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	<title>MedicinaLive.com</title>
	
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		<title>Influenza suina: i malati in Italia salgono a 30 e c’è il primo decesso senza altre patologie pregresse</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 14:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mancini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Epidemie]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina News]]></category>
		<category><![CDATA[decessi associati al virus  A H1N1]]></category>
		<category><![CDATA[decesso per influenza suina]]></category>
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		<category><![CDATA[patologie pregresse]]></category>

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Fino a questo momento, almeno in Italia, tutti i decessi associati al virus  A H1N1, avvenivano come conseguenza dell&#8217;aggravarsi di patologie pregresse. Ma ieri sera è arrivata la conferma che anche il nostro Paese ha conosciuto, per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-20208" title="precauzioni-influenza-suina" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/11/precauzioni-influenza-suina.jpg" alt="precauzioni-influenza-suina" width="450" height="271" /></p>
<p>Fino a questo momento, almeno in Italia, tutti i <strong>decessi associati al virus  A H1N1</strong>, avvenivano come conseguenza dell&#8217;aggravarsi di <strong>patologie pregresse</strong>. Ma ieri sera è arrivata la conferma che anche il nostro Paese ha conosciuto, per la prima volta, una morte dovuta <strong>esclusivamente </strong>all&#8217;influenza suina.</p>
<p>Si tratta di un <strong>indiano di 35 anni</strong>, residente in Lombardia, in un paese in provincia di <strong>Brescia</strong>. Sembra che l&#8217;uomo, morto il 2 novembre scorso, <strong>non avesse patologie in corso</strong> e fosse completamente sano, e solo dopo 5 giorni dal decesso i medici hanno potuto accertare che questo è avvenuto a causa dell&#8217;<strong>aggravarsi dell&#8217;influenza</strong>.</p>
<p>Con lui, insieme ai tre casi delle ultime 24 ore, i quali però presentavano già alcuni problemi (una leucemia, un diabete ed un tumore al cervello), i decessi in Italia legati alla nuova influenza <strong>salgono così a 30</strong>, tutti concentrati nell&#8217;ultimo mese.</p>
<p>[Fonte: <a target="_blank" href="http://www.apcom.net" target="_blank">Apcom</a>]</p>
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		<item>
		<title>Stati Uniti: l’obesità causa 100 mila casi di cancro all’anno</title>
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		<comments>http://www.medicinalive.com/scienza-dellalimentazione/alimentazione-e-prevenzione/stati-uniti-obesita-causa-100-cancro-anno/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 09:23:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Pagliaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Oncologia]]></category>
		<category><![CDATA[calcolo indice di massa corporea]]></category>
		<category><![CDATA[cancro esofageo]]></category>
		<category><![CDATA[cancro provocato dall'obesità]]></category>
		<category><![CDATA[carcinoma endometriale]]></category>
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		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[tumore all'utero]]></category>

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L&#8217;obesità provoca più di 100.000 casi di cancro negli Stati Uniti ogni anno, e il numero è destinato ad aumentare contemporaneamente all&#8217;aumento del peso degli americani, dicono i ricercatori. Dopo aver constatato che il grasso corporeo in eccesso causa circa la metà dei casi di carcinoma endometriale, un tipo di tumore all&#8217;utero, e un terzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-20202" title="obesità" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/11/obesità.jpg" alt="obesità" width="450" height="388" /></p>
<p>L&#8217;obesità provoca più di <strong>100.000 casi di cancro negli Stati Uniti ogni anno</strong>, e il numero è destinato ad aumentare contemporaneamente all&#8217;aumento del peso degli americani, dicono i ricercatori. Dopo aver constatato che il <strong>grasso corporeo in eccesso</strong> causa circa la metà dei casi di <strong>carcinoma endometriale</strong>, un tipo di tumore all&#8217;utero, e un terzo dei casi di <strong>cancro esofageo</strong>, l&#8217;Istituto Americano per la Ricerca sul Cancro ha tentato di capire se fossero anche altri i tumori maligni che il peso eccessivo può causare. E purtroppo hanno scoperto che la loro supposizione era corretta.</p>
<p>Il cancro è la <strong>seconda causa di morte negli Stati Uniti</strong>, dopo le malattie cardiache. L&#8217;American Cancer Society ha pronosticato che a 1,47 milioni di persone sarà diagnosticato il cancro quest&#8217;anno e 562.000 moriranno per questa causa.<span id="more-20200"></span></p>
<p>Oltre il 26% degli americani è obeso, definito come <strong>indice di massa corporea</strong> <strong>di 30 o superiore</strong>. Il BMI (indice di massa corporea) è pari al peso in chilogrammi diviso per l&#8217;altezza in metri al quadrato. Una persona 165 cm di altezza diventa obesa ad 82 kg. Inoltre, quasi un terzo degli americani è in <strong>sovrappeso</strong>, definito come avere un BMI tra 25 e 30. Ed anche in Italia, nonostante la Dieta Mediterranea, i dati non divergono più di tanto.</p>
<p>Lo studio ha combinato i risultati di una ricerca che collegava dieta, attività fisica e l&#8217;ingrasso, con il rischio di cancro, effettuata con sondaggi nazionali in materia di obesità e d&#8217;incidenza del cancro. Dopodiché i ricercatori hanno elaborato la percentuale di quei tumori specifici che<strong> si sarebbero potuti evitatare</strong> se tutti avessero mantenuto un peso sano.</p>
<p>Ecco alcune delle stime dei tipi di cancro che potevano essere evitati ogni anno se la popolazione fosse stata attenta alla bilancia:</p>
<ul>
<li><strong>Esofageo</strong>: 35% dei casi o 5.800 persone;</li>
<li><strong>Pancreatico</strong>: 28% o 11.900;</li>
<li><strong>Colecisti</strong>: 21% o 2.000;</li>
<li><strong>Colon</strong>: 9% o 13.200;</li>
<li><strong>Seno</strong>: 17% o 33.000;</li>
<li><strong>Endometrio</strong>: 49% o 20.700;</li>
<li><strong>Rene</strong>: 24% o 13.900</li>
</ul>
<p>Nel mese di luglio, i ricercatori hanno stimato che l&#8217;obesità e le malattie connesse rappresentano quasi il 10% di tutte le spese mediche negli Stati Uniti per una cifra stimata di <strong>147 miliardi di dollari l&#8217;anno</strong>. E tutto questo, nella maggior parte dei casi, perché non si sta attenti a ciò che mangiamo e perché non facciamo più attività fisica.</p>
<p>[Fonte: <a target="_blank" href="http://www.health24.com" target="_blank">Health24</a>]</p>
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		<title>Vaccinazioni obbligatorie e rischi /1</title>
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		<comments>http://www.medicinalive.com/medicina-tradizionale/vaccini/vaccinazioni-obbligatorie-e-rischi-1/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 09:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>liulai</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Salute dei Bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[meningite]]></category>
		<category><![CDATA[pertosse]]></category>
		<category><![CDATA[rischi delle vaccinazioni]]></category>
		<category><![CDATA[vaccinazioni obbligatorie]]></category>

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Chi ha cresciuto dei figli, sarà sicuramente passato attraverso la lunga processione di vaccinazioni obbligatorie, dalle gocce sulla lingua alla &#8220;punturina che non fa male&#8221;, con conseguenti urla belluine nei locali delle Asl e successivo regalino per far cessare le lacrime. Ma nonostante questa specie di &#8216;giogo&#8217; obbligatorio da affrontare, i genitori sanno benissimo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-20181" title="vaccini" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/11/vaccini.jpg" alt="vaccini" width="450" height="357" /></p>
<p>Chi ha cresciuto dei figli, sarà sicuramente passato attraverso la lunga processione di <strong>vaccinazioni obbligatorie</strong>, dalle gocce sulla lingua alla &#8220;punturina che non fa male&#8221;, con conseguenti urla belluine nei locali delle Asl e successivo regalino per far cessare le lacrime. Ma nonostante questa specie di &#8216;giogo&#8217; obbligatorio da affrontare, i genitori sanno benissimo che le vaccinazioni hanno salvato la vita di decine, centinaia, migliaia di persone. Anche il luogo comune sui <strong>rischi delle vaccinazioni</strong> è eccessivo, perché è provato che sono estrema­mente sicure, e che, nonostante non sia possibile escludere in modo assoluto rischi associati, nel rap­porto rischi/benefici questi ultimi prevalgono decisamente.</p>
<p>I <strong>soggetti più vulnerabili</strong> alle malattie sono i neonati e i bambini piccoli, ed è per questo che è essenziale proteggerli con le vaccinazioni. Al mo­mento non esistono reali alternative alla vaccina­zione per proteggersi da alcune <strong>malattie infettive</strong>. I vaccini funzionano stimolando i meccanismi naturali di difesa che il nostro organismo usa contro <strong>virus, bat­teri, agenti patogeni</strong> in generale, in grado di provo­care infezioni. Se la difesa ha successo l&#8217;infezione viene sconfitta e si crea una resistenza (<em>immunità</em>) verso nuovi attacchi da parte dello stesso microrganismo, altrimenti prevale l&#8217;agente infettivo, con la con­seguente potenziale malattia.</p>
<p><span id="more-20116"></span></p>
<p>Nello sviluppare <strong>l&#8217;immunità</strong>, l&#8217;organismo produce delle sostanze, gli anticorpi, con il compito di combattere gli <strong>antigeni</strong>, e di questa difesa conserva una memoria, che può es­sere richiamata in caso di necessità per una prote­zione futura, anche dopo molti mesi e anni. La vaccinazione permette di ottenere una protezione immunitaria senza per questo provocare la malattia.</p>
<p>In base ai dati forniti dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, l&#8217;efficacia dei vaccini non è assoluta, ma in ogni caso la percentuale di successo è molto alta, e, anche in caso di malattia, questa viene contratta in misura ridotta. Facendo esempi pratici, segnaliamo che negli anni &#8216;40 i casi di <strong>pertosse</strong> nel mondo erano 175.000, con circa 8.000 decessi, mentre nel 1999 sono scesi a 6.031. Analogamente, negli anni &#8216;20 i casi di<strong> difterite</strong> erano quasi 200.000 all&#8217;anno con 13.000 morti, mentre, dopo l&#8217;avvento della vaccina­zione, nel 1999 c&#8217;è stato solo un caso.</p>
<p> In alcuni casi, come ad esempio per il <strong>vaiolo</strong>, si può parlare di &#8216;<em>era­dicazione</em>&#8216;. Lo storico evento è stato ottenuto vacci­nando a tappeto e per un lungo periodo la quasi totalità della popolazione, con il risultato di impedire la diffusione del virus, che nel caso del vaiolo ha biso­gno di un ospite umano suscettibile alla malattia per sopravvivere. L&#8217;ultimo caso conosciuto di vaiolo è stato registrato in Somalia il 26 Ottobre 1977. Importanti anche i risultati della lotta contro la <strong>poliomielite</strong>, sconfitta la quale, il prossimo candidato alla eliminazione potrebbe essere il virus del <strong>morbillo</strong>.</p>
<p>Sebbene i vaccini siano garantiti da elevati standard di sicurezza, nessuno è &#8220;sicuro&#8221;, intendendo con que­sto una definizione standard riassumibile con &#8220;libero da qualsiasi effetto negativo&#8221;. Tutti i vaccini hanno dei possibili effetti collaterali, come <strong>dolore, rossore e gon­fiore locali</strong>. In casi rarissimi si può verificare uno shock anafilattico, considerato un evento eccezionale. Anche se i <strong>vaccini</strong> possono causare alcuni<strong> effetti col­laterali</strong>, non è certo più sicuro scegliere di evitare le vaccinazioni. In questo modo si va solo incontro alla possibilità di subire dei rischi diversi e molto maggiori. </p>
<p>I <strong>bambini non vaccinati</strong>, per esempio, sono soggetti a rischio per molte malattie: la <strong>polmonite</strong> causata dal <strong>morbillo, la meningite</strong> da Haemiphilus influenzati (Hib), la sordità da parotite, e così via. Confrontando i rischi della vaccinazione con i pericoli delle malattie, i vaccini costituiscono la scelta più sicura. <em>Come si può affermare che un vaccino è sicuro?</em> Tenendo pre­senti metodologie di lavoro e casistica. Dopo gli studi in laboratorio si passa ai test sugli animali ed infine nell&#8217;uomo, prima somministrandolo e valutandolo negli adulti e poi nei bambini. Bisogna anche consi­derare che l&#8217;autorizzazione all&#8217;immissione in com­mercio di un vaccino è un processo molto lungo che può durare diversi anni, essendo richiesto il supera­mento di <strong>tre fasi di sperimentazioni cliniche</strong>.</p>
<p> La <strong>prima fase</strong>, che di solito coinvolge un ridotto numero di vo­lontari (20-100 persone), dura pochi mesi e serve a stabilire la sicurezza di base. La <strong>seconda</strong> allarga la base di sperimentazione a centinaia di volontari e può durare da pochi mesi a qualche anno. La<strong> terza fase</strong>, infine, arriva a coinvolgere migliaia di persone e tipi­camente dura alcuni anni. Solo a questo punto, dopo l&#8217;approvazione ministeriale, il vaccino viene prodotto su larga scala e messo in commercio. In Italia è previsto un<strong> sistema di farmacovigilanza</strong> in base al quale qualsiasi sanitario deve segnalare al Ministero della Sanità ogni complicazione osservata dopo una somministrazione di farmaci in generale. Per i vaccini è prevista inoltre la compilazione di una specifica scheda di segnalazione.</p>
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		<item>
		<title>I medici di famiglia hanno deciso di non vaccinare i propri pazienti</title>
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		<comments>http://www.medicinalive.com/medicina-tradizionale/vaccini/medici-di-famiglia-non-vaccinare-pazienti/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 09:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mancini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[effetti collaterali]]></category>
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		<category><![CDATA[Fiorenzo Corti]]></category>
		<category><![CDATA[insicurezza efficacia vaccino]]></category>
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In gergo si chiama &#8220;obiezione di coscienza&#8220;, ed il meccanismo è simile a quello che avviene per i medici abortisti. Se un medico non è d&#8217;accordo con l&#8217;aborto, può decidere di fare obiezione, e non assistere una paziente. Per il vaccino della nuova influenza sembra stia accadendo la stessa cosa.
Ad affermarlo è la Fimmg, una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-20196" title="vaccino influenza" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/11/vaccino-influenza1.jpg" alt="vaccino influenza" width="450" height="293" /></p>
<p>In gergo si chiama &#8220;<strong>obiezione di coscienza</strong>&#8220;, ed il meccanismo è simile a quello che avviene per i medici abortisti. Se un medico non è d&#8217;accordo con l&#8217;aborto, può decidere di fare obiezione, e non assistere una paziente. Per il vaccino della nuova influenza sembra stia accadendo la stessa cosa.</p>
<p>Ad affermarlo è la <strong>Fimmg</strong>, una delle rappresentanze sindacali più grandi presenti sul territorio italiano. Spiega <strong>Fiorenzo Corti</strong> portavoce del sindacato e responsabile della Lombardia, in un&#8217;intervista a <em>Repubblica</em>, che non solo i <strong>medici di famiglia</strong> hanno deciso di <strong>non vaccinare sè stessi</strong>, ma anche di <strong>non vaccinare gli altri</strong>. I dati sono molto chiari: il 60% si è detto contro il vaccino, ma paradossalmente è ancora poco, visto che tra i <strong>medici ospedalieri</strong> è quasi l&#8217;80% a non voler fare il vaccino, nè per sè stessi, nè per gli altri.<span id="more-20194"></span></p>
<p>Le motivazioni sono molteplici. La più ovvia è l&#8217;<strong>insicurezza sull&#8217;efficacia del vaccino</strong> e la paura di eventuali <strong>effetti collaterali</strong> che non sono ancora del tutto chiari. Inoltre a questo si aggiunge il problema che da sempre attanaglia il nostro Paese: la <strong>disorganizzazione</strong>. Spiega infatti Corti che:</p>
<blockquote><p>Non è solo una questione di volontà, molte volte non possono. In questo periodo abbiamo un sovraccarico di lavoro, per un problema che suscita un allarme in una certa misura ingiustificato. Abbiamo da fare visite, rassicurare per telefono i nostri pazienti. Corriamo da una parte all&#8217;altra. Comunque noi in Lombardia abbiamo dato disponibilità a dare una mano alla Regione, come facciamo già per il vaccino dell&#8217;influenza stagionale.</p></blockquote>
<p>E così si finisce che con circa<strong> un milione di dosi </strong>di vaccino inviate alle Regioni in questo momento, <strong>solo 41 mila sono state iniettate</strong>. Considerando che finora soltanto i medici, e solo in qualche Regione anche i malati cronici, potevano essere vaccinati, si capisce quanto il mondo medico abbia disertato l&#8217;inoculazione.</p>
<p>[Fonte: <a target="_blank" href="http://www.repubblica.it" target="_blank">Repubblica</a>]</p>
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		<item>
		<title>100 Miliardi di batteri nel corpo umano, ecco la mappa</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 09:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina News]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca e Sperimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[batteri]]></category>
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		<description><![CDATA[
Alcuni ricercatori della Boulder University of  Colorado hanno tracciato la prima mappa dei batteri che vivono nelle diverse parti del corpo di ogni essee umano. Sarebbero, infatti, circa  100 miliardi, ma non tutti sono &#8220;cattivi&#8221;: anzi, molti di essi hanno un ruolo determinante nello svolgere alcune funzioni fisiologiche.
Ogni individuo, però, avrebbe una differente &#8220;composizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-20172 aligncenter" title="batteri" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/11/batteri.jpg" alt="batteri" width="406" height="300" /></p>
<p>Alcuni ricercatori della <strong>Boulder University of  Colorado</strong> hanno tracciato la <strong>prima mappa dei batteri</strong> che vivono nelle diverse parti del corpo di ogni essee umano. Sarebbero, infatti, circa  100 miliardi, ma non tutti sono &#8220;cattivi&#8221;: anzi, molti di essi hanno un ruolo determinante nello svolgere alcune funzioni fisiologiche.</p>
<p>Ogni individuo, però, avrebbe una differente &#8220;composizione batterica&#8221; e questo comporterebbe le diverse risposte del sistema immunitario. Il lavoro, che ha portato ad interessanti scoperte, potrebbe essere un ottimo supporto per le prossime rirche cliniche.</p>
<p><span id="more-20171"></span>Il risultato dello studio, pubblicato sull&#8217;autorevole rivista del settore <a target="_blank" href="http://www.sciencemag.org/sciencexpress" target="_blank"><strong>Science Express</strong></a>, <em>&#8221;Si tratta  della piu&#8217; completa panoramica del &#8216;lato batterico&#8217; di ognuno  di noi&#8221;</em>, secondo le paole di <strong>Rob Knight</strong>, coordinatore della ricerca.</p>
<p>L&#8217;equipe di professionisti ha condotto analisi accurate su tutto il <strong>corpo umano</strong>, focalizzando l&#8217;attenzione dalla fronte alle ascelle, dai capelli alle orecchie, dall&#8217;indice all&#8217;ombelico, senza trascurare poi e narici, le piante dei piedi, le ginocchia e le mucose. Un&#8217; indagine che a portato a stabilire che ogni essere umano è dotato di un <strong>mix personalizzato di batteri</strong> e che, addirittura, ogni corpo ospita <strong>microrganismi</strong> diversi sulle diverse parti del corpo. Da qui, deriverebbe, la diversa reazione che ogni organismo ha nei confronti dei patologie e rimedi e, inoltre, secondo gli studiosi, proprio per questa diversa dislocazione, potrebbe essere possibile nel futuro curarsi attraverso l&#8217;autotrapianto di determinati <strong>batteri </strong>in alcune zone del corpo.</p>
<p>[Fonte: AGI]</p>
<p>Lo scopo è quindi capire la naturale composizione di una persona sana per poterla riprodurre nei soggetti malati, ma come sottolinea <strong>Knight</strong>,<em> &#8220;scoprire le variazioni dei batteri, potrebbe renderci capaci di cercare marcatori genetici per le malattie&#8221;.</em> Tra l&#8217;altro, i batteri, non sono solo responsabili di patologie, ma molti sono anche coinvolti in alcuni processi naturali come la <strong>digestione</strong> e le difese immunitarie.</p>
<p>Sui nove soggetti sani e volontari che hanno partecipato allo studio, sono stati riscontrati circa <strong>100 miliardi di batteri</strong> diversi.</p>
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		<title>6 e 7 novembre, giornata nazionale contro il tumore</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 14:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mancini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Medicina News]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca e Sperimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[AIRC]]></category>
		<category><![CDATA[appello del calcio]]></category>
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		<category><![CDATA[giornata nazionale per la ricerca contro i tumori]]></category>
		<category><![CDATA[novità sulla ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi e domani in tutta Italia si celebra la giornata nazionale per la ricerca contro i tumori promossa dall&#8217;Airc (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro). L&#8217;obiettivo di quest&#8217;anno, come dimostra anche il manifesto esposto dall&#8217;associazione, è di trasformare le malattie considerate oggi incurabili in curabili.
Nei musei, gallerie d&#8217;arte, Università e scuole di 23 città [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-20165" title="airc incurabile" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/11/airc-incurabile.jpg" alt="airc incurabile" width="250" height="356" />Oggi e domani in tutta Italia si celebra la <strong>giornata nazionale per la ricerca contro i tumori </strong>promossa dall&#8217;<strong>Airc</strong> (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro). L&#8217;obiettivo di quest&#8217;anno, come dimostra anche il manifesto esposto dall&#8217;associazione, è di trasformare le malattie considerate oggi incurabili in <strong>curabili</strong>.</p>
<p>Nei musei, gallerie d&#8217;arte, Università e scuole di 23 città italiane, gli scienziati che appartengono all&#8217;organizzazione incontreranno la popolazione per avere un dialogo con la gente e rendere noto lo <strong>stato attuale della ricerca</strong> e far comprendere quanto questa sia importante in questo periodo, in cui siamo molto vicini alla soluzione di diversi problemi, ma manca ancora qualcosa per poterli risolvere completamente.</p>
<p>Nel prossimo fine settimana anche il calcio darà il suo contributo con un <strong>appello </strong>che verrà direttamente dai capitani delle squadre di serie A prima dell&#8217;inizio delle partite. Un appello ad aiutare una ricerca che riguarda tutti noi.</p>
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		<title>La paura della vaccinazione potrebbe essere un “errore mediatico”</title>
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		<comments>http://www.medicinalive.com/medicina-tradizionale/vaccini/paura-vaccinazione-potrebbe-essere-errore-mediatico/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 11:07:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paola Pagliaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[campagne di vaccinazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Steven Black]]></category>
		<category><![CDATA[tasso di eventi avversi]]></category>
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		<description><![CDATA[
L&#8217;efficacia delle campagne di vaccinazione durante la pandemia di influenza, come quella attualmente in corso per l&#8217;H1N1, potrebbe essere compromessa dall&#8217;errata pubblicità associata ad una coincidenza di eventi indipendenti dai vaccini. Questa è la conclusione di un articolo pubblicato su Lancet e scritto da un team internazionale di ricercatori del Cincinnati Children&#8217;s Hospital Medical Center.
Indipendentemente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-20154" title="mascherine influenza suina" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/11/mascherine-influenza-suina.jpg" alt="mascherine influenza suina" width="450" height="252" /></p>
<p>L&#8217;efficacia delle <strong>campagne di vaccinazione</strong> durante la pandemia di influenza, come quella attualmente in corso per l&#8217;<strong>H1N1</strong>, potrebbe essere compromessa dall&#8217;<strong>errata pubblicità associata ad una coincidenza di eventi indipendenti dai vaccini</strong>. Questa è la conclusione di un articolo pubblicato su <em>Lancet </em>e scritto da un team internazionale di ricercatori del Cincinnati Children&#8217;s Hospital Medical Center.</p>
<blockquote><p>Indipendentemente dal fatto che qualcuno si faccia il vaccino, cose cattive capitano alle persone ogni giorno e in genere si verificano a tassi abbastanza prevedibili. Identificare problemi di sicurezza reale con i nuovi vaccini significa che dobbiamo districare i segnali di sicurezza effettiva dallo sfondo di eventi medici, che sono quelli che sarebbero accaduti senza vaccinazione.</p></blockquote>
<p>E&#8217; questa la conclusione a cui arriva <strong>Steven Black</strong>, autore principale dell&#8217;articolo e medico del&#8217;ospedale di Cincinnati. Il team di ricercatori provenienti da 13 istituzioni sanitarie e dalle agenzie della salute di tutto il mondo hanno rivisto i dati medici provenienti da studi precedenti e dalle banche dati degli ospedali per identificare quanti eventi sanitari siano accaduti senza alcun vaccino. La loro revisione ha mostrato che il <strong>tasso di eventi avversi</strong> varia a seconda degli anni, Paese, età e sesso della popolazione.<span id="more-20152"></span></p>
<p>Il problema è che l&#8217;interesse pubblico per gli eventi medici può<strong> interferire con i programmi di vaccino</strong>, anche se <strong>il vaccino non è la causa.</strong> Un esempio citato è l&#8217;interruzione di una campagna contro l&#8217;influenza stagionale del 2006 in Israele, dove quattro decessi sono avvenuti entro 24 ore dalla vaccinazione. Il raggruppamento delle vittime e dei tempi stretti della vaccinazione ha portato alla diffusione di notizie a livello mondiale, che hanno <strong>impaurito il pubblico e compromesso la campagna vaccinatoria</strong>.</p>
<p>In realtà, i quattro pazienti che sono morti erano tutti già ad alto rischio a causa delle loro condizioni cliniche di base. Le loro morti sono state <strong>coerenti con i problemi cardiaci</strong> pregressi, e il numero di morti è stato inferiore a quanto previsto normalmente per una popolazione ad alto rischio. Un&#8217;ulteriore analisi degli infortuni mortali in Israele ha dimostrato che la morte avviene di solito in questo gruppo ad alto rischio ad un tasso superiore di uno ogni 1.000 individui nello stesso periodo di tempo. Sulla base di questo, i ricercatori hanno detto che 20 morti coincidenti in questo gruppo potrebbero essere previsti anche entro 24 ore dall&#8217;immunizzazione.</p>
<p>Gli autori hanno anche rivisitato una delle preoccupazioni sollevate nel corso del 1976-77 durante il programma di vaccinazione contro l&#8217;influenza suina. Il vaccino, che è stato associato ad un maggior numero di casi di sindrome di Guillan-Barré, non pare aver provocato questa malattia. La sindrome infatti colpisce normalmente circa <strong>una persona ogni 100.000 ogni anno</strong>. Sulla base di questo, se 100 milioni di persone negli Stati Uniti hanno ricevuto la vaccinazione contro l&#8217;influenza pandemica, i ricercatori hanno detto che potrebbero aspettarsi 215 nuovi casi della malattia entro sei settimane dal vaccino. Questi casi si aspetterebbero che il vaccino venga inoculato o no.</p>
<blockquote><p>La segnalazione anche di una frazione di un così gran numero di casi di eventi avversi a seguito di immunizzazione con un conseguente copertura mediatica, probabilmente darà luogo a livelli elevati di preoccupazione dell&#8217;opinione pubblica, anche se il verificarsi di tali casi è completamente prevedibile e sarebbe avvenuto in l&#8217;assenza di una vaccinazione di massa</p></blockquote>
<p>conclude l&#8217;articolo.</p>
<p>[Fonte: <a target="_blank" href="http://www.sciencedaily.com" target="_blank">Sciencedaily</a>]</p>
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		<item>
		<title>Quasi pronto il vaccino per la malaria</title>
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		<comments>http://www.medicinalive.com/medicina-tradizionale/vaccini/vaccino-malaria-quasi-pronto/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 10:09:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mancini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
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		<category><![CDATA[Christian Loucq]]></category>
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		<description><![CDATA[
Sono 800 mila le persone che muoiono ogni anno di malaria in Africa. Gran parte di esse sono bambini con meno di 5 anni. La malaria è una delle malattie che provocano più vittime nel Continente africano, insieme all&#8217;Aids e alla tubercolosi. Ma come per il virus Hiv, anche per quello della malaria la scienza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-20147" title="vaccino in africa" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/11/vaccino-in-africa.jpg" alt="vaccino in africa" width="450" height="232" /></p>
<p>Sono <strong>800 mila</strong> le persone che muoiono ogni anno di malaria in <strong>Africa</strong>. Gran parte di esse sono bambini con meno di 5 anni. La malaria è una delle malattie che provocano più vittime nel Continente africano, insieme all&#8217;Aids e alla tubercolosi. Ma come per il <strong>virus Hiv,</strong> anche per quello della malaria la scienza è vicina alla soluzione del problema.</p>
<p>E&#8217; infatti allo studio già da qualche anno, il <strong>vaccino </strong>per combattere questo terribile male. Finanziato dalla fondazione Bill e Melinda Gates, i risultati sono stati presentati alla conferenza sulla malaria di <strong>Nairobi, Kenya</strong>, che si chiude oggi. Le prospettive sono ottimali. Infatti si prevede che, a pieno regime, esso potrà avere un&#8217;<strong>efficacia dell&#8217;80%</strong>.<span id="more-20145"></span></p>
<p>Spiega <strong>Christian Loucq</strong>, direttore dell&#8217;organizzazione non governativa PATH Malaria Vaccine Initiative (MVI) in una dichiarazione al giornale <em>Jeune Afrique</em>:</p>
<blockquote><p>Siamo nella fase tre di valutazione clinica del vaccino RTS, S, che ha già mostrato un tasso di efficacia del 53% negli ultimi test fatti in Kenya e Tanzania. Si tratta di un risultato eccellente, con il quale entriamo nell&#8217;ultima fase di sperimentazione, che durerà 35 mesi, con ottime possibilità di riuscita. Ritengo che fra cinque anni avremo a disposizione un vaccino per la commercializzazione.</p></blockquote>
<p>Siamo sulla buona strada dunque, ma non è ancora abbastanza. Come affermano gli stessi scienziati, per migliorare la situazione e <strong>debellare definitivamente questa terribile malattia</strong> bisogna incentivare le politiche che riguardano l&#8217;installazione di <strong>zanzariere </strong>e l&#8217;uso di <strong>insetticidi</strong>.</p>
<p>L&#8217;unica cosa che può fare la scienza, da parte sua, è continuare la ricerca verso nuovi farmaci, come quello che si sta sperimentando in questi ultimi tempi, che pare debba accompagnare il vaccino anti-malaria. Si tratta di un <strong>secondo vaccino</strong> che dovrebbe <strong>impedire il passaggio del virus da umano a umano</strong>, mentre il primo dovrebbe bloccare il passaggio dalla zanzara all&#8217;uomo. Le prime sperimentazioni potrebbero cominciare a breve, sotto il controllo dell&#8217;<strong>Oms</strong>, in Burkina Faso, Gabon, Ghana, Kenya, Malawi, Mozambico e Tanzania, e potrebbero riguardare 16 mila bambini.</p>
<p>[Fonte: <a target="_blank" href="http://www.repubblica.it" target="_blank">Repubblica</a>]</p>
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		<item>
		<title>Dall’Irlanda un nuovo farmaco anti-leucemia</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 09:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piera</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Nuove frontiere mediche]]></category>
		<category><![CDATA[Oncologia]]></category>
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		<description><![CDATA[
Dalla Gran Bretagna potrebbe arrivare l&#8217;ultima novità terapeutica per sconfiggere la leucemia, la terribile malattia che ogni anno, purtroppo, affligge un gran numero di persone, tanto che solo negli Stati Uniti, ogni anno, si registrano circa 16 000 morti.
Un&#8217; equipe di ricercatori irlandesi, però, hanno scoperto una nuova molecola, denominata PBOX-15, capace di distruggere le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-20139 aligncenter" title="ricerca" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/11/ricerca-300x201.jpg" alt="ricerca" width="431" height="323" /></p>
<p>Dalla Gran Bretagna potrebbe arrivare l&#8217;ultima novità terapeutica per sconfiggere la leucemia, la terribile malattia che ogni anno, purtroppo, affligge un gran numero di persone, tanto che solo negli Stati Uniti, ogni anno, si registrano circa 16 000 morti.</p>
<p>Un&#8217; equipe di ricercatori irlandesi, però, hanno scoperto una <strong>nuova molecola</strong>, denominata <strong>PBOX-15,</strong> capace di distruggere le cellule malate con un ottimo risultato mai riscontrato nei farmaci oggi in uso ed utilizzabile quindi, anche in quei pazienti che hanno dimostrato resistenza agli altri trattamenti.</p>
<p><span id="more-20132"></span></p>
<p>I pazienti affetti da leucemia vanno incontro ad una serie di scompensi che causano poi solitamente anche altri disturbi come l&#8217;<strong>anemia</strong>, dovuta principalmente alla scarsa produzione di globuli rossi, la comparsa di<strong> infezioni </strong>ed emorragie. Nella forma acuta, questa patologia,  ha una prognosi rapida ed infausta e le uniche terapie restano la chemioterapia ed il <strong>trapianto del midollo</strong> che permettono di incrementare parzialmente l&#8217;aspettativa di vita del paziente.</p>
<p>Il Professor <strong>Mark Lawler,</strong> a capo del <strong>team di ricerca </strong>che ha visto la collaborazione tra scienziati irlandesi del Trinity College Dublin, St James&#8217;s Hospital e Belfast City Hospital, ed esperti  italiani provenienti dall&#8217;Universita&#8217; di Siena,  ha dichiarato<em> </em>che &#8220;<em>Si è ancora nelle prime fasi dello sviluppo della molecola; bisogna effettuare altri studi fondamentali, per esempio capire quali possano essere gli effetti collaterali&#8221;. </em>Il Professore spiega anche che nei <strong>test</strong> condotti sui pazienti affetti da <strong>leucemia,</strong> il farmaco ha attaccato e spezzato la struttura delle cellule malate dando ottimi risultati. Un motivo in più, secondo <strong>Lawler</strong>, per incrociare le dita e cercare di <em>&#8220;offrire questa nuova speranza ai malati di cancro&#8221;.</em></p>
<p>Inoltre, il <strong>farmaco PBOX-15</strong>, si e’ dimostrato efficace anche nel trattamento della<strong> leucemia linfocitica cronica (Llc)</strong>, il tipo di canco del sangue e del midollo osseo che rappresenta la forma di leucemia piu’ comune e diffusa in Occidente nei pazienti adulti, come evidenziato anche dalla rivista <strong>Cancer Research</strong>.</p>
<p>[Fonte: <em>AGI</em>]</p>
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		<item>
		<title>Vaccino per la pandemia: pronti a partire?</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 09:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>liulai</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[influenza suina]]></category>
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		<description><![CDATA[
Che succederà in Italia quando arriverà il virus A/H1N1, meglio noto come responsabile della feb­bre suina? Il Ministero della Salute è orientato a vac­cinare il 40 per cento della popolazione, di cui quasi nove milioni entro il 31 dicembre 2009, la rimanente quota nei primi mesi del 2010. Si tratterà di una vac­cinazione di massa, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="aligncenter size-full wp-image-20125" title="vaccino influenza" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/11/vaccino-influenza.jpg" alt="vaccino influenza" width="420" height="310" /></em></p>
<p><em>Che succederà in Italia quando arriverà il virus A/H1N1, meglio noto come responsabile della feb­bre suina?</em> Il Ministero della Salute è orientato a vac­cinare il 40 per cento della popolazione, di cui quasi nove milioni entro il 31 dicembre 2009, la rimanente quota nei primi mesi del 2010. Si tratterà di una <strong>vac­cinazione di massa</strong>, la più grande mai effettuata in Ita­lia e nel mondo. Mentre la Francia ha intenzione di vaccinare tutti, nes­suno escluso, in Gran Bretagna si punta al 70% della popolazione; invece Spagna e Germania hanno obiet­tivi simili ai nostri.</p>
<p>Anche se al momento non sono di­sponibili dati certi, <strong>a livello mondiale</strong> potrebbero essere vaccinati dai <strong>300 ai 600 milioni di persone</strong>, ma la banca d&#8217;affari J.P. Morgan stima che alla fine i go­verni prenoteranno almeno un miliardo di dosi. Come tutti i vaccini (<em>tranne antipolio, antidifterica, antitetanica e anti-epatite B che sono obbligatori</em>), anche questo sarà &#8216;altamente consigliato&#8217;, ma non imposto dall&#8217;alto. In Italia la <strong>vaccinazione di massa</strong> partirà il 15 novembre con le categorie a rischio ed i giovani tra i 2 e i 27 anni.</p>
<p><span id="more-20119"></span></p>
<p>In questa prima fase del piano concordato tra mini­stero della Salute, Regioni e medici, si prevede l&#8217;im­missione in circolazione di <strong>8 milioni di dosi</strong>. Si dovrebbe terminare entro il mese di dicembre. Gli altri 16 milioni di dosi del vaccino saranno disponibili a partire dal 31 gennaio. I criteri di scelta dei gruppi target della <strong>vaccinazione pandemica</strong> convergono, anche a livello europeo e in­ternazionale, nella direzione di offrirla prioritaria­mente, in prima battuta, ai soggetti a rischio perchè affetti da patologie croniche gravi; al personale sanitario che deve garantire le presta­zioni assistenziali; al personale che garantisce gli aspetti di sicurezza del Paese (vigili del fuoco, poli­zia, protezione civile, etc); al personale che garantisce la continuità dei servizi cosiddetti essenziali (<em>acqua, energia, telecomunicazioni, rifiuti, etc</em>).</p>
<p>Gli altri 16 mi­lioni di vaccini saranno indirizzati a partire dal 31 gen­naio alla restante popolazione sana sempre tra i 2 e i 27 anni, comprendendo quindi la popolazione sana, con modalità che dovranno ancora definirsi. Si ipotizza anche l&#8217;aumento del 20% della consueta <strong>vaccinazione antinfluenzale stagionale</strong> rivolta ad una popolazione più ampia rispetto alle categorie previste negli anni precedenti.</p>
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		<item>
		<title>Farmaco sperimentale salva una bambina australiana</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 16:20:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Piera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie Rare]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina News]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca e Sperimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[disordine metabolico]]></category>
		<category><![CDATA[farmaco sperimentale]]></category>
		<category><![CDATA[Monash Children]]></category>
		<category><![CDATA[test clinici]]></category>

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		<description><![CDATA[
A Melbourne, in Australia, quello che è successo qualche giorno fa all&#8217;ospedale pediatrico Monash Children è davvero una vicenda straordinaria ed interessante. Una bambina nata con una rarissima malattia cerebrale e&#8217; stata salvata grazie ad un nuovissimo farmaco che fin&#8217;ora è stato testato solo sui topi.
I medici dell&#8217;unita di neonatologia dell&#8217;ospedale australiano hanno dovuto richiedere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-20137 aligncenter" title="monash children" src="http://www.medicinalive.com/wp-content/uploads/2009/11/monashchildren-300x200.jpg" alt="monash children" width="400" height="248" /></p>
<p>A <strong>Melbourne</strong>, in Australia, quello che è successo qualche giorno fa all&#8217;<strong>ospedale pediatrico Monash Children </strong>è davvero una vicenda straordinaria ed interessante. Una bambina nata con una rarissima malattia cerebrale e&#8217; stata salvata grazie ad un nuovissimo farmaco che fin&#8217;ora è stato testato solo sui topi.</p>
<p>I medici dell&#8217;unita di neonatologia dell&#8217;ospedale australiano hanno dovuto richiedere il<em> &#8220;via libera&#8221; </em>alla Commissione di Bioetica ed il parere del Tribunale della Famiglia per poter somministrare il <strong>farmaco sperimentale</strong>, ultimo e disperato tentativo di salvare la piccola.</p>
<p><span id="more-20134"></span>La bambina era affetta da una rarissima forma di <strong>disordine metabolico</strong>, precisamente la <strong>deficienza del cofattore molibdeno</strong>, elemento che  impedisce la detossicazione dei <strong>sulfiti</strong>, che si verifica solo in 1 caso su 500.000/milione di neonati e di solito,  poichè tale patologia comporta la degenerazione delle funzioni del cervello, può causare un rapido decesso.</p>
<p>La piccola aveva iniziato a subire delle complicanze già 60 ore dopo la nascita e l&#8217;equipe di specialisti pediatri e neonatologi che l&#8217;ha seguita sin dai primi vagiti ha effettuato approfonditi studi e ricerche nella letteratura medica arrivando poi a scoprire che un ricercatore tedesco, <strong>Guenter Schwarz</strong>, stava lavorando già da più di dieci anni ad un <strong>farmaco sperimentale cPMP.</strong> La scelta tra la vita e la morte a cui sarebbe andata inconto la bambina non dava alternative se non utilizzare la nuova molecola.<strong><br />
</strong></p>
<p>Dopo la prima somministrazione del farmaco, le analisi delle urine mostrarono immediatamente un netto miglioramento, tanto da lasciare increduli i medici del <strong>Monash Children</strong> che, per vedere confermata la loro speranza, decisero di ripeterle il giorno successivo.</p>
<p>Anche in questo caso i valori delle sostante tossiche rivelati dalle analisi  erano quasi ristabiliti ai livelli normali e, quindi, finalmente, tutti hanno potuto rirare un sospiro di sollievo. <strong>Baby Z,</strong> così chiamata la protagonista della vicenda, è stata curata e salvata grazie a questo<strong> farmaco</strong>, ancora sperimentale, che però dovrà probabilmente assumere per tutta la vita. I medici dell&#8217;ospedale di Melbourne, invece, hanno presentato una richiesta alla <strong>Food and Drug Administration </strong>per rendere disponibile sul mercato il <em>&#8220;Miracoloso&#8221;</em> farmaco testo sui topi.</p>
<p>[Fonte: <em>AGI</em>]</p>
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