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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/atom10full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" gd:etag="W/&quot;A0EMSHk9fyp7ImA9WxBTEUg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869</id><updated>2009-12-07T05:21:29.767+01:00</updated><title>SudTerrae</title><subtitle type="html">- BLOG COMUNISTA - 
"Parlino male di noi, purché ne parlino". (V. Lenin)
sudterrae0878@gmail.com</subtitle><link rel="http://schemas.google.com/g/2005#feed" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/posts/default" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/" /><link rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><link rel="next" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false&amp;v=2" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version="7.00" uri="http://www.blogger.com">Blogger</generator><openSearch:totalResults>1055</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><link rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/SudTerrae" type="application/atom+xml" /><feedburner:emailServiceId>SudTerrae</feedburner:emailServiceId><feedburner:feedburnerHostname>http://feedburner.google.com</feedburner:feedburnerHostname><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com" /><entry gd:etag="W/&quot;CUMESX4yfCp7ImA9WxBTEUk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-2288243603980737315</id><published>2009-12-07T00:36:00.003+01:00</published><updated>2009-12-07T00:50:08.094+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-12-07T00:50:08.094+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ISRAELE" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Gaza" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="PALESTINA" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="MEDIORIENTE" /><title>Il negoziato Shalit e i rapporti di forza nei Territori Palestinesi</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxxCPRo-edI/AAAAAAAADEs/uIr-avF9VNw/s1600-h/Marwan-Barghouti.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 327px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxxCPRo-edI/AAAAAAAADEs/uIr-avF9VNw/s400/Marwan-Barghouti.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5412273682393233874" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:Verdana;font-size:13px;"&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;"Non trattiamo coi terroristi". Un mantra recitato a lungo dalle democrazie d'Occidente. In realtà, presto o tardi tutte le maggiori potenze hanno abdicato a discussioni coi militanti, dall'Irlanda del Nord all'Iraq. Oggi Israele sembra vicina a concedere ai nemici giurati di Hamas l'opportunità di fare un gran bel colpo, con la (ventilata) liberazione di un numero di prigionieri vicino al migliaio. Quali conseguenze trarre da tutto ciò?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src="http://it.peacereporter.net/upload/7/74/746/7460.jpg" alt="" width="250" height="167" style="text-align: justify;float: right; margin-left: 5px; margin-right: 5px; " /&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Ovviamente Israele rimane in credito di circa 10 mila palestinesi ancora in carcere, ai quali se ne sommano settimana dopo settimana numerosi altri. Ciononostante, la liberazione massiccia di prigionieri 'irriducibili', una concessione mai fatta ad Abu Mazen e all'Anp, rappresenta un deciso cambio di rotta nella politica israeliana.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Nel 2007, Israele ha rilasciato 429 detenuti, una mossa vista da più parti come un aperta manifestazione di sostegno al leader dell'Anp. La maggioranza di questi prigionieri ha commesso piccoli reati. Alcuni erano probabilmente innocenti. Da allora, Abu Mazen non ha dimostrato alcuna intenzione di usare la mano forte. La sua credibilità è precipitata all'indomani della cattiva gestione del rapporto Goldstone e per l'incapacità di controllare l'espansione degli insediamenti, al punto da portarlo all'annuncio di dimissioni. Sotto la sua leadership l'Anp ha tenacemente perseguito una politica di negoziato, invece di usare la forza e le minacce, solo per scoprire che i loro partner nel 'processo di pace' non stavano mostrando serietà alcuna nell'adempimento dei loro obblighi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;I fallimenti di Abu Mazen, determinati da Obama, Netanyahu e i suoi predecessori, hanno rafforzato il sostegno popolare ad Hamas. Questi ultimi stanno rapidamente diventando l'unica fazione palestinese che Israele prende sul serio, non per scelta, ma per forza. Sotto il loro vessillo, Gaza è rimasta libera da check-point e insediamenti. Hamas governa senza rivali, una cosa che le autorità della Cisgiordania possono solo sognarsi di fare. Non fosse stato per la raffica di arresti israeliani, da loro incoraggiati, dei leader di Hamas in Cisgiordania, è altamente probabile che avrebbero preso il potere anche lì.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;I massacri e l'assedio di Gaza hanno rafforzato la loro leadership, l'opposizione interna è stata polverizzata, e per la gente che ha votato per loro in maniera schiacciante, rappresentano la vera voce della resistenza. Con finanziamenti da altri Paesi musulmani come l'Arabia Saudita, sono stati capaci di forgiare uno stato a loro immagine e somiglianza, saldamente islamista, ben organizzato e intransigente. Hanno alleati potenti anche in Egitto, da dove traggono rifornimenti attraverso una rete di cunicoli sotterranei, e dove tengono nascosta la loro gallina dalle uova d'oro, Gilad Shalit.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Israele si trova progressivamente costretta a dare segnali di buona volontà, aprendo i confini per consentire l'ingresso a Gaza di 600 vitelli per l'Eid el-Fitr, la festa di fine Ramadan, o di libri e aiuti umanitari, precedentemente - e gli aiuti umanitari in maniera criminale - proibiti. Oggi ci sono linee di comunicazione permanenti tra Israele e quei 'terroristi' che - disse Olmert - "non potranno mai diventare un partner".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Che Ahmad Sadat e Marwan Barghouti siano materia di discussione all'interno dell'annunciato scambio, è il riconoscimento della ritrovata forza di Hamas. Barghouti avrebbe il cammino spianato verso la vittoria, in qualsiasi elezione presidenziale. E' lui la figura dotata del potere necessario a unire le fazioni belligeranti di Hamas e Fatah. Se Israele volesse davvero una Palestina unita come vicino di casa, avrebbe dovuto liberarlo tempo fa, a dispetto del crimine di omicidio per cui è stato condannato.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Naturalmente, l'annunciato rilascio di prigionieri di alto profilo, condannati all'ergastolo per reati gravi, sta alimentando un acceso dibattito in Israele. Consapevole di un potenziale disastro d'immagine, il governo israeliano non ha reso pubblica la lista dei prigionieri, innescando lo sdegno dei parenti delle vittime, nonché il loro ricorso all Corte Suprema per ribaltare tale decisione. Il portavoce dei familiari, Dan Sion, ha detto che "il governo lavora al negoziato in modo furtivo". Come dargli torto? Sebbene Netanyahu abbia promesso un dibattito pubblico, è del tutto verosimile che le scelte del governo rimangano le stesse.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;L'esercito è determinato nell'assicurare con ogni mezzo il ritorno a casa di Shalit. Se questo significa trasformare Hamas in un eroe popolare, ebbene, è un prezzo che sono disposti a pagare. Per l'Autorità nazionale palestinese, che ha sprecato anni in colloqui sterili, si tratta di un boccone amaro. Per la comunità internazionale è un ulteriore monito che la forza è l'unica valuta con la quale tratta il governo israeliano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt; Kieron Monks &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;- &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Giornalista di Electronic Intifada e Don't Panic&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Traduzione di &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Luca Galassi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;Fonte: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/19233/Valuta+umana"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;PeaceReporte&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;r&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-2288243603980737315?l=sudterrae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/2288243603980737315/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/12/il-negoziato-shalit-e-i-rapporti-di.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/2288243603980737315?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/2288243603980737315?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/vr3hzDL4HiI/il-negoziato-shalit-e-i-rapporti-di.html" title="Il negoziato Shalit e i rapporti di forza nei Territori Palestinesi" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxxCPRo-edI/AAAAAAAADEs/uIr-avF9VNw/s72-c/Marwan-Barghouti.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/12/il-negoziato-shalit-e-i-rapporti-di.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0AMSXg4eip7ImA9WxBTEEU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-4611493193341532141</id><published>2009-12-06T09:50:00.002+01:00</published><updated>2009-12-06T09:56:28.632+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-12-06T09:56:28.632+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mafia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Berlusconi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Giustizia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Dell'Utri" /><title>Cattura latitanti e rivelazioni pentiti: è una guerra di mafia</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxtxqW43MBI/AAAAAAAADEk/cmxUg0h5Hs8/s1600-h/fidanzati+-+nicchi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxtxqW43MBI/AAAAAAAADEk/cmxUg0h5Hs8/s400/fidanzati+-+nicchi.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5412044349728305170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  color: rgb(85, 85, 85); line-height: 17px; font-family:Verdana, 'BitStream vera Sans', Helvetica, sans-serif;font-size:12px;"&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Arrestati contemporaneamente due &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.orsatti.info/archives/tag/latitanti" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con latitanti" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;latitanti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; di rango di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.orsatti.info/archives/tag/cosa-nostra" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Cosa nostra" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Cosa Nostra&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;, a&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.orsatti.info/archives/tag/palermo" class="st_tag internal_tag" rel="tag" title="Post marcati con Palermo" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Palermo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; Gianni Nicchi e a Milano Gaetano Fidanzati. Sulle tracce di Nicchi, sfuggito alla cattura  dopo l’operazione Gotha di tre anni fa, c’era da più di un anno la squadra Catturandi della poliziadel capoluogo siciliano, mentre Fidanzati, che era ricercato da solo un anno anche se la sua “potenzialità” di uomo d’onore era conosciuta fin dagli anni ‘70, è stato tratto in arresto dalla squadra mobile di Milano. Un ottimo risultato da aggiungere alla recente cattura dell’emergente boss di AltofonteDomenico Raccuglia. E soprattutto per quel gruppo di élite della Catturandi di Palermo, che dopo la cattura di Bernardo Provenzano più di tre anni fa era stata tenuta, in maniera incomprensibile, “fuori dal giro”,  in secondo piano, affidando la maggior parte delle indagini suilatitanti a uffici diversi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Un grande successo, quindi. Ma c’è un aspetto in queste due operazioni che lascia perplessi. I tempi. Coincidenti con le accuse in aula a Dell’Utri e Berlusconi da parte del pentito Gaspare Spatuzza e con lo svolgersi della manifestazione No B Day, Un aspetto che avremmo volentieri tralasciato se il premier Silvio Berlusconi non si fosse afrettato a rilasciare questa dichiarazione: «Credo sia una notizia che fa piacere a tutti gli italiani nel buon senso dei quali e nella loro capacità di giudizio non ho mai dubitato». E fa bene, il premier, a non dubitare nella nostra capacità di giudizio: le coincidenze strane le vediamo ancora.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Pietro Orsatti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Fonte: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.orsatti.info/archives/2602"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;orsatti.info&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-4611493193341532141?l=sudterrae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/4611493193341532141/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/12/cattura-latitanti-e-rivelazioni-pentiti.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/4611493193341532141?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/4611493193341532141?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/BPcqiGxbNSU/cattura-latitanti-e-rivelazioni-pentiti.html" title="Cattura latitanti e rivelazioni pentiti: è una guerra di mafia" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxtxqW43MBI/AAAAAAAADEk/cmxUg0h5Hs8/s72-c/fidanzati+-+nicchi.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/12/cattura-latitanti-e-rivelazioni-pentiti.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;D08AQ3o-eSp7ImA9WxBTEEg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-5626703035056262192</id><published>2009-12-06T00:25:00.002+01:00</published><updated>2009-12-06T00:30:42.451+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-12-06T00:30:42.451+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mafia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Berlusconi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ITALIA" /><title>Giulietto Chiesa: “L'Italia è governata dalla criminalità organizzata"</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxrtGzdM7gI/AAAAAAAADEc/s1FZ5gZNj8U/s1600-h/Giulietto+Chiesa.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxrtGzdM7gI/AAAAAAAADEc/s1FZ5gZNj8U/s400/Giulietto+Chiesa.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411898603386760706" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  border-collapse: collapse; color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px; font-family:Verdana, 'Lucida Grande', Tahoma, Arial, sans-serif;font-size:11px;"&gt;&lt;p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Pordenone. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;“L'Italia è governata dalla criminalità organizzata perché alla testa di questo Paese c'è un signore che, violando le leggi, si è proposto di sovvertire la Costituzione”. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;FUNIMA DAY 2009&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;LA DIRETTA  WEB&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; - &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://livestream.com/funimainternationalchannel" target="_blank" style="border-bottom-width: 1px; border-bottom-style: dotted; border-bottom-color: initial; color: rgb(0, 109, 163); text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Guarda&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://livestream.com/funimainternationalchannel" target="_blank" style="border-bottom-width: 1px; border-bottom-style: dotted; border-bottom-color: initial; color: rgb(0, 109, 163); text-decoration: none; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#333333;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;Lo ha dichiarato il giornalista Giulietto Chiesa nel corso del convegno “I piani del potere”, in corso a Pordenone e organizzato dalle associazioni “Il Sicomoro” e “Funima International”. “Il signor Berlusconi – ha proseguito Chiesa – è già un fuorilegge, un eversore e un corruttore come è già stato riconosciuto dalla legge italiana. Basti pensare che il suo avvocato Mills è stato condannato per corruzione, mentre il corruttore è rimasto lì, a capo del Governo italiano”. Berlusconi, ha sottolineato ancora il giornalista, “ha al suo fianco un uomo come Marcello Dell'Utri, condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa e che collabora con lui sin dall'inizio”. E nonostante tutto questo “non sente il bisogno di dimettersi”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;Al convegno, al quale partecipano circa 500 persone, sono presenti il direttore di Antimafia Duemila Giorgio Bongiovanni, il presidente dell'associazione Funima Raul Abel Bagatello e il presidente del coordinamento Cipsi Guido Barbera. Modera l'incontro la caporedattrice di Antimafia Duemila Anna Petrozzi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Fonte: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.antimafiaduemila.com/content/view/22664/48/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;AntimafiaDuemila&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-5626703035056262192?l=sudterrae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/5626703035056262192/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/12/giulietto-chiesa-litalia-e-governata.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/5626703035056262192?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/5626703035056262192?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/YR86PIQEcnE/giulietto-chiesa-litalia-e-governata.html" title="Giulietto Chiesa: “L'Italia è governata dalla criminalità organizzata&quot;" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxrtGzdM7gI/AAAAAAAADEc/s1FZ5gZNj8U/s72-c/Giulietto+Chiesa.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/12/giulietto-chiesa-litalia-e-governata.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEUEQ3s8cSp7ImA9WxBTEEg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-4896091595618500178</id><published>2009-12-06T00:14:00.002+01:00</published><updated>2009-12-06T00:36:42.579+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-12-06T00:36:42.579+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mafia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Berlusconi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Giustizia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Dell'Utri" /><title>Messina Denaro, il capo di una Cosa Nostra diversa, nuova</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxrrDX2JSkI/AAAAAAAADEU/SdPiC75Iz48/s1600-h/Matteo+Messina+Denaro.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 230px; height: 274px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxrrDX2JSkI/AAAAAAAADEU/SdPiC75Iz48/s400/Matteo+Messina+Denaro.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411896345412323906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  border-collapse: collapse; color: rgb(51, 51, 51); line-height: 16px; font-family:Verdana, 'Lucida Grande', Tahoma, Arial, sans-serif;font-size:11px;"&gt;&lt;p style="text-align: justify;margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Trapani.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; Matteo Messina Denaro, 47 anni compiuti ad aprile, latitante da 16 anni, capo mafia intanto perchè «erede» di sangue del «patriarca» del Belice, Francesco Messina Denaro, ma anche perchè è stato capace di diventare «icona» adorata.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;La «testa dell’acqua» lo chiamano spesso i suoi complici, «adorato come un dio», soprannominato «olio» o «Diabolik». È il capo assoluto di Cosa nostra trapanese, le catture dei latitanti palermitani, Lo Piccolo, Raccuglia e adesso Nicchi secondo alcuni gli hanno fatto salire gli scalini del comando mafioso in Sicilia, ma il ragionamento non sembra corretto perchè lui «capo» c’era già da prima, è al comando di una Cosa nostra diversa, nuova, che non è quella palermitana che vive del «pizzo» ma è quella che a Trapani e non da ora è diventata impresa, gestisce e acquisisce fondi pubblici, interloquisce con la politica. È la mafia che all’occorrenza sa anche diventare «militare», Matteo Messina Denaro sparava già quando ancora Nicchi, per parlare dell’ultimo latitante catturato, andava a scuola. È il capo di una mafia che in provincia di Trapani è rimasta granitica nella sua organizzazione, con 4 mandamenti operativi, Trapani, Alcamo, Mazara e Castelvetrano, che non ha conosciuto il frantumarsi della mafia palermitana.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Uomo attivo Messina Denaro. Dopo avere partecipato alle stragi del ’93, è stato uno degli uomini di quella «trattativa» della quale oggi parla Ciancimino jr, ma è stato sicuramente uomo di una «trattativa» più recente, finita dimenticata, ma che è stata accertata, quella che passava, gestita dai servizi segreti, per le mani di un ex sindaco di Castelvetrano, Tonino Vaccarino, che colloquiava con il giovane super boss attraverso «pizzini» molti finiti sequestrati. Vaccarino per questa corrispondenza è stato indagato e poi prosciolto dopo che il Sisde disse che ai pm di Palermo che il suo ruolo era quello di fare l’«infiltrato».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;La «mafia» di Messina Denaro è un’altra, è accorta, nasconde i «pizzini» e quando gli uomini d’onore debbono parlarsi evitano le auto e le abitazioni, parlano in aperta campagna o in mezzo ai camion come succedeva tra Grigoli, il «re» del commercio e Filippo Guattadauro, cognato del boss. È una mafia che non chiede il «pizzo» perchè ha le imprese che acquisiscono commesse e finanziamenti pubblici, è Cosa nostra che gestisce i centri commerciali, Messina Denaro ne aveva promesso uno per Bernardo Provenzano, «il guadagno è facile e certo» gli aveva assicurato. In un «pizzino» di quelli trovati a Vaccarino il super boss parla per esempio di una stazione di servizio da aprire sull’autostrada A 29 e svela che non ha alcuna difficoltà a parlare con i funzionari dell’Anas. È la mafia che si è trovata nella gestione degli impianti eolici, nella realizzazione di residence turistici, nella filiera della produzione olearia, una organizzazione che ha avuto uomini che dal carcere «convocano» sindaci al cospetto dei loro «emissari». La mafia trapanese di Messina Denaro è più particolare da colpire perchè non compie i delitti tipici dell’organizzazione, omicidi e racket, ma altri reati, corruzione, turbative d’asta, false fatturazioni, subappalti, che sono quelli rispetto ai quali la società continua a disconoscerne la matrice mafiosa o per ignavia o per complicità. Messina Denaro ha dalla sua il fatto che alcuni dei suoi pensieri sembrano essere quelli di politici di oggi, scrive nei «pizzini» contro l’ergastolo ed il 41 bis, parla dei magistrati come dei persecutori e Torquemada.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Le indagini che riguardano la sua cattura sono condotte da un «pool» di investigatori, messo apposta in piedi da tempo dal ministero dell’Interno, ci sono le squadre mobili di Trapani e Palermo e lo Sco.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt; Rino Giacalone&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Fonte: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.antimafiaduemila.com/content/view/22678/78/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;AntimafiaDuemila&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-4896091595618500178?l=sudterrae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/4896091595618500178/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/12/messina-denaro-il-capo-di-una-cosa.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/4896091595618500178?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/4896091595618500178?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/kSn-pspH9fw/messina-denaro-il-capo-di-una-cosa.html" title="Messina Denaro, il capo di una Cosa Nostra diversa, nuova" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxrrDX2JSkI/AAAAAAAADEU/SdPiC75Iz48/s72-c/Matteo+Messina+Denaro.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/12/messina-denaro-il-capo-di-una-cosa.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0QDR3Y-eip7ImA9WxNaGUo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-4471004220209384187</id><published>2009-12-05T00:57:00.003+01:00</published><updated>2009-12-05T01:02:56.852+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-12-05T01:02:56.852+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mafia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Berlusconi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Dell'Utri" /><title>Le rivelazioni di Spatuzza in aula a Torino</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxmjKKIEMlI/AAAAAAAADEM/UhMbaoUrtH0/s1600-h/berlusconi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 382px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxmjKKIEMlI/AAAAAAAADEM/UhMbaoUrtH0/s400/berlusconi.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411535822174564946" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:'Trebuchet MS', 'Luxi Sans', Helvetica, sans-serif;font-size:12px;"&gt;&lt;h4 class="abstract" style="text-align: justify; font: normal normal bold 1em/normal 'Palatino Linotype', Georgia, serif; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;La deposizione viene fatta dietro un paravento bianco e circondato da agenti della Polizia di Stato. Nelle rivelazioni il pentito definisce Cosa Nostra una "associazione mafiosa-terrorista", perché dopo il 1992 si è spinta "in un terreno che non le apparteneva", l'allusione è alle stragi di Firenze dove perse la vita la piccola Nadia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h4&gt;&lt;p style="padding-right: 0px; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;E' alta la tensione a Torino nella maxi aula del palazzo di giustizia Bruno caccia, grande affluenza sia di pubblico che di giornalisti, l'impressione che si ha, è di essere a Palermo anziché a Torino, la presenza di Dell'Utri in aula contribuisce ad alimentare un certo fermento. E' presente anche Massimo Ciancimino, figlio dell' ex Sindaco di Palermo Vito Ciancimino. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Il processo in appello vede come accusato di concorso in associazione mafiosa Marcello Dell' Utri, e inizia con una richiesta di revoca della testimonianza del pentito Gaspare Spatuzza. L'istanza viene respinta dalla seconda sezione della Corte d'appello di Palermo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding-right: 0px; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;La deposizione viene fatta da Gaspare Spatuzza dietro un paravento bianco e circondato da agenti della Polizia di Stato. Nelle rivelazioni il pentito definisce Cosa Nostra una "associazione mafiosa-terrorista", perché dopo il 1992 si è spinta "in un terreno che non le apparteneva", l'allusione è alle stragi di Firenze dove perse la vita la piccola Nadia. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;"Abbiamo vigliaccamente gioito dopo le stragi di Capaci e di Via D'Amelio, perché consideravamo Falcone e Borsellino dei nemici, invece i morti di Firenze e Milano, non appartenevano alla tradizione mafiosa. Ne parlai con Giuseppe Graviano, che incontrai a Campofelice di Roccella nel 1993.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Queste anomalie le feci presenti, e Graviano mi disse "è bene che ci portiamo dietro un po' di morti, in modo che chi si deve muovere, si dia una smossa", racconta in aula Spatuzza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Spatuzza cita Berlusconi. Parla di un incontro avvenuto con Graviano al bar Doney di Via Veneto a Roma, prima dell'attentato all'Olimpico che poi fallirà, dice che in quell'occasione Graviano "era gioioso". "Ci sedemmo, e mi disse che aveva chiuso tutto e ottenuto quello che voleva, questo grazie alla serietà delle persone che si erano occupate di questa storia, non come quei ‘quattro crasti di socialisti' che avevano preso voti nell' 88 e 89, poi ci hanno fatto la guerra".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;In quella circostanza sarebbero stati fatti i nomi di Berlusconi e Dell'Utri: "C'è di mezzo un nostro compaesano" disse Graviano, "grazie a loro abbiamo il paese nelle mani".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Spatuzza dice di aver avuto paura nel citare Berlusconi, e di averne tutt'ora: "Quando ho cominciato a fare i colloqui invstigativi con i pm, c'era Berlusconi come primo ministro e Dell'Utri lo consideravo un suo vice".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Spatuzza parla anche della sua conversione religiosa che lo ha indotto a collaborare con la giustizia, "dovevo scegliere tra mammona e Dio". Poi racconta del suo soggiorno nel carcere di Tolmezzo con il Fratello di Giuseppe Graviano, Filippo Graviano, "che lui stava molto male, aveva avuto un infarto, parlavamo del fatto che non volevamo far fare la stessa vita ai nostri figli...".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; padding-right: 0px; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Fu allora che Spatuzza iniziò a parlare con il Procuratore Vigna, il quale gli avrebbe detto che era necessario mettere tutto nero su bianco, "ma io non me la sono sentita e sono tornato in carcere" a Tolmezzo, "dove riferii a Filippo Graviano del colloquio con Vigna, e lui disse che bisognava far sapere a suo fratello Giuseppe che se non arrivava qualcosa da dove doveva arrivare, allora bisognava parlare ai magistrati".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="padding-right: 0px; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; "&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Il pm chiede cosa significa la frase "da dove deve arrivare" e Spatuzza cita di nuovo Berlusconi e Dell'Utri, dicendo che nell'87 Giuseppe Graviano disse che dovevano "sostenere i candidati socialisti alle elezioni, con capolista Martelli, e che a Brancaccio fecero in modo di farli eleggere".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Per quanto riguarda l'attentato all'Olimpico la bomba fu piazzata con potenziamento di esplosivo e ferro, "roba che neanche i talebani possono fare". Ma il telecomado non funzionò e l'attentato fallì, sarebbe servito a "dare il colpo di grazia".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;L'udienza è stata rinviata a Palermo il prossimo 11 dicembre 2009.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; Loredana Biffo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;Fonte&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;:&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=13709"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Aprileonline.info&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-4471004220209384187?l=sudterrae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/4471004220209384187/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/12/le-rivelazioni-di-spatuzza-in-aula.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/4471004220209384187?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/4471004220209384187?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/gxHpoK5kUCM/le-rivelazioni-di-spatuzza-in-aula.html" title="Le rivelazioni di Spatuzza in aula a Torino" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxmjKKIEMlI/AAAAAAAADEM/UhMbaoUrtH0/s72-c/berlusconi.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/12/le-rivelazioni-di-spatuzza-in-aula.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUQCQ3s8fip7ImA9WxNaGUw.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-8691733474766796457</id><published>2009-12-04T08:50:00.003+01:00</published><updated>2009-12-04T08:56:02.576+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-12-04T08:56:02.576+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mafia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Berlusconi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Dell'Utri" /><title>Le due cooperative milanesi dell'eroe di Dell'Utri e Berlusconi</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxjAiuX6bPI/AAAAAAAADEE/T7mDrCntOyg/s1600-h/mangano.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 301px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxjAiuX6bPI/AAAAAAAADEE/T7mDrCntOyg/s400/mangano.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411286655082065138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" line-height: 15px; font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Per Marcello Dell'Utri è «un eroe», morto in carcere pur di non accusare ingiustamente lui e Berlusconi. Per i magistrati, invece, era un boss di Cosa nostra, trafficante di eroina già nel 1980 e mandante di omicidi anche nei primi anni '90. Sembra una storia del passato, quella di Vittorio Mangano, il pregiudicato palermitano che a metà degli anni Settanta lavorò e abitò per lunghi mesi con la sua famiglia nella villa di Silvio Berlusconi ad Arcore. Un vecchio affare di mafia che continua a contrapporre le verità comprovate da giudici come Giovanni Falcone e l'innocentismo di Berlusconi e Dell'Utri, che è tornato a definirlo «eroico» anche pochi giorni fa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Ora, però, c'è una nuova ondata di indagini che riporta in prima linea il clan di Mangano. Una svolta che non nasce dalle rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza, chiamato a deporre in appello dopo la condanna a nove anni inflitta a Dell'Utri in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa. Le nuove inchieste riguardano i boss di oggi. E chiamano in causa gli eredi del padrino morto nove anni fa. I suoi parenti più stretti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; "&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Loredana Mangano&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;, la figlia maggiore di Vittorio, è cresciuta al Nord, ma ha sposato un siciliano doc, Enrico di Grusa, arrestato il 17 giugno '98, dopo quattro mesi di clandestinità a Milano, e condannato per mafia e droga. Ora anche suo fratello, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Alessandro Di Grusa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;, è stato condannato a 12 anni. Il tribunale di Palermo, pochi giorni fa, lo ha dichiarato colpevole di aver favorito la latitanza di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Giovanni Nicchi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;, un boss che a soli 28 anni è considerato dai pm «l'astro nascente di Cosa nostra». Alleato con le storiche famiglie italo-americane, le stesse con cui Vittorio Mangano gestiva i traffici di eroina della «Pizza connection», Nicchi ha tentato una clamorosa scalata alla Cupola, scontrandosi con i Lo Piccolo. Tuttora è nella lista dei 30 latitanti più pericolosi. E ora si scopre che si era nascosto a Milano. Protetto dal cognato di Loredana Mangano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" line-height: 15px; font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;A parlare di Nicchi sono almeno tre nuovi pentiti, ma la condanna di Di Grusa si fonda anche su riscontri fotografici. Tutto parte dalla spettacolare rapina del 2008 alla gioielleria Damiani di Milano. I capi della banda sono siciliani. E a un arrestato la polizia sequestra le foto di una festa con Nicchi a Milano. Qui, secondo i pentiti, il latitante ha incontrato, oltre al cognato, alcuni dipendenti di Loredana Mangano. Con le sorelle Cinzia e Marina e con la madre Maria Anna Imbrociano, infatti, la figlia di Vittorio Mangano controlla due cooperative, la Cgs New Group e la Csi Milano, con sede in via Romilli. Nel 2008 hanno incassato 3 milioni con appalti di ortofrutta, pulizia e trasporto merci. Gli uffici sono disegnati da un architetto alla moda.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" line-height: 15px;font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;La filiale di Palermo, gestita da Marina Mangano, è allo stesso indirizzo da cui il padre, 29 anni fa, parlava di cavalli con Dell'Utri. Il sito Internet è ricco di citazioni sulla qualità dei «prodotti bio» e la «professionalità del personale». Come direttore tecnico della Cgs figura però &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Daniele Formisano&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;, cugino delle sorelle Mangano, assunto dopo aver scontato una condanna per 300 chili di droga. Fino all'anno scorso la Cgs aveva sede in viale Ortles 16, allo stesso indirizzo di una cooperativa omonima, liquidata da un ex collaboratore, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Giuseppe Porto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;. Un uomo dai mille contatti. Dieci anni fa era il braccio destro di un amico di Dell'Utri: un imprenditore messinese condannato per corruzione. Nei mesi scorsi incontrava un manager calabrese ora a processo per la cocaina all'Ortomercato. Ma la polizia ha riconosciuto Porto anche nella foto degli amici siciliani che nel 2000 portavano la bara ai funerali di Vittorio Mangano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic; font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Paolo Biondani&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Fonte:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/mangano-spa/2116143&amp;amp;ref=hpsp"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;L'espresso&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-8691733474766796457?l=sudterrae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/8691733474766796457/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/12/le-due-cooperative-milanesi-delleroe-di.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/8691733474766796457?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/8691733474766796457?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/4wukm52jCLk/le-due-cooperative-milanesi-delleroe-di.html" title="Le due cooperative milanesi dell'eroe di Dell'Utri e Berlusconi" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxjAiuX6bPI/AAAAAAAADEE/T7mDrCntOyg/s72-c/mangano.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/12/le-due-cooperative-milanesi-delleroe-di.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkMASX0yeCp7ImA9WxNaGE4.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-1239898106305516389</id><published>2009-12-03T12:02:00.003+01:00</published><updated>2009-12-03T12:07:28.390+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-12-03T12:07:28.390+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Giustizia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ITALIA" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Lavoro" /><title>L'anniversario di morte della Thyssen</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sxeb4k37zOI/AAAAAAAADD8/kATFC2NeMsE/s1600-h/incendio+thyssen.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 285px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sxeb4k37zOI/AAAAAAAADD8/kATFC2NeMsE/s400/incendio+thyssen.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5410964873582202082" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;A praticamente due anni dal rogo che il 6 Dicembre del 2007 a Torino provocò la morte dei sette operai della Thyssen, ieri un'altra vittima: sempre alla Thyssen, ma quella di Terni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;E' da poco passato mezzogiorno, quando Diego Bianchina, operaio di 31 anni, muore soffocato da esalazioni di acido cloridrico. Bianchina era addetto al reparto depurazione dove arrivano tutti i liquidi di scarto della lavorazione siderurgica: sostanze oleose e acidi che vanno trattati prima di essere smaltiti. Bianchini lascia una giovane moglie e un bambino di un anno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Stando alla ricostruzione di Alessandro Rampiconi (Fiom Cgil) sembra che Diego stesse svolgendo un'attività straordinaria di prelievo di acido cloridrico da uno dei contenitori che, per errore, conteneva un'altra sostanza: la combinazione di questi due elementi chimici ha provocato la reazione le cui esalazioni sono state fatali per il giovane, immediatamente soccorso da due suoi compagni di lavoro, ora in ospedale. Sembra anche che i vertici dello stabilimento abbiano ammesso le proprie responsabilità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;I lavoratori dello stabilimento si sono riuniti nella sede del consiglio di fabbrica chiedendo un incontro urgente con la direzione aziendale e hanno fermato la produzione con uno sciopero spontaneo di due ore, dalle 14 alle 16. Durante lo sciopero circa trecento tute blu hanno occupato la strada all'uscita della fabbrica sia per richiamare l'attenzione sul tema delle morti sul lavoro sia per esprimere solidarietà ai familiari di Bianchina e per oggi è stato indetto uno sciopero di 24 ore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Terni è la 'casa madre' del gruppo Thyssen, da cui escono rotoli di materiale utilizzato in molti ambiti, dall'arredo urbano agli elettrodomestici e lo è ancora di più, considerando che, nelle ricostruzioni degli investimenti sulla sicurezza emersi nel processo in corso a Torino, è parso evidente che il polo di Torino ha pagato il conto per ammodernamenti e messe in sicurezza che  avrebbero dovuto essere effettuate a Terni. Ma che, stando agli accadimenti di ieri, sono stati insufficienti. Mentre a Terni Bianchini moriva, a Torino si è svolta la quarantaquattresima udienza del processo Thyssen e non sono mancate le reazioni dei familiari delle vittime del rogo e dei sopravvissuti alla notizia dell' "incidente".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Laura Rodinò, sorella di Rosario, morto il 6 Dicembre 2007 ha detto " Il Processo Thyssen è finito ieri. con l'ottavo morto dopo i sette di Torino. L'incidente di Terni è un tetro anniversario a quasi due anni da quella notte. Anni trascorsi invano. I dirigenti dell'azienda sono ancora lì ma non dovrebbero più lavorare. Hanno un altro morto sulla coscienza: questa è la vera sentenza" e Antonio Boccuzzi, superstite del rogo ha aggiunto " Provo rabbia perchè nonostante i protocolli sulla sicurezza le cose non cambiano- e sull'azienda tedesca prosegue- ha goduto di ogni agevolazione previste dalla legge sfruttando contratti di apprendistato, lavoro interinale, prepensionamento. Ma si muore ancora."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Ieri nel corso dell'udienza che vede imputato di omicidio volontario con dolo eventuale, l'ad di Thyssen Italia Herald Esphenan, ha deposto il medico aziendale Nizai Mansour, secondo il quale nello stabilimento di Torino si prendevano provvedimenti di prevenzione e sicurezza ambientale " senza risparmiare una lira" e che nella fabbrica  non si sono mai verificati casi di malattie professionali. Oltre alla sua, altre testimonianze di quadri e tecnici hanno provocato la reazione indignata dei parenti delle vittime. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Inoltre la procura di Torino nutre forti dubbi sulla veridicità di alcune deposizioni: sono infatti indagati per falsa testimonianza un dirigente (imputato nel processo principale) e tre dipendenti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Francesca Mannocchi &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;- &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Radio Città Aperta&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Fonte: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.radiocittaperta.it/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=2805&amp;amp;Itemid=9"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Radio Città Aperta&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-1239898106305516389?l=sudterrae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/1239898106305516389/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/12/lanniversario-di-morte-della-thyssen.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/1239898106305516389?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/1239898106305516389?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/n8XOR6pD9L0/lanniversario-di-morte-della-thyssen.html" title="L'anniversario di morte della Thyssen" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sxeb4k37zOI/AAAAAAAADD8/kATFC2NeMsE/s72-c/incendio+thyssen.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/12/lanniversario-di-morte-della-thyssen.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;D08HQ3Y7fCp7ImA9WxNaF0s.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-6572576060926393397</id><published>2009-12-02T15:51:00.002+01:00</published><updated>2009-12-02T15:57:12.804+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-12-02T15:57:12.804+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="STATI UNITI" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Guerra" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="AFGHANISTAN" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Strategie" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Geopolitica - Politologia" /><title>Obama, l'ignobel per la pace</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxaAOD14H6I/AAAAAAAADD0/bdcsHadibPQ/s1600-h/obama.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 397px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxaAOD14H6I/AAAAAAAADD0/bdcsHadibPQ/s400/obama.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5410652981370036130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:Verdana;font-size:10px;"&gt;&lt;div class="articolo"  style=" width: 628px; font-size:1.3em;"&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;"Come comandante in campo, ho deciso di inviare altri 30mila soldati in Afghanistan nel vitale interesse della nostra nazione. (...) Sono convinto che la nostra sicurezza è a rischio in Afghanistan e Pakistan. Quello è l'epicentro dell'estremismo violento praticato da Al Qaeda. E' da laggiù che noi siamo stati attaccati l'11 settembre ed da laggiù che, mentre parlo, nuovi attacchi vengono pianificati. Questo non è un pericolo immaginario, una minaccia ipotetica: nei mesi scorsi abbiamo catturato all'interno dei nostri confini dei terroristi inviati dalla regione di confine tra Afghanistan e Pakistan per compiere atti terroristici. (...) Gli americani sono stati vittime di attentati abominevoli provenienti dall'Afghanistan e sono tuttora il bersaglio di questi stessi estremisti che stanno complottando lungo il confine afgano. Abbandonare quell'area adesso significherebbe creare un rischio inaccettabile di nuovi attacchi contro il nostro paese e i nostri alleati".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;"In Afghanistan per impedire nuovi 11 Settembre". &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Obama ha detto quello che avrebbe detto Bush. Il discorso pronunciato a West Point dal premio Nobel per la pace poteva essere benissimo pronunciato dal presidente guerrafondaio che lo ha preceduto. Stesse parole, stessi concetti, stessa visione politica, stessa propaganda basata su falsità. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Il presidente Barack, dopo aver già raddoppiato nel giro di un anno il numero dei soldati Usa schierati in Afghanistan (erano 32mila quando arrivò alla Casa Bianca, sono 68mila oggi), ora manda al fronte altri 30mila giovani americani, li manda a uccidere e morire. Per cosa? Per difendere l'America dai terroristi di Al Qaeda che stanno laggiù, che da laggiù hanno colpito l'11 settembre e che laggiù stanno preparando nuovi attacchi contro l'America, come dimostrerebbe l'arresto a settembre di tre immigrati afgani che vivevano a Denver e New York, accusati di progettare un attentato alla Gran Central Station di Manhattan.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;L'Afghanistan non rappresenta una minaccia per gli Usa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; A parte i dubbi sulla fondatezza dei nuovi allarmi terrorismo americani (i tre afgani, che vivevano da anni negli Stati Uniti, sono stati arrestati nell'ambito di una stravagante operazione antiterrorismo dei servizi segreti britannici - Operation Pathway - che ha portato all'arresto anche di diversi studenti immigrati pachistani, poi rilasciati senza accuse), merita ricordare che l'associazione ‘Afghanistan-11 settembre', con cui sia Bush che Obama giustificano la guerra, è una falsità. Nessuno degli attentatori dell'11 settembre era afgano (c'erano sauditi, yemeniti, giordani, egiziani, algerini, tunisini, ma non afgani.); la base operativa dove i terroristi si sono addestrati per gli attentati non era in Afghanistan ma negli Stati Uniti (dove sono stati fatti entrare con visti falsi della Cia); la responsabilità di Osama bin Laden, che si nascondeva in Afghanistan, non è mai stata dimostrata (l'Fbi, ad oggi, afferma di non avere una sola prova valida del coinvolgimento dello sceicco negli attentati in quanto i video e i messaggi di Osama non sono ritenuti credibili); dopo l'11 settembre 2001 nemmeno un afgano è stato mai coinvolto in vicende o inchieste di terrorismo internazionale; gli insorti afgani che oggi combattono le truppe d'occupazione alleate non sostengono il ‘jihad globale' di Al Qaeda: combattono solo per la liberazione del loro paese.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Il vero pericolo per l'Occidente è continuare la guerra.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; Continuare a giustificare la guerra d'occupazione in Afghanistan con la necessità di difendere gli Stati Uniti da nuovi attacchi terroristici è falso perché l'Afghanistan non rappresenta una minaccia per il popolo americano ne per i suoi alleati.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Al contrario, continuare l'occupazione militare dell'Afghanistan (sostenendo un regime fantoccio illegittimo e corrotto) e ordinare addirittura un'escalation militare che porterà più guerra, più violenza, più morti e più sofferenza, non farà altro che fomentare i sentimenti antiamericani e antioccidentali nel mondo islamico, accrescere la popolarità dell'estremismo jihadista e quindi, in ultima analisi, aumentare concretamente il rischio di attentati terroristici contro obiettivi statunitensi e occidentali. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;La vera minaccia alla sicurezza degli Stati Uniti e dei suo alleati è rappresentata dalla guerra in Afghanistan di Obama, come prima dalla guerra in Iraq di Bush, poiché queste costituiscono la migliore cassa di risonanza della propaganda antiameircana e antioccidentale dello jihadismo terrorista.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;I valori americani per giustificare una guerra che quei valori calpesta. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;L'aggressione militare, l'invasione, l'occupazione, le stragi di civili, i crimini di guerra e contro l'umanità commessi contro il popolo afgano, rappresentano una flagrante violazione di quei valori occidentali che l'America sostiene di voler difendere e diffondere nel mondo: libertà, autodeterminazione, rispetto per la vita e per la dignità delle persone, rifiuto della violenza. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Nel suo discorso a West Point, Obama ha definito la guerra in Afghanistan &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;"un test per la nostra società libera e per la leadership americana nel mondo. (...) La nostra forza risiede nei nostri valori. (...) Deve essere chiaro a ogni uomo, ogni donna, ogni bambino che vive sotto le oscure nubi della tirannia che l'America difenderà i loro diritti umani, la libertà, la giustizia, le opportunità e la dignità dei popoli. Questo è quello che siamo. Questa è la fonte morale del potere dell'America". &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Agli uomini, le donne e i bambini afgani che da otto anni vivono e muoiono sotto le bombe americane non è molto chiaro. Magari glielo spiegheranno i 30mila nuovi soldati statunitensi inviati da Bush, pardon, da Obama.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Enrico Piovesana&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Fonte: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/19202/Ignobel+per+la+pace"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;PeaceReporter&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-6572576060926393397?l=sudterrae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/6572576060926393397/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/12/obama-lignobel-per-la-pace.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/6572576060926393397?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/6572576060926393397?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/9pKegg7ZNi4/obama-lignobel-per-la-pace.html" title="Obama, l'ignobel per la pace" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxaAOD14H6I/AAAAAAAADD0/bdcsHadibPQ/s72-c/obama.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/12/obama-lignobel-per-la-pace.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;D0MBRH0_eip7ImA9WxNaF0s.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-4493555131146274996</id><published>2009-12-02T15:45:00.003+01:00</published><updated>2009-12-02T15:50:55.342+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-12-02T15:50:55.342+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="SUD AMERICA" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="HONDURAS" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Golpe" /><title>Honduras, le elezioni golpiste</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxZ-wyVhy2I/AAAAAAAADDs/_G5Okfp28Pc/s1600-h/Honduras+proteste+contro+elezioni.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxZ-wyVhy2I/AAAAAAAADDs/_G5Okfp28Pc/s400/Honduras+proteste+contro+elezioni.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5410651378943118178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span"   style="  color: rgb(134, 134, 134); line-height: 16px; font-family:arial;font-size:12px;"&gt;&lt;p align="justify" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 5px; line-height: 16px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Il candidato dell'opposizione conservatrice Porfirio Lobo avrebbe vinto le elezioni presidenziali di ieri in Honduras, in un voto che vede gli Usa in disaccordo con i governi di sinistra dell'America Latina. Con più di metà delle schede scrutinate, Lobo, un ricco latifondista, ha ottenuto il 55% dei voti, e il suo rivale Elvin Santos del Partito Liberale al governo avrebbe riconosciuto la sconfitta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 5px; line-height: 16px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;Le elezioni seguono l'impasse che sta paralizzando il Paese da ormai cinque mesi, quando l'esercito honduregno ha rovesciato il presidente di sinistra Manuel Zelaya a giugno costringendolo all'esilio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre Washington probabilmente riconoscerà il risultato del voto, i leader di sinistra di Brasile, Argentina, Venezuela e degli altri paesi latinoamericani sostengono invece che le elezioni non siano valide perché sono appoggiate dai golpisti e potrebbero mettere fine alle speranze di un ritorno di Zelaya al potere per completare il suo mandato, che scade a gennaio.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 5px; line-height: 16px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Il Fronte nazionale della resistenza, che sostiene il presidente deposto Manuel Zelaya, ha ribadito ancora ieri al Tribunale supremo elettorale la richiesta di sospendere il voto. Zelaya e' sempre rifugiato all'ambasciata del Brasile a Tegucigalpa, mentre Roberto Micheletti che ha preso il suo posto dopo il golpe, si e' ritirato dal potere fino al 2 dicembre, fino al dopo elezioni. Molte le associazioni locali e Ong hanno denunciato un clima di paura e intimidazione in previsione delle elezioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una cinquantina tra poliziotti e soldati hanno compiuto un blitz nella sede di un'organizzazione non governativa di contadini, accusata di volersi opporre alle elezioni che si svolgono oggi in Honduras. Nell'operazione sono stati sequestrati quattro computer. Miguel Alonso, direttore del programma Red Comal, che commercializza prodotti agricoli nel centro dell'Honduras, ha detto che i soldati e gli agenti "avevano l'ordine di cercare armi e materiale". Secondo Alonso nei computer sequestrati esistevano prove e testimonianze su violazioni dei diritti umani e sulle condizioni di vita della popolazione dopo il colpo di stato che ha rovesciato il presidente Manuel Zelaya alla fine del giugno scorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Manuel Zelaya, il deposto presidente, ha ribadito che queste elezioni sono “una frode” ed ha chiesto l’astensione ai suoi sostenitori attraverso il canale televisivo Telesur invitandoli a non andare a votare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zelaya che è rimasto nell’ambasciata brasiliana a Tegucigalpa da quando è tornato clandestinamente in Honduras, il 21 settembre, ha insistito sul fatto che il paese è “militarizzato” e che viene impedito sia lui che ai suoi seguaci di esercitare il diritto di voto. “Siamo circondati da soldati”, ha detto. Micheletti, nel frattempo, ha insistito: “Nessun incidente in tutto il paese, la popolazione honduregna ha ignorato la paura che hanno cercato di infondere” ed ha lanciato un appello al popolo di andare a votare.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 5px; line-height: 16px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#000000;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 5px; line-height: 16px; "&gt;&lt;span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Fonti: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Reuters, RaiNews24&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="margin-top: 0px; margin-bottom: 5px; line-height: 16px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Comparso su&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.asud.net/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=970:honduras-elezioni-post-golpe-tra-le-proteste-della-popolazione-&amp;amp;catid=7:mondo&amp;amp;Itemid=38&amp;amp;lang=it"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;A SUD&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-4493555131146274996?l=sudterrae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/4493555131146274996/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/12/honduras-le-elezioni-golpiste.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/4493555131146274996?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/4493555131146274996?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/KgzYcFyhXsc/honduras-le-elezioni-golpiste.html" title="Honduras, le elezioni golpiste" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxZ-wyVhy2I/AAAAAAAADDs/_G5Okfp28Pc/s72-c/Honduras+proteste+contro+elezioni.JPG" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/12/honduras-le-elezioni-golpiste.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEADQnw7fSp7ImA9WxNaFko.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-8640197241978929126</id><published>2009-12-01T14:56:00.005+01:00</published><updated>2009-12-01T15:12:53.205+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-12-01T15:12:53.205+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="MACEDONIA" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="BALCANI" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="GRECIA" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Migranti e integrazione" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ALBANIA" /><title>Balcani, i confini segnati dai due laghi di Prespa</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxUkWA6QRGI/AAAAAAAADDk/YyXgW5AdxV8/s1600/Lago+di+Prespa.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxUkWA6QRGI/AAAAAAAADDk/YyXgW5AdxV8/s400/Lago+di+Prespa.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5410270487975576674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" line-height: 15px;font-size:medium;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Mala Prespa, Grecia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" line-height: 15px;font-size:medium;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" line-height: 15px; font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Ci troviamo sull'isola di Sveti Ahil (in greco Ayios Ahillеios) sul Piccolo Lago di Prespa, in Grecia, non lontano dai confini di Albania e Macedonia. Qui si trovano le rovine della città medievale di Prespa e, secondo l'archeologo greco Mutsopulos, è seppellito lo zar bulgaro Samuil. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" line-height: 19px;font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Dal 1997 il governo greco sta sviluppando nella regione un programma di turismo alternativo, grazie al quale le famiglie del posto stanno creando non poche attività nel settore. Davanti alla basilica “Sveti Ahil”, è stata sistemata una tabella con la storia del tempio in greco ed inglese. La parola “Bulgaria” in riferimento alla nascita della chiesa, voluta proprio dallo zar Samuil alla fine del X secolo e costruita da maestranze di Larissa, è stata però grattata via. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Sull'isola c'è un albergo, diretto da Vera, arrivata qui da Kocani, in Macedonia, nel 1985, dopo essersi sposata con Kosta, un uomo originario del villaggio. Loro ospite, durante gli scavi, è stato proprio l'archeologo Mutsopulos. Sull'isola da ben otto anni, si organizza un incontro di artisti provenienti dalla Bulgaria. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Rivolgo la parola in bulgaro ad un pescatore, che trascina su un molo un'enorme rete piena di carpe. Stavros, 60 anni, mi racconta di venire dal villaggio di Nivitzi (Psarades in greco). Mi dice poi che nel lago si trovano molte carpe, ma anche cefali e altre specie di pesci. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Sull'isola vivono oggi 22 persone, che si occupano di pesca e allevamento, mentre alcuni lavorano nell'albergo di Vera e Kosta. “I giovani fuggono a Kostur, Lerin, German, perché lì c'è lavoro”, mi spiegano alcune donne che preparano “ajvar” cuocendo peperoni all'aperto. Questa regione è famosa in Grecia per la produzione di fagioli, che si vendono sul mercato a cinque euro al chilo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Nel vicino villaggio di German ( Ayios Germanos), nella chiesa locale che risale all'XI secolo è stata ritrovata un'iscrizione dello zar Samuil, che fa riferimento alla tomba dei propri genitori. La chiesa è stata restaurata, e dietro l'iconostasi, in greco, sono scritti i nomi dei donatori, Ognen, Mile, Tvetko, Yovan, Karamfil... Tutti nomi slavi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;La regione dei due laghi di Presta, il Grande e il Piccolo, fa da confine naturale tra Grecia, Macedonia e Albania. La zona è stata dichiarata parco nazionale, vista la presenza di uccelli rari, come i pellicani. La costruzione di edifici lungo le rive dei laghi è vietata, e questo ha contribuito a preservare l'equilibrio ambientale del luogo. La gente del posto spera che venga aperta una zona di transito libero di 20 chilometri, per rendere possibile alle barche di effettuare un giro completo intorno al lago. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;b style="line-height: 1.22em; "&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: normal; line-height: 15px; "&gt;&lt;b style="line-height: 1.22em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Mala Prespa, Albania&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Nella regione di Mala Prespa, in Albania, ci sono nove villaggi, nei quali vivono circa cinquemila persone, una parte dei quali si autoidentificano come bulgari, mentre altri come macedoni. I villaggi hanno doppia denominazione Gorna Gorica/Gorica madh, Dolna Gorica/Gorica Vogel, Tuminetz/Kalamas, Glubochani/Golumboc, Shulin/Belas, Pustec/Liqenas, Tzerie/Cerie, Zarnovsk/Zarosho, Lesko/Lepis. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Mala Prespa (in albanese Liqenas), è una riserva in cui vivono pellicani, oche, pesci, la natura è preservata e non si costruiscono alberghi. Le strade qui sono in condizioni peggiori che nella vicina Grecia, ma qualche progresso è visibile: oggi la strada verso questi nove villaggi, prima quasi impraticabile, è pronta per essere asfaltata. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;In quasi tutti i villaggi sulle rive del lago ci sono ormai piccoli alberghi. Il terreno montagnoso qui non è molto fertile, ed è difficile soddisfare anche solo le necessità familiari. Di lavoro non ce n'è molto, gli insegnanti guadagnano circa 300 euro, i dipendenti dell'ambulatorio e del comune dai 150 ai 200 euro. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;“Qui siamo poveri, non c'è lavoro, il lago non da molto, la pesca non è ricca”, racconta Nikoleta, una giovane di Pustec, che come la maggior parte delle donne di queste parti è casalinga. Suo marito lavora come manovale a Mavrovo, in Macedonia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Sotir Mitrev, 73 anni, anche lui di Pustec, è il presidente dell'associazione “Ivan Vazov”, una ong che organizza l'istruzione dei giovani in lingua bulgara. Secondo Mitrev, tra il bulgaro e il macedone non ci sono differenze sostanziali. “Per noi è stato molto importante non perdere la lingua, conservarla. Ogni anno almeno dieci giovani di Prespa vanno a studiare in università bulgare. I bambini studiano in macedone fino alla quarta elementare, poi in albanese. Noi chiamiamo le persone della nostra comunità 'nashentzi' (la nostra, ndr), e la lingua che parliamo 'nashenski'” . &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Di fronte a Pustec c'è l'isola di Mali Grad, dove sorge la chiesa “Sveta Bogorodica” (XV secolo) protetta come importante sito culturale. Un barcaiolo locale di nome Damyan ne tiene le chiavi. Un secolo fa l'etnografo bulgaro Vasil Kanchov ha descritto il “chun”, un'imbarcazione tipica dei bulgari del posto. Oggi questa non esiste più, ma gli abitanti del luogo chiamano “chunka” le imbarcazioni di legno dotate di motore che comprano a Ohrid. Quella di Damyan ha il nome inciso in cirillico. Quando arriviamo sull'isola, troviamo ragazzi che raccolgono fichi e ascoltano pop-folk bulgaro. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Il villaggio di Glubochani ha circa cento abitanti e quaranta case. Vicino al lago è sorto l'hotel “Vasil”, in cui un pernottamento costa otto euro. “Non vogliamo mischiare il sangue, qui nel villaggio non c'è nemmeno un albanese, ma gli uomini degli altri villaggio non disdegnano di prendere mogli albanesi, perché qui c'è deficit di donne”, spiega un giovane del villaggio, Edi Mitre, studente a Salonicco. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Nel vicino villaggio di Dolna Gorica Taki e Dragitza Mitrevski pescano lungo le rive del lago con la loro “chunka”. Questo è uno dei più ricchi villaggi della zona, anche grazie al fatto che una cinquantina di famiglie del posto lavoranoin Italia come manovali. Qui abitano trecento persone, e di recente sono stati aperti due alberghi. I giovani hanno però lasciato in massa il villaggio, molti studiano in Bulgaria e Macedonia. Alla fine di settembre, al tempo della vendemmia, i cortili delle case si riempiono di uva appena colta da cui si producono vino e rakya, la grappa locale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;I Mitrevski mi raccontano del difficile mestiere del pescatore, a pesca per tutta la notte, per poi portare la mattina dopo quanto catturato al mercato di Korca. Landi Nesterovski, di Dolna Gorica è un giovane insegnante di religione, che vive a Korca. Mi racconta, che in tutti i villaggi di Mala Prespa c'è almeno una chiesa, e in totale nella regione se ne contano tredici. “Le cerimonie sono in 'nashenski', in macedone. Ci sono due sacerdoti che servono messa, padre Temelkov e padre Argiri.” &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 19px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;Il giovane artista Genti Postoli, che restaura icone nel museo archeologico di Korca, si è diplomato nell'Accademia di Sofia. E' nato a Korca, ma suo nonno è di Pustec. Genti racconta che già per il terzo anno si organizza a Glubochani un'evento per artisti provenienti dalla Bulgaria. “Penso che tornerò in Bulgaria, dove ho lasciato i miei migliori amici...Puoi essere a Korca, ma anche a Sofia o a Londra, fare molti piani, ma non avere comunque chiaro il tuo futuro”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 15px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 13px; "&gt;&lt;span class="article_header_author"  style="line-height: 1.22em; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border- text-align: left; margin-bottom: 0px; color:initial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;di&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="article_header_author"  style="line-height: 1.22em; font-weight: bold; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border- text-align: left; margin-bottom: 0px; color:initial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.osservatoriobalcani.org/article/author/view/13" style="line-height: 1.22em; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Tanya Mangalakova&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 13px; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Fonte:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/12122/1/51/"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;osservatorio balcani&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-8640197241978929126?l=sudterrae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/8640197241978929126/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/12/balcani-i-confini-segnati-dai-due-laghi.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/8640197241978929126?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/8640197241978929126?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/ZRl17rDtPy4/balcani-i-confini-segnati-dai-due-laghi.html" title="Balcani, i confini segnati dai due laghi di Prespa" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxUkWA6QRGI/AAAAAAAADDk/YyXgW5AdxV8/s72-c/Lago+di+Prespa.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/12/balcani-i-confini-segnati-dai-due-laghi.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEAGRHY7eip7ImA9WxNaFkg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-7127186910378095645</id><published>2009-12-01T09:33:00.002+01:00</published><updated>2009-12-01T09:38:45.802+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-12-01T09:38:45.802+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ambiente" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mezzogiorno" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Rifiuti tossici" /><title>Taranto e i suoi veleni</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxTWDJ6drfI/AAAAAAAADDM/9ziMFPLiB38/s1600/ilva.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 230px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxTWDJ6drfI/AAAAAAAADDM/9ziMFPLiB38/s400/ilva.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5410184402067893746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;Novecentotrentunomila metri quadri. Potrebbe essere la superficie di un centro abitato, o di una grande area boschiva. Invece è la grandezza dell'area, di cui una parte in concessione demaniale, sequestrata dalla Guardia di Finanza di Taranto all'interno del porto mercantile della città pugliese, su disposizione dell'Autorità Giudiziaria. Il provvedimento reca la firma del procuratore della Repubblica, Franco Sebastio, e dal procuratore aggiunto, Pietro Argentino. Il motivo? In quest'area così ampia erano stati stoccati rifiuti speciali sia solidi sia liquidi, senza le dovute autorizzazioni, soprattutto senza le dovute precauzioni per la salute. Tre persone sono state denunciate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il provvedimento è stato emesso al termine d’indagini che hanno accertato lo stoccaggio di rifiuti speciali, anche di natura tossica, il carico e lo scarico di materie prime e prodotti finiti dell'industria metallurgica in violazione delle norme poste a tutela dell'ecosistema marino e terrestre. Anche i rifiuti sono stati sequestrati dalle Fiamme Gialle, assieme ai sistemi di canalizzazione presenti nell'area del porto. Questo perché si sta procedendo alla necessaria verifica, condotta attraverso l'esecuzione di prelievi di campioni, in collaborazione con i tecnici dell'Arpa Puglia, dell'impatto ambientale sui fondali marini adiacenti. Inoltre, sono in corso anche accertamenti di carattere fiscale. I militari della Finanza stanno operando insieme a unità aeree e navali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’esame dei magistrati ci sono i pontili del porto di Taranto. Con il rischio che fin troppe quantità di sostanze nocive siano finite in mare, nel porto mercantile. Non si tratta di pontili qualunque. Sono il secondo, terzo, quarto e quinto sporgente del porto, il che fa diventare il sequestro un fatto assolutamente clamoroso: sono i pontili utilizzati dall'ILVA di Taranto per lo sbarco delle materie prime e l'imbarco dei prodotti finiti. Il provvedimento giudiziario, si legge in comunicato reso noto dalla direzione dell'ILVA, contesta "l'assenza di un sistema per la raccolta ed il trattamento delle acque meteoriche oltre alla gestione non autorizzata di materiali di risulta presenti sui pontili. In questa fase di esclusivo accertamento dei fatti ipotizzati l'ILVA sta fornendo ampia collaborazione al personale della Guardia di Finanza per l'espletamento delle indagini di rito e per l'esecuzione del mandato di sequestro probatorio". Infine, “l'Ilva confida, al fine di accertare l'assenza di responsabilità, in una rapida conclusione delle indagini".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'arrivo dei militari, la mattina del 3 novembre scorso, l'area era piena di rifiuti speciali che, a causa delle precipitazioni autunnali di questi giorni, finivano nei sistemi di canalizzazione delle acque reflue, che vanno in mare. Nonostante questo, l'unica autorizzazione mostrata dall'ILVA è stata quella per lo "scarico di acque reflue domestiche". Come dire: acque di scolo della pasta dalle pentole ed acqua con detersivo dopo aver lavato i piatti, due tipici esempi di acque reflue domestiche. Peccato che invece si tratti di un'acciaieria, i cui scarti polverosi sono costituiti da metalli pesanti, pericolosi per inalazione e per ingestione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono contestati anche altri reati, come si legge nella disposizione di sequestro probatorio con facoltà d'uso: danneggiamento e realizzazione di opere abusive, oltre ad una lunghissima serie di violazioni in materia ambientale. Secondo le accuse, l'ILVA avrebbe agito nel porto senza le necessarie autorizzazioni. Le tre persone denunciate sono il direttore dello stabilimento siderurgico, Luigi Capogrosso, il responsabile area "sbarco merci", Giuseppe Manzulli, ed il responsabile dell'area logistica "prodotti finiti", Antonio Colucci. A dare il via alle indagini è stato il sequestro di alcune bricche, proprio nell'area portuale, a febbraio del 2009. Da quell'operazione si sarebbe poi risaliti alla mancanza delle autorizzazioni da parte dell'ILVA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo va a colpire una città già disastrata dal punto di vista ambientale, in buona parte già vittima proprio dell'ILVA. Lo stesso porto di Taranto non è nuovo ad illeciti ambientali: appena poche settimane fa, cinque container carichi di rifiuti speciali (complessivamente 124 tonnellate tra pneumatici fuori uso, scarti in gomma e pezzi di plastica) diretti in Vietnam, sono stati sequestrati nel corso di controlli doganali. Esaminando la documentazione di viaggio, si è scoperta una falsa indicazione del codice identificativo della tipologia dei rifiuti e del trattamento di recupero previsto dalla legge: il carico risultava diretto in Corea, mentre l'effettiva destinazione era il Vietnam, in violazione agli accordi tra l'Unione Europea ed il Paese Asiatico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tutto in una città che non detiene solo il primato nazionale per la diossina, ma anche per il mercurio. Infatti, come si rileva dall'Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti, Taranto vede una dispersione in atmosfera per la grande industria italiana del 49% del mercurio emesso in tutta l'Italia, ma il dato più grave è l'aumento continuo di mercurio, soprattutto quello che finisce nelle acque antistanti la città. Infatti il mercurio in acqua è passato dai 118 chili del 2002 ai 665 chili stimati nel il 2005. Ed anche il mercurio proviene dal grande impianto siderurgico: l'ILVA, a livello nazionale, emette il 62,5% di tutto il mercurio stimato per la grande industria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt; &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Alessandro Iacuelli&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Fonte:&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.altrenotizie.org/ambiente/2806-i-veleni-di-taranto.html"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;altrenotizie&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-7127186910378095645?l=sudterrae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/7127186910378095645/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/12/taranto-e-i-suoi-veleni.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/7127186910378095645?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/7127186910378095645?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/CvZIgBxp80I/taranto-e-i-suoi-veleni.html" title="Taranto e i suoi veleni" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxTWDJ6drfI/AAAAAAAADDM/9ziMFPLiB38/s72-c/ilva.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/12/taranto-e-i-suoi-veleni.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;D0MGRHk8eyp7ImA9WxNaFkg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-6521762893046177407</id><published>2009-12-01T01:45:00.002+01:00</published><updated>2009-12-01T09:17:05.773+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-12-01T09:17:05.773+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="SUD AMERICA" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Fidel Castro" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Informazione" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="CUBA" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Che Guevara" /><title>La Rivoluzione cubana non è mai finita. Si sta solo modernizzando.</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxRqFxT6IbI/AAAAAAAADDE/hYAOPPynPJA/s1600/fidel.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 161px; height: 158px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxRqFxT6IbI/AAAAAAAADDE/hYAOPPynPJA/s400/fidel.gif" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5410065699747537330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;Per molti Katia Siberia Garcia è solo un nome. Un nome di donna probabilmente di origine ispanica. Di sicuro c'è che questa signorina, cubana, ha avuto un gran bel coraggio. Dalle pagine dell'organo ufficiale del Partito comunista cubano, il Granma, la signorina Garcia che è anche una giornalista, ha denunciato le difficoltà sue e dei colleghi cubani nel reperire interviste e immagini di tutto il mondo legato alle imprese, agli enti e alla politica cubana. E ha chiesto maggiore trasparenza.&lt;br /&gt;Un articolo che a livello internazionale è passato in secondo piano ma che di sicuramente farà da apripista a tutto il mondo dell'informazione cubana e internazionale che si occupa dell'isola.&lt;br /&gt;Anche perchè sembra che le ultime linee guida del Pcc siano effettivamente cambiate. Colpo di spugna dunque a tutti i segreti, le omissioni, i permessi che fino a oggi si dovevano possedere per registrare immagini, scattare foto e reperire interviste, ai dirigenti di enti, imprese e settori del governo.&lt;br /&gt;Di fatto, anche per incrementare l'efficacia dell'informazione nazionale il Burò Politico del Pcc dal 2007 ha stabilito che "nessuno ha il diritto di negare informazioni a meno che non si tratti di informazioni riguardanti il segreto di Stato o militare".&lt;br /&gt;Dunque, a tutti quelli che credevano che la macchina cubana che controllava l'informazione fosse una spietata strumentazione per zittire e censurare chi ha qualcosa da dire devono ricredersi. A Siberia Garcia non è accaduto nulla di "pericoloso", nonostante le sue dure critiche a un sistema che per anni è stato fra i più burocratici del pianeta.&lt;br /&gt;Garcia nel suo articolo scrive ad esempio che le macchine fotografiche dei reporter del Granma sono considerate occhi scomodi dai responsabili degli ospedali cubani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così come anche da quelli dei circoli infantili. Non solo. Troppo volte i giornalisti locali hanno faticato non poco a scrivere i loro articoli perchè non erano in possesso di determinati permessi e autorizzazioni governative.&lt;br /&gt;Oggi sembra che la pachidermica macchina burocratica cubana (che a dire il vero ha toccato un po' tutti i settori della società) sia messa un po' in disparte per lasciare spazio all'agilità del moderno, del trasparente.&lt;br /&gt;In ogni caso dopo l'articolo di critica pubblicato da Joventud Rebelde, importante giornale giovanile che da sempre ha rappresentato un modo diverso di fare informazione nell'isola, adesso tocca al Granma pubblicare un articolo che fino a poco tempo fa sarebbe stato considerato non pubblicabile per via delle troppe richieste di libertà e modernità contenute.&lt;br /&gt;Qualcosa a Cuba sta cambiando: quotidiani di partito che criticano il governo. Quotidiani giovanili che parlano di censure. Giornali universalmente considerati d'importanza storica che chiedono maggiore trasparenza al gota nazionale per fare bene il lavoro del cronista.&lt;br /&gt;A Cuba sembra che stia soffiando un nuovo vento di libertà. Un vento che ha lo stesso sapore di libertà che aveva quello targato Movimento 26 luglio. La Rivoluzione cubana non è mai finita. Si sta solo modernizzando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt; &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Alessandro Grandi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Fonte: &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/19150/Cuba%2C+la+rivoluzione+moderna"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;PeaceReporter&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-6521762893046177407?l=sudterrae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/6521762893046177407/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/12/la-rivoluzione-cubana-non-e-mai-finita.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/6521762893046177407?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/6521762893046177407?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/2pMgab1c4JI/la-rivoluzione-cubana-non-e-mai-finita.html" title="La Rivoluzione cubana non è mai finita. Si sta solo modernizzando." /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxRqFxT6IbI/AAAAAAAADDE/hYAOPPynPJA/s72-c/fidel.gif" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/12/la-rivoluzione-cubana-non-e-mai-finita.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkMBSHg7eyp7ImA9WxNaFUU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-7837096551243536577</id><published>2009-11-30T14:32:00.002+01:00</published><updated>2009-11-30T14:40:59.603+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-30T14:40:59.603+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ambiente" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Nucleare" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mafia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Navi a perdere" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Rifiuti tossici" /><title>ITALIA, il Paese delle scorie e dei papelli</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxPLYqy1A_I/AAAAAAAADC8/6_XX1dlGKuk/s1600/rifiuti.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 304px; height: 254px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxPLYqy1A_I/AAAAAAAADC8/6_XX1dlGKuk/s400/rifiuti.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5409891202066875378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;Guardare l’Italia oggi è un po’ come guardare un Giano bifronte.&lt;br /&gt;Un paesaggio naturale da togliere il fiato dall’alto delle montagne giù per le colline fino al mare. Un patrimonio artistico unico al mondo, con bellezze eterne, prodotto dell’ingegno creativo di Maestri inimitabili. Culla del pensiero, della filosofia e delle arti, terra di Dante, di Leonardo, di Giordano Bruno e di un numero ineguagliato di intelletti stupefacenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma allo stesso modo un paesaggio naturale deturpato, depredato, inquinato che si ribella con la violenza del suolo e dell’acqua alla sua devastazione.&lt;br /&gt;Terra abitata da mostri capaci di ogni nefandezza, di versare sangue innocente pur di mantenere potere e arroganza.&lt;br /&gt;Un’Italia fatta del male dei misteri più orribili e delle infinite debolezze del bene.&lt;br /&gt;Italia di eroi che per quello slancio innato riescono a tradurre in vita pratica quello che per molti è l’Amore universale e per altri l’Amore di Cristo. Eroi cui questa patria distratta e irriconoscente non ha nemmeno reso l’onore della Giustizia se non qualche barlume dopo anni.&lt;br /&gt;E oggi, dopo 17 anni, qualche lampo di verità emerge dal silenzio della vigliaccheria o forse semplicemente della superficialità e della leggerezza.&lt;br /&gt;Abbiamo finalmente il famigerato “papello”, la prova ulteriore che quel dialogo tra Stato e Mafia è avvenuto e poi le tardive rivelazioni di questi ultimi tempi a dimostrarci che le responsabilità della tragedia di quegli anni sono da ricercare in un quadro molto più ampio rispetto alla sola Cosa Nostra.&lt;br /&gt;Non è per autocelebrazione e nemmeno per vana gloria ma fin dai primi anni della nostra pubblicazione ANTIMAFIADuemila aveva sostenuto che Paolo Borsellino era stato eliminato perché ostacolo della trattativa, perché probabilmente aveva capito chi erano i nuovi protagonisti del gioco grande.&lt;br /&gt;Servizi segreti, verità non dette, dettagli nascosti per anni, tutto ha lasciato intuire che la strage di via D’Amelio sia stata una “strage di stato” così come ci aveva detto personalmente la signora Agnese Borsellino. “L’omicidio di mio marito è un omicidio di Stato”.&lt;br /&gt;Ora non ci resta che aspettare e vedere dove ci porteranno questi nuovi elementi, se la magistratura riuscirà e potrà accertare tutta la verità.&lt;br /&gt;Perché uomini e donne delle istituzioni parlano solo ora? Sono in buona fede o meno?&lt;br /&gt;Cosa ci vuole dire Riina, da artefice a vittima della trattativa, attraverso le parole del suo avvocato Luca Cianferoni che dai microfoni di Annozero ha sostenuto la strumentalizzazione della mafia così come di altri organismi violenti del passato al fine di creare una nuova stabilità economico-politica del Paese?&lt;br /&gt;A Palermo, lo scorso luglio, nel corso del nostro convegno presso l’università di giurisprudenza, la stessa dove studiarono Falcone e Borsellino, invitai la società civile tutta a sostenere i giudici Antonio Ingroia e Nino Di Matteo, così come il procuratore Lari e gli altri magistrati impegnati su questo fronte. Se li sapremo proteggere con la nostra attenzione, se non li ostacoleranno o peggio non cercheranno di eliminarli fisicamente potremo forse intravvedere la verità. Una verità che farà male e che potrà mettere in discussione molti settori di potere: politico, finanziario, imprenditoriale… su su fino al ruolo non trascurabile del Vaticano.&lt;br /&gt;Gli stessi “grumi di potere”, questi sì, che hanno usato la criminalità organizzata per disfarsi delle scorie che con assurda incoscienza hanno gettato in fondo al mare mettendo a rischio l’incolumità di tutti noi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;Ora si abbia coraggio, per una volta, di andare ad assicurarsi di ciò che è stato nascosto sotto i mari della Calabria e chissà di quali altre coste e ci si dica se siamo in pericolo noi e soprattutto il futuro dei nostri figli. Chi pagherà per questa ultima vergognosa e ignobile offesa alla nostra Italia bifronte bella e dannata allo stesso tempo, vittima di figli ingrati e folli?&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Che abbiano il coraggio, almeno una volta, di dirci la verità.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;di &lt;strong&gt;Giorgio Bongiovanni&lt;/strong&gt; - ANTIMAFIADuemila&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Editoriale ANTIMAFIADuemila N°63&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Tratto da: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.antimafiaduemila.com/"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;antimafiaduemila.com&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Comparso su&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.megachipdue.info/component/content/article/42-in-evidenza/1340-scorie-e-papelli.html"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;MegaChip&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-7837096551243536577?l=sudterrae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/7837096551243536577/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/italia-il-paese-delle-scorie-e-dei.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/7837096551243536577?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/7837096551243536577?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/GUdCeJj6m6g/italia-il-paese-delle-scorie-e-dei.html" title="ITALIA, il Paese delle scorie e dei papelli" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxPLYqy1A_I/AAAAAAAADC8/6_XX1dlGKuk/s72-c/rifiuti.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/italia-il-paese-delle-scorie-e-dei.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0AEQHg-eip7ImA9WxNaFUU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-8305879970012118398</id><published>2009-11-30T12:39:00.003+01:00</published><updated>2009-11-30T12:48:21.652+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-30T12:48:21.652+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ambiente" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Il Cantiere del Partito Unico della Sinistra" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Vendola" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Leggi - Regolamenti" /><title>Nichi Vendola è il solo che dice e fa qualcosa di sinistra!</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxOw9S4N0oI/AAAAAAAADC0/w-Ypf33PQ_A/s1600/nichi+vendola.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxOw9S4N0oI/AAAAAAAADC0/w-Ypf33PQ_A/s400/nichi+vendola.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5409862144488231554" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;“Fate qualcosa di sinistra” implorava qualche anno fa Nanni Moretti all’indirizzo dei dirigenti degli allora DS e degli altri. E questa invocazione abbiamo continuato a formulare in tanti negli anni successivi, ahinoi!, con scarso successo. E se ne vedono i risultati!&lt;br /&gt;Però qualcosa di a sinistra si può fare e ce n’è una che ci viene dalla Puglia e dalla giunta di quella regione, presieduta da Nichi Vendola, a riprova che se c’è volontà politica e si hanno le idee chiare si possono fare molte cose e importanti sicuramente “di sinistra”.&lt;br /&gt;Ecco il documento, è una deliberazione della Giunta regionale n.1959 del 20 ottobre 2009, che ha ad oggetto l’approvazione di principi orientati al concetto dell’acqua quale “bene comune dell’umanità”. E già questo è un bel leggere!&lt;br /&gt;Sentite cosa propone l’Assessore alle Opere Pubbliche Avv. Fabiano Amati.&lt;br /&gt;“L’acqua è un bene essenziale ed insostituibile per la vita. Pertanto, la disponibilità e l’accesso all’acqua potabile ed all’acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni collettivi, costituiscono un diritto inviolabile dell’uomo, un diritto universale, indivisibile che si può annoverare fra quelli di riferimento previsti dall’ art. 2 della Costituzione; a partire dalla promulgazione della Carta Europea dell’Acqua Strasburgo 1968) la concezione dell’acqua come “bene comune” per eccellenza si è affermata a livello mondiale.&lt;br /&gt;Peraltro, il “bene acqua”, pur essendo rinnovabile, per effetto dell’azione antropica può esaurirsi: è quindi responsabilità individuale e collettiva prendersi cura di tale bene, utilizzarlo con saggezza, e conservarlo affinché sia accessibile a tutti nel presente e disponibile per le future generazioni.&lt;br /&gt;La risoluzione del Parlamento europeo del 15 marzo 2006 dichiara “l’acqua come un bene comune dell’umanità” e chiede che siano esplicati tutti gli sforzi necessari a garantire l’accesso all’acqua alle popolazione più povere entro il 2015 ed insiste affinché “la gestione delle risorse idriche si basi su un’impostazione partecipativa e integrata che coinvolga gli utenti ed i responsabili decisionali nella definizione delle politiche in materia di acqua livello locale e in modo democratico”.&lt;br /&gt;Inoltre, la risoluzione del Parlamento europeo dell’11 marzo 2004 sulla strategia per il mercato interno - priorità 2003-2006 – già affermava, al paragrafo 5, “essendo l’acqua un bene comune dell’umanità, la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno”.&lt;br /&gt;Gli stessi organi della UE hanno più volte sottolineato che alcune categorie di servizi non sono sottoposte al principio comunitario della concorrenza; si veda ad esempio la comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo COM (2004) 374: “…le autorità pubbliche competenti (Stato, Regioni, Comuni) sono libere di decidere se fornire in prima persona un servizio di interesse generale o se affidare tale compito a un altro ente (pubblico o privato)”; è peraltro noto che non esiste alcuna norma europea che sancisce l’obbligo per le imprese pubbliche di trasformarsi in società private (come ribadito da: Corte di giustizia CE, 2005; Commissione CE 2003 e 2006; Parlamento CE, 2006).&lt;br /&gt;La delibera prosegue, dando atto “che già diversi esponenti istituzionale della Regione Puglia hanno proclamato “che l’acqua è un diritto e non una merce, un bene comune e pubblico” (relazione del Presidente della Regione Nichi Vendola al Consiglio del 25/02/2009) che, “al pari dell’aria che respiriamo, l’acqua non può né deve avere padroni, ma – in quanto risorsa fondamentale – deve essere a disposizione di tutto il genere umano” (intervento del Presidente del Consiglio Prof. Pepe del 28/05/2009).&lt;br /&gt;Si prende anche in giusta considerazione il fatto “che solo in Puglia 30.000 cittadini dei 400.000 a livello nazionale, hanno apposto la propria firma a sostegno della Legge di Iniziativa Popolare concernente “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”.&lt;br /&gt;Si fà poi riferimento ad un vasto movimento nel quale “diverse Amministrazioni provinciali e comunali pugliesi hanno sottoscritto con propria delibera la Legge di Iniziativa Popolare sopra citata ed hanno contestualmente dato vita ad un Coordinamento Regionale degli Enti Locali per la ripubblicizzazione dei servizi idrici.&lt;br /&gt;In ragione di tutto questo, “per sostanziare il principio del diritto dell’acqua come universale e inalienabile, nonché per riorientare il sistema di tariffazione agevolata per le fasce sociali meno abbienti verso un sistema che assicuri maggiore responsabilizzazione degli utenti e politiche di risparmio idrico, appare opportuno introdurre all’interno dell’ordinamento la definizione del servizio idrico integrato come servizio pubblico essenziale, di interesse generale, privo di rilevanza economica”.&lt;br /&gt;Si ricordi poi che l’Acquedotto pugliese è il più importante d’Europa e che l’ente autonomo acquedotto pugliese (EAAP) nasce, grazie alla volontà e all’impegno finanziario dello Stato, con la finalità di sopperire all’insostenibilità e all’inadeguatezza dell’industria privata ad assicurare le opere di interesse generale a garanzia dell’approvvigionamento idrico e del risanamento igienico-sanitario e ambientale, ed ha ottenuto in concessione la gestione del servizio idrico ai sensi della legge fino al 2018, e che il D.Lgs 11/05/1999, n. 141 trasforma l’EAAP in società per azioni, riconfermando all’art. 2 l’affidamento alla nuova società delle finalità precedentemente attribuite all’Ente.&lt;br /&gt;La Regione Puglia dichiara infine espressamente che, nel condividere sostanzialmente gli obiettivi del movimento mondiale per il diritto all’acqua, che coinvolge un sempre maggior numero di Enti Locali in tutto il Paese, appare opportuno che la Regione Puglia si doti degli strumenti istituzionali e di un quadro legislativo di riferimento per&lt;br /&gt;sviluppare un’azione in tal senso.&lt;br /&gt;In ragione di tutto questo la Giunta delibera:&lt;br /&gt;- di approvare e fare propri i seguenti principi:&lt;br /&gt;- l’acqua è un bene comune, un diritto umano universale non assoggettabile a meccanismi di mercato;&lt;br /&gt;- la disponibilità e l’accesso individuale e collettivo all’acqua potabile sono garantiti in quanto diritti inalienabili e inviolabili della persona umana e si estrinsecano nell’ impegno a garantire ai cittadini un minimo vitale giornaliero;&lt;br /&gt;- la proprietà e la gestione del servizio idrico devono essere pubbliche e improntante a criteri di equità, solidarietà (anche in rapporto alle generazioni future) e rispetto degli equilibri ecologici;&lt;br /&gt;- il consumo umano delle risorse idriche deve avere la priorità rispetto ad altri usi;&lt;br /&gt;- il servizio Idrico Integrato è un servizio pubblico essenziale, di interesse generale, privo di rilevanza economica, e come tale non soggetto alla disciplina della concorrenza ma rientrante nella competenza esclusiva della Regione (art. 117 Cost.) che deve essere gestito con meccanismi che garantiscano la partecipazione sociale.&lt;br /&gt;E in conseguenza la Giunta Regionale si impegna:&lt;br /&gt;- a proporre l’introduzione dei principi suesposti nello Statuto della Regione Puglia;&lt;br /&gt;- a presentare, in attuazione di tali principi, una legge regionale che regolamenti il servizio idrico integrato come servizio privo di rilevanza economica e che  consguentemente trasformi l’AQP S.p.a. in un soggetto giuridico di diritto pubblico improntato a criteri di economicità, efficienza e trasparenza nei confronti dei Cittadini;&lt;br /&gt;- ad avanzare alla Assemblea delle Nazioni Unite, tramite il Governo Nazionale, la proposta di organizzare in Puglia una conferenza internazionale per la formalizzazione del riconoscimento del diritto universale all’acqua per tutti;&lt;br /&gt;- a formare, al fine di dare attuazione agli obiettivi di indirizzo programmatico prima indicati, a cura della Presidenza della Giunta Regionale e di concerto con l’Assessorato alle Opere Pubbliche, un Gruppo di lavoro composto da 1 presidente, da 5 membri nominati dalla Giunta e da 5 membri designati dal Comitato Pugliese Acqua Bene Comune e dal Forum dei Movimenti dell’acqua con il compito di presentare, entro il 31 dicembre 2009, alla Giunta una proposta di concretizzazione dei principi suesposti.&lt;br /&gt;E, dulcis in fundo, la Giunta s’impegna ad impugnare l’art. 15 del D.L. n. 135/2009 dinanzi alla Corte Costituzionale a difesa dell’autonomia regionale e, indirettamente, a conferma della ferma determinazione della Regione Puglia di considerare l’acqua un bene comune e di reimetterlo nell’alveo della gestione pubblicistica. Infatti, l’art. 15 lascia alle amministrazioni locali la facoltà di scegliere le forme di gestione dei “servizi pubblici ambientali”, purché essi ricorrano esclusivamente a società private selezionate mediante gara o all’affidamento a società pubblico/private, con la presenza del partner privato scelto con gara che abbia una quota di partecipazione non al di sotto del 40% e i compiti operativi connessi con la gestione del servizio o a società quotate. Insomma, una facoltà di “scelta” che lede l’aitonomia regionale perché impone comunque una soluzione privatistica.&lt;br /&gt;Bravo Nichi! Stavolta hai fatto veramente una cosa di sinistra ed anzitutto una cosa buona e giusta!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Red&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Fonte: &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.democraziaoggi.it/?p=1107"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Democrazia oggi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-8305879970012118398?l=sudterrae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/8305879970012118398/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/nichi-vendola-e-il-solo-che-dice-e-fa.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/8305879970012118398?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/8305879970012118398?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/n6JEBls7AOI/nichi-vendola-e-il-solo-che-dice-e-fa.html" title="Nichi Vendola è il solo che dice e fa qualcosa di sinistra!" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxOw9S4N0oI/AAAAAAAADC0/w-Ypf33PQ_A/s72-c/nichi+vendola.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/nichi-vendola-e-il-solo-che-dice-e-fa.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0MCQX8yfyp7ImA9WxNaFEU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-6062584715386161906</id><published>2009-11-29T11:01:00.003+01:00</published><updated>2009-11-29T11:11:00.197+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-29T11:11:00.197+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Mafia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Borsellino" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Berlusconi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Giustizia" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Dell'Utri" /><title>I Graviano rispettano Spatuzza</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxJIptKMibI/AAAAAAAADCs/sfg56ICJjeI/s1600/Strage+Georgofili.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 277px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxJIptKMibI/AAAAAAAADCs/sfg56ICJjeI/s400/Strage+Georgofili.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5409465983759583666" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;Continua a parlare Spatuzza, che sarà in aula il 4 dicembre nel processo a Dell’Utri. Ma non è il solo. Parlano anche i suoi vecchi capi, i fratelli Graviano che, pur non pentendosi, dicono di «rispettarlo».&lt;br /&gt;Parlerà nell’ambito del processo a Marcello Dell’Utri il 4 dicembre a Torino. La scelta di sentire il pentito Gaspare Spatuzza nella città piemontese è dovuta a ragioni di sicurezza. Quindi, la corte di Palermo sarà obbligata a una trasferta che si preannuncia evento, perché al mafioso di Brancaccio, assassino di padre Puglisi e stragista a partire dall’attentato di via D’Amelio, sarà chiesto di raccontare delle testimonianze rilasciate in questi mesi che chiamano in causa Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi. Quindi del presunto ruolo che i due imprenditori e successivamente uomini politici avrebbero avuto nella cosiddetta seconda fase della trattativa fra Stato e Cosa nostra durante il periodo delle stragi del ’93. Intanto le dichiarazioni di Spatuzza, in particolare quelle relative alla strage del 19 luglio 1992 di cui si autoaccusa, sono state confermate – aumentando di conseguenza la credibilità del teste – dal dichiarante (ancora non pentito) Vittorio Tutino, uomo della cosca palermitana di Brancaccio, che nel corso di un interrogatorio a Caltanissetta, davanti ai magistrati del pool che indaga proprio sulle stragi del ’92, ha fornito una versione coincidente con quella, appunto, di Gaspare Spatuzza, confermando agli inquirenti di aver preso parte ai preparativi della strage Borsellino, fornendo l’auto, poi imbottita di esplosivo e posteggiata sotto casa della madre del giudice in via D’Amelio. L’ex soldato del mandamento di Brancaccio, già condannato a 28 anni per le autobombe del ’93, ha confermato di aver agito assieme a Spatuzza. Fin qui la parte relativa all’omicidio Borsellino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Spatuzza però la situazione si complica per quanto riguarda le sue dichiarazioni nei confronti di Dell’Utri. Iniziando da Tutino che, chiamato a parlare dalla Procura di Caltanissetta della dinamica sulla strage del luglio ’92, non ha confermato la testimonianza rilasciata dal killer di Brancaccio su altri aspetti di quegli anni. Invece, si è tenuto un confronto, gestito dalla Procura di Firenze, fra Filippo Graviano e lo stesso Spatuzza che sostiene che tra Giuseppe e Filippo Graviano (capi del mandamento di Brancaccio a Palermo), Berlusconi e Dell’Utri, ci furono «contatti diretti» e ripetuti. Per ottenere, ipotizza il pentito, una copertura politica dei piani stragisti. Secondo la tesi del pentito, le stragi vennero eseguite per poi fare apparire alcuni ambiti politici, indicati come “vicini” a Cosa nostra, come chi le avrebbe fatte cessare. Spatuzza riconosce che si tratta di una sua deduzione ma conferma di essere certo che i Graviano abbiano trattato direttamente con questi ambienti politici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;Per quanto riguarda invece il confronto fra Spatuzza e Filippo Graviano, il boss ha dichiarato più volte di non avere nulla contro il suo ex sottoposto, e conferma alcuni fatti storici e i colloqui con lui avuti («dovevamo fare una scelta di legalità, per noi e per i nostri figli») ma lo smentisce circa i propri intenti di parlare con i pm se la politica non avesse rispettato i patti, riferendosi perciò proprio all’incontro nel carcere di Tolmezzo e riportato ai pm dal pentito. Sono i toni del confronto che stupiscono. Graviano infatti ammette che in carcere di «dissociazione» e di un’ipotetica «vita di legalità» lui e Gaspare avevano effettivamente parlato. Poi si lascia sfuggire un «mi dispiace dovermi trovare in contraddizione con te, ti auguro tutto il bene del mondo, non ho niente contro le tue scelte. Sono contento che tu abbia ritrovato la pace interiore. Non ho nulla contro di te, né contro la tua collaborazione». E poi il colpo di teatro, per chi sa leggere nel linguaggio mafioso: «Non ti dico che stai mentendo, ti dico che io le cose non le ho dette». Quindi? C’è anche un altro dettaglio che ci aiuta a capire queste battute di Filippo Graviano. E non è un dettaglio da poco. L’altro fratello Graviano, Giuseppe, nel processo contro l’ex senatore Dc Enzo Inzerillo (imputato di mafia a Palermo e indagato per le stragi a Firenze ma poi archiviato da questa seconda accusa), aveva dichiarato di «rispettare» Spatuzza. Nonostante respingesse tutte le dichiarazioni che lo riguardavano rese dall’accusatore del senatore del Pdl sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa. Quel termine, «rispetto», ha per un mafioso del calibro di Giuseppe Graviano un peso specifico che va ben oltre al senso letterale del termine. Qui si parla di rispetto fra uomini d’onore. Ed è quindi anche emblematico che, mentre Spatuzza sta affrontando il percorso per ottenere la totale copertura offerta dalla normativa sui collaboratori di giustizia, i fratelli Graviano non sembrano finora avere alcuna intenzione di “collaborare”. E quindi, ancora di più, quel «rispetto» pesa. E anche i magistrati ne sono rimasti particolarmente impressionati. Spatuzza per Giuseppe Graviano non è un “infame”, un “traditore” ma un uomo d’onore che merita «rispetto». Questa o è una rivoluzione (si tratterebbe del primo caso in assoluto nella storia di Cosa nostra di un atteggiamento simile verso un pentito), oppure Spatuzza non è un normale pentito, anzi forse è solo un portavoce di un pezzo di quell’organizzazione che avrebbe deciso di trattare con la giustizia. Il confronto fra Filippo Graviano e Gaspare Spatuzza apre una fase nuova, comunque. Ora l’accusa del processo a Dell’Utri ha chiesto di acquisire anche l’interrogatorio del pentito Salvatore Grigoli, l’assassino reo confesso di padre Pino Puglisi. La richiesta è stata avanzata dal procuratore capo di Palermo alla Corte d’appello. Sempre il pg Antonino Gatto ha depositato presso la sua segreteria, a disposizione della difesa, 29 nuovi atti, tra cui i verbali dell’interrogatorio del pentito Gaspare Spatuzza e il confronto tra lo stesso Spatuzza e Filippo Graviano. Per la difesa di Dell’Utri, che era riuscita a far respingere l’eventualità di una deposizione di Massimo Ciancimino, figlio dell’ex sindaco di Palermo, e dichiarante sia sulla vicenda della trattativa che sui tanti intrecci che coinvolgerebbero anche il senatore del Pdl alla vigilia della  di Forza Italia, è un duro colpo. E il ruolo che assume questo “dichiarante” che sta riaprendo processi del peso di quelli sulle stragi del ’92 e del ’93 e quello sulla trattativa fra Stato e mafia, diventa un fattore determinante nelle paure giudiziarie di un gran pezzo della politica italiana.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Pietro Orsatti&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Fonte: &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.orsatti.info/archives/2544"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;orsatti.info&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-6062584715386161906?l=sudterrae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/6062584715386161906/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/i-graviano-rispettano-spatuzza.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/6062584715386161906?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/6062584715386161906?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/1F452P9AvH8/i-graviano-rispettano-spatuzza.html" title="I Graviano rispettano Spatuzza" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxJIptKMibI/AAAAAAAADCs/sfg56ICJjeI/s72-c/Strage+Georgofili.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/i-graviano-rispettano-spatuzza.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUUGSXY-cCp7ImA9WxNaFE4.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-8662551157884754020</id><published>2009-11-28T19:27:00.004+01:00</published><updated>2009-11-28T19:33:48.858+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-28T19:33:48.858+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Storia - Cultura" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ITALIA" /><title>I fattori decisivi che hanno determinato il declino del discorso critico</title><content type="html">&lt;div align="justify"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;A me sembra che uno dei fenomeni più significativi di questa fase di crisi della democrazia italiana sia il declino del discorso critico. Oggi ciò di cui si parla è quasi esclusivamente ciò che è stato deciso dal potere se non politico, almeno economico, così come l’ordine del giorno delle priorità e il tono del discorso sono quelli del discorso pubblico ufficiale, langue invece un discorso critico indipendente. Chiamo così quella modalità di discorso pubblico che da almeno due secoli è tipica delle società che rispettano le libertà d’espressione e che si articola di solito nelle forme della controinformazione, cioè rivelare cose di cui il discorso pubblico ufficiale non parla, e della critica dell’ideologia, cioè la demistificazione delle ipocrisie, delle contraddizioni e delle parzialità di quella che il discorso pubblico ufficiale presenta come la verità. Le ragioni di questa crisi in Italia oggi non stanno certo nella mancanza di ingegni in grado di ottemperare a questo compito perché al contrario sono numerosi gli scrittori che hanno la preparazione culturale e il rigore morale necessari per svolgerlo, ma piuttosto in mutamenti della società tanto profondi quanto recenti. Dico subito che tra questi mutamenti non considero qui quello dell’apparato mediatico-televisivo perché il discorso critico è sempre stato recepito da piccole minoranze culturalmente e politicamente consapevoli, salvo in alcune circostanze storiche molto particolari, capaci però di tradurre in comportamenti e in risposte anche di massa i suggerimenti creativi che venivano da quello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In particolare penso che siano due i fattori decisivi che hanno determinato il declino del discorso critico. In primo luogo il trionfo dell’individualismo, che si è accompagnato a quel fenomeno che i politici tipo Walter Veltroni chiamano fine delle ideologie, ha ridotto ai minimi termini o cancellato quel processo di politicizzazione dei cittadini che era la base etica e sociale del discorso critico. In pratica il discorso critico ha ragione di essere solo se ci si percepisce come parte di un corpo politico che compie scelte decisive per noi, quando la percezione dominante è, come accade oggi, quella di individui isolati che possono partecipare alla vita politica unicamente in veste di tifosi con il voto o con il televoto, non ha molto senso criticare il discorso ufficiale: se esso non piace, si può andare all’estero perché ci si vergogna di essere italiani o provare a cambiare se stessi con i fiori di Bach, visto che è impossibile cambiare il mondo, o entrare a far parte del popolo della notte. In questo senso è vero, tanto per fare un’osservazione alla maniera di Houellebecq, che nessuna epoca ha mai visto tanta libertà come questa, il problema è che la si paga con una radicale perdita di senso dell’esperienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’altro fattore che ha determinato la crisi del discorso critico riguarda lo statuto della verità nel discorso ufficiale della nostra società e i rapporti di questa con il sapere e il potere. Infatti se il discorso ufficiale nel passato si è sempre presentato come la verità di una società, come la verità del potere, al quale il discorso critico opponeva un’altra verità nascosta che rivelava la menzogna del potere, oggi non è più così perché il discorso ufficiale non pretende di dire la verità, ma semplicemente di dire cose interessanti, utili e piacevoli ad ascoltarsi. A sua volta una trasformazione del genere è stata resa possibile da quella modificazione del sapere che Lyotard ha descritto nel suo ormai trentennale libro La condizione postmoderna (un libro dal destino curioso perché nato quasi come un’apologia di questa trasformazione è divenuto un utile strumento nelle mani di chi voglia riprendere il filo della critica): il sapere postmoderno non punta più a una validazione universale, cioè a cercare di scoprire la verità per usare un’espressione un po’ più sfacciata ma comprensibile, ma alla performatività delle conoscenze parziali, cioè a cercare di conoscere cose che siano utili e spendibili nell’immediato senza troppe domande sulla verità. Ora gran parte del sapere contemporaneo è figlio di questa trasformazione e quindi è indifferente alla verità, e pertanto è naturalmente omogeneo al nuovo tipo di discorso ufficiale fatto dal potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di più, senza una tensione etica, cioè senza porsi una domanda radicale sulla verità, non è possibile nessun discorso critico. Ma se colui che ha il potere può tranquillamente vivere senza la verità perché l’ascolto e l’efficacia delle sue parole vengono per così dire da sé in virtù della posizione che occupa, colui che è escluso dal potere se non parla in nome della verità è come se non parlasse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;Non è una questione astratta questa, ma drammaticamente concreta: oggi l’agenda dei temi da dibattere, anche in ambienti che si vogliono d’opposizione, è scelto sulla base di una supposta efficacia e utilità comunicative: che il senato approvi il decreto legge che privatizza l’acqua pubblica non deve essere discusso perché non interesserebbe il grande pubblico, perché non avrebbe audience. E non è solo un problema di censura, di controllo dei media da parte di una sola persona o di quel gruppo di persone con forti interessi economici che si fanno chiamare sui giornali da loro posseduti “i mercati”, è come se quasi tutti avessero interiorizzato una concezione della democrazia da ufficio stampa, per la quale la libertà di parola coincide con la spendibilità della stessa nel commercio della comunicazione. E la vera democrazia muore perché essa non è un sistema di regole da confermare o da cambiare, ma è una pratica politica collettiva, che vive grazie alla critica.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Giorgio Mascitelli&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Fonte: &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.nazioneindiana.com/2009/11/27/il-declino-del-discorso-critico/#more-26774"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;NAZIONE INDIANA&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-8662551157884754020?l=sudterrae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/8662551157884754020/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/i-fattori-decisivi-che-hanno.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/8662551157884754020?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/8662551157884754020?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/0TxoQwOQh4c/i-fattori-decisivi-che-hanno.html" title="I fattori decisivi che hanno determinato il declino del discorso critico" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/i-fattori-decisivi-che-hanno.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DUAESXw6fSp7ImA9WxNaE0s.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-6488178054868298135</id><published>2009-11-28T01:12:00.004+01:00</published><updated>2009-11-28T01:21:48.215+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-28T01:21:48.215+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Guerra" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Economia e finanza" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="AFRICA" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Petrolio" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Geopolitica - Politologia" /><title>L'ennesimo assalto all'Africa</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxBtDYhKtFI/AAAAAAAADCk/mE2wLdnRfpU/s1600/africa-photos-284.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxBtDYhKtFI/AAAAAAAADCk/mE2wLdnRfpU/s400/africa-photos-284.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408943057360565330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxBs3s1n0-I/AAAAAAAADCc/IhRhhjSOgFU/s1600/africa-photos-284.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;I due biturboelica C-27A erano stati acquistati nel 1990 in Italia dall’allora Aeritalia, oggi Alenia Aeronautica (gruppo Finmeccanica). Si tratta di una versione leggermente modificata degli aerei da trasporto G.222, in dotazione sino al 2005 alla 46^ Aerobrigata dell’Aeronautica militare di Pisa. Si dà poi il caso che il 19 settembre del 2008, proprio 18 G .222 ex AMI sono stati ceduti dal ministero della difesa italiano agli Stati Uniti in cambio di 287 milioni di dollari. Inutile aggiungere che si tratta proprio degli “Spartan” che il Pentagono consegnerà all’Afghan National Army Corps dopo che saranno conclusi i lavori di ricondizionamento delle apparecchiature di bordo, probabilmente proprio negli stabilimenti italiani Alenia. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Grazie a chissà quale ennesimo segreto accordo nel nome della “lotta al terrorismo” e della difesa degli oleodotti petroliferi sulla rotta Asia-Occidente, aerei militari italiani giungeranno via Stati Uniti ad un paese in guerra da otto anni e con un governo delegittimato dalla recente farsa elettorale. E ciò, bypassando i controlli e le autorizzazioni previste dalla legge n. 185 del 1990, che disciplina il commercio delle armi italiane, vietando le esportazioni a paesi belligeranti o i cui governi sono responsabili di “accertate gravi violazioni delle convenzioni sui diritti umani”. La triangolazione potrebbe però aprire scenari interessanti per il complesso militare industriale, specie in vista della coproduzione di una versione più aggiornata del velivolo da trasporto C-27. Si tratta dello “J Spartan”, in grado di superare i 500 Km/h di velocità e di volare con un’autonomia di 5.930 Km a 500 Km/h . &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Nel 2005, Alenia-Finmeccanica, congiuntamente ai colossi statunitensi L-3 Communications Integrated Systems, Boeing, Rolls Royce, Honeywell e Dowty, ha costituito la joint venture Gmas - Global Military Aircraft Systems, candidandosi come principale contractor del programma “Joint Cargo Aircraft” per l’ammodernamento dei mezzi di trasporto militare USA. Il modello offerto al Pentagono, appunto il C-27J, stando alle industrie produttrici, consentirà “molteplici missioni tra le quali il trasporto di truppe, merci e sanitario, il lancio di materiali e di paracadutisti, il pattugliamento marittimo, la ricerca e il soccorso (Sar)”. Con il velivolo, inoltre, verrebbe assicurata “un’elevata efficienza operativa, un’estrema flessibilità d’impiego, le migliori prestazioni per i velivoli della sua categoria in tutte le condizioni operative e caratteristiche uniche d’interoperatività con gli aerei da trasporto di classe superiore in servizio con le forze aeree della NATO”. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;La trattativa tra il consorzio italo-statunitense e il Dipartimento della difesa è stata seguita passo dopo passo dall’allora governo Prodi e si è sbloccata positivamente proprio nei mesi in cui si è concretizzata l’offerta del vecchio scalo “Dal Molin” di Vicenza quale base avanzata delle truppe d’élite aviotrasportate dell’US Army. Nel giugno 2007, in occasione della visita in Italia del presidente Gorge Bush, l’esercito e l’aeronautica militare USA hanno annunciato di volere acquistare sino a 145 velivoli C-27J, con un’opzione per altri 62 velivoli entro dieci anni. Nei piani delle aziende, l’assemblaggio dei C-27J si realizzerebbe negli stabilimenti L-3/Boeing di Waco (Texas) e in quelli di Alenia Aeronautica di Pomigliano (Napoli) e Torino-Caselle. Valore stimato della commessa, tra i sei e i sette miliardi di dollari. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;A raffreddare gli entusiasmi è arrivata però poi la decisione dell’amministrazione USA di ridurre il programma a soli 38 aerei da trasporto; sino ad oggi, però, gli ordini veri e propri da parte de Joint Cargo Aircraft Program Office ammontano a 13 C-27J, per una spesa di “appena” 400 milioni di dollari. A rendere meno cupo l’orizzonte per la joint venture, l’interesse espresso dal Comando per le Operazioni Speciali dell’aeronautica militare USA per una versione modificata del velivolo da usare come “cannoniera volante” (nome in codice, AC-27J Stinger II). Fonti USA riferiscono inoltre che le triangolazioni degli C-27 potrebbero avere un seguito in Ghana. Quattro velivoli starebbero per essere acquistati dal Pentagono alla L-3 Communications Integrated Systems per poi essere rivenduti alle forze aeree del paese dell’Africa occidentale. Sembra poi che la produzione dei C-27J “ghanesi” verrebbe sub-appaltata all’Alenia Aeronautica. Chissà che commesse e fatturati non crescano allora secondo le stime auspicate dai manager Finmeccanica al tempo in cui il governo di Roma si piegava agli scellerati programmi USA di militarizzazione del territorio italiano: oltre al “Dal Molin” di Vicenza, il potenziamento delle infrastrutture di Aviano, Camp Darby, Napoli, Sigonella e Niscemi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Ama Biney&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.contropiano.org/Documenti/2009/Novembre09/27-11-09ManiSulleTerre.htm"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Contropiano&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-6488178054868298135?l=sudterrae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/6488178054868298135/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/lennesimo-assalto-allafrica.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/6488178054868298135?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/6488178054868298135?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/86HkWisl-Po/lennesimo-assalto-allafrica.html" title="L'ennesimo assalto all'Africa" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxBtDYhKtFI/AAAAAAAADCk/mE2wLdnRfpU/s72-c/africa-photos-284.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/lennesimo-assalto-allafrica.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;C04HRn05fyp7ImA9WxNaE0k.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-4554991281214072438</id><published>2009-11-27T18:03:00.004+01:00</published><updated>2009-11-27T18:12:17.327+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-27T18:12:17.327+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="SUD AMERICA" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="MESSICO" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Lavoro" /><title>Messico, equipaggi antisommossa contro il Sindacato Messicano degli Elettricisti (SME)</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxAIZjzN_xI/AAAAAAAADCU/DQRNvYyNriM/s1600/Squadre+antisommossa+messicane.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxAIZjzN_xI/AAAAAAAADCU/DQRNvYyNriM/s200/Squadre+antisommossa+messicane.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408832387671785234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxAILBSNajI/AAAAAAAADCM/fENr372A9bc/s1600/manifestazione-sme-mexico-15-10-09-folla-dallangel.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxAILBSNajI/AAAAAAAADCM/fENr372A9bc/s400/manifestazione-sme-mexico-15-10-09-folla-dallangel.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408832137888361010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;Lo “sciopero civico”, capeggiato da integranti e simpatizzanti del Sindacato Messicano degli Elettricisti (SME), dello scorso mercoledì (11), è finito con una repressione da parte della polizia. La manifestazione – contro la chiusura, da parte dello Stato, della compagnia elettrica Luz y Fuerza del Centro (LyFC) e la dimissione di 44 mila lavoratori, avvenuta lo scorso 10 ottobre- si è conclusa con diverse persone ferite e 10 arresti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In conformità alle informazioni di Telesur, la Polizia Federale del Messico ha scagliato equipaggi antisommossa e gas lacrimogeni contro i manifestanti che si trovavano nelle strade del paese. Le persone trattenute e quattro veicoli sono stati portati al Ministero Pubblico Federale Tlalnepantla, Città del Messico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I manifestanti richiedevano la deroga del decreto sulla chiusura della compagnia e l'allontanamento della Polizia Federale dagli stabilimenti della LyFC. Alle mobilitazioni hanno partecipato non solo gli elettricisti e i lavoratori della compagnia, ma anche organizzazioni sociali, donne, studenti e sindacalisti di varie regioni del paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche gli studenti dell'Università Autonoma del Messico (Unam) hanno promosso mobilitazioni in diversi luoghi. Secondo le informazioni di Kaos en la Red, gli universitari hanno organizzato scioperi all'interno di istituti superiori, Scuola di Scienze Umanistiche Azcapotzalco, Preparatoria 5 e Facoltà di Studi Superiori Acatlan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli studenti dell'Università Autonoma Metropolitana hanno ricevuto opposizioni dai membri della Polizia Federale e dalla polizia del Distretto Federale per aver scioperato nell'edificio Xochimilco. Le mobilitazioni sono avvenute anche nella zona metropolitana di Città del Messico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante il sostegno della popolazione messicana, il governo federale e le autorità locali hanno risposto alla dimostrazione con la repressione. Secondo le informazioni di Kaos en la Red, le manifestazioni hanno ricevuto almeno tre attacchi da parte delle truppe di Polizia Federale Preventiva (PFP) in tre distinte aree del centro Messico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Kaos en la Red, nel Distretto Federale e nello Stato del Messico, le attività della Polizia includevano elicotteri e vari agenti del Corpo dei Granatieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le repressioni sono avvenute anche sulle autostrade Messico-Puebla e Messico-Cuernavaca, dove gli agenti della PFP hanno lanciato gas lacrimogeni per respingere i manifestanti. La repressione più violenta è avvenuta sull'autostrada Messico- Querétaro, con gas lacrimogeni e aggressioni ai lavoratori.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Adital&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Traduzione di &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Ramona Capaldo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.asud.net/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=963%3Amessico-sciopero-nazionale-caratterizzato-dalla-repressione-della-polizia-federale&amp;amp;catid=5%3Amondo&amp;amp;Itemid=39&amp;amp;lang=it"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;A SUD&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-4554991281214072438?l=sudterrae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/4554991281214072438/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/messico-equipaggi-antisommossa-contro.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/4554991281214072438?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/4554991281214072438?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/hyLaRPriFJc/messico-equipaggi-antisommossa-contro.html" title="Messico, equipaggi antisommossa contro il Sindacato Messicano degli Elettricisti (SME)" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/SxAIZjzN_xI/AAAAAAAADCU/DQRNvYyNriM/s72-c/Squadre+antisommossa+messicane.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/messico-equipaggi-antisommossa-contro.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUMESHozcSp7ImA9WxNaE08.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-1488473806474480812</id><published>2009-11-27T12:56:00.002+01:00</published><updated>2009-11-27T13:03:29.489+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-27T13:03:29.489+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Economia e finanza" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Crisi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Lavoro" /><title>LA PROTESTA DEGLI AGRICOLTORI A ROMA: «Risposte contro la crisi o da qui non ci muoviamo»</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sw-_pCqAFuI/AAAAAAAADCE/HKlIH7MEWHI/s1600/agricoltori_sciopero.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 248px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sw-_pCqAFuI/AAAAAAAADCE/HKlIH7MEWHI/s400/agricoltori_sciopero.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408752389303834338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Cinquantasei ore di marcia, 1200 chilometri ai trenta all'ora sulla cima dei loro trattori, una lunghissima marcia dalla Sicilia a Roma. Dieci giorni fa esatti, la prima manifestazione che ha chiamato a Roma agricoltori provenienti da quasi tutte le regioni centromeridionali. Da allora non si sono più mossi, dormono ospiti in una cooperativa agricola alle porte della capitale, e non hanno alcuna intenzione andarsene, come hanno ribadito ieri al presidio sotto il ministero delle politiche agricole, fino a quando dal governo non arriveranno risposte certe.&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Risposte alla loro crisi, che è un'altra grande crisi, parallela a quella che tutti gli altri settori stanno attraversando. Nelle campagne italiane quel che sta detonando è un modello tenacemente costruito almeno negli ultimi quindici anni. Da quando l'Unione europea ha iniziato lo smantellamento della Pac (la politica agricola comune), per imboccare la strada delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni. «La Pac aveva un sacco di problemi, ma il risultato è stato un disastro»», spiega Gianni Fabris che con Altragricoltura segue i comitati spontanei di agricoltori sorti un po' in tutto il mezzogiorno.&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Oggi gli agricoltori dicono di essere giunti «al capolinea». Materialmente, indebitati fino al collo e con le banche che non esitano a pignorare terreni e macchinari, ma anche psicologicamente, uomini che «dopo anni di investimenti e sacrifici» non possono più garantire un futuro ai propri figli. Sono costretti a produrre sottocosto: «Prendi le patate. Ci costano 15 centesimi al chilo, le vendiamo a 8, e il cittadino al supermercato le paga 1 euro al chilo». Tanta è la sproporzione, e tale il rincaro dalla terra alla tavola, che gli ortaggi a volte non vale nemmeno la pena di raccoglierli, raccontano gli agricoltori. Così chili su chili di frutta e verdura restano nei campi a marcire o, quando già raccolti, finiscono al macero. «È la terra che buttiamo. Perchè tanti bambini muoiono di fame e noi siamo costretti a buttare i nostri prodotti?», hanno chiesto in occasione del vertice Fao a Roma. La risposta è stata un'altra domanda: «Perchè sulla vostra buona pizza italiana ci finiscono i pomodori cinesi?», ha chiesto un dirigente Fao agli agricoltori che durante il vertice hanno organizzato un sit in. «Perchè i nostri pomodori restano nei campi», gli hanno risposto.&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Gli agricoltori sono convinti che quella del libero mercato sia tutta un'invenzione. Il mercato si è globalizzato, è vero, ma i metodi (e le regole) di coltivazione restano diverse paese per paese: «Ci impongono di coltivare in un certo modo, ma se gli agricoltori francesi fanno altrimenti, questo ha delle ricadute sui prezzi». Oggi a fare i prezzi, raccontano, è un 'cartello' di multinazionali. Dettano legge, e il diniego non è contemplato, perchè ci sono chili su chili di pomodori cinesi o siriani pronti ad arrivare sulle nostre tavole se dalle campagne italiane si decide che a quel prezzo non si vende. «In Italia è sufficiente lavorare qui un prodotto perchè diventi, automaticamente, italiano anche se è stato prodotto altrove», ragionavano ieri gli agricoltori radunati davanti al ministero delle politiche agricole. In altre parole: se entra un'automobile nel nostro paese deve essere certificata e omologata, una cassa di pomodori o di patate, invece no.&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;E dire che loro, piccoli e medi agricoltori per lo più, la loro frutta e verdura la «regalerebbero» anche. Non chiedono profitti, ma «sopravvivenza», e come spesso si sente ultimamente, «un lavoro, ti rendi conto, siamo qui per chiedere di lavorare». Non chiedono neppure di aumentare il prezzo alla produzione, ma che perlomeno sia il governo a sobbarcarsi della differenza. Anche perchè sommersi dai debiti come sono, non possono neppure utilizzare i fondi che l'Unione europea stanzia e che invece si potrebbero destinare alla sanatoria dei debiti.&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Ieri, come anche nelle scorse settimane, la protesta è dilagata anche in Puglia: lunghe file di trattori hanno bloccato il traffico un po' ovunque. Al governo, nell'immediato, gli agricoltori chiedono «una moratoria delle ingiunzioni nei confronti delle aziende agricole e anche dei debiti Inps, alle regioni, alcune delle quali hanno già dichiarato lo stato di crisi per l'agricoltura, «un riordino dei prorpi strumenti d'intervento». Un miliardo di euro circa, dice Gianni Fabris, su cui il governo si è impegnato. Il 4 dicembre dovrebbe esserci una risposta, loro aspettano e per quel giorno hanno già organizzato una manifestazione.&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Sara Farolfi &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20091126/pagina/04/pezzo/265592/"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;il manifesto&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-1488473806474480812?l=sudterrae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/1488473806474480812/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/la-protesta-degli-agricoltori-roma.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/1488473806474480812?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/1488473806474480812?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/3e8hqLd-ltg/la-protesta-degli-agricoltori-roma.html" title="LA PROTESTA DEGLI AGRICOLTORI A ROMA: «Risposte contro la crisi o da qui non ci muoviamo»" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sw-_pCqAFuI/AAAAAAAADCE/HKlIH7MEWHI/s72-c/agricoltori_sciopero.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/la-protesta-degli-agricoltori-roma.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUMESHoyfSp7ImA9WxNaE08.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-2628746606307582172</id><published>2009-11-27T12:48:00.003+01:00</published><updated>2009-11-27T13:03:29.495+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-27T13:03:29.495+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Economia e finanza" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Crisi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Lavoro" /><title>Erano sulle tracce delle cosiddette "navi dei veleni", adesso ptrotestano sul tetto</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sw-93YsGV2I/AAAAAAAADB8/8itdT0w8_wE/s1600/ispra.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 225px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sw-93YsGV2I/AAAAAAAADB8/8itdT0w8_wE/s400/ispra.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408750436713125730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Foto tratta da "www.nonsparateallaricerca.org"&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Dal primo gennaio 200 precari dell'Ispra rischiano il posto&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Dai tetti dell'Ispra di via Casalotti, a Roma, il mare non si vede proprio. Ma la trentina di ricercatori precari che da martedì mattina vi si è arrampicata su per protestare contro il piano licenziamenti, sa che il mare potrebbe sparire definitivamente dall'orizzonte della loro vita lavorativa. Sono oceanografi, biologi marini, geologi, chimici, esperti in scienze ambientali che da anni lavorano con contratti precari (co.co.co, assegni di ricerca, borse di studio, contratti occasionali a tempo determinato) per l'Icram, l'istituto per la ricerca applicata al mare, confluito poi per effetto della legge 133/08 nell'Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale, ente vigilato dal ministero dell'Ambiente tramite un commissario straordinario. Tra loro anche alcuni dei ricercatori che il 20 settembre partirono sulla nave oceanografica dell'Ispra Astrea e poi sulla Mare Oceano della Geolab - più attrezzata - per compiere rilievi al largo di Cetraro, in Calabria, sulle tracce delle cosiddette "navi dei veleni". Senza di loro nemmeno quell'operazione sarebbe stata possibile.&lt;br /&gt;«Un mare di precari in un mare di guai», hanno scritto sullo striscione tirato giù dal tetto dove hanno deciso di trasferirsi almeno fino a quando qualcuno non dirà loro quale futuro li attende e cosa ne sarà dei loro lavori, destinati a naufragare come tutta la ricerca ambientale in Italia. Tra loro molti delegati sindacali dell'Usi Rdb Ricerca, perché la protesta è cominciata proprio con un'assemblea indetta dal sindacato di base. Dal primo gennaio prossimo, infatti, 200 precari storici dell'Icram verranno messi alla porta come è già avvenuto ad altri 250 loro colleghi nel giugno scorso, raggiungendo così complessivamente un taglio del 40% del personale in forze all'inizio del 2009. I ricercatori, che hanno trascorso già due notti all'addiaccio sul tetto dell'istituto muniti di brandine e sacchi a pelo, hanno chiesto almeno di incontrare il commissario straordinario dell'Ispra, ma del prefetto Vincenzo Grimaldi nessuna traccia.&lt;br /&gt;La dieta dimagrante messa in atto dalla legge 133 e dal decreto Brunetta secondo i ricercatori «non è finalizzata al risparmio, ma allo smantellamento dell'ente pubblico in modo da poter controllare e indirizzare la ricerca scientifica secondo i bisogni dell'industria, e favorire gli istituti privati dove, non a caso, molti di noi vengono ricollocati con condizioni contrattuali addirittura peggiori di quelle attuali», spiega Michela Mannozzi, al lavoro precario da sei anni sul monitoraggio marino. D'altra parte i ricercatori del mare sono troppo specializzati per poter trovare lavoro nello stesso campo in Italia. Una vecchia storia, insomma, che segue il filo delle università trasformate in fondazioni e ricalca la notizia diffusa ieri dall'Invg secondo cui il monitoraggio dei terremoti, scippato agli scienziati, passerebbe alla Protezione civile. Ed infatti qualche giorno fa il ministero dell'Ambiente ha lanciato un bando di gara da oltre un milione di euro per la costruzione di una banca dati sulle diversità ambientali pur sapendo che, come scrive in una lettera inviata dal dirigente del Servizio tutela delle biodiversità, Paolo Gasparri, a Grimaldi, «l'Ispra ha già tutte le conoscenze e i mezzi necessari per realizzarla».&lt;br /&gt;«Fanno i tagli senza nemmeno l'idea di una governance», lamenta Ezio Amato, dirigente tecnologico delle emergenze ambientali in mare, unico assunto tra gli inviati speciali a caccia delle "navi dei veleni". Il gruppo di Amato, per esempio, da gennaio si ridurrà da 13 a due ricercatori. «È impossibile - spiega - sostituire un ricercatore con competenze tanto dettagliate e particolari». «A differenza degli altri due enti che sono stati accorpati nell'Ispra - aggiunge Mannozzzi - l'Icram riceve pochissimi fondi ministeriali e le nostre ricerche sono finanziate soprattutto con fondi esterni: europei, regionali, degli enti portuali. Rinunciando a noi e ai nostri lavori, l'Ispra rinuncia anche ai soldi che con tante difficoltà avevamo trovato».&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;Gli scienziati del mare non hanno alcuna intenzione di mollare: «Chiediamo di trasformare tutti i contratti a tempo determinato, cosa possibile per ricercatori di "chiara fama", secondo l'articolo 5 del contratto nazionale». A scendere, almeno fino al primo dicembre, giorno in cui è previsto il primo tavolo di incontro tra commissario e sindacati, non ci pensano nemmeno.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Eleonora Martini &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20091126/pagina/05/pezzo/265596/"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;il manifesto&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-2628746606307582172?l=sudterrae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/2628746606307582172/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/erano-sulle-tracce-delle-cosiddette.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/2628746606307582172?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/2628746606307582172?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/svw6L2TDuBU/erano-sulle-tracce-delle-cosiddette.html" title="Erano sulle tracce delle cosiddette &quot;navi dei veleni&quot;, adesso ptrotestano sul tetto" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sw-93YsGV2I/AAAAAAAADB8/8itdT0w8_wE/s72-c/ispra.jpeg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/erano-sulle-tracce-delle-cosiddette.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUMESHs7eCp7ImA9WxNaE08.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-7877090848232366429</id><published>2009-11-27T00:06:00.005+01:00</published><updated>2009-11-27T13:03:29.500+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-27T13:03:29.500+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Video" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Economia e finanza" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Crisi" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Lavoro" /><title>Manganelli contro lavoro e lavoratori</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sw8REhPN6ZI/AAAAAAAADB0/khkPz2KtmYE/s1600/manganelli+contro+lavoratori.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 289px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sw8REhPN6ZI/AAAAAAAADB0/khkPz2KtmYE/s400/manganelli+contro+lavoratori.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408560446834600338" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/RsVM3_gCIgg&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;color1=0x5d1719&amp;amp;color2=0xcd311b" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli operai dell'Alcoa dei due stabilimenti italiani oggi hanno invaso il centro di Roma, molto determinati a difendere il loro posto di lavoro e il futuro di migliaia di famiglie. A rischio ci sono 720 operai diretti, a cui si aggiungono un centinaio di lavoratori delle aziende di manutenzione e circa un migliaio di operatori dell'indotto.Questa mattina, a partire dalle 10.30, in più di mille hanno sfilato da Piazza della Repubblica, dopo essere arrivati in tanti dallo stabilimento occupato di Portovesme, nel Sulcis sardo, ma anche da Fusina (Marghera). Dopo aver marciato molto lentamente ma anche molto rumorosamente dietro lo striscione "Energia e basta" hanno deciso di non proseguire sul percorso prestabilito (via Molise), ed in largo Santa Susanna hanno deviato in via Bissolati, forzando il cordone della polizia per spingersi fin sotto il Ministero dello Sviluppo Economico (il cui titolare Scajola però non si è fatto trovare visto che era all’estero…) e individuando anche la vicina ambasciata americana come luogo sotto il quale portare la protesta (visto che l'Alcoa è una multinazionale statunitense).Intorno alle 12,40, di fronte al tentativo di sfondamento del cordone di polizia da parte degli operai, le forze dell'ordine presenti in gran numero ed in assetto antisommossa hanno caricato, cercando di impedire che i lavoratori raggiungessero sedi che evidentemente non potevano avvicinare per ordini superiori. Ma alle manganellate gli operai hanno resistito, non disperdendosi e continuando a manifestare contro la prospettiva sempre più concreta della chiusura degli stabilimenti e della cassa integrazione. Ieri infatti l’azienda ha comunicato che questo provvedimento scatterà per tutti e 2000 dipendenti del gruppo dal prossimo 20 di dicembre. Bel regalo di Natale! Alla conferma della cassa integrazione da parte dell’azienda giunta durante la manifestazione gli operai, che manifestavano in alcuni casi insieme alle loro famiglie e accompagnati dai gonfaloni e dai sindaci di ben 23 comuni dell’Iglesiente, hanno risposto con un sonoro ‘buuuuh’ collettivo. “Noi la cassa integrazione non la vogliamo, non possiamo mantenere le nostre famiglie con la cassa integrazione. Vogliamo lavorare e guadagnarci il nostro stipendio lavorando onestamente” ha detto ai nostri microfoni Pierpaolo Gai, un lavoratore dell’Alcoa di Portovesme e delegato sindacale.«Le forze dell'Ordine non hanno effettuato alcun tipo di intervento repressivo né tantomeno fatto uso di manganelli, ma solo azioni di contenimento» hanno detto dalla Questura tramite un comunicato ufficiale, ma un operaio sardo di 40 anni è finito all'ospedale per le botte prese in testa durante gli scontri tra polizia e lavoratori. Lo hanno spiegato fonti sindacali che parlano di un «colpo alla tempia ricevuto durante la carica degli agenti in tenuta antisommossa nel momento in cui il corteo ha deviato dal percorso previsto». E a smentire la Questura di Roma ci sono parecchi video, tra i quali quello visibile a questo link http://www.youtube.com/watch?v=RsVM3_gCIgg nel quale si vedono distintamente alcuni celerini usare il loro manganello contro i lavoratori.Il lavoratore colpito alla testa è stato costretto a ricorrere alla cure mediche e, secondo quanto riferito dai manifestanti, l'autoambulanza è arrivata dopo circa 38 minuti di attesa. A quanto affermano i manifestanti, che hanno accolto l'ambulanza con un «vergogna», il «lavoratore ferito ha perso i sensi due volte».Al momento dello sfondamento del cordone di Polizia a Piazza Barberini i lavoratori imbestialiti dalle tante promesse non mantenute hanno letteralmente travolto agenti e sindacalisti che tentavano di convincerli a starsene buoni. Dopo aver appreso che il titolare del Ministero delle Attività Produttive Scajola non c’era e che probabilmente non gli sarebbe stato permesso di arrivare sotto Palazzo Chigi la rabbia è esplosa. Venerdì scorso, quando i lavoratori avevano occupato gli stabilimenti di Portovesme ‘trattenendo’ per alcune ore alcuni manager mentre tre colleghi salivano per protesta su una gru alta decine di metri, l’azienda e il governo avevano cercato di smontare la protesta facendo promesse presto rivelatesi false e infondate. Il che ha aumentato la tensione, tanto che lunedì un commando di lavoratori ha occupato per quattro ore la centrale dell’Enel di Portovesme impendendo lo scarico del combustibile fossile da una nave mentre proseguiva il blocco delle consegne dell’alluminio ai clienti della multinazionale USA.Dopo lo scontro operai-polizia la delegazione sindacale che già era stata ricevuta al ministero del lavoro ha interrotto le trattative per incontrare i manifestanti. Gli operai dell'Alcoa, ai quali è stato impedito di raggiungere Palazzo Chigi, si sono quindi spostati in presidio in piazza Barberini, mentre al ministero sono ripartire le trattative. Nella piazza hanno sfilato, come è consuetudine, il leader della CGIL Guglielmo Epifani e quello dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro. Ma i lavoratori non hanno accettato di buon grado di essere ‘sequestrati’ a Piazza Barberini senza avere l’opportunità di raggiungere in massa le sedi del governo: a lungo hanno gridato slogan, e poi ad un certo punto hanno cominciato a battere i loro caschi sul selciato, hanno usato fumogeni. Dopo di che alcuni gruppi di operai hanno di nuovo tentato di forzare i cordoni dei Celerini che circondavano tutta la piazza. Afferma la Questura in una sua nota: "I manifestanti hanno lanciato in più riprese alcune sedie di un bar della piazza e bottiglie contro gli uomini delle Forze dell'Ordine”.A metà pomeriggio dall’interno del Ministero arriva la notizia che l’azienda sarebbe stata convinta a rinunciare per ora alla cassa integrazione. ''C'e' l'accordo che prevede il ritiro della procedura di cassa integrazione prevista per i lavoratori Alcoa degli stabilimenti di Fusina in Veneto e Portovesme in Sardegna. Ci rivedremo per un primo confronto tra le parti al dicastero dello Sviluppo economico il prossimo 9 dicembre'' ha detto Mario Ghini, segretario nazionale della Uilm, dopo quasi sei ore di trattativa tra sindacati, amministratori regionali, azienda e governo. ''L'intesa - specifica Ghini - prevede l'istituzione di un tavolo permanente di natura tecnica per definire tutti gli strumenti utili all'approvvigionamento energetico a prezzi calmierati nel rispetto di quanto previsto dal decreto legge sulla competitività.” Il dirigente della Uil si dice soddisfatto, i lavoratori non si fidano e annunciano che torneranno di nuovo a Roma, ancora più numerosi, se l’azienda si rimangiasse l’impegno sottoscritto oggi come è già accaduto tante volte in passato.  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Marco Santopadre&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt; - Radio Città Aperta&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.radiocittaperta.it/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=2762&amp;amp;Itemid=9"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Radiocittaperta.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-7877090848232366429?l=sudterrae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/7877090848232366429/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/manganelli-contro-lavoro-e-lavoratori.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/7877090848232366429?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/7877090848232366429?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/CGqo9ENMVuI/manganelli-contro-lavoro-e-lavoratori.html" title="Manganelli contro lavoro e lavoratori" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sw8REhPN6ZI/AAAAAAAADB0/khkPz2KtmYE/s72-c/manganelli+contro+lavoratori.JPG" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/manganelli-contro-lavoro-e-lavoratori.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0ACSHs6fyp7ImA9WxNaEkk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-493137890830817998</id><published>2009-11-26T16:28:00.003+01:00</published><updated>2009-11-26T16:36:09.517+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-26T16:36:09.517+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Informazione" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Giustizia" /><title>Il Giornale, i suoi lettori e il giornalista-autore del falso volantino delle Brigate Rosse con cui si autominaccia</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sw6gXupg24I/AAAAAAAADBs/vesZ9bc6wag/s1600/giornali.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sw6gXupg24I/AAAAAAAADBs/vesZ9bc6wag/s400/giornali.gif" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408436532038130562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Due intere pagine di messaggi solidali. Che restano in Rete, a rendere ancora più paradossale la vicenda di Francesco Guzzardi, collaboratore del Giornale. Guzzardi è infatti l'autore del falso volantino delle Brigate Rosse trovato la settimana scorsa sotto la portad'ingresso della redazione locale del quotidiano. A tradire il giornalista, denunciato dalla Digos per simulazione di reato e procurato allarme, la prova calligrafica a cui reporter 50enne era stato sottoposto dagli inquirenti, che cercavano di capire la provenienza del volantino che conteneva minacce alla redazione, al capo della sede Massimiliano Lussana e allo stesso&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;collaboratore, per alcune inchieste sulla circoscrizione genovese della Valbisagna. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Ma il solidale popolo del Giornale non molla: "Caro Francesco, conservo i tuoi articoli e resoconti nella mia rassegna stampa come esempio del coraggio «normale» e quotidiano di un lavoratore, di un giornalista «colpevole» di informare e svolgere attentamente il proprio mestiere. Forza Francesco, forza «Il Giornale». Forza! Con affetto. Milena Pizzolo Ass. Territorio Municipio Centro Est. E ancora: "Sono un lettore dal primo numero e per la prima volta scrivo a quello che considero anche un po’ il mio Giornale per dare tutta la mia solidarietà al dottor Francesco Guzzardi e alla redazione per i vili attacchi che vi sono stati rivolti. Vi prego, continuate così, la libertà di idee e di valori che vi contraddistingue è un baluardo per noi lettori. Continuate a informarci di ciò che accade e denunciare le malefatte di certa politica. Antonio Schenone".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Guzzardi avrebbe confessato agli agenti di aver agito per far uscire allo scoperto una vicenda di minacce gravi da parte di malavitosi e  di nomadi della periferia genovese della quale lo stesso giornalista e la sua famiglia sarebbero stati oggetto nelle scorse settimane. Il giorno dopo la falsa lettera di minacce delle Br, il giornalista aveva scritto un appassionato elzeviro: "Per me, non lo nego, il mio lavoro è una missione. Quella di raccontare i fatti, cercare i retroscena, portare alla luce le ombre di una cattiva amministrazione del territorio che da oltre 10 anni porto avanti per cercare di migliorare la Valbisagno, vallata che amo e dove vivo. Una zona dove, nel giro di 20 anni, sono cambiate (in peggio) talmente tante cose da renderla irriconoscibile a coloro che da sempre la abitano e considerata, da chi la segue da lontano, area degradata e, come l'ha definita Roberto Cassinelli in occasione dell'incontro in Municipio, zona del terzo mondo. Ho sempre ritenuto importante informare la gente di fatti che reputo gravi.... Impossibile non descrivere i disagi degli abitanti di San Gottardo a causa di frequenti scippi, risse e vigliacche angherie alle quali sono sottoposte mamme e bambini che frequentano i giardini pubblici per colpa degli extracomunitari che da anni bivaccano in zona. Indisturbati. Talmente tanti problemi da raccontare e denunciare per i quali ci vorrebbe, ogni giorno, una pagina intera del giornale". &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;A proposito di pagine intere, la notizia di Guzzardi non ha trovato spazio nell'edizione nazionale del quotidiano diretto da Feltri. Neppure cinque righe.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Fonte: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.unita.it/news/italia/91818/cronista_del_giornale_si_autominaccia"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;l'Unità&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-493137890830817998?l=sudterrae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/493137890830817998/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/il-giornale-i-suoi-lettori-e-il.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/493137890830817998?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/493137890830817998?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/E5S5p3BtiRM/il-giornale-i-suoi-lettori-e-il.html" title="Il Giornale, i suoi lettori e il giornalista-autore del falso volantino delle Brigate Rosse con cui si autominaccia" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sw6gXupg24I/AAAAAAAADBs/vesZ9bc6wag/s72-c/giornali.gif" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/il-giornale-i-suoi-lettori-e-il.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;Dk8NRno7cSp7ImA9WxNaEk8.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-1299763373930444573</id><published>2009-11-26T09:34:00.003+01:00</published><updated>2009-11-26T09:41:37.409+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-26T09:41:37.409+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Ambiente" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Leggi - Regolamenti" /><title>"Maledetti voi ricchi....!" Maledetti coloro che hanno votato per la mercificazione dell'acqua</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sw4_Eeq8iNI/AAAAAAAADBk/gYLVXA6_wm8/s1600/privatizzazione+acqua.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sw4_Eeq8iNI/AAAAAAAADBk/gYLVXA6_wm8/s400/privatizzazione+acqua.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408329548703762642" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;Non posso usare altra espressione per coloro che hanno votato per la privatizzazione dell'acqua, che quella usata da Gesù nel Vangelo di Luca, nei confronti dei ricchi : "Maledetti voi ricchi....!" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maledetti coloro che hanno votato per la mercificazione dell'acqua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi continueremo a gridare che l'acqua è vita, l'acqua è sacra, l'acqua è diritto fondamentale umano.&lt;br /&gt;E' la più clamorosa sconfitta della politica. E' la stravittoria dei potentati economico-finanziari, delle lobby internazionali. E' la vittoria della politica delle privatizzazioni, degli affari, del business.&lt;br /&gt;A farne le spese è ‘sorella acqua', oggi il bene più prezioso dell'umanità, che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l'aumento demografico. Quella della privatizzazione dell'acqua è una scelta che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese (bollette del 30-40% in più, come minimo), ma soprattutto dagli impoveriti del mondo. Se oggi 50 milioni all'anno muoiono per fame e malattie connesse, domani 100 milioni moriranno di sete. Chi dei tre miliardi che vivono oggi con meno di due dollari al giorno, potrà pagarsi l'acqua?"&lt;br /&gt;Noi siamo per la vita, per l'acqua che è vita, fonte di vita. E siamo sicuri che la loro è solo una vittoria di Pirro. Per questo chiediamo a tutti di trasformare questa ‘sconfitta' in un rinnovato impegno per l'acqua, per la vita, per la democrazia. Siamo sicuri che questo voto parlamentare sarà un "boomerang" per chi l'ha votato.&lt;br /&gt;Il nostro è un appello prima di tutto ai cittadini, a ogni uomo e donna di buona volontà. Dobbiamo ripartire dal basso, dalla gente comune, dai Comuni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo chiediamo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AI CITTADINI di&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* protestare contro il decreto Ronchi, inviando e-mail ai propri parlamentari;&lt;br /&gt;* creare gruppi in difesa dell'acqua localmente come a livello regionale;&lt;br /&gt;* costituirsi in cooperative per la gestione della propria acqua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AI COMUNI di&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* indire consigli comunali monotematici in difesa dell'acqua;&lt;br /&gt;* dichiarare l'acqua bene comune, 'privo di rilevanza economica';&lt;br /&gt;* fare la scelta dell'AZIENDA PUBBLICA SPECIALE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA NUOVA LEGGE NON IMPEDISCE CHE I COMUNI SCELGANO LA VIA DEL TOTALMENTE PUBBLICO, DELL'AZIENDA SPECIALE, DELLE COSIDETTE MUNICIPALIZZATE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AGLI ATO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* ai 64 ATO (Ambiti territoriali ottimali), oggi affidati a Spa a totale capitale pubblico, di trasformarsi in Aziende Speciali, gestite con la partecipazione dei cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ALLE REGIONI di&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* impugnare la costituzionalità della nuova legge come ha fatto la Regione Puglia;&lt;br /&gt;* varare leggi regionali sulla gestione pubblica dell'acqua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AI SINDACATI di&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* pronunciarsi sulla privatizzazione dell'acqua;&lt;br /&gt;* mobilitarsi e mobilitare i cittadini contro la mercificazione dell'acqua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AI VESCOVI ITALIANI di&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* proclamare l'acqua un diritto fondamentale umano sulla scia della recente enciclica di Benedetto XVI, dove si parla dell'"accesso all'acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni o discriminazioni" (27);&lt;br /&gt;* protestare come CEI (Conferenza Episcopale Italiana) contro il decreto Ronchi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ALLE COMUNITA' CRISTIANE di&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* informare i propri fedeli sulla questione acqua;&lt;br /&gt;* organizzarsi in difesa dell'acqua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AI Partiti di&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* esprimere a chiare lettere la propria posizione sulla gestione dell'acqua;&lt;br /&gt;* farsi promotori di una discussione parlamentare sulla Legge di iniziativa popolare contro la privatizzazione dell'acqua, firmata da oltre 400.000 cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;L'acqua è l'oro blu del XXI secolo. Insieme all'aria, l'acqua è il bene più prezioso dell'umanità. Vogliamo gridare oggi più che mai quello che abbiamo urlato in tante piazze e teatri di questo paese: "L'aria e l'acqua sono in assoluto i beni fondamentali ed indispensabili per la vita di tutti gli esseri viventi e ne diventano fin dalla nascita diritti naturali intoccabili - sono parole dell'arcivescovo emerito di Messina, G. Marra. L'acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne illecito profitto, e pertanto si chiede che rimanga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubbliche, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione al costo più basso possibile."&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Alex&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Zanotelli&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.megachipdue.info/tematiche/beni-comuni/1267-acqua-privatizzata-maledetti-voi.html"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Megachip&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Note:&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Chi vuole aderire alla Lettera di Zanotelli scriva un'email all'indirizzo:&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;beni_comuni@libero.it&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-1299763373930444573?l=sudterrae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/1299763373930444573/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/maledetti-voi-ricchi-maledetti-coloro.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/1299763373930444573?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/1299763373930444573?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/5SHqoO1bH04/maledetti-voi-ricchi-maledetti-coloro.html" title="&quot;Maledetti voi ricchi....!&quot; Maledetti coloro che hanno votato per la mercificazione dell'acqua" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sw4_Eeq8iNI/AAAAAAAADBk/gYLVXA6_wm8/s72-c/privatizzazione+acqua.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/maledetti-voi-ricchi-maledetti-coloro.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0QBSHc8fSp7ImA9WxNaEUQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-4571494011175546509</id><published>2009-11-26T00:10:00.005+01:00</published><updated>2009-11-26T00:22:39.975+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-26T00:22:39.975+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="SPAGNA" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ITALIA" /><title>Ignazio La Russa, MINISTRO DELLA DIFESA DELLA REPUBBLICA ITALIANA: "Ed io spero che LE VENGA UN CANCRO..."</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sw26v-J5N-I/AAAAAAAADBc/vAD2qiRZJg0/s1600/la_russa.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 255px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sw26v-J5N-I/AAAAAAAADBc/vAD2qiRZJg0/s400/la_russa.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408184060842948578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = "fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_bg = "Fff588";&lt;br /&gt;heyos_color_link = "de7008";&lt;br /&gt;heyos_color_text = "000000";&lt;br /&gt;heyos_color_url = "000000";&lt;br /&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Salve,&lt;br /&gt;sono un ragazzo di 31 anni che da due anni lavora e vive a Barcellona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premetto che purtroppo non abbiamo filmati ne' una documentazione audio circa l'accaduto, perciò posso solo limitarmi a raccontarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano circa le 17 di martedì: io e i miei colleghi di lavoro ci godevamo gli ultimi minuti di pausa prima di tornare al lavoro. Improvvisamente qualcuno riconosce una nota fisionomia, la figura di un signore seduto al tavolino di un bar di Plaza Catalunya...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E' La Russa!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E che cosa faceva il nostro ministro li', a pochi metri a godersi la mite temperatura catalana?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma, chiaro, era venuto a vedere la "sua" Inter, impegnata nella partita di Champions contro il Barcellona (solo un'ipotesi, inizialmente, poi praticamente confermata da lui stesso).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;Bene, per farla breve, qualcuno di noi non ha resistito, vista la ghiotta occasione, e si è così avvicinato al Sor Ignazio...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa la sua frase (ovviamente una provocazione, legittima, anzi, dovuta):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Salve Ministro (stringendogli la mano), spero che la partita le vada male, così come sta andando male il nostro Paese guidato dal suo Governo..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una provocazione, certo, ma, garbata, mi pare...&lt;br /&gt;Ed ecco l'incredibile risposta del signor Ignazio La Russa, ricordo MINISTRO DELLA DIFESA DELLA REPUBBLICA ITALIANA:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ed io spero che LE VENGA UN CANCRO..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UN CANCRO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa la vergognosa risposta di un MINISTRO alla provocazione di un cittadino italiano, un ragazzo di 26 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"SPERO CHE LE VENGA UN CANCRO".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bè, lo so che non c'è nessuna prova o documento ma noi qui siamo in molti a poterlo testimoniare (eravamo un poco lontani ma eravamo li').&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che si debba cmq sapere (anzi, forse meglio dire "ribadire") quale sia la caratura e il livello di chi in questo momento ci sta governando, l'arroganza, la maleducazione, la "violenza" verbale che questi signori si permettono di utilizzare nei confronti dei propri cittadini (di parte avversa, s'intende, ma pur sempre cittadini...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fine della storia, spero che venga diffusa il più possibile, almeno sul web.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Marco Pidalà &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Davide Sellari &lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Barcellona&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/politica/lettera-la-russa/lettera-la-russa/lettera-la-russa.html"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;la Repubblica.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-4571494011175546509?l=sudterrae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/4571494011175546509/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/ignazio-la-russa-ministro-della-difesa.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/4571494011175546509?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/4571494011175546509?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/kypk9vNTARI/ignazio-la-russa-ministro-della-difesa.html" title="Ignazio La Russa, MINISTRO DELLA DIFESA DELLA REPUBBLICA ITALIANA: &quot;Ed io spero che LE VENGA UN CANCRO...&quot;" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sw26v-J5N-I/AAAAAAAADBc/vAD2qiRZJg0/s72-c/la_russa.jpg" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/ignazio-la-russa-ministro-della-difesa.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CkAERHY9eyp7ImA9WxNaEUo.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-9033876778144564869.post-214216640512937511</id><published>2009-11-25T18:32:00.003+01:00</published><updated>2009-11-25T18:38:25.863+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2009-11-25T18:38:25.863+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="SUD AMERICA" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="Indigeni" /><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="PARAGUAY" /><title>Paraguay, multinazionale agroindustriale intossica oltre 200 indigeni Ava-Guaranì</title><content type="html">&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sw1rb4uGrkI/AAAAAAAADBU/zqCL6VZyulU/s1600/Ava+guaran%C3%AC.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sw1rb4uGrkI/AAAAAAAADBU/zqCL6VZyulU/s400/Ava+guaran%C3%AC.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408096854368235074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;br /&gt;heyos_ad_user = 8636;&lt;br /&gt;heyos_ad_type = "G";&lt;br /&gt;heyos_ad_format = "4";&lt;br /&gt;heyos_color_border = 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E' molto sospetto il caso di intossicazione colletiva accusato da oltre 200 indigeni Ava-Guarani, abitanti della regione orientale dell'Alto Guaraní, in Paraguay. Il caso risale a una settimana fa, riguarda cinque comunitá della popolazione di Santo Tomas Ytakyry. Gli intossicati soffrono di cefalea, vomito, nausee e diarrea dopo aver inalato un coktail di agrochimici. Il punto è che non si tratta di un incidente: sembra proprio che terre e villaggi guaranì siano stati deliberatamente «fumigati», un capitolo terribile della disputa in corso con un'impresa agroindustriale che punta alle loro terre per coltivarvi soja (transgenica). La cosa è stata riconosciuta dalla ministra della salute del paese sudamericano, Esperanza Martinez. Il ministero dell'ambiente e quello degli affari indigeni hanno confermato, in separato comunicati, che ben 2.500 ettari sono stati fumigati ( benché non siano attualmente coltivati) per tentare di sloggiare dalla zona le popolazioni indigene, che reclamano queste terre per diritto ancestrale. Segnalano anche che i trattori dell'azienda hanno distrutto un cimitero tradizionale, un centro di culto (Jeroky Aky) e una scuola media, con l'obiettivo evidente di cancellare la presenza indigena nella zona. Cinque persone sono state ospedalizzate, in condizioni gravi. «Preferiamo morire qui nelle nostre terre che andare a elemosinare nelle strade della città» dichiarava un giovane guaranì al reporter di El Ciudadano (www.elciudadano.cl). Un dirigente dell'associazione degli agricoltori dell'Alto Paranà denuncia la «mafia della soia che usa veleni per cacciare via la gente con la complicità delle autorità»: e afferma che per fumigare la popolazione indigena e distruggere le loro coltivazioni è stato usato l'areo del latifondista Titté Alfonso. Le autorità ambientali, per ordine pare dello stesso presidente Lugo, ha aperto un procedimento imputando due brasiliani del delitto «di ecocidio e uso di sostanze tossiche non autorizzate».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;La disputa per queste terre dura ormai da tempo. I coloni brasiliani e le companie della soja hanno acquistato all'inizio degli anni '80, con inganni e mazzette ai politici della regione, le terre indigene per coltivarvi soia transgenica. Gli Ava-Guaraní sei mesi fa hanno occupato queste terre, che considerano ancestrali, sostenuti in questo da un titolo agrario del 1995. Hanno installato degli accampamenti e cominciato a coltivare ortaggi, manioca e mais per autoconsumo. I coloni brasiliani, che non riuscivano a far applicare l'ordinanza di sgombero dettata da un tribunale locale - anzi, sono stati «aggrediti» con freccie e lance dai contadini guaranì, hanno deciso di bombardarli con agrochimici. All'inizio della settimana una commisione parlamentare incaricata di indagare l'ecocidio è stata cacciata via perché, secondo i rappresentanti guaraní, «sono complici delle autoritá giudiziare locali e fanno solamente politica. Quello che vogliamo è che ci lascino vivere in pace e che smettano di cacciarci come animali».&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Nell'altro estremo del Paraguay, nelle foreste tropicali di una delle comunitá indigene amazzoniche fra le piú isolate, i todobiegosode, è incominciata invece la deforestazione da parte della compagnia brasiliana di allevamenti bovini Yaguarete Pora Sa. Lo denuncia la ong Survival, sulla base di foto satellitari, che informa che si stanno tagliando alberi illegalmente per fare spazio ai pascoli bovini - nonostante mesi fa il ministero dell'ambiente avesse revocato il permesso di estrazione di legna a questa impresa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Fulvio Gioanetto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Link: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.ilmanifesto.it/archivi/terra-terra/nocache/1/pezzo/4b0d67adab7ec/"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;il manifesto.it&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;script src="http://admaster.heyos.com/core/bnr.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9033876778144564869-214216640512937511?l=sudterrae.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://sudterrae.blogspot.com/feeds/214216640512937511/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/paraguay-multinazionale-agroindustriale.html#comment-form" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/214216640512937511?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/9033876778144564869/posts/default/214216640512937511?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/SudTerrae/~3/Y9INPhHddy8/paraguay-multinazionale-agroindustriale.html" title="Paraguay, multinazionale agroindustriale intossica oltre 200 indigeni Ava-Guaranì" /><author><name>Komir</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty name="OpenSocialUserId" value="05486182536352984202" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/_vpu5zwinpKM/Sw1rb4uGrkI/AAAAAAAADBU/zqCL6VZyulU/s72-c/Ava+guaran%C3%AC.JPG" height="72" width="72" /><thr:total xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0">0</thr:total><feedburner:origLink>http://sudterrae.blogspot.com/2009/11/paraguay-multinazionale-agroindustriale.html</feedburner:origLink></entry></feed>
