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	<title>Mauro Sasanelli's MasterCoaching</title>
	
	<link>http://www.maurosasanelli.com</link>
	<description>Tutto sul coaching e sviluppo personale</description>
	<lastBuildDate>Tue, 08 May 2012 16:25:07 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Poesia</title>
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		<comments>http://www.maurosasanelli.com/poesia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 May 2012 16:19:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Life Coach]]></category>

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		<description><![CDATA[Trova il tempo di lavorare, è il prezzo del successo Trova il tempo di riflettere, è la fonte della forza Trova il tempo di leggere, è la base del sapere Trova il tempo di giocare, è il segreto della giovinezza Trova il tempo di essere gentile, è la strada della felicità Trova il tempo di [...]

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Trova il tempo di lavorare,<br />
 è il prezzo del successo</p>
<p>Trova il tempo di riflettere,<br />
 è la fonte della forza</p>
<p>Trova il tempo di leggere,<br />
 è la base del sapere</p>
<p>Trova il tempo di giocare,<br />
 è il segreto della giovinezza</p>
<p>Trova il tempo di essere gentile,<br />
 è la strada della felicità</p>
<p>Trova il tempo di sognare,<br />
 è il sentiero che porta alle stelle</p>
<p>Trova il tempo di amare,<br />
 è la vera gioia di vivere</p>
<p>Trova il tempo di essere contento,<br />
 è la musica dell&#8217;anima</p>
<p>Testo Antico Irlandese</p>


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		<title>Strategie di Libertà Finanziaria, Gianluca Pistore</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 10:51:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Life Coach]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia del denaro]]></category>
		<category><![CDATA[denaro]]></category>
		<category><![CDATA[libertà finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[ricchezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Ciao per la prima volta ospito sul Blog un articolo non scritto di mio pugno  e sono contento che l&#8217;autore sia Gianluca Pistore. Gianluca ha &#8220;soli&#8221; 18 anni eppure la sua biografia registra tantissimi successi; con il Suo esempio dimostra come non esistano limiti di età o altri che possano impedire di pianificare importanti obiettivi e [...]

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao per la prima volta ospito sul Blog un articolo non scritto di mio pugno  e sono contento che l&#8217;autore sia Gianluca Pistore. Gianluca ha &#8220;soli&#8221; 18 anni eppure la sua biografia registra tantissimi successi; con il Suo esempio dimostra come non esistano limiti di età o altri che possano impedire di pianificare importanti obiettivi e raggiungerli.</p>
<p>Gianluca si è &#8220;messo in testa&#8221; di raggiungere la <a href="http://www.maurosasanelli.com/shop-3/liberta-finanziaria-gianluca-pistore/">Libertà Finanziaria</a> in brevissimo tempo e seguendo corsi e agendo da quando aveva 14 anni oggi è vicino alla meta ! In questo articolo ci fa riflettere con metafore e domande che hanno il potere di guidarci oltre i luoghi comuni e indicare una strada di successo.</p>
<p style="text-align: center;">_________________________________________________________________</p>
<p>Se a qualcuno dovesse venire in mente di fare una torta, sicuramente avrebbe la furbizia di procurarsi la ricetta, leggerla con cura, preparare gli ingredienti e poi seguire il procedimento indicato con precisione per ottenere un risultato simile o uguale a quello desiderato e modellato.</p>
<p>Se per l’arte culinaria funziona così, per l’arte della ricchezza le cose non sono diverse. Sorrido spesso quando le persone usano espressioni come “giocare in borsa” oppure “provare a fare un investimento” o “tentare di diventare ricchi”. Nessuno dice: gioco ad andare da Roma a Milano, oppure provo ad andare a Milano; piuttosto si monta in auto, si calcola il percorso e lo si segue!</p>
<p><span id="more-435"></span></p>
<p>Negli affari le cose sono simili, esiste un luogo che è il posto in cui ci troviamo adesso, e poi esiste un altro luogo che è il posto in cui vogliamo andare o lo stato economico che vogliamo raggiungere. Così come per un viaggio chi riesce a raggiungere la meta è colui che ha una strategia, cioè colui che calcola il percorso e poi inizia ad agire ed a muoversi verso quella destinazione.</p>
<p>Durante il viaggio l’auto può rompersi, può finire la benzina, si può necessitare di una o molte soste, tuttavia esiste una sola cosa che ci condurrà dall’altra parte: la determinazione a voler arrivare. Così chi inizia il proprio viaggio verso la libertà finanziaria non dovrebbe farlo con la mentalità dello “scommettitore” o dell’”avventuriero”. Dovrebbe piuttosto <strong>stendere un proprio piano ed iniziare a seguirlo</strong>.</p>
<p>Ti consiglio alcune domande che possono aiutarti nel tuo viaggio verso la <a href="http://www.maurosasanelli.com/shop-3/liberta-finanziaria-gianluca-pistore/">Libertà Finanziaria</a>, esse sono:</p>
<p><strong><em>Stai usando il tuo denaro per creare entrate automatiche o stai comprando passivi?</em></strong><br />
<strong><em> Quale è il tuo standard?</em></strong><br />
<strong><em> Quale è il tuo obiettivo in modo specifico?</em></strong></p>
<p>Alla tua <a href="http://www.maurosasanelli.com/shop-3/liberta-finanziaria-gianluca-pistore/">Libertà Finanziaria</a>,<br />
sono disponibile per ulteriori informazioni</p>
<p><a href="http://www.gianlucapistore.it/libertafinanziaria/" target="_blank">Gianluca Pistore</a></p>


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		<title>Le dodici barriere alla comunicazione</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/MauroSasanellisBlog/~3/YNQi2so_MUo/</link>
		<comments>http://www.maurosasanelli.com/le-dodici-barriere-alla-comunicazione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 18:19:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicazione significa letteralmente &#8221; mettere in comune &#8220;. Ciò che viene messo in comune nella comunicazione non sono beni materiali ma più che altro sono &#8221; messaggi &#8221; che esprimono intenzioni, sensazioni, pensieri, sentimenti, informazioni. In pratica comunicare non vuol dire trasmettere ad altri sensazioni o situazioni o cos&#8217;altro, ma la rappresentazione mentale delle sensazioni, [...]

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Comunicazione significa letteralmente &#8221; mettere in comune &#8220;. Ciò che viene messo in comune nella comunicazione non sono beni materiali ma più che altro sono &#8221; messaggi &#8221; che esprimono intenzioni, sensazioni, pensieri, sentimenti, informazioni. In pratica comunicare non vuol dire trasmettere ad altri sensazioni o situazioni o cos&#8217;altro, ma la rappresentazione mentale delle sensazioni, situazioni, ecc. <strong>&#8220;La mappa non è il territorio&#8221;</strong></p>
<p><strong>Evidentemente non è possibile non comunicare, potremo stare in silenzio ma sarà il nostro corpo a comunicare per noi.</strong></p>
<p><span id="more-418"></span>Nel rendere la tua comunicazione efficace è importante stare attenti alle <strong>12 barriere</strong> poichè esse hanno il potere di separare le relazioni e non di unire.</p>
<p>Queste sono:</p>
<p><strong>1) ORDINARE</strong></p>
<p><strong>2) COMANDARE</strong></p>
<p><strong>3) ESIGERE</strong></p>
<p><strong>4) AVVISARE</strong></p>
<p><strong>5) MINACCIARE</strong></p>
<p><strong>6) FARE LA &#8220;PREDICA&#8221;</strong></p>
<p><strong>7) RIMPROVERARE</strong></p>
<p><strong> <img src='http://www.maurosasanelli.com/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> CONSIGLIARE</strong></p>
<p><strong>9) DARE SOLUZIONI</strong></p>
<p><strong>10) DARE SUGGERIMENTI</strong></p>
<p><strong>11) AMMONIRE</strong></p>
<p><strong>12) USARE ARGOMENTAZIONI LOGICHE</strong></p>
<p>Lette ?  Mi sembra di vedere la tua faccia stupita, ti starai chiedendo se è possibile parlare senza cadere in una di queste &#8220;tentazioni&#8221;, per esperienza personale ti confesso che è difficile ma con un po&#8217; di accortezza ci si riesce, e si scopre  magicamente di riuscire a ridurre drasticamente le discussioni e/o incomprensioni.</p>
<p>Potrebbe sembrare ovvio dinanzi ad alcuni punti,  certamente meno per altri, infatti, a volte ci si scopre nell&#8217;occupare la posizione di colui che consiglia o rimprovera bonariamente non rendendoci conto ( o dimenticando ) che ricoprire questo ruolo ci pone nei confronti dell&#8217;altro su un piano di superiorità e questo può creare incomprensioni poichè l&#8217;altro proverà dei sentimenti estremamente diversi da noi, avrà un&#8217;interpretazione degli eventi spesso opposta alla nostra e rischieremo solo di invadere il suo spazio e mostrare disapprovazione. Al contrario</p>
<p><strong>comunicare efficacemente vuol dire, preoccuparsi del punto di vista dell&#8217;altro, accettarlo,</strong> <strong>parlare per l&#8217;altro, è fondamentale prima di tutto saper ascoltare.</strong></p>
<p>Nella fase dell&#8217;ascolto avrai la possibilità di comprendere dinanzi a chi sei, quali sono le sue esigenze, se diventerai un esperto potrai persino conoscere il &#8220;modello&#8221; predominante di approccio al mondo (visivo, auditivo, cenestesico) del tuo interlocutore. Io ti aiuterò in questo percorso se vorrai continuare a seguire i miei post <img src='http://www.maurosasanelli.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Spesso, troppo spesso ci si imbatte in conversazioni dove ognuno degli interlocutori si preoccupa di mostrare e dimostrare le proprie ragioni, nella logica che prima o poi l&#8217;altro capirà, ci preoccupiamo di ottenere ragione anche se questa significherà mettere in cattiva luce un amico pubblicamente o interrompere i rapporti.  Sono sicuro che ti  è capitato qualche volta, Vero ? Eppure ottenere ragione quando il prezzo che si paga è alto non ci da che un&#8217;amara vittoria.</p>
<p>Per esperienza mia e di molti altri accettare il punto di vista dell&#8217;altro, mediare, cercare il punto d&#8217;incontro, andare avanti risulta spesso la scelta migliore, la vera vittoria !</p>
<p>Cosa ne pensi ??</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Le persone dimenticano quello che diciamo, </strong></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Le persone a volte dimenticano quello che facciamo, </strong></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Ma quello che le persone ricorderanno sempre&#8230; </strong></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>è il &#8220;MODO&#8221; in cui le abbiamo fatte sentire !</strong></em></p>


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		<title>L’amore che dura</title>
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		<comments>http://www.maurosasanelli.com/lamore-che-dura/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 09:15:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Life Coach]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[robbins]]></category>
		<category><![CDATA[Tony Robbins]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi non sa chiedere, non sa vivere, cita un vecchio proverbio. Sono le 5 di una notte &#8220;impegnata&#8221; tra le mie letture, e questa frase mi porta a vecchi pensieri elaborati quando lessi per la prima volta &#8221; Come migliorare il proprio stato mentale, fisico e finanziario&#8221; scritto da quello che io considero il mio [...]

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			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Chi non sa chiedere, non sa vivere</strong>, </em>cita un vecchio proverbio. Sono le 5 di una notte &#8220;impegnata&#8221; tra le mie letture, e questa frase mi porta a vecchi pensieri elaborati quando lessi per la prima volta <em>&#8221; Come migliorare il proprio stato mentale, fisico e finanziario&#8221; </em>scritto da quello che io considero il mio ispiratore A. Robbins.</p>
<p><strong>Chiedere, come si recita nella Bibbia (<em>Chiedete e vi sarà dato</em>), porta sempre una conseguenza, una reazione e per questo nelle domande riconosco un potere enorme. Le domande verso gli altri, e tanto più le domande verso noi stessi forgiano il nostro destino.</strong></p>
<p>Parlando di relazioni, spesso, si sente sottolineare l&#8217;importanza del dialogo, senza approfondire in che cosa potrebbe consistere questo dialogo, sulla legittimità di chiedere tutto o quasi al proprio partner.  Soprattutto sul come chiedere senza correre il rischio di ferire la sensibilità dell&#8217;altro, di &#8220;osare&#8221; troppo.</p>
<p><span id="more-340"></span></p>
<p>Le relazioni, tutte le relazioni creano la nostra esistenza, avere relazioni di qualità rende la vita magnifica, straordinaria. Queste, però sono il risultato di tempo, dedizione e un continuo impegno di ricerca dell&#8217;altro.</p>
<p>Costruire una relazioni amorosa &#8220;sana&#8221; e duratura, credo a mio modesto parere, per fortuna confortato da qualche scrittore più saggio di me, possa partire dalla <strong>conoscenza dei propri valori</strong> e <strong>regole</strong> e dalla comprensione di quelle del partner. Solitamente, infatti, queste rimangono invariate nel tempo. Si pensi ad esempio, all&#8217;importanza che il proprio fidanzato da alla carriera rispetto al desiderio di unione familiare e presenza in casa.</p>
<p>Robbins scrive:  <strong><em>Se non conoscete i valori e le regole delle persone con cui siete in rapporto, preparatevi a soffrire.</em></strong></p>
<p>Sembra una banalità, eppure nella vita di tutti i giorni si incontrano coppie dove ci si rende conto che alla base dei loro dissapori c&#8217;è una profonda differenza sulla scala dei valori. Per tornare all&#8217;esempio di prima, uno dei partner si lamenta dell&#8217;assenza dell&#8217;altro perchè troppo concentrato sul lavoro e percepito come assente nella vita di coppia.</p>
<p>Conoscere per tempo, quindi, i valori dell&#8217;altro, l&#8217;importanza che questi da alla carriera, ai figli, alla presenza ecc.,  può dare una proiezione futura, può darci la possibilità di accettare consapevolmente o guardare oltre alla ricerca di un partner che possa soddisfare ad un livello più alto i nostri valori, le nostre regole, le nostre proiezioni.</p>
<p>La gente entra in relazione, molto, forse troppo spesso, per soddisfare esclusivamente i propri bisogni, per ottenere qualcosa, eppure l&#8217;amore dovrebbe essere considerato principalmente un luogo dove poter dare. Certamente una relazione che duri vuole che il luogo dell&#8217;amore sia sempre colmo di quello scambio di doni che arricchisca quotidianamente la relazione; richiede un impegno, un&#8217;attenzione che a volte viene meno nel turbinio delle &#8220;prove&#8221; e impegni delle nostre vite. Questi periodi sono possibili a patto che si dia attenzione ai segnali che preannunciano  situazioni di crisi e si interrompano per tempo con il dialogo eliminando i problemi quando sono ancora piccoli.</p>
<p>Nel suo libro, Robbins  ne individua 4:</p>
<p><strong>-Resistenza</strong></p>
<p><strong>-Risentimento</strong></p>
<p><strong>-Rifiuto</strong></p>
<p><strong>-Repressione</strong></p>
<p>Tutti quelli che hanno una relazione, credo, possano individuarne i caratteri nella propria esperienza.</p>
<p><strong>La resistenza</strong> si realizza quando ci si pone in antagonismo per una regola violata, si pensi ad un momento di scortesia del o della propria partner davanti ad amici. queste situazioni non sono gravi generalmente, può essere, infatti, la conseguenza di un momento di stress, chi è perfetto ? Eppure a volte capita che chi ha subito il torto non ne faccia parola all&#8217;altro, o che una volta che l&#8217;abbia evidenziato, l&#8217;azione che l&#8217;ha provocato venga sminuita,  o l&#8217;emozione venga derisa, rifiutata. In questi casi è possibile che il partner &#8220;incompreso&#8221; inizi a provare emozioni di distacco e , questa emozione può prolungarsi nel tempo e far si che il distacco divenga duraturo, e si produca un risentimento. Soprattutto se si ripete l&#8217;evento più volte.</p>
<p><strong>Il risentimento</strong> non è altro che una barriera emozionale che ci si pone per timore di provare la stessa esperienza, ad esempio ricadere nella medesima situazione di imbarazzo già provocata dal partner tante volte, o di vedersi, viversi, sentirsi, nuovamente negato nelle proprie richieste e nel rifiuto al dialogo. Se questo timore dura nel tempo si arriva al rifiuto.</p>
<p><strong>Il rifiuto</strong> si realizza quando la calma viene meno e ci si lascia andare all&#8217;impulso di ottenere ragione ad ogni costo, cercare di mettere il partner in torto, offendere, attaccarlo dimenticando che una lite oramai iniziata può essere un momento di chiarimento e una possibilità per far crescere la comprensione delle esigenze della coppia ad un livello più elevato.  Se la situazione di antagonismo viene protratta nel tempo, poichè uno dei partner rinuncia a mediare o a venire incontro con proposte concrete si arriva inesorabilmente alla repressione.</p>
<p><strong>La repressione</strong> è la fase in cui non si accetta più di stare male per l&#8217;altro, per la coppia e o si decide di proseguire nell&#8217;assenza di dialogo, in ogni caso diminuendo le emozioni anche di passione ed eccitazione fino alla separazione fisica.</p>
<p>Nelle discussioni, è importante sempre cercare di non offendere l&#8217;altro, se proprio è necessario fissare dei paletti è importante &#8220;criticare&#8221; la situazione e non la persona, ad esempio: questa cosa che hai fatto a me sembra sciocca, questa situazione mi ferisce, preferirei facessi così&#8230;. piuttosto che &#8230;Sei un cretino ! O peggio. &#8230;</p>
<p>Eppure esistono pochi segreti per una relazione che dura, uno di questi è: non mettere mai in discussione la fine di una storia quando nasce un confronto, frasi come: se fai così me ne vado, dovrebbero essere abolite.</p>
<p>Inoltre, l&#8217;essenziale di un rapporto è l&#8217;impegno, la costanza nel renderlo speciale; la capacità di sentirsi fortunati per aver avuto in dono dalla vita la propria partner o il proprio partner, la fortuna di poter condividere la propria vita con questa persona.</p>
<p>Le domande che invito a porvi sono:</p>
<p>Quali azioni possono portare la mia relazione ad un livello superiore ?</p>
<p>Quali valori e regole ci avvicinano alla visione della nostra vita di coppia ?</p>
<p>Quali sono i momenti che ci hanno regalato le emozioni più intense di amore e unione ? Cosa posso fare per farle rivivere ?</p>


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		<item>
		<title>Steve Jobs alla Stanford University, discorso integrale !</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/MauroSasanellisBlog/~3/yGPZdvZmE5E/</link>
		<comments>http://www.maurosasanelli.com/steve-jobs-alla-stanford-university-discorso-integrale/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 18:37:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Life Coach]]></category>
		<category><![CDATA[Steve Jobs]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono onorato di essere qui con voi oggi, nel giorno della vostra laurea presso una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. A dir la verità, questa è l’occasione in cui mi sono di più avvicinato ad un conferimento di titolo accademico. Oggi voglio raccontarvi tre episodi della mia vita. Tutto [...]

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono onorato di essere qui con voi oggi, nel giorno della vostra laurea presso una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. A dir la verità, questa è l’occasione in cui mi sono di più avvicinato ad un conferimento di titolo accademico. Oggi voglio raccontarvi tre episodi della mia vita. Tutto qui, nulla di speciale. Solo tre storie.</p>
<p>La prima storia parla di “unire i puntini”.</p>
<p>Ho abbandonato gli studi al Reed College dopo sei mesi, ma vi sono rimasto come imbucato per altri diciotto mesi, prima di lasciarlo definitivamente. Allora perchè ho smesso?</p>
<p><span id="more-332"></span></p>
<p>Tutto è cominciato prima che io nascessi. La mia madre biologica era laureanda ma ragazza-madre, decise perciò di darmi in adozione. Desiderava ardentemente che io fossi adottato da laureati, così tutto fu approntato affinché ciò avvenisse alla mia nascita da parte di un avvocato e di sua moglie. All’ultimo minuto, appena nato, questi ultimi decisero che avrebbero preferito una femminuccia. Così quelli che poi sarebbero diventati i miei “veri” genitori, che allora si trovavano in una lista d’attesa per l’adozione, furono chiamati nel bel mezzo della notte e venne chiesto loro: “Abbiamo un bimbo, un maschietto, ‘non previsto’; volete adottarlo?”. Risposero: “Certamente”. La mia madre biologica venne a sapere successivamente che mia mamma non aveva mai ottenuto la laurea e che mio padre non si era mai diplomato: per questo si rifiutò di firmare i documenti definitivi per l’adozione. Tornò sulla sua decisione solo qualche mese dopo, quando i miei genitori adottivi le promisero che un giorno sarei andato all’università.</p>
<p>Infine, diciassette anni dopo ci andai. Ingenuamente scelsi un’università che era costosa quanto Stanford, così tutti i risparmi dei miei genitori sarebbero stati spesi per la mia istruzione accademica. Dopo sei mesi, non riuscivo a comprenderne il valore: non avevo idea di cosa avrei fatto nella mia vita e non avevo idea di come l’università mi avrebbe aiutato a scoprirlo. Inoltre, come ho detto, stavo spendendo i soldi che i miei genitori avevano risparmiato per tutta la vita, così decisi di abbandonare, avendo fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. OK, ero piuttosto terrorizzato all’epoca, ma guardandomi indietro credo sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell’istante in cui abbandonai potei smettere di assistere alle lezioni obbligatorie e cominciai a seguire quelle che mi sembravano interessanti.</p>
<p>Non era tutto così romantico al tempo. Non avevo una stanza nel dormitorio, perciò dormivo sul pavimento delle camere dei miei amici; portavo indietro i vuoti delle bottiglie di coca-cola per raccogliere quei cinque cent di deposito che mi avrebbero permesso di comprarmi da mangiare; ogni domenica camminavo per sette miglia attraverso la città per avere l’unico pasto decente nella settimana presso il tempio Hare Krishna. Ma mi piaceva. Gran parte delle cose che trovai sulla mia strada per caso o grazie all’intuizione in quel periodo si sono rivelate inestimabili più avanti. Lasciate che vi faccia un esempio:</p>
<p>il Reed College a quel tempo offriva probabilmente i migliori corsi di calligrafia del paese. Nel campus ogni poster, ogni etichetta su ogni cassetto, erano scritti in splendida calligrafia. Siccome avevo abbandonato i miei studi ‘ufficiali’e pertanto non dovevo seguire le classi da piano studi, decisi di seguire un corso di calligrafia per imparare come riprodurre quanto di bello visto là attorno. Ho imparato dei caratteri serif e sans serif, a come variare la spaziatura tra differenti combinazioni di lettere, e che cosa rende la migliore tipografia così grande. Era bellissimo, antico e così artisticamente delicato che la scienza non avrebbe potuto ‘catturarlo’, e trovavo ciò affascinante.</p>
<p>Nulla di tutto questo sembrava avere speranza di applicazione pratica nella mia vita, ma dieci anni dopo, quando stavamo progettando il primo computer Machintosh, mi tornò utile. Progettammo così il Mac: era il primo computer dalla bella tipografia. Se non avessi abbandonato gli studi, il Mac non avrebbe avuto multipli caratteri e font spazialmente proporzionate. E se Windows non avesse copiato il Mac, nessun personal computer ora le avrebbe. Se non avessi abbandonato, se non fossi incappato in quel corso di calligrafia, i computer oggi non avrebbero quella splendida tipografia che ora possiedono. Certamente non era possibile all’epoca ‘unire i puntini’e avere un quadro di cosa sarebbe successo, ma tutto diventò molto chiaro guardandosi alle spalle dieci anni dopo.</p>
<p>Vi ripeto, non potete sperare di unire i puntini guardando avanti, potete farlo solo guardandovi alle spalle: dovete quindi avere fiducia che, nel futuro, i puntini che ora vi paiono senza senso possano in qualche modo unirsi nel futuro. Dovete credere in qualcosa: il vostro ombelico, il vostro karma, la vostra vita, il vostro destino, chiamatelo come volete&#8230; questo approccio non mi ha mai lasciato a terra, e ha fatto la differenza nella mia vita.</p>
<p>La mia seconda storia parla di amore e di perdita.</p>
<p>Fui molto fortunato &#8211; ho trovato cosa mi piacesse fare nella vita piuttosto in fretta. Io e Woz fondammo la Apple nel garage dei miei genitori quando avevo appena vent’anni. Abbiamo lavorato duro, e in dieci anni Apple è cresciuta da noi due soli in un garage sino ad una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. Avevamo appena rilasciato la nostra migliore creazione &#8211; il Macintosh &#8211; un anno prima, e avevo appena compiuto trent’anni&#8230; quando venni licenziato. Come può una persona essere licenziata da una Società che ha fondato? Beh, quando Apple si sviluppò assumemmo una persona &#8211; che pensavamo fosse di grande talento &#8211; per dirigere la compagnia con me, e per il primo anno le cose andarono bene. In seguito però le nostre visioni sul futuro cominciarono a divergere finché non ci scontrammo. Quando successe, il nostro Consiglio di Amministrazione si schierò con lui. Così a trent’anni ero a spasso. E in maniera plateale. Ciò che aveva focalizzato la mia intera vita adulta non c’era più, e tutto questo fu devastante.</p>
<p>Non avevo la benché minima idea di cosa avrei fatto, per qualche mese. Sentivo di aver tradito la precedente generazione di imprenditori, che avevo lasciato cadere il testimone che mi era stato passato. Mi incontrai con David Packard e Bob Noyce e provai a scusarmi per aver mandato all’aria tutto così malamente: era stato un vero fallimento pubblico, e arrivai addirittura a pensare di andarmene dalla Silicon Valley. Ma qualcosa cominciò a farsi strada dentro me: amavo ancora quello che avevo fatto, e ciò che era successo alla Apple non aveva cambiato questo di un nulla. Ero stato rifiutato, ma ero ancora innamorato. Così decisi di ricominciare.</p>
<p>Non potevo accorgermene allora, ma venne fuori che essere licenziato dalla Apple era la cosa migliore che mi sarebbe potuta capitare. La pesantezza del successo fu sostituita dalla soavità di essere di nuovo un iniziatore, mi rese libero di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.</p>
<p>Nei cinque anni successivi fondai una Società chiamata NeXT, un’altra chiamata Pixar, e mi innamorai di una splendida ragazza che sarebbe diventata mia moglie. La Pixar produsse il primo film di animazione interamente creato al computer, Toy Story, ed è ora lo studio di animazione di maggior successo nel mondo. In una mirabile successione di accadimenti, Apple comprò NeXT, ritornai in Apple e la tecnologia che sviluppammo alla NeXT è nel cuore dell’attuale rinascimento di Apple. E io e Laurene abbiamo una splendida famiglia insieme.</p>
<p>Sono abbastanza sicuro che niente di tutto questo mi sarebbe accaduto se non fossi stato licenziato dalla Apple. Fu una medicina con un saporaccio, ma presumo che ‘il paziente’ne avesse bisogno. Ogni tanto la vita vi colpisce sulla testa con un mattone. Non perdete la fiducia, però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha aiutato ad andare avanti sia stato l’amore per ciò che facevo. Dovete trovare le vostre passioni, e questo è vero tanto per il/la vostro/a findanzato/a che per il vostro lavoro. Il vostro lavoro occuperà una parte rilevante delle vostre vite, e l’unico modo per esserne davvero soddisfatti sarà fare un gran bel lavoro. E l’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate. Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi, come capita per le faccende di cuore, saprete di averlo trovato non appena ce l’avrete davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continuate a cercare finché non lo trovate. Non accontentatevi.</p>
<p>La mia terza storia parla della morte.</p>
<p>Quando avevo diciassette anni, ho letto una citazione che recitava: “Se vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, uno di questi c’avrai azzeccato”. Mi fece una gran impressione, e da quel momento, per i successivi trentatrè anni, mi sono guardato allo specchio ogni giorno e mi sono chiesto: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni volta che la risposta era “No” per troppi giorni consecutivi, sapevo di dover cambiare qualcosa.</p>
<p>Ricordare che sarei morto presto è stato lo strumento più utile che abbia mai trovato per aiutarmi nel fare le scelte importanti nella vita. Perché quasi tutto &#8211; tutte le aspettative esteriori, l’orgoglio, la paura e l’imbarazzo per il fallimento &#8211; sono cose che scivolano via di fronte alla morte, lasciando solamente ciò che è davvero importante. Ricordarvi che state per morire è il miglior modo per evitare la trappola rappresentata dalla convinzione che abbiate qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione perché non seguiate il vostro cuore.</p>
<p>Un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Effettuai una scansione alle sette e trenta del mattino, e mostrava chiaramente un tumore nel mio pancreas. Fino ad allora non sapevo nemmeno cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che con ogni probabilità era un tipo di cancro incurabile, e avevo un’aspettativa di vita non superiore ai tre-sei mesi. Il mio dottore mi consigliò di tornare a casa ‘a sistemare i miei affari’, che è un modo per i medici di dirti di prepararti a morire. Significa che devi cercare di dire ai tuoi figli tutto quello che avresti potuto nei successivi dieci anni in pochi mesi. Significa che devi fare in modo che tutto sia a posto, così da rendere la cosa più semplice per la tua famiglia. Significa che devi pronunciare i tuoi ‘addio’.</p>
<p>Ho vissuto con quella spada di Damocle per tutto il giorno. In seguito quella sera ho fatto una biopsia, dove mi infilarono una sonda nella gola, attraverso il mio stomaco fin dentro l’intestino, inserirono una sonda nel pancreas e prelevarono alcune cellule del tumore. Ero in anestesia totale, ma mia moglie, che era lì, mi disse che quando videro le cellule al microscopio, i dottori cominciarono a gridare perché venne fuori che si trattava una forma molto rara di cancro curabile attraverso la chirurgia. Così mi sono operato e ora sto bene.</p>
<p>Questa è stata la volta in cui mi sono trovato più vicino alla morte, e spero lo sia per molti decenni ancora. Essendoci passato, posso dirvi ora qualcosa con maggiore certezza rispetto a quando la morte per me era solo un puro concetto intellettuale:</p>
<p>Nessuno vuole morire. Anche le persone che desiderano andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E nonostante tutto la morte rappresenta l’unica destinazione che noi tutti condividiamo, nessuno è mai sfuggito ad essa. Questo perché è come dovrebbe essere: la Morte è la migliore invenzione della Vita. E’ l’agente di cambio della Vita: fa piazza pulita del vecchio per aprire la strada al nuovo. Ora come ora ‘il nuovo’ siete voi, ma un giorno non troppo lontano da oggi, gradualmente diventerete ‘il vecchio’e sarete messi da parte. Mi dispiace essere così drammatico, ma è pressappoco la verità.</p>
<p>Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare. Tutto il resto è secondario.</p>
<p>Quando ero giovane, c’era una pubblicazione splendida che si chiamava The whole Earth catalog, che è stata una delle bibbie della mia generazione. Fu creata da Steward Brand, non molto distante da qui, a Menlo Park, e costui apportò ad essa il suo senso poetico della vita. Era la fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer, ed era fatto tutto con le macchine da scrivere, le forbici e le fotocamere polaroid: era una specie di Google formato volume, trentacinque anni prima che Google venisse fuori. Era idealista, e pieno di concetti chiari e nozioni speciali.</p>
<p>Steward e il suo team pubblicarono diversi numeri di The whole Earth catalog, e quando concluse il suo tempo, fecero uscire il numero finale. Era la metà degli anni Settanta e io avevo pressappoco la vostra età. Nella quarta di copertina del numero finale c’era una fotografia di una strada di campagna nel primo mattino, del tipo che potete trovare facendo autostop se siete dei tipi così avventurosi. Sotto, le seguenti parole: “Siate affamati. Siate folli”. Era il loro addio, e ho sperato sempre questo per me. Ora, nel giorno della vostra laurea, pronti nel cominciare una nuova avventura, auguro questo a voi.</p>
<p>Siate affamati. Siate folli.</p>


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		<title>Lavoro</title>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 11:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro S.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una giornata come altre, sveglia, colazione, due salti con la corda, no sbaglio oggi è Domenica, oggi non si lavora ! Aleee !? La dimensione di molte persone che aspettano, come un naufrago aspetta di vedere la terra, il fine settimana. Il tanto desiderato fine settimana finalmente è arrivato, e regala le sue illusioni di [...]

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Una giornata come altre, sveglia, colazione, due salti con la corda, no sbaglio oggi è Domenica, oggi non si lavora ! Aleee !?</p>
<p><strong>La dimensione di molte persone che aspettano, come un naufrago aspetta di vedere la terra, il fine settimana. Il tanto desiderato fine settimana finalmente è arrivato, e regala le sue illusioni di libertà.</strong></p>
<p>Si affollano nella mente le immagini di prodighi lavoratori dediti alla loro mansione che quotidianamente, come aveva immaginato anni fa il celebre Adam Smith, realizzano la loro parte di spillo. Efficienza, semplicità, replicabilità del gesto.</p>
<p>Replicabilità del lavoratore ?!? Ecco spiegata la nuova dimensione della schiavitù nella nostra epoca. I nuovi schiavi, giovani, non più tanto giovani, che oggi nonostante abbiano seguito tutte le regole descritte dai loro genitori, politici, sindacati ed educatori vari si trovano spesso in una condizione che oserei definire sub-Fantozziana.</p>
<p><span id="more-316"></span></p>
<p>Il Ragionier Fantozzi oggi appare un privilegiato, lui con contratto a tempo indeterminato, ferie e pensione, lui oggi se la godrebbe alla grande !!!</p>
<p>Ho deciso di scrivere questo pezzo, per diverse ragioni, una di queste è che oggi è 1 maggio la festa del lavoro, per chi lo ha, la festa che ricorda le vittorie sindacali avvenute in molte nazioni del mondo.</p>
<p>Vittorie ??? Si richiamava all&#8217;epoca la centralità dell&#8217;uomo rispetto al profitto, la dignità del lavoratore. Certamente molto fu conquistato, ma oggi questa che venne definita una rivoluzione non vi sembra stia vacillando ? Tutto il welfare che è stato conquisto, vanto della generazione precedente alla nostra è ancora sostenibile ?? NO NO NO questa è la cruda verità dichiarata in sordina (spesso solo su internet) da quei pochi che hanno il coraggio di dire le cose come stanno !!</p>
<p>Leggo in questi giorni di una possibile &#8220;chiave di svolta&#8221;, in un libro che consiglio a chi vuole ragionare con la testa propria, &#8220;<a href="http://www.anobii.com/books/La_chiave_di_svolta/9788820048822/0142123fa46d08859f/" target="_blank">La chiave di svolta</a>&#8220;, di Seth Godin.</p>
<p>Seth in linea con altri interpreti della modernità, tra cui mi piace segnalare l&#8217;italianissimo <a href="http://www.simoneperotti.com/" target="_blank">Simone Perotti</a> con il suo Adesso Basta, propongo un ritorno all&#8217;uomo come creatore di arte, di innovazione e unico interprete del proprio futuro. Propongono di uscire dal sistema che ci vuole incasellati nel buon impiegato, succube del sistema e della propria auto-indotta mediocrità.</p>
<p>Noi siamo nella nostra unicità geniali, sicuramente non in tutto, ma chi dice che lo si debba essere in tutto ? Lo stesso osannato, a ragione, Einstein aveva momenti di assoluta deficienza.</p>
<p><strong>La genialità può essere espressa solo al prezzo di rinunciare alla ordinarietà di pensiero ed azione. L&#8217;unicità è nella diversità, nella scelta di hackerare il sistema alla ricerca di innovazione.</strong></p>
<p>L&#8217;innovazione raramente può essere realizzata in solitudine, per questo il mio invito a chi comanda, all&#8217;imprenditoria illuminata è quello di stimolare, incentivare,  premiare il lavoratore che osa, che si spinge con il suo operato fuori dall&#8217;ordinario con consapevolezza, integrità e professionalità.</p>
<p>Il lavoratore oggi non può più essere mediocre, la produzione non può più esserlo poichè la corsa al prezzo più basso, all&#8217;uomo-lavoratore intercambiabile è una corsa che non guarda al futuro.</p>
<p>La competizione in un mondo globalizzato non si può vincere con scelte ordinarie o con logiche di un&#8217;altra generazione.</p>
<p>Mauro Sanelli</p>


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		<title>Vuoi diventare ricco ? Guarda questi film</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Dec 2010 22:32:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Life Coach]]></category>
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		<category><![CDATA[bank]]></category>
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		<description><![CDATA[Il titolo di questo post è chiaramente una provocazione , un richiamo verso molti messaggi che si leggono in internet sulla ricchezza a buon mercato.  Ad ogni modo io consiglio caldamente la visione di questi video poichè offrono spunti di riflessione che possono darti quel punto di vista, quel focus che può proiettare la tua [...]

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il titolo di questo post è chiaramente una provocazione , un richiamo verso molti messaggi che si leggono in internet sulla ricchezza a buon mercato.  Ad ogni modo io consiglio caldamente la visione di questi video poichè offrono spunti di riflessione che possono darti quel punto di vista, quel focus che può proiettare la tua vita verso il possibile.</p>
<p>Buona visione con:</p>
<p>Il Negoziatore, F. Gary Gray (1998)</p>
<p>Rogue Trader, di James Dearden (1999)</p>
<p>Wall Street,  di Oliver Stone (1987)</p>
<p>Una poltrona per due, di John Landis (1983)</p>
<p>1 Km da Wall Street, di Ben Younger (2000)</p>
<p>The Bank, di Robert Connolly (2001)</p>
<p>I banchieri di Dio, di Giuseppe Ferrara (2002)</p>
<p>Lo scandalo Enron, di Penelope Spheeris (2003)</p>
<p>Diario del saccheggio, di Fernando Solanas (2004)</p>
<p>Zeitgeist: Addendum, di Peter Joseph (2008)</p>
<p>Wall Street 2, Oliver Stone (2010)</p>


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		<title>Appunti di leadership</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Dec 2010 21:56:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Life Coach]]></category>
		<category><![CDATA[autorità]]></category>
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		<category><![CDATA[leader]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>

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		<description><![CDATA[Esistono diversi leader, quali sono le diverse qualità ? Le differenze di approccio alla gestione dei collaboratori in un team.

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono stati scritti numerosi volumi e ancora molto verrà scritto sulle capacità di leadership e su come acquisire quelle caratteristiche che fanno di un capo un vero leader, ecco qualche mia riflessione&#8230;</p>
<p><span id="more-183"></span></p>
<p>Essere capi non vuol dire necessariamente essere riconosciuti leader di un team, in effetti, sembra che la perfetta coincidenza delle due cose, sempre auspicabile, sia cosa abbastanza rara. Questo forse è il risultato di una cultura che in alcune circostanze preferisce logiche clientelari a quelle meritocratiche.</p>
<p>Nell&#8217;eccellente lavoro del <strong>Sole 24 Ore </strong>della collana <em>Master 24</em>, vengono evidenziati diverse tipologie di Leadership che si sposano con differenti necessità, scelte e contestualizzate agli obiettivi da raggiungere e alla tipologia di esigenze aziendali o associative,  ne rimando la lettura poichè l&#8217;analisi in queste pagine risulterebbe estremamente lunga.</p>
<p>Nella manualistica di settore il leader e il manager,  spesso viene associato alla figura del samurai, <a href="http://www.glamourlife.it/2009/02/15/uomo-daffari-uomo-samurai/">uomo d&#8217;affari uomo samurai</a> , non c&#8217;è dubbio che oggi i manager di aziende multinazionali debbano avere una visione strategica non comune per prendere decisioni che condizionano intere comunità.</p>
<p>E&#8217; stato scritto molto sulle qualità che un leader con la l maiuscola deve fare proprie, e data la complessità del tema ne vorrei sottolineare soltanto una, forse quella che più mi sta a cuore nella mia personalissima visione: l&#8217;integrità.</p>
<p><strong>L&#8217;integrità di un leader è in quella scelta di visione unica, di congruità tra il dichiarato e l&#8217;agire quotidiano</strong>, per dirla in maniera semplice è data dall&#8217;indicare la strada al proprio team con l&#8217;esempio delle proprie azioni quotidiane.</p>
<p>L&#8217;efficacia di antichi generali nel guidare i loro eserciti, era quella di essere presenti nei momenti cruciali in prima fila, con i soldati.  L&#8217;esempio del loro coraggio era spesso la miccia di grandi eventi vittoriosi. Perchè oggi dovrebbe essere diverso ? Aziende, governi e organizzazioni non hanno forse i loro soldati, le loro battaglie  ?</p>
<p>Il carisma di un leader non si acquisisce con la nomina a capo, bensì è una conquista assai poco scontata, vi consiglio a riguardo un bellissimo articolo scritto da Linda A. Hill  sull&#8217;argomento  letto nel volumetto dell&#8217;<em>Harvard Business Review</em> dato qualche tempo fa con il sole 24 ore .</p>
<p>Un estratto&#8230;</p>
<p><em>&#8220;Dopo alcune esperienze poco gradevoli, i neo-manager si rendono conto &#8211; con grande sgomento- che la fonte del loro potere è &#8220;tutto fuorchè&#8221; l&#8217;autorità formale (&#8230;. ) l&#8217;autorità emerge soltanto dopo che il manager guadagna credibilità presso i dipendenti, i propri pari e i superiori&#8221;</em></p>


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		<title>Comunicare efficacemente</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 11:17:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro S.</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicare]]></category>
		<category><![CDATA[prossemica]]></category>

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		<description><![CDATA[ggi voglio riprendere un articolo che ho scritto tempo fa su un altro mio portale, sul linguaggio non verbale. Ho sentito parlare per la prima volta di questa forma di comunicazione forse 3 o 4 anni fa in un corso per pubbliche relazioni che feci all&#8217;epoca e rimasi affascinato dalla materia. La cosa che piu&#8217; [...]

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<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;">La cosa che piu&#8217; mi intrigava all&#8217;epoca e a dire il vero anche ora è la possibilità di comrprendere sulla base di alcuni fattori cosa sta pensando il mio interlocutore, sia che sia maschio o femmina. I gesti sono come le parole, la somma di diversi movimenti produce una frase e unire una comprensione della gestualità alla comprensione vocale e per i piu&#8217; smaliziati cinestesica consente di</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;">aver un quadro fuori dal comune, di poter comunicare ad un livello superiore. I libri che consiglio sia per semplicità che per chiarezza sono quelli di Barbara Peace e Ro?bert Allen. La comunicazione invade tutti i campi della vita, dalle relazioni umane a quelle professionali, agli hobby tutto è comunicazione. Una schematizzazione vuole che la comunicazione passi attraverso la divisione in tre grandi</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;">settori verbale, non verbale e cinestesica.</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;">Per comunicazione verbale si intende l&#8217;uso della voce, ma questa se pur utilizzata da tutti ha il limite da diverse generazioni di non esser stata piu&#8217; studiata, pensiamo ai romani l&#8217;ars oratoria era una delle scienze piu&#8217; studiate dai colti romani, e ad essa veniva dedicato molto tempo. Questi piu&#8217; di noi comprendevano l&#8217;importanza di una buona comunicazione tra persone, all&#8217;epoca era lo strumento piu&#8217; usato per trasmettere messagi, non c&#8217;erano cellulari, fax e mail.</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;">Esiste una relazione importante tra l&#8217;utilizzo della voce e il successo delle proprie relazioni, anche questa viene data per scontata da molta gente, sono poche le presone che studiano nache le basi della voce, della modulazione dell&#8217;uso del timbro e della ritmica, questi concetti consentono di mettersi nei panni dell&#8217;interlocutore e di avere la possibilità razionale di scegliere come comunciare, per parlare con un bambino non utilizzerò lo stesso linguaggio, ritmo ecc di voce che userei per la relazione programmatica annuale.</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;">(collegamento ciro imparato !)</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;">PEr comunicaiozne non verbale si intende la gestualità, questa assume una rilevanza notevole poichè viene lasciata al caso, pochi la studiano e quei pochi sono necessariamente avvantaggiati rispetto alla popolazione, ne sono maestri molti politici e leader internazionali, o operatori della televisione.</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;">per comunicazione cinestesica si intede&#8230;</div>
<div id="_mcePaste" style="overflow: hidden; position: absolute; left: -10000px; top: 0px; width: 1px; height: 1px;">Avere una comunicaizone efficace significa creare empatia e rapport con l&#8217;interlocutore, preoccuparsi che questi o la moltitudine recepisca una percentuale molto alta di quello che vogliamo comunicare, la responsabilità della comprenisone dell&#8217;interlocutore sia che questa sia una singola persona che una moltitudine.</div>
<p>La comunicazione solitamente viene intesa come la facoltà di esprimere vocalmente dei contenuti, ma questo è solo un aspetto dei molteplici risvolti di quello che comprende.</p>
<p>Tutto nella nostra esistenza comunica qualcosa, ad esempio un cartello stradale divelto potrebbe comunicarci che qualcuno non ha preso bene l&#8217;ultima multa arrivata a casa !!!</p>
<p>Io, come tanti, ho studiato al Liceo Classico eppure non credo di aver svolto una sola ora del mio percorso dedicata alla comunicazione, faccenda assai strana, considerato che i Greci e i Latini dedicavano interi mesi nell&#8217;educare i propri figli nell&#8217; &#8220;ars oratoria&#8221;. Senza dilungarmi in una sequela di insulti verso il padre dell&#8217;odierno sistema scolastico vi dirò solo che per quanto mi riguarda <strong>è cosa folle considerare secondario e scontato l&#8217;uso della comunicazione interpersonale, considerato che su di essa si basa buona parte della nostra esistenza</strong>.</p>
<p><span id="more-225"></span></p>
<p>Mi correggo, in effetti, non buona parte bensì tutta la nostra esistenza comunica un desiderio di sopravvivenza e di realizzazione dei propri bisogni ai nostri simili, poichè l&#8217;essere umano è un &#8220;animale&#8221; sociale e molto del suo impegno in questa epoca viene speso per ridurre i confini territoriali, politici e culturali per favorire la comunicazione mondiale.</p>
<p>Nonostante queste premesse e l&#8217;impegno profuso da moltissime persone per ridurre i confini di incomunicabilità capita ugualmente di essere partecipi attivi o passivi di dialoghi in cui le parti in un ciclo perfetto si rimpallano affermazioni senza che si arrivi a nessun risultato, tanto che molti iniziano a chiedersi se questa pratica non sia strumentale al mantenimento di uno status quo. Mi vengono in mente i processi senza fine di &#8220;Porta a porta&#8221; o il rimpallarsi mediatico di affermazioni e repliche dei nostri governanti, o ancor peggio vecchie diatribe tra interi popoli. Perchè questo accade ?</p>
<p>L&#8217;uomo di neanderthal avrebbe risolto il tutto con un paio di clave ma per noi uomini 2.0 o 3.0 usare la forza come strumento di coercizione persuasiva ci potrebbe costare il pianeta in cui viviamo, quindi sarebbe meglio utilizzare altri strumenti, ad esempio sforzarsi di comunicare efficacemente.</p>
<p><strong>Per quanto mi riguarda il comunicatore efficace è colui che fa un atto di amore verso il prossimo e si fa strumento di espressione del proprio messaggio, tutto di lui diviene mezzo di comprensione per l&#8217;interlocutore. </strong></p>
<p>Il comunicatore efficace ha come prospettiva l&#8217;interlocutore, indipendentemente se questo è composto da un singolo soggetto o da una platea. Il successo del proprio messaggio passa attraverso la comprensione del suo uditorio.</p>
<p>Ma allora perchè la maggior parte della gente, specie quella più istruita sembra parlare a se stessa ? Forse colpa dell&#8217;io che spinge a sentirsi gratificati quando soddisfatti dell&#8217;utilizzo di termini desueti o di strutture verbali complesse?</p>
<p>Il linguaggio insieme alla conoscenza della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Prossemica" target="_blank">prossemica</a>, sono elementi importanti per ottenere un buon livello di comunicazione interpersonale.</p>
<p>I gesti sono come le parole, la somma di diversi movimenti produce una frase e unire una comprensione della gestualità alla comprensione vocale e per i piu&#8217; smaliziati, la cinestesia, consente di raggiungere una comunicazione di livello molto superiore alla media.</p>
<p><strong>Avere una capacità comunicativa fuori dal comune, consente di raggiungere risultati fuori dal comune.</strong></p>
<p>Se molti dei risultati della nostra vita avvengono attraverso degli incontri, perché non dedichiamo tempo allo studio della comunicazione ? Pensate ad esami, colloqui lavorativi, incontri amorosi &#8230;. non vi viene voglia di essere pronti ?! Di avere strumenti che in qualche modo possano supportarvi nel raggiungimento dei vostri obiettivi, desideri, sogni ?!</p>
<p>La comunicazione invade tutti i campi della vita, dalle relazioni umane a quelle professionali,  persino gli hobby, tutto è comunicazione. Una schematizzazione vuole che la comunicazione passi attraverso la divisione in tre grandi settori: verbale, non verbale e cinestesica.</p>
<p>Esiste una connessione importante tra l&#8217;utilizzo della voce e il successo delle proprie relazioni, sono poche le persone che studiano le basi della voce, della modulazione dell&#8217;uso del timbro e della ritmica.</p>
<p>La conoscenza di questi strumenti consentono di mettersi nei panni dell&#8217;interlocutore e di avere la possibilità razionale di scegliere come comunicare, ad esempio per parlare con un bambino non utilizzerò lo stesso linguaggio o ritmo di voce che userei durante un consiglio di amministrazione per la relazione programmatica annuale .</p>
<p>Per comunicazione non verbale si intende la gestualità, questa assume una rilevanza notevole, oramai da secoli viene lasciata al caso, pochi la studiano e quei pochi sono necessariamente avvantaggiati rispetto alla popolazione, ad e esempio ne sono maestri molti politici e leader internazionali, o operatori della televisione.</p>
<p><strong>Avere una comunicazione efficace significa creare empatia e rapport con l&#8217;interlocutore, raggiungere in breve tempo una connessione, amare il prossimo e soddisfare quel bisogno che lo spinge ad ascoltarci, a dedicare il suo tempo a noi</strong>, pertanto vi auguro&#8230;</p>
<p>buona comunicazione efficace !</p>


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		<title>Buoni debiti, i migliori amici dell’uomo</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 07:41:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mauro S.</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">Ho scelto questo titolo per evidenziare subito come una corretta gestionde del denaro e dei debiti sia fondamentale per un buon esercizio d&#8217;impresa e per un corretto bilanio familiare.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">In un momento in cui l&#8217;indebitamento italiano medio è passato .da &#8230;. e in fortuita distanza da ben piu&#8217; preoccupanti proporzioni internazionali&#8230;</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">Il debito ad esclusione dell&#8217;uso scorretto consente di raggiungere importanti traguardi ed è alla base della crescita economica.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">Pensaci un attimo, i piu&#8217; grandi imprenditori del mondo e le piu&#8217; importanti imprese o start up sono quelle con debiti enormi. Ad esempio si legge da diverse fonti che Silvio Berlusconi a cavallo del 2004-2005 avesse debiti stimati per</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">Il concetto di leva finanziaria che ho affrontanto in un altro post, è alla base dei maggiori successi imprenditoriali.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">e&#8217; però vero che l&#8217;indebitamento manitene una sua logica ed utilità solo ed esclusivamente per fini di investimento, reale invetimento e non emotivo o incoscente, cioè senza una diretta e reale consapevolezza di ciò per cui verrà usato il tuo denaro.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">Diversamente i debiti sono solo fonte di stress, spesso le persone maggiormente indebitate sono persone infelici, ed emotivamente disallineate.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">Queste persone fanno un uso del denaro, irrazionale e spesso si trovano nello spendere più di quanto guadagnano, nell&#8217;utilizzare tutto il fido disponibile e se non vi possono accedere nell&#8217;incapacità di conservare e mettere da parte per i tempi difficili.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">Ina percentuale molto alta delle attuali insolvenze dipendono da scelte sbagliate ed eccessi nell&#8217;utilizzo dei finanziamenti e mutui, l&#8217;acquisto di case ad uso privato sempre piu&#8217; grandi. L&#8217;uso massiccio all&#8217;indebitamento come sistema di vita, uso continuo della carte di credito e revolving, sono</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">abitudini che alla lunga possono danneggiare e senza dubbio fanno perdere il contatto con il denaro e le effettive possibilità personali.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">Correggere queste abitudini è semplice, il consiglio che ho condiviso sul blog di &#8230;&#8230;. Link post indipendenza finanziaria&#8230;. riferisce di definire un importo sul conto corrente al di sotto del quale scegliamo di non prelevare più, stessa cosa vale per il portafoglio,</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">Girare con denaro ci consente di mantere una tranquillità di base rispetto ad imprevisti e esigenze inaspettate.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">La ricchezza è una scelta, vuoi sentirti ricco adotta gli atteggiamenti dei ricchi !</div>
<p>Ho scelto questo titolo per evidenziare subito come una corretta gestione del denaro e dei debiti sia fondamentale per  un corretto bilancio familiare.</p>
<p>In un momento in cui la cultura dell&#8217;indebitamento per beni di consumo sembra dilagare, <strong>è importante riportare l&#8217;attenzione su un corretto uso della leva finanziario e dell&#8217;accesso al credito. </strong></p>
<p>I debiti come l&#8217;accesso al credito non sono argomenti da demonizzare o di cui non parlare, questi sono strumenti che hanno consentito all&#8217;italia del dopoguerra di raggiungere importanti traguardi in brevissimo tempo. I debiti sono uno degli ingredienti dell&#8217;innovazione e della crescita di un bilancio familiare o d&#8217;impresa.</p>
<p><span id="more-239"></span></p>
<p>L&#8217;accesso al credito se usato correttamente, infatti, consente di raggiungere importanti traguardi ed è alla base della crescita economica. Pensa alla leva di Archimede con cui è possibile spostare pensi altrimenti impensabili,  la leva finanziaria funziona nel medesimo modo, consente di effettuare operazioni economiche e di realizzare un profitto esponenzialmente superiore rispetto al solo utilizzo delle risorse proprie.</p>
<p>Pensaci un attimo, i piu&#8217; grandi imprenditori del mondo e le più&#8217; importanti imprese o start up sono quelle con debiti enormi. Ad esempio si legge da diverse fonti che Silvio Berlusconi a cavallo del 2004-2005 avesse debiti stimati per centinaia di miliardi di lire, in quegli anni infatti stava creando le basi per una delle società maggiormente di successo della mia generazione.</p>
<p>E&#8217; però vero che l&#8217;indebitamento mantiene una sua logica ed utilità solo ed esclusivamente per fini di investimento, e parlo di reale investimento, non emotivo o peggio incosciente, cioè senza una diretta e reale consapevolezza di ciò per cui verrà usato il tuo denaro.</p>
<p>Diversamente i debiti sono solo fonte di stress, spesso le persone maggiormente indebitate sono persone infelici, ed emotivamente disallineate. Spesso le tensioni che derivano da una sbagliata gestione del denaro ricadono sulla salute.</p>
<p>Nella mia esperienza pluriennale di Asset Manager della gestione di crediti deteriorati (termine per definire debiti bancari/finanziari a sofferenza difficilmente recuperabili),  le posizioni si sono create per una cattiva gestione del denaro, spesso risultato di una sopravvalutazione della propria capacità espositiva o, peggio, di semplice leggerezza.</p>
<p>In molteplici situazioni la presenza di posizioni a sofferenza di taglio medio piccolo, sono il risultato di  acquisti impulsivi e di una sottovalutazione delle conseguenze pratiche e legali, della mancata chiusura a saldo dei conti correnti o finanziamenti.</p>
<p>Queste persone fanno un uso del denaro, irrazionale e spesso si trovano nello spendere più di quanto guadagnano, nell&#8217;utilizzare tutto il fido disponibile e se non vi possono accedere nell&#8217;incapacità di conservare e mettere da parte per i tempi difficili.</p>
<p>Una percentuale molto alta delle attuali insolvenze dipendono da scelte sbagliate ed eccessi nell&#8217;utilizzo dei finanziamenti e mutui, l&#8217;acquisto di case ad uso privato sempre piu&#8217; grandi. L&#8217;uso massiccio all&#8217;indebitamento come sistema di vita, un uso continuo della carte di credito e revolving, sono abitudini che alla lunga possono far perdere il contatto con il valore del denaro e le effettive possibilità personali.</p>
<p>Correggere queste abitudini è semplice, un buon punto di partenza è seguire i consiglio che ho condiviso sul questo post legato alla corretta gestione dell&#8217;<a href="http://indipendenzafinanziaria.blogspot.com/2010/02/indebitamento-fai-un-piano-di-guerra.html" target="_blank">indebitamento</a>.</p>
<p><strong>La ricchezza è una scelta, vuoi essere ricco ? Adotta gli atteggiamenti dei ricchi</strong> <strong>!</strong></p>


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