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	<title>Rete Agatergon</title>
	
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		<title>Il pizzino del Vaticano</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 14:34:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sarah</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il giorno 8 Gennaio 2010, per conto della Segreteria di Stato del Vaticano,
il Mons. Luigi Ventura invia, in forma privata, una missiva a diversi membri del Consiglio d'Europa (Apce), invitandoli a seguire le indicazioni di voto di due esponenti del Ppe: Luca Volontè (Capogruppo Ppe) e Riccardo Ventre, specificando inoltre l’orientamento del voto riguardo la Proposta di Risoluzione su “Discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e di identità di genere”
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong><em><img class="alignleft size-medium wp-image-637" title="vaticano" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/vaticano1-268x300.gif" alt="vaticano" width="241" height="270" /><span style="color: #333333;">La lettera segreta</span></em></strong></h3>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Il giorno 8 Gennaio 2010, per conto della Segreteria di Stato del Vaticano, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Ventura" target="_blank">Mons. Luigi Ventura</a> invia, in forma privata, una missiva a diversi membri del Consiglio d&#8217;Europa (Apce), invitandoli a seguire le indicazioni di voto riguardo due esponenti in particolare del Ppe: <a href="http://www.camera.it/cartellecomuni/leg15/include/contenitore_dati.asp?deputato=d50379&amp;position=Deputati\La%20Scheda%20Personale&amp;Pagina=Deputati/Composizione/SchedeDeputati/SchedeDeputati.asp%3Fdeputato=d50379&amp;Nominativo=VOLONTE%27%20Luca" target="_blank">Luca Volontè </a>(Capogruppo Ppe) e <a href="http://www.europarl.europa.eu/members/archive/alphaOrder/view.do;jsessionid=BADCD02F4416C75F677FE275254671DB.node2?language=IT&amp;id=28437" target="_blank">Riccardo Ventre</a>, per le votazioni del 25-28 Gennaio.Inoltre specifica l’orientamento del voto riguardo due emendamenti in particolare:</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">1. Proposta di Risoluzione su “Discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e di identità di genere”</p>
<p style="text-align: justify;">2. Proposta di risoluzione “15 years since the programme of Action of the International Conference on Population and development” (aborto come un diritto della donna e come un metodo di pianificazione familiare)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Scandalo Europeo</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Lo scandalo è stato fatto scoppiare pochi giorni prima della votazione dall’Europarlamentare <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Lydie_Err" target="_blank">Lydie Err</a>, all’interno del dibattito sulla risoluzione delle discriminazioni sessuali, facendo diventare pubblica la missiva vaticana.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-627" title="lydie_err" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/lydie_err.jpg" alt="lydie_err" width="159" height="213" /></p>
<p style="text-align: justify;">Alla luce di questo documento si è scatenata una discussione a livello europeo, riguardo le intrusioni istituzionali del Vaticano all’interno del Consiglio D’Europa</p>
<p style="text-align: justify;">Le votazioni hanno poi dato esito alla vittoria di Volontè ed alla sconfitta del secondo nome indicato dalla Santa Sede, Riccardo Ventre.</p>
<p style="text-align: justify;">L’obiettivo del Vaticano è stato pienamente raggiunto in quanto la votazione dei due emendamenti è stata rimandata ad Aprile visti i circa 80 altri emendamenti modificatori in maggioranza ad opera di Volontè.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Incidente politico: gli europarlamentari contro il Vaticano</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il capo della delegazione parlamentare italiana all&#8217;Apce, Luigi Valente (Pdl), si è detto sconcertato dall’accaduto poiché non era a conoscenza della missiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo davanti quindi, apparentemente, ad un attacco subdolo e isolato, del Vaticano contro i vertici del Apce, per imporre la propria morale di stato a tutta l’Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo episodio evidenzia che, la legittima opinione dello Stato Vaticano su temi morali, ha sconfinato nell’imposizione delle proprie idee, indicando addirittura, le persone da eleggere e gli emendamenti da boicottare .</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Intervento dell’intergruppo Europarlamentare LGBT</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Richiamo ufficiale all’Italia in materia di diritti umani</em></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo le innumerevoli pressioni a partire dall’estate del 2009, nel susseguirsi di eventi violenti e discriminanti sulle persone omosessuali e transessuali, in questi ultimi mesi si è raggiunto il culmine della rabbia e dell’insoddisfazione, di singoli cittadini e cittadine italiane, tramite: scioperi della fame, manifestazioni in diverse città d’Italia, richieste di asilo politico alla spagna ed agli altri paesi membri UE, e-mail di denuncia inviate alle maggiori istituzioni italiane ed europee.</p>
<p style="text-align: justify;">L’unico organismo che si è rivelato sensibile a queste problematiche è stato, l’Intergruppo LGBT del Parlamento Europeo, che, il 22 Gennaio 2010, ha richiamato l’Italia ufficialmente, esortandola ad discutere ed approvare delle leggi che possano promuovere concretamente i diritti umani per le persone, lesbiche, gay, transgender e bisex. Il Parlamento italiano non si è ancora adoperato su questi temi, ostentando un silenzio diventato ormai imbarazzante, anche alla luce delle palesi intimidazioni del Vaticano su questi temi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nunziatura Apostolica in Francia , Parigi 8 gennaio 2010</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Signor Deputato, come sapete, dal 25 al 29 gennaio 2010 a Strasburgo si terrà l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE) cui parteciperanno le delegazioni dei parlamentari nazionali degli stati membri del Consiglio d’Europa. Il segretario di stato mi incarica di renderla partecipe della preoccupazione della Santa Sede a proposito della proposta di due risoluzioni, il cui testo è in aperto contrasto con la legge naturale e con i valori promossi dalla Chiesa Cattolica, e della necessità di partecipare attivamente al voto. Alcuni membri del Partito Popolare Europeo, fra cui i deputati Volonté, Farina e Gatti, sono già stati messi al corrente delle preoccupazioni della Santa Sede e hanno depositato degli emendamenti per il miglioramento di queste proposte di risoluzione. Nell’inviarvi un promemoria qui allegato, mi permetto di invitarla a dare il suo appoggio agli auspici della Santa Sede. Rimango a sua disposizione per ogni eventuale chiarimento. Nel ringraziarla della sua attenzione, colgo l’occasione per augurarle un buon anno 2010 e la prego di gradire i miei più distinti saluti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Luigi Ventura</strong>, Nunzio Apostolico</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PROMEMORIA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa Strasburgo, 25-29 Gennaio 2010 1. Proposta di Risoluzione su “Discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e di identità di genere”</p>
<p style="text-align: justify;">Relatore: Deputato Andreas GROSS – Voto: Mercoledì 27 gennaio 2010 Il testo pone dei gravi problemi. Si potrebbe tentare di far introdurre le seguenti idee:</p>
<p style="text-align: justify;">- Riaffermare il rispetto degli articoli 9 e 10 della Convenzione Europea.</p>
<p style="text-align: justify;">- Proporre una definizione legale di “Hate Speech” e riaffermare che questo concetto non può mai limitare la libertà di espressione.</p>
<p style="text-align: justify;">- Proporre una definizione legale di “omofobia”, o abbandonare questo concetto.</p>
<p style="text-align: justify;">- Introdurre una proposta generale che riaffermi il diritto fondamentale di libertà d’opinione religiosa, in pubblico quanto in privato, inclusa la morale.</p>
<p style="text-align: justify;">- Riaffermare il diritto fondamentale delle persone e delle organizzazioni religiose e confessionali di agire conformemente alle loro convinzioni morali e religiose.</p>
<p style="text-align: justify;">- Riaffermare che il comportamento (ethos) morale o religioso dei datori di lavoro o dei fornitori di servizi non sarebbe violato da dei giudizi sul valore della legalità della discriminazione.</p>
<p style="text-align: justify;">- In riferimento all’articolo 12 della Convenzione Europea, ricordare che questo articolo protegge solamente i diritti delle persone di sesso diverso a contrarre matrimonio.</p>
<p style="text-align: justify;">- Riaffermare che, in base alla legge internazionale o europea, non c’è alcun “diritto” a contrarre matrimonio o all’unione per le persone dello stesso sesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Se questi emendamenti non sono accettati e se il testo della Risoluzione rimane inaccettabile, i parlamentari dovrebbero opporsi alla sua approvazione. Per eventuali chiarimenti, possono indirizzarsi al deputato Luca Volonté, che coordina gli emendamenti in accordo con la posizione della Santa Sede.</p>
<p style="text-align: justify;">2. Proposta di risoluzione “15 years since the programme of Action of the International Conference on Population and development”</p>
<p style="text-align: justify;">Relatore: Deputato Christine MC CAFFERTY – Voto: venerdì 29 gennaio 2010 Questo documento, fra le altre cose, presenta l’aborto come un diritto della donna e come un metodo di pianificazione familiare. Converrebbe appoggiare gli emendamenti presentati dai deputatiti Gatti e Volonté, primi firmatari. Se questi emendamenti non saranno accettati e se il testo della risoluzione rimane inaccettabile, i parlamentari dovranno opporsi alla sua approvazione.</p>
<p style="text-align: justify;">3. In considerazione dei temi che sono dibattuti in seno alle Istituzioni Europee, la Santa Sede auspica che, in occasione delle nuove elezioni, venga accordata una preferenza a quelle persone che rispettano la concezione cristiana della vita e del matrimonio.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo proposito, il professor Riccardo VENTRE, ex deputato europeo e giudice della corte di cassazione italiana, sembra offrire le migliori garanzie per il posto di giudice della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo (Voto: 26 gennaio 2010). Per la carica di Capo del gruppo del Partito Popolare europeo all’APCE, è auspicabile che i membri di questo partito si esprimano in primo turno a favore del deputato Luca VOLONTE’, grande difensore della legge naturale e detentore di una notevole esperienza politica.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.blog-show.com/vandilli/wp-content/uploads/2010/02/pizzino_vaticano.pdf" target="_blank"><strong><span style="color: #333333;">Scarica e diffondi il Pizzino Vaticano</span></strong></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.vandilli.it/" target="_blank">Valentina</a></p>
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		<title>Donne a pezzi – la politica del corpo femminile</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 10:23:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il corpo della donna è davvero ridotto a pochi segmenti condensati in un scatto fotografico?
Tette, cu.li e silicone sono davvero tutto ciò che deve essere rappresentato, enfatizzato, e recepito allo scopo, suppongo, di ridurre la donna a mero oggetto di piacere?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La giornata di oggi l’ho eletta a “giornata della polemica”.<br />
Su FB un tizio ha postato una foto tratta dal calendario di Anna Falchi di qualche anno fa, commentandola con la frase:- chi nn mette “MI PIACE” è RIKKIONE.-</p>
<p><img class="alignleft" src="http://news2000.libero.it/speciali/foto/i300(2).jpg" alt="" width="142" height="198" />Non ce l’ho fatta a trattenermi nel commentare, non tanto il soggetto inquadrato nella foto, quanto l’appellativo utilizzato per definire chi non si “conforma” agli stereotipi eterosessisti di genere.<br />
Una sorta di fastidioso prurito sollecitato da atteggiamenti omofobici e “da caserma”, mi ha pervaso per l’ennesima volta e mi sono domandata se ogni “persona”, avente orientamento sessuale diverso da quello ufficialmente riconosciuto, reagisse innanzi alla stessa molesta ed irritante sensazione che si prova in questi frangenti, cosa accadrebbe?</p>
<p>Mi lascia inoltre oltremodo perplessa la lettura dei numerosi commenti alla foto: riconoscere il soggetto esclusivamente dal suo fondoschiena, seppur sapientemente ritratto, piuttosto che dal suo volto mi fa riflettere. Sarebbe accaduto lo stesso con una mano, un piede, un ginocchio? </p>
<p>La pubblicità, in Italia ma anche in Francia, e in molti altri paesi, ha completamente adottato questo modello umiliante del genere femminile, identificando molto spesso il corpo femminile, o alcuni suoi &#8220;pezzi&#8221;, con l’oggetto che si vuole vendere. Un sondaggio realizzato da IPSOS nel 2001 ha dimostrato che quattro francesi su dieci sono infastiditi dal modo in cui si presentano le donne nella pubblicità. Secondo questa inchiesta sono le donne, in particolare quelle con più di 35 anni, ad essere le più scioccate, ma la maggioranza degli uomini, così come quella dei più giovani, non ha nulla da ridire.</p>
<p>Il corpo della donna è davvero ridotto a pochi segmenti condensati in un scatto fotografico?<br />
Tette, cu.li e silicone sono davvero tutto ciò che deve essere rappresentato, enfatizzato, e recepito allo scopo, suppongo, di ridurre la donna a mero oggetto di piacere? Soprattutto a che pro&#8217;? Forse per distogliere l’attenzione dal pericolo reale di un neo-femminismo ancor più rivoluzionario del precedente?</p>
<p>Il documentario “<a title="il corpo delle donne" href="http://www.youtube.com/watch?v=wEEyVtiKvK4" target="_blank">Il corpo delle donne</a>” realizzato da Lorella Zanardo,  ha preso visione 400 ore di televisione, passando in rassegna tanto tutte le reti private (proprietà di Silvio Berlusconi) quanto quelle pubbliche. Ci si mostra la banalizzazione e la volgarizzazione del corpo delle donne. In questo Paese dove l’80% delle persone che guardano la televisione ne fanno la loro principale fonte d’informazione e dove il 60% dell’audience televisiva è di sesso femminile, è un orrore misogino permanente.</p>
<p>Non è più qualcosa che riguarda solo la televisione, la pubblicità, i media; tutto quello che si vede in tv è ormai divenuto reale nella vita sociale e politica del nostro Paese. Una sorta di realtà parallela distorta, un bieca illusione che confonde le nostre percezioni, obnubila le nostre menti sul senso autentico delle cose.</p>
<p>Sara</p>
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		<title>Il business dei diritti</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 13:01:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggo incuriosita la notizia in cui si rende noto che in Nepal sono stati legalizzati i matrimoni tra le coppie delle stesso sesso, la legge entrerà in vigore il prossimo maggio 2010. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dunque l’evoluzione umana è tutta una questione di business? I mutamenti sociali sottendono sempre ed esclusivamente a fattori di carattere economico e/o finanziario?<br />
Dalla vecchia idea di modernità siamo passati a parlare di tarda modernità (Giddens) o post-modernità (Bauman, Castells, Harvey, Beck, Hannertz e altri) per descrivere le conseguenze dell&#8217;interdipendenza globale e del consumismo sulla vita e i sistemi sociali. Gli effetti della globalizzazione sono oggetto di studio da parte di chi, mosso da interessi più o meno opportunistici, ma tutt’altro che idealistici, intende servirsi delle connessioni ed interconnessioni che tale fenomeno porta con sé.</p>
<div><img class="alignleft size-full wp-image-578" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/bluediamondsociety1.jpg" alt="bluediamondsociety" width="133" height="180" />Proprio oggi leggo incuriosita la <a title="notizia" href="http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=40d55a78b17fc200" target="_blank">notizia</a> in cui si rende noto che in <a title="Nepal" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nepal" target="_blank">Nepal</a> sono stati legalizzati i matrimoni tra le coppie delle stesso sesso, la legge entrerà in vigore il prossimo maggio 2010. E’ naturalmente un’ottima notizia, considerato che solo fino al 2007 l’omosessualità, in questo Paese, era condannata.<br />
Ciò che mi lascia perplessa è che, a giudicare dall’articolo, tanta solerzia da parte del governo nepalese ad emanare una legge in favore delle coppie gay e lesbiche sia stata sollecitata da mere questioni economiche.<br />
<a title="Sunil Babu PAnt" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sunil_Babu_Pant" target="_blank">Sunil Babu Pant</a>, prima icona gay dichiarata della politica nepalese e fondatore dell’unico movimento per i diritti gay “Blue diamone Society&#8221;, ha creato un’apposita agenzia di viaggi chiamata “Pink Mountain” per attrarre turisti omosessuali con offerte originali e accattivanti e stimolare così l’economia del suo Paese.<br />
Facente parte del partito comunista attualmente al Governo, è anche membro dell’assemblea costituente e avrebbe recentemente dichiarato al <a title="Daily Telegraph" href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/asia/nepal/7027736/Nepal-to-stage-gay-weddings-on-Everest.html" target="_blank">Daily Telegraph</a>:-I gay non sono ben accetti nella maggior parte dei paesi asiatici. Noi potremmo trarre beneficio dalla nostra apertura, invitando turisti e avvantaggiando la fragile economia nepalese. Il Nepal vuole aumentare il suo numero di turisti da 400mila a un milione e questo settore potrebbe dare un forte contributo al raggiungimento di questo obiettivo.-<br />
Il Daily Telegraph riferisce che dal prossimo mese, in Nepal, si terrà anche una conferenza internazionale sul turismo gay.</div>
<p>Sara</p>
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</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Mi sposo in Portogallo</title>
		<link>http://www.reteagatergon.com/2010/01/13/mi-sposo-in-portogallo/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 19:33:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Aníbal Cavaco Silva]]></category>
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		<description><![CDATA[Manca solo la sua firma, dopodiché la legge promossa dal governo portoghese a maggioranza socialista, entrerà in vigore a pieno titolo e finalmente anche le coppie omosessuali potranno contrarre matrimonio e avere pari dignità delle coppie etero anche in Portogallo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-548" title="lesbo_matrimonio" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/lesbo_matrimonio.jpg" alt="lesbo_matrimonio" width="228" height="304" /><em><strong>Manca solo la sua firma, dopodiché la legge promossa dal governo portoghese a maggioranza socialista entrerà in vigore a pieno titolo e finalmente anche le coppie omosessuali potranno contrarre matrimonio e avere pari dignità delle coppie etero anche in Portogallo. Il presidente Aníbal Cavaco Silva avallerà a giorni una legge che, al contrario di quel che è accaduto in Spagna nel 2005, non ha avuto pressoché dibattito nel paese dei mulini a vento e del Fado.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Una grande conquista sociale e giuridica, considerato che solo fino al 1982, dunque solo quattro anni prima dell’entrata nella UE, e ancora ben dopo la fine della cinquantennale dittatura militare terminata nel 1974, in questo paese l’omosessualità era perseguita per legge.<br />
Prima infatti il codice penale portoghese del 1852 non menzionava l&#8217;omosessualità; Egas Moniz, nella sua opera &#8220;La vita sessuale e pathologia&#8221; considerava l&#8217;omosessualità come una malattia mentale e una perversione &#8221; degna di essere trattata come qualsiasi altra&#8221;.<br />
Con l&#8217;avvento del Novo Estado vi fu un ritorno ai valori morali della religione cristiana (il primo dei tre pilastri della dottrina del regime riassunta nella frase &#8220;Fátima, Fado e Futebol&#8221; -<em>madonna di Fatima, musica tradizionale portoghese e calcio</em>-), dove la sessualità era vista esclusivamente come mezzo di procreazione e definizione dei ruoli per ciascun sesso: gli uomini aventi il compito di lavorare per essere il pilastro e il sostegno della famiglia, le donne utili solo per la cura dei loro figli e della casa. Durante questo periodo di declino segnato dalla repressione politica e sociale gli atti omosessuali e i cosiddetti vizi contro natura (era infatti considerato moralmente valido soltanto il sesso genitale, riproduttivo) furono criminalizzati.<br />
Omosessuali ed altri accusati di condotta immorale o vagabondaggio, prostitute, magnaccia, malati di mente, bambini mendicanti o &#8220;moral hazard&#8221; dovevano essere occultati alla società al fine di non turbare l’ordine morale imposto dal regime di Salazar. Tra il 1933 e il 1951 più di 12 mila persone sono state ricoverate in ospedale, spesso per lunghi periodi in luoghi appositi definiti di rieducazione come &#8220;Mitras&#8221;. Senza scordare la tortura e la deportazione dal PIDE (Polizia internazionale difesa Stato) degli omosessuali, spesso associato con la repressione politica. Come il caso di Giulio Fogaça, leader del Partito comunista portoghese, che nel 1962 fu condannato come &#8220;un pederasta passivo e praticante abituale del vizio contro natura&#8221;. Non era la prima volta che Fogaça veniva arrestato &#8211; era stato addirittura espulso due volte &#8211; ma era la prima volta che l&#8217;accusa di omosessualità fu utilizzata per privarlo della libertà.</p>
<p style="text-align: justify;">Subito dopo la rivoluzione del 25 Aprile del 1974, chiamata anche la rivoluzione dei garofani, vi fu un’apertura verso i fondamenti giuridici che porteranno, seppur con estrema lentezza, a quei cambiamenti sociali che permetteranno l’ottenimento dei diritti di cui oggi godono gli omosessuali portoghesi. Alcuni gruppi di attivisti gay, come MHAR, Movimento Omosessuale Rivoluzionario di azione, di cui Serzedelo Anthony è stato il fondatore, nel maggio 1974 pubblicarono il loro Manifesto libertà Sex prontamente censurato dal generale Galvao de Melo, il quale dichiarò in TV che il 25 aprile non era stato fatto per gli omosessuali e le prostitute.<br />
Come negli altri Stati del mondo nella prima metà degli anni ‘80 l’avvento dell’AIDS in Portogallo, ebbe come effetto l’acquisizione di consistenza associativa da parte dei movimenti gay, nonché la visibilità e rispettabilità, in collaborazione con la Commissione nazionale per l&#8217;AIDS e Abraço.<br />
Il rivoluzionario Partito socialista, ora integrato nel blocco di sinistra, fu il primo partito politico nel 1991 che formalizzò l&#8217;esistenza di una organizzazione interna specificamente dedicata alla lotta contro il sessismo, l&#8217;omofobia e la discriminazione. Con lo slancio di alto profilo del PSR, e dalla metà degli anni 1990, la comunità gay ha cominciato a organizzarsi allo scopo di far sentire la propria voce con la creazione e il consolidamento delle varie associazioni, come ad esempio <a href="http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;langpair=pt|it&amp;u=http://www.ilga-portugal.pt/glbt/glbt_lei.htm" target="_blank">Associação ILGA il Portogallo</a>, la Safo Clube, il Gay Opus, il Korpus Journal, il PortugalGay.pt sito web, eventi Pride Festival, il marzo Nazionale per LGBT Pride e il Festival di Gay e Lesbica di Lisbona.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Legislazione. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La Costituzione del 1975, rivista nel 2004, dispone all&#8217;articolo 13 che ad ogni cittadino sia riconosciuto lo stato di diritto senza distinzione di origine, sesso, razza, lingua, territorio di origine, religione, politica o ideologica, grado di istruzione, situazione economica, stato sociale o tendenze sessuali.<br />
Il codice penale introdotto nel 1982 criminalizza la pratica omosessuale se praticata su individui di età inferiore ai 16 anni, riprendendo il precedente art. 207 e conseguente art. 175 poi giudicato incostituzionale.<br />
Il Codice Penale in vigore, del 15 settembre 2007, ha infatti abrogato l&#8217;articolo 175 eliminando così ogni riferimento esplicito all’incitamento alla discriminazione fondata sull&#8217;orientamento sessuale, stabilendo sanzioni severe per crimini motivati da omofobia. Il nuovo articolo 173 stabilisce che chiunque abbia compiuto atti sessuali con minori di età inferiore ai 14 anni, abusando della loro inesperienza, è punito con la reclusione fino a 2 anni o una multa fino a 240 giorni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Conclusioni. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">In Portogallo una legge riconosce dal 2001 le unioni di fatto, indipendentemente dal loro sesso, ma fino ad oggi le unioni non erano equiparate al matrimonio. La regolamentazione in merito alle adozioni da parte di coppie omosessuali è stata (al momento?) bocciata: &#8220;Si tratta di una <em>questione differente</em> rispetto al matrimonio&#8221;, ha sottolineato il premier socialista José Socrates nel respingerle: &#8220;L&#8217;adozione non è un diritto della coppia, è un diritto del bambino&#8221;.<br />
Dopo Belgio, Svezia, Norvegia, Spagna e Olanda, anche il Paese che ha dato i natali a Vasco da Gama (a cui è dedicata la torre di Belém a Lisbona) potrà finalmente vantare una evoluzione sociale al pari di Paesi considerati da sempre all’avanguardia in fatto di civiltà ed essere annoverato tra i primi Paesi europei in fatto di sviluppo socio-democratico.<br />
Ci auguriamo che la legge trovi presto applicazione e che le numerose coppie che attendono da anni un riconoscimento da parte della collettività siano finalmente libere di esprimersi e tutelate, così come dovrebbe avvenire in ogni Paese democratico che si rispetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Sara</p>
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		<title>Matrimonio si o no</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 19:25:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Zanardi]]></category>
		<category><![CDATA[Manuel Incorvaia]]></category>
		<category><![CDATA[matrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[Michel Foucault]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero della fame]]></category>
		<category><![CDATA[Sessualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanto vale un sogno?
Per quanti la propria sopravvivenza e incolumità possiedono caratteri di subalternità rispetto all ideale che permea ogni pensiero e muove ogni azione nella propria esistenza?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://lanuovatowanda.blogspot.com/2009/08/lesbiche-e-diritto-il-caso-sharon_08.html" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-545" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/KarentThompsonSharonKowalski_sm1.jpg" alt="KarenThompsonSharonKowalski" width="229" height="320" /></a> <strong>Quanto vale un sogno?<br />
Per quanti la propria <a href="http://www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=67229" target="_blank">sopravvivenza</a> e incolumità possiedono caratteri di subalternità rispetto all ideale che permea ogni pensiero e muove ogni azione nella propria esistenza?<br />
Molti dei grandi del passato, che tutt’oggi ricordiamo nelle opere d’arte, nei monumenti, e dei quali i nostri libri di scuola ricordano le eroiche gesta, sono artefici della nostra Storia, responsabili encomiabili o deplorevoli di una vita che ha contribuito a plasmare il nostro presente.</strong></p>
<p style="text-align: justify">La suprema aspirazione, l’idea perfetta che abbiamo forgiato nella nostra mente e per la realizzazione della quale combattiamo una <a href="http://www.notiziegay.com/?p=39872" target="_blank">lotta</a> costante e disperata che spinge i nostri umani limiti oltre il tollerabile, ci pervade ogni senso e proietta le nostre risorse verso la conoscenza di un possibile ed auspicabile diverso futuro.</p>
<p style="text-align: justify">Chi lo definisce masochismo, chi stupidità, chi inutile spreco di tempo ed energie. Eppure, chi è mosso da un’ideale possiede in sé tutte quelle caratteristiche di tenacia e forza che ai più sono sconosciute ed estranee.</p>
<p style="text-align: justify">Queste le riflessioni che mi persuadono a credere in qualcosa che vada oltre la quotidianità, oltre ogni singola individualità, oltre l’eterogeneità indotta e omologata a programmi di carattere socio-economico che altri hanno studiato per noi.<br />
E’ lecito in un paese simil-teocratico quale di fatto è l’Italia, domandarsi come mai, oggi nel 2010, i nostri governanti non hanno ancora legiferato in merito alle coppie di fatto, ai <a href="http://www.larena.it/dossiers/Comunit%C3%A0/49/96/113252/" target="_blank">matrimoni tra persone dello stesso sesso</a>, al riconoscimento di pari dignità e diritti? E’ mai possibile che dopo anni di proposte cadute nel vuoto e tentativi puntualmente bocciati (vedi ultima proposta di legge dell&#8217;On. Paola Concia, con giustificazioni gravemente offensive per le comunità LGBT derivate da cognizioni totalmente errate) di regolamentare le molteplici ed esistenti realtà affettive e famigliari che esulano dall’unico modello previsto dal nostro sistema giuridico?</p>
<p style="text-align: justify">Se e quando qualcuno tenta di alzare la testa e far sentire, in modo pacifico e assolutamente legale il proprio dissenso e invita energicamente chi di competenza ad un intervento urgente, viene messo a tacere o semplicemente ignorato. Come è accaduto a <a href="http://www.gayitaliani.eu/" target="_blank">Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia</a> una coppia di Savona che ha deciso di seguire il proprio sogno, il proprio ideale, servendosi di un’azione forte come quella dello sciopero della fame nel tentativo di vedere riconosciuto loro il diritto di unirsi in matrimonio come tutte le persone che si amano che intendono dare forma giuridica alla loro unione.</p>
<p style="text-align: justify">A tal proposito sto leggendo in questo periodo “la volontà di sapere – storia della sessualità” di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michel_Foucault" target="_blank">Michel Foucault</a>.<br />
Non mi perderò in inutili divagazioni ma vorrei riportare qui alcuni passaggi che riguardano il matrimonio, le deviazioni, l’economia e la società e sollecitare, spero, alcune riflessioni.</p>
<p style="text-align: justify"><em>“(…)<span style="color: #333333"> Tutta quest’attenzione loquace con cui facciamo chiasso intorno alla sessualità da due o tre secoli, non è finalizzata ad una preoccupazione elementare: assicurare il popolamento, riprodurre la forza lavoro e la forma dei rapporti sociali; insomma organizzare una sessualità economicamente utile e politicamente conservatrice? (…) Il XIX secolo ed il nostro sono stati piuttosto l’epoca della moltiplicazione: una dispersione delle sessualità, un rafforzamento delle loro forme disparate, un insediamento multiforme delle “perversioni”. La nostra epoca è stata iniziatrice di eterogeneità sessuali.<br />
Fino alla fine del XVIII secolo tre grandi codici espliciti -al di fuori delle regole dei costumi e delle costrizioni dell’opinione- regolavano le pratiche sessuali: diritto canonico, pastorale cristiana e legge civile. Essi fissavano, ciascuno a suo modo, la distinzione fra lecito ed illecito. Erano tutti centrati sulle relazioni matrimoniali(…), la sua fecondità o la maniera in cui ci si dava da fare per renderlo sterile, i momenti in cui lo si richiedeva (periodi pericolosi per la gravidanza e dell’allattamento, tempo proibito della quaresima o delle astinenze), la sua frequenza e la sua rarità – questo soprattutto era saturo di prescrizioni. La vita sessuale dei coniugi era ossessionata di regole e di raccomandazioni. La relazione matrimoniale era il luogo in cui si addensavano il maggior numero di costrizioni; se ne parlava più che in ogni altra, essa doveva confessarsi fin nei particolari. Era particolarmente sorvegliata: se era in difetto, doveva venire alla luce e provar le sue ragioni dinanzi a testimoni. Il “resto” rimaneva molto più confuso: si pensi all’incertezza dello statuto della “sodomia”. (…) Nell’ordine civile come nell’ordine religioso, quel che era preso in considerazione era un illegalismo d’insieme. Probabilmente la “contro natura” vi era caratterizzata in modo particolarmente abominevole: ma era percepita solo come una forma estrema di ciò che è “contro la legge”; infrangeva anch’essa decreti – decreti sacri come quelli del matrimonio e che erano stati stabiliti per governare l’ordine delle cose ed il piano degli esseri. Le proibizioni che si riferivano al sesso erano fondamentalmente di natura giuridica.</span> (…)</em></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #800080"><strong>E torniamo al punto di partenza</strong></span>. Se sono così evidenti le motivazioni addotte dalle istituzioni politiche religiose per cui non si deve riconoscere alle persone il diritto di amare chi vogliono e vedere tutelate le loro unioni da parte della legge, perché molti altri paesi nel mondo progrediscono e si ravvedono in materia legale e sociale? Cosa differenzia paesi come il Belgio, l’Olanda, la Spagna, alcuni stati USA a promuovere il riconoscimento giuridico delle coppie dello stesso sesso, rispetto al nostro?<br />
Perché i movimenti omosessuali insistono tanto sul riconoscimento dei propri diritti, quando, come molti affermano, potrebbero vedere riconosciuti gli stessi attraverso un&#8217; azione notarile per quanto riguarda cure parentali e lasciti?</p>
<p style="text-align: justify">Concludo con una domanda provocatoria:<br />
se è vero che la legge, così come i diritti e doveri di ogni cittadino, è uguale per tutti, perché per qualcuno deve essere sempre più uguale?</p>
<p style="text-align: justify">Sara</p>
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		<title>Madonna Nera</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 19:14:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sarah</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I giornali in questi giorni sono pieni di immagini e resoconti circa le vicende di un paesetto insignificante della Calabria, dove si sta verificando un’esplosione incontenibile di violenza razzista. Uno dei paradossi della faccenda è che proprio a Rosarno, nella chiesa parrocchiale, la comunità venera una statua lignea raffigurante una madonna nera, come succede a Loreto o in molte chiese dell’est europeo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-531" title="Madonna nera di rosarno" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/Madonna-nera-di-rosarno.gif" alt="Madonna nera di rosarno" width="194" height="279" /> <em><strong>I giornali in questi giorni sono pieni di immagini e resoconti circa le vicende di un paesetto insignificante della Calabria, dove si sta verificando un’esplosione incontenibile di violenza razzista. Uno dei paradossi della faccenda è che proprio a <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/01/10/news/l_inferno_di_rosarno_e_i_suoi_responsabili-1894730/" target="_blank">Rosarno</a>, nella chiesa parrocchiale, la comunità venera una statua lignea raffigurante una madonna nera, come succede a Loreto o in molte chiese dell’est europeo. Mentre sul sagrato, all’uscita dalla messa, alcuni (non tutti si badi bene) commentano amareggiati che le case a questi disgraziati, sfruttati dal caporalato agricolo, non le possono proprio dare, perché questi ‘extracomunitari’, non per essere razzisti, ma non le sanno tenere.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">La mia visione della Calabria è data non solo dai fatti di cronaca, ma anche dall’avere un padre che da lì proviene e che da lì si è allontanato molti anni fa, come tanti, in cerca di miglior fortuna lavorativa. In Calabria ci torno tutte le estati, i miei parenti, per lo più agricoltori, sono gente semplice, che non si pone grandi questioni intellettuali e filosofiche, ma che lavora sodo e sa sacrificarsi per i figli e la casa. E’ una terra di contraddizioni, di grande cuore ma anche di grande povertà sociale, oltre che materiale. Mi sono sempre chiesta come sia possibile che in un territorio, con uno dei più grandi parchi naturali del sud (il Pollino), un litorale invidiabile, un clima quasi africano, una terra rigogliosa, non si riesca a creare un’economia sostenibile capace di dare lavoro a tutti e di dare benessere a questa regione.</p>
<p style="text-align: justify;">Io, che vivo in Trentino, so bene che in un moderno territorio organizzato si riesce a ricavare da quattro mele e un po’ di neve un’industria turistico-agricola fiorente e pur con tutto il bene che voglio alla regione in cui vivo, con la Calabria e la sua natura (dalle piste da sci della Sila agli scavi archeologici e i musei di Reggio Calabria, per non parlare del mare) non c’è paragone.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800080;"><strong>Dove sta quindi il problema? I calabresi sono tutti ‘ciucci’ e al nord invece sono più intelligenti?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Forse dobbiamo uscire dagli stereotipi e cercare di vedere con altre lenti la realtà.</p>
<p style="text-align: justify;">La ‘ndrangheta è certamente il grosso cappio al collo di un territorio in potenza così fiorente. Quante volte mi sono sentita dire dai miei stessi parenti: meglio non allargarsi troppo, non alzare troppo la testa altrimenti arriva qualcuno a chiederti il pizzo o peggio. E allora forse questa ‘mafia’ non è solo un’organizzazione che si mette alla pari dello Stato e lo sfida per accaparrarsi il controllo di un territorio, ma è anche e soprattutto una questione culturale e di ‘controllo’ delle coscienze.</p>
<p style="text-align: justify;">La gente vede che le cose potrebbero andare meglio, qualcuno si batte anche perché questo accada, ma una larga maggioranza di persone forse non capisce che dai piccoli gesti &#8211; dall’ossequio al don di turno, dal chiedere il favore per il figlio da sistemare e poi doverlo restituire centuplicato, dal vedere certe dinamiche corrotte ma non dire nulla perché forse un giorno potrebbero tornarmi utili, o forse solo per paura e pigrizia e via dicendo &#8211; dal piccolo nasce e si allarga il marcio di un sistema malsano.</p>
<p style="text-align: justify;">Io credo che la Calabria abbia la possibilità di rialzarsi e di trovare strade sostenibili e alternative al buco nero degli influssi mafiosi che impediscono da oltre cinquant’anni l’avvio sereno di questo territorio verso la modernità. Lo credo perché ci sono giovani che scendono in piazza accanto agli ‘extracomunitari’ di Rosarno per dire no al razzismo e allo sfruttamento. Lo credo perché ci sono insegnanti che aderiscono a ‘Libera’ associazione contro le mafie e a scuola comunicano questi principi. Lo credo perché dei genitori e imprenditori hanno denunciato più volte il pizzo, rischiando in prima persona.</p>
<p style="text-align: justify;">Io voglio un paese non solo onesto, ma anche aperto e liberale, in cui i giovani non vengano soggiogati e limitati dallo strapotere e dagli stereotipi delle vecchie generazioni, in cui la scuola sia libera e educhi alla legalità e alla civiltà, un paese in cui ci sia posto per tutti i colori della diversità etnica, religiosa, politica, affettiva. Un paese che abbia leggi e sistemi normativi capaci di tutelare i cittadini e che non privilegi alcuni per danneggiare i più deboli. Un paese moderno e civile, un posto dove vivere serenamente, che dia spazio alla creatività e alla capacità individuale di inventarsi un futuro, un paese che stia in Europa non solo geograficamente, ma anche per lo sviluppo culturale e civile.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché là dove un diritto viene negato, un gruppo di persone viene perseguitato, dove viene messo un bavaglio su alcune opinioni, o strumentalizzati i fatti per condizionare le scelte collettive, dove al posto dello Stato garante dei diritti di tutti i cittadini si pone la mafia, o una mentalità mafiosa e di clan, abbiamo perso tutti. Abbiamo perso dalla cima delle alpi alla punta dello stivale, nessuno escluso.</p>
<p>Di Federica Mandato</p>
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		<title>Picchetto Circolare a Montecitorio</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 15:23:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rachele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa lanciato in occasione del sit-in che si terrà stasera davanti a Montecitorio, a partire dalle 21, in sostegno dello sciopero della fame che una coppia gay di Savona, Manuel e Francesco, stanno portando avanti dal 4 Gennaio. Insieme a loro, anche una coppia lesbica di Verona, Rita e Luigia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/picchetto-circolare.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-536" title="picchetto circolare" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/picchetto-circolare-300x300.jpg" alt="picchetto circolare" width="300" height="300" /></a><em><strong>Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa lanciato in occasione del sit-in che si terrà stasera davanti a Montecitorio, a partire dalle 21, in sostegno dello <a href="http://www.blog-show.com/vandilli/?p=339" target="_blank">sciopero della fame</a> che una coppia gay di Savona, Manuel e Francesco, stanno portando avanti dal 4 Gennaio. Insieme a loro, anche una coppia lesbica di Verona, Rita e Luigia, porta avanti dal 4 Gennaio uno sciopero della fame ad oltranza.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Numerose stasera le <a href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.blog-show.com%2Fvandilli%2F%3Fp%3D381&amp;h=8cdbbe2822e3e50d3bd319972f4dc320" target="_blank">iniziative</a> in tutta Italia.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em><strong><br />
</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="widows: 2; text-transform: none; text-indent: 0px; border-collapse: separate; font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: medium; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; white-space: normal; orphans: 2; letter-spacing: normal; color: #000000; word-spacing: 0px;"><span style="text-align: left; line-height: 15px; font-family: 'Lucida Grande',Arial,Helvetica,sans-serif; color: #666666; font-size: 12px;"><strong><span style="widows: 2; text-transform: none; text-indent: 0px; border-collapse: separate; font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: medium; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; white-space: normal; orphans: 2; letter-spacing: normal; color: #000000; word-spacing: 0px;"><span style="line-height: 19px; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 13px;"></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: bold;"><span style="color: #800080;">PICCHETTO CIRCOLARE</span><br />
</span><span style="font-weight: bold;">Martedì 12 Gennaio 2010,<br />
visto il totale silenzio da parte della stampa italiana<br />
e sopratutto delle maggiori Associazioni LGBT italiane,<br />
tutti coloro che supportano Manuel e Francesco hanno deciso di indire un sit-in circolare dinnanzi a Montecitorio, dalle 21 ad oltranza.</span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;evento costituisce un&#8217;importante occasione per <strong>dare visibilità anche alla vicenda dei due ragazzi che dal 4 Gennaio</strong> stanno portando avanti uno <strong>sciopero della fame</strong> per richiedere <strong>la calendarizzazione di una legge per il matrimonio civile in Italia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà una manifestazione pacifica con bandiere rainbow e cartelli a sostegno dei due ragazzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Si invitano tutti coloro ritengono che l&#8217;azione di Manuel e Francesco vada sostenuta a replicare nelle proprie città la manifestazione alla stessa ora nello stesso giorno,<br />
in un sit-in circolare dinnanzi ai loro comuni di appartenenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Le bandiere o simboli politici e sopratutto associativi non sono graditi,<br />
visto che la stessa manifestazione nasce a seguito del loro silenzio.</p>
<p style="text-align: justify;">La peggior sconfitta è arrendersi senza aver lottato!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Francesco Zanardi  &#8211; </strong><a rel="nofollow" href="http://www.gayitaliani.eu/" target="_blank"><strong>www.gayitaliani.eu</strong></a><strong> &#8211; </strong><a rel="nofollow" href="http://it.mc255.mail.yahoo.com/mc/compose?to=f.zanardi@gayitaliani.eu" target="_blank"><strong>f.zanardi@gayitaliani.eu</strong></a><strong> &#8211; +39 3348914655   oppure +39 3482697387</strong></p>
<p><strong>ADESIONI DI SUPPORTO A MANUEL E FRANCESCO (AGGIORNATE IN TEMPO REALE):</strong></p>
<ul><strong> </strong></p>
<li><strong>Gruppo Naussa</strong></li>
<li><strong>Opus  GAY  Association,in Lisbon,Portugal - Antonio Serzedelo-presidente of the association</strong></li>
<li><strong>Redazione di Liberamente noi.it</strong></li>
<li><strong>Redazione di Tellus Folio.it</strong></li>
<li><strong>Patrizia Colosio ( Lista Lesbica Italiana)</strong></li>
<li><strong>We have dream ( LGBT Gruppo Spotaneo)</strong></li>
<li><strong>MIT (Movimento Idetintà Transessuale)</strong></li>
<li><strong>Saverio Aversa (Attivista Gay- Queer.SEL Sinistra Ecologia e Libertà)</strong></li>
<li><strong>Maurizio Cecconi (Bologna &#8211; Attivista Gay &#8211; Rete Laica Bologna)</strong></li>
<li><strong>Le Ninfe Genova Lgbt (Association LGBT)</strong></li>
<li><strong>Associazione Famiglie Arcobaleno;</strong></li>
<p><strong> </strong></p>
<li><span style="font-weight: normal;"><span style="font-weight: normal;"><strong><strong>Ecumenici;</strong></strong></span></span></li>
<li><span style="font-weight: normal;"><strong>Valentina Vandilli (Roma &#8211; Attivista Lesbica);</strong></span></li>
<li><span style="font-weight: normal;"><strong>Don Franco Barbero, esponente delle comunità cristiane di base;</strong></span></li>
<li><span style="font-weight: normal;"><strong>Sergio Rovasio, segretario associazione Radicale Certi Diritti;</strong></span></li>
<li><span style="font-weight: normal;"><strong>Donatella Poretti, Senatrice radicale &#8211; Pd;</strong></span></li>
<li><span style="font-weight: normal;"><strong>Anna Paola Concia, deputata Pd;</strong></span></li>
<li><span style="font-weight: normal;"><strong>Vladimir Luxuria, già parlamentare;</strong></span></li>
<li><span style="font-weight: normal;"><strong>Franco Grillini già parlamentare, Direttore di Gaynet;</strong></span></li>
<li><span style="font-weight: normal;"><strong>Alessandro Cecchi Paone, giornalista;</strong></span></li>
<li><span style="font-weight: normal;"><strong>I rappresentanti regionali del movimento Gay Italiani e del movimento Europa Intervieni.</strong></span></li>
</ul>
<p></span></span></strong></span></span></p>
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		</item>
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		<title>Huston Texas: Annise Danette Parker prima donna sindaco USA</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 10:16:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Annise Danette Parker]]></category>
		<category><![CDATA[Houston]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco]]></category>

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		<description><![CDATA[Annise Danette Parker nata il 17 maggio 1956, lesbica dichiarata, è il nuovo sindaco di Houston, Texas. In precedenza ha lavorato nel Houston City Council dal 1997. La città texana di Houston, la quarta degli Stati Uniti per numero di abitanti, vedrà a partire da gennaio 2010 per la prima volta una donna &#8220;lesbica&#8221; in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/Parker1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-500" title="Parker" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/Parker1.bmp" alt="Parker" width="240" height="243" /></a><span style="color: #800080;"><em><strong>Annise Danette Parker</strong></em></span></strong><em><strong> nata il 17 maggio 1956, lesbica dichiarata, è il nuovo sindaco di Houston, Texas. In precedenza ha lavorato nel Houston City Council dal 1997. La città texana di Houston, la quarta degli Stati Uniti per numero di abitanti, vedrà a partire da gennaio 2010 per la prima volta una donna &#8220;lesbica&#8221; in veste di sindaco in una grande metropoli americana.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Ottenuta la maggioranza di voti nel novembre 2009 per l&#8217;elezione a sindaco, ma non avendo superato la soglia del 50% fu costretta al ballottaggio, sconfiggendo l&#8217;avvocato Gene Locke nel dicembre 2009.<br />
In precedenza Parker corse senza successo per il Consiglio comunale del Distretto C nel 1991 e nuovamente nel 1995, finendo al terzo posto fra gli eletti, grazie al posto lasciato vacante da Sheila Jackson Lee, dopo la sua elezione al Congresso.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1997 Parker prevalse nello scrutinio decisivo diventando la prima lesbica dichiarata ad essere eletta in consiglio comunale. Fu rieletta due volte per lo stesso posto nel 1999 e nel 2001 senza nemmeno andare al ballottaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Parker è nata e cresciuta nella comunità di Spring Branch nella parte occidentale di Houston, dove ha frequentato le scuole pubbliche. Sua madre era una contabile mentre suo padre lavorava per la Croce Rossa. Nel 1971 la sua famiglia si trasferì in Germania per due anni, in una base dell&#8217;esercito americano a Mannheim: Parker all’età di 15 anni, operò come volontaria ospedaliera per l&#8217;organizzazione della Croce Rossa sezione giovani. lavorando altresì nella biblioteca della base.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 1974 ha frequentato la Rice University grazie alla borsa di studio National Merit e per mantenersi ha svolto i più disparati lavori, laureandosi nel 1978.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di divenire parlamentare, ha lavorato nei settori del petrolio e del gas per oltre 20 anni, di cui 18 anni alla Mosbacher Energy. Inoltre, è stata co-proprietaria della Inklings Bookshop dalla fine degli anni 1980 fino al 1997 e presidente della Neartown Civic Association dal 1995 al 1997.</p>
<p style="text-align: justify;">La Parker ricopre il ruolo di direttore del consiglio di amministrazione della Holocaust Museum Houston e Girls Inc. ed è sindaco revisore dello Zoo di Houston, nel Counseling Center Montrose, Bering Omega Servizi comunitari, e di Trees for Houston. La neo sindaco è anche coinvolta negli sforzi di conservazione storica di Houston ed ha ricevuto il &#8220;Good Brick Award&#8221; dalla Alleanza Conservazione Beni Culturali Greater Houston per il suo impegno a far restauraurare immobili storici nella Old Sixth Ward.</p>
<p style="text-align: justify;">Rivolta ai suoi sostenitori ha affermato: &#8220;sono consapevole del senso di questa vittoria per molti di noi, convinti che non saremmo mai stati in grado di accedere ai più alti livelli, questo voto ha cambiato il mondo per i gay, le lesbiche, i bisessuali e la comunità transgender, come ha cambiato in meglio la vita di tutti gli abitanti di Houston, e su questo punterà la mia amministrazione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Parker non ha mai nascosto il suo orientamento sessuale, sebbene l’argomento fosse diventato un tema centrale in campagna elettorale dopo gli attacchi degli attivisti anti-gay e dei gruppi religiosi conservatori, che sostenevano Locke, i quali hanno inviato valanghe di mail per condannare «il comportamento omosessuale» della candidata. Il 61enne Locke, che correva in veste di ’secondo sindaco nero di Houston, ha cercato di prendere le distanze dagli attacchi omofobici, corteggiando comunque l’elettorato conservatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Le organizzazioni gay-lesbiche in tutto il paese hanno fatto a gara per sostenere la Parker raccogliendo fondi per la sua campagna e invitando inoltre gli elettori a votarla.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sindaco eletto, è apparsa nel Convention Center della città, gremito per l&#8217;occasione, insieme con la sua compagna da 19 anni Kathy Hubbard, le loro due figlie adottive, e sua madre Kay. Altre città degli Stati Uniti hanno o hanno avuto un sindaco gay, ma nessuna di loro è grande. Tra queste Cambridge in Massachusetts, Providence in Rhode Island e Portland in Oregon. Houston è una città a maggioranza democratica e circa il 25% della popolazione è di colore, mentre un terzo è ispanica. Circa 60mila residenti si dichiarano omosessuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Sara</p>
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		<title>L’amore è semplice</title>
		<link>http://www.reteagatergon.com/2009/11/30/lamore-e-semplice/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 19:37:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Rendina]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Libreria Croce]]></category>
		<category><![CDATA[L'amore è semplice]]></category>
		<category><![CDATA[libri lesbici]]></category>
		<category><![CDATA[tematica omosessuale]]></category>

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		<description><![CDATA[“L'Amore è semplice"  pubblicato da Edizioni Libreria Croce è il romanzo d'esordio della giovane scrittrice Barbara Rendina e racconta dell'amore che nasce tra il sole e il mare vacanzieri di Sicilia fra due ragazze]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-481" title="rendina1031" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/rendina1031.jpg" alt="rendina1031" width="160" height="200" /></p>
<p><a href="http://www.edizionicroce.com/libro.asp?idlibro=103" target="_blank">“L&#8217;Amore è semplice&#8221;</a> pubblicato da Edizioni Libreria Croce è il romanzo d&#8217;esordio della giovane scrittrice Barbara Rendina e racconta dell&#8217;amore che nasce tra il sole e il mare vacanzieri di Sicilia fra due ragazze, del respiro che si ferma, del cuore che accelera i battiti, degli inciampi cui va incontro, di un fiore che sboccia.</p>
<p>L&#8217;amore nasce in modo semplice, da un incontro, un&#8217;intesa a pelle, e amare è semplice nel romanzo di Rendina, o meglio lo sarebbe, lascia intuire l&#8217;autrice, se noi a volte non facessimo di tutto per complicarci la vita, per rendere tutto più difficile.</p>
<p>Ma “L&#8217;amore è semplice” non è un Harmony, ma un&#8217;educazione sentimentale e tocca temi attuali e a volte drammatici come l&#8217;abuso di alcol e droghe tra i giovani per risolvere le piccole difficoltà che paiono insormontabili, delle storie passate che lasciano dentro turbamenti e paure, del coming out temuto forse più del necessario, dell&#8217;accettazione di sé, di un percorso di crescita personale e di coppia.</p>
<p>L&#8217;autrice non sempre riesce a scrivere con un tono spontaneo lieve, ma alcune frasi sono di rara limpidezza e ben rendono l&#8217;immediatezza di un&#8217;impressione, dell&#8217;amore che dalla minima inflessione della voce ci fa percepire l&#8217;universo di emozioni che si agita nel cuore dell&#8217;amata.</p>
<p>Si tratta dell&#8217;opera di una coraggiosa esordiente, di cui attendiamo con curiosità il prossimo libro, aspettandoci che l&#8217;autrice affini ulteriormente le doti di freschezza che ci ha lasciato intuire in questo suo primo romanzo.</p>
<p><span style="color: #993366;"><strong>INTERVISTA  ALL&#8217; AUTRICE</strong></span></p>
<p><strong>Ciao Barbara,</strong></p>
<p><strong>alcune domande per presentare il tuo libro e farti conoscere:</strong></p>
<p><strong>Innanzitutto ti va di raccontarci qualcosa di te? Studi? Lavori?</strong></p>
<p>Lavoro, anche se non è semplice (come l’amore …). La precarietà dei nostri tempi mi ha portato spesso a cambiare, e a volte anche inventare il modo per mantenermi, scendere a compromessi ma non troppo, cercare di conciliare le aspirazioni con la realtà dei fatti e delle proposte</p>
<p><strong>Com’è nata l’idea di scrivere un libro? E’ autobiografico?</strong></p>
<p>L’idea nasce dal desiderio di narrare una storia d’amore, come dice il titolo, semplice, a dispetto della credenza consueta per cui l’amore vero debba sempre e per forza essere difficile e tormentato, postulato secondo il quale la quotidianità diventa amore di “serie B”. E, mostrando una storia normale, liberare l’omosessuale dallo stereotipo negativo che  lo dipinge spesso come una persona profondamente infelice o, come accade soprattutto nelle serie tv, come una “macchietta”, fino a sfociare nel ridicolo.</p>
<p>Posto che è comunque un romanzo, sarebbe ipocrita dire che nulla c’è di autobiografico: è importante, per me, “metterci la faccia”. È fondamentale che io mi scopra in quanto lesbica, perché è l’unica possibilità che ho perché gli altri capiscano, entrino in contatto con questa realtà e mettano in discussione credenze e pregiudizi, fino magari a mutare il loro punto di vista. Se si inizia a capire che il gay. la lesbica sono il tuo vicino di casa, o il panettiere, la collega con cui scambi due parole tutte le mattine alla macchinetta del caffè, forse qualcosa può cambiare davvero.</p>
<p><strong>Parlaci un po’ delle protagoniste.</strong></p>
<p>Le due protagoniste, Marta e Clara, sono profondamente diverse: l’una inquieta, con un passato di sofferenze segnato anche dall’abuso di alcool , l’altra positiva e solare, che scopre la sua omosessualità con Marta e deve imparare a far propria questa nuova condizione. Le due hanno però qualcosa di importante in comune: il processo di crescita che sono obbligate ad intraprendere per iniziare questa nuova storia, che necessariamente le porta ad abbandonare ciò che è stato prima e a non aver paura della novità. Per Clara tutto questo rappresenta lo stare insieme ad una donna, per Marta allontanarsi dall’ideale del “poeta maledetto” e credere nella possibilità di poter stare bene.</p>
<p><strong> Hai avuto difficoltà per far pubblicare il libro?</strong></p>
<p>In realtà, no, nessuna difficoltà. La ricerca della casa editrice, però, è stata orientata su quelle che avevano una vasta gamma, o una collana, di libri a tematica omosessuale.</p>
<p><strong>Quanto tempo hai impiegato per scrivere il tuo romanzo? Che tipo di scrittura pensi di avere: di getto o programmata?</strong></p>
<p>Ho impiegato circa una anno, forse anche qualcosa in più. Non sono una di quelle che si costringe a scrivere ogni giorno, probabilmente per pigrizia. Ma, quando inizio, sento davvero il piacere, lo stimolo ad andare avanti, le idee continuano girarmi in testa fino a trovare il loro sbocco naturale: il foglio.</p>
<p>La fase di scrittura si divide in due parti: la prima è sicuramente di getto, istintiva; la seconda, imprescindibile, è l’attività di limatura, forse meno creativa, ma necessaria per un risultato che mi soddisfi.</p>
<p><strong>La domanda può sembrarti scema, ma più sono stupide e più mi piacciono: cosa volevi trasmettere scrivendo questo romanzo? Qual è lo scopo o il messaggio intrinseco (se ce n’è uno)?</strong></p>
<p><strong> </strong>Sì, uno scopo c’è. Oltre a tutto quanto detto sulla nascita del romanzo poche righe più su (in cui già si spiegava parzialmente il messaggio), ho voluto (o avrei voluto) lasciare un alone di positività e di leggerezza, dopo anni di storie tristi e passionali, nell’accezione negativa del termine. E spero che, leggendolo, qualcuno riesca a cogliere le opportunità che la vita ci offre, senza tutte quelle aspettative negative che noi stessi ci creiamo davanti agli eventi o alle persone. (E io mi sforzo di pensarla così, perché non sono una persona di natura ottimista!)</p>
<p><strong>Nella tua scrittura ti sei ispirata a qualcuno in particolare? </strong></p>
<p>No, anche se una notevole influenza si può involontariamente rimandare a Raymond Carver, che scriveva di semplice quotidianità, e, alla fine della vita, nel suo “Ultimo frammento” si ritrova a scrivere: “E hai ottenuto quello che/volevi da questa vita, nonostante tutto?/Sì/E cos’è che volevi? Potermi dire amato, sentirmi/amato sulla terra”.</p>
<p>E ad Augusten Burroughs, scrittore americano che racconta episodi della sua vita, in infanzia e adolescenza davvero difficile, ma che, sappiamo da alcuni suoi racconti, viene “salvato” dall’amore di un uomo.</p>
<p>Entrambi con un passato difficile, riescono a trovare finalmente la serenità, e a trasmetterla nei loro scritti</p>
<p><strong>Il tuo romanzo sembra una sorta di favola romantica: cosa vorresti dire alle persone che non accettano o vivono con difficoltà la propria omosessualità?</strong></p>
<p>Ricordo i momenti in cui pensavo di essere l’unica e sola, faticavo ad accettarmi e farmi accettare, pensavo di essere in errore. Gradatamente, con l’aiuto anche delle persone a me vicine, ho capito che non ero io l’errore, ho imparato a non considerare più concetti come “tolleranza” o “accettazione”, a non pormi in partenza in una situazione di svantaggio, ma di apertura verso l’esterno. Dichiararmi con semplicità mi ha fatto scoprire che, il più delle volte, gli altri continuavano ad amarmi allo stesso modo, senza differenze, e quando ci sono state persone pronte ad allontanarsi ho capito che avrei potuto fare a meno di loro.</p>
<p>Sono stata fortunata: vivo in una grande città, dove le occasioni di incontro e scambio, non solo tra omosessuali ma in generale, sono notevoli; forse in un paesino ristretto non è così  facile. Per questo, non  mi sento in grado di dare consigli, posso solo portare la mia esperienza a testimonianza della possibilità di una vita serena. Ma sono anche convinta che, se le istituzioni italiane tutte si muovessero seriamente a favore degli omosessuali e dei loro diritti, sarebbe un riconoscimento ufficiale della nostra esistenza, cosa che potrebbe aiutare concretamente molte persone a vivere il loro orientamento sessuale con maggiore serenità</p>
<p><strong>Un’ultima domanda: l’amore è davvero così semplice?</strong></p>
<p>Io credo di sì, se non confondiamo “semplice” con “facile”: la realtà riserva continuamente piccoli o grandi problemi, situazioni complicate e inaspettate. E le cose belle, in più delle volte, sono anche le più faticose. Ma vale la pena tentare. In nome della semplicità, di un fluire naturale degli avvenimenti che conducono verso una serenità necessaria, verso un equilibrio stabile e fortunato, vale davvero la pena di fare uno sforzo.  In fondo, tutti hanno il diritto di sforzarsi di essere felici.</p>
<p>Rachele e Sarah</p>
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		<title>25 novembre 2009 – Giornata Contro la Violenza Sulle Donne</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 23:51:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisabetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[La dichiarazione delle Nazioni Unite sull&#8217;eliminazione della violenza contro le donne del 1993, all&#8217;art.1, così recita: &#8221; Violenza contro le donne significa ogni atto di violenza fondata sul genere che abbia come risultato, o che possa probabilmente avere come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/VIOLENZA_CORTEO.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-473" title="MANIFESTAZIONE CONTRO VIOLENZA SULLE DONNE" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/VIOLENZA_CORTEO-300x184.jpg" alt="MANIFESTAZIONE CONTRO VIOLENZA SULLE DONNE" width="300" height="184" /></a>La <a href="http://www.centrodirittiumani.unipd.it/a_strumenti/testoit/10003it.asp?menu=strumenti" target="_blank">dichiarazione delle Nazioni Unite sull&#8217;eliminazione della violenza contro le donne del 1993, all&#8217;art.1</a>, così recita: &#8221; Violenza contro le donne significa ogni atto di violenza fondata sul genere che abbia come risultato, o che possa probabilmente avere come risultato, un danno o una sofferenza fisica, sessuale o psicologica per le donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che avvenga nella vita pubblica o privata&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dalle ultime ricerche effettuate in materia, la violenza  risulta essere la prima causa di morte o di invalidità grave per le donne italiane di età compresa tra i 15 e  i 50 anni. I dati sono allarmanti, da vero e proprio bollettino di guerra. Nel giugno di quest&#8217;anno la ministra per le Pari Opportunità, <strong><span style="color: #993366;">Barbara Pollastrini,</span></strong> ha denunciato che in   Italia almeno sette donne, ogni giorno, subiscono una forma di violenza, che si tratti di botte, ingiurie o abusi. <a href="http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20070221_00/" target="_blank">Le indagini <strong><span style="color: #993366;">Istat</span></strong> e i dati del Viminale</a> riportano che, nei primi mesi del 2007, 62 di esse sono state assassinate, 141 hanno subito un tentato omicidio, 1805 sono state violentate, 10383 sono state vittime di percosse. Questi solo i casi che sono stati denunciati.  Non osiamo pensare alla crescita esponenziale che subirebbero queste cifre se venisse fuori tutto il sommerso, cioè quella parte di donne che non osa parlare, che non vuole o non può, perchè terrorizzata dalle conseguenze che ne potrebbero derivare, perchè vittima di quella cultura maschilista e feroce che impone il silenzio e la vergogna, che nasconde l&#8217;aggressività e il disprezzo verso la donna sotto la maschera degli affetti familiari, laddove tutto è permesso e accettato come &#8220;naturale&#8221; dalla società patriarcale: la Famiglia. Come afferma <span style="color: #993366;"><strong>Daniela Danna</strong></span>, in un&#8217;intervista rilasciata a Marilina Russo, le donne stesse sono vittime di un continuo lavaggio del cervello da parte dei loro maltrattatori che &#8220;<em>svalutandole continuamente, dicono alla moglie o alla fidanzata che lei non vale niente, che è tutta colpa sua se lui è violento, che lei lo costringe a picchiarla e così via</em>&#8220;. Un dato che fa riflettere è che, nei paesi occidentali, gran parte delle donne che subiscono soprusi di questo genere appartengono ad un ceto sociale medio-alto. Sono professioniste, laureate, imprenditrici che, evidentemente, devono pagare un prezzo alla società per la loro conquistata autonomia.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel nostro Paese sono state molte le manifestazioni organizzate da gruppi di donne della politica e dei sindacati, ma soprattutto da  quelle che hanno  il coraggio e la fierezza di dichiararsi lesbiche e femministe e  si attivano quotidianamente nelle loro lotte per sconfiggere quella cultura che purtroppo ancora serpeggia, spesso in maniera subdola e nascosta e che porta il nome di patriarcato. Una dimostrazione evidente si è avuta a Milano proprio il giorno 25, nella giornata della lotta <span style="color: #993366;">C<strong>ontro la Violenza sulle Donne</strong></span>, quando un gruppo di queste si riunisce per volantinare in <a href="http://www.precaria.org/%C2%ABnei-centri-di-detenzione-si-stupra%C2%BB-tensione-al-presidio-in-piazzale-cadorna.html" target="_blank">Piazzale Cadorna.</a> Con l&#8217;occasione vengono attaccati degli striscioni che denunciano il tentato stupro avvenuto all&#8217;interno del <span style="color: #993366;"><strong>CIE di Via Corelli</strong></span>, nei confronti di una ragazza che verrà poi rinchiusa nel carcere di San Vittore perchè accusata di essersi ribellata. &#8220;<em>Questo</em>&#8221; &#8211; dice il <a href="http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2009/11/28/nei-cie-alle-donne-accade-molto-peggio-che-essere-stuprate" target="_blank">comunicato</a> &#8211; &#8220;<em>viene evidentemente interpretato come un affronto da parte delle forze dell&#8217;ordine e dunque la Digos intima di rimuovere gli striscioni. All&#8217;ovvio rifiuto,vengono lanciati alla carica due plotoni di celere che iniziano a picchiare, a spargere sangue, lasciando a terra alcun* compagn*</em>&#8220;. Dopo la seconda carica, polizia e carabinieri riescono a impadronirsi dello striscione incriminato che riportava la scritta &#8220;<span style="color: #993366;"><strong>la polizia stupra nei CIE</strong></span>&#8220;. Ancora qualche tafferuglio e solidarietà da parte dei passanti, finchè alle 21 il presidio si scioglie. Ogni commento all&#8217;accaduto appare superfluo. E&#8217; bastato uno striscione che accusava la polizia di stuprare le donne &#8211;  quella polizia che ci viene proposta come &#8220;<em>elemento fondamentale e indispensabile</em>&#8221; nel provvedimento del pacchetto sicurezza varato dal Governo &#8211;  per scatenare l&#8217;inferno e far sì che proprio coloro che dovrebbero proteggerci,  ingiuriassero e picchiassero a sangue, guarda un po&#8217;, proprio le donne.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa tragedia quotidiana purtroppo è endemica e non appartiene soltanto all&#8217;Italia. Nessun Paese del mondo ne è immune, da quelli industrializzati a quelli in via di sviluppo.<br />
Amnesty International quest&#8217;anno ha voluto centare l&#8217;attenzione sul legame tra violenza e povertà, tragico binomio che costringe molte donne nel mondo a vivere nell&#8217;inferno dello sfruttamento che comprende la prostituzione , l&#8217;abuso sessuale, il lavoro forzato, la schiavitù, l&#8217;asservimento e il prelievo di organi. Secondo una stima dell&#8217; <span style="color: #993366;"><strong>OMS</strong></span> sarebbero circa 135 milioni le bambine che ogni anno vengono sottoposte alla mutilazione dei genitali,mentre gli stupri nelle zone di guerra sembrano essere pratica comune. Risulta che in <strong><span style="color: #993366;">Ruanda</span></strong>, durante il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Genocidio_del_Ruanda" target="_blank">genocidio del 1994</a>, ne siano stati commessi tra i 250 e i 500mila e 20.000 nella sola <span style="color: #993366;"><strong>Bosnia</strong></span>. La presenza dei militari, locali e dei Paesi occupanti, sembra acuire il fenomeno rafforzando gli stereotipi maschili e incoraggiando le aggressioni nei confronti delle donne, lasciando quasi sempre i colpevoli impuniti. Le bambine e le donne fuggite dal <span style="color: #993366;"><strong>Darfur</strong></span> e rifugiate in <strong><span style="color: #993366;">Ciad</span></strong>, subiscono stupri ogni giorno, anche all&#8217;interno dei campi, nonostante la presenza del personale dell&#8217;<span style="color: #993366;"><strong>ONU</strong></span>. Cosa dire poi degli <a href="http://www.ellexelle.com/modules.php?op=modload&amp;name=News&amp;file=article&amp;sid=1842&amp;mode=thread&amp;order=0&amp;thold=0" target="_blank"><strong><span style="color: #993366;">stupri correttivi</span></strong></a> perpretrati in Sudafrica nei confronti delle lesbiche?</p>
<p style="text-align: justify;">Molte bambine e ragazze rischiano più di altre la violenza per via del loro orientamento sessuale, per lo status di immigrate o per l&#8217;appartenenza ad un determinato gruppo etnico.  Per combattere questa piaga sociale, il <span style="color: #993366;"><strong>Movimento Internazionale delle Donne,</strong></span> in onore delle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sorelle_Mirabal" target="_blank">sorelle Mirabal</a>, attiviste della repubblica Dominicana assassinate il 25 novembre del 1961 per aver osato opporsi al regime dittatoriale del loro Paese, ha scelto questo giorno come simbolo di una lotta che deve continuare finchè i diritti sacrosanti delle donne non saranno rispettati ovunque e quel grido di dolore inascoltato, che si leva da ogni parte del mondo da secoli, possa un giorno, speriamo non lontano, diventare solo un triste ricordo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per evidenziare e approfondire meglio questa drammatica situazione, Amnesty ha redatto un interessantissimo rapporto: &#8220;<a href="http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/D.bd4847e65d22cfe7364f/P/BLOB%3AID%3D1795" target="_blank">La Trappola del Genere &#8211; Donne, violenza e povertà</a>&#8220;, scaricabile cliccando sul link.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; inoltre possibile visionare le foto  scattate da <span style="color: #800080;"><strong>Carlo Traina</strong></span> durante la manifestazione tenutasi ieri a Roma cliccando su questo <a href="http://www.flickr.com/photos/karltra/sets/72157622895223480/detail/" target="_blank">link</a>.</p>
<p>Elisabetta per Rete Agatergon</p>
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