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		<title>50</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2015 20:19:36 +0000</pubDate>
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<p>Che non è neanche un brutto numero, in sè: bello, tondo tondo&#8230; proprio parecchio tondo. Però se è il numero dei tuoi anni un&#8217;altra impressione te la fa, c&#8217;è poco da dire.</p>
<p>50.</p>
<p>La domanda più frequente è: allora, come ci si sente? Che se te la fa uno che li ha già compiuti si aspetta una risposta che confermi quello che ha sentito lui/lei quando è toccato a lui/lei, altrimenti che gusto c&#8217;è? E se te la fa uno che ancora non c&#8217;è arrivato si aspetta invece una risposta che lo conforti, che tu dica che sì, insomma, bene, non ti preoccupare non è poi tutto sto granchè.</p>
<p>Invece un po&#8217; granchè è, non raccontiamoci balle. La storia del mezzo secolo, pure se razionalmente sai che non ne farai un&#8217;altro mezzo, non è un cosa che ti lascia indifferente. Non puoi non guardarti intorno, avanti o indietro a preferenza (oppure ambedue) e vedere dove sei arrivato.</p>
<p>Davanti magari non si vede molto, o forse dipende dai casi. Nel mio caso ad esempio non si vede granchè. Non è che ci siano autostrade spianate con un cammino segnato da una fila di lampioncini arancione, quelli che vedi anche col nebbione. La strada prosegue di là, sale un po&#8217;, poi c&#8217;è una curva e non si vede più nulla. Bell&#8217;affare, con tutte quelle che ci sono state fin qua&#8230;</p>
<p>Se ti giri indietro, invece, di cose ne vedi eccome. Te la ricordi la strada che hai fatto per arrivare fin qua. Beh, magari non tutti i dettagli, qualche cosa te la dimentichi, anche se è un peccato. Io per esempio mi ero dimenticato che dieci anni fa, quando ho compiuto 40 anni, alla domanda &#8220;allora, come ci si sente?&#8221; avevo dato più o meno la stessa risposta di oggi. Me lo ha ricordato un&#8217;amica, una che c&#8217;era anche allora e che si ricordava ancora la risposta che le avevo dato. Vedi, ad avere persone che ci tengono a te?</p>
<p>Questa cosa mi ha fatto riflettere, e ho pensato che forse ho sentito più il passaggio dei 40 di quanto sto sentendo questo dei 50. Penso che sia perchè a 40 anni stai ancora cercando di dare la sterzata alla tua vita, hai quello stimolo tipo &#8216;adesso è il momento&#8217;, soprattutto dal punto di vista lavorativo, che ti fa sentire un po&#8217; l&#8217;angoscia di essere arrivato agli &#8216;anta&#8217; magari senza aver ancora definito bene il tuo futuro e sentendo che non c&#8217;è più molto tempo a disposizione per farlo.</p>
<p>A 50 anni sei più sereno. O almeno io lo sono. Ma in generale penso che un po&#8217; per tutti ci sia la consapevolezza che, ormai, la tua vita è questa qua &#8211; a meno che tu non diventi uno di quelli che riescono a dare un colpo di coda al proprio destino &#8211; e con questa qua bisogna fare i conti. Quindi, se sei sereno, contento di dove sei e di come è andata finora, allora li vivi bene; sennò&#8230; no.</p>
<p>Io non riesco ancora a fare un bilancio completo. Sono sincero: in questi giorni ci ho provato; però non è stato semplice, preso dalla quotidianità che non è mica che sparisce perchè compi 50 anni e lasciato prendere dai festeggiamenti, e non ce l&#8217;ho mica fatta a pesare tutto. Forse ce la farò, un po&#8217; alla volta. Forse.</p>
<p>Però una cosa è stata chiara fin da subito. Che in tanti mi hanno fatto gli auguri, su Facebook, su Whatsapp, su Twitter. Ma proprio tanti, decisamente più di quelli che mi aspettavo. E poi ci sono quelli che mi hanno chiamato, e mi hanno cercato al lavoro (non c&#8217;ero, una giornata di ferie e niente scocciature il giorno del mio compleanno mi sembra il minimo) per farmi gli auguri, e mi hanno telefonato. Meno dei primi, ma ancora più graditi. E poi ci sono quelli che hanno viaggiato per ore, che hanno attraversato l&#8217;Italia per venire qui, a festeggiare con me e con la mia famiglie in una giornata memorabile. E questi sono ancora meno, ma sono i più speciali.</p>
<p>A tutti, grazie. Grazie per aver passato anche solo qualche secondo del vostro tempo a scrivere &#8216;auguri&#8217; sulla mia bacheca Facebook, vuol dire che comunque almeno una cosa buona su di me ve la ricordate. Grazie per esserci stati a stringermi la mano e a scambiare un bacio, un calice di prosecco, un augurio, una fetta di torta o un fugace abbraccio in mensa. Grazie per i regali che mi avete fatto, anche a chi crede di non avermi regalato nulla, e non è vero perchè per qualcuno di voi anche conoscervi ed aver incrociato e continuare a incrociare le vostre vite è un regalo. Grazie a chi si è ricordato in ritardo perchè, come dico sempre, gli auguri non hanno scadenza e uno in più va sempre bene. E, soprattutto, grazie alla mia famiglia perchè, senza di loro, questi 50 anni non sarebbero stati quello che sono stati: una strada che è valso la pena di aver percorso.</p>
<p>Avanti, adesso. Riprendiamo a camminare <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p><p>The post <a href="https://www.maurorizzotto.net/50/">50</a> first appeared on <a href="https://www.maurorizzotto.net">Ragazzo fortunato</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Andiamo a Berlino!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2015 20:58:20 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[sport]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2015/05/gigibuffon.jpg"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" data-attachment-id="1087" data-permalink="https://www.maurorizzotto.net/andiamo-a-berlino/gigibuffon/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2015/05/gigibuffon.jpg?fit=500%2C160&amp;ssl=1" data-orig-size="500,160" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Gigi Buffon" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2015/05/gigibuffon.jpg?fit=300%2C96&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2015/05/gigibuffon.jpg?fit=500%2C160&amp;ssl=1" class="alignleft size-full wp-image-1087" src="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2015/05/gigibuffon.jpg?resize=500%2C160" alt="Gigi Buffon" width="500" height="160" srcset="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2015/05/gigibuffon.jpg?w=500&amp;ssl=1 500w, https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2015/05/gigibuffon.jpg?resize=300%2C96&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>Avevo otto anni quando ho vissuto la prima finale di Coppa dei Campioni con la mia squadra del cuore. Andrea ne avrà undici quando vivrà la stessa esperienza, con la stessa squadra del cuore.<br />
Nel <strong>1973</strong> non avevamo ancora la televisione a colori, quindi papà mi aveva portato al bar per vedere la partita. Prima di uscire eravamo passati a salutare mia mamma (interista…) che era in giardino; ricordo di averle detto &#8220;Tanto tu speri che la Juve perda&#8221; e lei mi aveva risposto che, trattandosi di una squadra italiana, avrebbe fatto il tifo per noi e che, comunque, sperava che vincesse perché così io e papà saremmo stati contenti e, di riflesso, anche lei. A Belgrado, invece, non andò bene, inchiodati dopo 10 minuti all&#8217;1-0 finale e, anche se hai otto anni, certe cose te le ricordi.<br />
Nel <strong>2015</strong> abbiamo in salotto uno schermo a 48 pollici che, a confronto con i televisori di allora, può essere definito solo come &#8220;pauroso&#8221;, quindi dubito che andremo in un qualsiasi bar per vedere la finale. Ma, di sicuro, la vedremo assieme. Potrebbe al limite verificarsi la stessa scena fra Andrea e Michela (milanista…), ma sono certo che ne uscirebbe la stessa risposta (cuore di mamma…). Comunque vada a finire, sarà una serata che Andrea si ricorderà.<br />
Dopo quella prima finale io mi ricordo anche tutte le altre. Quella di <strong>Atene</strong> mi tormenta ancora, con una squadra talmente forte da sembrare assurda e persa in un modo talmente assurdo da sembrare… assurdo. Un altro 1-0 dopo dieci anni dal primo e sempre con un gol preso dopo 10 minuti&#8230; Due anni dopo sono passato per l&#8217;Heysel, vista a letto malato, su un piccolo televisorino in bianco e nero e con un senso di incredulità e disorientamento che quasi non mi lasciò dormire e che ritrovo ancora oggi ogni volta che vedo le immagini.<br />
Nel <strong>1996</strong> ero sposato da un anno e ho visto la finale di Roma chiuso in camera da solo, tesissimo alla prospettiva di un&#8217;altra sconfitta contro l&#8217;Ajax &#8211; come la prima volta &#8211; e con la voglia di scappare via pur di non vedere i rigori (che invece poi ho visto, eccome…). E dopo aver vissuto, finalmente, una gioia, mi sono toccate le altre due nei due anni successivi, brutte come solo le sconfitte e la consapevolezza di aver perso due finali in tre anni sanno esserlo. E sono pure sopravvissuto all&#8217;ultima, la peggiore, che ho completamente cancellato dalla memoria fino a negarne quasi l’esistenza, salvo sapere benissimo cosa è successo e come (e &#8211; argh &#8211; contro chi…). E adesso, dopo tutto questo e tutto il resto che è successo (“Da Berlino alla B, dalla B a Berlino”, mitico capitano), ci siamo di nuovo.<br />
Chissà quante altre finali passerà Andrea&#8230; La prima, come è stato per me, sarà contro una squadra fortissima, il mitico Ajax di Cruijff nel 1973 e il Barcellona di Messi-Neymar-Suarez nel 2015; sfavoriti nei pronostici allora come oggi. Ma ce la giocheremo, senza mai smettere di sperare. <strong>Fino alla fine</strong>.<br />
Ieri, oggi e sempre. <strong>Forza Juventus!</strong></p>
<p><a href="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2015/05/mauroandrea.jpg"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" data-attachment-id="1089" data-permalink="https://www.maurorizzotto.net/andiamo-a-berlino/mauroandrea/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2015/05/mauroandrea.jpg?fit=600%2C600&amp;ssl=1" data-orig-size="600,600" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Mauro e Andrea" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2015/05/mauroandrea.jpg?fit=300%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2015/05/mauroandrea.jpg?fit=600%2C600&amp;ssl=1" class="alignleft size-full wp-image-1089" src="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2015/05/mauroandrea.jpg?resize=600%2C600" alt="Mauro e Andrea" width="600" height="600" srcset="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2015/05/mauroandrea.jpg?w=600&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2015/05/mauroandrea.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2015/05/mauroandrea.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2015/05/mauroandrea.jpg?resize=144%2C144&amp;ssl=1 144w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p><p>The post <a href="https://www.maurorizzotto.net/andiamo-a-berlino/">Andiamo a Berlino!</a> first appeared on <a href="https://www.maurorizzotto.net">Ragazzo fortunato</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Life goes on (aka &#8220;Auguri papà&#8221;)</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2015 20:06:27 +0000</pubDate>
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<p><a href="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2015/03/lifegoeson.jpg"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="1072" data-permalink="https://www.maurorizzotto.net/life-goes-on-aka-auguri-papa/lifegoeson/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2015/03/lifegoeson.jpg?fit=500%2C160&amp;ssl=1" data-orig-size="500,160" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Life goes on" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2015/03/lifegoeson.jpg?fit=300%2C96&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2015/03/lifegoeson.jpg?fit=500%2C160&amp;ssl=1" class="alignleft size-full wp-image-1072" src="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2015/03/lifegoeson.jpg?resize=500%2C160" alt="Life goes on" width="500" height="160" srcset="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2015/03/lifegoeson.jpg?w=500&amp;ssl=1 500w, https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2015/03/lifegoeson.jpg?resize=300%2C96&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p><p>The post <a href="https://www.maurorizzotto.net/life-goes-on-aka-auguri-papa/">Life goes on (aka “Auguri papà”)</a> first appeared on <a href="https://www.maurorizzotto.net">Ragazzo fortunato</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>30 anni fa&#8230; parte seconda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Aug 2014 18:30:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[nostalgia]]></category>
		<category><![CDATA[sentimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intanto la cosa buffa è che non doveva neanche essere il 14 agosto ma il 13. Dovevano uscire lunedì 13, che se sei in vacanza a Jesolo non è mica che cambi poi tanto. Si sarebbero visti (da soli) quella sera e il 13 agosto sarebbe stato IL giorno. Lui, che era imbranato anzicheno, si era già ...<a class="post-readmore" href="https://www.maurorizzotto.net/30-anni-fa-parte-seconda/">read more</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/08/noidue.jpg"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="1057" data-permalink="https://www.maurorizzotto.net/30-anni-fa-parte-seconda/noidue/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/08/noidue.jpg?fit=600%2C160&amp;ssl=1" data-orig-size="600,160" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="noidue" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/08/noidue.jpg?fit=300%2C80&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/08/noidue.jpg?fit=600%2C160&amp;ssl=1" class="alignleft size-full wp-image-1057" src="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/08/noidue.jpg?resize=600%2C160" alt="noidue" width="600" height="160" srcset="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/08/noidue.jpg?w=600&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/08/noidue.jpg?resize=300%2C80&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a> Intanto la cosa buffa è che non doveva neanche essere il 14 agosto ma il 13. Dovevano uscire lunedì 13, che se sei in vacanza a Jesolo non è mica che cambi poi tanto. Si sarebbero visti (da soli) quella sera e il 13 agosto sarebbe stato IL giorno. Lui, che era imbranato anzicheno, si era già fatto anche tutto il film della proposta e cosa doveva fare e tutto il resto ed era pure andato in un negozio vicino a Piazza Brescia per comprarle un anello. Bigiotteria eh, argento placcato, niente di che&#8230; anche perchè a 19 anni ancora da compiere, superiori appena finite e università in vista, non è che navighi nell&#8217;oro. Ma un gesto è un gesto e se ti devi fare un film almeno fattelo bene. Così quando lei gli aveva detto che suo fratello (di sei anni più grande e lievissimamente protettivo) lunedì non la lasciava uscire e che si sarebbero visti la sera dopo lui non l&#8217;aveva presa proprio con nonchalance.</p>
<p>Sì, certo che si vedevano anche di giorno in spiaggia. Lui salutava la nonna nelle cui vacanze al mare si era intrufolato (parentesi per raccontare la scena: scesi dal campeggio lei saluta lui e parte per le vacanze a Jesolo con la cugina più grande; lui, che le vacanze al mare non sapeva quasi più che cos&#8217;erano, dopo due-minuti-due dal rientro a casa, chiama ruffianissimamente la nonna in vacanza a Jesolo e le dice con voce mielosa: &#8220;noooonnaaaaaaa&#8230; saresti contenta se venissi qualche giorno a trovarti al mare?&#8221;) e partiva verso est; lei salutava la cugina (&#8220;vado a fare una passeggiata&#8230;&#8221;) e partiva verso ovest. Si trovavano più o meno a metà strada, al secondo pontile dopo la scuola di windsurf, e stavano lì insieme per delle belle decine di minuti, seduti a parlare di cose che poi lui manco si ricordava ma chisse, l&#8217;importante era guardarla, averla lì e sentire che per la prima volta nella sua vita c&#8217;era una persona speciale, ma speciale in un modo che non aveva mai provato e che voleva continuare a provare. E anche lei, che pur essendo più piccola qualche storiettina l&#8217;aveva già avuta, aveva intuito che in quel ragazzo c&#8217;era qualcosa di particolare ma particolare forte, tanto da passare sopra anche al fatto che lui, a vederlo in costume, si capiva subito come mai alla visita militare l&#8217;avevano scartato senza neanche troppi rimpianti. Insomma, Pierre Cosso era un&#8217;altra cosa (ma proprio altra altra&#8230;) però lei lo trovava carino. E &#8211; all&#8217;epoca &#8211; non aveva ancora problemi di vista.</p>
<p>Alla fine arrivò quel martedì sera. Il 14 agosto del 1984. E in una panchina (ora scomparsa) nei giardinetti (ora rifatti) di Piazza Brescia (quella c&#8217;è ancora, anche se parecchio diversa) lui e lei si scambiarono una serata di baci. E, poco prima, al bordo della fontana (sì, sparita pure quella) lui era riuscito a recitare la sua parte nel film che si era immaginato. Tesissimo, si era messo di fronte a lei, aveva estratto il pacchettino e, porgendoglielo, le aveva chiesto: &#8220;Ti vuoi mettere con me?&#8221;. Lei, che non si aspettava una situazione così cinematografica (ma del resto non aveva mica ancora bene idea di chi aveva di fronte), era arrossita, aveva annuito e bisbigliato un sì che, per quanto flebile, agli orecchi di lui era suonato come fragoroso. Ciak, buona, titoli di coda.</p>
<p>&#8230;o di inizio?  <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
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		<title>Una stella</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Aug 2014 08:20:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[tv]]></category>
		<category><![CDATA[Robin Williams]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hollywood, Walk of fame, 1995. Di tutte le stelle presenti, ne avevo fotografata solo una. UNA SOLA. E adesso si è spenta. Grazie Robin. &#160;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Hollywood, Walk of fame, 1995.</p>
<p>Di tutte le stelle presenti, ne avevo fotografata solo una. UNA SOLA. E adesso si è spenta.</p>
<p>Grazie Robin.</p>
<p><a href="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/08/robinwilliams.jpg"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="1045" data-permalink="https://www.maurorizzotto.net/una-stella/robinwilliams/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/08/robinwilliams.jpg?fit=395%2C500&amp;ssl=1" data-orig-size="395,500" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="robinwilliams" data-image-description="" data-image-caption="&lt;p&gt;Los Angeles, 1995 &amp;#8211; Hollywood Walk Of Fame&lt;/p&gt;
" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/08/robinwilliams.jpg?fit=237%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/08/robinwilliams.jpg?fit=395%2C500&amp;ssl=1" class="size-full wp-image-1045" src="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/08/robinwilliams.jpg?resize=395%2C500" alt="Los Angeles, 1995 - Hollywood Walk Of Fame" width="395" height="500" srcset="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/08/robinwilliams.jpg?w=395&amp;ssl=1 395w, https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/08/robinwilliams.jpg?resize=237%2C300&amp;ssl=1 237w" sizes="auto, (max-width: 395px) 100vw, 395px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.maurorizzotto.net/una-stella/">Una stella</a> first appeared on <a href="https://www.maurorizzotto.net">Ragazzo fortunato</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>30 anni (e lode) fa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2014 17:33:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>14 luglio 1984, sabato, ore 8.15. Il candidato Rizzotto Mauro si presenta (puntuale) davanti alla commissione esaminatrice per sostenere il colloquio orale del suo esame di maturità all&#8217;Istituto Tecnico Commerciale Luigi Einaudi di Montebelluna. Il candidato (oltre ad aver sputato sangue sui libri, dribblando il caldo e gli amici e concedendosi solo brevi pause su ...<a class="post-readmore" href="https://www.maurorizzotto.net/30-anni-e-lode-fa/">read more</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/07/maturita84.jpg"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="1029" data-permalink="https://www.maurorizzotto.net/30-anni-e-lode-fa/maturita84/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/07/maturita84.jpg?fit=500%2C364&amp;ssl=1" data-orig-size="500,364" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="maturita84" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/07/maturita84.jpg?fit=300%2C218&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/07/maturita84.jpg?fit=500%2C364&amp;ssl=1" class="alignnone size-full wp-image-1029" src="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/07/maturita84.jpg?resize=500%2C364" alt="Da La Tribuna di Treviso del... boh... 1984" width="500" height="364" srcset="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/07/maturita84.jpg?w=500&amp;ssl=1 500w, https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/07/maturita84.jpg?resize=300%2C218&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a> 14 luglio 1984, sabato, ore 8.15. Il candidato Rizzotto Mauro si presenta (puntuale) davanti alla commissione esaminatrice per sostenere il colloquio orale del suo esame di maturità all&#8217;Istituto Tecnico Commerciale Luigi Einaudi di Montebelluna.</p>
<p>Il candidato (oltre ad aver sputato sangue sui libri, dribblando il caldo e gli amici e concedendosi solo brevi pause su Videomusic) aveva elaborato un piano tattico: come materia aveva chiesto Scienza delle Finanze. Nessun&#8217;altro dei suoi compagni aveva osato tanto. Tutti si erano riversati sulle più sicure Italiano e Tecnica; del resto, Scienza delle Finanze (per tutti, Finanze) era un salto nel buio, dopo un anno intero in cui il professore non spiegava, interrogava solo chi usciva e tutti si facevano tranquillamente gli affari propri in classe durante le ore della materia. Ma il candidato aveva un piano.</p>
<p>&#8220;Italiano&#8230; no, proprio no. Finchè c&#8217;è da scrivere va bene, ma la letteratura è un malloppo enorme e ti possono sorprendere dove vogliono. Tecnica&#8230; uhm&#8230; forse, ma anche no. Se invece io porto Finanze in fin dei conti ho il programma di un anno da studiare: dovrò farlo comunque da zero ma solo un anno, è meno roba di italiano e tecnica. E poi così sono l&#8217;unico che la porta, verranno mica a rompermi le balle a me cambiandomi la seconda materia? Così seppellisco italiano e tecnica e mi concentro solo su due materie&#8221;. Questo, virgola più, virgola meno, era l&#8217;astuto ragionamento del candidato. Che, per soprannumero, voleva come seconda materia Inglese, unico con altri due compagni su un totale di 31 candidati. Comunque, alla fine le materie non gli erano state cambiate e il candidato aveva potuto presentarsi all&#8217;esame tranquillo e sereno. Beh insomma&#8230; tranquillo&#8230; nei limiti in cui un ansioso cronico può essere tranquillo.</p>
<p>Tutto però va come previsto. L&#8217;interrogazione di Finanze e quella di Inglese scorrono lisce e, dopo appena 25 minuti, alle 8.40 il candidato esce trionfante. I compagni, accorsi in massa ad assistere al suo esame trattandosi del primo candidato della classe a fare l&#8217;orale (in verità la compagna Ravanello sarebbe stata la prima ma, essendo in coda ai privatisti, aveva fatto l&#8217;esame il giorno prima; così i compagni avevano dirottato le loro attenzioni sul più comodo sabato mattina), gli fanno i complimenti. Il solerte cronista della Tribuna di Treviso lo intervista per l&#8217;articolo di rito sulla maturità. Il sole splende e il candidato si gode il suo momento di gloria. I cellulari non esistono ancora, quindi per telefonare a casa e comunicare l&#8217;esito deve affidarsi all&#8217;apparecchio grigio con disco rotondo (e lucchetto a bloccare lo zero) che c&#8217;è in segreteria. Dall&#8217;altro capo della cornetta arrivano le felicitazioni e le urla di felicità della famiglia in ansia a casa. Ma bisogna partire per il campeggio: il fatto che sia stata estratta la lettera R e che quindi gli orali fossero iniziati da lui ha comportato che il candidato (ormai quasi ex-) può partire il giorno stesso per Sappada; se il caso avesse fatto estrarre un&#8217;altra lettera il suo orale sarebbe stato un altro giorno e, forse, avrebbe dovuto rinunciare alla desiderata vacanza in montagna.</p>
<p>Così no, si va. L&#8217;ex-candidato saluta i compagni tuttora candidati e va a casa. Pranza, si cambia, prende i bagagli e sale in macchina. Dopo tre ore e mezza di strada e di curve (blah&#8230;) arriva in campeggio. Saluta tutti e va verso la sua tenda. Entra, posa la borsa e la chitarra ed esce. E lì vede una ragazza con i capelli lunghi e lisci e le fossette sulle guance che esce dalla sua tenda, lo vede, lo guarda e gli fa un sorriso così bello come lui non ne ha mai visti così, verso le 16-16.30-17-boh di un sabato 14 luglio 1984 come tanti. E&#8230; bum!</p>
<p>Non sa ancora che QUELLO è il momento di quella splendida giornata di sole che avrebbe cambiato la sua vita per sempre; non quello del mattino, come pensava. Ma questa, sul serio, è un&#8217;altra storia&#8230;</p>
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		<title>Californication</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2014 21:21:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[tv]]></category>
		<category><![CDATA[Californication]]></category>
		<category><![CDATA[serie tv]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#8220;Dear Karen. I&#8217;ve been thinking about us. That&#8217;s us with a capital &#8220;U&#8221;. The story of us. How the fuck do I sum it up? Has it been perfect? Hardly. Any story with me at the center of it will never be anything less than a big, smiling mess. But here&#8217;s what I know ...<a class="post-readmore" href="https://www.maurorizzotto.net/californication/">read more</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/07/Californication_Hank_Karen.jpg"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="1012" data-permalink="https://www.maurorizzotto.net/californication/californication-season-3/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/07/Californication_Hank_Karen.jpg?fit=499%2C280&amp;ssl=1" data-orig-size="499,280" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;2.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Jordin Althaus/\u00a9Showtime&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;Canon EOS-1D Mark III&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Natascha McElhone as Karen and David Duchovny as Hank in Californication (Season 3, Episode 10) - Photo: Jordin Althaus/Showtime - Photo ID: californication_310_0617&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1246285985&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;\u0026copy;Showtime 2009&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;150&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;1600&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.004&quot;,&quot;title&quot;:&quot;CALIFORNICATION (Season 3)&quot;}" data-image-title="Hank &amp;#038; Karen" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/07/Californication_Hank_Karen.jpg?fit=300%2C168&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/07/Californication_Hank_Karen.jpg?fit=499%2C280&amp;ssl=1" class="alignnone size-full wp-image-1012 alignnone" src="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/07/Californication_Hank_Karen.jpg?resize=499%2C280" alt="Californication" width="499" height="280" srcset="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/07/Californication_Hank_Karen.jpg?w=499&amp;ssl=1 499w, https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/07/Californication_Hank_Karen.jpg?resize=300%2C168&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 499px) 100vw, 499px" /></a><br />
&#8220;Dear Karen.<br />
I&#8217;ve been thinking about us. That&#8217;s us with a capital &#8220;U&#8221;. The story of us.<br />
How the fuck do I sum it up? Has it been perfect? Hardly. Any story with me at the center of it will never be anything less than a big, smiling mess. But here&#8217;s what I know for sure. Our time in the sun has been a thing of absolute fucking beauty. The nightmares, the hangovers, the fucking and the punching, the gorgeous, shimmering insanity of this city of ours, where for years I woke up, fucked up, said I was sorry, passed out, and did it all over again.<br />
As a writer, I&#8217;m a sucker for happy endings. The guy gets the girl. She saves him from himself&#8230; fade to fucking black. As a guy who loves a girl, I realize there&#8217;s no such thing. There&#8217;s no sunset.<br />
There&#8217;s just now, and there&#8217;s just the two of us, which can be scary fucking ugly sometimes.<br />
But if you close your eyes and listen for the whisper of your heart, and never, ever give up, no matter how many times you get it wrong, until the beginning and end blur into something called &#8216;until we meet again&#8217;.<br />
And that&#8217;s&#8230; that&#8217;s it.<br />
I&#8230; I didn&#8217;t know how to finish it&#8230; Because it&#8217;s not over. It&#8217;ll never be over as long as there&#8217;s you, there&#8217;s me, and there&#8217;s hope&#8230; and grace.&#8221;</p>
<p>Goodbye, Hank Moody. Thanks for those seven awesome <a title="vai alla pagina Wikipedia (it) su Californication" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Californication_(serie_televisiva)" target="_blank">&#8216;Californication&#8217;</a> seasons.<br />
Gonna miss you.<br />
Badly.</p>
<p>Mauro</p><p>The post <a href="https://www.maurorizzotto.net/californication/">Californication</a> first appeared on <a href="https://www.maurorizzotto.net">Ragazzo fortunato</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Miao</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Feb 2014 23:29:20 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/02/minu01.jpg"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="993" data-permalink="https://www.maurorizzotto.net/miao/minu01/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/02/minu01.jpg?fit=500%2C279&amp;ssl=1" data-orig-size="500,279" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Minù" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/02/minu01.jpg?fit=300%2C167&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/02/minu01.jpg?fit=500%2C279&amp;ssl=1" class="alignleft size-full wp-image-993" alt="Minù" src="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/02/minu01.jpg?resize=500%2C279" width="500" height="279" srcset="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/02/minu01.jpg?w=500&amp;ssl=1 500w, https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/02/minu01.jpg?resize=300%2C167&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p>Correva l&#8217;anno 1998. Sposati da tre anni, felici e contenti, ma figli non arrivavano ancora. Avremmo scoperto poi che avremmo aspettato un altro bel po&#8217;, ma questa è un&#8217;altra storia. E un giorno lei fa la battuta &#8220;Beh, allora mi prendo un gatto&#8221;. E io rispondo &#8220;Ok, ma io allora mi prendo il computer&#8221;. O forse prima io ho detto del computer e poi lei del gatto ma vabbè. Non è che le due cose fossero equivalenti, ma così ognuno avrebbe avuto il suo &#8216;passatempo&#8217;.</p>
<p>E caso volle che una mano ignota scaricasse nel giardino di Silvia &#8211; che già allora aveva chiaramente gli animali nel suo destino &#8211; un sacchetto di plastica con due adorabili cuccioletti. &#8220;Michela ne prendi uno? Dai venite giù a vederli&#8221;. Ed erano effettivamente belli, lei non sapeva scegliere, io avevo anche detto &#8216;prendili tutti e due&#8217; ma non volle. Poi, alla fine, fece la sua scelta: ed è così che Minù entrò nella nostra famiglia.</p>
<p>Ci mise poco a diventare la padrona. Io scivolai irrimediabilmente indietro nelle gerarchie familiari, costretto a giocarmi il terzo posto con l&#8217;aspirapolvere, mentre lei spadroneggiava in casa, sovrana assoluta a cui tutto era concesso e nessun posto era precluso. Quando faceva le fusa sembrava di avere un motore diesel sotto il tavolino ma, come tutti i gatti, sapeva anche farsi voler bene. Quello che invece non le voleva bene era il terribile gatto dei vicini: un giorno, quando lei era ancora piccolina, la attaccò quasi a morte. Salvata per miracolo e dopo una lenta ripresa il carattere di Minù però cambiò; smise completamente di fare le fusa (riprese solo dopo molti anni) e divenne più nervosa, più schiva e leggermente più aggressiva. Graffiava per un nonnulla, e bisognava starci un po&#8217; attenti; con Michela, però, rimase sempre affettuosa, e questo bastava.</p>
<p>La sua vita cambiò una seconda volta in un giorno di settembre del 2003. Quando iniziò a capire che in quello strano catafalco nel mezzo del soggiorno della SUA casa c&#8217;era qualcosa che si muoveva non potè fare a meno di incuriosirsi, e tanto fece che un giorno riuscì a sbirciare all&#8217;interno. Non so quale fu la sua reazione quando si accorse del cucciolo d&#8217;uomo che c&#8217;era dentro, ma nel periodo a seguire non se ne curò più di tanto, sicura che la sua posizione di predominio in casa non sarebbe stata in pericolo. E, in un certo senso, aveva ragione: quel cucciolo d&#8217;uomo le avrebbe sottratto molte attenzioni &#8211; anche se non quelle essenziali &#8211; ma sarebbe diventato uno dei suoi migliori amici. Da lui &#8211; nonostante il suo carattere irrequieto &#8211; si sarebbe lasciata fare di tutto, anche il contropelo; cose che se le avessi azzardate io mi sarei ritrovato una cicatrice dal polso alla spalla, fatte da Andrea erano la cosa più naturale del mondo e che non suscitavano nessuna reazione. Amore a prima vista.</p>
<p>Tre anni dopo la vita di Minù cambiò per la terza volta, e ancora più radicalmente. Il trasloco della famiglia in una casa nuova la privò del suo mondo e &#8211; ahimè &#8211; di tutti i punti di riferimento: chiusa in casa per mesi, perchè si abituasse gradualmente prima all&#8217;interno della nuova casa esterno e poi all&#8217;esterno, avevamo ufficialmente una gatta &#8220;stressata&#8221;. Iniziò a diventare più sedentaria e, lentamente, ad ingrassare ma col tempo si adattò bene alla nuova casa. Era indubbiamente la padrona del giardino e delle zone circostanti e quando altri gatti si avvicinavano non aveva problemi &#8211; data anche la mole che stava acquisendo &#8211; a difendere il suo territorio anche con le cattive. Insomma, si faceva rispettare.</p>
<p>In casa ormai aveva individuato in me la mano che la nutriva e in Michela quella che la accarezzava. Andrea era la variabile impazzita, quello che la abbracciava adorante e per il quale aveva lentamente ripreso a fare le fusa, ma anche quello da cui scappare con le orecchie basse e ad altezza terra quando intraprendeva giochi particolarmente agitati o &#8211; peggio &#8211; quando arrivavano gli amici. Allora correva a rifugiarsi sotto il letto, e da lì non si muoveva fino a quando non avvertiva il ritorno di un certo silenzio. Allora scendeva quattro/cinque scalini, fino a farsi scorgere, e lanciava un &#8220;Miao&#8221;, quasi a chiedere conferma che il pericolo fosse davvero passato. E, ricevutala, scendeva a mangiare tranquilla per poi riposizionarsi nel suo posto sul divano. Di cui, sempre per la stazza, arrivava ad occuparne da sola fino ad un terzo: il mio terzo, ovviamente.</p>
<p>Abitudinaria come tutti i gatti e straviziata come un figlio unico, aveva i suoi rituali (sveglia al mattino da parte della mamma, primo spuntino giù, poi il latte in cucina e la passeggiatina fuori), i suoi modi di fare (raramente miagolava per entrare o uscire di casa: si metteva davanti alla porta e guardava fuori/dentro, sicura come una matrona che, prima o poi, qualcuno le avrebbe aperto), i suoi posti (padrona assoluta del seminterrato, d&#8217;estate aveva scoperto il piacere di stendersi sotto la siepe, dov&#8217;era quasi invisibile) e i suoi tratti caratteristici (sdraiarsi a zampe in aria e rimanere lì, pancia in alto in equilibrio; giurerei anche che una volta ci si fosse pure addormentata, in quella posizione).</p>
<p>Raggiunto il peso record di 8 chili era ormai chiaro che stava iniziando ad invecchiare. Dormiva sempre di più, usciva sempre di meno, diventando sempre più sedentaria. Ma era sempre la nostra Minù (ormai diventato il diminutivo di &#8220;Minuscola&#8221; come l&#8217;aveva ribattezzata Andrea in uno dei suoi innumerevoli slanci di affetto), l&#8217;ingombrante ma indispensabile presenza accanto a noi sul divano o sul letto (ma con lei sul letto era davvero difficile dormire). Eravamo tutti pazzi di lei e del suo manto morbidissimo, compreso quello che lo ammetteva e lo dimostrava meno degli altri due, e non è difficile capire chi sia.</p>
<p>E adesso il divano è vuoto, il seminterrato è vuoto, sotto la siepe c&#8217;è solo umido e sotto i letti c&#8217;è solo polvere e, forse, qualcuno dei peli che perdeva dappertutto. Andrea ha pianto tutte le sue lacrime. Michela si è fatta forza ma ha un groppo in gola che ci metterà un bel po&#8217; a sparire del tutto. E io ho dovuto fare la parte dell&#8217;uomo e andare al lavoro lo stesso e fare finta che tutto andasse bene. Quando non era vero che andava tutto bene, proprio per niente. Perchè qui adesso c&#8217;è un vuoto, e non c&#8217;è più nessuno che lo riempia facendo le fusa.</p>
<p>Ciao Minù. Ci manchi già&#8230;</p>
<p><a href="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/02/minu02.jpg"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="994" data-permalink="https://www.maurorizzotto.net/miao/minu02/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/02/minu02.jpg?fit=600%2C450&amp;ssl=1" data-orig-size="600,450" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Noi e Minù" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/02/minu02.jpg?fit=300%2C225&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/02/minu02.jpg?fit=600%2C450&amp;ssl=1" class="alignleft size-full wp-image-994" alt="Noi e Minù" src="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/02/minu02.jpg?resize=600%2C450" width="600" height="450" srcset="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/02/minu02.jpg?w=600&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2014/02/minu02.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p><p>The post <a href="https://www.maurorizzotto.net/miao/">Miao</a> first appeared on <a href="https://www.maurorizzotto.net">Ragazzo fortunato</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Il testamento del capitano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2013 08:07:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[spam]]></category>
		<category><![CDATA[truffe]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di solito ignoro lo spam, cestinandolo direttamente o &#8211; meglio &#8211; filtrandolo. Questo, ricevuto stamattina, però è finita che l&#8217;ho aperto, l&#8217;ho letto&#8230; e sto ridendo ancora adesso! Come sempre, mi chiedo se qualcuno possa davvero cascare in questo misto di inverosimilità, italiano improponibile tradotto automaticamente con Google e&#8230; vabbè, leggete e fatevi quattro risate. ...<a class="post-readmore" href="https://www.maurorizzotto.net/il-testamento-del-capitano/">read more</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Di solito ignoro lo spam, cestinandolo direttamente o &#8211; meglio &#8211; filtrandolo. Questo, ricevuto stamattina, però è finita che l&#8217;ho aperto, l&#8217;ho letto&#8230; e sto ridendo ancora adesso!</p>
<p>Come sempre, mi chiedo se qualcuno possa davvero cascare in questo misto di inverosimilità, italiano improponibile tradotto automaticamente con Google e&#8230; vabbè, leggete e fatevi quattro risate.</p>
<p>Ah, non ho corretto <strong>nulla;</strong> ho solo modificato l&#8217;indirizzo mail, non fosse mai che qualcuno gli volesse scrivere sul serio&#8230; <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Da: Captain Palmer Brown [mailto:palmerbrown@xxxx.net]</em></p>
<p><em>Inviato: giovedì 21 novembre 2013 1.48</em></p>
<p><em>Oggetto: ATTENZIONE URGENTE BISOGNO</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Ciao ,</em></p>
<p><em>Io sono il capitano Palmer Brown un ufficiale comandante del 3 ° battaglione  dell&#8217;esercito con gli Stati Uniti e la Gran Bretagna Coalizione Forza in  Afghanistan .</em></p>
<p><em>Sto considerando la possibilità di fare affari con voi , ed è per questo che sto  raggiungendo fuori a voi . D&#8217;altra parte voglio informarvi che ho in mio possesso la somma di $ 7.2million (Dollari USA ), che ho recuperato durante una delle nostre incursioni sui terroristi qui in Afghanistan .</em></p>
<p><em>Non intendo consegnare questo denaro al Governo , così mi è stato in grado di spostare i soldi fuori dalla zona di guerra con l&#8217;aiuto di Red organizzazione Croce a una società di sicurezza in un luogo sicuro e protetto.</em></p>
<p><em>Per favore, se siete interessati a questa operazione la darò a voi i dettagli completi è necessario per noi di effettuare tale operazione con successo .</em></p>
<p><em>Credo che posso fidarmi di te . Dove siamo ora siamo in grado di comunicare solo attraverso i nostri mezzi di comunicazione di militari che sono fissate in modo che nessuno può controllare le nostre discussioni , allora posso spiegare nei dettagli a voi . Ti farò raggiungere solo attraverso messaggi di posta elettronica , perché i nostri chiamate potrebbero essere monitorati , devo solo essere sicuro che mi occupo di .</em></p>
<p><em>Anche io voglio che tu sappia che sto rivelando questo problema per voi con convinzione che non si sarà mai deludermi in questo business , sei il primo e l&#8217;unica persona che io sto contattando per questo affare, quindi la preghiamo di rispondere con urgenza in modo che voglio io informarvi sul prossimo passo da fare .</em></p>
<p><em>Se siete interessati vi prego di rispondere immediatamente in modo da poter contattare per ulteriori dettagli. Sto facendo questo sulla fiducia , è necessario comprendere e si deve sapere che come un esperto militare addestrato io gioco sempre sicuro in caso tu sei il tipo di male, ma io prego che non sei . $ 7.2million è un sacco di soldi , non ho potuto esitato ma vi riveli i dettagli a causa del periodo di tempo limitato .</em></p>
<p><em>Sto aspettando pazientemente i tuoi dati di contatto in modo avremmo procedere al più presto possibile . In meno di 7 giorni il denaro avrebbe dovuto essere riportato a vostra cura . Sarete ricompensati con il 30 % del totale e il 70 % sarebbe stata mia . Spero che io sia giusto su questo affare ?</em></p>
<p><em>Vi auguro tutto il meglio di fortuna . in attesa di sentire da voi con urgenza .</em></p>
<p><em>Si prega di inviare tutte le risposte a ( palmerbrown@yyyyy.com )</em></p>
<p><em>Grazie.</em></p>
<p><em>Capitano Palmer Brown</em></p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://www.maurorizzotto.net/il-testamento-del-capitano/">Il testamento del capitano</a> first appeared on <a href="https://www.maurorizzotto.net">Ragazzo fortunato</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<title>Cinque anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mauro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Sep 2013 19:56:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[sentimenti]]></category>
		<category><![CDATA[papà]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2013/09/papa.jpg"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" data-attachment-id="976" data-permalink="https://www.maurorizzotto.net/cinque-anni/papa/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2013/09/papa.jpg?fit=500%2C359&amp;ssl=1" data-orig-size="500,359" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Papà" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2013/09/papa.jpg?fit=300%2C215&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2013/09/papa.jpg?fit=500%2C359&amp;ssl=1" class="alignleft size-full wp-image-976" alt="Papà" src="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2013/09/papa.jpg?resize=500%2C359" width="500" height="359" srcset="https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2013/09/papa.jpg?w=500&amp;ssl=1 500w, https://i0.wp.com/www.maurorizzotto.net/wp-content/uploads/2013/09/papa.jpg?resize=300%2C215&amp;ssl=1 300w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p><p>The post <a href="https://www.maurorizzotto.net/cinque-anni/">Cinque anni</a> first appeared on <a href="https://www.maurorizzotto.net">Ragazzo fortunato</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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