilancio, richiedere che gli accordi per i prestiti da parte di istituzioni internazionali siano conformi alle priorità di accesso e pre-accesso, e garantire che l'UE venga rappresentata ad alto livello all'interno delle rappresentanze di queste istituzioni. La cooperazione regionale, anche su temi finanziari ed economici, dovrebbe ricoprire un ruolo prioritario. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:13px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Un impegno concreto verso il rafforzamento dei rapporti fra l'UE e i Balcani occidentali aiuterebbe entrambe le parti a capire che è necessario fare una scelta chiara: divenire parte dell'UE o rimanerne ai margini. Dopo la ratificazione del Trattato di Lisbona da parte di tutti i 27 membri, una formalità dopo la firma del presidente della Repubblica Ceca Vacláv Klaus il 3 novembre, l'UE sarà nella posizione di poter offrire ai Balcani una prospettiva politica ragionevole. I paesi di questa regione devono prendere sul serio le riforme per il bene dei propri cittadini e non solo al fine di soddisfare sulla carta i requisiti di un processo di accesso puramente tecnico. Allo stesso tempo, le singole dispute bilaterali non devono più bloccare i negoziati. Al contrario, un impegno più flessibile nei confronti dell'integrazione di questa regione deve essere messo in pratica, con un piano in cui i paesi dei Balcani occidentali giochino un ruolo rilevante nei dibattiti sul significato del progetto comune dell'Unione Europea.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt; &lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Christophe Solioz&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ceis-eu.org/" target="_blank" style="line-height: 1.22em; font-weight: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Center for European Integration Strategies&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;, Ginevra e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Dr. Paul Stubbs&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.eizg.hr/" target="_blank" style="line-height: 1.22em; font-weight: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Ekonomski nstitut&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;, Zagabria &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/12073/1/51/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;osservatorio balcani&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" line-height: 15px;font-size:13px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#CC0000;"&gt;Il testo è stato redatto in occasione della conferenza organizzata dalla Friedrich-Ebert-Stiftung dal titolo: “Are the European Union and the Western Balkans drifting apart?” che si terrà il 10 novembre 2009 a Bruxelles. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-5932459307902374267?l=sudterrae.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/5932459307902374267/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/il-processo-di-integrazione-dei-paesi.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/5932459307902374267?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/5932459307902374267?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/mM67k3H4jZY/il-processo-di-integrazione-dei-paesi.html" title="Il processo di integrazione dei paesi dei Balcani Occidentali nell'Unione Europea necessita di un nuovo slancio" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvQcqmS7hkI/AAAAAAAAC50/aOspUXdcbKI/s72-c/penisolabalcanica.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/il-processo-di-integrazione-dei-paesi.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DE8GRHs9cCp7ImA9WxNUFE4.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-7130089688072277961</id><published>2009-11-05T16:31:00.006+01:00</published><updated>2009-11-05T17:00:25.568+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-05T17:00:25.568+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Video" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Storia - Cultura" /><title>Al più grande intellettuale italiano, a Pier Paolo Pasolini</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvL2B-1ONvI/AAAAAAAAC5k/G7CQk15DuUc/s1600-h/pasolini2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 319px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvL2B-1ONvI/AAAAAAAAC5k/G7CQk15DuUc/s400/pasolini2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5400649417077176050" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  border-collapse: collapse; color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px; font-family:'Lucida Grande', Tahoma, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:11px;"&gt;&lt;p class="MsoNormal"   style="text-align: justify;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family:'Times New Roman';font-size:12pt;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Nella notte del primo novembre veniva ammazzato il più grande intellettuale italiano: &lt;b&gt;Pier Paolo Pasolini. &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"   style="text-align: center;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family:'Times New Roman';font-size:12pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'times new roman';color:#CC0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="border-collapse: separate;  line-height: 19px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px;font-size:medium;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="color: rgb(51, 51, 51);  font-style: normal; font-weight: normal; -webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px; border-collapse: collapse;  font-family:'Lucida Grande', Tahoma, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:-webkit-xxx-large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;Moravia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt; ne parlava in questa maniera&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"   style="text-align: center;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family:'Times New Roman';font-size:12pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" line-height: 19px;font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="border-collapse: separate; color: rgb(0, 0, 0);   line-height: normal; white-space: pre; font-family:Arial, sans-serif;font-size:10px;"&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/UL2b17jMGRM&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/UL2b17jMGRM&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"   style="text-align: center;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family:'Times New Roman';font-size:12pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: separate; line-height: 19px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#CC0000;"&gt;«&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#CC0000;"&gt; La sua fine è stata al tempo stesso simile alla sua opera e dissimile da lui. Simile perché egli ne aveva già descritto, nella sua opera, le modalità squallide e atroci, dissimile perché egli non era uno dei suoi personaggi, bensì una figura centrale della nostra cultura, un poeta che aveva segnato un'epoca, un regista geniale, un saggista inesauribile. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#CC0000;"&gt;»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"   style="text-align: center;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family:'Times New Roman';font-size:12pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="border-collapse: separate;  line-height: 19px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px;font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:sans-serif;font-size:12px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;(&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;small&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Moravia" title="Alberto Moravia" style="text-decoration: none; background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; "&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Alberto Moravia&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;/small&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"   style="margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px;   font-family:'Times New Roman';font-size:12pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'Lucida Grande', Tahoma, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:11px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"   style="text-align: center;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px;   font-family:'Times New Roman';font-size:12pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;De Andrè&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="  font-weight: normal; line-height: 19px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt; lo ricordava così&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"   style="text-align: center;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px;   font-family:'Times New Roman';font-size:12pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" line-height: 19px;font-size:13px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="border-collapse: separate; color: rgb(0, 0, 0);  line-height: normal;  white-space: pre; font-family:Arial, sans-serif;font-size:10px;"&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/RStwinB7cJw&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/RStwinB7cJw&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"   style="text-align: center;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px;   font-family:'Times New Roman';font-size:12pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: separate; line-height: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#CC0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:'times new roman';"&gt;"E' una storia da dimenticare&lt;br /&gt;e' una storia da non raccontare&lt;br /&gt;e' una storia un po' complicata&lt;br /&gt;e' una storia sbagliata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comincio' con la luna sul posto&lt;br /&gt;e fini' con un fiume d'inchiostro&lt;br /&gt;e' una storia un poco scontata&lt;br /&gt;e' una storia sbagliata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Storia diversa per gente normale&lt;br /&gt;storia comune per gente speciale&lt;br /&gt;cos'altro vi serve da queste vite&lt;br /&gt;ora che il cielo al centro le ha colpite&lt;br /&gt;ora che il cielo ai bordi le ha scolpite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' una storia di periferia&lt;br /&gt;e' una storia da una botta e via&lt;br /&gt;e' una storia sconclusionata&lt;br /&gt;una storia sbagliata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una spiaggia ai piedi del letto&lt;br /&gt;stazione Termini ai piedi del cuore&lt;br /&gt;una notte un po' concitata&lt;br /&gt;una notte sbagliata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Notte diversa per gente normale&lt;br /&gt;notte comune per gente speciale&lt;br /&gt;cos'altro ti serve da queste vite&lt;br /&gt;ora che il cielo al centro le ha colpite&lt;br /&gt;ora che il cielo ai bordi le ha scolpite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' una storia vestita di nero&lt;br /&gt;e' una storia da basso impero&lt;br /&gt;e' una storia mica male insabbiata&lt;br /&gt;e' una storia sbagliata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' una storia da carabinieri&lt;br /&gt;e' una storia per parrucchieri&lt;br /&gt;e' una storia un po' sputtanata&lt;br /&gt;o e' una storia sbagliata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Storia diversa per gente normale&lt;br /&gt;storia comune per gente speciale&lt;br /&gt;cos'altro vi serve da queste vite&lt;br /&gt;ora che il cielo al centro le ha colpite&lt;br /&gt;ora che il cielo ai bordi le ha scolpite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il segno che c'e' rimasto&lt;br /&gt;non ripeterci quanto ti spiace&lt;br /&gt;non ci chiedere piu' come e' andata&lt;br /&gt;tanto lo sai che e' una storia sbagliata&lt;br /&gt;tanto lo sai che e' una storia sbagliata".&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"   style="text-align: center;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px;   font-family:'Times New Roman';font-size:12pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"    style="font-family:Arial;font-size:100%;color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="border-collapse: separate;  line-height: normal;font-size:12px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" color: rgb(51, 51, 51); line-height: 19px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family:sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;(&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:85%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:10px;"&gt;Fabrizio De Andrè&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"   style="text-align: center;margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px;   font-family:'Times New Roman';font-size:12pt;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:Arial, sans-serif;color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: separate; line-height: normal; white-space: pre;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:'times new roman';color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="border-collapse: collapse;  line-height: 19px; white-space: normal;font-size:large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-7130089688072277961?l=sudterrae.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/7130089688072277961/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/al-piu-grande-intellettuale-italiano.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/7130089688072277961?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/7130089688072277961?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/6SKkoSZW7uo/al-piu-grande-intellettuale-italiano.html" title="Al più grande intellettuale italiano, a Pier Paolo Pasolini" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvL2B-1ONvI/AAAAAAAAC5k/G7CQk15DuUc/s72-c/pasolini2.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/al-piu-grande-intellettuale-italiano.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0IGQns8fip7ImA9WxNUE0U.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-5464810009968011682</id><published>2009-11-05T01:23:00.003+01:00</published><updated>2009-11-05T01:38:43.576+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-05T01:38:43.576+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ambiente" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Nucleare" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mafia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Navi a perdere" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Rifiuti tossici" /><title>Cunski, il sospetto è che il governo abbia cercato un’altra nave, per tacere l’allarme e per non impelagarsi nella ricerca di rifiuti tossici</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvId1FKjMpI/AAAAAAAAC5c/YP4rKiI8WyM/s1600-h/cunsky.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 304px; height: 254px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvId1FKjMpI/AAAAAAAAC5c/YP4rKiI8WyM/s400/cunsky.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5400411700927345298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Questa è una storia dove si può mentire raccontando la verità. È una favola, ma non raccontatela ai bambini. Non ancora. Anche se a loro piacerebbe: ci sono le navi, forse i pirati che le inabissano, e la gente che ha paura e alla fine arrivano i buoni che scoprono che il mare è limpido e pulito. Dipende da dove le peschi, queste storie. Da dove tuffi l’amo. E nel mare di Cetraro pesca il governo, e l’importante è mettere il punto in fondo all’ultima riga. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Ha fatto in fretta: 30 anni per intrecciare i fili di una vicenda di affari fra Stato, ‘ndrangheta, Paesi esteri e poi poche ore per dire che i calabresi sono pazzi, a voler vederci il Diavolo. Si erano allarmati dopo il riscontro alle parole del pentito Francesco Fonti: «A 11 miglia a largo di Cetraro ho affondato per conto della ‘ndrangheta un relitto russo, il Cunski. Ce ne sono a decine, intorno alla costa. Sono stipate di bidoni pieni di rifiuti radioattivi». La procura di Paola (Cosenza) andò giù e trovò una nave simile alla descrizione offerta dal pentito.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;A sei mesi da quella denuncia, a tre mesi dalla crisi economica che ne è seguita, a 45 giorni dalle foto subacquee della procura, si è mosso il ministero dell’Ambiente. La Prestigiacomo sentenziò: «Quel relitto non è il Cunski, ma una nave passeggeri affondata nel 1917, di nome Catania, silurata il 16 marzo 1917, nel corso della prima guerra mondiale, da un sommergibile tedesco». Lo aveva ripreso e riprodotto la nave Oceano, spedita lì dal ministero stesso. Perfetto, preciso, il lavoro finito, e il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso disse subito: «Sì, è così». È così. Mentire è dire la verità. Dipende da dove guardi. I pescatori di Cetraro dissero all’Unità, già 40 giorni fa: «Lì vicino c’è una nave affondata nella prima guerra mondiale». Lo sapevano i padri e i nonni. E lo intuì anche il pm Franco Greco, ascoltato dalla commissione rifiuti nel 24 gennaio 2006 e titolare ai tempi di un’inchiesta sullo smarrimento delle navi a perdere. Una parte di quella seduta ieri è tornata a galla. In un documento&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;si dice che le navi in quella zona sono tre: «...è stato rilevato un corpo estraneo della lunghezza di 126 metri... potrebbe essere una nave... si trova a 680 metri di profondità». Greco accenna ad altri ritrovamenti: «...una nave lunga tra gli 88 e i 108 metri, larga dai 15 ai 20 metri, a 380 metri di profondità. Che perde liquido scuro... e deve essere il carico della nave che appoggiandosi, si è aperto ed è fuoriuscito». Veleno, teme il magistrato. Non è tutto: spunta fuori un mercantile affondato nel 1920, la Federico&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;II, ma gli atti sono secretati. Da tempo si conosce la presenza promiscua di scafi là sotto, ed è documentata la fuoriuscita di possibili veleni. Ma nessuno ha fornito le procure dei mezzi per verificare. Non è questo rammarico che conta adesso: bisogna&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;capire se è in atto un depistaggio da manuale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Quindi - con ampio ritardo - il governo decide di scandagliare i fondali. Non usa l’attrezzata Saipem dell’Eni, capace di recuperare relitti e fusti a migliaia di metri di profondità, con tecnici e scienziati indipendenti. Manda a Cetraro l’Oceano della Geolab, di proprietà degli Armatori del Monte di Procida, all’indirizzo della famiglia Attanasio. L’armatore Diego Attanasio è un 56enne napoletano finito nell’inchiesta sulla corruzione al giudice Mills. I giudici desumono sia Berlusconi (per suo vantaggio) il corruttore. Il premier - smentito dal processo - tirò in ballo Attanasio (che si fece due mesi di carcere): i soldi di Mills erano per&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;lui. In breve: spedendo in zona l’Oceano - al prezzo di 50 mila euro al giorno per il nolo - si foraggia un amico. Ma l’Oceano è attrezzata con un robot di ultima generazione. Può andare bene. A bordo non vuole nessun tecnico della Regione, che aveva sovrinteso le rilevazioni di metà settembre, a bordo della Copernaut, che “videro” il Cunski. Da qui in avanti i fatti non tornano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Le immagini filmate dalla Oceano sono diverse da quelle riprese in precedenza. È diverso il fondale, è diverso il relitto. La nave misurata dal mezzo governativo è lunga 95 metri, larga 12. Quella della Copernaut è lunga più di 100 metri, e larga 20. Il relitto è adagiato comodo sul fondale, il presunto Cunski è inclinato di 45 gradi. Nel primo filmato non c’è accenno di vegetazione attorno&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;alla nave. Nell’altro video è tutto un fiorire, cosa impossibile ai 480 metri di profondità del Cunski. Il sospetto è che il governo abbia cercato un’altra nave, per tacere l’allarme e per non impelagarsi nella ricerca di rifiuti tossici, con le conseguenze e gli imbarazzi economici e politici del caso (si tratta di bidoni smaltiti dopo una trattativa fra Stato e criminalità?). Il Wwf ne è certo:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;«La procura di Paola e i tecnici della Regione fissano il relitto da loro filmato a 3 miglia e mezzo di distanza da dove ha operato l’Oceano e dove si troverebbe il mercantile Catania». Le coordinate dell’ufficio idrografico inglese lo confermano. Il caso è chiuso, ha detto il ministro (che ha esagerato: «Volevano usare il Cunski contro di noi»). Non un bidone è stato prelevato dal mare, quando è certo che ci sono 50 navi piene di rifiuti tossici sottacqua. Se n’era accorto il capitano Natale De Grazia, morto d’infarto e curiosità 14 anni fa e alla cui memoria è stato intitolato un lungomare ad Amantea, dieci giorni fa. Non si intitolano le strade ai visionari. Poi un giorno sarà bello raccontarla ai due figli che ha lasciato in terra: una storia, non una favola.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; font-weight: 300; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://cerca.unita.it/?f=fir&amp;amp;orderby=1&amp;amp;key=Marco%20Bucciantini" style="text-decoration: none; font-style: italic; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;b&gt;Marco Bucciantini&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: 300; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.unita.it/news/italia/90762/il_mistero_del_cunsky_non_ancora_risolto"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;l'Unità&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-5464810009968011682?l=sudterrae.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/5464810009968011682/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/cunski-il-sospetto-e-che-il-governo.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/5464810009968011682?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/5464810009968011682?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/sdeph209vzM/cunski-il-sospetto-e-che-il-governo.html" title="Cunski, il sospetto è che il governo abbia cercato un’altra nave, per tacere l’allarme e per non impelagarsi nella ricerca di rifiuti tossici" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvId1FKjMpI/AAAAAAAAC5c/YP4rKiI8WyM/s72-c/cunsky.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/cunski-il-sospetto-e-che-il-governo.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0YHQnY9eip7ImA9WxNUE04.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-1497120231567789719</id><published>2009-11-04T13:43:00.004+01:00</published><updated>2009-11-04T13:52:13.862+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-04T13:52:13.862+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Storia - Cultura" /><title>1989-2009, venti anni dopo la caduta del muro abbiamo da celebrare solo la stupidità dell’Occidente vincitore</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvF47kXv8MI/AAAAAAAAC5U/8wqyEUoukOo/s1600-h/muro_graffito_berlin.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 282px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvF47kXv8MI/AAAAAAAAC5U/8wqyEUoukOo/s400/muro_graffito_berlin.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5400230392964837570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  line-height: 16px; font-family:Helvetica, Arial, sans-serif;font-size:12px;"&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 10px; margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;La cosa che dovrebbe, più d’ogni altra, attirare l’attenzione degli organizzatori delle mille e una manifestazioni celebrative per la caduta del muro di Berlino è il fatto che venti anni fa le aspettative, le ipotesi sul futuro che sarebbe venuto, il cambio della storia che ci si accingeva a sperimentare, erano completamente sbagliate.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 10px; margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Nulla di ciò che fu allora scritto, esaltato, immaginato, supposto, elucubrato, sperato o temuto, si è realizzato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 10px; margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Ecco un modo interessante, forse l’unico veramente interessante, di commemorare la caduta del muro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 10px; margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Purtroppo non lo fa nessuno. I “celebratori”, che sono in genere i modesti portaborse di epigoni di coloro che si considerano i vincitori della guerra fredda ripetono il mantra senza molto pensare. Una delle cose più esilaranti, notate in questi mesi preparatori della ricorrenza vittoriosa, è la riapparizione sulle scene di Lech Walesa e di Solidarnosc: entrambi invitati dal colto e dall’inclita a raccontarci come furono loro, in primo luogo loro, a provocare la caduta del muro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 10px; margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;A sentire quelle rievocazioni provo un moto quasi istintivo di ilarità, come quando ascolto qualcuno che, ancora oggi, come non si fosse accorto di dove siamo, cita ancora il Francis Fukuyama che (bisogna dire con notevole tempismo e senso degli affari, anche se non proprio con lungimiranza e profondità di visione) sentenziò il sopraggiungere della “fine della storia”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 10px; margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Per i più giovani si tratta già di un’anticaglia, in questo caso meritatamente invero. Ma per chi giovanissimo non è, fu un momento davvero emozionante scoprire che, oltreoceano, avevano riscoperto il grande filosofo Hegel e l’avevano inquadrato suo malgrado nella celebrazione hollywoodiana dell’inveramento finale dello Spirito, sub specie Stati Uniti d’America.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 10px; margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;A parte gli scherzi, tuttavia, varrebbe la pena il chiedersi come mai si sia presi tutti una serie di gigantesche cantonate. Si sa che l’uomo è fallibile e che leggere nel futuro è sempre stato difficile. Ma in questo caso è stata l’ideologia (nel preciso senso marxiano di “falsa coscienza”) che ha giocato a tutti un cattivissimo scherzo, obnubilando ogni velleità profetica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 10px; margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Pensavano di avere vinto e celebrarono la loro vittoria – e fu invero la loro vittoria - senza chiedersi quanto sarebbe durata. Il “quanto” non li preoccupava, avendola immediatamente considerata come “finale”, eterna appunto, come Fukuyama si era affrettato a battezzarla Non potevano immaginare che, appena dieci anni dopo – e dieci anni sono davvero un sospiro – avrebbero dovuto celebrare un mare di guai.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 10px; margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Dunque, per dirla brutalmente, la celebrazione viene fatta nel segno della “fine del comunismo”. Solo che avviene nel momento in cui la società dei vincitori (che non possiamo chiamare società del capitalismo perché nel frattempo lo stesso capitalismo è diventato così irriconoscibile che, guardandosi allo specchio, come Dorian Gray, non crederebbe ai suoi propri occhi) è in mezzo alla più grave crisi della propria storia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 10px; margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Crisi multipla, crisi di limiti, crisi senza via d’uscita visibile, vicolo cieco. Ma anche assenza di idee, istupidimento delle classi dirigenti, agonia dei valori, a cominciare da quelli della democrazia liberale, per finire nel mondo attuale in cui le élites diventano sempre più simili a bande criminali, e quando non lo sono esse stesse, ai criminali si associano e li coprono coprendosi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 10px; margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Insomma: hanno perduto il controllo. E, di fronte a loro torreggiano smisurati interrogativi e nessuna certezza. Era questo che si pensava nel 1989? Nulla di tutto questo era immaginabile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 10px; margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Eppure mi ricordo che Mikhail Gorbaciov, quando avviò la sua perestrojka, disse una frase che mi rimase impressa:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;«&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;perestrojka per l’URSS, ma anche per il mondo intero&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 10px; margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Come è accaduto in altri momenti storici di trapasso, vi sono menti che sanno intravvedere, anche se non dominare, ciò che sta per accadere. Era chiaro che la fine dell’URSS apriva problemi immensi, sconvolgeva tutto il panorama mondiale, sollevava onde gigantesche che si sarebbero infrante, come una serie di tsunami (la parola l’abbiamo inventata dopo) su coste anche molto lontane.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 10px; margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Qualcosa di molto simile lo aveva detto, anni prima, un altro grande del XX secolo, Enrico Berlinguer, con alcuni avvertimenti che rimasero inascoltati perché, prima di tutto, non furono capiti: l’austerità, la questione morale, la inevitabile diversità da conservare per chi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic; font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal; font-weight: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; si ponga l’obiettivo di cambiare le cose.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 10px; margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Succede che menti pulite, eticamente pulite, possano produrre grandi idee. Di solito vengono sconfitte, ma questo non significa mai che vadano perdute.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 10px; margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Dunque venti anni dopo la caduta del muro abbiamo da celebrare solo la stupidità dell’Occidente vincitore, e la sua incultura, oltre che il suo egoismo. Ma questo occidente in piena e irreversibile crisi (perché o non ne uscirà, o, se ne uscirà, non sarà più l’Occidente che conosciamo) sta cercando di applicare le regole orwelliane: chi controlla il passato controlla il futuro; chi controlla il presente controlla il passato. A questo servono le celebrazioni di questo ventennale, solo che loro non controllano più nemmeno il presente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 10px; margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Per questo credo che toccherà alla prossima generazione fare il grande sforzo, se ne sarà capace, di riscrivere la storia che i vincitori hanno scarabocchiato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 10px; margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Giulietto Chiesa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 10px; margin-bottom: 0cm; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.megachipdue.info/component/content/article/42-in-evidenza/1094-un-ventennale-orwelliano.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Megachip&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-1497120231567789719?l=sudterrae.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/1497120231567789719/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/1989-2009-venti-anni-dopo-la-caduta-del.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/1497120231567789719?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/1497120231567789719?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/P5DMZ5GEEX8/1989-2009-venti-anni-dopo-la-caduta-del.html" title="1989-2009, venti anni dopo la caduta del muro abbiamo da celebrare solo la stupidità dell’Occidente vincitore" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvF47kXv8MI/AAAAAAAAC5U/8wqyEUoukOo/s72-c/muro_graffito_berlin.JPG" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/1989-2009-venti-anni-dopo-la-caduta-del.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkQBRn06eip7ImA9WxNUEks.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-3276905174134082108</id><published>2009-11-03T18:03:00.002+01:00</published><updated>2009-11-03T18:12:37.312+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-03T18:12:37.312+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Il Cantiere del Partito Unico della Sinistra" /><title>Sinistra:«Dalla parte dei senza parte?»</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvBkfCIffTI/AAAAAAAAC5M/8a68Bc0igVQ/s1600-h/Sinistra.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 355px; height: 355px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvBkfCIffTI/AAAAAAAAC5M/8a68Bc0igVQ/s400/Sinistra.gif" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399926437528436018" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Basta un messaggio anonimo lanciato sulla rete per far scattare una mobilitazione generale antiberlusconi. Lo scorso tre ottobre Roma è stata invasa da un «nuovo soggetto politico» (i migranti) autogestito. Piccole iniziative, come quelle lanciate dal settimanale &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Carta&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; per un «clandestino day», rimbalzano in centinaia di piazze. Grandi iniziative, come le primarie del Pd, conquistano milioni di persone, oltre gli stessi aderenti a quel partito. Per non parlare della resistenza dei metalmeccanici che dentro le fabbriche è tutt’altro che residuale. Potrei aggiungere le conferenze in giro per l’Italia di (relativamente) nuove personalità del mondo della cultura e del giornalismo che diventano attrazioni di massa (penso a Travaglio, o a Latouche, o a Francuccio Gesualdi). Penso alla mobilitazione che sta crescendo in vista di Coopenaghen.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Penso, insomma, che appena sotto la crosta del sistema ufficiale di rappresentazione della società, vi sia un fervore di ricerche di forme dello stare assieme che fuoriescono dalle relazioni sociali che impone il mercato. Chi, guardando sondaggi demoscopici, afferma che ormai si sarebbe compiuta una mutazione antropologica tale per cui non ci sarebbe più nulla da fare (il capitalismo sarebbe riuscito a plasmare gli individui alla dimensione unica di produttori/consumatori, a tal punto da averli indotti ad una schiavitù consensuale), fa un errore di registro logico: il parametro di riferimento non possono più essere le elezioni. Queste infatti, sono un gioco truccato, uno specchio che deforma la realtà, non sono la sacra rappresentazione del volere popolare, come ci insegnavano i modelli ideali liberaldemocratici. Le elezioni, in questo sistema politico-economico, hanno cambiato segno: da indice di concretizzazione della democrazia (se mai lo sono state per davvero) sono divenute il più pesante e volgare sistema di manipolazione della «pubblica opinione». E non si tratta solo di proporzionalismo saltato, né del costo astronomico di un voto (e di un rappresentante eletto) nel mercato della politica, dominato dagli strumenti di comunicazione di massa e dell’inevitabile, conseguente leaderismo nella spettacolarizzazione del potere. In realtà tutti questi sono trucchi grossolani e infantili per prolungare artificialmente la vita a un sistema politico-istituzionale la cui missione non è di formare una volontà popolare sovrana, ma di assecondare e trasmettere ordini di lobby, élite, cosmocrati che rappresentano una casta che consiste nell’1% del 20% della popolazione globale ma detiene la totalità della ricchezza globale privata accumulata. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;La gente lo sa e ne prende atto: dalle elezioni è inutile pensare che possa uscire di più di quel che possono dare nell’immediato. Per cui è possibile votare indifferentemente e contemporaneamente per il meno peggio, astenersi, testimoniare un’alterità, premiare il partito che meglio tutela il mio territorio o il mio lavoro, dare fiducia al candidato più simpatico o a quello che credo di conoscere meglio… Ciò non significa che le ragioni del conflitto sociale (sale della democrazia) siano espunte. Né che siano andati perduti le volontà di cambiamento e i desideri di giustizia sociale, inclusione, partecipazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Se vogliamo rigenerare un soggetto politico che abbia nell’equità e nella sostenibilità ambientale (come scrive sul &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;manifesto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; Alberto Asor Rosa) i suoi capisaldi e che voglia anche riattraversare le istituzioni, «laicamente», allora esso dovrà essere prima di tutto «non elettorale», o meglio non esclusivamente né prevalentemente elettorale. Cioè, non un apparato parastatale, ma un «non-partito», nel senso (vedi Flores d’Arcais, sempre sul &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;manifesto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; di mercoledì) di capace di non vivere di se stesso nel sistema chiuso, autoreferenziale della partitocrazia. Decisive, quindi, sono le forme dalla politica che si praticano, le modalità d’essere che predeterminano gli stessi risultati. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Tempo fa Paul Ginsburg (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;il manifesto del 3 luglio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;) diceva che c’erano due possibilità per la ricostruzione di una sinistra politica: una richiede «un lungo lavoro territoriale, scrivere decaloghi di interventi programmatici e di comportamento individuale. Bisogna capire che un nuovo soggetto politico, radicalmente diverso dal passato, ha necessità di tempo per crescere e radicarsi prima di dare frutti (…) accompagnare il lavoro sociale con una costante attenzione all’elaborazione teorica». L’altra scelta è «diametralmente opposta e si basa sull’ammissione che l’attuale sinistra italiana è semplicemente incapace di inventarsi qualcosa di nuovo». &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Gruppi e associazioni sparpagliate per il paese, cantieri sociali e officine delle idee nati dentro le pratiche di confitto e portatori di forme di democrazia partecipata, stanno lavorando da tempo per tentare di mettersi in relazione, intrecciare le esperienze, coordinare le proprie agende politiche, sperimentare forme di reciproco ascolto e aiuto. Penso alle molte esperienze di reti e connessioni, di campagne comuni e di mutuo soccorso, di reti territoriali e di vertenze sindacali. È possibile ripartire da qui? «Dalla parte dei senza parte», come ricorda Pezzella, cioè dagli interessi degli «irrapresentabili» nel teatrino della politica istituzionalizzata. Da sotto, dal basso e «da sinistra», se per sinistra intendiamo una forte affezione a un quadro di valori etici e sensibilità sociali. Ritrovare ragioni di stare assieme senza disciplina alcuna che non sia il metodo del consenso. Senza voler produrre identità escludenti. Senza voler imporre alcuna gerarchia predeterminata tra le soggettività, le culture politiche, le idealità e le teorie che muovono individui e movimenti. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;A Firenze il 21 e il 22 novembre, si ritroverà un buon numero di associazioni, circoli, gruppi che nel loro piccolo praticano iniziative unitarie di resistenza, di solidarietà civile, di autogestione e che hanno voglia di conoscersi. Per il momento è nata una&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/topic.php?uid=210169750413&amp;amp;topic=9636" title="Opens external link in new window" target="_blank" class="external-link-new-window" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; text-decoration: none; font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;rete@sinistra&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;. A loro il compito di esplorare un cammino nuovo, anche e principalmente nei modi e nelle forme del fare politica.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Paolo Cacciari&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Link:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2009/mese/11/articolo/1770/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;il manifesto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-3276905174134082108?l=sudterrae.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/3276905174134082108/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/sinistradalla-parte-dei-senza-parte.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/3276905174134082108?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/3276905174134082108?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/k3sFEbwyKFo/sinistradalla-parte-dei-senza-parte.html" title="Sinistra:«Dalla parte dei senza parte?»" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SvBkfCIffTI/AAAAAAAAC5M/8a68Bc0igVQ/s72-c/Sinistra.gif" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/sinistradalla-parte-dei-senza-parte.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CkEFRnkzfip7ImA9WxNUEkk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-4905735895881863784</id><published>2009-11-03T10:24:00.002+01:00</published><updated>2009-11-03T10:30:17.786+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-03T10:30:17.786+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Economia e finanza" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="CUBA" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Storia - Cultura" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Che Guevara" /><title>Il pensiero politico-economico del "Che"</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Pt3JFJif0pE/Su_4HBFqs0I/AAAAAAAADvI/uvKDbVFXBJw/s1600-h/che+guevara.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 237px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Pt3JFJif0pE/Su_4HBFqs0I/AAAAAAAADvI/uvKDbVFXBJw/s400/che+guevara.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399807277675492162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;In questi anni, tanto si è detto e scritto sulla vita e le opere di Ernesto “Che” Guevara, fino a trasformarlo in ciò che odiava maggiormente in vita: un feticcio del mondo capitalista. Finora, però, poco si è studiato e analizzato su uno degli aspetti fondamentali, e forse più rivoluzionari, della sua vicenda storica e politica: la sua politica economica. Va ricordato che Guevara non fu solo uno dei più grandi rivoluzionari e guerriglieri della storia, ma fu anche un uomo di governo, seppur per poco tempo; infatti, il 26 novembre 1959 venne nominato direttore del Banco Nacional cubano, e il 23 febbraio 1961 divenne Ministro dell'Industria. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:Verdana, Helvetica;font-size:11px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;L'aspetto che però vorrei accennare, e per quanto possibile analizzare, è il suo contributo nel campo della politica economica, che presenta aspetti assolutamente originali e di grande stimolo per un lettore contemporaneo. I primi studi economici del Che risalgono ai tempi della guerriglia rivoluzionaria a Cuba, concentrandosi principalmente sull'organizzazione monopolistica delle grandi aziende statunitensi di zucchero che agiscono sull'isola ai tempi di Batista. Questo aspetto iniziale caratterizzerà il pensiero futuro del Comandante; infatti, la sua analisi sarà sempre dettata da un profondo pragmatismo, che si contrapporrà al tipico “manualismo” di stampo sovietico, inoltre, l'impostazione delle aziende monopolistiche sarà presa a modello, seppur riveduta e corretta, per il socialismo da lui pensato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Il sistema ideato dal Che è definito come Sistema Budgetario di Finanziamento, e si differenzia nettamente dal sistema del Calcolo Economico, attuato prima da Lenin, e poi riveduto e corretto da Stalin, in Unione Sovietica. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Una delle differenze fondamentali risiede nel ruolo che viene assegnato alle categorie del capitalismo - legge del valore, denaro, libertà d'impresa, ecc - durante la fase di transizione verso la società comunista. Per i sovietici era necessario attuare una specie di “capitalismo di Stato”, nel quale, seppur all'interno di una pianificazione centrale, le singole imprese godessero di ampia libertà, prevedendo concreti incentivi materiali, per aumentare il loro profitto. Il Che era invece convinto che alla lunga gli strumenti del capitalismo avrebbero finito col corrompere lo spirito rivoluzionario della popolazione; infatti, lungi dall'essere una semplice gestione della distribuzione della ricchezza, il socialismo ha come scopo finale la nascita di un uomo nuovo, l' hombre nuevo, che viva in perfetta sintonia con gli altri membri della società. Nel sistema guevariano, le imprese non vengono considerate come unità a sé stanti; bensì, come parti del “sistema nazione”, che viene considerata come un unico sistema produttivo; tanto che le singole aziende non possiedono neppure una personalità giuridica autonoma. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Così come accadeva nei monopoli, il centro deve riuscire a pianificare e controllare l'attività di ogni singola unità del sistema; pertanto, Guevara ritiene centrale il ruolo del budget.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Attraverso accurate analisi dei costi, degli inventari e degli strumenti finanziari, l'organismo centrale è in grado di assegnare le giuste risorse alle singole unità produttive, che dovranno utilizzarle per realizzare gli obiettivi prefissati. Il denaro non viene concepito come mezzo di pagamento; poiché le merci vengono scambiate tra un'unità e un'altra, senza diventare beni di consumo, finché non arrivano sul mercato finale. Le singole imprese non hanno fondi finanziari propri, attraverso i quali gestire le risorse economiche in autonomia; bensì, esiste un unico fondo centrale nazionale, che, in base al budget stimato, assegna le risorse necessarie allo svolgimento del lavoro. Uno dei vantaggi previsti da tale sistema è che le aziende in difficoltà, o improduttive, possono ugualmente trovare risorse, attingendo al fondo nazionale, rimpinguato dai guadagni di quelle più fiorenti, cosa impossibile con gli altri sistemi macroeconomici. Al vertice del sistema è posta la Junta Central de Planificacion (JUCEPLAN), la quale stabilisce le direttive generali, sulla cui applicazione veglieranno i livelli intermedi. In quest'ottica, grande importanza viene assegnata alla burocrazia, in particolar modo ai quadri, che, al contrario della dottrina sovietica, non sono figure “asettiche”; anzi, sono fortemente politicizzate e in grado di fare da tramite tra il centro e la popolazione, trasmettendo a quest'ultima le direttive di governo, e riferendo ai vertici i sentimenti del popolo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Questo sistema fornisce anche uno strumento di riequilibratura tra i poteri ed il controllo popolare dell'intero sistema, attraverso un sentimento solidaristico diffuso e profondamente radicato, che porta a un forte coinvolgimento di massa nelle scelte fondamentali della politica. Come si vede bene, nell'ottica del Che, per costruire una futura società socialista, è fondamentale che nel periodo di transizione dal capitalismo, scompaia ogni relazione mercantile, che spezzerebbe l'intento finale della rivoluzione, la creazione dell'hombre nuevo appunto. Sempre per spingere in questa direzione, Guevara punta l'indice contro quello che individua come un grave difetto della dottrina sovietica. Lenin riteneva che per la situazione russa dell'epoca, che presentava il paese più arretrato d'Europa, fosse decisivo, per far trionfare la rivoluzione, ricucire lo strappo con la borghesia, fortemente contraria al regime bolscevico; quindi, puntò decisamente sugli incentivi materiali, oltre che sull'autogestione aziendale. Al contrario, Guevara, che pur riconosceva l'intuizione di Lenin, che prevedeva diverse vie al socialismo (tesi negata da Stalin e dal manualismo sovietico), considerava fondamentale spezzare la «psicologia individualista» , tipica del capitalismo. Per ottenere tale risultato, vuole promuovere nuovi rapporti sociali, oltre che lo sviluppo economico; quindi, pur non cancellando gli incentivi materiali, pone fortemente l'accento su quelli morali. Per insegnare alla popolazione l'abnegazione verso la nazione e lo spirito di sacrificio, prevede l'istituzione del lavoro volontario, da svolgere di propria spontanea volontà, gratuitamente e fuori dall'orario di ufficio. Come abbiamo visto, il pensiero economico del Che si distanzia molto da quello sovietico, e anche da quello diffuso nei paesi dell'Europa Orientale, finiti sotto il giogo dell'URSS, il secolo scorso. Quello che penso sia rilevante evidenziare, è che non si tratta di qualche piccola divergenza su come gestire la pianificazione centralizzata dell'economia - più leggera, quasi di mercato, per Lenin e i suoi discendenti; molto rigida per Guevara - bensì di una radicale diversità di vedute sull'impostazione della società socialista. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Questo è un aspetto a mio avviso estremamente significativo, anche per capire l'evolversi della biografia del Comandante e delle sorti della rivoluzione cubana. Come lo stesso Guevara affermò, «la rivoluzione russa si appoggiò ai soldati di ritorno dal fronte, e fu socialista fin dalle sue origini; quella cubana lo diventa solo dopo la vittoria e più per cause internazionali, che interne». Va infatti ricordato che a Cuba il Partito Comunista non era assolutamente in grado di portare avanti da solo la lotta rivoluzionaria, e che a capo di essa si mise il Movimiento 26 de Julio, che aveva al suo interno diverse anime. Fu solamente in seguito alla reazione statunitense, concretizzatasi prima nell'embargo e poi nel tentativo di contro-insurrezione alla Baia dei Porci, che Cuba si spinse in orbita sovietica. Questo però ci porta a considerare un altro aspetto particolarmente significativo. Come abbiamo più volte ricordato, il socialismo pensato dal Che era molto lontano da quello in vigore in URSS, cosa che indispettiva non poco il Cremlino, tanto più se si considera che Mosca, il 13 febbraio 1960, aveva aperto una linea di credito per il regime di Fidel Castro, pari a 100 milioni di dollari, che rimase aperta fino al 1965. Che sia stata una scelta dettata dalle pressioni del potente “alleato” o meno, sta di fatto che progressivamente Castro si allontana dalle posizioni del Che, spostandosi sempre più verso le idee sovietiche. E' anche sospetto che il Comandante decida di abbandonare, in concomitanza di tale tendenza del regime cubano, ogni incarico governativo, ed entrare, il 14 settembre 1965, in clandestinità e decidere il 3 novembre 1966 di andare in Bolivia, per intraprendere una vera e propria missione suicida, e dove poi troverà la morte il 9 ottobre 1967. Tante sono state le voci circa dissidi tra Castro e Guevara, e che in fin dei conti al regime cubano, la morte eroica del Comandante abbia fatto più comodo di una voce polemica e dissidente sull'isola. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Onestamente, non so se ciò sia vero o meno, quello che è storicamente certo è che Guevara decide di lasciare Cuba nel momento in cui il regime decide di abbandonare del tutto la sua “via al socialismo”, e che la Cuba che la storia ci ha consegnato è ben diversa da quella sognata dal Che. In conclusione, vorrei fare una piccola riflessione circa l' “attualità” di queste idee di Guevara, chiaramente appena accennate, e sulla loro importanza. Ritengo che alcuni spunti siano assolutamente illuminanti e denotino la grande intelligenza del loro autore. In tempi non sospetti, il Che capì che il socialismo imposto dall'alto, tipico del regime sovietico e dei suoi vassalli dell'Europa Orientale del secolo scorso, è destinato al fallimento di per sé. E' fondamentale concentrarsi sull' educazione e sul cambiamento dei legami sociali, poi si può pensare di arrivare alla società socialista, una volta creato l'hombre nuevo. Altra previsione assolutamente azzeccata è quella relativa alla possibilità di utilizzare strumenti capitalisti nella fase di transizione al socialismo. Come gli esempi del cosiddetto “socialismo reale”del '900 hanno dimostrato, la loro sopravvivenza finisce inevitabilmente col contaminare la rivoluzione, e presto o tardi ne determineranno la rovina- o per implosione interna (la rivolta dei nuovi ceti medi perfettamente analizzata dal Prof. Preve), come accaduto in Europa il secolo scorso, o per trionfo del capitalismo di Stato, accompagnato dalla dittatura borghese, come nella Cina attuale. Un ultimo pensiero vorrei esprimerlo circa la possibilità di attualizzare il pensiero del Che. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Penso che, con la contestualizzazione necessaria, tre siano gli spunti più interessanti a riguardo. Il primo, e più marginale, l'idea di creare un fondo unico nazionale che permetta alle attività in crisi, e come tutti sappiamo oggi non sono poche, di sopravvivere, spezzando la logica di concorrenza spietata da darwinismo sociale, tipica del capitalismo. Il secondo, il ruolo estremamente marginale che il denaro e le banche cosiddette commerciali giocano nel disegno guevariano; infatti, il credito non è più il motore dello sviluppo sociale, ma lo è il lavoro, cosa che lo porta ad affermare che non c'è spazio per i tecnici, quando c'è in gioco il destino dei popoli. Infine, aspetto più importante, è l'idea di comunità organica, che è posta alla base del disegno socialista di Guevara. Anticipando una corrente più recente di analisi marxista, il cui maggior esponente è a mio avviso il Prof. Preve, il sentimento solidale e comunitario tra i singoli è riconosciuto come la base per poter costruire una società nuova e migliore. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Manuel Zanarini&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Fonte: http://www.oppostadirezione.altervista.org/ultimon.htm&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.oppostadirezione.altervista.org/nr.12-CHE%20GUEVARA%20O.D..pdf" style="background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-text-decorations-in-effect: none; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.oppostadirezione.altervista.org/nr.12-CHE%20GUEVARA%20O.D..pdf" style="background-image: none; background-repeat: initial; background-attachment: initial; -webkit-background-clip: initial; -webkit-background-origin: initial; background-color: initial; text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Opposta Direzione numero 12 (ottobre 2009 -"Che Guevara") versione .PDF (clicca per leggere e scaricare)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-4905735895881863784?l=sudterrae.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/4905735895881863784/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/il-pensiero-politico-economico-del-che.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/4905735895881863784?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/4905735895881863784?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/mcIedyRsYSk/il-pensiero-politico-economico-del-che.html" title="Il pensiero politico-economico del &quot;Che&quot;" /><author><name>Onoff</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="00408138076099207958" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_Pt3JFJif0pE/Su_4HBFqs0I/AAAAAAAADvI/uvKDbVFXBJw/s72-c/che+guevara.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/il-pensiero-politico-economico-del-che.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUMMQ3Y8eCp7ImA9WxNUEUo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-3790978484423176976</id><published>2009-11-02T15:35:00.004+01:00</published><updated>2009-11-02T15:51:22.870+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-02T15:51:22.870+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mafia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Informazione" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Fondi" /><title>A Fondi Marrazzo si era opposto agli interessi della camorra. La camorra conosce i gusti di Marrazzo e lo filma e lo ricatta...</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Su7x2-H7YqI/AAAAAAAAC5E/YJVfpMCAkwY/s1600-h/marrazzo.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 261px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Su7x2-H7YqI/AAAAAAAAC5E/YJVfpMCAkwY/s400/marrazzo.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399518929955283618" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "cc0000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:12px;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;p class="spip"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;L’ omertà, lo squallore e la dimostrazione che gli uomini delle istituzione hanno in mente tutto fuorché i bisogni della gente. (Gila)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Poiché l’informazione è serva del potere, l’informazione dice quel che il potere vuole sia detto. Tace sul resto. Il popolo la segue come il cane segue la coda della volpe e va dove il potere lo manda.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Oggi la tv è tutta un chiacchiericcio osceno su Marrazzo e le trans. Non una parola sullo scontro tra Marrazzo e il Comune di Fondi colluso con la camorra.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;A Fondi Marrazzo si era opposto agli interessi della camorra. La camorra conosce i gusti di Marrazzo e lo filma e lo ricatta. Il Governo aveva rinunciato a commissariare il comune di Fondi, ponendosi nei fatti dalla parte della camorra, per un ordine “che viene dall’alto”. B, facendo gli interessi suoi e quelli di qualcun’altro, telefona a Marrazzo avvisandolo del filmato. E’ una intimidazione che dice: “Sei nelle nostre mani, farai quello che vogliamo”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Marrazzo aveva posto ai vertici del mercato ortofrutticolo di Fondi un tecnico dalle note capacità, per bloccare le infiltrazioni della camorra. E aveva espresso parere negativo su una nomina in cui sono coinvolte due società, IMOF e MOF, che gestiscono il mercato immobiliare con personaggi legati alla ’ndrangheta e alla camorra. E’ tutto nelle accuse formulate dal prefetto Frattasi e dai magistrati competenti quando hanno chiesto il commissariamento del Comune di Fondi. Perfino uno come Storace arriva a dire che "sarebbe interessante capire quali atti (relativi al governo della Regione) siano stati compiuti tra la fine di giugno e ottobre per capire chi facesse pressione su chi”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Chi è ricattato dalla criminalità non si limita a pagare in denari, paga anche in altri modi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Marrazzo aveva detto: “Le istituzioni devono immediatamente dare un segnale inequivocabile sul Comune di Fondi. Anche questa bomba testimonia l’esistenza di un clima di violenza e illegalità che mette sotto assedio la città e i cittadini. In questa situazione lo scioglimento è un atto indifferibile. Il Comune di Fondi va sciolto senza più dubbi perché non possiamo consentire che la cittadinanza resti prigioniera di questa emergenza legalità e sicurezza.”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Ma B non vuole.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;La richiesta di scioglimento del Comune di Fondi per pesanti condizionamenti mafiosi sull’attività amministrativa risale al febbraio 2009. Sebbene richiesta per 2 volte anche dal Ministro dell’Interno Maroni, il Governo l’ha respinta con giustificazioni paradossali, rifiutando il commissariamento. Alla fine Sindaco e maggioranza hanno scelto di dimettersi da soli.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;All’interno del Governo c’erano forti resistenze al commissariamento. Il Comune di Fondi è governato dal 2006 da una maggioranza in cui prevale FI per il 46%.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Dopo le dimissioni dell’amministrazione, accusata di infiltrazione mafiosa, il Governo sceglie ancora non sciogliere il Comune, ma si limita a nominare un commissario fino alle elezioni amministrative di marzo. In questo modo, sindaco e consiglieri dimissionari potranno ricandidarsi. Gli stessi consiglieri che da mesi sono accusati di presunte collusioni con la mafia, potranno ripresentarsi alle prossime elezioni, per scelta di Maroni. Di Pietro chiede le dimissioni di Maroni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Minniti: “Al di là delle chiacchiere di Maroni, non sciogliere il comune di Fondi costituisce una Caporetto dello Stato di diritto e della lotta contro la mafia".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Altrettanto duro è l’affondo unitario di tutto il gruppo Pd della commissione Antimafia: ’’La mafia ha sconfitto lo Stato ancora una volta. Il governo ha ceduto alle pressioni dei partiti locali del cdx dunque esponendo il prefetto e tutte le forze dell’ordine ai poteri mafiosi”. Dovendo scegliere tra camorra e Stato, B ha scelto la camorra. Su questa strada ci stava Marrazzo e Marrazzo è stato fatto fuori. Il fascismo ammazzava gli avversari politici. Oggi alla morte si sceglie la gogna.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;La richiesta di scioglimento di Fondi giaceva sul tavolo di Maroni da oltre un anno. Centinaia di pagine elaborate dalla una commissione a cui hanno fatto parte esponenti delle forze dell’ordine e della Prefettura di Messina. Il Governo non ha mai risposto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Pedica (IdV): “E’ una vergogna assoluta che il Consiglio dei ministri abbia bocciato la tesi di Maroni e su pressione di alcuni ministri abbia deciso di tenere il commissariamento e far tornare al voto gli stessi consiglieri che si sono dimessi. Il Comune non è stato sciolto. Maroni è stato sconfitto e se è coerente dovrebbe dimettersi». Napolitano non dovrebbe firmare questa porcata ma firmera’ perche’ ha svenduto il suo potere ed è ostaggio di una forza bruta a cui non tenta nemmeno di opporsi. Questo è lo stato dell’Italia attuale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Viviana Vivarelli - &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Masada 1024. Calvario&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="spip"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Tratto da &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://masadaweb.org/2009/11/01/masada-n%C2%B0-1024-31-10-2009-calvario/"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;masadaweb.org&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Comparso su &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://bellaciao.org/it/spip.php?article25206"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Bellaciao.org&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-3790978484423176976?l=sudterrae.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/3790978484423176976/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/fondi-marrazzo-si-era-opposto-agli.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/3790978484423176976?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/3790978484423176976?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/kUyvjvs5deM/fondi-marrazzo-si-era-opposto-agli.html" title="A Fondi Marrazzo si era opposto agli interessi della camorra. La camorra conosce i gusti di Marrazzo e lo filma e lo ricatta..." /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Su7x2-H7YqI/AAAAAAAAC5E/YJVfpMCAkwY/s72-c/marrazzo.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/fondi-marrazzo-si-era-opposto-agli.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0IASX0zeip7ImA9WxNUEEs.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-7197867242935752353</id><published>2009-11-01T09:34:00.005+01:00</published><updated>2009-11-01T10:59:08.382+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-01T10:59:08.382+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ITALIA" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Geopolitica - Politologia" /><title>Chi è e a cosa serve il principe dei forcaioli Di Pietro?</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Su1Yb9sdwSI/AAAAAAAAC40/X0b8VbHR0Yc/s1600-h/di-pietro-duce.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 294px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Su1Yb9sdwSI/AAAAAAAAC40/X0b8VbHR0Yc/s400/di-pietro-duce.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399068765727867170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "cc0000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  color: rgb(0, 0, 128); -webkit-border-horizontal-spacing: 1px; -webkit-border-vertical-spacing: 1px; font-family:'Times New Roman';font-size:medium;"&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;strong&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Il commissario Di Pietro nella torbida situazione italiana&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Le nubi si vanno addensando da tempo, ma la tempesta deve ancora arrivare. La situazione italiana si fa sempre più torbida ed ancora non si intravede quale sarà lo sbocco. La crisi ormai non è più soltanto economica e sociale, ma anche istituzionale. L’alternativa che viene proposta oggi agli italiani è quella tra un blocco reazionario ed un blocco oligarchico, altro che dicotomia destra-sinistra! Il primo è scosso dalle difficoltà del suo leader indiscusso, ma non intende certo demordere; il secondo spera di superare le sue difficoltà politiche in virtù della sua forza economica e del sostegno di Washington.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Questa è l’Italia dell’autunno 2009. Al bonapartismo berlusconiano si contrappone il disegno del governo delle oligarchie, come dire dalla padella alla brace. In questo scontro, che certamente vedrà sgambetti, tradimenti e giravolte, giocano personaggi di ogni genere. Tra questi ci occupiamo oggi di un soggetto un po’ particolare: Antonio Di Pietro, il manettaro arrivato alla politica passando dalla polizia e dalla magistratura, ma sempre rimasto un convinto forcaiolo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Ce ne occupiamo perché il suo partito personale non è più un piccolo “cespuglio”, perché nella confusione generale rischia di attrarre consensi anche da chi è contro il bipolarismo, perché il suo momentaneo successo è il sintomo di uno sbandamento generale.&lt;br /&gt;Ma prima diamo un breve sguardo alla situazione politica. Di Pietro gode infatti di una straordinaria rendita di posizione, determinata dalla crisi senza fine del Pd e dall’inconsistenza, più ancora dalla subalternità, di quel che ancora esiste alla sua sinistra. E’ in questo quadro che Di Pietro può presentarsi come il campione dell’antiberlusconismo, un titolo più che sufficiente nell’Italia di oggi per raggranellare consensi in molte direzioni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Il vicolo cieco della destra&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Lo schieramento berlusconiano è in un vicolo cieco. Volendo usare il linguaggio americano, Berlusconi è ormai un’anatra zoppa. E nell’era della personalizzazione, la distruzione della persona precede la sconfitta politica. E’ certamente quel che merita, ma che cosa bolle in pentola?&lt;br /&gt;Quel che è certo è che Berlusconi non si ritirerà volontariamente ad Hammamet. Si è tagliato tutti i ponti alle spalle, ha intrapreso la strada dello scontro istituzionale ed è costretto di fatto a non mollare. Le sue ultime mosse fanno pensare ad un animale ferito e braccato, che tira calci a destra e a manca prima di cadere inevitabilmente impallinato dai suoi cacciatori.&lt;br /&gt;I maggiorenti della destra preferirebbero non dover condividere questo passaggio con il loro padre-padrone, ma a questa sorte non potranno sfuggire. Del resto, se un giorno se ne libereranno non sarà per loro un giorno tanto facile, al contrario sarà l’inizio di una guerra per bande interna. Si può forse immaginare l’unità del Pdl senza il suo capo?&lt;br /&gt;Ma restiamo al presente. Massimo D’Alema ha detto qualche giorno fa che in un “paese normale” Berlusconi dovrebbe dimettersi perché glielo chiederebbe il suo partito. Per una volta non possiamo che essere d’accordo con D’Alema. Ma il 25 luglio del berlusconismo non sembra ancora alle porte, e se arriverà sarà solo dopo una cocente sconfitta politica.&lt;br /&gt;Per ora – almeno fino alle regionali di primavera – il duo Pdl-Lega (ma soprattutto il Pdl) sarà costretto a barcamenarsi, confidando soprattutto sull’incredibile debolezza dell’opposizione parlamentare. L’animale ferito continuerà a tirar calci, i cacciatori proseguiranno il loro gioco, la vita pubblica diventerà sempre più un pantano. Insomma, guai a pensare di aver toccato il fondo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Il centrosinistra in coma speranzoso&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Se la destra è in un vicolo cieco, il centrosinistra è in una paradossale condizione di coma speranzoso. E’ politicamente in coma, non sa esprimere una vera opposizione, si fa sempre infilzare nella polemica quotidiana, ha una politica delle alleanze a dir poco confusa e rimane litigioso al suo interno. Nonostante tutto ciò, il centrosinistra è speranzoso. Non ha grandi idee, ma pensa di risolvere le sue difficoltà lasciandosi trasportare dalla corrente oligarchica-confindustriale-americana che sta preparando il dopo-Berlusconi.&lt;br /&gt;In questi ultimi giorni la linea di questo blocco è sempre più chiara: meno tasse per le imprese e da subito, guai a parlare di precarietà (basta vedere come è stato redarguito Tremonti per la “bestemmia” sul “posto fisso”), ulteriore attacco alle pensioni (vedi&lt;a href="http://nuovediscussioni.blogspot.com/2009/11/il-gioco-al-massacro-sociale-del.html"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#3333FF;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px; white-space: pre; "&gt;&lt;a href="http://nuovediscussioni.blogspot.com/2009/11/il-gioco-al-massacro-sociale-del.html"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#3333FF;"&gt;Il gioco al massacro "sociale" del peggiore di tutti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;), nuove privatizzazioni. Quello di Draghi, Marcegaglia, Montezemolo – con il loro codazzo di economisti ed opinionisti sempre pronti alla bisogna – è un gigantesco progetto di massacro sociale, una politica dei sacrifici al cubo, al cospetto della quale le finanziarie “lacrime e sangue” per Maastricht rischiano di apparire come cose da bambini.&lt;br /&gt;Le oligarchie che hanno deciso di affrontare in questo modo la crisi non possono però fare a meno dell’ombrello di Washington. Ecco allora l’offensiva sulla politica dei gasdotti, l’attacco al rapporto italo-russo, la denuncia di Berlusconi come uomo dello zar Putin.&lt;br /&gt;Non è ancora chiaro come questo disegno – che dispone di terminali anche a destra – possa concretizzarsi, ma di certo è sufficiente a rendere speranzosi i centrosinistrati in coma. Non hanno un loro progetto, ma sanno di poter essere utili a quello di qualcun altro. E questo gli basta ed avanza, trattandosi di un ceto politico votato unicamente alla &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;governance&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; ed agli interessi (come direbbe, con accento emiliano, Bersani) della “ditta”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Ecco allora il commissario Di Pietro&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Fin qui la fotografia dell’attuale degrado della politica. In questa foto Di Pietro è un po’ dentro e un po’ fuori. I suoi elettori, specie gli ultimi arrivati, lo credono più fuori che dentro. La verità dei fatti ce lo mostra invece dentro fino al collo, ma la confusione è tanta che l’apparenza sovrasta la realtà. Proviamo allora a guardare meglio ricostruendo il suo percorso, analizzando le sue scelte politiche, esaminando il programma del suo partito, sulla cui struttura padronale sarà utile un minimo di attenzione. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Di Pietro arriva in magistratura transitando dalla polizia. Da commissario a Pm il passo è breve, anche se dovrà aspettare qualche anno per arrivare alla celebrità che conquista con “Mani pulite” (1992).&lt;br /&gt;Quanto fossero “pulite” quelle mani dovrebbe essere ormai chiaro a tutti. Sta di fatto che è da lì che viene la seconda repubblica, il sistema elettorale maggioritario, il record mondiale delle privatizzazioni, i sacrifici per entrare nel sistema dell’euro, le missioni militari al fianco degli Usa, e chi più ne ha più ne metta. E’ da lì,  paradosso soltanto apparente, che arriva lo stesso Silvio Berlusconi, un “dettaglio” sul quale Di Pietro, come gli altri dirigenti del centrosinistra, evita accuratamente di proferir parola.&lt;br /&gt;In una recentissima trasmissione di Annozero (inizi di ottobre), il leader dell’Idv rivela che pochi giorni prima della strage di via D’Amelio viene fatto espatriare in Costarica, sotto il falso nome di Marco Canale. Ma guarda un po’, gli apparati dello Stato si preoccupavano della sua incolumità esattamente nel momento in cui le sue inchieste destrutturavano il sistema politico della prima repubblica, mentre non si preoccupavano di quella del giudice Borsellino che in via D’Amelio da lì a poco sarebbe saltato in aria.&lt;br /&gt;Lungi da noi la dietrologia, ma quel che è certo (ce lo dice lui) è che di fronte a delle minacce mafiose gli apparati dello Stato mettevano al primo posto la sicurezza di un giudice che svolgeva le sue indagini a Milano, non a Palermo. Alcuni hanno sostenuto in passato che Di Pietro stesso sarebbe stato un uomo dei servizi. Noi non possiamo saperlo, ma i fatti del ’92 dovrebbero far riflettere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Dopo quella stagione, torbida quanto l’attuale, arriva il Di Pietro politico.&lt;br /&gt;Prima rifiuta, ma dichiarandosi lusingato, un incarico ministeriale offertogli da Berlusconi (aprile 1994) con la motivazione di voler restare in magistratura, poi pochi mesi dopo lascia la stessa magistratura per motivi mai veramente chiariti. Quel che sappiamo è che anche allora si usavano ricatti e dossier.&lt;br /&gt;Nel 1996 entra nel governo Prodi come ministro dei lavori pubblici, ma si dimette dopo aver ricevuto un avviso di garanzia. A fine 1997 viene comunque ricompensato con l’elezione a senatore nelle liste dell’Ulivo.&lt;br /&gt;L’anno dopo nasce l’Italia dei valori (Idv), che nel 1999 confluisce nell’asinello dei “Democratici”. Nel 2000, quando la sconfitta del centrosinistra alle elezioni politiche è praticamente già certa, rifonda l’Idv, evidentemente un “partito” formato tascabile per la giacca dell’ex Pm.&lt;br /&gt;Il resto è storia abbastanza recente. Alle europee del 2004 fa coppia con Occhetto, alle politiche del 2006 è nell’Unione di Prodi, in quelle del 2008 è l’unico alleato ammesso all’apparentamento con il Pd da Veltroni, un fatterello che viene sistematicamente omesso dagli estimatori della presunta autonomia di Di Pietro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Fuori dal recinto?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Secondo costoro Di Pietro sarebbe un nemico del bipolarismo.&lt;br /&gt;Peccato che già nel 1998 sia stato tra i promotori del referendum per l’abolizione della quota proporzionale per l’elezione della Camera. Peccato che abbia confermato questa sua vocazione maggioritaria e bipolare non più tardi che nel giugno scorso quando ha sostenuto il sì al referendum ultra-bipartitista.&lt;br /&gt;Sempre secondo i suoi estimatori, Di Pietro sarebbe in rotta con il Pd. Nulla di più falso. Abbiamo già detto delle politiche del 2008, ma l’alleanza si è ripetuta nelle recenti elezioni regionali in Abruzzo e Sardegna e così pure alle amministrative di giugno. Dov’è allora la rottura?&lt;br /&gt;E perché poi dovrebbe esserci, vista la somiglianza di programmi ed obiettivi?&lt;br /&gt;Di Pietro è del tutto dentro al recinto, inclusi gli aspetti castali che pure vorrebbe denunciare. La sua vera funzione è quella di alzare la voce per raccogliere il malessere e la voglia di opposizione, per ricondurli poi nella gabbia bipolare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Qual è il suo programma?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Qual è il programma dell’Idv? Ovviamente quasi nessuno lo sa, dato che l’unico messaggio che arriva è quello del fustigatore, del nemico giurato di Berlusconi e dei corrotti. Nella sua caccia al voto usa toni ed argomenti di sinistra: fa l’antifascista, il difensore degli operai, il guardiano della Costituzione, all’occorrenza perfino il pacifista.&lt;br /&gt;Ma qual è il suo programma?&lt;br /&gt;Leggerselo è semplice, sta sul sito dell’Idv ed è accorpato in 10 punti. E’ breve ed altamente istruttivo.&lt;br /&gt;Nei capitoli dedicati all’economia si trovano questi obiettivi qualificanti: a) diminuzione del carico fiscale alle imprese a partire dall’Irap, b) liberalizzazione dei servizi pubblici locali ed avvio della loro privatizzazione, c) abbattimento del costo del lavoro con salari legati ai risultati, d) incentivo alle rottamazioni.&lt;br /&gt;Qualcuno saprebbe trovare qualche differenza con le attuali priorità di Confindustria?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Sulla politica estera, in mezzo a banalità inoffensive, troviamo l’obiettivo dell’esercito europeo e quello di una politica comune dell’Unione. Il sostegno dell’Idv all’Europa delle oligarchie sancita dal Trattato di Lisbona è dunque totale.&lt;br /&gt;Non a caso quando il parlamento italiano lo ha ratificato, Di Pietro era con i suoi a spellarsi le mani per gli applausi a quel voto totalmente bipartisan.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Su giustizia e sicurezza Di Pietro dà ovviamente il meglio di sé. Aumentare gli organici di polizia, carabinieri, guardie carcerarie, ai quali si dovrebbe anche aumentare lo stipendio; aumentare il numero di magistrati; rendere più difficili i ricorsi in Cassazione; sospendere i termini della prescrizione dopo il rinvio a giudizio; rafforzare la cooperazione giudiziaria internazionale, promuovere la figura del Pm europeo; inasprire il regime carcerario, concedere ulteriori facilitazioni ai pentiti, impedire ogni restrizione alle intercettazioni. Dobbiamo continuare?&lt;br /&gt;Ovviamente il populista molisano vende la sua merce autoritaria condendola con il solito antiberlusconismo. Ma, dovremmo chiederci, Berlusconi è l’unico cittadino italiano che ha a che fare con la giustizia? Con quella giustizia che peraltro è stata incapace fino ad oggi di condannarlo una sola volta, al di là dell’odioso lodo Alfano recentemente cancellato dalla Corte Costituzionale?&lt;br /&gt;E in nome dell’antiberlusconismo dovremmo forse augurarci più poliziotti e più armati, più carceri e più dure?&lt;br /&gt;Siamo forse impazziti? Le leggi autoritarie vanno sempre a colpire gli oppressi e chi lotta contro l’ordine capitalista, e di norma in prigione i corrotti ed i corruttori non ci vanno. Dobbiamo ancora ricordare queste semplici verità?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Ma la natura del dipietrismo si rivela su tutti i fronti. Sapete, ad esempio, qual è la risposta all’attuale monopolio televisivo? Ovvio, la liberalizzazione...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Il guardiano delle compatibilità&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Naturalmente, qualcuno potrebbe osservare che nel programma dell’Idv vi sono anche altre cose. Vero, ma guarda caso non manca un solo punto di quelli che stanno a cuore alle classi dominanti.&lt;br /&gt;Per togliersi ogni dubbio basta comunque ricordare la posizione dipietrista durante l’ultimo governo Prodi (2006-2008). Quel periodo non è lontano, ma la memoria degli italiani pare ultimamente in affanno.&lt;br /&gt;In quella breve legislatura Di Pietro, che con un misero 2,3% di voti divenne ministro delle infrastrutture, portò con sé personaggi di vario tipo, tra i quali ebbe un ruolo di spicco Sergio De Gregorio che diverrà presidente della commissione Difesa del Senato con i voti dei berlusconiani. De Gregorio, che passerà poi armi e bagagli al centrodestra, era già stato un esponente di Forza Italia in Campania, ma in quel caso, chissà perché, il commissario era stato meno rigido del solito nel compilare le liste elettorali.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Ebbe invece la rigidezza del cane da guardia nella difesa ad oltranza delle scelte più marcatamente antisociali (come l’ennesima controriforma delle pensioni dell’estate 2007), e di quelle atlantiste, come il sì alla base americana di Vicenza ed il pieno sostegno ai vari rifinanziamenti delle missioni militari all’estero, a partire da quella in Afghanistan.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;I soliti ingenui potrebbero forse pensare che tanto zelo derivasse dalla sua fedeltà a Prodi, dalla volontà di evitare ad ogni costo difficoltà al governo, ma così non è.&lt;br /&gt;Tanto accanito contro la pretesa “radicalità” delle componenti di sinistra –  in realtà restate sempre subalterne ed inefficaci, e comunque rimaste fino all’ultimo a fare la guardia al bidone vuoto del “governo amico” –, quanto furioso e sputacchiante sentenze oltre che saliva nel prendere le distanze dal governo quando poteva marcare la sua vera natura di forcaiolo.&lt;br /&gt;Su cosa si distingue infatti il partito personale del ministro delle infrastrutture? Semplice: votando e manifestando contro l’indulto del luglio 2006, ed opponendosi alla commissione d’inchiesta sul comportamento della polizia durante il G8 di Genova.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Un partito personale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Fin qui le scelte politiche del partito. Già, ma che tipo di partito?&lt;br /&gt;Dopo il successo alle europee Di Pietro ha promesso un “partito meno personalizzato”. Ma a quella promessa non sono seguiti i fatti ed il simbolo con il suo nome al centro è ancora lì.&lt;br /&gt;Per dire quale partito sia l’Idv bastano del resto due cose. La prima è che benché lo statuto preveda il congresso ogni due anni, ad oggi di congressi (peraltro congressi &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;sui generis&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;) se ne sono svolti solo due, nel 1999 e nel 2004. La seconda è che il potere di modificare lo statuto non è del congresso, ma di un ristrettissimo Ufficio di presidenza. Così è dal gennaio scorso, prima di allora anche questo potere era addirittura nelle mani di una persona sola: indovinate chi.&lt;br /&gt;Alcuni parlamentari dipietristi ogni tanto bofonchiano per questo strapotere del capo, ma – al pari dei berlusconiani – non possono veramente fare niente con chi gli ha donato un seggio tanto inatteso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;L’altra questione che ci parla della vera natura dell’Idv è quella dei finanziamenti.&lt;br /&gt;Forse non tutti sanno che la Corte dei Conti sta indagando su quale sia il soggetto che ha finora percepito i fondi elettorali destinati all’Idv. L’istruttoria ha preso le mosse non da una qualche manovra degli odiati &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;berluscones&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;, bensì da una denuncia dei legali di Elio Veltri (cofondatore dell’Idv) ed Achille Occhetto, l’alleato delle europee 2004 oltre che scioglitore del Pci.&lt;br /&gt;L’ipotesi è che i fondi siano finiti non al partito Italia dei valori, bensì ad un’associazione Italia dei valori, costituita da soli tre soci: Antonio Di Pietro, la moglie Susanna Mazzoleni e la fidatissima Silvana Mura. Questi due soggetti (Idv partito ed Idv associazione), giuridicamente distinti, sono stati riconosciuti come tali anche dal Tribunale di Roma nella causa civile che contrapponeva l’Idv al “Cantiere” di Occhetto e Veltri.&lt;br /&gt;Il commissario non è dunque quel campione di trasparenza che si vorrebbe far credere: il (finto) partito serve per prendere i voti, ma i soldi (insieme a tutti i poteri decisionali) devono stare nelle mani di un ristrettissimo clan familiare. E se l’inchiesta confermerà l’imbroglio saremmo di fronte al primo caso di questo genere nella pur variopinta e pittoresca galleria delle furfanterie del ceto politico italiano.&lt;br /&gt;Ai dipietristi inossidabili, agli amanti del Pm dalle “mani pulite”, dedichiamo le righe che seguono, tratte dall’esposto dei legali di Occhetto e Veltri del luglio 2008, nel quale fanno presente alla Corte dei Conti, che: «&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;nella più totale assenza di qualsiasi controllo da parte dell’Ente pagatore (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;la Camera dei deputati, ndr&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;) sulle condizioni minime di legittimazione a ricevere i pagamenti dei rimborsi elettorali, essi vengono conseguiti da parte di una associazione formata da sole tre persone, che consegue tali ingenti fondi nella inesistenza per giunta di qualsiasi rendiconto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;». Insomma, Di Pietro è un imbroglione? Secondo gli ex alleati del “Cantiere”, sì. Per il resto giudichino i lettori.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;A cosa serve l’Idv?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Concludiamo allora tornando alla domanda più importante: a cosa serve l’Idv? Che la sostanza di questo partito personale dell’ex Pm sia distante anni luce da quel che vorrebbe sembrare è fin troppo evidente. Ma qual è la sua funzione?&lt;br /&gt;L’Idv ha i tratti di un partito conservatore in materia istituzionale, liberale in economia, reazionario nel campo del diritto e della giustizia, laico rispetto ai diritti civili. A chi rassomiglia questo strano animale? Se non fosse per la sua natura forcaiola troveremmo più di una parentela con il Partito radicale di Pannella,  del quale condivide fra l’altro (ma in maniera ancor più accentratrice) la stessa strutturazione leaderistica. Questo paragone sembrerà a qualcuno folle ed irragionevole. Agli amici di Pannella apparirà irrispettoso delle posizioni radicali sulla giustizia, a quelli dell’ex Pm sembrerà offensivo dell’immagine che il loro leader si è costruita addosso.&lt;br /&gt;Proviamo allora a ragionare in altro modo, paragonando l’attuale funzione dell’Idv con quella assunta dal Partito radicale alla fine degli anni ’70. Oggi si tratta di raccogliere il dissenso e l’opposizione al sistema politico per reincanalare il tutto nella gabbia bipolare. Allora si trattava di assorbire il dissenso e l’opposizione ai governi di “unità nazionale”, cioè al consociativismo di quel tempo, per reincanalarli nelle istituzioni di quello stesso sistema.&lt;br /&gt;Pannella strillava, Di Pietro strilla; Pannella sembrava un anti-sistema, Di Pietro pure. Il primo è finito a promuovere referendum per il maggioritario e contro i lavoratori, nonché manifestazioni a sostegno della guerra alla Jugoslavia; il secondo ha fatto esattamente le stesse cose.&lt;br /&gt;Se ieri serviva il libertario perché bisognava convogliare in direzione &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;liberal&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; almeno una parte dei movimenti degli anni ’70, oggi funziona meglio il commissario in servizio permanente effettivo perché quella giudiziaria è la via maestra di un certo antiberlusconismo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Entrambi hanno saputo raccogliere voti e brandelli dalle forze della sinistra, entrambi sono alleati del Pd, all’interno dello schieramento di centrosinistra. Abbiamo già ricordato che nel non lontano 2008 l’Idv era l’unico partito apparentato con il Pd veltroniano, il quale conteneva però all’interno delle sue liste l’inossidabile pattuglia pannelliana. Un caso? Difficile pensarlo.&lt;br /&gt;Il successo del Partito radicale alla fine degli anni ’70 fu il frutto avvelenato del compromesso storico e dei governi di unità nazionale. Quello di Di Pietro è il frutto avvelenato del berlusconismo. Un frutto da combattere per ciò che è, per la sua linea politica ed il suo programma, ma anche per la funzione che svolge: quella di partito di cerniera tra il centrosinistra e quella parte della società che vorrebbe farla finita con il bipolarismo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Quelli che si illusero sulla via pannelliana trenta anni fa dovettero ben presto ricredersi: la funzione del buffone radicale e filo-americano non cambiò, ed anzi si precisò sempre più nel tempo, ma il suo seguito si ridusse drasticamente benché in molti continuassero a prodigarsi amorevolmente per tenerlo in qualche modo in vita.&lt;br /&gt;A quando il declino del principe dei forcaioli? Non lo sappiamo, anche se il suo destino appare indissolubilmente legato a quello dell’attuale primo ministro. Possiamo immaginare un dipietrismo senza Berlusconi? Ovviamente no: verrebbero meno sia gli argomenti che la funzione del suo partito personale.&lt;br /&gt;I tempi sono dunque incerti, ma una cosa possiamo dirla: quando le quotazioni del commissario Di Pietro inizieranno finalmente a scendere l’aria della penisola sarà un po’ più salubre.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt; Leonardo Mazzei&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="margin-top: 12px; margin-right: 12px; margin-bottom: 12px; margin-left: 12px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Link:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="-webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://www.webalice.it/mario.gangarossa/sottolebandieredelmarxismo_politica/2009_10_leonardo-mazzei_il-forcaiolo.htm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;s&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.webalice.it/mario.gangarossa/sottolebandieredelmarxismo_politica/2009_10_leonardo-mazzei_il-forcaiolo.htm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;otto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://www.webalice.it/mario.gangarossa/sottolebandieredelmarxismo_politica/2009_10_leonardo-mazzei_il-forcaiolo.htm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;l&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.webalice.it/mario.gangarossa/sottolebandieredelmarxismo_politica/2009_10_leonardo-mazzei_il-forcaiolo.htm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;e&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://www.webalice.it/mario.gangarossa/sottolebandieredelmarxismo_politica/2009_10_leonardo-mazzei_il-forcaiolo.htm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;b&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.webalice.it/mario.gangarossa/sottolebandieredelmarxismo_politica/2009_10_leonardo-mazzei_il-forcaiolo.htm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;andiere&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://www.webalice.it/mario.gangarossa/sottolebandieredelmarxismo_politica/2009_10_leonardo-mazzei_il-forcaiolo.htm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;d&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.webalice.it/mario.gangarossa/sottolebandieredelmarxismo_politica/2009_10_leonardo-mazzei_il-forcaiolo.htm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;el&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span&gt;&lt;a href="http://www.webalice.it/mario.gangarossa/sottolebandieredelmarxismo_politica/2009_10_leonardo-mazzei_il-forcaiolo.htm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;m&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.webalice.it/mario.gangarossa/sottolebandieredelmarxismo_politica/2009_10_leonardo-mazzei_il-forcaiolo.htm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;arxismo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-7197867242935752353?l=sudterrae.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/7197867242935752353/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/chi-e-e-cosa-serve-il-principe-dei.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/7197867242935752353?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/7197867242935752353?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/BEsv7pGjLF0/chi-e-e-cosa-serve-il-principe-dei.html" title="Chi è e a cosa serve il principe dei forcaioli Di Pietro?" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Su1Yb9sdwSI/AAAAAAAAC40/X0b8VbHR0Yc/s72-c/di-pietro-duce.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/chi-e-e-cosa-serve-il-principe-dei.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkcFRXYzfip7ImA9WxNVGUg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-5376823853275229382</id><published>2009-10-31T03:49:00.004+01:00</published><updated>2009-10-31T04:00:14.886+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-31T04:00:14.886+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mafia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Giustizia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ITALIA" /><title>E Angelino Alfano? Berlusconi dieci anni fa avrebbe detto: "E chi è?"</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SuuoLYHnhwI/AAAAAAAAC4s/a6jwwwYbQHw/s1600-h/angelino_alfano.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 209px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SuuoLYHnhwI/AAAAAAAAC4s/a6jwwwYbQHw/s400/angelino_alfano.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398593491740100354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold; line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;I rapporti con il figlio di Ciancimino, le accuse per i disegni che ostacolano la lotta alla mafia, la sua rete siciliana. Ecco chi è il ministro Alfano, fedelissimo di Berlusconi, che deve sistemare la questione giustizia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Quando il Cavaliere sentì pronunciare per la prima volta il nome di Angelino Alfano disse: "E chi è?". Era il 1999. Silvio Berlusconi all'epoca non conosceva ancora le doti dell'enfant prodige della politica siciliana. E nove anni fa, presentandosi a Villa San Martino, insieme al suo "padrino" Gianfranco Miccichè per spiegare che in Regione volevano fare il ribaltone, portando Totò Cuffaro nel centrodestra, Berlusconi incontrò i due siciliani tra la sala da pranzo e il giardino. L'anno dopo, però, la scrivania di Alfano era nell'ufficio accanto a quello del leader a Palazzo Grazioli. La stessa stanza in cui aveva lavorato a lungo Gianni Letta. Angelino era diventato deputato, ma anche il capo della segreteria politica di Berlusconi. Un fedelissimo. E per questo è un uomo di governo che non può riservare sorprese al suo premier. L'uomo giusto - per Berlusconi - alla guida del ministero della Giustizia. Il Cavaliere sembra aver un debole per i siciliani. In uno degli incontri ad Arcore gli chiese, sorpreso: "Ma davvero lei è siciliano? La sento parlare in italiano...".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Di Angelino dicono tante cose. Ma la democristianissima abilità nel tessere e tranciare alleanze negli ultimi due anni ha spezzato il cuore a Miccichè e a Stefania Prestigiacomo, per via del fatto che ormai il Guardasigilli è il vero padrone del Pdl in Sicilia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Strettissimo è invece il legame con Schifani, tanto che in via del Plebiscito li chiamano "Angelino e Renatino". Alla vigilia dell'ultima campagna elettorale per la presidenza della Regione, Raffaele Lombardo viene preferito ad Alfano. Lui storce il naso e commissiona un sondaggio nel quale il 70 per cento dei siciliani ha un sogno solo, andare a cena con Angelino Alfano. E di pranzi e cene il futuro ministro ne ha fatte diversi con Massimo Ciancimino, il figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo. I contatti tra l'enfant prodige e il "dichiarante" chiave nelle indagini sulle trattative tra Stato e mafia sono agli atti delle inchieste in cui Ciancimino è imputato. Contatti mediati dal palermitano Vincenzo Lo Curto, ex amministratore delegato di Biosphera spa - uno dei carrozzoni che gravano sui bilanci della Regione Sicilia - amico del parlamentare Dore Misuraca (Pdl). E attraverso Lo Curto e Misuraca, Alfano ha viaggiato pure sull'elicottero dell'Air Panarea, riconducibile per i pm sempre a Ciancimino. Secondo il figlio dell'ex sindaco, Alfano si sarebbe imbarcato sull'elicottero in due occasioni con la moglie, l'avvocato Tiziana Miceli, per raggiungere Panarea fra giugno e luglio 2004, insieme a Dore Misuraca e alla moglie. Viaggi che sarebbero stati pagati, secondo gli atti acquisiti dalla procura, da una società del figlio dell'ex sindaco mafioso. Dettaglio di cui però Alfano potrebbe non essere stato a conoscenza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Ma Angelino, 39 anni, avrebbe cominciato a prendere il volo molto prima, decollando dall'agrigentino. Brucia le tappe in politica: eletto a 25 anni all'Assemblea regionale, poi parlamentare a Roma, nel 2005 diventa coordinatore di Forza Italia in Sicilia. Nell'estate di quell'anno, davanti al Consiglio nazionale del partito, Berlusconi presenta il suo trapianto di capelli come una nuova manifestazione della sua energia indomabile, la prova regina delle sue capacità quasi soprannaturali: "Ho vinto il cancro, ho vinto la calvizie. Questo vuol dire che chi crede ci riesce ". Alfano lo ascolta strabuzzando gli occhi. Sempre con ammirazione. Pensa alla sua pelata. Ai capelli folti che aveva al liceo. Pensa a quanto il premier tenga all'immagine dei suoi uomini. Così arriva l'idea di far anche lui un trapianto. E il consiglio su uno specialista al quale rivolgersi lo chiede direttamente a Massimo Ciancimino. Lui aveva sperimentato il trapianto qualche anno prima, e lo aveva confessato al deputato azzurro durante uno dei loro incontri. Così tre anni fa il futuro ministro della Giustizia viene indirizzato nello studio medico di un professore sulla Salaria a Roma. E il trapianto, senza bandana, viene eseguito.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Il 2005 è l'anno dell'exploit. La prima uscita tv da coordinatore regionale di Forza Italia la fa su Raidue. È una puntata su Cosa nostra che va in onda dal quartiere Brancaccio di Palermo. Alfano scandisce con nitidezza: "La mafia mi fa schifo". E aggiunge: "Io appartengo a una generazione di ragazzi che andava alle elementari quando hanno ucciso Mattarella, alle medie quando hanno ammazzato Dalla Chiesa, all'Università quando sono saltati in aria Falcone e Borsellino. Noi abbiamo il marchio a fuoco dell'antimafia". La trasmissione viene seguita in carcere anche da alcuni boss agrigentini. Lo racconta il "pentito" Ignazio Gagliardo: "Abbiamo visto Angelino Alfano parlare in televisione e dire che la mafia fa schifo". Poi aggiunge che il padre del ministro - un insegnante conosciuto ad Agrigento come notabile della locale corrente fanfaniana - "aveva chiesto ai boss voti per Angelino".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Di giustizia in senso stretto si è occupato ben poco Alfano prima di arrivare in via Arenula. Laureatosi in legge alla Cattolica a Milano, non ha mai preso l'abilitazione per fare l'avvocato, e dunque non ha mai affrontato la trincea forense. La politica ha preso subito il sopravvento. Seppure abbia alle spalle un dottorato in diritto dell'impresa e abbia collaborato con la cattedra palermitana di Istituzioni di Diritto Privato, non ha mai indossato la toga. Sua moglie, Tiziana Miceli, 37 anni, è invece un avvocato molto richiesto nel civile. Ed è anche una professionista che riceve consulenze esterne da parte di pubbliche amministrazioni gestite prima da Forza Italia, ora dal Pdl. Le nomine sembrano coincidere con l'ascesa politica di suo marito. Stessa cosa vale per il collega con il quale l'avvocato Miceli divide lo studio a Palermo. È Cirino Gallo, 42 anni, sindaco nel messinese. Ha ricevuto consulenze dal Comune di Agrigento nel settembre 2004, nello stesso periodo in cui Alfano era assessore. Una vicenda per cui il legale è stato indagato e poi prosciolto dal gip.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Coincidenza vuole che nel 2004 il suocero dell'onorevole Misuraca - il suo compagno di vacanze alle Eolie - il professore Ettore Cittadini allora assessore regionale alla Sanità, avesse nominato Tiziana Miceli fra i tre componenti del Consiglio di amministrazione della Fondazione Michele Gerbasi. Doveva gestire il centro di eccellenza materno-infantile previsto a Palermo, per un costo di circa 58 milioni di euro. Quando entra a far parte del governo, però, Alfano non si spende per il suo amico Misuraca, che punta a diventare coordinatore regionale. E qui si spezza una lunga conoscenza: Misuraca, con la sua grande dote di voti lo molla, e sceglie il braccio di Miccichè, che adesso è un nemico del ministro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Lontano da Palermo, gli avversari diminuiscono. E ci sono altre questioni da tenere a bada. Il primo giorno nel palazzone di via Arenula Alfano sostiene che gli sono venuti i brividi quando è passato accanto alla targa che ricorda Giovanni Falcone. Ad ogni buon siciliano viene la pelle d'oca quando pensa alle vittime delle stragi del 1992. Ma la sua linea antimafia, professata in ogni occasione pubblica, fin da quando era al liceo, sembra in rotta di collisione con alcuni provvedimenti o disegni di legge.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Lo dicono gli stessi magistrati che conducono inchieste sulla criminalità organizzata e i politici collusi. Lo sostiene il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia: "La legge sulle intercettazioni (il ddl Alfano, ndr) che si sta tentando di far approvare al Parlamento è frutto della ricerca di impunità a tutti i costi di una classe politica incline a delinquere. E che ha paura della condanna morale dei cittadini. Per questo si vuole imbavagliare la stampa".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Alfano ha dedicato la sua nomina a Guardasigilli al giudice agrigentino Rosario Livatino, ucciso dalla mafia all'età in cui Angelino è diventato ministro. È biasimato dai magistrati non per i suoi discorsi, ma per i fatti. Nei suoi interventi ricorda spesso che la sua generazione "ha una sorta di vaccino culturale antimafia". I pubblici ministeri invece lo criticano. E il suo disegno di legge è stato attaccato nelle sedi istituzionali: lo ha fatto Piero Grasso davanti alla Commissione parlamentare antimafia. Il procuratore nazionale a febbraio ha dichiarato: "Lo avremmo preso Provenzano, lo storico capo latitante di Cosa nostra, se avessimo avuto in vigore norme come quelle previste dall'attuale ddl sulle intercettazioni che appesantiscono moltissimo il ricorso alle riprese video, a quei filmati che ci hanno consentito, con telecamere piazzate in tutta Corleone, di arrivare al rifugio del boss?".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;È una delle contestazioni più decise al disegno di legge: la volontà di rivoluzionare le regole sulle intercettazioni ambientali e sulle telecamere nascoste, strumenti fondamentali contro Cosa nostra. Il ministro replica e sostiene che occorre "evitare alcuni abusi soprattutto in materia di privacy che è un diritto costituzionale". Ma più che alla privacy dei comuni cittadini, sono molti tra gli operatori della giustizia a ritenere che la nuova raffica di riforme nate nel dicastero di Alfano possa servire a tutelarne solo alcuni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Negli anni caldi dello scontro politicamagistratura, non sono mancate sue dichiarazioni di solidarietà a Marcello Dell'Utri, dopo la condanna in primo grado a nove anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. Il futuro Guardasigilli sosteneva allora che "si sono costruiti teoremi per condannare Dell'Utri, ma il risultato è che oggi abbiamo un'altra prova che la giustizia è malata". Nel Transatlantico in tanti sostengono però che il vero ministro è l'avvocato-deputato Niccolò Ghedini, il difensore del premier. Mentre negli uffici del dicastero di via Arenula la persona che temono di più è Augusta Iannini, il capo dell'ufficio legislativo, moglie di Bruno Vespa. Ghedini e Iannini è la coppia da cui passano i provvedimenti più importanti che devono essere varati dal ministero. Martedì scorso poi anche il suo amico Schifani si è rimesso a dettare l'agenda per il Guardasigilli: "La nuova legge sulle intercettazioni, il nuovo codice penale, le nuove regole di speditezza nella celebrazione dei processi civili, la riforma dell'ordine forense per creare avvocati che possano contribuire al funzionamento della giustizia sono le vere priorità". E Alfano? Berlusconi dieci anni fa avrebbe detto: "E chi è?".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Lirio Abbate&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Link:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/langelino-custode/2113297&amp;amp;ref=hpsp"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;L'espresso&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"    style="font-family:'Lucida Grande', 'Trebuchet MS', Arial, Helvetica, sans-serif;font-size:100%;color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" line-height: 15px;font-size:13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-5376823853275229382?l=sudterrae.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/5376823853275229382/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/10/e-angelino-alfano-berlusconi-dieci-anni.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/5376823853275229382?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/5376823853275229382?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/gNReRlJmaEM/e-angelino-alfano-berlusconi-dieci-anni.html" title="E Angelino Alfano? Berlusconi dieci anni fa avrebbe detto: &quot;E chi è?&quot;" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SuuoLYHnhwI/AAAAAAAAC4s/a6jwwwYbQHw/s72-c/angelino_alfano.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/10/e-angelino-alfano-berlusconi-dieci-anni.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DkcDSX84eip7ImA9WxNUFUw.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-5076048386647410874</id><published>2009-10-30T00:59:00.005+01:00</published><updated>2009-11-06T14:27:58.132+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-06T14:27:58.132+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="SUD AMERICA" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Video" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Indigeni" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="BRASILE" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Amazzonia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Economia e finanza" /><title>La resistenza dei popoli dell’Amazzonia contro le multinazionali (Documentario:"Il richiamo del fiume Madeira")</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SuowCTB5swI/AAAAAAAAC4c/_AE3kpEdRRU/s1600-h/amazonas.jpg" style="text-decoration: none;"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 298px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SuowCTB5swI/AAAAAAAAC4c/_AE3kpEdRRU/s400/amazonas.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398179919383081730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:monospace;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre-wrap; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px;font-size:-webkit-xxx-large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:monospace;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre-wrap; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px;font-size:-webkit-xxx-large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  white-space: normal; font-family:Arial, sans-serif;font-size:12px;"&gt;&lt;p class="sinossi" style="margin-top: 5px; margin-right: 10px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Il documentario mostra la resistenza dei popoli dell’Amazzonia contro i grandi progetti, filmato tra il 2007 2008 è uno dei documentari più recenti che riflette sulle principali problematiche dell’America Latina.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Il documentario affronta le tematiche relative all’avanzo di grandissimi progetti di sviluppo, che ogni giorno mettendo in pericolo la sopravvivenza di culture antiche e dell’ecosistema della regione Amazzonica. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Il progetto "complesso del fiume Madeira" è una delle dieci fasce territoriali previste nell’IIRSA che a partire dall’anno 2000 stanno ridisegnano il territorio Sud Americano. IIRSA ( Iniziativa per l’integrazione dell’infrastruttura regionale Sudamericana ). Il progetto "complesso del fiume Madeira" comprende tre paesi dell’America Latina . ( Perù, Brasile e Bolivia ).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Il Progetto si potrebbe definire, come la spina dorsale di una serie di progetti a catena, che intendono trasformare i fiumi dell’Amazzonia in elettricità e idrovie, allo scopo di rendere più semplice, economica e veloce la ritirata di materie prime da parte di imprese e multinazionali. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Il progetto complesso del fiume Madeira, si realizza pertanto come un fiume non più fiume, con la negazione di tutte le forme di vita e di cultura, che nel fiume e per causa del fiume si sono proliferate ed anno fino ad oggi interagito.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Il richiamo del fiume Madeira è la risposta viva dei movimenti sociali e di tutte le comunità, all’eccessiva devastazione della foresta Amazzonica. Per le imprese, tanto le popolazioni quanto l’ecosistema, sono una difficoltà e un ostacolo da superare, la foresta è vista come fonte di ricchezza da devastare ed esplorare senza limiti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Questo documentario è la rivendicazione di popoli indigeni e Ribeirinhos ( comunità e villaggi pescatori e agricoltori che abitano ai margini del fiume ) che hanno perso il diritto della propria identità. Un’identità negata dall’avanzo di un progresso distruttivo che deve rispettare gli unici interessi della politica economica globale. Un altro diritto umano negato, ancora uno nel corso della storia dell’umanità di cui non se ne parla! Diritto di vivere nelle proprie comunità, coltivando e pescando in equilibrio con l’ambiente, nelle sponde generose di un fiume millenario.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="sinossi" style="text-align: justify;margin-top: 5px; margin-right: 10px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Il filmato è disponibile da una collaborazione con &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&amp;amp;id=12153"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Arcoiris TV&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="clear: both; "&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="sinossi" style="text-align: justify;margin-top: 5px; margin-right: 10px; margin-bottom: 5px; margin-left: 10px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Visita il sito: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.nuoviorizzonti.eu/" target="_blank" style="text-decoration: none; font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;www.nuoviorizzonti.eu&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  white-space: pre-wrap; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-family:monospace;font-size:-webkit-xxx-large;"&gt;&lt;embed src="http://www.arcoiris.tv/flash/flvplayer.swf" width="320" height="240" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" flashvars="height=240&amp;amp;width=320&amp;amp;file=http://movies2.arcoiris.tv/movies//users/madeira_ita_3208.flv&amp;amp;searchbar=false&amp;amp;autostart=false&amp;amp;image=http://www.arcoiris.tv/loadFlashMovie.php?id=12153"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "cc0000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-5076048386647410874?l=sudterrae.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/5076048386647410874/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/10/la-resistenza-dei-popoli-dellamazzonia.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/5076048386647410874?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/5076048386647410874?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/WD2eAo7du1Y/la-resistenza-dei-popoli-dellamazzonia.html" title="La resistenza dei popoli dell’Amazzonia contro le multinazionali (Documentario:&quot;Il richiamo del fiume Madeira&quot;)" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SuowCTB5swI/AAAAAAAAC4c/_AE3kpEdRRU/s72-c/amazonas.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/10/la-resistenza-dei-popoli-dellamazzonia.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DUICQno4eip7ImA9WxNVF0w.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-7855977187305448079</id><published>2009-10-28T09:02:00.003+01:00</published><updated>2009-10-28T09:12:43.432+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-28T09:12:43.432+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Video" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mafia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Berlusconi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Giustizia" /><title>"Pm e Giudici comunisti", Totò Riina lo disse nel'94 dando la linea a Berlusconi</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Suf8ei419CI/AAAAAAAAC4U/iRRKlmkeklE/s1600-h/tot%C3%B2+riina.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 344px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Suf8ei419CI/AAAAAAAAC4U/iRRKlmkeklE/s400/tot%C3%B2+riina.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397560280118326306" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Totò Riina aveva dato la linea nel '94: «Il governo Berlusconi si deve guardare dai comunisti, dai Violante, dai Caselli, dagli Arlacchi». Più o meno le stesse cose aveva poi ripetuto il Cavaliere....&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:Arial, sans-serif;font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:12px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-family:Arial, sans-serif;font-size:100%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:12px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" white-space: pre; font-size:10px;"&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ay92nT-vPT4&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/ay92nT-vPT4&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "cc0000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-7855977187305448079?l=sudterrae.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/7855977187305448079/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/10/pm-e-giudici-comunisti-toto-riina-lo.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/7855977187305448079?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/7855977187305448079?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/dK73G548JZc/pm-e-giudici-comunisti-toto-riina-lo.html" title="&quot;Pm e Giudici comunisti&quot;, Totò Riina lo disse nel'94 dando la linea a Berlusconi" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Suf8ei419CI/AAAAAAAAC4U/iRRKlmkeklE/s72-c/tot%C3%B2+riina.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/10/pm-e-giudici-comunisti-toto-riina-lo.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEACRn0_eip7ImA9WxNVFkU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-5588466781390358196</id><published>2009-10-28T00:26:00.003+01:00</published><updated>2009-10-28T00:39:27.342+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-28T00:39:27.342+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="BALCANI" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="AFGHANISTAN" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="GRECIA" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Migranti e integrazione" /><title>Mar Egeo: fra le vittime, in fuga dall'Afghanistan, c'erano cinque bambini</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SueD7m-0WEI/AAAAAAAAC4M/jXhv6ld0oOk/s1600-h/Egeo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 345px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SueD7m-0WEI/AAAAAAAAC4M/jXhv6ld0oOk/s400/Egeo.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397427738526373954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px; "&gt;&lt;b style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;ATENE&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; - Almeno otto persone sono morte a bordo di una piccola imbarcazione che trasportava un gruppo di migranti e che è affondata al largo dell'isola greca di Lesbo, nel mar Egeo, dopo aver urtato delle rocce. Lo hanno annunciato le autorità greche, precisando che fra le vittime, in fuga dall'Afghanistan, c'erano cinque bambini. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "cc0000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Un comunicato della guardia costiera ha informato che i soccorritori hanno localizzato una decina di superstiti; una persona, forse un bambino, risulta ancora dispersa. Elicotteri e imbarcazioni della guardia costiera sono impegnati nelle ricerche. L'incidente è avvenuto intorno alle 8 del mattino locali (le 7 in italia), quando la barca ha urtato le rocce nell'area di Korakas, nella costa nordorientale di Lesbo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;I migranti erano partiti dalla costa turca con un forte vento, a bordo di una imbarcazione di legno che si è schiantata contro gli scogli dell'isola Mytilini. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Decine di migliaia di migranti provenienti da Africa e Medio Oriente partono ogni anno dalla costa turca per raggiungere la Grecia. Nel 2008 oltre 13mila migranti sono sbarcati sull'isola di Mytilini. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" line-height: 18px; font-size:13px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Fonte: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/esteri/grecia-migranti/grecia-migranti/grecia-migranti.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;b&gt;la Repubblica.it&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"    style="font-family:'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', 'Lucida Sans', LucidaGrande, Geneva, Arial, Verdana, sans-serif;font-size:100%;color:#222222;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" line-height: 18px;font-size:13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"    style="font-family:'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', 'Lucida Sans', LucidaGrande, Geneva, Arial, Verdana, sans-serif;font-size:100%;color:#222222;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" line-height: 18px;font-size:13px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-5588466781390358196?l=sudterrae.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/5588466781390358196/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/10/mar-egeo-fra-le-vittime-in-fuga.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/5588466781390358196?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/5588466781390358196?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/yK117y4cUOs/mar-egeo-fra-le-vittime-in-fuga.html" title="Mar Egeo: fra le vittime, in fuga dall'Afghanistan, c'erano cinque bambini" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SueD7m-0WEI/AAAAAAAAC4M/jXhv6ld0oOk/s72-c/Egeo.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/10/mar-egeo-fra-le-vittime-in-fuga.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0ADR3k6eyp7ImA9WxNVFks.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-3422533209667907564</id><published>2009-10-27T17:36:00.003+01:00</published><updated>2009-10-27T17:42:56.713+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-27T17:42:56.713+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Berlusconi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Giustizia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ITALIA" /><title>David Mills:"Corrotto da Berlusconi"</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SucixFWJqYI/AAAAAAAAC4E/AXkMOl0vAIE/s1600-h/mills-berlusconi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 273px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SucixFWJqYI/AAAAAAAAC4E/AXkMOl0vAIE/s400/mills-berlusconi.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397320905070848386" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "cc0000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'Trebuchet MS', 'Luxi Sans', Helvetica, sans-serif;font-size:12px;"&gt;&lt;p style="text-align: justify; padding-right: 0px; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Dopo 4 ore di riunione in camera di consiglio i giudici della seconda sezione della corte d'Appello di Milano, presidente Flavio La Pertosa, a latere Rosario Spina (relatore) e Marco Maiga, confermano la condanna decisa il 17 febbraio scorso dal Tribunale a carico di David Mills: 4 anni e 6 mesi per corruzione in atti giudiziari e 250 mila euro da risarcire alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, parte civile, rappresentata in aula dall'Avvocatura dello Stato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; padding-right: 0px; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Dunque l'impianto accusatorio, Mills corrotto da Silvio Berlusconi con almeno 600 mila dollari affinché dicesse il falso o fosse reticente in due processi a carico del fondatore della Fininvest, regge anche in Appello. Il collegio non indica termini per il deposito delle motivazioni e questo significa che lo farà entro 15 giorni e che in sostanza è cominciata la corsa contro la prescrizione. I fatti al centro del processo per Mills scadranno nei primi giorni di aprile del prossimo anno, mentre la data che interessa Berlusconi, il cui processo dopo l'annullamento del Lodo Alfano, riprenderà con ogni probabilità tra la fine di novembre e gli inizi di dicembre, è fissata al 2011, a meno di modifiche legislative di cui si parla sui mezzi di informazione da qualche settimana.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding-right: 0px; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;I difensori di Mills avranno 30 giorni di tempo per ricorrere in Cassazione e hanno già detto che lo faranno. Spiega Federico Cecconi: "Non è finita qui, abbiamo elementi forti per ribaltare la sentenza". Il collega Alessio Lanzi si dice "profondamente amareggiato e a disagio", e precisa: "la sentenza mette a dura prova la buona fede nello Stato di diritto". &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Più duro ancora è Nicolò Ghedini, legale di Silvio Berlusconi, "l'imputato di pietra" nel processo, com'è stato definito in aula a Milano. "La decisione della Corte d'Appello di Milano nel processo Mills -dice- è del tutto illogica e nega in radice ogni risultanza in fatto e in diritto. Un processo svolto in tempi record negando qualsiasi prova e rifiutando qualsiasi possibilità di difesa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Tale decisione non potrà che essere annullata dalla Corte di Cassazione. Comunque, ancora una volta, si conferma che a Milano non si possono celebrare processi quando, ancorché indirettamente, vi sia un collegamento con il Presidente Berlusconi". Nei motivi d'appello, così come in discussione, i difensori di Mills avevano chiesto più volte di riaprire parzialmente il dibattimento per ascoltare alcuni testi, primo tra tutti Silvio Berlusconi, il coimputato, per il quale però il processo di primo grado era stato 'congelato' nell'ottobre dello scorso anno in attesa che la Consulta si esprimesse sulla legittimità del Lodo Alfano. A giudizio, da allora, in una condizione processuale quantomeno 'anomala' nel caso di un reato (la corruzione in atti giudiziari, ndr) a concorso necessario, è rimasto il solo Mills. Ma la Corte presieduta da Flavio La Pertosa, evidentemente, ha deciso diversamente, chiudendo il giudizio in quattro udienze e rinviando una spiegazione sul punto in sentenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding-right: 0px; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;La Suprema Corte, com'è ormai prassi da alcuni anni, darà una corsia preferenziale a questo come ad altri processi a rischio di prescrizione. E la Cassazione dirà l'ultima parola nel merito della vicenda anche sulla stessa prescrizione, sulla quale ci sono come spesso accade interpretazioni diverse e che è stato oggi il terreno di scontro tra le parti prima che i giudici si ritirassero in camera di consiglio per la sentenza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;In sede di replica, infatti, ha preso la parola il sostituto procuratore Laura Bertolè Viale per ribadire la sua versione: il momento consumativo del reato c'è nel 2000 e non nel 1998, ci sono tre lettere sui flussi di denaro che inchiodano Mills alle sue responsabilità. Situazione opposta per la difesa Mills: quei flussi di denaro indicati nelle lettere citate dal pg nulla hanno a che vedere con l'oggetto del processo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding-right: 0px; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;L'ultima battaglia legale ha riguardato anche una polemica che dura da 13 anni, da quando i legali di Berlusconi lamentarono che Mills non fosse stato iscritto al registro degli indagati già nel 1996 come "creatore gestore di società off-shore".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;"Anche se fosse stato sentito come testimone imputato di reato connesso avrebbe avuto l'obbligo di dire la verità" afferma il pg, introducendo una novità rispetto ala sua requisitoria. E Lanzi controreplica seccamente: "Sì, ma mai sarebbe stato pubblico ufficiale e quindi accusabile di corruzione".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Se ne riparlerà in Cassazione. Piero Longo, uno dei legali del premier rifiuta di commentare in attesa del deposito delle motivazioni: "Non era il processo a Berlusconi ma a Mills".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding-right: 0px; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Ora, se per il premier ancora non si conosce la data nella quale il collegio presieduto da Nicoletta Gandus fisserà un'udienza per smistare il caso ad un altro collegio (il suo è ormai incompatibile, ndr) e far ripartire così la causa di primo grado, per Mills si tratta di attendere un paio di settimane per leggere i motivi per i quali la Corte ha accolto la tesi dell'accusa e ha confermato la condanna all'imputato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;"Corrotto per garantire, mentendo, l'impunità a Silvio Berlusconi. Non con una "banale" bustarella ma attraverso una "artificiosa, tanto opaca quanto raffinata, modalità di trasferimento di 600.000 dollari". Somma che comprendeva anche il ‘disturbo' per ‘tutte le operazioni di riciclaggio' messe in atto per ‘nascondere, mascherare, trasformare, schermare' la mazzetta". Questo affermavano, a maggio, i giudici di primo grado nelle motivazioni della sentenza di condanna di David Mills, potente e famoso legale inglese, marito del ministro inglese Tessa Jowell, colpevole del reato di corruzione giudiziaria.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Frida Roy&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=13307"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;aprileonline.info&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-3422533209667907564?l=sudterrae.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/3422533209667907564/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/10/david-millscorrotto-da-berlusconi.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/3422533209667907564?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/3422533209667907564?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/VLIBMMN_la4/david-millscorrotto-da-berlusconi.html" title="David Mills:&quot;Corrotto da Berlusconi&quot;" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SucixFWJqYI/AAAAAAAAC4E/AXkMOl0vAIE/s72-c/mills-berlusconi.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/10/david-millscorrotto-da-berlusconi.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0QCQnw9eSp7ImA9WxNVFks.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-5788615841172858283</id><published>2009-10-27T17:29:00.002+01:00</published><updated>2009-10-27T17:36:03.261+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-27T17:36:03.261+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Il Cantiere del Partito Unico della Sinistra" /><title>PD, scosse di assestamento a Sinistra</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SuchRO3Qj1I/AAAAAAAAC38/rUSzyQAuLfE/s1600-h/bersani.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 245px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SuchRO3Qj1I/AAAAAAAAC38/rUSzyQAuLfE/s400/bersani.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397319258358189906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "cc0000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'Trebuchet MS', 'Luxi Sans', Helvetica, sans-serif;font-size:12px;"&gt;&lt;p align="justify" style="padding-right: 0px; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;A due giorni dall'elezione a segretario del Partito democratico, Pierluigi Bersani ha già fatto due passi avanti nella costruzione del profilo del Pd che ha in mente. Ieri si è occupato di lavoro, scegliendo come pubblico per il suo primo discorso da leader gli operai di una fabbrica tessile a Prato. Oggi è stato il turno delle riforme istituzionali e del rapporto con la maggioranza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="padding-right: 0px; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; "&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Le riforme e Berlusconi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; In un'intervista a Bruno Vespa per il suo nuovo libro in uscita, il segretario del Pd ha detto: "Va bene il superamento del bicameralismo perfetto, la riduzione del numero dei parlamentari, la compensazione tra i maggiori poteri al presidente del Consiglio e i maggiori poteri di controllo del Parlamento. Su questi temi ci siamo, come sul federalismo. Ma ogni progetto diventa più credibile se partiamo da una costola che si chiama 'riforma della legge elettorale'".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="padding-right: 0px; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Secondo Bersani, infatti, "non bisogna consentire ai partiti di nominare i parlamentari - perché adesso il governo ha il comando della sua maggioranza. La deformazione del sistema nasce da qui. Tutti i partiti interessati a una discussione di questo genere sono i benvenuti".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="padding-right: 0px; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Bersani ha poi precisato: "Sono contrario a un ritorno al sistema proporzionale. Credo che si debba dare spazio ai collegi territoriali, in modo da avvicinare i candidati al cittadino, e discutere poi su un buon equilibrio tra maggioritario e proporzionale".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="padding-right: 0px; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Quanto all'elezione diretta del presidente della Repubblica o del primo ministro, Bersani risposto: "Nelle democrazie del mondo, sistemi parlamentari e sistemi presidenziali hanno la stessa dignità. Ma il nostro problema è di arrestare una degenerazione che ci porta a un sistema padronale. Noi dobbiamo partire, perciò, da un parlamentarismo rafforzato".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="padding-right: 0px; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;L'ex ministro del governo Prodi ha promesso di recuperare "la Canzone popolare di Ivano Fossati, che fu la colonna sonora della stagione dell'Ulivo, perché allora c'era un movimento di riscossa civica che va recuperato". Quanto al rapporto con il presidente del Consiglio, Bersani ha detto di pretenderlo "civile": "In un Paese normale, il fatto che il capo del governo e un suo predecessore come D'Alema s'incontrino a una cerimonia pubblica e si stringano la mano non può essere una notizia. Ma Berlusconi ci metta un po' di suo. Non può essere aggressivo, non può ridurre al mutismo il Parlamento. Con 25 voti di fiducia e 38 decreti legge omnibus in un anno e mezzo, l'opposizione è frustrata".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="padding-right: 0px; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; "&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Le grandi manovre di Rutelli.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; Passo dopo passo, lentamente ma di certo non in punta di piedi, il cofondatore del Pd Francesco Rutelli prepara l'addio al partito. Si sapeva che l'ex presidente della Margherita avrebbe abbandonato il Pd in caso di vittoria di Bersani, e se quello di oggi - alla presentazione del suo libro, "la svolta" - non è un annuncio, poco ci manca. Rutelli ha espresso l'auspicio che si possa "iniziare un tragitto differente, unendo persone differenti, con culture diverse", che non facciano riferimento "all'Italia del rancore". Poi, più esplicito, ha detto: "Mi metterò al servizio di un trasparente tentativo di dare a questo Paese un'offerta politica che permetta di governare l'Italia domani e dopodomani, senza lasciarla nelle mani di un populismo che sta logorando irrevocabilmente il Paese, l'economia, la società, lasciando crateri e non orizzonti per il futuro della politica".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="padding-right: 0px; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Praticamente è l'adesione al progetto del "partito della Nazione" prospettato dal leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. Infatti, secondo il presidente del Copasir, "di fronte alla Lega che diventa il contraente decisivo della destra al nord, potremmo avere in tempi molto rapidi la nascita di un partito del sud. Se avremo un cambiamento dello scenario politico italiano tutto interno alle file della destra, un centrosinistra, che diventi sinistra, non avrebbe parole decisive da spendere e si ritroverebbe in minoranza". Da qui, perciò, la volontà di rafforzare l'offerta politica "al centro". Con l'Udc è tutto un amoreggiamento, il vicecapogruppo alla Camera dello scudo crociato, Michele Vietti, oggi gli ha lanciato un altro segnale: "Noi siamo impegnati a costruire un soggetto che vada oltre l'Udc se Rutelli riterrà di incrociare la nostra strada sarà il benvenuto". L'ex presidente della Margherita starebbe preparando un percorso a tappe, che avrebbe come primo passo quello di costituire un movimento autonomo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="padding-right: 0px; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Rutelli, tuttavia, non ha rinunciato a un'analisi - in larga parte critica - del "Pd che verrà" e dei problemi che si troverà ad affrontare con Bersani segretario. Ha voluto fare due previsioni: "Il rapporto con la sinistra sparsa porterà ad una riunificazione come è utile che avvenga, ma qualunque cosa accada mi aspetto una sorpresa positiva da Bersani. Come tutti coloro che hanno partecipato alle primarie, mi auguro che arrivi una sorpresa positiva, un messaggio di novità".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="padding-right: 0px; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;La seconda previsione riguarda Di Pietro ed è partita denunciando "il rischio di come si sia passati dalla questione morale alla teorizzazione di una superiorità morale rispetto ai problemi che abbiamo oggi. C'è un giustizialismo che non sa distinguere chi ha ragione e chi ha torto e che attacca il Presidente della Repubblica, non sapendo finalizzare le campagne se non accumunando tutti nel dire che tutti sono uguali". Secondo Rutelli non c'è bisogno "delle tribune di Di Pietro ma di una nuova cultura politica. "Di Pietro - ha proseguito Rutelli - prospera su quella che sarà il più grande problema che domani avrà Bersani, perché Di Pietro dirà che è D'Alema che governa veramente nel Pd, vuole fare l'accordo con Berlusconi e sosterrà quindi di essere lui l'unica e vera opposizione. Ci ritroveremo quindi con una minoranza che si occuperà soprattutto di fare le bucce al suo principale alleato". A Bersani, Rutelli ha in ogni caso voluto concedere "una dichiarazione di fiducia e il riconoscimento di serietà e affidabilità per potere governare il Pd".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="padding-right: 0px; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; "&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;L'organigramma.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; L'elezione di Bersani, inevitabilmente, porterà a un rimescolamento delle posizioni di comando nel partito. Domani si riuniranno i gruppi di Camera e Senato, con i capigruppo Antonello Soro e Anna Finocchiaro dimissionari. Il primo non sarà riconfermato, ha precisato lui stesso si ritenere giusto "un ricambio del gruppo dirigente di direzione politica del gruppo parlamentare". Incerto il destino dell'omologa al Senato, molto dipenderà da chi andrà a riempire le altre caselle, a cominciare da quella di presidente del partito.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="padding-right: 0px; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Andrea Scarchilli&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="padding-right: 0px; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=13310"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;aprileonline.info&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-5788615841172858283?l=sudterrae.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/5788615841172858283/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/10/pd-scosse-di-assestamento-sinistra.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/5788615841172858283?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/5788615841172858283?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/HMxfdC2A1nE/pd-scosse-di-assestamento-sinistra.html" title="PD, scosse di assestamento a Sinistra" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SuchRO3Qj1I/AAAAAAAAC38/rUSzyQAuLfE/s72-c/bersani.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/10/pd-scosse-di-assestamento-sinistra.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CEACRnwycCp7ImA9WxNVFkg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-5918659084552686212</id><published>2009-10-27T14:27:00.006+01:00</published><updated>2009-10-27T15:12:47.298+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-27T15:12:47.298+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Video" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Informazione" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Terremoto" /><title>"Vi prego non solo di leggere ma far sapere,almeno un po’,a chi non sa niente,e non per cattiva volontà,ma per il Pasto Fisso che i Media propongono"</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sub5VgOm_cI/AAAAAAAAC30/MlerB-nu0Qc/s1600-h/abruzzo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 228px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sub5VgOm_cI/AAAAAAAAC30/MlerB-nu0Qc/s400/abruzzo.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397275351273897410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "cc0000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'Lucida grande', sans-serif, Verdana, Tahoma, Geneva, Arial, Tahoma, Helvetica;font-size:12px;"&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Conosciamo sempre meglio i gusti e gli orientamenti sessuali di  chi ci governa e di chi li  frequenta privatamente, pubblicamente. Conosciamo sempre meglio le loro case e famiglie, le  loro difficoltà, i loro disagi psicologici e materiali nell’  affrontare le loro quotidiane “lotte e vicissitudini”, e i Media danno una mano, a volte anche tutto il corpo e la mente, nel farci sapere. E via via ci allontaniamo sempre più le une dagli altri, donne da uomini, cittadine dai cittadini, giovani e anziane. La tecnologia della comunicazione sembra fare brutti scherzi, questi non sono fantasmi ma persone che vivono in Italia, come noi, malamente. Vi prego non solo di leggere ma far sapere, almeno un po’,  a chi non sa niente,  e non per cattiva volontà, ma per il Pasto Fisso che i Media propongono, deliberatamente, dai Posti  che appaiono lontanissimi, come le Tendopoli rimaste in balia del freddo  anche solidale della stampa, presa da ben altre emergenze comunicative.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;a name="more-21578314"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Quanto segue è un comunicato stampa, un appuntamento, un’ iniziativa,  video recenti e testimonianze, tratte da &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.3e32.com/" target="_blank" style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#3333FF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;b&gt;3e32&lt;/b&gt;  che &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.3e32.com/" target="_blank" style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#3333FF;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;è “rete cittadina no-profit, apartitica ed autogestita&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;, nata a seguito del sisma che ha devastato L’Aquila e la sua provincia alle 3e32  del 6 aprile 2009. La frammentazione in centinaia di campi e la mancanza di spazi sociali condivisi ha infatti reso ancora più fragile la popolazione, costretta ad abbandonare le proprie case e i propri riferimenti sociali e strutturali”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Le &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.3e32.com/" target="_blank" style="color: rgb(38, 70, 109); text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;3 e32&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; siano non solo  ore di  morte ma  di vita. Sta anche a noi, ricaricare manualmente l’orologio, mettere una sveglia  e decidere le  priorità  quotidiane dell’Informazione. Non ci conviene, mai, tacere.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;di &lt;b&gt;Doriana Goracci&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Comparso su &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://circolopasolini.splinder.com/post/21578314#more-21578314"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Circolo Pasolini &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;h4 style="text-align: justify;"&gt;&lt;a title="Permalink to OTTOBRE 2009: ALL’AQUILA E’ EMERGENZA UMANITARIA" rel="bookmark" href="http://www.3e32.com/main/?p=1906" style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#3333FF;"&gt;OTTOBRE 2009: ALL’AQUILA E’ EMERGENZA UMANITARIA&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  white-space: pre; font-family:Arial, sans-serif;font-size:10px;"&gt;&lt;object width="560" height="340"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/6J4Tj8lQ6dE&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/6J4Tj8lQ6dE&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:12px;"&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; "&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=6J4Tj8lQ6dE" target="_blank" style="text-decoration: underline; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;link del video dalle Tende http://www.youtube.com/watch?v=6J4Tj8lQ6dE&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;english version click &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.3e32.com/main/?p=1912" target="_self" style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#3333FF;"&gt;here&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;version française, click &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.3e32.com/main/?p=1917" style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#3333FF;"&gt;ici&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Testo e per donazioni e contatti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="mailto:emergenzaottobre2009@gmail.com" style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; &lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#3333FF;"&gt;emergenzaottobre2009@gmail.com&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;h4 style="text-align: center; "&gt;&lt;a title="Permalink to Comunicato stampa dalle tendopoli aquilane" rel="bookmark" href="http://www.3e32.com/main/?p=1938" style="color: rgb(50, 92, 116); text-decoration: none; "&gt;Comunicato stampa dalle tendopoli aquilane&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;&lt;p&gt;Gli abitanti delle tendopoli di Paganica, Tempera, San Gregorio, Italtel2, San Giacomo, Globo, Arischia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Abbiamo vissuto per sette mesi nei campi di accoglienza allestiti subito dopo il terremoto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Siamo rimasti nei nostri comuni di residenza e abbiamo contribuito alla ripresa socioeconomica del territorio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Adesso ci dicono di allontanarci a 100 km da qui, costringendoci ad affrontare spostamenti che per la nostra condizione sono insostenibili.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E’ un nostro diritto restare sulla nostra terra, pertanto richiediamo soluzioni abitative immediate per non essere deportati lontano dal nostro lavoro, dalle nostre scuole, dai nostri affetti e dalle nostre esistenze.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per questi motivi oggi abbiamo esposto striscioni e protestato nelle nostre tendopoli.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;MERCOLEDI’ 28 OTTOBRE ORE 17.00&lt;/p&gt;&lt;p&gt;AUDITORIUM VIA STRINELLA 88&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center; "&gt;ASSEMBLEA CITTADINA&lt;br /&gt;CON IL SINDACO MASSIMO CIALENTE&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per discutere i problemi dell’emergenza abitativa a L’Aquila. Confronto sulle soluzioni per garantire a tutti una sistemazione dignitosa nel proprio territorio di appartenenza.&lt;br /&gt;I cittadini hanno il diritto di essere partecipi del processo di ricostruzione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;sono invitati&lt;br /&gt;STEFANIA PEZZOPANE&lt;br /&gt;presidente della provincia&lt;br /&gt;GUIDO BEROLASO&lt;br /&gt;capo del dipartimento nazionale della protezione civile&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;h4&gt;&lt;a title="Permalink to Roma risponde all’appello" rel="bookmark" href="http://www.3e32.com/main/?p=1932" style="color: rgb(50, 92, 116); text-decoration: none; "&gt;Roma risponde all’appello&lt;/a&gt;&lt;/h4&gt;&lt;p&gt;Esprimiamo la nostra viva riconoscenza a tutti coloro i quali hanno partecipato oggi all’iniziativa romana indetta dal gruppo Action – diritti in movimento, che hanno montato le loro tende nel cuore di Roma, sotto la sede del Dipartimento della Protezione Civile. Una dimostrazione di appoggio concreto&lt;/p&gt;&lt;p&gt;“Per dare sostegno a chi, a rischio della propria sopravvivenza, ha deciso di rimanere a L’Aquila. Restare per resistere, restare per partecipare alla ricostruzione della loro città, perché quelle persone a L’Aquila ci lavorano, studiano o possiedono animali o terreni a cui provvedere.&lt;br /&gt;La protezione civile ha ormai abbandonato gli aquilani. Non solo non prende in considerazione le richieste di stufe, container o roulotte che vengono inoltrate di continuo, ma minaccia di togliere acqua, luce e servizi a chi non accetta le destinazioni (posti lontanissimi) a cui è stato condannato.&lt;br /&gt;Un altra emergenza è cominciata oggi. Non dettata da catastrofi naturali ma dalla stessa gestione del post sisma, da chi questa gestione l’ha portata avanti sulla testa e sulla pelle delle popolazioni colpite”.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il gruppo di dimostranti ha richiesto un incontro tra i cittadini aquilani e la Protezione Civile per discutere dell’emergenza.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La risposta è stata l’identificazione e lo sgombero di tutti i partecipanti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Esprimiamo il nostro sdegno per il disprezzo delle istanze democratiche nel nostro paese, e la nostra solidarietà agli amici romani.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; "&gt;&lt;img width="540" height="359" src="http://www.3e32.com/main/wp-content/uploads/2009/04/slide7web.jpg" alt="slide7web" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-5918659084552686212?l=sudterrae.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/5918659084552686212/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/10/vi-prego-non-solo-di-leggere-ma-far.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/5918659084552686212?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/5918659084552686212?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/SjW67eA98D4/vi-prego-non-solo-di-leggere-ma-far.html" title="&quot;Vi prego non solo di leggere ma far sapere,almeno un po’,a chi non sa niente,e non per cattiva volontà,ma per il Pasto Fisso che i Media propongono&quot;" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sub5VgOm_cI/AAAAAAAAC30/MlerB-nu0Qc/s72-c/abruzzo.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/10/vi-prego-non-solo-di-leggere-ma-far.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkMMQX4_eCp7ImA9WxNVFkk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-7532724517944656525</id><published>2009-10-27T13:31:00.003+01:00</published><updated>2009-10-27T14:01:20.040+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-27T14:01:20.040+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="MALTA" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Migranti e integrazione" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ITALIA" /><title>Il codice marittimo non è stato abrogato, 300 profughi salvati da una petroliera</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SubvCZgW4wI/AAAAAAAAC3s/d9BRkiNS1-s/s1600-h/africa.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 258px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SubvCZgW4wI/AAAAAAAAC3s/d9BRkiNS1-s/s400/africa.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397264027935499010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 20px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;MALTA - Sono giunti a Pozzallo (Rg) i 300 eritrei e somali del peschereccio rimasto per quattro giorni nel mare in burrasca, senza che Malta prestasse i dovuti soccorsi. Tra di loro anche 46 donne, quattro delle quali incinte, 29&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;bambini &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;e il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://fortresseurope.blogspot.com/2009/10/barcone-sbarca-nel-ragusano-un-morto.html" style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;cadavere&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; di un uomo morto nella traversata. Dieci dei passeggeri sono stati ricoverati in &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;ospedale &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;in precarie condizioni di salute. Il vecchio peschereccio su cui viaggiavano è stato soccorso a una decina di miglia da Portopalo di Capo Passero da una motovedetta veloce della Guardia costiera e da un rimorchiatore d'altura di una vicina piattaforma off-shore. Si chiude così l'&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;odissea&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;dei 300 passeggeri, tra cui molte donne e bambini, che da venerdì erano in balia del brutto tempo, che tra sabato e domenica ha raggiunto mare forza 7 e vento 31 nodi. Ma il finale avrebbe potuto essere drasticamente diverso. Duecento persone su una barca instabile con il mare in burrasca sono state &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;abbandonate &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;alla sorte per quattro giorni dalle autorità libiche e maltesi, prima del loro ingresso nelle acque italiane. A salvare loro la vita è stato il pronto intervento della petroliera italiana &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Antignano&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;, dirottata sul posto già venerdì sera, dopo che la Guardia costiera italiana aveva ricevuto l'allarme dai parenti di alcuni dei passeggeri a bordo, che avevano dato l'sos con il telefono satellitare a bordo. La petroliera, lunga 176 metri per una stazza di 40.000 tonnellate, ha scortato la barca navigando sopra vento per rompere l'onda e rendere la traversata verso nord meno pericolosa. All'equipaggio dell'Antignano va la nostra&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;massima ammirazione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "cc0000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 20px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Ma quanto sono costate all'&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;armatore&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; della petroliera queste quattro giornate perse di lavoro? Perché un mezzo civile è obbligato a effettuare un salvataggio, mentre i mezzi militari di Malta possono soprassedere? Perché la &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;politica &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;prevale sull'urgenza di salvaguardare la vita umana? E se fosse occorso qualche problema alla navigazione? E se il peschereccio avesse imbarcato acqua e fosse affondato? Perché Malta non è intervenuta? E ancora, perché fino all'anno scorso la nostra Guardia costiera era libera di intervenire anche in acque internazionali di competenza maltese, quando si trattava di emergenze come questa, e da dopo il caso &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Pinar &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;invece, a decidere se e quando intervenire è il Ministero degli Interni?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Dal canto suo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Malta &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;rispedisce le accuse al mittente. Il portavoce delle forze armate maltesi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Ivan Consiglio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; dice: "Quando il barcone ha lanciato l'sos ha contattato l'Italia; secondo le convenzioni Sar il Paese a ricevere la richiesta di aiuto è obbligato a coordinare le operazioni di soccorso". Come se si parlasse di un servizio di recapito pacchi, e non di 300 persone che hanno rischiato la vita, abbandonate senza soccorsi nel mare in tempesta per quattro giorni. Mentre la politica decideva della loro sorte.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Il fatto che l'Italia abbia accolto i 300 naufraghi e che abbia rinunciato all'idea del respingimento, di cui &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.timesofmalta.com/articles/view/20091025/local/libyan-warships-picking-up-migrants" style="text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;si era parlato&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; fino a ieri sera, non può che rallegrarci. Perché oltre ad avere avuto salva la vita, i 300 potranno anche far valere il proprio diritto d'&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;asilo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;, essendo in maggior parte eritrei e somali. Paradossalmente a salvare i naufraghi è stato proprio il mare in burrasca. Lo sostiene il prefetto &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Rodolfo Roncon&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;b&gt;i&lt;/b&gt;, responsabile della Direzione centrale immigrazione e polizia della frontiera del Viminale, che ha dichiarato all'Ansa: "Il barcone si trovava in acque libiche [&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;70 miglia a nord di Bengasi, ndr.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;] e se la petroliera italiana avesse preso a bordo i migranti, li avrebbe poi condotti, in accordo con Tripoli, verso le coste libiche da cui erano partiti. La Antignano non è però riuscita ad avvicinarsi al barcone: ha comunque lanciato viveri. Le cattive condizioni del mare hanno vanificato in seguito anche i tentativi (&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;ben quattro&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;) di una motovedetta libica di raggiungere l'imbarcazione, che nel frattempo aveva raggiunto le acque maltesi".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;I due organizzatori del viaggio dei 300 (un eritreo e il libico proprietario della nave) sono stati&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;arrestati &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;oggi in Libia in un'operazione di polizia italo-libica. Ma gli altri intermediari che continuano a organizzare le traversate potrebbero fare tesoro della &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;lezione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;: più il mare è brutto, minori sono i rischi di essere respinti. Se così fosse, la prossima stagione degli sbarchi - e conseguentemente delle &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;stragi &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;- non sarà più l'estate del mare piatto, ma questo inverno di burrasche.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 20px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="font-size:100%;color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" line-height: 20px;font-size:13px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color: rgb(0, 0, 0);  line-height: normal; font-family:'Trebuchet MS', Trebuchet, Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 20px; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Pubblicato da &lt;b&gt;Daniele Del Grande&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 20px; "&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://fortresseurope.blogspot.com/2009/10/italia-e-malta-rifiutano-il-soccorso.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;b&gt;FortressEuropa.blogspot.com&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-7532724517944656525?l=sudterrae.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/7532724517944656525/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/10/il-codice-marittimo-non-e-stato.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/7532724517944656525?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/7532724517944656525?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/lU2PaQfGIEg/il-codice-marittimo-non-e-stato.html" title="Il codice marittimo non è stato abrogato, 300 profughi salvati da una petroliera" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SubvCZgW4wI/AAAAAAAAC3s/d9BRkiNS1-s/s72-c/africa.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/10/il-codice-marittimo-non-e-stato.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;D0UGQngzeyp7ImA9WxNVFUs.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-360933033927719321</id><published>2009-10-26T13:57:00.002+01:00</published><updated>2009-10-26T14:53:43.683+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-26T14:53:43.683+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Video" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mafia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ITALIA" /><title>SudTerrae: quando Totò Cuffarò aggredì Giovanni Falcone</title><content type="html">&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Giovanni Falcone(ancora vivo) durante il Maurizio Costanzo Show viene aggredito e accusato verbalmente da un sconosciuto politico democristiano che diventerà Presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  white-space: pre; font-family:Arial, sans-serif;font-size:10px;"&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/F5MZmJLMQ9Y&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/F5MZmJLMQ9Y&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-360933033927719321?l=sudterrae.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/360933033927719321/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/10/sudterrae-quando-toto-cuffaro-aggredi.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/360933033927719321?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/360933033927719321?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/fnCTAfOnrlQ/sudterrae-quando-toto-cuffaro-aggredi.html" title="SudTerrae: quando Totò Cuffarò aggredì Giovanni Falcone" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/10/sudterrae-quando-toto-cuffaro-aggredi.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CE8NRHo6eyp7ImA9WxNVFEU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-1486013488730364209</id><published>2009-10-25T15:50:00.005+01:00</published><updated>2009-10-25T16:01:35.413+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-25T16:01:35.413+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ambiente" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mezzogiorno" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mafia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Berlusconi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Rifiuti tossici" /><title>Lungo i canali dei Regi Lagni dello "SpazzaTour" campano. Ecco dove vanno a finire i rifiuti</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SuRoRiOnyrI/AAAAAAAAC3k/JiGAAVeuzBM/s1600-h/regi-lagni.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SuRoRiOnyrI/AAAAAAAAC3k/JiGAAVeuzBM/s400/regi-lagni.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5396552903951895218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" line-height: 16px; font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Gabbiani, ruspe e camion sopra una montagna di immondizia. Provincia di Caserta, località San Tammaro, sito di «Maruzzella 3». Un mezzo compattatore del comune di Bacoli (Na) esce dal «sito di interesse strategico nazionale» di fronte a noi. Siamo su una strada provinciale, affacciati su questa discarica a cielo aperto abitata da uomini e gabbiani. Piove. Saremo a mezzo chilometro in linea d’aria. Sono le tre del pomeriggio. Passa una camionetta con a bordo alcuni militari. Fa un’inversione a «U».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "cc0000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Scende un soldato. Vuole sapere che ci facciamo qui con notes, macchine fotografiche e telecamere. Chiede lumi al proprio comando per sapere se si possa riprendere la montagna di immondizia. «No, non sono all’interno del perimetro... », chiarisce al suo interlocutore. La terminologia militare ha un che di grottesco: stiamo parlando pur sempre della montagna puzzolente sorvolata da gabbiani che abbiamo di fronte. «È tutto ok», sentenzia. Possiamo continuare. Nessuno sequestrerà girato o taccuini alla stampa estera, arrivata, a distanza di due anni dal primo «SpazzaTour», a vedere cosa accade in concreto nella «soluzione» del problema rifiuti in Campania.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Dietro il bluff dell’inaugurazione dell’inceneritore di Acerra che oggi brucia una quantità minima di rifiuti senza fornire un solo megawatt di corrente alla rete elettrica (alla quale non è collegato) e con una raccolta differenziata ancora da inventare in molte province, sono i luoghi come «Maruzzella» ad accogliere la spazzatura campana. Discariche militarizzate che da Savignano (Av), a Chiaiano (Na), da Serre (Sa) a Terzigno (Na), in pieno Parco Nazionale del Vesuvio e in zona evidentemente vulcanica, sono e verranno riempite di spazzatura nelle settimane a venire, in barba a qualsiasi norma ambientale praticata in Europa (Italia compresa).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Eccola la soluzione, «il retro della cartolina» per dirla con Nicola Capone, giovane professore di Storia e membro del Co.re.ri, il Coordinamento regionale dei rifiuti della Campania nato dalla buona pratica dei movimenti ambientalisti e dell’Assise di Palazzo Marigliano. Accompagnati dai ragazzi e dai professori che si sono tassati per pagare il bus che da Roma ci ha condotti qui, i colleghi esteri, capitanati dal segretario Yossi Bar, hanno visto uno scenario inedito. Quello di uno Stato che militarizza le discariche e non controlla i luoghi dove la malavita sversa quotidianamente tonnellate di rifiuti pericolosi. Dopo la visita obbligatoria al «sito di stoccaggio provvisorio» di Taverna del Re, nel giuglianese, dove le «ecoballe» non a norma stazionano «provvisoriamente» dal 2006, nella quantità di sei milioni di tonnellate, eccola la vera emergenza campana.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Sono i rifiuti speciali, quelli che si trovano nelle strade di campagna. Nell’entroterra di Lusciano, i piedi nel fango, i colleghi della stampa estera si avviano in una zona di vecchia cava che costeggia la bretella che porta a Pomigliano d’Arco. In mezzo alle coltivazioni, polveri di amianto, sabbie combuste, i soliti panni che servono a contenere le detonazioni dei liquidi industriali in quella che è ancora la «terra dei fuochi».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Eppure è davanti ai Regi Lagni, i canali costruiti dai Borbone che corrono per le campagne casertane irrigando campi di pere e di pesche, che gli ultimi nodi dello smaltimento campano vengono al pettine. È qui, che, ammassati sugli argini del canale che sfocia nel mare di Castel Volturno, si contano i residui delle lavorazioni provenienti dalla raccolta differenziata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Massimo De Gregorio, vicepresidente del Comitato emergenza rifiuti di Caserta, spiega alla collega ceca: «Questi sono gli scarti della lavorazioni delle plastiche e dei cartoni. Sono materiali pericolosi. Contengono metalli pesanti». E che ci fanno qui? Aspettano che il livello dell’acqua si alzi. Poi saranno trasportati ad inquinare campagne e coste. A quel punto l’argine si sarà liberato e si potranno portare nuove scorie. Accade così da cinque anni. Anche oggi. Che l’emergenza è «risolta».&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; font-weight: 300; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;a href="http://cerca.unita.it/?f=fir&amp;amp;orderby=1&amp;amp;key=Eduardo%20Di%20Blasi" style="text-decoration: underline; font-style: italic; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Eduardo Di Blasi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: 300; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.unita.it/news/italia/90248/lo_spazzatour_della_campania_ecco_dove_finiscono_i_rifiuti"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;l'Unità&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-1486013488730364209?l=sudterrae.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/1486013488730364209/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/10/lungo-i-canali-dei-regi-lagni-dello.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/1486013488730364209?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/1486013488730364209?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/Xzz-loA93vw/lungo-i-canali-dei-regi-lagni-dello.html" title="Lungo i canali dei Regi Lagni dello &quot;SpazzaTour&quot; campano. Ecco dove vanno a finire i rifiuti" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SuRoRiOnyrI/AAAAAAAAC3k/JiGAAVeuzBM/s72-c/regi-lagni.jpeg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/10/lungo-i-canali-dei-regi-lagni-dello.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0UDRHs_fip7ImA9WxNVFEU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-1840752706745799507</id><published>2009-10-25T15:22:00.004+01:00</published><updated>2009-10-25T15:34:35.546+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-10-25T15:34:35.546+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="SUD AMERICA" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ECUADOR" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Petrolio" /><title>Ecuador, Rafael Correa: "non permetteremo più che le multinazionali continuino a portarci via il nostro petrolio"</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SuRh4MKFgmI/AAAAAAAAC3c/TRKHeri6ylw/s1600-h/Ecuador+-+Petrolio+cinese.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 298px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SuRh4MKFgmI/AAAAAAAAC3c/TRKHeri6ylw/s400/Ecuador+-+Petrolio+cinese.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5396545871460794978" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" line-height: 16px; font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Rafael Correa, il presidente ecuadoriano, ha posto un ultimatum alle compagnie petrolifere straniere operanti nel paese avvertendo che dispongono di 45 giorni per modificare i loro contratti con lo Stato rispettando la legge di ottobre che riduce drasticamente i loro margini di guadagno, altrimenti dovranno sospendere le loro attività. Lo scrive il quotidiano El Comercio di Quito. In accordo con la politica di un più attivo intervento dello Stato nell'economia, Correa ha disposto il 4 ottobre per decreto che il 99% dei proventi straordinari delle vendite di petrolio effettuate dalle compagnie straniere vadano ora dall'Erario, quando prima andavano 50% all'impresa e 50% allo Stato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "cc0000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;"Se (le imprese petrolifere) - ha sostenuto Correa - non sono d'accordo con la nuova legge, bene, ci dicano quanto dobbiamo loro per gli investimenti fatti? Sono 200 milioni di dollari? Pagheremo questo prezzo. Poi trasferiremo tutto all'impresa statale Petroecuador, e non permetteremo più che le multinazionali continuino a portarci via il nostro petrolio".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Lunedì scorso sono iniziati i negoziati per riformulare i contratti che disciplinano le condizioni di estrazione di greggio per cinque imprese straniere operanti in Ecuador (la statunitense City Oriente, la cinese Andes Petroleum, la brasiliana Petrobras, la spagnola Repsol e la francese Perenco).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Intanto, proseguendo la politica del governo mirante a riprendere il controllo della gestione statale delle risorse naturali, venerdì è stata disposta dal ministro dell'Energia Galo Chiriboga la revoca di 587 licenze alle imprese miniere a causa del "mancato pagamento dell'imposta di conservazione" prevista dalla legge sulla Promozione degli investimenti e la partecipazione cittadina.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Tale revoca colpisce circa un ottavo della totalità delle 4.500 licenze concesse alle società minerarie in tutto il paese ed è in linea con il progetto di legge sulla disciplina dell'attività miniera che sarà presentato a breve dal governo all'Assemblea costituente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Fonte: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; font-weight: bold; "&gt;&lt;a href="http://www.asud.net/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=906:ecuador-ultimatum-alle-compagnia-petrolifere-&amp;amp;catid=7:mondo&amp;amp;Itemid=38&amp;amp;lang=it"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;A Sud&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-1840752706745799507?l=sudterrae.blogspot.com'/&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/1840752706745799507/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/10/ecuador-rafael-correa-non-permetteremo.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/1840752706745799507?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/1840752706745799507?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/1XFhs_lpQJw/ecuador-rafael-correa-non-permetteremo.html" title="Ecuador, Rafael Correa: &quot;non permetteremo più che le multinazionali continuino a portarci via il nostro petrolio&quot;" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SuRh4MKFgmI/AAAAAAAAC3c/TRKHeri6ylw/s72-c/Ecuador+-+Petrolio+cinese.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/10/ecuador-rafael-correa-non-permetteremo.html</feedburner:origLink></entry></feed>
