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	<title>Mondobimbiblog.com</title>
	
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	<description>Il mondo dei bimbi e delle mamme</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 May 2013 09:00:47 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Allattamento al seno: Italia fanalino di coda</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 09:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Tarroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Neonati e Allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[Allattamento]]></category>
		<category><![CDATA[Allattamento al seno]]></category>
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		<category><![CDATA[Allattare al seno]]></category>
		<category><![CDATA[Benefici dell'allattamento]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;allattamento al seno pare che l&#8217;Italia sia ancora molto indietro: gli ultimi dati presentati al congresso della Società italiana di pediatria mostra infatti che ben il 90% delle donne inizia l&#8217;allattamento al seno mentre si trova in ospedale ma solo il 30% continua ad adottarlo una volta tornata a casa. Dati preoccupanti soprattutto per i [...]]]></description>
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</script><p><a href="http://cdn.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2013/05/mamma-che-allatta.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-13346" alt="Allattamento al seno" src="http://cdn.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2013/05/mamma-che-allatta.jpg" width="500" height="334" /></a></p>
<p>Nell&#8217;<strong>allattamento al seno</strong> pare che l&#8217;Italia sia ancora molto indietro: gli ultimi dati presentati al congresso della Società italiana di pediatria mostra infatti che ben il 90% delle donne inizia <strong>l&#8217;allattamento al seno</strong> mentre si trova in ospedale ma solo il 30% continua ad adottarlo una volta tornata a casa. Dati preoccupanti soprattutto per i piccoli <strong>naonati</strong>, che perdono in tale modo i tanti benefici della pratica dell&#8217;<strong>allattamento</strong> al seno. Insomma in Italia solo il 5% delle mamme allattano in maniera esclusiva il proprio figlio fino al sesto mese di vita: i vantaggi sono tanti e concreti sia per la madre che per il bambino.</p>
<p><span id="more-13344"></span><strong>Allattare al seno</strong> più a lungo, anche in maniera non esclusiva, porta grandi benefici alle madri, riducendo il rischio di tumore della mammella, ovaio e anche dell’osteoporosi: del resto la stessa Organizzazione mondiale della sanità (OMS) cosiglia l’allattamento al seno in modo esclusivo fino ai sei mesi di vita del <strong>bambino</strong>. I vantaggi per i <strong>neonati</strong> sono in particolare una riduzione delle infezioni intestinali, dell&#8217;esposizione ad allergie e tanto altro ancora. Senza dimenticare che i<strong> bambini allattati</strong> hanno meno disturbi del linguaggio, hanno la mandibola ben sviluppata e le mascelle ben allineate.</p>
<p>Ma anche le <strong>mamme</strong> ne traggono benefici: nel periodo immediatamente seguente al parto, il <strong>bambino</strong>, quando <strong>poppa</strong>, stimola le contrazioni <strong>uterine</strong> e questo evita che la <strong>madre</strong> abbia grosse perdite di sangue e aiuta l&#8217;<strong>utero</strong> a tornare più rapidamente alle dimensioni originarie. Da non sottovalutare anche il forte legame che si viene a creare tra la mamma che allatta ed il bambino, limitando anche l&#8217;insorgenza di disturbi depressivi come la <a title="Depressione post partum come superarla" href="http://www.mondobimbiblog.com/2013/04/depressione-post-partum/">depressione post partum</a>. Insomma <strong>mamme</strong>, se ne avete la possibilità, <strong>allattate</strong> i vostri piccoli e limitate l&#8217;uso del <a title="Autosvezzamento, ecco come funziona" href="http://www.mondobimbiblog.com/2012/11/autosvezzamento-come-funziona/">latte artificiale</a> almeno nei primi mesi di vita. Ne trarrete tutti grande vantaggio!</p>
<p>Foto credits: Flickr foto by <a href="http://www.flickr.com/photos/mbeo52/2399059926/sizes/m/in/photostream/">Mbeo</a></p>
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		<title>Nausea in gravidanza: cause e rimedi</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 09:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Tarroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gravidanza e parto]]></category>
		<category><![CDATA[Nausea in gravidanza]]></category>

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		<description><![CDATA[Soffrire di nausea in gravidanza è una condizione abbastanza comune tra tutte le gestanti: ma quali sono le cause della nausea? E come si possono risolvere senza ricorrere a farmaci e senza dovere stare troppo male? Ecco alcuni consigli utili per tutte coloro che sono in dolce attesa! Per prima cosa occupiamoci delle cause delle [...]]]></description>
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</script><p><a href="http://cdn.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2013/05/dolce-attesa.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-13341" alt="nausea in gravidanza" src="http://cdn.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2013/05/dolce-attesa.jpg" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Soffrire di <strong>nausea in gravidanza</strong> è una condizione abbastanza comune tra tutte le <strong>gestanti</strong>: ma quali sono le cause della <strong>nausea</strong>? E come si possono risolvere senza ricorrere a farmaci e senza dovere stare troppo male? Ecco alcuni consigli utili per tutte coloro che sono in <strong>dolce attesa!</strong> Per prima cosa occupiamoci delle cause delle <strong>neusee</strong>, che possono essere le più disparate: solitamente la nausea non è altro che una risposta dell’organismo al cambiamento ormonale che la donna affronta, ovvero causata da un aumento della <strong>gonadotropina corionica umana</strong>, prodotta dalla <strong>placenta</strong>.</p>
<p><span id="more-13339"></span></p>
<p>Dall&#8217;altro lato abbiamo un altro fattore che influisce sulla <strong>nausea</strong>, ovvero il <strong>progesterone</strong>, che causa bruciori di stomaco e predispone al reflusso gastroesofageo: è sempre a causa sua che spesso le donne in dolce attesa soffrono anche di transitoria <strong>stitichezza</strong>. Un altro elemento comune alle gestanti è la manifestazione della <a title="La nausea in gravidanza può avere effetti negativi sul nascituro" href="http://www.mondobimbiblog.com/2011/08/nausea-in-gravidanza-puo-avere-effetti-negativi-sul-nascituro/">nausea</a>, che è più frequente durante le prime ore del mattino, soprattutto dopo il risveglio, e può essere accentuata da alcuni <strong>odori</strong>, più o meno forti, sorattutto di cibi.</p>
<p>Se soffrite di <strong>nausee</strong> nel <a title="Guida gravidanza: terzo mese" href="http://www.mondobimbiblog.com/2012/12/guida-gravidanza-terzo-mese/">primo trimestre</a> non vi allarmate: è una condizione comune che passa naturalmente con il progredire della <strong>gravidanza</strong>. Non occorrerà assumere farmaci, se non dietro prescrizione medica e solamente in casi specifici. Alcuni alimenti possono aiutare a ridurre tale condizione: due tra tutti il <strong>limone e la menta</strong>, che vantano delle proprietà digestive e grazie al loro apore, sono in grado di bloccare o comunque di ridurre fortemente le nausee. Basterà mettere una foglia di menta o uno spicchio di limone in bocca per ottenere un grande aiuito! Tra gli altri si segnalano anche i <strong>carboidrati</strong>, come il pane, meglio se tostato per bloccare il senso <strong>di nausea</strong>. No invece ai dolci, che possono accentuare il fastidio!</p>
<p>Foto credits: Flickr foto by <a href="http://www.flickr.com/photos/anycolour/">Any Colour</a></p>
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		<title>Il momento giusto per partorire: ecco lo studio</title>
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		<comments>http://www.mondobimbiblog.com/2013/05/momento-giusto-per-partorire/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 May 2013 09:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Tarroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gravidanza e parto]]></category>
		<category><![CDATA[Parto prematuro]]></category>
		<category><![CDATA[partorire]]></category>

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		<description><![CDATA[Un nuovo studio pubblicato sul Journal of Obstetrics &#38; Gynecology pare che abbia individuato il momento giusto per partorire: lo studio afferma che il momento ottimale per partorire sia da ridefinire in base a ogni singolo caso, ovvero ogni donna avrebbe un tempo a se stante, diverso dalle altre.  Lo studio parte della considerazione secondo cui [...]]]></description>
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</script><p><a href="http://cdn.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2013/04/donna-incinta.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-13186" alt="momento giusto per partorire" src="http://cdn.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2013/04/donna-incinta.jpg" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Un nuovo studio pubblicato sul <em>Journal of Obstetrics &amp; Gynecology</em> pare che abbia individuato il <strong>momento giusto per partorire:</strong> lo studio afferma che il momento ottimale per <strong>partorire</strong> sia da ridefinire in base a ogni singolo caso, ovvero ogni donna avrebbe un tempo a se stante, diverso dalle altre.  Lo studio parte della considerazione secondo cui nei parti tra le 37-38 settimane di <strong>gravidanza</strong> vi è un maggior numero di nati morti, rispetto alle morti <strong>neonatali</strong>. La dottoressa Alicia Mandujano e colleghi del MetroHealth Medical Center Case Western Reserve University di Cleveland hanno utilizzato i dati ricavati dal National Center for Health Statistics al fine di valutare quale potesse essere l’<strong>età gestazionale ottimale</strong> per <strong>partorire</strong>.</p>
<p><span id="more-13320"></span></p>
<p>In particolare i <strong>medici</strong> hanno confrontato il rischio di <strong>morte fetale</strong>, con quello di<strong> morte neonatale</strong> dei bambini già nati: questo monitoraggio è stato protratto per ogni settimana di gestazione. Secondo quanto appurato dagli scienziati, il rischio di morte fetale diminuiva tra le 34 e le 40 settimane di <strong>gestazione</strong>, per poi aumentare a termine.  I dati riportati nello studio quindi suggeriscono che il momento ottimale per il <a title="Guida gravidanza: nono mese" href="http://www.mondobimbiblog.com/2012/12/guida-gravidanza-nono-mese/">parto </a>non è necessariamente lo stesso per tutte ma occorre che sia il medico ad individuare quale sia il momento opportuno, in base ai singoli casi, alle singole esigenze ed eventuali <strong>patologie</strong> che si possono riscontrare.</p>
<p>Che ogni donna sia un caso a se lo si sapeva già: ogni <strong>gravidanza</strong> non può essere uguale all&#8217;altra, ed ogni singola gestante ha una storia a se. L&#8217;inzio del <strong>periodo pre parto</strong> del resto coincide con la <strong>rottura delle acque</strong>, ovvero la rottura delle membrane amniotiche, cui seguirà un aumento delle contrazioni: solitamente e soprattutto per il primo figlio, il travaglio non è mai breve ed in ogni caso, dalla rottura delle acque al parto il tempo minimo è di due ore.</p>
<p>Foto credits: Flickr foto by <a href="http://www.flickr.com/photos/bravibimbi/">Bravibimbi</a></p>
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		<title>Fumo e gravidanza: l’importanza di smettere.</title>
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		<comments>http://www.mondobimbiblog.com/2013/05/fumo-e-gravidanza/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 May 2013 09:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Tarroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gravidanza e parto]]></category>
		<category><![CDATA[Danni del fumo]]></category>
		<category><![CDATA[Fumo]]></category>
		<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Il fumo fa male: si tratta di un concetto ampiamente noto a tutti, ma forse non tutti sanno che la brutta abitudine di fumare nuoce soprattutto per chi è in dolce attesa: ecco il perchè quindi le donne in gravidanza dovrebbero smettere assolutamente di fumare, per non provocare dei danni, irreversibili, al feto. In [...]]]></description>
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</script><p><a href="http://cdn.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2013/05/mamma-e-bambino1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-13325" alt="Fumo e gravidanza" src="http://cdn.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2013/05/mamma-e-bambino1.jpg" width="500" height="333" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>fumo fa male</strong>: si tratta di un concetto ampiamente noto a tutti, ma forse non tutti sanno che la brutta abitudine di <strong>fumare</strong> nuoce soprattutto per chi è in <strong>dolce attesa</strong>: ecco il perchè quindi le<strong> donne in gravidanza</strong> dovrebbero smettere assolutamente di fumare, per non provocare dei danni, irreversibili, al <strong>feto</strong>. In particolare tra i rischi più comuni per le <strong>gestanti</strong> che fumano, si segnalano danni ai polmoni del bambino con conseguente predisposizione alla <strong>dispnea</strong>, all&#8217;<strong>asma</strong> e ad altri <strong>problemi respiratori</strong>. Cosa fare però se la <strong>neomamma</strong> proprio non riesce a dire di no alle sigarette? Uno studio americano consiglia di assumere durante i nove mesi di attesa integratori di<strong> vitamina C</strong>.</p>
<p><span id="more-13322"></span></p>
<p>La vitamina C infatti, può aiutare a migliorare la <strong>funzionalità polmonare del feto</strong> e prevenire quindi disturbi come la tosse e il respiro affannoso durante il primo anno di vita: lo studio è stato presentato al meeting annuale del PAS &#8211; Pediatric Academic Societies. lL&#8217;autrice della ricerca Cynthia T. McEvoy del Doernbecher Children&#8217;s Hospital dell&#8217;Oregon Health &amp; Science University, ha commentato così i risultati presentati:</p>
<blockquote><p><em>La vitamina C e&#8217; un trattamento semplice, sicuro e poco costoso che puo&#8217; diminuire l&#8217;impatto del fumo durante la gravidanza sulla <strong>salute respiratoria infantile</strong>. Lo studio ha coinvolto 159 donne <strong>incinte</strong> di meno di ventidue settimane che non riuscivano a smettere di fumare. Le partecipanti sono state divise in due gruppi: il primo ha assunto una capsula di cinquecento milligrammi di vitamina C al giorno, il secondo una pillola placebo.</em></p></blockquote>
<p>I <strong>piccoli</strong> nati da <strong>mamme</strong> che nel corso della gravidanza, pur fumando sigarette, hanno assunto della vitamina C, si sono dimostrati più sani, con una maggiore funzionalità polmonare sia alla nascita, sia durante il primo anno di vita, mentre i piccoli nati da mamme fumatrici non sottoposte al trattamento avrebbero sviluppato una minore capacità polmonare, con rischio di contrarre una delle patologie sopra indicate. <strong>Mamme</strong>, abbiate a cuore la salute dei vostri <strong>bimbi</strong>: smettete di <a title="Fumo passivo: a rischio la salute del neonato" href="http://www.mondobimbiblog.com/2011/07/fumo-passivo-rischio-la-salute-del-neonato/">fumare </a>se cercate una <strong>gravidanza</strong> o siete già in <strong>dolce attesa.</strong></p>
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		<title>Anemia in gravidanza, cosa fare?</title>
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		<comments>http://www.mondobimbiblog.com/2013/05/anemia-in-gravidanza/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 May 2013 09:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Tarroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gravidanza e parto]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione in gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;anemia in gravidanza è un disturbo piuttosto comune tra tutte le future mamme in dolce attesa: si tratta di una carenza di emoglobina, necessaria per il trasporto dell&#8217;ossigeno nel sangue da parte dei globuli rossi. Spesso si tratta di una carenza congenita, ma spesso può anche verificarsi in donne che non ne hanno mai sofferto, [...]]]></description>
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</script><p><a href="http://cdn.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2013/05/mamma-e-bambino.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-13315" alt="Anemia in gravidanza" src="http://cdn.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2013/05/mamma-e-bambino.jpg" width="507" height="338" /></a></p>
<p>L&#8217;<strong>anemia in gravidanza</strong> è un disturbo piuttosto comune tra tutte le future <strong>mamme in dolce attesa</strong>: si tratta di una carenza di emoglobina, necessaria per il trasporto dell&#8217;ossigeno nel sangue da parte dei globuli rossi. Spesso si tratta di una <strong>carenza congenita</strong>, ma spesso può anche verificarsi in donne che non ne hanno mai sofferto, a causa dei cambiamenti fisiologici che il corpo affronta. Infatti con il trascorrere dei mesi aumenta il volume del <strong>sangue materno</strong> proporzionalmente con l&#8217;aumentare delle esigenze metaboliche di <strong>mamma e feto</strong>: in questo frangente si tende ad avere anche un aumento del ferro.</p>
<p><span id="more-13311"></span></p>
<h2>Cosa fare in caso di anemia in gravidanza?</h2>
<p>Se si verifica l&#8217;insorgenza di <strong>anemia</strong> nelle<strong> future mamme</strong>, per prima cosa non preoccupatevi e consolatevi, siete in buona compagnia poichè circa il 40% delle donne in attesa ne soffre. Se viene individuata per tempo, con le <a title="Gravidanza, esami e visite gratuite" href="http://www.mondobimbiblog.com/2011/09/gravidanza-esami-visite-gratuite/">analisi del sangue</a> di routine, la si può compensare con una <a title="Dieta in gravidanza: i grassi polinsaturi riducono le allergie alimentari nei bambini" href="http://www.mondobimbiblog.com/2011/09/dieta-in-gravidanza-i-grassi-polinsaturi-riducono-le-allergie-alimentari-nei-bambini/">dieta </a>adeguata e con l&#8217;eventuale ausilio di integratori, che devono comunque sempre essere prescritti dal <strong>medico</strong>. Tra gli <strong>alimenti</strong> più indicati ci sono carne rossa, legumi, verdure come gli spinaci, uova, pesce (tonno, sardine e merluzzo), oltre all&#8217;assunzione della sempre preziosa <strong>vitamina C</strong>.</p>
<h2>Quali sono i sintomi dell&#8217;anemia?</h2>
<p>I <strong>sintomi</strong> più diffusi sono una maggiore stanchezza e spossatezza, mal di testa, irritabilità ma si possono verificare anche capogiri e dispnea. Se notate l&#8217;insorgenza di uno o più di questi sintomi, comunicatelo al vostro <strong>medico</strong> immediatamente, in modo tale che possa farvi gli esami del caso: non sottovalutate o prendere sotto gamba i <strong>cambiamenti fisici</strong> che si verificano in questi <strong>nove mesi di attesa</strong>. In caso di gravi anemie infatti si può verificare carenza di ossigenazione del feto oppure la necessità di trasfusioni di sangue alla partoriente, a causa della perdita di sangue che inevitabilmente consegue al <strong>parto</strong>.</p>
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		<item>
		<title>Gravidanza e animali domestici: facciamo chiarezza</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2013 09:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Tarroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gravidanza e parto]]></category>
		<category><![CDATA[Animali domestici]]></category>
		<category><![CDATA[Sintomi Toxoplasmosi]]></category>
		<category><![CDATA[Toxoplasmosi]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono molte le famiglie che possiedono un animale domestico, che spesso vive in casa a stretto contatto coni membri della famiglia. Ma quando la padrona di casa rimane incinta, come affrontare il binomio gravidanza e animali domestici? Ci sono rischi o controindicazioni a detenere in casa un pet? Oppure, quali sono i vantaggi? Vivere una [...]]]></description>
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</script><p><a href="http://cdn.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2013/04/bambino-e-cucciolo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-13306" alt="Gravidanza e animali domestici" src="http://cdn.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2013/04/bambino-e-cucciolo.jpg" width="638" height="478" /></a></p>
<p>Sono molte le famiglie che possiedono un <strong>animale domestico</strong>, che spesso vive in casa a stretto contatto coni membri della famiglia. Ma quando la padrona di casa rimane <strong>incinta</strong>, come affrontare il binomio <strong>gravidanza e animali domestici</strong>? Ci sono rischi o controindicazioni a detenere in casa un pet? Oppure, quali sono i vantaggi? Vivere una <strong>gravidanza</strong> avendo un cane in casa può aiutare molto dal punto di vista fisico e psicologico, ovviamente se non vi sono delle contro indicazioni mediche. Per prima cosa il cane può essere uno stimolo a <strong>passeggiare</strong> e fare attività fisica, mantenendosi in forma ed aiutando la circolazione sanguigna.</p>
<p><span id="more-13304"></span></p>
<p>Senza dimenticare poi che la vicinanza di un pet, le <strong>coccole e carezze</strong> al nostro amico a quattro zampe aiutano le <strong>future mamme</strong> a restare tranquille, allontanando <strong>stress</strong> e preoccupazioni. Lo stesso dicasi per chi possiede invece un gatto: sapete che le <strong>fusa del micio</strong> hanno proprietà terapeutiche? Pare che infondano tranquillità e tengano lontano lo stress: una delle paure principali delle future <strong>mamme</strong> è quella della <strong>toxoplasmosi</strong>, un&#8217;infezione causata da un parassita (protozoo Toxoplasma gondii) che può vivere nei gatti e negli animali da allevamento.</p>
<p>Si tratta di un <strong>parassita</strong> che non provoca reazione ma che è completamente asintomatico: in sostanza una donna può scoprire di essere positiva alla  <a title="Toxoplasmosi in gravidanza: come prevenirla?" href="http://www.mondobimbiblog.com/2011/10/toxoplasmosi-in-gravidanza-come-prevenirla/">toxoplasmosi </a>solo con delle specifiche <a title="Gravidanza: quali esami fare" href="http://www.mondobimbiblog.com/2012/01/gravidanza-quali-esami-fare/">analisi </a>del sangue che vengono prescritte nel <strong>primo trimestre di gravidanza</strong>. Questa infezione diventa pericolosa per il feto se contratta in gravidanza e potrebbe essere la causa di gravi <strong>malattie neurologiche o di aborti</strong>: il principale portatore di questa malattia è da sempre considerato il <strong>gatto</strong>, anche se non è proprio così. Infatti tra le principali fonti di infezioni, ben il 63 per cento, ci sono</p>
<ul>
<li>il consumo da parte della gestante di carne cruda e semicruda di maiale e di agnello come prosciutto crudo, salsicce, salumi in generale, carne salata ed essiccata, carpaccio;</li>
<li>il contatto con il terreno contaminato dalle feci di animali infetti.</li>
</ul>
<p>Insomma via libera agli <strong>amici a quattro zampe in gravidanza</strong>, attenzione unicamente a non esporvi a fonti di rischio come per l&#8217;appunto il consumo di carne cruda o il contatto diretto con le feci degli animali: fate pulire la lettiera del micio al <strong>papà</strong> per una volta!</p>
<p>Foto credits: Reddit.com</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L’ansia dei genitori provoca insonnia nei figli</title>
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		<comments>http://www.mondobimbiblog.com/2013/04/insonnia-nei-figli/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2013 09:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Tarroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie e Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[inson]]></category>
		<category><![CDATA[Insonnia bambini]]></category>

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		<description><![CDATA[Se voi genitori siete ansiosi, è probabile che vostro figlio sia insonne e dorma poco la notte:  sono quindi i genitori, con le loro ansie e preoccupazioni, a non fare dormire i piccoli. Questi risultati emergono dallo studio condotto su un totale di 156 coppie di genitori, con bimbi che soffrono di insonnia di età [...]]]></description>
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</script><p><a href="http://cdn.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2012/12/Corredino-per-il-neonato-cosa-acquistare.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-12989" alt="insonnia nei figli" src="http://cdn.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2012/12/Corredino-per-il-neonato-cosa-acquistare.jpg" width="475" height="360" /></a></p>
<p>Se voi <strong>genitori</strong> siete <strong>ansiosi</strong>, è probabile che vostro <strong>figlio</strong> sia insonne e dorma poco la notte:  sono quindi i genitori, con le loro ansie e preoccupazioni, a non fare dormire i piccoli. Questi risultati emergono dallo studio condotto su un totale di 156 coppie di genitori, con <strong>bimbi</strong> che soffrono di <strong>insonnia</strong> di età compresa fra i cinque ed i dieci anni: alle <strong>coppie</strong> sono stati proposti tre questionari, uno per quantificare lo <strong>stress dei genitori</strong>, uno per capire in che modo i bambini dormono ed il terzo per esaminare i comportamenti di questi ultimi. Lo scopo dello studio era quello di verificare le correlazioni tra queste variabili, e di come lo <strong>stress</strong> potesse influire sul sonno e sui comportamenti dei  più piccoli. Dallo studio è emerso che l&#8217;<strong>ansia</strong> dei genitori provoca <strong>insonnia nei figli</strong>.</p>
<p><span id="more-13289"></span></p>
<p>Nel 40% dei casi esaminati i <strong>genitori</strong> che risultavano stressati e fortemente preoccupati, avevano una correlazione con i comportamenti disfunzionali dei loro <strong>figli</strong>, in particolare resistenza ad andare a letto, insonnia, risvegli frequenti e conseguente sonnolenza durante il giorno. Partendo da questo punto si è analizzato il comportamento dei genitori ed il loro grado di stress, portando al risultato cui si è già accennato sopra. L&#8217;<a title="Insonnia, ne soffrono 3 bambini su 10" href="http://www.mondobimbiblog.com/2011/10/insonnia-ne-soffrono-3-bambini-su-10/">insonnia nei bambini</a> del resto è un fenomeno che non bisogna sottovalutare, ma analizzare attenztamente al fine di scoprirne le origini e risolverlo nel più breve tempo possibile.</p>
<p>In particolare ricordiamo che i <strong>disturbi del sonno</strong> possono incidere anche sulla crescita del bambino, perchè possono avere riflessi sul metabolismo, sul ritmo cardiaco ed altro ancora. Spesso l&#8217;insonnia è causata anche da errori causati dai genitori stessi, per aiutare i piccoli a dormire bene ricordate di:</p>
<ul>
<li>Mantenere degli orari regolari per mandarli a dormire e per svegliarli;</li>
<li>Evitare di farli stare alzati oltre le 21;</li>
<li>Evitare di farli mangiare poco prima di dormire;</li>
<li>Mantenere delle abitudini di rinforzo all&#8217;ora del sonno</li>
<li>Evitare cibi e bevande eccitanti, giochi o altri svaghi che li possano svegliare ed eccitare.</li>
</ul>
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		<title>Villocentesi, in cosa consiste?</title>
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		<comments>http://www.mondobimbiblog.com/2013/04/villocentesi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 09:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Tarroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esami e analisi in gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[Analisi in gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[Gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[villocentesi]]></category>

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		<description><![CDATA[La villocentesi è un esame che può essere effettuato nel corso della gravidanza, tra l&#8217;undicesima e la dodicesima settimana, e che consiste nel prelievo per via transaddominale dei villi coriali, che costituiscono la parte embrionale della placenta. Si tratta di un esame opzionale, che può essere richiesto dalla gestante per individuare la presenza di anomalie [...]]]></description>
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</script><p><a href="http://cdn.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2013/01/Sciopero-ginecologi-ed-ostetriche-il-12-febbraio-2013.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-13087" alt="Villocentesi" src="http://cdn.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2013/01/Sciopero-ginecologi-ed-ostetriche-il-12-febbraio-2013.jpg" width="507" height="338" /></a></p>
<p>La <strong>villocentesi</strong> è un esame che può essere effettuato nel corso della <strong>gravidanza</strong>, tra l&#8217;undicesima e la dodicesima settimana, e che consiste nel <strong>prelievo</strong> per via transaddominale dei villi coriali, che costituiscono la parte embrionale della <strong>placenta</strong>. Si tratta di un esame opzionale, che può essere richiesto dalla gestante per individuare la presenza di <strong>anomalie</strong> e riarrangiamenti cromosomici del feto, escludendo quindi molte malattie importanti come la talassemia o la fibrosi cistica. Nonostante la sua grande importanza, si tratta comunque di un esame molto invasivo: vediamo concretamente come viene eseguito.</p>
<p><span id="more-13280"></span></p>
<h2>La villocentesi, come si esegue?</h2>
<p>La <strong>villocentesi</strong> viene effettuata introducendo un ago nell’utero attraverso l’<strong>addome</strong>, il tutto sotto controllo ecografico per verificare di non pungere il sacco amniotico. Una volta giunto ai <strong>villi</strong>, l’ago viene collegato a una siringa che ne aspira alcuni frammenti, che verranno poi analizzati al microscopio. Si tratta di un esame che viene eseguito in sala operatoria ma in forma ambulatoriale, e che nella maggior parte dei casi provoca solo un pò di fastidio al momento dell&#8217;inserimento dell&#8217;ago. Il decorso post esame invece dovrà essere di assoluto riposo per la gestante.</p>
<h2>La villocentesi, quali sono i rischi?</h2>
<p>Nell&#8217;esecuzione della <strong>villocentesi</strong> vi è il rischio pari all&#8217;1% di un <strong>aborto spontaneo, </strong>oppure di lesioni fetali. Tra gli altri rischi si segnalano anche perdite ematiche vaginali, complicanze settiche e rottura prematura delle membrane. Per tali ragioni viene consigliata solamente a determinate categorie di donne ed in particolare: donne di età uguale o superiore a 35 anni, esposte a potenziale rischio di <a title="Un test predice le malattie genetiche del nascituro" href="http://www.mondobimbiblog.com/2010/12/un-test-predice-le-malattie-genetiche-del-nascituro/">patologia cromosomica</a>, che hanno avuto problemi o anamnesi genetiche in una precedente gravidanza o in famiglia, ed infine donne nelle quali lo <strong>screening biochimico</strong> della <strong>gravidanza</strong> riveli un rischio di <strong>patologia</strong> cromosomica elevato rispetto alla sua età.</p>
<p>Prima di intraprendere ogni decisione, discutetene con il vostro ginecologo che vi saprà consigliare l&#8217;esame più adatto alle vostre esigenze, tra <strong>villocentesi</strong> ed <a title="Amniocentesi o villocentesi: quale scegliere?" href="http://www.mondobimbiblog.com/2012/05/amniocentesi-villocentesi-quale-scegliere/">amniocentesi</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Abbigliamento in gravidanza: come vestirsi?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Mondobimbiblogcom/~3/K1KdZe1gInw/</link>
		<comments>http://www.mondobimbiblog.com/2013/04/abbigliamento-in-gravidanza/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 09:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Tarroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abbigliamento in gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[abbigliamento per allattare]]></category>
		<category><![CDATA[Abbigliamento premaman]]></category>
		<category><![CDATA[Allattare]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver scoperto di essere incinta, molte donne iniziano a preoccuparsi per le questione più pratiche legate alla gravidanza appena iniziata: una di queste è senza dubbio la scelta dell&#8217;abbigliamento in gravidanza. Come vestirsi nel corso di questi lunghi nove mesi? Ecco alcuni consigli utili per voi, future mamme, affinchè possiate stare comode, senza rinunciare [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="archive_1"></div><script type="text/javascript">

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</script><p><a href="http://cdn.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2013/04/mamma-che-allatta.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-13262" alt="Abbigliamento in gravidanza" src="http://cdn.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2013/04/mamma-che-allatta.jpg" width="494" height="500" /></a></p>
<p>Dopo aver scoperto di essere <strong>incinta</strong>, molte donne iniziano a preoccuparsi per le questione più pratiche legate alla <strong>gravidanza</strong> appena iniziata: una di queste è senza dubbio la scelta dell&#8217;<strong>abbigliamento in gravidanza</strong>. Come vestirsi nel corso di questi lunghi <strong>nove mesi</strong>? Ecco alcuni consigli utili per voi, future mamme, affinchè possiate stare comode, senza rinunciare alla praticità ed al glamour di qualche capo speciale! Per prima cosa ricordiamo che l&#8217;importante nel corso della <strong>gravidanza</strong> è essere <strong>comode</strong>, scegliendo capi che vengano incontro alla esigenze del vostro corpo, come l&#8217;aumento della pancia e il gonfiarsi delle caviglie.</p>
<p><span id="more-13260"></span></p>
<p>Preferite maglie, magliette e abitini elasticizzati , che seguono naturalmente le forme del <strong>corpo</strong> senza costringerlo. La moda suggerisce poi di abbinare questi capi ad aesempio a dei legging, in modo tale da poter ottenere un look perfetto sia per l&#8217;ufficio che per una serata fuori con gli amici o il compagno. I pantaloni invece è preferibile sceglierli specificatamente <strong>premaman</strong>, con elastico in vita che sostiene la <strong>pancia</strong>: non eccedete con le taglie, poichè si tratta di capi che tengono conto dell&#8217;aumento delle forme nella zona della vita, mentendo un&#8217;ottima vestibilità nelle gambe.</p>
<p>Un discorso a parte va affrontato invece per la<strong> biancheria intima</strong>: nei primi mesi non sarà necessario modificare le proprie abitudini, ma più avanti, con l&#8217;aumento della pancia sarà utile della biancheria che sostenga il <strong>peso</strong>: anche in questo caso troverete nei reparti <a title="Abbigliamento premaman, alcuni consigli" href="http://www.mondobimbiblog.com/2012/05/abbigliamento-premaman-consigli/">premaman</a> dell&#8217;intimo adatto alle singole esigenze. Lo stesso dicasi per i reggiseni: senza dubbio quelli che portavate quotidianamente non vi andranno più bene. Le opzioni sono due: o acquistate alcuni reggiseni di un paio di taglie più grandi, a seconda delle vostre esigenze, oppure ne potete acquistare direttamente alcuni modelli da <a title="Cosa mettere nella valigia per il parto" href="http://www.mondobimbiblog.com/2012/12/valigia-parto/">allattamento</a>, che utilizzerete anche dopo la <strong>nascita</strong> del <strong>bambino</strong>. Risparmiando anche un pochino sulle spese!</p>
<p>Foto credits: Flickr foto by <a href="http://www.flickr.com/photos/matteo_bagnoli/">Matteo Bagnoli</a></p>
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		<item>
		<title>Depressione post partum come superarla</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Mondobimbiblogcom/~3/o9HlIoQMj88/</link>
		<comments>http://www.mondobimbiblog.com/2013/04/depressione-post-partum/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Apr 2013 09:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Tarroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gravidanza e parto]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione post parto]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione post partum]]></category>

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		<description><![CDATA[La depressione post partum è un disturbo che si manifesta immediatamente dopo la nascita del bambino, non necessariamente per motivazioni legate ai cambiamenti ormonali ma anche per tutta una serie di fattori che portano la neo mamma a non sentirsi all&#8217;altezza della situazione. Vi sono diversi livelli di depressione post partum: nei casi di depressione [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="archive_1"></div><script type="text/javascript">

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</script><p><a href="http://cdn.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2013/01/isospadia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-13059" alt="Depressione post partum" src="http://cdn.mondobimbiblog.com/wp-content/uploads/2013/01/isospadia.jpg" width="500" height="334" /></a></p>
<p>La <strong>depressione post partum</strong> è un disturbo che si manifesta immediatamente dopo la <strong>nascita</strong> del bambino, non necessariamente per motivazioni legate ai cambiamenti <strong>ormonali</strong> ma anche per tutta una serie di fattori che portano la neo mamma a non sentirsi all&#8217;altezza della situazione. Vi sono diversi livelli di <strong>depressione post partum</strong>: nei casi di depressione lieve, che viene comunemente chiamata anche <strong>baby blues</strong>, non c&#8217;è assolutamente da preoccuparsi e scompare entro una quindicina di giorni dalla nascita. Nei casi più gravi occorrerà affidarsi ad un medico esperto che saprà valutare la situazione.</p>
<p><span id="more-13248"></span></p>
<p style="text-align: left;">In ogni caso per superare la <strong>depressione post partum lieve</strong>, vi sono diversi consigli che possono essere di grande aiuto alle <strong>neo mamme</strong> che si trovano ad affrontare un sacco di cambiamenti ed una nuova vita, spesso senza aiuti esterni. Non dimeticate che siete in tante ad affrontare questi momenti: confrontatevi con altre <strong>mamme</strong>, per vedere la situazione da altre prospettive ed imparare da chi è già passato in simili situazioni. Prendetevi del tempo per stare con il vostro <a href="http://www.tuttomamma.com/depressione-post-partum-testimonianza-papa/23338/">compagno </a>e parlare di questi cambiamenti, chidendogli aiuto e pazienza. Se vi sentite sole, stanche, frustrate o arrabbiate, lasciate il <strong>bambino</strong> a qualcuno di cui vi fidate e prendetevi del tempo per voi stesse: dedicate il tempo libero a rilassarvi o a telefonare ad un amica, o qualcosa che vi faccia stare bene!</p>
<p>Coinvolgete il <strong>papà</strong> che può fare moltissimo per aiutarvi a superare la <a title="Parto: la Depressione Post-Partum" href="http://www.mondobimbiblog.com/2009/12/parto-la-depressione-post-partum/">depressione post partum</a>. Non da meno, ricordate l&#8217;importanza del riposo: approfittate dei pisolini del vostro <strong>bambino</strong> per staccare la spina e riposarvi anche voi! Infine un pò di attività fisica, un&#8217;<a href="http://www.medicinalive.com/psicologia-e-medicina-della-mente/psichiatria/depressione-post-partum-omega-3-correlazione/">alimentazione</a> sana a base di frutta, cereali e verdura, poca caffeina, alcol e zuccheri, vi daranno una marcia in più. Ricordate che non siete sole al mondo, ma che potete chiedere aiuto in ogni momento anche a parenti ed amici, senza vergogna alcuna!</p>
<p>Foto credits: Flickr foto by <a href="http://www.flickr.com/photos/sartor/2715055290/">sartor</a></p>
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