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	<title>La tela del ragno Calatrava</title>
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		<title>Vecchioni, Saffo e Ciajkovskij</title>
		<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/y-RzzgnxCV0FUZlpdr1MKknctG0/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/y-RzzgnxCV0FUZlpdr1MKknctG0/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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Vecchioni entra in ritardo di mezz&amp;#8217;ora, sorridendo, preceduto da cinque orchestrali: due violini, una viola, un violoncello e un pianista. Io mi preoccupo, e la batteria? E le chitarre elettriche? Il bassooooooo&amp;#8230;
Macché: due violini, una viola, un violoncello e un pianoforte.
Vecchioni spiega che quel concerto sarà un dialogo con Dio a tutto campo. Sente la nostalgia di qualcosa Vecchioni e lo urla anche quando canta sottovoce. Mette parole sue su musica di Ciajkovskij, mette musica sua su parole di Saffo e poi canta &amp;#8216;Vissi d&amp;#8217;arte&amp;#8217;:
&amp;#8220;Nell&amp;#8217;ora del dolore,
perché, perché Signore,
perché me ne rimuneri così?&amp;#8221;
Tutti noi cantautori dobbiamo tantissimo a Puccini, dice.
Una donnina dietro di me ripete il testo di &amp;#8216;Luci a San Siro&amp;#8217;, come quelle vecchiette che ripetono le parole del prete durante la messa quando non si dovrebbe. Sto per ucciderla ma smette in tempo per evitare una fine dolorosa.
Finisce con Samarcanda. E&amp;#8217; il più bel concerto che gli abbia ...&lt;div class="feedflare"&gt;
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		<title>Il vecchio e il sogno</title>
		<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/-1tGqbSUIYa4Lk-u0wOvykqNmcQ/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/-1tGqbSUIYa4Lk-u0wOvykqNmcQ/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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Il vecchio mi accolse nel suo bell’appartamento e mi fece sedere su una vecchia poltrona. A ben vedere tutto era vecchio in quella casa, però tenuto bene, come in quelle case dove una donna si occupa della casa.
Si scusò per il disordine e mi spiegò che da poco era morta sua moglie e non aveva nessuno che si occupasse della casa, per quello era tutto così…
Mi disse anche  che sperava di sentire quella chiave che si infilava nella serratura della porta, ma non era più possibile, perché lei non c’era più.
Notai a destra della poltrona dove stava seduto quella bombola grigia dell’ossigeno.
Se  ne accorse: “Non la veda così, non la veda come se io non potessi più uscire da questa casa, come fosse una prigione. La veda come se non ci fosse più necessità di uscire per me e questo appartamento io potessi chiamarlo ‘Mondo’ senza considerarmi pazzo”. Annuii, ...&lt;div class="feedflare"&gt;
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	<item>
		<title>Google Adsense e l’ironia</title>
		<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bkuh9v3kNMwJFwmSrObBcIth-B4/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/bkuh9v3kNMwJFwmSrObBcIth-B4/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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A parte questo, ho notato una cosa che mi ha fatto riflettere. Gli annunci sono basati su alcune parole chiave che Google estrapola dai post ed elabora. In genere ci indovina. Che so, parlo di romanzi e scrittori e vengono fuori annunci che riguardano libri e case editrici. Ma se un post è ironico, l&amp;#8217;intelligenza artificiale dei computeroni americani fallisce miseramente.
Ad esempio se cliccate l&amp;#8216;ultimo intervento di Fab Van Alt vi appariranno molto probabilmente annunci di pompe funebri che organizzano splendidi funerali (c&amp;#8217;era la parola chiave &amp;#8216;funerale&amp;#8217;), o amorosi volontari che si prendono cura di ...&lt;div class="feedflare"&gt;
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	<item>
		<title>L’Emo l’ha inventato Fab Van Alt</title>
		<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/dGxEx5nxNkHg7S_ICt1i2IsvE2U/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/dGxEx5nxNkHg7S_ICt1i2IsvE2U/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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Fab Van Alt
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 Segui il feed&lt;div class="feedflare"&gt;
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	<item>
		<title>Intervista allo scrittore on line</title>
		<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/TggQe-SDCB5VGqPVazHD0CZTQqk/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/TggQe-SDCB5VGqPVazHD0CZTQqk/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/TggQe-SDCB5VGqPVazHD0CZTQqk/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/TggQe-SDCB5VGqPVazHD0CZTQqk/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;Il Blog Critica letteraria si autodefinisce &amp;#8220;Un altro blog per risollevarci dal menefreghismo letterario&amp;#8221; e già solo per questo mi piaceva. Ma ora che ha pubblicato quest&amp;#8217;intervista al vostro scrittore di romanzi preferito, ne sono diventato fan accanito. Ci terrei che la leggeste.
Ciao Fabrizio, 
benvenuto qui nel nostro “Salotto”. È un piacere avere la tua simpatia spontanea e la tua arguzia a insaporire le risposte. Per chi non avesse letto la nostra recensione a Rossana, il sogno e il ragno Calatrava, ecco il link:  clicca qui.
Vediamo dalla tua biografia che sei in primis un ingegnere. Quando è nata la tua passione per la scrittura? È stata una scoperta improvvisa o conviveva già con i numeri? 
 
Conviveva. Ho iniziato a scrivere verso i diciassette anni. Erano poesie. Lo feci perché un giorno mio padre, che era ingegnere, ma di quelli seri, mi svelò un segreto terribile: non solo scriveva di nascosto poesie, ma poiché ...&lt;div class="feedflare"&gt;
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	<item>
		<title>Il segreto della cassiera</title>
		<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/DxWAgUrVUbjp1RXebcIttjERPdg/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/DxWAgUrVUbjp1RXebcIttjERPdg/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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Lo so che può far ridere, anche perché non dovevo comprare giocattoli, ma ho provato profonda commozione. ...&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaTelaDelRagnoCalatrava/~4/X63h3NZRGto" height="1" width="1"/&gt;</description>
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	<item>
		<title>Nelle ore di buco a scuola</title>
		<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/AjHM2DcYvodIvDqWL0c6cpjvFAE/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/AjHM2DcYvodIvDqWL0c6cpjvFAE/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/AjHM2DcYvodIvDqWL0c6cpjvFAE/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/AjHM2DcYvodIvDqWL0c6cpjvFAE/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;Nelle ore di buco a scuola, in aula tecnigrafi io e un computer del ’96 scriviamo romanzi e favole. I tecnigrafi mi guardano qualcuno è più inclinato qualcun altro meno, quelli più inclinati sono più attenti degli altri. L’aula è enorme il computer ronza lentissimo come un diesel del ’60.
Piacerà ‘sta roba?
Qualcuno, a leggerla, penserà che sono la persona peggiore del mondo qualcuno penserà che sono una persona eccezionale, qualcuno addirittura penserà che sono tutte e due le cose contemporaneamente.
Ma non pensiate che parli di voi o perlomeno che ne parli apposta. Io parlo sempre di me e ogni personaggio, nel bene e nel male sono io. Per cui se vi riconoscete in qualche situazione o stato d’animo, sappiate che è solo perché quello che ho vissuto io l’avete vissuto anche voi e quello che provo io l’avete provato anche voi.
Per questo so che saranno un bel romanzo e una ...&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaTelaDelRagnoCalatrava/~4/ukzP39YYh9w" height="1" width="1"/&gt;</description>
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	<item>
		<title>Tutti splendiamo</title>
		<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/APHvATYbddXCVL8HPp2lvjVWpY8/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/APHvATYbddXCVL8HPp2lvjVWpY8/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/APHvATYbddXCVL8HPp2lvjVWpY8/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/APHvATYbddXCVL8HPp2lvjVWpY8/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;L’8 dicembre di ventinove anni fa morì John Lennon.
Non ricordo cosa ho fatto ieri, e i nomi e i volti di chi incontro, tanto che ogni volta mi presento e l’altro mi guarda stupito e di solito dice: &amp;#8220;Fabrizio, sono XY, ci siamo conosciuti l’anno scorso a&amp;#8230;&amp;#8221;
Ricordo perfettamente dov’ero e cosa facevo 29 anni fa. Ero a scuola, terzo anno di liceo classico e le cose andavano malino. Andavo male a filosofia, materia nuova che non mi piaceva. Quel matto aveva sparato a John Lennon la notte prima. Ero con la mia amica Teresa e ci dicemmo che eravamo tristi, affacciandoci alla finestra della nostra classe, anche se non ricordo le parole precise. Il tempo era come noi, grigio e piovoso.
Poi arrivò la professoressa e tutto ricominciò come sempre.
Pensai che ero grato a Lennon perché aveva cantato una cosa che nessuno ci aveva mai detto, professori, genitori, maestri di vario ...&lt;div class="feedflare"&gt;
&lt;a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/LaTelaDelRagnoCalatrava?a=lNVTnMqPhaY:tzrtdZkmkQI:yIl2AUoC8zA"&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/LaTelaDelRagnoCalatrava?d=yIl2AUoC8zA" border="0"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaTelaDelRagnoCalatrava/~4/lNVTnMqPhaY" height="1" width="1"/&gt;</description>
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	<item>
		<title>Lavori in pelle</title>
		<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/sYFWssa3O9VYkcQSDjWbaaMQq2Y/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/sYFWssa3O9VYkcQSDjWbaaMQq2Y/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/sYFWssa3O9VYkcQSDjWbaaMQq2Y/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/sYFWssa3O9VYkcQSDjWbaaMQq2Y/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;Sto leggendo Blade Runner per lavoro. Mi hanno affidato 3 ragazzi che &amp;#8220;non si avvalgono dell&amp;#8217;insegnamento della religione cattolica&amp;#8221; e io gli faccio un&amp;#8217;ora alla settimana al posto del collega di religione, appunto. Amo Philip k. Dick perciò ho scelto quel romanzo. La lettura va un po&amp;#8217; a rilento perché non è un libro semplice sia dal punto di vista linguistico che dei contenuti. Spesso fermo la lettura e spiego, così anch&amp;#8217;io capisco meglio.
Per ora ho detto solo ai ragazzi che parla di alcune persone che sono considerate cose (&amp;#8220;lavori in pelle&amp;#8221;) ma che se si feriscono sanguinano e se sono tristi piangono. E di come quello che dovrebbe essere il loro carnefice pian piano si converte di fronte all&amp;#8217;evidenza che sono esseri umani come lui. Ma sono tutte cose di pura fantasia. Chi di noi considererebbe mai qualcun altro come un oggetto da usare e buttar via?!
E&amp;#8217; fantascienza, no?




 ...&lt;div class="feedflare"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/LaTelaDelRagnoCalatrava/~4/j-__Wch_224" height="1" width="1"/&gt;</description>
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	<item>
		<title>Prima di tutto…</title>
		<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/TvnVAzF2RmIArZ6ouJ25_sJU3VU/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/TvnVAzF2RmIArZ6ouJ25_sJU3VU/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/TvnVAzF2RmIArZ6ouJ25_sJU3VU/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/TvnVAzF2RmIArZ6ouJ25_sJU3VU/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&amp;#8230; è nata l’amicizia con Emanuele e Clara, poi è venuto tutto il resto.
Sto parlando di Melerè, la musica bambina, la favola per bambini che ho scritto e appena pubblicato per la Società Editrice Fiorentina in collaborazione con CreativaMente.
In realtà la favola (e il libro illustrato che la contiene) è solo una parte di tutto il lavoro. Nel progetto sono state coinvolte tante persone e alla fine è uscita una scatola-gioco contenente un libro illustrato, un cd con l’autore (io) che legge la favola accompagnato dalla musica di Marco Simoni e un gioco da tavolo ispirato alla favola. Io, Marco Simoni, la bravissima illustratrice Alessandra Vitelli, Emanuele Pessi (autore del gioco), Clara Fadda e la grafica Roberta Biasci, i miei editori Massimo Ciani e Frank, tutti insieme abbiamo collaborato per realizzare Melerè. E alla fine è venuto un bel lavoro. Davvero.
Ma prima è nata l’amicizia tra noi, come di amicizia parla la favola di Melerè, la ...&lt;div class="feedflare"&gt;
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		<title>Cuore e ragioniere</title>
		<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/sUFmISTtDAIzy5Fc5f5lRpmvH1g/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/sUFmISTtDAIzy5Fc5f5lRpmvH1g/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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Mi ha colpito un ragazzino in ultima fila con i capelli a cresta tenuti su con mezzo litro di gommina. Sembrava più piccolo degli altri. Non guardava verso di me che parlavo ma alla sua destra davanti. Con l&amp;#8217;occhio esperto nel cercare i motivi di distrazione dei miei ragazzi seguo il suo sguardo e scopro dove va a infrangersi. Colpisce la ragazzina più carina, quella che sta accanto a una sua amica carina come lei, quella che ha la tua età ma dimostra 5 anni di più e che non può considerarti appartenente alla sua stessa razza.
Gli occhi del bambino sono espressivi e tristissimi, guarda la ragazza per un bel po&amp;#8217;, mentre lei chiacchiera con la sua ...&lt;div class="feedflare"&gt;
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		<title>Libertà obbligatoria</title>
		<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/AqAAiSnhGaecErBX_SM7MIh8rGw/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/AqAAiSnhGaecErBX_SM7MIh8rGw/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/AqAAiSnhGaecErBX_SM7MIh8rGw/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/AqAAiSnhGaecErBX_SM7MIh8rGw/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;Gira in questi giorni una pubblicità in tv più triste del solito (e ce ne vuole). Una voce maschile, triste, ti informa che sei libero solo appena nato. Poi ti fanno vedere un bambino, triste, imprigionato dentro un box per neonati, dei bambini a scuola, tristi, degli adulti in diverse situazioni di lavoro, tutte tristi. Poi appaiono immagini di libertà, ragazze che sciolgono i capelli, giovani che corrono in bicicletta e alla fine un uomo che si tuffa in mare coi pantaloni.
Come si raggiunge questa fantastica libertà?
E me lo chiedete?! Basta comprare l&amp;#8217;oggetto dello spot: un televisore. Ah, però questo è diverso, è tutta un&amp;#8217;altra cosa.
È senza bordi, per questo chi lo comprerà si sentirà libero.
Anche il vostro concetto di libertà è questo?
Scrivetemelo.






 
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