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	<title>Blog | Web Design | Luma</title>
	
	<link>http://www.studioluma.it/blog</link>
	<description>notizie, web, design, tutorial e curiosità</description>
	<lastBuildDate>Mon, 07 Sep 2009 17:07:18 +0000</lastBuildDate>
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		<title>I 10 migliori CMS</title>
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		<comments>http://www.studioluma.it/blog/i-10-migliori-cms/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 23:59:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>studioluma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web]]></category>

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Quando si tratta di scegliere un content management system per un progetto che stiamo sviluppando, la scelta che ci troviamo davanti è veramente ampia. Dobbiamo valutare il livello di personalizzazione che il CMS consente e che è necessario al progetto, con quale linguaggio è sviluppato e quale sarà la tipologia di utente al quale è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.studioluma.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/cms.jpg" alt="cms" title="cms" width="216" height="162" class="alignleft size-full wp-image-114 img_float" /></p>
<p>Quando si tratta di scegliere un <em>content management system</em> per un progetto che stiamo sviluppando, la scelta che ci troviamo davanti è veramente ampia. Dobbiamo valutare il livello di personalizzazione che il CMS consente e che è necessario al progetto, con quale linguaggio è sviluppato e quale sarà la tipologia di utente al quale è rivolto: trovare il CMS &#8220;perfetto&#8221; può veramente diventare un incubo.</p>
<p>Ciò nonostante, alcuni di questi sono una spanna al di sopra della massa proprio grazie alla loro <em>usabilità</em>. Decisamente più semplici da installare, utilizzare ed estendere, grazie ad una attenta pianificazione dei loro sviluppatori, ecco 10 tra i migliori CMS in circolazione sul web che potete utilizzare nel vostro prossimo progetto.<span id="more-87"></span></p>
<h3 class="title">1. WordPress</h3>
<p><img src="http://www.studioluma.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/wordpress1.jpg" alt="Wordpress" title="wordpress" width="690" height="415" class="size-full wp-image-89" /></p>
<p>Trovare qualcosa da dire su <a href="http://www.wordpress.org">WordPress</a> che non sia già stato detto e ridetto è veramente difficile. Questa piattaforma di blogging sviluppata in PHP è di gran lunga il CMS più popolare per i Blog e probabilmente il CMS più popolare in assoluto: una fantastica piattaforma per i meno esperti grazie anche all&#8217;eccellente <a href="http://codex.wordpress.org/Main_Page">documentazione</a> e un&#8217;installazione guidata velocissima: cinque minuti per trovarvi di fronte al vostro CMS perfettamente funzionante. Senza contare le ultime versioni aggiornano il programma ed i relativi plugins direttamente dall&#8217;interfaccia di amministrazione, senza bisogno di lasciare WordPress.</p>
<p>Per gli utenti che non hanno familiarità con HTML o altri linguaggi di markup, il programma fornisce un editor WYSIWYG. Il layout del backend è semplice ed intuitivo e anche un nuovo utente può facilmente gestire la sezione amministrativa, inoltre con l&#8217;installazione base c&#8217;è anche il supporto per l&#8217;upload di immagini e contenuti multimediali.</p>
<p>Per quanto riguarda gli sviluppatori, il linguaggio per la creazione e la modifica dei vari themes è abbastanza semplice e chiaro come anche le API dei plugins.<br />
La Community di WordPress è una delle più attive ed attente e la mole degli aiuti e della documentazione online su ogni aspetto di questo CMS è enorme. Inoltre WordPress ha la più ampia scelta di plugins e themes tra cui scegliere.</p>
<h3 class="title">2. Drupal</h3>
<p><img src="http://www.studioluma.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/drupal.jpg" alt="drupal" title="drupal" width="690" height="434" class="alignleft size-full wp-image-97" /></p>
<p><a href="http://www.drupal.org">Drupal</a> è un altro CMS che ha una Community molto ampia e a attiva. Non è studiato come piattaforma di blogging, bensì come un puro CMS. L&#8217;installazione base è dotata di moltissimi moduli opzionali che aggiungono molte caratteristiche interessanti come forum, blogs, OpendID, profili e molto altro. Creare un sito con caratteristiche da web 2.0 e Social con Drupal è quasi banale: con alcuni <a href="http://drupal.org/project/Modules">moduli</a> di terze parti si possono facilmente creare alcuni <a href="http://webjackalope.com/16-different-clones-you-can-build-with-drupal/">siti clone</a> interessanti con pochissimi sforzi. </p>
<p>Una delle caratteristiche più popolari di Drupal è il modulo <a href="http://drupal.org/handbook/modules/taxonomy">Taxonomy</a>, che permette livelli e tipologie multiple di categorie per ogni tipo di contenuto.</p>
<p>Drupal è anche potenziato da una comunità molto attiva, con un eccellente <a href="http://drupal.org/support">supporto</a> per i plugins e altre questioni di interesse generale.</p>
<h3 class="title">3. Joomla!</h3>
<p><img src="http://www.studioluma.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/Joomla.jpg" alt="Joomla!" title="Joomla!" width="690" height="231" class="alignleft size-full wp-image-98" /></p>
<p><a href="http://www.joomla.org">Joomla</a> è un CMS molto avanzato in termini di funzionalità. Detto questo, iniziare ad usare Joomla è relativamente facile , considerata l&#8217;estrema configurabilità del software, grazie all&#8217;installer studiato per lavorare su sezioni comuni condivise.</p>
<p>Joomla è molto simile a Drupal per quanto riguarda la completezza del CMS, e potrebbe risultare anche troppo per un semplice sito portfolio. L&#8217;interfaccia di amministrazione è molto attraente e completa, con menu drop-down intuitivi e altre utili funzionalità. Il CMS supporta egregiamente protocolli di controllo dell&#8217;accesso come LDAP, OpenID and persino Gmail.com.</p>
<p>Il sito di Joomla ospita più di <a href="http://www.extensions.joomla.org">3.200 estensioni</a>, testimonianza della grande comunità di sviluppatori attiva dietro questo popolare CMS. Proprio come con WordPress è possibile aggiungere quasi qualunque funzionalità grazie alle estensioni anche se i template e le estensioni sono principalmente a pagamento: se cercate la personalizzazione state quindi pronti a pagare. </p>
<h3 class="title">4. ExpressionEngine</h3>
<p><img src="http://www.studioluma.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/ExpressionEngine.jpg" alt="ExpressionEngine" title="ExpressionEngine" width="690" height="359" class="alignleft size-full wp-image-102" /></p>
<p><a href="http://expressionengine.com/">ExpressionEngine</a> (EE) è un CMS elegante e flessibile che offre una soluzione per ogni tipo di progetto. Progettato per essere estremamente estendibile e semplice da modificare, EE risalta in particolare per la pulizia e l&#8217;intuitività dell&#8217;area di amministrazione utente. Servono solo pochi minuti per capire la struttura del backend e iniziare a creare contenuti o modificare il look. E&#8217; fantastico per creare siti web adatti a clienti &#8220;poco aggiornati&#8221; che necessitano di usare il backend senza rimanerne confusi.</p>
<p>ExpressionEngine è fornito di alcune utili funzionalità come la possibilità di gestire più siti con una sola installazione. Per i designers, EE possiede un potente motore di templating con variabili global modificabili, query SQL modificabili e un sistema integrato di salvataggio delle versioni. Template caching, query caching and tag caching mantengono il sito snello e veloce.</p>
<p>Una delle mie funzionalità preferite di EE è la ricerca e sostituzione globale: chiunque abbia mai avuto a che fare con un sito o un blog sa quanto sia utile poter cambiare quantità di dati senza doverli cercare manualmente e sostituirli modificando ogni pagina o ogni post.<br />
La singolarità di ExpresssionEngine rispetto ai precedenti CMS è sita nel suo essere un software a pagamento. La licenza personale costa $99.95 mentre quella commerciale costa $249.99.</p>
<h3 class="title">5. Textpattern</h3>
<p><img src="http://www.studioluma.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/Textpattern.jpg" alt="Textpattern" title="Textpattern" width="690" height="482" class="alignleft size-full wp-image-105" /></p>
<p><a href="http://textpattern.com/">Textpattern</a> è una scelta popolare tra i designers a causa della sua semplice eleganza. Textpattern non è un CMS stivato di tutte le funzionalità possibili e immaginabili, il codice base è snello e minimale. Il suo scopo principale è fornire un eccellente CMS capace di creare pagine ben strutturate e aderenti agli standard. Invece di fornire un editor WYSIWYG, Textpattern utilizza <a href="http://www.textism.com/tools/textile/index.php">Textile</a> markup nelle aree di testo per creare elementi HTML all&#8217;interno delle pagine: il risultato si misura in caricamenti veloci e pagine leggere.</p>
<p>Sebbene Textpattern sia deliberatamente semplice nel design, il backend è sorprendentemente semplice da usare ed intuitivo anche per i neofiti.<br />
Textpattern è molto minimale a livello di core ma le funzionalità possono sempre essere espanse attraverso estensioni di terze parti, modifiche e plugins; senza dimenticare una comunità di sviluppatori attiva che dal loro sito <a href="http://textpattern.org">Textpattern.org</a> fornisce tantissimi aiuti e risorse utili. </p>
<h3 class="title">6. Radiant CMS</h3>
<p><img src="http://www.studioluma.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/Radiant-CMS.jpg" alt="Radiant-CMS" title="Radiant-CMS" width="690" height="331" class="alignleft size-full wp-image-107" /></p>
<p>I content management systems che abbiamo elencato sin ora sono tutti programmati in PHP. PHP èil linguaggio di scripting sul web più popolare, ma ciò non implica che non dovremmo tener di conto anche altri popolari linguaggi come Ruby. Radiant CMS è un CMS veloce e minimale paragonabile a Textpattern, sviluppato su Rails, un famoso framework Ruby e i programmatori dietro Rdiant hanno fatto del loro meglio per rendere questo software il più semplice ed elegante possibile cercando di inserire tutto ciò che serve. Proprio come Textpattern, Radiant non è provvisto di un editor WYSIWYG ma si affida al markup Textile  per generare HTML. Radiant possiede anche un linguaggio di templating proprietario, Radius, molto simile all&#8217;HTML per una creazione di template intuitiva.</p>
<h3 class="title">7. Cushy CMS</h3>
<p><img src="http://www.studioluma.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/cushy.jpg" alt="cushy" title="cushy" width="690" height="472" class="alignleft size-full wp-image-108" /></p>
<p><a href="http://www.cushycms.com">Cushy CMS</a> è un tipo di CMS completamente diverso. Cert, ha tutte le funzionalità primarie di un qualunque sistema di gestione dei contenuti, ma non si basa su un linguaggio specifico: questo CMS infatti è direttamente ospitato su un web server. Nessun download o update di cui preoccuparsi.</p>
<p>Cushy necessita delle informazioni FTP e carica i contenuti sul server dal quale il programmatore o il designer possono modificare il layout, come anche postare contenuti dall&#8217;interfaccia di amministrazione con una semplice modifica di una classe nel CSS. Molto, molto semplice.</p>
<p>Cushy CMS è gratuito, anche per uso comerciale. Esiste l&#8217;opzione di passare ad un <a href="http://www.cushycms.com/static/pro">account pro</a> che permette di usare il proprio logo, un altro schema di colori o gestire altre modifiche.</p>
<h3 class="title">8. SilverStripe</h3>
<p><img src="http://www.studioluma.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/SilverStripe.org.jpg" alt="SilverStripe.org" title="SilverStripe.org" width="690" height="494" class="alignleft size-full wp-image-109" /></p>
<p><a href="http://www.silverstripe.org">SilverStripe</a> è un altro CMS programmato in PHP molto simile a WordPress ma dotato di opzioni molto più configurabili e creato specificamente per la gestione dei contenuti e non per il blogging. L&#8217;unicità di SilverStripe stà proprio nel suo framework PHP proprietario: Saphire. E&#8217; dotato anche di un suo linguaggio per i template che facilita il processo di design.</p>
<p>SilverStripe possiede anche alcune funzionalità interessanti integrate come il supporto SEO nativo e il controllo di versione dei contenuti, ma la vera particolarità di SilverStripe risiede nel fatto che sviluppatori e designers possono modificare l&#8217;area di amministrazione per i clienti se necessario. Se la comunità di sviluppo non è così ampia come quelle di altri CMS esistono però <a href="http://www.silverstripe.org/modules/">moduli</a>, <a href="http://www.silverstripe.org/themes/">themes</a> e <a href="http://www.silverstripe.org/widgets/">widgets</a> per aggiungere alcune funzionalità. Inoltre sarà necessario modificare l&#8217;aspetto di ogni sito visto che SilverStripe non eccelle in quanto a stile, proprio per lasciare più libertà ai grafici.</p>
<h3 class="title">9. Alfresco</h3>
<p><img src="http://www.studioluma.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/alfresco.jpg" alt="alfresco" title="alfresco" width="690" height="361" class="alignleft size-full wp-image-110" /></p>
<p>Alfresco è un imponente sistema di gestione dei contenuti in JSP (Java Server Pages) sorprendentemente semplice da installare. Una funzionalità molto utile di Alfresco è quella di poter spostare i file nelle cartelle attraverso un sistema di drag and drop che li trasforma in documenti web. Alfresco potrebbe richiedere un po&#8217; più lavoro di altri CMS e non è proprio adatto a dei novizi di questi sistemi, anche se ha certamente un&#8217;ottima usabilità, tenuto conto dell&#8217;imponenza del sistema. Il backend di amministrazione è molto ben strutturato e graficamente ben disegnato. </p>
<p>Alfresco può non essere la scelta adatta per siti semplici, ma è un&#8217;eccellente alternativa a livello enterprise.</p>
<h3 class="title">10. TYPOlight</h3>
<p><img src="http://www.studioluma.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/TYPOlight.jpg" alt="TYPOlight" title="TYPOlight" width="690" height="236" class="alignleft size-full wp-image-112" /></p>
<p><a href="http://www.typolight.org">TYPOlight</a> sembra avere il bilanciamento perfetto di caratteristiche all&#8217;interno del CMS. In termini di funzionalità, TYPOlight è al pari di Drupal e ExpressionEngine ed offre anche alcuni moduli come newsletter e calendario inclusi nell&#8217;installazione. Gli sviluppatori possono risparmiare tempo grazie al generatore di CSS incluso, e ci sono una moltitudine di risorse online per impratichirsi con questo CMS.</p>
<p>Se vogliamo trovare un lato negativo in TYPOlight, è che possiede anche troppe <a href="http://typolight.org/features.html">funzionalità</a> e opzioni configurabili. Sebbene il backend sia ben organizzato, rimangono sempre molte opzioni da considerare, ma se volete costruire un sito con funzionalità avanzate e una piccola programmazione extra, TYPOlight potrebbe essere la soluzione per voi.</p>
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		<title>Tendenze nel logo design 2009</title>
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		<comments>http://www.studioluma.it/blog/logo-design-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 May 2009 14:52:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>studioluma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>

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		<description><![CDATA[
Emergere dalla massa ed essere nuovo ed originale ad ogni costo – questo è il messaggio che proviene dal design dei loghi di oggi.
Dal punto di vista dell’identità i loghi del web 2.0, tutti molto simili tra loro, hanno fallito miseramente e potrebbe essere un trend molto passeggero. Se parliamo quindi  di identità originale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-56 img_float" title="logo" src="http://studioluma.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/logo-300x225.png" alt="logo" width="216" height="162" /></p>
<p><strong>Emergere dalla massa ed essere nuovo ed originale ad ogni costo</strong> – questo è il messaggio che proviene dal design dei loghi di oggi.<br />
Dal punto di vista dell’identità i loghi del web 2.0, tutti molto simili tra loro, hanno fallito miseramente e potrebbe essere un trend molto passeggero. Se parliamo quindi  di identità originale, <strong>i grafici si devono veramente rimboccare le maniche e lavorare duro.</strong></p>
<p>I designers hanno acquisito molta più coscienza e sensibilità riguardo alle correnti della storia del design rispetto agli anni passati e stanno scoprendo diversi modi di pensare ai loro lavori e alle loro radici culturali, e <strong>ciò spiana la strada a spettacolari remix di stili diversi.</strong><br />
<strong>Non è possible, ora come ora, pensare che un trend emerga e rimanga sulla cresta all’infinito</strong>. Gli sviluppi del logo design indicano che le varie mode hanno vita breve, vanno e vengono con una frequenza altissima e spuntano fuori solo per essere immediatamente contraddette da altre che vanno nella direzione opposta.<span id="more-54"></span></p>
<h3 class="title">Psychedelic Pop Backgrounds</h3>
<p><img src="http://studioluma.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/psyco.jpg" alt="psyco" title="psyco" width="690" height="162" class="alignleft size-full wp-image-57" /></p>
<p>A differenza del design classico che promuove una diminuzione della complessità a favore del concetto e dell’essenza del lavoro, la psichedelia esplode in una <strong>miriade di colori e forme che non si regolano su griglie</strong>, ma si gettano nello spazio cercando una disposizione armonica naturale.</p>
<p>Ogni rivoluzione tecnologica dà inevitabilmente la nascita a romantiche contro-culture, e mixando forme classiche o contemporanee a patterns psichedelici stile anni ’60 usati come backgrounds, è possibile preparare il terreno ad un nuovo stile post-moderno.<br />
La maggior parte dei trends attuali si sviluppano sull’uso del colore e per questo non sono ben utilizzabili per la stampa, in particolare in b/n. Per questo molti clienti sono intimoriti nel scegliere un logo che perde di significato, per esempio se faxato.<br />
Le innovazioni nella tecnologia e nella comunicazione hanno fatto in modo che <strong>il b/n non sia più necessariamente richiesto</strong> dando cosi via libera a straordinari brand multicolore che ricavano potenza e immediatezza nel 90% dei media.</p>
<h3 class="title">Origami</h3>
<p><img src="http://studioluma.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/origami.jpg" alt="origami" title="origami" width="690" height="162" class="alignleft size-full wp-image-58" /></p>
<p>Lo stile Origami, usato dai designer spesso per mostrare le loro qualità, cela il desiderio di tornare indietro alle basi del logo design.<br />
Un crescente numero di grafici usa oggetti reali per agevolare la progettazione dei loro lavori. L’arte dell’Origami fragile, leggera e sottile, <strong>si adatta perfettamente all’elaborazione di forme semplici</strong>, adeguate alla realizzazione di brands. Questo stile purtroppo, si prospetta di breve durata per la semplice ragione che tutti gli elaborati risultano un pò troppo simili fra loro.</p>
<p>Il segreto di questo stile è nel processo, e ai designer serve molta esperienza per scegliere ed elaborare i segmenti corretti da elaborare (spesso basati sui monogrammi aziendali) senza tralasciare chiarezza e semplicità.<br />
Questa arte giapponese si fonda sull’utilizzo di piccole pieghe e stropicci per realizzare oggetti delicati e intriganti. Per i grafici questa tecnica rappresenta <strong>una vera e propria sfida</strong>: realizzare un logo che rispetti le basi di quest’arte senza però tralasciare il tocco individuale, bisogno fondamentale di un creativo, richiede molto tempo e maestria.</p>
<h3 class="title">Loghi Tattili</h3>
<p><img src="http://studioluma.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/tattili.jpg" alt="tattili" title="tattili" width="690" height="162" class="alignleft size-full wp-image-59" /></p>
<p>I disegnatori a cui piace sperimentere con loghi di questo tipo ambiscono a traformare in cartaceo le <em>texture</em> del mondo reale. Oltre a conoscere bene i loro software preferiti non devono avere problemi con i metodi tradizionali di taglio, disegno e modellazione e il  risultato finale non deve naturalmente tralasciare il senso del tatto: questi tipo di logo deve stimolare e coinvolgere.</p>
<p><strong>Creare lettere utilizzando materiali reali è un ardua sfida anche per grafici più esperti</strong>. Chiunque si imbatta in questa sperimentazione (un settore per molti sconosciuto), avrà la sensazione che qualsiasi creazione sia una scoperta significante. La disposizione degli oggetti deve creare atmosfere speciali, e il risultato deve evocare maestria e tangibilità, caratteristiche che li distinguono dal resto dei loghi.</p>
<p>Questa particolare tecnica <strong>risulta piacevole anche agli occhi meno allenati</strong>, ma comporta uno sforzo cerebrale in più per il designer che riesce però a trasmettere nuovi impulsi creativi e originali al sapore di metallo, carta o qualsiasi altro tipo di materiale.</p>
<h3 class="title">Arabeschi</h3>
<p><img src="http://studioluma.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/arabesque.jpg" alt="arabesque" title="arabesque" width="690" height="162" class="alignleft size-full wp-image-60" /></p>
<p>Disegnare un logo usando un calligrafia attraente come quella araba può sembrare semplice, ma aspettate a dirlo fino a quando non vi troverete nel processo di elaborazione: scoprirete che è un impresa molto complicata. Questo stile richiede inevitabilmante <strong>forti dosi creative moderate però dalla competenza e dal gusto</strong> del designer, che necessariamente affronterà delicate modifiche fino a soddisfare appieno le esigenze del brand aziendale.</p>
<p>Questa tendenza richiama i già conosciuti pattern figurativi, utilizzati  dai grafici negli ultimi anni: complesse figure arrivate direttamente dall’oriente che vanno a formare splendide creazioni adattabili sia in stampa che in digitale. Una miscela armoniosa di calligrafie antiche e moderne, come la <em>Sans Serif</em>, creano un ottima soluzione per i designer e una risposta facile ai desideri di unicità.</p>
<p>Chi si troverà ad usare questo stile spesso avrà la sensazione di essere limitato dalla calligrafia araba, ormai considerata una vera e propria forma d’arte. Spessa alla base e fine nella parte alta questa scrittura necessita, durante la sua elaborazione, di notevoli attenzioni che non trascurino l’armonia e la fluidità che la contraddistinguono.<br />
Questo stile ci conferma e ricorda che nel vocabolario del grafico non può essere presente la parola “trascurare”.</p>
<h3 class="title">Modernismo Classico</h3>
<p><img src="http://studioluma.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/classici.jpg" alt="classici" title="classici" width="690" height="162" class="alignleft size-full wp-image-61" /></p>
<p>Nel 2008 il modernismo classico è tornato. Considerato da molti il metodo più semplice, la &#8220;via di fuga per creare&#8221; un logo, nel 2009 si ripresenta sotto una forma più genuina ed elegante, dove la sapiente alternanza dei pieni e dei vuoti è intelligentemente usata: il risultato finale sarà composto da forme che ricorderanno la vecchia scuola, come se il computer non fosse stato mai inventato.</p>
<p><strong>Il fulcro di questo stile è l’essenzialità</strong>; il concetto e la sua esecuzione sono le guide principali. La bellezza di tutto ciò si fonda sull’abbondanza di spazi, la scelta dei colori e l’uso di forme forti e minimali (ricordiamoci la trasparenza in Photoshop non era ancora stata inventata). Risulteranno cosi lavori che ispirano fiducia, sicurezza e pragmatismo e dotati di grande forza e immediatezza dovuti alle capacità del designer e ad una realizzazione istintiva del concetto di base. Uno stile assolutamente semplice che è stato accolto dalla nuova generazione di grafici con ottimi risultati.<br />
La semplicità di questo stile, l’assenza di forme complesse e colori stridenti offre le migliori soluzioni anche ai clienti più difficili da inquadrare.</p>
<h3 class="title">Pittogrammi</h3>
<p><img src="http://studioluma.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/pittogrammi.jpg" alt="pittogrammi" title="pittogrammi" width="690" height="162" class="alignleft size-full wp-image-62" /></p>
<p>I loghi non sono solo un oggetto, un immagine o un mix di colori e forme,  ma anche uno studio di come <strong>semplificare e risolvere i problemi.</strong><br />
Negli ultimi anni  stiamo assistendo ad una forte attitudine allo sviluppo di icone che sintetizzano e semplificano il messaggio essenziale di un logotipo. I pittogrammi sono la spina dorsale di questo trend, perfetti per quelle le ditte che non desiderano comunicare in un logo l’intero concetto aziendale, ma cercano un’immagine che semplicemente li rappresenti o che comunichi solo i loro valori essenziali.</p>
<p>I pittogrammi esistono da molti anni, ma sono diventati popolari quando i servizi industriali, pianificazioni urbane e parchi pubblici necessitavano di un linguaggio universale. Se i designer hanno incominciato a farne uso è sicuramente per la semplicità di queste forme chiare e comprensibili.</p>
<p><strong>I segnali visivi sono la chiave nei pittogrammi.</strong> Il logo deve esplicarsi in maniera chiara e naturale senza dare l’impressione che serva una ricerca per scovare il suo significato. Tuttavia i <em>logo designers</em>  non devono trascurare gli aspetti estetici, l’originalità e lo studio per un prodotto che risulti senza tempo.</p>
<h3 class="title">La lezione di geometria degli anni &#8216;80</h3>
<p><img src="http://studioluma.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/80.jpg" alt="80" title="80" width="690" height="162" class="alignleft size-full wp-image-63" /></p>
<p>Questo stile uscito anni &#8216;80, divenne un modo innovativo e affascinante per catturare l’attenzione. In un mondo come quello della grafica, ormai saturo e privo di nuove idee, questo trend mostrò la possibilità di  disegnare qualcosa di completamente differente. I designer ebbero carta bianca e, per attrarre l’attenzione delle masse, iniziarono a progettare loghi utilizzando forme geometriche complesse coadiuvate da un uso dei colori decisamente esuberante, senza badare ai costi e alla versatilità (sopratutto in stampa) di questo stile stravagante.</p>
<p>Molte aziende adottarono per anni l’uso di questo stile molto aggressivo, a discapito di una presentazione classica e idonea per quegli anni.  Queste immagini scioccanti non ebbero però vita facile: furono infatti percepiti come un momento di follia creativa dei giovani designer, e non furono prese molto in considerazione.</p>
<p>Questo tecnica si riaffaccia oggi, con le dovute correzioni, per <strong>contrastare il minimalismo e la comune tendenza alla semplicità</strong>, differenziandosi però nettamente dallo stile high-tech visto nel 2008 grazie proprio all’utilizzo di queste forme stilizzate.<br />
Rimane tuttavia la probabilità che questo trend non verrà usato da molti. La bellezza di queste immagini  si basano sul gusto e sulle capacità del grafico, che dovrà affrontare numerose difficoltà durante il processo di realizzazione. Il risultato sarà però un prodotto visibilmente forte, unico e difficile da plagiare.</p>
<h3 class="title">Loghi Tipografici</h3>
<p><img src="http://studioluma.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/tipografici.jpg" alt="tipografici" title="tipografici" width="690" height="162" class="alignleft size-full wp-image-64" /></p>
<p><strong>La potenza dei caratteri usati come ornamento costituisce una attrattiva unica.</strong> Una sorta di eleganza silenziosa di cui i grafici non potranno mai fare a meno.<br />
Disegnare loghi tipografici significa lavorare su un delicato bilanciamento che riesca a combinare l’essenza, la mission, la filosofia e la struttura di un azienda attraverso l’uso dei soli caratteri.</p>
<p>Senza dubbi esistono centinaia di font, ma un buon designer non avrà la tentazione di legarsi ad una font senza prima averla studiata ed elaborarla minuziosamente creandone cosi un <strong>oggetto unico</strong>. Di primaria importanza  è proprio la selezione del carattere, che dovrà tener conto della caratteristiche di unicità, adattabilità e importanza delle innumerevoli applicazioni del logo in futuro. Sfortunatamente, i migliori loghi vengono alterati una volta messi nelle grinfie dei centinaia di grafici delle tipografie, perdendo cosi inevitabilmente quella sottile e fragile armonia che li contraddistingue.</p>
<h3 class="title">Street Art</h3>
<p><img src="http://studioluma.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/streetart.jpg" alt="streetart" title="streetart" width="690" height="162" class="alignleft size-full wp-image-65" /></p>
<p><strong>Quando si sente il termine <em>street art </em> viene subito in mente la grafica disegnata.</strong> Talentuosi illustratori con alle spalle un background da <em>writers</em>, hanno virtuosamente adattato il loro stile nella grafica tradizionale.<br />
Per molte persone una folata d’aria fresca – un ben accolto sollievo dalla grafica digitale.<br />
I loghi <em>street art</em> sono sempre stati presenti. E i pronostici indicano che saranno in giro ancora per molto tempo. Sono da sempre lo stile preferito dai praticanti di sport estremi come lo skateboard, snowboard, surf , BMX  e quindi dalle relative marche di abbigliamento e aziende produttrici del settore.</p>
<p>La <em>street art</em> parla per conto della parte più “sovversiva” dell’anima del designer: quella che si nutre di cultura indipendente, che si lascia attrarre dal fascino delle città, delle sue strade, delle sue dinamiche.<br />
Quando il design dei loghi riflette la <em>street art</em>, la mente inizia un viaggio verso i luoghi geografici più disparati: dalle gallerie di Berlino est, alla varietà di Melbourne, fino ai murales di San Paolo in Brasile. Ecco che queste immagini si trasformano in <strong>reminiscenze di luoghi e tempi</strong> che popolano l’immaginario dell’osservatore.</p>
<h3 class="title">Puzzle Patterns</h3>
<p><img src="http://studioluma.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/puzzle.jpg" alt="puzzle" title="puzzle" width="690" height="162" class="alignleft size-full wp-image-66" /></p>
<p>La proliferazione delle migliaia di marchi che spuntano ogni giorno come funghi rende chiaro che <strong>il loro impatto visivo è decisamente diminuito.</strong><br />
Come compensare però questa tendenza?<br />
Un metodo è sicuramente quello di <strong>battere territori sconosciuti, scoprendo accostamenti inusuali e originali</strong>. Ciò che sembrava una missione impossibile due anni fa ora è d’obbligo.</p>
<p>I puzzle patterns devono <strong>evocare e stratificare i concetti</strong> invece scarnificarli ed essenzializzarli. Molti di questi design esaltano la natura, trend ricorrente che trae la sua ragione proprio dal contrasto tra il contenuto (la natura) e la tecnica utilizzata per realizzarlo (il computer).<br />
Al posto di scandagliare l’essenza elementale di un marchio, i designers stanno usando complesse grafiche vettoriali per allontanarsi intenzionalmente dalle regole, un’interpretazione di segni, pattern ed immagini indisciplinata ma sicuramente molto creativa. Qualunque cosa può rientrare in questi puzzle: animali, lettere, piante o forme geometriche casuali usate a piene mani e senza nessuna preoccupazione semantica perchè è tutto <strong>strettamente decorativo</strong>.</p>
<p>Al momento, I puzzle patterns sono una vera e propria battaglia anti-aziendale. Non siate comunque sorpresi se negli anni che verranno, grandi multinazionali che si avviano ad un cambiamento di immagine decideranno che hanno bisogno di qualcosa di veramente differente e si accosteranno a questo trend.</p>
<p>I loghi sono tratti da <a href="http://www.logopond.com">LogoPond</a> e <a href="http://www.faveup.com">FaveUp</a></p>
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		<title>Quanto conta un markup pulito nel Web Design?</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 10:37:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>studioluma</dc:creator>
				<category><![CDATA[HTML e CSS]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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Visto che il web è un organismo mutevole e sempre in evoluzione, è importante costruire siti che crescano e si modifichino con esso invece di rimanere indietro quando un cambiamento si affaccia all&#8217;orizzonte.
Un markup pulito e il seguire gli standard web non solo vi aiuta a farlo, ma sulla lunga distanza è un risparmio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-46 img_float" title="clean-me" src="http://studioluma.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/clean-me-300x225.jpg" alt="clean-me" width="216" height="162" /></p>
<p>Visto che il web è un organismo mutevole e sempre in evoluzione, è importante costruire siti che crescano e si modifichino con esso invece di rimanere indietro quando un cambiamento si affaccia all&#8217;orizzonte.<br />
Un <em>markup</em> pulito e il seguire gli standard web non solo vi aiuta a farlo, ma sulla lunga distanza è un risparmio di tempo e soldi.</p>
<p>Come il web si espande, anche le tecnologie che sfrutta crescono parallelamente. Sebbene l&#8217;HTML sia un linguaggio relativamente vecchio, lungo la strada ha acquisito alcuni supporti fondamentali.</p>
<p>Prima Javascript, poi CSS, XML e in seguito AJAX. L&#8217;avvento di HTML 5 è dietro l&#8217;angolo e già Firefox, Safari, Opera e Chrome lo supportano quasi completamente (naturalmente il solito Internet Explorer è un passo indietro come al solito).<br />
In questo articolo daremo uno sguardo indietro sugli standard web: cosa sono, cosa significano e alcuni consigli utili per aiutarvi ad affrontare questa importante e spesso troppo trascurata questione.<span id="more-13"></span></p>
<h3 class="title">Cosa significa avere un markup &#8220;pulito&#8221;?</h3>
<p>In poche parole, significa <strong class="bold">ordinato, aderente agli standard, e che utilizza i tag e le strutture di ciascun linguaggio con lo scopo per il quale sono state create.</strong></p>
<p>Un HTML ordinato fa un uso moderato di <em>tag</em>, evita il superfluo e raggiunge lo scopo con il <strong>minimo <em>markup</em> necessario</strong>. Evita attributi inutili, come CSS <em>inline</em>, e lascia ogni documento strutturato e organizzato.</p>
<p>Allo stesso modo, un CSS ordinato evita inutili ripetizioni, sfrutta <a href="http://www.w3.org/TR/CSS2/cascade.html">l&#8217;ereditarietà</a> (ricordate che CSS sta per <em>Cascading Style Sheet</em>) e riutilizza le classi ogni volta che è possibile.</p>
<p>Aderenza agli standard significa che le vostre pagine possono essere validate con gli standard messi a disposizione dal W3C per quanto riguarda l&#8217;HTML, CSS e XML. Significa utilizzare i validatori gratuiti del <a href="http://www.w3.org/Consortium/">W3C</a> per controllare gli errori, correggerli e testare nuovamente il documento finche non siete <strong class="bold">il più vicini possibile ad un documento valido al 100%.<br />
</strong></p>
<h3 class="title">Perchè mi dovrebbe interessare? Funziona, non basta?</h3>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-27" title="mark-02" src="http://studioluma.it/blog/wp-content/uploads/2009/05/mark-02.jpg" alt="mark-02" width="690" height="273" /></p>
<p>Ogni progetto ha una scadenza ben precisa e ogni cliente voleva che il sito fosse in rete da ieri. Così come sviluppatori e designers siamo sotto pressione costante per lavorare più velocemente ed in modo efficiente.</p>
<p>E&#8217; facile cadere nella trappola di pensare che veloce significhi trascurato e che un <em>markup</em> pulito, aderente agli standard richieda troppo tempo. E&#8217; facile dire semplicemente &#8220;funziona e questo è quello che conta&#8221;.</p>
<p>Come no, funziona&#8230; per ora, per voi. E il prossimo anno o tra tre anni? O con i nuovi browsers? e l&#8217;accessibilità?<br />
Pensate veramente che i maggiori motori di ricerca si atterranno ai vostri metodi particolari e sciatti?  Sono molto pignoli, e <strong class="bold">se non siete attenti alle specifiche potrete dire addio ad un posizionamento decente.</strong></p>
<p>E cosa dire del prossimo povero disgraziato che dovrà mettere le mani sulle pagine che avete creato? Cosa succederà se verrete investiti da un autobus o se verrete rapiti dagli alieni? Qualcun altro deve continuare da dove voi avete lasciato e guarderà il vostro codice cercando di trovarci un senso. Sarà facile, o gli farete venire il malditesta e maledire il vostro nome?</p>
<p><strong class="bold">Fatelo bene la prima volta.</strong> Questa non è una noiosa paternale. Vi farà veramente risparmiare tempo e soldi e renderà più semplice il lavoro di chi verrà dopo di voi.<br />
Potreste pensare che sia più sbrigativo inserire del CSS <em>inline</em> invece di aggiungere una nuova classe nel vostro foglio di stile. E potreste pensare che sia più semplice buttare là altro HTML senza considerare la struttura generale del documento.</p>
<p>Quando però verrà il momento di aggiornarlo o di ridisegnare l&#8217;intero sito, impiegherete molto più tempo a raccapezzarvi nel codice sconclusionato che avete prodotto piuttosto che occuparvene accuratamente in un primo momento. Quando create un nuovo foglio di stile, quelle irritanti righe di codice inline che avete frettolosamente aggiunto torneranno a tormentarvi e impiegherete delle ore a ricercarle e a toglierle.</p>
<h3 class="title">Estensibilità, Accessibilità, Commutabilità e Test futuri</h3>
<p>La navigazione per cellulari sta crescendo come Godzilla pompato di steroidi atomici. Invece di essere relegata ad una <em>elité</em> di fanatici del Blackberry di 5 anni fa, oggi chiunque usa il proprio telefono per navigare sul web.</p>
<p>La tecnologia assistenziale &#8211; <em>screen readers</em> per non vedenti e dispositivi dotati di interfacce alternative per i diversamente abili &#8211; è ormai comune, e naturalmente non volete perdere un cliente o allontanare del traffico solo perchè non ne avete tenuto conto.</p>
<p>Il vostro sito sarà probabilmente tradotto in una mezza dozzina di lingue in modo che lettori da tutto il mondo possano trovare i vostri contenuti. Grazie all&#8217;<a href="http://www.archive.org/index.php">Internet Archive</a>, la <a href="http://www.googleguide.com/cached_pages.html">cache di Google</a> e altri metodi, le pagine pubblicate oggi saranno in giro per molto, molto tempo dopo che saranno state rimosse dalla rete.</p>
<p>Un <em>markup</em> pulito e aderente agli standard farà in modo che il vostro sito possa lavorare in ognuna di queste situazioni.</p>
<h3 class="title">Cose da fare e cose da evitare</h3>
<ul>
<li><strong class="bold">USARE I TAG PER IL LORO SCOPO</strong>. Ad esempio: h1 è al primo livello di importanza nella pagina, seguono poi h2, h3 e così via. Ci dovrebbe essere un solo tag h1 per pagina.</li>
<li><strong class="bold">NOMINATE LE CLASSI E GLI ID IN MODO SEMANTICO</strong>, e chiedervi se qualcun altro capirà a cosa serve la Classe/ID solamente dal nome. Quale convenzione ha più senso: #box12 o #comment-footer?</li>
<li><strong class="bold">FATE UN USO PROFICUO DELL&#8217;EREDITARIETA&#8217; NEL CSS</strong>. Ad esempio: se usate un font in un container, non avete bisogno di specificarlo ancora per ogni elemento <em>child</em> a meno che questo non debba utilizzare un font diverso. Questa pratica manterra il vostro CSS snello e veloce da caricare.</li>
<li><strong class="bold">VALIDATE IL VOSTRO HTML, CSS E XML</strong> e correggete quanti più errori possibile. Fate attenzione anche ai messaggi di avviso generati.</li>
<li><strong class="bold">CONTROLLATE IL CODICE GENERATO DA EDITOR WSWYG</strong> e ripulitelo se necessario. E&#8217; risaputo che generano codice pieno di elementi superflui e non validi.</li>
<li><strong class="bold">NON</strong> inserite stili <em>inline</em> o <em>tag</em> e attributi estranei solo perchè siete di fretta.</li>
<li><strong class="bold">NON</strong> fidatevi se il documento &#8220;funziona&#8221;. Solo perchè la pagina viene visualizzata non vuol dire che il markup sottostante sia aderente agli standard, senza problemi o adatto ai motori di ricerca.</li>
</ul>
<p><em>Traduzione dell&#8217;articolo <strong><a href="http://www.webdesignerdepot.com/2009/05/why-does-clean-markup-matter-in-web-design/">Why Does Clean Markup Matter in Web Design?</a></strong> comparso su <a href="http://www.webdesignerdepot.com">Webdesigner Depot</a>.</em></p>
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