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	<title>Planet pesca</title>
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	<description>Il sito per chi ama la pesca</description>
	<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 18:54:20 +0000</pubDate>
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		<title>Pesce e mare fortemente contaminati in Giappone: a Iwaki bloccata la pesca di ricci e abaloni</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 18:54:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://planetpesca.com/2011/04/15/pesce-e-mare-fortemente-contaminati-in-giappone-a-iwaki-bloccata-la-pesca-di-ricci-e-abaloni/"><img src="http://www.greenreport.it/_new/immagini/nrm/2011_04_14_13_18_39.jpg" /></a>Radioattivi anche prezzemolo e funghi
   
LIVORNO. Il ministero della salute del Giappone ha reso noto che in  alcuni campioni di pesce pescato al largo prefettura di Fukushima e 11  tipi di verdure coltivate nella prefettura è sono stati trovati livelli  di radioattività sopra i limiti legali. Il ministero dice che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Radioattivi anche prezzemolo e funghi</p>
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<p>LIVORNO. Il ministero della salute del Giappone ha reso noto che in  alcuni campioni di pesce pescato al largo prefettura di Fukushima e 11  tipi di verdure coltivate nella prefettura è sono stati trovati livelli  di radioattività sopra i limiti legali. Il ministero dice che ha trovato  12.500 becquerel per chilogrammo di cesio radioattivo, 25 volte sopra  il limite, in piccoli pesci chiamati sand lances catturati ieri al largo  della città di Iwaki, a sud della centrale nucleare di Fukushima  Daiichi.</p>
<p>Nei pesci è stata riscontrata una contaminazione anche di  12.000 becquerel di iodio radioattivo, 6 volte il limite consentito.  Nella stessa area esemplari di questa specie di pesci, molto pescata e  venduta, erano già stati contaminar ti da cesio e iodio radioattivi il 7  aprile e sand lances contaminati sono stati pescati anche nella  prefettura di Ibaraki, a sud di Fukushima.</p>
<p>Il governo giapponese  ha detto che i sand lances non sono stati venduti, visto che le  cooperative di pescatori sono ferme. Radioattività è stata rilevato  anche in campioni di 11 tipi di verdure raccolte l&#8217;11 aprile, con 1.960  becquerel/Kg di cesio, 4 volte sopra il limite legale, nel prezzemolo  giapponese, noto come Seri, coltivato a Soma City.</p>
<p>Sembra  incredibile, ma solo ieri il governo ha vietato la commercializzazione  di alcuni funghi shiitake, coltivati all&#8217;aperto nell&#8217;area orientale  della prefettura di Fukushima, dopo aver rilevato radioattività al di  sopra del limite legale.ù</p>
<p>Intanto una cooperativa di pescatori  nella prefettura di Fukushima ha interrotto la pesca di ricci di mare e  gli abaloni a causa della contaminazione radioattiva del mare. La  decisione è stata approvato all&#8217;unanimità in una riunione dei  rappresentanti della cooperativa di Iwaki City, a sud della centrale  nucleare, in anticipo rispetto alla stagione dell&#8217;apertura della pesca a  queste due specie che inizia a maggio.</p>
<p>I pescatori dicono che  «L&#8217;incidente nucleare ha reso chiaro vendere frutti di mare e fare  immersioni subacquee non è sicuro. Nel 2009 i pescatori subacquei hanno  catturato 16,6 tonnellate di ricci di mare e di 20,6 tonnellate di  abaloni al largo di Iwaki, circa il 90% delle catture di queste due  specie in tutta la prefettura. Il capo della cooperativa dei pescatori,  Kazuo Akiyama, ha detto: «Chiederemo che il gestore dell&#8217;impianto, la  Tokyo Electric Power Company, paghi un indennizzo per i danni attesi  causati dalla cancellazione della pesca».</p>
<p>I campioni di acqua  prelevati lunedi a 30 Km al largo di Fukushima contenevano livelli di  iodio-137 2,2 volte superiori al limite di legge, a 15 Km dalla costa i  livelli erano 23 volte superiori al limite<br />
Secondo il ministero della  scienza del Giappone «Sostanze radioattive continueranno a diffondersi a  nord-est nel Pacifico per diversi giorni», dopo essere state rilasciate  dalla entrale nucleare di Fukushima Daiichi. Il ministero ha fatto una  simulazione al computer dei movimenti di sostanze radioattive, basandosi  sui dati raccolti in mare e su quelli delle correnti nelle acque vicine  alla centrale.</p>
<p>Il 2 aprile, i livelli di iodio-131 nei pressi  della presa d&#8217;acqua del reattore n. 2 erano 7,5 milioni di volte  superiore al limite legale. Il ministero conferma che «I livelli di  radiazione sono in declino, ma rimangono alti e le previsioni a breve  termine sono che «Le sostanze si diffonderanno dalla costa verso  nord-est, mantenendo i loro livelli per diversi giorni».</p>
<p>Le  previsioni a lungo termine prevedono un ripiegamento verso sud, dopo che  le acque contaminate avranno incontrato una corrente al lago a 100 Km  dalla centrale, per poi ripassare ad est con un rapido movimento,  raggiungendo la prefettura di Ibakari in circa un mese, naturalmente con  una radioattività molto diluita. Il ministero ha detto che la  concentrazione di sostanze radioattive in mare potrebbe diminuire  gradualmente e prevede di rafforzare i controlli del movimento di  sostanze radioattive nelle acque circostanti Fukushima Daiichi prima di  rilasciare altri dati e proiezioni.</p>
<p>Anche la Tepco ammette che a  Fukushima Daiichi «I livelli di radiazione nell&#8217;acqua di mare nei pressi  dell&#8217;impianto sono in declino, ma rimangono alti» e di aver rilevato  100 becquerel/m3 di iodio-131 in campioni prelevati nei pressi della  presa d&#8217;acqua del reattore n. 2 nel pomeriggio del 12 aprile, cioè 2.500  volte sopra il limite legale. Il declino dei livelli di radioattività  viene dopo che il 6 aprile l&#8217;impresa nucleare ha fermato acqua altamente  radioattiva che fuoriusciva da un buco in un pozzo fuori del reattore.  Da 9 aprile la Tepco sta scaricando in media 1.320 tonnellate di acqua a  radioattività relativamente bassa al giorno nell&#8217;oceano, vicino agli  scarichi dei reattori .5 e 6 reattori, quelli meno danneggiati dal  terremoto/tsunami perché fermi al momento del disastro. Il 12 aprile  l&#8217;impresa ha scoperto 1,7 becquerel di iodio-131/cm3 in campioni di  acqua marina prelevati da una zona a circa 30 metri a nord degli  sbocchi, cioè 43 volte al di sopra del limite legale, e 1,1 bequerel di  iodio-131 in campioni di acqua marina raccolti vicino ad una spiaggia a  16 Km a sud della centrale nucleare, cioè 28 volte sopra il limite. In  quest&#8217;ultimo punto i livelli di radiazione sono rimasti quasi gli stessi  dal 5 aprile.</p>
<p>Intanto a Fukushima Daiichi i « liquidatori » della  Tepco continuano a scaricare acqua contaminata in mare per tentare di  riparare il sistema di raffreddamento e per abbassare il livello delle  acque altamente contaminate che si trovano in un tunnel/trincea .  Quest&#8217;ultima operazione è iniziata martedi sera, in ritardo sul  programma a causa delle repliche delle scosse di terremoto. La Tepco  progetta di pompare via 700 tonnellate d&#8217;acqua in 40 ore e ieri mattina  il livello dell&#8217;acqua nel tunnel era sceso di 8 cm.</p>
<p>I tecnici  stanno verificando se i macchinari per il trattamento delle scorie siano  indenni per travasarci le acque contaminate che si trovano all&#8217;interno  dell&#8217;edificio della turbinea.<br />
Su un&#8217;altro fronte, la Tepco sta  tentando disperatamente di impedire che le sostanze radioattive si  spandano ulteriormente nell&#8217;oceano e il 13 aprile ha installato barriere  sottomarine davanti alle prese d&#8217;acqua dei reattori 2, 3 e 4.</p>
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		<title>Ponente maestro parte seconda</title>
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		<comments>http://planetpesca.com/2011/01/28/ponente-maestro-parte-seconda/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 17:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>planetpesca.com</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://planetpesca.com/2011/01/28/ponente-maestro-parte-seconda/"><img src="http://planetpesca.com/files/2011/01/retro1.jpg" alt="retro1.jpg" /></a>
Il mare cominciava ad agitarsi; al largo la nube nera avanzava minacciosa, lampi sinistri la squarciavano. Lampo a ponente - dicevano i vecchi - non lampa per niente. Sotto di essa infatti, il mare già bolliva di rabbia. Le barche si affrettavano a rientrare e ce l&#8217;avrebbero fatta bene o male, perché questa volta l&#8217;occhio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://planetpesca.com/files/2011/01/retro1.jpg" rel="lightbox[859]" title="retro1.jpg"><img src="http://planetpesca.com/files/2011/01/retro1.jpg" alt="retro1.jpg" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Il mare cominciava ad agitarsi; al largo la nube nera avanzava minacciosa, lampi sinistri la squarciavano. <font color="#800000"><em>Lampo a ponente </em></font><em>- dicevano i vecchi -</em><font color="#800000"><em> non lampa per niente</em></font>. Sotto di essa infatti, il mare già bolliva di rabbia. Le barche si affrettavano a rientrare e ce l&#8217;avrebbero fatta bene o male, perché questa volta l&#8217;occhio da ponente maestro aveva avvertito in tempo.</p>
<p align="JUSTIFY"><em><strong>Ma quella volta no.</strong></em> Nemmeno il tempo di farsi la croce. In due minuti s&#8217;era scatenato l&#8217;inferno. Lui era uscito a traina come le altre volte, nello stesso modo in cui gli aveva insegnato suo padre e via, da generazioni. Pescava col vivo, dalla sua piccola imbarcazione che tuttavia era spinta da un discreto motore. Aveva pescato una decina di sugherelli che avrebbe usato come esca per i pesci più grossi. Sul fondo del paiolo i sugherelli vibravano ancora; nei loro occhi grandi simili a piccoli oblò, si vedeva ancora il mare.</p>
<p align="JUSTIFY">Quel giorno il pescatore sentiva che avrebbe pescato qualcosa di grosso; anche se una strana inquietudine tirava giù il suo filo. Trainava il suo sugherello ai margini del branco con un finale d&#8217;acciaio ricavato da un freno di bicicletta. Gli ami glieli saldava il suo amico Gesualdo che era un maestro in saldature. Era un&#8217;attrezzatura artigianale la sua, alla buona, ma adatta allo scopo. Egli non possedeva canne ne&#8217; mulinelli, ma una lenza del duecento avvolta in un sugherone e tanta esperienza. Una pelle di daino sempre bagnata gli serviva per non farsi bruciare le mani dalla lenza che filava col pesce grosso. Lui amava i suoi pesci; per Salvo avevano tutti la stessa importanza.</p>
<p align="JUSTIFY">Qualche pesce piccolo lo portava a casa per la cena; i grossi, invéce, al padrone di un ristorante che glieli pagava decentemente. Non aveva mai preso all&#8217;amo un pesce come quello. Appena agganciato partì come un razzo verso il largo, trascinando la barca per un po&#8217;; Salvo allora gli spedì un paio di quelle &#8220;<em>lettere</em>&#8221; che stancano anche il pesce più grosso. <font color="#800000"><em>Le lettere sono tavolette di legno di 50-60 centimetri legate in mezzo con una cordicella che all&#8217;altro capo monta un moschettone.</em></font> Lettere in mare quindi e moschettone passato nella lenza madre che va a pescarlo per mezzo di un anello fissato lungo il suo corso. L&#8217;azione in acqua di tali tavolette e&#8217; facile da immaginare.</p>
<p align="JUSTIFY">Quello però non era un pesce normale, dopo un paio di giri, si fermò a due metri sotto la superficie, a fianco della imbarcazione. Salvo prese il raffio, lo immerse, ma anche se era vicinissimo, in nessun modo riusciva a raggiungere il pesce. Si chiese allora cosa stesse succedendo, guardò l&#8217;orizzonte e capi subito. Tagliare la lenza e prendere la via della costa, fu questione di un momento. <em><strong>Troppo tardi!</strong></em></p>
<p align="JUSTIFY">Sulla superficie del mare cominciarono dapprima ad apparire delle cupole di due, tre metri di diametro che poi si trasformavano in piccoli vortici. Strisce luminose come folgori sembrava si scagliassero contro la barca, la attraversassero per poi sorgere dalla parte opposta. Tutto era diventato bianco. L&#8217;acqua era nel vento, il vento era nell&#8217;acqua. Le onde erano altissime. Le strisce luminose ora di grandissima intensità si trasformavano in ruote che giravano in tutti i sensi, ora a poppa, ora a prua. <em><strong>Spaventoso!</strong></em></p>
<p align="JUSTIFY">L&#8217;uomo era lì in mezzo, solo con la sua banchetta; ma più&#8217; che per se stesso era preoccupato per i suoi cari, di quanto avrebbero sofferto se non ce l&#8217;avesse fatta. Le onde si rivoltavano in paurose cascate che, se si fossero riversate sulla barca, l&#8217;avrebbero spaccata in mille pezzi. Il pescatore legò l&#8217;ancora a rovescio e mollò tutta la corda come gli aveva insegnato suo padre; così, quando l&#8217;onda spaccava, l&#8217;ancora tratteneva un po&#8217; la barca. Dopo mille strappi la corda si ruppe, ma Salvo non si perse d&#8217;animo; viaggiava sull&#8217;onda alta e, prima che si rompesse, tornava un po&#8217; indietro; andava avanti per dieci metri e tornava indietro per sette. Improvvisamente fu preso da un vortice e a nulla più servivano le sue esperienze di marinaio; un vortice spaventoso che inghiottiva ogni cosa. Lui non aveva dimestichezza con i santi, ma quella volta invocò la protezione della <em><strong>Madonna</strong></em> della fine del mondo.</p>
<p align="JUSTIFY"><em>La nonna glielo aveva consigliato prima di morire.</em> <font color="#800000"><em>Se ti troverai in pericolo in mezzo al mare </em></font><em>- gli aveva detto -</em><font color="#800000"><em> chiama questa Madonna; ti sentirà</em></font>. Per gli anziani, la fine del mondo era l&#8217;estremo lembo del nostro paese. Invocò la Madonna della fine del mondo, Salvo; un momento prima d&#8217;essere inghiottito dal vortice vide il &#8220;<em>Mater cara</em>&#8220;, l&#8217;uccello delle tempeste. Da quel momento non ricordò più nulla. Si ritrovò dopo chissà quanto tempo sulla sabbia, con tutta la barca, miracolosamente salvo. Nello stesso punto dove ora appoggiava, la testa sulla borsa delle lenze.</p>
<p align="JUSTIFY">L&#8217;odore acre del lattice del fico, si mescolava con quello degli origani e degli ambrenti. Le onde tormentavano ancora la costa, ma la ragazza, quella vestita di seta, si muoveva come se nulla stesse accadendo. &#8220;<font color="#800000"><em>Chi sei?</em></font>&#8221; le chiese Salvo. &#8220;<font color="#000080"><em>Non mi riconosci?</em></font>&#8221; &#8220;<font color="#800000"><em>Mi sembra di riconoscerti, ma non ricordo.</em></font>&#8221; &#8221; <font color="#000080"><em>Sono venuta per te Salvo!</em></font>&#8221; &#8220;<font color="#800000"><em>Per me?</em></font>&#8221; &#8220;<font color="#000080"><em>Si!</em></font>&#8221; &#8220;<font color="#000080"><em>Me lo regali quel triangolino di ferro che hai in tasca?</em></font>&#8221; &#8220;<font color="#800000"><em>Si, te lo regalo, ma non so a cosa ti possa servire; e&#8217; solo un pezzo di ferro! Che te ne fai?</em></font>&#8221; &#8220;<font color="#000080"><em>Non è il pezzo di ferro che mi interessa, ma tutto quello che tu ci vedi dentro. Grazie Salvo, sei grande!</em></font>&#8221; &#8220;<font color="#800000"><em>Io sono un semplice pescatore, non importo niente a nessuno!</em></font>&#8221; &#8220;<font color="#000080"><em>Per me sei importantissimo, sei un gioiello per me. Marta come stà?</em></font>&#8221; &#8220;<font color="#800000"><em>Sta bene, ma non andiamo molto d&#8217;accordo.</em></font>&#8221; &#8220;<font color="#000080"><em>Lo so - rispose - so tutto di te. Quello che sogni e quello che no. Mi sembra pero’ che ultimamente l&#8217;hai un po&#8217; trascurata. Ha sofferto tanto da quando la vostra bambina e&#8217; andata via. Lei ha bisogno di te.</em></font>&#8220;</p>
<p align="JUSTIFY">La giovane mise insieme un mazzetto di gigli del mare e gliene fece sentire l&#8217;odore. &#8220;<font color="#000080"><em>Senti il profumo di questi fiori non e&#8217; meraviqlioso?</em></font>&#8221; &#8220;<font color="#800000"><em>Si, ma stai attenta dove metti i piedi, potresti farti male.</em></font>&#8221; &#8220;<font color="#000080"><em>Grazie - gli disse - d&#8217;aver pensato a me, sei più buono di quanto ricordassi.</em></font>&#8220;</p>
<p align="JUSTIFY">Cosi dicendo la bellissima giovane gli diede un dolcissimo bacio che sapeva di miele e di rose; miele e rose di paradiso. Dolci le labbra, profumato il respiro, rilucenti di gemme aveva gli occhi. &#8220;<font color="#800000"><em>Ora so chi sei </em></font><em>- scoprì il pescatore -</em><font color="#800000"><em> Tu sei, la Ma&#8230;</em></font>&#8221; Non lo fece finire. &#8220;<font color="#000080"><em>Quella della fine del mondo. Tu mi hai chiamato.</em></font>&#8220;</p>
<p align="JUSTIFY">Proprio in quel momento una spruzzata di mare lo svegliò. Salvo era confuso, smarrito, ma sapeva quello che doveva fare. Raccolse i suoi remi, le sue cose si diresse verso casa. Il mare cominciava a placarsi. Dal suo terrazzino spiccavano un&#8217;infinita&#8217; di panni stesi, di calzini, di fazzoletti. I gerani, le buganvillee e le altre piante, sembravano rinate.</p>
<p align="JUSTIFY">Marta attendeva il marito davanti alla porta. Si corsero incontro e si abbracciarono di grande sentimento. &#8220;<font color="#800000"><em>Sono stata molto in pensiero per te </em></font><em>- gli confessò -</em><font color="#800000"><em> ho visto quel tempo, mi sembrava di impazzire.</em></font>&#8221; &#8220;<font color="#000080"><em>Ti ho trascurata un po&#8217;, ma vedrai che d&#8217;ora in poi starò più attento a te.</em></font>&#8220;</p>
<p align="JUSTIFY">Salvo la baciò sulla bocca come non aveva fatto da tanto tempo. Non avevano bisogno di dirsi tante parole. &#8220;<font color="#800000"><em>Ma cos&#8217;hai sulla bocca Salvo mio? Sa di miele! Il tuo respiro profuma di rose! Madonna mia, mi sento tremare tutta! Cos&#8217;è questa cosa, questa sensazione! Mi viene da piangere!</em></font>&#8220;</p>
<p align="JUSTIFY">Gabbiani in formazione tornavano dall&#8217;entroterra, segno che la tempesta era già finita. Intanto alla casa erano giunti Camillo e Gesualdo &#8230;</p>
<p align="JUSTIFY"><em><strong>Ignazio Abbruzzo</strong></em></p></p>
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		<title>Ponente maestro</title>
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		<comments>http://planetpesca.com/2011/01/27/ponente-maestro/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 07:15:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>planetpesca.com</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>

		<category><![CDATA[cultura]]></category>

		<category><![CDATA[ignazio abruzzo]]></category>

		<category><![CDATA[racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://planetpesca.com/2011/01/27/ponente-maestro/"><img src="http://www.hobbypesca.com/rubriche/diario_racconti/foto/41a.jpg" width="500" align="BOTTOM" border="0" height="440" /></a>Salvo si alzò presto quel mattino e, da come armeggiava quel piccolo triangolo che aveva in mano, si capiva che doveva uscire a pesca. Cosa volesse farne di quel ferretto lo sapeva solo lui. Da come lo guardava però, doveva trattarsi di qualcosa per la sua traina. Una innovazione. Una di quelle trovate elementari che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><font size="7"><strong>S</strong></font>alvo si alzò presto quel mattino e, da come armeggiava quel piccolo triangolo che aveva in mano, si capiva che doveva uscire a pesca. Cosa volesse farne di quel ferretto lo sapeva solo lui. Da come lo guardava però, doveva trattarsi di qualcosa per la sua traina. Una innovazione. Una di quelle trovate elementari che poi si rivelano validissime; oppure, chissà?</p>
<p align="CENTER"><img src="http://www.hobbypesca.com/rubriche/diario_racconti/foto/41a.jpg" width="500" align="BOTTOM" border="0" height="440" /></p>
<p align="JUSTIFY">&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY">La moglie del pescatore, Marta, s&#8217;era già levata da un pezzo e, a dire il vero, le interessava ben poco lo stupido triangolino che il marito teneva in mano. La donna se ne stava vicino alla finestra a fare la maglia con una lana senza più colore. Davanti a lei, la foto della figlia ritratta in abito da sposa. A giudicare dal comportamento dei due, ognuno avrebbe detto che si sopportavano appena; specialmente da quando la figlia era andata a vivere in una città lontana col suo sposo. Salvo manovrava quel suo pezzetto di ferro a triangolo ottenuto con un tondino di cinque millimetri e si soffermava a pensare. Poi lo portava vicino all&#8217;occhio e vi guardava attraverso. In quei momenti egli era lontano e chissà in quali mari, in quali paradisi trasferiva i suoi occhi.</p>
<p align="JUSTIFY">Il pescatore infilò un paio di calzini bucati che ormai metteva da tanti giorni; mandò giù un altro boccone amaro nel pozzo dove metteva tutti gli altri e si portò davanti alla finestra per respirare. Il mare era calmo di una calma strana; il cielo era limpido, anche se all&#8217;orizzonte, si vedeva un piccolo neo, un puntino nero che stava giusto dentro il triangolino di Salvo.</p>
<p align="JUSTIFY">Nel terrazzino della casa, i gerani, il basilico, la menta e le altre piante, da tempo senza cure, erano mezze secche: le buganvillee e l&#8217;ipomea, anche se capaci di procurarsi l&#8217;acqua da sole, fiorivano male, soffrivano di malinconia. I fili tesi tra un muretto e l&#8217;altro per asciugare i panni, erano spogli da tanto tempo. Marta non aveva più voglia di fare nulla; non lavava, non stirava, lasciava ogni cosa in abbandono. Non le si poteva nemmeno rivolgere la parola.</p>
<p align="JUSTIFY">Salvo prese la borsa con le traine; prese l&#8217;esca dal frigorifero; mise in spalla i remi, il mezzo marinaio, il raffio ed uscì di casa con quel ferretto infilato tra due dita; lo maneggiò un poco e poi lo infilò in tasca. Quel puntino nero all&#8217;orizzonte che aveva visto prima s&#8217;era fatto un po&#8217; più grandino; il mare rimaneva una tavola. Lei non alzò un secondo lo sguardo dal suo lavoro; non aveva mai accettato per buono il comportamento del marito, specialmente quando la lasciava per andare a pesca.</p>
<p align="JUSTIFY">Non gli perdonava d&#8217;aver saputo conservare il sorriso e che quella stupida dilettanza potesse dargli sensazioni complete che lei non vedeva, che lei non capiva. Lei non era gelosa della pesca in se stessa, ma di ciò che lui provava, della pienezza che gli si leggeva in viso ad ogni ritorno. Per una ragione o per l&#8217;altra, era diventata insofferente, a volte cattiva e si comportava come se lui non esistesse.</p>
<p align="JUSTIFY">Salvo interrogava spesso il suo cuore su come stavano le cose laggiù, ma non riceveva alcuna risposta. Lei era sempre in agguato per potergli rimproverare qualcosa di preciso; e non appena trovava un appiglio non si fermava più. Gli riversava tutto un passato di stenti, di errori, di insuccessi, di una vita sprecata per nulla. Lui la lasciava dire, tanto, prima o poi si sarebbe deciso ad andarsene, laggiù, vicino al mare, nella capanna del suo amico Camillo. Li non avrebbe più avuto spese nemmeno di cuore. Aveva sì qualcosa da rimproverarsi, chi non ne ha? Ma messa ogni cosa in ordine, riusciva ancora a stimarsi. Aveva sempre creduto in ciò che faceva.</p>
<p align="JUSTIFY">Il mondo non era riuscito ad assorbirlo completamente tra le sue maglie; la ricchezza, la proprietà e tutte le altre cose che la gente rincorre non lo sfioravano per niente. Lui era ricco di cose che non si comprano. Viveva della sua pesca e&#8217; vero; viveva di quella poesia che a volte distrae; si assentava con la mente per vivere il suo gioco preferito in un ambiente gentile, un po&#8217; cercato un po&#8217; trovato. ma di queste sue fughe, nessuno sapeva nulla. Era povero, ma non era mai stato in miseria.</p>
<p align="JUSTIFY">Dopo aver fatto qualche passo il pescatore si voltò per dare un&#8217;occhiata alla sua casa che andava in rovina; mandò giù un altro boccone dove sapeva lui e riprese il cammino verso il porticciolo naturale che ospitava la sua barca. Come tutti i pescatori che devono raggiungere il posto di pesca, camminava male, procedeva in precario equilibrio, inciampava. Con la mano in tasca, intanto, ripassava tra le dita quel triangolino famoso; a cosa gli servisse, tuttavia, rimaneva un mistero.</p>
<p align="JUSTIFY">Salvo si portò sopra un&#8217;altura; si chinò a raccogliere un pezzo di resina da un ramo di lentisco e lo portò in bocca a mo&#8217; di gomma da masticare. Spostò i mirti e tornò ad osservare il punto nero all&#8217;orizzonte. Stavolta non aveva dubbi. Da lì a poco si sarebbe scatenata una burrasca. &#8220;<font color="#ff0000"><em><strong>Ponente maestro</strong></em></font>&#8220;. Come quella volta che l&#8217;aveva sorpreso in mare, oltre lo &#8220;<em>scavalco</em>&#8221; al di là della protezione del golfo, &#8220;<em>a mare perso</em>&#8220;, e da li in un vortice spaventoso. Niente faceva prevedere quel mare; nel primo mattino era così sereno che si potevano contare le stelle. &#8220;<em><strong>Ponente maestro</strong></em>&#8221; pensò.</p>
<p align="JUSTIFY">&#8220;<font color="#800000"><em>Non posso andare a pesca, ma non voglio neanche tornare a casa </em></font><em>- si disse -</em><font color="#800000"><em> me ne starò su quelle dune di sabbia dove il mare mi restituì alla terra. Dormirò e penserò. Penserò a quelle meravigliose giornate di pesca; penserò a quel pesce che mi trascinò per miglia e miglia oltre lo scavalco, a mare perso, a quel pesce enorme e bello che sapeva tutto; che sapeva esattamente cosa era in arrivo. Potrò pensare a quando Marta era più trattabile e a quando mi voleva ancora bene; quando dividevamo ogni respiro. Potrò pensare alla mia bambina, a tutte queste cose potrò pensare</em></font>&#8220;.</p>
<p align="JUSTIFY">Il pescatore camminò per una decina di minuti, depose a terra i remi, si distese e appoggiò la testa sulla borsa delle lenze. Tirò fuori il suo ferretto e prese a farlo roteare attorno ad un dito. All&#8217;orizzonte intanto, il puntino nero di prima era diventato una nube nera e minacciosa. Poi l&#8217;uomo portò all&#8217;occhio il triangolino e attraverso quel cannocchiale tra le scille urginee e i gigli pancrazi vide una ragazza dai capelli biondi.</p>
<p align="JUSTIFY">Giovane e rosa in viso, vestiva di seta. Si muoveva leggera tra la vegetazione come se non posasse per terra; raccoglieva i gigli e le scille e li osservava come se non ne avesse mai visti. Saltellava ora su un piede ora sull&#8217;altro, passava le dita a pettine tra i capelli e sorrideva di gioia. Poi uno di quei sorrisi lo dedicò al pescatore che, colto di sorpresa, rimise in tasca il triangolino.</p>
<p align="JUSTIFY">Continua&#8230;</p>
<p align="JUSTIFY">Ignazio Abruzzo</p>
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		<title>Finalmente !!!!</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 09:20:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>planetpesca.com</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente sono riuscito a risolvere un grave problema sul sito, probabilmente un attacco hacker.
Sembra che tutto funziona alla perfezione ora, carissimi lettori vi invito a segnarmi anomalie o stranezze
grazie a tutti
Nicola
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente sono riuscito a risolvere un grave problema sul sito, probabilmente un attacco hacker.</p>
<p>Sembra che tutto funziona alla perfezione ora, carissimi lettori vi invito a segnarmi anomalie o stranezze</p>
<p>grazie a tutti</p>
<p>Nicola</p>
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		<title>Auguri di buon Natale</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Dec 2010 17:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>planetpesca.com</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://planetpesca.com/2010/12/24/auguri-di-buon-natale-2/"><img src="http://planetpesca.com/files/2009/12/santa.jpg" alt="santa.jpg" /></a>Planetpesca Augura Buon Natale a Tutti

Auguri!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Planetpesca Augura Buon Natale a Tutti</p>
<p><a href="http://planetpesca.com/files/2009/12/santa.jpg" rel="lightbox[847]" title="santa.jpg"><img src="http://planetpesca.com/files/2009/12/santa.jpg" alt="santa.jpg" /></a></p>
<p>Auguri!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!</p>
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		<title>Quando la pesca diviene poesia</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 22:52:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>planetpesca.com</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>

		<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230;l&#8217;uomo con la canna  ha lasciato un profumo assai caro  a chi è vissuto
sulle sponde del fiume, a chi è vissuto tra gli scogli, ha lasciato l&#8217;odore  dei
narcisi  e delle artemisie del ticino, ha lasciato l&#8217;odore dell&#8217;erba di
metilene che piu di tutte profuma di mare. Ed ha lasciato anche una eco il  suo
andare: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;l&#8217;uomo con la canna  ha lasciato un profumo assai caro  a chi è vissuto<br />
sulle sponde del fiume, a chi è vissuto tra gli scogli, ha lasciato l&#8217;odore  dei<br />
narcisi  e delle artemisie del ticino, ha lasciato l&#8217;odore dell&#8217;erba di<br />
metilene che piu di tutte profuma di mare. Ed ha lasciato anche una eco il  suo<br />
andare: mira amigo , mira el magnana me voy, si sente da lontano, mira  los<br />
parancos. muntanu muntanu si sente da lontano, la fimmina c&#8217;è puru la  fimmina.<br />
e anche la corrente del golfo lascia il suo profumo inebriante,  è  l&#8217;eco del<br />
Santiago.del suo spirito che vaga da cuore in cuore. Getto il mio  amo in un<br />
ruscello solo va cantando il pescatore e la mia gioia va come se  avessi un<br />
regno. nell&#8217;aria si sente un profumo come un sospiro d&#8217;amore , un  profumo che<br />
viene dall&#8217;acqua<br />
quella che spegne il fuoco.</p>
<p>Buon Natale a  tutti  Ignazio abbruzzo</p>
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		<title>Innocenti pescetti</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 08:42:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>planetpesca.com</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

		<category><![CDATA[horror]]></category>

		<category><![CDATA[pesci]]></category>

		<category><![CDATA[piranha]]></category>

		<category><![CDATA[vendetta]]></category>

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		<title>Pesca in mare al cefalo con canna fissa e bolognese al porto di Molfetta - Pescanet.it</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/PlanetPesca/~3/wbKY6DIJ_J4/</link>
		<comments>http://planetpesca.com/2010/11/15/pesca-in-mare-al-cefalo-con-canna-fissa-e-bolognese-al-porto-di-molfetta-pescanetit/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 17:17:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>planetpesca.com</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>

		<category><![CDATA[pesca  cefalo]]></category>

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		<item>
		<title>L’INNESCO DEL FILETTO DI CEFALO</title>
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		<comments>http://planetpesca.com/2010/08/01/linnesco-del-filetto-di-cefalo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 14:08:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>planetpesca.com</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pesca in mare]]></category>

		<category><![CDATA[SurfCasting]]></category>

		<category><![CDATA[Trucchi e segreti]]></category>

		<category><![CDATA[innesco cefalo]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://planetpesca.com/2010/08/01/linnesco-del-filetto-di-cefalo/"><img src="http://planetpesca.com/files/2010/08/crfali.jpg" alt="crfali.jpg" /></a> 
L&#8217;innesco del filetto del cefalo è molto  utilizzato nelle nostre coste per la
ricerca del pesce serra , ma non deve  essere sottovalutato per insidiare
spigole, gronghi e torpedini.
Infatti  il suo forte odore, derivante dalle sue carni grasse, ha un grande
potere  attrattivo per tutti i pesci in cerca di qualche pesciolino da
&#8220;sgranocchiare&#8221;.
Naturalmente si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://planetpesca.com/files/2010/08/crfali.jpg" rel="lightbox[838]" title="crfali.jpg"><img src="http://planetpesca.com/files/2010/08/crfali.jpg" alt="crfali.jpg" /></a></p>
<p>L&#8217;innesco del filetto del cefalo è molto  utilizzato nelle nostre coste per la<br />
ricerca del pesce serra , ma non deve  essere sottovalutato per insidiare<br />
spigole, gronghi e torpedini.<br />
Infatti  il suo forte odore, derivante dalle sue carni grasse, ha un grande<br />
potere  attrattivo per tutti i pesci in cerca di qualche pesciolino da<br />
&#8220;sgranocchiare&#8221;.</p>
<p>Naturalmente si ottengono molti risultati anche con  il cefalo morto innescato<br />
interamente, ma sappiamo bene che le carni  rovesciate (come anche quelle della<br />
sarda o del bibi) sono di sicuro più  attiranti, grazie alle sostanze della<br />
carne che si dissolvono  nell&#8217;acqua.<br />
La modalità di innesco più utilizzata è quella del filetto senza  testa,coda e<br />
spina.<br />
Infatti prenderemo il cefalo,taglieremo testa e coda,  strapperemo la spina<br />
(facendo attenzione a non danneggiare la carne) e  avvolgeremo il tutto su di un<br />
flotter della stessa lunghezza  dell&#8217;esca.</p>
<p>La caratteristica principale del filetto di  cefalo è la buona conservazione<br />
della carne, infatti mentre per la sarda è  sconsigliata la congelazione, il<br />
cefalo può essere congelato(preferibilmente  intero) e poi utilizzato anche<br />
commettendo qualche piccolo errore  nell&#8217;innesco, perdonatoci dalla robustezza<br />
delle carni.<br />
Naturalmente il  cefalo fresco ha i suoi vantaggi, ma non sempre possiamo<br />
procurarci un  cefalotto adatto all&#8217;innesco.</p>
<p><a href="http://planetpesca.com/files/2010/08/crunk2.JPG" rel="lightbox[838]" title="crunk2.JPG"><img src="http://planetpesca.com/files/2010/08/crunk2.JPG" alt="crunk2.JPG" /></a></p>
<p>MISURE</p>
<p>Il terminale sarà uno  short rovesciato, attacco alto con uno spezzone di<br />
fluorocarbon di 50 cm e  uno spezzone di cavetto in acciaio di 30 cm.<br />
Queste misure andranno adattate  alla grandezza della nostra esca.<br />
Il fluorocarbon andrà dallo 0,45 in sù,  mentre il trave partirà da uno 0,50.<br />
Per quanto riguarda il cavetto, in  commercio troviamo il legabile (dal prezzo<br />
a dir poco esagerato) che si lega  come se fosse un semplice nylon.Inoltre sarà<br />
di sicuro più duraturo, dato  che lo cambieremo dopo circa la terza cattura.<br />
Inoltre c&#8217;è il cavetto  termosaldante , che come dice il nome si salda con un<br />
semplice accendino,  per poi bloccarlo con stopper in metallo.<br />
Entrambe i cavetti se montati  correttamente sono affidabili, ma sceglieremo in<br />
base alla frequenza delle  battute di pesca e anche alle nostre possibilità<br />
economiche.<br />
Al cavetto  legheremo una amo beak dal 3/0 in sù, sempre basandoci sulle<br />
dimensioni  dell&#8217;esca.</p>
<p><a href="http://planetpesca.com/files/2010/08/12052010390.jpg" rel="lightbox[838]" title="12052010390.jpg"><img src="http://planetpesca.com/files/2010/08/12052010390.jpg" alt="12052010390.jpg" /></a> <a href="http://planetpesca.com/files/2010/08/12052010389.jpg" rel="lightbox[838]" title="12052010389.jpg"><img src="http://planetpesca.com/files/2010/08/12052010389.jpg" alt="12052010389.jpg" /></a></p>
<p>Il flotter lungo è  indispensabile, inoltre il mio consiglio è di provare il<br />
tutto in un secchio  d&#8217;acqua, in quanto il mancato galleggiamento dell&#8217;esca non<br />
può che portare a  risultati sgradevoli.</p>
<p>testo e foto di: Vincenzo  Aiello<br />
Articolo tratto da <a href="http://pescajonica.blogspot.com/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/pescajonica.blogspot.com');">pescajonica.blogspot.com</a></p>
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		<title>Guardate cosa abbiamo combinato</title>
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		<comments>http://planetpesca.com/2010/05/30/guardate-cosa-abbiamo-combinato/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 May 2010 16:02:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>planetpesca.com</dc:creator>
		
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Un disastro immane&#8230;
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<p>Un disastro immane&#8230;</p>
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