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	<title>Strange Art</title>
	
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	<description>Il lato insolito dell'arte</description>
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		<title>Masaccio – il Tributo</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jun 2012 21:04:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michelangelo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.strangeart.it/2012/06/masaccio-il-tributo/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/06/Masaccio_Tributo-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="Masaccio: affresco del Tributo" /></a>Il “Tributo” di Masaccio è uno dei massimi capolavori del primo Rinascimento. L’opera fa parte di un ciclo di affreschi che si trova nella Cappella Brancacci della chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze. Immagine grande In realtà il pittore incaricato di realizzare il ciclo fu Masolino da Panicale, che si avvalse dell’aiuto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><a href="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/06/Masaccio_Tributo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1976" title="Masaccio: affresco del Tributo" src="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/06/Masaccio_Tributo.jpg" alt="" width="550" height="254" /></a></p>
<p><strong>Il “<em>Tributo</em>” di Masaccio</strong> è uno dei massimi capolavori del primo <a title="Arte del Rinascimento" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arte_del_Rinascimento" target="_blank">Rinascimento</a>. L’opera fa parte di un ciclo di affreschi che si trova nella <a title="Sito della Cappella Brancacci" href="http://www.museicivicifiorentini.it/brancacci/" target="_blank">Cappella Brancacci</a> della chiesa di Santa Maria del Carmine a Firenze.</p>
<p><a title="Masaccio  - il Tributo - Cappella Brancacci" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b0/Masaccio7.jpg" target="_blank">Immagine grande</a></p>
<p><strong>In realtà il pittore incaricato di realizzare il ciclo fu</strong> <a title="Biografia di Masolino da Panicale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Masolino_da_Panicale" target="_blank">Masolino da Panicale</a>, che si avvalse dell’aiuto di <a title="Biografia di Masaccio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Masaccio" target="_blank">Masaccio</a>, ma poi come spesso accade in queste situazioni, l’allievo superò il maestro (anche se Masaccio in effetti non era proprio allievo di Masolino, ma più probabilmente un collaboratore).</p>
<p>Tant’è che il livello raggiunto da Masaccio con il suo stile nuovo e rivoluzionario è di gran lunga superiore a quello di Masolino più legato allo <a title="Stile gotico internazionale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gotico_internazionale_in_Italia" target="_blank">stile tardo Gotico</a> in voga all’epoca.</p>
<p><strong>Il “<em>Tributo</em>” rappresenta un episodio</strong> del Vangelo di Matteo in cui viene chiesto a Gesù, che si trova con i discepoli nella città di Cafarnao, di<a title="Episodio del Tributo" href="http://spiritoevitaeterna.blogspot.it/2007/05/vangelo-secondo-matteo-17-24-27.html" target="_blank"> pagare il tributo per il tempio</a>. Al che Cristo ordina a San Pietro di andare a pescare nel lago lì vicino: troverà un pesce con in bocca una moneta con cui pagare il tributo.</p>
<p><strong>Il tema è piuttosto insolito</strong> e, a dir la verità, poco attraente se si pensa a molti altri episodi ben più interessanti della vita di Gesù. Il motivo per cui si scelse di far dipingere questo episodio è dovuto al fatto che in quell’epoca a Firenze venne istituito il catasto e questo avrebbe comportato per i cittadini il dover sborsare dei soldi.</p>
<p>Perciò il messaggio doveva essere pressapoco questo: se anche Cristo non si sottrasse all’obbligo di pagare i tributi, così anche i cittadini di Firenze dovevano accettare di buon grado di pagare le tasse richieste. Un tema peraltro molto attuale come puoi vedere.</p>
<p><strong>Masaccio per costruire la scena unisce tre episodi insieme</strong>, utilizzando una soluzione tipica della pittura medievale.</p>
<p>In pratica al centro si vede Gesù in mezzo agli apostoli, le loro figure sono massicce, gli abiti hanno panneggi monumentali, sembrano quasi delle sculture, ed è assai probabile che l’artista si sia ispirato alle statue di <a title="Biografia di Donatello" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Donatello" target="_blank">Donatello</a> che all’epoca decoravano, decorano tutt’ora, il campanile del duomo di Firenze.</p>
<p><strong>I discepoli formano un semicerchio attorno a Cristo</strong>, il cui viso (che probabilmente è l’unica parte dell’affresco dipinta da Masolino) è il centro prospettico della scena, ovvero tutte le linee convergono in quel punto.</p>
<p>A loro si avvicina l’esattore che con la mano tesa chiede il tributo per il tempio. E’ raffigurato di spalle, come di solito si faceva per Giuda o per il diavolo; questo ci indica che si tratta di un personaggio “<em>negativo</em>”.</p>
<p><strong>Cristo con un gesto perentorio della mano ordina a San Pietro</strong> di andare a pescare. Pietro replica il gesto di Gesù: questo è un segno convenzionale, tipico del linguaggio pittorico dell’epoca, e indica che l’ordine è stato compreso e accettato (per approfondire l’argomento dei gesti in pittura segnalo il bel libro di Chiara Frugoni “<a title="Chiara Frugoni - La voce delle immagini" href="http://www.einaudi.it/libri/libro/chiara-frugoni/la-voce-delle-immagini/978880619187" target="_blank"><em>La voce delle immagini</em></a>”).</p>
<p>Sullo sfondo a sinistra si vede San Pietro che ha appena pescato il pesce e trova nella sua bocca la moneta con cui pagare il tributo per il tempio. Gli alberelli sullo sfondo alle spalle degli apostoli servono a dare il senso della distanza e guidano lo sguardo sulla figura di San Pietro e quindi sui monti dello sfondo che sono rappresentati con un certo realismo.</p>
<p><strong>Il finale dell’episodio</strong> è rappresentato invece sulla destra dove si vede ancora una volta l’onnipresente Pietro mentre consegna all’esattore la moneta per pagare il tributo.</p>
<p>Se l’episodio centrale è quello che ha più risalto, l’atto del pagamento, che è quello più vicino all’osservatore, viene comunque messo ben in evidenza da <strong>Masaccio</strong> proprio per sottolineare che il tributo viene poi pagato.</p>
<p>A parte alcuni elementi “<em>antichi</em>” come la mancanza di unità temporale della scena con l’incongruenza dei tre episodi mostrati contemporaneamente, la rappresentazione dei volumi, della prospettiva, e il realismo dei vari personaggi rendono il <strong>Tributo di Masaccio</strong> una delle opere più importanti e fondamentali del primo Rinascimento.</p>
<p><strong>Ti è piaciuto questo articolo? Allora guarda anche <a title="Analizzare un quadro: ebook e guide" href="http://www.analizzareunquadro.it/ebook_e_guide.html">i miei ebook</a></strong></p>
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		<title>La Cappella Sistina: una guida ai segreti</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jun 2012 10:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michelangelo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.strangeart.it/2012/06/la-cappella-sistina-una-guida-ai-segreti/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2009/03/cappella-sistina-segreti-curiosita1-1024x723.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="La Cappella Sistina: segreti e curiosità" /></a>Negli affreschi della Cappella Sistina di Michelangelo Buonarroti ci sono alcuni elementi anomali e vari dettagli curiosi ed inaspettati. L&#8217;artista dipinse in tempi diversi la Volta della Cappella Sistina e a distanza di circa 25 anni la parete con il &#8220;Giudizio Universale&#8220;. In entrambi i casi seguì un programma iconografico ben preciso, realizzato probabilmente da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><a href="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2009/03/cappella-sistina-segreti-curiosita1.jpg"><img class="alignnone  wp-image-1542" title="La Cappella Sistina: segreti e curiosità" src="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2009/03/cappella-sistina-segreti-curiosita1-1024x723.jpg" alt="" width="478" height="338" /></a></p>
<p><strong>Negli affreschi della Cappella Sistina di Michelangelo Buonarroti</strong> ci sono alcuni elementi anomali e vari dettagli curiosi ed inaspettati.</p>
<p>L&#8217;artista dipinse in tempi diversi la <a title="I segreti della Cappella Sistina" href="http://www.strangeart.it/2009/05/i-segreti-della-cappella-sistina-terza-parte/" target="_blank">Volta della Cappella Sistina</a> e a distanza di circa 25 anni la parete con il &#8220;<em>Giudizio Universale</em>&#8220;. In entrambi i casi seguì un programma iconografico ben preciso, realizzato probabilmente da dotti ed intellettuali della corte papale. Allo stesso tempo però Michelangelo eseguì<br />
questi affreschi sprigionando tutta la sua inventiva e le sue capacità.</p>
<p>In diversi punti di queste opere grandiose ci sono dei particolari che non ti aspetteresti di trovare in uno dei luoghi più sacri della Cristianità.</p>
<p>A partire dall&#8217;immagine del &#8220;<em>Peccato Originale</em>&#8221; dove sembra che il serpente tentatore interrompa Adamo ed Eva nel pieno di un momento di intimità, solo per citarne uno particolarmente interessante.</p>
<p><strong>Per scoprire questa ed altre</strong> &#8220;<em>sorprese</em>&#8221; nascoste e disseminate negli affreschi di Michelangelo suggerisco l&#8217;ebook &#8220;<a title="La Cappella Sistina: segreti e curiosità - ebook" href="http://www.analizzareunquadro.it/La_Cappella_Sistina__segreti_e_curiosita.html" target="_blank"><em>La Cappella Sistina: segreti e curiosità</em></a>&#8221; che puoi trovare a questo <a title="La Cappella Sistina: segreti e curiosità - ebook" href="http://www.analizzareunquadro.it/La_Cappella_Sistina__segreti_e_curiosita.html" target="_blank">link</a>.</p>
<p>Buona lettura.</p>
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		<title>Modigliani: opere e stile</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jun 2012 21:19:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michelangelo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.strangeart.it/2012/06/modigliani-opere-e-stile/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/06/Amedeo_Modigliani_Nudo-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="Amedeo Modigliani: grande nudo sdraiato" /></a>I quadri di Amedeo Modigliani sembrano sculture dipinte. L’artista oltreché un grande pittore è stato un grande scultore e anche i suoi dipinti hanno un buon risalto plastico e volumetrico. Le forme sono semplificate, stilizzate, spesso allungate, ma sempre modellate in modo realistico. La cosa che mi ha sempre colpito fin da bambino è la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><a href="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/06/Amedeo_Modigliani_Nudo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1957" title="Amedeo Modigliani: grande nudo sdraiato" src="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/06/Amedeo_Modigliani_Nudo.jpg" alt="" width="550" height="351" /></a></p>
<p><strong>I quadri di Amedeo Modigliani</strong> sembrano sculture dipinte. L’artista oltreché un grande pittore è stato un grande scultore e anche i suoi dipinti hanno un buon risalto plastico e volumetrico. Le forme sono semplificate, stilizzate, spesso allungate, ma sempre modellate in modo realistico.</p>
<p>La cosa che mi ha sempre colpito fin da bambino è la rappresentazione degli occhi, spesso e volentieri senza l&#8217;iride, proprio come avviene nelle sculture di epoca classica.</p>
<p><strong>Le persone furono sempre i soggetti prediletti di Amedeo Modigliani</strong>, che dipinse peraltro anche qualche paesaggio, ma si nota subito la differenza: i suoi volti, i suoi corpi hanno una forza e una vitalità che nei paesaggi a mio avviso non c’è.</p>
<p>L&#8217;artista si formò in Italia prima a Livorno, sua città natale, poi a Firenze e quindi a Venezia, mettendo solide basi di arte antica. Si trasferì poi a Parigi ed entrò in contatto con gli artisti più importanti del periodo, con l&#8217;avanguardia artistica mondiale.</p>
<p>Per quanto il suo stile sia stato influenzato ed ispirato da movimenti artistici come il <a title="Il Cubismo" href="http://www.francescomorante.it/pag_3/309.htm" target="_blank">Cubismo</a>, o da artisti come <a title="Biografia di Paul Cezanne" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_C%C3%A9zanne" target="_blank">Cezanne</a>, <a title="Picasso e Guernica" href="http://www.strangeart.it/2011/10/picasso-e-guernica-analisi-dei-simboli/" target="_blank">Picasso</a> e <a title="Biografia di Toulouse Lautrec" href="http://www.archimagazine.com/blautr.htm" target="_blank">Toulouse-Lautrec</a>, <a title="Biografia di Matisse" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Henri_Matisse" target="_blank">Matisse</a> e <a title="Biografia di Brancusi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Constantin_Br%C3%A2ncu%C5%9Fi" target="_blank">Brancusi</a> alla base dei suoi quadri di Modigliani c&#8217;è anche il Rinascimento italiano, l&#8217;arte classica, la bellezza e la semplicità delle forme tipica dell’arte italiana dei secoli passati.</p>
<p><strong>Le sue figure sono solide</strong>, pure, semplici come sculture; pur avendo tratti e masse semplificate sono vere, danno una forte impressione di realtà. <a title="Biografia di Amedeo Modigliani" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amedeo_Modigliani" target="_blank">Modigliani</a>, come scrive Federico Zeri, mostrò il “<em>Cubismo in una formula più leggibile</em>”.</p>
<p>Le sue figure esili ed allungate conservano intatta tutta l&#8217;apparenza umana, e pur essendo rappresentazioni non realistiche trasmettono una forte sensazione di verità, anche perché a fianco a semplificazioni ed astrazioni, come il tipico collo allungato,o la silhouette sinuosa, ci sono sempre dettagli molto aderenti al vero e molto realistici.</p>
<p><a href="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/06/Amedeo_Modigliani_ritratto_Jeanne-Hébuterne.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1958" title="Amedeo Modigliani: ritratto di Jeanne Hébuterne" src="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/06/Amedeo_Modigliani_ritratto_Jeanne-Hébuterne.jpg" alt="" width="343" height="550" /></a></p>
<p><strong>Modigliani lavorava molto rapidamente</strong>, era in grado di terminare un’opera in poco tempo, ma ciononostante la rapidità si accompagnava alla qualità e chi veniva ritratto da lui aveva l&#8217;impressione di  &#8221;<a title="Biografia di Modigliani su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amedeo_Modigliani#Nudi" target="_blank"><em>farsi spogliare l&#8217;anima</em></a>&#8220;.</p>
<p>Credo però che i nudi rappresentino il vertice dell’arte di <strong>Amedeo Modigliani</strong>. La sua capacità di rappresentare le forme in modo sobrio ed elegante si esprime al meglio nei corpi delle donne che ritrae.</p>
<p><strong>L’altra particolarità sono le posizioni non convenzionali</strong>, non è la classica modella in posa, le sue donne esprimono una forte carica di sensualità. Le inquadrature di solito sono ravvicinate ed insolite, come se lo spettatore fosse in intimità con la donna rappresentata: che è poi quello che ci si potrebbe aspettare da un artista al quale le donne piacevano molto.</p>
<p><a href="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/06/Amedeo_Modigliani_nudo-sdraiato.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1959" title="Amedeo Modigliani: nudo" src="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/06/Amedeo_Modigliani_nudo-sdraiato.jpg" alt="" width="550" height="355" /></a></p>
<p>Vederle davanti tutte insieme è un po’ come scorrere le immagini di un harem, una serie di corpi sinuosi, dai  volumi nitidi e dalle espressioni cariche di erotismo, spesso invitanti. Non a caso proprio alcuni di questi nudi provocarono scandalo all’inaugurazione di una mostra personale di <strong>Amedeo Modigliani</strong> a Parigi: il capo della polizia della città la fece chiudere a poche ore dall’apertura, dopo aver visto alcuni di questi nudi in vetrina nella galleria sede dell’esposizione.</p>
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		<title>Vermeer a Roma: mostra alle Scuderie del Quirinale</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jun 2012 20:59:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michelangelo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.strangeart.it/2012/06/vermeer-a-roma-mostra-alle-scuderie-del-quirinale/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/06/Vermeer-fanciulla-cappello-rosso-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="Vermeer - la fanciulla con il cappello rosso" /></a>Jan Vermeer in mostra in Italia è una novità assoluta. L’esposizione che si terrà a Roma alle Scuderie del Quirinale è la prima che il nostro paese dedica al grande artista, che sul sito ufficiale viene definito, esagerando un pochino, come il massimo esponente della pittura olandese del XVII° secolo, dimenticando forse che nello stesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><a href="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/06/Vermeer-fanciulla-cappello-rosso.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1944" title="Vermeer - la fanciulla con il cappello rosso" src="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/06/Vermeer-fanciulla-cappello-rosso.jpg" alt="" width="450" height="598" /></a></p>
<p><strong>Jan Vermeer in mostra in Italia</strong> è una novità assoluta. L’esposizione che si terrà a <strong>Roma</strong> alle <strong>Scuderie del Quirinale</strong> è la prima che il nostro paese dedica al grande artista, che sul sito ufficiale viene definito, esagerando un pochino, come il massimo esponente della pittura olandese del XVII° secolo, dimenticando forse che nello stesso periodo sono vissuti anche <a title="Biografia di Rembrandt" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rembrandt_Harmenszoon_van_Rijn" target="_blank">Rembrandt</a> e magari anche <a title="Biografia di Frans Hals" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Frans_Hals" target="_blank">Frans Hals</a>, giusto per puntualizzare.</p>
<p><strong>Tornando a Jan Vermeer</strong> è già possibile <a title="Mostra Vermeer - prevendita biglietti" href="http://www.pierreci.it/home-page/it/mostre-ed-eventi/dati/vermeer,-il-secolo-d%E2%80%99oro-dell%E2%80%99arte-olandese.aspx" target="_blank">acquistare online i biglietti</a> della mostra che si intitolerà: “<em>Vermeer. Il secolo d’oro dell’arte olandese</em>” e aprirà i battenti il 1ottobre 2012 per poi concludersi il 20 gennaio 2013.</p>
<p>Al momento non si sa niente di più preciso, né tantomeno quali e quante saranno le opere esposte, tenendo conto che nella sua vita, ahimè piuttosto breve, ne dipinse soltanto 35. O meglio sono soltanto 35 i quadri giunti fino a noi ed attribuiti con certezza al pittore.</p>
<p>Molto probabilmente ci sarà la “<em><a title="Jan Vermeer - La fanciulla con il cappello rosso" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fanciulla_con_cappello_rosso" target="_blank">Ragazza con il cappello rosso</a></em>” visto che le <strong>Scuderie del Quirinale</strong> lo hanno utilizzato nell’articolo per presentare la mostra e chissà magari anche la celebre “<a title="Vermeer, la ragazza con l'orecchino di perla e la pubblicità" href="http://www.strangeart.it/2011/03/arte-e-pubblicita-vermeer-e-lo-stracchino/" target="_blank">Ragazza con l’orecchino di perla</a>”.</p>
<p>In ogni caso le opere di questo grande artista non girano facilmente, se consideri che negli ultimi cent’anni solo tre mostre a lui dedicate sono riuscite a mettere insieme più di quattro suoi dipinti.</p>
<p><strong>Il biglietto della mostra</strong> costerà 10 euro, mentre il ridotto 8,50. Il costo per le scuole sarà di 4 euro. Infine l’orario di vista sarà il seguente: da domenica a giovedì 10-20, venerdì e sabato 10-22.30.</p>
<p>Hai intenzione di andare alla mostra, hai ulteriori informazioni o ne sai qualcosa di più? <strong>Lascia un commento qui sotto.</strong></p>
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<p><strong>Ti è piaciuto questo articolo? Allora guarda anche <a title="Analizzare un quadro: ebook e guide" href="http://www.analizzareunquadro.it/ebook_e_guide.html">i miei ebook</a></strong></p>
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		<title>Il Tondo Doni di Michelangelo</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jun 2012 20:27:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michelangelo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi delle opere]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.strangeart.it/2012/06/il-tondo-doni-di-michelangelo/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/06/Michelangelo_Buonarroti_Tondo_Doni-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="Tondo Doni - Michelangelo Buonarroti" /></a>Il Tondo Doni è l&#8217;unico dipinto di Michelangelo Buonarroti, a parte gli affreschi della Cappella Sistina, di attribuzione consolidata. Esistono in effetti altri quadri a lui attribuiti da parte di alcuni studiosi, ma non c&#8217;è alcuna certezza a riguardo. L&#8217;opera venne realizzata da Michelangelo in occasione del matrimonio del mercante fiorentino Agnolo Doni con Maddalena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><a href="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/06/Michelangelo_Buonarroti_Tondo_Doni.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1930" title="Tondo Doni - Michelangelo Buonarroti" src="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/06/Michelangelo_Buonarroti_Tondo_Doni.jpg" alt="" width="480" height="477" /></a></p>
<p><strong>Il Tondo Doni</strong> è l&#8217;unico dipinto di Michelangelo Buonarroti, a parte gli <a title="I segreti della Cappella Sistina" href="http://www.strangeart.it/2009/04/i-segreti-della-cappella-sistina-prima-parte/" target="_blank">affreschi della Cappella Sistina</a>, di attribuzione consolidata. Esistono in effetti altri quadri a lui attribuiti da parte di alcuni studiosi, ma non c&#8217;è alcuna certezza a riguardo.</p>
<p>L&#8217;opera venne realizzata da <a title="Biografia di Michelangelo Buonarroti" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michelangelo_Buonarroti" target="_blank">Michelangelo</a> in occasione del matrimonio del mercante fiorentino Agnolo Doni con Maddalena Strozzi (dei quali esistono <a title="Raffaello e le geometrie dei coniugi Doni" href="http://www.strangeart.it/2010/04/raffaello-sanzio-le-geometrie-dei-coniugi-doni/" target="_blank">due splendidi ritratti di Raffaello</a>) e rappresenta uno dei temi più diffusi all&#8217;epoca a Firenze: la Sacra Famiglia.</p>
<p>E&#8217; un <a title="La tecnica della tempera" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pittura_a_tempera" target="_blank">dipinto a tempera</a> su tavola dai colori particolarmente squillanti e cangianti, che farebbero pensare più alla pittura ad olio. Una tecnica che però Michelangelo non amava particolarmente e la considerava &#8220;<em>roba da donnicciole</em>&#8220;, sopratutto per il fatto che, data la lenta asciugatura, permette all&#8217;artista di fare correzioni e modifiche.</p>
<p><strong>L&#8217;importanza del Tondo Doni</strong> è data, oltre che dalla sua bellezza perfetta, dal fatto che di fatto è il quadro che si distanza dalla pittura del Rinascimento e pone le basi per il <a title="Il Manierismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Manierismo" target="_blank">Manierismo</a>, in particolare per la costruzione del gruppo principale che ha la forma di una fiamma.</p>
<p><object width="640px" height="360px" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="quality" value="high" /><param name="menu" value="false" /><param name="src" value="http://www.linkedtube.com/static/flash/player.swf?sum=&amp;btn=Acquista%20i%20miei%20ebook&amp;txt=Ti%20piace%20questo%20video&amp;vis=always&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.analizzareunquadro.it%2Febook_e_guide.html&amp;vid=T8ScQ3qWldE" /><param name="pluginspage" value="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" /><embed width="640px" height="360px" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.linkedtube.com/static/flash/player.swf?sum=&amp;btn=Acquista%20i%20miei%20ebook&amp;txt=Ti%20piace%20questo%20video&amp;vis=always&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.analizzareunquadro.it%2Febook_e_guide.html&amp;vid=T8ScQ3qWldE" quality="high" menu="false" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" /></object></p>
<p>Trascrizione del video:</p>
<p>Ciao sono Michelangelo Moggia e stai guardando un video di “<a title="Analizzare un quadro - come capire un dipinto" href="http://www.analizzareunquadro.it" target="_blank"><em>Analizzare un quadro</em></a>”.<br />
Oggi parlo di un mio omonimo e questo è il suo unico dipinto, ad esclusione degli affreschi, di attribuzione certa.</p>
<p>L’opera che risale al 1504 circa, fu commissionata a <strong>Michelangelo</strong> da un ricco mercante fiorentino, Agnolo Doni, molto probabilmente in occasione del suo matrimonio.</p>
<p><strong>Racconta il Vasari</strong> che quando il quadro fu terminato, l’artista mandò un garzone della sua bottega a consegnarlo, chiedendo un pagamento di 70 ducati (una cifra parecchio alta). Il Doni, che essendo un mercante era abituato a trattare, ne offrì solo 40. Michelangelo allora si riprese indietro il dipinto ed accettò di venderglielo solo al doppio del prezzo richiesto inizialmente. In sostanza Agnolo Doni, per aver osato mercanteggiare, si trovò a pagare 140 ducati per comprare questo splendido quadro, o meglio questo splendido tondo.</p>
<p><strong>Il soggetto è una Sacra Famiglia</strong>, un tema molto diffuso all’epoca a Firenze, ma trattato da Michelangelo in modo del tutto insolito. In primo piano, si vede la Madonna a grandezza naturale che si gira verso San Giuseppe che le passa il Bambino.</p>
<p>Alle loro spalle, dietro una sorta di muretto c’è San Giovannino, ovvero San Giovanni Battista da piccolo, che spesso viene rappresentato in quadri di questo tema, mentre sullo sfondo, appoggiati ad un di parapetto di roccia ci sono dei giovani ignudi e alle loro spalle si intravede un paesaggio dalle tonalità azzurrognole.</p>
<p><strong>Il livello di lettura più semplice</strong>, quello basilare, è la visione di una famiglia su un prato in un momento di intimità: nota per esempio il bambino grassottello rappresentato con le morbidezze tipiche dell’età che gioca con i capelli della madre, lo sguardo attento di Giuseppe mentre con un passaggio delicato lo pone in braccio alla Madonna, che a sua volta ha posato il libro che stava leggendo sulle sue gambe per prendere Gesù Bambino.</p>
<p>Un livello di lettura più approfondito riguarda il significato allegorico della composizione: la Madonna prende in braccio il bambino come per offrirlo a tutti noi, all’umanità.</p>
<p><strong>La Sacra Famiglia rappresenta l’età di Cristo</strong>, l’avvento del cristianesimo, mentre alle loro spalle separato da un muretto c’è il precursore: San Giovanni Battista che ha anticipato e preparato la venuta di Cristo ed è quindi tramite con il mondo antico, il mondo pagano, rappresentato dagli ignudi sullo sfondo che sono chiaramente ripresi dalle statue di epoca greco-romana come per esempio il celebre Apollo del Belvedere che Michelangelo senza dubbio conosceva.</p>
<p>Se il tema è trattato in modo innovativo, l’aspetto formale del <strong>Tondo Doni</strong> è decisamente rivoluzionario. Michelangelo si ispira con tutta probabilità ad un dipinto con la Madonna e il Bambino di Luca Signorelli, realizzato nel 1490, ma rielabora questa questa ispirazione portandola ad un livello qualitativo altissimo.</p>
<p>La struttura del gruppo principale è originalissima, la forma è quella di una fiamma e le figure seguono una linea a spirale, la Madonna in particolare si avvita su se stessa. Questo movimento rotatorio è sottolineato dai lembi delle vesti disposti a terra. I corpi hanno volumi solidi, sono scultorei (non dimenticare che Michelangelo era e si considerava sopratutto uno scultore) ed anche i bellissimi colori accesi e cangianti utilizzati sottolineano la plasticità e la massa dei vari personaggi.</p>
<p>Il gruppo sullo sfondo è appoggiato ad un parapetto di roccia di forma circolare: se completi idealmente il cerchio noterai che è come se lo spettatore si trovasse all’altra estremità della circonferenza. Non solo: questo cerchio ideale è perpendicolare al tondo del quadro, ed è come se tutto il dipinto e lo spazio dove ci troviamo noi fosse racchiuso in una sfera.</p>
<p>Concludo con una riferimento alla cornice, originale, che è parte integrante del quadro e ne aiuta la lettura. Le cinque testine scolpite formano un pentagono inscritto all’interno del cerchio e riecheggiano il pentagono che forma la base del gruppo principale: osserva a questo proposito le gambe della madonna in primo piano.</p>
<p><strong>Infine le cinque testine ci indicano il percorso di lettura del Tondo Doni</strong>: i loro sguardi convergono infatti in basso, verso quella maschera decorativa sul fondo. Da lì lo sguardo deve salire e seguire il movimento di avvitamento della Madonna per arrivare a Gesù Bambino e al centro dell’azione.</p>
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		<title>Marc Chagall – la Passeggiata</title>
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		<pubDate>Wed, 30 May 2012 20:38:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michelangelo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.strangeart.it/2012/05/marc-chagall-la-passeggiata/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/05/chagall-passeggiata-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="Marc Chagall - la Passeggiata" /></a>La Passeggiata di Marc Chagall è uno dei quadri che, secondo me, esprimono al meglio l’immagine della felicità; diciamo che se la può giocare con qualche dipinto di Renoir, ma mentre quelli dell’artista francese sono legati ad immagini di vita reale, quelli di Marc Chagall, e la “Passeggiata” lo è in particolare, pescano a piene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><a href="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/05/chagall-passeggiata.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1917" title="Marc Chagall - la Passeggiata" src="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/05/chagall-passeggiata.jpg" alt="" width="517" height="537" /></a></p>
<p><strong>La Passeggiata di Marc Chagall</strong> è uno dei quadri che, secondo me, esprimono al meglio l’immagine della felicità; diciamo che se la può giocare con qualche dipinto di <a title="Biografia di Renoir" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pierre-Auguste_Renoir" target="_blank">Renoir</a>, ma mentre quelli dell’artista francese sono legati ad immagini di vita reale, quelli di <a title="Biografia di Marc Chagall" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marc_Chagall" target="_blank">Marc Chagall</a>, e la “<em>Passeggiata</em>” lo è in particolare, pescano a piene mani nel mondo del sogno, della favola e della fantasia.</p>
<p><strong>In pratica nel dipinto si vede il pittore al centro della scena</strong>, mentre tiene per mano la moglie <strong>Bella</strong> che vola tranquillamente per aria. Nell’altra mano ha un uccellino, segno che i due sono immersi e in accordo con la natura.</p>
<p>Alle loro spalle c’è la città dove i due sono nati e dove vivevano all’epoca (siamo nel 1917): Vitebsk, attualmente parte della Bielorussia. In terra ai piedi del pittore c’è la classica tovaglia da picnic con una bottiglia di vino e un bicchiere. E’ decorata con fiori, ha un colore rosso vivo che spicca ancora di più essendo complementare al verde del prato e del paesaggio tutto intorno.</p>
<p><strong>L’artista guarda verso di noi con un largo sorriso</strong> che esprime tutta la sua felicità: e’ una splendida giornata, sta facendo un picnic con la sua amata moglie, alle loro spalle c’è la loro città, il luogo dove sono nati. Tutto è perfetto, la loro felicità è perfetta: <strong>Bella si alza in volo e Chagall la trattiene con la mano</strong>, ma a sua volta sembra sollevato da terra grazie all’amore che lo lega alla donna. E’ un po’ come se i due si muovessero su piani diversi, lui cammina sulla terra, lei è una specie di angelo e si libra nell’aria.</p>
<p><strong>Il senso più forte di questa bellissima immagine</strong> però è che l’amore che lega profondamente due persone, va oltre i limiti imposti dalla natura, ha qualcosa di trascendente.</p>
<p>Lo stile del dipinto risente delle <a title="Il cubismo" href="http://www.francescomorante.it/pag_3/309.htm" target="_blank">scomposizioni cubiste</a> con cui Chagall entrò in contatto a Parigi e tutto sommato questo rafforza l’atmosfera irreale e fiabesca di questo paesaggio placido e tranquillo, come sottolinea il cavallo che pascola indisturbato sullo sfondo.</p>
<p><strong>L’unica nota diversa</strong> è la sagoma della chiesa, che ha una tonalità rosata, molto più delicata rispetto al verde delle case: la sua struttura evanescente ci mostra che ha una funzione diversa, spirituale, rispetto a quella molto più concreta degli altri edifici della città.</p>
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		<title>Olympia di Manet: analisi e descrizione in video</title>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2012 16:43:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michelangelo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[olympia]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.strangeart.it/2012/05/olympia-di-manet-analisi-e-descrizione-in-video/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/05/Edouard_Manet_Olympia-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="Olympia - Edouard Manet" /></a>Olympia di Edouard Manet è il ritratto di una prostituta realizzato dall’artista sulla falsariga della Venere di Urbino di Tiziano Vecellio. Di certo Manet quando realizza quest’opera ha sicuramente presente anche una delle opere più famose di Goya: la sensualissima Maja Desnuda disposta anch’essa distesa su un letto mentre si mostra in tutta la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><a href="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/05/Edouard_Manet_Olympia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1903" title="Olympia - Edouard Manet" src="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/05/Edouard_Manet_Olympia.jpg" alt="" width="550" height="377" /></a></p>
<p><strong>Olympia di Edouard Manet</strong> è il ritratto di una prostituta realizzato dall’artista sulla falsariga della <a title="La Venere di Urbino di Tiziano" href="http://www.strangeart.it/2011/10/la-venere-di-urbino-di-tiziano-analisi-in-video/" target="_blank">Venere di Urbino</a> di <a title="Tiziano Vecellio: opere e stile" href="http://www.strangeart.it/2012/05/tiziano-vecellio-opere-e-biografia/" target="_blank">Tiziano Vecellio</a>.</p>
<p>Di certo <a title="Biografia di Edouard Manet" href="http://it.wikipedia.org/wiki/%C3%89douard_Manet" target="_blank">Manet</a> quando realizza quest’opera ha sicuramente presente anche una delle opere più famose di <a title="Goya: le pitture nere" href="http://www.strangeart.it/2011/03/goya-le-pitture-nere-della-quinta-del-sordo/" target="_blank">Goya</a>: la sensualissima <a title="Analisi del quadro: La Maja Desnuda di Goya" href="http://www.ovo.com/maja-desnuda/" target="_blank">Maja Desnuda</a> disposta anch’essa distesa su un letto mentre si mostra in tutta la sua prorompente bellezza senza, il minimo accenno di pudore.</p>
<p><strong>Olympia</strong> fu esposta al Salon di Parigi del 1865 e nonostante venne relegata in un angolo seminascosto suscitò molte polemiche per la volgarità del soggetto. <strong>Manet</strong> del resto non era nuovo a problemi di questo genere, basti pensare a “<a title="La Colazione sull'erba di Manet" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Colazione_sull%27erba_%28Manet%29" target="_blank"><em>Le Dejeuner sur l’herbe</em></a>”, dove peraltro pare che la modella fosse la stessa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://fpdownload.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=8,0,0,0" type="application/x-shockwave-flash" width="640px" height="360px"><param name="movie" value="http://www.linkedtube.com/static/flash/player.swf?sum=&#038;btn=Guarda%20i%20miei%20ebook&#038;txt=Ti%20piace%20questo%20video%3F&#038;vis=always&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.analizzareunquadro.it%2Febook_e_guide.html&#038;vid=v_BMt8j9YZw"/><param name="quality" value="high" /><param name="menu" value="false" /><embed src="http://www.linkedtube.com/static/flash/player.swf?sum=&#038;btn=Guarda%20i%20miei%20ebook&#038;txt=Ti%20piace%20questo%20video%3F&#038;vis=always&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.analizzareunquadro.it%2Febook_e_guide.html&#038;vid=v_BMt8j9YZw" width="640px" height="360px" quality="high" menu="false" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" type="application/x-shockwave-flash"><noembed><a href="http://www.linkedtube.com/v_BMt8j9YZw28dbdc9cdca70406cc302580637b499c.htm">LinkedTube</a></noembed></embed></object></p>
<p>Trascrizione del video:</p>
<p>Ciao da Michelangelo Moggia e bentornato su Analizzare un quadro,<br />
<strong>il capolavoro di oggi è opera di Edouard Manet</strong>, grande artista francese più o meno contemporaneo agli impressionisti, ma che dell’Impressionismo non volle mai fare parte.</p>
<p><strong>Olympia</strong> è un olio su tela del 1863 che raffigura una donna completamente nuda distesa su un letto, vicino a lei c’è una serva di colore che le porta un mazzo di fiori e un gatto nero dall’aria parecchio stralunata ai piedi del letto. Guardandolo si direbbe pronto ad avventarsi su chi guarda.</p>
<p>Cosa ha voluto rappresentare Manet con questo dipinto? Nè più né meno che una prostituta sul “<em>luogo di lavoro</em>”, che riceve un mazzo di fiori da qualche cliente evidentemente soddisfatto dei suoi servizi.</p>
<p>E’ un dipinto di un realismo crudo, in cui viene mostrata questa donna minuta, dall’espressione un po’ volgare, che non ha problemi, né alcun imbarazzo a mostrarsi così com’è anche con le sue imperfezioni. <strong>Olympia</strong> non rappresenta infatti l’incarnazione della bellezza: ha un accenno di doppio mento, un collo tozzo, le gambe piuttosto corte, anche se nell’insieme ha qualcosa di intrigante.</p>
<p>Al di là della rappresentazione realistica se guardi bene questo quadro dovrebbe venirti in mente qualcosa, ti ricorda niente?</p>
<p><strong>L’artista si ispira e rielabora un quadro famoso</strong> del quale ho parlato tempo fa in un video: <a title="La Venere di Urbino di Tiziano - video" href="http://youtu.be/KEVLWReZ_f4" target="_blank">la Venere di Urbino di Tiziano</a>. Che Manet conoscesse quell’opera non ci sono dubbi visto che ne realizzò anche un copia.</p>
<p>Se guardi i colori noterai che sono i soliti, ed anche la struttura del quadro: la posizione delle due donne è molto simile, i letti dove sono distese hanno più o meno la stessa forma. Alle loro spalle la tenda divide il quadro nello stesso punto e in entrambi i quadri ed i colori sono i medesimi: rosso e verde.</p>
<p>Certo <strong>Olympia</strong> è una moderna “<em>Venere</em>” e in qualche modo fa da contraltare al quadro di Tiziano: al posto di una nobildonna in attesa di essere vestita dalle serve c’è una prostituta in attesa del prossimo cliente, al posto del placido cagnolino addormentato, simbolo di fedeltà, c’è un gatto nero pronto a saltare, un riferimento probabilmente alla vita dissoluta di Olympia. Al posto della dimora nobiliare, l’interno di una casa di tolleranza.</p>
<p>Inutile dire che all’epoca il dipinto fece scandalo: la rappresentazione del nudo, era tollerata, anzi apprezzata, in dipinti con soggetti mitologici o magari ambientati in epoche lontane o in luoghi remoti, come il leggendario  Oriente, ma con non poca ipocrisia, non era ammissibile in un contesto attuale senza il pretesto di rappresentare una storia o un episodio mitologico. Lo stesso problema Manet lo ebbe anche per un altro suo quadro celebre: “<em>Le Dejeuner sur l’erbe</em>”, la Colazione sull’Erba, dove due uomini fanno una sorta di pic-nic su un prato con una donna nuda.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tiziano Vecellio, opere e biografia</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 19:37:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michelangelo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.strangeart.it/2012/05/tiziano-vecellio-opere-e-biografia/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/05/Tiziano-Amor-Sacro-Profano-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="Tiziano: L" /></a>Tiziano Vecellio è stato uno dei più grandi pittori italiani e uno dei più longevi, tenendo conto che morì intorno ai 90 anni: una sorta di Matusalemme considerando l’epoca un cui visse. Durante la sua lunga carriera Tiziano dipinse una grande quantità di quadri e, ovviamente, il suo stile si evolse e si modificò nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><a href="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/05/Tiziano-Amor-Sacro-Profano.jpg"><img class="alignnone  wp-image-1893" title="Tiziano: L'Amor Sacro e l'Amor Profano" src="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/05/Tiziano-Amor-Sacro-Profano.jpg" alt="" width="581" height="200" /></a></p>
<p><strong>Tiziano Vecellio</strong> è stato uno dei più grandi pittori italiani e uno dei più longevi, tenendo conto che morì intorno ai 90 anni: una sorta di Matusalemme considerando l’epoca un cui visse.</p>
<p>Durante la sua lunga carriera <a title="Biografia di Tiziano Vecellio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tiziano" target="_blank">Tiziano</a> dipinse una grande quantità di quadri e, ovviamente, il suo stile si evolse e si modificò nel tempo: la <a title="La pittura tonale veneta" href="http://www.stilearte.it/articolo.asp?IDart=698" target="_blank">pittura tonale</a> degli inizi con <a title="Biografia di Giorgione" href="http://www.storiadellarte.com/biografie/giorgione/giorgione.htm" target="_blank">Giorgione</a>, il periodo manierista a seguito del viaggio a Roma, la pittura dai toni cupi, con il colore “<em>sfrangiato</em>” degli ultimi anni tanto per sintetizzare questi cambiamenti.</p>
<p><strong>Pur essendo uno dei più grandi artisti di tutti i tempi</strong>, non gode della stessa fama di personaggi come Raffaello o Michelangelo, forse anche per il fatto che dipinse moltissimi capolavori, ma non ce n’è uno che possa essere rappresentativo di tutta la sua arte e che lo rappresenti in pieno, come avviene invece, per esempio con Michelangelo Buonarroti e gli affreschi della <a title="Ebook dedicato alla Cappella Sistina" href="http://www.analizzareunquadro.it/La_Cappella_Sistina__segreti_e_curiosita.html" target="_blank">Cappella Sistina</a>. Uno dei miei preferiti è comunque la <a title="La Venere di Urbino di Tiziano" href="http://www.strangeart.it/2011/10/la-venere-di-urbino-di-tiziano-analisi-in-video/" target="_blank">Venere di Urbino</a>, del quale ho parlato in un post di qualche tempo fa.</p>
<p>Per questo stesso motivo sul web e sopratutto su Youtube non si trovano moltissimi video-documentari dedicati all’<strong>arte di Tiziano Vecellio</strong> e al suo stile. Con un po’ di ricerche sono comunque riuscito a mettere insieme una playlist che raccoglie quelli più interessanti.</p>
<p>Particolarmente interessante una puntata di “<a title="Sito di Passepartout" href="http://www.passepartout.rai.it" target="_blank"><em>Passepartout</em></a>”, il programma Rai dedicato all’arte condotto da Philippe Daverio, e un breve video dedicato ad un’altra delle opere più belle di <strong>Tiziano</strong>: “<em>L’Amor sacro e Amor profano</em>”, la cui interpretazione non è ancora del tutto chiara.</p>
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<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/videoseries?list=PL0AE545DA94A4FF39&amp;hl=it_IT" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
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		<title>La natura morta nell’arte – le origini</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 11:04:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michelangelo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.strangeart.it/2012/05/la-natura-morta-nellarte-le-origini/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/05/Caravaggio-Canestra-Frutta-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="Caravaggio: Canestra di Frutta o Fiscella" /></a>La natura morta è un genere pittorico basato sulla raffigurazione di oggetti, di solito frutti, fiori, vasi, cibi, libri, strumenti musicali, anche se talvolta la fantasia degli artisti ha creato opere con ogni sorta di cose. La natura morta, come genere pittorico a sé stante, nasce alla fine del ‘500, quando avviene la cosiddetta “differenziazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><a href="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/05/Caravaggio-Canestra-Frutta.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1813" title="Caravaggio: Canestra di Frutta o Fiscella" src="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/05/Caravaggio-Canestra-Frutta.jpg" alt="" width="550" height="446" /></a></p>
<p><strong>La natura morta</strong> è un genere pittorico basato sulla raffigurazione di oggetti, di solito frutti, fiori, vasi, cibi, libri, strumenti musicali, anche se talvolta la fantasia degli artisti ha creato opere con ogni sorta di cose.</p>
<p>La natura morta, come genere pittorico a sé stante, nasce alla fine del ‘500, quando avviene la cosiddetta “<em>differenziazione dei generi</em>”. Mi spiego meglio.</p>
<p>In pratica fino a quel periodo la pittura di storia, che poi era la quasi totalità della pittura, rappresentava soggetti di questo tipo:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>* <strong>Scene religiose</strong> tratte dalla vita di Cristo, dei santi o da episodi della Bibbia.</p>
<p>* <strong>Avvenimenti storici</strong> importanti.</p>
<p>* <strong>Episodi tratti dalla mitologia greca e romana.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>C’era poi il </strong><a title="I ritratti ufficiali degli Asburgo" href="http://www.strangeart.it/2009/05/gli-asburgo-i-menti-sporgenti-e-i-ritratti-ufficiali/" target="_blank">ritratto che aveva anche una funzione pratica</a>: diffondere l’immagine del re, del papa, del nobile, del condottiero o comunque dell’uomo (e della donna) di grande prestigio sociale.</p>
<p>Con la fine del ‘500 si assiste alla nascita di altri generi diversi oltre a quelli canonici: il <strong>paesaggio</strong>, la <strong>natura morta</strong> e la <strong>pittura di genere</strong>, ovvero la pittura che rappresenta scene di vita quotidiana.</p>
<p>Mentre la scena di genere rappresenta una novità assoluta e nasce nel nord Europa, la natura morta e il paesaggio esistevano già in precedenza ma non avevano vita propria; nel senso che erano dettagli, sfondi, elementi comunque decorativi o secondari della pittura di storia.</p>
<p><strong>Con artisti come il cremonese</strong> <a title="Biografia di Vincenzo Campi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Campi" target="_blank">Vincenzo Campi</a> la natura morta comincia ad acquisire una parziale autonomia, anche se <a title="Vincenzo Campi - la Fruttivendola" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/c7/Vcampi.jpg" target="_blank">all’interno delle sue opere</a> c’è sempre la presenza di figure umane, sebbene il loro ruolo sia tutto sommato secondario. Mentre il centro della scena e dell’attenzione è spesso occupato dalla frutta, dai cibi, dai pesci, dalle carni.</p>
<p>Tutti elementi che vengono messi in bella mostra allo stesso modo di un commerciante che cerca di esporre la propria merce per invogliare a comprare.</p>
<p><strong>Un altro precursore della natura morta</strong> è stato <a title="Biografia di Annibale Carracci" href="http://www.treccani.it/enciclopedia/annibale-carracci/" target="_blank">Annibale Carracci</a> con la sua “<a title="Annibale Carracci - la bottega del macellaio" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/a/a7/Carracci-Butcher%27s_shop.jpg" target="_blank"><em>Bottega del macellaio</em></a>” che risale al 1585; anche qui gli uomini hanno, da un punto di vista pittorico, quasi la stessa importanza dei quarti di bue presente sulla scena.</p>
<h3></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I primi esempi di natura morta</h3>
<p><strong>In Italia il primo esempio in assoluto di natura morta</strong> come dipinto a sé stante, è il <a title="Ambrogio Figino - Pesche" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/c7/Giovanni_Ambrogio_Figino_-_Teller_mit_Pfirsichen.jpg?uselang=it" target="_blank">piccolo quadro con le pesche </a>del pittore milanese <a title="Biografia di Ambrogio Figino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ambrogio_Figino" target="_blank">Ambrogio Figino</a>, realizzato tra il 1591 e il 1594. Segue a ruota, nel 1596, la <strong>natura morta di Caravaggio</strong>, la celebre “<a title="Caravaggio - la Canestra di frutta" href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Canestra_di_frutta_%28Caravaggio%29.jpg" target="_blank"><em>Canestra di frutta</em></a>”, dipinta con il consueto realismo tipico del’artista. La luce che illumina la composizione pone in evidenza alcuni segni di decadimento della frutta, come il buco del verme, metafora della caducità della vita: un tema molto ricorrente nei quadri di nature morte.</p>
<p>Furono parecchi i pittori che si dedicarono quasi esclusivamente a questo particolare genere pittorico creando quadri poetici e affascinanti, tra questi spicca una donna, la milanese <a title="Biografia di Fede Galizia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fede_Galizia" target="_blank">Fede Galizia</a>.</p>
<p>A proposito di questa artista lo storico dell’arte Flavio Caroli scrive: “<em>La Galizia delega gli oggetti a rappresentare il suo mondo interiore, attraverso una meditazione formale rigorosissima, con virtuosismi nell’uso della luce. Siamo in presenza di un’artista eccelsa tout court</em>”.</p>
<p><a href="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/05/Fede_Galizia_natura_morta.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1814" title="Fede Galizia - natura morta con pesche e mele" src="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/05/Fede_Galizia_natura_morta.jpg" alt="" width="550" height="404" /></a></p>
<p><strong>I suoi quadri con frutta</strong> sono allo stesso tempo semplicissimi e perfettamente calibrati nella loro sobrietà; anche qui il riferimento al tempo che scorre inesorabile è presente ma appena accennato: un piccolo fiore che sta appassendo, una mela aperta che si ossida; è sussurrato con garbo e non sbattuto in faccia con brutalità come avviene con tutto l’apparato di teschi, fiori secchi, cibi in putrefazione e altre diavolerie tipiche delle “<a title="Natura morta: le Vanitas" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vanitas" target="_blank"><em>Vanitas</em></a>”.</p>
<p><strong>Tra gli altri artisti specializzati nella natura morta</strong>, spicca <a title="Biografia di Evaristo Baschenis" href="http://www.treccani.it/enciclopedia/evaristo-baschenis/" target="_blank">Evaristo Baschenis</a>, musicista oltreché pittore, tanto che uno dei suoi soggetti preferiti, che peraltro l’ha reso famoso, è quello degli <a title="Evaristo Baschenis - Strumenti musicali" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/5/50/Baschenis_-_Musical_Instruments.jpg" target="_blank">strumenti musicali</a> che diventano i veri protagonisti della scena, in assoluta assenza di figure umane.</p>
<p>Di solito sono disposti in apparente disordine su tavoli o altri mobili, con l’aggiunta di spartiti e qualche sporadico frutto. In questi dipinti c’è un’atmosfera sospesa, con un senso di mistero e inevitabilmente un riferimento alla bellezza effimera che è rappresentata dalla musica.</p>
<p>La musica ha una durata ben precisa e una volta che si è conclusa restano solo gli strumenti che l’hanno generata, ormai abbandonati in disordine come oggetti privi di funzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La Vanitas</h3>
<p><a href="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/05/Natura-Morta-Teschio-Champaigne.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1816" title="Philippe De Champaigne - Natura morta con teschio" src="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/05/Natura-Morta-Teschio-Champaigne.jpg" alt="" width="550" height="407" /></a></p>
<p><strong>Un discorso a parte merita il sottogenere della</strong> “<em>Vanitas</em>”, ovvero la natura morta con espliciti riferimenti alla brevità e alla caducità della vita. In questo tipo di quadri ci sono elementi ricorrenti più o meno allusivi come per esempio il teschio, la clessidra, la candela spenta, i fiori appassiti o recisi, la frutta che sta marcendo o altri cibi in evidente via di deterioramento.</p>
<p><strong>E’ un genere non molto diffuso in Italia</strong>, dove pure esiste il riferimento alla fine dell’esistenza, ma, come abbiamo visto, è meno esplicito, più sfumato. Mentre il massimo della diffusione si ha in Olanda e in misura minore in Francia, Spagna e altri stati europei.</p>
<p>Il suo successo è legato sopratutto alla precarietà della vita all&#8217;epoca, minacciata costantemente dall&#8217;incubo delle epidemie di peste e altre malattie letali e dalle guerre spesso interminabili, che devastavano il continente europeo, pertanto tali opere fungevano da monito per vivere in modo retto e timorato di Dio.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Klimt: il Bacio</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 09:36:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.strangeart.it/2012/05/klimt-il-bacio/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/05/Gustav_Klimt_Bacio-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="Il Bacio di Gustav Klimt" /></a>Il Bacio di Klimt è forse l’opera più famosa del pittore austriaco. E’ un olio su tela dipinto nel 1908 e conservato alla Osterreichische Galerie di Vienna. Per analizzare il Bacio parto dalla forma, anzi dalle forme, perché guardandolo da una certa distanza la prima cosa che salta agli occhi sono le forme che lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- google_ad_section_start --><p><a href="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/05/Gustav_Klimt_Bacio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1797" title="Il Bacio di Gustav Klimt" src="http://www.strangeart.it/wp-content/uploads/2012/05/Gustav_Klimt_Bacio.jpg" alt="" width="450" height="451" /></a></p>
<p><strong>Il Bacio di Klimt</strong> è forse l’opera più famosa del pittore austriaco. E’ un olio su tela dipinto nel 1908 e conservato alla <a title="Osterreichische Galerie di Vienna" href="http://www.belvedere.at/de" target="_blank">Osterreichische Galerie di Vienna</a>.</p>
<p><strong>Per analizzare il Bacio</strong> parto dalla forma, anzi dalle forme, perché guardandolo da una certa distanza la prima cosa che salta agli occhi sono le forme che lo compongono: innanzitutto il quadrato di tela di 180 x 180 cm, poi il “<em>rettangolo</em>”, perfettamente al centro, che racchiude i due protagonisti, il prato fiorito sul quale poggiano che ha una forma approssimativamente triangolare e infine lo sfondo oro.</p>
<p>In definitiva grazie a queste zone di colore ben distinte il quadro appare chiaro e immediatamente comprensibile.</p>
<p><strong>Il soggetto principale è rappresentato dalle due figure al centro</strong>: la loro particolarità è data dal fatto che mentre il viso e gli arti sono dipinti con molto realismo, gli abiti sono fondamentalmente astratti, non hanno volume e sono costruiti con forme geometriche: rettangoli per l’uomo, cerchi per la donna, che oltre ad avere una funzione decorativa sono un riferimento alle differenze tra maschile e femminile, anche probabilmente da un punto di vista sessuale.</p>
<p><strong>I due amanti esprimono una grande tenerezza</strong>, in particolare l’uomo che tiene delicatamente tra le mani con la testa della donna e la bacia sul viso. Il suo abbraccio è avvolgente e protettivo.</p>
<p>Lei sembra quasi trattenere a stento la passione che la percorre, da un lato si abbandona all’abbraccio, ma le mani la “<em>tradiscono</em>”, nota in particolare la destra con le dita che sembrano muoversi nervosamente.</p>
<p>Le vesti, delle ampie tuniche simili a quelle che indossava anche l’artista, li circondano e li isolano dal resto: il colore è più intenso e luminoso e fa spiccare la sagoma dei due amanti su tutto il resto.</p>
<p>Entrambi hanno fiori e foglie nei capelli (quasi come due hippy con largo anticipo) segno che sono immersi nella natura, ma è una natura stilizzata e astratta, che ha una funzione più decorativa che altro. Anche il prato dove si trovano è tappezzato di fiori colorati che ricordano però dei gioielli: il richiamo alla natura e la ricerca del prezioso si fondono un modo indistinguibile.</p>
<p><strong>Il fondo oro</strong>, un altro elemento prezioso che ricorda peraltro i <a title="Dipinti con fondo oro" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fondo_oro" target="_blank">dipinti di epoca medievale</a>, così come le stilizzazioni degli abiti e del prato, proiettano la scena in una dimensione fuori dal tempo, a differenza ad esempio di un altro celebre <a title="Il Bacio di Francesco Hayez" href="http://www.strangeart.it/2012/02/il-bacio-di-francesco-hayez-analisi-in-video/" target="_blank">Bacio, quello di Francesco Hayez</a>, che si svolge in un’ambientazione medievale.</p>
<p>In questo caso contano solo l’abbraccio e le effusioni dei due amanti, non ci sono riferimenti né al tempo, né tantomeno allo spazio, se non ridotti al minimo. Direi anzi che il prato, come la maggior parte degli elementi presenti nella scena, come abbiamo visto abbia una funzione sopratutto decorativa.</p>
<p><a title="Biografia di Gustav Klimt" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gustav_Klimt" target="_blank">Gustav Klimt</a> infatti visse in pieno il periodo dell’<a title="Definizione di Art Nouveau" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Art_Nouveau" target="_blank">Art Nouveau</a> in cui la decorazione aveva un ruolo fondamentale nelle arti visive (pittura, scultura e architettura) così come anche nelle <a title="Definizione di arti applicate" href="http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080917123429AAmyibI" target="_blank">arti applicate</a>. Il mondo vegetale sopratutto fu una grandissima fonte di ispirazione e le linee sinuose di fiori, piante ed alberi, vennero rielaborate, stilizzate, riadattate dagli artisti nelle loro opere.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/_y2YfYwc76o" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
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