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	<title>Review Book</title>
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		<title>Alda Merini. La poetessa di tutti | Ornella Spagnulo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Leggere Libri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Mar 2025 09:57:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Alda Merini. La poetessa di tutti” di Ornella Spagnulo è un interessante saggio divulgativo in cui si dipinge il ritratto di una scrittrice e donna tenace, orgogliosa delle sue luci e anche delle sue ombre, incurante dei giudizi altrui. Alda Merini viene raccontata nella sua tormentata vita e nella sua poetica: l’autrice ha deciso di [&#8230;]]]></description>
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<p><strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft  wp-image-294351" src="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/03/SPAGNULO.png" alt="Ornella Spagnulo" width="395" height="569" srcset="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/03/SPAGNULO.png 932w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/03/SPAGNULO-208x300.png 208w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/03/SPAGNULO-768x1108.png 768w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/03/SPAGNULO-610x880.png 610w" sizes="(max-width: 395px) 100vw, 395px" />“Alda Merini. La poetessa di tutti”</strong> di<strong> Ornella Spagnulo</strong> è un interessante saggio divulgativo in cui si dipinge il <strong>ritratto di una scrittrice e donna tenace, orgogliosa delle sue luci e anche delle sue ombre</strong>, incurante dei giudizi altrui.</p>
<p><strong>Alda Merini viene raccontata nella sua tormentata vita e nella sua poetica</strong>: l’autrice ha deciso di suddividere il testo in cinque sezioni, corrispondenti a quelle che lei considera le cinque tematiche ricorrenti nella produzione poetica della Merini.</p>
<p><strong> Il primo argomento trattato è l’identità</strong>: la poetessa ha scavato profondamente nel suo io, anche grazie alla psicoanalisi, emergendo alla luce portandosi dietro tutto il suo bagaglio interiore, e senza seppellire la sua oscurità in luoghi inaccessibili. La Merini, anzi, l’ha condivisa con gli altri, combattendo il pregiudizio e accettandosi nelle sue tante contraddizioni; la poetessa, sin da giovane, ha sofferto di disturbo bipolare ma non l’ha mai demonizzato e lo ha reso parte della sua poetica e, a volte, proprio grazie ad esso ha prodotto alcune tra le sue liriche più intense e impattanti.</p>
<p><strong>Il secondo argomento è l’amore</strong>, tema preferito dai poeti, che in quest’autrice diventa ancora più centrale e vitale: <strong>Alda Merini ha rincorso l’amore e ha amato con fiducia e con una passione totalizzante</strong>; da questo sentimento ha tratto linfa preziosa per non soccombere e, più di tutti gli uomini e gli amici, ha amato proprio la poesia, il vero grande amore della sua esistenza.</p>
<p>Ed è infatti<strong> la poesia il terzo argomento</strong> trattato: la poesia è stata per lei una terapia, perché scrivendo ha esorcizzato i suoi demoni o, meglio, ha famigliarizzato con loro; la poesia è stata la sua salvezza, il suo porto sicuro, il suo momento catartico all’interno delle mura di un ospedale psichiatrico.</p>
<p><strong>Ed ecco il quarto argomento: la malattia e il manicomio</strong>; Alda Merini è stata internata a periodi alterni per ben quattordici anni, subendo anche l’elettroshock ma avendo anche la possibilità di essere seguita da un dottore, il freudiano Enzo Gabrici, che ha saputo aiutarla enormemente. Ed è<strong> al manicomio, luogo tremendo ma per lei anche salvifico</strong>, che la Merini ha dedicato forse la sua raccolta più significativa, “Terra Santa”, che ci porta all’ultimo argomento: <strong>la fede</strong>; è difficile comprendere la religiosità della poetessa, fatto sta che ella fu profondamente spirituale, e allo stesso tempo legata alla carne, all’erotismo.</p>
<p>In questo testo, la cui copertina è tratta da una fotografia di Giuliano Grittini, Ornella Spagnulo ci porta alla scoperta di una poetessa che ha fatto delle contraddizioni la sua ragion d’essere: un’ambiguità affascinante che ha dato origine a delle opere straordinarie.</p>
<p><strong><em>Redazione</em></strong></p>
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		<title>La terza clessidra | Giuliano Pellizzari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Leggere Libri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 14:10:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Ho cinquantasette minuti. Solo. Ancora. Voglio ciabatte a far da barchette al mare, niente soldi per giocattoli. Vagone merci senza locomotore, tranne le dita, minute e felici. Minestra calda, pioggia d’autunno in bicicletta, neve nella piccola televisione in bianco e nero; sposti l’antenna, resta la nebbia. Riso in bianco, formaggio stagionato, dolore e penicillina, fuga [&#8230;]]]></description>
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<p><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-294348" src="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/03/La-terza-clessidra-copertina.jpeg" alt="La terza clessidra | Giuliano Pellizzari" width="323" height="485" srcset="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/03/La-terza-clessidra-copertina.jpeg 724w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/03/La-terza-clessidra-copertina-200x300.jpeg 200w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/03/La-terza-clessidra-copertina-610x915.jpeg 610w" sizes="(max-width: 323px) 100vw, 323px" />«Ho cinquantasette minuti. Solo. Ancora. Voglio ciabatte a far da barchette al mare, niente soldi per giocattoli. Vagone merci senza locomotore, tranne le dita, minute e felici. Minestra calda, pioggia d’autunno in bicicletta, neve nella piccola televisione in bianco e nero; sposti l’antenna, resta la nebbia. Riso in bianco, formaggio stagionato, dolore e penicillina, fuga e odio. Oblio. Vociare di bimbi dal campo di calcio, nuvole silenti, l’erba verde sulle gambe nude, fango tra le dita dei canali, acciottolato lucciolante come sorrisi del Nowruz. Voglio i miei rammendi d’infinito. Ho ancora cinquantadue minuti. Solo.»</p>
<p><strong>Nel misterioso romanzo thriller “La terza clessidra” di Giuliano Pellizzari si narra una storia adrenalinica in cui ritroviamo i personaggi del sociolinguista e consulente della CIA Leandro Arcani e del commissario di polizia di Palmanova Ugo Corba</strong>, già protagonisti dell’opera “La scatola del tè”.</p>
<p>L’autore presenta una lotta contro il tempo, scandita da<strong> un countdown angosciante</strong> che si inframezza alle storie di un gruppo di personaggi che si vanno ulteriormente ad intrecciare alla vicenda di <strong>un enigmatico omicida rituale</strong>, le cui due vittime vengono ritrovate nei pressi dei resti archeologici dell’antica città di Aquileia. <strong>Il commissario Corba</strong> arriva sul posto e scopre che entrambi i cadaveri sono stati composti in modi simili, seguendo un macabro rituale che li ha trasformati in statue con la testa rivolta verso il cielo; inoltre, vicino ai corpi vengono rinvenute due clessidre: una di legno, rotta e di poco valore e l’altra antica e pregevole, con della sabbia che sta scorrendo molto lentamente al suo interno.</p>
<p>La prima vittima viene ritrovata in un sarcofago posticcio scoperto durante gli scavi condotti ad Aquileia dall’archeologo austriaco Viktor Krauss e dal geologo Salvatore Righi, mentre la seconda viene ritrovata lungo il canale al lato della via Sacra; entrambe sono morte per asfissia ma non vi è nessuna traccia di ecchimosi o segni di lotta.</p>
<p>Nella <strong>prima clessidra</strong> è vergata una scritta in latino &#8211; “tempus statera mundi”, mentre nella seconda è presente un’iscrizione in turco ottomano &#8211; “Işıguŋ ötesinde gögüŋ sınırı”; queste clessidre fanno intuire che il tempo e la sua percezione siano la chiave per decifrare il movente del killer. Ed effettivamente <strong>il concetto di tempo è il nucleo pulsante attorno a cui ruota l’opera</strong>: Leandro Arcani si trova ad Istanbul per indagare su un possibile legame tra una frangia estremista del moderno Transumanesimo e l’antico culto sacro del Tarâmismo, in cui la divinità risiedeva nel tempo cronologico, e le sue scoperte andranno a convogliare nell’indagine di Corba in un crescendo di tensione e sconvolgenti rivelazioni.</p>
<p><strong>Redazione</strong></p>
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		<title>Onde | Raffaella Albino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Leggere Libri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 19:55:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Onde. Le storie segrete del mare&#8221; di Raffaella Albino è una raccolta di cinque racconti che avvolge il lettore in un&#8217;atmosfera di mistero e avventura. L&#8217;autrice, con la sua sensibilità di musicista e scrittrice, ci conduce in un viaggio inedito attraverso le profondità del mare, un luogo che diventa metafora dell&#8217;ignoto e dell&#8217;inconscio. “Nascono così [&#8230;]]]></description>
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<p><strong><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-294345" src="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/Albino-cover.jpg" alt="" width="386" height="570" srcset="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/Albino-cover.jpg 1559w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/Albino-cover-203x300.jpg 203w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/Albino-cover-768x1135.jpg 768w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/Albino-cover-1040x1536.jpg 1040w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/Albino-cover-1386x2048.jpg 1386w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/Albino-cover-610x901.jpg 610w" sizes="(max-width: 386px) 100vw, 386px" />&#8220;Onde. Le storie segrete del mare&#8221; di Raffaella Albino è una raccolta di cinque racconti che avvolge il lettore in un&#8217;atmosfera di mistero e avventura.</strong> L&#8217;autrice, con la sua sensibilità di musicista e scrittrice, ci conduce in un viaggio inedito attraverso le profondità del mare, un<strong> luogo che diventa metafora dell&#8217;ignoto e dell&#8217;inconscio</strong>.</p>
<p>“Nascono così queste storie curiose, da momenti esclusivi di una zia e due nipoti, passeggiando a tarda sera sulla spiaggia, inventando personaggi e situazioni improbabili, ma indimenticabili, che si intrecciano sullo scenario di luoghi ed eventi reali; è proprio su questo labile confine che l’immaginazione si mescola con la verità e con le splendide acque pugliesi e campane, spesso agitate dal vento. Allora un’isola diventa un posto in cui si verificano fatti anomali, le conchiglie si trasformano nell’attesa della felicità, da non rimandare mai, il bosco a sonagli ci insegna il mito del delicato giglio di mare e il rispetto per la natura, appassionanti avventure accendono l’immaginazione che Paestum, incantevole terra dei templi, sussurra all’orecchio di chi sa aprirsi alla meraviglia!” scrive Raffaella Albino nelle prime pagine del suo libro.</p>
<p>Al centro del <strong>primo racconto</strong>, che è anche il più lungo della raccolta, c&#8217;è Ella, una ragazza dotata di una sensibilità speciale, capace di percepire ciò che si nasconde dietro le apparenze. Insieme ai suoi amici José e Mattia e a una cagnetta randagia, <strong>la protagonista vive le sue avventure in un&#8217;isola che sembra abitata da una strega</strong>. L&#8217;autrice esplora il<strong> tema del confine</strong>, non solo tra terra e mare, ma anche tra ciò che è visibile e ciò che è nascosto. La domanda che permea l&#8217;intero libro è: realtà o illusione? Un interrogativo che nasce dallo sciabordio delle onde e dal senso di nostalgia che accompagna la fine dell&#8217;estate. Il mare, con la sua forza primordiale, diventa uno specchio dell&#8217;inconscio, un luogo dove i segreti emergono e le emozioni si amplificano.</p>
<p><strong>Nel suo nuovo libro Raffaella Albino esplora il confine tra ciò che è tangibile e ciò che è frutto dell&#8217;immaginazione</strong> invitando il lettore a lasciarsi guidare dal proprio istinto e a non aver paura di esplorare l&#8217;ignoto. Il mare, con il suo fascino ancestrale, diventa il protagonista indiscusso di tutti i racconti. Le sue profondità inesplorate celano segreti e i personaggi nati dalla penna dell&#8217;autrice imparano a fidarsi del loro intuito per scoprirli. La scrittura di Raffaella Albino ha una venatura poetica ed è capace di creare immagini vivide. Le illustrazioni realizzate dall&#8217;autrice, profondamente convinta del legame indissolubile fra le arti, arricchiscono ulteriormente l&#8217;opera.</p>
<p><em><strong>Redazione</strong></em></p>
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		<title>Possa io andare oltre | Luna Badawi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Leggere Libri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Feb 2025 09:57:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel romanzo “Possa io andare oltre” di Luna Badawi si narra la storia di una ragazza in cerca di sé stessa: Batool, nata in Italia da madre libanese e padre egiziano, è confusa su chi sia e cosa voglia dalla vita, ed è decisa quindi a scoprirlo, intraprendendo un percorso con uno psicologo: «Sono alla [&#8230;]]]></description>
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<p>Nel romanzo <strong>“Possa io andare oltre”</strong> di<strong> Luna Badawi</strong> si narra la storia di una ragazza in cerca di sé stessa: Batool, nata in Italia da madre libanese e padre egiziano, è confusa su chi sia e cosa voglia dalla vita, ed è decisa quindi a scoprirlo, intraprendendo un percorso con uno psicologo: «<strong>Sono alla ricerca di un equilibrio personale. Un pareggiamento interiore che mi possa far capire chi sono, cosa ci faccio qui, cosa voglio e cosa posso dare o fare al mondo.</strong> Sono alla ricerca di un mio equilibrio che mi possa far incontrare il mio potenziale o il mio talento. Insomma, alla fine tutti abbiamo delle caratteristiche uniche. Le mie quali sono? Questa è la mia domanda. Se non sono ancora morta significa che posso fare ancora qualcosa». </p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-294342" src="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/LUNA-BADAWI.jpg" alt="“Possa io andare oltre”, il nuovo romanzo di Luna Badawi." width="419" height="595" srcset="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/LUNA-BADAWI.jpg 1746w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/LUNA-BADAWI-211x300.jpg 211w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/LUNA-BADAWI-768x1091.jpg 768w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/LUNA-BADAWI-1081x1536.jpg 1081w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/LUNA-BADAWI-1442x2048.jpg 1442w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/LUNA-BADAWI-610x866.jpg 610w" sizes="auto, (max-width: 419px) 100vw, 419px" />Nel corso delle sedute, la giovane si pone importanti<strong> quesiti su come stia vivendo la sua esistenza e sui motivi per cui non riesca a uscire dal guscio</strong>, preferendo chiudersi nel suo mondo interiore che però non è confortante ma è pieno di pensieri distruttivi e auto sabotanti.<strong> È totalmente diversa da lei sua sorella gemella Lina, sebbene si somiglino esteticamente come due gocce d’acqua</strong>: Lina è intraprendente,<br />sa sempre cosa vuole e ha inoltre le idee ben chiare su cosa desideri realizzare professionalmente. Tutto il contrario di Batool che è invece una barca senza remi in mezzo a un mare in tempesta: non ha un lavoro stabile, non ha una relazione sentimentale, non sa comportarsi in situazioni di socialità.</p>
<p>La protagonista riesce ad attirare il lettore proprio grazie alla sua<strong> umana fragilità</strong>; Batool, sia chiaro, non è sbagliata, è semplicemente imperfetta come tutti noi: siamo quindi dalla sua parte quando cerca di trovare il bandolo della matassa, acquisendo consapevolezza di sé, dei suoi desideri e delle sue aspettative per il futuro. Sarà però <strong>un cammino arduo</strong>, perché la giovane dovrà affrontare un grande scoglio che ha voluto ignorare fino all’ultimo, e su cui ora la sua barca si è abbattuta rovinosamente, riducendosi in pezzi. Uno scoglio emotivo che è per lei fonte di grande dolore, presentato dall’autrice con un colpo di scena che emoziona profondamente, e che ci porta a provare ancora più empatia per questa ragazza che ha bisogno di eliminare quelle zavorre che la tengono ancorata a terra, quando lei aspira ardentemente a spiccare il volo. “Possa io andare oltre” racconta proprio di questo anelito di libertà: Batool vuole andare oltre la sofferenza, oltre le paranoie, oltre la paura.</p>



<p><em><strong>Redazione</strong></em></p>
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		<title>Il filo segreto delle storie | Francesca Cani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Leggere Libri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2025 11:13:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Emma sta indagando sull’emittente radio che durante il conflitto mondiale trasmise informazioni agli Alleati, vedi, c’è stato un eccidio nazista in conseguenza alla scoperta dei responsabili della frequenza. Vite innocenti trucidate a sangue freddo pur di mettere a tacere un gruppo di visionari e una crepa nella resistenza. Uno degli speaker di Radio Libera tradì, [&#8230;]]]></description>
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<p>«Emma sta indagando sull’emittente radio che durante il conflitto mondiale trasmise informazioni agli Alleati, vedi, c’è stato un<strong> eccidio nazista</strong> in conseguenza alla scoperta dei responsabili della frequenza. Vite innocenti trucidate a sangue freddo pur di mettere a tacere un gruppo di visionari e una crepa nella resistenza. Uno degli speaker di<strong> Radio Libera</strong> tradì, Emma deve portare a casa la testimonianza dell’<strong>ultima donna sopravvissuta alla vicenda</strong>». Questa missione è al centro del romanzo <strong>“Il filo segreto delle storie” </strong>di<strong> Francesca Cani</strong>. </p>



<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-294338" src="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/Cani-cover.jpg" alt="Il filo segreto delle storie | Francesca Cani" width="326" height="488" srcset="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/Cani-cover.jpg 1610w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/Cani-cover-200x300.jpg 200w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/Cani-cover-768x1150.jpg 768w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/Cani-cover-1026x1536.jpg 1026w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/Cani-cover-1368x2048.jpg 1368w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/Cani-cover-610x913.jpg 610w" sizes="auto, (max-width: 326px) 100vw, 326px" />Emma torna a <strong>Lungomonte</strong>, in Toscana, perché<strong> sua nonna Sophie è l’ultima depositaria di una verità che, se rivelata, creerebbe un terremoto nella politica irlandese</strong>. Emma vive a Dublino ma ha vissuto con la famiglia nel luogo in cui ora sta andando a trovare sua nonna; la giovane donna è una reporter, e sta seguendo un’inchiesta importante: durante gli ultimi atti del secondo conflitto mondiale, un gruppo di partigiani aveva subito un feroce attacco da parte dei nazifascisti, in concomitanza con un altro agguato commesso contro dei civili innocenti. <strong>Era stato un traditore a metterli sulle loro tracce</strong>, il cui discendente, nel presente della storia, sta acquisendo sempre più potere intrattenendo nell’ombra relazioni discutibili.</p>
<p>Quell’episodio accaduto sessant’anni prima potrebbe avere un’influenza pesante sulla sua ascesa ma per avere un quadro chiaro della situazione Emma deve far parlare sua nonna, che però è restia a rivangare il suo<strong> doloroso passato</strong>, specialmente da quando suo marito Francesco è morto. <strong>L’autrice si sposta tra il 1943 e il 2003 per narrare dell’incontro di una giovane Sophie con il partigiano Francesco</strong>, e poi dell’emozionante dialogo che l’anziana Sophie e la nipote Emma intratterranno; il secondo conflitto mondiale è la cornice di questa vicenda drammatica e toccante, in cui si parla di coraggio, di <strong>atti di eroismo e di una strenua resistenza</strong>.</p>
<p>Il vero cuore dell’opera è Sophie: <strong>una ragazza innamorata e determinata a stare con l’uomo che ha scelto nonostante la guerra li abbia divisi</strong>, e un’anziana che decide di avere la forza di riaprire un capitolo della sua vita caratterizzato da profonde sofferenze. E poi c’è Emma, un personaggio che all’inizio si può fraintendere; la reporter dal sangue freddo e dalla ferrea determinazione, però, comprenderà nel corso della vicenda che l’unico modo per afferrare la verità è quello di mettere da parte la sua rigidità professionale, e aprire il suo cuore all’intima testimonianza della nonna: un racconto difficile ma anche pieno di quella speranza che in tempi bui aiutò molte persone a non arrendersi.</p>
<p><em><strong>Redazione</strong></em></p>
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		<title>Game over! | Giovanni Riva</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Leggere Libri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Feb 2025 09:42:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Il gioco d’azzardo ti porta ad avere paure costanti, ti porta ad avere l’ansia per qualsiasi cosa, anche per la telefonata più stupida. Il gioco ti porta a non avere pazienza per nessuna cosa che non sia il gioco stesso. Il gioco ti porta a vivere in un costante senso di colpa che compromette te, [&#8230;]]]></description>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-294335" src="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/Riva-scaled.jpg" alt="Giovanni Riva Game Over" width="374" height="561" srcset="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/Riva-scaled.jpg 1707w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/Riva-200x300.jpg 200w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/Riva-768x1152.jpg 768w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/Riva-1024x1536.jpg 1024w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/Riva-1365x2048.jpg 1365w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/02/Riva-610x915.jpg 610w" sizes="auto, (max-width: 374px) 100vw, 374px" />«Il gioco d’azzardo ti porta ad avere paure costanti, ti porta ad avere l’ansia per qualsiasi cosa, anche per la telefonata più stupida. Il gioco ti porta a non avere pazienza per nessuna cosa che non sia il gioco stesso. Il gioco ti porta a vivere in un costante senso di colpa che compromette te, la tua famiglia, i tuoi amici e le persone più care. Il gioco ti impedisce di dare il giusto valore a tutte le cose, perché ti rovinerà viaggi, vacanze, passioni […] Ti porta in un mondo dove l’unica cosa che conta sono i soldi, quelli vinti. Ti porta a credere che il denaro sia l’unica cosa che ha valore nella vita ma non ti fa desiderare di averlo, ti fa sognare di averlo»:<strong> Giovanni Riva presenta una testimonianza di vita onesta e toccante nel suo libro motivazionale “Game over! Come ho vinto la mia battaglia contro il gioco d’azzardo e come puoi farlo anche tu”</strong>.</p>
<p><strong>L’autore smaschera il gioco d’azzardo</strong> mostrando la sua vera faccia: quella di <strong>un mostro che succhia le energie e che drena l’amore per la vita</strong>; la ludopatia è una dipendenza che agli occhi altrui si nasconde bene ma che nel frattempo lavora profondamente dall’interno, smantellando sicurezze e amor proprio.</p>
<p>Giovanni Riva sa di cosa sta parlando perché <strong>ha convissuto con questo mostro per molto tempo</strong>; quando si è liberato della <strong>ludopatia</strong> ha compreso il valore della vita e ha riflettuto a lungo su come poteva aiutare altre persone a uscire da questa devastante dipendenza. In questo testo non troviamo solo la sua storia, narrata da una prospettiva sincera e lucida, ma un percorso da seguire per liberarsi di questa schiavitù; l’autore si pone come se fosse un amico e guida amorevolmente il lettore in un cammino che ha come scopo quello di riprendersi la propria vita e il proprio futuro.</p>
<p>Riva afferma nel testo: «Ho pagato io il prezzo per tutti quelli che vorranno chiacchierare con me tramite questo libro, per te che smetterai»; <strong>ora mette questa sua importante e dolorosa esperienza a disposizione di tutti coloro che hanno il desiderio e la determinazione di mettere un punto al gioco d’azzardo</strong>. È possibile uscirne, è possibile tornare ad essere liberi, ed è possibile anche recuperare stima in sé stessi; come ogni dipendenza, infatti, anche la ludopatia fa credere al malcapitato di non valere abbastanza, e di essere ormai condannato a vagare eternamente in quel circolo vizioso. L’autore dimostra invece, con la sua storia personale, che tutto è possibile, anche sconfiggere questo mostro famelico.</p>
<p><strong><em>Redazione</em></strong></p>
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		<title>Profluvio | Luca Viozzi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Leggere Libri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2025 10:08:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Restare nell’auto era una scelta scellerata perché tra qualche minuto l’acqua sarebbe arrivata al livello della portiera. Un’immagine apocalittica si disegnava davanti agli occhi: la città, un tempo vivace e piena di vita, ora giaceva sommersa da un mare […] Mise in tasca il telefono, slacciò la cintura di sicurezza, si infilò il k-way e [&#8230;]]]></description>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-294332" src="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/01/VIOZZI.jpg" alt="“Profluvio” di Luca Viozzi" width="389" height="582" srcset="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/01/VIOZZI.jpg 428w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/01/VIOZZI-201x300.jpg 201w" sizes="auto, (max-width: 389px) 100vw, 389px" />«Restare nell’auto era una scelta scellerata perché tra qualche minuto l’acqua sarebbe arrivata al livello della portiera. Un’immagine apocalittica si disegnava davanti agli occhi: la città, un tempo vivace e piena di vita, ora giaceva sommersa da un mare […] Mise in tasca il telefono, slacciò la cintura di sicurezza, si infilò il k-way e afferrò la borsa che si trovava nel sedile posteriore. Aprì a fatica la portiera. Il vento premeva forte. La pioggia la colpì violenta. Si diresse verso la chiesa. Sembrava un posto sicuro».</p>
<p><strong>Nel romanzo “Profluvio” di Luca Viozzi si narra una storia drammatica e oscura</strong> in cui la protagonista, Elena, dovrà tentare di <strong>sopravvivere a un killer spietato</strong>.</p>
<p>Tutto ha inizio durante <strong>un diluvio che sta flagellando le Marche</strong>: Elena è una matricola presso l’università di Ancona ma un’emergenza la costringe a recarsi immediatamente a San Benedetto del Tronto, dove vive la sua famiglia. La sua auto, però, resiste ben poco alla furia della tempesta, ed Elena deve fermarsi prima di rischiare la vita: il primo edificio che vede è una chiesa, e la giovane decide di rifugiarsi lì, in attesa che il tempo migliori. Ci sono altre persone in quel luogo: il parroco, don Enrico, un’anziana signora, Teresa, e un uomo sulla quarantina, Mario.</p>
<p><strong>I tre personaggi non sono particolarmente accomodanti</strong>, anche se per diverse ragioni: don Enrico sembra voler tenere tutto sotto controllo, intimando agli altri di non toccare niente o di non muoversi troppo per la chiesa, Teresa sembra preda di un delirio inspiegabile, mentre Mario è insolente e alquanto inquietante. Elena non si sente a suo agio ma sa che non ha scelta: fuori c’è l’inferno, mentre dentro la chiesa almeno è all’asciutto. Questo luogo, però, le dà <strong>strane vibrazioni</strong>: l’autore crea una forte tensione mostrando degli angoli bui in cui potrebbe nascondersi qualcosa di malefico, e facendo avvertire un senso di minaccia opprimente.</p>
<p><strong>La tensione aumenta pagina dopo pagina, così come le domande che si pone il lettore: cosa nascondono quei tre personaggi così ambigui?</strong> Ha ragione Elena a sentirsi fuori posto, quasi in pericolo, sebbene non ne comprenda le ragioni? Poi, con una stilettata dritta al cuore, l’autore ci colpisce con una consapevolezza agghiacciante: quella chiesa è stata teatro di un orribile fatto di sangue, ed Elena si ritrova in una trappola da cui sarà difficile scappare. La protagonista, tuttavia, darà prova di grande coraggio in questa storia che parla del volto umano del male, che spesso è più spaventoso di qualunque mostro che popoli i nostri incubi.</p>
<p><em><strong>Redazione</strong></em></p>
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		<title>Chi si ferma si ritrova | Luca Gonzatto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Leggere Libri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2025 14:07:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La nostra vita è caratterizzata dal correre a destra e a manca, dall’affannarsi per raggiungere i propri obiettivi, dal sentirsi sempre inadeguati perché non si riesce a portare a termine tutti i compiti prefissati, e dal provare un costante stato di ansia. I messaggi con cui ci inondano la società e i social media sono [&#8230;]]]></description>
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<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-294329" src="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/01/cover-Gonzatto.jpg" alt="Luca Gonzatto" width="330" height="506" srcset="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/01/cover-Gonzatto.jpg 397w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/01/cover-Gonzatto-196x300.jpg 196w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/01/cover-Gonzatto-60x93.jpg 60w" sizes="auto, (max-width: 330px) 100vw, 330px" />La nostra vita è caratterizzata dal correre a destra e a manca, dall’affannarsi per raggiungere i propri obiettivi</strong>, dal sentirsi sempre inadeguati perché non si riesce a portare a termine tutti i compiti prefissati, e dal provare un costante stato di ansia. I messaggi con cui ci inondano la società e i social media sono di produrre sempre di più, di consumare sempre di più, di essere sempre al top. <strong>Chi paga però per questa corsa all’iper produttività?</strong> Siamo proprio noi, che non abbiamo più il tempo per rallentare e per ritagliarci un momento di pace.</p>
<p><strong>Luca Gonzatto</strong> ha deciso quindi di proporre un manuale che possa aiutare tutti noi a prenderci una pausa per meditare, e per ritrovare contatto con noi stessi: <strong>“Chi si ferma si ritrova. Il metodo semplice e divertente per meditare dai 3 ai 13 minuti al giorno e non diventare un guru”</strong>.</p>
<p>In questo testo si possono trovare <strong>consigli e strategie utili per riuscire a meditare quotidianamente anche nel mezzo delle nostre esistenze frenetiche</strong>; l’autore era stanco di manuali complessi sulla meditazione, che respingevano chi era interessato all’argomento ma non aveva il tempo o la concentrazione giusta. In questo libro, invece, si offrono poche ma ottime informazioni per comprendere a pieno<strong> come iniziare una pratica meditativa</strong>, e come portarla avanti senza troppi sforzi.</p>
<p>Non significa assolutamente che l’autore voglia proporre un metodo superficiale: lo scopo di Luca Gonzatto è di presentare un percorso accessibile e semplice, ma che comunque contenga tutti i riferimenti affinché si possa meditare in modo consono e nel pieno rispetto di questa pratica.</p>
<p>«L’obiettivo di questo libro e del metodo che propone non è trasformarti in un santo, ma offrirti un approccio che ti permetta di fermarti, osservare ciò che si muove dentro di te, recuperare energia e discernere ciò che conta davvero da ciò che non è fondamentale. Questo libro vuole aiutarti a riflettere su ciò che fai solo per impressionare o compiacere gli altri, a ridurre l’eccessiva iper-responsabilizzazione e a spostare l’attenzione dalla quantità alla qualità. Questo libro è un invito a vivere in modo più autentico e consapevole, facendo spazio a ciò che ha veramente valore».</p>
<p>Questo <strong>metodo è progressivo</strong> e dura ventotto giorni: nella prima settimana si mediterà per tre minuti al giorno, nella seconda settimana per cinque minuti al giorno, nella terza settimana per otto minuti al giorno e nella quarta settimana per tredici minuti al giorno. Poi si potrà adattare la pratica per il tempo che si vorrà, e in base alle proprie esigenze.</p>
<p><strong><em>Redazione</em></strong></p>
<p> </p>
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		<title>Trovarsi | Martina Marinelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Leggere Libri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2025 13:55:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni per genere]]></category>
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					<description><![CDATA[«Proprio come la natura era stata rapita da quel vento d’addio, il mio cuore era, dopotutto, stretto nella stessa fredda morsa da ormai molte settimane. Lo sentii gemere quando, lentamente, cominciai a chiudere la porta in vetro giallo, così che gli occhi potessero assaporare gli ultimi scorci della casa che mi aveva vista diventare una [&#8230;]]]></description>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-294326" src="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/01/cover-Marinelli-1.jpg" alt="Trovarsi | Martina Marinelli" width="303" height="461" srcset="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/01/cover-Marinelli-1.jpg 657w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/01/cover-Marinelli-1-197x300.jpg 197w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/01/cover-Marinelli-1-610x928.jpg 610w" sizes="auto, (max-width: 303px) 100vw, 303px" />«Proprio come la natura era stata rapita da quel vento d’addio, il mio cuore era, dopotutto, stretto nella stessa fredda morsa da ormai molte settimane. Lo sentii gemere quando, lentamente, cominciai a chiudere la porta in vetro giallo, così che gli occhi potessero assaporare gli ultimi scorci della casa che mi aveva vista diventare una giovane donna. Lì dove, tra le mura di calce bianca, correvano i ricordi che lo scorrere dei giorni aveva iniziato a consumare, mentre nelle orecchie ascoltavo ancora le voci delle vite che avevano incontrato la mia, ora che il silenzio era rimasto il solo a poter raccontare la storia di cui stavo scrivendo il finale.»</p>
<p><strong>Charlotte Hiver</strong> è la delicata narratrice del romance storico <strong>“Trovarsi” di Martina Marinelli</strong>, in cui si racconta di una giovane donna di vent’anni che deve lasciarsi alle spalle la sua vita per costruirne una nuova.</p>
<p><strong> Charlotte è stata la figlia di una coppia dell’alta borghesia con visioni ristrette e tradizionaliste; è stata poi una ribelle, che è scappata di punto in bianco dal convolare a nozze</strong> con un uomo scelto perché era il miglior partito secondo i rigidi canoni famigliari, e non perché era la persona giusta per lei. È stata infine l’attrice di punta della compagnia teatrale più famosa di Francia: tanta vita e tante esperienze in soli vent’anni, passati troppo in fretta; ora Charlotte ha dovuto abbandonare anche la sua vita parigina e il teatro, e si ritrova sola e confusa, incapace di tratteggiare ancora una volta la strada che dovrebbe condurla al suo destino.</p>
<p>È ormai autunno, fuori e dentro Charlotte: <strong>la decadenza di quel momento, la nostalgia per ciò che è stato e che mai più sarà</strong> e la sensazione di non avere più appigli la rendono triste e malinconica; la sua forza, però, le viene ancora in soccorso, mostrandole una luce in lontananza. Charlotte sa di dover andare a Demain, la città costiera in cui ha trascorso le vacanze e in cui abita una donna che l’ha sempre amata per quella che è; lì potrebbe ricomporre i pezzi della sua esistenza, potrebbe pensare di essere ancora felice e appagata.</p>
<p><strong>“Trovarsi” è il racconto di una caduta e di una risalita</strong>, di un’angoscia che si trasforma in speranza, di un dolore che si tramuta in accettazione e infine in consapevolezza. È la storia di una giovane donna che trova il suo centro e che impara ad amare, dopo anni in cui è stata convinta di non meritarsi di essere apprezzata per quella che è la sua vera natura.</p>
<p><em><strong>Redazione</strong></em></p>
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		<title>Una settimana | Roberto Candidi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Leggere Libri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jan 2025 08:48:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni per genere]]></category>
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					<description><![CDATA[“Una settimana” di Roberto Candidi è una storia intima e introspettiva, incentrata sui dilemmi esistenziali del protagonista Filippo, uno scrittore di trentotto anni che si rende conto di dover dare una direzione stabile alla sua vita. L’opera, edita Efesto, è ambientata in un paesino del Lazio ai piedi del monte Artemisio, nella zona dei Castelli [&#8230;]]]></description>
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<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-294322" src="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/01/cover-Candidi-1.jpeg" alt="Candidi" width="319" height="497" srcset="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/01/cover-Candidi-1.jpeg 1028w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/01/cover-Candidi-1-193x300.jpeg 193w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/01/cover-Candidi-1-768x1195.jpeg 768w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/01/cover-Candidi-1-987x1536.jpeg 987w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/01/cover-Candidi-1-610x949.jpeg 610w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/01/cover-Candidi-1-160x250.jpeg 160w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/01/cover-Candidi-1-319x498.jpeg 319w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2025/01/cover-Candidi-1-60x93.jpeg 60w" sizes="auto, (max-width: 319px) 100vw, 319px" />“Una settimana”</strong> di <strong>Roberto Candidi</strong> è una storia intima e introspettiva, incentrata sui dilemmi esistenziali del protagonista Filippo, uno scrittore di trentotto anni che si rende conto di dover dare una direzione stabile alla sua vita.</p>
<p>L’opera, edita Efesto, è <strong>ambientata in un paesino del Lazio ai piedi del monte Artemisio</strong>, nella zona dei Castelli Romani; è qui che vive Filippo, dopo essersi trasferito da Parigi, la città in cui ha lasciato il cuore. Il fantasma della città francese aleggia costantemente in questa vicenda in cui il protagonista non sa più chi è o cosa vuole per la sua vita; Parigi gli manca, con la sua energia, con la sua arte: Filippo si sentiva continuamente ispirato, aveva modo di vivere avventure elettrizzanti e di superare i suoi limiti.</p>
<p>In Italia non è stato facile riambientarsi; i ritmi sono più lenti, agli abitanti del suo paese non importa niente delle sue aspirazioni artistiche: egli ha paura di aver sbagliato tutto, di non aver scelto per il meglio. <strong>Ma allora perché continua a stare in un luogo a cui sente di non appartenere?</strong> Il dissidio interiore di Filippo è il cuore di questo romanzo che sa parlare a tutti noi: a chi è troppo giovane per vedere chiaramente la strada che percorrerà in futuro, a chi ha deciso per una direzione ma sente di non essere sul cammino giusto, a chi ogni giorno si domanda se si può stravolgere la propria vita anche quando si è ormai convinti che “ciò che è stato è stato”. Ed è proprio questo il significato del titolo dell’opera:<strong> in una sola settimana il destino di Filippo si capovolgerà</strong>, prospettandogli scenari completamente diversi da quelli che aveva immaginato per la sua esistenza.</p>
<p>Roberto Candidi racconta dell’<strong>amore di Filippo per Chiara</strong> ma anche della sua perdita a causa dell’incomunicabilità; della passione per Parigi ma anche delle controindicazioni di una città che non ti offre il tempo di ascoltarti, di fermarti a respirare, e della fascinazione che il protagonista ha per la montagna, in cui riconquistare quel tempo e quel respiro, in cui sentirsi pienamente sé stessi.</p>
<blockquote>
<p>«Stava scoprendo se stesso in una dimensione che prima gli era sconosciuta; sentiva di dovere a se stesso il vivere a contatto con la natura, vivere salvandosi dal mondo veloce e abietto dell’apparenza, rifugiandosi nella verità degli alberi, degli animali, del silenzio del bosco.»</p>
</blockquote>
<p><strong> “Una settimana” è un romanzo di scelte e di possibilità</strong>; è il racconto del cammino di un uomo che trova il coraggio di prendersi le proprie responsabilità.</p>
<p><em><strong>Redazione</strong></em></p>
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		<title>Il libro rosso | Giuseppe D’Arco</title>
		<link>https://www.recensionilibri.org/2024/12/il-libro-rosso-giuseppe-darco.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Leggere Libri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Dec 2024 09:22:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni per genere]]></category>
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					<description><![CDATA[«La mia guida sarà il mio sogno, il mio sogno sarà la mia stella cometa, la mia stella cometa sarà la mia vita! Non smetterò di sognare perché significherebbe non vivere. Non voglio morire allora inseguirò il mio sogno. Per quanto difficile e lontano sia io vivrò finché non lo raggiungerò. È questo il segreto!“» [&#8230;]]]></description>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-294319" src="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2024/12/cover-DArco-1-scaled.jpeg" alt="“Il libro rosso” stimola delle domande anche nel lettore che, rapito da questa vicenda di morte e di rinascita, riflette sul mistero della condizione umana" width="351" height="491" srcset="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2024/12/cover-DArco-1-scaled.jpeg 1828w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2024/12/cover-DArco-1-214x300.jpeg 214w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2024/12/cover-DArco-1-768x1076.jpeg 768w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2024/12/cover-DArco-1-1097x1536.jpeg 1097w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2024/12/cover-DArco-1-1462x2048.jpeg 1462w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2024/12/cover-DArco-1-610x854.jpeg 610w" sizes="auto, (max-width: 351px) 100vw, 351px" />«La mia guida sarà il mio sogno, il mio sogno sarà la mia stella cometa, la mia stella cometa sarà la mia vita! Non smetterò di sognare perché significherebbe non vivere. Non voglio morire allora inseguirò il mio sogno. Per quanto difficile e lontano sia io vivrò finché non lo raggiungerò. È questo il segreto!“»</p>
<p><strong>“Il libro rosso”</strong> di <strong>Giuseppe D’Arco</strong> è un romanzo intenso che parla di vita ma anche di morte, dei mostri interiori che tentano di divorarci ma anche del coraggio che gli esseri umani hanno di fronteggiarli e di sconfiggerli.</p>
<p><strong>Il protagonista dell’opera è Andrea</strong>, un uomo di quarantacinque anni che ha sperimentato <strong>un dolore insopportabile</strong>: la perdita del figlio di soli dieci anni, andato via senza un motivo, in un attimo. E da quel momento è iniziato l’incubo: Andrea si è allontanato dalla moglie, dal suo lavoro, dalle sue passioni; <strong>il protagonista è ormai l’ombra di sé stesso</strong>, e tutto precipita quando, dopo una notizia sconvolgente, resta anche vittima di un incidente molto grave.</p>
<p><strong>Ma non è ancora giunto il suo tempo di morire</strong>, e questa certezza tormenta sempre di più il protagonista: perché la vita continua a ostinarsi con lui? Perché è così attaccato a un’esistenza che ormai gli offre solo dolore? Andrea potrebbe arrendersi, ma si rende conto di voler capire perché sia ancora su questa Terra: forse c’è un compito importante che deve portare a termine, forse il suo destino è diverso da quello che è portato a pensare. <strong>Giuseppe D’Arco presenta la storia di un uomo che trova il coraggio di resistere, dedicata a tutti coloro che lottano per raggiungere i propri sogni</strong>; il desiderio più grande di Andrea scaturirà dalla lettura di un piccolo libro rosso, che conterrà in sé le risposte alle sue domande. Il protagonista comprenderà quale sia la strada che deve percorrere, e in questo modo rifletterà profondamente anche su tutto ciò che gli è accaduto, trovandovi un significato.</p>
<p>“Il libro rosso” stimola delle domande anche nel lettore che, rapito da questa vicenda di morte e di rinascita, <strong>riflette sul mistero della condizione umana</strong>: noi tutti siamo qui per un periodo limitato, e a volte il dolore che proviamo ci spinge a voler scendere prematuramente da questa meravigliosa giostra; sebbene le tenebre siano sempre in agguato, però, la storia di Andrea ci insegna che si può sempre ritrovare la luce della speranza, che si può tornare ad amare la vita, che si può ancora sognare un domani migliore.</p>
<p><strong><em>Redazione</em></strong></p>
<p> </p>
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			</item>
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		<title>La teoria del rinoceronte | Alessandro Spocci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Leggere Libri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Dec 2024 08:56:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giallo]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni per genere]]></category>
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					<description><![CDATA[Stefano Forti, dissoluto scrittore quarantenne, è il protagonista del romanzo noir “La teoria del rinoceronte” di Alessandro Spocci. È un’opera che penetra a fondo nell’anima oscura di questo personaggio ambiguo, freddo e distaccato da ciò che ha intorno, e pieno di segreti che saranno rivelati nel corso della narrazione. Stefano, dopo una serata trascorsa tra [&#8230;]]]></description>
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<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-294316" src="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2024/12/copertina-Spocci.jpg" alt="Stefano Forti, dissoluto scrittore quarantenne, è il protagonista del romanzo noir “La teoria del rinoceronte” di Alessandro Spocci" width="312" height="468" srcset="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2024/12/copertina-Spocci.jpg 827w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2024/12/copertina-Spocci-200x300.jpg 200w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2024/12/copertina-Spocci-768x1152.jpg 768w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2024/12/copertina-Spocci-610x915.jpg 610w" sizes="auto, (max-width: 312px) 100vw, 312px" />Stefano Forti, dissoluto scrittore quarantenne, è il<strong> protagonista del romanzo noir “La teoria del rinoceronte” di Alessandro Spocci</strong>.</p>
<p>È un’opera che penetra a fondo nell’anima oscura di questo <strong>personaggio ambiguo, freddo e distaccato</strong> da ciò che ha intorno, e pieno di segreti che saranno rivelati nel corso della narrazione. Stefano, dopo una serata trascorsa tra alcool e altri vizi, al rientro a casa<strong> trova sua moglie morta ammazzata con un colpo di pistola alla testa</strong>; chiama le autorità, che immediatamente pensano a una sua implicazione nell’omicidio.</p>
<p>Stefano però si dichiara innocente; il detective incaricato di seguire le indagini ha molti dubbi, soprattutto perché l’uomo non sembra minimamente scioccato da ciò che è accaduto:<strong> Stefano è impassibile, e non fa che mentire al detective</strong> che, invece, sa più cose sul suo conto di quanto il protagonista possa pensare.</p>
<p><strong>Ed è così che Stefano finisce sotto processo</strong>, rischiando trent’anni di carcere; solo l’intervento del suo avvocato lo salva dall’accusa di omicidio volontario, quando gli propone di dichiararsi colpevole e di prendersi così dieci anni per omicidio preterintenzionale.</p>
<p>Questi sono i fatti quando si apre l’opera: il nostro protagonista è nei guai, continua a professarsi innocente ma <strong>non ci sono altri sospettati e neanche l’arma del delitto</strong>; il consiglio del suo avvocato rimane quindi l’unica strada percorribile. Per tutta questa fase del racconto, ci si domanda incessantemente se Stefano sia davvero colpevole: l’enigmaticità di questo personaggio è innegabile e, unita al suo altrettanto palese fascino, fa di lui una figura carismatica, e che attrae il lettore come una calamita.</p>
<p><strong>Stefano diventa un chiodo fisso: è un mostro o è una vittima?</strong> Sa quello che fa o è una persona malata e forse incapace di intendere? La vita di Stefano, fatta di fiumi di parole e altrettanti di alcool, dominata dalle trasgressioni e dai tradimenti, si interrompe in un’aula di tribunale: si dichiara colpevole, e il resto è la storia da raccontare di un’esistenza che deve ricostruirsi, una volta tornato in libertà.</p>
<p>«Sotto di me sento il mondo che si sgretola, mi rendo conto dell’idea che la gente ha di Stefano Forti ora, alla soglia dei cinquant’anni. Stefano Forti, il fallito che ha ucciso la moglie, che si è rovinato tra donne e alcol». “La teoria del rinoceronte” ci trasporta nel cammino di Stefano in una selva oscura, privo di legami, di appigli e di speranza; cosa ne sarà di lui? E il lettore infine scoprirà la verità su ciò che è accaduto a sua moglie?</p>
<p><em><strong>Redazione</strong></em></p>
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		<title>La forza di andare oltre | Alessia Capone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Leggere Libri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2024 11:17:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni per genere]]></category>
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					<description><![CDATA[“La forza di andare oltre. Gutta cavat lapidem” di Alessia Capone è un romanzo introspettivo narrato in prima persona dalla protagonista, Perla, una giovane tenace e determinata che ci racconta la sua crescita tra gli alti e i bassi della vita. Perla ama citare le parole di alcuni filosofi e scrittori del passato, di cui [&#8230;]]]></description>
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<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-294312" src="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2024/12/copertina-Capone.jpg" alt="" width="369" height="577" srcset="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2024/12/copertina-Capone.jpg 536w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2024/12/copertina-Capone-192x300.jpg 192w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2024/12/copertina-Capone-160x250.jpg 160w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2024/12/copertina-Capone-319x498.jpg 319w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2024/12/copertina-Capone-60x93.jpg 60w" sizes="auto, (max-width: 369px) 100vw, 369px" />“La forza di andare oltre. <em>Gutta cavat lapidem</em>”</strong> di <strong>Alessia Capone</strong> è un romanzo introspettivo narrato in prima persona dalla protagonista, Perla, <strong>una giovane tenace e determinata che ci racconta la sua crescita tra gli alti e i bassi della vita</strong>. Perla ama citare le parole di alcuni filosofi e scrittori del passato, di cui troviamo intensi passaggi che si legano a determinati stati d’animo della protagonista.</p>
<p>«Nei testi dei filosofi e dei poeti antichi trovo risposte a domande universali sull’esistenza umana, sulle relazioni interpersonali, sulla ricerca della verità e della bellezza. E mentre rifletto su queste idee millenarie, cerco di trarre insegnamenti per il presente e, al contempo, il futuro. <strong>Cerco di unire i pezzi della mia vita, come un tessitore abile che lavora pazientemente sulla tela della propria esistenza.</strong> Le lezioni dei grandi pensatori del passato mi aiutano a disegnare, in questo modo, la strada che dovrò percorrere da qui in poi, illuminando le scelte che farò e i valori che abbraccerò lungo il cammino».</p>
<p><strong>Perla è un personaggio generoso</strong>, che non nasconde niente al lettore e al quale sviscera ogni suo dolore, ogni sua paura, ogni suo limite; Perla ha bisogno di parlare perché è tormentata da una grande sofferenza: la giovane è molto sensibile e prende male l’astio che dimostrano alcuni personaggi nei suoi confronti. Ciò accade nella <strong>relazione con i suoi nonni paterni</strong>, che la ignorano totalmente, e con sua cugina, che non perde occasione per sottolineare la sua superiorità; per Perla la famiglia è un aspetto molto importante, e non avere il supporto di alcuni dei suoi congiunti è fonte di enorme frustrazione.</p>
<p>La protagonista, però, trova il coraggio di andare avanti: così come la goccia d’acqua può scavare la pietra, anche Perla, giorno dopo giorno, conquista il suo posto nel mondo nonostante gli ostacoli che incontra sul suo cammino.<strong> Alessia Capone racconta i tumulti di un giovane cuore</strong>; Perla soffre ma non demorde, cade ma si rialza, si sente vulnerabile ma ha il coraggio di affrontare le sue paure: così facendo diventa sempre più forte e, un giorno, riuscirà anche a guardare negli occhi quei mostri che hanno tentato di atterrirla, ma che hanno solo raggiunto lo scopo di renderla più determinata a perseguire i suoi obiettivi. <strong>La sofferenza fa parte della vita</strong>, e Perla impara a sue spese che non si può evitarla; si può però indossare una corazza, impugnare un’arma e combattere per i propri sogni e per la propria felicità.</p>
<p><strong><em>Redazione</em></strong></p>
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		<title>Il dono di Iris | Flavia Giovanardi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Leggere Libri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Dec 2024 10:31:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni per genere]]></category>
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					<description><![CDATA[“Il dono di Iris” di Flavia Giovanardi è un emozionante romanzo in cui si parla di libero arbitrio, della forza delle donne nel perseguire i loro obiettivi e di un mondo giunto a un bivio. Nel libro, uscito per Robin Edizioni, ci troviamo in Italia in un periodo a cavallo tra il secondo dopoguerra e [&#8230;]]]></description>
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<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-294309" src="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2024/12/Giovanardi-cover.jpg" alt="Il dono di Iris | Flavia Giovanardi" width="350" height="518" srcset="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2024/12/Giovanardi-cover.jpg 350w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2024/12/Giovanardi-cover-203x300.jpg 203w" sizes="auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px" />“Il dono di Iris”</strong> di <strong>Flavia Giovanardi</strong> è un emozionante romanzo in cui si parla di libero arbitrio, della forza delle donne nel perseguire i loro obiettivi e di un mondo giunto a un bivio.</p>
<p>Nel libro, uscito per Robin Edizioni, ci troviamo in <strong>Italia in un periodo a cavallo tra il secondo dopoguerra e gli anni del boom economico</strong>, in cui da una parte si restava ancorati a tradizioni vetuste e dall’altra si guardava al futuro con un desiderio di rinnovamento.</p>
<p>La ventiseienne <strong>Teodora</strong>, la protagonista dell’opera, è l’emblema di questa<strong> tensione tra vecchio e nuovo</strong>, tra tradizione e innovazione: la giovane donna vuole emanciparsi e non vuole più rispondere a un ideale di figura femminile dedita solo al marito e ai figli; Teodora vuole seguire la sua strada, vuole realizzarsi nel lavoro, vuole scegliere per sé stessa. <strong>La società, però, non è pronta a una tale sete di libertà</strong>: per questo motivo la direttrice della scuola dove la protagonista insegna non tollera i suoi metodi poco ortodossi, il prete del paese dove vive la ammonisce per la sua voglia di divertirsi e di ballare, non capendo che, dopo aver trascorso cinque anni della sua adolescenza sotto le bombe, la giovane ha bisogno di leggerezza, e la sua famiglia spera solo che ella possa trovare un uomo che voglia sposarla e renderla una donna onesta.</p>
<p>Teodora, però, non ci sta a vivere in <strong>un mondo oppressivo e giudicante</strong>; per questo motivo, quando può si reca nel giardino della Duchessa, e si siede sotto l’immenso albero frondoso che chiama la Quercia Madre, un luogo felice dove sfuggire ai dolori della sua vita.</p>
<p>«L’acquazzone del mattino aveva lasciato la terra umida e fredda, per questo aveva portato la coperta e aveva rinunciato a mettere i piedi nudi sull’erba fresca, come le piaceva fare. Le dava una pace profonda, come se dalle piante dei suoi piedi potessero spuntare vere radici, lunghe e forti, tanto da rendere stabile e sicuro il suo posto sulla terra».</p>
<p><strong>Un altro spazio sicuro di Teodora è stata sua nonna Iris, purtroppo scomparsa: l’anziana l’ha sempre fatta sentire accettata e compresa.</strong> Nonna Iris le ha inoltre fatto un enorme dono: la consapevolezza di essere parte di qualcosa di grande, di un retaggio di streghe legate al potere della Natura. Teodora è cresciuta osservando la nonna mentre guariva le persone con i suoi intrugli fatti con le erbe, o mentre compiva divinazioni con i suoi Tarocchi, e ora tocca a lei portare avanti la tradizione, e seguire il suo destino di donna forte e indipendente.</p>
<p><em><strong>Redazione</strong></em></p>
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		<title>Una famiglia normale | Anna Maria Lella</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Leggere Libri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2024 14:07:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni per genere]]></category>
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					<description><![CDATA[“Una famiglia normale” di Anna Maria Lella è un romanzo di genere crime che vede al centro della storia Elisa, un’adolescente che vive in un’ideale Milano, circondata da una famiglia che sembra perfetta: genitori di successo, un fratellino esemplare e un fidanzato devoto. La narrazione si dipana attraverso l’evoluzione dei pensieri di Elisa, che si [&#8230;]]]></description>
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<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-294306" src="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2024/11/copertina-Lella.jpg" alt="Una famiglia normale | Anna Maria Lella" width="357" height="536" srcset="https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2024/11/copertina-Lella.jpg 536w, https://www.recensionilibri.org/wp-content/uploads/2024/11/copertina-Lella-200x300.jpg 200w" sizes="auto, (max-width: 357px) 100vw, 357px" />“Una famiglia normale”</strong> di<strong> Anna Maria Lella</strong> è un romanzo di <strong>genere crime</strong> che vede al centro della storia Elisa, un’adolescente che vive in un’ideale Milano, circondata da una famiglia che sembra perfetta: genitori di successo, un fratellino esemplare e un fidanzato devoto.</p>
<p><strong>La narrazione si dipana attraverso l’evoluzione dei pensieri di Elisa, che si fanno sempre più cupi.</strong> La scrittura di Anna Maria Lella è incisiva nel ritrarre la crescente inquietudine di una giovane mente, intrappolata tra l&#8217;apparenza di una vita normale e la complessità delle sue emozioni interiori. <strong>L&#8217;autrice riesce a trasmettere il dolore e la confusione di una ragazza</strong> che cerca di trovare il suo posto nel mondo ma che viene rapidamente risucchiata in una spirale di pensieri pericolosi.</p>
<p><strong>Il romanzo “Una vita normale” di Anna Maria Lella è ispirato a una storia realmente accaduta</strong>: un evento tragico che ha segnato il nord Italia nei primi anni del secolo. I nomi e i luoghi sono stati opportunamente cambiati, ma la tensione e la catastrofe morale che pervadono il racconto si sentono in ogni pagina.</p>
<p>“Il male è subdolo, si fa strada dentro di te, lentamente, fino a possederti completamente in modo che tu non abbia scelta. Lo devi assecondare. L’ho fatto quel lontano giorno di dicembre. Era il quindici dicembre. In casa, come nelle strade, già si respirava l’ormai imminente Natale, l’anniversario della nascita di Gesù Cristo. Dio non c’era. Perché Dio permette che il male sia fatto? Non lo so. Ma se avessi un’altra possibilità di vita forse lo rifarei, sì, sceglierei il male. Ho imparato da un proverbio tedesco che<em> einmal ist keinmal</em>. Quello che avviene solo una volta è come se non fosse mai avvenuto. Se l’uomo può vivere solo una vita, è come se non vivesse affatto. La vita somiglia sempre a uno schizzo e la nostra vita è uno schizzo di nulla, una bozza senza quadro” afferma Elisa nelle prime pagine del libro.</p>
<p>La scelta dell’autrice di raccontare la vicenda dalla prospettiva della mandante e co-esecutrice del delitto è coraggiosa poiché offre uno sguardo unico su come una vita apparentemente normale di una famiglia perfetta possa precipitare in abissi inimmaginabili. Nel suo libro Anna Maria Lella fa emergere con grande forza le<strong> contraddizioni del mondo giovanile</strong> mostrando quanto sia facile cedere all’oscurità quando le pressioni della società e le aspettative familiari diventano schiaccianti. La lotta di Elisa tra il desiderio di conformarsi e la realtà della sua psiche crea una tensione palpabile, rendendo il lettore partecipe della sua tormentata esistenza.</p>
<p><em><strong>Redazione</strong></em></p>
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