<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:creativeCommons="http://backend.userland.com/creativeCommonsRssModule" version="2.0">

<channel>
	<title>Rete Agatergon</title>
	
	<link>http://www.reteagatergon.com</link>
	<description>Uguaglianza, diritti, differenza, rispetto</description>
	<lastBuildDate>Mon, 21 Jun 2010 07:01:28 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.6</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/ReteAgatergon" /><feedburner:info xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" uri="reteagatergon" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><creativeCommons:license>http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/</creativeCommons:license><feedburner:emailServiceId xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0">ReteAgatergon</feedburner:emailServiceId><feedburner:feedburnerHostname xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0">http://feedburner.google.com</feedburner:feedburnerHostname><item>
		<title>Non sui nostri corpi, non in nostro nome, razzismo, sessismo e omo/lesbo/transfobia nell’Italia del pacchetto sicurezza</title>
		<link>http://www.reteagatergon.com/2010/06/20/non-sui-nostri-corpi-non-in-nostro-nome-razzismo-sessismo-e-omolesbotransfobia-nell%e2%80%99italia-del-pacchetto-sicurezza/</link>
		<comments>http://www.reteagatergon.com/2010/06/20/non-sui-nostri-corpi-non-in-nostro-nome-razzismo-sessismo-e-omolesbotransfobia-nell%e2%80%99italia-del-pacchetto-sicurezza/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 21:49:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[articolo 18]]></category>
		<category><![CDATA[azione gay e lesbica]]></category>
		<category><![CDATA[azionetrans]]></category>
		<category><![CDATA[casa pound]]></category>
		<category><![CDATA[CIE]]></category>
		<category><![CDATA[corpi]]></category>
		<category><![CDATA[Cristian Loiacono]]></category>
		<category><![CDATA[destra]]></category>
		<category><![CDATA[Elena Biagini]]></category>
		<category><![CDATA[fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Gaylib]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanna Reggiani]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[MIT]]></category>
		<category><![CDATA[omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[pacchetto sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Concia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Porpora Marcasciano]]></category>
		<category><![CDATA[pride]]></category>
		<category><![CDATA[prostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento delle persone]]></category>
		<category><![CDATA[Sonia Sabelli]]></category>
		<category><![CDATA[teoria Queer]]></category>
		<category><![CDATA[tratta]]></category>
		<category><![CDATA[Trento]]></category>
		<category><![CDATA[Universinversi]]></category>
		<category><![CDATA[Veri One]]></category>
		<category><![CDATA[xenofobia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.reteagatergon.com/?p=920</guid>
		<description><![CDATA[TRENTO: Universinversi 14.05.2010
In occasione dell'incontro a Trento promosso da Universinversi, ho avuto il privilegio di ascoltare quattro voci ormai note al panorama GLBTQI* italiano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify">TRENTO: Universinversi 14.05.2010</h2>
<address>
<p style="text-align: justify"><img class="alignleft" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/CIE.jpg" alt="CIE" width="180" height="211" /></p>
<p><strong>In occasione dell&#8217;incontro a Trento promosso da Universinversi, ho avuto il privilegio di ascoltare quattro voci ormai note al panorama GLBTQI* italiano.</strong></p>
</address>
<p style="text-align: justify">Erano presenti:<br />
• <span style="color: #800080"><strong>Elena Biagini</strong></span>, attivista di azione gay e lesbica<br />
• <span style="color: #800080"><strong>Cristian Loiacono</strong></span>, <strong>UNI TO</strong>, attivista gay<br />
• <span style="color: #800080"><strong>Porpora Marcasciano</strong></span>, attivista movimenti identità transessuali<br />
• <span style="color: #800080"><strong>Sonia Sabelli</strong></span>, femminista, attivista CIE</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #800080"><strong> </strong></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #800080"><strong>CRISTIAN LOIACONO</strong></span></p>
<p style="text-align: justify">Racconta Cristian che nel decennio a cavallo tra gli anni ’90 e il 2000 vive in Francia e frequenta movimenti di quel proletariato e sottoproletariato che a Bologna, città da dove proviene, non si vedono.<br />
A Parigi ha modo di analizzare le divisioni di classe e quindi di reddito incarnate nei fenomeni migranti. Frequenta la comunità gay che in quel periodo discute sulla proposta di legge per i matrimoni omosessuali, Pacs.<br />
Attraverso lo studio delle dinamiche sociali legate ai fenomeni omofobici constata l’insorgere di una nuova solidità nazionale cementata dall’omofobia comune ai fondamentalismi religiosi.<br />
Un po quel che accade oggi in Italia, dove si affaccia sulla scena sociale e politica il fenomeno dei migranti di seconda generazione immerso in quel declino sociale che solo la paura del diverso, in questo caso omosessuali e etnie differenti che nel nostro Paese vengono ad incontrarsi/scontrarsi.<br />
Fascisti e clericali xenofobi e omofobici brandiscono la difesa della famiglia tradizionale come uno stendardo, ma anche gruppi di omosessuali si alleano con la destra contro i migranti.<br />
Nascono nuovi studi per smontare l’omofobia delle culture islamiche: no alle espulsioni all’interno delle normative stabilite.<br />
I movimenti di destra cambiano, l’insorgere di nuove destre che vedono nell’On. (?) Gianfranco Fini un degno rappresentante dotato di quella cultura politica a sostegno del proletariato di destra.<br />
La società italiana di oggi è più complessa che in passato: donne migranti soprattutto dall’est europa impiegate nella cura della persona e manodopera impiegata nel settore agricolo proveniente in gran parte dal Marocco.<br />
<span style="color: #333333"><strong>OMOFOBIA-XENOFOBIA-IMPERIALISMO</strong></span><br />
In nome di nessun corpo la guerra è giustificabile.<br />
La politica <span style="color: #333333"><strong>QUEER</strong></span> rifiuta i modelli identitari, rifiuta di catalogare il corpo tanto quanto rifiuta il modello imperialista fondato sul consumo del petrolio, contro la misoginia e l’omofobia (?)<br />
Negli studi femministi post-coloniali vi è una presa di parola che si contrappone alla rappresentanza. Gay di seconda generazione sono spinti da motivi e bisogni che animano questa critica.<br />
Nei fenomeni migranti in Italia si considera la posizione del soggetto iperdominato da culture di tipo patriarcale, maschilista, omofobo.<br />
Il progresso è un prodotto dell’uguaglianza socio-economica basata sul multiculturalismo espresso dalla concezione QUEER.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #800080"><strong>SONIA SABELLI</strong></span></p>
<p style="text-align: justify">Attivista antirazzista, studiosa accademica, si adopera a favore delle mobilitazioni contro i <span style="color: #333333"><strong>CIE</strong></span> (centri di identificazione ed espulsione), a sostegno delle donne migranti, che in primis vivono e attraversano sui loro corpi neri i fenomeni conseguenti al post colonialismo.<br />
Negli altri Paesi il dibattito tra soggetti evidenzia una certa criticità dal punto di vista accademico nel riprendere una serie di analisi teoriche in merito allo scontro tra ex colonialisti e colonizzatori che si svolge oggi all’interno delle nostre metropoli.<br />
In Italia è difficile importare modelli francesi e spagnoli. I movimenti ai quali Sonia Sabelli prende parte le permettono di osservare ed assistere i migranti divisi e organizzati in comunità.<br />
I pacchetti sicurezza millantano la protezione del corpo delle donne, suscitando la legittima reazione e presa di distanza dei gruppi femministi.<br />
A Roma per es. le reti nate contro il pacchetto sicurezza hanno permesso la riorganizzazione dei centri sociali in laboratori in cui si intreccia la lotta di classe e i fenomeni migranti.<br />
I collettivi femministi protestano contro l’uso demagogico del corpo delle donne essendo dato certo che la violenza domestica è di gran lunga superiore alla violenza in strada.<br />
La legge sul pacchetto sicurezza emanata nell’estate del 2009 si basa sul controllo sociale, limitando la libertà personale di un categoria di persone., criminalizza chiunque esprima dissenso all’omologazione senza possibilità di ribellione.<br />
L’alleanza tra il conflitto apparente tra femminismo reale e femminismo accademico passa attraverso il limite sancito dal razzismo interiorizzato e deve necessariamente escludere le politiche identitarie.<br />
I CIE sono luoghi di conflitto nei quali si vivono tragicamente le conseguenze della legge del 08.08.2009.<br />
Basti ricordare la donna che nel corso di un processo ha denunciato un tentativo di stupro da parte della polizia. Le associazioni che dovrebbero occuparsi della tutela dei reclusi, in realtà abusano degli stessi con le connivenze delle Istituzioni: è assodato l’impiego si psicofarmaci somministrati attraverso il cibo per sedare i detenuti, che è corretto puntualizzare, altro non sono che soggetti in cerca di condizioni di vita migliori, colpevoli di esser privi di passaporto italiano.</p>
<p style="text-align: justify">La rappresentazione del corpo femminile nero nella pubblicità, nei film, nello spettacolo è fenomeno recente ed è “usato” per promuovere alcuni prodotti coloniali per antonomasia come per es. il cacao.<br />
La sensualità animalesca evocante il corpo di una donna di colore è legata a pregiudizi rappresentativi, ponendo in sordina la voce e i corpi reali delle migranti essendo la tratta, la prostituzione, il fenomeno delle escort e delle badanti, accettata e funzionale al sistema.<br />
La sanatoria promossa dal governo italiano ha spinto all’autodenuncia molte migranti: illuse di essere regolarizzate, sono finite nei CIE.</p>
<p style="text-align: justify">Intervento di Elena Biagini<br />
Sostiene vi siano errori macroscopici di considerazione, riassumibili in:<br />
1. Le donne migranti in Italia, soprattutto rumene, restano sconcertate dall’imperante maschilismo italiano.<br />
2. Si tende ad identificare il soggetto con lo stato dal quale migra.<br />
3. L’assoggettamento del migrante alla classe di proletariato.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #800080"><strong>ELENA BIAGINI</strong></span></p>
<p style="text-align: justify">In Italia si dibatte da meno tempo rispetto a Paesi come Inghilterra e Germania, sulle tematiche legate ai movimenti. Ci si basa su studi fatti da altri ma nel nostro Paese il panorama è differente, il paradigma culturale cambia.<br />
Gay Imperialism di cui anche Christian ha accennato, è scritto da attiviste inglesi migranti di seconda generazione e tratta il paradigma islamico e come le soggettività queer musulmane si rapportano a quelle bianche: singolarità di donne, femministe, gay e la vittima che proviene da queli Paesi (donna, gay, trans etc).<br />
Lo studio contesta le politiche monodirezionali come ad es. gay bianchi omofobi. Facciamo Breccia, movimento di cui Elena Biagini fa parte, è criticata in quanto posizionata contro il Vaticano ma non contro l’integralismo islamico, questo perché, sostiene la Biagini è necessario individuare la lotta prioritaria, in questo caso il Vaticano.<br />
Al contrario dei tempi della guerra in Afganistan, oggi si giustificano meno le guerre, ciò nonostante i media traducono in un ottica bellica le notizie riguardanti solo ed esclusivamente alcuni Paesi, vedi ad es. l’Iran. In Italia le notizie giungono notizie (prive di una lettura critica) che vengono selezionate e vagliate da agenzie di stampa governative o paragovernative come Veri One.<br />
Ad esempio siamo venuti a conoscenza della situazione degli omosessuali a Cuba sotto il generale Castro ma dei Paesi ad essa limitrofi non si sapeva nulla. Siamo inoltre poco aggiornati sull’evoluzione politica: sempre a Cuba ad esempio sono state fatte campagne contro l’omofobia, iniziative che ignoriamo totalmente.<br />
<span style="color: #333333"><strong>Veri One</strong></span> è un gruppo che produce comunicati stampa ed assume in pieno il paradigma di vittime alle quali si attribuiscono fenomeni di sessismo, xenofobia, omofobia.<br />
L’es. di Pegah la ragazza iraniana, presunta lesbica, espulsa dalla Gran Bretagna è emblematico. Da alcune ricerche avviate da Nerina Milletti, pare infatti che la questione relativa al suo caso in Iran non sussistesse neppure, tanto da supporre che fosse montato opportunamente al fine di promuovere comunicati stampa sollecitanti la mobilitazione in Italia.<br />
Giustificare le guerre allo scopo di favorire la retorica della modernizzazione e il processo di democratizzazione quali principi fondamentali per l’U.E. ha avuto come conseguenza l’apertura al dibattito tra valori cristiani e autodeterminazione dei diritti.<br />
La proposta di legge avanzata dall’<span style="color: #333333"><strong>On. Paola Concia</strong></span> era in realtà un’integrazione all’articolo del dispositivo anti-omofobico contenuto nel <a href="http://www.altalex.com/index.php?idnot=7732" target="_blank"><span style="color: #333333"><strong>13 bis riguardante la clandestinit</strong></span></a><a href="http://www.altalex.com/index.php?idnot=7732" target="_blank"><span style="color: #333333"><strong>à</strong></span></a> come reato sancito nel pacchetto sicurezza.<br />
All’omicidio di <a href="http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_01/rom_accusato_omicidio.shtml"><span style="color: #333333"><strong>Giovanna Reggiani</strong></span></a> avvenuto nella capitale, seguirono la caccia allo straniero, soprattutto cittadini rumeni, con rastrellamenti e aggressioni.<br />
In risposta alla pericolosa e millantata associazione &#8220;rumeno = stupratore&#8221; fu indetta la manifestazione contro la violenza maschile sulle donne in cui il messaggio, chiaro e forte, riportava quale dato inequivocabile la violenza domestica a dispetto di quella in strada.<br />
Chiarezza che le comunità LGBT non hanno avuto.<br />
Collocarsi come vittime significa porsi in atteggiamento debole e di immobilizzazione nei confronti di un processo di liberalizzazione.<br />
La patologizzazione, l’etnocizzazione dell’omofobo depotenzia la lettura critica che le comunità LGBT possono dare al mondo.<br />
Chi si lascia assimilare da questi discorsi sono le stesse organizzazioni e persone che si prestano ad aperture a questo genere di fascismi e a posizioni razziste avanzate dalle destre, come ad es. <span style="color: #888888"><strong>casa pound</strong></span>, <a href="http://www.gaylib.it/" target="_blank"><span style="color: #888888"><strong>gaylib</strong></span></a>, <a href="http://www.azionetrans.it/" target="_blank"><span style="color: #888888"><strong>azionetrans</strong></span></a>.<br />
Il pride è un percorso di liberazione, e la partecipazione di elementi che nulla hanno a che fare con l’antirazzismo è il motivo che ha indotto quest’anno coloro, ai quali questi principi non appartengono, a disertare la manifestazione nella capitale.</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #800080"><strong>PORPORA MARCASCIANO</strong></span></p>
<p style="text-align: justify">Porpora Marcasciano nel suo intervento si interroga sul nesso che esiste nei tre approcci sostenuti dagli interventi precendenti: quello teorico di Cristian, quello pratico di Sonia, quello operativo di Elena.<br />
La cooperazione è necessaria al fine di garantire una migliore qualità di vita delle persone.<br />
La rete sociale tra le varie associazioni di volontariato e i progetti sostenuti dai singoli viene trasformata da una regia o scena politica.<br />
Per esempio la rete solidale promossa contro la prostituzione sta divenendo ronda, facendo leva sulla sicurezza, sulle paure, sul decoro delle nostre città.<br />
Bisogna domandarsi cosa ci interessa oggi: aiutare, integrare, o invece eliminare, occultare alla vista. Le comunità cristiane di base sono le uniche che offrono una risposta concreta a questa penosa questione ed è con loro che ci si ritrova a collaborare.<br />
L’<a href="http://materialisociali.wordpress.com/italia-tratta/italia-tratta-di-esseri-umani-a-scopo-di-sfruttamento-sessuale/" target="_blank"><span style="color: #333333"><strong>art. 18</strong></span></a> tratta delle persone sfruttate e prevede l’accompagnamento della richiesta al Ministero degli interni, ed alle questure, deve essere effettuato da una associazione accreditata.<br />
Le questure dispongono di tempi tecnici per vagliare la denuncia ed intanto inviano ai CIE le persone che commettono reato di clandestinità.<br />
Associazioni quali il <a href="http://www.mit-italia.it/" target="_blank"><strong><span style="color: #333333">MIT</span></strong></a> che si occupa dell’accoglienza in strada, la “casa delle donne”, la caritas e varie associazioni cattoliche provvedono a dare la possibilità di un percorso di regolarizzazione.</p>
<h3 style="text-align: justify"><strong>Conclusioni</strong></h3>
<p style="text-align: justify">Far comunicare i tre livelli sopraccitati (anche ideologici) significherebbe operare congiuntamente al fine di una migliore qualità di vita di queste persone.</p>
<p style="text-align: justify">Ringrazio Universinversi e gli intervenuti al dibattito, perché mi hanno permesso una lettura critica e consequenziale delle informazioni che quotidianamente raccolgo, ma che, da comune cittadina, non riesco ad elaborare con la stessa perizia e consapevolezza di chi opera all&#8217;interno  dei vari movimenti. Movimenti che lottano affinché un mondo migliore sia possibile.</p>
<p>Sara</p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.reteagatergon.com/?p=920&amp;akst_action=share-this"  title="Email, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_920" class="akst_share_link" rel="noindex nofollow">ShareThis</a>
</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.reteagatergon.com/2010/06/20/non-sui-nostri-corpi-non-in-nostro-nome-razzismo-sessismo-e-omolesbotransfobia-nell%e2%80%99italia-del-pacchetto-sicurezza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ribelliamoci ai baroni del movimento omosessuale</title>
		<link>http://www.reteagatergon.com/2010/05/31/ribelliamoci-ai-baroni-del-movimento-omosessuale/</link>
		<comments>http://www.reteagatergon.com/2010/05/31/ribelliamoci-ai-baroni-del-movimento-omosessuale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 May 2010 13:42:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[arcigay roma]]></category>
		<category><![CDATA[carlo traina]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiana Alicata]]></category>
		<category><![CDATA[daniele sorrentino]]></category>
		<category><![CDATA[digayproject]]></category>
		<category><![CDATA[fabrizio marrazzo]]></category>
		<category><![CDATA[fiaccolata]]></category>
		<category><![CDATA[imma battaglia]]></category>
		<category><![CDATA[mauro cioffari]]></category>
		<category><![CDATA[onorevole concia]]></category>
		<category><![CDATA[valentina vandilli]]></category>
		<category><![CDATA[we have a dream]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.reteagatergon.com/?p=889</guid>
		<description><![CDATA[
Ieri sera dopo ormai un anno di manifestazioni contro l&#8217;omofobia ed i casi di aggressioni, stupri su donne lesbiche, e insulti della Chiesa Cattolica che ci chiama pedofili, ho visto negli occhi delle persone la rabbia e la disperazione.In questi giorni migliaia di studenti in tutta Italia si stanno  ribellando, tra le motivazioni, anche quella del pensionamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<div id="attachment_1204" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1204 " title="fiaccolata 30 maggio roma contro omofobia" src="http://www.vandilli.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/090944419-67f16e3b-4443-432d-ae15-d7e217c5a45e-300x199.jpg" alt="090944419-67f16e3b-4443-432d-ae15-d7e217c5a45e" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Inizio fiaccolata con i manifestini &quot;infilati nella mia mano&quot; da Arcigay Roma (Foro Repubblica Roma)</p></div>
<p>Ieri sera dopo ormai un anno di manifestazioni contro l&#8217;omofobia ed i casi di aggressioni, <strong>stupri su donne lesbiche</strong>, e insulti della Chiesa Cattolica <strong>che ci chiama pedofili,</strong> ho visto negli occhi delle persone la rabbia e la disperazione.In questi giorni migliaia di studenti in tutta Italia si stanno  ribellando, tra le motivazioni, anche quella del <strong>pensionamento  anticipato dei baroni </strong>che monopolizzano le università, personaggi in  naftalina che dettano leggi ed ostacolano l&#8217;integrazione nell&#8217;organico  dei ricercatori precari.</p>
<p>Questo esempio per farvi capire che  l&#8217;Italia è un paese di <strong>baroni</strong>.</p>
<p><strong>Piccolo potere piccolo uomo, penso io.</strong></p>
<p>Dopo l&#8217;aggressione la settimana scorsa del ragazzo 22 enne, picchiato fino allo svenimento da 4 italiani che lo hanno seguito dopo l&#8217;uscita di un locale gay, il gruppo <a href="http://fiaccolataglbt.wordpress.com/" target="_blank">We Have Dream</a>, nato il 28 Agosto 2009, ha organizzato una manifestazione spontanea la sera dopo l&#8217;uscita della notizia dell&#8217;ultima aggressione omofoba.</p>
<p style="text-align: justify;">I numeri della questura <strong>parlano di 200 persone</strong>, giovani e adulti, uniti sotto la bandiera rainbow.</p>
<div id="attachment_1198" class="wp-caption alignleft" style="width: 269px"><img class="size-full wp-image-1198 " style="margin: 4px;" title="28104_400150257667_544207667_4102700_35783_n" src="http://www.vandilli.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/28104_400150257667_544207667_4102700_35783_n.jpg" alt="28104_400150257667_544207667_4102700_35783_n" width="259" height="173" /><p class="wp-caption-text">Alla partenza gli esponenti del movimento LGBT (Foto Carlo Traina)</p></div>
<p>Arrivata li trovo la sorpresa: l<strong>a sfilata delle associazioni davanti a telecamere e fotografi</strong> (tutto condito da volontari dell&#8217;Arcigay Roma che pubblicizzavano il Roma Pride 2010, mettendo nelle mani fogli come è successo accidentalmente a me in foto) dando per scontato che volessimo pubblicizzare l&#8217;evento.</p>
<p>Dopo circa 40 minuti dal siparietti dei baroni del movimento omosessuale, <strong>molti di questi </strong>(alcuni sono anche gli organizzatori del Roma Pride 2010) <strong>dopo aver pubblicizzato se stessi e l&#8217;evento,  si dileguano e non fanno nemmeno la fiaccolata, </strong>come <strong>Imma Battaglia</strong> (Presidente Associazione DiGayProject).</p>
<p>Come dice giustamente l&#8217;amico <a href="http://elfobruno.wordpress.com/" target="_blank">Elfobruno nel suo blog</a>:</p>
<blockquote><p>Arrivo, con Pinzi e Guglia. Siamo in anticipo di quaranta minuti e le telecamere sono già lì. È <span>Arcigay Roma</span>. <strong>Si è sentito l’odore del sangue</strong>. Il presidente si fa intervistare. <em>We have a dream</em>, che ha organizzato l’evento, ha una piccola filosofia: quando ci scappa la coltellata ci si riunisce dietro l’unico vessillo possibile, il rainbow. Perché contro il sangue delle vittime c’è un’unica risposta che non è quella del logo da conventicola. Non è una questione di marketing. È solo buon senso. È seguire un simbolo, vestiti solo del proprio corpo. Arcigay, invece, ci ha messo il cappello.</p></blockquote>
<p>Ci seguono nella fiaccolata sicuramente l&#8217;<strong>On. Paola Concia</strong>(PD), <strong>Fabrizio Marrazzo</strong> (Presidente Acrigay Roma) <strong>Daniele Sorrentino </strong>(Direttivo Arcigay Roma), oltre a questi nomi è possibile che ci abbiano seguito altri ma io personalmente ho saputo riconoscere solo queste persone.</p>
<div id="attachment_1194" class="wp-caption alignnone" style="width: 442px"><img class="size-full wp-image-1194 " style="margin: 4px;" title="28104_400152222667_544207667_4102778_1801829_n" src="http://www.vandilli.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/28104_400152222667_544207667_4102778_1801829_n.jpg" alt="28104_400152222667_544207667_4102778_1801829_n" width="432" height="287" /><p class="wp-caption-text">Fiaccolata davanti al luogo dell&#39;aggressione. (Foto Carlo Traina)</p></div>
<p>Fermiamo in traffico del Colosseo per passare, camminiamo urlando<em> &#8220;Razzismo, violenza omo-trans fobia, con una risata vi spazzeremo via&#8221;</em> e <a href="http://maurocioffari.splinder.com/" target="_blank"><strong>Mauro Cioffari</strong></a> di We have a dream, legge per tutto il percorso i casi di violenza di  omo-transfobia,  ad oggi consumati.</p>
<div id="attachment_1199" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1199" style="margin: 4px;" title="30434_1471184868288_1493625297_31222475_489164_n" src="http://www.vandilli.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/30434_1471184868288_1493625297_31222475_489164_n-300x209.jpg" alt="30434_1471184868288_1493625297_31222475_489164_n" width="300" height="209" /><p class="wp-caption-text">La folla chiede di perseguire (Foto Mauro Cioffari)</p></div>
<p>Tutto procede tranquillamente, anche se la manifestazione non era stata autorizzata preventivamente, ma grazie a <a href="http://www.cristianaalicata.it/" target="_blank"><strong>Cristiana Alicata</strong></a> e <strong>Valerio Barletta</strong> ed altri componenti di We Have a Dream, abbiamo ottenuto un permesso al momento, per poter  proseguire verso il luogo dell&#8217;aggressione.</p>
<p>Arrivati sul luogo dell&#8217;aggressione,  sciogliamo la fiaccolata.</p>
<p><strong>Ad un tratto, il delirio.</strong></p>
<p>Le persone <span style="text-decoration: underline;">non ci stanno</span>, <strong>urlano che si sentono topi rinchiusi nei soliti spazi</strong>, che vogliono manifestare in luoghi frequentati e non nei percorsi organizzati per non &#8220;disturbare&#8221;.</p>
<p><em><strong>Attimi concitati. La rabbia. La disperazione.</strong></em></p>
<p>Le voci si alzano forti, ci chiedono di andare avanti anche <strong>senza autorizzazione della Questura</strong> (che ci segue passo passo), ci chiedono di <strong>dire al megafono qual è la gelateria che ha rifiutato l&#8217;aiuto al ragazzo ferito.</strong></p>
<p>Un ragazzo della folla urla:</p>
<blockquote><p>Volete sapere perché non l&#8217;hanno aiutato? Perché hanno visto il sangue di un frocio e quindi: frocio = AIDS e si sono rifiutati di soccorrerlo! Vogliamo il nome!</p></blockquote>
<div id="attachment_895" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-895 " style="margin: 4px;" title="30152_1481704400755_1178179865_1463129_3232441_n" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/30152_1481704400755_1178179865_1463129_3232441_n-300x225.jpg" alt="30152_1481704400755_1178179865_1463129_3232441_n" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Le persone davanti alla gelateria di Via Cavour al momento della protesta (Foto Claudio Queerway)</p></div>
<p>Tra la folla in incognito una persona che sa, ci dice il nome, annunciamo al megafono come raggiungere il luogo e partiamo urlando, fischiando,  a passo veloce, verso al gelateria.</p>
<p>Arrivati li (alla biforcazione di Via Cavour), ci mettiamo davanti alla gelateria  e lanciamo davanti alla porta dei fazzolettini bianchi (gli stessi che non avevano voluto dare al ragazzo ferito) urlando &#8220;Vergogna!!! &#8220;.</p>
<p><strong>All&#8217;improvviso</strong>, si fa spazio tra la folla Fabrizio Marrazzo e Daniele Sorrentino (ArcigayRoma), urlando:</p>
<blockquote><p>Stiamo facendo una figura di merda, non è questo il bar, chiediamo subito scusa!</p></blockquote>
<p>La folla rumoreggia. Entriamo nella gelateria e chiediamo spiegazioni,  ammettono: &#8220;Siamo stati noi&#8221;</p>
<p><strong>Alla notizia, la folla urla contro Marrazzo e Sorrentino:</strong></p>
<blockquote><p>Bugiardi! Tornate a casa se non condividete questa azione (pacifica)! Chi siete voi per dirci cosa fare? Non ci rappresentate!</p></blockquote>
<p>Passa una mezz&#8217;ora tra urla e accuse, i due si rifugiano dalla Polizia che stazionava davanti alla gelateria, vengono presi i documenti ad alcuni, <strong>naturalmente non a Marrazzo</strong>. Alcuni documenti verranno <strong>trattenuti</strong> per controlli ulteriori.</p>
<div id="attachment_1215" class="wp-caption alignleft" style="width: 179px"><img class="size-medium wp-image-1215" style="margin: 4px;" title="coppa lesbica" src="http://www.vandilli.it/blog/wp-content/uploads/2010/05/30434_1471184548280_1493625297_31222469_6254909_n-282x300.jpg" alt="coppa lesbica" width="169" height="180" /><p class="wp-caption-text">Coppia di attiviste lesbiche di baciano alla fiaccolata</p></div>
<p>Dopo l&#8217;intervento pacificatore di Lucky Amato (attivista LGBT), Marrazzo chiede il megafono e dice: &#8220;&#8230;vorrei dire che siamo tutti molto stressati dal momento&#8230;.&#8221;</p>
<p>Partono fischi e urla della folla&#8230;.un tentativo di scuse assurdo, dopo l&#8217;ennesima bugia.</p>
<p>Ci disperdiamo e torniamo al Colosseo per parlare tutti insieme con calma.</p>
<p>Molti strapperanno le tessere, molti racconteranno tutto agli amici, molti le tessere non le faranno mai.</p>
<h2><strong>Conclusioni</strong></h2>
<p>Ieri notte ho urlato davvero tanto facendo uscire la mia rabbia verso chi dovrebbe proteggerci,<span> </span>mi riferisco sia<span> </span>alle istituzioni che alle associazioni.</p>
<p>Ero davvero stanca, volevo correre per le strade di Roma e far scendere giù le persone dalle case, farle venire con noi, parlare con loro, far capire che i diritti di ogni persona sono la base di una vita rispettosa per tutti, che le discriminazioni rendono marcio il sistema e affondano il nostro Paese impregnato di violenza, disuguaglianza, indifferenza e un sistema fatto di non meritocrazia e di &#8220;concessioni non disinteressate&#8221;.</p>
<p>Per questo dobbiamo lottare per i diritti di tutti, perché il diritto di ciascuno di noi è il diritto dell&#8217;intera comunità.</p>
<div class="im">
<p><strong><em>Diritto di uno, diritto di tutti.</em></strong></p>
<p><strong>Non sono le associazioni che fanno le persone, ma le persone che fanno le associazioni,</strong> i moti popolari, le rivoluzioni culturali.</p>
<p>Stringiamoci insieme e teniamoci pronti ad ogni evento, parliamone, partecipiamo, andiamo oltre il nostro menefreghismo ed il nostro disfattismo del “tanto non cambierà mai nulla”.</p>
<p><strong>Prendiamo in mano il nostro futuro.</strong></div>
</div>
<p class="akst_link"><a href="http://www.reteagatergon.com/?p=889&amp;akst_action=share-this"  title="Email, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_889" class="akst_share_link" rel="noindex nofollow">ShareThis</a>
</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.reteagatergon.com/2010/05/31/ribelliamoci-ai-baroni-del-movimento-omosessuale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un esempio di lotta e libertà: Laura Arconti</title>
		<link>http://www.reteagatergon.com/2010/05/17/un-esempio-di-lotta-e-liberta-laura-arconti/</link>
		<comments>http://www.reteagatergon.com/2010/05/17/un-esempio-di-lotta-e-liberta-laura-arconti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 May 2010 13:46:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rachele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Adelaide Aglietta]]></category>
		<category><![CDATA[anticoncordataria]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Baslini]]></category>
		<category><![CDATA[Associazione Vita e Disarmo]]></category>
		<category><![CDATA[Dom Franzoni]]></category>
		<category><![CDATA[Emma Bonino]]></category>
		<category><![CDATA[Food and Disarmament International]]></category>
		<category><![CDATA[FRI]]></category>
		<category><![CDATA[Fuori!]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo Satyagraha]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Arconti]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Terni]]></category>
		<category><![CDATA[lista radicale]]></category>
		<category><![CDATA[Loris Fortuna]]></category>
		<category><![CDATA[Pannella]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Signorelli]]></category>
		<category><![CDATA[Piazza Navona]]></category>
		<category><![CDATA[Radio Radicale]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.reteagatergon.com/?p=879</guid>
		<description><![CDATA[In occasione della IV Giornata Mondiale contro l&#8217;omofobia in tutto il continente e in più di 50 città italiane si svolgeranno numerose iniziative atte a sensibilizzare contro l&#8217;intolleranza verso ogni orientamento sessuale. A Roma il capo dello Stato incontrerà nel pomeriggio i rappresentanti delle associaizoni LGBT.
In generale é sicuramente una giornata importante, quasi istituzionale , [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/Laura-Arconti1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-881" title="Laura Arconti" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/Laura-Arconti1.jpg" alt="Laura Arconti" width="283" height="422" /></a><em><strong>In occasione della <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=141031" target="_blank"><span style="color: #800080;">IV Giornata Mondiale contro l&#8217;omofobia</span> </a>in tutto il continente e in più di 50 città italiane si svolgeranno numerose iniziative atte a sensibilizzare contro l&#8217;intolleranza verso ogni orientamento sessuale. A Roma il capo dello Stato incontrerà nel pomeriggio i rappresentanti delle associaizoni LGBT.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">In generale é sicuramente una giornata importante, quasi istituzionale , per ricordare e stimolare alla riflessione sull&#8217; intolleranza e i numerosi casi di violenza e discriminazione a causa dell&#8217;orientamento sessuale in tutto il mondo, sia per lesbiche, gay, trans e intersessuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma è a mio avviso anche un importante momento di valutazione dei passi effettuati dal movimento in Italia specie in un periodo di grandi spaccature e di <a href="http://www.facebook.com/?ref=home#!/note.php?note_id=117675724934991" target="_blank">forti malumori</a> per la confusa organizzazione di un pride e per la grande distanza delle Associazioni e della politica dalle quotidiane esigenze reali delle persone LGBT.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sembra a volte di sentire una certa <em>solitudine sociale</em>, come se fossi  circondata da gente che vede e si volta dall&#8217;altra parte, quasi come se non capisse, non sapesse o pensasse che tanto non può fare proprio nulla. Eppure proprio in questo periodo ho avuto la fortuna e l&#8217;onore di consocere una persona speciale, che mi ha restituito coraggio, forza, voglia di andare avanti e di non smettere mai di credere e lottare.</p>
<p style="text-align: justify;">Parlo di <a href="http://www.facebook.com/?ref=home#!/profile.php?id=1730782396&amp;ref=ts" target="_blank"><strong><span style="color: #800080;">Laura Arconti</span></strong></a><span style="color: #800080;">, <span style="color: #333333;">nata a Milano nel 1925</span></span> e trasferitasi da giovane a Roma, dove ha portato avanti in particolare due battaglie: l&#8217;<a href="http://www.uaar.it/uaar/sac/" target="_blank"><span style="color: #800080;"><strong>anticoncordataria</strong></span></a> e quelle per i diritti civili delle minoranze, in particolare per il <span style="color: #800080;"><strong>FRI</strong></span> e il <strong><span style="color: #800080;">FUORI!</span></strong>, ispirandosi all&#8217;articolo 3 della Costituzione al fine di far rimuovere tutti gli ostacoli che limitano la libertà e l&#8217;uguaglianza di tutti i cittadini, come avviene ad esempio per i disabili o per le persone LGBT.</p>
<p style="text-align: justify;">Se dovessi descriverla brevemente userei le parole che lei stessa utilizza per definirsi e che le piacciono tanto: radicale &#8220;storica&#8221;, militante, non-violenta e omosessuale! Aver avuto la possibilità di parlare con lei, di toccare con mano pezzi di storia importanti e di farmi toccare da un attaccamento alla vita e dalla voglia di non mollare mai per rendere questo mondo migliore, sono diventati per me tutti punti di forza che hanno dato un senso a quel percorso di liberazione che sto seguendo&#8230; e mai come in questa giornata le sue parole ed il suo esempio sono tracce di coraggio e libertà contagiose!</p>
<p style="text-align: justify;">Lascio dunque al suo racconto il compito di attraversarvi e contaminarvi:</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: Arial;"><a href="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/TESSERA-del-FUORI-1980.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-882" title="TESSERA del FUORI ! 1980" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/TESSERA-del-FUORI-1980-300x179.jpg" alt="TESSERA del FUORI ! 1980" width="300" height="179" /></a>&#8220;</span></span><span style="color: #333399;">Sono nata nel 1925, appartengo alla generazione che ha compiuto vent’anni alla fine della seconda guerra mondiale. Negli anni in cui gli adolescenti vanno in bicicletta e conoscono i primi amori, noi abbiamo avuto le sirene dell’allarme aereo, le bombe, i rastrellamenti di casa in casa, gli incendi e i cadaveri, atrocità indescrivibili, la carta annonaria e la fame. Nel decennio successivo, in molti ci siamo ammalati di tubercolosi per le privazioni subite. Siamo quelli che hanno sempre rimproverato ai propri padri di aver assistito in silenzio, e senza reagire, all’instaurarsi del fascismo con tutte le conseguenze che ne sono derivate. La guerra  mi ha portato via anche mia madre, il dopoguerra mi ha indotta ad abbandonare un padre ricco, di cui non riuscivo a condividere idee ed azioni. Ho lavorato per sessant’anni, senza un giorno di pausa, all’inizio studiando di notte per strappare una laurea, e poi crescendo negli anni, senza alcun aiuto che il mio lavoro, rinunciando orgogliosamente anche alla parte di patrimonio paterno che la legge voleva assegnarmi, alla sua morte. Pannella l’ho sfiorato all’ Università: lui, più giovane di me di cinque anni, faceva già politica, io tiravo angosciosamente alla laurea, e annullavo le schede elettorali scrivendoci: “studiate, perdigiorno!”. Negli anni cinquanta leggevo  “Espresso” e il “Mondo”, che allora erano due enormi  “lenzuoli”, pieni di fotografie e di articoli con firme straordinarie. Il “Mondo” di Pannunzio, e i Convegni degli “Amici del Mondo”&#8230; che ricordi! E venne poi la volta che ci presentammo alle elezioni politiche insieme ai Repubblicani: votai con orgoglio “la bicicletta”, rappresentata dai due simboli affiancati, l’edera e la Marianna con berretto frigio dei radicali.  Fu eletto solo un deputato, repubblicano, ma io ero gonfia d’orgoglio per aver votato quel simbolo, che mi parlava di libertà, di Rivoluzione francese, di grandi sogni, cose di cui il mio cuore sentiva il bisogno. E poi per vent’anni non pensai che al lavoro, “ai fatti miei”; nel frattempo il “Mondo” aveva chiuso, era arrivato  il sessantotto, anno che per me è stato di grande svolta professionale, (e anche lì: gli studenti a Valle Giulia, e io &#8211; correndo al lavoro &#8211; “andate a studiare, perdigiorno!”). Ma qualcosa mi mancava. <strong>Loris Fortuna </strong>ed <strong>Antonio Baslini</strong> (un socialista e un liberale, ma con tessera radicale in tasca)  avevano fatto approvare in Parlamento la legge sul divorzio, ma la curia vaticana aveva scatenato i circoli cattolici a raccoglier firme per un referendum abrogativo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333399;">Nel ’74 si arrivò alla campagna referendaria: Marco condusse per cinquanta giorni un drammatico digiuno, perché la RaiTV non dava spazio alla tesi della <strong>LID</strong> (Lega Italiana per il Divorzio) sostenuta anche da <strong>Dom Franzoni</strong>, l’abate di San Paolo sospeso a divinis. I giornali dicevano che <strong>Pannella</strong> era all’Hotel Minerva, io decisi di telefonare e chiesi di parlare con qualcuno del suo staff.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333399;"><a href="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/Marco-in-digiuno1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-885" title="Marco in digiuno" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/Marco-in-digiuno1-300x128.jpg" alt="Marco in digiuno" width="300" height="128" /></a>Non c’era staff, c’era solo lui, disteso sul letto, col telefono accanto, immerso nel fumo di mille sigarette, come documenta una fotografia che nessun giornale ha mai pubblicato (e che noi pubblichiamo in anteprima, per gentile concessione n.d.r.). Rispose immediatamente. “Sono Laura Arconti, una qualunque”. E lui, che frequenta quotidianamente centinaia di nomi di grandi personalità storiche del passato, ma che con i contemporanei ha spesso un problema di nomi, mi scambiò puntualmente per Laura Conti, medico milanese molto nota all’epoca. Chiarito l’equivoco, dissi che volevo fare qualcosa per la sua causa.  “Bene. Vai al Partito, parla con i compagni. Ti daranno loro qualcosa da fare”. Lasciai in Albergo una rosa rossa e una busta, con dentro tutto quello che avevo nel portafoglio, e andai di corsa alla vecchia sede di via di Torre Argentina 18. Cominciò così la mia lunga militanza radicale, una militanza silenziosa ed umile, fatta di fiducia ed amore. Chiusa in un bugigattolo senza finestre, alle prese con un ciclostile antidiluviano che sputava inchiostro per ogni dove, o in giro per la città con una scatola da scarpe su cui avevo incollato il simbolo del partito e praticato una fessura a mo’ di salvadanaio, a raccoglier soldi per la battaglia politica di turno. Mi si chiede spesso quale sia stata la battaglia radicale che mi ha più impegnata, o che ho amato di più. Non so, davvero non so dirlo. Ogni volta ci ho messo l’anima, ed ogni volta è stata sconfitta o vittoria, ma sempre vissuta con orgoglio e con totale partecipazione. Forse le nottate a <strong>Radio Radicale</strong>, forse la mia trasmissione anticoncordataria, forse il tendone a piazza Navona contro lo sterminio per fame nel mondo, nell’82, con il lungo digiuno e le lettere personali ai parlamentari, che Marco definì “un millimetro in più, nella teoria della nonviolenza radicale”… O forse le centinaia di tavoli per la raccolta delle firme referendarie, o le nottate con i compagni a riordinare gli incartamenti per la presentazione delle firme in Tribunale. O la posta di Pannella, curata per anni di notte e nei giorni festivi. O i milioni di passi delle marce, dei sit-in, dei walk around. O il lavoro fatto con l’<strong>Associazione Vita e Disarmo</strong>, insieme ad <strong>Emma Bonino</strong> con <strong>Food and Disarmament International</strong>. O il lavoro di appoggio a <strong>Laura Terni</strong>, segretaria del <strong>Gruppo Satyagraha</strong>, durante il suo digiuno per salvare la vita di <strong>Paolo Signorelli</strong>, un fascista accusato di tutto da sette anni senza processo: una azione che <strong>Adelaide Aglietta</strong> definì paradigmatica della radicalità, perché  destinata ad un avversario politico, che fu poi assolto, mentre avrebbe potuto  morire di carcere.  No, davvero non so dire quale di queste giornate, e settimane, e mesi ed anni abbia avuto più importanza per me. Neppure quando, nel 1979, fui candidata alla Camera nella lista radicale con il gruppetto dei radicali del “<strong>FUORI!</strong>” (Fronte Unitario Omosessuale) e risultai la prima dei non eletti, la  cosa mi sembrò così importante: faceva parte della militanza, del servizio alle  nostre idee.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333399;">Ed ora? Ho 85 anni, non pochi acciacchi riferibili alla “<em>senectus ipsa</em>”,  ma posseggo un computer, uno scanner ed una stampante.  Ho fatto campagna  elettorale  per <em>Emma Presidente della Regione Lazio</em>, sto aspettando di farne un’ altra per qualsiasi obiettivo radicale scaturisca da una mozione congressuale o dalla mente di qualcuno dei Compagni.  E, intanto, continuo a diffondere le  nostre idee: la tolleranza, la nonviolenza come metodo di lotta politica, la ricerca della verità, i princìpi di etica personale, la trasparenza degli atti pubblici e la certezza del Diritto. Con fiducia nella parte migliore di qualsiasi interlocutore, così come insegna la nonviolenza gandhiana, e con un grande amore verso i compagni, con i quali è bello condividere  il pane della comune fede: la religione della libertà</span><span style="color: #333399;"><span style="font-family: Arial;">&#8220;.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333399;"><span style="font-family: Arial;"><span style="color: #333333;"> </span><br />
</span></span></p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.reteagatergon.com/?p=879&amp;akst_action=share-this"  title="Email, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_879" class="akst_share_link" rel="noindex nofollow">ShareThis</a>
</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.reteagatergon.com/2010/05/17/un-esempio-di-lotta-e-liberta-laura-arconti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Unioni sì, unioni no: gli equilibrismi della Corte Costituzionale</title>
		<link>http://www.reteagatergon.com/2010/05/03/unioni-si-unioni-no-gli-equilibrismi-della-corte-costituzionale/</link>
		<comments>http://www.reteagatergon.com/2010/05/03/unioni-si-unioni-no-gli-equilibrismi-della-corte-costituzionale/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 May 2010 11:13:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caterina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Carta di Nizza]]></category>
		<category><![CDATA[CEDU]]></category>
		<category><![CDATA[codice civile]]></category>
		<category><![CDATA[corte costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[corte d'appello]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[matrimoni gay]]></category>
		<category><![CDATA[orientamento sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[sentenza]]></category>
		<category><![CDATA[Trento]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale]]></category>
		<category><![CDATA[unioni]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.reteagatergon.com/?p=873</guid>
		<description><![CDATA[Nella sentenza n. 138 del 2010 la Corte Costituzionale si è misurata con la questione dell’estensione alle coppie omosessuali della disciplina dettata dal nostro legislatore in materia di matrimonio civile.
L’intervento della Corte è stato sollecitato dal Tribunale di Venezia e dalla Corte d’Appello di Trento, che hanno rimesso ai Giudici delle Leggi la questione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/corte-costituzionale1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-877" title="corte-costituzionale1" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/corte-costituzionale1-300x199.jpg" alt="corte-costituzionale1" width="300" height="199" /></a><strong><em>Nella sentenza n. 138 del 2010 la Corte Costituzionale si è misurata con la questione dell’estensione alle coppie omosessuali della disciplina dettata dal nostro legislatore in materia di matrimonio civile.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’intervento della Corte è stato sollecitato dal Tribunale di Venezia e dalla Corte d’Appello di Trento, che hanno rimesso ai Giudici delle Leggi la questione di legittimità costituzionale delle norme disciplinanti l’istituto del matrimonio, questione formulata, in via subordinata, dalla difesa di alcune coppie omosessuali che si sono viste rifiutare le pubblicazioni di matrimonio dal funzionario pubblico ufficiale addetto, il quale le ha ritenute illegittime motivando che il matrimonio, nell’ordinamento giuridico italiano, avrebbe come presupposto la diversità di sesso dei coniugi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Tribunale di Venezia ha chiesto ai giudici delle Leggi di pronunciarsi sulla costituzionalità, in riferimento agli <span style="color: #800080;"><strong>articoli 2, 3, 29 e 117</strong></span>, primo comma, della Costituzione, degli <span style="color: #800080;"><strong>articoli 93, 96, 98, 107, 108, 143, 143-bis, 156-bis</strong></span> del Codice Civile, nella parte in cui, sistematicamente interpretati, non consentono che le persone di orientamento omosessuale possano contrarre matrimonio con persone dello stesso sesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il Tribunale, nel nostro ordinamento non esiste una nozione di matrimonio, né un divieto espresso di matrimonio tra persone dello stesso sesso e l’interpretazione letterale delle norme del Codice Civile, posta dal funzionario a fondamento del diniego delle pubblicazioni, si sarebbe potuta trovare in contrasto con gli artt. <span style="color: #800080;"><strong>2, 3, 10,</strong></span> secondo comma, <span style="color: #800080;"><strong>13 e 29</strong></span> della Costituzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, pur non essendo possibile, allo stato delle disposizioni vigenti, operare un’estensione dell’istituto del matrimonio anche a persone dello stesso sesso, non si potrebbe comunque non tenere conto delle trasformazioni sociali intervenute dal momento dell’emanazione del Codice Civile ad oggi, trasformazioni che hanno dato luogo a forme di convivenza diverse dal modello di famiglia tradizionale e che devono essere tutelate.</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Tribunale veneziano ha sostenuto che la famiglia è la formazione sociale primaria nella quale si manifesta e cresce la personalità dell’individuo: la possibilità che esso individuo ha di assumere lo status di persona coniugata (status che ha un’impronta specifica nella società) si concreterebbe in una tutela dei diritti inviolabili del singolo, tant’è che il diritto di sposarsi come diritto fondamentale della persona è riconosciuto dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.</p>
<p style="text-align: justify;">E tale diritto – ex art. 3 Cost. – dovrebbe essere garantito a tutti, senza discriminazioni derivanti dal sesso o dalle condizioni personali, come l’orientamento sessuale, con la conseguenza che lo Stato dovrebbe essere obbligato a intervenire in caso d’impedimenti al relativo esercizio.</p>
<p style="text-align: justify;">A ciò si dovrebbe aggiungere che la Costituzione e il diritto civile non prevedono la capacità di avere figli come condizione per contrarre matrimonio, ovvero l’assenza di tale capacità come condizione d’invalidità o causa di scioglimento del matrimonio, sicché le tesi che ancorano il diritto a contrarre matrimonio alla composizione della coppia che permetta la procreazione sarebbero prive di fondamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, il Tribunale rimettente ha richiamato <strong><span style="color: #800080;">l’art</span></strong>. <span style="color: #800080;"><strong>117</strong></span>, primo comma, Cost., che impone al legislatore il rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali quali, nel caso di specie, gli <span style="color: #800080;"><strong>artt. 8, 12 e 14 </strong></span>della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), gli <strong><span style="color: #800080;">artt. 7, 9 e 21 della Carta di Nizza.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">In particolare, nell’<span style="color: #800080;"><strong>art. 8</strong></span> la Corte europea dei diritti dell’uomo avrebbe accolto una nozione di “vita privata” e di tutela dell’identità personale non limitata alla sfera individuale bensì estesa alla vita di relazione, arrivando a configurare un dovere di positivo intervento degli Stati per rimediare alle lacune normative che, di fatto, impediscono la piena realizzazione personale.</p>
<p style="text-align: justify;">Tant’è che in alcuni Stati (Olanda, Belgio, Spagna) il divieto di sposare persone dello stesso sesso è stato rimosso, mentre altri Paesi sono previsti istituti riservati alle unioni omosessuali con disciplina analoga a quella del matrimonio e molti altri prevedono forme di registrazione pubblica delle famiglie di fatto, comprese quelle omosessuali.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Anche la Corte di Appello di Trento ha sollevato questione di legittimità costituzionale degli<span style="color: #800080;"><strong> artt. 93, 96, 98, 107, 108, 143, 143-bis, 156-bis cod. civ.</strong></span>, nella parte in cui non consentirebbero agli individui di contrarre matrimonio con persone dello stesso sesso, per contrasto con gli <strong><span style="color: #800080;">artt. 2, 3 e 29 Cost</span></strong>., cavalcando, in linea di massima, le medesime motivazioni addotte dal Tribunale di Venezia.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Nei confronti di tali questioni, la pronuncia della Corte oscilla tra i due fronti della tutela dei diritti civili da un lato e dei suoi compiti istituzionali dall’altro, richiamando il Parlamento a coprire l’evidente lacuna legislativa esistente nel nostro ordinamento ma non intervenendo interpretativamente per porre rimedio in via diretta, adducendo la propria impossibilità istituzionale a costruire un contesto di norme giuridiche al momento del tutto assenti dal nostro ordinamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si deve pertanto cadere nella trappola delle superficiali letture riportate da buona parte della stampa, che ha sbandierato a destra e a manca un integrale rifiuto, da parte dei Giudici delle Leggi, dell’esistenza del diritto delle coppie omosessuali a unirsi in matrimonio o forme similari.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel suo slalom tra l’esistenza e la doverosa tutela dei diritti delle coppie omosessuali a una regolamentazione delle proprie unioni e la non volontà di dare uno scossone alla paralisi del legislatore in materia, la Corte Costituzionale ha infatti sancito alcuni principi e aperto alcuni fronti di non poca importanza.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Nello specifico, la Corte Costituzionale ha ritenuto di escludere che la garanzia di tutela dei diritti inviolabili dell’uomo &#8211; sia come singolo sia nelle formazioni sociali – propria dell’art. 2 della Costituzione debba necessariamente essere realizzata attraverso l’equiparazione delle unioni omosessuali al matrimonio (interpretazione sostenuta peraltro dal fatto che diversi Paesi “evoluti” al pari dell’Italia abbiano individuato, per le coppie omosessuali, forme di unione diverse dal matrimonio), riconoscendo però la necessità che tale garanzia debba essere assicurata anche nel nostro ordinamento, dove c’è un totale vuoto legislativo.</p>
<p style="text-align: justify;">E fin qui ci siamo, il primo colpo è al cerchio (diritti 1 – istituzioni 0!).</p>
<p style="text-align: justify;">Nel passaggio successivo, però, i Giudici delle Leggi non risparmiano il colpo alla botte.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la Corte, la formazione sociale costituita dalla cosiddetta “società naturale” ex art. 29 Cost., presuppone, rispetto a tutte le altre formazioni sociali, un <em>quid </em>naturalistico ulteriore rappresentato dalla diversità di sesso tra i coniugi e dalla loro astratta idoneità a generare figli (la Corte utilizza il termine “potenzialità”, evidentemente per salvare e includere tutte quelle coppie eterosessuali che sono impossibilitate ad avere figli), <em>quid pluris</em> che differenzierebbe le unioni eterosessuali dalle unioni omosessuali.</p>
<p style="text-align: justify;">La tesi funziona poco, se si pensa alla possibilità degli omosessuali di generare, attraverso i sistemi di donazione e fecondazione artificiale, prole che abbia caratteristiche genetiche in comune con i genitori.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma tant’è (diritti 1 – istituzioni 1).</p>
<p style="text-align: justify;">Con riguardo ai profili di incostituzionalità ex artt. 3 e 29 Cost. i Giudici delle Leggi hanno poi osservato che i concetti di famiglia e matrimonio attuali non devono ritenersi certo quelli esistenti all’epoca di emanazione delle norme codicistiche e devono essere interpretati alla luce delle trasformazioni dell’ordinamento stesso ma, ancor prima, della società e dei costumi.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro colpo al cerchio, però (diritti 2 – istituzioni 1)!</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuno si senta scontento, ecco il pareggio alla botte.</p>
<p style="text-align: justify;">La necessità di adattare i principi normativi all’evolversi della società, infatti, non significa, per i Giudici delle Leggi, che l’interpretazione di una norma possa spingersi fino a permettere alla Corte una modifica sostanziale della disposizione rispetto al momento in cui fu emanata, facendo rientrare come da essa disciplinati fenomeni e problemi che, nel momento in cui la disposizione è stata promulgata, non sono stati minimamente considerati, e ciò nonostante l’esistenza degli omosessuali non fosse certo sconosciuta.</p>
<p style="text-align: justify;">Poiché nei lavori dell’assemblea costituente, la questione delle unioni omosessuali, pur essendo nota la sua esistenza, non fu esaminata, la disomogeneità tra le unioni omosessuali e il matrimonio non costituirebbe una forma di discriminazione (diritti 2 – istituzioni 2).</p>
<p style="text-align: justify;">La forzatura effettuata dalla Corte trova un ammorbidimento nella chiusura del ragionamento.</p>
<p style="text-align: justify;">A mente dei Giudici delle Leggi, il fatto che il mancato esame in sede costituente impedisca l’individuazione di una forma discriminatoria in senso tecnico non toglie però che due persone dello stesso sesso hanno il “<em>diritto di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone -nei tempi e nei modi stabiliti dalla legge- riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri</em>&#8220;: a tal fine, è formulato un esplicito invito al Parlamento (unica autorità con potestà decisionale in materia, secondo i Giudici) a dettare una disciplina generale che regoli i diritti e i doveri dei componenti di una coppia.</p>
<p style="text-align: justify;">Non i diritti e i doveri dei componenti di una coppia omosessuale, ma quelli di una coppia in generale, tracciando le linee per l’emanazione di una disciplina che non veda distinzioni nelle tipologie di coppie e riservandosi di valutare (stavolta in conformità con i propri compiti istituzionali) se la normativa che il legislatore emanerà sarà tale da garantire realmente un’omogeneità di trattamento tra la coppia eterosessuale e quella omosessuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui, la Corte Costituzionale mostra un’apertura a trecentosessanta gradi nei riguardi delle diverse tipologie di unione prevedibili, affermando la possibilità di regolamentare le unioni omosessuali sia attraverso il matrimonio (“non soltanto” ci dicono i Giudici delle Leggi) sia tramite istituti da esso differenti ma che garantiscano ai componenti della coppia la medesima ampiezza di diritti delle coppie coniugate, riallacciandosi così agli istituti utilizzati da altri Paesi (diritti 3 – istituzioni 2, dai che ci siamo…).</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">No, ecco il pareggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Con riguardo al potenziale divario rispetto alla Convenzione dei diritti dell’uomo, alla Carta dei diritti fondamentali dell’unione Europea, alla Carta di Nizza e al Trattato di Lisbona, infatti, i Giudici delle Leggi hanno ritenuto che, nell’ordinamento sovranazionale, da un lato sia affermato il diritto per le coppie dello stesso sesso di sposarsi, dall’altro che la disciplina della modalità di applicazione di detto diritto sia rinviata ai singoli legislatori degli Stati nazionali, senza certamente individuare un obbligo di concedere lo status matrimoniale a persone dello stesso sesso.</p>
<p style="text-align: justify;">L’affermazione è piuttosto fumosa, poiché, pur non escludendola a priori, non dà certezze sulla possibilità di rendere effettive, nel nostro ordinamento, eventuali pronunce della Corte di Strasburgo che riconoscano il diritto delle coppie omosessuali a vedere riconosciute le proprie unioni (diritti 3 – istituzioni 3).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #333333;">Complimenti per il gioco di equilibri!</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #333333;"><br />
</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800080;"><strong>Corte Costituzionale: <a href="http://www.cortecostituzionale.it/giurisprudenza/pronunce/scheda_ultimo_deposito.asp?sez=ultimodep&amp;Comando=LET&amp;NoDec=138&amp;AnnoDec=2010&amp;TrmD=&amp;TrmM" target="_blank">scheda ultimo deposito.</a></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p class="akst_link"><a href="http://www.reteagatergon.com/?p=873&amp;akst_action=share-this"  title="Email, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_873" class="akst_share_link" rel="noindex nofollow">ShareThis</a>
</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.reteagatergon.com/2010/05/03/unioni-si-unioni-no-gli-equilibrismi-della-corte-costituzionale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Amico di un frocio? Meglio un serial killer!</title>
		<link>http://www.reteagatergon.com/2010/03/31/amico-di-un-frocio-meglio-un-serial-killer/</link>
		<comments>http://www.reteagatergon.com/2010/03/31/amico-di-un-frocio-meglio-un-serial-killer/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 23:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Storie attorno a noi]]></category>
		<category><![CDATA[compagni di merende]]></category>
		<category><![CDATA[frocio]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Lotti]]></category>
		<category><![CDATA[Jens-Uwe Rüsch]]></category>
		<category><![CDATA[mafia vieta l'omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Vanni]]></category>
		<category><![CDATA[mostro di Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[omosessuale]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Pacciani]]></category>
		<category><![CDATA[serial killer]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.reteagatergon.com/?p=847</guid>
		<description><![CDATA[L'omosessualità rimane l'ultimo tabù, quello che può rovinare la carriera alle star del cinema del Belpaese, ma anche degli sportivi, di étoile della Scala, mentre è molto meno pregiudizievole essere accusati di reati connessi alla droga  , o essere implicati in tragiche morti.
Insomma è di gran lunga preferibile essere amico di un serial killer che di un frocio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-849" title="Pietro Pacciani" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/Pietro-Pacciani-240x300.jpg" alt="Pietro Pacciani" width="216" height="270" /><em><strong> Sono trascorsi più di quarant&#8217;anni dal primo duplice omicidio attribuito al <a href="http://insufficienzadiprove.blogspot.com/2008/12/22-agosto-1968-barbara-locci-e-antonio.html" target="_blank">mostro di Firenze</a>, venti dalla fine del processo che ha visto condannati i “compagni di merende” Pietro Pacciani, Mario Vanni e Giancarlo Lotti, tutti deceduti.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Fiumi d&#8217;inchiostro si sono sparsi sui giornali per descrivere le nefandezze del serial killer più famoso d&#8217;Italia, ore di programmi televisivi ma la verità è ancora un punto interrogativo, i morti hanno portato con sè i propri segreti.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcune notizie sono note a tutti, di altre si è parlato sottovoce o solo da parte di alcuni quotidiani, mentre i più, giornali e telegiornali, nonostante abbiano trattato diffusamente fatti e pettegolezzi, le hanno taciute. E&#8217; passata quasi sotto silenzio in particolare la notizia dei rapporti omosessuali tra due dei maggiori imputati. Si è scritto diffusamente dei loro rapporti con prostitute, mogli, fidanzate, anche di quelli incestuosi e violenti di Pacciani con le figlie, pochi invece hanno riportato come Pacciani e Lotti avessero rapporti omoerotici e come Pacciani sia dovuto ricorrere una volta al medico per farsi estrarre un vibratore dall&#8217;ano.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright size-full wp-image-850" title="Lotti" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/Lotti.jpg" alt="Lotti" width="130" height="150" /> <a href="http://archiviostorico.corriere.it/1997/gennaio/14/Lotti_Pacciani_ricattava_sessualmente_co_0_9701143783.shtml" target="_blank">Lotti</a> addirittura trova più facile ammettere la complicità negli assassinii che riconoscere di aver avuto una <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/01/14/lotti-con-pacciani-avevo-rapporti-sessuali.html" target="_blank">relazione sessuale</a> con Pacciani, il quale d&#8217;altra parte negherà sempre quest&#8217;eventualità almeno con la stessa forza con cui ha sempre negato di essere implicato negli omicidi ascrittigli.</p>
<p style="text-align: justify;">Dai <a href="http://www.youtube.com/watch?v=XxANQy1T66o&amp;feature=related" target="_blank">video</a> trasmessi dal programma “Un giorno in Pretura” si osserva come i testimoni non avessero particolari remore ad affermare di conoscere ed essere anche amici di Pacciani, accusato di essere un pluriomicida, mentre negavano ostinatamente anche solo una conoscenza superficiale con l&#8217;imputato quando spunta lo spettro dell&#8217;omosessualità.</p>
<p style="text-align: justify;">Fatto, questo dei rapporti omosessuali, ai quali i mezzi di comunicazione sembrano non dare l&#8217;opportuno rilievo se è vero che già una <a href="http://mostro-di-firenze.blogspot.com/2009/06/il-profilo-del-fbi-parte-5.html" target="_blank">perizia </a>del Federal Bureau Investigation aveva paventato la possibilità che l&#8217;omicida avesse dei problemi a rapportarsi sessualmente con le donne.</p>
<p style="text-align: justify;">La stampa anzi ha sempre fatto passare l&#8217;omicidio della coppia tedesca come un errore del mostro, che avrebbe scambiato il giovane Jens-Uwe Rüsch per una donna dato che portava i capelli lunghi; ma ciò è poco probabile dato che i due campeggiatori sostavano nel luogo da almeno dieci giorni e tutti sapevano trattarsi di due uomini di nazionalità tedesca.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;Italia machista il vero uomo è <a href="http://www.asca.it/news-BERLUSCONI__GHEDINI__INCHIESTA_NON_RIGUARDA_IL_PREMIER-839204-ora-.html" target="_blank">utilizzatore finale</a> del corpo femminile,  può stuprare, uccidere barbaramente ma non ha rapporti sessuali con altri uomini.</p>
<p style="text-align: justify;">Persino la <a href="http://www.iloveserradifalco.com/wp/?p=58153" target="_blank">mafia</a> nel suo codice d&#8217;onore <a href="http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/10/02/20/camorra-mafia-gay.html" target="_blank">vieta l&#8217;omosessualità</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Non a caso gli attori nostrani preferiscono interpretare ruoli di feroci assassini che di omosessuali, l&#8217;omosessualità rimane l&#8217;ultimo tabù, quello che può rovinare la carriera alle star del cinema del Belpaese,  ma anche degli <a href="http://www.corriere.it/sport/09_gennaio_07/lippi_gay_calcio_a9717a30-dcb5-11dd-8a8f-00144f02aabc.shtml" target="_blank">sportivi</a>, di <a href="http://www.corriere.it/spettacoli/09_gennaio_28/roberto_bolle_gay_francia_9c7ff6e2-ed51-11dd-b7f1-00144f02aabc.shtml" target="_blank">étoile della Scala</a>,  mentre è molto meno pregiudizievole essere accusati di reati connessi alla <a href="http://www.repubblica.it/2005/j/sezioni/cronaca/elkann/overdose/overdose.html" target="_blank">droga</a> , o essere implicati in tragiche <a href="http://ricerca.gelocal.it/gazzettadireggio/archivio/gazzettadireggio/2005/09/26/EA2PO_NA203.html" target="_blank">morti</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma è di gran lunga preferibile essere amico di un serial killer che di un frocio.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarah</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #800080;">Per una disanima sulla visibilità delle lesbiche nella cronaca nera vedasi <a href="http://www.globa-les.com/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=109:qdelle-lesbiche-si-parla-solo-quando-finiscono-sulla-cronaca-neraq&amp;catid=44:editoriali" target="_blank">Globales</a></span></strong>.</p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.reteagatergon.com/?p=847&amp;akst_action=share-this"  title="Email, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_847" class="akst_share_link" rel="noindex nofollow">ShareThis</a>
</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.reteagatergon.com/2010/03/31/amico-di-un-frocio-meglio-un-serial-killer/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Elezioni Regionali: per un voto informato</title>
		<link>http://www.reteagatergon.com/2010/03/25/elezioni-regionali-per-un-voto-informato/</link>
		<comments>http://www.reteagatergon.com/2010/03/25/elezioni-regionali-per-un-voto-informato/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 20:06:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Guffanti]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Zan]]></category>
		<category><![CDATA[basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[Bernardo Lattanzi]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[campania]]></category>
		<category><![CDATA[candidati]]></category>
		<category><![CDATA[candidati gay]]></category>
		<category><![CDATA[Chiara Bonora]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiana Alicata]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni regionali]]></category>
		<category><![CDATA[emilia romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Cucco]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Poiré]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Grillini]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Strazio]]></category>
		<category><![CDATA[lazio]]></category>
		<category><![CDATA[lesbiche]]></category>
		<category><![CDATA[liguria]]></category>
		<category><![CDATA[lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Luana Ricci]]></category>
		<category><![CDATA[marche]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Marchese]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Bellomo]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Di Gregorio]]></category>
		<category><![CDATA[Nichi Vendola]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Montermini]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Piva]]></category>
		<category><![CDATA[piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Dini]]></category>
		<category><![CDATA[presidente di regione]]></category>
		<category><![CDATA[puglia]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Cristiano]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Manucso]]></category>
		<category><![CDATA[Saverio Aversa]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Rovasio]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>
		<category><![CDATA[trans]]></category>
		<category><![CDATA[umbria]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Canepa]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.reteagatergon.com/?p=691</guid>
		<description><![CDATA[Per tutelare i nostri diritti, per votare informat*, per far rispettare la nostra dignità.
Ecco cosa pensano delle tematiche LGT i candidati alle elezioni regionali 2010]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/Regionali-2010.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-712" title="Regionali 2010" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/Regionali-2010.jpg" alt="Regionali 2010" width="300" height="300" /></a><em><span style="color: #993366;"><a href="http://www.reteagatergon.com/elezioni-regionali-2010/" target="_blank"><strong>Per tutelare i nostri diritti, per votare informat*, per far rispettare la nostra dignità!</strong></a></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Il 28 e 29 marzo si terranno le votazioni per eleggere i candidati alle cariche di Presidente della Giunta regionale e Consigliere di 13 Regioni a Statuto ordinario: Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; un&#8217;occasione importante per  dare il nostro voto  <span style="text-decoration: underline;">NON</span> a chi intende cancellare le aperture dei predecessori, a chi finge che lesbiche, gay e trans**  non esistano o non siano discriminati <span style="text-decoration: underline;">MA</span> a chi si impegna in una politica di ampliamento dei diritti e valorizzazione delle differenze.</p>
<p style="text-align: justify;">Con il nostro voto possiamo contribuire alla costruzione di  una Regione più attenta alla tutela dei nostri diritti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per un voto più consapevole abbiamo raccolto le <a href="http://www.reteagatergon.com/elezioni-regionali-2010/" target="_blank">dichiarazioni</a> su tematiche LGTQI dei candidati a Presidente di Regione e i <a href="http://www.reteagatergon.com/elezioni-regionali-2010/" target="_blank">nominativi dei candidati LGT</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211;&gt;<a href="http://www.reteagatergon.com/elezioni-regionali-2010/" target="_blank">QUI</a>&lt;&#8211;</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p><strong>Rivolgiamo infine un accorato appello a tutte le persone LGBTQI  affinché non deleghino la tutela della propria dignità e diritti civili a:</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>- singol* candidat* che abbiano espresso pensieri e/o sostenuto iniziative di contenuto omofobo e/o sessista;</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>a partiti o liste che:</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>- annoverino nelle loro fila esponenti dichiaratamente omofobi e/o sessisti o che hanno manifestato intenti implicitamente omofobi e/o sessisti</strong></p>
<p><strong>- contemplino nel loro programma politico proposte di contenuto omofobo e/o sessista</strong></p>
<p><strong>- non contemplino nel loro programma proposte a tutela della dignità e dei diritti civili delle persone LGBT.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #800080;"><strong>Votiamo in maniera consapevole e ben informata.</strong></span></p>
<p><span style="color: #800080;"><strong>Votiamo con determinazione per la tutela della nostra dignità e diritti civili.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Scritto da Doris, Rachele e Sarah</p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.reteagatergon.com/?p=691&amp;akst_action=share-this"  title="Email, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_691" class="akst_share_link" rel="noindex nofollow">ShareThis</a>
</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.reteagatergon.com/2010/03/25/elezioni-regionali-per-un-voto-informato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il pizzino del Vaticano</title>
		<link>http://www.reteagatergon.com/2010/02/24/il-pizzino-del-vaticano/</link>
		<comments>http://www.reteagatergon.com/2010/02/24/il-pizzino-del-vaticano/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 14:34:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sarah</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo]]></category>
		<category><![CDATA[15 years since the programme of Action of the International Conference on Population and development]]></category>
		<category><![CDATA[aborto]]></category>
		<category><![CDATA[APCE]]></category>
		<category><![CDATA[bisex]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa Cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio d'Europa]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[il pizzino del Vaticano]]></category>
		<category><![CDATA[intergruppo LGBT]]></category>
		<category><![CDATA[lesbiche]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Volontè]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Valente]]></category>
		<category><![CDATA[Lydie Err]]></category>
		<category><![CDATA[Mons. Luigi Ventura]]></category>
		<category><![CDATA[nunziatura apostolica]]></category>
		<category><![CDATA[Nunzio Apostolico]]></category>
		<category><![CDATA[omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[orientamento sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento europeo]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Ventre]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Sede]]></category>
		<category><![CDATA[Stato del Vaticano]]></category>
		<category><![CDATA[Strasburgo]]></category>
		<category><![CDATA[transessuali]]></category>
		<category><![CDATA[transgender]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.reteagatergon.com/?p=624</guid>
		<description><![CDATA[Il giorno 8 Gennaio 2010, per conto della Segreteria di Stato del Vaticano,
il Mons. Luigi Ventura invia, in forma privata, una missiva a diversi membri del Consiglio d'Europa (Apce), invitandoli a seguire le indicazioni di voto di due esponenti del Ppe: Luca Volontè (Capogruppo Ppe) e Riccardo Ventre, specificando inoltre l’orientamento del voto riguardo la Proposta di Risoluzione su “Discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e di identità di genere”
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong><em><img class="alignleft size-medium wp-image-637" title="vaticano" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/vaticano1-268x300.gif" alt="vaticano" width="241" height="270" /><span style="color: #333333;">La lettera segreta</span></em></strong></h3>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Il giorno 8 Gennaio 2010, per conto della Segreteria di Stato del Vaticano, il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Ventura" target="_blank">Mons. Luigi Ventura</a> invia, in forma privata, una missiva a diversi membri del Consiglio d&#8217;Europa (Apce), invitandoli a seguire le indicazioni di voto riguardo due esponenti in particolare del Ppe: <a href="http://www.camera.it/cartellecomuni/leg15/include/contenitore_dati.asp?deputato=d50379&amp;position=Deputati\La%20Scheda%20Personale&amp;Pagina=Deputati/Composizione/SchedeDeputati/SchedeDeputati.asp%3Fdeputato=d50379&amp;Nominativo=VOLONTE%27%20Luca" target="_blank">Luca Volontè </a>(Capogruppo Ppe) e <a href="http://www.europarl.europa.eu/members/archive/alphaOrder/view.do;jsessionid=BADCD02F4416C75F677FE275254671DB.node2?language=IT&amp;id=28437" target="_blank">Riccardo Ventre</a>, per le votazioni del 25-28 Gennaio.Inoltre specifica l’orientamento del voto riguardo due emendamenti in particolare:</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">1. Proposta di Risoluzione su “Discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e di identità di genere”</p>
<p style="text-align: justify;">2. Proposta di risoluzione “15 years since the programme of Action of the International Conference on Population and development” (aborto come un diritto della donna e come un metodo di pianificazione familiare)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Scandalo Europeo</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Lo scandalo è stato fatto scoppiare pochi giorni prima della votazione dall’Europarlamentare <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Lydie_Err" target="_blank">Lydie Err</a>, all’interno del dibattito sulla risoluzione delle discriminazioni sessuali, facendo diventare pubblica la missiva vaticana.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-627" title="lydie_err" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/lydie_err.jpg" alt="lydie_err" width="159" height="213" /></p>
<p style="text-align: justify;">Alla luce di questo documento si è scatenata una discussione a livello europeo, riguardo le intrusioni istituzionali del Vaticano all’interno del Consiglio D’Europa</p>
<p style="text-align: justify;">Le votazioni hanno poi dato esito alla vittoria di Volontè ed alla sconfitta del secondo nome indicato dalla Santa Sede, Riccardo Ventre.</p>
<p style="text-align: justify;">L’obiettivo del Vaticano è stato pienamente raggiunto in quanto la votazione dei due emendamenti è stata rimandata ad Aprile visti i circa 80 altri emendamenti modificatori in maggioranza ad opera di Volontè.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Incidente politico: gli europarlamentari contro il Vaticano</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il capo della delegazione parlamentare italiana all&#8217;Apce, Luigi Valente (Pdl), si è detto sconcertato dall’accaduto poiché non era a conoscenza della missiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo davanti quindi, apparentemente, ad un attacco subdolo e isolato, del Vaticano contro i vertici del Apce, per imporre la propria morale di stato a tutta l’Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo episodio evidenzia che, la legittima opinione dello Stato Vaticano su temi morali, ha sconfinato nell’imposizione delle proprie idee, indicando addirittura, le persone da eleggere e gli emendamenti da boicottare .</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Intervento dell’intergruppo Europarlamentare LGBT</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Richiamo ufficiale all’Italia in materia di diritti umani</em></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo le innumerevoli pressioni a partire dall’estate del 2009, nel susseguirsi di eventi violenti e discriminanti sulle persone omosessuali e transessuali, in questi ultimi mesi si è raggiunto il culmine della rabbia e dell’insoddisfazione, di singoli cittadini e cittadine italiane, tramite: scioperi della fame, manifestazioni in diverse città d’Italia, richieste di asilo politico alla spagna ed agli altri paesi membri UE, e-mail di denuncia inviate alle maggiori istituzioni italiane ed europee.</p>
<p style="text-align: justify;">L’unico organismo che si è rivelato sensibile a queste problematiche è stato, l’Intergruppo LGBT del Parlamento Europeo, che, il 22 Gennaio 2010, ha richiamato l’Italia ufficialmente, esortandola ad discutere ed approvare delle leggi che possano promuovere concretamente i diritti umani per le persone, lesbiche, gay, transgender e bisex. Il Parlamento italiano non si è ancora adoperato su questi temi, ostentando un silenzio diventato ormai imbarazzante, anche alla luce delle palesi intimidazioni del Vaticano su questi temi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nunziatura Apostolica in Francia , Parigi 8 gennaio 2010</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Signor Deputato, come sapete, dal 25 al 29 gennaio 2010 a Strasburgo si terrà l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE) cui parteciperanno le delegazioni dei parlamentari nazionali degli stati membri del Consiglio d’Europa. Il segretario di stato mi incarica di renderla partecipe della preoccupazione della Santa Sede a proposito della proposta di due risoluzioni, il cui testo è in aperto contrasto con la legge naturale e con i valori promossi dalla Chiesa Cattolica, e della necessità di partecipare attivamente al voto. Alcuni membri del Partito Popolare Europeo, fra cui i deputati Volonté, Farina e Gatti, sono già stati messi al corrente delle preoccupazioni della Santa Sede e hanno depositato degli emendamenti per il miglioramento di queste proposte di risoluzione. Nell’inviarvi un promemoria qui allegato, mi permetto di invitarla a dare il suo appoggio agli auspici della Santa Sede. Rimango a sua disposizione per ogni eventuale chiarimento. Nel ringraziarla della sua attenzione, colgo l’occasione per augurarle un buon anno 2010 e la prego di gradire i miei più distinti saluti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Luigi Ventura</strong>, Nunzio Apostolico</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PROMEMORIA</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa Strasburgo, 25-29 Gennaio 2010 1. Proposta di Risoluzione su “Discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e di identità di genere”</p>
<p style="text-align: justify;">Relatore: Deputato Andreas GROSS – Voto: Mercoledì 27 gennaio 2010 Il testo pone dei gravi problemi. Si potrebbe tentare di far introdurre le seguenti idee:</p>
<p style="text-align: justify;">- Riaffermare il rispetto degli articoli 9 e 10 della Convenzione Europea.</p>
<p style="text-align: justify;">- Proporre una definizione legale di “Hate Speech” e riaffermare che questo concetto non può mai limitare la libertà di espressione.</p>
<p style="text-align: justify;">- Proporre una definizione legale di “omofobia”, o abbandonare questo concetto.</p>
<p style="text-align: justify;">- Introdurre una proposta generale che riaffermi il diritto fondamentale di libertà d’opinione religiosa, in pubblico quanto in privato, inclusa la morale.</p>
<p style="text-align: justify;">- Riaffermare il diritto fondamentale delle persone e delle organizzazioni religiose e confessionali di agire conformemente alle loro convinzioni morali e religiose.</p>
<p style="text-align: justify;">- Riaffermare che il comportamento (ethos) morale o religioso dei datori di lavoro o dei fornitori di servizi non sarebbe violato da dei giudizi sul valore della legalità della discriminazione.</p>
<p style="text-align: justify;">- In riferimento all’articolo 12 della Convenzione Europea, ricordare che questo articolo protegge solamente i diritti delle persone di sesso diverso a contrarre matrimonio.</p>
<p style="text-align: justify;">- Riaffermare che, in base alla legge internazionale o europea, non c’è alcun “diritto” a contrarre matrimonio o all’unione per le persone dello stesso sesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Se questi emendamenti non sono accettati e se il testo della Risoluzione rimane inaccettabile, i parlamentari dovrebbero opporsi alla sua approvazione. Per eventuali chiarimenti, possono indirizzarsi al deputato Luca Volonté, che coordina gli emendamenti in accordo con la posizione della Santa Sede.</p>
<p style="text-align: justify;">2. Proposta di risoluzione “15 years since the programme of Action of the International Conference on Population and development”</p>
<p style="text-align: justify;">Relatore: Deputato Christine MC CAFFERTY – Voto: venerdì 29 gennaio 2010 Questo documento, fra le altre cose, presenta l’aborto come un diritto della donna e come un metodo di pianificazione familiare. Converrebbe appoggiare gli emendamenti presentati dai deputatiti Gatti e Volonté, primi firmatari. Se questi emendamenti non saranno accettati e se il testo della risoluzione rimane inaccettabile, i parlamentari dovranno opporsi alla sua approvazione.</p>
<p style="text-align: justify;">3. In considerazione dei temi che sono dibattuti in seno alle Istituzioni Europee, la Santa Sede auspica che, in occasione delle nuove elezioni, venga accordata una preferenza a quelle persone che rispettano la concezione cristiana della vita e del matrimonio.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo proposito, il professor Riccardo VENTRE, ex deputato europeo e giudice della corte di cassazione italiana, sembra offrire le migliori garanzie per il posto di giudice della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo (Voto: 26 gennaio 2010). Per la carica di Capo del gruppo del Partito Popolare europeo all’APCE, è auspicabile che i membri di questo partito si esprimano in primo turno a favore del deputato Luca VOLONTE’, grande difensore della legge naturale e detentore di una notevole esperienza politica.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.blog-show.com/vandilli/wp-content/uploads/2010/02/pizzino_vaticano.pdf" target="_blank"><strong><span style="color: #333333;">Scarica e diffondi il Pizzino Vaticano</span></strong></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.vandilli.it/" target="_blank">Valentina</a></p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.reteagatergon.com/?p=624&amp;akst_action=share-this"  title="Email, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_624" class="akst_share_link" rel="noindex nofollow">ShareThis</a>
</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.reteagatergon.com/2010/02/24/il-pizzino-del-vaticano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Donne a pezzi – la politica del corpo femminile</title>
		<link>http://www.reteagatergon.com/2010/02/17/donne-a-pezzi-la-politica-del-corpo-femminile/</link>
		<comments>http://www.reteagatergon.com/2010/02/17/donne-a-pezzi-la-politica-del-corpo-femminile/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 10:23:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Falchi]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[eterosessismo]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[lesbica]]></category>
		<category><![CDATA[neo-femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[omosessualità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.reteagatergon.com/?p=608</guid>
		<description><![CDATA[Il corpo della donna è davvero ridotto a pochi segmenti condensati in un scatto fotografico?
Tette, cu.li e silicone sono davvero tutto ciò che deve essere rappresentato, enfatizzato, e recepito allo scopo, suppongo, di ridurre la donna a mero oggetto di piacere?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La giornata di oggi l’ho eletta a “giornata della polemica”.<br />
Su FB un tizio ha postato una foto tratta dal calendario di Anna Falchi di qualche anno fa, commentandola con la frase:- chi nn mette “MI PIACE” è RIKKIONE.-</p>
<p><img class="alignleft" src="http://news2000.libero.it/speciali/foto/i300(2).jpg" alt="" width="142" height="198" />Non ce l’ho fatta a trattenermi nel commentare, non tanto il soggetto inquadrato nella foto, quanto l’appellativo utilizzato per definire chi non si “conforma” agli stereotipi eterosessisti di genere.<br />
Una sorta di fastidioso prurito sollecitato da atteggiamenti omofobici e “da caserma”, mi ha pervaso per l’ennesima volta e mi sono domandata se ogni “persona”, avente orientamento sessuale diverso da quello ufficialmente riconosciuto, reagisse innanzi alla stessa molesta ed irritante sensazione che si prova in questi frangenti, cosa accadrebbe?</p>
<p>Mi lascia inoltre oltremodo perplessa la lettura dei numerosi commenti alla foto: riconoscere il soggetto esclusivamente dal suo fondoschiena, seppur sapientemente ritratto, piuttosto che dal suo volto mi fa riflettere. Sarebbe accaduto lo stesso con una mano, un piede, un ginocchio? </p>
<p>La pubblicità, in Italia ma anche in Francia, e in molti altri paesi, ha completamente adottato questo modello umiliante del genere femminile, identificando molto spesso il corpo femminile, o alcuni suoi &#8220;pezzi&#8221;, con l’oggetto che si vuole vendere. Un sondaggio realizzato da IPSOS nel 2001 ha dimostrato che quattro francesi su dieci sono infastiditi dal modo in cui si presentano le donne nella pubblicità. Secondo questa inchiesta sono le donne, in particolare quelle con più di 35 anni, ad essere le più scioccate, ma la maggioranza degli uomini, così come quella dei più giovani, non ha nulla da ridire.</p>
<p>Il corpo della donna è davvero ridotto a pochi segmenti condensati in un scatto fotografico?<br />
Tette, cu.li e silicone sono davvero tutto ciò che deve essere rappresentato, enfatizzato, e recepito allo scopo, suppongo, di ridurre la donna a mero oggetto di piacere? Soprattutto a che pro&#8217;? Forse per distogliere l’attenzione dal pericolo reale di un neo-femminismo ancor più rivoluzionario del precedente?</p>
<p>Il documentario “<a title="il corpo delle donne" href="http://www.youtube.com/watch?v=wEEyVtiKvK4" target="_blank">Il corpo delle donne</a>” realizzato da Lorella Zanardo,  ha preso visione 400 ore di televisione, passando in rassegna tanto tutte le reti private (proprietà di Silvio Berlusconi) quanto quelle pubbliche. Ci si mostra la banalizzazione e la volgarizzazione del corpo delle donne. In questo Paese dove l’80% delle persone che guardano la televisione ne fanno la loro principale fonte d’informazione e dove il 60% dell’audience televisiva è di sesso femminile, è un orrore misogino permanente.</p>
<p>Non è più qualcosa che riguarda solo la televisione, la pubblicità, i media; tutto quello che si vede in tv è ormai divenuto reale nella vita sociale e politica del nostro Paese. Una sorta di realtà parallela distorta, un bieca illusione che confonde le nostre percezioni, obnubila le nostre menti sul senso autentico delle cose.</p>
<p>Sara</p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.reteagatergon.com/?p=608&amp;akst_action=share-this"  title="Email, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_608" class="akst_share_link" rel="noindex nofollow">ShareThis</a>
</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.reteagatergon.com/2010/02/17/donne-a-pezzi-la-politica-del-corpo-femminile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il business dei diritti</title>
		<link>http://www.reteagatergon.com/2010/01/22/il-business-dei-diritti/</link>
		<comments>http://www.reteagatergon.com/2010/01/22/il-business-dei-diritti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 13:01:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Daily Telegraph]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[lesbiche]]></category>
		<category><![CDATA[matrimoni]]></category>
		<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[Nepal]]></category>
		<category><![CDATA[omosessuali]]></category>
		<category><![CDATA[Sunil Babu Pant]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.reteagatergon.com/?p=574</guid>
		<description><![CDATA[Leggo incuriosita la notizia in cui si rende noto che in Nepal sono stati legalizzati i matrimoni tra le coppie delle stesso sesso, la legge entrerà in vigore il prossimo maggio 2010. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dunque l’evoluzione umana è tutta una questione di business? I mutamenti sociali sottendono sempre ed esclusivamente a fattori di carattere economico e/o finanziario?<br />
Dalla vecchia idea di modernità siamo passati a parlare di tarda modernità (Giddens) o post-modernità (Bauman, Castells, Harvey, Beck, Hannertz e altri) per descrivere le conseguenze dell&#8217;interdipendenza globale e del consumismo sulla vita e i sistemi sociali. Gli effetti della globalizzazione sono oggetto di studio da parte di chi, mosso da interessi più o meno opportunistici, ma tutt’altro che idealistici, intende servirsi delle connessioni ed interconnessioni che tale fenomeno porta con sé.</p>
<div><img class="alignleft size-full wp-image-578" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/bluediamondsociety1.jpg" alt="bluediamondsociety" width="133" height="180" />Proprio oggi leggo incuriosita la <a title="notizia" href="http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=40d55a78b17fc200" target="_blank">notizia</a> in cui si rende noto che in <a title="Nepal" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nepal" target="_blank">Nepal</a> sono stati legalizzati i matrimoni tra le coppie delle stesso sesso, la legge entrerà in vigore il prossimo maggio 2010. E’ naturalmente un’ottima notizia, considerato che solo fino al 2007 l’omosessualità, in questo Paese, era condannata.<br />
Ciò che mi lascia perplessa è che, a giudicare dall’articolo, tanta solerzia da parte del governo nepalese ad emanare una legge in favore delle coppie gay e lesbiche sia stata sollecitata da mere questioni economiche.<br />
<a title="Sunil Babu PAnt" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sunil_Babu_Pant" target="_blank">Sunil Babu Pant</a>, prima icona gay dichiarata della politica nepalese e fondatore dell’unico movimento per i diritti gay “Blue diamone Society&#8221;, ha creato un’apposita agenzia di viaggi chiamata “Pink Mountain” per attrarre turisti omosessuali con offerte originali e accattivanti e stimolare così l’economia del suo Paese.<br />
Facente parte del partito comunista attualmente al Governo, è anche membro dell’assemblea costituente e avrebbe recentemente dichiarato al <a title="Daily Telegraph" href="http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/asia/nepal/7027736/Nepal-to-stage-gay-weddings-on-Everest.html" target="_blank">Daily Telegraph</a>:-I gay non sono ben accetti nella maggior parte dei paesi asiatici. Noi potremmo trarre beneficio dalla nostra apertura, invitando turisti e avvantaggiando la fragile economia nepalese. Il Nepal vuole aumentare il suo numero di turisti da 400mila a un milione e questo settore potrebbe dare un forte contributo al raggiungimento di questo obiettivo.-<br />
Il Daily Telegraph riferisce che dal prossimo mese, in Nepal, si terrà anche una conferenza internazionale sul turismo gay.</div>
<p>Sara</p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.reteagatergon.com/?p=574&amp;akst_action=share-this"  title="Email, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_574" class="akst_share_link" rel="noindex nofollow">ShareThis</a>
</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.reteagatergon.com/2010/01/22/il-business-dei-diritti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mi sposo in Portogallo</title>
		<link>http://www.reteagatergon.com/2010/01/13/mi-sposo-in-portogallo/</link>
		<comments>http://www.reteagatergon.com/2010/01/13/mi-sposo-in-portogallo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 19:33:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Aníbal Cavaco Silva]]></category>
		<category><![CDATA[Egas Moniz]]></category>
		<category><![CDATA[gay lesbiche]]></category>
		<category><![CDATA[José Socrates]]></category>
		<category><![CDATA[matrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[Mitras]]></category>
		<category><![CDATA[moral hazard]]></category>
		<category><![CDATA[omosessuali]]></category>
		<category><![CDATA[Portogallo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.reteagatergon.com/?p=542</guid>
		<description><![CDATA[Manca solo la sua firma, dopodiché la legge promossa dal governo portoghese a maggioranza socialista, entrerà in vigore a pieno titolo e finalmente anche le coppie omosessuali potranno contrarre matrimonio e avere pari dignità delle coppie etero anche in Portogallo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-548" title="lesbo_matrimonio" src="http://www.reteagatergon.com/wp-content/uploads/lesbo_matrimonio.jpg" alt="lesbo_matrimonio" width="228" height="304" /><em><strong>Manca solo la sua firma, dopodiché la legge promossa dal governo portoghese a maggioranza socialista entrerà in vigore a pieno titolo e finalmente anche le coppie omosessuali potranno contrarre matrimonio e avere pari dignità delle coppie etero anche in Portogallo. Il presidente Aníbal Cavaco Silva avallerà a giorni una legge che, al contrario di quel che è accaduto in Spagna nel 2005, non ha avuto pressoché dibattito nel paese dei mulini a vento e del Fado.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Una grande conquista sociale e giuridica, considerato che solo fino al 1982, dunque solo quattro anni prima dell’entrata nella UE, e ancora ben dopo la fine della cinquantennale dittatura militare terminata nel 1974, in questo paese l’omosessualità era perseguita per legge.<br />
Prima infatti il codice penale portoghese del 1852 non menzionava l&#8217;omosessualità; Egas Moniz, nella sua opera &#8220;La vita sessuale e pathologia&#8221; considerava l&#8217;omosessualità come una malattia mentale e una perversione &#8221; degna di essere trattata come qualsiasi altra&#8221;.<br />
Con l&#8217;avvento del Novo Estado vi fu un ritorno ai valori morali della religione cristiana (il primo dei tre pilastri della dottrina del regime riassunta nella frase &#8220;Fátima, Fado e Futebol&#8221; -<em>madonna di Fatima, musica tradizionale portoghese e calcio</em>-), dove la sessualità era vista esclusivamente come mezzo di procreazione e definizione dei ruoli per ciascun sesso: gli uomini aventi il compito di lavorare per essere il pilastro e il sostegno della famiglia, le donne utili solo per la cura dei loro figli e della casa. Durante questo periodo di declino segnato dalla repressione politica e sociale gli atti omosessuali e i cosiddetti vizi contro natura (era infatti considerato moralmente valido soltanto il sesso genitale, riproduttivo) furono criminalizzati.<br />
Omosessuali ed altri accusati di condotta immorale o vagabondaggio, prostitute, magnaccia, malati di mente, bambini mendicanti o &#8220;moral hazard&#8221; dovevano essere occultati alla società al fine di non turbare l’ordine morale imposto dal regime di Salazar. Tra il 1933 e il 1951 più di 12 mila persone sono state ricoverate in ospedale, spesso per lunghi periodi in luoghi appositi definiti di rieducazione come &#8220;Mitras&#8221;. Senza scordare la tortura e la deportazione dal PIDE (Polizia internazionale difesa Stato) degli omosessuali, spesso associato con la repressione politica. Come il caso di Giulio Fogaça, leader del Partito comunista portoghese, che nel 1962 fu condannato come &#8220;un pederasta passivo e praticante abituale del vizio contro natura&#8221;. Non era la prima volta che Fogaça veniva arrestato &#8211; era stato addirittura espulso due volte &#8211; ma era la prima volta che l&#8217;accusa di omosessualità fu utilizzata per privarlo della libertà.</p>
<p style="text-align: justify;">Subito dopo la rivoluzione del 25 Aprile del 1974, chiamata anche la rivoluzione dei garofani, vi fu un’apertura verso i fondamenti giuridici che porteranno, seppur con estrema lentezza, a quei cambiamenti sociali che permetteranno l’ottenimento dei diritti di cui oggi godono gli omosessuali portoghesi. Alcuni gruppi di attivisti gay, come MHAR, Movimento Omosessuale Rivoluzionario di azione, di cui Serzedelo Anthony è stato il fondatore, nel maggio 1974 pubblicarono il loro Manifesto libertà Sex prontamente censurato dal generale Galvao de Melo, il quale dichiarò in TV che il 25 aprile non era stato fatto per gli omosessuali e le prostitute.<br />
Come negli altri Stati del mondo nella prima metà degli anni ‘80 l’avvento dell’AIDS in Portogallo, ebbe come effetto l’acquisizione di consistenza associativa da parte dei movimenti gay, nonché la visibilità e rispettabilità, in collaborazione con la Commissione nazionale per l&#8217;AIDS e Abraço.<br />
Il rivoluzionario Partito socialista, ora integrato nel blocco di sinistra, fu il primo partito politico nel 1991 che formalizzò l&#8217;esistenza di una organizzazione interna specificamente dedicata alla lotta contro il sessismo, l&#8217;omofobia e la discriminazione. Con lo slancio di alto profilo del PSR, e dalla metà degli anni 1990, la comunità gay ha cominciato a organizzarsi allo scopo di far sentire la propria voce con la creazione e il consolidamento delle varie associazioni, come ad esempio <a href="http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;langpair=pt|it&amp;u=http://www.ilga-portugal.pt/glbt/glbt_lei.htm" target="_blank">Associação ILGA il Portogallo</a>, la Safo Clube, il Gay Opus, il Korpus Journal, il PortugalGay.pt sito web, eventi Pride Festival, il marzo Nazionale per LGBT Pride e il Festival di Gay e Lesbica di Lisbona.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Legislazione. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">La Costituzione del 1975, rivista nel 2004, dispone all&#8217;articolo 13 che ad ogni cittadino sia riconosciuto lo stato di diritto senza distinzione di origine, sesso, razza, lingua, territorio di origine, religione, politica o ideologica, grado di istruzione, situazione economica, stato sociale o tendenze sessuali.<br />
Il codice penale introdotto nel 1982 criminalizza la pratica omosessuale se praticata su individui di età inferiore ai 16 anni, riprendendo il precedente art. 207 e conseguente art. 175 poi giudicato incostituzionale.<br />
Il Codice Penale in vigore, del 15 settembre 2007, ha infatti abrogato l&#8217;articolo 175 eliminando così ogni riferimento esplicito all’incitamento alla discriminazione fondata sull&#8217;orientamento sessuale, stabilendo sanzioni severe per crimini motivati da omofobia. Il nuovo articolo 173 stabilisce che chiunque abbia compiuto atti sessuali con minori di età inferiore ai 14 anni, abusando della loro inesperienza, è punito con la reclusione fino a 2 anni o una multa fino a 240 giorni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Conclusioni. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">In Portogallo una legge riconosce dal 2001 le unioni di fatto, indipendentemente dal loro sesso, ma fino ad oggi le unioni non erano equiparate al matrimonio. La regolamentazione in merito alle adozioni da parte di coppie omosessuali è stata (al momento?) bocciata: &#8220;Si tratta di una <em>questione differente</em> rispetto al matrimonio&#8221;, ha sottolineato il premier socialista José Socrates nel respingerle: &#8220;L&#8217;adozione non è un diritto della coppia, è un diritto del bambino&#8221;.<br />
Dopo Belgio, Svezia, Norvegia, Spagna e Olanda, anche il Paese che ha dato i natali a Vasco da Gama (a cui è dedicata la torre di Belém a Lisbona) potrà finalmente vantare una evoluzione sociale al pari di Paesi considerati da sempre all’avanguardia in fatto di civiltà ed essere annoverato tra i primi Paesi europei in fatto di sviluppo socio-democratico.<br />
Ci auguriamo che la legge trovi presto applicazione e che le numerose coppie che attendono da anni un riconoscimento da parte della collettività siano finalmente libere di esprimersi e tutelate, così come dovrebbe avvenire in ogni Paese democratico che si rispetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Sara</p>
<p class="akst_link"><a href="http://www.reteagatergon.com/?p=542&amp;akst_action=share-this"  title="Email, post to del.icio.us, etc." id="akst_link_542" class="akst_share_link" rel="noindex nofollow">ShareThis</a>
</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.reteagatergon.com/2010/01/13/mi-sposo-in-portogallo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
