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	<title>La tela del ragno Calatrava</title>
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		<title>Il piano</title>
		<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/TLu0TrhwMAjkbdIi-6Nnp80PP5M/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/TLu0TrhwMAjkbdIi-6Nnp80PP5M/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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il mare è a duecento metri in linea d&amp;#8217;aria e fa strano sentire la risacca nelle pause della musica.
Ogni tre canzoni il bavarese italianista ordina ‘Ein Prosit ein Prosit ein Prosit’ e alcuni alzano il boccale, più per paura di ritorsioni da parte dei tedeschi che per convinzione; sul palco hanno quei tubi che fanno tutto quel fumo… e se fossero armi?
La coppia di fronte a me non la conosco, hanno un bambino. Il bambino prende confidenza, i bambini la confidenza ce l’hanno col mondo, e mi svela i suoi ...&lt;div class="feedflare"&gt;
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		<title>Il dado cromato</title>
		<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/OVsz010EifiuL6pG15GD1d2QAlU/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/OVsz010EifiuL6pG15GD1d2QAlU/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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L’idraulico è un uomo buono. Mi sorride, anzi sorride alla rondella mentre la fissa col dado cromato. Il dado non lo vedrà mai più nessuno là dentro lo scarico del lavabo, ma è cromato lo stesso. La rondella non terrà, o almeno non dovrebbe farlo. È rimediata come quel dado cromato che dovrebbe trattenerla.
“Ieri sera un mio amico festeggiava il compleanno. Mi ha invitato al doncarlos, la discoteca. C’erano donne, tante donne.” Stringe il dado con la tenaglia arancione, una volta, ora è grigia e ha esperienza.
“Me ne ha presentata una e mi ha detto questa se ti prende ti riduce male.”
Il dado avanza velocemente sulla filettatura. Non c’è resistenza. Lui non smette di sorriderle, penso sia per quello che il dado tiene.
“Ho parlato con quella donna, era simpatica mi ha detto ...&lt;div class="feedflare"&gt;
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	<item>
		<title>Prima del viaggio (o dell’imprevisto)</title>
		<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/FHTIrSYju_wQhNP0oeFVTUh7nDU/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/FHTIrSYju_wQhNP0oeFVTUh7nDU/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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L’altra mattina a Viareggio il traffico dei pendolari che andavano a lavorare era quello solito. Ad un tratto l’auto che mi precedeva si ferma in piena Aurelia senza un apparente motivo. Io penso al solito Apino carico di macerie guidato da omino con tuta e cappello, ma sporgendomi non vedo traccia del funesto mezzo. Cosa impedisce il flusso mio e dei miei compagni d’ingorgo?
Sei papere. Sei papere attraversano in fila indiana l’Aurelia. Altezzose e lente perché sanno di essere loro le dive e vogliono farsi vedere, sculettano da un ciglio all’altro della strada. Una è più piccola e sta nel mezzo. Sette papere bianche e gialle, solo due pallini neri per gli occhi che vedono a 360 gradi. Sono loro che dettano legge in quei due minuti. Sono loro l’imprevisto.
Giunte di là si sparpagliano sul bordo del fosso mentre noi rimettiamo la prima e ci avviamo alla meta. ...&lt;div class="feedflare"&gt;
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	<item>
		<title>Il Bimby e i tempi di cottura del ricettario</title>
		<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/P3b1FjK4L92CJkI93kxsY2mYN2k/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/P3b1FjK4L92CJkI93kxsY2mYN2k/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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Mi hanno regalato un Bimby. Non sapevo cosa fosse prima che me lo regalassero, sapevo solo che alcune mie amiche ne vanno pazze perché serve per cucinare, ma io non ne sentivo il bisogno. Io ho le mie insalate infinite, quelle insalate che durano settimane perché ogni giorno aggiungo nuovi ingredienti e loro acquistano nuova vita.
Allora ho iniziato a usarlo, ma le ricette sono per quattro persone e mi venivano spezzatini coi piselli buoni ma longevi come un sardo di quel paesino dove campano tutti oltre cent’anni.
Poi degli amici mi hanno dato l’idea geniale: dimezzare le dosi. Come avevo fatto a non pensarci? Nel ricettario non era previsto e io seguo sempre alla lettera le istruzioni! Il dubbio era: ma i tempi di cottura sono gli stessi o li devo diminuire? Posso affermare con certezza, a meno che non vi piaccia lo spezzatino crudo con piselli crudi, che ...&lt;div class="feedflare"&gt;
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	<item>
		<title>Vecchioni, Saffo e Ciajkovskij</title>
		<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/y-RzzgnxCV0FUZlpdr1MKknctG0/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/y-RzzgnxCV0FUZlpdr1MKknctG0/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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Vecchioni entra in ritardo di mezz&amp;#8217;ora, sorridendo, preceduto da cinque orchestrali: due violini, una viola, un violoncello e un pianista. Io mi preoccupo, e la batteria? E le chitarre elettriche? Il bassooooooo&amp;#8230;
Macché: due violini, una viola, un violoncello e un pianoforte.
Vecchioni spiega che quel concerto sarà un dialogo con Dio a tutto campo. Sente la nostalgia di qualcosa Vecchioni e lo urla anche quando canta sottovoce. Mette parole sue su musica di Ciajkovskij, mette musica sua su parole di Saffo e poi canta &amp;#8216;Vissi d&amp;#8217;arte&amp;#8217;:
&amp;#8220;Nell&amp;#8217;ora del dolore,
perché, perché Signore,
perché me ne rimuneri così?&amp;#8221;
Tutti noi cantautori dobbiamo tantissimo a Puccini, dice.
Una donnina dietro di me ripete il testo di &amp;#8216;Luci a San Siro&amp;#8217;, come quelle vecchiette che ripetono le parole del prete durante la messa quando non si dovrebbe. Sto per ucciderla ma smette in tempo per evitare una fine dolorosa.
Finisce con Samarcanda. E&amp;#8217; il più bel concerto che gli abbia ...&lt;div class="feedflare"&gt;
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	<item>
		<title>Il vecchio e il sogno</title>
		<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/-1tGqbSUIYa4Lk-u0wOvykqNmcQ/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/-1tGqbSUIYa4Lk-u0wOvykqNmcQ/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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Il vecchio mi accolse nel suo bell’appartamento e mi fece sedere su una vecchia poltrona. A ben vedere tutto era vecchio in quella casa, però tenuto bene, come in quelle case dove una donna si occupa della casa.
Si scusò per il disordine e mi spiegò che da poco era morta sua moglie e non aveva nessuno che si occupasse della casa, per quello era tutto così…
Mi disse anche  che sperava di sentire quella chiave che si infilava nella serratura della porta, ma non era più possibile, perché lei non c’era più.
Notai a destra della poltrona dove stava seduto quella bombola grigia dell’ossigeno.
Se  ne accorse: “Non la veda così, non la veda come se io non potessi più uscire da questa casa, come fosse una prigione. La veda come se non ci fosse più necessità di uscire per me e questo appartamento io potessi chiamarlo ‘Mondo’ senza considerarmi pazzo”. Annuii, ...&lt;div class="feedflare"&gt;
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	<item>
		<title>Google Adsense e l’ironia</title>
		<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bkuh9v3kNMwJFwmSrObBcIth-B4/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bkuh9v3kNMwJFwmSrObBcIth-B4/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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A parte questo, ho notato una cosa che mi ha fatto riflettere. Gli annunci sono basati su alcune parole chiave che Google estrapola dai post ed elabora. In genere ci indovina. Che so, parlo di romanzi e scrittori e vengono fuori annunci che riguardano libri e case editrici. Ma se un post è ironico, l&amp;#8217;intelligenza artificiale dei computeroni americani fallisce miseramente.
Ad esempio se cliccate l&amp;#8216;ultimo intervento di Fab Van Alt vi appariranno molto probabilmente annunci di pompe funebri che organizzano splendidi funerali (c&amp;#8217;era la parola chiave &amp;#8216;funerale&amp;#8217;), o amorosi volontari che si prendono cura di ...&lt;div class="feedflare"&gt;
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	<item>
		<title>La moda degli Emo l’ha inventata Fab Van Alt</title>
		<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/8uJJ2CgvDHYCv0opB4uv-SAOZYU/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/8uJJ2CgvDHYCv0opB4uv-SAOZYU/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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Ricevo e volentieri pubblico un nuovo profondo intervento dello scrittore fiandro alcolizzato Fab Van Alt, anche perché sa dove abito e dispone di un cacciabombardiere. &amp;#8220;Quando ero giovane ero tristissimo e iniziai a  scrivere poesie. Le facevo leggere  ai miei amici e loro fingevano di essere morti per non vedermi più. Alcuni cambiavano nome e un paio arrivarono ad organizzare falsi funerali pur di evitarmi. Ma io non me la presi e continuai e feci leggere le poesie ai miei parenti che purtroppo mi disconobbero e mi fecero causa costringendomi a cambiare cognome. La tristezza aumentò ma per fortuna divenni un alcolizzato. Il termine Emo che ora va tanto di moda l&amp;#8217;ho inventato io  e anche il look, come si vede dalla mia foto di gioventù. Ora devo lasciarvi, torno a scrivere il mio nuovo romanzo di cui vi anticipo il titolo: &amp;#8220;La deprimenza&amp;#8221;.
Fab Van Alt
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 Segui il ...&lt;div class="feedflare"&gt;
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	<item>
		<title>Intervista allo scrittore on line</title>
		<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/TggQe-SDCB5VGqPVazHD0CZTQqk/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/TggQe-SDCB5VGqPVazHD0CZTQqk/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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Ciao Fabrizio, 
benvenuto qui nel nostro “Salotto”. È un piacere avere la tua simpatia spontanea e la tua arguzia a insaporire le risposte. Per chi non avesse letto la nostra recensione a Rossana, il sogno e il ragno Calatrava, ecco il link:  clicca qui.
Vediamo dalla tua biografia che sei in primis un ingegnere. Quando è nata la tua passione per la scrittura? È stata una scoperta improvvisa o conviveva già con i numeri? 
 
Conviveva. Ho iniziato a scrivere verso i diciassette anni. Erano poesie. Lo feci perché un giorno mio padre, che era ingegnere, ma di quelli seri, mi svelò un segreto terribile: non solo scriveva di nascosto poesie, ma poiché ...&lt;div class="feedflare"&gt;
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	<item>
		<title>Il segreto della cassiera</title>
		<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/DxWAgUrVUbjp1RXebcIttjERPdg/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/DxWAgUrVUbjp1RXebcIttjERPdg/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/DxWAgUrVUbjp1RXebcIttjERPdg/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/DxWAgUrVUbjp1RXebcIttjERPdg/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;Quattro giorni al Natale e la cassiera dell’ipermercato è lentissima. Ho fatto mezz’ora di fila e anche tutti gli altri. Tutti hanno un evidente giramento di scatole e non fanno niente per nasconderlo: si sente l’aria del Natale. La cassiera sembra indifferente e non risponde ai saluti che i clienti non le fanno. Quando tocca a me mi chiede quante buste. Due, grazie. Faccio anche un sorriso, mi sforzo, ma lo faccio. Un altro grazie quando mi dà le buste che riempio alla svelta, sono allenato. È una carta di credito, sì. Mentre esce lo scontrino mi fa segno di avvicinarmi. Penso che forse c’è un problema con la carta, accidenti! Sottovoce mi fa: “Dopodomani c’è lo sconto su tutti i giocattoli, però non l’hanno detto a nessuno: se viene dopodomani risparmia. Ha capito?”
Lo so che può far ridere, anche perché non dovevo comprare giocattoli, ma ho provato profonda commozione. ...&lt;div class="feedflare"&gt;
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		<title>Nelle ore libere a scuola</title>
		<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/16fJ8gOEWw7xgKGZgpqZgmGvf48/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/16fJ8gOEWw7xgKGZgpqZgmGvf48/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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Nelle ore libere a scuola, in aula tecnigrafi io e un computer del ’96 scriviamo romanzi e favole. I tecnigrafi mi guardano, qualcuno è più inclinato qualcun altro meno; quelli più inclinati sono più attenti degli altri. L’aula è enorme il computer ronza lentissimo come un diesel del ’60.

Piacerà ‘sta roba?
Qualcuno, a leggerla, penserà che sono la persona peggiore del mondo qualcuno penserà che sono una persona eccezionale, qualcuno addirittura penserà che sono tutte e due le cose contemporaneamente.
Ma non pensiate che parli di voi o perlomeno che ne parli apposta. Io parlo sempre di me e ogni personaggio, nel bene e nel male sono io. Per cui se vi riconoscete in qualche situazione o stato d’animo, sappiate che è solo perché quello che ho vissuto io l’avete vissuto anche voi e quello che provo io l’avete provato anche voi.
Per questo so che saranno un bel romanzo e una ...&lt;div class="feedflare"&gt;
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		<title>Tutti splendiamo</title>
		<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/APHvATYbddXCVL8HPp2lvjVWpY8/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/APHvATYbddXCVL8HPp2lvjVWpY8/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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Non ricordo cosa ho fatto ieri, e i nomi e i volti di chi incontro, tanto che ogni volta mi presento e l’altro mi guarda stupito e di solito dice: &amp;#8220;Fabrizio, sono XY, ci siamo conosciuti l’anno scorso a&amp;#8230;&amp;#8221;
Ricordo perfettamente dov’ero e cosa facevo 29 anni fa. Ero a scuola, terzo anno di liceo classico e le cose andavano malino. Andavo male a filosofia, materia nuova che non mi piaceva. Quel matto aveva sparato a John Lennon la notte prima. Ero con la mia amica Teresa e ci dicemmo che eravamo tristi, affacciandoci alla finestra della nostra classe, anche se non ricordo le parole precise. Il tempo era come noi, grigio e piovoso.
Poi arrivò la professoressa e tutto ricominciò come sempre.
Pensai che ero grato a Lennon perché aveva cantato una cosa che nessuno ci aveva mai detto, professori, genitori, maestri di vario ...&lt;div class="feedflare"&gt;
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