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	<title>Ragazzo fortunato</title>
	
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	<description>Il mio blog</description>
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		<title>Volevo scrivere qualcosa di simile…</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 19:08:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230;ma non ho mai trovato il tempo di farlo. E oggi ho trovato che qui ci sono già scritte praticamente le stesse cose che avrei voluto dire io. E ne condivido ogni parola (del post, non dei commenti). Quindi, andate a leggerle lì]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;ma non ho mai trovato il tempo di farlo. E oggi ho trovato che <a href="http://www.uccellinodidelpiero.com/onore-ai-campioni-deuropa-e-ad-un-allenatore-special/" target="_blank">qui ci sono già scritte praticamente le stesse cose che avrei voluto dire io</a>. E ne condivido ogni parola (del post, non dei commenti). Quindi, andate a leggerle lì <img src='http://www.maurorizzotto.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Life is short</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 16:52:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
				<category><![CDATA[pensieri]]></category>
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		<description><![CDATA[Un venerdì sera come tanti. O meglio, non proprio come tanti per chi ha un bimbo piccolo e si è disabituato ad uscire senza di lui, ma si è capito il concetto. Una pizza fuori (margherita ed acqua minerale, con l&#8217;occhio attento alla gastrite) con una persona speciale con cui riallacciare i rapporti dopo tanto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un venerdì sera come tanti. O meglio, non proprio come tanti per chi ha un bimbo piccolo e si è disabituato ad uscire senza di lui, ma si è capito il concetto. Una pizza fuori (margherita ed acqua minerale, con l&#8217;occhio attento alla gastrite) con una persona speciale con cui riallacciare i rapporti dopo tanto, troppo tempo.</p>
<p>Quando eravamo giovani (ommioddio che attacco&#8230;) io e Paola eravamo qualcosa di molto vicino a &#8220;cugini prediletti&#8221;; secondi cugini ma coetanei, le visite reciproche da parenti erano sempre bene accette, perchè sapevamo che dall&#8217;altra parte &#8216;c&#8217;era Paola&#8217; oppure &#8216;c&#8217;era Mauro&#8217;. Insomma, si andava d&#8217;accordo, ma d&#8217;accordo sul serio. E poi all&#8217;improvviso, bum!: venticinque anni senza vedersi.</p>
<p>Ma sul serio, pare una minchiata, ma è andata davvero così! Un mare di tempo &#8211; fra l&#8217;altro fra i nostri circa 20 e circa 45 anni, mica un periodo qualsiasi &#8211; passato placidamente un giorno dopo l&#8217;altro, senza nessun motivo serio o meno serio, senza una ragione plausibile che possa impedire a due cugini che vivono a 20 (venti) chilometri di distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro di vedersi o sentirsi una volta ogni tanto. Roba da matti&#8230;</p>
<p>Poi, come spesso va nella vita, sono i lutti a riavvicinarti. Finisce che ti vedi ad un funerale, e ti riproponi di rivederti, poi a un altro e ti fai la stessa promessa, poi a un terzo&#8230; e insomma &#8211; per farla breve perchè di funerali in fila ce ne sono già troppi &#8211; ce l&#8217;abbiamo fatta e siamo andati a farci questa pizza. Serata piacevolissima, a parlare tranquillamente di tutto con la naturalezza di due che si vedono ogni mese, o di due che non si vedono da vent&#8217;anni ma è come non avessero mai smesso di vedersi. Tutto perfetto, fino al momento di andarsene.</p>
<p>Esco, saluto Paola, giro l&#8217;angolo e subito mi assale un&#8217;ondata di freddo intenso fin quasi da batter i denti. Mi fa male il petto, mi fa male il collo e soprattutto ho freddo, davvero freddo. In un modo o nell&#8217;altro mi faccio quei venti chilometri in macchina fino a casa e, arrivato, misuro la febbre. 39. Mi affido ad una miracolosa Tachipirina e vado a dormire, ma continuo a battere i denti dal freddo. Dopo un po&#8217;, inizia il vomito, e fino alla mattina è tutta una meravigliosa alternanza di momenti in ginocchio davanti alla tazza del cesso e momenti disteso a letto battendo i denti.</p>
<p>Il giorno dopo la febbre non scende. Vabbè, il solito virus rompiballe, in questo periodo è pieno, Tachipirina ad intervalli regolari, bere tanto, acqua tè, stai coperto, stai tranquillo che sono tre giorni di febbre e poi se ne va. Il quarto giorno, però, non se ne è andato nulla, tranne i chili sulla bilancia perchè è martedì e io in pratica non mangio nulla da venerdì a pranzo. La febbre imperversa secondo i ritmi dettati dalla Tachipirina: è una continua montagna russa con rapide picchiate verso il 37 e lente ma inesorabili risalite verso il 39. Sinceramente io inizio ad essere provato, e pazienza se sono a casa dal lavoro con Sky a mia completa disposizione, tanto non ho voglia di fare nulla, vorrei solo che mi passasse in fretta la febbre e tutti &#8216;sti maledetti dolorini che gironzolano per le ossa e Dio solo sa dove altro, e sei lì sul divano che aspetti che l&#8217;ennesima compressa faccia effetto quando improvvisa&#8230; arriva.</p>
<p>La fitta al petto.</p>
<p><em>Oddio! E che è questa? No, non può essere&#8230; Cazzo che male. Fittà è fitta, centrale&#8230; beh è diffusa ma sì, fa male qui davanti. Il braccio, mi fa male il braccio?</em> (&#8230;in certi momenti le conoscenze mediche che hai arrivano un po&#8217; alla rinfusa, e bisogna fare di necessità virtù). <em>No, non mi sembra, spe&#8217; che vediamo se passa&#8230;</em> Dopo un po&#8217; non è passata poi tanto, raduni le idee e chiami il dottore. Che non risponde. E lì piombo sulla classica seconda scelta (dai che è facile&#8230;): la mamma. Che non solo risponde, ma dice che arriva subito. Mi trascino su in camera e, arrivato di sopra, ricordo che la porta è chiusa e mia madre di sicuro non si porta le chiavi. Riscendo giù ad aprire la porta e, raccogliendo le ultime forze, ritorno di sopra. A metà della scala ascendente parte il giramento di testa.</p>
<p>Ho il tempo di pensare &#8220;Occazzo&#8221;. E sinceramente non ricordo a cosa altro ho pensato in quei pochi attimi fra il primo &#8220;occazzo&#8221; ed il momento in cui la testa ha smesso di girare, ma posso dire con certezza che nessuno di quei pensieri era particolamente allegro. Però alla fine l&#8217;allarme è rientrato, il letto è raggiunto e la madre apprensiva è comparsa a casa mia a spandere ansia a piene mani come solo una mamma sa fare (credo sia scritto nel contratto che devono fare così&#8230;).</p>
<p>Disinnescata la segreteria telefonica riesco a raggiungere il dottore, che dice che se c&#8217;è un dolore al petto la prima cosa da fare, a prescindere, è andare al pronto soccorso per un elettrocardiogramma; poi tutto il resto lo vediamo dopo. Il ragionamento non fa una piega, quindi si afferra il kit di sopravvivenza (telefono e iPod) e si va. All&#8217;accettazione del Pronto Soccorso non c&#8217;è neanche tutta &#8216;sta gente, per fortuna. Barcollando un po&#8217; e con la faccia da straccio (sempre i soliti 4 giorni senza cibo&#8230;) mi avvicino all&#8217;addetto e ho con lui il seguente dialogo:<br />
&#8220;Buongiorno, io ho la febbre a 39 da 4 giorni&#8221;<br />
&#8220;Sì, si accomodi un attimo&#8221;<br />
&#8220;Calma&#8230; stamattina ho avuto una fitta al petto e il mio med&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Sì, prego venga, si distenda lì&#8221;. Mi fa entrare e distendere subito su un letto, sul quale vengo sospinto oltre il portone della sala emergenze.</p>
<p>La macchina si mette in moto. Prelievi, cosa si sente cosa non si sente, un bell&#8217;ago in vena nel caso servisse mai una flebo, elettrocardiogramma (tutto a posto), adesso aspettiamo il risultato delle analisi e poi la mandiamo a fare i raggi, eccetera eccetera. Tutto nella sala emergenze di un pronto soccorso, che non sarà ER ma il suo bel movimento ce l&#8217;ha. Dal ragazzino con l&#8217;asma dallo sguardo smarrito che ho cercato di consolare al signore diabetico che mi ha fatto prendere uno spavento non indifferente: entrato sulle sue gambe dieci minuti dopo di me, non so per quale motivo, ad un certo punto aveva tre infermieri e un dottore addosso che cercavano di rianimarlo (&#8220;RIESCE A SENTIRMI???&#8221;) e giuro che, anche dal lettino accanto e con volume dell&#8217;iPod abbastanza alto, quelli non sono sembrati dei bei momenti.</p>
<p>Comunque, la diagnosi è stata semplice: polmonite. E, cedendo alle insistenze della madre ansiosa, ho acconsentito al ricovero per curarla meglio (&#8220;In questo momento posto ne ho, quindi se vuole ricoverarsi non è un problema&#8221;, mi giro verso mamma e vedo un vigoroso movimento della testa dal basso verso l&#8217;alto e viceversa: servono altri indizi?). Quattro giorni in ospedale &#8211; fino alla dimissione di sabato scorso &#8211; in cui sono stato pompato di flebo di antibiotici e minestrine, acqua e riposo, Settimana Enigmistica e Google Reader (grande acquisto l&#8217;N97&#8230;), giornali e un libro (&#8220;Alta fedeltà&#8221; di Nick Hornby, un lacuna che dovevo colmare da parecchio tempo), e vissuti in un mondo che non conoscevo più, se è vero che l&#8217;unico mio ricovero era stato la canonica appendicite a 8-10 anni o giù di lì.</p>
<p>Un mondo fatto di tempi dilatati, di lunghe attese e di tanti pensieri, di sveglie brusche e difficili addormentamenti, di &#8220;amicizie&#8221; che se sono fugaci per la loro breve durata sono però intense, perchè basate sulla condivisione di un dolore, dello stato di privazione della salute e dell&#8217;incertezza per quello che sarà. Un mondo in cui noi andiamo e veniamo ma infermieri e dottori rimangono, e devo ammettere che &#8211; perlomeno nello spicchio di sanità pubblica che ho frequentato io &#8211; sia gli uni che gli altri sono sempre stati professionali ma anche gentili e cortesi, e sempre pronti ad offrire una sponda per una chiacchiera ed un sorriso per sdrammatizzare. Un mondo in cui la quando scende la notte &#8211; ed arriva presto &#8211; è fatta di lamenti in sottofondo, di russate, di sveglie e di dormiveglia, di luce e di buio, di sogni brevi e di riposi pesanti.</p>
<p>Le mie notti trascorrevano al suono dell&#8217;iPod, con cui cercavo di schermare il cervello da tutte le distrazioni per farlo addormentare, il più delle volte senza successo. Non saprei dire quanti sogni reali, quanti sogni in dormiveglia e quanti pensieri ho fatto in queste notti, con il sottofondo di Vasco, Biagio, Tiziano Ferro (sì, mi sentivo in un periodo &#8220;italiano&#8221;); ogni tanto, immancabilmente, dopo un pensiero mi dicevo &#8220;questa sarebbe da scrivere sul blog&#8221;, e subito un altro arrivava a spazzarlo via. E poi un altro, e poi un altro&#8230;</p>
<p>Il giorno più agitato è stato l&#8217;ultimo, in cui contavo i secondi che mi separavano dalla dimissione, senza ancora avere un&#8217;idea certa del quando mi avrebbero mandato a casa: insomma, il classico leone in gabbia (Infermiera: &#8220;Hai la pressione un po&#8217; alta, sei agitato?&#8221; Io: &#8220;Nooooo&#8230;&#8221;). Fino al momento più bello, quando alla fine sono uscito fuori, respirando l&#8217;aria esterna e riassaporando la vita.</p>
<p>Per poi tornare a chiudermi subito in casa: ci sono ancora 12 giorni di antibiotici, gastroprotettori, vitamine e fermenti lattici davanti&#8230;</p>
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		<title>Ma che te lo dico a fa’?</title>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2010 10:26:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;&#8230;e poi, quando sarai un po&#8217; più grande, potrai leggere i libri da solo, come facevo io quando ero piccolo&#8221; &#8220;Papà, tu leggevi i libri?&#8221; &#8220;Certo, leggevo le storie dei pirati, degli esploratori&#8230; ma quando ero un po&#8217; più grande di te adesso, perché sono libri un po&#8217; più difficili da leggere&#8221; &#8220;Perché hanno le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;&#8230;e poi, quando sarai un po&#8217; più grande, potrai leggere i libri da solo, come facevo io quando ero piccolo&#8221;<br />
&#8220;Papà, tu leggevi i libri?&#8221;<br />
&#8220;Certo, leggevo le storie dei pirati, degli esploratori&#8230; ma quando ero un po&#8217; più grande di te adesso, perché sono libri un po&#8217; più difficili da leggere&#8221;<br />
&#8220;Perché hanno le parole scritte in corsivo?&#8221;<br />
&#8220;Sì&#8230; cioè no, non per quello, ma perché hanno parole un po&#8217; più difficili di quelle che hai imparato finora, e quindi sono più difficili da leggere&#8221;<br />
&#8220;Parole più difficili?&#8221;<br />
&#8220;Sì&#8221;<br />
&#8220;Come <em>equipotente</em>?&#8221;<br />
&#8220;&#8230;&#8221;</p>
<p>L&#8217;ora de &#8220;L&#8217;Isola del Tesoro&#8221; si avvicina a grandi passi. Decisamente più grandi del previsto&#8230;</p>
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		<title>Questione di prospettiva</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 20:57:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Papà?&#8221; &#8220;Sì?&#8221; &#8220;Lo sai che domani quando facciamo l&#8217;altro livello io mi trasformo in Vite Elastica?&#8221; &#8220;E io?&#8221; &#8220;Non lo so&#8221; &#8220;Vite Elastica anch&#8217;io!&#8221; &#8220;OK!&#8221; &#8220;Facciamo due Viti Elastiche&#8221; &#8220;Papà?&#8221; &#8220;Hmmmm?&#8221; &#8220;Lo sai che io poi scelgo una mossa per Dueperdue, poi per Inferno, poi per Rotolone, poi per XLR8, poi per Vite Elastica, poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Papà?&#8221;<br />
&#8220;Sì?&#8221;<br />
&#8220;Lo sai che domani quando facciamo l&#8217;altro livello io mi trasformo in Vite Elastica?&#8221;<br />
&#8220;E io?&#8221;<br />
&#8220;Non lo so&#8221;<br />
&#8220;Vite Elastica anch&#8217;io!&#8221;<br />
&#8220;OK!&#8221;<br />
&#8220;Facciamo due Viti Elastiche&#8221;<br />
&#8220;Papà?&#8221;<br />
&#8220;Hmmmm?&#8221;<br />
&#8220;Lo sai che io poi scelgo una mossa per Dueperdue, poi per Inferno, poi per Rotolone, poi per XLR8, poi per Vite Elastica, poi per Dueperdue, poi per Inferno, poi per Rotolone&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Mi sembra un&#8217;ottima idea&#8221;</p>
<p>Già. Messo così non sembra un momento di quelli memorabili. Ma provate a visualizzare il tutto nel suo contesto: quello di lui che viene a darmi la buonanotte, si stende sopra di me per una coccola e abbracciandomi mi elenca il suo programma per la serata di domani. E mi viene da pensare che, forse, il nostro momento serale con la WII e il gioco di Ben10 sarà il momento che lui aspetterà con più ansia di tutto il giorno. Poi mi passano per la mente i miei problemi e i programmi per domani, e tutto sparisce, come quando vedi dall&#8217;aereo le cose piccole solo perchè hai una diversa prospettiva.</p>
<p>Lo tengo stretto, lo annuso, lo accarezzo e lo bacio. E non penso più a niente.</p>
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		<title>Allarghiamogli le buche</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 16:16:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
				<category><![CDATA[golf]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa la capiscono i golfisti. L&#8217;ho sentita adesso dai commentatori Sky durante il torneo (sarebbe da verificare ma, se è vera, è carina). Sembra che a Rabat, nel club dove si sta giocando il torneo di golf del Tour Europeo, ci sia un campo da 9 buche riservato esclusivamente al re. Ci può giocare solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa la capiscono i golfisti. L&#8217;ho sentita adesso dai commentatori Sky durante il torneo (sarebbe da verificare ma, se è vera, è carina).</p>
<p>Sembra che a Rabat, nel club dove si sta giocando il torneo di golf del Tour Europeo, ci sia un campo da 9 buche riservato esclusivamente al re. Ci può giocare solo lui. E fin qui, vabbè, non c&#8217;è molto di strano, vuoi che un re non abbia il suo campo privato tutto per lui?</p>
<p>La cosa divertente, però, è che sembra che il re quando si diletta nel golf abbia delle difficoltà con i bunker (come lo capisco); in pratica, non riesce ad uscirci. Quindi, nel suo campo, tutti i bunker sono in erba, e non di sabbia.</p>
<p>Bella la vita di un re&#8230;</p>
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		<title>Il divano è libero!</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 20:18:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
				<category><![CDATA[famiglia]]></category>

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		<description><![CDATA[20.30, cena terminata e discorsi da tavola esauriti. Andrea sta finendo di sbocconcellare una mela, premurosamente tagliata a fettine disposte in un piattino. Io mi giro e, con lo sguardo da  &#8216;mi-è-semblato-di-vedele-un-gatto&#8217;, noto il divano libero ed il telecomando incustodito. Non c&#8217;è nemmeno la gatta-vitello distesa sopra. Un po&#8217; incredulo, mi avvicino e mi distendo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>20.30, cena terminata e discorsi da tavola esauriti. Andrea sta finendo di sbocconcellare una mela, premurosamente tagliata a fettine disposte in un piattino. Io mi giro e, con lo sguardo da  &#8216;mi-è-semblato-di-vedele-un-gatto&#8217;, noto il divano libero ed il telecomando incustodito. Non c&#8217;è nemmeno la gatta-vitello distesa sopra. Un po&#8217; incredulo, mi avvicino e mi distendo. Aaaahhhh&#8230;</p>
<p>Impugno il telecomando di Sky e schiaccio il tasto &#8220;guida&#8221;. 20 secondi di zapping fra i programmi sono sufficienti per individuare &#8220;Innamorati pazzi&#8221;, sit-com che sarà vecchia ma è sempre stata una delle mie preferite, e poi era una vita che nessuno la rifaceva più. Pressione del tasto OK ed appare l&#8217;immagine. In contemporanea, arriva la voce suadente della mamma:</p>
<p>&#8220;Amore, se vuoi vai pure sul divano a finire la mela&#8221;</p>
<p>E arriva lui, serafico e tranquillo col piattino in mano. Passa davanti allo schermo, appoggia il piatto sul divano a fianco del padre coricato, ripassa davanti allo schermo, prende la coperta e la butta sul divano ridacchiando, coprendo in un colpo solo mezzo sofà e tre quarti di papà, testa inclusa. Riesco a togliermi la coperta dalla faccia in tempo per vederlo che ripassa davanti allo schermo e sale sul divano. Passando ovviamente sopra la pancia del papà.</p>
<p>&#8220;Papà, ti sposti un pochettino che così mi metto qui vicino a te?&#8221;</p>
<p>Mi sposto un po&#8217;, lui si sistema nel posto d&#8217;angolo dove prima ero io, si sistema la coperta con precisione geometrica e poi mi si ristende sopra per prendere il piattino con la mela, che ovviamente era rimasto dall&#8217;altro lato dell&#8217;ingombrante genitore. Infine si mette seduto, risistema con la stessa precisione la coperta che si era spostata nell&#8217;operazione di recupero mela ed inizia a sgranocchiare.</p>
<p>Alzo un po&#8217; il volume nella speranza di riuscire a sentire qualcosa. Infatti sento due-battute-due e poi, improvvisamente, mi si parano davanti agli occhi una tigre ed un leone di plastica.</p>
<p>&#8220;Papà, hai visto che arrabbiati che sono?&#8221;<br />
&#8220;Eh, sì&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Guarda, la tigre ha gli occhi gialli, e il leone ha gli occhi rossi&#8221;</p>
<p>E inizia il combattimento fra la tigre ed il leone. Un combattimento di breve durata breve ma a suo modo cruento, condito da tonfi, rumori simili a quello che fanno i pugni di Bud Spencer ed esplosioni di varia natura.</p>
<p>&#8220;Se dopo li vuoi guardare te li faccio vedere bene&#8221;</p>
<p>&#8220;Grazie amore mio&#8221;, ho la forza di bisbigliargli mentre, sospinto dalla forza del combattimento, il baricentro del mio corpo sta lentamente scivolando giù dal divano.</p>
<p>&#8220;Guarda, sono tutti qua!&#8221; fa lui. E con una gentilezza disarmante mi piazza improvvisamente il barattolo di plastica degli animali, acquistato giusto ieri a peso d&#8217;oro in un autogrill dell&#8217;Autostrada del Brennero, a pochi centimetri dal naso, così da occultare con una precisione quasi scientifica ogni centimetro quadrato di &#8220;Innamorati pazzi&#8221; che mi fosse stato ancora possibile vedere.</p>
<p>Inizio a ridere, travolto dalla precarietà della posizione, dalla situazione improponibile e anche dall&#8217;amore per il piccolo organizzatore di combattimenti fra animali giocattolo (e, diciamola tutta, pure dall&#8217;assurdità delle mie pretese di poter usufruire del divano e dell&#8217;abbonamento a Sky prima delle 22). Cado dal divano, e mi ritiro davanti al pc.</p>
<p>&#8220;Mamma, mi metti qualcosa che piace a me?&#8221;<br />
&#8220;Sì, ma non stava guardando il papà? Dov&#8217;è andato?&#8221;<br />
&#8220;È andato su, ha detto che torna&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Beh, finchè non torna&#8230;&#8221;</p>
<p>Clic. Si torna a <em>Tom e Jerry</em>. L&#8217;ordine è ristabilito. Adesso si può finire la mela.</p>
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		<title>So’ soddisfazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:20:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
				<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[paternità]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Papà, come si dice grigio in inglese?&#8221; &#8220;Gray&#8221; &#8220;E&#8230; argento e oro?&#8221; &#8220;Silver e gold&#8221; &#8220;Sì ma&#8230; argento?&#8221; &#8220;Silver&#8221; &#8220;E oro?&#8221; &#8220;Gold&#8221; &#8220;Ma, papà&#8230; le sai tutte!&#8221;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Papà, come si dice grigio in inglese?&#8221;<br />
&#8220;<em>Gray</em>&#8221;<br />
&#8220;E&#8230; argento e oro?&#8221;<br />
&#8220;<em>Silver </em>e <em>gold</em>&#8221;<br />
&#8220;Sì ma&#8230; argento?&#8221;<br />
&#8220;<em>Silver</em>&#8221;<br />
&#8220;E oro?&#8221;<br />
&#8220;<em>Gold</em>&#8221;<br />
&#8220;Ma, papà&#8230; le sai tutte!&#8221;</p>
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		<title>Uomini di una certa età</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 21:49:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
				<category><![CDATA[tv]]></category>
		<category><![CDATA[serie tv]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>

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		<description><![CDATA[Tre amici sono seduti al bar a pranzo e parlano del fatto che uno di loro, quella stessa mattina, era stato quasi investito da un SUV, che non si era nemmeno fermato. Lo stesso dice agli altri che è riuscito a rintracciare la targa del SUV. &#8220;Chi viene con me?&#8221; &#8220;Parli sul serio?&#8221; &#8220;A&#8230; a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tre amici sono seduti al bar a pranzo e parlano del fatto che uno di loro, quella stessa mattina, era stato quasi investito da un SUV, che non si era nemmeno fermato. Lo stesso dice agli altri che è riuscito a rintracciare la targa del SUV.</p>
<p>&#8220;Chi viene con me?&#8221;<br />
&#8220;Parli sul serio?&#8221;<br />
&#8220;A&#8230; a fare cosa?&#8221;<br />
&#8220;Perchè lasciare che la faccia franca?&#8221;<br />
&#8220;Perchè è così che vanno le cose. Certi tipi sono dei cazzoni e a volte devi ingoiare il rospo.&#8221;<br />
&#8220;Esatto, è quello che dico io. Stavolta il rospo glielo ficchiamo in gola noi.&#8221;<br />
&#8220;Io sono un uomo adulto e ho delle faccende serie da sbrigare&#8230; Ho una moglie, dei figli, il mutuo&#8230; Cose che hanno un peso. Non ho tempo per le sciocchezze.&#8221;<br />
&#8220;Ragazzi, ragazzi, seriamente. Nessuno vuole farlo? Siamo vicini ai 50 anni. Abbiamo avuto a che fare con dei cazzoni per tutta la vita.&#8221;<br />
&#8220;Vero? E indovina, i cazzoni vincono.&#8221;<br />
&#8220;Ma ora che possiamo fargliela pagare, volete farvene sfuggire l&#8217;occasione? Di nuovo? Voglio dire&#8230; lasciamo che il cazzone la faccia franca un&#8217;altra volta?&#8221;<br />
&#8220;Ma sì.&#8221;<br />
&#8220;Te l&#8217;ho detto, ho altro da fare.&#8221;<br />
&#8220;E dai.&#8221;<br />
&#8220;E&#8217; ridicolo.&#8221;</p>
<p>È un estratto &#8211; nella traduzione di <a href="http://www.italiansubs.net/" target="_blank">Itasa</a> &#8211; di una scena di &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Men_Of_A_Certain_Age" target="_blank"><strong>Men Of A Certain Age</strong></a>&#8220;, una nuova serie che ho appena scoperto. Non racconta nulla di particolare, se non le vite quotidiane di tre buoni amici alle porte dei 50 anni, con tutti i problemi e le situazioni quotidiane: la salute, il lavoro, la moglie, i figli, le donne, eccetera eccetera. Tutto ovviamente realizzato benissimo e con attori bravissimi, anche noti come <strong>Ray Romano</strong> (quello di <em>Tutti amano Raymond</em>) e <strong>Scott Bakula</strong> (<em>Quantum Leap</em>, qualcuno se la ricorda?).</p>
<p>Con meno di 30 anni sulle spalle questa serie non va neanche approcciata, annoierebbe subito. Sotto i 40 anni si può apprezzare l&#8217;ottima realizzazione e il buon prodotto, ma forse la si sente &#8220;fin là&#8221;. Ma se hai più di 40 anni, finanche qualcuno in meno dei protagonisti, questa serie parla di te, di come vivi la vita e le tue giornate, dei casini che combatti, degli amici che hai o che vorresti avere, di come sei arrivato a vedere le cose. Il dialogo iniziale &#8211; preso dalla seconda puntata &#8211; è sintomatico: solo a quest&#8217;età riconosci il disincanto di fronte alla possibilità di cambiare le cose (&#8220;I cazzoni vincono&#8221;), le priorità che sono cambiate rispetto a quando eri giovane (&#8220;Ho una moglie, dei figli, il mutuo&#8230; Cose che hanno un peso&#8221;), lo spessore di un rapporto di amicizia sopravvissuto al tempo e ai cambiamenti.</p>
<p>La serie non è nè comica nè drammatica: si ride quando si deve ridere, si riflette quando si deve riflettere, e in fondo anche la vita è così. Non so se ne arriverà una versione in italiano, nè come verrà tradotta (certo, dovesse prenderla Mediaset ho già un brutto presentimento&#8230;). Intanto, però, a me però sono bastati tre episodi per infilarla fra le preferite&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="520" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/AdqfWQ9vx4A&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="520" height="315" src="http://www.youtube.com/v/AdqfWQ9vx4A&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Sentirsi vecchi in trenta secondi</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 14:57:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
				<category><![CDATA[pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Conversazione in ufficio con il collega di 23 anni: Lui: &#8220;Dovresti vedere la collezione di LCD che mi ha dato un mio amico&#8221; Io: &#8220;&#8230;&#8221; L: &#8220;Sì, lui ne ha un sacco, non li ascolta neanche più così me li ha passati&#8221; I: &#8220;Scusa, ma&#8230; collezione di cosa?&#8221; L: &#8220;Di LCD&#8230; com&#8217;è che si chiamano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Conversazione in ufficio con il collega di 23 anni:</p>
<p>Lui: &#8220;Dovresti vedere la collezione di LCD che mi ha dato un mio amico&#8221;<br />
Io: &#8220;&#8230;&#8221;<br />
L: &#8220;Sì, lui ne ha un sacco, non li ascolta neanche più così me li ha passati&#8221;<br />
I: &#8220;Scusa, ma&#8230; collezione di cosa?&#8221;<br />
L: &#8220;Di LCD&#8230; com&#8217;è che si chiamano quei cosi vecchi&#8230; i vinile?&#8221;<br />
I: &#8220;&#8230;ellepi&#8230;&#8221;<br />
L: &#8220;Ecco, sì, LP&#8221;</p>
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		<title>Poco bianco, poco nero, molto grigio</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 20:58:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro</dc:creator>
				<category><![CDATA[sport]]></category>
		<category><![CDATA[sport; calcio; Juventus]]></category>

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		<description><![CDATA[10 cose che penso sul momento della mia Juventus: - penso che la situazione è talmente surreale che prima o poi finirà. Probabilmente di colpo, magari per caso o magari con una partita &#8216;giusta&#8217;, come lo è stata lo scorso anno quella con il Real a Madrid. Ma sfortunatamente nessuno sa quando questo succederà, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>10 cose che penso sul momento della mia Juventus:</p>
<p>- penso che la situazione è talmente surreale che prima o poi finirà. Probabilmente di colpo, magari per caso o magari con una partita &#8216;giusta&#8217;, come lo è stata lo scorso anno quella con il Real a Madrid. Ma sfortunatamente nessuno sa quando questo succederà, e nel frattempo continuiamo a farci del male. Per la gioia dei &#8220;giornalismo&#8221; sportivo italiano e di SkyCalcio24 che hanno sempre qualcosa con cui fare i titoli.</p>
<p>- penso che le colpe dell&#8217;allenatore sono talmente evidenti che non si può non vederle, ma paradossalmente penso anche che Ferrara si sia evoluto nel capro espiatorio di tutta la storia. È stato lanciato allo sbaraglio lo scorso anno per &#8220;salvare la stagione&#8221; ed è andata bene, perchè &#8211; comunque &#8211; Ciro non è un fesso (cit.); poi, visto che abbiamo tutti un Guardiola in casa, è stato confermato in pompa magna anche per risparmiare i soldi che avrebbe chiesto un Mancini o uno Spalletti (tanto per citarne due). Da lì qualche cazzata l&#8217;ha fatta anche lui, ed è stato travolto non tanto da queste ma dal non avere nessuno alle spalle a &#8220;proteggerlo&#8221;. E ora, di fronte alla valanga, non ha probabilmente il nome o l&#8217;esperienza necessarie ad uscirne da solo, nè si vede chi lo possa aiutare in questo: l&#8217;unica soluzione trovata è stata quella di riesumare Bettega, e speriamo che serva. E io quasi quasi penso che la cosa più giusta da fare sarebbe di lasciarlo lì, e sopportare il rischio di toppare un anno (capirai, siamo stati in B, e comunque finchè quell&#8217;altro lì che si lamenta sempre &#8211; è nel loro DNA &#8211; non finisce i soldi hai voglia a rivincere qualcosa) che tanto la probabilità di riuscire a ribaltare la situazione con uno di quelli disponibili ora non è poi così superiore a quella di riuscirci con Ferrara; e poi, a giugno, riparlare di tutto, allenatori e giocatori. Ma ci vuole anche la voglia e la forza di difendere e sorreggere Ferrara, anche nello spogliatoio, e questa pseudo-società non ha forse ne l&#8217;una nè l&#8217;altra.</p>
<p>- penso che Jean Claude Blanc sia anche un buon manager, che fra qualche anno sarà abbondantemente ringraziato per aver guidato la realizzazione di uno stadio di proprietà, ma che di calcio ne capisca più o meno quanto me; e questo &#8220;quanto&#8221; non so bene quanto sia ma non è comunque sufficiente per prendere decisioni di calcio su una squadra di calcio ai massimi livelli della Serie A italiana di calcio. Il che rende ancora più incomprensibile per me come possa fare insieme il presidente, l&#8217;amministratore delegato ed il direttore generale. Di una squadra di calcio.</p>
<p>- penso che non ho ancora capito se Alessio Secco prende davvero delle decisioni di mercato, ma il fatto che nell&#8217;area tecnica ci fossero fino all&#8217;altro ieri solo lui e Blanc mi farebbe propendere per il sì. Il che rende la cosa inquietante ma, in effetti, spiega molte cose comiche. Ad esempio, l&#8217;anno prima serviva un &#8220;regista di centrocampo&#8221;, ma Xabi Alonso costava troppo, quindi dopo un tira e molla infinito abbiamo preso Poulsen, un &#8220;muscolare&#8221;. Ok, va bene, ci pareva di avere già Sissoko, ma diciamo che va bene. Ma l&#8217;anno dopo, quando serviva di nuovo un &#8220;regista di centrocampo&#8221; e D&#8217;Agostino costava troppo (suona familiare?) cosa abbiamo preso? Felipe Melo, il più &#8220;muscolare&#8221; di tutti. E ci abbiamo speso sopra di più di quanto ci sarebbe costato D&#8217;Agostino, ma contenti, perchè questo è un campione del mondo e così Pozzo non si illude di potere dettare le condizioni a noi. E a questo punto, visto che non potevamo mica tenere tutti (e sempre Sissoko ce lo siamo dimenticati?), dovevamo vendere un altro &#8220;muscolare&#8221;. Però Poulsen non siamo riusciti a venderlo a nessuno e allora, visto che qualcuno doveva andarsene, abbiamo impacchettato in fretta e furia un Cristiano Zanetti a caso e lo abbiamo spedito a Firenze, che tanto lì Corvino appena vede il numero di Secco sul telefonino è già contento. Tantopiù dopo che gli avevamo strapagato Melo e svenduto Marchionni perchè &#8216;un laterale non ci serviva&#8217;, salvo scoprire, quando abbiamo iniziato ad impanicarci sul modulo, che non c&#8217;era in rosa un sostituto per l&#8217;ectoplasma di Camoranesi. Ma SkyCalcio24 potrebbe mai privarsi di tipi così?</p>
<p>- penso che la fesseria più grossa sia stata fatta lo scorso anno esonerando Ranieri. E l&#8217;ho sempre detto. E il fatto che la decisione l&#8217;abbia presa Blanc (lo ha più volte affermato lui) rafforza ancora di più quanto ho detto al punto 3.</p>
<p>- penso che lo spaventoso numero di infortuni verificatosi negli ultimi due anni abbia sicuramente qualcosa a che vedere con la sfiga (ad esempio, mentre scrivo mi risulta che siano in 5 con l&#8217;influenza), ma che una controllatina attenta al lavoro dei nostri medici e preparatori atletici la darei.</p>
<p>- penso che mi va benissimo la politica dei giovani italiani. La adoro e la sottoscrivo, specialmente visto che il nostro settore giovanile ne produce di buoni a pacchi. Ma non è che adesso li riportiamo tutti indietro e risolviamo la questione (a proposito, ma perchè Ariaudo &#8211; nel quale lo scorso anno credevamo &#8211; è andato a Cagliari?). Paolucci e Candreva serviranno domani, ma per uscire dal buco non so se possano bastare. Certo che poi, se Ferrara fa entrare Candreva al 78&#8242; e Paolucci al 90&#8242;, servono ancora a meno.</p>
<p>- penso che adoro Alessandro Del Piero, per tanti motivi, da quello geografico a quello umano a quello sportivo, e che qualsiasi cosa faccia per me andrà sempre bene. Ma se fossi in lui, il prossimo anno, riguarderei cosa ha fatto Zola in Inghilterra, riguarderei in che condizioni è il calcio italiano e andrei davvero a provare l&#8217;esperienza oltremanica. Magari mettendo una clausoletta nel contratto del tipo &#8220;se capita, contro la Juve non gioco&#8221;. Scommetto che lui si divertirebbe un casino e diventerebbe anche un dio per i tifosi. Senza lui e Trezeguet lì davanti la Juve non sarebbe più la stessa, ma il tempo passa per tutti, quindi prima o poi la squadra deve ringiovanire. Solo che penso anche che non succederà.</p>
<p>- penso che Diego è forte davvero e lo diventerà ancora di più, e quando passerà la bufera saremo contenti di averlo preso. Se poi si svegliassero anche i suoi due connazionali, e soprattutto quello davanti che non ha ancora deciso se è brasiliano o italiano, sarebbe cosa buona e giusta.</p>
<p>- nei momenti più cupi faccio un incubo, e penso che siamo diventati come l&#8217;Inter di qualche anno fa: soldi e nomi buttati lì, nel tritacarne, senza un filo conduttore o uno straccio di progetto, senza una dirigenza degna di questo nome a gestire il tutto, mentre gli altri vincevano. Ma anche dagli incubi, per fortuna, ci si risveglia.</p>
<p>Forza, Juve.</p>
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