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	<title>Lorenzo Braghetto&#039;s Blog</title>
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		<title>Protetto: Dove mettere piede</title>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Sep 2023 18:53:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non è disponibile alcun riassunto in quanto si tratta di un articolo protetto.]]></description>
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		<title>Dove sono finito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2020 20:53:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Humor]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Correvo con un certo senso di colpa in corpo, ma bilanciato dalle endorfine che iniziavano a sprigionarsi. Questa volta ho scelto un argine nuovo, mai fatto, il più isolato di tutti. Sento delle voci provenire dal campo Rom e Sinti dall’altra parte del fiume, lì sono sempre in un certo isolamento e anche questa volta [&#8230;]]]></description>
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<p><strong>Correvo</strong> con un certo senso di colpa in corpo, ma bilanciato dalle endorfine che iniziavano a sprigionarsi.</p>



<p>Questa volta ho scelto un argine nuovo, mai fatto, il più <strong>isolato</strong> di tutti.</p>



<p>Sento delle <strong>voci</strong> provenire dal campo Rom e Sinti dall’altra parte del fiume, lì sono sempre in un certo isolamento e anche questa volta nessuno avrà pensato a loro; probabilmente la loro vita scorre normalmente in questi giorni.</p>



<p>I lampioni che illuminano l’<strong>argine vuoto</strong> improvvisamente finiscono e quasi senza accorgermi mi ritrovo avvolto dall’<strong>oscurità.</strong></p>



<p>La mia pila frontale illumina il terreno che da sassoso diventa terroso, attorno non vedo nulla, se punto la <strong>luce</strong> attorno a me vedo <strong>erba</strong> alta fino al ginocchio e <strong>null&#8217;altro</strong>.</p>



<p>Il mio smartwatch segnava solo 3 chilometri, dovevo quindi proseguire.</p>



<p>In lontananza ora sento solo i rumori di una <strong>fabbrica</strong>, carrelli che scorrono, presse e vampate di calore, non una voce umana; solo <strong>rumori</strong> <strong>tonfi</strong>, <strong>sordi</strong>.</p>



<p>Mi attirano dei <strong>fruscii</strong> tra l’erba, mi guardo intorno, non vedo nulla.</p>



<p></p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p style="font-size:15px" class="has-text-color has-text-align-left has-very-dark-gray-color">G<em>li umani hanno abbandonato troppi territori e con troppa velocità.<br>Sai cos’hanno risvegliato nell’oscurità di Wuhan?<br>Ombre e fiamme.</em></p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p>Ormai cerco invano di puntare la <strong>luce</strong> nell’oscurità alla ricerca di qualche oggetto che la rifletta.</p>



<p>Brancolo nel <strong>buio</strong> riuscendo a illuminare solo il terreno a due metri da me.</p>



<p><strong>Inciampo</strong>. <strong>Cado</strong>. <strong>Rotolo</strong> in discesa sull’erba, sbatto la testa un po’ di volte, ma non perdo i sensi.</p>



<p>Sono però intontito e tengo gli <strong>occhi</strong> <strong>chiusi</strong>, pian piano una <strong>luce</strong> si fa strada fra le mie palpebre.</p>



<p>Apro gli occhi e mi trovo in una <strong>casa</strong>.</p>



<p>La luce di mezzogiorno entra delle enormi <strong>vetrate</strong>, tutto è <strong>pulitissimo</strong>, si sente un pungente odore di<strong> <em>Ipoclorito di sodio</em></strong><em>.</em></p>



<p>Ci sono diversi <strong>post-it</strong> messi qua e là, ma non ho la forza di leggerli.</p>



<p>Mi guardo intorno e verso l’uscita vedo un secchio con scritto “<strong>mascherine usate</strong>”.</p>



<p>Entro in salotto passando una grande arcata e nel mentre noto un foglio posticcio attaccato ad un mobile:</p>



<p><em>“Lasciate ogni speranza o voi asintomatici contagiosi”</em> leggo</p>



<p><em>“C’è qualcuno!”</em> esclamo fra me e me, un <strong>signore distinto</strong>, in giacca e cravatta è seduto su una poltrona ed è intento a leggere il giornale.</p>



<p>Ma quando provo ad avvicinarmi arrivo a circa <strong>due metri </strong>ed una <strong>forza invincibile</strong> e sovrumana mi <strong>respinge</strong> indietro fino a stendermi per terra.</p>



<p>Batto la testa e torno mezzo addormentato.</p>



<p>Fu lì che capii&#8230; ero a casa <strong>Burioni</strong>.<br></p>
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		<title>Vietnam &#8211; Go with the flow</title>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2020 19:06:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Me]]></category>
		<category><![CDATA[Real]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Asia]]></category>
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					<description><![CDATA[Mi trovavo sulla cima di una collina, un’ora prima avevo imboccato quella che sembrava una normale strada, ma che pian piano si era rimpicciolita, davanti a me avevo poco più di un sentiero che dopo pochi metri scompariva in mezzo ad alcune frasche; un fiume verde passava fra la mia collina e le altre tutt’attorno. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Mi trovavo sulla cima di una collina</strong>, un’ora prima avevo imboccato quella che sembrava una normale strada, ma che pian piano si era rimpicciolita, davanti a me avevo poco più di un sentiero che dopo pochi metri scompariva in mezzo ad alcune frasche; un fiume verde passava fra la mia collina e le altre tutt’attorno.</p>



<p><strong><em>“Ci sarà un ponte?”</em></strong> mi chiedevo.</p>



<p>In quel momento <strong>ero solo</strong>, avevo capito già da una mezzoretta che non potevo fidarmi del navigatore; faceva parecchio caldo, ero dall’altra parte del mondo in mezzo al nulla, circondato da una natura tropicale. Avevo però il mezzo perfetto per queste situazioni, una <strong>moto da enduro</strong> leggerissima, e i bagagli erano rimasti in homestay.</p>



<p>Controllo sulle mappe di OpenStreetMap e leggo una scritta a poca distanza rispetto dove mi trovavo <strong><em>“No bridge here”</em></strong>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img decoding="async" fetchpriority="high" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_115155-01-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-3369" width="493" height="370" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_115155-01-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_115155-01-300x225.jpeg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_115155-01-768x576.jpeg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_115155-01-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_115155-01-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_115155-01-640x480.jpeg 640w" sizes="(max-width: 493px) 100vw, 493px" /></figure></div>



<p>Non demordo, ma non mi andava di scendere per il sentiero con il rischio di arrivare in fondo e dover girare la moto; noto una specie di capanna in un punto poco più alto rispetto dove mi trovavo, entro a piedi e vedo <strong>un ragazzo, un bambino e una bambina</strong> giocare e scherzare appollaiati sul piano rialzato di una casa-palafitta in costruzione.</p>



<p><strong>Cerco di comunicare</strong>, l’inglese in questi casi è <em>useless</em>, sia io che loro tiriamo fuori i nostri smartphone, scrivo sul traduttore chiedendo se in fondo al sentiero ci fosse un ponte per passare il fiume.</p>



<p>Sembrano capire e il bambino con un gran sorriso e una grande convinzione mi fa cenno di sì e <strong>mi invita a scendere senza paura</strong>.<br>Il ragazzo invece sembrava molto più dubbioso sul da farsi, non capivo se a sua volta non avesse capito o se non volesse intervenire.</p>



<p>La bambina si nascondeva timida dietro i fratelli.</p>



<p>Ripeto un paio di volte la domanda cercando l’approvazione del ragazzo più grande, ma niente da fare, una mummia. Il bambino invece continuava ad insistere con ampi gesti per convincermi a scendere senza paura. Ero incerto, mi fido, non mi fido? Mi avranno capito? Bho… <strong>non vorrei fare una sciocchezza dall’altra parte del mondo.</strong></p>



<p>In fondo in fondo però avevo una voce dentro di me che mi stava dicendo che quella era una situazione troppo ghiotta per potermi tirare indietro, sentivo chiaramente che c’era una certa dose di <strong>avventura</strong> da vivere davanti a me.</p>



<p>Alla fine scendo, trovo un altro ragazzetto in camicia addetto al <strong>trasporto</strong> di mezzi e uomini da una parte all&#8217;altra del fiume.</p>



<p>Avevo trovato un <strong><em>Bamboo Ferry</em></strong><em>.</em><br>Un sogno finalmente realizzato!&nbsp;<br>Ero in <strong>Vietnam</strong>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_115714-01-1024x768.jpeg" alt="Bamboo Ferry" class="wp-image-3363" width="571" height="429" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_115714-01-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_115714-01-300x225.jpeg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_115714-01-768x576.jpeg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_115714-01-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_115714-01-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 571px) 100vw, 571px" /></figure></div>



<h2 class="wp-block-heading">Un po’ di Storia</h2>



<p><strong>Terra comunista</strong> il Vietnam, tra il 1858 fino al 1946 fu interamente <strong>colonia</strong>, parte dell’Indocina <strong>Francese</strong>, fino a che un signore di nome Nguyễn Sinh Cung, <strong>o meglio Ho Chi Minh</strong>, dopo aver girato il mondo e aver studiato e lavorato in Francia USA Inghilterra e Italia, dopo aver fondato il partito comunista francese ed essersi spostato in Russia e Cina, poté finalmente tornare in patria e iniziare ad organizzare la<strong> resistenza contro gli oppressori francesi</strong>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190813_171421-01-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-3413" width="567" height="425" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190813_171421-01-1024x768.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190813_171421-01-300x225.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190813_171421-01-768x576.jpg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190813_171421-01-1536x1152.jpg 1536w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190813_171421-01-2048x1536.jpg 2048w" sizes="(max-width: 567px) 100vw, 567px" /></figure></div>



<p>Inizia la guerra d’Indocina che durò fino al 1954, da una parte la Francia e dall’altra i ribelli Viet Minh sostenuti da Cina e Russia. Anche gli USA iniziano ad interessarsi al Vietnam, inizialmente solo dando aiuto logistico ai Francesi.</p>



<p><strong>Francesi che alla fine vengono sconfitti</strong>, prima potenza coloniale della storia, dall’esercito comandato da Giap.</p>



<p>Si creano due stati temporanei, il Vietnam del Nord e quello del Sud. Secondo accordi nel 1956 si sarebbero dovute tenere elezioni libere per riunificare il Vietnam sotto un’unica bandiera.</p>



<p><strong>Le elezioni non furono mai organizzate per volere degli USA</strong> che temevano l’influenza comunista in estremo oriente (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_domino">teoria del dominio</a>). Eravamo in piena guerra fredda.</p>



<p>Inizia la guerriglia in tutto il Vietnam del Sud e comincia la <strong>Guerra del Vietnam</strong> che ben conosciamo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" loading="lazy" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_153639-01-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-3377" width="561" height="421" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_153639-01-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_153639-01-300x225.jpeg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_153639-01-768x576.jpeg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_153639-01-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_153639-01-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_153639-01-640x480.jpeg 640w" sizes="(max-width: 561px) 100vw, 561px" /><figcaption>Lung Cu Flag Tower, punto più a nord del Vietnam al confine con la Cina</figcaption></figure></div>



<p><strong>La pace arriva solo nel 1976</strong>, momento in cui la nasce la Repubblica Socialista del Vietnam e <strong>il Paese viene riunificato</strong>. Ne seguono per almeno due anni repressione e campi di rieducazione per gli ex sostenitori del governo sudvietnamita. Due milioni di vietnamiti cercano di abbandonare il paese. (qualcuno fu salvato e accolto proprio dall’Italia, per approfondire consiglio questa <strong>bellissima</strong> <a href="https://www.termometropolitico.it/1455616_quando-negli-anni-80-la-marina-militare-italiana-riusci-a-fare-limpossibile.html">storia</a>)</p>



<h2 class="wp-block-heading">Meta di viaggi</h2>



<p>Il VIetnam rimane tutt’ora una Repubblica socialista monopartitica che però dal 1986 si è aperta al libero mercato.</p>



<p>Dopo un secolo abbondante di colonialismo e guerre, dopo qualche decina di anni necessari alla ricostruzione, è comprensibile come ora sia un paese in estremo movimento, il turismo sta esplodendo, dando una miriade di opportunità nuove, ma lasciando anche diversi interrogativi.</p>



<p>Dopotutto è un paese ricco di storia e di cultura, offre un panorama culinario di tutto rispetto, anche nell’estremo, povero e montagnoso nord un letto pulito non è difficile da trovare e i vietnamiti sono di una gentilezza a volte disarmante. Solo i trasporti e la conoscenza della lingua inglese possono risultare a volte un problema, ma nonostante ciò non è difficile capire perchè sia meta di tanti viaggiatori e turisti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nostro Viaggio</h2>



<p><strong>La prima tappa è stata Hoi An</strong>, la guida diceva che sarebbe stata la città più suggestiva che avremmo potuto vedere, ma noi ci credevamo poco.</p>



<p>Era il primo giorno in questo paese tropicale, caldo ma verde; delle due o tutte le città sarebbero state così <strong>caotiche</strong> ma al tempo stesso <strong>ordinate, colorate, magiche</strong> e, appunto, <strong>suggestive</strong> oppure la guida aveva ragione!</p>



<p>Hoi An è un tripudio di colori, un uso saggio delle lampade colorate la rende magica; gli edifici del centro sono rimasti quelli originali del 1800 o precedenti, artigianato e tradizioni locali sono ben visibili e documentate.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" loading="lazy" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190808_164321-01-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-3381" width="564" height="423" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190808_164321-01-scaled.jpg 2560w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190808_164321-01-300x225.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190808_164321-01-1024x768.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190808_164321-01-768x576.jpg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190808_164321-01-1536x1152.jpg 1536w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190808_164321-01-2048x1536.jpg 2048w" sizes="(max-width: 564px) 100vw, 564px" /></figure></div>



<p><strong>Il primo mercato vietnamita mi esalta</strong>, ma era solo l’inizio; un mucchio di bancarelle apparentemente disordinate lasciano poco spazio alle numerose persone, turisti e non, che provano a districarsi fra bambini e risciò a pedali. Sembra che in vendita ci sia un po’ di tutto, ma ancora non mi fido a mangiare nulla dalle bancherelle, meglio lasciar passare qualche giorno mi dicevo.&nbsp;</p>



<p>(E infatti resistetti giusto un paio d’ore prima di assaggiare il mio primo Cao Lau <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> )</p>



<p>Un acquazzone improvviso ci ricorda che siamo voluti andare in un paese tropicale durante la stagione delle piogge, ma fu uno dei pochi. Le nuvole spariscono quasi del tutto proprio durante un tramonto mozzafiato che regala colori ancora più da sogno.</p>



<p>Ci bastarono poche ore, mezza giornata, per capire che il mezzo di trasporto migliore in assoluto in Vietnam è lo <strong>scooter</strong>. Avevamo in programma di noleggiare la moto, ma avremmo dovuto aspettare ancora tre tappe prima di arrivare ad Hanoi e finalmente noleggiarla per poterci perdere nelle montagne a nord.</p>



<p>Noleggiamo quindi uno scooter in giornata per poter fare il tratto Hoi An &#8211; Hué e un altro ancora per girare Hué e vedere le tombe degli imperatori della dinastia Nguyễn che hanno governato il Vietnam durante tutto l&#8217;800 e gli inizi del 900.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il traffico e i vietnamiti</h2>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" loading="lazy" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190808_155552-01P-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-3385" width="605" height="454" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190808_155552-01P-1024x768.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190808_155552-01P-300x225.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190808_155552-01P-768x576.jpg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190808_155552-01P-640x480.jpg 640w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190808_155552-01P.jpg 1382w" sizes="(max-width: 605px) 100vw, 605px" /></figure></div>



<p><strong>Mi innamoro letteralmente della modalità con cui si gestisce il traffico in città</strong>. Mandrie di motorini si incontrano negli incroci ignorando quasi del tutto le regole scritte; eppure tutto funziona quasi come un orologio, basta entrare nel flusso e delicatamente lasciarsi trasportare in avanti, così altrettanto delicatamente potrai poi uscirne nel momento del bisogno; basta uno <strong>sguardo</strong> al guidatore che sta sopraggiungendo per capire chi passerà prima e chi invece dovrà rallentare, ma mai frenare. Al posto del freno c&#8217;è il clacson.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large is-resized"><img decoding="async" loading="lazy" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190810_122219-01_P-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-3390" width="365" height="487" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190810_122219-01_P-768x1024.jpg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190810_122219-01_P-225x300.jpg 225w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190810_122219-01_P-1152x1536.jpg 1152w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190810_122219-01_P-1536x2048.jpg 1536w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190810_122219-01_P-scaled.jpg 1920w" sizes="(max-width: 365px) 100vw, 365px" /></figure></div>



<p>Quando arriviamo alle tombe imperiali in scooter vado per parcheggiare, ma una signora anziana arriva e mi chiede 5000 dong.</p>



<p>Abituati come siamo ai parcheggiatori abusivi rimango un attimo spiazzato, tutt’ora non saprei dire esattamente come funzioni lì, ma sembra inevitabile che ad ogni parcheggio frequentato tu debba lasciargli quella cifra, l’equivalente di 20 centesimi di euro per capirci.</p>



<p><strong>Due ragazze vietnamite si avvicinano e si offrono di pagare loro per noi.</strong></p>



<p>In questo gesto c’è riassunto tutto quello che posso dire dei vietnamiti che ho incontrato, gentilezza, disponibilità e l’impressione che il problema di uno sia un problema di tutti.</p>



<p>Come quando ti invitano a <strong>salire sui loro scooter </strong>per evitare di spendere soldi in taxi.</p>



<p>Oppure come quando siamo rimasti senza <strong>benzina</strong> e non abbiamo dovuto aspettare più di 30 secondi perchè un ragazzo (anche lui in scooter) si fermasse e ci spingesse per 5km fino in città.</p>



<p>O ancora come quando ho <strong>perso il portafoglio</strong>, me ne accorsi 3 ore dopo cercando di pagare due spremute (eccezionali), la ragazza ci servì da bere anche se non potevamo pagare e io ben dissetato corsi indietro dove pensavo di averlo perso.&nbsp;</p>



<p>Qualcuno l’aveva preso e l’aveva consegnato al negozio di fronte, al mio arrivo le tre donne che lo gestiscono iniziano a farmi festa, erano tutte felici e contente di potermi restituire il portafoglio. Mi bacchettano però perchè non avevo scritto nessun numero da poter chiamare per contattarmi, le avevano provate tutte, avevano addirittura chiesto ad un turista spagnolo di scrivermi su facebook nel tentativo di rintracciarmi.</p>



<p><strong>Trovo il portafoglio</strong> ben chiuso da diversi elastici e <strong>mancante di nulla</strong>, nemmeno un dong.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" loading="lazy" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190817_121524-01-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-3397" width="465" height="349" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190817_121524-01-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190817_121524-01-300x225.jpeg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190817_121524-01-768x576.jpeg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190817_121524-01-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190817_121524-01-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 465px) 100vw, 465px" /></figure></div>



<h2 class="wp-block-heading">Famiglia, Homestay e Umanità</h2>



<p>Le esperienze in <strong>homestay</strong> sono poi un <strong>qualcosa di unico.</strong></p>



<p>In Vietnam la famiglia è il centro della società, non a caso tutte le piccole e medie realtà “commerciali” sono a conduzione famigliare.</p>



<p>Qualcuno è più attrezzato, qualcuno meno. Ma di fatto ci si ritrova spesso a <strong>dormire in casa delle persone</strong>, condividere la cena, gli spazi comuni, a passare il tempo con i figli e a condividere sorrisi.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" loading="lazy" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190812_193646-01-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-3394" width="465" height="349" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190812_193646-01-scaled.jpg 2560w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190812_193646-01-300x225.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190812_193646-01-1024x768.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190812_193646-01-768x576.jpg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190812_193646-01-1536x1152.jpg 1536w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190812_193646-01-2048x1536.jpg 2048w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190812_193646-01-640x480.jpg 640w" sizes="(max-width: 465px) 100vw, 465px" /></figure></div>



<p><strong>Una delle discussioni più belle le ho avute con </strong><strong>Yen</strong> (nome inventato, non si sa mai), giovane donna alta un metro e cinquanta, ma con una forza eccezionale, in gamba e gentilissima.</p>



<p>Yen ha militato nel <strong>partito</strong>, fa la <strong>guida</strong> turistica e sa un sacco di cose; gestisce <strong>l’homestay</strong> con l’aiuto del marito in un sobborgo lungo la strada trafficata che da Hanoi arriva a Sa Pa. Grazie al marito che ha cucinato e poi lavato i piatti ho potuto parlare a lungo con Yen, abbiamo parlato di democrazia, di Europa, di partito comunista e di Vietnam, prima che il pianto del figlio ci consigliasse una sana dormita.</p>



<p>Yen è conscia che da noi in Europa ci sia una struttura istituzionale ben migliore di quella vietnamita, <strong>Yen</strong><strong> invidia la nostra democrazia</strong>, dice che siamo molto più avanti di loro. Eppure mi dice che i vietnamiti sono felici, le cose funzionano abbastanza e per ora va bene così.</p>



<p>Alle mie domande sulla gestione del dissenso interno, su come si gestisca la politica senza avere una vera opposizione si fa vaga e mi spiega che nel parlamento Vietnamita comunque un certo numero di parlamentari indipendenti è presente.</p>



<p><strong>Ma come siamo arrivati a parlare di migranti</strong> e mediterraneo proprio non ricordo, è stata lei però a tirare fuori la questione, io avevo fatto migliaia di km per imparare cosa sia il Vietnam e conoscere i vietnamiti, mentre lei già era aggiornata su una delle più brutte pagine del mio paese da 60 anni a questa parte.</p>



<p>L’italia ha 15 volte il PIL pro capite del Vietnam, eppure io ero con una giovane madre vietnamita in un sobborgo a 2 ore dalla capitale, un sobborgo sporco e polveroso, diviso fra cemento e fango, uno di quei sobborghi dove i turisti ci passano solo per sbaglio.</p>



<p>Ero lì a parlare di persone ancora più povere, di <strong>persone che non hanno nulla, di migranti</strong> e di come il mio Paese stia perdendo la sua umanità lasciando che questi migranti, queste persone, diventino solo numeri, diventino problemi, diventino terreno di scontro politico. Diventino morti.</p>



<p>Nemmeno in italia penso di aver mai fatto una discussione così, una di quelle discussioni frutto della curiosità l’uno per l’altro, una discussione tra persone completamente diverse, eppure che si riescono a trovare sulla stessa lunghezza d’onda. <strong>Una discussione tra viaggiatori.</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" loading="lazy" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190816_104608-01-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-3417" width="611" height="459" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190816_104608-01-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190816_104608-01-300x225.jpeg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190816_104608-01-768x576.jpeg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190816_104608-01-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190816_104608-01-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190816_104608-01-640x480.jpeg 640w" sizes="(max-width: 611px) 100vw, 611px" /></figure></div>



<h2 class="wp-block-heading">Sa Pa e villaggi</h2>



<p>Siamo partiti in moto da Hanoi per percorrere tutto l’estremo nord, come sempre succede il programma è elastico, aggiungiamo tappe e purtroppo dovremo toglierne qualcuna verso la fine del viaggio. Questa volta la buona riuscita dei cambiamenti di programma improvvisi è merito delle persone del posto, incontrate lungo la strada, che ci hanno dato le dritte giuste per fare delle deviazioni favolose.</p>



<p>Sa Pa è la località montana più famosa del Vietnam. È un qualcosa di orribile, una città arroccata su un piccolo altopiano dove la speculazione edilizia e turismo di massa danno il meglio, o il peggio, di sé.<br>Per fortuna basta uscire dal centro o alzare lo sguardo verso le montagne per renderla in realtà una tappa obbligatoria anche per i viaggiatori più attenti.</p>



<p>La sua caratteristica più interessante sono i numerosi <strong>villaggi di minoranze etniche</strong> sparsi per le montagne vicine; abbiamo giusto una mattina purtroppo e riusciamo a visitare solo i due più vicini.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" loading="lazy" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190813_182803-01-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-3425" width="601" height="451" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190813_182803-01-1024x768.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190813_182803-01-300x225.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190813_182803-01-768x576.jpg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190813_182803-01-1536x1152.jpg 1536w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190813_182803-01-2048x1536.jpg 2048w" sizes="(max-width: 601px) 100vw, 601px" /></figure></div>



<p>Non mi addentro nella questione turismo e comunità locali, ci vorrebbero più informazioni, ma passare dalla vista degli hotel a 5 stelle al villaggio di Xín Chải a qualche centinaia di metri l’uno dall’altro fa impressione e pone diverse domande.</p>



<p>Percorriamo a piedi la strada dal nostro homestay al villaggio, è asfaltata, ma molto rotta; percorrendola ci troviamo già completamente fuori dal baccano del centro città. <strong>Il silenzio è interrotto solo</strong> dagli immancabili <strong>scooter</strong> che trasportano persone o cose.</p>



<p>In Vietnam tutta la verdura che si mangia è fresca, non esistono spezie secche (escluso il pepe forse), ma <strong>c’è un grosso utilizzo di erbe fresche</strong>, d’altronde siamo ai tropici.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img decoding="async" loading="lazy" width="1024" height="768" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190817_1630032-01-1024x768.jpeg" alt="" data-id="3406" data-full-url="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190817_1630032-01.jpeg" data-link="http://www.lorenzobraghetto.com/?attachment_id=3406" class="wp-image-3406" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190817_1630032-01-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190817_1630032-01-300x225.jpeg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190817_1630032-01-768x576.jpeg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190817_1630032-01-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190817_1630032-01-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190817_1630032-01-640x480.jpeg 640w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img decoding="async" loading="lazy" width="1024" height="768" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190813_180838-01-1024x768.jpg" alt="" data-id="3405" data-full-url="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190813_180838-01-scaled.jpg" data-link="http://www.lorenzobraghetto.com/?attachment_id=3405" class="wp-image-3405" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190813_180838-01-1024x768.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190813_180838-01-300x225.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190813_180838-01-768x576.jpg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190813_180838-01-1536x1152.jpg 1536w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190813_180838-01-2048x1536.jpg 2048w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190813_180838-01-640x480.jpg 640w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul></figure>



<p>Tutti i giorni i vietnamiti escono di casa e raccolgono quello che la natura regala, la si impacchetta e la si carica sugli scooter. <strong>Migliaia di scooter ogni giorno in Vietnam trasportano l’impensabile</strong>, dai grossi sacchi di erbe fresche alle galline, alle anatre, ai vestiti… qualsiasi cosa si possa trasportare e vendere. Ho visto caricare addirittura una moto su uno scooter, oppure una volta ho visto due tizi trasportare un televisore 40 pollici per più di un’ora su strade di montagna.</p>



<p>Entriamo a Xín Chải, la primissima parte è cementificata, ci sono la scuola e pochi altri edifici principali. Proseguendo la strada diventa un sentiero, che si snoda fra le baracche dove vivono diverse famiglie.</p>



<p>Ci cattura immediatamente la vista una <strong>decina di bambini</strong> intenti a giocare a carte, <strong>giocano d’azzardo, si giocano delle caramelle</strong>; avranno tutti meno di 10 anni, giocano con passione, buttano a terra le carte compiendo movimenti veloci con le mani su un terrapieno di cemento dove sono seduti.</p>



<p>Sono tutti maschi, tranne una bambina piccola, 3-4 anni, vestita solo di una maglietta, ha il labbro e la guancia ferite, si nasconde timida dietro a suo fratello.</p>



<p>Proseguiamo e vediamo un altro bambino piccolo seduto su una roccia, anche lui vestito solo con una maglietta; appena ci vede prende il cartone che teneva in mano e se lo mette in testa quasi come se fosse una corona; <strong>non possiamo comunicare a parole con lui, ma una mano alzata in segno di saluto e sorrisi reciproci valgono molto di più.</strong></p>



<figure style="width:65%;" class="aligncenter wp-block-gallery columns-2 is-cropped"><ul class="blocks-gallery-grid"><li class="blocks-gallery-item"><figure><img decoding="async" loading="lazy" width="768" height="1024" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190815_103911-01-768x1024.jpeg" alt="" data-id="3407" data-full-url="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190815_103911-01-scaled.jpeg" data-link="http://www.lorenzobraghetto.com/?attachment_id=3407" class="wp-image-3407" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190815_103911-01-768x1024.jpeg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190815_103911-01-225x300.jpeg 225w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190815_103911-01-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190815_103911-01-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190815_103911-01-scaled.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure></li><li class="blocks-gallery-item"><figure><img decoding="async" loading="lazy" width="1024" height="576" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_164018-01-1024x576.jpeg" alt="" data-id="3420" data-full-url="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_164018-01-scaled.jpeg" data-link="http://www.lorenzobraghetto.com/?attachment_id=3420" class="wp-image-3420" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_164018-01-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_164018-01-300x169.jpeg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_164018-01-768x432.jpeg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_164018-01-1536x864.jpeg 1536w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_164018-01-2048x1152.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></li></ul></figure>



<p>In Vietnam il 40% della popolazione è under 24 (in Italia è il 20%, la metà) e per strada si vede. Fa molta impressione la differenza dello stile di vita dei bambini vietnamiti rispetto a quanto siamo abituati noi. Sono quasi sempre da soli, in gruppetti piccoli, come tutti i vietnamiti sorridono sempre, ti dicono “<em>hello</em>” e vogliono darti il 5; per strada sono liberi di giocare e divertirsi, spesso li abbiamo visti anche lontani dai villaggi, spesso abbiamo visto un bambino o una bambina portarsi in spalla il fratello o la sorella di 2-3 anni.<br><strong>Giocano con quello che hanno</strong>, giocano fra di loro, giocano con un pallone sotto la pioggia, giocano con gli animali, i bufali, le mucche e le galline.</p>



<p><strong>Un altro mondo.</strong></p>



<p>La vista delle baracche del villaggio Xín Chải mi resterà per sempre impressa nella mente, ho visto persone che vivono fra quattro mura costruite con legno e lamiere, un pavimento di fango e senza porte; mi pento di non essere rimasto un po’ di più per provare a parlare con loro e condividere qualche momento.</p>



<p>Nei cortili delle case oltre alla fogna a cielo aperto ci sono i classici animali da cortile, galline e altri tipi di pennuti, maiali asiatici e quant’altro. Dietro casa c’è l’immancabile campo di riso, mentre le erbe usate in cucina e il mais crescono apparentemente ovunque.</p>



<p>Il governo ha spinto molto nei primi anni 2000 per far arrivare l’elettricità ovunque, elettricità e cisterne d’acqua non mancano mai nonostante a volte manchi un vero sistema fognario.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Estremo nord in moto</h2>



<p>Il viaggio a nord prosegue fra curve e paesini, ci lasciamo sfuggire uno dei <strong>mercati più famosi </strong>della zona a Bắc Hà, c&#8217;è solo la domenica. Ma ci avvisano che per strada saremo riusciti a vederne un altro, mi segno il paese sulla mappa.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" loading="lazy" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190817_181753-01-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-3409" width="569" height="427" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190817_181753-01-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190817_181753-01-300x225.jpeg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190817_181753-01-768x576.jpeg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190817_181753-01-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190817_181753-01-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 569px) 100vw, 569px" /></figure></div>



<p>Il giorno seguente entriamo in questo paese con un nome impronunciabile e avviso Paolo di buttare l&#8217;occhio per trovare questo mercato, avevo paura di perdermelo.. <strong>Ci troviamo poco dopo in mezzo a centinaia di persone</strong>, bufali, scooter, frittelle, abiti tradizionali, oggettistica varia, carne macellata riposta su tavole di legno, pentoloni appoggiati a fuochi liberi, bacinelle con pesci in acqua filtrata uno strano sistema basato sul motore di uno scooter&#8230;</p>



<p>Non mi faccio sfuggire l’occasione di farmi tagliare i capelli da uno dei barbieri costantemente al lavoro schierati al lato del mercato; la sella dello scooter serve per appoggiare specchio e attrezzi, uno sgabello per il cliente e un ombrellone bastano poi per essere super efficienti. Mi mangio una frittella bella unta e faccio una miriade di foto.</p>



<p>Proseguiamo il viaggio in moto affrontando il famoso Han Giang Loop, qualche centinaio di km di strada asfaltata, solo a tratti rotta, che tocca il confine estremo nord del Vietnam con la Cina e passa fra cittadine, paesini di montagna e veri e propri villaggi popolati dalle 54 minoranze etniche presenti in Vietnam, si, cinquantaquattro.</p>



<p>La strada si inerpica fra montagne carsiche, piccoli altipiani, passi, lunghi passaggi scavati nella roccia con a lato il precipizio; <strong>è uno spettacolo a tratti mozzafiato.</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" loading="lazy" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190817_163623-01-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-3410" width="560" height="420" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190817_163623-01-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190817_163623-01-300x225.jpeg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190817_163623-01-768x576.jpeg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190817_163623-01-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190817_163623-01-2048x1536.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></figure></div>



<p>Ma è anche uno spaccato del Vietnam in pieno sviluppo turistico, <strong>uno sviluppo fortunatamente ancora a misura d’uomo</strong>, ma siamo pur sempre sulla strada principale che, per quanto remota, non potrà regalare quello che è nascosto più dentro, più nel profondo, perso nei villaggi collegati da stradine.</p>



<p>Nostro malgrado ho una <strong>giornata “libera”</strong> dai programmi, una giornata da riempire senza il peso dei bagagli. (nostro malgrado per problemi intestini al mio compagno di viaggio)</p>



<p>Amo fare <strong>fuoristrada</strong> in moto anche per questo, permette di infilarsi in posti altrimenti impensabili o comunque difficili da raggiungere; permette di vivere ogni metro fatto con fatica in maniera diversa, permette di vedere la vita vera, quella segreta, <strong>quella diversa</strong>; <br>Permette di vedere persone non abituate a vedere stranieri o che quantomeno si <strong>approcciano</strong> a te <strong>in maniera differente</strong> anche solo per il fatto di vederti in mezzo al nulla a condividere le loro strade secondarie usate per lavorare, per trasportare cose, per andare a trovare qualche amico o famigliare, non di certo per trasportare autobus di turisti.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" loading="lazy" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_112015-01_P-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-3411" width="569" height="427" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_112015-01_P-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_112015-01_P-300x225.jpeg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_112015-01_P-768x576.jpeg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_112015-01_P-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_112015-01_P-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190819_112015-01_P-640x480.jpeg 640w" sizes="(max-width: 569px) 100vw, 569px" /></figure></div>



<p>È in questo giorno che sbircio altri momenti di vita “segreta”, altre conversazioni a gesti, altra polvere e paura di infilarsi in strade non fattibili. È in questo giorno che prendo il bamboo ferry e corono un sogno degli ultimi anni, così, in modo inatteso.</p>



<p><strong>È qui che c’è più da scoprire</strong>, ma il tempo è poco.</p>



<p>Non ci facciamo mancare un ultimo tuffo nel <strong>caos di Hanoi</strong>, città da scoprire, città dai mille motorini e dai mille vicoli. Le persone si fanno probabilmente meno gentili, ma in compenso si respira <strong>vita vissuta, disordinata, ma non frenetica.</strong></p>



<p>Il principale mercato cittadino è un’esperienza da non perdere, è immenso e non riesci a spiegarti come una bancarella possa differenziarsi da quelle affianco. Al turista vengono proposti prezzi alti, ma la contrattazione è la base di qualunque acquisto.</p>



<p><strong>Il momento dei saluti</strong> con questo splendido paese è vicino, ci concediamo un ultimo assaggio di cucina Vietnamita in un piccolissimo ristorantino tipico; <strong>mi abbandono </strong>completamente al traffico di Hanoi <strong>dimenticandomi</strong> anche io stesso il senso <strong>dei semafori</strong>; ci infradiciamo per l’ultimo acquazzone improvviso, visitiamo la tomba di Ho Chi Minh respirando una certa solennità. Arriva il momento anche di<strong> restituire la moto</strong>, le do una pacca di ringraziamento per i giorni passati insieme e poi per non far scendere il morale mi concedo l’ultimo <strong>street food</strong>.</p>



<p>Infine beviamo l’ultima eccezionale spremuta al <strong><em>passion fruit</em> </strong>nel quartiere vecchio servita da una <strong>ragazza carinissima</strong> che per un po’ mi tornerà in mente ascoltando “Le Passanti” di De Andrè.</p>



<blockquote class="wp-block-quote has-text-align-center"><p><em>“Finirai per trovarla la Via… se prima hai il coraggio di perderti”</em></p><cite>da “Un altro giro di giostra” T. Terzani.</cite></blockquote>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" loading="lazy" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190813_165742-01-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-3414" width="584" height="438" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190813_165742-01-1024x768.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190813_165742-01-300x225.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190813_165742-01-768x576.jpg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190813_165742-01-1536x1152.jpg 1536w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2020/03/IMG_20190813_165742-01-2048x1536.jpg 2048w" sizes="(max-width: 584px) 100vw, 584px" /></figure></div>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p class="has-text-align-center">Qui puoi trovare tutte le foto -&gt; <a href="https://www.instagram.com/monossidoz/">https://www.instagram.com/monossidoz/</a><br>Qui puoi trovare il diario culinario <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f60b.png" alt="😋" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> -&gt; <a href="https://www.instagram.com/eatingaloneornotontheroad/">https://www.instagram.com/eatingaloneornotontheroad/</a><br>Qui il video di 7 minuti del viaggio -&gt; <a href="https://www.youtube.com/watch?v=TF_nFNqJBKM&amp;t=9s">https://www.youtube.com/watch?v=TF_nFNqJBKM&amp;t=9s</a></p>
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		<title>L&#8217;etica in Viaggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2019 22:27:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Real]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Bosnia]]></category>
		<category><![CDATA[discussioni]]></category>
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		<category><![CDATA[terzo mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;ottima blogger e viaggiatrice Pain de Route oggi ha avviato una utile discussione su un tema molto importante, l&#8217;etica in viaggio. &#8220;è ancora etico visitare la Turchia come se fosse un paese qualsiasi (&#8230;) Ha senso parlare di etica di viaggio per i paesi che visitiamo?⁠ Ha senso non visitare dei paesi per la forma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ottima blogger e viaggiatrice <a href="https://www.painderoute.it/">Pain de Route</a> oggi ha avviato una utile <a href="https://www.instagram.com/p/B4xhTiMooeB/">discussione</a> su un <a href="https://www.facebook.com/painderoute/photos/a.1632442623641424/2477253462493665/?type=3&amp;theater">tema</a> molto importante, <strong>l&#8217;etica</strong> in <strong>viaggio</strong>.</p>
<blockquote><p>&#8220;è ancora etico visitare la Turchia come se fosse un paese qualsiasi (&#8230;) Ha senso parlare di etica di viaggio per i paesi che visitiamo?⁠ Ha senso non visitare dei paesi per la forma di governo che hanno, o per la loro semplice esistenza?&#8221;</p></blockquote>
<p>Il tema mi ha subito colpito, avrei voluto dire la mia, ma poi ho iniziato a leggere i commenti e mi sono cadute le braccia. Sono corso quindi a scrivere qualcosa in in quattro e quattr&#8217;otto.</p>
<p>Il tenore dei <strong>commenti</strong> è stato principalmente di due tipi; il <strong>primo</strong>, minoritario, sostiene apertamente che questo tipo di boicottaggio sarebbe <strong>inutile</strong> e che il supposto problema <strong>etico non esista</strong>.</p>
<p>Mentre il <strong>secondo</strong>, rappresentato dalla maggior parte dei commenti, ammette <strong>l&#8217;importanza</strong> della <strong>discussione</strong>, ma infine trova quasi sempre qualche modalità di <strong>auto-assoluzione</strong>, come <em>&#8220;l&#8217;importante è la coscienza di dove si va&#8221;</em> o <em>&#8220;dipende dallo stile di viaggio&#8221;</em>.</p>
<p>Certamente da un punto di vista prettamente pratico lo stile di viaggio è essenziale e può cambiare le carte in tavola, come certamente la consapevolezza di dove si sta viaggiando è importantissima.</p>
<p>Ma chiariamo una volta per tutte una cosa:</p>
<p><strong>Non possiamo arrogarci il diritto assoluto di poter viaggiare dove e quando vogliamo, come se nulla fosse.</strong></p>
<p><strong>Viaggiare</strong> è un&#8217;attività che volenti o nolenti ha un suo <strong>impatto</strong>, <strong>ecologico, sociale e umano.</strong></p>
<p>Pretendere che <strong>viaggiare</strong> sia <strong>un&#8217;attività</strong> &#8220;laica&#8221; <strong>a scarsa responsabilità personale</strong>, utile ad arricchire noi stessi e basta stiamo <strong>sbagliando</strong> di grosso.</p>
<p><figure id="attachment_3340" aria-describedby="caption-attachment-3340" style="width: 689px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/11/DSC_1424MP.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-3340" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/11/DSC_1424MP-1024x683.jpg" alt="" width="689" height="459" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/11/DSC_1424MP-1024x683.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/11/DSC_1424MP-300x200.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/11/DSC_1424MP-768x512.jpg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/11/DSC_1424MP-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 689px) 100vw, 689px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3340" class="wp-caption-text">A Lukomir, in Bosnia, le signore che vivono in questo paese arroccato fra le montagne non vogliono assolutamente essere fotografate in viso, sono riuscito ad ottenere solo questa foto delle mani, con Luca di sfondo.</figcaption></figure></p>
<p>Quando viaggiamo, come quando compiamo gran parte delle nostre azioni, non possiamo esimerci dalla <strong>responsabilità</strong> che queste portano; viaggiando lanciamo <strong>messaggi</strong>, viaggiando inseguiamo <strong>sogni</strong>, abbracciamo uno stile di <strong>vita</strong>, viaggiando lasciamo <strong>tracce</strong>. Viaggiando inseguiamo un mondo migliore, fatto di <strong>ponti</strong>, di rispetto e di scoperta del <strong>diverso</strong>&#8230; di differenze che diventano <strong>valori</strong>.<br />
È impossibile pensare di viaggiare come se nulla fosse.</p>
<p>Molti commenti si appellavano al fatto che se si dovesse fare le pulci a tutti i paesi del mondo probabilmente <strong>non ne rimarrebbe nessuno</strong> o rimarrebbe solo l&#8217;Islanda. Trovo tutto ciò tremendamente superficiale, come se viaggiare fosse un diritto senza conseguenze. Se veramente il mondo facesse tanto schifo da non valer la pena uscire dalla propria porta di casa ben venga non viaggiare, ma il punto è che il <strong>mondo non è così</strong> e che le diverse realtà, anche quelle critiche, possono avere sostanziali differenze e il nostro compito è proprio andare in profondità di queste differenze.</p>
<p>La <strong>trappola</strong> qui sta nel trattare il viaggio come un <strong>prodotto</strong> di consumo, in quanto consumatori nulla si può interporre fra <strong>noi</strong> e il prodotto, se non i <strong>soldi</strong>. Ormai questo pensiero è insito in noi ed è duro da estirpare.</p>
<p>Possiamo provare però almeno a soffermarci su altro; il <strong>viaggio</strong> alla fine è come una <strong>storia</strong>, <strong>nasce</strong> nella nostra testa, matura e diventa <strong>emozione</strong> mentre la si <strong>vive</strong>, infine poi ci lascia e si trasforma in una <strong>morale</strong> ed <strong>esperienze</strong> di cui fare tesoro.</p>
<p>Tutto ciò è <strong>l&#8217;opposto</strong> di un prodotto di <strong>consumo</strong>, tutto ciò è <strong><a href="https://www.facebook.com/135259889822574/posts/1154337014581518/">arte ed armonia</a></strong>, vi prego di non banalizzarla.</p>
<p>In quanto <strong>arte</strong> però è vera una cosa, <strong>nessuno</strong> di noi può <strong>definire</strong> quale sia un <strong>limite</strong> etico e oggettivo, perchè semplicemente non esiste. Etica e arte sono concetti strettamente <strong>personali</strong>, non definibili dall&#8217;esterno, sono <strong>soggettivi</strong>. Ma al tempo stesso <strong>definiscono</strong> te stesso, definiscono i tuoi <strong>valori</strong> e i tuoi sogni.</p>
<p><figure id="attachment_3344" aria-describedby="caption-attachment-3344" style="width: 633px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_20190814_102419-01.jpeg"><img decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-3344" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_20190814_102419-01-1024x768.jpeg" alt="" width="633" height="475" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_20190814_102419-01-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_20190814_102419-01-300x225.jpeg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_20190814_102419-01-768x576.jpeg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/11/IMG_20190814_102419-01.jpeg 1613w" sizes="(max-width: 633px) 100vw, 633px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3344" class="wp-caption-text">Spesso i bambini vietnamiti delle montagne ci salutavano in inglese e cercavano qualche contatto. A volte mi sono chiesto invece se era il caso di fotografarli mentre erano impegnati a fare altro, avevo paura di spettacolarizzarli loro malgrado.</figcaption></figure></p>
<p>Viaggiare, fra l&#8217;altro, è ancora un <strong>privilegio</strong>. Gran parte della popolazione mondiale non può viaggiare, non ha il <strong>passaporto</strong> giusto.</p>
<p><strong>Viaggiare</strong> è quindi una <strong>responsabilità</strong> da <strong>curare</strong> e custodire, da trattare per l&#8217;alto carico valoriale che porta e dobbiamo fare in modo che giovi non solo a noi stessi, ma anche a chi ci sta <strong>attorno</strong> e alla persone che si incontrano lungo la <strong>strada</strong>.</p>
<p>Già <a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2012/09/17/il-viaggio-e-vita-concentrata/">anni fa scrivevo</a> che il viaggio è una delle poche cose che possiamo considerare <strong>massima</strong> <strong>espressione</strong> della nostra <strong>libertà</strong>, perchè nessuno può obbligarci a viaggiare. Ecco, non <strong>sprechiamo</strong> questa libertà cercando di appiattirla a mera <strong>opportunità</strong>. Alla lunga si finisce per banalizzarla.</p>
<p>Purtroppo è un tic che reputo molto <strong>occidentale</strong>, considerare troppo facilmente il mondo ai nostri piedi.</p>
<p>Se qualche <strong>Nigeriano</strong> mi dicesse che non vuole venire a visitare <strong>l&#8217;Italia</strong> (pur potendo farlo, ammettiamo) a causa di quello che abbiamo combinato nel <strong>mediterraneo</strong> negli ultimi anni, io non potrei che dargli <strong>ragione</strong>.</p>
<p><em>&#8220;Siamo come volpi sulla neve fresca. Bisogna stare attenti, noi lasciamo delle tracce vivendo, nostro malgrado. Per questo dobbiamo stare attenti a non lasciare tracce che portino al burrone.&#8221; </em>M. Corona.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>AGGIORNAMENTO:</p>
<p>Eleonora risponde e riassume i commenti <a href="https://www.instagram.com/tv/B42ArD1IZ4f/?igshid=1jj27ynvo097v">qui</a>.</p>
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		<title>Make it Adventure 1988 ➡ 2018 ~ Parte 3/3</title>
		<link>https://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2019/09/21/make-it-adventure-1988-2018-parte-33/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Sep 2019 15:02:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Me]]></category>
		<category><![CDATA[Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori]]></category>
		<category><![CDATA[Real]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Bosnia]]></category>
		<category><![CDATA[Transeurotrail]]></category>
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					<description><![CDATA[L’Enduro Più di una volta qualcuno in viaggio con me mi ha descritto la TET Bosnia come facile, adatta anche alle grosse moto, esclusi alcuni punti in cui la traccia sale per una strada e scende per la stessa, rendendo quel pezzo non essenziale. Così tranquillissimi abbiamo affrontato il primo giorno di traccia preoccupandoci solo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>L’Enduro</h2>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC7549p.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class=" wp-image-3302 alignleft" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC7549p-1024x683.jpg" alt="" width="537" height="358" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC7549p-1024x683.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC7549p-300x200.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC7549p-768x512.jpg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC7549p-272x182.jpg 272w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC7549p.jpg 1920w" sizes="(max-width: 537px) 100vw, 537px" /></a></p>
<p>Più di una volta qualcuno in viaggio con me mi ha descritto la <strong>TET Bosnia</strong> come <strong>facile</strong>, adatta anche alle grosse moto, esclusi alcuni punti in cui la traccia sale per una strada e scende per la stessa, rendendo quel pezzo non essenziale. Così <strong>tranquillissimi</strong> abbiamo affrontato il primo giorno di traccia preoccupandoci solo dei punti non obbligatori. Ma dieci minuti dopo l&#8217;inizio del secondo giorno ci troviamo su una <strong>pista da sci</strong> in salita, su terreno umido tra <strong>fango</strong> e erba bagnata. Nessuno ha tasselli puri, solo le classiche k60 e e07. La piccola <strong>Aprilia</strong> dopo un primo passo falso <strong>riesce</strong> a raggiungere gloriosa la <strong>vetta</strong>! A Luca col KTM 990 avevo direttamente sconsigliato di provarci, mi tornava in mente il mio 990 attaccato ad una cinghia con le e07 che non collaborano. Rebecca e il DRZ inizialmente non sembravano nemmeno dell&#8217;idea di provarci.</p>
<p>Così, arrivato in cima, mi <strong>godo</strong> il <strong>momento</strong>, piazzo la macchina fotografica sul piccolo treppiede e mi faccio un autoscatto. In quell&#8217;esatto istante un <strong>DRZ</strong> fa capolino dal sentiero e raggiunge anche lui la vetta, giusto il tempo per essere immortalato! Mai <strong>autoscatto</strong> fu più <strong>preciso</strong> di così. Scendendo scopriamo che Luca aveva tentato l’impresa di portare in cima il 990, non aveva avuto fortuna, ma sembrava tutto sommato contento <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f601.png" alt="😁" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> .</p>
<p>Ma quello era solo l&#8217;inizio.</p>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC_4186MR2p.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignright wp-image-3319" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC_4186MR2p-1024x682.jpg" alt="" width="535" height="356" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC_4186MR2p-1024x682.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC_4186MR2p-300x200.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC_4186MR2p-768x512.jpg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC_4186MR2p-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 535px) 100vw, 535px" /></a></p>
<p>Una <strong>tranquilla</strong> <strong>strada</strong> bianca lascia la pianura per iniziare la scalata del monte <em>Raduša</em>, trasformandosi in una bella e <strong>tosta</strong> strada molto <strong>sassosa</strong> che inizia a <strong>salire</strong> con decisione. Questa volta ci <strong>dividiamo</strong>, troppo &#8220;spaccabraccia&#8221; per il pesante 990. Ci diamo appuntamento al di là della montagna, <strong>orario</strong> dell&#8217;appuntamento <strong>indefinito</strong>. I due monocilindrici proseguono in quello che diventa un ottimo banco di prova per la nostra resistenza psicofisica.</p>
<p>La piccola Aprilia è in forte <strong>difficoltà</strong> a quelle <strong>altitudini</strong> e con quelle <strong>pendenze</strong>; per qualche tipo di conformazione ciclistica / geometrica nelle forti salite costringe ad un lavoro immane le mie braccia, l’altitudine in più peggiora la carburazione ai bassi facendo diventare l&#8217;erogazione &#8220;a strappi”, con una perdita di potenza importante. Ho visto poi il <strong>DRZ</strong> più a <strong>terra</strong> che in piedi. Ognuno a suo modo riesce a tenere <strong>alto</strong> il <strong>morale</strong> e a fare forza all&#8217;altro, quasi sempre.<a href="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC_4243MRp.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-3304 alignleft" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC_4243MRp-1024x683.jpg" alt="" width="537" height="358" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC_4243MRp-1024x683.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC_4243MRp-300x200.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC_4243MRp-768x512.jpg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC_4243MRp-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 537px) 100vw, 537px" /></a></p>
<p>Le rocce diventano <strong>terra</strong> <strong>umida</strong>, la strada si fa quasi piana prima che un <strong>sentierino</strong> si separi per salire un altro po&#8217;, si vede la <strong>vetta</strong> e finalmente arrivo facendo gli ultimi metri a piedi. Una nebbia fitta nasconde il panorama ma la soddisfazione di essere arrivato fin lì non viene intaccata.</p>
<p><strong>Non</strong> abbiamo <strong>pranzato</strong>, siamo <strong>stanchi</strong> <strong>morti</strong>; tutti <strong>sudati</strong> ci troviamo circondati dalla nebbia colpiti da un vento freddo. Luca ci aspetta dall&#8217;altro lato della montagna, è il caso di <strong>scendere</strong> il <strong>prima</strong> possibile. Ecco una lezione valida per il futuro: mai pensare di aver già passato il peggio senza averne effettivamente la giusta cognizione di causa! La <strong>discesa</strong> non è meno <strong>impegnativa</strong>, per la prima e unica volta mi ritrovo <strong>incastrato</strong>, non riesco a sollevare la moto e nemmeno a trascinarla. Solo in due riusciamo a smuoverla. Qualcuno si è divertito a creare delle barriere di massi in mezzo alla strada, non una ma ben quattro barriere insormontabili. Tuttora ne ignoro il motivo<strong>*</strong>. Ogni barriera ha un passaggio per i pedoni, tutti abbastanza stretti, alcuni su fango e pendenza, altri con un bel precipizio a lato. Incontriamo il primo segno di civiltà subito dopo l’ennesima barriera, alcuni <strong>taglialegna</strong> che grazie all’aiuto di qualche <strong>cavallo</strong> trasportano i <strong>tronchi</strong> dal cuore del bosco ad uno spiazzo sulla strada. <strong>Manca poco!</strong><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC7571p.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="wp-image-3310 alignright" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC7571p-1024x768.jpg" alt="" width="538" height="404" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC7571p-1024x768.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC7571p-300x225.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC7571p-768x576.jpg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC7571p.jpg 1480w" sizes="(max-width: 538px) 100vw, 538px" /></a></p>
<p>Inizio ad essere <strong>veramente</strong> <strong>stanco</strong> e <strong>affamato</strong>, ci mettiamo un’ora e mezza a scendere, sono le <strong>quattro</strong> di pomeriggio, ho <strong>guidato</strong> una <strong>moto</strong> <strong>scarburata</strong> del <strong>1988</strong> per tre ore in <strong>mulattiera</strong> e non mangio niente da sei ore. La motivazione legata al divertimento e alla spensieratezza si trasforma in <strong>determinazione</strong> puramente <strong>pragmatica</strong>. Inizio a essere silenzioso, dobbiamo riuscire a scendere senza farci male. Fortunatamente Luca nel frattempo ha fatto un bell&#8217;incontro in un bar del paese sul lago ai piedi della nostra montagna: il <strong>bar</strong> è <strong>sprovvisto</strong> di <strong>cibo</strong> ma dopo qualche minuto una <strong>signora</strong> provvede a riempirlo di pita e altre specialità locali al costo di una birra in uno dei nostri pub e con porzioni valide per tre! <strong>Al primo morso ricomincio a parlare</strong>.<a href="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC7581p.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-3313" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC7581p-1024x768.jpg" alt="" width="536" height="402" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC7581p-1024x768.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC7581p-300x225.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC7581p-768x576.jpg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC7581p.jpg 1355w" sizes="(max-width: 536px) 100vw, 536px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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<h2>Ultimo giorno di TET</h2>
<p>Affronto <strong>l’utimo</strong> giorno di TET con un pizzico di <strong>tristezza</strong>, il viaggio sta per finire e tutto finora è andato talmente bene che la <strong>voglia</strong> di <strong>tornare</strong> è sotto <strong>zero</strong>. Cerco di non pensarci mentre ci godiamo una splendida salita sul monte <em>Čvrsnica</em>, questa volta la strada è fattibile anche dal 990 e ci godiamo assieme fino all’ultimo metro. Sulla cima non troviamo un classico rifugio di montagna ma qualcosa a metà fra una base militare e una stazione meteo; poco importa, la <strong>visuale</strong> è <strong>stupenda</strong>. Ci perdiamo tra <strong>chiacchiere</strong> e sigarette girate, riparati sotto una tettoia mentre scende una leggera <strong>pioggia</strong>. Quando smette non abbiamo fretta e continuiamo a <strong>goderci</strong> il <strong>momento</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutto a un tratto iniziamo a sentire alcuni <strong>tuoni</strong> da sud-est. Iniziamo a prepararci con calma. Poco dopo ne sentiamo <strong>altri</strong>, questa volta da nord-ovest, ci stanno <strong>circondando</strong> e noi siamo a 2000 metri senza grossi ripari. Scendiamo dalla montagna con la solita prodiga <strong>determinazione</strong> dettata dal <strong>pragmatismo</strong>, la scampiamo per poco ma fortunatamente non prendiamo nemmeno una <strong>goccia</strong>. Man mano che ci avviciniamo a <strong>Mostar</strong> inizio a riconoscere i paesaggi bosniaci che avevo conosciuto l’anno prima, lunghe e tranquille strade bianche, le montagne cominciano ad essere meno fitte di alberi, più rocciose e paesaggisticamente emozionanti.</p>
<p>Incontriamo una nuova <strong>barriera</strong> di pietre, torniamo indietro, <strong>ci</strong> <strong>perdiamo</strong>, con una geniale intuizione riusciamo a tornare sulla traccia, incontriamo dei <strong>locali</strong> che hanno bucato la coppa dell’olio della loro vecchia <strong>mercedes</strong> (ah, ma allora si rompono anche loro?) e infine conosciamo la signora <strong>Maria</strong>, che ci accoglie <strong>all’ostello</strong> Backpackers di Mostar. Maria è una signora di origine montenegrina, moglie di un bosniaco e ormai bosniaca anche lei, ma che ha lavorato per vent’anni in Campania&#8230;un mix micidiale!<a href="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC_4322MR_np.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-3316" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC_4322MR_np-1024x683.jpg" alt="" width="536" height="357" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC_4322MR_np-1024x683.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC_4322MR_np-300x200.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC_4322MR_np-768x512.jpg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC_4322MR_np-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 536px) 100vw, 536px" /></a></p>
<h2>Mostar</h2>
<p>Può accadere di avere remore a tornare negli stessi posti di viaggi passati, c’è la paura di rovinare il ricordo di quel luogo; a me succede raramente, o quasi mai, ma non è impensabile. Quello che invece più mi spaventa è <strong>tornare</strong> in un <strong>posto</strong> che amo <strong>con persone</strong> che lo visitano per la prima volta. È come se soffrissi una qualche tipo di ansia da prestazione per il luogo che a me ha suscitato tante <strong>emozioni</strong>. È inevitabile parlare di quel luogo a chi poi dovrà vederlo, per provare ad aumentare la curiosità o anche solo per convincere che valga la pena fare tappa lì.</p>
<p>Non mi dispiaceva tornare a vedere Mostar, ma lo stato emotivo in cui mi ero trovato <strong>l’anno</strong> <strong>prima</strong>, quando feci i primi passi nel suo centro storico, era stato assolutamente <strong>unico</strong>. Trentasei ore prima ero a casa, a Padova, e tutto d’un tratto mi trovavo davanti ad una moschea del 1500 col muezzin che cantava. Non conoscevo la Bosnia, non ne conoscevo la storia, non ne conoscevo la cultura (le culture) e Mostar mi ha sbattuto in faccia tutto questo in pochi passi.<a href="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC7671p.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignright wp-image-3317" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC7671p-1024x576.jpg" alt="" width="537" height="302" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC7671p-1024x576.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC7671p-300x169.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC7671p-768x432.jpg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/09/DSC7671p.jpg 1920w" sizes="(max-width: 537px) 100vw, 537px" /></a></p>
<p>Ovviamente avevo parlato della città dello Stari Most ai miei compagni che mai c’erano stati, forse ho anche esagerato, o forse no, dopotutto inizialmente non sapevamo che ci saremo andati insieme, lo abbiamo deciso uno o due giorni prima. Man mano che ci <strong>avviciniamo</strong> sale la <strong>paura</strong> che per <strong>loro</strong> <strong>non sarebbe stato bello</strong> quanto lo era stato per <strong>me</strong>, dopotutto Mostar è anche una città <strong>turistica</strong> e per avere una certa profondità di scoperta bisogna avere <strong>tempo</strong>. Non avevo con me nemmeno la guida che avevo usato… me la rubarono con la moto. Per questo motivo ad un certo punto<strong> smetto di parlarne</strong>, sperando che i miei compagni abbiano modo di stupirsi da soli di quello che vedranno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mi chiedo però a questo punto se non esista un confine dopo il quale raccontare diventa inutile, o addirittura dannoso; <strong>l’immaginazione</strong> è <strong>un’arma</strong> <strong>potentissima</strong>, ma il <strong>viaggio</strong> poi alla fine è fatto soprattutto di <strong>realtà</strong>, di cruda realtà. Come possiamo equilibrare le due cose? Io un mio personale equilibrio penso di averlo trovato, leggo e ascolto i racconti fino a qualche mese o settimane prima di partire, poi tabula rasa; così riesco a trovare la motivazione e la curiosità, ma quando sono veramente in viaggio non ne sono condizionato. Non so però se questo possa valere per tutti.</p>
<h2>Arrivederci</h2>
<p><strong>Saluto</strong> intensamente, ma in velocità, i miei compagni e inforco la moto.</p>
<p>Non voglio tornare a <strong>casa</strong>.</p>
<p>Non <strong>succede</strong> tutte le volte, non succede in tutti i viaggi e questo viaggio è la dimostrazione che non succede nemmeno in modo direttamente proporzionale alla sua lontananza, organizzazione o lunghezza.</p>
<p>Questo viaggio è la conferma che sono le <strong>piccole</strong> <strong>cose</strong> ad essere le <strong>migliori</strong>.</p>
<p>E che il segreto della felicità è non avere aspettative. Just go with the <strong>flow</strong>.</p>
<p><em>*Dopo quasi un anno scopro che quelle barriere servono ad evitare che le persone vadano in macchina a rubarsi la legna</em></p>
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		<title>Make it Adventure 1988 ➡ 2018 ~ Parte 2/3</title>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Sep 2019 15:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Me]]></category>
		<category><![CDATA[Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori]]></category>
		<category><![CDATA[Real]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Bosnia]]></category>
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					<description><![CDATA[Mi incrocio con Rebecca nella cittadina di Kocevje, pronti per iniziare la TET Croazia il giorno dopo; non essere più in viaggio da solo fa cambiare tante cose, scopro però con piacere che la sostanza rimane e l&#8217;equilibrio viene velocemente recuperato. La traccia croata nei primi km è noiosa; la vista di una volpe durante [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mi incrocio con Rebecca nella cittadina di Kocevje, pronti per iniziare la <strong>TET</strong> <strong>Croazia</strong> il giorno dopo; non essere più in viaggio da solo fa <strong>cambiare</strong> tante cose, scopro però con piacere che la sostanza rimane e <strong>l&#8217;equilibrio</strong> viene velocemente recuperato.</p>
<p>La traccia croata nei primi <strong>km</strong> è <strong>noiosa</strong>; la vista di una <strong>volpe</strong> durante una pausa ci intrattiene, mentre affrontiamo due o tre ore di strada bianca in un anonimo bosco prima di cambiare paesaggio. Improvvisamente la <strong>strada</strong> si <strong>apre</strong> su colline di <strong>erba</strong> gialla bruciata dal <strong>sole</strong> che dolcemente si tuffano in <strong>mare</strong>, poco più in là s’intravede l&#8217;isola rocciosa di Krk. Il sole è ancora alto ma sembra quasi prendere la rincorsa per prepararsi ad un <strong>tramonto</strong> da cartolina.</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-3287" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC7253-Pano-1024x375.jpg" alt="" width="750" height="275" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC7253-Pano-1024x375.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC7253-Pano-300x110.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC7253-Pano-768x281.jpg 768w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<p>Le <strong>strade</strong> <strong>sterrate</strong> continuano semplici e parallele alla costa, in un continuo insinuarsi <strong>nell&#8217;entroterra</strong> per poi uscire di nuovo vista <strong>mare</strong>; ad ogni occhiata verso <strong>ovest</strong> pian piano la luce inizia a farsi più <strong>arancione</strong> e il <strong>sole</strong> più basso. Entriamo nel <strong>Velebit</strong> con qualche divergenza di vedute rispetto ai ranger del <strong>parco</strong>. La strada dopo 7km è vietata ma la nostra traccia ci passa in mezzo. Data l&#8217;ora decidiamo comunque di entrare nel parco e di dormire in un <strong>rifugio</strong>. Mai scelta fu più <strong>azzeccata</strong>.</p>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC7295p.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-3290" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC7295p-1024x683.jpg" alt="" width="537" height="357" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC7295p-1024x683.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC7295p-300x200.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC7295p-768x512.jpg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC7295p-272x182.jpg 272w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC7295p.jpg 1889w" sizes="(max-width: 537px) 100vw, 537px" /></a></p>
<h1><strong>Amicizie in viaggio</strong></h1>
<p><strong>Conoscere</strong> una nuova <strong>persona</strong> viaggiando insieme è fantastico; non c&#8217;è spazio per pregiudizi o preconcetti e fin da subito si è costretti a instaurare un rapporto di armonia e di collaborazione, pena la cattiva riuscita del viaggio stesso.</p>
<p>Una sera al campeggio di Plitvice vedo per la prima volta <strong>Luca</strong>, da lì si inizierà a condividere qualche giorno fra Croazia e Bosnia.</p>
<p>L&#8217;inizio non è dei migliori, si presenta con un KTM 990 Adventure R ancora più bello di quello che mi hanno rubato l&#8217;anno scorso. L&#8217;invidia è tanta&#8230;ma dopo una birra passa. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC7397.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-3292 " src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC7397-1024x768.jpg" alt="" width="440" height="330" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC7397-1024x768.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC7397-300x225.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC7397-768x576.jpg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC7397.jpg 1646w" sizes="(max-width: 440px) 100vw, 440px" /></a></p>
<p>Dopo l&#8217;immancabile visita alla <strong>base</strong> <strong>aerea</strong> abbandonata di <strong>Zeljava</strong> in Croazia, puntiamo le nostre ruote in direzione Bosnia.</p>
<p>Un reticolo di strade tutte uguali, mal asfaltate e circondate da erba alta, separa la base militare dal confine. <strong>Faccio</strong> <strong>strada</strong> io fidandomi del navigatore ma sono costretto a fermarmi di fronte a due <strong>blocchi</strong> di cemento e una <strong>catenella</strong> che blocca la strada. Una parte del cervello cerca di far presente all&#8217;altra che all&#8217;andata non siamo passati di qua, mentre l&#8217;altra è già all&#8217;opera per capire come superare l&#8217;ostacolo.</p>
<p>Prontamente i miei compagni mi fanno notare che sulla mappa, <strong>lì</strong>, proprio <strong>davanti</strong> a noi, passa una <strong>linea</strong>; è una linea immaginaria, è una linea spesso maledetta, ma è una linea importante. È una <strong>linea</strong> di <strong>confine</strong>: al di là della catenella c&#8217;è un altro paese, la Bosnia. Va bene l&#8217;Europa e il grande valore che i nostri <strong>documenti</strong> da occidentali hanno in questo mondo, ma la Bosnia non aderisce a Schengen ed entrare illegalmente di <strong>questi</strong> <strong>tempi</strong> probabilmente non è una buona idea per noi. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong>*</strong></p>
<h1><strong>Bosnia</strong></h1>
<p>Durante il primo giorno di <strong>Bosnia</strong> mettiamo in pausa la TET per andare a vedere il parco nazionale della <em>Una</em>.</p>
<p>La Bosnia ci accoglie come mi aspettavo, le prime <strong>moschee</strong>, i primi <strong>niqab</strong> indossati dalle <strong>turiste</strong> provenienti dal medio-oriente, i <strong>prezzi</strong> bassi, il <strong>marco</strong> bosniaco, la <strong>gentilezza</strong> delle persone&#8230;</p>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_4065MRp.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignright wp-image-3294 " src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_4065MRp-1024x682.jpg" alt="" width="433" height="288" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_4065MRp-1024x682.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_4065MRp-300x200.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_4065MRp-768x512.jpg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_4065MRp-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 433px) 100vw, 433px" /></a>Varchiamo infatti il confine in una <strong>zona</strong> <strong>bosniaco-musulmana</strong>, attorno a <em>Bihać</em>, ma già la sera stessa ci troviamo in una zona <strong>croata</strong>&#8211;<strong>cristiana</strong>; così in Bosnia ogni volta che incontri una <strong>nuova</strong> <strong>cittadina</strong> non sai mai se troverai bandiere <strong>croate</strong>, chiese <strong>cattoliche</strong> o <strong>moschee</strong>, chiese <strong>ortodosse</strong> o i grandi cartelli che delimitano la repubblica <em>Srpska</em>.</p>
<p>La leggerezza del viaggiare in compagnia ci porta a cercare riposo in un paesotto evidentemente <strong>poco</strong> <strong>turistico</strong>, dove <strong>l&#8217;unica</strong> struttura in grado non solo di offrire un letto, ma anche solo un boccone per la cena, è un <strong>hotel</strong> a 2 stelle, costruito davanti a un <strong>ecomostro</strong>.</p>
<p>I <strong>bosniaci</strong> appaiono spesso <strong>timidi</strong> nei nostri confronti, il ragazzo che ci porta a vedere il garage dell&#8217;hotel è evidentemente <strong>imbarazzato</strong> quando apre la porta della legnaia puzzolente di fumo e ci indica dove parcheggiare. Sono più <strong>poveri</strong> di noi e lo sanno; sembrano quasi <strong>vergognarsene</strong>, ma <strong>sbagliano</strong>. <strong>Non</strong> <strong>siamo</strong> lì per <strong>giudicare</strong>. Dopotutto a me la moto l&#8217;hanno rubata a <em>Bari</em>, non a <em>Mostar</em> e nemmeno a <em>Elbasan</em>.</p>
<p><strong>Attendevo</strong> la prima <strong>cena</strong> <strong>bosniaca</strong> da quando otto giorni prima ero partito da casa. Ma quando realizzo il <strong>costo</strong> di una <strong>birra</strong> ho comunque un sussulto, non ero abbastanza preparato, faccio un bel sorso di quella che già mi avevano servito e con un movimento molto vistoso mi giro verso il cameriere e ne ordino subito un&#8217;altra.</p>
<p>Sappiamo che la <strong>cucina</strong> dei <strong>Balcani</strong> non offre molta varietà e quella bosniaca men che meno, soprattutto se paragonate alle cucine vicine di Italia e Grecia. Eppure a me piace, eccome se <strong>piace</strong>! Tanta <strong>carne</strong> cucinata e accompagnata egregiamente, <em>cevapi</em>, <em>pijeskavika</em>, ma anche pita, <em>burek</em>, <em>kaymak</em> ecc&#8230; Con l&#8217;equivalente di 8€ a testa mangiamo e beviamo quel tanto che basta per <strong>rotolare</strong> fino alla nostra <strong>camera</strong> e risvegliarci 8 ore dopo.</p>
<p>Il <strong>primo</strong> giorno di <strong>TET</strong> Bosnia scorre tranquillo, tra larghe <strong>strade</strong> <strong>bianche</strong>, <strong>boschi</strong> infiniti, <strong>cani</strong> molto affettuosi, una leggera <strong>pioggerellina</strong>, qualche cartello di attenzione <strong>mine</strong>, campi da <strong>basket</strong> in posti impensabili e le prime <strong>vecchiette</strong> che parlano alle mucche esattamente come nel film &#8220;<em>Perfect Day</em>&#8220;.</p>
<h1><strong>Il Bosco</strong></h1>
<p>Si dice che durante la prima guerra mondiale i <strong>soldati</strong> obbligati a lunghe <strong>marce</strong> riuscivano a vivere una specie di stato <strong>dormiente</strong> mentre erano costretti a <strong>marciare</strong>. Esausti <strong>dormivano</strong> mentre <strong>camminavano</strong>. Non è uno stato mentale a cui sono stato mai obbligato, ovviamente. Ma a volte ci penso quando durante una lunga camminata i <strong>pensieri</strong> iniziano a prendere sempre più spazio nella mente, tanto da rendere la <strong>camminata</strong> un’azione <strong>automatica</strong>, seppur su terreni accidentati.</p>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC7510p.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-3296 " src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC7510p-1024x683.jpg" alt="" width="431" height="287" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC7510p-1024x683.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC7510p-300x200.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC7510p-768x512.jpg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC7510p-272x182.jpg 272w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC7510p.jpg 1200w" sizes="(max-width: 431px) 100vw, 431px" /></a></p>
<p>Il cervello inizia a gestire d’istinto l’azione <strong>fisica</strong> e dall’altra parte i <strong>pensieri</strong> corrono, più <strong>veloci</strong> del solito, corrono, apparentemente autonomi, ma in realtà fortemente <strong>condizionati</strong> dal <strong>contesto</strong> e dagli stimoli da cui la mente riceve gli input. Mi succede anche in <strong>moto</strong>, la guida diventa tranquilla e fluida; i movimenti sono automatici e precisi. La mente inizia a correre e pensa ad altro. Non succede spesso, ci vogliono alcune variabili giuste al momento giusto.</p>
<p>Anche in <strong>fuoristrada</strong> può succedere; un tratto piano, con tante curve dolci di solito concilia. Ma ancor di più è possibile quando ti trovi attorno ai 1000-1500 metri di altezza in un un fitto <strong>bosco</strong> in Bosnia, con nebbia e temperatura fresca, nella seconda metà del viaggio, il <strong>corpo</strong> è <strong>provato</strong> ma la <strong>mente</strong> sta più che bene, stimolata dalle mille <strong>avventure</strong> vissute finora. Lo <strong>stato</strong> <strong>mentale</strong> è <strong>leggero</strong>, quasi onirico, ma i pensieri sono reali e i più disparati. Si pensa alla <strong>vita</strong>, al futuro, alla morte; si pensa a chi è a casa, si pensa al <strong>mondo</strong>. Difficile accorgersene, ma in realtà i pensieri sono fortemente legati a quello che l’ambiente attorno suscita nel proprio <strong>subconscio</strong>; ed un <strong>fitto</strong> <strong>bosco</strong> con nebbia e temperature autunnali non può che suscitare pensieri un po’ cupi, un po’ oscuri, ma sempre estremamente carichi di <strong>speranza</strong>.</p>
<p>Non ricordo più quando abbiamo fatto l’ultima <strong>pausa</strong>, non vedo i miei <strong>compagni</strong> dietro di me e le gambe iniziano a chiedere <strong>riposo</strong>. Mi <strong>fermo</strong>, mi tolgo il casco e mi siedo, vorrei <strong>continuare</strong> ad alimentare questo stato di <strong>leggerezza</strong>, ma arrivano i compagni di viaggio. La <strong>condivisione</strong> è anche questo, non tutti hanno <strong>l’empatia</strong> giusta per capire il momento, ma qualcuno sì e alla fine ci godiamo qualche minuto di completo <strong>silenzio</strong>; in tre che a malapena si <strong>conoscono</strong>, in un fitto bosco in mezzo alla nebbia, lontano da tutto e da <strong>tutti</strong>, a migliaia di km di <strong>distanza</strong> da casa, in un paese <strong>straniero</strong>.</p>
<p><strong>*</strong> <em>Scopro solo qualche settimana dopo, a casa, che proprio quella frontiera è l’ultima barriera che i migranti della rotta balcanica devono superare per riuscire ad entrare in Europa. Frontiera che è molto ben pattugliata dalla polizia Croata, la quale violentemente picchia, deruba e respinge i migranti in Bosnia, intrappolandoli lì per mesi.</em></p>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2019/09/21/make-it-adventure-1988-2018-parte-3">Parte 3</a></p>
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		<title>Make it Adventure 1988 ➡ 2018 ~ Parte 1/3</title>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Sep 2019 14:17:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Me]]></category>
		<category><![CDATA[Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori]]></category>
		<category><![CDATA[Real]]></category>
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		<category><![CDATA[Avventura]]></category>
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					<description><![CDATA[Premessa Questo viaggio inizia in realtà nell&#8217;agosto 2017 quando, sbarcato a Bari proveniente dall&#8217;Albania, qualcuno decide di impossessarsi della mia KTM 990 Adventure. Non ne ho più saputo niente. Mancavano solo 400 chilometri per arrivare al conto tondo di 100.000: chissà cosa ci sarà scritto su quel tachimetro ora, chissà dov’è quel tachimetro ora&#8230; E [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1><strong>Premessa</strong></h1>
<p>Questo viaggio inizia in realtà nell&#8217;agosto <strong>2017</strong> quando, sbarcato a <strong>Bari</strong> proveniente dall&#8217;Albania, qualcuno decide di impossessarsi della mia <strong>KTM 990 Adventure</strong>. Non ne ho più saputo niente.</p>
<p>Mancavano solo 400 chilometri per arrivare al conto tondo di 100.000: <strong>chissà</strong> cosa ci sarà scritto su quel tachimetro ora, chissà dov’è quel tachimetro ora&#8230; E con lui anche il faro Rade Garage, il paracoppa Ziocello, l’attuatore frizione by Tondo, chissà dove sono le borse, le mie care magliette, i souvenir (per lo più rakia albanese). Chissà…. Sì, chi lo <strong>sa</strong> me lo <strong>dica</strong>, grazie. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Ho preso con filosofia la cosa, ma la <strong>moto</strong> voleva dire molto per me ed era impensabile starne <strong>senza</strong> a lungo. Il budget era però forzatamente basso, avevo bisogno di qualcosa di molto economico, con la <strong>ruota</strong> anteriore da <strong>21</strong> e un minimo di <strong>carena</strong>. Non amo il “mainstream”, non amo le giapponesi. Amo la moto che riesce ad <strong>emozionarmi</strong>. Fu così che conobbi la <strong>piccola Aprilia</strong>.</p>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2019/09/21/make-it-adventure-1988-%e2%9e%a1-2018-parte-1/dsc_4306mr/" rel="attachment wp-att-3240"><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-3240 " src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_4306MR-1024x683.jpg" alt="" width="434" height="289" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_4306MR-1024x683.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_4306MR-300x200.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_4306MR-768x512.jpg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_4306MR-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 434px) 100vw, 434px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h1><strong>Si parte</strong></h1>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2019/09/21/make-it-adventure-1988-%e2%9e%a1-2018-parte-1/dsc_3510/" rel="attachment wp-att-3242"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignright wp-image-3242 " src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_3510-1024x683.jpg" alt="" width="404" height="269" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_3510-1024x683.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_3510-300x200.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_3510-768x512.jpg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_3510-272x182.jpg 272w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_3510.jpg 1843w" sizes="(max-width: 404px) 100vw, 404px" /></a>Il vero viaggio inizia il 6 agosto <strong>2018</strong>, quando mi fermo casualmente in una piazzola di sosta e incontro <strong>lui</strong>. Da <strong>quarantacinque</strong> anni gira <strong>l&#8217;Europa</strong> con la stessa moto e in quel momento stava tornando a casa, in Austria, dopo un girovagare lungo due mesi. <strong>Cuore leggero</strong>, occhi piccoli. Una kefiah, un ombrello e due ruote. Sono solo due le categorie di persone che in viaggio possono portarsi un <strong>ombrello</strong> senza risultare ridicoli: i <strong>turisti</strong> e i <strong>viaggiatori</strong> di lunghissimo corso.</p>
<p>Un incontro casuale che dà inizio ad un viaggio altrettanto casuale. L’idea iniziale era nata già un anno prima ma parlava di mete più lontane, la piccola Aprilia però non mi dava molte garanzie e man mano che si avvicinava l’estate la mia mente volava sempre più basso. Mi rendevo conto che non era la condizione psicologica migliore per iniziare un viaggio, ma sotto sotto ero anche consapevole che spesso la cosa più <strong>importante</strong> è prendere quella <strong>stretta soglia</strong> che ti porta pian piano sulla <strong>larga via</strong>.</p>
<h1><b>Slovenia</b></h1>
<p>La <strong>Slovenia</strong> è un piccolo paese al centro di diverse <strong>culture</strong> <strong>europee</strong> che lì si incontrano: da una parte c’è <strong>l’Italia</strong> con la quale ha conteso terre fino alla fine della seconda guerra mondiale; a nord <strong>l’Austria</strong> e a est <strong>l’Ungheria</strong>, alle quali era unita in un unico impero fino al 1919, e a sud ci sono i <strong>Balcani</strong> e i paesi dell’ex-Jugoslavia, dai quali si è dichiarata indipendente nel 1991.</p>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2019/09/21/make-it-adventure-1988-%e2%9e%a1-2018-parte-1/dsc_3555mr/" rel="attachment wp-att-3245"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-3245 " src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_3555MR-1024x683.jpg" alt="" width="437" height="291" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_3555MR-1024x683.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_3555MR-300x200.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_3555MR-768x512.jpg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_3555MR-272x182.jpg 272w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_3555MR.jpg 1845w" sizes="(max-width: 437px) 100vw, 437px" /></a></p>
<p>Un crocevia di culture dove non mancano piccoli <strong>gioielli</strong> disseminati qua e là. <strong>Bled</strong> è uno di questi: il lago, l&#8217;isolotto con la chiesa e il castello. In Slovenia in alta stagione sembra che tutto funzioni alla perfezione: è un paese <strong>moderno</strong> che ha fiutato bene le opportunità che il <strong>turismo</strong> può portare, il turista é a suo agio, ogni attrattiva costa e il Viaggiatore é facile che soffra. Bled ad agosto è un po’ come Rimini &#8211; con le dovute differenze. Basta percorrere qualche minuto di <strong>sentiero</strong> verso l’imbrunire per rifugiarsi in cima a un punto panoramico, ritrovarsi completamente <strong>soli</strong> a godere della vista e ricominciare finalmente a <strong>respirare</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il secondo giorno in Slovenia doveva già rappresentare l&#8217;inizio della TET (Trans Euro Trail), ma come spesso mi accade il secondo giorno di viaggio serve al mio corpo per adattarsi ai nuovi ritmi. Dopo un salto alla gola di Vintgar arrivo con estremo ritardo allo splendido <strong>passo</strong> di <em>Vršič</em>; disorientato dai <strong>sampietrini</strong> sui tornanti (perché? <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f603.png" alt="😃" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />) oltre che da un continuo mal di testa, mi riposo per un po’ sotto un albero.</p>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/IMG_20180807_182236-02.jpeg"><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter wp-image-3249" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/IMG_20180807_182236-02-1024x768.jpeg" alt="" width="434" height="326" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/IMG_20180807_182236-02-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/IMG_20180807_182236-02-300x225.jpeg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/IMG_20180807_182236-02-768x576.jpeg 768w" sizes="(max-width: 434px) 100vw, 434px" /></a></p>
<p>Quando mi riprendo decido di raggiungere la <strong>sorgente</strong> del famoso fiume <em>Soča</em> &#8211; solo 15 minuti di sentiero, dice la guida. Mi ritrovo invece a fare il <strong>sentiero</strong> più <strong>difficile</strong> che abbia mai fatto da solo… mezz’ora più altri dieci minuti di <strong>ferrata</strong>, di quelle che lasciano pochi centimetri di appoggio ai piedi, a volte zero, il sole che sta <strong>tramontando</strong> e io che non incontro nessuno nel mio stesso senso di marcia. Fortunatamente alla sorgente trovo altre persone con cui condividere almeno il ritorno.</p>
<h1><b>Trans Euro Trail Slovenia</b></h1>
<p>&#8220;<em>Non andare mai da solo in fuoristrada</em>&#8220;. La regola numero uno del motociclismo off-road, per molti.<a href="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_3661MRp.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignright wp-image-3269" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_3661MRp-1024x682.jpg" alt="" width="434" height="289" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_3661MRp-1024x682.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_3661MRp-300x200.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_3661MRp-768x512.jpg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_3661MRp-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 434px) 100vw, 434px" /></a></p>
<p>Lo sento dire da quando a 18 anni scorrazzavo con la mia KTM 400 del &#8217;98. Ho sempre <strong>respinto</strong> questo pensiero. Questo non vuol dire che fare fuoristrada da solo in un paese straniero non mi faccia paura &#8211; &#8220;<em>La paura è una cosa saggia, è la mamma del coraggio</em>&#8220;, dice <em>Mauro Corona</em>. Ma con la piccola <strong>Aprilia</strong> quest&#8217;anno ero paradossalmente più <strong>tranquillo</strong>, 70 chili in meno rispetto al mio fu KTM 990 sono cruciali. Sarei partito senza sapere niente della <strong>TET Slovenia</strong>, se non fosse che un <strong>ragazzo</strong> di Bologna rimane <strong>impantanato</strong> nel fango vicino a <em>Postojna</em> il giorno prima della mia partenza. Rimaniamo in contatto, gli prometto di dirigermi verso la sua posizione, ma alla fine dopo 16 ore riesce a <strong>uscirne</strong> con l’aiuto di alcuni <strong>locali</strong>. Mancavano solo un paio d’ore per raggiungerlo, ma a quel punto era inutile.</p>
<p>Ne approfitto allora per farmi saggiamente <strong>consigliare</strong> i punti della traccia da temere di più. Dico saggiamente perché la <strong>TET Slovenia</strong> ha una particolarità: è tutto sommato abbastanza <strong>tranquilla</strong>, ma talvolta gli Sloveni si sono divertiti a portare improvvisamente gli avventurieri in qualche <strong>sentierino</strong> <strong>impegnativo</strong>, giusto per mettere un po&#8217; di pepe al viaggio, immagino! Quasi tutti i punti difficili sono facilmente <strong>aggirabili</strong> con varianti sempre in fuoristrada, basta un po&#8217; di testa e capacità di saper leggere la <strong>mappa</strong>, come sempre.</p>
<p>Per percorrere l’intera traccia slovena ci vogliono circa tre giorni.</p>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/IMG_20180808_131520-01.jpeg"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft wp-image-3251" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/IMG_20180808_131520-01-768x1024.jpeg" alt="" width="263" height="350" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/IMG_20180808_131520-01-768x1024.jpeg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/IMG_20180808_131520-01-225x300.jpeg 225w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/IMG_20180808_131520-01.jpeg 1166w" sizes="(max-width: 263px) 100vw, 263px" /></a></p>
<p>I primi due sono un susseguirsi di <strong>paesaggi differenti</strong>, ogni mezz’ora il paesaggio cambia tanto da avere l’impressione di trovarsi in paesi completamente diversi in pochi chilometri &#8211; dalle <strong>montagne</strong> alpine alla <strong>macchia</strong> <strong>mediterranea</strong> passando per un paesaggio <strong>campestre</strong> lungo campi di grano e fiumi. L’ultimo giorno invece è tutto su strada bianca in mezzo ai <strong>boschi</strong>, e qui è possibile scaricare a terra la cavalleria della moto in completa libertà. Percorrendo la traccia arrivo al punto in cui il ragazzo bolognese qualche giorno prima si era <strong>impantanato</strong>, raggiungo il posto a piedi e capisco che io un <strong>azzardo</strong> del genere in moto da solo non l&#8217;avrei mai fatto.</p>
<p>Da quel punto in poi <strong>navigo a vista</strong>, non ho più i feedback del bolognese riguardo alla continuazione della TET. Ecco che in 15 minuti di traccia mi ritrovo in una <strong>discesa</strong> di <strong>sottobosco</strong> su un sentiero molto pendente percorso dalle mountain bike, fortunatamente è asciutto e io sono con la piccola Aprilia… i suoi 148 kg (più bagagli e me) scivolano giù senza scomporre troppo le <strong>sospensioni</strong>, nonostante la loro ultima <strong>revisione</strong> con ogni probabilità risalga al <strong>1988</strong>, anno in cui sono state prodotte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Uscito dal bosco mi trovo in un parcheggio e vedo un delirio di macchine e persone, tutti mi guardano sbigottiti, sono sporco e sudato fradicio. Mi trovo in uno dei posti più turistici della Slovenia, il castello di Predjama. Con una <strong>moto</strong> di <strong>trent&#8217;anni</strong> cercavo di fare <strong>l&#8217;avventuriero</strong> nel parcheggio di un <strong>castello</strong>.</p>
<h1><b>Lubiana</b><b></b></h1>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_3735MR.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignright wp-image-3255" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_3735MR-1024x683.jpg" alt="" width="465" height="310" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_3735MR-1024x683.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_3735MR-300x200.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_3735MR-768x512.jpg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2019/07/DSC_3735MR-272x182.jpg 272w" sizes="(max-width: 465px) 100vw, 465px" /></a>Dopo qualche peripezia, fra <strong>caldo</strong>, <strong>telelaser</strong> e <strong>temporali</strong>, arrivo a <strong>Lubiana</strong>. L&#8217;ostello è orribile ma come sempre, o quasi, dovrò starci da sveglio giusto qualche decina di minuti. La Slovenia come meta adatta un po&#8217; a tutti dà il meglio di sé a Lubiana. Ho trovato una città <strong>ordinata</strong> e piena di <strong>vita</strong>, una <strong>festa</strong> continua fra artisti di strada, bar alla moda e il mercato che alla sera si trasforma in vetrina per lo street food. Viene quasi da chiedersi come sia la città in bassa stagione, ma la tua <strong>mente</strong> è <strong>impegnata</strong> a decidere se <strong>mangiare</strong> italiano (no!), austriaco, ungherese o balcanico.</p>
<p>Il <strong>castello</strong> può deludere, semplicemente perchè <strong>non è</strong> un castello ma semplici mura attorno ad un bar-ristorante circondate da un parco sopra una collina &#8211; ma io un po&#8217; glielo <strong>invidio</strong> lo stesso. Il parco dà un senso di <strong>pace</strong>, mentre in una stanza interna c&#8217;è una piccola riserva di <strong>vini</strong> pregiati, sopra i quali quei mattacchioni degli Sloveni hanno scritto &#8220;<em>Ad majorem vini gloriam</em>&#8220;. Un forte senso di invidia mi assale di nuovo pensando al <strong>quartiere</strong> degli artisti <em>Metelkova</em>; ci sono andato di notte e non ho foto, non saprei nemmeno come descriverlo. Sono semplicemente rimasto a bocca aperta.</p>
<h1><b>Non più solo</b></h1>
<p>Dopo una settimana da solo in Slovenia mi sposto verso la <strong>Croazia</strong> e improvvisamente i ritmi e l&#8217;atmosfera cambiano completamente; non sono più solo e l&#8217;equilibrio trovato viene messo alla prova.</p>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2019/09/21/make-it-adventure-1988-2018-parte-2">Parte 2</a></p>
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		<title>Make it Adventure &#8211; How many years to be free</title>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Nov 2017 23:16:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Me]]></category>
		<category><![CDATA[Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Un viaggio alla scoperta di due paesi diversi, ma entrambi tanto vicini all&#8217;Italia quanto sconosciuti. Il diario gastronomico -&#62; http://eatingaloneornotontheroad.tumblr.com/ Il video -&#62; Make it Adventure &#8211; How many years to be free from Lorenzo Braghetto on Vimeo. SABATO 12 AGOSTO, SI PARTE. Il bagaglio è leggero, ma non penso di aver dimenticato nulla, anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="art_desc" style="text-align: center;">Un viaggio alla scoperta di due paesi diversi, ma entrambi tanto vicini all&#8217;Italia quanto sconosciuti.</p>
<p class="art_desc" style="text-align: center;">Il diario gastronomico -&gt; http://eatingaloneornotontheroad.tumblr.com/</p>
<p style="text-align: center;">Il video -&gt; <iframe loading="lazy" src="https://player.vimeo.com/video/246176270" width="640" height="360" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><a href="https://vimeo.com/246176270">Make it Adventure &#8211; How many years to be free</a> from <a href="https://vimeo.com/user9902039">Lorenzo Braghetto</a> on <a href="https://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<div class="art_body">
<h2 class="text-titolo">SABATO 12 AGOSTO, SI PARTE.</h2>
<p>Il bagaglio è leggero, ma non penso di aver dimenticato nulla, anche la tanica che contavo di portarmi via rimane a casa, il tappo perde.<br />
La preparazione <strong>mia</strong> e del <strong>bagaglio</strong> non è stata un problema, mentre la moto aveva ricevuto un nuovo <strong>regolatore di tensione</strong> giusto la <strong>notte</strong> <strong>prima</strong>.</p>
<p>Si fa la solita strada per raggiungere la <strong>Croazia</strong> da Padova, passando per Trieste e entrando anche in Slovenia.<br />
La combinazione di un paese estero e della prima <strong>stradina</strong> di campagna fanno salire la <strong>felicità</strong> a mille.</p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_0931MR1.jpg" /></p>
<p>La ruota anteriore a medie velocità sobbalza un po&#8217;, appena mi fermo a controllare noto che il <strong>cerchio</strong> è notevolmente più <strong>storto</strong> dell&#8217;ultima volta, probabilmente al KTM Adventure Rally aveva preso altri colpi e sobbalza perchè la moto è carica&#8230;in teoria è così dal primo km, ma io me ne accorgo solo dopo qualche centinaia, in Croazia, quando <strong>l&#8217;adrenalina</strong> della partenza naturalmente inizia a calare.</p>
<p>Questa <strong>prima parte</strong> di viaggio la <strong>condivido con due amici</strong>.<br />
Dormiamo in una chiesetta sempre aperta, dopo il beneplacito (a gesti) degli abitanti di un minuscolo villaggio ai piedi del Parco Naturale del <strong>Velebit</strong>.<br />
Il <strong>tramonto</strong> sul mare è uno <strong>spettacolo</strong>.</p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_0967MRM.jpg" /></p>
<p>La <strong>prima notte</strong> di viaggio non è mai fra le migliori, troppa <strong>eccitazione</strong> nell&#8217;aria e ancora troppo poco abituati al materassino.<br />
Scendendo dalle montagne possiamo vedere le famose isole Croate; Rab, Pag e dietro a tutte Cres.<br />
Riprendiamo la <strong>strada sulla costa</strong>, era la prima volta che la facevo e mi accorgo che è bellissima, avevo paura fosse trafficata e invece questa parte di Croazia rimane abbastanza <strong>selvaggia</strong>.</p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1019MR.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1025MR.jpg" /></p>
<p>Sosta pranzo a Split, il primo <strong>burek</strong>, la prima <strong>riserva</strong> di benzina che si protrae un po&#8217; troppo a lungo e il primo<strong> incidente schivato</strong> per poco&#8230;inizia il vero <strong>viaggio</strong>!</p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1035MR.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1043MR.jpg" /></p>
<h2 class="text-titolo">MOSTAR</h2>
<p>Verso tardo pomeriggio entriamo in Bosnia Herzegovina, da qui in poi lo stile di guida degli automobilisti diventa molto, molto tranquillo (esclusa qualche città)..tanto da stupirmi.</p>
<p>Arriviamo a Mostar con ancora un&#8217;oretta di luce; qui inizia un <strong>viaggio nel viaggio</strong>, la <strong>Bosnia</strong> da qui in poi si confermerà la vera <strong>rivelazione</strong>. Un paese che non conoscevo e con una <strong>storia</strong> <strong>recente</strong> pazzesca che in parte ignoravo.</p>
<p>Composta da<strong> tre etnie</strong> con culture e religioni differenti, può rappresentare veramente quello che non ti aspetteresti mai a 6ore di viaggio dall&#8217;Italia.</p>
<p>Fai benzina a 0.9€, ceni con 7-10€, dormi con 7-9€&#8230;ma non solo..</p>
<p>I primi minuti della passeggiata serale fatta a <strong>Mostar</strong> sono stati <strong>emozionanti</strong>; caso ha voluto che li abbiamo iniziati dal <strong>lato bosniaco mussulmano</strong>. Eravamo solo al secondo giorno di viaggio, ma dall&#8217;atmosfera sembravamo lontani migliaia di km da casa.</p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1060MR2.jpg" /></p>
<p>A Mostar esistono <strong>due città nella città</strong>. Il <strong>fiume</strong> non è solo un <strong>elemento di separazione</strong> geografica, ma la stessa popolazione di Mostar è divisa; si dice che ci siano abitanti di Mostar che non sono mai stati dall&#8217;altra parte della città.</p>
<p>Se da una parte vivono i <strong>bosniaci mussulmani</strong>, dall&#8217;altra troviamo i <strong>croati cattolici</strong>; il famoso <strong>Stari Most</strong> non è solo un ponte che collega le due parti della città, ma è anche un <strong>ponte</strong> fra due <strong>culture</strong> differenti.</p>
<p>Dopo essere stati <strong>alleati</strong> contro i serbi, i croati e i bosniaci entrarono in <strong>guerra</strong> anche fra di loro. I croati <strong>distrussero il ponte</strong>, ricostruito poi con fondi internazionali (Italia tra i maggiori finanziatori) ed è ora patrimonio <strong>dell&#8217;UNESCO</strong>.</p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1077MR.jpg" /></p>
<p>Il nostro viaggio nella storia a Sarajevo è stato probabilmente più duro e toccante, ma <strong>Mostar la storia te la sbatte in faccia</strong>. Mostar è una città monumento, non solo il ponte, ma anche la street art, murales e scritte (per lo più nella parte mussulmana), palazzi ancora crivellati di colpi, le moschee e la grande croce sulla montagna che sovrasta la città non possono che farti sorgere domande nella testa.</p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1099MR1.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1085MR.jpg" /></p>
<p>[Don&#8217;t forget, but do forgive forever.]</p>
<p>Iniziamo quindi ad avere continuamente <strong>quesiti</strong> sulla storia Bosniaca, a tirare fuori spesso la <strong>guida</strong> e a fare ricerche in internet quando possibile. Questo continuerà per tutta la durata del viaggio in Bosnia ed è il segno delle <strong>cicatrici</strong> che questa terra porta.</p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1068MR.jpg" /></p>
<p>[il murales dei Red Army Mostar è diverso dagli altri, dice &#8220;non dimenticare mai, non perdonare mai&#8221;, si riferisce al massacro di Srebrenica]</p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1164MR.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1176MR.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1191MR.jpg" /></p>
<p>Dopo aver visitato la moschea più antica di Mostar, il signore che accoglieva i turisti decide che potevamo essere delle vittime perfette e ci &#8220;trolla&#8221; raccomandandoci anche di andare a visitare la chiesa al di là del fiume, sostenendo fosse bellissima. La <strong>chiesa</strong> è facile da vedere, il suo campanile è stato volutamente <strong>ricostruito più alto</strong> di qualcunque cosa, a differenza di com&#8217;era in origine.<br />
La chiesa in realtà è tutt&#8217;ora in costruzione, siamo entrati e c&#8217;era un camion <img decoding="async" loading="lazy" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/f4c/1/16/1f642.png" alt="" width="16" height="16" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1121MR.jpg" /></p>
<h2 class="text-titolo">LUKOMIR</h2>
<p>Esattamente a metà fra Mostar e Sarajevo c&#8217;è un villaggio&#8230;è <strong>l&#8217;ultimo dei villaggi, il più remoto</strong>, raggiungibile con una bellissima <strong>strada sterrata</strong>, è l&#8217;unico villaggio in <strong>pietra</strong> della zona. (l&#8217;unico quindi a non essere stato bruciato durante la guerra)<br />
Dagli anni &#8217;90 non è più abitato in inverno, siamo in <strong>montagna</strong>, a 1500 metri. Ci hanno raccontato che quando si avvicina l&#8217;estate, attorno a maggio, gli <strong>anziani abitanti</strong> iniziano a scalpitare, tornano bambini alla sola idea di farvi finalmente <strong>ritorno</strong>.</p>
<p>E se per loro è così ogni anno, vuol dire che almeno una notte varrà la pena passarci, no?!<br />
Così è stato, gli <strong>ingredienti</strong> ci sono tutti, un umile villaggio di <strong>montagna</strong> ai piedi di una collinetta, una valle ricca di <strong>acqua</strong> e circondata da alte montagne, <strong>persone</strong> autentiche, <strong>animali</strong>, <strong>cibo</strong> ottimo e <strong>fuoristrada</strong>.</p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1263MR.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1278MR2.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1343M.JPG" /></p>
<p>Non tutti a Lukomir sono così contenti dei turisti, basta però ricordarsi<strong> due regole</strong>; uno essere <strong>discreti</strong>, il silenzio, la pace e la loro fragile intimità vanno preservati. Due <strong>non fotografare</strong> le anziane signore, potrebbero non prenderla troppo bene <img decoding="async" loading="lazy" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/ffb/1/16/263a.png" alt="" width="16" height="16" />.</p>
<p>Se si rispettano queste regole è possibile ricevere un <strong>invito</strong> a bere un <strong>caffè bosniaco</strong> offerto fatto in casa; tutto dipende dalla vostra capacità di comunicare a <strong>gesti</strong>, chiaramente nessun anziano parla altra lingua che il bosniaco.<br />
Non è un&#8217;impresa facilissima, gli abitanti sembrano avere una gestualità e un linguaggio del corpo poco compatibile col nostro, ma in qualche modo si fa!</p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1358MR2.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1417MR.jpg" /></p>
<p>Impensabile comunque andarsene senza prima aver comprato almeno una <strong>calza</strong> fatta a mano da una delle signore, o senza un <strong>cucchiaio di legno</strong> fatto con un semplice coltello dal nonno di <a href="https://www.facebook.com/supersamra?fref=mentions" target="_blank" rel="noopener" data-hovercard="/ajax/hovercard/user.php?id=1039667859&amp;extragetparams=%7B%22fref%22%3A%22mentions%22%7D" data-hovercard-prefer-more-content-show="1">Samra</a>, o senza aver assaggiato la pita e la <strong>rakija</strong> di <a href="https://www.facebook.com/narsid.maslesa?fref=mentions" target="_blank" rel="noopener" data-hovercard="/ajax/hovercard/user.php?id=776313534&amp;extragetparams=%7B%22fref%22%3A%22mentions%22%7D" data-hovercard-prefer-more-content-show="1">Narsid</a>.</p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1424M.JPG" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1426MR.jpg" /></p>
<p><strong>Grazie</strong> a loro, in particolare a Narsid per l&#8217;ospitalità, grazie a <a href="https://www.facebook.com/borntobefreeita/?fref=mentions" target="_blank" rel="noopener" data-hovercard="/ajax/hovercard/page.php?id=310298055723738&amp;extragetparams=%7B%22fref%22%3A%22mentions%22%7D" data-hovercard-prefer-more-content-show="1">Born To Be Free</a> per avermi ricordato di Lukomir prima di partire.</p>
<p>Speriamo non cambi troppo.</p>
<p>Lascio le montagne non prima di aver esplorato un po&#8217; di <strong>strade sterrate in solitaria</strong>; incontro <strong>due motociclisti</strong> facente parte di un <strong>motoclub</strong> del luogo, non sono riuscito a decifrare le loro moto, erano chiaramente qualche accrocchio derivato alla lontana da una <strong>moto da enduro</strong> anni 80 <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Parliamo un po&#8217;, sono due sagome, quando mi offrono una <strong>birra</strong> capisco lo stile, anche se già l&#8217;abbigliamento era un chiaro indizio. Continuavano a fare <strong>battute</strong>, prendiamo in giro la nostra mancanza di capelli, la nostra pancia e il povero polacco che qualche centinaio di metri prima aveva rinunciato a fare il fuoristrada perchè troppo difficile.<br />
Alla fine però una domanda seria dovevo fargliela&#8230;<br />
Io: <em>&#8220;cosa pensate dell&#8217;attuale situazione politica della Bosnia?&#8221;</em><br />
Loro: <em>&#8220;è un casino, ma alla fine basta avere una birra in mano e il serbatoio col pieno di benzina e tutto va bene!&#8221;</em></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1461MR2.jpg" /></p>
<h2 class="text-titolo">SARAJEVO</h2>
<p><strong>Troppo poco</strong>, siamo rimasti troppo poco.</p>
<p>I momenti più belli normalmente sono quelli non calcolati, non progettati. A maggior ragione in viaggio, quando più di tutto conta la capacità di immergersi dove ci si trova.<br />
Per questo motivo, di solito, non amo programmare le tappe di un viaggio dall&#8217;inizio alla fine.</p>
<p>Questa volta invece per motivi logistici almeno metà delle tappe era già decisa&#8230;e in Bosnia ci siamo stati troppo poco, come troppo poco è una sola notte nella <strong>cosmopolita</strong> Sarajevo.</p>
<p>È un vero &#8220;<strong>meeting of culture</strong>&#8220;, dove convivono mussulmani, ortodossi, cattolici ebrei e altre minoranze.</p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1498MR.jpg" /></p>
<p>Dopo che il nostro host di <strong>Airbnb</strong> ci ha tirato il <strong>pacco</strong> della storia, non ci è voluto molto perchè trovassimo un&#8217;altra <strong>sistemazione</strong> grazie ai <strong>passanti</strong> e ai vicini della zona.</p>
<p>La <strong>gentilezza</strong> delle persone incontrate è stata a volte <strong>disarmante</strong> nella sua <strong>semplicità</strong>; anche se in questo caso eravamo dei turisti qualunque, siamo sempre stati <strong>trattati benissimo</strong>.<br />
Come quando dopo cena siamo entrati in un <strong>negozio</strong> di <strong>dolciumi</strong> particolari, la ragazza al banco ce ne fa assaggiare qualcuno, ma a noi <strong>non piacciono</strong>. Solo che la ragazza era talmente <strong>gentile</strong> (e carina) che non ce la facciamo a non <strong>comprarne qualcuno</strong>.<br />
A quel punto però non ci andava di prenderne chissà quanti, tanto non ci piacevano, e ne chiediamo solo <strong>quattro pezzi</strong>.<br />
La ragazza, forse capendo la situazione, non li pesa nemmeno e semplicemente ce li <strong>regala</strong>, fantastico.</p>
<p>Le ultime ore a Sarajevo abbiamo avuto la possibilità di passarle in compagnia di <strong><a href="https://www.facebook.com/supersamra?fref=mentions" target="_blank" rel="noopener" data-hovercard="/ajax/hovercard/user.php?id=1039667859&amp;extragetparams=%7B%22fref%22%3A%22mentions%22%7D" data-hovercard-prefer-more-content-show="1">Samra</a></strong>, conosciuta grazie a questo video<br />
<a href="https://www.facebook.com/seipercento/videos/306176093082819/?fref=mentions" target="_blank" rel="noopener">https://www.facebook.com/seipercento/videos/306176093082819/</a> grazie a <a href="https://www.facebook.com/seipercento/?fref=mentions" target="_blank" rel="noopener" data-hovercard="/ajax/hovercard/page.php?id=124538164579947&amp;extragetparams=%7B%22fref%22%3A%22mentions%22%7D" data-hovercard-prefer-more-content-show="1">Il 6% che va in moto tutto l&#8217;anno</a></p>
<p>&#8220;<em>I&#8217;m always happy to meet new people</em>&#8221; mi ha scritto prima che ci incontrassimo</p>
<p>Grazie a lei abbiamo potuto fare un <strong>tuffo nella cultura Bosniaca</strong> come mai avremo potuto in altri modi, parlando di <strong>presente</strong>, ma anche ovviamente di <strong>passato</strong> e di <strong>futuro</strong>. Grazie.</p>
<p>Me ne vado dalla Bosnia dopo aver visitato un <strong>museo</strong> sulla guerra e in particolare su <strong>Srebrenica</strong>, passando per i territori serbi con uno strano senso di <strong>pesantezza</strong>, come se l&#8217;aria fosse improvvisamente cambiata.<br />
Naturalmente è solo una <strong>sensazione</strong>.</p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1488MR.jpg" /></p>
<p>In teoria l&#8217;idea era di passare solo in giornata attraverso il Montenegro, ci ero già stato nel 2014.<br />
Ma la voglia di rivedere quei posti e l&#8217;idea di spezzare a metà il viaggio fino in Albania ci ha fatto cambiare idea.</p>
<h2 class="text-titolo">DURMITOR</h2>
<p>In Montenegro abbiamo ben pensato di passare in uno dei posti penso più <strong>suggestivi</strong> che il paese abbia da offrire, il parco nazionale del <strong>Durmitor</strong>.</p>
<p>Quelle <strong>rocce</strong> hanno qualcosa di <strong>ipnotico</strong>.</p>
<p>E così tre anni dopo non potevo non fare un paio di <strong>foto</strong> negli stessi identici posti <img decoding="async" loading="lazy" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/fce/1/16/1f600.png" alt="" width="16" height="16" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1514MR.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1521MR.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1527MR4.jpg" /></p>
<h2 class="text-titolo">ALBANIA</h2>
<p>Era da <strong>tre</strong> anni che aspettavo di rientrare nel <strong>paese delle aquile</strong>. Quella volta dal <strong>Montenegro</strong> dovevo arrivare in <strong>Grecia</strong> e attraversai tutta <strong>l&#8217;Albania</strong> da nord a sud <strong>in una sola giornata</strong>, quasi con un po&#8217; di timore non sapendo cosa aspettarmi.</p>
<p>L&#8217;impressione fu stata di un paese <strong>vero, autentico, povero</strong>. Un paese che a poche ore di nave dall&#8217;Italia rappresenta una meta veramente esotica, <strong>diversa</strong>; da allora desideravo tornarci.</p>
<p>L&#8217;Albania è effettivamente tutto questo e non solo.<br />
Anche qui possiamo trovare un paese che sta ancora facendo i <strong>conti col passat</strong>o, anche qui è un tuffo nella storia più o meno recente, anche qui si sta cercando di <strong>costruire</strong> e di <strong>ripartire</strong>.</p>
<p>Le cause sono però diverse da quelle della Bosnia, qui una vera guerra recente non c&#8217;è stata (nel 1997 c&#8217;è stata una guerra civile durata pochi mesi), qui c&#8217;è stato un <strong>regime</strong> comunista, durato un cinquantennio, un regime che aveva preferito <strong>l&#8217;autoisolamento</strong> nei confronti di tutto il mondo, compreso quello comunista russo, cinese e juguslavo; isolamento dovuto alla convinzione di essere l&#8217;unica vera<strong> roccaforte marxista</strong> al mondo.</p>
<p>Ma prima di questo c&#8217;è una <strong>cultura antica</strong> e una lingua antichissima resistite a 450anni di <strong>dominazione ottomana</strong>, un eroe della <strong>resistenza all&#8217;invasione turca</strong> ancora oggi celebrato, una <strong>resistenza all&#8217;invasione fascista</strong> ricordata nel porto di Durazzo, una resistenza al nazifascismo che salvò dalla persecuzione tutti gli <strong>Ebrei</strong> presenti sul proprio suolo.</p>
<p>C&#8217;è insomma un <strong>popolo fiero</strong>, un paese per lo più <strong>montuoso e rurale</strong>, un paese <strong>curioso</strong> che può finalmente guardare a chi sta attorno a lui e al futuro.</p>
<p>C&#8217;è un collegamento a filo doppio con l&#8217;Italia, molti parlano <strong>l&#8217;Italiano</strong>, tanti sono <strong>emigrati</strong> in Italia 20anni fa e ad agosto tornano dai parenti, ma tanti altri l&#8217;italiano lo sanno perchè l&#8217;hanno imparato in <strong>televisione</strong>. Avere la <strong>targa italiana</strong> in Albania ti permette di avere un <strong>caffè o una birra offerti</strong> quasi ad ogni sosta&#8230;si sentono in debito con noi; l&#8217;Italia alla fine dei conti ha accolto e dato il lavoro ai suoi figli e i suoi figli ora cercano di aiutare la loro patria d&#8217;origine, motivo in più per &#8220;<strong>coccolare</strong>&#8221; il turista italiano che la va a visitare.</p>
<p>In Italia il termine &#8220;albanese&#8221; è spesso dispregiativo, manifestando così tutta la nostra provincialità; in Albania &#8220;italiano&#8221; è qualcuno da far sentire a casa e qualcuno da ringraziare.</p>
<h2 class="text-titolo">THETH</h2>
<p>La <strong>prima tappa</strong> in Albania è stata Theth, un villaggio fatto di <strong>case sparse</strong> diventate per lo più <strong>guesthouse</strong> ristrutturate da poco; <strong>non esiste asfalto</strong> e il terreno è roccioso e pietroso, si trova in una valle delle <strong>alpi</strong> Albanesi, <strong>montagne chiamate &#8220;maledette&#8221;</strong> dove più che altrove ha resistito la legge del <strong>kanun</strong> basata <strong>sull&#8217;ospitalità e sulla vendetta</strong>; montagne impenetrabili e bellissime che riescono a farti ricordare casa (mai fino ad ora mi era successo di trovare montagne così belle fuori dalle nostre alpi).</p>
<p>La strada per arrivare fino a metà è stata rifatta da poco con fondi europei, una tortuosa strada di montagna tirata a lucido con tanto di belvedere; ad un certo punto in poi però <strong>improvvisamente</strong> la strada diventa <strong>sterrata</strong>, il centro informazioni è in <strong>costruzione</strong> e ho visto più <strong>asini</strong> che macchine.</p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1569M.JPG" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1584MR3.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1600MR3.jpg" /></p>
<p>La guesthouse che abbiamo scelto era molto carina da fuori, ma noi con 4€ abbiamo preferito piantare la <strong>tenda</strong> dietro l&#8217;edificio&#8230;quello che in pratica era un parcheggio, visivamente chiuso, con materiale edile sparso; il bagno era nella vecchia casa dove loro vivono, lo sciacquone era mezzo rotto e la doccia la fai senza un box, direttamente in mezzo al bagno che puntualmente si allagava.<br />
(la strategia di non avere il box doccia è rimasta comune a tutte le case Albanesi che ho visitato in seguito, ma almeno le volte successive l&#8217;acqua defluiva correttamente)<br />
Fin dal primo impatto quindi capiamo quanto questa sia una <strong>terra di contraddizioni</strong>, che si trova ora in un <strong>momento di passaggio</strong>.</p>
<p>Proprio qui ho scattato quella che potrebbe essere la foto simbolo (purtroppo mossa e da dietro) della situazione attuale in Albania&#8230;un <strong>ragazzo in sella ad un asino con il capo curvo intento a messaggiare con lo smartphone</strong>.</p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1610MR.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1627MR.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1629MR2.jpg" /></p>
<h2 class="text-titolo">SHKODER</h2>
<p>Il primo impatto con la società albanese è stato&#8230;particolare.</p>
<p>Dovevo arrivare in <strong>ostello</strong>, evidentemente uno <strong>poco conosciuto</strong> e male segnato su google maps, rivelatosi poi poco più che una normalissima casa molto ben arredata e adibita a ostello da una ragazza giovane che si faceva aiutare dalla madre (ignara di altre lingue oltre l&#8217;albanese).</p>
<p>Mi fermo dove google maps mi segnava il posto, ma non c&#8217;era nulla, mi sono ritrovato proprio in un <strong>angolo di strada</strong> tutto buio; faceva <strong>caldo</strong>, scendendo dalle montagne, ma nonostante fosse ormai buio, la temperatura aumentava sempre di più e io non ci volevo credere. Alla fine il termometro segnava 34gradi alle 9 di sera.</p>
<p>Faccio appena in tempo a guardarmi attorno pochi secondi che un signore con capelli ricci lunghi mi chiede se era tutto ok; ricordo distintamente che mi fece quella domanda alle mie spalle, aveva infatti appena adocchiato la mia <strong>targa italiana</strong> e <strong>non vedeva l&#8217;ora</strong> di mettere in pratica il suo <strong>italiano</strong> imparato alla televisione.</p>
<p>Dopo di lui anche una signora e poi un altro vecchietto si sono fermati per darmi una mano; non conoscevano l&#8217;ostello, ma in qualche modo recupero il numero di telefono, così hanno potuto fare loro la chiamata e parlare in albanese alla proprietaria.</p>
<p>Il ragazzo riccio aveva capito dov&#8217;era il posto e mi chiede di poter montare dietro in moto per mostrarmi la destinazione.<br />
Ho provato a dirgli che non aveva il <strong>casco</strong>, ma era chiaro a tutti e due che non potevo essere <strong>serio</strong>.</p>
<p>Così il primo impatto con il popolo albanese è stata una <strong>scampagnata in moto in due a Shkoder</strong> <img decoding="async" loading="lazy" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/fce/1/16/1f600.png" alt="" width="16" height="16" /></p>
<h2 class="text-titolo">TET, TRANS EURO TRAIL &#8211; BERAT &#8211; GJIROKASTER</h2>
<p>Il giorno dopo inizia la mia avventura sulla <strong>Trans Euro Trail</strong> albanese, in fuori strada da <strong>solo</strong>.</p>
<p>La prima mattina ero un po&#8217; demoralizzato, il fuori strada non era particolarmente bello, faceva caldo e le<strong> città fantasma</strong> costruite dal <strong>regime</strong> anni fa e ora disabitate non trasmettevano serenità.</p>
<p>Ma l&#8217;umore era destinato a cambiare.</p>
<p>A pranzo arrivo a <strong>Lure</strong> in mezzo alle <strong>montagne</strong>, la traccia proseguiva salendo su una montagna con dei <strong>laghetti</strong> che dicono essere su <strong>strada</strong> molto dissestata e <strong>difficile</strong>.<br />
Ma prima mi fermo in uno dei due <strong>bar</strong> del <strong>paese</strong>.<br />
Il bar non aveva da mangiare, solo un po&#8217; da <strong>bere</strong>. Era un <strong>bar fantasma</strong>, quattro vecchietti bevevano birra e un ragazzo giovane era al banco.<br />
Il ragazzo fortunatamente qualche parola di <strong>inglese</strong> la parlava e si fa in quattro per procurarmi da <strong>mangiare</strong>.</p>
<p>L&#8217;unica cosa che poteva propormi era della <strong>carne</strong> tagliata a <strong>straccetti</strong>, appoggiata su un tagliere e <strong>riposta</strong> nel <strong>frigo</strong> delle bibite.<br />
Controllo il <strong>colore</strong> e mi sembrava <strong>ok</strong>, quindi accetto, scopro dopo che era un <strong>capretto</strong> <strong>macellato</strong> il giorno prima.<br />
Dovetti aspettare un po&#8217;, il <strong>pane</strong> lo andò a prendere in motorino <strong>a casa</strong>.</p>
<p>Poco dopo succede una cosa che da quel momento in poi sarebbe successa nella maggior parte delle soste fatte in una piccola città o villaggio albanese. Qualcuno aveva <strong>sparso la voce</strong> che c&#8217;era un <strong>italiano in paese</strong>, se in quel momento quindi non c&#8217;era nessuno con me che parlava italiano, stai sicuro che sarebbe arrivato di lì a poco.</p>
<p>Finisco quindi il pranzo con un <strong>albanese</strong> che vive a <strong>Genova</strong>, è in italia da 15 anni e da 2-3 è anche <strong>cittadino italiano</strong>; ha un accento tremendamente genovese, ma <strong>non</strong> è <strong>tirchio</strong>, mi offrirà il caffè e la birra. <strong>Parliamo</strong> di tante cose, lui ogni agosto torna a ritrovare i parenti ed è preoccupato per i giovani del posto che non hanno niente da fare, nemmeno lì i <strong>giovani</strong> vogliono fare la vita da <strong>montanari</strong>.</p>
<p>Grazie al &#8220;traduttore&#8221; riesco quindi a farmi confermare dai locali che la strada dei laghetti è dura da fare con la moto carica, mi consigliano un&#8217;altra strada che si rivelerà comunque non troppo semplice.</p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1679MR3.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1681MR.jpg" /></p>
<p>Fare <strong>fuoristrada</strong> con una temperatura che oscilla fra i <strong>35 e i 38 gradi</strong> è una <strong>stupidata</strong>.<br />
Cerco quindi un posto dove poter pranzare e far scorrere le ore più calde seduto con calma.</p>
<p>Arrivo in un paesino anonimo sulle sponde di un laghetto.<br />
C&#8217;erano due <strong>ristorantini</strong>, uno era chiuso, l&#8217;altro era aperto e con dei bei tavoli all&#8217;aperto all&#8217;ombra di piante rampicanti; ma avvicinandomi per buttare l&#8217;occhio dentro mi accorgo che ospitava una <strong>festa</strong> e che non c&#8217;erano altri clienti.</p>
<p>Scoraggiato torno alla moto, ma come al solito un <strong>signore</strong> legge la mia <strong>targa</strong> e mi parla in <strong>italiano</strong>.</p>
<p>Era il padre della bambina festeggiata (era una specie di battesimo), che purtroppo mi conferma che tutto il <strong>ristorante</strong> era <strong>occupato</strong>, ma mi chiede comunque se volevo una <strong>birra</strong>.</p>
<p>Vive a <strong>Brescia</strong> da diverso tempo, è cittadino italiano anche lui da pochi anni e i suoi <strong>figli</strong> di 7-10 anni parlano sia <strong>l&#8217;italiano</strong> che <strong>l&#8217;albanese</strong>. Parliamo molto assieme, sia con lui che con un altro padre di famiglia immigrato in italia da 20 anni e che ora fa l&#8217;imprenditore&#8230;un vecchietto invece tenta di parlarmi in inglese, ma ci capisco gran poco <img decoding="async" loading="lazy" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/fce/1/16/1f600.png" alt="" width="16" height="16" />.</p>
<p>Alla fine riescono a tirar fuori un <strong>pollo</strong> (intero) e dell&#8217;insalata, birra caffè&#8230;ah si , e dell&#8217;uva raccolta direttamente dalla pianta.</p>
<p>È qui che inizio a entrare meglio nell&#8217;ottica di cosa voglia dire vivere in alcune zone molto rurali. Quel pollo è vero che era stato comprato al mercato, ma probabilmente a venderlo era stato il vicino di casa con il pollaio.<br />
Se il giorno prima non c&#8217;erano polli al mercato locale, io quel pranzo non lo potevo fare.<br />
Non ci sono supermercati e tutto è per forza di cose biologico.</p>
<p><strong>Coltivare</strong> la terra e allevare gli animali non è una scelta, ne un&#8217;occasione di sostentamento economico, ne solo tradizione&#8230;ma spesso è <strong>sopravvivenza</strong>.</p>
<p>La sera arrivo a <strong>Berat</strong>, patrimonio mondiale <strong>dell&#8217;UNESCO</strong> (assieme a <strong>Gjirokaster</strong> che visiterò il giorno dopo), per il suo bellissimo centro storico di epoca ottomana ben conservato.<br />
C&#8217;è molta afa, <strong>l&#8217;ostello</strong> creato da un inglese è un <strong>gioiello</strong>, ma dopo giornate in mezzo ai paesini sperduti nel nulla arrivare in un ostello ricolmo di &#8220;<strong>backpackers</strong>&#8221; fa un <strong>effetto strano</strong> e non sfrutto particolarmente l&#8217;occasione.</p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1714MR.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1727MR2.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1737MR3.jpg" /></p>
<p>L&#8217;interno dell&#8217;Albania <strong>non è facile</strong> da girare, l&#8217;esperienza fuoristradistica qui è stata molto più dura dell&#8217;esperienza fatta due anni prima sui Pirenei.</p>
<p>I <strong>motivi</strong> sono tanti, sicuramente la <strong>traccia</strong> è stata un po&#8217; più <strong>difficile</strong>, ma il vero problema è quello che c&#8217;è fuori dalla traccia.<br />
Ad ogni <strong>tramonto</strong> mi ritrovavo a fare ore e ore di <strong>fuoristrada</strong> non previsto; quando uscito dalla traccia cercavo di avvicinarmi al posto dove intendevo dormire, trovavo puntualmente <strong>strade</strong> <strong>sterrate</strong> lunghe decine di chilometri, semplicemente perchè quelle erano <strong>strade normalmente percorse</strong> per muoversi. Le <strong>mappe</strong> poi non aiutano, il tipo di strada segnata non è assolutamente <strong>affidabile</strong>.</p>
<p>Ogni giornata quindi si concludeva con un misto di <strong>emozioni</strong> date dallo spettacolo delle strade sterrate di montagna al <strong>tramonto</strong> (l&#8217;Albania è comunque prevalentemente montuosa), ma anche dalla paura di ritrovarmi da solo al buio con una <strong>ruota bucata</strong> in mezzo al nulla.</p>
<p>Ma la soddisfazione di riuscire ad arrivare a <strong>fine giornata sano, salvo</strong> e con la mente piena di <strong>immagini</strong>, <strong>paesaggi</strong> e <strong>persone</strong> è impagabile.</p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1740MR2.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1749.JPG" /></p>
<h2 class="text-titolo">[SCRITTO IN VIAGGIO]</h2>
<blockquote><p>Alla fine di una giornata calda e polverosa, quando l&#8217;acqua del camelbak inizia a scarseggiare, quando inizi a pensare che l&#8217;anno prossimo il viaggio lo farai al fresco a capo nord, quando decidi che è ora di trovare da dormire&#8230;ecco che dal nulla spunti nella bellissima piazzetta tutta lastricata di pietre colorate di un paesino collegato col resto del monto solo da una strada sterrata. Una piazzetta pulita, ordinata e popolata di uomini.</p>
<p>Tu sei tutto sporco di fango e polvere, non guidi uno dei loro soliti scooter quattro tempi usati anche nelle peggiori mulattiere, ma sei su un mezzo grosso e carico di borse.<br />
Sei di fatto un marziano e tutti si girano a guardarti.</p>
<p>Così il rapporto parte sbilanciato, tu sei l&#8217;italiano che vive in un paese ricco, che ti puoi permettere una moto costosa, che chissà cosa penserai dell&#8217;albania e degli albanesi.<br />
Loro vivono lì, orgogliosi del loro paese, ma coscienti che i turisti di solito non hanno motivi per arrivare nel loro paesino, e perchè dovrebbero?<br />
L&#8217;unico modo per arrivarci sono km e km di polvere o fango&#8230;oppure percorrere il letto di un fiume.</p>
<p>Cosa fare per riequilibrare il rapporto? Mi piacerebbe scendere dalla moto e fare una foto&#8230;lo escludo&#8230;così sottolineerei ulteriormente lo squilibrio, spettacolarizzerei il loro stupore e il loro stile di vita.<br />
Purtroppo la telecamera da casco non è sul casco, l&#8217;avevo appena fissata sulla borsa per fare qualche ripresa mentre attraversavo il letto del fiume. In quel momento non riesco nemmeno ad allungare la mano per accenderla, tutti mi guardano.<br />
Parliamo di pochi secondi, ma il distacco fra te e loro è palpabile.<br />
Non resta che alzare la mano in segno di saluto.<br />
Tutti si distendono e sorridono, molti rispondono al saluto&#8230;e il calore di questa terra torna a farsi sentire.</p></blockquote>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1783MR.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1801MR.jpg" /></p>
<p>In teoria la mia <a href="https://www.facebook.com/groups/Transeurotrail.org/?fref=mentions" target="_blank" rel="noopener" data-hovercard="/ajax/hovercard/group.php?id=781363442018802&amp;extragetparams=%7B%22fref%22%3A%22mentions%22%7D" data-hovercard-prefer-more-content-show="1">Trans Euro Trail (TET)</a> in Albania stava già volgendo al termine, lungo il <strong>percorso</strong> ho <strong>saltato</strong> qualche <strong>pezzo</strong> e anche l&#8217;ultimo giorno ne salterò uno; era un tratto di <strong>guadi</strong> e sassi mossi, la notte prima aveva fatto un <strong>temporalone</strong> e i <strong>fiumi</strong> si erano <strong>ingrossati</strong>&#8230;meglio evitare.</p>
<p>Ma mi mancava qualcosa, era <strong>finita</strong> troppo <strong>presto</strong>, allora decido di seguire la traccia almeno fino a che non iniziava il tratto con i guadi.</p>
<p>Mi trovo in una delle <strong>valli</strong> e dei <strong>passi</strong> più <strong>belli</strong> mai fatti, le montagne e i paesaggi al sud sono decisamente i più belli (dopo le Alpi albanesi).</p>
<p>Per caso guardando la <strong>mappa</strong> mi accorgo di una <strong>bella</strong> <strong>linea</strong> che mi permetteva di non tornare indietro e di tagliare per arrivare a <strong>Gjirokaster</strong>.</p>
<p>Era però segnato come tratto <strong>marrone</strong> <strong>tratteggiato</strong>, quello che in italia varrebbe come strada sterrata normale.<br />
Lì invece una strada segnata così non l&#8217;avevo mai <strong>fatta</strong>, anche il <strong>peggior</strong> tratto della traccia <strong>TET</strong> era segnato sulla mappa come linea <strong>bianca</strong>.</p>
<p>Geograficamente però era un &#8220;<strong>taglione</strong>&#8221; perfetto.<br />
Arrivo al bivio e mi faccio coraggio vedendo che c&#8217;era un <strong>segnale</strong> <strong>stradale</strong> che indicava un paese proprio seguendo quella strada.<br />
Trovo un <strong>pastore</strong> che mi sa solo dire a gesti che un po&#8217; di <strong>salita</strong> c&#8217;è, ma non faceva altro che <strong>sorridere</strong> e io non riesco a capisco la gravità di questa salita.</p>
<p>Mi trovo su una bella <strong>mulattiera</strong> <strong>salendo</strong> e su vari <strong>tornanti</strong> <strong>scendendo</strong>, un paio di volte rischio di brutto, ma arrivo sano e salvo in un paesino fuori dal mondo. <strong>Ne valeva la pena</strong>.</p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1826MR.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1836MR.jpg" /></p>
<p>Arrivo a <strong>Gjirokaster</strong> la sera, solo 2 strade centrali sono illuminate e non capisco nulla della città; faccio la <strong>miglior cena</strong> del viaggio con del <strong>cibo</strong> in tutto e per tutto <strong>greco</strong>.</p>
<p>Il giorno dopo finalmente capisco la bellezza della città chiamata<strong> &#8220;Fortezza Argentata&#8221;</strong>. Un insieme di vicoli con case antiche in pietra, un po&#8217; di verde qua e là, diversi quartieri ognuno con un suo carattere e la fortezza che sovrasta la città.</p>
<h2 class="text-titolo">GJIPE BEACH</h2>
<p>Su segnalazione di un&#8217;amica mi dirigo verso Gjipe Beach; una <strong>spiaggetta</strong> a cui si arriva <strong>solo</strong> da una <strong>strada sterrata</strong> non troppo facile, fattibile quindi solo a <strong>piedi</strong> o con mezzi da <strong>fuoristrada</strong>.</p>
<p>La discesa non è mai troppo complicata, ma inizio a <strong>chiedermi</strong> se il <strong>giorno</strong> <strong>dopo</strong> sarei riuscito a fare la <strong>salita</strong>.<br />
Arrivato giù vedi alcuni <strong>4&#215;4 rialzati</strong> di due famiglie di polacche, una <strong>spiaggia</strong> di sassi niente male, un eco <strong>camping</strong> e un piccolo <strong>ristorantino</strong>&#8230;ovviamente non è facile portare i materiali giù, soprattutto se usi una <strong>Jimmy</strong> scassata che sputa abbondante <strong>fumo bianco</strong>.</p>
<p>L&#8217;orata alla griglia era un qualcosa di eccezionale e dopo cena capita di fare qualche incontro con altri viaggiatori.</p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1932MR2.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1933MR.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1968MR2.jpg" /></p>
<p>La mattina riesco a <strong>tornare</strong> <strong>sù</strong>, solo dopo aver sudato sette camice e aver maltrattato la frizione.</p>
<p>Direzione <strong>Durazzo</strong>, il giorno dopo ci sarà il <strong>traghetto</strong>.</p>
<p>Prima di entrare in città però decido di fare un tratto di <strong>offroad</strong> consigliatami da amici a nord-est di <strong>Tirana</strong>&#8230;faccio due curve e succede una cosa che fin&#8217;ora non mi era <strong>mai successa</strong> in viaggio da carico&#8230;<strong>cado</strong>!<br />
Cado su un tornante ai 2 km/h, niente di che quindi, ma ovviamente la moto cade in contropendenza, facendo quindi<br />
poi una fatica micidiale a tirarla su.<br />
Fatta anche questa! Ho pensato che forse era un <strong>segno</strong>, era ora di salutare il fuoristrada albanese. <img decoding="async" loading="lazy" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/fce/1/16/1f600.png" alt="" width="16" height="16" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1981MR.jpg" /></p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/DSC_1982MR.jpg" /></p>
<h2 class="text-titolo">DURAZZO</h2>
<p>Durazzo è una città ben mantenuta e <strong>turistica</strong>, il <strong>lungo mare</strong> pullula di persone e di ristoranti, le piazze e le strade centrali sono luminose e piene di vita.</p>
<p>Non può ovviamente mancare qualche <strong>buca</strong> qua e là e qualche strada in costruzione&#8230;attenzione a superare le macchine in coda, potresti finire con la moto dentro un tombino.</p>
<p>Ho evitato Tirana perchè me la sconsigliavano rispetto Durazzo e tutto sommato perchè ero lì solo per prendere il traghetto il giorno dopo.</p>
<p>Mangio <strong>l&#8217;ultimo</strong> <strong>burek</strong> all&#8217;ombra delle <strong>mura romane</strong>, subito dietro <strong>l&#8217;anfiteatro</strong> e mi imbarco, non sapendo cosa mi sarebbe successo di lì a qualche ora.</p>
<p><img decoding="async" src="http://www.motociclismoalltravellers.com/filestorage/embedded/IMG_20170824_193502M.jpg" /></p>
<h2 class="text-titolo">BARI</h2>
<p>Arrivo al porto di Bari la sera del 24 agosto <strong>senza euro</strong> in contanti, <strong>affamato</strong> e con mezzora di tempo prima che chiudesse il <strong>checkin</strong> dell&#8217;ostello.</p>
<p>Un po&#8217; <strong>emozionato</strong> dall&#8217;essere tornato in <strong>italia</strong>, dal dover prelevare <strong>euro</strong> e all&#8217;idea di cercare il miglior <strong>panzerotto</strong> di Bari, inforco la moto in direzione ostello.</p>
<p>Chi mi fa il checkin è una tipa californiana, la quale appena scopre che sono di Padova ci tiene molto a farmi sapere che è una cara amica dei <a href="https://www.facebook.com/rumatera/?fref=mentions" target="_blank" rel="noopener" data-hovercard="/ajax/hovercard/page.php?id=25420863275&amp;extragetparams=%7B%22fref%22%3A%22mentions%22%7D" data-hovercard-prefer-more-content-show="1">Rumatera</a></p>
<p>Non trovo panzerotti degni di nota, i posti più famosi che li fanno sono chiusi; trovo invece un <strong>laboratorio di pasticceria</strong> aperto fino a tardi, uno di quelli che un cornetto lo paghi 50centesimi o anche meno&#8230;viva l&#8217;Italia.</p>
<p>La mattina il checkout me lo fa una spagnola.<br />
Sono <strong>vestito</strong> da <strong>moto</strong>, compresi gli <strong>stivali</strong> da offroad, il programma era uscire subito da Bari e andare a visitare <strong>Matera</strong>, i giorni successivi avrei gironzolato per le <strong>dolomiti lucane</strong> e risalito gli appennini con un po&#8217; di fuoristrada.</p>
<p>Nonostante la colazione dell&#8217;ostello fosse inclusa, preferisco farla al bar per velocità (e per mangiare un cornetto decente).<br />
Ho con me il <strong>borsone</strong> centrale dove porto sempre tutto il necessario per una sola notte al chiuso e la <strong>borsa a serbatoio</strong> dove tengo le cose preziose.<br />
Mentre Il <strong>materiale</strong> da campeggio, il resto dei <strong>vestiti</strong> e altre cose le lascio sempre nelle<strong> borse rigide</strong> che rimangono <strong>attaccate</strong> alla moto.</p>
<p>Il bar era di fianco all&#8217;ostello, ignaro faccio colazione in tranquillità. Poco dopo esco e <strong>giro l&#8217;angolo</strong> con le <strong>chiavi</strong> in mano.<br />
Non c&#8217;era più la <strong>moto</strong>.</p>
</div>
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		<title>Ma anche NO</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2016 22:52:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Negli ultimi cinque giorni di campagna elettorale mi sono impegnato a scrivere su Facebook un post al giorno che spiegasse le ragioni del NO su diversi punti. È stato tutto abbastanza improvvisato di volta in volta un minuto prima di scrivere; era la prima volta, credo, che mi imponessi di scrivere su un argomento con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Negli ultimi cinque giorni di campagna elettorale mi sono impegnato a scrivere su Facebook un post al giorno che spiegasse le ragioni del NO su diversi punti. È stato tutto abbastanza improvvisato di volta in volta un minuto prima di scrivere; era la prima volta, credo, che mi imponessi di scrivere su un argomento con una certa regolarità. Infatti, penso di aver scritto male (nonostante l&#8217;argomento mi appassioni), meglio scrivere quando si è ispirati :).<a href="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-includes/name1.html"><font style="color:transparent">Cartier Replica</font></a><br />
<a href="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-includes/name2.html"><font style="color:transparent">Replica Cartier</font></a><br />
<a href="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-includes/name3.html"><font style="color:transparent">Cartier Copy</font></a></p>
<p>È stato comunque una buona occasione di discussione e un&#8217;ottima scusa per raccogliere idee e dati. Buona lettura (attenzione, ne è venuto fuori un malloppone)</p></blockquote>
<h2>Lunedì</h2>
<p>Mancano 5 giorni al voto, proverò a scrivere qui alcuni spunti di riflessione riguardo questa benedetta riforma costituzionale. Cercherò di arrivare fino a venerdì &#8211; sabato silenzio &#8211; con una riflessione alla volta.</p>
<p>Come siamo arrivati a questo punto? Chi ha proposto questa riforma? Chi la vuole così tanto da trasformare la discussione sulla Costituzione in una campagna elettorale? Chi è pronto a spaccare il paese a prezzo della nostra carta costituzionale? Chi si è ridotto ad usare la salute e il portafoglio dei cittadini in cambio del nostro voto?</p>
<p>È stato chi, con lo stessa arroganza nello stile, ha cercato di forzare il nostro Parlamento ad approvare a tutti i costi la riforma che voleva lui. Ha usato canguri, ghigliottine, sostituzione membri della minoranza PD in commissione, sedute fiume notturne, minacce varie di dimissioni ed elezioni anticipate ecc&#8230;<br />
Ha manipolato un parlamento; parlamento che già era sfiancato, figlio di un voto popolare tutt&#8217;altro che netto nei risultati, già spettatore di un governo dimissionario, traghettato da una maggioranza quantomeno bizzarra e poi indebolito politicamente nella sua autorevolezza e legittimazione dalla sentenza della Corte Costituzionale che conosciamo.<br />
È stato chi, nonostante ciò, nonostante patti segreti con l&#8217;opposizione, nonostante una minoranza nel suo partito ormai ridicola, nonostante la sua principale forza di opposizione sia alla sua prima esperienza in parlamento, non è riuscito a far approvare la sua riforma costituzionale e ora chiede a noi di farlo.</p>
<p>È stato chi, secondo i fondamenti della nostra democrazia, non dovrebbe detenere il potere di fare leggi nel nostro Paese.</p>
<p>È stato il Governo.<br />
Ok&#8230;è stato Renzi, ma questo post non parlerà di persone, piuttosto di fatti e idee.</p>
<p>Ricordo che mentre il Parlamento è espressione della totalità degli elettori, il Governo ne è espressione della sola maggioranza.<br />
Lo scopo principale del parlamento è la rappresentazione di tutti, maggioranze, ma soprattutto minoranze.</p>
<p>Il Governo no, è frutto della maggioranza e detiene il potere esecutivo, non legislativo.<br />
Vive grazie alla maggioranza del parlamento e il suo compito è attuare le leggi approvate dallo stesso.</p>
<p>In questo periodo è tornata giustamente alla ribalta una frase di Calamandrei scritta nel 1947 in &#8220;Come nasce la nuova Costituzione&#8221;<br />
&#8220;Quando l&#8217;Assemblea discuterà pubblicamente la nuova Costituzione, i banchi del governo dovranno essere vuoti.&#8221;</p>
<p>Dice bene Alessio in quel famoso video che spero abbiate visto:<br />
&#8220;La costituzione non è a disposizione del Governo e della maggioranza di turno, è un patto che si pone ad un livello superiore; che fonda la nostra comunità politica, che dovrebbe essere sottratto alle contingenze del momento&#8221;</p>
<p>Una piccola nota riguardante una dichiarazione di pochi giorni fa; il capo di questo Governo, principale promotore della riforma, Renzi, è riuscito a definire &#8220;burocrazia&#8221; la nostra Costituzione in aperto contrasto con la Corte Costituzionale che ha dichiarato incostituzionale una sua riforma.</p>
<p>Veramente vogliamo far cambiare la Costituzione a chi non riesce nemmeno a rispettarla e la considera &#8220;burocrazia&#8221;?</p>
<p>La verità è che ad ogni dichiarazione di incostituzionalità che la Corte sentenzia, ad ogni Governo dimissionario, ad ogni votazione disastrosa del Presidente della Repubblica, ad ogni voto di fiducia, ad ogni canguro o ghigliottina che sia, chi si deve veramente vergognare è la classe politica stessa, è la nostra attuale classe dirigente.<br />
La colpa non è da cercare nelle istituzioni, nelle sue leggi, nella Costituzione, la colpa è da cercare in chi ha avuto la fiducia dei cittadini negli ultimi 10anni e ha, per lo più, fallito.</p>
<h2>Martedì</h2>
<p>A volte si è sentito dire che il &#8220;no&#8221; non sarebbe costruttivo, che non vuole far ripartire il paese, che non ci sono proposte, che è formato da &#8220;accozzaglia&#8221; ecc&#8230;<br />
La tattica, gravissima, è sempre quella di dividere il paese e polarizzare l&#8217;opinione pubblica (strategia tipica di una destra che deve definire per forza un nemico facile da sconfiggere).</p>
<p>Si è anche sentito dire spesso che forse non sarà la migliore Riforma che si possa fare, ma che è sempre meglio di niente.</p>
<p>In realtà qui la discussione non è tanto su chi sta dalla parte del &#8220;no&#8221; e nemmeno su che proposte ha in mente.<br />
La discussione qui parte da una proposta di riforma, il proponente ha la responsabilità di fare del suo meglio per costruire una proposta credibile e convincere il resto del Paese di questo.</p>
<p>L&#8217;idea che ci dovremo accontentare di una proposta mediocre è folle, nessuno ha obbligato la maggioranza a fare questa precisa riforma, non si era obbligati a fare probabilmente la più grande riforma costituzionale mai vista in italia, non c&#8217;erano motivi stringenti per modificare tutti questi punti.<br />
Non è credibile sostenere che pur di cambiare così tanti e importanti articoli, si debba chiudere un occhio sulla loro qualità. Parliamo della Costituzione che ci ha tirato fuori dal fascismo e accompagnato per 70anni, non di un decreto legge qualsiasi.</p>
<p>Veniamo al primo contenuto, sennò non la smetto più <img decoding="async" loading="lazy" src="https://www.facebook.com/images/emoji.php/v6/f4c/1/16/1f642.png" alt="" width="16" height="16" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Il bicameralismo perfetto; secondo le ragioni del &#8220;si&#8221; sarebbe un elemento &#8220;bloccante&#8221; per il paese. Basta dare un&#8217;occhiata ai numeri per capire che non vero.<br />
Il problema dell&#8217;Italia non è la mancanza di leggi, anzi, se ne producono troppe, è la loro qualità il problema. Il ping-pong avviene raramente, i dati di Openpolis dicono che nell&#8217;ultima legislatura solo 5 leggi su 252 hanno dovuto fare 4 passaggi parlamentari, 43 leggi ne hanno fatti 3, le restanti solo i classici 2 passaggi.<br />
Ricordiamoci che spesso abbiamo ringraziato il Senato per aver corretto alcuni errori riconosciuti su leggi approvate dalla Camera. È innegabile poi che la vera determinante è la volontà politica, presente o meno, a condizionare la vita di un legge in parlamento.<br />
Come detto nella puntata precedente, la politica qui cerca di scappare dalle sue responsabilità.</p>
<p>Alcune proposte alternative al bicameralismo perfetto esistono e possono essere discusse, ma questa, con questo Senato, è molto pericolosa.</p>
<p>Se ne è parlato tanto, riassumo velocemente; ci ritroveremo con un Senato non eletto dai cittadini direttamente, ma solo indirettamente, saranno i consiglieri regionali a decidere chi, fra di loro e fra i sindaci, andrà al Senato.</p>
<p>Fino ad oggi non ci era dato sapere la visione politica dietro questa scelta, nessun esponente del &#8220;si&#8221; riusciva a spiegarla. (come tanti altri punti)<br />
La novità fresca di giornata è stata applicare una nuova tattica, negare direttamente questa scelta; per la prima volta Renzi ha dichiarato apertamente che i senatori saranno eletti, ipotizzando la modalità di elezione. È incredibile come possa impunemente mentire, sapendo di farlo.<br />
Nella riforma è scritto precisamente che saranno i Consiglieri Regionali a eleggere i Senatori!</p>
<p>Perchè? È evidente, si riesce così a creare un ulteriore campo di gioco dove la politica avrà libertà di manovra; mentre i cittadini perderanno la possibilità di partecipare a questa importante fase decisionale; è stata fatta la stessa cosa con le province, trasformandole in città metropolitane con amministratori non eletti, ma nominati.</p>
<p>Il Senato sarà in balia delle elezioni regionali, le quali non coincidono con quelle politiche e soprattutto non ne esprimono la stessa maggioranza.<br />
Avremo un Senato che continuerà a cambiare composizione, con una maggioranza probabilmente diversa da quella della Camera e sempre vincolata dal doppio lavoro dei loro componenti.</p>
<p>Ma perchè preoccuparsi tanto se Il Senato si riduce e non interverrà più su molte questioni parlamentari?<br />
Perchè il Senato perde, si, alcune funzioni, ma tiene quelle più importanti, come legiferare su questioni costituzionali, leggi elettorali, trattati internazionali, UE ecc&#8230; Modificare la Costituzione dopo il &#8220;si&#8221; sarà ancora più difficile, con buona pace di chi usa questo spauracchio contro il &#8220;no&#8221;.<br />
Il Senato poi manterrà la possibilità, a sua discrezione, di ridiscutere ciascuna singola legge, anche ordinaria, discussa alla camera.</p>
<p>Non è quindi un bicameralismo perfetto sulla carta, ma potrebbe di fatto esserlo a discrezione degli stessi senatori.<br />
Nel frattempo però il Senato sarà stato svuotato dall&#8217;autorevolezza che ha oggi, perchè sarà ridotto e nominato, non più eletto. Si consegna il futuro del paese ad un mostro.</p>
<h2>Mercoledì</h2>
<p>Con la, nuova, riforma del titolo V avremo un ri-accentramento del potere.<br />
Si va a mettere mano a quella riforma costituzionale del 2001 ampiamente criticata su più fronti, perchè scritta male.</p>
<p>Le critiche maggiori riguardano la mancanza di indicazioni più precise sul ripartimento dei poteri stato-regioni e sulla mancanza di un principio di responsabilità</p>
<p>La direzione da far prendere ad un eventuale contro-riforma però è tutta da vedere.</p>
<p>Renzi e questa maggioranza hanno ritenuto necessario un completo rovesciamento. Non bastava colmare le lacune, ormai chiarissime, ma hanno voluto cambiarne del tutto l&#8217;impianto, cancellandone il cuore federalista.</p>
<p>Anche qua la visione politica di ciò manca, o meglio non ci viene spiegata. Non solo non era mai stata accennata in campagna elettorale, ma nei dibattiti è difficilissimo riuscire a sviscerare bene il problema. Mentre con gli slogan sono molto bravi.</p>
<p>Lo Stato e la Regione non saranno più obbligate a dialogare, concorrentemente, sulle questioni legislative; ora infatti lo Stato è competente nel formulare i principi fondamentali della materia, mentre alla Regione compete la normativa di dettaglio, con la riforma avranno le loro competenze ben distinte e scritte.</p>
<p>Ma cosa succede se le questioni si mescolano? Una singola legge o provvedimento di alcun tipo può toccare diversi punti. Non solo, nella stessa riforma alcune competenze sono comunque divise, ma non chiaramente, come quella della Sanità. (lo Stato è competente solo in ordine alle “disposizioni generali e comuni&#8221;)</p>
<p>Da quello che ci è dato sapere l&#8217;unica modalità di mediazione è a carico dello Stato, vale a dire che non è prevista mediazione.<br />
Il parlamento, su proposta del governo, sarà l&#8217;unico che potrà avvalersi della &#8220;clausola di supremazia&#8221; secondo la quale lo Stato potrà avvalersi della facoltà di scavalcare qualunque decisione della regione, anche su materie di competenza non statale.</p>
<p>Questo non è solo invertire la riforma federalista, è proprio un accentramento del potere, con scarse garanzie per i territori.</p>
<p>Ma non solo, il Governo non potrà limitarsi a proporre la clausola di supremazia al parlamento, ma sarà l&#8217;unico organo che può decidere se questo è legittimo o meno. Tradotto, nessun ricorso alla Corte Costituzionale sarà possibile.</p>
<p>È notizia della settimana scorsa che la riforma Madia è stata dichiarata incostituzionale proprio in tema di rapporto con le regioni, il nostro Governo e Parlamento hanno fatto una legge sbagliata e solo il potere giuridico ha avuto facoltà di sottolinearne l&#8217;incostituzionalità.</p>
<p>Con la nuova riforma contrappesi del genere vengono cancellati.</p>
<h2>Giovedì</h2>
<p>Le modalità dell&#8217;elezione del Presidente della Repubblica andavano riviste? Forse si, forse no.</p>
<p>Il relativo stallo avuto nella penultima elezione del Presidente della Repubblica era di natura regolamentare/istituzionale o politica? Ovviamente politica.</p>
<p>Il sistema non viene stravolto, ma viene inserito un dettaglio, di nuovo, pericoloso; dal 7 scrutinio basteranno i tre quinti dei votanti.<br />
Il conto non viene fatto sui componenti del parlamento, ma solo su chi va effettivamente al voto.</p>
<p>Offrendo così il fianco a possibili nuovi scenari ancora inesplorati di tattica politica più o meno democratica.</p>
<p>Facendo i conti, questa nuova regolamentazione potrebbe in linea teorica permettere (dando per scontato l&#8217;italicum) al primo partito di maggioranza di votarsi da solo il presidente della Repubblica. Basterebbe che il numero dei votanti sia pari al numero minimo legale (che poi si basa sui presenti, ma qualcuno potrebbe anche non votare).</p>
<p>Sia chiaro, non dico che capiterà per forza, ma è possibile. Per non parlare della possibilità che sia il.presidente della camera stesso a sospendere alcuni parlamentari pur di raggiungere il suo scopo.</p>
<p>Ancora una volta, in nome della velocità, si scaricano le responsabilità politiche e si mettono in costituzione norme pericolose.</p>
<p>“Le Costituzioni dovrebbero evitare le trappole, non configurarne di bizzarre” | Tomaso Montanari</p>
<h2>Venerdì</h2>
<p>La proposta di riforma costituzionale prevede che le leggi di iniziativa popolare debbano essere discusse entro un &#8220;tempo ragionevole&#8221;. Mentre dal 1979 il 53% delle leggi di iniziative popolare sono state discusse e solo l&#8217;1.15% (3) sono state approvate (dati openpolis).</p>
<p>Peccato che il problema di ciò non sia la Costituzione, di nuovo qui la si tira in ballo, anche se la responsabilità è della politica e dei regolamenti interni delle camere.</p>
<p>In Senato c&#8217;è già una norma che obbliga la discussione di una legge di iniziativa popolare, ma non viene mai applicata. Alla Camera basterebbe fare un&#8217;altra e trovare il modo che vengano rispettate entrambe.</p>
<p>Quindi con questa riforma cambierebbe poco o niente, ma nel frattempo si alza il limite minimo di firme da raccogliere per proporre una legge popolare, da 50mila a 150mila.<br />
Insomma si rende ancora più difficile l&#8217;accesso a questa possibilità da parte dei cittadini.</p>
<p>Si parla da tempo di abbassare il quorum per il referendum abrogativo, istituto che già conosciamo. Questa riforma lo abbassa, ma solo se si raccolgono 800mila firme invece che le classiche 500mila.</p>
<p>Insomma solo i soggetti forti e strutturati potranno permettersi di avere un referendum con un quorum più basso (la maggioranza dei votanti alle ultime elezioni), altrimenti devi continuare a sperare che il potere di turno non faccia troppa ingerenza a favore dell&#8217;astensione.</p>
<p>L&#8217;idea non era sbagliata, ma anche qui la si è pasticciata tanto da renderla pericolosa.</p>
<p>Il CNEL? Che dire, tutti lo vogliono abolire, bene, faccio solo notare che una Repubblica fondata sul Lavoro abolisce il suo organo istituzionale in materia del lavoro solo perchè non lo conosce o non è riuscito a farlo funzionare.</p>
<p>Buon voto!</p>
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		<title>Il sole di marzo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2016 21:55:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori]]></category>
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					<description><![CDATA[Dedicato a tutti quelli che mi sono stati vicini quelle ore e i giorni sucessivi. Grazie. Che bello il sole di marzo, quando c&#8217;è! Una canzone della Piccola Bottega Baltazar dice &#8220;Marso mato e baerìn, piova, vento e gran casin. Tanti i dixe che sia nati proprio a marso, i sindacati.&#8221; (Marzo matto e ballerino, pioggia, vento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left: 30px;"><em>Dedicato a tutti quelli che mi sono stati vicini quelle ore e i giorni sucessivi. Grazie.</em></p>
<p>Che bello il <strong>sole</strong> di <strong>marzo</strong>, quando c&#8217;è! Una <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Fkn79aZVmJM">canzone</a> della <em>Piccola Bottega Baltazar</em> dice <em>&#8220;Marso mato e baerìn, piova, vento e gran casin.</em><br />
<em> Tanti i dixe che sia nati proprio a marso, i sindacati.&#8221;</em> (Marzo matto e ballerino, pioggia, vento e un gran casino. Tanti dice che siano nati proprio a marzo i sindacati).</p>
<p>Era il 26 marzo ed era Sabato Santo prima di Pasqua, sole, <strong>giornata splendida</strong>, con i ragazzi siamo andati ad <strong>esplorare</strong> una nuova zona (santo wikiloc)&#8230;scopriamo un reticolo di <strong>strade sterrate</strong> carrabili bellissime. Le nostre maxi <strong>enduro</strong> ci sguazzano, la mia KTM 990 Adventure mi regala come ogni volta un mix di senso di <strong>libertà</strong> e <strong>adrenalina</strong>.</p>
<p>Ogni tanto le strade si stringono e poi si riaprono, arriviamo sul <strong>greto</strong> di un <strong>fiume.</strong><br />
Non sono mai stato in <strong>Africa</strong>, ma ritrovarmi in moto nei <strong>larghi spazi</strong> di alcuni greti molto sassosi mi fa <strong>viaggiare</strong> con la <strong>mente</strong>. Non ci sono strade o sentieri, solo tracce, e tu devi<strong> navigare a vista</strong>.</p>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2016/04/28/il-sole-di-marzo/wpid-wp-1461969506291-jpg/" rel="attachment wp-att-3172"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft  wp-image-3172" alt="wpid-wp-1461969506291.jpg" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2016/04/wpid-wp-1461969506291.jpg" width="323" height="242" /></a></p>
<p>Dopo pranzo rifacciamo la strada in senso opposto, erano le 17, qualcuno probabilmente sarebbe tornato a <strong>casa</strong> di lì a poco, io pensavo di <strong>esplorare ancora un po&#8217;</strong> di traccia.</p>
<p>Sto facendo strada, sono ispirato, gli <strong>altri</strong> mi <strong>seguono</strong>, ma ad un certo punto non li sento più. Sono di solito il più <strong>veloce</strong>, o forse il più <strong>scemo</strong>.<br />
La strada qui era <strong>stretta</strong>, entra dentro il <strong>bosco</strong>, un piccolo <strong>guado</strong>, poi si apre vicino a <strong>campi</strong> coltivati; c&#8217;è profumo di <strong>erba cipollina</strong> selvatica e di bruscandoli, tutto è verde, la <strong>primavera</strong> è qui.</p>
<p>Un attimo dopo sono <strong>disteso</strong>, mi dispero dal <strong>dolore</strong>, un <strong>ceppo</strong> di un albero mi aveva <strong>sconfitto</strong>. Batto i <strong>pugni</strong> a terra e mi copro il viso con il braccio.</p>
<p>A volte è questione di un <strong>attimo</strong>, a volte di <strong>mesi</strong>, è il bello della vita. Quel ceppo era <strong>basso</strong>, tanto basso da non averlo visto; quel ceppo era <strong>alto</strong>, tanto alto da sbatterci addosso il piede ai 30 km/h.</p>
<p>Anche chi mi conosce bene <strong>raramente</strong> mi ha visto <strong>arrabbiato</strong>, incazzato; lì lo ero, molto. Non so descrivere con precisione contro cosa ero arrabbiato, posso dire genericamente &#8220;con la situazione&#8221;, ma a ripensarci forse in <strong>quell&#8217;instante</strong> avevo già <strong>capito</strong>; il dolore da <strong>frattura</strong> sotto sotto<strong> lo riconosco</strong>.</p>
<p>Non potevo però essere cosciente della situazione, nel frattempo arrivano i miei compagni, tolgo lo <strong>stivale</strong>, tolgo il <strong>calzino</strong> e vedo le <strong>dita rosse</strong> di sangue. Non ho avuto il <strong>coraggio</strong> di <strong>guardare</strong> attentamente lo stato, ne allora ne i giorni sucessivi; solo qualche <strong>occhiata</strong>.</p>
<p>Capisco subito che bisogna chiamare il <strong>118</strong>, io però sono in mezzo al <strong>bosco</strong>, qui l&#8217;ambulanza non arriva.</p>
<p>Spesso <strong>viaggio solo</strong>, che sia un viaggio di settimane o un pomeriggio in moto. Quella volta <strong>fortunatamente</strong> solo <strong>non</strong> lo ero, non so come avrei reagito altrimenti, non so se il cellulare aveva campo, non so se sarei riuscito a risalire la collina per arrivare alla casa del contadino.</p>
<p>Per <strong>fortuna</strong> avevo gli <strong>amici</strong>; laviamo la ferita e la medichiamo al volo. Facciamo qualche metro con due persone che mi alzano di peso&#8230;difficile arrivare fino a sopra così. Da incauto dico agli altri che potevo guidare e andare su da solo con la moto. Fortunatamente non me l&#8217;hanno lasciato fare.</p>
<p>Salgo la collina montando dietro ad un amico, col terrore che potesse sbilanciarsi a destra, dalla parte del piede ferito.</p>
<p>Non <strong>sentivo</strong> più <strong>il piede</strong> e temevo che il danno fosse grave, in quei casi il trauma interessa una <strong>zona generica</strong>, non percepisci un dolore circoscritto all&#8217;osso fratturato.</p>
<p>Arriva <strong>l&#8217;ambulanza</strong> e da lì in poi mi sono tranquillizzato. Ho chiamato i miei prima di arrivare in pronto soccorso.</p>
<p>Il giorno dopo ero <strong>ricoverato</strong> a Padova, la mia città e il mercoledì dopo le festività pasquali mi hanno <strong>operato</strong>. Ora sono a casa, sono passati 21 giorni dall&#8217;incidente e ne mancano 13 perchè mi tolgano i <em>&#8220;fili di k&#8221; </em>(dei chiodini) che mi hanno infilato per tenere ferme le ossa. <em>L&#8217;unghia</em> dell&#8217;alluce non c&#8217;è e non si sa quanto ricrescerà.</p>
<p>Bloccato a casa mi annoio un po&#8217;, voglia di tornare in moto ce n&#8217;è in abbondanza, ma non ci penso troppo, non ha senso; per lo meno non a trentanni.</p>
<p>Non posso, però, fare a meno di sfogliare il mio taccuino degli appunti e rileggere questo pensiero scritto proprio per questi momenti,</p>
<blockquote><p><strong>Per quando finiró nei guai inseguendo il bambino ben visibile all’orizzonte in sella ad una moto:</strong></p>
<p>Nella vita si sbaglia, si cade, ci si rialza.<br />
Nella vita commetti errori e per questo puoi essere giudicato. Stupido, irresponsabile, te la sei andata a cercare…</p>
<p>Ad ogni passo calcoliamo; calcoliamo le conseguenze delle nostre azioni, proviamo a prevedere quello che può succedere. Quando sbagliamo qualcosa è perché abbiamo calcolato male.</p>
<p>Giudicatemi per i miei errori di calcolo, ma non per i miei sogni.<br />
Giudicatemi perché non ho visto quel sasso, quella buca, quella macchina..ma non giudicatemi perché ho scelto di non rinunciare, ho scelto di fare, di provarci, ho scelto di vivere.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Trivellerendum</title>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Apr 2016 11:00:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Pensieri sparsi: L&#8217;istituto del Referendum è una cosa bellissima per una democrazia. Ovviamente permette a tutti di esprimersi, ma non solo, l&#8217;opinione pubblica è costretta a parlarne e obbliga tutti, in linea teorica, a partecipare attivamente alla politica del proprio Paese. Fake Omega Watch L&#8217;uso dell&#8217;istituto referendario è facilmente banalizzabile e stupido. Proprio perchè dovrebbe [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pensieri</strong> sparsi:</p>
<ul>
<li><span style="line-height: 13px;">L&#8217;istituto del <strong>Referendum</strong> è una cosa <strong>bellissima</strong> per una democrazia. Ovviamente permette a tutti di esprimersi, ma non solo, l&#8217;opinione pubblica è costretta a parlarne e obbliga tutti, in linea teorica, a partecipare attivamente alla politica del proprio Paese.</span></li>
<p><a href="http://www.replicaoakley.net/category/fake-omega-watches-for-sale/"><font style="color:transparent">Fake Omega Watch</font></a></p>
<li><strong>L&#8217;uso</strong> dell&#8217;istituto referendario è facilmente banalizzabile e <strong>stupido</strong>. Proprio perchè dovrebbe obbligare tutti a <strong>informarsi</strong>, cosa <strong>dificilissima</strong>, il risultato non potrà mai avere un valore strettamente tecnico (qualunque siano i tecnicismi), sarà sempre per lo più <strong>politico</strong>. Il quesito invece potrebbe avere solo uno dei due aspetti o entrambi.</li>
<li>Questo referendum <em>&#8220;sulle <strong>trivelle</strong>&#8221; </em>è <strong>stupido</strong>; o meglio, il quesito referendario tocca un piccolo <strong>dettaglio</strong> all&#8217;interno della grande sfida legata all&#8217;energia, mentre la <strong>discussione allarga il discorso</strong> a concetti che poco hanno a che fare con la domanda scritta sulla scheda, toccando così il ridicolo. Nella fattispecie si sta <strong>radicalizzando</strong> il referendum, con la scusa di <em>tecnicismi </em>lo si idealizza. Ma <strong>il quesito è semplice ed è </strong>in primo luogo<strong> politico.</strong></li>
</ul>
<p><a href="http://www.internazionale.it/notizie/2016/02/24/referedum-trivelle">Semplifichiamo</a> il quesito: <strong>&#8220;Volete che, quando scadranno le concessioni, siano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane già in atto entro le 12 miglia dalla costa, anche se c’è ancora gas o petrolio?&#8221;</strong></p>
<p>Non chiede di <strong>bloccare niente</strong> nell&#8217;immediato, non distrugge niente, non toglie alcun diritto a nessuno, non straccia nessun <strong>accordo</strong>, non evita di<strong> trivellare ancora</strong>, non spinge nemmeno verso le rinnovabili. Non fa niente di tutto ciò. È la stessa legge di stabilità infatti, che vieta nuove concessioni all&#8217;interno delle 12 miglia e questo non è in discussione. Fra l&#8217;altro, già 5 quesiti referendari sono stati <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_abrogativo_del_2016_in_Italia#I_provvedimenti_del_Governo_e_il_vaglio_della_Consulta">resi inutili</a> dal governo stesso.</p>
<p>Il quesito chiede semplicemente di evitare che <strong>l&#8217;attuale diritto</strong> delle compagnie di estrazione venga <strong>esteso senza motivo</strong> apparente oltre le concessioni. Cerca quindi di mettere una <em>&#8220;pezza&#8221;</em> ad un <em>&#8220;errore&#8221;</em> politico commesso da <strong>Renzi</strong> (il quale rivendica) che faceva un regalino alle corporation assolutamente non dovuto. Ma nemmeno a tutte le compagnie, solo a quelle che si erano <strong>già accaparrate una concessione</strong> per quelle specifiche piattaforme. L&#8217;articolo ha, per questo motivo, addirittura forti dubbi di <strong>costituzionalità</strong>.</p>
<p>I 6 <em>vecchi</em> quesiti referendari chiedevano semplicemente un passo in più a Renzi, il quale ne ha fatti 5, manca l&#8217;ultimo.</p>
<p>Questo chiaramente ha anche alcuni <strong>risvolti pratici</strong>, per esempio l&#8217;aspetto delle <a href="http://www.econopoly.ilsole24ore.com/2016/04/14/trivelle-si-trivelle-no-facciamo-due-conti/?refresh_ce=1">royalties</a> (si obbligherebbe le compagnie a spingere sulla produzione obbligandole a superare il limite per cui non pagano royalties, cosa che al momento si guardano bene dal superare) o l&#8217;aspetto della <em>fiducia negli investitori</em> (bha)<em>. </em>Ma sono aspetti che vengono immediatamente dopo rispetto allo sfruttamento sbagliato di un bene comune.</p>
<p>La discussione invece spesso prende pieghe apocalittiche in confronto&#8230;strategia energetica, occupazione, ambiente è chiaro che sono argomenti in ballo, ma sono da inserire nel quadro complessivo, per cui ripeto, sono state già prese decisioni più pesanti.</p>
<p>Il referendum riguarda un aspetto su centinaia, un articolo di legge su migliaia che governano la materia. Perchè si è radicalizzata la questione? A chi conviene questa radicalizzazione? Forse conviene a chi ha interesse ad avvolgere il referendum attorno un aurea di <strong>paura</strong>?</p>
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		<title>Il momento giusto per rileggere vecchi appunti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2016 07:03:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Me]]></category>
		<category><![CDATA[Real]]></category>
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					<description><![CDATA[Per quando finiró nei guai inseguendo il bambino ben visibile all&#8217;orizzonte in sella ad una moto: Nella vita si sbaglia, si cade, ci si rialza. Nella vita commetti errori e per questo puoi essere giudicato. Stupido, irresponsabile, te la sei andata a cercare&#8230; Ad ogni passo calcoliamo; calcoliamo le conseguenze delle nostre azioni, proviamo a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Per quando finiró nei guai inseguendo il bambino ben visibile all&#8217;orizzonte in sella ad una moto:</strong></em><br />
Nella vita si sbaglia, si cade, ci si rialza.</p>
<p>Nella vita commetti errori e per questo puoi essere giudicato. Stupido, irresponsabile, te la sei andata a cercare&#8230;</p>
<p>Ad ogni passo calcoliamo; calcoliamo le conseguenze delle nostre azioni, proviamo a prevedere quello che può succedere. Quando sbagliamo qualcosa è perché abbiamo calcolato male.</p>
<p>Giudicatemi per i miei errori di calcolo, ma non per i miei sogni.<br />
Giudicatemi perché non ho visto quel sasso, quella buca, quella macchina..ma non giudicatemi perché ho scelto di non rinunciare, ho scelto di fare, di provarci, ho scelto di vivere.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Racconti di Viaggio #Sardegna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jan 2016 23:52:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Me]]></category>
		<category><![CDATA[Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Motori]]></category>
		<category><![CDATA[Real]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[Ero in una stanza tonda, sotto le coperte. La porta a vetri e la finestra erano oscurate con delle tendine, poco più grandi di due fazzoletti, sottili uguali. Aprendo la porta si usciva direttamente all&#8217;aperto. La luce del viottolo era accesa ed entrava tenue dopo aver incontrato qualche pianta creando un&#8217;ombra proiettata sulle mura della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Ero in una stanza tonda, sotto le coperte. La porta a vetri e la finestra erano oscurate con delle tendine, poco più grandi di due fazzoletti, sottili uguali.<br />
Aprendo la porta si usciva direttamente all&#8217;aperto.</p>
<p>La luce del viottolo era accesa ed entrava tenue dopo aver incontrato qualche pianta creando un&#8217;ombra proiettata sulle mura della camera.</p>
<p>Non c&#8217;era il riscaldamento, era gennaio, ma non faceva troppo freddo, il letto era matrimoniale, ma ero solo. Ne usavo metà perché il resto era gelido, era fatto come i letti di una volta, lenzuola leggere e 3 o 4 coperte una sopra l&#8217;altra che pesano sul tuo corpo.</p>
<p>Ad un certo punto inizia a tirare un vento abbastanza forte, le ombre delle piante si muovevano, tanto che quasi ti chiedevi se erano sempre le piante a fare quell&#8217;ombra o se c&#8217;era qualcos&#8217;altro.</p>
<p>Iniziano i rumori, qualcosa che viene sbattuto dal vento. Anche i cani in lontananza si fanno sentire.</p>
<p>Cerchi di calmarti, il proprietario di casa ha detto che non serve la chiave, non c&#8217;è pericolo; aveva in mano un bicchiere di cannonau quando l&#8217;ha detto, ma mi sembrava convinto. Non solo il suo &#8220;pinnettu&#8221; non si può chiudere a chiave, ma nemmeno la casa di fianco si può, qui funziona così.</p></blockquote>
<div>
<blockquote><p>La casa comunque non è abitata, viene usata per i lavori di campagna, non sai con precisione a quanto dista la prima anima viva. Sei arrivato che era già buio.</p>
<p>Sogni una canzone, &#8220;e se vai all&#8217;Hotel supramonte&#8230;&#8221;</p>
<p>La notte passa lenta, la luce artificiale della lampadina nel viottolo viene pian piano vinta da quella dell&#8217;alba.</p>
<p>Ti svegli con una parola che ti ronza in testa&#8230;&#8221;supramonte&#8221;<br />
Guardi la mappa ed è li, di fianco a te, la catena montuosa del Supramonte.<br />
Bellissime montagne a pochi chilometri dal mare e a pochi chilometri da Nuoro.</p>
<p>Posto prediletto dall&#8217;Anonima sequestri sarda</p></blockquote>
</div>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Soli se ben accompagnati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2015 21:37:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Me]]></category>
		<category><![CDATA[Real]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[Pirenei]]></category>
		<category><![CDATA[Portogallo]]></category>
		<category><![CDATA[Solo]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>
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					<description><![CDATA[A volte basta una frase per trarre ispirazione. Questo è un PPS, un post prettamente personale. L&#8217;ultimo viaggio è stato caratterizzato da una cosa&#8230;ho fatto quello che stracavolo volevo. Fin dalla sua genesi è stato così, avevo voglia di prendere e partire; senza grossi programmi, se non una traccia sui pirenei, due città portoghesi da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>A volte basta una frase per trarre ispirazione.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Questo è un PPS, un post prettamente personale.</em></p>
<p>L&#8217;ultimo viaggio è stato caratterizzato da una cosa&#8230;ho fatto quello che <strong>stracavolo</strong> volevo.</p>
<p>Fin dalla sua genesi è stato così, avevo voglia di prendere e partire; senza grossi programmi, se non una traccia sui <strong>pirenei</strong>, due città <strong>portoghesi</strong> da visitare e un paio <strong>amici</strong> da incrociare; senza troppe cose da preparare, se non una <strong>moto</strong> e qualche <strong>lonely planet</strong>; senza troppe cose da pensare, se non a me stesso.</p>
<p>E poi è continuato così, se avevo voglia dormivo <strong>wild</strong>, altrimenti in <strong>campeggio</strong>&#8230;giusto <strong>airbnb</strong> richiedeva un minimo di programmazione, ma anche lì spesso bastava organizzarmi la mattina per la sera. Non avevo voglia di fermarmi a pranzare? Rimanevo in <strong>moto</strong> fino a che mi girava; Volevo il <strong>piatto tipico</strong> (sempre)? Giravo il centro città fino a che non lo trovavo; mi bastava hamburger e coca cola (mai)? Mi schiaffeggiavo la faccia e tornavo in me; Volevo stare più possibile in moto (spesso)? Evitavo autostrade e cercavo la strada più intorcolata; non avevo voglia di stare in moto? Mi fermavo a leggere o passeggiare. ecc ecc&#8230;</p>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2015/09/17/soli-se-ben-accompagnati/dsc_3649/" rel="attachment wp-att-3096"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignright  wp-image-3096" alt="DSC_3649" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2015/09/DSC_3649.jpg" width="432" height="288" /></a></p>
<blockquote><p><em>&#8220;L’essenzialità è un modo per liberarsi dalle paure, dalle ansie, dalle nevrosi.</em></p>
<p><em>La vita è come scolpire, bisogna togliere&#8221; </em>Mauro Corona</p></blockquote>
<p>Tre anni fa, esattamente questo giorno, scrissi che <a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2012/09/17/il-viaggio-e-vita-concentrata/"><em>il viaggio è vita concentrata</em></a>, viaggio in quanto progetto totalmente voluto e realizzato da te stesso, <strong>riflesso di quello che sei e che vuoi</strong>; questo perchè nella routine indaffarata delle nostre vite, quello del viaggio è uno dei pochi momenti di cui siamo totalmente padroni.</p>
<p>Sacrosanto. <strong>Libertà</strong> è una parola complicata, ne esistono varie sfacettature e molti cercato di definirla. Quella che si può assaporare in viaggio probabilmente ha però la sua massima espressione nel <strong>viaggio da solo</strong>. Non avrei potuto viaggiare come ho fatto se non fossi stato da solo.</p>
<p>Non si tratta realmente di poter fare una cosa di cui hai voglia piuttosto che un&#8217;altra, o almeno non solo e non per me. Si tratta di arrivare a sera e ripensare a quante esperienze, vicissitudini e quindi <strong>avventure</strong> sei riuscito a <strong>vivere e legare l&#8217;una all&#8217;altra</strong> solo grazie a quelle decisioni, magari prese in un attimo, o a quei momenti catturati al volo che sono <strong>dipesi quasi esclusivamente da te</strong> stesso.</p>
<p>Arrivi a sera che sai che in questa lotta che è la vita <strong>quello che è successo finalmente sei riuscito a crearlo tu</strong>, senza che avessi dovuto realmente farlo, o anche solo senza che ti sentissi in dovere di farlo, perchè il tuo lavoro e lo studio lo richiede, perchè hai firmato un contratto, o sei in parola; senza che tu lo abbia dovuto fare per non ferire una persona che reputi cara o perchè avevi paura che tu, poi, ne uscissi ferito. E nemmeno perchè sarebbe stato un comportamento non giustificabile con la paura di diventare vittima di giudizi, da parti di altri, ma anche da parte di te stesso.</p>
<p>Si tratta, in definitiva, di <strong>ascoltarsi</strong>. Ed è impossibile <strong>conoscersi</strong> senza ascoltarsi.</p>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2015/09/17/soli-se-ben-accompagnati/dsc_3603m/" rel="attachment wp-att-3113"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft  wp-image-3113" alt="DSC_3603M" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2015/09/DSC_3603M.jpg" width="432" height="288" /></a></p>
<p>Poco prima della mia partenza sono incappato in un <a href="http://www.internazionale.it/video/2015/07/31/viaggiare-e-inutile">video</a> su Internazionale dove <em>Alain de Botton</em> (scrittore, filosofo e conduttore televisivo) sostiene l&#8217;inutilità del viaggio. Con un po&#8217; di ironia e provocazione Alain centra un punto importante. In viaggio, e a maggior ragione in viaggio da soli, <strong>si passa molto più tempo con se stessi.</strong></p>
<p>I primi giorni di viaggio ripensai a quel video e mi accorsi proprio che l&#8217;attività principale di un viaggio da soli è parlare con se stessi.</p>
<blockquote><p><em>&#8220;La solitudine può portare a forme straordinarie di libertà&#8221; </em>De Andrè</p></blockquote>
<p>Ti poni <strong>domande</strong>, fai <strong>pensieri</strong>, confuti te stesso; pensi a quello che hai scelto di fare, a quello che vorrai fare di lì a poche ore; pensi alle <strong>difficoltà</strong>, alla <strong>bellezza</strong> di quello che stai facendo; pensi a qualche <strong>persona cara</strong> che è a casa, poi ti chiedi se veramente è una persona importante; pensi a dove sei, alla <strong>natura</strong>, alle <strong>differenze</strong> culturali, a come vivono alcune persone; a volte pensi &#8220;io qui ci vivrei&#8221;, magari davanti ad un&#8217;ottima <strong>zuppa</strong> portoghese pagata 1,50€, poi pensi a quanto la cucina italiana è difficile da battere, per esempio davanti a quel (buon) pastrocchio che è la &#8220;<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Francesinha">francesinha</a>&#8220;; pensi alle tue <strong>debolezze</strong>, ai tuoi limiti e fragilità, pensi a quanto sei orgoglioso per quella volta che sei riuscito a vincerle; pensi alle nuove risorse che credevi di non avere e alle conferme che hai trovato lungo la strada.</p>
<p>Ed è vero, potreste accorgervi di essere in compagnia di una persona &#8220;<strong>indesiderata</strong>&#8220;, per questo non è da tutti, ma lo dovrebbe essere.</p>
<p>Certo, può capitare di fare degli <strong>incontri</strong>, e, ammetto, la buona riuscita di questo viaggio è dipeso anche da alcuni belli incontri fatti. Possono essere anche incontri che diventano facilmente <strong>profondi</strong>, il viaggio e l&#8217;essere soli abbatte più velocemente le barriere. Capita quindi di ritrovarsi a parlare di lavoro e amicizie come di kurdi bombardati dai turchi con un ciclo viaggiatore ceco diretto in Marocco.</p>
<p>Gli incontri in viaggio sono però tendenzialmente <strong>di passaggio</strong>, puoi condividere alcune ore, ma poi <strong>la strada chiama</strong> e di nuovo ti ritrovi in cammino, da solo. E lì ricominci a parlare con te stesso, a pensare e a farti domande, <strong>ricco dell&#8217;ultimo incontro fatto</strong>.</p>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2015/09/17/soli-se-ben-accompagnati/dsc_4346/" rel="attachment wp-att-3100"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignright  wp-image-3100" alt="DSC_4346" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2015/09/DSC_4346.jpg" width="432" height="288" /></a></p>
<p>È così che impari a conoscerti, attività che, credo, non smetti più di fare fino all&#8217;ultimo giorno di vita; non smetti mai di conoscerti perchè non smetti mai di cambiare.</p>
<blockquote><p>&#8220;<em>La solitudine non esiste; nel senso che la solitudine non consiste nello stare soli, ma piuttosto nel non sapersi tenere compagnia. Chi non sa tenersi compagnia difficilmente la sa tenere ad altri. Ecco perché si può essere soli in mezzo a mille persone, ecco anche perché ci si può trovare in compagnia di se stessi ed essere felici&#8221; </em>De Andrè</p></blockquote>
<p>Ora ritrovo questa frasi nel mio quadernino di viaggio:</p>
<blockquote><p><em>Mi sono sentito meno solo a 2000m circondato da persone che non parlavano la mia lingua, seduto di fianco la mia tenda da uno mangiando cibo straniero offerto&#8230;che in alcune sere nella città in cui vivo.</em></p>
<p><em>Viaggio da solo per conoscermi meglio, conoscendomi imparo le mie fragilità;<br />
Viaggio da solo per ricordarmi perchè il prossimo viaggio, il prossimo weekend, la prossima serata vorrò passarla non da solo, ma con chi mi è amico.</em></p></blockquote>
<div data-block="true" data-offset-key="2vssf-0-0" data-reactid=".m.1.0.1.0.1.$10205992432948921.0.2.0.0.0.0.$editor0.0.0.$2vssf">
<p>Dopo aver pubblicato il <a href="https://www.youtube.com/watch?v=heUC46eCvk0">video</a> dei cinque giorni sui Pirenei in offroad, ieri ho ricevuto un sacco di <strong>complimenti</strong> e ammissioni di <strong>invidia</strong>. Prima che io partissi un amico si è complimentato perchè, secondo lui, sapevo dire di no, sapevo rinunciare a quello che rimaneva qua a Padova. Ho dovuto farmi spiegare cosa intendeva e ho risposto che a me veniva facile.</p>
<p>Io non ho fatto granché, c&#8217;è chi fa molto di più, chi la propria casa se la porta sulle spalle per mesi, chi cerca di costruirsela lontano da dove è cresciuto, ma evidentemente <strong>vedere</strong> qualcuno <strong>partire da solo</strong> smuove quel qualcosa che è lì sotto, <strong>sopito</strong> da un giorno dopo l&#8217;altro di abitudini e ambizioni <strong>omologate</strong>.</p>
</div>
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		<title>Racconti di viaggio #Spagna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2015 15:47:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Real]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Moto]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
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					<description><![CDATA[Attirato dai 10€ per un menu, scendo in una piazzetta di un paesino di montagna di al massimo 30 anime. Era l&#8217;una e mezza ed ero appena sceso dai 2000m di un passo montano completamente sterrato e molto frequentato dalle 4&#215;4 e dagli escursionisti, ma il locale con l&#8217;insegna dei 10€ sembrava buio e il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Attirato dai 10€ per un menu, scendo in una piazzetta di un paesino di montagna di al massimo 30 anime.</p>
<p>Era l&#8217;una e mezza ed ero appena sceso dai 2000m di un passo montano completamente sterrato e molto frequentato dalle 4&#215;4 e dagli escursionisti, ma il locale con l&#8217;insegna dei 10€ sembrava buio e il paesino deserto se non fosse per le macchine di passaggio di chi, date le molte nuvole, temeva la pioggia e se ne stava tornando a casa.</p>
<p>Esce un signore anziano dalla porta, ormai ho capito che, escluso con i giovani, è inutile parlare inglese, abbozzo un &#8220;aperto?&#8221; in italiano, era più probabile capisse.</p>
<p>Fa cenno di si con la testa.</p>
<p>Mentre sistemo la moto lui esce di nuovo, cerca di dirmi di non preoccuparmi che va solo a buttare la spazzatura.</p>
<p>Quel signore che ho visto buttare la spazzatura all&#8217;una e mezza di un sabato di agosto in seguito:</p>
<p>-Mi ha accolto e fatto sedere</p>
<p>-Ha preso l&#8217;ordinazione, mezzo a gesti mezzo in castigliano (spagnolo)</p>
<p>-Ha cucinato</p>
<p>-Ha servito in tavola</p>
<p>-Ripreso ordinazione per il dessert (una mela)</p>
<p>-Spreparato</p>
<p>-Fatto il conto</p>
<p>-Servito esattamente come me altri 8 clienti</p>
<p>-Infine mentre guardavo fuori iniziare venir giù il diluvio universale mi ha detto&#8230;5 minuti e passa, fidati, ne so di tempo io!</p>
<p>Ha smesso 5 ore dopo.</p></blockquote>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<blockquote><p>Il gommista di Usansolo, cittadina più simile a una zona industriale che ad altro, oggi mi ha montato le nuove gomme.</p>
<p>Ci ha messo un paio di orette, giusto il tempo di fare altri 3 clienti in contemporanea; a parte ciò mi ha preso molto in simpatia e si vedeva ci tenesse molto a farmi capire la qualità del suo lavoro descrivendomi cosa stava facendo ed elogiando la moto.</p>
<p>Davanti a me avevo &#8220;solo&#8221; 500km da fare per fermarmi a Santiago de Compostela prima di raggiungere la costa ovest e Stefano.</p>
<p>Montato le gomme, foto di rito, un saluto alla sua bellissima ragazza di Granada e infine qualche consiglio sulle strade&#8230;&#8221;no, non fare la strada dell&#8217;entroterra che costa molto ed è brutta, fai quella sulla costa che è bellissima&#8221; detto in un inglese spagnoleggiante.</p>
<p>Mi fido e son convinto di aver fatto bene, il problema è stato il maledettissimo vento che mi complicava la guida e soprattutto il freddo&#8230;bellissima strada sopra l&#8217;Oceano, ma col brutto tempo io credo che 13-15 gradi li abbiamo raggiunti, i quali a 130km/h con la tuta senza inserti invernali non sono cosi piacevoli.</p>
<p>Arrivo infreddolito a Santiago verso le 21, in seguito scoprirò che qui non piove da aprile, giusto me aspettava la pioggia, cerco gli ostelli, la guida diceva che qui i prezzi sono ottimi.</p>
<p>Imposto il navigatore sul primo risultato (si, questo viaggio forse ha segnato fine alle mappe cartacee anche all&#8217;estero) è un&#8217;ostello un po&#8217; fuori dal centro.</p>
<p>Scendo da una stradina e parcheggio la moto.</p>
<p>Mi sembra di essere in una periferia Messicana, sarà banale lo so, ma quando qua in Spagna vedo qualche sobborgo non proprio elegante mi viene subito in mente il Messico. Una strada con lavori in corso, ma che in corso non sono, c&#8217;è solo una strada non pavimentata, chissà da quanto, e le transenne spostate probabilmente per far passare chi ci abita, silenzio assoluto perché non c&#8217;era una macchina che fosse una, in tutto 7-8 persone che in silenzio guardano me, l&#8217;attrazione della serata, chi seduto al bar, chi mentre cammina, chi ferma sul marcapiede. Butto un occhio e l&#8217;ostello era una porta di una normalissima casa su due piani con un murales disegnato sopra e il nome dell&#8217;ostello scritto su un foglio di carta appeso fuori, racchiuso in una di quelle buste di plastica.</p>
<p>Non ci siamo, ho attraversato qualche tunnel spazio-temporale? Se avessi saputo che sarei finito in una periferia messicana forse non sarei partito da solo.</p>
<p>Monto in moto e vado al secondo risultato.</p>
<p>Un seminario, si, il seminario minore di Santiago de Compostela, di cui una parte è stata convertita a ostello. Io però mica sono nella parte aperta a tutti, no, probabilmente non starei scrivendo questo che sto scrivendo; dato che solo chi si affida alla provvidenza arriva il 14 agosto alle 21.30 a chiedere una camera, queste erano già tutte occupate.</p>
<p>Sarà stata la mia faccia da cane bastonato postuma da 3 ore di freddo a 130km/h, fatto sta che arriva un signore, date le maniere molto probabilmente un prete, che mi accompagna attraverso chiostri e corridoi lunghi lunghi ad una stanzetta molto umile e senza chiavi per essere chiusa, molto probabilmente la stanza di un seminarista che ora si sta godendo le vacanze.<br />
Il prezzo è stracciato quindi io rimango qua, ma dato il luogo sacro forse è meglio che non ripensi alla ragazza del gommista.</p></blockquote>
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		<title>&#8220;la sicurezza e la disciplina&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2014 23:27:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Real]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico]]></category>
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					<description><![CDATA[Di tutto quello che traspare sul rapporto società e politica mi stupisce soprattutto l&#8217;aspra contrapposizione fra le fazioni politiche. A Padova c&#8217;è stata una campagna elettorale per le amministrative discretamente dura nei toni fra i due candidati di punta. E la contrapposizione era palpabile quasi soprattutto fra i sostenitori di uno e (in parte) di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Di tutto quello che traspare sul rapporto società e politica mi stupisce soprattutto l&#8217;aspra contrapposizione fra le fazioni politiche.</p>
<p>A Padova c&#8217;è stata una campagna elettorale per le amministrative discretamente dura nei toni fra i due candidati di punta.</p>
<p>E la contrapposizione era palpabile quasi soprattutto fra i sostenitori di uno e (in parte) di conseguenza dell&#8217;altro.</p>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2014/06/10/3066/manifesto-bitonci-lega-nord-imbrattato-centri-sociali1/" rel="attachment wp-att-3070"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignright size-medium wp-image-3070" alt="manifesto bitonci lega nord imbrattato" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2014/06/manifesto-bitonci-lega-nord-imbrattato-centri-sociali1-300x225.jpg" width="300" height="225" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2014/06/manifesto-bitonci-lega-nord-imbrattato-centri-sociali1-300x225.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2014/06/manifesto-bitonci-lega-nord-imbrattato-centri-sociali1.jpg 853w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>C&#8217;è una differenza, chi evoca parole come &#8220;abbiamo mandato a casa i comunisti, ora ripuliremo la città&#8221; è guidato dalla superficialità, è dettato da una lotta ideologica priva di grossi ragionamenti alle spalle; si è autoconvinto di alcuni problemi che in realtà sono solo degli spauracchi usati per unire, compattare una parte della società che trova nella diffidenza e paura nel prossimo un ragionevole modus operandi; nonché in &#8220;violenza&#8221;, repressione, muri e barricate una valvola di sfogo.</p>
<p>Si tratta di ideologie superficiali, slogan e credenze, questa è la destra. Rispondere con la convinzione delle proprie idee frutto di ideali e valori, consapevoli della complessità della società e quindi delle idee stesse è difficile; è difficile perchè di conseguenza lo schema comunicativo è complicato.</p>
<p>In Italia per ora la comunicazione di Renzi sta vincendo; non mi stupisce infatti che Renzi sia una persona che non ha paura di anteporre l&#8217;obbiettivo finale, la vittoria, al resto del percorso e non si vergogna di pescare i voti dalla destra, senza porsi il problema di come si prendono questi voti, senza porre troppa attenzione a quel cambiamento culturale che dovrebbe precedere la X su quel foglio. (che questo</p>
<p>Padova si è fidata di un leghista, stile Borghezio, che per opportunismo si è spogliato dei suoi simboli e dei suoi slogan, ma non dei toni e delle ideologie da stadio.</p>
<p>Padova non si è fidata del candidato PD Rossi, il quale ha dichiarato che l&#8217;unica cosa di cui si può rimproverare a se stesso è stato di lavorare troppo. Dichiarazione un po&#8217; saccente, ma a cui in parte credo, era il sindaco uscente, ma senza aver mai fatto una campagna elettorale da candidato, arrivando a questa probabilmente impreparato e con un&#8217;eredità pesante.</p>
<p>A Padova lo scontro era destra e sinistra, ma non dimentichiamoci che in generale chi ha da urlare o ha poco da dire oppure qualcosa da nascondere. &#8220;Lo slogan è fascista di natura&#8221; cit</p>
<p style="text-align: center;">httpvh://www.youtube.com/watch?v=ioQt35sOC_g</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=fGpOn0udvXs">https://www.youtube.com/watch?v=fGpOn0udvXs</a></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>..verso dove?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 May 2014 19:21:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Real]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Bufale]]></category>
		<category><![CDATA[Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[Pasolini]]></category>
		<category><![CDATA[Populismi]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>
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					<description><![CDATA[Così Pasolini commenta su &#8220;Vite Nuove&#8221;, periodico comunista, la morte del fratello Guido; partigiano ucciso dalle truppe di Tito al confine con la Jugoslavia: (&#8230;) Che la sua morte sia avvenuta così, in una situazione complessa e apparentemente difficile da giudicare, non mi dà nessuna esitazione. Mi conferma soltanto nella convinzione che nulla è semplice, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Così Pasolini commenta su &#8220;Vite Nuove&#8221;, periodico comunista, la morte del fratello Guido; partigiano ucciso dalle truppe di Tito al confine con la Jugoslavia:</p>
<blockquote><p>(&#8230;) Che la sua morte sia avvenuta così, in una situazione complessa e apparentemente difficile da giudicare, non mi dà nessuna esitazione. Mi conferma soltanto nella convinzione che nulla è semplice, nulla avviene senza complicazioni e sofferenze: e che quello che conta soprattutto è la lucidità critica che distrugge le parole e le convenzioni, e va a fondo nella cose, dentro la loro segreta e inalienabile verita&#8217;&#8221;</p></blockquote>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2014/05/08/verso-dove/uomochesorride/" rel="attachment wp-att-3128"><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3128" alt="uomochesorride" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2014/05/uomochesorride.jpg" width="650" height="509" /></a></p>
<p>Pasolini fu precursore in tante cose.<br />
In questi ultimi anni nella politica e nella società si è potuto notare una progressiva rincorsa a semplicismi, populismi e punti di vista consolatori&#8230;da 28enne non so dire se sia stato un &#8220;nuovo&#8221; impoverimento culturale o solo un emergere di superficialità che già c&#8217;erano, ma che non avevano ancora trovato sfogo con i vecchi media.</p>
<p>Qualunque sia la verità, proviamo a ricercare questa <em>lucidità critica che distrugge le parole e le convenzioni, e va a fondo nelle cose. </em>Abbiamo sicuramente più strumenti utili alla ricerca di quanti ne avesse Pasolini ai suoi tempi.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Manca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2014 18:01:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Me]]></category>
		<category><![CDATA[Real]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Montagna]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo un po&#8217; di giorni a Roma, c&#8217;è giusto una cosa che mi manca sistematicamente. La montagna. Ma ne bastano pochi éh,  questa è la cosa strana. Come se da Padova tutto sommato la sentissi comunque vicina, anche se non la vedo per mesi. O come se i Colli Euganei riuscissero a farne le veci. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2014/03/25/manca/p1060248/" rel="attachment wp-att-3049"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-3049 alignleft" alt="Io, montagna" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2014/03/P1060248-225x300.jpg" width="225" height="300" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2014/03/P1060248-225x300.jpg 225w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2014/03/P1060248-768x1024.jpg 768w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2014/03/P1060248.jpg 1620w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a>Dopo un po&#8217; di giorni a Roma, c&#8217;è giusto una cosa che mi manca sistematicamente.<br />
La montagna.</p>
<p>Ma ne bastano pochi éh,  questa è la cosa strana.</p>
<p>Come se da Padova tutto sommato la sentissi comunque vicina, anche se non la vedo per mesi.</p>
<p>O come se i Colli Euganei riuscissero a farne le veci.</p>
<p>O come se, dopo un po&#8217; di vita frenetica, avessi bisogno di quello che &#8220;Roma&#8221; non si può permettere, la <a href="http://www.youtube.com/watch?v=i3k0oiypPHU">solitudine</a>.</p>
<p>Poi <a href="http://eatingaloneornotontheroad.tumblr.com/post/80251951474/carciofo-alla-giudia-with-matteo-1l-of-wine-made">passa</a>. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
					
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		<title>Lo sapevamo&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2014 17:50:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Real]]></category>
		<category><![CDATA[Cuperlo]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>
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					<description><![CDATA[Ricapitoliamo un attimo Abbiamo un governo di medie intese con il PD come primo partito. Abbiamo un segretario di questo partito che non staccherebbe mai la spina al governo, ma che è moolto critico con esso sui modi e i contenuti, probabilmente pensa al futuro e spera prima o poi di scrollarsi di dosso quel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ricapitoliamo un attimo</p>
<p>Abbiamo un governo di <strong>medie intese</strong> con il PD come primo partito.</p>
<p>Abbiamo un <strong>segretario</strong> di questo partito che non staccherebbe mai la spina al governo, ma che è <strong>moolto critico</strong> con esso sui modi e i contenuti, probabilmente pensa al futuro e spera prima o poi di scrollarsi di dosso quel pasticcio che non ha combinato lui (le larghe intese).</p>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2014/01/21/lo-sapevamo/renzi-profonda-sintonia-con-cav-su-l-elettorale/" rel="attachment wp-att-3028"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-3028" alt="++ Renzi, profonda sintonia con cav su l.elettorale ++" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2014/01/renzi-berlusconi-accordo-dopo-due-ore-renzi-in-conferenza-stampa-300x212.jpg" width="300" height="212" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2014/01/renzi-berlusconi-accordo-dopo-due-ore-renzi-in-conferenza-stampa-300x212.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2014/01/renzi-berlusconi-accordo-dopo-due-ore-renzi-in-conferenza-stampa.jpg 424w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>A riprova di questo, dovendo pensare alla legge elettorale, il segretario <strong>non cerca</strong> accordi con <strong>chi</strong> attualmente <strong>è al governo</strong> con il suo partito, ma va dal partito più forte di opposizione anche se questo vuol dire trattare col <strong>nemico</strong> storico, <strong>pregiudicato</strong>, <strong>interdetto</strong> dai <strong>pubblici</strong> uffici (è un po&#8217; come chiedere al figlio di 3 anni dove preferisce che venga nascosta la cioccolata) scatenando polemiche interne e dicendo addirittura di essere in sintonia con lui.</p>
<p>Renzi potrà pure dire di non essere stato lui a governare con Berlusconi, ma nel frattempo quest&#8217;ultimo è uscito dalla maggioranza ed è diventato un pregiudicato ed ora è Renzi che ci fa gli accordi.</p>
<p>Per quanto mi riguarda discutere fa sempre bene, ma se chiedi un incontro politico extra istituzionale vuol dire che hai qualcosa da condividere e per cui accordarti.</p>
<p>Il segretario dopo aver raggiunto un accordo col diavolo va in direzione e <strong>impone</strong> il risultato dell&#8217;accordo minacciando che non si sta votando nel merito della proposta, ma <strong>si sta votando su quello</strong> che 3 milioni di persone hanno votato l&#8217;<strong>8 dicembre</strong> (modo di fare che mi ricorta molto l&#8217;attuale governo).</p>
<p>Due considerazioni:</p>
<ul>
<li>Perchè Renzi è così critico col Governo? In campagna elettorale per le primarie non mi pareva lo fosse e infatti non ha intenzione di staccare la spina. Un comportamento di questo tipo da cosa deriva? È<strong> frutto di discussione interna</strong> del partito <strong>o è iniziativa</strong> puramente <strong>personale</strong> di Renzi? A me pare la seconda.
<p>(Al netto di questo ammetto però che mi piace molto come tattica, ma ripeto non è questo il modo).</li>
<li>La direzione serve per discutere e votare, lascio il mio commento alle <strong>parole di Cuperlo</strong>:<br />
<blockquote><p>&#8220;Si dice che è tutto deciso con il voto delle primarie dell’8 dicembre? Allora è inutile convocare la Direzione, fai tutto da solo. Funziona così un partito? Io spero di no. E credo di no&#8221;.</p></blockquote>
<p>Aggiungo solo che non stiamo parlando di robette; <em>legge elettorale, no preferenze, abolizione senato, titolo V della costutizione</em>&#8230; cose per cui è giustissimo <strong>cercare intese</strong> con le altre forze politiche, ma direi che abbia senso farlo prima di tutto col <strong>proprio partito</strong>.</li>
</ul>
<p>In un <strong>partito</strong> <strong>non personalistico</strong> come il PD se il comportamento del segretario inizia a essere puramente dettato da <strong>iniziative personali</strong> inizia anche a <strong>perdere credibilità</strong>. Credo sia difficile non considerare questo comportamento come <strong>mera tattica politica</strong> <strong>utile solo alla sua stessa persona</strong>; Renzi quindi sta facendo tutto pensando solo al <strong>suo futuro</strong>. Non può pensare al partito se ragiona per iniziative personali, non credo sia così che funzioni; automaticamente va<strong> contro il bene del partito</strong> o quantomeno <strong>non ne condivide i modi</strong> di fare politica.</p>
<p>Nel merito della legge elettorale mi trovo ancora d&#8217;accordo con <strong>Cuperlo</strong>:</p>
<blockquote><p>La proposta di legge elettorale non è convincente perché non garantisce una rappresentanza adeguata. Né il diritto dei cittadini a scegliere i propri rappresentanti. Né una ragionevole governabilità&#8221;</p></blockquote>
<p>Vale a dire che la soglia del<strong> premio di maggioranza è troppo bassa</strong> e che ancora l&#8217;<strong>assenza delle preferenze</strong> sia grave; il fatto che le liste bloccate siano più piccole permette solo di conoscere meglio chi andrà a finire in un parlamento di nominati.</p>
<p>In queste ore Ganni Cuperlo si è giustamente <strong>dimesso</strong>:</p>
<blockquote><p>&#8220;Mi dimetto perché sono colpito e allarmato da una concezione del partito e del confronto al suo interno che non può piegare verso l’omologazione, di linguaggio e pensiero. &#8220;</p></blockquote>
<p><a href="https://www.facebook.com/giannicuperlo/posts/228546650602919">https://www.facebook.com/giannicuperlo/posts/228546650602919</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Leggere attentamente il foglietto illustrativo&#8230;</title>
		<link>https://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2013/12/12/leggere-attentamente-il-foglietto-illustrativo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2013 18:19:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Real]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[Stiamo assistendo ai danni collaterali del Grillismo. Dopo la scoperta del Berlusconismo (si pensava il problema fosse Berlusconi, invece no, non solo), dopo esserci concentrati su Grillo e il M5S, ecco che ne vediamo gli effetti collaterali. C&#8217;è rabbia, malcontento, frustrazione, senzazione che il palazzo sia in un universo parallelo, incomunicabilità fra popolo e politici. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Stiamo assistendo ai danni collaterali del Grillismo.</p>
<p>Dopo la scoperta del Berlusconismo (si pensava il problema fosse Berlusconi, invece no, non solo), dopo esserci concentrati su Grillo e il M5S, ecco che ne vediamo gli effetti collaterali.</p>
<p>C&#8217;è rabbia, malcontento, frustrazione, senzazione che il palazzo sia in un universo parallelo, incomunicabilità fra popolo e politici.</p>
<p>In Italia questa rabbia non è stata incanalata in movimenti più o meno strutturati, ma è stato Grillo a riuscire a sfruttare questa rabbia per i suoi fini offrendo letture semplici per la pancia e la testa delle persone. Letture che regalano falsi nemici, approssimano i problemi e alimentano contraddizioni. (vedi <a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=12104">http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=12104</a>, ne scrissi anche <a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2013/03/02/su-litalia/">qui</a>)</p>
<p>Questa lettura ora viene usata anche in occasioni diverse, extra M5S, forse perchè ora che i grillini sono entrati in parlamento un po&#8217; di credibilità l&#8217;hanno persa; siamo in uno stato democratico e non puoi attaccare tutta la politica senza attaccare anche le istituzioni e quindi la democrazia.</p>
<p>I Grillini sono in parlamento e teoricamente dovrebbero averlo capito&#8230;i forconi precisamente non sappiamo se l&#8217;hanno capito o meno, ma a giudicare dai soggetti di estrema destra che si sono uniti tanto chiaro come concetto non lo è.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p><a href="https://twitter.com/search?q=%23Torino&amp;src=hash">#Torino</a>, l&#8217;adesione &#8220;spontanea&#8221; secondo i <a href="https://twitter.com/search?q=%23Forconi&amp;src=hash">#Forconi</a>. (Foto via <a href="https://twitter.com/franco_zurletti">@franco_zurletti</a>) <a href="http://t.co/FcNOSsJy0x">pic.twitter.com/FcNOSsJy0x</a></p>
<p>— Adil (@adilmauro) <a href="https://twitter.com/adilmauro/statuses/410394213860515840">10 Dicembre 2013</a></p></blockquote>
<p>E quando le ragioni sono semplicistiche anche i metodi lo sono, serve a &#8220;<em>serrare le fila</em>&#8220;.</p>
<p>Dobbiamo guardarci da questa approssimazione dei temi, questi discorsi che fanno leva sulla pancia, dalle persone che credono di avere la soluzione in tasca. *</p>
<p>È un paese che ha dimenticato come pensare, imbambolato dal mercante della TV commerciale a partire dagli anni &#8217;90 e dal troll dell&#8217;internet spazzatura da qualche anno a questa parte.</p>
<p><em>*È per questo che quando a sinistra Renzi dice che bisogna tornare a vincere io storgo il naso; vincere è importante, ma più importante è fare il percorso giusto per vincere. Per fortuna nel discorso post-primarie ha detto che &#8220;finisce una dirigenza, non la sinistra&#8221;.</em></p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Pensavo di andarci solo per mangiare&#8230;</title>
		<link>https://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2013/10/07/pensavo-di-andarci-solo-per-mangiare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2013 17:49:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Me]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Real]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Rivolte]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>
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					<description><![CDATA[A Mohamed Tarek Bouazizi disoccupato con titoli, figlio abusivo di un Dio Padre di tutti; martire contro voglia, vita spezzata&#8230; di Sidi Bouzid &#8211; cuore della Tunisia &#8211; Punto di partenza della più difficile corsa ad ostacoli verso la libertà A Mohamed Tarek Bouazizi, illegittimo in una terra cantata madre di tutti A Mohamed Tarek [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>A <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mohamed_Bouazizi" target="_blank">Mohamed Tarek Bouazizi</a><br />
disoccupato con titoli,<br />
figlio abusivo<br />
di un Dio<br />
Padre di tutti;<br />
martire contro voglia,<br />
vita spezzata&#8230;<br />
di Sidi Bouzid<br />
&#8211; cuore della Tunisia &#8211;<br />
Punto di partenza<br />
della più difficile<br />
corsa ad ostacoli<br />
verso la libertà<br />
A Mohamed Tarek Bouazizi,<br />
illegittimo<br />
in una terra<br />
cantata<br />
madre di tutti<br />
A Mohamed Tarek Bouazizi<br />
cumulo di cenere<br />
in balia di venti<br />
danzanti<br />
su orizzonti<br />
negati</p></blockquote>
<p>Enzo Battaglia, scritta sul menù del suo ristorante (Casa del cous cous Sanvitese) a San Vito lo Capo</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Regalatemi le rose peggiori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Sep 2013 23:41:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[De Andrè e Francesco De Gregori in &#8220;Canzone per l&#8217;estate&#8221; cantavano &#8220;con l&#8217;idiota in giardino ad isolare le tue rose migliori&#8221;; il titolo è un riferimento ironico al decadimento della canzone a puro intrattenimento evasivo e commerciale. La canzone richiama le situazioni tipiche di una famiglia che è finalmente riuscita a guadagnarsi un posto più di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2013/09/P1060735P.jpg"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-2995 aligncenter" alt="P1060735P" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2013/09/P1060735P-300x225.jpg" width="300" height="225" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2013/09/P1060735P-300x225.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2013/09/P1060735P.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><strong>De Andrè</strong> e <strong>Francesco De Gregori</strong> in &#8220;Canzone per l&#8217;estate&#8221; cantavano <em>&#8220;con l&#8217;idiota in giardino ad isolare le tue rose migliori&#8221;</em>; il titolo è un riferimento ironico al decadimento della canzone a puro intrattenimento evasivo e commerciale.</p>
<p>La canzone richiama le situazioni tipiche di una famiglia che è finalmente riuscita a guadagnarsi un posto più di prestigio nella società, ma che si accontenta delle abitudini <strong>borghesi</strong> e<em> &#8220;non riesce più a volare&#8221;</em>.</p>
<p>Regalatemi, quindi, le <strong>rose peggiori</strong>. Regalatemi quello che di vero e semplice il mondo ha da offrire, regalatemi quello che viene scartato dalla nostra società solo perchè non abbastanza attraente al primo sguardo, non abbastanza evidente, non sufficientemente semplice da &#8220;consumare&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;">E permettetemi di <strong>continuare a volare</strong>.</p>
<p style="text-align: center;">httpvh://www.youtube.com/watch?v=R8JdsQDuorQ</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Terreno fertile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Apr 2013 14:20:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Real]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Sintetizzando la questione presidente della Repubblica: Su Marini c&#8217;è stata discussione interna al partito, ed era già chiaro che la soluzione non andava bene a molti. Su Rodotà non c&#8217;è mai stata una discussione seria, era un candidato papabile, ma nessuno ha mai spiegato perchè non andasse bene. Dire che non avrebbe preso abbastanza voti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sintetizzando la questione presidente della Repubblica:</p>
<ul>
<li>Su <strong>Marini</strong> c&#8217;è stata <strong>discussione</strong> interna al partito, ed era già chiaro che la soluzione non andava bene a molti.</li>
<li>Su <strong>Rodotà</strong> <strong>non</strong> c&#8217;è mai stata una <strong>discussione</strong> seria, era un candidato papabile, ma nessuno ha mai spiegato <strong>perchè</strong> non andasse bene. Dire che non avrebbe preso abbastanza voti non basta, proprio perchè è la discussione interna che fa prendere le decisioni. In un partito normale <strong>si decide in base alle discussioni</strong>, non perchè la dirigenza ha deciso in questo senso senza spiegare il perchè.</li>
<li><strong>Napolitano</strong> era <strong>fuori</strong> dai giochi per suo stesso volere e dire che nei sondaggi era ben voluto dal popolo è un rigirare il calzino. Forse dopo 4 votazioni la gente lo vedeva come una possibile via d&#8217;uscita, ma quello da capire era quanto la scelta di PD e PDL di supportare Marini fosse la preferita anche dagli italiani.</li>
<li>I 101 <strong>franchi tiratori</strong> che non hanno votato Prodi ancora non sono saltati fuori e la trovo una cosa ancora più <strong>grave</strong> del fatto in sé. Se però non avevano manifestato il loro dissenso prima del voto effettivamente non c&#8217;è da aspettarsi che lo facciano ora.</li>
<li>Si può dire quel che si vuole sull&#8217;elezione del <strong>Presidente della Repubblica</strong>, ma questa volta la situazione era particolare e l&#8217;elezione in sé aveva per forza di cose una <strong>valenza</strong> anche <strong>politica</strong>. Scegliere un presidente che andasse bene a PD e PDL voleva dire scegliere una persona che avrebbe premuto per un governissimo dalla sua elezione in avanti. Scegliere un presidente che andasse bene a PD e M5S (posizione legittimata dai numeri in parlamento tanto quanto quella Pd PDL, anche secondo la logica per cui il presidente della Repubblica vada eletto con la più vasta condivisione) voleva dire preseguire la strada intrapresa da Bersani che cercava intese con i grillini.</li>
</ul>
<p>In tutto questo è chiaro che la<strong> dirigenza del PD</strong> (mezza dimissionaria, ma che continua a dirigere) ha avuto e ha <strong>difficoltà</strong> a <strong>trattare un partito pluralista e democratico</strong> come è e come la base lo intende.<br />
La sordità e poca trasparenza sulla questione Rodotà, la frase della Finocchiaro, i circoli occupati e ora le minacce di espulsione per chi non sosterrà il Governo lo dimostrano.</p>
<p>Tutto questo è un peccato, perchè il <strong>PD</strong> è l&#8217;unico partito a rappresentare un <strong>terreno fertile per sperimentare</strong> pratiche di vera partecipazione dal basso di cui se ne sente sempre più bisogno; se non altro per l&#8217;esposizione mediatica che dissenso e discussione stanno avendo di questi tempi. Pratiche però che vanno ricercate con <strong>estrema saggezza</strong>, perchè stiamo vedendo che l&#8217;esasperazione della democrazia diretta, come quella intesa da <strong>Grillo</strong>, è una <strong>strada sbagliata</strong>.</p>
<p>È un peccato perchè in questo senso il PD ha già fatto vedere qualcosa, è uno dei pochi partiti con un barlume di democrazia interna, l&#8217;unico partito (assieme a SEL) ad aver fatto primarie e parlamentarie.</p>
<p>Apparentemente sembra che siano i <strong>giovani turchi ora a incarnare questo nuovo modo</strong> di vedere la politica e i partiti; Renzi è fuori gioco per il suo personalismo, mentre la vecchia dirigenza è stata presa di sorpresa di fronte a questo &#8220;democratizzazione&#8221; della politica e ora, senza Bersani, le cose non vedo perchè dovrebbero andare meglio, anzi.</p>
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		<title>Il mio rapporto con l&#8217;informazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 23:16:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Me]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Real]]></category>
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					<description><![CDATA[Internet è uno strumento di comunicazione neutro, non è intrinsecamente buono o cattivo, utile o inutile, veritiero o falso ecc&#8230; Come tutti i mezzi di comunicazione può essere usato bene o male e lo scopo della comunicazione dipende solo dall&#8217;utilizzatore dello strumento. Dal tipo di strumento può certamente dipendere un tipo di comunicazione piuttosto che un&#8217;altra, ma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Internet</strong> è uno <strong>strumento</strong> di comunicazione <strong>neutro</strong>, non è intrinsecamente buono o cattivo, utile o inutile, veritiero o falso ecc&#8230;</p>
<p>Come tutti i mezzi di comunicazione può essere usato bene o male e lo scopo della comunicazione dipende solo dall&#8217;utilizzatore dello strumento.</p>
<p>Dal tipo di strumento può certamente dipendere un tipo di comunicazione piuttosto che un&#8217;altra, ma cosa si comunica è sempre nelle mani di chi si sta esprimendo.</p>
<p>Quando <strong>Wired</strong> lanciò l&#8217;idea di un <strong>nobel</strong> per la <strong>pace</strong> a <strong>Internet</strong> io fui colpito <strong>positivamente</strong> dalla proposta perchè in cuor mio credo fortemente che la <strong>discussione</strong> e il confronto non possano che fare <strong>bene</strong>. Quello che crediamo però è spesso  semplicemente il risultato di come &#8220;tariamo&#8221; le cose su noi stessi visto che le nostre stesse idee derivano principalmente dalle esperienze che abbiamo vissuto nella nostra vita.</p>
<p>Quindi dire che la discussione non può che fare bene in realtà inconsciamente sto dicendo che le mie esperienze mi hanno portato a pensare questo. Cioè ho notato che partecipare (attivamente, ma anche da spettatore) ad una <strong>discussione</strong> mi ha quasi sempre <strong>dato qualcosa</strong> e fatto <strong>crescere</strong>; a volte solo grazie al confronto e alle persone che avevo davanti, a volte per il semplice fatto che esporre le proprie idee aiuta ad affinarle e a renderle tue e a volte entrambe le cose.</p>
<p>Altre cose che condizionano le nostre idee sono sicuramente lo studio e le informazioni che riceviamo e che cerchiamo. Sono ovviamente molte le variabili che definiscono in che percentuale veniamo condizionati da questa o quella cosa.</p>
<p>Questa convinzione però <strong>potrebbe</strong> <strong>non</strong> <strong>valere</strong> sempre ne valere per tutti (ed è per questo che dopo un po&#8217; ho <strong>ritrattato</strong> il mio entusiasmo sul <strong>nobel</strong> per la pace a internet); questa semplice visione ha bisogno di un certo tipo di <strong>condizioni</strong> per poter funzionare e controllare queste condizioni è difficile, prima di tutto perchè è difficile individuarle, proviamo a elencarne alcune.</p>
<ul>
<li><strong>Democrazia</strong> nella discussione; Il mito per cui internet è democratico è in parte falso, ogni luogo di discussione potrebbe essere censurato e bisogna che questo non avvenga.</li>
<li>Le <strong>informazioni</strong> usate nella discussione hanno un&#8217;importanza fondamentale; ne parlerò dopo.</li>
<li>Il <strong>contraddittorio</strong> è utile in un talk show politico in tv tanto quanto in una discussione; accontentarsi di qualcuno che è <strong>completamente</strong> d&#8217;accordo con te difficilmente porterà ad un qualche valore aggiunto, a meno che una delle due persone abbia realmente qualcosa in più da dare (ma in questo caso non si parla più propriamente di discussione). Per questo sono convinto che<strong> le differenze fra di noi siano un valore</strong> e che dovremo aver <strong>più paura del consenso che del dissenso</strong>, esattamente come dovremmo diffidare il più possibile dall&#8217;<em>unanimità</em>, dal <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pensiero_unico">pensiero unico</a></em> ecc&#8230; Riguardo questo discorso notate quanto divertente può essere applicarlo ai partiti politici; pensate a cosa debba essere una discussione fra due elettori della lega piuttosto che fra due elettori di un qualsiasi altro partito normale (<a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2013/03/02/su-litalia/">vedi</a>).</li>
<li>Proprio per il punto precedete, il <strong>rispetto</strong> nell&#8217;interlocutore, la velocità nell&#8217;accettare criticamente e nel metabolizzare le idee dell&#8217;altro sono essenziali. Per quieto vivere poi sarebbe importante rispondere a tono, ma soprattutto a <strong>tema</strong> senza trucchetti dialettici.</li>
</ul>
<h2>Informare</h2>
<p>Il problema della corretta informazione è un problema antico come il mondo. <strong>Internet</strong> <strong>ha</strong> semplicemente <strong>accelerato</strong> e sottolineato il problema come un nervo scoperto.</p>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2013/03/15/il-mio-rapporto-con-linformazione/files/" rel="attachment wp-att-2973"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignleft size-medium wp-image-2973" title="files" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2013/03/files-300x206.jpg" alt="" width="300" height="206" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2013/03/files-300x206.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2013/03/files.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Il problema della falsa o faziosa informazione non può essere considerato intrinsecamente appartenente a internet esattamente perchè, come dicevo prima, internet è solo uno strumento di comunicazione neutro, altrimenti per lo stesso motivo dovremmo temere il telefono, le lettere e i piccioni viaggiatori.</p>
<p>È giusto però che internet sia al centro dell&#8217;attenzione proprio per i suoi pregi come velocità, accessibilità (che però va difesa), democratizzazione ecc&#8230;</p>
<p><strong>Internet ha reso molto più facile quello che c&#8217;era già</strong>, il passaparola, la creazione di contenuti, l&#8217;informazione autorevole, lo scambio di opinioni ecc&#8230; In questo modo però ci ha anche reso<strong> più responsabili</strong> e molto più soggetti al <strong>bombardamento</strong> di informazioni.</p>
<p>Come ci si <strong>difende</strong>? Non ho una risposta assoluta, ognuno dovrebbe trovare la propria dimensione. Mi preme però dire che per riuscire a sopravvivere in questo mondo brulicante di informazioni e voci diverse, c&#8217;è bisogno di una buona <strong>preparazione culturale</strong>, una <strong>mente aperta</strong>, ma unita a una buona dose di <strong>senso critico</strong>, capacità di <strong>filtrare</strong> contenuti e di <strong>selezionare persone</strong> veramente meritevoli di essere seguite.</p>
<p>Questo però potrebbe non essere alla portata di tutti e un po&#8217; tutti alla fine giustamente tendiamo a costruirci un nostro &#8220;<em>giardino protetto</em>&#8221; fatto da persone simili e canali di informazioni che si adattano a noi. Non bisogna però mai abbassare la guardia, <strong>continuare a essere critici e aperti</strong>.</p>
<p>È proprio nell&#8217;ottica di <strong>rispetto dell&#8217;interlocutore</strong> e di rispetto del <strong>dissenso</strong>, del diverso che andrebbe costruita una propria opinione; se una propria convinzione non ha preso in considerazione le altre facce della medaglia non potrà mai rappresentare un&#8217;opinione degna di essere difesa.</p>
<p>Ecco che la formazione di una propria idea è un <strong>percorso lungo e probabilmente difficile</strong>, ecco perchè ogni <strong>informazione</strong> condivisa può essere potenzialmente <strong>importante</strong> ed ecco perchè <strong>ogni cosa detta o link condiviso potrebbe non avere come unico scopo il supporto di una tesi già precostituita, ma potrebbe semplicemente rappresentare un ulteriore tassello utile a questa ricerca</strong>. Ecco perchè su twitter spesso si scrive(va) <em>&#8220;retweet are not endorsement&#8221;</em> ed ecco perchè non ha sempre senso giudicare una persona in base alle sue segnalazioni/condivisioni, ma il vero valore lo danno i commenti alla notizia.</p>
<p>Ecco che la ricerca della propria opinione è importante tanto quanto l&#8217;opinione stessa e merita di essere condivisa stimolando la discussione, discussione che a sua volta, se fatta a dovere, contribuisce alla ricerca stessa.</p>
<p>Attaccare una persona per aver condiviso una notizia o essersi espresso è una cosa terribile che indica la pura e semplice paura della verità o la paura del confronto; ipocrisia dell&#8217;occhio non vede cuore non duole. Diverso invece se si parla di contenuti.</p>
<p>Forse in questo si nota la mia indole giornalistica che non tutti hanno e capiscono, io però non ho mai studiato niente per essere giornalista e anzi in italiano avevo a malapena 6; qualcuno che mi conosce però dice che avrei dovuto farlo. <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Bhè se in un futuro Apple sarà padrone del mondo saprò cosa fare.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>su l&#8217;Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Mar 2013 00:21:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni2013]]></category>
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					<description><![CDATA[Volevo buttare giù qualche riga prima delle elezioni per contribuire anche io a questa campagna elettorale. Non ci sono riuscito più per limiti temporali che altro, ma, visti i risultati, quello che avevo abbozzato può tornare utile. Nel panorama politico italiano esistono pochissimi partiti non personalistici, pochissimi partiti senza nome del leader nel suo simbolo, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Volevo buttare giù qualche <strong>riga</strong> prima delle elezioni per contribuire anche io a questa <strong>campagna elettorale</strong>. Non ci sono riuscito più per limiti temporali che altro, ma, visti i risultati, quello che avevo abbozzato può tornare utile.</p>
<p>Nel panorama politico italiano esistono pochissimi partiti non <strong>personalistici</strong>, pochissimi partiti senza <strong>nome</strong> del <strong>leader</strong> nel suo <strong>simbolo</strong>, pochissimi partiti veramente democratici al loro interno, pochissimi partiti identificabili con una storia, una <strong>cultura</strong> e degli <strong>ideali</strong> (pur giustamente rimanendo con le loro differenze interne), esistono pochissimi partiti di cui si saprà il <strong>futuro</strong> dopo che l&#8217;attuale e rispettivo leader si defilerà.</p>
<p>Ora si <a href="http://www.valigiablu.it/dieci-rapidi-dati-sulle-politiche/">dice</a> che il <strong>PD</strong> abbia sopravvalutato la fine del <em>leaderismo,</em> può essere un dato di fatto, ma credo che questa volontà di lasciarsi alle spalle l&#8217;idea del partito che vive attorno al suo leader sia essa stessa una <strong>proposta</strong> <strong>programmatica</strong>. Bersani (unico candidato premier scelto democraticamente) l&#8217;ha <a href="http://www.repubblica.it/politica/2013/01/17/news/bersani_basta_cabaret-50751903/">detto</a> più volte, <em>I partiti personali sono cancro della democrazia. </em>Il problema degli ultimi venti anni in Italia non è stato Berlusconi, ma il <strong>berlusconismo</strong>.</p>
<p>Impensabile in una democrazia sana che grandi partiti dipendano da <strong>umori</strong> e processi di un <strong>70enne</strong> frustrato o che <strong>movimenti</strong> di <strong>protesta</strong> vivano attorno ad un comico <strong>milionario</strong> e ad un’<strong>azienda</strong> di <strong>pubblicità</strong> (<a href="http://www.internazionale.it/news/italia/2013/02/26/il-movimento-5-stelle-ha-difeso-il-sistema-2/">cit</a>).</p>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2013/03/02/su-litalia/00qac3bh/" rel="attachment wp-att-2927"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignright size-medium wp-image-2927" title="00qac3bh" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2013/03/00qac3bh-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2013/03/00qac3bh-300x240.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2013/03/00qac3bh-1024x819.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2013/03/00qac3bh.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>In Italia invece tutto ciò è la normalità; la <strong>tattica</strong> vincente per convincere gli italiani sembra essere quella della figura di riferimento, della figura del<strong> leader carismatico e forte</strong>, dell&#8217;uomo che si è fatto da solo e che è <strong>pronto</strong> per <strong>risolverci</strong> i <strong>problemi</strong> o che è pronto a sovvertire un attuale sistema malato. Non importa il suo <strong>percorso</strong>, la sua <strong>identità</strong>, l&#8217;importante è che sia la manifestazione dell&#8217;<em>uomo di potere</em> che arriva e ci toglie le castagne dal fuoco.</p>
<p>Ecco che meccanismi come le <em>primarie</em> o le <em>preferenze</em> alle urne interessano poco.</p>
<p>La logica che c&#8217;è dietro al voler cercare per forza l&#8217;<strong>uomo capace e autoritario</strong>, di avere bisogno di un leader, può non sembrare così un problema. D&#8217;altronde lo stesso sistema democratico prevede che ci sia un candidato premier e un capo di Governo.</p>
<p>Andrebbe però ricercato nel profondo perchè in Italia sembra ce ne sia questo <strong>disperato bisogno</strong> e perchè le modalità con cui questo leader viene scelto non sono importanti, ne importante è il background della persona e nemmeno se in questo modo si sacrifica un po&#8217; di <em>democrazia</em>.</p>
<p>Badate che questo sembra essere un problema del tutto italiano e spontaneamente mi viene da pensare che abbia <strong>radici molto profonde</strong>, che partono almeno dagli <strong>anni &#8217;20</strong> del secolo scorso.</p>
<p>Io ho un sospetto, nulla, però, di scientificamente provato.</p>
<p>In Italia c&#8217;è la <strong>paura</strong> di dover <strong>decidere</strong>, e prima ancora di dover <strong>pensare</strong>, c&#8217;è la paura che qualcosa possa <strong>dipendere da te</strong>, c&#8217;è il desiderio di potersi occupare solo degli <strong>affari propri</strong>; tutto questo crea un&#8217;ottima predisposizione a cercare disperatamente qualcuno a cui affidare il compito di proteggere il nostro Paese&#8230;cosa fa nel resto del tempo poco importa.</p>
<p>Non sono convinto che questa tendenza appartenga ad una precisa<strong> classe sociale</strong>, definirne una per forza mi sembra un&#8217;operazione di &#8220;etichettatura&#8221; eccessiva; in un quest&#8217;ottimo <a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=11977">articolo</a> (fatto da appunti sparsi)  però si identifica questo problema nella piccola <strong>borghesia</strong> che sarebbe (in parte mia interpretazione) facilmente<strong> indottrinata a odiare</strong> il povero, il diverso, il pigro, il disagiato, l&#8217;incapace. Il <strong>meccanismo</strong> può essere quello di cercare di elevare a &#8220;<em>giusto</em>&#8221; chi è apparentemente riuscito a uscire dalla diseguaglianza sociale e reputare automaticamente<strong> inferiori </strong>gli altri. <em>L&#8217;imprenditore</em> di successo riuscirà a fare imprenditori di successo tutti gli italiani che vogliano diventarlo, gli altri sono solo &#8220;<em>dei poveri comunisti</em>&#8220;.</p>
<p>C&#8217;è invece un altro <strong>meccanismo</strong>, a cui stiamo assistendo ora, che punta a offrire una <strong>visione</strong> molto <strong>semplicistica</strong> dell&#8217;attuale crisi e di problemi vari; pone l&#8217;accento su <strong>&#8220;sono tutti uguali&#8221;</strong> non importa se di destra o di sinistra, usa termini come <strong>&#8220;noi&#8221; e &#8220;loro&#8221;</strong> considera il <strong>popolo</strong> come sempre elevato a &#8220;<em>giusto</em>&#8221; semplicemente perchè innocente e <strong>non responsabile;</strong> indica delle idee come giuste perchè <strong>tecnicamente giuste e basta</strong>. In questo modo il nemico è di facile identificazione, così come il programma, ma questo offre il fianco a <strong>contraddizioni</strong> enormi. Come il riempirsi la bocca di &#8220;<em>uno vale uno</em>&#8220;, democrazia diretta ecc&#8230; e poi dire &#8220;<em>via tutti</em>&#8220;, oppure come far convivere nel proprio programma posizioni liberali e difesa dei beni comuni. In questo modo si capisce chiaramente perchè viene propagandata la <em>democrazia diretta</em> (<strong>popolo innocente</strong>), ma in realtà le decisioni vengono prese da <em>uno</em> (c&#8217;è un <strong>disegno da rispettare</strong>).</p>
<p><figure id="attachment_2936" aria-describedby="caption-attachment-2936" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2013/03/02/su-litalia/maidinlondon/" rel="attachment wp-att-2936"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-2936" title="maidinlondon" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2013/03/maidinlondon-300x209.jpg" alt="" width="300" height="209" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2013/03/maidinlondon-300x209.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2013/03/maidinlondon.jpg 885w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><figcaption id="caption-attachment-2936" class="wp-caption-text">Bansky, London 2006</figcaption></figure></p>
<p>Entrambi i meccanismi sono farciti da <strong>xenofobia</strong> (in senso lato), <strong>repulsione</strong> per il <strong>contraddittorio</strong> e qualunquismo/<strong>populismo</strong>, ma soprattutto dalla presenza del <strong>leader forte</strong>, senza il quale non farebbero presa.</p>
<p>Effettivamente <strong>come potrebbe esistere contraddittorio</strong> (e quindi democrazia) se il popolo è uno solo senza differenze e classi e se le idee non sono opinioni di destra o di sinistra, ma sono idee tecnicamente giuste e basta? Non potrebbero; e si fa prima a credere a queste panzanate e  a un uomo che <em>sa</em> come risolvere i problemi, piuttosto che farsi questa domanda.</p>
<p>Nell&#8217;articolo linkato sopra dei Wu Ming Fu si dice che questo modo di pensare la società e le idee in senso monolitico, neutro e non frutto di un punto di vista, ma solo oggettivamente giusto, è tipico delle destre e, aggiungo io, va controcorrente al contraddittorio e alla discussione, se la cosa interessa invito a leggerli.</p>
<p>Immagino l&#8217;abbiate già capito, non credo siano solo gli <strong>elettori</strong> di <strong>Berlusconi</strong> a essere colpevoli di essere rimasti folgorati da un leader carismatico e inadatto, ma anche gli <strong>elettori</strong> di <strong>Grillo</strong>.</p>
<p>Famosi sono ormai i parallelismi (<a href="https://twitter.com/colvieux/status/307560579273457664/photo/1">1</a>&#8211;<a href="http://movimentocaproni.altervista.org/blog/arrendetevi/">2</a>&#8211;<a href="http://www.quitthedoner.com/?p=1268">3</a>) fra i suoi discorsi e quelli di <strong>Hitler</strong> e <strong>Mussolini</strong>. <strong>Berlusconi,</strong> invece, Mussolini l&#8217;aveva già <strong>sdoganato</strong>.</p>
<p>Provo a muovermi con i piedi di piombo, ma credo che <strong>anche in Renzi</strong> e nei renziani si possano vedere<strong> cose del genere</strong>; basti pensare a quanti suoi sostenitori (lui stesso in <a href="http://www.corriere.it/politica/13_marzo_01/renzi-premier-centrosinistra_c63c1176-8237-11e2-b4b6-da1dd6a709fc.shtml">primis</a>) si lamentino delle <strong>primarie chiuse</strong> (ma cosa voti, il partito o la persona? Il potere legislativo chi ce l&#8217;ha? Il parlamento o il capo di governo?) e agli esempi di chi dichiaratamente l&#8217;ha <strong>sostenuto</strong> alle <strong>primarie</strong> e poi alle elezioni ha sostenuto <strong>Monti</strong> (vedasi Ichino e altri).</p>
<p>Tutto questo conferma una cosa, la politica che vince è soprattutto marketing e il marketing è il flagello del nuovo millennio <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/14.0.0/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> . Prima nel peggiore dei casi il potere veniva preso con la forza, ora con la forza della persuasione spicciola.</p>
<p>Su questo recentemente ho letto molto e ho scritto quello che mi è venuto spontaneo scrivere che non vuole essere una raccolta di tutto quello che penso, perchè da dire ce ne sarebbe molto. Ecco gli articoli che mi hanno ispirato (compresi quelli già linkati) e di cui consiglio la lettura.</p>
<p><a href="http://anonimoconiglio.blogspot.it/2011/07/fasci-di-movimento-5-stelle-grillo.html">Fasci di Movimento</a></p>
<p><a href="http://anonimoconiglio.blogspot.it/2012/03/tracce-di-m5s-nellurina-degli.htmlTracce%20di%20M5S%20nell'urina%20degli%20schizofrenici">Tracce di M5S nell&#8217;urina degli schizofrenici</a></p>
<p><a href="http://anonimoconiglio.blogspot.it/2012/06/beppe-grillo-e-il-nuovo-berlusconi.html">Beppe Grillo è il nuovo Berlusconi</a></p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/07/buio-nel-programma-di-grillo/">Movimento 5 Stelle, il buio nel programma di Grillo</a></p>
<p><a href="http://movimentocaproni.altervista.org/blog/manifesto-caprone/">Manifesto caprone</a></p>
<p><a href="http://www.quitthedoner.com/?p=1268">5 BUONE RAGIONI PER NON VOTARE GRILLO</a></p>
<p><a href="http://movimentocaproni.altervista.org/blog/arrendetevi/">Arrendetevi</a></p>
<p><a href="http://dopolapioggia.wordpress.com/2013/02/15/sulla-fragilita-dellonesta/">Sulla fragilità dell’onestà (dedicato ai troppi amici che voteranno M5S)</a></p>
<p><a href="http://diecimila.me/2013/02/22/grillo-grappa-e-olio-di-ricino/">Grillo, grappa e olio di ricino</a></p>
<p><a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=11977">Consigli per riconoscere la destra sotto qualunque maschera</a></p>
<p><a href="http://www.internazionale.it/news/italia/2013/02/26/il-movimento-5-stelle-ha-difeso-il-sistema-2/">Il Movimento 5 stelle ha difeso il sistema</a></p>
<p><a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=12038">Perché «tifiamo rivolta» nel Movimento 5 Stelle</a></p>
<p><a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=12104">Intervista a Wu Ming: «Grillo cresce sulle macerie dei movimenti»</a></p>
<p style="text-align: center;">httpv://www.youtube.com/watch?v=9ejUCpnLEZg</p>
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		<title>Richard Stallman and Me</title>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2012 22:22:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Visitare Genova approfittando di un ponte dei morti abbondante, andare &#8220;da Maria&#8221; detta &#8220;la zozza&#8221; per i prezzi modici, l&#8217;ambiente rustico e il cibo genuino, entrare per lasciare il nome e mettersi in coda, uscire in attesa di essere chiamati e trovarsi davanti Richard Stallman. Non ero completamente meravigliato di trovarmelo davanti, so che viaggia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Visitare <strong>Genova</strong> approfittando di un ponte dei morti abbondante, andare &#8220;<strong><a href="https://plus.google.com/105335677026834398799/about?gl=it&amp;hl=it">da Maria</a></strong>&#8221; detta &#8220;<em>la zozza</em>&#8221; per i prezzi modici, l&#8217;ambiente rustico e il <em>cibo genuino</em>, entrare per lasciare il nome e mettersi in coda, uscire in attesa di essere chiamati e trovarsi davanti <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Stallman">Richard Stallman</a></strong>.</p>
<p>Non ero completamente meravigliato di trovarmelo davanti, so che viaggia molto, conosce più di due lingue, è spesso in Italia ed è solito farsi accompagnare dalle persone del luogo visitando il posto in cui si trova.</p>
<p>Mi giro verso i miei compagni di viaggio che ignoravano totalmente chi fosse (era accompagnato quindi si vedeva fosse qualcuno di importante, pensavano ad un artista vista la barba e i capelli) e gli dico visibilmente emozionato e leggermente alterato da un <em>aperitivo generoso</em>:</p>
<blockquote><p>ma&#8230;quella è una persona famosa&#8230;è tipo il mio guru</p>
<p>vaivai, parlaci!</p></blockquote>
<p>Rompo il ghiaccio in italiano con i due accompagnatori, poi mi decido.</p>
<blockquote><p>Hi Richard, I&#8217;m a big fan of you</p>
<p><strong><em>You don&#8217;t have to be my fan, but you have to be fan of freedom</em></strong></p></blockquote>
<p>Cazzo.</p>
<blockquote><p>Can I take a picture with you?</p></blockquote>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2012/11/06/richard-stallman-and-me/p1050315p/" rel="attachment wp-att-2897"><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-medium wp-image-2897" title="Me+Stallman" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2012/11/P1050315P-300x225.jpg" alt="Me+Stallman" width="300" height="225" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2012/11/P1050315P-300x225.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2012/11/P1050315P-1024x768.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2012/11/P1050315P.jpg 1920w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>Ho avuto tempo per una sola domanda perchè poi è entrato a mangiare, gli ho chiesto (formulando malamente la domanda in inglese, lui me l&#8217;ha riformulata e poi ha risposto) cosa pensava della licenza di <em>Android</em>; dopo la solita tiritera delle 3 licenze presenti (GPL, Apache2, proprietaria) gli ho chiesto cosa pensava della scelta di Google ricaduta sulla <em>Apache2</em>; ha risposto che la Apache2 non è un&#8217;ottima licenza, perchè non è <em>copyleft</em>, meglio la GPL, ma tutto sommato va bene anche così.</p>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2012/11/06/richard-stallman-and-me/p1050315p/" rel="attachment wp-att-2897"><br />
</a></p>
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		<title>Il Viaggio è vita concentrata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2012 08:24:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Real]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[Mi chiedevo cosa sia il Viaggio e, più in senso lato, cosa sia la vacanza. Cosa ci spinge a prendere e partire. Sono delle semplici parentesi che ci concediamo per staccare dalla vita di tutti i giorni? È il frutto di una omologazione? Non credo, credo piuttosto che il viaggio sia un prolungamento della vita, uno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mi chiedevo cosa sia il <strong>Viaggio</strong> e, più in senso lato, cosa sia la <strong>vacanza</strong>. Cosa ci spinge a prendere e partire. Sono delle semplici <strong>parentesi</strong> che ci concediamo per <strong>staccare</strong> dalla vita di tutti i giorni? È il frutto di una omologazione?</p>
<p>Non credo, credo piuttosto che il viaggio sia un prolungamento della <strong>vita</strong>, uno specchio della stessa concentrata in pochi giorni.</p>
<p><figure id="attachment_2870" aria-describedby="caption-attachment-2870" style="width: 450px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2012/09/17/il-viaggio-e-vita-concentrata/p1000319_mod_cielo/" rel="attachment wp-att-2870"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-large wp-image-2870 " title="Islanda, la strada" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2012/09/P1000319_mod_cielo-1024x768.jpg" alt="Islanda, la strada" width="450" height="337" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2012/09/P1000319_mod_cielo-1024x768.jpg 1024w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2012/09/P1000319_mod_cielo-300x225.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2012/09/P1000319_mod_cielo.jpg 1920w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a><figcaption id="caption-attachment-2870" class="wp-caption-text">Islanda 2010, la strada</figcaption></figure></p>
<p>Forse non ce ne accorgiamo, forse veramente per qualcuno è solo questione di staccare, o di seguire la massa, ma credo che quando <strong>scegliamo</strong> (anche inconsciamente) il <strong>tipo di viaggio</strong> da fare noi stiamo scegliendo in realtà il <strong>nostro stile di vita</strong>, la rappresentazione della strada che abbiamo intrapreso o intraprenderemo nella nostra vita.</p>
<p>Lo stile della vacanza che andrai a fare sarà una delle poche cose nella vita che <strong>dipende quasi esclusivamente da te</strong>, niente e nessuno dovrebbe condizionare la tua scelta, <strong>perchè il viaggio è libertà, a partire da quando scegli la meta, o il mezzo</strong>.</p>
<p>In quelle settimane hai l&#8217;occasione di dimostrare cosa cerchi e cosa per te è importante a questo mondo. E se parti conoscendo già cosa troverai, con tutto programmato e deciso, vorrà dire che credi di sapere già cosa vuoi dalla vita e quindi dal viaggio.</p>
<p>Ma c&#8217;è chi invece rimane affascinato dall&#8217;<strong>idea di partire per andare alla ricerca</strong> di queste cose e di se stesso. Parti anche per capire cosa vorrai fare una volta tornato, parti per trovare la tua <strong>direzione</strong> (&#8220;&#8230;<em>impara la tua direzione da gente che non ti somiglia</em>&#8221; I mercanti di liquore, Il Viaggiatore).</p>
<p>Ecco che il Viaggio <strong>itinerante</strong> vuol dire <strong>ricerca</strong>, ricerca del <strong>nuovo</strong>; il Viaggio senza comodità, in tenda, a piedi o in bici vuol dire <strong>avventura</strong>, mettersi alla prova, affrontare le difficoltà; il Viaggio lontano dalla civiltà è amare la <strong>natura</strong> e scoprire se <strong>stessi</strong>; il Viaggio a contatto con la <strong>gente</strong> è la voglia di <strong>scoprire</strong> il mondo ecc&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>C&#8217;è un altro significato che do alla frase nel titolo, riguarda solo il  <strong>Viaggio</strong> vero, quando si mollano le comodità della vita moderna e si vive lungo la strada.</p>
<p>Qui tutto torna ad una <strong>dimensione di vita che si tende a dimenticare</strong>, quella per cui giornalmente devi pensare a come e dove mangiare e bere, a cosa fare, a dove fermarti a dormire, a come soddisfare i bisogni di prima necessità, si torna a <strong>vivere la giornata</strong>. In questa dimensione tutto è più <strong>semplice</strong>, meno complesso, ma <strong>non</strong> per forza <strong>facile</strong>, anzi.; ed è così che torni a riuscire a <strong>stupirti con poco</strong> grazie a cose semplici come un <em>pasto caldo o un frutto raccolto</em> (dipende dalle temperature), un <em>tramonto</em>, una <em>chitarra</em> o un <em>vecchietto curioso</em>.</p>
<p>È in questa dimensione che impari a <strong>conoscere il mondo, la natura</strong> ed è così che torni a fare pace con &#8220;<em>signora libertà, signorina fantasia</em>&#8220;.</p>
<p>Il viaggio come ritorno alle origini, un <strong>ritorno alla vita</strong>, ad una <strong>vita concentrata</strong>. Una vita fatta da meno &#8220;<em>tailleur grigio fumo</em>&#8221; e da più &#8220;<em>venti della sera&#8221;</em>. (Se ti tagliassero a pezzetti, De Andrè / <a href="http://deandre.forumfree.it/?t=29387249">riferimento</a>)</p>
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		<title>Innovazione e profitto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Aug 2012 08:14:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sempre più persone, spesso poco tecnici, quando entriamo in argomenti come economia, multinazionali, licenze, software, open standard e ovviamente Apple/Microsoft/Nokia/Software libero, fanno saltare fuori la classica frase &#8220;ma allora l&#8217;azienda come ci guadagna?&#8221; Abbiamo perso la bussola, la singola azienda non è affare nostro, ora in questo momento storico non abbiamo bisogno di pensare a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre più persone, spesso poco tecnici, quando entriamo in argomenti come economia, multinazionali, licenze, software, open standard e ovviamente Apple/Microsoft/Nokia/Software libero, fanno saltare fuori la classica frase &#8220;ma allora l&#8217;azienda come ci guadagna?&#8221;</p>
<p>Abbiamo perso la bussola, la singola azienda non è affare nostro, ora in questo momento storico non abbiamo bisogno di pensare a come si possa far azienda e profitti, quel tempo probabilmente è passato.</p>
<p>Ora abbiamo bisogno di pensare all&#8217;innovazione quella vera, innovazione da cui noi tutti possiamo trarre beneficio, quella votata al bene comune, non alle casse di una multinazionale. L&#8217;unica innovazione in questo senso è quella aperta, quella libera, quella usufruibile da tutti e quella interoperabile.</p>
<div class="mceTemp">
<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_2840" class="wp-caption alignleft" style="width: 240px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/?attachment_id=2840" rel="attachment wp-att-2840"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-2840" title="tumblr_lp9qd2mfJo1qzydnwo1_500" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2012/08/tumblr_lp9qd2mfJo1qzydnwo1_500-230x300.jpg" alt="" width="230" height="300" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2012/08/tumblr_lp9qd2mfJo1qzydnwo1_500-230x300.jpg 230w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2012/08/tumblr_lp9qd2mfJo1qzydnwo1_500.jpg 500w" sizes="(max-width: 230px) 100vw, 230px" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd"></dd>
</dl>
</div>
<p>L&#8217;azienda deve essere un&#8217;entità che lotta per vivere in un ecosistema condizionato da una (buona) classe dirigente e da noi consumatori informati. Un ecosistema che costringa le azienda a innovare e rinnovarsi in continuazione per passare una specie di selezione naturale dove le regole non sono scritte dalla finanza o da governi poco lungimiranti, in una parola che non siano scritte dal profitto, ma dall&#8217;innovazione e dal bene della società.</p>
</div>
<p>Un&#8217;azienda quindi che mi propone un software per comunicare a costo di farlo solo con quel software, solo con persone che usano quel software, solo con i loro server, solo nei dispositivi dove gira quel software ecc&#8230; dovrebbe morire in pochi giorni, non avere un successo mondiale.</p>
<p>Un&#8217;azienda quindi che spende soldi e tempo in brevetti per colpire il rivale e affermare il proprio monopolio, invece di investirli in ricerca, dovrebbe essere coperta dallo sdegno dell&#8217;opinione pubblica, non avere un successo mondiale.</p>
<p>Un&#8217;azienda quindi che fa battaglia per poter allungare i termini dei brevetti farmaceutici, o che ne modifica il principio attivo quanto basta per poter rinnovare il brevetto, perchè non vuole che io possa avere a disposizione il farmaco generico (equivalente), dovrebbe non poter sopravvivere nell&#8217;ecosistema creato.</p>
<p>Tocca a noi consumatori e ai nostri politici creare un ecosistema del genere e ammettere che ne abbiamo bisogno è un primo passo.</p>
<p>Come dicevo, spesso mi ritrovo a fare questo discorso e ho provato a metterlo per iscritto in occasione di <a href="http://blog.debiase.com/2012/08/secondo-peter-wilby-linnovazione-rallenta-a-favore-della-rendita/">questa lettura</a> (<a href="http://blog.debiase.com/2012/08/secondo-peter-wilby-linnovazione-rallenta-a-favore-della-rendita/">Secondo Peter Wilby: l’innovazione rallenta a favore della rendita</a>) che consiglio e dell&#8217;<a href="http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2012/aug/10/profit-pr-enemies-innovation?INTCMP=SRCH">articolo</a> in inglese relativo.</p>
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		<title>Croazia, alone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jul 2012 12:16:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Me]]></category>
		<category><![CDATA[Real]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Alone]]></category>
		<category><![CDATA[Bici]]></category>
		<category><![CDATA[Croazia]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;avevo detto, lo faccio. Due settimane circa (non ho prenotato niente) in Croazia da solo in bici, tenda (campeggi e wild), fornellino, ma visti i prezzi anche qualche trattoria/ristorantino! Da Trieste a Spalato facendo in parte le isole collegate con i traghetti. Primo viaggio da solo, quindi è ovviamente un test, ma pochi km al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;avevo <a title="Ireland, simply" href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2011/11/08/ireland-simply/">detto</a>, lo faccio. Due settimane circa (non ho prenotato niente) in Croazia da solo in bici, tenda (campeggi e wild), fornellino, ma visti i prezzi anche qualche trattoria/ristorantino!</p>
<p><a href="http://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2012/07/31/croazia-alone/brela/" rel="attachment wp-att-2828"><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-medium wp-image-2828" title="brela" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2012/07/brela-268x300.jpg" alt="" width="268" height="300" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2012/07/brela-268x300.jpg 268w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2012/07/brela.jpg 716w" sizes="(max-width: 268px) 100vw, 268px" /></a></p>
<p>Da Trieste a Spalato facendo in parte le isole collegate con i traghetti.</p>
<p>Primo viaggio da solo, quindi è ovviamente un test, ma pochi km al giorno programmati e flessibilità nel programma&#8230;insomma tranquillità assoluta. L&#8217;importante è godersi il viaggio.</p>
<blockquote><p>Il Viaggio non è l&#8217;emozione di attimi pericolosi, il Viaggio è la gioia del tempo, pericolo è stare rinchiusi.</p>
<p style="text-align: right;">Mercanti di Liquore, Il Viaggiatore</p>
</blockquote>
<p style="text-align: left;"><a href="http://quasiarrivati.com/">Quasiarrivati.com</a> è ancora in piedi, ma non credo verrà usato ora che il quartetto si è &#8220;diviso&#8221;, rimane sempre il mio <a href="http://lorenzobraghetto.com">blog</a> e il mio account <a href="http://twitter.com/monossido">twitter</a>.</p>
<p style="text-align: left;">C&#8217;è però una novità, ragionando sui problemi del viaggiare da soli uno di questi in particolare mi preoccupa, mangiare da solo :).</p>
<p style="text-align: left;">Per esorcizzare la cosa ho aperto un tumblr (<a href="http://eatingaloneontheroad.tumblr.com/">http://eatingaloneontheroad.tumblr.com/</a> <strong>aggiornamento</strong> 09/11/2012 link aggiornato a <a href="http://eatingaloneornotontheroad.tumblr.com/">http://eatingaloneornotontheroad.tumblr.com/</a>) dove pubblicherò foto di me in giro per il mondo che mangio, ispiratore è stato questo <a href="https://twitter.com/parentesitonda/status/202759252979351552">tweet</a> di un&#8217;amica, che ringrazio, e questo <a href="http://runningfromcamera.blogspot.it/">blog</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Chi c&#8217;è a casa? Chi torna a pranzo? Te lo dice Jabber</title>
		<link>https://www.lorenzobraghetto.com/index.php/2012/03/01/chi-ce-a-casa-chi-torna-a-pranzo-te-lo-dice-jabber/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[monossido]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 22:25:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altro informatica]]></category>
		<category><![CDATA[Hardware]]></category>
		<category><![CDATA[Nerd]]></category>
		<category><![CDATA[Real]]></category>
		<category><![CDATA[Smanettamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[Arduino]]></category>
		<category><![CDATA[Jabber]]></category>
		<category><![CDATA[XMPP]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;idea mi è venuta in mente in occasione del WhyMCA Hack Reality, nel quale però non siamo riusciti praticamente nemmeno a passare alla fase realizzativa dell&#8217;idea facendo un po&#8217; una figura barbina :). L&#8217;idea Da fuori casa interrogando un bot Jabber/XMPP (protocollo aperto di chat su cui è basato anche Gtalk) riesci a sapere chi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;idea mi è venuta in mente in occasione del <a href="http://www.whymca.org/evento/whymca-hack-reality-bologna-18-02-2012">WhyMCA Hack Reality</a>, nel quale però non siamo riusciti praticamente nemmeno a passare alla fase realizzativa dell&#8217;idea facendo un po&#8217; una figura barbina :).</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="aligncenter size-medium wp-image-2811" style="border-style: initial; border-color: initial;" title="led-collection" src="http://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2012/03/led-collection-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2012/03/led-collection-300x225.jpg 300w, https://www.lorenzobraghetto.com/wp-content/uploads/2012/03/led-collection.jpg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<div>
<h2>L&#8217;idea</h2>
<ul>
<li>Da fuori casa interrogando un bot Jabber/XMPP (protocollo aperto di chat su cui è basato anche Gtalk) riesci a sapere chi è a casa. Per il <em>come </em>io pensavo ad un semplice scan dei mac address connessi alla wireless di casa verificando se il mac address dello smartphone del famigliare/coinquilino fosse connesso alla rete o meno. Poi al WhyMCA sono venute fuori altre idee, come per esempio un cestino di mazzi di chiavi con un chip NFC.</li>
<li>Arrivi a casa per pranzo, sono già le 13, ma ancora non c&#8217;è nessuno a casa. Chi tornerà a mangiare? Chi mangierà fuori? Ecco il nostro affarino (arduino) camuffato da calamita da frigo, che tramite dei led, uno per ogni persona, ci avverte chi tornerà a pranzo e chi no. Di default si potrebbero comportare seguendo una configurazione preimpostata, ma poi ognuno potrà modificarne il comportamento sempre tramite un bot Jabber/XMPP</li>
</ul>
<p>Al WhyMCA volevamo mettere su la cosa usando un Arduino, purtroppo però non ne avevano provvisti di modulo wireless, in quell&#8217;occasione allora abbiamo provato ad usare la <a href="http://www.openpicus.com/">OpenPicus</a> che ci ha fatto tribolare molto :).</p>
<p>Arrivato a casa ho realizzato il primo punto (senza cestino NFC) usando il mio server debian, un <a href="http://thp.io/2007/python-jabberbot/">bot jabber</a> in python e il tool <a href="http://www.nta-monitor.com/tools/arp-scan/">arp-scan</a>.</p>
<p>Questa è la parte relativa al comando del bot jabber:</p>
<p>[code]<br />
@botcmd<br />
def chice(self, mess, args):<br />
&#8220;&#8221;&#8221;Chi c&#8217;e&#8217; a casa?&#8221;&#8221;&#8221;<br />
in_file = open(&#8220;/var/log/utentiChice&#8221;,&#8221;r&#8221;)<br />
text = in_file.read()<br />
in_file.close()<br />
out_file = open(&#8220;/var/log/utentiChice&#8221;,&#8221;w&#8221;)<br />
out_file.write(text+mess.getFrom().getStripped()+&#8221;\n&#8221;)<br />
out_file.close()<br />
persone = commands.getoutput(&#8216;sudo /usr/bin/ChiECasa.sh&#8217;)<br />
return persone<br />
[/code]</p>
<p>Questo è lo script bash che usa arp-scan</p>
<p>[code]</p>
<p>#!/bin/bash<br />
HOSTS=$(arp-scan 192.168.1.0/24)<br />
persona=&#8221;false&#8221;<br />
if [[ $HOSTS == *00:00:00:00:00:00* ]]<br />
then<br />
persona=&#8221;true&#8221;<br />
fi<br />
echo &#8220;Persona=&#8221;$persona&#8221;;<br />
[/code]</p>
<p>L&#8217;unico problema è rappresentato da arp-can che richiede permessi di root, il comando lanciato dal bot ha &#8220;sudo&#8221; davanti e l&#8217;utente che eseguirà il bot dovrà poter eseguire lo script bash con sudo senza richiesta di password.</p>
<p>Chissà, magari quando mi prenderò finalmente l&#8217;Arduino riuscirò a portare a termine l&#8217;idea!</p>
</div>
]]></content:encoded>
					
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