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      <pubDate>Thu, 01 Oct 2015 23:14:09 +0000</pubDate>
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         <title>Siria, Isis, ed Europa. Che fare?</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/blog/item/443-siria-isis-ed-europa-che-fare</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.huffingtonpost.it/2015/05/21/isis-palmira-antica-citta_n_7348940.html&quot;&gt;L'Isis ha conquistato la città di Palmira in Siria e controlla buona parte del Paese&lt;/a&gt;. Tutto questo avviene in un contesto più generale dove, solo da inizio anno, abbiamo visto le esecuzioni a &quot;Charlie Hebdo&quot; a Parigi, l'Isis prendere il controllo di Sirte in Libia, ed il &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.huffingtonpost.it/2015/01/08/nigeria-boko-haram_n_6436946.html&quot;&gt;massacro di Baga da parte di Boko Haram in Nigeria&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa sta succedendo? Succede che l'estremismo islamico è in guerra con il mondo occidentale e con il mondo islamico che non si confà all'idea di Islam che questi gruppi hanno in mente; un'idea di islam in cui un &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.washingtonpost.com/world/syria-tribal-revolt-against-islamic-state-ignored-fueling-resentment/2014/10/20/25401beb-8de8-49f2-8e64-c1cfbee45232_story.html&quot;&gt;uomo che fuma in pubblico viene frustato o ucciso&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'inizio di questa guerra si può datare agli attacchi dell'11 Settembre 2001. Ed io vi chiedo: l'estremismo islamico è diventato più forte o più debole, quattordici anni dopo gli attacchi alle torri gemelle? Io penso più forte. La responsabilità di questo va ricercata anche in scelte di politica internazionale fortemente discutibili dalla guerra in Iraq in poi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che sta succedendo in Siria, ed in Libia, è un esempio di strategie geopolitiche che hanno finito col facilitare l'avvento dell'estremismo islamico. Abbiamo bombardato la Libia ed eliminato Gheddafi. Vari paesi europei, Francia e Regno Unito in primis, hanno sostenuto i ribelli siriani per voler eliminare Assad senza rendersi conto delle dinamiche estremiste che si stavano sviluppando sul campo. Alla fine ci ritroviamo con l'Isis alle porte sia in Siria che in Libia. Ovviamente il mondo ideale sarebbe quello in cui tutti i paesi a Sud del Mediterraneo fossero democrazie funzionanti come Germania o Svezia. Purtroppo non è così e la guerra in Iraq, a 12 anni dal suo inizio, ci ricorda che la democrazia non si può esportare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa possiamo fare ora in Siria? Le opzioni sono 1. Bombardare l'Isis , 2. Armare i ribelli siriani per continuare a combattere Assad, 3. Allearci con Assad per combattere l'Isis, 4. Stare a guardare senza fare nulla. Vediamo più in dettaglio:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bombardare l'Isis può essere una soluzione utile per rovesciare le sorti di una battaglia. Gli Stati Uniti lo stanno già facendo in Siria ed Iraq, ma questo non ha impedito una continua avanzata dell'Isis. Purtroppo per combattere efficacemente l'Isis ci voglio truppe sul campo; questa soluzione non basterebbe. Armare i ribelli siriani è un'operazione rischiosa. Data la &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.washingtonpost.com/blogs/worldviews/wp/2014/08/22/was-putin-right-about-syria/&quot;&gt;struttura per bande&lt;/a&gt; è difficile garantire che le armi non finiscano in mano ad estremisti islamici. Un gruppo di persone può dichiarare di far parte dei ribelli e ricevere armi, salvo poi decidere di affiliarsi all'Isis o Al Nusra (braccio di al-Qaeda). Oltretutto quand'anche si armassero i ribelli e questi riuscissero a sconfiggere Assad nulla ci assicura che sarebbero in grado ed avrebbero la volontà di combattere l'Isis.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negoziare con Assad per poi combattere l'Isis è un'opzione che è stata in parte &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.vox.com/2015/3/15/8218177/kerry-assad-syria&quot;&gt;ventilata anche dal segretario di stato americano John Kerry&lt;/a&gt;. Può far storcere il naso a molti, ma probabilmente è l'opzione più pragmatica. Se si vuole intraprendere questa strada bisogna farlo in fretta. L'esercito siriano ha appena perso Palmira e qualche settimana fa ha perso Jisr Ash-Shughur, città chiave che apre la via alla zona costiera, una delle ultime aree ancora controllate dal governo. L'esercito è alle corde, il reclutamento di nuovi soldati è sempre più complicato, la loro alimentazione è scarsa e spesso si riduce ad una patata ed un pugno di riso; l'embargo si sta facendo sentire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stare a guardare senza fare nulla è l'opzione peggiore. Il Mediterraneo dovrebbe essere una priorità nell'agenda geopolitica europea, si tratta del nostro confine meridionale. Però l'Europa non ha leadership nella regione e gli Stati Uniti sono ancora l'attore chiave. È come se l'Europa fosse il punto di riferimento nelle relazioni tra Messico e Stati Uniti, sarebbe impensabile. Non abbiamo la capacità politica di guidare il Sud del Mediterraneo e l'Italia, per la sua posizione geografica e per i legami culturali con il mondo arabo, dovrebbe giocare un ruolo di primo piano in questo contesto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negoziare con Assad per combattere l'Isis significa tradire il popolo siriano? Io non vorrei e non augurerei di avere Assad come presidente. Tuttavia, Assad aveva due meriti importanti sia per gli interessi occidentali sia per quelli dei siriani: 1. Garantiva uno stato laico, senza estremismi religiosi, in cui cristiani, alawiti, e sunniti vivevano in buona armonia ed equilibrio; 2. Garantiva stabilità e sicurezza (a costo di mancanza di libertà) in una regione dove questi aspetti sono spesso un lusso. Non è molto, ma forse meglio di quanto offrirebbe l'Isis.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre non dimentichiamoci che fino a prima della crisi Assad era ben accolto dai paesi occidentali. Era stato ricevuto dalla Regina d'Inghilterra e Tony Blair aveva proposto di &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.thesundaytimes.co.uk/sto/news/uk_news/National/article1072174.ece&quot;&gt;nominarlo cavaliere del Regno Unito&lt;/a&gt;. Era stato in visita ufficiale in Italia ed ospite di Papa Giovanni Paolo II. Se lo accoglievamo in casa fino a qualche anno fa non ha senso indignarci adesso per un'alleanza anti-Isis. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono stato qualche mese fa in Siria a Tartus per il funerale di mio nonno (sono italiano, nato e cresciuto in Lombardia, con genitori siriani). Tartus è una città sulla costa vicino al confine col Libano ed è controllata dal governo. Se non fosse per i check-point e per l'elettricità che viene tagliata diverse volte al giorno diresti che la vita scorre normalmente. Era dall'inizio della guerra che non ci tornavo. La cosa che più mi ha colpito è stato vedere la popolazione della città triplicata. Tantissimi si sono trasferiti a Tartus provenendo da Aleppo, Homs, ed altre zone martoriate dalla guerra. La popolazione di Tartus tradizionalmente è a maggioranza alawita e filo-governativa. Le persone che si sono trasferite sono a maggioranza sunnita ed anti-governativa. Ebbene, questi gruppi di persone stanno convivendo bene, lavorano assieme e vivono negli stessi quartieri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo mi dà la speranza che se decidessimo di negoziare con Assad per combattere l'Isis ed Assad riprendesse il controllo della Siria, la vita dei siriani scorrerebbe meglio di quanto non accada ora e di quello che accadrebbe sotto l'Isis. Per la democrazia purtroppo bisognerà aspettare tempi più maturi, viviamo in un mondo di second best. L'auspicio, che purtroppo verrà disatteso, è che l'Italia e l'Europa prendano la situazione per mano e che il Mediterraneo sia al centro della nostra azione di politica internazionale. L'Isis va combattuto sia per il nostro interesse che per quello delle popolazioni che si ritroverebbero sotto di esso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo articolo e' apparso sul &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.huffingtonpost.it/fadi-hassan/siria-isis-ed-europa-che-fare_b_7418564.html?utm_hp_ref=italy&quot;&gt;blog di Fadi sull'HuffPost Italia&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Mon, 25 May 2015 09:02:27 +0000</pubDate>
         <category>Blog</category>
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         <title>Il ruolo delle donne nel lavoro e nella società</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/blog/item/441-il-ruolo-delle-donne-nel-lavoro-e-nella-societa</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-family:Times New Roman;font-size:small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-family:Calibri;font-size:small;&quot;&gt;E’ di qualche settimana fa la notizia che l’ Economist, uno dei piu’ autorevoli magazine economici e politici, ha nominato come capo esecutivo una donna 47enne, Zanny Beddoes.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-family:Times New Roman;font-size:small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Calibri;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;Non sarebbe una novita’ se i vertici delle grandi aziende o delle istituzioni fossero normalmente aperti alla concorrenza di genere. Invece e’ una notizia che fa scalpore perche’ in ben 172 anni di storia dell’Economist non era mai successo. Cosi’ come non era mai successo che due donne, Christine La Garde&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;e Janet Yellen, guidassero le istituzioni al vertice dell’economia e della finanza globale, il Fondo Monetario Internazionale e la FED, la Banca Centrale degli Stati Uniti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-family:Times New Roman;font-size:small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Calibri;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;Nel Bel Paese la situazione non e’ di certo al passo con i tempi ed il cosiddetto tetto di cristallo e’ onnipresente nelle aziende ed istituzioni nostrane. Secondo i dati della Federazione Manageritalia, nel 2012 solo il 16% dei dirigenti delle imprese italiane e’ una donna, con punte del 17% al Centro e del 12% al Mezzogiorno. &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;Il Ministero degli Interni invece conferma che solo il 12% dei sindaci dei comuni italiani sono donne e che la meta’ di questi risiede nei comuni del Nord Ovest e circa il 20% nel Mezzogiorno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-family:Times New Roman;font-size:small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Calibri;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;Piu’ in generale, i dati del mercato del lavoro rosa italiano restano, nel loro complesso, impietosi, anche&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;guardando unicamente al Nord del Paese, dove si concentrano piu’ della meta’ degli occupati italiani. &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;In Italia, secondo i dati Istat, praticamente 1 donna su 2 non e’ attiva nel mondo del lavoro e circa 16% di queste donne, non attive ma in eta’ lavorativa (fra i 15 e 74 anni), non e’ in cerca di lavoro o non sarebbe disposto a lavorare subito. E’ la quota piu’ alta di tutti i paesi Europei e 10 volte piu’ grande di quella della Germania. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-family:Times New Roman;font-size:small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Calibri;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;Tuttavia, i dati piu’ incoraggianti indicano che dall’inizio del 1993 alla fine del 2014 in Italia si contano, nonostante la crisi, circa 1 milione di occupati in piu’ ; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;ed e’ proprio l’aumento dell’occupazione femminile ad aver guidato questo trend positivo con circa 1,8 milioni di lavoratrici in piu’, a fronte invece di una riduzione di circa 800 mila lavoratori maschi, dovuta principalmente alla crisi che si protrae ormai da 8 anni. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-family:Times New Roman;font-size:small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Calibri;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;Il Mezzogiorno, invece, non segue il trend nazionale, e nel suo complesso &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;oggi vi sono circa 800 mila occupati in meno rispetto al 1993. Inoltre,&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;e’ bene sottolineare che questo aumento del tasso di occupazione&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;femminile nazionale,&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;dal 38% del 1993 a circa il 47% di oggi, nasconde la riduzione dell’occupazione per le giovani donne dai 15 ai 35 anni (dal 42 al 35%).  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-family:Times New Roman;font-size:small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Calibri;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;Nel Mezzogiorno, inoltre, solamente meno di una donna su tre in eta’ lavorativa ha un’occupazione. Certamente l’area di lavoro sommerso e’ piu’ grande nel Mezzogiorno, ma il tasso di occupazione al Nord&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;e’ quasi il doppio; e questa percentuale e’ appena sufficiente a raggiungere la media Europea, pari a circa il 60%. Nel Mezzogiorno neppure la laurea e’ sufficiente a colmare il divario territoriale. Solo il 60% circa delle laureate meridionali ha un’occupazione, mentre al Settentrione la quota e’ molto piu’ alta e supera l’80%. Ovunque pero’ il lavoro delle colleghe donne e’ meno stabile, meno in linea con il titolo di studio e meno remunerato dei colleghi maschi. &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;Eppure il 26% delle donne tra i 30 ed i 34 anni ha un titolo di laurea a fronte del 17% dei colleghi maschi. &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-family:Times New Roman;font-size:small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;font-family:Calibri;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;Non tutte le disparita’ sono ovviamente frutto di discriminazioni, ma anche in parte delle scelte individuali, educative ed occupazionali, a sua volta frutto delle norme sociali e delle condizioni del mercato del lavoro. Tuttavia, minori opportunita’ di occupazione, condizioni contrattuali piu’ precarie e salari piu’ bassi aumentano la probabilita’ di poverta’ e di esclusione sociale e possono avere ripercussioni enormi sulle opportunita’ di crescita per il paese ma anche di investimento e di accumulazione della ricchezza individuale, anche per gli anni di pensionamento.&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;Secondo l’INPS, infatti, la pensione delle donne italiane e’ inferiore a quella dei colleghi maschi di circa 500 Euro al mese e piu’ del 50% delle donne hanno una pensione inferiore ai 1000€, rispetto al 30% dei pensionati maschi. &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;Non e’ infine un caso che vi sia un’ unica donna&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;fra le dieci&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-size:small;&quot;&gt;persone piu’ ricche in Italia secondo Forbes.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-family:Times New Roman;font-size:small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-family:Calibri;font-size:small;&quot;&gt;Il rilancio del paese ed il livellamento del divario territoriale italiano passano soprattutto attraverso il ruolo delle donne nella societa’ e nell’economia. Negli Stati Uniti gli studi economici suggeriscono che l’apertura delle professioni alle donne ed alle minoranze ha contribuito a circa il 15-20% della crescita del prodotto aggregato per lavoratore fra il 1960 ed il 2008. L’Italia, in questo senso ha un’enorme opportunita’ per il proprio futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-family:Times New Roman;font-size:x-small;&quot;&gt;* articolo originariamente pubblicato nel Corriere della Sera (inserto Corriere Economia - Mezzogiorno Economia) del martedì 2 Marzo 2015.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-family:Times New Roman;font-size:small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-family:Calibri;font-size:small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-family:Times New Roman;font-size:small;&quot;&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Calibri;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-family:Calibri;font-size:small;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-family:Times New Roman;font-size:small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000;font-family:Times New Roman;font-size:small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description>
         <guid isPermaLink="false">http://www.quattrogatti.info/n/index.php/blog/item/441-il-ruolo-delle-donne-nel-lavoro-e-nella-societa</guid>
         <pubDate>Tue, 03 Mar 2015 15:20:22 +0000</pubDate>
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         <title>Il TFR in busta paga aumenta i consumi?</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/blog/item/440-il-tfr-in-busta-paga-aumenta-i-consumi</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;(Di Tullio Jappelli e Salvatore Morelli*)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; In questi giorni si discute molto dell’opportunità che i dipendenti del settore privato possano decidere di ricevere in busta paga gli accantonamenti delle imprese per il cosiddetto Trattamento di Fine Rapporto (TFR), ovvero le somme che ogni anno vengono accantonate dalle imprese per poter pagare, alla fine del trattamento lavorativo, la cosiddetta buona uscita o liquidazione al lavoratore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La discussione sulla riforma ha riguardato fino ad ora ed in gran parte la convenienza del dipendente a liquidare parte del TFR, gli eventuali oneri a carico delle imprese, gli effetti di scoraggiamento sulla previdenza integrativa, il trattamento fiscale del TFR liquidato, gli oneri amministrativi e burocratici per lavoratori e imprese. Pochi tuttavia hanno fornito indicazioni sull’effetto della riforma sui consumi anche se la riforma viene proposta proprio per stimolare i consumi, la domanda aggregata e l’occupazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Questo articolo fornisce indicazioni su quale potrà essere l’impatto della riforma sui consumi aggregati e sul prodotto interno lordo (PIL).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Quali sono i lavoratori toccati dalla riforma?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Secondo il disegno di legge di Stabilità del Governo, solo i dipendenti del settore privato con un contratto a tempo indeterminato possono decidere di ricevere in busta paga gli accantonamenti delle imprese per il TFR. Il possibile effetto sui consumi esclude dunque tutti i dipendenti del settore pubblico, dell’agricoltura e i lavoratori con contratti di lavoro precario. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Trascuriamo per un momento gli aspetti fiscali e amministrativi della riforma, che pure rivestono grande importanza. Trascuriamo anche l’opportunità per il dipendente di liquidare parte del TFR per l’acquisto della casa o spese mediche, già previsto dalla legislazione, seppure con alcune limitazioni. Trascuriamo infine il caso del licenziamento, e cioè la circostanza in cui il dipendente riceve il TFR al termine del rapporto di lavoro, non all’età del pensionamento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Perché ricevere il TFR in busta paga dovrebbe aumentare i consumi?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Per valutare l’effetto sui consumi della riforma del TFR, occorre in primo luogo ricordare che “il TFR in busta paga” non rappresenta per un dipendente nuovo reddito, ma una semplice redistribuzione del reddito nel corso della sua vita lavorativa. Infatti, il TFR altro non è che reddito futuro del lavoratore accantonato nelle imprese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Questa distinzione non è irrilevante dato che gli studi economici sul consumo suggeriscono che per molte famiglie ciò che conta è proprio il reddito vitale, non il modo in cui il reddito affluisce in un particolare mese o anno. Questo accade perché le famiglie cercano di mantenere un livello di consumo stabile nel corso del tempo, e utilizzano il risparmio e il debito per attutire le variazioni del reddito da un mese all'altro, da un anno all'altro o nel corso della vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Dunque, in prima approssimazione, e tralasciando gli aspetti fiscali e amministrativi (che potrebbero effettivamente modificare il reddito degli individui), dare la possibilità a questi lavoratori di ricevere il TFR in busta paga non dovrebbe avere alcun effetto sui consumi.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Potrebbe avere però un effetto sulla composizione della ricchezza netta perché alcuni potrebbero, ad esempio, decidere di non investire nella previdenza integrativa ma in altre forme di risparmio. Similmente ci potrebbe essere un effetto anche sull’indebitamento delle famiglie, perché alcuni potrebbero utilizzare il TFR per ridurre i debiti, piuttosto che aumentare i risparmi; ma, appunto, in entrambi i casi non si tratta di aumento di consumo.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Ma non tutti possono prendere a prestito&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Tuttavia, non tutte le famiglie possono attutire le variazioni del reddito, indebitandosi per mantenere un profilo dei consumi stabile nel corso della loro vita. In altre parole, queste famiglie sono soggette a vincolo di liquidità e potrebbero, quindi, utilizzare da subito l’anticipo del TFR per sostenere i loro consumi; questo è esattamente il motivo per il quale ci si aspetta un impatto della riforma del TFR sui consumi. Alcune famiglie, infatti, potrebbero voler consumare da subito una parte del proprio reddito futuro, per esempio il TFR accumulato e vincolato in un fondo aziendale o previdenziale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Sono le cosiddette famiglie razionate nel mercato del credito: avranno un reddito più elevato in futuro (al momento della liquidazione), vorrebbero poter spendere di più oggi, ma non possono farlo perché non trovano credito, o lo trovano a tassi troppo elevati. Queste famiglie, in prima approssimazione, non risparmiano e spendono tutto il proprio reddito disponibile. Se quindi il loro reddito di oggi dovesse aumentare di 100 euro e il loro reddito di domani diminuire di 100 euro, il loro consumo di oggi aumenterebbe esattamente di 100 euro. Per queste famiglie quindi la cosiddetta propensione al consumo è esattamente uguale a uno (100 euro in più reddito in busta paga oggi vengono interamente spesi oggi). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Ma quante sono queste famiglie?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Calcolare il numero di famiglie che spenderebbero in consumi il “TFR in busta paga”, è possibile con l’aiuto di indagini sul comportamento dei consumatori, come l’indagine della Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie. Un primo modo per calcolare il numero delle famiglie razionate è chiedere se in un certo anno una domanda di finanziamento non è stata accolta. A questi vanno aggiunti coloro che non hanno chiesto un prestito semplicemente perche ritenevano che il credito non sarebbe stato concesso (i cosiddetti “debitori scoraggiati”). Si tratta di una percentuale di famiglie compresa tra 5,5 e 6,9, a secondo che si considerino dati relativi al 2010 o al 2012 per i soli dipendenti del settore privato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Un secondo modo è chiedere agli intervistati cosa farebbero se avessero un reddito aggiuntivo. Nel 2010 l’Indagine della Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie pone agli intervistati la seguente domanda: “Supponga di ricevere improvvisamente un rimborso pari a quanto la sua famiglia guadagna in un mese. Di questa somma quanta parte ne risparmierebbe e quanta ne spenderebbe?” (la domanda per il 2012 è simile, ma non identica). Complessivamente tra circa il 9 e il 15% dei dipendenti privati intervistati dichiara che spenderebbe il 100% del reddito aggiuntivo in consumi.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; In sintesi, l’evidenza di cui si dispone in Italia suggerisce che la quota di reddito delle famiglie razionate è compreso tra il 6 e il 15% del reddito complessivo delle famiglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Quale potrebbe essere l’effetto sui consumi?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Supponendo che il flusso annuale del TFR sia di circa 26 miliardi di euro all’anno come recentemente riportato nei dati Governativi e discusso pubblicamente sugli organi di informazione, l’impatto totale sui consumi dovrebbe essere compreso fra i 1,4 e 3,2 miliardi di Euro. Questo calcolo suppone che solo una percentuale di individui compresi fra il 6 ed il 15% dei dipendenti deciderà di ricevere il TFR in busta paga consumandolo interamente e assume anche che il TFR in busta paga sarà sottoposto a tassazione ordinaria (cioè solo 21 miliardi verrebbero effettivamente distribuiti se assumiamo un’aliquota fiscale media del 20% ). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; L’effetto sui consumi equivarrebbe ad un valore compreso tra lo 0,1 e lo 0,3% del totale del consumo aggregato (corrispondente circa a mille miliardi di Euro). In termini di punti di Prodotto Interno Lordo (PIL) la riforma potrebbe dunque avere un impatto aggregato di 0,2 punti di PIL. Ciò equivale all’aggiustamento strutturale di bilancio aggiuntivo richiesto dalla Commissione Europea all’Italia in fase di approvazione iniziale del disegno di legge di Stabilità. Nello scenario meno favorevole però l’impatto della riforma del TFR sul PIL si fermerebbe a circa lo 0,1% del PIL.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; E’ importante ribadire che l’effetto stimato della riforma del TFR è unicamente sul livello del PIL nel 2015, quindi l’effetto sulla crescita del PIL si manifesterebbe solo il primo anno di applicazione della riforma, e non negli anni successivi (la legge di stabilità prevede che la scelta sia per tre anni, dal 2015 al 2017). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;I consumi aumenterebbero di più nel Mezzogiorno o nel resto del Paese?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I dati dell’Indagine della Banca d’Italia indicano anche che è probabile che il maggior incremento dei consumi si verificherà nelle regioni meridionali, dove la percentuale di famiglie potenzialmente interessate alla liquidazione del TFR è sensibilmente maggiore di quella delle regioni centro-settentrionali. Infatti, nel Mezzogiorno la percentuale dei dipendenti privati disposti a consumare la totalità del reddito “aggiuntivo” in busta paga è circa il 25%, rispetto a circa il 12% della stessa tipologia di lavoratori nel centro e nel nord del paese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Tuttavia, i lavoratori dipendenti nel settore privato del Mezzogiorno sono una componente relativamente minore del totale della forza lavoro, rispetto al Centro ed al Nord del paese. In altre parole, per poter calcolare il contributo delle diverse aree del paese all’effetto complessivo del consumo si deve anche tener conto del fatto che i lavoratori dipendenti del settore privato non sono distribuiti omogeneamente fra le aree del paese, ed in particolare che nel Mezzogiorno ce ne sono di meno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Più precisamente, mentre al Nord ed al Centro il 26% della popolazione cade nella categoria lavoratore dipendente del settore privato, questo numero scende al 17% se ci concentriamo unicamente sul Mezzogiorno. Pertanto, sul totale dei potenziali 21 miliardi di TFR anticipato, solo circa 5,5 andrebbero ai lavoratori residenti nel Mezzogiorno (assumendo dunque che l’anticipo del TFR sia uguale per tutti e applicando lo stessa imposizione fiscale media del 20% sull’anticipazione del TFR).  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Cionostante, da questi calcoli risulta che il Mezzogiorno potrebbe concorrere per circa il 30-42% dell’effetto totale della riforma sui consumi e sul PIL. Questa cifra potrebbe anche salire a 33-46% se si tenesse in conto di una diversa tassazione media dell’anticipazione del TFR fra Mezzogiorno e resto d’Italia; infatti il salario medio dei lavoratori dipendenti nel settore privato è di circa 18800 Euro a fronte dei salri medi per il resto d’Italia pari a 26700 Euro.  Ad esempio, supponendo che la tassazione media del reddito sia pari al 15% nel Mezzogiorno e al 23% nel resto del paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;E nel lungo periodo?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Nel lungo periodo altre circostanze potrebbero attenuare o ribaltare tale effetto. Tra queste le più rilevanti sono due, Attualmente le imprese e i fondi pensione finanziano con il TFR una parte del proprio attivo: ad esempio, le imprese possono usarlo per attuare progetti di investimento e i fondi pensione per investire in altre attività finanziarie. A livello aggregato, cioè dell’intera economia, queste risorse sono un’aggiunta netta alla formazione di capitale. Dopo la riforma, una parte del flusso annuale del TFR sarà utilizzato invece per finanziare direttamente i consumi. Nel lungo periodo la quota di fondo che sarà liquidata per consumi e la conseguente diminuzione del risparmio privato potrebbe quindi ridurre gli investimenti e l’accumulazione di capitale, a meno che essa non sia compensata da investimenti esteri aggiuntivi. Allo stesso tempo, l’aumento del consumo ridurrà il risparmio privato dei lavoratori, ed in particolare la quota di risparmio a scopi previdenziali, con la conseguenza che gli anziani di domani avranno meno risorse per finanziare i propri consumi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Conclusioni&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; In sintesi, le conseguenze più importanti della riforma saranno che circa il 10% dei dipendenti del settore privato, circa un milione e mezzo di individui, potrebbe decidere di incrementare il proprio consumo.  Ciò avrebbe un effetto sul PIL valutabile in 0,1-0,3 punti percentuali. All’aumento dei consumi contribuiranno in particolar modo famiglie a basso reddito, giovani e residenti delle regioni meridionali. Queste ultime contribuirebbero a circa il 40% dell’aumento dei consumi dovuti alla riforma.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;*Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche (DISES) e Centro Studi di Economia e Finanza (CSEF), Università di Napoli Federico II&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Tue, 25 Nov 2014 08:43:56 +0000</pubDate>
         <category>Blog</category>
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         <title>Confiscati Bene: Open data contro le mafie</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/blog/item/439-confiscati-bene-open-data-contro-le-mafie</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;p&gt;Cosa possono fare i dati aperti nella lotta alla criminalità organizzata? Ce lo spiega il progetto “&lt;strong&gt;Confiscati Bene&lt;/strong&gt;”, frutto di un intenso hackathon tenuto dalla comunità &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.spaghettiopendata.org/&quot;&gt;Spaghetti open data&lt;/a&gt; durante il raduno bolognese dello scorso marzo. &lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedFullText&quot;&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Un progetto partecipativo, a costo zero e totalmente creato dal basso, realizzato dallo &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;https://github.com/spaghetti-open-data/beni-confiscati-aperti/wiki/Tutorial-scraping&quot;&gt;scraping&lt;/a&gt; dei dati pubblicati dall’&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.benisequestraticonfiscati.it/Joomla/&quot;&gt;Agenzia&lt;/a&gt; nazionale che dal 2010 si occupa dell’amministrazione e della destinazione dei beni sequestrati e confiscati alle mafie (ANBSC). Il team di Confiscati Bene ha raccolto in &lt;strong&gt;un &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.confiscatibene.it/it/dataset&quot;&gt;catalogo&lt;/a&gt; dati accessibile e riusabile&lt;/strong&gt; la preziosa mole di informazioni, sparse in diverse centinaia di pagine sul sito dell’Agenzia e in altri dataset ufficiali, relative a beni un tempo proprietà dei boss e ora nelle mani dello Stato. Sulla &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.confiscatibene.it/it&quot;&gt;piattaforma online&lt;/a&gt; del progetto, nata in un secondo momento grazie al contributo del gruppo di &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.dataninja.it/&quot;&gt;Dataninja&lt;/a&gt;, si può consultare e scaricare il catalogo aggiornato dei dati grezzi in formato aperto e riutilizzabile, ma non solo: i dati possono essere navigati e visualizzati in dettaglio su una mappa open-source interattiva. Dalla homepage si accede ad un’area dedicata al monitoraggio civico sullo stato e il riuso dei beni confiscati tramite piattaforma &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.monithon.it/&quot;&gt;Monithon.it&lt;/a&gt;. Inoltre, ogni cittadino interessato può inviare segnalazioni, proposte e suggerimenti tramite la sezione Partecipa.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Confiscati Bene è un “regalo” dalla comunità hacker italiana all’ANBSC, un’idea di come potrebbe essere (finalmente) il suo sito ufficiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Perché Confiscati Bene?&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;La legislazione italiana in materia di sequestro e confisca dei beni presenta &lt;strong&gt;gravi inadeguatezze&lt;/strong&gt; a livello burocratico e amministrativo, che incidono negativamente anche sulla corretta gestione delle informazioni inerenti il patrimonio confiscato: nel più totale caos informativo, si producono dati incompleti, sovrabbondanti, spesso contrastanti. Già la legge n.&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1996-03-07;109!vig=2013-10-17&quot;&gt;109/1996&lt;/a&gt; prevedeva un’attività permanente di monitoraggio sui beni, ma con gli anni si è verificata una grave dispersione di dati preziosi. Parte di essi confluisce nel &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_11_1.wp?previsiousPage=mg_1_11&amp;contentId=SPR50978&quot;&gt;SIPPI&lt;/a&gt;, un database del Ministero della Giustizia nato nel 2008, con informazioni più aggiornate e complete rispetto a quelle dell’ANBSC, ma ad uso esclusivamente interno e - quindi - non pubblico. L’ANBSC raccoglie e pubblica dati sui beni confiscati &lt;strong&gt;non in formato open&lt;/strong&gt;, sparsi in centinaia di pagine web, non completi e non riutilizzabili, il cui ultimo aggiornamento risale al 7 gennaio 2013. Gli &lt;strong&gt;enti territoriali&lt;/strong&gt; sono tenuti per legge (d. lgs. n. &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2011-09-06;159&quot;&gt;159/2011&lt;/a&gt;, cosiddetto “Codice antimafia”) a pubblicare sul proprio sito web un elenco puntuale e aggiornato dei beni confiscati, ma sussistono ritardi nell’attuazione di questa norma e, laddove finora pubblicati, i dati non sempre sono in formato aperto e riutilizzabile. Inoltre, ci sono numerose &lt;strong&gt;realtà associative&lt;/strong&gt; (come Libera) che hanno raccolto indipendentemente molte informazioni sui beni in gestione presenti sul proprio territorio, ma soltanto l’Agenzia possiede dati relativi a tutto il Paese.&lt;br /&gt;Sulle modalità con cui l’Agenzia abbia poi speso parte dei fondi stanziati nell’ambito del PON sicurezza, per un ammontare totale di circa 7 milioni di euro, destinati alla realizzazione di una piattaforma informatica integrata che sarebbe dovuta entrare in funzione nel 2012 e che non risulta ancora operativa, vige il più totale mistero.&lt;br /&gt;I civic hackers si sono ingegnati, &lt;em&gt;senza chiedere il permesso&lt;/em&gt;, per fare ordine nei dati, studiare una soluzione al problema della &lt;strong&gt;confusione informativa&lt;/strong&gt; sui beni confiscati e &lt;strong&gt;condividerla con amministratori e società civile&lt;/strong&gt;. Un’occasione per dare maggiore visibilità, un numero e una storia a quel patrimonio simbolo della battaglia dello Stato per il riscatto dei territori soggetti al giogo delle cosche.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un tesoro disperso di beni confiscati&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad oggi non si sa con esattezza né quanti siano, né quanto valgano, né con precisione come vengano utilizzati: secondo l’ANBSC, i beni confiscati sono in totale &lt;strong&gt;13.971&lt;/strong&gt; (immobili e aziende - dati aggiornati al 7 gennaio 2013), secondo invece la più recente relazione &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.governo.it/GovernoInforma/Interventi/dettaglio.asp?d=74501&quot;&gt;Garofoli &lt;/a&gt;(presentata al Parlamento a gennaio 2014) sarebbero &lt;strong&gt;12.946&lt;/strong&gt;. Per quanto riguarda il loro enorme valore economico, anche qui le cifre sono diverse: dai &lt;strong&gt;10 miliardi&lt;/strong&gt; di &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.ansa.it/web/notizie/specializzati/legalita/2013/11/21/Mafia-Caruso-oltre-10-mld-euro-valore-beni-confiscati_9661563.html&quot;&gt;Caruso &lt;/a&gt;(ex direttore dell’ANBSC) dichiarati all’ANSA, diventati poi &lt;strong&gt;30 miliardi&lt;/strong&gt; (tra beni mobili, immobili e aziende) in un’audizione dello stesso Caruso alla Commissione parlamentare antimafia, agli&lt;strong&gt; 80 miliardi&lt;/strong&gt; valutati da una recente &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.italiadeivalori.it/beni-confiscati-alla-mafia/&quot;&gt;stima &lt;/a&gt;dell’Italia dei Valori. In ogni caso, il valore è in continua crescita ed &lt;strong&gt;equivale a più finanziarie&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Difficile capire come possa lo Stato monitorare, valorizzare e restituire alla collettività il tesoretto sottratto alla criminalità organizzata se non riesce nemmeno a farsi un’idea del suo valore, non avendo mai adottato un criterio unico per stimarlo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Da nord a sud: dove investono le mafie&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Grazie allo scraping e all’&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.confiscatibene.it/it/blog/confiscati-bene-su-19-giornali-del-gruppo-lespresso-inchiesta-di-data-journalism-di-dataninja#.VEdUx_msVic&quot;&gt;elaborazione &lt;/a&gt;dei dati dell’ANBSC effettuata dal team Confiscati Bene è possibile esaminare la distribuzione territoriale delle confische: il quadro che ne emerge è preoccupante. I procedimenti di confisca restano concentrati maggiormente &lt;strong&gt;nelle regioni meridionali&lt;/strong&gt; (l’80% è localizzato tra Sicilia, Campania, Calabria e Puglia), storicamente interessate dalla presenza delle organizzazioni criminali, ma i numeri significativi delle confische al Lazio e a nord fanno riflettere su quella che ormai, più che un’infiltrazione, è un vero e proprio&lt;strong&gt; radicamento delle mafie nelle regioni più ricche del Paese&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;(grafico 1)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;In rosso le regioni del centro e del nord con numero di confische superiori a 100.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;Disaggregando a livello provinciale i dati prodotti dal Ministero della Giustizia, comprensivi di beni mobili, immobili e aziende, si nota come la&lt;strong&gt; posizione di Torino, seconda per confische solo a Palerm&lt;/strong&gt;o, confermi il quadro sopra menzionato (anche se, nella quasi totalità dei casi, le confische nella provincia piemontese riguardano veicoli). L’analisi dei suddetti dati, estratti e analizzati dai civic hackers di Confiscati Bene, contraddice l’immagine di un Nord tradizionalmente “immune” dalla presenza delle reti criminali mafiose, così come emerge dall’ultima &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.interno.gov.it/dip_ps/dia/semestrali/sem/2013/2sem2013.pdf&quot;&gt;relazione&lt;/a&gt; della Dia al Parlamento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;(grafico 2)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;In rosso sono evidenziate le città del nord&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt; 
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Perché è importante l’uso degli open data sui beni confiscati?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La disponibilità di dati accessibili e riutilizzabili sui beni confiscati incrementa le opportunità di costruire «&lt;strong&gt;progetti di impresa sostenibile e di creazione di valore sociale&lt;/strong&gt;» nelle terre prima occupate dai boss: aziende sane, associazioni e giovani creativi possono essere interessati all’assegnazione di un bene, magari ubicato proprio nelle vicinanze del territori in cui vivono. Se questi dati non sono consultabili, accessibili e completi, la richiesta dei beni sottratti alle mafie è resa poco appetibile, risultato: un bene confiscato ma non ancora riassegnato imprigiona un’ “&lt;strong&gt;energia potenziale&lt;/strong&gt;”, un’opportunità di sviluppo sociale ed economico di cui i territori non possono usufruire perché non può essere liberata.&lt;br /&gt;Ma non solo: la possibilità di disporre di informazioni dirette e aggiornate sui beni confiscati consente una loro &lt;strong&gt;migliore gestione&lt;/strong&gt; da parte degli amministratori pubblici e incentiva forme di &lt;strong&gt;controllo sociale&lt;/strong&gt;. Se i dati relativi alle confische sono pubblicati in formato aperto, per cittadini e decisori risulta più semplice identificare il numero esatto dei beni, quantificare il loro valore, nonché monitorare i (lunghi) tempi che intercorrono tra confisca e destinazione. Negli ultimi anni successivi all’istituzione dell’Agenzia, a fronte di un’imponente crescita delle confische (quasi triplicate dal 2011 al 2012),&lt;strong&gt; le confische con destinazione hanno subito un forte, preoccupante calo&lt;/strong&gt;. Questa enorme ricchezza resta, infatti, inutilizzata a causa di cavilli burocratici, ritardi accumulati lungo il tortuoso iter sequestro - confisca - destinazione, inadeguatezza della stessa Agenzia che non destina beni dal gennaio 2014 perché bloccata dalla mancata nomina del consiglio direttivo. Il risultato è che non tutti i beni vengono riqualificati e restituiti alla collettività: &lt;strong&gt;il 90% delle imprese confiscate&lt;/strong&gt;, nate e prosperate grazie alle modalità mafiose, fallisce nel tentativo di reinserirsi nell’economia legale, mentre &lt;strong&gt;gli immobili&lt;/strong&gt; spesso cadono in disuso durante i lunghi passaggi tra sequestro e confisca e tra confisca e riassegnazione, vengono occupati abusivamente o risultano gravati da ipoteche. Nel peggiore dei casi, ritornano nelle mani dei boss. (Per un approfondimento sul tema rimando ad una &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/248-confiscamafia&quot;&gt;presentazione&lt;/a&gt; di Quattrogatti.info su problemi e riforme della normativa sui beni confiscati).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con il loro lavoro i civic hackers di Confiscati Bene suggeriscono alle istituzioni di&lt;em&gt;&lt;strong&gt; aprire e liberare i dati&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; sui beni confiscati. È un primo passo nella giusta direzione verso un sistema virtuoso di aggressione dei beni mafiosi che possa non solo confiscare, ma anche confiscare bene: esattamente come avrebbe voluto Pio La Torre.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Di Cinzia Roma&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Fri, 24 Oct 2014 19:36:51 +0000</pubDate>
         <category>Blog</category>
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         <title>La PESC dell'Unione Europea: un'introduzione</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/438-la-pesc-dell-unione-europea-un-introduzione</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/2ec788b5d2483f73e1f9efd1de8baaf4_M.jpg&quot; alt=&quot;La PESC dell'Unione Europea: un'introduzione&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;Con la nomina del'italiana Federica Mogherini ad Alto Rappresentante, ultimamente si è parlato molto della Politica Estera e di Sicurezza Comune (PESC) dell'Ue. In questa presentazione spieghiamo brevemente cos'è la PESC, qual è la sua storia, e quali le maggiori sfide che essa dovrà affrontare nei prossimi anni. &lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Sat, 11 Oct 2014 16:46:20 +0000</pubDate>
         <category>Presentazioni</category>
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         <title>Il &quot;Cheating&quot; nelle scuole italiane: chi imbroglia?</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/437-cheating-scuole</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/20e6d0dc79365d45f8620c21a172f633_M.jpg&quot; alt=&quot;Il &quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;strong&gt;Il &lt;i&gt;cheating&lt;/i&gt; in Italia: quanti ragazzi imbrogliano a scuola? Dove, chi e quando? Quali sono le conseguenze? Alcune ipotesi ottenute grazie a un’analisi dei dati INVALSI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cheating – ovvero quando i ragazzi copiano a scuola – rappresenta un fenomeno sia pedagogico che etico. Possiamo capirlo meglio grazie a un'analisi statistica dei dati INVALSI. Rileviamo che il cheating è altamente concentrato nel Meridione e correlato con uno scarso benessere socio-economico e risultati accademici peggiori. Diminuire il cheating potrebbe contribuire a un sistema scolastico più efficace e a una maggiore meritocrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si ringraziano Marcello Dei (Università di Urbino), Stefania Pozio (INVALSI) e Marcello Newman per i commenti ed i suggerimenti ricevuti.&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Fri, 05 Sep 2014 08:32:22 +0000</pubDate>
         <category>Presentazioni</category>
      </item>
      <item>
         <title>Come intervenire per promuovere comportamenti virtuosi?</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/434-modificare-comportamenti-nudge</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/66f461a82eb04828d9f9f9abb89cb004_M.jpg&quot; alt=&quot;Come intervenire per promuovere comportamenti virtuosi?&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;Un approccio a basso costo che vuole semplificare la decisione stessa, rendendo più salienti le opzioni disponibili per il cittadino o migliorando il processo in cui il cittadino stesso raccoglie le informazioni, è quello del &lt;strong&gt;nudge&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;Si impiegano i metodi delle scienze comportamentali per intervenire sull'architettura della scelta del policy maker. Trasformare il contesto in cui la decisione viene presa per renderla più efficiente.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedFullText&quot;&gt;&lt;br /&gt; Si ringraziano Alessandro Rimassa (Direttore Scuola Management e Comunicazione IED, Milano) e Emanuele Ciriolo (economista dell' European Commission Directorate General for Health and Consumers) per il peer review&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Mon, 16 Jun 2014 09:19:14 +0000</pubDate>
         <category>Presentazioni</category>
      </item>
      <item>
         <title>Conversazioni economiche al Festival dell'Economia 2014</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/video/item/433-conversazioni-economiche-al-festival-dell-economia-2014</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/f68bc1606a499c66a1eabd66e99d6817_M.jpg&quot; alt=&quot;Conversazioni economiche al Festival dell'Economia 2014&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;span style=&quot;margin:0px;padding:0px;border:0px;font-family:helvetica;font-size:13px;line-height:16.899999618530273px;text-align:justify;&quot;&gt;Dopo l'esordio nel 2013, Quattrogatti.info e’ tornato ospite del Festival dell'Economia di Trento dal 30 Maggio al 2 Giugno 2014. &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=373:conversazioni-economiche-al-festival-delleconomia-2013&amp;Itemid=532&quot;&gt;Come l'anno scorso&lt;/a&gt;, Quattrogatti.info ha avuto l’occasione di dialogare direttamente con alcune delle personalita’ piu’ interessanti del panorama intellettuale mondiale. &lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;font-family:helvetica;font-size:13px;line-height:16.899999618530273px;text-align:justify;&quot;/&gt;&lt;br style=&quot;font-family:helvetica;font-size:13px;line-height:16.899999618530273px;text-align:justify;&quot;/&gt;&lt;span style=&quot;margin:0px;padding:0px;border:0px;font-family:helvetica;font-size:13px;line-height:16.899999618530273px;text-align:justify;&quot;&gt;Le domande che abbiamo preparato si sono ispirate fortemente al famoso questionario di Proust le cui interviste erano volte a conoscere i gusti e le aspirazioni personali di chi vi risponde.&lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;font-family:helvetica;font-size:13px;line-height:16.899999618530273px;text-align:justify;&quot;/&gt;&lt;br style=&quot;font-family:helvetica;font-size:13px;line-height:16.899999618530273px;text-align:justify;&quot;/&gt;&lt;span style=&quot;margin:0px;padding:0px;border:0px;font-family:helvetica;font-size:13px;line-height:16.899999618530273px;text-align:justify;&quot;&gt;Buona visione!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... e se ti sei perso i video dell'anno scorso, li puoi trovare &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php?option=com_k2&amp;view=item&amp;id=373:conversazioni-economiche-al-festival-delleconomia-2013&amp;Itemid=532&quot;&gt;QUI!&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Thu, 05 Jun 2014 20:20:32 +0000</pubDate>
         <category>Video</category>
      </item>
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         <title>Come si fanno le leggi europee?</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/blog/item/432-come-si-fanno-le-leggi-europee</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;span&gt;Una parte importante della legislazione in vigore nel nostro paese ha origine nell’Unione Europea. Quest’ultima produce soprattutto due tipi di leggi: “regolamenti” (ad applicazione diretta) e “direttive” (da applicare con leggi statali). Come vengono fatte queste leggi che tanto influiscono sulla vita dei cittadini? Vediamolo brevemente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;&lt;/span&gt;Fino a non molto tempo fa, era il Consiglio dei ministri delle Comunita’ Europee (ossia l’organo che riunisce i governi degli stati membri) ad approvare le proposte di legge presentate in via esclusiva dalla Commissione europea. Questa era conosciuta come &lt;strong&gt;procedura di cooperazione&lt;/strong&gt;. In questo iter, il Parlamento europeo era quasi alla stregua di un semplice spettatore che si limitava a esprimere pareri non vincolanti. Questo sbilanciamento nell’attribuzione del potere legislativo ha provocato un deficit democratico all’interno delle istituzioni europee, visto che il Parlamento europeo e’ l’unica istituzione eletta direttamente dai cittadini europei. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Nel 1992 il Trattato di Maastricht ha introdotto la cosiddetta &lt;b&gt;procedura di codecisione&lt;/b&gt;, mettendo il Parlamento europeo al pari del Consiglio nell’adozione delle leggi. Questa procedura e’ stata poi ampliata dai Trattati di Amsterdam (1997) e Nizza (2001), fino ad arrivare al Trattato di Lisbona (2007) che ha elevato la codecisione a &lt;b&gt;procedura legislativa ordinaria&lt;/b&gt; dell’UE. &lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Vediamo nel dettaglio le fasi della procedura di codecisione. Una volta che la Commissione ha presentato la proposta di legge (su iniziativa propria o accogliendo le richieste delle altre istituzioni, dei Paesi dell’UE e le iniziative dei cittadini), si avvia la “navetta” delle letture successive: la &lt;b&gt;prima lettura&lt;/b&gt; spetta al Parlamento europeo il quale può approvare o presentare emendamenti al testo di legge. Segue quindi la prima lettura del Consiglio dell’UE il quale può approvare le modifiche apportate dal Parlamento, e adottare così l’atto legislativo ponendo fine all’iter in modo positivo, oppure può presentare a sua volta modifiche e rinviare il testo al Parlamento per una seconda lettura. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Se al termine della &lt;b&gt;seconda lettura&lt;/b&gt; il Consiglio non approva gli emendamenti del PE, si avvia la &lt;b&gt;fase di conciliazione&lt;/b&gt;, in cui un comitato composto da un egual numero di eurodeputati e membri del Consiglio negozia un accordo tra le parti. Se l’accordo manca, l’atto decade, l’iter legislativo termina e può ripartire solo da una nuova proposta della Commisione. Se invece il comitato raggiunge un accordo, si ha il cosiddetto &lt;b&gt;progetto comune&lt;/b&gt; che dovrà essere trasmesso al PE e al Consiglio per la &lt;b&gt;terza lettura&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;In questa fase il progetto comune dovrà essere approvato da entrambe le istituzioni così com’è, senza possibilità di proporre ulteriori modifiche. L’atto è adottato se viene approvato in terza lettura sia dal PE che dal Consiglio, in caso contrario la procedura termina e l’atto non ha più valore. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;&lt;/span&gt;Dopo essere stato approvato e firmato dai Presidenti di entrambe le istituzioni, l’atto viene pubblicato sulla &lt;strong&gt;Gazzetta Ufficiale dell’UE&lt;/strong&gt; con le specifiche indicazioni riguardanti l’entrata in vigore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span style=&quot;font-size:14pt;font-family:Arial;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Wed, 28 May 2014 21:37:28 +0000</pubDate>
         <category>Blog</category>
      </item>
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         <title>Euro: la foglia di fico della Seconda Repubblica</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/blog/item/428-euro-la-foglia-di-fico-della-seconda-repubblica</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;L'Italia è in crisi. Voi mi direte &quot;Sì grazie caro, questo lo so già...&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto che voglio fare è che la crisi italiana non è un qualcosa che riguarda solo gli ultimi anni, ma parte vent'anni fa e coincide con l'inizio della Seconda Repubblica. Io lo chiamo il &quot;&lt;strong style=&quot;list-style:none;margin:0px;padding:0px;border:0px;&quot;&gt;ventennio perduto&lt;/strong&gt;&quot;, il ventennio della Seconda Repubblica.&lt;br style=&quot;list-style:none;margin:0px 0px 4px;padding:0px;border:0px;display:block;&quot;/&gt;&lt;br style=&quot;list-style:none;margin:0px 0px 4px;padding:0px;border:0px;display:block;&quot;/&gt;Se prendiamo il reddito medio dei 12 paesi iniziali dell'Eurozona come riferimento (reddito medio EZ12 = 100) vediamo che dalla metà degli anni '90 è iniziato un declino che è continuato fino ai giorni nostri. L'&lt;strong style=&quot;list-style:none;margin:0px;padding:0px;border:0px;&quot;&gt;euro è arrivato dopo&lt;/strong&gt; l'inizio di questo processo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center style=&quot;list-style:none;margin:0px;padding:0px;border:0px;color:#000000;font-family:Georgia, Century, Times, serif;font-size:15px;line-height:21px;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;2014-05-20-Cattura.JPG&quot; src=&quot;http://images.huffingtonpost.com/2014-05-20-Cattura.JPG&quot; width=&quot;349&quot; height=&quot;326&quot; style=&quot;list-style:none;margin:0px;padding:0px;&quot;/&gt;&lt;/center&gt;&lt;br style=&quot;list-style:none;margin:0px 0px 4px;padding:0px;border:0px;display:block;&quot;/&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;center style=&quot;list-style:none;margin:0px;padding:0px;border:0px;color:#000000;font-family:Georgia, Century, Times, serif;font-size:15px;line-height:21px;&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;2014-05-20-Cattura2.JPG&quot; src=&quot;http://images.huffingtonpost.com/2014-05-20-Cattura2.JPG&quot; width=&quot;292&quot; height=&quot;315&quot; style=&quot;list-style:none;margin:0px;padding:0px;&quot;/&gt;&lt;/center&gt;&lt;br style=&quot;list-style:none;margin:0px 0px 4px;padding:0px;border:0px;display:block;color:#000000;font-family:Georgia, Century, Times, serif;font-size:15px;line-height:21px;&quot;/&gt;&lt;br style=&quot;list-style:none;margin:0px 0px 4px;padding:0px;border:0px;display:block;color:#000000;font-family:Georgia, Century, Times, serif;font-size:15px;line-height:21px;&quot;/&gt;Quale può essere la causa di questo declino? Un ruolo chiave lo gioca la diminuzione della produttività che, a differenza degli altri Paesi, ha colpito l'Italia proprio a metà degli anni '90. La produttività è uno dei motori principali della crescita economica, specie nel lungo periodo. Il nostro Paese ha sofferto di una riduzione senza precedenti della capacità di trasformare le proprie risorse produttive in valore aggiunto. Le cause di tutto ciò sono ancora oggetto di discussione fra gli economisti (&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.lavoce.info/cosi-litalia-ha-disimparato-a-produrre/&quot;&gt;qui&lt;/a&gt; una possibile spiegazione proposta da me e Gianmarco Ottaviano), ma non direttamente imputabili all'euro che è venuto dopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi &lt;strong style=&quot;list-style:none;margin:0px;padding:0px;border:0px;&quot;&gt;uscire dall'euro non farebbe aumentare la nostra prospettiva di crescita di lungo periodo&lt;/strong&gt;. Inoltre uscire dall'euro per puntare ad una strategia di crescita basata su continue svalutazioni non sarebbe sostenibile: porterebbe inflazione e le &lt;strong style=&quot;list-style:none;margin:0px;padding:0px;border:0px;&quot;&gt;esportazioni&lt;/strong&gt;non aumenterebbero necessariamente dato che esse non dipendono dal tasso di cambio nominale ma da &lt;strong style=&quot;list-style:none;margin:0px;padding:0px;border:0px;&quot;&gt;quello reale&lt;/strong&gt;, ossia quello che tiene in conto del potere d'acquisto delle monete, che dipende a sua volta da prezzi e produttività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna anche tenere in conto i diversi &lt;strong style=&quot;list-style:none;margin:0px;padding:0px;border:0px;&quot;&gt;benefici che ci ha portato l'euro&lt;/strong&gt;, in particolare la riduzione del costo del debito pubblico, grazie alla convergenza dei tassi di interesse, oltre che alla riduzione dell'inflazione e maggiore protezione da shock globali che rende più difficile diventare oggetto di fuga di capitali, speculatori o crisi bancarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style=&quot;list-style:none;margin:0px;padding:0px;border:0px;&quot;&gt;Quindi i sentimenti anti-euro sono del tutto ingiustificati?&lt;/strong&gt; Al di là della retorica populista che diversi partiti stanno cavalcando &lt;strong style=&quot;list-style:none;margin:0px;padding:0px;border:0px;&quot;&gt;un problema c'è&lt;/strong&gt;. Il problema però non stà nell'esistenza dell'euro in sè, bensì nelle &lt;strong style=&quot;list-style:none;margin:0px;padding:0px;border:0px;&quot;&gt;politiche economiche&lt;/strong&gt; che si stanno attuando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vento di politiche di austerity che attanaglia l'Europa e misure come il &lt;strong style=&quot;list-style:none;margin:0px;padding:0px;border:0px;&quot;&gt;fiscal compact,&lt;/strong&gt;limitano fortemente la possibilità dei governi di usare la politica fiscale per uscire da questo periodo di recessione. Inoltre la politica monetaria della &lt;strong style=&quot;list-style:none;margin:0px;padding:0px;border:0px;&quot;&gt;Banca Centrale Europea è arrivata in ritardo&lt;/strong&gt; rispetto ai tempi della crisi. Nell'estate del 2012 per fermare la crescita dello spread bastò una conferenza stampa del governatore Draghi che dichiarò che la BCE avrebbe fatto tutto quello che era nelle sue possibilità per preservare l'Euro. &lt;strong style=&quot;list-style:none;margin:0px;padding:0px;border:0px;&quot;&gt;Ma quanto tempo ci ha messo la BCE per fare quell'annuncio&lt;/strong&gt;? La crisi greca era scoppiata già da due anni ed era passato quasi un anno dalla calda estate dello spread alle stelle per Italia e Spagna. Quanto tempo dovremo ancora aspettare per un'azione incisiva contro il trend deflazionistico?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La &lt;strong style=&quot;list-style:none;margin:0px;padding:0px;border:0px;&quot;&gt;crisi&lt;/strong&gt; che sta colpendo diversi Paesi sta diventando &lt;strong style=&quot;list-style:none;margin:0px;padding:0px;border:0px;&quot;&gt;insostenibile&lt;/strong&gt; da un punto di vista sociale ed economico. E' iniziato tutto con l'euro? Non proprio. Vari Paesi sono entrati in recessione con la crisi finanziaria globale e la radice di questa recessione varia a seconda dei casi: una crescita basata troppo su una bolla edilizia in Spagna, una crisi bancaria in Irlanda, una cattiva gestione delle finanze pubbliche in Grecia (con conti truccati dai governi), e un declino ventennale che ha logorato le capacità di risposta in Italia. Non avendo però una politica monetaria e cambiaria europea incentrata ad aiutare i Paesi in difficoltà e non essendoci una politica fiscale comune, mancano dei meccanismi di riequilibrio che aiutino un Paese ad uscire dalla crisi. In questa situazione si corre il rischio che a un certo punto convenga uscire dall'euro anziché rimanerci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si risolve questo problema? Ci sono due strade: o si esce dall'euro e si fa un passo indietro importante nel processo di integrazione europea, oppure si fa un passo in avanti nel processo di integrazione andando verso un'unione fiscale, una maggiore condivisione della politica monetaria e colmando il deficit democratico dell'Unione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io punterei sulla seconda opzione. Uniti siamo la più grossa economia mondiale. Il processo di globalizzazione ha visto la comparsa di nuovi attori chiave come Cina, India, e Brasile che, con i loro tassi di crescita e l'alto numero di popolazione, tra qualche decennio saranno tra le principali economie mondiali; i paesi europei presi singolarmente in futuro rischiano di rimanere degli staterelli a confronto. Non dimentichiamoci poi che il processo d'integrazione europeo ci ha garantito uno dei periodi di pace più duraturi della nostra storia. Non facciamo passi indietro in questo cammino chiamato Europa.&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Thu, 22 May 2014 09:44:09 +0000</pubDate>
         <category>Blog</category>
      </item>
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         <title>With or without (€)U</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/video/item/427-with-or-without-u</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/37e725efe26e0487bc83287a1c350936_M.jpg&quot; alt=&quot;With or without (&amp;#x0020ac;)U&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;Cerchiamo di capire cosa succederebbe se uscissimo dall'Euro. La nostra situazione migliorerebbe? Quali sono i costi ed i benefici dello stare nell’euro e che influenza ha sulle nostre politiche economiche? Partiamo per un breve ed avvincente viaggio nell'Euro!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Wed, 21 May 2014 22:10:18 +0000</pubDate>
         <category>Video</category>
      </item>
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         <title>Il Parlamento europeo: struttura, composizione e poteri</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/426-il-parlamento-europeo-struttura-composizione-e-poteri</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/2d535442c2c0b0669d8f5a051ed00bcc_M.jpg&quot; alt=&quot;Il Parlamento europeo: struttura, composizione e poteri&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;span&gt;Il 25 maggio andremo a votare per eleggere 73 Eurodeputati italiani, che si uniranno ad altri colleghi dei paesi UE per formare il nuovo Parlamento europeo. Come è composto questo Parlamento, e a che serve? Lo spieghiamo in questa presentazione.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedFullText&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Si ringrazia Roberto Castaldi (Scuola Superiore Sant'Anna) per i commenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Fri, 16 May 2014 10:59:14 +0000</pubDate>
         <category>Presentazioni</category>
      </item>
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         <title>Il bivio dell’Europa</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/blog/item/425-il-bivio-dell-europa</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;span&gt;I politologi chiamano “giunture critiche” quei passaggi storici che lasciano un’eredità, di solito in forma di istituzioni, per gli anni a venire. Le giunture critiche spesso coincidono con situazioni di crisi, in cui le strutture politiche e istituzionali esistenti sono messe in discussione aprendo così una “finestra di fluidità” che si chiude solo quando eventi, decisioni e conflitti politici cristallizzano un nuovo ordine.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;L’Unione Europea è nel mezzo di una di queste giunture. La crisi dell’Eurozona ha aperto una fase di incertezza in cui le istituzioni europee sono spinte in diverse direzioni da forze sociali e politiche che competono per la ridefinizione della natura e il funzionamento dell’Unione. Un capitolo importante in questo processo di ridefinizione arriverà tra un paio di mesi, quando ci sarà da nominare il nuovo presidente della Commissione europea, l’organo esecutivo dell’UE. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Il trattato di Lisbona, che regola la materia, dà al Parlamento europeo (PE) il potere di eleggere il successore di José Barroso dietro proposta del Consiglio Europeo—il consesso dei capi di governo degli stati membri. La proposta del Consiglio, a sua volta, dovrà tener conto del risultato delle elezioni Europee che si terranno nei vari paesi tra il 22 e il 25 maggio. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Queste regole si prestano a diverse interpretazioni. Il PE sostiene che il nome del nuovo Presidente di commissione debba uscire direttamente dalle urne, in modo da rafforzare la democrazia dell’Unione e, così facendo, reagire alla sfida delle forze politiche euroscettiche. A tal fine, i maggiori partiti europei hanno nominato dei candidati presidente a guida delle loro campagne elettorali. I due favoriti sono il tedesco Martin Schulz per il Partito Socialista Europeo (PSE) e l’ex primo ministro lussemburghese Jean-Claude Juncker per il Partito Popolare Europeo (PPE). Gli altri candidati in lizza sono il belga Guy Verhofstadt per i liberali, il greco Alexis Tsipras per la sinistra radicale e infine il duo franco-tedesco José Bové e Ska Keller per i verdi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Gli stati membri, dal canto loro, spingono in gran parte per un’interpretazione minimalista e più conservatrice del trattato che manterrebbe il primato del Consiglio nella scelta del nuovo presidente. In caso di vittoria netta di uno dei partiti, una posizione del genere sarebbe insostenibile, visto che rifiutarsi di proporre il candidato vincente equivarrebbe a uno schiaffo all’elettorato europeo da parte del Consiglio—di certo una mossa poco scaltra di questi tempi. Questa vittoria netta, però, con ogni probabilità non ci sarà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Grande coalizione: all'italiana o alla tedesca?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Stando agli &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.electio2014.eu/pollsandscenarios/polls&quot;&gt;ultimi sondaggi&lt;/a&gt;, da queste elezioni europee uscirà un parlamento molto frammentato, in cui sia socialisti che popolari avranno poco più di un quarto dei seggi complessivi. Unito al prevedibile exploit dei partiti euroscettici, questo significa che il nuovo presidente della Commissione sarà con ogni probabilità eletto e sostenuto da una grande coalizione con PSE e PPE come soli o principali alleati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Di fronte a una situazione del genere, il Consiglio potrebbe essere tentato di proporre una persona esterna alla competizione elettorale, che il PE potrebbe a sua volta accettare come utile compromesso per una situazione in cui “nessuno ha vinto”. Questa soluzione “all’italiana”—una grande coalizione in cui a prendere le redini dell’esecutivo è una personalità terza rispetto ai due maggiori leaders di partito, come nel caso recente del governo Letta—è &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.euractiv.com/sections/eu-elections-2014/none-leading-candidates-will-be-commission-president-analyst-301884&quot;&gt;spesso indicata&lt;/a&gt; come l’esito più probabile delle elezioni. Tanto che si fanno già alcuni nomi di possibili candidati “di riserva”, come la direttrice del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde e la prima ministra danese Helle Thorning-Schmidt.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A prescindere da chi dovesse alla fine andare a guidare la Commissione, uno scenario all’italiana segnerebbe una vittoria netta del Consiglio sul PE e del modello intergovernativo su quello sovranazionale. Attraverso il potere di proposta, gli stati membri sarebbero nelle condizioni di dominare il processo di nomina presidenziale, e di conseguenza esercitare anche una dose notevole di controllo sul nuovo capo della Commissione. Non solo, ma spezzare sul nascere il legame tra elezioni e nomina presidenziale sarebbe un colpo enorme inferto al principio della democrazia elettorale applicato all’Unione Europea—un colpo che certamente non aiuterebbe la causa europeista contro l’ondata euroscettica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello italiano, però, non è il solo modello possibile di grande coalizione. Il Bundestag tedesco ha adottato questa formula due volte negli ultimi anni (2005-09 e 2013-oggi), eleggendo in entrambi i casi il capo del partito di maggioranza relativa—Angela Merkel—cancelliere federale. Portata a livello europeo, questa logica si tradurrebbe in una coalizione PSE-PPE a supporto di chi tra Schulz e Juncker dovesse arrivare primo, quale che sia lo scarto tra i due. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un presidente di Commissione così eletto non avrebbe certo il più forte dei mandati popolari, ma potrebbe comunque contare su un livello di legittimazione democratica senza precedenti, con tutto ciò che ne consegue in termini di capitale politico e autonomia rispetto agli stati membri. Ma soprattutto, eleggere uno dei candidati in lizza stabilirebbe senza dubbio alcuno il principio che è il Parlamento, e non il Consiglio, a decidere il nome del presidente, e che in definitiva sono gli elettori ad avere l’ultima parola su questa scelta. Ciò contribuirebbe non poco a spingere la Commissione verso un modello di esecutivo tradizionale, a innalzare il profilo politico delle elezioni europee e, in ultima analisi, ridurre il deficit democratico dell’Unione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;La necessità di uno sguardo lungo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; Il requisito chiave per la realizzazione di una grande coalizione “alla tedesca” è che appena dopo le elezioni il perdente tra Schulz e Juncker faccia un passo indietro e inviti il suo partito ad appoggiare l’altro per la presidenza della Commissione. Questo è più facile a dirsi che a farsi, visto che il Consiglio probabilmente tenterà di approfittarsi delle divisioni nazionali esistenti all’interno dei vari gruppi parlamentari (un socialista francese, per esempio, potrebbe trovare un’ipotesi Lagarde più attraente dell’appoggio a Juncker) e che un’eventuale premio di consolazione per il secondo classificato, nella forma di un altro posto UE di rilievo, dovrebbe passare necessariamente attraverso il benestare degli stati membri—benestare nient’affatto scontato in un clima di scontro tra Consiglio e Parlamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure sia da Schulz che da Juncker ci si aspetta che siano pronti a correre questi rischi. Se i due stessero competendo per la guida di un governo tradizionale, le loro mosse avrebbero un significato meramente politico. Ma in un sistema in evoluzione come quello dell’Unione Europea, le decisioni dei due candidati avranno conseguenze che vanno ben oltre la durata della prossima legislatura. Non è un’esagerazione dire che, in un certo senso, nelle prossime settimane si farà un pezzo importante di storia dell’integrazione europea. Sia Schulz che Juncker sostengono di essere per un’Europa più unita e democratica. Presto avranno la possibilità di dimostrarlo con i fatti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Una versione in inglese di questo articolo è apparsa su &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://blogs.lse.ac.uk/europpblog/2014/05/16/unless-juncker-and-schulz-can-co-operate-the-eu-will-lose-an-important-opportunity-for-democratisation/&quot;&gt;EUROPP blog&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Fri, 16 May 2014 10:17:29 +0000</pubDate>
         <category>Blog</category>
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         <title>Euro: se stiamo insieme ci sarà un perché</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/421-euro-se-stiamo-insieme-ci-sara-un-perche</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/832731af5d81b95ba82de72993209600_M.jpg&quot; alt=&quot;Euro: se stiamo insieme ci sar&amp;#xe0; un perch&amp;#xe9;&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;L’euro è la causa della nostra crisi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Uscire dall’euro ci permetterebbe di svalutare la moneta favorendo esportazioni e crescita?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Quali sono i costi e quali i benefici dello stare nell’Euro?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Nella presentazione rispondiamo a queste e ad altre domande sull’Euro!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Si ringrazia Gianmarco Ottaviano (LSE) per i commenti ed i suggerimenti ricevuti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Fri, 16 May 2014 00:00:00 +0000</pubDate>
         <category>Presentazioni</category>
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         <title>Quanto è corrotta l’Europa?</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/infografiche/item/423-quanto-e-corrotta-l-europa</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/85217272b4e7187cce0880e98f060661_M.jpg&quot; alt=&quot;Quanto &amp;#xe8; corrotta l&amp;#x002019;Europa?&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;strong&gt;Quanto è corrotta l’Europa? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; La mappa interattiva mostra i livelli di percezione della corruzione per 161 regioni europee. Più scura è una regione, più è corrotta secondo i suoi abitanti. L’indice integra informazioni sul livello di corruzione di alcuni dei settori pubblici chiave, e su quante volte agli abitanti è stata chiesta una tangente. I dati sono stati elaborati da uno &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.qog.pol.gu.se/digitalAssets/1358/1358344_final-report---parts-1-3.pdf&quot;&gt;studio&lt;/a&gt; del 2010 della Commissione Europea, l’unico che, fino ad oggi, abbia tentato di misurare i livelli di corruzione a livelli sub-nazionali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come leggo la legenda? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; La legenda indica a quale percentile una regione appartiene. Se, per esempio, una regione si trova nel 5° percentile, vorrà dire che è nel 5% delle più corrotte! Se, invece, si trova nel 90° percentile, allora fa parte del 10% delle meno corrotte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quanto è corrotta l’Europa?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; 
&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Quanto è corrotto il sistema sanitario in Europa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span&gt;Quanto corrotte sono le forze dell’ordine in Europa? &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt; 
&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span&gt;&lt;br /&gt;Quanto è corrotto il sistema educativo in Europa? &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Thu, 15 May 2014 15:31:51 +0000</pubDate>
         <category>Interattive</category>
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         <title>La sfida dell'eGovernment nell'Agenda Digitale Europea</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/422-egov</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/00c636e00bee0ba03b364841363f738b_M.jpg&quot; alt=&quot;La sfida dell'eGovernment nell'Agenda Digitale Europea&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size:12pt;line-height:115%;font-family:Dosis, serif;&quot;&gt;Alla vigilia delle elezioni del Parlamento europeo e a distanza di ormai quattro anni dall'adozione dell’Agenda digitale, resta ancora tanto da fare sul fronte dello sviluppo delle tecnologie digitali in Europa. Questa presentazione analizza lo stato di attuazione di un obiettivo centrale della strategia europea per lo sviluppo digitale: la realizzazione del governo elettronico. Un traguardo finora solo parzialmente raggiunto, a causa di ritardi istituzionali, culturali e infrastrutturali, in particolare in Italia che resta ancora in posizione di retroguardia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Thu, 15 May 2014 09:56:02 +0000</pubDate>
         <category>Presentazioni</category>
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         <title>Come funzionano le Elezioni Europee 2014?</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/infografiche/item/415-come-funzionano-le-elezioni-europee-2014</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/f3b735e3300faff0e348331a5413d4d3_M.jpg&quot; alt=&quot;Come funzionano le Elezioni Europee 2014?&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/images/elezioni_europee_2014_v10-01.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/images/elezioni_europee_2014_v10-01sm.jpg&quot; width=&quot;796&quot; height=&quot;3516&quot; alt=&quot;elezioni europee 2014 v10-01sm&quot;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Mon, 12 May 2014 17:39:54 +0000</pubDate>
         <category>Infografiche</category>
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         <title>Elezioni EU: Confronta i programmi dei partiti!</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/infografiche/item/414-elezioni-eu-confronta-i-programmi-dei-partiti</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/f75f45065e491a3adc61e72a384867bb_M.jpg&quot; alt=&quot;Elezioni EU: Confronta i programmi dei partiti!&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Mon, 12 May 2014 16:44:22 +0000</pubDate>
         <category>Infografiche</category>
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         <title>Storia e futuro della UE in 4 tappe</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/infografiche/item/413-storia-e-futuro-della-ue-in-4-tappe</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/ceec46ac75e6be7f73874fd5573b298d_M.jpg&quot; alt=&quot;Storia e futuro della UE in 4 tappe&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;div class=&quot;custom&quot; style=&quot;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/images/timelineCS5_FINAL_COLOUR.jpg&quot; height=&quot;806&quot; alt=&quot;La storia dell'Unione Europea dal 19050 ad oggi&quot; width=&quot;5686&quot;/&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infografica della storia dell'Unione Europea dal 1950 ad oggi!&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Mon, 12 May 2014 16:38:21 +0000</pubDate>
         <category>Infografiche</category>
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         <title>La legittimità della matrioska europea</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/blog/item/411-la-legittimita-della-matrioska-europea</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;span&gt;Perché votare alle elezioni europee? Che cosa vuol dire essere cittadini europei e cosa comporta? Queste sono, probabilmente, le domande che molti di noi si porranno a maggio, nel cercare una motivazione per intraprendere quel breve eppure in qualche modo faticoso viaggio verso le urne. Molte democrazie vivono questo paradosso: in quanto cittadini abbiamo il diritto/dovere di indicare al governo come governare nel nostro interesse, ma spesso questo diritto/dovere si perde nel divario che ci separa dalle istituzioni.  L’Unione Europea (UE) rende la situazione ancora più complessa. Si sa che ne siamo cittadini, eppure l’UE appare così distante e complessa che è difficile capire chi governa, per chi e perché. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Un governo ha legittimità democratica se prende decisioni che riflettono le preferenze e gli interessi dei cittadini che lo votano. Questo comporta che i governi si rendano responsabili di prendere e intraprendere scelte e decisioni in cambio del voto che i cittadini garantiscono sulla base di promesse elettorali. In realtà, il funzionamento di questo sistema non è perfetto, lo sappiamo e viviamo tutti. E’ difficile per un governo mantenere la promessa di abbassare le tasse, quanto una situazione di debito suggerisce che ricevere soldi è la soluzione razionale. In qualche modo, tuttavia, un cittadino ha la possibilità di esprimere dissenso o protestare contro una mancata promessa: sa chi governa, sa di cosa è responsabile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;L’UE aggiunge livelli di difficoltà al non perfetto sistema democratico: 28 paesi, un parlamento, una commissione, consigli di vario tipo… In questa “matrioska europea” è difficile capire chi rappresenta chi e chi è responsabile per cosa. Gli strati istituzionali che separano i cittadini dall’Europa sono tali che è difficile tenere conto quali siano promesse e politiche in gioco. Questa distanza può rendere l’interesse e la motivazione nel votare alle elezioni europee flebile: per chi voto e perché? L’impasto di legittimità dell’UE non sembra ben amalgamato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;C’è un secondo fattore che disperde la legittimità attraverso i diversi strati della matrioska europea: in sostanza, l’agenda europea è dettata dagli stati membri che sostituiscono la funzione dei cittadini. Questo implica, da una parte, che le preferenze dei cittadini sono filtrate dai governi nazionali, con le frizioni menzionate in precedenza; dall’altra che esiste una tensione costante tra le agende politiche nazionali e quella europea. C’è un problema di coordinazione tra le responsabilità nazionali e quelle europee che spesso non si risolve, finché una situazione di crisi costringe i governi a prendere una decisione risoluta per salvare il salvabile. L’esempio corrente sono le politiche di austerità e il fondo salva stati. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Alla luce della distanza, intangibilità e incomprensibilità del sistema democratico europeo, non è sorprendente che la motivazione per recarsi alle urne spesso manchi. Tuttavia, alla fine dei conti, la democrazia europea prende decisioni che, volenti o nolenti, ci coinvolgono e colpiscono. Nessuno di noi ha votato per l’austerità, eppure è diventata una presenza pressoché dogmatica nel dibattito e nella realtà delle politiche nazionali. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Inoltre, a questo punto ci si deve chiedere se sia davvero realistico pensare che il processo di integrazione sia reversibile, visti i costi economici, politici e sociali che questo comporterebbe. I movimenti euroscettici discreditano l’ipotesi, anche se i calcoli sembrano dire il contrario. Quello che e’ certamente possibile e’ limitare i costi e gli attriti di questo processo processo, e per lo meno provare a dirigerlo. Fiducia e partecipazione, attraverso il voto, sembrano essere il primo passo per rendere l’Europa non solo piu’ efficiente, ma soprattutto più legittima. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Tue, 06 May 2014 09:29:02 +0000</pubDate>
         <category>Blog</category>
      </item>
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         <title>L'idea di Europa</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/blog/item/410-l-idea-di-europa</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;span&gt;Il &lt;i&gt;pensiero lungo&lt;/i&gt; sul futuro del pianeta è sempre stato la cifra di progresso del modello europeo. Tuttavia, il pensiero breve schiacciato sul presente cui ci stiamo abituando, sta togliendo sempre piu’ spazio alla possibilità di immaginare un futuro diverso, migliore. Il senso di incertezza dei giovani europei e la loro sempre più frequente necessità di lasciare il continente, non è che l’emblema del senso di smarrimento di una intera civiltà, la cui crisi economica non è che una parte, un campanello d’allarme.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;La presa di coscienza di una crisi soprattutto culturale necessita di approfondite analisi in senso sociologico, psicologico ed economico, ma anche globalmente storico, poiché il ritrovare quello sguardo &lt;i&gt;del mondo sul mondo&lt;/i&gt;, che l’Europa ha avuto in tutte le fasi della storia globale fuorché quella moderna, implica una ricerca ad ampio raggio sul passato e sul futuro.&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;La domanda che sorge da questa constatazione riflessione è la più semplice: ‘qual è il valore, dell’Europa oggi? Quindi, quale dovrebbe essere il modello di Europa nel 21mo secolo, se quella attuale è in crisi sistemica?'&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Il sociologo ed economista Ulrich Beck, insegnante alla &lt;i&gt;London School of Economics&lt;/i&gt; e dell’Università di Monaco di Baviera, in un’approfondita &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://blogs.lse.ac.uk/europpblog/2013/03/25/five-minutes-with-ulrich-beck-germany-has-created-an-accidental-empire/&quot;&gt;intervista&lt;/a&gt; di qualche tempo fa, indicava fra gli obiettivi di una ‘prossima Europa’ il ritorno ad una istituzione sovranazionale rispondente alle &lt;i&gt;necessità dell’individuo, &lt;/i&gt;prima ancora che alle istituzioni, all’economia e alle situazioni collettive. Questa dovrebbe essere la via d’uscita da questa ampia crisi. In particolare con uno sguardo alle giovani generazioni, queste necessità non possono, secondo lo studioso, essere più semplicemente la sicurezza sociale o l’assenza di guerre, ma devono comprendere primariamente una maggiore certezza nel futuro. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Lo studioso tedesco, inoltre, sostiene l’importanza della collaborazione fra le persone prima che fra le istituzioni, partendo dal presupposto che non vi sia democrazia che consista semplicemente in un voto a scadenza fissa, e che pertanto la presenza dell’Europa come istituzione democratica dipenda dal fatto che prima di tutto “gli Europei debbano ‘fare l’Europa’”. E’ questo lo spirito del Manifesto &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://manifest-europa.eu/allgemein/wir-sind-europa?lang=en&quot;&gt;“We are Europe!”&lt;/a&gt; ideato e promosso dallo stesso Beck. Ma questo processo non sarà facilmente realizzabile “&lt;i&gt;senza che i cittadini possano respirare l’aria di libertà; fino a quando non sapranno se avranno una casa o una famiglia, come vivranno domani o quando saranno anziani”&lt;/i&gt; come si legge nel Manifesto stesso. &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Sembrano dunque delinearsi due fondamentali risposte alle difficili domande poste inizialmente sul valore e sul futuro dell’Europa: &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;b&gt;&lt;span&gt;a) la necessità di ritornare all’individuo e alle sue esigenze&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;b&gt;&lt;span&gt;b) l’adottare un modello cooperativo fra le nazioni e le popolazioni, che favorisca questo cambio di prospettiva&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;b&gt;&lt;span&gt;Reinventare la modernità europea è innanzitutto ripensare l’individuo come centrale nell’agire e nel programmare la politica&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt;. Proprio su una focalizzazione dell’individuo è nata la cultura europea nella sua culla, la Grecia Antica. Già nel V secolo a. C. la cultura greca incominciò la grande elaborazione di una morale fondata sulla libertà interiore del singolo. Il concetto di libertà del singolo con la sua massima espressione in una struttura politica per la prima volta sovranazionale e multietnica si è realizzato in quella che è stata la prima forma reale di annessione europea, l’Impero Romano. La &lt;i&gt;res publica, &lt;/i&gt;con le sue strutture territoriali e politiche, è diventata così il modello vincente sul territorio europeo, nel rispetto delle diversità dei substrati culturali, che sarebbero poi riemersi nel medioevo dando vita agli stati europei moderni. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;La rifondazione di un nuovo concetto &lt;i&gt;homo europaeus&lt;/i&gt;, di individuo e società insieme, dovrà recuperare molto del concetto di uomo greco: uno nella sua globalità, polivalente ed omogeneo con il suo contesto. Mentre l’uomo moderno-contemporaneo-globalizzato è caratterizzato da una profonda specificità, l’uomo greco è l’intero in cui l’aspetto politico, interiore e conoscitivo vengono a coincidere. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;La singolarità autosufficiente dell’individuo è un valore solo se trova espressioni collettive: partendo da questi dati storici e da questo presupposto il Manifesto di Beck fa appello ad un’azione individuale e allo stesso tempo collettiva per la ricostruzione di un’Europa modello &lt;i&gt;bottom-up&lt;/i&gt; (e non &lt;i&gt;top-down&lt;/i&gt;), spronandone i firmatari (fra i quali si annoverano &lt;b&gt;Bauman, Krugman, Habermas &lt;/b&gt;e molti altri) con un aforisma che celebra l’adagio kennediano: “Non chiederti cosa può fare l’Europa per te; chiediti cosa puoi fare per l’Europa”…mentre fai l’Europa!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;b&gt;&lt;span&gt;Il secondo aspetto cruciale per il futuro dell’Europa, è dunque quello di una rifondazione della società che abbia anche la capacità di ammortizzare i rischi di situazioni o momenti della vita delle persone in cui emergono le difficoltà.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt; L’atmosfera di paura creatasi a causa dell’incertezza finanziaria ha messo sotto minaccia la previdenza e solidarietà sociale, alla base del concetto di &lt;i&gt;welfare&lt;/i&gt; state, anch’esso caratterizzante la cultura europea e il suo modello democratico. L’attuale idealizzazione dell’austerità, che risulta invero poco previdente, ha in poco tempo derubricato quello di solidarietà.&lt;span style=&quot;color:gray;&quot;&gt; &lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Talvolta i venti antieuropeisti cui siamo esposti dall’informazione mettono in dubbio l’ambizioso progetto degli “Stati Uniti D’Europa”. A questo pericolo bisogna rispondere con un’idea di Europa quale &lt;b&gt;laboratorio di idee politiche e sociali. In pratica tornare a quello che l’Europa ha dato al mondo fino agli inizi del ‘900, il suo apporto ideale, la sua visione sul mondo, il suo ruolo di &lt;i&gt;leadership&lt;/i&gt; nel capire e governare i cambiamenti sociali: un ruolo senza paralleli altrove&lt;/b&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;I cittadini dovranno godere non solo di una politica economica comune, di provvedimenti comuni sui flussi migratori o sulle questioni ambientali. I cittadini dovranno sentire di nuovo di vivere in quel continente in cui i cambiamenti accadono e vengono recepiti, ripensati, istituzionalizzati perché siano a beneficio della collettività. Gli europei dovranno essere in grado di godere degli stessi diritti civili in ogni paese dell’Unione ed usare i &lt;i&gt;network&lt;/i&gt; europei per diffondere cultura, letteratura, arte, teatro, &lt;b&gt;filosofia e pensiero come elementi di supporto alla causa europea stessa&lt;/b&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Saniamo la ferita tra cittadini ed istituzioni e l’Europa si salverà. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Fri, 02 May 2014 18:37:47 +0000</pubDate>
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         <title>Il Bonus di 80 Euro: garantisce giustizia sociale e rilancio dei consumi?</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/blog/item/408-il-bonus-di-80-euro-garantisce-giustizia-sociale-e-rilancio-dei-consumi</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;i style=&quot;line-height:1.6;&quot;&gt;&lt;span&gt;La norma è sicuramente coraggiosa ma il suo effetto sui consumi aggregati potrebbe essere molto modesto e alcuni nodi di iniquità sociale dovranno essere sciolti. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;line-height:1.6;&quot;&gt;&lt;br /&gt;Il governo Renzi ha approvato il Decreto Legge &lt;/span&gt;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2014;66&quot; style=&quot;line-height:1.6;&quot;&gt;Dl n.66&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;line-height:1.6;&quot;&gt; che aumenta di &lt;b&gt;&lt;i&gt;80 Euro al mese&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; la busta paga dei &lt;b&gt;lavoratori dipendenti.&lt;/b&gt; Tutto ciò per tutto il 2014 e a partire dal primo di Maggio (ironicamente o volutamente la festa internazionale dei lavoratori!)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Il DL n.66 &lt;/span&gt;&lt;span&gt;parla esplicitamente di &lt;b&gt;« Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale ». &lt;/b&gt;Il decreto&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;prevede anche altri interventi importanti come la riduzione  dell’IRAP sulle imprese ed una serie di tagli alla spesa pubblica e politiche di potenziale recupero dell’evasione fiscale. In questo spazio limitato, tuttavia, ci concentreremo sul dibattuto « bonus » fiscale di 80 euro analizzando le sue caratteristiche principali, i suoi limiti fondamentali ed il suo potenziale impatto sull’economia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;b&gt;&lt;span&gt;Di che cosa stiamo parlando ?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;line-height:1.6;&quot;&gt;In pratica, il decreto prevede che il datore di lavoro (che agisce da « sostituto d’imposta ») riduca le trattenute fiscali per il lavoratore dipendente in modo da aumentare lo stipendio di 80 € al mese (parliamo qui sotto di chi percepirà questo « bonus »). Se le trattenute  IRPEF non sono sufficienti per ottenere l’ammontare di 80€ allora il datore di lavoro potrà ridurre le i trattenute contributive ai fini pensionistici (clicca &lt;/span&gt;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.lavoce.info/come-sara-il-bonus-in-busta-paga/&quot; style=&quot;line-height:1.6;&quot;&gt;QUI &lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;line-height:1.6;&quot;&gt;per approfondire). Si tratta sostanzialmente di una riduzione della tassazione sul lavoro (notoriamente molto elevata in Italia come si vede dal grafico qui sotto) o del cosiddetto ‘cuneo fiscalè: la differenza fra il costo totale del lavoro e ciò che entra nelle tasche del lavoratore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/images/tasse_lavoro.png&quot; width=&quot;100%&quot; alt=&quot;tasse lavoro&quot;/&gt; Ciò &lt;b&gt;costerebbe circa 6,9 Miliardi di Euro allo Stato solo nel 2014&lt;/b&gt;. Il costo totale aumenterebbe a circa 10 Miliardi di Euro se lo stesso bonus fosse riconfermato per l’anno 2015 dato che bisognerebbe garantire un identico bonus per tutto l’anno e non più per soli 8 mesi (da Maggio a Dicembre).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/images/bar.png&quot; width=&quot;100%&quot; alt=&quot;bar&quot;/&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;&lt;br /&gt; &lt;b&gt;Chi ne beneficia?&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Il “bonus” di 80€ mensile (640€ per 8 mesi, da Maggio 2014) verrà dato a &lt;b&gt;10 milioni di lavoratori dipendenti e assimilati&lt;/b&gt; (ad esempio i &lt;i&gt;co.co.pro.&lt;/i&gt;) che hanno uno &lt;b&gt;stipendio annuale lordo che va dagli 8.145€ ai 24.000€&lt;/b&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;b&gt;Per chi guadagna dai 24.000 ai 26.000€&lt;/b&gt;, il bonus verrà calcolato nel modo seguente: 80€ X (26.000-reddito)/2000.  &lt;span&gt;Ad esempio un lavoratore con 25.000€ avrà un bonus mensile di 40€.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;b&gt;&lt;span&gt;Chi guadagna meno di 8.145€ &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt;(i cosiddetti &lt;b&gt;incapienti&lt;/b&gt;) &lt;b&gt;o più di 26.000€ non avrà nulla&lt;/b&gt; e la stessa sorte tocca a chi &lt;b&gt;non è un lavoratore dipendente&lt;/b&gt; (pensionati, autonomi, disoccupati etc.).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style=&quot;line-height:1.6;&quot;&gt;&lt;i&gt;Quante&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style=&quot;line-height:1.6;&quot;&gt; e &lt;i&gt;quali&lt;/i&gt; famiglie ne beneficiano ?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;line-height:1.6;&quot;&gt;L’eligibilità del bonus è definita sul reddito individuale. In una famiglia quindi possono beneficiarne zero, uno o più persone a seconda di quanti membri della famiglia siano lavoratori dipendenti. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height:1.6;&quot;&gt;Quindi &lt;b&gt;quante&lt;/b&gt; famiglie benificiano del bonus? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Seguendo gli interessanti calcoli di &lt;/span&gt;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.lavoce.info/bonus-80-euro-sostegno-alle-famiglie-della-classe-media/&quot;&gt;&lt;span&gt;M.Baldini&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.lavoce.info/bonus-80-euro-sostegno-alle-famiglie-della-classe-media/&quot;&gt;&lt;span&gt;, E. &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.lavoce.info/bonus-80-euro-sostegno-alle-famiglie-della-classe-media/&quot;&gt;Giarda&lt;/a&gt;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.lavoce.info/bonus-80-euro-sostegno-alle-famiglie-della-classe-media/&quot;&gt; e A. &lt;/a&gt;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.lavoce.info/bonus-80-euro-sostegno-alle-famiglie-della-classe-media/&quot;&gt;Olivieri&lt;/a&gt;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.lavoce.info/bonus-80-euro-sostegno-alle-famiglie-della-classe-media/&quot;&gt;, &lt;/a&gt;basati su dati It-Silc dell’Istat, circa il &lt;b&gt;40% delle famiglie italiane beneficerebbe del bonus&lt;/b&gt; che varrebbe in media 655€ all’anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/images/torta.png&quot; width=&quot;100%&quot; alt=&quot;torta&quot;/&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello specifico :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-&lt;span style=&quot;line-height:1.6;&quot;&gt;Il 55% di tutti i benefici fiscali si concentrerebbero  sulla&lt;/span&gt;&lt;b style=&quot;line-height:1.6;&quot;&gt; &lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;line-height:1.6;&quot;&gt;cosiddetta&lt;/span&gt;&lt;b style=&quot;line-height:1.6;&quot;&gt; « classe media »&lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;line-height:1.6;&quot;&gt; (le famiglie con un reddito famigliare equivalente, cioè che tiene conto della numerosità e della composizione di ogni famiglia, che va dai 27.000 e 41.000€ in media). Tuttavia, nonostante queste famiglie abbiano la più alta probabilità di prendere il bonus, saranno solo circa la &lt;/span&gt;&lt;b style=&quot;line-height:1.6;&quot;&gt;metà&lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;line-height:1.6;&quot;&gt; delle famiglie italiane di classe media  a ricevere il bonus fiscale.  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Symbol;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;-Le famiglie più povere non sono del tutto escluse: tuttavia solo &lt;b&gt;una su tre &lt;/b&gt;del 10% delle famiglie italiane più povere percepirà un bonus.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span style=&quot;font-family:Symbol;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span&gt;-Le famiglie di classe media saranno anche quelle a ricevere il bonus più alto di tutti in media: circa 720€ a fronte delle famiglie più povere che avranno un bonus di 380€ in media. La motivazione principale risiede nel fatto che le famiglie italiane più povere sono più spesso famiglie a mono reddito (solo un lavoratore dipendente) e non sempre chi lavora lavora per tutto l’anno (riducendo il bonus fiscale che si calcola sul totale dei mesi lavorati in un anno).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/images/bonus_euro.png&quot; width=&quot;100%&quot; alt=&quot;bonus euro&quot;/&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/images/perc_bonus.png&quot; width=&quot;100%&quot; alt=&quot;perc bonus&quot;/&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span&gt;Quali sono gli obiettivi e gli effetti di questo provvedimento?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;line-height:1.6;&quot;&gt;Come menzionato nell’introduzione, nel decreto legge ufficale si legge testualmente che si tratta di &lt;b&gt;« Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale ». &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;line-height:1.6;&quot;&gt;Tralasciando in questa sede il discorso, seppur di fondamentale importanza, delle coperture finanziarie (come il governo intende finanziare questo bonus), è lecito chiedersi se questi obiettivi verranno raggiunti. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;b&gt;&lt;span&gt;La giustizia sociale viene garantita ?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Ci sono diversi aspetti da considerare nel valutare un concetto cosi’ complesso come quello della giustizia e dell’equità sociale. Perseguire l’equita’ in una dimensione specifica genera iniquita’ inattese in altre importanti dimensioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;In &lt;b&gt;primo&lt;/b&gt; luogo, come abbiamo accennato in precedenza, s&lt;/span&gt;&lt;span&gt;ebbene il “bonus” copra ben 10 milioni di lavoratori, solo i lavoratori dipendenti sono inclusi, escludendo ad esempio autonomi e pensionati anche &lt;i&gt;a parità di reddito&lt;/i&gt;. Da un lato si tratta di una scelta iniqua, dall’altro di una scelta legittima del governo a fronte dell’obiettivo principale che è quello di ridurre il cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti e parasubordinati (e non i pensionati) al fine di ridurre i costi di assunzione (si tratta di un ragionamento valido almeno teoricamente nel medio periodo visto che una riduzione effettiva dell’IRPEF andrebbe nell'immediato al lavoratore ed il beneficio si paleserebbe anche per il datore di lavoro solo dopo un periodo di “aggiustamento”).  Inoltre, diversi osservatori hanno sottolineato che i redditi dei lavoratori autonomi non sono sempre identificabili con precisione e che l’incidenza dell’evasione fiscale è maggiore in questa fascia di tipologia di lavoro. Dunque partire dai lavoratori dipendenti potrebbe comunque  rispondere a criteri ben precisi di equità fiscale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;b&gt;&lt;span&gt;Secondo&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt;, come detto in precedenza, in termini relativi una buona parte delle famiglie più povere sono totalmente escluse da questo provvedimento, cosi’ come da altri provvedimenti di altri precedenti governi. Inoltre, il bonus è più generoso con la classe media e poco con le famiglie povere.  A favore del governo, tuttavia, si dovrebbe  notare che il beneficio medio in proporzione al reddito di chi lo riceve è progressivo (come mostra il grafico in basso il beneficio è più basso per le famiglie più ricche).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/images/bonus_reddito.png&quot; width=&quot;100%&quot; alt=&quot;bonus reddito&quot;/&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Inoltre, il governo si è impegnato a risolvere questo nodo lasciando intendere di non essere interamente soddisfatto dell’equità di questa manovra.  Aspettiamo, dunque la Legge di Stabilità 2015 di Ottobre per un giudizio definitivo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;b&gt;&lt;span&gt;Terzo&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt;, Il bonus è applicato a tutti senza considerare altre importanti dimensioni, come la numerosità della famiglia. Ad esempio, un single ed un genitore con due figli a carico con lo stesso reddito avranno lo stesso bonus. Dare un bonus uguale per tutti, dunque, segue un criterio specifico di equità ma genera altri tipi di sperequazioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;b&gt;&lt;span&gt;Quarto&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt;, lavoratori in condizioni molto simili verranno trattati in modo differente. Ad esempio chi è giusto sotto la soglia minima (8145€) non prenderà nulla. Chi è marginalmente sopra (8150€) avrà diritto a 80 € al mese in più.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;b&gt;&lt;span&gt;Quinto&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt;, l&lt;/span&gt;&lt;span&gt;a struttura del bonus farà aumentare l’aliquota marginale fino ad oltre il 60% per la fascia di reddito che va dai 24.000 ai 26.000€. In altre parole, un euro di straordinario in più guadagnato nella fascia fra i 24.000 e i 26.00€ verrà tassato con un’aliquota di oltre il 60% (Clicca &lt;/span&gt;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.lavoce.info/come-sara-il-bonus-in-busta-paga/&quot;&gt;&lt;span&gt;QUI &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span&gt;per approfondire). Questo creea inutili distorsioni ed iniquità. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;b&gt;&lt;span&gt;Infine&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt;, chi perderà il lavoro durante il 2014 potrebbe essere costretto a rimborsare parte del bonus ricevuto nei mesi di occupazione. Infatti il bonus mensile è calcolato su base annuale, in base ai mesi effettivi di lavoro. Un lavoratore dipendente con uno stipendio lordo annuale di 15.000 che, per fare un esempio, avrà la sfortuna di perdere il lavoro ad Agosto del 2014, riceverà 80 euro da Maggio ad Agosto ma, a conti fatti, avrà diritto solo ad un parte di questo bonus pari a 53,33 € (relativo agli otto mesi di lavoro in un anno). Quindi si presume  che questo lavoratore o riceverà un bonus minore in busta paga oppure dovrà restituire la differenza all’erario dopo essere stato licenziato!  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Similmente, chi ha ottenuto il lavoro dopo Gennaio 2014 avrà diritto a meno di 80€. Ad esempio, un dipendente che prende  servizio ad inizio Maggio  avrà diritto a soli 60€ (il bonus dovrà essere proporzionato ai soli 9 mesi di lavoro in un anno). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;(leggi &lt;/span&gt;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://noisefromamerika.org/articolo/riduzione-irpef-fine-hanno-fatta-male&quot;&gt;&lt;span&gt;QUI &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span&gt; e &lt;/span&gt;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2014-04-25/il-bonus-80-euro-arriva-forma-credito-fiscale-perche-ammontare-reale-e-5333-euro-135835.shtml?uuid=AB9v2gDB&quot;&gt;&lt;span&gt;QUI&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span&gt; per approfondire).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;b&gt;&lt;span&gt;E il provvedimento darà un impulso all’economia ed ai consumi ?&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Anche se valutare seriamente l’impatto di questo bonus fiscale sui consumi e sull’economia in aggregato è un esercizio molto complesso proviamo a fare due calcoli approssimativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Innanzitutto bisognerebbe avere una stima della cosiddetta propensione al consumo, ovvero quanta quota parte del reddito aggiuntivo dei beneficiari del bonus verrà effettivamente consumata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Una ricerca accademica recente (Jappelli e Pistaferri, 2013 - consulta qui I risultati) ha stimato che in media gli italiani consumerebbero circa il 50% di ogni euro aggiuntivo di “reddito”. Ovviamente la propensione al consumo varia con il reddito ma considerare un valore omogeneo non e’ del tutto erroneo nel nostro caso dato che la maggior parte dei benefici si concentra sulla classe media. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;È bene notare, tuttavia, che la propensione al consumo potrebbe anche essere inferiore se il bonus non è percepito come permanente (in quel caso le famiglie preferirebbero risparmiare buona parte dell’aumento di reddito) e se le famiglie sono particolarmente indebitate (i soldi aggiuntivi servirebbero a ripagare i debiti pregressi).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Ad esempio, un sondaggio di &lt;/span&gt;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.iprmarketing.it/sites/default/files/sondaggioiprportaportabonus80euro.pdf&quot;&gt;&lt;span&gt;IPR marketing &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span&gt;ha stimato che solo il 47% delle persone crede che il bonus sarà per sempre. Inoltre, di quei soldi solo il 33% potrebbero essere consumati (il 56% andrebbe invece risparmiato o impiegato per ridurre i debiti) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Prendendo una forbice del 30-40% come una misura  approssimativa (ma forse anche eccessiva) della &lt;i&gt;propensione al consumo &lt;/i&gt;otteniamo che dai 2 ai 3 dei 6.9 miliardi di Euro potrebbero essere spesi. La manovra è tuttavia finanziata (tra le altre cose) con tagli di spese e servizi per 2,1 miliardi. L’effetto sul reddito aggregato nel 2014 potrebbe dunque essere&lt;b&gt; molto piccolo o addirittura nullo &lt;/b&gt;(ignorando l’effetto complessivo degli altri interventi minori). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Anche le stime ufficiali del Documento di Economia e Finanza 2014 prevedono un impatto positivo del bonus di circa lo 0.1 % di PIL nel 2014 (cioè circa 1,6 miliardi) ed uno negativo della spending review pari allo stesso ammontare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span&gt;Guardando al futuro, il miglioramento del reddito di una buona parte delle famiglie italiane migliorerà di certo la loro capacità di pianificazione e la loro condizione finanziaria (grazie al ripianamento dei debiti e all’aumento del risparmio). Per far sì che la manovra abbia effetti più sostanziali sull’economia è importante che il governo allarghi, come promesso, le misure ad altre fasce della popolazione (soprattutto le più povere) e che la “riduzione d’imposta” venga confermata nei prossimi anni e riesca ad essere finanziata attraverso una riduzione di spesa strutturale (cioè senza aumentare ulteriormente la pressione fiscale).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description>
         <guid isPermaLink="false">http://www.quattrogatti.info/n/index.php/blog/item/408-il-bonus-di-80-euro-garantisce-giustizia-sociale-e-rilancio-dei-consumi</guid>
         <pubDate>Tue, 29 Apr 2014 15:18:50 +0000</pubDate>
         <category>Blog</category>
      </item>
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         <title>Fuga di cervelli: quando trovarli è meglio che perderli</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/403-fuga-di-cervelli-quando-trovarli-e-meglio-che-perderli</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/71601b6fd7fc74a9f4eea8e6c1b43d35_M.jpg&quot; alt=&quot;Fuga di cervelli: quando trovarli &amp;#xe8; meglio che perderli&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Si sente sempre più spesso parlare di “Fuga dei talenti” o “Fuga dei cervelli”, soprattutto con toni allarmistici e spesso confusi. Eppure, oggi come oggi, con un mercato del lavoro cosi globalizzato e internazionalizzato, passare un periodo all’estero è ormai la normalità. Ciò che rende preoccupante la “fuga” degli italiani all'estero non è tanto il numero dei nostri connazionali che fanno le valigie, quanto piuttosto il fatto che in pochi scelgono l'Italia come meta. Questa presentazione analizza il fenomeno sulla base dei (pochi e confusi) dati che vi sono a disposizione, soffermandosi sulle politiche migliori per attrarre cervelli “in fuga” e stranieri.&lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Si ringraziano Alessandro Rosina (U. Cattolica) per i commenti ed i suggerimenti ricevuti.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Wed, 16 Apr 2014 10:56:14 +0000</pubDate>
         <category>Presentazioni</category>
      </item>
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         <title>Usura: molto più che un problema del singolo!</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/376-usura-problema</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/983fb56032c1ac1b726360eae9dd3d18_M.jpg&quot; alt=&quot;Usura: molto pi&amp;#xf9; che un problema del singolo!&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;Per via dell'attuale crisi economica l'usura è diventata un fenomeno sempre più diffuso tra le famiglie italiane, rappresentando un dramma non solo per le vittime ma per l'intero tessuto economico e sociale italiano. Riconoscerla, però, non è facile. Cos'è l'usura? Quanto è diffusa nel nostro paese? Chi la pratica, e chi sono le vittime? La presentazione risponderà a tutte queste domande, con l'obiettivo di far luce sul fenomeno, e imparare a prevenirlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si ringrazia Lucia Brandi (Agisa) per la revisione del lavoro.&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Fri, 21 Feb 2014 09:33:02 +0000</pubDate>
         <category>Presentazioni</category>
      </item>
      <item>
         <title>Conversazioni economiche al Festival dell'Economia 2013</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/video/item/373-conversazioni-economiche-al-festival-delleconomia-2013</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/83a9554230ed6e6cccfe522a2a4bd53e_M.jpg&quot; alt=&quot;Conversazioni economiche al Festival dell'Economia 2013&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family:helvetica;font-size:13px;line-height:16.899999618530273px;text-align:justify;&quot;&gt;Dal 31 maggio al 2 giugno Quattrogatti.info e’ stato ospite del Festival dell'economia di Trento. In questa cornice particolare, Quattrogatti.info ha avuto l’occasione di dialogare direttamente con alcune delle personalita’ piu’ interessanti del panorama intellettuale mondiale. &lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;font-family:helvetica;font-size:13px;line-height:16.899999618530273px;text-align:justify;&quot;/&gt;&lt;br style=&quot;font-family:helvetica;font-size:13px;line-height:16.899999618530273px;text-align:justify;&quot;/&gt;&lt;span style=&quot;font-family:helvetica;font-size:13px;line-height:16.899999618530273px;text-align:justify;&quot;&gt;Le domande che abbiamo preparato si sono ispirate fortemente al famoso questionario di Proust le cui interviste erano volte a conoscere i gusti e le aspirazioni personali di chi vi risponde. Abbiamo percio’ chiesto ai nostri intervistati domande personali, ma anche tecniche, riflessioni su temi generali ma anche su questioni piu’ specifiche. &lt;/span&gt;&lt;br style=&quot;font-family:helvetica;font-size:13px;line-height:16.899999618530273px;text-align:justify;&quot;/&gt;&lt;br style=&quot;font-family:helvetica;font-size:13px;line-height:16.899999618530273px;text-align:justify;&quot;/&gt;&lt;span style=&quot;font-family:helvetica;font-size:13px;line-height:16.899999618530273px;text-align:justify;&quot;&gt;Buona visione!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Tue, 11 Feb 2014 10:25:59 +0000</pubDate>
         <category>Video</category>
      </item>
      <item>
         <title>La sfida della disoccupazione giovanile in Europa</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/infografiche/item/352-la-sfida-della-disoccupazione-giovanile-in-europa</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/3abb66d58aa91d2b7b16f08ee38a95c0_M.jpg&quot; alt=&quot;La sfida della disoccupazione giovanile in Europa&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;Negli ultimi anni, la disoccupazione giovanile è aumentata in modo drammatico nella maggioranza dei paesi europei. Gli interventi, dovranno concentrarsi su una di queste priorità:&lt;br /&gt;• Far si che i giovani posseggano le competenze accademiche, professionali e personali necessarie nel mercato del lavoro di oggigiorno.&lt;br /&gt;• Armare i giovani con gli strumenti per pianificare la loro transizione dalla scuola al lavoro e prendere le decisioni più adatte alle loro capacità e ambizioni. Allo stesso tempo, i&lt;br /&gt;Governi devono intervenire per ridurre la dualità del mercato del lavoro, permettendo ai giovani di ambire ad un lavoro alla pari degli altri.&lt;br /&gt;• Favorire la crescita di tutto il sistema economico, aiutando ad aumentare le opportunità di lavoro anche nelle regioni UE più svantaggiate.&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Sun, 15 Dec 2013 21:04:31 +0000</pubDate>
         <category>Infografiche</category>
      </item>
      <item>
         <title>La trasparenza amministrativa per prevenire la corruzione pubblica</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/348-trasparenzacorruzione</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/de2df791682f079f8397226a3ff38bc7_M.jpg&quot; alt=&quot;La trasparenza amministrativa per prevenire la corruzione pubblica&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;In Italia la corruzione pubblica è diffusa e sistemica, come ci confermano le statistiche ufficiali. Trasparenza amministrativa e controllo sociale sono importanti armi strategiche per prevenire il diffondersi dell'illecito nella Pubblica Amministrazione. Ma in Italia esiste una vera legge su trasparenza e diritto di accesso? Quali sono i problemi che ostacolano la nostra libertà di informazione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si ringraziano Andrea Fama, Cinzia Di Fenza e Claudia Lopedote per i suggerimenti ricevuti, ed Edoardo Maturo (Action Aid Italia) per la revisione del lavoro.&lt;/div&gt;</description>
         <guid isPermaLink="false">http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/348-trasparenzacorruzione</guid>
         <pubDate>Sun, 08 Dec 2013 16:01:22 +0000</pubDate>
         <category>Presentazioni</category>
      </item>
      <item>
         <title>La cronologia del caso marò</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/infografiche/item/339-la-cronologia-del-caso-marò</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/4b9f9da50cf2f358abdcd4a4321104f9_M.jpg&quot; alt=&quot;La cronologia del caso mar&amp;#xf2;&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;/div&gt;</description>
         <guid isPermaLink="false">http://www.quattrogatti.info/n/index.php/infografiche/item/339-la-cronologia-del-caso-marò</guid>
         <pubDate>Mon, 18 Nov 2013 16:38:28 +0000</pubDate>
         <category>Infografiche</category>
      </item>
      <item>
         <title>Qual è la condizione della Sanità Regionale?</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/335-sanita-regionale1</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/e9432fccf28a953514f077b86e5e657a_M.jpg&quot; alt=&quot;Qual &amp;#xe8; la condizione della Sanit&amp;#xe0; Regionale?&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;Il nostro Sistema Sanitario garantisce prestazioni in maniera uniforme in tutta la penisola? Cosa c'è che non va nella Sanità regionale? Cerchiamo di capirlo nel concreto prendendo tre esempi: Campania, Piemonte ed Emilia Romagna. Successivamente ci soffermeremo su quello che si può fare per migliorare la situazione attuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si ringraziano la Nerina Dirindin (Università di Torino) per la revisione del lavoro ed Eleonora Artesio per i commenti ricevuti.&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;&quot; class=&quot;smarterwiki-popup-bubble smarterwiki-popup-bubble-active smarterwiki-popup-bubble-flipped&quot;&gt;&lt;span class=&quot;smarterwiki-popup-bubble-tip&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;smarterwiki-popup-bubble-body&quot;&gt;&lt;span class=&quot;smarterwiki-popup-bubble-links-container&quot;&gt;&lt;span class=&quot;smarterwiki-popup-bubble-links&quot;&gt;&lt;span class=&quot;smarterwiki-popup-bubble-links-row&quot;&gt;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; title=&quot;Search Twitter&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;https://twitter.com/search?q=suggerimenti%20&quot; class=&quot;smarterwiki-popup-bubble-link&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; class=&quot;smarterwiki-popup-bubble-link-favicon&quot;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; title=&quot;Search YouTube&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.youtube.com/results?search_query=suggerimenti%20&quot; class=&quot;smarterwiki-popup-bubble-link&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.youtube.com/favicon.ico&quot; alt=&quot;&quot; class=&quot;smarterwiki-popup-bubble-link-favicon&quot;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; title=&quot;Search Wikipedia&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.google.com/search?hl=com&amp;amp;btnI=I'm+Feeling+Lucky&amp;amp;q=suggerimenti%20+wikipedia&quot; class=&quot;smarterwiki-popup-bubble-link&quot;&gt;&lt;img src=&quot;data:image/png;base64,iVBORw0KGgoAAAANSUhEUgAAABQAAAATCAYAAACQjC21AAAAAXNSR0IArs4c6QAAAAZiS0dEAP8A/wD/oL2nkwAAAAlwSFlzAAAIpwAACKcBMsYCAwAAAAd0SU1FB9kFEwgQLXKnj9oAAAPsSURBVDiNdVRZSGRXEH1Joz8icSIMJsEQEvKvov4ICoOYIAp+KKISkLiAgij5UGOMjgoug6CiKC64i/sSpVHcl7jv7W6722pcWmyNoqBW6hRpyYSZC8W7975bdU+dOrcUIlL+axYWFq+SkpLybWxsYo17VlZWX/H6DebOzs4/ent7/+Lu7v7z/31h7y8U5fvV1VWNra3tIObGvZqamtaHh4fHxMTExb29vcejoyMKCwt7jIqKWuD/bz4Y0MXF5e319bU2JyfngA99x/YJ22empqZuERERKwcHB9Td3U37+/u0srJCc3NzNDIyQk1NTVcqleonPvv6JSCPL87OznQ8p+TkZC2vv2GzcnNz+83a2joqLy9vCQFnZ2dpfX2dlpaWqLe3lzo7O+WStLS0ORMTE7+XgCkpKTX07/Dz86PIyEhDVlaWISMjgxISEmRfp9PRzs4O7e7uEtMi6EZHRyVweHg4gp6bm5tbKK958PlbODES+ZmZmQmkxjsE2d3dHWm1WsrOzqa6ujoaGhqigYEBGh4epvT0dCovLyd7e3sfhR3fGR0vLy9fULa0tMj8/PycNBoNcVGIi0NxcXHU09NDY2Nj1N/fL2mXlZXJJV5eXkXK9va2DojggIDPz8/iuLGxQcvLy8IXEN7c3JBer5f14uKiIOzr66P29naqqqqiiooK8vf3n1aYbP3ExIQcZkkIKgcHBwJ/BoNB1ltbW8IbF466urrk3OTkpFhDQ4MEZA7Jx8fnSGEJ6I2pHh4eyvf2ViglVBbBwBMQb25u0sLCgnAXExMjVLS1tVFJSYmkHRoa+pfCmydwPjk5EYf7+3txwBoVRTFmZmZetFdcXEyBgYGUm5srVa6traWioiIqKCig4ODgVYVJnUE6LGpBhLQQDMjAHeaQzPT0tASG7iorK0U2kAwC4hIE9PT0HFZYvB7j4+NPQHlxcSGFOD4+Fvnw8xKOUGnwxAWkqakpqSz7CJ/V1dXEmiV+/+To6Pi7CJvFq356ehIHaA2ogPjq6krSRlVbW1ulqoODgyIbyMfX15dKS0spNjYWAf+2tLT8UgLyJAIPHinPz89LFcEXJIJUcdHa2ppIBAjVajWlpqYSNwcqLCwUdEFBQX9+ysP4llXcSf7gFO6A8PT0lJqbm4UXvB6kBc6QKgz/sAfu8Ers7OzecYxv3+s2PD53dXX9FVUFCiCqr6+njo4OSRMBwSN3FylKfn4+MQgKCAhAC1N9rB+aODk5vWUU5+ARUoHu8CpQ0cbGRjFcxA3kkjtRAft8/dEGazRuRabcZH8ICQkpjo6OVjNHmvj4+GXuiyMeHh453ATCzMzMXn3I9x8oCiuuorpqawAAAABJRU5ErkJggg==&quot; alt=&quot;&quot; class=&quot;smarterwiki-popup-bubble-link-favicon&quot;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;smarterwiki-popup-bubble-links-row&quot;&gt;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; title=&quot;Search Google&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.google.com/search?q=suggerimenti%20&quot; class=&quot;smarterwiki-popup-bubble-link&quot;&gt;&lt;img src=&quot;https://www.google.com/favicon.ico&quot; alt=&quot;&quot; class=&quot;smarterwiki-popup-bubble-link-favicon&quot;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; title=&quot;Search Surf Canyon&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://search.surfcanyon.com/search?f=nrl1&amp;amp;q=suggerimenti%20&amp;amp;partner=fastestfox&quot; class=&quot;smarterwiki-popup-bubble-link&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; class=&quot;smarterwiki-popup-bubble-link-favicon&quot;/&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description>
         <guid isPermaLink="false">http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/335-sanita-regionale1</guid>
         <pubDate>Wed, 13 Nov 2013 15:51:36 +0000</pubDate>
         <category>Presentazioni</category>
      </item>
      <item>
         <title>Venti anni di lotta all'evasione</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/infografiche/item/386-venti-anni-di-lotta-allevasione</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/65672688a4f4c8a57ea38e20056bdce1_M.jpg&quot; alt=&quot;Venti anni di lotta all'evasione&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;div class=&quot;custom&quot; style=&quot;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/images/EVASIONE76.jpg&quot; height=&quot;768&quot; alt=&quot;EVASIONE768  1&quot;/&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venti anni leggi contro l'evasione in un'infografica!&lt;/div&gt;</description>
         <guid isPermaLink="false">http://www.quattrogatti.info/n/index.php/infografiche/item/386-venti-anni-di-lotta-allevasione</guid>
         <pubDate>Wed, 13 Feb 2013 20:59:21 +0000</pubDate>
         <category>Infografiche</category>
      </item>
      <item>
         <title>Con quattrogatti.info dici BASTA a tutti i sintomi pre-elettorali!</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/video/item/252-con-quattrogattiinfo-dici-basta-a-tutti-i-sintomi-pre-elettorali</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/5fd45095a868b007b05013834dba7a95_M.jpg&quot; alt=&quot;Con quattrogatti.info dici BASTA a tutti i sintomi pre-elettorali!&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;Con quattrogatti.info dici BASTA a tutti i sintomi pre-elettorali. Per andare al voto sereno e libero da tutti i mali... Segui il nostro &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php?option=com_k2&amp;amp;view=itemlist&amp;amp;layout=tag&amp;amp;tag=Elezioni2013&amp;amp;task=tag&amp;amp;Itemid=627&quot;&gt;speciale elezioni 2013&lt;/a&gt;!&lt;/div&gt;</description>
         <guid isPermaLink="false">http://www.quattrogatti.info/n/index.php/video/item/252-con-quattrogattiinfo-dici-basta-a-tutti-i-sintomi-pre-elettorali</guid>
         <pubDate>Tue, 12 Feb 2013 12:36:02 +0000</pubDate>
         <category>Video</category>
      </item>
      <item>
         <title>Le donne e il lavoro - altro spread da eliminare</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/infografiche/item/385-le-donne-e-il-lavoro-altro-spread-da-eliminare</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/5b62d01506bd8a53b6c4928e25fa9b8a_M.jpg&quot; alt=&quot;Le donne e il lavoro - altro spread da eliminare&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;/div&gt;</description>
         <guid isPermaLink="false">http://www.quattrogatti.info/n/index.php/infografiche/item/385-le-donne-e-il-lavoro-altro-spread-da-eliminare</guid>
         <pubDate>Mon, 11 Feb 2013 00:00:00 +0000</pubDate>
         <category>Infografiche</category>
      </item>
      <item>
         <title>Primarie del centrosinistra: proposte sull'evasione fiscale</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/infografiche/item/204-primarie-del-centrosinistra-proposte-sullevasione-fiscale</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/a67e9d105d87a83c2081372f8c241cc4_M.jpg&quot; alt=&quot;Primarie del centrosinistra: proposte sull'evasione fiscale&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;Cinque pretendenti in lizza per guidare la coalizione che si candida a guidare l’Italia. Ma cosa propongono i candidati per portare avanti il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;risanamento dei conti pubblici&lt;/strong&gt;? Che idee hanno di riforma del&amp;nbsp;&lt;strong&gt;fisco&lt;/strong&gt;? E come imposteranno la&amp;nbsp;&lt;strong&gt;lotta all’evasione fiscale&lt;/strong&gt;?&lt;/div&gt;</description>
         <guid isPermaLink="false">http://www.quattrogatti.info/n/index.php/infografiche/item/204-primarie-del-centrosinistra-proposte-sullevasione-fiscale</guid>
         <pubDate>Fri, 23 Nov 2012 16:39:28 +0000</pubDate>
         <category>Infografiche</category>
      </item>
      <item>
         <title>quattrogatti.info - Autoritratto in infografica</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/infografiche/item/228-quattrogattiinfo-autoritratto-in-infografica</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/82558bd755d4bf64f8b1324b360ed554_M.jpg&quot; alt=&quot;quattrogatti.info - Autoritratto in infografica&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;Infografica che presenta quattrogatti.info. Chi siamo, cosa facciamo, perche' e come.&lt;/div&gt;</description>
         <guid isPermaLink="false">http://www.quattrogatti.info/n/index.php/infografiche/item/228-quattrogattiinfo-autoritratto-in-infografica</guid>
         <pubDate>Fri, 19 Oct 2012 00:00:00 +0000</pubDate>
         <category>Infografiche</category>
      </item>
      <item>
         <title>Internet e il giornalismo online</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/video/item/188-internetgiornalismo</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/bc5983b67a44bcede801e2ff363b54e0_M.jpg&quot; alt=&quot;Foto di Steve Rhodes&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;div style=&quot;text-align:justify;&quot;&gt;Mentre l'Italia&amp;nbsp;è ancora ai livelli più bassi in Europa per numero di cittadini online, la rete sta lentamente cambiando le modalità di informazione e il modo di lavorare dei giornalisti. Il potenziale da sfruttare però&amp;nbsp;è ancora enorme, a partire dalle possibilità offerte da internet per controllare meglio sia la politica, sia l'informazione stessa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedFullText&quot;&gt;&lt;br /&gt;Il video fa parte del progetto &quot;I media in Italia e le sfide del digitale&quot;, realizzato da quattrogatti.info con il supporto della &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.opensocietyfoundations.org/reports/mapping-digital-media-italy&quot;&gt;Open Society Foundation&lt;/a&gt;.&amp;nbsp;I contenuti sono parzialmente tratti dal report &quot;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.opensocietyfoundations.org/sites/default/files/mapping-digital-media-italy-italian.pdf&quot;&gt;Mapping Digital Media - Italy&lt;/a&gt;&quot; di Mazzoleni, Vigevani e Splendore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riepilogo delle puntate:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;gt; Anteprima: La riforma della RAI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; (&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/video/item/152-riformarai&quot;&gt;VIDEO&lt;/a&gt; / &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/151-riformarai&quot;&gt;PPT&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;gt; 1.&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Le fonti di informazione e l'uso dei media&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; (&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/video/item/138-media-prima&quot;&gt;VIDEO&lt;/a&gt; / &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/205-fontiinformazioneppt&quot;&gt;PPT&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;gt; 2.&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Il duopolio televisivo e il digitale terrestre&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; (&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/video/item/170-dupoliotv&quot;&gt;VIDEO&lt;/a&gt; / &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/169-duopoliotv&quot;&gt;PPT&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;gt; 3.&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Internet e il giornalismo online&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; (VIDEO / &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/206-internetgiornalismoppt&quot;&gt;PPT&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br style=&quot;text-align:justify;&quot;/&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;em&gt;Ringraziamo per i commenti ricevuti:&amp;nbsp;Mark Thompson, Francesca Fanucci, Nicola Bruno e&amp;nbsp;Cristian&amp;nbsp;Vaccari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align:justify;&quot;&gt;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/206-internetgiornalismoppt&quot;&gt;Guarda la presentazione da cui è tratto il video.&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
         <guid isPermaLink="false">http://www.quattrogatti.info/n/index.php/video/item/188-internetgiornalismo</guid>
         <pubDate>Wed, 25 Jul 2012 00:00:00 +0000</pubDate>
         <category>Video</category>
      </item>
      <item>
         <title>Il duopolio televisivo e il digitale terrestre</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/video/item/170-dupoliotv</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/56dab2b3675237b0ba79395c67ee9ae4_M.jpg&quot; alt=&quot;Il duopolio televisivo e il digitale terrestre&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;div style=&quot;text-align:justify;&quot;&gt;Nonostante l'arrivo del digitale terrestre, la televisione italiana è ancora in mano al duopolio Rai-Mediaset. A contribuire a questa situazione è stato il modo in cui sono state assegnate le frequenze in Italia. Mentre si riaccende il dibattito sulle frequenze tv in vista dell'asta per l'ex beauty contest, cerchiamo di capire cosa si nasconde dietro a questioni apparentemente tecniche, ma che riguardano la spartizione di importanti risorse pubbliche di notevole valore economico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align:justify;&quot;&gt;Il video è stato &lt;strong&gt;pubblicato anche sul &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/07/19/digitale-terrestre-duopolio-continua-raiset-comanda/201925/&quot;&gt;Fatto Quotidiano&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; e fa parte del progetto &quot;I media in Italia e le sfide del digitale&quot;, realizzato da quattrogatti.info con il supporto della Open Society Foundation.&amp;nbsp;I contenuti sono tratti in parte dal report &quot;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.opensocietyfoundations.org/sites/default/files/mapping-digital-media-italy-italian.pdf&quot;&gt;Mapping Digital Media - Italy&lt;/a&gt;&quot; di Mazzoleni, Vigevani e Splendore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riepilogo delle puntate:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;gt; Anteprima: La riforma della RAI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; (&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/video/item/152-riformarai&quot;&gt;VIDEO&lt;/a&gt; / &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/151-riformarai&quot;&gt;PPT&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;gt; 1.&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Le fonti di informazione e l'uso dei media&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; (&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/video/item/138-fontiinformazione&quot;&gt;VIDEO&lt;/a&gt; / &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/205-fontiinformazioneppt&quot;&gt;PPT&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;gt; 2.&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Il duopolio televisivo e il digitale terrestre&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; (VIDEO / &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/169-duopoliotv&quot;&gt;PPT&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;gt; 3.&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Internet e il giornalismo online&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; (&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/video/item/188-internetgiornalismo&quot;&gt;VIDEO&lt;/a&gt; / &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/206-internetgiornalismoppt&quot;&gt;PPT&lt;/a&gt;)&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align:justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align:justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;Ringraziamo per i commenti ricevuti Mark Thompson, Francesca Fanucci, Flavia Barca, Iginio Gagliardone e Giulio Enea Vigevani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/169-duopoliotv&quot;&gt;Guarda la presentazione da cui è tratto il video.&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Wed, 18 Jul 2012 16:42:16 +0000</pubDate>
         <category>Video</category>
      </item>
      <item>
         <title>Le fonti di informazione e il dominio della televisione</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/video/item/138-fontiinformazione</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/d063d8b7c1471349d2847c26ce4e4d8c_M.jpg&quot; alt=&quot;flickr&amp;#x002011;258331658&amp;#x002011;hd.jpg&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;div style=&quot;text-align:justify;&quot;&gt;Quali sono i media più utilizzati in Italia e come si informano i cittadini italiani? Nonostante la diffusione di internet e alcuni segnali di cambiamento soprattutto fra i giovani, i dati parlano chiaro: a fare da padrone fra i media italiani resta tuttora il piccolo schermo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedFullText&quot;&gt;&lt;br /&gt;Il video è stato &lt;strong&gt;pubblicato anche sul &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/07/11/italiani-media-vince-sempre/201377/&quot;&gt;Fatto Quotidiano&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; e fa parte del progetto &quot;I media in Italia e le sfide del digitale&quot;, realizzato da quattrogatti.info con il supporto della &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.opensocietyfoundations.org/reports/mapping-digital-media-italy&quot;&gt;Open Society Foundation&lt;/a&gt;.&amp;nbsp;I contenuti sono tratti in parte dal report &quot;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.opensocietyfoundations.org/sites/default/files/mapping-digital-media-italy-italian.pdf&quot;&gt;Mapping Digital Media - Italy&lt;/a&gt;&quot; di Mazzoleni, Vigevani e Splendore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riepilogo delle puntate:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;gt; Anteprima: La riforma della RAI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; (&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/video/item/152-riformarai&quot;&gt;VIDEO&lt;/a&gt; / &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/151-riformarai&quot;&gt;PPT&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;gt; 1.&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Le fonti di informazione e l'uso dei media&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; (VIDEO / &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/205-fontiinformazioneppt&quot;&gt;PPT&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;gt; 2.&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Il duopolio televisivo e il digitale terrestre&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; (&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/video/item/170-dupoliotv&quot;&gt;VIDEO&lt;/a&gt; / &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/169-duopoliotv&quot;&gt;PPT&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;gt; 3.&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Internet e il giornalismo online&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; (&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/video/item/188-internetgiornalismo&quot;&gt;VIDEO&lt;/a&gt; / &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/206-internetgiornalismoppt&quot;&gt;PPT&lt;/a&gt;)&lt;/div&gt;
&lt;p style=&quot;text-align:justify;&quot;&gt;&lt;em&gt;Ringraziamo per i commenti ricevuti Mark Thompson, Francesca Fanucci, Flavia Barca, Iginio Gagliardone, Gianpietro Mazzoleni e Cristian Vaccari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/205-fontiinformazioneppt&quot;&gt;Guarda la presentazione da cui è tratto il video.&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
         <guid isPermaLink="false">http://www.quattrogatti.info/n/index.php/video/item/138-fontiinformazione</guid>
         <pubDate>Tue, 10 Jul 2012 01:00:00 +0000</pubDate>
         <category>Video</category>
      </item>
      <item>
         <title>La 'fuga dei cervelli'</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/video/item/162-fugadeicervelli</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/5cf9cad94714c5577919c266171d935c_M.jpg&quot; alt=&quot;La 'fuga dei cervelli'&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;p&gt;Ultimamente in Italia si sente parlare molto, spesso con toni allarmistici, di ‘fuga di talenti’ o di ‘brain drain’. Questo video,  tenta di andare oltre la retorica sul fenomeno, inquadrandone le caratteristiche principali. In particolare, spiega perche’ il ‘brain drain’ e’ un problema per il paese di origine, le cause ‘strutturali’ che spingono i giovani laureati a cercare opportunita’ altrove e quali sono le statistiche sul tema in Italia (se pur inattendibili). Confrontando l’esperienza italiana col resto d’Europa, il video conclude con una riflessione sulla capacita’ ‘attrattiva’ dell’Italia: perche’ non cominciare a parlare di “circolazione dei cervelli” piuttosto che di fuga?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Si ringraziano  Paolo Balduzzi e Alessandro Rosina&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Tue, 10 Jul 2012 00:00:00 +0000</pubDate>
         <category>Video</category>
      </item>
      <item>
         <title>Rai: a quando una vera riforma?</title>
         <link>http://www.quattrogatti.info/n/index.php/video/item/152-riformarai</link>
         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/cf4507ae4969876df39b5f798b6f40ce_M.jpg&quot; alt=&quot;Rai: a quando una vera riforma?&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;div style=&quot;text-align:justify;&quot;&gt;Alla vigilia della riunione della Commissione di vigilanza, è tornato alla ribalta il toto nomine per i vertici Rai. Pochi però conoscono effettivamente come funziona la televisione pubblica italiana e in che modo è governata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il video è stato &lt;strong&gt;pubblicato anche su &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/06/21/come-funziona-davvero-lazienda/200000/&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; e fa parte del progetto &quot;I media in Italia e le sfide del digitale&quot;, realizzato da quattrogatti.info con il supporto della Open Society Foundation.&amp;nbsp;I contenuti sono parzialmente tratti dal report &quot;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.opensocietyfoundations.org/sites/default/files/mapping-digital-media-italy-italian.pdf&quot;&gt;Mapping Digital Media - Italy&lt;/a&gt;&quot; di Mazzoleni, Vigevani e Splendore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riepilogo delle puntate:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;gt; Anteprima: La riforma della RAI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; (VIDEO / &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/151-riformarai&quot;&gt;PPT&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;gt; 1.&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Le fonti di informazione e l'uso dei media&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; (&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/video/item/138-media-prima&quot;&gt;VIDEO&lt;/a&gt; / &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/205-fontiinformazioneppt&quot;&gt;PPT&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;gt; 2.&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Il duopolio televisivo e il digitale terrestre&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; (&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/video/item/170-dupoliotv&quot;&gt;VIDEO&lt;/a&gt; / &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/169-duopoliotv&quot;&gt;PPT&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&amp;gt; 3.&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Internet e il giornalismo online&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; (&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/video/item/188-internetgiornalismo&quot;&gt;VIDEO&lt;/a&gt; / &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/206-internetgiornalismoppt&quot;&gt;PPT&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ringraziamo per i commenti ricevuti Mark Thompson, Francesca Fanucci e Oreste Pollicino&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align:justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align:justify;&quot;&gt;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/index.php/presentazioni/item/151-riformarai&quot;&gt;Guarda la presentazione da cui è tratto il video&lt;/a&gt;&lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/../index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=301:raireform&amp;amp;catid=59:work&amp;amp;Itemid=185&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;(Click here for the &amp;nbsp;english version)&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Thu, 21 Jun 2012 00:00:00 +0000</pubDate>
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         <title>L'articolo 18 spiegato in un video</title>
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         <description>&lt;div class=&quot;K2FeedImage&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.quattrogatti.info/n/media/k2/items/cache/1c6c813bb9d5494160041c1c4ee2fb70_M.jpg&quot; alt=&quot;L'articolo 18 spiegato in un video&quot;/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedIntroText&quot;&gt;&lt;p style=&quot;text-align:justify;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Il 31 Maggio il Senato ha approvato il disegno di legge contenente la riforma &lt;/span&gt;“Fornero” del mercato del lavoro. &lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Il punto piú discusso è stato sicuramente la modifica dell’Articolo 18. Nonostante tanti programmi televisivi e tanti dibattiti, però, la confusione rimane alta. In questo breve video realizzato in collaborazione con &lt;a rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.lavoce.info&quot;&gt;LaVoce.info&lt;/a&gt; vediamo cosa dice l’Art.18, come protegge i lavoratori, quali sono i suoi effetti sul mercato del lavoro e, soprattutto, come questo cambierà con la riforma.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;K2FeedFullText&quot;&gt;
&lt;p style=&quot;text-align:justify;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align:justify;&quot;&gt;&lt;span lang=&quot;IT&quot;&gt;Si ringraziano Tito Boeri, Francesco Daveri e Stefano Liebman&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align:justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;div style=&quot;text-align:justify;&quot;&gt;Ogni piccolo contributo è prezioso e ci aiuterà&amp;nbsp;a creare altri video come questo....&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align:center;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;form target=&quot;_blank&quot; action=&quot;https://www.paypal.com/cgi-bin/webscr&quot; method=&quot;post&quot;&gt;&lt;input name=&quot;submit&quot; src=&quot;https://www.paypal.com/it_IT/IT/i/btn/btn_donateCC_LG.gif&quot; alt=&quot;PayPal - Il sistema di pagamento online pi&amp;#xf9; facile e sicuro!&quot; type=&quot;image&quot;/&gt; &lt;img src=&quot;https://www.paypal.com/en_GB/i/scr/pixel.gif&quot; alt=&quot;&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;1&quot; width=&quot;1&quot;/&gt;&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
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         <pubDate>Fri, 01 Jun 2012 16:34:33 +0000</pubDate>
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