<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6993704656149452858</id><updated>2014-04-11T13:01:46.546+02:00</updated><category term="None"/><title type='text'>basso livello</title><subtitle type='html'>intelligenza distribuita</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://bassolivello.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default?redirect=false'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassolivello.blogspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>594</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6993704656149452858.post-9109058751162700525</id><published>2014-04-11T12:26:00.000+02:00</published><updated>2014-04-11T12:26:38.306+02:00</updated><title type='text'>l&#39;errore</title><content type='html'>L&#39;errore è pensare che arrivi qualcuno e le cose andranno bene. L&#39;errore è pensare che il prossimo sia come il precedente. E come quello prima. E come quello prima ancora. Però diverso. L&#39;errore è sentirsi a credito, il debito lo pagherà il prossimo. Il prossimo curerà le ferite, carezzerà le cicatrici, cambierà l&#39;aria, porterà calore. L&#39;errore è sperare che il prossimo arriverà da sè solo perchè hai fatto quello che ti viene meglio, senza metterti mai davvero in gioco. Pensare che di lì in poi tutto andrà da sè senza doversi sbattere nè dare troppe conferme, che basti attendere che succeda qualcosa (la montagna si muoverà). Partire fingendo che la destinazione sia un&#39;altra per vincere la paura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lerrore è essere convinti di dover sempre fare qualcosa, di doversi lasciare dietro qualcosa di utile, finito. Avere la convinzione che se non lasci un segno, un miglioramento, se non risolvi un problema, se non ti carichi di una situazione allora non serve a niente. È la maledetta convinzione di potercela fare, di non accettare un fallimento, di volere sempre e comunque che tutto riesca. E subito. La certezza di essere la persona giusta al posto giusto nel momento ideale (ma che fortuna che hai avuto a incontrarmi, eh?). Che poi è anche vero, spianare le pieghe, lenire il dolore, restituire la fiducia sono cose belle, fanno sentire bene, danno un senso di potere, di onnipotenza. Ma poi scopri che è per quello che lo fai, solo perchè cerchi una conferma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&#39;errore è quando questi due la vita li fa incontrare.</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/9109058751162700525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/9109058751162700525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassolivello.blogspot.com/2014/04/lerrore.html' title='l&#39;errore'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6993704656149452858.post-4447360585113750460</id><published>2014-02-24T16:41:00.002+01:00</published><updated>2014-02-24T16:41:51.242+01:00</updated><title type='text'>le costruzioni senza fondamenta</title><content type='html'>Almeno mi fosse davvero caduto addosso, dico io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height=&quot;315&quot; width=&quot;420&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;//www.youtube.com/v/yo0m2UmpySM?hl=en_GB&amp;amp;version=3&amp;amp;rel=0&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowscriptaccess&quot; value=&quot;always&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;//www.youtube.com/v/yo0m2UmpySM?hl=en_GB&amp;amp;version=3&amp;amp;rel=0&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; width=&quot;420&quot; height=&quot;315&quot; allowscriptaccess=&quot;always&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/4447360585113750460'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/4447360585113750460'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassolivello.blogspot.com/2014/02/le-costruzioni-senza-fondamenta.html' title='le costruzioni senza fondamenta'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6993704656149452858.post-4092782113938284412</id><published>2014-01-25T22:27:00.001+01:00</published><updated>2014-01-28T16:15:17.197+01:00</updated><title type='text'>ripartenza</title><content type='html'>&lt;p dir=ltr&gt;La vita &amp;#232; un puzzle del quale neanche i migliori di noi hanno tutti i pezzi. Anche quelli che abbiamo a volte non trovano il loro posto, spesso perch&amp;#233; non sono nostri, appartengono alla vita di qualcun altro. Come se ci fossero stati consegnati dopo averne mescolati una parte, passiamo la vita a cercare chi ha i pezzi che ci mancano e dove collocare quelli che non sono nostri. Un lavoro di approssimazione, niente &amp;#232; esatto, anche quello che ci appartiene spesso lo incastriamo talmente male che a &lt;u&gt;volte&lt;/u&gt; dobbiamo disfare tutto e ricominciare da capo, altre volte arriva qualcuno con un pezzo che si incastra giusto giusto dov&#39;era rimasto un buco.&lt;br&gt;Da mezz&#39;ora sono seduto sul pavimento. Un pavimento qualsiasi per chiunque, ma &amp;#232; il pavimento di quella che devo far diventare casa mia. Non bastano qualche firma e tutto il denaro a disposizione per chiamare casa quattro mura, vanno riempite di vita, di affetti, amici, possibilmente amore. &amp;#232; un tassello in pi&amp;#249; nel mio puzzle e per la prima volta &amp;#232; frutto unicamente delle mie scelte, accettando tutti i consigli ma nessun aiuto. Ho avuto persone che mi sono state vicine ma le ho un po&#39; colpevolmente escluse dalle mie decisioni. Ho usato solo la mia esperienza, le mie idee e seguito i miei desideri, per la prima volta nella mia vita ho qualcosa di completamente mio. Un pezzo importante del mio puzzle &amp;#232; andato a posto.&lt;/p&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/4092782113938284412'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/4092782113938284412'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassolivello.blogspot.com/2014/01/la-vita-e-un-puzzle-del-quale-neanche-i.html' title='ripartenza'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6993704656149452858.post-276090178208149096</id><published>2014-01-19T14:56:00.001+01:00</published><updated>2014-01-19T14:56:35.933+01:00</updated><title type='text'>dello spiegarsi</title><content type='html'>&lt;p style=&quot;text-align:left&quot;&gt;Ero alle medie e un&#39;insegnante mi stava rimproverando, ne combinavo, io, alle medie. Ma quella volta il prof (li chiamano prof, oggi, ma noi allora non potevamo prenderci simili confidenze) il prof, dicevo, doveva aver la sua giornata perché partì con una rampogna di quelle memorabili, di quelle che non puoi far altro che stare lì e aspettare che finiscano. Sforzarsi di mostrare contrizione era caldamente consigliato, altrettanto nascondere la noia mortale causata dalla retorica asfissiante. A un certo punto succede qualcosa: la sfiga, Freud, salcazzo, sta di fatto che mi viene prurito sotto al mento, diciamo tra mento e collo. E mi gratto. Gesù Giuseppe e Maria l&#39;avessi mai fatto. &quot;Ah! Te ne freghi!&quot; e giù con la rampogna, però triplicata. A quel punto, nonostante i circa 13 anni, ho pensato: &quot;Non fare niente. Non dire niente. Qualsiasi cosa farai o dirai non potrà, ma SARÀ usata contro di te.&quot;&lt;br&gt;Quel non fare e non dire niente in fase acuta dovrebbe essere una regola per tutti. Lo dico io che sono un fumino iperreattivo, chi mi conosce bene lo sa, quindi so di cosa parlo. Non fosse perché è un attimo prender fischi per fiaschi, capire male e dire o fare cose di cui, quando tutto si calma, finiamo per pentirci. E forse, dico forse, il punto sta nello sforzarsi di pensare che le persone fanno delle scelte che non sono necessariamente contro qualcuno, ma magari per qualcuno, fossero anche loro stessi. E che quando le scelte sono per loro stessi ma fanno male a noi sono frutto di una scelta difficile fatta con sofferenza, forse per non arrogarsi il diritto di chiederci di cambiare per far loro piacere e concedere a noi quello di fare le nostre, di scelte, con più libertà. &lt;/p&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/276090178208149096'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/276090178208149096'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassolivello.blogspot.com/2014/01/dello-spiegarsi.html' title='dello spiegarsi'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6993704656149452858.post-1909094659298119057</id><published>2014-01-17T09:14:00.000+01:00</published><updated>2014-01-17T09:14:14.811+01:00</updated><title type='text'>pensavo, e invece</title><content type='html'>Non cerco mai il perché nelle cose che vedo accadere. Non mi sento un predestinato nè penso che gli altri lo siano in nessun modo. I fatti accadono, a volte siamo noi che riusciamo a farli accadere, alle volte gli altri, altre volte il caso, la sfiga. Accettare che non c&#39;è un perché non è facile, ci vuole tempo e pazienza, anche inventiva a volte, spirito d&#39;osservazione. Però alla fine aiuta a sentire che le cose come arrivano, spesso, se ne vanno o qualche volta ce ne andiamo noi per primi, che non siamo mica eterni.&lt;br /&gt;Può far male una fine, quasi sempre lo fa. Crescere significa anche saper tirare le somme e capire se ne è valsa la pena oppure no, se le cose buone hanno superato quelle meno, se sei cresciuto nel frattempo. Significa accettare che ogni età, ogni vicenda, ogni storia ha il suo corso e che può finire, ma che non deve per forza finire male. Può darsi che sia l&#39;ora, che sia il caso, che non ne valesse la pena.&lt;br /&gt;Così, per l&#39;ennesima volta nell&#39;ultimo anno, volto pagina, dico &quot;fine&quot;, ed è una violenza che faccio a me stesso perché dico fine del tutto. Dico che niente si salvi, che il ramo deve essere tagliato prima che la pianta intera marcisca. Avevo promesso che nessuno sarebbe più sparito, nessuno che fosse entrato nella mia vita ne sarebbe più uscito del tutto, troppe le persone perse per strada, troppi i vuoti. Lo strappo è faticoso, alzo le mani e penso che, questa volta, non ce la posso fare, la battaglia è persa e mi rode da morire. Non c&#39;è nulla che serva, continuare sarebbe estenuante e rischierei di essere contagiato dalla stessa paura e dallo stesso cinismo di facciata che ho cercato di superare e che mi fanno una pena infinita (e quando subentra la pena, che te lo dico a fare, muore il resto). Penso di non meritarlo, di meritare invece di più e di meglio, e che una figlia da crescere ce l&#39;ho già, il bilancio è in rosso e poco o niente mi è rimasto in mano: come si fa ad aver paura già lo sapevo. La paura basta ammetterla, basta prendere in mano il telefono e dire &quot;Ho paura&quot; invece di sparire, di farsi eternamente rincorrere. Non voglio correre il rischio di vivere una vita con la sensazione che ne manchi un pezzo nè posso tirare sempre il calesse, bisognerebbe fare un po&#39; a testa, non lasciarsi mai soli.&lt;br /&gt;Richiamo la mia razionalità e inizio a smontare tutto per la seconda volta (eh, si, una non mi bastava). Il bilancio è fatto, ma che non ne valesse la pena almeno lo posso dire a consuntivo.</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/1909094659298119057'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/1909094659298119057'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassolivello.blogspot.com/2014/01/pensavo-e-invece.html' title='pensavo, e invece'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6993704656149452858.post-8366331284918774318</id><published>2014-01-16T09:23:00.001+01:00</published><updated>2014-01-16T09:23:41.320+01:00</updated><title type='text'>riflessi</title><content type='html'>Sabato pomeriggio, casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&quot;&#39;pà, posso andare in città oggi pomeriggio?&quot;&lt;br /&gt;&quot;Va bene, però domattina fai compiti come se non ci fosse un domani.&quot;&lt;br /&gt;&quot;&#39;pà, se non ci fosse un domani che li faccio a fare, i compiti?&quot;&lt;br /&gt;&quot;...&quot;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/8366331284918774318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/8366331284918774318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassolivello.blogspot.com/2014/01/riflessi.html' title='riflessi'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6993704656149452858.post-6354737231321057577</id><published>2014-01-15T22:33:00.001+01:00</published><updated>2014-01-15T22:33:37.407+01:00</updated><title type='text'>argento</title><content type='html'>&lt;p style=&quot;text-align:left&quot;&gt;Mi è stato chiesto cosa ne pensi dei fili d&#39;argento tra i capelli delle donne. Da una donna ovviamente. Son domande scivolose, che non sai mai come rispondere, ma poi mi son guardato allo specchio e ho ricordato che io i miei, di fili d&#39;argento, son tanti, ma li porto contento. Uno dei segni dei miei trascorsi, del fatto che fin qui ci sono arrivato (un&#39;altra m&#39;ha detto che son vecchio, quanto a questo, ma so incassare, e hai voglia a scuoter la testa ma poi lei che ne ha capito di me?). Ma non voglio divagare che la domanda è rimasta lì, spinosa, in attesa di risposta. Allora mi è venuto in mente quando avevo tredici anni, un campo scuola di quelli organizzati dal prete in un bel posto in montagna. C&#39;era una donna che veniva a far la cuoca, sulla quarantina. Aveva capelli lunghi, neri, con qualche filo d&#39;argento. Non li tingeva, li portava come portava la sua età. Nel mio ricordo di ragazzino era bellissima, una donna semplice, con un sorriso perenne, l&#39;espressione sempre serena, dolce, mai un gesto fuori posto. La incontravo in giro per il quartiere di tanto in tanto, sempre con la stessa espressione sulla quale, crescendo, ho intuito un&#39;ombra, il fantasma di una sofferenza portata sempre con dignità. Non mi pare avesse figli, forse era quello a segnarla, forse chissà che altro. E quei fili d&#39;argento erano sempre di più, ma mai abbastanza da farle perdere un aspetto in qualche modo più giovane della sua età. Segni di una vita vissuta, senza star lì a guardarla passare. È difficile da capire ma ci sono persone che non puoi dire di aver conosciuto che ti lasciano dentro ricordi che ti segnano. Grazie a lei oggi mi piacciono il fili grigi e le donne che li sanno portare con semplicità, o che non hanno paura di mostrarsi un po&#39; in disarmo. Struccate, con la ricrescita e vestite con quello che avanza del guardaroba, la prima cosa che capita in mano. È allora che sai che son proprio loro quelle che si mostrano, anche se è solo per un istante. &lt;/p&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/6354737231321057577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/6354737231321057577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassolivello.blogspot.com/2014/01/argento.html' title='argento'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6993704656149452858.post-8339880214598777194</id><published>2014-01-06T14:11:00.001+01:00</published><updated>2014-01-06T14:11:33.477+01:00</updated><title type='text'>il metodo facebook</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;https://lh5.googleusercontent.com/--nxgvDPYQqI/Usqrgvj4cRI/AAAAAAAAAog/FxLanSXzI3s/%25255BUNSET%25255D.jpg&quot;&gt;&lt;img title=&quot;&quot; class=&quot;aligncenter size-full&quot; alt=&quot;image&quot; src=&quot;https://lh5.googleusercontent.com/--nxgvDPYQqI/Usqrgvj4cRI/AAAAAAAAAog/FxLanSXzI3s/%25255BUNSET%25255D.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align:left&quot;&gt;Ci sono molte spiegazioni che possono essere date a certi eventi. Uno finisce in ospedale con un tubo in gola, è un personaggio pubblico e piace ad alcuni, meno ad altri. Si scatena lo schifo. Anni fa la spiegazione era l&#39;anonimato in rete, molti erano nascosti dietro a un nick (quando non più d&#39;uno), tanto che qualcuno aveva pensato di legiferare in materia. Poi è arrivato Facebook e tutti giù a infilarci nome cognome e numero di cellulare (manca sorprendentemente il campo del codice fiscale) e allora l&#39;anonimato non spiegava più niente. Qualcuno dice che la protezione garantita da un display serve ad esacerbare gli animi, può essere. Penso però che nel caso di Bersani ci sia un altro aspetto, ci sia una profonda diseducazione alla politica. La politica è vista come una tifoseria, una guerra civile fatta di leggi scagliate contro la parte avversa e capovolte a ogni cambio di governo (ICI si, IMU no e così via) e non stupisce che molti politici o aspiranti tali si siano affannati ad accaparrarsi la presidenza di una squadra di calcio, la politica della curva dell&#39;avversario sconfitto, annientato. La dittatura della maggioranza, questa sconosciuta. &lt;br&gt;Manca invece del tutto il sentimento democratico, quello per cui le scelte di intendono nell&#39;interesse di tutti e non di una parte contro l&#39;altra. Cerchi di avere un sistema informativo più aperto? Ce l&#39;hai con Berlusconi. Articolo 18? Che fai, lo metti in culo agli operai?&lt;br&gt;E quel che è peggio è che Bersani è uno dei politici più distanti da queste logiche, attaccato da lobby preoccupate solo di mantenere la loro rendita di posizione. Non che Bersani sia un santo o che ne condivida tutto il disegno politico ma se proprio volete spalare merda vedete di farlo contro un bersaglio peggiore di voi, posto che riusciate a trovarlo. &lt;/p&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/8339880214598777194'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/8339880214598777194'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassolivello.blogspot.com/2014/01/il-metodo-facebook.html' title='il metodo facebook'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://lh5.googleusercontent.com/--nxgvDPYQqI/Usqrgvj4cRI/AAAAAAAAAog/FxLanSXzI3s/s72-c/%25255BUNSET%25255D.jpg" height="72" width="72"/><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6993704656149452858.post-7675237250774219241</id><published>2013-12-31T23:21:00.002+01:00</published><updated>2013-12-31T23:21:52.994+01:00</updated><title type='text'>2013, 2014</title><content type='html'>Poco fa, uscendo da una pizzeria, ho sentito un gruppo di circa-sessantenni fare il solito discorso sugli immigrati (vengono e vogliono cambiare le regole come voglio loro, vogliono che gli costruiamo le moschee, non sono &quot;dei nostri&quot;, ecc.) e ho pensato che non ce la possiamo fare, che finchè abbiamo queste idee il nostro resterà un paese arretrato. Poi mi è venuta in mente mia figlia, che ha e ha avuto amici figli di immigrati o immigrati loro stessi, che non ha mai fatto riferimento a differenze dovute alla cultura o alla religione di provenienza, che ha dimostrato di saper distinguere la semplice stronzaggine dalla discriminazione. Allora mi viene da pensare che in parte è un fatto generazionale, che le presone di due generazioni fa, che potrebbero essere miei genitori, non hanno vissuto l&#39;esperienza del vivere con amici o compagni di classe di altri paesi o, se l&#39;hanno fatto, erano condizionati dal bias di una società più chiusa dell&#39;attuale. Forse il precario equilibrio dell&#39;umanità può ancoramigliorare.&lt;br /&gt;Non sono solito augurare niente per nessuna ricorrenza, men che meno per un nuovo anno. Solitamente mando auguri alle persone alle quali tengo più perchè so che fa loro piacere che non per una mia reale convinzione, ma casualmente, questa sera, ho trovato in un fatto accidentale un motivo (non so se valido) di augurare a me e a chiunque che domani le cose girino meglio, anche se magari in modo impercettibile. Sempre meglio che tornare indietro.</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/7675237250774219241'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/7675237250774219241'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassolivello.blogspot.com/2013/12/2013-2014.html' title='2013, 2014'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6993704656149452858.post-6199444242020338188</id><published>2013-12-14T22:58:00.001+01:00</published><updated>2013-12-14T22:58:18.290+01:00</updated><title type='text'>empatia</title><content type='html'>&lt;p style=&quot;text-align:left&quot;&gt;Ci stavo pensando ora, per me questa (che ho ricevuto tempo fa) è la frase dell&#39;anno.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;i&gt;&quot;empatia. si chiama empatia. cazzo di stronza puttana empatia... a me mi fotte il cervello l&#39;empatia... sta bastarda&quot;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/6199444242020338188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/6199444242020338188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassolivello.blogspot.com/2013/12/empatia.html' title='empatia'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6993704656149452858.post-280227938322315751</id><published>2013-12-12T19:45:00.001+01:00</published><updated>2013-12-12T19:45:02.938+01:00</updated><title type='text'>universal field</title><content type='html'>&lt;p dir=ltr&gt;Oggi ho visto questa meraviglia di Mark Tobey. E niente, mi ha mandato il cervello in risonanza. &lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt; &lt;a href=&quot;http://lh6.ggpht.com/-dXhMSkOYF5M/UqoEKSEeOvI/AAAAAAAAAoI/bMRqlODfoAs/s1600/IMG_20131212_193839.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt; &lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://lh6.ggpht.com/-dXhMSkOYF5M/UqoEKSEeOvI/AAAAAAAAAoI/bMRqlODfoAs/s640/IMG_20131212_193839.jpg&quot;&gt; &lt;/a&gt; &lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/280227938322315751'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/280227938322315751'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassolivello.blogspot.com/2013/12/universal-field.html' title='universal field'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://lh6.ggpht.com/-dXhMSkOYF5M/UqoEKSEeOvI/AAAAAAAAAoI/bMRqlODfoAs/s72-c/IMG_20131212_193839.jpg" height="72" width="72"/><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6993704656149452858.post-8415581129534977688</id><published>2013-12-10T22:40:00.001+01:00</published><updated>2013-12-10T22:40:38.670+01:00</updated><title type='text'>l&#39;uovo, la gallina, quelle robe lì </title><content type='html'>&lt;p dir=ltr&gt;&amp;#200; che a volte l&#39;amicizia cela l&#39;amore, a volte il contrario. Si, insomma, &amp;#232; un gran casino. &lt;/p&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/8415581129534977688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/8415581129534977688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassolivello.blogspot.com/2013/12/l-la-gallina-quelle-robe-li.html' title='l&amp;#39;uovo, la gallina, quelle robe lì '/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6993704656149452858.post-2219846073744362445</id><published>2013-11-29T17:51:00.002+01:00</published><updated>2013-11-29T17:51:44.711+01:00</updated><title type='text'>un incontro</title><content type='html'>&lt;div dir=&quot;ltr&quot;&gt;Ho rivisto una persona che non vedevo da tempo. Troppo. Temo sempre le sorprese, in questi casi, ma in qualcosa è cambiata. Nella giusta direzione.&lt;br /&gt;E ora penso che mi dispiace non poter coltivare quell&#39;amicizia ma non per bisogno o mancanza, no. Soltanto perché sarebbe una bella amicizia, tutto qui.&lt;br /&gt;E poi le parole che rimangono sempre sottintese, quelle che non si dicono per pudore o perché troppo pesanti, ma andrebbero dette. Che le voglio bene non glie l&#39;ho detto, e mi dispiace.&lt;/div&gt;&lt;div dir=&quot;ltr&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;//www.youtube.com/embed/MLXvSdTV0R0&quot; width=&quot;420&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/2219846073744362445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/2219846073744362445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassolivello.blogspot.com/2013/11/un-incontro.html' title='un incontro'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6993704656149452858.post-1372606379902515719</id><published>2013-11-22T23:51:00.001+01:00</published><updated>2013-11-23T00:04:42.657+01:00</updated><title type='text'>la doccia</title><content type='html'>&lt;p dir=ltr&gt;Per un periodo della mia vita ho vissuto in una doccia. Direte che capita a tutti, che sommando quei pochi minuti che si trascorrono in doccia ogni giorno risulta che ciascuno ci vive per dei mesi, e avete anche ragione. Ma io, invece, ci ho proprio vissuto per giorni e giorni, settimane intere, un fiume di tempo sotto un soffione. In quel periodo, che sar&amp;#224; durato diversi mesi del mio tempo reale, io vivevo in una doccia. Aprire il rubinetto e far scorrere le porte di cristallo mi proiettava in un&#39;altra dimensione, il tempo scorreva pi&amp;#249; lentamente, fin quasi a fermarsi. Per contro, il ritmo della vita reale, quella che vivevo senza l&#39;acqua che mi picchiava sulla testa, assumeva una cadenza parossistica, folle, ventiquattr&#39;ore di vita compressi in pochi minuti rubati al resto della giornata, quella vissuta nella doccia. La vita all&#39;asciutto era storia di un minuto.&lt;br&gt;Il tempo sotto la doccia era tempo fertile, intere citt&amp;#224; sono state edificate e demolite in quei pochi minuti durati anni, progetti, voli pindarici, idee strampalate: nulla ha mai guadagnato l&#39;onore del clima secco, nessun seme ha mai germogliato, il pulcino non ha mai rotto l&#39;uovo. Poi &amp;#232; finita all&#39;improvviso, &amp;#232; successo nell&#39;esatto momento in cui mi sono reso conto di quello che stava succedendo, una specie di assurdo principio di indeterminazione, appena scoperta una cosa cessa di esistere.&lt;br&gt;Oggi mi &amp;#232; tornata alla mente questa cosa perch&amp;#233; mentre mi facevo la doccia (son tignoso, tutti i giorni, io) &amp;#232; successo un fatto: ho cercato il sapone dalla parte sbagliata. In mesi &amp;#232; la prima volta che mi succede e mi son sentito come quelli che hanno la sindrome dell&#39;arto fantasma, quelli ai quali prude una parte del loro corpo che non hanno pi&amp;#249;. Ci son tanti modi di perdere un arto, a volte ci si sveglia dall&#39;anestesia e non c&#39;&amp;#232; pi&amp;#249;, sparito senza dolore. Altre volte &amp;#232; una disattenzione, un telefono che suona mentre si &amp;#232; alla guida, altre volte ancora si sceglie spontaneamente di metterlo in bocca a un leone. Io ho perduto qualcosa che mi &amp;#232; stata strappata con dolore, per quanto io stesso sia causa della perdita. Quel qualcosa oggi si &amp;#232; fatta sentire sotto forma di un gesto, di un sapone che sta dalla parte sbagliata, ti giri a sinistra ma non &amp;#232; pi&amp;#249; l&amp;#236;. E neanche quello che hai perso. &lt;/p&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/1372606379902515719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/1372606379902515719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassolivello.blogspot.com/2013/11/la-doccia.html' title='la doccia'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6993704656149452858.post-7301612959653645831</id><published>2013-11-22T20:15:00.001+01:00</published><updated>2013-11-22T20:15:35.507+01:00</updated><title type='text'>piove sul bagnato</title><content type='html'>&lt;p dir=ltr&gt;Non bastavano le delusioni sentimentali, no. Non bastava un padre per troppo tempo assente e poi uscito di casa improvvisamente, nel bel mezzo degli esami di terza media. Non bastava il crollo verticale dell&#39;autostima dovuto tutto questo. La mia cucciola ha dovuto pure rompersi la mandibola cadendo con lo scooter, tradita da un cumulo di foglie autunnali bagnate. Le foglie morte, l&#39;animaccia loro e di Jacques Pr&amp;#233;vert. Ospedale, intervento e un mese con la bocca bloccata. Ma &amp;#232; forte, superer&amp;#224; anche questa &amp;#232; sar&amp;#224; pi&amp;#249; forte di prima. E avr&amp;#224; alle spalle un anno da dimenticare. &lt;/p&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/7301612959653645831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/7301612959653645831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassolivello.blogspot.com/2013/11/piove-sul-bagnato.html' title='piove sul bagnato'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6993704656149452858.post-2400905198513493622</id><published>2013-11-17T12:53:00.001+01:00</published><updated>2013-11-17T12:53:47.031+01:00</updated><title type='text'>lessico familiare</title><content type='html'>&lt;p dir=ltr&gt;Sia pur nel mare magno di un periodo che se ne son visti di migliori, stamattina io e mia madre ridevamo insieme. Non me lo ricordavo, ma io e lei abbiamo lo stesso senso dell&#39;umorismo. &lt;/p&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/2400905198513493622'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/2400905198513493622'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassolivello.blogspot.com/2013/11/lessico-familiare.html' title='lessico familiare'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6993704656149452858.post-4059693155620820798</id><published>2013-11-05T14:36:00.001+01:00</published><updated>2013-11-05T14:36:09.117+01:00</updated><title type='text'>e sai cosa bevi</title><content type='html'>Qualche giorno fa ho letto questo pezzo sulle droghe alternative:&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://huff.to/1h2Ll1U&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;9 Disgusting Drugs That Prove Prohibition Will Never Work&lt;/a&gt;. Mi distolgo dalla questione (peraltro centrata) del fallimento del proibizionismo e aggiungo un passo di&amp;nbsp;&lt;i&gt;Zero zero zero di Saviano&lt;/i&gt;:&lt;br /&gt;&lt;blockquote class=&quot;tr_bq&quot;&gt;&lt;i&gt;La cocaina è un bene complesso. Dietro il suo candore nasconde il lavoro di milioni di persone. Nessuna di queste si arricchisce come coloro che sanno piazzarsi nel punto giusto della filiera produttiva. l Rockefeller della cocaina sanno come nasce il loro prodotto, passaggio per passaggio. Sanno che a giugno si semina e che ad agosto c&#39;è la raccolta. Sanno che la semina dev&#39;essere fatta con un seme proveniente da piante di almeno tre anni e che i raccolti di coca si fanno tre volte all&#39;anno. Sanno che le foglie raccolte devono essere messe a seccare entro ventiquattro ore dalla potatura, altrimenti si rovinano e non le vendi più. Sanno che il passo successivo è scavare due buchi nel terreno. Nel primo, insieme alle foglie secche, devi aggiungere carbonato di potassio e kerosene. Sanno che poi bisogna pestare per bene questo mix, fino a ottenere una sbobba verdastra, il carbonato di cocaina, che una volta filtrato deve essere trasferito nel secondo buco. Sanno che l&#39;ingrediente successivo è l&#39;acido solforico concentrato. Sanno che quello che così si ottiene è il solfato basico di cocaina, la pasta basica, che va fatta essiccare. Sanno che gli ultimi passaggi comportano acetone, acido cloridrico, alcol assoluto. Sanno che bisogna filtrare ancora e ancora. E poi di nuovo a seccare. Sanno che si ottiene il cloridrato di cocaina, chiamato comunemente: cocaina. Sanno, i Rockefeller della cocaina, che per ottenere più o meno mezzo chilo di coca purissima servono: tre quintali di foglie e un manipolo di operai a tempo pieno. Tutto questo gli imprenditori della cocaina lo sanno come qualunque capo d&#39;azienda.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;Kerosene, acido solforico, acetone, acido cloridrico, alcol, escrementi umani. Aggiungiamo metodi di produzione approssimativi messi in atto da persone che di chimica non sanno un&#39;acca ed eseguiti in situazioni igieniche che definire precarie è un pallido eufemismo. Continuiamo con sostanze da taglio quali polvere di vetro e stricnina, con pastiglie prodotte spesso mescolando farmaci con concentrazione approssimativa quando non del tutto ignota.&lt;br /&gt;Assumete qualcuna di queste sostanze? Paura? No, certo, a voi non succederà mai niente, siete mica scemi voi. E poi smettete quando volete, no? Alla peggio anche voi come Primo Levi avete sempre il vostro recinto elettrificato contro il quale buttarvi. Quando e se riuscirete a uscirne finirete con una scatola di pillole, questa volta regolarmente acquistata in farmacia, e un bugiardino in mano del quale leggerete preoccupati la sezione &lt;i&gt;Effetti collaterali&lt;/i&gt;. E se quando vi renderete conto di come vi siete ridotti vi troverete davanti a uno specchio vi auguro di aver conservato ancora abbastanza rispetto per voi stessi da reprimere l&#39;istinto a sputarvi &amp;nbsp;in faccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;Hat tip: &lt;i&gt;&lt;a href=&quot;http://ff.im/1g0LfX&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Mi volsi e considerai&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/4059693155620820798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/4059693155620820798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassolivello.blogspot.com/2013/11/e-sai-cosa-bevi.html' title='e sai cosa bevi'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6993704656149452858.post-3826549203689310846</id><published>2013-10-31T10:41:00.000+01:00</published><updated>2013-10-31T12:46:49.304+01:00</updated><title type='text'>rush never slept</title><content type='html'>Stamattina ho finalmente collegato le immagini dei &lt;a href=&quot;http://www.ilpost.it/2012/10/17/foto-data-center-google/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;datacenter di Google&lt;/a&gt; con un verso di &lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/2112_%28song%29&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;2112&lt;/a&gt;. &lt;span id=&quot;goog_118281387&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;span id=&quot;goog_118281388&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-a3bcRfF-AII/UnIhyCqbI7I/AAAAAAAAAn0/QdsE-jpNyho/s1600/google-datacenter-tech-18.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;640&quot; src=&quot;http://4.bp.blogspot.com/-a3bcRfF-AII/UnIhyCqbI7I/AAAAAAAAAn0/QdsE-jpNyho/s640/google-datacenter-tech-18.jpg&quot; width=&quot;425&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote class=&quot;tr_bq&quot;&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;i&gt;We are the Priests of the Temples of Syrinx&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;i&gt;Our great computers fill the hallowed halls&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;Era il 1976, i Rush erano così, giovani e convinti dei propri mezzi, e avevano ragione ad esserlo.&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: left;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;object height=&quot;315&quot; width=&quot;420&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;//www.youtube.com/v/FUcbGMdfV2M?version=3&amp;amp;hl=en_GB&amp;amp;rel=0&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowscriptaccess&quot; value=&quot;always&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;//www.youtube.com/v/FUcbGMdfV2M?version=3&amp;amp;hl=en_GB&amp;amp;rel=0&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; width=&quot;420&quot; height=&quot;315&quot; allowscriptaccess=&quot;always&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/3826549203689310846'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/3826549203689310846'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassolivello.blogspot.com/2013/10/rush-never-slept.html' title='rush never slept'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-a3bcRfF-AII/UnIhyCqbI7I/AAAAAAAAAn0/QdsE-jpNyho/s72-c/google-datacenter-tech-18.jpg" height="72" width="72"/><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6993704656149452858.post-1580379199972881370</id><published>2013-10-30T09:44:00.001+01:00</published><updated>2013-10-30T09:44:42.960+01:00</updated><title type='text'>tribunale</title><content type='html'>&lt;p dir=ltr&gt;Sono nel corridoio del tribunale in attesa di firmare per la separazione, ho l&#39;animo di un condannato a morte eppure quasi mi viene da ridere. Non ci si prepara mai &lt;u&gt;abbastanza&lt;/u&gt; a esperienze come queste. Poi guardo l&#39;avvocato e mi domando dove siamo andati a pescare un elemento simile, e rido ancora. Bah. &lt;/p&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/1580379199972881370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/1580379199972881370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassolivello.blogspot.com/2013/10/tribunale.html' title='tribunale'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6993704656149452858.post-34765272151744131</id><published>2013-10-25T21:51:00.001+02:00</published><updated>2013-10-25T21:51:49.156+02:00</updated><title type='text'>going a-social*</title><content type='html'>&lt;p dir=ltr&gt;Da un paio d&#39;anni ho in bozza un post sulla mia attitudine all&#39;uso dei social network. Il servizio ideale per quelli come me (scorbutici, lunatici, meteropatici, asociali... aggiungete epiteti a piacere) avrebbe dovuto prevedere che al momento dell&#39;iscrizione tutti gli utenti esistenti siano collegati in modo biunivoco al nuovo malcapitato e che il piacere della partecipazione sia dato dal bloccare o disiscrivere gli altri mandando loro un messaggio, meglio se colmo di ingiurie. Una situazione ideale contempla la rimozione progressiva quanto rapida degli utenti (follower, amici** o qualsiasi sia il termine con cui siano identificati) pi&amp;#249; palesemente cretini fino a distillate una lista di personaggi sottilmente fastidiosi da continuare a seguire al solo scopo di mantenere alimentata la pi&amp;#249; profonda e radicata misantropia. Questo, almeno, &amp;#232; quello che avrei scritto un paio d&#39;anni fa.&lt;br&gt;Poi le cose sono cambiate. Voglio dire, io sono sempre scorbutico, lunatico, meteropatico e asociale, la mia misantropia &amp;#232; sempre ben pasciuta, ma alcune persone provenienti da questo mondo fatto di coriandoli maltagliati ha in qualche modo fatto breccia nella oliatissima armatura forgiata in anni di quotidiani dieci-minuti-di-odio indossata per celarealla vista altrui la miseria che contiene pi&amp;#249; che per difenderla. Queste persone si sono materializzate e hanno un ruolo reale, fattivo nei miei confronti, le benedico tutte senza riserve.&lt;br&gt;Poi per&amp;#242; scopri che quello che sei, in fondo, &amp;#232; sempre l&amp;#236; in attesa di esigere che il conto venga pagato. Da un po&#39; di tempo il puntatore finisce sempre pi&amp;#249; frequentemente sullo &lt;i&gt;hide&lt;/i&gt; e un giorno a forza di cliccarci sopra la schermata si svuota completamente. E allora forse &amp;#232; venuto il momento di prendersi una pausa, magari di riesumare questa scalcinata tribuna gestita da un tribuno vagamente anarcoide, sicuramente sconclusionato, perennemente fuori sincrono. Magari &amp;#232; meglio, magari poi si riprende con un altro passo, pi&amp;#249; adatto ai tempi e agli umori.&lt;/p&gt;&lt;p dir=ltr&gt;*: il post &amp;#232; da considerarsi tongue-in-cheek, ma forse neanche pi&amp;#249; di tanto.&lt;br&gt;**: ho sempre detestato l&#39;uso della parola &lt;i&gt;amico&lt;/i&gt; in alcuni social network, &amp;#232; un termine che uso con estrema parsimonia. Prima che definisca una persona amica o mi consideri suo amico ne passa davvero tanto. E poi manco le conviene: storicamente io gli amici li ho sempre &lt;u&gt;turlupinati&lt;/u&gt;.&lt;/p&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/34765272151744131'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/34765272151744131'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassolivello.blogspot.com/2013/10/going-social.html' title='going a-social*'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6993704656149452858.post-6626261378646112785</id><published>2013-10-25T09:14:00.001+02:00</published><updated>2013-10-25T09:14:33.247+02:00</updated><title type='text'>basta guardarlo</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-QH4Wv2JmXj4/UmoYvrBVXhI/AAAAAAAAAnk/3qGkDPi7e-g/s1600/bo-xilai-cina.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;http://2.bp.blogspot.com/-QH4Wv2JmXj4/UmoYvrBVXhI/AAAAAAAAAnk/3qGkDPi7e-g/s1600/bo-xilai-cina.jpg&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://bit.ly/1bkLDdu&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Bo Xilai&lt;/a&gt; è stato definitivamente condannato all&#39;ergastolo. Guardatelo in faccia e ditemi che è quella di un uomo che si avvia a passare il resto dei suoi giorni in prigione, ha un&#39;espressione che sembra una di quelle che &lt;a href=&quot;http://bit.ly/1bkLVku&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Tom Bosley&lt;/a&gt; sfoderava in &lt;i&gt;Happy days&lt;/i&gt;.</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/6626261378646112785'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/6626261378646112785'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassolivello.blogspot.com/2013/10/basta-guardarlo.html' title='basta guardarlo'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-QH4Wv2JmXj4/UmoYvrBVXhI/AAAAAAAAAnk/3qGkDPi7e-g/s72-c/bo-xilai-cina.jpg" height="72" width="72"/><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6993704656149452858.post-2438164557636446900</id><published>2013-10-23T09:28:00.001+02:00</published><updated>2013-10-23T09:28:26.160+02:00</updated><title type='text'>something</title><content type='html'>&lt;blockquote class=&quot;tr_bq&quot;&gt;&lt;i&gt;What you own is your own kingdom&lt;br /&gt;What you do is your own glory&lt;br /&gt;What you love is your own power&lt;br /&gt;What you live is your own story&lt;br /&gt;In your head is the answer&lt;br /&gt;Let it guide you along&lt;br /&gt;Let your heart be the anchor&lt;br /&gt;And the beat of your own song&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote class=&quot;tr_bq&quot;&gt;&lt;i&gt;You don&#39;t get something for nothing&lt;br /&gt;You can&#39;t have freedom for free&lt;br /&gt;You won&#39;t get wise&lt;br /&gt;With the sleep still in your eyes&lt;br /&gt;No matter what your dreams might be&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&amp;nbsp;[Rush, Something for nothing]</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/2438164557636446900'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/2438164557636446900'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassolivello.blogspot.com/2013/10/something_23.html' title='something'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6993704656149452858.post-6646357613355133223</id><published>2013-10-05T14:14:00.001+02:00</published><updated>2013-10-05T14:15:05.066+02:00</updated><title type='text'>i tartari nel lago</title><content type='html'>&lt;p dir=ltr&gt;Qui &amp;#232; normale vedere la riva opposta. Per quelli abituati al lago, dico. Se abiti sul mare vedere la riva opposta &amp;#232; un incidente adriatico, o da golfo, fiordo, quei posti l&amp;#236; che per il mare sono angusti. Ma se abiti sul mare, di solito, la riva opposta non la vedi mai, neanche in quelle giornate che ti vedi la schiena, come scrive Vannini. Il mare &amp;#232; come il deserto dei Tartari, quelli dall&#39;altra parte non sai neanche se ci sono, figuriamoci poi vederli, il lago quelli l&amp;#224; ti fa sapere che esistono. La sera accendono la luce, guidano l&#39;automobile, vivono, a volte prendono un traghetto e vengono a mostrarsi dalla tua parte.&lt;br&gt;A volte per&amp;#242; succede anche al lago che quelli dall&#39;altra parte non li vedi pi&amp;#249;, l&#39;autunno, la pioggia, la nebbia, fanno finire il lago a met&amp;#224; strada (no, la strada non c&#39;&amp;#232; in mezzo al lago). A volte dura per dei giorni e allora inizi a pensare che la riva opposta non sia pi&amp;#249; l&amp;#224;, che quando torner&amp;#224; il bel tempo il lago sembrer&amp;#224; come il mare, solo pi&amp;#249; stretto. Che quelli di l&amp;#224; li hanno portati via e non saprai pi&amp;#249; davvero se esistono o no, e cosa fanno, se accendono la luce, guidano, bevono, dove vanno col traghetto (che nel frattempo ha continuato ad arrivare, ma tu non te ne sei reso conto). Quelli l&amp;#224; li immagini sempre pi&amp;#249; uguali ai Tartari e hai paura che, una notte, arrivino a nuoto e ti sorprendano nel sonno.&lt;br&gt;Poi ti viene in mente, pensa te che scemo, che probabilmente i Tartari non sanno neanche nuotare.&lt;/p&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/6646357613355133223'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/6646357613355133223'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassolivello.blogspot.com/2013/10/i-tartari-nel-lago.html' title='i tartari nel lago'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6993704656149452858.post-5272055234390013196</id><published>2013-10-02T16:55:00.000+02:00</published><updated>2013-10-02T16:55:10.104+02:00</updated><title type='text'>autunno</title><content type='html'>È stata l&#39;estate che non ti aspetti. Difficile si, dolorosa anche. Piena però di sorprese, appigli inaspettati durante l&#39;arrampicata di una parete apparentemente liscia. Se sia stato bravo io a vederli o se fossero inaspettate fortune non lo so, magari diventerà chiaro più avanti, ma li ho afferrati e me ne sono fatto forza. È già qualcosa. Alcune cose le ho imparate e serviranno, altre devo ancora capirle bene. Per il momento ho capito che con gli anni si cambia in modo irreversibile, che è difficile sapere che sei e cosa vuoi e non agire solo per reazione a quello che ti è successo.&lt;br /&gt;Che l&#39;adolescenza non ritorna e che la meraviglia della sorpresa in massima parte se n&#39;è andata, ma che se non cedi al cinismo puoi avere una meraviglia ancora più grande.&lt;br /&gt;Che la consapevolezza regala la capacità di scelta e di arrivare a profondità inaspettate, che scegliere costa fatica e lavoro ma che, anche se non lo pensavi, hai il fisico e la tenacia per farlo.&lt;br /&gt;E che, alla fine, non hai più paura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height=&quot;315&quot; width=&quot;420&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;//www.youtube.com/v/AsGqpmt_FJI?hl=en_GB&amp;amp;version=3&amp;amp;rel=0&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowscriptaccess&quot; value=&quot;always&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;//www.youtube.com/v/AsGqpmt_FJI?hl=en_GB&amp;amp;version=3&amp;amp;rel=0&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; width=&quot;420&quot; height=&quot;315&quot; allowscriptaccess=&quot;always&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/5272055234390013196'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/5272055234390013196'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassolivello.blogspot.com/2013/10/autunno.html' title='autunno'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6993704656149452858.post-5870466545249713026</id><published>2013-06-19T16:49:00.002+02:00</published><updated>2013-06-19T16:49:42.631+02:00</updated><title type='text'>passato, futuro</title><content type='html'>La coscienza di aver ferito irreparabilmente tante persone, il senso di solitudine appena mitigato dalle persone che mi vogliono bene, una ragazzina di quattordici anni che mi sta letteralmente tenendo assieme. E il ritornare vent&#39;anni dopo in un posto che non ricordavo così, che sembra il condominio di &lt;i&gt;Le fate ignoranti&lt;/i&gt;. Guardo il passato e penso al futuro, che il presente fa troppo male.</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/5870466545249713026'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6993704656149452858/posts/default/5870466545249713026'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://bassolivello.blogspot.com/2013/06/passato-futuro.html' title='passato, futuro'/><author><name>Unknown</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><gd:extendedProperty name="commentSource" value="1"/><gd:extendedProperty name="commentModerationMode" value="FILTERED_POSTMOD"/></entry></feed>