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	<title>MondoEcoBlog.com</title>
	
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	<description>Il mondo dell'ecologia a 360 gradi</description>
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		<title>5000 cani in Italia vittime dei combattimenti clandestini</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 08:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto bosio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Natura e Animali]]></category>
		<category><![CDATA[cani maltrattati]]></category>
		<category><![CDATA[combattimenti clandestini cani]]></category>
		<category><![CDATA[LAV]]></category>
		<category><![CDATA[osservatorio nazionale zoomafia]]></category>

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<p>Non è il genere di post che vorrei scrivere, ma accanto alle notizie buone purtroppo ce ne sono altre molto meno buone. Una di queste è quella dei combattimenti clandestini. Questa spettacolo da bestie &#8211; e mi riferisco agli spettatori &#8211; sembra che coinvolga almeno cinquemila cani per un giro di affari superiore ai trecento milioni di euro.<br />
<span id="more-14647"></span><br />
I dati vengono dalla <a href="http://www.mondoecoblog.com/tag/lav" title="post con tag LAV">LAV</a> &#8211; o meglio dal suo Osservatorio Nazionale Zoomafia &#8211; e mostrano che questa barbarie è meno sviluppata rispetto agli anni Novanta: a quei tempi il giro d&#8217;affare così come gli animali coinvolti erano molti di più &#8211; si dice quindicimila per un fatturato dell&#8217;ordine di mille miliardi di lire.</p>
<p>La diminuzione del fenomeno è stato determinato dalle nuove e più dure pene &#8211; difficilmente applicabili &#8211; e dall&#8217;attenzione che vi hanno dedicato i media. Il calo non deve far diminuire l&#8217;attenzione sul fenomeno che tra l&#8217;altro coinvolge organizzazioni criminali come camorra, mafia e sacra corona unita. </p>
<p>Inenarrabili le sofferenze patite dagli animali coinvolti, spinti ad essere brutali e cattivi, con addestramenti ad hoc con al centro la violenza. Tutto viene spinto al limite, per esempio facendo correre gli animali fino al loro crollo per svilupparne forza e resistenza. Per questo i cani vengono legati alle auto e costretti a rincorrere il loro mezzo.</p>
<p>E&#8217; solo una delle terribili prove che devono affrontare questi poveri animali. i <a href="http://www.mondoecoblog.com/2011/12/31/quando-il-cane-e-troppo-coccolato-si-deprime/">cani</a> vengono sottoposti a varie torture che hanno l&#8217;obiettivo di incattivarli. Un esempio tipico e sottoporli a percosse con fruste e bastoni o altri oggetti simili. Un altro è quello di appendere l&#8217;animale per le fauci ad un copertone.</p>
<p>L&#8217;ultimo stadio è quello di far <a href="http://www.mondoecoblog.com/2012/02/26/cane-cavia-combattimenti-clandestini/" title="post cane cavia combattimenti clandestini">martirizzare animali</a> come gatti, maiali, altri cani o quello che capita da questi mostri da combattimento &#8211; ormai incattiviti e feroci. Per questo anche quando non sono più utilizzati per combattere i cani così addestrati restano degli animali pericolosi.</p>
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		<item>
		<title>WWF lancia l’allarme per i costi ambientali troppo elevati</title>
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		<comments>http://www.mondoecoblog.com/2012/02/27/wwf-lancia-lallarme-per-i-costi-ambientali-troppo-elevati/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 06:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni ecologiste]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;allarme parte dal WWF, che insieme al Sustainable Europe Research Institute (SERI), ha portato avanti uno studio sulla sostenibilità dei mercati e delle risorse primarie. I dati che ne [...]]]></description>
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</script><p><img class="aligncenter size-full wp-image-14733" title="caffè" src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2012/02/112267029.jpg?9d7bd4" alt="" width="508" height="338" /></p>
<p>L&#8217;allarme parte dal <strong>WWF</strong>, che insieme al Sustainable Europe Research Institute (SERI), ha portato avanti uno studio sulla <strong>sostenibilità</strong> dei mercati e delle risorse primarie. I dati che ne sono emersi sono piuttosto allarmanti, tenuto conto che già solo in Italia si parla di cifre da capogiro.<br />
<span id="more-14732"></span></p>
<p>Si parla, infatti, dei prodotti consumati di più, tra cui olio e caffè:</p>
<blockquote><p><em>Costano all’ambiente 8 miliardi m³ di acqua, 34,5 mln t di CO2, 8,5 mln ettari di terra, 20 mln t di materiali &#8220;biotici&#8221;, ovvero la biomassa coltivata, 36,5 mln t di materiali &#8220;abiotici&#8221; (come sedimenti, rocce, minerali erosi) per un totale di mezza tonnellata/anno di risorse per ogni italiano. In 30 anni + 65% di risorse naturali prelevate, con 35 aree prioritarie minacciate.</em></p></blockquote>
<p><em></em>Ad essere coinvolte, adesso, sono diverse aziende, il documento verrà discusso in occasione di <strong>RIO20+,</strong> in occasione del quale si cercheranno delle soluzioni per la trasformazione del mercato, promuovendo un tipo di sviluppo sostenibile, coinvolgendo in primis le aziende, ma anche i cittadini, che devono comunque avere tutte le informazioni necessarie per comportarsi al meglio e nel pieno rispetto ambientale.</p>
<p>Lo studio ha fatto emergere alcune delle <strong>conseguenze</strong> che, in Italia, ha avuto questo tipo di mercato: deforestazione, inquinamento, perdita di habitat e specie di animali in via d&#8217;estinzione. Il  WWF ha analizzato anche la produzione di alcuni prodotti più utilizzati, come il caffè, facendo notare quanto forte sia l<strong>&#8216;impatto ambientale</strong>: solo per il caffè sono stati utilizzati 1400 milioni di metri cubi acqua, circa 4 milioni di tonnellate di CO2-equivalenti, 1,6 milioni di ettari l’anno 700mila tonnellate di materiali biotici e 6,5 milioni di tonnellate di materiali abiotici.</p>
<p>Si tratta di dati davvero allarmanti, e non abbiamo preso in considerazione ancora altri casi. Qui il danno è circoscritto all&#8217;importazione e produzione di caffè, ma tutti gli altri prodotti? Anche la carta ha conseguenze piuttosto importanti, deforestazione in primis, e poi la perdita dell&#8217;habitat per molti animali, senza parlare, poi, del cotone o dell&#8217;olio di palma.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Un cane cavia dei combattimenti clandestini</title>
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		<comments>http://www.mondoecoblog.com/2012/02/26/cane-cavia-combattimenti-clandestini/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Feb 2012 12:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto bosio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Natura e Animali]]></category>
		<category><![CDATA[cane maltrattato]]></category>
		<category><![CDATA[combattimenti clandestini]]></category>

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</script><p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2012/02/cane.jpg?9d7bd4" alt="" title="cane" width="500" height="281" class="aligncenter size-full wp-image-14719" /></p>
<p>Questa storia viene dagli Stati Uniti e risale all&#8217;inizio del mese di febbraio. Tutto è nato da una chiamata alla Protezione Animali di Linthicum nel Maryland: era una segnalazione relativa da un pitbull gravemente ferito che si trovava in un&#8217;abitazione. Le guardie hanno provveduto subito a sequestrare l&#8217;animale e a portarlo immediatemente in una clinica veterinaria per provvedere alle prime cure del caso.<br />
<span id="more-14718"></span><br />
Un paio di immagini veramente terribili dell&#8217;animale le trovate <a href="http://wbal.com/article/86426/2/template-story/Investigating-The-Case-Of-A-Badly-Injured-Dog">qui</a>. L&#8217;animale era ridotto talmente male che per un certo periodo si era pensato alla sua eutanasia.</p>
<p>In ogni caso non si sa se potrà mai avere una vita normale. Probabilmente si tratta di un cane cavia, ovvero di uno di quegli animali che vengono utilizzati per allenare alla ferocia i cani destinati al combattimento. </p>
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		<item>
		<title>Dopo i diritti dell’uomo quelli della balena?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Mondoecoblogcom/~3/0DiNfmSs338/</link>
		<comments>http://www.mondoecoblog.com/2012/02/26/diritti-uomo-diritti-animali/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Feb 2012 08:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto bosio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Natura e Animali]]></category>
		<category><![CDATA[diritti animali]]></category>
		<category><![CDATA[diritti delle balene e delfini]]></category>
		<category><![CDATA[Tom White]]></category>

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		<description><![CDATA[I delfini e le balene meritano di avere un diritto alla vita iscritto nella legge internazionale? Un gruppo di scienziati e di militanti per la difesa delle balene [...]]]></description>
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</script><p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/51GJDA2HFdg" frameborder="0" width="500" height="369"></iframe></p>
<p>I delfini e le balene meritano di avere un diritto alla vita iscritto nella legge internazionale? Un gruppo di scienziati e di militanti per la difesa delle <a href="http://www.mondoecoblog.com/2011/05/24/le-balene-tornano-a-new-york-city/">balene</a> e dei <a href="http://www.mondoecoblog.com/2011/05/09/ricerca-delfini-zifi-nel-tirreno-centrale/">delfini</a> pensa che la loro intelligenza giustificherebbe la creazione di una dichiarazione dei diritti dei cetacei. Questo permetterebbe secondo loro, di proteggerli a titolo di &#8220;persone non umane&#8221; e di sanzionare i cacciatori ma anche i parchi marini o gli acquari che non rispetterebbero i diritti fondamentali dei <a href="http://www.mondoecoblog.com/2011/08/24/quarto-mammiferi-rischio-estinzione-ricerca-royal-society/">mammiferi</a> marini.<br />
<span id="more-14673"></span><br />
Secondo <strong>Tom White</strong>, direttore del Centro per l&#8217;etica e gli affari dell&#8217;<strong>Università Loyola Marymount</strong> di <strong>Los Angeles</strong></p>
<blockquote><p>La scienza ha dimostrato che hanno una personalità e una coscienza di se simile a quella degli umani.</p></blockquote>
<p>Il diritto dei cetacei includerebbe il diritto alla vita, alla libertà ed al benessere, e comporterebbe il diritto di spostarsi liberamente e di vivere nel loro ambiente naturale. Ma prima che i delfini e le balene si vedano issate al rango di persone protette da una legge, ci vorranno</p>
<blockquote><p>almeno dieci anni</p></blockquote>
<p>spera, ottimista Tom White.<br />
E conclude</p>
<blockquote><p>Noi siamo allo stesso stadio in cui erano i climatologi venti anni fa.</p></blockquote>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Mondoecoblogcom/~4/0DiNfmSs338" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Le bombe dimenticate minacciano il territorio italiano</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Mondoecoblogcom/~3/aXh4ouZBK24/</link>
		<comments>http://www.mondoecoblog.com/2012/02/26/le-bombe-dimenticate-minacciano-il-territorio-italiano/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Feb 2012 06:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestione del territorio]]></category>
		<category><![CDATA[bombe chimiche]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento mare]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[La Seconda Guerra Mondiale è finita ormai da un bel pezzo, ma sul territorio italiano sono ancora presenti molte bombe chimiche, rimaste dimenticate a seguito del conflitto, ma [...]]]></description>
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</script><p><img class="aligncenter size-full wp-image-14730" title="aerei guerra" src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2012/02/92845983.jpg?9d7bd4" alt="" width="471" height="361" /></p>
<p>La <strong>Seconda Guerra Mondiale</strong> è finita ormai da un bel pezzo, ma sul territorio italiano sono ancora presenti molte bombe chimiche, rimaste dimenticate a seguito del conflitto, ma altamente nocive per l&#8217;ambiente ed anche per l&#8217;uomo. Sono davvero molte le bombe che si trovano anche in mare, specialmente nell&#8217;Adriatico, che hanno provocato danni ai pesci ma anche ai pescatori.<br />
<span id="more-14729"></span></p>
<p>Secondo gli ultimi dati raccolti da <strong>Legambiente</strong>, sono ancora numerose le bombe chimiche presenti sul nostro territorio, contenenti materiali assolutamente nocivi, tra cui iprite, <strong>arsenico</strong> e fosgene, sostanze irritanti ed anche cancerogene. Solo nel Sud dell&#8217;Adriatico ci sarebbero circa 30.000 ordigni, diecimila solo nel porto di Molfetta. A quelle della Seconda guerra Mondiale, inoltre, in quella zona si sono aggiunte le bombe della guerra del <strong>Kosovo</strong> sganciate dagli aerei NATO. Le conseguenze ambientali sono state notevoli, tanto che la regione Puglia ha stanziato due miliardi di euro per ripopolare la fauna ittica in quella zona.</p>
<p>Nella zona di Pesaro, invece, a seguito della guerra sono scaricate oltre mille tonnellate di <strong>iprite</strong> che sono tutt&#8217;ora un pericolo per il mare. Dal 1946 ad oggi, non sono state effettuate operazioni di smaltimento, nè tantomeno gli ordigni sono stati rimossi, il loro pericolo forse è stato sottovalutato ma presto si inizieranno ad avvertire concretamente le conseguenze.</p>
<p>Il <strong>Golfo di Napoli</strong> e la zona intorno ad Ischia sono un&#8217;altra zona molto pericolosa e contaminata dalle bombe chimiche riversate in mare. Sul lago di Vico, a Viterbo, Mussolini durante gli anni della guerra fece costruire la &#8220;Città della Chimica&#8221;, una zona di venti ettari sottoposta a bonifica nel 2000. Nel corso degli anni, però, sono state rilevate molte sostanze nocive, tanto da rendere necessaria un&#8217;ulteriore operazione di <strong>bonifica</strong>. Insomma, nonostante gli anni passati, il Governo Italiano e i Comuni non si sono mai presi totalmente a briga di smaltire le bombe dimenticate durante la Grande Guerra, sono ancora moltissimi i territori italiani a rischio.</p>
<p>Photo Credits | Thinkstock</p>
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		<item>
		<title>Orsi torturati negli allevamenti: gli animalisti cinesi in protesta</title>
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		<comments>http://www.mondoecoblog.com/2012/02/25/orsi-torturati-negli-allevamenti-gli-animalisti-cinesi-in-protesta/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Feb 2012 10:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Natura e Animali]]></category>
		<category><![CDATA[allevamenti orsi]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[orsi]]></category>
		<category><![CDATA[tortura orsi allevamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Da moltissimo tempo, troppo, la Cina porta avanti un&#8217;orribile tradizione che, anno dopo anno, vede morire moltissimi orsi dopo lunghi periodi di torture ed agonia, senza che nessuno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="archive_1"></div><script type="text/javascript">

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</script><p><img class="aligncenter size-full wp-image-14726" title="orso" src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2012/02/100303081.jpg?9d7bd4" alt="" width="506" height="338" /></p>
<p>Da moltissimo tempo, troppo, la <strong>Cina</strong> porta avanti un&#8217;orribile tradizione che, anno dopo anno, vede morire moltissimi <strong>orsi</strong> dopo lunghi periodi di torture ed agonia, senza che nessuno muova un dito. Le proteste si sono sparse per tutto il mondo, ma il Governo Cinese sembrava essere ancora restìo di fronte ad ogni forma di cambiamento, anche se pare che le cose adesso potranno iniziare a cambiare.<br />
<span id="more-14725"></span></p>
<p>L&#8217;estrazione della bile degli orsi in <strong>Cina</strong> è una pratica ben consolidata, che trova anche largo consenso, poiché si ritiene il succo della <strong>cistifellea</strong> sia un farmaco molto potente, ma per essere estratto richiede l&#8217;operazione sull&#8217;animale vivo, che viene così sottoposto a pratiche terribili ed infinite sofferenze.</p>
<p>Anche se ancora oggi in Cina vengono mangiati molti animali, tra cui cani, gatti e<strong> specie protette</strong>, alcune associazioni animaliste hanno iniziato a far sentire la loro voce ed anche gli orsi rientrano in questa causa. Al centro del mirino è finita soprattutto l&#8217;azienda farmaceutica <strong>Guizhentang</strong>, la prima a produrre la bile di orso, con circa 500 animali in allevamento che quotidianamente subiscono torture. L&#8217;azienda punta addirittura ad incrementare il numero di animali presente ma l&#8217;opinione pubblica inizia a risentirne e a protestare.</p>
<p>L&#8217;azienda ha deciso di difendersi dalle accuse permettendo a dei giornalisti un giro all&#8217;interno dei laboratori e i risultati sono stati davvero inquietanti. I giornalisti non hanno avuto modo di trascorrere molto tempo nei laboratori nè di fare domande, ma qualcuno è riuscito a girare un <strong>video</strong> clandestinamente e mostrare l&#8217;orrore di quel che avviene: un orso rinchiuso in un gabbia talmente piccola da non permettergli di muoversi, ed un tubo conficcato nella cistifellea per prelevare la bile. La Guizhentang continua a sostenere che il processo sia indolore, ma è evidente che gli animali non sono nemmeno in grado di muoversi, soffrono la fame e vivono in condizioni disastrose, <strong>muoiono</strong> dopo poche settimane, i comitati che si sono formati in questi giorni chiedono al Governo la chiusura di queste fabbriche e sembra che la Cina finalmente abbia iniziato a muoversi in questa direzione, iniziando a diminuire il commercio di <a href="http://www.mondoecoblog.com/category/natura-e-animali/">animali</a> protetti soltanto perché parti del loro corpo sono considerate portentose dalla tradizione medica cinese.</p>
<p>Photo Credits | Thinkstock</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Mondoecoblogcom/~4/-B5v53HaVYI" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Dopare la fotosintesi: un potenziale per la ricerca</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Mondoecoblogcom/~3/cFb52f5ewKE/</link>
		<comments>http://www.mondoecoblog.com/2012/02/25/dopare-la-fotosintesi-un-potenziale-per-la-ricerca/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Feb 2012 08:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto bosio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie Rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Natura e Animali]]></category>
		<category><![CDATA[aumentare rendimenti]]></category>
		<category><![CDATA[biocarburanti]]></category>
		<category><![CDATA[energia verde]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopare artificialmente la fotosintesi, che permette alle piante ed ai batteri di utilizzare la luce del sole per creare nutrimento ed energia. Finora si tratta di una via [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="archive_1"></div><script type="text/javascript">

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</script><p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2012/02/phpJa2M33AM.jpg?9d7bd4" alt="" title="phpJa2M33AM" width="500" height="333" class="aligncenter size-full wp-image-14700" /></p>
<p>Dopare artificialmente la <a href="http://www.mondoecoblog.com/2010/02/01/una-nuova-proteina-delle-piante-ottimizza-lenergia-solare/">fotosintesi</a>, che permette alle piante ed ai batteri di utilizzare la luce del sole per creare nutrimento ed energia. Finora si tratta di una via poco sfruttata, ma potrebbe rappresentare un potenziale energetico importante.<br />
<span id="more-14671"></span><br />
Almeno secondo i risultati presentanti durante una recente conferenza scientifica che si è tenuta a <a href="http://www.mondoecoblog.com/2011/09/20/lezioni-disobbidenza-civile-quaranta-anni-greenpeace/">Vancouver</a> in Canada. Alcune proiezioni affermano che il consumo di energia dovrebbe raddoppiare nei prossimi quarant&#8217;anni mentre le riserve di idrocarburi si stanno esaurendo.</p>
<p>Un&#8217;alternativa per rispondere a questa domanda potrebbe essere la fotosintesi. Peccato che la natura sia poco produttiva, visto che le grandi culture come il grano o la barbabietola da zucchero hanno una produttività del 5%.</p>
<p>Come ha rilevato la professoressa di biochimica all&#8217;Università dell&#8217;Arizona Anne Jones:</p>
<blockquote><p>Le piante, le alghe e certi batteri convertono la luce ed il CO2 in idrati di carbone.
</p></blockquote>
<p>In effetti, tutti i carburanti fossili che utilizziamo sono stati prodotti così. Sfortunatamente questo processo è relativamente inefficace. Secondo Anne Jones questo limite sarebbe determinato dalla saturazione abbastanza rapida di un enzima chiamato Rubisco che catalizza l&#8217;anidride carbonica, e quindi provoca un rallentamento della produzione dei carboidrati. Il risultato finale è la perdita di gran parte dell&#8217;energia luminosa.</p>
<p>La biochimica propone di recuperare gli elettroni la cui energia non viene sfruttata durante la fotosintesi creando, a livello cellulare, dei nanofili biologici per trasferirli in un&#8217;altra cellula.</p>
<p>Howard Griffiths dell&#8217;Università di Cambridge pensa di manipolare la fotosintesi del riso manipolando l&#8217;enzima Rubisco per decuplicarne l&#8217;efficacia. L&#8217;idea sarebbe quella di sfruttare l&#8217;enzima presente in alcune alghe e batteri, il loro Rubisco registra performance più elevate grazie ad un meccanismo molecolare chiamato C4. Lo scienziato vorrebbe inserire questo enzima nella pianta del riso manipolandola geneticamente per ottenere maggiori rendimenti nella raccolta.</p>
<p>Il terzo approccio per migliorare la fotosintesi presentato a Vancouver è stato presentato da <strong>Richard Cogdell</strong>, un biologo dell&#8217;Università di Glasgow. Consiste nello sviluppare un foglio artificiale capace di produrre direttamente un biocarburante a partire dal <a href="http://www.mondoecoblog.com/tag/co2">CO2</a> e dall&#8217;acqua.</p>
<p>Photo credits | Thinkstock</p>
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		<title>Liberato il bandito del clima</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 20:23:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto bosio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazioni ambientaliste]]></category>
		<category><![CDATA[attivisti dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[attivisti verdi]]></category>
		<category><![CDATA[greenpeace]]></category>
		<category><![CDATA[salvatore Barbera]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa vi avevamo raccontato la storia di Salvatore Barbera, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace e del foglio di via obbligatorio che lo bandiva [...]]]></description>
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</script><p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2012/02/phpqFfGQoPM.jpg?9d7bd4" alt="" title="phpqFfGQoPM" width="500" height="281" class="aligncenter size-full wp-image-14703" /></p>
<p>Qualche giorno fa vi avevamo <a href="http://www.mondoecoblog.com/2012/01/18/greenpeace-banditi-clima/">raccontato</a> la storia di <strong>Salvatore Barbera</strong>, responsabile della campagna Energia e Clima di <a href="http://www.mondoecoblog.com/tag/greenpeace">Greenpeace</a> e del foglio di via obbligatorio che lo bandiva dalla Capitale per due anni.</p>
<p>In quell&#8217;occasione era stato lanciato il sito <a href="http://www.banditidelclima.org">Banditi del clima</a>, in cui tutti quelli che pensavano che il provvedimento fosse una grande ingiustizia avrebbero potuto mettere la loro faccia accanto a quella di Salvatore Barbera. Oltre diecimila facce dopo, e a distanza di ottanta giorni dal foglio di via, la Questura di Roma ha revocato il bando all&#8217;attivista di Greenpeace.</p>
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		<title>L’eolico del futuro volerà?</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 08:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto bosio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie Rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[eolico]]></category>
		<category><![CDATA[eolico aereo]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>

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		<description><![CDATA[Al primo colpo d&#8217;occhio, sembra un incrocio tra un aereo teleguidato e un aquilone che si muove nell&#8217;aria e che viene guidato da un telecomando. La sola cosa [...]]]></description>
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</script><p><img src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2012/02/phpnxIn9JAM.jpg?9d7bd4" alt="" title="200398514-001" width="500" height="375" class="aligncenter size-full wp-image-14679" /></p>
<p>Al primo colpo d&#8217;occhio, sembra un incrocio tra un aereo teleguidato e un aquilone che si muove nell&#8217;aria e che viene guidato da un telecomando. La sola cosa che distingue il nostro dagli oggetti che abbiamo citato è il fatto che il primo gira all&#8217;infinito in tondo.<br />
<span id="more-14669"></span><br />
Non si tratta del balocco di un bambino molto viziato, e non è nemmeno l&#8217;ultimo hobby di qualche fanatico della tecnologia. Ok, vado al dunque. Quello di cui sto scrivendo è un progetto americano molto serio che si è posto l&#8217;obiettivo di produrre energia grazie a un nuovo tipo di eolico.</p>
<p>Ovviamente siamo ancora alla costruzione dei prototipi, ma ci sono molte speranze legate a questa idea, al punto che ci sono imprese pronte a disputarsi i relativi brevetti &#8211; come la Joby Energy e la Makani Power. Sono interessati all&#8217;affare pure i capi di Google, visto che hanno investito venti milioni di dollari alla Makani Power.</p>
<p>L’eolico volante utilizza lo stesso principio di quello classico, ovvero il vento fa girare un rotore, e questo produce dell&#8217;energia. La grande differenza tra questi due strumenti? Questo nuovo tipo di eolico può andare molto in alto e può captare venti molto più forti.</p>
<p>Il risultato è evidente. Potenzialmente queste nuove pale oliche possono produrre molta più energia. Perché ad un certa altezza i venti hanno anche un&#8217;altra caratteristica positiva per la produzione di energia eolica: il vento soffia in modo molto più costante &#8211; e non in modo intermittente &#8211; e quindi anche la produzione energetica è più regolare.</p>
<p>Il settore dell&#8217;energia eolica è ancora fragile, e spesso criticato in ragione di questa incapacità a far fronte ai grossi bisogni in energia delle nostre società. Ma questa invenzione, che dovrebbe essere commercializzata verso il 2015, potrebbe dare una risposta a molti problemi collegati alla produzione di energia eolica. Ovviamente bisogna superare i problemi collegati alla diversa usura che provoca il vento a quote più elevate.</p>
<p>Photo credits | Thinkstock</p>
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		<title>La Maddalena è sempre più inquinata</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 06:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Inquinamento Ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento mare]]></category>
		<category><![CDATA[La Maddalena]]></category>
		<category><![CDATA[sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[La Sardegna è uno dei posti più belli d&#8217;Italia, meta turistica prediletta anche da molti vip in estate, per il suo splendido mare. La Maddalena è una delle [...]]]></description>
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</script><p><img class="aligncenter size-full wp-image-14691" title="la maddalena" src="http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2012/02/104112493.jpg?9d7bd4" alt="" width="506" height="338" /></p>
<p>La <strong>Sardegna</strong> è uno dei posti più belli d&#8217;Italia, meta turistica prediletta anche da molti vip in estate, per il suo splendido mare. <strong>La Maddalena</strong> è una delle zone italiane più a rischio a causa dell&#8217;inquinamento: quella che sembrava una zona inquinata ma in fase di recupero, sta in realtà peggiorando giorno dopo giorno.<br />
<span id="more-14690"></span></p>
<p>Da sette ettari di territorio su cui intervenire, si è passati a dodici, la situazione si fa sempre più preoccupante e i fondi stanziati per le bonifiche, 30 milioni dopo il G8 che di fatto non c&#8217;è mai stato, non sono stati utilizzati efficaci. Le sostanze che inquinano le acque de <strong>La Maddalena</strong> sono piombo, idrocarburi e <strong>mercurio</strong>, presente, secondo gli ultimi rilevamenti, in quantità dieci volte maggiore rispetto al previsto.</p>
<p>L&#8217;Area di fronte all&#8217;Arsenale è quella più inquinata, come spiegato dal pm <strong>Riccardo Rossi</strong>, che da due anni ormai si occupa dell&#8217;inchiesta sulle bonifiche:</p>
<blockquote><p><em>Vi è l&#8217;ipotesi che buona parte della zona sia stata inquinata da errate manovre di bonifica, con diffusione del materiale inquinante rimosso, polveri sollevate e poi ricadute sul fondale. l nostro interesse è che la bonifica venga eseguita nel modo ottimale.</em></p></blockquote>
<p>Una seconda <strong>inchiesta</strong>, inoltre, si occupa delle bonifiche a terra, quindi le acque non sarebbero l&#8217;unico problema. Gli indagati sono i rappresentanti ai quali la <strong>Protezione Civile</strong>, allora guidata da Guido Bertolaso, aveva fatto affidamento. Le bonifiche sono state ribattezzate &#8220;bonifiche fantasma&#8221; e l&#8217;inquinamento ha raggiunto livelli impensabili, il ché fa indignare parecchio anche la popolazione dell&#8217;isola, il pm ha spiegato:</p>
<blockquote><p><em>Spreco inammissibile per la bonifica. Le imprese responsabili siano obbligate a farsi carico del risanamento. E’ tempo di dare alla Maddalena un futuro sostenibile.</em></p></blockquote>
<p>Anche <strong>Legambiente</strong> Sardegna è intervenuta per risolvere la questione e per sottolineare le mancate bonifiche:</p>
<blockquote><p><em>Le imprese incaricate di ripulire acqua e fondali non hanno svolto per nulla e comunque non bene il loro lavoro. Un compito per il quale hanno intascato moltissimo denaro, ben 30 milioni di euro, senza raggiungere alcun risultato, soldi pubblici che è inammissibile vengano sprecati così.</em></p></blockquote>
<p>Photo Credits | Thinkstock</p>
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