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		<title>Finisce all’asta la Aprilia RS 125 R di Rossi: ecco fino a quando si può acquistare</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/finisce-allasta-la-aprilia-rs-125-r-di-rossi-ecco-fino-a-quando-si-puo-acquistare/65798/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Domenighini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 18:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aprilia e Valentino Rossi hanno regalato grandi gioie agli italiani e ora una moto leggendaria finisce all&#8217;asta. L&#8217;Italia ha sempre avuto modo di beneficiare di leggende straordinarie nel mondo delle due ruote, sia per quanto riguarda i mezzi che per i piloti. Non vi è dubbio alcuno sul fatto che Valentino Rossi sia riuscito a ... <a title="Finisce all’asta la Aprilia RS 125 R di Rossi: ecco fino a quando si può acquistare" class="read-more" href="https://www.nextmoto.it/articolo/finisce-allasta-la-aprilia-rs-125-r-di-rossi-ecco-fino-a-quando-si-puo-acquistare/65798/" aria-label="Per saperne di più su Finisce all’asta la Aprilia RS 125 R di Rossi: ecco fino a quando si può acquistare">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Aprilia e Valentino Rossi hanno regalato grandi gioie agli italiani e ora una moto leggendaria finisce all&#8217;asta.</strong></p>
<p>L&#8217;Italia ha sempre avuto modo di beneficiare di leggende straordinarie nel mondo delle due ruote, sia per quanto riguarda i mezzi che per i piloti. Non vi è dubbio alcuno sul fatto che Valentino Rossi sia riuscito a imporsi nell&#8217;immaginario collettivo come uno dei più grandi di sempre e per qualcuno nessuno lo ha mai superato.</p>
<figure id="attachment_65799" aria-describedby="caption-attachment-65799" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-65799" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/Aprilia-15-05-2026-nextmoto.jpg" alt="Aprilia rs 125 r Valentino rossi" width="1200" height="800" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/Aprilia-15-05-2026-nextmoto.jpg 1200w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/Aprilia-15-05-2026-nextmoto-300x200.jpg 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/Aprilia-15-05-2026-nextmoto-1024x683.jpg 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/Aprilia-15-05-2026-nextmoto-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-65799" class="wp-caption-text">Finisce all’asta la Aprilia RS 125 R di Rossi: ecco fino a quando si può acquistare (RM Sothebys &#8211; nextmoto.it)</figcaption></figure>
<p>I suoi primi successi sono arrivati da giovanissimo nella Classe 125 e 250 con la <strong>Aprilia,</strong> diventando due volte campione del mondo. Già nel primo anno nel MotoMondiale, Vale è riuscito a vincere la sua prima gara, dopo aver ottenuto la Pole Position a Brno.</p>
<p>Un successo che ha poi aperto le porte a un 1997 straordinario e leggendario, capace di dargli il primo dei nove titoli mondiali. Quella<strong> Aprilia RS 125 R</strong> è rimasta nel cuore degli appassionati e ora c&#8217;è chi avrà la possibilità di potersela accaparrare, anche se deve mettere in conto di dover dare vita a una bella battaglia.</p>
<h2>Aprilia RS 125 R: all&#8217;asta la moto di Valentino Rossi</h2>
<p>Capita che alcuni pezzi da collezione finiscano all&#8217;asta, con gli appassionati più facoltosi che hanno così modo di poter realizzare il sogno di una vita. Lo si vede con ciò che sta per accadere con una delle case d&#8217;asta più famose del mondo, ovvero<strong> RM Sotheby&#8217;s,</strong> la quale ha messo a disposizione di chiunque voglia lanciarsi in un&#8217;offerta, la mitica <strong>Aprilia RS 125 R di Valentino Rossi.</strong></p>
<figure id="attachment_65800" aria-describedby="caption-attachment-65800" style="width: 730px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-full wp-image-65800" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/Aprilia-rs-125-r-15-05-2026-nextmoto.jpg" alt="Aprilia rs 125 r Valentino rossi" width="740" height="503" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/Aprilia-rs-125-r-15-05-2026-nextmoto.jpg 740w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/Aprilia-rs-125-r-15-05-2026-nextmoto-300x204.jpg 300w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /><figcaption id="caption-attachment-65800" class="wp-caption-text">Aprilia RS 125 R: all&#8217;asta la moto di Valentino Rossi (RM Sothebys &#8211; nextmoto.it)</figcaption></figure>
<p>Non si tratta poi di una moto come tutte le altre, ma è proprio quella utilizzata dal Dottore per poter vincere la mitica prima gara della carriera a Brno. Oltre alla moto sarà possibile ricevere anche il libretto con tutti i dati specifici che ne testimoniano la validità e il valore da un punto di vista storico.</p>
<p>A rendere il tutto ancora più straordinario ci pensa anche il fatto che, all&#8217;interno del libretto, vi è anche un appunto scritto a mano dal Team Manager di Aprilia del tempo, ovvero <strong>Mauro Noccioli.</strong> Un vero e proprio gioiello rarissimo e da collezione, con l&#8217;asta che terminerà il <strong>20 maggio alle ore 20,</strong> dunque ci sono ancora cinque giorni per poter effettuare l&#8217;offerta che potrà garantire in casa un pezzo da collezione veramente più unico che raro.</p>
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		<title>Benzina, prezzi alle stelle dopo il Ponte del 1° maggio: fino a 9 euro in più per fare il pieno</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/benzina-prezzi-alle-stelle-dopo-il-ponte-del-1-maggio-fino-a-9-euro-in-piu-per-fare-il-pieno/65794/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Russo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 06:31:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fuorigiri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il Ponte del 1° maggio scattano i rincari sui carburanti: benzina oltre i 17 centesimi in più al litro, Trento maglia nera. Il rientro dal Ponte del 1° maggio si è trasformato in una doccia fredda per milioni di automobilisti e motociclisti italiani. Nei primi giorni di maggio, infatti, i prezzi della benzina hanno ... <a title="Benzina, prezzi alle stelle dopo il Ponte del 1° maggio: fino a 9 euro in più per fare il pieno" class="read-more" href="https://www.nextmoto.it/articolo/benzina-prezzi-alle-stelle-dopo-il-ponte-del-1-maggio-fino-a-9-euro-in-piu-per-fare-il-pieno/65794/" aria-label="Per saperne di più su Benzina, prezzi alle stelle dopo il Ponte del 1° maggio: fino a 9 euro in più per fare il pieno">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dopo il Ponte del 1° maggio scattano i rincari sui carburanti: benzina oltre i 17 centesimi in più al litro, Trento maglia nera.</strong></p>
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<p data-start="244" data-end="674">Il rientro dal Ponte del 1° maggio si è trasformato in una doccia fredda per milioni di automobilisti e motociclisti italiani. Nei primi giorni di maggio, infatti, i prezzi della benzina hanno registrato una brusca impennata, con aumenti che in alcune zone del Paese hanno superato i 18 centesimi al litro. Un rialzo che pesa direttamente sulle tasche dei consumatori, costretti a spendere fino a oltre 9 euro in più per un pieno.</p>
<figure id="attachment_65795" aria-describedby="caption-attachment-65795" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-full wp-image-65795" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/pompa-benzina.jpg" alt="Benzina, prezzi alle stelle dopo il Ponte del 1° maggio: fino a 9 euro in più per fare il pieno" width="1200" height="800" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/pompa-benzina.jpg 1200w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/pompa-benzina-300x200.jpg 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/pompa-benzina-1024x683.jpg 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/pompa-benzina-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-65795" class="wp-caption-text">Pompa di benzina &#8211; Nextmoto.it</figcaption></figure>
<p data-start="676" data-end="905">A lanciare l’allarme è stato <strong data-start="705" data-end="726">Massimiliano Dona</strong>, presidente dell’<strong data-start="744" data-end="776">Unione Nazionale Consumatori</strong>, che ha definito la situazione una vera e propria <strong data-start="827" data-end="841">“stangata”</strong> per chi si è messo in viaggio durante il lungo weekend festivo.</p>
<h2 data-section-id="1fhwteh" data-start="907" data-end="973">Benzina in forte aumento: quanto costa in più fare rifornimento</h2>
<p data-start="975" data-end="1287">Secondo i dati raccolti tra il 1° e il 5 maggio, la benzina ha subito un incremento medio superiore ai 17 centesimi al litro. Nel dettaglio, il prezzo è cresciuto di <strong data-start="1141" data-end="1173">17,2 centesimi in autostrada</strong> e di <strong data-start="1179" data-end="1227">17,1 centesimi sulla rete stradale ordinaria</strong>, includendo anche le province autonome di Bolzano e Trento.</p>
<p data-start="1289" data-end="1401">Tradotto in cifre concrete, significa che per un pieno standard da 50 litri gli italiani hanno speso mediamente:</p>
<ul data-start="1403" data-end="1495">
<li data-section-id="e4621" data-start="1403" data-end="1439"><strong data-start="1405" data-end="1439">8,60 euro in più in autostrada</strong></li>
<li data-section-id="1o0tqyz" data-start="1440" data-end="1495"><strong data-start="1442" data-end="1495">8,52 euro in più sulla rete urbana ed extraurbana</strong></li>
</ul>
<p data-start="1497" data-end="1723">Situazione diversa invece per il gasolio, che nello stesso periodo ha mostrato un leggero calo in quasi tutte le regioni italiane. Solo in autostrada si registra un incremento minimo, pari ad appena <strong data-start="1696" data-end="1722">0,1 centesimi al litro</strong>.</p>
<h2 data-section-id="1d1m77y" data-start="1725" data-end="1766">Trento guida la classifica dei rincari</h2>
<p data-start="1768" data-end="2035">A livello territoriale, il record negativo spetta alla provincia di <strong data-start="1836" data-end="1846">Trento</strong>, dove la benzina è aumentata di <strong data-start="1879" data-end="1906">18,5 centesimi al litro</strong>. Un rincaro che si traduce in un aggravio di circa <strong data-start="1958" data-end="1996">9,25 euro per un pieno da 50 litri</strong>, il dato più alto a livello nazionale.</p>
<p data-start="2037" data-end="2064">Subito dietro si collocano:</p>
<ul data-start="2066" data-end="2110">
<li data-section-id="glnrhp" data-start="2066" data-end="2079"><strong data-start="2068" data-end="2079">Toscana</strong></li>
<li data-section-id="8dv8vv" data-start="2080" data-end="2095"><strong data-start="2082" data-end="2095">Lombardia</strong></li>
<li data-section-id="1l4da4p" data-start="2096" data-end="2110"><strong data-start="2098" data-end="2110">Piemonte</strong></li>
</ul>
<p data-start="2112" data-end="2243">Tutte e tre le regioni fanno segnare un aumento di <strong data-start="2163" data-end="2188">18 centesimi al litro</strong>, equivalenti a circa <strong data-start="2210" data-end="2242">9 euro in più a rifornimento</strong>.</p>
<p data-start="2245" data-end="2271">Poco più sotto si trovano:</p>
<ul data-start="2273" data-end="2474">
<li data-section-id="1bhsery" data-start="2273" data-end="2302"><strong data-start="2275" data-end="2285">Veneto</strong>: +17,9 centesimi</li>
<li data-section-id="1yg1ceb" data-start="2303" data-end="2349"><strong data-start="2305" data-end="2332">Valle d’Aosta e Liguria</strong>: +17,8 centesimi</li>
<li data-section-id="1jpopo6" data-start="2350" data-end="2405"><strong data-start="2352" data-end="2388">Friuli Venezia Giulia e Sardegna</strong>: +17,6 centesimi</li>
<li data-section-id="19786ut" data-start="2406" data-end="2436"><strong data-start="2408" data-end="2419">Sicilia</strong>: +17,5 centesimi</li>
<li data-section-id="19a3cc1" data-start="2437" data-end="2474"><strong data-start="2439" data-end="2457">Emilia-Romagna</strong>: +17,4 centesimi</li>
</ul>
<p data-start="2476" data-end="2770">Più contenuti, invece, gli aumenti registrati nel Sud Italia. <strong data-start="2538" data-end="2548">Molise</strong> e <strong data-start="2551" data-end="2565">Basilicata</strong> sono le regioni meno colpite, con rincari pari a <strong data-start="2615" data-end="2642">15,1 centesimi al litro</strong>, ossia circa <strong data-start="2656" data-end="2689">7,55 euro in più per un pieno</strong>. Poco sopra si posiziona la <strong data-start="2718" data-end="2730">Campania</strong>, seguita da <strong data-start="2743" data-end="2769">Lazio, Umbria e Marche</strong>.</p>
<h2 data-section-id="hzkjqj" data-start="2772" data-end="2831">Autostrade sempre più care: dove la benzina costa di più</h2>
<p data-start="2833" data-end="2991">Non sorprende che i prezzi più elevati si registrino lungo la rete autostradale, dove il costo medio della benzina ha raggiunto quota <strong data-start="2967" data-end="2990">1,981 euro al litro</strong>.</p>
<p data-start="2993" data-end="3045">Tra le aree con i prezzi assoluti più alti figurano:</p>
<ul data-start="3047" data-end="3180">
<li data-section-id="1ipgoy" data-start="3047" data-end="3078"><strong data-start="3049" data-end="3060">Bolzano</strong>: 1,945 euro/litro</li>
<li data-section-id="1ahszgu" data-start="3079" data-end="3109"><strong data-start="3081" data-end="3091">Trento</strong>: 1,944 euro/litro</li>
<li data-section-id="2gn69r" data-start="3110" data-end="3147"><strong data-start="3112" data-end="3129">Valle d’Aosta</strong>: 1,944 euro/litro</li>
<li data-section-id="bjqwob" data-start="3148" data-end="3180"><strong data-start="3150" data-end="3162">Calabria</strong>: 1,940 euro/litro</li>
</ul>
<p data-start="3182" data-end="3416" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Numeri che confermano come il caro carburanti continui a rappresentare una delle principali preoccupazioni per chi si sposta quotidianamente in auto o in moto, soprattutto in vista dell’estate e delle prossime partenze per le vacanze.</p>
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		<title>Monopattini elettrici, caos prima del via: targhino introvabile e assicurazioni a rischio</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/monopattini-elettrici-caos-prima-del-via-targhino-introvabile-e-assicurazioni-a-rischio/65792/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Russo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 05:27:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fuorigiri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 16 maggio scatta l’obbligo del targhino per i monopattini elettrici, ma tra prenotazioni bloccate e polizze confuse cresce il caos. Con l’entrata in vigore della legge 177/2024, per i monopattini elettrici cambia tutto. Le nuove regole introducono infatti due obblighi destinati a incidere direttamente su milioni di utenti: il contrassegno identificativo adesivo, già ribattezzato ... <a title="Monopattini elettrici, caos prima del via: targhino introvabile e assicurazioni a rischio" class="read-more" href="https://www.nextmoto.it/articolo/monopattini-elettrici-caos-prima-del-via-targhino-introvabile-e-assicurazioni-a-rischio/65792/" aria-label="Per saperne di più su Monopattini elettrici, caos prima del via: targhino introvabile e assicurazioni a rischio">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal 16 maggio scatta l’obbligo del targhino per i monopattini elettrici, ma tra prenotazioni bloccate e polizze confuse cresce il caos.</strong></p>
<p data-start="245" data-end="553">Con l’entrata in vigore della legge 177/2024, per i monopattini elettrici cambia tutto. Le nuove regole introducono infatti due obblighi destinati a incidere direttamente su milioni di utenti: il contrassegno identificativo adesivo, già ribattezzato “targhino”, e la copertura assicurativa RC obbligatoria.</p>
<figure id="attachment_65793" aria-describedby="caption-attachment-65793" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-65793" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/monopattini.jpg" alt="Monopattini elettrici, caos prima del via: targhino introvabile e assicurazioni a rischio" width="1200" height="800" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/monopattini.jpg 1200w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/monopattini-300x200.jpg 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/monopattini-1024x683.jpg 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/monopattini-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-65793" class="wp-caption-text">Monopattini &#8211; Nextmoto.it</figcaption></figure>
<p data-start="555" data-end="860">Le due misure, però, non entreranno in vigore nello stesso momento. Se per l’assicurazione è stato concesso un rinvio fino al 16 luglio 2026, il targhino diventerà invece obbligatorio già dal prossimo 16 maggio. Ed è proprio a pochi giorni dalla scadenza che stanno emergendo le prime criticità operative.</p>
<h2 data-section-id="hudelr" data-start="862" data-end="916">Targhino obbligatorio: il nodo delle Motorizzazioni</h2>
<p data-start="918" data-end="1115">Sulla carta la procedura sembra lineare: la richiesta del contrassegno identificativo può essere effettuata tramite il Portale dell’Automobilista oppure affidandosi a un’agenzia di pratiche auto.</p>
<p data-start="1117" data-end="1334">Il problema arriva però subito dopo. Per ottenere materialmente il targhino è necessario fissare un appuntamento presso la Motorizzazione Civile, e in molte sedi italiane le disponibilità sarebbero già quasi esaurite.</p>
<p data-start="1336" data-end="1700">Una situazione che molti consideravano prevedibile. L’obbligo coinvolge infatti un numero enorme di proprietari di monopattini elettrici, mentre la macchina organizzativa si è mossa con tempi molto stretti. Il risultato è che numerosi utenti rischiano di non riuscire a completare la procedura entro il termine previsto, pur avendo avviato regolarmente la domanda.</p>
<p data-start="1702" data-end="1980">In diverse città trovare uno slot disponibile starebbe diventando sempre più complicato, soprattutto nelle aree metropolitane dove la diffusione dei monopattini è maggiore. Una criticità che potrebbe trasformarsi in un vero e proprio ingorgo burocratico già nei prossimi giorni.</p>
<h2 data-section-id="1aeqeqz" data-start="1982" data-end="2040">Assicurazione RC: attenzione alle polizze “ingannevoli”</h2>
<p data-start="2042" data-end="2175">Se sul fronte targhino regna il caos organizzativo, anche il tema assicurativo continua a generare dubbi e confusione tra gli utenti.</p>
<p data-start="2177" data-end="2405">Il rinvio dell’obbligo RC al 16 luglio 2026 concede certamente più tempo per adeguarsi, ma resta aperta una questione fondamentale: <strong data-start="2309" data-end="2404">non tutte le polizze che menzionano i monopattini elettrici sono valide ai fini della legge</strong>.</p>
<p data-start="2407" data-end="2630">Molte coperture disponibili online includono infatti i monopattini soltanto all’interno della classica responsabilità civile del capofamiglia. Una formula che, però, non soddisfa i requisiti richiesti dalla nuova normativa.</p>
<p data-start="2632" data-end="2895">La legge prevede infatti una vera assicurazione RC per veicoli a motore, con caratteristiche e massimali specifici. Tradotto: chi sceglie una polizza generica rischia di accorgersi troppo tardi che la copertura sottoscritta non è sufficiente per essere in regola.</p>
<h2 data-section-id="20xxfu" data-start="2897" data-end="2934">Rischio caos per milioni di utenti</h2>
<p data-start="2936" data-end="3100">Le nuove norme puntano ad aumentare sicurezza e tracciabilità dei monopattini elettrici, ma la fase di avvio rischia di trasformarsi in una corsa contro il tempo.</p>
<p data-start="3102" data-end="3381">Da una parte ci sono utenti che non riescono a ottenere appuntamenti in Motorizzazione, dall’altra consumatori alle prese con offerte assicurative spesso poco chiare. Una combinazione che potrebbe creare disagi diffusi proprio nei primi giorni di applicazione delle nuove regole.</p>
<p data-start="3383" data-end="3569" data-is-last-node="" data-is-only-node="">E mentre il conto alla rovescia per il targhino obbligatorio è ormai agli sgoccioli, cresce il timore che il sistema possa andare in difficoltà ancora prima della sua effettiva partenza.</p>
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		<title>Addio al dominio del litio? La nuova frontiera delle batterie punta tutto sul ferro</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/addio-al-dominio-del-litio-la-nuova-frontiera-delle-batterie-punta-tutto-sul-ferro/65790/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Russo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 06:24:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fuorigiri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle batterie al sodio a quelle a flusso: la ricerca accelera verso sistemi più economici, sicuri e sostenibili del litio. Il litio continua a essere il protagonista assoluto dell’era elettrica. Smartphone, auto elettriche, notebook e sistemi di accumulo domestici dipendono quasi interamente da questo materiale grazie alla sua elevata densità energetica, al peso ridotto e ... <a title="Addio al dominio del litio? La nuova frontiera delle batterie punta tutto sul ferro" class="read-more" href="https://www.nextmoto.it/articolo/addio-al-dominio-del-litio-la-nuova-frontiera-delle-batterie-punta-tutto-sul-ferro/65790/" aria-label="Per saperne di più su Addio al dominio del litio? La nuova frontiera delle batterie punta tutto sul ferro">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dalle batterie al sodio a quelle a flusso: la ricerca accelera verso sistemi più economici, sicuri e sostenibili del litio.</strong></p>
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<p data-start="227" data-end="695">Il litio continua a essere il protagonista assoluto dell’era elettrica. Smartphone, auto elettriche, notebook e sistemi di accumulo domestici dipendono quasi interamente da questo materiale grazie alla sua elevata densità energetica, al peso ridotto e all’ottima efficienza. Eppure, dietro il successo del litio si nascondono anche diversi limiti: costi elevati, filiere concentrate in pochi Paesi e processi estrattivi spesso difficili da rendere davvero sostenibili.</p>
<figure id="attachment_65791" aria-describedby="caption-attachment-65791" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-65791" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/batteria.jpg" alt="Addio al dominio del litio? La nuova frontiera delle batterie punta tutto sul ferro" width="1200" height="800" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/batteria.jpg 1200w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/batteria-300x200.jpg 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/batteria-1024x683.jpg 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/batteria-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-65791" class="wp-caption-text">Batteria &#8211; Nextmoto.it</figcaption></figure>
<p data-start="697" data-end="1000">Per questo motivo, da anni la ricerca internazionale sta lavorando a tecnologie alternative. Più che una sostituzione totale, però, l’obiettivo è trovare soluzioni diverse per esigenze differenti, riducendo la dipendenza globale dal litio e costruendo un ecosistema energetico più stabile e sostenibile.</p>
<h2 data-section-id="12zuyzc" data-start="1002" data-end="1066">Dal sodio al magnesio: le alternative al litio prendono forma</h2>
<p data-start="1068" data-end="1319">Le batterie al piombo continuano ancora oggi a essere utilizzate nelle auto tradizionali, soprattutto per l’avviamento, mentre le batterie al nichel-metallo idruro hanno avuto un ruolo fondamentale nelle prime ibride di successo, come la Toyota Prius.</p>
<p data-start="1321" data-end="1683">Negli ultimi anni, però, la ricerca si è spinta oltre. Tra le tecnologie considerate più promettenti emergono le batterie <strong data-start="1443" data-end="1457">sodio-ione</strong>, quelle al <strong data-start="1469" data-end="1481">magnesio</strong> e persino le soluzioni basate sull’<strong data-start="1517" data-end="1530">alluminio</strong>. Sistemi ancora in fase di sviluppo, ma che potrebbero ridurre in modo significativo la dipendenza da materie prime costose e strategiche come il litio.</p>
<p data-start="1685" data-end="1860">Accanto a queste tecnologie esiste però una categoria completamente diversa, pensata non per la mobilità ma per il mondo dell’energia su larga scala: le <strong data-start="1838" data-end="1859">batterie a flusso</strong>.</p>
<h2 data-section-id="b1obam" data-start="1862" data-end="1901">Come funzionano le batterie a flusso</h2>
<p data-start="1903" data-end="2220">A differenza delle batterie tradizionali, nelle batterie a flusso l’energia non viene accumulata in elettrodi solidi, ma in <strong data-start="2027" data-end="2050">elettroliti liquidi</strong> contenuti in serbatoi esterni. Durante il funzionamento, questi liquidi circolano all’interno di una cella elettrochimica dove avvengono le reazioni di carica e scarica.</p>
<p data-start="2222" data-end="2514">Il principio è relativamente semplice, ma la realizzazione tecnica è complessa. Il grande vantaggio di questa tecnologia è la separazione tra <strong data-start="2364" data-end="2375">potenza</strong> e <strong data-start="2378" data-end="2401">capacità energetica</strong>: aumentando la dimensione dei serbatoi è possibile accumulare più energia senza modificare il cuore del sistema.</p>
<p data-start="2516" data-end="2580">Le batterie a flusso offrono caratteristiche molto interessanti:</p>
<ul data-start="2582" data-end="2731">
<li data-section-id="104yy61" data-start="2582" data-end="2634"><strong data-start="2584" data-end="2607">durata elevatissima</strong>, anche oltre 10.000 cicli;</li>
<li data-section-id="lio3rc" data-start="2635" data-end="2662">degrado minimo nel tempo;</li>
<li data-section-id="1e2sdt2" data-start="2663" data-end="2696">altissimo livello di sicurezza;</li>
<li data-section-id="372uso" data-start="2697" data-end="2731">rischio quasi nullo di incendio.</li>
</ul>
<p data-start="2733" data-end="2998">Di contro, presentano anche limiti evidenti: bassa densità energetica, impianti ingombranti e costi iniziali ancora elevati. Per questo motivo non sono adatte a smartphone o veicoli elettrici, ma trovano applicazione soprattutto nei grandi sistemi energetici fissi.</p>
<p data-start="3000" data-end="3265">Ed è proprio qui che diventano strategiche. Queste batterie permettono infatti di immagazzinare enormi quantità di energia prodotta da fonti rinnovabili come solare ed eolico, rilasciandola quando necessario e contribuendo alla stabilizzazione della rete elettrica.</p>
<h2 data-section-id="1vpd4fn" data-start="3267" data-end="3336">La svolta arriva dal ferro: più economico e abbondante del vanadio</h2>
<p data-start="3338" data-end="3540">Tra le batterie a flusso più diffuse oggi ci sono quelle <strong data-start="3395" data-end="3415">redox al vanadio</strong>, considerate affidabili ma ancora costose. La ricerca sta quindi cercando materiali alternativi più economici e sostenibili.</p>
<p data-start="3542" data-end="3801">Una delle strade più promettenti arriva dalle <strong data-start="3588" data-end="3630">batterie a flusso interamente in ferro</strong>. Il ferro, infatti, è molto più abbondante del vanadio e decisamente meno costoso, caratteristiche che potrebbero abbattere sensibilmente i costi dei sistemi di accumulo.</p>
<p data-start="3803" data-end="4045">Un importante passo avanti è stato annunciato da un team dell’<strong data-start="3865" data-end="3936">Istituto di Ricerca sui Metalli dell’Accademia Cinese delle Scienze</strong>, che ha lavorato su uno dei principali problemi storici di questa tecnologia: la stabilità dell’elettrolita.</p>
<p data-start="4047" data-end="4380">Finora, le batterie a flusso al ferro soffrivano della tendenza dell’elettrolita a degradarsi nel tempo, causando perdita di efficienza e instabilità sul lato negativo della cella. I ricercatori cinesi sono intervenuti modificando la struttura chimica dell’elettrolita, rendendolo più stabile e resistente alle reazioni indesiderate.</p>
<p data-start="4382" data-end="4654">I test di laboratorio hanno mostrato risultati incoraggianti: <strong data-start="4444" data-end="4522">migliaia di cicli di utilizzo con elevata efficienza e stabilità operativa</strong>. Un progresso significativo per una tecnologia che punta a diventare una soluzione chiave per l’accumulo energetico su larga scala.</p>
<p data-start="4656" data-end="4991" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il futuro, dunque, non sembra orientato a eliminare il litio dalle auto elettriche o dagli smartphone. Piuttosto, il settore energetico sta andando verso una convivenza di tecnologie diverse, ciascuna progettata per esigenze specifiche. E nelle grandi reti elettriche del futuro, il ferro potrebbe ritagliarsi un ruolo da protagonista.</p>
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		<title>Ecobonus moto e scooter elettrici 2026: tornano i fondi, ma finiranno in fretta</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/ecobonus-moto-e-scooter-elettrici-2026-tornano-i-fondi-ma-finiranno-in-fretta/65788/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Russo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 06:17:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fuorigiri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il caos delle prenotazioni lampo, tornano disponibili gli incentivi per moto e scooter elettrici: ecco importi, regole e novità. Gli incentivi per acquistare moto, scooter e quadricicli elettrici nel 2026 sono di nuovo disponibili. Dopo l’esaurimento record dei fondi avvenuto in poche ore — complice anche la prenotazione massiccia da parte di diversi concessionari ... <a title="Ecobonus moto e scooter elettrici 2026: tornano i fondi, ma finiranno in fretta" class="read-more" href="https://www.nextmoto.it/articolo/ecobonus-moto-e-scooter-elettrici-2026-tornano-i-fondi-ma-finiranno-in-fretta/65788/" aria-label="Per saperne di più su Ecobonus moto e scooter elettrici 2026: tornano i fondi, ma finiranno in fretta">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dopo il caos delle prenotazioni lampo, tornano disponibili gli incentivi per moto e scooter elettrici: ecco importi, regole e novità.</strong></p>
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<p data-start="233" data-end="597">Gli incentivi per acquistare moto, scooter e quadricicli elettrici nel 2026 sono di nuovo disponibili. Dopo l’esaurimento record dei fondi avvenuto in poche ore — complice anche la prenotazione massiccia da parte di diversi concessionari senza vendite effettivamente concluse — una parte delle risorse è stata sbloccata e rimessa a disposizione degli acquirenti.</p>
<figure id="attachment_65789" aria-describedby="caption-attachment-65789" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-65789" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/moto-elettrica.jpg" alt="Ecobonus moto e scooter elettrici 2026: tornano i fondi, ma finiranno in fretta" width="1200" height="800" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/moto-elettrica.jpg 1200w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/moto-elettrica-300x200.jpg 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/moto-elettrica-1024x683.jpg 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/moto-elettrica-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-65789" class="wp-caption-text">Moto elettrica &#8211; Nextmoto.it</figcaption></figure>
<p data-start="599" data-end="847">La riapertura della piattaforma rappresenta quindi una nuova occasione per chi vuole passare alla mobilità elettrica, ma il consiglio è uno solo: <strong data-start="745" data-end="769">muoversi rapidamente</strong>, perché i fondi potrebbero terminare ancora una volta nel giro di poco tempo.</p>
<h2 data-section-id="wwtdde" data-start="849" data-end="888">Ecobonus 2026: quanto vale lo sconto</h2>
<p data-start="890" data-end="1116">Il 2026 sarà l’ultimo anno in cui sarà possibile ottenere gli incentivi pieni previsti dall’Ecobonus introdotto con la Legge di Bilancio 2021 per l’acquisto di ciclomotori, motocicli, tricicli e quadricicli elettrici o ibridi.</p>
<p data-start="1118" data-end="1181">Gli importi confermati per quest’anno sono gli stessi del 2025:</p>
<ul data-start="1183" data-end="1390">
<li data-section-id="hvpv7n" data-start="1183" data-end="1251"><strong data-start="1185" data-end="1214">30% del prezzo d’acquisto</strong>, fino a un massimo di <strong data-start="1237" data-end="1251">3.000 euro</strong></li>
<li data-section-id="1xfbgmu" data-start="1252" data-end="1390"><strong data-start="1254" data-end="1283">40% del prezzo d’acquisto</strong>, fino a <strong data-start="1292" data-end="1306">4.000 euro</strong>, in caso di rottamazione di un veicolo termico fino a Euro 3 della stessa categoria</li>
</ul>
<p data-start="1392" data-end="1549">Il bonus può essere richiesto sia dai privati sia dalle aziende, con un limite massimo di <strong data-start="1482" data-end="1548">500 veicoli acquistabili per ogni codice fiscale o partita IVA</strong>.</p>
<p data-start="1551" data-end="1697">La procedura viene gestita direttamente dal concessionario: l’acquirente dovrà semplicemente pagare il prezzo già scontato del contributo statale.</p>
<h2 data-section-id="1rpj9s5" data-start="1699" data-end="1747">Le regole da rispettare per ottenere il bonus</h2>
<p data-start="1749" data-end="1842">Per accedere all’incentivo maggiorato del 40% bisogna rispettare alcune condizioni precise.</p>
<p data-start="1844" data-end="2082">Innanzitutto è necessario rottamare una moto o uno scooter omologato <strong data-start="1913" data-end="1933">Euro 0, 1, 2 o 3</strong>. Il mezzo da demolire deve essere intestato da almeno 12 mesi alla persona che acquista il nuovo veicolo elettrico oppure a un familiare convivente.</p>
<p data-start="2084" data-end="2221">Attenzione anche ai tempi: il veicolo da rottamare deve essere consegnato al concessionario contestualmente all’acquisto del nuovo mezzo.</p>
<p data-start="2223" data-end="2402">Rientrano nella rottamazione anche i ciclomotori, ma solo se regolarmente targati. Sono quindi esclusi quelli senza targa oppure dotati della vecchia targhetta a cinque caratteri.</p>
<p data-start="2404" data-end="2649">Gli incentivi sono validi per tutti i veicoli appartenenti alla categoria L, quindi moto, scooter, tricicli e quadricicli. Questo significa che si può, ad esempio, rottamare una moto a benzina per acquistare un quadriciclo elettrico o viceversa.</p>
<p data-start="2651" data-end="2744">Da sottolineare anche che il bonus resta valido pure in caso di acquisto tramite <strong data-start="2732" data-end="2743">leasing</strong>.</p>
<h2 data-section-id="1nkm066" data-start="2746" data-end="2795">Dal 2027 incentivi ridotti e regole più severe</h2>
<p data-start="2797" data-end="2924">Chi non riuscirà ad approfittare dei contributi nel 2026 dovrà fare i conti con incentivi meno generosi già a partire dal 2027.</p>
<p data-start="2926" data-end="2977">Le nuove soglie previste saranno infatti più basse:</p>
<ul data-start="2979" data-end="3097">
<li data-section-id="du1rwj" data-start="2979" data-end="3047"><strong data-start="2981" data-end="3010">20% del prezzo d’acquisto</strong>, fino a un massimo di <strong data-start="3033" data-end="3047">2.000 euro</strong></li>
<li data-section-id="onc4eg" data-start="3048" data-end="3097"><strong data-start="3050" data-end="3074">30% con rottamazione</strong>, fino a <strong data-start="3083" data-end="3097">3.000 euro</strong></li>
</ul>
<p data-start="3099" data-end="3265">Ma non è l’unica novità. Le nuove regole introdurranno anche alcuni paletti per evitare fenomeni speculativi che hanno caratterizzato le ultime campagne di incentivi.</p>
<p data-start="3267" data-end="3513">Dal 2027 saranno escluse dai contributi le società appartenenti alla filiera del settore, quindi produttori, importatori, distributori e concessionari di moto e scooter. In sostanza, le flotte aziendali non potranno più beneficiare dell’Ecobonus.</p>
<p data-start="3515" data-end="3755" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Inoltre, chi acquisterà un veicolo sfruttando il bonus statale dovrà mantenerne la proprietà per almeno <strong data-start="3619" data-end="3630">12 mesi</strong> prima di poterlo rivendere. Una misura pensata per limitare operazioni speculative e prenotazioni “fittizie” dei contributi.</p>
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<p>The post <a href="https://www.nextmoto.it/articolo/ecobonus-moto-e-scooter-elettrici-2026-tornano-i-fondi-ma-finiranno-in-fretta/65788/">Ecobonus moto e scooter elettrici 2026: tornano i fondi, ma finiranno in fretta</a> appeared first on <a href="https://www.nextmoto.it">nextmoto.it</a>.</p>
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		<title>Marc Marquez, nuova tegola: frattura al piede e intervento alla spalla. Mondiale a rischio?</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/marc-marquez-nuova-tegola-frattura-al-piede-e-intervento-alla-spalla-mondiale-a-rischio/65786/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Russo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 21:17:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nextmoto.it/?p=65786</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il campione spagnolo costretto a fermarsi dopo la caduta di Le Mans: operazione al piede e problema nascosto alla spalla. La stagione di Marc Marquez si trasforma in un incubo. Dopo la violenta caduta durante la Sprint Race del GP di Francia a Le Mans, sono arrivate le conferme che tutto il paddock temeva: il ... <a title="Marc Marquez, nuova tegola: frattura al piede e intervento alla spalla. Mondiale a rischio?" class="read-more" href="https://www.nextmoto.it/articolo/marc-marquez-nuova-tegola-frattura-al-piede-e-intervento-alla-spalla-mondiale-a-rischio/65786/" aria-label="Per saperne di più su Marc Marquez, nuova tegola: frattura al piede e intervento alla spalla. Mondiale a rischio?">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il campione spagnolo costretto a fermarsi dopo la caduta di Le Mans: operazione al piede e problema nascosto alla spalla.</strong></p>
<p data-start="233" data-end="705">La stagione di Marc Marquez si trasforma in un incubo. Dopo la violenta caduta durante la Sprint Race del GP di Francia a Le Mans, sono arrivate le conferme che tutto il paddock temeva: il pilota spagnolo ha riportato una frattura al quinto metatarso del piede destro e dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico. Ma non è tutto. Il campione Ducati ha anche rivelato un problema molto più delicato alla spalla destra, che da tempo stava compromettendo le sue prestazioni.</p>
<figure id="attachment_65787" aria-describedby="caption-attachment-65787" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-65787" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/marquez.jpg" alt="Marc Marquez, nuova tegola: frattura al piede e intervento alla spalla. Mondiale a rischio?" width="1200" height="800" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/marquez.jpg 1200w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/marquez-300x200.jpg 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/marquez-1024x683.jpg 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/05/marquez-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-65787" class="wp-caption-text">Marc Marquez (ANSA) &#8211; Nextmoto.it</figcaption></figure>
<h2 data-section-id="1it1aw3" data-start="707" data-end="772">Ducati conferma l’infortunio: Marquez salta il GP di Catalogna</h2>
<p data-start="774" data-end="1068">Le immagini subito dopo l’incidente avevano lasciato pochi dubbi. Marquez, visibilmente dolorante, non riusciva nemmeno ad appoggiare il piede destro a terra mentre rientrava nel paddock. Poco dopo è arrivato anche il comunicato ufficiale della Ducati, che ha chiarito l’entità dell’infortunio.</p>
<p data-start="1070" data-end="1385">Il team di Borgo Panigale ha annunciato che il pilota è stato dichiarato non idoneo per la gara domenicale a causa della frattura del quinto metatarso del piede destro. Marquez partirà immediatamente per Madrid, dove verrà operato nei prossimi giorni. Già certa, inoltre, la sua assenza al prossimo GP di Catalogna.</p>
<p data-start="1387" data-end="1531">Una notizia pesantissima per Ducati e per tutto il Mondiale MotoGP, considerando che lo spagnolo era uno dei grandi protagonisti della stagione.</p>
<h2 data-section-id="19lp9ky" data-start="1533" data-end="1600">La confessione di Marquez: “La vite nella spalla tocca il nervo”</h2>
<p data-start="1602" data-end="1903">A sorprendere ulteriormente tifosi e addetti ai lavori sono state però le dichiarazioni rilasciate da Marquez a Sky Sport MotoGP. Il nove volte campione del mondo ha svelato di convivere da tempo con un serio problema alla spalla destra, conseguenza dell’infortunio subito in Indonesia lo scorso anno.</p>
<p data-start="1905" data-end="2161"><strong data-start="1905" data-end="1955">“Dopo Jerez ho capito che qualcosa non andava”</strong>, ha spiegato il pilota spagnolo. Gli esami effettuati dai medici hanno evidenziato che una vite inserita durante il precedente intervento si è leggermente spostata, finendo per comprimere il nervo radiale.</p>
<p data-start="2163" data-end="2341">Un dettaglio apparentemente minimo — appena uno o due millimetri — ma sufficiente a compromettere completamente la sensibilità e il controllo del braccio destro durante la guida.</p>
<p data-start="2343" data-end="2584"><strong data-start="2343" data-end="2404">“Quando la vite tocca il nervo non riesco a guidare bene”</strong>, ha raccontato Marquez, spiegando come questo problema sia stato alla base delle sue prestazioni altalenanti e anche di alcune cadute considerate anomale nel corso della stagione.</p>
<h2 data-section-id="3trb65" data-start="2586" data-end="2648">Doppio intervento chirurgico: tempi di recupero da valutare</h2>
<p data-start="2650" data-end="2817">L’operazione al piede verrà quindi accompagnata da un secondo intervento alla spalla, programmato già prima dell’incidente di Le Mans ma mai reso pubblico fino ad ora.</p>
<p data-start="2819" data-end="3105">Marquez ha ammesso di aver cercato di convivere con il dolore, convinto inizialmente che la situazione fosse sotto controllo. Tuttavia, la particolare posizione richiesta dalla MotoGP faceva sì che il braccio, una volta disteso in avanti, provocasse il contatto della vite con il nervo.</p>
<p data-start="3107" data-end="3313"><strong data-start="3107" data-end="3173">“Durante i weekend sentivo il braccio bloccarsi sempre di più”</strong>, ha spiegato il pilota Ducati, sottolineando come nella vita quotidiana o persino guidando una moto da cross non avvertisse alcun problema.</p>
<p data-start="3315" data-end="3568">Ora la priorità sarà risolvere definitivamente entrambe le situazioni fisiche. I tempi di recupero restano ancora incerti: il GP di Catalogna è già stato cancellato dalla sua agenda, mentre la presenza al Mugello verrà valutata nelle prossime settimane.</p>
<h2 data-section-id="7i3fbn" data-start="3570" data-end="3630">Un momento delicato per la carriera del campione spagnolo</h2>
<p data-start="3632" data-end="3900">Per Marquez si apre dunque una fase estremamente delicata. Dopo anni segnati da infortuni, operazioni e lunghi stop, il fuoriclasse spagnolo si ritrova ancora una volta costretto a fermarsi proprio nel momento in cui sembrava aver ritrovato competitività e continuità.</p>
<p data-start="3902" data-end="4123">L’obiettivo adesso sarà tornare in pista nelle migliori condizioni possibili, lasciandosi alle spalle mesi complicati e problemi fisici che, come lui stesso ha ammesso, stavano influenzando pesantemente il suo rendimento.</p>
<p data-start="4125" data-end="4231" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La MotoGP perde temporaneamente uno dei suoi uomini simbolo. E il Mondiale, inevitabilmente, cambia volto.</p>
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		<title>SBK 2026: Trionfo di Bulega al GP di Ungheria, Terza Vittoria Consecutiva a Balaton Park</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/sbk-2026-trionfo-di-bulega-al-gp-di-ungheria-terza-vittoria-consecutiva-a-balaton-park/65782/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Fallai]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 May 2026 21:02:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nextmoto.it/?p=65782</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il GP d'Ungheria a Balaton Park ha visto la sedicesima vittoria consecutiva di Nicolò Bulega, in una gara caratterizzata da gestione, lucidità e tempismo. Solo 16 piloti hanno raggiunto il traguard</p>
<p>The post <a href="https://www.nextmoto.it/articolo/sbk-2026-trionfo-di-bulega-al-gp-di-ungheria-terza-vittoria-consecutiva-a-balaton-park/65782/">SBK 2026: Trionfo di Bulega al GP di Ungheria, Terza Vittoria Consecutiva a Balaton Park</a> appeared first on <a href="https://www.nextmoto.it">nextmoto.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Una pista nuova che punge, un cielo terso da finestra d’agosto e una corsa piena di tagli netti. Balaton Park ha messo alla prova nervi e respiro: chi ha ascoltato la moto fino alla fine ha visto la luce. Il resto ha fatto i conti con l’errore, o con l’orgoglio.</b></p>
<p>C’è un fascino strano nel nuovo <b>GP d’Ungheria</b>. Il tracciato di <b>Balaton Park</b> è corto, stretto, tutto cambi di direzione. Ti chiede misura e coraggio. Non ammette distrazioni. Lo hai capito subito dal numero dei superstiti: solo 16 piloti al traguardo. Una falciata che racconta più di tanti analisi.</p>
<p>La trama s’è fatta tesa attorno a un ritmo personale. <b>Iker Lecuona</b> ha scelto il suo. Metronomico, pulito, quasi di profilo rispetto al frastuono intorno. L’ha difeso per tanti giri. Poi, nel finale, quel filo s’è allentato. Non per mancanza di ambizione, ma per il logorio invisibile di una pista che non regala nulla. È lì che si è aperta la feritoia.</p>
<p>Dietro, il gruppo degli “operai della velocità”. <b>Yari Montella</b> ha cucito la sua gara con ago paziente. Sorpassi misurati, zero sceneggiate. Ha tenuto a bada un <b>Lorenzo Baldassarri</b> combattivo e il solido <b>Garrett Gerloff</b>. Un podio costruito sul dettaglio. Una scelta di traiettorie più che di muscoli.</p>
<p>Gli “out” hanno pesato. <b>Axel Bassani</b> fuori. <b>Andrea Locatelli</b> fuori. Due ritiri che hanno svuotato la corsa di riferimenti e aperto spazi nuovi. Quando piloti così escono di scena, il gruppo cambia pelle. Ti resta addosso quella sensazione di occasione e rischio insieme.</p>
<h2>Il cuore del GP d’Ungheria</h2>
<p>Lì dentro, a mordere i margini, s’è preso il centro della scena <b>Nicolò Bulega</b>. Ha aspettato. Ha letto i segni. Poi ha trasformato l’attesa in azione. La sua non è stata una fiammata. È stata una pressione costante, quasi educata, che alla distanza è diventata certezza. È arrivato il sorpasso giusto, nel momento giusto. E da quel punto la gara ha trovato il suo protagonista.</p>
<p>È la sedicesima vittoria consecutiva per <b>Bulega</b>. Una striscia che pesa. Non è solo un numero: è un’abitudine alla precisione. È una memoria muscolare collettiva, dal box alla pista. Le statistiche disponibili indicano anche una terza affermazione di fila a Balaton Park; il dato resta in attesa di conferme definitive, ma rende l’idea di una sintonia rara con questo asfalto.</p>
<p>Il risultato fotografa bene la gerarchia del giorno: Bulega davanti, <b>Lecuona</b> che cede solo nel finale, <b>Montella</b> terzo con merito. Subito dietro, <b>Baldassarri</b> e <b>Gerloff</b>. Una top five asciutta, senza rumore di fondo. E quei sedici al traguardo che restano appesi come un promemoria: qui sbagli una volta e la pista te lo fa pagare.</p>
<h2>Lettura semplice di una gara complessa</h2>
<p>Niente tecnicismi. Bastano tre parole: gestione, lucidità, tempo. Gestione, perché Balaton Park ti costringe a dosare ogni ingresso curva. Lucidità, perché gli errori degli altri non devono sedurti. Tempo, perché il colpo decisivo funziona solo se arriva quando l’altro lo teme di meno. È lì che Bulega ha fatto la differenza. È lì che Lecuona ha capito di non poter tenere la porta chiusa per sempre.</p>
<p>Questa <b>vittoria</b> aggiunge un tassello alla corsa stagionale. No, non serve contare i punti per capirlo. Basta guardare i volti a fine gara. C’è chi abbassa lo sguardo e chi lo tiene su. In mezzo, la consapevolezza che il margine, oggi, è nelle piccole cose. Nel respiro trattenuto un secondo in più.</p>
<p>The post <a href="https://www.nextmoto.it/articolo/sbk-2026-trionfo-di-bulega-al-gp-di-ungheria-terza-vittoria-consecutiva-a-balaton-park/65782/">SBK 2026: Trionfo di Bulega al GP di Ungheria, Terza Vittoria Consecutiva a Balaton Park</a> appeared first on <a href="https://www.nextmoto.it">nextmoto.it</a>.</p>
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		<title>Vinales e Espargarò Fuori Gioco: KTM Tech3 Affronta Jerez con Solo Bastianini, Steiner Corre in Andalusia con un Singolo Pilota</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/vinales-e-espargaro-fuori-gioco-ktm-tech3-affronta-jerez-con-solo-bastianini-steiner-corre-in-andalusia-con-un-singolo-pilota/65777/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Tortoriello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 19:51:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nextmoto.it/?p=65777</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo esplora le sfide e le implicazioni di correre con un solo pilota nel paddock di Jerez, tra voci non confermate, decisioni difficili e l'atmosfera unica del circuito andaluso.</p>
<p>The post <a href="https://www.nextmoto.it/articolo/vinales-e-espargaro-fuori-gioco-ktm-tech3-affronta-jerez-con-solo-bastianini-steiner-corre-in-andalusia-con-un-singolo-pilota/65777/">Vinales e Espargarò Fuori Gioco: KTM Tech3 Affronta Jerez con Solo Bastianini, Steiner Corre in Andalusia con un Singolo Pilota</a> appeared first on <a href="https://www.nextmoto.it">nextmoto.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Sole duro, muri bianchi, odore di gomma calda: Jerez chiama e il paddock risponde. Ma questa volta, tra voci, assenze e liste piloti ridotte all’osso, la scena ha il suono secco delle decisioni difficili e dei box mezzo vuoti.</b></p>
<p>A Jerez il rumore racconta più delle parole. Si parla di forfait, di scelte obbligate, di squadre costrette a correre con un solo nome sulla tabella. Secondo quanto filtra nel paddock, <b>KTM Tech3</b> potrebbe presentarsi con un <b>singolo pilota</b>. Circola persino il nome di <b>Bastianini</b>, ma qui serve chiarezza: al momento non esistono comunicazioni ufficiali verificabili che confermino un suo passaggio a quella struttura. Lo stesso vale per le ipotesi su <b>Maverick Viñales</b> e <b>Aleix Espargaró</b> “fuori gioco”: non ci sono note pubbliche che sanciscano la loro assenza a <b>Jerez</b>. È un quadro in movimento, e conviene tenerlo tale finché i team non parleranno.</p>
<p>Intanto il circuito resta quello che conosciamo. 4,423 km, 13 curve, punti di sorpasso scolpiti nella memoria, come la Dry Sack, oggi dedicata a Dani Pedrosa. In aprile l’aria dell’<b>Andalusia</b> è già densa. La gomma lavora al limite, l’errore si paga. Qui il pubblico riempie le colline come in un anfiteatro naturale. Lo senti quando il pilota tocca il cordolo e l’eco rimbalza sulle tribune.</p>
<h2>Cosa cambia con un solo pilota</h2>
<p>Correre con un <b>unico pilota</b> taglia in due i dati. Meno comparazioni, meno incroci, meno telemetria “specchio” per correggere il tiro nelle Libere. Il box deve scegliere una sola direzione di <b>assetto</b> e viverci dentro. La gestione delle gomme diventa una scommessa più nuda. La pressione psicologica aumenta: non ci sono “piani B” in pista. Il lato buono? Tutte le risorse vanno su una moto e una voce sola. La comunicazione è rapida, la <b>strategia</b> si snellisce. In condizioni calde come a Jerez, dove la linea giusta si trova spesso entro tre tentativi, questa concentrazione può fare la differenza.</p>
<p>Non è un inedito assoluto. In passato, tra infortuni e imprevisti, il <b>paddock</b> ha visto team presentarsi con una sola entry e salvare fine settimana diventati complessi in un’ora. Il regolamento sportivo consente eccezioni motivate, soprattutto quando a decidere è la sicurezza. Qui però la sostanza non è la norma, è la piega umana: un gruppo che si compatta e lavora su margini strettissimi.</p>
<h2>Steiner in Andalusia, tra prudenza e realtà</h2>
<p>C’è poi la nota su <b>Gunther Steiner</b>. “Il team di Steiner correrà con un solo pilota in Andalusia”, recita il tam tam. Anche qui, niente proclami ufficiali rintracciabili al momento. Se confermato, significherebbe un’altra squadra a organico ridotto, con le stesse incognite: meno riferimenti, più responsabilità, tempi di reazione corti. E un punto chiave: l’<b>affidabilità</b>. Con una sola moto in gioco, ogni dettaglio pesa doppio. Una vibrazione che altrove archivieresti come “rumore”, qui diventa un campanello d’allarme.</p>
<p>Il resto lo farà Jerez. Il tracciato premia chi frena tardi ma esce pulito, chi accetta il caldo e lo usa a proprio favore, chi comunica bene nel <b>box</b>. Se vedremo davvero team schierati con un solo nome, sapremo anche quanto vale, su questa pista, la capacità di stare nel presente e tagliare il superfluo.</p>
<p>Forse la foto più vera del weekend sarà un casco appoggiato su un carrello, da solo, sotto il sole andaluso. Che cosa ci diremo guardandolo passare davanti al rettilineo? Che a volte correre è avere meno, per sentire di più.</p>
<p>The post <a href="https://www.nextmoto.it/articolo/vinales-e-espargaro-fuori-gioco-ktm-tech3-affronta-jerez-con-solo-bastianini-steiner-corre-in-andalusia-con-un-singolo-pilota/65777/">Vinales e Espargarò Fuori Gioco: KTM Tech3 Affronta Jerez con Solo Bastianini, Steiner Corre in Andalusia con un Singolo Pilota</a> appeared first on <a href="https://www.nextmoto.it">nextmoto.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>Vespa: Simbolo dell&#8217;Italia dal 1946 &#8211; Un Viaggio nel Tempo con il Vespa Club Cinisello</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/vespa-simbolo-dellitalia-dal-1946-un-viaggio-nel-tempo-con-il-vespa-club-cinisello/65768/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Tortoriello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 10:58:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scooter]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nextmoto.it/?p=65768</guid>

					<description><![CDATA[<p>Esplorando la storia e l'importanza culturale della Vespa, questo articolo celebra il suo ruolo come icona italiana, simbolo di libertà e comunità, dal 1946 fino ad oggi.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Un suono metallico</b> che torna da lontano, la scocca lucida che riflette i portici, il profumo di miscela che accende i ricordi. La <b>Vespa</b>, dal <b>1946</b>, non è solo uno <b>scooter</b>: è un modo gentile di stare al mondo, una promessa di strada aperta e di incontri imprevisti.</p>
<p>C’è chi la guarda e pensa all’estate. Chi sente il motore e rivede il nonno sulla sua <b>50 Special</b>. Io la associo a un’idea semplice: partire piano, vedere bene, arrivare con un sorriso. In Italia, poche icone raccontano così bene la vita quotidiana. La <b>Vespa</b> lo fa senza sforzo. Nasce nel dopoguerra, disegnata dall’ingegner <b>Corradino D’Ascanio</b> per <b>Piaggio</b>, e si infila nella storia come una chiave nella toppa giusta.</p>
<p>Negli anni ha cambiato pelle, mai anima. Dalla 98 alla <b>GS 150</b>, dalla <b>PX</b> alla <b>Primavera</b> fino alla <b>GTS</b>. Oltre 19 milioni di esemplari prodotti nel mondo. Una scena che non invecchia: due posti, casco allacciato, città che scorre. La riconosci anche a occhi chiusi, come una vecchia canzone.</p>
<p>Per capire perché ci emoziona ancora, basta frequentare chi la usa davvero. I club, ad esempio. Sono il cuore pulsante di questo rito laico su due ruote. Qui la passione è concreta: chi restaura, chi racconta, chi partecipa ai <b>raduni</b> come se fossero piccole migrazioni stagionali. E qui entra in scena una tappa dal sapore di casa.</p>
<h2>Dal mito del dopoguerra alla strada di oggi</h2>
<p>La <b>Vespa</b> ha l’eleganza delle cose utili. È stata cinema e quotidiano, da “Vacanze Romane” a milioni di tragitti casa–lavoro. Ha portato libertà in strade strette, parcheggi possibili dove l’auto si arrende. A Pontedera, il Museo <b>Piaggio</b> custodisce telai, poster, prototipi: una storia industriale che è anche storia sociale. La nostra. Chi passa da lì capisce perché la chiamano “l’insetto buono”: piccola, agile, capace di attraversare le epoche senza inciampare nella moda.</p>
<p>Eppure la sua verità sta più nei cortili che nei musei. In quelle mattine d’inverno in cui parte al secondo colpo. Nelle dita sporche dopo una candela cambiata al volo. Nella stretta di mano fra sconosciuti che diventano compagni di strada. È lì, nel presente, che il mito respira.</p>
<h2>Il raduno a Bresso: come partecipare</h2>
<p>Il <b>Vespa Club Cinisello</b> invita a un piccolo viaggio nel tempo a <b>Bresso</b>. Dalle ore 15.00, ritrovo ed esposizione dei mezzi: scocche lucidate, targhe storiche, dettagli che parlano. È il momento giusto per fare domande, scattare foto, ascoltare aneddoti. Alle ore 16.30, parte la <b>sfilata</b> per le vie di <b>Bresso</b>: un serpentone ordinato, passo regolare, saluti ai balconi. Se sei un <b>vespista</b> e vuoi partecipare, porta casco omologato, documenti e assicurazione in regola. Arriva con un po’ di anticipo: il tempo di registrarti, se previsto, e di allinearti al gruppo. Se hai dubbi su iscrizioni o eventuali quote, verifica le comunicazioni ufficiali del club: orari e indicazioni possono aggiornarsi per esigenze di viabilità.</p>
<p>Per chi guarda da bordo strada, è uno spettacolo gentile. I modelli d’epoca aprono ricordi, i più recenti mostrano come il design resti fedele a sé stesso. I bambini contano i colori, gli anziani riconoscono un rombo. La città cambia ritmo per un’ora e scopre che il traffico può avere un suono meno nervoso.</p>
<p>Dietro ogni carena c’è una microstoria. Un viaggio al mare del ’79. Una catena cambiata al casello. Un incontro che ha spostato il corso di una giornata. La <b>Vespa</b> non corre: accompagna. Non esibisce: invita. È forse per questo che resiste, che crea comunità, che chiama per nome anche quando non ci conosciamo.</p>
<p>E allora, oggi come nel 1946, la domanda è semplice: quale strada scegli quando la città rallenta e l’aria profuma di benzina buona? Forse basta girare la chiave, aspettare quel “brum” rotondo e lasciare che sia la Vespa a indicare la curva successiva.</p>
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		<title>Mercedes Classe C Elettrica: Interni Eleganti, Tecnologia Avanzata e Certificazione Vegan</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/mercedes-classe-c-elettrica-interni-eleganti-tecnologia-avanzata-e-certificazione-vegan/65774/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Tortoriello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 08:53:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anteprime]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scopri la Mercedes Classe C elettrica: un'auto che combina eleganza, tecnologia avanzata e un lusso etico. Con interni vegan-certified, offre un comfort quotidiano senza compromettere il pianeta.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Una berlina</b> che sceglie la strada lunga e giusta: eleganza concreta, <b>tecnologia avanzata</b> che non fa rumore e un’idea di lusso più etica. La <b>Mercedes Classe C elettrica</b> nasce per chi ama i dettagli, ma non vuole chiudere gli occhi su come sono fatti.</p>
<figure id="attachment_65775" aria-describedby="caption-attachment-65775" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-65775" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/04/b555bf66-16e7-415c-9a30-d0e5490eab9c_1776587319.webp" alt="Mercedes Classe C Elettrica: Interni Eleganti, Tecnologia Avanzata e Certificazione Vegan" width="1200" height="900" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/04/b555bf66-16e7-415c-9a30-d0e5490eab9c_1776587319.webp 1200w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/04/b555bf66-16e7-415c-9a30-d0e5490eab9c_1776587319-300x225.webp 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/04/b555bf66-16e7-415c-9a30-d0e5490eab9c_1776587319-1024x768.webp 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/04/b555bf66-16e7-415c-9a30-d0e5490eab9c_1776587319-768x576.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-65775" class="wp-caption-text">Mercedes Classe C Elettrica: Interni Eleganti, Tecnologia Avanzata e Certificazione Vegan</figcaption></figure>
<p>Chiamatela evoluzione naturale. La <b>Mercedes Classe C elettrica</b> porta in dote ciò che ci aspettiamo da una C: proporzioni equilibrate, sedute comode, guida rilassante. Aggiunge il silenzio della trazione elettrica. Ti fa respirare un abitacolo curato, linee pulite, comandi che non intimidiscono. Un’auto che non urla, ma insiste.</p>
<p>La prima cosa che noti è il tatto. I materiali sono morbidi dove serve, solidi dove contano. Le cuciture non cercano di farsi notare, ma raccontano il lavoro di chi ha messo mano a volante e pannelli. La plancia è sottile, il tunnel centrale lascia spazio alle gambe. La luce ambientale non è un trucco: mette a fuoco i volumi e allenta le spalle dopo una giornata piena.</p>
<h2>Interni e design che parlano al tatto</h2>
<p>Sedili sagomati, sostegno giusto nei viaggi lunghi, impostazione familiare. La finitura a poro aperto delle superfici evita l’effetto freddo. Le alternative alla pelle classica sono ormai adulte: rivestimenti “animal-free” con grana fine, cuciti bene, resistenti allo sfregamento. Non è solo questione di immagine. È comfort quotidiano. È manutenzione semplice. È coerenza tra come guidi e come vivi.</p>
<p>La svolta arriva qui: dopo la GLC, è la seconda auto al mondo con interni dichiarati <b>vegan-certified</b>, certificati in modo indipendente da <b>The Vegan Society</b>. In parole chiare: nessun materiale di origine animale nei rivestimenti e nei trattamenti interni, con controlli su colle, coloranti e finiture ove verificabili. È un passo che dà sostanza a parole come “responsabile” e “sostenibile”. E toglie alibi a chi pensava che il lusso passasse per forza dal cuoio.</p>
<p>La plancia ospita un grande display verticale al centro e un quadro strumenti digitale pulito. L’infotainment <b>MBUX</b> risponde al “Hey Mercedes”. La navigazione integra la pianificazione soste in ricarica. Gli aggiornamenti OTA tengono fresca l’auto senza officina. I comandi fisici più usati restano a portata di dita: clima, volume, assistenze. È un equilibrio raro nel 2026, e si sente.</p>
<p>Sulla strada lavorano le ADAS di livello 2: cruise adattivo, mantenimento di corsia, frenata automatica, monitoraggio angoli ciechi. Nulla di esoterico, tutto concreto. La ricarica gestisce profili programmabili, precondizionamento batteria e protezione della salute celle. Se cercate numeri di autonomia o tempi ufficiali, fermiamoci un attimo: Mercedes non li ha ancora comunicati per questa versione al momento della stesura. Meglio non promettere ciò che non è certo.</p>
<p>Questa Classe C elettrica non fa l’elenco dei buoni propositi. Ti fa sedere, abbassa la voce e ti chiede: di cosa hai davvero bisogno ogni giorno? Di un abitacolo accogliente, di <b>interni eleganti</b> che non pesano sul pianeta, di <b>tecnologia</b> che ti lascia in pace. Ti regala la tranquillità di un lusso <b>animal-free</b> senza bandiere sventolate.</p>
<p>E allora la domanda resta sospesa, ma chiara: se il profumo di “nuovo” può essere così pulito, che odore avrà il futuro quando finalmente ci saliremo tutti?</p>
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		<title>Il Segreto dell&#8217;Impressionante Performance di Jeffrey Herlings: 4500 Manche da 35 Minuti! Rivelazioni Shock dell&#8217;Allenatore John van den Berk</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/il-segreto-dellimpressionante-performance-di-jeffrey-herlings-4500-manche-da-35-minuti-rivelazioni-shock-dellallenatore-john-van-den-berk/65742/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Tortoriello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2026 07:53:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Jeffrey Herlings, simbolo del motocross MXGP, ha costruito la sua reputazione su una routine ossessiva di allenamenti intensi e ripetitivi, che simulano le condizioni di gara per renderle un'abitudine.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Un conto alla rovescia</b> inciso nella sabbia, il fiato corto, la mente lucida quando gli avambracci bruciano: dietro l’accelerazione brutale di <b>Jeffrey Herlings</b> c’è una routine ossessiva, fatta di ripetizioni che spostano il limite un metro alla volta.</p>
<figure id="attachment_65743" aria-describedby="caption-attachment-65743" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-65743" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/d72fb5fc-1b1f-44b9-b9bd-55cc5b4b1f4a_1769070753.webp" alt="Il Segreto dell'Impressionante Performance di Jeffrey Herlings: 4500 Manche da 35 Minuti! Rivelazioni Shock dell'Allenatore John van den Berk" width="1200" height="900" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/d72fb5fc-1b1f-44b9-b9bd-55cc5b4b1f4a_1769070753.webp 1200w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/d72fb5fc-1b1f-44b9-b9bd-55cc5b4b1f4a_1769070753-300x225.webp 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/d72fb5fc-1b1f-44b9-b9bd-55cc5b4b1f4a_1769070753-1024x768.webp 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/d72fb5fc-1b1f-44b9-b9bd-55cc5b4b1f4a_1769070753-768x576.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-65743" class="wp-caption-text">Il Segreto dell&#8217;Impressionante Performance di Jeffrey Herlings: 4500 Manche da 35 Minuti! Rivelazioni Shock dell&#8217;Allenatore John van den Berk</figcaption></figure>
<p>Chi segue il <b>motocross</b> lo sa: <b>Jeffrey Herlings</b> non è solo velocità. È costanza, è ritmo, è resistenza mentale. L’olandese, volto simbolo della <b>MXGP</b>, ha costruito la sua reputazione su piste che sembrano masticare i piloti. Soprattutto quelle di sabbia. Lì, dove la moto affonda e la linea cambia a ogni giro, lui trova ordine. Non per caso detiene il primato storico di Gran Premi vinti nel Mondiale. Ma i record non bastano a spiegare la sua durezza di gara.</p>
<p>Per capirla, bisogna andare nel laboratorio della fatica. Non nella palestra scintillante, ma nelle giornate lunghe, nelle uscite “copia gara” su tracciati veri. Il principio è semplice: simuli la gara finché la gara diventa un’abitudine. Le sessioni chiave? Le <b>manche</b> di durata fissa, con tempi e recuperi scanditi, gomme che finiscono, sabbia che diventa burro. Non teoria. Routine.</p>
<h2>Allenamento reale, non teoria</h2>
<p>Per un professionista di vertice, la “moneta” del lavoro è la manche. Non i minuti sparsi, ma blocchi completi, corsa intera. Nella <b>MXGP</b>, una moto standard dura 30 minuti più due giri. In allenamento si allunga a 35 per togliere alibi. Una manche da <b>35 minuti</b> ti chiede tutto: gestione, trazione, respiro. Farne due in un giorno ti costruisce. Farne tante ti cambia.</p>
<p>Il punto centrale arriva da chi lo segue da vicino. È stato il suo allenatore <b>John van den Berk</b>, campione del mondo a sua volta, a condividere su <b>Instagram</b> un dato che spiazza: un totale “assurdo” di manche da gara accumulate da Herlings. Il numero citato è 4500, tutte da 35 minuti. L’affermazione proviene dal coach e, al momento, non risulta verificata in modo indipendente né contestualizzata con un arco temporale preciso. Ma è un ordine di grandezza che fa riflettere.</p>
<p>Facciamo i conti. 4500 x 35 minuti = 157.500 minuti. Sono 2625 ore in sella, circa 109 giorni pieni di guida a intensità gara. Se il conteggio si riferisce alla carriera, è plausibile per un atleta che si allena da oltre un decennio a livelli estremi. Se fosse su base pluriennale ristretta, diventerebbe quasi inumano. E qui sta la chiave: più del numero in sé, colpisce l’idea di un <b>carico di lavoro</b> cucito sulla ripetizione sistematica, non sul picco isolato.</p>
<h2>Cosa insegna questo numero</h2>
<p>Il “segreto” di Herlings, allora, non è un trick. È un <b>metodo</b>. Simulare la gara per rendere la gara una condizione naturale. Scegliere tracciati diversi per stressare adattamento e tecnica. Alternare giorni in sabbia pesante a terreni compatti per non fossilizzarsi. Tenere la mente nel presente quando il corpo vorrebbe scappare. Anche la gestione del rischio rientra nel pacchetto: spingere così tanto comporta margini sottili, e gli infortuni che hanno segnato alcune sue stagioni lo ricordano.</p>
<p>Si può discutere del numero, e dobbiamo farlo con prudenza: senza un dato ufficiale completo, è onesto considerarlo un’indicazione, non un verdetto scolpito. Ma il senso rimane. L’eccellenza in questo sport, come in molti altri, nasce da una somma di atti minuti. Una manche dopo l’altra. Un giorno in più, non uno perfetto.</p>
<p>Forse è questa l’immagine più vera: un rettilineo di sabbia davanti, gli occhiali che si sporcano, il cronometro che non fa sconti. E la domanda, semplice, che vale per tutti: quante “manche” siamo disposti a mettere, davvero, nelle cose che contano?</p>
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		<title>Ducati Ufficiali di Marquez e Bagnaia in Texas: Arriva l&#8217;Alettone Posteriore, Allineamento con le Concorrenti</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/ducati-ufficiali-di-marquez-e-bagnaia-in-texas-arriva-lalettone-posteriore-allineamento-con-le-concorrenti/65771/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Tortoriello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 16:14:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Ducati ufficiali di Marc Márquez e Pecco Bagnaia debuttano a COTA con un nuovo alettone posteriore, cercando maggiore stabilità e controllo. Questo dettaglio potrebbe fare la differenza in gara.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Texas, cielo enorme e vento sottile:</b> nel box rosso c’è un dettaglio nuovo sul codone, un’ombra che cambia la linea della moto. Le <b>Ducati ufficiali</b> di <b>Marc Márquez</b> e <b>Pecco Bagnaia</b> si presentano a <b>COTA</b> con un’idea chiara: allinearsi dove serve, restare sé stesse dove conta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il paddock ad Austin ha un suono diverso. Le colline di Turn 1 si riempiono presto, la luce taglia il cemento e il rumore rimbalza sulle barriere come in un’arena. Qui la pista non perdona: 5,513 km, 20 curve, saliscendi, un rettilineo che spinge oltre i 340 orari e una staccata brutale alla 12. È il posto giusto per testare soluzioni che cercano trazione, ordine, controllo.</p>
<p>Dentro ai garage di <b>Borgo Panigale</b>, l’occhio cade su un profilo inedito: un piccolo ma evidente <b>alettone posteriore</b>. Non è uno shock, è un segnale. Negli ultimi mesi diverse rivali hanno spinto su elementi aerodinamici nella zona del codone; Ducati sceglie il Texas per mettere in pista la propria interpretazione. Un meccanico lo sfiora con un panno, quasi per misurare quanto pesi lo sguardo degli altri.</p>
<p>COTA logora. Le buche si fanno sentire, e ogni correzione rubacchia fiducia. In questo scenario, allinearsi alle <b>concorrenti</b> non è imitazione: è pragmatismo. La tendenza è chiara a tutti nel paddock. Si cerca più stabilità nelle accelerazioni sporche, meno impennate quando l’elettronica non basta, una moto più “piatta” quando la pista picchietta sulle sospensioni.</p>
<p>Fino a qui il discorso resta di cornice. Il punto tecnico, però, emerge a metà dei ragionamenti: quel profilo dietro al sellino genera carico sul retrotreno quando l’aria scivola sopra il pilota e il codone. Tradotto semplice: più <b>stabilità</b> nelle ripartenze lente, più ordine nei cambi di direzione veloci, un aiuto a tenere l’avantreno “giù” senza tagliare troppa <b>accelerazione</b>. Non parliamo di miracoli, ma di millimetri e decimi. A COTA, dove si frena forte alla 12 e si riparte in salita, contano.</p>
<p>Non ci sono ancora dati ufficiali sull’effetto cronometrico della novità: al momento tempi e telemetrie restano interni alle squadre. Anche le scelte di gomma verranno al pettine tra Sprint e gara; su questa pista spesso si finisce su mescole medio-dure per resistere allo stress, ma la conferma arriva solo dopo il primo vero run lungo.</p>
<h2>Cosa cambia per Márquez e Bagnaia</h2>
<p>Qui entra in gioco la guida. <b>Márquez</b> ama forzare l’ingresso e domare l’uscita. Un codone più “piantato” può concedergli un filo di margine quando la ruota davanti vorrebbe salutare. <b>Bagnaia</b> preferisce pulizia e traiettorie. Un retro più composto lo aiuta a stare dentro la linea senza microcorrezioni, soprattutto sulle curve lunghe e nervose come la 16-18. Stili diversi, stesso vantaggio: meno energia spesa per tenerla dritta, più libertà per spingere dove serve.</p>
<p>Un dettaglio concreto: sul rettilineo lungo oltre 1,2 km l’aria fa il suo mestiere. Se l’<b>aerodinamica</b> dietro è ben disegnata, la scia resta pulita e la moto non “galleggia” quando passi da 6a piena alla staccata. Alla 12, la differenza tra essere appoggiato e arrivare “leggero” può valere una posizione.</p>
<p>C’è anche la parte umana. Dalle tribune di Turn 1 vedi le moto puntare il cielo e poi buttarsi giù. Un bambino con il cappellino rosso chiede al padre perché la Ducati ha “le orecchie anche dietro”. Lui sorride: “Per andare più dritta quando scappa la potenza”. A volte basta quello.</p>
<p>Il resto lo dirà la pista. Questo alettone non cambia l’anima della rossa, ma le offre un altro modo di stare nel mondo che corre. È un’aggiunta piccola, quasi timida. Eppure, in un campionato in cui i margini vivono nel respiro tra due sconnessioni, non è proprio da lì che può passare il coraggio di un sorpasso?</p>
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		<title>Rinnovamento Audi Q4 2026: Oltre l&#8217;Estetica, Scopri le Novità Tecniche del SUV Elettrico Premium</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/rinnovamento-audi-q4-2026-oltre-lestetica-scopri-le-novita-tecniche-del-suv-elettrico-premium/65764/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Tortoriello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 23:06:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anteprime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nextmoto.it/?p=65764</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'Audi Q4 2026 si distingue per il suo design evoluto e la sua efficienza migliorata. Questo SUV elettrico premium offre un'esperienza di guida silenziosa, una batteria ottimizzata, ricarica rap</p>
<p>The post <a href="https://www.nextmoto.it/articolo/rinnovamento-audi-q4-2026-oltre-lestetica-scopri-le-novita-tecniche-del-suv-elettrico-premium/65764/">Rinnovamento Audi Q4 2026: Oltre l&#8217;Estetica, Scopri le Novità Tecniche del SUV Elettrico Premium</a> appeared first on <a href="https://www.nextmoto.it">nextmoto.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Un volto noto, uno sguardo nuovo.</b> L’Audi Q4 2026 non alza la voce: affina i tratti, lima gli spigoli, si mette in ordine. Ma il bello arriva quando apri la portiera, parti in silenzio e capisci che il cambiamento vero non si vede: si sente, si misura, ti accompagna.</p>
<figure id="attachment_65765" aria-describedby="caption-attachment-65765" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-65765" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/03/31d6c69e-46ed-4d15-8216-2247613f5659_1774104423.webp" alt="Rinnovamento Audi Q4 2026: Oltre l'Estetica, Scopri le Novità Tecniche del SUV Elettrico Premium" width="1200" height="900" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/03/31d6c69e-46ed-4d15-8216-2247613f5659_1774104423.webp 1200w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/03/31d6c69e-46ed-4d15-8216-2247613f5659_1774104423-300x225.webp 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/03/31d6c69e-46ed-4d15-8216-2247613f5659_1774104423-1024x768.webp 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/03/31d6c69e-46ed-4d15-8216-2247613f5659_1774104423-768x576.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-65765" class="wp-caption-text">Rinnovamento Audi Q4 2026: Oltre l&#8217;Estetica, Scopri le Novità Tecniche del SUV Elettrico Premium</figcaption></figure>
<p>Chi guarda solo i fari sbaglia mira. Il frontale è più pulito, le firme a LED giocano con la luce, le proporzioni restano familiari. È una scelta precisa: niente strappi, solo evoluzione. Perché questo <b>SUV elettrico premium</b> vive nella zona di comfort del design, e sposta l’asticella altrove.</p>
<p>Io l’ho capito in autostrada, quando il fruscio si fa sordo e la musica prende spazio. Lì capisci che il lavoro non è la scena, ma il retroscena: materiale fonoassorbente meglio distribuito, guarnizioni più efficaci, pneumatici che tengono a bada l’asfalto ruvido. Piccoli interventi, grande effetto.</p>
<h2>Cosa cambia davvero sotto la pelle</h2>
<p>Audi parla chiaro: il rinnovamento 2026 mette al centro il rendimento. Il riferimento, ad oggi verificabile, arriva già dall’ultimo step tecnico: motore posteriore più efficiente, gestione termica rivista, ricarica fino a 175 kW con la batteria “grande” e tempi 10-80% nell’ordine di mezz’ora (valori indicativi, confermati sulle versioni recenti). Sul 2026 la casa indica ottimizzazioni della <b>batteria</b> e del software di <b>ricarica rapida</b>; numeri definitivi non ancora pubblici, ma la direzione è nota: più <b>efficienza</b>, meno perdite, pre-condizionamento più intelligente.</p>
<p>Tradotto: arrivi alla colonnina con l’accumulatore già alla temperatura giusta e tiri giù minuti preziosi. In pratica, una sosta caffè di 15-20 minuti può riportarti su strada con 150-200 km utili, a seconda della colonnina e delle condizioni. Sono quei dettagli che cambiano l’umore del viaggio più dei punti di puro stile.</p>
<p>La <b>dinamica</b> segue la stessa logica pragmatica. Assetto ritarato, ammortizzatori più progressivi, sterzo con risposta più naturale. Non nasce per la pista, ma l’Audi Q4 aggiornata mantiene quel feeling “denso” tipico del marchio: ti fidi, giri il volante e lei non fa scenate. In città, lo spunto del <b>motore posteriore</b> pulisce le ripartenze; nelle rotonde, la carrozzeria resta composta. È l’elettrico che si guida come te lo aspetti, senza educarti ogni volta.</p>
<h2>Esperienza d’uso: città, autostrada, weekend</h2>
<p>Sul quotidiano contano i gesti. Il nuovo <b>software</b> semplifica i menu, migliora la mappa delle ricariche e rende più chiari consumi e stima di <b>autonomia</b>. Gli <b>ADAS</b> aggiornati non si mettono in mezzo: mantengono corsia e distanza con meno correzioni brusche, allertano prima, intervengono dopo. Se cerchi il silenzio, percepisci il lavoro sul <b>comfort</b> acustico; se parti presto, apprezzi i sedili con sostegno lombare più morbido e l’aria che raggiunge in fretta la temperatura giusta.</p>
<p>Sui dati, restiamo onesti: alcuni valori specifici del modello 2026 non sono ancora ufficiali. Possiamo però ancorarci a ciò che è già stato omologato per le versioni più recenti del Q4: autonomia WLTP fino a oltre 500 km nelle configurazioni più efficienti e ricarica ad alta potenza nelle stazioni compatibili. Il 2026 promette di fare un passo in avanti misurabile, non scenografico. E, alla guida, è quel passo che senti.</p>
<p>Alla fine, il punto è semplice. L’elettrico diventa adulto quando smette di stupire e comincia a rassicurare. Questa Q4 non ti chiede di cambiare abitudini: le accoglie, le spiana, le rende più leggere. La domanda, allora, non è quanta strada fai con una carica. È quanta strada ti va di fare sapendo che, stavolta, il tempo d’attesa può diventare soltanto il tempo di un buon caffè.</p>
<p>The post <a href="https://www.nextmoto.it/articolo/rinnovamento-audi-q4-2026-oltre-lestetica-scopri-le-novita-tecniche-del-suv-elettrico-premium/65764/">Rinnovamento Audi Q4 2026: Oltre l&#8217;Estetica, Scopri le Novità Tecniche del SUV Elettrico Premium</a> appeared first on <a href="https://www.nextmoto.it">nextmoto.it</a>.</p>
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		<title>MotoGP 2026: Bezzecchi e Quartararo, i pilastri di Aprilia e Yamaha. Marini in top 5, Márquez fuori dai giochi</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/motogp-2026-bezzecchi-e-quartararo-i-pilastri-di-aprilia-e-yamaha-marini-in-top-5-marquez-fuori-dai-giochi/65723/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Administrator]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 08:37:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella MotoGP 2026, solo due piloti superano il 50% dei punti della propria marca: Marco Bezzecchi per Aprilia e Fabio Quartararo per Yamaha, evidenziando l'importanza della leadership individuale.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Una stagione che chiede coraggio: squadre che cambiano pelle, piloti che si prendono responsabilità. In questa MotoGP 2026, più dei podi conta capire chi regge davvero il peso di una Casa. E chi trasforma ogni giro in traiettoria per un progetto.</b></p>
<p>Se sommiamo i punti raccolti da ogni marca con tutte le sue moto e chiediamo: chi ne firma la fetta più grande? Otteniamo una mappa diversa del potere. È una metrica semplice, quasi spietata: incidenza percentuale sul totale di marca. E serve per capire dove un progetto tecnico si appoggia davvero. Non sostituisce i risultati assoluti, li illumina da un angolo utile. Anche perché i programmi 2026, tra consolidamenti e nuovi cicli, chiedono riferimenti solidi.</p>
<figure id="attachment_65724" aria-describedby="caption-attachment-65724" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-65724" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/a76868d6-4d6d-4c3f-bcc5-4669edfc7b4e_1768303931.webp" alt="MotoGP 2026: Bezzecchi e Quartararo, i pilastri di Aprilia e Yamaha. Marini in top 5, Márquez fuori dai giochi" width="1200" height="900" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/a76868d6-4d6d-4c3f-bcc5-4669edfc7b4e_1768303931.webp 1200w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/a76868d6-4d6d-4c3f-bcc5-4669edfc7b4e_1768303931-300x225.webp 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/a76868d6-4d6d-4c3f-bcc5-4669edfc7b4e_1768303931-1024x768.webp 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/a76868d6-4d6d-4c3f-bcc5-4669edfc7b4e_1768303931-768x576.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-65724" class="wp-caption-text">MotoGP 2026: Bezzecchi e Quartararo, i pilastri di Aprilia e Yamaha. Marini in top 5, Márquez fuori dai giochi</figcaption></figure>
<p>E qui arriva la svolta. Solo due piloti in questa stagione superano la soglia simbolica del 50% dei punti della propria marca. Il primo è il “pilota riccioluto”, Marco <b>Bezzecchi</b>: oggi il perno dell’<b>Aprilia</b>, il volto che tiene insieme performance e sviluppo. Il secondo è Fabio <b>Quartararo</b>, ancora il cardine della <b>Yamaha</b>. Non è una sorpresa tecnica, è la conferma di una leadership: quando il pacchetto non è ancora “cooperativa”, serve qualcuno che spinga la barca in avanti anche controcorrente. Un esempio pratico: se una marca totalizza 200 punti stagionali tra tutti i suoi piloti e il tuo uomo ne porta a casa 110, l’incidenza è del 55%. È il segnale che, senza di lui, la struttura perde quota.</p>
<h3>Il quadro si completa con una top 5 autorevole e varia</h3>
<p>Dentro ci sono <b>Acosta</b> e <b>Zarco</b>, profili diversissimi ma efficaci nel generare valore percentuale per le rispettive moto. E c’è <b>Marini</b>, presenza che sorprende chi guarda solo ai risultati secchi, ma che ha trovato continuità e peso specifico nei conti di marca. Qui il dato è interessante: non parliamo di exploit, ma di “costo medio a punto” per la squadra. Somma affidabile, week-end dopo week-end.</p>
<p>Una “cooperativa” nel senso migliore del termine: tante moto competitive, tanti piloti in grado di segnare. Il rovescio della medaglia? In un calcolo percentuale, anche chi vince spesso può risultare “diluito”. Per questo <b>Márquez</b> finisce “fuori dai giochi” in questa specifica graduatoria: non per mancanza di velocità, ma perché il bottino della marca si distribuisce tra più punte. Numeri alla mano, la forza collettiva riduce l’incidenza del singolo.</p>
<p>Anzi, apre domande. Ad esempio: quanto è sano per un costruttore dipendere oltre il 50% da un solo pilota? Nel breve, funziona. Nel medio, può essere un rischio se lo sviluppo non allarga la base. Vale per <b>Aprilia</b> attorno a Bezzecchi e per <b>Yamaha</b> con Quartararo, oggi ancora l’orizzonte tecnico ed emotivo di Iwata. Nota metodologica: parliamo di quota sui punti complessivi raccolti dai piloti della stessa marca nella classifica piloti; i dati dettagliati per gara possono variare in base agli aggiornamenti ufficiali, e non tutte le cifre sono pubbliche in tempo reale.</p>
<p>La “cooperativa” funziona se ogni ingranaggio lavora alla stessa velocità. È la via più robusta per i titoli, ma toglie acuti statistici al singolo. Le altre Case, invece, nel 2026 cercano ancora il loro baricentro. E allora la domanda resta sospesa, come un casco appoggiato al serbatoio nel box: preferisci un faro che illumina la notte o un cielo punteggiato di stelle?</p>
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		<title>Ah batteria: significato, come si misurano e guida alla scelta</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/ah-batteria-significato-come-si-misurano-e-guida-alla-scelta-2/65760/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dmm Company]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 08:02:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Accessori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Hai mai guardato l&#8217;etichetta della batteria della tua auto notando la sigla &#8220;Ah&#8221; senza capire davvero cosa significasse? Quel numero, spesso sottovalutato, è in realtà il dato più importante per capire quanto a lungo la batteria potrà alimentare il tuo veicolo prima di scaricarsi. In questa guida ti spieghiamo nel dettaglio cosa sono gli ampere ... <a title="Ah batteria: significato, come si misurano e guida alla scelta" class="read-more" href="https://www.nextmoto.it/articolo/ah-batteria-significato-come-si-misurano-e-guida-alla-scelta-2/65760/" aria-label="Per saperne di più su Ah batteria: significato, come si misurano e guida alla scelta">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Hai mai guardato l&#8217;etichetta della batteria della tua auto notando la sigla &#8220;Ah&#8221; senza capire davvero cosa significasse? Quel numero, spesso sottovalutato, è in realtà il dato più importante per capire quanto a lungo la batteria potrà alimentare il tuo veicolo prima di scaricarsi. In questa guida ti spieghiamo nel dettaglio cosa sono gli ampere ora, come si calcolano e soprattutto come sfruttare questo valore per scegliere la batteria perfetta per le tue esigenze.</p>
<figure id="attachment_65761" aria-describedby="caption-attachment-65761" style="width: 1014px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-65761" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/03/collegare-cavi-batteria-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/03/collegare-cavi-batteria-1024x683.jpg 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/03/collegare-cavi-batteria-300x200.jpg 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/03/collegare-cavi-batteria-768x512.jpg 768w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/03/collegare-cavi-batteria-1536x1024.jpg 1536w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/03/collegare-cavi-batteria-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-65761" class="wp-caption-text">Mechanic attaching jumper cables to car battery in repair garage</figcaption></figure>
<h2><strong>Cosa sono gli Ah di una batteria e perché è importante conoscerli</strong></h2>
<p>Partiamo dalle basi. La sigla <strong>Ah</strong> sta per <strong>ampere ora</strong> ed è l&#8217;unità di misura che indica la <strong>capacità di carica elettrica</strong> di una batteria. In parole semplici, ti dice quanta corrente la batteria è in grado di erogare in un determinato arco di tempo prima di esaurirsi completamente.</p>
<p>Facciamo un esempio pratico per chiarire il concetto. Una batteria da <strong>50 Ah</strong> può fornire una corrente costante di 50 ampere per un&#8217;ora, oppure 25 ampere per due ore, oppure ancora 10 ampere per cinque ore. Il principio è sempre lo stesso: il prodotto tra corrente erogata e tempo di utilizzo resta costante, almeno in condizioni teoriche ideali.</p>
<p>Ti starai chiedendo perché questo valore sia così rilevante. La risposta è semplice: gli <strong>Ah della batteria</strong> determinano l&#8217;autonomia complessiva del tuo sistema elettrico. Se la tua auto è equipaggiata con molti accessori elettronici (sensori di parcheggio, sistema Start&amp;Stop, dash cam, impianto audio potenziato), il fabbisogno energetico sarà più elevato e servirà una batteria con un valore di Ah adeguato per sostenere tutti questi carichi senza problemi.</p>
<p>Piccolo segreto: non tutti sanno che la sigla <strong>mAh</strong> (milliampere ora), comunemente usata per smartphone e dispositivi portatili, è semplicemente un sottomultiplo degli Ah. In pratica 1.000 mAh equivalgono a 1 Ah. Quindi quando leggi che il tuo telefono ha una batteria da 5.000 mAh, significa che la sua capacità è di 5 Ah, una scala completamente diversa rispetto ai 60 o 70 Ah di una batteria per auto.</p>
<p>Attenzione però a un aspetto fondamentale. Il valore di Ah riportato sull&#8217;etichetta indica la <strong>capacità nominale</strong>, cioè quella misurata in condizioni standardizzate di laboratorio. Nella realtà di tutti i giorni, fattori come la <strong>temperatura esterna</strong>, l&#8217;età della batteria e la velocità di scarica influenzano sensibilmente la capacità effettiva, riducendola anche del 10-20% rispetto al dato dichiarato.</p>
<h2><strong>Come si misurano gli ampere ora e quali formule usare per il calcolo</strong></h2>
<p>Ora che hai compreso cosa rappresentano gli Ah, è il momento di capire come vengono misurati e quali formule puoi utilizzare per calcolare l&#8217;autonomia della tua batteria.</p>
<p>La capacità in ampere ora viene determinata attraverso un test di <strong>scarica controllata</strong>. Il parametro di riferimento più diffuso è il cosiddetto <strong>C20</strong>, che indica una scarica costante distribuita su 20 ore. In pratica, una batteria auto da 12V con capacità dichiarata di 100 Ah (C20) viene considerata scarica quando, dopo aver erogato una corrente costante di 5 ampere per 20 ore, la tensione scende sotto i 10,50 volt.</p>
<p>Questo standard esiste per un motivo preciso: rendere confrontabili tra loro batterie di marche e tipologie diverse. Senza un parametro comune, ogni produttore potrebbe dichiarare valori misurati con criteri differenti, rendendo impossibile un confronto reale. Esistono anche altri riferimenti temporali come C5, C10 o C100, ma il C20 resta quello più utilizzato nel settore automobilistico.</p>
<p>La formula base per calcolare l&#8217;autonomia è piuttosto intuitiva: <strong>ore di autonomia = Ah / ampere assorbiti dal dispositivo</strong>. Se ad esempio hai una batteria da 60 Ah e il tuo impianto assorbe 3 ampere a motore spento, l&#8217;autonomia teorica sarà di 20 ore. A proposito di batterie da 60 Ah, se stai cercando un ricambio affidabile puoi consultare la selezione di <a href="https://www.norauto.it/c/50413-batteria-60ah.html">batterie da 60Ah per auto</a> disponibile su <strong>Norauto</strong>, con <strong>spedizione gratuita</strong> e la possibilità di <strong>ritiro in negozio a partire da 1 ora</strong> dopo l&#8217;acquisto.</p>
<p>Un buon metodo per stimare l&#8217;energia complessiva della batteria è convertire gli Ah in <strong>Wh (wattora)</strong> usando la formula <strong>Wh = V × Ah</strong>. Una batteria da 12V e 60 Ah contiene quindi 720 Wh di energia. Se dimentichi i fari accesi (consumo medio di circa 50W), la batteria impiegherà teoricamente circa 14 ore e mezza prima di scaricarsi del tutto.</p>
<p>Elemento da non trascurare: il <strong>C-rate</strong>, ovvero la velocità di scarica, modifica sostanzialmente la capacità reale. Una batteria scaricata rapidamente (alto C-rate) eroga complessivamente meno energia rispetto a una scaricata lentamente. Questo fenomeno, noto come <strong>effetto Peukert</strong>, spiega perché in condizioni di forte assorbimento la batteria sembra durare meno di quanto promesso sulla carta.</p>
<h2><strong>Ah, Wh e CCA: le differenze che devi conoscere prima di scegliere</strong></h2>
<p>Arrivato a questo punto, probabilmente hai notato che sull&#8217;etichetta di una batteria compaiono diverse sigle oltre agli Ah. Le più comuni sono <strong>Wh</strong> e <strong>CCA</strong>, e confonderle è un errore più frequente di quanto si pensi. Vediamo cosa indicano e perché servono informazioni diverse per esigenze diverse.</p>
<p>Gli <strong>Ah</strong> misurano la capacità di carica, cioè per quanto tempo la batteria può alimentare un circuito elettrico. I <strong>Wh (wattora)</strong> misurano invece l&#8217;<strong>energia totale</strong> immagazzinata, tenendo conto anche della tensione. Questa distinzione è fondamentale quando devi confrontare batterie con voltaggi diversi: due batterie da 100 Ah, una a 12V e l&#8217;altra a 24V, contengono rispettivamente 1.200 Wh e 2.400 Wh di energia, il doppio esatto.</p>
<p>Il <strong>CCA</strong> (Cold Cranking Ampere) è un parametro completamente diverso e riguarda la <strong>corrente di spunto a freddo</strong>. Indica quanti ampere la batteria riesce a erogare per 30 secondi a una temperatura di -17,8°C senza che la tensione scenda sotto un livello critico. In sostanza, il CCA ti dice se la batteria sarà in grado di avviare il motore nelle mattine invernali più rigide.</p>
<p>Come regola empirica, il valore CCA di una batteria auto è generalmente compreso tra 6 e 8 volte il valore degli Ah nominali. Una batteria da 45 Ah avrà quindi un CCA indicativo tra 270 e 360 ampere. Se vivi in zone con inverni particolarmente freddi, orientarti verso batterie con CCA elevato può fare la differenza tra partire al primo colpo e restare a piedi.</p>
<p>Anche la <strong>tecnologia costruttiva</strong> gioca un ruolo determinante nella capacità reale della batteria. Le batterie al <strong>piombo-acido</strong> tradizionali soffrono maggiormente l&#8217;effetto Peukert e la loro capacità effettiva può discostarsi dal valore nominale, soprattutto sotto carichi elevati. Le batterie al <strong>litio (LiFePO4)</strong>, sempre più diffuse nel 2026, offrono una capacità utilizzabile superiore a parità di Ah dichiarati, un peso inferiore e un ciclo di vita più lungo. Proprio la complessità dei sistemi a batteria di nuova generazione, con centraline BMS e caricatori di bordo, introduce potenziali criticità che è bene conoscere: se vuoi approfondire, puoi leggere quali sono i <a href="https://www.nextmoto.it/articolo/auto-elettriche-quali-sono-i-guasti-piu-comuni-occhio-a-questi-problemi/63749/">guasti più comuni delle auto elettriche</a>.</p>
<p>C&#8217;è poi un terzo valore che potresti incontrare: la <strong>riserva di capacità (RC)</strong>, espressa in minuti. Indica per quanto tempo una batteria completamente carica può erogare 25 ampere costanti a 27°C prima di scaricarsi. Empiricamente il valore RC corrisponde circa al doppio degli Ah: una batteria da 80 Ah avrà una riserva di capacità di circa 140 minuti, un dato utile per stimare quanto resisterà il tuo impianto elettrico in caso di guasto dell&#8217;alternatore.</p>
<h2><strong>Come scegliere la batteria giusta in base agli Ah per ogni utilizzo</strong></h2>
<p>La scelta della batteria corretta dipende essenzialmente dall&#8217;applicazione e dal fabbisogno energetico del tuo veicolo o dispositivo. Non esiste un valore di Ah universale e sovradimensionare o sottodimensionare la batteria porta sempre a conseguenze negative.</p>
<p>Per le <strong>auto tradizionali</strong>, le batterie più diffuse vanno da 40 a 100 Ah, con la fascia 50-70 Ah che copre la maggior parte dei veicoli. I modelli più compatti con pochi accessori si trovano bene con batterie da 40-50 Ah, mentre SUV, auto con sistema Start&amp;Stop e veicoli con molti dispositivi elettronici richiedono spesso 70 Ah o più. Le <strong>moto</strong> si muovono su una scala completamente diversa, con batterie che vanno generalmente da 5 a 20 Ah. Proprio per le due ruote, la batteria rappresenta uno dei punti più delicati: secondo i dati del TCS (Touring Club Svizzero), è responsabile di quasi il 39% delle avarie, motivo per cui vale la pena informarsi sui <a href="https://www.nextmoto.it/articolo/moto-occhi-alla-manutenzione-ecco-quali-sono-i-guasti-piu-comuni/44336/">guasti più comuni delle moto</a> per prevenire problemi legati a una scelta errata degli Ah.</p>
<p>Un aspetto che molti trascurano è la <strong>profondità di scarica (DoD)</strong>. Le batterie al piombo-acido non dovrebbero mai essere scaricate oltre il 50% della loro capacità per preservarne la durata, il che significa che da una batteria da 60 Ah potrai effettivamente utilizzare solo 30 Ah. Le batterie al litio tollerano scariche più profonde (fino all&#8217;80-90%), offrendo quindi un vantaggio concreto in termini di energia realmente disponibile.</p>
<p>Anche le condizioni ambientali incidono in modo significativo. Il freddo intenso riduce l&#8217;attività chimica all&#8217;interno della batteria, abbassando la capacità disponibile proprio quando il motore ha più bisogno di energia per avviarsi. Il caldo eccessivo, al contrario, può aumentare temporaneamente le prestazioni ma accelera l&#8217;usura interna, accorciando la vita utile della batteria nel medio termine.</p>
<p>Nota bene: prima di acquistare una batteria nuova, controlla sempre il libretto di manutenzione del tuo veicolo. Il costruttore indica con precisione la capacità minima in Ah, il CCA richiesto e le dimensioni fisiche compatibili con il vano batteria. Montare una batteria con Ah insufficienti può causare avviamenti difficoltosi e una vita utile ridotta, mentre una batteria sovradimensionata potrebbe semplicemente non entrare nell&#8217;alloggiamento previsto.</p>
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		<title>Meno di 20 euro e metti al sicuro il tuo scooter da tutto: gadget del 2025, è corsa per acquistarlo</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/meno-di-20-euro-e-metti-al-sicuro-il-tuo-scooter-da-tutto-gadget-del-2025-e-corsa-per-acquistarlo/65569/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Mar 2026 05:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scooter]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per tenere al sicuro il tuo scooter bastano meno di 20 euro. Arriva il gadget del 2025, ora è anche in vendita a prezzo top. Tenere al sicuro il proprio scooter è una delle ansie accomuna qualsiasi proprietario. Il rischio furto, il rischio mal tempo, le intemperie e gli altri imprevisti: blindarlo è quasi impossibile, ma riservarlo ... <a title="Meno di 20 euro e metti al sicuro il tuo scooter da tutto: gadget del 2025, è corsa per acquistarlo" class="read-more" href="https://www.nextmoto.it/articolo/meno-di-20-euro-e-metti-al-sicuro-il-tuo-scooter-da-tutto-gadget-del-2025-e-corsa-per-acquistarlo/65569/" aria-label="Per saperne di più su Meno di 20 euro e metti al sicuro il tuo scooter da tutto: gadget del 2025, è corsa per acquistarlo">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Per tenere al sicuro il tuo scooter bastano meno di 20 euro. Arriva il gadget del 2025, ora è anche in vendita a prezzo top.</strong></p>
<p>Tenere al sicuro il proprio <strong>scooter </strong>è una delle ansie accomuna qualsiasi proprietario. Il rischio furto, il rischio mal tempo, le intemperie e gli altri imprevisti: blindarlo è quasi impossibile, ma riservarlo dai pericoli più frequenti potrebbe essere molto più semplice del previsto. Anche perché il mercato è pieno zeppo di occasioni da cogliere al volo, con tutta una serie di gadget essenziali e a prezzo davvero ghiotto.</p>
<figure id="attachment_65571" aria-describedby="caption-attachment-65571" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-65571" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/10/piaggio-nextmoto-61025.jpg" alt="Scooter" width="1200" height="800" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/10/piaggio-nextmoto-61025.jpg 1200w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/10/piaggio-nextmoto-61025-300x200.jpg 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/10/piaggio-nextmoto-61025-1024x683.jpg 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/10/piaggio-nextmoto-61025-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-65571" class="wp-caption-text">Proteggi tuo scooter (Press Media) nextmoto.it</figcaption></figure>
<p>Uno di questi gadget non può non essere il <strong>telo copri scooter XXL di Carehabi</strong>. Parliamo di un accessorio quasi obbligatorio per chi non ha la fortuna di parcheggiare la propria due ruote all&#8217;interno di un garage o di un box privato. Se parcheggiato all&#8217;aperto, questo telo farà sì di tenere al sicuro il tuo veicolo da qualsiasi tipo di intemperie: freddo, grandine, neve e pioggia.</p>
<p>Il <strong>telo copri scooter XXL di Carehabi </strong>unisce la massima praticità e semplicità di utilizzo ad un prezzo con cui è difficile competere. Ora è anche in offerta ad un prezzo di <strong>16,05 euro</strong>, proponendosi con ancor più appeal agli occhi di chi è alla ricerca della massima protezione alla massima convenienza.</p>
<h2>Telo copri scooter XXL di Carehabi, dettagli e prezzi</h2>
<p>Guai a credere che il prezzo ne pregiudichi la qualità. <strong>Carehabi </strong>ha concepito il proprio telo copri scooter per adattarsi a qualsiasi tipo di scooter e qualsiasi tipo di moto. Le dimensioni del prodotto sono molto generose, prestandosi con facilità a coprire anche gli esemplari più importanti per stazza e ingombro.</p>
<figure id="attachment_65570" aria-describedby="caption-attachment-65570" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-65570" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/10/telo-nextmoto-61025.jpg" alt="telo copri scooter XXL di Carehabi" width="1200" height="800" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/10/telo-nextmoto-61025.jpg 1200w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/10/telo-nextmoto-61025-300x200.jpg 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/10/telo-nextmoto-61025-1024x683.jpg 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/10/telo-nextmoto-61025-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-65570" class="wp-caption-text">Telo copri scooter XXL di Carehabi (Press Media) nextmoto.it</figcaption></figure>
<p>Il <strong>telo copri scooter XXL di Carehabi </strong>è grande 245x105x125cm ed è composto con il tessuto 210D Oxford, ultraresistente alla pioggia, alla polvere, ai raggi UV e a qualsiasi tipo di intemperie. L&#8217;ideale se volete proteggere il vostro veicolo anche dal pericolo dello scolorimento, preservandone anche lo stato di salute della vernice.</p>
<p>Ideale persino per le moto, il <strong>telo copri scooter XXL di Carehabi </strong>è in offerta a <strong>16,05 euro </strong>su Amazon ed è adattabile ai vari esemplari in commercio. Attenzione, soltanto, a quando coprire la vostra due ruote. Se di rientro da un lungo giro, è meglio attendere che marmitta e motore si raffreddino. Altrimenti correte il rischio che il calore di questi possano creare danni irreparabili al telo copri scooter. Scooterista (o motociclista) avvisato&#8230;</p>
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		<title>Auto dell&#8217;Anno 2026: Il Mensile Auto Svela le Sette Finaliste in Esclusiva</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/auto-dellanno-2026-il-mensile-auto-svela-le-sette-finaliste-in-esclusiva/65649/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Petrillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 05:57:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anteprime]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tecnologia utile, prove sul campo e una lista che fa discutere. Auto anticipa il 2026 e invita a guardare oltre le schede tecniche. Sei pronto a scegliere cosa conta? C&#8217;è un premio che pesa sulle scelte dei costruttori e orienta i sogni degli appassionati. Quando si parla di Auto dell’Anno 2026, non si parla solo ... <a title="Auto dell&#8217;Anno 2026: Il Mensile Auto Svela le Sette Finaliste in Esclusiva" class="read-more" href="https://www.nextmoto.it/articolo/auto-dellanno-2026-il-mensile-auto-svela-le-sette-finaliste-in-esclusiva/65649/" aria-label="Per saperne di più su Auto dell&#8217;Anno 2026: Il Mensile Auto Svela le Sette Finaliste in Esclusiva">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tecnologia utile, prove sul campo e una lista che fa discutere. Auto anticipa il 2026 e invita a guardare oltre le schede tecniche. Sei pronto a scegliere cosa conta?</strong></p>
<p>C&#8217;è un <strong>premio</strong> che pesa sulle scelte dei costruttori e orienta i sogni degli appassionati. Quando si parla di <strong>Auto dell’Anno 2026</strong>, non si parla solo di design o di potenza. Si parla di uso reale, di <strong>sicurezza quotidiana</strong>, di <strong>tecnologia</strong> che tiene nel tempo.</p>
<figure id="attachment_65650" aria-describedby="caption-attachment-65650" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-65650" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/12/1764671829-auto-dellanno-2026-il-mensile-auto-svela-le-sette-finaliste-in-esclusiva.webp" alt="Auto dell'Anno rivista fatta con la grafica Ia" width="1200" height="900" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/12/1764671829-auto-dellanno-2026-il-mensile-auto-svela-le-sette-finaliste-in-esclusiva.webp 1200w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/12/1764671829-auto-dellanno-2026-il-mensile-auto-svela-le-sette-finaliste-in-esclusiva-300x225.webp 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/12/1764671829-auto-dellanno-2026-il-mensile-auto-svela-le-sette-finaliste-in-esclusiva-1024x768.webp 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/12/1764671829-auto-dellanno-2026-il-mensile-auto-svela-le-sette-finaliste-in-esclusiva-768x576.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-65650" class="wp-caption-text">Auto dell&#8217;Anno 2026: Il Mensile Auto Svela le Sette Finaliste in Esclusiva Nextmoto.it</figcaption></figure>
<p>La <strong>rivista Auto</strong> è tra le testate che promuovono e coordinano questo <strong>premio</strong> europeo. Ogni anno organizza occasioni per vedere i modelli da vicino. Il lettore può toccare con mano, ascoltare tecnici e designer, e capire perché un dettaglio conta. Questa apertura è utile. Riduce la distanza tra comunicati stampa e strada. E aiuta la <strong>community</strong> a formarsi un’opinione concreta, non solo un’impressione.</p>
<h2>Criteri di Valutazione: Oltre la Scheda Tecnica</h2>
<p>La <strong>giuria</strong> valuta quello che serve davvero. <strong>Consumo ed efficienza</strong>. Comfort e qualità percepita. <strong>Sicurezza attiva e passiva</strong>. Facilità d’uso dei sistemi digitali. La ricarica per un’<strong>auto elettrica</strong> non è un numero astratto: tempi, affidabilità della rete e pianificazione dei viaggi fanno la differenza. Lo stesso vale per un’<strong>ibrida</strong>: coerenza fra città e autostrada, risposta del cambio, fluidità. Negli ultimi anni hanno vinto modelli che hanno alzato l’asticella sull’esperienza d’uso, non solo sulla scheda tecnica. È un segnale chiaro: la <strong>tecnologia</strong> conta quando semplifica la vita.</p>
<figure id="attachment_65648" aria-describedby="caption-attachment-65648" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-65648" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/12/1764671726-auto-dellanno-2026-il-mensile-auto-svela-le-sette-finaliste-in-esclusiva.webp" alt="Auto dell'Anno 2026 rivista " width="1200" height="900" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/12/1764671726-auto-dellanno-2026-il-mensile-auto-svela-le-sette-finaliste-in-esclusiva.webp 1200w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/12/1764671726-auto-dellanno-2026-il-mensile-auto-svela-le-sette-finaliste-in-esclusiva-300x225.webp 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/12/1764671726-auto-dellanno-2026-il-mensile-auto-svela-le-sette-finaliste-in-esclusiva-1024x768.webp 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/12/1764671726-auto-dellanno-2026-il-mensile-auto-svela-le-sette-finaliste-in-esclusiva-768x576.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-65648" class="wp-caption-text">Criteri di Valutazione: Oltre la Scheda Tecnica Nextmoto.it</figcaption></figure>
<p>Qui entra in gioco il lavoro sul campo. I <strong>test comparativi</strong>, le prove in notturna, i rilievi sui sistemi ADAS. I giornalisti mettono alla prova i software, controllano gli aggiornamenti over-the-air, misurano la coerenza tra promessa e risultato. Chi segue da vicino i <strong>test su strada</strong> sa che piccoli dettagli cambiano tutto: un’interfaccia più chiara, un bagagliaio più sfruttabile, un assetto che regge un pavé con dignità.</p>
<h3>Le Sette Finaliste di The Car of the Year 2026</h3>
<p>E adesso la notizia che tutti aspettano. Quest’anno il mensile ha svelato in esclusiva le <strong>sette finaliste</strong> di <strong>The Car of the Year 2026</strong>. L’elenco, secondo la <strong>rivista Auto</strong>, è disponibile sulle sue piattaforme editoriali. Al momento, non disponiamo di un comunicato ufficiale pubblico del comitato del premio che confermi i nomi. Per verificare l’elenco aggiornato e le schede dei modelli, è consigliabile consultare il sito ufficiale.</p>
<h3>Cosa Succede Ora?</h3>
<p>I modelli finalisti affrontano ulteriori prove, con i giurati che mettono a confronto i risultati raccolti fin qui. La votazione finale assegnerà punteggi su più criteri e porterà alla proclamazione della vincitrice all’inizio del 2026. La parte interessante, per chi ama capire oltre le cifre, è seguire come i dettagli orientano la scelta. <strong>Autonomia reale</strong> contro velocità di ricarica. <strong>Infotainment</strong> ricco contro immediatezza d’uso. Dotazione completa contro prezzo d’attacco.</p>
<h3>Come Orientarsi nella Scelta</h3>
<p>Se vuoi entrare nel merito senza perdere tempo, salva due riferimenti: il portale ufficiale del premio per gli aggiornamenti istituzionali e i canali della <strong>rivista Auto</strong> per l’approfondimento editoriale, con prove, interviste e focus sui punti forti e deboli dei modelli. Leggi, confronta, prendi appunti. Poi chiediti cosa conta di più per te ogni giorno: <strong>silenzio di marcia</strong>, <strong>consumi veri</strong>, <strong>assistenti alla guida affidabili</strong> o <strong>rete di assistenza capillare</strong>. È spesso da lì che nasce la scelta migliore, e non solo la vincitrice del trofeo.</p>
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		<title>Moreira, Razgatlioglu e la sfida al dominio italo-spagnolo in MotoGP</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/moreira-razgatlioglu-e-la-sfida-al-dominio-italo-spagnolo-in-motogp/65736/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Administrator]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Mar 2026 10:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo esplora il dominio italo-spagnolo nel Motomondiale, evidenziando come i talenti emergenti Diogo Moreira e Toprak Razgatlioglu potrebbero sfidare l'ordine prestabilito.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Due nomi fuori dal coro, due traiettorie che tagliano la scia del gruppo: quando le Entry List 2026 mettono in fila il futuro del Motomondiale, l’attenzione scivola su chi ha il coraggio di sfidare l’ordine prestabilito. E su cosa significhi, oggi, infrangere un’egemonia.</strong></p>
<p>La foto di partenza è nitida: nel <strong>Motomondiale</strong>, il baricentro resta tra Italia e Spagna. La maggioranza dei posti, in tutte le classi, parla quelle lingue. È un fatto che dura da anni. Accademie strutturate, campionati giovanili forti, team stabili. La filiera funziona e si vede.</p>
<figure id="attachment_65737" aria-describedby="caption-attachment-65737" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-65737" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/1250bec8-21c7-4e5d-b3c0-722e1df60323_1768649503.webp" alt=": Moreira, Razgatlioglu e la sfida al dominio italo-spagnolo in MotoGP" width="1200" height="900" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/1250bec8-21c7-4e5d-b3c0-722e1df60323_1768649503.webp 1200w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/1250bec8-21c7-4e5d-b3c0-722e1df60323_1768649503-300x225.webp 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/1250bec8-21c7-4e5d-b3c0-722e1df60323_1768649503-1024x768.webp 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/1250bec8-21c7-4e5d-b3c0-722e1df60323_1768649503-768x576.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-65737" class="wp-caption-text">Moreira, Razgatlioglu e la sfida al dominio italo-spagnolo in MotoGP</figcaption></figure>
<p>Negli ultimi dieci anni, oltre metà della griglia di <strong>MotoGP</strong> è stata italo-spagnola. Anche i titoli mondiali lo riflettono, con pochi “intrusi” come Quartararo nel 2021 e Bagnaia a ribadire il peso dell’Italia nel 2022 e 2023. Non sorprende, quindi, che le liste 2026 confermino l’<strong>asse italo‑spagnolo</strong>.</p>
<p>Qui il vantaggio è sistemico. Dalla <strong>Rookies Cup</strong> al JuniorGP, dal <strong>CIV</strong> alla <strong>CEV</strong>, i talenti crescono con continuità. Le strutture tecniche di Ducati, Aprilia, KTM, Honda e Yamaha incrociano vivai e team satellite. Così nascono percorsi fluidi: <strong>Moto3</strong>, <strong>Moto2</strong>, <strong>top class</strong>. Il ricambio è costante, la concorrenza interna feroce. Chi arriva in alto, di solito, ha già fatto la guerra nelle categorie minori.</p>
<p>Eppure, tra i nomi che accendono la curiosità, brillano due passaporti diversi. È qui che la storia cambia ritmo.</p>
<h2>Gli outsider che accendono la scena</h2>
<p><strong>Diogo Moreira</strong> porta il Brasile dove la bandiera verdeoro si vede poco. Ha talento pulito, gestione lucida nel corpo a corpo, velocità nei tratti sporchi. Ha fatto la trafila in Europa e non s’è perso nei dettagli. Nelle liste 2026 il suo percorso resta in evoluzione: il quadro è credibile per un ulteriore salto, ma senza annunci ufficiali non esiste una conferma definitiva sulla sua collocazione. È giusto dirlo: alcune caselle si muovono fino all’ultimo.</p>
<p><strong>Toprak Razgatlioglu</strong>, invece, è una forza della natura. Campione del mondo Superbike nel 2021, staccate al limite, visione da funambolo. Ha provato la <strong>MotoGP</strong> in test selettivi e, al momento della stesura, non risulta titolare nelle <strong>Entry List 2026</strong> della top class. Wildcard? Non ci sono comunicazioni ufficiali. Ma il suo nome resta un promemoria: il talento può ribaltare gerarchie se trova la porta giusta.</p>
<p>Il “dominio” non è solo numeri. È cultura, metodi, abitudini. Per questo chi viene da fuori deve fare il doppio. Eppure l’aria sta cambiando. Binder (Sudafrica) e Martin (Spagna, ma fuori dai canoni classici dei vivai storici) hanno mostrato strade alternative dentro lo stesso sistema. Quartararo, francese, ha spezzato una serie. Gli spigoli si arrotondano quando la velocità diventa argomento.</p>
<h3>Cosa servirebbe, allora, a Moreira e a Razgatlioglu per rompere l’argine?</h3>
<p>Tempo in sella, un progetto tecnico cucito addosso, la pazienza di sbagliare senza perdersi. E una chance vera, non solo un poster nella sala d’attesa. Le liste dicono chi c’è oggi. Le piste decideranno chi conta domani.</p>
<p>Forse la sfida al <strong>dominio italo‑spagnolo</strong> non arriverà con un boato, ma con un suono più sottile: il cambio che sale marcia a curva uscita, una bandiera diversa che sventola in controluce. Siamo pronti a riconoscerla al primo colpo d’occhio?</p>
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		<title>Ah batteria: significato, come si misurano e guida alla scelta</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/ah-batteria-significato-come-si-misurano-e-guida-alla-scelta/65756/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Petetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 08:04:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Accessori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nextmoto.it/?p=65756</guid>

					<description><![CDATA[<p>Hai mai guardato l&#8217;etichetta della batteria della tua auto notando la sigla &#8220;Ah&#8221; senza capire davvero cosa significasse? Quel numero, spesso sottovalutato, è in realtà il dato più importante per capire quanto a lungo la batteria potrà alimentare il tuo veicolo prima di scaricarsi. In questa guida ti spieghiamo nel dettaglio cosa sono gli ampere ... <a title="Ah batteria: significato, come si misurano e guida alla scelta" class="read-more" href="https://www.nextmoto.it/articolo/ah-batteria-significato-come-si-misurano-e-guida-alla-scelta/65756/" aria-label="Per saperne di più su Ah batteria: significato, come si misurano e guida alla scelta">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Hai mai guardato l&#8217;etichetta della batteria della tua auto notando la sigla &#8220;Ah&#8221; senza capire davvero cosa significasse? Quel numero, spesso sottovalutato, è in realtà il dato più importante per capire quanto a lungo la batteria potrà alimentare il tuo veicolo prima di scaricarsi.</p>
<figure id="attachment_65757" aria-describedby="caption-attachment-65757" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-65757 size-full" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/03/batteria-ah-27-02-26-nextmoto.it_.jpg" alt="batteria moto e punto interrogativo giallo" width="1200" height="800" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/03/batteria-ah-27-02-26-nextmoto.it_.jpg 1200w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/03/batteria-ah-27-02-26-nextmoto.it_-300x200.jpg 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/03/batteria-ah-27-02-26-nextmoto.it_-1024x683.jpg 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/03/batteria-ah-27-02-26-nextmoto.it_-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-65757" class="wp-caption-text">Ah batteria: significato, come si misurano e guida alla scelta-nextmoto.it</figcaption></figure>
<p>In questa guida ti spieghiamo nel dettaglio cosa sono gli ampere ora, come si calcolano e soprattutto come sfruttare questo valore per scegliere la batteria perfetta per le tue esigenze.</p>
<h2><strong>Cosa sono gli Ah di una batteria e perché è importante conoscerli</strong></h2>
<p>Partiamo dalle basi. La sigla <strong>Ah</strong> sta per <strong>ampere ora</strong> ed è l&#8217;unità di misura che indica la <strong>capacità di carica elettrica</strong> di una batteria. In parole semplici, ti dice quanta corrente la batteria è in grado di erogare in un determinato arco di tempo prima di esaurirsi completamente.</p>
<p>Facciamo un esempio pratico per chiarire il concetto. Una batteria da <strong>50 Ah</strong> può fornire una corrente costante di 50 ampere per un&#8217;ora, oppure 25 ampere per due ore, oppure ancora 10 ampere per cinque ore. Il principio è sempre lo stesso: il prodotto tra corrente erogata e tempo di utilizzo resta costante, almeno in condizioni teoriche ideali.</p>
<p>Ti starai chiedendo perché questo valore sia così rilevante. La risposta è semplice: gli <strong>Ah della batteria</strong> determinano l&#8217;autonomia complessiva del tuo sistema elettrico. Se la tua auto è equipaggiata con molti accessori elettronici (sensori di parcheggio, sistema Start&amp;Stop, dash cam, impianto audio potenziato), il fabbisogno energetico sarà più elevato e servirà una batteria con un valore di Ah adeguato per sostenere tutti questi carichi senza problemi.</p>
<p>Piccolo segreto: non tutti sanno che la sigla <strong>mAh</strong> (milliampere ora), comunemente usata per smartphone e dispositivi portatili, è semplicemente un sottomultiplo degli Ah. In pratica 1.000 mAh equivalgono a 1 Ah. Quindi quando leggi che il tuo telefono ha una batteria da 5.000 mAh, significa che la sua capacità è di 5 Ah, una scala completamente diversa rispetto ai 60 o 70 Ah di una batteria per auto.</p>
<p>Attenzione però a un aspetto fondamentale. Il valore di Ah riportato sull&#8217;etichetta indica la <strong>capacità nominale</strong>, cioè quella misurata in condizioni standardizzate di laboratorio. Nella realtà di tutti i giorni, fattori come la <strong>temperatura esterna</strong>, l&#8217;età della batteria e la velocità di scarica influenzano sensibilmente la capacità effettiva, riducendola anche del 10-20% rispetto al dato dichiarato.</p>
<h2><strong>Come si misurano gli ampere ora e quali formule usare per il calcolo</strong></h2>
<p>Ora che hai compreso cosa rappresentano gli Ah, è il momento di capire come vengono misurati e quali formule puoi utilizzare per calcolare l&#8217;autonomia della tua batteria.</p>
<p>La capacità in ampere ora viene determinata attraverso un test di <strong>scarica controllata</strong>. Il parametro di riferimento più diffuso è il cosiddetto <strong>C20</strong>, che indica una scarica costante distribuita su 20 ore. In pratica, una batteria auto da 12V con capacità dichiarata di 100 Ah (C20) viene considerata scarica quando, dopo aver erogato una corrente costante di 5 ampere per 20 ore, la tensione scende sotto i 10,50 volt.</p>
<p>Questo standard esiste per un motivo preciso: rendere confrontabili tra loro batterie di marche e tipologie diverse. Senza un parametro comune, ogni produttore potrebbe dichiarare valori misurati con criteri differenti, rendendo impossibile un confronto reale. Esistono anche altri riferimenti temporali come C5, C10 o C100, ma il C20 resta quello più utilizzato nel settore automobilistico.</p>
<p>La formula base per calcolare l&#8217;autonomia è piuttosto intuitiva: <strong>ore di autonomia = Ah / ampere assorbiti dal dispositivo</strong>. Se ad esempio hai una batteria da 60 Ah e il tuo impianto assorbe 3 ampere a motore spento, l&#8217;autonomia teorica sarà di 20 ore. A proposito di batterie da 60 Ah, se stai cercando un ricambio affidabile puoi consultare la selezione di <a href="https://www.norauto.it/c/50413-batteria-60ah.html">batterie da 60Ah per auto</a> disponibile su <strong>Norauto</strong>, con <strong>spedizione gratuita</strong> e la possibilità di <strong>ritiro in negozio a partire da 1 ora</strong> dopo l&#8217;acquisto.</p>
<p>Un buon metodo per stimare l&#8217;energia complessiva della batteria è convertire gli Ah in <strong>Wh (wattora)</strong> usando la formula <strong>Wh = V × Ah</strong>. Una batteria da 12V e 60 Ah contiene quindi 720 Wh di energia. Se dimentichi i fari accesi (consumo medio di circa 50W), la batteria impiegherà teoricamente circa 14 ore e mezza prima di scaricarsi del tutto.</p>
<p>Elemento da non trascurare: il <strong>C-rate</strong>, ovvero la velocità di scarica, modifica sostanzialmente la capacità reale. Una batteria scaricata rapidamente (alto C-rate) eroga complessivamente meno energia rispetto a una scaricata lentamente. Questo fenomeno, noto come <strong>effetto Peukert</strong>, spiega perché in condizioni di forte assorbimento la batteria sembra durare meno di quanto promesso sulla carta.</p>
<h2><strong>Ah, Wh e CCA: le differenze che devi conoscere prima di scegliere</strong></h2>
<p>Arrivato a questo punto, probabilmente hai notato che sull&#8217;etichetta di una batteria compaiono diverse sigle oltre agli Ah. Le più comuni sono <strong>Wh</strong> e <strong>CCA</strong>, e confonderle è un errore più frequente di quanto si pensi. Vediamo cosa indicano e perché servono informazioni diverse per esigenze diverse.</p>
<p>Gli <strong>Ah</strong> misurano la capacità di carica, cioè per quanto tempo la batteria può alimentare un circuito elettrico. I <strong>Wh (wattora)</strong> misurano invece l&#8217;<strong>energia totale</strong> immagazzinata, tenendo conto anche della tensione. Questa distinzione è fondamentale quando devi confrontare batterie con voltaggi diversi: due batterie da 100 Ah, una a 12V e l&#8217;altra a 24V, contengono rispettivamente 1.200 Wh e 2.400 Wh di energia, il doppio esatto.</p>
<p>Il <strong>CCA</strong> (Cold Cranking Ampere) è un parametro completamente diverso e riguarda la <strong>corrente di spunto a freddo</strong>. Indica quanti ampere la batteria riesce a erogare per 30 secondi a una temperatura di -17,8°C senza che la tensione scenda sotto un livello critico. In sostanza, il CCA ti dice se la batteria sarà in grado di avviare il motore nelle mattine invernali più rigide.</p>
<p>Come regola empirica, il valore CCA di una batteria auto è generalmente compreso tra 6 e 8 volte il valore degli Ah nominali. Una batteria da 45 Ah avrà quindi un CCA indicativo tra 270 e 360 ampere. Se vivi in zone con inverni particolarmente freddi, orientarti verso batterie con CCA elevato può fare la differenza tra partire al primo colpo e restare a piedi.</p>
<p>Anche la <strong>tecnologia costruttiva</strong> gioca un ruolo determinante nella capacità reale della batteria. Le batterie al <strong>piombo-acido</strong> tradizionali soffrono maggiormente l&#8217;effetto Peukert e la loro capacità effettiva può discostarsi dal valore nominale, soprattutto sotto carichi elevati. Le batterie al <strong>litio (LiFePO4)</strong>, sempre più diffuse nel 2026, offrono una capacità utilizzabile superiore a parità di Ah dichiarati, un peso inferiore e un ciclo di vita più lungo. Proprio la complessità dei sistemi a batteria di nuova generazione, con centraline BMS e caricatori di bordo, introduce potenziali criticità che è bene conoscere: se vuoi approfondire, puoi leggere quali sono i <a href="https://www.nextmoto.it/articolo/auto-elettriche-quali-sono-i-guasti-piu-comuni-occhio-a-questi-problemi/63749/">guasti più comuni delle auto elettriche</a>.</p>
<p>C&#8217;è poi un terzo valore che potresti incontrare: la <strong>riserva di capacità (RC)</strong>, espressa in minuti. Indica per quanto tempo una batteria completamente carica può erogare 25 ampere costanti a 27°C prima di scaricarsi. Empiricamente il valore RC corrisponde circa al doppio degli Ah: una batteria da 80 Ah avrà una riserva di capacità di circa 140 minuti, un dato utile per stimare quanto resisterà il tuo impianto elettrico in caso di guasto dell&#8217;alternatore.</p>
<h2><strong>Come scegliere la batteria giusta in base agli Ah per ogni utilizzo</strong></h2>
<p>La scelta della batteria corretta dipende essenzialmente dall&#8217;applicazione e dal fabbisogno energetico del tuo veicolo o dispositivo. Non esiste un valore di Ah universale e sovradimensionare o sottodimensionare la batteria porta sempre a conseguenze negative.</p>
<p>Per le <strong>auto tradizionali</strong>, le batterie più diffuse vanno da 40 a 100 Ah, con la fascia 50-70 Ah che copre la maggior parte dei veicoli. I modelli più compatti con pochi accessori si trovano bene con batterie da 40-50 Ah, mentre SUV, auto con sistema Start&amp;Stop e veicoli con molti dispositivi elettronici richiedono spesso 70 Ah o più. Le <strong>moto</strong> si muovono su una scala completamente diversa, con batterie che vanno generalmente da 5 a 20 Ah. Proprio per le due ruote, la batteria rappresenta uno dei punti più delicati: secondo i dati del TCS (Touring Club Svizzero), è responsabile di quasi il 39% delle avarie, motivo per cui vale la pena informarsi sui <a href="https://www.nextmoto.it/articolo/moto-occhi-alla-manutenzione-ecco-quali-sono-i-guasti-piu-comuni/44336/">guasti più comuni delle moto</a> per prevenire problemi legati a una scelta errata degli Ah.</p>
<p>Un aspetto che molti trascurano è la <strong>profondità di scarica (DoD)</strong>. Le batterie al piombo-acido non dovrebbero mai essere scaricate oltre il 50% della loro capacità per preservarne la durata, il che significa che da una batteria da 60 Ah potrai effettivamente utilizzare solo 30 Ah. Le batterie al litio tollerano scariche più profonde (fino all&#8217;80-90%), offrendo quindi un vantaggio concreto in termini di energia realmente disponibile.</p>
<p>Anche le condizioni ambientali incidono in modo significativo. Il freddo intenso riduce l&#8217;attività chimica all&#8217;interno della batteria, abbassando la capacità disponibile proprio quando il motore ha più bisogno di energia per avviarsi. Il caldo eccessivo, al contrario, può aumentare temporaneamente le prestazioni ma accelera l&#8217;usura interna, accorciando la vita utile della batteria nel medio termine.</p>
<p>Nota bene: prima di acquistare una batteria nuova, controlla sempre il libretto di manutenzione del tuo veicolo. Il costruttore indica con precisione la capacità minima in Ah, il CCA richiesto e le dimensioni fisiche compatibili con il vano batteria. Montare una batteria con Ah insufficienti può causare avviamenti difficoltosi e una vita utile ridotta, mentre una batteria sovradimensionata potrebbe semplicemente non entrare nell&#8217;alloggiamento previsto.</p>
<p>The post <a href="https://www.nextmoto.it/articolo/ah-batteria-significato-come-si-misurano-e-guida-alla-scelta/65756/">Ah batteria: significato, come si misurano e guida alla scelta</a> appeared first on <a href="https://www.nextmoto.it">nextmoto.it</a>.</p>
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		<title>MotoGP 2026: Come la Fiducia di Maverick Viñales ha Rilanciato Pedro Acosta e KTM a Metà Stagione</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/motogp-2026-come-la-fiducia-di-maverick-vinales-ha-rilanciato-pedro-acosta-e-ktm-a-meta-stagione/65740/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Tortoriello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2026 05:47:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mezzo di una stagione MotoGP difficile, la fiducia di Maverick Viñales nella KTM e nel talento di Pedro Acosta trasforma la mentalità del team, portando a risultati sorprendenti.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un box in silenzio</strong>, una squadra che cerca aria, un talento che deve decidere se restare promessa o diventare certezza. A metà stagione 2026, tra scetticismo e pressioni, una frase semplice accende la miccia: a volte basta che qualcuno creda davvero in te, e nel mezzo più onesto che esista, la pista.</p>
<figure id="attachment_65741" aria-describedby="caption-attachment-65741" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-65741" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/4d71f9bc-dafe-4f57-a562-a84738192b1b_1768908725.webp" alt="MotoGP 2026: Come la Fiducia di Maverick Viñales ha Rilanciato Pedro Acosta e KTM a Metà Stagione" width="1200" height="900" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/4d71f9bc-dafe-4f57-a562-a84738192b1b_1768908725.webp 1200w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/4d71f9bc-dafe-4f57-a562-a84738192b1b_1768908725-300x225.webp 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/4d71f9bc-dafe-4f57-a562-a84738192b1b_1768908725-1024x768.webp 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/4d71f9bc-dafe-4f57-a562-a84738192b1b_1768908725-768x576.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-65741" class="wp-caption-text">MotoGP 2026: Come la Fiducia di Maverick Viñales ha Rilanciato Pedro Acosta e KTM a Metà Stagione</figcaption></figure>
<p>La stagione di <strong>MotoGP 2026</strong> non nasce storta per <strong>KTM</strong>, ma si complica presto. Risultati altalenanti. Un box che lavora duro senza trovare continuità. <strong>Pedro Acosta</strong>, già capace di lampi da veterano, sente addosso l’ago del barometro che oscilla tra aspettative e realtà. A metà campionato la <strong>classifica</strong> non è ancora una sentenza, ma ogni domenica pesa. E quando il dubbio entra, non risparmia nessuno.</p>
<p>La moto ha velocità di punta e un buon passo nel run lungo. Ma la finestra giusta di gomma è stretta. La gestione dell’ultimo terzo di gara diventa un tasto dolente. Non sono segreti: chi guarda i tempi sul giro vede picchi e cali irregolari. Niente di drammatico, ma abbastanza per perdere un treno, o due. E quando un week-end parte male dalla <strong>qualifica</strong>, rimontare non basta.</p>
<h2>La scintilla: la fiducia di Viñales</h2>
<p>Secondo quanto racconta <strong>Pit Beirer</strong>, la frase nasce fuori dal perimetro arancione. In una fase in cui diversi piloti mettono in dubbio la competitività della RC16, <strong>Maverick Viñales</strong> — da rivale esperto, abituato a guidare oltre il rumore — guarda la moto e dice il contrario: “È una moto da <strong>podio</strong>”. È un giudizio netto. È anche una sfida. Beirer la riporta al gruppo. E lì cambia la postura mentale: non più “se”, ma “come”.</p>
<p>Il venerdì si fa chirurgico: meno prove a vuoto, più simulazioni brevi, una mappa chiara di cosa funziona. La squadra alza l’asticella nelle piccole cose: uscita curva più pulita, gestione della trazione, partenze aggressive senza strafare. Dettagli, certo. Ma lo sport di vertice è una somma di dettagli.</p>
<p>Le sessioni del sabato si fanno solide, le prime file tornano nella conversazione giusta, la gara della domenica smette di essere rincorsa e diventa gestione. La media punti per weekend cresce in modo netto: non abbiamo numeri ufficiali internamente condivisi, ma l’andamento delle ultime prove parla di costanza e lucidità nelle fasi calde. Il resto lo dicono i risultati: <strong>Acosta</strong> chiude il <strong>Mondiale</strong> al <strong>quarto posto</strong>. Un piazzamento che, a metà anno, non sembrava scontato.</p>
<p>Un campione come <strong>Viñales</strong> non fa sconti nelle parole. Se ti dà credito, è perché vede qualità. Quella fiducia esterna diventa carburante interno. E <strong>KTM</strong> la trasforma in lavoro quotidiano: pacchetto più coerente, scelte più rapide, meno paura di rischiare quando serve. Non è magia, è metodo più convinzione.</p>
<p>Che la tecnologia è fondamentale, ma la <strong>mentalità</strong> decide spesso il centimetro che fa la differenza. Una valutazione lucida dall’esterno, quando arriva nel momento giusto, può ribaltare una narrativa tossica. E un giovane con il talento di <strong>Acosta</strong> ha bisogno, più di tutto, di cornici che lo aiutino a scegliere la versione migliore di sé.</p>
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		<title>Kia 2026: un anno di lanci tra elettriche, trifuel e GPL</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/kia-2026-un-anno-di-lanci-tra-elettriche-trifuel-e-gpl/65711/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Tortoriello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 11:30:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anteprime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nextmoto.it/?p=65711</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel 2026, Kia espande la sua gamma con nuovi modelli elettrici, ibridi e a GPL, offrendo opzioni per diversi stili di viaggio e necessità quotidiane.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Un anno che mescola futuro e pragmatismo: nel 2026 la gamma Kia si allarga con elettriche veloci, un’inedita ibrida a GPL e modelli concreti per chi guida ogni giorno. Sei novità a batteria e una rotta chiara: scegliere non è più tra vecchio e nuovo, ma tra usi diversi dello stesso viaggio.</b></p>
<p>Chi apre il calendario del 2026 trova una scaletta fitta. La casa coreana spinge su due fronti e li fa dialogare. L’aria è quella giusta: concretezza, numeri chiari, qualche sorpresa.</p>
<p>La nuova <b>Kia EV5</b> è una <b>SUV</b> compatta lunga 4,61 metri. Sta su piattaforma e‑GMP e offre un motore anteriore da 160 kW. La <b>batteria</b> è da 60,3 o 81,4 kWh. L’<b>autonomia</b> dichiarata tocca i 530 km. L’abitacolo usa tre schermi su un unico pannello (12,3 + 5 + 12,3 pollici). Il bagagliaio passa da 566 a 1.650 litri con sedili giù. I prezzi non sono ancora comunicati. La versione <b>GT</b> arriverà più avanti, con focus sulle prestazioni.</p>
<figure id="attachment_65712" aria-describedby="caption-attachment-65712" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-65712" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/277676ec-8c20-4683-a8fb-1fbc46d98d3e_1767906441.webp" alt="Kia 2026: Un Anno di Lanci tra Elettriche, Trifuel e GPL - Scopriamo le Novità in Arrivo" width="1200" height="900" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/277676ec-8c20-4683-a8fb-1fbc46d98d3e_1767906441.webp 1200w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/277676ec-8c20-4683-a8fb-1fbc46d98d3e_1767906441-300x225.webp 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/277676ec-8c20-4683-a8fb-1fbc46d98d3e_1767906441-1024x768.webp 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/277676ec-8c20-4683-a8fb-1fbc46d98d3e_1767906441-768x576.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-65712" class="wp-caption-text">Kia 2026: Un Anno di Lanci tra Elettriche, Trifuel e GPL &#8211; Scopriamo le Novità in Arrivo</figcaption></figure>
<p>Sotto, la <b>EV2</b> prende forma a Žilina, in Slovacchia. È lunga circa 4 metri, nasce sulla base a 400 V della EV3 e parte da 150 kW. È l’elettrica “urbana” con ambizione europea. L’arrivo è in primavera 2026, con prezzo d’attacco atteso da circa 30.000 euro.</p>
<p>Nel pacchetto performance spunta la <b>EV3 GT</b>. Avrà schema a doppio motore e trazione integrale. Kia non ha diffuso dati ufficiali su potenza e coppia: allo stato attuale, non ci sono numeri verificabili oltre all’impostazione tecnica.</p>
<p>Chi lavora o viaggia in gruppo guarda al <b>PV5</b>. Il van elettrico misura poco meno di 4,7 metri e oggi è a 5 posti; nel 2026 arriveranno le versioni a 6 e 7. Due powertrain: 89 kW con 51,5 kWh e 295 km, oppure 120 kW con 71,2 kWh e 412 km. La <b>ricarica a 800V</b> consente fino a 350 kW in DC. È già ordinabile da circa 38.000 euro. L’ho provato in un parcheggio multipiano? No. Ma immagino bene il silenzio all’alba, mentre carichi gli zaini senza gasolio nell’aria.</p>
<h2>Il fronte termico: Tri‑Fuel e oltre</h2>
<p>Il punto centrale arriva qui: Kia non abbandona il pragmatismo. La <b>Sportage Tri‑Fuel</b> unisce il full <b>hybrid</b> da 239 CV al <b>GPL</b>. È un’idea semplice e furba per abbassare i costi reali d’uso. Debutto a inizio 2026, con prezzi da circa 40.000 euro.</p>
<p>Poi entra la <b>Seltos</b>. Seconda generazione, 4,43 metri, passo 2,69, bagagliaio da 536 litri. In Italia parte con benzina da 180 CV, manuale o automatico, trazione anteriore o integrale. Nel corso dell’anno arriverà il full hybrid. Prezzi intorno ai 30.000 euro. È la “via di mezzo” che mancava.</p>
<p>Ritocchi per <b>Niro</b> e <b>XCeed</b> in autunno 2026. Cambiano stile esterno e interni. Sulle motorizzazioni non ci sono conferme ufficiali. È plausibile la continuità: mild hybrid, full hybrid anche a <b>GPL</b> e la Niro elettrica. Ma senza note tecniche nuove, meglio attendere.</p>
<p>Chi vuole qualcosa subito guarda alla <b>Stonic</b>. Restyling, lunghezza a 4,16 metri, doppio display da 12,3 pollici sui top di gamma. Gamma 1.0 T‑GDi: 100 CV manuale; 115 CV con mild hybrid 48V e manuale o DCT. È già ordinabile da 22.800 euro.</p>
<p>Davanti a questa mappa, la scelta non è più ideologica. È quotidiana. Hai bisogno di autonomia lunga o di rifornimenti <b>GPL</b> a buon prezzo? Cerchi coppia istantanea o versatilità familiare? Forse il 2026 ci chiede di ascoltare il tragitto, non solo l’auto. E tu, quale viaggio vuoi rendere più semplice?</p>
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		<title>Royal Enfield Rewards: offerte speciali su modelli selezionati (disponibili per la pronta consegna)</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/royal-enfield-rewards-offerte-speciali-su-modelli-selezionati-disponibili-per-la-pronta-consegna/65746/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[R.D.V.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 10:22:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scopri le offerte speciali di Royal Enfield Rewards presso le concessionarie ufficiali: modelli pronti per la consegna, senza attese, che riflettono l'identità del brand e il gusto della strada.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Royal Enfield Rewards porta nelle concessionarie ufficiali offerte dedicate su una selezione di modelli in pronta consegna.</strong></p>
<p><b>Royal Enfield Rewards</b> è un’iniziativa attiva presso le <b>concessionarie ufficiali aderenti</b>, pensata per chi cerca <b>modelli in pronta consegna</b> con <b>condizioni dedicate</b>. L’obiettivo è semplice: ridurre i tempi di attesa e rendere l’acquisto più lineare, senza meccanismi complessi.</p>
<figure id="attachment_65752" aria-describedby="caption-attachment-65752" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-65752 size-full" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/royal-enfield-rider-rewards-locandina.jpg" alt="Royal Enfield Rewards: offerte speciali " width="1200" height="800" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/royal-enfield-rider-rewards-locandina.jpg 1200w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/royal-enfield-rider-rewards-locandina-300x200.jpg 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/royal-enfield-rider-rewards-locandina-1024x683.jpg 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/royal-enfield-rider-rewards-locandina-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-65752" class="wp-caption-text">Royal Enfield Rewards: offerte speciali su modelli selezionati (disponibili per la pronta consegna) &#8211; nextmoto.it</figcaption></figure>
<p>L’iniziativa coinvolge una <b>selezione di motociclette disponibili subito</b> in salone. Si tratta di modelli che riflettono l’identità storica del marchio: <b>design essenziale</b>, <b>meccanica accessibile</b> e una gamma costruita su piattaforme consolidate. La disponibilità immediata consente di passare rapidamente dal contatto in concessionaria alla consegna, con la possibilità di valutare dal vivo ergonomia, peso e finiture.</p>
<h2>Royal Enfield Rewards: cosa include la gamma?</h2>
<p>La gamma interessata include, a seconda della disponibilità locale, le <b>Classic 350</b> e <b>Hunter 350</b> per l’uso quotidiano, la <b>Himalayan</b> nelle versioni <b>411</b> e <b>450</b> per un’impostazione più versatile, e i modelli bicilindrici <b>Interceptor 650</b>, <b>Continental GT 650</b> e <b>Super Meteor 650</b>. Tutta la produzione è dotata di <b>ABS</b> e <b>iniezione elettronica</b>, con potenze e configurazioni spesso compatibili con <b>patente A2</b> nel mercato europeo.</p>
<p>Con <b>Royal Enfield Rewards</b>, i vantaggi proposti variano in base al punto vendita: possono includere <b>bonus accessori</b>, <b>condizioni commerciali mirate</b>, <b>valutazioni dell’usato</b> più dirette o <b>servizi inclusi</b> al momento dell’acquisto. Non è previsto un listino promozionale nazionale unico: <b>termini e disponibilità dipendono dalla concessionaria</b> e dal periodo di riferimento, ed è necessario verificarli localmente.</p>
<p>Dal punto di vista industriale, Royal Enfield opera su <b>volumi produttivi globali elevati</b> e ha rafforzato negli anni la propria presenza in Europa. Le piattaforme 350, 450 e 650 sono apprezzate per <b>semplicità costruttiva</b> e <b>costi di gestione contenuti</b>, con una <b>rete di assistenza diffusa</b> e <b>garanzia ufficiale</b> allineata agli standard europei del marchio. Eventuali <b>piani finanziari</b>, quando disponibili, rientrano in accordi locali e vanno richiesti in forma scritta.</p>
<p>In sintesi, Royal Enfield Rewards rappresenta una <b>opportunità concreta</b> per accedere a modelli già disponibili, riducendo l’incertezza legata ai tempi di consegna e concentrando la scelta su condizioni chiare definite direttamente in concessionaria.</p>
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		<title>MotoGP 2026: Jorge Martin mancante al Test di Sepang, Lorenzo Savadori prende il suo posto</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/motogp-2026-jorge-martin-mancante-al-test-di-sepang-lorenzo-savadori-prende-il-suo-posto/65748/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Tortoriello]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 18:17:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nextmoto.it/?p=65748</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Test di Sepang segna l'inizio della MotoGP 2026, mettendo alla prova piloti e moto. L'assenza di Jorge Martin porta Aprilia a puntare su Lorenzo Savadori, collaudatore esperto e preciso.</p>
<p>The post <a href="https://www.nextmoto.it/articolo/motogp-2026-jorge-martin-mancante-al-test-di-sepang-lorenzo-savadori-prende-il-suo-posto/65748/">MotoGP 2026: Jorge Martin mancante al Test di Sepang, Lorenzo Savadori prende il suo posto</a> appeared first on <a href="https://www.nextmoto.it">nextmoto.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il caldo di Sepang</strong> arriva come un muro. I box si aprono all’alba, il rumore sale, i taccuini si riempiono. È il primo termometro della stagione, quel momento in cui il futuro si lascia intravedere a sprazzi.</p>
<figure id="attachment_65749" aria-describedby="caption-attachment-65749" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-65749" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/6232eea6-ef9a-4064-b4dc-e30f2ae8f4cc_1769675539.webp" alt="MotoGP 2026: Jorge Martin Mancante al Test di Sepang, Lorenzo Savadori Prende il Suo Posto" width="1200" height="900" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/6232eea6-ef9a-4064-b4dc-e30f2ae8f4cc_1769675539.webp 1200w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/6232eea6-ef9a-4064-b4dc-e30f2ae8f4cc_1769675539-300x225.webp 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/6232eea6-ef9a-4064-b4dc-e30f2ae8f4cc_1769675539-1024x768.webp 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/6232eea6-ef9a-4064-b4dc-e30f2ae8f4cc_1769675539-768x576.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-65749" class="wp-caption-text">MotoGP 2026: Jorge Martin Mancante al Test di Sepang, Lorenzo Savadori Prende il Suo Posto</figcaption></figure>
<p>Per la <strong>MotoGP 2026</strong> il <strong>Test di Sepang</strong> è il classico inizio. Tre giorni intensi. Tante uscite in pista. Una pista lunga 5,543 km che mescola due rettilinei lunghi e curve lente. Qui il cronometro parla chiaro. Il caldo e l’umidità spingono piloti e moto al limite. In media i piloti girano molto, spesso oltre 50 giri al giorno. È un laboratorio vero. Gli ingegneri chiedono risposte semplici a domande complesse.</p>
<p>Per <strong>Aprilia</strong> questo banco prova conta doppio. C’è una coppia nuova, c’è una moto che cerca un passo avanti costante. Il lavoro tipico è lineare: staccate più stabili, trazione pulita, velocità di punta sufficiente sul dritto malese. Pochi fronzoli. Tanta sostanza. Sepang mette in luce tutto, anche le ombre.</p>
<h2>Perché Sepang pesa davvero</h2>
<p>Qui si costruisce la base dell’anno. Le squadre definiscono ergonomia, assetti, mappature. Piccoli cambi a ogni run. Due o tre giri veloci, poi rientro e confronto. Le differenze emergono presto. Il consumo gomme qui è crudele. L’aria calda allunga i tempi di raffreddamento. Un riferimento a Sepang vale più che altrove perché è stress continuo. Se una soluzione regge qui, spesso funziona ovunque.</p>
<h3>Il cambio di scenario</h3>
<p>Solo a metà giornata, però, il quadro si sposta. Con una nota ufficiale, <strong>Aprilia</strong> spiega che il numero 89 non ci sarà. <strong>Jorge Martin</strong> salta il test. Al suo posto, accanto a <strong>Marco Bezzecchi</strong>, correrà <strong>Lorenzo Savadori</strong>. È una scelta di continuità. Savadori è lo storico <strong>collaudatore</strong> della casa di Noale. Conosce la <strong>RS-GP</strong> pezzo per pezzo. Ha migliaia di chilometri di sviluppo sulle spalle. Ha corso wild card e sostituzioni negli ultimi anni. Ha un titolo europeo in bacheca (Superstock 1000, 2015). Sa leggere il comportamento della moto con chiarezza.</p>
<h2>Cosa significa per Aprilia</h2>
<p>L’assenza di <strong>Jorge Martin</strong> non ha, al momento, una motivazione pubblica. Non ci sono dettagli confermati su tempi e condizioni. È giusto dirlo: i motivi non sono stati comunicati in modo ufficiale. Questo cambia la tabella di marcia. Manca l’intesa in pista tra Martin e <strong>Bezzecchi</strong>, che era uno degli obiettivi “soft” del test. Ma il rovescio della medaglia è concreto: con <strong>Lorenzo Savadori</strong> aumentano i dati “puliti”. Il collaudatore isola le variabili. Prova serie di componenti con rigore. E a Sepang, dove si smontano e rimontano parti di continuo, questa precisione è oro.</p>
<h3>Le aspettative</h3>
<p>In termini pratici, aspettati tante uscite corte, qualche run lungo per misurare il passo, poche concessioni allo spettacolo. Savadori farà il metronomo. <strong>Marco Bezzecchi</strong> cercherà sensazioni semplici: ingresso curva stabile, accelerazione lineare, una moto “che parla”. La stazione meteo del box terrà d’occhio l’umidità che sale dopo mezzogiorno. Il lavoro vero succede spesso la mattina presto e nelle ultime ore prima del semaforo rosso.</p>
<h2>Immaginando la scena</h2>
<p>Immagino la scena: un casco appoggiato sul muretto, il sole che picchia sul rettilineo, un tecnico che segna con la penna blu “Step 4: confermato”. Quando <strong>Jorge Martin</strong> rientrerà, troverà un foglio di appunti fitto, pronto per essere trasformato in ritmo. La domanda è semplice e stimolante: quanta musica si può scrivere partendo da queste prime note malesi?</p>
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		<title>Nuovo scooter Wottan: comfort e praticità da record, che prezzo</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/nuovo-scooter-wottan-comfort-e-praticita-da-record-che-prezzo/65585/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 05:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scooter]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Attenzione al nuovo scooter firmato da Wottan: pratico, confortevole e dotato di un prezzo davvero difficile da battere. Le rivali sono avvisate Lottare ad armi pari con i colossi delle due ruote non è impresa per tutti. Honda domina il mercato degli scooter in Italia, costringendo anche un gigante come Piaggio ad inseguire mese dopo mese e classifica dopo classifica. ... <a title="Nuovo scooter Wottan: comfort e praticità da record, che prezzo" class="read-more" href="https://www.nextmoto.it/articolo/nuovo-scooter-wottan-comfort-e-praticita-da-record-che-prezzo/65585/" aria-label="Per saperne di più su Nuovo scooter Wottan: comfort e praticità da record, che prezzo">Leggi tutto</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Attenzione al nuovo scooter firmato da </strong><strong>Wottan: pratico, confortevole e dotato di un prezzo davvero difficile da battere. Le rivali sono avvisate</strong></p>
<p>Lottare ad armi pari con i colossi delle due ruote non è impresa per tutti. <strong>Honda </strong>domina il mercato degli scooter in Italia, costringendo anche un gigante come <strong>Piaggio </strong>ad inseguire mese dopo mese e classifica dopo classifica. Il trend degli ultimi anni, però, ha confermato l&#8217;arrivo di tanti outsider sul mercato, capaci di duellare con i big di settore grazie ad un listino prezzi competitivo e senza grosse rinunce alla qualità costruttiva dei propri esemplari.</p>
<figure id="attachment_65588" aria-describedby="caption-attachment-65588" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-65588" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/10/wottan-nextmoto-131025.jpg" alt="Wottan scooter" width="1200" height="800" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/10/wottan-nextmoto-131025.jpg 1200w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/10/wottan-nextmoto-131025-300x200.jpg 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/10/wottan-nextmoto-131025-1024x683.jpg 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/10/wottan-nextmoto-131025-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-65588" class="wp-caption-text">Nuovo scooter Wottan (Press Media) nextmoto.it</figcaption></figure>
<p>Tra questi, <strong>Wottan Motor </strong>ne è l&#8217;esempio assoluto. Il marchio <em>made in Spain </em>è ormai una presenza certa nei nostri concessionari, dove ha già rubato l&#8217;occhio e conquistato il cuore di tanti scooteristi. Ora proverà a rilanciare ulteriormente, grazie all&#8217;arrivo del nuovo <strong>ST-S 300</strong>, vera e propria novità presente nella gamma dei midi sportivi di <strong>Wottan</strong>.</p>
<p>Anche perché il nuovo scooter spagnolo non arriva solo per aggiornare il già apprezzato Storm-S 300. Si tratta di un modello inedito, ancor più pratico e confortevole, che aggiunge ulteriore pepe ad un&#8217;anima di suo grintosa ma capace di adattarsi alla guida di tutti giorni. La ricetta perfetta per chi cerca un fido compagno con cui divincolarsi dal quotidiano casa-lavoro.</p>
<h2>Nuovo Wottan ST-S 300, prezzi e dettagli</h2>
<p>A spingere il nuovo <strong>Wottan ST-S 300 </strong>c&#8217;è un motore monocilindrico a quattro tempi da 278 cc, di derivazione Piaggio. Questo sviluppa una potenza dichiarata di <strong>26,5 CV </strong>a 8.250 giri al minuto e una coppia massima di <strong>24,6 Nm </strong>a 6.250 giri al minuto. Niente male, se si considera i consumi da <em>nemico dei benzinai:</em> la casa spagnola assicura un dispendio di carburante di 3,4 litri per 100 km, quindi circa 29-30 km al litro.</p>
<figure id="attachment_65587" aria-describedby="caption-attachment-65587" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-65587" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/10/sts300-nextmoto-131025-1.jpg" alt="Wottan ST-S 300" width="1200" height="800" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/10/sts300-nextmoto-131025-1.jpg 1200w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/10/sts300-nextmoto-131025-1-300x200.jpg 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/10/sts300-nextmoto-131025-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2025/10/sts300-nextmoto-131025-1-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-65587" class="wp-caption-text">Wottan ST-S 300 (Press Media) nextmoto.it</figcaption></figure>
<p>Rivisto anche il telaio, quasi del tutto rinnovato. La ciclistica del nuovo <strong>Wottan </strong><strong>ST-S 300 </strong>si basa su una struttura tubolare in acciaio, che ha visto anche una differente distribuzione dei pesi circa i modelli precedenti. Quello che ne consegue è maggior equilibrio a bassa velocità e una praticità quasi imbattibile nel traffico. Ad aiutare c&#8217;è anche la forcella da 37 mm, con una coppia di nuovi ammortizzatori al posteriore.</p>
<p>Per il resto, parliamo di uno scooter che ha poco da invidiare agli altri midi sportivi, anche quelli di punta come SH 300 e XMAX. Il prezzo? Parte dai <strong>4.690 euro</strong>: una cifra che fa affidamento su un allestimento completo e votato al comfort, mettendo pressione anche alle rivali più blasonate.</p>
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		<title>Aprilia 2026, tra successi passati e aspettative future</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/aprilia-2026-tra-successi-passati-e-aspettative-future/65732/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Administrator]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 11:30:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aprilia si prepara per la stagione 2026 di MotoGP, puntando a trasformare le vittorie passate in successi costanti. L'obiettivo è la regolarità, l'affidabilità e l'adattabilità strategica</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scopri le prospettive di Aprilia per il 2026 nel mondo della MotoGP. Un&#8217;analisi approfondita delle strategie, dei successi passati e delle sfide future. Noale è pronta a sorprendere ancora?</strong></p>
<p><b>Uno sguardo sincero su Aprilia 2026</b>: ciò che sappiamo, ciò che manca e perché <b>Noale</b> può ancora sorprendere. Un bilancio vivo, tra orgoglio e inquietudine buona, come alla vigilia di una partenza che conta.</p>
<figure id="attachment_65733" aria-describedby="caption-attachment-65733" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-65733" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/568df94b-7e4f-4f9f-a8a2-4b609dc1a5fe_1768563101.webp" alt="Aprilia 2026: Tra Successi Passati e Aspettative Future - Un Bilancio tra Certezze e Dubbi" width="1200" height="900" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/568df94b-7e4f-4f9f-a8a2-4b609dc1a5fe_1768563101.webp 1200w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/568df94b-7e4f-4f9f-a8a2-4b609dc1a5fe_1768563101-300x225.webp 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/568df94b-7e4f-4f9f-a8a2-4b609dc1a5fe_1768563101-1024x768.webp 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/568df94b-7e4f-4f9f-a8a2-4b609dc1a5fe_1768563101-768x576.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-65733" class="wp-caption-text">Aprilia 2026: Tra Successi Passati e Aspettative Future &#8211; Un Bilancio tra Certezze e Dubbi</figcaption></figure>
<p>La Casa di <b>Noale</b> ha tolto i veli alla stagione <b>2026</b> con una frase chiara: “Nel 2025 abbiamo fatto bene. Ma non basta”. È un messaggio onesto. E, soprattutto, è una promessa. Perché dietro quella prudenza c’è un progetto che chiede solo di fare l’ultimo passo. Il punto è capire dove si gioca la differenza.</p>
<p>Aprilia arriva qui forte di un percorso misurabile. La prima vittoria in <b>MotoGP</b> nel 2022, a Termas, ha cambiato la percezione esterna e l’autostima interna. Nel 2023 sono arrivate due vittorie e diversi podi, anche nelle Sprint: segni concreti di una piattaforma tecnica matura. La <b>RS-GP</b> è cresciuta nella gestione in curva e nella stabilità in frenata, con un pacchetto <b>aerodinamico</b> tra i più efficaci. Non si tratta di etichette: si vedono distacchi ridotti in qualifiche, più partenze pulite, più presenza nelle fasi finali di gara.</p>
<h2>Il capitale immateriale di Aprilia</h2>
<p>C’è poi un capitale immateriale che Aprilia ha costruito nel tempo. La cultura del dettaglio. Chi ha vissuto l’epopea delle piccole classi e i titoli SBK ricorda una cosa: Noale non vince per colpi di teatro, vince per somma di micro-decisioni. Questa attitudine è tornata evidente nel 2023, quando la squadra ha tenuto il passo su piste molto diverse tra loro. È un segnale: quando il metodo tiene, la prestazione non dipende dall’ispirazione del giorno.</p>
<p>Fin qui le basi. Ma il cuore della questione arriva adesso: il 2026 è l’anno in cui Aprilia deve trasformare il “abbiamo fatto bene” in “lo facciamo sempre”. Non basta più l’acuto domenicale. Serve l’aritmetica dei punti, la regolarità, la protezione dai giorni storti. È qui che si decide il titolo, o si rimane a un passo.</p>
<p>Affidabilità e continuità: ridurre al minimo gli intoppi in qualifica e nel warm-up. Un week-end lineare vale più di un giro perfetto. Prime due curve: oggi il campionato si indirizza lì. Una partenza solida fa lavorare meglio gomme e strategia. Lettura gara: adattare il ritmo a consumo e temperatura. Aprilia ha già mostrato progressi; consolidarli farà la differenza. Aggiornamenti mirati: pochi, coerenti, con verifica rapida su pista. La tentazione di cambiare troppo è un rischio concreto.</p>
<p>Dati ufficiali su budget, configurazioni tecniche definitive della <b>RS-GP 2026</b>, line-up e obiettivi numerici non sono stati diffusi. È corretto dirlo. Le aspettative, quindi, si fondano su quanto è verificabile: una base competitiva, un metodo solido, una storia recente fatta di <b>podî</b> e <b>vittorie</b>, e un’identità tecnica riconoscibile.</p>
<p>Gli esempi aiutano. La vittoria del 2022 ha sbloccato la pressione. Le due del 2023 hanno certificato la sostanza. Ora serve la serie lunga: cinque, sei week-end consecutivi nel gruppo di testa, anche quando il meteo cambia o la gomma non è perfetta. È la differenza tra una grande giornata e una grande stagione.</p>
<p>I test invernali diranno molto. Occhio all’uscita dalle curve lente e alla gestione della <b>Sprint</b>: qui si costruiscono punti pesanti. Il resto è quel misto di coraggio e disciplina che Aprilia conosce bene. In fondo, Noale ha imparato a crescere senza rumore. Chissà se il 2026 sarà il momento in cui quel silenzio diventa assenso collettivo. E se la prossima bandiera a scacchi, quando cala, non sembri anche un sipario che finalmente si apre.</p>
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		<title>Motor Bike Expo 2026: cosa aspettarsi dalla Fiera motociclistica di Verona</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/motor-bike-expo-2026-cosa-aspettarsi-dalla-fiera-motociclistica-di-verona/65738/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[R.D.V.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2026 11:13:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Saloni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Motor Bike Expo 2026 a Verona promette un'esperienza coinvolgente con 700 espositori, nuove idee e una miscela di artigianato, industria e cultura della strada. Un evento imperdibile per gli appassionati</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gennaio, Verona.</strong> L’aria taglia le mani, ma dentro i padiglioni senti il calore di motori accesi e idee nuove. Il <strong>Motor Bike Expo 2026</strong> promette una fiera viva, concreta, fatta di persone prima che di numeri.</p>
<p>Tre giorni fitti, dal 23 al 25 gennaio, dentro <strong>Veronafiere</strong>. La <strong>fiera motociclistica</strong> più trasversale d’Italia torna con la sua miscela di artigianato, industria e cultura della strada. Non siamo davanti a una sfilata patinata. Qui si toccano selle, si regolano leve, si ascolta chi ha passato notti in garage per un dettaglio invisibile ai più.</p>
<figure id="attachment_65739" aria-describedby="caption-attachment-65739" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-65739 size-full" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/a0d92a37-548a-487d-97f8-0fd4053cfcd4_1768822334.webp" alt="Motor Bike Expo 2026: Scopriamo gli Espositori e le Novità della Fiera Motociclistica di Verona" width="1200" height="900" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/a0d92a37-548a-487d-97f8-0fd4053cfcd4_1768822334.webp 1200w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/a0d92a37-548a-487d-97f8-0fd4053cfcd4_1768822334-300x225.webp 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/a0d92a37-548a-487d-97f8-0fd4053cfcd4_1768822334-1024x768.webp 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/a0d92a37-548a-487d-97f8-0fd4053cfcd4_1768822334-768x576.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-65739" class="wp-caption-text">Motor Bike Expo 2026: cosa aspettarsi dalla Fiera motociclistica di Verona &#8211; nextomoto.it</figcaption></figure>
<p>Concreta, curiosa, genuina. Si incrociano customizzatori con le mani nere di grafite e manager con scarpe lucide. Si scambiano dritte, numeri di telefono, foto di viaggi. Il bello del MBE sta lì: porta nello stesso luogo chi costruisce un sogno e chi lo guida.</p>
<p>La domanda però è una: Cci ci sarà davvero e dove trovarlo, padiglione per padiglione?</p>
<h2>Motor Bike Expo 2026, padiglioni e aree tematiche</h2>
<p>Custom e Kustom Culture: qui pulsano le special su base Harley, Triumph e non solo. Trovi verniciature candy, telai lavorati, scarichi artigianali. Le <strong>novità</strong>? Attesi kit “bolt-on” per trasformazioni snelle e componenti omologati Euro 5, tema caldo per chi vuole restare in regola senza rinunciare allo stile.</p>
<p>Sport e performance: naked, sportive e track-day. Cerca freni maggiorati, semi-manubri regolabili, sospensioni “plug &amp; play”. Molti portano dimostrazioni dal vivo, con set-up e sag su cavalletti. Qui è facile parlare con tecnici che ti spiegano in tre mosse come migliorare l’assetto.</p>
<p>Turismo e viaggi: valigie modulari, selle comfort, abbigliamento a tre strati. È il regno di navigatori con mappe offline e giacche con protezioni certificate. Spesso trovi corner dedicati a traghetti, visti e assicurazioni viaggio: utile se sogni Capo Nord o Balcani.</p>
<p>Off-road e adventure: gomme tassellate, paramotore, protezioni radiatore. Molti espositori mostrano <strong>accessori</strong> per enduro light e maxi-enduro. Le demo sugli ostacoli indoor sono uno spettacolo a sé.</p>
<p>Urban mobility ed <strong>elettrico</strong>: scooter a batteria, e-bike, sistemi di ricarica domestica. Cresce l’interesse su batterie estraibili e antifurti smart. È l’area in cui vedi come cambiano le città su due ruote.</p>
<p>Abbigliamento e sicurezza: caschi omologati ECE 22.06, guanti riscaldati, airbag da strada sempre più compatti. Molti propongono fitting immediato con misurazioni in stand.</p>
<p>Cosa aspettarci, di fatto, per questa edizione 2026? Le case e i preparatori tendono a portare modelli aggiornati, colorazioni nuove e concept pronti a evolvere. Alcune anteprime restano coperte fino all’ultimo. Se cercate un debutto assoluto, verificate gli orari delle presentazioni: spesso avvengono a metà mattina, con dirette sui social degli espositori. Un esempio concreto? Negli ultimi anni hanno avuto spazio: aggiornamenti di gamma su medie cilindrate, kit di personalizzazione plug-in e soluzioni connessa-app per diagnostica base. La tendenza 2026 punta su pesi ridotti, elettronica intuitiva e componenti sostenibili.</p>
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		<title>Dakar 2026: Trionfo KTM e Salvataggio di Lategan per Al Attiyah, tra Strategie e Errori Cruciali</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/dakar-2026-trionfo-ktm-e-salvataggio-di-lategan-per-al-attiyah-tra-strategie-e-errori-cruciali/65721/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Administrator]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 11:30:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fuorigiri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Dakar 2026 si accende con tattiche sottili e imprevisti. Benavides e Canet brillano, mentre Brabec paga un errore di navigazione. Nelle auto, Ekstrom sorprende, ma la strategia regna</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Una speciale che cambia umore a ogni duna. Motori caldi, roadbook capriccioso, tattiche sottili: la Dakar 2026 accende il bivacco con una doppia storia, una di forza e una d’imprevisto. E proprio lì, dove la sabbia chiede precisione, il cronometro diventa un giudice spietato.</b></p>
<p>La <b>Dakar 2026</b> regala una <b>KTM</b> concreta, aggressiva, lucida. Doppietta con <b>Benavides</b> davanti a <b>Canet</b>: coppia compatta, ritmo pulito, pochi rischi gratuiti. Dietro, <b>Sanders</b> prova il colpo duro. Attacca, sceglie linee creative, tiene la leadership con la freddezza di chi conosce il deserto. Non spettacolo fine a sé stesso, ma gestione.</p>
<p>Un errore di <b>navigazione</b> gli costa minuti che pesano. Il classico bivio in cui la testa anticipa il roadbook e la fretta tradisce. Se i bonus di apertura saranno confermati anche quest’anno, aprire la pista potrà pagare, ma oggi il saldo non sorride a chi ha forzato i tempi. Nota metodologica: i distacchi esatti restano da confermare, tempi ufficiali in aggiornamento.</p>
<figure id="attachment_65722" aria-describedby="caption-attachment-65722" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-65722" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/73025ff6-baa7-4da1-b5e6-c7e0a14ae05d_1768217524.webp" alt="Dakar 2026: Trionfo KTM e Salvataggio di Lategan per Al Attiyah, tra Strategie e Errori Cruciali" width="1200" height="900" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/73025ff6-baa7-4da1-b5e6-c7e0a14ae05d_1768217524.webp 1200w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/73025ff6-baa7-4da1-b5e6-c7e0a14ae05d_1768217524-300x225.webp 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/73025ff6-baa7-4da1-b5e6-c7e0a14ae05d_1768217524-1024x768.webp 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/73025ff6-baa7-4da1-b5e6-c7e0a14ae05d_1768217524-768x576.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-65722" class="wp-caption-text">Dakar 2026: Trionfo KTM e Salvataggio di Lategan per Al Attiyah, tra Strategie e Errori Cruciali</figcaption></figure>
<p>Ordine di partenza, polvere, correzioni di CAP, rifornimenti. Nel dettaglio: chi ha impostato un passo sostenibile sulla prima metà della speciale ha capitalizzato dopo il neutralizzato, quando la luce si è fatta piatta e i waypoint hanno chiesto sangue freddo. Il sistema di sentinel e i limiti nelle zone pericolose hanno tolto margini all’azzardo puro. Il merito, allora, è di chi ha letto il ritmo meglio degli altri.</p>
<p>La tappa si apre con <b>Lategan</b> che fa il metronomo sulla sua <b>Toyota</b> ufficiale. Traccia pulita, consumo controllato, gomme gestite con cura nelle pietraie. Tutto fila dritto fino a quasi fine speciale. Poi l’istante che cambia tono: una chiamata di nota non perfetta, un taglio di valle sbagliato, un waypoint che non si “accende” al primo colpo. La finestra si apre e <b>Ekstrom</b>, con la <b>Ford</b>, entra e prende la tappa. Non è solo velocità. È lucidità nell’unico momento in cui serviva.</p>
<p>Quell’errore “minimo” di Lategan diventa il salvagente per <b>Al Attiyah</b>. Il qatariota, oggi con <b>Dacia</b>, non forza oltre il limite, ma incassa e scala la classifica generale. Niente fuochi d’artificio, solo aritmetica del deserto: margine guadagnato quando conta, senza un graffio di troppo. Anche in questo caso, i secondi esatti restano in verifica, ma la tendenza è netta.</p>
<h2>Il peso della strategia</h2>
<p>Pressione gomme, finestra termica, gestione del retrotreno nelle dune morbide: si decide lì. Un esempio concreto? Chi ha alzato il ritmo dopo il secondo refuel ha trovato sabbia più stabile e meno traffico. Meno dust, più visibilità, meno rischio di tagliare una crestina alla cieca. La costanza, non la frenesia, ha pagato sul lungo.</p>
<p>In Dakar, dieci secondi di dubbio diventano tre minuti di realtà. Un WPM mancato costringe a raggiare, riprendere CAP, risincronizzare. L’ansia moltiplica l’errore. Qui vincono quelli che respirano, rallentano, verificano. Oggi, quella calma ha spostato una classifica più di un cavallo in più sul dritto.</p>
<p>Solchi che scompaiono, silenzio che sembra acqua. È il momento in cui si sceglie chi essere domani. Meglio rischiare un varco in ombra o rimanere sul filo sicuro? La risposta, spesso, vale un rally. E forse racconta più di noi che della sabbia stessa.</p>
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		<title>Valentino Rossi svela i segreti del suo passaggio alle auto e anticipa il futuro della MotoGP: Fiducia in Ducati e nuovi gladiatori in pista per il 2027</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/valentino-rossi-svela-i-segreti-del-suo-passaggio-alle-auto-e-anticipa-il-futuro-della-motogp-fiducia-in-ducati-e-nuovi-gladiatori-in-pista-per-il-2027/65730/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Administrator]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 11:30:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MotoGP]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Valentino Rossi discute il suo passaggio alle corse automobilistiche, la nuova livrea del team VR46 e le future trasformazioni della MotoGP. Parla di fiducia in Ducati e dei suoi "gladiatori" pronti per il 202</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un Vale che parla di futuro con il casco in mano e le ruote calde: dal box illuminato da una nuova livrea alla visione di una MotoGP che cambia pelle, tra fiducia in Ducati e piloti “gladiatori” pronti al 2027.</strong></p>
<p>Alla presentazione della nuova livrea del team <b>VR46</b>, il primo colpo d’occhio è netto: il bianco piace perché è pulito, il nero resta perché sa di gara. Una scelta estetica che riflette lo stesso bivio di <b>Valentino Rossi</b> quando è passato alle auto. Decidere cosa togliere prima ancora di aggiungere. Vale lo ripete spesso: guidare una GT non è una versione “comoda” della MotoGP, è un’altra lingua. Meno rumore addosso, più strategia. Meno istinto, più precisione.</p>
<figure id="attachment_65731" aria-describedby="caption-attachment-65731" style="width: 1190px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-65731" src="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/4d34c710-4a7b-4bbc-a513-5d0c83266741_1768476723.webp" alt="Valentino Rossi svela i segreti del suo passaggio alle auto e anticipa il futuro della MotoGP: Fiducia in Ducati e nuovi gladiatori in pista per il 2027" width="1200" height="900" srcset="https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/4d34c710-4a7b-4bbc-a513-5d0c83266741_1768476723.webp 1200w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/4d34c710-4a7b-4bbc-a513-5d0c83266741_1768476723-300x225.webp 300w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/4d34c710-4a7b-4bbc-a513-5d0c83266741_1768476723-1024x768.webp 1024w, https://www.nextmoto.it/wp-content/uploads/2026/01/4d34c710-4a7b-4bbc-a513-5d0c83266741_1768476723-768x576.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-65731" class="wp-caption-text">Valentino Rossi svela i segreti del suo passaggio alle auto e anticipa il futuro della MotoGP: Fiducia in Ducati e nuovi gladiatori in pista per il 2027</figcaption></figure>
<p>Il suo percorso nelle quattro ruote è concreto, non un cameo: debutto nel <b>GT World Challenge Europe</b> con WRT, prima con l’Audi e poi con la <b>BMW M4 GT3</b>. Vittoria a Misano nel 2023 in Sprint Cup con Maxime Martin. E soprattutto un podio alla <b>24 Ore di Le Mans</b> 2024 in classe LMGT3, al debutto. Dati alla mano, non un capriccio nostalgico: è costruzione. Allenamento, chilometri, lettura maniacale del passo gara.</p>
<p>Il discorso si allarga: la MotoGP cambia. Il 2026 è un anno-ponte, il 2027 è la soglia. Motori ridotti, aerodinamica più controllata, carburanti completamente non fossili: il quadro è noto agli addetti ai lavori, i dettagli finali su taluni aspetti non sono ancora pubblici in modo definitivo. Ma la direzione è chiara. E il livello, già oggi, è feroce: basta un niente per scivolare dal <b>podio</b> alla decima piazza. Qui la frase non è retorica, è statistica: distacchi medi sul giro nell’ordine dei decimi, sprint che decidono punti e morale.</p>
<h2>Verso il 2027: Ducati, regole e gladiatori</h2>
<p>Il punto centrale arriva a metà di questa storia: la fiducia. In un contesto che cambia, il riferimento tecnico resta <b>Ducati</b>. Non lo dicono i proclami, lo dicono i risultati recenti: titoli Costruttori in serie dal 2020 al 2023, sviluppo metodico, otto moto in griglia come laboratorio diffuso. Nel 2026, con un campionato che guarda già alla soglia regolamentare, affidarsi a chi ha processo e ritmo significa ridurre l’errore. Vale lo sa, il box VR46 anche.</p>
<p>Fabio Di Giannantonio e Franco <b>Morbidelli</b>, definiti senza imbarazzo “due gladiatori”. L’immagine funziona perché è concreta. Diggia ha imparato a chiudere i conti nelle domeniche calde, a gestire gli ultimi cinque giri senza tradire la gomma. Morbidelli ha ricostruito fiducia e velocità dopo stagioni di inciampi e infortuni, trovando fluidità quando la pista si rovina e le traiettorie si sporcano. Immaginarli al Colosseo non è folklore: è un modo di dire che reggono il duello, anche quando il cronometro non perdona.</p>
<p>Il 2026, lo ripetono dal box, è un passaggio. Vincere Gran Premi è l’obiettivo esplicito, non un eufemismo. Il 2027, con regole nuove, potrebbe mescolare le carte più di quanto molti credano: chi interpreta meglio la frenata senza aiuti, chi legge l’aria senza alette “magiche”, chi conserva più a lungo la gomma anteriore farà la differenza. E qui l’esperienza “automobilistica” di Rossi torna utile come cornice culturale: visione sul passo, lettura dei traffici, sensibilità nelle fasi di degrado. Non è trasferimento uno-a-uno, è abitudine a ragionare lungo.</p>
<p>Resta una domanda buona per tutti, dal primo al ventesimo in griglia: quando le luci si spengono e l’aria si fa sottile, quanto del bianco elegante e quanto del nero “racing” resta in ognuno? Forse la prossima vittoria dirà già qualcosa. O forse servirà aspettare il primo semaforo del 2027, quando i nuovi gladiatori entreranno davvero nell’arena.</p>
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		<title>Italjet Celebra la Giornata Nazionale dei Bambini in Thailandia con un Mini Dragster da Guidare</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/italjet-celebra-la-giornata-nazionale-dei-bambini-in-thailandia-con-un-mini-dragster-da-guidare/65727/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Administrator]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 11:30:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Durante la Giornata dei Bambini in Thailandia, Italjet ha presentato un mini Dragster per i più piccoli, unendo gioco ed educazione stradale, e sottolineando l'importanza della sicurezza nella mobilità urbana</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Un sabato di gennaio</b>, il caldo denso di <b>Bangkok</b>, la città che vibra. Le strade si riempiono di piccoli caschi colorati e sorrisi larghi. C’è un’energia che corre veloce, come se ogni semaforo diventasse un invito a sognare. È la <b>Giornata dei Bambini</b>, e qualcosa di inatteso sta per accadere.</p>
<p>In <b>Thailandia</b>, la <b>Giornata Nazionale dei Bambini</b> cade il secondo sabato di gennaio. Le istituzioni aprono le porte, le basi militari mostrano aerei e mezzi, le famiglie affollano piazze e musei. È una festa concreta, con mani che toccano e occhi che imparano. In un Paese dove lo <b>scooter</b> è parte del paesaggio quotidiano, questa ricorrenza è anche un modo per parlare.</p>
<p>Chi conosce <b>Italjet</b> sa che il suo linguaggio è il <b>design</b>. Linee tese. Telaio a vista. Uno stile che non corre dietro alla moda, la piega. Il <b>Dragster</b>, il suo modello più noto, è diventato un’icona urbana in Europa e in Asia. Non è solo un mezzo. È un messaggio: grinta, precisione, carattere. Negli ultimi anni, il mercato thailandese delle due ruote ha superato complessivamente il milione e mezzo di immatricolazioni annue. La città è veloce. Le scelte contano.</p>
<p>Dentro questa cornice, Italjet sceglie un gesto semplice e potente. Non un lancio prodotto aggressivo. Non una sfilata di cavalli e numeri. Un invito a sedersi, a provare, a giocare. Prima si vedono i dettagli: proporzioni ridotte, impostazione sportiva, l’eco di un telaio che conosciamo. Poi il punto arriva nitido, quasi inevitabile.</p>
<h2>Un mini Dragster per i più piccoli</h2>
<p>Il 10 gennaio, Italjet svela un <b>mini Dragster</b> pensato per i più piccoli. Un “ride-on” in scala ridotta che richiama il fratello maggiore, ma con una sola missione: far scoprire la guida come esperienza di equilibrio e curiosità. I bambini si mettono in fila. I genitori sorridono. È una scena che funziona perché è autentica: il gioco incontra l’educazione stradale, la passione incontra la misura.</p>
<p>Cosa sappiamo per certo? L’iniziativa è celebrativa e dedicata alla giornata. Al momento, non risultano comunicati con specifiche tecniche, prezzo o disponibilità commerciale. Non possiamo confermare motorizzazione, velocità o fasce d’età. Ed è giusto dirlo. L’assenza di dati ufficiali non riduce il valore del gesto: sposta il fuoco su ciò che conta, l’esperienza dei <b>giovani piloti</b>.</p>
<p>Chi guardava da vicino notava piccoli particolari sensati: posizione di guida raccolta, comandi intuitivi, proporzioni amichevoli. Elementi compatibili con la <b>sicurezza</b> e con un apprendimento calmo. La festa diventa un laboratorio informale. I bambini provano, ascoltano, alzano la mano, riprovano. Così si costruisce fiducia. Un centimetro alla volta.</p>
<p>La mossa di Italjet dialoga con la cultura locale della <b>mobilità urbana</b>. Dove la due ruote è quotidianità, educare presto non è uno slogan. È una scelta pragmatica. Portare il <b>Dragster</b> in miniatura tra le famiglie significa dire: la velocità è bella quando sa aspettare. Il gesto, in fin dei conti, è più grande del prodotto.</p>
<p>Resta una domanda sospesa nell’aria, mentre scende la sera e i banchi si svuotano: quante passioni nascono così, con un piccolo mezzo che ti fa sentire grande senza fretta? Se la risposta è “abbastanza”, allora quel piccolo <b>Dragster</b> ha già fatto molta strada.</p>
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		<title>Daniele Papi e le Yamaha &#8216;Made in Italy&#8217;: la leggenda italiana della Dakar negli anni &#8217;80</title>
		<link>https://www.nextmoto.it/articolo/daniele-papi-e-le-yamaha-made-in-italy-la-leggenda-italiana-della-dakar-negli-anni-80/65719/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Tortoriello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 11:30:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Fuorigiri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.nextmoto.it/?p=65719</guid>

					<description><![CDATA[<p>Scopri la storia di Daniele Papi e delle Yamaha "fatte in Italia" alla Dakar: un racconto di metodo, ostinazione e orgoglio artigiano che ha cambiato le regole del gioco negli anni '80.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scopri la storia di Daniele Papi e delle Yamaha &#8220;fatte in Italia&#8221; alla Dakar. Un racconto di metodo, ostinazione e orgoglio artigiano che ha cambiato le regole del gioco negli anni &#8217;80.</strong></p>
<p><b>Una squadra italiana</b>, una moto giapponese e il deserto come banco di prova: la storia di <b>Daniele Papi</b> e delle <b>Yamaha</b> “fatte in Italia” alla <b>Dakar</b> è un racconto di metodo, ostinazione e orgoglio artigiano.</p>
<p>Non sono solo sabbia e leggende. Sono un triangolo italiano che cambia le regole del gioco: Roberto Azzalin con <b>Cagiva</b>, Massimo Ormeni con <b>Honda</b>, e <b>Daniele Papi</b> al timone delle <b>Yamaha</b> curate in Italia. Oggi entriamo nella sua versione dei fatti. Non quella delle grandi dichiarazioni. Quella delle officine, dei taccuini, dei turni in notturna.</p>
<p>Il cuore batte in Brianza, dove <b>Belgarda</b> (importatore <b>Yamaha</b> in Italia) trasforma moto di serie in strumenti da deserto. Base <b>XT</b> e poi <b>Ténéré</b>, telai rinforzati, serbatoi maggiorati oltre 30 litri, protezioni pensate per cadere e ripartire. Carene leggere, cablaggi semplificati, filtri aria a prova di polvere fine. Niente orpelli. Solo ciò che serve a chi deve attraversare l’<b>Africa</b> e arrivare al bivacco ancora lucido.</p>
<p>Il banco prova è feroce. L’<b>ergonomia</b> cambia: sella lunga, torre da navigazione essenziale, comandi rinforzati. La priorità di Papi è chiara. Affidabilità prima di tutto. Riduce i punti deboli, accetta il compromesso sul peso quando serve, prepara i meccanici a interventi “da strada” in pochi minuti. Le cifre di budget non sono pubbliche: qui si misura il valore su chilometri, non su comunicati.</p>
<p>Nel 1988 e nel 1989, <b>Franco Picco</b> porta le <b>Yamaha</b> italiane al secondo posto assoluto. Non è un dettaglio. In quegli anni dominano le NXR ufficiali di <b>Honda</b>, e chiunque punti al podio deve inventarsi un altro modo per restare in partita. Picco fa ritmo, gestisce consumi, protegge il mezzo. Le Yamaha “italiane” macinano tappe dure e restano intere. La <b>Dakar</b> premia chi sa leggere il deserto prima di attaccarlo.</p>
<h2>Il metodo Papi: organizzazione prima della velocità</h2>
<p>Qui sta il punto. <b>Daniele Papi</b> costruisce una mentalità. Test in Nordafrica, navigazione calibrata su roadbook cartacei, piani di assistenza realisti. Camion 6&#215;6 posizionati dove è possibile arrivare davvero, non dove è romantico. Strategie pneumatici conservative, manutenzione filtro aria come rituale, serbatoi separati per gestire il baricentro nelle dune del <b>Ténéré</b>. Ogni scelta tecnica ha un riflesso umano. Ogni dettaglio evita un ritiro.</p>
<p>Ricordo un aneddoto ricorrente tra i veterani dei bivacchi: a Agadez, una notte di vento fine come borotalco. I piloti dormivano, i meccanici no. In fila, a banco, aprivano le scatole filtro come fossero scrigni. Con Papi non era mania. Era procedura. Il giorno dopo, quelle moto partivano e respiravano ancora.</p>
<p>Il confronto con gli altri italiani è sincero. <b>Cagiva</b> di Azzalin scrive pagine iconiche con l’Elefant, <b>Honda</b> di Ormeni detta legge con la NXR. Le <b>Yamaha</b> “Made in Italy” rispondono con un’identità: unire disciplina giapponese e cura artigiana. È un ponte culturale prima che tecnico. E prepara terreno anche ai successi dell’inizio anni ’90, quando il nome <b>Ténéré</b> diventa sinonimo di deserto e resistenza.</p>
<p>Questa è la eredità meno appariscente e più vera. Non tutte le glorie finiscono su un albo d’oro. Alcune restano negli occhi di chi ha visto una moto rimontare nel nulla e arrivare al tramonto sotto la luce tiepida del bivacco. Se oggi ripensiamo alla <b>Dakar</b> com’era, cosa ci manca di più: la velocità assoluta o quel modo italiano di mettere ordine nel caos e farlo sembrare naturale?</p>
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